# s1e1 ## Trailer > Attraverso il microfono di INSiDER - Dentro la Tecnologia, la nostra redazione, che comprende [Davide Fasoli](https://www.dentrolatecnologia.it/davide.fasoli.html), [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html) e [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), parlerà di tecnologia, in tutte le sue sfaccettature, ma con un focus particolare sulla user experience, ovvero l’esperienza utente, il rapporto Uomo-Macchina, che quotidianamente, istante per istante, viviamo. Ogni sabato mattina parleremo di un argomento legato al mondo della tecnologia, spaziando tra infinite tematiche e con una prospettiva sempre diversa. In queste narrazioni ci faremo coadiuvare da altre persone, professionisti del settore e non, con l’intento di creare un dibattito e un reciproco arricchimento. - Stagione: 1 - Episodio: 1 - Data di pubblicazione: 2019-11-09 06:45:00 - Durata: 02:34 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s1e1](https://www.dentrolatecnologia.it/s1e1) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione #### Trailer > - Timestamp: 00:01 - Autori: - Argomenti: - Tipologia: Topic **Davide**: State ascoltando il trailer del podcast e quindi se volete sentire e parlare di tecnologia vi consiglio di scegliere un qualsiasi altro episodio. Sono sempre stato affascinato dal progresso tecnologico e credo che mai come oggi la tecnologia possa essere un eccellente specchio della società, la quale è stata radicalmente modificata, se non plasmata, dallo sviluppo informatico. Oggi alcuni traguardi che ci eravamo prefissati di raggiungere come portare la vita su Marte sembrano ancora molto lontani, ma in realtà qualche volta sarebbe il caso di fermarsi e guardare indietro per vedere dove si è arrivati. E non serve guardare tanto in là, forse 100 o addirittura 50 anni, e chiedersi come era la vita nel 1919 o nel 1969, sicuramente radicalmente diversa. Solo 50 anni fa l'Uomo con la U maiuscola mise piede sulla Luna, una cosa che ormai diamo per scontata, ma ha avuto un impatto così grande sia sulle persone che sul progresso della tecnica, che senza il primo "moon landing", probabilmente in questo momento sia io che sto parlando. Se voi che state ascoltando, staremo facendo qualcosa di totalmente diverso. Attraverso questo microfono la nostra redazione, che oltre a me Davide Fasoli, comprende Matteo Gallo e Luca Martinelli, parlerà di tecnologia, in tutte le sue sfaccettature, ma con un focus particolare sulla "User Experience", ovvero l'esperienza utente, il rapporto Uomo-Macchina che quotidianamente, ormai istante per istante, viviamo. Ogni sabato mattina parleremo di un argomento legato al mondo della tecnologia, spaziando tra numerosissime tematiche, e lo faremo con una prospettiva sempre diversa. In questa narrazione ci faremo coadiuvare ad altre persone, professionisti del settore e non, con l'intento non solo di creare un dibattito e un reciproco arricchimento, ma sarà anche per noi uno strumento per approfondire il vastissimo mondo tech. Penso che conoscere di tecnologia sia oggi un onere anche da parte di chi non ne è direttamente interessato. L'ignoranza in materia non è ammissibile, perché in gioco non c'è solo il denaro che è senza ombra di dubbio nel bene o nel male per noi della nostra società, ma soprattutto la nostra privacy, che è altamente e costantemente esposta a rischi, e attuare un comportamento piuttosto che un altro può inficiare direttamente sulla nostra esistenza. #### Conclusione - Timestamp: 02:33 - Tipologia: Conclusione --- # s1e2 ## USB-Centric > Dal nuovo MacBook Pro 16 al RAZR 2019. Cosa hanno in comune? Il futuro della tecnologia. - Stagione: 1 - Episodio: 2 - Data di pubblicazione: 2019-11-16 06:45:00 - Durata: 12:30 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s1e2](https://www.dentrolatecnologia.it/s1e2) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, questo è INSiDER, io sono Davide Fasoli e siete su Mediacenter. La puntata di oggi riguarderà le novità tecnologiche presentate in settimana, mentre invece settimana prossima ci sarà la vera e propria intervista con Matteo Gallo, ovvero un utente Android che recentemente è passato ad iPhone, quindi da un telefono Android come dispositivo principale ad un iPhone. Prima di cominciare io volevo scusarmi per il mio tono di voce, ma purtroppo ho preso il raffreddore, so anche da chi, ma nessuno ci fermerà, e INSiDER almeno al secondo episodio ci deve arrivare. Volevo anche ringraziarvi per i feedback che ho ricevuto per la puntata pilota e i consigli che mi sono stati dati cercherò di implementarli pian piano nel corso del tempo. #### L'arrivo di Disney+ > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:50 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Settimana scorsa si è parlato di Disney+, e la novità rispetto alla scorsa volta appunto è che Disney+ è disponibile negli Stati Uniti e devo dire che da quello che ho visto l'interfaccia grafica è ottima. L'integrazione con vari sistemi operativi, Smart TV, Smart Stick per la televisione è completa, e in più ho notato una grande possibilità di personalizzazione all'interno dell'applicazione. Inoltre, e questo non è per nulla scontato, la qualità a cui sono caricati i contenuti è molto molto buona. Parliamo di bitrate elevati, vi è il supporto per tutti gli standard qualitativi attuali, quindi 4K, HDR, e questo un po' fa riflettere perché allora la battaglia che c'è tra queste grandi compagnie di streaming ormai non si fa più solo sulla qualità contenutistica, ma anche vi è una vera sfida anche alla qualità tecnica del contenuto fruibile. Ma venendo invece alle novità che hanno caratterizzato questa settimana, io devo dire che due cose nello specifico mi hanno colpito. In primo luogo la presentazione dei nuovi MacBook Pro 16 pollici, e dall'altra la presentazione del nuovo Motorola Razr 2019. #### Nuovi MacBook Pro > - Timestamp: 02:05 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Computer - Tipologia: Notizia **Davide**: Di per sé, nel primo caso, non mi ha colpito tanto la presentazione dei nuovi MacBook Pro che mantengono nello stesso chassis dei 15 pollici uno schermo da 16 pollici quindi un peso un po' maggiorato rispetto al precedente anche uno spessore superiore però ad impatto poco è cambiato sia a livello di sensazione di peso sia a livello visivo se non appunto la cosa che risalta di più evidentemente lo schermo ma quello che mi ha colpito di questa presentazione è più che altro un ragionamento che ha fatto Phil Schiller il vice president di Apple che interpellato sulla possibilità di inserire di nuovo un lettore SD nei Mac cosiddetti pro ha detto questo: **Phil Schiller**: As we've been spending a lot of time with the MacBook Pro surveying what our customers use, what IO they need, where their needs are growing and how they're changing, and did a lot of soul searching on it and asking ourselves about a lot of connectors, about USB-A, about SD card readers, about HDMI, re-questioning everything, and really what we came down to is more and more customers are taking advantage of USB-C and Thunderbolt, love the incredible headroom and performance there is there, the higher power there is, the charging ability there is, and so we think having on the highest of the MacBook four USB-C Thunderbolt ports gives the most headroom for the things you will be doing in the years ahead, and the trade-off is for a few traditional media types like SD card readers, means using an adapter, but there are USB-C adapters, I carry one for that, and ultimately that gives you the highest performance and most flexibility with this arrangement, so after a lot of soul searching, we think we've done the best thing for customers with the IO we have, meaning that you don't have every port type in the world on it. **Davide**: Quindi, se da una parte Shiller ammette che effettivamente c'è una richiesta di reintroduzione di questo tipo di porte, però dall'altra sostiene che in realtà ha molto più senso integrare quattro porte USB-C Thunderbolt. Thunderbolt fra l'altro è uno standard che è creato da Apple, un protocollo per trasferire file in modo più veloce anche rispetto alla USB-C, piuttosto che aggiungere delle singole porte che magari ad un determinato tipo di utente possono non servire. Le quattro porte USB-C garantiscono delle velocità più elevate di qualsiasi altro sistema, ma poi rendono di per sé le porte più "future-proof", cioè maggiormente capaci di affrontare gli anni a venire e quindi dare una maggiore longevità al dispositivo. Ovviamente è chiaro, l'ho dato quasi per scontato, che ci sono stati tra la versione precedente e quella attuale dei miglioramenti prestazionali addirittura fino all'80% di prestazioni in più e tanto per citare qualche altra caratteristica nella versione maxata arriva fino a 8 giga, anzi 8 terabyte di archiviazione in SSD e fino a 64 giga di memoria RAM. Ma ovviamente sono prodotti che hanno dei costi esagerati perché sono dei prodotti evidentemente per un uso professionale, chi deve fare un editing videografico, fotografico oppure di audio a livelli professionali e che quindi ha necessità di avere una grande potenza di calcolo anche fuori da un ufficio. Il prezzo invece per il modello base è rimasto lo stesso della versione precedente che è di certo una caratteristica positiva perché si speculava addirittura che di base il macbook pro 15 ora il 16 avrebbe raggiunto un prezzo di 3000 euro o 3000 dollari di listino per appunto la versione basic. Ma tornando invece alla seconda notizia della settimana, Motorola ha presentato il suo telefono pieghevole il quale va ad aggiungersi agli altri due presenti sul mercato ovvero Samsung galaxy fold e Xiaomi mi flex che fra l'altro fa rima con Plex e questo è molto interessante non che faccia rima complex ma che ci #### Il pieghevole di Motorola > Fonte: DDay.it - Timestamp: 06:47 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: siano tre tipologie diverse di telefono pieghevole infatti di questi tre prodotti presentati ciascuno ha la sua caratteristica distintiva. Il caso del fold, la piega dello schermo è all'interno quindi c'è uno schermo esterno e poi è uno schermo principale più grande all'interno che scompare totalmente quando il telefono è chiuso. Nello xiaomi invece è il contrario lo schermo principale quello più grande non si chiude ma la piega è verso l'esterno quindi a telefono chiuso si avrà lo schermo da entrambi i lati e invece Motorola non sfrutta il "form factor" di uno smartphone per nascondere un tablet come fanno gli altri due competitor ma piuttosto parte dal form factor di un telefono e lo riduce ulteriormente, dimezzando ne di fatto le dimensioni. Il problema di questo tipo di foldable di questo telefono pieghevole è che di fatto la batteria diventa piccolissima e come sappiamo la batteria è uno dei più grandi problemi del periodo attuale tecnologico soprattutto per la tecnologia più piccola come può essere uno smartphone ma poi il vero il vero problema che molti si pongono è se effettivamente abbia senso ridurre le dimensioni, la forma di uno smartphone attuale che ci sta perfettamente in una tasca per appunto dimezzarlo. Non si vedono e neanche sinceramente trovo un grande vantaggio nella versione proposta da Motorola. C'è anche da dire che una cosa che io apprezzo molto di questa versione di pieghevole è l'ingegnerizzazione che è stata creata per rendere la piega che ovviamente non può essere di 360 gradi dello schermo, ma è stato attuato un processo di ingegnerizzazione tale che permette di poter piegare totalmente lo schermo senza lasciare nessun gap tra le due porzioni. Vi invito a cercare online qualche tipo di grafica che spieghi questo dettaglio perché è veramente realizzata molto bene. Invece negli altri due concept, quello di Galaxy Fold e Mi Flex, una piega rimane e quindi si può vedere attraverso il dispositivo senza che le due parti combacino perfettamente. Comunque l'elemento che accomuna tutti questi dispositivi pieghevoli è sicuramente la tecnologia che permette ciò. Poter piegare uno schermo non è una cosa per nulla banale, sono serviti diversi anni di studi partendo da schermi OLED che hanno permesso appunto di arrivare oggi ad avere questi tre dispositivi, che a mio avviso non diventeranno mai dei dispositivi di massa soprattutto per i costi molto elevati che hanno l'ultimo appunto quello di Motorola è proposto al lancio a 1500 dollari e il Fold di Samsung supera tranquillamente i 2000. Comunque dicevo che non è per nulla banale poter piegare uno schermo perché innanzitutto serve uno schermo OLED con uno schermo LCD invece non sarebbe possibile, ricordo che la differenza sta nel fatto che l'LCD ha un pannello che illumina tutti i pixel in modo quindi il pannello è sempre acceso, e invece negli OLED ogni singolo pixel pensa alla propria illuminazione e uno dei vantaggi degli OLED è poter raggiungere il nero assoluto perché quando si chiede il colore nero al pixel questo si spegne ma anche perché è necessario che non ci sia davanti allo schermo un vetro, ma serve per forza un pannello di plastica e questo di per sé rende gli schermi pieghevoli anche esteticamente molto brutti con diversi riflessi causati proprio dall'utilizzo della plastica al posto del vetro che in generale allo stato attuale ha raggiunto un livello di complessità in tema ad esempio di rifrazione delle onde molto elevato. Quindi effettivamente parlare di schermi pieghevoli come futuro, quindi sostituire magari il proprio tablet, il proprio telefono con un unico dispositivo, oppure ridurre il proprio dispositivo principale ad un oggetto piccolissimo e portabile al 100% non penso che possa essere appunto praticabile, sia per una questione di costi #### Conclusione - Timestamp: 11:38 - Tipologia: Conclusione **Davide**: ma poi ci sono diversi problemi legati alla durabilità di dispositivi che implicano dei meccanismi così complessi come queste cerniere. Si conclude così la prima puntata effettiva di INSiDER, spero che sia stata per alcuni di voi interessante e se eventualmente avete ulteriori domande potete farmele in privato. Noi ci sentiamo settimana prossima. Ciao a tutti. --- # s1e3 ## Move to iOS > Le novità della settimana, tra PickUp elettrici e Google Stadia, un focus su Telegram e un'intervista ad un utente Android passato di recente ad iOS. - Stagione: 1 - Episodio: 3 - Data di pubblicazione: 2019-11-23 06:45:00 - Durata: 26:39 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s1e3](https://www.dentrolatecnologia.it/s1e3) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Innanzitutto, volevo dirvi che sono contento che la puntata della scorsa settimana vi sia interessata. Ho ricevuto diversi messaggi positivi e fra l'altro mi avete fornito diversi spunti su argomenti che vi interessa approfondire. Non a caso, in questa prima parte del podcast, oltre a riportare le notizie più salienti della settimana, dedicherò qualche minuto per parlare di Telegram e che cosa lo distingue da WhatsApp. La novità più interessante della settimana arriva però dalla California, dove Elon Musk ha presentato un nuovo veicolo Tesla. #### Tesla CyberTruck > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:42 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa volta si tratta di un pick-up elettrico chiamato Cybertruck, che oltre ad avere un aspetto perlomeno fuori dal comune, è costituito da una lega di acciaio inossidabile, che grazie ad un particolare meccanismo è classificato come 30 volte più resistente del normale. Anche il vetro, che riveste gran parte del veicolo, chiamato Tesla Armored Glass, sostanzialmente metallo trasparente, è molto innovativo. Il veicolo dispone di 6 posti sedere e ha una capacità di traino che è molto più elevata di qualsiasi pick-up tradizionale, ma allo stesso tempo ha l'accelerazione di una macchina da corsa. Tanto che nella versione 3 motors raggiunge i 100 km orari in solo 2.9 secondi. Il prezzo varia a seconda del numero dei motori, da 1 a 3 si parte da 40.000 dollari fino a 70.000. Dimenticavo che, alla fine della presentazione come "One More Thing", Musk ha mostrato anche un quad elettrico, che si posiziona perfettamente nel cassone posteriore del Cybertruck. La settimana scorsa abbiamo parlato del nuovo Motorola Razr 2019, approfittandone per fare il punto della situazione per quanto riguarda i telefoni con schermo pieghevole. #### L'arrivo delle eSim > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:54 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Ma un'altra caratteristica che non ho citato del nuovo dispositivo di Motorola è che si tratta del primo smartphone disponibile direttamente sul mercato italiano che supporta unicamente le eSIM, che si scrive e-SIM. Questo significa che non sarà più necessario recarsi fisicamente in un negozio di telefonia per acquistare una SIM, ma tutto il processo potrà essere gestito online. Questo comporta un duplice vantaggio per il consumatore, che da una parte è meno vincolato e dall'altra può sottoscrivere delle offerte telefoniche temporanee a bisogno. Mi viene in mente l'esempio di chi deve trascorrere un periodo mediamente lungo all'estero oppure chi ha la necessità di una maggiore quantità di dati per un frangente di tempo limitato. Molti dispositivi recenti supportano le SIM fisiche, ma anche le e-SIM. Faccio l'esempio di Apple, che da un paio di generazioni affianca alla SIM tradizionale la possibilità di sottoscrivere un secondo piano tariffario con un altro operatore e quindi permette di fatto di avere due numeri telefonici sullo stesso iPhone. Era ora che le e-SIM arrivassero anche qui da noi, visto che sono ampiamente diffuse sia negli Stati Uniti sia nel resto d'Europa e come già detto è un vantaggio per il consumatore. Gli operatori italiani infatti hanno esitato tanto perché evidentemente escludere la fisicità della SIM significa anche aumentare la volatilità dei propri clienti. Ma il progresso tecnologico è inarrestabile e forse anche le direttive dell'Unione e quindi prima o poi gli operatori avrebbero dovuto adeguarsi comunque. #### Arriva Google Stadia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:39 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Gaming, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Finalmente è disponibile la versione a pagamento di Google Stadia, il servizio di gioco in streaming che permette cioè di giocare sfruttando l'infrastruttura di server di Google delegando ai server appunto il calcolo e l'elaborazione dei giochi. Dal lato dell'utente non è richiesto alcun requisito di calcolo, ma basta un dispositivo abilitato, una buona connessione e un controller per giocare. L'entrata di Google nel mercato del cloud gaming dovrebbe far riflettere su com'è ormai il trend seppur "acerbo" sia questo. Dico acerbo perché ad oggi ci sono alcuni problemi di latenza che sono giustificati dal fatto che la potenza di calcolo si trova molto distante dallo schermo su cui giochiamo. Però, qui lo dico e qui lo nego, PlayStation 5 e Xbox Scarlett saranno l'ultima generazione di console fisiche. Stadia arriverà in una versione gratuita ma solo da inizio 2020. #### Telegram vs Whatsapp > - Timestamp: 04:36 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Applicazioni, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Rimanendo in tema di cloud, uno di voi durante la settimana mi ha chiesto di spiegare quale fosse il vantaggio di utilizzare Telegram al posto o perlomeno affiancato a WhatsApp. Le due applicazioni di messaggistica infatti sono tutto fuorché simili. Sì, effettivamente l'interfaccia grafica è paragonabile ma la radicale differenza sta alla base. Infatti, se da una parte WhatsApp è "client-based", ovvero i messaggi inviati vengono conservati solamente sul dispositivo del mittente e del destinatario, Telegram è "cloud-based", ovvero il messaggio è in primis conservato sui server criptati e l'utente, dal proprio dispositivo, ne vede semplicemente una copia. Questa seconda configurazione è molto vantaggiosa perché permette di non occupare minimamente spazio sul dispositivo e di accedere al messaggio anche senza avere la disponibilità concreta del proprio smartphone. Infatti, potete utilizzare Telegram autonomamente da un PC, da un tablet o addirittura da un altro telefono. Per farvi un esempio concreto, se qualcuno vi dovesse rubare il telefono sul quale avete WhatsApp, quindi tutte le vostre chat, non ci sarà più modo per voi nell'imminente futuro di ricevere dei messaggi magari importanti e comunque anche riattivando WhatsApp su un nuovo telefono recupererete le chat fino al momento dell'ultimo backup, a patto che ovviamente l'abbiate mai fatto. Telegram permette inoltre di generare dei bot, una sorta di programma che permette alcuni automatismi. Emblematica è la chat su cui fate richieste o ricerche di film di Plex. Infatti, questa è un bot magnificamente programmato da Luca Martinelli. Telegram ha anche dei lati oscuri perché questa maggiore apertura quasi di carattere social lo rende più soggetto di WhatsApp ad abuso da parte dell'utenza. Mi riferisco ad esempio ai canali e bot di pirateria, ma tema notevolmente più rilevante è quello della pedopornografia che è difficile da controllare anche per gli stessi sviluppatori. Ed eccoci alla seconda parte dell'episodio, senza perderci in chiacchiere ulteriori conosciamo l'ospite, Matteo Gallo, anche lui produttore di un contenuto originale su Plex che di recente è passato da un Samsung S6 ad un iPhone XR. #### Move to iOS > - Timestamp: 06:56 - Autori: Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Intervista **Davide**: Benvenuto Matteo. **Matteo**: Grazie, un saluto a tutti gli ascoltatori. **Davide**: Innanzitutto volevo farti una domanda bruciapelo su un altro argomento ovvero il tuo contenuto originale e come procede ha riaperto nella nuova location da Viet e se si ci farà un video riguardo. **Matteo**: Sì, cercherò di farlo. Dovrei contattare il mio collaboratore Luca Martinelli per fare un secondo contenuto comunque se l'intenzione è quella. **Davide**: Direi ottimo. Passando invece alla vera e propria intervista, il motivo per cui sei qui, inizio subito con una domanda. Che telefono avevi prima? Ho detto che avevi un Samsung S6, ma ai tempi perché avevi fatto quella scelta, con quale criterio l'avevi fatta? **Matteo**: Inizialmente avevo un Samsung Galaxy S3 e successivamente mi si è rotto in viaggio, di conseguenza ho deciso di passare a un modello successivo, in questo caso un Samsung Galaxy S6 che a quel tempo comunque l'avevo trovato anche a un buon prezzo in negozio. **Davide**: Ho capito. E invece ora come mai hai avuto la necessità di sostituire questo Samsung S6? **Matteo**: Beh, l'S6 era troppo usurato per essere rimesso in sesto, solo il cambio di batteria mi sarebbe costato una settantina di euro, per non parlare di tutte le altre componenti della scheda madre, processore, antenne, insomma, eccetera. **Davide**: Avevi anche problemi a livello software o il dispositivo comunque era ancora fluido? **Matteo**: Sì, diciamo che era comunque abbastanza fluido, però il fatto che la batteria fosse totalmente usurata diciamo che aveva delle grosse limitazioni comunque anche dal punto di vista della prestazione. **Davide**: Prestazionale immagino... **Matteo**: Sì, anche quando aprivo applicazioni come Google Maps, si inceppava abbastanza facilmente il dispositivo. **Davide**: Ti faccio questa domanda perché, come tu sai, c'è proprio tutto un tema legato all'obsolescenza programmata e se effettivamente le grandi multinazionali di tecnologia rallentino in modo attivo, quindi intervenendo sul software o sull'hardware per ridurre le prestazioni del dispositivo. Tu a riguardo hai qualche opinione? Hai letto qualcosa? Cosa ne pensi? **Matteo**: Allora, non sono molto informato al riguardo, però so che Apple comunque ha una certa soglia di usurio di batteria tende a ridurre le prestazioni del dispositivo. Penso che voglia salvaguardare il dispositivo in sé. **Davide**: Anche l'esperienza dell'utente perché immagina un utente che non vuole sostituire la batteria probabilmente è un utente di fascia bassa e quindi non ha grandi esigenze grandi richieste da fare al dispositivo quindi per quell'utente ha più senso che il dispositivo funzioni magari in modo rallentato piuttosto che si spenga che poi è uno degli effetti che causa la ridotta capacità della batteria quindi instabilità del funzionamento del dispositivo. Venendo invece più nel concreto alla parte software e anche hardware da un certo punto di vista perché proprio un iPhone invece saresti potuto stare in android e rimanere appunto nell'ecosistema che avevi tenuto già da almeno due generazioni di dispositivi? **Matteo**: Perché banalmente ho comprato un iPad per l'università e dato che mi sono trovato molto bene ho pensato che avrei potuto rendere il tutto ancora più efficiente acquistando un iPhone. **Davide**: E qui mi permetto di inserire un nuovo argomento che forse è essenziale in tutto questo ragionamento, ovvero quello dell'ecosistema. L'hai percepita questa cosa dell'ecosistema? È una cosa che effettivamente e concretamente si nota nell'utilizzo quotidiano oppure è una cosa che non hai per nulla colto? **Matteo**: Sì, diciamo che quello che mi incuriosiva di più era provare questo fantomatico ecosistema Apple che viene promosso come cavallo da battaglia dell'azienda di Cupertino di per sé. Infatti dopo un anno di iPad e un mese di iPhone ho potuto trarre le mie prime conclusioni. **Davide**: E quali sono le tue conclusioni al riguardo? **Matteo**: Beh, sono rimasto innanzitutto molto colpito da iCloud, infatti attivando appunto questo Drive... **Davide**: Se posso chiederti quale è la versione di iCloud, quanti gigabyte hai e che offerta paghi mensilmente? **Matteo**: Partendo dall'offerta base di 5 giga gratuiti ho deciso di passare a quella da 50 giga a un euro al mese perché per motivi di spazio per backup, foto, video e documenti avevo bisogno di più spazio e di conseguenza aumentare il... **Davide**: Quindi tu adesso riesci a tenere tutti i tuoi file su iCloud con 50 GB o tieni solo le cose principali? **Matteo**: No, al momento riesco a tenere tutto. Ho sincronizzato messaggi, calendario, promemoria, segnalibri, contatti e persino le password riesco a condividere. È molto comoda questa funzione perché riesco ad accedere da qualsiasi dispositivo Apple, in qualsiasi account. **Davide**: Certo perché se salvi la password su un dispositivo, poi te la trovi su tutti gli altri. **Matteo**: Anche Handoff e Airdrop le ho trovate funzioni molto utili e innovative per me, in quanto non ho mai avuto modo di usufruirne su dispositivi handoff. **Davide**: Tra l'altro, per chi non utilizza dispositivi Apple o comunque non è nel settore, ci spieghi che cos'è Handoff e Airdrop. **Matteo**: Allora, Handoff consente di iniziare un processo su un dispositivo e di continuarlo su un secondo. Per esempio, se sto leggendo un articolo sul telefono, in questo caso su un iPhone, e decido di visualizzarlo su uno schermo più grande, posso semplicemente aprire la pagina di Safari e visualizzarlo su iPad in maniera un po' più... **Davide**: Sì, scegliendo... compare un'iconcina sul dock dell'iPad e da lì premendo si può ritornare a dove l'articolo era stato interrotto. **Matteo**: Esatto e anche Airdrop comunque l'ho trovata molto utile quanto mi consente di condividere istantaneamente foto, video, file, le stesse password e wi-fi. Se ad esempio decido di accedere a un wi-fi sconosciuto però ho la password su un dispositivo ad esempio un iPhone ma voglio accedere sull'iPad posso semplicemente condividere la password da iPhone ad iPad, poi Airdrop consente di condividere file a una velocità pazzesca, per me è stata veramente un'innovazione questa, in passato utilizzavo la condivisione bluetooth di android con NFC, erano veloci sì ma non efficienti quanto Airdrop, questa è stata veramente una svolta. **Davide**: Sì magari anche in ambito universitario capire anche a me di dover girare qualche audio di qualche lezione a dei miei compagni di corso rigorosamente che hanno iPhone e farlo appunto in questo modo ed è molto veloce molto molto pratico perché utilizza l'antenna wi-fi che trasferisce anche penso in modo superiore ad il gigabit di velocità fra l'altro mi viene in mente adesso una domanda che non mi ero preparato ovvero ho citato appunto l'università e tu come prendi appunti all'università qual è il tuo workflow lavorativo comunque da studente... **Matteo**: Beh, come tu sai, utilizzo esclusivamente iPad, veramente è da tantissimo tempo che non utilizzo una penna per prendere appunti e attualmente utilizzo iPad con tastiera e mi trovo benissimo come software, utilizzo Google Docs e mi trovo bene, mi sono sempre trovato bene, non ho avuto necessità di cambiare, anche perché effettivamente ho provato ad utilizzare l'applicazione Pages però diciamo che con Google Docs mi sono sempre trovato bene... non ho avuto questa necessità ecco. **Davide**: Ti capita all'università di dover condividere dei file con dei tuoi compagni di corso oppure il tuo lavoro individuale nel senso che magari prendi le slide, i contenuti presenti sull'e-learning e poi li rielabori insieme al materiale che prendi a lezione però appunto in modo singolo? **Matteo**: No, in realtà per una materia utilizzo appunto la funzione principale di Google Docs, ossia la condivisione istantanea del testo preso al momento. Infatti il professore veramente in questo caso è molto veloce a scrivere e non fornisce il materiale didattico che propone allo schermo. Di conseguenza io faccio le foto con iPad mentre il mio compagno prende appunti su Google Docs. In questo caso possiamo fare un'operazione combinata e avere appunti, i migliori appunti possibili. **Davide**: Infatti questo è effettivamente un altro grande tema, una volta infatti questo tipo di attività era impensabile e devo dire che non c'è paragone, oggi è sicuramente molto meglio da questo punto di vista. Tornando invece alla questione Android-iPhone, raccontaci un po' che cosa a impatto ti è piaciuto però anche visto che non voglio essere per nulla di parte, anche se un po' sembra ma devo evitarlo, che cosa non ti è piaciuto, perché effettivamente ci sono delle cose che neanche a me oggi piacciono di iOS. **Matteo**: Beh, allora i pro, come abbiamo già fatto, li abbiamo già elencati i primi, ossia l'ecosistema in generale, le varie funzionalità di iCloud, Handoff, Airdrop, eccetera. Mentre per quanto riguarda gli aspetti negativi, volevo soffermarmi appunto su alcuni aspetti In primis sui bug che sto riscontrando da quando è uscita la versione 13 di iOS. E infatti ci tengo a precisare che innanzitutto che sono entrato nel vivo dell'ecosistema da quando ho acquistato appunto XR e non prima In quanto il singolo dispositivo come iPad non mi ha permesso di cogliere a pieno tutti i vantaggi offerti dall'ecosistema Dunque adesso potrei elencarti una serie di bug che ho riscontrato nell'ultimo periodo Io ed altri miei amici abbiamo potuto riscontrare ad esempio bug riguardanti l'accelerometro di iPad che impedisce il corretto orientamento dello schermo, è capitato anche a me che uscendo da un'applicazione che richiedeva lo schermo verticale successivamente, dopo essere uscito appunto, lo schermo rimaneva effettivamente verticale non riusciva più ad orientarsi nonostante avessi spostato l'iPad in maniera orizzontale questo mi accade spesso anche a me, e poi un altro bug riguarda le app recenti che si trovano in basso a destra nella schermata home che non si aprono e tu continui a cliccare però queste applicazioni non si aprono e talvolta bisogna addirittura riavviare l'iPad. **Davide**: Cioè quindi tu mi stai parlando di una instabilità del dispositivo cioè è una instabilità software che almeno da mia esperienza precedentemente non c'era. **Matteo**: No, infatti ho notato, facendo qualche ricerca, che la versione di iOS 12 puntava molto sui bugfix, mentre attualmente iOS 13 ha puntato molto sulle introduzioni di nuove funzionalità, però sembra quasi che non riesca a stargli dietro tutte queste introduzioni. Di conseguenza l'esperienza dell'utente può risentirne. Per quanto riguarda l'instabilità, che è un problema molto attuale in questo momento su iOS, ho notato che ci sono molti crash di applicazioni in generale. La stessa applicazione che ospita questa trasmissione, Plex, mi capita spesso che "crashi" mentre sto guardando un film. **Davide**: O ascoltando una puntata del podcast. Fra l'altro una domanda che posso farti riguardo quindi secondo te un dispositivo mobile come può essere un iPad ma anche un iPhone o comunque facendo un discorso più in generale anche quindi considerando un android possono ad oggi sostituire un vero e proprio pc? **Matteo**: Allora, secondo me attualmente no perché comunque iPad ad esempio e iMac sono due dispositivi che si ospitano un sistema operativo proveniente dalla stessa casa costruttrice che non avviene appunto su Android o Windows eccetera. In ogni caso, ad esempio iPad Pro e iMac sono dispositivi diversi che fanno sì funzioni simili ma uno non implica la completa sostituzione di un'altra. Molte applicazioni, come per esempio per me statistica, richiedono l'utilizzo di un PC perché ci sono diverse applicazioni o programmi che su iPad o su qualsiasi tablet non ci sono e di conseguenza molte cose non potrei farle su iPad. C'è da dire comunque che come esperienza in generale io sto facendo veramente tutto con iPad. Prendo appunti, faccio foto, quando sono in università sistema appunti. È molto comoda anche dal punto di vista del trasporto. Vedo molti miei compagni con questi computer ingombranti che vanno in giro attaccano prese di qua e di là, si vedono fili dappertutto, le batterie si scaricano. Anche questo è un punto a favore per i tablet in generale. La batteria tendenzialmente dura molto di più rispetto a un PC. Adesso non so bene quanto possono durare le batterie attualmente di un buon PC. **Davide**: Però sicuramente meno di quello che è un iPad evidentemente perché è anche una questione di richiesta di energia diversa e molto meno efficiente un computer di un iPad. **Matteo**: Esatto anche perché comunque i processi da elaborare penso siano molti meno su un dispositivo come un tablet abbastanza limitato tra virgolette rispetto ad un pc molto più potente. Tornando al discorso in generale volevo fare una precisazione sono consapevole che la qualità degli smartphone Android è salita parecchio negli ultimi anni anzi alcuni aspetti hanno persino superato apple basti pensare al nuovo Huawei p30 che possiede fotocamera adesso non mi ricordo se sia triplo o quadruplo addirittura possiedono molte funzioni come sensori per gestire le ombre e annotare gli obiettivi addirittura la fotocamera frontale comunque monta un zoom ottico 2x per registrare in slow motion. Dopo altri aspetti come ad esempio la ricarica inversa ad esempio non esiste su attualmente non esiste su iOS, la troviamo su dispositivi appunto come sul p30 pro galaxy s10. **Davide**: Beh, in realtà penso che su gli ultimi iPhone 11 ci sia, ma non si è abilitata probabilmente per una questione di efficienza. Apple o l'attiverà in seguito o comunque non l'attiverà mai perché, appunto, poco efficiente. **Matteo**: Beh, però io voglio dire comunque che si è tanto parlato di USB-C, ma ancora non l'abbiamo vista. **Davide**: Apple non ha ancora integrata sugli iPhone i dispositivi più portatili e l'ha integrata come feature "pro" solo sugli iPad Pro. **Matteo**: Sì poi comunque mentre una volta si potevano fare discorsi come si apple effettivamente è quel sistema operativo che potrebbe sembrare perfetto ma questo fino a poco tempo fa adesso come possiamo ben notare la qualità androide si è molto alzata e di conseguenza anche i prezzi perché comunque gli smartphone attuali si aggirano in fasce di prezzi che vanno dai 600 addirittura in 1000 euro vedi e Samsung Galaxy s10 è recentemente uscito comunque un dispositivo validissimo e lo stesso mio amico con cui prendo appunti in università me l'ha mostrato mi ha fatto vedere le potenzialità e non hanno nulla da invidiare dispositivi Apple. **Davide**: Quindi dopo questa tua parentesi la domanda sorge spontanea ovvero consiglieresti a qualcun altro di comprare ad iPhone oppure di rimanere con Android, magari il tuo consiglio dipende anche dal target cioè da chi te lo chiede. **Matteo**: Ma allora io sinceramente, da utente medio o quello che sono, consiglierei di fare quello che si sente, non c'è un pro o non c'è un contro in generale, se ti piace di più un sistema opta per quello, non è detto che Apple possa soddisfare completamente le tue esigenze. Un Android per esempio ha molta più personalizzazione rispetto ad un iPhone, recentemente ho avuto un'esperienza abbastanza difficoltosa nel cambio di suoneria su iPhone ad esempio. Per dire questa cosa è pazzesca, per il semplice fatto che io debba scaricarmi un'applicazione di un giga e mezzo che in questo caso è GarageBand, per semplicemente cambiare una suoneria, perché Apple comunque fornisce un tot di suonerie standard sul dispositivo oppure se non ti vanno bene quelle devi comprarle su iTunes e in questo caso io mi sono trovato molto in difficoltà perché comunque le suonerie sono molto banali, generiche non mi piacevano insomma e alla fine ho dovuto scaricare quest'applicazione di ripeto un giga e mezzo per cambiare una suoneria, questa cosa è pazzesca. **Davide**: Sì, per qualche secondo di audio. **Matteo**: Poi comunque sempre ritornando al tema della personalizzazione la stessa schermata home di un iPhone è totalmente diversa da quella di un android la schermata home di un per esempio un s10 o un Huawei o un Xiaomi è possibile modificare inserendo applicazioni widget strutturando le varie griglie e può avere più o meno applicazioni invece su iOS le applicazioni sono quelle non puoi avere più o meno se ne è meno comunque hai degli spazi vuoti mentre su android questa cosa non succede basta semplicemente ridurre la griglia e tu hai quelle quattro applicazioni che ti occupano tutto lo schermo e siamo tutti felici e contenti, ecco. **Davide**: Sì, effettivamente sono delle ottime considerazioni, quelle che hai fatto sono contento che tu le abbia espresse in questa sede. E domanda successiva tu personalmente rifaresti questa scelta? **Matteo**: Assolutamente sì e infatti comunque nonostante tutti i difetti che ho elencato in precedenza sono sicuro che Apple troverà una soluzione a tutto ciò e di fatto è arrivata una notizia qualche giorno fa in cui si dice che Apple dalla prossima versione di iOS, ossia iOS 14, cambierà totalmente il sistema di sviluppo del software quindi magari inserendo meno funzioni però diciamo correggendo tutti i problemi che sono stati causati dall'introduzione di iOS 13 con tutte le nuove funzionalità eccetera insomma quindi sì rifarei la scelta perché credo comunque nel sistema. **Davide**: Perfetto, io ti ringrazio Matteo per aver partecipato a questa puntata, speriamo di rivederti presto nei panni di produttore di contenuti per il nostro Media Center. **Matteo**: Grazie a te e a tutti gli ascoltatori. **Davide**: Spero che questa intervista sia stata utile per tutti quegli utenti indecisi o comunque che non avevano nessuna idea di come potesse essere fatto iOS e magari avevano la curiosità di conoscerlo per magari passare un futuro ad iPhone oppure rimanere in Android o anche viceversa, può sempre... #### Conclusione - Timestamp: 25:47 - Tipologia: Conclusione **Davide**: può sempre essere io penso che sia comunque difficile un utente iOS che torna ad Android anche se appunto questa è una mia personale opinione. E così si conclude la terza puntata di INSiDER per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scrivete ai miei contatti, noi ci sentiamo settimana prossima, ciao a tutti. --- # s1e4 ## Tecnologia e ambiente > Le notizie della settimana e una riflessione sull'ambiente. - Stagione: 1 - Episodio: 4 - Data di pubblicazione: 2019-11-30 06:45:00 - Durata: 06:51 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s1e4](https://www.dentrolatecnologia.it/s1e4) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Parto subito col ringraziarvi per i feedback della scorsa puntata, avete apprezzato molto l'intervista e questo può solo a che farmi piacere. Infatti vi anticipo già che cercherò di portare interviste, o forse è meglio dire chiacchiere, più spesso. Nelle prossime puntate parleremo infatti di Internet e poi di 5G con uno studente di Ingegneria dell'Informazione. #### Il ruolo dei podcast in Italia > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 00:39 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Musica - Tipologia: Notizia **Davide**: La prima notizia della settimana, che ci riguarda direttamente, è che siamo finalmente sbarcati su molte piattaforme di streaming, Spotify incluso, dove si effettuano tra il 10 e il 20% degli ascolti totali di podcast. Il che, se ci pensate, è positivo perché significa ampliare considerevolmente il nostro potenziale bacino di ascoltatori. Il mondo dei podcast oggi è in gran forma e in forte crescita, visto che i numeri relativi al terzo trimestre del 2019, tra luglio e settembre, dicono che il tempo passato ad ascoltare podcast su Spotify è aumentato del 39% rispetto al periodo precedente. Spotify sta puntando molto sui podcast per cercare di sottrarre una grande fetta di mercato agli audiolibri, essendo i podcast notevolmente più economici da realizzare e quindi, tradotto, più profitto per l'azienda. Ascoltare podcast in questo mondo sempre più frenetico è per molti una solida fonte di cultura e informazione, che, arricchita con un immenso catalogo di musica, permette realmente di sostituire una trasmissione radiofonica con una playlist eterogenea. Ci si può creare, infatti, un vero e proprio palinsesto personalizzato e on-demand. Concludendo questa parentesi, vi invito a condividere il podcast per farlo crescere, perché ciò mi permette di continuare a produrre nuovi contenuti. #### Il primo bus a guida autonoma in Italia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:59 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: La seconda notizia, invece, è che in realtà non ci sono grandi eventi dal punto di vista tecnologico questa settimana, anche perché sarebbe da folli, per l'ufficio marketing di una multinazionale, rilasciare nuovi prodotti o servizi in una settimana interamente focalizzata sul ribasso dei prezzi. Ci tenevo comunque a citare l'inizio della sperimentazione per il primo bus a guida autonoma in Italia, che sta avvenendo a Merano, all'interno di un'area protetta, con lo scopo futuro di fornire un servizio alla cittadinanza per la mobilità all'interno del centro storico. Il livello di guida autonoma è il terzo, il che significa che richiesta la presenza di una persona responsabile a bordo, ma che effettivamente non guida il veicolo. Questo per un limite normativo del nostro paese. #### Tecnologie per l'ambiente > Fonte: Sorgenia.it - Timestamp: 02:59 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Ambiente - Tipologia: Topic **Davide**: In questa seconda parte di INSiDER vorrei parlare di ambiente. Visti i recenti avvenimenti climatici a Venezia, è stato possibile notare quanto tangibile sia il problema climatico. C'è comunque da dire che a Venezia, oltre ai problemi climatici, sono presenti fenomeni di cattiva politica e cattiva gestione del denaro pubblico, perché si spreca molto sia denaro per opere pubbliche, ma anche e soprattutto energia, visto che manca una sensibilità per l'utilizzo di energie rinnovabili. Si deve puntare a un miglioramento del consumo dell'energia per renderlo più sostenibile. Le fonti rinnovabili, ovviamente, sono la chiave della sostenibilità. La produzione di energia attraverso il sole, il vento e le biomasse è una delle soluzioni più attuabili sul nostro territorio. Bisogna puntare sulla produzione di energia idroelettrica e impianti fotovoltaici. Tutte le altre ipotesi per rendere più sostenibili le fonti non rinnovabili non saranno sufficienti nel futuro. L'aumento demografico e lo sviluppo tecnologico sono due temi di forte dibattito all'interno della comunità scientifica. Aumento demografico significa che nei prossimi 30 anni la popolazione mondiale raggiungerà quota 10 miliardi e questo porterà notevoli problemi anche rispetto al consumo di energia, ma soprattutto di acqua, sia da bere ma anche quella essenziale per gli allevamenti e le colture, visto che oggi per produrre un chilogrammo di ortaggi servono all'incirca 500 litri d'acqua. Per quanto riguarda l'energia, invece, l'attuale richiesta di combustibili sta esaurendo le riserve di gas e petrolio e come se non bastasse stiamo assistendo ad un aumento delle temperature che causa lo scioglimento dei ghiacciai e l'avanzamento delle aree desertificate. Oltre a tutto ciò c'è anche la tecnologia che implica anch'essa l'utilizzo di energia per operare. Entro 20 anni ognuno di noi sarà collegato a servizi cloud con un numero di device pro capita superiore a quello attuale. Questa tecnologia è però lo strumento che potenzialmente potrebbe salvarci dal nostro declino. Innumerevoli sono gli esempi che permettono una gestione "antispreco" delle pochissime risorse di cui disponiamo, dall'irrigazione a goccia a tutti quei sistemi di telecamere che, osservando le coltivazioni, sono in grado di fornire l'esatta dose necessaria di concime. È molto importante anche trovare una soluzione al problema della raccolta dei rifiuti, che oggi è stato solo parzialmente risolto dalla modalità di raccolta differenziata per tipo. Ed ecco perché investire nella ricerca è fondamentale. E qui voglio parlare ai miei coetanei, perché è importante avere un punto di vista il più multidisciplinare possibile. Si deve cioè cercare di imparare un po' di tutto dall'economia alla filosofia alla giurisprudenza all'ingegneria. E così si conclude la quarta puntata di INSiDER, un po' più breve del solito, delle altre due che ho fatto, anzi molto più breve della puntata numero 3, però devo dire che appunto questa settimana di cose non ce n'erano molte e poi devo ammettere che effettivamente sono molto impegnato, mi rifarò le #### Conclusione - Timestamp: 05:59 - Tipologia: Conclusione **Davide**: prossime settimane in cui parleremo appunto come ho già detto all'inizio di 5G e Internet, che anche questi sono due argomenti attualissimi che anche si potrebbero aiutarci a risolvere alcuni problemi legati appunto all'ambiente, perché tutta la tecnologia per comunicare necessita ovviamente di cavi o di etere e quindi avere una solida tecnologia di trasmissione permette di creare delle macchine molto più efficienti e che siano in grado di ricevere o comunicare informazioni a grande velocità, io vi ringrazio nuovamente per l'ascolto e ci sentiamo settimana prossima. --- # s1e5 ## Society as a service > Le notizie della settimana, dall'evento Apple del 2 Dicembre alla Darkmode su Whatsapp, per poi passare ad una analisi dello sviluppo dei servizi nella società contemporanea. - Stagione: 1 - Episodio: 5 - Data di pubblicazione: 2019-12-07 06:45:00 - Durata: 11:51 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s1e5](https://www.dentrolatecnologia.it/s1e5) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Siamo ormai giunti al primo mese di programmazione, gli argomenti trattati sono stati tanti ma ancora molto c'è da dire e continueremo proprio questa settimana. Prima di cominciare però volevo annunciarvi che è nata la redazione di INSiDER che comprende me ma anche Matteo Gallo e Luca Martinelli che mi daranno una mano nella scrittura quindi come autori del podcast. Inoltre è ora disponibile un indirizzo di posta elettronica redazioneinsider@gmail.com al quale potete scriverci segnalando degli argomenti che vi possano interessare oppure per darci un feedback riguardo appunto questo podcast oppure per candidarvi se avete qualcosa di interessante da dire riguardo al mondo tech. Veniamo ora alle notizie principali di questa settimana iniziando con Apple che questo 2 dicembre ha tenuto una live speciale a New York per premiare le migliori applicazioni del 2019 per tutti i dispositivi dell'ecosistema ma anche per Apple Arcade il nuovo servizio di gaming in abbonamento realizzato #### Migliori app del 2019 secondo Apple > Fonte: iPhoneItalia.it - Timestamp: 01:00 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Applicazioni - Tipologia: Notizia **Davide**: dalla stessa Apple che fra l'altro evidenzia quanto i colossi dell'internet stiano sempre più puntando a questi famigerati servizi che affronteremo nella seconda parte della puntata. Nel caso specifico Apple Arcade è un servizio in abbonamento mensile e offre all'utente più di 100 giochi in parte esclusivi realizzati da piccoli e grandi sviluppatori. Quello del 2 dicembre è stato un evento inconsueto dato che la casa di Cupertino era solita comunicare questa informazione online e non tramite un evento speciale. La scelta di dedicare un intero evento al comparto software di dettaglio - quindi alle app - è il riflesso di quanto importante sia soprattutto per un'azienda come Apple l'esperienza utente e di come questa possa essere la principale forza, la "killer feature", della compagnia. #### Dark Mode su Whatsapp > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:00 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni - Tipologia: Notizia **Davide**: Rimanendo in tema di applicazioni un'altra novità arriva da Whatsapp. Con l'ultima beta infatti sembra che la dark mode, il tema scuro, sia ormai giunto all'ultima fase di sviluppo. Già nei prossimi giorni gli utenti Android e iOS che partecipano al programma di sviluppo potranno attivare questa opzione. Se la fase di test andrà a buon fine l'aggiornamento sarà poi reso disponibile per tutti. Da quel momento infatti verrà aggiunta alle impostazioni una voce tema con tre opzioni selezionabili tema scuro, tema chiaro e tema basato sul risparmio energetico. L'ultima scelta andrà ad attivare la versione dark sotto il 15% di batteria. Whatsapp è ormai una delle ultime app molto diffuse che si è uniformata con il tema scuro. Google e Apple si sono adeguate con le ultime versioni dei loro sistemi operativi e poi c'è un'app degna di nota che è Telegram che invece è stata una delle prime ad aggiungere la possibilità di scegliere un tema personalizzato. L'implementazione della dark mode è solo in parte legata ad un fattore estetico ma piuttosto la disponibilità di nuove tecnologie per gli schermi dei dispositivi e mi riferisco nel caso specifico all'OLED di cui fra l'altro ho parlato in una puntata precedente di INSiDER, hanno la caratteristica di richiedere pochissima energia perché il colore nero corrisponde all'effettivo spegnimento del pixel sul pannello. Avere la dark mode significa sopperire in modo non invasivo al grande limite che oggi affligge gli smartphone ovvero quello dell'autonomia perché da un lato la richiesta di calcolo è sempre maggiore mentre invece le batterie a litio sono sempre le stesse. Con la dark mode si potrebbe anche risparmiare fino a un potenziale 40 per cento di batterie. Se ci fate caso poi nel 2019 non esistono più telefoni di piccole dimensioni e questo perché non sarebbero in grado di garantire le stesse prestazioni di dispositivi più grandi a parità di autonomia. #### Trapianto di un bronco stampato in 3D > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:51 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Si sentono spesso episodi legati all'abuso delle nuove tecnologie, primi fra tutti cyberbullismo, cybercrime e cybersicurezza. Non sempre però hanno lo stesso peso mediatico le notizie in cui la tecnologia è effettivamente al servizio dell'uomo, in particolare in ambito medico e bioingegneristico. Questa settimana infatti è stato effettuato all'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma il primo intervento sperimentale in Europa atto a implementare ad un bambino di 5 anni un bronco interamente stampato in 3D. Con le tecniche di bioingegneria attuali è infatti stato possibile ricostruire un bronco personalizzato partendo dall'attacca del paziente. La stampa è stata poi effettuata al centro di stampa Prosilas con un materiale bioreassorbente che verrà eliminato dall'organismo in circa 2 anni. Grazie a questo intervento questo bambino potrà tornare a respirare correttamente. #### Contenuti gratuiti su Plex > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:44 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Applicazioni, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Per quanto riguarda le notizie chiudiamo invece con Plex che immagino molti di voi conoscano bene che ha deciso di distribuire contenuti gratuiti on demand supportati dalla pubblicità. La nuova feature introdotta recentemente anche, in Italia, consente a tutti gli utenti registrati al servizio di Plex sia in modo gratuito che a pagamento di poter vedere contenuti provenienti da diversi partner quali Warner Bros, Lions Gate e Legendary con il compromesso della pubblicità ma in generale a costo zero. #### Society as a service > - Timestamp: 05:31 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Ed eccoci alla seconda parte della puntata che fra l'altro da anche il titolo all'episodio ovvero "Society as a Service". Premetto che si tratta di un argomento a me carissimo e che diventerà sempre più attuale nel corso dei prossimi anni fino a rivoluzionare totalmente il mondo. Magari ve lo siete già chiesti ma nel dubbio la domanda ve la pongo io. Cosa vuol dire Society as a Service? Si tratta di un termine che ho coniato e letteralmente significa società come servizio alludendo alla direzione che sta prendendo il mercato in questo periodo storico. Tutto sta diventando servizio dalla fruizione di musica all'utilizzo di un veicolo. I motivi che ci stanno conducendo verso questa direzione sono forse imputabili al forte periodo di crisi che abbiamo vissuto nello scorso decennio. La ridotta disponibilità di denaro ha reso impossibile per le persone mantenere il medesimo tenore di vita ma al contempo ad aumentare sono state le esigenze che la società consumista ha richiesto di soddisfare. Forse non ce ne accorgiamo ma oggigiorno siamo circondati da servizi. Ce ne sono alcuni che non potrebbero nemmeno essere propriamente acquistati come una connessione ad internet, la fornitura di acqua e energia elettrica ma è necessario un continuo rapporto con il provider. In questi anni però con l'avvento della banda larga si è dato a tutti la possibilità di scaricare grandi quantità di dati e ciò ha permesso di dematerializzare interi settori del mercato. Dalla musica con Spotify, Apple Music, Amazon Music, Tidal al cinema e serie tv con Netflix, Hulu, Prime Video, Apple TV plus ma anche le stesse televisioni nazionali che con RaiPlay e Mediaset Play per citarne alcune si sono allineate per essere più al passo coi tempi. Nel frattempo anche l'archiviazione dati è diventata cloud per citare qualche esempio iCloud, Google Drive, Dropbox o Amazon S3. Anche il mondo dei trasporti sta diventando servizio. Vi sfido a non aver notato l'invasione dei monopattini e bici elettriche nelle nostre città che sono il primo piccolo passo ma concretissimo che sostiene quello che sto dicendo appunto. Ci sarebbero molti altri esempi che vanno dal pernottamento, mi viene in mente l'applicazione Airbnb ma anche addirittura al mondo delle cartucce per stampanti che anche quelle sono diventate servizio e se siete curiosi di approfondire potrei dedicarci una piccola parte delle prossime puntate. Ma anche il mondo cloud gaming che è diventato recentemente celebre con l'ingresso di Google Stadia ma che vedeva al suo interno già grandi player come Nvidia con GeForce Now ma anche PlayStation con PlayStation Now. La radicale differenza tra acquistare un bene fisico piuttosto che un servizio sta nel prezzo che nel primo caso deve essere corrisposto prima o poi interamente mentre per il servizio va corrisposto un prezzo per il periodo che può essere prestabilito o non di utilizzo. Il che significa che con 10 euro possiamo comprare un album musicale del nostro artista preferito oppure con la stessa cifra accedere a milioni di brani su Spotify ma solo per un tempo limitato che nella fattispecie è quello di un mese. Non a caso tutte le aziende si stanno indirizzando verso i servizi. In un mercato ormai saturo come quello degli smartphone dove innovare è ormai difficile, le aziende non possono più sperare di ottenere gli stessi utili di un tempo. I servizi in abbonamento invece forniscono una "revenue" costante nel tempo. Si tratta di un win-win perché anche il consumatore si trova in una condizione in cui ottiene molteplici vantaggi. Servizio significa personalizzazione, significa riduzione dei costi e maggiore volatilità per il cliente. Per fare un esempio non essendoci più la fisicità in qualsiasi momento si può decidere di passare ad un servizio rivale che magari a parità di prezzo offre più contenuti o magari contenuti di maggior pregio. Questo è un esempio molto tangibile per quanto riguarda i servizi di video in streaming. Se ci pensate il fatto che uno smartphone diventi una mera interfaccia per accedere a infiniti servizi rende le aziende più propense a sviluppare dispositivi più longevi nel tempo e abbassare i costi degli stessi. Per il futuro gli ambiti di espansione sono tantissimi. Non a caso l'ultima berlina di Tesla model 3 del visionario Elon Musk ha predisposto un sistema non ancora attivo che include telecamere interne e sensori per chiavi digitali che permettono di condividere il veicolo. Già oggi questa è una realtà perché esistono delle persone che si affidano a questo tipo di servizi piuttosto che acquistare un veicolo. Il servizio infatti conviene perché all'interno del prezzo sono contenuti sia i costi di manutenzione che l'assicurazione e quindi a fronte di una spesa fissa il consumatore non deve preoccuparsi di null'altro. La società dei servizi ha evidentemente anche dei difetti. In primis chi vive nei piccoli centri abitati è più svantaggiato a disporre di servizi a causa dell'inferiore infrastruttura offerta e inoltre in alcuni contesti sarebbe sconsigliabile ai fini economici prediligere un servizio al bene di proprietà. Se ad esempio tutti i giorni devo fare un percorso da un punto A a un punto B magari con un veicolo che può essere una macchina o un monopattino elettrico, una bicicletta, per me sarà più conveniente andare acquistare concretamente il veicolo piuttosto che pagare un servizio per l'utilizzo. Ma al di là di tutto la cosa certa è che questa rivoluzione sarà straordinaria e probabilmente porterà dei cambiamenti politici e culturali di forte rilievo visto che vedrà una forte diminuzione della proprietà in capo alle persone fisiche, ovvero i consumatori, e renderà indubbiamente sempre più forti #### Conclusione - Timestamp: 10:59 - Tipologia: Conclusione **Davide**: le persone giuridiche cioè le società fornitrici di servizi. E così si conclude questa nuova puntata di INSiDER, io ringrazio nuovamente Matteo Gallo e Luca Martinelli che mi stanno dando una mano appunto con la scrittura e la ricerca delle notizie più interessanti. Per qualsiasi cosa scrivete a redazioneinsider@gmail.com, noi ci sentiamo settimana prossima, ciao a tutti. --- # s1e6 ## Italia digitale > Un'analisi sul rapporto tra Italia e digitale, dalla televisione alla pubblica amministrazione. - Stagione: 1 - Episodio: 6 - Data di pubblicazione: 2019-12-14 06:45:00 - Durata: 16:44 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s1e6](https://www.dentrolatecnologia.it/s1e6) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Quella di oggi sarà una puntata abbastanza tecnica, nel senso che parleremo di due argomenti che riguardano il processo di digitalizzazione in Italia. La nuova versione del digitale terrestre e la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Prima di cominciare voglio ringraziare Matteo Gallo e Luca Martinelli che si sono occupati di scrivere i due blocchi del podcast. E vi ricordo che per domande, richieste o opinioni potete raggiungerci tramite mail a redazioneinsider@gmail.com Il digitale terrestre, come noi tutti lo conosciamo, sta per arrivare al capolinea. #### Switch off del digitale terrestre > Fonte: DDay.it, 2024 - Timestamp: 01:01 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: TV - Tipologia: Topic **Davide**: Si sente spesso parlare sui giornali, ai notiziari e in rete di questo switch off, ormai sempre più vicino. Ma vediamo di fare un po' di chiarezza sulla questione. Il governo italiano, per adeguarsi ai nuovi standard imposti dall'Unione Europea, ha deciso di passare la banda a 700 MHz, un terzo delle frequenze televisive, alla telefonia 5G, a causa della continua crescita della domanda di traffico dati in relazione alla stabilità della domanda televisiva. Cambiando quindi sistema di trasmissione e modalità di codifica, si dovranno far stare tutti i canali sulle frequenze residue. Questo switch off verrà distribuito nel corso dei prossimi due anni, arrivando fino al 30 giugno 2022, giorno in cui si passerà definitivamente al nuovo sistema. Il primo step di questo cambiamento è stato fissato per il 18 dicembre 2019, data in cui verrà reso disponibile, a tutte le famiglie, con un ISEE, uguale o inferiore a 20.000 euro, un bonus di 50 euro, fruibile attraverso un modulo fornito dall'Agenzia delle Entrate. Ma perché lo Stato ha deciso di offrire un vantaggio di questo tipo? Il bonus TV non è altro che un incentivo per spingere quella parte della popolazione che possiede ancora una TV di vecchia generazione, a comprarne una più recente. In poche parole, compatibile con i nuovi standard futuri. Ebbene sì, molte persone dovranno cambiare televisione. Non esistono altre vie d'uscita. O meglio, esistono ma ne parleremo più avanti nel corso della puntata. La funzione del bonus TV, disponibile fino ad esaurimento fondi, serve proprio per evitare che le persone si trovino all'ultimo minuto per cambiare il televisore, andando quindi ad elevare eccessivamente la domanda di mercato rispetto all'offerta. Un po' come quello che si sta verificando ora con la commercializzazione dei Nutella Biscuits. Il concetto è lo stesso. Ritornando ora al discorso di partenza, quello che lo Stato sta semplicemente cercando di fare è di distribuire nel corso dei prossimi anni l'acquisto dei nuovi TV. Ovviamente non tutti avranno questa necessità, altrimenti la situazione diverrebbe problematica. Quello che bisogna fare è quindi controllare sul retro del proprio dispositivo che vi sia il tuner DVB-T2 e il codec HEVC a 10 bit, in grado di supportare le trasmissioni in HDR, feature necessarie per adeguarsi ai nuovi standard futuri. Il nuovo codec, molto più efficiente dell'attuale standard DVB-T MPEG-2 e del nuovo standard DVB-T2 MPEG-4, che come vedremo tra poco avrà vita molto breve, è caratterizzato da una migliore capacità di compressione dei dati senza pregiudicare la qualità. L'altro strumento invece per controllare la compatibilità sarà attivato contestualmente al rilascio del bonus TV, ovvero un canale test per la verifica della compatibilità o meno del proprio apparecchio televisivo, presumibilmente sui canali 100 e 200, nel quale comparirà un cartello visibile solo sui televisori compatibili con il sistema DVB-T2. Fatto ciò, se il dispositivo non soddisfa i suddetti requisiti, l'utente a questo punto non può far altro che cambiare la televisione. Ricordo a tutti gli ascoltatori che i dispositivi in grado di supportare il nuovo tuner sono tutti quelli rilasciati per legge a partire dal 1 gennaio 2017. In termini di cifre, secondo DDay, i dispositivi che saranno da sostituire nel corso dei prossimi due anni saranno circa 30 milioni, di cui si prevede che 10 milioni tra questi non verranno aggiornati dall'utenza. Chi quindi non deciderà di cambiare televisore dovrà optare per dei sistemi alternativi al digitale. E qui il collegamento alla scorsa puntata di INSiDER è d'obbligo. Per chi avesse ascoltato l'episodio, si ricorderà certamente dell'oggetto trattato come argomento principale, ovvero "Society as a Service", la società dei servizi, e di quanto questa sia sempre più parte integrante della nostra vita quotidiana. Statisticamente dunque, con l'introduzione del nuovo digitale terrestre, il numero dell'utenza attiva nel mondo dei servizi a pagamento crescerà ulteriormente, insoddisfatta in relazione alle nuove specifiche richieste dal passaggio dal vecchio al nuovo digitale terrestre. Ricordo infatti che per molte persone è più conveniente sostenere costi uniformi e distribuiti nel tempo, piuttosto che comprare un dispositivo o un servizio a prezzo pieno in una sola volta. Anzi, i servizi mensili che potrebbero corrispondere alle piattaforme di intrattenimento come Netflix, Infinity e la nuova Disney+ sono in grado di offrire maggiori contenuti rispetto ad un bene comprato singolarmente. Ma questi temi sono già stati trattati nella scorsa puntata che vi invito a riascoltare in caso. In sostanza, con l'ulteriore diffusione della banda larga, diverse persone abbandoneranno la televisione come la conosciamo noi oggi per passare a nuove interfacce proprietarie offerte dai servizi. Appurato ciò, veniamo ora alla seconda data nella quale avverrà il primo e vero cambiamento sui nostri televisori. Per noi utenti di per sé non cambierà nulla. Infatti, il vero problema verrà essenzialmente gestito dai broadcaster, i quali per impostare le fondamenta del primo switch off dovranno spostare alcuni canali su altre frequenze. Dunque, al televisore dello spettatore non accadrà nulla. Quello che dovrà fare, ma che nella maggior parte dei casi avviene in automatico, sarà una banale risintonizzazione dei canali TV. Per effettuare questa operazione l'Italia è stata divisa in quattro macro aree, nelle quali i movimenti di frequenza necessari per il "rimappaggio" avverranno in tempistiche diverse. Si partirà dalle aree 2 e 3, in pratica tutto il nord Italia, per poi passare alle restanti zone entro e non oltre il 20 giugno 2022. Data entro la quale avverranno continui spostamenti di frequenze con conseguente liberazione della banda 700 MHz. Ma questo è niente, i veri cambiamenti avverranno tutti insieme per tutto il territorio nazionale e per tutte le emittenti televisive il giorno 1 settembre 2021. In questa data, infatti, i canali trasmessi in MPEG2, codifica per i canali standard definition, quindi non HD, verranno passati a tipo MPEG4, restando sempre in tecnica DVB-T. Per farla semplice, i TV non in grado di sintonizzare i canali HD non saranno più in grado di ricevere il segnale del digitale terrestre. Proseguendo nella roadmap, arriviamo finalmente alla conclusione di questo percorso, fissato appunto per la settimana tra il 21 e il 30 giugno 2022, nel quale si passerà effettivamente al sistema DVB-T2 con codifica HEVC, ovvero un altro sistema di trasporto del segnale più efficiente in grado di contenere più dati sulla stessa frequenza, guadagnando quindi più spazio grazie alla maggior compressione del segnale. In realtà è probabile che lo scenario del passaggio del DVB-T al DVB-T2 per il giugno del 2022, slitti più avanti in quanto uno switch off così ravvicinato, 9 mesi per la precisione, potrebbe essere particolarmente dannoso per emittenti televisivi come Rai, Mediaset e La7, dato che la perdita di ascoltatori prevista è praticamente certa. Secondo alcuni giornalisti, la gestione generale di questo switch off non è stata tra le migliori. Il rilascio di un comunicato ufficiale con tanto di date prestabilite può non essere stata la scelta vincente da parte del Ministero dello Sviluppo. Forse sarebbe stato meglio evitare di fissare nero su bianco un riferimento temporale così chiaro. Fatto sta che come è già accaduto nel primo passaggio di standard televisivo, quello dall'analogico al digitale terrestre, il cambio richiese un iter di 8 anni, dal 2004 al 2012. Ora si afferma l'idea di fare due switch off in sequenza, a 9 mesi l'uno dall'altro e in data unica a livello nazionale. Forse il nostro governo ha optato per una via troppo ambiziosa per i propri standard attuali. In questa seconda parte della puntata invece parliamo di pubblica amministrazione e il rapporto della pubblica amministrazione con il digitale. #### Digitalizzazione della P.A. > Fonte: AgID - Timestamp: 08:51 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Topic **Davide**: Negli ultimi anni il governo, sollecitato dall'Unione Europea, ha investito molto nella digitalizzazione della pubblica amministrazione, adeguandosi pian piano ai livelli degli altri paesi e, in alcuni casi, addirittura superandoli. Se però, da un lato, l'AgID, ovvero l'Agenzia per l'Italia Digitale e il Team per la Trasformazione Digitale, nato nel 2018, stanno spingendo per accelerare questo processo, dall'altro ci sono ancora molti che non si sono conformati alle nuove normative. Dopo questa premessa ha senso elencare le novità introdotte negli ultimi anni per semplificare la gestione e l'accesso a tutto ciò che riguarda la pubblica amministrazione. Partirei da Spid, che forse più rappresenta la voglia dell'Italia di investire e crescere in questo settore. Spid è il sistema pubblico di identità digitale nato nel 2014, ma che ha visto la sua diffusione nel 2016 con 18app e che permette a cittadini e imprese di accedere con un unico account ai servizi online di pubblica amministrazione e alle imprese aderenti. Questo sta favorendo la diffusione dei servizi online e l'agevolazione al loro utilizzo da parte dei cittadini. Ogni cittadino può fare affidamento ad un gestore che può essere scelto da diverse compagnie accreditate dall'AgID, come Poste Italiane, Tim o Aruba, che fornisce servizi di identità digitale. Una volta effettuata la registrazione di persona online attraverso carta di identità elettronica, firma digitale o via web, si può utilizzare il proprio account Speed per accedere a tutti i servizi governativi, ad aziende o alle università. Ho nominato la carta di identità elettronica, la CIE, altro pilastro della digitalizzazione italiana. Dall'anno scorso, infatti, al posto del documento cartaceo viene consegnata una tessera dalle dimensioni di una carta di credito, con stampati le foto, i dati del cittadino ed elementi di sicurezza. La carta è inoltre dotata di un microprocessore che protegge dalla contraffazione i dati anagrafici, la foto e le impronte digitali del titolare e contemporaneamente consente l'autenticazione da parte dei cittadini nelle operazioni di pubblica amministrazione, la creazione di uno Spid o l'accesso ad ulteriori servizi a livello non solo italiano ma anche e ovviamente europeo. Grazie all'interfaccia NFC, con questa carta sarà possibile effettuare procedure di registrazione o check-in in maniera facile e sicura, accedere ai mezzi di trasporto sostituendo i titoli di viaggio e abbonamenti, accedere a eventi, musei, manifestazioni sportive o concerti in sostituzione dei biglietti e accedere ai luoghi di lavoro al posto del badge identificativo sia per il controllo accessi che per la registrazione delle presenze. Nonostante la spinta che viene dall'alto, però, ci sono ancora alcuni comuni che non si sono equipaggiati per il rilascio della carta d'identità elettronica e sono ancora moltissimi i cittadini che possiedono o preferiscono il documento cartaceo. Fra l'altro poche imprese aderiscono al metodo Entra con CIE, software con cui è possibile implementare gli scenari di cui ho appena parlato. Rimanendo in tema di dati del cittadino, nel 2013 è stata realizzata l'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, o ANPR. Nell'ANPR confluiranno progressivamente tutte le anagrafi comunali. Al momento i comuni aderenti sono 4827, per un totale di quasi 40 milioni di cittadini. Questo sistema consente ai comuni di svolgere i servizi anagrafici e di consultare o estrarre dati, monitorare le attività e effettuare statistiche. Diventa inoltre un punto di riferimento unico per tutti coloro che sono interessati ai dati anagrafici, in particolare i gestori di pubblici servizi. Questo permette dal sito dei comuni aderenti di accedere ai propri dati, dopo aver effettuato il login tramite Spid. In materia di pagamenti, Pago.PA è un sistema di pagamenti elettronici realizzato per rendere più semplice, più sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la pubblica amministrazione, come contributi, tasse, bolli, quote associative, orette scolastiche e universitarie. Ogni cittadino potrà pagare semplicemente attraverso i normali canali di pagamento come home banking, sportelli ATM o uffici postali. Dall'inizio di quest'anno, inoltre, è diventato obbligatorio per le aziende dotate di partita IVA fornire la fatturazione elettronica. Le fatture vengono firmate in modo digitale e poi trasmesse telematicamente all'Agenzia dell'Entrate che, dopo i dovuti controlli, provvederà a inoltrarla ai destinatari attraverso il sistema di interscambio. Passiamo ora all'ambito sanitario, dove 18 regioni hanno attivato l'FSE, acronimo di fascicolo sanitario elettronico. Attraverso questo servizio un paziente può accedere a dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi. In Veneto, ad esempio, si può attivare attraverso il proprio medico di base il servizio Sanità Km0, che permette di accedere online ai propri documenti, mentre dall'app sarà possibile richiedere e visualizzare le ricette mediche. Nelle farmacie, dunque, per ritirare i farmaci non ci sarà più bisogno del supporto cartaceo, ma basterà la propria tessera sanitaria. Infine, è in fase di sviluppo il progetto IO, che uscirà dalla fase di closed beta nel 2020, ma che sarà completato nel 2022. EO è un progetto open source realizzato dal team per la trasformazione digitale in collaborazione con l'AgID per lo sviluppo di un'applicazione che permetterà ai cittadini di gestire direttamente dal proprio smartphone i rapporti con la pubblica amministrazione e l'accesso ai servizi pubblici. Questa applicazione consentirà ai cittadini di chiedere e conservare documenti e certificati, ricevere bonus, pagare rette e tributi, ricevere comunicazioni e messaggi. Infatti, il problema principale che si può riscontrare ora è probabilmente la difficoltà nell'accedere e attivare tutti i vari servizi digitali che l'Italia offre. E questo rallenta molto il processo di allineamento del nostro paese a livello europeo. Il progetto in questione, quindi, promette di unificare in una sola app tutti i servizi riguardanti la pubblica amministrazione, avvicinandosi ai cittadini e quindi semplificando e accelerando il processo di digitalizzazione. A tale proposito, altro obiettivo dell'AgID è quello di facilitare l'adozione da parte dello Stato delle tecnologie basate sull'intelligenza artificiale per migliorare i servizi ai cittadini e alle imprese, dando così un impulso decisivo all'innovazione, al buon funzionamento dell'economia e, più in generale, al progresso nella vita quotidiana. #### Conclusione - Timestamp: 15:52 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude anche questa nuova puntata di INSiDER, abbiamo parlato di digitale terrestre e di pubblica amministrazione, o forse è meglio dire di Italia digitale nel senso più amministrativo possibile del termine. Dalle prossime puntate ritorneranno le interviste, le tanto richieste interviste, che non vedo l'ora di realizzare anch'io. Se volete comunicare con noi scriveteci a redazioneinsider@gmail.com. Io vi ringrazio nuovamente per essere arrivati fino alla fine della sesta puntata, vi auguro buon proseguimento di settimana e noi ci sentiamo settimana prossima. --- # s1e7 ## Come funziona Internet? > Un rapido sguardo alle notizie della settimana e una chiacchierata su Internet con Luca Martinelli, studente di Ingegneria dell'Informazione. - Stagione: 1 - Episodio: 7 - Data di pubblicazione: 2019-12-21 06:45:00 - Durata: 24:56 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s1e7](https://www.dentrolatecnologia.it/s1e7) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Questa, la puntata di oggi, sarà una puntata molto interessante, perché parleremo con Luca Martinelli, altro autore di INSiDER, di Internet e invece la settimana prossima sempre con lui parleremo di 5G. Due argomenti molto attuali e che ha senso conoscere anche per chi non è direttamente interessato al mondo tech. Ci tenevo anche a ringraziare Matteo Gallo, altro autore di INSiDER, che ci ha dato una mano con le notizie anche questa settimana. Infatti vi ricordo che il progetto INSiDER è un progetto che ha una redazione, noi tre, che ci occupiamo appunto di scrivere e poi io mi occupo di convogliare i messaggi tramite un microfono. Per qualsiasi domanda o qualsiasi richiesta scriveteci a redazioneinsider@gmail.com, cercheremo di rispondervi il prima possibile e se magari ci fate qualche domanda interessante ne possiamo parlare anche durante il corso di qualche puntata. Ad esempio qualche settimana fa avevo parlato di stampante come servizio e mi è stato appunto chiesto, ho risposto a questa persona di persona, scusate il gioco di parole però è così, però ci tenevo a farlo anche qui su INSiDER per tutti voi. Quando parlo di stampante come servizio faccio riferimento alla possibilità di piuttosto che acquistare la singola cartuccia collegare la propria stampante ad internet e permettere quindi ad HP, che è il caso a cui mi riferivo, di raccogliere dati appunto sul numero di stampe. Facendo ciò noi possiamo acquistare un pacchetto di stampe, quindi 100, 200, 300 mensilmente oppure anche se abbiamo un periodo in cui necessitiamo di fare più stampe anche surplus e quindi aggiungere stampe al totale. Questo ci permette appunto di acquistare la singola stampa piuttosto che l'intera cartuccia e poi HP comunque è l'azienda che fornisce sia la stampante sia la cartuccia, periodicamente quando nota tramite appunto i dati raccolti, tramite la connessione di internet, che le cartucce stanno per esaurirsi invia una nuova cartuccia tramite corriere e questo può essere un sistema molto conveniente per chi magari non fa tante stampe e ci perderebbe su piccoli numeri di stampe. Il discorso è sempre quello che facevo nella puntata "Society as a Service", dipende tutto poi dall'utilizzo perché evidentemente chi deve stampare all'ingrosso comunque grandi quantità di fogli non ha convenienza perché sui grandi numeri ovviamente conviene comprare la cartuccia e non la singola stampa ovviamente. #### Progetto "Connect Home over IP" > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:53 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Domotica - Tipologia: Notizia **Davide**: Notizia fresca di questi giorni riguarda il mondo della domotica. È nato infatti il progetto Connect Home Over IP realizzato dalla collaborazione tra Apple, Amazon, Google e il gruppo Zigbee Alliance con lo scopo di promuovere l'adozione di un nuovo standard aperto per la realizzazione di prodotti domotici interconnessi e per rendere più semplice per i produttori la certificazione di dispositivi compatibili con Siri, Alexa, Google Assistant e gli altri assistenti virtuali. Con ciò entro la fine del 2020 verranno rilasciati i primi standard di connessione in maniera totalmente open source. Tuttavia nei primi periodi questi standard saranno aperti per i singoli sviluppatori. I primi segni di questo progetto inizieranno a farsi sentire a partire dal 2021, anno in cui si attende una buona crescita del settore con un relativo aumento della domanda di prodotti come prese intelligenti, luci smart, robot per la pulizia e speaker in grado di supportare piattaforme come HomeKit, Google Assistant e Alexa. Il mondo della domotica è un mondo che secondo me si sta espandendo molto e pian piano sta entrando anche nelle nostre case. Solo l'anno scorso, tra l'anno scorso e quest'anno, sono arrivati grandi player del settore appunto come Alexa che è stato introdotto come assistente virtuale in Italia, e questo ha dato sicuramente un grande sprint appunto a tutto ciò che riguarda la tecnologia all'interno della casa. È però vero che allo stato attuale delle cose molti sono i protocolli pochi sono gli standard e quindi i prezzi in generale sono abbastanza elevati. Sul singolo prodotto in realtà si possono trovare dei dispositivi molto competitivi ma parlando di casa una singola presa smart può fare poco per effettivamente rendere la casa, la nostra casa più intelligente. Quindi si tratta in realtà di spese piccole sul singolo prodotto ma che nel complesso se sommate costituiscono degli investimenti per chi le fa e quindi deve valerne effettivamente la pena. Speriamo che questo protocollo possa essere effettivamente una marcia in più che ci permetta magari di collegare tutti insieme i dispositivi che già possediamo e magari anche di abbassare i costi per entrare o comunque per ampliare il proprio parco di dispositivi domotici. #### Smartwatch Powerwatch Series 2 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 05:24 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Sport - Tipologia: Notizia **Davide**: Sta per uscire il Power Watch Series 2, ovvero lo smartwatch che non si scarica mai grazie al calore corporeo. Sembra fantascienza ma ormai non dobbiamo più stupirci di nulla. Il dispositivo dell'azienda Matrix, azienda californiana, guadagna rispetto al modello precedente la funzione di monitoraggio del battito, un display LCD a colori e un modulo GPS. Ma la modalità che sta suscitando più interesse è appunto questo nuovo modo di ricarica in grado di sfruttare il calore corporeo e la luce solare. Data la particolare tecnologia legata al calore corporeo, Power Watch Series 2 permette inoltre un perfetto monitoraggio delle calorie consumate. I prezzi dovrebbero aggirarsi attorno ai 550 euro per la versione standard ma saranno disponibili ovviamente ad un prezzo più elevato anche versione premium e lux. Il mondo degli indossabili è un mondo in completa espansione, un po' meno forse degli scorsi anni ma comunque si sta sviluppando molto. Ora va tanto di moda, devo dire, perché è un dispositivo valido e che costa poco Mi Band 4. Conosco molte persone che ce l'hanno, io stesso ne possiedo una, che permette di monitorare il battito, i passi, le calorie bruciate, l'attività fisica fatta e il sonno e oltre a questo alla modica cifra di 20-30 euro su Amazon consente anche di vedere tutte le notifiche in arrivo sul proprio smartphone. Quindi il mondo degli indossabili forse ha un senso però anche in questo caso come nel caso della domotica, il prezzo fa sicuramente la differenza. #### Come funziona Internet > Intervista a Luca Martinelli - Timestamp: 07:19 - Autori: Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Internet - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Ed eccoci alla seconda parte dell'episodio in cui parleremo di internet con Luca Martinelli davanti a dei buoni Nutella Biscuits intanto benvenuto sicuramente come ospite durante una puntata ma ovviamente come ho già detto sei un autore quindi sai che cosa facciamo qui... **Luca**: Grazie a tutti e ci tengo anche a ringraziare te Davide per avermi dato questa opportunità. **Davide**: Innanzitutto che cosa studi ed è anche un po' il motivo per cui ti ho chiesto di fare questa chiacchierata con me. **Luca**: Certo, io sono ormai al terzo anno dell'ingegneria dell'informazione a Padova. **Davide**: E che cos'è Ingegneria dell'informazione? **Luca**: Grazie per avermelo chiesto innanzitutto perché molti me lo chiedono in quanto non è un corso ben conosciuto. Ingegneria dell'informazione sono principalmente tre anni in cui vengono fornite le basi di informatica, elettronica e telecomunicazioni per poi andare a approfondire uno di questi tre argomenti nella laurea magistrale. **Davide**: E che prospettive lavorative ti permette di apprendere questo corso triennale? **Luca**: Con il corso che ho scelto io, non molte, in quanto sarò obbligato alla magistrale a scegliere una delle tre ingegnerie che ho elencato prima. Io andrò a scegliere ingegneria informatica, con la quale appunto lavorerò nell'ambito principalmente del machine learning, quindi intelligenza artificiale, ma potrei avere anche dei posti di lavoro in ambito di server, reti internet o basi di dati o come vengono chiamati gergalmente database. **Davide**: OK. Quindi ho sentito che hai parlato di internet come una delle tue possibilità future e è anche il motivo appunto per cui ti ho chiamato qui. Quindi innanzitutto vuoi dirci che cos'è internet e come funziona? **Luca**: Internet è una rete, come dice il nome, di reti e per l'appunto quando noi utilizziamo un qualsiasi dispositivo come ad esempio un computer connesso al Wi-Fi di casa, noi in realtà stiamo interagendo con una sottorete di Internet. È proprio grazie a questa rete globale che però possiamo utilizzare il telefono, il computer, qualsiasi dispositivo per navigare, fare una ricerca su Google o guardarci un film o qualsiasi altra informazione che noi possiamo cercare. **Davide**: Quindi tu ci stai dicendo che ci sono diverse tipologie di reti, ad esempio che cosa intendi? Perché è necessario avere più reti quando si potrebbe averne una unica per tutti? **Luca**: Beh, avere una rete unica globale sarebbe irrealizzabile sia a livello gestionale ma anche organizzativo e inoltre ogni rete ha bisogno di standard, ha bisogno di certi criteri di funzionamento magari anche personalizzati per quello che si andrà a fare, ad esempio a livello aziendale se un'impresa ha al suo interno un proprio server che deve gestire le email interne ai dipendenti però ha bisogno anche di avere uno sguardo sul mondo, è qui che entra in gioco internet e la possibilità di uscire dalla propria casa per collegarsi col mondo esterno. **Davide**: Nel lato pratico però, per farlo capire a chi ci sta ascoltando, prova a raccontarci come avviene il processo di apertura, per dire, di una pagina internet, che per noi è una cosa così banale, ma in realtà dietro so esserci un sistema molto complicato e ci sono voluti anni per raggiungere un tale livello di complessità e velocità per fare una cosa così semplice appunto. **Luca**: Certo, come hai detto te sembra una cosa molto semplice navigare in internet, ma in realtà quello che ci sta dietro è un'organizzazione molto complessa per sviluppare appunto un protocollo che permetta di utilizzare lo stesso linguaggio per tutti i dispositivi. Faccio un esempio, noi quando parliamo normalmente utilizziamo l'italiano o l'inglese se siamo inglesi, ma cosa succede se andiamo a parlare con una persona che parla una lingua che non conosciamo? Beh, questo ci risulta impossibile. **Davide**: Certo, tu quello che stai cercando di dire è che ovviamente noi dobbiamo essere in grado di comunicare con qualsiasi server o qualsiasi computer in qualsiasi punto del mondo. **Luca**: Esattamente ed è per questo che è stato sviluppato un modello che permetta a tutti i dispositivi di comunicare con gli altri in un modo semplice veloce e che sia appunto adatto a tutti. Il modello di cui sto parlando viene definito ISO-OSI ed è formato da sette livelli che sono livello fisico, livello di data link, di network, trasporto, sessione, presentazione ed applicazione che detti così possono non significare nulla però se vuoi alcuni li possiamo andare ad analizzare insieme. **Davide**: Sì certo magari per rendere più chiaro per chi ci sta ascoltando come funziona. **Luca**: Partirei con il livello fisico che è il primo che ho nominato e che è quello che proprio sta alla base di internet ovvero la connessione fisica per l'appunto dei dispositivi connessione fisica che ovviamente non deve essere per forza effettuata sotto forma di cavi come possiamo vedere ad esempio con la fibra ottica o coi cavi in rame ma anche attraverso reti wireless come wifi o reti 5g, 4g o 3g. **Davide**: Argomento di cui parleremo ampiamente la prossima settimana. **Luca**: Il livello fisico si occupa di trasmettere i dati sotto forma di bit 0 e 1 attraverso appunto dei ripetitori o degli hub. Se vuoi, ultimamente si sta molto parlando di fibra ottica e cavo in rame. Vorrei fare un piccolissimo approfondimento sul perché questa scelta di trasferirsi su questa nuova tecnologia. **Davide**: Sì, sì, sicuramente ha molto senso fare questa definizione perché molte persone si interfacciano tutti i giorni con questi sistemi, queste tecnologie, però nell'atto pratico conoscono poco. **Luca**: La fibra ottica è un vantaggio non solo per l'utente finale, ma anche per le aziende che forniscono il collegamento in quanto i cavi in fibra sono molto meno costosi rispetto a quelli in rame. Il segnale si propaga molto meglio, quindi servono meno ripetitori, che anche questi sono un costo. Sono molto meno pesanti, più resistenti, non si corrodono e sono molto meno costosi. Il problema per cui la fibra ottica sta avanzando lentamente, soprattutto in Italia, è in particolare per il costo di messa in posa dei cavi, ovvero rifare tutte le strade per permettere il collegamento delle case con le aziende. Ma ad esempio i collegamenti sottomarini tra diverse nazioni sono da moltissimi anni fatti in fibra ottica, appunto per le questioni che ho appena citato. **Davide**: Tornando invece al modello ISO-OSI, proseguiamo con la descrizione. **Luca**: Certo al secondo punto abbiamo il datalink che non mi sento di approfondire più di tanto se non dicendo che c'è un sistema di correzione degli errori e suddivide i vari file perché in realtà possiamo considerare anche un testo come file in pacchetti appunto per favorire e velocizzare la connessione tra dispositivi. Proseguirei quindi con il terzo livello che è il network che si preoccupa di scegliere il miglior percorso da effettuare per raggiungere un certo computer, che può essere un server ad esempio. **Davide**: E che cos'è un server? **Luca**: Banalmente è un computer che ci fornisce quello che noi chiediamo dall'altra parte del mondo, ad esempio quando noi facciamo una ricerca su Google, questa ricerca viene inviata ad un computer negli Stati Uniti e questa ci fornisce una risposta che possiamo comodamente vedere sul nostro dispositivo. Sempre a livello network si occupa anche di fornire gli indirizzi IP di cui magari spesso sentiamo parlare. **Davide**: Sì esatto, spiegaci che cos'è un indirizzo IP, che cosa serve e come funziona all'interno del... del network di internet, quindi. **Luca**: Sì, quando noi facciamo una ricerca ogni nostro dispositivo è caratterizzato da una serie di numeri che appunto viene chiamato indirizzo IP. L'indirizzo IP versione 4, che è quello che si sta attualmente utilizzando, è formato da 4 serie di numeri che vanno da 1 a 255. Grazie a questo indirizzo quindi ogni terminale, ogni dispositivo, è identificato univocamente e può essere raggiunto da qualsiasi altro dispositivo. In realtà la struttura è un po' più complessa anche perché gli indirizzi IP sono limitati dalle combinazioni che si possono creare con questi quattro numeri e quindi c'è un sistema di riutilizzo degli indirizzi. Il problema però è che ci sono veramente tanti dispositivi connessi oggigiorno ed è per questo che questo tipo di indirizzo non basta più e hanno introdotto l'indirizzo IP versione 6 che non dovrebbe dare nessun problema per i prossimi anni sicuramente ma anche i prossimi decenni. **Davide**: Sì perché le possibilità, le combinazioni diverse di numeri e di cifre anche in questo caso sono molte di più e quindi anche in questa fase di maggiore connessione di dispositivi e non solo di singole persone, ormai un singolo dispositivo non corrisponde effettivamente a una persona ma in capo ad una persona ci sono molteplici dispositivi, ha molto più senso creare un sistema di questo tipo in cui miliardi e miliardi di device possono connettersi simultaneamente ad internet. **Luca**: Sì, pensiamo ad esempio anche a tutti i dispositivi di Internet of Things o Internet della casa, IoT, che appunto sono ultimamente veramente tanti e vanno ad aggiungersi sempre di più a questa lista di dispositivi connessi ad Internet. **Davide**: Si, tu non c'eri ma nella prima parte del dell'episodio abbiamo proprio parlato di domotica e di come questa stia un po entrando letteralmente nelle nostre case. **Luca**: Proseguiamo dunque con il quarto punto della lista che ho citato all'inizio dell'intervista che è il trasporto anche qui non mi sentirei di dilungarmi molto e dico solo che questo livello si occupa della ritrasmissione in caso di errori o di segnalazione di errori e permette di connettere i dispositivi finali ad esempio il nostro computer di casa con il server di google ad esempio o di facebook. Infine, ci sono gli ultimi tre punti che sono Sessione, Presentazione e Applicazione, che però ultimamente vengono raggruppati in un unico punto che è l'Applicazione. Questo livello si occupa appunto, come dice il nome, di interfacciarsi direttamente con l'utente finale. Possiamo ad esempio pensare al browser web con il quale possiamo effettuare delle ricerche. L'utente non si accorge di quello che ci sta sotto perché appunto fa tutto il browser e successivamente anche il computer, il router di casa nostra e tutto quello che ci sta intorno e che ho descritto fino ad adesso. **Davide**: Quindi quello che posso cogliere da tutto questo tuo ragionamento è che internet non è un sistema centralizzato ma è strutturato su più livelli più nodi e questo permette secondo me di garantire ovviamente una maggiore affidabilità e proprio legato a questo tema dell'affidabilità volevo chiederti che cosa ne pensi di internet nel senso più ampio del termine quindi dagli studi che hai fatto che idea ti sei fatto appunto di internet e se effettivamente ha portato finora vantaggi o principalmente svantaggi per la società contemporanea? **Luca**: Beh, va detto che internet era nato inizialmente nella guerra fredda per garantire la supremazia degli Stati Uniti contro la Russia. Poi hanno visto che questo sistema era un sistema che funzionava effettivamente molto bene e sono riusciti a distenderlo a tutto il mondo. Questo ha cambiato, potrei dire stravolto, la nostra società in quanto possiamo effettuare ricerche, possiamo avere tutto il mondo e anche tutta la conoscenza a portata di mano. Va detto anche che internet funziona bene se è usato bene, ovvero dobbiamo avere la consapevolezza di quello che stiamo utilizzando proprio perché è un progetto, è un sistema che è alla portata di tutti, ovvero ognuno può scrivere su internet, ognuno può pubblicare qualcosa online, allora lì dobbiamo essere noi a scegliere cosa leggere e capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Va inoltre detto che quello che vediamo è solo una piccola parte di internet, in quanto ci sono anche dei collegamenti che possono essere indiretti ma a cui è possibile accedere dove si vende l'illegalità, quindi dalle droghe a oggetti che possono causare anche seri danni. **Davide**: Fino a poter commissionare un omicidio mi viene da dire come esempio anche. **Luca**: Sì, anche quello è possibile farlo. I pagamenti ovviamente sono tutti in Bitcoin, ovvero moneta virtuale, che anche quelli come internet non sono totalmente sbagliati come idea, ma sono sempre legati all'utilizzo che se ne fa. Ma è un qualcosa che mi sento di espandere anche a tutti gli oggetti che abbiamo attorno. **Davide**: Si, il tuo discorso alla fine è abbastanza generale nel senso che evidentemente le potenzialità ci sono in ogni cosa, poi dipende da come questa cosa viene utilizzata, è chiaro che però secondo me, dimmi se sei contrario, comunque internet per ora ha portato soprattutto grandi vantaggi perché la possibilità di comunicare con una persona dall'altra parte del mondo ha appunto come hai detto bene tu stravolto la società in cui viviamo rendendo una società più globale, internet stesso ha permesso di superare delle barriere fisiche che fino a pochi decenni fa sembravano invalicabili e forse ci permetterà anche come genere umano di raggiungere risultati con maggiori prospettive per il futuro grazie al fatto che la nostra conoscenza è sempre più connessa, quindi possiamo interfacciarci con persone con i nostri stessi interessi provenienti da qualsiasi altra parte del mondo. **Luca**: Sono perfettamente d'accordo con questo tuo ragionamento e vorrei agganciarmi per dire anche che internet, come hai detto te, permette una connessione veloce ma anche lo scambio nella comunità scientifica di informazioni alla massima velocità, quindi istantanea e forse oggi come oggi la scienza sta prendendo il posto della religione come unificatrice dei popoli e delle nazioni, basti pensare ad esempio a tutti i vari progetti scientifici che hanno come scopo il benessere non solo nostro ma del pianeta a cui appunto appartengono non una sola nazione ma più stati che collaborano per raggiungere il benessere comune. E internet in queste situazioni è il fulcro ed è il centro che permette appunto la realizzazione di questi progetti. **Davide**: Ok io ti ringrazio di aver partecipato con la tua voce a questa puntata di INSiDER, ci sentiamo comunque settimana prossima per parlare di 5g, altro argomento caldissimo, forse anche più di internet in generale, però alla fine il 5g è solo una piccola parte, la punta dell'iceberg, mentre internet di fatto è la #### Conclusione - Timestamp: 24:04 - Tipologia: Conclusione **Davide**: base su cui il 5g nasce ovviamente. **Luca**: Grazie a tutti gli ascoltatori di INSiDER, ci sentiamo la settimana prossima. **Davide**: Io vi saluto ancora una volta, vi ricordo il nostro indirizzo di posta elettronica redazioneinsider@gmail.com se volete inviarci qualche feedback ulteriore per questa puntata, quindi non c'è null'altro da dire noi ci sentiamo settimana prossima, ciao a tutti. --- # s1e8 ## Partire in 5G > Le più rilevanti notizie tech della settimana, partendo da 100 nuovi Amazon Locker nelle stazioni di Ferrovienord, passando poi ad alcuni test condotti sulle radiazioni elettromagnetiche prodotte dagli smartphone e i costi di tariffa roaming in Europa, concludendo con la possibile introduzione di pubblicità su Netflix; nella seconda parte della puntata invece una chiacchierata con Luca Martinelli sulla quinta generazione della rete mobile, il 5G, perno della cosiddetta smart society. - Stagione: 1 - Episodio: 8 - Data di pubblicazione: 2019-12-28 06:45:00 - Durata: 19:00 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s1e8](https://www.dentrolatecnologia.it/s1e8) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Inizio sicuramente con l'augurarvi buone feste, noi per ora non ci sentiamo di prendere vacanza ma anzi mai come questa settimana abbiamo lavorato tanto per migliorare il podcast. Infatti è ufficialmente online il nostro sito www.dentrolatecnologia.it senza spazi dove potete ascoltare tutte le puntate ma in generale è il luogo di riferimento se volete contattarci oppure approfondire i temi portati in puntata. Sicuramente poi avrete notato che sulle varie piattaforme come Spotify e Google podcast abbiamo cambiato pagina ma questo è sempre dovuto alle migliorie che stiamo portando dietro le quinte e quindi vi chiedo di scrivervi nuovamente alla trasmissione. Ne approfitto per ricordarvi che se volete rimanere sempre in contatto con noi potete seguirci sul nostro canale telegram, su twitter e con la newsletter alla quale potete far parte sempre tramite il nostro sito web. Per domande, proposte o chiarimenti scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it. La mia personale speranza è che magari in futuro sarà possibile inviare anche dei messaggi vocali piuttosto che del semplice testo e qui strizzo l'occhio a Luca Martinelli che si sta occupando egregiamente della programmazione. Venendo invece alla puntata di oggi dopo aver dato uno sguardo, anzi un ascolto, alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana faremo una seconda chiacchierata con Luca Martinelli per parlare di internet ma in modo più specifico facendo un focus su una tecnologia di trasmissione molto attuale ovvero la quinta generazione della rete mobile, comunemente conosciuta come 5G. Veniamo ora alle notizie principali di questa settimana. #### 100 Amazon Locker per FerrovieNord > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:04 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Entro il 2020 ci saranno 100 Amazon Locker, ovvero dei punti di ritiro sales service per i pacchi, installati nelle stazioni servite da Ferrovie Nord. Amazon ha voluto pensare ai pendolari che non possono farsi recapitare i pacchi sul posto di lavoro o che non hanno nessuno a casa che li ritiri per loro. Gli Amazon Locker permettono infatti di ricevere gli ordini effettuati su Amazon presso il punto di ritiro stabilito in fase di acquisto. La maggior parte dei locker già installati in Italia è accessibile 24 ore su 24 o 7 giorni su 7. Non appena l'ordine sarà arrivato ai locker, il cliente riceverà una mail di notifica con un codice unico, l'indirizzo e gli orari di apertura dell'Amazon Locker selezionato. Da quel momento avrà a disposizione 3 giorni per il ritiro del pacco e per aprire la cassetta del locker contenente il suo ordine e digiterà il codice ricevuto via mail. Con questo annuncio di Ferrovie Nord, che è solo l'ultimo degli esempi, Amazon punta sempre più ad avere una presenza fisica sul territorio e ciò le permette di competere con i negozi fisici ormai ad armi pari. Forse ci sono delle categorie di prodotti che, sia per assortimento che per prezzo che per comodità, non ha più senso acquistare in un negozio fisico. E qui si potrebbe aprire una riflessione sul ruolo sempre meno rilevante che i piccoli negozi fisici stanno assumendo. Il problema è che non riescono a fornire gli stessi servizi di multinazionali o comunque grandi catene di negozi. #### La disinformazione riguardo le radiazioni degli smartphone > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:37 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Come riportato da Bloomberg, dopo la bufera di fine agosto scatenata dai test del Chicago Tribune, secondo cui diversi modelli di smartphone violerebbero le normative sui limiti del tasso di assorbimento specifico, arrivano i test realizzati dalla Commissione federale per le comunicazioni americana, che smentiscono le ipotesi di violazione. A fine agosto usciva la notizia che, secondo i test di laboratorio effettuati dal Chicago Tribune, alcuni smartphone fossero messi in commercio con dei livelli di radiazione elettromagnetica fuori dai limiti imposti dalla Commissione federale per le comunicazioni. Dopo quattro mesi, il responso è stato che i modelli citati rispettano i vincoli di legge di 1,6 Watt su kg, imposti dalla legge americana. Si potrebbe obiettare sul fatto che i test condotti non rappresentano in tutto e per tutto lo scenario di utilizzo reale di un telefono. I test infatti vengono eseguiti replicando una situazione in cui il terminale si trova ad una distanza dal corpo che varia tra i 5 e i 15 mm, non proprio aderendo allo scenario in cui molti utenti appoggiano lo smartphone all'orecchio per effettuare una chiamata e di conseguenza il telefono è a stretto contatto con l'orecchio. #### La normativa europea sul roaming > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 04:51 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Pubblica Amministrazione, Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: La normativa europea sul roaming a tariffa nazionale continua il suo cammino, i costi per gli operatori diminuiranno progressivamente fino a stabilizzarsi a 2,50€ al gigabyte nel 2022, questo significa banalmente più dati quando siamo all'estero. Il primo giorno dell'anno 2020 porterà una gradita novità nell'ambito della normativa europea sul roaming a tariffa nazionale, scenderà infatti il costo al gigabyte per gli operatori telefonici passando da 4,50€ a 3,50€ e aumenterà di conseguenza il traffico a disposizione degli utenti quando sono all'estero. Per capire l'importanza della diminuzione del costo al gigabyte e come si lega all'aumento di traffico in roaming, bisogna guardare alla formula che stabilisce la quantità minima di gigabyte che si hanno a disposizione all'estero. La formula recita costo dell'offerta, IVA esclusa, fratto costo al gigabyte moltiplicato per 2. Parlando in termini numerici, supponiamo che il nostro piano costi 8€ al mese, IVA esclusa, applicando la formula citata in precedenza avremo 8 fratto 3,50 per 2 e quindi almeno 4,5 gigabyte in roaming quando siamo all'estero. La situazione migliorerà ancora nel 2021 quando il costo al gigabyte per il roaming europeo scenderà a 3€ per poi stabilizzarsi nel 2022, come abbiamo detto, arrivando a 2,50€. Uno studio della Commissione europea ha dimostrato quanto l'abolizione dei costi abbia fatto bene ai cittadini europei. Negli ultimi anni, infatti, l'uso del traffico dati da parte dei viaggiatori europei è decumplicato rispetto agli anni precedenti all'entrata in vigore della normativa. In alcuni periodi dell'anno si è registrato un aumento di addirittura 12 volte. I cittadini europei stanno beneficiando enormemente dell'opportunità di usare i loro dispositivi mobili liberamente quando viaggiano. Contrariamente ai timori di un aumento dei prezzi interni dopo l'abolizione dei costi di roaming, i prezzi dei servizi mobili sono complessivamente scesi in tutta Europa. #### Pubblicità su Netflix > Fonte: DDay.it - Timestamp: 06:50 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Netflix potrebbe introdurre delle pubblicità all'interno della piattaforma. Gli abbonamenti standard e premium sono aumentati di 1-2 euro mentre in India e in Malesia è stato introdotto un abbonamento low cost per dispositivi mobili che ha sicuramente portato nuovi clienti. Ma tutto questo non basta. Netflix spende 15 miliardi l'anno per produrre nuove serie, pubblicizzarsi e comprare prodotti. Cifre che al netto dei guadagni attuali non possono permettersi. Per questo c'è chi propone di inserire delle pubblicità con un modello simile a Spotify. Le stime prevedono una perdita di 4 milioni di utenti durante il 2020 che andrebbero invece ad arricchire le altre piattaforme di streaming che stanno diventando sempre più competitive. Da ultima sicuramente Disney Plus che possiede un catalogo che dire vasto sarebbe un eufemismo. #### Cosa c'è da sapere sul 5G > - Timestamp: 07:54 - Autori: Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Ed eccoci alla seconda parte della puntata. Siamo di nuovo qui con Luca Martinelli per parlare di 5G. **Luca**: Salve a tutti. **Davide**: Innanzitutto la prima domanda che ti faccio è qual è il rapporto tra 5G e la struttura generale di internet. **Luca**: Sì, riguardo a quanto detto anche la settimana scorsa parlando di internet, il 5G si colloca all'interno del modello di cui avevamo parlato nel primo sottolivello, ovvero quello di trasporto. Infatti il 5G è la quinta generazione di modalità di trasporto dei dati all'interno della rete mobile. **Davide**: Spiegaci come funziona dal punto di vista tecnico questa nuova tecnologia. **Luca**: Tutti i tipi di tecnologia che si basano sulle onde, che possono andare quindi dalla trasmissione radio alla televisione e in cui si colloca anche appunto la rete internet, funzionano più o meno allo stesso modo, ovvero abbiamo un'onda elettromagnetica che viene poi modulata in modo da trasmettere dei segnali digitali, ovvero 0 e 1, che vengono poi convertiti dal dispositivo finale per ottenere l'informazione desiderata. La velocità di trasmissione poi dipende dalla frequenza che viene utilizzata per trasmettere il segnale. **Davide**: E questa cosa che sembra apparentemente così astratta, in realtà è un argomento molto concreto, tanto che due settimane fa abbiamo parlato di digitale terrestre nella puntata Italia Digitale e di come le frequenze e la codifica del digitale terrestre stiano cambiando per lasciare maggiore spazio alla rete mobile, che sembra sempre più importante a livello di utilizzo e quindi ha senso dedicare lo spazio limitato che abbiamo maggiormente a questo tipo di servizio piuttosto che al digitale terrestre. **Luca**: Sì, infatti aumentando la frequenza in realtà aumenta anche lo spazio che bisogna occupare per permettere la trasmissione. Nel caso del 5G andremo a collocarci alla banda di 700 MHz che attualmente appunto è occupata dal segnale televisivo. **Davide**: Quindi passando invece a qualcosa di più tangibile, raccontaci un po' quali sarebbero i pregi del 5G perché già oggi utilizziamo per la telefonia mobile una tecnologia che è la quarta generazione di rete mobile, il 4G comunemente conosciuto, che funziona già molto bene, le velocità di connessione sono ottime, il territorio è coperto quasi per la totalità o comunque le zone più abitate e quindi perché avrebbe senso fare un ulteriore passo avanti che non sembra nemmeno necessario da un certo punto di vista. **Luca**: Beh, il 5G sicuramente porta una maggiore velocità, anche se secondo me attualmente non è così necessaria. Infatti passiamo dalla quarta generazione che può arrivare ad un massimo di 200 MB al secondo a una velocità che può raggiungere addirittura il gigabit per secondo. Nel lato pratico potremmo scaricare un film in qualche secondo, in 2-3 secondi. **Davide**: Sì ok però capisci che scaricare un film in 2-3 secondi piuttosto che in 20 alla fine la differenza non è concretamente tangibile ecco. **Luca**: Infatti questo è solo la punta dell'iceberg di quello che il 5G andrà a modificare. Infatti oltre ad una maggiore velocità, che come è fatto notare non è che sia così necessaria, avremo anche una maggiore stabilità del segnale, una maggiore affidabilità e anche una maggiore precisione del segnale GPS. Mi viene da pensare alle auto a guida autonoma che appunto richiedono questa grande precisione anche centimetrica, quindi al centimetro per fornire appunto una stabilità e una precisione assoluta per poi fornire una sicurezza al guidatore e ai passeggeri. **Davide**: Mentre invece a livello di infrastruttura cambia qualcosa rispetto al 4G, cioè le antenne rimarranno le stesse, ci sarà necessità di cambiare le antenne, metterne di più, metterne di meno, da questo punto di vista come funzionerà. **Luca**: Sì, si parla spesso di copertura del 5G, copertura del 4G e ci si può chiedere perché non utilizzare le stesse antenne. Ebbene, aumentando la frequenza le antenne vanno sicuramente modificate ma anche la copertura va aumentata, ovvero queste antenne vanno posizionate in luoghi strategici, ovvero nei semafori, sui lampioni e devono essere molte, molte di più. Infatti aumentando la frequenza il segnale è anche più debole nel senso che se incontra un ostacolo questo può essere assorbito prima. Faccio un esempio pratico, se noi abbiamo una pallina da ping-pong con un muro, se noi la lanciamo con una velocità più bassa questa fa dei rimbalzi più alti e riesce a sorpassare il muro. Se invece questa pallina fa tanti rimbalzi brevi, quando arriva al muro si ferma. **Davide**: Questo tuo riferimento ai semafori mi ha fatto venire in mente il concetto di smart city e società smart in generale quindi la possibilità di avere numerosi servizi offerti grazie ad internet e nello specifico grazie al 5g, però penso anche a tutti gli altri contesti in cui il 5g possa essere effettivamente utile pensa ad esempio a tutte quelle zone rurali o comunque zone isolate in cui gli operatori e le aziende non hanno interesse a portare delle connessioni internet veloce, o addirittura proprio portare internet in generale, perché le aziende non avrebbero un ritorno economico del proprio investimento e quindi in questo caso appunto il 5g permetterebbe di collegare e collegare a grandi velocità e con forte stabilità queste persone queste case che si trovano appunto lontano dai grandi centri popolati. **Luca**: Certamente, e anche grazie al fatto che ci sono più antenne, i dispositivi che possono connetterci saranno molto maggiori e mi viene da pensare a tutti quei dispositivi per l'internet delle cose, l'IoT, come scarpe smart, braccialetti, magliette in futuro che quindi porteranno appunto, come hai detto te, alla città dei servizi o alla società dei servizi. **Davide**: Fra l'altro questo tuo ragionamento mi ha fatto tornare in mente una cosa, ovvero so che il segnale 4G è un segnale che si propaga in modo circolare rispetto all'antenna, mentre invece il segnale 5G riesce a raggiungere maggiori velocità anche grazie al fatto che il segnale è, tra virgolette, "più intelligente" perché è più mirato nella direzione del dispositivo che chiede dati. **Luca**: Hai perfettamente ragione, infatti grazie alle nuove tecnologie per le antenne che in realtà possiamo trovare anche nei modem più recenti, la struttura dell'antenna viene di volta in volta modificata o comunque si angola, cambia direzione in modo da raggiungere più velocemente possibile e più precisamente possibile il dispositivo che richiede appunto la connessione. **Davide**: Affrontando invece degli aspetti abbastanza controversi, di recente si è parlato molto del 5G in riferimento all'ambito sanitario, comunque riferito alla salute di chi lo utilizza. Tu a riguardo che opinione ti sei fatto, essendo anche abbastanza dentro al settore? **Luca**: Sì, da quando in realtà hanno inventato i telefoni si sente spesso parlare di malattie o tumori che possono causare l'utilizzo di questi. La verità è che non ci sono ancora degli studi a lungo termine che possano confermare o smentire queste teorie. Si cerca quindi di limitare la potenza delle antenne per causare meno danni alla salute che in realtà a livello teorico non dovrebbero esserci. **Davide**: Fra l'altro so che in Italia i limiti di potenza di trasmissione sono molto più bassi, sia rispetto al resto d'Europa, ma soprattutto rispetto agli Stati Uniti, quindi in realtà non corriamo nessun rischio, visto che appunto i nostri limiti sono molto più bassi di quello che si reputa faccia male per il nostro organismo. **Luca**: Sì, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità, appunto, aveva definito questi limiti per dare una risposta definitiva a questo problema, l'Italia, per una maggiore sicurezza anche, aveva scelto di abbassarli ulteriormente in modo da non incorrere a dei danni a lungo termine che, secondo me, non dovrebbero nemmeno esserci, ma lo scopriremo solo più avanti. **Davide**: Quindi, dopo aver detto tutto ciò, la domanda sorge spontanea, ne vale la pena, cioè ha senso effettivamente passare questa nuova tecnologia? O è solo un'ennesima mossa di marketing da parte degli operatori e delle grandi compagnie per produrre dei nuovi dispositivi? Fra l'altro, poi ti lascio appunto concludere, molte compagnie italiane hanno fatto una mossa secondo me molto sleale, cioè per sponsorizzare e avvantaggiare il 5G hanno ridotto le velocità massime del 4G e questa è quasi una contraddizione, perché limitare una tecnologia per favorirne un'altra evidentemente mostra quanto pochi apparentemente siano i vantaggi del 5G rispetto al 4G per l'utente finale, o comunque il piccolo cliente che consuma dati attraverso il suo telefono. **Luca**: Sì, come ho detto all'inizio, dal punto di vista pratico, dal punto di vista dell'utente che utilizza il suo telefono per navigare in internet, questa tecnologia non ha molto senso perché le velocità sono già molto elevate, quindi alzandola ulteriormente la velocità non si noterebbe affatto. Abbiamo visto però come l'utilizzo di questa tecnologia possa portare ad una espansione di altre tecnologie, come dispositivi smart o domotica che potranno stravolgere la nostra società. **Davide**: Va bene, grazie di essere stato con noi anche questa volta e averci dato maggiori delucidazioni a riguardo del 5G, ci sentiamo più avanti. **Luca**: Spero di essere stato utile con certe delucidazioni, se avete altri dubbi potete scrivermi all'email lucamartinelli@dentrolatecnologia.it e arrivederci a tutti. #### Conclusione - Timestamp: 18:08 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Ormai l'ultima puntata della prima stagione, con l'anno nuovo inizierà la seconda stagione. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni settimana ci permette di uscire con un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentroalatecnologia.it oppure visitate il nostro sito web www.dentroalatecnologia.it. Noi ci sentiamo nel 2020, ovvero la settimana prossima. Ciao a tutti. --- # s2e1 ## Monopattini elettrici e micromobilità > È cominciato un nuovo anno, ma soprattutto un nuovo decennio, quello che ci porterà ad approfondire il tema della mobilità sostenibile. Proprio per questo abbiamo deciso di dedicare metà della puntata alla nostra esperienza con i monopattini elettrici proposti da aziende come Bird, Lime ed Helbiz, simboli della mobilità smart. Come sempre, prima di ció parleremo delle notizie che più sono state rilevanti questa settimana partendo dai “furbetti” di Google Maps, della digitalizzazione dello scontrino fiscale collegato alla legge di bilancio 2019 e concludendo con la nuova regolamentazione per la micromobilità. - Stagione: 2 - Episodio: 1 - Data di pubblicazione: 2020-01-04 06:45:00 - Durata: 20:58 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e1](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e1) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Innanzitutto buon anno ma soprattutto buon decennio. Come dissi durante la prima puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, ogni tanto ha senso voltarsi indietro e riflettere su quanto lontano si è arrivato. Sicuramente negli scorsi 10 anni il mondo è cambiato più di quanto avvenuto nei decenni precedenti. Lo smartphone nato con il primo iPhone nel 2007 si è sviluppato notevolmente e i prezzi sono diventati molto più competitivi con l'ingresso nel mercato di aziende low cost. Tanto che ad oggi è un dispositivo essenziale e dal quale possiamo usufruire di infiniti servizi. La puntata di oggi però sarà focalizzata sulla micromobilità elettrica nello specifico perché dopo aver parlato delle notizie della settimana faremo una chiacchierata con un altro autore di INSiDER Matteo raccontando una nostra recente esperienza in tema di monopattini elettrici in sharing. Prima di cominciare però vi ricordo che per contattarci potete scriverci a redazione@dentrolatecnologia.it, visitare il nostro sito www.dentrolatechnologia.it e invece ascoltarci su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast e sul sito web dove fra l'altro potrete trovare anche altri contenuti multimediali per approfondire i temi trattati. #### I furbetti di Google Maps > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 01:38 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel Corriere della Sera è stato pubblicato un articolo dove vengono definiti furbetti ben 7.500 turisti che in Austria, per evitare lunghe pesanti code in autostrada nel periodo natalizio, hanno utilizzato applicazioni di navigazione come Google Maps e Waze per accorciare e tagliare il tragitto, andando a percorrere strade secondarie situate in piccoli centri intasando di conseguenza la circolazione cittadina. Le autorità locali, come il Riporta e il Corriere, hanno bloccato e costretto i conducenti a fare inversione, il tutto accompagnato in certi casi da multe piuttosto salate. Un nostro ascoltatore ha fatto uno spunto di riflessione interessante, definendo gli automobilisti furbetti, parrebbe proprio voler far passare i conducenti per trasgressori della legge. Se si volesse risolvere il problema basterebbe imporre delle comunissime limitazioni del traffico in certi orari, per non parlare poi delle difficoltà nel riconoscere turisti abitanti locali. Porre restrizioni all'utilizzo di questa applicazione sarebbe totalmente sconsiderato, visto che è innegabile svolgano un ruolo di primario impatto nella definizione generale della circolazione attuale. Senza dubbio è più facile dare la colpa all'ennesimo servizio di navigazione piuttosto che assumersi le proprie responsabilità in tema di gestione logistica dei flussi di traffico. #### Lo scontrino elettronico > Fonte: IlSole24ore.com - Timestamp: 02:59 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Finalmente la nascita dello scontrino elettronico è diventata realtà, dal 1 gennaio sono stati cambiati i registratori di cassa per via di un decreto collegato alla legge di bilancio 2019. I POS d'ora in avanti rilasceranno scontrini non fiscali al posto delle precedenti versioni fiscali. Banalmente questo significa che il cliente potrà non richiedere lo scontrino alla cassa e non vi sarà più nemmeno l'obbligo della conservazione delle copie dei documenti commerciali per l'esercente. Il nuovo documento rilasciato non avrà valore fiscale ma permetterà al consumatore di avere comunque una controparte cartacea che potrà essere conservata come garanzia del bene o del servizio pagato, oltre che per un eventuale cambio di merce. L'obiettivo di questa manovra è quello di velocizzare il flusso di dati rivolto all'agenzia delle entrate in modo da facilitare agli operatori o ai loro intermediari la compilazione della dichiarazione IVA o la liquidazione dell'imposta. Attendiamo ora la tanto chiacchierata e discussa lotteria degli scontrini in arrivo a luglio 2020. #### Nuovo regolamento per la circolazione dei monopattini elettrici > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:06 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: È stato pubblicato il nuovo regolamento riguardante la circolazione dei monopattini elettrici. Dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale sono stati finalmente equiparati alle biciclette. In poche parole i monopattini elettrici potranno circolare ovunque ma non sui marciapiedi. Questo nuovo provvedimento è stato introdotto il primo gennaio insieme alla legge di bilancio, ovviando così al buco normativo riguardante la circolazione di 100.000 veicoli elettrici presenti in Italia. Prima infatti, nonostante l'alta numerosità su gran parte del territorio italiano, i monopattini elettrici non potevano circolare su strade o piste ciclabili, ma dovevano seguire restrizioni ben precise imposte dalla sperimentazione di cui parleremo nella seconda parte della puntata in quanto registrata ancora nel 2019. Questa normativa però sarà valida solo per i veicoli che rientrano nei limiti di potenza e velocità stabiliti dal decreto di micromobilità del 4 giugno, cioè con potenza massima di 0,5 kW e velocità entro i 20 km orari. In questo caso non serve la patente ma sono obbligatori i luci e il segnalatore acustico. A questo punto sarà interessante osservare come si comporteranno le città che si sono apertamente dichiarate nemiche dei monopattini sin da subito, come la città di Brescia. Queste località sono state molte le multe rilasciate, spesso anche salatissime, con sequestri ed equiparazioni a ciclo motori. Invece ora non sarà più possibile ignorare la libertà di circolazione imposta dalla legge di bilancio. Ed eccoci alla seconda parte della puntata, la settimana scorsa abbiamo parlato di 5G invece oggi cerchiamo di parlare di qualcosa di più semplice forse, ovvero di una nostra esperienza. #### Monopattini elettrici > - Timestamp: 05:51 - Autori: Matteo Gallo, Davide Fasoli - Argomenti: Servizi, Trasporti - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Sono qui con Matteo Gallo e insieme anche ad altri nostri amici nel mese di ottobre abbiamo trascorso una settimana a Berlino. Io avevo già passato l'agosto del 2018 a Berlino e subito quando sono arrivato questa seconda volta ho notato la grande presenza di veicoli per la micromobilità in condivisione. Fra l'altro qualche settimana fa avevamo proprio parlato di società dei servizi e avevo citato proprio tutta la questione collegata alla possibilità di spostarsi attraverso l'utilizzo di questi strumenti, di questi veicoli on demand. Quindi dopo questa introduzione innanzitutto ciao Matteo. **Matteo**: Ciao a tutti. **Davide**: Volevo chiederti come ti è parso questo modo di approcciarsi alla mobilità? **Matteo**: Sono rimasto abbastanza sconcertato dalla presenza di questi veicoli soprattutto vederli sui marciapiedi per strada un giro un po di qua un po di là. Ho notato che comunque questi veicoli praticamente nuovi si trovano in zone sparse della città all'interno anche del marciapiede li vediamo in mezzo alla carreggiata oppure in qualsiasi parte della strada insomma. **Davide**: Si possono anche risultare a volte pericolosi per chi cammina o per chi utilizza un altro mezzo di trasporto. **Matteo**: Sì perché infatti in diversi marciapiedi li troviamo addirittura rovesciati e quindi sono veramente materiali di intralcio per chi passeggia. **Davide**: Fra l'altro Berlino è un esempio di questo sistema di micromobilità però ci sono anche molte città americane che hanno avuto diversi problemi con la presenza di questi scooter elettrici che letteralmente invadono i marciapiedi perché decine di compagnie diverse dalle più conosciute a quelle meno parcheggiano sulle strade nei punti più strategici i loro monopattini e quindi i marciapiedi sono appunto invasi. **Matteo**: Un altro aspetto che mi ha colpito è stata la modalità di raccolta di questi veicoli infatti abbiamo notato che di notte vengono prelevati appunto dalle varie zone della città grazie a persone che decidono di ricaricarli in casa. **Davide**: Per dire una delle aziende più importanti più grandi come Lime queste figure li chiama Juicer che possono appunto tramite l'applicazione iscriversi e per una decina di euro a ricarica appunto prendono lo scooter lo ricaricano e poi a ricarica effettuata lo ricollocano in un altro punto strategico dove l'algoritmo ritiene che sia più probabile che qualcuno lo utilizzi successivamente. Ma venendo all'esperienza concreta perché poi alla fine a Berlino li abbiamo approvati volevo chiederti vuoi un po raccontare come è stata l'esperienza appunto se secondo te sono effettivamente facili da utilizzare e se hanno una convenienza oppure è una moda passeggera che è destinata appunto a fallire nei prossimi anni. **Matteo**: Una sera siamo andati al Parlamento tedesco grazie a questi mezzi diciamo che non era conveniente utilizzare mezzo di trasporto come metropolitana oppure autobus in quella circostanza e di conseguenza abbiamo deciso di utilizzare questo mezzo di trasporto e la modalità di approccio al mezzo è stata abbastanza interessante perché comunque li siamo interfacciati utilizzando un'applicazione proprietaria per appunto interagire col dispositivo alla fine. **Davide**: Quale compagnia avevamo utilizzato ti ricordi? **Matteo**: Sì mi pareva fosse Lime se non sbaglio. **Davide**: E ti ricordi come funzionava il processo di sblocco del monopattino? **Matteo**: È bastato semplicemente creare un account attraverso il telefono e successivamente tramite Apple Pay è bastato comunque fare un collegamento tra l'applicazione e il servizio. **Davide**: L'applicazione scala dalla carta quindi dal metodo di pagamento che hai scelto non solo il costo di sblocco perché tutte le aziende hanno un costo di sblocco iniziale ma ti scala anche una piccola caparra che serve eventualmente per ripagare i danni che potresti provocare al monopattino durante il percorso. **Matteo**: Sì anche perché essendo un mezzo che si trova banalmente in giro una garanzia è dovuta infatti non sono rimasto stupito da questa cosa perché si tratta appunto di un mezzo privato che viene messo a disposizione dell'utenza. **Davide**: Poi per quanto riguarda invece il tragitto anche qui non è banale perché ovviamente non si può andare con il monopattino elettrico sulle strade ma ovviamente bisogna rispettare il codice della strada in questo caso noi abbiamo rispettato quello per le biciclette e siamo rimasti infatti sulla corsia ciclabile dedicata appunto a tutti questi mezzi che vedevamo muoversi all'interno di Berlino. Nel momento poi che abbiamo raggiunto la nostra destinazione dopo pochi minuti perché raggiungono una velocità di una ventina di chilometri se non ero 20-25 come è avvenuto invece il processo di blocco del monopattino se riesci anche a raccontarci questa cosa qui. **Matteo**: Allora inizialmente come mi ricordo abbiamo avuto qualche difficoltà nella fase di parcheggio perché comunque il veicolo non può essere lasciato in qualsiasi punto della città come si può pensare inizialmente. **Davide**: Sì ci sono delle zone che sono dichiarate off limits sia rispetto al limite massimo dove tu puoi andare col monopattino ma anche proprio dei punti della città interni dove tu non puoi parcheggiare il monopattino. **Matteo**: Sì infatti inizialmente abbiamo avuto qualche difficoltà in questa manovra e di conseguenza ci siamo dovuti spostare in un'altra zona osservando comunque nel frattempo l'applicazione. **Davide**: Sì fra l'altro nel caso specifico non siamo riusciti a parcheggiare davanti alla Porta di Brandeburgo il monopattino stesso ti avvisa di non poter parcheggiare in quella zona mostrandoti un simbolo che facilmente ti fa capire che non puoi parcheggiare. Una volta fermati i monopattini però il processo di blocco non è concluso infatti che cosa ti chiede di fare l'applicazione? **Matteo**: Sì infatti l'applicazione ti richiede di fare una foto perché ovviamente il sistema vuole sapere dove tu hai collocato il veicolo. **Davide**: E se non hai provocato danni durante il tragitto appunto. **Matteo**: Sì invece per quanto riguarda il tragitto in sé ho trovato molto instabile comunque la guida del mezzo perché si tratta di un veicolo a due ruote nel quale devi rimanere in piedi. **Davide**: Sì e su certi terreni forse è anche pericoloso se non c'è un uniforme asfalto sotto forse nel tuo caso sarebbe stata meglio una bici elettrica che comunque anche quelle erano a disposizione nella città di Berlino avresti potuto sempre con la solita applicazione sbloccare e utilizzare. **Matteo**: Però comunque c'è da dire che l'occasione per utilizzare un monopattino era invitante da questo punto di vista. **Davide**: Sì perché appunto per degli appassionati di tecnologia evidentemente provare questa cosa di cui tanto si sente parlare ma poi nell'atto pratico non è possibile sperimentare. E poi anche questa cosa non è del tutto vero perché in concomitanza con il nostro viaggio a Berlino a Verona che è una città che frequento più io di te e sono arrivati altrettante compagnie di monopattini elettrici sicuramente con una presenza meno forte che a Berlino ma comunque molto evidente. A Verona sono arrivati recentemente Bird, Lime e Helbitz per citarne alcune ma dovrebbero essere il doppio quindi 6 7 compagnie attualmente. **Matteo**: Mentre a Padova dove io studio ho notato che i mezzi più utilizzati in questo caso sono le bici elettriche piuttosto che i monopattini perché banalmente è presente solo un'azienda Mobike che permette questo servizio. **Davide**: Che poi una cosa interessante di queste aziende è il modo in cui operano sul territorio. Cioè siccome ci sono molti vuoti normativi soprattutto in Italia dove sono pochissime città in cui vi è una sperimentazione a Milano è un esempio che ha dovuto introdurre diversi cartelli quindi modificare il proprio assetto stradale per i monopattini e comunque lo sharing in generale. Quest'azienda appunto come Bird che ha iniziato e Lime che ha seguito prima appunto della normativa stessa posizionano nelle varie città i monopattini cercando di fidelizzare i propri clienti in quella città e poi costringendo di fatto il governo locale a produrre una regolamentazione dedicata e apposita a questo tipo di mezzi. Ci si potrebbe anche chiedere quale sia effettivamente il guadagno quale sia il core business di aziende di questo tipo perché i costi effettivamente sono molto bassi fra l'altro ti ricordi quanto avevamo speso per il breve tragitto di qualche minuto che avevamo fatto e se secondo te era un prezzo adeguato. **Matteo**: Se non sbaglio erano circa 3 euro a testa per 5 minuti più o meno. **Davide**: Sì perché dovrebbe essere un euro lo sblocco più 25 centesimi al minuto e quindi sì il costo è quello secondo te un costo adeguato oppure troppo elevato per il tragitto che abbiamo fatto considerando anche che potevamo andare dove volevamo essendo un mezzo singolo. **Matteo**: Dal mio punto di vista è abbastanza elevato perché comunque se si vuole incentivare appunto una modalità di trasporto di tipo elettrico che attualmente è abbastanza richiesta si dovrebbe un po modellare il prezzo dal punto di vista anche del minutaggio perché comunque cosa sono? 20 centesimi al minuto 25 dipende poi dall'azienda sì che possono essere pochi per chi fa tragitti brevi ma possono diventare anche tanti per chi comunque deve compiere un tragitto quotidiano come per esempio andare a lavoro o a scuola partendo dalla stazione anche ad esempio. **Davide**: Sì certo come nel nostro caso spendere 3 euro una tantum una volta ogni tanto è conveniente però effettivamente se una persona utilizza questo come mezzo principale allora come dicevo nella puntata society as a service forse ha senso comprare effettivamente il veicolo perché sia un ritorno economico sul lungo termine. Sì comunque tornando a quello che stavo dicendo riguardo al core business se appunto quello che abbiamo speso per 5 minuti erano questi 3 euro considerando che un monopattino potrebbe fare una decina o una ventina di corse al giorno e che un monopattino che viene utilizzato da queste aziende può costare anche 4 500 euro direi che effettivamente dopo un mese l'azienda non solo può andare in pari con la spesa per il singolo monopattino ma può anche iniziare a guadagnare su sulle aziende. Cambiando argomento e parlando invece di normativa in Italia la sperimentazione prevede che la velocità che possano raggiungere i monopattini elettrici e comunque veicoli simili a batteria sia quella di 20 chilometri orari nelle piste ciclabili e nelle zone limitate a 30 chilometri all'ora per le macchine e invece 6 chilometri orari per i percorsi pedonali quindi sono dei veicoli che tecnicamente possono viaggiare sui percorsi misti con i pedoni. Ovviamente non sui marciapiedi e questo è escluso a priori perché rappresentano dei veicoli molto pericolosi sia per chi le guida ma anche per i pedoni che sono ovviamente sulla strada i soggetti più a rischio. Ci sono anche delle città in cui i monopattini elettrici non sono ancora messi e non parlo di città qualsiasi perché se da una parte a Verona ci sono a New York e Londra due città evidentemente più internazionali. Questo non avviene nel Regno Unito infatti c'è una normativa molto stretta a riguardo e lo stesso vale per New York. Non tutte le città degli Stati Uniti limitano in questo modo i monopattini tant'è che le due aziende più importanti che ho già citato quindi Bird e Lime sono proprio nate in California dove hanno delle flotte molto vaste di monopattini elettrici. Il mondo comunque della micromobilità sostenibile quindi elettrica e magari anche in sharing al di là di quello che può sembrare a me e te che abbiamo evidentemente una percezione limitata della realtà hanno rappresentato nel 2018 84 milioni di corse in tutto il mondo quindi effettivamente un mercato che per ora sembra florido e destinato secondo me a rimanere presente nelle nostre città magari un po più regolato di come è attualmente. Secondo me l'utilizzo migliore che potrebbero avere questi veicoli è quello in combinato con un mezzo pubblico perché se molte persone condividono ad esempio il 95 per cento del tragitto ed è per questo che esistono i mezzi pubblici quel 5 per cento rimanente viene coperto da mezzi personali che possono essere appunto biciclette che quindi si è a rischio di perdere oppure semplicemente camminando. Il problema però è che per alcune persone il punto dove finisce la stazione in cui arriva il mezzo pubblico e il punto dove effettivamente loro devono andare è così distante che preferiscono utilizzare un altro mezzo ancora ovvero un veicolo personale come ad esempio una macchina o una moto. E questo è altamente inefficiente perché per spostare una singola persona all'interno di una grande città 70 chili 80 chili di persona servono migliaia di chilogrammi di un veicolo di ferro e questo ovviamente oltre a creare stress e inquinamento all'interno delle città le satura oltre ogni limite. **Matteo**: Allora innanzitutto questa modalità di trasporto è utile fino a un certo punto perché comunque come hai detto te ovviamente percorrendo distanze troppo lunghe diventa un po controproducente in primis per il costo perché comunque si dilata parecchio e secondo me anche dal punto di vista della sicurezza perché comunque un monopattino non è come una bicicletta che comunque è più familiare di conseguenza il tragitto può essere un po più confortevole monopattino comunque è anche abbastanza instabile dal punto di vista della guida come abbiamo già detto in precedenza e di conseguenza sì. Sono d'accordo che è un'ottima alternativa per percorrere distanze relativamente brevi. **Davide**: Ottimo allora nelle prossime puntate nei prossimi anni vedremo effettivamente quale strada avranno percorso nel vero senso della parola i monopattini elettrici anzi e se esisteranno ancora più avanti. Io ti ringrazio per aver fatto questa chiacchierata con me ci sentiamo più avanti. **Matteo**: Grazie a te e grazie a tutti per l'ascolto. #### Conclusione - Timestamp: 20:06 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni settimana ci permette di uscire con un nuovo episodio per qualsiasi tipo di domande o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure visitate il nostro sito www.dentrolatechnologia.it, noi ci sentiamo la settimana prossima, ciao a tutti. --- # s2e2 ## Sopravvivere con il 2% > Lo sviluppo delle batterie rappresenta forse il più grande ostacolo del nostro periodo contemporaneo, riuscire a produrre batterie notevolmente più capienti e piccole rappresenterebbe una nuova rivoluzione tecnologica. Parleremo anche di AirPods, di un pianeta simile alla terra scoperto dal satellite TESS e della tecnologia nel mondo del cinema per ringiovanire gli attori. - Stagione: 2 - Episodio: 2 - Data di pubblicazione: 2020-01-11 06:45:00 - Durata: 12:30 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e2](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e2) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Si è concluso il CES 2020, il Consumer Electronic Show di Las Vegas, un grande evento di esposizione tecnologica che sancisce i trend per il nuovo anno e al quale dedicheremo l'intera puntata della settimana prossima. Se siete interessati ad approfondire qualcosa nello specifico del CES 2020 potete scriverci a redazione@dentrolatechnologia.it e se è una domanda frequente risponderemo direttamente nella puntata. Ne approfitto per ricordarvi anche gli altri nostri contatti come il nostro sito web www.dentrolatechnologia.it, abbiamo anche un profilo twitter, un canale telegram e un canale youtube, tutti gli indirizzi sono sul sito. Questa settimana invece dopo il consueto spazio dedicato alle notizie volevamo parlare di batterie che sono diventate ormai un elemento presente nella nostra vita in modo costante e che influenzano fortemente il nostro modo di vivere. Fra l'altro i limiti fisici causati dalle batterie sono uno dei principali motivi dell'attuale rallentamento dello sviluppo tecnologico. #### Una nuova Terra > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:31 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Il TESS, il satellite NASA lanciato nell'aprile del 2018 a bordo di un Falcon 9 di SpaceX con il compito di cercare esopianeti nello spazio intorno al nostro sistema solare, utilizzando un metodo fotometrico che cerca i buchi nella luce visibile delle stelle quando i pianeti passano davanti a esse, ha scoperto nell'ultimo periodo TOI 700 D. La sua massa è di 1,7 masse terrestri, la sua orbita intorno alla stella è di 37 giorni e riceve circa l'80% dell'energia che il nostro sole regala alla terra. 37 giorni di rivoluzione possono essere pochi, ma ciò che TOI 700 D ha di interessante oltre alla sua presunta rocciosità è che si trova all'interno della cosiddetta zona abitabile conservativa, ovvero la regione intorno alla stella dove è possibile che l'acqua se presente resti in forma liquida. #### Tecnologie per ringiovanire gli attori > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:25 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Cinema - Tipologia: Notizia **Davide**: Parliamo ora di tecnologia applicata nel mondo del cinema. L'azienda statunitense Industrial Light and Magic ha recentemente diffuso un breve video su YouTube nel quale viene spiegata in sintesi la genesi del processo di ringiovanimento digitale degli attori protagonisti del nuovo Gangster Movie di Martin Scorsese di Irishman. La nuova tecnologia è stata applicata sui 3 attori protagonisti della pellicola con l'obiettivo di rendere più verosimili i frequenti time skip ben amalgamati all'interno della sceneggiatura. La Industrial Light and Magic è una delle più famose e importanti aziende nel campo degli effetti speciali digitali, fondata ancora negli anni 60 da George Lucas. Da allora la tecnologia ne ha fatta di strada, infatti se un tempo effetti speciali come quelli inseriti in Star Wars o Blade Runner basati principalmente su miniature e costumi testavano stupore e innovazione per quanto riguarda le pellicole odierne non è più possibile utilizzare la stessa metodologia per lo sviluppo degli effetti speciali. Attualmente i target sono diversi infatti, per ottenere certi risultati ci si è dovuti spostare completamente nel campo digitale degli effetti visivi in grado di creare o ricreare qualsiasi tipo di situazione grazie a potenti computer. Il film di Scorsese per ottenere il ringiovanimento e l'invecchiamento dei 3 protagonisti ha dovuto alzare il budget a 160 milioni di dollari, cifra mostruosa ma i risultati finali hanno ripagato in maniera più che soddisfacente l'investimento. La nuova tecnologia confermata come nuovo standard per i progetti futuri è stata affiancata a quella attuale. In pratica consiste nell'applicazione di diversi sensori su punti strategici del viso in modo da poter riprodurre fedelmente il viso dell'attore al computer con la possibilità di modificare artificialmente i tratti somatici in post produzione. Scorsese invece per evitare che questi sensori potessero compromettere le performance dei suoi attori ha chiesto all'azienda di trovare un nuovo sistema che aggirasse quello attuale. Durante le riprese di The Irishman sono state affiancate due videocamere a infrarossi oltre a quella principale, tale configurazione ha permesso di ottenere così più punti di vista da angolazioni leggermente diverse, ciò ha garantito una buona ricostruzione del modello 3D degli attori. #### Il successo di AirPods > Fonte: iphoneitalia.it - Timestamp: 04:45 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Cuffie - Tipologia: Notizia **Davide**: Gli Airpods, le cuffie Bluetooth di Apple sono un successo indiscusso. Lanciate nel dicembre 2016 hanno una notorietà quasi senza precedenti e i dati confermano tutto ciò, hanno generato ben 19,5 miliardi di dollari dal lancio fino a fine 2019. In termini percentuali tale dato corrisponde al 4,5% del revenue totali di iPhone relativo allo stesso periodo. Questi dati sono così rilevanti che se gli Airpods appartenessero ad un'azienda a parte il valore dell'azienda stessa al momento sarebbe di circa 60 miliardi di dollari. Nel 2018 le revenue degli auricolari True wireless per l'eccellenza sono cresciuti del 133% rispetto al 2017 e nel 2019 sono cresciute del 128% rispetto al 2018. Più di aziende come Spotify, Twitter e Snapchat e nel 2020 gli Airpods potrebbero raggiungere e superare le revenue di Uber NotApp di trasporto. Il 2019 è stato un anno importantissimo per gli Airpods che hanno visto non solo il lancio della nuova versione con il supporto a Siri, ma anche il lancio di Airpods Pro con soppressione del rumore ambientale. Rispetto al lancio della versione originali i prezzi sono aumentati ma questo anche in relazione alle possibilità e alla qualità. #### Sopravvivere con il 2% > - Timestamp: 06:19 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Batterie, Smartphone - Tipologia: Topic **Davide**: Ho il telefono quasi scarico, scusa hai un carica batterie, speriamo che ci siano delle prese. Quante volte pronunciamo o sentiamo queste frasi durante il corso di una giornata? Ormai la preoccupazione più grande di quando utilizziamo il telefono infatti non è più legata alla velocità o alla stabilità che bene o male si possono trovare anche su telefoni di fascia bassa. La sfida quotidiana è ormai quella di arrivare a sera con ancora un po di carica rimanente. Se da una parte infatti i dispositivi che ci circondano nel corso degli ultimi anni sono stati al centro di un rapido avanzamento tecnologico soprattutto in termini di prestazioni e dimensioni, d'altro canto la tecnologia delle batterie agli ioni di litio, quella comunemente utilizzata, è rimasta pressoché mutata e non riesce più a sopperire ai consumi dei moderni dispositivi. In aggiunta dopo qualche anno le moderne batterie tendono a rovinarsi diminuendo ulteriormente la loro capacità, si parla di circa il 20% ogni anno. Nell'ultimo periodo dunque sono state presentate diverse soluzioni e prototipi di batterie che promettono prestazioni maggiori e una vita più lunga. A novembre 2017 Samsung ha presentato una batteria basata sul grafene, materiale scoperto ancora nel 2004 che grazie alle sue innumerevoli proprietà prometteva di dare una svolta in svariati ambiti dalla medicina, all'elettronica, all'edilizia. Le batterie di Samsung hanno una capacità maggiore del 45% a parità di dimensioni e si ricaricano in soli 12 minuti. Inoltre hanno una maggiore resistenza al calore, il che le rende sfruttabili per la realizzazione delle auto elettriche, che forse ancor più degli smartphone soffrono la mancanza di una tecnologia adeguata. Nel marzo 2018 i ricercatori dell'università di Melbourne hanno presentato una batteria protoni, realizzata con carbonio e idrogeno, è ecologica e possiede una capacità maggiore. Il target di questa tecnologia però non è tanto il mondo della telefonia quanto lo stoccaggio di energia per la casa, in particolare per chi possiede pannelli fotovoltaici. A giugno 2019 invece l'azienda italiana Battery, in collaborazione con l'università di Bologna, ha realizzato una batteria in litio e ossigeno chiamata Nessox. L'idea di questa batteria ha già accumulato una lunga serie di premi, se italiani che europei, che permettono ai ricercatori di continuare lo sviluppo. Ad oggi per funzionare queste batterie vanno alimentate da bombole d'ossigeno, in futuro dovrebbero essere accostate ad un dispositivo per separare l'ossigeno dall'aria. La strada da percorrere dunque è ancora lunga, ma Battery promette di presentare entro il 2025 una bicicletta elettrica alimentata da Nessox e di commercializzare questa batteria entro il 2030. A settembre 2019 la startup californiana Terawatt ha promesso la super batteria per l'industria automobilistica dal 2021. Questa batteria, detta Terra 3.0, ha prestazioni fino al 70% maggiori di quelle tradizionali, non si surriscaldano e si ricaricano più velocemente. Il problema sta nella corrente da utilizzare nella ricarica che non può superare una certa soglia. Per far fronte a questa mancanza sono state presentate anche diverse alternative, tutte però notevolmente più costose. Infine, proprio questa settimana, dei ricercatori della Monash University hanno sviluppato una batteria al Litio Zolfo che promette di alimentare uno smartphone per 5 giorni e di percorrere con un'auto elettrica 1000 km con una sola ricarica. Il tutto con costi di produzione inferiori alle batterie tradizionali, con un minore impatto ambientale. Sono stati realizzati dei prototipi e verranno effettuati i test su larga scala nel 2020, ma per vedere questa tecnologia sul mercato potrebbero volerci ancora alcuni anni. Una piccola curiosità è che nel 2015 è stata presentata una batteria in grafite costruita grazie ai funghi champignon, che non si degrada col tempo ma al contrario tende a migliorare leggermente. Inutile dire che queste batterie non sono mai state commercializzate in quanto prototipi, anche se l'idea di alimentare uno smartphone grazie ai funghi sarebbe stata davvero allettante. Insomma, alternative alle batterie tradizionali ce ne sono e non poche. Abbiamo visto però come la maggior parte di queste siano ancora in fase prototipale o siano destinate per lo più all'industria automobilistica, dove in effetti batterie capienti e durature sono fondamentali e ci vorranno ancora dagli anni affinché la preoccupazione di caricare il proprio telefono diverse volte al giorno diventi solo un brutto ricordo. Nel frattempo si cerca di realizzare dispositivi che pur mantenendo velocità elevate consumino meno o di introdurre metodi di ricarica più veloci che permettono di tornare in corsa in poco meno di mezz'ora, ma anche noi nella nostra quotidianità possiamo seguire dei consigli decisamente utili per mantenere in buona salute le batterie in modo da non doverle sostituire dopo qualche mese. Nel frattempo è consigliabile caricare il telefono durante la notte o comunque quando non lo si utilizza, questo per evitare il surriscaldamento delle batterie che può danneggiarsi gravemente. Per lo stesso motivo le ricariche lente sono da preferire a quelle rapide e anche l'esposizione al sole alle alte temperature da evitare. Infine un altro consiglio è quello di tenere la carica in un intervallo che va dal 20 all'80% o perlomeno evitare che lo smartphone si scarichi completamente. Se è possibile piccole cariche ogni tanto per non scendere sotto una certa soglia possono solo che migliorare la vita del proprio telefono. #### Conclusione - Timestamp: 11:38 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, siamo un po tornati agli intenti iniziali del podcast, ovvero quelli di fornire degli strumenti utili e pratici per vivere il mondo della tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni settimana ci permette di uscire con un nuovo episodio, per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, oppure visitate il nostro sito www.dentrolatechnologia.it, noi ci sentiamo settimana prossima, ciao a tutti. --- # s2e3 ## Cosa aspettarsi dal 2020 > La posta in gioco al [CES 2020 di Las Vegas](https://www.ces.tech/) è alta per le aziende tecnologiche in cerca dell’asso da calare sul tavolo da gioco delle innovazioni. Proprio per questo nella puntata di oggi parleremo di 6 annunci rilevanti per il mondo della tecnologia del 2020, partendo dai nuovi schermi microLED di Samsung, lo spazzolini Y-Brush, PS5, Vision S ovvero la coupé di Sony, di Concept One di OnePlus e infine del lancio di Impossible Pork, la carne di maiale, senza maiale. - Stagione: 2 - Episodio: 3 - Data di pubblicazione: 2020-01-18 06:45:00 - Durata: 12:04 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e3](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e3) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. È ormai da diversi anni consuetudine per tantissime aziende iniziare l'anno portando decine di migliaia di giornalisti provenienti da tutto il mondo a Las Vegas dove si tiene il CES, il Consumer Electronic Show, un evento senza dubbio creato per mettere in mostra le ambizioni e le direzioni che intende intraprendere il settore tecnologico. La puntata di oggi sarà una puntata al di fuori dei normali schemi perché metteremo al centro le notizie tech, visto che abbiamo scelto per voi 6 prodotti presentati fra quelli che più ci hanno colpito. La posta in gioco a Las Vegas è stata alta per le aziende tecnologiche, ognuna di loro in cerca dell'asso da calare sul tavolo da gioco delle innovazioni. I protagonisti del CES sono gadget di ogni tipo, ce ne sono migliaia e tantissimi tra questi sono innovazioni per la salute con un focus sulla privacy sempre presente. Intelligenza artificiale 5G e robotica sono stati i veri grandi protagonisti di questa edizione e anche la tecnologia verde ha avuto un ruolo primario in un momento di pressione crescente su clima e ambiente. Prima di cominciare vi ricordo i nostri contatti partendo dal nostro sito web dentrolatecnologia.it la nostra mail di redazione, redazione@dentrolatecnologia.it alla quale potete inviarci domande e suggerimenti. Infine siamo ascoltabili su Spotify, Apple Podcast e Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### TV Samsung > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:50 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: TV - Tipologia: Notizia **Davide**: Iniziamo con Samsung protagonista assoluta della categoria delle televisioni, a Las Vegas ha infatti presentato i nuovi televisori micro led da 75, 88, 93, 110 e 150 pollici. La tecnologia micro led dove ogni singolo pixel corrisponde a un diodo luminoso permettendo un contrasto infinito in quanto come nella tecnologia OLED il nero corrisponde al pixel spento e di conseguenza ad un nero assoluto, ma non solo questa soluzione porta a una luminosità nettamente superiore rispetto alle altre tecnologie 5000 nits nel caso dei tv Samsung e consente di eliminare completamente i bordi, proprio questo vantaggio ha permesso all'azienda coreana di realizzare una versione del televisore totalmente modulabile in modo da poter essere smontato e rimontato facilmente e cambiarne il rapporto di forma o aumentarne le dimensioni. Oltre ai micro led Samsung quest'anno punta molto anche sulla tecnologia QLED, ha infatti presentato un televisore 8k con bordi talmente ridotti da rendere praticamente invisibile la cornice, creando l'effetto che Samsung chiama Infinity Screen. Il tv è affiancato da un suono coinvolgente e dalla presenza dell'intelligenza artificiale che assieme ad un nuovo processore promette una qualità visiva senza precedenti, grazie a una partnership con Amazon la stessa tecnologia verrà sfruttata da Prime Video per la compressione dei contenuti streaming, permettendo la visione di contenuti ad alta qualità anche a chi non possiede una velocità di connessione elevata. #### Y-Brush > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:23 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: In ambito igienico dalla Francia arriva un nuovo tipo di spazzolino per i denti, chiamato Ypsilon Brush. A differenza degli spazzolini a cui siamo abituati, questo è dotato di una spazzola della stessa forma delle arcate dentali che permette di pulire i denti contemporaneamente. In soli 10 secondi, 5 per l'arcata superiore e 5 per quella inferiore, avremo dunque una pulizia completa. Le spazzole ovviamente sono molteplici e di diverse misure per adattarsi alle dimensioni della mascella e il dispositivo è inoltre dotato di un distributore di dentifricio che ne permette un consumo più contenuto distribuendo la pasta su tutta l'arcata. Questo prodotto dopo una serie di test è arrivato quest'anno in vendita al costo di 109 euro, a cui vanno aggiunti i 25 euro per spazzola. L'idea è decisamente interessante e promette di risparmiare tempo, magari invogliando maggiormente l'utente ad adottare una più corretta igiene orale. Se questa tecnologia avrà effettivamente successo o andrà dimenticata come tante altre innovazioni, però ce lo dirà solo il tempo. Altra novità riguarda il mondo dei videogiochi. #### PS5 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:30 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo il rilascio da parte di Google della nuova piattaforma streaming stadia e delle anticipazioni riguardanti la nuova XBOX di casa Microsoft, Sony rilancia il CES 2020 presentando il nuovo logo della prossima console di quinta generazione, a PS5. L'amministratore delegato della multinazionale giapponese Jim Ryan, forte delle ottime vendite negli ultimi anni delle precedenti console, ha annunciato che il rilascio globale della nuova PlayStation avverrà entro non oltre il 2020. Per quanto riguarda il logo non vi sono stati molti cambiamenti, anzi l'unica cosa a cambiare è stato il numero finale che contrassegna la generazione, quindi in sostanza per quanto riguarda l'aspetto grafico non è stata introdotta alcuna novità. Passando invece alle specifiche tecniche che caratterizzeranno la nuova console, Sony ha dichiarato che verrà implementato il supporto per gli schermi 8K, tema fortemente ricorrente nel CES di quest'anno. Altre componenti hardware interessanti riguardano la nuova SSD, l'introduzione di un processore personalizzato Octa-Core e infine una scheda grafica di nuova generazione. Queste ultime componenti verranno fornite dall'azienda AMD. Ultima novità ma non per importanza riguarda l'introduzione di un nuovo lettore Blu-ray Ultra HD in sostituzione del precedente lettore video. Aspettiamo ora il lancio effettivo della nuova PlayStation 5 che per quanto ne sappiamo potrebbe uscire quest'estate oppure a fine 2020 dato che l'amministratore delegato di Sony è rimasto piuttosto vago in fatto di date. #### Vision S > Fonte: DDay.it - Timestamp: 06:06 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Sempre Sony al CES di quest'anno ha deciso di presentare a sorpresa una nuova auto avveniristica e piena di tecnologia. Esatto Sony quest'anno è entrata a sorpresa di tutti sul palco con un'auto elettrica perfettamente funzionante ma ancora in stato prototipale. Tutto ciò ha suscitato molta curiosità tra il pubblico in quanto ci si aspettava che Sony dedicasse gran parte della propria presentazione a qualche altro prodotto ormai collaudato e consolidato. Tuttavia la nuova e-car di Sony chiamata Vision S dove S sta per Sony è piaciuta molto sicuramente aiutata dal design coupé e dal taglio aggressivo con l'immancabile trazione elettrica. Non si sa molto sul progetto Vision S se non il fatto che la vettura è ancora in fase di sperimentazione. Per la produzione complessiva il responsabile del progetto ha dichiarato che sono serviti miliardi di dollari rimanendo quindi piuttosto vago anche per quanto riguarda il prezzo della vettura che a mio modo di vedere sarà piuttosto alto a causa delle particolari funzionalità del veicolo. La Vision S è un'auto elettrica a quattro posti lunga quasi cinque metri con l'intero pianale composto da pacchi batteria e con un peso che sfiora le 2,3 tonnellate. Nonostante le norme mole la vettura è in grado di raggiungere i 100 km orari in ben 4,8 secondi con una velocità massima di 240 km all'ora. Ma non sono queste le specifiche che hanno colpito. La sensoristica di bordo infatti conta ben 33 dispositivi tra cui 13 camere, 17 radar e sensoria ultrasuoni e 3 LIDAR a stato solido che sono una sorta di radar avanzato. Tutta questa componentistica permette all'ipotetico conducente di avere una visione globale di tutto ciò che lo circonda. In questo caso però a differenza delle vetture attuali che elaborano i dati raccolti dai sensori da un computer centrale, gli ingegneri di Vision S hanno trovato un modo per far sì che la vettura possa considerare tutti i dati raccolti in maniera coordinata minimizzando errori o imperfette comprensioni della realtà. Senza entrare troppo nello specifico posso garantirvi che Sony con questa mossa non ha pensato di entrare a tutti gli effetti nel settore automobilistico, anche perché si troverebbe indietro di parecchi anni rispetto ad altre aziende come Tesla. In sostanza Sony con questa Vision S ha voluto dimostrare alle case automobilistiche che la sua tecnologia è applicabile alle vetture di nuova generazione, quindi non si esclude che in futuro possa nascere una collaborazione tra Sony e aziende come Volkswagen. #### OnePlus Concept One > Fonte: DDay.it - Timestamp: 08:39 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Concept One è un prodotto che non arriverà mai in vendita in questa forma e con queste precise caratteristiche, il cuore è quello di un OnePlus 7T Pro mentre il retro è il frutto della collaborazione con McLaren. Usando una tecnologia dell'azienda automobilistica McLaren, OnePlus porta per la prima volta su uno smartphone uno strato di vetro elettrochimico, un vetro che può diventare trasparente oppure fermare totalmente la luce diventando se viene applicato a un determinato livello di corrente opaco. OnePlus ha ottimizzato e migliorato il tempo di oscuramento che è di soli 0,7 secondi e lo ha messo davanti alla fotocamera di questo concept. L'obiettivo è nascondere alla vista tutto il reparto fotografico ed effettivamente quando il vetro è in modalità scura è davvero difficile percepire la presenza delle fotocamere. Le fotocamere stanno diventando tante forse troppe e se si vuole tornare ad avere un design caratterizzante tra i vari smartphone è necessario trovare il modo di nasconderle. Oggi proprio per la disposizione delle fotocamere tutti gli smartphone sembrano uguali, c'è però un qualcosa che rende questa tecnologia davvero rivoluzionaria ovvero la possibilità di utilizzare il vetro come filtro ND per le fotocamere, un filtro Neutral Density che abbatte tre stop di luminosità che si attiva solo quando si scatta in modalità Pro e in qualche modo risolve il più grande problema degli smartphone ovvero l'apertura fissa della lente. Siamo davanti a qualcosa di davvero rivoluzionario nell'ambito della fotografia da smartphone, il vetro cromico è una grande novità ma ancora più che per il design è utile proprio perché permette di modulare la quantità di luce che si abbatte sul sensore. Impossible Pork presentata da Impossible Foods è una replica perfetta oseremo dire della carne di maiale, come già successo con il burger di finto manzo anche Impossible Pork stupisce per il gusto, la consistenza, la texture tipica della carne di maiale, non è quindi un caso che un colosso come Burger King abbia deciso #### Impossible Pork > Fonte: DDay.it - Timestamp: 10:18 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Alimentazione - Tipologia: Notizia **Davide**: di far crescere la partnership con Impossible Foods, entro gennaio affiancherà all'Impossible Whopper anche una salsiccia per la colazione. Sicuramente i dati nutrizionali sono dalla parte di Impossible Foods, i loro prodotti hanno un apporto calorico inferiori rispetto alla carne vera, meno grassi e soprattutto 0% di colesterolo, ma la stessa quantità di proteine. In più poi c'è l'ingrediente segreto che ha reso celebre Impossible Foods, la leghemoglobina, si tratta di una replica della molecola M derivata dalla soia che offre alla finta carne il tipico gusto sanguino lento nonché ferro biologicamente assimilabile. #### Conclusione - Timestamp: 11:12 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, spero che questa puntata vi abbia entusiasmato almeno quanto noi nel realizzarla visto che è sempre bello per chi si interessa di tecnologia chiudere il periodo delle festività con diverse giornate dedicate così nello specifico alla tecnologia. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni settimana ci permette di produrre un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure visitate il nostro sito web dentrolatecnologia.it. Noi ci sentiamo la settimana prossima, ciao a tutti. --- # s2e4 ## Vivere Internet in sicurezza > La sicurezza informatica è diventata un elemento sempre più rilevante nella navigazione online con la completa copertura della connessione veloce e la diffusione di dispositivi sempre più performanti, anche a basso costo. Proprio per questo abbiamo dedicato una parte della puntata alla spiegazione di come i nostri dati più sensibili vengano raccolti e poi conservati da aziende come Facebook, Instagram, Whatsapp e Telegram, proponendo dei consigli che sono la chiave per vivere al meglio Internet. Prima di tutto ciò, come consuetudine, abbiamo lasciato una spazio alle notizie, partendo dal ban del riconoscimento facciale in Europa, del lancio del Crew Dragon di SpaceX, su un Falcon 9 e del dietrofront di Facebook, per quanto riguarda la pubblicità su Whatsapp. - Stagione: 2 - Episodio: 4 - Data di pubblicazione: 2020-01-25 06:45:00 - Durata: 10:55 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e4](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e4) - Episodi correlati: - Tag: internet,privacy,sicurezza,spacex,falcon,riconoscimento facciale,faceid,whatsapp,facebook,telegram ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Questa settimana il tema della privacy e della sicurezza informatica è tornato con forza a riempire le pagine di tantissime testate giornalistiche e non, in riferimento al possibile band del riconoscimento facciale nei luoghi pubblici in Unione Europea. Con l'occasione la nostra redazione ha pensato fosse interessante dedicare parte della puntata al tema della sicurezza informatica e infatti vi proporremo dei consigli utili per vivere al meglio e nel modo più sicuro internet. Prima di cominciare vi ricordo i nostri contatti partendo dal sito web dentro la tecnologia.it potete inviarci una mail con domande o suggerimenti a redazione@dentrolatecnologia.it oppure un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram. Se trovate interessante il podcast considerate la possibilità di condividerlo che per noi è un ottimo modo per crescere. Infine potete ascoltarci con un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Riconoscimento facciale > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:28 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: Con l'emergere di tecnologia di intelligenza artificiale sempre più potenti ed efficienti in grado di elaborare enormi quantità di dati, l'Unione Europea ha iniziato a porsi alcune domande riguardo le preoccupanti potenzialità che caratterizzano queste nuove tecnologie. La Commissione Europea, in termini di prevenzione, vorrebbe prendersi tutto il tempo necessario per valutare le possibili conseguenze in questa evoluzione tecnologica dall'andamento esponenziale. Recentemente è stata quindi rilasciata una bozza sulle linee programmatiche per la regolamentazione dello sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale a partire dalle tecniche di riconoscimento facciale. Sembra infatti che la Commissione stia pensando di evitare l'utilizzo delle tecniche di riconoscimento facciale accoppiate a motori di intelligenza artificiale per un periodo che andrebbe dai 3 ai 5 anni. Il divieto riguarderebbe sia enti statali che privati con lo scopo di guadagnare il più tempo possibile per valutare l'impatto di questa tecnologia e predisporre un quadro normativo per evitare ogni sorta di abuso. Con questa normativa si andrebbero a pescare tutte quelle eccezioni che non rientrano nella regolamentazione del GDPR per quanto riguarda l'utilizzo dei dati raccolti dai sistemi di riconoscimento facciale, soprattutto in ambito di marketing. Non si esclude però che tali tecniche potrebbero diventare vietate sia nei sistemi di sorveglianza delle forze dell'ordine sia in ambito di sicurezza o per progetti di ricerca e sviluppo. La decisione finale arriverà dal presidente della Commissione Europea verso fine febbraio. #### Falcon 9 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:57 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Parlando di spazio, SpaceX, l'azienda spaziale fondata da Elon Musk, il 19 gennaio ha fatto esplodere il razzo Falcon 9 per testare il sistema di salvataggio della nuova capsula Crew Dragon. Ovviamente a bordo non era presente alcun equipaggio umano ma il risultato del test è stato molto promettente. La capsula infatti, in completa autonomia, ha capito che il razzo era in condizione di stress aerodinamico, situazione che avrebbe appunto portato all'esplosione dello stesso. Circa nove secondi prima dell'esplosione dunque la capsula, per mezzo di otto motori, si è allontanata fino ad una distanza di sicurezza dal razzo dove ha aperto i paracaduti e ha permesso un dolce atterraggio circa 30 km al largo della costa della Florida. Le anomalie in fase di volo sono state molto rare, soprattutto negli ultimi anni dove i sistemi di sicurezza sono sempre più avanzati. Tuttavia le tragedie possono sempre avvenire e avere a bordo una capsula di salvataggio che riesca a prevederle e comportarsi di conseguenza è decisamente indispensabile, pensando anche a un futuro prossimo dove i veicoli spaziali verranno utilizzati non solo per i viaggi di astronauti esperti preparati ad ogni evenienza ma anche al trasporto di cittadini senza alcuna conoscenza. Secondo quanto riportato da un articolo del Wall Street Journal, Facebook avrebbe deciso di fare marcia indietro riguardo l'inserimento della pubblicità nella sezione degli stati di WhatsApp. #### Whatsapp e pubblicità > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:11 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Applicazioni - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo alcuni test interni, la dirigenza dell'azienda di Facebook avrebbe abbandonato l'idea indirizzando il settore del marketing su un'altra strada. Fra l'altro i due fondatori di WhatsApp abbandonarono il progetto proprio perché i nuovi gestori dell'applicazione avevano intenzione di inserire dei banner pubblicitari all'interno della loro creazione, definendo quest'idea un insulto all'intelligenza dell'utente. Gli utenti di WhatsApp alla fine potranno tirare un sospiro di sollievo. La sicurezza informatica è diventata negli ultimi anni un elemento sempre più rilevante nella navigazione online. #### Internet e sicurezza > - Timestamp: 05:03 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: Se fino a qualche anno fa infatti i siti web erano principalmente delle vetrine per le aziende dove mostrare le proprie informazioni con la completa copertura della connessione veloce, la diffusione di dispositivi sempre più performanti anche a basso costo, il web è diventato un elemento centrale nelle nostre vite grazie anche all'enorme quantità di applicazioni alle cosiddette web app che si possono trovare online. Alcuni esempi possono essere i social network come facebook o instagram, le applicazioni di messaggistica come whatsapp e telegram, i sistemi di home banking che hanno avuto una rapida diffusione negli ultimi anni o sistemi di iscrizione online di qualsiasi tipo, da un'associazione fino a sistemi per la pubblica amministrazione di cui abbiamo parlato nella puntata Italia Digitale. Utilizzando questi servizi forniamo e condividiamo un'enorme quantità di dati come nome, cognome e altre informazioni anagrafiche ma anche informazioni sull'utilizzo e l'interesse per determinati argomenti che di solito vengono sfruttati e venduti dalle aziende per offrire servizi più mirati o pubblicità più appropriate. Se per quest'ultima tipologia non ci sono particolari problemi le informazioni private tra le quali anche email e password dovrebbero rimanere tali e nessuna società dovrebbe se non dopo esplicito consenso condividerle a terzi o mostrarle al pubblico. E proprio qui che entra in gioco la sicurezza informatica. I dati di ognuno di noi infatti sono immagazzinati in sistemi che per ovvi motivi sono connessi alla rete globale e se non debitamente protetti possono essere facili versagli per attacchi hacker da parte di malintenzionati che solitamente per denaro hanno interesse ad appropriarsi di un certo quantitativo di informazioni. Anche gli stessi stati si occupano di garantire ai cittadini la sicurezza online se parlato spesso di GDPR, il regolamento generale sulla protezione dei dati che garantisce una serie di diritti ai consumatori sul tema delle informazioni personali e promette importanti sanzioni per le aziende o i siti che non si adeguano o non rispettano i termini di questa regolamentazione. Se però da una parte le varie società si impegnano al massimo per garantire un'adeguata protezione privacy dei nostri dati dall'altro anche noi utenti dobbiamo seguire un certo comportamento ed avere la consapevolezza di tutto ciò che stiamo utilizzando. Proprio per questo vi vogliamo proporre dei consigli che possono essere sicuramente banali o ripetitivi per alcuni ma sono la chiave per vivere al meglio internet. La scelta di una buona password è decisamente fondamentale password come 12345 nella propria data di nascita o il proprio nome sono da evitare totalmente. Una password affinché sia valida deve essere complessa quindi fatta di lettere maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali. Allo stesso tempo però deve essere facile da ricordare e non troppo lunga da scrivere. Anche utilizzare la stessa password per tutti i siti è sconsigliato. I siti che utilizziamo di solito però sono tanti e ricordare tutte quelle password a un certo punto può iniziare ad essere un problema. Per questo esistono dei servizi anche integrati direttamente nel browser come Google Chrome o Safari che permettono di memorizzare le proprie credenziali di accesso e renderle visibile all'utente solo dopo un'adeguata autenticazione. Un altro consiglio utile per non incappare in problemi di sicurezza è se disponibile di attivare la verifica in due passaggi. In questo modo quando si accede ad un sito da un dispositivo sconosciuto o mai utilizzato viene richiesta oltre alla propria password un'ulteriore conferma che può essere data da un codice ricevuto per sms sul proprio numero di telefono o sulla propria mail oppure confermare l'accesso su un altro dispositivo verificato. Sempre dove è possibile è bene controllare periodicamente su quale dispositivo è stato effettuato l'accesso. Qualora ci si dovesse imbattere in una situazione strana come accessi non autorizzati, solitamente si può disconnettere il proprio account da una specifica sessione. Proseguendo è bene controllare che il sito su cui si sta effettuando il login o la registrazione sia collegato attraverso il protocollo HTTPS. Se ciò avviene nella barra degli indirizzi vicino al nome del sito è presente un icona con un lucchetto chiuso. Questo sta a indicare che i dati che viaggiano attraverso la rete dal proprio telefono computer verso il server che ospita il sito sono crittografati. In questo modo se qualche malintenzionato dovesse avere accesso ai dati che viaggiano online vedrebbe una serie in leggibile di lettere i numeri apparentemente casuali ma visualizzabili in chiaro solamente dal destinatario. Infine soprattutto per chi si connette a reti pubbliche come quella di un bar è possibile proteggere ulteriormente lo scambio dei dati verso il server attraverso l'utilizzo di VPN ovvero dei servizi in abbonamento che tra le varie funzioni offrono anche la garanzia dell'anonimato. Insomma in un mondo sempre più online proteggersi è ormai d'obbligo e se da una parte le aziende cercano di offrire la maggior sicurezza possibile alla fine sta a noi navigare con la consapevolezza di ciò che si ha davanti dei pericoli a cui si può andare incontro e delle soluzioni ma soprattutto dei comportamenti da adottare per prevenirli. #### Conclusione - Timestamp: 10:03 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, sicuramente parleremo ancora di sicurezza informatica e di riconoscimenti biometrici così avanzati come il riconoscimento facciale, perché si tratta di strettissima attualità e allo stesso tempo di temi molto delicati in quanto minano decisamente la nostra privacy. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di produrre un nuovo episodio, per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, oppure visitate il nostro sito dentro la tecnologia.it e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima, ciao a tutti. --- # s2e5 ## Commercio e pagamenti elettronici > Nella puntata di oggi parleremo di come l'introduzione dello scontrino elettronico abbia portato con sé la rivoluzione del registratore di cassa. Al nuovo sistema devono attenersi artigiani, albergatori, ristoratori, partite Iva al regime dei minimi e forfettari con redditi annui inferiori ai 65.000 euro e tutti quegli operatori economici che emettono ricevute fiscali. Come sempre, nella prima parte del podcast parleremo delle notizie più interessanti della settimana, partendo dalle potenzialità dell'Intelligenza Artificiale per la previsione di fenomeni come il Coronavirus, del record di capitalizzazione di Tesla, di Elon Musk e infine dei test sulla rateizzazione dei prodotti su Amazon Italia. - Stagione: 2 - Episodio: 5 - Data di pubblicazione: 2020-02-01 06:45:00 - Durata: 11:18 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e5](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e5) - Episodi correlati: - Tag: scontrino elettronico,digitalizzazione,tesla,elon,musk,coronavirus,cina,virus,intelligenza artificiale,ia,ai,amazon ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Ormai siamo giunti al tredicesimo episodio, quindi questo vuol dire che da tredici settimane che costantemente riusciamo a pubblicare una nuova puntata. Il lavoro è tanto ma è direttamente proporzionale alla nostra voglia di parlare di tecnologia. Oggi dedicheremo una buona parte della puntata per parlare di pagamenti, facendo un focus anche sulla famosa lotteria degli scontrini. Prima di cominciare vi ricordo i nostri contatti, partendo dal sito web dentro la tecnologia.it, potete inviarci una mail con domande o suggerimenti a redazione@dentrolatecnologia.it oppure un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram. Se trovate interessante il podcast considerate la possibilità di condividerlo che per noi è un ottimo modo per crescere. Infine potete ascoltarci con un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Si sta parlando spesso in queste settimane dell'infezione virale chiamata coronavirus, che proveniente dalla Cina, sta rappresentando un pericolo per tutto il mondo, tanto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato l'epidemia come a rischio globale alto. In quanto non è ancora stata delineata una metodologia per la cura dei sintomi, né tanto meno è stato sviluppato un vaccino in grado di contrastare il virus. #### Coronavirus > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:37 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: E intanto il numero di morti è salito a 140 persone, mentre quello dei contagiati è stimato sui 6.000 individui in tutto il mondo. Questo sfortunato evento però ha ancora una volta tirato i riflettori sulle potenzialità dell'intelligenza artificiale. Mentre le autorità hanno lanciato i primi allarmi del coronavirus il 6 gennaio, Blue Dot infatti aveva avvisato i propri clienti una settimana prima, il 31 dicembre. Blue Dot è un'azienda canadese nata nel 2003 durante l'epoca del contagio del SARS e che, grazie a software di intelligenza artificiale, si occupa di creare modelli in caso di epidemia. Il software infatti è in grado di analizzare migliaia di bollettini medici in 65 lingue diverse, controllare i post sui social network e monitorare l'acquisto dei biglietti di viaggio. Grazie all'elaborazione di questa enorme quantità di dati, l'intelligenza artificiale è riuscita a creare un modello della diffusione del virus dal focolaio alle varie città di tutto il mondo. Gli enti pubblici hanno però deciso di insabbiare la notizia ritardando l'allarme di una settimana, scelta che si è rivelata decisamente pericolosa. #### Tesla > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:47 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Un'evidente prova della crescita che si sta verificando in maniera esponenziale nel settore delle auto elettriche proviene da Tesla. L'ultima vittoria, o se si preferisce traguardo, raggiunto da Tesla riguarda il valore di capitalizzazione in borsa, che ha sorpassato di recente la soglia dei 100 miliardi di dollari. Con ciò, Musk ha potuto scalzare il secondo posto nella classifica delle aziende più ricche al mondo nel settore automobilistico, a Volkswagen, rimanendo comunque dietro Toyota, che vanta un capitale di 200 miliardi di dollari. In questo momento le azioni in borsa di Tesla ammontano circa 570 dollari ad azione, cifra incredibile ripensando al valore di 420 dollari negli ultimi giorni del 2019. Tutto ciò per ribadire con quanta fretta il settore delle auto elettriche si stia espandendo in questi ultimi periodi, in cui la società si sta effettivamente rendendo conto di quanto le risorse fossili inizino a scarseggiare. Tesla è l'emblema di un trend che si sta via via sempre più confermando. Recentemente anche la casa automobilistica italiana Maserati ha rilasciato sul profilo ufficiale dell'azienda un video che concede un brevissimo assaggio della nuova elettrica in arrivo nel 2021. Dalle poche informazioni trapelate pare che Maserati voglia dare maggior rilievo al sound del motore, piuttosto che all'aspetto estetico, in quanto secondo i produttori della nuova e-car il rumore emesso dalla vettura sarà la vera e propria firma distintiva dell'auto. Ben poche invece le informazioni dal punto di vista tecnico. Quello che sappiamo riguardo la nuova auto è che i primi prototipi sono usciti dalla fabbrica di Modena con la versione Gran Turismo, a cui seguirà sempre nel 2021 la versione Gran Cabrio. #### Pagamenti a rate > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:26 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Recentemente Amazon ha introdotto selettivamente in Italia i pagamenti a rate, già diffusi in diversi paesi di tutto il mondo. Il nuovo metodo di pagamento è stato reso disponibile per un numero limitato di account in modo che si possa verificare prima del lancio ufficiale l'affidabilità di questa nuova opzione. E infatti probabile che Amazon voglia prima testare l'effettiva affidabilità dei propri clienti selezionati e del sistema stesso, dato che si tratta di un metodo di pagamento piuttosto complesso per l'esercente. Per usufruire della rateizzazione l'account in questione dovrà essere attivo da almeno un anno con la possibilità di pagamento tramite carta di credito di debito. Nel caso in cui il pagamento non venga concluso oppure non vengano rispettate le tempistiche dettate da Amazon, la registrazione del dispositivo verrà annullata, disabilitando anche la possibilità di accedere ai vari contenuti forniti dalla piattaforma. Questa possibilità verrà applicata solo ai prodotti etichettati come nuovi, escludendo di conseguenza tutti gli articoli warehouse. Per fare un esempio categorie come PC, wireless, cucina, camera e intrattenimento domestico forniranno diversi prodotti disponibili all'acquisto rateizzato. Questo poi verrà suddiviso in 5 tranche uguali tra loro, nella quale la prima rata verrà addebitata nel giorno della data di spedizione mentre le successive avranno una cadenza di 30 giorni. Amazon per scavalcare la concorrenza ha deciso inoltre di non introdurre alcun tipo di interesse o oner finanziario aggiuntivo con l'ulteriore possibilità da parte dell'utente di saldare in qualsiasi momento l'intero importo rimanente del prodotto acquistato. #### Pagamenti elettronici > - Timestamp: 06:10 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Topic **Davide**: Questa seconda metà della puntata dedicata ai registratori di cassa telematici sarà abbastanza tecnica, ma penso che affrontare l'argomento sia veramente utile per conoscere quali siano i diritti di noi clienti quando siamo intenzionati ad acquistare un prodotto. L'introduzione dello scontrino elettronico ha portato con sé, come dicevamo nella prima puntata dell'anno, la rivoluzione dei registratori di cassa. Dal 1 gennaio, secondo quanto stabilito dal Decreto 119 del 2018, collegato alla legge di bilancio 2019, gli esercenti hanno dovuto cambiare il registratore di cassa o in alternativa hanno adeguato quello vecchio. Al nuovo sistema devono attenersi artigiani, albergatori, ristoratori, partite IVA, regime dei minimi e forfettari, con redditi annui inferiori ai 65.000 euro e tutti quegli operatori economici che mettono ricevute fiscali. Nel complesso si tratta di oltre 2 milioni di attività. Apripista nel 2019 erano stati negozianti che nel corso dell'anno precedente avevano realizzato un volume d'affari superiore a 400.000 euro. Ora il corrispettivo elettronico è stato esteso a tutti gli operatori economici che emettono ricevute fiscali. Per non incorrere in sanzioni, la trasmissione dei dati fiscali attraverso i registratori telematici dovrà essere eseguita dagli esercenti nella stessa giornata in cui è stata effettuata la vendita o al massimo entrò e non oltre 12 giorni. L'agenzia delle entrate ha però posticipato al 30 giugno 2020 l'introduzione delle sanzioni, per chi non rispetterà l'obbligo. Con l'introduzione dei corrispettivi elettronici, ha spiegato l'agenzia delle entrate in un approfondimento dedicato alla novità di quest'anno, non occorrerà più tenere il registro dei corrispettivi. La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati direttamente all'agenzia sostituiscono infatti gli obblighi di registrazione delle operazioni effettuate in ciascun giorno. Inoltre, non sarà più necessaria la conservazione delle copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti. Questo sistema consentirà all'agenzia di acquisire tempestivamente e correttamente i dati fiscali delle operazioni per metterli a disposizione mediante i servizi gratuiti degli stessi operatori IVA o dei loro intermediari, supportandoli nelle compilazioni delle dichiarazioni IVA e nella liquidazione dell'imposta. Dora in avanti il cliente non riceverà infatti più uno scontrino o una ricevuta, bensì un documento commerciale. Questo documento non ha un valore fiscale, ma può essere utilizzato per far valere la garanzia, anche se in realtà per farlo può bastare l'estratto conto, e può essere utilizzato per la dichiarazione dei redditi, in modo da consentirgli di usufruire di eventuali detrazioni fiscali. Con l'introduzione dello scontrino elettronico il governo punta a contrastare l'evasione fiscale dell'IVA. Questo strumento va ad aggiungersi alla fatturazione elettronica. Nei primi mesi del 2019 in Italia più di 3 milioni di soggetti hanno emesso quasi 700 milioni di fatture elettroniche per un importo complessivo di oltre 1,2 miliardi di euro. Al momento della chiusura quotidiana il registratore di cassa telematico trasmette i corrispettivi giornalieri generando un file XML, che viene sigillato elettronicamente e trasmesso all'agenzia delle entrate. Il sigillo elettronico garantisce l'autenticità, la riservatezza e l'inalterabilità dei dati. L'agenzia certifica l'avvenuta trasmissione dei dati in tempo reale. Se l'esito risulta negativo le informazioni non sono state trasmesse e gli esercenti sono tenuti a inviare nuovamente il file corretto entro 5 giorni lavorativi. In caso di guasto bisogna contattare un tecnico abilitato per la riparazione. Nell'attesa si può utilizzare un altro registratore di cassa telematico oppure registrare manualmente i dati. È stata poi posticipata al 1 luglio 2020 dal decreto fiscale legato alla legge di bilancio anche alla lotteria degli scontrini. Voluta dal governo come nuova arma anti evasione, la lotteria grazie ai nuovi registratori telematici permetterà a chi ne fa richiesta, comunicando al commerciante il proprio codice richiesto precedentemente sul sito dell'agenzia delle entrate, di partecipare all'estrazione mensile dei premi. 50 mila euro per il primo classificato, 30 mila euro per il secondo e 10 mila per il terzo. Banco matte e carte saranno la porta d'accesso al premio di Stato. Di fatto chi eliminerà il contante dalle proprie tasche aumenterà le proprie opportunità di vincita. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Speriamo vivamente che le proposte del governo possano essere un valido sistema per incentivare i pagamenti elettronici, che sono evidentemente più sicuri per tutti, visto che riducono notevolmente il rischio di furti rapini più pratici e che allo stesso tempo provino a ridurre il più possibile la piaga #### Conclusione - Timestamp: 10:26 - Tipologia: Conclusione **Davide**: dell'evasione fiscale. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure visitate il nostro sito dentrolatecnologia.it e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima, ciao a tutti. --- # s2e6 ## Gig-Economy e mondo del lavoro > Nella Gig economy si lavora on demand. Ovvero solo quando c’è la necessità delle nostre competenze e delle nostre abilità. I riders di Just Eat o i drivers di Uber, sono chiari esempi di queste figure professionali. Il problema della Gig economy è che i datori di lavoro possono disporre quasi liberamente dei lavoratori, i quali vista la crisi, stanno sfruttando le opportunità occupazionali anche se molto saltuarie, offerte da siti, app e piattaforme web. Prima parleremo di Whatsapp Pay, di pannelli fotovoltaici che producono energia anche durante le ore buie e infine di smartwatch che analizzando il sudore permettono di ottenere informazioni su diversi parametri. - Stagione: 2 - Episodio: 6 - Data di pubblicazione: 2020-02-08 06:45:00 - Durata: 11:56 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e6](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e6) - Episodi correlati: - Tag: whatsapppay,whatsapp pay,smartwatch,gig,gig economy,pannelli solari,pannelli fotovoltaici,riders,uber,justeat,deliveroo,glovo,lavoro,lavoratori,algoritmi,algoritmo ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella puntata di oggi, dopo l'immancabile spazio dedicato alle notizie della settimana in ambito tech, parleremo di gig economy, parola che spesso si sente ma che altrettanto spesso è difficile da riferire a qualcosa di concreto e tangibile. Nello specifico parleremo di riders, corrieri e di come il mondo del lavoro si è arrivato ad una radicale e per nulla positiva rivoluzione. Prima di cominciare vi ricordo i nostri contatti partendo dal sito web, dentro la tecnologia.it, che fra l'altro stiamo sempre di più sviluppando e migliorando, quindi fateci un salto, potete inviarci una mail con domande o suggerimenti a redazione@dentrolatecnologia.it oppure un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram. Se trovate interessante il podcast considerate la possibilità di condividerlo che per noi è un ottimo modo per crescere. Infine potete ascoltarci con un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Sta arrivando Whatsapp Pay, e no, non si tratta dell'ennesima funzionalità in stile dark mode introdotta per stare al passo con Telegram. #### WhatsApp Pay > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:23 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Applicazioni, Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa volta Whatsapp fa sul serio. Mark Zuckerberg, durante la presentazione dei risultati finanziari di Facebook, ha annunciato che i pagamenti digitali mediati da Whatsapp arriveranno molto presto, entro sei mesi massimo. E tra gli stati che avranno accesso anticipato al servizio, pare che vi sia anche l'Italia. In ogni caso non si tratta di una novità. Whatsapp Pay, infatti, potrebbe somigliare molto alla stessa funzionalità disponibile sull'app cinese WeChat, nettamente più avanti rispetto alla concorrenza nel settore dei pagamenti. La versione di Zuckerberg, invece, ha trovato spazio solamente nel 2018, in seguito all'approvazione per testare Whatsapp Pay con un milione di persone in India. Ma come funzioneranno i pagamenti su Whatsapp? La risposta è piuttosto semplice. Basterà infatti collegare al proprio account Whatsapp una carta di credito o un conto corrente, per poter iniziare a usufruire del servizio. La modalità di trasmissione del denaro si base invece sui network peer-to-peer. Senza addentrarci troppo nella questione, basta sapere che i due telefoni che andranno a cedere ed acquisire denaro si connetteranno direttamente tra loro, senza interagire con nessun altro server o dispositivo, come quando qualche anno fa connettevamo lo smartphone al PC tramite USB per importare o esportare brani musicali. Concettualmente il funzionamento è molto simile. Tornando al concetto di partenza, però, Whatsapp Pay potrebbe davvero stravolgere il mondo dei pagamenti digitali. Whatsapp Pay verrà implementata sulla stessa applicazione, e non a parte, quindi chiunque utilizzi. Whatsapp non potrà fare a meno di provarla. I vantaggi legati al nuovo aggiornamento saranno rivoluzionari. Quante volte in compagnia di amici è sorto il problema dei pagamenti separati? Ogni qual volta si debba fare un pagamento, sorge questo problema e spesso venirne a capo comporta nella maggior parte dei casi un disagio per chi deve pagare, ma anche per chi deve ricevere il pagamento. Con Whatsapp Pay il problema verrà completamente risolto. Con il nuovo aggiornamento sarà possibile comprimere in un unico pagamento, agevolando lo stesso esercente ad accettare il pagamento con carta. Quindi, seppur non direttamente, Whatsapp Pay incentiverà sicuramente il pagamento digitale da questo punto di vista. Zuckerberg ha inoltre sottolineato che scambiare denaro con Whatsapp Pay sarà facile tanto quanto inviare una banalissima foto. È evidente quindi che ormai, al giorno d'oggi, è più facile pagare con smartphone piuttosto che con il contante. Anche perché la sicurezza, da questo ultimo punto di vista, è piuttosto labile, dal momento che i furti in generale riguardano principalmente il denaro liquido, per non parlare poi dei problemi legati all'evasione fiscale dovuti al mancato rilascio della fattura. Noi non smetteremo mai di sostenere questa strada e siamo certi che Whatsapp Pay potrà davvero rivoluzionare e avvantaggiare la pratica del pagamento condiviso. #### Pannelli fotovoltaici > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:09 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Tra le fonti di energia rinnovabile, quella fotovoltaica è sicuramente la più sfruttata e con più potenziale, in quanto i pannelli possono essere installati ovunque arrivi la luce del sole. Viene quindi logico pensare che questa tecnologia diventi inutilizzabile durante le giornate nuvolose, durante la notte o comunque quando non sono presenti le condizioni ottimali. A questo limite sta lavorando l'Università della California, che ha recentemente annunciato la possibilità di realizzare dei pannelli solari che funzionano anche di notte. Se di giorno infatti questa tecnologia sfrutta la luce del sole per produrre energia, di notte viene sfruttato il calore che naturalmente la terra rilascia verso lo spazio. Si può pensare che durante le ore di buio il nostro pianeta si comporti allo stesso modo del sole, rilasciando raggi infrarossi che vengono raccolti dalla cella fotovoltaica. La stima e l'obiettivo dell'Università della California è quello di produrre almeno il 25% dell'energia prodotta durante il giorno. Chissà se questa tecnologia riuscirà a dare una spinta all'utilizzo delle fonti rinnovabili o, come in tante ricerche, rimarrà solo in fase prototipale senza mai venire alla luce. Misurare la propria salute attraverso il sudore con una tecnologia portatile e affidabile. #### Un sensore per la propria salute > Fonte: DDay.it - Timestamp: 05:17 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa è la nuova tecnologia in sviluppo da parte degli ingegneri della North Carolina State University. L'obiettivo è quello di realizzare un dispositivo grande quanto uno smartwatch che, attraverso una striscia sostituibile, riesce a raccogliere il sudore e analizzare diversi parametri come pH, glucosio, temperatura e acido lattico, sostituendo una serie di apparecchiature di analisi che normalmente occuperebbero una stanza. Le potenzialità ai campi di applicazione sono molteplici, dal monitoraggio dei pazienti con problemi di salute alla misurazione dell'attività sportiva, come gli allenamenti militari o atletici, in modo da migliorarne le prestazioni o individuare eventuali problemi prima che diventino critici. Il prodotto è già in fase prototipale e il gruppo di ricerca sta effettuando dei test per verificarne l'affidabilità nel tempo e in diverse condizioni. Il costo di produzione del dispositivo sarebbe una decina di dollari, mentre le strisce sostituibili potranno essere comprate tranquillamente in farmacia. L'università sta già cercando un'azienda disponibile alla produzione su larga scala del dispositivo, che in futuro potrebbe essere integrato negli smartwatch per realizzare dispositivi sempre più efficienti e sempre più incentrati al monitoraggio del benessere delle persone. #### Gig-economy > - Timestamp: 06:46 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Topic **Davide**: Avete mai sentito parlare di corrieri, riders o di caporalato digitale? In questa seconda metà della puntata parleremo di gig economy e delle condizioni di lavoro che si stanno creando per alcune fasce della popolazione. Nella gig economy si lavora on demand, ovvero solo quando c'è la necessità delle nostre competenze e delle nostre abilità. I riders di Just It e i drivers di Uber sono chiari esempi di figure professionali all'interno della gig economy. Si tratta del trionfo dei lavoretti, fino a poco tempo fa una situazione lavorativa del genere non sarebbe stata considerata una buona opzione economica e invece, vista la crisi del lavoro, al momento molte persone stanno sfruttando le opportunità occupazionali, anche se molto saltuari, offerte da siti, app e piattaforme web. Il problema della gig economy è che i datori di lavoro possono disporre quasi liberamente dei lavoratori, visto che sono dei finti lavoratori autonomi sui quali i datori non hanno nessuna responsabilità. Quindi se il lavoratore decide di andare in vacanza perde soldi e se si ammala perde soldi. Due terzi dei posti di lavoro creati nei passati dieci anni sono precari e tanto per fare un esempio la maggior parte delle famiglie in povertà nel Regno Unito lavora nel settore della gig economy. Le persone danno la colpa alla tecnologia, ma la tecnologia di per sé è neutrale, bisogna vedere chi la controlla, dovrebbe essere utilizzata per migliorare la nostra vita, ma in alcuni casi è usata per distruggere la vita dei lavoratori. Se da una parte le aziende come Amazon si avvantaggiano di queste condizioni, dall'altra non si può nemmeno colpevolizzare il cliente che fisiologicamente tenderà a comprare dove il prezzo è inferiore. Al pari dei corrieri vi sono anche i fattorini, oggi meglio conosciuti come Riders, che lavorano per app come Glovo, Just It, Deliveroo o Uber Eats. I Riders sono sempre di più, solo quelli di Deliveroo sono aumentati di 6 volte rispetto al 2017 e da una ricerca dell'Università di Milano la maggior parte dei Riders del capoluogo Lombardo lavorano più di 40 ore settimanali, un Rider su 3 lavora più di 50 ore e gli stranieri sono la maggioranza, il 61%. Nel frattempo si è sviluppato un fenomeno molto serio chiamato caporalato digitale 2.0. Alcuni stranieri senza documenti lavorano e dividono la paga con il proprio caporale. Il caporale digitale mette a disposizione il proprio profilo a una persona non regolare trattenendo una percentuale del guadagno più o meno alta e di fatto approfittando di chi veramente ha bisogno. Ma l'esplosione di questo tipo di lavori on demand ha generato anche per i fattorini regolari una serie di problemi che in alcuni casi paradossalmente pur di lavorare devono comprare gli slot di disponibilità dagli altri Riders. Infatti il datore di lavoro non impone delle ore ai Riders ma mette a disposizione delle fasce orarie prenotabili, gli slot appunto, nelle quali tutti i fattorini registrati possono decidere di prenotarsi o meno e questo se da una parte dà una grande libertà dall'altra però porta a degli abusi. Fino a quando non ci sarà un contratto che offra e dà le garanzie al meccanismo dell'organizzazione del lavoro tutto il rischio di impresa sarà scaricato sul singolo. Dal 2 novembre scorso il Decreto per migliorare la vita dei Riders legge e prevede più tutele per tutti i lavoratori, l'obbligatorietà dell'assicurazione sugli infortuni sul lavoro, l'obbligo di mettere il contratto per iscritto, la maggior azione della retribuzione in caso di condizioni climatiche avverse e l'istituzione di una paga minima oraria. Si tratta però di una legge che entrerà in vigore solo tra un anno e le aziende hanno dodici mesi per contrattare con le parti sociali per assurdo e le piattaforme per difendersi hanno incentivato la formazione di sindacati di lavoratori che non vogliono nessun diritto. I lavoratori italiani che usano le piattaforme digitali secondo un rapporto dell'INPS del 2018 sono circa 700 mila, di questi solo il 12% sono Riders, mentre fra gli altri ci sono anche i personal shopper che lavorano per aziende come l'Italiana Supermercato 24 che permette la consegna a casa della spesa anche entro un'ora. In tutti questi casi il cliente ha diritto a lasciare un feedback al fattorino, feedback che viene preso in considerazione dall'algoritmo e pregiudica la sua valutazione. Questo al lato pratico significa che i lavoratori con un voto più basso verranno assegnati dall'algoritmo a ordini scomodi e ad essere rimbalzati da un negozio all'altro. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, spero che questa nuova veste di approfondimento un po più sociale della seconda parte della puntata vi possa piacere, perché alla fine la nostra prospettiva sul mondo della tecnologia non è una mera analisi materiale, ma sono convinto che si possa parlare #### Conclusione - Timestamp: 11:04 - Tipologia: Conclusione **Davide**: del mondo tech a 360 gradi, perché come dicevo ormai qualche mese fa nella prima puntata, volendo o non volendo, la tecnologia influenza e condiziona quotidianamente la nostra esistenza. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio, per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, visitate il nostro sito dentrolatecnologia.it e non dimenticate di farci pubblicità, noi ci sentiamo la settimana prossima, ciao a tutti. --- # s2e7 ## Lasciamo la musica AI computer > Avremo ancora bisogno di musicisti? L'utilizzo della tecnologia nelle forme d'arte più creative come la musica, ha stravolto completamente l'approccio che abbiamo con essa. Fino a metà del 1900, fare arte era prerogativa dell'essere umano, mentre gli ultimi decenni hanno visto diversi esempi di come l'intelligenza artificiale è riuscita a realizzare dei brani inesistenti e in totale autonomia, e non basta, la tecnologia sta anche plasmando anche l'aspetto degli eventi dal vivo. Alcuni esempi di musica realizzata con l'intelligenza artificiale sono gli album ["Hello World"](https://www.youtube.com/watch?v=sdxwJMm0dZs&list=PLDLD_n0Am-yOO6qXnB3zLsWJRiZfcEcBf) di SKYGGE, ["Genesis"](https://www.youtube.com/watch?v=orhMc27Udq0&list=PL5gl115dTP0o-5XM8JhKbiiJTi6TjJsfX), realizzato dal software [AIVA](https://www.aiva.ai/) e ["I AM AI"](https://www.youtube.com/watch?v=XUs6CznN8pw&list=OLAK5uy_ksh5IyzIcgNj8DpTWQtR5vQ4_ip0tM57A) di Taryn Southern. Prima di parlare di musica dedicheremo il solito spazio alle notizie partendo dall’autonomia della prossima Tesla Model Y, dell’impatto del Coronavirus sul mondo della produzione tecnologica e infine dei nuovi Samsung Galaxy S20, S20 Ultra e del nuovo pieghevole Samsung Galaxy Z Flip. - Stagione: 2 - Episodio: 7 - Data di pubblicazione: 2020-02-15 06:45:00 - Durata: 11:12 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e7](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e7) - Episodi correlati: - Tag: intelligenza artificiale,musica,sanremo,sanremo2020,sony,aiva,skygge,flow machines,amper,spotify,apple music,amazon music,ar,vr,tesla,model y,coronavirus,samsung,galaxy,S20, S20 Ultra,Camera,fotocamera,108,Galaxy Z,Galaxy Z Flip,elon musk,android,bluetooth,hack,whatsapp ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Iniziamo subito con una velocissima notizia, ovvero WhatsApp ha raggiunto i 2 miliardi di utenti, cifra incredibile ed ennesima prova di quanto ormai la comunicazione digitale sia predominante. Nella puntata di oggi però parleremo di musica e di come l'intelligenza artificiale possa essere in grado di produrre in autonomia degli interi brani. Prima di cominciare vi ricordo i nostri contatti partendo dal sito web dentrolatecnologia.it, potete inviarci una mail con domande o suggerimenti a redazione@dentrolatecnologia.it oppure un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram. Se trovate interessante il podcast considerate la possibilità di condividerlo che per noi è un ottimo modo per crescere. Infine potete ascoltarci con un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Tesla Model Y > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:16 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Tesla aveva confermato ormai due settimane fa che il SUV Model Y sarebbe arrivato prima e con un'autonomia migliorata. #### Coronavirus > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:19 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Adesso arriva anche la conferma da parte dell'EPA, l'Empire Mental Protection Agency, che certifica ai circa 506 km percorribili con una singola ricarica. Model Y diventa così il SUV compatto a trazione elettrica più efficiente del mercato USA. Facendo un confronto con l'efficienza energetica paragonata a quella dei veicoli tradizionali a combustione ed elettrici, Model Y in versione Performance è più efficiente anche di qualsiasi modello di Model 3 Performance, oltre che di altre elettriche come Hyundai Kona e Audi e-Tron. Per quello che ne sappiamo, Model Y e Model Y hanno lo stesso gruppo propulsore e la stessa tecnologia di batteria, quindi è ignoto come sebbene che il SUV sia più ingombrante, riesca ad essere più efficiente. Gli effetti negativi del nuovo coronavirus riguardo l'industria della tecnologia non sembrano volersi arrestare. Recentemente sono arrivate le prime rinunce dei più grandi produttori di dispositivi elettronici alle principali fiere di tecnologia di febbraio. Per esempio, a Lise di Amsterdam hanno rinunciato già LG e il 20% degli espositori cinesi e sembra che presto arriverà anche la conferma da parte di Samsung e Sharp. Anche se le fiere rimangono per la maggior parte confermate, lo stesso non si può dire del Mobile World Congress di Barcellona che recentemente è stata cancellata definitivamente a causa del virus. In ogni caso il problema più rilevante riguarda l'ambito produttivo, in particolare il settore dell'elettronica di consumo e professionale. Attualmente infatti molti degli stabilimenti più importanti in Cina sono chiusi per mancanza di mano d'opera, quindi il rischio principale è che entro i primi di aprile i magazzini possano rimanere a corto di merci. La preoccupazione principale è che gli operai che dovrebbero tornare a disposizione dopo la conclusione delle ferie per il capodanno cinese possano essere minori del previsto, causando di conseguenza rallentamenti dal punto di vista produttivo, se non un arresto completo della produzione nel peggiore dei casi. #### Galaxy S20 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:15 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: È stato presentato il nuovo Samsung Galaxy S20 ed è diviso in ben tre modelli, ognuno dei quali possiede connettività 5G e 4G. Le differenze principali tra i nuovi modelli consistono principalmente nelle dimensioni dello schermo, che corrispondono in ordine crescente per fascia di prezzo a 6.2x S20, a 6.7x S20+, e infine a 6.9x S20 Ultra. Questa ultima è la versione più completa che include un sensore da ben 108 megapixel, nettamente superiore ai due sensori da 12 megapixel nelle versioni meno costose. Il nuovo Samsung S20 offre anche la possibilità di registrare video fino in 8K, grazie al teleobiettivo da 64 megapixel. Sicuramente la qualità 8K offre definizione superlativa, ma bisogna tenere in considerazione anche il costo in termini di archiviazione. Samsung ha infatti spiegato che un singolo minuto in registrazione 8K occuperà circa 600 megabyte di memoria, con la possibilità però di riprendere fino a un massimo di 5 minuti. #### Galaxy Z > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:12 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Passando ora alla seconda novità oltre ai nuovi Galaxy S20, Samsung ha anche presentato il nuovo pieghevole Galaxy Z Flip, proponendo un form factor diverso da Galaxy Fold. Invece di uno smartphone che diventa un tablet, questa volta l'azienda sud coreana ha deciso di rendere lo Z Flip pieghevole in due, guadagnando sicuramente in fatto di comodità, dal momento che può essere tenuto facilmente in tasca senza occupare alcun tipo di ingombro. A differenza del Motorola Razr, di cui abbiamo parlato qualche mese fa, il Galaxy Z Flip possiede caratteristiche davvero top di gamma, a partire dal processore, uno Snapdragon 855 Plus, integrato con 8 gb di memoria RAM e 256 gb di spazio di archiviazione. Il comparto fotografico monta invece un sensore principale da 12 megapixel, con ottica grandangolare e un sensore frontale da 10 megapixel, con la possibilità di registrare in 4K a 60 frame al secondo. #### Il futuro della musica > - Timestamp: 05:22 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Musica - Tipologia: Topic **Davide**: Avremo ancora bisogno di musicisti? Ad una settimana dalla conclusione della settantesima edizione del Festival della Musica di Sanremo è una domanda molto attuale da porci. Un quesito un po provocatorio, certo, ma che può essere uno spunto di riflessione per quello che è l'enorme cambiamento che stiamo vivendo in questi anni. L'utilizzo della tecnologia nelle forme d'arte più creative come la musica ha infatti stravolto completamente l'approccio che abbiamo con essa e se fino a metà del XX secolo fare arte e rap prerogativa dell'essere umano, gli ultimi decenni hanno visto diversi esempi di come l'intelligenza artificiale, ovvero il computer, è riuscito a realizzare dei brani inesistenti e in totale autonomia. Il primo esempio di utilizzo in ambito artistico dell'intelligenza artificiale risale al 1958 con la composizione di Iliac Suite sullo stile dei corali di Bach. Dopo questo esperimento non si hanno più notizie di intelligenza artificiale collegata alla musica fino al 2016. In quest'anno Sony ha infatti sviluppato il software Flow Machines che ha realizzato un brano basandosi sulle canzoni dei Beatles. A gennaio 2018 viene poi pubblicato Hello World, il primo album interamente scritto e composto da Flow Machines e coordinato da un compositore francese. Hello World è molto differenziato passando da brani dance a brani più pop, tutti che suonano sorprendentemente bene, ad eccezione di alcuni punti in cui ci si può effettivamente accorgere di una certa artificialità. Sempre nel 2016 una startup di Lussemburgo lancia AIVA specializzata nella realizzazione e composizione di musica classica e sinfonica e per la prima volta è scritta ad una società di gestione dei diritti d'autore come la CIA. Il funzionamento è piuttosto semplice, il software analizzando migliaia di brani preesistenti e digitalizzati riesce a creare un modello matematico in grado di produrre partiture nuove. Dopo un feedback umano che approva o meno il risultato il computer riesce ad apprendere dagli errori fornendo ogni volta dei risultati via via sempre migliori. Le composizioni così realizzate possono poi essere suonate da un'orchestra o affidate ad altri software di studio virtuale. Ad oggi AIVA ha pubblicato due album Genesis e Among the Stars che sfidare chiunque a notare la differenza con un'opera umana. Nel 2018 invece l'attrice Taryn Southern debutta con l'album pop I AM AI composto e prodotto dal programma open source Amper mentre la cantante si è limitata a prestare la propria voce. Un uso più ampio dell'intelligenza artificiale in ambito musicale però lo vediamo in altri contesti. L'avvento dei servizi come Spotify ha permesso di accedere a milioni di brani in qualsiasi momento da qualsiasi dispositivo senza dovere effettivamente possedere ingombranti CD o dischi in vinile che rimangono per lo più pezzi da esposizione o di stretta nicchia. Queste piattaforme digitali analizzando i dati degli ascolti riescono dunque a proporci nuovi brani basati sulle nostre preferenze e sui nostri gusti personali. Scelte mirate che potremmo gradire e che contemporaneamente potrebbero farci scoprire nuovi artisti fino a quel momento sconosciuti. La tecnologia sta plasmando anche l'aspetto degli eventi dal vivo. Grazie a maschere, guanti sensoriali e stanze apposite la realtà virtuale e la realtà aumentata riescono ad offrire esperienze completamente interattive. I concerti quindi possono diventare personali e gli ascoltatori partecipanti attivi. Grazie ai visori per la realtà virtuale che ormai sono accessibili da chiunque si può accedere a esperienze musicali ad hoc che vanno oltre il semplice ascolto portando lo spettatore in luoghi spettacolari o addirittura sul palco dell'evento rimanendo contemporaneamente in casa propria. Parallelamente in eventi di musica dal vivo possono esibirsi sul palco artisti non fisicamente presenti o non più vivi grazie alla tecnologia olografica o a robot umanoidi. Ovviamente questi sono scenari ancora lontani frutto nei prossimi anni di un profondo mutamento e riorganizzazione delle case discografiche. Un artista virtuale infatti non avrebbe più bisogno di un tour o firma copie e potrebbe esibirsi dal vivo in migliaia di palchi contemporaneamente. Una situazione che è stata in parte rappresentata in una delle ultime puntate della serie tv Black Mirror ma che forse per gli elementi che abbiamo oggi non è una realtà poi così utopistica come potrebbe sembrare. Dunque tornando alla domanda iniziale, i musicisti e gli artisti in generale saranno ancora necessari? Secondo me nei prossimi decenni sicuramente sì. Abbiamo visto che l'intelligenza artificiale per funzionare bene deve essere sempre supportata dall'intervento umano che ne guidi l'apprendimento. Inoltre almeno per ora il fattore creativo rimane ancora una prerogativa della mente umana e un computer al massimo può creare qualcosa di nuovo ma comunque simile a qualcosa di preesistente. Infine ciò che ha una macchina manca e non potrà mai avere né imitare è il fattore emotivo delle piccole sfumature che possono ogni volta trasmettere qualcosa di diverso. Un calore umano indispensabile in un mondo dove la freddezza della tecnologia sta invadendo tutti gli aspetti della vita quotidiana. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Ci tenevo a precisare che senza dubbio la tecnologia nel settore della produzione artistica sta in qualsiasi caso diventando sempre più presente, ne abbiamo parlato oggi per quanto riguarda la musica, ma anche qualche settimana fa per quanto riguarda il mondo cinematografico, raccontando di The Irishman, l'ultimo gangster #### Conclusione - Timestamp: 10:20 - Tipologia: Conclusione **Davide**: movie di Martin Scorsese e delle tecniche utilizzate per ringiovanire gli attori. Se volete riascoltare quella parte, cercate l'episodio sopravvivere con il 2%. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure visitate il nostro sito dentrolatecnologia.it e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima, ciao a tutti. --- # s2e8 ## Finanza Hi-Tech > Da anni ormai si assiste ad una sempre maggiore diffusione della tecnologia e della digitalizzazione nella nostra vita quotidiana ed è corretto dire che uno dei campi negli ultimi tempi più interessati da questo fenomeno sia il settore finanziario che ha recentemente visto l’ingresso dei colossi dell’Hi-Tech. Il mondo della finanza è destinato ad espandersi sempre più e ciò comporterà effetti dirompenti all’interno del sistema bancario e finanziario globale dati dall’interazione fra i tradizionali sistemi bancari e le nuove modalità di pagamento. Prima di parlare di finanza, racconteremo le più rilevanti notizie della settimana cominciando con il soccorso a distanza effettuato sulla sonda Voyager 2, dell'ennesima truffa informatica su Whatsapp e infine di una falla nello stack Bluetooth di Android 8 e Android 9. - Stagione: 2 - Episodio: 8 - Data di pubblicazione: 2020-02-22 06:45:00 - Durata: 12:23 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e8](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e8) - Episodi correlati: - Tag: googlepay,applepay,samsungpay,amazonpay,paypal,google,apple,samsung,amazon,voyager2,voyager,bluetooth,android,hack,whatsapp,truffa,finanza,hi-tech,banca,spazio,space ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella puntata di oggi la sezione delle notizie sarà in buona parte dedicata al tema degli attacchi informatici che sempre più rischiano di creare forti disagi per chi utilizza la tecnologia e quindi senza dubbio ciascuno di noi. Ma il tema principale, che fra l'altro dà anche il titolo all'episodio, sarà il mondo della finanza tradizionale che oggi è sempre più costretta a rapportarsi con i big della tech. Oppure un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram. Se trovate interessante il podcast non dimenticate di condividerlo che per noi è un ottimo modo per crescere. Infine potete ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Voyager 2 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:17 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Oggi iniziamo parlando di spazio perché la sonda Voyager 2 ha ricevuto un soccorso a distanza. Gli ingegneri della NASA sono riusciti a rimettere in sesto la sonda spaziale mentre questa viaggia a 18,5 miliardi di chilometri di distanza dalla Terra. La sonda spaziale lanciata nel 1977 e che ha lasciato il sistema solare nel 2018 ha attivato una routine automatica di protezione che interviene in caso di circostanze particolarmente dannose. La routine in questo caso è intervenuta perché la sonda non ha eseguito una manovra programmata in cui avrebbe dovuto ruotare di 360 gradi per calibrare il suo strumento per la misurazione del campo magnetico. La routine del software di protezione ha quindi spento gli strumenti scientifici del Voyager 2 per compensare il deficit di potenza. Dunque si è reso necessario l'intervento da remoto degli ingegneri della NASA per tentare di far riprendere i sensi alla Voyager 2 con i quali sondiamo l'oscurità del cosmo. Il 28 dicembre gli ingegneri di Voyager hanno spento con successo uno dei sistemi ad alta potenza che drenava energia e riacceso gli strumenti scientifici, senza però ricevere alcun dato. Tenendo ben presente che la Voyager 2 è così lontana dalla Terra che i dati impiegano 17 ore per arrivare da noi e lo stesso vale per i comandi impartiti. Ma alla fine la NASA ha dichiarato di aver ripreso le comunicazioni con la sonda in modo stabile, ciò vuol dire che la sonda Voyager 2 continuerà ancora la sua corsa nello spazio raccontandoci che cosa accade oltre il confine del nostro sistema solare. La scorsa settimana si è diffusa su Whatsapp l'ennesima truffa informatica proprio nel giorno di San Valentino. #### Truffa di San Valentino > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:44 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: I primi a dare l'allarme sono stati gli agenti della polizia postale che proprio quel giorno hanno ricevuto innumerevoli segnalazioni da moltissimi utenti che si sono lamentati della perdita dell'account personale. Nonostante il nome assegnato al nuovo virus informatico sia il virus di San Valentino, è ormai da mesi che gli attacchi vanno avanti ma proprio il giorno del 14 febbraio le segnalazioni hanno raggiunto numeri alquanto preoccupanti. La polizia postale ha dunque cercato di diffondere il più possibile l'esistenza di questo problema sui social media cercando di mettere al corrente più persone possibili riguardo questo pericolo illustrando anche qualche strategia per evitare di essere raggirati. In poche parole il virus di San Valentino inizia con l'invio da parte di uno sconosciuto di un codice a sei cifre variabile nel tempo, successivamente il malintenzionato spacciandosi per un amico della vittima che ha perso a sua volta l'account Whatsapp chiederà alla persona di inoltrare il codice a sei cifre per messaggio in modo da simulare un recupero dell'account. A questo punto non si potrà più fare nulla, dal momento che il codice inviato al malintenzionato corrisponde esattamente alla sequenza di numeri che Whatsapp invia ogni volta che l'app viene installata. Se per errore dovessimo infatti condividere questo pin con qualcun altro garantiremo a quest'ultimo la possibilità di accedere a Whatsapp e contemporaneamente "disloggarci" ovvero scollegarci dal nostro account. In ogni caso l'account Whatsapp bloccato può essere facilmente recuperato, basterà disinstallare successivamente e reinstallare l'applicazione, seguendo le procedure previste per l'avvio di Whatsapp e sperando nel contempo che il malintenzionato non abbia ancora alterato addirittura eliminato i dati dell'account derubato. Ovviamente la gran parte delle vittime colpite da questa truffa comprende persone abbastanza inesperte a livello tecnologico, infatti la metodologia sfruttata da questi malintenzionati è piuttosto banale, ma se non siano determinate conoscenze e merito facilmente si potrebbe incappare in un imprevisto di questo tipo. Ricordo inoltre che i problemi legati a questo tipo di truffe non riguardano soltanto i social media in generale ma anche i vari siti web su cui spendiamo diverse ore ogni giorno. Molti dei malware che vengono diffusi in rete provengono da banner e inserzioni pubblicitarie, i cosiddetti "malvertising", in alcuni casi possono diventare molto pericolosi. Questi programmi dannosi, se particolarmente elaborati, possono reperire persino le informazioni più sensibili in possesso della vittima, come ad esempio i dati anagrafici o del conto bancario. Per difendersi dunque da questo tipo di attacchi è buona cosa binare oltre ad un buon antivirus anche una dose considerevole di buon senso, perché non dobbiamo mai dimenticarci che l'unico elaboratore in grado di prendere decisioni al fine di evitare questo tipo di situazioni è proprio l'essere umano. #### Falla Bluetooth > Fonte: DDay.it - Timestamp: 05:23 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Rimanendo in tema di truffe informatiche dei ricercatori hanno recentemente scoperto una falla nello stack bluetooth di Android 8 e Android 9. Questa vulnerabilità permetterebbe ad un malintenzionato nei pressi della vittima di eseguire dei codici sfruttando i permessi della connessione bluetooth del telefono bersaglio. Per violare il sistema l'hacker basterebbe conoscere solamente l'indirizzo MAC, bluetooth del dispositivo di destinazione, facilmente ottenibile per mani esperte dall'indirizzo MAC del wifi. Per chi non conoscesse questo tipo di indirizzo, in sostanza il MAC rappresenta un identificativo per un particolare dispositivo in grado di connettersi ad internet a livello di rete locale. In questo caso la vera pericolosità del bug scoperto risiede nella capacità del malintenzionato di accedere a dati personali della vittima e potrebbe essere inoltre utilizzata per veicolare e diffondere malware a breve distanza. Fortunatamente la soluzione già stata trovata arriverà proprio nel corso di febbraio 2020 il nuovo aggiornamento di sicurezza in gergo chiamato patch di Android 8 e 9. #### Finanza Hi-Tech > Fonte: altalex.com - Timestamp: 06:40 - Autori: Luca Martinelli, Cristiano Boarini - Argomenti: Finanza - Tipologia: Topic **Davide**: Da anni ormai si assiste ad una sempre maggiore diffusione della tecnologia e della digitalizzazione nella nostra vita quotidiana ed è corretto dire che uno dei campi negli ultimi tempi più interessati da questo fenomeno sia il settore finanziario che ha recentemente visto l'ingresso dei colossi dell'hitech. Google, Facebook, Amazon, Samsung e Apple hanno un interesse comune nell'inserirsi in questo sistema, ovvero l'accesso a un notevole patrimonio di dati sull'utilizzo dei quali tutte queste grandi aziende fanno ingenti guadagni. Esse hanno investito molto in questo campo offrendo ai propri utenti servizi come Google Pay, tra l'altro il colosso californiano ha anche creato dei veri e propri conti correnti bancari, Facebook Pay per ora disponibile solo negli Stati Uniti e l'azienda ha anche coniato una propria moneta virtuale chiamata Libra, Amazon Pay, Samsung Pay e Apple Pay. Facendo un focus su quest'ultimo servizio, sicuramente il più diffuso, il Financial times conferma che Apple guadagna da Apple Pay lo 0,15% di tutte le transazioni, commissione a carico delle banche per poter aderire al metodo di pagamento di Apple a differenza di altri metodi come Google Pay che sono totalmente gratuiti. La stima è che Apple nel 2018 solo negli Stati Uniti ha guadagnato ben 525 milioni di dollari da questo servizio, i pagamenti tramite carta infatti hanno raggiunto un totale di 7 mila miliardi di dollari e Apple Pay è stato utilizzato per il 5% di questi. Apple punta a raddoppiare questa percentuale entro il 2025 e considerando che i pagamenti tramite carta e smartphone sono in forte crescita, la società riuscirebbe ad incassare più di un miliardo di dollari in un anno solo nel mercato nordamericano, ma venendo al nostro territorio da un'indagine condotta dall'Osservatorio del Politecnico in collaborazione col Nielsen, si stima che circa 11 milioni di italiani nel corso del 2018 abbiano sperimentato almeno uno di questi innovativi sistemi di pagamento con un aumento di consapevolezza generale su questi strumenti high-tech. Solo il 6% degli intervistati dichiara infatti di non aver mai sentito parlare di pagamenti via mobile, segno che la potente campagna di marketing messa in campo dai big della high-tech sta sortendo buoni risultati. L'ingresso nel sistema di questa azienda è stato fortemente potenziato dalla direttiva PSD2 Payment services Directive 2, entrata in vigore a gennaio 2018 e operativa in Italia dal 14 settembre 2019. Tale direttiva segna un fondamentale passo in avanti verso l'attuazione dell'open banking e permette agli utenti di utilizzare servizi offerti da terze parti per accedere alle proprie informazioni bancarie e sfruttare servizi di pagamento. La crescente diffusione di questi nuovi metodi di pagamento ha attirato l'attenzione del legislatore europeo e dell'autorità nazionale a tutela della privacy. Preoccupate della sicurezza dei consumatori e della protezione dei sensibilissimi dati che si condividono con tali aziende. Non è un caso che ancora prima dell'entrata in vigore della nuova direttiva europea sui pagamenti online sia stato approvato il regolamento europeo sulla privacy, particolarmente stringente che impone un utilizzo dei dati personali dell'utenza, ispirato ai principi di trasparenza, quindi ad un obbligo di informativa, pertinenza, una connessione dei dati richiesti con il servizio offerto e non eccedenza, ovvero i dati raccolti devono essere la quantità minima necessaria per la corretta fruizione del servizio. Questi tre principi sono sanciti dall'articolo 5 del regolamento. Il regolamento enuncia poi in maniera analitica le condizioni di liceità del trattamento dei dati, differenziando l'obbligo informativo sancito dal precedente articolo 5 a seconda che i dati siano raccolti direttamente presso l'interessato, oppure no. Un'ulteriore protezione a favore dell'utente data dalla stessa direttiva pagamenti online che introdotto il SCA Strong Customer Authentication che si basa sull'utilizzo di almeno due fattori appartenenti alle categorie di conoscenza, PIN o password, possesso, smartphone o token, inerenza, impronta digitale o altri dati biometrici. L'autenticazione a due fattori di cui abbiamo già parlato nella puntata vivere internet in sicurezza verrà chiesta all'utente al momento dell'accesso all'home banking, all'effettuazione di un pagamento online o all'esecuzione di azione mediante canale a distanza con rischio di frode. Dall'insieme di questi interventi normativi combinati con il massiccio ingresso dei grandi colossi informatici nel mondo della finanza emerge dunque un quadro di grande interesse ed in rapida evoluzione che è destinato ad espandersi sempre più e a comportare effetti dirompenti all'interno del sistema bancario finanziario come evidenziato anche dall'ultimo critico rapporto del Financial Stability Board rispetto allo stato di salute del sistema finanziario globale dato dall'interazione fra sistemi bancari tradizionali e le nuove modalità di pagamento. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Prima di salutarvi volevo ringraziare Cristiano Boarini che si è occupato della scrittura di buona parte della seconda metà di questa puntata dedicata al mondo della finanza con un respiro abbastanza giuridico che proprio per quello che studio può solo che farmi piacere. #### Conclusione - Timestamp: 11:31 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Infatti come tutti i settori della nostra società anche il diritto è costantemente posto sotto la pressione delle rapide evoluzioni tecnologiche che anche molto spesso rischiano di mettere in crisi il sistema legislativo, giudiziario ma più in generale quello della burocrazia. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure visitate il nostro sito dentrolatecnologia.it e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. Ciao a tutti. --- # s2e9 ## Covid-19: il ruolo dei Social > L’epidemia da coronavirus è la prima [infodemia](http://www.treccani.it/vocabolario/infodemia_%28Neologismi%29/) della storia: per la prima volta l’umanità sperimenta un’epidemia che va combattuta non solo sul campo della scienza e della salute pubblica, ma anche in quello dei media di massa. Il suo impatto sociale, economico e umano è connesso al mondo della tecnologia, i social soprattutto. Nel bene e nel male: i media digitali amplificano i danni ma si stanno anche rivelando un mezzo per ridurre le conseguenze negative dell’infezione e fare emergere verità e racconti della gente, anche non gradite al Governo cinese. Prima di dedicarci al topic della settimana parleremo di [GaN](https://it.wikipedia.org/wiki/Nitruro_di_gallio), un alimentatore super efficiente, di un esoscheletro presentato da Panasonic e infine del primo accordo per vedere Hyperloop, un treno super veloce, in Italia. - Stagione: 2 - Episodio: 9 - Data di pubblicazione: 2020-02-29 06:45:00 - Durata: 11:39 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e9](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e9) - Episodi correlati: - Tag: infodemia,epidemia,covid-19,coronavirus,virus,youtube,google,facebook,tik tok,tiktok,tik-tok,twitter,oms,organizzazione mondiale sanità,social,social network,media,giornali,clickbait,fakenews,fake news,cina,cinesi,infetti,alimentatori,apple,samsung,corrente,gan,hyperloop,esoscheletro,panasonic ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questi ultimi giorni stiamo assistendo ad una situazione alquanto surreale e allo stesso tempo contraddittoria e paradossale. Il coronavirus ha monopolizzato le nostre conversazioni, eppure noi in redazione abbiamo cercato di affrontare l'argomento in modo utile e costruttivo, parlando del rapporto tra questo virus, più mediatico che biologico, e il mondo dell'informazione digitale, ancora una volta per sottolineare quanto alla fine tutto sia collegato e quanto effettivamente l'elemento tech sia presente in qualsiasi ambito della nostra vita. Prima di cominciare vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Alimentatori super efficienti > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:12 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Alimentatori super efficienti, leggeri, piccoli e con un minor impatto sul pianeta. Queste sono le promesse della nuova tecnologia a base di nitruro di gallio, GAN, che Apple, Huawei, Samsung, Xiaomi e altri big del settore adotteranno nel corso del 2020 per la produzione dei propri alimentatori. Il nitruro di gallio rispetto al silicio consente infatti di realizzare alimentatori molto più piccoli e contemporaneamente con potenza e velocità di ricarica superiori, come dimostrato dall'azienda italiana Eggtronic con il suo caricatore da 65 watt poco più grande di un pacchetto di sigarette. A Giovanna e non sono solo gli utenti che potranno viaggiare occupando meno spazio nei loro zaini, ma soprattutto l'ambiente. Gli alimentatori a GAN infatti hanno un ridottissimo consumo quando sono attaccati alla presa ma non stanno caricando un dispositivo dissipando pochissima energia per effetto termico. Questa rivoluzione dei caricatori è un'ennesima dimostrazione di come la tecnologia sia fondamentale per salvare il pianeta senza rinunciare alla comodità che offre. #### Esoscheletro Panasonic > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:18 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Alla competizione della World Para Powerlifting World Cup di Manchester, i campionati mondiali di sollevamento pesi per disabili, Panasonic ha presentato il suo Power Assist Suit, ovvero un esoscheletro in grado di assistere il carico e lo scarico di pesi che possono mettere a rischio la propria schiena. Il funzionamento è piuttosto semplice, l'esoscheletro che ha un peso di 4,5 kg e si indossa come un zaino con fasce intorno a spalle, cosce e vita riesce a riconoscere i movimenti della schiena e ad assisterli grazie a dei motori. Quando il dispositivo riconosce un'azione di sollevamento, questo applica una spinta verso l'alto scaricando il peso sulle gambe e migliorando il lavoro delle braccia. Al contrario per i movimenti verso il basso, l'esoscheletro trattiene la schiena alleggerendo lo sforzo per i muscoli. Il dispositivo è alimentato a batteria per permettere una maggiore libertà di movimento e può contare su un'autonomia di circa 4 ore. Questo esoscheletro di Panasonic sarà indispensabile per tutti quei lavori che richiedono uno sforzo continuo, si pensi allo scarico e al carico di merci pesanti o all'assistenza degli anziani, che nel corso del tempo hanno danneggiato gravemente la schiena di numerosi lavoratori. In Giappone sono state distribuite 700 unità e Panasonic sta già lavorando per portare il prodotto anche in Europa. Il costo sarà poco più di 7.000 euro, un prezzo che le aziende dovrebbero essere disposte a pagare se in gioco c'è la salute dei propri dipendenti. Lo scorso 20 febbraio è stato raggiunto il primo storico accordo per la realizzazione della linea trasporti ad alta velocità ideata da Elon Musk. #### Hyperloop in Italia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:44 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: L'idea concepita dal visionario CEO di Tesla, battezzata come Hyperloop, ha visto la sua prima realizzazione in un prototipo testato nel 2017 in Nevada. Sfruttando la riduzione delle forze di attrito generate all'interno di un tubo depressurizzato, è stata fatta raggiungere ad una particolare capsula dotata di motori lineari a induzione, una velocità di 300 km orari. Attualmente però il progetto è ancora in fase sperimentale, ma l'ottimismo per la realizzazione di un piano di questa portata in Italia sta crescendo di giorno in giorno, anche perché l'intesa raggiunta a pochi giorni fa riguarda solo una linea di intenti. Dunque prima di attuare un progetto di queste dimensioni, Hyperloop intende prima valutare le condizioni sia strutturali che economiche delle zone più appetibili per la costruzione della linea ferroviaria. Stando però alle prime dichiarazioni del responsabile del progetto Hyperloop Italia, la tratta attualmente favorita è quella che congiunge la stazione Cadorna di Milano con l'aeroporto di Malpensa e se il progetto dovesse effettivamente vedere la luce del sole si ridurrebbe il tragitto da 45 a solamente 10 minuti. #### Covid-19: il ruolo dei Social > Fonte: agendadigitale.ue - Timestamp: 05:16 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Medicina, Social - Tipologia: Topic **Davide**: L'epidemia del coronavirus è la prima "infodemia" della storia, infatti per la prima volta l'umanità sperimenta un'epidemia che va combattuta non solo sul campo della scienza e della salute pubblica, ma anche in quello dei media di massa. Il suo impatto sociale, economico e umano è connesso al mondo della tecnologia, i social soprattutto, nel bene e nel male. I media digitali amplificano i danni, veicolando disinformazioni sul virus, ma si stanno anche rivelando un mezzo per ridurre le conseguenze negative dell'infezione e fare emergere verità e racconti della gente anche non gradite al governo cinese. Ecco perché l'Organizzazione Mondiale della Sanità sta collaborando con tutte le società di social media come Google e Facebook con l'intento di combattere notizie incontrollate e falsi miti e per garantire che le informazioni corrette e ufficiali siano facilmente individuabili e soprattutto ben visibili prima di tutte le altre. Ognuno di noi però ha il dovere di condividere coscientemente facendo click con attenzione ed evitando di alimentare notizie false o anche solo dubbie. La disinformazione è nemica nel trovare una soluzione e soprattutto alimenta ossessioni e modi di fare contro producenti. L'infodemia sta ostacolando gli sforzi per contenere l'epidemia, diffondendo panico e confusione e anche una certa discriminazione. Se da una parte in tutto il mondo le persone hanno diritto di accesso alla libera informazione, in questo caso più di altri, fa tutelato il diritto di accesso a informazioni accurate e certificate su come proteggere se stessi e le proprie famiglie dal contagio. Nonostante il concreto rischio legato alla disinformazione, fa riconosciuto ai social media anche il ruolo di grande e importante fonte primaria di informazione. I giornali di tutto il mondo hanno utilizzato i social media cinesi per ottenere un quadro più preciso della situazione, raccogliere e archiviare importanti notizie ricondividendole nella propria lingua. I big del web in stretta collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno già preso alcune misure per rimuovere false dichiarazioni e promuovere ed evidenziare informazioni accurate e sicure. Ricercando coronavirus su google.it, ad esempio, vengono messi in evidenza i risultati del World Health Organization come informazioni di SOS e poi quelli sui siti ufficiali italiani del Ministero della Salute. Per capire la spaventosa portata della diffusione in rete di notizie sul coronavirus in così poco tempo, basta vedere il numero dei risultati di una semplice ricerca. Per fare un paragone, si può subito notare come la più generica ricerca per la parola virus, parola molto più antica, ottiene minori risultati. Anche Facebook, Twitter, YouTube e TikTok stanno già indirizzando gli utenti che cercano informazioni sul coronavirus sui siti dell'OMS o delle organizzazioni sanitarie locali. L'OMS ha coinvolto anche i giornalisti e media tradizionali in tutto il mondo, organizzando conferenze stampa quotidiane per garantire che i corrispondenti abbiano accesso e utilizzino le informazioni giuste. Gli autori delle trasmissioni televisive e della carta stampata hanno la responsabilità di mettere la salute pubblica davanti ai titoli da clickbait che diffondono il panico. I social si stanno rivelando anche un'importante fonte di informazioni utili. I giornalisti di tutto il mondo hanno utilizzato i social media cinesi per ottenere un quadro più accurato della situazione. Solo grazie a questa abbondanza di notizie che è fluiva sui social, il governo è stato obbligato a fornire informazioni più precise sull'emergenza, che all'inizio ha provato a tenere sotto traccia. Forse senza i social, il governo sarebbe riuscito a censurare meglio gli avvisi iniziali e l'epidemia sarebbe stata più grave. L'attività sui social potrebbe servire anche a monitorare l'andamento di un'epidemia con tecniche di data analysis. Un'esperta di sicurezza presso l'Università del Nuovo Galles del Sud ha pubblicato a gennaio un articolo su una rivista di settore rilevando che contenuto e frequenza dei tweet potrebbero essere buoni indicatori su come si diffonde un'epidemia, un po quello che avevamo anche detto nella puntata, commercio e pagamenti elettronici. Infine, i social sono diventati un luogo di lutto collettivo dove i cinesi, si pensi soprattutto a coloro che sono in quarantena, possono condividere storie, preoccupazioni e tenersi in contatto tra loro. Queste storie personali sono diventate un modo importante per le persone di seguire la crisi sia all'interno che all'esterno della Cina, fungendo da forma di catarsi e dando alla gente, in mezzo al panico e alla tossicità, un piccolo raggio di speranza. Informare correttamente il più vasto pubblico possibile per proteggerlo va di pari passo con la ricerca e lancio del vaccino. Combattere i falsi miti e fornire solide prove sono stati passi fondamentali per sconfiggere le malattie prevenibili con il vaccino come il morbillo e la poliomielite o sensibilizzare sui rischi associati. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, questa emergenza sanitaria speriamo diventi un'opportunità per le aziende proprietarie delle piattaforme social più importanti per ripensare il modo in cui affrontare la disinformazione. È necessario su vari temi, in primis la politica, una strategia più ampia per smascherare la disinformazione, soprattutto quella fatta coscientemente, e rafforzare allo stesso tempo la fiducia in temi che sono di fondamentale importanza per la vita democratica. #### Conclusione - Timestamp: 10:47 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram, tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità, noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e10 ## Tecnologie per salvare il Pianeta > Il fenomeno del surriscaldamento globale è un tema molto attuale. Già da diversi decenni sta infatti mutando costantemente e significativamente il nostro pianeta attraverso aumenti di temperatura e innalzamento del livello dei mari, causati principalmente dalla dispersione di gas serra nell’atmosfera. Ma quali sono i campi in cui la tecnologia può aiutarci a rallentare questo processo? Lo scopriremo facendo 2 chiacchiere con Matteo Gallo. Prima però, ci sarà il consueto spazio per le notizie. Parleremo infatti della nuova Fiat 500 Elettrica e delle emissioni prodotte dalla rete 5G. - Stagione: 2 - Episodio: 10 - Data di pubblicazione: 2020-03-07 06:45:00 - Durata: 14:45 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e10](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e10) - Episodi correlati: s1e8, s2e1 - Tag: fiat,500,500e,5g,emissioni,ambiente,pianeta,cambiamenti climatici,auto elettriche,led,energia rinnovabile ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Siamo alla seconda settimana di quarantena per il Covid-19. Spero che la scorsa puntata sia stata di vostro gradimento perché alla fine abbiamo cercato di affrontare il tema da un punto di vista diverso da quello consueto. Per definitivamente concludere con i riferimenti a questo virus però ci tenevo a sottolineare quanto la tecnologia stia facilitando questo periodo di isolamento sia per quanto riguarda la distribuzione degli avvisi e delle informazioni sia come mezzo per evitare aggregazioni di persone. Da questa settimana infatti le università stanno ottenendo alcune lezioni in video online e comunque dalla settimana scorso è stato massimizzato il lavoro agile smart working per i lavoratori che possono svolgere le loro mansioni da casa. Ma chiudendo questa forse ormai troppo grande parentesi oggi parleremo di come sempre la tecnologia possa aiutarci a salvare il nostro pianeta. Prima di cominciare vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify apple podcast google podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Una Fiat 500 elettrica > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:31 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Anche Fiat si è finalmente convertito all'elettrico e lo ha fatto il 4 marzo presentando le nuove Fiat 500e. Ciò che salta subito all'occhio oltre a un notevole svecchiamento delle linee pur mantenendo lo stile caratteristico della 500 è l'iconico logo Fiat che non è presente, sostituito invece dal logo 500 e preparando quindi la nascita di un marchio sestante, sempre del gruppo FCA. Anche gli interni sono stati radicalmente cambiati seguendo un design minimale dove il display dell'infotainment la fa da padrona. Parlando di caratteristiche più tecniche invece la potenza del motore è di 85 kW che consente di raggiungere una velocità massima di 150 km orari e un'accelerazione da 0 a 100 in 9 secondi. Sono disponibili tre modalità di guida, Normal, Range e Sherpa. La modalità Range permette di usare un solo pedale attivando una frenata rigenerativa al rilascio dell'acceleratore. La modalità Sherpa invece permette di risparmiare energia limitando i consumi e permette al guidatore di arrivare alla destinazione indicata nel navigatore o di raggiungere la colonnina di ricarica più vicina. Grazie a queste modalità la 500 è il secondo quanto dichiarato da Fiat a un'autonomia di 320 km. Inoltre l'auto è dotata di una modalità di ricarica rapida che permette di immagazzinare energia per 50 km in solo 5 minuti e di ricaricarla fino all'80% in 35 minuti. #### Emissioni del 5G > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:59 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Con l'installazione e l'attivazione delle prime antenne 5G in Friuli Venezia Giulia l'ARPA, l'agenzia regionale per la protezione ambientale, ha potuto effettuare delle misurazioni sulle effettive emissioni prodotte dalle antenne di nuova generazione. Il rapporto mostra come il campo elettrico emesso dal 5G nella banda di frequenza tra 3,6 e 3,8 GHz sia ben al di sotto dei limiti imposti dalla legge. Si parla di valori che variano tra 0,3 e 1 V per metro, mentre il limite imposto dalla normativa italiana è di 6 V per metro. Va detto inoltre che l'Italia aveva ulteriormente abbassato il limite di 40 V per metro consigliato dall'Unione Europea. Questi dati confermano ancora una volta che la tecnologia 5G, come avevamo ribadito nella puntata Partire in 5G, non è assolutamente un pericolo per la salute dei cittadini che vengono dagli stessi comuni inutilmente allarmati con false notizie o teorie complottiste. Non solo antenne così efficienti richiedono un quantitativo di energia molto inferiore, spianando la strada verso un maggiore utilizzo di risorse rinnovabili e quindi senza alcun impatto ambientale. #### Tecnologie per salvare il Pianeta > - Timestamp: 04:21 - Autori: Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Oggi per la seconda metà della puntata siamo in compagnia di Matteo Gallo, autore del podcast e studente di Tecnologie Forestali e Ambientali dell'Università degli Studi di Padova per discutere sulla questione del surriscaldamento globale e delle tecnologie che potrebbero rallentare questo inevitabile processo. Innanzitutto, ciao Matteo, prima di cominciare ricordaci che cosa studi di preciso perché so che questo tema è legato al percorso universitario che hai intrapreso. **Matteo**: Ciao a tutti, mi ripresento, sono Matteo Gallo autore del podcast e, come hai detto tu Davide, studio Tecnologie Forestali e Ambientali a Padova da due anni. Una volta che avrò terminato i 5 anni universitari potrò specializzarmi ad esempio in ambiti che riguardano la progettazione e la gestione sostenibile delle risorse forestali, poi anche nella protezione dell'ambiente ma anche della natura. Comunque, accantonando l'ambito prettamente forestale ci tenevo a sottolineare che sono un grande appassionato di tecnologia applicata al settore ambientale, infatti sono molto entusiasta di poter parlare di uno dei temi che più mi sta a cuore e a cui tengo maggiormente. **Davide**: Questa cosa mi fa piacere, peraltro come a breve ci spiegherà il fenomeno del surriscaldamento globale è un tema piuttosto attuale, già da diversi decenni sta infatti mutando costantemente e significativamente il nostro pianeta attraverso aumenti di temperatura e innalzamento del livello dei mari, causati principalmente dalla dispersione di gas-era nell'atmosfera. Ovviamente tutto ciò ha una diretta conseguenza della diffusione e dell'aumento dell'attività antropica a livello globale, così come la stessa diffusione del coronavirus che ormai da settimane sta terrorizzando gran parte della popolazione italiana. Ma tornando ad argomenti di cui dovremo realmente preoccuparci, Matteo spiegaci brevemente questo fenomeno e se secondo te esistono tecnologie o strumenti per bloccare o rallentare la costante diffusione dell'effetto serra. **Matteo**: Senza perdersi in discorsi già sentiti e risentiti, il surriscaldamento globale può essere combattuto principalmente grazie all'aiuto della tecnologia a mio modo di vedere. Ovviamente però questa serve a ben poco se mancano le basi fondamentali del buonsenso. È inutile parlare di progresso tecnologico se ad esempio le grandi multinazionali non decidono di promuovere e incentivare lo sviluppo tecnologico, perché banalmente pensano prima di tutto ai propri interessi. Recentemente ad esempio ho letto un articolo pubblicato sul sito Climate Change News in cui diversi ricercatori dell'università di Oxford della North Carolina e della Columbia University hanno riportato che a partire dal 1880 le emissioni prodotte dalle 90 aziende più inquinanti al mondo sono responsabili di quasi il 50% dell'aumento di temperatura, poi anche del 57% delle emissioni di CO2 e del 30% dell'innalzamento del livello del mare. I dati sono parecchio preoccupanti se ci pensiamo, ma dobbiamo considerare che non tutti i mali vengono per nuocere, ad esempio molte case automobilistiche che da anni hanno inquinato e senza fare nomi, in alcuni casi addirittura falsato i rapporti sulle emissioni di CO2 dei propri veicoli e attualmente stanno cercando di investire in veicoli elettrici a impatto zero. Voi per le normative emanate dalla Commissione Europea o per pura consapevolezza della diffusione del fenomeno dobbiamo rendere atto a queste aziende che effettivamente al giorno d'oggi si stanno impegnando o per controllare la diffusione del suo riscaldamento del pianeta. **Davide**: Interessante, a questo punto arrivando al nocciolo della questione, sapresti dirmi quali sono le tecnologie o gli strumenti che potrebbero fare effettivamente qualcosa nella vita di tutti i giorni a livello pratico, mi riferisco ad esempio a strumenti o tecnologie che possano essere sfruttate da chiunque quotidianamente. **Matteo**: Nel 2020 direi che la lampadina led è un must se si vuole puntare sul risparmio energetico, ci tengo a portare questo esempio perché come potrebbe sembrare non è così scontato avere in casa questo tipo di illuminazione, un chiaro esempio riguarda le anziani, ne credimi Davide ho dovuto insistere molto prima di convincere i miei nonni a sostituire le vecchie lampadine di casa, è innegabile però che l'impatto ambientale delle lampadine led è bassissimo e questo è dovuto principalmente alla riduzione dei consumi fino al 90%, guadagnando anche infatti di luminosità in generale. Per quanto riguarda invece l'inquinamento atmosferico vero e proprio solitamente si tende a pensare che la maggior parte delle polveri sottili provenga dai mezzi di trasporto, ma in realtà non è proprio così, i principali responsabili dell'aumento del particolato ad esempio nelle città della Pianura Padana proviene da impianti di riscaldamento domestici industriali e obsoleti che sono ancora molto diffusi e attualmente per ovviare a questo problema si preferisce l'installazione di una pompa di calore che oltre a consumare meno in termini energetici è in grado di fornire una climatizzazione a ciclo annuale sia invernale ma anche stiva, per non parlare poi della conseguente riduzione dei costi di manutenzione. Poi un altro aspetto su cui ci si sta focalizzando molto è l'energia rinnovabile, però più che affrontare la questione a livello teorico, già affrontata più volte, ci tenevo oltretutto a fornire qualche dato in merito all'impiego di queste fonti riguardo all'anno appena trascorso che a mio modo di vedere hanno riscosso un ottimo successo sul territorio italiano. Secondo i dati raccolti da anni rinnovabili il 2019 rispetto all'anno 2018 ha visto un incremento dell'86% delle installazioni atte a produrre energia pulita, nello specifico pensa che il settore eolico è lievitato addirittura del 226% nel sud Italia, con una potenza installata pari a 412 megawatt, la seconda fonte energetica di tipo rinnovabile poi viene invece dal fotovoltaico che rispetto al 2018 è aumentato del 30%. Il dato interessante è che il 50% dell'energia fotovoltaica prodotta nel nostro Paese proviene da impianti residenziali e non industriali come si potrebbe inizialmente pensare. **Davide**: Non pensavo ci fosse un progresso così manifesto sul nostro territorio da questo punto di vista. È evidente quindi che l'impiego di queste tecnologie per produrre energia sostenibile sta progressivamente aumentando e a questo punto colgo l'occasione per introdurre il tema della mobilità elettrica che nel corso degli ultimi anni si è evoluto parallelamente all'incremento delle strutture per produrre energia pulita nel territorio italiano. Ma avendo già trattato la questione nella puntata a monopattini elettrici e micromobilità che vi invito a recuperare se ancora non lo avete fatto, a questo punto Matteo immagino che entrerai nello specifico parlandoci di vetture elettriche. **Matteo**: Esatto e volevo soffermarmi proprio su questo tema. A questo punto se consideriamo l'inquinamento stradale ovviamente la scelta favorisce totalmente il motore elettrico piuttosto che quello a combustione e questo perché il veicolo elettrico viene alimentato da fonti di energia non derivanti da combustibili fossili e quindi ad impatto zero. Se poi confrontiamo le percentuali di rendimento tra il motore elettrico e il motore termico, quest'ultimo si vede in netto sfavore rispetto al primo. Per i motori a scoppio le percentuali di efficienza energetica variano tra il 25 e il 40% a seconda che il motore sia benzina o diesel. Questo significa che durante il processo di combustione all'interno di un motore termico una gran parte di energia viene sprigionata sotto forma di calore, mentre la parte rimanente viene convertita effettivamente in moto. Nel motore elettrico invece il rendimento sale fino al 95% quindi solamente una minima parte di energia viene dissipata in calore, arrivati a questo punto sembrerebbe tutto perfetto. In realtà non è proprio così, perché se da una parte i veicoli elettrici vantano una grande efficienza di rendimento, dall'altra i limiti legati alla capienza sono piuttosto evidenti. Pur con un motore che ottimizza molto meglio l'energia, l'handicap dell'auto elettrica rimane la quantità di energia che può trasportare. Il potenziale elettrico contenuto nei carburanti infatti è ancora nettamente superiore a quello che l'attuale tecnologia consente di immagazzinare nelle batterie, le quali hanno anche peso ingombro molto più elevati. Attualmente questo è uno dei grossi limiti che caratterizzano gran parte delle vetture elettriche che circolano al giorno ad oggi. Infatti, salvo alcuni casi, l'autonomia si aggira intorno ai 300 km per le vetture più economiche. Mentre alcuni colossi come Tesla dichiarano che i loro veicoli di punta sono in grado di raggiungere autonomie che arrivano fino a 600 km come Model S e Model 3. Poi comunque si devono considerare anche una serie di altri vantaggi che sono legati all'acquisto stesso della vettura. Nell'ultimo anno diverse regioni e province autonome del nord Italia hanno sostenuto le vendite di auto elettriche e ibride plug-in attraverso il rilascio di Ecobonus nazionali e incentivi regionali addirittura accumulabili, vendendo quindi molto conveniente l'acquisto di un'auto a zero emissioni. Una tra queste regioni è la Lombardia che, se non ricordo male, ha stanziato circa 26 milioni di euro, di cui una buona parte è dedicata esclusivamente a privati. Infatti, per chi intende sostenere un acquisto di questo tipo, la regione lombarda garantirebbe all'acquirente, per una vettura a zero emissioni, una riduzione del costo che arriva a fino 8.000 euro. Quindi i vantaggi legati all'acquisto e all'effettivo utilizzo di questi mezzi sono molteplici e piuttosto remunerativi sia a livello ambientale che di efficienza del veicolo stesso. **Davide**: Va bene, grazie Matteo per aver partecipato con la tua voce a questa seconda metà della puntata, averci dato qualche dritta, qualche informazione su delle tecnologie che potrebbero almeno rallentare questo inesorabile declino del nostro pianeta. Ci sentiamo più avanti per un'altra chiacchierata. **Matteo**: Ciao a tutti e grazie per l'ascolto. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, fra un paio di settimane faremo un'altra chiacchierata, questa volta però con un altro autore, Luca Martinelli, per parlare di Quantum Computing. #### Conclusione - Timestamp: 13:53 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio, per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatechnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram, tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità, noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e11 ## Siamo quello che… facciamo su Internet > Ci alziamo alla mattina e iniziamo a produrre dati con cui le aziende poi producono a loro volta beni e servizi, che ti rivendono e quindi dovremo poi pagare. Tutti questi dati vengono elaborati da persone molto competenti che spesso utilizzano algoritmi di [machine learning](https://it.wikipedia.org/wiki/Apprendimento_automatico) per elaborarli ricavando comportamenti di acquisti futuri. Tutto questo per arrivare a rispondere alla domanda: Qual è il miglior prodotto che posso creare e poi proporre a questo specifico cliente? Nella prima parte della puntata, sempre dedicata alle notizie, parleremo di una cabina armadio domotica chiamata [AirDresser](https://www.samsung.com/it/offer/preordinailnuovoairdresser/) di Samsung, di attacchi a ultrasuoni diretti a Google Assistant e Siri e infine della possibile implementazione di un [pulsiossimetro](https://it.wikipedia.org/wiki/Pulsiossimetro) su Apple Watch. - Stagione: 2 - Episodio: 11 - Data di pubblicazione: 2020-03-14 06:45:00 - Durata: 15:00 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e11](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e11) - Episodi correlati: s1e5 - Tag: apple watch,pulsiossimetro,salute,medicina,ernieapp,ernie app,weople,cambridge analytica,facebook,google,apple,amazon,usa switch,gdpr,raccolta dati,dati,data center,datacenter,server,airdresser,cabina,armadio,vestiti,indumenti,pulizia,igiene,samsung,jetair,jetsteam,attacchi,cyber security,ultrasuoni,assistenti vocali,siri,google assistant,washington university ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Terza settimana a casa la macchina digitale sembra stia iniziando a ingranare, sicuramente con alcuni problemi di sovraccarico delle reti ma allo stesso tempo le lezioni online e lo smart working sembra procedere regolarmente. Cambiando argomento, dalla scorsa settimana WhatsApp si è finalmente aggiornato introducendo la modalità scura, la Dark mode, di cui abbiamo ampiamente parlato nella puntata Society as a Service di qualche tempo fa e dove abbiamo affrontato abbastanza ampiamente il senso di questo solo apparente semplice cambiamento di aspetto estetico. Ma venendo alla puntata di oggi parleremo di come qualsiasi azione noi compiamo possa essere tradotta in dati che se raccolti elaborati possono diventare un elemento di grande valore economico. Prima di cominciare vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Cabina armadio AirDresser > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:24 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Domotica - Tipologia: Notizia **Davide**: Ho indossato una camicia questa sera ma non è abbastanza sporca per essere lavata, ne è abbastanza pulita per essere rimessa nell'armadio, una situazione in cui prima o poi siamo almeno una volta incappati tutti. Per questo Samsung ha presentato AirDresser, una cabina armadio in grado di asciugare, rinfrescare, igienizzare e togliere le pieghe dai vestiti. Il funzionamento è semplice una volta inserito il capo all'interno si attivano diverse tecnologie, la prima è AirJet che grazie a un flusso d'aria dall'alto e dal basso rimuove polvere e sporco superficiale, oltre al flusso d'aria viene anche usato un filtro deodorante che rimuove fino al 99% degli odori compresi quelli più forti come sudore o tabacco. La tecnologia Jim Steam invece sfrutta il vapore per igienizzare gli abiti eliminando acari e batteri, infine una pompa di calore asciuga gli indumenti umidi ed elimina le pieghe attraverso un trattamento speciale. Grazie alle stesse tecnologie, AirDresser è anche in grado di pulirsi da solo attraverso il sistema di self clean e avviserà l'utente ogni circa 40 giorni quando sarà necessario un intervento esterno. La cabina di Samsung infatti può essere controllata dal proprio smartphone, funzione che ormai dovrebbe essere scontata negli elettrodomestici. Va poi specificato che il prodotto in questione non ha come scopo quello di sostituire un lavaggio completo di una lavatrice ma di affiancarla per la pulizia di quegli indumenti che non sono totalmente sporchi ma hanno comunque bisogno di essere rinfrescati o igienizzati magari dopo un'uscita di pochi minuti o un breve spostamento sui mezzi pubblici. Infine parlando di costi AirDresser non è proprio economico, il prezzo infatti è di 2500 euro destinati comunque a diminuire nei prossimi mesi. #### Attacchi tramite ultrasuoni > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:13 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Assistenti virtuali, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Alcuni ricercatori della Washington University di San Luis sono riusciti a bypassare i controlli di alcuni telefoni sfruttando i famosi assistenti vocali Siri e Google Assistant. La recente falla evidenziata nella ricerca in questione prevede un attacco tramite ultrasuoni in grado di forzare Siri e Google Assistant a rispondere svelando tra l'altro alcune informazioni sensibili dell'utente. La peculiarità degli ultrasuoni che talvolta è in grado di renderli persino pericolosi è che non possono essere uditi direttamente dall'orecchio umano ma solamente da animali come cani, balene, delfine, pipistrelli e anche dagli assistenti vocali dei nostri telefoni. In poche parole un malintenzionato attraverso un dispositivo in grado di emettere particolari ultrasuoni interpretati a sua volta dagli assistenti vocali come comandi sarebbe in grado di estrapolare informazioni sensibili dal nostro smartphone solamente dopo aver completato la prima parte dell'attacco, ovvero abbassare il volume del telefono. I dati verrebbero poi captati da particolari recettori ad alta sensibilità in modo che la vittima non possa venire a conoscenza dell'attacco in atto. Ovviamente l'attacco simulato dai ricercatori è molto difficile da replicare nella vita di tutti i giorni in quanto emulare tutte le condizioni che porterebbero al successo della violazione sarebbero molte e piuttosto articolate. Già il fatto di possedere un dispositivo in grado di emettere determinate frequenze ad ultrasuoni non è così da tutti, inoltre andrebbe rispettata anche una distanza di nove metri sopra la quale tali suoni non verrebbero uditi dal microfono del telefono bersaglio. #### Pulsiossimetro su Apple Watch > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:52 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Apple Watch avrà anche la funzione di pulsossimetro, la capacità cioè di valutare il livello di ossigenazione del sangue. Se ne parla fin da prima del lancio del primissimo modello ma Apple forse non soddisfatta dell'accuratezza dei dati raccolti dai primi prototipi di Apple Watch decise poi di non implementare questa funzione. Non è chiaro ovviamente in questa fase se si tratterà di una funzionalità esclusiva dei prossimi modelli o se tramite aggiornamento software anche i modelli già in commercio potranno raccogliere questi dati. Comunque stiano veramente le cose è chiaro che Apple vuole sempre più posizionare il suo smartwatch come uno strumento in grado di monitorare lo stato di salute di chi lo indossa e la funzionalità di pulsossimetro è sicuramente una valida aggiunta a quelle di cardiofrequenzimetro ed elettrocardiogramma già implementate negli ultimi modelli. Il nostro comportamento quando andiamo in palestra si trasforma in dato già dal parcheggio, attraverso un bracciale si apre la sbarra ma viene anche tracciato l'ingresso alla palestra vera e propria. #### Siamo quello che… facciamo su Internet > Fonte: Presadiretta - Timestamp: 06:01 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Dati, Internet, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: Una volta dentro produciamo dati per ogni azione che compiamo con ogni macchinario che utilizziamo che ottiene dati attraverso un'app. Produciamo dati anche preziosissimi attraverso il body check che traccia non solo il nostro peso ma anche tutta la composizione corporea. Ma dove finiscono tutti questi dati le palestre dicono che vengono conservati internamente e non li condividono con terzi, sottolineando di non voler creare analisi personali e specifiche. Ovviamente qualcuno potrà vederli come ad esempio il trainer con il consenso del cliente per valutare eventuali criticità nel percorso di allenamento. Ma uscendo dall'ambito della palestra anche quando facciamo la spesa una volta alla cassa passiamo la nostra tessera fedeltà. Siamo contenti di avere degli sconti ma non sappiamo che dati stiamo regalando dalle nostre abitudini alimentari agli orari in cui frequentiamo il supermercato. Le più grandi catene di distribuzione come Carrefour, S lunga e COP preferiscono non rilasciare specifiche interviste e merito visto che la profilazione della propria clientela è una materia molto sensibile perché si tratta di conoscere del proprio cliente quanto spende, cosa spende, in quali orari, quali tipi di prodotti acquista, quali tipi di comportamenti a sui canali fisici e online dell'azienda. Tutti questi dati vengono elaborati da persone molto competenti che spesso utilizzano algoritmi di machine learning per elaborarli per ricavare comportamenti di acquisti futuri. Con questo per arrivare a rispondere alla domanda qual è il miglior prodotto che posso creare e poi proporre a questo specifico cliente, ci sono anche delle catene come Natura Si che preferiscono dare la possibilità di fare una tessera fedeltà anonima o nominativa. Dal loro punto di vista infatti questa maggiore trasparenza ha un valore perché significa che se il cliente decide di passare dalla tessera anonima a quella nominativa crede nell'azienda ed esprime direttamente la sua fiducia rispetto al modo in cui l'azienda tratta i propri dati. Luciano Floridi si occupa di filosofia ed etica dell'informazione e ha analizzato dal punto di vista filosofico i cambiamenti radicali dell'essere quando diventa portatore di dati. Per definire la vita di questo essere ha inventato un neologismo on life. Una volta infatti si andava online ma oggi questo appartiene agli anni 90. Il digitale oggigiorno non è un canale di comunicazione ma è un ambiente come fosse un grande mare in cui nuotiamo da stranieri, da stranieri perché i veri locali sono gli algoritmi. La maggior parte dei dati in circolazione li ha prodotti questa generazione tanto che se si volesse fare un paragone con dei sacchi contenenti farina, se avessimo 30-40 sacchi di farina che rappresenta la nostra raccolta di dati, tutta la storia umana prima degli ultimi 10-20 anni ha creato sì e no un bicchiere di farina. Esistono dei veri e propri cataloghi sulla base dei quali le aziende vendono e comprano informazioni su di noi. Tutti questi dati possono spaziare su tante cose diverse come il livello di educazione, l'occupazione, il genere, il fatto di essere un food enthusiast o magari un alcohol enthusiast e addirittura esistono dei servizi di raccolta e vendita di dati dedicati ai bambini. Quanti bambini ci sono in casa? Si tratta di un bambino appena nato o è più grande magari per evitare di proporre pubblicità di biberon o culle ad un genitore di un 15 anni. Tutto questo lo si può comprare dai data broker, figure professionali che comprano i dati da chi non ha la forza di venderli li aggrega e a sua volta li vende all'ingrosso. Oracle è il più grande data broker del mondo con 7,5 miliardi di device tracciati. Oracle nell'attività di raccolta dati fa un lavoro di pulizia dei dati stessi togliendo tutte queste informazioni come religione, orientamento sessuale e politico che per una ragione etica dell'azienda decidono però di non raccogliere e tracciare. Questo business vale tantissimo oggi più del PIL della Russia o del Regno Unito. I dati non sono come il petrolio, in questo momento valgono molto di più del petrolio. Google, Facebook, Amazon e Apple per citare alcune aziende che trattano dati fanno un business incredibile su di essi. Le informazioni sulle nostre abitudini vengono comprate in tempo reale per dire cercando un volo verso New York su Google il dato viene raccolto sulla piattaforma e l'informazione viene comprata da tutti coloro che vendono viaggi che proporranno sotto forma di banner sconti per un viaggio verso quella meta. Ogni istante vengono quindi raccolti miliardi e miliardi di dati personali che vanno conservati in luoghi sicuri e accessibili. Noi abbiamo associato questi luoghi al cloud, alla nuvola, anche se i dati in realtà sono qui sulla terraferma. In provincia di Pavia via il più grande datacenter del sud europa, dell'americana USA switch. I dati fisicamente sono lì dentro e sono talmente preziosi che godono di sistemi di sicurezza paragonabili a quelli di una banca. Questo datacenter non ha finestre, c'è un doppio muro di cinta, ci sono telecamere ovunque, personale di sicurezza e severe procedure di riconoscimento. E una gabbia metallica a proteggere gli armadi che contengono i server. Non si può entrare neanche con una minuscola chiavetta USB. I clienti di questo datacenter sono fornitori di servizi o cloud, ma anche piccole e medie imprese che per motivi di sicurezza ovviamente vogliono ottenere riservato dove tengono i propri dati. Infatti l'archiviazione e la gestione dei dati nell'epoca del capitalismo di sorveglianza è diventato un asset strategico. Amazon dal 2011 al 2017 ha investito 130 miliardi di euro in data server per raccogliere e archiviare tutta questa massa di dati. Dal 20 aprile 2016 poi esiste un modo per far uscire i nostri dati da bunker come questi. E entrato in vigore in Europa il GDPR, il regolamento generale sulla protezione dei dati, grazie al quale i cittadini europei hanno una serie di poteri come la richiesta di accesso ai propri dati personali, ovvero la possibilità di conoscere con precisione che dati ha un'azienda, come li conserva e come gli usa. Grazie a questo regolamento sono nate le prime start up che aiutano i cittadini a riprendersi i propri dati. Quella della raccolta di dati è una situazione alquanto paradossale perché è come chiedere a miliardi di persone di lavorare gratis. Ci alziamo alla mattina e iniziamo a produrre dati, ovvero qualcosa attraverso cui altri producono beni e servizi che ci rivendono e quindi dovremmo poi pagare. A proposito di ciò è stata creata un app chiamata WePool attraverso la quale i cittadini vengono aiutati a riprendersi i propri dati e anche a guadagnare da questi. Visto che le multinazionali fanno guadagna attraverso i dati allora devono pagarceli. Di base WePool è una banca di dati che in modo anonimo aggrega i dati creando un prodotto per chi vuole comprare questi servizi e restituendo però alle persone, ovvero chi i dati di produce, il 90% dei guadagni. Ernie app è invece una start up che ci permette di gestire tutti quei consensi che ci chiedono le varie app e servizi per permettere di capire quanti dati stiamo regalando e bloccare il flusso in qualsiasi momento. Il messaggio che vogliono far passare questi sviluppatori è che l'individuo è potentissimo perché il nostro no o il nostro sì o la capacità di cancellare o di esportare i dati ci rende unici al mondo. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Ci tenevo a precisare che in sé la raccolta di dati non è affatto negativa. Non vorrei che passasse il messaggio che lavorare dati per produrre prodotti migliori e più in linea con i gusti della clientela sia sbagliato. Chiaro però che se i dati vengono mal conservati possono finire nelle mani di soggetti pericolosi in grado di sfruttarli con cattive intenzioni, per esempio di manipolazione elettorale, avvenuta con il caso di Cambridge Analytica, caso che ha avuto forti ripercussioni per Facebook. #### Conclusione - Timestamp: 14:08 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e12 ## Il lavoro ai tempi del Coronavirus > Si è spesso abituati a pensare al concetto di lavoro come prevalentemente svolto all’interno di locali nella disponibilità del datore di lavoro, ma la flessibilità del mondo del lavoro ha visto anche la nascita di altre e nuove forme di lavoro: lo smart working o “lavoro agile” e il telelavoro. Oggi con l’emergenza Coronavirus si è corsi ai ripari adottando queste forme di lavoro a distanza ma il Paese è pronto a mettere concretamente in pratica questa strategia? Ne parliamo anche con un programmatore che sta sperimentando già da qualche mese lo smart working. Prima però parleremo di stampanti 3D in grado di fornire valvole per la rianimazione in un periodo critico come questo e di “diritto alla riparazione” dei dispositivi smart, per tutelare i consumatori, ma soprattutto l’ambiente. - Stagione: 2 - Episodio: 12 - Data di pubblicazione: 2020-03-21 06:45:00 - Durata: 14:08 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e12](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e12) - Episodi correlati: - Tag: valvole,rianimazione,brescia,ospedale,stampa 3d,riparazione,green deal,economia circolare,,unione europea,ue,lavoro agile,smart working,covid-19,coronavirus,diritto,dpcm,decreto,cura italia,marzo,telelavoro,pa,intervista,digitale,banda larga ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella puntata di oggi parleremo di come il mondo del lavoro si sia attrezzato per affrontare l'emergenza del Covid-19 e intervisteremo anche un programmatore che sta sperimentando in prima linea lo smart working da casa. Prima di cominciare vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Valvole per la rianimazione stampate in 3D > Fonte: LaStampa.it - Timestamp: 00:53 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Come ben sappiamo l'emergenza in corso sta diventando un grosso problema per gli ospedali che fanno sempre più fatica ad assistere ai numerosi pazienti in terapia intensiva. In particolare all'ospedale di Brescia sono finite le valvole dei macchinari che permettono ai pazienti in rianimazione di ricevere l'ossigeno. Il fornitore di tali valvole inoltre ha comunicato che non riuscirà a realizzarle in tempo. Da qui l'idea di stampare i pezzi di ricambio con una stampante 3D che nel giro di poche ore riuscirebbe a realizzare. Ovviamente vanno prima condotti dei test per capire se il prodotto è funzionante e affidabile ma i primi risultati promettono molto bene. L'azienda ospedaliera inoltre è pronta ad organizzarsi per stampare altri pezzi da fornire ad altri ospedali che hanno lo stesso problema, come spesso accade e non mancano le polemiche. Le valvole stampate in 3D infatti non potrebbero essere utilizzate senza le dovute certificazioni sanitarie. Blocchi burocratici che però quando c'è di mezzo la vita di numerosi pazienti non si ha altra scelta che è aggirare. E grazie all'intuizione di utilizzare una tecnologia forse ancora troppo poco sfruttata come la stampa 3D, molte persone ora sono fuori pericolo. #### Il diritto alla riparazione > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:05 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Ambiente, Diritto, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Nell'ambito del green day, la commissione europea ha aggiunto alle politiche da seguire per fronteggiare il cambiamento climatico il nuovo piano di azione per l'economia circolare. Il piano prevede l'adozione di misure lungo l'intero ciclo di vita dei prodotti, al fine di garantire un ricircolo delle risorse utilizzate per progettarli e produrli. Al fine di migliorare questo processo, il piano farà in modo che i consumatori abbiano accesso a informazioni attendibili su questioni come la riparabilità e la durabilità dei prodotti in modo che possano compiere scelte più sostenibili. L'idea alla base è che i consumatori beneficino di un vero e proprio diritto alla riparazione entro il 2021. L'11 marzo l'OMS ha dichiarato la pandemia in riferimento all'attuale scenario di diffusione del coronavirus, sancendo come quella in atto sia una tra le più grandi situazioni emergenziali vissute dal secondo dopoguerra ad oggi. #### Il lavoro ai tempi del coronavirus > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 03:02 - Autori: Cristiano Boarini - Argomenti: Diritto - Tipologia: Topic **Davide**: L'Italia è stata tra i primi paesi dell'Unione Europea a fare i conti con la diffusione del covid-19, dovendo adottare drastiche misure per cercare di contenere il contagio. Dall'inizio di questa vicenda sono stati due i punti focali su cui il governo è stato chiamato ad intervenire, salute ed economia. In questa seconda metà della puntata cercheremo di vedere come la tecnologia si sia ancora una volta rivelata un formidabile strumento per affrontare questa situazione di emergenza. La recentissima emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 marzo 2020, il cosiddetto decreto Cura Italia, contiene un'importante serie di misure di sostegno al sistema economico e di adeguamento del mondo del lavoro in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da covid-19. Si è spesso abituati a pensare al concetto di lavoro come prevalentemente svolto all'interno di locali nella disponibilità del datore di lavoro, ma la flessibilità del mondo del lavoro ha visto anche la nascita di altre e nuove forme di lavoro, lo smart working, il cosiddetto lavoro agile e il telelavoro. Il lavoro agile è una particolare declinazione del lavoro subordinato attraverso la quale è data possibilità al lavoratore di scegliere quali giorni andare in ufficio e quindi lavorare in loco e quali altri invece lavorare da casa, ad esempio venendo così incontro ad esigenze private del lavoratore che sarà comunque operativo da remoto con precise indicazioni riguardo ai carichi di lavoro da smaltire. Il telelavoro costituisce invece una formula lavorativa più rigida in quanto un'opzione per la quale si opta fin dall'inizio comporta l'obbligo per il lavoratore di svolgere le proprie mansioni sempre da casa rimanendo connesso per tutta la durata dell'orario d'ufficio. Essa risulta meno favorita dall'azienda poiché comporta maggiori oneri per il datore di lavoro che deve dotare il lavoratore degli strumenti necessari compiendo una serie di verifiche sui requisiti dell'abitazione. In questi giorni di grande emergenza si è avuto una vera e propria esplosione di ricorso a queste misure. Secondo una stima del Politecnico prima dello scoppio della pandemia erano 570 mila i lavoratori da casa con un incremento di 554 mila 754 lavoratori con un aumento del traffico dati domestico che uscilla tra il 20 e il 50%. Il governo stesso ha fortemente incentivato il ricorso a questa forma alternativa di lavoro fissando nell'ultimo decreto tre principi in materia. Il lavoro agile diventa la modalità ordinaria di svolgimento delle prestazioni lavorative nella pubblica amministrazione. Ai lavoratori del settore privato affetti da patologie per i quali vi è una ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell'accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in smart working. I datori di lavoro sono tenuti a permettere lo smart working ai dipendenti che abbiano nel proprio nucleo familiare un disabile ospitato in un centro riabilitativo chiuso dal provvedimento. Se tale familiare disabile sia un minore la modalità di smart working non può essere respinta salvo che questa sia incompatibile con le peculiarità dell'impresa. Principi e regole particolarmente utili in un momento come questo ma il paese è pronto a mettere concretamente in pratica questa strategia? Da un'indagine di Bando Infratel risulta che la banda larga ultraveloce raggiunge solamente il 24% della popolazione contro la media europea del 60%. Il piano da un miliardo di euro risalente al 2015 per estendere la banda è stato aggiudicato dalla società pubblica open fiber che ha iniziato i lavori però solo a fine 2018 con previsione di conclusione nel 2020. Ad oggi risultano raggiunti dalla banda larga ultraveloce solo 3,36 milioni di cittadini per un totale di 2,2 milioni di abitazioni. Rimangono ancora esclusi però oltre 11 milioni di cittadini. Alle difficoltà di adeguamento della connessione si deve aggiungere l'arretratezza culturale di molte aziende con una mentalità poco incline al cambiamento. Un'analisi del Politecnico di Milano ha rilevato che le piccole e medie imprese che non hanno interesse per il lavoro smart sono passate nell'ultimo anno da 38% a 51%. I recenti eventi vedono gran parte del mondo del lavoro in difficoltà nel gestire l'emergenza. La scarsa preparazione ha portato a iniziative dell'ultima ora, scomposte e scarsamente efficaci da un punto di vista produttivo. Nella pubblica amministrazione, particolarmente interessata nell'ultimo periodo a questa novità, la situazione non è molto più rosea. In base ad una legge del 2018, si è tenuta a consentire il lavoro agile al 10% dei dipendenti. Nei fatti però solo nel 16% dei dipartimenti pubblici ci sono state iniziative strutturate per implementare queste forme di lavoro. Da ultimo una circolare della ministra per la pubblica amministrazione d'Adone ha aperto alla possibilità per tutti dipendenti dell'amministrazione pubblica di accedere al lavoro da casa, con la possibilità di usare il proprio computer al fine di evitare eccessivi oneri per l'erario. Lo smart working ha moltissimi vantaggi. È meritocratico poiché il lavoratore è valutato in base agli obiettivi raggiunti e non in base alle ore passate in connessione con l'ufficio. Si riducono gli spazi aziendali poiché molti lavoratori non hanno più bisogno di una postazione in sede, abbattendo così i costi e abbassando l'inquinamento attraverso la riduzione degli spostamenti. È statisticamente dimostrata una maggiore efficienza dei lavoratori, il 76% degli smart workers si dice infatti soddisfatto. Questa emergenza ha evidenziato la fragilità del sistema lavorativo del paese che dovrebbe farsi più digitale e non avere paura del cambiamento. Bisogna inoltre considerare che le iniziative introdotte si svolgono in un contesto emergenziale. Si può a buon diritto parlare di sperimentazione digitale di emergenza. Sarà necessario quando la pandemia sarà passata ripassare questi meccanismi e potenziarli. #### Intervista sullo smart working > - Timestamp: 09:18 - Autori: Davide Fasoli, Marco Fiorini - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Ma volendo essere più concreti abbiamo qui con noi Marco Fiorini, un programmatore che anche prima di questa situazione di emergenza lavorava alcuni giorni della settimana in smart working. Benvenuto. **Marco**: Ciao e grazie per l'invito. **Davide**: Cosa ne pensi della possibilità di lavorare da casa? La trovi una valida alternativa in termini produttivi al lavoro in ufficio? **Marco**: Inizialmente ero scettico nei riguardi del lavoro da casa perché mi sembrava di perdere il contatto con i colleghi e perché mi sembrava alienante l'idea di non uscire di casa la mattina. Poi in passato non avevo un posto in casa dedicato a questa attività e quindi l'avrei trovata abbastanza scomoda. Di recente invece quando ci hanno dotati tutti di portatile e quando ho avuto a disposizione una scrivania dedicata ho deciso di provare e di stare a casa sistematicamente un giorno alla settimana. Per quanto riguarda la produttività adesso che ormai da mesi che faccio regolarmente smart working una volta a settimana posso dire che non trovo differenze sostanziali rispetto al lavoro in ufficio ma è ovviamente da rilevare il fatto che anche in ufficio ho spesso contatti con persone che non mi sono fisicamente vicine quindi la location è poco influente. **Davide**: Quali sono secondo te i vantaggi e gli svantaggi? **Marco**: Tra i vantaggi direi che c'è il fatto di non dover usare la macchina, di risparmiare il tempo del viaggio e anche il suo costo. Spesso il giorno che passo a casa lo uso per esempio se devo far arrivare qualcosa via corriere, se devo vedere un tecnico e cose simili. C'è anche da considerare che si resta in famiglia a meno che non siano tutti fuori durante tutta la giornata e quindi aumenta il tempo che si passa insieme però per contro c'è il mancato contatto con i colleghi sia dal punto di vista umano che dal punto di vista lavorativo almeno per quei casi in cui andare nell'ufficio del collega permette di capirsi meglio e più velocemente rispetto a chiamarlo tramite telefono o computer. **Davide**: E la tua zona è coperta da una connessione abbastanza veloce che velocità di connessione hai attualmente? **Marco**: Adesso ho una connessione in fibra da un paio di anni a questa parte che mi permette velocità massima attorno ai 60 80 megabit per secondo anche se nei momenti di punta è sicuramente molto inferiore. C'è però da dire che normalmente le velocità richieste dallo smart working sono piuttosto basse e possono creare problemi eventualmente quando si fa una chiamata o una videochiamata o comunque una chiamata in cui si condivide lo schermo del computer cosa che a me capita piuttosto spesso. Poi bisogna tenere conto che spesso il problema non è la propria connessione ma l'eventuale sovraccarico dei server aziendali che devono supportare il traffico di tutti i colleghi che lavorano da remoto e quindi avere una connessione velocissima aiuterebbe ben poco. Nell'uso pratico in effetti riscontro soprattutto in questo strano periodo di emergenza che la qualità della chiamata nei momenti di punta decade parecchio. La voce strappa, a volte si deve ripetere per farci capire bene cose così. Raramente la connessione della videochiamata cade mentre personalmente ho notato che la connessione del computer alla rete è molto stabile e sostanzialmente si arriva a fine giornata senza avere mai di servizi. Ovvio che questa è la mia esperienza personale, magari sono fortunato perché ho un'infrastruttura buona e un computer che permettono questi risultati però penso che ormai non sia poi così difficile lavorare in modo efficiente da remoto. **Davide**: Va bene ti ringrazio per questo intervento magari ci sentiamo più avanti per parlare di altro sempre inerente al mondo della tecnologia. **Marco**: Certo grazie a te e a presto. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, ringrazio nuovamente Cristiano Boarini che si è occupato della scrittura dell'argomento della puntata. #### Conclusione - Timestamp: 13:16 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Vi anticipo che nella prossima puntata parleremo invece di come il mondo dell'istruzione si sia attrezzato in questo periodo. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e13 ## La scuola del futuro, oggi > Tra i settori travolti dall’emergenza Coronavirus vi è certamente il mondo della scuola; dopo un primo tentennamento, il governo ha infatti disposto la sospensione delle attività didattiche fino al prossimo 3 aprile, salvo ormai sicure, ulteriori proroghe. Ma l’attuale smart schooling è una valida alternativa? La scuola in rete per definizione rompe il gruppo classe o crea almeno una barriera spaziale tra gli allievi e docenti, che non è per nulla neutrale. Introdurre queste tecniche senza contestualmente ripensare le forme della didattica cooperativa crea nuove criticità. Non tutte le tecnologie disponibili sono in grado di risolvere i problemi complessi del processo di insegnamento/apprendimento. Nella prima parte della puntata parleremo peró di Disney+, della privacy policy di Zoom e infine delle nuove abitudini nei pagamenti online. - Stagione: 2 - Episodio: 13 - Data di pubblicazione: 2020-03-28 06:45:00 - Durata: 12:39 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e13](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e13) - Episodi correlati: s1e6 - Tag: scuola,digitale,scuola online,privacy,zoom,google,duo,skype,teams,coronavirus,smart,schooling,disney,disney+,ue,decreto,pagopa,pagamenti online ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Questa settimana continueremo la nostra serie di puntate sul mondo della tecnologia che ci sta aiutando pian piano ad uscire da questo contesto emergenziale. Parleremo però anche di altro, infatti la prima notizia riguarderà il nuovo servizio di streaming Targato Disney. Prima di cominciare vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Arriva Disney+ in Italia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:54 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Dal 24 marzo è online la nuova piattaforma dedicata ai film e alle serie tv in streaming di Disney. È ufficialmente aperta quella che potrebbe essere definita la guerra dello streaming. Disney entra in un mercato ormai dominato da Netflix e Amazon Prime Video con un prezzo mensile di soli 6,99 euro oppure 70 euro per chi intendesse sottoscrivere un abbonamento annuale. Ovviamente Disney ha reso possibile la condivisione degli account dunque per chi volesse è possibile suddividere un unico abbonamento in 7 profili di cui solo 4 possono essere utilizzati contemporaneamente. Alle forme di abbonamento si aggiungono anche le qualità tecniche. In base al film o alla serie tv avviata ci sarà la possibilità di riprodurre i contenuti in 4k HDR con audio Dolby Atmos. Per quanto riguarda il catalogo offerto dal nuovo servizio, esso comprende le sottosezioni più conosciute tra cui i principali prodotti Disney, Pixar, Marvel, Star Wars e diversi documentari di National Geographic, accessibili attraverso una homepage intuitiva suddivisa in categorie molto simili a quelle di Netflix. Nonostante il prezzo dell'abbonamento mensile decisamente inferiore a quello di Netflix, ma che attualmente vanta comunque il catalogo più vasto sul mercato, non sono venute a mancare le prime critiche dopo il lancio. Essendo una piattaforma family friendly, Disney con il lancio del nuovo servizio streaming ha deciso di puntare ad un pubblico composto principalmente da famiglie con bambini, andando quindi a censurare intere scene presenti nei classici più famosi o nelle serie tv proposte, soprattutto dei Simpson. In certi casi molti film sono stati addirittura omessi dal catalogo e molto probabilmente non sbarcheranno mai sulla piattaforma. Ovviamente si tratta dei film Fox acquisiti recentemente, quindi non prodotti direttamente da Disney come Logan, degli X-Men e Deadpool 1 e 2, giustamente considerati troppo violenti per essere proposti ad un pubblico composto da ragazzi. Negli Stati Uniti è presente la possibilità di ampliare ulteriormente la piattaforma con diversi contenuti dedicati esclusivamente ad un pubblico adulto provenienti ad esempio da Hulu, e questo a 12,99 euro al mese. Al momento questa opzione non è ancora prevista in Europa, ma si pensa che l'arrivo o meno di queste ulteriori piattaforme satellite possa dipendere dall'eventuale successo di Disney Plus in Italia e nel resto del mondo. #### Privacy su Zoom > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:22 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Applicazioni, Innovazione, Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: Con le recenti disposizioni emesse dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte molte aziende, come abbiamo visto la scorsa settimana e molte scuole, come vedremo nella seconda metà di questa puntata, si sono dovute adattare a modalità di lavoro e studio online. Una tra le applicazioni che ha visto una crescita esponenziale è l'ormai famosa Zoom, famosa ma non fino a qualche mese fa, quando il programma ideato per effettuare videoconferenze non valeva minimamente gli attuali 37,2 miliardi di euro. Il valore azionario di Zoom è lievitato molto rispetto alle prime settimane di marzo di circa il 50%, e ora vista l'attuale popolarità dell'applicazione, a diverse persone sta sorgendo qualche dubbio riguardo i protocolli sulla privacy policy. Una tra le peculiarità che caratterizza questa applicazione rispetto ai competitors è la possibilità di partecipare ad un meeting anche senza essere effettivamente registrati alla piattaforma. E quindi oltre che a raccogliere informazioni da account registrati, Zoom ha la possibilità di recuperare i dati riguardanti sia la rete che il dispositivo in uso anche di persone con un profilo ospite. Questo punto è ovviamente ben specificato sulla pagina che descrive la politica sulla privacy di Zoom, dove l'azienda dichiara che vengono raccolte diverse informazioni sul dispositivo usato, la rete e i vari dati che solitamente vengono inseriti durante la registrazione, come nome, cognome, indirizzo email e numero di telefono. E questo anche degli utenti non registrati. Zoom smentisce la possibilità che questi dati siano condivisi ad aziende di terze parti, anche se l'applicazione stessa, facendo uso di strumenti pubblicitari come Google Ads e Google Analytics, potrebbe condividere indirettamente queste informazioni ad aziende esterne per il miglioramento dei propri servizi pubblicitari. Le abitudini degli italiani a fronte della situazione di emergenza in cui ci stiamo trovando sono indubbiamente cambiate. #### Nuove abitudini per i pagamenti online > Fonte: DDay.it - Timestamp: 05:11 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: A tale proposito MyBank si è focalizzata sul settore dei pagamenti online nel periodo che va tra il 9 e il 22 marzo, fornendo dei confronti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare, come è prevedibile, il settore dei viaggi, degli eventi e dell'automobilistico ha registrato un forte calo, fino al 70%. L'adozione dello smart working e della teledidati che invece ha portato ad un forte aumento nel settore dell'elettronica di consumo, addirittura del 90%. Anche il mondo dell'editoria, del giardinaggio e del consumo legato ai farmaci hanno avuto incrementi significativi rispettivamente del 110, del 70 e del 55%. Infine, nell'ambito della pubblica amministrazione, sempre più italiani, il 105% in più rispetto allo scorso anno, iniziano ad adottare il metodo di pagamento, PagoPA. In breve questo servizio permette in modo facile e comodo di effettuare tutti i pagamenti verso la pubblica amministrazione, senza dover attendere ora in fila alle poste. Oltre a PagoPA, il nostro Paese negli ultimi anni ha investito su molti altri servizi digitali, che possono semplificare enormemente il rapporto con il sistema burocratico, servizi che avevamo ampiamente approfondito nella puntata Italia Digitale che se non l'avete ancora fatto vi invito ad ascoltare. Tra i settori travolti dall'emergenza coronavirus vi è certamente il mondo della scuola. #### La scuola del futuro, oggi > Fonte: DinamoPress.it, IlFattoQuotidiano.it - Timestamp: 06:50 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Istruzione, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Dopo un primo tentennamento il governo ha infatti disposto la sospensione delle attività didattiche fino al prossimo 3 aprile, salvo ormai sicure ulteriori proroghe. La sospensione dell'attività didattica tuttavia, contrariamente a quanto possa pensarsi, non vuole dire chiusura delle scuole, che come gli altri uffici pubblici sono ancora pienamente operative per quanto concerne l'attività amministrativa. I dirigenti scolastici, i direttori dei servizi generali amministrativi nonché il personale ATA sono infatti regolarmente in servizio nonostante le proteste delle organizzazioni sindacali di comparto. I docenti, sebbene non debbano recarsi a scuola, non sono esenti dal servizio, essendo state attivate diverse iniziative per lo svolgimento della didattica a distanza, con lo stanziamento nel decreto legge del 17 marzo di 85 milioni di euro. Queste risorse in particolare serviranno ad agevolare il lavoro delle istituzioni scolastiche che si stanno dotando di piattaforme e di strumenti digitali per l'apprendimento a distanza o che stanno potenziando gli strumenti che avevano già a loro disposizione, e per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti dispositivi digitali per l'utilizzo delle piattaforme per la didattica a distanza e per la connessione alla rete. Quello che però sta succedendo nelle scuole italiane è un approccio a macchia di leopardo. Alcune scuole già informatizzate e digitali hanno avviato la formazione a distanza coinvolgendo gli studenti con questo nuovo approccio, docenti e ragazzi connessi nelle varie piattaforme come Zoom, Google Meet o JITS con lezioni interattive, ma la maggior parte delle scuole si è attrezzata con metodi più tradizionali, compiti inviati nelle chat di Whatsapp o nel migliore dei casi via mail, pagine e pagine da studiare o esorcizi da fare in assoluta autonomia e senza interazione con gli insegnanti. La lezione che impariamo è che le scuole come per le aziende con lo smart working dovrebbero utilizzare regolarmente i sistemi di smart schooling per essere pronte ad utilizzare questa nuova modalità, non solo in caso di emergenza ma anche come strumento innovativo di apprendimento diverso da quello tradizionale, che è rimasto immutato da decenni. Se però la didattica a distanza è una risorsa valida per gli studenti, allo stesso tempo non possiamo accettare questa esaltazione dell'uso delle tecnologie, come una nuova techno utopia capace di risolvere ogni problema. La scuola in rete per definizione rompe il gruppo classe o crea almeno una barriera spaziale tra gli allievi e i docenti, che non è per nulla neutrale. Introdurre queste tecniche senza contestualmente ripensare le forme della didattica cooperativa crea nuove criticità. Non tutte le tecnologie disponibili sono in grado di risolvere i problemi complessi del processo di insegnamento apprendimento. Pensiamo ad esempio ai bambini della scuola primaria oppure a quelli con particolari bisogni educativi speciali. Un uso non attento di alcune tecniche rischia di negare di fatto l'accesso alla scuola ad alcune fasce. Pensiamo invece ai ragazzi che vivono in situazioni di svantaggio socio-economico, che magari non possiedono dispositivi informatici adeguati o hanno uno scarso accesso alla rete. Come si fa con loro? Come si fa davvero ad assicurargli la scuola? La didattica in rete presuppone anche un diverso coinvolgimento delle famiglie nei tempi di formazione, soprattutto nella scuola primaria e alle medie. Ma non tutte le famiglie sono in grado di seguire i figli allo stesso modo, sia perché molti non hanno l'alfabetizzazione necessaria per usare le tecnologie, sia perché questo sovraccarico di lavoro di cura sulle famiglie mal si coniuga con le misure che il governo sta prendendo per i lavoratori, dallo smart working alla continuità della produzione in molti settori. Ancora una volta quindi non si può trascurare che l'introduzione confusa dell'e-school rischia di avere notevoli effetti di classe, amplificando i fenomeni di diseguaglianza sociale nell'accesso al diritto allo studio. Non bisogna poi negare che la gran parte dei docenti italiani è impreparata all'uso delle piattaforme didattiche, perché non è mai stata dedicata a loro una formazione specialistica adeguata e perché anche le scuole, come dicevo prima, sono in larga parte impreparate, nonostante il Piano Nazionale Scuola Digitale sia stato ampiamente dedicato ai problemi del digital divide, concludendo quindi anche facendo riferimento al titolo di questa puntata sicuramente un po provocatorio alla scuola del futuro oggi. Dopo tutto quello che ho detto è evidente che la semplice implementazione della tecnologia nell'attuale sistema scolastico, come l'ultimo mese ha dimostrato, non è una valida alternativa al tradizionale metodo di insegnamento, ma sarà necessario, forti anche di questa esperienza, pensare a come poter migliorare il rapporto tra la scuola e il digitale. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Su Instagram abbiamo pubblicato un post con le piattaforme più utilizzate in questo momento da docenti e studenti, quindi vi invito a darci un'occhiata. #### Conclusione - Timestamp: 11:47 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Vi anticipo già che la prossima settimana parleremo di e-commerce e come sia nell'attuale nostro stile di vita, emergenza o meno, una modalità di acquisto sempre più scelta dai consumatori. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram. Tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e14 ## Vita a domicilio > L’e-commerce è il futuro, perché è comodo e veloce. Al mondo vale quasi 3000 miliardi di dollari e si stima che nel 2022 raggiungerà i 4000 miliardi. In Italia nell’ultimo anno è cresciuto del 15% e secondo tutti gli studi è destinato a crescere ancora. Tutto questo non è sicuramente a costo zero e infatti un primo problema è l’impatto ambientale. Prima di affrontare il tema della consegna a domicilio, parleremo di esoscheletri per correre, del riconoscimento dei semafori sulle auto Tesla e della nuova moda della musica in 8D. - Stagione: 2 - Episodio: 14 - Data di pubblicazione: 2020-04-04 06:45:00 - Durata: 14:23 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e14](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e14) - Episodi correlati: - Tag: e-commerce,vita,domicilio,iphonese,esoscheletri,tesla,elon musk,musica 8d,8d ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Vi anticipo che la prossima settimana ci sarà un'interessantissima puntata dedicata al rapporto tra tecnologia e medicina. Nello specifico tratteremo di sequenziamento genomico e delle sue innumerevoli applicazioni e risvolti pratici. Ma venendo alla puntata di oggi parleremo di un tema che ora nello specifico ci riguarda sicuramente tutti, ovvero l'acquisto di prodotti online di conseguenza della loro consegna presso la nostra abitazione in tempi rapidissimi. Prima di cominciare vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Sul mercato esistono differenti tipi di esoscheletri studiati per aiutare l'attività umana più faticosa e per essere da supporto ad anziani o comunque a soggetti con disfunzioni muscolari o articolari. #### Esoscheletri per aiutare a correre > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:06 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Ma questi esoscheletri sono tutti funzionanti e affidabili? A tale proposito gli ingegneri della Stanford University hanno condotto delle analisi su differenti esoscheletri pensati per agevolare la corsa, ovvero rendendo meno traumatica l'attività per le articolazioni. In particolare gli studiosi si sono concentrati sul costo energetico da parte del soggetto, giungendo a delle conclusioni alquanto inaspettate. I due tipi di esoscheletri analizzati sono quello attivo, ovvero motorizzato, e quello passivo, dove l'assistenza è basata su molle. Rispetto ad una corsa senza esoscheletri, si è notato che il consumo energetico è del 13% più elevato con un esoscheletro motorizzato spento, mentre risulta del 15% inferiore con lo stesso esoscheletro acceso. Fin qua nulla di strano. Sorprendentemente invece il consumo di energia che si è registrato utilizzando un esoscheletro con assistenza molla è dell'11% più elevato, traducendosi in una maggiore fatica da parte del corridore. In conclusione gli esoscheletri passivi non portano alcun vantaggio nell'ambito del consumo energetico, anzi hanno l'effetto totalmente opposto, effetto che potrebbe essere utilizzato dunque non come assistenza, ma come zavorra per migliorare la prestazione di atleti professionisti. Nonostante questo non sia lo scopo per cui è stato pensato il dispositivo. D'altra parte gli esoscheletri attivi che invece riescono a fornire una reale assistenza sono molto più costosi. Lo scopo della ricerca dunque non è quello di confrontare le diverse caratteristiche degli esoscheletri, ma di riuscire a realizzarne uno di tipo passivo, e dunque più accessibile economicamente, e al contempo di apportare un efficace aiuto all'attività motoria. #### Tesla si aggiorna > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:02 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Tesla sta per rilasciare ufficialmente un importante upgrade per il proprio sistema di guida autonoma. Il CEO di Tesla, Elon Musk, ha promesso infatti che i propri veicoli sarebbero stati in grado di riconoscere i segnali dei semafori e di fermarsi automaticamente in caso di luce rossa. Questa nuova funzionalità non sarà disponibile per tutti quanti i possessori di un veicolo Tesla, ma solamente per chi avrà acquistato un pacchetto di full self driving o banalmente di guida autonoma completa. Questo optional attualmente nel nostro paese costa 6.700 euro e comprende la navigazione con Autopilot, Autopark, Summon e Smart summon per il parcheggio e il recupero del veicolo da remoto. Il nuovo aggiornamento andrà dunque a completare quello che è il grado massimo di guida autonoma impostato da Tesla, fissato attualmente al livello 5. In ogni caso non si sa ancora quando la nuova feature verrà implementata. Sappiamo però che è stata resa disponibile solamente per alcuni clienti che fanno parte di uno speciale programma che garantisce un accesso anticipato a tutte le novità. Ovviamente poi Molt dipenderà dalle normative dei singoli paesi. In Europa ad esempio molte delle funzioni di livello 5 dell'autopilot non sono disponibili proprio per le stringenti norme stradali. Tesla dovrà quindi rivedere o addirittura girare in qualche modo il problema legato alle norme stradali in vigore nei paesi europei. #### Musica in 8D > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:26 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Cuffie - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli ultimi giorni i fantomatici Audi 8D hanno invaso social le applicazioni di messaggistica. Vediamo quindi di fare chiarezza sulla questione. I brani che stanno spopolando in questi noiosi giorni di quarantena vengono presentati, e qui cito testualmente, come una nuova tecnologia 8D audio recentemente inventata dal gruppo musicale Pentatonix, in grado di essere ascoltata non con le orecchie ma con il cervello. In realtà l'8D audio non è nulla di nuovo e se vogliamo essere precisi non si tratta nemmeno di una nuova tecnologia, bensì di un effetto di circondamento sonoro. In questi brani particolari la sorgente sonora gira continuamente attorno all'ascoltatore in un circuito circolare infinito ed è possibile apprezzare l'inconfondibile effetto solamente se si indossa un paio di cuffia. Ma allora perché questi file musicali vengono definiti 8D? Molto probabilmente si tratta di una questione puramente di marketing, anche perché sfido chiunque a trovare una quarta dimensione fisica oltre alle tre già conosciute figuriamoci 8. Secondo altre persone invece l'8D non rappresenta il numero di dimensioni ma il numero di direzioni in cui l'audio viene trasmesso. Per spiegare questo semplice concetto basta immaginare un'ipotetica area divisa in 8 zone intorno alla testa dell'ascoltatore nel quale l'audio continua a spostarsi regolarmente in ognuna di esse non risultando mai negli stessi punti contemporaneamente. L'effetto circonferenza è dato proprio da questo movimento ovvero dal salto continuo del suono dal canale destro a quello sinistro dell'auricolare viceversa uniti oltretutto ad effetti di riverbero che aiutano a determinare la posizione frontale e posteriore del suono dando così il caratteristico effetto sferico. Questa tecnica è stata chiamata panning audio viene utilizzata spesso e da parecchi anni nel mondo dell'acustica. L'e-commerce è il futuro, perché comodo e veloce. Al mondo vale quasi 3 mila miliardi di dollari, si stima che nel 2022 raggiungerà i 4 mila miliardi. In Italia nell'ultimo anno è cresciuto del 15% e secondo tutti gli studi è destinato a crescere ancora. Tutto questo non è sicuramente a costo zero, infatti un primo problema è l'impatto ambientale. #### Vita a domicilio > Fonte: Presa diretta - Timestamp: 06:30 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Ambiente - Tipologia: Topic **Davide**: L'e-commerce è vantaggioso se il consumatore deve fare più di 15 km per raggiungere il punto vendita. Mentre se il negozio serve una clientela all'interno di questo raggio il vantaggio ambientale non esiste. Inoltre vi è un ulteriore problema, ovvero chi garantisce la consegna rapida. Se si deve fare una consegna per consegnare un solo prodotto ad un consumatore, peggiora di gran lunga l'impatto ambientale per prodotto consegnato e per chilometro per corso. Solo Amazon, il più grande player al mondo nel settore del commerce online, ha pubblicato lo scorso anno la sua impronta ambientale, Footprint, che ammonta 44,40 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, prodotte soprattutto dai trasporti come aerei, navi, treni e furgoni di ogni taglia. Un'impronta paragonabile a quanto produce in CO2 l'intera Svezia. Quello che ha fatto diventare l'e-commerce meno ecologico del commercio tradizionale è Prime, l'abbonamento che con poche decine di euro all'anno garantisce la spedizione in un giorno. Sono 5 miliardi i pacchetti spediti in tutto il mondo, solo tramite Amazon Prime. Ma come funziona questo servizio? Tutto parte da uno dei quattro magazzini Amazon in Italia, migliaia di metri quadrati di tecnologia ed efficienza, e dove viene stoccata la merce in previsione delle vendite. Un lavoratore detto Picker preleva il prodotto richiesto tramite l'ordine, questo poi viene trasportato fino alla fase del pacchetto. Il sistema sceglie la scatola adatta e un altro lavoratore impacchetta il bene. Tutto è guidato da un super algoritmo che lo fa arrivare attraverso i nastri trasportatori in tempi più veloci al tir che lo porterà al centro di smistamento della zona di consegna. Integrato al pacchetto si trova già il centro di smistamento dove si lavora tutte le notti con turni dalle 23 alle 7 del mattino. Ogni etichetta dà le coordinate di dove deve essere messo il pacco che corrispondono alla zona di riferimento. La mattina dopo il pacco viene prelevato da un driver e arriva a destinazione. Tutto questo in meno di 24 ore. Con le modalità con cui gli operatori delle piattaforme digitali ci hanno abituato, Amazon, Zalando come poi vedremo, noi vogliamo avere l'instant delivery, quindi la consegna in un giorno o addirittura ma solo in certe zone la consegna entro due ore. Questo ha cambiato radicalmente tutto il sistema della logistica nelle città. Massimo Marciani, grande esperto di logistica, sostiene che il sistema delle consegne a domicilio funziona con lo stesso principio dei vasi comunicanti. Il magazzino di prossimità, i 4 magazzini Amazon in Italia per intenderci, hanno uno stock di beni molto ridotto, perché ovviamente ha un costo da sostenere. Nel momento in cui si inizia a consegnare velocemente un certo numero di oggetti lo stock diminuisce e a quel punto automaticamente si chiede al centro di distribuzione di fornire altro materiale. Tale materiale viene chiesto al centro di consolidamento il quale lo chiede alla fabbrica. Tutta questa attività, se fatta velocemente, provoca uno stress su tutto il sistema e quindi non si potrà più utilizzare un mezzo di trasporto come una nave, più lenta ma sicuramente meno inquinante, ma si dovrà utilizzare l'aereo, che è enormemente più impattante e meno efficiente di una nave. Uno studio commissionato dal Parlamento europeo sostiene che il trasporto aereo produrrà il 22% delle emissioni globali di CO2 nel 2050. Ma un altro problema enorme sono i trasporti locali, fatti tutti su gomma. In Italia ci sono 20.000 furgoni in circolazione per portare 318 milioni di pacchi a domicilio in un anno. Con la spedizione veloce la convenienza del commercio elettronico che c'era prima dal punto di vista ambientale non c'è più. Non si può più aspettare di avere i furgoni pieni ma appena si riceve un ordine lo si deve subito spedire velocemente. Invece di mandare un singolo furgone in posti diversi si devono mandare tanti furgoni alla stessa destinazione. La responsabilità è delle grandi aziende come Amazon che comunicano in modo poco trasparente il loro impatto. Amazon ha introdotto Prime per escludere la concorrenza e di conseguenza tutte le altre società hanno introdotto la spedizione veloce. Ma i consumatori la vogliono davvero? Non avrebbe senso dedicare più trasparenza e informazione all'impatto che questo ha sull'ambiente. Il responsabile Amazon per la sostenibilità in Europa, Adam Hellman, ha dichiarato che ha trascorso gli ultimi tre anni ad analizzare la loro filiera e sostiene che la consegna in un giorno sia meno impattante di quanto si dica, visto che i prodotti vengono stoccati vicino ai clienti e quindi possono essere più efficienti nelle consegne. Oltre a tutto ciò c'è un altro fattore che ha rivoluzionato il commercio online, rendendolo più competitivo rispetto al commercio fisico tradizionale, ma aumentando ancora di più l'impatto ambientale, cioè il fatto che il cliente una volta ricevuto l'oggetto desiderato possa restituirlo anche senza motivo. Secondo la National Retail Federation, i resi sono aumentati del 66% tra il 2010 e il 2015, il settore dove i resi sono maggiori e senza dubbio l'abbigliamento. Zalando, piattaforma tedesca da 5,4 miliardi di fatturato annuo, è arrivata ad offrire 100 giorni di tempo per restituire un prodotto, il minimo garantito per legge di 14 giorni. E i dati sui resi di Zalando arrivano alle stelle, sono una media del 50%, il che significa che degli oltre 140 milioni di ordini che Zalando ha ricevuto nel mondo nel 2019, 70 milioni di pacchi sono stati trasportati due volte. Oltre al trasporto ci sono poi anche gli imballaggi e quelli del commercio online hanno un impatto ambientale molto più alto di quello provocato dal commercio tradizionale. L'impatto dell'e-commerce, considerando il packaging, ammonta circa 180 kg di CO2 contro gli 11 kg di CO2 dell'imballaggio unico che viene dato in un negozio fisico. Amazon sta provando a ridurre gli imballaggi con un progetto in collaborazione con le aziende per ridisegnare il packaging originario della merge. Questo progetto si chiama Shopping On Container ed è ideato come un contenitore in grado di recapitare il prodotto al cliente in modo sicuro senza ulteriormente aggiungere nuovi imballaggi. Amazon ha inoltre lanciato un ambizioso piano per ridurre il suo impatto ambientale, acquistando 100 mila veicoli elettrici e proponendo di arrivare all'utilizzo del 100% di energia rinnovabile con l'obiettivo di essere ad emissioni 0 entro il 2040. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, facendo un riferimento all'attuale situazione, uno dei motivi per cui ci sono numerosi ritardi nelle consegne non è tanto la mancanza dei beni, quanto la ridotta dimensione dei magazzini, che non sono abbastanza grandi per poter gestire una così ampia richiesta. #### Conclusione - Timestamp: 13:31 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio, per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram, tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e15 ## Tecnologie per scoprire chi siamo > L’introduzione e l’applicazione delle più recenti tecnologie nell’ambito della ricerca biomedica, sia di base, che applicata, hanno consentito il raggiungimento di traguardi prima impensabili. Sono numerosissimi gli esempi della portata innovativa di un simile approccio come quello del Genome Sequencing. Per anni l’obiettivo dei ricercatori è stato quello di sviluppare un modo facile, veloce e diretto per avere accesso ai programmi genetici dei vari organismi viventi, incluso l’uomo, e questo è stato possibile solo grazie all’avvento del Sequencing. Ne parleremo con Elisabetta Pianezzola, studentessa di medicina e chirurgia. Nella prima parte della puntata invece parleremo del mercato del cinema che si è “spostato” in salotto e di 2 funzionalità dell’app Google Arts & Culture. - Stagione: 2 - Episodio: 15 - Data di pubblicazione: 2020-04-11 06:45:00 - Durata: 17:23 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e15](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e15) - Episodi correlati: - Tag: chi siamo,genome sequencing,dna,genoma umano,sanger,cinema a casa,google,arts,arte,art transfer,sky,netflix ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella puntata di oggi parleremo dell'applicazione delle più recenti tecnologie nell'ambito della ricerca biomedica con una studentessa di medicina e chirurgia, ma prima lasceremo il consueto spazio per le notizie della settimana. Prima di cominciare vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il cinema esce a casa > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:52 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Cinema - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo aver rinunciato all'idea di aumentare il prezzo del pacchetto sport per i suoi abbonati, Sky questa volta ha deciso di supportare la chiusura forzata dei cinema, debuttando con Sky Prima Fila Premier. Con questo nuovo servizio gli utenti Sky potranno godere della visione di alcune pellicole che sarebbero dovute uscire nel periodo di aprile. Si è partiti venerdì 10 aprile con l'attesissimo Trolls World Tour di casa Dreamworks, proseguendo poi nei giorni successivi con pellicole come un figlio di nome Erasmus con Luca Bizzarri, Emma, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo della Austin e l'uomo invisibile. Fortunatamente a questa iniziativa si sono accodate oltre a Sky piattaforme streaming tra cui Apple TV, Chili, Google Play, Ten Vision e Infinity, le quali andranno a promuovere il noleggio delle pellicole più recenti ad un prezzo che si dovrebbe aggirare intorno ai 16 euro. Google ha ormai da tempo rilasciato un'applicazione completamente dedicata all'arte e alla cultura, chiamata Google Arts & Culture. #### Trasformare le foto in opere d’arte > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:49 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Grazie a questa applicazione è possibile navigare nella storia dell'arte per conoscere dettagli e curiosità sulle opere che hanno caratterizzato le epoche storiche fino ai giorni d'oggi. Recentemente però Google ha rilasciato diverse nuove funzioni che sfruttano fotocamera e intelligenza artificiale per rendere l'utente parte integrante dell'arte. Le funzioni in questione sono Art Selfie e soprattutto Art Transfer. La prima funzione permette dopo essersi scattati una foto di cercare nella galleria d'arte di Google un ritratto che ci assomigli. Certo non aspettatevi dei risultati sorprendenti anzi è più facile che rimaniate abbastanza delusi dai vostri sosia del passato. La seconda funzione invece è molto più interessante e permette di trasformare una semplice foto in un'opera d'arte. Dopo aver caricato una qualsiasi immagine dalla fotocamera o dalla galleria l'applicazione permette di applicare a scelta uno fra gli stili artistici che hanno caratterizzato le epoche passate e hanno reso subito riconoscibili i loro autori. Si passa dalla Gioconda di Da Vinci, all'Urlo di Munch, all'autoritratto di Van Gogh fino alle più recenti correnti artistiche. L'intelligenza artificiale farà il resto e cercherà di realizzare un'opera d'arte unendo l'immagine e lo stile scelto. Si può scegliere anche di realizzare una gif che mostri la transizione fra la foto originale e quella modificata. Purtroppo la risoluzione non è ottima, si parla di 600 pixel per 600 e anche la realtà utilità della funzione è abbastanza dubbiosa. Sarà però un ottimo modo per occupare il tempo e condividere con gli amici o sui social le nostre opere d'arte. L'introduzione e l'applicazione delle più recenti tecnologie nell'ambito della ricerca biomedica, sia di base che applicata, ha consentito il raggiungimento di traguardi prima impensabili. #### Tecnologie per scoprire chi siamo > - Timestamp: 03:45 - Autori: Davide Fasoli, Elisabetta Pianezzola - Argomenti: Innovazione, Medicina - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Sono numerosissimi gli esempi della portata innovativa di un simile approccio e oggi siamo qui con Elisabetta Pianezzola, studentessa di medicina e chirurgia all'Università di Verona, per parlare di uno di questi, il genome sequencing. Benvenuta Elisabetta. **Elisabetta**: Ciao a tutti, esatto Davide, è proprio così. Come dicevi bene tu, sempre più traguardi nella ricerca biomedica vengono raggiunti grazie alle nuove tecnologie. Particolarmente interessanti sono le applicazioni a quelli che riguardano il mondo dell'infinitamente piccolo, delle singole entità biologiche, quindi dotate di un programma genetico. Ed è proprio questo il punto, perché ogni organismo vivente contiene al proprio interno un patrimonio genetico che non è altro che l'insieme delle informazioni che lo caratterizzano nella sua totalità. Per anni l'obiettivo di ricercatore è stato quello di sviluppare un modo facile, veloce, diretto e anche economico diciamo per avere accesso ai programmi genetici dei vari organismi viventi, incluso l'uomo e questo è stato possibile solo grazie all'avvento del sequencing. **Davide**: Ma partendo dalle basi, ci spieghi che cos'è il sequenziamento e come funziona? **Elisabetta**: Certo, allora il sequenziamento di base è un processo attraverso cui si va a determinare l'esatta sequenza di nucleotidi che costituiscono l'intero genoma di un dato organismo vivente. All'interno di questa sequenza riconosciamo i geni, che sono delle porzioni codificanti per molecole, generalmente proteine o RNA, e delle porzioni non codificanti, che hanno invece una mera funzione regolatoria. Quando si sequenzia un gene, dunque, non si fa altro che determinare l'ordine preciso di tutte le coppie di basi che esso contiene, questo perché conoscendo la sequenza sarà poi possibile determinare la funzione del gene stesso. I primi risultati di sequenziamento genico risalgono agli anni 70 e coincidono con la pubblicazione sulla prestigiosa rivista Nature di un articolo di Fredrik Sanger, un articolo nel quale si andava a riportare per esteso la sequenza di un particolare batteriofago e il metodo rivoluzionare con cui sostanzialmente si era arrivati ad individuarla, metodo che è passato poi alla storia come metodo Sanger. Questo studio riscosse notevole successi di entusiasmo all'interno della comunità scientifica e aprì sostanzialmente la strada ad una grandissima rivoluzione nel campo della biologia molecolare. **Davide**: Da un punto di vista puramente teorico, qual è il principio di funzionamento del metodo Sanger? Perché fu così rivoluzionario? **Elisabetta**: Dunque, c'è da considerare che negli anni precedenti alle pubblicazioni di Sanger già altri scienziati si erano cimentati nel tentativo di sequenziamento di frammenti di DNA e avevano ottenuto risultati tutto sommato discreti diciamo, ma ci furono tutta una serie di fattori a renderlo così rivoluzionario tra cui le tempistiche, l'elevato numero di paia di basi analizzate e soprattutto l'utilizzo di nucleotidi modificati, anche chiamati nucleotidi terminatori di catena. **Davide**: E che cosa sono? **Elisabetta**: Allora bisogna fare una premessa, nel senso che siamo di fronte ad una classica reazione di sintesi di DNA e la reazione di sintesi consiste nell'assemblaggio di nucleotidi. Generalmente questi sono strutturati in modo tale che l'ultimo nucleotide inserito possa andare a formare un legame con quello successivo e quello successivo con quello precedente e così via. Quindi la sintesi procede in questo modo. I nucleotidi terminatori di catena sono invece modificati in modo tale che non si possono formare ulteriori legami e questo comporta il blocco della sintesi. Il metodo Sanger sfrutta proprio questa cosa qui nel senso che al termine della reazione andiamo ad ottenere una miscela di filamenti con lunghezza diversa a seconda di dove è avvenuto l'inserimento del nucleotide terminatore di catena. I diversi frammenti vengono poi ordinate in base alla loro lunghezza e la disposizione dei frammenti andrà infine a svelare di fatto quella che è la sequenza complessiva dei nucleotidi e quindi la stringa del DNA stampo che si voleva sequenziare in primis. Negli anni il metodo Sanger è stato ottimizzato soprattutto grazie all'impiego di sequenziatori automatici, molecole fluorescenti e strumentazioni in grado di captare ed elaborare i vari segnali luminosi rendendo l'intero processo molto più veloce. Nonostante i contributi notevoli che ha portato, che ha garantito questo metodo nel campo della ricerca genomica, basti pensare al progetto Genoma umano del 2001 e solleva dei grossi limiti tecnici, limiti che sono di fatto stati agevolmente superati solo con l'introduzione di nuove tecnologie. Prima e tra tutti abbiamo il Next Generation Sequencing anche detto NGS. **Davide**: E di che cosa si tratta? **Elisabetta**: Allora, senza entrare nel dettaglio della procedura, le metodiche NGS si basano sulla lettura multiple parallela di brevissimi frammenti genomici precedentemente amplificati in modo clonale. Si parla quindi in questo senso di sequenziamento massivo parallelo. Questi frammenti poi vengono virtualmente riassemblati e resi leggibili tramite software informatici. A seconda della tecnologia utilizzata, le piattaforme possono poi sequenziare da centinaia di milioni di paia di basi fino a centinaia di miliardi di paia di basi di DNA per analisi che permette sostanzialmente di ottenere una mole di data immensa sul patrimonio genetico individuale. **Davide**: E quali sono stati i risultati dell'introduzione di queste tecnologie nei laboratori di ricerca? **Elisabetta**: Dunque in termini di risultati si può dire che il sequenziamento del genoma dato a via ad una vera e propria rivoluzione nel campo della biologia e della medicina. Rivoluzione guidata non solo dalle tradizionali suite di strumenti per ricercatori ma anche da elaborazione allevate prestazioni, intelligenza artificiale e sistemi di apprendimento automatico di fatto. D'altronde la ricerca genetica come la conosciamo noi oggi si serve proprio di tutti questi potenti strumenti computazionali per andare ad interpretare ed elaborare i dati acquisiti e giungere infine a nuove conoscenze. **Davide**: E se potessimo trarre una conclusione, qual è stato il traguardo più importante raggiunto grazie al sequencing? **Elisabetta**: Il traguardo più importante è stato senza dubbio il completamento del sequenziamento dell'intero genoma umano con il progetto del 2001. Nella storia della ricerca genetica tale evento infatti rappresenta una vera e propria pietra miliare in termini di risultati ottenuti. Non solo, ha dato infatti una spinta anche alla ricerca bioinformatica portando allo sviluppo di tutta una serie di software open source in grado di gestire immense quantità di dati e favorire la creazione di banche dati e software di confronto delle sequenze come blast. **Davide**: E le cose come sono cambiate dal 2001 ad oggi? Il sequenziamento genico è una tecnologia per così dire alla portata di tutti o rimane un importante strumento proprio di una ristretta categoria di persone in ambito puramente biomedico? **Elisabetta**: Sicuramente l'abbattimento dei costi e dei tempi ne ha contribuito alla sua ampia diffusione e nonostante se siano diffuse anche delle compagnie che permettono il sequenziamento genico ai privati che lo vogliono richiedere, i risultati sicuramente più validi e interessanti rimangono quelli nel campo prettamente biomedico clinico dove le nuove informazioni acquisibili possono avere rilevanza in termini diagnostici prognostici e predittivi come per esempio nell'insorgenza dei tumori o ancora per quel che riguarda le reazioni al trattamento di farmaci. **Davide**: E tutto ciò porta a un'evoluzione della medicina giusto? Cioè una medicina più personalizzata per ogni singolo paziente? **Elisabetta**: Esatto la direzione è proprio quella lì. Ad oggi per esempio sono numerosi farmaci anticoagulanti o antitumorali che vengono prescritti solo sulla base dei risultati di specifici test genetici, questo in modo tale che ne siano ottimizzati i dosaggi e che si vadano eventualmente a prevenire tutti quegli effetti collaterali indesiderabili. La sfida sarà poi quella di andare ad utilizzarlo universalmente anche per le patologie più comuni. **Davide**: Tornando invece alle applicazioni del sequencing, quali sono gli ambiti ad averne beneficiato maggiormente o comunque gli ambiti in cui sta prendendo piede maggiormente mi viene mi verrebbe da dire. **Elisabetta**: Contrariamente a quanto si può pensare ci sono diversi ambiti in cui si può applicare con successo. Il sequenziamento del DNA può infatti essere utilizzato da archeologi e genetisti per andare a ricostruire il passato evolutivo dei nostri antenati e tracciare i loro flussi migratori nel tempo. E un esempio la mummia Otzi che è stata sequenziata nel 2012. Interessanti sono anche le applicazioni allo studio dei vari esseri viventi in primis i batteri che potrebbero aiutarci a scoprire nuovi antibiotici e meccanismi di antibiotico resistenza, altra questione critica, calda comunque ai giorni nostri. Il più rilevante rimane sicuramente quello biomedico dove si spazia dalla tipizzazione genica delle neoplasie agli studi di variabilità genetica all'interno di una popolazione. Sono numerosi progetti di ricerca avviati nel corso degli anni che hanno l'obiettivo di andare ad ampliare le conoscenze circa uno specifico settore. E un esempio il Global Virome Project volto ad identificare i principali virus trasmissibili all'uomo che possono rappresentare una potenziale minaccia per la popolazione. Il Global Virome Project è un progetto sicuramente ambizioso e costoso ma che ci permetterebbe in futuro di essere pronti in anticipo a rispondere ad inaspettata epidemie o pandemie di malattie prima sconosciute. **Davide**: Che purtroppo è quello che stiamo affrontando in questo periodo emergenziale. A tale proposito, in che modo il sequencing ci può venire in aiuto? Non essendo stati in grado di predire una simile emergenza, che utilità può avere a posteriori il sequenziamento del nuovo coronavirus? **Elisabetta**: Considerando che questa tecnologia ha tante più potenzialità, quanto più sviluppati e accurati sono i software che permettono di analizzare e interpretare i dati ricavati, possiamo fare diverse considerazioni. Sequenziare il SARS-CoV-2 ci permette in primis di conoscere per intero il suo codice genetico, inteso proprio come sequenza di paia di basi. Utilizzando poi software come Blast, si può vedere sempre in dettaglio eventuali omologie, espressi in percentuali con genomi di altri virus presenti nel database. Virus che non necessariamente sono propri dell'uomo, ma che sono magari caratteristici di altri esseri viventi. Questo ci permette di trarre da un lato considerazioni di circa origine, eventuali salti di specie o ancora ricombinazioni avvenute e possibili. Dall'altro, osservare un'elevatissima omologia tra due sequenze significa generalmente comprendere il ruolo funzionale di quella stessa sequenza. Comprendere proprio in termini di prodotto genico e quindi RNA e proteine, perché verosimilmente già studiate in altre specie. Quindi possiamo analizzare e comprendere fattori e meccanismi di virulenza, capire in che modo il virus infetta le cellule umane, i recettori di cui si serve e così via, per poi cercare di elaborare dei farmaci in grado di prevenire l'infezione o di bloccarla, o ancora possiamo capire in che modo inattivare il virus manipolando il suo genoma per mettere appunto un vaccino insomma. **Davide**: Ah, molto interessante! **Elisabetta**: Sì, attraverso poi software come Nextstrain possiamo tracciare la sua trasmissione e fare una vera e propria mappa dei contagi. Nonostante non sia possibile prevenire la successiva direzione del virus, si può conoscere da dove provengono i nuovi casi e capire poi come agire di conseguenza per contenerne la diffusione. Durante un'epidemia il codice genetico di un virus subirà mutazioni costantemente, mentre si diffonda attraverso una popolazione. Le mutazioni sono generalmente lievi, spesse e volentieri nel codice cambia infatti solo una lettera e forniscono una specie di marcatura temporale e geografica. Mettendo a confronto poi codici genetici di campioni virali prelevati a livello globale, sarà possibile costruire una mappa delle mutazioni mentre il virus si muove intorno al mondo, ed è ciò che fa Nextstrain. Esso infatti va a tracciare il virus come un albero genealogico, o meglio una linea temporale evolutiva. Per il coronavirus, quell'albero genealogico ha origine nella città cinese di Wuhan e si dirà madali. Quando compaiono nuovi casi, il codice genetico di quei campioni virali può essere confrontato con quelli nel database per determinare quindi la sua regione di origine. Queste sono informazioni cruciali per i funzionali sanitari di tutto il mondo che stanno cercando di determinare se nuovi casi arriveranno o meno nei loro paesi attraverso viaggi internazionali o se ancora vengono trasmessi localmente. Citando le parole di uno scienziato che lavora su Nextstrain, prima si invertono questi dati, migliore sarà la risposta della salute pubblica. **Davide**: Va bene, grazie Elisabetta per il tuo intervento, è stato molto interessante e ci sentiamo presto. **Elisabetta**: Ciao e alla prossima! **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Vi invito a dare un'occhiata al sito di Nextstrain di cui Elisabetta ha parlato e in particolare alla sezione Narratives dove si può trovare un report interattivo anche in italiano sulla situazione Covid-19 in costante aggiornamento. Il report è comprensibile anche dai neofiti, è spiegato in modo chiaro e semplice e soprattutto si tratta di dati e fonti ufficiali. L'obiettivo è di combattere la disinformazione e rendere le persone più consapevoli di ciò che la comunità scientifica conosce e non conosce ad oggi di questo nuovo virus. #### Conclusione - Timestamp: 16:31 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram, tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere. --- # s2e16 ## La rivoluzione dei computer sta arrivando > Sta per avvenire una rivoluzione informatica, grazie alla realizzazione di computer quantistici. L’informatica di oggi funziona grazie ai [bit](https://it.wikipedia.org/wiki/Bit), l’unità fondamentale dell’informazione. I computer quantistici utilizzano invece come unità fondamentali di informazione il [qubit](https://it.wikipedia.org/wiki/Qubit), ovvero quantum bit, da cui il nome del computer. I dati non sono dunque memorizzati dai [transistor](https://it.wikipedia.org/wiki/Transistor), ma hanno a che fare con lo stato di particelle subatomiche, ad esempio gli elettroni. La tecnologia però è ancora agli inizi, infatti i computer quantistici che aziende come Google, in collaborazione con la NASA, o IBM, hanno realizzato, lavorano con poche decine di qubit. Nella prima parte della puntata parleremo di [iPhone SE 2020](https://www.apple.com), dei Taxi senza conducente di [Tesla](https://www.tesla.com) e dei nuovi smartphone [OnePlus](https://www.oneplus.com). - Stagione: 2 - Episodio: 16 - Data di pubblicazione: 2020-04-18 06:45:00 - Durata: 15:54 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e16](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e16) - Episodi correlati: s2e4 - Tag: oneplus,apple,se,iphone,oneplus 8,oneplus 8 pro,quantum computing,computer,quantistici,crittografia,tesla,spacex,qubit,bit ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Puntata ricchissima di argomenti e quindi subito al volo vi dico che Apple ha presentato un nuovo smartphone iPhone SE che nello stesso design di iPhone 8 racchiude il medesimo processore di iPhone 11. Si tratta ovviamente di un dispositivo che strizza l'occhio ai mercati emergenti visto che il prezzo per il modello da 64 GB è di 499 euro. Prima di cominciare vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Taxi senza conducente > Fonte: AutoMotoriNews.it - Timestamp: 01:00 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Ormai ci stiamo abituando alle ambiziose consuete comunicazioni di Elon Musk, amministratore delegato di Tesla e SpaceX, sul proprio profilo Twitter e questa volta appare infatti che le novità riguardino il mondo delle autovetture, in particolar modo quello dei taxi. L'annuncio è avvenuto questo 12 aprile quando un appassionato di tecnologia ha chiesto personalmente al CEO di Tesla quando verranno rilasciati i primi taxi con guida autonoma o robotaxi. E se ciò verrà entro l'anno 2023? Musk rispondendo a meravigliato tutti dichiarando che secondo il programma attuale il rilascio dei robotaxi potrebbe potenzialmente avvenire entro la fine del 2020. Naturalmente la fase di progettazione e sperimentazione è molto avanti con le tempistiche, grazie soprattutto ai numerosi veicoli elettrici già commercializzati e che attualmente sono in grado di circolare, con il sistema full self driving computer, ossia l'insieme di componenti hardware che con il rilascio di costanti aggiornamenti software permettono la guida autonoma, si fa per dire delle vetture. Tuttavia, nonostante la fase progettuale pressoché terminata, il problema che vinco la Tesla ad esistere al rilascio dei robotaxi consiste principalmente in questioni burocratiche, come ad esempio le vigenti norme stradali o semplicemente altri problemi legati a furti, atti vandalici o privacy. #### I nuovi OnePlus > Fonte: OnePlus.com - Timestamp: 02:21 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Sono stati presentati due nuovi smartphone OnePlus, OnePlus 8 e OnePlus 8 Pro. Come da filosofia dell'azienda, i due top di gamma promettono di essere i migliori smartphone sul mercato in termini di velocità, fluidità e prestazioni. Partendo dalla versione Pro troviamo un display QHD Plus da 7,78 pollici e con una frequenza di aggiornamento a 120 Hz, 8 o 12 GB di RAM, 128 o 256 GB di memoria interna. Il cuore è uno Snapdragon 865 con supporto al 5G e WiFi 6. Passando al comparto fotografico troviamo ben 4 fotocamere di cui una principale da 58 megapixel, una grandangolare, una dedicata allo zoom digitale 30x per finire un color filter camera per dare un effetto particolare agli scatti. La batteria è da 4510 mAh e potrebbe garantire un utilizzo moderato fino a sera. Infine questo telefono è il primo OnePlus certificato IP68 e quindi resistente ad acqua e polvere. Il fratello minore è molto simile, stesse caratteristiche tecniche ma con un display più piccolo da 6,65 pollici. Full HD Plus e frequenza di aggiornamento a 90 Hz. Anche il comparto fotografico è leggermente inferiore con tre fotocamere di cui la principale da 48 megapixel, una macro e un obiettivo ultra grandangolare. Rispetto alla versione Pro mancano anche la ricarica wireless e la certificazione IP68. La batteria è da 4300 mAh affiancata al display più piccolo però permettono un uso più intenso e un'autonomia maggiore. Il prezzo dei due smartphone è in linea con i top di gamma delle altre aziende con un range che va dai 719 per la versione base fino ai 1019 per quella Pro. OnePlus insomma con il rafforzamento del brand si sta pian piano allontanando dalla filosofia dei prezzi che caratterizzava l'azienda del primo modello. Scelta da un certo punto di vista anche obbligata ma che potrebbe non essere ben vista da tutti gli utenti della grande community che OnePlus in questi anni è riuscita a creare. #### La rivoluzione dei computer sta arrivando > - Timestamp: 04:42 - Autori: Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Computer, Innovazione - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Oggi siamo qui in compagnia di Luca Martinelli autore del podcast e sviluppatore del sito per parlare di come stia per avvenire una rivoluzione informatica grazie alla realizzazione di computer quantistici. Prima di cominciare Luca cosa ne dici di presentarti e dirci che cosa studi perché so che il tema che andremo a trattare è o sarà legato al tuo percorso universitario. **Luca**: Ciao a tutti per chi ancora non mi conoscesse io sono Luca quest'anno mi laureerò in ingegneria dell'informazione a Padova brevemente il mio percorso di studi mi permette di affrontare e acquisire basi di informatica, elettronica e telecomunicazioni proseguirò poi il percorso di studi approfondendo il ramo informatico con appunto una laurea magistrale in ingegneria informatica con tale titolo di studio in base anche ai corsi che deciderò a seguire potrò occuparmi di molti settori dell'informatica come realizzazione, gestione di database, reti di computer, analisi di dati o intelligenza artificiale, ma potrò entrare in contatto anche con elettronici e bioingegneri per la realizzazione di progetti più ampi legati a tali settori e come hai detto te è qui che potrà prendere piede la rivoluzione dei computer quantistici. **Davide**: Immagino che prima di capire meglio come funzioni un computer quantistico bisognerà spiegare brevemente in che modo i dispositivi oggi lavorano e grazie a quale tecnologia. **Luca**: Certamente e l'informatica di oggi funziona grazie ai bit che è l'unità fondamentale dell'informazione. Immaginiamo una lampadina o un interruttore, possono essere in due stati ben definiti, accesi o spenti. Il bit funziona allo stesso modo, può essere 1 o può essere 0 e una sequenza di bit più o meno lunga trasmette l'informazione. La memorizzazione, la lettura, la scrittura e l'elaborazione dei bit inizialmente era affidata a enormi macchinari con migliaia di cavi e relay che sono sostanzialmente degli interruttori. Ma è con l'avvento della microelettronica ovvero l'invenzione di transistor che in certe configurazioni possiamo anche essi immaginare come dei minuscoli interruttori e della miniaturizzazione dei componenti, grazie al silicio, che oggi possiamo avere dispositivi con potenze di calcolo nettamente superiori e che non stanno più in una stanza ma in una tasca o addirittura al nostro polso. Ho voluto introdurre questo cenno di storia perché se in questa prima rivoluzione ciò che effettivamente è cambiato sono le tecnologie usate ma non il principio di funzionamento, con il computer quantistico siamo davanti a qualcosa di completamente diverso che non ha nulla a che fare con ciò che siamo abituati e anche per questo l'argomento è ancora abbastanza complicato e oggetto di studio. **Davide**: Quindi tutto il mondo legato all'informazione ovvero trasmissione, conservazione ed elaborazione di dati è basato su questi bit che possono assumere due valori, da quello che ho capito invece i computer quantistici lavorano in un altro modo e non sono semplicemente più veloci giusto? **Luca**: Esattamente e i computer quantistici utilizzano come unità fondamentali di informazione non il bit ma il qubit ovvero quantum bit da cui anche è il nome del computer. I dati non sono dunque memorizzati dai transistor ma hanno a che fare con lo stato di particelle subatomiche ad esempio gli elettroni, provo a spiegarmi meglio, la meccanica quantistica che ha un campo della fisica molto complesso e non ancora ben compreso permette a queste particelle di essere per così dire accese e spente contemporaneamente, i qubit quindi possono essere sia zero che uno nello stesso momento fino a quando non andiamo a osservarne il valore, questa proprietà è possibile grazie al principio di sovrapposizione quantistica. **Davide**: Un po come il gatto di Schrödinger che è sia vivo che morto. **Luca**: Beh è esattamente così, l'esperimento del gatto è basato proprio su questa caratteristica, finché non apriamo la scatola per osservare cos'è accaduto dobbiamo ipotizzare che i due risultati siano verificati contemporaneamente, è difficile da credere ma è così, non a caso gli esperti in materia ad oggi si possono contare sulle dita d'una mano. **Davide**: Molto interessante, in effetti è abbastanza strano da immaginare e il computer quantistico come riesce a sfruttare questi qubit e soprattutto perché sono così importanti tanto da definirli rivoluzionari? **Luca**: Beh, in informatica e matematica ci sono numerosi problemi ancora risolti o che anche con i più potenti supercomputer sarebbero necessari migliaia o milioni di anni per ottenere un risultato, forse un esempio può spiegare meglio il concetto. Quando noi navighiamo in internet o inviamo dei messaggi i dati sono protetti come avevamo già spiegato nella puntata vivere internet in sicurezza per mezzo della crittografia. Ciò che facciamo in breve può essere visto in chiaro solo dal mittente e dal destinatario in quanto solo loro sono in possesso delle chiavi per aprire il messaggio. Queste chiavi sono dei numeri che vengono prodotti dalla moltiplicazione di numeri primi e per decifrare i messaggi sono necessari sia questi numeri sia il loro prodotto. Ora un computer è in grado di effettuare moltiplicazioni molto velocemente, lo può fare anche una calcolatrice, ma quando c'è da eseguire l'operazione inversa, ovvero recuperare i due numeri primi il cui prodotto il numero cercato, la situazione cambia. Pensiamo a un numero come 15, i due numeri primi che danno 15 sono 5 e 3, sembra un operazione semplice ma se i numeri in gioco sono molto elevati anche il più potente computer impiegherebbe decine e di migliaia di anni per fornire una risposta e proprio questa incapacità è sfruttata dall'informatica per rendere internet sicuro da furti e attacchi da parte di malintenzionati. Questo perché un computer classico deve tentare ogni numero uno alla volta finché non trova la combinazione giusta, è come quando cerchiamo di aprire una cassaforte per tentativi. Un computer quantistico invece può confrontare tutte le combinazioni contemporaneamente trovando quella giusta in pochi minuti o addirittura a pochi secondi. L'output ovviamente per essere letto va convertito in bit classici, basandosi su concetti di matematica e probabilità su cui si basa la teoria quantistica, è decisamente troppo complessi da spiegare o capire. **Davide**: L'esempio penso che abbia chiarito bene la situazione però mi sorge un dubbio, chi riuscisse ad entrare in possesso di questi computer potrebbe violare la sicurezza informatica mondiale mettendo a rischio miliardi di persone, è una situazione molto preoccupante. **Luca**: Effettivamente sì è come dici te ma non c'è assolutamente da preoccuparsi, la tecnologia infatti è ancora agli inizi, i computer quantistici che aziende come google in collaborazione con la nasa o IBM hanno realizzato lavorano con poche decine di qubit mentre per risolvere un problema come quello descritto servirebbero centinaia di qubit e vista la complessità di ciò che abbiamo davanti c'è ancora molta strada da fare e sicuramente per quel tempo si saranno trovate delle alternative per trasmettere nuovamente i dati in modo sicuro. **Davide**: Beh poi sicuramente per il momento questi computer ovviamente sono custoditi con estrema sicurezza utilizzati solo da pochi autorizzati per scopi scientifici e dimostrativi. A tale proposito ho sentito che qualche mese fa google è riuscita ad eseguire un calcolo in solo 200 secondi che un computer classico avrebbe realizzato in 10.000 anni ma cos'altro si potrà fare con un computer di questo tipo? **Luca**: Beh un altro campo di applicazione dei processori quantistici è la chimica o la farmacologia, ad oggi infatti le strutture molecolari dei farmaci vengono descritte da modelli matematici ed elaborati dai computer per studiarne le proprietà e il comportamento, sono però dei modelli approssimati in quanto servirebbero anche per molecole poco complesse come lo zucchero tanti bit quanti sono gli atomi presenti nell'intero universo o addirittura molti di più. **Davide**: Mi sembra chiaro che sia fisicamente realizzabile. **Luca**: Esatto questi computer però essendo della stessa natura quantistica degli atomi permetterebbero di fare simulazioni perfette ottenendo così risultati affidabili in breve tempo. Pensa che per produrre un farmaco sono necessari mesi o addirittura anni in quanto dopo la simulazione al computer va testato in laboratorio poi su elementi a campione su piccoli gruppi di persone e così via per studiarne efficacia e affidabilità. Con una simulazione precisa invece si arriverebbe al risultato finale già al primo step. **Davide**: Mi sembra poi di capire che siamo soltanto all'inizio di questa rivoluzione informatica e ci vorrà ancora del tempo prima che tutti in casa abbiano questo tipo di dispositivi non è così? **Luca**: Sì i computer quantistici sono ancora in una fase embrionale come ho detto poco fa sono formati da pochi qubit e hanno scopi completamente diversi da quelli a cui possiamo pensare. Quel tipo di computer necessita sicuramente di linguaggi di programmazione nuovi a cui stanno lavorando squadre di programmatori e ora come ora sono realizzati per risolvere problemi specifici quindi sicuramente non per inviare dei messaggi agli amici dove basta e avanza l'informatica per così dire classica. Va poi detto che sempre ad oggi questa tecnologia è ancora instabile per funzionare inoltre i processori quantistici vanno tenuti ad una temperatura che sfiora lo zero assoluto circa 273 gradi sotto lo zero e per raggiungere queste temperature servono macchinari specifici e molto delicati quindi sicuramente non alla portata di tutti. Personalmente penso che questa tecnologia almeno per i prossimi decenni resterà confinata nei laboratori di ricerca e continueremo ad usare ancora per molto i bit classici. Si parla di rivoluzione per il contributo che questi supercomputer potranno dare e stanno già dando alla comprensione del funzionamento dell'universo ma anche agli effetti che queste scoperte avranno nella vita di tutti i giorni riprendendo gli esempi di prima nei campi della farmacologia della scienza dei materiali e della sicurezza informatica. Abbiamo raggiunto la luna con computer meno potenti di uno smartphone pensa ai traguardi che potremo raggiungere con dispositivi di questo tipo. **Davide**: Bene Luca io ti ringrazio per averci mostrato uno scorso su questa nuova tecnologia ci sentiamo qui in puntata più avanti. **Luca**: Grazie a te a tutti gli ascoltatori alla prossima. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, una piccola curiosità di questa chiacchierata con Luca è che è stata registrata esattamente il 28 febbraio di quest'anno ma con lo scaturire dell'attuale contesto emergenziale e di conseguenza tutti gli aspetti tecnologici del Covid-19 che #### Conclusione - Timestamp: 15:02 - Tipologia: Conclusione **Davide**: abbiamo affrontato nelle scorse settimane non c'è stato possibile mandarla in onda prima. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio, per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram, tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità, noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e17 ## Tracciamento dei contagi e privacy > Durante una pandemia come quella che stiamo affrontando in questi mesi, il tracciamento dei contagi è una delle armi più potenti per riuscire a contenere la diffusione di un virus. Il [Ministero per l’Innovazione](https://innovazione.gov.it/) ha scelto l’app per il tracciamento dei contagi. L’app in questione si chiama “Immuni” ed è stata realizzata dal team di [Bending Spoons](https://bendingspoons.com/), azienda italiana leader nel settore dello sviluppo di app. La particolarità di questa applicazione è l’essere completamente sicura dal punto di vista della privacy e personalizzabile dallo stesso Ministero per quanto riguarda funzioni e dati da raccogliere. Nella prima parte dell’episodio parleremo di [ufirst](https://www.ufirst.com/), un'app per “fare la fila” in modo digitale, adottata da Esselunga nei propri punti vendita e poi della mega centrale a batteria di Tesla in Australia. - Stagione: 2 - Episodio: 17 - Data di pubblicazione: 2020-04-25 06:45:00 - Durata: 12:22 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e17](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e17) - Episodi correlati: - Tag: tesla,musk,immuni,ufirst,contact tracing,tracciamento contagi,google,apple,ministero,innovazione,batteria,ambiente,energia,esselunga,privacy ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa puntata parleremo di un tema attualissimo, ovvero quello delle app di contact tracing. Scopriremo che cosa sono e se sono effettivamente sicure. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Fare la coda in App > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:52 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Applicazioni, Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualche giorno fa Esselunga, per arginare la formazione di pericolosi ingorghi all'ingresso dei propri supermercati, ha deciso di adottare un sistema per ottimizzare la distribuzione della clientela durante l'arco della giornata. La soluzione è arrivata grazie ad una partnership con You First, servizio realizzato dall'omonima startup che consente di prenotare il proprio turno di ingresso nei punti vendita Esselunga, comodamente da casa. Il servizio è molto semplice, basta infatti selezionare il supermercato più vicino a casa e prenotare in seguito il proprio turno in coda. Al momento giusto l'app invierà poi una notifica sullo smartphone avvisando che l'utente sta per raggiungere la cima della coda virtuale e che potrà recarsi presso il punto vendita prestabilito. Tuttavia You First non è ancora disponibile per tutti i punti vendita Esselunga nel nostro paese. Il servizio infatti è uscito solo recentemente dalla fase sperimentale, di conseguenza i punti vendita che supportano You First sono al momento piuttosto limitati, distribuiti principalmente tra Veneto, Lombardia, Toscana e Piemonte. L'obiettivo di Esselunga è comunque quello di raggiungere gradualmente tutti i supermercati sul territorio italiano per fornire soprattutto una maggiore tutela e sicurezza per i propri clienti vista l'attuale emergenza sanitaria. #### La mega centrale a batteria di Tesla si espande ancora > Fonte: DMove.it - Timestamp: 02:13 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Batterie, Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: A pochi giorni dal termine della cinquantesima giornata mondiale dedicata al nostro pianeta Tesla torna a far parlare di sé, annunciando un'importante notizia nel settore dell'ecosostenibilità. Pare infatti che la centrale a batterie realizzata nel sud dell'Australia dall'azienda di Musk abbia finalmente aumentato le proprie capacità produttive e che si è arrivata addirittura al punto di automantenimento. Ma facciamo prima un passo indietro, la nascita di tale impianto risale giusto a qualche anno fa come il risultato dell'accordo raggiunto tra Tesla e il gestore energetico, e con l'obiettivo principale è quello di creare una centrale ad accumulo energetico basata sui Power Pack di Tesla, la tecnologia fornita da Musk ha permesso al gestore energetico di costruire un'imponente struttura, in grado di convogliare e stoccare l'energia rinnovabile prodotta dagli impianti eolici gestiti dalla compagnia. Ottenendo per di più una capacità di immagazzinamento pari a 129 MWh e con potenza di picco intorno ai 100 MWh. Naturalmente la centrale a batterie elettrica è registrato secondo un report del gestore numeri da capogiro, sottolineando inoltre come negli ultimi 12 mesi abbia fatto risparmiare l'equivalente di 40 milioni di dollari rispetto alle classiche centrali a gas di supporto. Le buone notizie comunque non terminano qui, anzi qualche settimana fa è arrivato un ulteriore aggiornamento riguardante i lavori di espansione realizzati appositamente per portare il regime produttivo già comunque eccellente a livelli ancora più elevati. La potenza complessiva dell'impianto è stata portata dunque dai precedenti 100 MW ai 150 MW di potenza e per quanto riguarda la capacità complessiva da 129 MWh a 193.5 MWh. Ovviamente la centrale è talmente efficiente che, come abbiamo già detto, è in grado di autogestirsi e ora, grazie alla conclusione dei lavori di ampliamento, si prevede un ulteriore crescita del risparmio per il gestore che si rifletterà poi in un conseguente abbassamento sulle tariffe energetiche a carico dell'utenza, cifra che attualmente si aggira intorno ai 116 milioni di dollari ma è destinata comunque a crescere nei prossimi mesi. #### Fermare il contagio con un’app? > - Timestamp: 04:41 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Innovazione, Medicina - Tipologia: Topic **Davide**: Durante una pandemia come quella che stiamo affrontando in questi mesi, il tracciamento dei contagi è una delle armi più potenti per riuscire a contenere la diffusione di un virus. Ma esattamente in che cosa consiste questo metodo e soprattutto come la tecnologia può aiutare esperti e personale medico per velocizzare il processo e ottenere dati più precisi e completi? Innanzitutto il tracciamento dei contagi inizia con la scoperta di un nuovo infetto, se è stesso asintomatico no. Riuscendo poi a stilare una lista di persone con cui questo è entrato in contatto nelle ultime settimane, è possibile fermare molto tempo prima l'avanzata del contagio, sapendo esattamente quali persone potrebbero o meno essere infette. Ovviamente questa procedura ha delle lacune considerevoli, in primis la memoria del paziente. Risulta infatti impossibile ricordare alla perfezione tutte le persone con cui si ha avuto a che fare, senza contare poi il fatto che molte di esse potrebbero essere dei perfetti sconosciuti incrociati per strada o su mezzo pubblico. E proprio qui che entra in gioco il fattore tecnologico. Noi tutti o quasi abbiamo infatti costantemente in mano o in tasca uno smartphone. Grazie ad un'applicazione può essere possibile memorizzare tutti gli altri smartphone che si sono trovati nelle vicinanze di questo, negli ultimi giorni o nelle ultime settimane. Il principio di funzionamento è piuttosto semplice, grazie alla connessione Bluetooth è possibile inviare dei messaggi a tutti i dispositivi nelle vicinanze e se anche questi hanno installato la medesima applicazione viene registrato il possibile contatto, un metodo molto più performante in termini di precisione del tracciamento GPS, ovvero basato sulla posizione degli utenti. Avendo quindi una lista completa e precisa di possibili infetti, l'avanzata di un'epidemia può essere realmente controllata e confinata, a poche migliaia di persone. Metodo che effettivamente è risultato valido in Corea del Sud per la situazione che stiamo vivendo in quest'ultimo periodo. Dopo un iniziale picco che l'ha vista portarsi in cima alle classifiche per numero di contagi, seconda solo alla Cina, il Paese è rimasto in una situazione di stabilità potendo evitare dunque le misure di quarantena imposte nei Paesi europei o negli Stati Uniti. Va però precisato che la Corea del Sud ha politiche sulla privacy nettamente diverse dai Paesi occidentali e molto più permissive per lo Stato. Il tema della sicurezza dei dati personali infatti è il principale problema che fino ad ora non ha permesso l'utilizzo di questa metodologia in Italia, come del resto nell'unione e negli Stati Uniti. N'è un esempio Singapore che dopo aver provato ad utilizzare delle applicazioni per il tracciamento dei contagi si è dovuta rendere dichiarando la quarantena. La tecnologia in questo caso non ha funzionato proprio per le politiche sulla privacy adottate in particolare da Apple che non permettono l'utilizzo del Bluetooth per le applicazioni in background. Cosa significa questo? Che per funzionare bisognerebbe tenere il telefono sempre acceso e aperto sull'app. Lo smartphone diventerebbe inutilizzabile. Sui telefoni Android il problema non si presenta, ma in un Paese dove l'utilizzo di dispositivi Apple rappresenta tra il 40 e il 50% del mercato, la mancanza di dati è troppo elevata per poter ottenere dei risultati utili e affidabili. Va inoltre detto che un app di contact tracing risulterebbe inutile se non si fosse in grado di utilizzare i dati raccolti in maniera efficiente, affidandoli ad una politica sui tamponi completamente differente da quella adottata finora, ovvero non solo a contagi praticamente certi ma anche a quelli sospetti e asintomatici. Solo in questo modo, come è avvenuto in Corea del Sud, sarà possibile arginare realmente l'inarrestabile avanzamento del virus. Una soluzione a questi problemi arriva proprio dal nostro Paese. Il Ministero per l'innovazione ha infatti scelto l'app per il tracciamento dei contagi. L'app in questione si chiama Immuni ed è stata realizzata dal team di Bending Spoons, azienda italiana leader europea nel settore dello sviluppo di applicazioni. La particolarità di questa applicazione è l'essere completamente sicura dal punto di vista della privacy e personalizzabile dallo stesso ministero per quanto riguarda funzioni e dati da raccogliere. E infatti possibile scegliere di attivare in parallelo il tracciamento GPS per localizzare eventuali focolai. Affinché il tracciamento funzioni però è indispensabile che tutti utilizzino lo stesso sistema a livello nazionale o addirittura a livello europeo. L'unione sta infatti premendo per fare in modo che i Paesi membri non corrano da soli con sistemi diversi l'uno dall'altro, ma che riescano a concordare un modello unico in grado di far fronte all'emergenza in maniera più massiccia ed efficiente, mantenendo al contempo la riservatezza che negli ultimi anni l'Europa si è impegnata a garantire. Anche aziende come Google e Apple sono diventate per così dire alleate per implementare a livello dei rispettivi sistemi operativi Android e iOS delle app per gli sviluppatori. Queste API non sono altro che delle fondamenta che potranno permettere di realizzare app di counter tracing perfettamente integrate con il sistema e totalmente sicure dal punto di vista della privacy, tema su cui entrambe le aziende spingono molto. Inoltre si potrebbero avere app diverse ma che funzioneranno allo stesso modo, dunque avendo un sistema di base unico a livello globale, l'efficienza sarebbe notevolmente superiore, non solo in questo periodo ma anche per situazioni di emergenza future. Va infine detto che il sistema di Google e Apple è entrato nel mirino del consorzio europeo Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing che ha definito le caratteristiche che le app di counter tracing dovrebbero adottare. La soluzione dei due colossi è infatti basata su un sistema decentralizzato chiamato DP3T dove i contatti avuti sono memorizzati offline ovvero sul proprio dispositivo. Questo sistema che è il più sicuro da un punto di vista della privacy non è infatti conforme alle linee guida del consorzio che richiede invece un sistema centralizzato dove tutti i dati vengono caricati e salvati su un server centrale che potrebbe banalmente essere uno dei server governativi. Uno per così dire scontro vinto dai due colossi americani dopo numerose pressioni infatti sia l'applicazione italiana sia l'agenzia digitale francese che inizialmente dovevano prevedere il modello centralizzato si sono adattate al modello di Google e Apple senza il cui appoggio tra l'altro l'utilizzo delle app sarebbe risultato inutile come è avvenuto a Singapura. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Il nostro personale auspicio è che si possa trovare in breve tempo un sistema non solo sicuro ma anche che possa essere del tutto funzionale e pratico per combattere il Covid-19. #### Conclusione - Timestamp: 11:30 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram, tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e18 ## Contact Tracing e Cyber Security > Che cosa rischiano veramente i cittadini nell’utilizzo un’[app di contact tracing](https://www.dentrolatecnologia.it/S2E17)? C’è il pericolo che questi sistemi di controllo diventino la normalità? Quali sono i vantaggi di un sistema centralizzato rispetto ad un sistema decentralizzato e perché il primo è così criticato dal punto di vista della privacy? Queste e altre domande le abbiamo poste ad Andrea Rigoni, esperto e consulente di rischi collegati alla [cyber security](https://it.wikipedia.org/wiki/Sicurezza_informatica). Prima però come sempre, parleremo delle notizie della settimana che più ci hanno colpito, ovvero di [Amazon Prime Video Store](https://www.primevideo.com) e l’app “[IO](https://io.italia.it/)” per i servizi della Pubblica Amministrazione. - Stagione: 2 - Episodio: 18 - Data di pubblicazione: 2020-05-02 06:45:00 - Durata: 16:43 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e18](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e18) - Episodi correlati: s1e6, s2e17 - Tag: cyber security,rigoni,contact tracing,tracciamento contagi,immuni,sicurezza,privacy,gdpr,amazon,prime video,noleggio,film,serie tv,io,italia,servizi,pubblica amministrazione,intervista ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Andrea**: I cittadini stanno rischiando tanto, non a causa della privacy, a causa della situazione di forte esposizione, di forte rischio che sta ponendo il Coronavirus. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi approfondiremo dal punto di vista della privacy il tema delle app di tracciamento dei contagi di cui si sta tanto parlando in questi giorni. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Noleggio su Prime Video > Fonte: SmartWorld.it - Timestamp: 01:04 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Amazon Prime video non è più solo un servizio di streaming, ma da oggi anche di noleggio e di acquisto di film in digitale. Arriva infatti in Italia il Prime video Store, il negozio virtuale dove reperire i contenuti più recenti, ovvero quelli non ancora disponibili nel catalogo di streaming di Prime video. #### L’app definitiva dei servizi pubblici > Fonte: io.italia.it - Timestamp: 01:26 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Innovazione, Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Ne avevamo parlato nella puntata Italia Digitale e finalmente è stata rilasciata in una prima versione beta. La più in questione si chiama IO ed è stata sviluppata da PagoPA SPA in collaborazione con l'Agenzia per l'Italia Digitale. Lo scopo è quello di unire in un'unica applicazione tutti i servizi pubblici, accedendo con la propria identità digitale, ovvero con Speed. La propria carta di identità elettronica sarà infatti possibile gestire e interagire con le pubbliche amministrazioni nazionali o locali raccogliendone avvisi, documenti e pagamenti in modo sicuro. Se per esempio la nostra carta di identità sta per scadere, l'applicazione ci notificherà un messaggio ricordandoci di effettuare il rinnovo. O ancora tasse, bolli, multe o servizi scolastici possono essere pagati inquadrando un QR code e procedendo quindi alla transazione, che può essere effettuata tramite carta di credito, di debito, PayPal, Satispay, Bancomat e Postepay. Dall'app sarà poi possibile scegliere quali servizi attivare da un elenco che mostrerà a tutti i comuni aderenti e le pubbliche amministrazioni a livello nazionale. Come dichiarato dall'azienda, io è user centered. Ciò significa che l'app è stata realizzata e pensata appositamente per le esigenze dei cittadini, mettendoli al centro del processo di innovazione della pubblica amministrazione. Così come l'interfaccia è stata progettata seguendo le linee guida proposte dal team digitale per ottenere la massima usabilità e la più semplice esperienza d'uso. L'applicazione inoltre è open source, dunque aperta agli sviluppatori, che potranno migliorare ulteriormente aggiungendo funzioni e contribuendo al progetto. Infine, va detto che io è ancora in fase beta, ciò significa che molte delle funzioni promesse non sono ancora disponibili, ma sul sito sarà possibile seguire in dettaglio la road map. Inoltre, sarà poi compito dei vari comuni adeguarsi per portare i propri servizi sull'app, andando incontro alle esigenze dei propri cittadini e migliorando nel rapporto con le pubbliche amministrazioni. #### Contact Tracing e Cyber Security > - Timestamp: 03:45 - Autori: Andrea Rigoni, Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Privacy - Tipologia: Intervista **Davide**: In questa seconda metà della puntata approfondiremo il tema delle applicazioni di tracciamento dei contagi di cui abbiamo già parlato la scorsa settimana. In particolare analizzeremo l'argomento dal punto di vista della sicurezza informatica. Per questo oggi siamo qui con Andrea Rigoni esperto e consulente di Rischi collegati alla Cyber Security che ha affiancato diversi governi in Medio Oriente e in Europa tra cui quello italiano ma anche organizzazioni internazionali come la NATO e le Nazioni Unite. Benvenuto Andrea. **Andrea**: Grazie Davide e ti ringrazio anche perché trovo questa occasione di confrontarci molto interessante visto il tema. **Davide**: La prima domanda che vorrei farti riguarda la tutela della privacy riferita alle app di tracciamento e di cui tanto si sta parlando in questi giorni. Che cosa rischiano veramente i cittadini nell'utilizzo di un app di contact tracing? **Andrea**: I cittadini stanno rischiando tanto, non a causa della privacy, a causa della situazione di forte esposizione, di forte rischio che sta ponendo il coronavirus. Perché specifico questo, perché tutti i rischi e tutte le contromisure per tentare di mitigare questi rischi portano con sé sempre un prezzo. E un po come pensare ai farmaci, non esiste il farmaco senza controindicazioni. Il medico insieme al paziente fanno una valutazione se alla fine è meglio subire i sintomi e gli effetti di una malattia o gli effetti collaterali di un farmaco. Questo è importante perché serve a porre l'attenzione sulla privacy nel giusto contesto. Mi piace iniziare anche a parlare di privacy ricordando che è un diritto, un diritto sancito dalla carta costituzionale europea, non va dimenticato che la stessa carta costituzionale sancisce altri diritti, incluso il diritto alla sicurezza. Quindi sul tema del coronavirus e sull'uso di app di tracciamento si tratta di andare a comprendere quale sia da parte dei cittadini il giusto compromesso tra tutela della privacy e tutela alla propria sicurezza. C'è da dire che il tema della privacy se da una parte si è evoluto molto anche da un punto di vista di diritto e quindi normativo con l'introduzione della GDPR, dall'altra anche subito una forte evoluzione dal punto di vista della percezione. Ora non vorrei essere criticato per quello che dico, ma numerosi esperti in queste settimane stanno rispondendo che probabilmente la levata di scudi a totale difesa della privacy è poco bilanciata con già una scelta che tanti cittadini e utenti fanno nel quotidiano nel condividere più o meno, anzi senz'altro volontariamente o più o meno deliberatamente dei propri dati. Credo che qui l'aspetto fondamentale non sia tanto se vi sia o meno una raccolta di questi dati, ma è assicurare che questi dati vengano utilizzati esclusivamente per il fine del contrasto al covid e che poi una volta cessata la necessità del contrasto al virus questi dati non vengono utilizzati più e non vengono utilizzati per fini diversi. **Davide**: Assolutamente e a tale proposito il ministero dell'innovazione ha pensato all'utilizzo di un app di tracciamento anche per eventuali situazioni future di emergenza in cui queste tecnologie diciamo così potrebbero essere riutilizzate. Ma siccome sappiamo che questa emergenza purtroppo non finirà in modo netto, non c'è forse il rischio che questi sistemi di controllo diventino la normalità? **Andrea**: Allora tornando sul punto di prima, la questione è proprio questa, cioè io faccio una raccolta di dati, la mia preoccupazione, la preoccupazione del cittadino, ma la garanzia che va data al cittadino è che questi dati vengano utilizzati effettivamente esclusivamente per quel fine e per il periodo di tempo necessario. Qui il rischio è che questi dati possano fare parecchio appetito anche per analisi future e che quindi vengano conservati anche per periodi stesi e utilizzati anche a fini diversi seppur sempre fini legati alla ricerca. Qui tra l'altro la normativa è abbastanza precisa e visto che poi qui si tratta di un equilibrio tra necessità ma anche per accezione dei cittadini i governi devono lavorare bene per non abusare troppo del permesso speciale che potrebbero avere in questo periodo nel fare questo tipo di raccolte di informazioni. La soluzione migliore è dire io la raccolgo per il tempo minimo necessario, i dati minimi necessari quando cessa il fine questi dati sono in qualche modo distrutti non resi più disponibili. **Davide**: Sì anche perché i dati verrebbero raccolti solo e soltanto per l'emergenza Covid-19 quindi non avrebbe nessun senso conservarli ulteriormente e visto che abbiamo toccato il tema del salvataggio dei dati sempre in questi giorni si è parlato spesso di sistema centralizzato e sistema decentralizzato il primo è stato scelto dal consorzio europeo e richiede un server centrale che custodisca i dati mentre il secondo scelto da Google e Apple vuole i dati salvati sul proprio dispositivo personale. A questo punto la domanda che mi pongo è quali sono i vantaggi di un sistema rispetto all'altro e perché secondo te il primo metodo è così criticato dal punto di vista della privacy tanto che lo stesso ministero ha deciso di invertire la rotta seguendo le orme dei due colossi americani? **Andrea**: La gestione centralizzata o distribuita dei dati diventa significativa nella discussione di sicurezza e di protezione della privacy perché effettivamente crea delle differenze un po nel profilo di vulnerabilità complessiva. È chiaro che un dato distribuito, quindi un dato conservato esclusivamente sulle applicazioni dei cittadini nelle app è un dato apparentemente per certi versi anche sostanzialmente più sicuro a differenza di un dato conservato centralmente che in caso di violazione di quell'archivio centrale esporrebbe i dati non più di un singolo ma di tutta la cittadinanza che sta utilizzando quella applicazione. Questo è in parte vero anche per quanto riguarda i sistemi distribuiti perché poi se c'è una vulnerabilità è vero che li devo violare uno a uno ma non la vieta che questa violazione possa essere in qualche modo automatizzata quindi per questo sarei cauto nel dire a tagliare con l'acetta. Certo un sistema centralizzato è anche come percezione più esposto. Dall'altra parte il sistema centralizzato ha una serie di vantaggi, permette tutta una serie di elaborazioni in più oltre ad avere dalla propria un tema di performance, sono dei motivi per cui alcuni governi stanno andando verso questa strada e ne abbiamo perché ci sono alcuni governi che hanno optato recentemente il governo britannico ha dichiaratamente adottato una soluzione che prevede una centralizzazione dei dati mentre altri stanno andando sulla soluzione decentralizzata o con meccanismi propri come è stato fatto per esempio in Italia oppure facendo leva sull'architettura e sulle API messe a disposizione per esempio da Google e da Apple. A priori qui c'è un tema evidentemente di come al solito di bilanciamento, maggiore sicurezza, si porta dietro ad oggi una minore flessibilità, un maggiore costo e viceversa. Quello che a mio avviso l'errore in cui non bisogna cadere è centralizzato uguale dati in chiaro, archivi rubabili, etc. Si può lavorare con una centralizzazione dei dati in modo sicuro, però questo evidentemente rende le architetture più complesse, però non cadrei ecco nel tranello di fare dei giudizi di massima. **Davide**: Riassumendo entrambi i sistemi hanno i propri vantaggi e i propri svantaggi, ma quello che è certo è che non esiste un sistema totalmente sicuro o un sistema totalmente insicuro. A fronte di quanto detto finora, in quale secondo te è il sistema preferibile in questo determinato contesto? **Andrea**: Una risposta univoca a questa domanda non ce l'ho, perché dipende molto, come spiegavo prima, dalle scelte che vengono fatte nel complessivo. Dipende da quali dati si vanno a raccogliere, se sono dati totalmente anonimi, se sono dati in pseudonimi, per cui in teoria un rischio poi di risalire a delle cosiddette personal identifiable information c'è. Non ho una preferenza in assoluto, quindi bisogna fare una valutazione di opportunità tra i benefici dell'una e dell'altra. Per chiudere, la privacy non è un valore assoluto né da un punto di vista teorico né nella percezione dei cittadini. Cioè anche gli stessi cittadini abbiamo visto quando percepiscono di avere un vantaggio, non si fanno tanti problemi a condividere volontariamente e consapevolmente le loro informazioni. Quindi il tema qui non è tanto c'è un problema legato a dati personali, ma è capire bene qual è l'uso e le protezioni che vengono date. Ricordandoci che qui non stiamo parlando tra l'altro di un vezzo o di un'applicazione a scopi di divertimento o altro, stiamo parlando di una situazione di estremo rischio per la cittadinanza il cui impatto in questo momento è enorme sull'economia, sulla vita sociale delle persone, per cui questo non vuol dire ignorare i temi della privacy, vuol dire pensare a tutta una serie di aspetti nel contesto generale, valutando anche che in questo momento c'è una percezione diversa da parte dei cittadini su questa tipologia di aspetti. **Davide**: Va bene, grazie Andrea per il tuo intervento, alla prossima. **Andrea**: Grazie ancora di avermi invitato a partecipare. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Con questa puntata siamo arrivati a quota sei mesi di pubblicazione settimanale del podcast. #### Conclusione - Timestamp: 15:51 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Questo non sarebbe mai stato possibile per me solo se non avessi avuto l'indispensabile partecipazione di Matteo Gallo e di Luca Martinelli. Io ringrazio appunto la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram, tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e19 ## L'orto in una stanza > Il 70% dell’acqua dolce disponibile sul pianeta viene utilizzato nell’agricoltura. La crescita demografica richiede l’aumento della produzione di cibo. Grazie alla tecnologia stiamo vivendo una nuova rivoluzione agricola, la cosiddetta Agricoltura digitale, o Agricoltura 4.0. Grazie a sensori, big data, [serre idroponiche](https://it.wikipedia.org/wiki/Idroponica) e droni riusciremo infatti a sfruttare meglio le poche risorse disponibili, ottenendo prodotti migliori e riducendo notevolmente gli spazi. Nella prima parte della puntata però, nel consueto spazio delle notizie, parleremo di incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici per la micromobilità, della [WWDC di Apple](https://www.apple.com/it/newsroom/2020/05/apple-to-host-virtual-worldwide-developers-conference-beginning-june-22/) e dei gusti letterari rilevati da [Alexa](https://www.amazon.com/). - Stagione: 2 - Episodio: 19 - Data di pubblicazione: 2020-05-09 06:45:00 - Durata: 14:11 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e19](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e19) - Episodi correlati: - Tag: agricoltura,digitale,droni,serre idroponiche,big data,acqua,micromobilità,veicoli elettrici,wwdc,apple,alexa,letteratura,libri,audible,ebook ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella puntata di oggi parleremo di agricoltura 4.0, ovvero del ruolo delle nuove tecnologie nel mondo dell'agricoltura. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### In arrivo i primi incentivi per la micromobilità > Fonte: DMove.it - Timestamp: 00:50 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Uno dei problemi principali a cui il Governo sta cercando una soluzione in questi primi giorni di riapertura delle attività commerciali riguarda il settore dei trasporti pubblici. Garantire infatti che le distanze di sicurezza vengano rispettate all'interno di treni, metropolitane o autobus nelle grandi città sta diventando un problema sempre maggiore. Anche perché i dispositivi di protezione individuali come mascherine protettive o guanti usa e getta in condizioni di sovraffollamento, situazione che si cerca di evitare in qualsiasi contesto, potrebbero non essere sufficienti a garantire la sicurezza del cittadino. A fronte di ciò il Governo sta lavorando proprio in questi giorni ad un provvedimento per il rilascio di incentivi statali per sostenere l'acquisto di nuove bici, i bike e monopattini elettrici. L'idea era stata già annunciata qualche settimana fa dal Ministro dei Trasporti Paola de Micheli secondo cui tale incentivo potrebbe essere rilasciato in maniera similare al ben più noto bonus TV per il passaggio al nuovo digitale terrestre. La conferma comunque non è ancora arrivata ma è molto probabile che le agevolazioni verranno rilasciate solamente a coloro che risiedono in città con più di 60 mila abitanti, con possibilità di scegliere se utilizzare il bonus per l'acquisto di un mezzo come e-bike o monopattini elettrici oppure per l'acquisto di crediti nei servizi di sharing più diffusi. Tra questi ultimi uno dei più convenienti almeno in queste prime fasi di riapertura è il servizio offerto da Helbitz che propone ad un prezzo di 29,99 euro al mese un accesso illimitato ai monopattini e alle e-bike distribuiti in tutto il territorio italiano. Naturalmente per garantire un servizio accessibile a chiunque in possesso dell'offerta Helbitz Unlimited l'azienda ha introdotto alcune clausole per limitare un utilizzo massivo da parte dei singoli utenti. Si potrà infatti utilizzare il servizio per un massimo di 30 minuti e con una pausa di 20 minuti tra una corsa e l'altra. #### Evento Apple gratis per tutti gli sviluppatori > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:50 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Applicazioni - Tipologia: Notizia **Davide**: Apple ha fissato la data per la 31esima Worldwide Developer Conference, la conferenza annuale dove l'azienda presenta i nuovi sistemi operativi oltre a dare grande spazio agli sviluppatori di tutte le età. Si partirà il 22 giugno e gli eventi saranno gratuitamente accessibili per tutti gli sviluppatori. Lo scorso anno l'accesso ai laboratori e ai convegni costava 1600 dollari a sviluppatore e non c'era spazio per tutti, si andava a sorte. Quest'anno invece basterà un account e scaricando l'app Apple Developer si avrà accesso a tutte le sessioni. A partire da giugno sull'app verranno inserite tutte le informazioni sui keynote, sui laboratori virtuali e ogni informazione per seguire l'evento nel suo nuovo format. Apple ha annunciato come sempre un concorso per gli studenti, la Swift Student Challenge. L'obiettivo è semplice, creare un Playground, ovvero un progetto anche semplice che possa girare in un tempo di 3 minuti e che mette in mostra l'ingegno e il talento dei ragazzi. Non serve Xcode, basta Swift Playground disponibile su iPad o MacOS. Per vincere la Swift Student Challenge si può inviare il progetto fino al 18 maggio. Lo scorso anno la World Wide Developer Conference 2019 ha visto la partecipazione di oltre 350 studenti provenienti da 37 diverse nazioni e sono state vinte 39 borse di studio da studenti italiani, tre dei quali si sono aggiudicati anche un premio speciale. #### I gusti letterari del lockdown secondo Alexa > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:23 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Assistenti virtuali - Tipologia: Notizia **Davide**: Amazon può contare su Audible, ebooks e le ricerche Alexa per realizzare classifiche degli autori e dei romanzi, più ricercati e più letti. Recentemente sono stati pubblicati i gusti letterari, secondo Alexa, dei lettori digitali durante la quarantena, mettendoli a confronto con il 2019. Per quanto riguarda le ricerche, al primo posto è salito Charles Perrault, autore di una delle più famose varianti di "Cappuccetto rosso", posizione che era occupata nel 2019 da Dante Alighieri, che invece raggiunge il quarto posto. Alessandro Manzoni mantiene invece il secondo posto. Scala invece la classifica Boccaccio, che raggiunge il terzo posto. Sara forse per il fatto che il suo Decameron ricorda tanto il lockdown di questi giorni? Sparisce dalla classifica dei primi dieci Stephen King, i cui romanzi horror non sono forse adatti al periodo di tensione che stiamo vivendo. Per quanto riguarda gli audiolibri, la classifica vede ai primi posti "La misura del tempo" di Gianrico Carofiglio, "I leoni di Sicilia" di Stefania Auci e "La casa delle voci" di Donato Carrisi, che rimpiazzano la saga di Harry Potter, che nel 2019 occupava la prima posizione. Infine per quanto riguarda gli e-book, i libri sul calcio sono stati rimpiazzati da La Ragazza della Neve, che racconta di una rete di spie donne ancora durante la seconda guerra mondiale. Al secondo posto invece compare un titolo motivazionale, stai calmo e usa le parole giuste nel giusto ordine, mentre il terzo posto è occupato da Harry Potter. Insomma, in questo periodo la gente nei libri vuole qualcosa di più leggero e titoli motivazionali, forse per cercare un rifugio dalla forte tensione che la quarantena e il lockdown stanno causando e risollevarsi quando tutto questo sarà finito. #### L’orto in una stanza > Fonte: AgroNotizie - Timestamp: 06:27 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Alimentazione, Ambiente, Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: Il 70% dell'acqua dolce disponibile sul pianeta viene utilizzato nell'agricoltura, la crescita demografica richiede l'aumento della produzione di cibo, la continua espansione delle aree urbane porta a ridurre le aree coltivabili. Tra i grandi problemi che fra non molti anni saremo costretti ad affrontare e affrontare seriamente, ma già oggi per fortuna grazie alla tecnologia stiamo vivendo una nuova rivoluzione agricola, la cosiddetta agricoltura digitale o agricoltura 4.0. Grazie a sensori, serra idroponiche e droni riusciremo infatti a sfruttare meglio le poche risorse disponibili, sprecando meno acqua, ottenendo prodotti migliori in maggiore quantità e riducendo notevolmente gli spazi. Cominciamo da soluzioni meno invasive, ovvero mantenendo un metodo per così dire classico di ampie zone di terreno, avendo già un campo coltivato esistono già numerose soluzioni al fine di migliorare il prodotto, sprecare meno risorse e ridurre il carico di lavoro. Il progetto DataBio ha infatti già dimostrato i benefici dell'utilizzo dei big data applicati a vari settori tra cui l'agricoltura, la civicoltura, la pesca e l'acquacoltura. In particolare grazie all'acquisizione e all'analisi dei dati raccolti dai diversi sensori è possibile seguire la pianta in ogni sua fase, dalla crescita fino alla completa maturazione, in modo da creare un modello produttivo adatto ed ecosostenibile tenendo anche conto delle condizioni climatiche e del terreno. Un esempio relativamente semplice è dato dall'irrigazione, invece di irrigare l'intero campo, sprecando una notevole quantità di acqua, si possono sfruttare i dati dell'umidità del terreno e dell'aria nelle varie zone modulando le risorse in base alla reale necessità. Ovviamente saper sfruttare al meglio i numerosi dati a disposizione è fondamentale e DataBio ha proprio lo scopo di essere non solo un centro di raccolta di informazioni ma anche una piattaforma di scambio e arricchimento grazie al lavoro di esperti. Nel settore delle tecnologie e dell'informazione, da una parte dunque i produttori che forniscono i dati raccolti dall'altra gli studiosi che analizzano e forniscono modelli produttivi adeguati, sostenibili ed economici. Rimanendo in tema di analisi di dati il progetto Flourish finanziato dall'Unione Europea e di cui fanno parte l'Italia, Francia e Germania, prevede l'utilizzo di due diversi dispositivi. Da una parte un drone che attraverso una serie di sensori riesce a determinare lo stato di salute delle zone agricole, dall'altra dei robot di terra che intervengono in modo diretto autonomo sul terreno a seconda delle indicazioni date dal drone. Attraverso una telecamera una serie di sensori che determinano la posizione, la temperatura, forniscono immagini visibili e spettrali e soprattutto grazie a sistemi di intelligenza artificiale infatti il drone crea una mappatura del terreno misurando i livelli di irrigazione di clorofilla distinguendo le culture dalle erbe infestanti. Il robot di terra poi oltre a fare da base di ricarica per il drone si muove autonomamente per spargere nelle zone opportune gli agrofarmaci, idratare le piante e rimuovere le erbe dannose. Sono già stati effettuati diversi test sulla coltura di girasoli e barbabietole da zucchero con risultati ottimi ma la metodologia applicata è estremamente versatile e adattabile a qualsiasi altro tipo di prodotti. Ancora una volta a beneficiarne non sono solo l'ambiente e il consumatore ma anche il produttore che potrà ridurre gli sprechi e concorrere meglio a livello internazionale. Ovviamente questo grande quantitativo di informazioni può essere utile anche al consumatore. È in corso un accordo tra Alleanza Cooperative Agroalimentari e Vodafone, quest'ultima fornisce finanziamenti e incentivi nei vari progetti di agricoltura digitale, in particolar modo nell'adozione di una blockchain che permetterà lo sviluppo di app per poter visualizzare attraverso un QR code tutte le informazioni relative a ciò che si andrà ad acquistare, dal campo in cui la coltura è avvenuta alle varie fasi di lavoro dietro al prodotto. Parallelamente si sta lavorando per coprire le zone agricole con la banda ultralarga, in quanto una connessione veloce ed affidabile è fondamentale in questo campo la tecnologia 5G potrà veramente fare la differenza. Fino ad ora abbiamo analizzato come la tecnologia può migliorare un metodo che ormai viene adottato da migliaia di anni. Esiste però un'altra soluzione che è destinata ad avere una crescita esponenziale che cambia radicalmente in modo in cui si va a coltivare il prodotto. Questa coltivazione del futuro vede al centro le serre idroponiche e l'agricoltura verticale, come già viene nelle aree urbane metropolitane, infatti uno sviluppo verticale permetterebbe di concentrare una quantità di prodotto notevolmente maggiore, limitando l'area di terreno utilizzata. Ovviamente nello sviluppo verticale la scelta di usare una coltivazione idroponica è obbligata ma in che cosa consiste questa tecnologia? Sostanzialmente il suolo viene completamente abbandonato e si utilizza esclusivamente l'acqua come veicolo di sostanze nutritive per le piante. In questo modo si può creare un, per così dire, terreno artificiale controllato in ogni dettaglio. Le piante possono essere nutrite con sostanze specifiche personalizzate e ovviamente la loro crescita non è ostacolata da parassiti o piante infestanti. In questo modo è possibile ottenere una coltivazione biologica evitando l'utilizzo di pesticidi, proteggendo le coltivazioni da fenomeni atmosferici avversi e riducendo al minimo gli scarti. L'efficienza del sistema è garantita anche dall'utilizzo di un sistema ciclochiuso in cui l'acqua e le sostanze nutritive rimangono in circolo e dunque possono essere dopo una fase di disinfestazione recuperate e utilizzate in modo da risparmiare, notevolmente sulle risorse. Il metodo di coltivazione idroponica inoltre permette di non seguire la stagionalità del prodotto, in quanto condizioni di umidità, temperatura e quantità di luce sono riprodotti e controllati artificialmente. Non solo, possono essere controllati anche i valori di acidità e salinità dell'acqua, in modo da creare un ambiente adatto e confortevole per ogni tipo di coltura. Infine queste serre possono essere costruite all'interno o vicino ai centri cittadini in modo da poter avere a disposizione nei supermercati un prodotto non solo qualitativamente superiore ma anche fresco e facilmente reperibile. Tirando le somme, ad oggi il metodo di coltivazione idroponica è quello più adatto alle esigenze del futuro e sicuramente pensa anche all'utilizzo di una possibile base lunare e marziana. Il processo di adeguamento è però ancora lungo e molti preferiscono adottare ancora i metodi tradizionali dove comunque numerose tecnologie sono già presenti e pronte per fornire un aiuto sostanziale all'ambiente, ai produttori e anche a noi tutti consumatori. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, di certo investire e molto nel settore agricolo sarà in futuro una scelta obbligata per poter sostenere dei così alti livelli di crescita demografica. #### Conclusione - Timestamp: 13:19 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio, per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram, tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e20 ## Il futuro dell'automobile > In questa puntata approfondiremo la tematica introdotta nella puntata “[Tecnologie per salvare il Pianeta](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e10)”, in cui abbiamo parlato delle principali tecnologie in grado di ridurre l’inquinamento globale. Il focus di questa settimana saranno le [macchine elettriche](https://it.wikipedia.org/wiki/Auto_elettrica), scopriremo che cosa sono, come funzionano nella pratica, quali vantaggi e quali svantaggi le caratterizzano. Ne parleremo insieme a [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html). Come sempre prima dell’argomento della settimana, ci sarà uno spazio dedicato alle notizie più interessanti, partendo dalla possibilità di ascoltare la musica in contemporanea su [Spotify](https://www.spotify.com/it/) e della nuova funzione di pagamento introdotta da [PayPal](https://paypal.com/). - Stagione: 2 - Episodio: 20 - Data di pubblicazione: 2020-05-16 06:45:00 - Durata: 16:11 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e20](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e20) - Episodi correlati: s2e10 - Tag: pianeta,ambiente,auto,elettriche,tesla,charger,elettricità,futuro,spotify,paypal,contactless,pagamenti,radio,coda,condivisa,ecobonus,incentivi,macchina ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella puntata di oggi faremo una chiacchierata sulle macchine elettriche, scopriremo come funzionano analizzando i punti di forza ma anche i punti deboli. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Ascolta la musica con chi vuoi su Spotify > Fonte: iPhoneItalia.com - Timestamp: 00:52 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Spotify ha da poco introdotto una nuova funzione, per il momento ancora in fase beta per i soli utenti premium. Questa viene chiamata sessione di gruppo e permette di creare una coda di riproduzione condivisa con i propri amici. L'utente host infatti riceve un codice scansionabile dall'app con cui è possibile invitare chiunque a partecipare alla sessione creata che scadrà dopo un'ora di inattività. Una volta che si diventa partecipanti è possibile ascoltare in tempo reale la coda di riproduzione dell'host, ma è anche possibile rimuovere o aggiungere brani, mettere in pausa, passare alla canzone successiva o tornare a quella precedente. Le modifiche di un ospite o dell'host stesso poi avranno effetto in tempo reale su tutti gli altri ospiti della sessione. Infine non sembrano esserci, almeno per il momento, un limite massimo al numero di utenti che possono partecipare ad una sessione di gruppo, ma Spotify ha assicurato che continuerà a far evolvere l'esperienza nel tempo in base ai feedback degli utenti. #### PayPal diventa contactless > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:55 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella fase 2 i pagamenti elettronici saranno fortemente raccomandati e anche PayPal ha lanciato la nuova funzione per tutti i suoi utenti. L'idea è semplice, basta scansionare il codice QR in un negozio che sfrutta il sistema per pagare direttamente con il conto PayPal collegato. Tutto ciò che serve è il proprio smartphone e l'applicazione ufficiale. Il costo per gli utenti è nullo nel caso di pagamento effettuato per beni e servizi. Per quanto riguarda i negozianti, PayPal fa sapere che fino al 13 settembre 2020 le tariffe sui pagamenti con codice QR sono temporaneamente revocate, dopodiché il costo sarà pari a 0,50% più 20 centesimi per ogni transazione. Per questa seconda metà della puntata siamo in compagnia di Matteo Gallo, autore del podcast Studente di Tecnologie Forestali per introdurre e approfondire alcune questioni riguardanti il settore dei veicoli elettrici, in particolar modo quello delle autovetture. #### Il futuro dell’automobile > - Timestamp: 02:55 - Autori: Matteo Gallo, Davide Fasoli - Argomenti: Automobili, Batterie - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Questa volta inoltre cercheremo di riprendere il discorso introdotto nella puntata Tecnologie per salvare il pianeta in cui abbiamo parlato insieme delle principali tecnologie in grado di ridurre l'inquinamento globale tra cui appunto le macchine elettriche. **Matteo**: Sì, ancora prima che scoppiasse l'emergenza sanitaria avevamo confrontato molto brevemente le due tipologie di motori, quello termico e quello elettrico, evidenziando soprattutto come il secondo sia nettamente più efficiente rispetto al primo in termini di rendimento e al giorno d'oggi non è quindi possibile ricoprire il gap che esiste con le attuali vetture termiche, dal momento che queste ultime, per arrivare ai livelli che conosciamo attualmente, hanno richiesto tempi di ricerca e sviluppo lunghissimi, risalgono ai primi anni del novecento, periodo in cui hanno iniziato ad affermarsi in maniera definitiva i primi modelli a benzina. I motori elettrici invece, nonostante vi sia qualche sperimentazione risalente anche al secolo scorso, hanno iniziato a ricoprire una discreta fetta del mercato automobilistico solamente negli ultimi anni. **Davide**: Certamente, oggi comunque non tratteremo il tema dal punto di vista puramente ambientale come abbiamo fatto nella puntata sulle tecnologie per salvare il pianeta, che ovviamente vi invito a riascoltare o ascoltare se ancora non l'avete fatto, ma discuteremo soprattutto del funzionamento e della componentistica che caratterizza questi fantastici veicoli, approfondendo in particolar modo la fase di ricarica. E a questo punto ti pongo la prima domanda, come introdurresti l'argomento ad una persona che non ho mai sentito parlare anche se ovviamente questo è il quanto improbabile di macchine elettriche? **Matteo**: Molto semplicemente una macchina elettrica corrisponde ad un veicolo che al posto di utilizzare i combustibili fossili, quali benzina o gasolio, utilizza appunto l'energia elettrica. In termini meccanici il processo parte dall'accumulo di energia in un set di batterie, a ioni di litio, e successivamente, grazie ad un inverter che trasforma la corrente alternata in corrente continua, viene trasferita direttamente nel motore della vettura. Naturalmente, sfruttando la capacità di immagazzinamento delle batterie, in queste vetture non sono presenti i serbatoi, dal momento che questi utilizzano esclusivamente l'alimentazione elettrica, dunque anche la modalità di ricarica avviene in maniera e soprattutto con tempistiche diverse, rispetto ai comuni veicoli a combustione. La fase di caricamento del veicolo può essere effettuata presso le colonnine di ricarica rapide situate in luoghi pubblici, supermercati, oppure anche nei parcheggi aziendali e nei wallbox del proprio garage, mediante l'installazione di impianti elettrici a voltaggio aumentato. Tuttavia, uno dei problemi che spesso impedisce a dei possibili acquirenti di comprare appunto un veicolo elettrico riguarda i tempi di ricarica molto lunghi. La velocità di caricamento in questo caso dipende da due fattori, la potenza in kilowatt con cui si ricarica e la potenza massima accettata dal caricabatterie interno del veicolo. Normalmente i due valori spesso non coincidono tra loro, in quanto la ricarica si può effettuare sì nella propria residenza, ma talvolta può capitare che per esigenze esterne debba essere fatta in charger diversi. Comunque il valore che prevale tra i due, ovviamente per questioni di sicurezza e per tutelare l'integrità capacitiva della batteria, è sempre il valore più piccolo. Cosa intendo con questo? Che se ad esempio una stazione di ricarica offre una potenza pari a 7.4 kW mentre l'auto possiede un caricabatterie interno da massimo 3.7 kW, la ricarica avverrà per le ragioni incitate a 3.7. Ovviamente la situazione si ripete anche il contrario, sempre con gli stessi criteri. Quindi charger da 3.7, capacità del veicolo pari a 7.4, di conseguenza ricarica sarà a 3.7 kW. **Davide**: Dunque, per capire meglio, la fase di ricarica per le auto elettriche sembra molto più complessa rispetto ad un normale pieno effettuato regolarmente per una classica auto a benzina. Suppongo inoltre che le difficoltà siano ben diverse e in questo caso è che sicuramente esisteranno anche dei sistemi di sicurezza affinché non fuoriesca per sbaglio una notevole quantità di energia. Perché ricordiamolo, non si tratta di un tipico impianto domestico a 220 volt, bensì di voltaggi industriali. Comunque Matteo immagino che se ne potrebbe parlare per ore volendo, ma non avendo tutto questo tempo a disposizione ti chiedo infine molto brevemente se ci sono sistemi di sicurezza in fase di ricarica e quanto costa un pieno di energia rispetto ad un pieno di gasolio o benzina. **Matteo**: Sì, volendo potremmo parlarne a lungo, l'argomento è molto interessante. In sintesi comunque esistono dei sistemi ovviamente che impediscono il distacco del tubo di ricarica, altrimenti molte persone rimarrebbero fulminate. Un'altra di questi è il control box, presente sul cavo dell'alimentazione che garantisce appunto la sicurezza delle operazioni durante la ricarica. E per quanto concerne i costi di ricarica si potrebbe inizialmente associare la macchina elettrica ad un'utenza energetica mostruosamente alta, in realtà è meno di quanto si possa pensare. Normalmente i veicoli elettrici in commercio consumano in media dai 6 agli 8 km per kWh, dunque se un kWh costa in bolletta dai 19 ai 41 centesimi se non sbaglio, con un euro si potrebbero percorrere in media più di 30 km, non male direi. L'unico problema che sussiste a mio modo di vedere sono i tempi di ricarica che come già detto possono essere più o meno lunghi. **Davide**: Certo, ci tenevo a sottolineare che Tesla comunque nel corso degli ultimi anni ha implementato una serie di distributori di energia ad alto voltaggio proprio per limitare il problema legato alle tempistiche di caricamento. **Matteo**: Senza dubbio, per chi non lo sapesse, Tesla possiede la rete di supercharger con velocità di ricarica più efficiente al mondo, inoltre il sistema di infotainment è in grado di calcolare la distanza dal punto di partenza al punto di arrivo prestabilito, inserendo se necessario una deviazione in uno di questi punti di ricarica, ovviamente del tutto automaticamente. **Davide**: Diciamo che la fase di ricarica delle macchine elettrica è molto più avanzata a livello tecnologico rispetto a quella dei classici veicoli a cui siamo abituati normalmente. Senti, e per quanto riguarda le ibride invece? Come saprai attualmente sono molto in voga questo tipo di automobili, tanto che Toyota sta capitalizzando molto grazie ad esse. A proposito ho letto sul sito NewsAuto che nell'anno 2019 delle 100.000 ibride immatricolate la maggior parte erano Toyota. Invece per quanto riguarda le auto elettriche le vetture immatricolate lo scorso anno hanno sfiorato appena i 10.000 modelli. Parlando in termini percentuali, la crescita delle ibride rispetto al 2018 è aumentata del 33%, mentre quella dell'elettrica addirittura del 110%. Eppure nonostante ciò stiamo parlando di un rapporto 1 a 10, sapresti dirmi come mai? **Matteo**: Per spiegare questo fenomeno dobbiamo analizzare i vantaggi delle una rispetto alle altre. Le ibride, come dice la parola stessa, sono una mezza via tra le classiche auto a benzina o diesel e le macchine elettriche, questo è dovuto al fatto che le ibride possiedono ben due motori e non uno singolo, come nelle elettriche. Notiamo quindi che il problema dell'autonomia è già parzialmente risolto grazie esclusivamente alla presenza del secondo motore. Questo inoltre è in grado di cooperare in maniera continua con il motore termico, soprattutto quando si viaggia a velocità molto diverse. In centro urbano, per esempio, quando l'ibrida viaggia a basse velocità, la propulsione è completamente elettrica, perciò anche da un punto di vista ambientale si guadagna a paricchio in termini di inquinamento. Nel momento in cui il conducente accelera per fornire maggiore potenza interviene il motore termico. L'obiettivo principale di queste vetture è dunque quello di risparmiare il più possibile in termini di autonomia. In centro urbano per i continui cambi di velocità le ibride sfruttano il motore elettrico per consumare ed inquinare di meno. Dall'altra parte l'autostrada, per esempio, a velocità sì maggiori ma comunque costanti interviene maggiormente il motore termico, in modo da ridurre i costi e aumentare di conseguenza l'autonomia. Poi esistono diverse tipologie di motori elettrici che vengono montati esclusivamente nelle ibride, ognuno con le proprie caratteristiche, ma non entrerò ulteriormente a fondo visto che comunque il focus della puntata è sulle elettriche. **Davide**: Certamente e aggiungerei anche la questione legata al prezzo se sei d'accordo. Attualmente in Italia e anche nel resto del mondo in realtà, solamente la differenza di prezzo tra un'ibrida e un'elettrica può arrivare anche a diverse decine di migliaia di euro. Direi che si tratta di un fattore che un cittadino medio non può non tenere in considerazione vista alla crisi pre e soprattutto post emergenza sanitaria. **Matteo**: Sicuramente hai fatto bene a sottolinearlo. Ma pensa che se per le auto ibride i prezzi si aggirano intorno a quelli delle tipiche automobili a benzina o diesel, per le vetture elettriche si può arrivare anche fino a 200.000 euro per una Porsche Taycan. Chiaramente un acquirente interessato più al risparmio che al comfort è alla possibilità di acquistare ottime vetture anche con 25.000 euro. Per di più i prezzi col passare degli anni si stanno abbassando sempre di più grazie soprattutto allo sviluppo tecnologico nel settore. **Davide**: E a questo punto mi parlerai di incentivi ecobonus. **Matteo**: Certo, direi che si allineano alla perfezione con quanto appena detto. Dunque facendo un passo indietro per chi non lo sapesse, lo Stato italiano ogni anno mette a disposizione un fondo disponibile per tutti coloro che dovessero decidere di acquistare un'auto ad emissioni ridotte. Ovviamente più l'auto inquina meno e più l'incentivo sarà maggiore. Attualmente l'ecobonus auto per il 2020 rimane invariato rispetto all'anno precedente e rimarrà tale, salvo future modifiche, almeno fino al 2021. L'unico elemento che cambia rispetto all'anno precedente riguarda il fondo portato a 70 dai precedenti 60 milioni di euro. È stato deciso di suddividere questa cifra in due tanti. La prima fetta di 40 milioni sarà disponibile da inizio anno fino al 30 giugno, mentre la restante parte tra giugno e dicembre. Oltre al fondo governativo sarà possibile sommare laddove è presente anche un ulteriore fondo regionale. Ma la domanda è, ma chi spetta questi vantaggi? In realtà a tutti coloro che decideranno di acquistare un'auto a ridotto impatto ecologico e comunque non è uguale per tutti, anche perché esistono auto che inquinano di più e auto che inquinano di meno. La legge di bilancio prevede comunque due scaglioni basati sulle quantità di particolato che viene rilasciato nell'area e il primo comprende tutti quei veicoli che hanno una range di emissioni che varia dai 20 ai 70 grammi per chilometro e garantisce un bonus di 1500 euro più un ulteriore sconto se si decide di rottamare la vecchia auto, a parto però che sia della stessa categoria. Se invece si acquista un'auto con emissioni inferiori ai 20 grammi per chilometro si avrà diritto ad uno sconto di 4000 euro fino a 6000 in caso di rottamazione. **Davide**: Va bene, ti ringrazio per il tuo intervento sempre puntuale e ci sentiremo a brevissimo in una prossima puntata. **Matteo**: Ciao a tutti e alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 15:19 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un ultimo vantaggio delle auto elettriche che non abbiamo menzionato durante la chiacchierata è che non pagano il bollo per i primi 5 anni e in alcune regioni addirittura per l'intera vita del veicolo. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio, per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram. Tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e21 ## Grafene: la pietra filosofale del XXI Secolo > Il [grafene](https://it.wikipedia.org/wiki/Grafene) potrebbe essere la base di una rivoluzione tecnologica e scientifica senza precedenti, con ripercussioni positive in tutti gli ambiti della società, dagli spostamenti alla salute, dal mondo degli smartphone a quello della domotica. Un materiale super resistente, ma allo stesso tempo flessibile e leggero, con campi di applicazione pressoché infiniti, dai display pieghevoli a batterie più performanti, da rivestimenti per mezzi di trasporto a filtri per produrre acqua distillata. Come sempre scopriremo anche le notizie più interessanti della settimana, parlando delle rassicurazioni dell’[ANCI](http://www.anci.it) per quanto riguarda il 5G e di [KC N901](https://www.kcwearable.com/enpc/n901.html), un visore in grado, fra le altre cose, di misurare la temperatura corporea in tempo reale. - Stagione: 2 - Episodio: 21 - Data di pubblicazione: 2020-05-23 06:45:00 - Durata: 13:34 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e21](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e21) - Episodi correlati: s1e8, s2e2 - Tag: grafene,ue,graphene,futuro,pietra filosofale,innovazione,medicina,display,batterie,biomedicina,nanotecnologia,5g,airc,iss,anci,disinformazione,visore,febbre,coronavirus,polizia ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi faremo una chiacchierata con Luca Martinelli per parlare di un materiale innovativo che potrebbe portare a degli incredibili vantaggi per lo sviluppo tecnologico di tutto il genere umano. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Disinformazione sul 5G > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Parliamo ancora di 5G e della preoccupante disinformazione riguardo a questa nuova tecnologia. Molti comuni italiani, soprattutto di piccole dimensioni, infatti stanno vietando tramite delle ordinanze la sperimentazione della rete di quinta generazione sul proprio suolo, invocando il principio di precauzione. Proprio per questo è entrata in campo l'ANCI, l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, per fornire il quadro della situazione e rassicurare i cittadini e gli scettici sul tema. Innanzitutto sono solamente 120 i piccoli comuni che si trovano nel cosiddetto Digital Divide dove gli operatori dovranno fornire i servizi 5G e che dunque non sono sottoposti ad una sperimentazione come spesso si crede. Inoltre la nuova rete mobile per funzionare sfrutterà la banda ora dedicata alla trasmissione televisiva, dunque fino al 1 luglio 2022 queste antenne non potranno essere attivate. Sia la fondazione AIRC, sia l'Istituto Superiore di Sanità rassicurano inoltre che il 5G non è nulla di diverso dalle precedenti generazioni di rete mobile e non vi è nessuna correlazione tra questa e l'insorgenza di eventuali tumori. Infine va detto che l'Italia ha messo la salute dei cittadini al primo posto ponendo i limiti a 6 Volt per metro, dunque ben al di sotto di quelli consigliati dall'OMS e dall'Unione Europea posto invece a 20 Volt per metro. Se volete approfondire l'argomento vi invitiamo ad ascoltare la puntata a partire in 5G dove rispondiamo alle bufale più frequenti legate a questo tema. #### Un visore per misurare la febbre > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:33 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Tra le nuove consuetudini a seguito della ripartenza dopo la pandemia, oltre alle mascherine potremo presto considerare normali anche forze dell'ordine che indossano caschi speciali. Sono il metto in grado di misurare la temperatura corporea delle persone e alcune unità sono già in possesso dei carabinieri per i test sul campo. L'elmetto si chiama KCN901 ed è prodotto dall'azienda cinese KC Wearable. Si tratta di un visore a realtà aumentata con angolo di campo di 35 gradi. La termocamera può misurare la temperatura in un intervallo compreso tra meno 20 e più 120 gradi centigradi con una accuratezza dichiarata di più 0,3 gradi centigradi a una distanza di 2 metri. Ma la misurazione può anche avvenire a una distanza che arriva fino a 7 metri. L'elmetto può essere anche usato per altre finalità. Oltre a misurare la temperatura di un individuo specifico, può misurare la temperatura delle persone in grandi folle, scansionare il codice QR prodotto ad esempio da un'applicazione di tracciamento, riconoscere le targhe, individuare le persone al buio oppure riconoscere le persone utilizzando il riconoscimento facciale. Il comando generale dei carabinieri di Roma ha confermato lo svolgimento dei test. Uno dei primi test è stato effettuato due settimane fa nei pressi della linea rossa M1 della metropolitana. Si è trattato di due militari del radiomobile che hanno utilizzato l'elmetto durante il normale lavoro. #### Grafene: la pietra filosofale del XXI secolo > - Timestamp: 04:23 - Autori: Luca Martinelli, Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione, Materiali - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Oggi siamo nuovamente in compagnia di Luca Martinelli per parlare di materiali e nello specifico di un materiale che potrebbe essere la base di una rivoluzione tecnologica e scientifica senza precedenti che avrà ripercussioni, positive ovviamente, in tutti gli ambiti della società, dagli spostamenti alla salute, dal mondo degli smartphone a quello della domotica. Dunque Luca, come vuoi cominciare a parlarne? **Luca**: Ciao a tutti e ciao a te Davide, da dove potrei partire? Immagina e immaginate un materiale super resistente ma allo stesso tempo flessibile e leggero, con campi di applicazione pressoché infiniti che vadano dai dispili pieghevoli a batterie più performanti, ma anche da rivestimenti per metodi di trasporto fino a filtri per produrre in modo facile acqua distillata. Chi non è nuovo al mondo Marvel sa che un materiale simile, chiamato Vibranio, è presente nel mondo ideato da sta lì. Quello che ho appena descritto però non è il frutto dell'immaginazione di un fumettista, bensì un materiale che è stato realizzato nel 2004 e che da anni, come hai anticipato, promette di rivoluzionare ogni aspetto della tecnologia. Beh, penso che l'abbiate anche già capito dal titolo della puntata e il materiale in questione è il grafene. **Davide**: Ok, andiamo con ordine. Innanzitutto, che cos'è e che proprietà ha questo materiale che lo rende così speciale? **Luca**: Sì, il grafene, come ho già detto, è stato scoperto nel 2004 da due fisici dell'università di Manchester che per questo hanno conseguito il premio Nobel per la fisica nel 2010. È un materiale formato solamente da atomi di carbonio che è un elemento che compone anche i diamanti e le mine delle matite, ma è anche alla base della vita sulla terra. Il carbonio si dispone su un piano formando delle celle esagonali. Per capire la semplicità della sua struttura si potrebbe realizzare del grafene anche a casa, strofinando ad esempio la mina di una matita raccogliendone la polvere con un nastro adesivo. Per ottenere un materiale dato ad applicazioni pratiche, però il procedimento è molto più complesso e questo tra l'altro è uno dei motivi per cui il grafene non è ancora presente in modo massiccio nelle nostre vite. Parlando di proprietà, invece, il grafene dal punto di vista elettrico si comporta come un semiconduttore. In altri termini ha caratteristiche simili al silicio con cui si realizzano tutti i dispositivi elettronici in commercio. Sfruttando proprio questa proprietà, IBM nel 2010 ha realizzato un transistor al grafene quasi 100 volte più veloce di quelli al silicio. La diretta conseguenza sarebbe la produzione di microprocessori migliaia di volte più performanti di quelli attuali. Dal punto di vista termico, invece, ad oggi il grafene è il miglior conduttore termico noto. **Davide**: E all'atto pratico questo che cosa può significare? **Luca**: Beh, è molto semplice, che può essere sfruttato sia come isolante per le abitazioni ma anche per la produzione, ad esempio, di pannelli solari, il doppio più performanti di quelli attualmente in commercio. Infine, il grafene è il materiale più sottile al mondo ed è praticamente trasparente. È più resistente del diamante ed è pure elastico e può infatti essere stirato fino al 20% della sua lunghezza. In un esempio pratico, un foglio di grafene di un metro quadro invisibile e dal peso di soli 0,7 milligrammi può sostenere un peso di addirittura 4 kg senza rompersi. **Davide**: Ma dal punto di vista pratico, queste caratteristiche come possono essere sfruttate per realizzare strumenti o nuove tecnologie? **Luca**: Fogli di grafene appositi possono essere utilizzati come filtri, ad esempio per desalinizzare l'acqua. Sarebbe dunque possibile ottenere acqua distillata dall'acqua di mare in modo istantaneo e senza procedure lente e talvolta costose, come avviene in questo momento. In pratica, arricchendo poi l'acqua distillata con sali minerali, si riuscirebbe a risolvere il problema della disponibilità di acqua potabile, in quanto si potrebbe sfruttare direttamente quella di mare. Deformandolo creando delle creste e invece il grafene può accumulare molecole di idrogeno, per poi rilasciarle eliminando le deformazioni. Tale proprietà può essere ad esempio sfruttata nella rilevazione di gas o nella produzione stessa dell'idrogeno. In ambito sportivo, il grafene viene già utilizzato per produrre racchette da tennis più leggere, dinamiche e resistenti, mentre l'azienda italiana Vittoria utilizza molecole di grafene per realizzare delle gomme da ciclismo che assicurano maggior velocità, aderenza e resistenza. Lontano da noi, invece, nello spazio, il grafene può essere sfruttato per costruire delle enormi ma allo stesso tempo leggerissime vele solari. Queste vele sfruttano la spinta data dai raggi del sole per raggiungere velocità elevatissime, senza l'utilizzo però di carburante, e questo ci permetterebbe addirittura di raggiungere altri sistemi solari. Si potrebbero inoltre realizzare dei rivestimenti antistatici o anticorrosione, schermature per le onde elettromagnetiche. **Davide**: Nella vita di tutti i giorni, invece, il grafene che applicazioni potrebbe avere, che forse poi è quello che ci interessa di più? **Luca**: Beh, sicuramente nella realizzazione di dispositivi biomedici, display flessibili e ultrasottili che potrebbero essere addirittura integrati nelle t-shirt o sui muri di casa, ma si potrebbero realizzare anche batterie più capienti e performanti rispetto a quelli attuali. **Davide**: Sì, ne avevamo parlato nella puntata sopravvivere con il 2% che fra l'altro vi invito caldamente a recuperare. Insomma, da quello che emerge il grafene è veramente il materiale perfetto del futuro, con campi di applicazioni infiniti che magari ad oggi ancora non riusciamo a immaginare e da quello che sembra soprattutto in ambito bioingegneristico. **Luca**: Esattamente, e proprio per questo l'Unione Europea ha deciso di lanciare l'iniziativa Graphene Flagship, stanziando fondi e coordinando tutte le attività di ricerca legate appunto al grafene. Uno studio della BBC Research del 2016, infine, prevede che il mercato sarà valutato a 2,1 miliardi di dollari entro il 2025, con un tasso di crescita annuale del 46,4%. **Davide**: Arrivati a questo punto, la domanda sorge spontanea. Perché dal 2004 ad oggi il grafene, se è così miracoloso, non è ancora presente nella nostra vita di tutti i giorni? **Luca**: La risposta è molto semplice. Quello che serve in ambito commerciale sono grandi fogli di grafene puro. Ciò che riusciamo a produrre, invece, sono dei minuscoli fiocchi che non hanno applicazioni, se non nell'ambito della ricerca o delle nanotecnologie. Da una parte, dunque, abbiamo costi veramente irrisori nella reperibilità delle materie prime. Dall'altra è un'enorme lacuna nella capacità di produzione su larga scala. Ma grazie ai numerosi studi e ricerche, quando finalmente riusciremo a superare questo piccolo, grande ostacolo, saremo già pronti a quella che forse sarà la più grande rivoluzione tecnologica dei prossimi decenni. **Davide**: Bene Luca, grazie di averci parlato di una tecnologia così innovativa che speriamo veramente possa cambiare la nostra vita di tutti i giorni. **Luca**: Grazie a te e a tutti gli ascoltatori. Alla prossima. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Cambiando totalmente argomento, la vera fase 2 è cominciata e il nostro auspicio è che possa portare ad un maggiore utilizzo della moneta digitale da parte sia dei consumatori ma anche da parte degli esercenti. #### Conclusione - Timestamp: 12:42 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram. Tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e22 ## Destinazione Marte > La curiosità per lo spazio intriga l’uomo sin dall’inizio dei tempi. Gran parte dei misteri, a fronte di [tante scoperte](https://it.wikipedia.org/wiki/Esplorazione_spaziale), sono lungi dall’essere completamente compresi e ci vorranno decenni, se non secoli, prima di riuscire a comprendere, forse solamente in minima parte, il concetto di [Universo](https://it.wikipedia.org/wiki/Universo). L’uomo comunque non si è mai tirato indietro di fronte a tali sfide; da quando nel 1969 sono sbarcati [i primi uomini sulla Luna](https://it.wikipedia.org/wiki/Apollo_11) l’obiettivo successivo è sempre stato l’esplorazione di Marte, il pianeta potenzialmente abitabile più vicino a noi. Per diversi decenni il progetto di conquista del pianeta rosso è entrato in una fase di stallo a causa della notevole complessità della missione. Qualche anno fa però, Elon Musk ha dichiarato che nel 2050 porterà con la sua SpaceX circa un milione di abitanti su Marte. Nella prima parte della puntata parleremo di del lancio fallito di Virgin Orbit, di una nuova velocità record di comunicazione su una [fibra ottica](https://www.dentrolatecnologia.it/s1e7) preesistente e infine dell’introduzione di [veicoli elettrici](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e20) nelle flotte della polizia. - Stagione: 2 - Episodio: 22 - Data di pubblicazione: 2020-05-30 06:45:00 - Durata: 14:25 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e22](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e22) - Episodi correlati: - Tag: launchamerica,veicoli elettrici,spacex,elon musk,demo2,marte,luna,nasa,virgin orbit,fibra ottica,micro-comb,polizia ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. La puntata di oggi sarà quasi interamente dedicata allo spazio, partiremo con il lancio fallito di Virgin Orbit per poi passare all'incredibile lancio di questa sera di SpaceX, azienda privata che portando due esseri umani nello spazio segnerà senza dubbio l'inizio di una nuova era di esplorazione e innovazione. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete ascoltarci in un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il lancio “fallito” di Virgin Orbit > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 01:05 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Il primo lancio dimostrativo del razzo Launcher One sviluppato dalla compagnia Virgin Orbit è fallito almeno in parte lo scorso 25 maggio a circa metà della missione. L'obiettivo dell'impresa appartenente al gruppo Virgin è quello di fornire nei prossimi anni i mezzi per lanciare in orbita piccoli satelliti a prezzi ridotti, semplificando soprattutto le modalità di lancio. Il 25 maggio Virgin Orbit avrebbe infatti dovuto testare un nuovo sistema suddiviso in due step principali. La prima fase della missione consiste nell'impiego di un Boeing 747, opportunamente modificato, come mezzo di base per trasportare fino a 11.000 metri il razzo dimostrativo Launcher One. Una volta poi raggiunta la quota prestabilita, il razzo si dovrebbe sganciare correttamente per raggiungere un'orbita stabile intorno alla terra e rilasciando un piccolo satellite di prova. Ed è proprio in questa fase che la missione non si è concretizzata. Nonostante il razzo si sia sganciato e abbia acceso i motori come da manuale, un'anomalia gli ha impedito di raggiungere lo spazio per rilasciare il carico. La missione per fortuna si è conclusa in totale sicurezza, con l'atterraggio del Boeing 747 insieme all'equipaggio presso un aeroporto in California. In molti paesi tra cui l'Italia si sta investendo per riuscire a portare la fibra ottica a un gigabit in tutte le case. #### Internet a 44 Terabit/s > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:30 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel frattempo un gruppo di ricercatori australiani è riuscito sfruttando uno speciale dispositivo chiamato Microcombe a raggiungere una velocità record su una fibra ottica preesistente lunga 75 chilometri di ben 44,2 terabit al secondo, il dispositivo che sta già avendo particolare successo in altri campi di ricerca come la spettroscopia o la quantistica e esce dunque sfruttando centinaia di laser a potenziare linee già esistenti abbattendo così i costi per migliorare la rete. I vantaggi di questa tecnologia saranno apprezzabili come dichiarato dai ricercatori, in particolare su linee urbane con distanze dunque che vanno tra i 10 e i 100 chilometri o nei data center dove una velocità di trasmissione elevata è di fondamentale importanza. Certo, non aspettatevi questa velocità nelle vostre case, un'infrastruttura simile però riuscirebbe a far fronte a una richiesta sempre maggiore di collegamenti a internet ultra veloci e aprirebbe le strade anche ad altre applicazioni come l'IoT ovvero l'internet delle cose, le automobili a guida autonoma, la finanza digitale o la medicina. #### Polizia a 0 emissioni > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 03:53 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: In un mondo che punta sempre più alla mobilità green di cui tanto parliamo, anche la polizia non è da meno. In Europa tra i modelli più richiesti dalle forze dell'ordine c'è Hyundai, Kona Electric e Nexo, quest'ultima auto alimentata di idrogeno. L'utilizzo di questi veicoli in primis rappresenta la miglior scelta per inquinare meno nei centri più densamente popolati ma allo stesso tempo permette un risparmio sia per la manutenzione sia per i costi di gestione. L'arma dei carabinieri ha a disposizione due Hyundai X35 che utilizza per il pattugliamento mentre invece la polizia di stato utilizza Hyundai Nexo per i controlli sull'autostrada del Brennero. Infine Hyundai Kona Electric è usata dalle forze di polizia in Svizzera, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. #### Destinazione Marte > - Timestamp: 05:03 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Topic **Davide**: Quante volte nella nostra vita siamo rimasti affascinati, osservando per minuti o intere ore la volta a celeste durante una notte stellata, magari in rival mare oppure sulla cima di una montagna, e ponendoci ogni volta alla stessa domanda, ma che cos'è lo spazio e avrà mai una fine tale immensità? La curiosità per lo spazio intriga l'uomo sin dall'inizio dei tempi. La paura dell'ignoto, i misteri, le scoperte non hanno mai frenato questo istinto primordiale. È proprio grazie ad esso che siamo riusciti a mettere piede sulla luna, a studiare le onde gravitazionali o arrivare a fotografare persino un buco nero. Tuttavia gran parte dei misteri, a fronte di tantissime scoperte, sono lungi dall'essere completamente compresi e ci vorranno decenni, se non secoli, prima di riuscire a comprendere forse solo in minima parte il concetto di universo. L'uomo comunque non si è mai tirato indietro di fronte a tali sfide, da quando nel 1969 sono sbarcati i primi uomini sulla luna, l'obiettivo successivo è sempre stato l'esplorazione di Marte, il pianeta potenzialmente abitabile più vicino a noi. Per diversi decenni però il progetto per la conquista del pianeta rosso è entrato in una fase di stallo a causa della notevole complessità della missione. Qualche anno fa però Elon Musk ha dichiarato sorprendendo tutti che nel 2050 porterà con la sua SpaceX circa un milione di abitanti su Marte. Secondo il CEO di Tesla e SpaceX appunto per riuscire nell'impresa dovrà costruire una flotta composta da mille Starship, una serie di razzi in fase di sviluppo da oltre 110 metri di lunghezza progettati nello specifico per i viaggi nello spazio profondo. Se costruito così come da progetto, Starship sarà il veicolo spaziale più potente mai creato, superando di gran lunga il ben più noto Space Shuttle. Naturalmente prima di arrivare a tale obiettivo, SpaceX nel corso di questi anni punterà ad addestrare un ipotetico equipaggio e soprattutto al miglioramento dei propri veivoli, collaborando oltretutto con l'agenzia governativa della NASA. Le missioni a cui stanno lavorando le due compagnie americane non sono le uniche volte al miglioramento dei loro progetti spaziali. Negli ultimi anni a partecipare a missioni come le Expedition sulla stazione spaziale internazionale ci sono stati diversi paesi, tra cui anche l'Italia con l'astronauta Luca Parmitano, rientrato lo scorso 5 febbraio dall'Expedition 63, tuttora in corso. Riguardo a ciò questa sera potrebbe concludersi, tempo climatico permettendo, la prima missione NASA SpaceX Demo 2 formata da due astronauti statunitensi. Grazie a Elon Musk e alla sua capsule Crew Dragon spinta dal vettore Falcon 9, gli Stati Uniti potranno tornare a lanciare astronauti nello spazio dal proprio territorio per la prima volta dopo 9 anni, da quando fu sospeso il programma Shuttle nel 2011. Finora infatti l'agenzia spaziale americana per mandare astronauti in orbita si era dovuta appoggiare alle vecchie ma comunque affidabili Soyuz Russe. Per giunta, oltre ad essere la prima missione che decollerà sul suolo americano dopo il 2011, Demo 2 da oggi in avanti verrà ricordato anche come il primo lancio nato dalla collaborazione tra un'agenzia governativa, in questo caso la NASA, e un'azienda privata come SpaceX. Con il lancio di Demo 2 potrà iniziare una nuova era che permetterà, grazie all'esposizione mediatica, a diverse compagnie private di finanziare maggiormente le missioni spaziali, rendendole più frequenti e sicuramente meno costose. Ad ogni modo il veicolo spaziale Crew Dragon con a bordo i due astronauti statunitensi decollerà secondo il nuovo programma in tarda serata alle 21 e 22 ore italiana, con la speranza che le fasi di lancio e di aggancio all'is dopo aver compiuto due giri intorno alla Terra, vadano a buon fine. Arrivati poi sulla stazione spaziale internazionale, i due astronauti americani si aggiungeranno all'equipaggio di Expedition 63, composto da un altro americano e da due cosmonauti russi. La permanenza nello spazio dei due astronauti sarà di almeno 110 giorni, equivalente al tempo necessario in previsione del lancio della seconda missione Demo 2, prevista indicativamente nei mesi di agosto e di settembre. Come già accennato in precedenza, il successo di queste missioni è di vitale importanza per le ambiziose SpaceX e NASA, che intendono raggiungere Marte nei prossimi decenni. Riuscire infatti a riportare nello spazio i primi astronauti dal suolo americano sarà un fondamentale traguardo da superare, soprattutto per NASA, che prima di raggiungere il pianeta rosso ha intenzione di effettuare un nuovo sbarco sulla Luna entro il 2024. Il nuovo programma lunare, soprannominato Artemis, questa volta coinvolgerà oltre a NASA anche aziende di volo spaziali commerciali statunitensi e partner internazionali come l'agenzia spaziale europea, quella giapponese e quella canadese. Con lo sbarco di nuovi astronauti sulla superficie lunare, l'obiettivo di NASA per i prossimi anni sarà quello di stabilire una presenza autosufficiente sulla Luna, gettando così le basi per costruire un'economia lunare e la prima stazione orbitante da utilizzare come trampolino per il raggiungimento dei traguardi successivi, ovvero lo sbarco su Marte. Il lancio di Artemis 1, senza equipaggio, verrà secondo la tabella di marcia tra novembre e dicembre 2021 e l'obiettivo primario sarà quello di dimostrare l'affidabilità del razzo vettore Space Launch System, composto a sua volta da un modulo dell'equipaggio e da un modulo di servizio a propulsione. La prima missione Artemis durerà all'incirca 25 giorni e andrà ad effettuare un flyby, ossia un sorvolo della Luna. Successivamente se il rientro del velivolo spaziale avverrà in piena sicurezza, NASA potrà poi pensare a mandare nello spazio un equipaggio per compiere la stessa missione. Uno degli obiettivi di questo programma spaziale è quello di costruire un ipotetico campo base sulla Luna entro il 2030, in grado di garantire missioni in loco fino a due mesi. Il tutto verrà supportato dalla stazione spaziale Lunar Gateway, destinata a fungere da intermediario per le comunicazioni, laboratorio scientifico, modulo abitativo a breve termine e area di contenimento dei rover e degli altri robot. Per compiere una missione di tale portata serviranno risorse finanziarie ben al di sopra di quelle impiegate per la realizzazione del programma Apollo, stimate attorno ai 170 miliardi di dollari. Ma più che una questione economica, i problemi principali riscontrati negli ultimi anni riguardano principalmente i progressi tecnologici nell'ambito della propulsione spaziale, piuttosto deludenti rispetto a quelli effettuati nel campo dell'elettronica. Altri fattori da tenere in considerazione riguardano le dimensioni dei velivoli spaziali, il sistema di supporto vitale, destinato tra l'altro a funzionare per almeno 900 giorni, più la garanzia di una prolungata affidabilità della missione. Per non parlare poi dei possibili problemi psicologici che potrebbero sorgere all'interno di un equipaggio confinato in un piccolo spazio. Insomma, i problemi sono molti, se non addirittura troppi, ma non riusciranno mai a smorzare l'irrefrenabile voglia di scoprire chi siamo e perché siamo qui in questo momento e su questo pianeta. Forse non lo scopriremo tra qualche anno o forse addirittura mai, ma la sola e unica certezza è che un giorno, un passo alla volta, dopo il primo uomo nello spazio e la prima conquista della Luna, arriveremo alla prossima destinazione. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un altro tema legato allo spazio di cui sicuramente prima o poi parleremo è il turismo spaziale. #### Conclusione - Timestamp: 13:33 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Esistono infatti diverse compagnie che stanno testando delle navicelle in grado di portare in orbita turisti a dei prezzi relativamente modici. Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio, per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure inviateci un messaggio vocale sulla nostra chat di Telegram, tutti i contatti sono su dentrolatecnologia.it. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità, noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e23 ## Cashless Society > Una società che non utilizza il contante per effettuare qualsiasi tipo di transazione è definibile cashless society. Questo significa maggiore praticità, più sicurezza, [meno evasione fiscale](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e8), ma anche maggiore vulnerabilità rispetto ad attacchi hacker e un potenziale rischio di [tracciamento delle spese](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e11). Il compromesso allo stato attuale delle cose è quello di eliminare i tagli di moneta più grandi per rendere più difficile il trasferimento di denaro illegale, ma allo stesso tempo ci sarebbe un piano B in caso in cui, per qualsiasi motivo, il sistema di pagamento digitale non funzionasse. Nella prima parte della puntata parleremo dell’uscita di [Immuni](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e18), di una sentenza in merito al [caporalato digitale](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e6) in Italia e della GigaBerlin di Tesla. - Stagione: 2 - Episodio: 23 - Data di pubblicazione: 2020-06-06 06:45:00 - Durata: 15:45 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e23](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e23) - Episodi correlati: s2e6, s2e18 - Tag: immuni,sicurezza,privacy,cashless society,denaro,pagamenti,digitale,tesla,elon musk,caporalato,fintech,bitcoin,apple pay,google pay,paypal,cashless,bancomat,crypto ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella puntata di oggi parleremo di Cashless Society, ovvero di un modello di società in cui la moneta digitale viene utilizzata per il 100% degli acquisti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Immuni è sicura > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Privacy, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Immuni è finalmente stata rilasciata sui principali Store, applicazione che ha fatto molto discutere e la disinformazione in merito è preoccupante. Molti si aggrappano ad un problema di privacy, problema di cui avevamo ampiamente parlato con un esperto di sicurezza informatica nella puntata Contact Tracing e Cyber Security. Se ciò non fosse bastato, l'azienda Bending Spoons, che ha realizzato l'app, ha reso disponibile online il codice sorgente. Cosa significa? Che chi ha una base di competenze e di programmazione può capire esattamente come funziona l'app ed eventualmente scoprire falle nel sistema. Un gruppo di programmatori ne ha approfittato per dare una risposta definitiva a chi grida al furto di dati. Il risultato? L'app Immuni è il miglior prodotto che si poteva realizzare. Oltre alla parte grafica e all'esperienza utente semplice ed efficace, l'app Immuni in questione promette di fare esattamente quanto dichiarato, non ruba alcun dato personale e non è un attentato alla privacy. Sul server vengono caricati solo e soltanto i codici generati dal telefono di chi è risultato infetto, ma solo dopo l'esplicito consenso. Tali codici vengono poi automaticamente eliminati dopo 14 giorni e non vi sarà più alcuna traccia. Inoltre, per rendere ancora più sicuro un sistema già molto valido, sullo stesso server vengono caricati oltre ai codici di dispositivi reali, anche codici falsi. Insomma, l'app Immuni può avere altri problemi, ad esempio la non completa compatibilità con tutti i dispositivi può essere ritenuta inutile ma dal punto di vista della privacy il lavoro che è stato fatto non può essere in alcun modo messo in discussione e mezzo ad altre applicazioni come Facebook, Instagram, Twitter e gli stessi servizi Google, Immuni è veramente l'ultimo dei problemi. #### Caporalto digitale > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:48 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha deciso di commissariare Uber Italy SRL in seguito ad aver considerato come sfruttamento le condizioni di lavoro dei rider, in particolare per il servizio di consegne di cibo a domicilio Uber Eats, secondo quanto riportato dall'ANSA per tali ragioni l'accusa sarebbe quella di sfruttamento. La decisione del Tribunale è contestuale ad un'indagine che da alcuni mesi a questa parte viene portata avanti proprio per giudicare se società come Uber, Deliveroo e Foodie.no sfruttino i rider e non garantiscano loro le doverose condizioni lavorative. Durante i primi giorni della pandemia i rider chiedevano maggiori garanzie sanitarie in un momento in cui i contagi stavano crescendo rapidamente, ai rider infatti non venivano fornite abbastanza mascherine e ulteriori presidi. #### Giga Berlin, la prima super fabbrica Tesla europea > Fonte: DMove.it - Timestamp: 03:43 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: A causa dell'avanzata crisi economica e sanitaria, molte delle più grandi case automobilistiche, tra le quali anche Tesla, ancora a inizio marzo hanno dovuto sospendere la produzione di automobili su larga scala, chiudendo di conseguenza i propri stabilimenti. Attualmente invece con la ripresa economica apparentemente alle porte, l'azienda di Musk ha confermato che i lavori per la costruzione della nuova e al momento unica Gigafactory europea potranno ufficialmente riprendere. Per chi non lo sapesse, una Gigafactory Tesla corrisponde a una fabbrica dall'estensione impressionante, in grado di produrre autonomamente sia le componenti per l'assemblaggio dei propri veicoli, sia l'energia utilizzata per la produzione di questi. L'edificio infatti è interamente ricoperto da pannelli fotovoltaici, affinché la Gigafactory sia completamente autosufficiente da un punto di vista energetico. Detto ciò, quella che verrà costruita in Europa per la precisione nei pressi di Berlino avrà ovviamente le stesse caratteristiche e ci concentrerà inizialmente sulla produzione della nuova Model Y, che verrà distribuita indicativamente a partire da luglio 2021. Al momento si sono conclude solamente le varie fasi di livellamento del terreno, ma a breve partiranno anche i primi scavi per la consolidazione delle fondamenta del primo blocco che coprirà un'area di circa 300 ettari. A lavori conclusi, Giga Berlin sarà la quarta superfabbrica Tesla e insieme a Giga Nevada, Giga New York e Giga Shanghai andrà quasi certamente ad innalzare il regime di produzione portandolo a ben 590.000 veicoli prodotti in un anno. #### Cashless Society > Fonte: Beme News - Timestamp: 05:36 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Topic **Davide**: Una società che non utilizza il contante per effettuare qualsiasi tipo di transazione è definibile cashless society. Da una parte questo significa maggiore praticità, più sicurezza e meno evasione fiscale. D'altra parte una società di questo tipo è maggiormente vulnerabile rispetto ad attacchi hacker, momentanee cadute di corrente e un potenziale rischio di tracciamento delle spese. Cashless fra l'altro è un termine molto interessante. Si tratta infatti di una definizione negativa, cioè descrive cosa non è ovvero denaro contante invece di quello che è. Partendo dal presupposto che la cashless society in futuro sarà inevitabile, allo stato attuale delle cose è realmente conveniente escludere il contante dalla vita di tutti i giorni. Il denaro contante è anonimo, difficile da tracciare e accettato ovunque, quindi è innegabile che abbia altamente facilitato le transazioni illegali, ovvero quelle effettuate dalla criminalità. Eliminando il contante si potrebbe rendere molto più difficile lo scambio di beni e servizi tra le organizzazioni criminali. C'è anche un tema legato all'evasione fiscale. Per fare un esempio, se decidessimo di pagare in contanti, l'esercente, cioè il negoziante, potrebbe nascondere al fisco la transazione e quindi non pagare tasse su quella compra-vendita. Questo porta a fenomeni di riciclaggio di denaro, ma forse ancora peggio allo sfruttamento dell'immigrazione clandestina nel mondo dell'edilizia, dell'agricoltura, fino ad arrivare ai riders con il caporalato digitale, di cui abbiamo ampiamente parlato nella puntata gig economy e mondo del lavoro. A questo punto però la domanda che dobbiamo porci è, veramente il contante è usato solo o principalmente dalla criminalità? Non è forse uno strumento che ci permette di essere più protetti in caso di attacchi hacker o più banalmente di cadute di corrente? Il compromesso allo stato attuale delle cose è quello di eliminare i tagli di contante più grandi per rendere più difficile il trasferimento di denaro illegale, ma allo stesso tempo ci sarebbe un piano B in caso in cui per qualsiasi motivo il sistema di pagamento digitale non funzionasse. Usare 5 banconote da 100 euro al posto di un'unica banconota da 500 potrebbe essere leggermente meno pratico per il consumatore di ogni giorno, ma sarebbe un incubo logistico per i criminali che svolgono acquisti in contanti da milioni di euro. Proprio per questo l'Unione Europea ha eliminato la distribuzione e la circolazione delle banconote da 500 euro dopo gli attacchi terroristici del novembre 2015 in Francia. In questo modo è impossibile per i criminali depositare grandi quantità di questo taglio di banconote senza che si attivi un meccanismo di segnalazione. Questo sistema però non funziona in tutti i mercati. In India nel 2016 il primo ministro eliminò dal mercato i tagli di banconote più grandi. Si è trattata di una scelta politica più di una scelta atta a sfavorire la criminalità soprattutto perché in India la maggior parte delle transazioni illegali viene effettuata tramite conti offshore o anche attraverso lo scambio di oro. Quindi ad esserne veramente svantaggiate sono state le persone che si trovavano al livello più basso della società e che venivano pagate in nero. Ciò ha portato al fallimento di tante attività e una crisi sanitaria data dall'impossibilità di pagare le cure mediche. Al posto di combattere la grande evasione e la criminalità è incrementato il disagio e la povertà della popolazione meno abbiente. Va però detto che nel caso dell'India mancava e manca tutt'ora una grande infrastruttura di connettività, quindi sicuramente il passaggio alla moneta digitale sarebbe potuto essere funzionale ma mancavano le basi. Il contante era troppo immerso nel tessuto dell'economia indiana, tanto che il 90% delle transazioni in India viene effettuato in contante. In luoghi come gli Stati Uniti invece un posto digitalmente pronto e con dei consumatori ampiamente utilizzatori di carte ma in generale di sistemi di pagamento digitali, il problema è opposto. Il contante è costoso, ovvero i suoi costi di gestione, pensiamo ai trasferimenti, ai prelievi, sono maggiori di quelli della moneta digitale, quest'ultima a costi bassi o totalmente nulli. Il denaro contante è più costoso anche per le aziende o comunque per gli esercenti che devono sul posto proteggerlo da furti e rapine, evitare errori di contabilizzazione, maneggiarlo e quindi anche c'è un tema legato all'igiene che oggi giorno è molto sentito e infine trasportarlo. Tutte queste fasi espongono a rischi il contante, quindi si tratta di un vantaggio sia per i consumatori che per gli esercenti. La moneta digitale è anche la preferita dai millennials tanto che i portafogli stanno letteralmente diventando più piccoli perché devono contenere meno contante. È però innegabile che la moneta digitale non è proprio accessibile da tutti, non puoi utilizzare PayPal, Apple Pay o google pay senza possedere uno smartphone. In un mercato poi come quello americano basato sui credit, gli scores, alcune carte Visa e Mastercard potrebbero rigettare le persone con un numero di credit troppo basso. Da noi in realtà questo problema non sussiste visto che con l'esplosione del fenomeno dei conti bancari in app aprire un nuovo conto è estremamente semplice ma presuppone comunque una base di partenza ovvero uno smartphone. Inoltre quando non abbiamo la fisicità del contante diversi studi hanno dimostrato che è maggiormente facile spendere di più, quindi il rischio di creare debiti potrebbe essere maggiore. In tema poi di privacy i portafogli digitali sono sicuramente meno privati perché tengono traccia di tutto quello che compriamo e di dove lo compriamo. Le transazioni elettroniche si basano su poche compagnie come banche o circuiti. La maggior parte delle app di pagamento sono strutturate per integrarsi con questo sistema. Se ad esempio il governo volesse bloccare l'acquisto di un certo bene se non ci fosse il contante non sarebbe in qualsiasi modo possibile acquistarlo. A primo impatto questa sembra un'ipotesi inverosimile ma in alcuni stati in cui è stata legalizzata la vendita di marihuana spesso i venditori fanno fatica a trovare banche che gestiscano le loro transazioni perché trattandosi di un tema così controverso e dibattuto potrebbe portare a maggiori controlli da parte dello Stato. Ma ancora si parla molto spesso oggi di fake news, cosa succederebbe se il governo chiedesse di non processare i pagamenti verso riviste o testate giornalistiche magari con la motivazione di non voler diffondere la disinformazione? A risolvere questo problema ci potrebbero essere le criptomonete anche se le attuali monete in circolazione come i bitcoin non sono abbastanza stabili per essere utilizzati tutti i giorni. C'è anche un problema di scala. Queste monete richiedono molta energia per essere processate, in gergo si parla di mining. Inoltre, benché si paventi un'ipotetica impossibilità di tracciare le transazioni sono diversi casi in cui è stato possibile risalire al pagamento a chi lo ha emesso e a chi lo ha ricevuto. In Svezia, il campione mondiale di pagamenti digitali, solo il 13% delle persone utilizza il contante per fare acquisti, tanto che le banche conservano meno contante e i punti di prelievo sono diminuiti. Questo però ha creato disagi per chi vive al di fuori delle grandi città, che non è più in grado di prelevare contante facilmente visto che i punti di prelievo si sono ridotti drasticamente. In Italia la rivoluzione cashless è una grande opportunità industriale. La filiera nazionale legata ai sistemi di pagamento vale oggi 21.000 occupati e 8,2 miliardi di valore aggiunto, una cosa come l'industria tessile delle bevande prese insieme. Ma il percorso da fare è ancora lungo. Per chi vive nelle medio grandi città, comunque applicare uno stile di vita cashless non è poi così impossibile. Anzi, i pagamenti digitali sono sempre più accettati anche per le microtransazioni, mentre invece nei centri urbani più piccoli è veramente difficile non riuscire a pagare con la carta per importi superiori a 10-15 euro. Questo è anche dato dal fatto che la legge di bilancio del 2016 aveva reso obbligatoria l'installazione di un POS in tutte le attività commerciali. Detto tutto ciò, allo stato attuale delle cose, più che parlare di società cashless sarebbe meglio parlare di società less cash, ovvero di una società in cui il contante rappresenti un ruolo di secondo piano. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, personalmente io sto da tempo cercando di fare il minor numero di acquisti in contanti, anche se non mi sento ancora abbastanza sicuro di poter girare totalmente senza. Nel futuro speriamo prossimo il telefono potrebbe totalmente sostituire il portafoglio, visto che anche il documento di identità potrebbe essere, per così dire, digitalizzato. #### Conclusione - Timestamp: 14:53 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it oppure seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e24 ## SumUp: la rivoluzione dei pagamenti digitali > Com’è cambiata la relazione degli utenti con il commercio? Il commercio sta diventando completamente digitale? È possibile vivere in un mondo completamente [cashless](https://www.dentrolatecnologia.it/S2E23)? Quali step sono ancora necessari per raggiungere questo risultato? I cambiamenti adottati dai business durante la crisi sono destinati a diventare stabili? Queste e altre domande abbiamo posto a Umberto Zola, country growth manager di [SumUp](https://sumup.it), per approfondire il tema dei pagamenti digitali e della cashless society. Nella prima parte della puntata parleremo della sonda termica installata da [InSight](https://it.wikipedia.org/wiki/InSight) su Marte e dell’arrivo dei treni ad idrogeno in Italia. - Stagione: 2 - Episodio: 24 - Data di pubblicazione: 2020-06-13 06:45:00 - Durata: 21:54 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e24](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e24) - Episodi correlati: s2e23 - Tag: sumup,pagamenti digitali,mobile payments,cashless,contanti,carte,smart,esercente,consumatore,euro,insight,pagamenti,pos,apple pay,google pay,contactless,Coradia iLint,Umberto Zola,rivoluzione,digital,idrogeno,treno,manager,fintech,marte,insight,nasa,intervista ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Umberto**: C'è stato un cambio di abitudini sia di vendita sia di acquisto per cui la possibilità di offrire il pagamento con carta è diventato un punto di forza dell'esercente. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Per approfondire il tema della Cashless Society che abbiamo affrontato la scorsa settimana nella puntata di oggi parleremo con SumUp, un'azienda europea che sta lavorando per diffondere il più possibile l'utilizzo della moneta digitale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Una talpa su Marte > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:02 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel 2018 la NASA ha inviato su Marte la sonda InSight con lo scopo di comprendere meglio attraverso analisi del terreno il pianeta rosso. E di particolare importanza infatti la sonda termica che sarebbe stata in grado di scavare fino a 5 metri di profondità e fornire quindi importanti informazioni sulla geologia di Marte di cui sappiamo ancora poco. Purtroppo la talpa, come viene chiamata questa sonda, ha avuto dei problemi non riuscendo a penetrare a dovere nel terreno. Il team della NASA e dell'agenzia spaziale tedesca che si occupa del progetto non si è reso alle difficoltà e dopo tre mesi ha finalmente annunciato di aver trovato la soluzione. In questi tre mesi è stato infatti utilizzato il braccio robotico di InSight per martellare leggermente la sonda, in modo da facilitarne il lavoro. I tempi lunghi sono dovuti alla distanza del pianeta dalla Terra. Ci vogliono infatti ben 13 minuti per inviare o ricevere un segnale da Marte e questo ha rappresentato una dura sfida per gli ingegneri che si sono occupati del problema. Sforzi importanti che hanno dato però i loro frutti e ora la talpa è pronta per darci finalmente una mano a comprendere meglio il nostro pianeta gemello. #### In arrivo i primi treni a idrogeno in Italia > Fonte: DMove.it - Timestamp: 02:22 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Con le automobili destinate apparentemente ad un'evoluzione unicamente elettrica nel prossimo futuro, il settore ferroviario potrebbe invece evolvere ulteriormente passando dall'alimentazione elettrica a quella a idrogeno. Lo scorso 4 giugno, infatti, è stato raggiunto un importante accordo tra due aziende leader nel campo energetico e dei trasporti, con l'obiettivo di portare, dopo la Germania, i primi treni a di idrogeno anche in Italia. L'accordo quinquennale, siglato dalle due imprese, prevede la costruzione di un treno Coradia-Ilint entro il 2021. Si tratta infatti di un treno alimentato e spinto esclusivamente a idrogeno, già operativo in Germania da più di un anno, in grado di raggiungere una modesta velocità di 120 km all'ora. Per quanto concerne l'autonomia, invece, il treno tedesco riesce a percorrere una tratta di 600 km, anche se le due compagnie stanno già lavorando per distribuire in futuro esemplari in grado di raggiungere i 1000 km con un pieno, portando inoltre la velocità massima a 140 km all'ora. #### SumUp: la rivoluzione dei pagamenti digitali > - Timestamp: 03:42 - Autori: SumUp, Umberto Zola, Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Intervista **Davide**: Oggi siamo qui con Umberto Zola, Country Growth Manager di SumUp, per approfondire il tema dei pagamenti digitali e della Cashless Society. Benvenuto Umberto. **Umberto**: Ciao Davide, grazie. **Davide**: La prima domanda che ti faccio è di raccontarci chi è SumUp e perché le sue soluzioni sono preferibili rispetto a quelle dei competitors. **Umberto**: Allora, SumUp è un'azienda che si occupa di fornire servizi di pagamento per piccoli medi commercianti, liberi professionisti, partite IVA, questo è diciamo il nostro target. Noi fondamentalmente abbiamo delle soluzioni di pagamento molto flessibili che permettono ai nostri utenti di non avere nessun tipo di canone mensile, non avere nessun tipo di contratto fisso con banche. Siamo una soluzione indipendente che consente loro di utilizzare e di ricevere pagamenti elettronici tramite carta di credito, tramite Bancomat, tramite Link inviati da Remoto, pagando solamente una commissione ogni volta che utilizzano il nostro servizio. Se non lo utilizzano non pagano e questa è stata una delle chiavi diciamo che ci hanno permesso di penetrare in maniera molto energica il mercato perché appunto consentiamo loro la massima flessibilità, specie in questi periodi in cui molti commercianti sono stati costretti a rimanere chiusi, immaginati la differenza tra dover pagare un fisso mensile o avere la possibilità di pagare solamente se hai la fortuna diciamo di continuare a utilizzare e di ricevere pagamenti. **Davide**: In questo caso infatti come dici bene i commercianti nella maggior parte dei casi quelli che non utilizzano SumUp hanno dovuto comunque spendere mensilmente il canone senza però ricevere nessun ritorno economico dalle transazioni. **Umberto**: Esattamente, questa diciamo è sempre stata un limite o comunque un punto di debolezza diciamo del mercato è uno dei punti di forza della nostra azienda che invece ha un paradigma completamente opposto, non ti carica di nessun costo a meno che a tua volta tu non stia ricevendo dei pagamenti per cui stai utilizzando il servizio. **Davide**: Perfetto e in riferimento appunto hai parlato di coronavirus e purtroppo ahimè l'attuale situazione, come vi siete organizzati, come avete gestito l'emergenza covid e quali sono le attività che vi hanno distinti a riguardo? **Umberto**: Guarda è stato un periodo molto molto intenso dal punto di vista lavorativo in azienda perché abbiamo cercato di venire incontro il più possibile alle esigenze e alle criticità del momento cercando di offrire ai nostri commercianti e ai nostri clienti il maggior numero possibile di soluzioni che consente a loro di essere pagati per cui in poche settimane siamo riusciti a lanciare sul mercato nuovi prodotti che avevamo nella nostra roadmap per i prossimi mesi ma appunto abbiamo accelerato per consentire di usufruirne in questa fase di chiusura degli esercizi commerciali, degli uffici eccetera. Uno dei nostri punti di forza che è stato maggiormente apprezzato è stata la possibilità di venire pagati tramite link per cui abbiamo dato ai nostri clienti la possibilità di inviare link di pagamento tramite whatsapp sms e mail, anche pubblicarli sulla propria pagina facebook eccetera e grazie a questi link di pagamento gli esercizi nonostante fossero chiusi potevano ricevere appunto il pagamento da parte dei loro clienti dopodiché organizzare la spedizione, il delivery a casa del cliente piuttosto che organizzare il pick and collect direttamente in negozio senza però dover gestire lo scambio di denaro che era sia complicato, specie nella fase più critica del lockdown, sia anche non salutare anche non raccomandato perché necessitava dello scambio diciamo di carta moneta oltre una persona e l'altra e questo era anche secondo indicazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità un veicolo possibile di trasmissione del virus e per questo non era indicato. Un'altra soluzione che è stata molto molto apprezzata sono state le gift card per cui i buoni regali. Abbiamo consentito ai nostri commercianti di inviare sempre tramite smartphone delle gift card appunto di importi che loro potevano poterlo selezionare ai loro clienti in modo che quando poi il negozio immagini di un parrucchiere ad esempio un ristorante avrebbe riaperto i loro clienti sarebbero potuti tornare e usufruire del loro voucher per ricevere un servizio già pagato in precedenza. Questo diciamo dava una mano al commerciante e al libero professionista per rimanere comunque attivo che aveva un po di liquidità e poi al tempo stesso manteneva il rapporto con la propria clientela per cui nel momento in cui la situazione si sviluppava positivamente come poi è successo il cliente andava e usufriva del servizio già pagato in precedenza. **Davide**: Sì è un servizio effettivamente molto bello e secondo me anche molto utile poi l'atto pratico per i commercianti. A proposito abbiamo parlato di pagamenti a distanza quindi come sta cambiando il rapporto tra il consumatore e il mondo del commercio? **Umberto**: Guarda sta cambiando in due modi. Noi stiamo notando che sta cambiando in due modi. Il primo modo il cambiamento che si è verificato in maniera assolutamente anomala ovviamente positiva, diciamo un aspetto positivo di questa situazione è chiaramente estremamente negativa. Abbiamo notato che una percentuale sempre più considerabile di pagamenti si è spostata dalla carta moneta alla carta digitale per cui bancomat o carta di credito e questo è stato particolarmente significativo soprattutto in quegli esercizi che solitamente hanno il contante come unico modo di pagamento immaginate il panettiere, il macellaio, il negozio di ortofrutta. Questi esercizi hanno visto schizzare i loro pagamenti digitali durante la fase di lockdown e ancora adesso mantengono comunque un regime che è almeno il doppio rispetto a quanto non avvenisse prima. Questo ci testimonia che c'è stato un cambio di abitudini sia di vendita sia di acquisto per cui la possibilità di offrire il pagamento con carta è diventata un punto di forza dell'esercente perché la richiesta arriva direttamente dal consumatore, cioè il consumatore preferisce pagare con la carta, è più comodo, è più sicuro, è anche più igienico. Esatto. Per tutti questi motivi anche dal tempo stesso per il commerciante più igienico perché tu immaginati un negozietto, il panificio non può permettersi di ammalarsi e poi di rimanere chiuso anche soltanto di avere la presunzione di avere avuto qualche contagio purché di rimanere chiuso in quarantena per 15 giorni senza poter fatturare. Per cui da questo punto di vista una delle barriere che c'erano sempre state più mentali che diciamo economiche allo scambio di transazioni via carta o via bancomat rispetto al contante è venuta me. Sia dal punto di vista del venditore, sia dal punto di vista dell'utente del servizio. Per cui questo tipo di cambio di approccio all'usufruire dei servizi sta creando diciamo un'onda lunga che immaginiamo diventerà la nuova normalità. Per cui chiaramente nella fase di lockdown c'è stato un cambio completo di come avvenivano le transazioni che probabilmente poi ci si andrà diciamo ad assestare ad un livello che non è quello di picco ma è comunque un livello che sta a metà tra la fase diciamo lockdown e tutto ciò che era il mondo pre covid che era completamente un'altra cosa è cambiato e questo diciamo ha portato una spinta all'innovazione che probabilmente avrebbe richiesto mesi se non anni ad arrivare nel nostro paese che è sempre stato restio da questo punto di vista e invece ci ha portato diciamo in questo nuovo millennio diciamo dei pagamenti. **Davide**: Certo anche perché c'è da dire che i consumatori sono diventati maggiormente consci di queste soluzioni che prima magari non pensavano neanche di poter utilizzare per piccoli pagamenti. **Umberto**: Esattamente e poi se tu ti immagini il fatto stesso di un'abitudine che inizia a consolidarsi, le persone iniziano a non prelevare più con così tanta frequenza, può capitare veramente di andare in un negozio, di andare in un ristorante e non avere il contante. A quel punto se il commerciante non è attrezzato per avere una soluzione di pagamento con un lettore di carte può avere dei problemi ad incassare. **Davide**: Che è il caso della Svezia dove appunto c'è una così bassa richiesta di contante che sono diminuiti proprio i bancomat ici di prelievo e quindi la soluzione della moneta digitale è l'unica attuabile. **Umberto**: Sul lungo periodo diciamo è quella che il trend è chiaramente in crescita. La situazione degli ultimi mesi ha dato una spinta di accelerazione imprevista che sta dando dei risultati tangibili. **Davide**: E questo trend che appunto è in crescita raggiungerà mai un punto di totalità di pagamenti digitali quindi la fantomatica cash less society. E a proposito di questo come si sta muovendo SumUp? Quali passi ha messo in sesto per arrivare a questo tipo di società? **Umberto**: Guarda bisogna essere realistici soprattutto per il mercato italiano. Il passo sarà molto lungo per arrivare a quel punto. Chiaramente le nuove generazioni piuttosto che appunto sono le abitudini di consumo che sono cambiate daranno sempre più spazio ai pagamenti elettronici rispetto al cash. Arrivare ad un mondo in cui come puoi essere citato la Svezia o la Dali Mark o il mondo scandinavo in cui fondamentalmente gli stessi esercenti dicono non accettiamo contante probabilmente ci vorranno ancora un po di anni ma chiaramente la tendenza è questa. Il progresso potrà solo portare da quel punto di vista. Quello che noi stiamo facendo per offrire il maggior numero possibile di soluzioni a tutte le nuove esigenze che ci saranno è appunto quello di creare dei prodotti che abbiano la possibilità di intercettare tutti i momenti della transazione, tutti i momenti della vita di un libero professionista, di un commerciante, di una partita IVA insomma relativi al farsi pagare per le proprie prestazioni effettuate che possono appunto essere fisicamente in negozio, in delivery che è un'altra delle situazioni che ha avuto un'esplosione negli ultimi mesi per cui anche esercizi che non hanno mai pensato di fare delivery, appunto citavo la macelleria ma il negozio di frutta e verdura, le farmacie, hanno iniziato a fare consegne a domicilio e questo trend sta continuando per cui hanno semplicemente scoperto un nuovo modo di vendere che non richiede il cento per cento della presenza in negozio perché si può anche fare da remoto, consegnando la merce a domicilio. In questo caso uno dei nostri punti di forza è il fatto che il nostro lettore di carte è portatile per cui qualunque fattorino piuttosto che commerciante che vuole organizzare un delivery se lo può portare dietro esattamente come uno smartphone, si collega lo smartphone per collegarsi alle rete internet, è sempre connesso per cui in qualunque posto in cui tu ti trovi tu non sei collegato a cavi piuttosto che alla cassa, al registro, alla connessione interna del tuo negozio eccetera eccetera, tu puoi prendere il tuo il tuo il tuo lettore di carte, andare a consegnare la merce e farti pagare direttamente col banco ma con la carta di credito ovunque tu ti trovi, può essere all'interno di un taxi, delivery, qualunque tipo di soluzione, un mercato anche locale, regionale per cui non hai nemmeno la connessione diciamo elettrica sul posto eccetera, qualunque di queste situazioni possono essere coperte diciamo dal nostro lettore. Altri prodotti che appunto portano portano sempre di più a dare una risposta al cento per cento onnicomprensive di tutte le possibili sfaccettature, di utilizzo diciamo dello scambio di denaro tra esercente e cliente, sono poi tutte le soluzioni di appunto di pagamento da remoto, invio di buoni regalo, di buoni acquisto. Un altro servizio che abbiamo lanciato sempre durante il lockdown è stato il servizio di negozio online che è stato molto apprezzato anche in questo caso dai nostri esercenti e grazie a questo servizio prende cosa succede, il commerciante prende il suo smartphone, fa le foto ai prodotti che ha all'interno del suo negozio, quelli che lo vuole vendere, mette il prezzo, è l'unica cosa che deve fare, in automatico il nostro software ti genera un sito che ha tutti questi prodotti belli carini in bella vista con il loro prezzo, una vetrina, esatto, tu prendi il link di questa vetrina che è il tuo negozio online, senza dover creare nessun tipo di sito, comprare il dominio online, fare tutta una serie di cose che un commerciante, immaginate una macelleria non l'ha mai fatta in vita sua, è troppo complicato anche solamente il pensiero non lo farà mai, ma questo non significa che lui non potrebbe riuscire a vendere se solo non lo facesse. **Davide**: Per cui, diciamo, noi avete semplificato tutto il procedimento e avete lasciato al commerciante le cose più pratiche, quindi la fotografia e il prezzo. **Umberto**: In automatico lui si trova il sito già fatto tutto carino, collegato allo suo sistema di pagamento, lo può condividere sui propri social, lo può mettere su una Instagram Story, può fare qualunque cosa che voglia per renderlo pubblico e nel momento in cui un utente clicca su questo link, visita il sito, lo visualizza e se sceglie di comprare un prodotto basta che ci clicchi sopra, inserisce i dati della sua carta e in automatico il pagamento arriva al commerciante che poi si organizza per fare la spedizione eccetera. Questa soluzione era uno dei nostri prodotti che aveva in pipeline per i prossimi mesi. C'è stato un grandissimo lavoro per riuscire a lanciarlo soprattutto nel più breve tempo possibile in questa fase di lockdown e molti commercianti hanno cominciato ad utilizzarlo ed effettivamente era un servizio che serviva al mercato, serviva ai commercianti non solo italiani. **Davide**: Quindi in base a tutto quello che mi hai detto fino ora, un po la prossima domanda si risponde da sé, ma secondo te ti chiedo, tutti questi cambiamenti, abbiamo detto del delivery anche fatto dalla piccola attività e il maggior utilizzo della moneta digitale sono destinati a rimanere oppure c'è il rischio che finita l'emergenza si ritorni non dico allo stesso livello di prima ma poco meglio ecco? **Umberto**: Ovviamente diciamo nessuno la sfera di cristallo per sapere dove si andrà a collocare l'abitudine di pagamento e di fruizione dei servizi nel lungo periodo. Quello che noi ci attendiamo è che certamente non si ritorni al punto di prima perché il mondo obiettivamente è cambiato, non solo i pagamenti. Immaginati o pensa al concetto stesso di smart working di quanto sembri ormai lontano la necessità di dover andare tutti i giorni in ufficio quando obiettivamente si è dimostrato che si può fare anche senza questo tipo di costruzione che è sempre stata in atto, specialmente nel contesto italiano fino a un paio di mesi fa era impensabile ciò che sta succedendo oggi. Questo ovviamente incide anche sul modo di pagare, di essere pagati per cui certamente non si torna dove eravamo prima. Sinceramente penso che essendo una soluzione di comodità, non soltanto di convenienza sul momento ma di comodità sul lungo periodo, un'abitudine di pagare sempre di più con la carta, sempre di più col banco ma non poco che fare che stratificarsi e consolidarsi nel tempo, proprio perché appunto le persone iniziano a pensare che effettivamente per quale motivo andare a prelevare quando puoi evitarlo, o per quale motivo girare con troppi soldi nel portafoglio quando in realtà ti basta la carta e hai risolto. Ti dà più garanzia diciamo, più comodità, più velocità per cui è un po come il concetto dell'e-commerce versus il negozio fisico, entrambi continueranno ad esistere ma la comodità della soluzione più ottimizzata, moderna e veloce chiaramente ha un passo in più. Questo è valido anche per i pagamenti, per cui noi ci intendiamo che effettivamente il trend non possa che rimanere positivo e consolidarsi nel tempo. **Davide**: Va bene e ti ringrazio Umberto per averci dato questo punto di vista di insider, quindi anche citando il nome del podcast. Alla prossima. **Umberto**: Grazie a te per la chiacchierata, è stato un piacere. #### Conclusione - Timestamp: 21:02 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli, grazie ai quali ogni sabato mattina possiamo pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e25 ## Storie di rifiuti digitali > Lo smaltimento dei dispositivi tecnologici datati o non più funzionanti è un problema molto concreto e attuale. Di questo aspetto, ma più in generale di [RAEE](https://it.wikipedia.org/wiki/Rifiuti_di_apparecchiature_elettriche_ed_elettroniche), ovvero rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, è venuto a parlarne [Alessandro Cocilova](https://www.dentrolatecnologia.it/alessandro.cocilova.html) docente di informatica e autore e conduttore del Podcast [Radio RAEE](https://open.spotify.com/show/0QHPJ81Ah7BWiFToc9c29H). Nella sezione notizie parleremo invece della prima sinapsi artificiale bioibrida mai realizzata. - Stagione: 2 - Episodio: 25 - Data di pubblicazione: 2020-06-20 06:45:00 - Durata: 23:45 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e25](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e25) - Episodi correlati: s1e3 - Tag: raee,alessandro cocilova,rifiuti elettronici,rifiuti elettrici,rifiuto elettronico,ambiente,economia circolare,riuso,obsolescenza, fairphone,e-waste,ewaste,tecnologia,podcast,stanford university,apple,samsung,innovazione,rivoluzione,istituto italiano di tecnologia,radio raee,hardware,software,intervista ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella puntata di oggi parleremo di un aspetto della tecnologia di cui spesso non si tiene in considerazione, ovvero lo smaltimento e il riciclo di tutto ciò che non è più attuale o funzionante. Prima di passare alle notizie, questa volta in realtà alla notizia che più ci ha colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il primo passo verso i cervelli ibridi > Fonte: Repubblica.it - Timestamp: 00:51 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Uno studio cooperativo tra le Università di Stanford e Eindhoven, l'Istituto Italiano di Tecnologia, è riuscito a realizzare la prima sinapsi artificiale bioibrida. Si tratta di un dispositivo elettronico realizzato in plastica che permette di essere più flessibile, biocompatibile e notevolmente più economico di una soluzione in silicio. Come è un vero e proprio neurone biologico, questo dispositivo riesce a de-eccitarsi quando riceve un impulso elettrochimico da neuroni reali. Ma, e questa è la vera rivoluzione, riesce a ritrasmettere e a memorizzare le informazioni sullo stimolo, come la durata e l'intensità, simulando un meccanismo simile all'apprendimento. Ad oggi il dispositivo però ha dimensioni non ancora equiparabili a quelle naturali, ma il gruppo di Stanford si occuperà della miniaturizzazione di tale tecnologia. Le applicazioni nelle neuroscienze di dispositivi simili daranno quindi un enorme contributo verso la realizzazione di chip da impiantare nel cervello, ad esempio per curare malattie neurodegenerative come il Parkinson o l'Alzheimer, ma anche realizzare protesi che riescano a interfacciarsi direttamente con il sistema nervoso e rispondere più fedelmente agli stimoli del cervello. Infine, la tecnologia basata su plastica permetterebbe di realizzare anche tessuti intelligenti in grado di monitorare i parametri vitali, dando quindi una svolta nell'industria dei dispositivi indossabili. #### Storie di rifiuti digitali > - Timestamp: 02:41 - Autori: Davide Fasoli, Alessandro Cocilova - Argomenti: Ambiente - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: In questa seconda metà della puntata siamo in compagnia di Alessandro Cocilova docente di informatica e autore del podcast Radio RAEE per parlare appunto di RAEE, benvenuto Alessandro. **Alessandro**: Ciao, ciao Davide, ciao a tutti. **Davide**: Io direi di iniziare subito questa chiacchierata dicendo che cos'è RAEE perché forse molte persone non conoscono questa sigla. **Alessandro**: Sì, allora io inizio tutte le mie puntate con la definizione da Wikipedia di RAEE e quindi "contagerei" anche voi con questa usanza. Allora, i rifiuti di apparecchiature elettriche o elettroniche sono i RAEE e sono rifiuti particolari che consistono in qualunque apparecchiature elettriche o elettroniche di cui il possessore vuole disfarsi perché guasta, inutilizzata oppure è obsoleta e per questo destinata all'abbandono. **Davide**: Quindi così facendo stai introducendo il discorso dell'obsolescenza. **Alessandro**: Sì, diciamo che obsoleta può voler dire tante cose, ecco, cioè può voler dire che un dispositivo è obsoleto per ragioni hardware, cioè perché una batteria non dura più, perché il processore non è più al passo coi tempi per motivi software diciamo, quindi gli aggiornamenti non arrivano più oppure c'è anche un terzo tipo di obsolescenza che è quella percepita, forse è anche la più interessante, no? **Davide**: Sì, parli dell'obsolescenza dei dispositivi che utilizziamo tutti i giorni, in primis lo smartphone, ogni anno le aziende più volte addirittura all'anno producono nuovi smartphone e quindi c'è spesso l'intenzione di cambiarlo anche per delle funzionalità totalmente marginali. **Alessandro**: Sì, anche solo magari per il design, o anche solo perché c'è un nuovo colore o perché c'è una lettera alla fine del nome che ci fa pensare che ci sia una differenza notevole e rilevante rispetto a quanto ci portiamo già in tasca o nello zaino quotidianamente, ecco. **Davide**: Affrontando appunto il tema dell'obsolescenza, si parla spesso di obsolescenza programmata, qual è la tua opinione a riguardo? È una cosa che esiste oppure è magari frutto semplicemente delle opinioni sbagliate che abbiamo nei confronti delle grandi multinazionali? **Alessandro**: Allora sicuramente un'obsolescenza programmata esiste in varie forme, cioè non andiamo a pensare a meccanismi a orologeria che vanno a minare dopo un tempo prestabilito il funzionamento dei nostri dispositivi, no, è qualcosa di più sottile, ecco. Sicuramente poi affonda anche le radici nella sostenibilità economica proprio di certi settori. Per farti un paio di esempi, le lampadine una volta duravano... **Davide**: Duravano tantissimo. **Alessandro**: Esatto, esatto. C'è il famoso esempio di una lampadina in una stazione in California che dura in servizio da 115 anni. Questo record è dovuto al fatto che i suoi filamenti erano molto più spessi di quelli delle lampadine incandescenza poi che sono state fatte negli anni successivi. Ed è stato poi dimostrato dai giornalisti dell'epoca, si parla degli anni venti, anni venti del novecento, non del nostro secolo, l'esistenza di un cartello per rendere immensamente più fragili le lampadine. Per parlare di esempi più al passo coi tempi, invece, ho ritrovato documentandomi spesso il termine di contrived durability, cioè praticamente la pratica di rendere più fragili parti critiche di un dispositivo. Ad esempio, potete pensare alle plastiche di scarsa qualità di alcuni bottoni dei nostri telefoni, oppure a viti di un materiale di un metallo molto debole, che quindi è non difficile la riparabilità e probabile una rottura, anche se chiaramente non c'è già scritto nel momento della produzione il momento in cui andrà poi a rompersi definitivamente questo dispositivo. Ne rende però più probabile l'avvenimento. **Davide**: Certo e questo secondo te per portare le persone a riparare il dispositivo sempre ovviamente dai produttori dei dispositivi stessi oppure l'obiettivo è puntare alla sostituzione? **Alessandro**: Diciamo che questa pratica va spesso in coppia con la tendenza a non fornire magari pezzi di ricambio da parte dell'azienda madre e quindi uno si trova nella tentazione compro un dispositivo nuovo e magari più bello con maggiori funzionalità, più al passo coi tempi, spendo X o spendo una frazione comunque corposa della stessa quantità di soldi per riparare quanto già ho in tasca. **Davide**: Certo la scelta è quasi impari nel senso che il produttore punta a farti acquistare il dispositivo nuovo e fra l'altro sempre in riferimento all'obsolescenza hardware perché poi all'affronteremo c'è anche quella software, l'obsolescenza hardware genera dei problemi perché effettivamente il dispositivo che noi abbiamo scartato perché non ci conveniva ripararlo, perché l'azienda non ce l'ha permesso, l'atto pratico, diventa un rifiuto ecco e quindi c'è anche un tema legato al riciclo di questi dispositivi, è possibile riciclarli oppure anche da questo punto di vista ci sono dei problemi? **Alessandro**: Sì allora qua entrano proprio in gioco i RAEE, cioè quando un dispositivo non lo vogliamo più riparare e quindi già c'è inutilizzato in un cassetto, diventa un rifiuto elettronico e chiaramente è molto più difficile di un qualunque tipo di rifiuto da smaltire e pensate che l'80% dei rifiuti elettronici al mondo, uno studio del 2016 riporta, essere semplicemente smaltiti interrandoli, quindi rimandando il problema alle generazioni successive. Però come dicevi come accennavi tu in realtà esiste un modo per smaltire effettivamente queste parti, anche perché non dimentichiamo negli rifiuti elettronici spesso ci sono dei materiali preziosi come il rame, l'oro, quindi addirittura ci sono paesi specialmente in Asia, paesi in via di sviluppo ma anche la stessa Celina ecco, che si occupano di recuperare materiali preziosi dai rifiuti elettronici e addirittura, leggevo questo dato curioso, minare oro. Ora me è fino a 10 15 volte più costoso che andare a recuperare la stessa quantità dai rifiuti elettronici. **Davide**: Sì l'obiettivo sarebbe quello di generare una sorta di economia circolare in cui sia possibile dare il maggior valore possibile ai materiali, ai pochissimi materiali di cui disponiamo perché viviamo in un pianeta finito e allo stesso tempo cercare di buttare il meno possibile, di sprecare il meno possibile. Cosa ne pensi? Secondo te è fattibile un'economia circolare? So che l'Unione Europea ci sta provando a raggiungere un obiettivo di questo tipo e hai qualche esempio magari da farci sul tema? **Alessandro**: Allora sicuramente qualche esempio virtuoso in questa direzione c'è, anche se si tratta veramente di un esempio minoritario e proprio di nicchia, però mi piacerebbe citare l'esempio di Fairphone che è questa azienda ex startup ormai diciamo consolidata nella sua nicchia che produce uno smartphone modulare ed ecosolidale. Quindi praticamente sta dietro a tutta la filiera della produzione del telefono da il momento in cui viene progettato, c'è questo pensiero fino al momento in cui diventa poi un rifiuto a sua volta e diciamo parte proprio dal modo in cui il telefono è progettato. Si tratta infatti di un telefono modulare in cui è facilmente sostituibile, riparabile e anche aggiornabile, migliorabile ogni parte. Chiaramente ha un costo questo tipo di approccio, ha un costo perché si tratta di un prodotto, basta vederlo, meno all'avanguardia rispetto ai suoi concorrenti, il design è meno accattivante, le stesse componenti sono più datate. Però è un telefono che sulla carta può sicuramente sopravvivere attraverso gli anni molto di più dei suoi concorrenti. Quindi chiaramente qua ci troviamo di fronte a un trade off, cioè aziende come Fairphone mostrano che è possibile un altro modello di sviluppo, quindi non è che a livello macroeconomico l'unica soluzione possibile sia quella dell'obsolescenza programmata, però chiaramente si va a rinunciare a un po di innovazione. **Davide**: Sì, effettivamente il progetto di base sembra molto interessante, però se guardiamo all'interesse del consumatore di ogni giorno che cerca magari di spendere il meno possibile e allo stesso tempo magari sul dispositivo vuole le funzioni più innovative o le feature più avanzate. Mi viene in mente, adesso non conosco nello specifico questo telefono, ma dubito fortemente che possa avere una resistenza ad acqua e polvere molto elevata, cosa che sui telefoni d'oggi è quasi indispensabile apparentemente per il consumatore. **Alessandro**: No, infatti questa è una caratteristica che inevitabilmente con un design modulare è difficile ottenere, ma forse l'esempio più rilevante, come dire il controesempio più rilevante nei confronti di Fairphone, è il fatto che hanno avuto in commercio un telefono per svariati anni fino al 2019 che montava ancora Android 7. **Davide**: Sì, quindi non era aggiornato. **Alessandro**: Sì, perché comunque è un processo molto costoso, come immagino saprai l'aggiornamento software, il supporto software di un dispositivo è legato anche proprio all'hardware che si sceglie. **Davide**: Passando ad un altro tipo di obsolescenza, anche forse più sentita di quella hardware, c'è l'obsolescenza software, cioè l'obsolescenza dei sistemi operativi che giornalmente utilizziamo in special modo sui nostri smartphone o sui nostri device in generale. Cosa ci sai dire di questo tipo di obsolescenza? **Alessandro**: Allora, diciamo che ci sono due tipi essenzialmente di obsolescenza software. Uno è il caso più prettamente ritrovabile nel mercato Android, in cui gli aggiornamenti di sistema, semplicemente anche dopo un breve lasso di tempo, i classici due anni, non arrivano più. E quindi ci sono preoccupazioni legittime da parte del consumatore per la sicurezza, ma anche casi, anche frequenti, dei cosiddetto software lockout, cioè l'impossibilità poi di aggiornare software anche molto comunemente usati, come ad esempio YouTube o WhatsApp sono stati casi recenti, proprio per via di questo mancato aggiornamento del sistema operativo stesso. Un altro caso invece è quello dei cosiddetti aggiornamenti conservativi, cioè aggiornamenti del sistema operativo, e questa pratica è stata fatta sia da Apple che da Samsung, ma è salita più, agli onori della cronaca, quella di Apple proprio a causa di class action e interventi del garante di consumatori, dell'antitrust anche in Italia. Casi in cui, proprio col pretesto possiamo dire, o con lo scopo anche a fin di bene, questo è un po difficile da dire, di preservare l'hardware di un dispositivo arrivato consumato dal tempo, quindi nel caso specifico con molti cicli di vita, cosa faceva il sistema operativo? Con un aggiornamento si andava a rallentare il processore, rendendo di fatto un dispositivo talmente lento da non essere utilizzabile. **Davide**: Sì, diciamo che il caso Apple, che hai citato, di cui fra l'altro avevamo parlato in una delle primissime puntate del podcast, è un po ambiguo, perché è vero che da una parte, come dici, ha rallentato i dispositivi per tutelare l'utenza quasi, però da altra parte l'ha fatto senza trasparenza, cioè non ha dichiarato questa cosa e non ha nemmeno inserito all'interno del sistema operativo nelle impostazioni la possibilità di dichiarare. **Alessandro**: Infatti queste ragioni che hai citato adesso sono il motivo per cui in Italia Apple è stata multata per 10 milioni di euro, invece Samsung solo per 5, proprio per questa mancata trasparenza nel processo. Possiamo dire che è finita fin di bene, perlomeno in America, dove coloro che hanno aderito alla classe action hanno avuto un risarcimento di circa 25 dollari e la Apple ha permesso di sostituire queste batterie per la modica cifra di 29 dollari, quindi col costo di un panino ci si faceva una batteria nuova facendo la differenza tra le due entrate e uscite. **Davide**: E per quanto riguarda l'obsolescenza software secondo te può esistere anche un'obsolescenza software percepita oppure è rilegata semplicemente all'obsolescenza hardware? **Alessandro**: Allora sicuramente ci sono dei casi in cui è rilevante avere l'ultima versione di sistema operativo, l'ultima versione di una certa app, quindi ci sono casi in cui questo mancato aggiornamento ha delle conseguenze reali sul consumatore. Diciamo, forse io "scatolerei" l'obsolescenza percepita più all'ambito hardware perché al mio modo di vedere è proprio l'estetica, il colore, le nuove feature caratteristiche tipiche di un prodotto hardware nuovo a suscitare proprio questa nuova percezione di obsolescenza nel proprio invece prodotto antiquato. **Davide**: Tornando un attimo al caso di Apple mi viene da fare una riflessione però ne avevamo appunto parlato, avevo fatto la stessa riflessione in quella puntata e te la ripropongo a te. Non pensi che in una società in cui i servizi stanno veramente sempre di più dominando il mercato dove ormai tutto è servizio, la fruizione di musica è un servizio, la fruizione di film e serie tv, arriveremo anche probabilmente a non acquistare neppure più un veicolo ma utilizzarlo attraverso un servizio. Non pensi che il fatto di rallentare i dispositivi o comunque questa obsolescenza di cui abbiamo parlato finora potrebbe essere negativa per un'azienda come Apple e quindi visto che più dispositivi supportano il proprio ultimo sistema operativo a più persone può vendere i propri servizi. **Alessandro**: Allora sicuramente sì potrebbe esserci un effetto boomerang visto che Apple ha sempre valutato maggiormente la privacy dei propri clienti però comunque ha sempre fornito molti servizi tutti o quasi tutti a pagamento. Viceversa questo non lo vedo molto plausibile per l'universo android in cui magari la gratuità dei servizi è prevalente e i costi anche dei dispositivi sono enormemente minori però diciamo noi clienti paghiamo con le nostre informazioni. C'è il solito concetto la solita frase che se su internet non paghi un servizio è perché sei tu il prodotto quindi diciamo da un lato c'è maggiore trasparenza ma si paga tutto dall'altro c'è la gratuità al costo della privacy. **Davide**: Ora che abbiamo visto quali sono le principali tipologie di obsolescenza ti faccio un'altra domanda e cioè non pensi che l'obsolescenza programmata possa avere anche dei vantaggi mi spiego meglio non pensi che l'obsolescenza programmata faciliti da un certo punto di vista l'innovazione dei dispositivi della tecnologia oggigiorno. **Alessandro**: Allora sicuramente questo è plausibile nel senso che quando un'azienda si trova a dover giustificare l'acquisto di un nuovo prodotto da parte di un cliente ogni dodici sei mesi anche allora sicuramente investe maggiormente in ricerca e magari quando a mano libera è la possibilità di ridisegnare da zero un prodotto invece che dover adattare. Faccio l'esempio di Fairphone una nuova una vecchia una nuova fotocamera a una vecchia scheda. Esatto esatto quindi se uno ha meno limiti meno vincoli può sicuramente procedere più in fretta. La domanda che ci dobbiamo fare però è veramente necessario tutto questo cioè il costo a livello ambientale che andremo poi a pagare per questo vale veramente la pena del di quello che poi otteniamo in cambio cioè di avere un telefono dalle prestazioni migliori un computer dalle prestazioni migliori una fotocamera dalla risoluzione migliore ogni anno. Ecco questa è una domanda difficile risposta intuitivamente mi verrebbe da dire di no. **Davide**: Passando ora degli esempi concreti quale futuro può avere il RAEE. **Alessandro**: Sicuramente dobbiamo distinguere i casi che rendono un RAEE un RAEE cioè se si tratta di un RAEE che come dire funziona ancora perfettamente ma è stato sostituito per via della propria come dire di una scelta dell'obsolescenza percepita la parte del suo proprietario. Beh sicuramente questi oggetti hanno ancora valori di mercato per quelli particolarmente antiquati diciamo sicuramente esistono alternative sociali diciamo al loro semplice smaltimento per fare un esempio virtuoso nella mia città Bologna esiste questa associazione che si chiama Second Life che si occupa di dare una seconda vita agli oggetti e in particolare anche agli oggetti e dispositivi elettronici e soprattutto diciamo può essere un valido. Punto di partenza e di ripartenza per le classi sociali più deboli più disagiate che magari non potrebbero permettersi l'acquisto di oggetti di questo tipo quindi permette di dare veramente una nuova vita a un oggetto obsoleto per qualcun altro. Ecco una cosa che è percepita obsoleta da qualcuno può essere ancora funzionante e valida per qualcun altro. **Davide**: Assolutamente e poi venendo al caso tu di specie come dicevo all'inizio sei autore di un podcast che personalmente trovo molto interessante è bello da seguire ovvero Radio RAEE nel quale appunto utilizzi i RAEE quindi i rifiuti elettronici come pretesto per raccontare delle storie anche questo di per sé è un modo per dare una seconda vita alla second life di cui parlavi agli oggetti. **Alessandro**: Sì diciamo che c'è chi da una seconda vita a un oggetto tecnologico trovandogli un nuovo proprietario. Ecco io invece ho preferito optare per un'altra soluzione cioè raccontare la storia della vita di questo oggetto quindi le storie di vita vissute dal proprietario con grazie a attraverso questo oggetto come una sorta di tributo. Perché comunque questi oggetti ci accompagnano in tante situazioni della nostra vita. Pensate non so al navigatore satellitare con cui avete fatto il primo viaggio oppure al primo orologio digitale di vostro nonno che avete ereditato. Ecco quindi c'è una sorta di storia di vita legata indissolubilmente a questi oggetti che a mio parere insomma valeva la pena raccontare quindi sembra un podcast di tecnologia ma in realtà è storytelling. **Davide**: Si è un pretesto parli di oggetti di affezione che però sono comunque legati da un filo conduttore che è quello della tecnologia perché sono tutti oggetti che una volta erano considerati appunto dispositivi tecnologici avanzatissimi. **Alessandro**: Per fare un esempio nell'ultima puntata ho raccontato le mie storie di vita vissute attraverso il mio iPod quindi dal momento in cui ho saputo che me l'avevano comprato fino alle varie storie amorose vissute grazie a quel piccolo dispositivo. Ed ecco diciamo che un oggetto tecnologico può anche essere un simbolo generazionale quindi quell'iPod i lettori mp3 sono stati sicuramente un simbolo dell'adolescenza della mia generazione. **Davide**: Va bene Alessandro grazie per averci parlato del RAEE, spiegato che cos'è, parlato dei suoi punti di forza ma anche dei suoi punti più critici e speriamo che se ne possa parlare un po di più nel prossimo futuro. Alla prossima. **Alessandro**: Grazie a voi per avermi ospitato e come dico sempre quando saluto i miei ascoltatori un saluto dai miei rottami. Ciao ragazzi. #### Conclusione - Timestamp: 22:53 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e26 ## La salute al primo polso > I dispositivi indossabili, come Mi Smart Band, Apple Watch, Google Glass, sono dispositivi intelligenti, dedicati principalmente alla salute o al fitness, che possono essere collegati ad altri dispositivi come smartphone, permettendo non solo il rilevamento ma anche l’immagazzinamento e lo [scambio di dati](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e11?t=385). Sempre più evoluti, sono utilizzati a vari scopi: dall’accesso veloce a informazioni online, al monitoraggio dell’attività fisica, fino alla rilevazione dei segnali biometrici come il battito, la pressione, l’[ossigeno nel sangue](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e11?t=316), attraverso dei sensori posizionati sulla pelle. Nella prima parte della puntata parleremo della più importante novità presentata durante la [WWDC 2020](https://www.youtube.com/watch?v=GEZhD3J89ZE), ovvero Apple Silicon, di un nuovo record per i [computer quantistici](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e16) di Honeywell e di un ulteriore aggiornamento software per Tesla Model S e Model X, che permette una ricarica più rapida. - Stagione: 2 - Episodio: 26 - Data di pubblicazione: 2020-06-27 06:45:00 - Durata: 12:25 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e26](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e26) - Episodi correlati: - Tag: ipadOS,iOS,macOS,Apple Silicon,iOS 14,supercharger,model 3,model x,model s,elon musk, honeywell,computer quantistici,computer quantistico,ricarica rapida,macchine elettriche,wwdc,wwdc 2020,miband,xiaomi,apple,apple watch,watchOS,salute,fitness,IBM,google,Athos Core,google glass ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di come il mondo della salute e del fitness in generale si ha cambiato dopo l'ingresso nel settore della tecnologia indossabile. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Apple Silicon e iOS 14 > Fonte: HwUpgrade.it - Timestamp: 00:47 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Computer - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo le novità riguardanti il mondo più mobile, con iOS 14 che introduce i widget nella schermata home, iPadOS 14 che introduce il riconoscimento della scrittura a mano e WatchOS 7 con la possibilità di monitorare il sonno, all'edizione 2000 Eventi della World Wide Developer Conference, il grande protagonista è stato macOS Big Sur che promette di portare importanti cambiamenti. Big Sur è il primo sistema operativo che supporterà i nuovi processori Apple Silicon, che la stessa casa di Cupertino sta sviluppando internamente basati su architettura ARM, gli stessi che vengono utilizzati su iPhone e iPad per intenderci e che utilizzerà per realizzare i futuri sistemi Mac. L'obiettivo ultimo è quello di realizzare sistemi ad alte prestazioni e a basso consumo energetico. Gli sviluppatori potranno già da questa settimana entrare in possesso di tutte le informazioni e gli strumenti necessari e i consumatori potranno aspettarsi alcuni modelli di Mac con Apple Silicon entro la fine dell'anno. Apple prevede che la transizione delle app di terze parti potrà essere completata in due anni, ma contemporaneamente assicura che i nuovi Mac con processori Intel saranno rilasciati ancora per qualche tempo. #### Il computer quantistico più potente al mondo > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:08 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Computer - Tipologia: Notizia **Davide**: Honeywell, azienda che da anni è in competizione con IBM nella realizzazione di computer mainframe e da poco sbarcata nel mondo dei computer quantistici con, a detta dell'azienda, il supercomputer quantistico più potente mai realizzato. Il dispositivo infatti misura un quantum volume di 64 contro il record di 32 che fino ad ora possedeva IBM. Il quantum volume è uno standard presentato proprio da IBM, utilizzato per quantificare la potenza di calcolo di un computer quantistico e tiene conto sia del numero di qubit utilizzati ma anche di altri fattori come la quantità di errore introdotta. Per dare un'idea potremo paragonare un quantum volume alla frequenza di clock dei normali processori. Il computer di Honeywell occupa un'area di ben 6x1,5 metri. Il vero e proprio processore però è contenuto in una sfera grande quanto un pallone da basket. In questa sfera è realizzato il vuoto e lavora a una temperatura di appena 10 gradi sopra lo zero assoluto, ovvero meno 263 gradi centigradi. Due laser e un campo elettrico si occupano poi, per così dire, di leggere e scrivere l'informazione nei qubit. L'azienda inoltre è dichiarato che la corsa ai computer quantistici non è per nulla finita, anzi, l'obiettivo è quello di aumentare il quantum volume di un fattore 10 ogni anno per i prossimi 5 anni. Se volete approfondire il tema dei computer quantistici ne abbiamo parlato nella puntata alla rivoluzione dei computer star arrivando, che vi invito ad ascoltare se ancora non lo avete fatto. L'aggiornabilità del sistema operativo installato sulle auto elettriche di Tesla è solo uno degli attributi che più negli ultimi anni ha caratterizzato le vetture di Elon Musk. #### Ricariche ancora più rapide per Tesla > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 03:49 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Nonostante modelli come Model S e Model X siano entrati in produzione rispettivamente dal 2012 e 2015, le due vetture ancora oggi continuano a ricevere costanti aggiornamenti software con aggiunte di migliorie e nuove funzionalità. Esattamente come in uno smartphone, gli aggiornamenti del sistema operativo, in questo caso per una Tesla, possono rendere l'auto più sicura e prestazionale nel tempo, aumentandone per esempio la velocità oppure, come nell'ultimo aggiornamento di cui parleremo, la velocità di ricarica. Con il rilascio del nuovo firmware le auto elettriche come Model S e Model X potranno infatti ricaricare fino a 225 kW presso i supercharger di terza generazione. Tuttavia, quest'ultimo aggiornamento comprende solamente gli esemplari più recenti, dal momento che la potenza dei nuovi supercharger attualmente viene sfruttata completamente solo dalla più recente Tesla Model 3. La società di Elon Musk ha comunque promesso che nei prossimi anni verranno apportate migliorie sia software che hardware per garantire una ricarica più ottimizzata anche per i primi modelli elettrici venduti. #### La salute al primo polso > Fonte: InsideMarketing.it - Timestamp: 05:28 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Sport - Tipologia: Topic **Davide**: Con dispositivi indossabili, anche detti wearable devices, si fa riferimento ad una ampia gamma di dispositivi intelligenti, dedicati principalmente al fitness o alla salute, che possono essere collegati ad altri dispositivi come gli smartphone, in modo wireless o tramite tecnologia Bluetooth, permettendo non solo il rilevamento ma anche l'immagazzinamento e lo scambio di dati di diverso tipo, in maniera immediata e spesso senza il bisogno dell'intervento umano. Sempre più evoluti, i dispositivi indossabili sono utilizzati a vari scopi, dalla rilevazione dei segnali biometrici attraverso dei sensori posizionati sulla pelle all'accesso veloce a informazioni online. Dispositivi come smartwatch e braccialetti da fitness raccolgono per esempio dati biometrici che vengono automaticamente inviati ad altri dispositivi intelligenti, offrendo agli utenti la possibilità di accedervi in qualsiasi momento ovunque. Negli anni la tecnologia è diventata sempre più sofisticata, non solo in termini di funzionalità e di possibili applicazioni, ma anche in termini di autonomia della batteria e di costi di produzione. Basti pensare a dispositivi indossabili per il fitness come Mi Smart Band 5 di Xiaomi, che promette fino a 20 giorni di batteria con una singola ricarica. E a un prezzo che si aggira tra i 20 e i 30 euro, permette di monitorare il battito, il sonno, l'attività fisica e anche alcune funzioni di interazione con il proprio smartphone, come ad esempio la ricezione delle notifiche. Leader incontrastata nel mondo dei wearable è Apple, che con prodotti come Apple Watch, AirPods e Cuffie Beats è al primo posto in termini di spedizioni di questi prodotti, avendo consegnato nell'ultimo trimestre del 2019 29,5 milioni di device di questo tipo. Sono stati invece consegnati da Xiaomi oltre 12 milioni di prodotti e 8,3 milioni di dispositivi indossabili consegnati da Samsung. Sempre più diffusi e sofisticati sono i dispositivi indossabili per l'ascolto, che si collegano allo smartphone tramite Bluetooth o anche in modalità wireless. Secondo la stessa ricerca, tra tutti i dispositivi indossabili le cuffie sono quelle più richieste, avendo raggiunto le 40,7 milioni di unità consegnate, una crescita del 242% rispetto al terzo trimestre del 2018. Questi dispositivi vanno ben oltre l'ascolto di musica, sono infatti tra i dispositivi indossabili che possono essere utilizzati nell'ambito della salute per il monitoraggio dello stato del paziente ma non solo. Con una buona parte degli orologi smart è possibile effettuare chiamate, inviare o ricevere messaggi o visualizzare foto o tanto altro. Ma le potenzialità di questi dispositivi vanno ben oltre, così come i dispositivi per l'ascolto, anche i notti orologi intelligenti i braccialetti da fitness, possono essere molto utili per il monitoraggio di parametri fisiologici, risultando particolarmente utili per diversi sport. I smartwatch diventano sempre più sofisticati e specialmente sempre più utili in ambito medico. Apple Watch, ad esempio, consente di effettuare un elettrocardiogramma ed inviarlo al proprio medico ma esistono anche degli orologi in grado di misurare la pressione arteriosa. Nel 2017, Apple ha lanciato l'applicazione Apple Earth Study, che tramite l'uso dello smartwatch del brand consente di avvertire gli utenti in caso di alterazioni del ritmo cardiaco. Inoltre, l'azienda ha lanciato il Movement Disorder Manager, da utilizzare sempre tramite collegamento con l'orologio Apple, che consente ai medici e ai ricercatori di monitorare eventuali disturbi del movimento. È possibile in questo modo misurare e registrare dei tremori e dei sintomi collegati al morbo di Parkinson. Anche nel mondo degli occhiali esistono degli esempi di dispositivi indossabili. Tra i più noti wearable di questo tipo ci sono i Google Glass, messi in vendita per la prima volta negli Stati Uniti nel 2014 e che, essendo collegati a Internet e sfruttando la realtà aumentata, consentono agli utenti di accedere alle informazioni che vengono presentate sul display posizionato su una delle lenti. Le immagini vengono proiettate sugli occhiali degli utenti e i contenuti vengono visualizzati come se ci si trovasse di fronte a uno schermo di 25 pollici, a una distanza di 2 metri. Per quanto riguarda le fotocamere indossabili, poi, esse vengono utilizzate sia per scopi di intrattenimento, come nel caso delle note Action Cam GoPro ad esempio, sia per la sicurezza, utilizzate quindi dalle forze dell'ordine. In Italia sono già state adottate dalla polizia di Pordenone delle Body Cam, sia per la tutela dei cittadini che per quella degli agenti. Per quanto concerne invece gli indumenti, esistono vari capi in grado di agevolare e ottimizzare una serie di attività quotidiane. Vi sono ad esempio delle magliette e dei pantaloncini intelligenti che consentono di misurare diverse variabili fisiologiche durante lo svolgimento dell'attività fisica. Gli abbigliamenti sportivi di Athos Core, dotati di sensori ad hoc, consentono di monitorare l'attività muscolare, ma anche il battito cardiaco e la respirazione. Samsung ha lanciato una cintura intelligente con sensori che vengono posizionati davanti e lungo il girovita in grado di monitorare eventuali aumenti di tensione provocati da una quantità eccessiva di cibo consumato, avvertendo l'utente tramite notifica sul cellulare a essa connesso. Esistono quindi attualmente tanti dispositivi indossabili, rivolti a differenti target e con differenti applicazioni, che possono agevolare in diversi modi la vita di ogni giorno e in alcuni casi persino promuovere il benessere e la salute degli utenti, offrendo inoltre anche un supporto nella vita professionale. #### Conclusione - Timestamp: 11:33 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e27 ## ufirst: la coda diventa digitale > La digitalizzazione è stata fortunatamente uno degli strumenti più efficaci per contrastare la situazione emergenziale degli ultimi mesi. Tra i vari servizi che più hanno avuto un impatto positivo c’è [ufirst](https://www.ufirst.com/), applicazione innovativa che con più di 2 milioni di utenti, permette di "fare la coda" a distanza, evitando assembramenti ma anche permettendo alle persone di risparmiare tempo. Per parlare del funzionamento del servizio nello specifico ci faremo aiutare da Matteo Lentini, managing director di ufirst. Nel consueto spazio dedicato alle notizie parleremo di un accordo tra PayPal ed Esselunga e dei miglioramenti sviluppati da Disney per quanto riguarda la tecnologia cosiddetta Deep-Fake. - Stagione: 2 - Episodio: 27 - Data di pubblicazione: 2020-07-04 06:45:00 - Durata: 23:02 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e27](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e27) - Episodi correlati: - Tag: ufirst,coda,risparmiare tempo,tempo,applicazione,innovazione,startup,matteo lentini,managing director,esselunga,esselunga a casa,spesa,deepfake,deep-fake,disney,cinema,intervista ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Matteo**: L'app ti notificherà attraverso una notifica push quando è il momento di recarsi presso la struttura per non perdere il proprio turno e quindi accedere solo quando tocca a te. In questo modo risparmi tempo. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di code davanti ai negozi o agli uffici pubblici o meglio, cercheremo di capire con uFirst come poter fare la fila in modo più smart, più intelligente per risparmiare tempo ed evitare assembramenti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. I clienti di Esselunga che intendono effettuare una spesa online, ora possono finalmente pagare anche con PayPal. #### Pagare la spesa online con Paypal > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:04 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Finanza, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso 1 luglio è stata infatti avviata una partnership tra le due aziende leader nei rispettivi settori con l'obiettivo di rendere la spesa online più accessibile per i consumatori italiani. Il servizio online fornito dalla catena di supermercati possiede numerosi vantaggi tra i quali la possibilità di ricevere la merce a domicilio nel giorno e nell'orario preferito oppure la possibilità di scegliere il ritiro gratuito presso i locker click e vai. Con l'aggiunta di PayPal Esselunga spera di semplificare ulteriormente la fase di pagamento spesso considerata problematica per diversi clienti abituati a pagare con contante oppure con poca dimestichezza con le interfacce online. Ovviamente la scelta di PayPal non è casuale dal momento che il servizio di pagamenti possiede un bacino di utenza piuttosto ampio senza considerare poi la semplicità con cui è possibile effettuare un acquisto oppure uno scambio di denaro. Con queste prerogative Esselunga spera dunque che nel prossimo futuro la propria clientela scelga senza troppi tentennamenti il servizio di spesa online. #### Disney migliora i deep-fake > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:21 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Cinema - Tipologia: Notizia **Davide**: La tecnologia conosciuta come Deep Fake permette di realizzare dei brevi filmati attraverso l'intelligenza artificiale dove la faccia del soggetto del video è scambiata con quella di un altro individuo. Fino ad oggi gli algoritmi che stavano dietro a questa tecnologia non permettevano di realizzare dei filmati perfetti ma comunque abbastanza buoni per essere irriconoscibili da una visione poco attenta. Le applicazioni possono essere diverse dai video parodistici a purtroppo le fake news. Disney invece in collaborazione con la scuola politecnica federale di Zurigo è riuscita a migliorare la tecnologia per sfruttarla nell'ambito cinematografico ad esempio sostituendo il volto di un attore a quello della sua controfigura. Le migliorie introdotte da Disney sono principalmente sul livello della qualità video. Migliora anche la fluidità grazie all'inserimento di fotogrammi riempitivi e la stabilizzazione dei movimenti soprattutto delle labbra. Una grossa novità insomma che può ridurre notevolmente i costi per la produzione di un film e garantire una qualità più elevata anche per quelli girati con budget ridotto regalando agli spettatori scene più credibili e quanto più vicine alla realtà. #### ufirst: la coda diventa digitale > - Timestamp: 03:50 - Autori: ufirst, Matteo Lentini, Davide Fasoli - Argomenti: Applicazioni, Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Per parlare di un'azienda innovativa, oggi siamo qui con Matteo Lentini, Managing Director di ufirst. Benvenuto Matteo. **Matteo**: Ciao Davide, buongiorno a tutti. **Davide**: La prima cosa che ti chiedo è di raccontarci che cos'è ufirst e quali sono i suoi punti di forza rispetto ai competitors. **Matteo**: uFirst è una piattaforma digitale che permette alle persone di risparmiare tempo e attraverso una app, si può o prenotare un appuntamento o fare la fila virtuale presso uno degli uffici o dei negozi o dei punti d'accesso che sono partner, quindi presenti sulla piattaforma. Quindi l'innovazione è quella di mettere insieme in un unico punto d'accesso tantissime strutture dove di solito c'è fila o dove è importante poter pianificare la propria giornata e pianificare il proprio accesso e quindi con una semplice interfaccia, disponibile via app sia iOS che Android che web, le persone possono gestire al meglio la propria giornata. **Davide**: Ho capito e entrando nel dettaglio, cosa significa fare la coda con ufirst sia per quanto riguarda il cliente sia per quanto riguarda poi l'esercente, cioè quali sono i passaggi che le due parti devono fare? **Matteo**: Allora è semplice per le persone scaricare gratuitamente l'app, geolocalizzarsi e vedere quali sono le strutture convenzionate all'interno della piattaforma. Lì si può staccare un ticket virtuale, praticamente replicare l'esperienza analogica di prendere un ticket cartaceo ma facendolo con la propria app e quindi si prende e si vede quante persone ci sono in file, si prende un bigliettino e l'app ti notificherà attraverso una notifica push quando il momento di recarsi presso la struttura per non perdere il proprio turno e quindi accedere solo quando tocca a te in questo modo risparmi tempo. Oppure le persone accedendo all'app con la stessa identica esperienza possono anche prenotare un appuntamento, prenotare un posto al ristorante e prenotare un tavolo. Per quanto riguarda la parte dell'esercente, a differenza dei sistemi e dei sistemi elimina code tradizionali che hanno una componente hardware quindi di ferro fra virgolette molto spinta, in quanto un costo importante a sostenere del sistema elimina code, il totem che trovi in farmacia, in ospedale, quell'hardware che trovi ha un costo molto elevato, oltre che un costo di installazione anche di tempo perché devi ordinare, con ufirst in 30 minuti hai la possibilità di attivare la tua interfaccia, il tuo negozio virtuale sulla nostra app e quindi far entrare le persone da remoto facendo pianificare i flussi d'accesso in maniera smart, perciò contatti ufirst, ti viene data una credenziale d'accesso al quale accedi al tuo negozio, metti orari d'apertura, orari di chiusura, giorni d'apertura, la hero picture, quindi la foto che vuoi fare vedere tuoi clienti e i servizi che offri. Tutto questo lo si fa in pochi minuti e senza nessun costo. **Davide**: Sì, effettivamente è un servizio molto interessante, anche molto rapido da attivare perché se in 30 minuti riuscite a farlo e fra l'altro questa cosa e questo lo dico perché mi sono informato prima invece utilizzavate un totem che durante l'emergenza Covid avete eliminato per ovvi motivi igienici e quindi anche adesso passata l'emergenza continuerete con questa strada, quindi escludendo totalmente la fisicità del vostro servizio oppure l'ora che introdurrete quando possibile. **Matteo**: Il FES nasce con un'idea, quella di digitalizzare gli accessi, quindi la nostra missione è quella di renderli digitali vuol dire staccarsi dal fisico ma in primis dal cartaceo. Il nostro totem era un totem che permetteva alle persone di mettersi in coda attraverso un tablet, quindi funzionava e funziona ancora oggi su qualsiasi tablet, è un'app che si installa su un tablet e lì hai la possibilità di "settare" i tuoi servizi e quindi di far accedere le persone in maniera smart ai servizi. Questo totem è stato messo di là durante l'emergenza perché chiaramente può essere veicolo di infezione in quanto è stato da tante persone, ritornerà a breve perché chiaramente è molto semplice quando si reca su un posto e non si è pianificato prima la propria visita utilizzare uno strumento di questo tipo. Sarà comunque uno strumento sempre digitale dove le persone non riceveranno un bigliettino cartaceo, bensì o un sms o una notifica su whatsapp, quindi lasciando il numero di telefono riceveranno le informazioni sul proprio cellulare oppure se non hanno il telefono possono lasciare il proprio nome o un identificativo qualunque e vedranno sul monitor il proprio nome che viene chiamato sullo sportello di riferimento. **Davide**: Quindi è un app per fare la coda appunto tramite un'applicazione però tiene in considerazione anche di tutte le eventuali persone che l'app non ce l'hanno, scaricata sul telefono magari le fasce della popolazione più anziana e che non hanno addirittura uno smartphone, quindi la coda è unica per tutti diciamo così. E quindi tornando un attimo al discorso covid-19, quindi l'emergenza, come vi siete organizzati per gestire l'emergenza covid-19? **Matteo**: Il nostro prodotto era stato sviluppato in seguito ad un'analisi di mercato ed esigenze del mercato pre covid. Chiaramente abbiamo dovuto mettere da parte alcuni dei nostri sviluppi dei nostri studi e in maniera molto abile a ricreare il business model sulla base di un concierge, quindi una persona che di fronte al supermercato, all'ufficio, al punto d'accesso in generale è in grado di smaltire la fila. Quindi abbiamo intanto aderito a un programma che è stato lanciato dal ministro dell'innovazione che è il programma di solidarietà digitale, che tra l'altro oggi è 30 giugno, stiamo registrando oggi dell'ultimo giorno in cui il nostro servizio è ancora fruibile gratuitamente, abbiamo infatti offerto per più di tre mesi ufirst gratuitamente per tutte quelle strutture che avevano bisogno di un sistema elimina code. Abbiamo quindi trasformato, ha adattato la nostra tecnologia all'emergenza, l'abbiamo offerta gratuitamente e questo è stato, lo dimostrano i numeri, è stato un incentivo per moltissime realtà a affacciarsi a una scelta di gestione e appuntamenti e code digitale e quindi molte strutture a partire dalla grande distribuzione organizzata, quindi dai grandi supermercati fino a strutture comunali o grandi retail, hanno utilizzato tutti ufirst per riaprire a pubblico in maniera sicura. **Davide**: In riferimento poi alle varie fasi che abbiamo affrontato in questi mesi, hai qualche dato da darci per quanto riguarda l'utilizzo della vostra applicazione ma in generale le code che si sono formate magari davanti ai supermercati o le pubbliche amministrazioni, gli uffici delle pubbliche amministrazioni o qualsiasi altra attività? **Matteo**: Abbiamo avuto chiaramente un momento di grande esposizione e quindi con tanti partner che sono andati a fare parte della piattaforma, anche tanti utenti hanno utilizzato ufirst, abbiamo superato la soglia di 2 milioni di utenti attivi e in alcuni weekend abbiamo raggiunto quote 300 mila pass giornalieri quindi dei numeri importanti, chiaramente il numero di partner è aumentato e continua ad aumentare giornalmente perché la soluzione è risultata essere molto utile per gestire in sicurezza la riapertura delle strutture e non solo in Italia ma anche all'estero abbiamo avuto diverse richieste e ufirst infatti attiva adesso in Italia e attiva anche in Sud America e presto in altri paesi europei. **Davide**: La vostra aspirazione è quella che è superata la fase dell'emergenza e le code diventino completamente digitali? Cioè questa è la vostra ambizione come startup? **Matteo**: Assolutamente sì, in un mondo che va verso online c'è bisogno di utilizzare i canali, gli strumenti digitali per migliorare l'esperienza offline perché altrimenti il confronto sarà difficile da poter sostenere e quindi bisogna dare delle informazioni, un'esperienza e dei dati a chi acquista offline per chi gestisce il retail più vicini possibili a quelli che ti può dare un canale online. Un canale digitale quindi come ufirst appunto crea le condizioni ideali per migliorare l'esperienza d'accesso, per raccogliere dati sull'esperienza d'accesso e quindi veicolare poi una serie di servizi aggiuntivi sia migliorativi di quelli esistenti che nuovi a chi acquista, a chi comunque si muove nell'offline, nel retail tradizionale. Perciò ci sarà obbligatoriamente uno switch dalla coda o dalla prenotazione telefonica a quella digitale e uno strumento come ufirst ha un vantaggio rispetto agli altri che oltre ad essere un software as a service quindi uno strumento che funziona su diverse tipologie di strutture, che funziona in maniera scalabile quindi senza costi aggiuntivi, ne compri una licenza o ne compri X i costi sono chiari e comunque molto limitati perché appunto è un software e soprattutto ha questo vantaggio che essendo una piattaforma l'utente una volta che ha utilizzato ufirst in un punto d'accesso sarà abituato ad utilizzarlo anche su altri e quindi questo noi crediamo possa essere un vantaggio perché le persone lo utilizzano in maniera più semplice e gli esercenti, i negozianti e comunque chi dall'altra parte offre ufirst ai propri clienti ha una vetrina abbastanza ampia e quindi ne può trarre vantaggio. **Davide**: Quindi da quello che mi hai detto mi pare di capire che voi comunque volete mantenere il vostro prodotto appunto as a service però all'interno della vostra applicazione cioè non fornire magari alle applicazioni di un supermercato le vostre API per utilizzare il servizio cioè preferite tenere in un unica applicazione un elenco di tutti gli esercenti che supportano ufirst. **Matteo**: C'è un discorso di omnicanalità che entra in gioco su questo tema si vuole dare un'esperienza al cliente, adesso farlo dal lato del partner che appunto utilizza ufirst per i propri punti fisici, si vuole dare una esperienza al cliente che sia più agevole possibile quindi spesso chi ha già una propria app desidera avere ufirst anche sulla propria app ma questo non esclude il fatto che utilizzarla all'interno della piattaforma porti comunque dei grandi vantaggi come accennavo prima quindi da una parte avremo nei prossimi mesi uno sviluppo di servizi volti ad integrare ufirst per chi lo desidera ma chiunque infatti sono tantissimi di operatori che hanno utilizzato ufirst durante l'emergenza covid che continuano ad utilizzarlo ora perché sono contenti dell'esperienza che i propri clienti hanno sulla piattaforma, quindi comunque ci sarà sempre un utilizzo di ufirst come piattaforma propria in quanto come detto il cliente pianifica la propria giornata senza poi dover utilizzare più quindi su un'idea di aggregatore che comunque piace a molti retailer. **Davide**: E secondo voi le attività in Italia sono pronte per questo tipo di cambiamento? **Matteo**: Molte l'attività oggi gestiscono le proprie agende ancora in una maniera estremamente arretrata con dei metodi che sono ormai obsoleti perché tu hai il cartaceo, hai il telefono o addirittura utilizzi sistemi di messaggistica che nascono con altri fini. Quindi per tutte quelle categorie che sono i barbieri, il beauty in generale, così come tutte quelle categorie e come il settore medico tradizionale, medici di casa, medici di famiglia. Tutta quella parte lì ancora e parliamo di mezzo milione di partite IVA sono ancora legate al sistema tradizionale e quindi con un sistema come ufirst tu ti togli tanti problemi, automatizzi la parte di avvisi al cliente che è la cosa più importante. Ricordi che domani è l'appuntamento, ricordati che fra mezz'ora devi recarti al medico e poi comunicare e in questo modo eviti di occupare l'agenda con una persona che non si presenta. **Davide**: Riesci a ottimizzare la coda sia per quanto riguarda le code staccando il bigliettino sia con questa nuova funzione che avete introdotto, quella del scegliere una fascia oraria dove il cliente può prenotarsi e come mai questa funzione l'avete introdotta solo in questo momento? All'inizio invece avete introdotto la funzione del bigliettino? **Matteo**: Le due funzioni sono diverse e quindi non è che l'abbiamo introdotta in un secondo momento, è stata necessaria, è stata richiesta più che altro in un secondo momento. I nostri clienti hanno prima pensato di gestire l'accesso in maniera completamente democratica utilizzando quindi una fila virtuale lineare dove anche chi non aveva il telefono li ha messi in fila e invece in un secondo momento. Quando il contingentamento è stato un po allentato quindi era più semplice gestire i flussi allora è stata richiesta anche questa opzione, questa funzionalità ovvero quella di poter programmare gli accessi per distribuirli meglio all'interno della giornata. **Davide**: Queste due funzioni le possono coesistere e le può scegliere il commerciante? **Matteo**: Esatto assolutamente sì, si può avere una fila lineare per chi aspetta il proprio turno o si può dedicare ogni ora un numero di posti predefiniti per chi invece vuole prenotarsi da casa, vuole prenotarsi per giovedì prossimo allora alle 15 vedo che c'è uno sviluppo di prenoto se io invece giovedì non mi sono prenotato e vado comunque voglio accedere al servizio allora magari farò la fila con il bigliettino virtuale. **Davide**: Da parte vostra quando un'azienda vi contatta date dei consigli, fate una valutazione per vedere come agire meglio in quel determinato caso? **Matteo**: Quando ci contattano in primis facciamo un questionario per capire che tipo di scenario di accesso di user journey c'è all'interno di quella struttura perché le strutture sono molto diverse, sono quelle con un ingresso con più ingressi, quelle che hanno prestazioni, il suo appuntamento o comunque prestazioni con una durata di tempo predefinito per esempio un taglio di capelli o invece delle prestazioni variabili come per esempio acquistare un paio di scarpe ok quindi a seconda della tipologia di cliente noi indichiamo il prodotto migliore e poi aiutiamo a pianificare l'esperienza per i propri clienti quindi al nostro partner, al nostro cliente spieghiamo come utilizzare a meglio ufirst e dal momento in cui ci contatta, fino al momento, al momento della prima prenotazione, del primo stacco virtuale, noi siamo di continuo a supporto della struttura che ha bisogno del servizio. **Davide**: Va bene, grazie Matteo per questo tuo intervento, alla prossima. **Matteo**: Ciao, grazie mille, grazie a tutti. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io, come sempre, ringrazio la redazione, in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli, grazie ai quali ogni sabato mattina possiamo pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 22:10 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e28 ## Scuola a distanza: tiriamo le somme > In questi ultimi mesi abbiamo sperimentato, chi direttamente e chi indirettamente, una tipologia di didattica mai provata prima, quella a [distanza](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e13?t=432). Questo ci ha permesso di analizzare in modo chiaro quali sono i vantaggi e gli svantaggi che la tecnologia puó generare in un contesto come quello scolastico, partendo dalla scuola primaria fino ad arrivare ai master di secondo livello. Per affrontare il tema ci faremo aiutare da una persona in prima linea, [Alessandro Cocilova](https://www.dentrolatecnologia.it/alessandro.cocilova.html), professore di informatica, che durante il blocco forzato, tra i primi si è attivato per riprendere l’insegnamento. Come notizia della settimana parleremo di [privacy e cessione di dati](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e11?t=385) in riferimento alla situazione di Hong Kong. - Stagione: 2 - Episodio: 28 - Data di pubblicazione: 2020-07-11 06:45:00 - Durata: 26:20 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e28](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e28) - Episodi correlati: s2e11, s2e13 - Tag: didattica a distanza,google,zoom,skype,scuola,covid-19,hong kong,facebook,twitter,insegnante,privacy,dati,sicurezza,istruzione,educazione,intervista ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Le scuole sono da poco terminate e quindi nella puntata di oggi faremo una chiacchierata con un insegnante, diciamo così per tirare le somme di questo particolarissimo periodo scolastico di forzata didattica a distanza. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### I colossi tech non forniranno dati sui cittadini di Hong Kong > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:51 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Dati, Diritto, Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: Con l'approvazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale da parte della Cina nei confronti della Regione Amministrativa Autonoma di Hong Kong, molte delle aziende americane, fra cui Google, Facebook e Twitter, hanno deciso per il momento di non fornire i dati dei propri utenti situati ad Hong Kong al governo cinese. La nuova legge entrata ufficialmente in vigore questo 30 giugno, introduce importanti e cruciali novità soprattutto per quanto riguarda i reati e il sistema di controllo sulla popolazione della regione di Hong Kong. Di fatto con questo nuovo procedimento il sistema giudiziario autonomo di Hong Kong ha perso la completa indipendenza rispetto allo stato cinese, soprattutto in tema di diritti e per questo motivo molti dei giganti di internet americani stanno attualmente temporeggiando prima di assecondare le richieste di dati da parte di Hong Kong. A queste si è poi aggiunta anche la famosa app video cinese TikTok, che dopo l'approvazione della legge sulla sicurezza nazionale, ha deciso di seguire un cammino totalmente diverso rispetto ai colossi americani, ritirando di fatto la sua app dagli store di Hong Kong e reso quella già scaricata, inutilizzabile nel giro di pochi giorni. #### Scuola a distanza: tiriamo le somme > - Timestamp: 02:19 - Autori: Alessandro Cocilova, Davide Fasoli - Argomenti: Istruzione - Tipologia: Intervista **Davide**: Oggi è tornato a trovarci Alessandro Cocilova autore del podcast Radio Rai e che però come abbiamo detto la scorsa volta è anche un insegnante bentornato. **Alessandro**: Ciao, ciao a tutti. **Davide**: Il motivo per cui siamo di nuovo qui dopo poco tempo rispetto alla prima chiacchierata è un po per fare il punto della situazione per quanto riguarda la didattica a distanza. Tu sei un insegnante di scuola superiore giusto? **Alessandro**: Sì, io insegno in una scuola paritaria che ha vari indirizzi, quindi sia liceo che tecnico che professionale e insegno quindi alla scuola secondaria e superiore, alle cosiddette superiori. **Davide**: Raccontaci un po qual'è stata la tua esperienza diretta, cioè come insegnante e quindi la tua esperienza personale con la didattica a distanza. **Alessandro**: Allora, diciamo che ci sono state varie fasi anche nella didattica a distanza. Io ricordo ancora l'ultimo giorno in cui si sono ottenute lezioni in maniera ordinaria in classe ed era sabato 22 febbraio. Ora, io a parte un paio di giorni in cui, beh, raccontiamo il retroscena, in cui ho lavorato a mettere sul mio podcast, ho subito iniziato a preparare lezioni a distanza via VoIP con i miei studenti, quindi all'inizio abbiamo iniziato a sperimentare varie piattaforme. Però in quella fase non era ancora chiaro che l'emergenza sarebbe durata così tanto e quindi anche dalla scuola stessa, dai colleghi, dal ministero, non c'era nessuna indicazione riguardo a un tipo di lezioni svolte tramite il computer, tramite internet, tramite videochiamata e perciò è stata più, come dire, una mia iniziativa personale. E col passare delle settimane però è andato man mano chiarendosi lo scenario purtroppo di una pandemia e quindi abbiamo dovuto iniziare a pensare seriamente che la didattica si sarebbe dovuta per forza di cose svolgere online e quindi in quel momento, diciamo, tutte le esperienze che avevo fatto con i miei studenti, come dire per mia spontanea iniziativa, beh, in quel momento sono diventate veramente utili sia a me personalmente che nel condividere con i colleghi. **Davide**: All'inizio, come dici bene, sembrava più una vacanza prolungata, qualche giorno in più di pausa, invece con il tempo è diventato qualcosa di veramente, veramente lungo tanto da ricoprire quasi un intero quadrimestre dell'anno scolastico. Se da una parte quindi tu ti sei mosso subito perché sicuramente avevi delle conoscenze, come hai visto approcciarsi i tuoi colleghi a questo cambiamento che appunto all'inizio era solo momentaneo e sembrava quasi non necessario doversi adeguare, ma poi è diventato qualcosa di totalmente stabile e che forse proseguirà in qualche modo, magari non così in modo forte, ma comunque proseguirà anche per il prossimo, almeno per il prossimo anno scolastico. **Alessandro**: Sì, purtroppo è possibile che prosegue anche il prossimo anno, non sappiamo in che misura, io mi auguro di no perché mi manca proprio la classe, mi manca fisicamente stare con i miei studenti. Tornando alla tua domanda, beh, allora sicuramente io sono stato vantaggiato da due cose, insegno informatica, quindi sono molto pratico di tutti gli strumenti pratici che servono per fare lezioni online e poi sono giovane e non ho figli, perché certo all'inizio c'era anche questo problema per i miei colleghi, loro stessi non avevano più gli insegnanti a cui avrebbero lasciato i loro figli durante le ore di lavoro e quindi si sono trovati improvvisamente nel dover badare i propri figli nelle ore lavorative e mi sono capitate più volte più avanti in video lezioni alcuni colleghi che pur armati delle migliori intenzioni e avevano bambini che scorrazzavano liberi per casa e che interrompevano le lezioni. A parte questi episodi divertenti, beh, sicuramente il problema dell'alfabetizzazione digitale nel corpo docenti e ampliando anche il discorso nel personale della pubblica amministrazione beh è un tema che bisogna trattare, molti facevano veramente fatica ad adattarsi a questo nuovo contesto e non per le difficoltà insite nella didattica distanza che magari tratteremo più avanti nelle prossime domande immagino, ma proprio per la mancanza di strumenti sia hardware quindi la mancanza di dispositivi sia per la mancanza di competenze. **Davide**: In primis c'è un problema riguardo, come hai detto, alle competenze, ma dopo di che c'è anche un problema di gestione dei tempi perché poi la didattica distanza si è fatta in un luogo prestabilito, esistevano già prima delle scuole fatte a distanza, ma evidentemente gli insegnanti erano muniti di tutti gli strumenti per fare queste tipologie di lezione e non le facevano di certo a casa, le facevano in dei luoghi adatti. Invece nel caso di specie che ci ha portato a praticare l'emergenza coronavirus i docenti oltre appunto alle competenze si sono trovati a fare lezione in un luogo non adatto e nemmeno avendo disposizione i mezzi per poi svolgere questa tipologia di lezione. Quindi secondo te sarebbe necessario una maggiore istruzione per il corpo docente per quanto riguarda le dinamiche digitali, cioè tutto quello che riguarda poi il digitale, una maggiore conoscenza delle nuove tecnologie. **Alessandro**: Sicuramente, allora a prescindere sarebbe necessario una maggiore formazione di docenti a tutto tondo, perché al momento un aspirante docente supera un concorso, si scrive alle graduatorie e gli viene assegnato una cattedra senza nessun tipo di formazione specifica di fatto e considerando i tempi in cui viviamo una formazione digitale è necessaria perché comunque adesso magari molti si immaginano vecchio professore, canuto, che non possiede neanche uno smartphone, essere in difficoltà con la didattica a distanza, ma senza fare il delatore posso dirvi che ho visto molti colleghi anche giovani in difficoltà, ecco. Quindi sicuramente bisognerebbe dare veramente ampio spazio alle risorse informatiche nel momento di formare i docenti. Oltretutto, abbiamo sbandierato ai 4.20 che in ogni ambito questa crisi sanitaria sarebbe stata un'emergenza e un modo per poi ripensare nel profondo tutti gli ambiti della nostra vita e anche la formazione, quindi sono d'accordo, bisogna ripensare la formazione veramente a 360° e dobbiamo sicuramente ripartire dalle conoscenze digitali e da quello che abbiamo imparato da questa didattica a distanza, nonostante magari l'abbiamo fatta male, non l'abbiamo fatta al meglio delle nostre possibilità, però dobbiamo ripartire da questo, da quello che abbiamo imparato in questi mesi per ripensare la scuola dalle fondamenti. **Davide**: Speriamo veramente che non venga sprecata questa occasione perché probabilmente non sarà ripetibile o se lo sarà evidentemente un contesto peggiore per tutti quanti. Tornando a una cosa che hai detto all'inizio, parlavi dell'aspetto umano e quindi ti faccio una domanda che presuppone già più o meno una risposta, ne ha risentito l'aspetto umano e secondo te questa cosa ha colpito in modo uguale tutti gli ordini di scuole oppure ce ne sono alcune magari quelle di grado inferiore che ne hanno risentito maggiormente? **Alessandro**: Allora, sicuramente la risposta ha veramente colpito tantissimo questa crisi sotto l'aspetto umano e ogni grado ha avuto nel suo modo peculiare un modo diverso in cui ha colpito questo. Certo è che l'aspetto sociale è fondamentale a tutti i gradi, ecco immagino veramente una grossa difficoltà nello svolgere una lezione alla primaria. Noi siamo andati avanti nel programma, sicuramente i miei studenti hanno imparato a sviluppare applicazioni mobili oppure a svolgere equazioni differenziali, rimane che la complicità nello stare in banco uno di fianco all'altro, le risate per una battutina fatta dal prof o per un pennarello che si scarica o un compagno che dà una risposta veramente che non sta in cielo né in terra, ecco queste cose non ci sono state e sono veramente l'amalgama che riesce a unire i docenti con gli studenti e quello che fa crescere i ragazzi veramente, perché ricordiamo che citando l'infelice figura del nostro ministro, i studenti sicuramente non sono imbuti da riempire, non sono neanche bottiglie da riempire, cioè non possiamo paragonare le contenitori, loro giovano della vicinanza l'una dell'altro, quindi essere così dietro uno schermo o lontani, freddi è stato veramente molto difficile per loro, cito l'esempio di una classe che negli intervalli tra una lezione e l'altra di latina distanza si ritrovavano in chiamata tra di loro, auto organizzandosi, e questo sicuramente si può fare alla secondaria e non alla primaria, per fare la ricreazione insieme. Lo so, è poco, è freddo, è distaccato ed è brutto rispetto all'intervallo in cui si mangiava i bomboloni e le nutelle insieme, però sicuramente è qualcosa, quindi si vede da questo che ragazzi manca anche quell'aspetto. **Davide**: Su questo infatti ti devo dire che io mi sono ricreduto, prima di questa esperienza pensavo che una didattica a distanza potesse essere fattibile almeno per i gradi di scuola superiore, invece ho pensato e riflettuto che effettivamente tutti questi aspetti che vanno al di là, esulano da quella che è la semplice didattica, portano di fatto ad un'esperienza scolastica meno piena e quindi sicuramente la scuola in presenza ha dei vantaggi enormi rispetto ad una scuola a distanza che potremmo quasi definire una scuola fredda e distaccata. **Alessandro**: Ti cito anche un caso, molti master di secondo livello, quindi post universitari, hanno avuto un grosso calo delle iscrizioni con la didattica a distanza, proprio perché in questi tipi di studi, anche se si tratta di persone over 30 spesso già laureate, la cosa importante è farsi dei contatti, le persone che si conosce, i contatti, i legami che si stringono e farlo dietro uno schermo implica per forza di non poter svolgere e non poter creare questi legami e quindi molti hanno deciso di non iscriversi per quest'anno. **Davide**: Tornando un attimo a fare un discorso più generale, cosa possiamo dire, quali sono state le cose positive che abbiamo imparato, magari che tu in primis hai imparato per quanto riguarda la didattica a distanza, quali sono i punti di forza di questo tipo di insegnamento? **Alessandro**: Allora, sicuramente un aspetto vincente, so che sembrerà banale, ma è la possibilità di poter spegnere gli studenti, cioè abbiamo nella mia scuola alcune classi a volte difficilmente gestibili, ecco sicuramente poter premere off sul loro microfono ha un grosso vantaggio, certo poi uno si chiede ma dall'altra parte cosa sta succedendo, cioè mi ascolteranno effettivamente, ma assumiamo che succeda, in realtà abbiamo visto io e miei colleghi che sulle classi più difficili diciamo queste classi lavoravano meglio in didattica a distanza che in didattica in presenza. Poi sicuramente facendo didattica a distanza i ragazzi sono forzati nell'apprendere l'utilizzo di strumenti digitali, perché noi pensiamo che appunto diamo per assunto che i nativi digitali poi siano dei draghi al computer e invece mi capita ogni due per tre che i ragazzi mi scrivano nell'oggetto della mail tutto il contenuto. **Davide**: Sì, quindi non è detta questa cosa. **Alessandro**: Non è un'equivalenza che vale, ecco. Poi sicuramente nella didattica a distanza si cerca nuovi metodi per valutare gli studenti e quindi per esempio visto in molte materie ci siamo buttati come docenti sui lavori di gruppo che normalmente invece vengono messi in secondo piano dai docenti magari fatti solo per progetti particolari, relazioni digitali, uscite. Invece nel mondo reale si lavora in gruppo, nelle aziende si lavora in gruppo, quindi è un'importante parte della crescita e anche serve per lo sviluppo delle cosiddette soft skill. Poi un'altra cosa visto che noi docenti anche qua non possiamo controllare che i ragazzi non abbiano sotto quaderni o libri perché i bigliettini quando si è nascosti dietro una webcam spenta non servono più, si può tenere l'intero libro a portata di mano, ci siamo dovuti aguzzare l'ingegno e inventare domande più creative, problemi diversi anche in matematica per impedire che sia possibile copiare ma a quel punto se uno fa una domanda in cui il ragazzo deve proprio ragionare e non esiste un argomentare anche nelle materie più scientifiche, a quel punto è impossibile copiare. Esatto, esatto, entra in gioco una componente personale, i ragazzi sono abituati a calcolare il valore di un limite, non a spiegare perché dovremmo utilizzare il concerto di limite. Per ultima cosa un altro aspetto che ho potuto vedere sono i corsi e i seminari, perché noi siamo abituati che le uscite o gli interventi di esperti, persone autorevoli in vari campi si facciano sempre, ad esempio, nell'aula magna della scuola, però non sempre è banale invitare e riuscire a far venire un ospite prestigioso dall'esterno. Cosa si può fare con la didattica di stanza? Si può fare un seminario in cui questa persona è collegata a dare moto e 10, 20, 30 scuole seguono, intervengono, fanno domande in chat o in videochiamata, questo non è stato fatto con risultati estremamente positivi. **Davide**: Un altro aspetto legato a quest'ultima cosa che hai detto è quello, adesso si parla di fare un'educazione civica, di introdurre delle ore di educazione civica all'interno dell'orario di scuola e all'interno di questa materia ci sarebbero anche delle ore dedicate al digitale, alla conoscenza e all'utilizzo degli strumenti digitali. **Alessandro**: E la cosiddetta cittadinanza digitale. **Davide**: Però il problema alla base è che, come abbiamo detto, pochissimi sono gli insegnanti come te che conoscono bene questa materia e quindi ci sarebbe un problema alla base, non ci sono gli insegnanti che possono erogare questo insegnamento e allora la didattica a distanza potrebbe essere utilizzato come strumento per trovare una singola figura magari a livello nazionale che riesca a insegnare a centinaia o migliaia di studenti anche in diretta la stessa materia e lo stesso corso. Abbiamo parlato ora degli aspetti positivi ma abbiamo visto sin dall'inizio che gli aspetti negativi sono tanti e quindi vuoi provare un po a fare una sorta di lista, cioè gli aspetti che secondo te sono critici e che fanno sì che la didattica a distanza non sia poi così pratica? **Alessandro**: Sicuramente non è difficile trovare anche gli aspetti negativi, abbiamo già citato prima la mancanza di rapporto umano e legato a questo c'è sicuramente anche il fatto che un docente che non si trova in classe con i suoi studenti fa fatica ad avere quell'occhiata, quel colpo d'occhio che gli permette di capire in un istante se sta spiegando alla giusta velocità oppure se sta non troppo veloce su concetti difficili e viceversa se gli sta tediando, ripetendosi come un disco rotto su argomenti... **Davide**: Sì, non ha un feedback in tempo reale ecco. **Alessandro**: Esatto, esatto il feedback è fondamentale. Poi c'è il grande problema della valutazione, allora io dico sempre che in certi periodi dell'anno io sono una macchina che mangia cibo e produce voti. Purtroppo come dico sempre ai miei studenti la scuola non è solo prendere voti, però per come è strutturata adesso è una buona componente la valutazione e valutare usando la didattica a distanza è molto molto complesso perché in un'interrogazione ci può essere veramente un'infinità di modi per copiare o per avere suggerimenti, in una verifica scritta non ne parliamo, per i docenti è molto difficile come dire verificare l'autenticità di un elaborato anche assegnato a casa, quindi si gioca tutto un po sulla buona fede. Ho colleghi che interrogano facendo tenere ai ragazzi gli occhi bendati o le mani sugli occhi, ecco io non mi sono mai spinto tanto perché non penso che gli studenti siano prigionieri di Guantanamo e che si meritino trattamenti simili anche se loro stessi hanno confessato di avercela fatta sotto il naso più volte, quindi quello della valutazione è un grosso interrogativo da porsi. Anche qua secondo me lo si potrebbe togliere completamente, risolvere completamente ripensando dalle fondamenta la scuola, ma secondo me non siamo pronti a metterle in discussione così nel profondo. Poi un'altra grossa difficoltà è dovuta alla dipendenza da software, quindi noi per esempio siamo dipendenti da Zoom, da Microsoft Teams, da Skype e c'è una quantità di dati personali che circolano su queste piattaforme che come dire in questo anno sono state tollerate dai genitori perché si trattava di una situazione temporanea ed emergenziale, però ci sarebbe bisogno di una piattaforma unificata magari gestita dalla regione e dal ministero. Sicuramente adesso quest'anno abbiamo violato tutte le leggi violabili in materia di privacy e di minori. A lungo termine non è pensabile un approccio del genere dovendosi appoggiare su piattaforme esterne, questo è il mio parere. Infine c'è il problema più grande che dobbiamo affrontare ovvero quello del diritto allo studio, tutti i ragazzi hanno diritto a studiare e tutti hanno diritto a essere messi nelle stesse condizioni quando si tratta di andare a scuola, però se la scuola dipende dalla qualità della tua connessione internet e non tutti hanno la fibra, se la scuola dipende dalla potenza del tuo computer e tu magari hai soltanto un vecchio dispositivo senza nello microfono, nello webcam, allora come possiamo dire che tutti gli studenti sono stati messi nelle stesse condizioni? Come possiamo valutarli uguali quando qualcuno vede la lezione a scatti e qualcun altro la vede invece perfettamente fluida? Quindi questo è un grande problema che dobbiamo porci, bisogna investire tante risorse nel far sì che la banda lag arrivi ovunque e che a tutti i ragazzi si è messo a disposizione un computer. **Davide**: E proprio a riguardo di questa cosa tu hai avuto degli studenti che non riuscivano a connettersi o che magari facevano finta di avere problemi perché anche questo so che è stato uno dei casi noti che si sono creati in questi mesi. **Alessandro**: Sì allora sì a una e sì all'altra nel senso che ci sono stati problemi effettivi ragazzi che non avevano a disposizione abbastanza dispositivi in casa perché magari una famiglia numerosa non ha sufficienti computer tablet per tutti e assistere a una lezione dal cellulare non è proprio facile. Ragazzi che non avevano la connessione di rete a casa ragazzi che non potevano neanche fare hotspot dal cellulare perché magari residenti in aree montane in zone rurali e che quindi hanno iniziato a collegarsi soltanto quando la biblioteca del paese ha aperto e mette la disposizione del proprio wifi per questi scopi. L'altra faccia della medaglia sono invece quelli che hanno marciato su cosiddetti problemi tecnici e quindi si sono nascosti. Dietro a una webcam che non funzionava, dietro a un hard disk che prende fuoco proprio durante la verifica di matematica, mi è stato riferito questo, cioè sono casi reali che cito e purtroppo chiaramente noi docenti non possiamo controllare col nostro occhio e possiamo solo affidarci alla parola dei genitori e quando questi coprono i figli anche in questi casi, quelli che stanno danneggiando e minando il futuro dei propri regi non siamo di certo noi. **Davide**: Poi in generale comunque un atteggiamento scorretto vista la situazione. Va bene, grazie Alessandro per questo tuo secondo intervento e speriamo che questa chiacchierata possa essere stata d'aiuto per qualcuno che voleva capirci un po meglio da esterno magari per quanto riguarda il mondo della didattica a distanza che abbiamo vissuto, questa esperienza che abbiamo vissuto negli ultimi mesi e invito che ci sta ascoltando ad ascoltare l'ultima puntata o comunque la puntata che riguarda la scuola del tuo podcast Radio RAEE perché l'ho trovata molto interessante, molto divertente. **Alessandro**: Ciao e grazie per avermi ospitato, vi aspetto ascoltatori a sentire l'episodio 7, il RAEE, ovvero il dispositivo elettronico di Tugli Tratto, è proprio una tavoletta grafica e è quella che ho usato per fare lezioni in questi mesi. Grazie ancora per avermi ospitato e chissà, alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 25:28 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e29 ## Il futuro dell’industria è nelle nostre tasche > Connessione, intelligenza e cooperazione. Queste parole sono forse quelle che più descrivono le fondamenta su cui nasce la quarta rivoluzione industriale. [Big data](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e11?t=385), robot, [smart working](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e12?t=587), [Internet](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e4?t=320) e sistemi digitali sono oggi il motore trainante del secondo settore, dove solo le aziende capaci di investire nel futuro potranno sopravvivere e competere a livello internazionale. Nella prima parte della puntata parleremo della possibile rimozione dei caricabatterie dalle confezioni dei futuri smartphone Apple e Samsung e di un economico sistema, chiamato [Quench Sea](https://www.indiegogo.com/projects/quenchsea-turn-seawater-into-freshwater#/), presentato da Hydro Wind Energy, che promette di trasformare l'acqua di mare in acqua dolce potabile. - Stagione: 2 - Episodio: 29 - Data di pubblicazione: 2020-07-18 06:45:00 - Durata: 13:53 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e29](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e29) - Episodi correlati: - Tag: industria,innovazione,indiegogo,apple,samsung,caricabatterie,risparmio,sondaggi,futuro,ecologia,quench sea,acqua,ambiente,emergenza,terzo mondo,rivoluzione,crisi idrica,industria 4.0,connessione,intelligenza,cooperazione,robot,intelligenza artificiale,quarta rivoluzione industriale,smart working,internet,secondo settore,aziende,investimenti,big data ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella puntata di oggi parleremo di industria 4.0, più nello specifico capiremo in che cosa l'industria deve investire per essere competitiva in un mercato ormai sempre più globale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Apple e Samsung toglieranno il caricatore dalla confezione > Fonte: Corriere della Sera - Timestamp: 00:49 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Cosa hai fatto con il carica batterie del tuo precedente telefono? Una domanda piuttosto semplice, quella che Apple ha recentemente diffuso in un sondaggio rivolto ai propri consumatori, con l'obiettivo di valutare se la nuova strategia di mercato concepita da Apple potrebbe essere apprezzata dai propri acquirenti. L'idea di base è molto semplice, ovvero togliere del tutto il carica batterie dalle confezioni dei prossimi iPhone. Per ora si tratta solo di indiscrezioni, ma la nuova politica dell'azienda di Cupertino apparentemente radicale potrebbe avere esiti alquanto positivi nella sua realizzazione. Tornando invece al sondaggio iniziale studiato appositamente per avere un riscontro della propria clientela, Apple ha dichiarato che molti dei suoi consumatori si liberano, in un modo o nell'altro, dei carica batterie che non utilizzano quotidianamente. In particolare, molte persone affermano infatti di averlo venduto insieme al vecchio smartphone, altri invece lo regalano oppure c'è chi lo perde o chi addirittura arriva a gettarlo, magari senza rispettare le normative di smaltimento. Ed è proprio su quest'ultimo punto che l'azienda di Cupertino si sofferma maggiormente. L'idea di non includere i carica batterie nelle confezioni permetterebbe ad Apple di risparmiare un sacco di risorse, e di conseguenza che vengano prodotte milioni di tonnellate di plastica che verrebbero poi gettate inutilmente come rifiuti. Altri benefici riguardano invece lo smartphone stesso, con una confezione senza caricatori il prezzo di listino dello smartphone scenderebbe inevitabilmente, e di non poco considerando il valore dei materiali e della mano d'opera impiegata per la realizzazione dei caricatori. In aggiunta, eliminare questo elemento porterebbe ad avere scatole più leggere, costi minori di spedizione e, come risultato finale, più prodotti inviabili con un solo trasporto. Il ragionamento diventa poi molto più concreto in termini economici, se ogni confezione venduta la si moltiplica per 1,5 miliardi, equivalente al numero di smartphone venduti complessivamente ogni anno in tutto il mondo. La nuova strategia ideata da Apple sta piacendo così tanto che persino Samsung pare stia valendo l'ipotesi di non includere i caricatori nelle confezioni dei propri smartphone, anche se al momento è più corretto parlare di rumors anziché dichiarazioni ufficiali. In definitiva, se così dovesse essere, in futuro potremo avere molte più aziende che adotteranno questa strategia di mercato. Secondo alcuni analisti, infatti, oltre alla rimozione dei caricatori, potrebbero essere eliminati anche accessori supplementari, come ad esempio gli auricolari con cavo, per i quali vale lo stesso ragionamento fatto per i caricabatterie. Se la nuova strategia di marketing dovesse essere approvata, potremo vedere i nuovi package ridotti anche per i prossimi iPhone 12. L'azienda britannica Hydro Wind Energy ha presentato un nuovo dispositivo sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo, che promette di trasformare l'acqua di mare in acqua dolce potabile, ad un costo di 80 sterline. #### Convertire acqua di mare in acqua potabile con meno di 90 euro > Fonte: Corriere della Sera - Timestamp: 03:45 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Il funzionamento del dispositivo è semplice e non necessita di alcun tipo di batteria o energia elettrica. Prima un sistema idraulico, infatti, riesce a dissalare l'acqua grazie a membrane a osmosi inversa, poi entra in gioco un filtro a carbone attivo, che filtra le microparticelle come solidi batteri virus, parassiti e microplastiche. Il tutto grazie a una leva manuale, con cui si riescono a produrre due litri d'acqua in circa un'ora di lavoro. Insomma, un dispositivo economico che potrebbe diventare indispensabile in situazioni di emergenza in cui si possono trovare ad esempio marinai o viaggiatori. La sfida di Hydro Wind Energy però è quella di attuare una vera e propria rivoluzione per scongiurare una crisi idrica a livello mondiale e poter fornire un aiuto sostanziale a quelle popolazioni che non hanno accesso all'acqua potabile e pulita. L'obiettivo dell'azienda è quello di avere un impatto su un miliardo di persone entro il 2027 e questo lo si può fare attraverso la campagna Indiegogo con cui si può donare in beneficenza il dispositivo per sole 25 sterline. #### Il futuro dell’industria è nelle nostre tasche > - Timestamp: 05:26 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: Connessione, intelligenza e cooperazione. Queste tre parole chiave sono forse quelle che più descrivono e riassumono le fondamenta su cui nasce l'industria 4.0, anche detta Quarta Rivoluzione Industriale. Big data, robot, smart working, internet e sistemi digitali sono oggi il motore trainante del secondo settore, dove solo le aziende capaci di investire nel futuro potranno sopravvivere e competere a livello internazionale. Dunque, cosa offre e che cosa può offrire la tecnologia a sostegno di imprenditori, dipendenti e clienti? Innanzitutto alla base vi è il concetto di Smart Factory, ovvero una stretta collaborazione tra tutti gli elementi della fase produttiva, sia tra macchina e macchina, sia tra macchina e operatore. Non solo, è necessaria una stretta collaborazione dell'industria intelligente con altre aziende del settore o facenti parte della catena produttiva. Infine, un'attenzione particolare va alla gestione responsabile delle risorse, in modo da limitare gli sprechi e soprattutto preferire scelte ecosostenibili ed energie rinnovabili. Ovviamente qui internet è fondamentale per raggiungere in tempo reale aziende, dipendenti e clienti. Non solo, le macchine possono cooperare al meglio quando sono interconnesse tra loro, grazie a dispositivi di Internet of Things o grazie a Cobot, ovvero dei robot collaboratori. In tal modo l'intero processo produttivo può svolgersi al meglio, in maniera sincronizzata e secondo le esigenze di ogni fase, garantendo protezioni e metodi risolutivi efficaci nel verificarsi di guasti, problemi o ritardi. L'ottimizzazione dei processi può essere affidata poi a simulazioni computerizzate, che ovviamente attraverso la supervisione umana possono trovare la configurazione migliore per realizzare i prodotti migliori mantenendo tempi e costi ridotti. Un aiuto non da poco in questi processi viene dato dai sistemi di intelligenza artificiale, di cui più volte abbiamo parlato e dimostrato l'efficacia e non a caso ormai è presente in tutti i rami della nostra società. Sempre legato al tema dell'integrazione, un ruolo fondamentale lo gioca il cloud. L'archiviazione on line delle informazioni permette infatti una gestione ottimale di tutto il sistema azienda, oltre a rendere possibile la condivisione diretta di conoscenze, dati o avvisi tra dipendenti, dirigenti, collaboratori o altre aziende. Un altro esempio che mi viene in mente è quello nell'ambito della manutenzione. Un macchinario connesso in cloud con la casa di produzione può diagnosticare e comunicare autonomamente guasti o falle, in modo da permettere una riparazione veloce e affidabile che in certi casi potrebbe addirittura avvenire da remoto. Legato al cloud c'è l'IoT, l'internet delle cose. Sapere analizzare i cosiddetti big data per un'azienda che vuole mettersi in gioco ed essere competitiva sul piano internazionale è sicuramente un obbligo. Saper sfruttare l'enorme quantità di dati che si possono raccogliere all'interno ma anche e soprattutto all'esterno dell'azienda e dai clienti è un vantaggio sia per l'azienda stessa che può concentrare e sfruttare al meglio le proprie risorse, sia per gli stessi clienti che possono essere raggiunti più facilmente con prodotti mirati e personalizzati. Quelli analizzati finora sono aspetti che prevedono principalmente l'utilizzo di sistemi informatici, dunque più facilmente reperibili dalle aziende che hanno intenzione di intraprendere un percorso di adattamento e innovazione. Ma oltre ai macchinari smart, ai cobot e ai dispositivi di IOT, esistono soluzioni aggiuntive che possono fornire un'ulteriore spinta verso la realizzazione dell'industria 4.0 per eccellenza. Stiamo parlando di stampanti 3D e realtà aumentata. Cominciamo dalle prime. Stampanti 3D di ottima qualità si trovano ormai a costi irrisori per un'azienda disposta a investire in questo settore. Esistono addirittura piccole stampanti a basso costo per uso privato o kit fai da te a poco più di 100 euro. Ovviamente in questi casi prima di investire nella tecnologia 3D bisogna interrogarsi sia sui requisiti e sulle caratteristiche che si vogliono ottenere dal prodotto stampato, sia sull'utilizzo e sull'impatto che la stampante avrà sul prodotto finale. Se ad esempio si vuole avere un'idea indicativa e dunque un prototipo di quello che sarà il progetto da realizzare, una stampante più economica e meno precisa può essere sufficiente. Se invece la stampante dovrà sostituire ad esempio la realizzazione di pezzi di ricambio per macchinari o addirittura pezzi dei prodotti finali, i costi crescono in maniera non trascurabile a seconda della precisione e dalle dimensioni che si vogliono ottenere del prodotto finale. Rilevante nella scelta di una stampante anche la metodologia e i materiali usati nella stampa. Si va dall'uso classico di fili di plastica che producono stampe più imprecise su cui è quasi sempre necessaria una post lavorazione a metodi di stampa a polimerizzazione di resina attraverso raggi UV. Delle aziende hanno persino realizzato delle enormi stampanti che utilizzando il cemento riescono in una giornata a costruire una piccola casa. I campi di applicazione e i progetti che si possono realizzare con dispositivi di questo tipo insomma sono veramente sconfinati. Come detto poco fa altro settore fortemente legato alla quarta rivoluzione industriale è l'utilizzo della realtà virtuale e della realtà aumentata. Ormai la tecnologia è pronta per essere sfruttata e le potenzialità sono enormi. Dalla fase di progettazione ad esempio il designer può avere il risultato davanti agli occhi modificandolo in tempo reale e facilitando dunque il lavoro di realizzazione ma anche per la dimostrazione e la mostra dei prodotti ai clienti. Un visore del genere infatti può essere utilizzato per poter accedere all'intero catalogo di produzione senza necessariamente portare con sé oggetti o prototipi. Si può beneficiare dell'efficacia di questo metodo in particolare per oggetti ingombranti che possono essere visualizzati e personalizzati dal cliente in tempo reale utilizzando solo un piccolo dispositivo portatile decisamente meno ingombrante. Lo stesso effetto può essere ottenuto e in questo caso a molte aziende come Ikea si sono già mosse con l'utilizzo degli smartphone. Grazie a questi dispositivi i cataloghi di prodotti non rimangono confinati sulla carta o su un display ma diventano interattivi invogliando il cliente all'acquisto. Abbiamo visto come la tecnologia sia ancora una volta al centro dell'attenzione e di supporto per l'uomo anche e soprattutto nel settore secondario. Ma la differenza in questo caso non la fa solo per così dire l'hardware, i macchinari. Al centro della quarta rivoluzione industriale c'è la capacità di mettere al centro le conoscenze di ognuno e di saper creare strette connessioni e collaborazioni tra tutte le fasi di produzione e tra tutti gli operatori di queste fasi dalle aziende ai dirigenti ai dipendenti e infine al cliente. Ovviamente un'infrastruttura di base forte è fondamentale come la copertura della banda ultralarga e di trasporti veloci ed efficienti. A tal proposito l'Italia negli ultimi anni ha stanziato incentivi per le aziende che sanno mettersi in gioco adattandosi e investendo nella tecnologia perché solo così si potrà mantenere la qualità del Made in Italy che tutto il mondo ci invidia. #### Conclusione - Timestamp: 13:01 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e30 ## Come vinceremo le Olimpiadi > A pochi giorni da quello che sarebbe dovuto essere l’inizio delle [Olimpiadi di Tokyo 2020](https://it.wikipedia.org/wiki/Giochi_della_XXXII_Olimpiade) è interessante fare il punto della situazione su come gli atleti italiani, in questi ultimi anni si siano allenati per migliorare ulteriormente le loro performance e lo abbiano fatto anche grazie a sensori, stanze speciali e nuove scoperte in ambito neurologico. Insomma, la tecnologia in questo campo si è dimostrata fondamentale. Nella prima parte della puntata dedicata alle notizie invece parleremo di un [malware](https://xlab.tencent.com/cn/2020/07/16/badpower/) in grado di bruciare gli smartphone, della presentazione di [OnePlus Nord](https://www.oneplus.com/it/nord) e del nuovo [decreto semplificazioni](https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2020/07/16/178/so/24/sg/pdf) che non rende più possibile limitare l’installazione di antenne 5G. - Stagione: 2 - Episodio: 30 - Data di pubblicazione: 2020-07-25 06:45:00 - Durata: 12:31 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e30](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e30) - Episodi correlati: s1e8 - Tag: oneplus,oneplusnord,nord,olimpiadi,tokyo 2020,sport,fitness,neurodoping,sensori,superquark,malware,smartphone,5g,sindaci,decreto,decreto semplificazioni,dl semplificazioni,divieto ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di come la tecnologia può aiutare sportivi, ma soprattutto atleti, per migliorare le proprie performance. Fra l'altro questa è l'ultima puntata prima della pausa estiva. Infatti durante il mese di agosto pubblicheremo alcuni estratti inediti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. I caricabatterie veloci attualmente in commercio riescono a dialogare con il dispositivo in carica stabilendo i volt da erogare. #### Un malware che brucia i dispositivi > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:53 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: L'attacco BadPower, ossia un attacco hacker elaborato da dei ricercatori del colosso cinese Tencent che interviene a livello firmware sul caricabatterie cambiando alcuni parametri del sistema di ricarica, blocca intenzionalmente tale scambio di informazioni, convogliando maggiormente tensione verso il device che rischia così di fondere i circuiti o, nei casi più gravi, di prendere letteralmente fuoco. Il malware può essere trasmesso direttamente da smartphone, tablet o PC al caricabatterie una volta collegato, mettendo a rischio tutti i device connessi successivamente. Dei 35 caricabatterie testati dal laboratorio, 18 sono risultati vulnerabili dall'attacco BadPower. Inoltre, il sistema adottato da tali dispositivi di ricarica non consente allo stato attuale un aggiornamento del firmware, rendendo in questo modo irreversibile il problema. I ricercatori hanno inviato un report dettagliato dei test eseguiti ai produttori coinvolti, oltre ad avere aggiornato il database relativo alle vulnerabilità informatiche, al fine di aumentare la protezione dei device e soprattutto degli utenti nei confronti di attacchi come questo. #### Il Nord secondo OnePlus > Fonte: OnePlus.com - Timestamp: 02:17 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo mesi di rumors, anticipazioni e notizie, OnePlus ha finalmente presentato il suo secondo dispositivo di fascia media, OnePlus Nord. L'aumento dei prezzi degli smartphone di fascia alta, come OnePlus 8 e 8 Pro, infatti aveva sollevato non poche lamentele da parte della community, che causava l'azienda di essersi allontanata dalla filosofia che l'ha sempre accompagnata di realizzare telefoni con il più potente hardware a prezzi contenuti. Con la serie Nord, dunque, OnePlus vuole tornare a quelle origini, presentando un telefono col miglior rapporto qualità-prezzo possibile. Pur non essendo un telefono di fascia alta, infatti questo dispositivo è dotato di un'ottima qualità costruttiva, un display AMOLED da 90 Hz, 8 GB di RAM e 128 GB di memoria interna, e con lo stesso comparto fotografico del fratello maggiore OnePlus 8. Il processore è uno Snapdragon 765G, che promette ottime prestazioni a un prezzo inferiore rispetto alla versione 865, che viene montato sugli smartphone top di gamma. Ovviamente non mancano i compromessi, come l'assenza della ricarica wireless, dell'audio stereo o delle certificazioni contro acqua e polvere. Il prezzo? 399 euro. Una piccola curiosità, la presentazione è stata la prima effettuata in realtà aumentata, che grazie all'app realizzata per l'occasione, permetteva di vedere durante la presentazione il telefono in 3D nelle proprie mani. #### I sindaci non potranno più vietare il 5G > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 03:55 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso 16 luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un nuovo emendamento del decreto semplificazioni, che di fatto mette finalmente un freno alla possibilità di bloccare l'installazione delle antenne 5G nei comuni italiani. La nuova normativa va a sostituire l'articolo 8 della legge numero 36 del 2001, che permetteva ai primi cittadini di bloccare o minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi magnetici generati da stazioni di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia. Con la nuova disposizione, invece, i sindaci potranno comunque individuare regolamenti per ridurre l'esposizione della popolazione sui campi elettromagnetici, ma non potranno più bloccare in nessun caso l'installazione fisica delle antenne di telecomunicazioni sul proprio territorio. Anche perché rallentare una tecnologia che può effettivamente rivoluzionare settori come quello dei servizi pubblici, della medicina, dei trasporti o qualsiasi altro aspetto del quotidiano non ha nessun senso, soprattutto se attualmente prove certe della dannosità delle reti 5G non esistono ancora. Oltretutto, al di là delle evidenti bufale sui rapporti tra rete 5G e diffusione del coronavirus che hanno di fatto screditato ulteriormente la nuova tecnologia, la battaglia sulla nocività o meno delle onde elettromagnetiche va avanti da diversi anni, è interessato anche i più attuali e diffusi 4G e Wi-Fi. Negli sport a livello agonistico, migliorare un tempo di qualche centesimo di secondo o spingersi pochi centimetri più in là può rilevarsi fondamentale ai fini di vincere una competizione o segnare un nuovo record. #### Come vinceremo le Olimpiadi > Fonte: SuperQuark - Timestamp: 05:38 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina, Sport - Tipologia: Topic **Davide**: A pochi giorni da quello che sarebbe dovuto essere l'inizio delle Olimpiadi di Tokyo, è interessante fare il punto della situazione su come gli atleti italiani, in questi ultimi anni con impegno, costanza e numerosi sacrifici, si siano allenati per migliorare ulteriormente le loro performance. E tra sensori, stanze speciali e nuove scoperte in ambito neurologico, la tecnologia in questo campo si è dimostrata fondamentale. Partendo dal nuoto, gli atleti durante gli allenamenti indossano dei sensori che permettono di misurare la forza e la pressione impressa per ogni bracciata. I dati ottenuti vengono analizzati dall'allenatore per poi migliorare anche di pochi millimetri i movimenti dei nuotatori. Minuscole correzioni che a livelli olimpionici possono rappresentare il record o la medaglia. Rimanendo in piscina, i tuffatori vengono applicati in alcuni punti chiave del corpo delle piccole sfere riflettenti. Grazie a una serie di telecamere infrarossi è possibile tracciare l'intero movimento del tuffo, visualizzato sul computer come una figura stilizzata in tre dimensioni. Anche in questo caso è l'allenatore, confrontandosi con l'atleta e lo staff, che deve trovare e testare e consigliare i pochi punti migliorabili, dall'angolo e dalla spinta con cui esce dal trampolino, al movimento delle gambe, alle tempistiche in cui effettuare i movimenti. Ma la sfida più complessa forse è sul lago, con i campioni in carica di vela, cui infatti entrano in gioco numerosi fattori come l'assetto del catamarano, il coordinamento degli atleti, ma anche le condizioni di vento e di corrente, che sono ovviamente variabili e imprevedibili. Il quartetto azzurro, la squadra dei ciclisti su pista già vincitrice di numerosi campionati mondiali, effettua invece i propri allenamenti nella Galleria del vento messa a disposizione da Fiat a Torino. In questo sport, dove i ciclisti raggiungono velocità di 60 km orari, circa il 90% delle energia viene sprecata per combattere la resistenza dell'aria. E dunque è fondamentale trovare e mantenere le giuste posizioni per avere un comportamento più aerodinamico possibile. La Galleria del vento permette dunque di misurare gli effetti che hanno le diverse configurazioni sui ciclisti. Infatti non solo la posizione tenuta durante la gara, ma anche l'utilizzo di caschi o manubri di differenti forme o materiali giocano un ruolo importante sul risultato. Anche i velocisti cercano di migliorare il gesto atletico grazie alla tecnologia. La pista infatti viene accessoriata con delle speciali fotocellule, con le quali si può focalizzare l'attenzione su aspetti che ad occhio nudo sarebbe impossibile notare. In particolare ciò che si vuole migliorare in questo caso sono i due movimenti principali della corsa, ovvero la fase di contatto con la pista e la successiva fase di volo, dove nessuno dei due piedi è a terra. Grazie a questi dati è possibile valutare anche la condizione atletica del velocista. Disparità tra le due fasi infatti possono indicare eventuali squilibri muscolari che possono essere successivamente corretti. Un'enorme quantità di sensori sono utilizzati anche nella preparazione atletica di beach volley. Qui infatti non si vogliono misurare solo velocità, direzioni e accelerazioni dei movimenti, ma si acquisiscono dati anche sul metabolismo attraverso la rilevazione della frequenza cardiaca, del ritmo e del gas della respirazione. Fino ad ora abbiamo parlato solamente di preparazioni a livello fisico, ma ultimamente ci si è accorti che un ruolo fondamentale nell'efficienza del corpo lo gioca il cervello. È infatti il cervello che in piccole frazioni di secondo riesce a controllare, prevedere e correggere i gesti atletici in modo da migliorare le prestazioni. Ma come è possibile per così dire allenare il cervello a compiere queste operazioni? Nei principali istituti di ricerca si stanno studiando delle tecniche di neuro doping. Nonostante il nome possa essere fuorviante, il neuro doping è completamente legale, non può essere rilevato in alcun modo e non ha nessun effetto collaterale o dannoso sull'organismo. Quello che si va a fare, infatti, è modulare e aumentare l'attività celebrale attraverso tecniche di neurostimolazione. In breve si applicano, attraverso degli elettrodi, dei campi magnetici per brevi periodi di tempo che interferiscono con la normale attività del sistema nervoso. Per ogni obiettivo ovviamente vanno stimolate diverse zone del cervello, sia la corteccia motoria sia la corteccia prefrontale, ad esempio permettendo all'atleta di sentire meno la fatica dell'attività migliorando di gran lunga le proprie performance. Grazie alla neurostimolazione si è visto che anche la coordinazione tra occhi e mano migliora fino a quasi raddoppiare. Va infine detto che la tecnica di neuro doping non è ancora regolamentata a livello professionale e per questo spesso viene abusata utilizzata in modo improprio. Esistono infatti neurostimolatori portatili a basso costo o fai da te, che se utilizzati nel modo sbagliato potrebbero causare dei danni sia al corpo che alla mente. Gli studi in questo campo sono infatti ancora agli inizi e non si conoscono ancora bene le potenzialità e i rischi che l'uso di questo tipo di tecnologia possa comportare. Effetti simili possono essere indotti anche involontariamente dallo stesso cervello. Molti atleti hanno dei gesti scaramantici, delle musiche da ascoltare o delle attività da fare prima della competizione. Quello che fanno indirettamente non è altro che preparare il proprio cervello a lavorare al massimo delle capacità e con assoluta concentrazione per quei pochi minuti che separano l'atleta dalla vittoria o meno della agognata medaglia o dal segnare un nuovo record mondiale. #### Conclusione - Timestamp: 11:39 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e31 ## Supporti digitali: testimoni del nostro passato > Nella prima puntata dell'edizione estiva vi proponiamo un estratto inedito della chiacchierata che abbiamo fatto con [Alessandro Cocilova](https://www.dentrolatecnologia.it/alessandro.cocilova.html) in tema di [RAEE](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e25?t=161), nella quale ci siamo soffermati sul rapporto tra obsolescenza e fruizione di varie tipologie di media. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 2 - Episodio: 31 - Data di pubblicazione: 2020-08-01 06:45:00 - Durata: 05:50 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e31](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e31) - Episodi correlati: s2e24, s2e25 - Tag: giradischi,musica,spotify,apple music,tidal,cassette,mangiacassette,retrotech,raee,videogiochi,alessandro cocilova,intervista ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa prima puntata della versione estiva ascolteremo un estratto inedito della chiacchierata che abbiamo fatto con Alessandro Cocilova in tema di RAEE, nella quale ci siamo soffermati sul rapporto tra obsolescenza e fruizione di varie tipologie di media. #### Supporti digitali: testimoni del nostro passato > - Timestamp: 00:32 - Autori: Alessandro Cocilova, Davide Fasoli - Argomenti: Musica, Servizi - Tipologia: Intervista **Davide**: Il mondo della musica si divide oggi in due strade principalmente. C'è la fruizione di musica in streaming che rappresenta oramai, come avevamo già detto, la maggior parte della fruizione e poi c'è un ritorno, possiamo dire quasi nostalgico all'utilizzo di strumenti che magari tu potresti trattare in una tua puntata del podcast. Quindi mi viene in mente il vinile oppure anche le cassette, ma soprattutto il vinile recentemente ha avuto una grande ritorno, una grande diffusione, tant'è che molti artisti rilasciano ovviamente la versione digitale, la versione poi fisica su CD, ma che vende molto poco e poi anche la versione vinile che vende comunque relativamente molto. **Alessandro**: Sì, a mio parere diciamo che non sono in contraddizione queste due strade, questi due estremi. Cioè io stesso ho un abbonamento a un servizio musicale di streaming, ma acquisto con relativa frequenza diciamo svariate volte l'anno vinili di artisti che apprezzo anche appunto come dicevi tu album del 2020, del 2019. Questo secondo me perché da un lato abbiamo una musica e una fruizione estremamente liquida, cioè in qualunque momento possiamo ascoltare qualunque canzoni di qualunque artista praticamente. **Davide**: E lo diamo per scontato, una volta non era assolutamente così. **Alessandro**: Però da contraltare nell'istante in cui smettiamo di pagare l'abbonamento perdiamo tutto, cioè o comunque perdiamo la possibilità di fruirne senza pubblicità, "skippando" i brani eccetera. Dall'altro invece c'è un supporto estremamente poco flessibile come il vinile, che è quindi molto ingombrante e che ha bisogno di essere girato ogni 4 o 5 canzoni, ma che diciamo è garantito a prova di tempo, cioè non c'è nessun supporto più a prova di futuro del vinile, proprio per la sua natura tecnica è costruito per durare nel tempo. Quindi da un lato abbiamo un'esperienza molto flessibile ma liquida, dall'altro una estremamente poco flessibile ma molto solida e quindi secondo me vanno a bracetto queste due visioni. **Davide**: Il vinile però ha bisogno di un supporto, di un lettore per essere letto e lo stato attuale delle cose è facilmente acquistabile perché è tornato di moda. Ma se facciamo all'esempio delle cassette, noi tutti a casa abbiamo tante cassette però sta diventando veramente difficile oggi andare in un negozio e comprare un lettore di cassette, un mangiacassette, magari alcuni negozi ne hanno solo un modello disponibile. **Alessandro**: Sì, diciamo che si prospetta un altro tipo di futuro per questi RAEE, cioè quello di testimoni del nostro passato, cioè potrebbero diventare il passaggio obbligato per accedere a tanto del nostro passato, pensate non lo so, il filmino del vostro saggio di fine anno o al video del vostro battesimo, si parla di vent'anni fa ma i supporti digitali erano comunque molto differenti per non parlare di tutte quelle opere dell'ingegno umano come vecchi videogiochi, vecchi software oppure anche vecchi film mai rimesterizzati in digitale che ormai sono accessibili soltanto per chi ha ancora un lettore di floppy, un lettore di cd, un lettore di VHS. **Davide**: E quindi il RAEE può essere utile effettivamente anche per poter riprodurre dei contenuti che altrimenti non ci sarebbe nessun modo di vedere come appunto questi video, questi ricordi e se non l'alternativa sarebbe quella di digitalizzarli però molto spesso non viene fatto perché è poco pratico o perché non c'è neppure più la disponibilità del RAEE che serve per farlo. #### Conclusione - Timestamp: 04:58 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e32 ## Come stanno cambiando i pagamenti digitali? > Nella seconda puntata dell'edizione estiva ascolteremo un estratto inedito dell’intervista con [Umberto Zola](https://www.dentrolatecnologia.it/umberto.zola.html) di [SumUp](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e24?t=222), al quale abbiamo chiesto alcuni dati in merito ai pagamenti elettronici. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 2 - Episodio: 32 - Data di pubblicazione: 2020-08-08 06:45:00 - Durata: 05:53 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e32](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e32) - Episodi correlati: - Tag: sumup,pagamenti,pagamenti digitali,moneta digitale,innovazione,digitalizzazione,apple pay,google pay,trends,dati,intervista ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa seconda puntata della versione estiva ascolteremo un estratto inedito dell'intervista a Umberto Zola, country growth manager di SumUp, al quale abbiamo chiesto alcuni dati in merito ai pagamenti elettronici. #### Come stanno cambiando i pagamenti digitali? > - Timestamp: 00:30 - Autori: SumUp, Umberto Zola, Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Intervista **Davide**: Quali sono i trend che state osservando rispetto relativamente ai pagamenti elettronici? Avete magari qualche stima o dato rilevante? **Umberto**: Guarda, uno dei trend più significativi durante la fase di lockdown e anche dopo è stata la crescita dei pagamenti elettronici in tutti i negozi relativi al mondo dell'alimentare, per cui appunto panetterie, ortofrutta, macellerie, piccoli supermercati anche di quartiere, questo tipo di esercizio ha avuto un boom incredibile durante e anche dopo tutto il periodo di scoppio del problema del covid, per cui abbiamo avuto punte del 300-350% di transazione rispetto a prima e ancora adesso il volume è comunque sempre più del doppio, per cui qui c'è stato proprio un significativo cambio di passo e di appunto di fruizione dei servizi e di spostamento delle transazioni dal contante che era sempre stato diciamo il re di questo tipo di esercizi verso le carte e i bancomat. Altri settori che hanno avuto una crescita significativa sono state, abbiamo notato un trend di crescita del delivery delle farmacie per cui molte farmacie hanno cominciato a fare delivery, mentre prima non era neanche mai stato pensato l'idea stessa di consegnare i medicinali a casa di un cliente, abbiamo notato che molte farmacie hanno comprato il nostro lettore di carte proprio perché essendo portate le consentiva loro di andare a casa del paziente o della persona che voleva ordinare le medicine e consegnarle e farsi pagare direttamente con carta sul piano rotolo di casa. **Davide**: Chi aveva bisogno dei medicinali magari era la persona che stava male e a cui si diceva di non uscire e di conseguenza è stato fisiologico. **Umberto**: Un servizio che ha anche supportato la salute della comunità in quanto consentiva di ricevere medicine indispensabili senza forzare, immagini di persone che vivono solo senza dover richiedere loro di uscire di casa quando nella teoria gli veniva consigliato caldamente di rimanere in casa. Questo è stato un altro trend molto forte. Abbiamo visto anche parecchie, una crescita molto forte delle vendite nel settore dei bar, anche in questo caso segmento in cui spesso anzi sempre direi la transazione avviene via contante, immagina prendere un drink o brioche con caffè in un bar difficilmente si pagava con la carta, a quanto parlo ora non è più così motivo per cui appunto molti bar stanno dotandosi del nostro dispositivo proprio per accettare anche i tanti clienti che stanno richiedendo di pagare con carta invece che utilizzare i pochi euro del consumo, anche solo di un caffè, che è sempre stato anche un limite per cui molti negozi dicevano si paga con carta soltanto oltre una certa soglia eccetera. Noi anche per quanto riguarda come funziona il nostro prodotto non abbiamo nessun tipo di soglia per cui la percentuale di commissione è sempre la stessa indipendentemente dalla cifra per cui chiaramente su un caffè incide nulla praticamente per cui obiettivamente per il bar o per il piccolo ristorante, il ristorante è una convenienza per non perdere dei clienti oltre che per rimanere in piena salute e non avere nessun tipo di problema. **Davide**: Sì, anche perché appunto poi rispetto alla commissione che ponete voi anche comunque il denaro contante ha dei costi di gestione che secondo me potrebbero anche essere più alti e quindi sicuramente come dicevi all'inizio non avere un costo fisso mensile ma pagare sulla singola commissione conviene a tutti ma soprattutto all'esercente, al commerciante che non si troverà poi a gestire grandi quantità di denaro contanti. **Umberto**: Esattamente, esattamente. #### Conclusione - Timestamp: 05:01 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e33 ## La coda digitale a Gardaland > Nella terza puntata dell'edizione estiva torniamo su un argomento che abbiamo già affrontato qualche tempo fa con [ufirst](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e27?t=230), questa volta però racconteremo la nostra personale esperienza con i "bigliettini digitali" in un contesto come quello del più grande [parco divertimenti](https://www.gardaland.it/) d'Italia. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 2 - Episodio: 33 - Data di pubblicazione: 2020-08-15 06:45:00 - Durata: 08:02 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e33](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e33) - Episodi correlati: s2e27 - Tag: gardaland,ufirst,qoda,coda,coda digitale,parco divertimenti,innovazione,applicazioni,app store,play store ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Questa terza puntata della versione stiva ne approfittiamo per tornare su un tema di cui abbiamo già parlato più di un mese fa con la startup ufirst, ovvero la possibilità di fare la Coda in App. #### La coda digitale a Gardaland > - Timestamp: 00:30 - Autori: Matteo Gallo, Davide Fasoli - Argomenti: Applicazioni, Divertimento - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Infatti io e Matteo Gallo nelle scorse settimane abbiamo avuto occasione di visitare più volte Gardaland che utilizza un sistema simile per quanto riguarda appunto la gestione dei flussi di persone. All'esterno nella biglietteria c'è ufirst appunto, invece all'interno viene utilizzata Qoda con la Q scritto con la Q. Quindi Matteo che cosa hai visto, che ti è piaciuto di questa gestione e che cosa invece pensi che possa essere migliorato oppure un aspetto negativo all'atto pratico della gestione della Coda all'interno attraverso un'applicazione? **Matteo**: Sono rimasto abbastanza colpito e allo stesso tempo comunque me l'aspettavo una gestione simile perché comunque Gardaland si organizza spesso bene e quest'anno direi che con questa emergenza sanitaria l'ha fatto piuttosto bene. L'applicazione è semplice, è intuitiva e non ha particolari problemi come bug o qualsiasi altro tipo. Soprattutto mi piace molto la possibilità di scegliere il biglietto in qualsiasi punto del parco. Infatti è possibile prendere il biglietto sia fisicamente, tra virgolette, davanti alla trazione attraverso un QR code posizionato su un pannello di plastica, oppure è possibile anche sceglierlo direttamente proprio nell'interfaccia dell'applicazione, infatti tramite la geolocalizzazione è possibile appunto selezionare ad esempio un'attrazione come può essere Blue Tornado mentre ci si può trovare ad esempio dall'altra parte del parco. **Davide**: Sì in pratica il GPS, in base al GPS l'applicazione ti propone quella che teoricamente è l'attrazione più vicina. **Matteo**: Sì esatto, questo appunto è molto utile, è un vantaggio assolutamente, poi se non sbaglio la seconda volta che siamo tornati nel parco abbiamo notato appunto tutti e tre, quindi evidentemente è stata proprio un'aggiunta perché la prima volta che siamo entrati nel parco non l'abbiamo notato, ovvero la possibilità di scegliere un biglietto per più persone e non solo un singolo, di conseguenza ciò permette ad esempio di prenotare un biglietto per tre persone e nel frattempo mentre si aspetta di salire sulla trazione si può ad esempio scegliere un altro biglietto e questo lo può fare ad esempio il secondo membro del gruppo e così via e ciò è molto utile appunto per essere in più code nello stesso momento, cose che prima non si poteva fare quando si poteva selezionare solamente un biglietto per ciascuna persona mentre adesso invece c'è questa possibilità e direi che è piuttosto comoda. **Davide**: Sì diciamo che la possibilità di fare più code contemporaneamente è veramente utile soprattutto perché se si sta aspettando una giostra o una trazione che ha molte persone in coda nel frattempo si può fare un'altra trazione oppure addirittura fermarsi un attimo e prendersi qualcosa da mangiare o da bere, cosa che quindi diventa utile non solo per evitare assembramenti ma quello che spero e credo è che Gardaland utilizzerà anche questa metodologia, magari non per forza questa applicazione ma magari un sistema introdotto all'interno dell'app ufficiale di Gardaland anche in futuro però abbiamo visto che non tutto è positivo cioè ci sono degli aspetti che non ci hanno convinto pienamente puoi parlarci di qualcuno di questi? **Matteo**: La prima cosa che ho notato è la formazione di code fisiche effettive davanti all'ingresso delle trazioni e ciò dovuto al fatto che l'applicazione nonostante invi due notifiche una successiva all'altra. La prima in questo caso ti dice appunto che il tuo turno sta per arrivare, di conseguenza tu devi avvicinarti alla trazione. La seconda invece è quando praticamente è il tuo turno, di conseguenza tu devi presentarti all'ingresso della trazione e mostrare il biglietto all'operatore. **Davide**: Quindi secondo te manca da parte delle persone una conoscenza di questa cosa e quello che abbiamo visto di fatto è che molte persone tendono comunque ad aspettare il loro turno all'inizio all'ingresso dove appunto un operatore di Gardaland segna il passaggio dei vari bigliettini, conte e bigliettini e quindi vanifica di fatto tutto il senso di avere un applicazione di questo tipo che in questo contesto specifico serve ad evitare qualsiasi tipo di assembramento. **Matteo**: Sì appunto le persone non sono istruite perché effettivamente nel momento in cui tu stacchi il biglietto tu hai un margine di tempo per fare potenzialmente qualsiasi cosa all'interno del parco ovviamente dipende dalle tempistiche della coda stessa perché adesso non l'abbiamo detto ma una cosa positiva è che appunto l'applicazione fornisce oltre a un minutaggio stimato della coda fornisce anche appunto il numero di persone che effettivamente sono in coda di conseguenza se tu noti che ci sono 290 persone prima di te tu potenzialmente potresti fare potresti andare ad esempio in bagno oppure in negozio a comprare una bibita oppure prendere addirittura un pezzo di pizza o qualsiasi cosa. **Davide**: Sì quindi sarebbe anche un vantaggio per Gardaland perché riuscirebbe a ottimizzare gli spazi magari fare delle attrazioni con una coda con uno spazio dedicato alla coda inferiore e allo stesso tempo le persone sarebbero più predisposte a fare acquisti di altro tipo all'interno del parco nell'attesa che arrivi il loro turno su un'attrazione. Per concludere questa breve chiacchierata quindi secondo te ha senso che Gardaland implementi in modo stabile questa funzione oppure pensi anche tu che questo sistema sia utile sì ma solo in questo contesto? **Matteo**: Secondo me invece è molto utile anche in un contesto futuro perché ovviamente si tratta di un sistema che ti permette appunto di risparmiare ulteriore tempo oltre a quello che fornisce Gardaland attraverso i biglietti express. **Davide**: Che cosa sono i biglietti express? **Matteo**: I biglietti express sono dei pass particolari che ti permettono di entrare più velocemente riducendo le tempistiche delle code perché ovviamente sì in questo caso si entra in una coda preferenziale che solitamente è più ridotta rispetto alla coda normale. Comunque un altro piccolo problema che ho notato di questa gestione è che forse appunto è un problema legato anche ai dipendenti che magari dovrebbero gestire un attimo meglio i flussi di persone altrimenti si formano delle seconde code fisiche all'interno direttamente dell'attrazione come avveniva precedentemente al coronavirus. Per il resto secondo me è un sistema veramente efficiente e ha molto potenziale spero che rimanga. **Davide**: Sì appunto bisogna capire che è un contesto nuovo e che quindi è necessario del tempo perché tutte le parti capiscano come far funzionare bene questo servizio questa funzione appunto all'interno del parco. Va bene grazie Matteo alla prossima. **Matteo**: Grazie a tutti, ciao e alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 07:10 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e34 ## Come migliorare le ricerche su Google > Nella quarta puntata dell'edizione estiva [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html) ci spiegherà nel dettaglio come possiamo ottimizzare e rendere più efficienti le nostre ricerche su [Google](https://www.google.it). La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 2 - Episodio: 34 - Data di pubblicazione: 2020-08-22 06:45:00 - Durata: 06:18 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e34](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e34) - Episodi correlati: - Tag: google,ricerche,tips,tricks,trucchi ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa quarta puntata dell'edizione estiva Luca Martinelli ci spiegherà nel dettaglio come possiamo ottimizzare e rendere più efficienti le nostre ricerche su Google. #### Come migliorare le ricerche su Google > Fonte: Google.com - Timestamp: 00:27 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Topic **Luca**: Tutti noi quotidianamente effettuiamo delle ricerche su Google e spesso e volentieri possiamo passare anche minuti per cercare quello specifico articolo o sito perso tra i miliardi di risultati restituiti dal più famoso motore di ricerca. Proprio per questo Google ha messo a disposizione degli strumenti veramente utili ma che forse solo in pochi conoscono o utilizzano abitualmente e che potrebbero far risparmiare tempo e fatica restituendo immediatamente il risultato voluto. Ma procediamo con ordine. La prima funzione che mi sento di consigliare è quella della ricerca esatta delle frasi. Google infatti scompone le ricerche in parole singole, restituendo pagine che contengono una o più di queste parole, più o meno ordinate. Se ciò che stiamo cercando però è ad esempio una citazione o una precisa sequenza di termini, basterà mettere la frase tra virgolette così facendo i risultati saranno filtrati tra quelli che conterranno le esatte parole e nel preciso ordine indicato. Un altro trucco che può tornare utile è la ricerca all'interno di un sito. Se per esempio vogliamo cercare un articolo, una ricetta, una pagina di una precisa fonte, basterà digitare la parola site seguita dai due punti, dal dominio del sito e infine dalle parole o frasi che vogliamo cercare. Facendo qualche esempio, per cercare sul nostro sito di INSiDER - Dentro la Tecnologia, basterà digitare site, due punti e dentrolatecnologia.it. La stessa cosa si può fare con il sito di testate giornalistiche. Ad esempio inserendo repubblica.it per La Repubblica o libero.it per Libero. Per filtrare i risultati dei più popolari social network invece è più semplice, in quanto basta inserire nella ricerca il simbolo @ seguito dal nome del social, ad esempio @twitter o @instagram. Proseguendo spesso vengono restituiti dei risultati che possono non interessare e vorremmo nascondere, o al contrario vorremmo dare maggiore importanza a specifiche parole. Cercando ad esempio carbonara, potremmo non gradire le soluzioni della famosa pasta romana in versione vegana. Per rimuovere questi siti, basterà inserire una o più parole, ognuna preceduta dal segno meno. In questo modo, diciamo a Google di nascondere quei risultati che contengono i termini indicati. Al contrario, utilizzando allo stesso modo il segno più, le pagine che contengono le parole indicate saranno posizionate più in cima. Tornando all'esempio di prima, cercando carbonara, segno meno vegana, segno più guanciale, il motore di ricerca ci fornirà solo le ricette per stupire i nostri amici che esigono la ricetta più classica ed originale. Se invece stessimo cercando un articolo da acquistare, anche qui Google ci viene incontro con delle soluzioni veloci per non passare giornate alla ricerca del miglior prezzo. Basta infatti far seguire alla ricerca il simbolo dell'euro, seguito dalla cifra che vorremmo spendere. È anche possibile indicare un intervallo di prezzo, digitando il limite inferiore seguito da un punto, un altro punto e il limite superiore. Il quinto suggerimento per diventare dei maestri nelle ricerche Google è l'utilizzo dei tag. Ho già parlato del tag site poco fa, ma ne esistono altri. Un esempio è il tag file type, per filtrare le ricerche, restituendo solo certi tipi di file. Basterà far seguire alla frase da cercare il tag, appunto file type, seguito dai due punti, seguito ancora dal tipo di file da restituire. Ad esempio, se stiamo cercando una presentazione PowerPoint, un file PDF o un documento di Word, inseriremo rispettivamente file type, due punti, ppt, pdf o doc. La stessa cosa si può fare per cercare immagini di determinate dimensioni, usando il tag image size. Infine, è possibile unire più risultati di ricerca inserendo tra una parola e l'altra i termini or o and, entrambi scritti in maiuscolo. Nel primo caso verranno restituiti i risultati che contengono una o l'altra parola, indistintamente. Nel secondo caso, invece, Google filtrerà le pagine che contengono entrambi i termini cercati. Per finire, Google offre anche degli strumenti dedicati per ricerche più particolari o di nicchia. Un esempio è il sito Google Scholar, che può essere fondamentale negli ambiti universitari o scolastici. Scholar è infatti un motore di ricerca dedicato esclusivamente alle pubblicazioni di articoli sulle principali riviste scientifiche. Altri strumenti specifici, e probabilmente meno di nicchia, sono Google Libri o Google Travels, che racchiude al suo interno i motori di ricerca su voli e hotel, per trovare il posto perfetto per trascorrere le vacanze in questa estate che ormai sta giungendo al termine. #### Conclusione - Timestamp: 05:26 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e35 ## Aggiornamenti dallo Spazio > Nella quinta e ultima puntata dell'edizione estiva [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html) farà il punto della situazione in merito allo stato di alcune delle missioni spaziali più recenti, coprendo il ritorno della prima [Crew Dragon](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e22?t=333) con equipaggio di [SpaceX](https://it.wikipedia.org/wiki/SpaceX), per poi passare alla missione che porterà entro il prossimo anno il rover [Perseverance](https://it.wikipedia.org/wiki/Mars_2020) su Marte. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 2 - Episodio: 35 - Data di pubblicazione: 2020-08-29 06:45:00 - Durata: 06:52 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e35](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e35) - Episodi correlati: - Tag: spazio,perseverance,2020,marte,mars,crew dragon,spacex,nasa,iss,esa,asi ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa quinta e ultima puntata dell'edizione estiva, Matteo Gallo farà il punto della situazione in merito allo stato di avanzamento di alcune delle missioni spaziali più recenti. **Matteo**: Nella puntata Destinazione Marte ne avevamo seguito la partenza, oggi dopo ben due mesi ne raccontiamo lo storico ritorno. #### Aggiornamenti dallo Spazio > Fonte: ilPost.it - Timestamp: 00:27 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Topic **Matteo**: La missione Demo-2 con l'ammaraggio nel golfo del Messico avvenuto lo scorso 1 agosto alle 20.48 ore italiane si è conclusa con successo e dopo una permanenza di due mesi all'interno della stazione spaziale internazionale, la capsula Crew Dragon ha riportato finalmente a casa i due astronauti statunitensi Bob Behnken e Doug Hurley. Dell'importanza della missione di SpaceX e NASA ne avevamo già parlato nella puntata del 30 maggio, affrontando tra gli altri argomenti a tema spazio anche l'impatto a livello storico e culturale della missione Demo-2. Gli Stati Uniti infatti, dopo l'ultimo viaggio dello Space Shuttle avvenuto nel 2011, sono tornati a lanciare sul suolo americano grazie all'appoggio della compagnia spaziale privata di Elon Musk, sancendo, si spera, a titolo definitivo, l'indipendenza dalle ormai vecchie Soyuz Russe. Per di più non accadeva dal 1975, ovvero dalla conclusione delle missioni Apollo-Soyuz, che gli astronauti tornassero a casa con questa procedura divenuta celebre grazie al programma Apollo dedicato interamente alla conquista della Luna. Dal 1982 infatti, con l'avvento dello Space Shuttle, ossia dei particolari veicoli riutilizzabili ed essenziali per la costruzione della stessa stazione spaziale internazionale, il rientro avveniva in questo caso su una pista d'atterraggio con procedure piuttosto simili a quelle degli aerei. Oggi però non ci focalizzeremo esclusivamente sulla missione Demo-2, dal momento che NASA, questa volta senza l'aiuto di altre compagnie spaziali, ha lanciato lo scorso 30 luglio il rover Perseverance, destinato ad atterrare sul suolo marziano il prossimo febbraio. Per quanto riguarda il nome del nuovo rover, come molti potrebbero pensare, non deriva da NASA stessa, bensì da un concorso promosso dalla stessa agenzia spaziale, rivolto a tutti gli studenti americani appartenenti ad ogni fascia di età. Tuttavia non si tratta di una novità relativa al lancio di questo particolare rover. Già dal 1997 infatti, con la missione Pathfinder, NASA si rivolse per la prima volta ai ragazzi statunitensi per decidere il nome del piccolo robottino che sarebbe successivamente partito verso Marte. Anche in questi due anni dunque, relativamente alla missione Mars 2020, che coinvolge il rover Perseverance, sono state raccolte ben 28.000 proposte, ognuna accompagnata da un breve testo che ne giustifica il nome. Tra tutti i candidati sono emersi 155 semifinalisti, tra cui ovviamente anche il vincitore, ovvero un ragazzo appartenente alle scuole medie dello stato della Virginia, che ha avuto l'onore di poter battezzare uno dei rover più importanti della storia dell'esplorazione marziana. Ma la questione non finisce qui, perché i 155 nomi dei ragazzi semifinalisti sono stati inseriti all'interno di un microchip che volerà verso Marte insieme al rover Perseverance. Eppure, tutti questi ragazzi non viaggeranno da soli, perché ad accompagnarli ci saranno i nomi di altre 11 milioni di persone che hanno partecipato alla campagna Send Your Name to Mars, tra i quali risulta anche l'autore di Inside, Luca Martinelli. Tutti questi nomi sono stati inseriti come accennato in precedenza all'interno di un microchip, posizionato su una lastra decorata da un'incisione laser che raffigura la Terra e Marte uniti dai raggi del Sole. Per quanto riguarda invece l'obiettivo del nuovo rover, dalle dimensioni simili a quelle di un SUV, sarà quello di aiutare gli scienziati a rispondere ad una semplice ma fondamentale domanda. C'era vita sul pianeta rosso? Per fare ciò Perseverance si affiancherà a Curiosity, un rover molto simile a quello appena lanciato da Cape Canaveral, un operativo su Marte dal 6 agosto 2012. Tuttavia, il nuovo rover lanciato da NASA si stabilizzerà su una zona specifica del pianeta rosso, corrispondente ad un particolare cratere in cui si ritiene che un tempo da quella zona passasse un fiume che sforzava poi in un lago. Una scelta non casuale poiché grazie alle osservazioni delle sonde che orbitano intorno al pianeta, si ritiene che quella zona possa essere il luogo ideale per ricercare tracce fossili di forme di vita primitive. Raggiunto quindi il cratere, denominato Jezero, Perseverance inizierà a prelevare campioni contenenti elementi chimici o molecole composte da carbonio e idrogeno, corrispondenti agli ingredienti base della vita. La missione tuttavia non terminerà qui. Dopo aver riempito al meno venti delle 43 provette inviate su Marte insieme a Perseverance, NASA, questa volta in collaborazione con ESA, ovvero l'Agenzia Spaziale Europea, dovrà studiare un modo per poter recuperare i campioni prelevati dalla rover. Questa seconda fase della missione è ancora più complessa, dal momento che, nella storia delle missioni spaziali, non è mai stato tentato un recupero di campioni provenienti dal suolo marziano. L'idea delle due agenzie è quindi quella di inviare in un futuro un nuovo rover che si occuperà esclusivamente del recupero dei campioni, per poi caricarli su un piccolo razzo che li invierà a sua volta ad una sonda in orbita intorno a Marte. A questo punto, in quest'ultima fase della missione, i campioni verranno prima intercettati e successivamente spediti verso la Terra per diventare poi oggetto di studi più complessi e precisi rispetto a quelli che avvengono in loco su Marte. Tornando ora alle fasi preliminari della missione, Perseverance nelle prime fasi di ricerca verrà assistito da Ingenuity, ovvero un piccolo drone che avrà il compito di inaugurare i voli su Marte. In questo caso, però, più che un supporto al rover stesso, si tratta di un esperimento scientifico pensato per verificare se sia possibile far volare droni su Marte, nonostante la sua atmosfera piuttosto orare fatta. Il successo di questa missione nella missione porterà poi allo sviluppo di droni più complessi che verranno utilizzati in un futuro per accelerare e aumentare le distanze degli spostamenti delle apparecchiature presenti sul pianeta rosso. #### Conclusione - Timestamp: 06:00 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e36 ## Open Fiber: verso un Paese più connesso > Negli ultimi mesi ci siamo tutti resi conto di quanto sia importante avere una connessione a internet veloce. Proprio di internet, uno strumento del tutto imprescindibile per lo sviluppo digitale del nostro Paese, parleremo con [Open Fiber](https://openfiber.it), una società che in appena 3 anni è diventata il terzo operatore all’ingrosso in Europa per linee FTTH (”fibra fino a casa”), con 9 milioni di unità immobiliari collegate. [Domenico Dichiarante](https://www.dentrolatecnologia.it/domenico.dichiarante.html), Head of Operational Marketing, ci spiegherà l’importanza del ruolo di Open Fiber in questo processo di sviluppo; il perché puntare su una rete totalmente in fibra ottica e di conseguenza sugli effettivi vantaggi di questa connessione; come garantire una connessione anche nelle zone a fallimento di mercato e quali prospettive di vita avrà la loro infrastruttura in fibra ottica. Nel consueto spazio dedicato alle notizie parleremo di The Link un chip sviluppato dalla start-up [Neuralink](https://www.neuralink.com) di Elon Musk e di una nuova autorizzazione per [Amazon Prime Air](https://www.amazon.com/Amazon-Prime-Air/b?ie=UTF8&node=8037720011) in USA per poter effettuare le consegne grazie all’uso di droni. - Stagione: 2 - Episodio: 36 - Data di pubblicazione: 2020-09-05 06:45:00 - Durata: 20:34 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e36](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e36) - Episodi correlati: s1e7 - Tag: open fiber,fibra ottica,italia,italia digitale,zone grigie,gigabit,fibra,innovazione,telecomunicazioni,tim,telecom,cdp,enel,wireless,amazon,amazon prime air,neuralink,elon musk,intervista ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Domenico**: La fibra e avere una fibra diffusa sotto il territorio sarà anche un fattore poi abilitante a quando ci sarà lo sviluppo della rete mobile 5G. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Settembre è arrivato e con esso ritorna anche la programmazione regolare delle puntate. Oggi parleremo con Open Fiber dello sviluppo della rete internet in Italia. Open Fiber è probabilmente la società che negli ultimi anni è stata più determinante per la digitalizzazione del nostro paese, attraverso l'installazione di migliaia di chilometri di fibra ottica. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il chip rivoluzionario di Neuralink > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:18 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso 28 agosto Elon Musk ha mostrato in diretta streaming i progressi di Neuralink, una startup fondata dallo stesso CEO di Tesla e di SpaceX, con lo scopo di sviluppare entro i prossimi anni tecnologie in grado di mettere in comunicazione il cervello umano con l'intelligenza artificiale. Nello specifico, Neuralink si apposta come obiettivo la costruzione di particolari dispositivi, grandi all'incirca quanto una moneta, che potranno essere impiantati senza operazioni invasive nella scatola cranica del paziente. In realtà non si tratta di una novità. Dal momento che Musk, lo scorso anno, aveva già mostrato una bozza di questa tecnologia, ma le dimensioni e le modalità di posizionamento sul soggetto erano piuttosto diverse rispetto a quelle attuali. Prima del 28 agosto eravamo rimasti con un sistema costituito da un impianto esterno posizionato dietro l'orecchio e collegato ad elettrodi interni. Quello appena presentato, invece, chiamato The Link, potrà essere inserito direttamente tra il cranio e la pelle della testa, in modo che non risulti visibile. Tuttavia, lo stesso Musk ha affermato che questa tecnologia è ancora in fase sperimentale, tant'è che il test mostrato in diretta del prototipo di The Link è stato condotto sul maiale Geltrude, che indossava il dispositivo già da diverso tempo. Nello specifico, i ricercatori di Neuralink hanno inserito in un'area superficiale del cervello di Geltrude una serie di minuscoli elettrodi collegati ad un dispositivo esterno per registrare gli impulsi elettrici. Durante la dimostrazione, Geltrude è stata fatta camminare su un tapirulan, completamente ignara della tecnologia che nel frattempo le raccoglieva continuamente e dati riguardanti le varie attività motorie, ma soprattutto olfattive. Il test nel complesso è andato piuttosto bene, tuttavia all'azienda, come afferma lo stesso Musk, serviranno ancora molti più neuroscienziati e ingegneri, affinché si possa arrivare un giorno a curare malattie neurodegenerative come l'Alzheimer o restituire addirittura la vista o l'utilizzo delle gambe. #### Amazon consegna i pacchi dal cielo in USA > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:29 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel 2019, Amazon aveva presentato i suoi droni per la consegna a domicilio del servizio di Amazon Prime Air. Veri e propri corrieri volanti in grado di trasportare in 30 minuti un pacco di 2 kg fino a una distanza di 12 km dal magazzino. Dopo un anno, la FAA, la Federal Aviation Administration degli Stati Uniti, ha finalmente concesso ad Amazon la certificazione di vettore aereo, nonché l'autorizzazione per effettuare le consegne grazie all'utilizzo di droni. Questo in realtà è solo il primo passo verso la reale attivazione del servizio. Amazon infatti dovrà prima procedere con un'intensa fase di test in modo da, per così dire, allenare l'intelligenza artificiale che guida i droni, in modo che riescano autonomamente ad evitare ostacoli e consegnare il pacco a destinazione senza incorrere in alcun problema. Infine, questa è una novità anche per la FAA, che potrà realizzare una regolamentazione dei protocolli destinati proprio ai trasporti senza pilota, velocizzando così il rilascio di nuovi certificati a molte altre aziende. Non ci vorrà molto quindi prima che arrivino giorni in cui potremo vedere sopra le nostre teste questi piccoli oggetti volanti sfrecciare per i cieli degli Stati Uniti. #### Open Fiber: verso un Paese più connesso > - Timestamp: 05:04 - Autori: Open Fiber, Domenico Dichiarante, Davide Fasoli - Argomenti: Internet - Tipologia: Intervista **Davide**: Negli ultimi mesi ci siamo resi conto di quanto non solo sia importante avere una connessione a Internet, ma una buona connessione a Internet. E per parlare di questo aspetto siamo in compagnia di Domenico Dichiarante, Head of Operational Marketing di Open Fiber. Benvenuto Domenico. **Domenico**: Grazie Davide e benvenuti anche a tutti gli ascoltatori. **Davide**: In appena tre anni siete diventati il terzo operatore in Europa per linee FTTH, Fiber to the Home e poi ci spiegherà che cosa significa, con oltre nove milioni di unità immobiliari collegate. Quindi di che cosa vi occupate da un punto di vista pratico e perché il vostro ruolo è molto importante per la digitalizzazione del nostro Paese? **Domenico**: Open Fiber nasce appunto tre anni fa con uno scopo molto chiaro. Recuperare il gap che l'Italia aveva a livello infrastrutturale di una moderna rete di telecomunicazioni. Open Fiber nasce con due aspetti di novità molto, diciamo, importanti e che rappresentano ancora ad oggi per dimensione un unicum a livello internazionale. In particolare Open Fiber nasce come un operatore neutrale, cosiddetto WallSailOlli, cioè noi siamo un operatore infrastrutturale che realizza la rete e la mette a disposizione degli operatori e quindi non vende direttamente i servizi ai clienti finali, ma costruisce una rete neutrale aperta a tutti i soggetti, gli operatori, che vogliono poi, acquistando la nostra rete, fornire un servizio ai clienti finali. E già questa una novità importante che non aveva precedenti in Italia e altro aspetto importante Open Fiber nasce per realizzare una moderna rete completamente in fibra ottica. Quella che tu chiamavi FTTH Faber to the Home vuol dire che la nostra rete è completamente in fibra ottica dalla centrale dove arrivano tutte le connessioni fino a casa dell'utente. Questo quindi è un unicum, ancora una volta, per dimensione, noi abbiamo un piano che traguarda più di 19 milioni di novità immobiliari, in questo momento siamo appunto a metà circa del nostro piano e noi andremo a coprire sia i grandi centri tramite il nostro investimento privato, quindi con investimenti diretti di Open Fiber, sia andremo a coprire i piccoli centri e le aree del territorio italiano, cosiddette aree bianche, ossia delle aree dove non c'era nessun operatore che avrebbe investito in tecnologie che consentissero delle performance lasciami dire superiori a quelle che una DSL poteva fornire. Quindi andiamo non solo a collegare i grandi centri, ma anche i piccoli centri e questi ultimi grazie ai bandi che abbiamo vinto, i bandi che ha messo a disposizione Infratel e il ministro del governo, grazie appunto alla vincita di questi bandi, quindi è un progetto che per dimensioni e per velocità rappresenta un unicum e viene portato anche ad esempio anche in realtà internazionali, in comunità europea o quant'altro, rappresenta un possiamo dire tranquillamente un vanto per quello che siamo riusciti a fare in così poco tempo. **Davide**: Quando parliamo di connessione a internet quindi non facciamo riferimento a una sola tecnologia nello specifico, perché voi avete indirizzato tutti i vostri sforzi sulla FTTH, la fibra ottica fino a casa? **Domenico**: La rete FTTH è l'unica rete in grado di garantire non solo le attuali necessità delle famiglie imprese, della pubblica amministrazione, ma di garantire anche tutti i servizi che si potranno ipotizzare nel futuro. È quello che noi chiamiamo una rete future proof, quindi in grado di soddisfare le esigenze che arriveranno nel futuro. È un aspetto molto importante, noi abbiamo avuto anche un vantaggio partendo da zero, quindi non avendo nessun tipo di infrastruttura, non siamo stati liberi di scegliere il meglio che c'era in quel momento sul mercato e il meglio sul mercato è realizzare una rete completamente in fibra ottica. Quindi è stata una scelta anche la più naturale da fare su un soggetto che doveva costruire una rete che deve durare nei prossimi anni. **Davide**: E al di là della velocità, perché sappiamo che poi comunque la fibra ottica è attualmente la modalità di trasferimento, di comunicazione più rapida, oltre alla velocità quindi quali altri sono i vantaggi che ci permette di raggiungere la fibra ottica? **Domenico**: Hai detto una cosa molto importante Davide, la velocità sicuramente, però la velocità noi tendenzialmente anche a livello di comunicazione tendiamo sempre a parlare della velocità di download, quindi il famoso gigabit. Uno dei fattori importanti della fibra ottica è la sua simetricità, cioè mentre altre tecnologie anche se di garantiscono 100-200 mega in download, hanno un upload molto limitato che può arrivare al massimo nelle migliori condizioni a 20 megabit, la fibra ti consente la simetricità. Questo perché è importante la simetricità e ce ne stiamo accorgendo sempre di più anche in questo momento di smart work che è covid, perché le nostre case, le nostre aziende, la pubblica amministrazione non è più solo un punto in cui deve scaricare contenuti da internet, sono sempre più dei posti in cui si producono dei contenuti che devono andare su internet, quindi parliamo delle videoconferenze, le videoconferenze è un flusso simmetrico, io tanto ricevo tanto trasmetto perché automaticamente sto vedendo e sto producendo video, consideriamo anche nell'ambito i familiari tutte le situazioni in cui sempre di più le nostre fotografie, i nostri video vengono anche caricati su internet, quindi c'è bisogno di una banda anche in upload molto performante. Per arrivare ovviamente alle aziende, alle scuole che sempre di più trasferiscono nel cloud quindi in risorse di rete che sono su internet, in risorse hardware che sono su internet le proprie informazioni, quindi è un flusso continuo di download e upload. Immaginiamo un studio professionale di architetti, di ingegneri che i loro file, i loro progetti non li tengono più sul loro notebook o pc sulla scrivania ma sono depositati su un server nel cloud e devono mandare tanti giga, le aziende, le scuole con le lezioni online, le università, quindi la fibra è l'unica che riesce a garantirti questa simetricità, la fibra ha anche un altro parametro importante che è la latenza, che è praticamente il ritardo con cui un'informazione raggiunge un punto che è molto più bassa rispetto ad altre tecnologie e quindi consente servizi più real time, la fibra è anche più robusta e meno sensibile a fenomeni che possono degradare le performance che hanno per esempio le rete in rame o misto rame, esempio i fattori meteorologici che possono incidere e ridurre la velocità delle linee. La fibra consente anche una maggiore capacità anche di gestire eventuali guasti, è più semplice identificare dove ci sono i guasti e quindi intervenire, quindi anche una riduzione di eventuali guasti. Altro aspetto che la fibra e avere una fibra diffusa su tutto il territorio sarà anche un fattore poi abilitante a quando ci sarà lo sviluppo della rede mobile 5G perché servirà una fibra molto più diffusa e molto più vicina per collegare tutte le antenne che saranno molte di più di quelle di oggi, soprattutto nelle aree urbane. **Davide**: Fino ad ora abbiamo analizzato dei contesti in cui la fibra ottica è facilmente installabile quindi le città, i paesi, ma è innegabile che esistano dei casi, le cosiddette case sparse, le case ad esempio isolate in campagna o in montagna in cui portare la fibra ottica risulta totalmente sconveniente perché l'operatore finale, quello che poi deve pagare il costo di installazione, non potrà mai recuperare l'investimento appunto perché troppe poche persone si collegheranno e utilizzeranno il servizio. A riguardo qual è il vostro approccio? **Domenico**: Allora il nostro approccio su queste aree noi interveniamo tendenzialmente con i bandi, la copertura delle aree bianche grazie ai bandi che abbiamo vinto con i bandi messi da Infratel. Noi su queste aree anche secondo le indicazioni che Infratel ci ha dato nella realizzazione della rete noi facciamo, anche se diciamo le piccole cittadine comunque arriviamo in fibra. Nelle situazioni isolate, quindi le cosiddette case sparse, quindi il casolare in campagna piuttosto che situazioni nelle valli alpine o quant'altro, noi interveniamo anche con una tecnologia wireless. Noi portiamo fibra ottica fino all'antenna in modo tale da garantire una capacità, una velocità da parte dell'antenna e di lì in poi colleghiamo con una tecnologia wireless innovativa l'abitazione delle cosiddette case sparse. Quindi utilizziamo un approccio misto perché anche se c'è l'intervento pubblico del bando comunque i costi per andare a collegare queste case sparse molto lontane dai centri abitati e con una densità bassissima sarebbero costi molto molto alti ed infatti anche il bando stesso di pubblico non richiedeva collegamenti diretti in fibra su queste case. **Davide**: Sì perché diciamolo per specificare lo stato ha messo a disposizione del denaro, dei fondi che cercano di sopperire appunto nelle zone a fallimento di mercato dove appunto un operatore non andrebbe mai perché non ha un interesse economico sopperire la mancanza di connessione di operatori interessati stanziando direttamente dei fondi per investire di fatto sullo sviluppo digitale del paese. **Domenico**: Assolutamente, si è quello che ti dicevo all'inizio dove appunto aree a fallimento di mercato o aree bianche, ho anche detto cluster C e D sono diciamo diverse categorie ma per specificare le aree del territorio nazionale dove appunto nessun investitore privato avrebbe convenienza a investire e quindi lo stato ci ha messo un contributo. Nel definire appunto che tecnologia ha previsto anche la possibilità per queste case sparse dove neanche l'intervento pubblico era sufficiente a recuperare il costo effettivo a meno che come dicevi di non ricaricare poi sui clienti finali sugli operatori e quindi sui clienti finali dei costi ovviamente per famiglie non gestibili e quindi abbiamo identificato questa tecnologia in grado di soddisfare comunque le necessità dei clienti finali. **Davide**: Per concludere con uno sguardo verso il futuro secondo voi fra quanti anni sarà necessario installare una nuova infrastruttura di rete quindi sostituire totalmente quella in fibra per appunto una nuova rete più veloce e più performante? **Domenico**: Allora la risposta in realtà è non te lo saprei dire nel senso che parliamo di decine decine e decine di anni questo perché? Perché in realtà la fibra ottica ha un potenziale di sviluppo ancora enorme mentre altre tecnologie sono ormai arrivate al loro limite fisico la fibra ottica possiamo dire che è ancora ancora all'inizio cioè basterà cambiare gli apparati cosiddetti attivi quindi gli apparati che stanno o in centrale o presso la sede del cliente per aumentare le performance oggi parliamo di un giga ma è già disponibile commercialmente per clienti residenziali apparati a 10 giga ovviamente costano di più e quindi c'è anche da capire la richiesta del mercato. Ma tu pensa che con lo stesso pezzo di fibra, credo che sia la notizia di fine agosto, in un laboratorio di ricercatori hanno fatto viaggiare 170 terabit di dati. 170 terabit vuol dire 170.000 gigabit. Con lo stesso pezzo di fibra che noi portiamo dentro le case e dentro le aziende della pubblica di amministrazione sarà solo un tema di sostituire gli apparati che stanno a casa del cliente in centrale. Quindi una cosa che ha degli investimenti sicuramente bassi e man mano che andremo avanti con la deduzione dei costi di alcune tecnologie si potrà tranquillamente aumentare. Quindi mi dirai quando è che arriveremo al punto che forse neanche 170 terabit a casa di un cliente basteranno lo so. **Davide**: Sì, poi dipende anche da che utilizzo in futuro le persone faranno di internet e quindi che flussi di dati ci saranno in entrata e in uscita. Ecco quindi questo non dipende tanto dall'infrastruttura ma dalle persone, dallo sviluppo tecnologico. **Domenico**: Sì, sì. Diciamo che la fibra ti dà banda a sufficienza per stare tranquillo 40, 50 anni, probabilmente anche più anni, perché appunto è all'inizio del suo sviluppo. Le capacità e la banda che la fibra può trasmettere è elevatissima, potremmo dire che è infinita, anche se in fisica l'infinito non esiste, però ha un livello talmente alto che oggi non riusciamo a immaginarti. **Davide**: Perfetto Domenico, grazie dell'intervento, alla prossima. **Domenico**: Grazie. #### Conclusione - Timestamp: 19:42 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e37 ## Il Sole in una stanza > Le fonti rinnovabili non bastano a soddisfare il fabbisogno di energia richiesto dalle società di oggi. Per questo la scelta di affidarsi all’energia nucleare è pressoché obbligata. E se da una parte le [centrali a fissione](https://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_elettronucleare) riescono a produrre una quantità enorme di energia, di contro i prodotti di scarto delle reazioni sono molto pericolose e impossibili da smaltire. Esiste però anche un processo inverso, chiamato fusione, in cui due atomi si fondono. Ma nonostante le difficoltà per realizzarla, che sono tantissime, un progetto molto ambizioso esiste e si chiama [ITER](https://www.iter.org). Nella prima parte della puntata parleremo di [Xbox serie S](https://www.xbox.com/en-US/consoles/xbox-series-s), della battaglia legale tra Epic Games e Apple e infine di un nuovo forno smart presentato da [Miele](https://www.miele.it). - Stagione: 2 - Episodio: 37 - Data di pubblicazione: 2020-09-12 06:45:00 - Durata: 12:22 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e37](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e37) - Episodi correlati: - Tag: sole,energia,fusione nucleare,energia nucleare,iter,italia,francia,unipd,giappone,usa,russia,cina,ue,india,corea,demo,reazione nucleare,miele,intelligenza artificiale,forno,pizza,epic games,apple,google,x box s,microsoft ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi l'energia elettrica è una risorsa importante, anzi è ormai imprescindibile per fare qualsiasi cosa, eppure produrla è molto costoso e le ripercussioni sull'ambiente sono altrettanto evidenti. Per capire come e se poter risolvere questo problema, oggi parleremo di fusione nucleare. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Xbox Serie S: meno risoluzione ma pari pari prestazioni > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:04 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso 9 settembre Microsoft ha ufficializzato l'uscita della nuova generazione di Xbox, confermando la data di rilascio prevista per il 10 novembre. A differenza degli anni precedenti, Microsoft questa volta ha deciso di puntare su una console acquistabile in due versioni differenti, Xbox Serie X e Xbox Serie S. La prima versione, ovvero quella più potente, sarà disponibile ad un prezzo pari a 499 euro, che permetterà di giocare su monitor 4K fino a 120 fps. Il modello più economico, invece, ossia Xbox Serie S, potrà essere acquistato a 299 euro, un prezzo tutto sommato vantaggioso considerando che Microsoft, nonostante abbia abbassato la risoluzione massima a 1440p, ha comunque deciso di mantenere lo stesso frame rate presente sulla Serie X. Per quanto concerne i processori, le architetture sono le medesime, a cambiare sono solamente le frequenze di clock, leggermente maggiori su Xbox Serie X. Oltretutto, nonostante le CPU siano le stesse, l'azienda ha dichiarato che per ottenere un prezzo così competitivo su Serie S è stata costretta a utilizzare gli scarti dei processori destinati al modello top di gamma. In conclusione, grazie a questo stratagemma, Microsoft è riuscita a realizzare un prodotto next-gen, economico e più potente rispetto alla precedente Xbox One, con una CPU aggiornata e dimensioni decisamente più ridotte, equivalenti ad un volume di appena due litri. #### La battaglia legale tra Epic Games e Apple > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:46 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Da inizio agosto Epic Games ha sfidato Apple per liberarsi delle provvigioni del 30% da versare per ogni acquisto degli utenti nel videogioco Fortnite. Questo scontro però non si è per nulla attenuato. Anzi, è guerra aperta. E se all'inizio è stata Epic ad attaccare con la sua campagna mediatica, ora è Apple che passa il contrattacco. Il tribunale, infatti, ha chiesto i danni alla Software House, accusandola molto duramente di giocare il ruolo di Robin Hood, cercando di spodestare il monopolio di fatto di Apple per avvantaggiare anche i piccoli sviluppatori indipendenti, quando in realtà si tratta solo di ottimizzare i guadagni sulla vendita di monete virtuali, spendibili solo all'interno del videogioco. Fra l'altro, per Epic Games, gli acquisti sui dispositivi Apple rappresentano una fetta enorme dei propri introiti. Di conseguenza, ridurre le commissioni rappresenterebbe un grande vantaggio per l'azienda. Attualmente Fortnite resta giocabile, senza però aggiornamenti, su quei dispositivi iOS dove era già stato installato, ma non è scaricabile su altri dispositivi. #### L’intelligenza artificiale in forno > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:56 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Alimentazione, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Durante la IFA Global Press Conference, quella che noi chiamiamo IFA di Berlino, Miele ha presentato due nuove funzionalità software per le nuove generazioni di forni a incasso. Smart Food ID e Smart Browning Control, entrambe fanno uso della videocamera integrata nel forno e dell'intelligenza artificiale per realizzare pietanze dalla cottura sempre perfetta. Smart Food ID infatti riesce a riconoscere i cibi all'interno del forno, regolando automaticamente temperatura e tempo in base al risultato che l'utente vuole ottenere. Al momento il forno riesce a riconoscere fino a 20 alimenti diversi, ma grazie anche ai dati che verranno raccolti dagli elettrodomestici e a futuri aggiornamenti software, Miele promette di ampliare ancora di più questo catalogo e perfezionare il risultato finale dei nostri piatti. Smart Browning Control invece è una funzionalità dedicata esclusivamente alla cottura della pizza. Sempre grazie all'intelligenza artificiale e alla telecamera, il forno imposta anche in questo caso, il tempo e la temperatura per una cottura ideale e in linea con i nostri gusti. A fine cottura il forno aprirà leggermente lo sportello e azionerà la ventilazione, in modo da portare la pizza alla temperatura e alla croccantezza ideale per essere gustata al meglio. Insomma l'intelligenza artificiale ha ormai invaso anche il mondo della cucina e non ci vorrà poi molto prima che nelle nostre case potremo gustarci delle prelibatezze cucinate su misura per noi e goderci quei brevi momenti di relax di fronte al nostro piatto preferito. Si sa, le fonti rinnovabili, pur fornendo un'energia pulita e a impatto ambientale quasi nullo, non bastano a soddisfare il bisogno di energia richiesto dalla società di oggi. #### Il Sole in una stanza > Fonte: Superquark - Timestamp: 05:53 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Energia - Tipologia: Topic **Davide**: Per questo la scelta di affidarsi all'energia nucleare è pressoché obbligata. E se da una parte le centrali a fissione riescono a produrre una quantità enorme di energia, di contro i prodotti di scarto delle reazioni, le scorie radioattive, sono impossibili da smaltire e molto pericolose per tutti gli esseri viventi con cui entrano in contatto. Senza contare poi i disastri nucleari avvenuti nell'ultimo secolo e che tutti noi conosciamo. Parallelamente all'affissione nucleare, quella su cui si basano le centrali di oggi, dove gli atomi di uranio vengono divisi, esiste un processo inverso, chiamato fusione, in cui due atomi si fondono. Questo processo avviene in natura, in condizioni veramente estreme, ovvero nel nucleo delle stelle come il nostro sole. Grazie a enormi pressioni e temperature, nel sole gli atomi di idrogeno si combinano formando atomi di elio. E se fosse possibile sfruttare questo processo anche qui sulla Terra, allora avremo a disposizione energia completamente pulita, sicura, inesauribile e senza ripercussioni sull'ambiente. Un processo così ambizioso esiste e si chiama ITER, al quale partecipano Unione Europea, Stati Uniti, Russia, Cina, Giappone, India e Corea del Sud. Lo scopo è quello di realizzare un reattore sperimentale in grado di produrre energia tramite fusione. La costruzione sta già avvenendo in Francia e l'Italia gioca un ruolo fondamentale in quanto le aziende italiane hanno vinto il 60% degli appalti internazionali e si occuperanno di produrre le componenti più importanti. La stessa Università di Padova fa parte di un consorzio incaricato di studiare le tecniche migliori per far funzionare il reattore. Affinché la reazione avvenga, infatti, è necessario scaldare il gas fino a 150 milioni di gradi, creando quello che viene definito plasma. Ovviamente sulla Terra non esiste alcun materiale in grado di resistere certe temperature, perciò il plasma deve essere tenuto sospeso nel vuoto all'interno di una ciambella cava. Le particelle di gas vengono ottenute a mezz'aria grazie a dei magneti, in questo modo tutto il calore sarà concentrato all'interno e lo strato di vuoto tra il plasma e le pareti del reattore fungerà da isolante termico, passando in pochi metri, da centinaia di milioni di gradi, a meno 270 gradi, temperatura di funzionamento dei magneti. Il materiale di scarto, l'elio in questo caso, dovrà poi confluire verso l'esterno, attraverso dei, per così dire, tubi di scappamento che si occuperanno anche di raffreddarlo. Il progetto inizialmente sarebbe dovuto essere pronto per il 2019, ad un costo di costruzione di 10 miliardi di euro. Nel 2009 le scadenze sono state riviste, come anche i costi e ovviamente a rialzo. Secondo le nuove direttive, ITER verrà acceso per la prima volta nel 2025, con un costo totale di 15 miliardi di euro. Va detto però che ITER non è destinato a produrre energia, ma un primo step verso la realizzazione di un prototipo funzionante di centrale a fusione nucleare, chiamato DEMO. ITER, che invece dovrebbe rimanere attivo per vent'anni, verrà utilizzato esclusivamente a scopi di ricerca e dimostrativi. Lo scopo del progetto è infatti quello di verificare l'affattibilità di un sistema in grado di produrre più energia rispetto a quella utilizzata per innescare la reazione, individuare delle instabilità nel sistema, testare i sistemi di riscaldamento del plasma e dimostrare l'efficacia della tecnologia dei tubi di scappamento, in gergo tecnico chiamati "divertore". Collateralmente, grazie a ITER, si stanno facendo enormi passi avanti in altri settori direttamente collegati, quali la criogenia, la superconduttività e le tecniche per la creazione del vuoto. DEMO, invece, sarà il vero e proprio prototipo di centrale nucleare, che secondo le stime verrà attivato nel 2050 e sarà l'ultimo step verso la produzione di reattori commerciali. Attraverso DEMO si riuscirà a produrre un quantitativo di energia di 5 gigawatt utilizzandone 1,3, con un'efficienza massima del 60%. Rispetto ad altre fonti di energia, come il carbone o la fissione nucleare, una centrale a fusione sarà notevolmente più economica, in quanto il carburante utilizzato è facilmente reperibile in enormi quantità. Inoltre, il materiale di scarto, l'elio, come abbiamo detto, non è in alcun modo inquinante o dannoso, anzi, potrà essere riutilizzato per altri scopi. Infine, solo in Italia il progetto ITER ha creato più di 1500 posti di lavoro stabili per almeno i prossimi trent'anni, a dimostrazione di come la scienza e la tecnologia siano ad oggi fondamentali anche per la crescita economica di uno Stato, ma anche come l'Italia si confermi ancora una volta un'eccellenza in numerosi settori tecnologici e non. La stessa improbabile collaborazione fra Stati come la Russia, gli Stati Uniti o la Cina dovrebbe essere uno spunto di riflessione su come la conoscenza e la ricerca scientifica siano un bene comune a tutti e su come solo insieme si potranno fare veramente degli enormi passi verso il futuro. #### Conclusione - Timestamp: 11:30 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e38 ## Tutela Digitale: il valore della reputazione online > Oggi la nostra identità si forma non solo nei rapporti sociali nella vita reale ma anche sul web, specialmente sui social network, dove la nostra presenza è ormai costante. Ma come possiamo difendere la nostra reputazione online quando questa viene ingiustamente macchiata e quali diritti ha il cittadino per tutelare la propria immagine? Lo abbiamo chiesto a [Sveva Antonini](https://www.dentrolatecnologia.it/sveva.antonini.html) e [Gabriele Gallassi](https://www.dentrolatecnologia.it/gabriele.gallassi.html), fondatori di [Tutela Digitale](https://www.tuteladigitale.it), una startup che fornisce un pacchetto di strumenti per creare, monitorare e proteggere la nostra identità digitale. All’inizio dell’episodio invece parleremo dell’evento Apple dello scorso martedì, in cui sono stati presentati i nuovi [Apple Watch 6 e SE](https://www.apple.com/it/watch/), un unico abbonamento per tutti i servizi Apple e i nuovi [iPad e iPad Air](https://www.apple.com/it/ipad/). Infine anche di un progetto di [data center subacqueo](https://natick.research.microsoft.com) di Microsoft. - Stagione: 2 - Episodio: 38 - Data di pubblicazione: 2020-09-19 06:45:00 - Durata: 23:31 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e38](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e38) - Episodi correlati: - Tag: reputazione online,diritto all’oblio,diritto,tutela digitale,social network,social,linkiller,linkmonitor,linkbetter,Sveva Antonini,Gabriele Gallassi,diritto di cronaca,Apple,Appleevent,Evento Apple,iPad,iPad Air,iPad 2020,iCloud,Apple Music,Apple Watch,data center,microsoft,intervista ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Viviamo in un mondo sempre più digitalizzato e nel quale la nostra reputazione si forma anche su internet. Ma quali sono gli strumenti che abbiamo a disposizione per difendere la nostra immagine? Ne parleremo oggi con tutela digitale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Un evento Apple inconsueto > Fonte: Apple.com - Timestamp: 01:00 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Servizi, Sport, Tablet - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso martedì, Apple ha tenuto un evento nel quale inaspettatamente non ha presentato i nuovi iPhone. Ad esordire è stato Apple Watch serie 6, che oltre ad includere nuovi sensori tra cui un pulsossimetro, di cui avevamo parlato in una notizia nell'episodio Siamo quello che facciamo su internet, sarà disponibile in diversi materiali e colorazioni. È stato presentato anche un modello Apple Watch SE, più economico e senza display Always On, ovvero sempre acceso, che punterà a rendere più ampio il pubblico di questi dispositivi indossabili focalizzati sulla salute e su cui Apple sta fortemente puntando. È stato presentato anche un nuovo servizio, Apple Fitness Plus, che però non sarà per ora disponibile in Italia e tramite un abbonamento mensile o annuale permetterà a tutti i possessori di Apple Watch di seguire dei corsi di allenamento di varie tipologie sul proprio iPhone, iPad o Apple TV. Il focus principale di questi corsi sarà il battito cardiaco, in modo da poter scegliere quelli che più si avvicinano alle proprie possibilità fisiche. Sempre in tema di servizi sono stati presentati tre pacchetti che racchiudono diverse iscrizioni agli ormai tanti servizi che l'azienda di Cupertino fornisce. È stato poi rivisto il design di iPad Air che ora si allinea ai modelli Pro, anche se il Face ID è stato sostituito da un Touch ID sul tasto di accensione e spegnimento. Infine è stato aggiornato anche iPad, cioè il modello più economico e quello che sicuramente avrà un impatto maggiore sul mercato e che a un prezzo di 389 euro riuscirà a fornire prestazioni molto più elevate dei PC di pari fascia, diventando così un ottimo dispositivo soprattutto per i più piccoli che si affacciano sul mondo del digitale. #### Project Natick di Microsoft > Fonte: Wired.it - Timestamp: 02:47 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Microsoft ha annunciato di aver terminato un esperimento nato nel 2018 denominato Project Natick. Si è trattato di posizionare un piccolo datacenter a 35 metri di profondità nelle acque del mare del nord, al largo delle isole scozzesi Orcadi. Il container sottomarino, realizzato in collaborazione con l'azienda Naval Group, è stato costantemente monitorato ed è emerso che l'affidabilità di questa soluzione è 8 volte superiore rispetto a quella di un normale datacenter sulla terraferma. L'atmosfera nella capsula è infatti composta totalmente da azoto, meno corrosivo dell'ossigeno e il raffreddamento è affidato alla fredda acqua che circonda il sottomarino. Inoltre, all'interno non potevano essere presenti persone a manomettere o urtare i centinaia di server installati. Infine tutto l'impianto è alimentato al 100% da energie rinnovabili, passo fondamentale per raggiungere il traguardo del Carbon Free nel 2030. Insomma, l'esperimento è stato un vero successo e Microsoft è intenzionata a replicare questa tecnologia installando altri di questi datacenter sottomarini e garantendo così una maggiore efficienza e affidabilità ai loro servizi. #### Tutela Digitale: il valore della reputazione online > - Timestamp: 04:16 - Autori: Tutela Digitale, Gabriele Gallassi, Sveva Antonini, Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Privacy - Tipologia: Intervista **Davide**: Con l'avvento di internet, ma soprattutto dei social network, la nostra identità digitale ha guadagnato un'importanza sempre maggiore, tanto da poter essere ad esempio un fattore decisivo che un datore di lavoro tiene in considerazione per assumere un lavoratore. Per parlare di questo e di come salvaguardare la propria reputazione online, oggi siamo in compagnia di Sveva Antonini e di Gabriele Gallassi, fondatori di Tutela Digitale. Benvenuti. **Sveva**: Buongiorno Davide, grazie per l'invito. **Gabriele**: Grazie mille, benvenuti a tutti. **Davide**: Innanzitutto Sveva, che cosa si intende per identità digitale e perché è diventata così importante oggi nella nostra società? **Sveva**: Quando si parla di identità digitale bisogna tenere in considerazione due tipi di identità. Da un lato l'identità, quella che possiamo chiamare controllata, ovvero che è determinata da noi. Quindi sono ad esempio i contenuti che noi stessi inseriamo nel web, immaginiamo un nostro blog, un nostro sito personale, i commenti che facciamo a un post sui vari social network, quelli sono tutti contenuti che sono inseriti da noi e che in teoria dovrebbero essere controllati da noi. Nella realtà dei fatti moltissimi clienti poi vengono presto, richiedono i nostri servizi per poi eliminare dei contenuti che sono stati immessi nella rete da loro stessi. Questo perché magari è passato molto tempo e si sono pentiti di quello che hanno messo, oppure per varie altre ragioni. L'altra identità, insomma quella controllata, che dovrebbe essere quella determinata dai contenuti che noi mettiamo nella rete, è l'identità che chiamiamo imposta, ovvero quella identità che viene creata da terzi, quindi articoli, testate giornalistiche che parlano di noi, blog che parlano di noi, social network che pubblicano contenuti che riguardano noi, terzi che pubblicano nostri video e nostri foto sul web. Tutto questo fuoriesce dal nostro controllo, però soprattutto poi sulla base dell'indicizzazione che viene data a questi contenuti, viene a creare una nostra identità digitale online. Fondamentale sono le prime tre pagine di Google, è certificato che oltre il 70% delle persone non va oltre la prima pagina di Google nei momenti in cui sta facendo una ricerca su una persona o su un'azienda, quindi è chiaro che se dei contenuti che fuoriescono dal nostro controllo e magari sono negativi, sono in prima pagina, questo può ledere gravemente la nostra reputazione online. **Davide**: E quali sono i diritti che il cittadino può porre in essere per vedere la propria immagine tutelata? **Sveva**: Tra i diritti che il cittadino ha a disposizione per tutelare la propria immagine, sicuramente c'è il diritto all'oblio, ovvero il diritto di essere dimenticati dal web, diritto all'oblio di cui si sente parlare dal 2014 con la sentenza della Corte di Giustizia Europea, adesso con GDPR è diventato un articolo di legge, in particolar modo l'articolo 17, ovvero il diritto di essere cancellati dalla rete quando il fatto di cui siamo oggetto non è più di interesse pubblico e quindi è giusto che appunto Google non diventi una agogna perenne e che la persona possa essere dimenticata dalla rete. Altri diritti che ha a disposizione il cittadino sono sicuramente il diritto alla privacy, il diritto all'immagine, quindi tutto ciò che riguarda poi video e foto che vengono pubblicati sul web senza l'autorizzazione di terzi o senza che non si siano comunque firmati accordi relativi a vari social network in cui si autorizza preventivamente l'utilizzo della propria foto e poi sicuramente anche il diritto di vedere rispettato la propria proprietà intellettuale nel web, quindi ci capitano anche tantissimi casi di violazione del diritto d'autore, quindi del marchio sul web, casi diritti a cui tra l'altro ci interpelliamo anche per tutelare diritti diversi come ad esempio diritto alla persona di non vedersi diffamato nel web. Infatti la proprietà intellettuale, cioè nei momenti in cui si può agire nel web eliminando fotografie o video o marchi che vengono utilizzati impropriamente nella rete, si riescono a risolvere anche altre problematiche sottostanti. **Davide**: Quindi Gabriele, può capitare che alcuni dei contenuti pubblicati online possano danneggiare la nostra immagine o l'immagine di un'azienda o di un brand. Per rimuovere questi contenuti avete realizzato il servizio chiamato LinkKiller. Questo servizio come funziona e qual è nello specifico il processo dietro all'eliminazione di un contenuto dal web? **Gabriele**: Sì esatto, allora quello che noi abbiamo cercato di fare è di creare un portello online per le richieste degli utenti. Cosa succede? Il cliente può scaricare l'applicazione LinkKiller dai principali store online e una volta scaricata questa applicazione può segnalare un contenuto che ritiene sgradito. Quindi parliamo di foto, di video, di articoli di giornale o di altri contenuti lesivi dei diritti di cui abbiamo parlato prima. C'è una breve analisi da parte nostra una volta ricevuta la segnalazione, a quel punto viene ad essere fornita la username e la password all'utente il quale poi monitorerà dall'applicazione mobile l'andamento della fase di eliminazione. Per sintetizzarti i punti di LinkKiller sono quattro, innanzitutto LinkKiller è composto da un database di oltre 10.000 fonti, tra quelle che sono testate giornalistiche, webmaster, inter server provider, questo a livello mondiale. Abbiamo creato un sistema di De-feed automatizzate nel senso che LinkKiller gestisce in via automatizzata l'invio di numero massivo di De-feed a appunto quello che ti ho citato prima, testate webmaster e inter server provider e la caratteristica di questa applicazione mobile è che al suo interno ha un algoritmo reputazionale che calcola le percentuali di successo con cui i contenuti lesivi possono essere eliminati. Come ultimo aspetto la forza del nostro servizio è legata alle collaborazioni che abbiamo istaurato con alcune delle piattaforme e alcune degli inter server provider per velocizzare soprattutto le procedure di eliminazione. **Davide**: Ed è sempre possibile rimuovere dal web un contenuto che ci danneggia o ci sono Sveva dei casi in cui questo diritto viene meno? **Sveva**: No, chiaramente non è possibile eliminare sempre qualsiasi genere di contenuto perché altrimenti saremo hacker e invece la nostra società è basata, è composta da legali da una parte, da esperti del web dall'altra. Quando è che non si possono eliminare dei contenuti? Innanzitutto quando c'è il diritto di cronaca, è chiaro che se un cliente viene da noi per eliminare dei contenuti di un fatto che è appena accaduto o di un processo che è appena iniziato o che è in corso, quello sarà il diritto di cronaca e ovviamente il diritto di cronaca vince il diritto all'oblio. Altri casi in cui non si può andare a eliminare dei contenuti è il caso del diritto di critica, moltissimi soggetti ci chiamano, moltissimi clienti ci chiamano chiedendo di eliminare commenti diffamatori. Il commento diffamatorio innanzitutto noi rimuoviamo il commento palesemente diffamatorio, cioè nei momenti in cui vengono utilizzate parole forti sul web, quelle possono essere chiaramente eliminate. Nei momenti in cui però io critico un ristorante, un prodotto dicendo che non mi piace per questa e questa tra ragione, oppure che non funziona, oppure avviso gli altri consumatori di non comprarlo, quello rientra nel diritto di critica e come tale è riconosciuto e noi non possiamo intervenire quindi giustamente nella remozione di quel tipo di contenuto. **Davide**: Si può dire che in LinKiller comunque il servizio che fornite voi è in grado in un certo senso di sopperire alla lentezza che sappiamo esserci nel nostro sistema giudiziario. **Sveva**: Beh in parte sì, ma questo non lo dico per vanità nei confronti di LinKiller, ma semplicemente perché tutti sanno quali sono i tempi della giustizia italiana e si consideri che una causa di primo grado può durare dai 3 ai 5 anni, quindi è chiaro che se io ho un contenuto sul web che danneggi la mia reputazione e lo voglio eliminare anche a considerare un provvedimento d'urgenza che dovrebbe sicuramente metterci meno tempo, però si parla sempre di mesi. LinKiller agisce nei momenti in cui iniziamo a lavorare un contenuto e il contenuto può essere eliminato dai 5 minuti ai 10 giorni, questo è il tempo nostro stimato di media. **Davide**: Direttamente collegato a LinKiller c'è un altro vostro servizio, Link Monitor, che permette di raccogliere in tempo reale tutte le informazioni online riguardanti un determinato soggetto. Anche in questo caso Gabriele, come funziona questo servizio e quali sono i casi in cui può avere un impatto veramente rilevante? **Gabriele**: Allora sì, hai detto bene, diciamo che i tre fratelli, così che noi li chiamiamo, sono LinKiller, Link Monitor e Link Better. Link Monitor è un software, una piattaforma con database di 150 milioni di fonti tra testate giornalistiche, blog, social network. Cosa fa? Monitora tutte queste fonti al fine di andare a riscontrare ogni volta che viene citato il nome di una persona, il nome di un prodotto, il nome di un marchio, di un'azienda. A quel punto noi riceviamo i dati da questa piattaforma, li analizziamo, diamo un valore positivo, negativo o neutro a quelli che sono i dati raccolti che possono essere anche i commenti sui social network e nel caso in cui ci sia la possibilità di andare a eliminare o d'indicizzare, la palla passa alla piattaforma LinKiller. Nel caso invece che la maggioranza dei casi magari sono notizie positive o neutre o negative che non si possono eliminare, a quel punto diamo al cliente la possibilità comunque di evincere in real time quello che viene detto sul proprio marchio, sulla propria persona. Quindi, per rispondere alla tua domanda, è sicuramente utile per un'azienda per monitorare la reputazione che ha i brand su web, per un privato per accendere un occhio vigile sulla reputazione, su quello che viene scritto su di lui, in particolare sui social network. **Davide**: E poi come citavi nella risposta, il vostro ultimo servizio che conclude il pacchetto dei vostri servizi è LinkBetter, di fatto con il quale andate a ricostruire l'identità digitale di una persona, giusto? **Gabriele**: Partiamo dal concetto che non tutte le persone hanno una capacità di gestirsi sul web, nel senso di far corrispondere quella che è l'identità reale all'identità digitale. Ci sono soprattutto casi di persone che non sono nativi digitali, quindi parliamo di età, di facili età, magari un po più elevata, per cui hanno magari o contenuti negativi o se non hanno contenuti negativi comunque non esistono sul web. Quello che noi facciamo attraverso il servizio di LinkBetter è migliorare la reputazione o comunque l'identità sul web attraverso la creazione di contenitori online, quindi siti web, account social e blog, e contenuti online, quindi la creazione di articoli post giornalieri in modo che vengano ad essere evincibili nei risultati di Google i contenuti che danno ai creati. Nel caso quindi non si possa ad esempio eliminare dei contenuti negativi, quello che noi facciamo è creare un'identità reale attraverso la costruzione di questi contenitori e contenuti. **Davide**: Quindi è un servizio che non solo serve a ricostruire l'identità di una persona, ma può anche costruirla da zero, può crearla. **Gabriele**: Esatto, hai detto benissimo nel senso che questo servizio lo utilizziamo nei casi magari di crisi reputazionali sempre di aziende o anche di persone, ma anche indipendentemente se non c'è un contenuto negativo, quello che si può fare è creare appunto una identità digitale secondo naturalmente le indicazioni dei clienti in modo da far rispecchiare quella che è la realtà fuori dagli schermi e dentro gli schermi. Quindi sì, esattamente come hai detto tu. **Davide**: Per concludere che cosa consiglieresti per ottenere un corretto comportamento online soprattutto sui social per poi non doversi pentire nel futuro del proprio passato digitale? **Gabriele**: Ti rispondo come dicevo, uno slogan di una vecchia pubblicità è meglio prevenire che curare. Nel senso che è difficile pensare ogni volta che noi postiamo una foto, un video o scriviamo un commento, ci sono due tipi di pensare al futuro, ma è quello che dobbiamo fare nel senso che ci sono capitati dei casi di ragazzini che magari avevano postato video su YouTube e viene ad essersi indicizzato il loro nome su Google come hai detto tu all'inizio della trasmissione. **Davide**: Quindi una carriera lavorativa potrebbe essere compromessa per questi ragazzi? **Gabriele**: Esattamente, oppure una foto magari o se ho la foto in situazioni sbagliate, quindi sicuramente è meglio pensare prima di agire, anche perché questa compulsività che adesso noi abbiamo nel postare continuamente foto non passa da un ragionamento o meglio da una fase razionale a mio parere che deve essere invece ponderata. Quelle che possono essere invece le modalità successive, come risolvere il danno a quel punto al di là di usufruire di tutela digitale come aiuto, quello che noi consigliamo ad esempio è di mettere a degli alert come possono essere ad esempio in Google Alert in modo da monitorare sempre se viene citato il proprio nome su web. È logico che ad esempio Google ha un nome che in Google Alert ha delle falle, nel senso che non riesce ad andare magari a controllare proprio tutto e in generale comunque semplicemente anche andare a monitorare proprio nome su Google perché cambia a volte e ci indicizzano delle pagine per cui è sempre meglio andare a fare piccole cose ma importanti. **Davide**: Sì, diciamo quindi che è importante anche la prontezza, la velocità con cui si interviene per rimuovere un proprio contenuto online quindi quando è già stato caricato quindi l'errore è commesso e prima si agisce e migliora il risultato. E poi hai parlato di caricamento di propri contenuti online ma un altro grande problema è quello del caricamento da parte dei genitori di contenuti dei propri figli che poi vogliono rimuoverli. **Gabriele**: Guarda, hai detto benissimo e sono tutti i casi che ci capitano tutti, non dico tutti i giorni ma spesso di ragazzi magari che hanno raggiunto un'età adulta fra virgolette quindi non più piccolissimi che ci richiedono la rimozione di foto video magari avvenuta dai propri genitori. Quindi al di là del rispetto che dobbiamo comunque avere verso il genere umano quindi anche da genitori verso i figli pensiamo al loro futuro e anche alla loro libertà di scelta di non essere ripresi, di non essere messi sul web senza il loro consenso. Tutto si può fare, tutto si può eliminare come hai detto tu giustamente dipende dalla velocità di reazione quindi nel momento in cui una foto diventa virale è difficile poi andarla a controllare. Quello che noi ad esempio facciamo è andare a eliminare tutto quello che è sul web ma nel momento che una foto finisce ad esempio su whatsapp, un esempio banalissimo, è difficile poi andare a poterla eliminare. Questo non vuol dire che si possa controllare quindi prevenire e risolvere nel momento in cui il danno è fatto. C'è sempre una speranza. **Davide**: Grazie Gabriele e grazie Sveva per questo interessantissimo intervento, alla prossima. **Gabriele**: Grazie a te. **Sveva**: Grazie Davide, grazie a te veramente di averci dato questa opportunità e buona giornata. #### Conclusione - Timestamp: 22:39 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e39 ## Tecnologie per una mobilità stradale più sicura > La mobilità ricopre oggi un ruolo chiave per la società; con la globalizzazione dei mercati navi, treni, aerei e automobili sono considerati fondamentali per la crescita dell'economia, dell’urbanizzazione e dell’occupazione. Tuttavia con un numero così alto di veicoli in continua circolazione, il rischio di incidenti è molto elevato, perciò, oltre allo studio di nuove tecnologie pensate per rendere i trasporti ancora più efficienti e [meno impattanti](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e20?t=193) a livello ambientale, si sta spingendo sempre di più anche sulla ricerca in dispositivi in grado di garantire il più alto livello di sicurezza per i conducenti. Nello spazio dedicato alle notizie invece parleremo di [Luna](https://www.amazon.com/luna/landing-page), il nuovo servizio di cloud gaming di Amazon, delle nuove batterie presentate da [Tesla](https://www.tesla.com) durante il Battery Day e infine di una funzione di Google Maps per visualizzare le aree a rischio focolai. - Stagione: 2 - Episodio: 39 - Data di pubblicazione: 2020-09-26 06:45:00 - Durata: 12:44 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e39](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e39) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Quando siamo alla guida di un veicolo, fra l'altro luogo ideale per ascoltare questo podcast, spesso non ci rendiamo conto di quanto la tecnologia entra in gioco per proteggerci da ogni genere di pericolo e proprio di sicurezza stradale attiva e passiva parleremo oggi. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il cloud gaming di Amazon > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:02 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Gaming, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Anche Amazon ha presentato la propria piattaforma di gaming in streaming, ovvero la possibilità di video giocare utilizzando la potenza di calcolo di un server remoto anziché quella della propria console o del proprio computer. Il modello di business però non è simile a quello di Google Stadia, visto che Luna sarà un raccoglitore di contenuti anche di altri servizi su abbonamento. Ad esempio vi sarà un servizio gestito direttamente da Amazon, Luna Plus, a 5.99$ al mese e con la possibilità di trasmettere fino a 60 fps in 4K. Ubisoft ne ha già annunciato un altro, ma non ha specificato quale sarà il prezzo e altrettanto potrebbero fare altri editori come Capcom, Electronic Arts o Activision, ovvero proporre un canale con una selezione di giochi a un dato prezzo mensile. Per ora, Luna è previsto soltanto negli Stati Uniti. #### Le novità presentate al Tesla Battery Day > Fonte: QuattroRuote.it - Timestamp: 01:58 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Batterie - Tipologia: Notizia **Davide**: Batterie più potenti e una nuova auto elettrica da 25.000$, sono queste le principali novità presentati nel Tesla Battery Day, che si è tenuto la notte dello scorso 22 settembre. La diretta streaming condotta dallo stesso Elon Musk è iniziata in Italia alle ore 23.30 con alcune comunicazioni rivolte ai propri azionisti riguardanti la costruzione della nuova Gigafactory cinese e la produzione della nuova Model Y, per poi passare infine ad alcune analisi sull'andamento finanziario della stessa azienda. Successivamente Elon Musk ha annunciato l'arrivo di un nuovo Autopilot che sarà disponibile sul suolo americano a partire dal prossimo mese. Diversamente dagli scorsi aggiornamenti, questo nuovo sistema di guida autonoma è stato riscritto da capo, almeno per alcune funzionalità per consentire alle proprie vetture di raggiungere prestazioni superiori rispetto a quelle attuali. Terminata la prima parte relativa agli annunci di mercato, la conferenza si è spostata sugli obiettivi che Tesla si è prefissata di raggiungere entro i prossimi anni. Si partirà dalle batterie, su cui Tesla sembra puntare molto. Le nuove celle presentate nella conferenza porteranno dei netti miglioramenti in termini di capacità, potenza e autonomia, il tutto con una riduzione dei costi di produzione equivalente al 50%. Grazie alle nuove celle più economiche, Musk ha poi garantito che per il 2025 verranno rilasciate nuove vetture a prezzi più accessibili, partendo dal prossimo modello che sarà acquistabile per soli 25 mila dollari. #### Google Maps ora visualizza anche i focolai del virus > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:33 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Servizi, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Google ha introdotto questa settimana una funzionalità nella sua app dedicata alle mappe. Si tratta di una nuova visualizzazione oltre a quella classica e a quella satellitare, che permette di identificare le aree che potrebbero essere focolai per il Covid-19, e quindi potenzialmente pericolose per l'utente. Per accedere a questa funzione basta selezionare l'opzione Covid-19 info dal menu dei livelli. La mappa si colorerà di diverse sfumature in base alla pericolosità, in particolare le zone grigie rappresentano aree con meno di un caso, quelle gialle da 1 a 10 casi, arancione da 10 a 20 e così via, sarà presente anche un'etichetta con segnato l'esatto numero di casi e se questi sono in aumento o in diminuzione. I dati che ha utilizzato Google per questa funzionalità sono raccolti direttamente dalle autorità nazionali e internazionali come l'OMS, i ministeri della sanità o gli ospedali. Ricordiamo infine che in qualsiasi posto andremo, sicuro o no, resta comunque importante rispettare le norme di sicurezza e igieniche per combattere insieme questa pandemia. #### Sicurezza stradale: il ruolo della tecnologia > - Timestamp: 04:56 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: Nell'antichità il concetto di trasporto era presentato per l'essere umano e non solo, un ruolo fondamentale per la sopravvivenza generale della specie. Ancora prima della scoperta dell'agricoltura e dell'allevamento, l'uomo si spostava di continua a causa della variazione delle stagioni e come mezzo di trasporto usava unicamente le proprie gambe. Successivamente però con la rivoluzione neolitica iniziò a cavalcare i primi cavalli, introducendo significative migliorie in termini di velocità, rendimento e carico, specialmente con la scoperta della ruota avvenuta presumibilmente nell'antica Mesopotamia e che ha permesso di realizzare i primi carri trainati da animali. Al giorno d'oggi la mobilità ricopre un ruolo ancora più chiave per la società. Con la globalizzazione dei mercati, infatti, efficienti mezzi di trasporto come navi, treni, aerei e automobili sono considerati fondamentali per la crescita dell'economia, dell'urbanizzazione e dell'occupazione. Tuttavia, con un numero così alto di veicoli in continua circolazione, anche la numerosità degli incidenti è aumentata proporzionalmente, perciò oltre allo studio di nuove tecnologie e pensate per rendere i trasporti ancora più efficienti e meno impattanti a livello ambientale, si sta spingendo sempre di più anche sulla ricerca di dispositivi in grado di garantire il più alto livello di sicurezza per i conducenti. Per quanto concerne l'automobile, veicolo più diffuso nelle città di tutto il mondo, ma anche per altri mezzi di trasporto, vengono considerate due tipologie di dispositivi di sicurezza, i sistemi passivi e i sistemi attivi. I primi sono quelli che ci riguardano meno, visto che comprendono tutti quei sistemi meccanici studiati e realizzati per ridurre al minimo i danni di un incidente stradale. La funzione principale di questi dispositivi è quindi quella di tutelare il conducente e i passeggeri, non cercando di evitare l'impatto ma di renderlo meno pericoloso. Andando in ordine di importanza, il primo sistema di sicurezza passivo, che è anche quello meno considerato, è lo stesso telaio dell'autovettura, studiato appositamente per assorbire quanta più energia cinetica possibile dall'eventuale impatto. Successivamente troviamo i dispositivi più conosciuti, come le cinture di sicurezza, gli airbag, i poggi a testa e nel caso fosse presente un bambino il seggiolino a norma di legge. I sistemi di sicurezza attivi invece si differenziano da quelli passivi per la facoltà di prevenire l'incidente stesso anziché ridurne gli effetti negativi. Da un punto di vista tecnologico questi dispositivi sono decisamente più complessi rispetto alla precedente categoria, ma proprio per questa ragione presentano margini di sicurezza decisamente più rilevanti, per il semplice fatto che grazie a essi gli effetti negativi di un probabile incidente non esisterebbero. Attualmente nelle vetture i tre sistemi di sicurezza attivi principali sono ABS, ESP e TCS. L'ABS, acronimo di una parola tedesca che significa sistema di antibloccaggio, è un'unità di controllo elettronico in grado di evitare l'arresto completo delle ruote dei veicoli, garantendone la guidabilità durante la frenata. In certi casi potrebbe infatti capitare che per una brusca frenata i battistrada del veicolo perdano aderenza andando quindi ad aumentare sensibilmente lo spazio percorso a ruote bloccate. Grazie all'ABS tutto ciò non avviene, durante la fase di rallentamento questo dispositivo andrà a dosare in maniera del tutto automatica la forza frenante del veicolo, evitando che si blocchino completamente le ruote del mezzo e che lo spazio percorso aumenti pericolosamente. Un altro dispositivo di sicurezza pensato per migliorare la stabilità del veicolo è l'ESP, acronimo inglese di Electronic Stability Control, o controllo elettronico della stabilità. Come indicato dal termine stesso si tratta di un'unità di controllo elettronico montato per aumentare la stabilità delle automobili durante le fasi di sbandata. Se il dispositivo rileva una curva presa a una velocità eccessiva, esso andrà molto semplicemente a regolare automaticamente la potenza del motore e a frenare le singole ruote con differente intensità, in modo tale che la vettura riacquisti l'assetto iniziale e che il conducente non perda quindi il controllo del mezzo. Infine, il terzo dispositivo di sicurezza attivo degno di nota è il TCS, o sistema di controllo della trazione. Questa unità di controllo elettronico è particolarmente preziosa durante i periodi invernali, soprattutto quando si viaggia su strade ghiacciate o comunque più scivolose del normale. Senza questo dispositivo elettronico integrato nel veicolo, le ruote potrebbero arrivare a slittare pericolosamente, comportando una perdita di stabilità e aumentando le probabilità che si verifichi un incidente. Il controllo automatico di trazione, in questo caso, è composto da specifici sensori in grado di rilevare lo slittamento del veicolo e di trasferire l'energia del motore sulle ruote con maggiore aderenza al suolo. Solitamente questa tecnologia si applica alle ruote motrici del mezzo, quindi può capitare che il TCS possa montare i sensori sulle ruote anteriori, posteriori o su entrambe. Altri sistemi di sicurezza attivi, ma non meno importanti, sono l'ISA, acronimo di Intelligent Speed Adaptation, che consente di ridurre in automatico la velocità dell'auto in caso di superamento dei limiti imposti sulla strada. L'assistenza che fornisce tale tecnologia può essere, in questo caso, sia attiva che passiva, a seconda che ci sia un semplice richiamo vocale al conducente oppure che vi sia un intervento automatico da parte dell'ISA per ridurre la velocità, in questo caso maggiore del limite vigente su quella strada. Tutti questi dispositivi elettronici naturalmente non si possono trovare in tutte le auto in circolazione, soprattutto se consideriamo che il parco circolante italiano è composto per la maggior parte da veicoli che hanno un'età media di circa 11 anni. Tuttavia, uno degli obiettivi dell'Unione Europea è quello di riuscire a ridurre il tasso di mortalità stradale a circa allo 0% entro il 2050. Per riuscire in questo progetto, a partire dal 2022, tutti i nuovi modelli di autovetture dovranno montare una serie di dispositivi di sicurezza attivi, tra cui oltre a quelli già citati, un rilevatore di disattenzione e stanchezza del conducente, un dispositivo di blocco dell'accensione con rilevatore di alcol e una scatola nera per incidenti in grado di registrare parametri relativi a condotta e stile di guida del conducente. Arrivare ad azzerare il tasso di mortalità su strada è davvero un obiettivo utopistico, almeno per gli standard attuali, anche se case automobilistiche come Tesla stanno puntando molto su sistemi di guida autonoma, sempre più all'avanguardia e sicuri sia per il conducente che per i passeggeri. Tuttavia, si tratta di un sistema ancora in fase di ampio miglioramento, perciò fin che non avremo un sistema di autopilota sicuro e di serie su tutte le vetture dovremo prestare la massima attenzione lungo tutto il tragitto al fine di evitare pericolosi incidenti, ricordandoci che in ogni momento alla guida la sicurezza stradale viene sempre prima di tutto. #### Conclusione - Timestamp: 11:52 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e40 ## VivoGreen: il primo negozio senza casse in Italia > Il settore dei supermercati è un meccanismo molto complesso e negli anni poco è cambiato in relazione al rapporto tra cliente e negozio. Per capire cosa si può fare per migliorare l’esperienza di acquisto e allo stesso tempo ridurre l’enorme quantità di rifiuti che questi luoghi producono abbiamo inviato [Davide Milani](https://www.dentrolatecnologia.it/davide.milani.html), imprenditore e insegnante, che con i suoi studenti ha ideato e realizzato [VivoGreen](http://www.vivogreen.it), un negozio all’insegna del futuro dove la tecnologia semplifica l’esperienza di acquisto e permette di diminuire l’impatto sull’ambiente. Nella prima parte dell’episodio parleremo dell’evento Google, nel quale sono stati presentati, tra le altre cose, i nuovi [Pixel 5](https://store.google.com/us/product/pixel_5?hl=en-US) e [Pixel 4a 5G](https://store.google.com/us/product/pixel_4a_5g?hl=en-US) e di Amazon One, una nuova modalità di autenticazione basata sul palmo delle nostre mani. - Stagione: 2 - Episodio: 40 - Data di pubblicazione: 2020-10-03 06:45:00 - Durata: 16:17 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e40](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e40) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Fino a qualche anno fa sarebbe stato impossibile ipotizzare ma soprattutto realizzare un negozio nel quale non fosse necessario fermarsi alla cassa dopo aver terminato i propri acquisti. Invece oggi tutto ciò è realtà. Ne parleremo fra poco con VivoGreen, un negozio che puntano solo sull'innovazione tecnologica ma anche sulla sostenibilità ambientale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram, a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### I nuovi prodotti Google per il 2021 > Fonte: Google.com - Timestamp: 01:07 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Google ha tenuto il suo evento annuale quest'anno denominato Launch Night In. Durante questo evento sono stati presentati diversi prodotti molto interessanti, tra cui nuovi smartphone di casa Google come Pixel 5 e Pixel 4a 5G. Ma andiamo con ordine, il primo prodotto che è stato annunciato è una nuova versione del Chromecast che verrà ora affiancato a un telecomando e dal nuovo sistema operativo Google TV, pensato appositamente per la fruizione di contenuti streaming dalle principali piattaforme come Netflix, Disney+, o YouTube. Il tutto ovviamente è accompagnato dall'intelligenza artificiale e da Google Assistant per fornire all'utente un colpo d'occhio sui contenuti che potrebbero risultare per lui più interessanti. Il secondo prodotto è Nest Audio, un altoparlante smart che assieme a Nest Mini dovrebbe andare a sostituire i Google Home. Infine, la novità più attesa della presentazione, il Pixel 4a 5G e il Pixel 5. Il primo non è altro che la versione Pixel presentata ad agosto, ma con il supporto alla rete di quinta generazione e una batteria più capiente. Il secondo invece è il top di gamma che Google ha scelto per quest'anno. Come ci ha ormai abituati Google, il pezzo forte del dispositivo non è tanto l'hardware, che presenta infatti un processore da medio gamma, ma il software e la sua ottimizzazione. Tra le funzionalità presentate è un notevole miglioramento del comparto fotografico soprattutto per quanto riguarda la modalità ritratto, con la possibilità di aggiungere luci fittizie e ottenere così effetti più professionali e per quanto riguarda i video con una modalità in grado di dare a questi un aspetto più cinematografico. Nuove funzionalità anche per il registratore, che permette ora di selezionare, tagliare e condividere parti di audio modificando il testo corrispondente alla descrizione vocale. Infine è stato rilasciato anche un nuovo Google Assistant ancora più integrato nel dispositivo, in grado di filtrare e rispondere alle chiamate spam o di riconoscere momenti di pericolo come un incidente automobilistico e automaticamente chiamare il numero di emergenza. Il prezzo? 699 dollari, dunque un po meno rispetto alla concorrenza. Purtroppo, però, lo smartphone non verrà, almeno per il momento, rilasciato per il mercato italiano e dovrà essere acquistato dall'Inghilterra o da altri paesi europei. #### Amazon One permetterà di pagare con il palmo della propria mano > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:35 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso 29 settembre Amazon ha presentato il suo primo servizio di pagamenti digitali, il quale entrerà in fase di test, almeno per i primi periodi di sperimentazione, soltanto negli store Amazon Go degli Stati Uniti. Il nuovo servizio ideato dal colosso dell'e-commerce si basa su un sistema di riconoscimento molto semplice ma altrettanto innovativo. Lo schema delle vene di ogni singola persona, essendo unico e piuttosto complesso da replicare, ha permesso ad Amazon di sviluppare un sistema di pagamenti digitali basato esclusivamente sul riconoscimento del palmo della propria mano. Si tratta in questo caso di una svolta nel mondo delle transazioni, poiché, fino ad ora, siamo sempre stati educati a pagare con mezzi facilmente sostituibili, come carte di credito, telefoni oppure smartwatch. Invece ora, con uno strumento unico e impossibile da dimenticare, si potranno effettuare operazioni con procedure ancora più naturali e intuitive. In aggiunta, per pagare con il palmo della mano non servirà avere un account Amazon, anzi, basterà solamente registrare il metodo di pagamento con una carta di credito e abbinarlo a una scansione del palmo della propria mano. Amazon ha infine ritenuto necessario comunicare che la scansione dell'impronta biometrica è considerata persino più affidabile rispetto ad altre alternative, come il riconoscimento del volto, in quanto non rileva almeno direttamente l'identità della persona che si è registrata su Amazon One. Per di più, con questo sistema, si potranno effettuare non solo pagamenti, ma anche altre operazioni come accedere a strutture tramite abbonamenti oppure registrare la propria presenza sul luogo di lavoro. Negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi tentativi che mirano a innovare un settore molto complesso come quello dei supermercati e dove poco è cambiato in relazione al rapporto tra cliente e negozio. #### VivoGreen: il primo negozio senza casse in Italia > - Timestamp: 05:30 - Autori: VivoGreen, Davide Milani, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Finanza, Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Cosa si può fare per migliorare l'esperienza di acquisto e allo stesso tempo ridurre l'enorme quantità di rifiuti che questi luoghi producono? Ne parliamo oggi con Davide Milani, insegnante e imprenditore, benvenuto. **Davide Maggi**: Buongiorno a tutti, sono Davide Milani e insegno all'ITT Allievi di Terni. **Davide**: Il motivo per cui ti abbiamo invitato è per parlare di un'idea che hai realizzato con i tuoi studenti, ovvero VivoGreen. Che cos'è, qual'è l'esigenza che ha ispirato questo progetto? **Davide Maggi**: VivoGreen si propone di essere il negozio del futuro ed è stato realizzato in un anno all'interno dell'ITT Allievi di Terni, coi miei alunni. Ci siamo chiesti come ridurre l'impatto ambientale della plastica sull'ambiente, come rendere più facile ai clienti rispetto all'ambiente evitando di farla differenziata e come evitare le lunghe code alle casse con un sistema tipo Telepass. Inoltre, ci proponevamo di ridurre lo spreco alimentare facendo acquistare ai nostri clienti solo il necessario e non maxi confezioni e coinvolgere anche tutte le altre scuole di Terni realizzando una rete tra studenti e imprese. **Davide**: Che scuole sono coinvolte in questo progetto? **Davide Maggi**: Tutto parte dall'Istituto Tecnico di Terni Allievi dove abbiamo realizzato il gate per il pagamento insieme a Nexi. **Davide**: Ricordiamo essere una società italiana che offre servizi e infrastrutture per i pagamenti digitali. **Davide Maggi**: C'è l'alberghiero che ci gestirà un piccolo bistro per far assaggiare i nostri prodotti che sono tutti o quasi a chilometro a zero. C'è l'artistico che ci ha disegnato le etichette firmate da un singolo alunno da apporre sui prodotti. C'è anche l'IPSIA che ha dovuto disegnarci le divise del negozio. **Davide**: Hai parlato di questo sistema di pagamento in stile Telepass. Che altri ruoli oltre a questo la tecnologia ha avuto in questo progetto, in questo punto vendita che avete realizzato? **Davide Maggi**: La tecnologia ha avuto un ruolo fondamentale in quanto ci siamo ispirati al passato, a 50 anni fa, quando c'era il vetro col vuoto a rendere. Noi, grazie a la tecnologia RFID... **Davide**: Sì che è la tecnologia che troviamo sempre nei negozi per evitare che avvengano dei furti su prodotti come capi di abbigliamento e così via. **Davide Maggi**: Abbiamo la possibilità di fare pagare una piccola cauzione in automatico al nostro cliente e quando lo riporta di accreditargliela, in modo da potervi utilizzare in economia circolare anche 10.000 volte i barattoli, una volta lavati e sterilizzati. Inoltre vogliamo mettere un Teleportal dove si cerca di far parlare direttamente il produttore con il cliente, in modo tale che il produttore può dire, hai assaggiato il mio prodotto, il cliente può chiedere, ma come lo fai, come lo produci? Quindi c'è un match diretto fra produttore e cliente anziché una semplice etichetta su una confezione. **Davide**: Quindi con degli schermi c'è la possibilità che il produttore, stando nel suo territorio, e il cliente che è nel negozio riescano a comunicare come se fossero nello stesso posto contemporaneamente. Questa idea vi è venuta in riferimento al Covid o l'avevate pensata già precedentemente? **Davide Maggi**: L'avevamo pensato in anticipo per permettere proprio ai produttori di entrare dentro il negozio rimanendo nella loro realtà rurale. Quindi accorciare le distanze fra produttore e consumatore. **Davide**: E il ruolo della tecnologia è presente sia fisicamente, come abbiamo detto finora, ma anche in modo più astratto, ovvero avete sviluppato un algoritmo che permette ai vostri clienti che quindi consumano meno rifiuti, producono meno rifiuti, di avere uno sconto sulla TARI, giusto? **Davide Maggi**: Sì, diciamo che abbiamo pensato di premiere che inquina meno, quindi una promozione meno inquini, meno paghi, molto educativa, soprattutto rivolta anche ai giovani, dove noi ogni tre mesi carichiamo su una tesserina nostra un importo che possono spendere nel negozio fino al valore massimo della TARI. **Davide**: Come dicevo all'inizio sono stati vari tentativi di innovare questo settore, esempio più lampante è quello di Amazon Go che con un sistema di telecamere molto complesso segue il cliente in tutto il punto vendita. Invece il vostro approccio è abbastanza differente, però il risultato finale è lo stesso, cioè i clienti possono uscire dal punto vendita senza fisicamente effettuare il pagamento. Come funziona praticamente questa cosa, cioè qual è il meccanismo, che cosa i prodotti devono avere di particolare e poi come funziona appunto questa cassa senza fermarsi? **Davide Maggi**: Praticamente abbiamo fatto una scelta anche di avere dei prodotti serviti e lì viene fatto un carrello elettronico, quindi quando uno acquista il nostro negozio anche se lì fisicamente gli viene creato un carrello elettronico. Poi sono stati taggati con delle etichette RFID i prodotti in modo tale che quando uno esce i lettori leggono tutti i tag e fanno il conto in automatico e se uno ha tockenizzato la carta col sistema XPay di Nexi va in macchina direttamente. **Davide**: Oltre alla modalità di acquisto in negozio avete pensato ad altre modalità di acquisto differenti? **Davide Maggi**: Sì, ovviamente il tradizionale commercio su internet dove permettiamo ai nostri clienti di vedere come può essere un acquisto senza rifiuti, quindi consegnando dei prodotti completamente di plastica e anche la carta è compostabile, quindi è tutto orientato all'ambiente. Inoltre stiamo per mettere in piedi il VivoGreen drive dove uno ordina dal cellulare o dall'ufficio e passa ad una certa hora di tirare il prodotto, lo mettiamo in macchina e se ne va. **Davide**: Quindi tutti i sistemi che di fatto coesistono nell'unica realtà di VivoGreen. Forte di questa seppur ancora breve esperienza, il vostro progetto potrebbe rappresentare un esempio da seguire anche per realtà più grandi, quindi grandi supermercati sia dal punto di vista dell'implementazione tecnologica e quindi da una parte avvantaggiare il cliente facendogli fare meno coda, meno attesa e allo stesso tempo però implementando dei sistemi che permettano di ridurre al minimo l'impatto ambientale di una spesa che è enorme o anche la possibilità di generare la minor quantità di rifiuti possibile. Quindi questo può essere applicato a realtà più grandi o solo in realtà di piccola dimensione può funzionare un sistema di questo tipo? **Davide Maggi**: Dipende tutto dagli investimenti che decidono di fare la grande distribuzione perché la tecnologia è matura e abbiamo trovato produttori che sono in grado di realizzare imballi compostabili e bioderegradabili, hanno un costo leggermente superiore però se colossi decidono di investire in un progetto del genere sono certo che possono imitare tranquillamente di VivoGreen. **Davide**: E avete altri progetti per il futuro delle altre implementazioni? **Davide Maggi**: Sì, per coinvolgere anche i ragazzi del linguistico vorremmo fare degli streaming con dei pub di Londra una settimana quindi parlano in inglese con i loro coetanei, in Berlino, Madrid e Parigi. Inoltre vorremmo realizzare una visualità virtuale del negozio quando è chiuso e quindi permettere di comprare online attraverso dei robot con telecamera a 360° che possono girare nel negozio per mettere l'acquisto. **Davide**: Sì, quindi è nel vostro progetto sia l'aspetto ambientale sia tecnologico ma tutto questo non è fine a se stesso ma è messo a disposizione della comunità che in questo caso gli studenti che lo possono utilizzare come luogo per arricchirsi culturalmente oppure per le persone a distanza che possono fare acquisti, dare mani a loro. Sì, quindi non c'è moto con questa tecnologia che sicuramente non è comune e non si vede tutti i giorni. **Davide Maggi**: Sì, diciamo che parte degli utili se dovessero esserci è previsto che vengono distribuiti come bosso di studio alle scuole perché il nostro è un negozio didattico e verranno i nutrizionisti a tenere lezioni, i cuochi, etc. Quindi si vuole creare un ambiente che non è spersonalizzato come supermercato ma qualcosa che crei una rete, fa piccoli produttori. **Davide**: Un ambiente sociale che arricchisca il tessuto sociale. Va bene, grazie, è un bellissimo progetto e vi auguro buona fortuna e di espandere il più possibile. **Davide Maggi**: Grazie mille, a tutti, salve. #### Conclusione - Timestamp: 15:25 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e41 ## I pericoli e le potenzialità dei deepfake > I deepfake sono una tecnologia di cui ultimamente si sente sempre di più parlare, ma ancora molte persone ignorano, da una parte le [potenzialità](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e27?t=141) e dall’altra l’enorme pericolosità. Ma che cosa sono? Come funzionano? E perché saranno sempre più oggetto di discussione in futuro? E’ proprio quello che cercheremo di capire in questo episodio. Nel consueto spazio dedicato alle notizie invece parleremo [un’iniziativa](https://www.google.com/amp/s/blog.google/outreach-initiatives/accessibility/diva-google-assistant/amp/) di Google per venire incontro alle effettive esigenze dei disabili, di una nuova modalità di attivazione dello [SPID](https://www.spid.gov.it) e infine della tecnologia in ambito alimentare con [Nespresso Vertuo](https://www.nespresso.com/it/it/vertuo-system/?gclsrc=aw.ds&gclid=Cj0KCQjw8fr7BRDSARIsAK0Qqr4N-qGFVm9QqHu-AlMUj5ivsnwqm0IsYdA43AqrlkdRDmbEuENO7DUaAhZZEALw_wcB&gclsrc=aw.ds). - Stagione: 2 - Episodio: 41 - Data di pubblicazione: 2020-10-10 06:45:00 - Durata: 15:12 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e41](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e41) - Episodi correlati: s2e27 - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questo episodio parleremo di deepfake, una tecnologia basata sull'intelligenza artificiale che rappresenta allo stesso tempo un pericolo ma anche una grande opportunità per il mondo multimediale. Prima di passare le notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram, acchiocciola dentro la tecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### L’Intelligenza Artificiale al servizio dei disabili > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:00 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: I servizi di accessibilità presenti sugli smartphone sono quegli strumenti che permettono a persone con certe tipologie di disabilità di vivere la tecnologia in modo pratico e semplice. Tuttavia, i servizi presenti sugli smartphone non sono così completi e semplici da utilizzare e questo ovviamente ha un effetto totalmente opposto a quello voluto. Le persone con disabilità al mondo sono più di un miliardo, circa il 15% della popolazione mondiale e ognuna di loro necessita di soluzioni uniche e più inclusive possibili. Durante la pandemia poi sembra che il problema del non avere strumenti adeguati sia stato amplificato ulteriormente. Tra distanziamento, quarantena e telelavoro infatti la tecnologia è diventata ancora più rilevante e nessuno può rimanere indietro. Per far fronte a queste lacune, Google ha quindi presentato una serie di strumenti per rendere la vita tecnologica di queste persone più semplice pratica, grazie ancora una volta alle potenzialità messe in campo dall'intelligenza artificiale. Si parte con Lockout, app destinata a persone con disabilità visive. Puntando il telefono in qualsiasi direzione, grazie alla fotocamera, agli algoritmi di machine learning, lo smartphone riconosce ed elenca vocalmente gli elementi principali presenti nella scena. Gli esempi di applicazione sono molteplici, da riconoscere i prodotti al supermercato, agli strumenti di lavoro, al contenuto di un testo, alle banconote ricevute date per i pagamenti, anche se ovviamente in questo caso sarebbe molto più comodo l'utilizzo della carta o del pagamento con smartphone. Per quanto riguarda la navigazione web, invece, su Chrome è ora disponibile uno strumento sempre dedicato a chi ha disabilità visive in grado di riconoscere il contenuto e il testo delle immagini che non presentano descrizioni testuali in grado di essere lette direttamente dai servizi di accessibilità. Google ha pensato anche alle persone con disabilità cognitive e motorie, realizzando DIVA. Questo strumento inventato tra l'altro da un ingegnere Google italiano non è altro che un pulsante fisico in grado di richiamare l'assistente vocale senza l'utilizzo della voce o alternativamente di eseguire azioni predefinite. Per smartphone, invece, è già da tempo presente l'app Action Block, che funziona allo stesso modo di DIVA. Grazie a questo strumento, infatti, è possibile creare sullo smartphone delle scorciatoie in grado di svolgere azioni rapide che normalmente richiederebbero più di un passaggio. Alcuni esempi possono essere la chiamata di un contatto, la riproduzione di un video o la gestione della casa intelligente con luci o altri dispositivi smart integrati con Google Home. Infine, da una collaborazione con Tobii Dynavox, Google ha annunciato delle integrazioni con la comunicazione aumentativa alternativa e lo Snap Core First. Si tratta di un dispositivo dedicato a chi ha difficoltà cognitive e fonetiche, dove sono presenti una serie di pulsanti e simboli per la comunicazione e per creare così frasi più o meno complesse. L'assistente Google ora supporta questo tipo di comunicazione, rendendo così più semplice impartire i classici comandi come gestire dispositivi smart. Strumenti dunque utili, ma che sono solo il primo passo verso la realizzazione di una tecnologia più inclusiva in grado di stare al passo con tutti e di adattarsi per creare una società più equa. #### SPID sarà attivabile anche senza un operatore > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:26 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Il Ministero dell'Innovazione Tecnologica e della Digitalizzazione ha introdotto un nuovo metodo per attivare Speed, il sistema pubblico di identità digitale, che si aggiunge a quelli preesistenti. Quindi oltre all'attivazione di persona negli uffici del gestore oppure via webcam con un operatore, si aggiunge anche l'attivazione online in video e senza un operatore. Per attivare lo Speed in questo ultimo modo, gli utenti devono innanzitutto registrarsi sul sito di un gestore che ha già attivato la nuova modalità. Dopo essersi iscritti sul sito del gestore, l'utente dovrà produrre un video in cui viene mostrato il documento di identità usato, carta di identità, patente o passaporto, e la tessera sanitaria oppure il codice fiscale. Durante il video è necessario leggere il codice ricevuto via SMS o tramite una delle app dei gestori di identità. Infine, per concludere l'operazione bisogna effettuare un bonifico da un conto italiano intestato all'utente per cui bisogna attivare lo Speed, specificando nella causale un codice specifico ricevuto dal gestore. L'importo del bonifico può anche essere di pochi centesimi e viene usato soprattutto come ulteriore elemento di verifica dell'identità. L'idea è di permettere di attivare lo Speed in autonomia, per semplificare un'operazione che soprattutto per gli iscritti IMS è divenuta negli ultimi mesi ancora più importante. #### Con il nuovo set di macchine, Nespresso porta il caffè a livelli mai raggiunti prima > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 05:50 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Per alzare ulteriormente la qualità del proprio caffè, Nespresso ha deciso di rivoluzionare il proprio sistema, introducendo un nuovo set di macchine con le relative capsule in alluminio. Vertuo, questo è il nome della nuova linea, in realtà non andrà a sostituire il sistema tradizionale, bensì andrà ad affiancarsi alle macchinette, che vengono già utilizzate quotidianamente. La tecnologia ideata dall'azienda svizzera viene definita Centrifusion e come si può dedurre dal termine stesso andrà ad estrarre i caffè dalle nuove capsule, unendo il metodo di fusione alla forza centrifuga generata dalla rotazione della capsula. Relativamente a quest'ultimo passaggio, Nespresso ha dichiarato che per ottenere una cremosità maggiore le nuove macchine saranno in grado di estrarre il caffè facendo ruotare la capsula fino a 7000 giri al minuto. Inoltre, l'altra novità sul quale si erge il nuovo processo di estrazione è l'automatizzazione. Per comporre il caffè selezionato le nuove macchinette ideate da Nespresso, grazie a dei lettori ottici, andranno a leggere un codice a barre che indicherà al sistema stesso quali parametri devono essere impiegati per arrivare a tale miscela. Per quanto concerne i prezzi, le due nuove macchine costeranno 149 e 169 euro, mentre le relative capsule Vertuo andranno da 40 fino a 69 centesimi. Colloro che hanno già assaggiato il caffè prodotto con questo nuovo metodo sono convinti che la qualità e la quantità della schiuma sarà il pregio principale su cui punterà Vertuo dal momento che nessun'altra macchina attualmente in commercio è in grado di produrre un caffè con caratteristiche simili. #### I pericoli e le potenzialità dei deepfake > - Timestamp: 07:43 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Cinema, Intelligenza Artificiale, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: I deepfakes sono un tema molto delicato di cui ultimamente si sente sempre più parlare, ma di cui ancora molte persone ignorano da una parte le potenzialità, ma dall'altra anche le norme pericolosità che questa tecnologia porta con sé. Ma che cosa sono i deepfakes, come funzionano e perché saranno sempre più oggetto di discussione in futuro? Andiamo con ordine. Normalmente i cosiddetti fake non sono altro che immagini o video non originali in cui i vari elementi vengono modificati. Un esempio possono essere scene di un film realizzato in computer grafica o attori il cui volto viene modificato, invecchiato o sostituito con un altro. Per realizzare un risultato il più realistico possibile ovviamente servono le conoscenze e gli strumenti adatti ed è proprio qui che si inseriscono i deepfake. Grazie al deep learning, una delle sottocategorie dell'intelligenza artificiale, si possono infatti ottenere dei risultati simili a quelli professionali, a basso costo e con un semplice computer. A fare il per così dire lavoro sporco infatti sarà proprio l'intelligenza artificiale che presi un video base e una serie di immagini andrà a sostituire il volto del soggetto con qualsiasi altro volto noi vogliamo. Perché il risultato sia quantomeno discreto ovviamente c'è un prezzo da pagare. Come tutte le applicazioni dell'intelligenza artificiale è necessario che il computer impari cosa deve fare e per fare ciò sono necessari grandi quantità di dati. Più dati forniremo più il deep learning sarà preciso nel riconoscere i soggetti e distinguerli per esempio da altri elementi cosiddetti di rumore come lo sfondo. Non soltanto i video poi ma anche dal punto di vista audio esistono dei software sempre basati sul deep learning in grado di imitare persino la voce del soggetto bersaglio in seguito a un adeguato apprendimento da parte del computer. A livello pratico però per realizzare un buon deepfake il video che farà da base non deve essere troppo articolato o movimentato e sarà necessario avere un buon numero di fotografie del soggetto da sostituire possibilmente simili con sguardi neutri e da diverse angolazioni. Ad oggi poi la risoluzione dei video prodotti non è molto elevata proprio per mascherare alcune imperfezioni o dettagli che potrebbero far riconoscere subito la contraffazione. Queste particolari condizioni fanno in modo che attori, politici e personaggi pubblici in generale dunque siano i principali protagonisti di questi video, in quanto sono disponibili su internet migliaia di loro fotografie adatte proprio a tale scopo e non è un caso quindi che i primi video deepfake siano stati proprio dei contenuti pornografici con protagonisti attori o attrici di hollywood ovviamente senza alcun consenso da parte di questi che si sono trovati a combattere contro video diffamatori e pericolosi per la propria immagine. E proprio qui iniziano i problemi che porta con sé questa tecnologia. Molto spesso i video realizzati in deepfake sono innocui e creati per ridere, ne è un esempio che ha sostituito tutti i personaggi di una scena del film il signore degli anelli con il volto di Nicolas Cage o chi ha realizzato dei video parodistici in cui i politici fanno affermazioni ridicole e palesemente false. Tuttavia proprio in ambito politico un video falso può fare da supporto a migliaia di fake news, rendendole sempre più credibili e manipolando così l'opinione di una grande fetta della popolazione che ripone enorme fiducia nei contributi video e magari distrattamente non si accorge dei piccoli dettagli che possono far riconoscere un deepfake da un contenuto originale. In una situazione che volendo o no riguarda tutti noi come le prossime elezioni americane dovremmo tutti prestare attenzione a ciò che leggiamo o vediamo sui social. Ad essere in pericolo non è dunque solamente la privacy, la dignità e l'immagine delle persone note, ma anche la sicurezza nazionale e la fiducia nelle istituzioni, messa a repentaglio dalla dilagazione di fake news sempre più convincenti. A rendere i deepfake ancora più pericolosi poi è la completa assenza di software o algoritmi che sappiano riconoscere un contenuto vero da uno falso. Mentre per contenuti testuali è facile confrontare la notizia con le fonti ufficiali, per ottenere un risultato simile con i video saranno necessari ancora numerosi sforzi. Ma i deepfake sono solo un pericolo o possono anche avere applicazioni utili e che potrebbero veramente fare la differenza in certe occasioni? È il caso dell'ambito cinematografico, dove molto numerosi sono i casi in cui devono essere apportate modifiche in post produzione o addirittura cambiare completamente il soggetto, ringiovanirlo o invecchiarlo. Ad oggi per ottenere dei risultati molto spesso discreti sono necessari software avanzati, esperti e un'adeguata potenza di calcolo, che fa lievitare ancora di più i costi di produzione. Pensiamo ad esempio agli ultimi film Disney di Star Wars, dove si è reso necessario inserire scene di personaggi come la principessa Leila, la cui attrice Carrie Fisher è defunta ancora prima delle riprese del film. Il deep learning in questi casi riuscirebbe a produrre un risultato forse addirittura migliore e a un costo notevolmente inferiore, complice anche il fatto che nell'ambito cinematografico sarebbe molto più semplice ottenere dei dati più puliti e dettagliati, in grado di permettere all'intelligenza artificiale di dare il meglio di sé. E la stessa Disney sta investendo molto su questa tecnologia, migliorando l'algoritmo Deep Fake Lab e ottenendo un salto di qualità notevole nella risoluzione e nella qualità dei fotogrammi. Notizia che fra l'altro avevamo approfondito nella puntata You First, la cosa diventa digitale e che vi invitiamo a recuperare appena avete finito questa puntata. Per ora i deep fake sono ancora abbastanza riconoscibili da certi dettagli, una bassa risoluzione, alcuni movimenti naturali, sfuocature o imperfezioni soprattutto ai bordi del viso o attorno agli occhi dovrebbero allarmarci a diffidare di ciò che stiamo guardando. Non è da escludere però che nel giro di qualche anno la tecnologia migliori ulteriormente, con software di machine learning sempre più avanzati e che rendano i risultati ad occhio nudo in riconoscibili da contenuti autentici. In questo caso sarà sempre più necessario l'intervento di regolamentazioni apposite e la realizzazione di sistemi in grado di riconoscere la veridicità dei contenuti e ovviamente anche in questo caso l'intelligenza artificiale sarà fondamentale per combattere se stessa. Nel frattempo è nostro dovere rimanere sempre informati e controllare più volte e da più fonti i contenuti in cui ci imbattiamo prima di condividerli e di mettere in potenziale pericolo la nostra libertà. #### Conclusione - Timestamp: 14:20 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e42 ## epiCura: il poliambulatorio digitale e su misura > L’[età media](https://24plus.ilsole24ore.com/art/la-bomba-demografia-perche-l-italia-e-sempre-piu-anziana-ADmv13h) nel nostro Paese è molto alta e c’è già ora, ma ci sarà ancora di più in futuro, la necessità di figure che si occupino di prendersi cura di noi o delle persone a noi vicine. Allo stesso tempo però prenotare in modo tradizionale una visita o una prestazione medica è ancora un procedimento lungo e poco efficiente. Come può la tecnologia semplificare e rendere più performante questo meccanismo? Ne parliamo con [Gianluca Manitto](https://www.dentrolatecnologia.it/gianluca.manitto.html), CEO di [epiCura](https://www.epicuramed.it), una società che ha digitalizzato il sistema di prenotazione e l’erogazione di alcuni servizi sanitari e socio-assistenziali. Nella sezione delle notizie parleremo dell’evento Apple in cui sono stati presentati quattro modelli di [iPhone 12](https://www.apple.com/it/iphone/) e un piccolo smart speaker chiamato [HomePod Mini](https://www.apple.com/homepod-mini/). Vedremo infine Citroën Ami, una citycar elettrica che ha l’intento di reimmaginare la mobilità cittadina. - Stagione: 2 - Episodio: 42 - Data di pubblicazione: 2020-10-17 06:45:00 - Durata: 19:52 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e42](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e42) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Gianluca**: Quello che stiamo facendo è grazie al digitale cercare di creare un'infrastruttura che permetta alle persone di prendersi cura della propria salute, di quella della propria famiglia in maniera semplice, veloce e sostanzialmente sempre disponibile. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Epicura, una società che è riuscita a rendere più efficiente il sistema di prenotazione e di erogazione di alcuni servizi sanitarie e socio assistenziali grazie alla digitalizzazione. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### iPhone 12: il 5G ora è lo standard > - Timestamp: 01:11 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Rete Mobile, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Si è tenuto martedì il secondo evento autunnale di Apple e questa volta sono stati presentati quattro nuovi iPhone. La lineup si divide in iPhone 12 con uno schermo da 6.1 pollici, due fotocamere di cui una grandangolare e finalmente uno schermo OLED. Le stesse caratteristiche sono poi proposte anche per la new entry di quest'anno, iPhone 12 mini, un device nato per soddisfare l'esigenza di una fascia di consumatori che negli ultimi anni si è sempre lamentata delle eccessive dimensioni degli smartphone. Questo telefono infatti è addirittura più piccolo di iPhone SE 2020, ma sfruttando meglio la superficie riesce ad avere uno schermo pari a 5.4 pollici. È stato poi il momento di iPhone 12 Pro e Pro Max, che oltre alle due fotocamere, come nel modello dello scorso anno, includono anche un teleobiettivo e questa volta però anche un sensore LiDAR, già presente su iPad Pro 2020, utile per rendere più rapida la messa a fuoco e facilitare l'utilizzo di strumenti per la realtà aumentata. La dimensione dei due schermi è di 6.1 e 6.7 pollici. Un aspetto che accomuna tutti e quattro gli smartphone oltre al nuovo design squadrato e finalmente anche le nuove antenne 5G, che daranno una forte spinta alla quinta generazione della rete mobile, è MagSafe, un magnete posizionato nella parte posteriore del telefono e che permetterà l'implementazione di svariati accessori. Per quanto riguarda i prezzi si parte da 839 euro per iPhone 12 mini fino a 1289 euro per iPhone 12 Pro Max. All'inizio della presentazione è stato anche mostrato HomePod Mini, uno smart speaker con integrato Siri e in grado di interagire con i dispositivi di smart home. Il senso di questo prodotto, per ora non disponibile in Italia e che avrà un prezzo di 99 dollari, è quello di competere con gli altri speaker intelligenti di Google e di Amazon. #### Citroën Ami, la piccola citycar elettrica dalle grafiche personalizzabili > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:07 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Una nuova city car si aggira per le strade di Milano. Si tratta della nuova Citroen Ami, una piccola automobile presentata al pubblico dalla casa automobilistica francese per l'evento Milano design City. La nuova vettura di casa Citroen è stata pensata per un'utenza con un'età superiore ai 14 anni ed è equiparata, per questo motivo, ad un quadriciclo a motore leggero. Il motore elettrico potrà dunque sprigionare una potenza di soli 6 kW, appena sufficienti per portare la vettura alla velocità massima consentita per legge che si aggira intorno ai 45 km all'ora. Gli altri elementi distintivi di questa piccola automobile risiedono principalmente nelle ristrette dimensioni e nel suo eccentrico design, peraltro modificabile grazie a quattro kit di accessori e due ulteriori pack che includono anche degli adesivi da applicare sulle fiancate. Con infine un'autonomia leggermente superiore a 70 km, questa nuova auto può essere considerata una valida alternativa sia sostenibile ma anche economica ai più comuni mezzi di trasporto. Ami sarà disponibile a partire da 5.500 euro. #### epiCura: il poliambulatorio digitale e su misura > - Timestamp: 04:31 - Autori: epiCura, Gianluca Manitto, Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione, Medicina - Tipologia: Intervista **Davide**: Viviamo in un paese in cui l'età media è molto alta e dove c'è già ora, ma ci sarà ancora di più in futuro, grande bisogno di persone che si occupino di prendersi cura di noi o delle persone a noi vicine. E visto che il nostro obiettivo è quello di sottolineare dove la tecnologia può correrci in aiuto, oggi parleremo con Gianluca Manitto, amministratore delegato di Epicura, di un esempio di implementazione dell'aspetto tech nel mondo della sanità. Benvenuto Gianluca. **Gianluca**: Ciao Davide, grazie mille. **Davide**: E che cos'è Epicura e a chi sono rivolti i servizi che fornite? **Gianluca**: Epicura è quello che ci piace definire il primo poliambulatorio digitale in Italia, quindi offriamo e siamo specializzati nell'organizzazione, nella gestione, nell'erogazione di servizi sanitari e socio-assistenziali con un grosso focus sul domicilio e sul segmento di pazienti over 65. Quindi abbiamo una piattaforma digitale che permette di prenotare in maniera estremamente semplice diverse tipologie di servizi sanitari e socio-assistenziali e di riceverli direttamente a domicilio dove si preferisce, sette giorni su sette senza assolutamente nessuna lista di attesa. **Davide**: E cosa significa prenotare una prestazione con Epicura, sia per quanto riguarda la parte del cliente, sia per quanto riguarda il professionista che dovrà poi svolgere tale prestazione? **Gianluca**: Allora sostanzialmente quello che abbiamo fatto è ribaltare il modello classico di prenotazione ed è questo uno dei motivi per cui riusciamo a garantire dei tempi di accessibilità così rapidi. Quindi sostanzialmente quello che succede è che il paziente può prenotare attraverso Epicura sia tramite la classica piattaforma digitale, desktop, mobile o anche attraverso un numero verde gratuito, sette giorni su sette. Quindi qualunque sia la scelta che opera, che fa, l'unica cosa che deve fare è indicare di quale tipo di servizio ha bisogno, dove ha bisogno, ha piacere di ricevere l'intervento, in che giorno e in quale fascia oraria preferisce riceverlo. Questa è un'altra delle cose che diamo la disponibilità di fare. Sostanzialmente non siamo noi ad imporre il giorno e l'orario di disponibilità, ma è il paziente che ci dice quando, dove ne ha bisogno e noi che ci adattiamo alle sue di disponibilità. Una volta, insomma, indicato questi dettagli, si procede con il pagamento della prenotazione, quindi della prestazione tramite carta, dopodiché la piattaforma invia automaticamente questa richiesta ai professionisti e qualche minuto dopo si riceve conferma di prenotazione avvenuta. Semplicemente si viene, diciamo, a conoscenza di quale sarà il professionista che ha preso in carico la prestazione e che verrà a domicilio per effettuare l'intervento. Si riceve conferma del giorno e dell'orario e sostanzialmente quello che si deve fare è finito. Quindi in pochissimi minuti si prenota all'orario indicato, nel giorno indicato, il professionista scelto arriverà alla porta, suonerà il citofono ed eseguirà la prestazione. **Davide**: Quindi avete semplificato la possibilità di programmare una visita dando maggiore elasticità al cliente finale che potrà richiedere la prestazione a casa oppure in strutture sanitarie, giusto? **Gianluca**: Assolutamente sì. Noi diciamo che la grossa parte degli interventi li eseguiamo a domicilio, ma operiamo anche in strutture alberghiere, in case di riposo, facciamo notti di assistenza a persone anziane o malate in ospedale, quindi assolutamente flessibili nella modalità e nei tempi e nel luogo di erogazione e, come dicevi bene tu, abbiamo semplificato l'accesso e l'utilizzo di queste tipologie di prestazioni. **Davide**: Prima del vostro arrivo sul mercato, che cosa c'era? Perché avete deciso di investire come start-upper proprio in questo settore? **Gianluca**: Allora, quello che dico sempre è che noi non stiamo facendo un'innovazione di prodotto, ma stiamo facendo un'innovazione di processo, quindi non ci siamo inventati niente, i servizi che eroghiamo sono sempre esistiti, ma noi stiamo lavorando grazie al digitale sul processo di accesso a questi tipologie di servizi per renderli, come dicevamo prima, più semplici, più immediati, più veloci e più flessibili. Il mercato ad oggi è un mercato in Italia estremamente frammentato, un mercato dominato da piccoli player locali che non sfruttano il digitale e che quindi soffrono dei tipici problemi dei player destrutturati, quindi poca flessibilità, sono chiusi il sabato domenica, fanno pausa pranzo due ore, hanno liste di attesa di giorni, se non settimane, non fanno interventi domiciliari e quindi siamo sempre il paziente a dover prendere la macchina, il pullman a farsi accompagnare, dover andare nello studio medico, aspettare magari mezz'ora in sala d'attesa per poi avere e ricevere l'intervento. Peraltro, con un particolar focus sull'assistenza domiciliare che è il nostro core business ed è anche il mercato in termini numerici più interessante, più in crescita, anche qua l'offerta dedicata agli anziani è sicuramente molto molto destrutturata, Stime e dati di ricerche dicono che il 50% oggi degli anziani over 65 che necessitano di assistenza fa fatica a trovare una soluzione che sia adatti alle loro esigenze, proprio perché ci sono tanti piccoli player molto tradizionali, molto destrutturati che diciamo non rendono così semplice l'accesso a queste tipologie di prestazioni, quindi quello che stiamo facendo è grazie al digitale cercare di creare un'infrastruttura che permetta alle persone di prendersi cura della propria salute, di quella della propria famiglia, dei propri cari, dei propri genitori anziani in maniera semplice, veloce e sostanzialmente sempre disponibile. **Davide**: Sì citavi questi player locali invece voi siete distribuiti diciamo così su tutto il suolo nazionale in determinate città, giusto? **Gianluca**: Noi abbiamo diciamo alcuni servizi in particolare modo tutto il servizio di videoconsulto teleconsulto quindi la classica telemedicina e tutti i servizi di assistenza a lungo termine per anziani malattisabili sono disponibili già oggi su tutto il territorio nazionale per quello che riguarda i servizi sanitari e insomma le classiche visite mediche, interventi fisioterapici, infermieri, psicologi e tutti i servizi che richiedono chiaramente la presenza fisica della persona e quindi una rete di professori sulla città. Oggi siamo attivi su 10 città italiane più o meno distribuite tra nord a sud, più o meno le 10 principali quindi sicuramente Torino, Roma, Milano, Bologna, Firenze, abbiamo anche Catania, Napoli, Verona, Assolutamente brescia. **Davide**: E cambiando argomento che impatto ha avuto questa pandemia sui servizi che fornite o viceversa che apporto che aiuto è riuscita a dare Epicura per questa situazione? **Gianluca**: Devo dire che chiaramente in una situazione molto molto difficile dal punto di vista business per noi è stato positivo, nel senso che diverse strutture poliambulatori, studi medici hanno chiuso, noi siamo riusciti avendo una rete molto capillare e molto ben distribuita a rimanere attivi quindi il nostro servizio è rimasto attivo in maniera regolare 7 giorni su 7 e devo dirti che a livello di volumi sicuramente le richieste sono aumentate e questo periodo ha fatto rendere conto alle persone sicuramente che il digitale offre una serie di vantaggi che invece le strutture tradizionali non riescono a garantire quindi siamo cresciuti soprattutto per quello che riguarda i servizi diciamo urgenti e che i poliambulatori e i vari professionisti sul territorio singoli non riuscivano a derogare visite mediche, interventi infermieristici a domicilio e tutto il segmento dell'assistenza domiciliare ha sicuramente fatto un salto in avanti. **Davide**: Sì diciamo che quindi il vostro apporto è stato fondamentale per quelle persone che per forza di cose erano chiuse in casa e necessitavano comunque ovviamente di interventi sanitari. **Gianluca**: Assolutamente sì. **Davide**: E come dicevo prima voi siete degli startup, perciò avete creato Epicura una startup, quanto è difficile oggi in Italia creare una startup poi in questo caso specifico nel settore socio sanitario ma più in generale quanto è difficile creare una startup da zero? **Gianluca**: Circoscrivere a qualche difficoltà è chiaramente molto molto difficile devo dirti che da una parte è una sfida meravigliosa, è un percorso stupendo quello che stiamo facendo e dall'altra non ti nego che sia tutt'altro che facile. Quindi sicuramente la burocrazia italiana non aiuta nel senso che soprattutto in un settore come il nostro quindi quello della salute e dell'assistenza molto molto normato anche giustamente però riuscire a districarsi tra la burocrazia per riuscire a fare le cose nella maniera corretta, inquadrarsi nella maniera corretta, offrire tutte le garanzie ai nostri pazienti devo dire che non è stato semplice e poi sicuramente chi fa in presa come la stiamo facendo noi ha bisogno di un accesso a dei capitali inevitabilmente perché per crescere a questa velocità e per costruire quello che stiamo costruendo a questa velocità è necessario avere accesso a dei fondi e a degli investitori che credono nel progetto e lo finanziano puntando su di noi ce la stiamo facendo devo dire per adesso noi ad oggi abbiamo raccolto più di 3 milioni di euro stiamo costruendo un altro round che prevediamo di chiudere nei prossimi mesi, però quello è sicuramente uno scoglio che chiunque voglia fare questo tipo di percorso deve affrontare e superare, nel senso che poi effettivamente i soldi in questo caso sono estremamente necessari e sicuramente non è semplice raccoglierli, quindi c'è tanto lavoro dietro di preparazione e giustamente gli investitori che decidono investire determinate cifre in realtà giovani richiedono un impegno, una conoscenza del mercato e anche dei risultati che bisogna portare. **Davide**: E all'estero sarebbe stato più facile secondo te creare una realtà di questo tipo? **Gianluca**: Ma questo non lo so e non vorrei pronunciarmi nel senso che poi sarebbero relazioni, è la prima volta che l'ho fatto in Italia sicuramente so che all'estero a livello legale fiscale burocratico è leggermente più semplice quindi è un po più snello il processo e da quel punto di vista si è un pochettino più tutelati mettiamola così anche se non voglio esagerare. Per quello che riguarda l'altro vantaggio che ha l'estero rispetto all'Italia è sicuramente l'accesso ai fondi quindi gli investitori esteri non parlo solo di quelli americani ma parlo anche di quelli asiatici, quelli inglesi, spagnoli e francesi investono decisamente di più anche perché lo Stato supporta maggiormente queste tipologie di investitori e supporta maggiormente il tessuto e l'ecosistema delle startup quindi gli investimenti non solo sono di più ma sono proprio di tagli ed importi maggiori quindi investono in più startup e in quelle che investono molti più soldi quindi è chiaro che crescere ed espandersi diventa un processo più veloce. L'Italia però ha altri vantaggi quindi sicuramente c'è meno competizione mentre invece in un paese come l'Inghilterra, la Spagna o gli Stati Uniti ci sono già delle realtà che stanno facendo da anni quello che stiamo facendo noi mentre in Italia devo dirti che ad oggi siamo abbastanza un unicum in questo settore. **Davide**: Sì avete colmato un vuoto che c'era da un punto di vista digitale nel settore. **Gianluca**: Esatto quello che funziona sempre in Italia non l'ho detto io ma è una cosa che dicono imprenditori molto più avanti e bravi di me è che uno dei vantaggi di fare imprese in Italia è che si può copiare dall'estero che non è tanto voglio dirti non è tanto diverso da quello che in parte abbiamo fatto nel senso che quando siamo partiti avevamo un'idea abbiamo guardato quello che stava funzionando in Inghilterra in Francia negli Stati Uniti abbiamo visto che in Italia quello questa cosa non c'era e abbiamo detto ok se la funziona probabilmente entro qualche anno sarà e potrebbe funzionare anche qua quindi questo è uno dei vantaggi che sicuramente si hanno. **Davide**: Quindi la vostra scelta un po per rifarmi alla domanda che ti facevo prima è stata un po anche spinta dal fatto che in questo settore non ci fosse nessun altro. **Gianluca**: Assolutamente sì assolutamente non sto dicendo che non c'è nessuno anzi ci sono tantissime realtà che stanno facendo bene in questo settore ma diciamo che il percorso che stiamo facendo noi quindi con questa realtà che abbraccia diverse tipologie di servizi che si espande molto velocemente utilizza il digitale nel modo in cui lo usiamo noi ad oggi siamo gli unici a farlo gli unici a farlo in Italia perlomeno. **Davide**: E tornando nello specifico al settore di cui vi occupate quindi ai servizi che fornite avete in mente altri progetti per il futuro di espandervi in nuove città o perché no anche all'estero. **Gianluca**: Assolutamente sì allora diciamo che il focus poi le cose in corsa possono sicuramente cambiare però sicuramente per i prossimi due anni almeno vogliamo rimanere in Italia c'è tanto da fare qui peraltro ci sono tante persone che hanno bisogno di questi servizi e quindi è sicuramente interessante per noi una volta che siamo partiti in Italia cercare di penetrare maggiormente il mercato italiano non solo nelle città principali ma anche nei comuni più piccolini l'idea è di riuscire a raggiungere almeno una trentina di città nel giro del 2021 e poi di spandersi ulteriormente nel 2022 per fine 2022 da piano e ripeto qua poi può cambiare l'idea sicuramente di provare ad aggredire un paese estero cioè non sappiamo ancora quale non sappiamo ancora esattamente quando però quello che sappiamo è che già da circa tre anni fa quando siamo partiti avevamo in mente questo e stiamo costruendo un qualcosa che è sicuramente replicabile e scalabile in altri paesi europei. **Davide**: Va bene, grazie Gianluca per questo intervento, alla prossima. **Gianluca**: Grazie a te Davide, grazie a voi. #### Conclusione - Timestamp: 19:00 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e43 ## La democrazia in pericolo, tra voto elettronico e fake news > Con le [elezioni presidenziali americane](https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_presidenziali_negli_Stati_Uniti_d%27America_del_2020) ormai imminenti, ci è sembrato opportuno sollevare il tema del voto elettronico. Non sempre, infatti, la tecnologia è la soluzione, o per lo meno la miglior soluzione al momento. Il voto in generale, perché un sistema democratico possa resistere, deve essere anonimo e sicuro. Il voto elettronico può garantire queste certezze? Il sistema elettorale tradizionale è invece totalmente sicuro? Per rispondere a queste domande è tornato a trovarci [Andrea Rigoni](https://www.dentrolatecnologia.it/andrea.rigoni.html), esperto di rischi collegati alla [cyber security](https://it.wikipedia.org/wiki/Sicurezza_informatica). Nella sezione dedicata alle notizie parleremo di [Enel X Pay](https://pay.enelx.com/), il nuovo servizio di pagamento di Enel X e infine dell’incredibile missione della sonda [OSIRIS-REx](https://it.wikipedia.org/wiki/OSIRIS-REx). - Stagione: 2 - Episodio: 43 - Data di pubblicazione: 2020-10-24 06:45:00 - Durata: 20:47 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e43](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e43) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Andrea**: Il voto elettronico, in particolare quello che vede l'automazione all'interno del seggio, non va evitato. Ci sono delle altre minacce che possono colpire il sistema di voto usando il canale digitale, ma senza andare a colpire la parte di raccolta del voto, ma quella che c'è prima. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di elezioni, o meglio cercheremo di capire quali sono le criticità e perché no i vantaggi legati al voto elettronico. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Enel X Pay: il conto per le spese e per caricare l’auto > - Timestamp: 01:13 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana abbiamo partecipato alla conferenza stampa di Enel X, società del gruppo Enel che debutta nel settore dei servizi di mobile banking con Enel X Pay, il conto corrente online di Enel X Financial Services che consente di effettuare i pagamenti, di avere una carta digitale o fisica e di tenere sotto controllo i movimenti e le spese non solo proprie ma anche degli altri membri della famiglia. Questo perché da una parte permette di pagare tasse e tributi delle pubbliche amministrazioni aderenti al circuito PagoPA e dall'altra fornisce per i figli da 11 a 18 anni la possibilità di attivare e monitorare un conto con annessa carta prepagata per acquisti online e trasferimento di denaro. Con Enel X Pay è infine possibile pagare le bollette e la carica delle auto elettriche nelle infrastrutture del circuito Abject, la joint venture di mobilità elettrica a cui partecipano ad esempio il gruppo BMW, Bosch, Mercedes-Benz, il gruppo Volkswagen e ovviamente Enel X e che vanta a 250.000 punti di ricarica interoperabili in tutto il mondo. Lo scorso mercoledì la sonda statunitense Osiris-Rex ha finalmente portato a termine la prima parte del suo scopo primario, prelevare alcuni campioni sulla superficie di un asteroide. #### OSIRIS-REx ha prelevato dei campioni a 320 milioni di Km da noi > Fonte: ilPost.it - Timestamp: 02:20 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Bannon, questo è il nome del corpo celeste scelto per il campionamento, si trova a 320 milioni di chilometri di distanza dalla Terra e fa parte del noto complesso di asteroidi Apollo. Per riuscire nell'impresa la sonda spaziale si è dovuta avvicinare all'asteroide uscendo dalla sua orbita polare. Una volta arrivata nei pressi della superficie ha rilasciato un braccio robotico che si è appoggiato sul suolo per solamente cinque secondi. Dopo infine questo breve lasso di tempo che ha permesso l'aspirazione del materiale celeste, la sonda si è dovuta allontanare rapidamente dalla superficie per evitare possibili collisioni con frammenti sollevati nella fase di raccolta. Se l'ultima fase, quella di rientro, verrà senza intoppi, il 24 settembre 2023 i ricercatori potranno analizzare il materiale celeste prelevato questa settimana. #### La democrazia in pericolo, tra voto elettronico e fake news > - Timestamp: 03:39 - Autori: Andrea Rigoni, Davide Fasoli - Argomenti: Sicurezza, Social - Tipologia: Intervista **Davide**: Con le elezioni presidenziali americane ormai eminenti vogliamo cogliere l'occasione per parlare di voto elettronico, un tema molto attuale su cui è importante fare chiarezza perché non sempre la tecnologia è la soluzione. Il voto in generale, perché un sistema democratico possa resistere, deve essere anonimo e sicuro. Il voto elettronico può garantire queste certezze? Per rispondere a questa domanda è tornato a trovarci Andrea Rigoni, esperto di rischi collegati alla cyber security. Bentornato Andrea. **Andrea**: Buongiorno a te, grazie di avermi invitato nuovamente e buongiorno a tutti gli ascoltatori di INSiDER - Dentro la Tecnologia. **Davide**: Io direi di partire dalle basi, cioè ci spieghi che cosa intendiamo quando parliamo di voto elettronico? **Andrea**: Allora, quando parliamo di voto elettronico sostanzialmente abbiamo due tipologie di approcci di conseguenza di tecnologie. Il primo riguarda il seggio elettronico, quindi una tecnologia che viene installata all'interno del seggio fisico e che sostituisce la scheda elettorale, la penna e l'urna di raccolta del voto. La seconda tipologia invece è il voto online. Sono le stesse identiche funzioni che però vengono portate su un dispositivo del cliente, lo smartphone. Allora, hanno due usi molto diversi. Il primo porta un beneficio esclusivamente in velocizzare la conta dei voti e ridurre gli errori nella conta dei voti. Quindi io so qualche ora prima il risultato, però l'elettore si deve comunque arrecare in un seggio e faccio leva su tutto quello che è la sicurezza data dall'ambiente fisico. Nel secondo caso io ho un vantaggio enorme, quella di poter permettere di votare a persone che hanno anche un'impossibilità di recarsi al seggio, lavorando proprio su uno degli elementi che ultimamente affligge i governi, che è quello di una carenza delle affluenze, aprendo però una serie di problemi che non sono solo di ordine tecnologico. Partiamo dalla tecnologia. Allora, la ballot machine, quella che viene installata all'interno del seggio, è una macchina dedicata, studiata esclusivamente per quell'uso, testata lungamente da un punto di vista di security e gestita tutto sommato in un ambiente controllato. I seggi sono protetti dal personale del seggio, da un presidente del seggio che ha una responsabilità personale, è presidiato 24 ore su 24 dalle forze dell'ordine. Un'applicazione online, invece, su un browser o su un telefonino, si trova su un ambiente innanzitutto aperto, pensato per comunicare nella maniera più aperta e disponibile possibile, cioè di fatto l'esatto contrario dell'ambiente del seggio, quindi un ambiente molto difficile da controllare da un punto di vista di sicurezza e molto esposto alle vulnerabilità. Detto questo, questa è una sfida tecnologica, c'è invece un problema gigantesco di fondo che è, diciamo, di approccio e di processo, il tema che io posso garantire anche la verifica di un'identità del cittadino quando è da remoto e anche questa è comunque una sfida non banale, nel senso che la maggior parte dei cittadini oggi, anche in quei paesi che hanno adottato sistemi forti di entità tipo l'Estonia, non c'è un'integrazione nativa, per esempio, con un riconoscimento facciale certificato dal governo. Detto questo, il problema più grosso è che quando io voto da casa mi posso prestare molto facilmente al voto di scambio, ovvero sono in grado di dimostrare il mio voto a chi me l'ha comprato e questo in paesi in particolare, come in Italia, è un problema enorme. Questo esiste comunque in qualsiasi paese, compresi gli Stati Uniti che sono insomma il prossimo paese che sia prestato a un'elezione così importante. **Davide**: E ipotizzando che il voto sia segreto, non c'è comunque il rischio che venga associato dall'azienda o dallo Stato ad una persona specifica? Ovvero che ci sia la possibilità magari non oggi ma in futuro, che qualcuno possa risalire a che cosa abbiamo votato in una determinata elezione? **Andrea**: Il punto è esattamente questo, cioè io posso garantire da un punto di vista tecnologico la segretezza del voto, cioè ipotizzando il voto online, perché è quello che presenta i problemi maggiori. Dal momento in cui io tocco lo schermo ed esprimo il mio voto, il nome, un partito, un sì, un no, io da un punto di vista di tecnologia e di sistemi di controllo, posso dare un elevatissimo grado di protezione della segretezza di quel voto. Il problema è che quel voto avviene in un ambiente dove non ho controllo e quindi non posso garantire lo stesso livello di sicurezza. Io non posso sapere se in quel momento in stanza con il cittadino che sta esprimendo il voto, con l'elettore, non ci sia qualcun altro interessato a sapere per chi sto votando. Questo nel seggio fisico viene garantito con la sicurezza fisica, con la cabina elettorale che è opportunamente schermata, col fatto che all'interno del seggio non ci possono essere più di un tot di persone, che non ci si può entrare senza essere stati riconosciuti prima, evidentemente quando lo faccio online, tutto questo non lo posso garantire. Questo è purtroppo un problema. Ad oggi non dico insormontabile perché poi potrebbero esserci in futuro delle tecnologie ulteriori che ci aiutano. Provo ad immaginare, non faccio il futurologo, ma viene facile fare qualche elucubrazione. Per esempio io potrei avere una tecnologia all'interno del mio device che fa uno scanning della stanza e mi certifica che io sia da solo nella stanza, oppure se vi siano o meno in quel momento delle tecnologie di tracciatura. E una telecamera che sta riprendendo quello che sto toccando, che gli ascoltatori ben sanno è un po il problema con i seggi fisici dove è vietato portarsi il telefonino per riprendere il proprio voto, non perché ci sia qualcosa di male nel fatto di pubblicare su Twitter un voto, ma è proprio il tema che dicevamo prima del voto di scambio. Questo è il problema che ad oggi e ancora per parecchio a mio avviso è insormontabile. **Davide**: E secondo te possono esistere delle soluzioni alternative come ad esempio la blockchain che quindi attraverso magari un sistema decentralizzato, ne avevamo parlato la scorsa volta per quanto riguarda i Moony, l'applicazione per il contact tracing, ma potrebbe essere applicata una simile tecnologia per garantire maggiore sicurezza al voto elettronico. **Andrea**: Allora soluzioni alternative tecnologiche esistono, però non risolvono il problema a monte, il problema di processo che esula dalla gestione del dato di voto e della sua trasmissione. Quindi sì ci sono delle tecnologie che possono eventualmente aiutare, però devo dire che già oggi le soluzioni adottate che non si basano su blockchain sono comunque da quel punto di vista altamente sicure. Il vero tema è come spiegavo prima la sicurezza che sta al di fuori e quindi è una sicurezza di processo che richiede tecnologie che però oggi non esistono. Per quanto riguarda la blockchain, io temo che ci sia un fenomeno per tentare di trovare problemi a cui la blockchain possa essere una soluzione. Blockchain è nata per fare moneta virtuale, digital currency, ha avuto un successo su questo perché è stata disegnata bene per quell'uso, blockchain non è la soluzione a tanti dei problemi che in questo momento vedono blockchain una come delle possibili soluzioni e infatti nonostante la grande diffusione di bitcoin, soluzioni alternative basate su blockchain oggi sono più degli esperimenti, quasi degli esercizi di marketing per dimostrare che può essere utilizzata più che una vera soluzione. Ogni problema richiede uno sforzo intellettuale, ingegneristico, tecnologico per sviluppare una soluzione ad hoc che non è necessariamente un sistema a distributed ledger, in particolare in questo caso del voto il problema che è legato alla raccolta del trattamento del dato non richiede il fatto di non disporre di un ente centralizzato, anche perché il voto è gestito da un governo, è tutelato, è garantito da un governo e da tutte le sue misure di sicurezza quindi il concetto è in antitesi, cosa molto diversa è quando si è pensato a delle monete virtuali che potessero esistere pur in assenza di enti centrali riconosciuti. **Davide**: Quindi abbiamo visto finora che cos'è il voto elettronico e la domanda adesso mi sorge spontanea e cioè se evitiamo il voto elettronico avremo la certezza di elezioni sicure o esisteranno o magari esistono già ora delle ulteriori minacce che colpiscono il tema legato alle elezioni? **Andrea**: Il voto elettronico in particolare quello che vede l'automazione all'interno del seggio non va evitato come spiegavo prima è un livello di sicurezza oggi del tutto analogo anzi può offrire delle garanzie migliori perché può andare a ridurre una serie di casistiche di modifica del voto quando in particolare ci possono essere schede bianche o schede che vengono caso mai invalidate ci sono delle altre minacce che possono colpire il sistema di voto usando il canale digitale ma senza andare a colpire la parte di raccolta del voto ma quella che c'è prima accennavo al tema del voto di scambio la segretezza del voto, c'è un altro grande dominio di fattore di rischio che è quello di manipolare la decisione dell'elettore fornendogli fondamentalmente delle informazioni sbagliate. Si potrebbe discutere per esempio quanto il voto sul nucleare, il referendum sul voto nucleare, sia stato viziato fortemente dall'incidente di Chernobyl e dell'informazione che ne è stata fatta. Questo vale in qualsiasi espressione di opinione o di voto e purtroppo abbiamo visto che per esempio nelle precedenti elezioni americane sono stati usati digital ballot per fare la raccolta dei voti nei seggi, si temeva un'attività di hacking su quei dispositivi, in realtà l'attività di hacking c'è stata e dimostrata ma sul cervello dell'elettore tramite le fake news, quindi alimentando il processo decisionale con dati non buoni. Questa non è una novità la dottrina di alcuni paesi da un punto di vista di manipolazione dell'informazione o addirittura di quello che cade sotto il nome di psychological operations, le PSYOPs, quindi manovre che sono mirate a lavorare sull'opinione, sulla credenza. Ci sono stati degli attacchi per esempio quelli a danno dell'infrastruttura elettrica ucraina, attacchi cyber che in realtà sono stati affiancati da una manipolazione dell'informazione, cioè l'attacco tecnologico per aver successo aveva bisogno di determinate condizioni, quindi scelte degli operatori di quegli operatori elettrici, gli operatori inteso proprio le persone che lavoravano nel centro di controllo, inducendole a credere di trovarsi in una situazione non di blackout ma di altro genere e quindi invocando una procedura che avrebbe in qualche modo poi spalancato le porte all'attacco tecnologico. La stessa cosa non può, avviene, è avvenuta e continuerà ad avvenire anche sulle elezioni presidenziali, regionali, amministrative, politiche, referendum eccetera eccetera e non solo, pensiamo, l'influenza in scelte molto più banali che sono quelle dell'acquisto di un prodotto, banalmente la pubblicità è un esercizio di questo genere, ma la pubblicità sappiamo è pubblicità quando invece l'informazione viene fatta passare per vera, quando invece fasulla è manipolata esclusivamente per appunto dirottare queste scelte allora lì sì che abbiamo un rischio per le nostre democrazie che è un rischio assolutamente reale e dalle implicazioni enormi, possiamo star certi che le elezioni degli ultimi anni sono state influenzate nel bene e nel male da fenomeni di questo genere, sono fenomeni che richiedono una risposta estremamente decisa e coordinata perché non c'è un singolo paese che può fronteggiarla autonomamente essendoci dietro degli operatori di dimensioni tali da essere paragonabili esistessi a dei governi, proprio per numero, pensate alle piattaforme social, per il numero di utenti e per il tipo di interazione che hanno con gli utenti, possono benissimo essere definiti delle sorte di pseudo-governi. **Davide**: Sì, quindi in realtà anche lo stesso fatto di parlarne forse è un ottimo metodo per dare alle persone che stanno ascoltando e che di tecnologia non si occupano tutti i giorni, però la tecnologia la utilizzano tutti i giorni, degli strumenti che permettano appunto loro di essere più accorte su questi aspetti, quindi già il fatto di averlo sollevato, di aver sollevato questa possibilità permette a chiunque di farci più caso. Va bene, grazie nuovamente Andrea per questa puntata molto ricca di contenuti, molto interessante, ci sentiamo presto, alla prossima. **Andrea**: Grazie a te Davide per questa opportunità e alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 19:55 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e44 ## C’è vita digitale dopo la morte? > Il velocissimo sviluppo tecnologico di cui oggi siamo tutti partecipi, spesso ci fa dimenticare quanto il mondo digitale sia direttamente collegato con quello fisico. Su Facebook ci sono ora decine di milioni di [profili](https://www.facebook.com/help/103897939701143) che appartengono a persone decedute, con foto, video e commenti di qualsiasi natura. In questo episodio parleremo proprio di cosa succede ai nostri account quando moriamo, o meglio, cercheremo di capire insieme all’avvocato [Sveva Antonini](https://www.dentrolatecnologia.it/sveva.antonini.html), cosa va ricompreso nel nostro patrimonio digitale e cosa possiamo fare per rendere il testamento digitale legalmente corretto. Nella sezione delle notizie parleremo della conferma della presenza di grande quantità di [acqua sulla Luna](https://www.nasa.gov/press-release/nasa-s-sofia-discovers-water-on-sunlit-surface-of-moon/) e della [eBike](https://www.serial1.com) di Harley-Davidson. - Stagione: 2 - Episodio: 44 - Data di pubblicazione: 2020-10-31 06:45:00 - Durata: 19:54 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e44](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e44) - Episodi correlati: s2e38 - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi capiremo cos'è il patrimonio digitale e cosa possiamo fare per trasferire in modo corretto tutti i nostri account quando non ci saremo più. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### NASA conferma la presenza di acqua sulla Luna > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana è arrivata da NASA la conferma dell'esistenza di acqua sulla Luna. La scoperta, annunciata in conferenza stampa questo lunedì, è arrivata da SOFIA, un telescopio infrarosso montato su un Boeing 747, grazie al quale è stato possibile individuare delle molecole d'acqua all'interno di un cratere sull'emisfero meridionale della Luna. Ma le buone notizie non finiscono qui. I ricercatori affermano che, nonostante si tratti di quantitativi abbastanza ridotti, l'acqua apparentemente intrappolata nel terreno è più accessibile del previsto. Questa scoperta è rivoluzionaria, dunque non segna solo un traguardo storico per l'astrofisica mondiale, ma diventerà una risorsa fondamentale per la permanenza dell'uomo sulla Luna per le prossime missioni Artemis previste per l'anno 2024. #### La svolta elettrica di Harley Davidson > Fonte: DMove.it - Timestamp: 01:47 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Così come molte aziende automobilistiche si stanno adattando ai cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo della mobilità, proponendo auto elettriche intelligenti, anche Harley Davidson ha deciso di abbracciare il cambiamento, modernizzando il proprio brand e adeguandosi ai canoni che ci accompagneranno nell'immediato futuro. Ha iniziato presentando qualche anno fa delle moto completamente elettriche e sta proseguendo entrando nel mercato delle e-bike, scorporandone la divisione per fondare la compagnia Serial One Cycle Company. La prima bicicletta elettrica presentata si chiama Serial One e si ispira molto al modello della prima motocicletta presentata dall'azienda nel 1903, ma con integrate le più moderne tecnologie, come la cinghia realizzata completamente in carbonio. Serial One tiene comunque un tocco elegante classico, come la sella e le manopole rivestite in pelle. I cavi, le luci e le batterie sono integrate internamente nel telaio, in modo da rendere l'estetica più polita possibile. La scelta del brand insomma ci fa capire ancora una volta come il mercato dei veicoli elettrici si ha sempre più in grande espansione e come non sembri poi così lontano, un futuro completamente alimentato ha energia elettrica. Il forte ma soprattutto velocissimo sviluppo tecnologico di cui oggi siamo tutti partecipi spesso ci fa dimenticare quanto il mondo digitale sia direttamente collegato con quello fisico. #### C’è vita digitale dopo la morte? > - Timestamp: 03:17 - Autori: Sveva Antonini, Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Privacy, Social - Tipologia: Intervista **Davide**: Ma tanto per dare un riferimento, su Facebook ora ci sono decine di milioni di profili che appartengono a persone decedute, con foto, video e commenti di qualsiasi natura. Ma come possiamo tutelare il nostro diritto all'oblio o permettere a qualcuno di gestire la nostra immagine online dopo la morte? Ne parliamo oggi con l'avvocato Sveva Antonini, che avevamo già conosciuto qualche episodio fa in quanto è anche cofondatrice di Tutela Digitale. Bentornata Sveva. **Sveva**: Grazie, ciao Davide, buongiorno. **Davide**: Su questo tema hai tenuto a Barcellona una conferenza all'ordine degli avvocati e quindi ti abbiamo chiesto di venire anche qui a parlarne. Innanzitutto secondo me ha senso capire che cosa è il patrimonio digitale e che cosa va ricompreso in esso. **Sveva**: Allora nel patrimonio digitale si possono comprendere innanzitutto chiaramente tutta la nostra posta elettronica, cioè oggi chiaramente abbiamo non so quanti account su Gmail, Nostro Domini o altri domini, quindi alle volte ce ne si dimentica, però effettivamente se nessuno li chiude, tanto come se una notizia entra sul web e nessuno la toglie, li rimangono. Poi ci sono sicuramente tutte le applicazioni di messaggi, quindi pensano a Instagram, Telegram, Whatsapp, tutto quanto riguarda la messaggeria generale, i vari profili nei social networks, quindi da Facebook, Instagram e tutti gli altri che possono esserci, Twitter, eccetera. Rientrano anche ad esempio le nostre app musicali o quelle per leggere libri, quindi pensa a Spotify, Audible, perché alla fine anche lì convergono i nostri gusti e le nostre scelte. Ci sono poi tutti gli archivi sulla rete, cioè pensa a quanto, io uso Dropbox, Drive dove è collegato comunque a Gmail, a Google, però alla fine ci sono moltissimi archivi che possono essere utilizzati sia per lavoro che personalmente e che sicuramente possono contenere anche tantissimi dati personali, pensare alle stesse foto, magari l'archivio delle foto oggi tantissimi usano Drive e non l'hanno proprio sul telefono o sul dispositivo fisico. Poi ci sono anche dati estremamente interessanti, invece i conti correnti online, pensiamo adesso ci sono i conti correnti online o le conti correnti anche di Bitcoin, che magari sono meno frequenti, però lo saranno magari di più in futuro. Quindi direi questo ben o male è il complessivo del nostro patrimonio digitale che considerando, io penso che ciascuno di noi se fa mente locale, ha un ricco patrimonio digitale, perché tra mail, social network, app, archivi e magari conti correnti online, sicuramente ciascuno di noi anche magari molto giovane ha già un patrimonio digitale di una certa importanza. **Davide**: E che cosa accade a tutti quei profili, quegli account, ma in generale a tutti i dati che ci sono in rete di una persona quando questa se ne va e poi chi decide cosa succede a un profilo quando il suo proprietario muore? **Sveva**: Allora, in linea di massima, diciamo che possiamo rispondere dividendo in due grandi categorie, ovvero se la persona invita il Decuius, come si chiama legalmente parlando, se il Decuius invita, pensa quindi come il Decuius redige testamento e quindi pensa anche e dispone relativamente al suo patrimonio digitale oppure non dispone. Allora, nel caso in cui non disponga, il patrimonio digitale rientra in successione, quindi chiaramente colui che sarà nominato esecutore testamentario del testamento, nel caso in cui ci sia testamento o nel caso in cui invece si tratti di successione legittima, ovvero quando non c'è il testamento, si entra in successione, colui che si occuperà quindi della gestione dei beni del defunto, si dovrà occupare anche del patrimonio digitale. Questo alle volte può anche sfuggire, cioè sicuramente nei momenti in cui c'è di mezzo del danaro, cioè se ci sono dei conti correnti online di cui ovviamente se ne abbia conoscenza, questo sicuramente. Per quanto riguarda invece magari social network e quant'altro è un tema di cui oggi si dibatte moltissimo, in cui ad esempio in Inghilterra sempre di più i soggetti che fanno testamento prevedono anche una parte per il patrimonio digitale, da noi è ancora molto meno sentito, ma andando avanti secondo me sarà lo stesso magari il notaio nei momenti in cui si farà un testamento non olografo, il testamento può essere testamento olografo, ovvero quello che uno fa, prende un pezzo di carta, lo scrive, lo data, lo firma e dispone dei propri beni e quello è un testamento che vale. Il testamento invece era dato da un notaio, ovviamente è un testamento di un'importanza maggiore e allora magari il notaio potrebbe effettivamente dire, ma hai un patrimonio digitale, cosa vuoi fare del tuo patrimonio? Dico questo perché ad esempio sui social network in generale, se tu ci pensi, ci sono tantissimi profili di persone che sono defunte, che sono rimaste lì, che rimangono lì in stand-by, quindi si presume che né le persone ne abbiano disposto, né ci sia stato un notaio che abbia magari posto l'attenzione su questo, né loro abbiano fatto testamento a riguardo. Quindi se non viene disposto nulla dal Decuius, per quanto riguarda sicuramente i conti correnti quant'altro, se ne sa la conoscenza, perché il denaro è quello che sempre interessa poi agli eredi, non voglio dire parenti serpenti, però comunque di solito gli eredi vanno a cercare la massa ereditaria economica, quindi può succedere che colui, che è l'esecutore testamentario, possa avere anche accesso ai profili nei momenti in cui però ci sono le password e quant'altro, nei momenti in cui non ci sono le password, potrà chiedere ai vari social, di solito fornendo documento di identità e un certificato di morte, di poter chiudere l'account, oppure di poter fare la pagina commemorativa, adesso si vedono molto in Facebook soprattutto le pagine commemorative di persone defunte. Altro discorso invece è il caso in cui il soggetto abbia previsto per testamento, quindi come si lasciano veni si può disporre anche per testamento del patrimonio digitale. In quel caso viene nominato, può essere fatto un legato o può essere comunque nominato un esecutore o un amministratore del patrimonio digitale, il quale secondo la volontà del defunto, ad esempio, chiuderà account social, prevederà la pagina commemorativa o meno, perché ad esempio un decuius potrebbe non volere la pagina commemorativa, oppure la potrebbe volere, oppure potrebbe volere una pagina commemorativa con un determinato video di entrata, ad esempio, quindi potrebbero esserci diverse varianti. **Davide**: Invece su Twitter e Instagram è più o meno la stessa cosa? **Sveva**: Sì, su Twitter e Instagram è all'incirca la stessa cosa, nei momenti in cui non ci sia stata una disposizione specifica da parte del decuius si può sia a Instagram che a Twitter inviare un documento di identità dell'utente e il certificato di morte e richiedere la eliminazione. In Twitter non c'è la pagina commemorativa, mentre in Instagram, essendo Instagram e Facebook, è esattamente la stessa cosa. **Davide**: Le persone, per fare un esempio, prendiamo Facebook, sono propense ad attivare questa funzione o preferiscono non farlo? **Sveva**: Allora, diciamo che c'è uno studio che è stato fatto sull'Inghilterra, che è il paese più sensibile per ora, si registra al patrimonio digitale, attento a questo, e si registra un 20% della popolazione inglese, comunque dispone relativamente al proprio patrimonio digitale. In Italia è ancora molto poco sentito, però effettivamente con le pagine commemorative quantomeno il discorso dell'amministratore, magari andare, ripeto, in notaio, ci vogliono i notaio delle nuove generazioni, che effettivamente magari il notaio oggi, un nuovo notaio, si è propositivo e dica ma il tuo patrimonio digitale che cos'è? Anche perché, come dicevamo prima, non sono solamente account, ma possono essere anche conti correnti online, possono essere archivi con ad esempio delle foto, dei video che hanno anche ad esempio un valore economico, quindi anche su quello il notaio dovrebbe, se non lo fa, sarebbe assolutamente consigliabile, nei momenti in cui si redige testamento, disporre anche quello prevedendo tutti gli account con le password di ciascuno e prevedere la persona che se ne deve occupare dando disposizioni su cosa fare di ciascuno di essi. **Davide**: Quindi, per passare a un aspetto più pratico, come dobbiamo scrivere la nostra volontà digitale? Come possiamo rendere il testamento digitale, cioè legalmente corretto? **Sveva**: Allora, sicuramente faccio riferimento al testamento olografo, ovvero senza appunto considerare il testamento invece presso il notaio che ritengo si venga di solito redatto da persone anziane, che si avvicinano magari all'ultima fase della vita, allora vanno dal notaio a redigere il testamento. Durante la vita, chiunque, anch'io lo ho già fatto, anche per qualsiasi genere di bene può prendere tranquilla una carta e penna e scrivere di pugno, si dice, ovvero con la propria grafia, perché è comunque una garanzia della veridicità del testamento che non sia stato scritto da terzi, lo data, lo firma e dispone dei suoi beni tra cui anche appunto il patrimonio digitale. Come dicevo prima, per il patrimonio digitale è sufficiente inserire tutti gli account che si hanno, ogni account devono essere inseriti le password a fianco appunto all'account, deve essere disposto se si vuole pagina commemorativa o meno nei momenti in cui ovviamente il social prevede la pagina commemorativa, abbiamo visto ad esempio Twitter no, devono anche prevedere nel caso in cui ad esempio si parli di archivi online e questi archivi contengano dei beni di un certo valore, come disporre di questi beni, si può anche ad esempio prevedere la cancellazione, magari uno all'interno di un archivio ha le fotografie di una vita in cui rientrano ad esempio anche dei dati privati o dei dati personali, può prevedere ad esempio la cancellazione o eliminazione di determinati archivi privati, personali, perché non si vuole che passino comunque in mano a nessuno. E cosa fondamentale deve ovviamente prevedere chi è l'esecutore di questa volontà, quindi affidare a una persona che nei momenti in cui ci sarà il decesso, il testamento poi si aprirà la successione e verrà chiamata la persona designata dal de cuius per dare atto alla volontà. Quindi poi data e firma leggibile. **Davide**: Quindi ora il testamento è stato scritto correttamente e il web ora è sicuro o ci sono ancora degli aspetti di cui i parenti devono preoccuparsi? **Sveva**: Allora il web, se i parenti proprio vogliono essere completamente tranquilli dovrebbero anche preoccuparsi di che cosa circola sul web relativamente al de cuius. Noi abbiamo avuto casi, come sai ci occupiamo di reputazione online, eliminiamo contenuti lesivi della reputazione di privati agenti della rete e quello che abbiamo fatto in certi casi siamo stati contattati dagli eredi che chiedevano ad esempio di ripulire la reputazione online del padre per dire defunto, in quanto non so, aveva avuto un processo, un vecchio processo ad esempio dieci anni prima in cui magari era stato anche assolto ma ne risultavano ancora le tracce sul web. Questo anche a seguito poi della morte del padre, sia insomma anche per applicare il diritto all'oblio al de cuius e sia anche per non avere problematiche, perché poi purtroppo come sai i problemi di reputazione online non intaccano solo alla persona ma anche i figli o anche i nipoti, a scuola se c'è qualcuno, quanti casi ci capitano del mio figlio ha dei problemi, a scuola lo prendono tutti in giro perché mette sul web questo e viene fuori che il padre ha fatto questo o quest'altro, oppure che è stato indagato eccetera eccetera. **Davide**: Sì e quindi voi dopo questa verifica tramite il vostro servizio link killer, vi occupate di rimuovere i contenuti richiesti appunto dai parenti e fra l'altro per chi ci sta ascoltando, sempre vi invito caldamente a ascoltare o riascoltare la puntata che avevamo fatto la scorsa volta con Sveva e Gabriele, i due co-fondatori di tutela digitale, perché appunto è una puntata altrettanto interessante. Va bene, grazie Sveva per questo tuo intervento, è un argomento anche questo molto importante anche se forse non è facilissimo da trattare perché appunto sono temi abbastanza delicati, però era sicuramente una questione che dovevamo affrontare prima o poi, ti ringrazio, alla prossima. **Sveva**: Grazie a te Davide, alla prossima. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, questa non è una puntata qualsiasi ma è la 52° puntata, quindi significa che INSiDER - Dentro la Tecnologia esce regolarmente da 52 settimane, quindi da un anno. Questo non significa che la seconda stagione sia finita, proseguirà fino alla fine dell'anno, fino a dicembre per poi appunto cominciare la terza stagione nel mese di gennaio, la settimana che segue successivamente. #### Conclusione - Timestamp: 19:02 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e45 ## L’era del turismo spaziale > [Virgin Galactic](https://www.virgingalactic.com), [Blue Origin](https://www.blueorigin.com) e [SpaceX](https://www.spacex.com), che a maggio di quest’anno ha concluso la [storica missione Demo-2](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e22?t=303), stanno sviluppando sistemi di trasporto sempre più avanzati per rendere il volo nello spazio molto più economico e alla portata di molti. D’altra parte l’industria del tempo libero rappresenta per molte nazioni un ingente giro d’affari e mantenere la costante crescita che negli ultimi anni questo settore sta dimostrando, non è un’impresa da poco, anche perché con l’abbassamento generale del prezzo di biglietti aerei, treni e navi tantissime mete una volta irraggiungibili sono ora accessibili a quasi tutti. Potrebbe essere lo spazio la prossima destinazione di milioni di turisti? Nella sezione delle notizie parleremo invece dei 20 anni della [stazione spaziale internazionale](https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_Spaziale_Internazionale), del diverso approccio di Sony e Microsoft per le console next-gen e un avanzatissimo [animatronic](https://it.wikipedia.org/wiki/Animatronica) Disney. - Stagione: 2 - Episodio: 45 - Data di pubblicazione: 2020-11-07 06:45:00 - Durata: 15:02 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e45](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e45) - Episodi correlati: s2e22 - Tag: spazio, stazione spaziale internazionale, compleanno, expedition, nasa,disney,robot,animatronic,microespressioni,androidi ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Ormai viaggi spaziali per gli astronauti sono una routine, ma lo potrebbero diventare anche per le persone comuni come attori o turisti? Lo scopriremo in questo episodio. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### I diversi approcci per le console di nuova generazione > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 00:57 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Ormai il lancio delle console di nuova generazione Xbox Serie S, X e PlayStation 5 è imminente e quindi molti videogiocatori dovranno decidere se preferire il concept proposto da Microsoft o quello proposto da Sony. Sì perché da una parte Microsoft sta puntando verso un futuro in cui l'hardware su cui si gioca quasi non ha importanza, di fatto abbracciando, seppur in modo diverso, una filosofia simile a quella proposta dal cloud gaming. In questo caso infatti siccome la potenza di calcolo necessaria per elaborare la grafica di un gioco viene spostata su dei server lontani da noi, è possibile giocare a qualsiasi titolo o su qualsiasi dispositivo a patto di avere un'ottima connessione a internet. Cloud gaming che fra l'altro Microsoft offre nel suo pacchetto in abbonamento a 15 dollari al mese. Sony, al contrario, si attiene ad un approccio più tradizionale con PS5, permettendo all'utente di giocare solo a giochi esclusivamente progettati per funzionare su queste console e la possibilità di giocare a titoli passati per ora è solo una promessa. #### Il robot di Disney che si muove come un essere umano > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:04 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Quando pensiamo a un robot la prima cosa che ci viene in mente è un essere artificiale, di forma umana, che si sposta con movimenti "scattosi" e poco naturali. E in effetti i robot umanoidi in circolazione hanno tutti questo problema di fondo. Sono troppo riconoscibili, inespressivi e freddi. Ma grazie a Disney potrebbe non essere più così. Un gruppo di ricerca del colosso cinematografico infatti ha sviluppato un sistema per donare ai robot un'interazione più profonda e vicina alla realtà. I test sono stati effettuati su degli animatronics, gli ingegneri Disney hanno lavorato principalmente sul dotare i robot delle micro espressioni facciali, come movimenti legati alla respirazione, lo sbattere delle palpebre e soprattutto il movimento continuo degli occhi, che dà così la sensazione di mantenere e osservare continuamente la scena visiva, seguendo il proprio interlocutore. Infine il robot reagisce anche ai segnali di distrazione distogliendo lo sguardo quando si presenta uno stimolo esterno, come un suono improvviso. Sul canale YouTube di Disney Research Hub è stato pubblicato un video dimostrativo e il risultato è veramente sorprendente. La stazione spaziale internazionale lo scorso 2 novembre ha compiuto vent'anni. #### La Stazione Spaziale Internazionale compie 20 anni > Fonte: Focus.it - Timestamp: 03:14 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Era infatti il 2 novembre dell'anno 2000 quando gli astronauti e cosmonauti della missione Expedition One varcarono per la prima volta il portellone della stazione orbitante. Si tratta dunque di un compleanno riferito alla data di inaugurazione e non di costruzione, che partì ufficialmente ancora nell'autunno del 1998 quando il razzo russo Proton spedì nell'orbita terrestre i primi moduli spaziali. Grazie poi all'aggiunta di nuove componenti e successive rimodulazioni, la ISS è divenuto l'oggetto più grande mai costruito in orbita, simbolo anche della collaborazione internazionale tra Stati Uniti, Russia, Europa, Canada e Giappone. In questi vent'anni per 241 astronauti appartenenti a 19 paesi, la ISS ha rappresentato non solo una seconda casa ma anche un gigantesco laboratorio in cui si sono ottenuti più di 3.000 esperimenti scientifici necessari tra l'altro per migliorare la capacità di sopravvivenza nelle future missioni spaziali. #### L’era del turismo spaziale > - Timestamp: 04:33 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Topic **Davide**: Negli ultimi anni l'industria del tempo libero sta delineando per molte nazioni di tutto il mondo un ingente giro d'affari sia in termini economici ma anche sociali. In un paese come l'Italia, ad esempio, il settore turismo lo scorso anno ha ricoperto il 13% del PIL e perciò rappresenta attualmente una tra le maggiori fonti di guadagno, sia per le casse dello Stato ma anche per quelle dei privati. Mantenere dunque la costante crescita che questo settore sta dimostrando negli ultimi anni non è un'impresa da poco, anche perché con lo sviluppo di nuove tecnologie che hanno consentito un abbassamento generale del prezzo di biglietti aerei, treni o navi, proporre nuove esperienze a un consumatore ormai saturo dell'ennesima vacanza al mare o in montagna sta diventando uno sforzo quasi impossibile. Molte compagnie, per rispondere alla domanda che cosa rimane da visitare se ormai abbiamo già visto tutto, stanno puntando il dito verso il cielo. Da quando iniziarono le prime conquiste spaziali, l'uomo col passare del tempo si è reso conto che esplorare lo spazio non comporta solamente un vantaggio mediatico o militare, ma permette di evolvere conoscenze di natura tecnica e scientifica grazie alle quali un giorno potremmo rispondere a una tra le più grandi domande e l'uomo si sia mai posto, come si è formato l'universo. Ma questa curiosità non ha tormentato, per così dire, solamente astronauti o comunque gli esperti del settore. Anche l'uomo comune, che fino ad ora ha solamente assistito a questi incredibili successi raggiunti dalle più grandi agenzie spaziali, ha avuto conferma che, grazie al progresso tecnologico nel campo dell'industria aerospaziale, addestrarsi e raggiungere poi lo spazio con nuovi veicoli non è poi così rischioso come un tempo. Inizialmente, anche per queste ragioni, l'accesso ai viaggi spaziali era ristretto solamente a professionisti super qualificati, principalmente derivanti dal mondo dell'aviazione militare. In particolare, la selezione del personale statunitense era molto rigida e prevedeva il reclutamento solamente attraverso le migliori università e scuole di volo della US Air Force. Nel corso degli anni, tuttavia, questa pratica è stata in diversi casi aggirata. È già capitato, infatti, che a compiere i viaggi spaziali non fossero astronauti di professione, ma dei comuni civili. Nel 1984, ad esempio, NASA concepì un progetto denominato Teacher in Space per rivitalizzare molta dell'attenzione persa da parte del pubblico verso il programma spaziale che allora ormai aveva concretizzato quasi tutti gli obiettivi prestabiliti. Per riguadagnare interesse da parte dei cittadini, NASA inviò quindi nello spazio due insegnanti che vennero selezionate per partecipare ad un volo in compagnia di veri astronauti. Nel 1986, il progetto arrivò infine al primo volo a bordo dello Space Shuttle Challenger, ma che ebbe tuttavia un tragico epilogo portando alla morte, con l'esplosione del veicolo dopo poco più di un minuto dal lancio a causa di un guasto ad una guarnizione, dell'intero equipaggio dello shuttle. Ma al di là della famosa catastrofe dell'86, NASA riuscì comunque a concludere altre missioni con protagonisti e persone che non facevano parte del programma di addestramento per astronauti, come quella del 1985, con il lancio nello spazio di due deputati che sfruttarono l'occasione per raccogliere fondi dal congresso degli Stati Uniti. Al giorno d'oggi la pratica del viaggio spaziale è maturata ulteriormente. Diverse compagnie come Virgin Galactic, Blue Origin e la stessa SpaceX, che a maggio di quest'anno ha concluso la storica missione Demo-2, stanno sviluppando sistemi di trasporto sempre più avanzati per rendere il volo nello spazio quantomeno paragonabile ad un'adrenalinica vacanza passata sulla Terra. Una tra le compagnie private che più sta investendo nel settore del turismo spaziale è Virgin Galactic. L'obiettivo dell'agenzia fondata dal magnate Richard Branson è quello di riuscire a portare in un'orbita suborbitale fino a sei passeggeri. Per riuscire nell'intento, Virgin Galactic ha sviluppato in questi ultimi 16 anni uno spazio plano suborbitale chiamato SpaceShipTwo, in grado di raggiungere lo spazio in due fasi principali. Nella prima parte del viaggio, il veicolo sarà alimentato da una navetta madre progettata per portarlo ad un'altezza pari a 13 km. Successivamente, una volta sganciata, SpaceShipTwo raggiungerà grazie ad un motore ibrido la meta fissata intorno ai 110 km, e nella quale i passeggeri potranno finalmente contemplare il panorama che astronauti e cosmonauti sono abituati ad ammirare da quasi 60 anni. La scadenza fissata dalla stessa Virgin Galactic è prevista per il primo trimestre del 2021, in cui il fondatore della compagnia testerà in prima persona il percorso suborbitale dello spazio plano, inaugurando così l'era dei viaggi spaziali ad opera di Virgin Galactic. Nonostante la positività della compagnia, è molto probabile che tale data verrà posticipata dal momento che il primo lancio dello spazio plano VSS Unity dalla base californiana, previsto per questo 22 ottobre, è stato rinviato a data da destinarsi. La stessa agenzia di Branson, sul proprio sito internet, ha lasciato intendere che i rinvii dei due lanci di prova previsti per questo autunno sono stati causati dalla recente crisi sanitaria. Ciò ha infatti portato gli ingegneri di Virgin Galactic a riprogettare le aree di lavoro con nuove procedure per imporre il distanziamento sociale all'interno del veicolo. Ovviamente questa eccedenza di tempo permetterà allo staff dei piloti, tra cui l'italiano Nicola Pecile, di poter continuare il periodo di addestramento a terra con il simulatore VSS Eve. Un'altra agenzia privata che sta investendo in questo settore è Blue Origin, fondata da Jeff Bezos ancora nel 2000. Esattamente come Virgin Galactic, uno tra gli obiettivi principali della compagnia fondata dal CEO di Amazon è riuscire a trasportare turisti nello spazio entro i prossimi anni grazie al sistema di volo spaziale New Shepard. Esattamente come SpaceShipTwo, il veicolo di Blue Origin è suddiviso in due stadi principali, entrambi riutilizzabili. Una capsula per l'equipaggio, pressurizzata e in grado di trasportare fino a sei persone, e un razzo ausiliario che Blue Origin chiama Modulo di Propulsione. Attualmente questo sistema di lancio, il cui nome tra ispirazione dal primo astronauta americano Alan Shepard, è arrivato a ben 13 missioni, concluse con successo. L'ultima di queste risale allo scorso 13 ottobre, nella quale Blue Origin è riuscita a trasportare dodici carichi commerciali nello spazio in un profilo suborbitale con altezza massima raggiunta di 107 chilometri. Non appena l'agenzia privata avrà acquisito la piena sicurezza di volo, probabilmente nel 2021, inizierà ad effettuare voli suborbitali anche con equipaggio e passeggeri. Nel frattempo, comunque, Blue Origin non lavorerà solo nel settore turistico. Nel 2019, Jeff Bezos ha annunciato che, relativamente alle missioni Artemis per riportare l'uomo sulla Luna, la compagnia sta sviluppando un Lander che consentirà agli astronauti di arrivare direttamente sulla superficie del satellite, partendo dalla stazione Lunar Gateway, anch'essa in fase di progettazione. NASA non appena avrà ultimato lo Human Landing System, avrà la possibilità di scegliere se utilizzare quello progettato da Blue Origin, quello proposto da Dynetics, oppure la versione adottata per lo sbarco lunare di una Starship di SpaceX. In merito ai viaggi suborbitali, l'ultima agenzia spaziale tra quelle citate ha dichiarato che oltre alla realizzazione della costellazione di Satellite Starlink, entrerà breve anche nel settore del turismo spaziale. Elon Musk, CEO di SpaceX, ha confermato infatti che entro il 2022 la capsula Crew Dragon verrà utilizzata anche per compiere viaggi privati suborbitali, grazie al partner commerciale Space Adventures, già inserito da diversi anni nel settore del turismo spaziale. Un altro progetto molto interessante e allo stesso tempo ambizioso, consisterà nella realizzazione di un film girato interamente nello spazio. Ad annunciarlo è stato lo stesso Jim Bryston, amministratore delegato di NASA, che ha confermato la collaborazione tra NASA, SpaceX e l'attore Tom Cruise. Secondo un calendario molto approssimativo, l'attore dovrebbe partire per la stazione spaziale internazionale già nel prossimo anno. Nel frattempo si spera ovviamente che si faccia avanti una major cinematografica per finanziare il progetto, anche se con questi presupposti le due compagnie spaziali rimangono piuttosto ottimiste per il raggiungimento di questo obiettivo. Dopo questa notizia è arrivata l'ennesima conferma che i viaggi spaziali stanno acquisendo sempre più importanza nel settore privato. Decollare e arrivare su una stazione spaziale orbitante non è mai stato così conveniente nella storia dell'esplorazione spaziale. Persino la storica missione Apollo 11, consacrata nei libri di storia e nell'immaginario collettivo di tutti noi, è costata agli Stati Uniti una cifra che si aggira sui 20 miliardi di dollari. Riproporre al giorno d'oggi un programma simile e a tal prezzo non verrebbe nemmeno considerato. Con le risorse e le tecnologie attuali, invece, ad un costo modesto, si fa per dire, di 250 mila dollari, potremo raggiungere l'orbita terrestre e sicuramente un giorno anche la stessa superficie lunare su cui mise piede Neil Armstrong per la prima volta nella storia nel lontano 21 luglio del 1969. #### Conclusione - Timestamp: 14:10 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e46 ## Gimme5: l’app che incentiva il risparmio > Il mondo finanziario è percepito come complicato e non alla portata di tutti, soprattutto dalle persone più giovani. La tecnologia ha però reso più semplice tanti ambiti della nostra vita e il settore finanziario non rimane escluso. L’esempio che portiamo oggi è quello di [Gimme5](https://gimme5.acomea.it), un salvadanaio digitale, nato in Italia nel 2013, che oggi conta più di 50.000 utenti attivi e che grazie a un sistema ad obiettivi e alla possibilità di investire, incentiva l’utente a risparmiare. Ne parleremo con [Flavio Talarico](https://www.dentrolatecnologia.it/flavio.talarico.html), Product Manager di Gimme5. Nello spazio dedicato alle tech news della settimana parleremo dei primi due esseri umani trasportati grazie a [Hyperloop di Virgin](https://en.wikipedia.org/wiki/Virgin_Hyperloop) e della prima [missione operativa](https://it.wikipedia.org/wiki/SpaceX_Crew-1) con equipaggio di SpaceX. - Stagione: 2 - Episodio: 46 - Data di pubblicazione: 2020-11-14 06:45:00 - Durata: 22:15 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e46](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e46) - Episodi correlati: - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Flavio**: Noi ci piace chiamare il risparmio con Gimme5 un'abitudine virtuosa. Un cliente è libero di scegliere come, quando e dove andare a investire o anche con modalità innovative. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di Gimme5, un'app per risparmiare e investire anche piccole somme di denaro. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### I primi passeggeri a bordo di Virgin Hyperloop > Fonte: DMove.it - Timestamp: 01:04 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Domenica scorsa Virgin Hyperloop ha concluso il suo primo test con passeggeri a bordo. L'obiettivo della compagnia è quello di riuscire a creare una linea ferroviaria ad alta velocità in grado di trasportare passeggeri in capsule a mille chilometri orari. Il test condotto la scorsa settimana ovviamente non ha raggiunto tale velocità. I due passeggeri, dipendenti della compagnia, hanno percorso infatti un breve tratto di 500 metri all'interno della capsula Pegaso, arrivando a una velocità di appena 170 chilometri orari. Nonostante sia trattato del primo storico test per questa nuova tecnologia, Virgin Hyperloop si è ritenuta soddisfatta del risultato finale. Durante il breve tragitto infatti i due passeggeri non hanno provato alcun effetto montagne russe e sono rimasti piuttosto stupiti dalla linearità con cui la capsula ha raggiunto la velocità massima. #### Crew-1: la prima missione operativa di SpaceX > Fonte: Ansa.it - Timestamp: 01:59 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo sei mesi dal lancio della missione Test Demo 2, questa notte alle ore 1.49, SpaceX lancerà dalla piattaforma 39A del Kennedy Space Center in Florida la prima missione operativa che porterà quattro astronauti sulla stazione spaziale internazionale. Il lancio avverrà con il razzo riutilizzabile Falcon 9, con il quale SpaceX sta già costruendo la costellazione di satellite Starlink per la realizzazione di una rete internet a banda larga e a bassa latenza. La missione che partirà questa notte, invece essendo la prima di routine, è stata soprannominata Crew-1 e avrà l'obiettivo di portare tre astronauti in NASA più una partenente all'Agenzia Spaziale giapponese a bordo dell'ISS, nella quale condurranno, nei prossimi sei mesi, test esperimenti scientifici di vario tipo. Se tutto andrà bene come previsto, la capsule arriverà a destinazione alle 10.20 del 15 novembre. #### Gimme5: l'app che incentiva il risparmio > - Timestamp: 03:10 - Autori: Gimme5, Flavio Talarico, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Finanza - Tipologia: Intervista **Davide**: Una buona pianificazione e la costanza nel risparmio sono strumenti essenziali per realizzare piccoli e grandi progetti. Il mondo finanziario è però percepito come complicato e non alla portata di tutti, soprattutto dalle persone più giovani. Come diciamo spesso, però la tecnologia ha reso più semplice tanti ambiti della nostra vita e il settore finanziario non rimane escluso. L'esempio che portiamo oggi è quello di Gimme5, un salvadanaio digitale nato in Italia nel 2013 e che oggi conta più di 50 mila utenti attivi. Per parlarne siamo in compagnia di Flavio Talarico, Product Manager di Gimme5. Benvenuto Flavio. **Flavio**: Buonasera a tutti, grazie dell'invito. **Davide**: Quali sono le criticità del sistema che vi ha spinti a ideare un servizio come Gimme5? **Flavio**: Come prima hai detto nella premessa, a volte il sistema finanziario è percepito come complicato o lontano. Quando abbiamo pensato a Gimme5 abbiamo cercato di abbattere quelle che noi definiamo delle barriere spesso psicologiche ed economiche al settore del risparmio e degli investimenti, in quanto molto spesso si pensa che gli investimenti e il risparmio siano solo alla portata di chi ha grandi capitali o di chi ne ha a disposizione per investire. Sotto questo punto di vista abbiamo cercato di ribaltare questi luoghi comuni, perché pensiamo che in realtà la finanza tramite strumenti come Gimme5 non debba essere vista come un tabù, ma come uno strumento che debba essere utilizzato da tutti per raggiungere i propri obiettivi, che siano grandi o piccoli, ma che appunto sono di tutti quanti. **Davide**: E quindi con Gimme5 permettete sia di avere un salvadanaio, di risparmiare, di mettere da parte del denaro e quindi anche poi di investire lo stesso denaro giusto? **Flavio**: Sì, diciamo che Gimme5 è un salvadanaio digitale che ti aiuta a risparmiare investendo, questo è un po il nostro claim. Sostanzialmente è un app che ti consente di mettere da parte piccole piccolissime cifre a partire appunto da 5 euro, che è proprio nel nostro nome Gimme5, che è un po quello che dicevo prima, andare a ribaltare le barriere economiche all'accesso all'investimento, cioè quelle pensate che chi ha solo grandi capitali, mentre noi appunto mettiamo a disposizione uno strumento che dapprima era sempre riservato proprio a queste tipologie di target, di persone per tutti quanti, quindi con tagli piccolissimi. E cosa facciamo? Abbiamo pensato però di non proporre sul mercato uno dei tanti wallet che ti consentono di spostare la tua liquidità sostanzialmente dal conto corrente a un altro conto salvadanaio statico, ma di renderlo dinamico, di rendere questi risparmi in movimento, per cui questi risparmi che una persona mette da parte in realtà vengono investiti automaticamente e vengono investiti in un prodotto di risparmi, ho pensato appunto per il piccolo risparmiatore, non un prodotto complesso ma un prodotto semplice, non lo dico io ma lo dice la normativa europea e quindi tanca italiana, che è un fondo comune di investimento, che sostanzialmente è una cassa in cui grandi e piccoli risparmiatori, quindi uno strumento sui quali confluiscono i risparmi delle nostre migliaia di utenti, ma così come anche dei grandi investitori che investono nei nostri fondi e che viene gestito in maniera professionale da un team di esperti che tutto il giorno lavora e offre un servizio volto a creare del valore nel tempo. E che è un prodotto di risparmio che viene investito ma con un'ottica di medio lungo periodo perché non è un prodotto speculativo è fatto appositamente per creare come dicevo prima del valore nel tempo. **Davide**: E all'interno del servizio che fornite c'è anche un sistema basato sui degli obiettivi giusto? **Flavio**: Sì diciamo che l'idea di Gimme5, cioè l'approccio di Gimme5 è quello che un po la letteratura finanziaria chiama "goal-based investment" cioè "goal-based investing". Sostanzialmente il cliente mette da parte dei risparmi per appunto dei propri obiettivi, dei propri obiettivi, dei propri sogni attraverso l'applicazione. Quindi un utente può crearsi più obiettivi su Gimme5 e decidere come e quando andare a risparmiare e investire per raggiungerli. Ecco su Gimme5 una delle altre barriere, un altro degli stereotipi che abbiamo cercato di abbattere è proprio la libertà di mettere da parte del denaro perché in genere quando ci si rivolge ai tradizionali mezzi di investimento particolari su quanto riguarda i fondi comuni di investimento, i famosi piani di accumulo, ecco siamo abituati a vedere una rata fissa, un impegno prestabilito, un ammontare in prima battuta per iniziare a fare questo percorso di medio e lungo periodo. Ecco con Gimme5 invece viene lasciata la totale libertà al cliente di crearsi la propria dinamica di risparmio e questo per raggiungere appunto obiettivi. Gli obiettivi sono una cosa fondamentale, non ci siamo inventati nulla sostanzialmente, la letteratura e le maggiori ricerche in ambito finanziario hanno dimostrato negli anni quanto l'importanza di crearsi un obiettivo di risparmio aiuti il risparmiatore e quindi l'investitore a essere focalizzato sul vero bisogno per cui sta mettendo da parte del denaro perché in genere il denaro viene visto risparmio come una rinuncia a qualcosa nel presente per mettersi un qualcosa nel futuro. Ecco noi abbiamo cercato di riprendere un pochino questo approccio, renderlo digitale, renderlo un po engagement e quindi creare tutte le dinamiche per cui il cliente possa appunto crearsi la sua modalità di risparmio. A noi ci piace chiamare il risparmio con Gimme5 un'abitudine virtuosa nel senso che ogni cliente è libero di scegliere come, quando e dove andare a investire o anche con modalità innovative quali per esempio quelle che noi chiamiamo le nostre regole automatiche, tramite impostazioni in applicazione un cliente può decidere di premiarsi nel momento in cui fa una attività fisica con una regola che regata appunto ai passi quindi un cliente si setta un obiettivo di passi giornalieri e se lo raggiunge mette da parte la cifra che ha scelto a partire da un euro fino a arrivare a non ci sono limiti insomma o anche a breve andremo a rilasciare per esempio legati alle attività sportive della squadra preferita, non so se un cliente diffuso di una particolare squadra può ora decidere di mettere da parte dei soldi al goal della sua squadra o alla vittoria della sua squadra e così tante altre che ogni giorno cerchiamo di proporre proprio per cercare di cogliere quei momenti di vita quotidiana che facciano sì che risparmio, che sostanzialmente poi è un bisogno non percepito ma che abbiamo tutti, possa diventare appunto un'abitudine come dicevo prima. Abbiamo visto che anche nel nostro piccolo, come dicevo all'inizio, abbiamo condotto una ricerca su tutti i nostri clienti e attraverso anche la collaborazione di due università, un'americana e un'australiana, come chi si pone gli obiettivi in realtà è più stimolato, obiettivi concreti, quindi obiettivi personali e non aleatoria, un classico risparmio generico per il futuro come dicono in Inghilterra per quando fuori piove, l'ombrello per quando fuori piove, è molto più ingaggiato appunto su questo risparmio al punto da mettere da parte circa il doppio mensilmente rispetto a quanti invece non si pongono dei veri e propri obiettivi, dei veri e propri target da raggiungere, questo fa sì non solo di avere un traguardo ben presente in mente che potrebbe essere la cosa più semplice, alcuno pensa quando parliamo un po così in maniera generica di obiettivi, ma è fondamentale per chi vive poi come noi tutti i giorni i mercati finanziari per limitare quello che è un po l'errore principe del piccolo risparmiatore, cioè l'emotività, l'emotività che derivata sostanzialmente dai movimenti di mercato, perché come dicevo prima il nostro risparmio è investito e quindi essendo investito è soggetto al rischio che deriva appunto dall'andamento dei mercati e di titoli sottostanti e questo avere un obiettivo vero, reale, di lungo periodo fa sì che va a mitigare appunto il saliscendi ciclico e normale fisiologico dei mercati per cui aiuta al piccolo risparmiatore a non farsi prendere dall'emotività e andare a fare quello che può sostanzialmente è l'errore base cioè andare a vendere quando vede il titolo scendere, il suo risparmio scendere, che in realtà è il contrario che uno dovrebbe fare, perché quando in realtà il risparmio scende e tu hai un obiettivo di medio lungo periodo, se proprio un'azione devi fare è quella che devi andare a accumulare in quel momento, perché sostanzialmente è come se compri a sconto una cosa che il giorno prima hai comprato a un prezzo superiore. **Davide**: Cerchiamo di fare un esempio concreto. Cosa devo fare se voglio aprire con voi un salvadanaio digitale, come funziona il sistema degli investimenti e poi quali sono i costi che devo sostenere per il vostro servizio? **Flavio**: Allora, aprire un salvadanaio con noi, essendo un'app molto semplice, ci vogliono usare in base alla facilità con cui noi utilizziamo il cellulare piuttosto che anche il web, perché noi siamo presenti con la nostra app anche sul nostro sito, quindi si può utilizzare anche dal web, ci vogliono circa 5-10 minuti, una sottoscrizione di un servizio digitale totalmente paperless che si completa con le nostre ottemperanze alla legge, cioè dobbiamo andare alla fine tutti i dati che tu ci fornisci quando vai a fare la sottoscrizione, si completa, noi poi ci prendiamo il tempo tecnico per controllare tutti i due dati, essere in linea alla normativa perché siamo comunque una società controllata da Banca Italia e la Consob, siamo comunque all'interno di una società vigilata, un SGR e siamo all'interno di un contesto normativo molto stringente e quindi bisogna scaricarsi l'app e seguire quelle quattro cinque passaggi che vanno fatti ma veramente ci vogliono pochi minuti. Fatta la sottoscrizione e attivato il salvadanaio risparmiare è semplicissimo, si crea il primo obiettivo e si sceglie un po la dinamica con cui risparmiare investire che dicevo prima. C'è una dinamica base che è quella che noi chiamiamo attraverso i joint, cioè le azioni di risparmio dell'app in cui un cliente durante un mese attraverso regole automatiche piuttosto che movimenti di sua iniziativa decide da mettere da parte un x euro che può essere a partire da un euro 5 euro o quanto vuole come dicevo prima in totale libertà. Ecco alla fine di ogni mese Gimme5 va in automatico a investire queste somme. Nel senso che il cliente può scegliere di attivare il servizio RID, quindi al terzo RID SDD che viene attivato solo se il cliente fa delle operazioni, noi in automatico il 15 del mese dopo, un po come una carta di credito al contrario. Durante un mese uno risparmia e il 15 del mese dopo viene investito sul fondo che ha scelto nel momento della prima sottoscrizione. Il fondo ovviamente è scelto in autonomia perché Gimme5 in questa modalità non effetto un servizio di consulenza, quindi è il cliente che in base ai suoi obiettivi, alla sua propensione al rischio va nel momento della prima sottoscrizione a scegliere lo strumento che ritiene più adatto per il raggiungimento appunto dei propri obiettivi. Per quanto riguarda i costi è una domanda fondamentale perché di certo negli investimenti non c'è niente se non i costi che si trova ad affrontare e sono una parte cospicua in genere della parte di rendimento. Ecco con Gimme5 siamo stati molto molto attenti anche sotto questo punto di vista, abbiamo cercato di ribaltare anche qui un po uno status quo commerciale della nostra industria. Infatti siamo andati a dimezzare completamente i costi di gestione legati ai fondi, quindi i costi sono veramente minimi per quanto riguarda il prodotto sottostante e non ci sono alcun tipo di costi per utilizzare il servizio. Il servizio è totalmente gratuito nel senso non c'è un costo di abbonamento, una fee mensile per utilizzare Gimme5, non ci sono assolutamente costi o nel momento in cui uno decide di investire le cosiddette commissioni di ingresso, quindi 5 euro, 1 euro, 100 euro risparmiati sono 5 euro, 1 euro investiti effettivamente. Ecco lui l'unico costo che è presente su Gimme5 è quello legato al rimborso, quando un cliente che è libero di investire, libero ovviamente anche di disinvestire in qualsiasi momento attraverso pochi click, è l'unico costo legato appunto a questo servizio, il servizio di rimborso sia parziale che totale, indifferentemente dalla cifra, possa essere 5 euro piuttosto che un milione di euro si va a pagare 1 euro, questo è l'unico costo associato a Gimme5. **Davide**: E oltre a fornire questo saldo vada danaio ai privati, offrite anche soluzioni a realtà più complesse, più grandi come banche o altre aziende? **Flavio**: Sì, in realtà offriamo Gimme5 per il converso di quello che stavo già dicendo, vero? Gimme5 viene anche offerto in maniera diretta da noi tramite canali online a migliaia di clienti di cui parlavi prima e alle speriamo di migliaia che ci seguiranno dopo questa diretta, ma viene anche offerto attraverso un servizio di consulenza legato ai nostri banche promotori partner e quindi puoi trovare Gimme5 in tante banche italiane che credono nel servizio, nella value proposition del servizio, e insieme ci affiancano però il servizio a volo raggiunto appunto da una consulenza di professionisti che seguono i clienti della banca passo dopo passo nelle proprie scelte. Nel prossimo futuro non voglio anticipare niente, Gimme5 verrà offerto anche attraverso altre realtà del mondo cosiddetto fintech, piuttosto che del mondo bancario, attraverso la tecnologia che ci consente veramente di fare grandi cose che solo pochi anni fa, in particolare nel nostro settore, non erano neanche pensabili. **Davide**: E sappiamo che internet è un luogo per certi versi pericoloso in quanto la disinformazione sul tema finanziario è molta e spesso causa di svariate truffe. Oltre a creare un servizio come il vostro, in che altri modi ci si può servire, ovviamente in positivo, della tecnologia per far fronte a questi problemi? **Flavio**: Il problema delle fake news non è un problema solo del mondo finanziario e credo che sarà un problema che in qualche modo ci accompagnerà nel futuro se non troviamo delle soluzioni a riguardo. Credo che la prima soluzione a riguardo sia però a livello personale, sia importante sempre crearsi fonti di informazioni autorevoli, verificate e per quanto possibile variegate. Dal nostro piccolo su Gimme5, puntando molto sull'educazione finanziaria che è un grosso tema, in particolare in Italia siamo molto indietro su questi aspetti, abbiamo dato rilevanza centrale nella cosiddetta "User Experience" dei nostri clienti, nel senso che la nostra home, la nostra parte principale di Gimme5 è appunto legata a un percorso di alfabetizzazione finanziaria interno all'applicazione che cerca sostanzialmente allo scopo di non solo accompagnare l'utente in un percorso di crescita dei propri risparmi investiti, ma anche accompagnarlo all'interno di un percorso di crescita umano di consapevolezza finanziaria. Ecco, questo per noi è un valore fondante come realtà e quindi abbiamo cercato anche di portarlo al di fuori della nostra applicazione, in particolare attraverso la divulgazione che possiamo fare attraverso i nostri social o attraverso strumenti quali possono essere webinar per esempio, o come in questo purtroppo periodo di pandemia che ci ha costretto tutti a casa abbiamo iniziato a creare degli spazi settimanali di confronto e d'incontro con la nostra, passatemi il termine community, attraverso delle dirette, attraverso i principali social in cui sostanzialmente una volta a settimana ci mettiamo a disposizione con tematiche sempre diverse, a disposizione di chi vuole, di confronto, domande, opinioni o scambio di idee per cercare appunto di accrescere quella che è un po la consapevolezza finanziaria, perché la nostra idea è quella che un risparmiatore, un investitore consapevole è per noi e per tutto il sistema una vittoria, perché poi la fin fine l'investimento non confluisce nelle nostre tasche in realtà, ma confluisce nella realtà produttiva del paese e quindi fare questo tipo di azioni alla fine crea un circolo virtuoso che fosse fatto ancora in più in maniera consapevole, appunto può fare solo del bene non solo ai privati ma tutto il sistema paese. **Davide**: Sì quindi quello che state cercando di fare è creare come è come l'hai chiamata tu una community di persone più accorte diciamo così sui temi finanziari. Va bene grazie Flavio per questo tuo intervento ci sentiamo presto alla prossima. **Flavio**: Grazie a voi alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 21:23 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e47 ## eSports: la nuova frontiera della competizione > Il mondo dello sport viene spesso associato all’attività fisica, ma nell’[era del digitale](https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_digitale) gli eSports hanno trovato spazio e opportunità commerciali paragonabili a competizioni come Formula 1, NFL o alla Serie A. Il nuovo modello di business che si è creato nel corso degli anni, anche grazie alla diffusione di piattaforme come [Twitch](https://www.twitch.tv), ha fatto sì che da piccoli tornei si passasse a realtà più estese con decine di migliaia di spettatori riuniti per assistere ad un gameplay. Se un tempo infatti era considerato normale seguire una finale di calcio o di football in uno stadio, al giorno d’oggi lo è anche per un torneo eSports. Nella sezione delle notizie parleremo della sanzione che dovrà pagare Apple in seguito al [Batterygate](https://en.wikipedia.org/wiki/Batterygate), di una centrale nucleare sulla Luna e infine di una potentissima [GPU NVIDIA](https://www.nvidia.com/it-it/deep-learning-ai/) per l’intelligenza artificiale. - Stagione: 2 - Episodio: 47 - Data di pubblicazione: 2020-11-21 06:45:00 - Durata: 15:39 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e47](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e47) - Episodi correlati: - Tag: deep learning,intelligenza artificiale,nvidia,gpu,previsioni,dati,nucleare,energia,luna,artemis,nasa,batterygate,apple,samsung,sanzione,tribunale,batterie,obsolescenza programmata,obsolescenza,NFL,Serie A,eSports,Electronic sports,GTA,Dota 2,Rainbow Six,League of Legends,LOL,Sport,Competizione,innovazione,gameplay,PACMAN,sala giochi ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di eSports, Electronic Sports, cosa sono, quale impatto hanno avuto negli ultimi anni e che ruolo avranno in futuro. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. A marzo Apple era disposta a pagare fino a 500 milioni di dollari per chiudere una delle tante pratiche finite in tribunale a seguito del caso ormai noto come Battery Gate. #### Apple e le sanzioni per il caso Batterygate > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Batterie, Diritto - Tipologia: Notizia **Davide**: Ma la società ha trovato un accordo con oltre 35 stati americani che avevano fatto causa per la pratica di rallentare i vecchi iPhone. Si tratta di una multa di 113 milioni di dollari. Il caso infatti risale al 2017 quando il Guardian pubblicò un articolo che sembrava dimostrare che la pratica dell'obsolescenza programmata sugli iPhone, ovvero rallentare i vecchi modelli per portare gli utenti e comprare i nuovi, fosse reale. Anche in Italia l'antitrust ha avviato un'indagine che ha portato a una multa a Apple di 10 milioni di euro e a Samsung per 5 milioni di euro. Un'inchiesta è stata aperta in Francia e si sta muovendo anche l'Unione Europea. Di questo tema avevamo parlato con Alessandro Cocilova nella puntata Storie di rifiuti digitali. #### NASA trasporterà sulla Luna una centrale nucleare entro il 2026 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:54 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Energia, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Entro il 2026, NASA costruirà una centrale nucleare che verrà portata sulla Luna. Sappiamo già infatti che l'Agenzia Spaziale Americana con la missione Artemis intende tornare sulla superficie lunare a partire dal 2024 per costruire avamposti che fungeranno poi da trampolino di lancio per eventuali partenze verso Marte. Con una centrale nucleare completamente operativa sul suolo lunare, NASA garantirà così cospicolo di 5 fonti energetiche per i prossimi astronauti e per ricercatori che inizieranno a colonizzare il satellite. Il responsabile delle tecnologie nucleari della NASA ha già ricevuto decine di proposte diverse per la realizzazione dell'impianto. Il progetto consisterà nella costruzione del reattore direttamente sulla Terra, verrà poi caricato su un vettore e spedito infine verso la Luna. Una volta arrivato, il reattore verrà monitorato per circa un anno per vedere come potrebbe reagire in un contesto completamente diverso da quello terrestre. Verificata infine la sicurezza dell'impianto, l'energia prodotta da esso verrà poi utilizzata per la costruzione di altre centrali a fonti rinnovabili più sicure come impianti solari e fotovoltaici. Per fare in modo che i computer, per così dire, imparino dai dati che forniamo è necessario una potenza di calcolo non indifferente. #### La nuova GPU di NVIDIA per l’intelligenza artificiale > - Timestamp: 03:09 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Proprio per questo, Nvidia ha recentemente presentato la nuova scheda video A100 da 80 GB, il doppio rispetto al modello precedente, definendola la scheda più potente al mondo per il supercomputing legato all'intelligenza artificiale. Ovviamente non vedremo mai questo prodotto nei computer che utilizziamo tutti i giorni. Questa scheda è infatti pensata appositamente per allenare i modelli di deep learning basati su enormi quantità di dati. Per fare qualche esempio, la scheda Nvidia A100 potrà essere utilizzata per analizzare miliardi di informazioni in possesso delle grandi multinazionali del web e sviluppare modelli in grado di proporre contenuti come notizie, film, serie tv o prodotti che potrebbero essere interessanti per l'utente. In campo scientifico, invece, si potrà utilizzare questa scheda per migliorare e velocizzare le previsioni meteorologiche o le simulazioni fisiche o chimiche. Nvidia dunque sembra fare sul serio per imporsi in un settore quello dell'intelligenza artificiale che sta crescendo esponenzialmente negli ultimi anni e che aprirà la strada al prossimo futuro. #### eSports: la nuova frontiera della competizione > - Timestamp: 04:40 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming - Tipologia: Topic **Davide**: A partire dagli anni 50, con l'avvento della rivoluzione informatica, iniziò un lento percorso di innovazione tecnologica che da quel momento in avanti avrebbe segnato il destino di tutto il mondo. L'era digitale, o dell'informazione sancisce, detta in parole povere, il passaggio definitivo dalla tecnologia analogica a quella digitale, portando tra l'altro alla nascita del suo protagonista principale, senza il quale oggi non potremo relazionarci, Internet. Questa successione tecnologica ha cambiato in maniera significativa, tra gli altri aspetti, anche il nostro approccio alla vita sociale. Insieme alla digitalizzazione e quindi all'introduzione dei primi computer, si sono evolute anche le modalità di accesso alle informazioni. Col passare degli anni, questo nuovo tipo di approccio è divenuto via via sempre più immediato e accessibile per chiunque, grazie anche a nuovi dispositivi informatici come notebook, smartphone e tablet. In una società come quella odierna, basata proprio su questo sistema di telecomunicazioni, vivere senza uno tra questi dispositivi e una connessione adeguata potrebbe risultare parecchio problematico. Figuriamoci poi in un anno come il 2020, in cui una buona parte dei lavoratori sono costretti a svolgere la propria attività in maniera esclusivamente telematica. Tuttavia, non solo il settore lavorativo è progredito grazie alla digitalizzazione. Persino il mondo dello sport, spesso associato unicamente all'attività fisica, ha trovato nell'era digitale spazio e opportunità commerciali paragonabili se non superiori, poi vedremo perché, rispetto a competizioni come Formula 1, NFL o alla Serie A di calcio italiana. Ma prima di analizzare il fenomeno degli eSports o Electronic Sports, in un contesto come quello attuale, facciamo un passo indietro. Perché possa sembrare strano, gli eSports non sono un fenomeno nato recentemente. Nei primi anni in cui iniziò ad affermarsi il fenomeno, ovviamente non si poteva contare su mezzi tecnologici di cui si dispone oggi, ma nonostante ciò la competizione era comunque possibile. La prima gara ufficiale di cui sia notizia risale a lontano 19 ottobre del 1972, presso l'università di Stanford in California, in cui si tenne un torneo dell'allora famoso videogame noto come Space War. In quegli anni il mondo dei videogiochi iniziava a svilupparsi e a prendere piede, ma nonostante l'inevitabile diffusione del progresso tecnologico, ciò che mancava ancora tra le famiglie degli anni 70 era una buona connessione a Internet e dei dispositivi come un computer o una console strumenti imprescindibili in un contesto come il nostro. Per queste ragioni, a partire dagli anni 80, quello che prese sempre più piede fu il mercato dei titoli destinati alle sale da giochi, le quali iniziarono ad essere sempre più frequentate non solo per giocare in maniera amatoriale, ma anche per dimostrare di essere il migliore. Nelle sale da giochi, infatti, sullo schermo del videogame compariva una leaderboard nella quale apparivano tutti i nomi dei giocatori posizionati secondo una classifica graduale in cui nella prima posizione emergeva il nome della persona che aveva ottenuto il punteggio maggiore. La possibilità di poter ammirare il proprio nome in cima ad una classifica, essendo consapevoli di essere il migliore fra tutti, era ed è ancora motivo di vanto, ragione per cui ancora oggi il mondo della competizione non solo videoludica è sempre più diffuso e in costante evoluzione. Nel 1980, quando ancora si stavano affermando titoli storici come Pac-Man, Donkey Kong e Space Invaders, arrivò finalmente il primo torneo che segnò la storia degli sports. Atari, una società sviluppatrice di videogiochi, organizzò infatti in quell'anno negli Stati Uniti un evento che arrivò a contare più di 10.000 partecipanti e che segnò definitivamente l'inizio di una nuova era. Al giorno d'oggi il giro d'affari che ruota intorno a queste competizioni è molto rilevante, circa un miliardo di dollari. Per la precisione, secondo il report stilato da Global Games Market nel 2019, gli sports hanno generato affari per 1,96 miliardi di dollari, di cui 450 milioni sono rappresentati da introiti garantiti dagli sponsor. La restante parte è costituita da diritti media, pubblicità, merchandise, biglietti e tasse per gli editori. È evidente quindi che questo settore, rispetto a 40 anni fa, ne ha fatta di strada. Secondo la prospettiva futura di New Zoo, un'azienda focalizzata sul mercato del gaming, il fatturato degli eSports nel 2022 crescerà di quasi 800 milioni di dollari e insieme ad esso aumenterà anche l'audience in maniera esponenziale, trascinando nel mondo della competizione videoludica si stima fino a 645 milioni di spettatori. Tutto ciò, se analizzato in un'ottica che va al di là dell'aspetto puramente economico, è stato possibile grazie alla diffusione delle piattaforme di streaming, tra le quali spicca l'ormai celebre Twitch. Inizialmente, però, la piattaforma viola non era conosciuta come al giorno d'oggi, anzi offriva una tipologia di contenuti completamente diversa, poiché non era stata pensata per fruire di prodotti esclusivamente videoludici. Questo nuovo indirizzo venne preso in seguito all'acquisto nel 2014 da parte di Amazon per 900 milioni di dollari. Col passare degli anni Twitch ha accumulato così tanta importanza che molti dei più grandi YouTubers, da anni presenti nella piattaforma di Google, hanno deciso di spostarsi sul servizio di Amazon per seguire il trend del live streaming. La killer feature che tanto spaventò YouTube, a tal punto da dover per forza introdurla nel proprio servizio, fu la possibilità di sottoscrivere abbonamenti verso i propri streamer preferiti. Pagando una quota scelta entro tre livelli di prezzo, l'utente finale può infatti supportare direttamente il lavoro del proprio streamer favorito, ricevendo in cambio bonus come emoticon personalizzate, stemmi che variano durante la durata dell'abbonamento e altri benefici tra i quali la possibilità di fruire i contenuti di quello specifico canale senza annunci pubblicitari. Gli streamer grazie ai social network sono cresciuti sempre di più, e così come loro i videogiochi che garantivano tale successo e anche guadagni. Tra i titoli più popolari e giocati troviamo per citarne alcuni League of Legends, Fortnite, Dota 2, Minecraft, Rainbow Six, GTA e tanti altri. E la popolarità che questi videogiochi hanno acquisito è legata principalmente alla diffusione nelle piattaforme di live streaming come Twitch. Per rendere l'idea di quanto sia popolare un servizio come quello di Amazon basta fare un esempio concreto, come quello del rapper Drake. Pensate che in una sola sessione di streaming, insieme ad un altro celebre personaggio del mondo dei videogiochi, di cui parleremo tra poco, è riuscito a raggiungere la cifra record di 600 mila utenti collegati nello stesso momento. Il gioco a cui stavano giocando, molti l'avranno già intuito, era Fortnite. Un altro episodio che ha suscitato parecchio scalpore riguarda una dichiarazione del famoso streamer americano Tyler Blevins, meglio noto come Ninja che in un'intervista nel 2018 alla CNBC, ha dichiarato di essere arrivato a guadagnare 500 mila dollari al mese grazie alla popolarità nel settore e, all'accordo raggiunto con Fortnite, videogioco più popolare in quel periodo. Il nuovo modello di business che si è creato nel corso degli anni, anche grazie alla diffusione di queste piattaforme, ha fatto sì che da piccoli tornei organizzati negli anni 80, con qualche migliaio di spettatori, si passasse a realtà ancora più estese, con decine di migliaia di persone, riunite tutte insieme per assistere ad un singolo evento sportivo. Se un tempo era considerato normale seguire una finale di calcio o di football in uno stadio, al giorno d'oggi lo è anche per un torneo eSports. Queste competizioni, nella maggior parte dei casi, sono strutturate tutte quante nello stesso modo. A partecipare vi sono infatti solitamente 5 o 6 giocatori per squadra, i quali, affrontandosi tra loro, potranno arrivare a scalare la classifica giungendo infine alla grande finale, con monte premi che vanno a seconda della popolarità del videogioco, da decine di migliaia di euro fino a 40 milioni di dollari messi in palio da Valve, sviluppatrice di Dota 2, per l'ultima fase del torneo previsto per l'agosto del 2021. Questa crescita esponenziale poi ha conosciuto un'impennata senza precedenti anche sul suolo italiano. Mentre i più grandi campionati come quello di calcio, formula 1, MotoGP, Basket si sono dovuti fermare a causa della pandemia, la fruizione degli sport elettronici ha iniziato a coinvolgere persino gli stessi spettatori che prima erano soliti seguire questi campionati. E questo perché molti degli atleti, costretti al divano per le ragioni che ben sappiamo, hanno iniziato anche loro a giocare in diretta ai videogiochi relativi alla loro professione. Numerosi club di spicco della Serie A italiana, ma anche di altri campionati esteri, hanno di fatto messo in piedi le loro divisioni eSports, alcuni acquistando squadre di successo già esistenti, mentre altri reclutando giocatori professionisti FIFA. Al di là però del mondo del calcio, gli sport più seguiti a livello internazionale hanno ora i loro omologhi virtuali basati su videogiochi come NBA 2020, Formula 1, FIFA e così via. Negli ultimi vent'anni gli eSports hanno prodotto un mercato così concreto e solido che farebbe gola persino a colossi come Google. I margini di crescita di questo settore, sempre più ricco di opportunità lavorative, hanno fatto sì che questo nuovo prodotto venuto alla luce grazie alla rivoluzione digitale divenisse nel tempo una risorsa su cui puntare, in cui ogni brand sportivo o meno che sia può sviluppare una sua strategia secondo le proprie esigenze relative all'ambito di specializzazione, insieme tra l'altro alla possibilità di poter contare su un pubblico in costante espansione, è accumulato da un'unica e grande passione, quella per gli eSports. #### Conclusione - Timestamp: 14:47 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione che ogni sabato mattina ci permette di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e48 ## Enel X: punti di ricarica per la mobilità del futuro > I punti e le stazioni di ricarica rappresentano l’infrastruttura essenziale per lo sviluppo della mobilità elettrica. Ormai vedere circolare sulle nostre strada veicoli elettrici o ibridi plug-in è la normalità e tantissime case automobilistiche stanno presentando la loro proposta per questo tipo di mobilità. È però altrettanto importante dedicare attenzione allo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica. Proprio per affrontare questo tema parleremo con [Augusto Raggi](https://www.dentrolatecnologia.it/augusto.raggi.html), responsabile per l’Italia di [Enel X](https://www.enelx.com/it/it), società del [Gruppo Enel](https://www.enel.com/it) che fornisce prodotti e servizi innovativi al servizio della trasformazione energetica. Nella sezione delle notizie parleremo di [UBL](http://www.mit.edu/~fadel/papers/UBL-paper.pdf), un sistema di localizzazione oceanico e dell’obbligo di installare almeno un punto di ricarica in ogni distributore di carburante nel comune di Milano. - Stagione: 2 - Episodio: 48 - Data di pubblicazione: 2020-11-28 06:45:00 - Durata: 25:21 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e48](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e48) - Episodi correlati: s2e36 - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Augusto**: Cerchiamo con Enel X di contribuire allo sviluppo della mobilità elettrica attraverso l'obiettivo di dotare l'Italia di un'infrastruttura di ricarica capillare sull'intero territorio nazionale. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Per favorire la rivoluzione elettrica della mobilità, un'efficiente infrastruttura di ricarica è un aspetto chiave e di grande rilevanza. E proprio di questo parleremo fra poco con Enel X. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il GPS sottomarino del MIT per conoscere i fondali oceanici > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:08 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: La mappa dei fondali oceanici è a noi ancora sconosciuta e le onde radio del GPS non riescono a penetrare oltre la superficie. La tecnologia utilizzata al momento, che sfrutta segnali acustici, inoltre è molto dispendiosa in termini energetici ed è necessario quindi sostituire frequentemente le batterie. La soluzione a questo problema arriva dall'MIT, che ha sviluppato il sistema UBL, un sistema di riche trasmettitori che funziona senza batterie. La fonte di alimentazione deriva infatti da speciali sensori che accumulano energia dal movimento dell'acqua. La tecnologia, riferito alla MIT, è molto precisa e può essere utilizzata per ottenere altre informazioni come la temperatura e la salinità dell'acqua, informazioni che fra l'altro potrebbero essere indispensabili per conoscere meglio i veloci cambiamenti che danni stanno avvenendo sul nostro pianeta. Con l'ordinanza del 19 novembre il comune di Milano ha approvato un nuovo regolamento per la qualità dell'aria, secondo cui tutti i distributori di carburante nel capoluogo Lombardo dovranno installare obbligatoriamente almeno una colonnina di ricarica per auto elettriche. #### A Milano un punto di ricarica per ciascun distributore > Fonte: DMove.it - Timestamp: 02:05 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: La nuova imposizione tuttavia non scatterà con effetto immediato. I 300 punti di rifornimento presenti nel comune milanese avranno infatti a partire dal 1 gennaio fino a un anno di tempo per presentare il progetto. A quel punto scatteranno altri dodici mesi aggiuntivi per effettuare l'installazione arrivando come giorno di scadenza al 1 gennaio 2023. Infine, nel caso in cui il distributore dovesse avere problemi tecnici dovuti a spazi o altre ragioni, avrà comunque l'obbligo di installare almeno una colonnina di ricarica sul suolo pubblico. #### Enel X: punti di ricarica per la mobilità del futuro > - Timestamp: 03:11 - Autori: Enel X, Augusto Raggi, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Automobili, Energia - Tipologia: Intervista **Davide**: Il settore della mobilità elettrica negli ultimi anni sta diventando sempre più interessante ed è quindi senza ombra di dubbio un tema da affrontare in modo specifico. Oggi partiremo dalle basi cercando di capire cos'è essenziale per lo sviluppo di questo tipo di mobilità e per parlare quindi di infrastrutture e di ricarica per veicoli elettrici siamo in compagnia di Augusto Raggi responsabile per l'Italia di Enel X, benvenuto. **Augusto**: Grazie per l'invito. **Davide**: Chi è Enel X e di che cosa si occupa rispetto alle altre società del gruppo Enel? **Augusto**: Enel X è una divisione del gruppo Enel che è stata creata come risposta alla profonda trasformazione del settore energetico. Questo perché? Perché sotto la spinta di nuove tecnologie e modelli di business hanno aperto nuovi scenari per tutti gli altri attori del mercato. Il business di Enel X si concentra su tutto quel mercato che sostanzialmente non è commodity ed è trasversale a tutti quei filoni di innovazione che nel mondo dell'energia si stanno sviluppando. Quindi abbiamo pensato alla mission di Enel X che è proprio quella di trasformare l'energia in soluzioni tecnologiche e innovative e anche i servizi che possano portare valore e vantaggio alle persone, alle aziende, alle città e che in qualche modo sia anche il risultato di una percezione dell'energia completamente nuova e in costante evoluzione. Stiamo cercando di offrire una serie di soluzioni aperte e flessibili in grado di connettere individui di stretti industriali, ecosistemi urbani e anche sistemi di trasporto. Vorrei illustrare un po il nostro business in quattro product line, un industry che offre soluzioni per le aziende. Con particolare attenzione abbiamo voluto mettere ai servizi di flessibilità. Sostanzialmente qua la differenza la fanno la consulenza, le tecnologie regate all'efficienza energetica, alla generazione distribuita e quindi anche alla gestione della domanda come il demand and response. Il secondo filone è quello dei mobility che copre tutte le tecnologie e tutte le tipologie di clienti. Vogliamo essere leader nel settore per promuovere una mobilità elettrica e strutture di ricarica sempre più efficienti e sempre più diffuse. Abbiamo un grandissimo piano di deployment sul territorio per poter offrire tutte le soluzioni in media dei nostri clienti che ci richiedono sempre in maniera di nuove e sempre in maniera più capillare. Abbiamo soluzioni relative all'integrazione dei veicoli con rete elettrica, i cosiddetti vehicle grid integration, nonché servizi di second life per le batterie. Abbiamo una terza product line che è quella degli home dedicata alle persone con l'obiettivo di gestire gli ecosistemi domestici. Il tema dei siti è la quarta global business line del nostro business che offre alle pubbliche amministrazioni servizi integrati come la pubblica illuminazione, sistemi di città intelligenti e servizi di efficienza energetica. Questo perché crediamo molto nell'elettrificazione e l'efficientamento dei consumi con molta attenzione. Quello che vogliamo fare è molta attenzione alla flessibilità delle generazioni distribuite di energia da fonti rinnovabili e la nostra mission è quella di accelerare verso la transizione e verso una mobilità elettrificata e sostenibile anche lato mobilità. Ci siamo prefissati un po un sogno che poi non è un sogno perché si sta già realizzando è quello di annullare un po i confini tra energia e servizi. Vogliamo sostanzialmente creare delle soluzioni rapide e integrate per le persone, le aziende e le città, che possano e debbano facilitare secondo noi la transizione verso un'economia energetica sostenibile. Cioè il tema della sostenibilità e dell'innovazione sono temi assolutamente centrali, parte integrante della nostra strategia di business perché sono temi ad altissimo valore per i nostri clienti e quindi crediamo fortemente nei concetti di innovazione appunto e sostenibilità. **Davide**: E visto che nella puntata di oggi ci focalizzeremo sulle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici, il vostro ruolo è quello di installare queste infrastrutture oppure avete anche poi un rapporto, fornite diciamo così un servizio all'utente finale. **Augusto**: Cerco di spiegarmi bene su entrambi i punti che hai sollevato e in ambito mobilità elettrica come Enel X sostanzialmente proponiamo un'offerta a 360 gradi, un'offerta che è innovativa, completa e flessibile e che abbraccia una serie di servizi che vada all'installazione e gestione dell'infrastruttura di ricarica, vale a dire batterie e stazioni di ricarica, fino ad arrivare alle educazioni del servizio di ricarica appunto e anche alla gestione della flotta. Tutto questo per un'ottimizzazione dei consumi grazie alle innovative tecniche del demand limitation e quindi anche nell'ambito della mobilità elettrica privata, per noi sono importanti entrambi i settori quello della mobilità pubblica, elettrica e anche quella privata, vogliamo soddisfare entrambi i segmenti di clienti perché crediamo che la mobilità elettrica sia un valore trasversale a tutti i nostri clienti e anche a tutti gli utilizzatori. Inoltre grazie alla pioneeristica esperienza e agli investimenti importanti che abbiamo effettuato in ambito di mobilità elettrica privata devo dire non per vanto ma per realtà che Enel X è pronta ad offrire soluzioni di trasporto green anche alle pubbliche amministrazioni, questo è molto importante perché si avverte sempre di più all'interno delle amministrazioni e a fuori dei cittadini il tema della mobilità sostenibile, quindi promuoviamo la transizione al vettore elettrico anche per il trasporto pubblico locale. Enel X è sicuramente in prima linea per supportare quindi la, noi la chiamiamo e-mobily revolution, ma più che revolution ormai sta diventando, anzi è già diventata una realtà, sono proprio i nostri clienti che la vogliono, che hanno capito il valore di questa rivoluzione, a questo punto è giusto chiamarla rivoluzione, lato sostenibile di innovazione, quindi cerchiamo con Enel X di contribuire allo sviluppo della mobilità elettrica attraverso l'obiettivo di dotare l'Italia di un'infrastruttura di ricarica capillare sull'intero territorio nazionale, noi cerchiamo di coprire sia le aree urbane che le aree extraurbane, questo al fine di abbattere la principale barriera alla diffusione dei veicoli elettrici e quindi di contribuire al tempo stesso, concludo un po alla rivoluzione delle emissioni di CO2 che per noi non è un claim ma è una realtà che stiamo perseguendo proprio con questo tipo di strategia e di attività sull'e-mobility. **Davide**: Come hai detto quindi per voi la mobilità elettrica è un valore trasversale che abbraccia sia l'ambito pubblico che quello privato, è proprio legato a questa tua affermazione, quello che vorrei chiederti è le colonnine di ricarica o come voi preferite chiamarle i punti di ricarica, le stazioni di ricarica, sono tutti uguali oppure ci sono delle differenze in base anche all'utilizzo che devo farne e quindi all'ambito applicativo del punto. **Augusto**: Domanda giustissima e normale, per consentire una diffusione dei veicoli elettrici su vasca scala pensiamo che sia indispensabile, lo è, assicurare una rete capillare di infrastruttura di ricarica rivolta a tutti i clienti, quindi a tutte le tipologie di clienti, servono punti di ricarica per gli automobilisti privati, per le flotte di auto aziendali e per anche tutte le iniziative di mobilità condivisa come il car sharing che è sempre più adottato soprattutto nelle città. A queste esigenze secondo noi devono essere vanno incontri prodotti da nostra gamma Juice, che abbiamo progettato e realizzato da un gruppo di ricerca e sviluppo di Enel X che con molto orgoglio lavora tra Roma, quindi è una realtà anche italiana, e la Silicon Valley. La diffusione della mobilità elettrica inizia già tra le mura domestiche, già la signora Maria che mi ha sempre così a piena, ha preso piena consapevolezza di quello che vuol dire andare in giro mari con una smart, elettrica o altre macchine elettriche e quindi ha bisogno di una risposta immediata mari in sua box e quindi la risposta di Enel X è la nuova Enel X Juice Box più maneggevole, ha un ingombro ridotto del 70% rispetto ai modelli precedenti e anche più user friendly, più intuitiva da usare. Lo stato della ricarica si può controllare in maniera molto semplice anche dal proprio smartphone, grazie alla connessione del dispositivo in rete e quindi la Enel X Juice Box è disponibile in tre versioni corrispondenti a tre livelli di potenza, 3, 7,4 e 22 kW, ideale sia a casa che per un'azienda che si approccia alla mobilità elettrica, se ne approcciano sempre di più anche le piccole aziende. Poi sicuramente abbiamo la juice pole che è il secondo prodotto della gamma juice ovvero la nostra soluzione di ricarica all'aperto, l'abbiamo pensata per essere posizionata in ambito cittadino sia per uso pubblico che privato e l'abbiamo posizionata nei punti strategici per la mobilità o nei parcheggi aziendali. È facilmente riconoscibile, questa è una cosa che ci dà molta distinzione sul mercato per il design caratteristico e al tempo stesso adattabile ai diversi contesti urbani, inoltre è personalizzabile da ogni azienda che può caratterizzarlo con un proprio logo, quindi comincia ad avere anche un'appartenenza, l'azienda vuole avvicinarsi alla mobilità elettrica anche con un proprio logo, perché la mobilità elettrica incarna tutti quei processi mentali di valore della sostenibilità, quindi per questo è molto importante questo tipo di vicinanza. Ti tratta da punti strategici di una colonnina da 22 kW con doppia presa ed è in grado di ricaricare due veicoli elettrici contemporaneamente, quindi anche molto molto efficiente. Oltre alle colonnine maggiormente diffuse abbiamo lanciato un prodotto davvero intelligente, e noi l'abbiamo chiamato lampione intelligente, che è la nostra Enel X-Juice Lamp che unisce due cose, il servizio per la mobilità elettrica all'illuminazione pubblica. Un altro campo in cui Enel X si pone all'avanguardia tecnologica, questo per noi è un grandissimo vanto perché Enel X Juice Lamp infatti è dotata di efficienti luci a led ed è anche predisposta per la video sorveglianza e il monitoraggio della qualità dell'aria, quindi è un'infrastruttura di ricarica che è in grado di rifornire contemporaneamente anche due vetture e di offrire tanti servizi. In ultimo ma non per importanza la Juice Pump, anzi diventa sempre il più importante il tema anche della ricarica rapida, quindi è la nostra soluzione per la ricarica rapida con una potenza fino a 50 kW in corrente continua e 22 kW in alternata. La portata di tutti anche qui apre le porte alla mobilità elettrica anche fuori città per percorrenze più lunghe, con l'obiettivo sempre più vicino di dotare il territorio italiano, questo è stato per noi importante, di una rete di stazione di ricarica capillare e quindi completa per tutte le esigenze, quindi abbiamo diverse soluzioni in relazione all'utilizzo che si fa dell'auto elettrica. **Davide**: Ho capito e uno degli argomenti a noi più caro è quello della user experience, l'esperienza che l'utente ha con un prodotto, con un servizio. Chi non possiede un veicolo elettrico oggi è abituato ad andare in un distributore e fare rifornimento, con i veicoli elettrici questo non accade ed è necessario un cambiamento di approccio, quindi che cosa mi serve per effettuare una ricarica e poi anche come avviene il pagamento? **Augusto**: Sì, domanda assolutamente molto corretta anche per spiegare un po a chi ci ascolta effettivamente alcune cose. Al fine di incentivare la transizione della mobilità elettrica, sicuramente lo studio della migliore user experience, come in tantissimi settori, è uno degli aspetti, mi prometto di dire, è l'aspetto sul quale è importante continuare a migliorare e è l'aspetto più importante appunto per i nostri clienti, per l'utilizzatore. Quindi se la user experience è semplice, facile e di valore, funziona tutto il giochino, permettimi di dire così. Per quanto riguarda la ricarica, presso l'infrastruttura di ricarica pubblica, la nostra app, Juice Pass, consente di selezionare la tariffa più in linea alle proprie esigenze. Consente anche di localizzare, questa è molto importante, la colonnina più vicina per notare una presa e avviare la ricarica e monitorarla anche in tempo reale. Controllare i dati storici del consumo, effettuare anche il pagamento, parliamo prima di pagamento, in totale sicurezza e richiedere assistenza. Questo è importante perché la Juice Pass è un po un pass per avere tutti questi tipi di facilitazioni che permettono una user experience di valore e assolutamente di grandissima soddisfazione. L'app è giusto che sia idea in continua evoluzione per seguire gli sviluppi del mercato, prendendo spunto sempre dai feedback che ci arrivano dei clienti, quindi questo è molto molto importante. Come punto di partenza i bisogni dei clienti, diciamo sempre che il cliente è al centro dei nostri pensieri, l'app deve essere disegnata proprio in relazione alla sua customer experience o user experience attesa, quindi bisogna partire dai propri bisogni. Nel caso della ricarica domestica il cliente potrà utilizzare la sua Juice Box proprio come se fosse normale elettrodomestico, quindi vedrà il costo della ricarica direttamente in bolletta secondo le tariffe a consumo del proprio fornitore di energia elettrica in quel momento. **Davide**: E per concludere con una prospettiva ovviamente verso il futuro, secondo Enel X, secondo voi quale sarà il trend, lo sviluppo dell'infrastruttura di ricarica? Si preferirà ricaricare in casa oppure le persone preferiranno caricare i veicoli in mobilità dove si trovano in quel momento? Come cambierà il mondo della mobilità? **Augusto**: Enel ha lanciato al fine 2017, faccio un passo indietro per spiegare un po la strategia, un piano di investimenti veramente ingente fino a 300 milioni che ha come obiettivo quello di dotare l'Italia di un'infrastruttura di ricarica capillare sull'intero territorio nazionale. Questa è una responsabilità, è un impegno che ci siamo presi perché crediamo fortemente in questo tipo di utilizzo e di esperienza per i nostri clienti, cercando di coprire attraverso questa infrastruttura sia le aree urbane che extraurbane. La rete capillare sul territorio vogliamo che sia costituita da 28 mila punti di ricarica installati entro il 2022, secondo un piano che è assolutamente flessibile e quindi anche pronto ad adattarsi alle diverse richieste della clientela, questo per noi è molto importante. È un obiettivo molto molto importante da raggiungere, flessibile perché magari durante il corso di questi mesi, magari attraverso proprio l'ascolto dei bisogni dei clienti, lo andiamo un po a modulare. Il piano è in piena corsa, ad oggi sono presenti oltre 11 mila punti di ricarica interoperabili in Italia, studiato sul suolo pubblico e privato con accesso al pubblico, quindi per noi è molto importante installare anche degli accordi con dei privati che permettano l'accesso al pubblico a tutti i clienti. In ambito pubblico Enel X ha stretto inoltre accordi con oltre 1.100 comuni del territorio nazionale, mentre nel settore privato sono molto importanti le partnership che stiamo siglando con le più importanti casa automobilistiche, installato punti di ricarica nei più importanti centri commerciali, anche perché si presta molto il centro commerciale anche come periodo di sosta e di giacenza dell'auto al tema della ricarica. Proprio in questi giorni si è finalizzata una partnership con McDonald's molto importante che porterà entro il 2021, questo è un esempio che voglio portare sempre, all'installazione di 200 punti di ricarica, presto 100 ristoranti in tutta Italia, quindi è davvero anche qui un'esperienza che si appoggia a una catena di ristorazione presente in maniera capillare in tutto il territorio nazionale. La crescita quindi continuerà negli anni, abbiamo già un importante pipeline, ma andremo a focalizzarci su i punti di ricarica fast e ultra fast, incorrette e continua, questo perché per consentire di rendere la mobilità elettrica non tanto diversa da quella termica, dal punto di vista dell'autonomia. Per noi è importante avere una tecnologia di ricarica che permette in maniera veloce ai nostri clienti di ricaricare la propria automobile, ovviamente la ricarica tradizionale che oggi ci viene da dire anche lenta, fino a poco tempo fa era definita quick, veloce in alternata e con potenze fino a 22 kW conserva assolutamente una sua importanza. In particolare per i rabocchi in occasione di sosti più o meno lunghe presse i punti di ricarica, è un po come quando si va e faccio questa piccola digressione a caricare il proprio cellulare, quindi il rabocco, utilizzare questa parola ha molto senso perché rende molto l'idea, ci siamo abituati a raboccare il nostro cellulare e ci abituiamo e ci stiamo abituando a raboccare anche le nostre auto elettriche. In pratica i punti di ricarica in alternata sono utili nel momento in cui, lo voglio chiamare così, l'e-driver, il driver elettrico può caricare mentre fa altro, mentre i punti di ricarica veloci in corrente continua sono necessari nel momento in cui il driver deve ricaricare quando deve andare a fare altro. L'ultima frontiera sono le stazioni HPC, sostanzialmente High Power Charging Station, che consentono ricarica fino a 350 kW in corrente continua. Questo è un ulteriore salto quantico nella mobilità perché permette un'immediata, voglio utilizzare questa parola, ricarica veramente in pochi minuti. Sono già attivi 5 siti nell'ambito della collaborazione con il consorzio Ionity e sono in corso le attività per attivare altre 7 stazioni di ricarica NLX entro il 2020. Con questo compatibilmente con gli iteri autorizzativi in corso, ma noi "never give up", non molliamo mai, quindi siamo molto decidi a costruire anche questa ultima frontiera con le stazioni HPC. **Davide**: Sì, quindi per quanto riguarda la ricarica, i veicoli elettrici sono quasi paragonabili agli smartphone, quindi dobbiamo cercare il punto di ricarica quando abbiamo occasione, troviamo il punto di ricarica, la stazione di ricarica per caricare il veicolo, ma appunto, come hai detto, la tecnologia ha permesso oggi di sviluppare anche dei punti di ricarica estremamente rapidi che permettono soprattutto quando c'è un'urgenza di beneficiare quasi di una ricarica immediata. E in riferimento alla partnership con McDonald mi permetto di aggiungere che un altro punto dove avete aggiunto dei punti di ricarica è Gardaland, e quindi anche qui è un location dove si possono ricaricare i veicoli elettrici. **Augusto**: Ma sì, voglio dire che è l'ultima cosa che voglio dire che paradossalmente i più curiosi sulla mobilità elettrica sono i bambini e mi permettono di dire anche gli anziani, perché non so se forse si ritorna a bambini, ma devo dire che c'è grandissima curiosità in queste due categorie di persone e questo significa che la mobilità elettrica già sta entrando un po nel cuore nella testa delle persone, quindi questa cosa ci fa molto piacere. **Davide**: Va bene, grazie Augusto per questo intervento, ci sentiamo presto, alla prossima. **Augusto**: A prestissimo, alla prossima, grazie. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 24:29 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e49 ## Fake News, tecnologia contro tecnologia > Con l’avvento dei [social network](https://it.wikipedia.org/wiki/Rete_sociale) e la diffusione di questi grazie alle nuove tecnologie, Internet è ormai a tutti gli effetti un’estensione della realtà che ci circonda ed è quindi determinante prestare attenzione a quello che succede al suo interno. In merito al mondo dell’informazione, mentre in una [pubblicazione scientifica](https://it.wikipedia.org/wiki/Pubblicazione_scientifica) o un articolo di giornale vi è, nella maggior parte dei casi, un processo di revisione e approvazione per stabilire se ciò che si scrive corrisponde alla realtà dei fatti, questo sul web non avviene e il rischio di incappare nelle fake news è molto alto. Ma cos’è e come si può debellare la falsa informazione digitale? Nello spazio dedicato alle notizie parleremo invece degli [avatar Neon](https://www.neon.life) di Samsung, della prima missione di recupero di un [rifiuto spaziale](https://it.wikipedia.org/wiki/Detrito_spaziale) da parte di ESA e infine dell’iniziativa [cashless Italia](https://www.cashlessitalia.it). - Stagione: 2 - Episodio: 49 - Data di pubblicazione: 2020-12-05 06:45:00 - Durata: 16:22 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e49](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e49) - Episodi correlati: s2e41, s2e43 - Tag: cashless,governo,pagamenti digitali,cashback,satispay,carta,pagamenti,samsung,avatar,intelligenza artificiale,persone digitali,neon, avatar neon, spazio, rifiuti, ambiente, esa, clearspace1,fake news,facebook,twitter,whatsapp,telegram,instagram,falsa informazione,analfabetismo funzionale,terrapiattismo,5g ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questo episodio approfondiremo il problema delle fake news, cercando di capire quali sono gli strumenti più efficaci per combatterle. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Verso Natale Samsung presenterà gli Avatar Neon, risultato del progetto Artificial Human. #### A Natale Samsung presenterà i suoi avatar > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Questi Avatar sono persone virtuali, animate dall'intelligenza artificiale, grazie alla quale potranno provare, o per meglio dire simulare, emozioni e ricordi. Per realizzarli Samsung ha destrato l'intelligenza artificiale utilizzando video di persone reali a parlare, compiere azioni, memorizzare e assumere espressioni autonomamente. Come già detto, questi Avatar non sono dei robot, ma si interfacceranno con il mondo attraverso un monitor o il proprio smartphone. Inizialmente inoltre saranno disponibili solamente per le aziende, grazie a delle API che potranno essere integrate in app e servizi web. In un futuro prossimo Samsung conta di proporre dei neon in grado di svolgere diversi lavori, come specialista delle vendite, insegnante, ambasciatore di un marchio di un'azienda o per migliorare il servizio clienti. Dei veri e propri lavoratori, ma con il pregio di essere instancabili e sempre disponibili. La tecnologia ha già in parte sostituito l'essere umano nei lavori fisici. Potrà sostituirlo anche in altri settori, a quanto pare lo scopriremo a breve. #### ESA riporterà il primo rifiuto spaziale sulla Terra > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:09 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Da quando l'uomo ha iniziato ad esplorare lo spazio, uno tra i principali problemi che non è mai stato in grado di risolvere è quello dei rifiuti spaziali. Ad oggi il numero dei detriti rimasti in orbita attorno alla Terra, provenienti principalmente da satelliti in disuso, frammenti di razzi, navicelle o attrezzature, è arrivato a quasi 8.000 tonnellate. Tra tutti questi rifiuti la maggior parte è purtroppo irrecuperabile a causa delle ridotte dimensioni. Per fortuna però una discreta parte di questi frammenti è abbastanza grande da poter essere considerata come recuperabile. L'ultimo progetto dell'Agenzia Spaziale Europea sarà proprio tentare in questa impresa, intercettare a 800 chilometri di altezza un grosso modulo spaziale in orbita intorno al nostro pianeta. Grazie a un accordo di 86 milioni di euro raggiunto con la startup ClearSpace, ESA sarà dunque l'Agenzia Spaziale incaricata di riportare sulla Terra il primo rifiuto orbitante, un modulo di 112 chili di un grosso razzo rimasto in orbita ancora dal 2013. Il governo ha messo a punto un piano denominato Italia Cashless per incentivare l'uso di carte di credito, di debito e di app di pagamento per favorire lo sviluppo di un sistema più digitale e trasparente. #### Italia Cashless: un incentivo ai pagamenti digitali sotto casa > Fonte: Governo.it - Timestamp: 03:16 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Inoltre anche per far fronte a questa pandemia è stato ideato un ulteriore incentivo, il Cashback di Natale, che dall'8 al 31 dicembre e con almeno 10 transazioni in un negozio fisico con metodi di pagamento digitale si riceverà un rimborso del 10% fino a 150 euro, che verranno poi accreditati a inizio 2021 sul proprio IBAN. Dal 1 gennaio 2021 poi per acquisti presso bar, ristoranti, supermercati, grande distribuzione e artigiani, ogni 6 mesi se si effettua un minimo di 50 pagamenti si riceverà il 10% dell'importo speso fino ad un massimo di 150 euro di rimborso complessivo. Per aderire a questa iniziativa è necessario scaricare l'app IO, di cui avevamo parlato nella puntata del 2 maggio, accedervi con SPID o la propria carta di identità elettronica e infine registrare le proprie carte di pagamento. #### Fake News, tecnologia contro tecnologia > - Timestamp: 04:37 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Sicurezza, Social - Tipologia: Topic **Davide**: Siamo veramente certi che internet sia un posto sicuro? Viviamo in un'epoca in cui il web non è più un'alternativa alla vita sociale o un semplice luogo dove cercare informazioni o video divertenti. Con l'avvento soprattutto dei social network e la diffusione di questi grazie anche alle nuove tecnologie e in particolar modo agli smartphone, internet è ormai a tutti gli effetti un'estensione della realtà che ci circonda e come tale l'una può influenzare e modificare l'altra. Tornando alla domanda iniziale, dunque, invece di chiedersi se internet è un luogo sicuro, forse dovremmo chiederci se il mondo che ci circonda lo è, o meglio se lo sono i nostri diritti e la nostra libertà. Ma andiamo con ordine. Al giorno d'oggi, per la maggior parte di noi, viene naturale usare un computer, un telefono o un tablet per socializzare, messaggiare con gli amici, guardare un film e più di tutte informarsi. Per dare un'idea, in media quasi metà degli italiani utilizza abitualmente testate online, blog, Youtube, Facebook o app di messaggistica come principale fonte di informazione. La maggior parte, come è prevedibile, sono giovani, ma anche tra le altre fasce d'età la percentuale aumenta di anno in anno, a discapito dei tradizionali quotidiani cartacei o dei telegiornali, che comunque rimangono ancora al primo posto come mezzo di informazione. Ed è qui che iniziano i problemi. La più importante caratteristica che ha reso così popolare Internet e i social network è che qualsiasi persona può esprimere la propria idea, scrivere articoli e ottenere un blog. E mentre in una pubblicazione scientifica o in un articolo di giornale vi è dietro un processo di revisione e approvazione per stabilire se ciò che si scrive corrisponde alla realtà dei fatti, questo sul web non avviene e giungiamo quindi al fulcro principale di questa puntata, le fake news. Ultimamente ne abbiamo parlato più volte e da diversi punti di vista. Nella puntata dedicata ai deep fake, i pericoli e le potenzialità dei deep fake, attraverso i quali è possibile diffondere falsa informazione, è sempre più realistica e sempre più facilmente. O nella puntata dedicata al voto elettronico intitolata la democrazia in pericolo, tra voto elettronico e fake news, dove la fake news viene vista come un modo, per così dire, per accettare il sistema di voto attraverso gli stessi elettori. Ne sono stati chiari esempi le elezioni americane del 2016, con il caso di Cambridge Analytica, quelle del 2020 e la pandemia di covid-19. Per colpa di questi eventi la disinformazione online è esplosa, manipolando l'opinione pubblica, l'elettorato e in generale la visione del mondo che ci circonda, in modo molto più marcato rispetto agli anni passati. Le conseguenze ovviamente le paghiamo tutti, azioni di violenze ingiustificate, disordini sociali, rivolte basate su verità infondate o create ad hoc per smuovere le masse. Ma non solo, piazze piene contro l'installazione di antenne 5G o contro gli obblighi di indossare mascherine, gridando al complotto e alla dittatura. Gli esempi purtroppo sono molti. Chiariamoci, le fake news sono sempre esistite anche molto prima di internet e su queste si sono basate ad esempio le dittature del secolo scorso, di cui tutti conosciamo il triste epilogo. La rivoluzione della comunicazione non ha fatto altro che amplificare pochi casi isolati che si sono a sua volta moltiplicati fino a diventare un serio pericolo per tutti noi. E a complicare le cose sono gli stessi social network che per attirare a sé più utenti hanno adottato o almeno lo hanno fatto fino a poco fa sistemi per proporre il post giusto all'utente giusto. In poche parole, se pubblico e condivido notizie sul terrapiettismo ecco che nel mio feed compariranno sempre più gruppi o utenti che come me sono contro il famigerato modello sferico della terra. E se a questo aggiungiamo l'incapacità per molti di approcciarsi alla tecnologia senza essere in grado di comprendere ciò che leggono o ancora peggio di limitarsi a guardare il titolo e condividerlo, il danno è presto fatto. Veniamo finalmente al nocciolo di questa puntata. Abbiamo visto anche negli scorsi episodi come e perché la disinformazione è così pericolosa e di come la tecnologia sia la principale causa di questa piaga sociale del ventunesimo secolo. Per nostra fortuna, però, la stessa tecnologia può essere anche di grande aiuto per combattere le fake news o almeno limitarne la diffusione. Vediamo come. Facebook, Twitter e i principali social è da ormai qualche anno che si stanno muovendo per limitare la diffusione di false notizie sulle loro piattaforme. Al momento i post che vengono segnalati da altri utenti o direttamente dal social come bufala vengono etichettati come tagli o direttamente eliminati. Talvolta viene anche inserito un link per verificare la notizia da una fonte autorevole. Un chiaro esempio di questo approccio sono state le ultime elezioni americane, dove sotto il post di Donald Trump, che dichiarava la sua vittoria, Twitter e Facebook suggerivano di controllare il risultato su altri siti, dove il presidente americano uscente veniva bellamente smentito. Finché si tratta di personaggi pubblici, la questione ovviamente è semplice, ma gestire e controllare i post di miliardi di utenti ogni giorno è decisamente una sfida non da poco. Per questo i social hanno adottato altri strumenti per evitare la diffusione esponenziale e troppo veloce dei contenuti e avere così il tempo per controllarli o costringere gli utenti ad aprire un link prima di poterlo condividere. Un'altra tecnica efficace che i social hanno adottato per limitare la diffusione delle fake news è attraverso la famosa spunta blu, ovvero quell'icona vicino al nome della pagina che dimostra che l'account è ufficiale e quindi dovrebbe pubblicare notizie verificate. Dovrebbe perché come abbiamo visto nell'esempio di Donald Trump può comunque non essere così scontato. Per quanto riguarda invece i gruppi, sia privati sia pubblici, anche in questo caso i vari social si prendono la libertà di chiudere quelli esplicitamente dedicati alla discussione e alla diffusione di post di disinformazione. C'è da dire inoltre che tutti questi provvedimenti sono spesso economicamente controproducenti per gli stessi social che, limitando la viralità dei post o scegliendo di non pubblicizzare campagne politiche, rinunciano a grandi profitti economici. E non solo, già di per sé limitare e controllare ogni post si traduce in un rallentamento generale del sistema e a un ingente investimento di risorse e quindi denaro per migliorare e modificare gli algoritmi che animano il social. Un altro importante fronte su cui combattere la disinformazione è quello della diffusione delle notizie attraverso i motori di ricerca come Google. Chi più di altri infatti ha il potere di decidere a quali siti le persone possono o non possono facilmente accedere? E anche Google ha infatti investito parecchio per migliorare il posizionamento delle pagine, ponendo tra i primi risultati i siti ritenuti più affidabili o vietando alcuni annunci. Per fare un esempio, con le nuove politiche del motore di ricerca non è più possibile sponsorizzare annunci relativi al coronavirus, mostrando invece in primo piano tra i risultati le informazioni dei siti ministeriali e governativi. Un altro esempio, YouTube, di proprietà di Google, sta eliminando contenuti relativi alle cospirazioni legate al 5G. Sempre questo big del web sta cercando di portare gli utenti a usufruire di strumenti come Google News, un raccoglitore delle principali notizie, verificate, controllate e raggruppate per argomenti. A livello di messaggistica, invece, WhatsApp non permette di inoltrare catene di Sant'Antonio, immagini o link non ritenuti affidabili e in qualsiasi caso affiancando al messaggio un piccolo pulsante per poter verificare che l'informazione sia corretta o meno. Come già ribadito, tuttavia, questi processi sono molto difficili e costosi, in quanto si tratta di analizzare e confrontare miliardi e miliardi di pagine e di articoli. E forse proprio questa grande quantità di dati disponibili potrebbe essere la risposta. Come? Ovviamente con l'intelligenza artificiale. Da un lato abbiamo visto nella puntata sui deep fake che su questa tecnologia si basa alla creazione di video falsi che potrebbero rendere le fake news ancora più realistiche. Dall'altro lato, però, l'intelligenza artificiale ha talmente tanti ambiti di applicazione che può essere adoperata per addestrare i computer a riconoscere le notizie false da quelle vere. Vediamo qualche esempio. Recentemente l'azienda The B Partisan Press ha sviluppato un software in grado di riconoscere l'orientamento politico delle notizie. Dovrebbe essere noto, infatti, che molte testate giornalistiche non sono totalmente imparziali, ma anzi hanno uno schieramento politico e raccontano spesso fatti, sì reali, ma con una visione leggermente distorta o mettendo magari alcuni dettagli. Bene, attraverso il sito web The B Partisan Press è possibile inserire il link di una notizia e verificare subito se l'opinione politica vira più verso un orientamento di destra o di sinistra. Purtroppo per ora l'algoritmo funziona solo con la lingua inglese, ma già questo può dimostrare quanto l'intelligenza artificiale può essere utile contro la lotta alla disinformazione. Un altro strumento si chiama NewsGuard ed è un'estensione per Google Chrome in grado di avvisarci se una pagina web è affidabile o meno, base agli articoli passati pubblicati su quel sito. Internet dunque non è più la piazza neutrale che era all'inizio, un luogo in grado di dare la stessa importanza e la stessa voce a tutti. Come ogni aspetto della società è stato necessario con il tempo introdurre delle regole, dei limiti o delle strategie per garantire a tutti gli utenti un accesso semplice e corretto alle informazioni e alla verità. Tuttavia ancora potrebbe non essere abbastanza. Come detto a inizio puntata, il web si può considerare un'estensione della realtà e non una via di fuga, un'alternativa. La vera differenza in questo caso non la potrà mai fare la tecnologia, che si potrà solo limitare a dare una mano. La cultura, l'istruzione e di conseguenza la capacità di saper criticare e analizzare ciò che ci troviamo davanti andando a informarsi anche su diverse fonti. Questa è la vera chiave per combattere una volta per tutte la disinformazione e il dilagare delle fake news. E la prossima volta cerchiamo di spendere un po più di tempo per verificare ciò che leggiamo prima di condividerlo con il resto del mondo. In gioco infatti potrebbe esserci la nostra libertà personale o quella di chi verrà dopo di noi. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 15:30 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e50 ## Chi protegge le informazioni in un’azienda? > Come non potremmo mai permettere che il nostro denaro rimanga incustodito, è fondamentale che anche l’informazione sia al sicuro. Miliardi e miliardi di dati che ci permettono di [capire la realtà che ci circonda](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e11?t=361) e che per questo sono il principale strumento di guadagno per le più grandi società del mondo. Ma come si proteggono le informazioni? A questa domanda ha risposto [Luciano Quartarone](https://www.dentrolatecnologia.it/luciano.quartarone.html), che svolge, in una azienda che si occupa proprio di conservare le informazioni, il ruolo di CISO, Chief Information Security Officer o direttore della sicurezza dell’informazione. Tra le notizie tech che più ci hanno colpito questa settimana invece parleremo delle nuove [AirPods Max](https://www.apple.com/it/airpods-max/) di Apple e del test di lancio di [Starship](https://www.spacex.com/vehicles/starship/) SN8 di Space X. - Stagione: 2 - Episodio: 50 - Data di pubblicazione: 2020-12-12 06:45:00 - Durata: 22:45 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e50](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e50) - Episodi correlati: s2e11 - Tag: ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Luciano**: Bisogna lavorare sia sulla formazione di competenze specifiche per il personale che opera all'interno dell'azienda, sia sulla parte di consapevolezza che è richiesta alle persone che lavorano all'interno dell'azienda rispetto a quello che fanno, sia rispetto ai temi sia di sicurezza delle informazioni che di data protection. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di informazioni, più nello specifico cercheremo di capire come si proteggono i dati che ci permettono di analizzare la realtà che ci circonda. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### AirPods Max: tra qualità e pubblicità gratuita > Fonte: Apple.com - Timestamp: 01:16 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Cuffie - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso martedì Apple ha presentato tramite un comunicato stampa le nuove AirPods Max, delle cuffie over-ear che quindi coprono l'intero padiglione auricolare. Questo prodotto eredita tante funzioni di AirPods Pro, come la cancellazione dei rumori ambientali, la modalità trasparenza per invece sentire i suoni provenienti dall'esterno e l'audio spaziale, una modalità audio tridimensionale molto più immersiva. Ma la cosa che sicuramente farà più parlare ed Apple n'è perfettamente consapevole è il prezzo. 629 euro sono una cifra molto elevata anche per un prodotto di questo tipo. Certo però è che l'attenzione mediatica che avranno queste cuffie, soprattutto appunto per il prezzo, permetterà ad Apple di essere al centro dell'attenzione in un periodo dell'anno che è notoriamente rilevante per quanto riguarda gli acquisti e di riflesso potrebbe portare pubblicità gratuita anche a tutti gli altri prodotti dell'azienda. #### Starship di SpaceX si è fieramente schiantato > Fonte: DMove.it - Timestamp: 02:13 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo i diversi lanci abortiti di questa settimana, SpaceX è finalmente riuscita a concludere con successo il test del veicolo spaziale Starship che avrà il compito di portare l'uomo su Marte entro il 2050. Alle ore 23.40 di giovedì 9 dicembre, dopo svariati countdown, interrotti per problemi tecnici, i tre motori Raptor dell'ottavo prototipo di Starship si sono finalmente accesi e il veicolo spaziale di 50 metri ha spiccato il volo, arrivando all'apice di 12,5 chilometri. Durante la fase di risalita dell'atmosfera i tre motori si sono gradualmente spenti portando SN8 alla quota prevista, dopo la quale ha iniziato una lenta discesa orizzontale verso la piattaforma di arrivo. Qualche chilometro prima di toccare terra, il veicolo spaziale di SpaceX, grazie alle ali pieghevoli e ai tre propulsori, ha ridefinito l'assetto portandosi in posizione verticale. Tuttavia, al momento dell'atterraggio si è schiantata al suolo con una spettacolare esplosione. Nonostante possa sembrare un fallimento, dal punto di vista di Elon Musk e di SpaceX questo volo di prova è riuscito perfettamente, poiché grazie ai dati raccolti consentirà di effettuare migliorie da portare sul prossimo Starship SN9 che verrà lanciato il prima possibile. #### Chi protegge le informazioni in un’azienda? > - Timestamp: 03:46 - Autori: Luciano Quartarone, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Internet, Sicurezza - Tipologia: Intervista **Davide**: La protezione delle informazioni rappresenta oggi un valore imprescindibile sul quale forse non ci si concentra abbastanza. Un caso eclatante è quello accaduto qualche settimana fa quando il ministro della difesa olandese ha pubblicato un post sui social nel quale mostrava la password di accesso ad una riunione riservata dei ministri della difesa dell'Unione Europea e con tali credenziali un giornalista è riuscito ad ascoltare e anche intervenire in questa conversazione. E per capire come si proteggono le informazioni oggi è venuto a trovarci Luciano Quartarone che svolge in un'azienda che si occupa proprio di conservare le informazioni il ruolo di CISO, Chief Information Security Officer o direttore della sicurezza dell'informazione. Benvenuto Luciano. **Luciano**: Buongiorno Davide, grazie per l'invito. **Davide**: Ci spieghi di che cosa ti occupi nell'azienda in cui lavori? **Luciano**: Certamente, all'interno dell'azienda per cui il lavoro ricopro il duplice ruolo di responsabile per la sicurezza delle informazioni ed anche il ruolo di Privacy Director. Questa definizione è un po fuorinorme ma è un ruolo del tutto equivalente al più noto ruolo di Privacy Manager. Il CISO è all'interno di un'organizzazione il più alto livello responsabile per la protezione delle informazioni e dei dati trattati dall'azienda. Il suo scopo è quello di garantire che le stesse informazioni siano opportunamente protette pur essendo fruibili allo stesso tempo. Il caso infatti è che se proteggiamo troppo le informazioni e non riusciamo ad utilizzarle non ce ne facciamo effettivamente nulla. Questa protezione riguarda sia aspetti logici, sia tematiche organizzative, sia adempimenti normative. Per questo motivo il ruolo del CISO è presentare di convergenza anche con altre figure tipicamente operanti all'interno di un'organizzazione ovvero il CIO, il CSO e il DPO. Il CISO sintetizza molto la sua mission, definisce le strategie di sicurezza delle informazioni e protezione dei dati coordinando soggetti interni ma anche esterni all'organizzazione verso il raggiungimento e il mantenimento degli obiettivi di sicurezza dell'azienda. Per questo motivo il CISO si interfaccia sia con l'alta direzione quindi il Consiglio d'amministrazione, l'amministratore delegato, il topo management, sia con tutti i ruoli manageriali, manager di linea, sia con la parte operativa. **Davide**: Ho capito. E da un punto di vista normativo ci sono dei riferimenti riguardo questo ruolo? **Luciano**: Sì, allora a livello nazionale il ruolo è definito dalla norma 11621 a cui ho contribuito la sua redazione nella sua prima stesura del 2016 e che recentemente ha visto un aggiornamento per adeguamenti terminologici introdotti da altre norme. Non esistono tuttavia dei requisiti che impongono alle aziende di prevedere questa figura all'interno dell'organizzazione organigramma aziendale. Un po come invece succede, o è fortemente indicato nel regolamento per la protezione dei dati, per esempio per il DPO, dove a seconda di alcune condizioni allora è necessario introdurre questa figura in organigramma. Del resto anche un recente studio dell'Osservatorio del Politecnico di Milano ha evidenziato come il ruolo del CISO sia presente solo nel 27% dei casi delle aziende interpellate. Questo è un dato di cui secondo me non dobbiamo essere tanto felici perché mi viene da pensare che molte aziende stiano perdendo l'opportunità di salvaguardare il proprio patrimonio informativo e quello dei clienti per i quali lavorano. **Davide**: Spiegaci praticamente di che cosa ti occupi all'interno dell'azienda. **Luciano**: Ok, ogni giorno il CISO deve garantire che i dati in qualunque modo in transito nell'azienda, e che quindi assumono il rango di informazioni, siano adeguatamente protette. Ai nostri clienti, faccio un parallelo con quello che facciamo noi tutti i giorni, dobbiamo garantire che i dati che trattiamo per loro conto siano al sicuro tanto quanto in una loro cassaforte, se non addirittura anche di più. Quindi tutti i giorni devo presidiare sia le attività correnti sottese all'erogazione dei servizi di business dell'azienda, sia assicurare un adeguato supporto alla progettazione o all'aggiornamento dei servizi che eroghiamo, e altro elemento non trascurabile sia alla definizione e al monitoraggio delle misure di sicurezza che l'azienda adotta. A questo chiaramente si aggiunge anche il riscontro che devo dare alle diverse aree aziendali su una varietà di temi che intersecano gli aspetti di sicurezza con la protezione dei dati. **Davide**: E quali relazioni hai con le altre entità, gli altri ruoli, le altre persone che lavorano appunto all'interno della tua azienda? **Luciano**: Come accennato in apertura, il mio ruolo deve necessariamente relazionarsi con altre figure presenti in azienda, siano esse interne o esterne. Fra queste vale sicuramente la pena citare il CO e il CSO, se pur purtroppo nella nostra azienda questo ruolo non sia stata ancora formalizzato a livello di organi GRAMBA, ma CIO, CSO e CSO formano una triede che deve essere a diretto riporto del Consiglio di Amministrazione e che governa un aspetto di quella che comunemente viene chiamata sicurezza. Poi bisognerà distinguere fra sicurezza e sicurezza. **Davide**: E queste due figure, queste altre due figure che hai citato, di che cosa si occupano poi praticamente? **Luciano**: Esatto, non è solamente una questione terminologica come dicevo prima, ma dietro queste tre definizioni ci sono delle sostanziali differenze operative e anche di competenze necessarie per ricoprire questi ruoli. Cerco di non banalizzare ma vorrei semplificare un attimino che cosa fanno queste figure. Se da un lato possiamo dire che il CSO definisce sulla base di regolamenti cogenti, di standard internazionali, di prassi di riferimento o anche regolamenti interni, delle politiche che devono essere adottate e seguite dall'azienda e ne stabilisce anche il contenuto. Il CIO ha il governo dei sistemi informativi che recepiscono queste politiche, quindi struttura l'insieme dell'applicazione del sistema informativo che implementa un servizio di business. Il CSO invece si deve occupare della sicurezza nell'erogazione di questi servizi di business, quindi deve recepire nel concreto le politiche di sicurezza adottando delle misure che possono essere dispositivi hardware o software a tutela della protezione e della corretta erogazione di questi servizi. **Davide**: Se ci fosse un attacco alle informazioni che devi proteggere come ti devi comportare per proteggere queste informazioni? **Luciano**: In caso di attacco ovviamente bisogna difendersi in qualche modo, però non succede mai come nelle tv o nei wargames, bisogna agire realmente, ma la miglior difesa parte molto tempo prima, non in quell'istante. Bisogna intervenire da un lato sulla progettazione della sicurezza e delle misure di sicurezza che deve essere introdotta fin dagli stati primordiali della concezione di un servizio o di un prodotto che deve essere erogato a un qualche dono e su questo mi sento di fare un parallelo molto molto stretto con i principi di privacy by design e by default introdotti dal regolamento europeo sulla protezione dei dati. Dall'altra parte bisogna intervenire sul cosiddetto fattore umano, quindi sulle risorse umane che lavorano all'interno dell'azienda che notoriamente rappresentano l'anello più debole di questa catena azienda. Quindi praticamente bisogna lavorare sia su la formazione di competenze specifiche per il personale che opera all'interno dell'azienda che sia anche l'operatore di helpdesk, l'operatore di amministrazione, un project manager, uno sviluppatore, anche loro possono rappresentare un punto di debolezza e quindi una minaccia per il mantenimento della sicurezza dell'informazione all'interno dell'azienda, sia sulla parte di awareness, quindi questa consapevolezza che è richiesta alle persone che lavorano all'interno dell'azienda, rispetto al loro ruolo all'interno dell'organigramma o del funzionogramma aziendale rispetto a quello che fanno, sia rispetto ai temi sia di sicurezza delle informazioni che di data protection. **Davide**: Sì diciamo che quindi l'essere umano è l'anello più debole di questa catena perché spesso magari non conosce i temi della cyber security o non è competente appunto in termini di cyberattacchi. **Luciano**: Io direi che non è abituato, così ci colleghiamo di più alla parte di awareness, perché magari un ottimo programmatore è molto bravo in quello che fa, però poi ha dei comportamenti che possono inficiare quello che effettivamente produce e quello che l'azienda eroga, per questo bisogna esistere sia sulle competenze specifiche, sia su questa consapevolezza dove la parte di training chiaramente interagisce direttamente, influenzia direttamente le competenze, l'awareness modifica le abitudini e quindi comportamenti delle persone. **Davide**: E perché secondo te non sono abituate le persone a questi aspetti? **Luciano**: Sarà capitato anche a te o comunque capiterà a molte persone nelle sale ristoro delle aziende o anche in un autogrill di parlare con colleghi di cose in cui non si dovrebbe parlare, poi non pretendo per esempio dei miei colleghi che sappiano fare un'analisi dei rischi e una valutazione di rischi opportuna rispetto a quello che stanno facendo anche di fronte a una macchinetta del caffè, ma la modificazione sulle abitudini dovrebbe proprio portarle a riconoscere che davanti alla macchinetta del caffè, ma potresti essere anche in viaggio sull'autobus metropolitano o su un treno, non devi metterti a parlare di lavoro o di quello che fai sul lavoro perché parlando così anche amichevolmente con conoscenti potresti darla... **Davide**: si stai mettendo in pericolo... **Luciano**: diffondere informazioni. Ti dico c'è della documentazione a supporto del nostro framework documentale per le certificazioni che non è nota a tutto il personale dell'azienda perché contiene degli elementi che se erroneamente diffusi potrebbero minare il corretto funzionamento dell'azienda. **Davide**: Mi è fatto venire in mente una cosa e adesso in questo periodo sappiamo molti dei lavoratori, immagino anche nella tua azienda, si trovano a distanza e non lavorano, non vengono fisicamente in ufficio. Lo smart working rappresenta un rischio ulteriore che devi affrontare e che devi anzi valutare nel tuo lavoro? **Luciano**: Allora lo smart working, meglio di smart working, se ne è parlato molto in questi ultimi mesi, stranamente ringraziamo la pandemia perché ci siamo riscoperti in un nuovo modo di lavorare dove fino a poco tempo fa forse per retaggi culturali non eravamo così tanto abituati, a differenza di quello che accade all'estero. Lo smart working come ogni forma di telelavoro ovvero di lavoro erogato in un luogo diverso dalla normale sede operativa, introduce delle minacce in azienda che possono risultare in danno e quindi effettivamente rappresentare un rischio per l'erogazione dei servizi stessi dell'azienda. Queste minacce possono interessare sia il dipendente che sta lavorando a casa sua o altrove, sia la postazione di lavoro usata dal dipendente che non è detto che sia la postazione di lavoro che abitualmente ha in azienda, sia il sistema informativo aziendale che viene acceduto dal dipendente in questa nuova sua location. Queste minacce si concretizzano perché l'azienda non riesce ad avere un controllo end to end su tutta la catena di connessione da dove sta il dipendente al lavoro fino all'ingresso dei dati in azienda e questo perché ognuno a casa propria ha un proprio sistema di connessione ad internet sul quale l'azienda riesce a fare ben poco. **Davide**: Bisognerebbe arrivare con un cavo fino alla casa del dipendente e anche in quel caso magari avresti comunque dei rischi collegati. **Luciano**: Sì, anche in quel caso avremo qualche problema dato da un cavo che si estende molto però concettualmente quasi ci siamo. Questo aspetto a noi in azienda non ha impattato negativamente in modo significativo perché a differenza di altre aziende tutti i nostri dipendenti o quasi tutti insomma hanno delle prestazioni di lavoro mobile di portatele già configurati per connessione remote in azienda e quindi non c'è costato sostanzialmente nulla di da un momento all'altro da domani si lavora a casa. Questo però non elimina comunque tutti i rischi che l'azienda va incontro proprio per quello che dicevo prima la connessione ad internet non è controllata dall'azienda. È vero che possono essere introdotte delle connessioni tipo VPN o connessione remote alla Citrix e così. Bisogna comunque mitigare, intanto le prime non sono poi così tanto sicure dall'altro richiedono comunque un'infrastruttura tecnologica che sia veramente carrozzata perché se dall'oggi al domani bisogna supportare 200 connessioni concorrenti in più in ingresso all'azienda questo potrebbe rappresentare quasi una minaccia quasi un attacco di denial of service rispetto allo specifico servizio. **Davide**: Certo perché comunque poi magari c'è anche una grande richiesta di velocità da parte del dipendente che deve fare magari chiamate di lavoro e quindi necessita una rete protetta. **Luciano**: Parlo per me, io passo molto tempo in videoconferenze dove quando anche ci fosse solo l'audio ma se l'audio è interrotto è un problema insomma, non ci si capisce. Rispetto a colleghi invece che devono lavorare in qualche modo su applicazione anche in modo coordinato se la connessione non è stabile non è efficiente abbiamo delle perdite di tempo e quindi perdite di efficientamento che difficilmente riusciamo a ricoprire. **Davide**: E tutti i rischi che abbiamo analizzato fino ad ora quindi anche legati allo smart working che legame hanno nel globale nel complesso ai rischi collegati alla tecnologia dell'informazione? **Luciano**: Sono strettamente legati. L'analisi dei rischi in generale risponde ad una delle domande che tipicamente tutte le aziende tutti gli amministratori delegati delle aziende rivolgono al CISO o a reparti tecnici ovvero quanto siamo sicuri e quanto siamo al riparo da rischi. Allora intanto mi piace ricordare che nel nostro ambito quando parliamo di rischio intendiamo l'incertezza nel raggiungimento degli obiettivi quindi degli obiettivi di sicurezza, degli obiettivi di qualità, degli obiettivi di continuità operativa. Questa definizione è esplicitamente richiamata nella ISO-IEC 27000 e quindi in tutta la famiglia delle norme ISO-IEC 27000 che riguardano proprio la sicurezza delle informazioni ma è anche immediatamente recepibile nei contesti di qualità e quindi ISO 9000 e 1 e nei contesti di continuità operativa e quindi la ISO 22301. Lo stesso vale anche per altre norme e anche per il regolamento europeo sulla protezione dei dati. Tutte queste standard e questi regolamenti richiedono che tutte le attività vengono valutate in termini di rischi poi con prospettive diverse. In azienda un rischio legato all'analisi dei rischi è che essendo su ambiti diversi venga risa all'azienda una rappresentazione frammentaria o frammentata meglio dei singoli rischi e quindi non si riesce a capire esattamente qual è il rischio che deve affrontare l'azienda quindi non si risponde alla domanda dell'amministratore delegato che dice dimmi qual è la mia esposizione al rischio perché a lui potrebbe anche interessare poco se c'è un rischio alto su un aspetto di qualità e un rischio basso un pochino più alto su un aspetto di continuità operativa. Ha bisogno di un'indicazione per decidere per avere gli elementi per prendere una decisione per andare verso una direzione piuttosto che un'altra investendo risorse e quindi anche denaro. **Davide**: Molto interessante questo aspetto visto che di fatto quindi devi cercare di dare una visione che allo stesso tempo sia chiara e complessiva di tutti i rischi in cui potreste imbattervi. Va bene grazie Luciano per questo intervento alla prossima. **Luciano**: Grazie a te per l'opportunità. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 21:53 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e51 ## La tecnologia in cucina, tra frigoriferi e forni smart > La tecnologia ha invaso anche le nostre cucine e preparare con i moderni robot un tipico piatto italiano come la pizza, non è mai stato così semplice. Basta infatti aggiungere gli ingredienti nel [contenitore](https://it.wikipedia.org/wiki/Impastatrice_orbitale), impostare i principali parametri di lavorazione ed il gioco è fatto. Con l'arrivo poi delle vacanze natalizie, la cucina “homemade” diventa ancora più rilevante. Avere inoltre uno spazio ben strutturato ed ergonomico in cui passare questi momenti con i propri cari, non è mai stato così indispensabile come nel 2020, e per fortuna la tecnologia, come spesso accade, ci viene in aiuto. Nella sezione notizie parleremo della proposta di videochiamare “senza consumare GB” a Natale, dell’app per prenotare un posto a sedere alla messa di Natale e infine della [cantinetta di LG](https://www.lg.com/it/frigoriferi/lg-lsr200w) per gli appassionati di vini. - Stagione: 2 - Episodio: 51 - Data di pubblicazione: 2020-12-19 06:45:00 - Durata: 17:05 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e51](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e51) - Episodi correlati: s2e19 - Tag: applicazioni,servizi,code,chiesa,natale,videochiamate,traffico dati,internet gratuito,paola pisano,wind,tre,vodafone,tim,vino,lg,cantinetta,passione,lg signature cucina,domotica,smarthome,samsung,miele ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa puntata pre-Natalizia parleremo del ruolo che gioca alla tecnologia in cucina nella preparazione di piatti di ogni tipo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Le prossime festività saranno decisamente diverse dal solito, dovendo rinunciare ai tradizionali e calorosi scambi di auguri tra amici e familiari. #### Videochiamate gratuite a Natale > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Dovremmo quindi accontentarci di rimanere vicini attraverso un messaggio o una videochiamata. Per questo il ministro dell'Innovazione Paola Pisano ha proposto alle compagnie telefoniche di rendere gratuito il traffico dati consumato per le videochiamate nel giorno di Natale. Si tratterebbe infatti di un modo per incentivare e agevolare i cittadini a stare vicino alle persone più care, nonostante la lontananza obbligata. Ovviamente è compito delle compagnie telefoniche rispondere positivamente o meno all'appello del ministro, ma le principali compagnie come Vodafone, Tim e Wind3 hanno già accolto con entusiasmo la proposta. In particolare Vodafone e Tim renderanno gratuito tutto il traffico dati a partire dalle 18 del 24 dicembre e per tutta la giornata di Natale. Wind3 invece non conterà i giga consumati dalla mezzanotte del 24 dicembre fino alla fine del 25. #### L’app per prenotare i posti a sedere in chiesa > Fonte: LaStampa.it - Timestamp: 01:58 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Applicazioni - Tipologia: Notizia **Davide**: Per non lasciare senza celebrazione di Natale un'intera comunità parrocchiale, la Chiesa di Montale, situata in provincia di Pistoia, ha deciso di rendere digitale la prenotazione del posto a sedere per le celebrazioni del 25 dicembre. Grazie a questa app sviluppata da un ingegnere informatico, ora tutti coloro che prima di questa possibilità avevano avuto dei ripensamenti per paura di eventuali assembramenti, potranno partecipare alla messa in totale tranquillità rispettando le principali norme per il distanziamento e il numero di posti messi a disposizione. Grazie a questa applicazione dunque i gestori dell'evento natalizio potranno ottimizzare al meglio i posti a sedere per le 8 celebrazioni previste per l'intera giornata. In alternativa, per le persone meno pratiche di applicazioni smartphone ci sarà anche la possibilità di contattare telefonicamente la parrocchia oppure andare direttamente sul posto per dare la disponibilità di partecipazione. Ma come ha sottolineato il parroco stesso in un'intervista, effettuare questa operazione in maniera del tutto digitale contribuirà sicuramente a ridurre la formazione di code davanti alla chiesa. La tecnologia è arrivata anche al servizio degli appassionati di vini, grazie alla cantinetta LG Signature che permette di conservare fino a 65 bottiglie nelle condizioni più ideali possibili per ogni tipologia di vino. #### La cantinetta di LG per gli appassionati di vini > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:04 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Alimentazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Frontalmente infatti il vetro rimane oscurato per proteggere il vino dalla luce e basterà bussare affinché il vetro diventi trasparente e per poter osservare l'interno. Sono poi presenti due funzioni chiamate Multi-Temperature Control e controllo di umidità. La prima permette di avere 3 zone distinte all'interno della cantinetta con temperature costanti differenti per permettere la conservazione di vini diversi. La seconda invece si occupa di mantenere un grado di umidità ottimale per creare così un ambiente perfetto per la maturazione dei vini. Infine è presente anche uno scomparto frigo o freezer con temperatura regolabile per conservare salumi, formaggi o altri alimenti da abbinare ai propri vini e godere quindi di degustazioni sempre perfette. #### La tecnologia in cucina, tra frigoriferi e forni smart > - Timestamp: 04:15 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione, Domotica - Tipologia: Topic **Davide**: Sempre più spesso si sente parlare di tecnologie applicate al mondo della cucina. Frigoriferi, lavastoviglie, forni classici o piani di cottura, sono alcuni tra i tanti elettrodomestici che da diverso tempo ormai vengono impiegati nelle cucine di tutto il mondo, per ottimizzare e semplificare la preparazione di ogni pietanza. Preparare ad esempio un tipico piatto italiano come la pizza non è mai stato così semplice. Con i moderni robot da cucina basta infatti aggiungere gli ingredienti nel contenitore, impostare i principali parametri di lavorazione e il gioco è fatto. Con l'arrivo poi delle vacanze natalizie, la pratica della cucina home-made diventa ancora più importante, soprattutto in un anno come il 2020, che già diverse volte ci ha costretti a rimanere in casa durante i periodi di festività. Avere inoltre uno spazio ben strutturato ed ergonomico in cui passare questi momenti con i propri cari, preparando piatti che, seppur non da ristorante, abbiano comunque una certa qualità, non è mai stato così importante. E per fortuna la tecnologia, come spesso accade, si viene in aiuto. Negli ultimi anni si sente spesso parlare di IoT, acronimo di Internet of Things o Internet delle cose, ovvero una nuova realtà nata poco più di vent'anni fa, che grazie allo sviluppo di nuove connessioni sempre più capillari ha permesso di interconnettere oggetti tra di loro grazie alla rete Internet. Una diretta conseguenza dell'evoluzione delle tecnologie IoT ha portato poi alla consolidazione della domotica. Per i meno esperti, con questo termine si intende l'applicazione dell'informatica e dell'elettronica all'amministrazione della casa. Grazie infatti a nuovi elettrodomestici in grado di interconnettersi tra loro, la gestione e il monitoraggio delle abitazioni sono diventate nel tempo ancora più funzionali, garantendo, grazie al controllo da remoto, sicurezza e persino risparmio energetico. I dispositivi IoT però non vengono impiegati solamente nel contesto domestico. Gli ambiti di applicazione di questa tecnologia sono diversi in realtà e vanno dalla medicina come pacemaker e altri dispositivi in grado di allertare direttamente i soccorsi, nel caso in cui il portatore si sentisse male, all'agricoltura con sensori nel terreno che segnalano composizione e umidità del suolo al sistema che eroga acqua, arrivando infine alla smart home. L'unico limite, insomma, sembra essere rappresentato soltanto dalla fantasia. Qualsiasi oggetto, a patto che sia collegato ad un network in grado di comunicare con altri soggetti o persone, può rientrare nella definizione di Internet of Things. Per fare un esempio, anche la ciotola del cane, se collegata alla rete e ad un'interfaccia uomo macchina, sarà in grado di comunicare al padrone il livello dell'acqua troppo basso. Tornando all'ambito domestico, il vero punto nevralgico della nuova smart home è rappresentato sicuramente dalle applicazioni per smartphone, che consentono di comandare in qualsiasi luogo e momento i dispositivi della casa come lampade, riscaldamento, impianti audio e per finire gli elettrodomestici. Passando tramite un'interfaccia utente, è possibile dunque monitorare a seconda dello strumento che viene impiegato, in questo caso in cucina, temperatura, tempo e modalità di cottura. Analizzando alcuni di questi strumenti troviamo ad esempio termometri digitali, robot multifunzione, macchine per il caffè, hub per assegnare comandi, arrivando infine ai veri e propri elettrodomestici, tra cui frigoriferi, forni, piani cottura e cappe di aspirazione. I primi strumenti elencati, più che elettrodomestici, sono in realtà degli accessori necessari a garantire una corretta gestione della fase di preparazione di un piatto. Nessun cuoco può infatti fare a meno ad esempio di un buon termometro smart in grado di facilitare il monitoraggio della temperatura del cibo e capire dunque quanto manca alla fine della cottura. Il funzionamento di questi accessori è molto intuitivo, basta semplicemente introdurre il termometro direttamente nella pietanza da cucina e aspettare che lo strumento, connesso ad un'app, comunichi al nostro smartphone i valori della temperatura. Un altro dispositivo sempre più essenziale nelle cucine high tech è il robot multifunzione. La loro utilità nei confronti della semplificazione dei processi di preparazione viene considerata da diversi chef un vantaggio irrinunciabile. D'altronde, con un'unica macchina, chiamata anche planetaria, è possibile triturare il cibo, preparare frullati, impastare la pizza e tanto altro. Aldilà poi della semplificazione dei processi di preparazione, avere un robot che realizzi autonomamente tutti questi passaggi comporta inoltre una notevole riduzione delle tempistiche. Anche per questo motivo, possedere uno strumento di questa tipologia porta vantaggi non da poco, specialmente per tutte quelle persone che non hanno tempo a disposizione ma non vogliono comunque rinunciare alla cucina fai da te. Persino la preparazione del caffè, irrinunciabile per molti italiani, ha conosciuto negli ultimi anni diversi miglioramenti che hanno portato questa bevanda nel mondo del digitale. Passando dalle prime macchine per il caffè elettroniche, ormai diffusissime, siamo arrivati nel 2020 ad avere nuovi strumenti per l'erogazione in grado di impostare automaticamente parametri come temperatura, lunghezza e tipologia di infusione. Per chi ancora non l'avesse intuito, ci stiamo riferendo al nuovo sistema Vertuo, ideato da Nespresso. La tecnologia che sta alla base delle nuove macchinette della multinazionale svizzera è stata registrata come Centrifusion ed è in grado, come anticipato, di riconoscere la tipologia di capsula che è stata inserita nel dispositivo, in modo tale che i parametri impostati prima manualmente diventino ora del tutto automatizzati. Il riconoscimento di tali criteri avviene grazie a una serie di lettori ottici che, identificando un determinato codice a barre sulla nuova capsula Nespresso, consentono alle macchinette di erogare il caffè ad una temperatura o lunghezza diversa, facendo ruotare la capsula a velocità predefinite. Il risultato finale, a detta dei più esperti, è paragonabile se non in certi casi persino superiore a quello ottenuto dai migliori bar specializzati nella preparazione di caffè. Grazie infine ai nuovi hub come Amazon Echo o Google Nest Audio si arriva poi alla costruzione di quello che viene definito un vero e proprio ecosistema domestico. Grazie a questi altoparlanti comandabili con la voce, è possibile semplificare numerose operazioni quotidiane, tra le quali anche quelle legate alla cucina. Per fare un esempio, con gli Smart Hub è possibile recuperare ricette su internet, guardare videotutorial o interagire con gli elettrodomestici allacciati a un sistema domotico. Per quanto riguarda gli elettrodomestici, che maggiormente in questi anni hanno compiuto passi da giganti, sia in termini di design che di automazione, sono proprio i frigoriferi, e uno tra gli aspetti che colpisce inizialmente in questi elettrodomestici, completamente rivoluzionati, è senza ombra di dubbio il loro design. Grazie a nuove finiture e forme innovative, i frigoriferi moderni non vengono più considerati come dei semplici contenitori per conservare alimenti, bensì dei veri e propri elementi di arredo. La parte più interessante però risulta essere quella legata alla tecnologia. I frigoriferi smart del giorno d'oggi sono in grado, come tutti gli elettrodomestici che vedremo più avanti, di connettersi a reti wireless per comunicare direttamente con altri strumenti presenti in cucina o di fornire informazioni al proprietario tramite applicazioni smartphone dedicate. Uno tra i modelli più interessanti presenti attualmente sul mercato è il Family Hub di Samsung. Grazie ad uno schermo posizionato sulla porta di apertura, questo frigorifero smart è in grado di svolgere numerose operazioni designate normalmente a computer, smartphone o tablet. Ma non è tutto. Con un sistema di telecamere interne è anche possibile controllare in ogni momento direttamente dal proprio smartphone gli alimenti presenti all'interno del frigo e nel caso in cui ci si trovasse al supermercato di acquistare l'occorrente senza aver prima preparato la lista della spesa. Mentre si opera direttamente in cucina, invece è possibile utilizzare questo strumento smart come schermo secondario grazie alla funzione di mirroring compatibile con smartphone e TV Samsung per guardare programmi televisivi, leggere notizie o ascoltare la musica. Con le stesse modalità di approccio è poi possibile utilizzare lo schermo del Family Hub come lavagna, calendario o per lasciare messaggi ad altri membri della famiglia, impostando orari e modalità di comparsa. Insomma, un vero e proprio computer in grado anche di conservare gli alimenti. Ma se i frigoriferi di nuova concezione sono in grado di svolgere diverse funzioni oltre a quella per cui sono stati ideati, i forni più innovativi presenti sul mercato del 2020 riescono a sfruttare tecnologie sempre più complesse e all'avanguardia come l'intelligenza artificiale. Integrati poi in un ecosistema domotico, casalingo, i forni high tech più recenti grazie a comandi touchscreen e interfacce app assicurano una massima comodità e funzionalità a chi li utilizza. I forni 1000 di nuova generazione sono un perfetto esempio di innovazione applicata alla cucina. Durante l'IFA Global Press Conference l'azienda tedesca ha infatti presentato una nuova gamma di forni tech, dotati di telecamere interne e in grado di monitorare automaticamente la fase di cottura grazie all'intelligenza artificiale. In realtà i forni 1000 equipaggiati di videocamere esistono già da qualche anno. Tuttavia, nella conferenza dedicata alla tecnologia, l'azienda, più che puntare su nuovi hardware, ha deciso di mostrare al pubblico le potenzialità dei nuovi software. Ad esempio, lo SmartFood ID, grazie al nuovo aggiornamento, ha implementato una funzionalità di analisi delle immagini che consente al forno di capire quali pietanze sono inserite al suo interno. Una volta poi riconosciuto il contenuto della pentola, il software invierà direttamente sul nostro smartphone o sul display integrato informazioni appena ottenute. A questo punto non resterà altro che confermare il riconoscimento e il forno sarà poi in grado di impostare automaticamente temperatura e tempo di cottura. Altra funzionalità interessante, ma esclusiva solamente per il mercato tedesco, è Cook Assist, che propone tramite app delle vere proprie guide per la preparazione di piatti disponibile nel ricettario 1000. Dopo aver affrontato diversi esempi di strumenti ed elettrodomestici sempre più interconnessi tra loro, emerge inevitabilmente una domanda alla quale tutti vorremmo una risposta. Ma quanto consuma un impianto così dipendente da energia e connessioni wireless, viene infatti naturale, solo pensando a questi dispositivi sempre connessi e funzionanti, immaginare l'importanza che la domotica riveste nei costi di gestione in termini di risorse. In realtà, possedere un ecosistema di questo tipo comporta nella maggior parte dei casi un risparmio di corrente elettrica e acqua, al quale va poi aggiunta ovviamente una conduzione responsabile ed efficiente dell'impianto. Ciò è infatti possibile grazie a pannelli di riferimento oppure alle applicazioni smartphone che consentono di monitorare con precisione i dati relativi ai consumi in tempo reale, andando a gestire di conseguenza il dispositivo elettrodomestico che sta consumando di più in quel momento. Il risparmio poi viene accentuato anche dalle detrazioni fiscali, relative alle spese sostenute per l'installazione degli impianti domotici. Con la proroga del bonus domotica della legge di bilancio del 22 maggio, è possibile ricevere una detrazione fiscale pari al 65% delle spese relative agli accessori smart per la domotizzazione della propria casa. Decidendo dunque di installare un impianto di questo tipo, contribuiremo a migliorare il nostro tenore di vita, rendendolo più. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 16:13 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s2e52 ## Come semplificare il lavoro dell’architetto > La tecnologia si è dimostrata un valido strumento capace di semplificare e rendere più veloce e preciso anche il lavoro dell’[architetto](https://it.wikipedia.org/wiki/Architetto). La tecnologia infatti è indispensabile nella visualizzazione architettonica e nella modellazione 3D. Per capire di cosa si tratta e quali conseguenze implicano l’utilizzo di questi strumenti è venuta a trovarci [Maria Chiara Virgili](https://www.dentrolatecnologia.it/chiara.virgili.html), architetto che per diverso tempo li ha utilizzati nella sua professione, ma che ora è anche autrice e voce del podcast [Dannati Architetti](https://mariachiaravirgili.com/dannatiarchitettipodcast/). Nella sezione delle notizie parliamo invece di un gravissimo attacco informatico ai danni di [SolarWinds](https://www.solarwinds.com) e dei problemi di stabilità del titolo videoludico del momento: [Cyberpunk 2077](https://www.cyberpunk.net/nl/it/). - Stagione: 2 - Episodio: 52 - Data di pubblicazione: 2020-12-26 06:45:00 - Durata: 22:47 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s2e52](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e52) - Episodi correlati: s2e50 - Tag: cyberpunk2077,playstationstore,bug,sony,nextgen,solarwinds,attacco hacker,cracker,microsoft,intel,governo,america,russia,nvidia architetto,architettura,semplificare,velocizzare,modellazione 3d,visualizzazione architettonica,Maria Chiara Virgili ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Chiara**: Ormai la tecnologia è parte integrante di tutta la filiera, di tutta la produzione dell'architettura. È tutto velocizzato grazie alla tecnologia. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi, nell'ultima puntata della seconda stagione, parleremo con un architetto dell'aiuto concreto che può dare la tecnologia in questo settore. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### L’attacco hacker al governo americano > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:06 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Non è raro che aziende ed enti governativi si appoggino a società esterne per gestire infrastrutture, sistemi e reti. Ma che cosa accade quando una di queste società viene attaccata? E ciò che è accaduto negli ultimi mesi con SolarWinds, azienda che sviluppa software gestionali. L'attacco informatico, di cui non è ancora chiaro all'origine, ha colpito 18.000 clienti, tra cui enti governativi americani, ma anche aziende come Microsoft, Intel o Nvidia. SolarWinds ha riferito che le prime tracce dell'attacco risalgono a ottobre 2019, mentre il Dipartimento del Tesoro, una delle agenzie più protette, ha dichiarato che ha subito gravi violazioni, ma ancora non si sa di preciso quale informazioni siano state rubate. Microsoft ha inoltre spiegato che l'attacco è avvenuto in seguito ad un aggiornamento software di SolarWinds, che ha permesso agli hacker di entrare nei sistemi tramite una falla nel servizio Microsoft Office 365, che l'azienda di Redmond ha già prontamente risolto. Molte aziende assicurano che le informazioni rubate non sono di grande importanza, ma ci sarà ancora molto su cui indagare. Questo però deve farci riflettere su quanto la protezione delle informazioni sia di fondamentale importanza, un tema quello della sicurezza che avevamo approfondito nella puntata Chi protegge le informazioni di un'azienda. #### Cyberpunk 2077 è stato rimosso dal PlayStation Store > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:25 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Il nuovo videogame Cyberpunk 2077 è stato rimosso fino a nuovo avviso dal PlayStation Store. Si tratta di una decisione piuttosto rilevante, quella presa dall'azienda giapponese, poiché oltre alla rimozione del titolo dallo store digitale, Sony garantirà persino il rimborso intero per l'acquisto del videogame. Il motivo per cui Cyberpunk 2087 è stato tolto dal PlayStation Store dipende esclusivamente dai numerosi problemi legati al gioco stesso. Al giorno dell'uscita, infatti, la versione per PlayStation 4 e per Xbox One, le due principali console di vecchia generazione, non hanno soddisfatto per nulla i giocatori, a tal punto che i numerosi problemi legati a bug grafici o arresti anomali del videogioco hanno reso l'esperienza finale per certi versi ingiocabile. Le segnalazioni tuttavia non hanno escluso neppure la versione meglio ottimizzata per PC e console next-gen, che seppur con meno problemi non hanno soddisfatto a pieno le alte aspettative promesse ancora prima del lancio. Nel frattempo, mentre le azioni dell'azienda sviluppatrice CD Projekt RED continuano a diminuire in borsa, i giocatori che per quasi dieci anni hanno aspettato l'uscita del titolo dovranno pazientare ancora un po, sperando che prima o poi ritorni su PlayStation Store la tanto attesa versione definitiva. #### Come semplificare il lavoro dell’architetto > - Timestamp: 03:59 - Autori: Maria Chiara Virgili, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Computer, Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Quando l'uomo ha acquisito capacità cognitivi e tali da potersi organizzare in civiltà, l'architettura è sempre esistita e ha rappresentato uno degli aspetti principali nello sviluppo della società. La tecnologia si è dimostrata un valido strumento capace di semplificare e rendere più veloce e preciso il lavoro dell'architetto. Di questo parliamo oggi con Chiara Virgili, architetto ma anche autrice di podcast. Benvenuta Chiara. **Chiara**: Grazie, grazie mille. **Davide**: In base alla tua esperienza personale nella carriera da architetto, che ruolo ha avuto la tecnologia? **Chiara**: Allora, direi fondamentale proprio perché il settore che ho scelto all'interno del mondo dell'architettura, quello nel quale mi sono specializzata, è principalmente quello della visualizzazione architettonica e della modellazione 3D, che sono attività in cui l'architetto si pone davanti al computer e lavora con dei software specifici. Quindi chiaramente il rapporto che si ha con la tecnologia è proprio all'ordine del giorno, è un lavoro estremamente operativo, anche abbastanza faticoso, ma quello che fai sostanzialmente è comunicare a livello visivo, attraverso immagini, animazioni, il progetto, con tutto quello che poi fa parte del completamento dello stesso, perché tu sei in qualche maniera l'ultima ruota del carro di tutta la filiera di produzione, ma anche quello che poi consente man mano di andare avanti step by step. Questo varia a seconda se lavori in uno studio di architettura, quindi con tante persone, tante figure, oppure in uno studio di visualizzazione dove ti occupi solo della visualizzazione, il cliente è fuori, il cliente può essere uno studio di architettura, un designer, eccetera. Variano un po le cose, però sostanzialmente è un lavoro estremamente operativo. Si articola in poche parole in due fasi, quella della modellazione 3D, quindi sostanzialmente la ricreazione dell'oggetto architettonico o anche di design, ma possono essere per esempio anche allestimenti o set per sfilate, qualsiasi cosa, perché ti dà un ventaglio di possibilità infinite. Insomma, tu puoi ricostruire in 3D quello che vuoi, più o meno complesso. E poi il vestito, quindi la cura dei materiali, la renderizzazione di questo mondo che hai costruito in 3D e la resa finale, che è la visualizzazione finale, quindi un'immagine che potrebbe essere uno still oppure un'animazione che è in movimento, richiede chiaramente dei tempi differenti, ma l'esito ormai è un esito fotorealistico, nel senso che si riesce a dare un'idea quasi, ecco, sei quasi confuso tra la fotografia di un ambiente reale e invece la riproduzione dello stesso in virtuale. E quindi questi sono i due filoni. Uno, quello del 3D che porta man mano l'architetto, l'architettura a complicarsi sempre più, quindi attraverso forme che ormai, siccome gestite dal computer diventano sempre più difficili anche da immaginare, e l'aspetto invece della resa fotografica finale con tante virgolette, perché non è una fotografia, ma è una fake fotografia, che sostanzialmente aiuta l'architetto a vendere il progetto, perché è la ciliegina sulla torta, no? E quindi quella non può mancare nel momento in cui c'è da consegnare un concorso o, non so, bisogna realizzare un complesso e facciamo conto, no, il caso più classico del complesso residenziale, la prima cosa che ti mettono sui cartelloni sono le immagini di come verrà e poi se verrà in quel modo non è detto, però fondamentalmente ecco queste sono le due filoni fondamentali di questo lavoro. **Davide**: Partendo dalla questione della modellazione, il ruolo della tecnologia è rilevante in questo ambito? **Chiara**: Assolutamente sì, perché anche lì c'è una scelta a monte che è la scelta del software e anche della macchina stessa perché ci sono computer adatti alla modellazione, più adatti alla visualizzazione, a seconda delle due cose si sceglie anche quello se devi fare entrambe si sceglie una macchina che sappia fare un po tutte e due le cose quindi il computer è il tuo compagno veramente fedele perché non ti può mollare, quindi deve essere costruito bene, assemblato bene, ecc. Il software è una scelta personale ma anche una scelta un po tra virgolette commerciale perché a seconda di quello che viene, ci sono le mode, un po come in tutto, ci sono le mode anche nel software quindi a seconda di quale software viene più utilizzato dagli studi si tende ad avvicinarsi alla comprensione dello stesso, all'utilizzo dello stesso. Quindi l'aspetto tecnologico poi cambia tanto nel momento in cui le release dei vari software si migliorano una dopo l'altra, migliorano il software stesso con gli aggiornamenti e ti danno sempre più possibilità per fare cose sempre più complicate. Se penso che all'inizio si modellava esclusivamente combinando una serie di azioni quindi di comandi e poi nel momento in cui sbagliavi tornavi indietro o al massimo utilizzavi la storia per tornare indietro, adesso si lavora principalmente con programmi di modellazione che hanno una logica algoritmica. Quindi non è più un processo come dire azione dopo azione ma è un ragionamento che tu fai fare al software e che ti consente di modificare la modellazione, il modello 3D del progetto di quello che è in corso d'opera. Quindi ti faccio un esempio proprio semplicissimo. Io voglio realizzare cinque pilastri con un diametro di, facciamo conto, 30 centimetri. Se poi in un certo punto il progettista o lo strutturista mi dice ma meglio che facciamo 40 anziché 30 centimetri, io vado a selezionare nelle impostazioni del diametro, cioè proprio la geometria del cerchio, della circonferenza, il numero 40. E a quel punto si aggiorna automaticamente tutto. Non devo tornare indietro e rifarmi i quattro pilastri, quei cinque che sono con il diametro di 40. Quindi questo ti permette un aggiornamento di pari passo, ed è una grande soluzione, soprattutto ti consente di raggiungere delle dimensioni anche di forma estremamente complesse perché sono, è matematica, quindi più compliche diciamo questa equazione, più il risultato la rappresenta in qualche maniera. Quindi questo ti dà un ventaglio di possibilità che nemmeno riesci a immaginare tu. Prima si disegnava a mano, non riusciva ad immaginare certe forme, certe curve, oggi invece sì è possibile. E si possono anche ottimizzare perché poi vanno costruite. Quindi se un edificio ha una forma complessa, curva, si può, si deve pensare a come suddividerla in varie parti per dare sì l'aspetto di questa curva sinuosa e se invece si hanno pochi soldi per esempio si pannellizza con dei pannelli piani per cui si perde un pochettino quella sagoma così sinuosa, ma più o meno, come dire, si discretizza la geometria con diciamo un compromesso. Quindi più pannelli effettivamente curvi perfetti che ricalcano perfettamente il modello significa una grande spesa. Tutta una serie di pannelli che invece sono piani e insomma più semplificati si cerca di essere più economici. Quindi questo è sostanzialmente. **Davide**: Bene e l'altro aspetto che è sollevato è quello della visualizzazione in 3D fotorealistica. Una domanda a riguardo che mi viene da farti. Questo il senso di utilizzare una tecnologia di questo tipo permette di abbassare i costi perché ovviamente poi al posto di dover creare più volte fisicamente un edificio o anche una miniatura di esso posso anche attraverso un visore mi viene da pensare far vedere al cliente il risultato e modificarlo magari in tempo reale. **Chiara**: Esatto allora nella visualizzazione già è un pochino più difficile lavorare in tempo reale per quello che se parliamo di still comunque tu l'immagine la devi renderizzare e la devi cuocere come se in forno la torta nel forno. Non so. Temperatura a 180 30 minuti. Devi aspettarli. Quei 30 minuti non puoi a meno che non fai un'immagine più piccola però poi scali tanto di qualità per cui lavorare in tempo reale come si fa comunque con la modellazione è un pochino più difficile. Però certo tu hai tirato in ballo il discorso visori. Questa è quasi un'altra categoria perché sono visori immersivi. Quindi tu sei effettivamente dentro questo ambiente e c'è qualcuno già che ti dà la possibilità di cambiare dei "settaggi" già all'interno quasi del visore. Tu hai la possibilità di interagire con l'ambiente ma ripeto anche lì è un tipo poi di resa differente. Non sempre si riesce ad essere così perfetti così in grado sostanzialmente anche a livello proprio di software di calcolo e restare contemporaneamente fotorealistici e dare la possibilità di cambiare le cose in corso d'opera. Questo è quasi un sogno. Servono delle macchine molto potenti insomma software idonei adatti. Mentre la visualizzazione che facevo io che era un pochino più classica quindi delle immagini degli scatti fotografici logicamente anche quelli si cerca di venire incontro a tutta quella che è il processo di progettazione. Perché oggi ai me si tende molto a progettare sulle immagini e questo da una parte è sbagliatissimo perché è vero che ti dà un'idea ma falsa anche tanto perché spesso è sì sì sì assolutamente sì anche perché spesso sono furbetti e cercano di virti. Ma fa uso un grand'angolo fammi vedere tutto non sono viste però reali non sono non sono vedute che nel momento in cui l'opera è costruita tu puoi replicare con i tuoi occhi come dire. No puoi puoi rivedere in qualche modo quindi c'è sempre questo between tra l'utilità effettiva e però il fatto che comunque è un mondo virtuale non è reale si gioca per esempio con questo non so con un cielo azzurro però magari l'edificio in Cina è un po difficile quindi il cielo solitamente è bianco perciò bisogna cercare di essere sì fotorealistici ma anche realistici in senso nell'altro senso insomma quindi un minimo di logica e di buon senso nell'utilizzare questo sistema. **Davide**: Certo quindi deve esserci anche poi una certa onestà da parte del dell'architetto che realizza queste visualizzazioni per evitare appunto di magari falsare la percezione sì perché di fatto se l'obiettivo è quello di dare una preview un anteprima del risultato finale e poi questa tecnologia si dimostra totalmente diversa alla fine lo scopo di questa tecnologia non è non è poi così si perde totalmente esattamente sì hai capito perfettamente il senso della cosa e parliamo adesso di complessità e ottimizzazione la tecnologia ha permesso in generale di abbassare i costi quindi per quanto riguarda appunto la progettazione il lavoro di voi architetti. **Chiara**: Allora sicuramente in alcuni in alcuni settori sì perché ti permette in alcuni settori in alcuni ambiti precisi ti permette di avere attraverso appunto magari non so spesso si progetta ma non ci si rende conto attraverso il modello attraverso il rendering comunque questi strumenti invece c'è la prova del nove no quindi ti rendi conto se quella cosa davvero è fattibile oppure no ti rendi conto del budget che hai ti rendi conto dell'aspetto che magari avrà magari non so prendi un po la mano nel fare delle cose poi arrivi al committente ti dice sì ma io non lo voglio così oppure mi costa troppo non si può quindi sicuramente la tecnologia in questo senso aiuta a ragionare molto bene su quello che sarà e come ti dicevo prima nel caso di della realizzazione. Di geometrie complesse ti consente di giungere ad un compromesso quindi se si ha tanta tanta moneta si riesce a realizzare delle opere davvero verosimili cioè molto identiche a quello che tu hai visualizzato quello che hai modellato se invece non ce n'è si semplifica un po quindi poi a quel punto il modello può servire come diciamo strategia per progettare. Come aiuto ma non sempre poi è detto che ti serve alla fine nel senso che poi lì c'è tutto un altro discorso che ha a che fare proprio con gli elementi sono tutta una serie di altri elaborati che si fanno però sicuramente insomma ormai si tende a fare un po entrambe le cose sullo stesso binario contemporaneamente proprio per non perdersi. Nei meandri delle tante idee delle tante cose e rendersi subito conto se effettivamente si può o non si può affrontare la cosa. **Davide**: Bene abbiamo finora portato degli esempi che hanno di fatto elogiato il ruolo della tecnologia nel tuo ambito però ci sono degli aspetti in cui del tuo lavoro in cui la tecnologia non potrà mai essere d'aiuto. **Chiara**: Allora la risposta a questa domanda è difficile difficilissima perché ormai la tecnologia è parte integrante di tutta la filiera di tutta la produzione dell'architettura. Non si disegna più a mano o comunque molto poco se insomma non si può fare tutta una serie di cose che altrimenti sarebbero troppo lente. Si è tutto velocizzato grazie alla tecnologia mi verrebbe da dire che è quasi impossibile ormai stare senza tecnologia. In qualche maniera comunque lavorare senza di essa però c'è una cosa che probabilmente in cui la tecnologia probabilmente non è utile ed è come dire il senso di responsabilità dell'architetto del progettista. Perché l'architettura è un'arte imposta è un qualcosa che tu imponi per cui agli altri perché l'architettura si abita si vive ci si entra si guarda per cui se realizzi un qualcosa di estremamente brutto di estremamente poco funzionale o comunque fai un prossimo lavoro gli altri ne soffrono e non c'è tecnologia che tenga lì. Mentre se non so ascolti una canzone di un artista che non ti piace cambi artista cambi playlist è risolto il problema invece l'architettura no. Purtroppo rimane e niente quindi questo è secondo me non c'è un qualcosa se non questo in cui la tecnologia insomma può essere messa da parte quindi diciamo così il gusto estetico che deve avere per forza un architetto. Proprio un gusto estetico perché non mi piace mai di parlare di statica è una tematica complicatissima non è nemmeno un discorso di stile però è proprio un buon senso quindi sapersi adattare ad un contesto storico. L'intervengono poi c'è un mondo di cose da dire ci sono opere bene accette opere molto meno invece ben accette e magari il realizzatore lo stesso architetto però basta che cambia il contesto anche nella stessa città e cambia tutto quindi è veramente un tema molto sensibile. Per cui parli facile però poi tra il dire il fare c'è di mezzo il mare ma in ogni caso insomma la evidente bruttezza di un edificio non risparmia nessuno. **Davide**: Va bene Chiara grazie per questo intervento quindi per averci fatto conoscere questo aspetto tech della tua professione per chi ci sta sentendo invece vi invito ad ascoltare il podcast di Chiara "Dannati architetti" in cui racconti le vite di tantissimi architetti e non solo che hanno fatto la storia non solo del mondo dell'architettura. Alla prossima. **Chiara**: Grazie mille grazie. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, questa è l'ultima puntata della seconda stagione e quindi volevo dedicare un breve momento per ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato a realizzarla. #### Conclusione - Timestamp: 21:55 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Prima di tutto ringrazio Cristiano Boarini, Elisabetta Pianezzola, Valeria Carusi, Marco Fiorini, Nicolò Brunelli e Nicolò Leopizzi che direttamente o indirettamente hanno contribuito al progetto. Un grazie va anche a tutti gli uffici stampa, alle aziende e ovviamente anche agli ospiti che sono intervenuti raccontandoci la loro prospettiva sul mondo della tecnologia. Ringrazio poi anche tutti coloro che settimanalmente ascoltano il podcast e che spesso ci contattano per proporre temi o per confrontarsi su temi di cui abbiamo già parlato in una delle tante puntate. L'ultimo grazie va ovviamente a Matteo Gallo e Luca Martinelli che in qualità di autori ci permettono di pubblicare ogni sabato mattina un nuovo episodio. Noi ci sentiamo nel 2021, cioè la settimana prossima. --- # s3e1 ## Cosa aspettarsi dal 2021 > Nella prima puntata del 2021 e quindi della terza stagione, faremo alcune considerazioni degli eventi che più hanno caratterizzato il 2020. Dal mondo dei [pagamenti](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e24?t=222), a quello del [lavoro](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e12?t=558) e della [scuola](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e28?t=139) fino al mondo della [sanità](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e42?t=271). Proveremo anche a capire quali sono i trend che invece caratterizzano il 2021, un anno che è ancora completamente da scrivere viste le tante incognite e variabili che il 2020 ha portato con sé. Nella sezione delle notizie parliamo di servizio civile in ambito digitale, di un circuito in grado di produrre energia dal [grafene](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e21?t=263) e infine di un presunto furto di dati degli utenti, nei confronti dell’operatore Ho. mobile. - Stagione: 3 - Episodio: 1 - Data di pubblicazione: 2021-01-02 06:45:00 - Durata: 15:13 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e1](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e1) - Episodi correlati: s2e18, s2e24, s2e28, s2e42 - Tag: agid,servizi,tecnologia,digitalizzazione,serviziocivile Ho Mobile,Ho,Attacco,furto di dati,Sim,Salute,Sicurezza,Epicura,Immuni,2020,2021,prospettiva,futuro,IoB,cloud distribuito,cloud gaming,trend,grafene,energia,iot,batterie,elettricità,sensori,materiali ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa prima puntata del 2021 faremo un "recap" su tutto ciò che è accaduto lo scorso anno e in quale direzione andrà la tecnologia, più in generale i trend tecnologici, durante i prossimi mesi. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il Servizio Civile diventa digitale > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:59 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Per accrescere le capacità e le competenze tecnologiche dei cittadini italiani, i ministri Paola Pisano e Vincenzo Spadafora hanno firmato lo scorso lunedì un protocollo di intesa per dare il via al servizio civile e digitale. Nel primo anno di sperimentazione verranno infatti impiegati su tutto il territorio nazionale mille operatori volontari che si occuperanno di aiutare tutti coloro che necessitano di supporto nell'utilizzo delle tecnologie. Si partirà inizialmente con un breve periodo di formazione, rivolto esclusivamente ai mille addetti al servizio civile e digitale, dopodiché si procederà secondo quanto riportato dal recovery plan alla realizzazione di case dell'innovazione e della cultura digitale nelle quali verranno proposti dei corsi di orientamento per rafforzare le capacità tecnologiche dei cittadini, sia giovani, sia anziani e delle imprese. A questo punto, se nel corso del tempo la partecipazione dovesse aumentare, gli addetti al servizio civile e digitale verranno portati fino a 4.500. #### Gli utenti Ho. Mobile potrebbero essere a rischio > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 02:04 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Rete Mobile, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Da qualche giorno sembrerebbe girare in rete un documento contenente i dati di 2,5 milioni di utenti dell'operatore virtuale Ho Mobile. Tra i dati personali trafugati ci sarebbero nomi, email, indirizzi di casa e di lavoro, codici fiscali, partita IVA, numeri di telefono ma anche il codice ICCID, cioè quello che identifica la SIM e ne permette la portabilità. Ho Mobile, con un comunicato, ha però smentito che ci sia stato un attacco e di conseguenza un furto di dati. Se il rischio invece fosse reale, il problema per i clienti a cui sono stati sottratti i dati è soprattutto quello che viene definito SIM swap. Si tratta di un attacco informatico che permette di avere accesso al numero di telefono del legittimo proprietario e di violare determinate tipologie di servizi online che utilizzano proprio il numero di telefono come sistema di autenticazione, pensate a banche o account social. In sostanza, i dati personali rubati nel presunto attacco a Ho Mobile basterebbero anche se con molte difficoltà agli hacker per creare una nuova SIM in testata a un cliente a cui sono stati sottratti i dati. #### Un circuito che produce energia dal grafene > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:15 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Energia, Materiali - Tipologia: Notizia **Davide**: È un risultato che fino a pochi anni fa era considerato impossibile quello che i ricercatori dell'Università dell'Arkansas hanno ottenuto. Grazie a uno strato mono atomico di grafene, infatti è stato possibile ottenere a temperatura ambiente energia elettrica sfruttando il movimento naturale degli elettroni presenti nel materiale. Ricaricare però uno smartphone con questo sistema è almeno per il momento impossibile. Il circuito realizzato infatti non produce potenza a sufficienza. Usando milioni di questi minuscoli circuiti però si potranno alimentare chip a bassa potenza senza l'ausilio delle batterie come piccoli dispositivi IoT o sensori. #### Cosa aspettarsi dal 2021 > Fonte: NinjaMarketing.it - Timestamp: 04:11 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Se avessi realizzato una puntata come questa all'inizio del 2020 sicuramente avrei trattato in modo lineare i principali trend tecnologici che alla fine del 2019 ormai si erano delineati per proseguire il loro sviluppo nei successivi mesi. Sicuramente avrei parlato di smartphone pieghevoli e di cloud gaming, anche se oggi seppur questi due aspetti tecnologici si siano ampiamente sviluppati non sono gli argomenti al centro delle nostre conversazioni. Inoltre l'aspetto che più mi appassiona del mondo della tecnologia non è tanto l'hardware, l'oggetto fisico che fatalmente è destinato in qualsiasi caso a invecchiare con l'avvento del modello successivo o di una nuova tecnologia ancora più sofisticata, ma dei concetti e dell'impatto che la tecnologia ha sulla vita di chi la utilizza. Ecco perché credo che l'esperienza utente sia uno degli aspetti più importanti sul quale chiunque produca e chiunque parli di tecnologia debba soffermarsi. Beh, il 2020 è stato senza ombra di dubbio un anno importantissimo per qualsiasi ambito e di conseguenza lo è stato anche per quello tecnologico. Molti dei nostri ospiti nella scorsa stagione hanno fortemente ribadito quanto sia stata rilevante la spinta in tanti aspetti, dai pagamenti al lavoro alla scuola per finire con il mondo della sanità. In pochi mesi la nostra prospettiva sulla realtà e sui rapporti sociali è stata fortemente modificata e ci siamo dovuti chi più chi meno approcciare a mezzi tecnologici che prima non sapevamo nemmeno esistessero. Questa forzatura ha portato diversi svantaggi, ma allo stesso tempo questo cambiamento di prospettiva è stato ampiamente positivo. Molti esercenti si sono riscoperti imprenditori digitali e hanno sfruttato numerosi strumenti web messi a disposizione per cercare di raggiungere i loro clienti. Molti insegnanti invece hanno sperimentato la didattica a distanza, capendo da una parte che non potrà mai sostituire quella in presenza, ma di vederla come un valore aggiunto, un servizio che può essere fornito nel momento in cui la soluzione migliore non sia praticabile. Lo stesso vale per gli studenti e per i lavoratori, che hanno scoperto che si può studiare e lavorare da casa, sicuramente però con qualche compromesso. Il 2020 è stato anche l'anno delle lezioni americane, delle fake news e dei complottismi per eccellenza. Un anno in cui i social network hanno iniziato a censurare il profilo del presidente americano, un tema ha quello di questo tipo di censura che sicuramente sarà importante discutere nei prossimi mesi. Gli social network possono essere definiti un luogo pubblico o un luogo privato. Censurare un account significa limitare il diritto di espressione? Il 2020 è stato l'anno in cui abbiamo capito che la tecnologia è importante, ma se non viene utilizzata delle persone è totalmente inutile, come il caso del tracciamento dei contatti e dei contagi da covid-19. Le persone sono disposte a barattare le proprie informazioni più sensibili per qualche servizio social, ma non sono disposte a condividere in modo anonimo e socialmente utile i contatti che hanno avuto con altre persone. Il 2020 è stato anche l'anno dello spazio, l'anno in cui si è iniziato a parlare concretamente del progetto Artemis per riportare l'uomo sulla luna, come rampa di lancio per l'esplorazione marziana, e l'anno in cui la prima azienda privata, l'americana SpaceX, è stata in grado di riportare l'uomo nello spazio rompendo il monopolio russo. Infine, sempre SpaceX ha compiuto un impressionante test di Starship, un'enorme navicella che è stata concepita per ridurre estremamente i costi dei viaggi spaziali e per correre distanze con passeggeri e non mai percorse prima. Il 2020 è stato anche l'anno della next-gen, delle console di nuova generazione PS5 e Xbox serie X e S, e dei processori con architettura ARM nei nuovi Mac. La più grande rivoluzione prestazionale ed energetica negli ultimi decenni è che nei prossimi 18 mesi rivoluzionerà l'intero mercato dei computer. Il 2020 è stato infine l'anno della fruizione di film e serie TV in streaming, un anno in cui le case di produzione cinematografiche hanno dovuto stravolgere il loro sistema di distribuzione in quanto i cinema erano forzatamente chiusi, e questo ha dato sicuramente un ulteriore duro colpo al settore del grande schermo fortemente in declino già da diversi anni. Fatta questa imprescindibile premessa e ricollegandomi al titolo che ha questo episodio, cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo anno alla luce di tutti questi importanti cambiamenti? In un contesto normale sarebbe difficile stabilirlo, figuriamoci oggi che le variabili sono aumentate esponenzialmente. Quello che però posso fare è analizzare i principali trend che stanno emergendo in un mondo instabile in cui i macro temi sono sicuramente la vita, la tecnologia, il business e le persone. E proprio dalle persone voglio partire, e più nello specifico dallo "Human Centered Design", una metodologia per progettare soluzioni realmente applicabili per le persone, attraverso una comprensione empatica delle loro esigenze. Quello che però stiamo comprendendo è che l'uomo non è più il centro, ci sono altre forme di vita, ci sono le specie a rischio e ci sono anche le piante. Si passa quindi al concetto di "Life Centered Design", cioè progettare soluzioni per la vita non solo per quella degli uomini, questo perché l'uomo è anche parte di un ecosistema. Inoltre, il distanziamento sociale porterà a un'accelerazione nell'utilizzo di quelle tecnologie che creano e facilitano lo spostamento in digitale delle persone, delle aziende e dei processi. Un esempio è la crescita nell'utilizzo della telemedicina, cioè la possibilità di essere curati a distanza dal medico, l'evoluzione del cloud, internet of behaviors e l'astrazione del denaro, tecnologie che esistono già ma che durante questo 2021 avranno un ulteriore sviluppo. L'utilizzo della telemedicina, ad esempio, di cui abbiamo accennato nell'intervista con Epicura nella scorsa stagione, nel 2020 è passata negli Stati Uniti dall'11 al 46%. Nel prossimo futuro si prevedono servizi sanitari più virtualizzati in un mix bilanciato tra virtuale e in presenza. Oggi si sta utilizzando molto la visita virtuale nella psicoterapia, ma potrà essere esteso per la riabilitazione cardiaca, per la gestione da parte del medico di pazienti cronici, con supporto di strumenti di monitoraggio. Il cloud distribuito, invece, è il futuro del cloud. Si tratta della possibilità di distribuire servizi di cloud pubblico in diverse posizioni fisiche al di fuori dei data center, dei provider. Questi ultimi, nonostante non debbano necessariamente avere la proprietà di alcuni sistemi su cui risiedono dati e servizi propri dell'utente, mantengono la responsabilità sull'efficacia del servizio globale erogato. Si dovranno quindi preoccupare della sicurezza, della governance e degli aggiornamenti tecnologici. Consentire alle organizzazioni di avere questi servizi fisicamente più vicini aiuta a ridurre i tempi di risposta, la latenza, ridurre i costi dei dati e aiuta a soddisfare le leggi che impongono che i dati devano rimanere in un'area geografica specifica. Tra i trend del 2021 si parla anche di Internet of Behavior, IOB. Si tratta dell'utilizzo dei dati che i dispositivi tecnologici acquisiscono nella nostra vita quotidiana per influenzare i comportamenti delle persone attraverso una serie di feedback. Per esempio, per le automobili, monitorando i comportamenti di guida, le aziende possono utilizzare i dati per migliorare le performance, il percorso e la sicurezza delle persone. Un altro esempio sono i dispositivi wearable che le compagnie di assicurazione sanitaria possono utilizzare per tracciare l'attività fisica delle persone e ridurre i premi assicurativi. Gli stessi dispositivi potrebbero essere utilizzati anche per monitorare l'acquisto di alimenti, i prodotti poco salutari faranno quindi aumentare i prezzi, quelli salutari lo faranno invece abbassare. Chiaramente questo comporta anche implicazioni etiche e sociali che dipendono dallo scopo e i risultati che si vogliono ottenere. Le leggi sulla privacy avranno quindi un grande impatto sull'utilizzo dell'IoB. Negli ultimi anni poi la nostra relazione con il denaro fisico sta diventando più ambigua e astratta grazie a sistemi di pagamento digitale come smartphone, riconoscimento facciale, impronta digitale e negozi senza cassieri. Proprio la pandemia ha portato a preferire pagamenti con carte per avere meno contatto possibile con il denaro. Tra i trend futuri si parla di un cambiamento ancora più radicale e astratto con il denaro. Pensate alla possibilità di aggiungere valore attraverso lo scambio di una fotografia sui social network oppure unità di denaro che portino con sé dei livelli di informazione e diano automaticamente accesso ad agevolazioni a seconda dello status sociale, come ad esempio gli studenti. O ancora donazioni verso enti benefici che sblocchino automaticamente sul conto corrente, sconti per negozi nelle vicinanze. A fronte di un'astrazione del denaro su cui abbiamo visto anche il nostro governo puntare molto, soprattutto per una questione legata al tracciamento fiscale, stanno entrando in gioco nuovi attori nel panorama finanziario. Pensiamo alle grandi aziende tech. La pandemia infine ha portato o sta portando molte persone a riconsiderare l'acquisto e il consumo di beni e servizi in un'ottica più consapevole. Le persone chiedono alle aziende nuovi modelli di crescita, un senso nell'acquisto che porti valore anche per il mondo circostante e che sia sostenibile da un punto di vista ambientale e sociale. E infatti sotto gli occhi di tutti la difficoltà di governi e istituzioni a fronteggiare l'emergenza sanitaria, climatica e sociale. E proprio su questi temi proveremo a soffermarci nel corso di quest'anno e lo faremo dal nostro punto di vista e quello dei nostri ospiti. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 14:21 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e2 ## Enel X: i 5 pilastri per un’economia circolare > Nel piano d’azione che l’Unione Europea si è posta con il nostro [Green Deal](https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it) vi è anche quello dell’uso efficiente delle risorse passando a un'economia pulita e circolare. Oggi cercheremo di capire come si sta approcciando [Enel X](https://www.enelx.com/it/it), società del [Gruppo Enel](https://www.enel.it), per sviluppare appunto una [Circular Economy](https://www.enelx.com/it/it/economia-circolare) ispirata a 5 Business Models. Ne parliamo con [Augusto Raggi](https://www.dentrolatecnologia.it/augusto.raggi.html), responsabile per l’Italia di Enel X. Nella sezione delle notizie vedremo invece le anticipazioni di Samsung per la presentazione dei nuovi televisori al [CES 2021](https://digital.ces.tech/home) e della storica rimozione del tasto “mi piace” dalle pagine e dai profili pubblici di Facebook. - Stagione: 3 - Episodio: 2 - Data di pubblicazione: 2021-01-09 06:45:00 - Durata: 18:32 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e2](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e2) - Episodi correlati: s2e48 - Tag: Enel X,Enel,Economia Circolare,Augusto Raggi,SmartHome,Homix,Green Deal,Cambiamento climatico,circular economy,global warming,tv,samsung,televisori,led,miniled,quantum dots ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Augusto**: Una società basata sulla economia circolare è oramai necessaria, considerando che l'attuale sistema economico, basata sul modello lineare, produci, consuma e dismetti, sostanzialmente non è più sostenibile. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di economia circolare, del ruolo che dovrà giocare nei prossimi anni e quali sono secondo Enel X i 5 pilastri che la caratterizzano. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### I nuovi TV Samsung per il CES 2021 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:10 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: TV - Tipologia: Notizia **Davide**: In occasione del CES 2021, il Consumer Electronic Show di Las Vegas, che si terrà ovviamente in versione virtuale, Samsung ha già anticipato delle novità che verranno presentate la prossima settimana. In particolare vedremo dei nuovi televisori, sempre con pannello LCD e filtro Quantum Dots, come lo scorso anno, ma con l'utilizzo di un pannello di retroilluminazione a mini-LED. Grazie a questa tecnologia Samsung sostiene di aver raggiunto un rapporto di contrasto molto più elevato e di aver risolto problemi di aloni che comparivano sugli sfondi scuri. La risoluzione dei televisori che presenterà Samsung saranno 4K e 8K, ma le novità sono il supporto nativo ai segnali in 12 bit e un nuovo processore basato su reti neurali. Infine verrà introdotto il supporto per formati di schermo a 21 noni e 32 noni e alle webcam esterne USB, con cui sarà possibile effettuare videochiamate attraverso il televisore. #### Facebook dice addio al tasto “Mi Piace” > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:09 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Social - Tipologia: Notizia **Davide**: Facebook ha deciso di modificare lo storico tasto mi piace. Per di più, con una serie di aggiornamenti che arriveranno nel corso dell'anno, oltre alla celebre funzione per seguire pagine social e profili pubblici, Facebook semplificherà anche la struttura della propria piattaforma, introducendo nuove funzioni per aumentarne la visibilità. Tuttavia la novità più importante rimarrà la sostituzione del tasto mi piace che insieme all'aggiunta della nuova sezione News Feed consentirà agli utenti di rimanere comunque aggiornati sulle notizie e sui trend attuali in base alle pagine Facebook che si decidono di seguire. Secondo l'azienda statunitense questa nuova funzionalità, della quale non si sa ancora il nome, si concentrerà ancora più sul follower piuttosto che sulla pagina stessa, consentendo inoltre di seguire pagine non gradite senza per forza mettere mi piace alla persona o il gruppo di persone che la gestiscono. Tra le altre novità infine vi sarà un nuovo layout grafico, nuovi controlli per gli amministratori, nuove modalità di gestione delle notifiche e migliorie in fatto di sicurezza e privacy. #### Enel X: i 5 pilastri per un'economia circolare > - Timestamp: 03:28 - Autori: Enel X, Augusto Raggi, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Domotica, Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Viviamo in un periodo di forti cambiamenti climatici ed è necessario mobilitarsi il prima possibile per porre rimedio a questa situazione. Nel piano d'azione che l'Unione Europea si è posta con il nostro Green Deal, vi è anche quello dell'uso efficiente delle risorse, passando a un'economia pulita e circolare. E proprio per parlare di quest'ultimo aspetto è tornato a trovarci Augusto Raggi, responsabile per l'Italia di Enel X. Bentornato. **Augusto**: Grazie e bentrovati. **Davide**: Innanzitutto, quando parliamo di economia circolare, che cosa intendiamo? **Augusto**: Economia circolare vuol dire, sostanzialmente, secondo un'Eden X, ragionare in una logica di eco design, nella progettazione di soluzioni, significa lavorare sulla modularità, longevità, riparabilità e riciclabilità dei prodotti, la dico, voglio scandire bene le parole, ed i servizi offerti, e su modelli di consumo basati sullo sharing, che stiamo apprezzando sempre di più, e sul product e service. Sostanzialmente, l'economia circolare è diventata un'alleata strategica per affrontare in primis la scarsità di risorse, il riscaldamento globale e la gestione anche dei rifiuti, assolutamente. Essere circolare per un'impresa significa diventare anche più competitivi, questo è un ulteriore salto nel ragionamento, compiendo scelte sostenibili per dare valore al proprio business e distinguersi sul mercato, è diventato un elemento distintivo di competitività sul mercato, quindi è molto importante, ha un'accezione anche di business molto forte. **Davide**: Quali sono i punti su cui si basa nello specifico il vostro modello di economia circolare? **Augusto**: L'economia circolare è un sistema virtuoso fondato nello specifico su 5 pilastri, che voglio andare ad analizzare insieme a voi. In particolare, la sostenibilità delle risorse è il primo pilastro, ovvero l'utilizzo di energia rinnovabile e di materie prime sostenibili in cicli di vita consecutivi. Secondo pilastro è il concetto di prodotto come servizio, ovvero una nuova visione di proprietà che permette all'azienda produttrice di restare anche detentrice del bene, ma di offrirlo in uso al cliente sotto forma di servizio. Terzo pilastro è le piattaforme di condivisione, ossia la promozione dell'uso di piattaforme dove utenti e proprietari del bene possano collaborare, aiutando quindi i consumatori a risparmiare e a ottimizzare l'utilizzo delle risorse, quindi aumenta la consapevolezza attraverso un tema di piattaforma condivisa. Quarto pilastro è l'estensione del ciclo di vita, ossia progettare un bene per prolungarle il più possibile il ciclo di vita, quindi permettendo all'azienda di riparare, aggiornare e anche rigenerare i propri prodotti, evitando in questo modo lo spreco di materiali di energia, anche qui un grandissimo tema anche sul saving energetico e di materiali è assolutamente importante. Quinto pilastro è il recupero e il riciclo, ovvero la creazione di nuovi cicli produttivi in cui gli scarti non vengono eliminati, ma recuperati, riciclati o rigenerati per essere nuovamente utilizzati, io dico che questi, faccio una piccola digressione, questi cinque pilastri, soprattutto l'ultimo quello del riciclo e del recupero, sono già temi che trovano piena consapevolezza anche nelle nuove generazioni, anche nei bambini, quindi tutto ciò che è il tema del riciclo, tutto ciò che è il tema del recupero, le nuove generazioni sono molto più anche abituate già a pensare al tema dell'economia circolare in questo senso, quindi è una cosa assolutamente importante. **Davide**: In riferimento hai parlato di sostenibilità delle risorse, quale ruolo ha l'ambiente domestico, visto che fra le altre cose vi occupate anche di smart home, e che impatto può avere l'utilizzo della tecnologia per abbassare ulteriormente gli sprechi. **Augusto**: Direi senz'altro, dico senz'altro, che la tecnologia se pensata nel modo corretto e soprattutto utilizzata con consapevolezza, può di gran lungo aiuta le persone a consumare in modo intelligente, riducendo quindi gli sprechi a partire proprio dalla quotidianità delle azioni compiute, nelle proprie abitazioni, cioè la tecnologia nell'abitazione permette veramente di portare questa consapevolezza nel consumatore e di trovare anche il valore in maniera anche molto semplice. Noi abbiamo la soluzione smart home firmata da Enel X, si chiama Homix, l'abbiamo dovuta chiamare così, ed è pensata per i clienti sempre più digitali, veloci e sempre connessi. Mira a semplificare la vita di tutte le famiglie, grazie a una gestione integrata anche da remoto di riscaldamento, sicurezza, illuminazione e di tutti i dispositivi domestici. Quando parlo di clienti sempre più digitali, veloci e, come ho detto prima, in pare connessi, non penso soltanto a clienti smart, ma anche gli stessi anziani, per non parlare dei più giovani ovviamente, ormai si sono abituati a utilizzare prodotti digitali, quindi devo dire questa nostra soluzione di smart home firmata da Enel X è cross e trasversale veramente per tutti i nostri clienti. In questo modo, grazie ad un hub collegato a diversi dispositivi smart, in caso della possibilità di gestione da remoto, Homix consente sostanzialmente di tenere sotto controllo i consumi e quindi limitare gli sprechi attraverso un utilizzo consapevole di tutti i dispositivi elettronici, adesso collegati un po come una centralina, intelligente che appunto consente questo controllo e dà piena consapevolezza dei consumi all'utilizzatore. **Davide**: Altri due pilastri che hai citato sono quello dei prodotti come servizio e le piattaforme di condivisione che rappresentano ormai un percorso che stiamo già intraprendendo e quindi quali vantaggi porterebbero anche questi due approcci? **Augusto**: Si tratta sicuramente di due approcci che sono allineati, vanno di pari passo alla nostra visione e che si completano anche vicendevolmente, affermandosi secondo me come principi fondamentali alla base del concetto di sostenibilità e circolarità come accennavo prima. Questo tipo di soluzioni di business sono ormai, anche qui c'è piena consapevolezza, integrati in tutto ciò che ci circonda, basti pensare, lo citavo prima car sharing, a tutto il mondo dello sharing legato alla micro mobilità elettrica che si sta sviluppando all'interno delle nostre città, basti vedere i monopattini, è un esempio concreto di condivisione anche semplice, quindi che ha preso ormai piedi in tutte le città, quindi è una cosa assolutamente dove lo sharing si pone all'interno del modello di business. Si tratta di esempi concreti di condivisione di un prodotto in cui superiamo appunto il concetto di proprietà per offrire un servizio che consenta l'utilizzo dello stesso bene a più persone, solo quando ne hanno necessità, questo è un po il tema dello sharing che conosciamo tutti, l'importante dire secondo me è che tutte queste soluzioni sono intrinsecamente sostenibili perché di fatto nascono con lo scopo di evitare lo spreco dei prodotti e quindi al tempo stesso di massimizzarne e ottimizzarne l'utilizzo, quindi per noi è una, entrambi questi approcci sono molto importanti. Sì, soprattutto Enel X si propone sul mercato come vogliamo darci la responsabilità, ci "autocommittiamo" di darci la responsabilità di acceleratore della circular economy all'interno di un nuovo ecosistema circolare di fornitori e clienti, proponendo un innovativo paradigma economico capace di ripensare secondo noi modelli di consumo lineari, applicando quindi principe modelli di business della circular economy, la faccio, cerco di farla semplice, la nostra filosofia è quella di accelerare sostanzialmente il livello di circolarità attraverso quello che abbiamo definito il circular economy boosting program, che non applichiamo solamente alle nostre soluzioni in portafoglio, ma che vogliamo esportare anche oltre i nostri confini, siamo ambiziosi in questo, offrendo ai clienti industriali, al pubblico e alle amministrazioni la possibilità di ottenere, noi lo chiamiamo energy circularity Report che misura la circolarità energetica e identifica sostanzialmente una roadmap strutturata per incrementarne il livello attraverso una serie di soluzioni innovative. Quindi è importante per noi questo circular boosting program di Enel X perché si basa sostanzialmente su una metodologia ben precisa che è l'obiettivo di individuare nuove opportunità per accrescere il livello di circolarità delle proprie soluzioni e di quelle delle aziende, pubbliche amministrazioni che intendono avvalersene. È davvero un circolo virtuoso della circolarità perché di questo si tratta. **Davide**: E in conclusione, ma in realtà la risposta è implicita, una società basata sull'economia circolare è una società che possiamo dire vive meglio? **Augusto**: Io più che rispondere se sia una società che vive meglio, voglio dire che è sostanzialmente una società basata sulla economia circolare è oramai necessaria. Non si tratta di dire meglio, è indispensabile considerando che l'attuale sistema economico in cui operiamo basata sul modello lineare, produci, consuma e dismetti sostanzialmente non è più sostenibile. Lo crediamo tutti fortemente, abbiamo anche alcuni dati, entro il 2050 la popolazione mondiale toccherà a quota 9.8 miliardi, 10 miliardi. Fa bisogno di rimandare prime a parte dei centri urbani che già oggi utilizzano bene i due terzi dell'energia globale e sono responsabili del 70% dell'emissione di gas sera, salirà da 40-90 miliardi di tonnellate l'anno. La quantità di rifiuti prodotta raddoppierà da 1,3 miliardi a oltre 2-3 miliardi di tonnellate nel gennaio del 2025, quindi tra 5 anni. Il mondo sarà sempre più inquinato, la scarsità delle risorse renderà difficile anche soddisfare le esigenze di tutti, quindi di conseguenza gli stati, le imprese ma anche il cittadino o il singolo cittadino dovrà sostenere costi sempre più elevati. Devo dire quindi che l'economia circolare, senza tirare fuori degli studi, rappresenta sicuramente un'economia circolare, una soluzione sistemica sostenibile, per questo Enel X l'ha messa al centro della propria strategia, posizionandosi come booster, come acceleratore, come abbiamo detto prima, con l'obiettivo di essere un amplificatore degli effetti benefici di questo paradigma all'interno del vasto ecosistema dei nostri fornitori e clienti. Per noi è importante fare questo percorso non da soli, lo vogliamo fare con ogni singolo fornitore e nostro cliente, questa è una strategia che non rimane inattiva ma che vogliamo portare fuori e vogliamo portare ai nostri più vicini stakeholder, con vantaggi non soltanto in termini minori di costi ambientali ma anche, devo dire, di crescita economica e nuove opportunità di business. L'abbiamo detto prima, l'economia circolare rappresenta anche una grandissima opportunità di business per le imprese e per gli stakeholder che la fanno propria. **Davide**: Sì, quindi al posto di essere appunto una scelta, quasi siamo obbligati in un certo senso ad approcciarci in questo modo verso il futuro perché altrimenti ci rimetteremo tutti. **Augusto**: Sì, perché è una cosa semplice, è una cosa che fa bene a tutti, quindi saremo stupidi a non volerla perseguire, tutto qua. **Davide**: Va bene, grazie Augusto per questo tuo ulteriore intervento, visto che è eri intervenuto anche nella scorsa stagione, per parlare di infrastruttura e di ricarica per veicoli elettrici, visto che in Enel X vi occupate anche di questo aspetto. Noi ci sentiamo presto, alla prossima. **Augusto**: Alla prossima, grazie a voi. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. #### Conclusione - Timestamp: 17:40 - Tipologia: Conclusione --- # s3e3 ## Le criptovalute non sono il futuro > Ad oggi la moneta elettronica alla base dei [pagamenti digitali](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e23?t=336) non è altro che una forma digitale di quella fisica, un sostituto della stessa identica valuta. Ci sono però delle monete, che esistono esclusivamente in forma digitale, e che nell’ultimo periodo hanno guadagnato una fama sempre maggiore: le [criptovalute](https://www.dentrolatecnologia.it/S3E3). Nel corso di questo episodio andremo ad analizzare se queste monete avranno un futuro o meno, cercando di capire cosa sono esattamente, come funzionano e in cosa sono diverse, ad esempio dagli Euro o dai Dollari. Nella sezione delle notizie invece parleremo dei nuovi smartphone Samsung [S21](https://www.samsung.com/it/smartphones/galaxy-s21-5g/) e [S21 Ultra](https://www.samsung.com/it/smartphones/galaxy-s21-ultra-5g/?page=home), di [Coldsnap](https://coldsnap.com) una macchina per preparare il gelato in casa istantaneamente e infine della novità volante presentata da [Cadillac](https://www.cadillac.com) al [CES 2021](https://digital.ces.tech/home). - Stagione: 3 - Episodio: 3 - Data di pubblicazione: 2021-01-16 06:45:00 - Durata: 17:40 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3) - Episodi correlati: - Tag: coldsnap,gelato,cucina,cibo,alimentazione,criptovalute,criptomonete,blockchain,bce,digital euro,bitcoin,litecoin,ethereum,denaro,finanza,wallet,moneta elettronica,moneta virtuale,samsung,s21,galaxy,samsung galaxy,ces 2021,ces,exynos,auto,evol,drone,cadillac,ultium,general motors,auto volante,auto elettrica ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di criptomonete, cercheremo di capire che cosa sono, come possiamo entrarne in possesso e se potranno mai sostituire la moneta tradizionale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram, a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Samsung ha presentato i nuovi Galaxy S21 > Fonte: Samsung.com - Timestamp: 00:56 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Samsung ha presentato i nuovi smartphone top di gamma Galaxy S21, S21 Plus e S21 Ultra. Rispetto alla precedente versione S20, non sono stati apportati grandi cambiamenti, se non per alcuni dettagli nel design, l'utilizzo di un nuovo processore e un comparto di fotocamere migliorato. Come tutti i top di gamma del 2021, anche gli S21 supportano la connettività 5G. La differenza tra le tre varianti sta principalmente nelle dimensioni, nella capacità delle batterie, nella memoria e nelle fotocamere. La versione base infatti ha un display da 6.2 pollici, 4000 mAh di batteria e 8 GB di memoria RAM. La versione Plus è identica ma con un display da 6.7 pollici e una capacità di 4800 mAh. Le differenze principali sono nella versione Ultra, che oltre ad un display da 6.8 pollici e una batteria da 5000 mAh, ha una memoria RAM da 16 GB. Un ulteriore upgrade rispetto alle altre varianti sono le quattro fotocamere, di cui la principale da 108 MP, anziché tre come per S21 ed S21 Plus. Però la novità principale riservata alla versione Ultra sta sicuramente nel supporto alla S-Pen, novità che sarà sicuramente gradita dagli utenti della serie Note e che forse preannuncia dei grossi cambiamenti proprio per la nuova generazione di questi smartphone. #### Coldsnap: come preparare il gelato in casa in poco più di un minuto > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:27 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Il mercato di cibi e bevande istantanee è cresciuto a dismisura negli ultimi anni. Ci basti pensare che se un tempo per la preparazione di un caffè con la mocha ci si metteva a seconda della grandezza fino a venti minuti, al giorno d'oggi con una macchinetta a capsule il tempo impiegato per la preparazione è quasi irrilevante. Questa bevanda sicuramente è la più diffusa, ma non dimentichiamoci che grazie a preparati in polvere è possibile ricavare anche milkshake, frullati, granite e persino gelati. In quest'ultimo caso si è fatta di recente sentire la nuova macchina ideata da Cold Snap, che grazie a delle capsule conservabili a temperatura ambiente è in grado di preparare il gelato in un tempo che varia dai 60 ai 90 secondi. Tuttavia, i dettagli relativi al prezzo di macchinetta a capsule rimangono ancora un mistero. Non appena usciranno ulteriori informazioni relative a questo dispositivo, sicuramente ne riparleremo, ma nel frattempo, se siete curiosi di scoprire altri strumenti o elettrodomestici tech, vi invito a riascoltare la puntata del 19 dicembre legata alla tecnologia nel mondo della cucina. #### La Cadillac volante di General Motor al CES 2021 > Fonte: MotorTrend.com - Timestamp: 03:38 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel 2020 le auto voleranno, o almeno così era come immaginavamo il 2020 qualche decennio fa. E forse non avevamo poi tutti i torti. Al CES di quest'anno, infatti General Motors, ha presentato il progetto di una Cadillac VTOL, un incrocio tra un drone e un piccolo elicottero in grado di trasportare un singolo passeggero. Si tratta di un'auto elettrica in realtà ben diversa come design dalle auto a cui siamo abituati, dotata di quattro rotori in grado di far decollare e atterrare verticalmente la vettura. La batteria è un "Ultium" di ultima generazione e che va ad alimentare un motore da 90 kW in grado di sfrecciare nei cieli ad una velocità di 90 km orari. Per permetterne il volo, inoltre si utilizzerà per la costruzione un materiale innovativo ultra leggero. Purtroppo non si conoscono però specifiche più dettagliate, che si spera arriveranno a breve da parte di General Motors. Ciò che è certo è che quello di un'auto volante è un progetto decisamente interessante che potrà in futuro rivoluzionare la mobilità urbana verso un mondo dove non serviranno strade. #### Le criptovalute non sono il futuro > - Timestamp: 04:59 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Blockchain, Finanza, Privacy - Tipologia: Topic **Davide**: Nel bene e nel male, una delle più grandi forze che governano la società da ormai secoli di storia è senza dubbio il denaro e lo scambio di esso. La moneta nel corso del tempo l'abbiamo vista sotto innumerevoli forme, ma sempre con specifici scopi, acquistare o donare beni e servizi e pagare i tributi. L'avvento dell'informatica ha poi aperto la strada alla moneta elettronica e ai pagamenti digitali. Grazie a ciò, potenzialmente, per fare acquisti non dovremo più avere bisogno di un portafogli, ma solamente di una carta o di uno smartphone, un argomento o quello della società cashless che abbiamo più volte affrontato nelle nostre puntate e che potrebbe essere la base per una prima vera e propria rivoluzione della moneta. Come avevamo accennato anche nella prima puntata di questa terza stagione, i pagamenti digitali possono portare con sé molte più informazioni rispetto ad un semplice pezzo di metallo. E proprio grazie a queste informazioni si potranno realizzare esperienze personalizzate in base all'utente, ad esempio ricevendo degli sconti dettati dai propri comportamenti. Ne sono dei chiari esempi il programma cashback e la lotteria degli scontrini. Tuttavia, ad oggi la moneta elettronica alla base dei pagamenti digitali non è altro che una forma digitale di quella fisica, un sostituto o un'alternativa della stessa identica valuta. Parallelamente, però, esistono delle monete dette virtuali in quanto esistono esclusivamente in formato digitale, e che nell'ultimo periodo hanno guadagnato una fama sempre maggiore. Stiamo ovviamente parlando delle criptovalute. Il titolo della puntata è volutamente provocatorio, e se queste monete avranno un futuro o meno, lo andremo ad analizzare nel corso di questo approfondimento. Ma prima, cosa sono esattamente? Come funzionano? E in che cosa sono diverse, ad esempio, dagli euro o dai dollari? Il termine criptovaluta, detta anche criptomoneta, deriva dal fatto che alla base della sua esistenza vi è la crittografia. La principale e più importante differenza con il denaro classico, però, è la completa assenza di un'autorità centrale, che si occupi di gestire il valore della moneta o le transazioni. L'intero sistema è decentralizzato e gestito da innumerevoli computer, detti nodi, situati in tutto il mondo, e che gli stessi utenti mettono a disposizione per garantirne un perfetto e sempre costante funzionamento. Un sistema del genere, infatti, è molto più sicuro e molto più resistente ad attacchi informatici, a errori, a cadute di connessione o a blackout rispetto ad un sistema gestito da un server centrale. Anche se uno dei nodi smette di funzionare, infatti tutti gli altri continuano ad operare. I nodi, inoltre, fungono anche da database per tenere traccia delle transazioni che avvengono tra gli utenti. Fa inoltre detto che affinché queste monete abbiano un valore, è necessario che il sistema imponga un limite finito al numero di criptovalute presenti e distribuite tra i vari portafogli digitali e che sia in grado di creare nuove unità definendone l'origine e il possessore. In pratica non è altro che l'equivalente virtuale della stampa di nuova moneta. Seppur la prima criptovaluta, il bitcoin, sia nato nel 2009, è solo nell'ultimo periodo che, come detto, questo alternativo metodo di pagamento è diventato sempre più popolare, aumentandone il valore talmente tanto che oggi una sola unità di bitcoin corrisponde a circa 30.000 euro. Contemporaneamente anche la quantità di criptovalute è aumentata nel tempo, ognuna con il suo valore e le sue caratteristiche. Tra le principali abbiamo i già citati bitcoin, ma anche Litecoin o Ethereum. In tutto sono più di 7.700. Ma come si entra in possesso di questa moneta e come avvengono gli acquisti? La prima operazione da fare è sicuramente diventare proprietari di un portafoglio digitale, che si può paragonare ad un e-ban. Si tratta di un codice univoco e affiancato ad una chiave d'accesso, che viene usato per ricevere o inviare denaro. Esistono diversi programmi o servizi online che ci permettono di creare e accedere al nostro portafoglio e tenere sotto controllo le transazioni. Sul sito ufficiale di bitcoin, ad esempio, si può trovare il programma migliore in base alle proprie esigenze. Una volta ottenuto il portafogli o wallet, abbiamo aperto una sorta di conto corrente per le criptovalute. La vera differenza rispetto a un conto tradizionale, però, è il totale anonimato. Nessuno infatti saprà mai a chi è associato un determinato portafogli e, come vedremo tra poco, questo da un lato è un grosso problema per le criptomonete. Ci sono vari modi per entrare in possesso di denaro digitale. Escludendo la modalità classica, ovvero ricevere una transazione da un altro portafogli al proprio, prima fra tutti è l'investimento. Fino a qualche anno fa era molto difficile comprare, ma soprattutto vendere criptovalute. Tuttavia, al giorno d'oggi, grazie alla popolarità che nel tempo ha acquisito questa tecnologia, esistono numerosi servizi online, tra cui anche banche come Revolut e Hype, che permettono la compravendita di monete digitali, a fronte ovviamente di una certa percentuale di commissioni. Le criptovalute infatti hanno un valore che, seppur al momento incostante, aumenta, è spesso variabile e questo si presta molto bene al trading che, agli utenti più esperti, può permettere un certo margine di guadagno. In tantissime città, tra cui in Italia, Milano, Verona, Roma, Genova e molte altre, sono inoltre presenti degli sportelli fisici per acquistare le principali criptovalute, scansionando il codice QR del nostro portafogli, sempre con una percentuale di commissioni che, a differenza dei servizi online, è molto più elevata e dunque spesso sconveniente. Infine, un ulteriore metodo molto più complicato per entrare in possesso di criptovalute è attraverso il mining. Come detto poco fa, l'intero sistema non è gestito da un'autorità centrale, ma da un computer che gli utenti mettono a disposizione. Viene quindi sfruttata la potenza di calcolo di ognuno di questi nodi per autorizzare e tenere traccia delle transazioni che avvengono all'interno della rete. In cambio, sul proprio portafogli vengono generate piccole quantità di denaro. Se all'inizio di questa pratica era molto conveniente e permetteva di arricchirsi non poco, oggi solo pochi riescono ancora a guadagnare. La potenza di calcolo richiesta infatti è sempre maggiore, ed è dunque necessario mettere a disposizione computer sempre più potenti, costantemente accesi e connessi alla rete. Costi di gestione tra elettricità, componenti e internet che quasi sempre superano il ritorno economico di criptomonete. Veniamo ora a una delle domande più importanti che forse vi starete facendo. Ma le criptovalute sono legali? Sono sicure? Possiamo ad esempio comprare un caffè al nostro bar di fiducia attraverso i bitcoin? La risposta è dipende. Dipende dallo stato in cui ci si trova. Dipende dalla moneta utilizzata. Dipende dal servizio o dal programma a cui affidiamo il nostro portafogli. In generale le criptovalute non hanno alcuna garanzia o tutela, e questo è dovuto alla decentralità del sistema. Lo smarrimento o la perdita della chiave per accedere al portafogli determina la conseguenza a perdita della somma di denaro ad esso associato, e l'unico modo per recuperarlo è ritrovare la chiave d'accesso. Per colpa di ciò, si calcola che ad oggi gran parte del patrimonio, ad esempio in bitcoin, sia associato a portafogli inaccessibili, perché dimenticati o persi, in pratica milioni e milioni di euro che nessuno potrà mai recuperare. Come detto poco fa, poi, i portafogli non sono altro che una sequenza di lettere e numeri univoca ma non associata ad alcuna persona, e questo ne garantisce un totale anonimato. Sempre come già anticipato, questo è un grande vantaggio per certi aspetti, ma anche uno dei principali problemi che tengono le criptovalute in un limbo tra legalità e illegalità. Bitcoin, Litecoin o qualsiasi altra moneta virtuale vengono principalmente utilizzate per compiere transazioni illegali, tra cui evasione fiscale e acquisti sul mercato nero in totale anonimato. E per questo motivo le criptomonete in molti stati sono addirittura vietate o come in Italia non hanno alcun tipo di valore legale e dunque non sono considerate una valuta o una moneta ad esempio al pari degli euro. In pratica tornando alla domanda iniziale, anche se il nostro barista di fiducia a un portafoglio bitcoin non potremmo acquistare un caffè, almeno finché non esisteranno delle regolamentazioni adeguate come avviene e avvenuto e avverrà con qualsiasi novità tecnologica e non, dai monopattini elettrici alle autoguida autonoma. Ma per arrivare a ciò anche le stesse criptovalute dovranno subire forti cambiamenti, ad esempio eliminare lo stesso anonimato che ne ha permesso la diffusione. Al momento ciò che ognuno dovrebbe fare, nel caso possedesse un wallet virtuale, è quello di dichiarare all'agenzia delle entrate ogni transazione effettuata. Va poi detto che lo storico delle transazioni per le criptovalute è accessibile pubblicamente e totalmente trasparente, il che potrebbe persino contrastare l'evasione fiscale nel caso in cui i portafogli non fossero anonimi. Quello delle criptovalute è ormai un fenomeno che non è più possibile ignorare. Le potenzialità sono enormi e in futuro potrebbero essere un'alternativa ai pagamenti classici e ai pagamenti digitali, o potrebbero magari sostituirli del tutto. Ci stanno puntando aziende come Facebook, che ha presentato la sua moneta digitale e libra, ma anche la BCE, la Banca Centrale Europea, con la presentazione lo scorso novembre del Digital Euro. A differenza delle criptovalute citate precedentemente, queste vengono dette stable coin, in quanto mantengono un rapporto costante tra il valore della stessa moneta e il valore di dollari o euro. Il Digital Euro sarà poi una moneta esclusivamente digitale ideata dalla BCE e sarà controllata dalla stessa banca centrale, che potrà erogare nuovo denaro direttamente nei portafogli di cittadini e imprese, senza passare da ulteriori banche. Lo scopo di questo euro digitale, inoltre non è al momento quello di sostituire il contante, ma è quello di fornire una valida alternativa più sicura e funzionale, andando a posizionarsi tra le forme di pagamento digitale. Per questo la BCE stessa non intende catalogare il Digital Euro tra le criptovalute, seppur si stia pur sempre parlando di una moneta virtuale. Per concludere, quindi, quello delle criptovalute è un tema che sta prendendo sempre più piede e che presto non potrà più essere ignorato, né dai cittadini né dagli Stati. Si dovranno affrontare sia le potenzialità legate a questa tecnologia, ma anche i problemi che, come visto, possono causare. Da una parte, se sempre più utenti vorranno fare affidamento a una criptomoneta per acquistare beni o servizi, è giusto e doveroso che questi sistemi vengano regolamentati e tutelati. D'altra parte, però, è necessario che le stesse monete virtuali subiscano un processo di ottimizzazione per far fronte alle attività illecite che queste permettono, anche limitandone alcune funzioni come l'anonimato. Tornando al titolo di questa puntata, dunque, per come sono oggi le attuali criptomonete, queste potrebbero non avere un futuro al fianco dei pagamenti classici o digitali, se non in seguito a una loro profonda ridefinizione. La tecnologia, dunque, come abbiamo più volte specificato, è di per sé neutrale. Quello che fa la differenza è come sfrutteremo, oggi e in futuro, le potenzialità che la tecnologia ci mette a disposizione. Se per distruggere ciò che in secoli di storia è stato costruito o per progredire verso un mondo e una società migliore. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 16:48 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e4 ## Hype: la prima challenger bank in Italia > Il mercato finanziario si è aperto a nuovi e innovativi competitors, le [challenger bank](https://en.wikipedia.org/wiki/Challenger_bank), che hanno sfruttato il digitale, soprattutto gli smartphone, per proporre strumenti completi per la gestione del denaro che entrano perfettamente nelle nostre tasche. In questo episodio è venuto a trovarci [Antonio Valitutti](https://www.dentrolatecnologia.it/antonio.valitutti.html), amministratore delegato di [HYPE](https://www.hype.it/landing-a-new?utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_campaign=search_acquisition&gclid=Cj0KCQiA3Y-ABhCnARIsAKYDH7tLZxzMHasB-c00NE2F5BIWGz1nuXSOIcLLEEizKD4hqPD4j-d8dXMaAqMpEALw_wcB&gclsrc=aw.ds), la prima soluzione di banking digitale in Italia. Cercheremo di capire come funzionano questi strumenti, su quale business model si basano e quale futuro si immagina in tema di pagamenti. Prima però, nella sezione delle notizie, parleremo di una cornea artificiale per riottenere la vista realizzata dalla startup [CorNeat](https://www.corneat.com) e di replay più immersivi e dinamici per le partite di calcio. - Stagione: 3 - Episodio: 4 - Data di pubblicazione: 2021-01-23 06:45:00 - Durata: 21:36 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e4](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e4) - Episodi correlati: s2e24, s2e46, s3e3 - Tag: sony,videocamere,calcio,supercoppaitaliana,videogames hype,antonio valitutti,pagamenti digitali,minorenni,cashless,cashback,gestione denaro,challenger bank,pos,evasione fiscale,medicina,bioingegneria,biotecnologie,organi artificiali,corneat,vista,occhio ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Antonio**: Hype è una società che è nata con una forte connotazione digitale. Per noi, gestione del denaro è semplificare la vita dei nostri clienti. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Hype di "challenger bank", più in generale di pagamenti digitali, della loro offerta dedicata ai minorenni e infine di cashback di Stato. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Jamal, un uomo di 78 anni completamente cieco dall'occhio destro, è tornato a vedere grazie alla corne artificiale della startup israeliana CorNeat. #### Una cornea artificiale per riottenere la vista > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:05 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Materiali, Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Questo impianto è in grado di sostituire le corne naturali danneggiate, deformate o cicatrizzate. La principale particolarità però è il materiale innovativo, completamente sintetico e biometrico. In sostanza, non ci si dovrà preoccupare di un rigetto da parte di chi riceverà la corne artificiale, garantendone un'integrazione permanente. Una volta impiantato, il materiale usato stimola la crescita di nuove cellule, che andranno a riformare la cornea danneggiata. Il risultato non è perfetto, ma Jamal è tornato a vedere e riconoscere sufficientemente bene le lettere e i numeri della tavola optometrica, dopo quattro operazioni tradizionali che non hanno portato ad alcun risultato. Quello dei tessuti biomimedici inoltre è un settore che avrà sempre più spazio nel futuro della medicina e della bioingegneria, e che potrà permettere– e questo non è un esempio– la creazione di organi o protesi artificiali funzionanti e compatibili con tutti. #### I primi replay videoludici in una partita di calcio > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:16 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming, TV - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella finale calcistica di Supercoppa Italia, che si è giocata allo scorso 20 gennaio tra Juventus e Napoli, Son Interactive Entertainment Italia ha utilizzato per la prima volta una telecamera innovativa mai utilizzata sino ad ora. Le riprese effettuate da questa videocamera sono state utilizzate per mostrare agli spettatori una prospettiva più videoludica delle azioni più salienti. Normalmente, infatti, le riprese vengono ricostruite con una visione grandangolare, mentre in questo caso Sony ha deciso di sperimentare queste nuove videocamere in grado di registrare le azioni sul rettangolo di gioco, garantendo, secondo lo sponsor della partita, replay più immersivi e dinamici in maniera del tutto analoga ai celebri videogame di calcio come FIFA e PES. Quando pensiamo a quali aspetti del quotidiano sono cambiati negli ultimi anni grazie al progresso digitale, sicuramente il rapporto con il denaro è quello che più ne hai risentito. #### Hype: la prima challenger bank in Italia > - Timestamp: 03:18 - Autori: HYPE, Antonio Valitutti, Davide Fasoli - Argomenti: Applicazioni, Finanza - Tipologia: Intervista **Davide**: Il mercato finanziario si è aperto a nuovi e innovativi competitor, le Challenger Bank, che hanno sfruttato il digitale, soprattutto gli smartphone, per proporre strumenti completi per la gestione del denaro che entrano perfettamente nelle nostre tasche. E per capire come funzionano questi strumenti, su quale business model si basano, è qui con noi Antonio Valitutti, amministratore delegato di Hype, che con un milione e 300 mila utenti è la prima soluzione di banking digitale in Italia. Benvenuto Antonio. **Antonio**: Grazie, grazie mille, buongiorno a tutti. **Davide**: Innanzitutto parlaci della tua realtà, chi è Hype? **Antonio**: Hype è uno strumento digitale, come giustamente lo introducevi tu, che consente di gestire il denaro in maniera efficiente e veloce, è composto da un conto, da una carta e da un'applicazione per smartphone. Quindi in pratica il conto può essere attivato direttamente dall'app, gratuitamente, in pochi minuti, cioè il processo di registrazione dura meno di 5 minuti e il cliente è subito attivo, quindi ha subito una carta virtuale disponibile sullo smartphone, ha subito questo conto che può cominciare a ricaricare e a fruire del proprio denaro e in pochi giorni gli arriva anche la carta fisica a casa, perché ricordiamoci, noi vogliamo dare una soluzione più completa possibile che prende appunto anche la carta fisica come elemento fondamentale per poter gestire il denaro nella vita di tutti i giorni. **Davide**: E qual è la vostra offerta commerciale, cioè quali sono i servizi che fornite ai vostri utenti e sia strettamente legati al mondo al mondo bancario, però appunto poi fornite anche dei servizi che diciamo così esulano da il mondo finanziario o meglio il mondo bancario strettamente inteso. **Antonio**: Sì, per semplificare la gestione del denaro evidentemente siamo partiti da quelli che sono i servizi più comuni, quindi pagamento bollettini, pagamento tra amici, così detto peer-to-peer, quindi scambio di denaro utilizzando email e numero di cellulare, pagamento ordini ricorrenti, quindi bonifici ricorrenti piuttosto che bonifici istantanei, quindi tutto quello che il mondo di gestione del denaro più tradizionale come lo conosciamo, ma non ci siamo fermati lì. Per noi gestione del denaro è semplificare la vita dei nostri clienti, quindi banalmente nel 2017 abbiamo lanciato un prodotto che tramite Hype ti consente di andare online su oltre 200 siti commerce molto famosi per poter usufruire di un cashback. Abbiamo implementato in collaborazione con delle primarie compagnie assicurative che operano nel mercato italiano il prodotto di Polizia Auto per consentire ai nostri utenti di sottoscrivere un prodotto di polizza auto in pochi click risparmiando, perché poi è quella una delle esigenze che abbiamo rilevato come più sentite dei nostri clienti, piuttosto che servizi più innovativi che ora sono un po sulla bocca di tutti, e cito il cashback di Stato e il super cashback di Natale che è stata una innovazione molto forte che questo governo ci ha portato anche in risposta a quelle che sono stati gli effetti della pandemia e lo stimolo dell'economia reale attraverso questo strumento. Noi abbiamo aderito fin da subito, quindi dall'8 dicembre quando è stato lanciato dal governo questa iniziativa, abbiamo aderito come Hype, vediamo la possibilità ai nostri clienti di "enrollarsi", si dice così tecnicamente, sulla piattaforma di Stato senza dover scaricare altre app e fare scendere direttamente dalla nostra app. L'obiettivo anche per gli sviluppi futuri comunque è sempre quello, semplificare il più possibile la gestione del denaro da parte dei nostri utenti. **Davide**: E visto che la scorsa settimana abbiamo parlato di criptovalute e di bitcoin, un'altra cosa che mi permetto di aggiungere che si può fare con Hype è quello di acquistare criptovalute appunto. **Antonio**: Sì, l'acquisto e la custodia di bitcoin, non di criptovalute in senso lato, oggi siamo fermi a bitcoin, questo tipo di soluzione l'abbiamo implementata in collaborazione con Conio che è una startup italiana che ha implementato una soluzione molto sicura e soprattutto molto semplice per avvicinare i nostri clienti all'utilizzo di questi strumenti che sono strumenti un po nuovi e anche difficili, detto proprio tra di noi da utilizzare, da comprendere. Quindi lo abbiamo fatto con il consueto spirito di semplificazione che ci guida in tutte le nuove realizzazioni che facciamo. In Hype praticamente ti puoi registrare comodamente al servizio di Conio e direttamente dalla app di Hype acquistare e vendere bitcoin, ma soprattutto custodirli, perché noi diamo anche un servizio di custodia attraverso questa cosiddetta chiave privata che poi è un po la chiave per aprire il lucchetto di queste criptovalute una volta che poi le vuoi portare fuori o gestirle su altri portafogli. Questo è fondamentale perché non è solo un servizio di acquisto vendita ma un servizio di custodia perché sempre più di frequente si legge di notizie di persone che avevano migliaia di euro. **Davide**: Sì c'è un caso recente, una notizia di qualche giorno fa, una persona non ricorda più la password, la chiave d'accesso per un portafogli bitcoin dal valore di 220 milioni di dollari e gli sono rimasti solo due tentativi per riuscire a sbloccarlo diciamo così. **Antonio**: Esatto. **Davide**: Cambiando invece argomento e passando a qualcosa che a noi è molto caro come la user experience, l'esperienza utente, secondo te in una realtà come la vostra e quindi nei servizi che fornite voi è importante questo aspetto perché alla fine per il cliente, per i vostri clienti l'interfaccia che gli mettete a disposizione, l'interfaccia o comunque i servizi digitali che gli mettete a disposizione per comunicare con voi sono anche gli unici che è a disposizione, non c'è diciamo così uno sportello fisico dove posso interagire con un'altra persona. **Antonio**: Guarda noi siamo nati nel 2015, siamo nati 100% digitale quindi la nostra offerta, anzi ti dico di più, quando siamo nati eravamo 100% mobile quindi neanche offrivamo la cosiddetta piattaforma desktop per poter gestire Hype, poi nel tempo abbiamo sviluppato anche quella, però è una società che è nata con una forte connotazione digitale. Non ci siamo mai dimenticati però che dall'altra parte abbiamo dei clienti che sono delle persone che hanno delle esigenze e che stanno soprattutto affidando a noi una delle cose più preziose che hanno, cioè i loro risparmi, quindi qui abbiamo fatto una scelta che secondo me è un po in controtendenza rispetto a quelle che sono le compagnie digital native presenti sul mercato. Noi abbiamo mantenuto tutti i possibili canali di assistenza da quelli più evoluti, quelli che i clienti usano più volentieri, i social piuttosto che la chat, piuttosto abbiamo addirittura degli strumenti di chatbot che ti consentono di interagire in maniera molto veloce per quelle che sono le problematiche più comune, ma laddove il cliente ha delle esigenze personali, anche problematiche che possono accadere nell'uso di tutti i giorni, allora noi abbiamo anche un servizio di assistenza telefonica che guida il cliente passo passo in quelle che sono le risoluzioni dei suoi problemi, quindi è un servizio che evidentemente è oneroso perché abbiamo oltre 50 persone oggi nel team di Hype, noi siamo in 100 in di tutto. Oltre 50 sono dedicate proprio a questa assistenza "one to one" nei confronti dei nostri clienti che riteniamo essere un valore imprescindibile per chi come noi deve gestire una cosa così delicata e così importante che è il denaro dei propri clienti. **Davide**: Quindi fino ad adesso ci hai parlato della gestione del denaro su Hype, però ovviamente per gestirlo lo dovrò anche caricare. Quindi che possibilità date ai vostri utenti per ricaricare la carta? **Antonio**: Allora tu puoi ricaricare la carta di Hype con un bonifico perché di fatto la carta di Hype è dotata di un conto, è un tecnicismo però sostanziale come cosa, è molto importante perché qui non stiamo ricaricando la carta di Hype, qui stiamo ricaricando un conto. La carta è collegata al conto e ti fa spendere i soldi che sono sul conto, quindi giusto per farti un esempio se tu perdi la carta nessun problema perché i soldi non sono sulla carta, noi te ne mettiamo un'altra, quella te la blocchiamo e i soldi rimangono sul tuo conto. Quindi come lo ricarichi questo conto? Lo ricarichi con un bonifico perché è dotato di un IBAN e quindi puoi ricevere bonifici da qualsiasi paese della comunità europea, lo puoi ricaricare con altre carte di pagamento, questo è un mezzo abbastanza innovativo perché tu puoi avere una carta di qualsiasi banca, la colleghi ad Hype ed in tempo reale sei in negozio, non hai i soldi, non hai la possibilità di fare un bonifico subito, la carta è collegata e fai questa ricarica che in tempo reale ti dà la disponibilità sul conto Hype oppure lo puoi ricaricare in contanti, quindi io ho dei contanti in tasca e qui andiamo incontro sempre all'esigenza di digitalizzazione dei pagamenti e alla digitalizzazione della moneta. Questa funzione è stata pensata per dare ai nostri clienti la possibilità di trasformare il denaro cash poco sicuro, ingombrante, difficile da gestire, in denaro elettronico, come lo si fa questo? Si va o in uno dei 50.000 punti vendita Sisal presenti sul territorio nazionale si consegna il denaro all'addetto del punto Sisal e in tempo reale ti viene accreditato sul conto oppure e qui abbiamo fatto questa scelta abbastanza innovativa attraverso una società tedesca che opera nel mercato italiano che si chiama Diacash, tu ti puoi ricaricare in un supermercato, fai la spesa abitualmente, supermercati che oggi comprendono la rete dei punti vendita Penny Market piuttosto che Pam Local piuttosto che altri supermercati dai in continua espansione questo servizio, tu fai la spesa in più ti vuoi valere del servizio di ricarica e consegni il denaro contante alla cassiera del supermercato e in tempo reale questo denaro ti viene accreditato sul tuo conto. **Davide**: Parlando invece di cash back di stato che hai citato all'inizio, volevo riporti più nello specifico questa domanda, pensi che questa manovra, questo strumento di incentivo della spesa di denaro con carta, quindi dove la carta è un'alternativa quindi nei negozi fisici non di certa online, con un ritorno, un cash back appunto del 10%, possa essere effettivamente un buono strumento per incentivare da un lato i pagamenti e dall'altra ridurre il fenomeno nel nostro paese dell'evasione fiscale? **Antonio**: Guarda, io penso che sia un primo passo, come tutte le cose è difficile che la soluzione a un grande problema sia in una sola iniziativa, però è un primo passo, è un primo passo importante, d'altronde già uno degli effetti di questa pandemia è stato vedere come la digitalizzazione dei pagamenti abbia subito un'accelerazione rispetto a quello che era già il suo percorso di crescita, quindi noi nel 2020 abbiamo visto che l'adozione di strumenti di pagamento digitali nelle fasce di età più avanti con gli anni ha subito accelerazione. È un processo che probabilmente ci sarebbe comunque stato. Questo tipo di fenomeno lo ha accelerato perché è aumentato di più il bisogno in determinate fasce della popolazione, che prima magari non compravano abitualmente online, di comprare online. Banalmente abbiamo visto crescere l'incidenza della spesa fatta online e quindi il pagamento digitale diventa un punto fondamentale in questo tipo di adozione di strumenti. Per combattere quindi l'evasione fiscale, tutto il sommerso che c'è nel nostro paese, sicuramente quest'iniziativa è un'iniziativa molto valida, è un'iniziativa che accelererà ulteriormente l'adozione di strumenti di questo tipo e bisogna anche qui per favorire questo tipo di processi, bisogna trovare la soluzione più semplice e più in maniera possibile. La nostra soluzione va proprio incontro a questa esigenza, evitare al cliente di scaricare N-App, evitare al cliente di fare collegamenti, piuttosto che avere delle credenziali difficili da dover reperire, noi abbiamo dato la possibilità all'interno della nostra App di collegare direttamente con la piattaforma di stato il cashback. Comunque il mio parere su questo tipo di iniziativa è assolutamente favorevole e penso appunto che sia un primo passo verso un percorso che tutti ci accingeremo a fare nei prossimi anni. **Davide**: L'ultima cosa che vorrei chiederti, riferite anche al fatto che offrite i vostri servizi ai minori dai 12 ai 18 anni e come vi aspettate il futuro per quanto riguarda ovviamente il mondo dei pagamenti? **Antonio**: Ci sarà un processo graduale, un processo graduale che come ti dicevo prima è stato sicuramente accelerato dalla situazione attuale, quindi un processo che normalmente ci impiega dai 5 ai 10 anni per diventare poi un'abitudine con questa situazione contingente sicuramente è stato accelerato. Io prevedo che nei prossimi 3-5 anni succederà quello che probabilmente in assenza di questa pandemia sarebbe successo nei prossimi 5-10 anni, quindi ci sarà sicuramente un'accelerazione. Tu hai citato la nostra offerta sui minorenni, la nostra offerta sui minorenni è particolare perché di fatto è l'unico target di clienti su cui noi offriamo ogni servizio in forma totalmente gratuita e neanche intendiamo guadagnare proprio niente su quei clienti lì, però perché lo facciamo come azienda per due ragioni essenzialmente. Questo tipo di clienti sono clienti che sono sempre più evoluti rispetto all'adozione e all'utilizzo di tecnologie digitali, ormai c'è una statistica che dice che il primo smartphone in Italia è utilizzato dai 9 anni di età, noi il nostro servizio lo offriamo dai 12 anni di età, quindi c'è una maggiore consapevolezza nell'uso di strumenti digitali e visto che il denaro digitale di fatto è uno strumento, noi in termini di favorire l'adozione, gli strumenti finanziari, gli strumenti di pagamento, abbiamo deciso di voler essere al fianco dei nostri clienti anche in questo tipo di percorso di adozione e di quello che si chiama più in senso lato "educazione finanziaria", quindi ai nostri clienti diamo uno strumento che è piccolo, cioè consente di ricaricare fino a massimo di 2500 euro all'anno e non consente di fare pagamenti al di sopra dei 500 euro e determinate categorie merceologiche sono addirittura bloccate e inibite a prescindere, quindi alcolici piuttosto che categorie merceologiche, betting, gioco online, quelle sono proprio bloccate perché noi riusciamo a capire il merchant verso cui il nostro cliente sta trattando e sui milionari evidentemente questi tipi di categorie merceologiche le blocchiamo a monte sotto forma di sicurezza, un fattore di sicurezza che diamo al genitore e al tutore che comunque può controllare le spese del proprio figlio. Questa è la seconda ragione per cui lo facciamo. I genitori che devono cominciare a dare degli strumenti di pagamento ai propri figli possono farlo in totale sicurezza perché hanno la possibilità di controllare le attività del proprio minore fatte attraverso Hype. Quindi questo è fondamentale, l'aspetto di sicurezza. Quindi c'è da un lato l'aspetto di educazione finanziaria che già segue il suo corso e che già nativa in determinate fasce di popolazione come i minorenni. Dall'altro c'è l'aspetto di sicurezza, di protezione verso comunque una categoria che è a maggior rischio perché i minori non sono totalmente consapevoli. La legge stessa ce lo dice, la capacità di poter instaurare e avere obbligazioni verso terza si acquisisce a 18 anni. Quindi difatti i minori sono una categoria assolutamente da tutelare. Per questo abbiamo messo in piedi una soluzione che sia molto sicura anche da questo punto di vista e quindi il tutore a tutte le cautele del caso nel poter consentire al proprio figlio di utilizzare il nostro strumento. **Davide**: Sì, quindi uno strumento di pagamento per i pagamenti a 360 gradi e alla portata di tutti, quindi anche per i bambini più piccoli dai 12 anni in su. E una cosa interessante che hai sottolineato è che magari contrariamente a quello che si può pensare uno strumento digitale permette di essere forse anche più sicuro del denaro contante perché permette nel caso appunto dei minori di porre dei blocchi, dei limiti per l'acquisto di determinati beni. **Antonio**: Sì, perché sul maggiorenne questo tipo di aiuto al risparmio, di aiuto alla gestione del denaro, ti viene fornito a te stesso. Quindi la nostra app ti aiuta a spendere meglio e in modo più consapevole. Tu ti puoi impostare degli obiettivi di spesa. Se spendi troppo rispetto ai tuoi obiettivi, l'app ti ricorda di un uso, ti richiama di un uso più consapevole del tuo denaro e quindi ti aiuta a risparmiare meglio. Nel caso del minorenne questo tipo di aiuto lo diamo. **Davide**: Un aiuto preventivo. **Antonio**: Esatto, lo diamo al genitore. **Davide**: Va bene Antonio, grazie per questo tuo intervento. Buon lavoro. **Antonio**: Grazie a voi. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 20:44 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e5 ## L’informatica è imprevedibile > All’aumentare della complessità che sta portando l’attuale processo di digitalizzazione, non possono che aumentare anche gli errori che l’informatica porta con sé. In questo episodio parleremo di alcuni esempi molto esplicativi di quali sono i problemi reali dell’informatica che potrebbero avere conseguenze disastrose sul mondo che ci circonda. Partiremo dalla macchina per la radioterapia [Therac-25](https://it.wikipedia.org/wiki/Therac-25), passeremo dal [Boeing 737 Max](https://it.wikipedia.org/wiki/Boeing_737_MAX), fino ad arrivare al [Millennium bug](https://it.wikipedia.org/wiki/Millennium_bug). Nella consueta sezione delle notizie parleremo del nuovo servizio [Amazon Fresh](https://www.amazon.com/alm/storefront?almBrandId=QW1hem9uIEZyZXNo), di un brevetto presentato da Microsoft per la realizzazione di un chatbot virtuale in grado di replicare il comportamento di una persona e infine dei progetti di [Stellantis](https://www.stellantis.com/en) per la mobilità elettrica. - Stagione: 3 - Episodio: 5 - Data di pubblicazione: 2021-01-30 06:45:00 - Durata: 19:27 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e5](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e5) - Episodi correlati: - Tag: amazon fresh,milano,corriere,spesa,errori,bug,informatica,intelligenza artificiale,boeing 737 max,millennium bug,imprevedibilità,programmazione,sistemi,digitalizzazione,chatbot,microsoft,avatar,immortalità,clonazione,machine learning,dati,stellantis,auto elettriche,motore,diesel,elettrico,psa,fca ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Non sempre va tutto come previsto, e infatti oggi parleremo di alcune storie e di errori informatici che hanno anche causato la perdita di vite umane. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Amazon Fresh sbarca in Italia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Alimentazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Amazon Fresh sbarca a Milano, il servizio già presente negli Stati Uniti da diversi anni è riservato agli utenti Amazon Prime e che hanno ricevuto un invito per abilitare la funzione, per evitare almeno per il momento di congestionare le consegne, e permetterà di ricevere a casa la spesa e quindi anche prodotti alimentari freschi in giornata in una finestra temporale di due ore, sette giorni su sette e dalle ore otto a mezzanotte in modo totalmente gratuito, se l'ordine supera i 50 euro. Si potrà scegliere anche una fascia oraria più precisa di un'ora al costo di 4,99 euro. Con questa operazione Amazon inizia a competere con diverse startup che in questi anni si sono specializzati nella consegna di prodotti alimentari, come Supermercato24, con la quale è possibile commissionare ad un fattorino la propria spesa nel supermercato che vogliamo, oppure Cortilia, che invece consegna principalmente prodotti locali e artigianali. #### Vivere in eterno grazie a Microsoft > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:02 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Microsoft ha presentato il brevetto per la realizzazione di un chatbot virtuale in grado di replicare il comportamento di una persona. Il tutto grazie ovviamente all'intelligenza artificiale. In sostanza quello che sarà un avatar digitale verrà addestrato utilizzando una numerosa quantità di dati, come le informazioni personali dell'utente, messaggi vocali, post sui social media, ma anche foto e conversazioni tenute sull'app di messaggistica. Grazie a queste informazioni il chatbot sarà in grado di imitare il comportamento dell'utente, quasi come se dall'altra parte ci fosse la persona, per così dire, replicata e non invece una macchina. Affinché il risultato sia ancora più credibile, sarà inoltre possibile creare un modello virtuale 3D dell'avatar. Per ora questa tecnologia è solo agli inizi, ma a patto di avere abbastanza dati, potrebbe essere possibile creare una copia virtuale e tenere delle conversazioni con se stessi, con una celebrità, ma anche con un personaggio storico o con un nostro caro defunto. Il PSA Peugeot Citroën Site de Trémery, di proprietà di Stellantis, la nuova azienda multinazionale nata dalla fusione di FCA e PSA è la più grande fabbrica di motori diesel al mondo. #### Stellantis si concentrerà sull’elettrico > Fonte: DMove.it - Timestamp: 03:08 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Il futuro, e ormai è molto chiaro, però sono l'elettrico e la mobilità sostenibile, di cui Stellantis è determinata a diventare leader mondiale. Proprio per questo l'obiettivo è quello di convertire l'intera produzione di motori diesel, i motori elettrici, entro il 2025. Per farlo, ovviamente, la produzione tradizionale verrà abbandonata gradualmente già da quest'anno e raddoppierà, invece, la produzione di motori elettrici. Si parla di circa 180.000 pezzi nel 2021 fino ad arrivare a 900.000 fra 4 anni. E a beneficiarne non sarà solamente l'ambiente con una minore emissione di gas, ma anche le stesse fabbriche potranno contare su una catena di produzione più semplice grazie alla minore complessità di costruzione di un motore elettrico. L'era dei motori termici sta per giungere alla sua fine, con Stellantis e molte altre aziende automobilistiche che sembrano dunque seriamente intenzionate a realizzare, il prima possibile, un futuro sostenibile e totalmente elettrico. #### L’informatica è imprevedibile > - Timestamp: 04:34 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Servizi, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: La tecnologia prenderà il sopravvento, l'intelligenza artificiale si ribellerà contro l'essere umano che l'ha creata per realizzare un mondo governato e gestito interamente dalle macchine, dove l'uomo non avrà altra scelta se non combattere o aspettare inerme la propria fine. Questo è il futuro che ci attende. O meglio, questo è il futuro che si immaginano innumerevoli autori di film e libri fantascientifici. "2001 - Odissea nello Spazio", "Io, robot", "Ex Machina", "Matrix", "Tron", "Terminator". Sono solo alcuni degli esempi in cui il mondo è ambientato in un futuro distopico in cui sono i robot a dettare legge. La realtà, come sappiamo, è e si spera sarà ben diversa. L'intelligenza artificiale e l'apprendimento automatico saranno fondamentali per lo sviluppo futuro della nostra società, grazie ai contributi importantissimi che potranno dare e che stanno già dando. L'intelligenza artificiale è infatti progettata per imparare e compiere solo specifici lavori e ci vorrà ancora molto prima che venga creato un vero e proprio cervello elettronico in grado di pensare come un essere umano, ammesso che abbia mai senso realizzarne uno. Ma questi saranno argomenti di un'altra puntata. Quello di cui oggi vogliamo parlare sono infatti problemi reali dell'informatica che potrebbero avere conseguenze disastrose sul mondo che ci circonda e non è nemmeno necessaria un'intelligenza artificiale. Da anni sta infatti avvenendo un processo di digitalizzazione che ormai coinvolge qualsiasi ambito della società e di conseguenza questo richiede modelli e sistemi sempre più complessi in grado di risolvere problemi e di soddisfare le richieste più disparate. E inevitabilmente all'aumentare delle complessità non possono che aumentare anche gli errori che ci si porta dietro. Quelli che vengono chiamati bug e gli errori più o meno inaspettati di un programma fanno sempre più parte, purtroppo, della vita quotidiana, anche se molto spesso sono innocui. Si chiude l'applicazione mentre stiamo mettendo un like ad una foto o elementi dell'interfaccia che possono cambiare casualmente posizione sono solo alcuni esempi di ciò che ci può capitare durante una comunissima giornata in compagnia dell'informatica. Problemi comunque facilmente risolvibili o la cui unica ripercussione è al massimo quella di rovinare l'esperienza d'uso di un telefono o di un computer. Tuttavia l'informatica non è solo nei nostri smartphone, ma come detto è ormai il motore che muove svariati ambiti della società. E l'informatica è imprevedibile. Finché si tratta di un'app per il cellulare i problemi non sono poi così gravi, ma cosa succederebbe se capitassero errori in programmi che gestiscono ad esempio un ospedale o una rete ferroviaria? Beh, la situazione sarebbe ben diversa e le conseguenze si potrebbero pagare molto care. Quello che andremo a fare in questa puntata dunque sarà elencare e analizzare proprio alcuni esempi in cui un programma informatico ha, tra virgolette, sbagliato causando seri danni a persone o all'ambiente che ci circonda. Un primo esempio di quanto l'informatica a volte può essere dannosa lo troviamo già negli anni 80, più precisamente tra il 1985 e il 1987. In questi anni, in alcuni ospedali degli Stati Uniti e del Canada, veniva utilizzata una macchina, il Therac-25, per la radioterapia. Questa macchina, in pratica, emette un certo tipo di radiazioni mirate per curare certi tipi di cancro. Ovviamente, la quantità di radiazioni emesse è gestita da un programma informatico, e che cosa succederebbe se per errore venissero generate più o meno radiazioni del dovuto? È proprio quello che è successo con questa macchina, e a ben sei pazienti infatti venne somministrata una dose 100 volte superiore rispetto a quella necessaria. Inutile dire che questo errore causò il decesso dei sei sfortunati pazienti. In seguito ad ulteriori indagini, venne stilata una lista di diverse cause che, combinate, avevano portato al malfunzionamento del macchinario. Tra queste, il fatto che il programma non fosse stato analizzato da organi indipendenti esterni all'azienda, la mancata fase di test per verificare il corretto funzionamento della macchina in tutti i suoi aspetti, ma anche la mancata presenza di sistemi di sicurezza fisici in grado di limitare o bloccare l'emissione delle radiazioni. Tutti i problemi che in realtà sono da imputare alle scelte fatte dall'azienda e dai programmatori in sé, ma che alla fine si manifestarono in una macchina che, per colpa di un bug, tolse la vita a sei persone. Un evento per fortuna senza grossi danni, invece, è del 1994, e questa volta riguarda un problema più hardware che software. Si tratta infatti del microprocessore Intel Pentium, in una delle sue prime versioni. In quell'anno un professore notò degli errori di calcolo commessi proprio dal processore in questione. Fortunatamente, il bug capitava solo in presenza di numeri con molte cifre decimali, ma tanto bastò per costringere Intel a sostituire tutti i chip difettosi presenti sul mercato, rimettendoci quasi mezzo miliardo di dollari. Tornando indietro al 1983, in piena guerra fredda, un bug del sistema di allarme sovietico quasi causò lo scatenarsi di un terzo conflitto mondiale. Il programma infatti segnò l'avvicinarsi di cinque missili nucleari statunitensi, diretti appunto verso l'Unione Sovietica. La risposta più immediata sarebbe dovuta essere un contrattacco rapido contro gli Stati Uniti, ma a seguito di alcuni accertamenti da parte dell'ufficiale di turno, si scoprì subito che di missili in realtà non c'erano, e il pericolo di una guerra nucleare fu fortunatamente scampato. Un altro esempio di come un errore informatico abbia causato gravi danni in questo caso economici è del 1996. Quell'anno l'Agenzia Spaziale Europea cercò infatti di lanciare nello spazio il razzo Ariane 5, fallendo appena 40 secondi dopo la fine del countdown. Per colpa di un dato che rappresentava la velocità, salvato in un formato sbagliato, si innescò una reazione a catena che provocò l'autodistruzione del razzo. Il problema fu individuato solo due anni dopo, e seppur fortunatamente non ci siano state perdite di vite umane, il bug costò all'Agenzia Spaziale ben 8 miliardi di dollari. Un'ulteriore prova di come l'informatica sia in un certo senso imprevedibile è invece del 2005, e riguarda un errore nel software che portò negli Stati Uniti al rilascio di 23 detenuti tra i 39 e i 161 giorni prima del previsto. Per altri 450 detenuti, invece, fu concessa alla libertà vigilata, seppur fosse esplicitamente esclusa dalla loro condanna. Dal punto di vista dei detenuti, fu un vero e proprio colpo di fortuna, che tanti sfruttarono per far perdere le proprie tracce, ma si trattò pur sempre di criminali più o meno pericolosi messi per errore in totale libertà. Senza tornare troppo indietro nel tempo, comunque anche in tempi più recenti si trovano delle situazioni in cui un errore software ha causato, almeno in questo caso, delle vittime. Stiamo parlando del Boeing 737 MAX, di cui più modelli si schiantarono al suolo nel 2018 e nel 2019, provocando in totale il decesso di 346 passeggeri. La colpa di questi disastri infatti è stata proprio attribuita a degli errori di progettazione nel software. In particolare, il modello di Boeing ha una posizione dei motori differente dai suoi predecessori ed è stato necessario introdurre un sistema per tenere l'aereo in equilibrio durante il volo. Nel software, però, era presente un errore di lettura dell'altitudine, che attivava il pilota automatico appena dopo il decollo, facendo perdere quota all'aereo e causandone così lo schianto. Nei mesi seguenti, l'azienda americana ha scoperto e risolto altre numerose falle, di cui la più recente risale alla scorsa settimana, con un problema che impediva ai computer di controllo di volo di avviarsi. Per il momento, dunque, tutti i modelli di Boeing 737 MAX sono fermi, in attesa che possono tornare a volare quando si avrà la certezza di non rischiare altri fatali incidenti. Di esempi, purtroppo, ce ne sono ancora molti, ma concludiamo probabilmente con il più famoso in assoluto, che terrorizzò letteralmente l'intero pianeta, e di cui ancora oggi esistono, per così dire, dei residui, il Millennium Bug. Ma prima di parlarne, è doverosa una piccola premessa. Negli ultimi decenni, la tecnologia ha fatto passi da gigante per quanto riguarda la potenza di calcolo dei processori, e ancora di più per quanto riguarda la dimensione delle memorie. Se ora in una scheda grande quanto un'unghia possiamo salvare migliaia di foto, video e documenti, negli anni '90 i computer disponevano di una memoria a milioni di volte più piccola, ed era quindi necessario trovare delle soluzioni per risparmiare quanti più byte possibili. Tra le varie soluzioni, l'anno delle date era memorizzato usando solamente due cifre e non quattro come siamo abituati. Gli anni disponibili andavano dunque dal 1900 al 1999. Nel 2000, che si avvicinava sempre di più, ci sarebbe stato quindi un reset totale, che avrebbe portato tutti i computer all'inizio del XX secolo. Molti i processori, prima del nuovo millennio, furono aggiornati per risolvere l'errore, ma si trattava di circa metà dei computer all'ora in circolazione, e di cui i più antiquati venivano utilizzati anche da grandi aziende e dai ministeri per la gestione delle pensioni e delle tasse. Lasciando da parte i casi di finti complotti relativi a un apocalisse del 31 dicembre 1999, i problemi erano reali e molto seri. Molti di questi furono limitati solo grazie alle precauzioni prese e a simulazioni di emergenza sorpresa che vennero fatte negli ultimi mesi, soprattutto negli aeroporti, per evitare i disastrosi incidenti aerei che si sarebbero potuti verificare. Tra le altre precauzioni, prese ad esempio dai vari governi, c'erano task force specializzate per la sorveglianza stradale, aerea e marittima. Ovviamente tutto questo non bastò per scampare al problema, che perlomeno venne molto arginato. Tra i danni subiti, slot machine andate in tilt, raccolta di informazioni di volo con diverse falle, sistemi di convalidazione dei biglietti dell'autobus non funzionanti, malfunzionamenti delle transazioni in alcune carte di credito, problemi di datazione o bollette sbagliate. Ma anche conseguenze più preoccupanti, come un problema nel sistema di raffreddamento della centrale nucleare di Onagawa. Aziende e nazioni comunque rimasero in allerta ancora per alcuni anni, e l'ultima segnalazione di un problema legato al Millennium Bug risale al 2014, con un problema nell'invio di richieste relative al servizio militare, destinate a circa 14.000 persone. Arrivati a questo punto, però, bisogna fare un'ultima considerazione finale. In tutti questi esempi che abbiamo analizzato, quanta colpa ha avuto effettivamente l'informatica in sé? Beh, la risposta pare scontata ed è zero. Come più volte abbiamo detto, la tecnologia è neutrale e così anche una macchina o un computer fanno esattamente ciò che gli si dice di fare. Nulla di più, nulla di meno. La colpa dei vari malfunzionamenti con cui tutti i giorni entriamo in contatto non sono altro che sviste o mancanze di chi ha realizzato il programma. Con questo non c'è assolutamente l'intenzione di additare ai programmatori di tutto il mondo di non saper svolgere il loro lavoro. Anzi, come detto all'inizio di questa puntata, i sistemi che ormai gestiscono tutta la nostra quotidianità richiedono una complessità non da poco e sarebbe praticamente impossibile riuscire a creare un software privo di qualsiasi errore. Ciò che va fatto, dunque, è prendere delle precauzioni, eliminare o ridurre al minimo tutti quegli errori che potrebbero causare seri danni agli utenti, inserire degli ulteriori sistemi di sicurezza, magari fisici, in grado di gestire alcune eccezioni, testare con cura e in diverse condizioni la macchina o il software che si ha realizzato. Dei comportamenti in realtà che sono ormai diventati uno standard, grazie soprattutto agli errori del passato, di cui abbiamo avuto vari esempi. E un sistema informatico ben programmato è notevolmente più affidabile di un essere umano, che è spesso soggetto a molti più errori, soprattutto in ambiti delicati come quello medico. Un esempio? Si sente molto spesso, purtroppo, di scambi involontari di sacche di sangue, destinati alla trasfusione, causando in certi casi anche la morte dei pazienti. Per questo l'ospedale di Ragusa, dal 2007, utilizza un sistema che permette di confermare, con assoluta certezza tramite l'impronta digitale del paziente e il codice a barre dell'unità di sangue, la compatibilità tra i due ed evitare questo tipo di errori. Il risultato? Su centinaia di migliaia di trasfusioni effettuate negli ultimi anni, nessun incidente. L'unica cosa che ci rimane da fare, dunque, è un semplice atto di fiducia nei confronti di chi ha fatto tutto ciò che era necessario per garantire un funzionamento impeccabile dei servizi e dei programmi che quotidianamente utilizziamo. Ma con un occhio sempre vigile per trovare e segnalare gli errori con cui entriamo ogni giorno in contatto. Perché l'informatica è imprevedibile. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 18:35 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e6 ## Il ruolo dei media nella società americana > I media e i social media hanno acquisito negli anni un ruolo importantissimo. Nel bene e nel male sono in grado di influenzare grandi gruppi di persone... un’intera società. La tecnologia informatica e più nello specifico le telecamere, che oggi troviamo anche nei nostri smartphone, hanno poi permesso di portare alla luce alcune situazione di cui prima non vi era una testimonianza diretta, come ad esempio l’annoso problema della [Police Brutality](https://en.wikipedia.org/wiki/Police_brutality) negli Stati Uniti. Per parlare di tutto ciò, ci siamo fatti aiutare da [Francesco Costa](https://www.dentrolatecnologia.it/francesco.costa.html), giornalista e vicedirettore de [Il Post](https://www.ilpost.it). Nella sezione delle notizie invece, parleremo della nuova versione di [Spot](https://www.bostondynamics.com/spot), il robot di [Boston Dynamics](https://www.bostondynamics.com) e dell’accordo tra [Open Fiber](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e36?t=304) e [TeleSpazio](https://www.telespazio.com/it) per portare Internet veloce tramite satellite. - Stagione: 3 - Episodio: 6 - Data di pubblicazione: 2021-02-06 06:45:00 - Durata: 27:03 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e6](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e6) - Episodi correlati: s2e36 - Tag: fake news,donald trump,joe biden,francesco costa,ilpost,USA,media,social media,twitter,open fiber,ftth,fibra ottica,internet,zone bianche,satellite,stth,telespazio,starlink,spot,bostondynamics,robot,automazione,industria,braccio ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Francesco**: Tutti siamo in grado di produrre dei media, è una grande forma di libertà, è un grande ingrediente che arricchisce la democrazia con tutte le complicazioni che questo comporta però. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo del ruolo che ricoprono i media e i social network nella società americana e cercheremo di capire cosa c'entrano le fotocamere dei nostri smartphone con tutto questo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Spot, il cane robot di Boston Dynamics, dopo aver venduto 400 esemplari, è stato aggiornato questa settimana. #### Spot: un robot ora totalmente autonomo > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:08 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella sua nuova versione, che può contare anche su un processore migliorato nelle prestazioni, Spot ha la possibilità di auto-caricarsi per diventare quindi completamente autonomo. Inoltre, grazie al braccio robotizzato che si può montare sopra le fotocamere frontali, può essere controllato a distanza per aprire porte, girare leve e azionare bottoni. Questo robot potrebbe quindi diventare utilissimo in tantissimi contesti, come ad esempio le miniere, le piattaforme petrolifere o, più banalmente, per effettuare una video sorveglianza dinamica e da remoto, grazie soprattutto alla versatilità che gli permettono di avere le quattro zampe robotiche. Open Fiber, con cui avevamo parlato nell'intervista Open Fiber verso un paese più connesso, ha stipulato un accordo con Telespazio per portare Internet veloce in quelle aree isolate non coperte né da rete cablata né da quella mobile. #### Open Fiber porterà Internet veloce tramite satellite > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:54 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: In particolare, Open Fiber acquisterà da Telespazio il servizio STTH, Satellite to the Home, installando quindi sulle case dei cittadini un'antenna che si occuperà di comunicare con satelliti di ultima generazione in grado di garantire prestazioni paragonabili alla fibra ottica. Nell'ultimo anno abbiamo capito quanto sia fondamentale disporre di un'ottima connessione a Internet e quello di Open Fiber dunque è un altro passo verso la realizzazione di un paese totalmente connesso e digitalizzato. #### Il ruolo dei media nella società americana > - Timestamp: 02:55 - Autori: Francesco Costa, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Giornalismo, Social - Tipologia: Intervista **Davide**: In quest'ultimo periodo ci siamo resi conto di quanto importante sia il ruolo dei media, in special modo quello dei social media, nell'influenzino della società. Oggi cercheremo di capire quale impatto concreto possono avere questi potentissimi mezzi su una popolazione o un gruppo sociale. E per farlo è qui con noi Francesco Costa, giornalista e vice-direttore de "Il Post". Benvenuto Francesco. **Francesco**: Ciao, grazie dell'ospitalità. **Davide**: Da diversi anni ti occupi di politica e attualità statunitense, viaggi spesso negli Stati Uniti e hai avuto occasione di seguire molto da vicino e interamente la campagna elettorale presidenziale del 2016. Questo di fatto ti ha dato la possibilità di interfacciarti con tantissime persone e analizzarne diversi punti di vista. Quindi, a tuo avviso, che impatto hanno avuto i media tradizionali, penso ad esempio alla televisione, sulla società americana e poi magari più nello specifico, visto che è un argomento che conosci molto bene, sul ruolo della politica. **Francesco**: Dunque i media hanno un grandissimo potere che è dato dal fatto che permettono di unire tantissime persone. Io parlo attraverso la televisione e vuol dire che la mia voce raggiunge nello stesso istante milioni di persone diverse. Ma se io invece produco una serie di TV, un documentario, un film, propongo quel prodotto lì a tantissime persone tutte insieme. Questo ha un grande ruolo nel creare una cultura comune a persone molto diverse. Pensiamo il caso degli Stati Uniti perché è un caso proprio particolare e interessante e la prendiamo larga, la geografia. Gli Stati Uniti sono un paese gigantesco, in termini di superficie sono più grandi della Cina. Solo che la Cina ha un miliardo e quattrocento milioni di abitanti, i Stati Uniti ce ne hanno 320 milioni e peraltro sono quasi tutti concentrati nelle grandi città. Cosa vuol dire? Che questo paese è enorme, ma in una larga parte è quasi vuoto e ci sono tante persone, tutte quelle che vivono fuori dalle grandi città, che vivono a grande distanza l'un dall'altro. Sono persone che vivono in un tessuto molto meno denso del nostro e quindi incontrano nella loro vita molte meno persone di quelle che incontriamo noi. Hanno rapporti e relazioni con molte meno persone. Questo se vuoi ci dice, ci insegna anche molto del rapporto che gli americani hanno con lo Stato, con le tasse, con le armi, con la sanità, ma è un altro discorso. Che ruolo hanno i midi? Hanno un ruolo potentissimo perché in un paese così grande, così poco denso, permettono di creare una cultura comune, permettono di creare dei riferimenti comuni, al di là del fatto del semplicemente informarsi, che naturalmente è cruciale, ma media è una scatola dentro la quale finiscono un sacco di cose diverse, compresa i social media, lo stesso libro è un mezzo di comunicazione, le riviste, i giornali, ecco creano una cultura nazionale, uno spirito nazionale che non è mai monocorde diciamo, non è monodimensionale, ha tante facce diverse, tante sfaccettature diverse, però ecco il ruolo principale secondo me dei media nella nostra cultura è creare, mettere insieme persone, creare tante grandi sottoculture, è una grande cultura nazionale. Se ci concentriamo più sulla televisione, tu hai iniziato la tua domanda parlando della politica della campagna elettorale del 2016 per esempio, ma anche questa, i media hanno avuto un ruolo centralissimo, nel caso del 2016 c'era un candidato come non se ne erano mai visti prima, che era anche nato nella televisione, conduttore di un reality show, quello che poi diventò il presidente Trump, e riuscì quindi a sfruttare anche tutta una serie di logiche della comunicazione televisiva, per cui all'epoca seguendo la campagna elettorale capitava che la notte delle primarie repubblicane in Ohio, tutti i candidati la notte delle primarie rivolgono poi un comizio, che abbiano vinto che abbiano perso per parlare ai loro sostenitori, e mentre parlava il candidato X, la CNN non lo mandava in onda, preferiva trasmettere il palco di Trump vuoto in attesa che Trump parlasse, perché il palco di Trump vuoto portava più ascolti, più attenzioni, perché la gente era lì ad aspettare che magari arriva Trump e quando arrivava Trump picco d'ascolti. Trump giocava su questo, la sparava grosso ogni volta al comizio perché sapeva che questo gli dava visibilità e di fatto è come se avesse tolto l'aria dalla stanza, respirava solo lui, gli altri non avevano proprio spazio perché sfruttò un grande meccanismo dei media e cioè se una cosa funziona, se una cosa fa audience come diciamo noi non la mollare, non cambiare. In questa campagna elettorale ma poi in questa vita del nostro 2020 quasi tutto si è svolto attraverso gli schermi come sappiamo e quindi una volta di più il ruolo dei media è stato centrale, tutte delle cose che prima in campagne elettorali avvenivano, le attività porta a porta dei volontari, i comizi, le iniziative, le assemblee eccetera è stato quasi tutto dirottato online quindi quasi tutto dirottato attraverso gli schermi. Di nuovo una volta di più abbiamo visto come e con quale potenza poi i media formano le opinioni delle persone, formano le culture delle persone, possono non sempre lo fanno ma possono anche indirizzare le loro scelte. **Davide**: Ok quindi ora ci hai parlato dell'aspetto politico collegato al mondo dei media però innegabilmente i media ricoprono un ruolo a 360 gradi nella nostra società tant'è che anche tu nel tuo libro, il ultimo libro una storia americana, hai citato il caso di Rodney King che è stato, fu un americano, un afro americano picchiato dalla polizia e la sua storia si differenziava però da tutte quelle precedenti perché c'era un video dell'accaduto e un po questo ci fa anche tornare in mente qualcosa di molto più vicino a noi come il caso di George Floyd anche se questo forse è un fenomeno più legato al mondo dei social media in qualsiasi caso questi due avvenimenti portarono a dei grandi fermenti poi all'interno della società americana e poi anche a livello mondiale. **Francesco**: È vero, quello è un caso molto importante nella storia americana, io lo racconto nel mio libro che si intitola una storia americana, io cerco di raccontare alcuni episodi, alcune scene fondamentali delle vite di Joe Biden e Kamala Harris nel tentativo di capire un po chi sono queste persone che adesso sono presidente e vicepresidente degli Stati Uniti e conoscerli meglio e raccontando una serie di decisioni prese sulla lotta alla criminalità negli anni 90 soprattutto da Joe Biden ma anche da Kamala Harris che stava muovendo i suoi primi passi dopo la laurea, racconto questa storia. Rodney King era un tassista che fu pestato dalla polizia di Los Angeles senza un valido motivo cioè lui guidava a supero i limiti di velocità però niente che giustifichi un pestaggio del selvaggio a cui fu sottoposto Non era la prima volta che questa cosa accadeva in America, anzi, figurati, 400 anni di schiavitù, decenni di segregazione, gli abusi della polizia sugli afroamericani erano quotidiani. Però c'era sempre quella roba di... agli afroamericani non c'era fiducia nei loro confronti, la gente non gli credeva, quando loro raccontavano un poliziotto mi ha picchiato, starà inventando balle, oppure chissà cosa hai fatto tu per provocarlo, te lo sarai meritato. All'epoca non esisteva la possibilità di filmare quello che avviene, ovviamente. Se non fosse che mentre Rodney King viene pestato sul ciglio della strada, nella casa proprio lì davanti al marciapiede c'è una persona che è un video amatore, quindi ha una di quelle videocamere degli anni 90, grosse, forse quindi non se le ricordano alle feste di compleanno. Comincia a filmare tutto e produce quello che è il primo video di un pestaggio della polizia contro un afroamericano. Finalmente la prova che quello che dicono gli afroamericani da decenni è vero, è reale, mostra tutto dall'inizio alla fine, non puoi sbagliarti e dire chissà cosa ha fatto lui. Questo si ritrova alla fine di questo pestaggio con questa cassetta che però non è che può metterla su youtube, ovviamente. La propone alle tv locali, anzi la propone prima al dipartimento della polizia di Los Angeles, gli dice guardate che è una cassetta che mostra che i vostri agenti hanno fatto qualcosa che forse vi interessa guardare per prendere dei provvedimenti e questi manco lo vogliono vedere. Il dipartimento di polizia di Los Angeles aveva la reputazione di essere tra l'altro uno dei più razzisti d'America. Lui alla fine la porta a una tv locale, ovviamente questi appena la guardano capiscono subito il valore di quel documento, lo trasmettono e da lì arriva in tutte le tv d'America, a tutte le ore, diventa il primo vero video virale del pestaggio di un afroamericano da parte della polizia, della storia degli Stati Uniti, generando poi tutta una serie di altre cose che raccontano nel libro tra proteste ma anche proteste molto molto violente, rivolte, le famose rivolte di Los Angeles con quasi 80 morti, fu una storia enorme su cui sono stati scritti libri documentari. Facciamo fast forward come si dice e andiamo avanti veloce fino al 2020 e capiamo quindi anche perché quando un poliziotto uccide a Minneapolis un uomo afroamericano di nuovo in modo del tutto indiscriminato senza una giustificazione, lo abbiamo visto in quel video terrificante che ha fatto il giro del mondo, ne nasce quel tipo di fortissima reazione perché per due motivi, il primo è che non era George Floyd, George Floyd era l'ennesimo caso, ce ne sono stati tantissimi negli ultimi anni, peraltro negli ultimi anni sempre più invece filmati dagli smartphone, gli afroamericani quando vengono fermati dalla polizia un posto di blocco tirano fuori lo smartphone e cominciano a registrare sempre perché sanno che quello può fare la differenza... **Davide**: Sì è una forma di tutela diciamo così... **Francesco**: Di autodifesa assolutamente, in un processo successivo può fare la differenza tra essere condannati o no per esempio dal dimostrare che hai fatto le cose per bene o no, una delle misure che sono stati adottate in alcune città per contenere queste violenze è stata messa una videocamera addosso ogni agente di polizia, di nuovo il valore delle immagini e dei media, ma il secondo motivo per cui nascono le proteste di quest'estate dopo la morte di George Floyd è proprio il video, cioè una cosa è leggere che un uomo afroamericano è stato ucciso dalla polizia con un ginocchio sul collo, è un'immagine molto brutta lo leggi e dici oh mio Dio ma se vedi quei nove minuti strazianti in cui lui chiede, dice che non può respirare, chiede pietà, chiama la mamma a un certo punto chiude gli occhi e non smette di muoversi e le persone accanto che urlano alla gente fermati fermati e lui che addirittura guarda in camera di nuovo il rapporto tra le persone e media continuando a tenere il ginocchio sul collo di George Floyd. È un'ulteriore dimostrazione di quanto poi i media che sono spesso accusati e spesso anche a ragione di rovinare la società, di diffondere notizie falsi, allarmismo, sensazionalismo, i media hanno molte responsabilità nella disinformazione a volte più che nell'informazione, allo stesso tempo però sono un mezzo potentissimo e da quando tutti siamo in grado di produrre dei media attraverso il nostro smartphone, i nostri account sui social, un podcast, una newsletter, una volta non era così soltanto se lavoravi alla RAI potevi rivolgerti a un pubblico oggi chiunque può provarci è una grande forma di libertà, è un grande ingrediente che arricchisce la democrazia con tutte le complicazioni che questo comporta però. **Davide**: Esatto approfondendo il tema dei social media che hanno permesso a chiunque di esprimere la propria opinione attraverso ad esempio i social network che impatto hanno avuto i social media, siamo partiti parlando di politica americana, proprio sulla politica americana, come l'hanno influenzata? **Francesco**: Ne hanno avuti tanti, ne cito tre in breve. Il primo sappiamo che i social media in generale hanno la caratteristica di premiare i messaggi più aggressivi, perché il modello di business di questa società si basa sulla nostra attenzione twitter vuole che noi teniamo aperta l'app di twitter il più possibile, per farlo deve attirare continuamente la nostra attenzione ed è piuttosto facile capire perché i messaggi che più attirano alla nostra attenzione sono quelli che ci provocano delle emozioni, che ci fanno arrabbiare, che ci fanno indignare, che ci fanno commuovere a volte e quindi gli algoritmi premiano i messaggi molto aggressivi tra tutte le persone ma anche dalla politica che quindi sa che se vuole utilizzare i social per farsi strada, se sei un candidato a un partito, avere un messaggio netto che semplifica al massimo senza sfumature funziona. Secondo effetto l'aggiramento dei midi tradizionali, l'esempio massimo qui ovviamente il caso di trump ma non è solo lui, sempre più spesso i politici che hanno bisogno di rivolgersi alla popolazione perché devono comunicare quello che fanno, perché devono convincerli fare propaganda, possono fare a meno dei giornali della tv cosa che prima era impossibile, se tu volevi rivolgerti ai tuoi elettori devi passare dai giornali della tv, oggi puoi farlo dal tuo account e qual è il problema è che se lo fai attraverso la tv e i giornali c'è un mediatore, cioè c'è un giornalista, una giornalista che per esempio ti fa delle domande e magari sono delle domande che tu trovi un po scomode, se tu lo fai sui social puoi fornire una narrazione perfetta del tuo personaggio, nessuno ti metterà mai in difficoltà. Terzo, terza trasformazione importante secondo me è che nella tecnica delle campagne elettorali mentre prima tu facevi degli spot televisivi li trasmettevi se volevi rivolgerti alle casalinghe magari la mattina, se volevi rivolgerti agli uomini nell'intervallo della partita però non si poteva andare molto distante da qui era tutto un po grossolano, un po grezzo, oggi esiste una possibilità di "microtarghettizzare" i messaggi che rivolge alla popolazione per cui tu prepari uno spot che venga visto soltanto dalle casalinghe bianche che hanno tra i 45-55 anni che a cui piace moltissimo un cantante country che sai però che piace molto ai bianchi conservatori, non so e questo mi fa pensare al caso di Cambridge Analytica che è stato molto anche secondo me ingigantito dai media, Cambridge Analytica ha sottratto dei dati a Facebook, dei dati degli utenti e questa è una cosa grave ed è infatti il principale punto dello scandalo, ma tutto il resto della narrazione su Cambridge Analytica si è rivolto, si è svolto attorno a questa idea che con questi dati loro avessero fatto dei messaggi personalizzati che in qualche modo manipolavano le menti delle persone o che gli rivolgevano delle cose specifiche per loro ed è vero che lo facevano ma è il modello di business di google di facebook di instagram c'è chiunque di noi dal suo account di twitter può decidere di sponsorizzare un tweet o un post su facebook e decidere chi deve guardarlo e se io mi occupo di calcio posso decidere che lo vedono soltanto i uomini appassionati di calcio tifosi della Roma che sono stati allo stadio olimpico una volta negli ultimi cinque anni perché si sono loggati come sono allo stadio olimpico e può essere preoccupante, secondo me in parte lo è, però ecco, è la realtà in cui viviamo e trascende anche ormai molto la politica. Vediamo sempre di più infatti aziende che fanno politica e politici, cioè che esprimono posizioni politiche, e politici che cercano di connotare se stessi anche attraverso i prodotti che usano, come si vestono, la musica che ascoltano, si sta tutto un po mescolando perché sui social come sappiamo è tutto molto mescolato. **Davide**: Sì, questo tema sicuramente sarà oggetto di dibattito, dovrà essere oggetto di dibattito nei prossimi mesi, però un altro tema che forse merita ancora più interesse secondo me è quello che possiamo introdurre con una data, ovvero il 6 gennaio 2021 quando dei manifestanti hanno letteralmente attaccato il congresso degli Stati Uniti. A seguito di questo avvenimento Twitter e altri social network hanno deciso di bloccare e bannare in gergo il profilo del presidente americano per evitare che lo stesso Trump potesse in qualche modo incitare delle ulteriori rivolte, quindi da un certo punto di vista possiamo giustificare questo comportamento, però allo stesso tempo crea un pericoloso precedente, cioè che un social network abbia deciso di togliere la parola ad una figura così rilevante a livello internazionale, quindi cosa ne pensi di questo aspetto? **Francesco**: Guarda, io credo che non esista una risposta facile a questa domanda, perché da una parte penso che i limiti alla libertà di espressione esistono anche fuori dai social, istigare all'odio è un reato, istigare al suicidio è un reato, il procurato allarme, la diffamazione, la calunnia sono delle leggi e noi pensiamo anche che siano giuste, cioè pensiamo che per tutelare la libertà di espressione di tutti, questa deve avere dei limiti e poi discutiamo su quanti, come però è accettato. Penso anche che social media debbano essere responsabili di quello che gli utenti pubblicano sulle loro piattaforme e quindi, ma questa è la mia opinione, credo che l'istigazione all'odio, il razzismo, dei messaggi che provocano danni nella vita reale, non debbano trovare cittadinanza in quei luoghi lì. Si può non essere d'accordo con me naturalmente su questo punto, penso però anche che i social media in quanto aziende e quindi aziende interessate ad attrarre clienti, abbiano il diritto di decidere cosa va e cosa non va sulle loro piattaforme, perché se io so che in un certo social posso trovare istigazione al suicidio perché non vengono rimosse, io magari non ci vado, no? Se penso che posso trovare lì insulti razzisti, io magari non lo uso e quindi il social che vuole attirare me perché sono un cliente, credo che abbia il diritto di decidere di farlo e poi se io trovo quelle limitazioni eccessive, me ne vado da un'altra parte a usare un altro social, è il mercato, voglio dire, ognuno sceglie il suo prodotto. Quale è il problema e dove arriva l'inghippo? Ah, quando queste società sono così grandi da essere, non dico monopoliste, ma quasi, per cui non è facile dire vabbè io allora mollo Facebook. Se molli Facebook hai un'azienda è un grosso problema, se molli Facebook e sei un politico è un grosso problema perché ti impedisce di avere accesso a uno strumento che non è sostituibile da qualcos'altro. L'altro problema è che se sei il presidente degli Stati Uniti e dici una cosa razzista o istighi all'odio, io che sono un elettore, io lo voglio sapere, non voglio che il social network mi proponga una scelta tra quello che ha detto il presidente e altre cose non me le faccia vedere perché sennò io me ne faccio un'idea incompleta, sbagliata, ripeto, piace o no, però se il presidente dice che gli asini volano, questa è una notizia falsa, io però lo voglio sapere che il presidente pensa che gli asini volino perché mi voglio fare un'idea completa e quindi, ripeto, ci sono molte sfumature e non c'è una risposta assoluta, credo che bisogna valutare caso per caso. In questo caso Twitter per quattro anni ha lasciato che Trump scrivesse molte cose che violavano le condizioni di servizio, notizie false, accuse di tipo razzista, insulti a un sacco di persone, qualcuno le ha raccolti, gli insulti di Trump, sono una lista infinita e l'hanno lasciato lì in quanto presidente e quindi diritto di cronaca diciamo, è giusto che le persone sappiano cosa il presidente dice. In quel momento specifico c'era un presidente che apertamente non accettava di aver perso le elezioni, che stava cercando in ogni modo di restare al potere pur avendo perso, che è una cosa diciamo abbastanza grave, qui non è una versione di destra o di sinistra, è una roba che va oltre questa, si parla proprio della democrazia, e che aveva istigato almeno in parte una rivolta armata al congresso che aveva provocato cinque morti. C'era il rischio che questa cosa potesse capitare di nuovo il giorno dopo all'insediamento, cioè non era detto che finisse lì, è finita lì perché al congresso hanno detto a Trump ti mettiamo sotto impeachment, i suoi collaboratori hanno governato in qualche modo e tra le altre cose Twitter gli ha tolto l'account che lui ha sempre usato per comunicare. Ora io non dico quindi che hanno fatto bene, però dico che la decisione va valutata in questo contesto specifico del momento in cui è stata presa e secondo me è una decisione in questo contesto legittima. Credo anche che sia opportuno ridare l'account Twitter a Trump ora che non è più il presidente e trattarlo come un utente normale, cioè se poi dovesse violare di nuovo le regole lo si toglierà ancora, ma oggi che non mi sembra più nelle condizioni di visibilità di potere tale da innescare una rivolta armata, almeno speriamo, magari non sarà adesso, sarà da qualche mese, ma secondo me Trump ha diritto a riprovare a ottenere un account Twitter e a usarlo secondo quello che prevedono le regole a cui tutti lo dobbiamo sottostare come normali cittadini. **Davide**: Quindi pensi che sia stato un provvedimento nato dall'estrema gravità che rappresentava quel momento o pensi che questo atteggiamento da parte dei social network che di fatto si sono mobilitati tutti insieme possa costituire di per sé un pericoloso precedente per il futuro? **Francesco**: Allora sappiamo in realtà entrambe le cose, nel senso sicuramente è un caso isolato perché sappiamo che fin qui un atto così drastico è stato preso nei confronti di un capo di stato, credo mai, singoli utenti sì, ma una persona dell'importanza dell'incarico che rivestiva Trump mai. Allo stesso tempo è un precedente, cioè la prossima volta che dovesse capitare una cosa del genere sarà una scelta più facile da prendere, purtroppo questo è il peso che hanno i precedenti, se devi fare una cosa per primo è sempre più difficile che farlo per secondo e credo che i social media dovrebbero stare molto attenti a utilizzare questo potere con grande senso di responsabilità perché dovesse succedere che in un certo punto diventa facile bloccare l'acconto di un primo ministro, di un presidente, credo che, insomma, questo andrebbe a detrimento di tutti, credo che si debba sempre valutare caso per caso e farlo davvero in casi estremi quando si parla proprio di violenza fisica, di rischio che le persone muoiano, ecco, non se uno dice una cosa che non è vera, non se uno dice una cosa offensiva se si parla di un capo di governo, un capo di stato. **Davide**: Sì, perché appunto come dicevi alla fine fa sempre parte del diritto di cronaca. Va bene Francesco, grazie per questo tuo intervento. Come abbiamo detto è uscito il 19 gennaio il tuo ultimo libro, Una storia americana e se voleste ulteriormente approfondire tanti temi anche legati al mondo dei media c'è il tuo libro precedente, questa è l'America in cui parli anche nello specifico del ruolo che hanno giocato canali come Fox News sul influenzare in questo caso lo stesso Presidente. Grazie ancora, a presto. **Francesco**: Grazie a te Davide, grazie a tutti, a presto. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 26:11 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e7 ## La tecnologia in un viaggio aereo > Al giorno d’oggi le [infrastrutture](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e48?t=191) di trasporto si sono modernizzate e sono diventate una componente fondamentale per la vita e lo sviluppo della società. E il trasporto aereo non è rimasto di certo escluso; per fare un esempio, secondo i dati forniti da [Eurostat](https://ec.europa.eu/eurostat/home), negli ultimi tre anni il trasporto aereo si è definitivamente affermato come la modalità di trasporto prevalente. Ma in quanta tecnologia ci imbattiamo quando viaggiamo su un aereo? E’ quello che cercheremo di scoprire in questo episodio. Nella sezione delle notizie invece parleremo dell’arrivo di [Starlink](https://www.starlink.com) in Italia, della possibilità di comprare un’automobile [Tesla](https://www.tesla.com) con i bitcoin e della rimozione dei servizi a pagamento dalle [SIM](https://it.wikipedia.org/wiki/Carta_SIM). - Stagione: 3 - Episodio: 7 - Data di pubblicazione: 2021-02-13 06:45:00 - Durata: 19:48 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e7](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e7) - Episodi correlati: s3e3 - Tag: Starlink,elonmusk,tesla,bitcoin,criptovalute,airbus,a380,aerei,viaggio,satellite,Tim,vodafone,SIM,operatore,telefonia,automobili ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella puntata di oggi proveremo a fare un ipotetico viaggio aereo cercando di soffermarci sulla tecnologia in cui ci potremo imbattere durante tutto il percorso. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Starlink: anche in Italia internet tramite satellite > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:56 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo aver finalmente raggiunto i primi 10.000 utenti dal lancio dello scorso ottobre negli Stati Uniti e in Canada, il servizio Internet a banda larga di SpaceX ha aperto giusto qualche giorno fa le prenotazioni in tutto il mondo, Italia compresa, per l'acquisto del kit di connessione che arriverà entro la fine del 2021. Ad oggi la velocità della rete Starlink è compresa generalmente tra i 50 e i 150 megabit al secondo, in download, con l'obiettivo finale di raggiungere il gigabit al secondo, una volta completato il parco di satelliti di quasi 12.000 elementi. Trattandosi inoltre di una connessione prettamente satellitare, uno dei principali problemi, se non forse l'unico, è dovuto alla latenza, che attualmente si inserisce in un range di valori che varia tra i 30 e i 90 millisecondi, numeri decisamente più alti rispetto ad una connessione cablata in fibra ottica. D'altra parte, è bene ricordare che il servizio dell'azienda di Elon Musk è stato pensato quasi esclusivamente per tutte quelle persone che vivono in zone sperdute del pianeta, e che gestiscono comunque attività, come rifugi, montani o agriturismi in campagna, non coperti dalla presenza di infrastrutture per la fibra. Anche per questi motivi, il prezzo per l'acquisto del kit, composto da una parabola e alcuni device per la ricezione del segnale, sarà pari a 499 euro, mentre per quanto riguarda il canone mensile, per la fruizione del servizio, si arriverà 99 euro al mese. #### Le criptovalute per comprare una Tesla > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 02:28 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: A dimostrare l'interesse, ed è il caso di dirlo, il valore che in questo periodo stanno ulteriormente acquisendo le criptovalute, di cui avevamo parlato nella puntata Le criptovalute non sono il futuro, Elon Musk, che è più nello specifico l'azienda di automobili elettriche Tesla, ha deciso per diversificare i propri investimenti di acquistare 1.5 miliardi di dollari in bitcoin, alzando ulteriormente il valore degli stessi. Musk ha annunciato però di voler investire in altre attività digitali, nonché che accetterà i bitcoin come strumento di pagamento per i suoi prodotti. Gli analisti sono convinti che l'investimento di Tesla in bitcoin avrà un effetto a catena su tutto il mondo, si tratta infatti di una mossa che cambia le regole del gioco sull'uso della criptovaluta. #### Stop ai servizi a pagamento delle SIM > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:17 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Per anni siamo stati abituati, in prima persona o meno, a sperimentare costi di attivazione di fantomatici, servizi telefonici, come oroscopo, giochi o notizie tramite sms, tutti i servizi che venivano attivati inconsciamente e non era nemmeno chiaro come ciò potesse avvenire. Certo è però che, se qualche euro per un singolo cliente possono non essere costi così rilevanti, la cosa cambia cambiando anche prospettiva, con milioni e milioni di utenti un operatore telefonico riesce invece a incassare molto. Da oggi ciò però non è più possibile, visto che la G-Com, l'autorità garante per le comunicazioni, ha stabilito che gli operatori di telecomunicazione dovranno bloccare di default i servizi premium a pagamento, a meno che l'utente non chieda espressamente di rimuovere tale blocco. #### La tecnologia in un viaggio aereo > - Timestamp: 04:20 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Rete Mobile, Trasporti - Tipologia: Topic **Davide**: "Chi ha provato il volo camminerà guardando il cielo, perché là è stato e là vuole tornare". Anche Leonardo Da Vinci, autore di questa celebre frase, non fu immune dal fascino esercitato dall'idea di un uomo capace di volare e librarsi nei cieli come solo pochi animali sono in grado di fare. Un'idea che fino a diversi secoli fa era considerata proibitiva e che solo nel 1903, grazie all'intraprendenza dei fratelli americani Wright, si concretizzò in quello che fu il primo volo su aereo a motore che durò pensate all'incirca 12 secondi e una trentina di metri. Da quel momento n'è passato di tempo. Al giorno d'oggi le infrastrutture di trasporto, non solo aeree, si sono modernizzate e sono diventate una componente fondamentale per la vita e lo sviluppo di ogni comunità organizzata. Per fare un esempio, secondo i dati forniti da Eurostat, negli ultimi tre anni il trasporto aereo si è definitivamente affermato come la modalità di trasporto prevalente e la stessa indagine, relativa ai viaggi e alle vacanze dei residenti europei, ha confermato che nel 2019 oltre la metà dei viaggi all'estero per scopi lavorativi e personali sono stati compiuti grazie agli aerei. Per di più le cosiddette compagnie low cost, nate recentemente dall'esigenza di ridurre i costi di trasporto, hanno offerto l'esperienza del volo aereo a moltissime persone, arrivando ad eliminare tutti i vari aspetti considerati superflui e reinterpretando il volo non più come un viaggio emozionante a 10.000 metri di altezza, bensì come un semplice spostamento di routine che è solo una tappa all'interno di uno spostamento tra due o più città. Benché il mercato dei voli aerei continua a crescere anno dopo anno come abbiamo appena constatato, il fenomeno dell'inquinamento atmosferico causato da questi mezzi sta aumentando vertiginosamente insieme allo sviluppo del settore. Ad oggi, infatti, secondo i dati diffusi da Air Transport Action Group, circa il 2% delle emissioni di gas serra sono imputabili all'aviazione e il 3% dell'inquinamento totale in Europa arriva proprio dai trasporti aerei. Non mancano però gli sforzi per rendere più green questo settore, se da una parte infatti i tentativi sono quelli di elettrificare gli aeroplani o di investire nella ricerca di nuovi carburanti, dall'altra si cerca di preferire, quando possibile, alternative come il trasporto ferroviario, il quale secondo la comunità ferroviaria europea genera meno dell'1.5% delle emissioni totali derivanti dai trasporti dell'Unione Europea, nonostante effetto e no l'8.5% degli spostamenti totali. Resta però il fatto che l'aereo attualmente è l'unico mezzo di trasporto in grado di percorrere il più spazio possibile nel minor tempo assoluto. Nella puntata di oggi cercheremo di immaginare l'esperienza del volo aereo, dal momento in cui si sale al momento in cui si scende, andando però ad approfondire tutti i vari aspetti tecnologici presenti all'interno di un semplicissimo viaggio aereo, dei quali spesso non ci rendiamo nemmeno conto o che diamo per scontati. Supponiamo di dover compiere una tratta che parte dall'aeroporto di Malpensa a Milano e che si concluda al JFK di New York, e visto che l'immaginazione ce lo concede, scegliamo infine uno degli aerei più tecnologicamente all'avanguardia, nonché il più grande aereo passeggeri al mondo, l'Airbus A380. Per chi non lo conoscesse, questo formidabile mezzo di trasporto, oltre ad avere un peso impressionante pari a 280 tonnellate, è in grado di trasportare fino a 850 persone a bordo, sebbene nella gran parte dei casi si arrivi solamente, per modo di dire, a 525, suddivise in tre classi principali lungo i due piani dell'aereo, la First Class, la Business Class e l'Economy Class. Scegliamo l'intermedia fra le tre, la Business Class, che a differenza della prima, più simile a una camera d'hotel, è in grado di fornire comunque un'esperienza senza precedenti in fatto di comfort e tecnologia. Il primo passo da compiere per arrivare a destinazione è ovviamente la prenotazione del biglietto. Nel 2021 questa fase viene effettuata, nella maggior parte dei casi, online, proprio per la facilità con cui si possono scegliere, trovando allo stesso tempo, l'offerta migliore e più adeguata alle proprie esigenze. Nel nostro caso abbiamo speso 1590 euro per un viaggio di andata e ritorno da Malpensa a New York. Sempre online è possibile effettuare la fase di check-in, poiché infatti questa procedura comporta delle inevitabili perdite di tempo in aeroporto, molte compagnie aeree stanno offrendo la possibilità di registrare i propri bagagli comodamente da casa, proprio per evitare la questione delle file interminabili, per ritirare la carta di imbarco e per agevolare soprattutto coloro che hanno intenzione di partire senza valigie da imbarcare. Fatto ciò, non ci resta che andare in aeroporto dove prenderemo parte alla fase più delicata, i controlli di sicurezza. Nella fattispecie questa procedura avviene solamente dopo aver effettuato il check-in, ma dal momento che abbiamo già registrato il nostro bagaglio online, appena arrivati in aeroporto non dovremmo far altro che recarci presso i banchi di drop-off, consegnare la valigia e recarci infine ai controlli pre-volo. Il programma nazionale di sicurezza, conosciuto anche come PNS, è il pilastro portante di questa procedura ed è stato elaborato dal comitato interministeriale per la sicurezza dei trasporti aerei e degli aeroporti, per assicurare l'incolumità dei passeggeri e degli operatori affinché non vengano introdotti a bordo degli aeromobili ordigni esplosivi, liquidi infiammabili, armi e ogni sorta di oggetto in grado di causare turbative al normale svolgimento del traffico aereo. Per ridurre perciò il rischio che vengano imbarcati questi articoli potenzialmente pericolosi, il personale aeroportuale ha autorizzato alla gestione dei controlli, utilizza degli apparati metal detector e apparecchiature per l'ispezione radioscopica del bagaglio a mano. Da un punto di vista prettamente teorico, il funzionamento di un metal detector, ovvero di un identificatore di metalli, è relativamente semplice, in quanto all'interno del varco, che dovremo oltrepassare, viene generato un campo magnetico in grado di percepire quello prodotto per induzione elettrica nel metallo dallo stesso metal detector. Superati i controlli di sicurezza, non resterà in fine che dirigerci al gate di imbarco, dove dovremo mostrare per l'ultima volta i nostri documenti prima di salire sull'aereo. Solitamente l'accesso al velivolo può venire in due modi, o attraverso un finger di collegamento, ovvero un corridoio diretto dall'aeroporto fino all'aereo, oppure con una navetta. Arrivati a questo punto, potremo finalmente salire sul nostro Airbus, che ci condurrà fino all'aeroporto JFK in 8 ore di viaggio. La parte più interessante del viaggio arriva ora, naturalmente. La notorietà degli Airbus A380, infatti, è quella di avere soprattutto nella first business class un sistema di sedute high tech, dotata di una serie di dispositivi quali tablet, console per videogiochi, cuffie e prese di vario tipo, per passare nel miglior comfort possibile la lunga trasferta a 10.000 metri di quota. A un certo punto del viaggio però, mentre stiamo proseguendo con la visione di un film e messaggiando nel mentre con un nostro amico a terra, iniziamo a porci una domanda decisamente poco scontata. Come è possibile riuscire a connettersi a internet a 10 km di altezza? La risposta però non è banale, poiché i servizi di interconnettività aerei non vengono gestiti come a terra, ovviamente. La connessione wifi, così come la rete dati telefonica, vengono garantite in due modalità, tramite un segnale proveniente da terra oppure sfruttando i satelliti in orbita intorno alla terra. Ciò nonostante la prima condizione, a causa degli innumerevoli vincoli e tariffe di navigazione legate ai diversi paesi che si sorvolano durante il volo, viene spesso scartata, preferendo nella maggior parte dei casi l'alternativa satellitare, anche se decisamente più costosa. A bordo di un Airbus A380, Internet on-board funziona esattamente in questa maniera, anche se a causa della larghezza di banda limitata e dei costi del traffico dati satellitare vengono spesso imposte limitazioni principalmente per lo streaming multimediale e per diversi servizi di sincronizzazione. Ad ogni modo, le prime riduzioni dei costi dovute all'aumento del parco satellitare, soprattutto negli ultimi cinque anni, stanno ponendo le basi per una maggiore offerta di Internet on-board, anche sulle compagnie low-cost, che attualmente su centinaia di aerei operativi solo qualche decina ne è in possesso. Anche perché il vantaggio di essere provvisti di un servizio di connettività integrato consente ai passeggeri di effettuare pagamenti digitali tramite POS connessi direttamente al router presente sull'aereo, evitando perciò inutili disagi dovuti allo scambio e alla mancanza del contante da parte dell'acquirente. Ma veniamo ora ad uno dei temi più discussi e che dà sempre causa non poche certezze mentre si sale su un aereo, la sicurezza. Proseguendo il nostro viaggio, infatti, ci accorgiamo che già diverse volte ci siamo chiesti inconsciamente quanto può essere pericoloso viaggiare su un mezzo di trasporto che transita a un'altezza simile. Spesso in questi casi ci viene naturale pensare che se dovesse capitare un guasto mentre siamo alla guida di una macchina, nella maggior parte dei casi si ha sempre tutto il tempo a sufficienza per accorgersene e verificare il problema. Sull'aereo, invece, non è proprio così. D'altro canto, per rispondere alla fatidica domanda, ci basta semplicemente riflettere sul numero di incidenti automobilistici che avvengono ogni giorno rispetto al numero di quegli aerei. Secondo uno studio statistico dell'Università di Harvard, la possibilità che si incappi nella morte durante un viaggio aereo sono una su undici milioni. In pratica è più facile morire per l'attacco di uno squalo che è a bordo di un aereo mobile. Ciò dovuto è il fatto che a garantire l'insieme delle misure di sicurezza di questi mezzi di trasporto sono essenzialmente i principali settori dell'aviazione civile, che comprendono costruttori, compagnie aerei, esercenti di aeroporti e autorità dell'aviazione, che, nel loro complesso, vanno a costituire un sistema integrato volto a fare del trasporto aereo, una delle modalità di spostamento più sicure in assoluto. In ambito tecnologico, la sicurezza sui velivoli viene garantita essenzialmente dalle competenze dei piloti e dalle stazioni di radioassistenza che si trovano a terra. A bordo del mezzo i conducenti impiegano numerosi strumenti come bussole magnetiche, anemometri e orologi, cooperando nel frattempo con i controllori del traffico aereo per ottimizzare la comunicazione e garantire una completa sicurezza del mezzo e dei passeggeri. La tecnologia a disposizione della cabina di pilotaggio è fondamentale per garantire l'orientamento anche senza dei punti di riferimento visivi, come ad esempio nel caso dell'illusione somato-gravitazionale, che probabilmente è stata la causa dello schianto lo scorso anno dell'elicottero con a bordo Kobe Bryant, un'illusione che avviene quando la gravità induce una falsa sensazione di movimento verso l'alto, anche se non è così. Nella fase di rotta, uno degli strumenti che viene monitorato maggiormente sia dai piloti che dai controllori di volo è il radar. L'utilità di questo strumento è incontestabile, lo scopo fondamentale del controllo radar è quello di aumentare la sicurezza e di accelerare il flusso del traffico aereo. Con il radar, infatti, si ha la possibilità di ottenere informazioni più immediate e precise sulla posizione degli aeromobili, e di conseguenza si possono ridurre sensibilmente le minime separazioni applicate nei controlli effettuati manualmente dai controllori di volo. Ma questo è solo uno tra i diversi dispositivi che vengono adottati per assicurare l'affidabilità di questi mezzi di trasporto, e se avessimo dell'altro tempo potremmo parlarne ancora per molte ore data la loro complessità. A questo punto della puntata è doveroso fare una piccola riflessione finale sull'impatto senza precedenti che ha avuto il Covid-19 nel mercato aereo. Mentre stiamo per arrivare a destinazione, ripensiamo al fatto che durante la fase di imbarco il numero di persone che sono salite sull'aereo erano decisamente inferiori rispetto al numero citato inizialmente di capacità massima relativa all'Airbus A380, e attualmente siamo anche in un momento abbastanza stabile, poiché diversi voli aerei come il nostro vengono comunque garantiti. Nei primi mesi del 2020 non era così. Durante le prime fasi dell'emergenza sanitaria, molte delle compagnie più importanti sono state costrette a lasciare a terra praticamente tutti gli aerei, ma allo stesso tempo si sono adoperate su più fronti per farsi trovare pronte alla ripartenza. Alcune di esse, infatti dopo la riapertura delle frontiere e l'allentamento delle restrizioni in molti paesi, hanno ripreso del tutto o in parte l'operatività dei voli. EasyJet ad esempio ha ripreso gradualmente le operazioni dal 15 giugno, mentre dal 1 luglio 2020 Ryan era ripristinato il 40% dei voli, ma con nuove regole. Regole che riguardano naturalmente le modalità dei servizi a bordo o le misure di pulizia che sono state rafforzate prima, durante e dopo ogni volo per garantire la protezione dei passeggeri. Un rapporto stilato da Cirium, un'azienda leader nel settore dell'aviazione e dell'analisi dei dati di volo, ha mostrato che la pandemia ha ridotto il traffico del 2020 a livelli visti l'ultima volta solamente nel 1999. Rispetto a due anni fa, il traffico passeggeri del 2020 è calato di quasi il 70%. Ci basti pensare poi che al picco dell'interruzione dei voli lo scorso aprile, i voli passeggeri di linea sono scesi in modo significativo a quota 13.600 a livello globale, portando una riduzione record del 90% degli spostamenti con aeromobili. Come ha dichiarato lo stesso CEO di Cirium, ci vorrà sicuramente del tempo prima che le compagnie aeree ritornino ai livelli di traffico del 2019. I viaggi internazionali sono notevolmente diminuiti e mostrano solo lenti segnali di ripresa principalmente in Cina e in sud-est asiatico. Nonostante ciò, Cirium è fiduciosa che l'aviazione supererà questo anno difficile e terribile, ed emergerà in una forma migliore, con aeromobili più giovani ed efficienti in termini di consumo di carburante e flotte di dimensioni adeguate per affrontare il futuro. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 18:56 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e8 ## Volkswagen Group: una nuova generazione di automobili > L’automobile è indubbiamente la protagonista della rivoluzione della mobilità alla quale stiamo assistendo. Per proseguire il nostro percorso alla scoperta del mondo dei veicoli elettrici, che abbiamo cominciato qualche mese fa parlando di [infrastrutture di ricarica](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e48?t=191), oggi cercheremo di capire come si sta preparando il [Gruppo Volkswagen](https://www.volkswagengroup.it/#) per questa transizione. [Stefano Sordelli](https://www.dentrolatecnologia.it/stefano.sordelli.html), Future Mobility Director di Volkswagen Group Italia, ci ha spiegato quali ostacoli hanno dovuto affrontare e come immaginano il futuro del settore dei trasporti su ruota. Nella sezione delle notizie invece parleremo dell’arrivo su Marte del rover Perseverance per la missione [Mars 2020](https://mars.nasa.gov/mars2020/) e di una possibile soluzione per decongestionare i flussi streaming che genererà la Serie A di calcio su [DAZN](https://www.dazn.com/it-IT/home). - Stagione: 3 - Episodio: 8 - Data di pubblicazione: 2021-02-20 06:45:00 - Durata: 21:03 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e8](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e8) - Episodi correlati: s2e48 - Tag: Volkswagen,volkswagen group,audi,skoda,mobilità,auto elettriche,elettrico,energia,corrente,batterie,green deal,ID.3,ID.4,enyaq,tim,serie A,calcio,streaming,digitale terrestre,dazn,congestione di rete,internet,perseverance,mars2020,ingenuity,nasa,spazio ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Stefano**: in un momento in cui si parla di green deal, si parla di digitalizzazione, di innovazione, anche il cliente stesso si sta orientando un po al futuro, nel momento in cui deve scegliere una nuova vettura e non a quella che era la scelta magari più facile e tradizionale. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proseguiremo il nostro percorso alla scoperta della mobilità elettrica, infatti parleremo di automobili e non solo, con Volkswagen Group Italia. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Alle ore 21.44 di giovedì 18 febbraio, il rover sviluppato dal laboratorio JPL di NASA è atterrato con successo sulla superficie di Marte, dopo aver viaggiato per 203 giorni percorrendo una distanza di oltre 470 milioni di chilometri. #### Il rover Perseverance è arrivato su Marte! > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:10 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Completata la fase più difficile della missione, ossia l'entrata nell'atmosfera marziana, il rover Perseverance nei prossimi anni avrà il compito di studiare la superficie del pianeta rosso per cercare di rispondere alla fatidica domanda, c'è mai stata vita su Marte? Per farlo Perseverance analizzerà diversi campioni rocciosi, cercando nel frattempo di conservarli per un'eventuale missione di recupero, e che verranno prelevati in corrispondenza di un grosso cratere chiamato G-Zero, in cui ricercatori ritengono che un tempo si trovasse un antico fiume che sfociava in un lago. Il rover Perseverance ricorda molto il fratello Curiosity, tranne che in questo caso il primo è dotato di ruote più resistenti e sensori nuovi, che consentiranno di avere immagini ad alta risoluzione e dati ancora più precisi. A fare inoltre compagnia Perseverance ci sarà Ingenuity, ossia un drone di piccole dimensioni che aiuterà il rover nelle perlustrazioni quotidiane. Se funzionerà sarà il primo oggetto nella storia delle esplorazioni spaziali a decollare e atterrare su un pianeta diverso dalla Terra. #### Il problema dello streaming congestionato > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:38 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo i problemi di congestione di rete lo scorso anno al debutto in Italia di DAZN, con lo streaming esclusivo della serie A, Tim ha pensato ad una soluzione per garantire ai propri clienti streaming affidabili e senza interruzioni, sfruttando canali alternativi alla rete internet. E la chiave per ovviare a questi problemi sembra essere il digitale terrestre. In pratica la diretta verrebbe trasmessa in modo sicuro attraverso il canale televisivo, per poi essere ricevuta dal Tim Vision Box, in possesso del cliente, ovviamente connesso sia a internet sia all'antenna di casa. L'idea di Tim e di DAZN comunque non è quella di utilizzare questo sistema come soluzione principale, anzi, si tratterebbe solo di un canale di backup da sfruttare esclusivamente al verificarsi di congestioni o problemi di rete alleggerendone il carico. Una soluzione decisamente ingegnosa quindi, ma che d'altro canto ci fa ancora una volta comprendere l'importanza di garantire a tutti i cittadini una connessione stabile e veloce che al momento solo la fibra ottica può garantire. Per proseguire il nostro percorso alla scoperta del mondo dei veicoli elettrici, oggi ci soffermeremo sulla protagonista di questa rivoluzione della mobilità, l'automobile. #### Volkswagen Group: una nuova generazione di automobili > - Timestamp: 03:59 - Autori: Volkswagen Group, Stefano Sordelli, Davide Fasoli - Argomenti: Automobili, Batterie - Tipologia: Intervista **Davide**: E per raccontarci il punto di vista del Gruppo Volkswagen, gli ostacoli che stanno affrontando e come immaginano il futuro del settore dei trasporti, è con noi Stefano Sordelli, Future Mobility Director di Volkswagen Group Italia. Benvenuto Stefano. **Stefano**: Buongiorno, grazie mille per l'invito. **Davide**: Il Gruppo Volkswagen comprende diverse case automobilistiche, tra cui oltre ovviamente a Volkswagen, Audi, Skoda, Seat e i vostri veicoli commerciali, quindi sicuramente un'ampia gamma di automobili. Ma da quando e perché vi siete però approcciati al mondo dei veicoli elettrici e quali sono state le difficoltà che avete, diciamo così, affrontato e riscontrato durante questo percorso? **Stefano**: Allora, diciamo che i veicoli elettrici noi li offriamo al mercato già da diversi anni. Abbiamo iniziato con l'E-Golf, poi è arrivata l'E-Up, però la vera rivoluzione della mobilità elettrica la stiamo vivendo in questi mesi, anche se ci prepariamo da diversi anni, con il lancio di tutte quelle vetture che nascono su piattaforme dedicate alla mobilità elettrica, quindi non piattaforme condivise con altre motorizzazioni, potremmo dire così, ma piattaforme che quindi nascono e sono pensate esclusivamente per vetture a trazione totalmente elettrica. Una di queste, che è un po il cuore della nostra strategia, la chiamiamo M-E-B, è una piattaforma modulare esclusiva per veicoli elettrici, modulare quindi su questa piattaforma possono nascere e nasceranno in futuro diverse vetture con diversi tipi di design, nasceranno SUV, nasceranno vetture a shooting brake, nasceranno vetture compatte e con diversi brand. Ovviamente la difficoltà qual è? È quella di riuscire a sviluppare piattaforme di questo tipo con grandi investimenti, potendo però poi dare al mercato alla fine vetture che abbiano prezzi accessibili a tutti e che abbiano poi tecnologie che vanno sempre più in linea con quelle che sono le necessità del cliente. Oggi chi sceglie un'auto elettrica molto più che in passato potremmo dire ha una vita più facile. I primi erano veri e propri pionieri che sceglievano un'auto elettrica andando un po contro tutto e tutti. Oggi per fortuna le cose stanno cambiando molto e di conseguenza questa piattaforma per esempio a noi consente di fare cosa? Consente di offrire al cliente vetture elettriche a prezzi sempre più simili e vicini a quelli delle vetture tradizionali, delle vetture endotermiche con autonomie ormai assimilabili a quelle di vetture tradizionali, la nostra Volkswagen ID3 che abbiamo lanciato pochi mesi fa sul mercato italiano e che è andata molto bene perché in pochi mesi ha immatricolato più di 1000 vetture lo scorso anno, in realtà a tutti gli effetti consente di avere autonomie che vanno dai 330 fino agli oltre 500 chilometri, quindi autonomie di tutto rispetto molto più importanti non più solo per uso urbano e anche tempi di ricarica molto ridotti, meno di 30 minuti per ricaricare l'80% della batteria. Quindi iniziamo a guardare a veicoli che ormai abbracciano quelle che sono le necessità di tutti. **Davide**: Ho capito, quindi forse all'inizio uno dei problemi principali era anche quello dell'autonomia. E un altro problema che potrebbe porsi il potenziale cliente di un veicolo elettrico che oggi i potenziali clienti sono tantissimi perché è un mercato sicuramente molto giovane è quello della durata della batteria nel tempo. Perché oggi siamo abituati con i nostri smartphone, sappiamo che lo smartphone lo ricarichiamo quotidianamente, vediamo che dopo alcuni anni la capacità della batteria diminuisce e lo vediamo in modo evidente. Questo problema riguarda anche le batterie delle auto elettriche? **Stefano**: Allora intanto tu hai detto bene, nel senso che hai parlato di alcuni anni, cioè è inevitabile che dopo alcuni anni possa capitare, però faccio subito una premessa, le nostre batterie sono garantite per 8 anni o 160 mila chilometri, quindi questa intanto è la doverosa premessa, per cui come dire il cliente può stare tranquillo, chi sceglie un nostro mezzo può stare tranquillo. Detto questo secondo me occorre fare un'ulteriore premessa, ovviamente ogni batteria al litio poi è sottoposta a diversi cicli di carica scarica, è altrettanto vero che più sono intensi più ovviamente la batteria può risentirne. Però noi stiamo parlando di passenger cars, stiamo parlando di vetture che vanno alla maggior parte di noi e sono vetture che mediamente, come dire, media nazionale fanno fra i 35 ai 40 chilometri al giorno, questo per dire che se io ho una vettura con un'autonomia di 330 chilometri non necessariamente potrei ricaricarla ogni giorno e in più sempre più per quello che stiamo vedendo, la customer experience del cliente elettrico oggi ma sempre più anche domani passerà da momenti diversi di ricarica, ricarica a bassa potenza, quindi che sollecita poi meno la batteria magari in ambito domestico o presso l'azienda, quindi presso l'ufficio, magari alternato a momenti di ricarica ad alta potenza o a media potenza in ambito extraurbano, in ambito autostradale, però non ci saranno mai continui cicli di carica scarica più volte al giorno come può capitare magari ai muletti che si utilizzano nelle aziende in amico logistico, che sono mezzi che già funzionano in ambito elettrico che già siamo abituati a vedere o ad utilizzare alcuni di noi e che in realtà già esistono, insomma, e che ovviamente hanno batterie, come dire, sollecitate. Quindi parlando di Passenger Carmi sento di dire che inevitabilmente una batteria nel tempo viene utilizzata in quanto tale perde un po quella che è insomma un po la sua performance, però da un lato c'è la garanzia, dall'altra c'è il fatto che comunque la ricarica che sempre più daremo alle nostre vetture sarà una ricarica data da un mix di potenza e alcune volte ad alta potenza, altre volte a bassa potenza e quindi questo, come dire, favorisce anche la vita utile della batteria stessa. **Davide**: Sì, quindi sta anche molto la durata in sé della batteria da come poi l'utente finale utilizza il veicolo. **Stefano**: Questo sempre, assolutamente, sì vale per l'auto elettrica come per qualunque altro prodotto che acquistiamo. **Davide**: Ho capito e in riferimento, invece, adesso abbiamo parlato abbastanza in astratto di veicoli elettrici, però quali sono le vostre offerte commerciali, le vostre offerte sia per quanto riguarda i veicoli, appunto, come hai detto tu per passeggeri, ma anche per i piccoli veicoli commerciali? **Stefano**: Diciamo che il portafoglio di proposte che stiamo portando, insomma, al mercato è molto importante con tutti i nostri brand, nel senso che citavo prima la Volkswagen i3, a breve arriverà anche la i4, quindi che è una vettura, come dire, che ha misure diverse da quella di un i3, che è grande, pensa poco come una Golf, per dare l'idea. È un SUV compatto, però, più grande e quindi che guarda più a un Volkswagen Tiguan, però poi arriverà anche la Q4 e-Tron di Audi, arriverà la Skoda Enyaq, quindi sono tutti SUV di taglia, come dire, compatta, che sono poi un po le vetture che oggi anche il cliente cerca. Cioè, la crescita del mercato auto ha dei fattori abilitanti, fra questi fattori sicuramente, come dire, il fatto che l'offerta in anni scorsi fosse, come dire, abbastanza ridotta rispetto alle vetture tradizionali e avesse vetture con forme che magari non sempre soddisfavano le necessità dei clienti, anche questo inevitabilmente limitava un po la diffusione. Per cui questa cosa devo dire che sta un po cambiando, stanno arrivando e arriveranno da parte nostra, insomma, molte vetture elettriche, da qui al 2029, insomma, ne lanceremo oltre 70, quindi ovviamente, come dire, nei prossimi anni avremo una vera rivoluzione, insomma, in questo senso, che non riguarda solo le passenger car, ma riguarda anche i veicoli elettrici, in realtà i colleghi dei veicoli commerciali di Volkswagen, hanno già, ormai da due anni, lanciato sul mercato un mezzo, insomma, di Crafter che stiamo vendendo e che, anzi, è molto richiesto proprio perché sempre più poi, e lo abbiamo visto anche in questo periodo, per esempio, chi si occupa di distribuire quello che acquistiamo attraverso l'e-commerce, si muove in città e fa, come dire, continui spostamenti, magari molto brevi, dovendo fermare il mezzo e quindi, ovviamente, come dire, veicoli di quel tipo, magari veicoli abbastanza capienti ma che non devono necessariamente trasportare colli molto pesanti. Ecco, per quel tipo di clientela è fondamentale anche potersi muovere in città, ma a zero emissioni e da questo punto di vista insomma copriamo anche quel tipo di richiesta. **Davide**: Sì, poi ci sono magari, hai parlato di città, anche delle zone a traffico limitato che permettono l'accesso solo a determinati veicoli, in special modo elettrico e quindi devono per forza anche chi consegna i pacchi dei corrieri appunto devono adeguarsi a queste zone. **Stefano**: Ah, hai detto benissimo e guarda quello è fondamentale sempre più ci saranno in futuro e quello è uno dei fattori abilitanti di cui parlavo prima della mobilità elettrica. Noi possiamo fare molto, quindi lo sviluppo tecnologico delle vetture che arriveranno è fondamentale, però poi ci sono altri fattori abilitanti che fisseranno un po anche quello che sarà la crescita del parco circolante elettrico e fra questi c'è sicuramente quello diciamo delle normative di come normeranno i decisori istituzionali riguardo proprio a questo tipo di mobilità a livello non solo europeo, nazionale ma anche locale, cioè anche le amministrazioni locali avranno un ruolo importante quindi le città in questo senso. **Davide**: Prima hai detto appunto che la vostra offerta per i veicoli elettrici si sta ampliando e perché forse prima il problema era che il cliente non trovava l'auto elettrica su misura per lui e quindi la domanda che voglio farti è come sta crescendo e quanto sta crescendo il mondo dell'elettrico oggi nel 2021? **Stefano**: Ma la chiusura ad anno da un punto di vista di vendite di auto elettriche devo dire che ha sorpreso molti, non noi perché crediamo molto nell'elettrico e quindi ci aspettavamo una crescita magari sopra quella che erano le previsioni iniziali per darti un parametro di crescita e il 2020 con un mercato che calava di oltre il 25% e il 27% precisamente ha visto le vetture elettriche crescere del 204%, quindi triplicare i loro numeri rispetto all'anno precedente pur essendo il 2020 un anno complicato per via del Covid. È il terzo anno che in Italia le vetture elettriche crescono a 3 digit, la previsione è che il trend continui e questo dà un po l'idea di quanto velocemente stanno cambiando le cose, la quota di mercato delle vetture elettriche nel 2020 ha superato quella delle vetture a metà, per parlare di vetture alternative rispetto alle tradizionali che comunque molti italiani conoscono. Questo trend lo si sta avendo un po in tutti i mercati, ci sono mercati come la Francia, la Germania, i UK che sono un po più avanti anche a livello di numeri, ma fra i mercati europei quello che ha avuto la maggior crescita percentuale da un anno all'altro è stato proprio l'Italia, quindi questo mi sento di dire, così pensando anche un po in positivo, dovuto anche alla situazione che stiamo vivendo, cioè sicuramente gli incentivi all'acquisto che sono stati messi a livello governativo per le vetture a basse emissioni ha aiutato, però mi sento anche di dire storicamente è un po così che quando poi si affronta una crisi e si cerca di uscire dalla crisi è giusto e è più facile forse anche guardare al futuro e non fare le stesse scelte che si sono fatte in passato, quindi in un momento in cui si parla di recovery plan, si parla di Green Deal, si parla di ovviamente digitalizzazione, di innovazione, come dire anche il cliente stesso si sta orientando un po al futuro nel momento in cui deve scegliere una nuova vettura e non a quella che era la scelta magari più facile tradizionale, quindi guardando al futuro credo che questo trend continui, Poi dove verrà posizionata l'asticella? Ci sono piani nazionali come il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima che dice e stima che da qui al 2030 avremo 4 milioni di vetture elettriche circolanti, 2 milioni di plug-in a hybrid, quindi le ibride alla spina, anche se giocano in un'altra lega. Però a tutti gli effetti vetture che dovranno ricaricare. Ecco, dove poi realmente verrà posizionata quella asticella come dicevo prima probabilmente dipende da diversi fattori abilitanti. Il trend però che stiamo vedendo è un trend molto più accelerato rispetto a quella che poteva essere la stima di qualche anno fa. **Davide**: Ok, in conclusione hai dato un dato per il 2030, ma fra quanto e se ci dovremmo mai aspettare una mobilità completamente elettrica? **Stefano**: Ci sono paesi che hanno già definito un phase out delle vetture endotermiche rispetto a quelle elettriche. Noi al di là di quello che poi saranno i decisori istituzionali abbiamo un piano, il nostro piano prevede di essere neutri tecnologica in termini di emissioni di CO2 al 2050. Per far ciò vuol dire che a livello industriale ovviamente dobbiamo prepararci per tempo e abbiamo stimato che il 2040 potrebbe essere l'anno in cui termineremo di offrire al mercato vetture come un po noi oggi le conosciamo, quindi che hanno comunque insomma emissioni di CO2 o di altro. Quindi il 2040 è l'anno in cui inizieremo ad approcciarci al mercato con vetture a zero emissioni. Certo per far ciò a livello industriale dobbiamo prepararci, vuol dire che intorno al 2025 e 2027 i nostri ingegneri guardando al futuro ai nuovi progetti penseranno e progetteranno esclusivamente vetture a zero emissioni e entro il 2040 poi tenderemo ad avere un phase out di quelle tradizionali e a vendere solo le vetture a zero emissioni. Quindi ecco abbiamo un orizzonte di diciamo vent'anni, venticinque anni, questo è un po in termini di offerta cliente finale. **Davide**: Va bene, grazie Stefano per averci raccontato la vostra prospettiva sul mondo della mobilità del domani, a presto. **Stefano**: Grazie mille, grazie a tutti, arrivederci. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. #### Conclusione - Timestamp: 20:11 - Tipologia: Conclusione --- # s3e9 ## Dietro le quinte della Storia > La [ricerca archeologica](https://it.wikipedia.org/wiki/Archeologia) e i musei hanno subito una grandissima evoluzione, in cui proprio la tecnologia ha dato la maggiore spinta. Oggi proveremo ad immaginare di entrare all’interno di un museo cercando di concentrarci su ciò che c’è attorno alle opere d’arte: i sistemi di sicurezza, i metodi di conservazione e di restaurazione dei reperti, lo studio delle testimonianze e dei documenti del passato. Nella sezione delle notizie invece parleremo delle [nuove classi energetiche](https://europa.eu/youreurope/business/product-requirements/labels-markings/energy-labels/index_it.htm) per gli elettrodomestici secondo i nuovi standard dettati dalla Commissione Europea, della multa di 733 milioni di euro per alcune [app di food-delivery](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e6?t=406) e infine dei 500 satelliti che [Geely](http://global.geely.com) lancerà per agevolare la guida autonoma. - Stagione: 3 - Episodio: 9 - Data di pubblicazione: 2021-02-27 06:45:00 - Durata: 19:09 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e9](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e9) - Episodi correlati: s2e52 - Tag: storia,arte,van gogh,archeologia,paleontologia,uffizi,galleria,michelangelo,canova,radiografia,stampa 3d,scansione 3d,raggi x,scoperte,modellazione 3d,intelligenza artificiale starlink,geely,satelliti,automotive,guida autonoma food delivery,just eat,rider,contratti,sanzioni,elettrodomestici,ue,classi energetiche,corrente elettrica ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo del ruolo che gioca la tecnologia nel decifrare ma anche preservare e proteggere le testimonianze del nostro passato. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Nuove classi energetiche per gli elettrodomestici > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Dal 1 marzo entreranno in vigore le nuove etichette per la classe energetica degli elettrodomestici secondo i nuovi standard dettati dalla commissione europea. Spariranno le classi energetiche A+, A++ e A+++, e rimarranno solo quelle da A a G, con nuovi criteri più ferrei. Inizialmente, infatti, solo pochi elettrodomestici potranno vantare una classe energetica di tipo A, mentre saranno più diffusi quelli di tipo B e C. Una decisione che apre la strada a nuove serie di elettrodomestici molto più performanti ed efficienti dal punto di vista del consumo di corrente elettrica, e così anche i produttori dovranno sforzarsi maggiormente per realizzare prodotti di classi migliori e più attenti all'ambiente. Ovviamente per gli elettrodomestici prodotti prima di marzo rimarrà la vecchia etichetta, mentre la nuova sarà caratterizzata dalla presenza di un QR code che fornirà maggiori dettagli sul prodotto. I criteri che definiscono le valutazioni degli elettrodomestici infine verranno aggiornati periodicamente ogni 10 anni, o quando abbastanza prodotti si saranno adeguati agli standard più elevati, affinché le classi energetiche siano allineate con le nuove tecnologie disponibili. Il settore del food delivery è cresciuto esponenzialmente negli ultimi due anni. #### In arrivo nuove multe per le app di food-delivery > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:10 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione, Applicazioni - Tipologia: Notizia **Davide**: Se infatti nel 2019 il valore di questo mercato si aggirava intorno ai 560 milioni di euro, nel 2020 complici anche i recenti avvenimenti che hanno ridotto drasticamente le vendite delle principali attività di ristorazione tradizionale, i servizi di consegna sono cresciuti di un ulteriore 20%. Ad ogni modo, se nel 2021 è possibile ordinare un pasto comodamente dal proprio smartphone e riceverlo direttamente alla propria abitazione, non dipende solamente da chi gestisce l'enorme flusso di dati in entrata relativo alle ordinazioni, ma anche da chi consegna fisicamente i pasti negli orari prestabiliti, i Rider, che in Italia ammontano a 60.000 lavoratori. Le condizioni di lavoro a cui sono sottoposte queste persone tuttavia non sono delle migliori, dato che per rispettare puntualmente gli orari di consegna i Rider devono percorrere diversi chilometri di strada, spesso guidando biciclette e motorini in condizioni in meteo poco favorevoli. La Procura di Milano, sia per queste ragioni ma anche per la tipologia di contratto poco continuativa e priva di molte tutele, a cui i fattorini sono obbligati a sottostare, ha portato all'apertura di un'indagine che si è conclusa giusto qualche giorno fa con una serie di sanzioni per i servizi di food delivery come just Eat, Deliveroo, Glovo e Uber Eats, per un totale di 733 milioni di euro, e con un obbligo formale per la regolarizzazione degli oltre 60.000 Rider. Sentiamo molto spesso del nuovo servizio Starlink, targato Elon Musk, che avrà il compito di portare internet a banda larga tramite connessioni satellitari in tutte le zone del mondo, ma non ci siamo mai chiesti se effettivamente questa tecnologia può essere adoperata non solo per colmare le lacune #### I satelliti di Geely forniranno un servizio per la guida autonoma > Fonte: DMove.it - Timestamp: 03:43 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: legate alla mancanza di connessione a internet, ma anche ad altre tipologie di servizi. E per rispondere a questa domanda è entrata in gioco Geely, il colosso dell'automotive proprietario di marchi come Volvo e Lotus, che recentemente ha presentato un progetto per la realizzazione di una costellazione di 500 satelliti in orbita bassa, che avrà il compito di fornire un servizio non tanto legato alla copertura della rete internet quanto alla consolidazione di un sistema di guida autonomo basato su una rete che tracci il posizionamento delle vetture sul globo con una precisione all'ordine del centimetro. #### Dietro le quinte della Storia > - Timestamp: 04:50 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Arte & Cultura, Innovazione, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Topic **Davide**: Conoscere il passato, e soprattutto il proprio passato, è forse il modo migliore che abbiamo per comprendere meglio il mondo che ci circonda, per prevedere o immaginare come saremo fra decine o centinaia di anni, ma anche per evitare di ripeterne gli errori. E forse è anche per questo che l'uomo ha da sempre cercato di lasciare delle tracce del proprio passaggio, in ogni luogo e in ogni epoca, per poter in un certo senso comunicare con il sé del futuro attraverso strumenti, costruzioni architettoniche, opere d'arte o documenti di ogni tipo. E da qui è nata la necessità e la voglia di cercare, preservare e proteggere queste testimonianze che insieme formano la storia del mondo e la nostra storia. Pensate, ad esempio, che il primo museo, quello annesso alla biblioteca di Alessandria, che poi fu distrutta e con essa gran parte dei reperti lì conservati, risale al III secolo a.C., più di 2200 anni fa. Ma cosa c'entra tutto questo con la tecnologia? Beh, con il tempo l'archeologia e i musei hanno subito, soprattutto negli ultimi decenni, una grandissima evoluzione, in cui, come avrete già intuito, proprio la tecnologia ha dato la maggior spinta. In questa puntata, dunque, immagineremo di entrare all'interno di un museo e di stogliere momentaneamente lo sguardo dalla bellezza delle opere sposte, per concentrarci su ciò che c'è attorno. I sistemi di sicurezza, i metodi di conservazione e di restaurazione dei reperti, lo studio delle testimonianze e dei documenti del passato, tutti ambiti in cui, appunto, la tecnologia si è resa indispensabile e che sono la forza trainante dei musei e dall'archeologia in generale. Senza dilungarsi oltre, quindi possiamo iniziare questo piccolo viaggio dietro le quinte della storia. Siamo al Museo del Louvre, uno dei più importanti al mondo, tralasciando i sistemi di sicurezza che, sì, hanno come base tecnologie, come telecamere di sorveglianza o metal detector, ma non è su questo che si concentrerà la puntata. In questo museo è conservato quello che forse è il simbolo dell'arte e della bellezza, una delle opere più iconiche della storia, la Gioconda di Leonardo Da Vinci. Una, tutto sommato, piccola tavola di legno che attira a sé circa 6 milioni di visitatori, come noi, ogni anno. Visitatori che, da una parte, hanno la necessità di ammirare l'opera nelle migliori condizioni possibili, senza filtri o separatori, ma che, d'altro canto, sono anche una minaccia per lo stesso quadro. I beni artistici, anche archeologici, infatti sono molto delicati ed è fondamentale che siano rispettate delle condizioni per evitare che questi si rovinino. Tornando all'esempio della Monnalisa, quindi sarebbe impossibile sporre il quadro all'aria aperta, davanti a visitatori che modificano in continuazione la temperatura e l'umidità della stanza. Per far fronte a ciò, dunque, la Gioconda, così come molte altre opere sposte nei musei di tutto il mondo, è conservata in una teca di vetro, un vetro particolare, antiriflesso e il più trasparente possibile, per evitare in alcun modo di rovinare la vista dall'esterno. Ma non basta, all'interno della teca, infatti grazie a una serie di sensori, vi è un sistema di filtraggio dell'aria, che genera un vero e proprio microclima, con le condizioni di temperature e umidità ideali che garantiscono al meglio la conservazione di questo capolavoro. Un piccolo gioiello di ingegneria che, tra l'altro, è stato sviluppato dal Politecnico di Milano. Visto che l'immaginazione ce lo concede, spostiamoci ora dall'altra parte del mondo, ad Hong Kong, per la precisione, al centro commerciale di Harbour City, dove nel 2013 il Van Gogh museum di Amsterdam ha esposto cinque opere dell'artista olandese. Certo, mettere in mostra quadri come i girasoli o campo di grano nei temporali all'interno di un centro commerciale non è forse un po troppo rischioso? Ovviamente, e infatti come forse si poteva intuire, quello che è esposto è il frutto della collezione "Relievo" del museo di Amsterdam, che consiste in perfette copie a dimensione naturale. Queste copie sono state realizzate grazie ad una scansione tridimensionale dei dipinti e una successiva stampa ad altissima risoluzione. In questo modo, oltre a poter essere toccate e ammirate in ogni dettaglio, le copie hanno mantenuto colori, lucentezza, ma anche le piccole increspature superficiali delle fonti originali. Ultimamente queste iniziative vengono proposte abbastanza spesso, un altro esempio è del 2017, dove alla World Trade Center Station di New York City sono stati esposti con il progetto UpClose dei particolari e delle scene, per così dire, rubate, dalla Cappella Sistina di Michelangelo. Quello della scansione e della stampa 3D al servizio della storia dell'arte è tra l'altro un tema che va sicuramente approfondito, perché come abbiamo visto ha anche applicazioni pratiche molto interessanti, ma soprattutto molto utili. Creare modelli tridimensionali, ad esempio di statue, sculture o rilievi, permette infatti di avere a disposizione molte più informazioni, che una semplice fotografia certamente non può dare. Ma non solo, permette anche di stampare e sostituire con delle copie perfette le opere originali, ad esempio per particolari eventi o nel caso queste non fossero disponibili, e ne è stato un esempio proprio quello del museo di Van Gogh. Addirittura per una scultura rovinata o incompleta si potrebbero ricreare i pezzi mancanti. Un esempio? Al Naturalis Biodiversity Center nei Paesi Bassi è in mostra lo scheletro di un triceratopo di 67 milioni di anni fa. Lo scheletro però era incompleto e grazie alla stampa 3D le ossa mancanti sono state costruite per permettere ai visitatori di ammirare il dinosauro nella sua interezza. A livello di studi, invece, una scansione ad alta risoluzione può mostrare agli archeologi o ai paleontologi maggiori dettagli del reperto, permettendone una migliore analisi e senza dover preoccuparsi di danneggiarli. E ancora, grazie alle tecniche di modellazione 3D forense è stato possibile, basandosi sui ritratti, sulle monete dell'epoca e sulle descrizioni dei poeti, ricostruire verosimilmente i volti di personaggi storici come Cleopatra, Enrico IV, Nerone, Gesù e molti altri. Sempre restando sul tema della restaurazione, poi, voliamo a Roma, ad ammirare l'affresco– quello originale questa volta– di Michelangelo, nella Cappella Sistina. Il giudizio universale. Questo capolavoro è stato infatti oggetto di recupero negli anni passati e per farlo si è fatto uso di tecnologia all'avanguardia come la scansione Ara GX. Questo processo, infatti, permette di osservare in maniera per niente invasiva cosa si cela al di là dell'opera, ma anche di capire quali pigmenti sono stati utilizzati dal pittore. Informazioni di certo indispensabili nel recupero e nella pulizia dei dettagli. In questa occasione vennero anche rimosse le censure che erano state imposte dal concilio di Trento, in seguito alla morte di Michelangelo. Inizialmente, infatti, i corpi erano raffigurati nudi e solo in seguito vennero dipinti dei veli per coprire quello che un tempo era considerato oscenità. Veli che, grazie al restauro, sono stati per la maggior parte rimossi. Una notizia molto recente, sempre nell'ambito dell'utilizzo dei Raggi X per operazioni di restauro di opere d'arte, riguarda invece l'autoritratto di Antonio Canova. Dal progetto nato inizialmente per verificare lo stato delle verniciature sono infatti emersi tracce di pitture estrane all'autoritratto e successivamente, sfruttando la radiografia, si è scoperta la presenza di un dipinto sotto il dipinto, due volti di cui si sa ancora poco. Chi sono? Sono stati realizzati da Canova? Perché sono stati coperti dall'autoritratto dell'artista? Domande che forse troveranno risposta sullo in seguito ad ulteriori indagini. Fino ad ora comunque abbiamo visto degli esempi di musei per lo più tradizionali in cui la tecnologia è sì fondamentale per la conservazione e lo studio delle opere e dei reperti. Impossibile non citare poi quei musei che fanno della tecnologia il loro cavallo di battaglia attraverso esperienze interattive in grado di immergerci a 360 gradi nel mondo dell'opera. Ma per quanto riguarda invece le tecnologie al servizio dei cittadini per poter accedere alle bellezze della storia ad esempio da casa, ultimamente se ne sente sempre più spesso parlare sul fatto che ad oggi molto spesso non serva più nemmeno andare fisicamente in un museo. E in tempi ad esempio di pandemia è sicuramente un'opportunità non da poco. Si tratta dei cosiddetti tour virtuali, grazie ai quali è possibile spostarsi all'interno del museo e vedere le esposizioni direttamente dal proprio PC, o per chi ne è in possesso, con un visore a realtà virtuale o realtà aumentata. In grado di regalare un'esperienza sicuramente non paragonabile alla realtà, ma quantomeno piacevole. La Cappella Sistina, la Galleria degli Uffizi, il Duomo di Milano, sono una minuscola parte dei musei disponibili al tour in stile straight view di Google Maps. E a proposito di Google, anche il più famoso motore di ricerca al mondo ultimamente ha puntato molto sulla cultura e sull'arte. E lo ha fatto con l'applicazione Arts & Culture, che permette di vedere in alta risoluzione le opere esposte in decine di musei di tutto il mondo, accompagnate da didascalie, curiosità, ma anche esperimenti per, tra virgolette, giocare con l'arte. Arrivati a questo punto, sarebbe grave non parlare, per ultima ma non per importanza, dell'intelligenza artificiale. Se ne sente infatti molto spesso discutere e sta letteralmente rivoluzionando innumerevoli ambiti lavorativi e sociali. E lo studio dell'arte e della storia non sono da meno. Partiamo subito con un esempio che possa mettere in luce le potenzialità che questa tecnologia può avere. Nei vari musei del mondo sono custoditi i documenti storici o reperti in lingue tra loro diversissime, di cui alcune ancora inedificate. E grazie all'apprendimento automatico potremmo finalmente riuscirci. Il cervello elettronico, per così dire, è in parte pronto ed è già testato. Pensate che il programma è riuscito a decifrare una variante del greco antico di 3500 anni fa, cercando nei documenti correlazioni alle lingue imparentate proprio col greco. E questo ha permesso ai ricercatori di comprendere meglio questa lingua, in realtà già decifrata, e identificandone meglio alcune parole. Ovviamente affinché funzioni l'intelligenza artificiale vi è la necessità di grandi quantità di dati e di testi, e la lingua da decifrare deve essere in qualche modo legata ad altri linguaggi conosciuti. Rimanendo nell'ambito della scrittura, l'intelligenza artificiale può essere usata e viene usata per trascrivere i testi dei milioni di documenti storici conservati non solo nei musei ma anche nelle biblioteche o negli archivi cittadini. Questo permetterà agli storici di ricercare molto più facilmente e molto più velocemente parole chiave in mezzo a un'enorme quantità di fonti. E ancora, l'informatica può essere sfruttata ad esempio per ricostruire parti mancanti di sculture, di opere in compute o di far combaciare i pezzi e i frammenti dei vasi e degli scheletri che vengono ritrovati nei vari scavi archeologici. Ma forse l'applicazione più interessante riguarda una sorta di creatività che i computer possono acquisire. Già ora infatti l'intelligenza artificiale è in grado, seppur con molti errori, di creare paesaggi, immagini, volti completamente nuovi e inventati. Ma soprattutto può essere usata per ricreare, molto più velocemente, ritratti di artisti servendosi degli scritti, di autoritratti o di testimonianze dell'epoca. Sono già stati realizzati i volti di personaggi come Van Gogh, Alessandro Magno, Giulio Cesare, ma anche figure storiche come la Venere di Milo, che grazie a questa tecnologia ha in un certo senso preso vita. Siamo giunti alla fine di questo breve viaggio tra storia e arte, passando per diversi musei di tutto il mondo e accorgendoci di come la tecnologia si possa ormai considerare a dir poco fondamentale sia per gli stessi musei, sia per gli studiosi e i ricercatori. Scansione, modellazione, stampe 3D, radiografie, realtà aumentata e, come abbiamo visto, tanto altro hanno contribuito all'evoluzione enorme di un settore che, a prima vista, sembrerebbe essere molto lontano da questo mondo. Tuttavia, la conservazione, la preservazione, la restaurazione, ma anche lo studio e la ricerca non solo di opere d'arte del passato e del presente, ma anche dei reperti storici è e deve essere un obbligo morale verso noi stessi e verso i nostri posteri. E in questo la tecnologia è e sarà la chiave per adempire questa responsabilità, perché è solo conoscendo e tramandando il nostro passato e la nostra storia che potremo prevedere e migliorare il nostro futuro. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 18:17 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e10 ## Dalla fibra ottica ai satelliti: come internet arriva nelle nostre case > [Connettersi a internet](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e36?t=304) è un qualcosa che consideriamo banale, ma in realtà non è così scontato telecomunicare in ogni parte del mondo. Inoltre per farlo non sempre la stessa tecnologia è la soluzione. Nella puntata di oggi quindi cercheremo di capire quali sono i diversi modi per portare internet nelle nostre case, sia che abitiamo in un centro città o dispersi in una baita in montagna. Per spiegarci tutto ciò abbiamo invitato [Stefano Bolis](https://www.dentrolatecnologia.it/stefano.bolis.html), ingegnere, consulente e [divulgatore](https://www.youtube.com/user/stebolis) nell’ambito delle telecomunicazioni. Nella sezione delle notizie invece parliamo del traguardo storico raggiunto da [Starship SN10](https://www.youtube.com/watch?v=ODY6JWzS8WU) di Space X, riuscita ad atterrare verticalmente dopo un lancio fino a 10 Km e di [Microsoft Mesh](https://www.microsoft.com/en-us/mesh), per delle riunioni a distanza più immersive con la realtà aumentata. - Stagione: 3 - Episodio: 10 - Data di pubblicazione: 2021-03-06 06:45:00 - Durata: 27:07 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10) - Episodi correlati: s2e36 - Tag: spazio,spacex,starship,flighttest,marte,SN10,Falcon 9,Raptor Stefano Bolis,TLC,telecomunicazioni,open fiber,starlink,elon musk,space x,connessione,internet,ftth,fttc,fwa,4g,5g,tim,vodafone,fastweb,rame,bluetooth,microsoft,mesh,realtà virtuale, realtà aumentata,riunioni,skype,zoom,teams,3d,avatar ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Stefano**: Si tratterebbe di lanciare i satellite in orbita e una volta lanciati in orbita, questi sono in grado di garantire connettività veramente ovunque, non solo dove sono in grado di mettere un'antenna a un certo raggio di distanza. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi faremo il punto della situazione in tema di telecomunicazioni, partiremo dalla fibra ottica per arrivare ai satelliti, cercando di capire quali diverse tecnologie possiamo adottare per connetterci a Internet. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Starship SN10 è riuscita ad atterrare! > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:10 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Del primo flight test di Starship a 12 km di quota ne avevamo parlato nella puntata del 12 dicembre. Mercoledì notte, dopo il secondo tentativo avvenuto circa un mese fa, la compagnia spaziale SpaceX è riuscita, al terzo tentativo, a fare atterrare con successo il prototipo numero 10 dell'astronave Starship, la quale un giorno avrà l'arduo compito di portare i primi uomini sul pianeta rosso. La missione, esattamente come le ultime due, non ha riscontrato grossi problemi nella fase di decollo e di discesa. Tuttavia, mercoledì notte, nell'ultima fase cruciale del rientro, SpaceX ha deciso di riaccendere tutti e tre i motori per poi mantenere la "retrospinta" con il singolo Raptor, ottenendo così un ottimo atterraggio verticale. Non tutto si è svolto esattamente secondo i piani. Ad un certo punto, infatti prima di adagiarsi completamente al suolo, SN10 è leggermente rimbalzata, il che ha portato, per colpa di una perdita di gas, ad una gigantesca esplosione del veicolo. Ad oggi, i flight test con atterraggio di Starship si sono sempre conclusi con la distruzione della navicella, risultato che a detta di qualcuno potrebbe sembrare poco incoraggiante. E bene ricordare però che SpaceX è l'unica compagnia spaziale al mondo che riesce a far atterrare i propri razzi arrivando a lanciare spesso più volte al mese carichi nello spazio a costi bassissimi, riutilizzando magari lo stesso vettore. Perciò, esattamente come i Falcon 9, un razzo oggi perfettamente operativo ma che esplose più volte durante le sperimentazioni, Starship avrà sicuramente ottime possibilità di riuscire ad effettuare i primi voli con equipaggio e chissà magari entro il 2050 ad arrivare persino su Marte. #### Microsoft Mesh per le riunioni del futuro > Fonte: DMove.it - Timestamp: 02:56 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Microsoft ha presentato Microsoft Mesh. Si tratta di una piattaforma come Teams, con la particolarità di sfruttare la realtà aumentata e la realtà virtuale. Come? Attraverso queste tecnologie infatti si potranno ottenere delle riunioni o conferenze a distanza, ma attraverso uno smartphone e un visore potremmo vedere i partecipanti sotto forma di Avatar 3D. Nei prossimi anni tuttavia Microsoft è intenzionata a rappresentare le persone vere e proprie tramite quello che l'azienda chiama Holoportation. Mesh verrà breve rilasciato come versione preliminare, per poi diventare un componente aggiuntivo per Microsoft Teams. Basterà avere un HoloLens o in alternativa un PC o uno smartphone collegati a un visore a realtà virtuale o meglio ancora a realtà aumentata. In futuro quindi potremmo dire addio alle classiche riunioni su Skype o Zoom e interagire comunque online ma quasi direttamente con i nostri amici e colleghi attraverso la realtà minista. Connettersi a Internet è ormai diventata una necessità, sia che ci troviamo in città, in campagna, a bordo di una barca in mezzo all'oceano e persino sopra ad un aereo. #### Dalla fibra ottica ai satelliti: come internet arriva nelle nostre case > - Timestamp: 04:03 - Autori: Stefano Bolis, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Internet, Spazio - Tipologia: Intervista **Davide**: Ma inevitabilmente in tutti questi casi non è possibile usare la stessa tecnologia di connessione e a seconda della situazione per raggiungere la massima resa possibile è necessario usare diversi approcci. E per parlarci proprio di queste tecnologie è con noi Stefano Bolis, ingegnere delle telecomunicazioni e divulgatore sempre in questo ambito. Benvenuto Stefano. **Stefano**: Ciao Davide, ciao ragazzi, grazie mille per l'invito. **Davide**: Visto che soprattutto in questo ultimo periodo sentiamo spesso parlare di qualità delle connessioni a Internet, ti chiederei di partire proprio da questo, cioè quali sono gli elementi, le caratteristiche che una connessione deve avere per essere definita buona? **Stefano**: Ok, allora diciamo che quando parliamo di connessioni Internet ci sono tre parametri che bisogna tenere presente, sono tre parametri probabilmente ben noti, però vale sempre la pena citarli perché poi su questi faremo poi diversi ragionamenti. Questi parametri sono il download, l'upload e la latenza. L'upload e il download sono due tecnologie abbastanza sdoganate, abbastanza note perché rappresentano quelle che sono le velocità con cui trasferiamo i dati dal nostro dispositivo verso la rete Internet o nel percorso inverso, quindi rappresenta a tutti gli effetti quella che è la velocità della nostra connessione, quindi quanto velocemente riusciamo a trasferire i dati. La latenza invece è un altro parametro importante che mi sento di dire che soprattutto nell'ultimo periodo si sta anche chiacchierando molto a livello di clientela, perché quel parametro che rappresenta il tempo che intercorre tra, potremmo dire, il comando che noi diamo dal nostro dispositivo, al tempo in cui il server a cui mandiamo la richiesta ci risponde, quindi potremmo dire che è proprio il tempo con cui la rete ci risponde ed è un qualcosa che in quest'ultimo periodo diventa sempre più fondamentale perché entriamo in contatto con applicazioni sempre più "real time", dove questa latenza deve essere molto molto bassa per poter offrire un'esperienza real time. Diciamo che una connessione per essere buona, io mi rifarei a quelle che sono le caratteristiche definite dall'Unione Europea, quindi rifacendomi a quelli che sono gli obiettivi di connettività definite dall'Unione Europea, ecco che entro il 2025 questi obiettivi ci dicono che il 100% delle famiglie dovrebbe essere raggiunto da reti internet con una velocità pari almeno a 100 megabit per secondo, quindi questa potremmo dire che è il limite minimo che dovremmo raggiungere entro a quell'anno e che quindi ci può far dire che se già uno ora dispone di questa connettività ha una buona ma anche ottima famiglia connessione internet, da cui poi secondo me possiamo partire a fare diverse considerazioni, ecco da questa soglia. **Davide**: Ok, allora addentriamoci nel mondo appunto delle tecnologie che ci permettono di navigare. Qual è la tecnologia che più si avvicina a questa definizione di buona connessione internet? **Stefano**: Allora guarda, sicuramente la tecnologia più adatta a questo scopo è senza ombra di dubbio la fibra ottica. Fibra ottica, che è importante precisare, intesa come fibra ottica fino a casa quindi FTTH, Fiber to the Home. Perché è proprio questa l'infrastruttura che proprio per sua natura riesce nel miglior modo possibile a garantire ottimi prestazioni sotto tutti i punti di vista. Quindi download, upload e latenza. Questa è senza ombra di dubbio la connettività migliore e è quella su cui si sta puntando più di tutti perché come dicevo riesce a garantire una affidabilità veramente importante resa dal fatto che le informazioni navigano all'interno dei cavi in fibra ottica e quindi non stiamo parlando di trasmettere i dati all'aperto o comunque in condizioni diverse che magari dopo vedremo più nel dettaglio dove entrano in ballo magari altri aspetti che possono degradare la connessione. In questo caso siamo più o meno certi, perché poi anche con FTTH abbiamo comunque dei limiti, ma sono limiti che in questo momento per la discussione che stiamo facendo non ci toccano, potremmo dire, siamo certi che l'informazione viaggia dentro questo cavo e quindi è al sicuro e quindi anche le sue prestazioni e la sua affidabilità è assolutamente al sicuro. E quindi è anche tra l'altro quella connessione che viene spesso definita come abilitante alla banda ultralarga proprio perché sì ci permette di raggiungere i 100 Mbps che abbiamo citato prima, ma questo è veramente un punto di partenza per questa tecnologia, perché con questa tecnologia possiamo arrivare a 1 Gbps anche più. Cito per esempio una recente offerta lanciata da Fastweb che presenta connettività a 2.5 Gbps e queste sono connettività e velocità raggiungibili solo con la fibra ottica fino a casa FTTH. **Davide**: Certo, come dici giustamente questa tecnologia per ora è sfruttata solo in minima parte e come avevamo visto di questa tecnologia ne avevamo parlato anche con OpenFiber che proprio ci parlava delle potenzialità di velocità che possono essere raggiunte dalla fibra ottica. E questa tecnologia però dove la troviamo? Cioè dove è più possibile essere coperti da una tecnologia di questo tipo? **Stefano**: Sì questa è un'ottima domanda perché effettivamente detto che la fibra ottica FTTH è la soluzione migliore in termini di connettività non è detto che poi sia la soluzione migliore in termini assoluti, visto che comunque portare una connettività FTTH quindi la fibra fino all'abitazione ha degli impatti e un costo importante perché comunque si tratta di effettivamente da tutti gli effetti scavare e portare il cavo in fibra ottica fino all'abitazione utente. Questo è assolutamente conveniente nelle zone più popolose della nostra nazione quindi grandi città perché banalmente io portando una fibra ottica alla base di un palazzo per esempio dove troviamo svariati appartamenti ecco che io faccio uno scavo e porto la fibra ottica a un numero "N" di persone. Se ci spostiamo invece in altre aree che possono essere zone più remote e rurali del nostro paese ecco che qui la situazione cambia perché io effettivamente rischio di tirare e anzi è molto probabile che io tiri la fibra ottica per portarla a una, due persone e quindi il costo beneficio poi non regge e questo fa sì che la fibra ottica FTTH si trovi principalmente nelle grandi città detto però che è importante sottolineare e hai citato Open Fiber penso anche non a caso proprio il progetto di Open Fiber che si è avviato diversi anni fa ormai e che si spera sia in conclusione entro il 2023 ha portato questa tecnologia anche nelle aree bianche del nostro paese, aree bianche che sono quelle aree rurali più sparse del nostro territorio e quindi comunque alcune di queste zone hanno e avranno la possibilità di utilizzare questo tipo di connettività. Detto questo però è giusto precisare come giustamente ci stiamo dicendo non è presente dappertutto, lo stato totale delle cose non può essere presente dappertutto questo è importante sottolinearlo. **Davide**: Certo perché appunto o abitiamo in città appunto dove è più facile coprire oppure facciamo noi personalmente sborsiamo di tasca nostra i soldi per portare la fibra ottica dove ne abbiamo la necessità però evidentemente è un costo che non tutti i privati possono supportare e nemmeno vogliono magari sono intenzionati a farlo. E quindi passiamo alla seconda domanda cioè nel momento in cui non posso connettermi tramite una connessione in fibra ottica fino a casa che altre tecnologie esistono per sopperire a questa mancanza e quali sono di conseguenza però anche i compromessi? **Stefano**: Certo certo sì allora soluzioni ci sono ovviamente forse qui entra un po arriviamo un po al bello di questa discussione perché finché si parla della soluzione migliore ok ma poi bisogna anche vedere quella che è la soluzione ottimale per altri tipi di scenari. Quindi diciamo che tendenzialmente potremmo dire che ci sono tre possibilità e parlerei soprattutto prima di due che sono quelle più utilizzate soprattutto al momento e sono la FTTC quindi la Fiber to the Cabinet adesso specificheremo bene di cosa si tratta e le connessioni FWA. Allora partiamo dalla prima la prima si tratta anche in questo caso di una connessione in fibra spesso viene anche erroneamente venduta come una connessione effettivamente in fibra ottica ma in realtà è bene sapere che in questo caso come dice il nome la fibra arriva fino al cabinet e quindi questo significa che la fibra ottica non arriverà fino a casa nostra ma fino all'armadio stradale che sono poi quelli che vediamo spesso in giro per le nostre città e che tra l'altro nel caso in cui siano abilitanti alle FTTC sono anche riconoscibili perché spesso hanno un tettuccio rosso quindi sono abbastanza riconoscibili. Ecco la fibra ottica arriva fino a lì e da lì poi l'informazione la nostra connessione viene trasportata su quella che è la rating RAME quindi quella che fino a qualche anno fa la stessa che fino a qualche anno fa ci portava la DSL che purtroppo alcune persone sono ancora obbligate ad utilizzare. Ecco in questo caso diciamo che le potenzialità non sono comunque da trascurare perché comunque possiamo permetterci connettività anche di 50, 100 in condizioni anche molto particolari e molto molto favorevoli e andare anche oltre i 100 megabit per secondo il compromesso qui però dove sta soprattutto in quella che è la distanza da questo famoso cabinet che abbiamo citato perché sì è vero puoi raggiungere anche velocità sopra i 100 megabit per secondo ma questo lo puoi fare se sei a meno di 300 metri dal cabinet. Se sei più distante queste velocità non riesci a raggiungerle anzi se ti trovi anche a 1 o 2 chilometri ci sono anche questi casi le velocità che riesci a raggiungere scendono veramente tanto e nonostante tu sia in FTTC navighi a velocità di un ADSL ed è proprio quindi soprattutto in queste situazioni che spesso torna arriva molto in aiuto quella che è la connettività FWA. FWA che significa che quindi l'ultimo tratto che nel caso dell'FTC è fatto in rame lo facciamo via radio quindi via radio significa semplicemente che abbiamo un'antenna che trasmette il segnale nell'aria verso l'antenna presente sopra il nostro tetto di casa. In questo caso abbiamo già delle ottime potenzialità perché parliamo di velocità di 30 megabit per secondo o di 100 megabit per secondo ma le potenzialità più grandi di questa tecnologia le potremo vedere in campo con l'arrivo del 5G perché il 5G che è la nuova generazione di rete cellulare permetterà a questo tipo di infrastruttura di offrire velocità fino a 1 gigabit per secondo quindi praticamente comparabile con quelle di una FTTH ma come detto via onde radio. Soluzione che ha come compromesso il fatto che la velocità o comunque le risorse disponibili sono condivise perché siamo tutti connessi a una stessa antenna che ci offre la connettività e quindi questo può limitare a lungo andare le velocità che tutti gli utenti connessi possono raggiungere ma dall'alta ha un grossissimo vantaggio in termini implementativi perché ci colleghiamo al discorso che abbiamo fatto prima dell'FTTH con l'FTTH dobbiamo scavare, dobbiamo arrivare fino alla casa del cliente in questo caso non c'è bisogno. C'è bisogno solo di portare la fibra ottica fino alla posizione dell'antenna poi da lì fa tutto la connessione radio che porta questa connettività e tra l'altro preciso per chiudere che questa connettività 5G FWA è già arrivata in Italia sta già cominciando ad essere commercializzata in alcuni comuni da Fastweb o Linkem quindi vediamo quali saranno gli sviluppi di questa tecnologia che promette molto bene soprattutto per un territorio come il nostro che presenta molte zone isolate e rurali. **Davide**: Certo e poi come dicevi con l'arrivo anche del 5G si darà la possibilità di avere un'ottima connessione anche con questo tipo di tecnologia che esclude i cavi e utilizza delle antenne. Quindi ora abbiamo coperto il 99% dei casi ma esistono delle altre tecnologie che permettono di accedere a internet anche magari se la nostra abitazione si trova dispersa in un luogo estremamente isolato. Penso ad esempio a una baita in cima ad una montagna in un deserto o in mezzo all'oceano pensiamo magari appunto partendo dall'esempio della baita in montagna che magari è anche fanno dell'attività online hanno un sito vendono dei prodotti e non possono però da una parte connettersi con un metodo tradizionale perché non c'è proprio nessuno che è disposto a portare la connessione a quell'altezza. D'altro canto però loro hanno necessità di contattare i propri clienti che devono prenotare degli alloggi li o pubblicare delle foto e non lo possono fare queste persone come possono fare per connettersi a internet. **Stefano**: Allora guarda per queste persone c'è una soluzione che soprattutto negli ultimi mesi oserei dire si sta diciamo rivalutando perché è la tecnologia di cui sto parlando sono le connessioni satellitari connessioni satellitari che per diversi anni sono state quasi praticamente ignorate soprattutto in Italia per l'utilizzo della banda ultalarga. Adesso stanno tornando in auge soprattutto perché è molto chiacchierato un progetto di Elon Musk che penso sia una persona ben nota ormai a tutti per tutti i progetti che sta facendo che si chiama Starlink che prevede di portare connettivi attraverso connettività satellitari il famoso gigabit per secondo che abbiamo citato sia per la FTTH sia per l'FWA. In questo caso quindi noi staremo portando questo gigabit per secondo in una condizione di implementazione della rete ancora più favorevole se volessimo così dire rispetto anche all'FWA perché si tratterebbe veramente di lanciare i satelliti in orbita e una volta lanciati in orbita questi sono in grado di garantire connettività veramente ovunque non solo dove sono in grado di mettere un'antenna a un certo raggio di distanza. Quindi questa è un qualcosa che dà la possibilità veramente a tutti di avere accesso alla banda ultalarga e entrando nello specifico di Starlink ecco che questo ci permette di raggiungere queste velocità e di rivalutare come detto le connettività satellitari perché lo fa attraverso dei satelliti nell'orbita LEO quindi l'orbita più bassa parliamo di circa 350-550 km di distanza dalla Terra. Questo permette da una parte di raggiungere come detto importanti velocità ma anche delle latenze e qui torniamo a quello che ci dicevamo a inizio puntata delle latenze che sono molto tollerabili perché comunque nonostante stiamo parlando di connettività satellitari siamo intorno ai 20 millisecondi quindi connettività veramente importanti e questi numeri vanno paragonati con quelle che sono le connettività satellitari che eravamo soliti vedere o trattare fino ad ora perché poi sì ho detto che la connettività satellitare non è stata molto considerata finora ma anche perché finora queste connettività erano servite con satelliti geostazionari. Questo significa 36.000 km di distanza dalla Terra che significa avere latenze intorno ai 600 millisecondi che sono latenze veramente molto alte neanche la DSL raggiunge questi valori di latenza. Ad ogni modo anche queste soluzioni con satelliti geostazionari sono comunque soluzioni valide per le zone veramente molto molto rurali e abbandonate del nostro territorio. Non a caso Open Fiber e Team hanno stretto proprio recentemente qualche mese fa degli accordi con Eutelsat e Telespazio proprio per offrire queste connettività satellitari geostazionarie e per portare almeno i 30 Mbps in futuro in chi 100 Mbps nelle aree veramente più sperdute del nostro territorio. Quindi questa connettività satellitare è una soluzione e come dicevo è importante sapere che è un qualcosa su cui adesso più che mai si sta cercando di puntare. E quindi nei prossimi mesi vedremo sicuramente delle importanti novità da questo punto di vista. **Davide**: Sì poi mi hai fatto pensare quando hai detto che appunto è possibile proprio connettersi da ovunque penso anche magari a Starlink ad esempio come una tecnologia che potrebbe tornare utile anche a un giornalista magari una figura che viaggia molto e ha necessità di avere in un determinato posto deve avere la garanzia di avere la miglior connessione possibile e quindi non deve affidare. E quindi anche per questo caso potrebbe essere effettivamente una un'ottima soluzione. Finora abbiamo però parlato di come connettersi a Internet in modo molto pratico. Però tutte le tecnologie di cui ci c'è raccontato necessitano di un'infrastruttura che sia come il caso dell'FTTH dei cavi e nel caso per esempio dell'FWA di antenne e che possono in qualsiasi caso in qualsiasi momento anzi essere danneggiate o spente. E questo può avvenire sia per calamità naturali o come abbiamo visto recentemente come è successo recentemente in Myanmar in cui il governo ha deciso letteralmente di spegnere le antenne o comunque Internet in generale per non permettere ai cittadini di comunicare. In questo contesto in questo speriamo non probabile contesto i cittadini o comunque le persone devono rassegnarsi dal telecomunicare visto che oggi è una cosa che diamo per scontata. **Stefano**: Certo allora diciamo che hai usato probabilmente la parola corretta ossia telecomunicare perché è chiaro che in questi casi molto critici forse il concetto di Internet per come lo conosciamo si perde un po perché comunque senza infrastruttura non riesci ad uscire da quello che è raggio d'azione del tuo dispositivo. Però detto questo c'è comunque la possibilità di comunicazione che è quella device to device che sono per l'appunto le comunicazioni tra dispositivi e che per l'appunto non fanno affidamento su un'infrastruttura ma sono comunicazioni che avvengono direttamente da un dispositivo all'altro. E questo può avvenire anche in questo caso con diverse tecnologie l'esempio probabilmente più banale è il Bluetooth che forse i ragazzi della nostra generazione abbiamo usato moltissimo quando eravamo giovani per scambiarci foto e musica eccetera. Ecco quello è un modo chiaramente per comunicare senza la necessità di una vera e propria struttura con tutti poi chiaramente i problemi che ne derivano perché è chiaro che un'infrastruttura ti dà oltre a un'estensione di quella che è la tua comunicazione anche dei maggiori valori di sicurezza eccetera. Però diciamo che in casi ovviamente così critici la cosa importante è crearla questa comunicazione e un protocollo come quello Bluetooth comunque te lo permette seppur con un raggio decisamente ristretto. Detto questo aggiungerei un'altra forse una chicca ecco per chi magari non è propriamente del settore che riguarda il fatto che sia all'interno dello standard 4G sia all'interno dello standard 5G è prevista questa comunicazione device to device. Quindi utilizzando questi possono essere utilizzati questi protocolli per creare queste comunicazioni dirette tra dispositivi e questo può tornare molto utile in queste situazioni che hai citato tu quindi i disastri naturali eccetera per appunto creare una comunicazione tra i dispositivi e raccogliere informazioni anche sul territorio e scambiarsi informazioni sul territorio. Ma diventa anche fondamentale e diventerà fondamentale anche per aspetti forse più quotidiani che ora non ci aspetteremmo ma per esempio riguardano la guida autonoma per esempio perché in questo caso si potrebbe immaginare uno scambio di dati diretto tra le automobili e i passanti. Quindi senza passare da tutta un'infrastruttura che c'è dietro che in questo caso dove non siamo in una situazione critica per come l'abbiamo intesa prima ma siamo in una situazione critica nel senso che le comunicazioni devono avvenire in maniera rapidissima praticamente real time per ricollegarci a quello che ci dicevamo. Ecco per risparmiare tutto il giro dell'infrastruttura noi cosa facciamo? Comunichiamo direttamente tra i dispositivi ed è proprio per questo che questo modo di telecomunicare diventa fondamentale sia nelle situazioni molto critiche intese di emergenza sia molto critiche intese come grandi aspettative in termini di latenza. **Davide**: Ok e quindi vedremo come evolveranno queste tecnologie nei prossimi anni. Va bene Stefano grazie per questo intervento come dicevo all'inizio sei anche appunto un divulgatore come abbiamo sentito nel settore TLC delle telecomunicazioni e lo fai nel tuo canale YouTube dove appunto parli nello specifico in modo puntuale di tutte le tecnologie che ci hai accennato in questa puntata. Quindi per chi ci sta ascoltando e volesse approfondire questi temi vi invito caldamente a visitare il canale di Stefano. Grazie Stefano a presto. **Stefano**: Grazie mille. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 26:15 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e11 ## Quando la fantascienza ha previsto il futuro > Il [cinema](https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema) si è imposto sin da subito come una delle più efficaci forme di comunicazione esistenti. Oggi cercheremo di capire il ruolo che ha avuto nel modificare la società e come nello specifico, il genere fantascientifico, sia stato lungimirante nel descrivere il nostro presente e il nostro futuro tecnologico portandoci spesso a compiere riflessioni molto profonde grazie a capolavori del calibro di [Ritorno al futuro](https://it.wikipedia.org/wiki/Ritorno_al_futuro), [Blade Runner](https://it.wikipedia.org/wiki/Blade_Runner) e [Matrix](https://it.wikipedia.org/wiki/Matrix_(serie)). Nel consueto spazio dedicato alle notizie affronteremo il problema della scarsità dei semiconduttori per produrre hardware, del nuovo [Enel X Store](https://www.enelx.com/it/it/primo-enelx-store-italia-ricarica-ultrafast) di Roma e di come l’[Agenzia delle Entrate](https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home) potrebbe usare l’Intelligenza Artificiale per portare alla luce il denaro sommerso. - Stagione: 3 - Episodio: 11 - Data di pubblicazione: 2021-03-13 06:45:00 - Durata: 19:27 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e11](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e11) - Episodi correlati: s3e3, s3e5 - Tag: cinema,fantascienza,futuro,ritornoalfuturo,delorean,autoelettriche,nike,bladerunner,cyberpunk,matrix,intelligenzaartificiale,ambiente semiconduttori,chip,smartphone,huawei,crisisanitaria enel x,enel x store,virginia raggi,venturini,volkswagen,volkswagen group italia,roma,high power charger,hpc,id.3,id.4,punti di ricarica,colonnine,intelligenza artificiale,agenzia delle entrate,unione europea,evasione fiscale,fisco,machine learning ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di come il cinema, e più nello specifico il genere fantascientifico, abbia influenzato il nostro presente e il nostro futuro tecnologico. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La crisi dei semiconduttori durerà per tutto il 2021 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Materiali, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: La carenza dei dispositivi a semiconduttori potrebbe durare per tutto il 2021. Sono queste le parole di Cristiano Amon, presidente e futuro amministratore delegato di Qualcomm, che in una recente intervista ha rivelato al mondo intero che la poca reperibilità dei chip a materiali semiconduttori potrebbe durare più del previsto. Crisi che, secondo il dirigente americano, si ripercuoterà inevitabilmente anche sul mercato della produzione di smartphone. Secondo quanto dichiarato nell'intervista, le ragioni di tale carenza sono state principalmente due. La prima è sorta in seguito alle richieste troppo elevate di semiconduttori subito dopo la riapertura delle fonderie, che essendo rimaste totalmente chiuse nei primi mesi di crisi sanitaria, erano praticamente prive di scorte. La seconda ragione invece si rifà le ultime restrizioni imposte a Huawei dell'ex amministrazione Trump. In questo caso, i diversi concorrenti dell'azienda cinese hanno subito colto la palla al balzo, cercando di sopperire al vuoto lasciato da Huawei intensificando la domanda di chip, mettendo ancora più in difficoltà un settore già di per sé in forte crisi economica. #### Enel X Store: bar, negozio e stazione di ricarica a Roma > - Timestamp: 02:11 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Automobili, Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Enel X ha inaugurato a Roma in corso Francia, in collaborazione con Volkswagen Group Italia, la prima area cittadina per la ricarica ultrafast dei veicoli elettrici. Enel X Store offre tecnologie per l'efficientamento energetico, servizi finanziari e soluzioni per la mobilità elettrica oltre a un punto ristoro. Sono anche presenti le prime quattro stazioni high power charge in area urbana. Ciascun punto di ricarica ha una potenza fino a 350 kW e permette alle auto elettriche compatibili di fare il pieno di energia in circa 20 minuti. Oltre ai caricatori ultrafast e tradizionali è presente una Juiced Media, lo schermo digitale integrato con due stazioni di ricarica riservato ai test drive dei brand Volkswagen Gruppe Italia. Negli scorsi mesi abbiamo intervistato sia Enel X che Volkswagen Group Italia per parlare rispettivamente di infrastrutture di ricarica che di veicoli elettrici. #### L’intelligenza artificiale contro l’evasione fiscale > Fonte: Wired.it - Timestamp: 03:10 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: L'agenzia delle entrate raccoglie ogni anno più di 3 miliardi di dati e informazioni, tra cui dichiarazioni dei redditi, informazioni sui bilanci, fatture elettroniche e molto altro. Dati che vengono revisionati quasi completamente a mano, per trovare evasori fiscali o incongruenze nei dati forniti dai cittadini e dalle aziende. Presto però, grazie a un progetto finanziato dall'Unione Europea, questo lavoro verrà fidato a un'intelligenza artificiale che, addestrata dalle operazioni svolte finora, sarà in grado di potenziare i controlli dell'agenzia delle entrate. In particolare, l'ente avrà a disposizione tre strumenti, le Network Analysis per trovare relazioni nascoste tra le società analizzate, il Machine Learning, ovvero l'intelligenza artificiale, e infine la Data Visualization, che mostrerà graficamente ai funzionari i risultati delle analisi svolte. Una riforma strutturale, come è stata definita dall'Unione Europea, in grado quindi di contrastare ma soprattutto di prevenire, in tempi sempre più rapidi, i gravi problemi di evasione fiscale che da sempre affliggono il nostro Paese. #### Quando la fantascienza ha previsto il futuro > - Timestamp: 04:34 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Arte & Cultura, Cinema - Tipologia: Topic **Davide**: Una tra le principali forme di comunicazione che più ha contribuito a plasmare la società contemporanea sia nel bene che nel male è senza ombra di dubbio il cinema. Sin dalla sua comparsa risalente a circa 120 anni fa grazie ai fratelli Lumière, la cinematografia intesa come la proiezione in sala di una pellicola stampata di fronte ad un pubblico pagante si imposta sin da subito come una delle più efficaci forme di comunicazioni esistenti a quel tempo, arrivando in poco più di vent'anni a costituire le fondamenta di quella che oggi definiremmo la mecca del cinema, Hollywood. Con il passare degli anni, poi, la filiera cinematografica è arrivata ai giorni nostri a rappresentare per un paese come l'Italia, i cui contenuti iniziarono ad essere creati già all'epoca dei fratelli Lumière, un giro d'affari di quasi 4 miliardi di euro e che vedeva attive, prima dell'attuale crisi sanitaria, oltre 2.000 aziende, delle quali circa 300 coinvolte nella distribuzione delle pellicole cinematografiche. Purché si tratti comunque di un settore d'edito a ricavo economico, le motivazioni che hanno portato Ricciotto Canudo a coniare la definizione di settima arte, ancora nel lontano 1921, risiedono essenzialmente nelle modalità con cui le informazioni vengono veicolate e soprattutto tramandate nei decenni, fondate su valori come la narrazione e l'impostazione scenica, le quali hanno contribuito a consolidare il settore dell'intrattenimento per eccellenza in molti paesi di tutto il mondo. Ad ogni modo, nella puntata di oggi non arriveremo a trattare il cinema in tutte le sue sfaccettature, ma ci focalizzeremo su un genere cinematografico che ha fatto della tecnologia il suo cavallo di battaglia, la fantascienza. Partiamo da un film che nel 1985, anno della sua uscita in sala, divenne sin da subito un cult movie, per merito soprattutto dell'allora sperimentatore Robert Zemeckis, regista di futuri capolavori come "Chi ha incastrato Roger Rabbit" e "Forrest Gump", e del produttore Steven Spielberg, il cui curriculum parla praticamente da solo. Ci stiamo riferendo naturalmente a Ritorno al futuro, i cui espedienti narrativi composti non tanto da predominanti elementi fantascientifici, benché siano comunque la chiave di volta dell'intero film, e poi vedremo perché, quanto da un clamoroso sotto testo narrativo, imbevuto di epoche passate e costellate da continui riferimenti e citazioni, tra i quali spicca anche la famosa scena in cui Marty McFly suona nel passato la celebre canzone Johnny B. Goode, esattamente tre anni prima che venisse scritta. Ma Ritorno al futuro, seguito poi da parte 2 e parte 3, non è costituito solamente da rimandi al passato. All'interno dell'intera saga troviamo un elemento peculiare che, senza la sua esistenza all'interno della storia, non avrebbe mai e poi mai potuto incidere con l'indelebile nella cultura pop contemporanea. La nota automobile in grado di trasportare i protagonisti in epoche passate come il 1955 del primo film o il 1885 del terzo film e infine il 2015 nel secondo capitolo è stata realizzata a partire da una vera DeLorean Dmc12 che nel contesto narrativo della storia, grazie allo zampino dello scienziato Emmett Doc. Brown, è stata aggiornata con l'aggiunta di avanzatissimi sistemi che oggi definiremo di infotainment, in grado di avviare e gestire un flusso catalizzatore che, una volta raggiunta alla potenza di 1,21 gigawatt e la velocità di 88 miglia orari, avrebbe consentito ai protagonisti di viaggiare indietro e avanti nel tempo. Il successo della Dmc12, inconfondibile per le portiere con apertura ad ala di Gabbiano e per il design futuristico, è avvenuto in parallelo all'enorme applauso che ricevette il ritorno al futuro, ma non fu solo quello il motivo di tale affermazione nell'immaginario collettivo. Per colpa dell'arresto per spaccio di droga del proprietario della DeLorean Motor Company, John DeLorean, la casa automobilistica in seguito a tale evento dovette scioglierci, il che portò alla produzione di solamente 9.200 veicoli, tutti assemblati tra il 1981 e il 1982, e divenuti sempre più rari da trovare negli anni seguenti. Ma un'ottima notizia è arrivata giusto qualche mese fa, poiché il nuovo proprietario del marchio DeLorean ha annunciato che la celebre Dmc tornerà sul mercato ma in versione full electric. Contrariamente a quanto si possa pensare, nonostante il notevole successo riscosso verso la fine degli anni 80, i nuovi proprietari del marchio DeLorean non furono più in grado di risollevare le sorti dell'azienda, salvo l'ultimo tentativo effettuato dal magnate texano Steven Winn che intende riesumare la storica vettura ma in chiave elettrica. Al momento non sono state ancora diffuse informazioni specifiche al riguardo e non si sa nemmeno se il progetto riuscirà effettivamente ad arrivare alle fasi conclusive. L'unica certezza è che la scelta di rendere elettrico questo storico veicolo non è casuale, infatti in seguito alle nuove politiche ambientali relative alle missioni del particolato in atmosfera, ridare vita nuova al Dmc12 mantenendo comunque il motore termico, seppur migliorato rispetto all'originale, sarebbe stato presso che impossibile. Ma di ritorno al futuro non è rimasta solamente l'auto alimentata a plutonio di Doc e Marty. Nel corso dei tre capitoli anche altri elementi hanno contribuito a rendere celebre la saga diretta da Zeminski, tra questi ricordiamo il famoso volo pattino, uno skate fluttuante, comparso nel secondo film, le scarpe Nike in grado di autoallacciarsi oppure gli occhiali super tecnologici di Doc in grado di raccogliere precise informazioni relative alle zone circostanti. Anche in questo caso, sebbene si tratti di oggetti fantascientifici, un minimo sviluppo nella realtà, soprattutto di questi ultimi, l'hanno avuto. Sul finire del 2016, ad esempio, il volo pattino del film, ricavato da Marty a partire da un monopattino volante, è rinato nel famoso hoverboard, ossia un piccolo veicolo a due ruote laterali che mediante sensori giroscopici ed elettronici riesce a mantenere il passeggero in equilibrio verticale. L'avrete sicuramente visto sfrecciare nei marciapiedi di qualche città. Persino le scarpe autoallaccianti sono state realizzate da Nike. Parliamo in questo caso di vari modelli, tra i quali troviamo le Nike Mag Air, dotate di un sistema di autoallacciamento alimentato da una batteria da 500 mAh. E prodotta in edizione limitata, il cui ricavato è andato poi alla Michael J. Fox Foundation, associazione gestita dallo stesso interprete di Marty, McFly, che si occupa della ricerca sul morbo di Parkinson. Disponibili tuttora sul mercato sono invece le Nike Adapt, che come le Mag Air riescono ad allacciarsi da sole non appena vengono indossate, con la possibilità eventualmente di regolare la calzata tramite l'app Nike Adapt. Terminiamo infine con gli occhiali, definiti dallo stesso doc super tecnologici, che anche in questo caso sono arrivati ad un passo dall'affermarsi sul mercato. Parliamo della prima generazione dei Google Glass, che prima del comunicato di chiusura diffuso dalla casa di Mountain View avrebbero dovuto trasformare l'interazione con il mondo reale tramite la realtà aumentata. Passiamo ora ad un altro film, il cui eco, dopo quasi 40 anni dalla data di uscita in sala, continua a farsi sentire nelle opere cinematografiche e nei videogiochi da cui traggono tuttora ispirazione. Stiamo parlando di una pellicola che come poche altre è riuscita ad avere una fortuna così trasversale nel tempo, nonostante un inizio decisamente poco incoraggiante e che ancora oggi continua a far discutere fan e critici sul significato del film e sull'eterna questione umano o replicante del protagonista Rick Deckard. I più appassionati di cinematografia avranno sicuramente intuito il titolo del film a cui ci stiamo riferendo, Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott uscito nel lontano 1982 che ha gettato le basi nella cultura cinefila del dispotismo scientifico. Traendo ispirazione dal capolavoro letterario, gli androidi sognano pecore elettriche? Le vicende del film narrano del cacciatore di taglie o Blade Runner, Rick Deckard, il cui compito consiste in quello di eliminare un gruppo di androidi assassini e replicanti sfuggiti dal loro creatore e arrivati poi nella Los Angeles del 2019, anno in cui si svolge la trama del film e da cui partirà la tormentata ricerca del protagonista, il quale dovrà poi fare i conti con una verità alquanto indigesta, la possibilità di essere egli stesso un replicante. Partendo da questo presupposto l'obiettivo dei prossimi minuti sarà quello di focalizzare la nostra attenzione sul secondo protagonista della pellicola, al pari dell'agente Deckard, ossia il contesto tecnologico in cui si trova immersa la città. La Los Angeles del 2019, anno in cui si svolgono le vicende del film, è una città perfettamente distopica, un gigantesco ghetto sovrappopolato senza alcuna identità e oppresso da una persistente pioggia decisamente poco salutare. Ma nel sequel Blade Runner 2049, uscito giusto tre anni fa, il regista Denis Villeneuve arriva a calcare la mano ancora più del predecessore sul tema che ci interessa approfondire. La trasposizione di un universo completamente artificiale è malinconico, in cui l'organico ha ceduto definitivamente il posto al progresso tecnologico, costellato da androidi dotati di un'intelligenza artificiale anni luce più avanti di quanto potremmo immaginare al giorno d'oggi. Anche per queste ragioni molti studiosi hanno individuato in Blade Runner, torniamo all'opera precorritrice dell'82, un'erede ideale del Frankenstein letterario, il quale narra di una creatura che si ribella al proprio creatore e le cui ambizioni prive di freni, esattamente come nel film di Scott, devono fare i conti con eventi che sfuggono pericolosamente al controllo umano. Il tema della consapevolezza della macchina, che si sottrae allo scopo per cui è stata creata, ricomparirà più e più volte in pellicole di genere fantascientifico, passando da altri capostipiti del genere come i primi due Terminator diretti da James Cameron o dai più recenti Matrix, Ghost in the Shell, l'uomo bicentenario, ex macchina e così via. Ad ogni modo, dell'importanza etica di questa tematica ne parleremo in modo ancora più approfondito sicuramente in una prossima puntata. Avviamoci ora verso la conclusione della questione, dando infine il merito a Blade Runner di aver trasposto per la prima volta nella settima arte il concetto di futuro retro, poiché è notoriamente risaputo che il contributo dell'opera dell'82 è stata fondamentale per dare forma all'immaginario cyberpunk, ripreso successivamente da pellicole fantascientifiche come Ghost in the Shell e Matrix, o da noti videogame tra cui Cyberpunk 2077, uscito giusto l'anno scorso. A proposito della trilogia di Matrix, ideata dalle sorelle Wachowski, come già sottolineato poco fa, l'idea di un futuro in cui l'umanità esso, giocata dall'intelligenza artificiale, diventa un eufemismo, talmente sottile il confine che distingue il complesso uomo-machina. Così sottile che per arrivare a scorporare le due entità è sufficiente assumere una banalissima pillola rossa. La vera questione, infatti, su cui si interroga la trilogia di Matrix, consiste nel rapporto tra uomo e tecnologia, arrivando persino a profetizzare una relazione di tipo simbiotica tra le due parti. Essere umani e macchine sembrano dunque due facce della stessa medaglia, le quali non possono esistere l'una senza l'altra, per cui la prima ha persino oltrepassato il distopico confine delineato dalla pellicola ispiratrice Blade Runner, arrivando a distruggere completamente il pianeta che da sempre gli ha ospitati. Ed è proprio in questo passaggio chiave che si inserisce la tecnologia, ormai sempre più sviluppata e intelligente, in cui da una parte mantiene in vita il genere umano affinché non si autodistrugga, ma dall'altra prosciuga quest'ultima della propria energia vitale per autoalimentarsi. Naturalmente durante lo svolgimento del film, l'ago della bilancia pende sicuramente a favore del genere umano, al quale va però dato il torto di essersi approfittato dello stesso pianeta, che sin dall'arrivo delle macchine lo manteneva in vita, con la possibilità tuttavia di decidere per il proprio futuro. Benché vi sia un presupposto ecologico di base, nella saga di Matrix le tematiche ambientali non sono particolarmente approfondite, anzi spesso vengono palesemente trascurate per far spazio all'intrattenimento, con mirabolanti scenografie chiaramente ispirate alla cinematografia giapponese. Ma ad ogni buon conto è di fondamentale importanza ricordare a noi stessi che la realtà in cui viviamo attualmente è una soltanto e che proprio per queste ragioni dobbiamo trattarla con rispetto e consapevolezza, perché come ci insegna il cinema di fantascienza, con gli esempi appena trattati, la tecnologia può essere fonte di deperimento e autodistruzione. Perciò resta solamente a noi decidere cosa farne, perché come già sottolineato nella puntata sulle criptovalute, non conta quanto potente o avanzata sia la tecnologia, ma importa solamente il modo in cui viene utilizzata. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 18:35 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e12 ## Intelligenza Artificiale: verso un mondo humanless? > Gli algoritmi, anche se spesso non ce ne accorgiamo, influenzano costantemente la nostra vita. Quando facciamo una ricerca sul web, quando scegliamo un film da guardare o quando facciamo ricerche e ci [informiamo](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e6?t=175). Vista la loro rilevanza, al fianco dell’intelligenza artificiale, è quindi importante cercare di capire il loro significato e il loro funzionamento. Per introdurre questa nuova serie di puntate, dedicate a capire cosa ci aspetta dal futuro della tecnologia e come possiamo prepararci ad affrontare questa transizione, abbiamo invitato [Massimo Chiriatti](https://www.dentrolatecnologia.it/massimo.chiriatti.html), University Programs Leader per [IBM Italia](https://www.ibm.com/it-it) e autore di “[#Humanless: L'algoritmo egoista](https://amzn.to/3eQ46Jg)”. Nella sezione delle notizie invece parleremo di [Unified Cell](https://www.volkswagenag.com/en/news/2021/03/power-day--volkswagen-presents-technology-roadmap-for-batteries-.html#), un nuovo formato di cella per batterie di [Volkswagen Group](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e8?t=239) e del ruolo della blockchain nel mondo dell’arte del domani. - Stagione: 3 - Episodio: 12 - Data di pubblicazione: 2021-03-20 06:45:00 - Durata: 26:29 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12) - Episodi correlati: s2e16 - Tag: volkswagen,batterie,gigafactory,auto elettriche,enelx,ai,intelligenza artificiale,massimo chiriatti,IBM,blockchain,quantum computing,uploading,spot,boston dynamics,humanless,algoritmo,etica,algoritmo egoista,nft,blockchain,asta,arte digitale,digital art,banksy,non fungible token,criptovalute,ethereum ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Massimo**: Io non mi aspetto che la macchina diventi come noi, ma al contrario, se parliamo nel prossimo periodo, mi aspetto che ci aiuti perché noi esternalizziamo continuamente attività alle macchine. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire cos'è un'intelligenza artificiale e se effettivamente riuscirà mai a diventare intelligente come un essere umano. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Lo scorso lunedì 15 marzo il gruppo Volkswagen ha tenuto in live streaming, per la prima volta nella sua storia, una conferenza dedicata esclusivamente alla mobilità elettrica, nella quale sono emersi importanti in novità riguardanti le future strategie di mercato della casa automobilistica, da qui ai prossimi 10 anni. #### Volkswagen punta tutto sulla mobilità elettrica > Fonte: DMove.it - Timestamp: 01:09 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Batterie - Tipologia: Notizia **Davide**: La notizia che ha suscitato più interesse è sicuramente la nuova Unified Cell, ovvero un nuovo formato di cella per batterie, che a partire dal 2023, Volkswagen andrà a montare su tutte le vetture elettriche. Inoltre, secondo le previsioni della casa automobilistica tedesca, questo formato arriverà ad essere utilizzato entro il 2030 nell'80% dei veicoli prodotti. Hanno tra l'altro in cui verranno conclusi in Europa ben 6 gigafactory che verranno impiegate per la produzione di batterie elettriche e che andranno a soddisfare una richiesta energetica complessiva di quasi 240 GWh. Ultima, ma non per importanza, è la novità che riguarda la futura rete di ricarica proprietaria. Un altro obiettivo di Volkswagen è infatti quello di consolidare entro i prossimi tre anni un'infrastruttura per la ricarica veloce che sarà composta da 18.000 stazioni sparse in tutta Europa e che porterà, per quanto concerne l'Italia, ad una partnership con Enel X per la costruzione delle colonnine nel nostro Paese. #### La blockchain rivoluziona l’arte digitale > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 02:35 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Blockchain, Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Forse non si è mai parlato così tanto di blockchain come in questo periodo, e questo grazie alla società Injective Protocol, che ha acquistato all'asta per 95.000 dollari il quadro Morons dell'artista Bansky, opera che è stata poi bruciata in diretta su YouTube e rivenduta per più di 380.000 dollari in versione digitale grazie ai Non-Fungible Tokens o NFT. Semplificando, questa tecnologia basata appunto su blockchain garantisce all'acquirente tramite un gettone o token e senza passare per un'autorità centrale verificata la proprietà della coppia digitale acquistata. L'originalità del gesto di Injective Protocol ha sicuramente puntato questa tecnologia sotto i riflettori, ma ovviamente non è sicuramente l'apripista. Il primo tweet di Jack Dorsey, fondatore di Twitter, ad esempio è stato venduto per 2.5 milioni di dollari, mentre Elon Musk ha realizzato una canzone techno da 1.1 milioni di dollari, ma che poi non ha venduto. Una tecnologia nuovissima, quindi, che permettendo di fatto a chiunque di vendere o comprare arte digitale, porterà sicuramente a una rivoluzione del mondo delle aste e della digital art. #### Intelligenza Artificiale: verso un mondo humanless? > - Timestamp: 04:06 - Autori: Massimo Chiriatti, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Intervista **Davide**: Durante la nostra giornata utilizziamo costantemente lo smartphone e il computer per lavorare e intrattenerci, guardare video in streaming, utilizzare i social network, informarci e fare ricerche. Ciò che accomuna tutte queste attività è la presenza di un algoritmo, che fra le altre cose si occupa di scegliere per noi i migliori risultati. Ma cos'è un algoritmo e perché il suo ruolo è importantissimo nella nostra quotidianità? Per rispondere a queste domande è con noi Massimo Chiriatti, University Programs Leader per IBM Italia. Benvenuto Massimo. **Massimo**: Buongiorno, grazie per l'invito. **Davide**: Il ruolo degli algoritmi nella nostra società è sempre più rilevante. Cerchiamo quindi di capire che cos'è un algoritmo quando lo intendiamo nella sua definizione più classica. **Massimo**: Sì, cerchiamo anche di semplificare un po i messaggi perché l'argomento è davvero affascinante, chiaramente ha delle complicazioni, però proviamo a spiegare che l'algoritmo è una sequenza finita di operazioni. Queste operazioni, queste istruzioni vengono eseguite da un elaboratore, da un computer che parte da alcuni input, quindi alcuni dati che noi gli mettiamo, e segue un calcolo per soddisfare un certo obiettivo. Per cui questa sequenza di istruzioni possiamo definirla come algoritmo. Ce ne sono anche tante altre definizioni, però proviamo a partire da questa. Serie di istruzioni che un computer elabora. **Davide**: Ok, però in realtà oggi più che di algoritmi, sentiamo spesso parlare a volte anche in modo abusandone, diciamo così, di intelligenza artificiale. Quindi che cos'è l'intelligenza artificiale e com'è collegata la sua definizione a quella generale di algoritmo? **Massimo**: Bella domanda, molto aperta, interessante, diciamo che l'intelligenza artificiale può essere definita una disciplina che serve a sviluppare delle macchine, dei computer che sono capaci di eseguire compiti complessi che in genere richiedono l'intelligenza umana. Quindi noi cosa facciamo? Stiamo da ormai decenni cercando di costruire dei sistemi per fare in modo che possano loro sviluppare delle capacità di soluzione a problemi complessi. Ovviamente questo è un percorso molto lungo. Parliamo di intelligenza artificiale in varie declinazioni, debole, forte, generale. Quando parliamo di debole parliamo soltanto di macchine attuali che riescono a eseguire un compito specifico in un dominio ben determinato. Per esempio posso creare una macchina che risolva un problema di giocoli, di scacchi, faccio un esempio, no? Pian piano, pian piano stiamo dando alle macchine della capacità, tra virgolette, di "apprendimento", cioè iniziano a leggere la realtà, a leggere i dati di questa realtà e estrarre delle regole. Quindi l'algoritmo fa questo. Poi pian piano noi abbiamo questo famoso modello. Pensate a una macchina a guida autonoma. La macchina a guida autonoma oggi cosa fa? Va per la strada, legge la realtà, i semaforo, le strisce, le persone e così via. Inizia a formarsi un'idea della realtà, un'idea per modo di dire loro guardano solo bit and byte, sono pixel. Però iniziano a comprendere questa realtà. Da questa realtà estraggono delle regole, quindi sanno che si devono fermare, alziamo il foro rosso e così via. Quindi oggi possiamo parlare di macchine più o meno, in tra virgolette, "intelligenti", perché l'intelligenza poi è un'altra storia. Però oggi lo possiamo fare perché abbiamo grandi dati, grandi capacità di calcoli e questi algoritmi che ci aiutano a fare questa elaborazione. Prima non potevamo farlo perché dovevamo dire alla macchina, per ogni metro quadrato che doveva fare su ogni strada, quali sono le regole che doveva eseguire. Comprendi che dire a qualcosa, eseguire queste regole vuol dire che devi già conoscere le regole, devi conoscere tutta la realtà e è difficilissimo dire tutte le regole che deve trovarsi la macchina. Poi la macchina si trova in qualche posto dove tu non hai messo la regola e ci sono dei problemi. Oggi partiamo dal modello contrario, cioè la macchina osserva la realtà, osserva noi in realtà e poi pian piano estrae delle regole. Se quella regola è una regola che è efficace, allora la promuoviamo a regola che può andare avanti, altrimenti dobbiamo fare delle correzioni. Quindi tutto questo mondo per dirvi che l'apprendimento automatico, che si sente molto parlare, è questa capacità di sfruttare i dati, le esperienze che abbiamo messo sul campo e quindi questi dati vengono usati per creare queste famose nuove conoscenze, nuove regole e poi le macchine applicano con velocità, precisione, non si stancano mai e a costo più basso. **Davide**: Certo, mentre rispondevi a questa domanda hai parlato di intelligenza definendola però come un'altra cosa, qualcosa di diverso. Che cosa intendevi dire? **Massimo**: Allora noi diciamo che le macchine sono intelligenti, no? In realtà dobbiamo un po capire che l'intelligenza umana è anche empatia, è anche comprensione del contesto. Io e te possiamo parlarci, possiamo capirci, io posso intuire quello che tu hai in testa, posso capire il contesto. La macchina ha una competenza specifica, cioè sa giocare a scacchi, sa guidare, ma non ha una comprensione del contesto. La macchina fa calcoli, non è che pensa, la macchina non ha una coscienza e senza avere una coscienza come fa a essere così intelligente, no? Per risolvere problemi complessi, per risolvere problemi di vari domini. Oggi le macchine hanno competenza su un dominio, per esempio c'è una macchina che è capace di risolvere dei problemi di predizione, per esempio riesce a capire quanto il tuo magazzino del tuo ufficio potrebbe avere, diciamo così, un sistema ottimizzato nel predire la domanda dei clienti, va bene? Quindi riesce a fare dei calcoli. Però quel computer, quella macchina che è così "intelligente", tra virgolette, per fare quel tipo di lavoro, non è capace di fare un altro lavoro un po diverso, perché non ha i dati, non ha le regole, e quindi è molto settoriale, la nostra intelligenza non è soltanto per parlare adesso con te, ma per fare anche altre cose. E la macchina non è intelligente. **Davide**: Certo. E ricollegandomi a quest'ultimo aspetto che hai sollevato, l'intelligenza artificiale, queste macchine che hai descritto, possono essere adoperate in qualsiasi ambito o ci sono dei casi in cui gli algoritmi classici più semplici e lineari possono funzionare meglio? **Massimo**: Bella domanda, sono d'accordo subito nel dirti che ci sono le macchine classiche, il nostro PC che abbiamo davanti, che funzionano benissimo per fare certi tipi di calcoli e quindi funzionano e funzioneranno ancora. Poi accanto a questi sistemi attuali stiamo creando ormai dei sistemi di intelligenza artificiale che noi chiamiamo aumentata, perché aumentano le nostre capacità e ancora avanti vi do un po di prospettiva, c'è tutta questa famiglia di computer quantistico che sono già a disposizione nei laboratori, sono già a disposizione per l'accesso IBM ne ha dato l'accesso gratuito a tutti, perché poi con quel sistema che si affianca non sostituisce gli attuali sistemi possiamo arrivare a livelli di elaborazione incomparabile in termini di potenza, in termini di ottimizzazione rispetto agli attuali, quindi abbiamo varie famiglie di architetture che risolvono problemi diversi. **Davide**: Sì molto interessante il tema dei computer quantistici, fra l'altro abbiamo avuto occasione nella scorsa stagione di affrontarlo in una puntata, invece collegandomi a qualcosa che hai detto verso l'inizio, ovvero che ad oggi esistono delle intelligenze artificiali che sono ristrette ad un determinato dominio, penso ad esempio appunto hai detto una partita a scacchi oppure la guida di un veicolo autonomo, ma quello che mi chiedo è l'obiettivo futuro, la prospettiva per il futuro, è puntare a un'intelligenza artificiale in grado di fare tutto o mantenere comunque questa settorialità? **Massimo**: Qui ovviamente ognuno ha le sue visioni, io personalmente, quindi parlo a titolo personale, penso che l'aumento delle capacità elaborative delle macchine non porti alla sostituzione dell'uomo. L'uomo significa l'essere umano, insomma, ovviamente. Perché non è soltanto la potenza delle macchine che ci possiamo aspettare, sai, il raddoppio, la legge di Moore... Noi abbiamo qualcos'altro, no? Quelle sono macchine che lavorano sul silicio, noi sul carbonio abbiamo sviluppato anche, come dicevo, la coscienza. E noi osserviamo la realtà in modo assolutamente diverso dalla macchina. Quindi io non mi aspetto che la macchina diventi come noi. Ma, al contrario, se parliamo del prossimo periodo, mi aspetto che ci aiuti, perché noi esternalizziamo continuamente attività alle macchine. Questo è un grandissimo beneficio, perché voi pensate, abbiamo esternalizzato le nostre capacità matematiche alla calcolatrice, e grazie a questo aspetto abbiamo fatto calcoli più complessi, che ci è servito a fare molto altro. Abbiamo esternalizzato alle ruote la capacità delle nostre gambe di arrivare a posto di distanti, no? Ecco, il computer oggi, il computer anche se vogliamo, "intelligente" tra virgolette, sempre, ci sta consentendo di scaricare alle macchine dei lavori che sono lavori ripetitivi, che sono lavori magari noiosi, lavori pericolosi. E questo è un grandissimo beneficio, perché più scarichiamo alle macchine i nostri lavori di questa natura, e più noi possiamo dedicarci ad altro. La storia del nostro progresso è data proprio da quanto noi siamo capaci di fare altro, e per astrazione, che le macchine non hanno la capacità di astrarre concetti, intelligenze, regole, dai dati, perché le macchine oggi fanno correlazioni, correlano dei dati, ma non hanno la capacità di realizzare quello che noi facciamo quotidianamente, cioè causa ed effetto, ma fanno ottime correlazioni tra un'unica quantità di dati che per noi ormai è irraggiungibile. **Davide**: Approfondendo appunto il tema del lavoro, abbiamo visto come il computer sia stato fondamentale, come tante rivoluzioni, per allontanare l'uomo da certi ambiti lavorativi. Lo vediamo anche recentemente, ne abbiamo parlato qualche tempo fa in una notizia di Spot, il robot di Boston Dynamics, che è un robot con le sembianze appunto di un cane a quattro zampe, che dovrebbe teoricamente sostituire l'uomo in tutti quei contesti pericolosi, penso ad esempio ad una miniera, ma l'intelligenza artificiale invece come cambierà il mondo del lavoro e come dobbiamo prepararci per questa transizione, visto che abbiamo capito ormai che questo passaggio è inevitabile. **Massimo**: Come cambierà? È una domanda enorme, perché comprendi aspetti tecnici, come ti dicevo, nel senso che come evolverà la tecnologia e sappiamo che evolverà molto velocemente, chiaramente creerà un po di perplessità, nel senso che come noi dovremmo cambiare per fare in modo da sfruttarla meglio, significa che dobbiamo anche noi capire culturalmente come cambiare quando cambia la tecnologia. E quando noi abbiamo questo un po di ritardo, perché non siamo così veloci a duplicare le nostre capacità ogni 18 mesi, chiaramente questo crea delle differenze, delle disuguaglianze, chi può farlo, chi ha il potere, chi ha l'accesso. Poi ci sono gli effetti economici, nel senso che vedremo il grandissimo beneficio quando inseriremo la predizione nelle nostre attività. E quindi se pensiamo di nuovo alla macchina che a guida autonoma è tutta un'attività di predizione, predice il suo comportamento, predice il passante, deve frenare e sterzare in funzione dei voli che accade. Ecco, le macchine oggi stanno a fare questo. Stanno a incominciare a predire quello che potrà avvenire quando prendiamo dei dataset di imprese che hanno per esempio un problema come dicevo di business, predire la domanda e abbiamo tantissimi casi di automazione. Qual è qui il punto? È che per darti una risposta io proverei a dirti che il problema è politico. Cioè non partitico, ma politico nel senso che sarà la nostra volontà comune, globale, per decidere qual è lo sviluppo dell'EI, EI come intelligenza artificiale. Perché avremo bisogno di sperimentare molto, abbiamo bisogno di capire gli errori e abbiamo bisogno soprattutto di mitigare i bias. Cioè questi pregiudizi che sono contenuti nei dati. Noi quando facciamo qualsiasi operazione, qualsiasi movimento e qualsiasi scelta, introduciamo dei bias, dei pregiudizi. Questi pregiudizi li scriviamo da qualche parte, anche quando noi operiamo in rete. Le macchine leggono questi dati e amplificano questi pregiudizi. E quindi abbiamo quel fenomeno chiamato della black box, nel senso che lavorando sui dati, spesso a noi non aperti. La macchina fa un certo calcolo di elaborazione, in alcuni casi come il deep learning, sono veramente calcoli che neanche il programmatore conosce il risultato, o meglio come elabora, e avremo un risultato. Ecco, noi dobbiamo fare in modo da distinguere tre concetti fondamentali. La macchina fa la predizione, prende una decisione, se questo è un gatto o questo è un cane, sapete quando fa analisi di dati, no? Delle fotografie, però c'è un concetto più importante di tutti, che è il giudizio umano. Non dobbiamo prendere il risultato della macchina come un risultato per verità, ma sarà il nostro giudizio a decidere se quella macchina ha operato correttamente, con aspetti etici, in un altro mondo. Quindi è un problema politico, globale, di capire come utilizzarle, come prendere il risultato, e come poi creare quell'obiettivo che vogliamo, cioè di un portato, diciamo dell'uomo, dell'essere umano, come un livello superiore di poter fare nuovi lavori, trovare nuove soluzioni con le macchine. Quindi è un problema complesso, ma meglio averle queste possibilità di scegliere, piuttosto che non averle, quindi io sono ottimista. **Davide**: E quindi la macchina non potrà mai raggiungere un livello di intelligenza paragonabile, anzi forse è proprio il caso di dirlo uguale a quello che ha un essere umano, quindi anche con questo aspetto di emotività. **Massimo**: Ecco qua, allora guarda, il mai io non riesco a dirlo, perché chi poteva prevedere, faccio sempre un esempio, un alieno che toccava la terra e avrebbe visto tanto tempo fa un brodo primordiale, avremmo visto un po dei batteri semplici, e mica poteva prevedere che oggi fossimo qui, noi, a parlare da quei batteri di milioni di anni fa. Magari lui avrebbe detto, mai succederà questo, e in realtà ci siamo un po evoluti. Quindi come facciamo adesso a dire che non sarà mai così? Ecco, siccome io vorrei lasciare quella figura della macchina Terminator a Hollywood, e voglio mantenermi invece nei prossimi anni, nei prossimi decenni, posso dire che non prevedo personalmente che la macchina abbia quella forma di coscienza che possa nascere da questo carbonio, questo, si dice, insomma, di questo chip, di questi computer. Però non si può neanche escludere. Però chi promuove la coscienza, l'uploading del cervello, dovrebbe anche dimostrarlo. Io penso che avremo sempre livelli superiori nei prossimi anni di capacità computazionale, di apprendimento automatico, sperando, come ti dicevo, di portare anche e vedere anche relazioni causa-effetto, e poi vediamo più in là. Però è molto più in là, ecco. **Davide**: Sì, e magari a quel punto potremo fare, come dicevi, l'uploading, caricare noi stessi su una macchina e diventare da un certo punto di vista immortali. **Massimo**: Eh, io non lo dico, nel senso che c'è una corrente di pensiero "Transumanesimo" che lo pensano, però non ritengo... Non credo che sia il caso di parlarne adesso. Possiamo fare fantascienza, per carità va bellissimo, però siamo lontani da questo, perché noi dovremmo prima studiare il cervello. Noi non sappiamo molto del cervello, sappiamo molto poco. Quindi il tempo che lo studiamo, il tempo che andiamo con gli strumenti che non abbiamo in termini di risoluzione, cioè noi non abbiamo la capacità di andare a vedere il singolo neurone, come sta lavorando, come si connette con gli altri, cosa scambia con gli altri. Il singolo neurone come punto di vista ottico-elettronico, non abbiamo questa capacità di vederlo. E poi quando lo vediamo cambia continuamente, ha migliaia di connessioni, sistemi biochimici, il singolo. Pensate a tutti i neuroni, a tutte le sinapsi, quando tu hai questa comprensione totale, puoi iniziare a copiarla e puoi poter fare altre operazioni. È evidente che arrivare a quel punto ci metteremo tanto tempo. **Davide**: In chiusura, per ricollegarci anche al titolo del libro che è scritto Humanless, l'algoritmo egoista, ci spieghi appunto perché hai deciso di utilizzare la parola egoista per descrivere un algoritmo. **Massimo**: Grazie alla citazione, mi sono riferito a un famoso libro che parlava del gene egoista. Un famoso biologo si chiedeva, tempo fa, ma qual è l'unità di replicazione? Come fa? Come facciamo a replicarci? Perché è il nostro corpo, è la nostra società che si replica o è il nostro gene? Questo biologo diceva che è il nostro gene che si replica. Noi siamo solo dei veicoli che serve al gene per replicarsi. Allora, sulla base di questo testo, che poi ha fatto un grande scalpore nella scienza, io ho pensato che fosse l'algoritmo che oggi viaggia tra un computer e l'altro collegato in rete che cerca di replicarsi. È egoista perché per l'appunto l'algoritmo oggi non ha una comprensione delle tue necessità, delle mie necessità o dell'ambiente. Esegue il suo compito, replicarsi, trovare la soluzione al suo problema, comunicare con gli altri. Questo cosa comporta? Comporta sul fatto che non guarda gli aspetti umani. Se consuma energia, non consuma energia, se danneggia l'ambiente, non danneggia l'ambiente, per l'algoritmo non è importante, non rientra nei suoi parametri e rientra nei parametri degli esseri umani. Per questo propongo in quel libro che noi dobbiamo lavorare insieme alle macchine, noi in opposizione, e soprattutto dobbiamo fare in modo da, lavorando insieme, da creare il nuovo e con la tecnologia eliminare i problemi precedenti. Per esempio, pensiamo a tutto l'aspetto della sostenibilità ambientale, la CO2 che abbiamo creato, i vaccini, sapete, che sono grazie alle macchine, alle nuove macchine, che abbiamo eliminato o stiamo cercando di eliminare un problema sanitario, o almeno ridurre. E senza queste macchine avremmo un problema sanitario economico più grande. Sono ottimista, io mi dichiaro. **Davide**: Sì, e anche in questo caso è l'ennesima prova di quanto il ruolo della tecnologia sia stato fondamentale per provare, per lo meno, ad uscire da questa situazione. Va bene, Massimo, grazie per questo intervento. Come dicevo nell'ultima domanda, hai scritto un libro, "Humanless. L'algoritmo egoista", in cui ti sei messo nei panni dell'algoritmo e hai provato a parlare a noi, esseri umani, cercando di spiegarci tanti aspetti del mondo, degli algoritmi, dell'intelligenza artificiale, come preferisci chiamarla tu, intelligenza aumentata. Grazie Massimo, a presto. **Massimo**: È stato un piacere, grazie per l'invito. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 25:37 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e13 ## Frankenstein ai nostri giorni. Si può fare? > L’opera letteraria che più di tutte esalta il potere, talvolta fuori controllo, della scienza, è sicuramente [Frankenstein](https://it.wikipedia.org/wiki/Frankenstein_o_il_moderno_Prometeo) di [Mary Shelley](https://it.wikipedia.org/wiki/Mary_Shelley). Un romanzo di [fantascienza](https://it.wikipedia.org/wiki/Fantascienza) che è diventato presto famosissimo perchè l’idea di dare vita a una creatura significava, per così dire, giocare ad essere Dio. Ma oggi dopo 200 anni possiamo ancora parlare di pura fantascienza? Per rispondere, in questa puntata abbiamo analizzato come la tecnologia può e sta già contribuendo nell’ambito della chirurgia e in particolare della neurochirurgia. Nella sezione delle notizie invece riparleremo della possibilità di acquistare una Tesla con i [bitcoin](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3?t=299), dello spegnimento delle antenne 3G di TIM e infine di [SIAE](https://it.wikipedia.org/wiki/Società_Italiana_degli_Autori_ed_Editori) che utilizzerà la blockchain per proteggere il diritto d’autore. - Stagione: 3 - Episodio: 13 - Data di pubblicazione: 2021-03-27 06:45:00 - Durata: 21:36 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e13](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e13) - Episodi correlati: s3e4, s3e12 - Tag: tesla,criptovalute,bitcoin,twitter,elonmusk, vodafone,tim,retimobili,3G,2G,siae,diritto d’autore,blockchain,nft,decentralizzazione,artisti,frankenstein,shelley,creatura,mostro,bioingegneria,trapianti,biotecnologia,crispr,neuralink,editing genetico,nogo,lesione spinale,protesi,organi artificiali,materiali biomimetici,esoscheletri ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire se è possibile creare nel 2021 la creatura di Frankenstein o, più realisticamente, che contributo sta dando la tecnologia nell'ambito della chirurgia e della neurochirurgia. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Ora puoi comprare una Tesla con i Bitcoin > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:01 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Mercoledì 24 marzo Elon Musk, tramite il proprio profilo Twitter, ha finalmente annunciato che le automobili elettriche Tesla potranno essere acquistate d'ora in avanti anche tramite Bitcoin. L'ufficialità di tale notizia era attesa ormai da diverse settimane, poiché già lo scorso mese la casa automobilistica di Elon Musk aveva deciso di investire ben 1.5 miliardi di dollari in Bitcoin, generando tra l'altro diverse polemiche nell'opinione pubblica per aver manipolato il valore delle criptovalute, tramite una serie di tweet pubblicati dallo stesso Musk. Parliamo in effetti di una mossa che, a detta di molti analisti, può essere definita come Game Changer, dal momento che Tesla è divenuta ufficialmente la prima casa automobilistica ad accettare come forma di pagamento una moneta digitale dall'alto tasso di volatilità e che potrebbe rappresentare sia per gli acquirenti sia per la stessa Tesla un'eventuale fonte di ricavi ma anche grosse perdite economiche. #### TIM dirà addio al 3G nel 2022 > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:06 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Alla presentazione dei risultati finanziari del quarto trimestre 2020, Tim ha definitivamente ufficializzato la volontà di spegnere le proprie reti 3G a partire dall'anno prossimo. Esattamente come Vodafone, che ha bloccato giusto il mese scorso le proprie reti di terza generazione, anche Tim arriverà nei prossimi anni a dismettere progressivamente tutte le trasmissioni 3G, per poi dedicarsi interamente sul consolidamento delle reti di nuova generazione e del miglioramento dei servizi 4G. Ad ogni modo, è merso invece che l'ancora più obsoleta rete 2G inizierà ad essere dismessa solamente a partire dal 2029, dato che ancora oggi molti apparecchi che utilizzano la forma di comunicazione M2M, ossia da macchina a macchina, come ad esempio vecchi POS, sistemi di controllo industriali o antifurti, richiederebbero costi troppo elevati e poco convenienti per essere aggiornati. SIAE, la società italiana che si occupa di gestire e proteggere i diritti d'autore, nel 2019 aveva iniziato una collaborazione con Algorand e oggi ne vediamo i primi importanti risultati. #### SIAE si affiderà alla blockchain > Fonte: LaStampa.it - Timestamp: 03:06 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Blockchain, Musica - Tipologia: Notizia **Davide**: Algorand, infatti, è una blockchain simile ad Ethereum, che tra le altre cose può essere sfruttata per creare, comprare o vendere opere digitali sotto forma di non-fungible tokens. A differenza di altre tecnologie, però, gli scambi con Algorand sono più efficienti, sia in termini di costo sia dal punto di vista energetico. Tornando a SIAE, la società ha annunciato di aver caricato su questa piattaforma oltre 4 milioni di diritti d'autore. L'obiettivo ovviamente è quello di digitalizzare completamente l'intero archivio. E questo è un primo passo verso una gestione decentralizzata, più efficiente e soprattutto trasparente, dei diritti degli oltre 95 mila artisti associati a SIAE. Se dovessimo pensare nella letteratura dell'età contemporanea all'opera che più di tutto esalta il potere, talvolta fuori controllo della scienza, tanto da produrre un mostro o un'espressione della paura umana verso il fin troppo rapido sviluppo tecnologico, è sicuramente Frankenstein di Mary Shelley. #### Frankenstein ai nostri giorni. Si può fare? > - Timestamp: 04:21 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Medicina - Tipologia: Topic **Davide**: Un romanzo che è diventato presto famosissimo e che è stato soprattutto nel secolo scorso più volte interpretato o reinterpretato sotto forma di spettacoli teatrali, musical e film. E forse in molti ricordano la celebre scena tratta dal film parodistico Frankenstein Jr., nella quale il dottore riesce a capire come creare e dare vita a quello che poi diventerà il mostro o la creatura, come chiamata dallo stesso scienziato pazzo. Un'immagine che nella mente di Shelley e della società del 1800 era decisamente fantasiosa, d'altronde creare un essere vivente significava, per così dire, giocare ad essere Dio. Ma oggi, dopo 200 anni, possiamo ancora parlare di pura fantascienza? In altre parole, si può realmente fare? Per rispondere bisogna analizzare come la tecnologia può e sta contribuendo nell'ambito della chirurgia, e in particolare della neurochirurgia. Ed è proprio quello che faremo in questa puntata. Iniziamo con le cose relativamente semplici, i trapianti di organi. Attualmente, e già dal secolo scorso, la medicina riesce a realizzare dei veri e propri miracoli, se paragonata al periodo di Shelley. Il primo trapianto avvenne infatti in tempi abbastanza recenti, solo nel 1954. Si trattò di un trapianto di rene avvenuto con successo, tra due gemelli monozigoti. Ed allora la medicina ha fatto enormi passi in avanti, nel 1964 fu trapiantato per la prima volta il fegato, nel 1966 il pancreas, fino al primo trapianto di cuore nel 1967. E tuttora questi sono gli organi maggiormente oggetto di tali operazioni. Ma non solo, negli ultimi anni sono infatti stati effettuati anche trapianti di pelle, ossa, utero e perfino di faccia. Quest'ultima, in particolare, è una delle operazioni più all'avanguardia e delicate, e che porta con sé non pochi problemi per quanto riguarda soprattutto il rigetto psicologico. Apurato dunque che praticamente tutti gli organi potrebbero essere assemblati tra loro, con la tecnologia e la conoscenza che abbiamo oggi a disposizione, la sfida più grande nel realizzare la creatura ideata da Shelley, tralasciando tutte le questioni etiche di un esperimento simile, resterebbe sicuramente trapiantare e connettere il cervello e in generale il sistema nervoso. A tal proposito, nel 2017 si è parlato molto di un possibile trapianto di testa, questione che è di certo da approfondire. L'operazione fu infatti annunciata e ipotizzata da un neurochirurgo italiano, Sergio Canavero, ed effettuata in Cina, grazie a un'equipe che in 18 ore di intervento hanno connesso nervi, vasi sanguigni e colonna vertebrale di un corpo con la testa di un altro corpo. Tuttavia, non si può certo parlare di un successo. Le due, fra virgolette, metà utilizzate furono infatti prese da corpi già morti, quindi al momento non si può, e ancora non si potrà, capire se l'operazione potrà effettivamente funzionare per un essere vivente. E i problemi da affrontare sono veramente tanti. Il primo è sicuramente la complessità di un organo come il cervello, se umano che non. Conosciamo ancora talmente poco della sua struttura, formata da miliardi di neuroni e milioni di connessioni, che sarebbe impossibile ripristinarle e riconnetterle insieme tra loro, come si farebbe ad esempio con i relativamente pochi vasi sanguigni da collegare in un trapianto di cuore. Un secondo problema poi riguarderebbe la degradazione dello stesso cervello. In assenza di ossigenazione, infatti, questo subirebbe dei danni permanenti, e con la tecnologia attuale, anche raffreddandolo il più possibile, una possibile operazione andrebbe conclusa in pochi minuti. Dunque molto meno rispetto alle 18 ore impiegate dall'equipe cinese. Come detto prima, infine sono già stati tentati dei trapianti di mano o volti su pazienti che avevano subito ferite gravi al viso o amputazioni. Operazioni che hanno avuto, tra l'altro, successo dal punto di vista medico, ma che hanno portato a gravi problemi psicologici nei pazienti, che non riuscivano più a riconoscere il nuovo arto come parte di sé. Figuriamoci cosa succederebbe con un intero corpo totalmente diverso. In sostanza, arrivati a questo punto è chiaro che l'immaginario mostro del dottor Frankenstein, dopo due secoli, rimane e probabilmente rimarrà solo negli scritti fantascientifici di Shelley. A pensarci bene, poi, la volontà di creare artificialmente un essere umano, o perlomeno un'intelligenza umana, è certamente rimasta, ma con un approccio totalmente diverso. Quello dell'intelligenza artificiale. E pure in questo caso, e ne abbiamo parlato nella scorsa puntata Intelligenza artificiale verso un mondo "humanless", ci vorranno decenni forse per portare a termine un progetto così ambizioso. Ok, ma quindi cosa possiamo fare? Il per così dire progetto Frankenstein è da abbandonare completamente? Beh, non proprio. Forse è necessaria una diversa visione, un'altra prospettiva, di come la scienza e la tecnologia possono ridare la vita ad una persona. Pensiamo ad esempio alle 46 milioni di persone affette da malattie come l'Alzheimer o il Parkinson, o ai 90 milioni che magari in seguito a un incidente che ha lesionato la spina dorsale, sono costretti a passare una vita intera su una sedia a rotelle. Si tratterebbe in questo caso di concentrare le forze e le ricerche non per un tentativo egoista dell'uomo di comandare la natura. E stiamo vedendo a nostre spese cosa accade quando per orgoglio per interessi ci dimentichiamo di non essere i soli esseri viventi sul pianeta. Quanto più di aiutare chi, per svariati motivi, non può più camminare, correre o vivere in completa autonomia. Ed è proprio la direzione che la neuroscienza e la bioingegneria stanno prendendo, con risultati molto promettenti. Andiamo con ordine. Prima di tutto, va detto che un danneggiamento del midollo spinale dopo un incidente comporta, nella maggior parte dei casi, l'impossibilità di controllare i muscoli della parte del corpo inferiore alla lesione. In altre parole, se si è infortunati, si può perdere per così dire solamente l'utilizzo delle gambe. Un danno che al momento è ancora irreparabile, ma su cui esistono degli studi promettenti. A differenza di altre parti del corpo, infatti, le cellule del midollo spinale e del sistema nervoso centrale, fatta eccezione per alcuni casi particolari, non hanno la capacità di rigenerarsi. Se quindi quando ci graffiamo, tagliamo o rompiamo un osso dopo qualche giorno o mese il corpo guarisce, lo stesso non avviene in casi come quello di cui stiamo parlando. Tuttavia, una recente scoperta ha portato i ricercatori sulla giusta strada per trovare una possibile cura. Si tratta della proteina NO-GO-A. Questa molecola, infatti come si può intuire dal nome NO-GO, ovvero non andare, è prodotta dall'organismo ed è la principale responsabile che blocca la rigenerazione e la crescita delle cellule nervose, sia del cervello, sia del midollo spinale. Con un trattamento adeguato e rapido, utilizzando dei particolari anticorpi, in grado di ostacolare la relazione della proteina NO-GO, dunque è possibile stimolare la crescita di nuove cellule che andranno a guarire la lesione subita. I risultati di questo trattamento sono promettenti. Infatti già tre pazienti con lesioni anche gravi del midollo sono riusciti a recuperare, almeno parzialmente, il controllo di alcuni muscoli, come quelli delle dita dei piedi, se non addirittura tornare a camminare, anche se ovviamente con l'aiuto di un bastone o di un supporto. Non è molto ed è decisamente lontano da un miracolo in grado di restituire l'uso delle gambe a milioni di persone. Ma è un piccolo grande passo verso questa direzione. Già oggi, grazie a questa tecnologia, siamo riusciti a realizzare ciò che fino a qualche decennio fa sarebbe sembrato impensabile. Ovviamente, questa non è l'unica strada percorribile. Un'altra possibile soluzione per guarire lesioni al midollo o curare malattie ritenute fino ad ora incurabili, come il Parkinson o la leucemia, potrebbe essere servendosi delle cellule staminali. In sostanza, queste cellule, che si possono prelevare ad esempio dagli embrioni o dal liquido amniotico, sono in grado di svilupparsi in qualsiasi tipo di tessuto. Da una cellula di questo tipo, quindi, è potenzialmente possibile creare nuovi neuroni, con cui riparare il midollo spinale o malattie degenerative, produrre midollo osseo perfettamente compatibile col paziente, o magari formare praticamente da zero interi organi da trapiantare in caso di necessità. Le potenzialità di questa tecnologia sono insomma pressoché infinite, e per questo è fondamentale conoscere a fondo il comportamento di queste cellule. Proprio per questo motivo, gli studi in questo campo avanzano ancora molto lentamente, e ad oggi le cellule staminali vengono utilizzate principalmente come terapia oncologica per curare alcuni tipi di tumori del sangue. Per quanto riguarda la riparazione di lesioni al midollo spinale o la cura a malattie come il Parkinson, invece i risultati sono molto al di sotto delle aspettative. Il rischio, infatti, è che queste cellule sfuggano dal nostro controllo, dando origine a tumori. Un'altra motivazione per cui la ricerca in questo campo è molto rallentata è invece di tipo etico, e riguarda appunto se sia giusto o meno utilizzare cellule embrionali a questi scopi. Come non citare, poi, l'editing genico. Anche questa, in realtà, è una pratica ancora molto controversa, soprattutto se applicata all'uomo. Ma nell'eterno gioco degli uomini a sostituirsi a Dio è forse la tecnologia con le più ampie potenzialità. Si tratta letteralmente di modificare il DNA di una cellula per cambiarne le caratteristiche, e ci sono diversi metodi per farlo, anche se quello più affermato è chiamato CRISPR, ma non andremo troppo nel dettaglio. Gli studi anche in questo caso sono solo agli inizi, e non c'è ancora possibile modificare o spesso prevedere i risultati delle modifiche genetiche. Si è parlato molto, a inizio pandemia, di un complotto per cui il virus SARS-CoV-2, responsabile della Covid-19, sarebbe stato realizzato in laboratorio. Teorie che si sono dimostrate completamente false proprio per il fatto che non abbiamo ancora le conoscenze adatte per modificare così tanto il DNA di una cellula, o come in questo caso di un virus. E se è così difficile lavorare con una sequenza genetica relativamente corta come quella di un virus, figuriamoci per un organismo complesso come l'uomo. Una forte spinta in questo campo la potrebbe dare sicuramente l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, che potrebbe essere usata proprio per prevedere le modifiche applicate al DNA. E se usata nel modo corretto, questa tecnologia potrebbe essere utilizzata, ad esempio, più che per decidere il colore degli occhi o dei capelli del proprio figlio, per rimuovere eventuali malattie o difetti genetici. Fino ad ora, però, ci siamo focalizzati su soluzioni, per così dire naturali, ovvero che comunque prevedessero l'uso di sostanze già esistenti o cellule umane e non. Esiste tuttavia una strada alternativa, quella artificiale, che sta prendendo molto piede negli ultimi anni. Sicuramente di questa categoria fanno parte le protesi o gli esoscheletri. Non è sicuramente come avere un reale arto funzionante, ma la tecnologia migliora esponenzialmente. E tornando, come detto all'inizio, al discorso del rigetto psicologico, molte persone tuttora preferiscono ad esempio avere una mano artificiale, piuttosto che un trapianto che non viene riconosciuto come parte di sé. E già in questi anni i progressi sono tali per cui una mano o un arto artificiale riesce a ricevere i segnali attraverso le terminazioni nervose recise durante l'amputazione. E si stanno studiando tecnologie anche per inviare al cervello dei feedback per restituire il senso del tatto. Un altro esempio di dispositivi artificiali in grado di connettersi col cervello è invece il famoso Neuralink, dell'omonima azienda fondata da Elon Musk. Sono stati già mostrati dei test eseguiti sui animali al momento della presentazione, ma anche in questo caso il lavoro da fare è ancora molto, prima che si possano raggiungere effettivi benefici per l'uomo. Si pensi ad esempio alla possibilità, anche in questo caso, di curare malattie degenerative o di aumentare, tra virgolette, la potenza di calcolo del nostro cervello. Infine, dopo aver parlato di protesi artificiali, è doveroso parlare anche di organi artificiali. È un fatto risaputo, purtroppo, che la donazione e il trapianto degli organi, del cuore in particolare, non è sempre possibile. Vanno infatti considerati molti fattori, primo fra tutti la compatibilità fra il donatore e il ricevente, con conseguenti lunghissime attese anche di anni affinché un paziente possa avere un organo sostitutivo. Problema che appunto non ci sarebbe con organi realizzati artificialmente. E al momento esistono diverse tecnologie e tutte con risultati molto promettenti. La prima strada è quella di organi stampati in 3D, che usano tessuti prelevati dal paziente e permettono di avere un sostituto naturale e perfettamente compatibile con il ricevente. L'altra strada, invece, forse più semplice, è quella di realizzare dei materiali biomimetici. Questi speciali materiali infatti non vengono riconosciuti come intrusi dall'organismo, evitando quindi il problema principale del rigetto. Non sarebbe inoltre necessario avere a disposizione il paziente da cui prelevare il tessuto necessario per la stampa, e questo permetterebbe anche di produrre organi su larga scala, disponibili per chiunque ne avesse bisogno. Di esempi pratici ce ne sono già diversi. Ne avevamo infatti parlato in una notizia nella puntata IPE, la prima challenger bank in Italia, dove un uomo è riuscito a riottenere la vista grazie a una corne artificiale. Recentemente, invece, il primo cuore artificiale funzionante, sempre realizzato in materiale biocompatibile, ha avuto l'approvazione alla vendita dall'Unione Europea. E nel mondo sono già 13 pazienti che hanno ricevuto un trapianto con questo dispositivo. L'unica barriera è il costo, di 200.000 euro, che però con il tempo, come tutte le innovazioni tecnologiche, è destinato a scendere. Giunti alla fine, è giusto fare delle considerazioni conclusive su quanto abbiamo sentito. Realizzare nel XXI secolo la creatura immaginata dal Dr. Frankenstein è possibile? Come abbiamo constatato, le difficoltà non sono certamente poche, e forse l'unico modo per avvicinarci all'immaginario di Mary Shelley è sfruttare l'editing genetico. Tuttavia, si tratterebbe solo di un capriccio umano, una mera e inutile dimostrazione di cosa potremmo essere in grado di fare. La domanda più giusta sarebbe forse, ha veramente senso proseguire questa strada? Probabilmente anche in base alle considerazioni fatte finora, no. Ciò che possiamo fare invece è utilizzare la tecnologia e la conoscenza che abbiamo a disposizione, non tanto per ridare la vita a chi ormai la persa, magari da tempo, ma invece restituirne una, magari quanto più normale possibile, a chi per pura sfortuna non ne ha più avuto l'opportunità. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 20:44 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e14 ## Enel X: Smart City per vivere meglio > Parliamo spesso di come la tecnologia e la raccolta dei dati possano rendere più facile la nostra quotidianità. Questa settimana abbiamo cercato di capire come questi due elementi insieme, in un ambiente urbano, potrebbero rendere più sicura, salutare ed efficiente la nostra vita. E queste implementazioni potrebbero essere riassunte con una parola: Smart City. Dopo aver parlato di [infrastrutture di ricarica](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e48?t=191) e di [economia circolare](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e2?t=208), ascolteremo il punto di vista di Enel X in tema di città intelligenti e lo faremo attraverso la voce di [Augusto Raggi](https://www.dentrolatecnologia.it/augusto.raggi.html), responsabile per l’Italia di [Enel X](https://www.enelx.com/it/it). Nel consuete spazio delle notizie parliamo invece della possibilità di aumentare le emissione elettromagnetica per favorire le reti mobili e di [Stretch](https://www.bostondynamics.com/stretch) il nuovissimo robot di Boston Dynamics. - Stagione: 3 - Episodio: 14 - Data di pubblicazione: 2021-04-03 06:45:00 - Durata: 26:02 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e14](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e14) - Episodi correlati: s2e48, s3e2 - Tag: Augusto Raggi,Enel,Enelx,City Analytics,smartcity,smart city,future,better life,data,Bologna,Antitrust,Italia,retimobili,5G,sicurezza,boston ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Augusto**: Il concetto di Smart City non comporta un cambiamento radicale nelle nostre vite, significa soltanto prevedere e prevenire tutto ciò che i cittadini hanno bisogno, prima ancora che si manifestino dalla necessità, quindi la vita sarà ancora più semplice. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di nuovo con Enel X, questa volta però cercando di capire cosa sono le smart city e come la tecnologia e l'elaborazione dei dati nelle città possa permetterci di vivere meglio. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Antitrust e limiti di emissione elettromagnetica > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:14 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Diritto, Pubblica Amministrazione, Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Con l'obiettivo di presentare una riforma concorrenziale legata alla legge annuale per il mercato e la concorrenza, l'antitrust ha evidenziato, in una lettera inviata al presidente del Consiglio, che i limiti di emissione elettromagnetica imposti in Italia risultano estremamente bassi per agevolare lo sviluppo delle nuove reti di quinta generazione. È risaputo infatti che nel nostro Paese, a differenza degli standard massimi pari a 61 volt su metro, raccomandati dall'Unione Europea, la soglia cautelativa legata all'intensità dei campi magnetici è stata fissata ad un valore decisamente inferiore. Esattamente pari a 20 volt su metro, che scendono persino a 6 nelle aree più densamente abitate. La decisione è stata espressa appunto per favorire un atteggiamento che massimizzasse la prudenza, a costo persino di rallentare lo sviluppo delle reti mobili in Italia. Tuttavia, secondo l'Antitrust, queste barriere stanno attualmente ostacolando l'entrata e l'espansione dei nuovi servizi e che costringeranno, se proseguiremo con queste direttive, gli operatori a installare molte più antenne del necessario, eventualità che porterà sicuramente a non poche polemiche da parte dell'opinione pubblica. #### Il robot magazziniere di Boston Dynamics > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:27 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo Spot, Boston Dynamics ha presentato un altro robot intelligente dedicato questa volta ai magazzini. Si chiama Stretch ed è pensato per migliorare il lavoro di carico e scarico delle scatole da spedire. Non solo, può infatti anche spostare le scatole presenti in magazzino ad esempio per comporre automaticamente un ordine. La particolarità di questo robot è che non necessita di essere programmato per compiere un determinato percorso o adattarsi a un particolare tipo di scatola. Grazie a una telecamera, infatti Stretch può muoversi in tutte le direzioni e riconoscerà automaticamente gli oggetti e gli eventuali ostacoli. Questo permette al robot di Boston Dynamics di adeguarsi a qualsiasi contesto, riducendo così i costi per le aziende che vogliono automatizzare questo processo, senza dover ricorrere a percorsi preinstallati. Al momento la compagnia cerca delle aziende per testare il robot, che verrà poi commercializzato nel 2022. Contribuendo così a ridurre, ad automatizzare e rendere decisamente più sicuro, un lavoro molto pesante e spesso troppo rischioso. #### Enel X: Smart City per vivere meglio > - Timestamp: 03:44 - Autori: Enel X, Augusto Raggi, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Energia, Servizi, Sicurezza - Tipologia: Intervista **Davide**: Qualche tempo fa abbiamo parlato di economia circolare, dove la raccolta di dati è un eccellente strumento per ottimizzare questa transizione sostenibile, ma la raccolta dei dati può essere utile anche in contesti urbani per aumentare la qualità della vita di chi ci vive. Questo approccio prende il nome di Smart City, un termine che sentiamo ormai molto spesso citare, proprio per parlare delle potenzialità dell'elaborazione dei dati per vivere meglio e, di nuovo, qui con noi Augusto Raggi, responsabile per l'Italia di Enel X. Bentornato Augusto. **Augusto**: Ben trovati e grazie dell'invito. **Davide**: Che strumenti utilizza Enel X per favorire lo sviluppo e l'implementazione delle Smart City e poi come vengono elaborati i dati raccolti? **Augusto**: Beh, innanzitutto per noi il concetto di Smart City non è soltanto evoluzione tecnologica, non lo vuole essere, ma vuole essere un miglioramento, rappresenta un miglioramento e un'innovazione al servizio dei cittadini. In un mondo sempre più immerso nella trasformazione digitale, la sfida diventa quella di organizzare e gestire l'ingente mole di dati che abbiamo a disposizione, dati anche sempre in continuo mutamento per migliorare la città in base alle reali necessità dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni. Noi come Enel X abbiamo da tempo sposato una filosofia open, per cui non siamo soltanto in grado di installare una serie di sensori, se vuoi dalle telecamere a rilevamento ambientale, ma riusciamo anche ad integrare e vogliamo e dobbiamo integrare nella nostra piattaforma i dati provenienti da tutte le fonti già assistenti, attraverso la realizzazione di algoritmi a supporto dell'attività amministrativa, gestirli e renderli fruibili vestiti da attraverso un'unica control room. Abbiamo pensato a diverse soluzioni che vado velocemente un po a declinare, soluzioni quali la videosorveglianza che permette di rilevare eventi critici per la sicurezza dei cittadini, attraverso appunto una serie di consistenze di videocamere e sensori, piuttosto banale però è importante metterli insieme i dati anche qui e gestiti in modo più corretto. La connettività come seconda soluzione fornire sostanzialmente accesso alla rete, ad ampia copertura, anche sfruttando le infrastrutture urbane di trasmissione che abbiamo nelle città da altissima velocità in fibra ottica, sempre di più le abbiamo. Abbiamo anche la gestione, uno dei due utilizzi è quella della gestione dei semafori, una gestione efficiente in base alla variabilità, quindi alla modifica di quelli che sono i flussi pedonali e anche veicolari, che qui in ottica di gestire e pianificare correttamente la mobilità, questo è molto importante, sembra banale quello dei semafori. Abbiamo già detto appunto dei flussi urbani legati appunto al periodo anche stagionale di maggiore o minore affluenza in determinati luoghi, abbiamo poi i due temi molto importanti che sono quelli, utilizzi molto importanti che è quello del monitoraggio ambientale che permette di valutare la qualità dell'area e i livelli di inquinamento e poi c'è tutt'altro il tema del "city analytics" che ci permette di raccogliere e elaborare i big data da utilizzare nella gestione sostanzialmente di un'offerta o della funzione dei servizi. Questo ad esempio il city analytics è una soluzione importante che abbiamo voluto fortemente da basare sulle elaborazioni dei big data e studiata appositamente per fare che cosa con le amministrazioni, sostanzialmente per supportarle nella pianificazione dei servizi pubblici da un cittadino e anche nell'ottimizzazione dell'infrastruttura urbane attraverso che cosa i dati, analisi dei dati vanno anonimizzati e aggregati per un rispetto alla privacy, vedendo anche come un terreno di utilizzo quello della geolocation, della geolocalizzazione proveniente da applicazioni mobile e open data della pubblica amministrazione, quindi cerchiamo di mettere insieme tutti questi dati sempre nel pieno, questo è importante, nel pieno rispetto della normativa vigente sulla privacy, cioè la privacy del cittadino e persone è assolutamente rispettata e quindi questo è un tema per legge importante, fondamentale ma soprattutto è fondamentale per la nostra visione di attenzione ai cittadini del pieno rispetto alle loro privacy. Attraverso la visualizzazione delle dinamiche di mobilità urbana, sostanzialmente abbiamo voluto declinare all'interno delle soluzioni di City Analytics proprio un prodotto che vogliamo chiamare City Analytics Mobility per le persone, un supporto concreto per la pubblica amministrazione che vuole ottimizzare e ce lo stiamo vedendo sempre di più le pubblica amministrazioni in giro per Italia ci stanno chiedendo sempre di più. Un servizio di ottimizzazione per poter pianificare ambiti diversi, ambiti quello del trasporto pubblico, quello del turismo che riprenderà quanto prima, ma che era molto molto forte e ne siamo sicuri, lo studio anche del posizionamento delle infrastrutture se vuoi di ricarica e un quarto tema che è sempre molto importante anche perché è molto remunerativo è quello della comunicazione mirata e dell'advertising urban, sostanzialmente tutto ciò che gira intorno al mondo è la comunicazione. **Davide**: Ho capito e concretamente invece quali sono i vantaggi che un approccio di questo tipo può portare? Penso ad esempio all'ottimizzazione dei flussi urbani, il settore dell'illuminazione pubblica o la gestione dei semafori, degli impianti semaforici e poi quali vantaggi, qual è l'impatto che può avere sul singolo cittadino a livello sia di benessere fisico ma anche mentale? **Augusto**: Beh sì, i vantaggi possono essere molteplici, secondo noi la forza di un approccio di questo tipo è che possiamo sederci accanto a ciascun amministratore pubblico e insieme a lui progettare un po i servizi in funzione degli obiettivi specifici delle città. La tecnologia ci offre infatti un po l'opportunità di avere quasi nessun limite rispetto a quello che si vuole sviluppare e quindi soprattutto grazie anche al mondo dei servizi digitali, quindi questo ci permette di essere anche molto più incisivi e più veloce nell'implementazione. Faccio un esempio, si può focalizzare sui servizi in grado di ottimizzare la spesa pubblica come l'illuminazione adattiva, che ormai non è più neanche tanto una novità, che consente ad ogni singolo corpo illuminante sostanzialmente di autoregolarsi in funzione delle condizioni atmosferiche e anche del traffico reale, a volte vedi un po la luce che scende o risale in relazione anche un po al traffico, in questo modo l'impianto di illuminazione pubblica garantisce sempre il massimo risparmio energetico ma è importante che al tempo stesso un po garantisce quelli che devono essere per definizione il livello di sicurezza stradale in caso di improvvisi anche incrementi del traffico, quindi questo riesce un po ad essere importante come servizio per la cittadinanza e per l'amministrazione. Un altro esempio che mi piace ricordare è quello dei servizi di videoanalisi, che anche qui utilizza algoritmi complessi per analizzare e gestire i flussi video provenienti dalle telecamere e attivare di conseguenza anche delle azioni automatiche o dei sistemi di alert. Qui ci sono diverse funzionalità che poi in un periodo così particolare come questo che stiamo vivendo diventano sempre più importanti, assurgono un'importanza diversa. Faccio un esempio della rilevazione dello stato di occupazione dei parcheggi da comunicare alla cittadinanza, ad esempio attraverso gli schemi installati sul territorio comunale, la rilevazione della temperatura corporea delle persone per allertare in questo periodo così particolare l'autorità preposta al controllo dell'accesso ai luoghi pubblici o in determinati luoghi, il calcolo del distanziamento sociale per la rilevazione anche automatica degli assembramenti è un ulteriore spunto e di utilizzo, purtroppo molto importante in questo momento. Poi ci sono anche rilevazioni, ci permettono di rilevare, in tema della videoanalisi, anche eventi potenzialmente critici, magari incendi ed esondazioni, questi sono un po degli ambiti di utilizzo molto importanti in tema della videoanalisi. Tutti questi esempi di servizi rendono più vivibili alle città dove vediamo ogni giorno grazie all'osiglio della tecnologia e del studio dei dati. Prima parlavi in pari nella domanda anche sul tema fisico, benessere fisico e mentale, vado un po cerco di risponderti, attraverso l'utilizzo della tecnologia e del studio dei dati si possono prevenire addirittura delle potenziali situazioni di rischio per la salute fisica e mentale dei cittadini, si pensi ad esempio, viene da pensare, lo stress derivante dal traffico e dal conseguente ritardo un po generato sugli spostamenti dei cittadini, quindi questo è un tema che se ben gestito riduce un po lo stress, oppure da una scarsa visibilità dovuta ad un'illuminazione poco funzionale, questo oltre che stress è molto pericoloso quindi è importante implementarlo, oppure anche in ultimo anche la possibilità analizzare dati di videosorveglianza e rendere quindi un po più sicure, un po più sicure alcune zone solitamente un po rischiose. Ecco questi sono un po gli utilizzi che ci permettono di vivere in maniera più serena anche dal punto di vista dello stress e della salute mentale. **Davide**: Certo, in riferimento invece al tema della sicurezza, una smart city, le smart city sono città più sicure rispetto a delle città tradizionali? **Augusto**: Ci arriva un po da lontano, voglio arrivare un po da lontano. Lo sviluppo sinceramente di tecnologie passate fidati fornisce la possibilità di creare dei modelli predittivi in grado e sicuramente di prevenire possibili situazioni di rischio. Sicuramente questo contribuisce a rendere le città in un luogo un po più sicuro e controllato, questo sì, sempre ripeto quello dicevo prima nel massimo rispetto delle normative sulla privacy, questo è un dogma per definizione. La viabilità nelle smart city sicuramente sarà incrementata da diverse e tante più possibilità di utilizzo attraverso i nuovi sistemi, che abbiamo detto avanzati e innovativi, sicuramente ci saranno degli aiuti, io li chiamo invisibili, che ci aiuteranno a vivere meglio, cioè non ce ne accorgeremo neanche che saremo talmente abituati a vivere in una smart city e quindi a godere una sicurezza più forte, più alta rispetto alle città tradizionali, questo sicuramente sì. Il concetto di smart city infatti non comporta, questo è molto importante secondo me, non comporta un cambiamento radicale nelle nostre vite, non vuole, non deve cambiare la nostra vita in relazione alla smart city, no, significa soltanto prevedere e prevenire tutto ciò che i cittadini hanno bisogno, prima ancora che si manifestino dalla necessità, quindi la vita sarà ancora più, molte che più sicura, sarà ancora più semplice, no, quindi il tema della sicurezza sì, ma anche il tema della semplicità e quindi questo porterà poi ad avere possibilità di scelta tra più opzioni congeniali alle esigenze del singolo cittadino, questo sicuramente sì. **Davide**: Nella scorsa chiacchierata che abbiamo fatto insieme sul tema dell'economia circolare, abbiamo affrontato anche ovviamente i problemi della tutela ambientale e sappiamo allo stesso tempo che le nostre città sono veramente molto inquinate, il tasso di inquinamento è molto alto e quindi anche qui le smart city cosa permettono di fare per eventualmente ridurre questo problema? **Augusto**: Secondo me la tutela ambientale è un argomento molto vasto e comprende numerose sfaccettature, sappiamo, non l'abbiamo detto tante volte, le nostre città sono molto inquinate, non scopro l'acqua calda non solo a causa dei veicoli con motore a combustione, ma anche per un utilizzo poco smart di alcune risorse energetiche in diverse dinamiche. Con smart city si intende soprattutto creare un ecosistema di soluzioni che vanno, abbiamo detto anche prima, dalla riduzione dei consumi energetici e quindi delle emissioni a un trasporto pubblico elettrificato, questo è molto importante perché porta a un saving in termini di costo che è ambientale molto forte, fino ad arrivare a un monitoraggio degli agenti inquinanti attraverso l'installazione di opportuni sensori per allertare tempestivamente e automaticamente in maniera push, in maniera proattiva alle autorità. Tutto quello che comporta un risparmio dal punto di vista energetico contribuisce a tempo stesso, questo è importante, abbiamo un duplice elemento di valore, contribuisce quindi a tutelare anche l'ambiente e a ridurre l'inquinamento, banalmente infatti viene da pensare che se gli edifici fossero efficienti consumassero meno e così anche l'illuminazione e il trasporto pubblico si risparmierebbe tanta energia e tante risorse che invece vengono attualmente consumate per generare tutto il suo bisogno energetico necessario, questo lo sanno benissimo più che attori, ovviamente lo sappiamo benissimo noi, ma lo sanno benissimo gli amministratori, gli amministratori comunali, gli amministratori di tutte le pubbliche amministrazioni qui che dobbiamo un po sollecitare la loro fantasia e il loro impegno, quindi questo va considerato anche tutto il tema, abbiamo detto anche in altre puntate, il tema dello sharing della platformization, quindi in tema della condivisione questo permette di condividere appunto e rendere un servizio più equo, più condiviso e quindi contribuisce fortemente ad allungare la vita utile di numerosi beni di consumo e al tempo stesso, ripeto, a limitare l'effetto inquinante derivante dall'eccessiva produzione di questi beni, anche dal loro relativo smaltimento a fine vita che impatta molto sul tema ambientale. Come ce ne avevo precedentemente sarà possibile monitorare, l'abbiamo detto anche in altre puntate, valutare effettivamente quanto migliorerà magari la qualità dell'aria all'interno delle nostre città, attraverso anche sofisticati sistemi di monitoraggio ambientale che magari tendiamo a integrare su una Juice Lamp, ma questo era un po un'altra puntata dove ci siamo soffermati a raccontare un po il tema dell'energia intelligente, quindi è sicuramente un tema legato moltissimo alla smart city. **Davide**: E se non l'avete ascoltata andate a recuperarlo. **Augusto**: Esatto, ottimo suggerimento. **Davide**: Per concludere, ora finora abbiamo parlato di smart city in generale, quindi abbiamo descritto questo fenomeno in generale, ma esistono in concreto degli esempi di città che hanno implementato un approccio di questo tipo o per lo meno lo hanno fatto in parte. **Augusto**: Beh, se uno viaggia in Europa, devo dire soprattutto in Europa, nei paesi un po più nordici, già da anni sono molte le città che hanno direzionato, utilizzo questa brutta parola, che hanno indirizzato, ecco meglio, i propri investimenti e le proprie scelte verso soluzioni più smart, sostenibili, nuova diversa, senza fare nomi. Se uno va a Amsterdam o a Stoccolma, devo dire, vede proprio un altro tipo di concept, un altro tipo di contesto, ecco sicuramente più smart, sostenibile e innovativo, lo vedi dalla mobilità elettrica, lo vedi da tante soluzioni di illuminazione, di riciclo dei materiali, quindi di sostenibilità. Anche in Italia devo dire, cerchiamo di recuperare con velocità, un po di ritardo, alcuni grandi centri urbani hanno iniziato ad esempio a mettere a disposizione sistemi di sharing per bici e monopattini elettrici. Io per esempio, un monopattino elettrico tre anni fa stava a Parigi da mia sorella e l'ho visto e dicevo, ma sa quanti ce ne sono, erano invasi, cosa che in Italia non c'era neanche uno, quindi Roma, Milano, ma adesso tutte le città in Italia, nord e sud ci sono i monopattini elettrici, quindi per rendere più facili gli spostamenti all'interno delle città e limitare sempre di più l'utilizzo di automobili che generano traffico e delle efficienze, cioè un automobili che da quattro persone ci fa in una persona, prendere banalmente per tratti brevi il monopattino una bici elettrica permette ovviamente di generare efficienza. Il primo passo su questo tema è sicuramente quello di trasformare e su questo stiamo lavorando molto con la pubblica amministrazione, con le amministrazioni locali, trasformare le flotte di bus per il servizio pubblico locale, le grandi città in flotte totalmente elettriche. Qui c'è tanto pensiero, c'è tanta voglia di fare, arriveremo anche noi e quindi ci arriveremo presto, abbiamo dedicato, stiamo dedicando tutti i grandissimi sforzi con le pubblica amministrazione per arrivare a questo tipo di obiettivo. Per non parlare poi della riqualificazione di tutti gli impianti di pubblica illuminazione, ne stiamo attualmente realizzando in centinaia di comuni italiani, questo contribuirà, avevo detto prima, a ridurre costantemente lo spreco di energia relativa all'utilizzo elettrico e i relativi costi. Per citare un esempio concreto e virtuoso, mi piace di parlare di una città meravigliosa come la città di Bologna in cui forniamo sia la gestione e manutenzione completa di 45.000 punti luce che l'energia elettrica. Abbiamo qui sostituto i vecchi lampioni con 21.500 dispositivi led, brevetto Enel Archilede per l'illuminazione stradale, 7.500 dispositivi di arredo urbano e ulteriori 3.600 dispositivi led. Quindi abbiamo rinnovato tutto il parco lampione della città di Bologna e inoltre ci siamo anche occupati della modernizzazione, abbiamo detto prima quanto è importante la parte semaforica, di oltre 5.000 semafori ed installazione di un sistema di telecontrollo che gestisce oltre 33.000 punti luce per la gestione e controllo di apparecchi di illuminazione quadri elettrici. Ecco questo permette poi di dare un ulteriore servizio che magari in altre zone del Nord Europa già esiste, che è quello della piattaforma per servizi hotspot, wifi, così importanti, ormai il wifi diventa quasi più importante di bere una bottiglietta d'acqua, quindi diamo anche questo tipo di servizio e sistemi ovviamente di lido sorveglianza, stazione di rilevamento e controlli del 3, sensori per controllare il traffico, lo abbiamo detto prima. Quindi la città di Bologna ha costituito anche il primo sito per un proof of concept, vogliamo chiamare così un po in inglese, la soluzione di illuminazione adattiva, ossia non ci siamo fermati soltanto ad adottare soluzioni tecnologiche statiche ma anche adattive, ossia la possibilità di modificare l'illuminazione delle strade in base alle condizioni reali di traffico, meteo e anche luminanza, l'intensità di illuminazione. Il progetto in questione prevede un avanzato stato di telecamere che in base all'intensità del traffico può regolare automaticamente la luminosità, questo è molto importante e dà grandissimo contributo al saving ovviamente in termini economici, senza andare a ridurre la sicurezza. Sono molti i vantaggi interventi come questo, nomi di lungo non do dati ma riduzione del consumo di energia elettrica, emissione di CO2, quindi sostenibilità ambientale, miglioramento della qualità della luce, degli spazi pubblici, sostanzialmente un po e anche il tema della sicurezza è importante per strade e persone, sostanzialmente un po tutto quello che abbiamo detto prima, lavorare e portare dei "best practice" per noi è importante perché con la città di Bologna l'abbiamo fatto, perché dà un po l'esempio di quello che vogliamo dare a livello Italia, per non parlare del mondo, ma a livello Italia, a livello di l'Italia, soluzioni innovative e sostenibili a tutt'orto, quindi su questo vogliamo assolutamente essere protagonisti con tutte le nostre soluzioni di efficienza energetica e di mobilità elettrica. **Davide**: Sì, quindi avete approfittato di questa situazione, questa necessità di sostituire i lampioni per sostituirli appunto non con degli altri semplici lampioni, ma creare un sistema più intelligente, più smart e quindi che avesse qualche tipo di valore aggiunto. **Augusto**: Esatto. **Davide**: Va bene Augusto, grazie per questo tuo intervento su un tema direi molto attuale e che speriamo diventi sempre più concreto nei prossimi anni. Grazie, a presto. **Augusto**: Alla prossima e grazie ancora dell'invito. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 25:10 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e15 ## Tecnologie indossabili: tra smartwatch, visori ed esoscheletri > I dispositivi indossabili o wearable device, che includono [smartwatch](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e26?t=328), visori per realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR) ed esoscheletri, sono in grado di supportare e rendere più sicuro il nostro [organismo](https://it.wikipedia.org/wiki/Organismo_vivente) e la nostra esistenza. Questo sia in ambito sanitario e non, e che come effettiva estensione di noi stessi, ci consentono e ci consentiranno di compiere azioni fino a poco tempo fa concepibili solamente dalla fervida immaginazione degli sceneggiatori dei più famosi film di [fantascienza](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e11?t=274). Nello spazio dedicato alle notizie invece parleremo del ritorno a Roma dell’E-Prix di [Formula E](https://www.fiaformulae.com/it) su un nuovo tracciato, dell’enorme furto di dati ai danni di Facebook ma soprattutto dei suoi utenti e infine dell’app [Dov’è](https://www.apple.com/it/icloud/find-my/) di Apple, che da oggi sarà in grado di trovare qualsiasi cosa. - Stagione: 3 - Episodio: 15 - Data di pubblicazione: 2021-04-10 06:45:00 - Durata: 17:31 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e15](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e15) - Episodi correlati: s3e11, s3e13 - Tag: formulae,autoelettriche,roma,eur,smartcity,facebook,hacker,databreach,dati,numeri,furto,apple,dov’è,find my,iphone,ipad,mac,Belkin,VanMoof,Chipolo ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parliamo di wearable devices, ovvero tutti quegli oggetti tecnologici come bracciali, visori e di esoscheletri che si interfacciano direttamente con il nostro corpo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La Formula E riprende dal circuito di EUR a Roma > - Timestamp: 00:58 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Ad un mese dall'esordio sul tracciato di DRI-A in Arabia Saudita, la settima stagione del campionato mondiale di Formula E elettrica torna oggi sabato 10 e domani, domenica 11 aprile, nel secondo turno di gara in cui i 24 piloti appartenenti a 12 team diversi si sfideranno nel nuovo tracciato dell'EPRIX di Formula E a Roma. Il nuovo circuito cittadino, il secondo più lungo della stagione dopo il tracciato di Pechino, è situato nell'innovativa zona EUR di Roma, considerata, come afferma Alberto Sasso, presidente di Eur SpA, un vero e proprio luogo di innovazione che si rifà al modello di Smart City, del quale avevamo parlato insieme a Enel X la scorsa settimana, ed è composta da una rete di 2 km in fibra ottica, un innovativo sistema di controllo, 700 punti luce stradale con tecnologia adattiva full LED dotati di sensori per la raccolta di dati del traffico e ambientali, e tra le altre cose 30 stazioni di ricarica per auto elettriche, presenti ovviamente anche nel nuovo tracciato di Formula E. #### 533 milioni di dati rubati a Facebook > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:03 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Privacy, Social - Tipologia: Notizia **Davide**: In questi giorni ha fatto scalpore la notizia di un furto di dati ai danni di Facebook nel 2019. Online, infatti, sono gratuitamente disponibili i dati personali di più di 533 milioni di utenti, di cui 36 milioni di utenti italiani. La lista comprende nome, cognome, sesso, città, data di nascita, numero di cellulare e in alcuni casi anche l'e-mail. Come dichiarato da Facebook, tuttavia, non si è trattato di un attacco ai suoi server. Facciamo un po di chiarezza. Nel 2016 Facebook introdusse una funzione che permetteva di cercare gli amici tramite il numero di telefono presente nella propria rubrica. Agli hacker dunque è bastato semplicemente creare una lista di miliardi di numeri di telefono esistenti in on e, tramite le librerie proprio messe a disposizione da Facebook, è stato possibile associare milioni di questi numeri ai relativi proprietari, anche di account che su Facebook non esistono. Una fuga di dati di cui Facebook non si dichiara colpevole. Di fatto, però, anche a seguito di diverse segnalazioni, il social network ha lasciato aperta una falla nelle sue funzionalità, per la quale ora i dati di milioni di utenti sono disponibili a tutti. L'applicazione "Dov'è" di Apple, che fino a qualche giorno fa permetteva di localizzare tutti i dispositivi del brand, anche senza una connessione a internet, abiliterà nel prossimo aggiornamento software questa funzionalità agli sviluppatori di hardware esterni, permettendo quindi di raccogliere in un'unica #### Apple e l'app Dov'è per trovare qualsiasi cosa > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:16 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: applicazione tutte le persone che hanno dato il consenso per essere localizzate, come i propri familiari, e anche gli oggetti abilitati o ai quali abbiamo associato un tracciatore di posizione. Il motivo per cui non è necessaria una connessione a internet è possibile grazie alla Crowd Location, che utilizza il Bluetooth a bassa energia, in modo totalmente anonimo e sicuro, per segnalare la posizione di un oggetto a tutti gli altri dispositivi in ascolto, di chiunque presente in un range di 80 metri. Il punto di forza dell'offerta di Apple sta nel fatto che più alto è il numero di persone che partecipano, migliori sono la precisione e il funzionamento. Nei prossimi mesi il numero di dispositivi verrà ampliato e tanti altri partner sono pronti ad aggiungere ai loro dispositivi la funzione Dov'è tramite aggiornamento o sui nuovi prodotti. Quando si fa riferimento al concetto di salute, spesso si pensa immediatamente alla definizione intrinseca del termine, ovvero una condizione di benessere fisico e psichico dovuta a uno stato di perfetta funzionalità dell'organismo. #### Tecnologie indossabili: tra smartwatch, visori ed esoscheletri > - Timestamp: 04:37 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Sport - Tipologia: Topic **Davide**: Parlando di salute, viene dunque naturale attribuire a questa situazione di equilibrio il merito alla sanità in generale, facendo spesso riferimento ad esempio a strutture ospedaliere, medici o alle cure stesse. Eppure il ruolo che sta svolgendo la tecnologia in questi ultimi anni, sia nel settore di ricerca che in quello preventivo, viene spesso sminuito e accantonato, facendo dimenticare che in realtà sarà proprio grazie ad essa se un giorno riusciremo ad operare un paziente che si trova dall'altra parte del mondo, trapiantando magari un organo ricostruito con stampa 3D. Ma di questo argomento ne riparleremo sicuramente in un'altra puntata, poiché oggi il nostro obiettivo sarà quello di analizzare nel dettaglio tutte quelle tecnologie indossabili in grado di rendere più sicuro il nostro organismo, sia in ambito sanitario e non, e che come effettiva estensione di noi stessi ci consentono e consentiranno di compiere azioni contestualizzabili solamente nei più famosi film di fantascienza. Ma iniziamo partendo dalle basi. Il mercato attuale dei wearable devices, i dispositivi indossabili, secondo quanto riportato dall'International Data Corporation, sta registrando una costante crescita in diversi paesi di tutto il mondo, per ragioni legate principalmente al calo generale dei prezzi delle tecnologie, alla stagionalità e sicuramente alla recente crisi sanitaria, che ha comportato una riduzione delle spese per viaggi, ristoranti e altre attività a scopo ricreativo a favore di prodotti elettronici di consumo. In effetti, nell'ultimo trimestre del 2020, le spedizioni totali di dispositivi indossabili hanno raggiunto i 125 milioni di unità distribuite, in cui, tra le principali multinazionali che operano in ambito tech, troviamo leader come Apple, Samsung, Huawei, Xiaomi e così via. Tuttavia, per riuscire a concretizzare il successo di questo fortunato settore, i cui numeri effettivamente potrebbero dire tutto e niente, è sufficiente analizzare le principali applicazioni che questi dispositivi sono in grado di fornire, nei vari contesti della vita reale. Attualmente, infatti, grazie al progresso tecnologico si è passati in pochi anni, dall'utilizzo di ingombranti computer con ridotta potenza di calcolo, ad oggi in cui l'impiego di potenti strumenti portatili o indossabili è ormai la normalità. Nel 2021, quindi, non ci si stupisce più di vedere un amico in grado di ascoltare la musica con cuffiette senza filo o con un orologio digitale al polso che al giorno d'oggi condivide molte più caratteristiche con uno smartphone. Non a caso questi dispositivi, che vengono definiti appunto smartwatch, possiedono così tanti elementi tech che la semplice lettura dell'ora è forse la funzione meno incline al vero potenziale che possono garantire. Anche perché, in riferimento all'aspetto tecnologico-sanitario introdotto a inizio puntata, le vere potenzialità che offrono gli smartwatch disponibili attualmente sul mercato consentono, tramite specifici sensori, di monitorare importanti parametri vitali come battito, frequenza cardiaca, livello di saturazione dell'ossigeno nel sangue, frequenza respiratoria, cicli del sonno e così via. Ad un primo esame si tratta in effetti di parametri che forse per alcuni soggetti particolarmente in salute potrebbero risultare persino superflui, considerando il costo che comporta l'acquisto di uno strumento di questo tipo. Ciò nonostante, se implichiamo nel nostro ragionamento anche la componente sportiva, emerge subito che il monitoraggio delle stesse funzioni, considerate inizialmente poco utili, diventa in questo caso un plus essenziale per il controllo generale dell'attività fisica. Come è possibile? Semplice, il nostro orologio digitale, che in questo caso funge tra le altre cose anche da fitness tracker, tramite sensori per la rilevazione del battito, GPS e accelerometri, riesce in maniera più o meno precisa, a seconda del costo e del tipo di smartwatch, a stimare le calorie consumate durante l'attività, fornendo così dati essenziali a tutti coloro che intendono gestire efficacemente il carico d'allenamento. Infine, tra le altre funzioni che hanno di fatto consolidato nel mercato questi dispositivi, troviamo la gestione attiva delle notifiche, la possibilità di pagare tramite NFC ed effettuare ricerche su internet. In generale, poi, un appassionato di sport e naturalmente di tecnologia non si farebbe mai mancare oltre ad uno smartwatch nemmeno un paio di cuffie o auricolari wireless da abbinare al primo. In questo modo, soprattutto se i due dispositivi rientrano nello stesso ecosistema, si arriverà ad aumentare l'efficienza comunicativa tra le due parti. Ma nel 2021, il commercio dei dispositivi indossabili non ricopre solamente la parte di mercato relativa al campo sanitario e sportivo. Recentemente, infatti, stanno prendendo sempre più piede anche in ambito videoludico, complessi strumenti che permettono ai giocatori di immergersi a 360° nella realtà proposta dal videogame. Interfacciandosi nel mondo simulato attraverso dei classici controller o tramite l'utilizzo delle proprie mani. Ma prima di addentrarci in questo settore e capire quali sono i visori che vengono maggiormente utilizzati ai nostri giorni, è bene fare chiarezza fra due diversi concetti che ad un primo approccio potrebbero risultare sinonimi, ma che in realtà si distinguono per importanti differenze legate alla riproduzione del modello visivo finale, ossia realtà virtuale e realtà aumentata. Quando in effetti ci riferiamo alla tecnologia legata alla realtà virtuale o VR, si deve fare riferimento a tutti quei dispositivi in grado di ricostruire attraverso uno scenario modellato riprodotto al computer l'effettiva realtà presente all'interno del software. Invece, seppure con alcune caratteristiche in comune, le differenze che contraddistinguono il secondo modello simulativo, riferito alla realtà aumentata o AR, risiedono essenzialmente nella sovrapposizione di particolari ologrammi, come testi, immagini o modelli 3D, in ciò che effettivamente vediamo intorno a noi. Tornando al primo caso, i dispositivi che sfruttano la realtà virtuale grazie ad apposite lenti che riproducono l'area d'interazione arrivano a garantire un campo visivo che varia tra i 100 e i 110 gradi, mentre fra i vari sensori presenti all'interno di questi strumenti troviamo giroscopi, accelerometri e magnetometri, per rilevare i movimenti che compie la testa dell'utente. Il tutto con una frequenza di aggiornamento delle immagini compresa fra i 60 e i 120 frame per secondo. Questa caratteristica si è rilevata poi di fondamentale importanza nella risoluzione del problema legato al motion sickness, ossia quel disturbo di cui soffriamo quando si avverte la differenza tra un movimento aspettato dal nostro cervello e quello reale, ma che nel caso dei vecchi visori il gesto simulato dal software risultava spesso in ritardo o poco naturale. Ma per fortuna al giorno d'oggi possiamo considerare la tecnologia montata su questi dispositivi piuttosto matura e soprattutto ottimizzata, motivo per cui è sempre più complesso arrivare a una decisione finale nella scelta di un dispositivo rispetto ad un altro, scelta che poi, nella gran parte dei casi, dipende più dal tipo di esperienza che si vuole fare, quindi ottimizzare la nostra realtà con la tecnologia AR oppure entrare nel vivo di un mondo non per forza realistico, ad esempio quello di un videogioco tramite un dispositivo VR. In commercio dunque, tra le varie aziende leader che producono dispositivi a realtà virtuale troviamo principalmente Oculus e HTC, con visori come Oculus Go, ideale per compiere tour virtuali o vedere video a 360 gradi, Oculus Quest, perfetto per il gaming, arrivando infine a visori professionali che necessitano di un collegamento al computer, come ad esempio il top di gamma HTC Vive Pro, disponibile ad un prezzo di 1300 euro nella configurazione più completa. Se invece consideriamo i dispositivi AR è bene sottolineare che attualmente la tecnologia montata su questi ultimi, seppur con notevoli progressi compiuti negli ultimi anni, risulta ancora piuttosto immatura su aspetti legati all'ottimizzazione dei sensori che vanno ad arricchire la realtà che ci circonda. Nonostante ciò possiamo evidenziare diversi successi come il fortunato gioco Pokémon Go, che grazie alla fotocamera presente sullo smartphone consente di catturare i vari protagonisti del videogame in ogni punto della zona in cui ci troviamo, mentre invece tra i visori attualmente in commercio troviamo ad esempio il costoso Microsoft HoloLens 2, che per 3500 euro consente di interagire con l'ambiente che ci circonda, tramite gesture particolari, oppure il visore RealWare HM-T1, ideato principalmente per l'ambito industriale. Come abbiamo appena constatato, di dispositivi indossabili di consumo ne esistono veramente di tantissime tipologie. Se partiamo infatti da semplici indossabili come smartwatch, auricolari e cuffie, bluetooth e visori, arriviamo infine a dispositivi più complessi, e non accessibili per chiunque, come protesi artificiali, chip ad interfacce neurali come Neuralink di Elon Musk, esoscheletri e così via. E in quest'ultimo caso è sicuramente interessante analizzare le numerose e crescenti applicazioni degli esoscheletri sia in ambito biomedico, per la riabilitazione dei pazienti, e sia in ambito lavorativo, inteso come mezzo per ridurre i carichi e migliorare la sicurezza degli operatori. La parte più affascinante che riguarda questo settore è sicuramente quella legata alla tecnologia montata su questi dispositivi attivi, che a differenza di quelli non motorizzati, utili più che altro per sostenere e facilitare i nostri movimenti, sono in grado di produrre notevoli spinte grazie alla propulsione elettrica generata da una batteria. Attualmente il mercato degli esoscheletri di entrambe le tipologie si sta consolidando sempre più per far fronte soprattutto ai problemi legati al ripristino di funzioni motorie nelle persone con disabilità e per il miglioramento delle prestazioni in ambito lavorativo, sportivo e militare. Tuttavia si tratta di un mercato ancora condizionato da costi troppo elevati e appunto per queste ragioni al giorno d'oggi le principali applicazioni di questi dispositivi le troviamo principalmente in ospedali e centri di riabilitazione a scopo di ricerca e sperimentazione. Ma per fortuna la progressiva diminuzione dei costi sta lentamente favorendo l'espansione dell'offerta di prodotti di consumo destinati alla popolazione, che potrebbero infine ridurre ulteriormente i costi per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie. Una previsione della società di ricerca Technavio ha dimostrato infatti che il mercato degli esoscheletri impiegato in ambito medico è destinato a crescere di circa 290 milioni di euro, il periodo compreso fra il 2020 e il 2024, il quale già negli ultimi due anni ha trovato un effettivo riscontro nella realtà, con le migliaia di persone che sono riuscite finalmente ad affrontare con più facilità le conseguenze di lesioni fisiche e che hanno fatto della tecnologia un'estensione del proprio corpo. #### Conclusione - Timestamp: 16:39 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e16 ## Autodesk: Software e Cloud per costruire il futuro > Software e Servizi innovativi rappresentano ormai degli strumenti indispensabili nel settore della [progettazione architettonica](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e52?t=239). Questa innovazione, tuttavia, non si ferma solo a questo settore, ma è fondamentale anche per quello ingegneristico e delle costruzioni. Ne abbiamo parlato con [Autodesk](https://www.autodesk.it), azienda di sviluppo leader, e grazie a [Ilaria Lagazio](https://www.dentrolatecnologia.it/ilaria.lagazio.html), ingegnere strutturista e Senior Technical Sales Specialist di Autodesk, abbiamo cercato di capire come sia possibile progettare una casa o una infrastruttura in modo più intelligente grazie al [BIM](https://it.wikipedia.org/wiki/Building_Information_Modeling), al cloud, all’[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) e alle [nuvole di punti](https://it.wikipedia.org/wiki/Nuvola_di_punti). Nella prima parte della puntata invece parleremo del test del razzo New Shepard NS-15 di [Blue Origin](https://www.blueorigin.com) e dell’arrivo delle eSIM per Vodafone. - Stagione: 3 - Episodio: 16 - Data di pubblicazione: 2021-04-17 06:45:00 - Durata: 27:46 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e16](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e16) - Episodi correlati: s2e45, s2e52 - Tag: revit,autocad,autodesk,ilaria lagazio,bim,laser scanner,cloud,cloud computing,insight,insight360,vr,ar,bim mandate,ingegnere strutturista,sales specialist,3D,rendering,project,edifici,infrastrutture,software,programmi spazio,newshepard,blueorigin,jeffbezos,turismo,vodafone,esim,sim virtuali,iphone,samsung,pixel ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Ilaria**: Abbiamo capito che modellare un unico edificio in Revit e arricchendolo di dati non solo architettonici ma anche di strutture, di impianti, di fasi costruttive ci ha permesso di simulare un unico cantiere virtuale prima di costruirle, quindi di sbagliare sulla carta invece che sbagliare in realtà. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Autodesk, di software e servizi che permettono di progettare un edificio o un'infrastruttura in modo più smart, ottimizzando il lavoro di tutte le figure professionali coinvolte. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il razzo New Shepard NS-15 è atterrato con successo > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:15 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Mercoledì 14 aprile alle ore 19 circa si è conclusa con successo la missione spaziale NS-15, da quale ha visto come protagonista il razzo riutilizzabile New Shepard, ideato dalla compagnia Blue Origin di Jeff Bezos. Dopo l'apertura della finestra di lancio avvenuta alle 5 di pomeriggio, il veicolo spaziale è riuscito a raggiungere, come da programma, un'altitudine di 106 km e una velocità massima pari a 3616 km all'ora. La missione è poi proseguita con il rientro a terra del primo stadio e della capsula per l'equipaggio, che grazie ai tre paracaduti per rallentare la discesa è riuscita ad atterrare in piena sicurezza, senza riportare particolari danni strutturali. E proprio grazie al successo ottenuto in questa missione, l'azienda fondata dall'ex CEO di Amazon spera già dal prossimo tentativo di effettuare un lancio con equipaggio a bordo, in modo tale da anticipare il prima possibile se non addirittura inaugurare i primi viaggi suborbitali con turisti. Vodafone ha annunciato il supporto alle SIM virtuali, le eSIM, per i telefoni compatibili come i nuovi iPhone o Samsung Galaxy. #### Vodafone ha annunciato le eSIM > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:22 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Rete Mobile, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Queste SIM, a differenza di quelle tradizionali, non sono altro che un codice QR, e per attivarle basterà quindi inquadrare il codice con il proprio smartphone. È possibile richiedere l'eSIM in qualsiasi centro Vodafone, sia per i nuovi, sia per i vecchi clienti, al costo di un euro. I benefici di questa tecnologia sono tanti, tra cui un minor costo e impatto ambientale rispetto alle vecchie SIM in plastica, o la possibilità di avere numeri diversi su un unico dispositivo. #### Autodesk: Software e Cloud per costruire il futuro > - Timestamp: 03:15 - Autori: Autodesk, Ilaria Lagazio, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Servizi - Tipologia: Intervista **Davide**: Qualche tempo fa avevamo parlato con un architetto di come la tecnologia può semplificare e velocizzare il loro lavoro, e anche in quel caso è stato evidente come l'innovazione tecnologica sia necessaria. Questa innovazione tuttavia non si ferma al solo settore architettonico, ma è fondamentale anche per quello ingegneristico e delle costruzioni. E per parlare dello sviluppo di software e servizi in questi tre ambiti, siamo oggi in compagnia di Ilaria Lagazio, ingegnera e strutturista e senior technical sales specialist di Autodesk, azienda leader mondiale nel settore. Benvenuta Ilaria. **Ilaria**: Grazie, buongiorno Davide, buongiorno a tutti. **Davide**: Proviamo a partire dalle presentazioni. Chi è Autodesk e di che cosa vi occupate al suo interno? **Ilaria**: Allora Autodesk è nata nel 1982. A quell'epoca aveva 16 dipendenti e un solo software AutoCAD, con il quale tuttavia ancora oggi tanti tendono ad identificarci. Oggi invece siamo più di 10.000 dipendenti, abbiamo più di 100 milioni di designer, ingegneri, architetti, artisti, studenti e anche makers che utilizzano i nostri software e le nostre app. E il nostro portfolio di prodotti è estremamente ampio, infatti copre il mercato architetto per ingegneria costruzioni, digital manufacturing e anche media e entertainment. In sostanza un'auto sportiva, un grattacielo, uno smartphone, un film con effetti speciali, è molto probabile che lo guardiate e lo utilizzate grazie al lavoro che milioni di utenti fanno utilizzando i nostri software. **Davide**: Certo, hai citato tantissimi ambiti di cui vi occupate, per oggi noi ci focalizzeremo come abbiamo detto all'inizio, dell'ambito architettonico, dell'ingegneria e delle costruzioni. Quindi ci puoi spiegare come è cambiato negli anni il modo di lavorare delle figure professionali che svolgono un lavoro in questi tre ambiti? **Ilaria**: Certo, negli ultimi decenni il modo di progettare ha avuto una trasformazione radicale, forse la più grande che abbiamo visto nella storia. Ci sono stati specifici momenti di discontinuità, noi li chiamiamo momenti di disruption, anche se un termine inglese è difficilmente traducibile, perché rappresenta una discontinuità improvvisa quasi violenta in cui il modo di fare tecnologico non sarà mai più come prima. Ne conosciamo tre, a partire dagli anni 70, 80, 90 abbiamo avuto l'era della documentazione, quindi il momento che coincide con l'arrivo di AutoCAD e che è stato come dire abilitato da una tecnologia diffusa che è stato il personal computer. Poi all'inizio del 2000 fino a oggi abbiamo l'era dell'ottimizzazione, che è proprio l'era in cui è entrato in utilizzo il BIM. Autodesk ha portato i clienti a un nuovo livello di tecnologia digitale e ha completato l'implementazione del BIM proprio di recente. Oggi stiamo entrando in un'era diversa, che chiamiamo era della connessione. In sostanza andiamo ad aggiungere alle potenzialità del BIM le potenzialità del cloud. **Davide**: Ok, però quando ti riferisci alla parola BIM, che cosa intendi? Cioè che cos'è il BIM? **Ilaria**: Il BIM è qualcosa che ci obbliga a focalizzarci sullo sviluppo di modelli intelligenti, dotati di informazioni utili per simulare, per simulare tutto, non solo gli aspetti geometrici, quindi il 3D geometrico, ma vengono associate caratteristiche fisiche prestazionali degli edifici e rimangono attive per tutto il loro ciclo di vita. Quindi se in principio si è parlato nell'inizio degli anni 2000 di un livello base di BIM, una rappresentazione 3D, pian piano questa disciplina è cresciuta da rappresentazione architettonica, quindi tipicamente legata all'architettura, fino ad essere strumento di coordinamento di tutte le discipline. E oggi si arriva a gestire, construction, operation and management, quindi ciclo di vita completo dell'edificio. Oggi noi lo consideriamo chiuso questo processo, anche se nella realtà lavorando in questo settore da circa vent'anni sappiamo che il mercato ha ancora qualche difficoltà in questo senso, perché c'è molto ancora l'abitudine di separare il prodotto dal processo e questo con il BIM non è più possibile. Quindi non possiamo lavorare con strumenti nati per fare BIM e continuare ad applicare metodi di lavoro tradizionali. Il prodotto principe del BIM per noi è Revit, però Revit è solo uno strumento e deve innestarsi su cambiamenti aziendali concreti. **Davide**: Come ci hai detto il singolo programma è limitato e i veri vantaggi siano sfruttando diverse piattaforme e diversi servizi. Ma quindi perché è stato necessario fare un passaggio di questo tipo? Quindi da una progettazione in due dimensioni per passare oggi ad una progettazione in tre dimensioni? **Ilaria**: Beh diciamo che il BIM di per sé ha dei vantaggi immediati molto semplici da capire e sono quelli che gli hanno dato la sua spinta iniziale. Banalmente lavorando su un unico modello 3D ed estraendo tavole bidimensionale, abachi e visualizzazioni, renderizzazioni immediate, abbiamo la possibilità di avere sempre tutte le informazioni coordinate, di non dover rifare n volte una sezione perché è modificato il modello, si aggiorni in automatico. Quindi questi vantaggi sono di tanti vantaggi. Ah beh io ad esempio devo fare la sezione di una stanza e vedere una scala lateralmente, noi sappiamo bene quando arriviamo in cantiere il committente o l'architetto quante volte ci chiedono di spostare una qualcosa, spostare una finestra, una porta, fare una modifica e da lì molte volte si arriva in cantiere con delle problematiche legate al fatto che la tavola che portiamo non è l'ultima versione, ci siamo persi per strada qualche aggiornamento. Utilizzando un solo modello tutto questo rischio di errore umano si annulla perché di fatto quello che noi facciamo sul modello si aggiornano automaticamente, si propaga su tutta la documentazione. Diciamo che questi sono stati i primi vantaggi che abbiamo potuto introdurre sul mercato, poi pian piano questi vantaggi sono diventati più evidenti, abbiamo capito che modellare un unico edificio in Revit e arricchendolo di dati non solo architettonici ma anche di strutture, di impianti, di fasi costruttive ci ha permesso praticamente di simulare un unico cantiere virtuale prima di costruirle, quindi di sbagliare sulla carta invece che sbagliare in realtà che costa molto meno naturalmente. Oggi aggiunto a tutto questo abbiamo la possibilità di condividere queste informazioni attraverso la potenza del cloud, questa potenzialità non è mai stata vista prima perché la potenza di una macchina è sempre limitata, oggi invece possiamo condividere i dati, il modello e tutto questo sta traghettandoci verso l'era della connessione. Abbiamo prodotti dedicati come Autodesk Bin Collaborate che serve proprio a estendere il progetto dal browser utilizzando i nostri strumenti portabili, quindi un iPhone, uno smartphone, un tablet in cantiere e così via. Quindi connettere i dati è diventato fondamentale, sappiamo oggi quanto si parla di big data e il BIM ci offre la possibilità di rappresentare degli edifici come sistemi, associare dei dati, distribuirli. Quindi non è più uno strumento di modellazione che era un po il vantaggio che era stato considerato inizialmente, ma ci permette di prendere decisioni in formate, cioè simulare su un modello virtuale le sue prestazioni, il suo comportamento, la sua struttura ma anche dal punto di vista energetico e prestazionale nel tempo ci dà la possibilità anche di gestire gli edifici e pensarli in una maniera sostenibile. **Davide**: E ci puoi fare un esempio concreto di questo aspetto cloud che hai citato, cioè come può essere effettivamente utile a tutta la catena di produzione di un edificio o di un'infrastruttura all'utilizzo del cloud? Quindi penso a partire dall'architetto, dall'ingegnere, però finire anche al muratore che effettivamente la casa la deve costruire. **Ilaria**: Beh, oggi per fare un esempio concreto, molto concreto, quello che accade in un cantiere è che magari si fa una riunione sul sito con il general contractor o col cliente e si nota qualcosa che non va, cosa succede adesso? Tantissimi messaggi, WhatsApp, telefonate, fax, email, per raggiungere la persona giusta e informarla della problematica. Molte volte questo sistema è un processo appunto improvvisato, tradizionale, si perde intanto del tempo per spostarsi sulle varie zone del cantiere, si prendono appunti su un pezzo di carta, si torna in baracca e si inizia a telefonare e a rintracciare le persone di riferimento, l'ufficio tecnico da una parte, l'impresario dall'altra e così via. Con il cloud noi dobbiamo immaginare di avere il nostro modello con tutte le tavole associate all'interno di uno strumento portabile, si arriva sul posto e per fare un esempio si vede una pilastro che non va bene, si fa una foto, si allega ad una tavola con una nuvola realizzata proprio col polpastrello sul nostro tablet, si salva come issue, come problematica e si assegna a qualcuno. In quel momento si scatena una successione di eventi, quindi un processo formale che prevede che questa segnalazione venga fatta alla persona giusta e che deve risolvere entro un certo periodo di tempo e automaticamente viene informata via email tutta la filiera di persone coinvolte. Questo fa si da un lato di sveltire un processo, di non dimenticarci di fare una modifica, ma anche di conservare uno storico, quindi in futuro sapremo chi ha preso la decisione quando e perché, anche tutta la parte legata ai dispositivi di sicurezza viene gestita attraverso lo stesso prodotto e tutto diventa informatizzato, digitalizzato. **Davide**: Certo, visto che in tutte queste fasi che hai descritto sono state raccolte grandi quantità di dati, questi dati possono servire magari al proprietario della casa in futuro per fare degli interventi di modifica o nel momento in cui dovesse voler demolire l'edificio. **Ilaria**: Certamente, diciamo che il ciclo di vita dell'edificio è proprio legato al suo utilizzo, perché noi sappiamo bene che se i costi di progettazione sono relativamente piccoli, i costi di costruzione sono molto più grandi, ma i costi veri sono nell'utilizzo, nelle performance del ciclo di vita di tutto l'edificio e quindi l'informazione relativa al modello tridimensionale, senz'altro, può essere utilizzata, può essere, diciamo che oggi c'è tutto il grande settore del digital twin che diventa un modello virtuale su cui noi possiamo andare a simulare appunto il funzionamento dell'edificio. Immaginiamo il vantaggio di una azienda real estate che può avere in mano le performance dell'edificio stesso per tutto il ciclo di vita, ma anche tracciare gli eventi, quindi avere la possibilità di sapere quando e come è stato realizzato un intervento. Mi è capitato di parlare con dei grossi clienti che avevano tantissimi edifici e quando gli ho chiesto come gestite ad esempio il cambiamento di una caldaia su un edificio X a livello di tempi, di costi e così via, mi hanno risposto semplicemente non lo sappiamo, abbiamo una persona di cui ci fidiamo che se ne occupa localmente, quindi è incredibile il livello tecnologico che abbiamo da una parte e il modo in cui tradizionalmente in Italia ancora facciamo le cose, in Italia non solo, ma noi siamo abbastanza rappresentativi di quanto si possa essere tradizionali. **Davide**: Quindi innegabilmente è un vantaggio anche per gestire durante la sua vita una costruzione. Collegandomi invece alla questione dei servizi, che di fatto sono più importanti dei singoli programmi, per quanto riguarda il cloud, ci ho parlato della possibilità di salvare su cloud le informazioni per metterla a disposizione di moltissime figure all'interno del progetto. Ma le potenzialità del cloud finiscono qui o esistono altri aspetti cloud che ritenete possano essere interessanti? **Ilaria**: Beh, certamente noi quando parliamo di cloud parliamo di potenza illimitata. Questa potenza può essere utilizzata come spazio, quindi storage, e di conseguenza quello di cui ho parlato che ci permette in maniera molto banale di condividere e condividere le informazioni, aggiungere dei cicli di revisione e così via, ma dall'altra il cloud ci offre anche un'altra enorme potenzialità, quella del calcolo, la potenza di calcolo che le nostre macchine per quanto siano potenti non sono in grado di darci o magari sono in grado di darcela, ma ci fermano completamente, noi dobbiamo stare lì ad aspettare che un rendering o un calcolo strutturale termini per andare avanti. La possibilità di demandare al cloud questi calcoli complessi, ci amplifica notevolmente le nostre possibilità di lavorare, di rendere, quindi di ottimizzare la nostra giornata lavorativa. Come Autodesk noi stiamo continuamente investendo in questa direzione e questa potenza di calcolo in cloud va a "braccetto" con l'intelligenza artificiale, quindi il generative design. Recentemente abbiamo acquisito un software che si chiama Spacemaker, che è uno strumento di space planning basato sull'intelligenza artificiale in cloud, ma anche guardando a Revit, quindi ha un prodotto molto più conosciuto, partendo dalla modellazione computazionale con Dynamo, attraverso il generative design per Revit che è stato introdotto qualche mese fa, la modellazione concettuale energetica con software come Insight 360, si capisce che ormai tutto gira intorno alla massimizzazione del valore dei dati, quindi i dati disponibili vengono combinati e danno al progettista la possibilità di ottenere nella fase il più possibile precoce del progetto, quindi in fase concettuale preliminare, la soluzione migliore possibile. Un essere umano può analizzare 3 o 4 o 5 alternative progettuali, il cloud col generative design ci permettono di darci la migliore tra migliaia di soluzioni alternative, ci fanno fare in pochi giorni quello che sarebbe possibile fare in migliaia di ore uomo, quindi sempre tutto rivolto alla maggiore sostenibilità progettuale e di performance. **Davide**: Ci puoi fare un esempio concreto dell'utilizzo della potenza su cloud, penso magari per fare calcoli complessi come il calcolo del dispendio energetico, la dispersione di un edificio e poi perché appunto è necessario utilizzare il cloud per fare questi calcoli. **Ilaria**: Beh in realtà oggi non avendo mai avuto a disposizione questa potenza di calcolo, quello che accade è che l'architetto crea un concept, realizza un edificio e poi ovviamente l'ingegnere termotecnico e impiantista decidono di dotare questo edificio di certi impianti, sappiamo che ci sono delle richieste energetiche, di classi energetiche ben definite ormai e diciamo che si può sempre portare un edificio in una classe energetica ottimale, basta spendere, cioè decidiamo di cambiare i serramenti, di mettere un impianto estremamente performante e noi arriviamo nella classe energetica voluta, questo è il lavoro del termotecnico naturalmente, ma immaginiamo che l'architetto pur non avendo queste capacità perché non sono legate alla sua sfera d'azione, abbia uno strumento che lo guida nelle scelte, quindi quello che io potrei ottenere magari spendendo in impianti o in vetri o altre soluzioni costose, magari potrai ottenerlo modificando gli aggetti dei terrazzi e ombreggiando diversamente gli appartamenti. Quindi la possibilità che ci dà insight è di analizzare una serie di parametri preliminari, ad esempio l'orientamento, la dimensione delle finestre, la posizione dei pannelli solari e così via, in modo tale da capire immediatamente, muovendo semplicemente degli slider, quindi ho sposto dei cursori e ho una sorta di semaforo che mi dice stai consumando troppo, consumi di meno, ottimizza quest'altro aspetto. Quindi anche se io non sono un esperto in energia, posso fare delle scelte preliminari, che faranno sì, che poi naturalmente continuerà ad esserci la parte tradizionale di burocrazia, di impianti e di certificazioni, ma io avrò un progetto pensato meglio a priori. **Davide**: Sì, quindi un'ulteriore ottimizzazione del progetto finale. Finora però abbiamo parlato della realizzazione di edifici o di infrastrutture da zero, da un foglio bianco, ma nel momento in cui invece volessimo, che forse è il caso che descrive meglio il contesto più familiare che abbiamo noi in Italia, digitalizzare un edificio già costruito, magari per una ristrutturazione, cosa possiamo fare in quel caso, che strumenti mettete a disposizione? **Ilaria**: Sì, all'interno della nostra collection, che è una soluzione completa che serve ad affrontare qualsiasi problematica e progettazione relativa agli edifici, abbiamo dei software come Recap che permettono di gestire nuvole di punti. Allora è chiaro che in un territorio come il nostro effettivamente non basta parlare di progettazione concettuale, di modellazione e occorre parlare soprattutto di rilievo. Anche qui proponiamo qualcosa di diverso rispetto al rilievo tradizionale, quindi con l'utilizzo di un laser scanner noi possiamo andare sul posto e invece di prendere le misure, col mettere la bindella, facciamo dei rilievi laser. In sostanza posizioniamo lo strumento, si può anche partire dalla fotogrammetria, quindi dalla foto fatta col telefono, con la macchina fotografica, è un processo un po meno preciso, un po più complesso, ma dipende sempre dal budget che abbiamo, se possiamo permetterci un laser scanner o se abbiamo semplicemente uno smartphone. Raccogliendo questi dati possiamo costruire una nuvola di punti. Recap ci permette di collezionare le nuvole di punti, referenziarle l'una rispetto all'altra, perché faremo diversi punti di stazionamento per avere più scansioni e combinarle insieme, e poi andiamo ad ottimizzarle in modo tale da magari ridurre il numero di punti, perché potrebbero essere un peso eccessivo a livello di file, quindi raggiungiamo un compromesso dimensionale che ci soddisfa. La precisione è enorme, abbiamo strumenti sul mercato che ci permettono di arrivare a precisioni millimetriche, o anche meno, che in edilizia è una situazione, diciamo è una risoluzione incredibile. Poi queste nuvole possono essere caricate in un apposito formato, nel caso di Recap o RCP, all'interno di Revit, di NaviSwork, ma anche del buon vecchio AutoCAD, quindi possiamo vedere queste nuvole che ci riportano esattamente la forma, le dimensioni dell'edificio così com'è. Dentro Revit possono essere poi sezionate per esempio e quindi io posso andare a modellare sulla base di un modello estremamente fedele all'originale. In pratica noi non andiamo più a disegnare su un foglio bianco ma su un contesto che poi è il tessuto urbano che ci caratterizza. A volte dobbiamo fare delle modifiche, a volte dobbiamo lucidare, quindi tracciare sulla nuvola i nostri muri, pilastri, finestre e così via, a volte invece sarebbe sufficiente magari conservare questa nuvola, pensando ai patrimoni che abbiamo a livello architettonico, noi non sappiamo cosa ci riserva al futuro purtroppo, sarebbe già un grande vantaggio poter stoccare questi dati, avere a disposizione nuvole di punti di intere borgate, interi centri storici, interi monumenti e poi utilizzarle. Noi non abbiamo trattato ad esempio tutto il discorso della realtà virtuale, della realtà aumentata, ma immaginiamo un domani di poter virtualmente godere di queste bellezze magari semplicemente partendo da un rilievo digitale accurato, o magari doverle utilizzare in qualche fortuito caso sismico che purtroppo ogni tanto avviene. **Davide**: E fra l'altro del tema della realtà virtuale e della realtà aumentata ne abbiamo giusto parlato la scorsa settimana. E per capirlo in modo più semplice ci descrivi che cos'è una nuvola di punti da un punto di vista pratico? Cioè per chi non è del settore cos'è una nuvola di punti? **Ilaria**: Da un punto di vista pratico noi dobbiamo immaginarla proprio come una fitta nube di trattini, di puntini che man mano che ci allontaniamo vediamo effettivamente che ha il colore e la forma del reale modello. In sostanza sono infiniti punti che tra loro hanno una distanza misurata, il laser scanner sta in un punto preciso, fa una scansione sferica e prende la misura di tutti i punti che vede, di conseguenza noi quando lo apriamo all'interno del modello vediamo formalmente la forma del nostro edificio, ma poi se andiamo a puntare con il cursore su ciascuno di questi punti possiamo tranquillamente prendere la distanza tra due di essi. Quindi il laser riflettendo il rimbalzo contro i muri dell'edificio è in grado di ricostruire fedelmente la misurazione tra questi punti, si tratta di migliaia di misurazioni reciproche con precisione millimetrica, qualcosa che a mano sarebbe assolutamente impensabile di poter fare. **Davide**: Sì, come dici, queste nuvole di punti ci permetterebbero di se utilizzate di preservare il nostro patrimonio architettonico e perché no visitarlo a distanza grazie alla realtà virtuale. Grazie Ilaria, a presto e buon lavoro. **Ilaria**: Grazie a voi. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 26:54 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e17 ## Edge Computing: il cloud scende dalla nuvola > Con le attuali [velocità di connessione](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243) che le tecnologie di ultima generazione hanno permesso di raggiungere, le soluzioni cloud hanno avuto uno sviluppo sempre maggiore. Questo è merito ovviamente dei numerosi benefici che portano con sé. Finché però si tratta di applicazioni semplici, la tecnologia del cosiddetto cloud computing può più che bastare. Ultimamente però, sia le aziende sia, direttamente o indirettamente, gli utenti, sentono l’esigenza di una ancor maggiore [reattività](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e16?t=195), di avere a disposizione dati o poter fare calcoli in tempo praticamente reale e per questo è necessario capire cos’è edge computing. Nella sezione delle notizie invece parliamo del primo volo su Marte di [Ingenuity](https://mars.nasa.gov/technology/helicopter/), di [AirTag](https://www.apple.com/it/airtag/) e dei nuovi [iMac](https://www.apple.com/it/imac-24/) e infine della piattaforma [Cloud PC](https://cloudpc.microsoft.com/) di [Microsoft](https://www.microsoft.com/it-it). - Stagione: 3 - Episodio: 17 - Data di pubblicazione: 2021-04-24 06:45:00 - Durata: 16:58 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e17](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e17) - Episodi correlati: s2e47, s3e14 - Tag: cloud, cloud computing, server, data center, google, amazon, facebook, edge computing, edge, streaming, gaming, smart city, sanità, salute, iot, internet of things, guida autonoma, affidabilità, sicurezza marte,mars2020,ingenuity,perseverance,nasa,apple,imac,M1,airtag,ipad pro,miniled,microsoft, azure,cloud pc,windows,windows 10,office ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire cosa è il cloud computing, ma soprattutto l'edge computing e come queste due tecnologie sono fondamentali per lo sviluppo di una società più smart. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Ingenuity ha compiuto il suo primo volo su Marte > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella mattinata di lunedì 19 aprile, per la prima volta nella storia dell'esplorazione spaziale, un elicottero è riuscito a volare sulla superficie di un pianeta diverso dalla Terra. Si tratta infatti dello storico traguardo raggiunto da Ingenuity, un piccolo drone atterrato circa due mesi fa insieme al rover Perseverance, che questa settimana ha compiuto il primo volo sperimentale sulla superficie del pianeta rosso. Nonostante il salto fosse programmato per le 9.30 di lunedì, gli ingegneri JPL di NASA hanno dovuto aspettare per tre ore prima dell'arrivo dei dati relativi al volo compiuto, e infatti poco prima delle 13 è stato ufficialmente confermato quanto avvenuto la mattina stessa sul suolo marziano. Il piccolo drone di appena due chili è riuscito a risalire verticalmente l'atmosfera del pianeta rosso fino ad un'altezza di tre metri, per una durata complessiva pari a 39,1 secondi. Con la conferma dell'affidabilità dei voli extraterrestri, arrivata grazie a questo storico traguardo, nei prossimi mesi Ingenuity potrà iniziare ad aiutare il rover Perseverance nella missione per cui è stato costruito, ossia cercare tracce di vita su Marte. #### Apple presenta AirTag, i nuovi iMac e iPad Pro > Fonte: Apple.com - Timestamp: 02:09 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Computer, Tablet - Tipologia: Notizia **Davide**: Apple il 20 aprile ha presentato AirTag e i nuovi iMac e iPad Pro con processore M1. AirTag è un piccolo dispositivo per geolocalizzare qualsiasi cosa si associa ad esso. Per funzionare sfrutta la tecnologia di cui avevamo parlato in una notizia nella puntata di due settimane fa, ovvero la Crowd Localization, cioè qualsiasi dispositivo Apple nelle vicinanze di qualsiasi utente, sarà in grado di aggiornare la posizione del nostro AirTag, permettendoci di ritrovare l'oggetto associato anche a migliaia di chilometri di distanza. A differenza del GPS, questa tecnologia permette di risparmiare moltissimo sulla durata della batteria e, considerando il costo del singolo Tag di 35 euro e l'influenza di Apple sul mercato, renderà questo tipo di dispositivi altamente diffusi. La seconda novità sono stati i nuovi iMac, che grazie all'architettura M1, che come abbiamo detto nella prima puntata del 2021 rivoluzionerà il settore dei PC nei prossimi mesi, sono diventati incredibilmente sottili. Processore M1 e schermo con tecnologia Mini-LED sono le due caratteristiche che lo accomunano agli iPad Pro 2021. Dopo numerose indiscrezioni, che ne vedevano il lancio previsto per questa primavera, Microsoft a luglio dovrebbe finalmente presentare la piattaforma Cloud PC. #### Quest’estate arriverà il Cloud PC di Microsoft > Fonte: Tom'sHardware.it - Timestamp: 03:21 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Computer, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Il servizio, basato sulla già nota piattaforma di cloud computing Microsoft Azure, permetterà dunque di accedere sfruttando una connessione a internet a un computer Windows, in qualsiasi luogo e da qualsiasi dispositivo. L'idea è esattamente la stessa che sta alla base dei cloud gaming. Il sistema operativo, infatti, sarà ospitato sui server di Microsoft, di cui potrà sfruttare parte della potenza di calcolo. In questo modo, gli utenti che si abboneranno al servizio avranno a disposizione una versione sempre accessibile e aggiornata di Windows. Il prezzo, a detta di Microsoft, sarà fisso per utente e dovrebbe comprendere anche un accesso completo alla suite office, come Word o Excel. Purtroppo non sono trapelate altre informazioni e ci sarà da aspettare quest'estate, probabilmente durante la conferenza Microsoft Inspire prevista per il 14 luglio, per sapere tutti i dettagli. Questa notizia dunque è l'ennesima dimostrazione di come ormai il mondo sia pronto e le grandi compagnie si stiano preparando per spostarsi sempre di più verso il cloud. #### Edge Computing: il cloud scende dalla nuvola > - Timestamp: 04:47 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Computer, Internet - Tipologia: Topic **Davide**: Spazio insufficiente sul dispositivo. Quante volte negli ultimi anni e spesso anche oggi abbiamo maledetto questo avviso, che costantemente ci ricordava di dover eliminare app, rimuovere foto, video o documenti dal proprio smartphone, o addirittura ci obbligava a cambiare telefono, computer o comprare ingombranti hard disk esterni dove tenere i propri file. Problemi che ultimamente per molti non sono altro che un brutto ricordo, grazie alla nuvola e il cloud. Avendo a disposizione le velocità di connessione che le tecnologie di ultima generazione, come la fibra ottica o le reti mobili come il 4G e il 5G hanno permesso di raggiungere, infatti le soluzioni cloud hanno avuto uno sviluppo sempre maggiore. Merito ovviamente dei numerosi benefici che portano con sé. In questo modo lo smartphone, il computer o il tablet non sono più per così dire dispositivi di memoria, ma sono delle interfacce per accedere alla nuvola tramite le varie app installate. Già da anni ad esempio Google ha sposato questa filosofia con i suoi Chromebook. Tornando all'esempio di prima, tutte le foto e i documenti possono essere tranquillamente caricati sui computer, i server di Google, Amazon, Microsoft e Apple, e non occupare così inutile spazio sui nostri dispositivi. E non solo, oltre alla sicurezza di non perdere questi dati li avremo sempre a disposizione da qualsiasi posto e su qualsiasi computer. Bastano solo un account e una connessione a internet. Semplice no? Ma finché si tratta di applicazioni come quelle citate, la tecnologia del cosiddetto cloud computing, ovvero quella appena descritta, può più che bastare e ce ne accorgiamo costantemente. Ultimamente però sia le aziende, sia direttamente o indirettamente gli utenti hanno bisogno di reattività, di avere a disposizione i dati o poter fare calcoli in tempo praticamente reale. Una necessità che è frutto della sempre più crescente digitalizzazione che sta velocemente trasformando la nostra società, dalle smart city di cui abbiamo parlato qualche settimana fa, ai mezzi di trasporto a guida autonoma, alla gestione della sanità, ma anche a professioni che riguardano ambiti come l'ingegneria o l'architettura, in cui proprio il cloud sta dando una forte spinta, come abbiamo visto nella puntata della scorsa settimana. E per realizzare tutto ciò, il cloud è sì fondamentale, ma non basta. Proprio per questo una nuova tecnologia sta prendendo piede ormai da anni per dare una nuova spinta alla crescita digitale. Stiamo parlando dell'edge computing. Che cos'è? Che benefici porta? In che cosa è e sarà fondamentale? Sono queste le domande a cui cercheremo di rispondere, ma andiamo con ordine. In parole povere, l'edge computing si può vedere come il paradigma opposto al cloud computing. Immaginiamo per un istante di essere un'azienda come Google. Normalmente per distribuire i nostri servizi, disporremo di enormi data center situati in vari stati, intere stanze popolate da potenti computer in grado di gestire le miliardi e miliardi di richieste che arrivano ogni giorno da parte del mondo. Ma non solo. Questi server si occupano ad esempio di fornire servizi streaming come YouTube, servizi gaming come Stadia, di tenere al sicuro i file e le foto di miliardi di utenti e molto, molto altro. Tutto concentrato in pochi punti strategici e centrali, in grado di fornire un servizio abbastanza veloce ed affidabile in ogni angolo del pianeta. Con l'edge computing, al contrario, più server sono distribuiti in modo da essere il più vicino possibile all'utente finale, o addirittura alcuni calcoli potrebbero essere eseguiti direttamente sul suo smartphone o computer. Da una parte, quindi, tanti server in un unico punto, dall'altra pochi server in tanti punti. Ma quale dei due funziona meglio? Beh, in realtà non esiste una soluzione migliore o peggiore, dipende dalla situazione. Non solo. Cloud computing ed edge computing non sono tra loro esclusivi. Anzi, è proprio una collaborazione e integrazione tra i due che potrà dare in futuro, e in realtà sta già dando, il meglio l'una dell'altra. Forse un esempio lo può spiegare meglio. Come abbiamo detto prima, un data center centrale che si occupa di tenere in memoria i nostri dati per la maggior parte delle applicazioni che attualmente usiamo è più che sufficiente. Esistono però delle tecnologie che necessitano di risposte veloci, in tempo reale o quasi. È quindi facile capire che più siamo distanti dal server, che dovrà elaborare i dati, più alto sarà il tempo di risposta. Ed è per questo fondamentale accorciare il più possibile le distanze dall'utente finale, posizionando i computer che dovranno fare i calcoli sui dati ricevuti, ad esempio nel suo paese o addirittura nel suo quartiere. I server, poi, potranno continuare a comunicare con una base centrale per scambiare tra loro i dati e le nuove informazioni, ma a quel livello la velocità non sarà più indispensabile. Se dovessimo pensare ad un paragone, la struttura più simile potrebbe essere quella di un'azienda che fa consegne a domicilio. Una sede centrale si occupa di procurare e spedire i prodotti e negozi affiliati, che si occuperanno poi di spedirli ai clienti più vicini, in modo da accorciare al minimo i tempi di consegna. Gli ambiti in cui questo approccio è fondamentale o può rilevarsi molto produttivo sono decisamente tanti e la diffusione dell'edge computing non solo migliorerà dei servizi già presenti a livello di cloud, ma probabilmente porrà le basi per la creazione di numerose altre applicazioni che fanno proprio della reattività la chiave per funzionare al meglio. Vediamo quindi alcuni esempi di come l'edge computing è già attivo e alcuni scenari in cui potrebbe essere applicato. I dispositivi per l'IoT, l'Internet, delle cose, sono un chiaro esempio di Edge Computing. Sappiamo bene quanto stiano diventando importanti questi dispositivi per la realizzazione, ad esempio, di case domotiche o, ancora di più, di smart cities. Immaginiamo ad esempio una rete di sensori in grado di raccogliere informazioni sul traffico, sulla qualità dell'aria, sul livello di inquinamento, telecamere, semafori o lampioni connessi a Internet. Affinché tutti questi oggetti possano interagire tra loro per migliorare la sicurezza, la qualità della vita e la gestione della città, è necessario che l'enorme quantità di dati generata venga elaborata presto e in modo affidabile. Sarebbe dunque controproducente affidarsi al cloud. Anzi, sono gli stessi dispositivi IoT a elaborare i dati raccolti e anche questa è una forma di Edge Computing per poi inviarli a un server centrale che, anch'esso, potrebbe essere posizionato nei pressi della città. E questa è un'ottima occasione per parlare di un altro vantaggio di questo modello, ovvero l'affidabilità e la resistenza agli attacchi o blackout della rete. Immaginiamo infatti che i server di Facebook ad un certo punto non riescano più a connettersi a Internet per un guasto. In una soluzione decentralizzata, la maggior parte dei servizi potrebbero rimanere ancora attivi in numerose zone e non risentirebbero del problema. Una volta riattivata la sede centrale, questa potrà tornare a scambiare le nuove informazioni con quelle raccolte durante l'interruzione. E in una smart city dove la gestione deve rimanere sempre attiva, questo fattore è indispensabile. Passando a un altro esempio, più ludico rispetto al primo, l'Edge Computing può essere sfruttato per lo streaming e il gaming. Abbiamo già parlato nella puntata eSports la nuova frontiera della competizione di servizi di cloud gaming come PlayStation Now, Google Stadia o Amazon Luna, magari associati a un visore per la realtà virtuale. Per quanto riguarda lo streaming video, invece, lo scorso anno ricordiamo che servizi come Netflix o Prime video sono stati costretti ad abbassare la risoluzione dei video per alleggerire il traffico sulla rete Internet ed evitare così congestioni o blocchi. Partendo proprio dallo streaming video con un approccio Edge, questi problemi sarebbero superati. Un server di quartiere, ad esempio, potrebbe tenere in memoria i film o le serie TV degli utenti collegati, per fornirli quando richiesti alla massima qualità molto più velocemente e senza intasare il resto della rete. Non solo, questo permetterebbe anche di avere un servizio di qualità anche con connessioni meno performanti della fibra ottica o del 4G. Per quanto riguarda invece il cloud gaming, sappiamo bene quanto sia fondamentale la reattività per avere un'esperienza d'uso paragonabile o superiore a quella di una console. E per chi non dispone di computer potenti o dedicati al gaming, può appunto affidarsi a un servizio che grazie all'Edge Computing sarà in grado di trasmettere il gioco in tempo reale, riducendo contemporaneamente il carico di lavoro sui datacenter. Benefici dunque sia per l'utente, ma anche per l'azienda che potrà fornire servizi di maggiore qualità, a un maggior numero di persone. Un altro esempio di Edge Computing, che fra qualche decennio probabilmente diventerà la normalità, riguarda le auto a guid autonoma. Come per i dispositivi IoT, anche in questo caso sarebbe impensabile affidarsi esclusivamente alla connessione con un computer distante centinaia di migliaia di chilometri, ed è quindi necessario che sia l'auto stessa a eseguire i calcoli necessari per controllare ciò che succede intorno a sé e adattarsi di conseguenza. Il cloud può sicuramente essere d'aiuto, ma in casi così delicati non potrà mai essere abbastanza affidabile. Un discorso analogo si può applicare ad esempio ai servizi sanitarie o ad un'azienda. In entrambi i casi, un disservizio della rete non deve compromettere il sistema, e per questo affidarsi a server nelle vicinanze, se non addirittura interni, è una scelta più appropriata soprattutto se in gioco ci sono delle vite umane. Arrivati a questo punto è chiaro quanto l'edge computing diventerà sempre più fondamentale per lo sviluppo della società del futuro. Giusto per fornire qualche informazione in più, si stima che entro il 2025 e il 75% dei dati verrà elaborato proprio da computer o server vicini all'utente, e non in cloud. Tuttavia, questo sistema non è completamente perfetto. Dal punto di vista della sicurezza e della privacy, ad esempio, un sistema decentralizzato può essere più facilmente attaccabile o subire furti di dati, anche se questi, d'altro canto, sarebbero limitati a informazioni relative a pochi utenti. Applicare gli stessi livelli di sicurezza a ogni server distribuito per il mondo è molto più complesso e non permetterà lo stesso livello di controllo di un sistema centralizzato. Problemi in ogni caso risolvibili, e di gran lunga sono superati dai benefici che questa tecnologia porta. Chiaramente è doveroso ribadirlo, i grandi datacenter non verranno certamente abbandonati, ma anzi potranno contare su uno strumento in più, un nuovo approccio, e lo vedremo nei prossimi anni, completamente diverso dal cloud, dalla nuvola, che metaforicamente scenderà per essere più tangibile, più vicino agli utenti, e che permetterà lo sviluppo di nuove tecnologie e applicazioni che ad oggi sono ancora impensabili. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 16:06 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e18 ## Agenzia Spaziale Italiana: l’innovazione passa dallo Spazio > Il settore dell’[esplorazione spaziale](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e22?t=303) è un universo molto complesso in cui la tecnologia non solo è di vitale importanza, ma viene studiata e migliorata per spingersi sempre più avanti. Lo spazio è poi diventato un veicolo di [crescita economica](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e45?t=273), sviluppo sostenibile e strumento di formazione scientifica e culturale per le future generazioni. In tutto questo che ruolo ricopre l’[Agenzia Spaziale Italiana](https://www.asi.it)? Lo abbiamo chiesto a [Marino Crisconio](https://www.dentrolatecnologia.it/marino.crisconio.html), membro dell’unità “Volo Umano e sperimentazione scientifica” proprio dell’Agenzia Spaziale Italiana. Nella sezione delle notizie invece parleremo di [SpaceX](https://www.spacex.com) che costruirà il prossimo lander lunare e dell’utilizzo dei [deepfake](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e41?t=463) come strumento di spionaggio. - Stagione: 3 - Episodio: 18 - Data di pubblicazione: 2021-05-01 06:45:00 - Durata: 28:20 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e18](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e18) - Episodi correlati: s2e22, s2e41, s2e45 - Tag: spacex,nasa,artemis,starship,luna,spazio,asi,agenzia spaziale italiana,iss,stazione spaziale internazionale,artemis,tecnologia italiana,missioni spaziali,gps,galileo,artemis,gateway lunare,luna,marte,telecomunicazioni,deepfake,sicurezza,sicurezza nazione,spionaggio,russia,inghilterra,lettonia ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Marino**: Questa stazione in piccolo sarà come la stazione spaziale nazionale nel senso che verrà assemblata in orbita. Servirà sia per fare ricerca in orbita attorno alla luna e sia come punto di partenza come fosse una stazione per andare poi sulla luna. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con l'Agenzia Spaziale Italiana per cercare di capire come lo spazio può essere per il nostro Paese, un vettore per la ricerca, la crescita economica e l'innovazione tecnologica. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### SpaceX costruirà il prossimo lander lunare > Fonte: Focus.it - Timestamp: 01:12 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: I prossimi astronauti che metteranno piede sulla Luna lo faranno grazie a un lander di SpaceX. NASA ha infatti assegnato all'agenzia spaziale di Elon Musk l'autorevole incarico di riportare l'uomo e, per la prima volta, una donna sulla superficie della Luna, nelle prime missioni relative al programma Lunare Artemis. Con tale decisione da parte dell'agenzia governativa, SpaceX si è così aggiudicata a un fondo pari a 2,9 miliardi di dollari, il quale verrà utilizzato per lo sviluppo di una versione Moon Lander della navicella Starship. Tuttavia, essendo ancora in fase di sperimentazione, NASA ha chiarito che, prima di far salire i propri astronauti a bordo dello Human Landing System, si assicurerà che SpaceX abbia dimostrato di poter fare atterrare la navicella in totale sicurezza, obiettivo che speriamo venga raggiunto già con la prossima Starship SN15. #### Deepfake per spiare l’opposizione in Russia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:10 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Due funzionari del governo britannico eletto ne hanno partecipato ad un incontro con il leader del partito d'opposizione russo, Leonid Volkov, per trattare temi delicati come l'organizzazione di manifestazioni e le strategie politiche del partito. O almeno così doveva essere. Si è infatti scoperto che l'interlocutore non era Leonid, bensì un attore che, grazie alla tecnologia Deep Fake, è riuscito a ottenere le sembianze e condividere le informazioni sensibili raccolte. Questo avvenimento dimostra come la tecnologia Deep Fake sia sempre più realistica, tanto da non far insospettire i due funzionari. Ma soprattutto di quanto possa essere pericolosa se posta nelle mani sbagliate. #### ASI: l’innovazione passa dallo Spazio > - Timestamp: 03:03 - Autori: Agenzia Spaziale Italiana, Marino Crisconio, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Spazio, Trasporti - Tipologia: Intervista **Davide**: Il settore dell'esplorazione spaziale, sia umana che non, è proprio il caso di dirlo, è un universo molto complesso, in cui la tecnologia non è solo di vitale importanza, ma viene studiata e migliorata per spingersi sempre un po più avanti. Lo spazio è poi diventato un veicolo di crescita economica, sviluppo sostenibile e strumento di formazione scientifica e culturale per le future generazioni. E per capire che ruolo ricopre la nostra agenzia spaziale nel supportare tutto questo, siamo oggi in compagnia di Marino Crisconio, membro dell'unità Volo umano e Sperimentazione scientifica dell'Agenzia Spaziale Italiana. Benvenuto Marino. **Marino**: Grazie Davide, buon pomeriggio a te e a chi poi ci vedrà o ascolterà. **Davide**: L'Agenzia Spaziale Italiana è una delle poche agenzie spaziali ad operare in tutti i settori applicativi delle attività spaziali. Ma quindi quali sono in concreto questi settori, cioè i settori di cui deve effettivamente occuparsi in generale un'Agenzia Spaziale? **Marino**: Le principali diciamo si discipline o se vogliamo settori cui si suddividono le attività spaziali sono i programmi diciamo così scientifici di esplorazione dell'universo, poi c'è l'osservazione della terra, le telecomunicazioni, la navigazione, l'esplorazione umana dello spazio e i lanciatori o anche il trasporto spaziale. Poi in genere le agenzie spaziali hanno anche un'unità di tecnologia, di sviluppo delle tecnologie che è trasversale. **Davide**: Sì però, di tutti questi aspetti che ci hai citato, perché è importante il ruolo dello spazio? Perché è importante fare ricerca in questi ambiti nello spazio? **Marino**: Per ognuna lo spazio porta una caratteristica peculiare che sulla terra non c'è, per esempio per le missioni di astrofisica il vantaggio è essere fuori dall'atmosfera, che scherma le radiazioni X e gamma, quindi si riesce a fare astronomia X, astronomia gamma, cosa che da terra era impossibile. Anche l'astronomia ottica comunque da i satelliti riesce meglio perché non c'è l'atmosfera che fa da filtro, il motivo per cui Hubble ci dà immagini tanto belle comparate magari con quelle dei telescopi da terra. Per quanto riguarda l'osservazione della terra ma anche le telecomunicazioni e la navigazione, lì il vantaggio è che nello spazio i satelliti sono in orbita, per cui coprono tutta la terra in un certo numero di giorni e quindi si possono fare osservazioni di carattere globale ma anche poi locali se gli strumenti sono ben definiti. Questa è una di quelle cose che per esempio, questo lo sanno tutti, è utile per la meteorologia perché le osservazioni in loco fatte con i palloncini sonda vengono sempre unite alle visioni di insieme che danno i satelliti gestazionali Meteosat. L'esplorazione umana, inutile dirlo, che è una sfida che è cominciata più o meno con l'inizio dell'attività spaziale, cioè lo Sputnik che venne lanciato nel 1957, già quattro anni dopo nel 1961 hanno lanciato il primo astronauta, Yuri Gagarin, e altri 8 anni dopo un uomo misse i piedi sulla luna, per cui l'idea di esplorare personalmente un nuovo ambiente ci sta tutta. E poi per fare questo, sia per lanciare gli astronauti, sia per lanciare i satelliti, servono i lanciatori. Un grosso sviluppo, e triste dirlo, l'ha dato la seconda guerra mondiale perché poi i lanciatori è uno di quegli ambiti in cui c'è comodalità tecnologica col militare e a valle della seconda guerra mondiale americani e russi si sono presi un po di scienziati tedeschi e hanno spinto in avanti questa ricerca e alla fine è cominciata l'era spaziale. **Davide**: Sì, quindi diciamo che lo spazio ci permette di studiare meglio dei fenomeni perché ci permette di escludere del rumore, in questo caso penso ad esempio per l'osservazione delle stelle, rumore creato dall'inquinamento luminoso sulla Terra e quindi ci permette di studiare dei fenomeni in modo più isolato e più preciso. **Marino**: E anche per esempio passando all'esplorazione umana, alla stazione spaziale di cui magari parleremo poi, lì per la condizione di microgravità che è presente in orbita si annulla l'effetto del peso e quindi si possono osservare dei fenomeni fisici in maniera differente. **Davide**: Sì, la stazione spaziale internazionale ci permetterà in futuro, ma poi lo vedremo anche di allontanarci ancora di più e di portare l'uomo ancora più distante rispetto a dove siamo arrivati finora. Per cercare però di capire meglio di che cosa vi occupate, di che cosa si occupa l'agenzia spaziale italiana, proviamo a fare un viaggio immaginario partendo dalla Terra verso lo spazio profondo. La prima cosa che incontreremmo sarebbe la stazione spaziale internazionale. Che ruolo ha la nostra agenzia spaziale sulla ISS? **Marino**: Prima di dire questo, voglio fare una piccola premessa di carattere generale. L'ASI ovviamente è un ente governativo, un ente pubblico, quindi ha il compito in qualche modo di gestire il finanziamento pubblico delle attività spaziali, sia di ricerca scientifica sia di innovazione tecnologica e nel farlo sostiene l'industria aerospaziale italiana come la comunità scientifica, in quei diversi ambiti che abbiamo detto prima. Questa cosa la fa sia tramite programmi nazionali, quindi programmi in cui chi gestisce è una persona dell'ASI e chi fa il contratto è l'ASI, sia tramite la partecipazione dell'Italia all'agenzia spaziale europea. Per cui l'Italia come molte nazioni europee ha questo doppio binario di attività spaziali, nazionale e tramite l'ESA. Ecco questa cosa in particolare la vediamo proprio nella partecipazione alla stazione spaziale internazionale dove l'Italia partecipa in due modi. Il primo perché è uno degli stati membri dell'ESA che anni 90 sottoscrissero l'intergovernmental agreement con gli Stati Uniti, Giappone, Canada e Russia per lo sviluppo dell'Astoria spaziale internazionale e di suo utilizzo scientifico. Ma poi perché l'ASI nel 1997 fece un accordo bilaterale con la NASA, in particolare un accordo governativo quindi tra Italia e Stati Uniti, per fornire dei moduli logistici che volavano nello Space Shuttle e li fornivano di cargo, quindi di strumentazione e di equipaggiamento per gli astronauti la stazione e in cambio l'ASI ha avuto in cambio una percentuale di utilizzo delle risorse NASA. Grazie a questo l'Italia fa parecchia ricerca scientifica sulla stazione, per cui abbiamo da un lato gli esperimenti targati ASI che riusciamo a lanciare grazie a questa percentuale di risorse nazionali di uso della stazione e che selezioniamo tramite bandi aperte alla comunità scientifica in discipline diverse, quindi non sono bandi tematici. Accanto a questi poi ci sono i bandi tematici dell'Agenzia Spaziale Europea, nei quali la comunità scientifica italiana è comunque abbastanza attiva e che poi sono anche se necessario supportati finanziariamente dall'ASI perché l'ESA mette a disposizione le proprie risorse sulla ISS però non paga per esempio le spese vive e allora noi facciamo una certa periodicità dei bandi di finanziamento destinati ai ricercatori italiani selezionati in un certo numero di bandi ESA che vengono identificati nel bando di finanziamento. **Davide**: Certo e ci fai qualche esempio di esperimenti che avete condotto sulla stazione spaziale internazionale, appunto magari in concomitanza con la presenza a bordo di un astronauta dell'ESA ma poi ovviamente nello specifico, ancora meglio, di un astronauta italiano. **Marino**: Certo, noi intanto aggiungo che tendiamo nei limiti del possibile a lanciare esperimenti italiani sulla stazione quando c'è un astronauta italiano perché questa cosa dà visibilità reciproca, cioè l'astronauta può nelle sue conferenze stampa anche raccontare della scienza italiana che sta facendo in orbita e di contro gli scienziati italiani hanno una visibilità maggiore perché in genere il picco di interesse del pubblico nei confronti dello spazio è quando c'è un astronauta in orbita. Ecco nell'ultima missione con un astronauta italiano dell'ESA è stata la missione Beyond di Luca Parmitano del secondo semestre 2019, lui partì a luglio e è entrato a febbraio del 2020 a inizio pandemia e tra l'altro è stato il primo italiano a avere il ruolo di comandante della stazione spaziale internazionale, una cosa abbastanza prestigiosa. In quel caso noi avevamo sei esperimenti, uno per esempio era di, possiamo definirlo di fisiologia umana perché si trattava di lanciare un bioimpedenziometro sulla stazione, una cosa che non c'è, per misurare massa grassa e massa magra, perché sulla stazione l'unica cosa che c'è è una bilancia, quindi gli astronauti tengono sotto controllo il peso ma non massa grassa e massa magra e l'idea dello scienziato era di vedere come la micro gravità aveva effetti su questa cosa e se delle correzioni alla dieta dell'astronauta potevano migliorare la situazione. Un'altra era un esperimento di medicina a che fare con disturbi delle malattie diciamo si neurodegenerative, in particolare del morbo di Alzheimer e lì sono coinvolte delle proteine che si chiamano fibrille amiloidi, sono lanciate 36 fialette per vedere come l'aggregazione delle fibrille amiloide è influenzata dalla micro gravità, sia per vedere se l'astronauta può avere un rischio maggiore rispetto a una persona a terra di insorgenza della malattia e sia per meglio caratterizzare l'andamento fisico. Poi c'erano due esperimenti di radiazioni, una volta a caratterizzare l'ambiente radioattivo all'interno della stazione a quella quota dove gli astronauti sono un po schermati alle radiazioni grazie alla magnetosfera, però non essendoci all'atmosfera c'è comunque un livello radioattivo maggiore rispetto a terra e questo approfondire questi aspetti è utile per l'esplorazione della luna e di Marte dove si è fuori dalla magnetosfera e la radiazione diventa un fattore di rischio, l'altro invece era rivolto verso terra. Poi abbiamo anche un esperimento didattico perché da qualche anno abbiamo preso l'abitudine per ogni appunto missione di astronauti italiano di fare un bando rivolto alle scuole superiori dove scuole interessate possono proporre un esperimento sotto la supervisione di un professor universitario, di modo che il professor universitario ci mette comunque la sua esperienza e dà un contenuto davvero scientifico all'esperimento, però l'esperimento va ideato e portato avanti da studenti delle scuole e questo è uno dei tanti modi con cui cerchiamo di interessare allo spazio i ragazzi delle scuole perché questo è proprio a livello europeo che c'è questo obiettivo di incrementare il numero di scritti nelle discipline cosiddette STEM, Science, Technology, Engineering, Mathematics. **Davide**: Sì, sicuramente è un'iniziativa molto interessante per incentivare le future generazioni per investire appunto la loro carriera scolastica in questi ambiti. La seconda cosa che invece incontreremmo in questo nostro ipotetico viaggio verso lo spazio profondo sarebbero dei satelliti. Qual è il contributo che state dando in questo settore? E un esempio che è molto celebre penso sia quello di Galileo, quindi questo sistema di localizzazione, di posizionamento che di fatto si contrappone all'americano GPS. **Marino**: Allora per Galileo l'Italia dà un contributo, in quel caso non è tanto un contributo nazionale quanto è tramite l'ESA. Galileo è un programma dell'Unione Europea perché adesso da qualche anno c'è questa dicotomia in Europa per cui c'è le attività spaziali portate avanti dall'ESA, che però è un'agenzia spaziale di cui fanno parte un certo numero di stati membri che non corrispondono agli stati che fanno parte dell'Unione Europea. L'Unione Europea in proprio ha cominciato da un po di anni appunto ad avere attività spaziali. Ecco Galileo è un programma della commissione europea che la commissione finanzia tramite ovviamente i governi e che ha affidato all'agenzia spaziale europea che quindi è come se facesse da gestore del programma ma quale a sua volta per ogni singolo satellite fa una gara e poi le industrie diciamo così capaci di costruire un satellite di quel tipo in Europa sono poche per cui alla fine più o meno è come se lo alternassero. Ora la particolarità di Galileo è che diversamente dai tre sistemi attualmente presenti sono il GPS statunitense, GLONASS russo, quello cinese che non ricordo come si chiama, Galileo gestito come dire da autorità civili non militari mentre gli altri tre sono gestiti dai militari. Quindi la prima cosa è che non c'è mai il rischio di una sospensione del servizio per motivi bellici perché il GPS è vero che ne lo siamo tutti però in linea di principio scoppiasse una guerra gli Stati Uniti potrebbero decidere di spegnerlo e a quel punto noi non ce lo daremo più, resteremo privi. È stato progettato il Galileo per essere compatibile col GPS per cui adesso gli smartphone possono collegarsi tanto a Galileo quanto al GPS e questo fatto serve a come dire ad aumentare le prestazioni del sistema perché siccome si tratta di fare posizionamento più satelliti sono in vista contemporaneamente e migliora l'accuratezza del posizionamento. Ci sono due centri di controllo dell'intero sistema, Galileo ha una costellazione fatta da 30 satelliti in orbita media e uno dei due è in Italia, presso il Fucino in Abruzzo della società telespazio e quello è un centro di controllo perché avesse l'opportunità di visitarlo, ne vale la pena, è abbastanza impressionante, ci sono più di 100 antenne ed è il principale centro di terra italiano. Galileo è come costellazione composto da 30 satelliti in orbita media, quindi circa a circa 20.000 chilometri di altezza di quota e questo ovviamente è un esempio di satelliti perché poi di satelliti se ne fanno tanti, spesso sono collaborazioni internazionali cioè spesso l'Italia contribuisce a satelliti assieme ad altre nazioni però ogni tanto c'erano anche missioni nazionali. L'ultimo satellite nazionale lanciato è stato Prisma, un satellite di osservazione della terra nell'iperspettrale, un po di anni fa era stato lanciato Agile che era un satellite di astronomia gamma, poi c'è la costellazione Cosmos, un fiore all'occhiello, quindi osservazione della terra tramite SAR per cui nelle microonde. **Davide**: Certo e però adesso allontaniamoci ancora di più dalla terra e a questo punto ci troviamo di fianco, passiamo a fianco alla luna, qui però dobbiamo immaginarcelo due volte sia perché appunto il nostro viaggio è ipotetico sia perché quello che vediamo è in realtà qualcosa che ancora non esiste, una stazione spaziale lunare che quindi è una stazione che orbita attorno alla luna e anche qui che ruolo avrà l'Italia nel programma Artemis cioè quel programma che di fatto riporterà l'essere umano sulla luna e poi ci spiegherai anche perché oltre la luna. **Marino**: Allora Artemis è un programma internazionale a guida americana quindi è stato lanciato dagli Stati Uniti dalla NASA però con un'apertura verso partner internazionali in particolare verso i partner della stazione spaziale internazionale con cui appunto c'è questa collaborazione da più di vent'anni. È stato chiamato così perché Artemis vuol dire Artemide quindi Diana che è la sorella gemella di Apollo che è il programma spaziale degli anni sessanta. Apollo portò il primo uomo sulla luna, Artemis porterà la prima donna per cui hanno mostrato diciamo sia anche una conoscenza mitologica gli americani. Infatti loro dicono sempre la prima donna sulla luna è il prossimo uomo. Ora è un programma diciamo così incrementale per cui si comincerà col costruire una piccola stazione spaziale attorno alla luna in orbita cosiddetta Cislunare che non sarà permanentemente abitata. Ogni tot mesi ci sarà un equipaggio che andrà lì e sarà alcune settimane e questa stazione in piccolo sarà come la stazione spaziale internazionale nel senso che verrà assemblata in orbita fatta di diversi moduli. Servirà sia per fare ricerca da lì quindi in orbita attorno alla luna e sia come punto di partenza come se fosse una stazione per andare poi sulla luna dove piano piano si inizierà a costruire ma devono ancora definire i dettagli una base lunare. Magari non tanto una base del senso di un unico grande edificio quanto una base sparpagliata quindi con moduli distinti per le diverse per le diverse funzioni. Anche qui l'Italia partecipa due volte. La prima attraverso l'ESA perché l'ESA è uno dei partner della nasa sia per il gateway quando ancora si chiamava semplicemente lunar gateway sia quando è diventato il programma Artemis. In particolare l'industria italiana contribuirà alla realizzazione dei due contributi dell'ESA al gateway che sono che saranno IHAB, International Habitation Module, un modulo abitativo tipo i nodi della stazione spaziale e Esprit che sarà un modulo che servirà per il refueling più servizi di telecomunicazioni. E in aggiunta l'ESA sta già contribuendo all'European Service Module che è una parte della capsula Orion quella che porterà gli astronauti lì sul gateway oppure sulla luna e che è dopo 50 anni l'evoluzione del vecchio Saturno 5. Quindi una cosa diversa dallo space shuttle, si è tornati al passato. Grazie al decollo verticale con la capsula che poi quando torna sulla Terra fa l'ammaraggio nell'oceano. A livello nazionale invece l'Italia è una di quelle nazioni che hanno siglato gli Artemis Accords con gli Stati Uniti e il contributo deve essere ancora identificato però probabilmente potrebbe trattarsi di un modulo abitativo su una superficie lunare perché alla fine in Italia grazie al lavoro fatto per la stazione spaziale internazionale c'è competenza nella realizzazione di moduli presturizzati abitabili per gli astronauti. La competenza che sta a Torino nella tutta l'esterna in una spazio a serie di Torino che all'epoca aveva realizzato su contratti o di ASI o di ESA il Columbus, il nodo 2, il nodo 3, i moduli MPLM di cui parlavo prima e uno dei quali è diventato modulo PMM adesso attaccato permanentemente alla stazione, la TV e quindi tutto questo heritage fa sì che loro potranno dare un contributo nel programma Artemis. **Davide**: E visto che abbiamo parlato di questo programma ne approfitto per lo sfrutto come pretesto. Perché è importante investire quindi esserci partecipare a un progetto così ambizioso, un programma così ambizioso come può essere Artemis ma per un'agenzia spaziale qual è il valore aggiunto, cioè qual è il ritorno che si vuole avere da una partecipazione attiva di questo tipo? **Marino**: Allora, qua la risposta è sfaccettata. Intanto i programmi spaziali di un certo livello importanti che nel tempo sono stati appunto il programma Apollo, lo space shuttle, la Mir, dei russi, l'agenzia spaziale internazionale poi Artemis, le nazioni che partecipano sono quelle che vogliono restare in serie A, cioè nel club delle agenzie spaziali capaci di fare certe cose e di avere una tecnologia di punta. Per cui partecipare in parte serve a questo. Serve per esempio per dare la possibilità ad astronauti italiani di andare sulla Luna, così come serve per avere la possibilità a scienziati italiani di partecipare alla ricerca scientifica che si farà lì. Perché poi gioco forza i bandi si saranno magari aperti e ascensati di tutto il mondo però è chiaro che le nazioni che contribuiscono hanno comunque un europeo. Quindi in pratica una volta che si fa questa cosa, cioè che si definisce assenso, ritornare sulla Luna, fare nuova ricerca scientifica che non era stata fatta 50 anni fa, perché 50 anni fa gli astronauti delle missioni Apollo andavano, stavano qualche giorno e tornavano. Oltretutto farlo anche in previsione del primo viaggio umano su Marte, perché alla fine servirà anche come un gigantesco banco di prova per quello. Chiaro, una volta che questa cosa c'è, per chi investe nello spazio, l'Italia comunque ha un agenzia spaziale, ha un budget tutto sommato dignitoso rispetto all'Italia, non puoi non esserci. Ecco, mettiamola così. **Davide**: Assolutamente. E visto che hai parlato di Marte, mi collego a questa cosa per introdurre la domanda conclusiva. Quindi stiamo ancora facendo questo nostro ipotetico viaggio verso lo spazio profondo e ci dirigiamo ora verso Marte. Un pianeta che sicuramente non è stato mai visitato, perlomeno da essere umani, e però sarà anche una degli obiettivi futuri del programma Artemis, ma è un pianeta che è abitato da molti rover o comunque tecnologia che abbiamo inviato noi personalmente su quel pianeta. E proprio in riferimento a queste missioni, l'abbiamo visto anche recentemente con Perseverance che è arrivato finalmente su Marte. Che ruolo ha l'Italia e l'Agenzia Spaziale Italiana? **Marino**: Allora, sì. L'Italia ricopre un ruolo nella missione ExoMars dell'ESA. È un ruolo diciamo di primo piano, anche perché l'Italia è stata il principale contributore alla missione. Ora ExoMars è fatta di due missioni. La prima, che è stata lanciata nel 2016, che ha lanciato un orbiter attorno a Marte, chiamato TGO, e che prende dati come se fosse invece che osservazione della Terra, osservazione di Marte. Ecco, mettiamola così. Quindi osserva Marte dall'alto e raccoglie informazioni. Poi ci sarà nel 2022 il lancio di un rover che dovrebbe fare, come fanno i rover, carotaggio e analisi in sito dei campioni, in parte col solito obiettivo di cercare tracce di vita passata. Vita nel senso di molecole prebiotiche, cose del genere, quelle che poi lasciano tracce, diciamo così, di tipo fossile e che però analizzandolo non riesce a ricostruire ex post che un tempo c'era stato il batterio oppure l'organismo unicellulare. Il rover tra l'altro verrà controllato da un rover Operation Control Center che sarà di nuovo situato a Torino. Quindi anche lì l'Italia avrà un suo ruolo, sempre tramite l'ESA. Quindi c'è una replica del rover che starà in questo centro, una replica del terreno marziano per cui la sequenza di istruzioni che vengono inviate vengono prima testate e poi vengono inviate perché stante la distanza uno non può fare un controllo in tempo reale per cui il rover deve avere una sequenza di istruzioni ed eseguirle. E questo per quanto riguarda la missione, una missione attuale europea. Ma però c'è un programma molto ambizioso, misto europeo-americano che si chiama Mars Temple Return, anche quello fatto di varie parti, di cui la prima è questo lancio di Perseverance da parte della NASA sulla superficie marziana. E questo è un contributo americano. Perseverance è un rover che andrà in un certo numero di siti, cioè si muoverà e farà carotaggio in vari siti. E ogni volta che prende del materiale lo lascerà lì, tipo pollicino, incapsulato. Poi l'ESA svilupperà un rover che si chiama la Fetch Rover che avrà il compito, in cui l'industria avrà ha un ruolo, diciamo così, ci sono anche l'industrie italiane che parteciperanno a questo sviluppo, andrà lì fra qualche anno a recuperare i vari campioni che tanto li stanno e diciamo nessuno li tocca. Poi verrà lanciato dagli americani un, non so come definirlo, diciamo satellite, è il termine più corretto, capace di atterrare sulla superficie marziana e ripartire da Marte, un po come facevano dalla luna con le missioni Apollo, e agganciarsi a un orbite che sempre dovrà essere lanciato, che si chiama Aero, e quello di nuovo il contributo europeo in cui l'Italia avrà una parte, quindi si aggancerà all'orbite e a quel punto l'orbite tornerà sulla Terra. Perciò si chiama sempre il dono, perché questi campioni marziani, come le rocce della luna, torneranno a Terra per essere analizzate, ovviamente molto meglio di come lo si possa fare in situ, perché a Terra si dispone di tutti i lavoratori per fare tutto quello che serve. Questo è un programma di respiro diciamo decennale, per cui questi campioni dovrebbero tornare, non mi ricordo se nel 2030 o 2031, insomma una cosa del genere. **Davide**: Sì, speriamo che questa missione possa avere esito positivo e riportare qui sulla Terra dei campioni provenienti da Marte, che sarebbe assolutamente un qualcosa di mai provato prima. Va bene, grazie Marino per questo tuo intervento, per averci fatto capire l'importante ruolo che gioca l'Agenzia Spaziale Italiana, la propria rilevanza e anche la rilevanza di tante aziende private italiane che si sono specializzate poi in questo settore e che il loro contributo abbiamo capito essere fondamentale per il futuro dell'esplorazione umana del vastissimo universo in cui viviamo. Grazie ancora, a presto e buon lavoro. **Marino**: Grazie a voi, a presto. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 27:28 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e19 ## Tra Cloud Gaming e futuro dei videogiochi > La tendenza a rendere “[as a service](https://www.dentrolatecnologia.it/s1e5?t=331)” i più importanti settori dell’industria contemporanea non riguarda solamente le piattaforme per la fruizione di film in streaming come Netflix o Disney+, o il settore della musica come Spotify o Apple Music, ma sta facendo ingresso anche al [mondo dei videogiochi](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e47?t=280). Oggi infatti cercheremo di capire come sia possibile rendere anche questo settore, non più popolato da prodotti fisici, ma qualcosa di meno tangibile e che possa rappresentare sotto molti punti di vista, un vantaggio per l’[esperienza utente](https://it.wikipedia.org/wiki/User_Experience) di noi clienti finali. Nella sezione delle notizie invece affronteremo l’inizio dello [switch-off del rame](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243) di TIM per passare a connessioni [FTTH](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e36?t=304), del [ban](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e6?t=175) definito di Trump da Facebook e infine faremo il punto della situazioni delle missioni di [SpaceX](https://www.spacex.com) e [Blue Origin](https://www.blueorigin.com). - Stagione: 3 - Episodio: 19 - Data di pubblicazione: 2021-05-08 06:45:00 - Durata: 17:59 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e19](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e19) - Episodi correlati: s2e47, s3e17 - Tag: gaming,servizi,cloudgaming,asaservice,streaming,internet,latenza,console,computer,televisioni,abbonamenti turismospaziale,blueorigin,spacex,inspiration4,virgingalactic,tim,rame,fibra ottica,connessione,internet,gigabit,banda ultra larga,trento,Oversight Board,Facebook,Trump,Congresso,USA ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di che cos'è il cloud gaming e di come potrebbe rivoluzionare il nostro modo di videogiocare. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il rame inizia a scomparire > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:54 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Abbiamo più di una volta parlato di quanto sia importante una buona connessione ad internet e di come l'Italia stia via via diventando sempre più un paese veramente connesso, grazie alla fibra ottica. E l'ultima buona notizia viene proprio da Tim, che ha finalmente intrapreso un graduale abbandono della rete in rame. Il primo paese totalmente coperto dall'FTTH è Mattarello, una frazione del comune di Trento. Tutte le 2000 utenze sono infatti state migrate alla connettività gigabit, anche se dovranno poi essere i cittadini ad aderire, cambiando il proprio piano alla nuova tecnologia. E proprio su questo Tim sta cercando di informare gli utenti e promuovere il salto di qualità. Ovviamente la modifica riguarda anche gli altri operatori che si appoggiano alla rete Tim, per fornire i propri servizi. E dentro il 2022 anche in altre città Trentine verrà via via abbandonata la rete in rame, partendo da Rovereto, Pinzolo, Riva del Garda e molte altre. La speranza è quella che questo cambiamento sia sempre più veloce, per garantire al paese una totale copertura della fibra ottica. #### Trump rimane escluso da Facebook > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 02:03 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Social - Tipologia: Notizia **Davide**: L'oversight board di Facebook, l'organo indipendente dall'azienda a cui è stata delegata la competenza su alcune decisioni delicate, ha confermato la sospensione del profilo di Donald Trump sui propri social network, tra cui anche Instagram. Il profilo era stato sospeso quattro mesi fa per il coinvolgimento dell'ex presidente nell'attacco al congresso del 6 gennaio, di cui avevamo parlato con il giornalista Francesco Costa. Nella sua decisione l'oversight board ha però specificato che nel sospendere il profilo di Trump indefinitivamente Facebook non ha seguito una procedura adeguata, in quanto le regole del social non prevedono che Facebook possa tenere un utente fuori dalla piattaforma per un periodo indefinito. Per questo motivo l'oversight board ha chiesto a Facebook di rivedere le sue regole entro sei mesi e di conseguenza anche la sanzione nei confronti di Trump. Come annunciato nella puntata dello scorso 7 novembre, il 2021 sarà un anno determinante per l'avvio del turismo spaziale e attualmente tra i principali candidati intenzionati a portare il primo civile nell'orbita terrestre si fronteggiano SpaceX, Blue Origin e Virgin Galactic. #### Il 2021 sarà l’anno del turismo spaziale > - Timestamp: 02:59 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: In pole position è subito collocata Blue Origin, dell'ex CEO di Amazon, Jeff Bezos, dopo aver annunciato che il suo volo turistico, nonché primo in assoluto, partirà ufficialmente il prossimo 20 luglio 2021, a bordo della navicella spaziale New Shepard, chiamata così in onore di Alan Shepard, primo astronauta americano lanciato nello spazio. Dopo settembre sarà invece il turno di SpaceX, che con la missione Inspiration4 voleranno per due giorni interi nello spazio quattro civili a bordo della navicella Crew Dragon Resilience, già protagonista, fra l'altro, della prima missione orbitale con equipaggio operativo. A chiudere il cerchio troviamo infine la compagnia Virgin Galactic del magnate Richard Branson, che entro il 2021 spera di essere egli stesso il primo civile a volare con il veicolo Spaceship, ne augurando così a partire dal 2022 l'era del turismo spaziale. #### Tra Cloud Gaming e futuro dei videogiochi > - Timestamp: 04:25 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Con il costante miglioramento delle attuali reti internet e con la conversione al digitale di vari business, come quello delle produzioni cinematografiche e musicali, si è creato recentemente un nuovo tipo di mercato, che ormai viene definito era dello streaming. Solamente negli ultimi anni, infatti, questa nuova tendenza è riuscita a registrare una crescita superlativa nei vari settori dell'industria contemporanea, i quali, partendo da una strategia basata sulle vendite al dettaglio, sono arrivati oggi ad abbracciare l'etichetta As a Service, utilizzata sempre più frequentemente per indicare tutti quei principi che arrivano a sostituire al possesso fisico delle risorse hardware e software delle modalità di acquisto circolari sul modello del noleggio. E in particolare, grazie all'espansione della digitalizzazione, le grandi aziende tech stanno attualmente investendo sempre più sul modello software As a Service, che comprende tutte quelle soluzioni di mercato che si basano sulla possibilità di fornire agli utenti l'accesso a servizi cloud in abbonamento. Servizi che, come si può comprendere dalla definizione stessa di cloud, senza una buona ed efficiente connessione ad internet non potrebbero esistere, ma ne riparleremo tra poco. Fatte le dovute premesse, entriamo ora in quello che sarà il vero focus di questa puntata, che si rifà appunto al concetto di servizio introdotto poco fa. Noi tutti oggi siamo consapevoli che guardare un film, ascoltare una canzone o acquistare prodotti online non è poi così complesso da attuare. E ciò viene perché esistono note piattaforme come Netflix, Disney+, Prime Video nell'ambito cinematografico o Spotify ed Apple Music per la musica, che ci consentono di fruire dei prodotti offerti dalle rispettive aziende senza intaccare lo spazio di archiviazione o addirittura quello fisico, come avveniva poco tempo fa con l'acquisto dei vecchi CD e DVD. Ma forse non tutti sanno che questa nuova tendenza a rendere as a service, i più importanti settori dell'industria contemporanea, si sta approcciando anche al mondo dei videogiochi. Ed è l'importanza che sta infatti riscontrando questo fondamentale campo dell'intrattenimento, soprattutto in un periodo come quello in cui viviamo, ne avevamo parlato nella puntata sugli eSports dello scorso 21 novembre. Ma se a questo punto provassimo ad unire il successo dell'industria videoludica a quello del modello economico as a service, cosa nascerebbe? Ebbene sì, il cloud gaming. Prima però di entrare nel succo del discorso e capire dunque come funziona effettivamente questa nuova realtà e quali sono le prospettive future, vi invito a recuperare, qualora non l'aveste fatto, la puntata uscita due settimane fa, "Edge Computing: il cloud scende dalla nuvola", che analizza nello specifico la tecnologia del cloud con tutte le sue implicazioni, tra le quali una buona o meglio ottima connessione ad internet, come presupposto di corretto funzionamento. Perché quando si parla di cloud gaming o comunque di riproduzione streaming in generale, il processo di elaborazione, in questo caso del videogioco, in realtà non viene effettuato direttamente sul nostro PC o sulla nostra console, bensì su un server più potente che potrebbe trovarsi facilmente dall'altra parte del mondo. E infatti il nemico principale relativo a questa tecnologia è proprio la latenza della nostra connessione, la quale risulta essere determinante nella user experience, l'esperienza utente finale, soprattutto quando si parla di game streaming. Per chi non lo sapesse, questo valore, che spesso viene monitorato attraverso speed test insieme a download e upload, rappresenta in parole povere l'intervallo di tempo che intercorre tra il momento in cui viene inviato l'input, che nel nostro caso corrisponde al segnale partito dal controller, e il segnale di output, ossia ciò che effettivamente vediamo sul nostro schermo e che è stato precedentemente elaborato da un server remoto. Naturalmente, come avrete potuto intuire, il problema legato al tempo di esecuzione da parte del server non sussiste se viene effettuato sul computer o sulla console locale vicina, in cui la latenza è così bassa da non poter essere rilevata ad occhio nudo. Il discorso cambia, invece, quando il segnale deve viaggiare attraverso una connessione ad internet per essere poi reindirizzato o compresso e infine tornare indietro al punto di partenza. Decisamente un altro paio di maniche, ed è anche proprio per queste ragioni che attualmente il gaming as a service stenta a decollare, soprattutto in un paese come l'Italia, nel quale la fibra ottica che arriva fino a casa è purtroppo prerogativa delle cosiddette aree grigie o nere a discapito delle numerose zone a fallimento di mercato identificate con il colore bianco, dove gli operatori non investono autonomamente senza l'intervento economico da parte dello Stato, avvenuto in questi anni attraverso l'intervento di Open Fiber. Ad ogni modo, il problema legato alla qualità della connessione non sussiste solamente nel nostro paese, infatti nel cloud gaming, così come avviene quando si guardano video su YouTube o su Netflix, il segnale output elaborato dal server che arriva a noi risulta volutamente compresso, affinché non venga occupata una larghezza di banda eccessiva compromettendo tuttavia la qualità grafica del contenuto che stiamo riproducendo, che non sarà nitido e dettagliato come quello che potrebbe essere reso con un PC da gaming o una console. Ma a questo punto vi starete chiedendo, come potrei preferire un servizio di cloud gaming ad avere una console fisica, con i vari giochi già installati e il cui funzionamento non è strettamente legato ad una connessione a internet? Ebbene, se diamo per scontato il fatto di possedere una buona connessione a internet, che nel 2021 non deve essere prerogativa solamente del gaming as a service, i vantaggi vengono a galla praticamente da soli. Ma andiamo con ordine. Il primo fra tutti è il cosiddetto costo totale. Il problema principale, infatti, per chi è solito giocare con videogame comprati direttamente su PC o console, è che prima o poi dovrà fare i conti con l'obsolescenza dei propri dispositivi hardware, che per il deterioramento dovuto al trascorrere del tempo, o per i nuovi titoli che richiedono potenze di calcolo maggiori, ci costringerà a spendere altri soldi per aggiornare le componenti nel caso dei PC o addirittura a vendere la console per poi comprare il modello successivo ad un prezzo magari fuori dalla nostra portata. Con i giochi in cloud, invece, non è necessario fare alcun aggiornamento, dato che l'onere di tale operazione è a carico esclusivamente del gestore del servizio di cloud gaming, che per rimanere al passo con la concorrenza dovrà mantenere costantemente aggiornate e alle ultime versioni i propri mezzi per fornire la migliore user experience all'utente. Un altro vantaggio che poi comporta il game streaming è sicuramente la possibilità di svincolarsi dai soliti computer e console che utilizziamo per giocare. Dal momento in fatto che il titolo non viene elaborato direttamente sul nostro dispositivo, bensì su un computer, chissà quante volte più potente e da un'altra parte del mondo, il cloud gaming ci offre la possibilità di scegliere altri dispositivi per visualizzare il contenuto, come notebook, tablet o persino smartphone. Ricordiamoci inoltre che con il game streaming è come se stessimo riproducendo un video sul nostro dispositivo, perciò quest'ultimo non per forza deve trattarsi dell'ultimo modello sul mercato, anzi, spesso è sufficiente che riesca a riprodurre video anche solamente in una buona qualità come l'HD. Come conseguenza di ciò, la compatibilità del singolo titolo non sarà più strettamente incatenata al sistema operativo, che nella maggior parte dei casi corrisponde a Windows, ma potrà essere utilizzato anche su altri OS, come macOS, Linux, Android, iOS, ChromeOS e così via. Un discorso a parte lo si può fare anche per le televisioni. Noleggiando un servizio di gaming non sarà più necessario collegare alla TV una o addirittura due console, le quali spesso oltre all'eccessivo spazio occupato non consentono nemmeno di navigare liberamente in internet o in altre applicazioni non proprietarie, come avviene contrariamente nel caso delle smart TV o con le più economiche chiavette wireless come Amazon Firestick o Google TV. Per tali ragioni, secondo alcuni esperti, le console sarebbero destinate a sparire un giorno o l'altro. Ed infatti uno dei dibattiti che spesso sorge tra i fautori oppositori del cloud gaming è che le console potrebbero non essere più prodotte, proprio perché, per l'eccessivo costo di acquisto e spazio fisico occupato, tra qualche anno le persone dotate di un'ottima connessione ad internet potrebbero arrivare a riprodurre titoli di punta direttamente sulla smart TV con l'utilizzo di un banale controller wireless. Avviamoci ora verso la conclusione di questa puntata con l'ultimo, ma non meno importante, vantaggio che ha da offrire il gaming as a service rispetto alle modalità di gioco tradizionali, ovvero il multi-piattaforma. Ma prima facciamo un piccolo e rapido passo indietro. I primi accenni di cloud gaming per il grande pubblico arrivarono solamente intorno al 2009, quando all'edizione annuale del Game Developer Conference venne lanciato il primo e vero servizio di gaming as a service, meglio noto come OnLive. A quel tempo, grazie allo store integrato, diversi titoli arrivarono sulla piattaforma e per di più diversi publisher decisero in seguito di credere nel progetto, fornendo all'infrastruttura di OnLive vari cataloghi basati su librerie possedute dagli utenti, come ad esempio quella di Steam. Inutile dire che la tecnologia dell'epoca era decisamente diversa da quella a cui siamo abituati al giorno d'oggi. Per renderci conto di quanto sia importante avere una buona connessione a internet ed una solida piattaforma per la fruizione del servizio stesso, ci basti pensare che la vecchia infrastruttura di OnLive non consentiva al giocatore di avere una latenza sufficientemente bassa per poter giocare in tutta tranquillità, soprattutto con i titoli più frenetici come ad esempio gli sparatutto. Il resto della storia la conosciamo bene. La maggior parte dei servizi che nacquero dopo la caduta di OnLive, salvo qualche raro caso, sono ancora attivi al giorno d'oggi, tra i quali ricordiamo i più famosi come GeForce Now di Nvidia, Sony PlayStation Now, Google Stadia, Microsoft Xcloud, Amazon Luna e molti altri. Esatto, al giorno d'oggi esistono talmente tante piattaforme di cloud gaming che nella maggior parte dei casi arriviamo a trovarci con l'imbarazzo della scelta, durante la decisione nel preferire l'una rispetto all'altra. Ed è proprio qui che concludiamo con l'ultimo valore aggiunto del cloud gaming, ossia la possibilità di sottoscrivere abbonamenti mensili o annuali verso le piattaforme che fanno più al nostro caso e che ci permettono di tenere in considerazione i costi, la varietà delle librerie e soprattutto la qualità del servizio finale. Arrivati a questo punto viene naturale chiedersi che scenario ci porterà al futuro e se il cloud gaming arriverà a imporre dei nuovi standard o se il cloud gaming rimarrà solamente un servizio, da fiancare ai nostri hardware sempre presenti e al sicuro all'interno delle nostre case. Con le premesse fatte in precedenza è assai difficile trovare una risposta che sia bianco o nero, perché si potrebbe tenere in considerazione una serie di fattori tra cui il primo fra tutti la portata degli investimenti nelle infrastrutture che le aziende sono disposte a fare. Senza infatti un sollecitamento da parte dei colossi tech nel migliorare e investire nuovi capitali è inutile parlare di cloud gaming e lo stesso identico ragionamento lo si può fare in merito alla diffusione delle reti internet di nuova generazione, presupposto centrale per il corretto funzionamento di questi servizi che, senza connessioni stabili e capillari, vanificherebbero di fatto tutti i vantaggi elencati in precedenza. Parlare di pro e di contro non risulterebbe dunque oggettivo per chiunque e proprio per queste ragioni pensare ad un futuro in cui il cloud surclassi definitivamente il gaming tradizionale sembra essere una visione decisamente utopistica, dal momento che entrambi gli strumenti sono infatti in grado di offrire esperienze di gioco diverse e che si adattano alle esigenze di ciascuno di noi. #### Conclusione - Timestamp: 17:07 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e20 ## Il ruolo del Bike Sharing nelle Smart Cities > L’uso di [auto elettriche](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e8?t=239), monopattini e Bike Sharing stanno negli ultimi anni avendo un forte successo nelle grandi città, e diventeranno in futuro il principale metodo di spostamento intra-urbano, soprattutto in previsione di una propensione delle città a diventare [più smart](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e14?t=224). Insieme a [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), autore del podcast, abbiamo cercato di analizzare l’impatto delle bici in condivisione nell’influenzare le nostre abitudini per spostarci in modo estremamente intelligente e sostenibile. Nella sezione delle notizie invece parliamo del problema delle recensioni false su Amazon, del blocco di [Starlink](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243) ai contenuti pirata e infine del [dietrofront](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e13?t=61) di Tesla sui [Bitcoin](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3?t=299). - Stagione: 3 - Episodio: 20 - Data di pubblicazione: 2021-05-15 06:45:00 - Durata: 16:41 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e20](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e20) - Episodi correlati: s3e14 - Tag: bike sharing,smart cities, smart city,micromobilità,ambiente,coronavirus,mobilità sostenibile,biciclette condivise,new york,tesla,elon,elon musk,criptovalute,dogecoin,bitcoin,ethereum,ambiente,sostenibilità,mining,recensioni,Amazon,Aukey,Mpow ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Luca**: Servizi di micromobilità e mobilità ecosostenibile avranno un'importanza sempre maggiore all'interno delle grandi città. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo nello specifico di una delle forme più diffuse di micromobilità e allo stesso tempo il sistema di trasporto più sostenibile in assoluto, il Bike Sharing. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il problema delle recensioni false su Amazon > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:08 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Amazon ha rimosso alcuni brand dal suo catalogo in tutto il mondo, fra cui la celebre AUKEY e Mpow. Il problema alla base sta nel fatto che alcune aziende, soprattutto di prodotti di scarsa qualità, riuscirebbero a manipolare la percezione dei nuovi acquirenti, invogliando chi ha già acquistato il prodotto a recensirlo in modo estremamente positivo, in cambio generalmente di un buono sconto Amazon, che di fatto fa ridurre il prezzo pagato al momento dell'ordine. E questo è un grande problema anche per Amazon, che guadagna moltissimo dalla vendita di prodotti cinesi a bassissimo costo, che spesso promettono tanto e mantengono poco, tutti prodotti che si riescono a vendere solo grazie alle recensioni. Il problema delle finte recensioni probabilmente si potrebbe risolvere escludendo questi prodotti per rendere la piattaforma un luogo con un catalogo migliore anche nella qualità. #### Starlink vieta il download di contenuti illegali > Fonte: HWUpgrade.it - Timestamp: 02:04 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Al giorno d'oggi è parecchio difficile non avere mai sentito parlare di Starlink, ovvero del nuovo sistema di connettività internet a banda larga diffuso in tutto il mondo grazie ad una flotta di satelliti lanciati in orbita da SpaceX. Ebbene, per chi fosse intenzionato ad abbonarsi al servizio targato Elon Musk deve sapere che la rete Starlink non potrà essere utilizzata per scaricare contenuti illegali, come ad esempio videogiochi, film o serie tv non pagate. Il messaggio in questo caso è apparso per la prima volta ad un utente in fase di prova, che cercando di scaricare tramite torrent dei contenuti del CBS Show ha immediatamente ricevuto un avviso da Starlink, il quale ha esortato il responsabile ad esistere nel download di contenuti protetti da copyright, altrimenti l'utente avrebbe rischiato la sospensione o persino la terminazione del servizio, con tanto di possibili azioni illegali da parte del proprietario dei contenuti. #### Tesla cambia idea sui Bitcoin > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 03:04 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Automobili, Blockchain - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualche settimana fa Tesla aveva annunciato di accettare la criptovaluta bitcoin come forma di pagamento per l'acquisto delle sue autovetture, scelta che però è stata, almeno per il momento, abbandonata. L'azienda ha infatti spiegato che le criptovalute come bitcoin sono troppo inquinanti e questo va decisamente contro la filosofia di Tesla che si fa portavoce di un futuro completamente sostenibile. Essendo basate su una blockchain, infatti, la maggior parte delle monete elettroniche, per verificare le transazioni, necessitano di elevatissime potenze di calcolo, che si traducono in un consumo insostenibile di energia e solo in rari casi questa viene da fonti rinnovabili. E la corsa alle criptovalute a cui stiamo assistendo in questi ultimi mesi, e che è una delle principali cause della crisi dei microprocessori, non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Nonostante questo, Tesla continuerà a credere nelle criptovalute, che torneranno ad essere accettate come forma di pagamento, solamente quando queste adotteranno soluzioni sostenibili e senza impatti sull'ambiente. #### Il ruolo del Bike Sharing nelle Smart Cities > - Timestamp: 04:25 - Autori: Luca Martinelli, Davide Fasoli - Argomenti: Ambiente, Trasporti - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Ultimamente si sente sempre più spesso parlare di mobilità sostenibile e di micromobilità. L'uso di auto elettriche, monopattini e bike sharing stanno negli ultimi anni avendo un forte successo nelle grandi città e diventeranno in futuro il principale metodo di spostamento intraurbano. Oggi siamo in compagnia di Luca Martinelli, autore del podcast, per parlare di quello che probabilmente è il sistema di trasporto sostenibile al momento più iconico, il bike sharing. Ben tornato Luca. **Luca**: Ciao a te Davide e benvenuti a tutti gli ascoltatori. **Davide**: Innanzitutto che cos'è il bike sharing, di che cosa si parla quando parliamo di bike sharing e che ruolo ha avuto la tecnologia nel suo successo. **Luca**: Il bike sharing innanzitutto è un servizio che è messo a disposizione solitamente dalle grandi città grazie al quale i cittadini hanno a disposizione delle biciclette che possono essere elettriche o a pedali e con queste possono ovviamente a cifre anche abbastanza a basse e spostarsi liberamente all'interno della città. Non tutti sanno forse che il bike sharing ha quasi 60 anni, infatti è nato nel 1961 ad Amsterdam. All'inizio non era molto considerato e non ha avuto il successo sperato, infatti era oggetto di furti e atti vandalici. Tuttavia la tecnologia è stata fondamentale per il successo del bike sharing in quanto già dal XXI secolo c'è stata una rinascita di questo servizio che ha avuto una forte espansione tanto da essere ormai come detto il sistema più conosciuto di micromobilità. Questo perché l'internet delle cose, il cos'è detto internet of things, oppure i pagamenti digitali con carta di credito tramite smartphone o anche la possibilità di tracciare le biciclette con il GPS quindi raccogliere una grande quantità di dati che sono stati utili e saranno ancora più utili in futuro per migliorare ulteriormente questo servizio ha fatto sì appunto che il bike sharing sia diventato quello che conosciamo oggi. **Davide**: E perché questo servizio è così importante per lo sviluppo ecosostenibile, quali vantaggi ha portato nelle grandi città e ha sempre portato vantaggio ci sono dei casi in cui il bike sharing questo servizio è controproducente? **Luca**: Il bike sharing come ho detto prima ha avuto un grande successo soprattutto grazie alla tecnologia che è stata adottata per il suo utilizzo, per la sua creazione. Tuttavia una parte molto fondamentale ce l'ha avuta anche i benefici che questo servizio ha portato nelle città in cui è stato adottato. Il bike sharing infatti contribuisce in modo abbastanza sostanziale alla riduzione del traffico e questo si traduce in minor congestione appunto del traffico e quindi delle auto che si muovono più liberamente più velocemente ma anche ad una minore emissione di gas serra come anidride carbonica o derivati dal petrolio. Per portare dei dati, Shanghai che è attualmente la città con il più grande servizio di bike sharing al mondo sono state risparmiate oltre 25 tonnellate di anidride carbonica e oltre 8 tonnellate di derivati in generale del petrolio. La riduzione del traffico inoltre si traduce anche in una diminuzione dell'inquinamento acustico che senza dubbio può rendere anche la città più gradevole per essere vissuta non solo da turisti esterni ma anche dagli stessi cittadini. Tuttavia il bike sharing non può essere adottato da tutte le città, sicuramente in un paese di piccole dimensioni il bike sharing non potrà mai avere il successo che ha in una grande città. Questo perché per funzionare bene il bike sharing essenzialmente ha bisogno di alcuni fattori come innanzitutto una grande infrastruttura di trasporto intraurbano come tram, metropolitane o autobus e anche una fitta rete di stazioni di bike sharing in cui poter alloggiare le biciclette dopo il loro utilizzo. Questo appunto in un paese piccolo non è possibile e sarebbe addirittura controproducente. I cittadini preferiscono in quel caso spostarsi con mezzi autonomi. Inoltre anche la morfologia della città è importante infatti un paese di montagna o collinare non è adatto all'utilizzo di biciclette. In questo caso il problema si potrebbe risolvere utilizzando ad esempio bici elettriche, i bike anche se in quel caso non avresti più lo stesso beneficio ambientale che porterebbero invece le bici a pedale in quanto appunto l'elettricità comunque ha dei consumi. Infine molto importante è anche il fattore meteorologico infatti chi è che utilizza e chi è che si sposta con una bicicletta quando piove o quando si è sommersi dalla neve è necessario che il meteo sia abbastanza favorevole quindi con giornate soleggiate e quindi non uggiose come possono essere le città dell'Alta Inghilterra. **Davide**: Bene abbiamo parlato di benefici per l'ambiente grazie alla riduzione dei gas serra. Per quanto riguarda invece i cittadini e gli utenti in generale perché dovrebbero scegliere di utilizzare un servizio legato alla micromobilità? **Luca**: In primis un servizio di bike sharing rispetto ai mezzi di trasporto tradizionali è più flessibile con le auto o personali infatti può essere a volte difficile ad esempio trovare parcheggio o spostarsi realmente all'interno di una grande città, invece con una bicicletta condivisa e messa a disposizione per gli utenti ci si può spostare liberamente e lasciarla in una delle varie stazioni disponibili che di solito sono poste nei luoghi più strategici e più utilizzati invece per spostarsi tra città e città possono comunque essere utilizzati mezzi di trasporto pubblici tradizionali come possono essere autobus, metropolitane o tram ma non sono solo qui benefici per gli utenti infatti utilizzare una bicicletta significa anche fare dell'attività sportiva, fare del movimento e questo si traduce in un miglioramento generale della salute pubblica. Basti pensare ad esempio ad un lavoratore o ad uno studente che magari non hanno il tempo per fare dell'attività motoria o dell'attività fisica e questo scompenso è colmato appunto dall'utilizzo di un servizio di questo tipo. Infine, ma non meno importante, come detto prima, il bike sharing contribuisce enormemente alla riduzione dei gas serra e una città meno inquinata ovviamente si traduce in benefici per la salute di chi ci vive. **Davide**: Con il coronavirus abbiamo dovuto rinunciare o cambiare completamente molte delle nostre abitudini sia negativo ma anche in positivo. Mi viene da pensare ad esempio a un maggiore utilizzo dei pagamenti digitali che abbiamo affrontato, tema che abbiamo affrontato nell'intervista con SumUp oppure sistemi informatici per prenotarsi in coda che abbiamo invece visto con You First e quindi risparmiare tempo con sistemi di questo tipo ma in generale una digitalizzazione di servizi che fino a poco tempo fa erano antiquati. Che impatto ha avuto la pandemia sulle abitudini di spostamento dei cittadini nelle grandi città e come e quanto il bike sharing ne ha risentito? **Luca**: Come detto te Davide le abitudini durante la pandemia sono cambiati enormemente, questo anche negli spostamenti e soprattutto nel modo di spostarci da parte dei cittadini. Ti porto come esempio New York che sia una delle città con uno dei più grandi sistemi di bike sharing al mondo ma ha anche avuto una forte epidemia di coronavirus. Inoltre il servizio di bike sharing mette a disposizione pubblicamente i dati riguardanti gli spostamenti e questo può permettere appunto di fare delle analisi su come dicevo prima le abitudini sono cambiate durante la pandemia. Sicuramente c'è stato un forte calo negli spostamenti, questo appunto dovuto principalmente alla quarantena. I cittadini in questo periodo non avevano la possibilità di spostarsi. In una città in cui i maggiori utilizzatori del servizio sono per lo più studenti e lavoratori e questo si è appunto tradotto in un forte calo dell'utilizzo. Tuttavia se da una parte questi cittadini che utilizzano abitualmente il bike sharing hanno avuto un effetto negativo sulla quantità di spostamenti dall'altra parte ci sono quegli utenti occasionali che invece sono addirittura aumentati rispetto agli anni precedenti. Questo può significare che molti cittadini come ad esempio i lavoratori che dovevano per necessità spostarsi all'interno della città hanno trovato nel bike sharing una soluzione più affidabile e soprattutto più sicura rispetto a mezzi di trasporto pubblico tradizionali come possono essere tram o autobus. Il bike sharing infatti da una parte non permette di restare in uno spazio chiuso e ristretto come può essere un autobus ma dall'altra garantisce anche di tenere un distanziamento sociale che in questi ultimi mesi è stato fondamentale per contrastare l'avanzata dell'epidemia. **Davide**: Quindi per concludere in futuro che sviluppo dovremmo aspettarci dai servizi di bike sharing o in generale tutti quei servizi legati alla micro mobilità anche in riferimento mi avrebbe da dire al paradigma delle smart cities di cui in questo periodo ne sentiamo ampiamente parlare. **Luca**: Come abbiamo visto il bike sharing porta con sé numerosi benefici sia dal punto di vista ambientale ma e soprattutto anche per i cittadini che lo utilizzano. Servizi di micro mobilità e mobilità ecosostenibile dunque avranno un'importanza sempre maggiore all'interno delle grandi città che dovranno pensare di introdurre e integrare fin da subito il bike sharing o comunque servizi simili con il trasporto urbano e i mezzi di trasporto tradizionali come appunto autobus tram o metropolitane. Questo contribuirà a creare delle città più smart e quindi attente soprattutto all'ambiente ma ancor di più alla salute dei propri cittadini. **Davide**: Va bene Luca grazie per il tuo intervento alla prossima. **Luca**: Ciao a te e un grazie a tutti gli ascoltatori. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 15:49 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e21 ## No. “Ok Google” non è domotica > Le case negli anni si sono continuamente trasformate per adattarsi ad una società in continua [evoluzione](https://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione_sociale), in perenne mutamento. Il XXI secolo non può certo essere da meno. [Internet](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243), smartphone, sensori, [Internet of Things](https://it.wikipedia.org/wiki/Internet_delle_cose) e molto molto altro stanno contribuendo a creare dei [nuovi modelli di casa](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e2?t=208), totalmente connessa, per fornirci un ambiente il più confortevole, sicuro e sostenibile possibile. In questa puntata vedremo degli esempi di come i dispositivi connessi possono aiutarci a vivere meglio. Nella sezione delle notizie invece parleremo del green pass digitale per le vaccinazioni, di un algoritmo di [Google](https://www.google.com/) che favorisce l’utilizzo dei [Data Center](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e11?t=361) alimentati a energia rinnovabile e infine della possibilità di pagare in contanti per gli acquisti su [Amazon](https://www.amazon.it). - Stagione: 3 - Episodio: 21 - Data di pubblicazione: 2021-05-22 06:45:00 - Durata: 16:52 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e21](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e21) - Episodi correlati: s2e51, s3e2 - Tag: domotica,casa,smart home,assistenti vocali,gestione energetica,luci smart,casa intelligente,casa smart,casa domotica,sensori,sicurezza,telecamere,termostato,pannelli fotovoltaici,pannelli solari,google,carbon-free,carbon-neutral,2030,data center,carbon-aware computing,amazon,finanza,contanti,pagamenti elettronici,e-commerce,green pass,vaccinazione,app ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire cosa intendiamo quando parliamo di domotica in una casa e come questa possa semplificare la vita di chi la abita. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il passaporto vaccinale in un’app > Fonte: Quotidiano.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Applicazioni - Tipologia: Notizia **Davide**: Chi è entrato o rientrato in Italia dal 15 maggio può circolare liberamente se in possesso del Green Pass nazionale, una certificazione che deve attestare l'avvenuta vaccinazione con uno dei vaccini attualmente ammessi dall'Agenzia Europea del Farmaco, l'effettuazione di un tampone negativo risalente alle 48 ore precedenti o l'avvenuta guarigione da Covid da non più di sei mesi. Per ora basta un pass cartaceo, ma i tecnici sono al lavoro per un pass digitale che attesti l'esistenza di una delle tre condizioni. La certificazione sarà anche necessaria per partecipare agli eventi sportivi o agli spettacoli nei quali sono previsti numeri rilevanti di spettatori e nei quali non può essere garantito il distanziamento. Verso metà maggio dovrebbe entrare in funzione anche il pass europeo, che avrà lo scopo di far ripartire i movimenti all'interno dell'UE. Il meccanismo dovrebbe essere cartaceo o digitale con un app da scaricare sullo smartphone, nella quale saranno contenute le certificazioni richieste. #### Google fa un altro passo verso il carbon-free > Fonte: SmartWorld.it - Timestamp: 01:59 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Dati - Tipologia: Notizia **Davide**: Le più grandi aziende del mondo si stanno sempre più mobilitando per garantire entro tempi brevi un impatto zero sul pianeta. Per aggiungere questi obiettivi, ad esempio, si fa uso di energie rinnovabili o di materie riciclate o sostenibili in fase di produzione. Tra queste aziende c'è Google, che è Carbon Neutral dal 2007 e che ha come obiettivo diventare Carbon Free entro il 2030. La sfida maggiore al momento riguarda il consumo energetico degli enormi datacenter situati nelle varie parti del mondo, che non sempre sono alimentati da energia rinnovabile e sostenibile. Per questo, Google ha annunciato che adotterà un nuovo sistema di carbon-aware computing. Quello che fa l'algoritmo, nella pratica, è spostare il carico di lavoro, quando possibile, dai datacenter alimentati con energie non rinnovabili verso quelli alimentati, al contrario, da energia pulita. In questo modo verrà ottimizzato il consumo delle risorse, evitando il più possibile di usare fonti non rinnovabili, senza compromettere però le prestazioni dei servizi offerti. #### Amazon accetta anche i contanti > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 03:03 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Da una parte il Covid-19 e le relative misure di distanziamento hanno favorito l'ascesa dei pagamenti elettronici, grazie anche a misure come il cashback di Stato o la lotteria degli scontrini. Dall'altra troviamo Amazon, che, con una decisione, a dir poco, anacronistica, ha introdotto nel proprio sito di e-commerce la possibilità di pagare i prodotti direttamente in contanti. Il funzionamento, in questo caso, è piuttosto semplice. Dopo aver introdotto nel carrello digitale il prodotto selezionato, l'utente dovrà solamente verificare tra i vari metodi di pagamento che vi sia l'opzione "Paga in contanti". A questo punto ci si potrà recare entro 48 ore in uno dei 4800 punti vendita a Western Union distribuiti in tutta Italia. Per saldare così il conto tramite contanti, e una volta validata la transazione, il cliente non dovrà fare altro che attendere l'arrivo del prodotto, proprio come se fosse stato acquistato direttamente sul sito. Da quando l'uomo ha lentamente abbandonato la vita da nomade in favore di uno stile di vita più sedentario, la casa, che all'inizio era solo un tetto sotto cui vivere, ha assunto via via un valore sempre maggiore per l'uomo. #### No. “Ok Google” non è domotica > - Timestamp: 04:16 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Domotica - Tipologia: Topic **Davide**: Casa è dove forse si passa la maggior parte della propria vita, dove si cresce, dove si formano e si custodiscono i ricordi migliori della propria infanzia. E non importa cosa succede durante il giorno, alla fine torneremo sempre a casa, per goderci il meritato riposo, liberarsi da tutti i pensieri e le preoccupazioni. E proprio per la sua fondamentale importanza nella nostra vita quotidiana, le case negli anni si sono continuamente trasformate, come dimensioni, come funzioni, come stili, e riempiendosi di accessori e strumenti per adattarsi ad una società in continua evoluzione in perenne mutamento. E il XXI secolo non può certo essere da meno. Internet, smartphone, sensori, internet of things e molto molto altro stanno contribuendo a creare dei nuovi modelli di casa totalmente connessa per fornirci un ambiente il più confortevole, sicuro e sostenibile possibile. Insomma, abitazioni che fino a qualche anno fa sembravano esistere solo nei film di fantascienza. Ovviamente, ormai l'avrete capito, stiamo parlando di quello che viene definito domotica. E in questa puntata andremo a vedere cos'è, la tecnologia che al momento è a disposizione delle nostre case e degli esempi di come i dispositivi connessi possono aiutarci a vivere meglio. Iniziamo dalla definizione. La parola domotica viene dal latino "domus", che significa casa, e dal greco "ticos", che indica in generale la scienza e la tecnologia mirata a migliorare la qualità della vita proprio degli ambienti domestici. E già questo ci fa capire quanto la domotica è e sarà importante per tutti noi. In realtà, se ci pensiamo bene, questa parola forse non descrive alla perfezione l'immaginario collettivo, che probabilmente è meglio rappresentato da una casa intelligente o smart home. Ma le due definizioni sono spesso sovrapponibili. Ciò che in sostanza fa una casa domotica è semplificare e migliorare l'accesso a tutto ciò che in casa è tecnologico, grazie soprattutto alla rete internet. Proteggere grazie a sistemi di sorveglianza e di sicurezza sia la casa, sia chi la abita, ma anche ridurre l'impatto ambientale e i costi di gestione. E la prossima domanda sorge quindi spontanea. Cosa serve affinché un'abitazione sia intelligente? Il mercato ormai offre numerosissimi, quasi troppi, dispositivi IoT, tra cui sensori, luci e molto altro ancora, indispensabili per la realizzazione di una smart home. Tuttavia, potremo provare a raggrupparle in diverse macro-categorie. Vediamo quali. Partiamo dall'illuminazione. Lampade o strisce led connesse a internet direttamente o per mezzo di un hub e poi vedremo cos'è. Forse sono i primi acquisti per la propria casa intelligente. Non credo abbiano bisogno di altre spiegazioni, ma queste lampade possono essere accese o spente da remoto o in molti casi hanno anche la possibilità di cambiarne il colore e la luminosità per adattarsi ai diversi scenari. Ho citato l'hub, quindi è doveroso spiegare cosa sia. Anche questo, infatti, è un elemento spesso indispensabile in abitazioni all'avanguardia. Molti dispositivi sono dotati di interfacce Wi-Fi o via cavo per connettersi direttamente alla rete di casa e di conseguenza al mondo esterno. Questo però si traduce in un ingente spreco di risorse per quanto riguarda il modem o il router che si troverà a gestire decine e decine di connessioni praticamente superflue. Per questo i produttori di dispositivi IoT, che solitamente non si limitano ad un'unica categoria ma cercano di creare una linea di prodotti quanto più completa possibile, sempre più spesso optano per fornire appunto un hub. In poche parole luci, sensori o elettrodomestici non saranno connessi direttamente alla rete Internet, ma comunicheranno invece con l'hub che farà da intermediario tra questi e l'esterno, limitando così l'impatto sul modem di casa. I benefici comunque non si limitano qui. L'hub e i dispositivi smart infatti comunicano tra loro usando protocolli e sistemi diversi da quelli Internet, permettendo un raggio di azione più ampio che magari arriva anche là dove il Wi-Fi solitamente non prende. Si possono poi usare anche più hub, magari per i diversi piani della casa, senza dover ricorrere ad esempio a ripetitori Wi-Fi. Altro elemento indispensabile per progettare un'abitazione intelligente e in questo caso sicura sono telecamere sia esterne ma anche interne e sensori. Tra questi degli esempi possono essere sensori di movimento, di temperatura, umidità o wattmetri, ovvero quelli che misurano l'energia assorbita dalle varie prese ed elettrodomestici. E proprio questi sono il prossimo elemento della lista. Magari può per molti sembrare strano, ma in una casa domotica anche gli elettrodomestici come il frigorifero, la lavatrice, il forno o la macchina del caffè sono connessi a Internet. E fino a qualche anno fa pure delle luci che si accendono battendo le mani sembravano così lontane da poterle vedere solo nei film o sui libri. Un frigo intelligente ad esempio può permettere di verificare lo stato di conservazione del cibo o regolarne la temperatura per i diversi scomparti. Un forno può automaticamente adattare il metodo di cottura in base al piatto infornato. Una macchina del caffè può avere la possibilità di impostare un orario in cui in autonomia preparare la bevanda scelta. Come non citare poi i vari assistenti vocali. Ormai in circolazione ce ne sono diversi e di diversi tipi, adatti ad ogni angolo della casa o ad ogni utilizzo. Grazie a questi possiamo comandare ogni elemento connesso della nostra abitazione, ma anche ascoltare la musica, chiedere informazioni, impostare pro memoria o sveglie, tenere sincronizzata una lista della spesa e tanto tanto altro. Le potenzialità sono pressoché illimitate e l'unico limite, fra qualche anno, potrebbe essere solo la nostra fantasia. Arrivati a questo punto, sembrerebbe completa la lista per creare una casa smart, ma per una casa domotica? Torniamo per un momento alla sua definizione, la domotica si occupa di trovare e sviluppare strategie principalmente per migliorare la qualità della vita, aumentare la sicurezza, ridurre i costi di gestione. Sembra dunque che tutti questi accessori da soli non bastino, e quello che abbiamo fatto è stato semplicemente creare un'abitazione connessa ai internet, da cui possiamo accendere le luci, vedere lo stato dei vari accessori, controllare gli interni o gli esterni. Ma la qualità della vita di chi ci vive è veramente migliorata così tanto? È aumentata la sicurezza? A cosa mi serve una telecamera se devo usarla per controllare regolarmente cosa succede in casa? Accendere una luce utilizzando il telefono, usando un comando vocale o usando invece un vecchio interruttore? Non è forse la stessa cosa. Alla fine è sempre necessaria un'azione da parte nostra. Una casa veramente domotica dovrebbe essere molto di più. Si potrebbe usare una parola semplice per segnare una linea netta che divide una smart home da una casa domotica. E questa parola è collaborazione. Facciamo qualche esempio provando a immaginare da una parte una casa intelligente e dall'altra una domotica. Apriamo la porta. Si può fare in tanti modi, con una chiave, con un pass o anche direttamente dal telefono. Ma in una casa domotica la porta si aprirebbe automaticamente dopo aver riconosciuto la mia faccia. Proseguiamo per le varie stanze. Anche qui, grazie a diversi sensori di movimento, una casa veramente intelligente accenderà le luci nel momento in cui è strettamente necessario, controllando ad esempio il livello di luminosità della stanza. O in alternativa potrebbe alzare la tapparella se il meteo è favorevole. In inverno, in estate e con una casa smart sarebbe possibile accendere e spegnere e impostare la temperatura del termostato. Una casa domotica, al contrario, regolerebbe il termostato solo sotto certe condizioni, ottimizzando così lo spreco di risorse energetiche che tra l'altro si traducono in una bolletta meno salata. Un'abitazione domotica dovrebbe essere anche dotata di pannelli fotovoltaici per sfruttare quanta più energia rinnovabile possibile e magari inquinare meno. Proprio la scorsa settimana, il 13 maggio, in Italia è stato raggiunto l'Overshoot Day, ovvero quella giornata in cui abbiamo consumato le risorse che il pianeta può produrre in un anno. Se tutti abitassimo in una casa domotica, forse questo giorno, in un futuro, potrebbe non esistere più o perlomeno arrivare molto più tardi. In una casa smart, alla sera per rilassarci, potremmo guardare un film e chiedere ad Alexa o al nostro assistente virtuale preferito di spegnere le luci. Una casa domotica invece capirebbe ciò che stiamo facendo e agirebbe in autonomia seguendo le nostre abitudini. O ancora, la mattina una casa domotica potrebbe sincronizzarsi con la sveglia per alzare le tapparelle e preparare un caffè. Per quanto riguarda la sicurezza, invece una casa veramente intelligente può inviarci un messaggio o una notifica se riconosce movimenti sospetti o se qualcosa non funziona a dovere e potrebbe addirittura cercare autonomamente una soluzione. Si potrebbe continuare all'infinito, ma il concetto penso che ormai sia chiaro. Una casa domotica non è solo una cozzaglia di sensori, luci ed elettrodomestici connessi a internet. Una casa domotica riesce a far collaborare tra loro tutti questi oggetti, a ricevere e inviare segnali per automatizzare una serie di operazioni, compiere azioni più o meno in autonomia non solo per semplificare la vita di chi la abita, ma migliorarla in modo sostanziale, ottimizzando il più possibile le poche risorse disponibili, evitando sprechi e diminuendo i costi di gestione, e rendere l'ambiente sicuro contro eventuali malintenzionati, ma anche soprattutto contro noi stessi. Un esempio? Viene rilevata nella casa un'aria inquinata o con la presenza di gas tossici, in automatico questa potrebbe attivare un sistema di pulizia dell'aria e riportarla a una situazione ottimale. Per concludere possiamo fare un attimo il punto della situazione su quanto detto fino ad ora, e trarne delle considerazioni finali. Abbiamo capito che una casa domotica e una casa smart non sono la stessa cosa, e mentre una casa domotica è anche connessa, il contrario potrebbe non essere sempre vero. Affidarsi a uno smartphone o un assistente vocale per controllare le varie luci o la temperatura è molto comodo, si può usare per stupire i propri amici, ma nulla di più. In un futuro prossimo quello a cui possiamo aspirare è una casa veramente domotica, che possa accogliere al meglio i suoi inquilini, e far vivere loro una vita non solo più comoda e confortevole, ma migliore sotto tutti i punti di vista, magari abbattendo anche i limiti di quelle persone con difficoltà di movimento, o che grazie alla domotica possono ritrovare una certa autonomia e indipendenza. Ma che sia anche una casa attenta all'ambiente e agli sprechi e sicura per tutti. Insomma, una casa senza compromessi. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 16:00 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e22 ## Too Good To Go: l’app per ridurre gli sprechi alimentari > La popolazione mondiale sta [crescendo](https://it.wikipedia.org/wiki/Crescita_demografica) sempre più e con essa anche la necessità di produrre cibo. Paradossalmente però un terzo del cibo che produciamo viene gettato e sprecato. Il vero problema non è quindi solo produrre più cibo, ma cercare di distribuire quello che abbiamo nel modo più corretto possibile. [Too Good To Go](https://toogoodtogo.it/it) è l’esempio di come la tecnologia può aiutarci non solo a ridurre gli sprechi alimentari, ma anche a rendere profittevole ciò che altrimenti rimarrebbe invenduto. Per spiegarci questa realtà abbiamo intervistato [Alberto Bruzzese](https://www.dentrolatecnologia.it/alberto.bruzzese.html), Head of Customer Success di Too Good To Go. Nella sezione delle notizie invece parleremo dell’esclusione di [Xiaomi](https://www.mi.com/it/) dalla lista nera USA delle aziende affiliate al governo Cinese e del divieto di mining di [criptovalute](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3?t=299) in Iran. - Stagione: 3 - Episodio: 22 - Data di pubblicazione: 2021-05-29 06:45:00 - Durata: 20:07 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e22](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e22) - Episodi correlati: s2e40, s2e42 - Tag: Too Good To Go,Alberto Bruzzese,spreco,cibo,alimenti,ristoranti,bar,supermercati,app,popolazione,cliente, esercente,rifiuti,mining,iran,bitcoin,ambiente,inquinamento,energia,criptovalute,blocco mining,mining, blacklist,USA,xiaomi,cina,trump ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Alberto**: Sicuramente oltre alla parte educativa, la parte un pochettino ludica, è quello che incuriosisce i nostri utenti che non sanno quello che possono trovare e hanno anche la possibilità di sperimentare quelli che sono nuovi prodotti e conoscere anche magari degli esercenti che sono vicino casa e che per un qualsiasi altro motivo non avrebbero mai avuto la possibilità di conoscere in questo senso. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Too Good To Go di come la tecnologia può aiutarci a ridurre gli sprechi alimentari, farci risparmiare e scoprire nuovi piatti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Xiaomi non è più nella black list degli USA > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:18 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Diritto, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso mercoledì, Xiaomi è ufficialmente comunicato che non sarà più considerata da parte degli Stati Uniti un'azienda affiliata al governo cinese. La sentenza della Corte Suprema del Distretto di Columbia si è infatti espressa favorevole al ricorso effettuato dall'azienda durante l'ex-presidenza Trump, in cui il Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti aveva deciso di creare una sorta di Black List per catalogare tutte le società che venivano reputate affini al governo cinese. Per un'azienda come Xiaomi o anche Huawei, entrare in questa lista significa di fatto perdere tutti quei cittadini americani interessati a investire nei titoli di tali aziende e impossibilitati dunque ad entrare in affari con esse. Ed è proprio per questa ragione che subito dopo l'inserimento nell'elenco Xiaomi non ha perso tempo a rivolgersi alla Corte Suprema del Distretto di Columbia chiedendo di fatto la cancellazione di tale decisione. Ora la nota azienda di tecnologia può finalmente tirare un sospiro di sollievo dato che da questo momento in avanti non verrà più considerata una società affiliata all'esercito cinese. Torniamo a parlare ancora una volta di criptovalute e dei loro problemi. #### Mining bloccato in Iran > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:28 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Blockchain - Tipologia: Notizia **Davide**: Come abbiamo detto più volte minare in moneta elettronica non è affatto semplice e richiede un'enorme potenza di calcolo che si traduce in grosse quantità di energia consumate. Ed è per questo che i grandi minatori di criptovalute trovano i maggiori guadagni in paesi come la Cina che fa uso di fonti altamente inquinanti per vendere energia a basso costo e contribuire non poco all'inquinamento del pianeta. Proprio per questo motivo l'Iran che comunque riconosce illegalmente lo scambio di denaro attraverso criptovalute e il loro mining ha deciso di bloccare per 4 mesi proprio quest'ultima attività. L'impatto energetico infatti è troppo elevato e già negli scorsi anni si sono verificati gravi blackout in tutto il paese. Sia chiaro, la colpa non è da attribuirsi esclusivamente al mining, ma il governo iraniano intende ridurre qualsiasi rischio non strettamente necessario. Gli effetti di questa scelta ovviamente hanno avuto un impatto negativo sulla quotazione in particolare di bitcoin, che dovrà cambiare rotta assieme alle altre grandi criptovalute se vorrà contribuire alla rivoluzione finanziaria del futuro. #### Too Good To Go: l’app per ridurre gli sprechi alimentari > - Timestamp: 03:55 - Autori: Too Good To Go, Alberto Bruzzese, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione, Ambiente, Applicazioni - Tipologia: Intervista **Davide**: La popolazione mondiale sta crescendo sempre più, e con essa anche la necessità di produrre cibo. Paradossalmente, però, un terzo del cibo che produciamo viene gettato o sprecato. Il vero problema non è quindi solo produrre più cibo, ma cercare di distribuire quello che abbiamo nel modo più corretto possibile. Oggi cercheremo di capire con l'aiuto di Alberto Bruzzese, Head of Customer Success di Too Good To Go, come la tecnologia può aiutarci a ridurre gli sprechi. Benvenuto, Alberto. **Alberto**: Grazie mille, Davide, buongiorno a tutti. **Davide**: Ci spieghi che cos'è Too Good To Go e come nasce l'idea di un servizio di questo tipo. **Alberto**: Allora, Too Good To Go nasce in Danimarca, è un'app che lotta contro lo spreco alimentare ed è nata da un gruppo di studenti danesi che volevano effettivamente affrontare questo grande problema della lotta contro lo spreco alimentare. Ricordiamoci che è un problema decisamente impattante su più fronti, chiaramente su tutta la parte economica rispetto a quello che è l'utilizzo delle risorse per la produzione, per lo smaltimento eventualmente poi dei prodotti che non vengono consumati, ma anche dei grandi risvolti ambientali, perché è grande responsabile di quella che è l'emissione di CO2 all'interno del nostro pianeta, ma chiaramente anche dei svolti sociali, perché al mondo ancora oggi ci sono delle persone nei continenti un pochettino più sfavoriti che non hanno accesso a quelle che sono queste risorse e prodotti finiti. Quello che hanno fatto di fatto non è inventare la lotta contro lo spreco alimentare, ma cercare di utilizzare la tecnologia sotto forma di app per affrontare questa tematica. Devo dire che ci sono riusciti molto bene, perché dopo il lancio in Danimarca, ad oggi, dopo praticamente sei anni siamo in 14 paesi europei, siamo negli Stati Uniti, a breve saremo anche nel Canada, e ad oggi abbiamo di fatto salvato 73 milioni di Magic Box grazie all'aiuto di 38 milioni di utenti e di circa 50 mila negozi. Di questo di fatto Tuggo in Italia, che è nata fino a marzo 2019, ha appena raggiunto questo grandissimo traguardo di 3 milioni di box vendute grazie a una rete di commercianti che sono circa 10 mila e 3 milioni e mezzo di utenti registrati. Quindi devo dire che si sta espandendo molto e grazie soprattutto alla tecnologia stiamo avendo grande successo. **Davide**: Certo, hai parlato di due parole chiave, una è la tecnologia e l'altra questi box che mettete a disposizione, quindi ci spieghi come funziona poi praticamente Tuggo per quanto riguarda il cliente, cioè colui che poi andrà a recuperare questo cibo che sarebbe andato. All'esercente a chi i prodotti li produce, di non gettarli, ma perché magari non lo sarebbero il giorno dopo. **Alberto**: Esattamente, è tutto corretto, sicuramente oltre alla parte educativa, la parte un pochettino ludica è quello che incuriosisce i nostri utenti che proprio come hai detto tu non sanno quello che possono trovare e hanno anche la possibilità di sperimentare quelli che sono nuovi prodotti e conoscere anche magari degli esercenti che sono vicino casa e che per un qualsiasi altro motivo non avrebbero mai avuto la possibilità di conoscere in questo senso. Allo stesso modo gli esercenti hanno modo di farsi conoscere e perché no guadagnare nuovi clienti. **Davide**: E secondo te questo aspetto, questo elemento tra virgolette di curiosità, mistero che c'è nei prodotti che andiamo a comprare, è stato determinante anche per il funzionamento di per sé di To Good To Go? **Alberto**: Ma secondo me sì, sicuramente è stato vincente lato punto vendita perché rende tutto molto più semplice, essendo l'in venduto di base imprevedibile, quindi non sapendo gli esercenti che cosa avranno effettivamente a fine giornata o che cosa non riusciranno a vendere nell'arco di un paio di giorni, è molto più semplice creare una box con effettivamente quello che hanno di fronte senza dover complicarsi quella che è la loro permanenza e la gestione dell'app inserendo manualmente tutti quelli che sono i prodotti. E dall'altra parte sì, nel momento in cui c'è qualcosa di segreto, di nascosto, di misterioso, secondo me incuriosisce e rende tutto quanto molto più accattivante anche per l'utente finale, per non parlare chiaramente di tutto l'aspetto educativo che c'è dietro come abbiamo citato prima. **Davide**: Certo, e concentrandoci appunto sulla figura dell'esercente, cosa deve fare l'esercente per iscriversi a Too Good To Go, per partecipare e quali sono oltre a levitare lo spreco di cibo i vantaggi per lui? **Alberto**: Sì, di fatto se è interessato basta che compila un modulo online, lo ricontattiamo entro brevissimo tempo e spieghiamo quelle che sono le dinamiche. Un po le ho anticipate prima, di fatto sulla base di quella che è la sua consapevolezza e conoscenza di quello che è il suo in venduto giornaliero o del momento, definisce quella che è una programmazione settimanale, piuttosto che invece decide di aggiungere manualmente tutti i giorni quello che è le "Magic Box" che pensa di avere a disposizione, ed il gioco è fatto. Definisce quella che è una finestra di ritiro che generalmente è alla fine della giornata lavorativa, entro il quale l'utente deve recarsi all'interno del punto vendita, mostra quello che è una ricevuta presente sull'applicazione e il gioco è fatto con valida e win-win-win per entrambi, per l'utente finale, per il punto vendita e per l'ambiente che in questo modo ne guadagna. Come abbiamo già detto un pochettino prima, sono oltre a quello di non sprecare quello che è il cibo, il punto vendita ha questo grande vantaggio di, come dire, permettere un flusso maggiore, soprattutto in un momento come questo, di utenti che così possono conoscere quello che è il prodotto venduto dal punto vendita stesso e quindi, perché no, ritornare in circostanze diverse rispetto a Too Good To Go, alla possibilità di far provare i propri prodotti e in un certo senso, mostrandosi presenti attivi su quella che è la nostra piattaforma, è molto sensibile a quelle che sono le tematiche di lotta controllo spreco alimentare o comunque le tematiche green legate alla sostenibilità, a modo anche di mostrare quello che è il suo impegno a livello sociale e ambientale. **Davide**: Ci fai qualche esempio di tipologie di negozi, di esercenti che offrono la loro disponibilità nell'app? **Alberto**: In realtà, qualsiasi tipo di esercente che abbia dell'in venduto alimentare, potrebbe essere la panetteria sotto casa, potrebbe essere un supermercato della grande distribuzione, potrebbe essere l'Italy della situazione, potrebbe essere il Carrefour, potrebbe essere tutta una serie di realtà dal più piccolo al più grande che hanno la necessità effettivamente di limitare quello che è lo spreco di cibo e salvare il prodotto che è stato nella maggior parte dei casi confezionato e prodotto all'interno del punto vendita stesso, il che rende anche ancora di più un dispiacere il fatto di doverlo buttare. **Davide**: Certo, e siccome abbiamo capito che avete sfruttato la tecnologia per ridurre gli sprechi alimentari, ci sono altri modi in cui secondo voi può essere adoperata la tecnologia per ottimizzare questo ambito che è quello del cibo e degli alimenti? **Alberto**: Allora, sicuramente la tecnologia ha questo grande privilegio di arrivare a tutti e di poter passare dei messaggi in tempo reale in maniera cristallina e lampante. Sicuramente se dovessi pensare a degli altri esempi di tecnologia utilizzata al meglio, viene da pensare all'interno delle proprie case, potenzialmente i frigoriferi intelligenti per dirne una. È chiaro che non c'è una bacchetta magica in questo senso, l'importante secondo me e anche secondo quelli che sono i valori dell'azienda è poterla utilizzare in maniera che sia semplice e che semplice di quella che è la gestione della propria vita quotidiana, per temi soprattutto che siano caldi come quello dello spreco alimentare piuttosto che complicarla. Di fatto uno dei nostri valori è "We keep it simple", cioè facciamo tutto in maniera che sia semplice e lineare e penso che sfruttando questo mantra in realtà la tecnologia potrebbe davvero avere un grandissimo impatto su quella che è la nostra vita quotidiana a prescindere da quello che è il settore impattato, come potrebbe essere in questo caso quello della lotta allo spreco alimentare, quindi mantenere tutto in maniera tranquilla, distesa e far capire che la tecnologia in questo caso non è un nemico ma serve solo a semplificare quello che probabilmente senza la tecnologia non sarebbe stato possibile. **Davide**: L'esperienza utente deve essere il più semplice possibile, se no si scoraggia l'utente stesso a provare cose nuove come in questo caso una realtà giovane come quella di Too Good To Go. Avete dei progetti per il futuro, delle espandervi per quanto riguarda magari le funzionalità? **Alberto**: Allora sì, sicuramente due sono i topi principali che vedo nel futuro, sicuramente come dicevo prima la necessità di espandersi e raggiungere più persone possibili sia in termini di utenza, sia in termini di capillarità e presenza sul territorio, in termini di punti vendita, come nella maggior parte dei casi quando viene lanciata un'iniziativa l'obiettivo iniziale è cercare di raggiungere quelli che sono i grandi centri evitati, le città perché chiaramente sono quelli i posti dove c'è più densità di popolazione ma piano piano ci stiamo espandendo per raggiungere quelli che sono le province e i comuni limitrofi. Dall'altra parte sempre attraverso quella che è la nostra app abbiamo anche la necessità di comunicare sempre più quella che è la nostra missione e la nostra visione. Noi all'interno dell'azienda abbiamo un dipartimento che si chiama "Movement" e vuol dire di fatto movimento e sono quelli che tipicamente si occupano di raggiungere quelli che sono delle realtà un pochettino più ampie, più esterne e al di fuori di quello che è il marketplace, cioè l'app in sé per sé, di fatto sono coloro che si interfacciano con le istituzioni, con tutta la sfera education, public affairs e via dicendo quindi sicuramente nel momento in cui abbiamo la possibilità di raccogliere quelli che sono gli utenti e i punti vendita, cercare di espanderci e organizzare eventi e sensibilizzare sull'aspetto di cui abbiamo parlato fino a adesso, quindi la lotta contro lo spreco di cibo anche su fronti un pochettino più radicate nella società. **Davide**: Fra l'altro sul tema della sensibilizzazione fate anche divulgazione sul problema dello spreco di cibo all'interno dell'app, vero? **Alberto**: Sì, sì, sì, assolutamente sì. Lo facciamo in realtà in due modi, uno all'interno della piattaforma con dei consigli su come utilizzare determinati prodotti o determinate parti di prodotti, quindi dei tips, dei consigli, dei trucchi su come evitare lo spreco di cibo all'interno delle proprie case e dall'altra parte anche nelle relazioni con l'utente finale nel momento in cui ci dovesse effettivamente contattare. Io penso che sia fondamentale nel momento in cui l'utente ci scrive fornire loro, fornire lui o lei tutta una serie di informazioni legate allo spreco alimentare e far sì che possono effettivamente utilizzare e capiscono come utilizzare quello che hanno effettivamente trovato. L'obiettivo qui è sradicare tutta una serie di come dire idee che ci siamo fatti, che sono ormai radicate per l'abitudine che abbiamo al consumo e cercare di spingere rispetto ad un consumo un pochettino più consapevole anche all'interno delle nostre abitazioni. **Davide**: Va bene Alberto, grazie per questo tuo intervento, sperando che il vostro lavoro contribuisca a sensibilizzare i cittadini affinché comprendano l'importanza degli sprechi alimentari e partecipino attivamente per contrastare questo problema. A presto e buon lavoro. **Alberto**: Grazie Davide, grazie a tutti voi. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 19:15 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e23 ## Come è cambiato il modo di ascoltare la musica > Al giorno d’oggi la [musica](https://it.wikipedia.org/wiki/Musica) è probabilmente una tra le forme d'arte maggiormente diffuse sul nostro pianeta. Il ruolo che attualmente ricopre questa particolare modalità di comunicazione è di vitale importanza nel dare un maggiore significato ai diversi periodi della nostra vita. In questa puntata ci soffermeremo sulle modalità con cui l’Uomo ha potuto [fruire della musica](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e31?t=32) nei vari periodi storici, principalmente a partire dall’Ottocento, momento in cui fu inventato il primo supporto fisico per la registrazione e la riproduzione dei suoni. Nella sezione delle notizie parleremo dell’imminente arrivo della funzionalità multi-dispositivo su [Whatsapp](https://www.whatsapp.com/?lang=it), del completamento della mappa del genoma umano e infine di [ITsART](https://www.itsart.tv/it/), la piattaforma italiana per l’arte e la cultura. - Stagione: 3 - Episodio: 23 - Data di pubblicazione: 2021-06-05 06:45:00 - Durata: 17:12 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e23](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e23) - Episodi correlati: s2e7, s2e31 - Tag: servizi,musica,fonografo,grafofono,grammofono,vinili,audiocassette,cd,musicaliquida,streaming,spotify itsart,servizi,streaming,cultura,netflix,whatsapp,ipad,pc,zuckerberg,facebook,multi-dispositivo,medicina,dna,genoma,evoluzione,scienza,mappatura ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire come è cambiato il mondo della musica e come nel tempo sia diventato sempre più digitale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Facebook ha confermato il lancio della funzione multi-dispositivo sulla famosa app di messaggistica a WhatsApp. #### WhatsApp supporterà più dispositivi > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:54 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Social - Tipologia: Notizia **Davide**: In particolare, la funzione entrerà in beta nei prossimi mesi e permetterà agli utenti di collegare fino a 4 dispositivi al proprio account in modo da riuscire a messaggiare contemporaneamente su più device. Grazie all'arrivo di questa funzione, nel futuro WhatsApp potrebbe sbarcare anche su iPad. Gli sviluppatori stanno anche lavorando a un'altra nuova funzione chiamata Visualizza una volta, che consentirà agli utenti di inviare contenuti che scompaiono dopo essere stati visualizzati. Zuckerberg, riguardo al supporto a più dispositivi, ha voluto sottolineare che la funzionalità non comprometterà la crittografia end-to-end offerta da WhatsApp. Sebbene non sia stata confermata la data di lancio della funzionalità Visualizza una volta, gli sviluppatori hanno confermato che il supporto a più dispositivi entrerà nella beta pubblica nel prossimo mese o due. #### Completata la mappa del genoma umano > Fonte: TGCom24.it - Timestamp: 01:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Vent'anni fa, nel 2000, si è raggiunto un traguardo importantissimo per quanto riguarda la conoscenza di noi stessi. Per la prima volta, infatti, si è riusciti a ottenere una mappatura di quasi tutto il genoma umano. Questo ovviamente ci ha permesso di compiere enormi passi avanti nella comprensione di certe malattie o della loro prevenzione e anche capire chi siamo e da dove veniamo. Tuttavia questa prima mappatura è rimasta incompleta fino ad oggi. Vent'anni fa, infatti, la tecnologia non permetteva di mappare tratti di DNA che si ripetono e che ne compongono circa il 5%. Ma ovviamente la tecnologia avanza ed è stato finalmente possibile mappare anche quel 8% mancante. Chi si pensa a regoli, ad esempio, l'evoluzione del DNA e quindi dell'uomo o la produzione di determinate proteine. Questi 3,9 miliardi di paia di basi, ovvero di mattoncini che compongono il DNA, dunque apriranno la strada a una comprensione ancora maggiore dell'essere umano, che sarà fondamentale in un prossimo futuro per lo sviluppo di terapie innovative e l'avanzamento della medicina. #### Nasce ITsART: la piattaforma italiana per l’arte e la cultura > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:04 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Se ne parla ormai da un anno e dopo una lunga attesa è finalmente uscita la nota a piattaforma dedicata interamente alla cultura voluta appunto dal Ministero dei beni culturali. Sia chiaro, it's art non è il classico servizio streaming a cui siamo abituati. Oltre ad essere un prodotto di base gratuito, l'obiettivo della nuova piattaforma commissionata a Cili dal ministro Dario Franceschini è proprio quella di promuovere uno dei settori cardine per lo sviluppo del nostro paese, ovvero quello della cultura, il cui beneficio è stato per parecchio tempo limitato a causa della pandemia. E proprio per queste ragioni infatti incanalare l'istruzione e la conoscenza in una piattaforma in stile Netflix o Disney Plus dai noti meccanismi si è rilevato una scelta vincente, soprattutto se l'accesso all'intero catalogo di it's art composto da contenuti gratuiti con pubblicità e a pagamento è vincolato da una banalissima registrazione. #### Come è cambiato il modo di ascoltare la musica > - Timestamp: 04:20 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Musica, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Al giorno d'oggi la musica è probabilmente una delle forme d'arte maggiormente diffuse sul nostro pianeta. Il ruolo che attualmente ricopre questa particolare modalità di comunicazione è di vitale importanza nel dare un ulteriore significato ai diversi periodi della nostra esistenza, e non considerarla significherebbe escludere una buona parte del retaggio storico e culturale appartenente alla civiltà umana. Oggi dunque parleremo proprio di questa meravigliosa arte, che da oltre 50.000 anni accompagna l'uomo nella vita di tutti i giorni, sia nel bene che nel male. E per quanto possa essere particolarmente interessante approfondire una tematica strettamente legata al mondo della musica, in questa puntata ci soffermeremo invece sulle modalità con cui l'uomo ha potuto fruirne nei vari periodi storici, principalmente a partire dall'ottocento, momento in cui fu inventato il primo supporto fisico per la registrazione e la riproduzione di suoni. Cominciamo subito. Siamo quasi alla fine del XIX secolo, precisamente nel 1877, quando il nome del giovane Thomas Edison viene inserito nei libri di storia per aver brevettato il primo strumento in grado di registrare e riprodurre i suoni del mondo esterno, ossia il fonografo. L'intuizione geniale di Edison fu proprio quella di utilizzare un ripetitore telegrafico, allora già in uso da quasi 50 anni, per incidere su un cilindro ricoperto in alluminio i punti e le linee del codice Morse. Chiaramente essendo il primo dispositivo in grado di registrare e riprodurre suoni come la voce umana, il funzionamento era piuttosto elementare. Per quanto riguarda la fase di registrazione, la rotazione del cilindro fonografico, costituito da un rullo in ottone, consentiva ad una punta fissata su una particolare membrana vibrante in grado di captare le onde sonore, di sfiorare la superficie della copertura in stagnola con un grado diverso a seconda dell'intensità di vibrazione della membrana. Il processo di riproduzione invece avveniva esattamente al contrario, con l'unica differenza che in questo caso era una seconda membrana ad essere utilizzata per leggere e dunque riprodurre i vari solchi incisi nella fase precedente. Proseguendo nel nostro percorso passiamo ora al già più recente grafofono, progettato circa cinque anni più tardi dall'invenzione del fonografo di Edison. Questo strumento in realtà non introdusse una significativa differenza nelle modalità di funzionamento, salvo un buon miglioramento relativo alla lunghezza della traccia registrata, che ora arrivava a quasi due minuti e una modalità di registrazione laterale anziché sullo strumento stesso. La vera svolta nella storia della registrazione e della riproduzione si ebbe in realtà con l'esordio del grammofono, ideato nel 1887 dall'inventore tedesco Emil Berliner. In questo caso la vera e propria rivoluzione fu quella di utilizzare, al posto del cilindro ricoperto in alluminio, un disco di vetro annerito collocato su un piatto dal diametro di 12,5 centimetri e che veniva fatto ruotare da un motore elettrico ad una velocità di 33 o 78 giri al minuto. Appoggiando poi una puntina su questo disco, lo strumento era in grado di riprodurre qualsiasi tipo di suono. Vi ricorda qualcosa? Esatto, siamo agli albori della nascita del vero e proprio, per così dire, giradischi moderno. Ed infatti lo strumento ideato da Berliner era piuttosto simile a quello maggiormente diffuso al giorno d'oggi, il quale differiva tuttavia per due particolari. Il primo è che il disco poteva essere inciso solamente su un lato, mentre il secondo riguardava i tempi di registrazione, che variavano all'incirca tra gli uno e i massimo due minuti. C'è inoltre da dire che anche la storia dei dischi sui quali venivano incise le tracce è parecchio interessante. Inizialmente, infatti, questi strumenti erano fabbricati utilizzando vetro ricoperto di vernice, mentre in altri casi veniva impiegato un particolare tipo di inchiostro dalla consistenza più grassa che in seguito venne surclassato da metalli più funzionali come lo zinco. Con il passare del tempo poi iniziarono ad essere prodotti nuovi dischi in ebanite e in gommalacca, ossia dei materiali ancora più durevoli e con una maggiore resistenza all'usura e che hanno permesso di approdare infine alla resina termoplastica del polivinilcloruro o PVC. Da questo materiale deriva proprio la denominazione vinile, usata ancora oggi per indicare i dischi prodotti con questa tecnologia dalla nota colorazione nera. A questo punto, dopo il breve excursus delle varie tappe evolutive che hanno portato alla consolidazione dei celebri dischi in vinile, possiamo tornare sul tema principale di questa puntata, introducendo una nuova tecnologia che per la seconda volta è riuscita a cambiare radicalmente le modalità di fruizione della musica. In seguito all'introduzione del formato standard long playing, noto anche con la sigla LP 33 giri, dei dischi in vinile, il mercato legato al commercio dei supporti per l'ascolto della musica arrivò in pochi anni all'apice del successo. In questo periodo i nuovi formati per vinili consentivano la riproduzione di interi album su entrambi i lati dei dischi, il che permetteva all'utente di riprodurre musica per una durata massimo di 30 minuti senza la seccatura di sostituire ogni volta il disco per ascoltare i brani successivi. Ma fu proprio in quei fortunati anni, contornati da successi e in cassi record, che i vinili entrarono lentamente in una fase di decadimento, soppiantati da un nuovo e molto più moderno strumento per la riproduzione, le audiocassette. A dire la verità, questi dispositivi non sbaragliarono da un giorno all'altro i dischi in vinile. Anzi, dagli anni 70 fino agli anni 80, vinili e audiocassette furono gli unici supporti con diffusione capillare, e riuscirono proprio per queste ragioni a contendersi una larga fetta del mercato della distribuzione musicale sino all'avvento del cd-audio. Tornando all'inizio, le prime audiocassette furono brevettate da Philips nell'anno 1963, ed erano decisamente limitate rispetto alle versioni più recenti in quanto il nastro magnetico che le componeva consentiva la registrazione di una sola traccia per lato, in modo analogo a quanto avveniva con i dischi in vinile. Solamente in seguito si riuscì a passare dalla monofonia, con una traccia, alla stereofonia, con più di un brano per lato, il che consentì a questi nuovi dispositivi di consolidarsi definitivamente nel mercato della fruizione musicale. Tale successo in realtà non dipese solamente dalla possibilità di registrare più tracce su entrambi i lati, ma anche altri fattori che i dischi in vinile non possedevano, come la maneggevolezza, la facilità di utilizzo e di duplicazione, il basso costo e infine la versatilità di utilizzo, sia in ambito musicale che in quello privato per la registrazione ed esempio di interviste, dettature o messaggi vocali. Con la comparsa del lettore Walkman di Sony, la diffusione delle audiocassette toccò per la prima volta dopo il brevetto del 1963 i massimi storici, ma successivamente, grazie al progresso tecnologico che partì agli inizi degli anni 80, iniziò ad acquisire sempre più spazio il simbolo della rivoluzione digitale nel mercato della musica, il CD audio. Quando vennero presentati per la prima volta nel 1980 da Philips e Sony, i Compact Disc Audio vennero subito battezzati come l'evoluzione logica dei dischi in vinile, in quanto ereditarono sia la forma, ossia a cerchio ma con diametro inferiore e foro centrale, sia le modalità di registrazione, che consentivano di ordinare i dati lungo un'unica traccia, la forma di spirale, che partiva all'interno e terminava all'esterno. Ci stiamo avvicinando sempre più ai giorni nostri, e così come la puntata, anche l'innovazione legata ai supporti fisici per l'ascolto della musica sta volgendo al capolinea. Negli ultimi due secoli della nostra storia abbiamo infatti assistito ad enormi progressi nel campo della riproduzione musicale. Per fare un breve riassunto di quanto appena visto, in poco tempo si è passati dall'incisione della traccia musicale su un cilindro ricoperto di stagnola a quella su un disco in vinile, per poi arrivare agli inizi degli anni 80 alla registrazione tramite audio cassette e Compact Disc. Ora, alcuni degli audiofili più ostinati sostengono che il vinile sia ancora il supporto qualitativamente migliore in circolazione, e forse hanno anche ragione, ma è negabile che la nuova modalità di fruizione di cui parleremo fra un attimo ha completamente rivoluzionato il settore della musica, e persino quello di internet. La musica liquida, che nacque principalmente dalla necessità di ascoltare canzoni senza supporti specifici, ebbe parecchie difficoltà nelle fasi iniziali, poiché molte persone oltre a conoscere le nuove piattaforme per recuperare i brani come Napster, Audio Galaxy e Mule, o iTunes, dovettero imparare ad approcciarsi anche a numerosi formati con cui venivano resi disponibili, tra quali spicca il famoso MP3. Tuttavia, il vantaggio cardine introdotto dall'arrivo della musica liquida è stato sicuramente la possibilità di conservare molte canzoni in meno spazio rispetto ad un tempo, grazie soprattutto ai nuovi formati che consentivano di comprimere le tracce audio a costo però di una minore qualità. Ed infatti è soprattutto per quest'ultima ragione che molti sostenitori dei supporti fonografici preferiscono tuttora il gusto retro dei vecchi ma inesorabili dischi in vinile senza nulla togliere ai più recenti Compact Disc. Ebbene, dopo questo lungo viaggio nella storia dei supporti musicali, possiamo definitivamente concludere il nostro percorso con l'entrata a gamba tesa dello streaming nel mercato dell'intrattenimento. Credo che inoltre arrivati a questo punto sia abbastanza superfluo introdurre i principali vantaggi legati a questa recente tecnologia. Ci basti pensare che se negli anni 2000 si faceva di tutto per risparmiare spazio con l'obiettivo di contenere il maggior numero di canzoni possibili in un'unica playlist, oggi grazie alla capillarità e all'efficienza delle moderne connessioni ed internet, la capacità di archiviazione diventa del tutto irrilevante, se non per conservare l'applicazione che fornisce il servizio streaming. Per citarne qualcuna ricordiamo sicuramente Spotify, a cui va dato il merito di aver lanciato definitivamente questa nuova tipologia di mercato basata sul modello as a service, del quale abbiamo parlato nella puntata tra Cloud Gaming e futuro dei videogiochi, Apple Music, Deezer, Tidal, YouTube, Amazon Music e molti altri. In definitiva è bene riflettere un attimo sulle possibilità che potrà riservarci il futuro nell'ambito della musica. L'evento dello streaming ha sicuramente provocato un profondo mutamento nelle abitudini di molti di noi, soprattutto a chi ha avuto modo di sperimentare le ultime transizioni tecnologiche convogliate poi nel mondo del cloud. Se un tempo si potevano acquistare singoli album, uno per volta, al giorno d'oggi la musica è letteralmente a portata di mano. Probabilmente in un ipotetico futuro la maggior parte dei supporti fisici sarà destinata a scomparire a favore di uno scenario sempre più digitale e standardizzato. Secondo altre previsioni, invece che si stanno già in parte avverando, il ritorno di oggetti vintage come i vinili porterà a molti di noi a rivalutare il valore di questi strumenti dal sapore retro e molto più concreto dei moderni servizi streaming. Insomma, non resta altro che attendere cosa in serbo per noi il futuro della musica. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 16:20 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e24 ## Pagella Politica e Facta: tra Fake news, politica e giornalismo > Viviamo in un mondo interconnesso in cui tutto influenza tutto e dove chiunque può creare e diffondere notizie, sia vere ma soprattutto false. E quella delle [Fake news](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e49?t=277) è forse una delle più grandi piaghe sociali dell’ultimo periodo. Negli ultimi anni nuove tecnologie, tra cui i [social media](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e6?t=175), stanno amplificando questo fenomeno. Per approfondire ulteriormente questo tema e capire come contrastare le notizie false ci siamo fatti aiutare da [Giovanni Zagni](https://www.dentrolatecnologia.it/giovanni.zagni.html), giornalista e direttore di [Pagella Politica](https://pagellapolitica.it) e di [Facta](https://facta.news). Nella sezione delle notizie parliamo invece dei disservizi a internet causati da un bug di [Fastly](https://www.fastly.com) e della revoca del ban americano per [TikTok](https://www.tiktok.com) e [WeChat](https://www.wechat.com/it/). - Stagione: 3 - Episodio: 24 - Data di pubblicazione: 2021-06-12 06:45:00 - Durata: 29:50 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e24](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e24) - Episodi correlati: s2e49, s3e6 - Tag: fakenews,fake news,giovanni zagni,pagella politica,facta,facta.news,politica,giornalismo,media,politici,social,facebook,disinfomazione,internet,down internet,fastly,amazon,spotify,twitch,reddit,http,privacy,social,tiktok,wechat,biden ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Giovanni**: La disinformazione è un po come un iceberg, c'è una piccola punta che affiora perché raggiunge migliaia e migliaia di persone, mentre invece ci sono tantissimi piccoli contenuti disinformativi che raggiungono decine o centinaia di persone, ecco questo noi lo vediamo tutti i giorni nel nostro lavoro. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire meglio cosa sono le fake news, le notizie false e quale ruolo gioca ovviamente la tecnologia ma anche il giornalismo e la politica nella loro propagazione. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Internet down per un’ora > Fonte: Wired.it - Timestamp: 01:16 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Martedì migliaia di siti di tutto il mondo, tra cui Amazon o Twitch, sono rimasti irraggiungibili per quasi un'ora. Il problema riguardava un bug software di Fastly, società che si occupa di archiviare i siti dei clienti nei propri server per velocizzare il caricamento sui computer degli utenti. Il bug è stato rilevato solo 40 minuti dopo le prime segnalazioni, ma tanto è bastato per creare di servizi all'85% dei clienti Fastly e ai cittadini di tutto il mondo. #### Biden ha revocato il ban a TikTok e WeChat > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:48 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Applicazioni, Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: Mercoledì scorso il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha revocato il ban imposto dalla precedente amministrazione Trump nei confronti di TikTok e WeChat. L'obiettivo, prefissato dall'ex numero uno della Casa Bianca, puntava infatti ad escludere dagli store digitali e i social network, accusati entrambi di spionaggio e violazione della privacy. Ad ogni modo, nonostante la linea dura di Trump sia stata respinta, le nuove intenzioni di Biden non sono da intendere come un via libera. Anzi, l'attuale presidente ha infatti ordinato al Dipartimento del commercio USA un'ulteriore valutazione di sicurezza su WeChat e TikTok, in modo tale che i cittadini americani possano fruire di servizi sicuri volti alla tutela della privacy. #### Pagella Politica e Facta: tra Fake news, politica e giornalismo > - Timestamp: 02:49 - Autori: Giovanni Zagni, Facta, Pagella Politica, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Giornalismo, Internet, Social - Tipologia: Intervista **Davide**: Viviamo in un mondo interconnesso in cui tutto influenza tutto e dove chiunque può creare e diffondere notizie, sia vere ma soprattutto false. E quella delle fake news è forse una delle più grandi piaghe sociali dell'ultimo periodo e negli ultimi anni purtroppo nuove tecnologie stanno amplificando questo fenomeno. Per approfondire questo tema e capire come contrastare le notizie false, siamo in compagnia di Giovanni Zagni, giornalista e direttore di Pagella Politica e di Facta. Benvenuto a Giovanni. **Giovanni**: Grazie, grazie. **Davide**: Prima di iniziare, poco fa ti ho introdotto come direttore di Pagella Politica e di Facta. Cosa sono quindi queste due realtà e di che cosa vi occupate al loro interno? **Giovanni**: Dunque, Pagella Politica è un sito che si occupa di fact checking, cioè di verifica delle dichiarazioni politiche. In particolare, diciamo, il focus di Pagella Politica, come suggerisce anche il nome, è un po limitato al mondo della politica, quindi quello che facciamo normalmente è prendere dichiarazioni pubbliche di personaggi pubblici, quasi esclusivamente di politici italiani di rilevanza nazionale e di verificare se quello che viene detto è corretto in base ai numeri o al parere degli esperti o comunque ad atti di fatto facilmente verificabili e diciamo anche disponibili o a tutti, oppure anche che si possono trovare con un normale lavoro giornalistico, ad esempio se dei dati che servono a verificare una dichiarazione non sono pubblicamente disponibili, chiediamo alle autorità che se ne occupano e ce li facciamo dare. Questo progetto è attivo già da parecchio tempo, è attivo dal 2012, fine del 2012 per inizi del 2013, invece quello che abbiamo lanciato solo un anno fa, che si chiama appunto Facta come dicevi, Facta.News, è un progetto che si occupa anche di disinformazione non necessariamente politica, perché abbiamo visto come ci saremmo accorti tutti che durante soprattutto le prime settimane, i primi mesi della pandemia girava moltissima informazione non verificata magari sulle chat di gruppo o sui social network in generale e quella diciamo la verifica di quelle informazioni ci stava un po male sul sito di Pagella Politica che insomma tende a essere appunto associato più al mondo della politica, dell'economia, di altre questioni e quindi abbiamo creato una redazione separata che si occupa solo di disinformazione non politica e di approfondimenti collegati che è appunto il progetto Facta. **Davide**: Ho capito e parliamo quindi di fake news, che cosa sono effettivamente e una notizia falsa? Come nasce e perché si presta a essere così popolare? **Giovanni**: Beh, dunque, anzitutto per definire che cosa è una fake news la cosa più facile per definirla e pensandoci è pensarci come una scala di grigi, cioè tra le cose assolutamente vere come quella che non so, fuori dalla mia finestra c'è il sole e le cose completamente inventate come, non lo so, esistono i tirannosauri, cioè diciamo oggi, sono esistiti ma oggi non più, c'è una scala molto lunga di sfumature, di maggiore o minore verità, di quanto una notizia viene messa nel contesto corretto, quanto invece a volte ad esempio una notizia perfino satirica può essere presa sul serio. Insomma, c'è una grandissima diversità di cose che poi alla fine producono il fenomeno che noi chiamiamo disinformazione. Quindi, secondo me, una delle cose più importanti è non approcciarsi a questo problema come se si trattasse di un bianco e di un nero in cui c'è qualcuno che dice tutta la verità, qualcuno che dice solo balle e invece in mezzo non ci sono quelli in mezzo. Come per molte cose, diciamo, il grosso si gioca al centro. Quindi anche il nostro lavoro, soprattutto per esempio per pagina politica o per quanto riguarda le dichiarazioni politiche, le dichiarazioni politiche hanno sempre, magari partono da dei numeri corretti, ma poi hanno bisogno di contesto, hanno bisogno di essere precisate meglio, mentre invece poi un sacco di informazioni che girano magari nelle chat di gruppo, magari una foto o un video sono anche veri, cioè non sono stati creati ad arte, ma sono stati ad esempio scattati o ripresi in un altro momento, in un altro luogo, in un altro anno. E poi per venire alla tua ultima domanda, cos'è che le fa così di successo? Anzitutto, le fake news seguono, la disinformazione segue la informazione ufficiale. Quindi quando l'informazione mainstream o corretta, insomma come si vuole chiamare, ha cominciato a parlare di pandemia, poi tutta la disinformazione si è anche concentrata sul tema lì. Quindi un'altra cosa che si può dire è che non è detto che sia aumentata la disinformazione durante la pandemia, semplicemente si è concentrata tutta su uno stesso tema e quindi l'abbiamo vista di più. E poi ovviamente la disinformazione, essendo stata creata in qualche modo spesso da qualcuno, fa leva su dei meccanismi che la rendono per forza di cose più interessante. Quindi ad esempio va a riempire un vuoto informativo, classico esempio. Da dove viene il virus? Proprio negli ultimi giorni stiamo parlando del fatto che è possibile che il virus che causa la Covid sia un virus creato in laboratorio, Facebook ha detto che non rimuoverà più chi dice, chi afferma questa cosa. Ecco, chi lo dice da un anno semplicemente dava per sicure cose che non c'erano. Quindi un anno fa la risposta più onesta alla domanda il virus è artificiale era non lo sappiamo, non si può sapere, non ci sono abbastanza prove. Un contenuto disinformativo aveva gioco facile in quella incertezza, in quella mancanza di sicurezza intorno a un tema che interessava così tanto nel dire sì certo è stato creato qui e qui vi facciamo vedere e poi prendevano magari qualcosa fuori contesto e così via. Quindi insomma è un po questo il meccanismo cercare di sfruttare qualcosa di cui il pubblico ha bisogno o cerca. **Davide**: Sì quindi hai fatto questo esempio della scala dei grigi, la fake news è difficile da scovare soprattutto quando si trova nel mezzo, cioè quando è magari supportata da immagini o dati che sono reali ma che vengono decontestualizzati. E a proposito di questo allora come si fa a riconoscere una fake news da una notizia vera e poi però c'è anche un altro tema che è quello della satira come si fa a riconoscere una fake news da una notizia invece che è che in realtà è un pezzo satirico. **Giovanni**: Sì dunque secondo me aiuta moltissimo a chiarire queste ambivalenze soprattutto con la satira se si risale se si fa questo esercizio a volte un po difficile e a volte non banale di risalire alla fonte primaria dell'informazione cioè l'informazione che è scritta su un articolo online o su o riportato in un video su YouTube o qualunque detto in un podcast da dove arriva chi l'ha detta per primo e in questo modo ad esempio la satira si scopre quasi sempre che in realtà è satira perché se il primo luogo online in cui quella notizia è comparsa è appunto un sito o satirico o assolutamente amatoriale e possibilmente satirico perché poi ci sono anche parecchi siti che si muovono diciamo un po in mezzo in un modo un po ambiguo e dicono quando poi una cosa diventa virale dicono è ma era satira comunque diciamo al di là di questi casi un po in mala fede quelli in buona fede è chiaro andando a vedere sul sito se si tratta di un sito ad esempio è successo in passato che notizie di Lercio che tutti noi conosciamo siano state prese per vero da testate anche più o meno rispettabili, c'era un titolo di parecchi anni fa che era stato ripreso da alcune testate online, non il Corriere della Sera per intenderci però comunque da alcune testate online che diceva che radio Maria per errore aveva mandato una canzone dei Death, dei Megadeth e dei Cannigald Valkorps, una roba del genere che sono due vabbè gruppi metal violentissimi e quello lì all'inizio era una notizia di Lercio che qualcuno ha preso per vera, oppure è successo con una finta prima pagina di Repubblica un paio di anni fa dopo il rogo dell'autobus a San Donato, c'era una finta prima pagina di Repubblica che prendeva in giro diciamo l'atteggiamento buonista nei confronti dell'immigrazione per semplificare e quella era stata presa per vera tanto che la stessa Repubblica aveva dovuto smentire quella notizia lì. Quindi la ricerca della fonte secondo me è un'operazione non banale che è soprattutto online ma che risolve moltissimi dei dubbi. **Davide**: Ci fai un esempio di come anche chi non è del vostro settore può cercare di risalire a come è nata una notizia. **Giovanni**: Beh dunque nel caso di un articolo online di un articolo testuale su una testata o su un blog la cosa più semplice è cercare di capire nel testo se la fonte è esplicitata o meno. Cioè spesso ad esempio in articoli di giornale è riportata un'informazione e si dice secondo e poi il nome di chi l'ha e allora anche lì spesso si scoprono delle cose interessanti. Ad esempio facciamo un esempio inventato un articolo che parla del boom delle crociere e poi vediamo che c'è scritto secondo una ricerca di una cosa che non abbiamo mai sentito commissionata da nome di una nota a compagnia di crociere. Ecco in quel momento lì la fonte è esplicitata ma dovremmo renderci conto subito che non è una fonte molto affidabile. Quindi diciamo è una lettura critica dei testi che aiuta molto spesso a capire. Poi molto spesso invece la fonte non è esplicitata e allora lì bisogna cercare su google e è come dire è un caso in cui entrare in contatto con l'informazione è solo il primo passo per essere informati. Ecco. E poi invece quando ci sono dei video o delle immagini di nuovo una ricerca inversa sui motori di ricerca che permettono di farlo ad esempio lo stesso google immagini oppure su TinEye basta che uno carica la foto su TinEye o su google immagini per cercare vedere dove è comparsa prima questa immagine e in molti casi si scopre quando le immagini sono state usate fuori contesto che è una cosa che succede spessissimo ed è uno degli strumenti principali della disinformazione non politica diciamo. Purtroppo ci sono anche degli strumenti online come foto forensics ad esempio che permettono di vedere se un'immagine è stata manipolata quindi purtroppo non è un lavoro difficile ma un lavoro che richiede tempo e visto che molto spesso la disinformazione noi la condividiamo in due secondi perché leggiamo un titolo che ci fa ridere o vediamo un'immagine che ci colpisce è proprio questo fatto di fermarsi dedicare un attimo di più che poi è quello che ci espone di più ai rischi ecco. **Davide**: E proprio collegandomi a questo tuo ultimo ragionamento e nonostante debbano essere principalmente i cittadini e imparare a riconoscere la veridicità o meno delle affermazioni che che trovano che leggono online una grande responsabilità possono avercela anche i giornali cioè come dovrebbero provare le grandi testate giornalistiche a tutelare i loro lettori da questo fenomeno. **Giovanni**: Questo è una domanda molto molto spinosa perché dunque diciamo due cose la prima è che gran parte della disinformazione che viene spinta dalle testate è spinta nelle versioni online e poi non nelle versioni cartacee e poi è molto spesso in qualche modo limitata o comunque molto più diffusa nelle famose "colonnine destre" diciamo nel in quell'area del sito in cui si mettono le folle gli "strani ma veri" le cose buffe la foto strana e i siti dei quotidiani spesso hanno questa sezione e lì diciamo è anche la sezione in cui il controllo della qualità editoriale un po si abbassa quindi una cosa importante da dire è che noi tendiamo a pensare ai siti di informazione come a dei luoghi in cui si trova molta disinformazione in realtà diciamo i casi più estremi si trovano solo in sezioni molto limitate dei siti. L'altra cosa molto importante da dire è che il giornalismo e le informazioni online è un tipo di informazione che da un lato è molto a un certo grado di tecnica cioè bisogna essere in grado di usare alcuni strumenti, alcuni siti, bisogna sapere molto bene l'inglese, bisogna sapere dove cercare le informazioni ad esempio quando si tratta di eventi internazionali, quindi ha un livello di tecnicismo elevato di per sé ma è anche un grado di tecnicismo che è molto diverso dal giornalismo tradizionale quindi purtroppo nelle redazioni dei quotidiani spesso succede che le competenze che servono per lavorare online ce le hanno solo i giovani, ce le hanno solo quelle che lavorano nell'online e non vengono molto considerati per cui poi si lascia che in alcuni settori rimango un certo livello di approssimazione e di sciatteria che non sarebbe magari consentito o permesso scrivendo un articolo per il cartaceo. Quindi insomma il punto principale è che è vero che i media tradizionali hanno una responsabilità in questo tipo di cose ma è anche vero che è una conseguenza del fatto che nel nostro panorama informativo sono anche molto meno centrali. Cioè noi stessi ci informiamo in molti luoghi e magari solo una percentuale relativa di questi luoghi sono le grandi estate. Noi abbiamo informazioni magari perché ce le andiamo a prendere su Twitter o su Instagram o ce le andiamo a cercare sui siti esteri che preferiamo. Quindi come dire è se vogliamo uno dei tanti effetti un po della crisi che sta attraversando in questi anni il settore dei media tradizionali. **Davide**: E siccome abbiamo parlato all'inizio di appunto Pagella Politica e Facta mi ricollego per farti una domanda sempre sul tema. Siccome finora abbiamo parlato in generale di giornalismo qual è il ruolo in relazione alle fake news dei media tradizionali e della politica? **Giovanni**: Dunque diciamo che il ruolo dei politici e dei media è un ruolo molto peculiare perché non è un ruolo in prima battuta di produttori. Cioè il giornale, la trasmissione televisiva o anche il politico tendenzialmente non ha un ruolo di produrre notizie inventate però nella diffusione della disinformazione ha un ruolo cruciale nella diffusione. Cioè un bello studio del Reuter Institute dell'università di Oxford che ha proprio messo l'accento su questi super diffusori. Cosa sono? La notizia falsa o decontestualizzata o la leggenda metropolitana nasce da qualche altra parte. Mettiamo in un oscuro blog o su un sito che è controllato da qualche altro stato o da insomma un luogo in cui è chiara la malafede ed è chiara un po perché quella notizia è nata e che cosa vuole dire. Poi un politico, una trasmissione televisiva di prima serata, un grande sito di informazione, in qualche modo trovano questa notizia falsa o decontestualizzata e così via e la ripropongono. Magari la ripropongono anche in modo neutro. La ripropongono dicendo guardate cosa è successo lì o guardate cosa si dice sul web che pure è una roba, una formula assurda che viene usata tantissimo nei media tradizionali ma che non vuol dire niente ovviamente perché come dire cosa si dice per strada si ma che strada cioè cos'è un pettegolezzo comunque al di là di questo e in quel momento improvvisamente per il fatto di riproporlo e per il fatto di avere ancora un grande pubblico raggiungono milioni di persone. Ti faccio un esempio molto concreto. Tutta la storia della disinformazione sui vaccini in Italia che ha radici molto vecchie perché viene dall'estero in realtà nelle ultime tipologie nascono in Inghilterra o negli Stati Uniti come contenuto più o meno una ventina di anni fa. Ma in Italia perché è diventata famosa ad esempio la disinformazione sui vaccini e quando è che è diventato famoso una persona come Roberto Burioni che è il più famoso diciamo anti anti vaccinista della prima ora molti anni fa già prima della pandemia? Beh c'è stato un momento molto chiaro, c'è stato un si potrebbe trovare il giorno e l'ora, c'è stata una trasmissione televisiva di prima serata che ha invitato un noto un noto cantante che ha esso posizioni diciamo un po bizzarre per quanto riguarda i vaccini e la scienza e mi riferisco a Red Ronnie il quale ha fatto una tirata dicendo che dei vaccini non ci si doveva fidare. Burioni che era allora uno sconosciuto medico del San Raffaele ha risposto il giorno dopo con un lungo post su Facebook in cui diceva che era una vergogna che una televisione di prima serata mandasse quelle cose lì. Quello è stato il momento in cui da un lato è diventato molto famoso Roberto Burioni da quel giorno lì in poi perché il post è diventato virale ma dall'altro c'è stato un altro momento di super diffusione di contenuti di disinformazione e quindi quello al ruolo dei media tradizionali per tornare alla tua domanda e anche dei politici pensiamo tutte le volte in cui un politico riprende un contenuto virale sui vaccini sulle cose perché magari c'è del marcio ecco appena lo fa quel contenuto raggiunge milioni di persone e magari altrimenti senza di lui o di lei sarebbe rimasto limitato a poche centinaia o poche migliaia di persone perché ci sono ogni giorno tantissimi contenuti di disinformazione che vengono prodotti ma la disinformazione è un po come un iceberg. C'è una piccola punta che affiora perché raggiunge migliaia e migliaia di persone, mentre invece ci sono tantissimi piccoli contenuti disinformativi che raggiungono decine o centinaia di persone. Ecco questo noi lo vediamo tutti i giorni nel nostro lavoro su Fatta. **Davide**: E qual è il senso l'opportunità di diffondere una notizia falsa? Quali possono essere le motivazioni? **Giovanni**: Beh dunque ci sono motivazioni strumentali come la disinformazione diffusa ad esempio per danneggiare una campagna politica di un paese, cosa che si è vista negli Stati Uniti, soprattutto al giro prima, non tanto le ultime lezioni ma quelle del 2016 molto di più. Oppure ci sono quelli che lo fanno per fare soldi, perché se tu riesci a portare milioni di persone su un sito, o centinaia di persone su un sito, o migliaia su un blog di WordPress, se lo riempi di Google Ads, di pubblicità, ti fai due lire. Eppure qui ci sono un sacco di questi casi. Ci sono infine casi evidenti di truffe. Noi vediamo molto frequentemente messaggi virali che dicono il tal supermercato sta regalando buoni da 100 euro, clicca qui per averlo e arriva un via sms, ci vengono segnalati dai lettori e poi quelle sono vere e proprie truffe. Ma questo secondo me, se noi mettiamo insieme tutte queste cose tra virgolette "strumentali", forse non raggiungiamo neanche la maggioranza della disinformazione, perché in realtà la gran parte delle motivazioni per cui viene prodotta è perché noi ci informiamo e diffondiamo informazioni non tanto con il mero obiettivo di informarci su una cosa, come se fossimo dei fogli excel, ma perché vogliamo costruire uno un'immagine del mondo e due un'immagine di noi stessi fuori. Quindi se noi troviamo un contenuto disinformativo che però sostiene quello che noi pensiamo, perché ci aiuta a fare il nostro punto politico, tipo siamo contrari a troppo interesse, troppa attenzione al politicamente corretto, come lo si vuole chiamare, nei cartoni animati, leggiamo la notizia di Biancaneve che potrebbe essere tolta dai cataloghi perché viene baciata, il bacio non è consenziente, no, la bella addormentata nel bosco. Allora noi non ce ne frega niente se è vera o meno in quel momento, ci interessa che fa un punto che vorremmo fare, è come se lo usassimo per sostenere delle nostre argomentazioni nel continuo discorso che noi facciamo sul mondo attraverso i social e quindi la postiamo e in quel momento stiamo contribuendo a diffondere magari notizie inesatte eccetera, ma il punto essenziale qui è che i motori principali proprio psicologici dell'uomo nell'informarsi e nel diffondere informazioni quasi mai sono quelli di effettivamente conoscere i fatti, ma molto più spesso sono di far capire chi sono, far capire come la penso, cercare di portare a casa una discussione. **Davide**: Sì diciamo che tra notizie vere e notizie false ce ne sono per tutti i gusti e penso allo stesso tempo che faccia molto comodo rafforzare una propria idea con un pezzo, con una notizia, con un articolo che appare appunto apparentemente come vero. Per concludere però noi cittadini possiamo fare altro, c'è qualcos'altro oltre a quello che ci hai detto finora che possiamo fare per tutelarci, tutelare poi anche la nostra società e a proposito di società si può fare anche qualcosa da un punto di vista legislativo per ridurre questo fenomeno? **Giovanni**: Dunque come cittadini diciamo che la cosa principale da fare a parte quelle cose tecniche che citavamo prima, controllarsi una foto è stata pubblicata veramente quel giorno lì eccetera eccetera, la cosa principale sembra una contraddizione ma forse informarsi meno, informarsi meglio, in senso di scegliere un po più accuratamente i luoghi da cui accettiamo che ci arrivi le informazioni sui fatti d'attualità, perché se noi semplicemente ci mettiamo su Instagram o su Twitter così senza filtro ci piovono addosso tonnellate di informazioni e ci sono è stato anche riconosciuto che questa situazione porta un sovraccarico di informazioni che rende più difficile anche districarsi. Per quanto riguarda invece l'aspetto legislativo, io sono fermamente convinto che tutte le autorità dovrebbero restare fuori da questa sfera per il semplice fatto che tutte le volte in cui dire la bugia non è un reato e dire una falsità se non diffama nessuno non dovrebbe essere la legge a stabilire se un'informazione è corretta o meno, ma dovrebbe essere diciamo la libera discussione tra i cittadini delle idee, quindi qui bisogna avere la fiducia che l'informazione buona scacci quella cattiva, parafrasando il detto economico sulla moneta che invece è il contrario, ma in cui bisogna sperare che l'informazione buona scacci quella cattiva, bisogna tenere secondo me l'autorità fuori legislativa, fuori da questo processo perché in tutti i casi dire che cosa si può non si può dire è una limitazione della libertà di espressione ed è una censura e questa cosa per fortuna noi nella nostra società non la vogliamo e non la dovremmo accettare. **Davide**: Va bene Giovanni, grazie per questo tuo interessantissimo intervento su un tema che ci è molto a cuore, a presto. **Giovanni**: Grazie mille a voi e a soliti a tutti, alla prossima. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 28:58 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e25 ## Homo Technologicus: siamo pronti al salto di specie? > Cos’hanno in comune [2001: Odissea nello Spazio](https://it.wikipedia.org/wiki/2001:_Odissea_nello_spazio), Frankenstein, [Blade Runner](https://it.wikipedia.org/wiki/Blade_Runner), Io Robot e tanti altri? Sono tutte opere che si focalizzano, totalmente o in parte, sull'evoluzione umana grazie alla tecnologia. Stiamo parlando di [postumanesimo](https://it.wikipedia.org/wiki/Postumanesimo), ovvero quella corrente di pensiero che riguarda in particolare la filosofia, l’informatica, la bioingegneria e altri ambiti della scienza, in cui l’Uomo sarà, proprio grazie alla tecnologia, trasformato sia [fisicamente](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e13?t=261), sia mentalmente, in un qualcosa di nuovo, di umano, ma anche non umano. In questa puntata cercheremo di capire concretamente in cosa consiste questa nuova fase dell’umanità e come in realtà già oggi viviamo in un periodo di transizione. Nella sezione delle notizie parleremo del [certificato verde](https://www.dgc.gov.it/web/) per rendere più semplice l'accesso a eventi, strutture e altri Stati, del lancio del primo equipaggio verso la nuova stazione spaziale cinese e infine dell’utilizzo dell’[Intelligenza Artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) nei musei di Bologna. - Stagione: 3 - Episodio: 25 - Data di pubblicazione: 2021-06-19 06:45:00 - Durata: 16:25 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e25](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e25) - Episodi correlati: s3e9, s3e13, s3e15 - Tag: evoluzione,homo sapiens,homo technologicus,smartphone,esoscheletri,organi artificiali,smartband,smartwatch,visori,ar,vr,post umanesimo,intelligenza artificiale,arte,bologna,musei,fotocamere spazio,cina,astronauti,stazionespaziale,tiangong,certificato digitale,io,immuni,fascicolo digitale elettronico,certificato verde,vaccini,green digital certificate ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire come la tecnologia informatica potrebbe essere la protagonista fondamentale per proseguire lo sviluppo dell'essere umano anche da un punto di vista evolutivo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Certificato verde per eventi e viaggi > Fonte: Gov.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Applicazioni, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Il Green Pass, il documento che consente a chi è vaccinato o chi è già guarito dal COVID-19 di muoversi liberamente in Italia e presto anche in Europa, si richiede tramite il sito dedicato del governo, il sito del fascicolo sanitario regionale, l'app Immuni o l'app Io. Per chi non ha confidenza con gli strumenti digitali può comunque contare su un canale fisico per richiedere il Green Pass. Occorre rivolgersi al medico di base riferendo il codice fiscale e i dati della tessera sanitaria, il quale potrà verificare i requisiti e scaricare la certificazione verde, che a questo punto si potrà stampare. Il Pass, che sia digitale o cartaceo, è un QR code che può essere letto da chi ha autorizzato alla verifica. Il Green Pass serve per poter riprendere a viaggiare, partecipare a eventi sportivi, spettacoli, concerti, feste e matrimoni e per andare a ballare in discoteca. Si dovrà inoltre esibire il Green Pass per viaggiare tra i 27 paesi membri dell'UE, più Islanda, Norvegia, Lichtenstein e Svizzera. Infatti il certificato italiano, al quale si può accedere dagli scorsi giorni, dal 1 luglio sarà valido come EU Digital Covid Certificate in tutti i paesi dell'Unione Europea. #### I primi astronauti a bordo della nuova stazione spaziale cinese > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:14 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Mercoledì 16 giugno, tre astronauti dell'Agenzia Spaziale Cinese sono partiti alla volta della nuova stazione Tiangong, che accoglierà il primo equipaggio umano in assoluto. L'obiettivo della missione sarà quella di testare, per i prossimi tre mesi, i sistemi di bordo del modulo centrale Tianhe, portato in orbita lo scorso aprile dal famoso vettore che rischiò di abbattersi in qualche centro abitato a causa di un rientro incontrollato a terra. Ad ogni modo, oltre a collaudare i vari impianti di supporto e navigazione, i tre astronauti avranno il compito di assemblare e provare le tute che verranno utilizzate dai prossimi equipaggi per le attività nello spazio. Nel frattempo, l'Agenzia Spaziale Cinese ha già programmato altre due missioni per il 2021, di cui una robotizzata e un'altra con nuovi astronauti, mentre per quanto riguarda il 2022 è invece previsto il lancio degli ultimi due moduli supplementari che andranno finalmente a completare la nuova stazione spaziale cinese. #### L’Intelligenza Artificiale nei musei di Bologna > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:13 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Arte & Cultura, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Il 15 giugno ufficialmente è partito il sistema Share Art. Un progetto sviluppato dall'ENEA, l'Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, è attivato per ora nei musei bolognesi. Il sistema è composto da una serie di sensori posti davanti a ogni opera, principalmente telecamere, in grado di elaborare e condividere i dati raccolti con il server centrale del museo. Grazie a queste telecamere e all'intelligenza artificiale, nel pieno rispetto della privacy dei cittadini, è possibile raccogliere un'enorme quantità di informazioni sul comportamento dei visitatori di fronte all'opera stessa. Alcuni esempi possono essere la durata della visita, il percorso che è stato fatto per raggiungere l'opera, ma anche le emozioni dei visitatori di fronte ad essa, il loro genere e la loro classe d'età. In questo modo, secondo ENEA, sarà possibile qualificare in modo oggettivo il gradimento delle varie opere sposte, il comportamento dei visitatori e in questo modo poter migliorare ed adattare l'esperienza stessa del museo. #### Homo Technologicus. Siamo pronti al salto di specie? > - Timestamp: 04:28 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Medicina - Tipologia: Topic **Davide**: L'evoluzione è grazie ad essa se oggi siamo quello che siamo, esseri umani, e possiamo godere della vastità di specie animali e vegetali che popolano il nostro pianeta. Processi più o meno casuali, che da un singolo minuscolo organismo hanno generato nel corso della storia del mondo miliardi di esseri viventi, dai colori, dalle forme, dalle strutture e dalla complessità, completamente diverse l'una dall'altra, e la specie umana non è stata da meno. La prima vera comparsa di quello che possiamo considerare uomo risale infatti a circa 2,5 milioni di anni fa, con l'homo Abilis. Si passa poi per l'homo Erectus, 1,7 milioni di anni fa, seguito dall'uomo di Neanderthal, fino ad arrivare finalmente all'homo Sapiens, che fece la sua prima comparsa solo per così dire 300.000 anni fa. E se altre specie si sono adattate sviluppando ognuna una caratteristica diversa, come le ali per gli uccelli, le pinne per i pesci, o si sono evoluti prediligendo la forza fisica o la resistenza, noi umani abbiamo in un certo senso scelto l'intelligenza, ed è proprio grazie ad essa se, progresso dopo progresso, scoperta dopo scoperta, invenzione dopo invenzione, in così poche migliaia di anni siamo diventati ciò che siamo oggi, con i nostri pregi, ma anche con i nostri difetti e le nostre mancanze. E proprio questa caratteristica, l'intelligenza, ha permesso all'uomo di fare ciò che in miliardi di anni nessun altro essere vivente è riuscito a fare, modificare artificialmente il corso dell'evoluzione. Animali o piante che oggi abitualmente consumiamo o con cui condividiamo la nostra quotidianità, infatti non sono per così dire naturali, ma sono il frutto di selezioni mirate che noi stessi da migliaia di anni facciamo per piegare la natura al nostro volere e alle nostre esigenze. E in questo gioco la tecnologia ovviamente ha e avrà un ruolo sempre più centrale e potrebbe seriamente portare alla fine per l'uomo sapiens che dovrà fare spazio a una nuova specie. Ma siamo sicuri che sia proprio così? "2001: Odissea nello Spazio", "Ghost in the Shell", "Frankenstein", "Blade Runner", "Io, robot" e tanti altri, cos'hanno in comune queste opere? Tutte si focalizzano in parte sull'evoluzione umana grazie alla tecnologia, ovvero al post-umanesimo. Ma di che cosa si tratta? Con post-umanesimo a grandi linee si intende una corrente di pensiero che riguarda in particolare la filosofia, l'informatica, la bioingegneria e altri ambiti della scienza, in cui l'uomo sarà proprio grazie alla tecnologia trasformato sia fisicamente sia mentalmente in qualcosa di nuovo, di umano, ma anche non umano. Ed è proprio su questo, infatti, che ci concentreremo. L'essere umano si sa non è perfetto e è anche per questo che ha sempre sentito il bisogno di sopravvivere a qualsiasi costo, le malattie, il dolore, la sofferenza, persino la morte. Il sogno è che un giorno tutto questo possa non far parte dell'esistenza umana. L'unico modo che attualmente abbiamo per realizzare questo sogno nel più breve tempo possibile è affidandoci alla tecnologia. Chiariamoci subito, questi obiettivi sono ben lontani da diventare realtà e sono anche ben lontani dalle fantasie fantascientifiche di certi film. Però, già negli ultimi anni, i passi che si sono fatti verso questa direzione non sono pochi e già ora, almeno in parte, potremmo considerarci post-umani. Cerchiamo quindi di riordinare le idee e seguire il corso della storia. Partiamo dall'inizio, potremmo parlare di tecnologia già da quei primi strumenti che gli uomini delle caverne costruivano per aiutarsi, ad esempio nel fabbricare pellicce, procurarsi cibo, difendersi. Nel corso del tempo, ovviamente, queste strumentazioni sono cambiate, ma è negabile che sia stato proprio l'uso di questa tecnologia primitiva a plasmare la mente umana, permettendole di evolvere sempre più. E così sono nati oggetti sempre più complessi, come la ruota e ancora i primi rudimentali mezzi di trasporto, le prime macchine agricole come l'aratro, ma anche coltelli o spade. Insomma, questi strumenti a tutti gli effetti li potremmo definire come delle estensioni delle nostre funzioni fisiche, che ne vanno a colmare le lacune o vanno a migliorarne le prestazioni. Estensioni che però, oltre ad essere ingombranti, non ci sogneremo mai di paragonare a parti del nostro corpo, o comunque di considerarli oggetti che fanno seriamente parte della nostra quotidianità, o almeno così raffino a qualche decennio fa. Avviciniamoci ai giorni nostri. L'ultimo periodo della nostra lunga storia è stato senza ombra di dubbio quello che più ha contribuito a porre le basi per il prossimo passo della nostra evoluzione. In particolare, l'avvento dell'informatica e del digitale si sono distinti da questo punto di vista, e anche essi stanno continuamente co-evolvendo insieme a noi, e lo stanno facendo sempre più rapidamente. Stiamo parlando di tutti quei dispositivi che ad oggi vanno ad aumentare o estendere non tanto le nostre capacità fisiche, bensì quelle mentali e sensoriali. E non è nulla di particolarmente avanzato, perché questi accessori sono oggetti che usiamo tutti i giorni, che sono sempre con noi e a nostra completa disposizione. Gli smartphone. Fino a pochi anni fa non avremmo mai pensato di attribuire tanta importanza ai telefoni, ma grazie a potenze di calcolo sempre maggiori, connessione a internet sempre più veloci e di conseguenza il continuo ampliamento di tutto ciò che gli smartphone possono fare, ormai non possiamo più farne a meno, proprio come non potremmo da un giorno all'altro fare a meno degli occhi, delle mani o delle gambe. Come detto prima, però, un altro aspetto rende unica la tecnologia di oggi, in particolare gli smartphone, da quella del passato. I telefoni ormai li possiamo considerare parte di noi, del nostro corpo e soprattutto della nostra mente. Attraverso questi oggetti possiamo ricordarci in modo chiaro e nitido i nostri momenti passati, con la sicurezza di non dimenticarli o perderli per sempre. Possiamo eseguire alla perfezione calcoli, anche complessi, e in tempi minimi. Possiamo attingere a una conoscenza praticamente infinita su ogni ambito della realtà che ci circonda. Possiamo ricordare numeri fatti pro memoria, e tanto tanto altro. E queste possiamo considerarle solo una sorta di potenziamento di operazioni, che già la nostra mente può fare, in forma più o meno ridotta. A ciò poi vanno aggiunte quelle azioni o quelle abilità che invece di base non potremmo mai raggiungere da soli. Un esempio? La telepatia o il controllo di oggetti con la mente. Sembrano delle affermazioni assurde dette così, vero? Ma se ci pensiamo bene, grazie agli smartphone possiamo parlare o comunicare tra noi, anche senza la voce, a chilometri e chilometri di distanza. E lo stesso vale ad esempio per i dispositivi intelligenti, che possiamo tranquillamente comandare appunto con il telefono o con la voce. Insomma, è incredibile quanto possiamo fare in più solo con un semplice dispositivo, che ultimamente diamo costantemente per scontato. Un esempio perfetto di come l'uomo ha influenzato la tecnologia evolvendola a livelli prima impensabili e di come a sua volta questa abbia influenzato l'intera società, plasmandola come mai era successo nella storia. Guardando sempre più vicino a noi, e non solo in senso cronologico, negli ultimi anni sono nati anche altri dispositivi tecnologici che interagiscono direttamente con il corpo, ampliandone o modificandone le possibilità. Degli esempi possono essere tutti quei dispositivi indossabili, come smartwatch o smartband, che per certi versi vanno addirittura a sostituire lo smartphone e che rispetto a questo spesso sono ancora più parte di noi, perché quasi costantemente al polso, pronti a rispondere a ogni richiesta. Ma se si parla di dispositivi indossabili, come non citare i visori per la realtà virtuale o ancora meglio per la realtà aumentata, di cui abbiamo, tra l'altro, ampiamente parlato. E se per ora questi visori sono limitati e per lo più all'ambito videoludico, in futuro degli occhiali smart meno ingombranti e più ergonomici potrebbero essere indossati da chiunque per ricevere notizie, fare ricerche o perché no ricevere informazioni direttamente nei nostri occhi. Occhiali del genere esistono già, di cui i più famosi anche se non sono più in vendita sono i Google Glasses, ma sicuramente hanno bisogno ancora di qualche aggiustamento prima che possano diventare un accessorio così comune. E nel frattempo si pensa già a delle lenti a contatto intelligenti. Per concludere questo breve viaggio, non può mancare uno sguardo al futuro e a come la tecnologia diventerà sempre più pervasiva nei confronti dell'essere umano. Degli esempi sono sicuramente interfacce come Neuralink, esoscheletri o organi artificiali, di cui si inizia a parlare sempre più e tema che abbiamo approfondito qualche settimana fa. E se questi organi al momento sono una copia di organi naturali in grado di sostituirli, in un futuro prossimo nulla ci vieterà di creare degli organi inesistenti in grado di aumentare le funzionalità dell'organismo umano o eliminarne eventuali difetti. Oppure, ancora più in là, potremmo addirittura abbandonare completamente il corpo in carne d'ossa, in favore di avatar digitali o robot antropomorfi. Dunque, a tutti gli effetti, un passaggio drastico da il carbonio, l'elemento alla base della vita sulla Terra, al silicio, il componente fondamentale dell'elettronica. Ma per il momento, lasciamo queste ipotesi ai libri e ai film fantascientifici. Per concludere, dunque, torniamo alla domanda iniziale. Siamo sicuri che l'homo sapiens dovrà lasciare spazio a una nuova specie umana? Per il momento sicuramente no, e siamo ancora ben lontani da quell'obiettivo. Ma già da oggi è negabile che ci stiamo muovendo verso questa direzione. La dimostrazione è una tecnologia in continuo mutamento e miglioramento, per essere sempre più pervasiva e rendere la vita dell'uomo sempre più semplice, comoda, ma anche salutare e longeva. E se è vero che l'ambiente è un fattore fondamentale per l'evoluzione, l'ambiente che stiamo creando artificialmente grazie alla tecnologia sta velocemente tracciando la strada verso una nuova pagina dell'umanità. E l'unica cosa che ci rimarrà da dire è: addio Sapiens, benvenuto Homo Technologicus. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 15:33 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e26 ## FrescoFrigo: cibo fresco a portata d’ufficio > Il settore del food delivery [sta crescendo sempre più](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e6?t=406), con tantissime realtà, servizi e app che si stanno focalizzando sulla consegna di cibo direttamente a casa. Questo business model però non è sempre efficace e con dei consumatori sempre più attenti alla qualità del cibo che mangiano è necessario utilizzare anche altri approcci per soddisfare un utente sempre più esigente. Questa settimana abbiamo cercato di capire con [FrescoFrigo](https://www.frescofrigo.it) e il suo fondatore, [Enrico Pandian](https://www.dentrolatecnologia.it/enrico.pandian.html), come si può innovare il settore del retail grazie alla tecnologia. Nella sezione delle notizie invece parliamo dell'annuncio di Microsoft [Windows 11](https://www.microsoft.com/it-it/windows/windows-11), della possibilità di correggere gli errori anagrafici sul [portale ANPR](https://www.anpr.interno.it) e infine di alcuni problemi al computer centrale del [telescopio Hubble](https://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio_spaziale_Hubble). - Stagione: 3 - Episodio: 26 - Data di pubblicazione: 2021-06-26 06:45:00 - Durata: 17:03 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e26](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e26) - Episodi correlati: s2e40, s2e51 - Tag: computer,spazio,nasa,hubble,avaria,frescofrigo,enrico pandian,food delivery,alimentazione,fitness tracker,apple watch,cibo fresco,distributori automatici,qr code,rfid,ANPR,cittadino,anagrafe,database,residenti,windows,microsoft,xbox,windows 11,windows 10,fluent design,menu start,microsoft store,android ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Enrico**: Questa è, se vuoi, la prima macchina che a differenza del tuo braccialetto che ti dice quanti kilocalorie hai consumato, questa ti dice quanti calorie hai assunto e quindi per noi è anche molto importante questa informazione qua. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire con FrescoFrigo come si può innovare grazie alla tecnologia il settore del retail e nello specifico della vendita a dettaglio di prodotti alimentari anche nell'ufficio dove lavoriamo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Il 24 giugno alle 17 Microsoft ha presentato la nuova versione del suo sistema operativo, Windows 11. #### Microsoft annuncia Windows 11 > Fonte: Microsoft.com - Timestamp: 01:11 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Computer - Tipologia: Notizia **Davide**: Le novità sono parecchie e prima, fra tutte, un'esperienza utente completamente rinnovata con un design più moderno e minimale. Il menu Start, rimasto pressoché invariato da Windows 95, è stato ridisegnato e posizionato al centro della barra di navigazione, ma non solo, nuove icone, nuove animazioni ed angoli smussati per tutte le finestre. Anche il multitasking è stato perfezionato per rendere Windows più semplice e organizzato. Microsoft, nella sua presentazione, si è soffermata anche su Teams, che ora è integrato nella barra delle applicazioni per permettere di raggiungere più velocemente i propri contatti, e che forse segna un abbandono pressoché definitivo per Skype. Novità anche per quanto riguarda il gaming, di cui in Windows 11 Microsoft promette migliori prestazioni, l'auto HDR e l'accesso ai giochi per Xbox. Altre novità minori riguardano un nuovo pannello dei widget, sempre accessibile dalla barra delle applicazioni, uno store migliorato e un perfezionamento nel supporto più schermi. Oltre ai miglioramenti per la sicurezza, affidabilità e prestazioni, infine una grossa novità è data dal supporto alle applicazioni per Android, che assieme a un'esperienza utente migliorata per i controlli touch, rende Windows 11 finalmente adatto anche ai tablet. Per Microsoft Windows 11 sarà più che un sistema operativo per computer e tablet, una piattaforma per creare il proprio business e la propria community, oltre ad un palcoscenico per creare. Se Windows 11 sarà veramente una svolta, saranno i prossimi anni a stabilirlo, e per il momento aspettiamo l'aggiornamento ufficiale gratuito entro la fine dell'anno. #### Uno strumento per correggere gli errori anagrafici > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:00 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Sul portale dell'anagrafe nazionale della popolazione residente è ora possibile prendere visione della propria scheda anagrafica, in presenza di eventuali errori o incongruenze nei dati anagrafici presenti nei documenti in possesso, di chiederne la correzione al comune di residenza, senza recarsi presso gli uffici comunali. I comuni potranno gestire e monitorare le richieste ricevute dai cittadini, apportando in caso di accoglimento le correzioni nel database dell'anagrafe nazionale della popolazione residente tramite il loro gestionale o mediante la web app, le cui funzionalità consentono agli uffici dell'anagrafe di elaborare direttamente le richieste di rettifica o di rigettare le domande. #### Hubble ha un problema al computer centrale > Fonte: AstronautiNews.it - Timestamp: 03:44 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Computer, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Torniamo a parlare di computer, ma questa volta lo facciamo spostandoci nello spazio. Il server centrale del telescopio spaziale Hubble infatti è andato in blocco lo scorso 13 giugno a causa di un malfunzionamento, e da allora i tecnici della NASA non sono ancora riusciti a risolvere il problema. La varia è stata inizialmente attribuita al danneggiamento di uno dei quattro moduli di memoria a 64 bit, che supportano il computer centrale. Tuttavia, quando gli specialisti hanno tentato di attivare un modulo di backup, il comando di attivazione non è stato eseguito. Dopo un ulteriore test negativo sulle restanti celle di memoria, NASA ha confermato quasi per certo che il guasto sia da ricercare in una componente hardware differente e che gli errori causati dai moduli del server centrale siano solo una manifestazione della vera problematica. Attualmente, per tentare di isolare ulteriormente il problema, gli scienziati dell'Agenzia Spaziale Americana stanno cercando di ideare nuovi possibili test, da effettuare nei prossimi giorni in modo tale da identificare una possibile soluzione e per far ripartire finalmente il telescopio spaziale più famoso al mondo. Il settore del food delivery sta crescendo sempre più con tantissime realtà che si stanno focalizzando sulla consegna di cibo direttamente a casa. #### FrescoFrigo: cibo fresco a portata d’ufficio > - Timestamp: 05:08 - Autori: Fresco Frigo, Enrico Pandian, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione, Innovazione, Servizi - Tipologia: Intervista **Davide**: Questo business model però non è sempre efficiente e con dei consumatori sempre più attenti alla qualità del cibo che mangiano è necessario utilizzare anche altri approcci. Per parlarci di uno di questi siamo in compagnia di Enrico Pandian, fondatore di FrescoFrigo. Benvenuto Enrico. **Enrico**: Grazie, ciao a tutti. **Davide**: Che cos'è FrescoFrigo e qual'è l'obiettivo che si pone? **Enrico**: FrescoFrigo è una nuova modalità diciamo di mangiare un cibo sano, fresco e fatto in giornata direttamente dentro dell'ufficio che se vuoi va un po in competizione con la food delivery. Diciamo che quello che abbiamo pensato è molto semplice, in realtà arriva da una esigenza mio personale. L'ufficio che avevo precedentemente a Milano era in una zona molto industriale quindi per mangiare a pranzo o prendevi la macchina per andare al ristorante o la ordinavi e ci metteva di solito un'ora, l'idea è stata di mettersi un frigorifero con lo stesso prodotto del ristorante o quello che avrei ordinato con la food delivery ma direttamente all'interno. Quindi il fornitore non viene più a chiamata ma viene una volta al giorno, carica il frigorifero e tu in base alle tue necessità apri il frigorifero e prendi il prodotto che desideri mangiare. Ha un impatto molto positivo sull'ambiente perché sai ci sono molti meno rider, motorini in giro e dall'altra parte ha anche un costo leggermente inferiore rispetto alla food delivery. **Davide**: Certo perché l'esempio è se volessi mangiare qualcosa anche di abbastanza economico come un'unica porzione appunto perché sono al lavoro e ho necessità di mangiare da solo quello, sarebbe abbastanza dispendioso chiamare un rider o qualcuno che mi consegni da un ristorante o da un punto vendita, qualcosa direttamente nel mio ufficio o direttamente a casa. E qual è il ruolo della tecnologia in FrescoFrigo? **Enrico**: Il ruolo della tecnologia è rendere sempre migliore l'esperienza dell'utente, in senso che sappiamo tutti che quando abbiamo la pancia che è brontola l'unica cosa che vogliamo è mettere qualcosa dentro lo stomaco, quindi l'idea qui era cercare di fare una tecnologia che fosse senza nessun tipo di frizione per il consumatore ma che ovviamente ci permette se sai di tracciare quello che la singola persona prende all'interno del frigo perché quello era un po il problema. Allora abbiamo avuto un approccio completamente diverso rispetto ai distributori automatici di cui siamo tutti abituati, sai che l'Italia è uno dei paesi numero uno in Europa per numero dei distributori e li metti la monetina, premi il pulsante eccetera, perché quel tipo di macchina non ti permette di gestire un prodotto fresco come facciamo noi. Quindi in realtà abbiamo deciso di applicare la stessa logica del car sharing, sopra da ogni frigorifero c'è un QR code, tu con la tua applicazione lo sblocchi, frigo si apre, puoi prendere quello che vuoi e quando tiri fuori il prodotto del frigorifero e chiudi la porta del frigo c'è un calcolo automatico che viene fatto all'interno tramite una tecnologia e noi riconosciamo il prodotto che hai preso e ti viene direttamente addebitato sulla carta di credito, sul tuo buono pasto aziendale e sul metodo di pagamento che tu preferisci insomma. Ecco questo è diciamo la tecnologia, la tecnologia ci serve ovviamente per abilitare questo nuovo tipo di esperienze. **Davide**: Ok e nello specifico di che tecnologia stiamo parlando? **Enrico**: Noi abbiamo tecnologia principalmente RFID, quindi abbiamo delle piccole etichette che vengono applicate a tutti i prodotti all'interno, quando queste vengono tirate fuori dal frigorifero per sottrazione alla fine sappiamo che manca un prodotto e quindi è quello che hai acquistato. **Davide**: Certo e quindi facendo un esempio concreto sull'esperienza utente, io come cliente scansiono il QR code il quale mi permette di sbloccare il frigo e a quel punto posso prendere qualsiasi cosa dal suo interno giusto? **Enrico**: Esattamente, puoi prendere un prodotto. **Davide**: Senza nessun limite. **Enrico**: Assolutamente, puoi anche non prendere nulla perché sai il classico esempio che vedi un prodotto come supermercato, vedi un prodotto, lo guardi, magari la Macedonia non ha la frutta che piace a te, diciamo la rimetti giù più di frigo non ti viene addebitato nulla. **Davide**: Ok e visto che abbiamo appunto parlato di questa differenza tra il classico food delivery e FrescoFrigo comunque qualcuno di prodotti li dovrà inserire all'interno di questi frighi, chi si occupa di questo aspetto e per rifornire i frighi vengono utilizzati i dati? Cioè l'analisi di che cosa è stato comprato e consumato nei giorni, nei mesi precedenti o è a discrezione di chi poi il frigo andrà a rifornirlo? **Enrico**: No, ovviamente vengono utilizzati i dati perché poi sai ottimizzare i prodotti all'interno diciamo di un metro quadro è molto complesso quindi più dati abbiamo e più sappiamo esattamente cosa potrebbe essere acquistato quel giorno, sai le persone sono molto abitudinarie quindi tendono a mangiare lo stesso prodotto nello stesso giorno della settimana quindi è anche abbastanza facile andare a prendere quello che serve, il prodotto viene messo ogni mattina di solito prima delle 10 c'è un furgoncino che invece di fare come dicevo prima una singola consegna solo per te fa circa 10 consegne quindi fa una specie di giro del latte ogni volta consegna non più diciamo mediamente 20 euro di ordine ma ne consegna 200 300 euro di ordine per frigorifero e quindi ovviamente c'è anche un'ottimizzazione a livello di coste di logistica. **Davide**: Certo e appunto questo sistema di ottimizzazione delle consegne è stato viene fornito direttamente da voi? **Enrico**: Sì viene fornito da noi viene fornito anche da terza parte perché ovviamente stiamo testando varie cose sai l'obiettivo di una società come la nostra non è far andare bene i 10 frigoriferi ma è far andare bene migliaia quindi sappiamo benissimo che quando poi bisogna scalare velocemente non è neanche facile diciamo gestire determinate operazioni quindi ci affidiamo a partner esterni. Noi in questo momento siamo presenti su vari paesi europei perché l'Italia è la numero uno in questo momento Milano, Roma e un po Torino ma poi siamo presenti a Vienna siamo presenti a Londra siamo presenti a Parigi in Svizzera quindi ovviamente sai non possiamo avere i mezzi in tutte le nazioni quindi ci affidiamo anche tante volte operatori terzi. **Davide**: Si fornite la base poi su questa ci sono dei fornitori che appunto riforniscono i frighi. **Enrico**: Esatto. **Davide**: E pensi che questo business model poi al di là della realtà di FrescoFrigo possa avere successo in futuro e saremo tutti più abituati a avere a disposizione frequentemente cibo più fresco e di qualità anche in base a quello che dicevo all'inizio quindi questa necessità dei consumatori di i consumatori sono diventati più esigenti ecco. **Enrico**: Ma guarda allora sai il ragionamento che ho fatto Davide all'inizio era dieci anni fa pensavamo che avremmo sempre mangiato peggio ma in realtà stiamo mangiando sempre meglio e questo è un trend che funzionava sempre di più nel futuro è ovvio che c'è anche da pensare che c'è l'altra logica che è quella dei prezzo quindi sì vogliamo tutti mangiare bene ma vogliamo mangiare al posto giusto penso che FrescoFrigo sia la soluzione per questi due problemi quindi assolutamente continueremo spingiamo sempre anche i nostri fornitori ad avere il prodotto più sano e fatto soprattutto con ingredienti di stagione che è una cosa alla quale ormai siamo molto poco abituati perché mangiamo le ciliegie in inverno quando sopiamo benissimo che non vengono prodotte e quindi noi spingiamo tanto anche sull'educazione sai questa è se vuoi la prima macchina che a differenza del tuo braccialetto della Apple che ti dice quanti calorie hai consumato, questa ti dice quanti calorie hai assunto e quindi per noi è anche molto importante questa informazione qua. L'obiettivo è fornire diciamo la soluzione migliore e più sana al nostro consumatore. **Davide**: Ho capito e in riferimento a quest'ultimo aspetto che hai citato, state pensando anche alla possibilità di integrare questi due aspetti, cioè nel momento in cui andrò a comprare qualcosa dal vostro frigo, le calorie che ho consumato per mangiare il prodotto mi verranno aggiunte sull'app che tengo sullo smartphone e mi permette appunto di tenere conto del mio stato di salute, appunto del cibo che ho mangiato, dell'attività fisica che ho fatto. **Enrico**: Sì, noi lo stiamo già calcolando in realtà, non abbiamo ancora dato a disposizione questo dato all'esterno, l'idea è di aggiungerlo alle varie applicazioni che ormai ci sono per tenere diciamo il tracciamento dell'attività sportiva delle persone. Quindi questa è l'idea insomma. **Davide**: E ampliando ulteriormente la prospettiva, in conclusione voglio farti una domanda un po più ampia visto che sei fondatore appunto di FrescoFrigo ma anche di altre due realtà sempre nel settore della vendita di alimenti, quindi Supermercato 24 oggi è diventata Everli e Checkout Technologies. Secondo te qual è il tuo punto di vista sul futuro dei supermercati e della vendita al dettaglio di beni alimentari? **Enrico**: Ma allora ci sono dei trend molto forti che magari in Italia non vediamo ancora, nel senso che abbiamo visto se vuoi la delivery a casa che è una comodità incredibile, ma in realtà il prossimo trend sarà probabilmente la robotizzazione degli spazi retail fisici, quindi vedremo sempre meno personale che fa operazioni ripetute tipo la cassiera che semplicemente legge i codici a barre e in casa, li vedremo invece in una situazione nuova che è quella di spiegare i prodotti perché il consumatore ha sempre bisogno di vedere una novità ma la novità deve essere sempre spiegata, quindi penso che ci sarà uno shift molto importante nei prossimi 10 anni, qualcuno dice anche prima, in realtà lo penso anch'io, è ovvio che sai tutti noi siamo ormai abituati alla comodità, iniziamo ad odiare la coda in casa, iniziamo ad odiare il fatto di portare grossi pesi a casa, iniziamo a volere se vuoi anche tutto subito quando ci serve perché ormai siamo abituati a questo servizio diciamo la Prime Now nel quale quando vogliamo qualcosa sappiamo che il giorno dopo ce l'abbiamo. Quindi abbiamo bisogno di una gratificazione istantanea penso che andrà tutto in quella direzione. **Davide**: Ho capito e queste cose per altri motivi abbiamo noi tutti avuto modo di sperimentarle molto e abbiamo capito forse i grandi vantaggi che possono dare. Va bene Enrico grazie per questo intervento alla prossima. **Enrico**: Grazie a voi, ciao. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 16:11 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e27 ## Tecnologie per una casa più sostenibile > Gli impianti termici per il riscaldamento degli edifici hanno infatti un’incidenza sul totale delle emissioni di CO2 in ambito urbano fino a 6 volte superiore rispetto all’incidenza del [traffico veicolare](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e48?t=191). E in un paese come l’Italia, in cui ben 8 milioni di persone vivono in [case con problemi strutturali](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e16?t=195), di isolamento o con scarsa efficienza energetica, non è ammissibile che la questione venga continuamente rimandata al giorno dopo; proprio per questo in questa puntata cercheremo di capire come le tecnologie sviluppate per i pannelli solari e fotovoltaici possano ridurre il nostro impatto sul pianeta. Nella sezione delle notizie invece parliamo dei progressi compiuti dalla rete [Starlink](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243), della fine del [cashback](https://io.italia.it/cashback/) di Stato e dell’enorme furto di dati nei confronti di [LinkedIn](https://it.wikipedia.org/wiki/LinkedIn). - Stagione: 3 - Episodio: 27 - Data di pubblicazione: 2021-07-03 06:45:00 - Durata: 16:21 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e27](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e27) - Episodi correlati: s3e2, s3e21 - Tag: elonmusk,internet,terra,starlink,agosto,linkedin,lavoro,dati,furto,scraping,web scraping,bot ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi torneremo a parlare delle nostre abitazioni e come grazie alla tecnologia sviluppata per i pannelli solari e fotovoltaici possiamo ridurre il nostro impatto sul pianeta. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La rete Starlink coprirà tutta la Terra ad agosto > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Durante un'intervista rilasciata al Mobile World Congress di Barcellona, Elon Musk ha dichiarato che la connessione ad Internet generata dalla costellazione di Satellite Starlink coprirà tutta la Terra entro la fine di agosto. Perché infatti la rete satellitare conti solamente 1500 unità, attualmente la potenza di oltre 5 megawatt riesce comunque a generare verso la Terra un traffico pari a 30 terabyte al secondo di dati, con una latenza compresa tra i 20 e i 40 millisecondi. Musk ha poi proseguito con l'intervento annunciando che la compagnia è intenzionata a ridurre in futuro il costo di acquisto dei kit di connessione, portandolo da un prezzo di 500 dollari ad un valore che si dovrebbe aggirare intorno ai 200 e i 350 dollari. I merito al servizio vero e proprio, il CEO di Starlink ha invece confermato che nonostante l'ottimo trend positivo relativo all'ingresso nel servizio dei nuovi clienti, il prezzo dell'abbonamento rimarrà di 100 dollari al mese per tutti i paesi del mondo. Una scelta commerciale più che legittima, visto l'enorme progresso tecnologico portato nel settore delle telecomunicazioni. #### Il programma cashback di Stato è fallito > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:11 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha annunciato la sospensione del cashback di Stato, confermando che dal 1 luglio non sarà più possibile accumulare rimborsi dai pagamenti con moneta elettronica. Secondo Draghi, la formula del rimborso non funziona ed è alla base della decisione di ripensare l'iniziativa, che era stata partorita dal secondo governo guidato da Giuseppe Conte. Il cashback di Stato è nato come una misura per contenere l'evasione fiscale e quindi incentivare le transazioni in moneta elettronica, che sono tracciabili. Nel momento in cui però la misura coinvolta qualsiasi categoria merceologica, la spesa per lo Stato è stata eccessiva, perché secondo l'attuale governo avrebbe avuto maggior senso concentrare gli sforzi nei settori commerciali dove i pagamenti non tracciati sono molto più frequenti. La misura quindi, seppur sulla carta avesse un suo senso e potrebbe ancora averlo in futuro, va ripensata. Online sono stati messi in vendita i dati personali di 700 milioni di utenti LinkedIn, dati che inoltre comprendono quelli dei 500 milioni di utenti che erano stati rubati sempre a LinkedIn nell'aprile scorso. #### 700 milioni di dati rubati a Linkedin > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:08 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: La società però non si dichiara colpevole, in quanto il furto non è stato causato da una falla nella loro piattaforma o nei loro server, ma semplicemente sono dati raccolti tramite la tecnica del web scrapping. In altre parole, i dati che gli utenti rendono visibili sulla piattaforma e dunque visibili a chiunque sono stati raccolti da un programma, che andando ad analizzare automaticamente le pagine dei vari profili, come farebbe ad esempio un motore di ricerca come Google, ha raccolto e organizzato i dati disponibili per poter poi essere rivenduti illegalmente, ad esempio ai fini di spam. Su LinkedIn, infatti, non è strano rendere pubbliche informazioni di contatto o della propria carriera, per collaborazioni o richieste di lavoro. E proprio per questo il social network forse dovrebbe implementare ulteriori sistemi di sicurezza per evitare che eventi simili ricapito in un futuro. #### Tecnologie per una casa più sostenibile > - Timestamp: 04:29 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Energia - Tipologia: Topic **Davide**: La lotta al cambiamento climatico è oggi considerata come una delle sfide più impegnative per il nostro pianeta. Praticamente ogni giorno sentiamo parlare in televisione sui giornali di scioglimento dei ghiacciai con relativo innalzamento dei mari, condizioni meteorologiche estreme che si riflettono principalmente in tempeste, uragani e alluvioni arrivando infine a lunghi periodi di siccità, causati da ondate di calore senza precedenti come quella che si sta verificando proprio in queste settimane. Secondo il quinto rapporto di valutazione del Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici, senza un corretto intervento sulle politiche relative alle emissioni di gas serra nell'atmosfera, entro fine secolo si produrrà un riscaldamento globale, compreso fra i 2 e i 4 gradi. Attualmente, per quanto ci riguarda, l'Unione Europea si colloca tra le potenze economiche più dinamiche nella lotta alle emissioni di sostanze clima alternanti. Entro il 2018 è riuscita infatti a diminuire il rilascio di tali agenti del 23% rispetto al livello del 1990 e si sta impegnando a raggiungere la decarbonizzazione entro il 2050, esattamente in linea con quanto stabilito dal Green Deal del 2019. Ma tutto ciò ancora non basta, perché se da un lato vi è un importante impegno formale da parte delle medie o grandi imprese nella realizzazione di una produzione sostenibile e sempre meno dipendente dai combustibili fossili, dall'altra parte è necessario che anche la popolazione affronti questo problema globale, adottando uno stile di vita avvolto alla tutela ambientale, a partire dalla propria abitazione. Nel corso degli ultimi anni, il risparmio energetico sia degli edifici che delle singole abitazioni all'interno di esse è diventato un fattore sempre più importante per quanto riguarda la riduzione del rilascio di sostanze inquinanti e degli sprechi che vi possono essere in senso generale. In merito a ciò, nel nostro Paese, con la pubblicazione del decreto legislativo 192 del 2005, è stata disposta una catalogazione degli edifici in classi energetiche predefinite e una serie di nuovi standard progettuali per le strutture abitative. Tutto ciò con l'obiettivo di limitare non solo i consumi energetici complessivi, ma anche le emissioni di anidride carbonica. Attualmente, gli standard energetici nazionali attribuiti ad ogni singolo edificio sono 10 e per ognuno di essi viene inoltre identificata una fascia di valori legata all'utilizzo di energia, i cui estremi rappresentano il consumo minimo e il consumo massimo. Il merito alle singole classi, invece, è se vengono identificate secondo una scala di lettere dell'alfabeto, la quale inizia dall'ag, equivalente allo standard meno efficiente, e arriva fino alla lettera A. Unica classe suddivisa in altre quattro sottocategorie, in cui l'A4 rappresenta la categoria più produttiva e quindi migliore per risultati. Per fare un esempio pratico, un edificio in classe A consuma una media tra 1 e 3 litri di combustibile per metro quadro per riscaldarsi, mentre un edificio in classe G ne consumerà circa 15 di litri. Perciò la spesa finale andrà ad essere ben 5 volte maggiore rispetto a quella di partenza. Per quanto riguarda invece l'attribuzione dei vari standard relativi alla valutazione finale dell'efficienza energetica dell'immobile, devono essere considerate simultaneamente tutte quelle componenti strutturali appartenenti all'ambito che possono essere classificate in sistemi passivi e sistemi attivi. Nella prima categoria citata rientrano tutti gli elementi dell'abitazione che tendono a ridurre la domanda di energia richiesta per la struttura, come ad esempio i pavimenti, i sistemi di isolamento, le pareti, il tetto, gli infissi e così via. Mentre i sistemi attivi, sicuramente più interessanti da un punto di vista tecnologico, corrispondono a tutte quelle strutture che completano la domanda di energia richiesta con l'uso di fonti rinnovabili come impianti eolici, fotovoltaici e solari. Infine esistono poi altri sistemi fondamentali come i pavimenti riscaldati o le caldaie a condensazione, che se alimentati proprio da sistemi cosiddetti attivi, consentono di ridurre ulteriormente la produzione energetica proveniente da fonti non rinnovabili. Ma proseguiamo ora analizzando i principali apparati, ritenuti fondamentali per il raggiungimento delle classi energetiche più efficienti, come può essere l'A4. Prima di entrare nel dettaglio con l'analisi dei principali impianti per migliorare la condizione energetica di un edificio, è bene definire prima quali sono i requisiti minimi per raggiungere la classe attualmente più elevata. Nel 2021, per essere classificato nello standard A4, un immobile deve innanzitutto possedere una solida struttura in telaio antisismico, costituita da travi e pilastri in cemento armato, capaci di sostenere eventuali carichi anche sotto lo stress di un terremoto. Un ottimo isolamento termico, con muri e tetti edificati con materiali isolanti ad alta efficienza, e infine un buon impianto di riscaldamento e raffreddamento realizzati utilizzando le tecnologie più vantaggiose. I merito a quest'ultima condizione, per evitare che questi sistemi vadano a prelevare l'energia dalla rete elettrica, al giorno d'oggi si cerca di installare nelle moderne abitazioni anche dei validi impianti fotovoltaici o solari, in grado di rendere le famiglie o le aziende indipendenti e autosufficenti da un punto di vista energetico. Benché le voci fotovoltaico e solare siano ortograficamente diverse, in realtà i due termini non sono sinonimi l'uno con l'altro. E infatti, secondo le attuali definizioni, un impianto fotovoltaico corrisponde ad un sistema in grado di convertire la luce solare in energia elettrica, mentre, nel secondo caso nell'impianto solare, la luce del sole viene sfruttata per il riscaldamento dell'acqua sanitaria domestica. Dunque, essendo diverse, come funzionano nello specifico le due tecnologie? La componente più importante di un impianto fotovoltaico risiede essenzialmente, appunto, nel campo fotovoltaico, che corrisponde all'insieme di tutti i pannelli, grazie ai quali è possibile convertire la luce del sole in corrente elettrica attraverso materiali sensibili come il silicio. Nello specifico, ogni impianto possiede un numero di celle diverse, poiché la richiesta energetica di un edificio rispetto ad un altro non è sempre la stessa. Ed infatti, proprio per queste ragioni, le potenze sviluppate dagli impianti più diffusi sono generalmente di 3, 6 e 9 kW, con prezzi di installazione che partono da circa 7.000 euro e arrivano fino a 20.000 euro. I pannelli fotovoltaici vanno poi collegati per legge ad un sezionatore, il quale consente di scollegare l'impianto in caso di interventi sulla rete o con picchi di tensione, e successivamente ad un inverter, ossia un dispositivo essenziale che si occupa di convertire la corrente continua prodotta dall'impianto in corrente alternata pronta per alimentare le varie apparecchiature. Fondamentale è anche la presenza di un sistema elettronico di monitoraggio connesso a Internet per ponderare la produzione dell'impianto o eventualmente intervenire in tempo reale in caso di guasto o malfunzionamento. Come accennato poco fa, inoltre gli impianti fotovoltaici sono composti da celle fotovoltaiche di silicio puro al 99%, ma ciò non significa che siano tutti uguali. Le tipologie di pannelli variano infatti a seconda del grado di rendimento e di efficienza che possono garantire, e attualmente la stragrande maggioranza degli impianti fotovoltaici ad uso domestico e industriale monta pannelli in silicio monocristallino o policristallino. Nel primo caso, con pannelli monocristallini, siano performance generalmente migliori grazie soprattutto a celle di silicio che possiedono una maggiore purezza e un alto grado di regolarità nella disposizione reticolare dei singoli cristalli, comportando una minor quantità di spazio occupato e un rendimento mediamente maggiore rispetto all'altra tipologia. Ed infatti i pannelli policristallini, essendo caratterizzati da un forte disallineamento dei cristalli, che costituiscono il reticolo, richiedono molta più superficie per generare la stessa potenza delle celle monocristalline, anche se il costo in proporzione risulta comunque minore rispetto alla prima tipologia. Ma veniamo ora alla seconda tecnologia introdotta in precedenza, in grado di sfruttare la luce, o meglio il calore, proveniente dal sole. A differenza del fotovoltaico, un impianto solare termico è un sistema in grado di trasformare le onde elettromagnetiche provenienti dal sole in energia termica, e che consente non solo di riscaldare le abitazioni durante i periodi invernali, ma anche di garantire loro acqua sanitaria a diverse temperature. Per quanto riguarda le principali componenti, esse corrispondono ad un collettore solare, un serbatoio di accumulo, un generatore di integrazione come ad esempio una pompa di calore, e infine una centralina di controllo. Analogamente poi ai sistemi fotovoltaici, i pannelli che possono essere sfruttati in un impianto solare termico possono essere di diverse tipologie. Degni di nota troviamo ad esempio i classici moduli solari vetrati, attualmente impiegati per la produzione di acqua calda ad uso sanitario e più costosi pannelli a tubi sotto vuoto, installati maggiormente nei paesi più freddi, in grado di rendere fino al 20% in più con temperature minori. Avviamoci ora verso la conclusione della puntata con qualche riflessione sul futuro della sostenibilità domestica. Al giorno d'oggi siamo ben consapevoli che l'inquinamento generato dalle attività umane non è causato solamente dagli innumerevoli mezzi di trasporto che circolano ad ogni ora del giorno. Le nostre abitazioni, i negozi, gli uffici, i centri commerciali e gli ospedali sono solo alcuni dei luoghi attualmente responsabili delle grandi emissioni di particolato nell'atmosfera. Gli impianti termici per il riscaldamento degli edifici hanno infatti un'incidenza sul totale delle emissioni di CO2 in ambito urbano fino a 6 volte superiore rispetto all'incidenza del traffico veicolare. E in un paese come l'Italia, in cui ben 8 milioni di persone vivono in case con problemi strutturali, di isolamento o con scarsa efficienza energetica, non è ammissibile che la questione venga continuamente rimandata al giorno dopo. Tuttavia, grazie alle misure come il bonus ristrutturazioni, l'eco bonus e il super bonus 110% messi in campo dalle istituzioni, la situazione sembra destinata a cambiare in meglio, a favore di uno scenario con la casa sostenibile al centro della nostra vita. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 15:29 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e28 ## Bioinformatica per combattere tumori e virus > I [big data](https://it.wikipedia.org/wiki/Big_data) nella medicina sono una delle nuove frontiere della scienza e ci faranno compiere importanti passi avanti nella conoscenza e cura delle malattie, anche quelle di causa sconosciuta. La migliore arma però per prevenire e prevedere l’evolversi di certe malattie è prima di tutto capire come funziona il nostro organismo e per farlo l’informatica può dare un efficace contributo. In questa puntata il nostro autore [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html) ha fatto una chiacchierata con [Davide Bressan](https://www.dentrolatecnologia.it/davide.bressan.html), dottorando in Scienze biomolecolari all’Università di Trento, che sta studiando in particolare il cancro al fegato. Nella sezione delle notizie invece parliamo di una fotocamera brevettata da [Xiaomi](https://www.mi.com/it/) che sfrutta la fibra ottica per entrare nella cornice dello smartphone, del laser più potente di sempre e infine dell’annuncio di [Nintendo Switch OLED](https://www.nintendo.it/Famiglia-Nintendo-Switch/Nintendo-Switch-modello-OLED-/Nintendo-Switch-modello-OLED--2000984.html). - Stagione: 3 - Episodio: 28 - Data di pubblicazione: 2021-07-10 06:45:00 - Durata: 19:03 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e28](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e28) - Episodi correlati: s2e15, s3e13, s3e25 - Tag: gaming,console,nintendo,nintendoswitch,oled,laser,cina,amplificatore,fotoni,fotonica nucleare,medicina,Xiaomi,fibra ottica,fotocamera,smartphone,notch ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide Bressan**: I ricercatori stanno sviluppando dei modelli di intelligenza artificiale per cercare di predire le interazioni tra i farmaci e in questo modo prevenire la loro somministrazione in contemporanea. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi Luca Martinelli farà una chiacchierata con un dottorando in scienze biomolecolari, cercando di capire cos'è la bioinformatica e che contributo sta dando nell'ambito della ricerca e del contrasto a tumori e virus. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La fotocamera di Xiaomi che sfrutta la fibra ottica > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:09 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Xiaomi ha brevettato una prolunga in fibra ottica che dal bordo della cornice porta la luce alla lente e al sensore d'immagine dentro il telefono. Questa soluzione prometterebbe di mantenere una qualità elevata per le immagini scattate e i video ripresi, raggiungendo al contempo il traguardo di un design full display. Di fatto si tratterebbe di un compromesso potenzialmente perfetto tra il notch, la famosa tacca, che iPhone continua a mantenere anche per un fattore di riconoscibilità del prodotto e la fotocamera sotto al display, quest'ultima che però si sta dimostrando limitata sotto certi punti di vista, a causa della grande difficoltà di far passare la luce attraverso uno schermo. Sarà solo il tempo a farci capire se questa sarà la soluzione adottata o se altrimenti resterà solo un brevetto registrato. #### Il laser più potente di sempre e a cosa servirà > Fonte: ScienceMag.org - Timestamp: 01:59 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli ultimi anni c'è stata una vera e propria corsa alla potenza sprigionata dai laser. Finora la massima potenza è stata raggiunta dall'Europa con un laser da 10 petawatt, ovvero l'equivalente di mille volte la potenza di tutte le reti elettriche del pianeta. La Cina però non rimarrà a guardare e nel 2023 ha in programma di raggiungere con il progetto Station of Extreme Light la potenza di 100 petawatt. La sfida non è tanto quella di raggiungere tale potenza, quanto farlo in modo stabile senza danneggiare l'apparecchiatura. Per questo esistono vari sistemi per ovviare al problema, tra cui dividere il raggio laser in più fasci, amplificarli separatamente e poi ricomporli appunto senza danneggiare i componenti. L'importanza di questa ricerca in ogni caso sarà fondamentale in diversi ambiti, come la medicina, la scienza dei materiali e soprattutto un ramo della fisica conosciuto come fotonica nucleare che ci aiuterà a comprendere meglio come funziona l'universo e la sua nascita. Lo scorso martedì Nintendo ha annunciato l'arrivo della nuova Switch, che uscirà nei mercati di tutto il mondo il prossimo 8 ottobre. #### Nintendo annuncia la Switch OLED > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:01 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Ma la novità forse più importante è che l'azienda giapponese non ha rilasciato il modello pro più potente che tutti si aspettavano, bensì una versione migliore solamente dal punto di vista grafico e con un po più di spazio di archiviazione. La nuova Nintendo Switch è dotata infatti rispetto al modello precedente di uno schermo OLED da 7 pollici, che migliora da una parte il contrasto e la leggibilità dei video, ma d'altra parte non l'autonomia, che rimane sempre intorno alle 9 ore di gioco. Per quanto riguarda la memoria si è passati da 32 a 64 GB, che rimangono comunque pochi nonostante ci sia la possibilità di espandere ulteriormente la capacità di archiviazione. GameStop infine il giorno successivo alla presentazione ha aperto i preordini della console, rivelando anche quello che sarà il prezzo per quanto riguarda il nostro paese, ossia di 449 euro e 99 centesimi, valido sia per la versione white che per la color neon. #### Bioinformatica per combattere tumori e virus > - Timestamp: 04:20 - Autori: Davide Bressan, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Medicina - Tipologia: Intervista **Luca**: Prevenire è meglio che curare, e la migliore arma per prevenire e prevedere l'evolversi, ad esempio, di certe malattie o di tumori è prima di tutto capire come funziona il nostro organismo e in generale i sistemi biologici. L'informatica, negli ultimi decenni, ha contribuito in modo sostanziale nell'evoluzione e nel miglioramento del modo in cui questi sistemi vengono studiati. Per parlarne, siamo in compagnia di Davide Bressan, dottorando in scienze biomolecolari all'Università di Trento, che sta facendo degli studi in particolare nell'ambito di ricerca sul cancro al fegato. Benvenuto Davide. **Davide Bressan**: Ciao a te, a tutti gli ascoltatori. **Luca**: E innanzitutto, Davide, cos'è la bioinformatica e di che cosa si occupa? **Davide Bressan**: La bioinformatica è una scienza interdisciplinare, quindi che unisce biologia e informatica, e sviluppa algoritmi, tecnologie, che possono aiutarci a comprendere e analizzare i dati biologici, in particolare quando questi ultimi sono molto complessi. Posso farvi un esempio di questa complessità. Per esempio, l'intero genoma di una persona, ovvero l'insieme di tutti i cromosomi, è formato da circa 3 miliardi nucleotidi. Questi nucleotidi sono i mattoncini che formano il codice per la produzione di proteine, che poi andranno a formare la cellula e quelle proteine permettono di il funzionamento della cellula, per esempio per la respirazione, ci permettono di vivere insomma. Senza l'ausilio e di medito di informatici, sarebbe molto difficile capire qualcosa di questo ceno di informazioni che è il nostro codice genetico. Vorrei anche citarvi uno dei programmi che è più utilizzato nell'ambito bioinformatico, è chiamato BLAST, è molto famoso nell'ambito e è utilizzato da moltissimi ricercatori in tutto il mondo. È conosciuto inoltre anche come il Google della ricerca biologica. Infatti questo programma permette di comparare una sequenza chiamata anche gene, conosciuta di nucleotidi, con tutte le sequenze di DNA che sono contenute all'interno di un database, trovando poi e permettendo di analizzare le sequenze che sono più simili a questa sequenza di interesse e permettendoci comprendere meglio il funzionamento di questo gene, di cui non si sapeva nulla, ma che a questo punto abbiamo potuto trovare una sequenza simile ad esso. Sebbene la bioinformatica sia applicata per lo studio della biologia vegetale, ovvero le piante e anche per lo studio dei microorganismi come i batteri, essa contribuisce fondamentalmente allo studio del corpo umano e delle malattie che lo affliggono come i tumori. **Luca**: E parlando proprio di questo ultimo argomento, dunque, puoi approfondire come la tecnologia e soprattutto l'informatica stiano aiutando i ricercatori a comprendere meglio le cause dei tumori e soprattutto il loro sviluppo? **Davide Bressan**: Certamente Luca, i tumori sono il risultato di mutazioni casuali nel nostro genoma, ovvero cambiamenti nel codice genetico che porteranno a una crescita incontrollata di alcune cellule che poi porterà allo sviluppo del tumore e come sappiamo in molti casi alla morte della persona affetta da esso. Circa il 10% dei tumori è causato da difetti genetici che sono tramandati dai genitori, mentre il 90% di essi sono principalmente dovuti a fattori ambientali che possono essere per esempio le esposizioni a radiazioni, la dieta, il fumo o molti altri. Per capire in che parte del genoma si trovano le alterazioni, quindi le mutazioni che caratterizzano una tipologia di tumore, come può essere quello alla pelle o al fegato, è necessario sequenziare il DNA. In questo modo possiamo determinare l'ordine dei diversi nucleotidi che vanno a comporre il nostro codice genetico. In pratica si raccoglie un campione del tumore, si estrae il DNA nel laboratorio dal nucleo delle cellule e si inserisce in un sequenziatore. Negli ultimi anni l'avvento delle tecnologie di Next Generation Sequencing hanno permesso di velocizzare di molto il sequenziamento del genoma di un individuo, infatti un elevato numero di frammenti di DNA può essere sequenziato in contemporanea rendendo molto più veloce il procedimento. Nel giro di pochi giorni infatti si può ottenere l'intero genoma di una persona, una vera propria rivoluzione per la ricerca scientifica pensando che all'inizio degli anni 2000 ci sono voluti mesi per ottenere il DNA di un singolo individuo. Una volta che sia sequenziato il tumore di diversi pazienti si può sempre utilizzando dei software specializzati andare a vedere le mutazioni che sono presenti nel genoma e comparare le mutazioni tra diversi pazienti soprattutto rispetto a una persona sana per andare a vedere quali sono le mutazioni che caratterizzano un tipo di tumore. E a questo punto si può capire le proteine che sono coinvolte nello sviluppo del tumore che è uno step fondamentale nella realizzazione di nuove farmaci che andranno a curare una persona o a almeno ridurre lo sviluppo del tumore. **Luca**: Mi dicevi poi che nel tuo dottorato all'università di Trento ti stai occupando di cancro al fegato e precedentemente invece ti occupavi di melanoma. Puoi raccontarci più nel dettaglio delle tue ricerche e della tua esperienza in questi due ambiti? **Davide Bressan**: Volentieri, durante un tirocino di sei mesi presso il Centro di Ricerca sul Cancro dei Paesi Bassi ho avuto modo di lavorare un progetto sul melanoma. Questa malattia è il tipo più pericoloso di cancro della pelle, la causa principale è l'esposizione ai raggi UV ovvero al sole. I pazienti affetti da melanoma in stato avanzato hanno una percentuale di sopravvivenza molto bassa e i gruppi di ricerca in tutto il mondo stanno lavorando allo sviluppo di nuovi farmaci per far guarire queste persone o almeno prolungare la loro aspettativa di vita. Il problema principale è che nonostante alcuni pazienti rispondono molto bene a queste terapie e guariscono completamente altri rispondono solo per un periodo di tempo illimitato e poi il tumore riprende a crescere. Nel mio progetto ho sviluppato un software che va a comparare i dati del sequenziamento di queste due categorie di pazienti e in questo modo possiamo individuare le differenze nella composizione del tumore che possono spiegare la diversa risposta ai trattamenti. Il progetto su cui sto lavorando al momento invece riguarda lo studio dei meccanismi molecolari che portano all'insorgenza del tumore al fegato. In questo caso lavorerò anche con dati ottenuti tramite "single cell sequencing", una tecnologia molto recente che permette di caratterizzare i tipi diversi di cellule che sono presenti nel tumore. Dette sapere infatti che non tutte le cellule di un tumore hanno le stesse mutazioni, ma si differenziano in sotto gruppi chiamati subcloni. Capire i subcloni che sono presenti nel tumore ci permette di sviluppare farmaci più efficaci nel colpire il tumore stesso e garantire quindi un trattamento migliore e più mirato per il paziente. **Luca**: La tecnologia, come abbiamo ribadito più e più volte, può dare un contributo fondamentale in situazioni emergenziali, come abbiamo appurato purtroppo con la pandemia di coronavirus. E in tal senso la bioinformatica che contributi ha dato mi viene da pensare ad esempio alla realizzazione di sistemi in grado di velocizzare e migliorare i risultati dei tamponi, o magari di riuscire a conoscere meglio la struttura e la natura del virus e della malattia per poter poi realizzare un vaccino o un farmaco. **Davide Bressan**: Dubbiamente la bioinformatica ha e sta contribuendo molto a conoscere meglio il SARS-CoV-2, come è chiamato il virus che ha portato alla pandemia del Covid-19. Isolare il ceppo del virus ha permesso di effettuare diverse analisi a partire dal sequenziamento del suo genoma. Una volta ottenuta la sequenza di DNA di questo virus, è stato possibile poi compararla a quello di altri animali e dimostrare per esempio che non avesse senso parlare di un virus creato artificialmente in laboratorio. Infatti è stato visto che rispetto al virus di un animale ovvero trovato nei pipistrelli, il numero di differenze tra il virus trovato nel pipistrello e il virus dell'uomo è talmente grande che è impensabile che un laboratorio possa aver creato artificialmente questo virus. Usando un software per l'allenamento di queste sequenze del virus, un ricercatore della Università di Bologna, Federico Giorgi, ha potuto mostrare come in effetti il virus non sia lo stesso in tutto il mondo ma ci sono delle differenze. Queste differenze sono a livello della sequenza di DNA ovviamente e sempre questo ricercatore ha riuscito a classificare il virus in tre sottofamiglie virali. I virus dell'Europa continentale, ovvero anche quello italiano, appaiono molto simili se non identici tra di loro. In generale la differenza principale fra il ceppo europeo, quello nostro, e quello cinese è la presenza di una mutazione che si trova nella proteina spike. Questa proteina è presente sulla superficie del virus ed è il target di numerosi vaccini che sono in corso di sviluppo. Potete capire come analizzare computazionalmente la sequenza del virus, sia quindi fondamentale per far sì che il vaccino risulti efficace. Volevo anche citarti un altro importante aspetto della bioinformatica di cui non abbiamo ancora parlato ovvero le banche dati. Per chi sviluppa un vaccino avere più informazioni possibili a disposizione è fondamentale e proprio per questo è molto importante la creazione e mantenimento di database online dove si può immagazzinare, condividere e mantenere dati provenienti dai laboratori di tutto il mondo e in questo modo renderli accessibili a tutti per rendere la ricerca molto più veloce. **Luca**: Hai parlato dell'importanza di avere grandi quantità di dati condivisi e la prima cosa che mi viene in mente è l'intelligenza artificiale che negli ultimi anni è ormai entrata prepotentemente in gran parte degli ambiti della nostra società. Partiamo dall'ambito economico ad esempio per prevedere l'andamento dei mercati, ma anche sul nostro smartphone, quindi una tecnologia molto più vicina a noi, attraverso gli assistenti vocali o il miglioramento di fotografie grazie al riconoscimento di volte ai paesaggi, l'intelligenza artificiale sta dando e ha dato dei contributi sostanziali. Anche nel campo biologico e della bioinformatica, questa tecnologia può dare dei contributi allo sviluppo o magari al miglioramento di nuove tecnologie e se sì ci sono degli esempi in cui il machine learning è già stato utilizzato a questi scopi. **Davide Bressan**: Certo, negli ultimi anni l'intelligenza artificiale ha iniziato a comparire anche in bioinformatica, mostrando risultati molto promettenti. Ti faccio qualche esempio per farti capire un po meglio. Quando un dottore prescrive più farmaci contemporaneamente a un singolo paziente, l'interazione di questi ultimi potrebbe avere degli effetti collaterali e inaspettati molto gravi per la salute. Purtroppo non è possibile testare tutte le combinazioni dei farmaci e della loro interazione nel laboratorio, perché avrebbe dei costi molto alti e tempi molto lunghi. Per questo motivo i ricercatori stanno sviluppando dei modelli di intelligenza artificiale per cercare di predire le interazioni tra i farmaci e in questo modo prevenire la loro somministrazione in contemporanea. Tornando alla ricerca sul cancro, anche in questo ambito l'intelligenza artificiale sta prendendo piede. Infatti dei modelli di deep learning che sono usati per predire se un farmaco avrà affetto meno sul paziente, stanno dando risultati molto promettenti e questi modelli sono basati su dati ottenuti dal sequenziamento dei tumori, successivamente questi dati vengono usati per l'addestramento del modello e alla fine si può predire se un paziente risponderà o meno a una certa terapia che può aiutare molto un medico a comprendere meglio la terapia più adatta appunto per un paziente. Ecco posso farti anche un ultimo esempio in cui invece l'intelligenza artificiale è applicata sulle immagini di risonanza magnetica. Devi sapere infatti che per un dottore analizzare a fondo queste immagini di risonanza magnetica per individuare per esempio un tumore richiede molto tempo e concentrazione. L'intelligenza artificiale può quindi aiutare i dottori nell'individuare masse tumorali nel cervello o altri organi raggiungendo risultati veramente sorprendenti. Pensa che alcuni modelli addestrati su migliaia di immagini stanno ottenendo risultati migliori di quello di un medico stesso e volevo anche menzionarti una cosa, in tanti ambiti della ricerca biologica però non è ancora possibile utilizzare il machine learning o l'intelligenza artificiale per un motivo abbastanza banale ma allo stesso tempo fondamentale ovvero la mancanza di grandi quantità di dati. Il miglioramento delle tecnologie porterà sicuramente a colmare questa carenza nei prossimi decenni e permetterà di applicare l'intelligenza artificiale sempre di più nell'ambito. **Luca**: Per concludere in futuro quindi com'è che queste tecnologie e quindi lo studio sulla biologia attraverso l'informatica potranno aiutarci in sostanza a vivere meglio e magari più a lungo? **Davide Bressan**: Un ambito di cui si parla molto recentemente è la medicina personalizzata o di precisione, se ne parla molto ma è ancora in stato embrionale e quindi penso che sia adatto a rispondere alla tua domanda. Per farti capire cos'è la medicina personalizzata ti faccio un esempio, praticamente al giorno d'oggi tutte le persone con una specifica malattia vengono trattate principalmente da questo modo senza tener conto delle differenze a livello genetico di queste persone ambientale ovvero la regione da cui vengono il loro stile di vita e questo aspetto sarà fondamentale nel futuro per permettere di migliorare le terapie. La medicina personalizzata infatti punta a capire prima di somministrare un farmaco o fare un'operazione chirurgica quale gruppo di persone affette da una malattia beneficerà maggiormente da questo trattamento, al momento è ancora difficile fare ciò in quanto i costi per il sequenziamento rimangono ancora abbastanza elevati ma penso che tra non molti anni il miglioramento delle tecnologie porterà allo sviluppo della medicina personalizzata di conseguenza al miglioramento delle condizioni di vita di tutti. **Luca**: Bene Davide, grazie per il tuo intervento, ci sentiamo presto. **Davide Bressan**: Grazie a te e alla prossima. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 18:11 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e29 ## Intelligenza artificiale per creare film di successo > La particolarità dell’[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) è che ha potenzialità praticamente illimitate e in questa puntata parleremo di un’altra delle sue facce, che sta velocemente cambiando il mondo dell’intrattenimento e soprattutto di cinema, televisione e streaming. Cercheremo infatti di capire come vengono utilizzati gli algoritmi per proporre contenuti più adatti a noi, come le case di produzione utilizzino la tecnologia per capire a priori quali film o serie TV avranno più successo, parleremo di un [cortometraggio](https://www.youtube.com/watch?v=LY7x2Ihqjmc) scritto da una intelligenza artificiale e infine del ruolo dei [deepfake](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e41?t=463) per migliorare il doppiaggio. Nella sezione delle notizie vedremo come gli Stati Uniti stanno affrontando il tema della neutralità, privacy e sicurezza della rete, della [prima persona](https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Branson) ad andare nello Spazio con la [propria agenzia](https://www.virgingalactic.com) e infine del rischio delle SIM fisiche. - Stagione: 3 - Episodio: 29 - Data di pubblicazione: 2021-07-17 06:45:00 - Durata: 18:45 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e29](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e29) - Episodi correlati: s2e7, s2e41, s3e12 - Tag: cinema,intelligenza artificiale,doppiaggio,netflix,amazon prime video,prime video,youtube,disney plus,film,serie tv,deepdub,benjamin,sim,esim,iphone,ios,hacker,spazio,turismospaziale,richardbranson,virgingalactic,vssunity,biden,trump,apple,facebook,google,monopolio ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire che contributo possono dare gli algoritmi, e più nello specifico l'intelligenza artificiale, nel mondo dello streaming, delle produzioni cinematografiche e del doppiaggio. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. In futuro le regole antitrust negli Stati Uniti saranno molto più stringenti, si torna a parlare di neutralità della rete minata durante l'epoca Trump, di privacy e sicurezza. #### Monopolisti digitali > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:00 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto - Tipologia: Notizia **Davide**: Secondo l'amministrazione dell'attuale presidente Joe Biden, le aziende che un tempo erano startup non conformiste e marginate che sfidavano lo status quo sono diventate qualcosa di simile a Monopoly che avevamo incontrato l'ultima volta nell'età del petrolio e delle ferrovie. Anche se queste aziende hanno portato evidenti benefici alla società, il dominio di Amazon, Apple, Facebook e Google è maturato con un costo. Queste aziende tipicamente governano il marketplace ma anche competono al suo interno e questa è una posizione che consente loro di scrivere un tipo di regole per gli altri mentre loro giocano con altre regole o di seguire proprie forme di quasi regolazione di cui non devono rispondere a nessuno se non a se stesse. E questo è quello che sostiene Joe Biden, il quale in ultima istanza ha anche affermato che è necessario ripristinare la competizione del mercato digitale e rafforzare le leggi antimonopoliste. #### Richard Branson ha volato nello spazio > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:12 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Domenica 11 luglio Richard Branson, proprietario della compagnia spaziale Virgin Galactic, ha compiuto il suo primo volo suborbitale insieme ad altri cinque membri dell'equipaggio, diventando in questo modo il primo miliardario ad aver volato nello spazio con la propria agenzia. La storica missione è iniziata alle 16.40 ore italiane, con la partenza della madre VMS Eve, dallo stato del New Mexico, la quale ha portato lo spazio plano VSS Unity ad un'altezza di 15.000 metri da terra. Una volta raggiunta la quota, il veicolo si è separato dalla nave principale per spingersi fino a circa 80 chilometri dal suolo, punto in cui è iniziato infine il rapido rientro verso la terra. Il volo sperimentale ha confermato quindi l'affidabilità dei veicoli spaziali progettati dalla compagnia, rendendo così sempre più vicino l'obiettivo di Virgin Galactic, ossia raggiungere lo spazio e sperimentare per qualche minuto l'assenza di peso per la modica cifra di 250.000 dollari. In Brasile un gruppo di criminali è stato arrestato per furto di dati e violazioni di iPhone attraverso le schede SIM. #### SIM fisiche per rubare i dati sugli iPhone > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:16 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Una volta rubata la SIM da un iPhone, infatti, basta inserirla in un altro iPhone e ottenere l'accesso all'account Apple recuperando la password tramite numero di telefono e email, che può essere tranquillamente scoperta tramite i vari social network. E una volta ottenuto l'accesso all'account Apple è possibile cercare password sensibili o dati bancari tra le varie applicazioni, come le note o il wallet. La procedura comunque richiede un accesso fisico all'iPhone della vittima e che questa conservi le proprie password visibili sul proprio smartphone. E qui entra in gioco il tema della privacy, di cui gli stessi utenti si devono curare e su cui troppo spesso non sono abbastanza sensibili. In ogni caso, Apple sta già lavorando alla possibilità di eliminare tutti i dati da un iPhone rubato e per gli ultimi modelli alla localizzazione del dispositivo anche se questo è spento grazie alla stessa tecnologia degli AirTag. In combinazione poi con la lenta sostituzione delle SIM fisiche con le eSIM, per i criminali compiere questi tipi di furto sarà sempre più difficile. In particolarità dell'intelligenza artificiale, di cui ormai abbiamo abbondantemente parlato e che è stata la protagonista di molte nostre puntate, è che ha potenzialità praticamente illimitate. #### Intelligenza artificiale per creare film di successo > - Timestamp: 04:44 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Cinema, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Topic **Davide**: La sua flessibilità data dal concetto di base su cui è stata pensata, ovvero l'apprendimento, la rende adattabile in qualsiasi contesto, e in ognuno di questi contesti sta dando risultati eccezionali, migliorando, semplificando o velocizzando molti lavori che normalmente richiederebbero la supervisione umana. Ma non solo, può essere utilizzata per prevedere o almeno cercare di prevedere il futuro, o ancora, come abbiamo visto, per creare musiche, opere da arte, testi e molto molto altro. E molto probabilmente ancora non abbiamo idea di quanto ancora l'intelligenza artificiale può diventare pervasiva nella nostra quotidianità, sia indirettamente e direttamente. E in questa puntata parleremo proprio di un'altra delle tante facce dell'intelligenza artificiale, che sta velocemente cambiando il mondo dell'intrattenimento e soprattutto di cinema, televisione e streaming. Vediamo quindi qualche esempio pratico di come l'apprendimento automatico e le reti neurali vengono utilizzate quotidianamente, ma anche di cosa potenzialmente sono e saranno in grado di realizzare. Forse il più importante esempio di come un'azienda può sfruttare l'intelligenza artificiale nel mondo dell'intrattenimento viene da Netflix. Nata prima come azienda di noleggio di DVD, ha dato il via alla rivoluzione dei contenuti in streaming. Ed Ani non si limita più a fornire solo un portale per la visione di film o serie TV, ma è ben presto diventata anche una delle maggiori aziende nella produzione di contenuti. E contrariamente a una televisione o a un cinema, Netflix, con i suoi 200 e più milioni di abbonati, ha la possibilità di raccogliere una quantità enorme di dati sui suoi utenti e sulle loro preferenze. Tra questi dati, ad esempio, ci sono età, nazionalità e altre informazioni anagrafica sugli utenti, ma anche la cronologia dei contenuti guardati, con tanto di orario di visione, recensioni, indice di gradimento, i momenti in cui un film o un episodio è stato messo in pausa o fermato, quando è stato ripreso ed eventualmente da che minuto, e altre informazioni sul comportamento degli utenti davanti a un contenuto. Senza contare, ovviamente, le informazioni sugli stessi contenuti, come titolo, trama, attori, genere, doppiaggio o addirittura i colori predominanti della scena. E ovviamente Netflix, con una quantità così grande di dati, non è certo rimasta a guardare. Sono due, infatti, i principali algoritmi di intelligenza artificiale che rendono la piattaforma di streaming così popolare. Il primo riguarda la scelta dei film e serie tv consigliate all'utente, un algoritmo che è praticamente nato con la diffusione del servizio streaming, ma che negli anni è stato perfezionato e ampliato. Nel 2006, ad esempio, Netflix ha indetto un concorso con in palio un milione di dollari, per chi fosse riuscito a migliorare del 10% la precisione dell'algoritmo allora utilizzato, chiamato Cinematch. Il concorso si è concluso solo tre anni dopo, nel 2009, e da allora, ovviamente, l'intelligenza artificiale che si preoccupa di consigliarci contenuti che potrebbero piacerci è stata ulteriormente migliorata, anche grazie all'ampliamento della quantità di dati raccolti da Netflix. Ad esempio, nelle ultime versioni, l'algoritmo riesce a scegliere anche le immagini da mostrare come anteprima o anche l'ordine degli episodi per alcune serie tv. Il secondo algoritmo, invece, è stato presentato sul blog di Netflix a dicembre dello scorso anno e forse ancora più interessante del primo. In pratica, si tratta di un modello di intelligenza artificiale che prevede il successo di un contenuto. Potremmo dire che questo sistema funzioni come il primo, ma con il verso opposto. Se prima, infatti, di un utente si cercavano le serie potenzialmente preferite, in questo caso da una serie o da un film si cercano invece gli utenti a cui potrebbe piacere, anche andando ad analizzare titoli simili a quello che l'azienda vorrebbe produrre. In questo modo Netflix può produrre contenuti con maggior sicurezza, sapendo che finanzierà produzioni che molto probabilmente riscontreranno un successo garantito. E con i dati a disposizione non conta solo la sceneggiatura o la trama, ma anche i colori, gli attori e i doppiatori. Insomma, in questo modo si cerca di realizzare o migliorare dei prodotti in modo che questi piacciono al pubblico, assecondandone i gusti. Non solo, si possono realizzare contenuti pensati per certi target, classificandoli ad esempio per età o per nazionalità. La stessa intelligenza artificiale, poi, può occuparsi di definire delle strategie di marketing o scegliere i doppiatori più adatti per l'adattamento di un prodotto in uno specifico paese. Ovviamente l'intelligenza artificiale può analizzare idee o trame già ideate dagli autori o dagli sceneggiatori. Sta poi infatti a loro, e ai registi, realizzare contenuti di qualità che veramente piacciono al pubblico. La differenza è che in questo caso Netflix potrebbe più facilmente finanziare un contenuto, il cui successo è quasi assicurato. Oltre a Netflix, ovviamente anche altri servizi, se non tutti, utilizzano l'intelligenza artificiale, in questo caso per consigliare i contenuti che potrebbero piacere ai propri utenti. Meritano di essere menzionati, però, i servizi di Google, sia nel suo motore di ricerca sia nella piattaforma Google TV e di Fire TV, degli Amazon Fire Stick. A differenza dei vari competitor come Netflix, Prime Video o Disney+, infatti Google TV e Fire TV raccolgono e consigliano i contenuti da tutte le piattaforme a cui siamo abbonati, dando quindi una visione più di insieme di tutte le serie e i film a cui possiamo accedere. Finora abbiamo parlato di come l'apprendimento automatico venga utilizzato principalmente per consigliare gli utenti o prevedere il successo di un prodotto. Ma se invece fosse la stessa intelligenza artificiale a scrivere la sceneggiatura di un film, nel 2016, il regista Ian Sharp ha collaborato con l'ingegnere e ricercatore Ross Goodwin, che ha realizzato Benjamin, una rete neurale in grado di inventare da zero una sceneggiatura per un film. L'intelligenza artificiale in particolare è stata allenata con film fantascientifici come "Alien", "Star Wars", "Ghostbusters", "Futurama", "X-Files" e molti altri. L'obiettivo, infatti, era proprio quello di girare un film di fantascienza. E così è stato. Ok, non si può parlare proprio di film, quanto più di cortometraggio. Il video infatti dura solo nove minuti ed è intitolato Sunspring e può essere guardato su YouTube. Ovviamente, attori, regia, scenografia e montaggio sono stati curati da esseri umani e l'intelligenza artificiale si è occupata di scrivere l'intera sceneggiatura. Dopo Sunspring, Benjamin ha scritto altri due cortometraggi. It's No Game, nel 2017, e Zone Out, nel 2018. Ma si può parlare di un effettivo successo? Sì e no. I cortometraggi sono infatti abbastanza esilaranti, con dialoghi e scene che non sempre hanno un senso, a volte incomprensibili e spesso incoerenti. D'altro canto, però, si parla pur sempre di un film di fantascienza, quindi non per forza le scene devono avere un senso o devono seguire una storia ben definita. C'è poi la questione del tempo. Il risultato, come abbiamo detto, è un cortometraggio di una decina di minuti circa, quindi di certo imparagonabile a un vero e proprio film. Tuttavia, l'esperimento in generale è abbastanza riuscito e non c'erano grandi pretese. L'intelligenza artificiale Benjamin ha però dimostrato cosa un computer è in grado di creare, o meglio di dire, inventare e come la stesura della sceneggiatura potrebbe cambiare il futuro. Un altro esempio di come l'intelligenza artificiale può essere sfruttata nel mondo del cinema viene dalla Queen Mary University, di Londra. I ricercatori, infatti, hanno sviluppato un algoritmo di apprendimento automatico che riesce a prevedere la carriera di un'attrice o di un attore con una accuratezza dell'85%. In pratica, analizzando il curriculum, il computer riesce a identificare se una star ha già raggiunto l'apice del suo successo, quando questo avverrà o quando la carriera potrebbe terminare. Come detto, l'accuratezza è di circa l'85%, quindi non sempre l'intelligenza artificiale ha ragione e si spera sempre che gli attori e le attrici possano sorprenderci. L'intelligenza artificiale può essere poi anche utilizzata direttamente per comporre le colonne sonore dei film o delle serie TV, ma del ruolo dell'apprendimento automatico nella musica ne avevamo parlato già tempo fa. Per finire, ad oggi non esiste cinema senza la voce e dunque anche il doppiaggio è un pezzo fondamentale che compone poi l'intera opera e ne garantisce il successo in diversi paesi del mondo. E l'intelligenza artificiale ha, tra virgolette, invaso anche questo ambito. Vediamo un paio di esempi. Il primo viene da Flawless, una startup londinese che si basa sulla tecnologia deepfake, di cui avevamo anche in questo caso già parlato. In particolare, Flawless sincronizza il movimento delle labbra con la voce dell'attore originale, per poi modificare proprio il labbiale per adattarlo alla voce doppiata. Di fatto, con questo algoritmo è possibile eliminare la discordanza tra il movimento delle labbra e le parole pronunciate dal doppiatore. La startup inoltre si aspetta che il primo film a fare uso di questa tecnologia uscirà entro l'anno prossimo. E se il risultato sarà un successo, i deepfake, che già vengono utilizzati nel mondo del cinema ad esempio per ringiovanire gli attori o per sostituirne il volto, avranno un ruolo non fondamentale ma sicuramente utile nel mondo del doppiaggio per rendere gli adattamenti ancora più realistici. Il secondo esempio invece potrebbe essere più preoccupante per i doppiatori. Si tratta della startup israeliana Deepdub, che grazie all'intelligenza artificiale promette di sintetizzare la voce degli attori originali che in pratica saranno doppiati da se stessi nelle diverse lingue. Per ora, da dicembre, Deepdub è stato utilizzato con successo per doppiare in sei lingue alcuni brevi spot pubblicitari e altri progetti minori. Per quanto riguarda un progetto più lungo come appunto un film, i tempi sono molto più dilatati e un direttore del doppiaggio o un esperto di lingue devono occuparsi di esaminare il risultato e notificare eventuali criticità o migliorie, che l'intelligenza artificiale utilizzerà poi per migliorare il risultato finale e imparare per i progetti successivi. E il primo film doppiato dall'intelligenza artificiale dovrebbe essere "Every Time I Die", disponibile in inglese su Netflix. Per ora, comunque, il lavoro dei doppiatori è al sicuro, che non si limitano solo a uguagliare, ma anche a interpretare e reinterpretare le battute, per far sì che rendano al meglio nelle diverse lingue, o addirittura a migliorarle rispetto agli attori originali. E sarà ancora indispensabile anche per i prossimi decenni anche l'adattamento nelle varie lingue, che non è fatto di una semplice traduzione. Per i progetti minori o piccole case di produzione, però, Deepdub potrebbe essere un'opportunità per distribuire a costi minori i propri prodotti nelle diverse lingue del mondo. Tirando le somme, dunque, l'intelligenza artificiale nel mondo del cinema e della produzione cinematografica sta acquisendo diversi ruoli, anche da protagonista. Lo scopo principale nella produzione vera e propria è più che altro quello di migliorare i risultati finali, abbassando nei costi. Per quanto abbiamo visto, invece, per la scrittura di film o serie tv da zero, beh, probabilmente ancora non ci siamo, anche se sarebbe sicuramente interessante vedere al cinema un intero film scritto diretto e montato da un computer. D'altro canto, l'intelligenza artificiale e la strategia di Netflix nè la prova. Può rivelarsi uno strumento fondamentale per prevedere il successo dei prodotti o per adattare i contenuti ai gusti del pubblico. La speranza, tuttavia, è che questo o questi algoritmi non finiscano col distruggere la creatività dei registi e degli sceneggiatori, che dovranno adattarsi a delle scelte di mercato senza poter inventare o innovare nuovi contenuti di cui il mondo del cinema ha continuamente bisogno. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 17:53 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e30 ## Crimini informatici attraverso smartphone e app > Con l’evolversi di nuove tecnologie destinate ad un uso commerciale, un fattore che ha acquisito sempre maggiore importanza è quello legato alla [cybersecurity](https://it.wikipedia.org/wiki/Sicurezza_informatica). Contemporaneamente, anche gli sviluppatori realizzano ogni giorno malware e virus sempre più sofisticati, rappresentando un enorme pericolo, soprattutto per quegli utenti che non hanno grande dimestichezza con la tecnologia. Con [Marco Alecci](https://www.dentrolatecnologia.it/marco.alecci.html), dottore in Ingegneria Informatica che durante il suo progetto di tesi ha realizzato un virus per Android, il nostro autore [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), ha cercato di capire come si realizza e ci si può difendere da uno di questi attacchi. Nella sezione delle notizie invece parliamo di [Jeff Bezos](https://it.wikipedia.org/wiki/Jeff_Bezos) che ha raggiunto lo spazio con la sua [Blue Origin](https://www.blueorigin.com/) e della nuova versione per TV di [Rai Play](https://www.raiplay.it/). - Stagione: 3 - Episodio: 30 - Data di pubblicazione: 2021-07-24 06:45:00 - Durata: 18:40 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e30](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e30) - Episodi correlati: s2e50, s3e5 - Tag: sicurezza,cybersecurity,android,ios,malware,virus,unipd,ransomware,app,store,play store,ricerca,spritz,blueorigin,newshepard,jeffbezos,spazio,turismospaziale,rai,rai tv,rai tv plus,raiplay,tv,internet ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Marco**: Quando l'utente apre l'app malevola, il virus genera una copia dell'applicazione originale per compiere delle attività illecite, come ad esempio rubare dei dati sensibili. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi Luca Martinelli ha fatto un'altra chiacchierata, questa volta però con Marco Alecci, dottore in ingegneria dell'informatica, per parlare di virus sugli smartphone e quali accorgimenti possiamo adottare per tutelare la nostra privacy e i nostri dati. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Jeff Bezos nello spazio con Blue Origin > - Timestamp: 01:13 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana si è tenuto il sedicesimo volo del veicolo New Shepard di Blue Origin, lo che è il primo volo ufficiale con equipaggio a bordo. Oltre al proprietario della compagnia, Jeff Bezos, a prendere parte alla missione vi sono stati anche il fratello dell'ex CEO di Amazon, Mark Bezos, un giovane studente di 18 anni e infine un anziano astronauta del Mercury 13. Esattamente come Virgin Galactic, l'obiettivo della compagnia di Bezos è quello di realizzare un programma commerciale in grado di trasportare i passeggeri oltre la linea di Carman, a 100 chilometri di quota, in modo tale da sperimentare l'assenza di gravità caratteristica dello spazio profondo. Nella scorsa missione, per raggiungere tale obiettivo, la capsula RSS per l'equipaggio è stata spinta a 100 chilometri di quota da razzo riutilizzabile New Shepard e dopo la separazione avvenuta all'altitudine prestabilita, l'equipaggio ha potuto sperimentare per ben 10 minuti le condizioni di micro-gravità, esattamente come quanto avviene a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. #### Arriva Rai TV+ per i televisori > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:22 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: TV - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli ultimi giorni, sui televisori compatibili e dotati di una connessione a Internet, la versione di Ray Play accessibile dal TV si sta aggiornando con una nuova versione, chiamata Rai TV Plus, spariranno dunque anche le funzioni richiamabili con il tasto rosso e blu, che saranno sostituite dal tasto freccia in alto del telecomando. La nuova piattaforma, oltre ad avere una nuova veste grafica, è molto più completa e meglio organizzata rispetto alla vecchia versione. Oltre a poter accedere ai vecchi contenuti di Rai Play e ai diversi canali, sia TV che radio, si possono riguardare anche i telegiornali nazionali e regionali, per poter riascoltare in qualsiasi momento le notizie del giorno. La funzione più utile che molti probabilmente aspettano da anni, però, è la possibilità di rivedere dall'inizio il programma attualmente in onda. In questo modo anche la Rai, così come Mediaset e altri emittenti, cerca sempre più di spostare il proprio pubblico verso i servizi streaming, decisamente più comodi e accessibili. #### Crimini informatici attraverso smartphone e app > - Timestamp: 03:39 - Autori: Marco Alecci, Luca Martinelli - Argomenti: Privacy, Sicurezza - Tipologia: Intervista **Luca**: Con l'evolversi di nuove tecnologie destinate ad un uso commerciale, un fattore che ha acquisito sempre maggiore importanza è quello legato alla cybersecurity. Contemporaneamente anche gli sviluppatori realizzano ogni giorno malware e virus sempre più sofisticati, rappresentando un enorme pericolo soprattutto per quegli utenti che non hanno grande dimestichezza con la tecnologia. Per parlare di come si realizza e ci si può difendere da uno di questi attacchi, siamo in compagnia di Marco Alecci, dottore in ingegneria informatica e che durante il suo progetto di tesi ha realizzato un virus per Android. Benvenuto Marco. **Marco**: Ciao a tutti e grazie a voi per l'invito. **Luca**: Allora, innanzitutto Marco, cos'è un virus ma soprattutto che senso ha a realizzarne uno? Quindi che vantaggi portano ai cybercriminali o agli hacker come vengono comunemente chiamati? **Marco**: Beh, per iniziare partirei da quella che è una definizione, per così dire, tecnica di un virus. Un virus può infatti essere definito come un programma progettato e creato per danneggiare un dispositivo o il suo proprietario. Ovviamente non esiste un solo tipo di virus ma ne esistono diversi, di diverse tipologie e soprattutto con diversi scopi. E non solo, ogni giorno nascono nuove tipologie di virus informatici pronti a infettare i nostri dispositivi senza che ce ne rendiamo conto, cercando appunto di aggiare i sistemi di sicurezza dei nostri dispositivi. Venendo adesso alla seconda domanda che mi hai fatto, vero, per quale motivo i cybercriminali realizzano questi virus, c'è da dire che anche se alcune volte, molte e poche in realtà, i virus vengono diffusi solo per divertimento o per creare dei danni, molto spesso i virus vengono creati con uno scopo preciso. Infatti i cybercriminali che programmano questi malware lo fanno ovviamente per tranne dei vantaggi e possono utilizzare questi programmi malevoli per diversi scopi. Ad esempio alcuni virus possono impedire il corretto funzionamento di un dispositivo o addirittura bloccarne l'accesso o bloccare l'accesso a dei dati o dei file sensibili per poi chiedere un riscatto in denaro per sbloccare e abilitare nuovamente il corretto funzionamento del dispositivo. Spesso però siamo noi stessi utenti, o per meglio dire i nostri dati, l'obiettivo dei criminali informatici. Per fare qualche esempio un virus può cercare di rubare le nostre credenziali di accesso al sito della banca, ad esempio registrando ciò che scriviamo con la tastiera o aprendo dei siti falsi dove dover inserire l'user name e la password. O magari questi virus cercano di accogliere dei dati sensibili come ad esempio fotografie e la cronologia delle posizioni ma anche email, contatti e molto altro per poi ricavare enormi guadanni andando a rivendere questi dati in rete. **Luca**: E come ci proteggono i nostri dispositivi in questo caso Android da questi malware? **Marco**: Ovviamente gli sviluppatori cercano sempre la o le soluzioni migliori in termini di sicurezza per evitare che appunto le loro applicazioni vengano usate per scopi malevoli o per furti di dati e dal momento che quello della cybersecurity e della privacy sono temi che ormai sono diventati di fondamentale importanza anche gli stessi sistemi operativi si preoccupano e cercano di fornire i primi e ovviamente si spera anche gli ultimi sistemi di difesa. Visto che stiamo parlando di Android ad esempio, Android fa in modo che ogni applicazione risulti essere isolata dalle altre. In questo modo viene impedita ogni comunicazione se non ovviamente espressamente richiesta dallo sviluppatore dell'app tra l'applicazione stessa e un possibile virus. Inoltre in Android quando uno sviluppatore crea un'applicazione deve specificare all'interno del codice di quali permessi l'applicazione avrà bisogno per funzionare. I permessi rappresentano tutte quelle funzionalità esterne all'applicazione come ad esempio il permesso di accedere a internet o il permesso di accedere alla fotocamera. In particolar modo in Android i permessi si possono dividere in due categorie ci sono i permessi normali che non riguardano i dati sensibili e che quindi vengono concessi direttamente al momento dell'installazione come ad esempio il permesso di accedere alla rete o ad esempio il permesso di accedere all'internet. Vi sono poi però anche i permessi pericolosi che riguardano elementi direttamente collegati alla privacy dell'utente come ad esempio la fotocamera o l'accesso alla memoria interna. Quando un'applicazione ha quindi bisogno di utilizzare dei dati sensibili come anche ad esempio la posizione del dispositivo deve chiedere esplicitamente il permesso all'utente tramite una apposita finestra di dialogo in modo che l'utente sia consapevole di che cosa può effettivamente fare tale applicazione. Nelle ultime versioni di Android ma anche di iOS l'uso di questi permessi pericolosi come appunto l'accesso al microfono alla fotocamera vengono segnalati in tempo reale attraverso una notifica. Esistono poi anche altri modi in cui non tanto Android ma Google cerca di proteggerci dalle app malevoli. Uno di questi è Google Play Protect che è una funzionalità aggiuntiva del Play Store che si occupa di controllare tutte le applicazioni installate sul telefono appunto per verificare nel caso segnalare se si tratta di possibili virus. Infine nelle ultime versioni di Android sono stati anche introdotti degli aggiornamenti di sicurezza che a differenza dei normali aggiornamenti ogni mese o almeno così dovrebbe essere vanno a sistemare bug o falle nel sistema che possono permettere ai virus di accedere ad esempio a dati sensibili. **Luca**: Quindi abbiamo detto che per il tuo progetto di tesi hai realizzato proprio uno di questi virus per Android puoi spiegarci in dettaglio cosa hai fatto e come funziona? **Marco**: Ok allora innanzitutto per far scaricare il virus all'utente questo viene mascherato con un'icona ingannevole che faccia credere all'utente di scaricare delle funzionalità aggiuntive o un'estensione per una determinata applicazione. Quando l'utente apre l'app malevola il virus genera una copia dell'applicazione originale e ci fa credere di essere il componente aggiuntivo ma in realtà va a sostituirsi all'applicazione originale quindi quando l'utente utilizza l'applicazione come se niente fosse in realtà il virus sfrutta gli stessi permessi di cui appunto abbiamo parlato prima e sfrutta gli stessi permessi dell'applicazione originale per compiere delle attività illecite come ad esempio rubare dei dati sensibili. **Luca**: E puoi anche farci qualche esempio un po più pratico? **Marco**: Certamente allora ho provato a seguire questa strategia con l'applicazione di Amazon Music e dato che l'applicazione fa utilizzo del microfono ad esempio per rispondere ai comandi vocali di Alexa ho sfruttato il virus per registrare l'audio del dispositivo di nascosto in particolare il virus registra delle tracce audio della durata di 15 secondi che vengono poi inviate direttamente al mio computer senza ovviamente che l'utente possa insospettirsi di nulla. Infatti un'altra particolarità di questo virus è che non comporta nessun abbassamento delle prestazioni del dispositivo o dell'applicazione stessa e quindi l'utente non nota alcun rallentamento o cambiamento che potrebbe quindi destare dei sospetti. Ho anche provato a sfruttare l'applicazione di Telegram dato che questa sfrutta il permesso della fotocamera per inviare ovviamente le foto all'interno delle chat. In questo caso attraverso il virus sono riuscito a scattare una foto ogni 10 secondi attraverso la fotocamera esterna dello smartphone per poi inviare il tutto al mio computer sempre ovviamente tenendo l'utente allo scuro di tutto. Questo ragionamento però può essere fatto con moltissime altre app ad esempio si potrebbe utilizzare il permesso della posizione che viene usato da diverse applicazioni che fungono da navigatore per tracciare gli spostamenti di una persona. **Luca**: Quindi abbiamo capito quali sono i motivi che spingono un hacker a realizzare questi tipi di virus, ma per quanto riguarda invece i ricercatori che quindi non cercano o almeno si spera di danneggiare gli utenti o di compiere attività illecite. Per quale motivo questi si impegnano nel realizzare ad esempio come fatto te queste nuove tipologie di malware cercando perfino di ingannare gli stessi dispositivi e quindi aggirandone gli stessi sistemi di sicurezza. **Marco**: Beh ovviamente il nostro scopo non è quello di creare dei virus che poi vengano diffusi appunto per attività illecite, al contrario il nostro scopo è quello di creare soluzioni alternative per i programmi malevoli per poi andare a fornire per così dire delle cure e migliorare i meccanismi di difesa dei nostri dispositivi. Una volta infatti realizzato il malware è possibile creare dei sistemi di rilevazione ad hoc contro quella specifica tipologia di malware come è avvenuto tra l'altro anche per il mio progetto di tesi, oppure è anche possibile segnalare le potenziali vulnerabilità in questo caso a google o direttamente agli sviluppatori dell'applicazione. **Luca**: Prima abbiamo parlato proprio di come i sistemi operativi e in particolar modo Android cercano di proteggere i loro utenti da questi malware e da queste applicazioni malevole. Ovviamente e purtroppo succede anche spesso non sempre avere questi sistemi è abbastanza, perciò anche gli utenti devono avere alcuni accorgimenti appunto per restare al sicuro. Quindi puoi farci qualche esempio e darci qualche consiglio? **Marco**: Certamente, allora innanzitutto il primo consiglio che mi sento di dare è quello di tenere sempre aggiornato il proprio dispositivo dato che come abbiamo detto anche precedentemente il sistema operativo rappresenta la prima linea di difesa contro le minacce informatiche e abbiamo anche visto come Android fornisca degli aggiornamenti mensili proprio per risolvere i bug o falle nel sistema. Inoltre un altro consiglio che mi sento di dare è quello di fare bene attenzione ai permessi che ci vengono chiesti quando andiamo a installare un'applicazione perché se ad esempio un'applicazione che non serve a scattare delle foto ci chiede il permesso di utilizzare la fotocamera dovremmo avere qualche dubbio perché potrebbe trattarsi di un programma malevolo. Ovviamente questo non è sempre vero però nella maggior parte dei casi è bene prestare attenzione. Sempre riguardo i permessi poi sarebbe bene controllare appunto i permessi che abbiamo fornito alle varie applicazioni che abbiamo già installato e magari rievocarli per quelle applicazioni che usiamo raramente. Infine penso che un altro consiglio sia sicuramente quello di installare le applicazioni sempre dagli store ufficiali in particolar modo nel caso di Android è bene utilizzare solamente il google play store e non i vari market alternativi che si trovano in rete o le varie applicazioni modificate che eliminano la pubblicità e promettono di sbloccare funzionalità a pagamento. Poi ovviamente ci sono anche tutte quelle pratiche di cui sentiamo spesso parlare ma che è comunque bene ricordare come non utilizzare dati personali per le proprie password, modificarle spesso e controllare sempre le impostazioni della privacy sui vari servizi, siti web o applicazioni e infine se possibile attivare l'autenticazione a due fattori che quindi richiede oltre alla password anche un codice temporaneo che viene inviato via sms o via email. **Luca**: E infine per concludere all'inizio abbiamo parlato di cybersecurity e di quanto attualmente sia importante, anche per i motivi di cui abbiamo appena parlato. Dunque Marco come pensi che evolverà il ruolo della cybersecurity nella società del futuro? **Marco**: Beh sicuramente in futuro la cybersecurity ma già oggi in realtà avrà un ruolo sempre più chiave nella società e la prova è che ormai e penso che ce ne stiamo rendendo conto tutti ogni giorno le nostre vite sono sempre più connesse ai nostri dispositivi, siano essi computer, smartphone ma anche tutti quei dispositivi indossabili come smartwatch o smartband per non parlare poi dei dispositivi IoT che sono sempre connesse a internet e che sono quindi una fonte pressoché inesauribile di dati sensibili che possono quindi rappresentare un possibile obiettivo per i vari cybercriminali. È proprio per questo motivo che è importante migliorare e avere sempre un occhio di riguardo alla sicurezza di praticamente tutti i oggetti con cui abbiamo a che fare ogni giorno e ne stiamo anche sempre più sentendo parlare per i vari casi come l'applicazione Immuni, l'app io o lo stesso Green Pass che appunto trattano dei dati molto sensibili per i quali bisogna scongiurare ogni tipologia di furto o di attacco. E anche per questo motivo inoltre che anche proprio a livello di istituzioni la sicurezza informatica ricoprirà un ruolo fondamentale soprattutto con la svolta digitale che i vari stati stanno cercando di portare avanti. Basta pensare ad esempio che proprio recentemente anche il governo italiano ha deciso di creare appunto un'agenzia nazionale dedicata esclusivamente al tema della cyber sicurezza. **Luca**: Va bene grazie Marco per questo tuo interessante intervento e ci sentiamo presto. **Marco**: Ciao a tutti e grazie ancora a voi per l'invito. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 17:48 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e31 ## Lossless e Dolby Atmos: le nuove frontiere della musica streaming > L’ultimo anno è stato caratterizzato da una forte ascesa dei [dischi in vinile](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e23?t=260), che per la prima volta in trent’anni hanno superato le vendite di CD negli Stati Uniti e persino in Italia. Si tratta di un trend da osservare perché ultimamente sta trovando ampia diffusione anche tra le persone non appassionate dei supporti analogici che ricercano nei vinili o nei CD suoni più nitidi e con maggior risoluzione. Da non molto, però, i servizi di musica in streaming stanno proponendo delle alternative per rendere l’esperienza di ascolto più completa e immersiva, ossia la musica lossless e il Dolby Atmos. Nella sezione delle notizie invece parliamo della rete di ricarica di [Enel X](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e48?t=191) e [Volkswagen Group](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e8?t=239) e infine del [robot Cassie](https://youtu.be/FSaSjd_HOaI) che ha imparato a camminare e correre da solo. - Stagione: 3 - Episodio: 31 - Data di pubblicazione: 2021-07-31 06:45:00 - Durata: 16:54 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e31](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e31) - Episodi correlati: s2e7, s3e23 - Tag: enelx,volkswagen,jointventure,italia,ricaricaelettrica,lossless,apple music,spotify,tidal,dolby,dolby atmos,spatial audio,musica,streaming,hi-res,CD,vinile,robot,oregon,cassie,apprendimento automatico,intelligenza artificiale,machine learning ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di qualità della musica e di come anche i servizi streaming stiano sempre più puntando su brani ad altissima risoluzione e che rendano l'ascolto sempre più immersivo. Inoltre questa è l'ultima puntata prima della pausa estiva, infatti durante il mese di agosto pubblicheremo degli estratti inediti e alcuni brevi approfondimenti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La rete di ricarica elettrica di Enel X e Volkswagen > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:08 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Enel X e il gruppo Volkswagen hanno annunciato la creazione di una Joint Venture per costruire entro il 2025 una capillare infrastruttura di ricarica ad alta potenza distribuita su tutto il territorio italiano. L'obiettivo delle due aziende leader nella mobilità elettrica è quello di installare 3000 punti di ricarica "high power charging" sui centri cittadini e sulle strade urbane ed extraurbane di circa 700 località del nostro paese. In realtà il progetto della Joint Venture italo-tedesca fa parte di un'iniziativa molto più ampia sostenuta principalmente da Volkswagen, la quale punta ad installare ben 18.000 punti di ricarica ad alta potenza in tutta Europa. Un prerequisito essenziale per accelerare la transazione elettrica, oltre ad investire direttamente nel settore automobilistico, è quello di consolidare un'efficiente capillare infrastruttura che sappia garantire all'automobilista alte velocità di ricarica e tempi di attesa simili ad un pieno di carburante. #### Cassie ha imparato a camminare da solo > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:09 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: In Oregon, Cassie ha eseguito per la prima volta una corsetta di ben 5 km. Ma chi è Cassie? È un robot bipede sviluppato dalla Oregon State University e dalla società Agility Robotics. La particolarità di questo robot, però, è il fatto di essere il primo nel suo genere ad essere basato sull'intelligenza artificiale. In particolare l'algoritmo alla base di Cassie è chiamato apprendimento per rinforzo, un tipo di apprendimento automatico in grado di imparare grazie ai propri errori. In breve, alla base di questa intelligenza artificiale ci sono tre sistemi, uno che, per così dire, inventa i parametri e i movimenti che il robot dovrà compiere. Poi un sistema che in base a ciò che il robot compie fornisce più o meno premi, in base a quanto è stato bravo, e infine un terzo sistema che va ad aggiustare e migliorare il comportamento del robot in base ai premi che ha guadagnato. In questo modo, errore dopo errore, che si ha imparato a camminare e poi a correre. E nei primi 5 km di corsa, e in meno di un'ora e con una ricarica, è caduto solo due volte. La prima per colpa di un surriscaldamento e la seconda per una curva troppo stretta. Questo robot infatti non è dotato di sensori, ma viene comandato a distanza da un operatore. E in futuro robot di questo tipo potrebbero essere impiegati ad esempio per la consegna dei pacchi, per sistemi logistici, ma anche per assistere le persone nelle loro case. #### Lossless e Dolby Atmos: le nuove frontiere della musica streaming > - Timestamp: 03:58 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Musica, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Come è noto ormai, lo streaming costituisce oggi l'area di sviluppo più importante del mercato internazionale per quanto riguarda il settore dell'intrattenimento. Negli ultimi anni diversi servizi di questo tipo sono rapidamente emersi in molti mercati di tutto il mondo, cavalcando l'onda di successo di pionieri come Netflix per il settore audiovisivo e di Spotify nel campo musicale, i quali hanno di fatto spianato la strada ad altri famosi concorrenti come Prime video, Disney+, Apple Music, Deezer, Tidal e così via. E i motivi per cui lo streaming è diventato così popolare e apprezzato li conosciamo ormai piuttosto bene, ma è negabile che il prezzo per poter fruire di un contenuto direttamente dal nostro smartphone può rivelarsi particolarmente salato, soprattutto quando si paga in termini di qualità video o audio per la mancanza di una buona connessione ad Internet. Ciò nonostante, con la diffusione delle reti a banda ultralarga e delle connessioni dati di quinta generazione, il problema legato all'eccessiva compressione dei contenuti audiovisivi tra qualche anno sarà solamente un lontano ricordo, soprattutto per quanto riguarda il settore musicale. E in effetti qualcosa sta già iniziando a muoversi. Da questo giugno, infatti, come promesso nei keynote della World Wide Developer Conference, Apple ha reso disponibile per gli abbonati al proprio servizio musicale i primi brani in audio lossless e alcuni album codificati in Dolby Atmos, o come preferisce definirlo Apple, Spatial Audio. Ma di cosa si tratta nello specifico? E perché questi nuovi standard stanno diventando sempre più diffusi e apprezzati anche dai diversi intenditori musicali? Come molti di noi avranno già sentito, l'ultimo anno è stato caratterizzato da una forte ascesa dei dischi in vinile, che per la prima volta in trent'anni hanno superato le vendite di CD negli Stati Uniti e recentemente hanno raggiunto tale traguardo persino in Italia. Si tratta in effetti di un trend da tenere d'occhio, perché ultimamente sta trovando ampia diffusione anche tra le persone non appassionate dei supporti analogici, che stufi degli innumerevoli servizi che offrono brani di media qualità, ricercano nei vinili o nei CD suoni più nitidi e con una maggiore risoluzione. Una parola quest'ultima che potrebbe trarre in inganno diverse persone e creare non poche perplessità. Soprattutto quando si parla di una risoluzione che non ha nulla a che vedere con la qualità dei contenuti audiovisivi. Perciò prima di proseguire, facciamo un po di chiarezza sulle terminologie più importanti prima di arrivare al focus della puntata di oggi, ossia la musica lossless e il Dolby Atmos. Quando si fa riferimento alla qualità del suono, si intende principalmente la riproduzione musicale che più si avvicina alla versione originale dell'audio. Questo valore, che si misura in bit, esprime dunque la risoluzione dell'audio ed è sempre accompagnato da un numero di frequenza espresso in kHz, che rappresenta in sostanza il valore di campionamento della traccia, ossia il numero di volte che il segnale analogico viene analizzato in un secondo al fine di poterlo trasformare in un file audio ovvero e proprio. Generalmente dunque, maggiore è la qualità del segnale sonoro finale e maggiori saranno i valori che rappresentano la risoluzione espresso in bit e la frequenza di campionamento espresso in kHz. Detto ciò, possiamo ora definire in cosa consistono i nuovi formati introdotti recentemente da Tidal, da Amazon e infine da Apple, la quale ha iniziato a smuovere definitivamente le acque a partire da questo giugno, quando ha introdotto nel catalogo di Apple Music i brani in alta risoluzione con codifica lossless e spatial audio. La chiave di volta di questo nuovo modo di approcciarsi alla musica risiede essenzialmente nell'introduzione dei formati Free Lossless Audio codec, detti anche FLAC, ossia una tipologia di codifica audio che consente di ridurre a zero la perdita di informazioni sonore e di eguagliare perfettamente il numero di bit della traccia audio originale, preservando dunque la qualità d'ascolto rispetto ad altri formati compressi. I file lossless, d'altro canto, impiegano molto più spazio in generale e infatti possono avere una capienza fino a 6 volte maggiore di un mp3. Tuttavia, nonostante mantengano inalterati i parametri qualitativi, riescono però a dimezzare lo spazio occupato rispetto ad un cd. Anzi, i FLAC non solo arrivano a eguagliare il numero di bit di un compact disc solitamente pari a 12 bit, ma riescono addirittura a portarlo fino a 24 con un numero di campionamento pari a 192 kHz. Un altro vantaggio di questo straordinario formato è la semplicità con cui è stato possibile ricavarli. Su internet esistono innumerevoli applicazioni che consentono di estrapolare tracce provenienti da cd in file FLAC senza perdita, così come sono molti convertitori che consentono di trasformare le tracce lossless in formati cosiddetti "lossy", cioè più leggeri come MP3 o AAC. Per citare qualche software per Windows molto affidabili sono Free Audio Converter, che oltre a convertire i principali formati di file, consente di masterizzare tracce audio dcd in formato lossless FLAC, oppure sempre gratuitamente è possibile affidarsi a MediaHuman Audio Converter, una valida alternativa compatibile sia per Windows che per macOS. Sebbene il formato FLAC sia tuttora quello maggiormente diffuso tra gli appassionati di musica ad alta risoluzione, i principali colossi tech hanno sviluppato nel corso del tempo le proprie codifiche che consentono di comprimere i file audio senza tuttavia perdere qualità. Alcuni tra questi sono il VMA lossless, versione appunto lossless del codec WMA lossy di Microsoft, Apple Lossless Audio codec o ALAC sviluppato dalla casa di Cupertino ancora nel 2004, e infine il Direct Stream Digital o DAD lanciato da Sony insieme a Philips. Tutti questi formati, così come il FLAC, in realtà non possono essere riprodotti su qualsiasi dispositivo, soprattutto se questi utilizzano una tecnologia Bluetooth come le cuffie senza cavo. Le AirPods, AirPods Pro e Max di Apple, ad esempio, che utilizzano il codec compresso AAC, non consentono di riprodurre brani in alta risoluzione a causa delle perdite qualitative che comporta la connessione Bluetooth utilizzata per collegare i vari dispositivi. Sempre parlando di streaming, infine, quando si ascolta musica in alta risoluzione tramite connessione ad internet è sempre bene essere consapevoli del consumo che comporta la riproduzione di tali brani. Le due versioni di musica Lossless che fornisce Apple sul servizio Music per tre minuti di ascolto arrivano a consumare un quantitativo di dati internet particolarmente elevato, soprattutto con la versione qualitativamente migliore. Concretamente, infatti, se il formato AAC base a 256 Kbps, il più diffuso e ascoltato, consuma approssimativamente 6 MB in tre minuti di riproduzione, i due formati ad alta risoluzione ALAC a 24 bit e a 48 kHz e ALAC a 24 bit a 192 kHz arrivano ad utilizzare rispettivamente 36 e 145 MB per tre minuti di ascolto. Proseguendo nel nostro percorso, introduciamo ora un'altra delle più grandi innovazioni nel campo audio degli ultimi anni applicata ormai quasi ovunque, il Dolby Atmos. A differenza dei formati compressi senza perdita, questa nuova tecnologia audio surround, introdotta dalla stessa società di cui porta il nome Dolby Laboratories, non è un codec, bensì un set di istruzioni aggiuntive che definiscono la posizione dell'audio, consentendo all'utente di percepire i suoni da ogni direzione dello spazio. Grazie all'ingegnerizzazione del suono basata sugli oggetti e ai diffusori rivolti o verso l'alto o verso il basso, Dolby Atmos sta rivoluzionando la modalità con cui si configurano i sistemi home theatre, i cinema ed infine i vari servizi streaming, che sempre più frequentemente adottano l'Atmos per rendere l'esperienza finale molto più realistica e immersiva. È bene sottolineare però che questa tecnologia surround attualmente non è ancora accessibile a chiunque disponga di un riproduttore sonoro. Talvolta però, finché una traccia sia disponibile in Dolby Atmos, il dispositivo compatibile che abbiamo scelto per riprodurla potrebbe non riuscire a veicolare l'effetto tridimensionale caratteristico di questo sistema sonoro, perché incompatibile con il servizio che offre contenuti in Atmos. Per queste ragioni, prima di scegliere un set top box o una chiave tv che supporta il Dolby Atmos, è sempre bene informarsi anche sulla compatibilità con il servizio che fornisce il contenuto con l'audio cercato. Ad esempio, nonostante i servizi streaming Netflix, Prime video e Disney+, offrano il Dolby Atmos nei loro cataloghi, con la chiavetta Amazon Fire Stick 4K è possibile utilizzarlo solamente su Prime video e Disney+, e non su Netflix. Siamo giunti al termine di questa puntata, nonché l'ultima puntata prima della pausa estiva. Nel prossimo mese, quello di agosto, molte persone di tutta Italia dopo un altro anno difficile, passato in casa a lavorare o studiare, partiranno finalmente per la tanto agognata vacanza. Se chi scapperà per andare al mare, chi per andare in montagna o chi per andare a visitare nuovi posti mai visti prima. Tutte queste persone, però, nonostante le destinazioni diverse, avranno qualcosa da condividere per quanto riguarda il viaggio. La musica. Passare infatti anche solo un paio di ore in macchina prima di arrivare in hotel, con una buona musica in sottofondo, può essere già di per sé un buon inizio per entrare nel mood estivo. A giorno d'oggi, mentre stiamo in auto o stiamo camminando per la spiaggia con gli auricolari, abbiamo la possibilità di ascoltare decine di milioni di brani presenti sulle piattaforme streaming con una semplice connessione ad internet ed uno smartphone e con allo stesso tempo un basso consumo di dati ed una buona qualità. Ma nel 2021, grazie ai recenti progressi tecnologici nel settore musicale, il termine buono inizia a essere un po stretto. Con le nuove reti internet, sempre più potenti e capillari, ascoltare della musica in ottima qualità semplicemente grazie al nostro telefono e ad un paio di cuffie non è più solo una prerogativa degli scomodi lettori di CD o vinili, ma è possibile farlo ormai anche grazie al servizio streaming che utilizziamo maggiormente. Forse oggi non tutti hanno la possibilità o la fortuna di ascoltare musica in alta risoluzione, tuttavia il bello della tecnologia è che riesce ad evolvere e a progredire anche quando non ce ne accorgiamo, portandoci a compiere azioni quotidiane che sino a qualche anno prima avremmo giudicato impensabili, come ascoltare un album in riva al mare del peso equivalente ad un film di oggi. Visto però che la conoscenza del futuro ancora non ci è pervenuta, non ci resta altro che augurarvi buone vacanze e soprattutto un buon ascolto. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 16:02 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e32 ## La privatizzazione dello Spazio parte da qui > Nella prima puntata dell’edizione estiva vi proponiamo un estratto inedito della puntata che abbiamo realizzato con l’[Agenzia Spaziale Italiana](https://www.asi.it/). A [Marino Crisconio](https://www.dentrolatecnologia.it/marino.crisconio.html), membro dell’unità “Volo Umano e sperimentazione scientifica” dell’ASI avevamo chiesto che ruolo ricoprono i privati nel settore Spazio. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 3 - Episodio: 32 - Data di pubblicazione: 2021-08-07 06:45:00 - Durata: 08:34 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e32](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e32) - Episodi correlati: s2e45, s3e18 - Tag: Asi,spazio,privatizzazione,spacex,blueorigin,virgin orbit,virgin galactic,iss,turismo spaziale ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella prima puntata dell'edizione estiva, vi proponiamo un estratto inedito della puntata che abbiamo realizzato con l'Agenzia Spaziale Italiana. A Marino Crisconio, membro dell'unità Volo Umano e sperimentazione Scientifica dell'ASI, avevamo chiesto: finora abbiamo parlato del ruolo che ricopre l'Italia e tante aziende italiane nel settore dello spazio. #### La privatizzazione dello Spazio parte da qui > - Timestamp: 00:33 - Autori: Agenzia Spaziale Italiana, Marino Crisconio, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Spazio - Tipologia: Intervista **Davide**: Però, innegabilmente, in questo periodo stiamo assistendo a un fenomeno appunto della privatizzazione dello spazio. Ci spieghi in primis che cosa significa privatizzare lo spazio e poi da un punto di vista più concreto quali saranno le ripercussioni sull'esplorazione spaziale? **Marino**: Allora, questa privatizzazione è una cosa che è nata negli Stati Uniti, subito dopo la fine del programma Space Shuttle. A quel punto il programma Space Shuttle era un programma della NASA in cui ovviamente partecipava in industrie, al primo luogo la Boeing, però di fatto tutto era gestito dalla NASA anche sul piano del cosiddetto rischio di impresa, per cui era la NASA responsabile dello sviluppo delle navicelle, così come di ogni singola missione. Dopo di quello ha deciso di avvalersi i fornitori privati per il rifornimento cargo della stazione spaziale internazionale tramite un servizio cosiddetto end-to-end e dopo una gara questa cosa è stata vinta da due fornitori che sono SpaceX, di Elon Musk, e adesso si chiama NG, prima si chiamava, non me lo ricordo più, comunque quello che sviluppa le navicelle Cygnus, mentre SpaceX sviluppa le navicelle Dragon. In entrambi i casi, la NASA ovviamente ha staccato un bel assegno per queste due società, però a quel punto sta a loro gestirsi tutto, possono guadagnarci molto, possono guadagnarci poco, possono anche rimetterci, questo è il concetto. Nel fare questo, e questo è un aspetto della privatizzazione, l'altro aspetto è cercare di attirare clienti privati, quindi negli spazi, dentro la stazione spaziale, la NASA è una percentuale delle risorse, anziché farlo utilizzare a spese proprie gli scienziati, che è la classica cosa che fanno tutte le agenzie spaziali, per cui tu paghi tutto e, dopo di che, per fare scienza, metti a disposizione gli spazi e magari paghi anche gli scienziati per poter sviluppare gli esperimenti. Una quota parte viene venduta a clienti privati interessati a fare esperimenti sulla stazione spaziale. Questa cosa qui è un inizio nella speranza che nei prossimi anni possa svilupparsi in orbita bassa un mercato autonomo di fornitori privati e clienti privati che si affianchino a fornitori istituzionali, cioè governativi e clienti governativi, perché in questo modo l'orbita bassa continuerebbe ad essere utilizzata, ci si farebbe ricerca, resterebbe abitata ad astronauti, ma per i governi costerebbe di meno e quei soldi risparmiati sarebbero per il programma lunare, perché la questione è tutta lì, che alla fine il budget non è infinito, per cui se tu vuoi fare una cosa nuova e però vuoi anche tenere quella vecchia, perché l'obiettivo è andare sulla luna senza abbandonare l'orbita bassa, cioè considerare l'orbita bassa come una cosa che non si abbandonerà più, per farlo serve allargare il campo e questo è il senso, sto parlando dell'esplorazione umana, della privatizzazione. Ci sono viceversa ambiti spaziali differenti in cui attori privati esistono da tempo, tipo il broadcasting televisivo, lì è tutto privato, cioè le televisioni via satellite sono privati che si comprano satelliti da industrie che li sviluppano e li lanciano e pagano il centro di controllo a terra che poi diffonde le immagini, per dire. **Davide**: Certo, e questa privatizzazione potrebbe essere anche un incentivo per diminuire i costi di tutti i dispositivi che utilizziamo, penso ad esempio agli lanciatori come ha fatto SpaceX per renderli poi riutilizzabili, abbassandone notevolmente il costo e potrebbe essere anche questo un elemento positivo della privatizzazione, quindi una sorta di maggiore competizione poi tra diverse figure. **Marino**: Sì, sicuramente sì, perché quando entrando in gioco attori privati c'è quel tanto di concorrenza che spinge a ottimizzare, usare meglio le risorse, provare ad abbassare i costi per essere più competitivi, cosa che se paga sempre l'agenzia governativa uno è meno stimolato a questo tipo di ottimizzazione. Tipicamente i programmi spaziali costano tantissimo, questo è sempre stato così, costano tantissimo per il concetto che è difficile fare economia di scala, cioè si riesce a fare economia di scala sulle applicazioni a terra, quindi se io per esempio lancio un satellite che trasmette immagini televisive, faccio economia di scala vendendo a terra le padelle, diciamo così e l'abbonamento, quello lo vendo a decine di milioni di clienti e l'ho fatto economia di scala. Se però lancio un satellite per fare ricerca scientifica o anche applicazioni che poi hanno pochi possibili clienti, lì il costo non lo spalmi, perché non è che tu usci come le macchine o come i treni migliaia, decine di milioni di satelliti, ne fai un certo numero. Questo fatto è quello che ha prevenuto fino ad adesso l'ingresso di importanti attori privati, è il fatto che lo spazio rimane in larga parte finanziato dai governi, però è chiaro, per esempio in Artemis gli Stati Uniti hanno deciso di affidare qualcosa alla NASA e qualcosa ad attori privati, adesso c'è una gara per lo Human Landing System in cui competono tre aziende statunitensi, tutte e tre hanno avuto un contratto dalla NASA per fare la fase A, quindi la fase di analisi di fattibilità e pre-progettazione e questo dal punto di vista loro è un modo per avere tempi ridotti e magari costi un po più bassi e tra parentesi una di queste tre aziende ha come sottocontraente un'azienda italiana, quindi l'Italia partecipa anche lì, anche in questo aspetto. #### Conclusione - Timestamp: 07:42 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e33 ## L’inchiesta del Progetto Pegasus > Nella seconda puntata dell’edizione estiva, [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html), autore del podcast, parlerà del Progetto Pegasus e di come un software può essere considerato una potentissima arma di spionaggio. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 3 - Episodio: 33 - Data di pubblicazione: 2021-08-14 06:45:00 - Durata: 05:32 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e33](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e33) - Episodi correlati: s2e43, s3e30 - Tag: pegasus,NSO,Amnesty International,Forbidden Stories,spionaggio,smartphone,spyware,hacker,virus,giornalismo ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella seconda puntata dell'edizione estiva, Matteo Gallo, autore del podcast, parlerà del Progetto Pegasus e di come un software può essere considerato una potentissima arma di spionaggio. **Matteo**: Nella puntata Crimini informatici attraverso smartphone e app dello scorso 24 luglio abbiamo affrontato insieme a Marco Alecci, dottor in ingegneria informatica dell'Università di Padova, il tema degli attacchi informatici legati all'utilizzo di particolari software dannosi che compromettono il funzionamento o arrivano #### L’inchiesta del Progetto Pegasus > - Timestamp: 00:30 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Privacy, Sicurezza, Smartphone - Tipologia: Topic **Matteo**: in certi casi persino a spiare dispositivi elettronici come i nostri smartphone. In questa seconda puntata estiva ci ricollegheremo dunque al tema affrontato da Marco lo scorso mese per analizzare un caso concreto di spionaggio tramite smartphone avvenuto giusto in questi ultimi mesi, il Progetto Pegasus. Ad avviare le prime inchieste in merito alla questione sono state le organizzazioni per la tutela dei diritti umani Amnesty International e Forbidden Stories le quali, tramite una collaborazione no-profit, hanno avviato un'iniziativa giornalistica coinvolgendo alte 17 grandi testate per indagare su come 50 paesi, velo più con regimi autoritari, siano riusciti a spiare tramite software Pegasus 50.000 smartphone appartenenti a persone impegnate socialmente come giornalisti, dirigenti e politici, fra cui compare persino il presidente francese Macron. A fornire tale applicazione ai diversi paesi sembra sia stata la NSO Group, un'azienda tecnologica israeliana divenuta in questi ultimi anni il punto di riferimento nella produzione di spyware per gli smartphone per scovare terroristi e sventare di conseguenza presunti attacchi internazionali. In questo caso particolare, per fornire il proprio servizio in un dato paese, NSO deve ricevere un permesso particolare dal governo israeliano, ma una volta consegnato il software a richiedente, l'azienda che ha fornito Pegasus ha un limitato controllo su scopi e modalità di utilizzo. Come già detto nella puntata del 24 luglio, il processo di installazione di questi software in dispositivi come gli smartphone può rivelarsi particolarmente semplice e allo stesso tempo parecchio subdolo. I governi e i servizi che utilizzano Pegasus infatti inviano direttamente sugli smartphone bersaglio degli SMS contenenti un link che solitamente corrisponde a un finto messaggio legato ad un servizio dell'operatore telefonico o comunque qualcosa che può risultare apparentemente innocuo e che, se aperto, avvia l'installazione dello spyware senza che la vittima possa accorgersene. A questo punto il software, dopo essere penetrato in maniera indisturbata e senza alterare il funzionamento del device, acquisisce i cosiddetti privilegi di root o di amministratore, sfruttando le diverse falle di sicurezza presenti nei sistemi operativi dei nostri smartphone, abilità che a quanto pare NSO ha sviluppato particolarmente bene negli ultimi anni. Pegasus, infine, aggirerà di fatto i permessi di autorizzazione dell'utilizzo di fotocamere, microfoni e varie applicazioni dello smartphone. In questo caso particolare è lecito ipotizzare che i contenuti inviati siano stati confezionati in maniera estremamente convincente, tenendo conto anche degli interessi politici e non degli utenti presi di Mia, in modo tale da facilitare l'innesto dello spyware nel dispositivo. Le risorse di Pegasus e le attività di NSO erano in realtà già state oggetto di diverse inchieste giornalistiche negli anni scorsi, e le nuove prove raccolte dall'organizzazione giornalistica di Amnesty International e Forbidden Stories hanno evidenziato ulteriormente come questi sistemi vengono utilizzati per scopi ben diversi dallo spionaggio contro il terrorismo e di relativi attacchi alla società. L'azienda israeliana sostiene però che i monitoraggi dei servizi forniti ai propri clienti vengono effettuati di continuo, soprattutto sulle modalità con cui vengono impiegati, ma nonostante ciò è palese che tali controlli siano stati in parte aggirati per ragioni che attualmente non conosciamo. Al di là del caso Pegasus, da questa situazione non possiamo fare altro che imparare come difenderci d'eventuali attacchi, ricordandoci, come ha detto Marco Alecci, di aggiornare continuamente il nostro dispositivo, installare le applicazioni dagli store ufficiali, controllare i vari permessi richiesti da queste ed infine potenziare ulteriormente il nostro sistema per la creazione ed il controllo delle password personali. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 04:40 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e34 ## Acquistare online in sicurezza > In questa terza puntata estiva [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), autore del podcast, ci spiegherà come fare acquisti online in sicurezza. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 3 - Episodio: 34 - Data di pubblicazione: 2021-08-21 06:45:00 - Durata: 05:02 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e34](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e34) - Episodi correlati: s2e24 - Tag: acquisti online,internet,paypal,google pay,apple pay,amazon,ebay,carta,carta di credito,carta di debito,furti,frodi ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa terza puntata dell'edizione estiva Luca Martinelli, autore del podcast, ci spiegherà come fare acquisti online in sicurezza. #### Acquistare online in sicurezza > - Timestamp: 00:26 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Finanza, Sicurezza - Tipologia: Topic **Luca**: Nel 2021 in Italia gli acquisti online sono cresciuti del 78% rispetto al 2020, posizionandosi al quarto posto tra i paesi con la maggior crescita in questo settore. Acquistare online però può talvolta essere pericoloso, con furti e frodi sempre dietro l'angolo. Vediamo quindi alcuni consigli per fare acquisti online in totale sicurezza. Il primo consiglio è sicuramente quello di cercare di acquistare sempre da venditori e siti affidabili, come Amazon o eBay. Nel caso stessimo cercando però un prodotto più di nicchia, esistono online anche dei siti web dedicati proprio alle recensioni degli e-commerce. Uno di questi è Trustpilot, che è quindi bene consultare prima di procedere l'acquisto. Sempre per riconoscere un sito web affidabile, poi nella barra degli indirizzi è bene controllare che venga utilizzato il protocollo HTTPS. Lo si riconosce o dalla scritta o dal simbolo di un look. La presenza della HTTPS infatti garantisce che le informazioni che scambiamo con il sito siano nascoste ad eventuali cybercriminali. E sempre dalla barra degli indirizzi si può scoprire facilmente se il sito che stiamo utilizzando è autentico. C'è da dire poi che i browser più moderni solitamente avvisano l'utente se il sito web su cui sta navigando è affidabile o meno. Parallelamente ai siti web, nel 2021 sono cresciuti particolarmente anche i pagamenti da smartphone attraverso le varie applicazioni. E anche in questo caso valgono i consigli precedenti, ovvero controllare le recensioni e verificare che l'app sia autentica e sia stata installata tramite gli store ufficiali. E qualche settimana fa, tra l'altro, avevamo proprio parlato di come proteggersi e riconoscere le app malevole. Dove possibile, poi, è molto consigliato non usare direttamente la carta di debito o di credito per gli acquisti, ma usare metodi di pagamento più sicuri come Paypal, Google Pay o Apple Pay. In questo modo, infatti, i dati delle nostre carte non verranno direttamente condivisi con il sito e, oltre a una sicurezza in più, avremo delle garanzie ulteriori. Un'altra forma più sicura rispetto alle carte di credito o di debito, poi, sono le carte prepagate. Queste carte, infatti, non sono collegate direttamente al conto bancario, quindi, nel caso di un furto di dati, il massimo importo che potrà essere rubato sarà proprio quello caricato sulla carta. Se decidiamo di acquistare dall'estero, e in particolare da paesi extra europei, come la Cina, magari a tratti da prezzi molto più convenienti, anche qui bisogna avere delle attenzioni in più. Esistono certamente siti affidabili per questi acquisti, ma non è consigliato acquistare merci importanti, in quanto molto spesso i tempi di spedizione sono lunghi. A volte il pacco potrebbe addirittura perdersi e, in quel caso, è necessario chiedere il reso. Oppure, per alcuni prodotti, al momento della consegna, possono essere applicati ulteriori costi non dichiarati relativi all'IVA e alle tasse doganali. Per questo motivo, l'Unione Europea, ad esempio, dal 1 luglio ha introdotto un nuovo regolamento che introduce una maggiore trasparenza sui prezzi dei prodotti acquistati da paesi extra europei e che contemporaneamente favorisce gli acquisti dai rivenditori dell'Unione. Questo era l'ultimo di questi piccoli consigli che, come possiamo notare, non sono poi molti, ma, uniti alla giusta attenzione, sicuramente basteranno per acquistare online in totale sicurezza. #### Conclusione - Timestamp: 04:10 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e35 ## Il futuro del turismo spaziale comincia da Luglio > Nella quarta e ultima puntata dell’edizione estiva, [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html), autore del podcast, parlerà dello Spazio e di come da Luglio 2021 è ufficialmente diventato una nuova meta turistica. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 3 - Episodio: 35 - Data di pubblicazione: 2021-08-28 06:45:00 - Durata: 04:40 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e35](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e35) - Episodi correlati: s2e22, s2e45 - Tag: Turismo,jeff bezos,blue origin,space x,virgin galactic,richard branson ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella quarta e ultima puntata dell'edizione estiva Matteo Gallo, autore del podcast, parlerà di spazio e di come, da luglio 2021, è diventato ufficialmente una nuova meta turistica. #### Il futuro del turismo spaziale comincia da Luglio > - Timestamp: 00:29 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Topic **Matteo**: Nel mese di luglio 2021, le due compagnie Blue Origin e Virgin Galactic hanno lanciato con delle capsule particolari i rispettivi fondatori Jeff Bezos e Richard Branson, sino a 100 km di quota, segnando l'inizio dell'era dei viaggi nello spazio a scopo di divertimento. Ad aver portato il primo miliardario verso i confini dell'atmosfera terrestre è stata Virgin Galactic lo scorso 11 luglio, la quale ha spedito Richard Branson a bordo dello spazioplano SpaceShipTwo ad oltre 80 km di altezza, consentendo all'equipaggio di assaporare per qualche minuto, nella fase di rientro, l'assenza di peso tipica dello spazio. Il veicolo su cui Branson ha condotto il primo viaggio e che verrà riproposto anche nel programma commerciale è uno spazioplano che si comporta di fatto come un aereo, il quale è in grado di raggiungere gli strati più alti dell'atmosfera grazie alla spinta della nave madre White Night Two. Il secondo lancio che ha avvicinato ulteriormente l'uomo nell'era del turismo spaziale è avvenuto esattamente nove giorni dopo quello di Virgin Galactic, con Jeff Bezos, Mark Bezos ed altri due membri dell'equipaggio che hanno volato per la prima volta nella storia di Blue Origin con il razzo Vettore New Shepard, raggiungendo l'incredibile quota di 100 km di altitudine. È bene sottolineare tuttavia che, sebbene utilizzino sistemi di lancio completamente differenti, Virgin Galactic e Blue Origin non offrono la possibilità di compiere viaggi orbitali, cioè con la possibilità di compiere almeno un giro intorno alla Terra, bensì dei tragitti che percorrono una sorta di grande parabola i cui estremi vengono definiti dal punto di lancio e quello di rientro. In merito ai prezzi, a definire con più precisione il proprio programma commerciale è stato al momento Virgin Galactic, che ha stabilito un costo di 250 mila dollari a persona per poter volare a bordo dello spazio-plano SpaceShipTwo in un viaggio suborbitale, anche se secondo alcune voci il prezzo che ufficializzerà Blue Origin non dovrebbe discostarsi di molto da quello dell'azienda di Benson. Il futuro dei viaggi nello spazio a scopo turistico è ancora molto incerto. A dettare leggi nel mercato sicuramente vi saranno le compagnie di Richard Benson e di Jeff Bezos, che pianificano ormai da oltre un decennio di viaggiare nello spazio con persone diverse da astronauti a bordo dei propri veicoli. A breve, intorno al 15 settembre, dovrebbe partire anche la prima missione commerciale di SpaceX, che spedirà a bordo della capsula Crew Dragon Resilience quattro cittadini nell'orbita terrestre bassa per ben quattro giorni. Per gennaio 2022, inoltre, SpaceX ed Action Space hanno pianificato un altro viaggio nello spazio di due giorni, nel quale tre cittadini e un astronauta attaccheranno al modulo Harmony per passare otto giorni a bordo della stazione spaziale internazionale. Tra le altre compagnie degne di nota che in futuro potrebbero partecipare alla corsa del turismo spaziale troviamo la Exos Aerospace, inizialmente conosciuta come Armadillo Aerospace, la MUSTANG Space System, attualmente concentrata sul contratto stipulato con NASA per inviare un lander sulla Luna nel 2022 ed infine Action Space che, oltre alla missione di gennaio 2022, ha firmato con SpaceX per altri tre voli per il prossimo futuro. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 03:48 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e36 ## IBM: Etica e Fiducia nell’Intelligenza Artificiale > Date le infinite possibilità che offre l'[Intelligenza Artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246), questa tecnologia è diventata una delle più pervasive, talmente tanto che un suo abuso potrebbe diventare addirittura pericoloso. È quindi necessario definire un’etica, delle regole e dei campi dove l’Intelligenza Artificiale può operare. Per parlare di questi aspetti abbiamo invitato [Francesca Rossi](https://www.dentrolatecnologia.it/francesca.rossi.html), Global Leader per il settore dell’Etica dell’intelligenza artificiale di [IBM](https://www.ibm.com/it-it). Nella sezione delle notizie invece parleremo degli investimenti delle [big tech](https://it.wikipedia.org/wiki/GAFAM) per rafforzare la cybersicurezza americana e della possibilità di sfruttare il proprio [SPID](https://www.spid.gov.it) o CIE per firmare referendum popolari online in modo sicuro. - Stagione: 3 - Episodio: 36 - Data di pubblicazione: 2021-09-04 06:45:00 - Durata: 30:15 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e36](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e36) - Episodi correlati: s3e12, s3e29 - Tag: Covid19,Google,Microsoft,cybersecurity,USA SPID,CIE,identità digitale,referendum,eutanasia,firma digitale,digitalizzazione Francesca Rossi,IBM,Intelligenza Artificiale,IA,Etica,Fiducia,Algoritmo,Machine Learning,Deep Learning ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Francesca**: Quando si verificano queste situazioni in cui la macchina fa degli errori, chi è responsabile di queste cose? L'importante è capire che l'etica dell'AI non mira solo a soluzioni tecnologiche a questi problemi, ma è tutto un insieme di soluzioni, alcune tecnologiche, ma che devono sempre essere complementate con tanti tipi di soluzioni. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di etica dell'intelligenza artificiale, cercando di capire non solo cosa significhi, ma soprattutto perché è importante interrogarci su questo aspetto tecnologico. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Secondo un recente rapporto stilato da Verizon Communications negli ultimi due anni, in concomitanza con l'aumento dello smart working a causa del Covid-19, gli attacchi informatici in particolare di phishing e ransomware sono aumentati rispettivamente dell'11 e del 6% in tutto il mondo. #### Il futuro della cybersecurity nelle mani di Google e Microsoft > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:22 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Tra i paesi più colpiti vi sono gli Stati Uniti, che dopo l'attacco all'oleodotto Colonial Pipeline e quello alla piattaforma di gestione Orion di Solarwinds, hanno deciso di sviluppare, grazie all'appoggio delle principali Big Tech, un modello che rinforzi la cyber sicurezza nazionale in tutta la filiera della tecnologia. Tra i partecipanti vi sono anche Google e Microsoft, i quali investiranno nei prossimi cinque anni un totale di 30 miliardi di dollari, per migliorare il livello delle attuali soluzioni per la sicurezza informatica a livello nazionale. Apple e Amazon invece sono rimaste al momento in disparte, anche se il colosso dell'e-commerce ha annunciato che a partire da ottobre renderà disponibili i materiali di formazione sulla sicurezza informatica che ha sviluppato per mantenere al sicuro le proprie informazioni dall'attacco di possibili cybercriminali. #### SPID e CIE per firmare i referendum > Fonte: Punto-Informatico.it - Timestamp: 02:38 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Durante il mese di agosto e in concomitanza con il referendum sull'eutanasia legale promosso dall'associazione Luca Coscioni, un emendamento al decreto semplificazioni ha reso possibile la raccolta delle firme per i referendum e le leggi di iniziativa popolare anche online. Fino ora l'unico modo per raccogliere le firme era, secondo una legge di oltre ai 50 anni fa, allestire banchetti nelle città e utilizzare speciali moduli. La raccolta delle firme in formato digitale è possibile in quasi tutti i paesi dell'Unione Europea e infatti nel 2019 l'ONU aveva condannato l'Italia per violazioni del patto internazionale sui diritti civili e politici a causa degli ostacoli alla raccolta delle firme sugli strumenti di democrazia diretta. Per autenticare il firmatario sono sufficienti lo speed o la carta di identità elettronica e per il momento per l'autenticazione e la raccolta delle firme sarà necessario affidarsi ad un ente certificatore convenzionato con l'Agenzia per l'Italia digitale, mentre dal 2022 verrà realizzata una piattaforma governativa. #### IBM: Etica e Fiducia nell’Intelligenza Artificiale > - Timestamp: 04:00 - Autori: IBM, Francesca Rossi, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Intervista **Davide**: Qualche mese fa avevamo parlato nella puntata "Intelligenza Artificiale: verso un mondo humanless?" di cosa sia l'intelligenza artificiale e di quanto sia fondamentale in numerosi settori. Date come abbiamo visto le infinite possibilità che offre, negli ultimi anni questa tecnologia è diventata una delle più pervasive, talmente tanto che un suo abuso potrebbe pure diventare pericoloso. È quindi necessario definire un'etica, delle regole e dei campi dove l'intelligenza artificiale può operare. E per parlare di questo siamo in compagnia di Francesca Rossi, responsabile globale per il settore dell'etica dell'intelligenza artificiale per IBM. Benvenuta Francesca. **Francesca**: Grazie, buongiorno a tutti. **Davide**: Innanzitutto, quali problemi ha ad oggi l'intelligenza artificiale e questi problemi in qualche modo possono essere risolti? **Francesca**: Allora, intanto prima di proprio concentrarci sui problemi direi che ha tante cose positive che porta nella nostra vita personale, professionale, cioè quindi ci aiuta a risolvere tanti problemi in modi che prima non erano possibili, solo pensare anche ai comandi vocali che usiamo. Fino a pochi anni fa non era possibile invece con le nuove tecniche, con l'uso di dati e di tecniche di apprendimento automatico, adesso con queste applicazioni relative a queste cose, all'interpretazione della nostra voce, all'interpretazione del testo, all'interpretazione delle immagini e questo ha tantissime applicazioni, non solo in cose personali o in assistenti personali, sul telefonino oppure nelle nostre case, ma anche in tante applicazioni nel campo delle aziende, quindi in ospedali, in aeroporti, in istituti finanziari, eccetera. Quindi ci sono tantissime applicazioni molto positive che aiutano le persone che fanno quei lavori a farli in modo migliore. Però come hai detto è anche proprio perché una tecnologia così pervasiva, usata in così tanti campi applicativi, che fa nascere delle domande di tipo su qual è l'impatto che questa tecnologia ha e se la tecnologia ha delle caratteristiche che potrebbero portare a un impatto negativo. Quindi chiaramente ci sono domande che vengono appunto in generale ogni volta che c'è una tecnologia così pervasiva che viene usata così tanto, come cambierà la nostra società e anzi come sta cambiando la nostra società, riusciamo a stare dietro al cambiamento della nostra società e riusciamo ad usarla nei modi positivi e non evitare l'uso in modi negativi. Quindi queste sono domande generali di qualunque tecnologia che possa arrivare o è arrivata anche in passato e che sia usata in modo pervasivo. Per l'intelligenza artificiale ci sono anche delle domande un po più specifiche, proprio sulle legate alle tecniche che vengono usate in questo campo. Una caratteristica è che molte di queste tecniche hanno bisogno per funzionare bene di grandi quantità di dati e quindi chiaramente nascono domande relative all'uso di questi dati, chi li raccoglie questi dati, cosa ci fa, a chi li dà, per cosa vengono usati, vengono usati per fare una profilazione di me e poi per usarli per altre cose. Quindi chiaramente la gestione dei dati è una cosa molto discussa che porta poi a delle politiche o delle regole o degli standard, eccetera. Per esempio sappiamo che in Europa c'è una legge che non c'è in altre parti del mondo, che è la General Data Protection Regulation, che mette in chiaro alcuni diritti dei chi rilascia i propri dati, perché chiaramente più dati anche personali, l'intelligenza artificiale ha su di noi, più ci dà delle soluzioni personalizzate, quindi in principio è una cosa positiva, ma bisogna essere sicuri di come li usa. Un'altra cosa importante è che il fatto che alcune di queste tecniche apprendono come risolvere problemi a partire da grandi quantità di dati, allora questo vuol dire che noi non diciamo esattamente a queste macchine quali sono i passi da fare per risolvere un problema, ma lo apprendono loro in un modo che è un po nascosto a noi, anche a chi li programma le macchine. Quindi tutto viene da questo insieme di dati, di esempi che la macchina vede, e quindi se questi dati non rappresentano bene per esempio tutte le categorie di persone che possono essere coinvolte in questo problema da risolvere, allora questo può creare, quello che la macchina deciderà di fare, dei possibili discriminazioni tra categorie di persone. Se per esempio i dati da cui la macchina ha preso come risolvere un problema sono soprattutto relativi a uomini invece che donne, se allora si trova di fronte a un problema che è relativo a una donna, sarà meno in grado di risolverlo bene, solo perché ha visto meno dati. Quindi in generale bisogna riuscire a vedere, a capire se ci sono questi problemi di possibilmente fare macchine che poi creino delle discriminazioni, e chiaramente in alcuni campi questo è regolamentato da leggi, già prima dell'uso dell'intelligenza artificiale e adesso anche con l'uso di questa tecnologia, ma in altri campi bisogna stare attenti, quindi ci sono degli strumenti anche tecnologici stessi che aiutano a vedere se per caso si creano discriminazioni o no e a mitigarle, e dico mitigarle perché non è detto che si possano eliminare completamente, ma oltre a questi strumenti tecnologici è importante che chi programma questi sistemi intelligenze artificiali sia educato a questa problematica, che sappia capire che i team abbiano abbastanza persone diverse tra loro, in modo che si riconoscano anche i propri pregiudizi nascosti e inconsci. Quindi il problema del bias o della fairness di come fare in modo che una macchina non faccia discriminazioni. Un'altra cosa è che se queste macchine, alcune di queste tecniche basate su apprendimento automatico, deep learining, sono un po "opache", sono un po una scatola nera per riuscire a capire come prendono delle decisioni a partire dai dati in input e quindi questo vuol dire che io a volte non riesco a capire se io voglio usare quello che mi dice la macchina per poi prendere la mia decisione sulla base di quello che mi suggerisce, a volte non si riesce bene a capire perché mi suggerisce quella cosa. Quindi la questione della spiegabilità, cioè le macchine dovrebbero essere in grado di spiegare perché ci suggeriscono o perché prendono certe decisioni e questo sembra una cosa molto ovvia e ragionevole, ma non è così semplice da fare se si usano appunto queste tecniche che però sono quelle più di successo nel senso di accuratezza, cioè di capacità di risolvere i problemi, come quelle appunto del deep learning eccetera. Quindi lì c'è tutto uno studio su come fare in modo di tirare fuori queste spiegazioni di decisioni che vengono prese dalla macchina e senza queste spiegazioni chiaramente è difficile fidarsi di una macchina che è un po una scatola nera, è difficile demandare a queste macchine che prendano decisioni da sole senza la supervisione delle persone perché appunto non sa come mai prende delle decisioni. E poi diciamo ci sono anche tutti gli aspetti di accountability, cioè chi è responsabile? Alcune di queste tecniche sono interamente basate sulla statistica e sulla probabilità, quindi hanno sempre una percentuale di errore, non perché il programmatore ha fatto un errore nel programmare le macchine, ma perché proprio analizzano questi dati e li gestiscono poi, prendono delle decisioni sulla base di analisi statistiche. Quindi quando effettivamente si verificano queste situazioni in cui la macchina fa degli errori, chi è responsabile di queste cose? Quindi anche queste sono domande importanti insomma che vengono discusse, su cui si trovano tante soluzioni, ma l'importante è capire che l'etica dell'AI non mira solo a soluzioni tecnologiche a questi problemi, ma è tutto un insieme di soluzioni, alcune tecnologiche, ma che devono sempre essere complementate con soluzioni che riguardano l'educazione, il training, la discussione multidisciplinare, multistakeholder e tanti tipi di soluzioni, quindi standard, linee guida, le leggi, le politiche aziendali, eccetera. **Davide**: Ed entrando più nello specifico, come hai detto tu all'inizio, l'intelligenza artificiale ha tantissimi aspetti positivi e ci sono degli ambiti in cui un'intelligenza artificiale funziona molto meglio rispetto a, diciamo così, un algoritmo tradizionale e proprio per questo l'intelligenza artificiale viene utilizzata in numerose applicazioni anche molto delicate come in ambito medico o nella guida di automobili, quindi la guida autonoma. Come dovrà comportarsi l'intelligenza artificiale in questi ambiti? **Francesca**: Diciamo nell'ambito della medicina, appunto secondo me l'approccio preponderante è quello di macchine che non prendono decisione da sole, ma aiutano le persone, i medici, gli esperti, a prendere delle decisioni migliori, quindi che analizzano i dati, anche quantità di dati che una persona da sola non sarebbe in grado di analizzare e poi suggeriscono alcune opzioni di soluzioni per il problema che si ha di fronte, che sia trovare la terapia migliore o capire se una macchia sulla pelle è un melanoma oppure no, qualunque decisione che deve prendere un medico, ma diciamo l'approccio che mi sembra preponderante è quello di usare le capacità delle macchine che sono complementare a quelle delle persone, non nel prendere decisione in autonomia ma nel aiutare le persone a prendere decisioni migliori, quindi in quel caso appunto è anche lì molto importante questo aspetto della spiegabilità delle macchine perché questo medico che si vede arrivare delle possibili soluzioni da parte della macchina deve capire perché mi suggerisce queste cose e se quindi approvarle e poi usarle per prendere la decisione finale oppure rifiutarle e prendere una decisione diversa, ma non riuscirebbe a fare questo se non ci fosse questo aspetto in qualche forma per capire perché questa macchina mi suggerisce di fare questa cosa, però insomma nella medicina e in generale quando ci sono queste soluzioni, questi ambiti di decisioni ad impatto così forte nella vita delle persone, come quelle che si trovano in campo medico, è soprattutto un approccio di macchine a supporto delle decisioni prese da una persona. La guida autonoma diciamo che non ci sono ancora e diciamo che io non la vedo, cioè secondo me c'è ancora molto da fare dal punto di vista tecnologico ma anche delle regole, delle infrastrutture nelle strade eccetera, per fare in modo che ci sia un ambiente in cui queste macchine a guida completamente autonoma possono agire in modo anche sicuro per le persone. Però la tecnologia che è stata messa a punto con lo scopo di in futuro avere macchine a guida autonoma è senz'altro una tecnologia, perché uno potrebbe dire le macchine a guida autonoma non ci sono ma insomma allora erano quelle che noi aspettavamo per poter salvare tante vite eccetera, ma in realtà la tecnologia che è stata messa a punto nella strada verso le macchine a guida autonoma è già, salva già tantissime vite, perché la maggior parte delle case automobilistiche usano in parte questa tecnologia per sistemi di guida assistita che chiaramente salvano tantissime vite, aiutano appunto anche in quel caso il guidatore umano a accorgersi magari se appunto si addormenta, si va fuori corsia eccetera, se davanti frenare se vede un ostacolo eccetera. Quindi per il momento è quello che io vedo come il principale risultato positivo e impatto positivo della tecnologia sviluppata con lo scopo di arrivare a macchina a guida autonoma. Per il momento sono tutte macchine sotto la supervisione del guidatore umano e anche lì, appunto secondo me, le soluzioni tecnologiche hanno ancora bisogno di fare dei passi avanti per assicurare una maggiore sicurezza, ma poi ci sarà bisogno di mettere in piedi tante altre regole, che siano quali test eseguire per poter dire che una macchina è pronta per essere usata, quali regolamentazioni mettere in piedi. E se le strade devono avere dei sensori, delle infrastrutture diverse, perché in fondo le strade sono state pensate per guidatori umani. Quindi i segnali sono stati pensati per guidatori che hanno gli occhi e quindi vedono le cose in un certo modo, non per le macchine che vedono le cose in un modo completamente diverso e che spesso potrebbero fare errori nell'interpretare un segnale di stop, un segnale di precedenza eccetera. Quindi è il caso di lasciare tutte le infrastrutture come sono e quindi fare in modo che le macchine usino le stesse infrastrutture pensate per le persone, oppure è il caso di cambiarle. Quindi tutta una serie di cose che vanno al di là della tecnologia, che devono essere un po pensate a risolvere a livello di società, non a livello di una singola azienda, per arrivare a un ambiente sicuro dove ci siano queste tipo di macchine. **Davide**: Sì e un altro aspetto che hai citato che a mio avviso è molto importante è quello della responsabilità. Quando oggi una persona o un gruppo di persone compiono un'azione è nella maggior parte dei casi abbastanza facile attribuir loro la responsabilità di quest'azione. Nel caso invece di una macchina e poi più nello specifico di un'intelligenza artificiale, la situazione ovviamente è totalmente diversa. In questo caso di chi sarà la responsabilità e quali dovrebbero essere le procedure da seguire in questo caso? **Francesca**: In molte situazioni dove le decisioni hanno un impatto importante sulla vita delle persone, sulla sicurezza delle persone, in realtà le macchine sono a supporto delle decisioni prese dalle persone. Quindi in quel caso il decisore finale è ancora una persona anche se ha preso la sua decisione supportata dall'analisi dei dati o dalle predizioni o dai suggerimenti fatti da una macchina. Quindi in quel caso è ancora la persona che si prende la responsabilità, però proprio perché la persona si prende la responsabilità gli dobbiamo fornire tutti gli strumenti perché si è in grado di prendersela questa sua responsabilità, cioè quindi la macchina deve spiegare perché gli suggerisce questa cosa o un'altra, oppure la persona stessa deve essere educata a cosa fare di queste informazioni che vengono della macchina, come interpretarle, come inserirle nel proprio processo decisionale. Quindi non è che uno gli mette una macchina di fronte e ti dice una cosa e poi vedi te cosa farne. Quindi c'è tutto un sistema di comunicazione e interazione tra la macchina e la persona che alla fine appunto si prenderà la responsabilità di una decisione che deve essere messo a punto con cose che devono venire da chi produce le macchine, cioè spiegabilità, ecc. E cose che devono essere anche dal lato dell'operatore, cioè della persona che prenderà la decisione, quindi che deve capire bene cosa fare e come interpretare le cose che gli dice la macchina anche con... no perché la macchina suggerisce cose ma c'è sempre un livello di confidenza che può essere alto, basso, ecc., come interpretare queste cose. Quindi quella è una parte importante. Poi servono anche delle regole che in generale se le macchine prendono delle decisioni devono dire di chi è la responsabilità. Per esempio in Europa in questi mesi appunto la commissione europea sta proprio mettendo appunto una nuova proposta di legge europea sulla accountability, cioè su chi è responsabile sulla accountability dell'intelligenza artificiale, cioè su chi deve essere considerato responsabile nel caso una macchina faccia un errore che abbia un impatto negativo sulla vita delle persone. Un'altra cosa importante che per esempio è stata fatta in Europa, sempre a livello di leggi, è questa nuova proposta di legge che è stata pubblicata in aprile, che adesso è in discussione dal Parlamento europeo ecc., che è appunto una proposta di dire cerchiamo di non arrivare al punto che la macchina fa degli errori, cerchiamo di risolvere la cosa prima di arrivare a quel punto lì e quindi cosa devo mettere in piedi per fare in modo che l'intelligenza artificiale in Europa, in questo caso di questa legge, abbia le caratteristiche giuste per evitare queste situazioni. Quindi c'è tutta una legge molto complessa che analizza le applicazioni dell'intelligenza artificiale, le divide in quattro livelli di rischio, rischio inaccettabile, alto rischio, basso rischio, zero rischio e rischio inaccettabile dice queste sono vietate, queste qui in Europa queste applicazioni non ci possono essere. Secondo livello di rischio alto dice allora queste sono cose che secondo noi possono avere un impatto negativo importante se non gestite bene e quindi la legge mette una serie di obblighi, dei requisiti sia su chi produce questi sistemi di intelligenza artificiale sia su chi li va a usare e quindi qui si vede proprio che c'è questo ruolo di entrambi questi attori nell'ecosistema dell'intelligenza artificiale, chi lo produce lo deve produrre con le caratteristiche giuste, spiegabile, fair, robusta eccetera eccetera e chi lo usa però deve anche capire bene come usare queste macchine nel modo più safe eccetera. Quindi queste proposte appunto di leggi che dove l'Europa appunto è un po per prima a mettere insieme queste proposte di leggi così diciamo che coprono l'intera intelligenza artificiale si vedono tante cose appunto importanti che bisogna tenere in considerazione per fare in modo che se c'è qualche errore si capisce a chi dare la responsabilità ma anche insomma prevenire questa situazione cioè fare in modo che l'intelligenza artificiale che viene messa nella vita delle persone non arrivi al punto di dire allora qui c'è un errore di chi è la responsabilità. **Davide**: E in conclusione quando riusciremo a superare questi problemi, questi ostacoli che caratterizzano l'intelligenza artificiale in questa epoca in questi anni si potrebbe porre un ulteriore problema. Abbiamo visto nei millenni e ancora di più negli ultimi anni negli ultimi decenni come la tecnologia di fatto sia stata sempre in grado di sostituire il lavoro dell'uomo pensiamo appunto alla natura in antichità ma robot e macchinari industriali al giorno i nostri non c'è il rischio che lo stesso accada con quei lavori che oggi definiamo intellettuali quindi dei lavori che richiedono l'intelletto umano non c'è il rischio appunto che l'intelligenza artificiale riesca in qualche modo a sostituirsi a nelle capacità intellettuali umane e quindi sostituire totalmente anche dal punto di vista lavorativo l'essere un umano. **Francesca**: Beh portato a un livello non ragionevole si potrebbe essere controproducente ma diciamo ripeto secondo me la tecnologia e anche l'intelligenza artificiale va pensata come una cosa a supporto delle persone e non come una cosa che va a sostituire sì magari delegheremo varie tipi di decisioni che decidiamo noi quali sono a queste macchine ma in realtà la tecnologia in generale che sia intelligenza artificiale oppure no ha secondo me lo scopo di migliorare noi stessi e come noi viviamo insomma nel nostro ambiente quindi per esempio a volte uno dice ma le macchine adesso sono addirittura in grado di scrivere dei romanzi oppure di generare delle nuove pezzi musicali che sono paragonabili come qualità e questo può anche essere vero però secondo me al di là del cioè non è il punto della cosa perché la macchina sarà anche in grado di forze produrre anche in modo apparentemente creativo un pezzo di arte, anche un dipinto o quello che sia, simile a come lo potrebbe dipingere un uomo, ma questo toglie alle persone il processo creativo che è fondamentale. Il fondamentale non è il risultato, è il processo creativo di cui fa questa persona di cui fa esperienza e che poi lo porterà questa persona ad avere appunto un senso critico e quindi diciamo è chiaro che bisogna tenere in considerazione quelle cose che per noi sono importanti. Una società per esempio, questo particolare esempio, di persone dove le persone non hanno più esperienza del processo creativo, qualunque esso sia, è una società che secondo me non è dove noi dobbiamo aspirare ad arrivare, quindi è importante sempre ricordarsi che il progresso tecnologico è positivo, ma non è positivo per sé, non è positivo come fine il progresso tecnologico, è positivo come un mezzo per arrivare a un progresso sociale e individuale, sociale della nostra società e della nostro essere persone e quindi questa è una cosa che sembra ovvia diciamo, però insomma va tenuta in mente a volte dette esplicitamente perché altrimenti se si ci si focalizza troppo sulla tecnologia sembra che migliorare la tecnologia sia lo scopo, ma non è lo scopo, quello è un mezzo per arrivare al vero scopo che è quello di migliorare noi stessi quindi appunto se uno la vede in questo modo vede che certe cose vanno tenute nell'ambito umano anche se le macchine potrebbero essere in grado di fare, di dipingere una cosa migliore di come la dipingiamo noi insomma. **Davide**: Sì vedremo come la tecnologia ci aiuterà l'intelligenza artificiale ma ovviamente più in generale la tecnologia ci aiuterà nei prossimi anni e nei prossimi decenni. Va bene Francesca, grazie per questo tuo intervento, buon lavoro e a presto. #### Conclusione - Timestamp: 29:23 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri contatti social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e37 ## Agricoltura digitale, per produrre di più e sprecare meno > Così come è diventato di uso comune il concetto di [Industria 4.0](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e29?t=326), in cui proprio grazie a dati, robotica, [intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) e Internet si sta assistendo a una nuova rivoluzione dell’industria, anche nel settore agroalimentare, la tecnologia è molto presente. Negli ultimi anni stanno nascendo soluzioni sempre più avanzate e all’avanguardia per gestire al meglio le coltivazioni. Questo significa produrre di più, avere prodotti di qualità superiore, con meno spreco di risorse senza distruggere o alterare l’ecosistema circostante, per soddisfare il fabbisogno di una popolazione mondiale in continua crescita. Nella sezione delle notizie invece parleremo di Ray-ban e Facebook che hanno presentano degli [occhiali smart](https://www.ray-ban.com/italy/discover-ray-ban-stories/clp), di un errore nell’[Intelligenza Artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) di Facebook e infine di connettività 5G più sostenibile grazie a Vodafone ed Ericsson. - Stagione: 3 - Episodio: 37 - Data di pubblicazione: 2021-09-11 06:45:00 - Durata: 17:25 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e37](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e37) - Episodi correlati: s2e19, s2e29 - Tag: agricoltura digitale,agricoltura,agricoltura di precisione,trattori,droni,tim,intelligenza artificiale,blockchain,dati,informazione,coltivazioni,bestiame,vino,filiera agricola,unione europea,filiera agroalimentare telecomunicazioni,5G,sostenibilità,VodafoneUK,Ericsson,facebook,intelligenza artificiale,machine learning,razzismo,riconoscimento facciale ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di coltivazione e allevamento, e di come la tecnologia può aiutare a produrre di più, avere prodotti di qualità superiore con meno spreco, per soddisfare il bisogno di una popolazione mondiale in continua crescita. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Ray-ban e Facebook presentano degli occhiali-telecamera > Fonte: Ray-Ban.com - Timestamp: 01:02 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Facebook e Rayban, marchio di occhiali da sole e da vista, giovedì hanno presentato al pubblico un paio di occhiali smart. Sebbene si tratti di tecnologia indossabile, di cui avevamo parlato nella puntata del 10 aprile 2021, in realtà non sono degli occhiali per la realtà aumentata, che quindi proietterebbero davanti agli occhi di chi li indossa delle informazioni o delle immagini. Ma più banalmente sono degli occhiali con un design tradizionale, dotati di fotocamere, microfoni e casse, per creare foto, video e condividerli sul proprio smartphone. Inoltre possono essere connessi al bluetooth per riprodurre musica e tramite i comandi vocali è possibile iniziare una nuova registrazione video o scattare una foto senza utilizzare le mani. Per tutelare la privacy delle persone durante la registrazione di un video, un piccolo Led bianco si accende in un angolo degli occhiali. La collaborazione tra queste due aziende mette in luce per l'ennesima volta il grande interesse delle big tech nella tecnologia indossabile. #### L’errore dell’intelligenza artificiale di Facebook > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:07 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Social - Tipologia: Notizia **Davide**: La scorsa settimana abbiamo parlato di etica e fiducia nell'intelligenza artificiale e dei problemi dell'apprendimento automatico. E proprio questa settimana abbiamo avuto l'ennesimo esempio di errore dovuto proprio all'intelligenza artificiale, che ha fatto non poco scalpore. Facebook, come altre aziende, infatti utilizza il machine learning per riconoscere i soggetti presenti in foto e video e poter così proporre agli utenti contenuti simili che potrebbero interessarli. Ovviamente tutto questo con un algoritmo tradizionale sarebbe stato impossibile da realizzare, ma quando l'intelligenza artificiale sbaglia, a pagarne le conseguenze è proprio Facebook. Tutto nasce da un video del 27 giugno 2020, in cui vengono mostrati uomini neri, bianchi e agenti di polizia che discutono tra loro, e l'algoritmo di Facebook suggerisce continua a guardare video di primati. L'azienda è subito corsa ai ripari, rilasciando scusa ufficiale e dichiarando appunto che sia trattato di un errore inaccettabile, dovuto a un'intelligenza artificiale che, nonostante i continui miglioramenti, ancora non raggiunge la perfezione. E serviranno ancora tempo e dati per raggiungere ulteriori progressi. #### 5G più sostenibile grazie a Vodafone ed Ericsson > Fonte: Punto-Informatico.it - Timestamp: 03:22 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Energia, Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Nell'ottica della sostenibilità ambientale, Vodafone ha deciso di adottare una nuova tecnologia di trasmissione per il 5G, sviluppata recentemente dall'azienda svedese Ericsson, con la quale sarà possibile ridurre del 43% i consumi energetici giornalieri. La fase di sperimentazione della nuova antenna, registrata da Ericsson come AIR 3227, si è rivelata un vero successo, a tal punto che, nell'ambiente controllato in cui è stata testata, ha fatto registrare, nei momenti di minor traffico, un calo energetico pari al 55%. La soluzione adottata da Vodafone UK è inoltre il doppio più leggera rispetto agli attuali trasmettitori, e il suo design compatto e funzionale consentirà di ottimizzare lo spazio di ingombro, rendendo più facile la fase di installazione. Infine, per migliorare ulteriormente l'efficienza energetica, le due società hanno deciso di impiegare dei droni con fotocamera ad alta definizione e sensori LiDAR per ridurre al minimo l'impatto ambientale nella fase di aggiornamento e manutenzione dei siti di trasmissione. #### Agricoltura digitale, per produrre di più e sprecare meno > - Timestamp: 04:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Alimentazione, Ambiente, Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: Negli ultimi anni è ormai diventato comune parlare di tecnologia al servizio del terzo settore, grazie alla digitalizzazione di servizi, pubbliche amministrazioni, associazioni e molto altro. Così come è diventato di uso comune il concetto di industria 4.0, in cui grazie proprio ai dati, robotica, intelligenza artificiale e internet, si sta assistendo a una nuova rivoluzione dell'industria, del secondo settore. Un settore che però è spesso poco considerato, o magari spesso visto ancora come retrogrado e non al passo con i tempi, è invece quello primario, che riguarda la produzione agroalimentare. E questo può essere in parte vero per quanto riguarda i piccoli campi a gestione familiare. Ma lo stesso ragionamento è applicabile anche a tutti gli altri settori. Al contrario di ciò che si può pensare, e in particolare nell'agricoltura a larga scala, la tecnologia è molto presente, e negli ultimi anni stanno nascendo soluzioni sempre più avanzate all'avanguardia per gestire al meglio le coltivazioni. E questo non significa solo produrre di più. Anzi, il vero impatto della trasformazione tecnologica delle cosiddette aree rurali riguarda la sostenibilità ambientale, per avere prodotti di qualità superiore con meno spreco di risorse e senza distruggere o alterare l'ecosistema circostante. Obiettivo che dovrebbe essere di interesse comune, vista l'enorme quantità di risorse tra cui acqua e terreno usata, ma soprattutto sprecata, dal primo settore. Ed è anche nell'interesse di tutti ottenere più prodotti senza consumare ulteriori foreste, per soddisfare il fabbisogno di una popolazione mondiale in continua crescita. In questa puntata andremo quindi a vedere come le nuove tecnologie vengono utilizzate per innovare l'agricoltura tradizionale e l'impatto che esse hanno e avranno sul nostro futuro. Il primo fondamentale passo per l'agricoltura digitale è sicuramente la connettività. Le diverse tecnologie al servizio di questo settore infatti si basano quasi esclusivamente sull'acquisizione, condivisione ed elaborazione dei dati. E senza l'infrastruttura adeguata tutto ciò sarebbe impossibile e controproducente. E parlando del nostro Paese dove le aree rurali spesso si trovano senza alcun tipo di connessione, è necessario intervenire su questo fronte prima di poter procedere con le tecnologie successive. A tal proposito nel 2020 il gruppo Team ha stretto un accordo con Confagricoltura, proprio per sostenere la digitalizzazione del settore nel nostro Paese con il progetto Agritech innovation Hub. E tra le altre cose, il progetto ha come obiettivo proprio il favorire la diffusione della fibra e delle connettività 5G presso le imprese agroalimentari. Non solo. Il progetto prevede anche la formazione su vari processi di digitalizzazione con il programma operazione Risorgimento Digitale e la messa a disposizione di nuove tecnologie di cui fra poco parleremo alle imprese interessate alla trasformazione digitale. E l'ingegneria e la tecnologia delle informazioni o della comunicazione, o ICT, sono in particolare le scienze maggiormente coinvolte in questa rivoluzione. Che, è bene specificarlo, non riguarda solamente la coltivazione o l'allevamento, dunque solo il campo in sé la sua gestione, ma coinvolge l'intera filiera agroalimentare dalla produzione alla vendita alla consumazione per garantire trasparenza in ogni processo, migliorare la gestione e la vendita dei prodotti e fornire informazioni aggiuntive al consumatore. Ma veniamo ora al fulcro della puntata, ovvero le vere e proprie tecnologie che vengono utilizzate nella prima di queste fasi, la coltivazione, in quella che viene chiamata agricoltura di precisione o agricoltura digitale. Come per molti altri settori, la base fondamentale su cui si basa la digitalizzazione del settore agricolo sono i dati. Per quanto riguarda le coltivazioni tramite sensori IoT, è possibile raccogliere informazioni, ad esempio sullo stato del terreno o dei prodotti. Alcuni esempi sono la temperatura, sia del terreno che dell'ambiente, l'umidità, il pH, la qualità dell'aria o la presenza o meno di sostanze all'interno del terreno. Tramite i servizi satellitari e aerei, poi, è possibile ottenere dati su previsioni meteorologiche o ancora sullo stato delle colture. Ultimamente, però, ad affiancare le soluzioni satellitari, sono arrivati i droni, che negli ultimi anni vengono sempre più utilizzati per i grandi benefici che portano. In particolare, nel campo della sensoristica e del monitoraggio, i droni sono in alcuni ambiti molto più precisi dei satelliti, più mirati e più accurati. I droni possono anche essere usati per capire dove il campo necessita di cure particolari o dove sono presenti agenti infestanti, e inoltre possono essere utilizzati a comando quando se ne ha la necessità. Grazie all'uso dei droni, è ad esempio possibile tracciare una mappa curata del campo e delle piante con informazioni come altezza delle piante, volume della chioma, stato di salute o stress idrico, o in generale l'indice di vegetazione. Anche nella produzione viti vinicola, poi, l'uso di sensori può rivelarsi non fondamentale ma sicuramente utile per la produzione di vini di qualità. Monitorando costantemente il prodotto, infatti, è possibile limitare le analisi di laboratorio e al tempo stesso ottenere dati in tempo reale sullo stato dei vini e ottimizzare le tempistiche nella produzione. Rimanendo sul tema della raccolta dati, per quanto riguarda l'allevamento, esistono sensori e chip per rilevare i parametri vitali del bestiame come temperatura, pressione o malattie, informazioni sullo stato ambientale della stalla o dell'allevamento ma anche la posizione e le abitudini degli animali, se questi sono lasciati liberi in un pascolo. Finora abbiamo parlato di dati e di come raccoglierli. Quello che fa la differenza, però, è come queste informazioni vengono utilizzate per ottimizzare i processi di coltivazione, allevamento e cura del terreno. Ed è chiaro come in questo momento nella filiera agroalimentare servano sempre più figure specializzate, in grado di comprendere e saper trasformare i dati in informazioni utili per agire in modo mirato e da qui il nome agricoltura di precisione, per ridurre al minimo gli sprechi, l'uso delle risorse disponibili e al tempo stesso aumentare la quantità e la qualità dei prodotti. Un altro elemento fondamentale su cui si basa l'agricoltura, tradizionale e non, sono poi i macchinari e l'attrezzatura. Primo fra tutti il trattore. Forse uno dei più forti simboli del settore agricolo e della coltivazione tradizionale per eccellenza è infatti proprio quello che allo stesso tempo può sorprendere maggiormente per il cambiamento che ha subito grazie all'internet delle cose. Infatti, se per quanto riguarda le automobili la situazione è molto più complessa, in una zona controllata come in un campo, la guida autonoma può essere applicata tranquillamente. Di conseguenza i trattori sono più evoluti e ad oggi sono in grado di spostarsi in totale autonomia per compiere le operazioni per cui sono stati programmati, come arare, seminare o dissodare il terreno. E grazie ai dati forniti dai sensori, di cui abbiamo parlato poco fa, è possibile far lavorare questi macchinari solo nelle aree di campo in cui è veramente necessario. Questa autonomia poi dà la possibilità all'agricoltore di dedicarsi ad altri aspetti della gestione del campo e delle coltivazioni e averne così una visione più ampia e completa. Parlando di sensori sono stati citati i droni. Questa tecnologia però viene utilizzata anche in altri ambiti dell'agricoltura di precisione. Un esempio è la lotta biologica agli infestanti. Tramite i droni infatti è possibile rilasciare in maniera mirata delle capsule contenenti parassitoidi, ovvero organismi come insetti o batteri, in grado di attaccare proprio gli infestanti che rovinano le coltivazioni senza danneggiare queste ultime. In questo modo si limita o addirittura si azzera completamente l'uso di pesticidi o sostanze chimiche, in un'ottica di sostenibilità ambientale e di una coltivazione biologica. Allo stesso modo i droni possono essere utilizzati per la diffusione di liquidi, granulati o polveri. Andando ancora avanti, in futuro potranno essere utilizzate anche ulteriori tecnologie sia nell'agricoltura digitale sia nell'intera filiera agroalimentare. Una di queste è l'intelligenza artificiale. Un esempio di utilizzo può essere la raccolta di frutti o ortaggi. Tramite l'apprendimento automatico, infatti, è possibile riconoscere sempre usando i dati di diversi sensori i prodotti maturi e pronti per essere raccolti, agendo su di essi tempestivamente e in maniera mirata, ottimizzando il più possibile il processo di raccolta e riducendo gli scarti. Raccolta che, come è possibile immaginare, sarebbe anch'essa gestita in autonomia da macchinari o robot automatizzati. Per quanto riguarda l'intera filiera agroalimentare dal produttore al consumatore, come detto all'inizio, altre tecnologie inoltre possono entrare in gioco per garantire una maggiore trasparenza e fornire più informazioni in ognuno dei passaggi intermedi. Alcune di queste sono la robotica e l'automazione, per quanto riguarda la lavorazione industriale o la vendita online tramite e-commerce. Tuttavia, un ruolo importante potrà in futuro giocarlo anche la blockchain, di cui ultimamente sentiamo sempre più spesso parlare. In poche parole, grazie alla blockchain, in ogni fase della filiera è possibile salvare e garantire l'autenticità di informazioni aggiuntive sui prodotti. Questo è a vantaggio soprattutto del consumatore, che può accedere facilmente all'intera storia del prodotto. Dalle modalità di coltivazione, lo stato di salute del terreno dove questo è stato prodotto, come pH o quantità di sali minerali, il tipo di lavorazione che ha subito, il tracciamento degli spostamenti e molto molto altro. Arrivati a questo punto, è facile capire come l'agricoltura digitale, che ad oggi risulta almeno in Italia ancora poco diffusa, è e sarà in futuro l'obiettivo principale per la trasformazione digitale della filiera agricola. Come abbiamo visto, la tecnologia c'è, è in costante sviluppo e miglioramento e i campi di applicazione sono pressoché infiniti. L'utilizzo dei big data, della robotica e dell'automazione sono i principali pilastri su cui si basa il futuro del primo settore, migliorando la qualità e la quantità dei prodotti e allo stesso tempo riducendo sprechi e uso di risorse, garantendo processi sostenibili a vantaggio non solo dell'ambiente ma anche dei consumatori. Per capire meglio il ruolo svolto dall'internet delle cose nell'agricoltura di precisione, inoltre anche l'unione Europea ha finanziato con quasi 30 milioni di euro dal 2017 al 2021 il progetto Internet of Food and Farm 2020, che ha studiato i vari casi d'uso delle tecnologie di cui abbiamo parlato poco fa e i benefici che se portano nella filiera agroalimentare. Tuttavia, per garantire questo processo di trasformazione è prima necessario l'avvento di una nuova generazione di coltivatori, in grado di sapersi adattare e investire sulle nuove tecnologie, di fare affidamento all'automazione ma soprattutto in grado di saper leggere e interpretare le enorme quantità di dati prodotti e di trasformarli in informazioni per poter gestire al meglio il proprio campo. #### Conclusione - Timestamp: 16:33 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e38 ## Abbiamo insegnato a un’intelligenza artificiale a creare emoji > A seconda di ciò che si vuole realizzare, esistono numerose tipologie di [intelligenze artificiali](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246), che grazie ai dati permettono di risolvere uno specifico problema. Tra le tante esistenti, [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), autore del Podcast, ci ha parlato di un [progetto](https://drive.google.com/file/d/17OW3avrhAxClZpuRKaLPb0w80JAL9g7B/view?usp=sharing) per creare una [GAN](https://it.wikipedia.org/wiki/Rete_generativa_avversaria), ovvero Generative Adversarial Network, o Rete Generativa Avversaria, una tipologia di intelligenza artificiale in grado di creare contenuti, in questo caso immagini delle emoji che troviamo sui nostri dispositivi. Nella sezione delle notizie invece parleremo del processo [Epic Games](https://www.epicgames.com/store/it/) contro Apple per ridisegnare l’App Store e dei nuovi [iPad](https://www.apple.com/it/ipad/), [iPhone 13](https://www.apple.com/iphone-13-pro/) e [Apple Watch serie 7](https://www.apple.com/apple-watch-series-7/). - Stagione: 3 - Episodio: 38 - Data di pubblicazione: 2021-09-18 06:45:00 - Durata: 19:36 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e38](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e38) - Episodi correlati: s2e41, s3e12, s3e36 - Tag: intelligenza artificiale,gan,generative adversarial network,rete generativa avversaria,rete neurale,immagini,emoji,faccine,emoticons,progetto,digital forensics,scienza digitale forense,apple,iphone 13,apple watch,ipad,epic games,app store,ipad mini,ios15,A15 Bionic ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi Luca Martinelli, autore del podcast, ci racconterà di un suo progetto per realizzare un'intelligenza artificiale in grado di generare delle nuove emoji. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il processo di Epic Games contro Apple > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Applicazioni, Finanza, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel processo Epic Games contro Apple, di cui avevamo parlato qualche mese fa e che era scaturito dalla volontà di Epic di non voler pagare le commissioni del 30% dei ricavi di Fortnite all'App Store per gli acquisti all'interno delle app scaricate proprio dallo store di Apple, il Tribunale distrettuale della California settentrionale ha rigettato l'accusa di posizione dominante di Apple, ma ha lasciato una porta aperta agli sviluppatori che ora potranno prevedere nelle app link esterni per gli acquisti accanto agli acquisti in app e che quindi non saranno soggetti a nessuna commissione da versare ad Apple. Epic però ha voluto procedere in appello, sia perché non contenta del rigetto dell'accusa di posizione dominante, sia perché la sentenza ha stabilito anche il risarcimento con interessi ad Apple pari al 30% dei 12 milioni di dollari di entrate che Epic ha raccolto dagli utenti nell'app Fortnite su iOS attraverso i pagamenti diretti aggiunti contro la volontà di Apple tra agosto 2020 e ottobre 2020, più il 30% di tutte le entrate che Epic Games ha raccolto dal 1 novembre 2020 fino alla data della sentenza. #### L’evento Apple di martedì 14 settembre > Fonte: Apple.com - Timestamp: 02:13 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Smartphone, Tablet - Tipologia: Notizia **Davide**: Nell'ormai consueto evento di settembre, Apple ha finalmente presentato la nuova gamma di iPhone, che rispetto al modello del 2020 non presenta di fatto sostanziali migliorie se non per il comparto fotocamere e nello spazio di archiviazione, ma andiamo con ordine. Ad essere mostrato per primo è stato il nuovo iPad 2021, aggiornato rispetto alla versione 2020 con chip di iPhone 11, un sensore grandangolare e i nuovi tagli da 64 e 256 GB. La tensione si è poi spostata sul nuovo iPad Mini 6 da 8.3 pollici, che proprio come iPad Air presenta bordi curvi, sblocco Touch ID sul pulsante di accensione e connettore USB-C. I nuovi Apple Watch serie 7 sono rimasti pressoché invariati rispetto alla versione precedente, se non per gli schermi del 20% più ampi. I nuovi formati quindi saranno disponibili da 41 e 45 mm. Concludiamo con gli iPhone 13, i quali oltre al nuovo chip A15 Bionic, includono uno schermo OLED da 6.1 pollici con dimensioni del notch ridotte, due fotocamere da 12 megapixel e un aumento dello spazio di archiviazione che parte da 128 e arriva a 512 GB, disponibili anche nella versione Mini. Infine, con le nuove versioni Pro vengono finalmente introdotti i 120 Hz, con frequenza di refresh variabile per delle animazioni sullo schermo molto più fluide, mentre per quanto riguarda l'archiviazione si potrà acquistare per ben 1869 euro anche la versione da 1 TB. #### Abbiamo insegnato a un’intelligenza artificiale a creare emoji > - Timestamp: 04:13 - Autori: Luca Martinelli, Davide Fasoli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Abbiamo parlato spesso di intelligenza artificiale, apprendimento automatico e di come questa tecnologia può essere integrata in altri sistemi, ma anche dei pericoli e dei rischi che questa può portare. Torniamo quindi a parlare di questo argomento da una prospettiva leggermente diversa. Oggi infatti siamo in compagnia di Luca Martinelli, autore del podcast, che nell'ambito di un progetto universitario ha avuto l'opportunità di realizzare proprio uno di questi algoritmi di intelligenza artificiale. Ben tornato Luca. **Luca**: Ciao a te Davide e ciao a tutti gli ascoltatori. **Davide**: Innanzitutto puoi dirci in che cosa consisteva il tuo progetto e che cosa sei andato a realizzare? **Luca**: Sì, certamente. Nell'ambito della scienza digitale forense, quindi tutta quella parte di informatica che riguarda in particolar modo l'identificazione, la conservazione, ma anche la protezione e l'analisi di prove digitali che quindi possono essere utilizzate ad esempio per risolvere indagini o rintracciare cybercriminali o criminali, l'intelligenza artificiale sta dando una grossa mano in diversi campi. E alcuni tra questi sono ad esempio il riconoscimento facciale o il riconoscimento di comportamenti sospetti per quanto riguarda la sicurezza di una rete aziendale o anche il riconoscimento di contenuti non originali o modificati. Va poi detto che a seconda di ciò che si vuole andare a realizzare esistono ovviamente numerose tipologie di intelligenza artificiale o per meglio dire di strutture che poi grazie proprio ai dati che noi mettiamo permettono appunto di risolvere il problema che ci siamo preimpostati. Queste sono quelle che vengono appunto definite reti neurali e che come dice il nome le possiamo immaginare esattamente come un cervello formate quindi da tanti neuroni e numerosi connessioni. A seconda poi di come queste connessioni vengono create il risultato ovviamente sarà diverso e poi il discorso è anche molto ben più complesso, però in sintesi il funzionamento di base è proprio questo. E tra le tante tipologie dunque quella che sono andato a realizzare io è una GAN ovvero Generative Adversarial Network o in italiano Rete Generative Avversaria che è appunto una tipologia di intelligenza artificiale in grado di creare dei contenuti e nel mio caso immagini di emoji che appunto troviamo sui nostri dispositivi. **Davide**: E puoi dirci più nel dettaglio cos'è questa GAN, come funziona e come può essere utilizzata. **Luca**: Si allora le reti GAN come ho appena detto sono per così dire specializzate nel creare dei nuovi contenuti simili a quelli con cui siamo andati ad addestrare l'algoritmo. Per fare un esempio su internet esistono diversi siti che vanno a mostrare delle immagini di volti di persone che in realtà non esistono e dietro questa tecnologia c'è proprio un intelligenza artificiale di questo tipo che ben addestrata grazie appunto a volti di migliaia e migliaia di persone ha imparato a inventarne di nuove e ovviamente lo stesso discorso vale anche per qualsiasi altro soggetto come animali o vegetazione e facendo un altro esempio le reti GAN sono utilizzate anche per realizzare i video deepfake di cui abbiamo già ampiamente parlato e ancora google ha sviluppato nella sua applicazione dedicata all'arte una funzione che proprio grazie a questo algoritmo permette appunto di ridisegnare una fotografia nello stile ad esempio di Van Gogh, di Monet o di altri pittori o artisti famosi un ultimo esempio le reti GAN possono essere utilizzate per inventare anche forme per mobili o piante per nuove case o edifici quindi una intelligenza artificiale che va a supportare quella che l'architettura o l'interior design. Questa tecnologia, insomma, trova la sua applicazione in numerosissimi ambiti. Basta solo un po di fantasia. Ma venendo ora al nocciolo della questione, le reti generative avversarie sono molto interessanti per il modo in cui funzionano, perché in un certo senso possiamo dire che si addestrino da sole. Una GAN, infatti, in realtà è costituita da due elementi. Uno che è il generatore, e uno che si chiama discriminatore. Come dice il nome, il generatore è quello che si occuperà poi di generare, ad esempio, partendo da una serie di numeri casuali, il contenuto che, nel mio caso, è appunto un'immagine, un emoji. Dall'altro lato, invece, il discriminatore si occupa di distinguere un contenuto vero da uno falso. L'obiettivo del generatore sarà dunque quello di creare dei contenuti talmente realistici da ingannare il discriminatore, mentre il discriminatore dovrà imparare a riconoscere sempre meglio un contenuto reale da uno generato. In questo modo si crea una sorta di inseguimento per cui, man mano che l'intelligenza artificiale viene addestrata con i dati che appunto vengono immessi, il generatore genera immagini o qualsiasi altro tipo di contenuto sempre più realistici, e il discriminatore invece impara sempre di più a riconoscere e a distinguere i piccoli difetti del generatore. **Davide**: Quindi abbiamo parlato in generale di come funzionano le reti GAN e perché sono importanti. Per quanto riguarda il tuo progetto, dicevi che l'obiettivo era creare un'intelligenza artificiale in grado di disegnare delle emoji. Puoi parlarci più nel dettaglio come sei riuscito e che strumenti hai utilizzato. **Luca**: Certo, il progetto di per sé non è così complicato. Innanzitutto, come gran parte dei progetti di intelligenza artificiale, ho utilizzato Python come linguaggio di programmazione, per cui esistono numerosi esempi già fatti da cui poter partire e inoltre questo linguaggio rende anche la programmazione molto più veloce. Per creare delle reti neurali, poi programmare interamente il codice da zero sarebbe sia uno spreco di energie ma anche di tempo. Per cui esistono delle librerie già pronte. Queste librerie possiamo immaginarle come una sorta di mattoncini, ovvero pezzi di codice già pronti, già scritti, da usare poi per realizzare ciò che desideriamo. Nel mio caso, la libreria che ho utilizzato si chiama TensorFlow ed è curata e sviluppata dalla stessa Google, per cui ha scritto anche una serie di guide, anche in italiano, e diversi esempi di come utilizzarla appunto per creare delle diverse tipologie di intelligenze artificiali. E tra queste c'è anche un esempio molto semplice di GAN, da cui appunto sono partito per migliorare e sviluppare l'intero progetto. E in particolare l'esempio di Google riguarda la creazione di piccole immagini in bianco e nero raffiguranti dei numeri disegnati a mano. Va da sé che disegnare delle emoji colorate e a dimensioni maggiori è notevolmente più complesso, e quindi sono state necessarie diverse modifiche, ottimizzazioni, che si traducono in diversi test e diverse prove per poter andare a trovare dei parametri che potessero migliorare anche di poco il risultato finale. Per quanto riguarda i dati, invece, ovvero le immagini che ho usato poi per addestrare questa rete neurale, sempre online esiste un insieme già pronto che va a raggruppare le emoji di diversi produttori, come ad esempio Google, app o il Microsoft, Samsung o Twitter. Il problema principale delle emoji, però, è che sono molto diverse tra loro, e dunque ho scelto di raggrupparle e utilizzare solamente alcuni di questi sottogruppi. In questo modo una volta ho destrato la GAN per produrre delle faccine, un'altra volta per produrre, ad esempio, cuori, un'altra volta per produrre le bandiere e così via. E ovviamente non sono nemmeno mancati i problemi. **Davide**: E la prossima domanda, infatti, riguarda proprio questo, ovvero quali sono i principali problemi che hai riscontrato in questo progetto? **Luca**: Allora, innanzitutto il tempo è uno dei problemi principali, probabilmente. E infatti non ci si può aspettare che, solo dopo dieci minuti e qualche immagine, l'algoritmo abbia già imparato a disegnare delle faccine perfette. Anzi, ogni volta che la GAN ha guardato tutte le immagini che gli passiamo come input, ricomincia da capo per migliorare ancora e ancora. E questa operazione va ripetuta non una ma migliaia e migliaia di volte prima di vedere dei risultati che siano quantomeno soddisfacenti. Le prime immagini che disegnava il generatore, infatti, non erano altro che un insieme abbastanza casuale e astratto di colori. E ovviamente poi dipende anche dalla potenza del computer che si utilizza, ma affinché imparasse a disegnare delle emoji realistiche, nemmeno di grandi dimensioni, ho dovuto lasciare il mio computer acceso per un paio di giorni e per ogni singolo test. In realtà esiste anche un servizio messo a disposizione da Google che si chiama Google Collab e per cui è possibile eseguire il codice direttamente sui computer di Google che, chiaramente, sono molto più potenti rispetto a quello che avevo io a disposizione. Tuttavia, questo servizio è gratuito ma solo per le prime ore, che decisamente non bastavano per raggiungere i risultati sperati e che mi ero prefissato. Un altro problema era appunto, come avevo detto prima, quello delle diversità di emoji. Questo l'ho risolto, come ho detto prima, suddividendole in vari sottogruppi, ma ovviamente questo significa diminuire anche la quantità di dati utili per addestrare la GAN e quindi ciò si traduce in risultati molto meno precisi. Un altro problema di cui soffrono in generale tutte le GAN e che appunto anche io ho riscontrato è invece quello che viene definito collasso. In poche parole, a un certo punto l'algoritmo inizia a creare delle immagini si vero simili, però quasi tutte uguali tra di loro. Negli ultimi anni, poi, questo problema è stato parzialmente o completamente risolto usando altri modelli e altre soluzioni che però io non ho sfruttato completamente nel progetto. Uno di questi metodi, ad esempio, che ho anche utilizzato è quello di utilizzare delle GAN condizionali. **Davide**: E puoi dirci cosa sono e che differenza c'è con quello di cui ci hai parlato finora? **Luca**: Sì, allora, finora appunto abbiamo parlato di GAN normali, ovvero quelle GAN che generano casualmente dei contenuti, nel mio caso delle immagini, in seguito a un addestramento con una quantità di dati eterogenei. Le GAN condizionali, o C-GAN invece, a differenza delle normali GAN, utilizzano delle informazioni aggiuntive, delle informazioni in più per creare o disegnare il contenuto. Nel caso delle emoji, questa informazione aggiuntiva era proprio il tipo di emoji, quindi se questa era una faccina, un cuore, una bandiera, una mano, eccetera eccetera. Nel caso dei numeri, invece, questo può essere ad esempio il numero da disegnare e così via. In pratica, ciò che si fa è, ogni volta che noi passiamo l'immagine all'intelligenza artificiale, dobbiamo dirle anche cos'è quell'immagine. E quando invece ne richiediamo una generata, dobbiamo anche specificarne la tipologia. Nel caso delle emoji, dunque, potevo generare in modo distinto delle immagini di specifiche categorie di emoji, risolvendo in parte dunque il problema delle immagini tutte uguali. Per capire le potenzialità delle GAN condizionali, ad esempio, online, esiste anche un progetto sviluppato da Nvidia che permette di creare dei paesaggi più o meno realistici a nostro piacimento. Partendo quindi da una tavola bianca con diversi colori, possiamo infatti indicare dove generare degli alberi, dove generare delle rocce, delle montagne e così via. L'intelligenza artificiale poi si occuperà appunto di generare gli elementi corretti nei posti corretti che abbiamo indicato per creare una sorta di fotografia quasi realistica. E allo stesso modo funziona anche l'algoritmo di Google, di cui avevo parlato prima, per creare appunto delle opere d'arte di specifici artisti, partendo da nostre fotografie. E sempre allo stesso modo poi potremo utilizzare il discriminatore ben allenato, ad esempio, per riconoscere delle immagini false o video deepfake. E anche in questo caso l'unica cosa che ci può fermare è proprio la nostra fantasia. **Davide**: Però mi pare, anche visto alcuni esempi che mi hai mostrato di emoji realizzate appunto con questa coppia di intelligenze artificiali, che la tecnologia sia ancora c'è erba, giusto? **Luca**: Sì e no, nel senso la differenza in questo caso la fa molto la potenza del o dei computer che vengono utilizzati per allenare la rete orale e anche la quantità di dati che abbiamo a disposizione. Al momento, dunque, anche nelle migliori delle ipotesi servono ancora molti miglioramenti e molte ottimizzazioni per generare dei contenuti fedeli alla realtà. Però si stanno facendo anche dei grandi passi in avanti. Ritornando ad esempio all'esempio dei volti di persone che non esistono, disegnati da una di queste intelligenze artificiali, in alcuni casi è impossibile distinguere le foto reali da quelle generate. E anche per quanto riguarda ad esempio i video deepfake, solo in particolari condizioni possiamo raggiungere dei risultati veramente realistici. Sicuramente quindi in generale c'è ancora parecchia strada da fare prima di raggiungere un livello che possa essere ad esempio utilizzato a livello commerciale. **Davide**: Va bene Luca, grazie per averci raccontato questo descritto, questo tuo progetto e alla prossima. **Luca**: Grazie a te e un saluto a tutti gli ascoltatori. #### Conclusione - Timestamp: 18:44 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e39 ## Artigianato 4.0: quando la tradizione incontra il digitale > Il marchio [Made in Italy](https://it.wikipedia.org/wiki/Made_in_Italy) è conosciuto in tutto il mondo come sinonimo di qualità ed eccellenza produttiva. L’Italia, d’altro canto, è sempre stato un Paese in cui si è dato grande valore all’artigianato, il quale si contrappone perfettamente a quella che oggi definiremmo “[produzione industriale](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e29?t=326)", ossia quella pratica scaturita dal progresso tecnologico e dalla globalizzazione, in cui tutto viene prodotto in serie senza apparente cura e precisione. Ma siamo sicuri che nel 2021, con l’avvento di nuove tecnologie come la stampa 3D e gli algoritmi di [intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e36?t=240) questa distinzione sia ancora così marcata? Nella sezione delle notizie invece parleremo della fine della fase di beta di [Starlink](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243), della piattaforma online per la vendita di tutte le auto del gruppo [Stellantis](https://www.stellantis.com/it) e infine della possibilità di accedere al proprio [account microsoft](https://account.microsoft.com/account?lang=it-it) senza utilizzare una password. - Stagione: 3 - Episodio: 39 - Data di pubblicazione: 2021-09-25 06:45:00 - Durata: 16:23 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e39](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e39) - Episodi correlati: s3e36 - Tag: innovazione,industria4.0,artigianato4.0,MadeinItaly,stampa3D,medicina,protesi,scansionilaser,IntelligenzaArtificiale,automazione,sicurezza,authenticator,microsoft,doppia autenticazione,autenticazione due fattori,password SpaceX,Starlink,internet,Italia,ottobreAbarth,Alfa Romeo,Citroen,Fiat,Jeep,Lancia, Opel,Peugeot,stellantis,e-commerce,piattaforma ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di artigianato e di come, grazie a tecnologie come la stampa 3D, potrà cambiare la sua natura diventando sempre più digitale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. La scorsa settimana, Starlink ha confermato tramite una serie di email che il servizio internet satellitare è ora disponibile in forma limitata anche nel nostro Paese. #### Starlink arriva in Italia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Come già analizzato nella puntata Dalla fibra ottica ai satelliti come internet arriva nelle nostre case, il funzionamento della connessione Starlink dipende essenzialmente da una costellazione di satelliti, localizzata circa 500 chilometri dalla Terra che ha il compito di distribuire il segnale internet in tutte le zone del mondo. Nella mail inviata da SpaceX viene detto che in questa prima fase di beta testing la velocità dei dati varierà principalmente tra i 50 e i 150 megabit al secondo e che in alcuni brevi momenti il servizio potrebbe essere assente a causa probabilmente della mancanza di copertura dovuta al passaggio dei pochi satelliti lanciati in questi primi due anni. Musk infine confermato su Twitter che il servizio di Starlink uscirà dalla fase di prova entro la fine del prossimo anno. #### Stellantis e l’acquisto di automobili online > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 02:03 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Il gruppo Stellantis ha lanciato in Italia una piattaforma completamente digitale comune per i suoi marchi per offrire qualcosa in più rispetto all'esperienza di acquisto tradizionale di un'autovettura. L'Italia sarà il primo Paese ad offrire attraverso l'acquisto online i modelli dei marchi Abarth, Alfa Romeo, Citroen, DS Automobiles, Fiat, Jeep, Lancia, Opel e Peugeot. Secondo una ricerca di Stellantis Italia, una persona su quattro si dichiara già oggi pronta all'acquisto di un'auto nuova online, con una crescita di 4 punti percentuali rispetto al periodo pre-Covid. La piattaforma di Stellantis vuole offrire un'esperienza diversa, seppur coerente con il processo di acquisto tradizionale, una strategia che entra in una nuova fase con il lancio di una piattaforma di commercio elettronico per configurare e acquistare un veicolo su misura dai siti web del marchio in Italia. Il gruppo sottolinea che gli ordini effettuati online sono senza vincoli, con recesso gratuito e restituzione immediata della caparra, e possibilità come del resto per tutti gli acquisti online del reso entro 14 giorni dalla consegna. Inoltre i clienti potranno approfittare di prezzi specifici e di promozioni dedicate. #### Microsoft abbandona le password > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:24 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Privacy, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Ultimamente sempre più app, siti e servizi online offrono la possibilità di proteggere il proprio account con la doppia autenticazione. In questo modo oltre alle password viene richiesto anche un codice temporaneo che arriva via mail, sms o su app dedicate come Google Authenticator o Microsoft Authenticator. E proprio Microsoft a qualche giorno fa ha lanciato una nuova funzionalità che appunto vede come protagonista l'app Authenticator. Per accedere al proprio account Microsoft infatti non sarà più necessario inserire una password, ma basterà l'app. Una volta inserita la propria email, sul telefono apparirà infatti una notifica tramite cui potremmo confermare o annullare la procedura di login, dopo essersi autenticati ad esempio tramite impronta digitale o riconoscimento facciale. In questo modo potremmo dimenticarci della password che spesso può essere facilmente recuperabile, dal momento che in molte utilizzano parole chiave poco sicure, basate ad esempio su nomi o su date di nascita, mettendo a rischio la propria sicurezza. Tuttavia la forma più sicura rimane ancora alla doppia autenticazione, che quindi richiede sia la password sia la conferma tramite app e che ovviamente è ancora possibile utilizzare per il proprio account. #### Artigianato 4.0: quando la tradizione incontra il digitale > - Timestamp: 04:54 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Topic **Davide**: Il marchio Made in Italy è conosciuto in tutto il mondo come sinonimo di qualità ed eccellenza produttiva. Queste due caratteristiche, mantenute intatte nel corso degli anni grazie a lunghe tradizioni e conoscenze tramandate, consentono al nostro Paese di primeggiare rispetto agli altri competitors internazionali in ambiti del settore terziario come la moda o la gastronomia, per citarne alcuni. L'Italia, d'altro canto, è sempre stato un Paese in cui si è dato grande valore all'artigianato e al lavoro manuale già partire da un'epoca come il medioevo, in cui cominciarono a nascere le prime associazioni e le prime botteghe, e nelle quali venivano realizzati prodotti interamente fatti a mano e da poche persone. L'artigianato, perciò, tornando ai giorni nostri, si contrappone perfettamente a quella che oggi definiremmo produzione industriale, ossia quella pratica scaturita dal progresso tecnologico e dalla globalizzazione in cui tutto viene prodotto in serie senza apparente cura e precisione. Ma siamo sicuri che sia veramente così? Da quando si parla di quarta rivoluzione industriale, tecnologie come l'intelligenza artificiale, la blockchain, la robotica o la stampa 3D stanno facendo capolino in settori che fino a qualche decennio fa erano considerati arretrati e poco efficienti sia in termine di produzione che di ottimizzazione, tra i quali figura l'ambito agricolo e quello manifatturiero. Dunque, per quanto detto, questa antitesi tra globalizzazione tecnologica e mondo artigianale pare ormai essere una semplificazione superata della complessa rete economico-commerciale che è il mercato di oggi. L'artigianato da qualche anno ormai pare avere adottato il suffisso 4.0, a simboleggiare il coinvolgimento del settore nella quarta rivoluzione industriale, in cui le tecniche di lavoro manuale vengono combinate a quelle digitali sia per quanto concerne la fase produttiva che quella legata ai processi di marketing, sempre più estesi su scala globale. Ma quali sono le tecnologie che al giorno d'oggi vengono adottate maggiormente nel settore terziario? Tra i più interessanti in termini di praticità e personalizzazione creativa vi è la stampa 3D. Questa tecnica, nota come produzione additiva, consente infatti di produrre oggetti reali aggiungendo in successione strati su strati di materiale fino a raggiungere il risultato finale cercato. Si tratta in effetti di una pratica esattamente opposta al sistema tradizionale di produzione degli oggetti, poiché la stampa 3D, invece di lavorare o sottrarre materiale per dare forma al manufatto, come uno scultore che elimina l'argilla, consente di creare nuovi oggetti tridimensionali a partire da zero. Le differenze principali tra le diverse tecnologie di stampa 3D consistono nelle modalità con cui sono stampati gli strati. I metodi maggiormente impiegati utilizzano infatti materiali che si fondono, si sintetizzano o si ammorbidiscono con il calore per produrre gli strati, come ad esempio la modellazione ed opposizione fusa o selective laser sintering. Altri modi consentono invece di indurire particolari polimeri attraverso la luce inattinica, ossia quella che si utilizza nelle camere oscure per la stampa delle fotografie. Per poter stampare in 3D un oggetto si parte da un modello realizzato con un software di modellazione 3D come Blender, AutoCAD e OpenSCAD, o tramite una scansione con scanner 3D. Una volta esportato il modello nel formato ".stl" lo si scarica in un software apposito che viene comunemente detto "slicer", in cui vengono impostati tutti i parametri di stampa ed infine si esporta il file in formato ".gcode" in modo tale che possa essere inviato o caricato direttamente sulla stampante 3D. Chiarite le modalità di funzionamento di questi strumenti, passiamo ora ai campi di applicazione in cui vengono maggiormente impiegate ai giorni nostri nelle piccole realtà come quelle artigianali, relative alle piccole e medie imprese. Il primo settore, e probabilmente anche per importanza, in cui la stampa 3D potrebbe portare a notevoli progressi è sicuramente quello medico. In effetti, i miglioramenti nel campo del 3D printing in ambito sanitario hanno contribuito a portare un maggior comfort e una maggiore personalizzazione delle cure sia ai pazienti che la utilizzano, sia ai medici che la applicano. L'esempio più concreto e realizzabile fra questi è sicuramente quello delle protesi. Ogni anno infatti diverse migliaia di persone in tutto il mondo perdono un arto, ciò nonostante solamente una piccola percentuale fra queste riesce a permettersi una protesi perfettamente compatibile per recuperare le funzionalità perdute. Le protesi semplici infatti sono disponibili solo in una gamma ridotta in termini di dimensioni, dunque i pazienti devono accontentarsi di quella che si adatta meglio alla loro persona, mentre i dispositivi bionici, costruiti su misura, progettati per ridurre il movimento e le prese, hanno generalmente costi elevati e fuori dalla portata di molti. Con l'avvento delle tecnologie 3D invece, gli artigiani ortopedici hanno ora la possibilità di produrre protesi economicamente alla portata di tutti e senza particolari vincoli legati ai costi e alla complessità della realizzazione. Per fare un esempio, al giorno d'oggi questa tecnologia viene sfruttata principalmente per la realizzazione di protesi all'anca. Tuttavia, quando un giorno i sistemi di stampa saranno tecnologicamente più avanzati, sarà possibile risolvere problemi legati alla colonna vertebrale e ad altre parti più delicate del nostro corpo. Abbiamo appena imparato che la tecnologia, come quella della stampa 3D, può sostituire completamente l'uomo nella fase realizzativa di un prodotto. Ma essere artigiano 4.0 nel 2021 non significa per forza rinunciare all'antichissima pratica manuale, men che meno se a ricoprire tale ruolo è un'entità esamine come una stampante o un robot che sfrutta l'intelligenza artificiale. Per questo motivo il professionista che concepisce l'oggetto e che vuole mantenere integro il marchio del fatto a mano può valersi della tecnologia per realizzare un prodotto in maniera più semplice e precisa, ma soprattutto senza alcuna perdita in fatto di qualità. Un caso esemplare è quello del Mastro Simone Segalin, un calzolaio Veneto affermato nel settore da parecchi anni che sta sfruttando la tecnologia per migliorare e perfezionare ulteriormente l'arte del calzolaio tramandata dai propri avi per quasi 90 anni. Da diverso tempo Segalin ha infatti iniziato ad usare uno scanner laser con cui ottenere in brevissimo tempo le misure esatte del piede del cliente senza alcun tipo di errore, in modo da ricavare un modello digitale da stampare in 3D da poter utilizzare come stampo per la produzione di una scarpa realizzata perfettamente su misura. Per di più, grazie alla digitalizzazione del processo produttivo, la bottega di Segalin offre la possibilità di creare tale scansione tramite laser anche in altri negozi che utilizzano la medesima tecnologia, affinché un cliente, potenzialmente dall'altra parte del mondo, possa inviare alla bottega di Venezia lo stesso modello, riducendo contemporaneamente costi e tempistiche dovuti allo spostamento. Ci stiamo dirigendo verso la conclusione di questa puntata, e nonostante le diverse premesse e gli esempi da analizzare come quello della bottega di Mastro Segalin sono veramente molti, ed è un vero peccato non poterli approfondire tutti. Nonostante ciò, ad emergere su tutto è forse il disegno complessivo tracciato da questa lenta trasformazione 4.0 sulla nostra società. Con l'esponenziale progresso tecnologico verificato sì nell'ultimo decennio, l'uomo sta iniziando a fare i conti con uno scenario collettivo, un tempo annoverato solamente nell'immaginario pop del cinema di fantascienza, ma che al giorno d'oggi potrebbe presto diventare una realtà molto concreta. Gli robot, l'intelligenza artificiale e l'automazione dei processi in senso generale porteranno sicuramente alla scomparsa di alcune mansioni lavorative. La questione attualmente è piuttosto complicata, tuttavia come già sviscerato nella puntata "IBM: Etica e Fiducia nell'Intelligenza Artificiale", è davvero improbabile che le tecnologie come l'intelligenza artificiale arrivino a sostituire completamente l'uomo nei lavori cosiddetti intellettuali, poiché il processo creativo per arrivare a un determinato risultato consente all'individuo di acquisire conoscenze empiriche senza le quali non avrebbe progresso in senso generale. Ed ecco il motivo per cui un prodotto artigianale frutto di fasi lavorative e complesse in cui si manifestano i connubi tra creatività e qualità, non verrà mai sostituito da un qualcosa realizzato interamente da una macchina, se non per scopi prettamente dimostrativi. Ma allo stesso tempo è anche vero che lo sviluppo digitale portato dalla quarta rivoluzione industriale sta iniziando a mutare il rapporto tra artigianato e nuove tecnologie, che questa volta non a livello di servizio ma come sbocco professionale. Ultimamente, infatti, ad iscriversi all'albo sono sempre più frequenti le piccole imprese che nascono con l'obiettivo di realizzare programmi informatici e siti web, ma che allo stesso tempo si definiscono come aziende artigiana. Per precisare quanto appena detto, in questo caso può essere utile un parallelismo con il passato e la tradizione. Oggi, infatti, lo sviluppo di un sito web o di un software in generale può essere paragonato al lavoro di un bravo mobiliere, che realizza un capiente ed ergonomico mobile per ufficio modellato su misura per le necessità di chi lo ha commissionato. Ed in questo senso l'artigiano si pone dunque in doppio rapporto con la tecnologia, perché se da una parte ne trae vantaggio, consentendo al professionista di creare con la stampa 3D ad esempio o perfezionare alcune tecniche lavorative, d'altra parte la rivoluzione digitale consente di ridefinire gli ambiti e le categorie lavorative rimaste ancorate a tradizioni e canoni ormai superati. #### Conclusione - Timestamp: 15:31 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e40 ## Scienze forensi: crimini e investigazioni digitali > Film e serie televisive ci hanno abituati a degli [investigatori](https://it.wikipedia.org/wiki/Investigatore) in grado di risolvere crimini in modo estremamente semplice. In una società in cui il digitale e le connessioni sono all’ordine del giorno e grazie all’avvento di tecnologie sempre più avanzate cercare ed analizzare gli indizi e le prove sembra sempre più facile e veloce. Ma è veramente così? Per capirlo in questa puntata abbiamo invitato [Massimo Blanco](https://www.dentrolatecnologia.it/massimo.blanco.html), Direttore Generale dell'[Istituto di Scienze Forensi](https://www.scienzeforensi.net/). Nella sezione delle notizie parliamo di [Astro](https://www.aboutamazon.com/news/devices/meet-astro-a-home-robot-unlike-any-other), il robot casalingo di Amazon e di come YouTube sta gestendo la [disinformazione vaccinale](https://blog.youtube/news-and-events/managing-harmful-vaccine-content-youtube/). - Stagione: 3 - Episodio: 40 - Data di pubblicazione: 2021-10-02 06:45:00 - Durata: 21:51 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e40](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e40) - Episodi correlati: s3e30, s3e33 - Tag: scienze forensi,massimo blanco,professore,direttore,crimine,polizia postale,investigazione,digitale,prove,indizi,crimini internazionali,hacker,telecamere,videosorveglianza,indagine,caso,processo,polizia scientifica,google,youtube,normative,vaccini,covid-19,amazon,astro,robot,intelligenza artificiale,assistente virtuale,assistente vocale,alexa ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Massimo**: La tecnologia non solamente dal punto di vista dell'investigazione digitale ci semplifica la vita, ci semplifica la vita anche in altri frangenti, ad esempio nel nostro istituto utilizziamo strumentazione per l'investigazione degli incendi, degli incidenti stradali, software di ricostruzione di eventi, disastri e così via, quindi ovviamente queste sono tutte armi che ci aiutano ad arrivare prima alla verità o comunque definirla in una maniera verosimile. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire che ruolo ha il digitale e la tecnologia informatica nel settore dell'investigazione, della risoluzione dei crimini e più in generale nelle scienze forensi. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Amazon ha presentato il robot Astro > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:26 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Assistenti virtuali, Domotica - Tipologia: Notizia **Davide**: Amazon ha recentemente presentato Astro, il primo robot assistente casalingo. Si presenta di fatto come un piccolo robottino su ruote, dotato di un display telecamere, di cui una periscopica per il controllo di oggetti più alti e di un piccolo scomparto portaoggetti. Ovviamente dotato di intelligenza artificiale ed è in grado sia di mappare la casa per spostarsi tra le varie stanze ed evitare gli ostacoli, sia in grado di riconoscere i volti delle persone con cui entra in contatto. Tramite il display, che viene utilizzato come volto grazie a due occhi stilizzati, inoltre Astro può comunicare le informazioni richieste, dimostrare messaggi, effettuare videochiamate e tutte le altre funzioni di un classico assistente virtuale. Il costo varia tra 1000 e 1500 dollari e chi l'ha provato attualmente non è rimasto soddisfatto del risultato, anche se Amazon ha dichiarato di avere apportato ulteriori miglioramenti. La preoccupazione maggiore però riguarda ovviamente la privacy. Amazon infatti avrebbe così accesso a dati molto sensibili riguardo non solo il proprietario di Astro, ma anche dei suoi ospiti, grazie appunto al riconoscimento facciale sempre attivo. La scelta sarà dunque tra l'avere a propria disposizione un comodo assistente robotico o limitare la privacy di sé e di chi sta attorno. #### YouTube contro la disinformazione vaccinale > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 02:51 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Medicina, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso mercoledì, la piattaforma streaming di video YouTube ha comunicato tramite il suo blog ufficiale che a partire dai prossimi giorni verranno applicate nuove più stringenti regole per limitare il più possibile la disinformazione legata ai vaccini. L'azienda di Google in realtà è impegnata già da parecchio tempo in una campagna contro le fake news da Covid-19, tuttavia con il nuovo annuncio YouTube ha deciso di mettere al bando tutti quei contenuti giudicati inattendibili e in grado di creare disinformazione sui vaccini certificati come sicuri dall'OMS. La società ha inoltre assicurato che il dibattito pubblico rimarrà comunque consentito all'interno della piattaforma e si potrà discutere sia degli insuccessi della medicina in ambito vaccinale sia dei rari casi di effetti collaterali dichiarati ufficialmente dall'OMS, purché non si arrivi a violare le norme della community incoraggiando campagne di disinformazione. #### Scienze forensi: crimini e investigazioni digitali > - Timestamp: 03:58 - Autori: Massimo Blanco, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Sicurezza - Tipologia: Intervista **Davide**: Film e serie televisive ci hanno abituato a degli investigatori in grado di risolvere i crimini in modo estremamente semplice. D'altronde in una società in cui il digitale e le connessioni sono all'ordine del giorno, e grazie all'avvento di tecnologie sempre più avanzate, cercare e analizzare gli indizi e le prove sembra sempre più facile e veloce. Ma è veramente così? Per parlare del ruolo della tecnologia nella risoluzione dei crimini siamo in compagnia di Massimo Blanco, direttore generale dell'Istituto di Scienze Forensi. Benvenuto Massimo. **Massimo**: Grazie dell'invito. Buongiorno a tutti. **Davide**: Com'è cambiato il modo di investigare con l'avvento della tecnologia informatica? **Massimo**: Intanto direi questo, il campo delle investigazioni con la tecnologia, soprattutto negli ultimi anni con la tecnologia informatica e digitale e tutto ciò che è legato ad essa si è notevolmente ampliato. Si è ampliato a tal punto che oggi ci sono figure specializzate che operano esclusivamente in questo ambito, un ambito investigativo chiamato Digital Forensics. La Digital Forensics è una scienza forense ed è qui in un tipo di investigazione scientifica. Uso il termine Digital Forensics in questo contesto in maniera abbastanza generale, quindi non me ne vogliono gli esperti, perché il campo è molto più vasto e articolato e ci sono delle specialità come la Computer Forensics, la Mobile Forensics e altre che denotano il panorama della Digital Forensics. Quindi l'investigatore di tipo tradizionale, quando si presenta la necessità di acquisire dati e informazioni da un computer, da uno smartphone, ma anche semplicemente da un registratore o da una macchina fotografica, una videocamera, si avvale da chi sa repertare questi dati e poi analizzarli, quindi sostanzialmente cosa fa l'investigatore digitale, preleva quindi reperta il dispositivo nel luogo in cui si trova, lo isola e quindi ovviamente adotta tutte quelle precauzioni per evitare che vi siano interferenze e poi lo porta in laboratorio per l'analisi, questa è la catena di custodi iniziale del dispositivo e poi si passa a un'analisi del dato contenuto in questo dispositivo e ovviamente la catena di custodia per preservare il dato affinché appunto rimanga genuino e quindi non si comprometta e non venga compromesso ai fini dell'indagine e poi dell'eventuale giudizio. Quindi sostanzialmente c'è da distinguere tra l'investigatore tradizionale, quindi chi tratta informazioni, chi analizza informazioni e chi appunto tratta e analizza informazioni di tipo digitale, ovviamente anche l'investigatore tradizionale deve avere una base di digital forensics perché deve dialogare con l'investigatore specializzato in questo campo. **Davide**: Quali sono i nuovi supporti, le prove, gli indizi che potremmo definire digitali che sono a disposizione sia degli investigatori digitali ma anche degli investigatori tradizionali e questi nuovi aspetti, questi nuovi elementi semplificano totalmente il lavoro dell'investigatore o, da un certo punto di vista, lo rendono anche più difficile? **Massimo**: Diciamo che la tecnologia sicuramente aiuta le investigazioni in generale, quindi tutti quelli che sono i nuovi sistemi che possono essere messi in atto per fare un'investigazione di tipo forense, la chiamiamo noi appunto perché riguarda un'attività che poi va in tribunale normalmente, queste tecnologie servono assolutamente sì, il problema che c'è anche dall'altra parte il criminale che continuamente si adegua, si aggiorna per blindare questi sistemi o trovare appunto dei metodi per sfuggire alla sua cattura, quindi ovviamente c'è una guerra in corso tra chi investiga e chi dall'altra parte compete dei crimini e quindi deve difendersi dall'eventuale cattura. Per quanto riguarda il discorso che ci semplificano la vita, sì, assolutamente sì, la tecnologia non solamente dal punto di vista digitale e dell'investigazione digitale ci semplifica la vita, ci semplifica la vita anche in altri frangenti, ad esempio nel nostro istituto utilizziamo strumentazione per l'investigazione degli incendi, degli incidenti stradali, software di ricostruzione di eventi, disastri e così via, quindi ovviamente queste sono tutte armi che ci aiutano ad arrivare prima alla verità o comunque definirla in una maniera più velo simile, ecco. Per quanto riguarda il discorso del… dell'investigazione digitale nello specifico, io ai miei studenti o anche a chi mi contatta, molti giovani che mi contattano per avere consigli su come arrivare a svolgere il nostro lavoro, mi sento sempre di consigliare loro di studiare anche la parte informatica, anche la parte digitale, anche a coloro che studiano criminologia, quindi un ambito molto più psicologico e sociologico perché questo è il biglietto da visita per poter entrare nel mondo del lavoro, perché ormai non esiste più nessun tipo di investigazione privata o di polizia che non abbia a che fare con semplicemente uno smartphone, quindi uno smartphone, un computer, un dispositivo mobile nella maggior parte dei casi sono sempre coinvolti quando si deve indagare su un caso. **Davide**: Sì, perché l'aspetto digitale è presente in qualsiasi ambito e di conseguenza anche nei casi che dovete affrontare. Hai parlato di supporti digitali che possono costituire indizi o prove, ci puoi fare degli esempi degli altri esempi concreti. **Massimo**: A livello di supporto, come dicevo prima, ci sono tantissimi supporti, tutto quello che noi utilizziamo per comunicare, per archiviare qualsiasi dato, ormai è un qualcosa che nel caso in cui si verifichi un qualsiasi evento, non necessariamente di natura delittuosa, ma immaginiamoci anche un incidente stradale dove si può capire se la persona in quel momento era al telefono, stava messaggiando, stava scambiando con Whatsapp e così via, tutti questi dispositivi rientrano nell'ambito di quelle che sono appunto le nostre indagini di carattere digitale. Quindi sostanzialmente il... I supporti sono di tutto e di più, dispositivi immobili, fissi, anche le tv, le smart tv possono essere investigate oggi giorno attraverso le investigazioni digitali, quindi qualsiasi cosa che ha a che fare con l'elettronica, anche le autovetture, le centrali delle autovetture possono essere oggetto di analisi a livello digitale perché sono dispositivi elettronici che comunicano e quindi hanno dei dati a loro interno che possono essere utili a fine dell'indagine. Una cosa che non tutti sanno è che qualsiasi dispositivo, anche un telefono, un computer anche formattato può essere oggetto di indagine perché si riescono ancora ad estrarre dei dati preziosi ai fini delle investigazioni. **Davide**: Siccome negli ultimi anni ai crimini tradizionali si sono affiancati quelli che potremmo definire crimini cyber, quindi con un forte aspetto informatico, tecnologico e che quindi di fatto garantisce la possibilità a chi li commette di essere dall'altra parte del mondo nel momento in cui sta commettendo il crimine, questo costituisce un elemento di ulteriore complessità per gli investigatori perché immagino che un conto è per voi operare magari su territorio nazionale, quindi con un ordinamento che è quello italiano, che ha delle determinate regole, però allo stesso tempo è molto più complesso lavorare in un ordinamento, scontrarsi con un ordinamento, con un sistema legislativo molto differente dal nostro. **Massimo**: Diciamo che queste fuori la fuori anzi la dentro la rete c'è una guerra in corso che qui in Italia combatte in particolar modo la polizia di stato con il suo servizio di polizia postale delle comunicazioni quindi sono attività delle proprie di polizia giudiziaria che vengono delegate appunto alla polizia postale e delle comunicazioni nella maggior parte dei casi a istituti privati come il nostro delega appunto della del pm però come appunto dicevi tu c'è un problema riguardante la legislazione Ma non parliamo solamente di stati in cui non ci sono rapporti tra la nostra nazione e quello stato, quindi stati strani, parliamo anche di stati come gli Stati Uniti d'America, la Russia, la Cina e così via, dove comunque pur essendoci dei rapporti stretti a livello politico non si riescono ad acquisire quelle informazioni che necessitano per investigare su crimini che sono passati da nodi presenti in questi stati e che poi sono arrivati a noi e che hanno dato origine a un'attività criminale e a un danno per il nostro cittadino, quindi il problema è serio. L'altro problema serio che mi sento di sottolineare è che mancano gli esperti di cyber security e di digital forensics, tieni conto che negli ultimi rapporti mancano più di due milioni di esperti in tutto il mondo e soprattutto l'Europa e anche l'Italia sono a corto di queste professionalità, perché c'è una tendenza negli ultimi anni sempre più preponderante e del giovane di avvicinarsi ai corsi di laurea in scienze sociali e in scienze umane e a boicottare, consentimi il termine, corsi di laurea tipo ingegneria e soprattutto ingegneria informatica che in realtà sono il futuro non solo per quanto riguarda gli altri settori commerciali, finanziari, economico, industriale e così via, ma anche per il futuro della nostra sicurezza, visto che ormai tutto passa attraverso le tecnologie digitali e quindi non abbiamo chi ci difende da questi tipi di attacchi, sia nel privato che nel pubblico. **Davide**: Siccome abbiamo capito dalle tue parole che la tecnologia può essere utilizzata in questi ambiti appunto per tutelare la sicurezza dei cittadini, tuttavia è anche vero che soprattutto negli ultimi anni si sta sensibilizzando molto sul tema della privacy delle persone e quindi la domanda è come si può conciliare da una parte l'esigenza di giustizia che di fatto consiste a volte anche nell'invadere la privacy altrui e dall'altra parte quello della riservatezza e della privacy individuale. **Massimo**: Sì, questo è un tema molto attuale, su cui ci si scontra dal punto di vista giuridico, quindi si scontrano le ragioni di tipo giuridico, morale, etico del cittadino con quelle che sono le esigenze di sicurezza e prima ancora di prevenzione e poi di protezione appunto del cittadino stesso. Da un punto di vista giuridico penso che la domanda possa essere soddisfatta in termini di risposta da un giurista, per quanto riguarda me e quindi per l'operatore delle investigazioni della sicurezza, personalmente reputo che nel nostro secolo, nel nostro mondo contemporaneo ormai iper digitalizzato quindi dove le tecnologie ci aiutano a scoprire i crimini ma non solo questi, in questo mondo e oltretutto dove c'è un gran bisogno di sicurezza soprattutto in ordine alla criminalità comune, che è quella che più preoccupa il cittadino, gli occhi elettronici nelle vie delle città costituiscano un eccellente deterrente contro la criminalità comune. E poi un validissimo supporto all'attività investigativa, non dimentichiamoci che molti casi di cronaca, ma anche molti incidenti da quelli stradali, gli incendi, ai crolli e così via, si sono risolti da un punto di vista investigativo grazie appunto agli occhi elettronici, grazie appunto alle telecamere, mentre altri non si è potuto risolverli perché o le telecamere non erano funzionanti oppure perché non c'erano. Se poi parliamo di altri sistemi investigativi che riguardano le intercettazioni telefoniche ambientali, i trojan, i trojan di Stato e così via, dipende sempre dall'uso che se ne fa, dall'uso che ne fanno gli organi competenti, se ne fanno un uso ortodosso oppure se abusano di essi. **Davide**: In conclusione, si può dire che oggi più di un tempo è facile magari combattere un tipo di criminalità più comune, quella che appena citato, magari meno pratica dal punto di vista tecnologico, ma allo stesso tempo più difficile di un tempo combattere la criminalità più strutturata che quindi sfrutta consapevolmente e in modo estremamente professionale le nuove tecnologie. **Massimo**: Faccio una precisazione perché comunque per criminalità comuni intendo anche il singolo hacker che praticamente si collega attraverso tunnel, non sto a specificare, entrare troppo nello specifico, criminale che si collega ad esempio dalla Svezia e il suo segnale passa attraverso vari stati e quindi non si riesce ad individuare l'esatta ubicazione di dove si trova e quindi diciamo che questi sistemi sono conosciuti anche da hacker di medio e basso livello, quindi anche questa è criminalità comune che si realizza nella rete. Poi ovviamente ci sono anche le grandi organizzazioni criminali che addirittura nel dark web riescono a spacciare stupefacenti, a vendere armi, a trattare esseri umani, insomma c'è un giro veramente impressionante e appunto la guerra che vi dicevo prima che si combatte ogni giorno nel deep web e nel dark web è una guerra senza quartiere dove appunto le forze in campo non bastano mai. Per quanto riguarda il discorso del criminale sprovveduto, diciamo che da una parte è vero, si riesce sempre più attraverso determinati sistemi a scoprire, ad avere delle informazioni che non si potrebbero avere in altro modo. Purtroppo il rovescio della medaglia è che i media non giocano a nostro favore, nel senso che anche il criminale più sprovveduto oggi sa che quando viene indagato potrebbe avere il telefono sotto controllo, essere spiato in caserma prima dell'interrogatorio, così come potrebbe essere seguito, ripreso e così via, quindi diciamo che da un certo punto di vista troppa informazione su quello che è il nostro mestiere diventa controproducente ai fini delle indagini e alla scoperta della verità. **Davide**: Va bene Massimo, grazie per averci mostrato l'aspetto digitale nel settore delle scienze forensi. A presto. **Massimo**: Grazie per l'invito e a presto. #### Conclusione - Timestamp: 20:59 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e41 ## Come minare Bitcoin e perché non ha senso farlo > Nell’ultimo periodo le [criptovalute](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3?t=299) hanno acquisito una sempre maggiore popolarità, tanto che ormai è diventato comune sentir parlare di Bitcoin, Ethereum, Dogecoin e delle altre monete virtuali. Minare criptovalute per profitto però, nella maggior parte dei casi, necessita di una grandissima potenza di calcolo e di conseguenza di [energia](https://www.ilpost.it/2021/07/04/migrazione-miner-bitcoin-cina-texas/) e quindi questa pratica può risultare inutile e controproducente, se non addirittura dannosa per il nostro Pianeta. In questa puntata quindi cercheremo di capire cosa significhi praticamente “minare criptovalute” e se esistono delle modalità meno energivore per farlo. Nella sezione delle notizie invece parliamo della [prima attrice](https://it.wikipedia.org/wiki/Julija_Peresil%27d) e del [primo regista](https://it.wikipedia.org/wiki/Klim_Šipenko) in orbita, dell’[ottica](https://www.canon.it/press-centre/press-releases/2021/10/canon-revolutionises-180-vr-with-its-innovative-3d-vr-system/) per la [Realtà Virtuale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e15?t=277) di Canon e infine di cosa è veramente successo ai server di Facebook, Instagram e Whatsapp. - Stagione: 3 - Episodio: 41 - Data di pubblicazione: 2021-10-09 06:45:00 - Durata: 16:43 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e41](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e41) - Episodi correlati: s2e16, s3e3 - Tag: canon,vr,eos vr,180 gradi,Adobe Premiere Pro,arte,scienze forensi record,russia,film,ISS,TomCruise,bitcoin,criptovalute,blockchain,economia,ethereum,dogecoin,blocchi,mining,ambiente,facebook,whatsapp,instagram,dns,down,sicurezza,social ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proseguiamo con il tema delle criptovalute, cercando di capire cosa sia il mining di monete e perché questo processo ha un forte impatto negativo sul nostro pianeta. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Lo scorso martedì, un'attrice, un regista e un astronauta russo sono partiti a bordo del veicolo spaziale Soyuz per raggiungere la stazione Spaziale internazionale, nella quale verrà girato un film per la prima volta nella storia dell'umanità. #### Il primo film girato nello spazio sarà russo > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 00:59 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Cinema, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: La missione, che avrà una durata di ben 12 giorni, ha segnato un nuovo primato spaziale per la Russia, la quale dopo il lancio del primo satellite, dei primi esseri umani e della prima stazione spaziale, ha soffiato nuovamente un record agli Stati Uniti e in particolare all'attore hollywoodiano Tom Cruise, che sarebbe dovuto partire proprio questo mese grazie a SpaceX e NASA alla volta dell'ISS per girare una pellicola di cui non si conoscono ancora i dettagli. Peraltro la trama del film che sta per essere girato in questi giorni nello spazio è stata appena rivelata dall'agenzia spaziale russa Roscosmos e racconterà di una dottoressa che verrà inviata nello spazio per effettuare un'operazione al cuore di un cosmonauta all'interno della stazione Spaziale internazionale prima che quest'ultimo possa rientrare sulla Terra in totale sicurezza. #### Canon e l’ottica per la Realtà Virtuale > Fonte: MacCityNet.it - Timestamp: 02:10 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Canon ha presentato un obiettivo con due lenti da 5,2 mm in grado di produrre video e foto a 180 gradi, sfruttando una sola fotocamera e un solo sensore. Canon ha affermato che questo sistema è stato sviluppato in risposta alla richiesta di poter realizzare contenuti tridimensionali in VR, una tecnologia che si sta rapidamente diffondendo in molti settori come formazione, viaggi, sport, eventi live per partire e opere d'arte e anche nel settore delle scienze forensi di cui abbiamo parlato la scorsa settimana. Fino ad oggi, realizzare contenuti per la realtà virtuale di questo tipo era estremamente complicato e richiedeva due telecamere separate che lavorassero in sincrono. Inoltre, l'acquisizione su un unico sensore fa sì che le due immagini abbiano le stesse caratteristiche qualitative, evitando quelle impercettibili variazioni di qualità ed esposizione che spesso affliggono i sistemi a due sensori. Il nuovo obiettivo sarà disponibile a partire da fine dicembre 2021 e ha un prezzo che Canon non ha ancora reso noto. #### Perché Facebook lunedì è caduto > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:21 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet, Social - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso lunedì verrà sicuramente ricordato per la lunga assenza di quasi sette ore di Facebook, Instagram e WhatsApp. Non è certo la prima volta che assistiamo a un episodio simile, ma mai in modo così prolungato e Facebook nei giorni scorsi ha spiegato ufficialmente cos'è accaduto. Tutto è nato durante dei lavori quotidiani di manutenzione. Durante i test di lunedì, infatti, è stata disattivata momentaneamente la connessione, che però a causa di un bug non è stato possibile ripristinare immediatamente. L'intero sistema ha riconosciuto la disconnessione come un attacco malevolo, di fatto isolandosi per autoproteggersi. Ripristino che era necessario infine eseguire in modo graduale, per evitare di danneggiare i sistemi elettrici dei data center. In ogni caso Facebook si ritiene soddisfatta di come si è comportato il sistema durante questa occasione, dimostrando la validità dei suoi sistemi di sicurezza e promettendo di continuare a rafforzare i test e le esercitazioni, per far sì che questi episodi accadano sempre più raramente in futuro. #### Come minare Bitcoin e perché non ha senso farlo > - Timestamp: 04:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Blockchain, Energia - Tipologia: Topic **Davide**: Nell'ultimo periodo le criptovalute hanno acquisito una sempre maggiore popolarità, tanto che è ormai diventato comune parlare o sentire parlare nel bene e nel male di bitcoin, di Ethereum, di Dogecoin e delle altre monete virtuali. Su cosa sono le criptovalute? Tra l'altro ne avevamo già parlato nella puntata Le criptovalute non sono il futuro, in cui avevamo anche analizzato i diversi problemi che queste monete devono risolvere per poter essere utilizzate nella quotidianità dei prossimi anni. Ed allora la situazione non è certo migliorata. Anzi, alcuni stati come El Salvador hanno deciso di legalizzare i bitcoin, rendendo così possibile pagare tasse e tributi o effettuare acquisti proprio grazie alle criptovalute. D'altra parte però, stati come la Cina ne hanno espressamente vietato l'utilizzo e il mining, e questo ovviamente ha fatto precipitare di colpo il valore dei bitcoin, che sia chiaro, resta comunque molto alto. Proprio la Cina, infatti, è uno dei paesi in cui l'attività di mining è più elevata, grazie soprattutto al costo molto basso della corrente elettrica. Minare criptovalute, infatti, nella maggior parte dei casi, necessita di una grande quantità di potenza di calcolo, e di conseguenza di energia. E molto spesso questa pratica può risultare pure controproducente, ma vediamo perché. Per prima cosa bisogna dire perché, seppure con tutti i loro problemi, le criptovalute sono state così rivoluzionarie nell'ultimo periodo. A differenza delle altre monete, quelle virtuali non hanno bisogno di un'entità centrale, come può essere ad esempio una banca che confermi e garantisca la validità della transazione. Alla base del funzionamento di bitcoin e delle altre criptovalute, viene infatti la blockchain, diventata popolare grazie proprio alle criptovalute. Ma come funzionano esattamente? In pratica, una blockchain, come dice il nome stesso, non è altro che una catena a blocchi, dove ogni blocco rappresenta, nel caso delle criptovalute, una o più transazioni. Le informazioni contenute nella blockchain, per come questa è stata pensata, sono inoltre visibili pubblicamente, sicure e immutabili. Nel caso fosse necessario correggere un errore passato, quindi sarebbe necessario inserire alla fine della catena un nuovo blocco con le informazioni corrette, come una sorta di rettifica. La blockchain poi garantisce che tutti i dati presenti in essa non possano essere manomessi o modificati in alcun modo, e lo fa grazie alla crittografia. Ogni blocco infatti è firmato digitalmente. In sostanza, è rappresentato da una serie univoca di numeri e lettere, determinate proprio dal contenuto del blocco. Cambiando le informazioni all'interno del blocco, cambia anche il codice che lo rappresenta, e ogni blocco poi, proprio come in una catena, è collegato al precedente grazie a questo codice. Ma facciamo un esempio. Immaginiamo la preparazione di una passata di pomodoro. Dal seme iniziale viene prodotta la pianta, successivamente da questa si raccolgono i pomodori maturi, e infine da questi si ottiene la passata. Se pensiamo ad ognuno di questi procedimenti, come il blocco di una catena, è quindi facile pensare come ogni risultato dipenda da quelli precedenti, e modificando un passaggio intermedio, l'intera catena cesserebbe di essere valida e non otterremo più il prodotto finale. In una blockchain, quindi, modificare un valore nella catena, significherebbe dover modificare tutti i blocchi successivi, e questo, al momento, sarebbe impossibile anche per i più potenti supercomputer. O meglio, potrebbe essere al momento possibile grazie ai computer quantistici, di cui avevamo già parlato, ma la tecnologia non è ancora pronta, e al momento, per i prossimi decenni, si potrà stare tranquilli. E l'intera catena, poi, essendo pubblica, è costantemente validata da tutti gli altri partecipanti, o come vengono chiamati, i nodi. Il problema principale, se così lo vogliamo chiamare, però sta nella creazione di un nuovo blocco. E questa, infatti, l'operazione più dispendiosa in termini di potenza di calcolo e di conseguenza di energia. Ed è quella che rende i bitcoin e le criptovalute insostenibili a livello ambientale. Ma quindi, come si costruisce un blocco, o, in altri termini, come si fa a minare criptovalute? Nel caso dei bitcoin, costruire un blocco richiede tra i 10 e i 20 minuti. Nella realtà, il tempo necessario sarebbe notevolmente inferiore, anche di pochi millisecondi. Questo però permetterebbe di modificare la blockchain, la catena di blocchi, molto più facilmente, ad esempio aggiungendo e validando finti blocchi che andrebbero infine a sostituire la catena originaria. E necessario quindi un sistema in grado di rallentare la procedura di creazione di un blocco, ma renderla comunque abbastanza veloce da non dover rallentare l'intero sistema. E il modo più comune che viene utilizzato è quello della risoluzione di un problema crittografico. Facciamo prima un esempio, e vediamo poi più nel dettaglio di cosa si tratta. Come si è detto poco fa, creare un blocco da inserire alla fine della blockchain, e quindi validare una o più transazioni, è di per sé un procedimento molto semplice veloce. Per completare la creazione viene quindi affidato a tutti i minatori un quesito, che possiamo immaginare come una sorta di indovinello. Il primo che risolve l'indovinello comunica a tutti di aver validato un nuovo blocco, in modo che anche gli altri minatori possano verificare che il risultato è quello corretto, e ottiene un certo quantitativo di criptovalute come premio. Se l'indovinello è troppo facile e i blocchi vengono generati in meno di 10 minuti, i problemi successivi saranno più complessi, mentre se, al contrario, i blocchi vengono generati in più di 15 o 20 minuti, la complessità della domanda viene diminuita. Va di preciso quindi che cos'è questo problema da risolvere? Cerchiamo di spiegarlo nel modo più semplice possibile. Innanzitutto è necessario definire che cos'è una funzione di hash. Letteralmente, hash significa sminuzzare, tritare, e questo rende molto bene l'idea di come funziona questa procedura. Immaginiamo di avere un testo o un numero qualsiasi. Una funzione di hash genera da questo testo, tritandole e sminuzzandolo, tramite appunto diversi procedimenti, una serie di numeri e di lettere di lunghezza fissa, ad esempio 32 caratteri, univoca e, possiamo dire, casuale per quello specifico testo. Cambiando anche una sola lettera, il risultato finale dell'hash dunque diventerebbe completamente diverso. È quindi facile capire come sia pressoché impossibile, in tempi brevi, dal hash risalire al testo che l'ha generato. Grazie a questa proprietà, quindi quello che la rete di bitcoin o di altre criptovalute fa è assegnare un numero, mentre i minatori, che vorranno aggiudicarsi il premio e validare quindi il blocco, dovranno trovare quel numero che, sommato ad un altro numero iniziale, dia come risultato, dopo essere passato per la funzione di hash, un numero minore di quello assegnato dalla blockchain. E dal momento che, come detto, l'hash per ogni piccola modifica può cambiare enormemente, il computer deve andare per tentativi, o come viene chiamata, per forza bruta, provando ogni possibile numero. E ovviamente lo deve fare prima di tutti gli altri se vuole ottenere il premio. Arrivati a questo punto, dunque, dovrebbe essere facile comprendere il perché più minatori o "miner" acquistino computer, processori e schede grafiche sempre più potenti, in grado di risolvere sempre più velocemente i problemi assegnati dalla blockchain. Questo poi si traduce anche in un aumento della complessità dei problemi da assegnare e così via. E sono in molti che ad oggi, proprio per minare bitcoin, arrivano a dedicare intere stanze con centinaia di processori e schede grafiche, al solo scopo di estrarre criptovalute dalla validazione delle transazioni. Premi che, tra l'altro, per come è stato realizzato il bitcoin, negli anni sono sempre inferiori, rendendo quindi controproducente qualsiasi tentativo di diventare un miner di criptovalute. I costi, infatti, tra processori, schede video, energia e raffreddamento, supererebbero di gran lunga i guadagni derivanti dal mining di bitcoin, ethereum e di altre criptovalute. Ed è qui quindi che si concentrano la maggior parte dei problemi che la maggior parte delle criptovalute ha ad oggi, ovvero l'enorme inquinamento che ogni transazione indirettamente produce. Come abbiamo appena detto, infatti, validare le transazioni ha un costo energetico non indifferente, ed è quindi per questo che molti minatori sfruttano l'energia a basso costo di paesi come la Cina. Energia, ovviamente, non rinnovabile. E se ad esempio aziende come Google o Apple hanno il pieno controllo dei propri server e quindi hanno la possibilità di utilizzare energia rinnovabile in un sistema decentralizzato come quello delle criptovalute, tutto questo non è possibile, in quanto ogni partecipante è indipendente. Arrivati a questo punto, quindi, le criptovalute, per come sono ora, avranno vita breve e probabilmente molti stati, seguendo la decisione della Cina, magari per motivi differenti, ne vieteranno l'utilizzo. Ma le alternative e le soluzioni a questo problema in realtà esistono già e aspettano solo di essere implementate. Uno di questi è un sistema diverso per creare i blocchi, chiamato Proof of Capacity. Questo sistema, ad esempio, si basa non sulla potenza di calcolo, bensì sullo spazio disponibile. Quindi possono essere riciclati vecchi dischi di memoria per minare criptovalute che sfruttano questa tecnologia, come Signum. Un altro sistema, invece, è chiamato Proof of Stake. Grazie a questo sistema viene deciso a priori chi sarà a creare il blocco, tramite esse lezioni casuali o basate su certi criteri come l'anzianità, il voto o il pagamento di una sorta di cauzione. In questo modo non è per forza necessario avere potenze di calcolo enormi per arrivare primi e dunque il consumo energetico dell'intero sistema è fortemente ridotto. Su questo sistema, ad esempio, sarà basata la rivoluzione di Ethereum, chiamata Ethereum 2 o Serenity, che è attualmente la seconda criptovaluta più importante e capitalizzata al mondo dopo Bitcoin. Decisione che, quindi, è un chiaro segno della direzione che il mondo delle criptovalute vuole e sta intraprendendo e grazie al quale forse un futuro potranno finalmente avercelo. #### Conclusione - Timestamp: 15:51 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e42 ## Commissione europea: la strategia digitale per i prossimi 10 anni > Quando si parla di [digitalizzazione](https://it.wikipedia.org/wiki/Digitalizzazione) e innovazione la strategia vincente sembra essere quella di unire il più possibile le forze per creare prodotti e servizi nel modo più semplice e sicuro possibile. Lo stiamo vedendo in parte per quanto riguarda la nostra [Pubblica Amministrazione](https://www.agid.gov.it) e di recente lo abbiamo visto con il [certificato COVID digitale](https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/coronavirus-response/safe-covid-19-vaccines-europeans/eu-digital-covid-certificate_it) dell’Unione Europea. Per capire quali sono le strategie comuni per tutti gli Stati sul digitale, che adotterà l’Unione nei prossimi 10 anni, abbiamo intervistato [Fabrizia Benini](https://www.dentrolatecnologia.it/fabrizia.benini.html), capo dell’Unità “Digital Economy, Recovery Plan and Skills” e vicedirettore per la trasformazione digitale presso la [DG CONNECT](https://ec.europa.eu/info/departments/communications-networks-content-and-technology_it) della [Commissione europea](https://ec.europa.eu/info/index_it). Nella sezione delle notizie parleremo invece di cosa sta facendo Google per combattere il negazionismo sul [cambiamento climatico](https://it.wikipedia.org/wiki/Cambiamento_climatico) e di Apple che dovrà tagliare la produzione di dispositivi a causa della [crisi dei microprocessori](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e11?t=57). - Stagione: 3 - Episodio: 42 - Data di pubblicazione: 2021-10-16 06:45:00 - Durata: 18:03 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e42](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e42) - Episodi correlati: s3e6, s3e24 - Tag: Fabrizia Benini,Commissione Europea,European Commission,EU,UE,digitalizzazione,fibra,regolamento,digital decade,2030,decennio digitale,cybersecurity,finanza,ambiente,apple,crisi,microprocessori,chip,silicio,Google,ambiente,cambiamentoclimatico,pubblicità,monetizzazione ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Fabrizia**: La pandemia ha fatto emergere tutta una serie di sfide particolarmente complesse che richiedono una visione comune e in questo spirito la commissione ha proposto un decennio digitale. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con la Commissione Europea di quali sono le prospettive e i programmi sulle tematiche del digitale per i prossimi 10 anni, cercando di capire perché è fondamentale un coordinamento e una strategia comune tra gli Stati dell'Unione. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Google contro i negazionisti del cambiamento climatico > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:17 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Scorso giovedì Google ha annunciato che a partire dal prossimo mese tutti coloro che diffonderanno contenuti contro i cambiamenti climatici non potranno guadagnare dalle inserzioni pubblicitarie e da tutti gli altri servizi di ricavo offerti dall'azienda ai produttori di contenuti. Il colosso di Mountain View ha infatti specificato in una nota di aggiornamento delle politiche di monetizzazione che non saranno più tollerati i contenuti che categorizzano i cambiamenti climatici come truffe e bufale, le affermazioni che negano l'aumento della temperatura media del pianeta, oppure tutte quelle dichiarazioni che respingono l'idea che l'attività umana e le relative emissioni di gas serra contribuiscono al cambiamento climatico. Google ha infine ribadito che tale decisione è stata presa dopo che diversi inserzionisti hanno espresso preoccupazione per il fatto che i propri annunci sulla piattaforma fossero pubblicati insieme a contenuti con teorie negazioniste sui cambiamenti climatici. #### La crisi dei chip colpisce anche Apple > Fonte: IlSole24Ore.com - Timestamp: 02:19 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Materiali, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Anche Apple, una delle aziende più influenti nel settore dei microprocessori, si alla fine scontrata con la crisi mondiale dei chip. L'azienda di Cupertino ha infatti annunciato che dovrà tagliare la produzione di iPhone 13 e 13 Pro riducendola di almeno 10 milioni di unità rispetto ai 90 previsti entro la fine del 2021, rimandando la consegna degli ordini da ottobre a novembre. La crisi dei microprocessori in particolare è nata nel corso del 2020 a causa di una temporanea chiusura delle industrie di chip dovuta alla pandemia e contemporaneamente la domanda di processori è esplosa. Il motivo principale è la sempre maggiore complessità nella tecnologia utilizzata nel settore automobilistico, che ormai richiede un'enorme quantità di componenti elettrici in particolar modo per le auto a guida autonoma. A ciò si è aggiunta la crescente richiesta di computer, notebook, console e altri dispositivi che sono diventati necessari durante i mesi di lockdown ma anche la diffusione della rete 5G. Unendo tutti questi fattori alla presenza di poche fabbriche di microchip attiva al mondo, tutto il settore è quindi entrato in una crisi mondiale senza precedenti, causando ritardi nelle consegne, aumenti nei costi, rallentamenti o blocchi nelle produzioni, con una reazione a catena che durerà probabilmente ancora per tutto il 2022. #### Commissione europea: la strategia digitale per i prossimi 10 anni > - Timestamp: 04:04 - Autori: Commissione europea, Fabrizia Benini, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Innovazione, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Quando si parla di digitalizzazione e innovazione, la strategia vincente sembra essere quella di unire il più possibile le forze per creare prodotti e servizi nel modo più semplice e sicuro possibile. Lo stiamo vedendo in parte per quanto riguarda la nostra pubblica amministrazione e di recente lo abbiamo visto con il certificato COVID-digitale dell'Unione Europea. E per spiegarci il ruolo determinante che ha proprio l'Unione, nell'elaborare delle strategie sulle nuove tecnologie comuni per tutti gli Stati, è con noi Fabrizia Benini, Capo dell'Unità "Digital Economy, Recovery Plan and Skills" e vicedirettore per la trasformazione digitale presso la DG CONNECT della Commissione europea. Benvenuta Fabrizia. **Fabrizia**: Grazie per l'invito e buongiorno a tutti. **Davide**: All'interno della Commissione Europea, chi si occupa di elaborare poi attuare le politiche sulla tecnologia informatica e di innovazione digitale e quali sono i vantaggi di definire una strategia comune a livello dell'intera unione? **Fabrizia**: Dunque all'interno della Commissione è la Direzione Generale delle Reti di Comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie il servizio responsabile. Però non lavoriamo da soli, lavoriamo con tutti i servizi della Commissione perché il digitale è parte importante in ogni politica sia nazionale che europeo. Come sapete il ruolo del digitale è cresciuto e abbiamo visto i risultati durante la pandemia. Lei ha citato per esempio un certificato digitale europeo COVID che è stato sviluppato in tempi record e questo certificato ha permesso di far ripartire gli spostamenti e l'economia negli nostri Stati membri. Ha dato fiducia ai cittadini che hanno potuto viaggiare in sicurezza e ha facilitato i controlli. Questo è una vittoria, è un successo di tutti quanti, 400 milioni di certificati, è un risultato di uno sforzo congiunto in prima parte e in grande parte degli Stati membri. **Davide**: Ok e quali sono, ampliando poi questa prospettiva, i principali ambiti sui quali vi state concentrando attualmente in tema di digitalizzazione? **Fabrizia**: Dunque come dicevo prima la pandemia ha fatto emergere tutta una serie di sfide particolarmente complesse che richiedono una visione comune perché questa trasformazione avvenga nel rispetto dei diritti che l'Europa che sono i nostri a cui teniamo moltissimo e in questo spirito la commissione ha proposto a marzo un decennio digitale ovvero una visione della digitalizzazione al 2030 con target specifici che oggi è sottoposta all'autorizzazione del consiglio e del parlamento che dovranno approvarla e poi attuarla. Quindi la strategia, la visione comune esiste, la strategia è stata proposta, adesso si tratta di tradurla infatti. **Davide**: Certo e cambiando leggermente argomento, negli ultimi anni ci siamo resi conto che esistono delle aziende private anche se in realtà mi riferisco principalmente a social network ma non solo che hanno acquisito un ruolo determinante sulle persone e sulla società ma allo stesso tempo data la velocissima escalation di queste realtà non esistono delle norme di diritto in grado di imputare ad un social network una determinata responsabilità per esempio il primo tema che mi viene in mente adesso che conosciamo molto bene tutti è quello delle fake news e quindi come si sta muovendo la commissione europea per regolare questi aspetti e per lo meno per provare a porre rimedio a queste situazioni? **Fabrizia**: La commissione riconosce il ruolo sempre più importante che è svolto dalle piattaforme online e ciò vale in particolare per le piattaforme online di dimensioni molto grandi che hanno dimostrato di avere un ruolo sistemico sia per le imprese, per i privati, per i cittadini, per le nostre democrazie. Nel dicembre del 2020 la commissione ha proposto all'approvazione del Parlamento e degli Stati membri un regolamento orizzontale, il Digital Services Act, l'italiano ha la legge sui servizi digitali e questa proposta di regolamento ha diversi obiettivi. Prima di tutto proteggere meglio i consumatori e i loro diritti fondamentali online, istituire un quadro chiaro e efficace in materia di trasparenza e responsabilità e promuovere l'innovazione, la crescita e la competitività all'interno del nostro mercato unico con un'attenzione particolare alle piccole aziende, ovvero le PMI e le startup. Adesso questo quadro stabilisce che la responsabilità delle piattaforme online nel considerare i contenuti illeciti e in rischi per la società e proteggere e non ledere i diritti fondamentali, per esempio, introduce degli obblighi precisi per garantire un'efficace segnalazione di contenuti illegale da parte delle autorità nazionali, degli utenti e dei segnalatori, che sono poi gli utenti, diciamo, più attenti. Al tempo stesso la proposta di regolamento mette l'accento sulla protezione dei diritti fondamentali, rafforzando la capacità degli utenti di contestare decisioni prese dalle piattaforme, per esempio degli object indipendenti sugli algoritmi, la possibilità per autorità e ricercatori abilitati di avere accesso a determinati dati, in sostanza maggiore trasparenza, misure per garantire che i rischi e l'impatto sulle società possano essere valutati in modo indipendente. Nel complesso stiamo agendo su più fronti, non è soltanto questa proposta legislativa, ci sono altre iniziative che affiancano, per esempio, il codice di buone pratiche dell'Unione Europea sulla disinformazione, che attualmente in fase di revisione da parte dei firmatari e sulla base degli orientamenti della commissione. **Davide**: Certo, è un tema che vedremo svilupparsi tantissimo in futuro. Invece un altro tema importante è quello della cybersicurezza, la sicurezza informatica e quindi quanto è cruciale adottare una strategia comune anche nell'ambito degli attacchi informatici in un periodo storico in cui questi attacchi stanno aumentando sempre più, addirittura da essere ormai una notizia che sentiamo molto di frequente, se non una volta anche quotidianamente. **Fabrizia**: E importantissimo. Gli attacchi, come dici tu giustamente, aumentano e siamo sempre più vulnerabili. Tra il 2019 e 2020 abbiamo registrato un aumento del 72% negli incidenti in settori critici, quali sanità, finanza, trasporti ed energia. Abbiamo tutti sentito parlare degli attacchi al sistema sanitario irlandese. Al portale della regione Lazio ha chiesto un altro attacco e ricordo anche quello molto famoso dell'attacco ai grandi oleodotti statunitensi. I criminali informatici hanno approfittato della pandemia per lanciare attacchi al di là dei settori critici. Gli attacchi di phishing sono aumentati enormemente del 667%, queste sono cifre assolutamente allucinanti e si riferiscono soltanto al primo mese del lockdown dell'anno scorso. La natura degli attacchi è in continua evoluzione, è un trend che arriva a colpire e ha il potenziale di colpire la nostra democrazia. La commissione quindi si impegna al fianco degli stati membri a garantire che tutti i cittadini possono essere protetti sia online che offline di minacce e incidenti informatici che hanno un potere molto forte di incidere sulla nostra vita quotidiana. Dal momento che le risorse sono scarse dobbiamo per forza unire le forze, un stato singolo non sarà sufficiente per far fronte. Nel nuovo discorso sullo stato dell'unione, in questo settembre scorso, la presidente Ursula von der Leyen ha stabilito un obiettivo e ha detto che l'Europa deve assumere un ruolo di leadership nell'ambito della sicurezza informatica. Bisogna adesso tradurre questa ambizione, per questo motivo abbiamo bisogno di una politica europea di cyber difesa che comprenda della legislazione delle normi comuni in un quadro di un nuovo atto europeo sulla resilienza informatica. Questo quadro andrà a completare la strategia europea della cyber security che è stata presentata il scorso dicembre. Per farla breve si tratta di unire le forze e lavorare tutti insieme per una sfida che è colossale. **Davide**: Molto interessante questo aspetto che hai sottolineato ovvero si tratta di temi così importanti e impegnativi e soprattutto dispendiosi anche da un punto di vista economico che un singolo stato non potrebbe affrontarli in modo autonomo o lo farebbe non certo con la stessa efficienza. E quindi alla fine come in conclusione ti chiedo a proposito di trasformazione digitale come vi immaginate l'unione europea tra 10 anni come cambierà l'Europa dal punto di vista digitale? **Fabrizia**: Dunque se forse ricordi all'inizio della nostra chiacchierata ti ho parlato della proposta per la digital decade ovvero per il prossimo decennio, una proposta che vede svilupparsi una idea dell'Europa al 2030 intorno a quattro punti cardinali. Prima una popolazione in possesso di competenze digitali e professionali altamente qualificanti, delle infrastrutture che siano al servizio di cittadini, imprese e stato sicure, efficienti e sostenibili e dietro una di queste parole c'è un mondo di azioni da raggiungere, una trasformazione del digitale dell'impresa e della digitalizzazione dei pubblici servizi. Ora per darti degli esempi questa proposta è concretizzata in una serie di obiettivi che i Stati e il Parlamento devono accettare, autorizzare e poi attuare. Per darti degli esempi vogliamo che l'80% della popolazione abbia competenze digitali almeno di base al 2030 e vogliamo che il nostro pool di esperti digitali cresca fino a raggiungere 20 milioni di lavoratori che hanno queste competenze. Vogliamo garantire che le imprese traggano un vantaggio alla trasformazione digitale e che il 75% di loro utilizzi tecnologie digitali quali cloud, big data, intelligenza artificiale. Vogliamo puntare ad assumere un ruolo di leadership nell'area delle tecnologie avanzate come il quantum computing, raddoppiare la quota dell'Unione, la riproduzione mondiale di semiconduttori, tutti abbiamo letto ultimamente quanto questo sia un freno a delle industrie dall'automobile e tante altre, fino a raggiungere la quota del 20% della produzione globale e vogliamo evidentemente avere una connettività gigabit per ogni ufficio, per ogni famiglia in Europa e una copertura 5G di tutte le zone più popolate della nostra Unione. Allora come raggiungere questi obiettivi ti spiegavo prima, stiamo discutendo con gli Stati membri e speriamo nel prossimo anno di poter avere un accordo per poi cominciare il vero lavoro di attuazione. **Davide**: Sì e questo conferma proprio quello che dicevamo prima una serie di obiettivi che possono essere realizzati solo attraverso una grande e complessa cooperazione. Va bene Fabrizia, grazie per averci illustrato la direzione che probabilmente intraprenderemo nei prossimi anni. Buon lavoro e a presto. **Fabrizia**: Grazie a voi e buon lavoro a tutti. #### Conclusione - Timestamp: 17:11 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e43 ## I consumi della tecnologia a partire dallo smartphone > Quotidianamente usiamo moltissimi dispositivi tecnologici, ma ci siamo mai chiesti quale sia il loro impatto in termini energetici? Dal [lavoro](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e50?t=226), all’[educazione](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e28?t=139), dal tenersi in contatto con amici e parenti lontani, alle [cure mediche](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e42?t=271) e molto altro. Tutte queste attività, frequentissime nelle nostre vite, hanno un grande impatto sul pianeta ed è forse arrivato il momento di iniziare a porci una semplice ma fondamentale domanda che sino ad ora è rimasta per lo più in secondo piano: quanto consuma la tecnologia? Nella sezione delle notizia parliamo dell’attacco hacker a [SIAE](https://www.siae.it/it), dei nuovi [System on a Chip](https://it.wikipedia.org/wiki/System-on-a-chip) M1 Pro e M1 Max e dei [MacBook Pro](https://www.apple.com/it/macbook-pro-14-and-16/) di Apple e infine dei nuovi [Google Pixel 6](https://store.google.com/us/category/phones?hl=en-US) e 6 Pro. - Stagione: 3 - Episodio: 43 - Data di pubblicazione: 2021-10-23 06:45:00 - Durata: 16:18 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e43](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e43) - Episodi correlati: s3e27, s3e41 - Tag: energia,consumi,crisideichip,costi,smartphone,innovazione,materiali,inquinamento,datacenter,app,energierinnovabili Google,Pixel6,intelligenzaartificiale,machinelearning,fotografiacomputazionale,siae,ransomware,cybersecurity,bitcoin,riscatto,musica,artisti,macbook,m1,m1pro,m1max,airpods,airpods pro,home pod mini,apple ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire quanto consuma la tecnologia in termini energetici e quale impatto ha l'utilizzo dello smartphone sul nostro pianeta. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### SIAE ha subito un importante furto di dati > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Privacy, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Questi giorni, SIAE, la società italiana che si occupa dei diritti d'autore, ha subito un attacco informatico, e in particolare di un furto di ben 60 GB di dati. Questi dati includono informazioni riservate, dati personali degli artisti, contratti con autori, ma anche i dati e le informazioni relative ai pagamenti. L'attacco, per precisare, è di tipo ransomware. Ciò significa che, per evitare che tali dati vengano resi pubblici, alla società è stato chiesto un riscatto in bitcoin, che corrisponde a circa 3 milioni di euro. SIAE, tuttavia, non ha intenzione di pagare, e al momento è in corso un'indagine per fare chiarezza sull'accaduto e per capire in che modo è avvenuto l'attacco. Attacchi che, tra l'altro, negli ultimi mesi e anni, sono sempre più frequenti, e la colpa molto spesso è una scarsa sensibilità generale sul tema della cybersicurezza. In ogni caso, SIAE dovrà trovare presto una soluzione al problema, ed evitare le ripercussioni e i danni che la pubblicazione di una tale quantità di informazioni strettamente personali causerà sia alla società sia agli artisti coinvolti. #### M1 Pro e M1 Max continuano la transizione > Fonte: Apple.com - Timestamp: 02:11 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Computer, Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana, Apple ha compiuto un altro importante passo verso l'indipendenza in tema di sviluppo di chip proprietari per i propri dispositivi. Infatti, come avevamo detto nella prima puntata del 2021, l'intento di Apple è quello di compiere una transizione a questa nuova architettura ARM entro il 2022. Dopo il rilascio del primo MacBook Air e MacBook Pro con questa architettura a novembre dello scorso anno, questa settimana la società di Cupertino si è concentrata su dispositivi professionali, due MacBook Pro da 14 e 16 pollici, con un design completamente nuovo e un passo indietro o forse in avanti in termini di connettività, recuperando lo slot SD e la porta HDMI. Il vantaggio di questa transizione biennale è ancora più evidente sui dispositivi appena presentati, che montano M1 Pro e M1 Max. Questi System-on-a-chip, infatti raggruppano insieme processore, RAM e scheda grafica, rendendo il dispositivo estremamente efficiente e molto più potente di qualsiasi altro sistema precedentemente sviluppato da aziende concorrenti. Tutto questo occupando pochissimo spazio, spazio che viene invece sfruttato da batterie molto più capienti, arrivando a garantire anche venti ore di autonomia sui computer per i task più semplici come la navigazione web. Infine sono state presentate le nuove AirPods di terza generazione, molto più simili alle attuali AirPods Pro ad eccezione della riduzione del rumore, ed è stato annunciato l'arrivo degli speaker smart di Apple gli HomePod Mini anche in Italia. #### L’intelligenza (artificiale) dei nuovi Pixel 6 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:53 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Google sta investendo molto nell'intelligenza artificiale e lo ha dimostrato lo scorso 19 ottobre, giorno in cui sono stati finalmente svelati i Pixel 6, ovvero i nuovi smartphone prodotti dalla casa di Mountain View, in cui l'integrazione con l'intelligenza artificiale e il machine learning raggiunge i massimi livelli in ogni esperienza di utilizzo. Grazie infatti al chip Tensor sviluppato su misura da Google, i nuovi Pixel 6 e Pixel 6 Pro riescono a integrare perfettamente le nuove fotocamere con l'informatica computazionale per ottenere risultati laddove i migliori smartphone non sono riusciti, ed infatti le innovazioni più interessanti sono state introdotte nella fotografia, con funzioni come il Magic Erase, che grazie all'intelligenza artificiale elimina oggetti o persone indesiderate sullo sfondo delle foto, oppure il Motion mode, capace di dare l'effetto movimento a scatti che sono in realtà fermi. Un altro campo in cui il machine learning viene sfruttato alla perfezione è il riconoscimento vocale, che su questi nuovi smartphone consente di riconoscere automaticamente il contesto o la punteggiatura di una frase e i contatti con cui vogliamo iniziare una chat. Per concludere, i nuovi Pixel 6 e Pixel 6 Pro saranno disponibili in Italia sul Google Store a partire dal 2022 ad un prezzo rispettivamente di 649 e 899 euro. #### I consumi della tecnologia a partire dallo smartphone > - Timestamp: 05:33 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Energia, Materiali, Smartphone - Tipologia: Topic **Davide**: Nonostante la pandemia da Covid-19 abbia impattato per lo più negativamente sul tessuto economico del nostro Paese e in quelli di tutto il mondo, il digitale è risultato uno dei pochi settori ad andare in controtendenza, registrando bilanci positivi in merito alla domanda e ai relativi consumi. Domanda che, da quando sono terminati i periodi di restrizione un po in tutto il mondo, si è tradotta in quella che oggi definiremmo come crisi dei microchip, in cui le componenti elettroniche che consentono il funzionamento di televisori, auto, smartphone, tablet e computer sono praticamente introvabili. L'effetto di tale carenza, tra l'altro, sta scatenando una spasmodica corsa agli acquisti in tutto il mondo, motivo per cui di recente anche la stessa Apple si è vista costretta a tagliare la produzione di ben 10 milioni di iPhone rispetto al numero che aveva programmato di raggiungere entro la fine dell'anno. D'altronde stiamo parlando di un business senza il quale sarebbe quasi impossibile sopravvivere al giorno d'oggi e l'importanza di questo settore è evidente in ogni campo, dal lavoro all'educazione, dal tenersi in contatto con amici e parenti molto lontani, alle cure mediche e molto altro. Tuttavia, con così tanti dispositivi attivi al giorno d'oggi, è forse arrivato il momento di iniziare a porci una semplice ma fondamentale domanda, che sino ad ora è rimasta perlopiù in secondo piano. Quanto consuma la tecnologia? Naturalmente si tratta di una domanda più provocatoria che altro, dal momento che misurare effettivamente quanto consuma l'intera tecnologia attiva sull'intero pianeta è praticamente impossibile. Inoltre, quando parliamo di consumo, a quali aspetti facciamo riferimento? All'utilizzo di risorse materiali per produrre un dispositivo elettronico? Oppure intendiamo il costo energetico per alimentare o ricaricare strumenti come i nostri smartphone o elettrodomestici? Nella puntata di oggi in realtà affronteremo entrambi questi aspetti, prenderemo come riferimento il dispositivo che ognuno di noi utilizza maggiormente lo smartphone e andremo ad analizzare nello specifico i diversi componenti presenti all'interno di esso, fino ad arrivare ai consumi energetici a seconda dell'utilizzo che ne facciamo. Cominciamo subito. Molto spesso, senza nemmeno rendercene conto, ci lamentiamo del prezzo troppo elevato degli smartphone presenti nel mercato e arriviamo a criticare le aziende che ogni anno tendono ad aumentare o comunque mantenere elevato il prezzo di listino dei propri prodotti. In realtà, non è così semplice risalire con esattezza al costo effettivo di produzione di uno smartphone rispetto ad un altro, poiché il prezzo di questi dispositivi, a seconda dell'azienda e del modello che si considera, può essere condizionato da diversi fattori come il costo delle innovazioni introdotte, delle spese per la produzione dei componenti elettrici oppure del margine di guadagno che una determinata azienda intende mantenere. Sta di fatto che la competitività del settore è sicuramente ai massimi livelli, dunque per entrare nel mercato con il set di fotocamere migliore o con il processore più veloce, il costo dei prodotti deve coprire per forza il costo di investimento fatto. Si calcola infatti che circa il 9% del prezzo finale di uno smartphone serve a recuperare le spese fatte per ottenere tali prestazioni, mentre tra il 35 e il 42% del prezzo è dovuto circa al costo oggettivo dei componenti e delle materie prime. Uno smartphone tra l'altro contiene un numero incredibile di materiali, alcuni dei quali particolarmente preziosi e altamente richiesti e quindi di difficile reperibilità, come ad esempio i famosi semiconduttori che al giorno d'oggi sono i principali responsabili della crisi dei microchip. Uno fra questi è il silicio, il quale viene assemblato insieme al nickel nei microprocessori, via poi il taglio adoperato per realizzare i conduttori e microcondensatori e la cui estrazione avviene in paesi in via di sviluppo come la Nigeria e il Congo, via poi il rame, l'argento, il nickel e persino l'oro in piccolissime quantità. Un volume enorme di materiali che vengono letteralmente strappati dalla terra con modalità di estrazione tra l'altro altamente inquinanti e dispendiose in termini di risorse naturali. Arrivati a questo punto, dopo la fase di assemblaggio e distribuzione su larga scala, possiamo finalmente rispondere alla domanda che ci siamo posti all'inizio. Quanta energia consuma il nostro telefono? In realtà siamo abituati a concepire lo smartphone come un prodotto che consuma poco e dà l'impronta ecologica minima, ma in realtà non è affatto così. Per l'intensivo uso che ne facciamo, infatti, i telefoni sono responsabili del 20% del nostro impatto ambientale sulla terra e circa 7,7 miliardi di dispositivi presenti nel mondo pesano per circa l'1% delle emissioni globali di gas-serra. A dire il vero, produzione e trasporto coprono il 77% dei valori elencati poco fa, mentre la restante parte è occupata dall'uso massivo che ne facciamo, nel quale il costo elettrico per la ricarica equivale solamente all'1%. A sorprendere sono invece i consumi elettrici indotti dalle attività digitali nel web, le quali non dipendono solo dal tempo ma anche dal tipo di utilizzo. Se ci pensiamo inoltre, l'unica circostanza in cui siamo realmente consci del traffico dati che impieghiamo è quando iniziamo a scaricare applicazioni più o meno pesanti in termini di spazio di archiviazione, ma in realtà anche le restanti attività che richiedono l'utilizzo di una connessione a internet hanno un peso più o meno importante a seconda della tipologia. Per inviare ad esempio una mail con un breve testo e un allegato di 1 MB, che richiede in media 3 minuti di utilizzo dello smartphone, vi è un consumo di solo 0,001 kWh di energia e circa 4 grammi di CO2. Mentre è necessario trascorrere 5 ore a scrivere e inviare mail per generare un consumo di elettricità analogo a quello prodotto dalla visione di un filmato di 10 minuti in streaming, pari a 0,1 kWh. Continuando a parlare di numeri secondo quanto riportato da Eni, le oltre 8 milioni di strutture composte da migliaia di computer e i datacenter consumano fino a 200 kWh all'anno, ossia approssimativamente l'1% di tutta l'energia consumata a livello globale. In verità, in questo campo si stanno compiendo passi da giganti in termini di inquinamento e di risparmio energetico. E questo grazie al consolidamento di soluzioni rinnovabili come il fotovoltaico o tramite nuove strategie come quella appena ideata da Microsoft, che consiste nell'eliminare gli impianti di climatizzazione immergendo letteralmente i datacenter nei fondali degli oceani. Ad ogni modo, anche i singoli utenti hanno la loro fetta di responsabilità. Secondo infatti le statistiche d'uso, anche prima dello streaming video e della navigazione, si collocano in termini di consumi i social network, i quali pesano sui nostri smartphone per circa il 31% della batteria. Più in generale, secondo un'analisi di pCloud, le app che incidono maggiormente nel "battery drain", cioè la diminuzione di batteria, sono Fitbit e Verizon, a causa dei numerosi processi che rimangono attivi in background, mentre nelle posizioni successive troviamo Uber, Skype, Facebook e Instagram. Insomma, possedere uno smartphone nel 2021 è tutt'altro che sostenibile, soprattutto se consideriamo il fatto che su quasi 8 miliardi di persone, almeno una su due ne possiede uno. E questo dato assume ancora più valore se consideriamo che la popolazione stimata include anche i bambini e fasce di utenti meno interessati agli smartphone come gli anziani. Arrivati a questo punto della puntata abbiamo finalmente chiarito quanto può essere energivoro un piccolo dispositivo come uno smartphone. E se stendiamo il discorso anche in altri ambiti legati alla tecnologia, la situazione inizia a diventare particolarmente preoccupante. Già diverse volte in realtà ci siamo focalizzati su quanto le nostre attività quotidiane arrivino a consumare in termini energetici. Ad esempio nella puntata Tecnologie per una casa più sostenibile è come minare bitcoin e perché non ha senso farlo, che vi consiglio di recuperare qualora vogliate approfondire ulteriormente l'argomento, ci siamo resi conto di quanto sia energeticamente dispendiosa la nostra stessa esistenza all'interno della casa e di quanto l'impronta ecologica del mining delle criptovalute non si è affatto nulla. Ed dunque proprio per queste ragioni l'Agenzia Internazionale per l'energia sta evidenziando ormai da tempo che l'attuale trend di crescita delle emissioni non è più coerente con l'obiettivo di sostenibilità globale, identificato essenzialmente nel contenimento dell'aumento della temperatura terrestre entro i 2°C nel lungo termine. Questo problema poi, sommato a questioni sempre più urgenti come gli scarsi approvvigionamenti di fonti fossili, soprattutto in questi ultimi tempi, ha spostato l'attenzione del dibattito internazionale sulla necessità imminente di rivedere l'attuale assetto del sistema energetico globale, che si dovrà focalizzare nel prossimo futuro sull'utilizzo di tecnologie e fonti energetiche a basse emissioni di CO2, sulla riduzione dei consumi rispetto al passato, ed in ultima, ma non per importanza, sulla ricerca per l'adozione di tecnologie in grado di catturare e ridurre il biossido di carbonio nella nostra atmosfera. #### Conclusione - Timestamp: 15:26 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e44 ## Di che cosa si occupa la Cybersecurity? > Ottobre è stato il [mese europeo](https://cybersecuritymonth.eu) dedicato alla sicurezza informatica. Si tratta di una campagna dell’Unione che si è tenuta per tutto questo mese, che ha avuto lo scopo di promuovere tra i cittadini la conoscenza delle minacce informatiche, dei metodi per contrastarle e per cambiare la loro percezione sulle [minacce cibernetiche](https://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/wp-content/uploads/2019/04/Cyberbook.pdf). In questa puntata insieme a [Luciano Quartarone](https://www.dentrolatecnologia.it/luciano.quartarone.html), Chief Information Security Officer, abbiamo proprio deciso di fare maggiore chiarezza su questo tema cercando di capire quali sono le minacce e come possiamo difenderci da queste, sia come privati cittadini, sia come aziende. Nella sezione delle notizie parliamo di alcuni nuovi monumenti Maya scoperti grazie al [LIDAR](https://it.wikipedia.org/wiki/Lidar) e di TIM che sperimenta la connettività a [10 Gbps in 11 città italiane](https://www.tim.it/fisso-e-mobile/fibra-e-adsl/magnifica-fibra). - Stagione: 3 - Episodio: 44 - Data di pubblicazione: 2021-10-30 06:45:00 - Durata: 25:34 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e44](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e44) - Episodi correlati: s2e50, s3e16 - Tag: telecomunicazioni,fibraottica,tim,offerta,magnifica,lidar,maya,messico,archeologia,arizona,olmechi,sudamerica,cybersecurity,sicurezza cibernetica,internet,sicurezza informatica,ransomware,phishing,spyware,pegasus,hacker,cracker,attacchi,siae,regione lazio,centrali nucleari,consigli,mese cybersecurity,cyberchallenge ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Luciano**: Il privato forse pensa che quel genere di attacchi a lui non riguardano. E invece non è così. Chiaramente sono attacchi magari di tipologie diverse, ma l'impatto in proporzione può essere il medesimo. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di fare maggiore chiarezza sul tema della sicurezza informatica, provando a capire quali sono le minacce e come possiamo difenderci sia come privati cittadini sia come aziende. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Un gruppo di ricercatori dell'Università dell'Arizona ha esaminato più nel dettaglio i dati l'AIDA resi pubblici dal governo messicano, relativi alle misurazioni di circa 84.500 metri quadri di territorio. #### Nuovi monumenti Maya scoperti grazie al LIDAR > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:14 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Arte & Cultura - Tipologia: Notizia **Davide**: Grazie a queste informazioni l'Università è riuscita a scoprire e riconoscere circa 500 nuovi monumenti, costruiti da Maya e Olmechi tra il 1100 e il 400 a.C., e probabilmente ad uso cerimoniale. Queste scoperte, come appena detto, sono state possibili innanzitutto grazie proprio alla tecnologia LIDAR, che permette di scansionare vasti territori in modo semplice e veloce, grazie anche all'utilizzo di droni. Tuttavia sono stati poi necessari dei confronti con altre mappe più dettagliate e rilevazioni sul posto. In ogni caso questo ci fa capire più che altro l'importanza sia di avere a disposizione dei dati pubblici e accessibili a chiunque, su cui si possono quindi basare nuove scoperte come questa, ma anche le potenzialità di tecnologie come i LIDAR e le nuvole di punti in generale, di cui avevamo parlato nella puntata Autodesk, Software e Cloud per costruire il futuro, che in futuro permetteranno tra le altre cose di mappare e conservare i più importanti monumenti e strutture archeologiche. #### TIM sperimenta la connettività a 10 Gbps > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:31 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Ad inizio di questa settimana, Team ha lanciato in 11 città italiane, fra cui Roma, Napoli e Milano, un nuovo abbonamento internet in fibra ottica in grado di portare la velocità in download a 10 gigabit per secondo e un upload a 2 gigabit per secondo grazie alla tecnologia XGS PON, ovvero uno standard particolare che aumenta notevolmente la velocità di trasmissione e dei dati rispetto a una normale FTTH. L'offerta, il cui costo sarà pari a 49,90 euro mensili, include incomodato d'uso gratuito anche un router, compatibile con la tecnologia di trasmissione a 10 gigabit per secondo, in grado di supportare il protocollo di rete Wi-Fi 6, che consente al dispositivo di gestire grandi quantità di dati in modo più efficiente rispetto al precedente Wi-Fi 5. Il nuovo piano, che Team ha chiamato magnifica, rimarrà in fase sperimentale fino al 27 febbraio 2022, ma è molto probabile che, oltre tale data, la compagnia di telecomunicazioni arrivi ad estendere l'offerta anche alle altre città italiane. Con la fine di ottobre si conclude il mese dedicato alla Cyber Security. #### Di che cosa si occupa la Cybersecurity? > - Timestamp: 03:55 - Autori: Luciano Quartarone, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Intervista **Davide**: Si tratta di una campagna dell'Unione Europea, che si è tenuta per tutto questo mese, con lo scopo di promuovere tra i cittadini la conoscenza delle minacce informatiche e dei metodi per contrastarle, e per cambiare la loro percezione proprio sulle minacce cibernetiche. Per fare la nostra parte nella divulgazione di questi temi abbiamo nuovamente invitato Luciano Quartarone, Chief Information Security Officer. Ben tornato Luciano. **Luciano**: Grazie Davide. **Davide**: Siccome abbiamo parlato spesso in tante puntate di Cyber Security, ma non l'abbiamo mai fatto con un focus specifico, ci puoi spiegare concretamente in modo chiaro che cos'è e di che cosa si occupa la Cyber Security? **Luciano**: Molto volentieri. Cyber Security è un termine spesso usato, forse anche un po fuori luogo, un po per moda anche, e si dimentica che in realtà a livello internazionale, in ambito ISO, esiste una definizione ben chiara data in un Technical Specification già del 2020, che dice che per Cyber Security dobbiamo intendere la tutela delle persone, delle aziende, delle organizzazioni e delle nazioni anche dai rischi informatici. Questa definizione porta con sé anche la necessità di comprendere che cos'è un rischio informatico e con il rischio possiamo intendere un effetto di incertezza rispetto a degli obiettivi della persona, dell'organizzazione e della nazione. Quindi possiamo intendere come Cyber Security o sicurezza cibernetica la necessità di proteggere persone, aziende, organizzazioni e nazioni da eventuali attacchi. Queste attacchi si possono manifestare a differenza del canonico ambito dell'Information Security nel cyberspazio, che è un aggregato di reti, di processi, di sistemi informativi, di apparati che lavorano tutti i dati digitali che sono in transito attraverso queste reti. **Davide**: Quindi l'ambito dove possono essere che riguarda la Cyber Security è quello dei network, delle reti? **Luciano**: A differenza del mondo dell'Information Security che è più ampio, perché comprende il mondo del materiale in ambito cyber e rimaniamo esclusivamente nell'ambito del digitale. **Davide**: L'anno scorso è venuto a parlarci del tuo ruolo all'interno di un'azienda, come dicevo prima ti occupi di proteggere le informazioni all'interno di un'azienda. Abbiamo detto che il mese della Cyber Security europeo è dedicato principalmente o anche in parte ai privati, alla persona comune. Quale è la differenza di approccio, qual è l'impatto diverso che ha la Cyber Security in un mondo come il tuo, quindi quello di un'azienda, un mondo professionale, e invece sul privato, sul comune cittadino? **Luciano**: Gli impatti sono in scala tra azienda e privato cittadino, sebbene le minacce in cui siamo soggetti, in cui è soggetto sia il cittadino che l'azienda, alla fine sono le medesime. L'azienda deve proteggere il proprio core business, le proprie informazioni aziendali dagli attacchi esterni. Il privato cittadino, la persona che comunque è soggetta a queste minacce, attraverso l'utilizzo del suo telefono, del computer, della posta elettronica, deve proteggere anche la propria vita, la propria reputazione, le proprie informazioni riservate che viaggiano attraverso la rete. **Davide**: Sì, perché forse spesso, e questo è un tema che si potrebbe sollevare, spesso si valorizza il ruolo magari del proteggere informazioni di un'azienda e invece i privati sembrano meno interessati a questa tematica, ma in realtà è importantissimo anche dal loro punto di vista proteggere… **Luciano**: Il privato forse pensa che quel genere di attacchi a lui non riguardano, possa non riguardare perché vede una cosa molto distante, se pensa anche ai fatti recenti, l'attacco alla CIA e alla regione Lazio o attacchi molto più importanti, centrali elettriche, centrali nucleari, quindi si pensa che una cosa del genere possa non accadere a se stessi nella propria vita spela privata. **Davide**: Invece non è così? **Luciano**: Invece non è così, chiaramente sono attacchi magari di tipologie diverse, ma l'impatto in proporzione può essere il medesimo. Capiamoci, proviamo a spiegare meglio questo passaggio, rispetto a un'azienda, un'organizzazione che eroga il suo core business attraverso un'applicazione web, io posso creare un danno a quest'azienda inondando il sito web di quest'azienda con una serie infinita di richieste di accesso all'applicazione, un attacco di questo tipo sul privato non avrebbe senso perché anche se molti di noi hanno un proprio sito web, ma non è che ci facciamo grandi cose, mentre un attacco perpretrato tramite campagne di phishing o smishing nelle varie declinazioni può portare l'attaccante ad acquisire comunque un guadagno dei denari perché ci conduce in errore nel condividere delle informazioni che in realtà dovrebbero rimanere riservate. **Davide**: Certo, poi oggi sfruttiamo sempre di più la tecnologia, salviamo tutte le nostre credenziali quindi è un obiettivo che non è così inverosimile quello di essere attaccati per ottenere queste informazioni? **Luciano**: Spesso crediamo a più o meno tutte le comunicazioni che le banche o gli istituti di credito ci mandano o sedicenti tale, per cui siamo anche portati a rimettere in rete queste credenziali tutte le volte che qualcuno ce le chiede, senza prestare attenzione al fatto che magari quella richiesta è del tutto illecita, perché l'attaccante ha ricostruito anche da un punto di vista di grafica e di layout un sito molto simile a quello del nostro istituto di credito, ma che in realtà non ha dietro nessuna funzionalità legittima e anzi serve proprio per estorcere del contenuto che poi viene riutilizzato fraudolentemente. **Davide**: Ecco, sì esatto, quindi adesso abbiamo fatto un quadro generale del tema della cyber security e dei concreti possibili rischi che corriamo sia come aziende sia come privati, però ci può spiegare quali sono le armi dalle quali dobbiamo difenderci, cioè quali sono gli strumenti che un soggetto, un attacco malevolo può utilizzare per colpirci. **Luciano**: Gli strumenti sono diversi, però proverei a ribaltare la prospettiva della domanda, spesso il privato, il libero cittadino nell'utilizzo del suo smartphone, del suo computer si sente un po come un "Rambo da tastiera" che naviga nella giungla di internet ed è libero di far qualsiasi cosa. Pur in questa libera navigazione, quel Rambo deve avere delle armi lui per difendersi dagli attacchi esterni. Gli attacchi come dicevamo in apertura possono essere di natura diversa, da bloccare il sito web o installare a tua insaputa e senza chiederti alcun consenso un'applicazione sul tuo telefono o sul tuo computer che mi permetterà poi di carpire dei segreti e delle informazioni per te rilevanti e quindi di tener traccia delle credenziali di accesso che utilizzi per accedere per esempio all'home banking o alla tua posta elettronica e da lì col tempo collezionare sempre più informazioni. Quindi le armi in realtà le dobbiamo vedere lato utilizzatore del sito più che attaccante perché l'attaccante ha il vantaggio di poter ricercare continuamente, di studiare molto nuove metodologie, nuove tattiche di attacco. Noi dobbiamo sfruttare una principale arma nostra, al di là degli accorgimenti tecnici o tecnologici che possiamo avere sul nostro dispositivo ovvero quello di incrementare la nostra consapevolezza dell'utilizzo e dello strumento che stiamo facendo. **Davide**: E come ci dovevi prima hai parlato dell'attacco recentissimo alla SIAE, alla regione Lazio, ma ce ne sono anche di molto più rilevanti, pensiamo anche a quello degli oleodotti americani che hanno messo in crisi per un periodo anche abbastanza lungo l'infrastruttura di oleodotti e sentiamo quando appunto sentiamo parlare di queste tematiche delle parole chiave, dei termini ricorrenti, uno fra tutti forse il più celebre attualmente è la parola ransomware, ma ce ne sono anche altri, pensiamo agli spyware o agli attacchi di phishing, cosa vogliono dire poi concretamente queste parole? **Luciano**: Allora partiamo dal primo, dalla ransomware, è una tipologia di malware che porta a cifrare o a bloccare l'utilizzo del dispositivo attaccato e a richiedere un riscatto in moneta elettronica per il rilascio del dispositivo stesso. Qui ci si pone poi sempre un problema che sta in bilico fra l'etica e la morale di vale la pena pagare il riscatto, direi che è arduo rispondere, proprio per quello dicevo poco fa vale la pena prestare attenzione a come utilizziamo i nostri strumenti informatici. Una grossa azienda, ma penso anche al caso nostro, il caso aziendale dove lavoro ha più senso pensare in modo preventivo alle minacce e agli attacchi piuttosto che in modo reattivo e quindi mi dovrei preoccupare di come faccio a proteggere in modo preventivo i dati che tratto in modo tale che se anche nella malaugurata e remota ipotesi quel dato venga sottratto il mio attaccante non possa utilizzarlo. Ci sono degli accorgimenti particolari da poter mettere a terra, da poter progettare e implementare e su questo bisogna investire tanto nel privato quanto nelle aziende e nella pubblica amministrazione. Gli spyware invece sono un'altra tipologia di malware che consistono nel spiare, nell'intercettare le informazioni che noi inseriamo in rete attraverso i nostri dispositivi e queste poi vengono riutilizzate un po come dicevamo prima per scopi chiaramente non legit. Tutti gli attacchi invece di phishing poi declinati, phishing è una mail fraudolenta pure quella dove il mettente si spaccia per un nostro noto contatto e ci chiede di eseguire qualche azione. Questa tipologia di attacco ha delle varianti che cambiano nome in smishing a seconda della informazione e anche in questo caso l'arma principale che abbiamo per difenderci è verificare bene e con attenzione che il mettente sia esattamente chi dichiara di essere. E anche abbastanza facile a volte accorgersi se stiamo per cadere in un tranello oppure no perché il più delle volte queste mail sono malscritte quindi con diversi errori grammaticali e quindi già questo. **Davide**: L'auto tra due volte magari vengono inviate a milioni di persone, migliaia di persone quindi è facile in quelle più generiche capire. **Luciano**: Esatto e allora nel mondo privato se vediamo, se riceviamo una mail dalla nostra banca che ci chiede di aprire il documento, inserire le password o aprire il link e inserire le password dobbiamo iniziare a diffidare perché in genere le banche non fanno questo genere di richiesta, così come se il mio collega o datore di lavoro mi mandano a mail e mi dice per favore chiamami al più presto perché devo comprare delle carte regalo Apple, anche lì dobbiamo accendere un attimino le antenne d'allarme insomma e prestare molta attenzione. **Davide**: Sì appunto in questo caso però si tratta di attacchi più generici poi il phishing credo mi direi tu può arrivare comunque a livelli molto più articolati e complessi a tal punto da non poter essere più riconosciuto come banalmente leggendo e notando un errore di traduzione. **Luciano**: Allora possono essere degli attacchi complessi, esistono anche delle suite software che simulano degli attacchi phishing e queste soluzioni vengono utilizzate in azienda proprio per sensibilizzare i dipendenti di quell'azienda, i collaboratori a prestare attenzione. Ma è vero possono essere degli attacchi generalizzati che sfruttano dei database di indirizzi mail e di password violate per rappresentare ulteriori attacchi. L'esistenza di queste database pone poi un'altra tensione e quindi un'altra arma che possiamo avere a nostra disposizione ovvero quella di non usare la stessa password per accedere a diversi portali, applicazioni o soluzioni software. Questo perché se viene violata una password allora corriamo meno rischi che la stessa possa essere utilizzata all'interno di altri portali. **Davide**: Sì e aggiungo in conclusione questo aspetto che molto stanno facendo anche le compagnie come Google e Apple per rendere consci gli utenti del fatto che magari le password che salviamo sul cloud sono state in qualche modo colpite da uno di questi attacchi e quindi per evitare che rimangano troppo tempo uguali e possano essere sfruttate in queste pubblicazioni di grandi raccolte di password e mail e altre varie informazioni private dell'utente. **Luciano**: Assolutamente vero, un tempo si pensava che basta avere la password e quindi un meccanismo di autenticazione alla mia applicazione e tutto quanto va bene. In realtà ora la password è uno degli elementi maggiormente a rischio e quindi di vulnerabilità di tutti i sistemi informatici, tanto che è delle estate dello scorso anno se non ricordo male uno studio del NIST, Ente Normazione Americana, dove si prospetta l'abbandono della password degli 8-10 caratteri che abitualmente utilizziamo a favore di una "passphrase", ovvero di una frase lunga, una sequenza alfanumerica molto più ampia rispetto ai soliti 8 caratteri che allora allunga di molte esponenzialmente, non riuscirò mai a dire, allunga molto il tempo richiesto all'attaccante per violare quella quantità di sicurezza, rendendo così quindi più facile la password da ricordare perché la leghiamo ad una frase che abbiamo in testa per la quale non abbiamo nessuna difficoltà di memoria e assolutamente difficile da indovinare. **Davide**: Ok, come dicevo all'inizio, tu ti occupi di questo ruolo di direttore della sicurezza delle informazioni in un'azienda che si occupa proprio di trattare delle informazioni per dei clienti, ci siamo visti poco meno di un anno fa e ti abbiamo chiesto appunto la tua esperienza riguardo e le criticità che stavi affrontando in quel periodo dal punto di vista del tuo lavoro e quindi ad oggi dopo un anno sono cambiate, sono le stesse, come è cambiato appunto il tuo lavoro in questo periodo? **Luciano**: Sono cambiate e direi che possiamo tralasciare le difficoltà operative che tutti abbiamo sperimentato per via della pandemia, nell'ultimo periodo ci stiamo concentrando in modo particolare nel rafforzare le misure di sicurezza che imponiamo ai nostri fornitori. Il problema principale che abbiamo è che quando un nostro fornitore di sistemi informativi deve accedere ai nostri sistemi informatici da remoto, ci scontriamo col problema di non avere un controllo preciso e puntuale su quella struttura che accede ai nostri ambienti e questo pone in alza il rischio di intromissione di codice malevolo, impone quindi dei maggiori controlli, controlli che possono essere implementati da un punto di vista formale a livello contrattuale con il fornitore, ma anche controlli tecnici operativi su tutto il traffico di rete che viene scambiato con questo soggetto. **Davide**: Ok, in conclusione appunto qual è il ruolo del tuo punto di vista che ha il nostro Paese in tema di cyber sicurezza? **Luciano**: Allora, l'Italia sta muovendosi, dico anche per fortuna, con un'agenzia dedicata e anche il piano di resilienza del PNRR ha stanziato diversi miliardi per la digitalizzazione del nostro Paese, nonostante i soldi non manchino potrebbe essere un problema capire come spendere opportunamente questi soldi, spendere oltre 6 miliardi nelle reti ultra veloci potrebbe non essere l'unica soluzione per rafforzare la sicurezza del sistema Paese, che parte certamente dalle grandi organizzazioni nazionali, dalle grandi aziende, ma deve arrivare anche fino al singolo cittadino. Un altro aspetto da tenere comunque in considerazione riguarda invece il mondo della normazione e quindi tutta l'attività di normazione in Italia in modo specifico, un'info porta avanti anche in quest'ambito, può essere un utile strumento per uniformare il mercato e gli approcci anche alla sicurezza, anche alla cyber security. **Davide**: Quindi un processo di standardizzazione potrebbe rendere il nostro sistema Paese, ma poi penso anche all'Europa più sicuro. **Luciano**: Certamente sì, certamente sì. **Davide**: Ok, va bene, grazie Luciano per questo tuo altro intervento e alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 24:42 - Tipologia: Conclusione **Luciano**: Grazie a te. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e45 ## Comprare un NAS, può essere una buona idea? > Ormai siamo dipendenti da [Internet](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243) o, per meglio dire, dai servizi che sono stati creati e diffusi proprio grazie ad esso. Tramite i servizi online abbiamo la possibilità di portare sempre con noi tantissime immagini, foto e documenti grazie al Cloud. Questo luogo, apparentemente così intangibile, è formato da oggetti materiali, i [server](https://it.wikipedia.org/wiki/Server), e che come tali possono smettere di funzionare improvvisamente. Cosa succederebbe quindi, se alcuni o molti di questi server [smettessero di funzionare](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e41?t=201), o si scollegassero dal resto dell’Internet? Oggi cercheremo di capire quali sono le soluzioni per accedere ai nostri dati anche senza bisogno di una connessione. Nella sezione delle notizie invece parleremo di Facebook, che ha deciso di non utilizzare più tecnologie di [riconoscimento facciale](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Riconoscimento_facciale), di una retina artificiale impiantata in Italia e infine della possibile apertura dei [Supercharger di Tesla](https://www.tesla.com/supercharger) per tutti i veicoli elettrici. - Stagione: 3 - Episodio: 45 - Data di pubblicazione: 2021-11-06 06:45:00 - Durata: 16:51 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e45](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e45) - Episodi correlati: s3e17 - Tag: nas,cloud,cloud computing,plex,plex media server,raspberry pi,pi hole,owncloud,server,web server,server casalingo,network attached storage,internet privacy,social,facebook,riconoscimentofacciale,tag,retina artificiale,retina,gemelli,innovazione,medicina,bioingegneria,paesi bassi,olanda,tesla,elon musk,supercharger,css ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire che cos'è un NAS e se può essere una valida alternativa a custodire i nostri dati in cloud. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Facebook elimina il riconoscimento facciale > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Privacy, Social - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo l'annuncio del cambio di nome in meta, Facebook ha recentemente comunicato che dalle prossime settimane smetterà di utilizzare il riconoscimento facciale all'interno del social network. Questa tecnologia, che consente di identificare i volti nelle foto o nei video suggerendo chi taggare, è stata introdotta nella piattaforma ancora nel 2010, tuttavia in seguito a diverse accuse legate alla gestione della disinformazione e ai furti di dati che ne hanno compromesso la reputazione, l'azienda di Mark Zuckerberg ha deciso di eliminare il riconoscimento facciale e l'enorme archivio costituito da oltre un miliardo di dati biometrici raccolti in quasi undici anni. Già in passato, il riconoscimento facciale di Facebook aveva suscitato alcune perplessità, poiché in diverse aree del mondo la tecnologia si è riattivata automaticamente, senza autorizzazione da parte dell'utente. Così, dopo essere stata costretta a pagare 150 milioni di dollari in risarcimenti, Facebook ha annunciato giovedì scorso lo spegnimento del riconoscimento biometrico, una mossa che si è rivelata vantaggiosa sia per l'utente che per la società, vista l'importanza piuttosto ridotta della tecnologia nel business complessivo di Facebook. #### La prima retina artificiale in Italia > Fonte: IlMessaggero.it - Timestamp: 02:15 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Il Policlinico Gemelli è stata impiantata per la prima volta in Italia una retina artificiale ad un sessantenne non vedente per causa di una malattia. L'impianto è frutto di oltre dieci anni di ricerca della startup israeliana Nano Retina, che è riuscita a realizzare un dispositivo piccolo come la mina di una matita in grado di essere installato in solo due ore. La retina artificiale, in pratica, va a sostituire i fotorecettori posti sotto la retina del paziente, inviando poi le informazioni al cervelletto tramite i nervi ottici. Questo gioiello di bioingegneria, però, è ancora ben lontano dalle aspettative comuni. Infatti il paziente non recupererà mai totalmente la vista, ma riuscirà perlomeno a percepire luci e ombre, in modo poco definito. Per un paziente non vedente, però, già questo può essere considerato un vero e proprio miracolo. L'impianto, infine, non è per tutti, in quanto è necessaria una meticolosa selezione sia fisica sia psicologica, per garantire che il paziente sia preparato al lungo percorso di riabilitazione e alla lenta configurazione del dispositivo attraverso un'app, per trovare i parametri migliori adatti al paziente e per permetterli di riottenere almeno in parte la vista. #### I Tesla Supercharger per tutti? > Fonte: DMove.it - Timestamp: 03:33 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Dal primo novembre è cominciata una fase di test limitata a 10 stazioni Tesla dei Paesi Bassi e qualche punto di ricarica che consente anche ai possessori di automobili elettriche e non Tesla di ricaricare il proprio veicolo. L'idea iniziale di Elon Musk, fondatore dell'azienda, è sempre stata la volontà di diffondere la mobilità elettrica in tutto il mondo, facendo sì che sia più facile e conveniente usare un'auto a zero emissioni piuttosto che un'auto alimentata da un motore termico al di là del fatto che si tratti di un veicolo Tesla o meno. Quella di oggi è una notizia molto interessante, perché se i test dovessero risultare positivi permetterebbero all'azienda di ampliare ancora di più la propria rete di punti di ricarica e inoltre moltissimi utenti potranno usufruire di una ricarica rapida sempre più capillare. Per quanto riguarda il costo sia di utilizzo, sia per l'occupazione non necessaria dello stallo, i proprietari di Tesla non vedranno alcuna modifica al costo applicato, mentre i nuovi utenti avranno tariffe maggiorate di 33 centesimi per kilowattora, quindi fra i 57 e i 62 centesimi totali, salvo la sottoscrizione di un abbonamento mensile al costo di 13 euro con cui sarebbero equiparati ai proprietari di Tesla. #### Comprare un NAS, può essere una buona idea? > - Timestamp: 05:01 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Ormai abbiamo detto più e più volte, internet è stata decisamente l'invenzione più rivoluzionaria degli ultimi decenni, che ha permesso di modificare radicalmente le abitudini e lo stile di vita di miliardi di persone in tutto il mondo, ha accelerato la ricerca scientifica, portato nel giro di pochi anni a numerose scoperte in diversi ambiti, reso possibile la comunicazione a migliaia di chilometri di distanza, è diventata una fonte inesauribile di informazioni e dati a disposizione sia delle persone ma anche delle macchine intese come computer e molto molto altro. Se dobbiamo parlare di internet però bisogna anche fare luce sui suoi lati oscuri, sull'altra faccia della medaglia, la disinformazione sempre più dilagante, una sempre minore privacy, la diffusione di virus informatici con conseguenti problemi di sicurezza, il rischio che i nostri dati diventino di dominio pubblico, e anche qui purtroppo molto altro. La verità però è che ormai siamo diventati dipendenti da internet, o per meglio dire dei servizi che sono stati creati e diffusi proprio grazie a internet. Servizi di ricerca, enciclopedie online, servizi di archiviazione per conservare foto o documenti, siti di notizie, ma anche la possibilità di collaborare sugli stessi documenti a distanza e in tempo reale. Servizi di videochiamate, la possibilità di fare il proprio lavoro, spesso direttamente da casa, e negli ultimi anni ce ne siamo resi conto molto bene. E non è finita. Sempre tramite i servizi online abbiamo la possibilità di svagarci e passare il tempo libero, ad esempio sui social network, restando in contatto con gli amici o vedere film, video o serie tv in streaming o in diretta. In sostanza, la nostra vita è nelle mani di poche grandi aziende che forniscono, tramite internet, i loro ormai indispensabili servizi. Quello che è stato appena descritto in pratica è ciò che viene definito cloud, nuvola. E se a noi sembra che tutto ciò che facciamo online resti sullo smartphone, o vada a finire in qualche posto che ignoriamo, la realtà è ben diversa. Il cloud, infatti, è in verità formato da milioni di computer, i server, sparsi in tutto il mondo che appunto si occupano di servirci e di rispondere a tutte le nostre richieste. Il cloud è dunque formato da oggetti materiali tangibili e che come tali si possono rompere, danneggiare o smettere di funzionare improvvisamente. E così come i chilometri e chilometri di cavi che collegano tra loro tutti questi computer. E cosa succederebbe quindi se per un errore, per un guasto o per qualsiasi altro motivo alcuni o molti di questi server smettessero di funzionare o si scollegassero dal resto dell'internet? Beh, la risposta la sappiamo benissimo. Siti web irraggiungibili, app non funzionanti, servizi inutilizzabili per ore e ore. Situazioni in cui ci imbattiamo abbastanza di frequente. Ancora di più se questi servizi sono offerti dalle grandi aziende di internet, che devono gestire miliardi di utenti contemporaneamente. Esattamente come è capitato a Facebook qualche settimana fa, che ha lasciato tutti i suoi utenti senza Instagram, Facebook o WhatsApp, causando non pochi problemi, soprattutto a chi questi servizi sono diventati indispensabili o comunque molto utili per lavorare. Viene dunque da chiedersi a senso fare ancora affidamento sui servizi cloud? Proviamo quindi a vedere quali alternative potrebbero esserci ai servizi offerti da Google, Facebook, Microsoft, Amazon, Netflix e dagli altri giganti web, e vedere se effettivamente vivere fuori dal cloud possa ancora avere senso. Per avere un proprio cloud personale o privato è sicuramente fondamentale avere un computer. Questo computer dovrà essere costantemente acceso, o per lo meno acceso nel momento in cui dovesse servirci, poi sicuramente connesso alla rete internet e ovviamente dovrà aver installate le varie applicazioni che ci forniscono i vari servizi di cui abbiamo bisogno. Avere un computer sempre acceso e connesso però può risultare scomodo, ingombrante e anche abbastanza dispendioso in termini energetici, e proprio per questo motivo possono essere acquistati dei dispositivi pensati proprio per questi scopi. Si passa dai mini computer come i sempre più famosi, almeno tra i più appassionati Raspberry Pi, che però richiedono qualche conoscenza in più di informatica e di programmazione fino ad arrivare ai NAS, acronimo di Network Attached Storage. Questi NAS dunque sono dei veri e propri computer, che però hanno un'interfaccia a cui possiamo accedere da qualsiasi browser come Chrome, Safari o Firefox, e da cui possiamo gestire tutte le impostazioni, installare e configurare le varie applicazioni e soprattutto gestire tutti i file che andremo a salvare sul NAS. Il tutto quindi, semplificando di gran lunga, l'approccio più brutale di programmare da zero tutto il necessario. Lo spazio a disposizione poi ovviamente dipenderà da noi e da quanti e da quali hard disk compreremo, e un NAS è quindi la soluzione forse più completa per creare il proprio cloud casalingo. Prima di tutto, infatti, avremo uno spazio personale privato dove poter caricare tutti i nostri file, documenti, foto, video, film e tutto ciò di cui abbiamo bisogno. E grazie al fatto che questo computer è connesso a internet, i file saranno accessibili da qualsiasi parte del mondo, proprio come i servizi di Google Drive o OneDrive, con tanto di possibilità di effettuare modifiche in tempo reale e collaborative. Potremo poi organizzare le fotografie e i video in album, sempre accessibili da ovunque. Poi ovviamente ogni NAS avrà programmi e interfacce diverse, a seconda del produttore, ma le funzioni sono più o meno le stesse. Se invece vogliamo usare un computer o un mini computer e configurarlo da zero, uno dei programmi più completi per questo scopo è OwnCloud, che appunto offre tutte le funzioni principali e la possibilità di aggiungerle nuove con estensioni e plugin. Su NAS è poi possibile ospitare ad esempio un proprio sito web senza dover fare affidamento a siti esterni di hosting, e quindi poterne avere un controllo maggiore ed eseguire anche programmi e servizi personalizzati, per chi è in grado di programmare o magari realizzare un proprio blog con applicazioni come WordPress. E ancora, per chi ha dei dispositivi smart, esiste un'app chiamata Home Assistant in grado di raccogliere e gestire tutti questi dispositivi, con la possibilità di impostare scene, automazioni, programmazioni e rendere la casa più intelligente. Una delle app più interessanti, poi, è Plex Media Server. In breve, questa applicazione permette di organizzare la libreria di film o serie tv presenti sul NAS, sul computer, con un'interfaccia paragonabile a quella dei principali siti di streaming come Netflix. Plex si occuperà quindi di aggiungere le cover, sistemare i titoli, aggiungere informazioni come la trama, la descrizione, gli attori, la casa di produzione e molto altro. Si può inoltre riprendere la visione di un contenuto da dove era stato interrotto o navigare tra gli episodi di una serie tv. Per alcuni contenuti è anche possibile scaricare in automatico i sottotitoli o vedere il trailer. E ancora, è possibile organizzare film in collezioni o in playlist. Ma non solo. Grazie a Plex, tutti questi contenuti, presenti fisicamente sul NAS, sul computer, proprio come i file e i documenti di un cloud, saranno accessibili da qualsiasi altro dispositivo, che possono essere condivisi con altri utenti Plex. Su un NAS, poi, è anche possibile installare servizi come Pie Home, in grado di bloccare per tutti i computer, smartphone connessi al wifi di casa, pubblicità, siti di tracciamento o siti malevoli. C'è da dire, infine, che un NAS, in base a come lo configuriamo, può anche creare dei backup per evitare la perdita di file. Finora abbiamo parlato di soluzioni più casalinghe o comunque adatte ai privati. Tuttavia, anche un'azienda può avere interesse nell'avere, in questo caso un server vero e proprio, dove gestire in maniera riservata informazioni sui dipendenti, organizzare il lavoro, tenere i dati aziendali o ospitare il proprio sito web. Ora che abbiamo visto effettivamente cosa significa avere un proprio server personale, sia esso un NAS, un mini computer o un computer vero e proprio, possiamo finalmente tornare a rispondere alla domanda iniziale. Ovvero, ha veramente senso una soluzione di questo tipo? Per certi aspetti molto probabilmente sì, e sicuramente dipende molto dalle esigenze di ognuno di noi. I principali servizi online, come Google Drive o OneDrive per l'archiviazione, saranno sempre più completi, più diffusi e di conseguenza molto più facili da utilizzare. Un cloud personale, poi, dipende esclusivamente da un solo dispositivo, e la velocità è legata fortemente alla connessione di casa. Dunque, in alcune situazioni, può risultare controproducente e sicuramente più facilmente soggetto a malfunzionamenti. Più di quanto potrebbe accadere con i principali protagonisti del web. Un NAS, poi, non costa sicuramente poco. Ma rispetto ai servizi online, può garantire uno spazio di archiviazione molto più elevato. Per quanto riguarda un server aziendale, se ciò che serve è principalmente un sito web, è decisamente meglio affidarsi a siti di hosting online, che garantiscono a costi anche abbastanza contenuti una soluzione più performante e più aggiornata. Un server casalingo, però, può sicuramente tornare utile nel momento in cui dobbiamo condividere dei file tra più dispositivi connessi alla stessa rete, in quanto garantiscono una velocità nettamente maggiore ed è possibile accedere ai file anche se esistono malfunzionamenti alla rete internet. Possono sempre tornare utili, poi, le varie applicazioni come Home Assistant, Pie Hole e Plex, di cui abbiamo parlato poco fa. I servizi online, comunque, non verranno sicuramente mai abbandonati. Anzi, verranno ogni giorno utilizzati da sempre più utenti e di conseguenza non spariranno nemmeno i problemi e i disservizi. Una valida alternativa che coniughi i pregi sia di un server casalingo sia del cloud per fortuna esiste e si chiama Edge Computing, di cui avevamo già parlato in una scorsa puntata. Tirando le somme, avere un proprio server in casa non è poi un'idea sbagliata e, se configurato bene, può in realtà col tempo risultare per alcuni aspetti anche indispensabile. #### Conclusione - Timestamp: 15:59 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e46 ## Würth: aziende e logistica intelligente > La tecnologia informatica e le [informazioni](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e50?t=226) ci stanno permettendo di avere a disposizione nella nostra quotidianità [prodotti di cui abbiamo bisogno](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e26?t=308) in tempi sempre più rapidi. Ma questo cambiamento se per una singola persona può rappresentare semplicemente una maggiore comodità, in una realtà professionale come quella di una azienda, adottare sistemi di logistica intelligente può aumentare i guadagni, [evitare gli sprechi](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e22?t=235) e velocizzare i tempi. Per approfondire questi temi abbiamo invitato [Norman Atz](https://www.dentrolatecnologia.it/norman.atz.html), responsabile della comunicazione di [Würth Italia](https://eshop.wuerth.it/it/IT/EUR/), azienda specializzata nella distribuzione di prodotti e sistemi di fissaggio professionali. Nella sezione delle notizie parleremo dei rallentamenti legali della seconda corsa alla [Luna](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e32?t=33) e delle nuove regole nel codice della strada per i monopattini elettrici. - Stagione: 3 - Episodio: 46 - Data di pubblicazione: 2021-11-13 06:45:00 - Durata: 22:55 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e46](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e46) - Episodi correlati: s2e50, s3e39 - Tag: blueorigin,spacex,nasa,artemis,luna,norman atz,wurth,wuerth,würth,negozi automatici,E-Procurement,cloud,capillarità,professionisti,fissaggio,oculus,B2B,intelligenza,monopattini,codice della strada,monopattini elettrici,20 km/h,indicatori di direzione,freni ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Norman**: Noi entriamo addirittura nel processo del cliente, noi cerchiamo di automatizzare il suo processo e di conseguenza velocizzare e minimizzare i costi. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire con Würth Italia come e perché la tecnologia può facilitare il lavoro di tanti professionisti, digitalizzando la logistica e la consegna di tantissimi prodotti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Questa settimana, il giudice del Tribunale federale presso il quale si era rivolta, Blue Origin, lo scorso agosto per contrastare l'assegnazione del bando relativo alla costruzione del lander lunare di SpaceX, ha definitivamente respinto il ricorso, e l'agenzia di Elon Musk potrà ora procedere alla realizzazione della Starship, #### La seconda corsa alla Luna procede a rilento > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:11 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: che avrà come scopo quello di portare l'uomo sulla superficie della Luna. Secondo la motivazione presentata da Blue Origin alla Corte federale, la decisione presentata da NASA non sarebbe stata equa, e conforma ai requisiti dello stesso bando, dal momento che l'agenzia governativa avrebbe dovuto selezionare non una, ma almeno due soluzioni per il trasporto dell'uomo, dalla stazione orbitante lunare alla superficie del satellite. Come se non bastasse, oltre alle complicazioni economiche e sociali dovute alla pandemia, dal modesto budget fissato dall'amministrazione Trump per la realizzazione del lander, la vicenda giudiziaria tra Blue Origin e NASA ha costretto a rinviare di un ulteriore anno il primo atterraggio umano previsto inizialmente per il 2024. #### Nuove regole per i monopattini > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 02:21 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: I monopattini elettrici hanno avuto una forte diffusione negli ultimi tempi, e per cercare di regolare meglio la loro disordinata crescita, senza troppi riferimenti normativi per il loro utilizzo, il decreto infrastruttura ha introdotto diverse novità per il codice della strada, tra cui quelle che appunto riguardano l'utilizzo dei monopattini elettrici. Inoltre, il mancato rispetto di alcune regole è già esistente e a volte l'utilizzo troppo incosciente da parte delle persone di questi mezzi ha portato a diversi problemi tra cui incidenti che hanno avuto anche esiti fatali. Tra le novità ci sarà la riduzione della velocità massima da 25 a 20 km all'ora e l'obbligo di un giubbotto catarifrangente mezz'ora dopo il tramonto o in condizioni di scarsa visibilità. Oltre a questo, dal 1 luglio del 2022, i nuovi modelli dovranno essere dotati di indicatori di direzione e di freni su entrambe le ruote. Si tratta di dotazioni tecniche che dovranno avere dal 2024 anche i monopattini già in circolazione. #### Würth: aziende e logistica intelligente > - Timestamp: 03:39 - Autori: Würth, Norman Atz, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Tecnologia informatica e le informazioni ci stanno permettendo di avere a disposizione nella nostra quotidianità prodotti di cui abbiamo bisogno in tempi sempre più rapidi. Ma se questo cambiamento per una singola persona può rappresentare semplicemente una maggiore comodità, in una realtà professionale come quella di un'azienda adottare sistemi di logistica intelligente può aumentare i guadagni, evitare gli sprechi e velocizzare i tempi. Per parlare di questi aspetti è con noi Norman Atz, responsabile per la comunicazione di Würth Italia. Benvenuto Norman. **Norman**: Grazie per l'invito. **Davide**: Per iniziare puoi raccontarci chi è Würth e di che cosa vi occupate? **Norman**: Sì, Würth nasce nel 1945 in Germania, il nostro gruppo e noi come Würth SRL siamo attivi nel mercato italiano dal 63. Oggi leader nella distribuzione di prodotti e sistemi professionali per il fissaggio ed il montaggio. Il nostro mercato principale è il mercato del B2B e abbiamo oltre 125 mila articoli in gamba. La nostra azienda ha oltre 3600 collaboratori. Offriamo in Italia un supporto costante in termini di affidabilità, di professionalità. Per noi è molto importante la vicinanza al cliente e la competenza da dare ai nostri clienti nei mercati dell'automotive, dell'artigianato, dell'edilizia, dell'industria e anche altri nicchie di mercato. Abbiamo tre sedi logistici, una EGNA che è anche la nostra sede principale nei pressi di Bolzano, poi un'altra sede logistica Capena alle porte di Roma e anche Spellano nei pressi di Bologna. Un'affitta rete di oltre 2200 tecnici venditori distribuiti in maniera capillare in tutto il territorio italiano ed oltre 100 negozi, i nostri punti vendita a marchio Würth. Con un format sempre più moderno cerchiamo anche di inserire dei format innovativi e digitali e dell'assortimento in costante crescita. Il nostro obiettivo principale è cercare delle soluzioni innovative a supporto delle attività e dei processi dei nostri clienti. Noi ci caliamo sempre nel fabbisogno di ogni nostro cliente, il nostro leitmotiv è ad ogni cliente la sua Würth, per poi cercare insieme di ripensare la propria organizzazione con priorità in un'ottica digitale, intercettando quello che sono i fabbisogni e soddisfacendo le necessità proprio dei nostri clienti. Gestire il processo in modo più rapido e più affidabile, per questo abbiamo sviluppato un modello di business che è incentrato nella multicanalità. **Davide**: Certo e quindi di fatto il vostro cliente non è la persona comune, è generalmente un professionista che con i vostri prodotti poi svolge delle attività professionali, giusto? **Norman**: Esattamente, noi non vendiamo materia prima, noi vediamo i cosiddetti prodotti di classe C, sono i prodotti che utilizzano i nostri clienti per lavorare la materia prima. I nostri clienti è il piccolo artigiano fino alla grande azienda strutturata e entriamo addirittura in aziende nell'industria, quindi in produzione dei nostri clienti. Quindi abbiamo clienti di ogni dimensione. **Davide**: Certo e ti ho fatto questa seconda domanda perché poi da un punto di vista pratico perché è importante sviluppare una logistica intelligente appunto per questi clienti che ci hai citato e quali sono i vantaggi ovviamente sia per loro ma poi anche per voi nel vostro lavoro? **Norman**: Il progresso e l'innovazione nel campo del commercio hanno rivolto il mondo della logistica in maniera sostanziale. Stoccare e distribuire i prodotti diventa interattivo e sempre più legato ai sistemi multimediali intelligenti. Per Würth è importante evadere gli ordini in modo veloce ed efficiente. Noi con i tre centri logistici e anche con i nostri punti vendita evadiamo ogni giorno oltre 10.000 ordini e quindi attraverso la gestione digitale degli ordini evitiamo errori e anche blocchi di produzione dei nostri clienti e garantiamo quindi un processo di evasione ottimizzato e un servizio di qualità al nostro cliente. **Davide**: Ok e quali sono appunto entrando poi nel dettaglio gli aspetti di logistica che avete pensato? Sono tecnologie che appunto sono dedicate, hai parlato appunto dal piccolo artigiano fino a arrivare alle grandi aziende quindi sono tecnologie per tutti i vostri clienti o sono pensate di più per un target specifico? **Norman**: I nostri progetti di logistica intelligente sono numerosi e sono rivolti a tutti i nostri clienti come dicevo prima dal più piccolo fino all'azienda strutturate all'industria e per noi ogni cliente è importantissimo. Per esempio il nostro sistema di Kanban è solo per citare un esempio consente di approvvigionarsi della piccola minuteria della viteria in tempo reale, il principio di questo sistema è molto semplice è il rifonimento delle linee di produzione quindi noi in questo caso con il sistema Kanban entriamo nella produzione del nostro cliente quello è un aspetto molto importante ma consente anche dei rischi cioè noi dobbiamo evitare di bloccare la filiera della produzione però è un sistema estremamente efficace è un sistema a rotazione con due contenitori metto a disposizione dei prodotti come dicevo "just in time" e poi direttamente nella postazione di stoccaggio richiesta del cliente cioè noi andiamo nella filiera produttiva e mettiamo a disposizione del nostro cliente i prodotti "just in time" lì dove sono necessari. Una volta consumato poi il contenuto della prima vaschetta la seconda è già pronta e disponibile sullo scaffale perché a noi un sistema di rivelazione manda un input all'azienda e automaticamente viene processato l'ordine e noi prima del termine della prima vaschetta abbiamo già provveduto a ricaricare lo scaffale. Questo è uno per esempio dei sistemi che noi mettiamo a disposizione dei nostri clienti. **Davide**: Sì in questo caso quindi qual è il vantaggio concreto cioè avere meno spreco e anche una produzione precisa in riferimento poi quelle che sono le esigenze del cliente? **Norman**: Esattamente non solo noi facciamo tutto il servizio, è uno servizio che dovrebbe gestire il cliente quindi li risolviamo in termini di velocità anche di mano d'opera il servizio totalmente poi evita uno stoccaggio troppo alto lui ha uno stoccaggio che è parametrato alla necessità della produzione quindi risparmio di costi risparmi di velocità risparmio nel processo e noi mettiamo il materiale a disposizione lì dove effettivamente ha bisogno. **Davide**: Quindi è un venire incontro alle esigenze del cliente e renderlo nella condizione di fare il suo lavoro in modo sempre più efficiente con meno scarto per quanto riguarda il tempo. **Norman**: Noi noi entriamo addirittura nel processo del cliente noi cerchiamo di automatizzare il suo processo e di conseguenza velocizzare e minimizzare i costi. **Davide**: Fra l'altro hai parlato prima di questa possibilità di rilevare l'assenza della scatola di viti questo è un intervento che fate voi dal cliente? **Norman**: Esattamente in diverse forme noi abbiamo anche delle nostre persone che svolgono come lavoro il rifornimento del materiale nel momento in cui il sistema manda un messaggio automatizzato all'azienda dicendo che una delle bacinelle sta per terminare automaticamente parte l'ordine e i nostri collaboratori fanno il rifornimento quindi il cliente non deve preoccuparsi di nessun approvvigionamento del materiale che noi mettiamo a disposizione o che lui ha bisogno. **Davide**: Ok e quindi adesso abbiamo parlato di fatto di un vostro intervento di una vostra presenza di fatto all'interno delle aziende dei vostri clienti dove potete fornire loro in modo in modo più efficiente i prodotti però un altro aspetto interessante di appunto società come la vostra che vendono prodotti a professionisti è quella sicuramente di essere il più capillari possibili pensiamo magari a un artigiano o comunque una persona che sta svolgendo un lavoro fuori fuori porta ha necessità di utensili del mestiere e però ovviamente questi utensili non si trovano in modo estremamente diffuso come potrebbero essere i supermercati e quindi come si può ovviare con la tecnologia a questa mancanza? Come permette la tecnologia di essere più capillari? **Norman**: Infatti ci siamo resi conto anche noi abbiamo oltre 2.200 venditori abbiamo oltre 280 negozi che andremo nei prossimi anni comunque a sviluppare. Cioè la numerica salirà abbiamo una rete di teleselling però l'esigenza effettivamente dell'automatizzazione ma anche i comportamenti d'acquisto dei clienti cambiano in un'ottica digitale innovativa cioè creare sempre maggiori punti di contatto innovativi con i nostri clienti, questa è una delle più grandi sfide del mercato di oggi è anche uno delle grandi sfide per noi oggi più che mai ci accompagna e accompagna anche quello che è l'industria 4.0 che è stata definita anche come la quarta rivoluzione industriale. Quindi noi siamo alla ricerca sempre di più contatti digitali, innovativi. Una sfida che rappresenta la nostra filosofia e la guida dell'innovazione la ricerca di via. Per esempio il nostro nuovo automatic store che abbiamo presentato l'anno scorso rivoluziona l'esperienza d'acquisto dei clienti Würth con un innovativo touch point che è simile a un bancomat possiamo anche definirlo così è una modalità self service che conferma il nostro impegno nello sviluppo dell'innovazione cioè l'automatic store consente ai nostri clienti di approvvigenarsi sette giorni su sette h24 senza interrompere le proprie attività. Il cliente può fare l'ordine tramite il nostro e-commerce e decidere dove andare a prelevare addirittura l'automatic store oppure tramite una nostra app selezionare i prodotti e decidere di andare a ritirarli presso il nostro automatic store in maniera totalmente autonoma, oppure recarsi in uno dei nostri automatic store e acquistare e prelevare i prodotti in tempo reale. Questo è uno dei concetti che abbiamo lanciato l'anno scorso cioè un negozio totalmente automatizzato che andremo poi a moltiplicare in tutta l'Italia per rendere poi più capillare ancora la nostra presenza addirittura è un progetto pilota che noi abbiamo creato per tutto il nostro gruppo e probabilmente una volta che è rodato sarà poi sviluppato anche in altri stati in altre aziende del gruppo Würth. **Davide**: Nello specifico come funziona questo negozio automatico senza la presenza di una persona? **Norman**: Esattamente senza la presenza di una persona. Possiamo descriverlo come la dimensione di un bilico di un camion ovviamente senza ruote, è un contenitore che viene un container che viene posizionato poi in delle zone strategiche, contiene dai 2.000 e 3.000 prodotti ovviamente non sono prodotti ingombranti ma sono prodotti dell'utensilieria chimici, prodotti ancoranti, prodotti che il cliente consuma parecchio e ha un sistema di self service digitale dove il cliente può con un semplice QR Code "scanare" la sua presenza oppure inserire i suoi codici e prelevare, acquistare o prelevare l'ordine che lui ha fatto sul nostro e-commerce o tramite la nostra app o per digitare i prodotti che sono contenenti nel contenitore ed acquistarli nello momento stesso. Come la logica di un banco. **Davide**: Ok e così quindi quella che c'è descritto è una possibilità, un'unica piattaforma dove poter acquistare i prodotti e poi però il cliente ha la possibilità di scegliere dove ritirarlo in base alle proprie esigenze. In conclusione ti chiedo quali sono le vostre prospettive per il futuro per rendere appunto ancora più digitali le aziende. **Norman**: La trasformazione digitale è un processo di integrazione di tecnologie digitali in tutti gli aspetti del business, un processo che comporta cambiamenti sostanziali a livello di tecnologia, cultura, operazione e generazione di valore. Con la nostra azienda digitale per esempio noi automatizziamo i processi di acquisto e riduciamo i costi e i tempi per i nostri clienti. Noi abbiamo delle soluzioni nel nostro progetto azienda digitali come l'E-Procurement o approvvigionamento elettronico dove ci sono dei sistemi che consentono un approvvigionamento totalmente automatico di prodotti e servizi in maniera digitale attraverso l'utilizzo di software e sistemi gestionali che vengono collegati con il cliente, cioè il sistema gestionale si collega totalmente con il nostro sistema e diventano tutt'uno una filiera automatizzata con un approvvigionamento elettronico. Poi un'altra grande importanza la diamo al nostro progetto HoloBusiness, questo raccoglie una serie di soluzioni che spazzino dalla progettazione alla formazione, dall'assistenza remota e fino alla presentazione di vendita di prodotti, cioè una mixed reality, detta anche realtà ibrida, è un trend innovativo e d'avanguardia che integrato con processi aziendali rivoluziona i tradizionali paradigmi dell'esperienza d'acquista e del rapporto tra noi e nei nostri clienti grazie a degli speciali visori HoloLens il mondo fisico e quello digitale si fondono nella stessa interfaccia tridimensionale, quindi diamo vita a nuovi ambienti in cui elementi reali e virtuali coesistono e interagiscono tra di loro. E un'altra tra le varie innovazioni abbiamo anche sviluppato un sistema di domotica da cui proposta di chiave in chiave Würth ci rappresenta con il nostro marchio Wudomo è un impianto smart che una volta installato permette la gestione autonoma da remoto, questi sono alcuni dei nostri progetti che prevediamo per il nostro futuro. **Davide**: Siccome hai parlato di realtà mista di HoloLens, qual è il senso di utilizzare queste tecnologie all'interno del vostro settore? **Norman**: Ci sono diversi progetti e sistemi nel nostro mondo HoloBusiness. Uno è l'assistenza a remoto che offriamo per dei grandi clienti che costruiscono dei macchinari che vengono poi forniti in tutto il mondo e hanno sempre avuto un problema nell'assistenza quando questi macchinari si bloccano un loro incaricato in Italia deve recarsi nei paesi dove è presente questa macchina come per esempio in America piuttosto che in Asia e con il sistema di HoloMaintenance, cioè l'assistenza a remoto, dall'Italia riescono con l'utilizzo della realtà aumentata e l'utilizzo dei visori Holo a collegarsi con un manutentore direttamente nel luogo dove c'è questo macchinario e con la realtà aumentata fare la manutenzione da remoto e velocizzando così l'assistenza e non dovendo così recarsi presso il loro cliente. Questo è uno dei sistemi che abbiamo sviluppato negli anni scorsi. Un altro sistema nell'ambito della realtà aumentata, abbiamo per esempio inaugurato recentemente il primo virtual showroom dove riusciamo a permettere al cliente finale una customer experience totalmente innovativa per esempio l'allestimento dei bagni piuttosto che di zone wellness nell'ambito di hotel, il cliente si reca in questo virtual showroom e può con la propria pianometria del proprio bagno piuttosto che negli hotel per il nuovo zona wellness, insieme a chi progetta con la realtà aumentata e la mixed reality mettendo i visori della HoloLens, immergersi nel proprio ambiente e scegliere in un mondo virtuale i prodotti e praticamente allestire le proprie aree come se fosse presente nella nuova zona che sta progettando. **Davide**: Ho capito e va bene Norman, grazie per averci raccontato il vostro punto di vista e di come state innovando il settore della logistica e come abbiamo visto in quest'ultima risposta e non solo. A presto. **Norman**: Grazie mille a voi, grazie a presto. #### Conclusione - Timestamp: 22:03 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e47 ## L'ambiziosa realtà virtuale del metaverso > L’idea del metaverso secondo [Mark Zuckerberg](https://en.wikipedia.org/wiki/Mark_Zuckerberg) è semplice: indossi un [visore](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e15?t=277) o un paio di occhiali, ed entri in un vasto universo digitale nel quale puoi praticare tutte quelle attività che nella vità reale non potresti fare. Nel metaverso ad esempio si possono seguire riunioni con i colleghi in un ufficio oppure direttamente sulla superficie di Marte, si possono invitare amici nella nostra casa digitale localizzata chissà dove e così via. Ma quali sono le problematiche di questa visione del nostro futuro digitale? In questa puntata proviamo a rispondere a questa domanda. Nella sezione delle notizie invece parliamo di Apple, che sembra fare un [grande passo](https://www.apple.com/it/newsroom/2021/11/apple-announces-self-service-repair/) nella direzione del “[diritto alla riparazione](https://en.wikipedia.org/wiki/Right_to_repair)” dei propri dispositivi, della possibilità di richiedere certificati anagrafici attraverso il portale dell’[ANPR](https://www.anagrafenazionale.interno.it) e infine del [James Webb Space Telescope](https://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio_spaziale_James_Webb) cioè il successore di fatto del telescopio [Hubble](https://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio_spaziale_Hubble). - Stagione: 3 - Episodio: 47 - Data di pubblicazione: 2021-11-20 06:45:00 - Durata: 17:20 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e47](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e47) - Episodi correlati: s3e15 - Tag: fantascienza,metaverso,VR,facebook,microsoft,fortnite,skin,nft,blockchain,visori,ANPR,anagrafe,PA,Mattarella,certificati anagrafici,comuni,Apple,guida,riparazione,iPhone,MacBook,telescopio,hubble,james webb,nasa,esa,spazio,esplorazione spaziale ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire che cos'è il metaverso e se potrà effettivamente diventare nei prossimi anni una vera e propria realtà virtuale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### “Diritto alla riparazione” per i dispositivi Apple? > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Computer, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo le incessanti accuse di voler sfruttare i centri di assistenza come strumento per aumentare i ricavi, Apple ha finalmente deciso di ascoltare le associazioni che chiedono il Right to Repair, ossia la possibilità di riparare i propri dispositivi con pezzi originali e in totale sicurezza. Il servizio si chiama Self Service Repair, debutterà per la prima volta negli Stati Uniti a partire dal prossimo anno e consentirà di riparare tramite un'apposita guida fornita da Apple stessa dispositivi come iPhone 12 e iPhone 13, per poi passare nel corso del 2022 anche ai MacBook con processori M1. Benché sia un servizio pensato soprattutto per coloro che hanno le competenze e l'esperienza per riparare dispositivi elettronici, Apple chiederà comunque di consultare il manuale di riparazione del dispositivo interessato prima di inviare l'ordine per l'acquisto delle parti e gli strumenti necessari al nuovo portale Apple Self Service Repair Online Store, il quale inizialmente offrirà ben 200 componenti originali per la riparazione di iPhone 12 e iPhone 13. #### L’anagrafe nazionale unica e online > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:07 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel lune di 15 novembre i cittadini italiani possono scaricare online gratuitamente in modo autonomo fino a 15 certificati anagrafici, anche per un componente della propria famiglia da una raccolta di quasi tutti circa 8.000 comuni italiani, questo grazie all'anagrafe nazionale della popolazione residente, portale online che ad oggi copre le esigenze di più di 66,5 milioni di italiani. All'appello mancano una cinquantina di comuni, ma l'elenco delle amministrazioni ritardatarie diminuisce di giorno in giorno. La comodità di questo servizio dal punto di vista del cittadino è quella di richiedere certificati online che prima necessitavano di una richiesta fisica presso lo sportello del comune. Invece per le amministrazioni pubbliche l'anagrafe unificata consente l'interoperabilità tra gli enti, permettendo quindi al cittadino di non dover comunicare ad ogni ufficio della pubblica amministrazione i suoi dati anagrafici o il cambio di residenza. Una volta raggiunto il portale si potrà accedere al servizio attraverso lo speed, la carta di identità elettronica e la carta nazionale dei servizi. #### Pronto il successore di Hubble > Fonte: IlSole24Ore.com - Timestamp: 03:18 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Con 14 anni di ritardo è finalmente pronto il telescopio più avanzato che avremo a disposizione per i prossimi anni. Si tratta del James Webb Space Telescope e sarà di fatto il successore del telescopio Hubble, che negli anni ci ha regalato meravigliose immagini dallo spazio più profondo. Il nuovo telescopio, che porta il nome del direttore NASA che portò l'uomo sulla luna, è costato complessivamente quasi 10 miliardi di dollari, finanziati in parte anche dall'ESA e partirà per lo spazio fra un mese, il 18 dicembre. Con i suoi 6.500 grammi e un diametro dello specchio di 6,5 metri, inoltre sarà il più grande telescopio spaziale mai creato e ci vorrà qualche settimana prima che diventi completamente operativo. Il telescopio infatti partirà per così dire piegato su se stesso, e una volta nello spazio dovrà raggiungere autonomamente la destinazione a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, e poi dovrà dispiegarsi e allineare gli specchi con una precisione assoluta. E una volta operativo sarà pronto per continuare il lavoro di Hubble e darci la possibilità di osservare i dettagli dello spazio più profondo. #### L'ambiziosa realtà virtuale del metaverso > - Timestamp: 04:39 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming, Servizi, Social - Tipologia: Topic **Davide**: Questo è OASIS, un intero universo virtuale. Si può fare tutto, essere chiunque, senza andare da nessuna parte. Una frase che descrive alla perfezione il concetto che sta alla base di "Ready Player One", romanzo e celebre film di fantascienza nel quale tutti gli abitanti della Terra, anche i più poveri, hanno la possibilità di affrontare incredibili esperienze come corse clandestine o combattimenti impossibili grazie al fittizio universo digitale dove è possibile condurre vite parallele rispetto a quelle reali. Oggi OASIS lo definiremmo in realtà come una sorta di metaverso, concetto che, nonostante sembri apparso per la prima volta dalla voce di Mark Zuckerberg qualche settimana fa, deve il suo nome al romanzo Snow Crash del 1992, in cui l'autore, Neil Stevenson, ricrea nell'opera letteraria un mondo digitale parallelo a quello reale nel quale le persone vengono proiettate come avatar grazie ad avanzati visori per la realtà virtuale. L'idea del metaverso, dunque, è proprio questa. Indossi un visore o un paio di occhiali come i Ray-Ban Stories di Facebook per capirci ed entri in un vasto universo digitale nel quale puoi praticare tutte quelle attività che, nella vita reale, a causa dei limiti illegali e delle leggi della fisica, non potresti fare. Nel metaverso, ad esempio, si possono seguire riunioni con i colleghi in un ufficio oppure direttamente sulla superficie di Marte. Si può fare shopping in un supermercato che si trova solamente negli Stati Uniti, si possono invitare amici nella nostra casa digitale localizzata chissà dove e così via. In ogni caso, se oggi stiamo sentendo parlare così tanto del metaverso, lo dobbiamo soprattutto a Mark Zuckerberg, che giusto qualche settimana fa ha deciso di trasformare l'ormai ex-Facebook in una società del metaverso, cambiandone prima di tutto il nome guarda caso in Meta. Eppure, in questa improvvisata modifica del business model dell'azienda californiana, potrebbe celarsi anche la semplice volontà di risollevare il brand, uscito ma ridotto dalle inchieste culminate di recente con la pubblicazione dei "Facebook Papers", in cui 17 testate americane hanno criticato la società di Zuckerberg di essere stata poco trasparente sulla gestione dei dati degli utenti e di aver favoreggiato i repubblicani nell'assalto a Capitol Hill lo scorso gennaio. E questi sono solo un paio di esempi fra molti. Tutto ciò per dire che, allo stato attuale delle cose, non possiamo ancora sapere se Meta riuscirà ad arrivare fino in fondo in questo progetto. Al momento, Zuckerberg ci ha lasciato con un pugno di mosca in mano, composto da molte idee e buoni propositi ai quali però dovranno sommarsi investimenti e ricerche, sia in infrastrutture hardware che software. Comunque, la società di Zuckerberg non è la sola intenzionata a investire in questa promettente realtà digitale. Anzi, al giorno d'oggi esistono diversi casi, e parecchio famosi tra l'altro, in cui il metaverso, seppure in forma embrionale, ha già iniziato a manifestarsi. Tra le principali aziende degne di nota troviamo Microsoft, che ancora prima dell'annuncio di Facebook ha dimostrato l'intenzione di investire nella realtà virtuale tramite Microsoft Mesh, ovvero una nuova piattaforma basata sul cloud di Azure, che consentirà ai propri utenti di tenere riunioni tramite ologrammi mentre si trovano in luoghi diversi. Inoltre, secondo il CEO della società di Redmond, Mesh potrà essere impiegata anche nei diversi ambiti della nostra vita, come la condivisione, ad esempio, di esperienze di un viaggio virtuale o di modelli tridimensionali architettonici in cui gli ingegneri potranno interagire gli unico gli altri. La società di Zuckerberg, di cui abbiamo parlato poco fa, ha intenzione di integrare verticalmente tutti i servizi dell'ex gruppo Facebook, ossia WhatsApp, Instagram e Facebook, in un grande spazio condiviso grazie alla tecnologia VR, in cui l'utente può diventare un cosiddetto Prod User, un neologismo che indica appunto la possibilità di essere contemporaneamente sia creatore che acquirente. Anche Nvidia ha di recente iniziato la Corsa al Metaverso tramite l'annuncio della piattaforma Omniverse Avatar. In questo caso, però, a differenza delle precedenti visioni di Metaverso, l'azienda Leader nel settore dei processori grafici, mediante algoritmi basati sull'intelligenza artificiale, darà la possibilità agli utenti di creare avatar autosufficenti e altamente dettagliati grazie anche al supporto della tecnologia Ray Tracing, in grado di calcolare e simulare il comportamento della luce nella realtà. Ma se c'è un settore nel quale il Metaverso potrà letteralmente sfondare le porte dell'innovazione è sicuramente quello videoludico. In questo senso, realtà molto più complete e consolidate rispetto alle visioni di Facebook, Microsoft o Nvidia hanno già fatto capolino nella nostra vita quotidiana. Forse nessuno se n'è reso conto, ma famosi giochi come Minecraft di Mojang o Fortnite di Epic Games hanno già implementato l'idea di Metaverso da diversi anni, benché, nell'effettiva accezione del termine promosso dalla società di Zuckerberg, non sia necessario l'utilizzo di caschi o particolari dispositivi per la realtà virtuale. Tante è che per giocare a questi titoli, invece che costosi e ingombranti i visori che svolgono poche e precise funzioni, è sufficiente avere un buon computer o una comunissima console, anche di non ultima generazione, con le quali possiamo oltre che giocare, lavorare o studiare senza particolari impedimenti, come quelli legati alla pesantezza fisica dei dispositivi VR che la nostra testa deve sopportare. Tornando a parlare di Minecraft e Fortnite, i conoscitori di entrambi i videogiochi avranno già potuto intuire quali possono essere i parallelismi tra i meccanismi di gioco dei due titoli e quelli del concetto di Metaverso. Da una parte abbiamo infatti un videogame in cui gli utenti possono sia creare contenuti sia condividerli direttamente e in compagnia degli altri all'interno di un server condiviso, e dall'altra un titolo che nel tempo è diventato così famoso da potersi permettere di ospitare concerti live di famosi artisti come Travis Scott e Ariana Grande, o eventi commemorativi come quello a Martin Luther King. E non è un caso che lo scorso aprile Epic Games abbia annunciato di aver raccolto, grazie anche ad una partecipazione di Sony, circa un miliardo di dollari a supporto dello sviluppo del metaverso. E questo fenomeno non deve affatto stupire nessuno, ma è un fenomeno che Epic intende sviluppare nei prossimi anni, ma di cui sappiamo ancora ben poco. Ma all'interno di Fortnite non vi è solo la possibilità di assistere a concerti. In passato, infatti, all'interno del gioco c'è stata anche la possibilità di assistere all'anteprima di importanti trailer, come quello del film Tenet, e partecipare persino a sfilate di moda in cui gli avatar degli utenti indossano le loro creazioni migliori da sottoporre al giudizio della giuria. E questo fenomeno non deve affatto stupire, perché le "skin", ovvero aspetti personalizzati che possono essere acquistati per il proprio avatar, sono diventate uno degli elementi importanti del business videoludico, tanto che in futuro, molto probabilmente, lo saranno anche per il metaverso. Vista l'importanza di tale modello di business, è del tutto naturale che uno dei brand di abbigliamento più noti al mondo, Balenciaga, abbia intrapreso una partnership con Epic Games, per realizzare su Fortnite skin firmate con il logo dell'azienda e altri strumenti da utilizzare in battaglia. Situazioni del genere, tuttavia, che potrebbero realizzarsi in un ipotetico metaverso, darebbero origine a fenomeni di contraffazione, esattamente come avviene nel mondo reale, come quando si comprano capi falsificati a un prezzo minore. Per porre rimedio a questa eventuale situazione, inevitabilmente si inseriscono gli NFT, ovvero le ormai note e firme digitali salvate su blockchain, in grado di garantire la proprietà e l'unicità di un oggetto digitale. Ed il vantaggio che offrirebbe questa tecnologia sarebbe inequivocabile. I certificati NFT infatti offrirebbero agli utenti che popolano un probabile metaverso e la possibilità di dimostrare il possesso di un capo Balenciaga digitale e autentico e soprattutto, più in generale, di salvaguardare una forma di business che occuperà sicuramente una posizione centrale in una società del metaverso. A questo punto della puntata, dopo aver analizzato la definizione di metaverso e gli aspetti più interessanti che li caratterizzano, dobbiamo inevitabilmente esaminare il rovescio della medaglia. Finora, abbiamo analizzato nel dettaglio l'idea di metaverso che hanno le principali società che stanno iniziando a investire nel settore, come appunto Facebook, Microsoft o Epic Games, e di come questi universi siano apparentemente sconnessi tra loro, esattamente come Instagram o Twitter, classificati entrambi come social network ma che appartengono a mondi del tutto slegati. Per il metaverso, invece, non vale la stessa regola. Esso, infatti, può essere paragonato a un grande prato verde sopra il quale le diverse aziende che decideranno di investire nel settore potranno apporre le proprie case e di conseguenza i relativi servizi. Per chiarire meglio il concetto, possiamo identificare il metaverso come l'internet che utilizziamo al giorno d'oggi, all'interno del quale possiamo navigare tra i vari siti web, effettuare acquisti, trovare informazioni, comunicare e giocare con i nostri amici o parenti. Il vero problema, dunque, è sostanzialmente uno. Perché ci sia un metaverso condiviso, al cui interno le società possano interoperare, è necessario che le stesse società promotrici riconoscano un'entità neutrale che gestisca il grande prato comune del metaverso. Gli avatar che popoleranno il mondo virtuale dovranno avere in sostanza la possibilità di muoversi con la stessa facilità con la quale oggi si riesce a navigare da un sito web all'altro, al di là della velocità della nostra connessione. E dato che ne abbiamo parlato precedentemente, possiamo notare come le diverse aziende intenzionate a investire milioni se non miliardi di dollari in questo spazio digitale stiano facendo gara a chi sarà la prima a creare una piattaforma talmente stabile ed efficiente che dovrà per forza di cosa essere riconosciuta come leader centrale e indiscussa. Al di là poi del problema legato alla neutralità del terreno, vi sono altri nodi cruciali che al giorno d'oggi non possono essere sbrogliati con tanta facilità. Se i visori e la realtà virtuale di cui abbiamo già parlato nella puntata "Tecnologie indossabili: tra smartwatch, visori ed esoscheletri" saranno già disponibili, si dovrà pensare alla risoluzione di numerose problematiche legate ad esempio ai pericoli sociali derivanti da rinchiudersi in un ambiente virtuale alla sicurezza degli utenti, alla gestione della privacy, alle influenze sulla società da tutti i punti di vista e all'egemonia tecnologica che potrebbe crearsi in uno scenario seppur fantascientifico alla Ready Player One. E dunque, cercare di rispondere già oggi a domande che dovranno essere poste quando le basi del metaverso saranno già consolidate forse può risultare un po troppo ambizioso. #### Conclusione - Timestamp: 16:28 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e48 ## Istituto Italiano di Tecnologia: il robot umanoide iCub > Parliamo spesso di intelligenza artificiale; abbiamo visto i suoi [punti di forza](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) e anche gli [aspetti più problematici](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e36?t=240) invece nella puntata di questa settimana abbiamo cercato di dare un “corpo” a questa intelligenza. Nello specifico parleremo di robotica portando l’esempio di [iCub](https://www.iit.it/it-IT/web/icub/), il robot umanoide ideato dall’[Istituto Italiano di Tecnologia](https://www.dentrolatecnologia.it/iit.html) per fare ricerca in questo ambito. Per aiutarci a capire le potenzialità di iCub abbiamo fatto una chiacchierata con [Elisa Maiettini](https://www.dentrolatecnologia.it/elisa.maiettini.html), ricercatrice dell’Istituto Italiano di Tecnologia nell’ambito Humanoid Sensing and Perception. Nella sezione delle notizie invece parliamo di [microrobot](https://pubs.acs.org/doi/10.1021/acsnano.1c06651?goto=supporting-info) per combattere il cancro e della missione di NASA e [ASI](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e18?t=183) per deviare un asteroide. - Stagione: 3 - Episodio: 48 - Data di pubblicazione: 2021-11-27 06:45:00 - Durata: 27:04 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e48](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e48) - Episodi correlati: s3e36 - Tag: elisa maiettini,robot,icub,ricerca,iit,genova,istituto italiano di tecnologia,intelligenza artificiale,robotica,protesi artificiali,computer vision,humanoid sensing and perception,asteroide,NASA,sonda,ASI,LICIACube,microrobot,medicina,cancro,nanotecnologia,farmacologia,farmaci ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Elisa**: Non sarà nel prossimo anno, forse nei prossimi cinque, ma nell'ottica di un inserimento di un robot nella realtà di tutti i giorni, il fatto di avere una struttura umanoide dei processi ispirati comunque all'uomo, permetterà di agevolare l'introduzione di questi robot nel mondo perché il mondo è costruito a misura d'uomo. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con l'Istituto Italiano di Tecnologia di robotica umanoide e di come il progetto iCub stia aiutando la ricerca scientifica in tutto il mondo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Microrobot per combattere il cancro > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:18 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Un gruppo di scienziati cinesi ha realizzato dei microrobot che potranno essere utilizzati nella lotta contro il cancro. Questi microrobot non sono altro che minuscole strutture in "idrogel" stampate in 3D, la cui caratteristica principale è quella di essere biocompatibile. I microrobot realizzati hanno diverse forme, tra cui quelle di un pesce e di un granchio, e dopo la stampa vengono immersi in una soluzione di ossido di ferro. In questo modo, i loro movimenti potranno essere guidati dall'esterno grazie ad un campo magnetico, esattamente come quando si sposta del ferro con una calamita. Infine, i microrobot reagiscono al cambio di acidità, ad esempio aprendo o chiudendo le chele o la bocca. Grazie a questa particolarità, quindi, i ricercatori hanno dimostrato che è possibile trasportare e rilasciare dei farmaci in specifiche zone del corpo. E nel caso di una chemioterapia, questo significherebbe colpire in modo mirato le sole cellule interessate, riducendo al minimo gli effetti collaterali. Ovviamente, questi sono solo dei primi prototipi, e i microrobot necessitano di ulteriori studi e ulteriori migliorie, ma è sicuramente un passo importante verso il futuro della medicina. #### La missione di NASA e ASI per deviare un asteroide > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 02:35 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Alle 7.20 di mercoledì 24 novembre è partito da una base di lancio in California il razzo Falcon 9 di SpaceX, con a bordo la sonda del programma DART, acronimo di Double Asteroid Redirection Test, che avrà come obiettivo quello di colpire un piccolo asteroide a milioni di chilometri di distanza dal nostro pianeta. Il test, voluto da NASA, servirà per capire se sia possibile deviare l'orbita di un corpo celeste, nel caso in cui un giorno dovesse realmente presentarsi la minaccia di un asteroide in rotta di collisione con la Terra. Ed insieme alla sonda principale, che avrà il compito di schiantarsi sul corpo celeste per deviarne appunto la traiettoria, è partito anche LICIACube, ovvero un piccolo satellite grande quanto una scatola di scarpe finanziato e gestito da ASI, con cui abbiamo parlato nella puntata Agenzia Spaziale Italiana, l'innovazione passa dallo spazio, la cui missione sarà quella di registrare e monitorare lo scontro tra la sonda e l'asteroide. #### IIT: il robot umanoide iCub > - Timestamp: 03:49 - Autori: Istituto Italiano di Tecnologia, Elisa Maiettini, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Intelligenza Artificiale, Robotica - Tipologia: Intervista **Davide**: Parliamo spesso di intelligenza artificiale, abbiamo visto i suoi punti di forza e anche gli aspetti più problematici. Oggi però cercheremo di dare un corpo a questa intelligenza. Nello specifico parleremo di robotica portando l'esempio di iCub, il robot umanoide ideato dall'Istituto Italiano di Tecnologia per fare ricerca in questo ambito. Per spiegarci cos'è iCub è con noi Elisa Maiettini, ricercatrice dell'Istituto Italiano di Tecnologia. Benvenuta Elisa. **Elisa**: Ciao a tutti, grazie. **Davide**: Innanzitutto ci spieghi che cos'è iCub e qual'è il suo principale utilizzo. **Elisa**: Si, dunque iCub è un robot cosiddetto umanoide, cioè antropomorfo, all'aspetto di un umano nella fattispecie di un bambino in questo caso, nasce da una base di ricerche nei primi degli anni 2000 e è il primo prototipo realizzato e presentato, ha visto la luce nel 2009 circa, intorno al 2009-2010. Sostanzialmente è una piattaforma di ricerca open source, sia dal punto di vista hardware che dal punto di vista software, che permette di sviluppare e portare avanti ricerca d'avanguardia per quanto riguarda la robotica umanoide un po in tutto il mondo. Qualche dettaglio così interessante è che iCub ha 53 gradi di libertà, cosa vuol dire che ha 53 parti del corpo che possono essere controllati in maniera individuale, quindi produrre dei movimenti naturali tra braccia, gambe, dita, collo, testa, eccetera. **Davide**: Ok e all'interno di questo progetto, tu di che cosa ti occupi come ricercatrice? **Elisa**: Io sono entrata a fare parte di uno dei gruppi che lavora su iCub, che si chiama Humanized Sensing and Perception, circa cinque anni fa, anno in cui ho iniziato il mio dottorato di ricerca e all'interno di questo gruppo mi occupo dell'aspetto di visione e intelligenza artificiale, quindi dello sviluppo di algoritmi di machine learning che permettono al robot di imparare in maniera efficiente a riconoscere, localizzare, distinguere i diversi oggetti, le diverse parti di un'immagine come arrivano dalle telecamere posizionate sui suoi occhi. Quindi in particolare nel nostro gruppo ci occupiamo anche di altri aspetti legati alla percezione come per esempio utilizziamo una tecnologia di sensori capacitivi posizionata sulla scocca di iCub che simula la sensibilità della pelle umana per esempio, quindi permette al robot di capire dove e con quale intensità avviene un contatto con le sue parti del corpo per esempio. **Davide**: Su questo ultimo aspetto che ci hai evidenziato, da quello che ho visto iCub è se non l'unico uno dei pochissimi robot al mondo che hanno questa caratteristica, giusto? **Elisa**: Sì, esatto, la tecnologia che sta dietro a questa pelle se così la vogliamo chiamare è sviluppata proprio all'interno di ITT ed è tra le uniche al mondo che esistono e sicuramente iCub è uno dei pochi robot che ha questa capacità. **Davide**: E perché è importante che un robot umanoide abbia questa capacità? **Elisa**: Per quanto riguarda questa pelle, questa capacità di percepire il contatto, una delle applicazioni e una delle motivazioni forse più evidenti è quella per la sicurezza per esempio. Infatti, per esempio, posizionare questa pelle sulle braccia di iCub permette di, una volta toccato, una volta riconosciuto un contatto con una persona o con un oggetto fisico, di interrompere un movimento, quindi per motivi di sicurezza il fatto di avere un robot che riconosce gli urti, per così dire, ha l'utilità di poter interrompere il processo o aggiustarlo a seconda dell'evenienza. Un altro esempio pratico in cui questa pelle torna ad essere utile è negli esperimenti di presa di oggetti. Infatti, questa stessa pelle l'abbiamo posizionata anche sulle dita, sui polpastrelli delle dita di iCub e permette di aggiustare la presa intorno agli oggetti o appunto intorno ad altri corpi fisici, in corrispondenza del feedback che arriva da questi sensori. **Davide**: Sì, quindi da quello che ci stai facendo capire, iCub è un robot che è pensato per coesistere in un contesto con l'essere umano e quindi la domanda che ti potrei fare adesso è, qual è il senso, la necessità di costruire un robot umanoide? E quando si progetta un robot di questo tipo, anche da un punto di vista estetico, ci sono degli accorgimenti da considerare perché penso che per una persona trovarsi davanti ad un robot ad esempio molto realistico possa fare innescare delle reazioni psicologiche, perché magari appunto c'è troppa somiglianza con l'essere umano. **Elisa**: Sì, esatto, per quanto riguarda l'aspetto umanoide, hai detto bene tu, possiamo distinguere tra un aspetto più tecnico e un aspetto più psicologico. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, l'avere un robot umanoide ha vantaggi e svantaggi. Lo svantaggio evidente è che l'organismo umano che iCub o comunque un robot umanoide cerca di emulare un organismo estremamente complesso e cercare di riprodurlo introduce un livello di complessità molto elevato che spesso in alcune situazioni può rendere alcuni task molto difficili. D'altra parte però ha numerosi vantaggi, soprattutto con una prospettiva a lungo termine. Infatti, un vantaggio a lungo termine è il fatto che, non sarà nel prossimo anno, forse nei prossimi cinque, ma nell'ottica di un inserimento di un robot nella realtà di tutti i giorni, il fatto di avere una struttura umanoide dei processi ispirati comunque all'uomo permetterà di agevolare l'introduzione di questi robot nel mondo, perché il mondo è costruito a misura d'uomo. Poi c'è tutto l'aspetto un po più psicologico, come dicevi tu, e rispetto a questo c'è uno studio, mi sembra, dei primi anni 70, chiamato "uncanny valley", per cui è stata studiata la reazione che questi robot umanoidi suscitavano nelle persone comuni che non ci lavoravano. Ed è stato visto che, in realtà, il grado di accettazione di questi robot cresceva man mano che il robot diventava più simile esteticamente alle persone fino ad un certo punto di rottura. Quindi, dopo un certo punto, il fatto di essere troppo vicino all'essere umano li rendeva quasi ripugnanti e generavano delle sensazioni negative su questi utenti che ci avevano a che fare e quindi c'è questo punto un po delicato da trovare per cui vuoi riprodurre in un certo senso parti dell'organismo umano o parti del suo comportamento, ma senza andare troppo oltre. **Davide**: Sì, nel vostro caso avete progettato un robot umanoide per fare ricerca sulle sue capacità in tutti quegli ambiti in cui un robot potrebbe sostituire l'uomo, mi viene in mente una situazione estremamente pericolosa che metterebbe a repentaglio la vita di un essere umano. Però tutto questo con un robot che ha un aspetto, diciamo, non in cute timore perché ha le dimensioni di un bambino. **Elisa**: Sì, esatto, sostituire o in realtà collaborare con gli umani in qualche modo, in qualche task e sì, infatti la fisionomia richiama chiaramente quella di un bambino, ma per farti un esempio ci sono alcuni prototipi provenienti da altre case giapponesi che mimano anche la pelle umana in termini di estetica, che possono risultare… **Davide**: E quello forse è eccessivo per l'impatto psicologico che potrebbe avere una persona nel vederlo. **Elisa**: Probabilmente sì, probabilmente sì, poi è soggettivo, però diciamo che potrebbe. **Davide**: Passiamo appunto all'intelligenza di iCub, ci spieghi perché anche sotto questo punto di vista l'intelligenza artificiale di iCub è diversa dalle altre intelligenze artificiali che conosciamo? **Elisa**: Dunque innanzitutto forse va data una definizione di intelligenza artificiale, nel senso che ha questo concetto un po fumoso che dipende un po dai settori, viene implementata in modi diversi, se per intelligenza artificiale intendiamo l'insieme delle capacità di cui iCub o un robot sono forniti che possono essere assimilabili ad un'intelligenza, sicuramente iCub per il fatto di essere umanoide, per il fatto di essere open source e per il fatto quindi di essere condiviso da tanti laboratori di ricerca ha sviluppato nel corso degli anni e tutti questi laboratori di ricerca ha una serie di capacità molto diverse e ciascuna diciamo molto interessante, quindi per esempio abbiamo parlato di quello che facciamo noi nel nostro gruppo, nel gruppo di cui faccio parte, per quanto riguarda la visione, per quanto riguarda la pelle. Poi ci sono altri gruppi in cui hanno iCub leggermente diversi, perché non tutti gli iCub sono uguali, hanno un iCub per esempio con delle telecamere al posto degli occhi che sono diverse da quelle a colori che utilizzo io, quelle normali che possiamo conoscere, ma sono cosiddette ad eventi in cui sono particolarmente efficienti per alcune applicazioni perché non mandano uno stream di immagini continuo, ma mandano un'informazione solo nel momento in cui viene percepito un evento, quindi soltanto nel momento in cui si muove qualcosa nella scena, per esempio. E questo è un altro tipo di capacità che RobotEye su cui altri ricercatori stanno lavorando. Oppure c'è tutta la parte più di dinamica e di movimento, quindi ci sono gruppi di ricerca che studiano come far camminare iCub, come fargli mantenere l'equilibrio in certe circostanze e così via. Le capacità che iCub ha accumulato nel corso degli anni vengono da tutti questi laboratori di ricerca che in qualche modo hanno contribuito al successo della piattaforma. **Davide**: Sì, quindi un'unica struttura di base che poi può essere ampliata e modificata con un'intelligenza artificiale che viene sviluppata anche in base alle necessità che si hanno in quel determinato ambito di ricerca. **Elisa**: Esatto, esatto. **Davide**: E a proposito di ricerca, non è scontato che iCub sia un progetto open source, e cioè che le istruzioni per costruirlo e il programma per farlo funzionare sono pubblici. Perché è stata scelta la filosofia dell'open source e che impatto ha avuto sullo sviluppo di iCub? **Elisa**: Sì, infatti, il perché deriva dal fatto che iCub è un progetto di ricerca e nella ricerca uno degli aspetti fondamentali è la condivisione di ciò che si è raggiunto, diciamo, per permettere ad altri ricercatori di partire da quel punto d'arrivo e renderlo per loro un punto di partenza per altri tipi di ricerca. Quindi in questo senso è come se ogni volta non dovessimo rinventare l'acqua calda e quindi avere una piattaforma open source in cui sia i progetti hardware che tutta la parte di codice sono disponibili online e utilizzabili ha permesso a diversi gruppi di ricerca di adottare questa piattaforma e poter costruire sulla base comune che era disponibile. A loro volta questi gruppi di ricerca possono poi collaborare e contribuire al progetto rendendo pubblici i loro raggiungimenti e quindi andare in un loop virtuoso a crescere in termini di ciò che si sa in robotica e ciò che si può fare in robotica. L'impatto che ha avuto è in parte quello, che viene da questa motivazione, quindi innanzitutto ci sono più di 40 iCub sparsi nel mondo, molti in Europa, alcuni in Giappone, quindi ci sono veramente tante piattaforme distribuite tra università, istituti di ricerca. Uno dei contributi, non l'unico, ma uno dei contributi che ha avuto forse più impatto nello sviluppo di iCub è quello banalmente del report di problemi, quindi il fatto che utilizzando una piattaforma, noi che l'abbiamo sviluppata, o meglio chi l'ha sviluppata poi, noi la utilizziamo per un certo scopo e in un certo senso potremmo vedere magari una porzione limitata di utilizzi, mentre portandola in altri laboratori di ricerca con altri scenari di utilizzo ha permesso di testarlo in condizioni delle più disparate in modo da individuare dei problemi che non avremmo potuto trovare, quindi rendere la piattaforma più generale possibile e migliorata. Infatti questo ha portato poi nel corso degli anni ad avere più versioni di iCub, che sta anche crescendo in termini di estatica fisica e quindi un miglioramento continuo della piattaforma. **Davide**: Sì, quindi una condivisione per affinare e migliorare ulteriormente questa piattaforma di ricerca. Quindi abbiamo capito che iCub è un progetto di ricerca e proprio per questo dubito lo vedremo in ambiti industriali. Ci puoi però spiegare quale impatto concreto può comunque avere e ancora di più in futuro potrà avere sulla nostra vita? **Elisa**: Sì, dicevi bene, è molto improbabile che avremo un robot umanoide della portata di iCub, quindi della complessità di iCub in casa o in uno scenario di vita quotidiana sicuramente. Quindi da questo punto di vista non ci siamo ancora. Però è anche vero che le tecnologie che sviluppiamo su iCub possono essere riutilizzate e in un certo senso riciclate separatamente in scenari più contenuti e di più semplice gestione. Per esempio, si potrebbe pensare di utilizzare la tecnologia di visione, gli algoritmi che abbiamo sviluppato nel nostro gruppo su piattaforme più semplici di iCub, magari sempre umanoidi o magari non umanoidi, in un certo senso sfruttano la tecnologia e noi abbiamo sfruttato la tecnologia umanoide per sviluppare queste tecnologie, questi algoritmi, ma poi questi possono essere riutilizzati anche in altre piattaforme. Oppure l'utilizzo e le tecnologie che produciamo come ricerca possono essere utilizzate anche in ambiti completamente diversi. Per esempio, la pelle ha sensori capacitivi di cui parlavo prima, può essere montata su iCub e fare la funzione di pelle, ma può essere usata come sensore di contatto e di pressione in altri contesti e già infatti la stiamo applicando anche ad altri settori. Oppure per esempio alcuni algoritmi di controllo, tecnologie che abbiamo sviluppato per la mano o per afferrare gli oggetti o comunque per muovere il braccio possono essere riportati a dei progetti in cui le stesse tecnologie vengono utilizzate per costruire protesi per esempio per persone amputate. **Davide**: Quindi ci hai parlato di diverse ricerche condotte sulla piattaforma iCub in tutto il mondo e quindi la ricerca potenzialmente può concentrarsi anche su una parte del robot? Penso ad un braccio, una gamba, il sistema di divisione? **Elisa**: Sì, la ricerca su iCub è costituita da una rete di persone che ognuno di ricercatori in cui ciascun gruppo o ciascuna persona si occupa di una parte specifica poi queste vengono integrate e quello che vediamo ne è il risultato. Ma le singole tecnologie che vengono sviluppate possono essere riutilizzate anche in altri settori. **Davide**: In conclusione, volendo anche ampliare la prospettiva, andando oltre anche al progetto iCub, qual è secondo il tuo punto di vista di ricercatrice il ruolo che avranno in futuro all'interno della nostra società i robot? Perché è vero che oggi non siamo circondati, non viviamo a fianco di robot umanoidi, non siamo abituati a vederli, però in realtà comunque i robot rappresentano una parte importante della nostra vita perché la maggior parte dei dispositivi che abbiamo con noi sono in grande parte prodotti da dei robot. Ma quale sarà appunto in futuro il loro ruolo all'interno della nostra società? **Elisa**: Sì, diciamo come hai detto tu i robot sono già tra noi tanto per fare un po di un claim forte e in particolare quello che vedo come prospettiva un po a breve termine e che sta già avvenendo in termini di ricerca e credo anche in alcuni ambiti applicato alla vita reale è di robot non umanoidi ma collaborativi, quindi il fatto che piattaforme robotiche possono essere utilizzate per agevolare alcuni task alle persone o per evitare problemi. Un esempio può essere come dicevi tu in ambito industriale i bracci meccanici che diciamo possono svolgere dei task in maniera automatica, poi ci sono dei filoni di ricerca in cui questi bracci meccanici collaborano, viene studiato il modo più sicuro e intelligente per far collaborare questi bracci meccanici con l'operatore del macchinario in ambito industriale. Altro tipo di aiuto, agevolazione che la robotica può portare in questi settori è per esempio sotto la forma degli esoscheletri, l'esoscheletro è un tipo particolare di piattaforma robotica che può essere indossato da un operatore e in alcune situazioni può sgravare un peso portato dall'operatore oppure aiutarlo in alcuni movimenti particolarmente usuranti altrimenti. Quindi sicuramente questo è qualcosa che sta avvenendo e lo vedo come un impatto a breve termine. Sul lungo termine, dato che lavoro con robot umanoidi, mi viene da dire che in un futuro avremo dei robot umanoidi che potranno collaborare con noi, inizialmente non saranno del grado di complessità di iCub, saranno più semplici, magari non avranno le gambe, avranno le ruote, oppure noi stessi come ITT abbiamo prodotto un altro robot che non è iCub, sempre umanoide con delle semplificazioni in termini di materiali, giunti alle ruote e una delle applicazioni per cui potrebbe essere utilizzato un robot di questo tipo umanoide, potrebbe essere in scenari di riabilitazione, per esempio alcuni dei miei colleghi hanno testato già questo robot, quest'altra seconda piattaforma di cui ti parlavo, in questi scenari di riabilitazione in cui il paziente deve svolgere dei movimenti e il robot osserva i suoi movimenti, capisce se sono fatti nel modo giusto o nel modo sbagliato e se necessario mostra il movimento giusto da svolgere così da correggere il paziente. **Davide**: Bene Lisa, grazie per averci parlato di robot, del vostro progetto di ricerca e appunto come hai risposto a questa ultima domanda, abbiamo sicuramente avuto modo di affrontare il tema in modo estremamente ampio e in modo estremamente chiaro. Grazie, buon lavoro e alla prossima. **Elisa**: Grazie Davide, a presto, ciao. #### Conclusione - Timestamp: 26:12 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e49 ## Gli NFT sono il futuro dell’arte? > Gli NFT o [Non Fungible Token](https://en.wikipedia.org/wiki/Non-fungible_token), di cui ultimamente si sente sempre più spesso parlare e che stanno attirando le attenzioni sia di numerosi investitori, grandi artisti e influencer, è una tecnologia che potrebbe avere interessantissimi sviluppi in tanti ambiti della vita digitale, tra cui il settore dell’arte. È quindi doveroso cercare di capire cosa sono questi NFT, che ruolo ha la [Blockchain](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3?t=299), come si realizzano e come si vendono, ma soprattutto, se avranno o meno un futuro o se si tratta invece di una moda passeggera. Nella sezione delle notizie parliamo degli [elevati costi](https://www.reuters.com/markets/deals/exclusive-d-telekom-vodafone-others-want-us-tech-giants-help-fund-network-costs-2021-11-28/) per la realizzazione dell’infrastruttura 5G, di un parabrezza a [realtà aumentata](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e15?t=277) e infine di come le case automobilistiche stanno investendo nelle [batterie allo stato solido](https://www.stellantis.com/en/news/press-releases/2021/november/stellantis-and-factorial-energy-to-jointly-develop-solid-state-batteries-for-electric-vehicles). - Stagione: 3 - Episodio: 49 - Data di pubblicazione: 2021-12-04 06:45:00 - Durata: 17:16 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e49](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e49) - Episodi correlati: s3e3, s3e41, s3e47 - Tag: Stellantis,FactorialEnergy,batterie,sicurezza,autonomia,reuters,Deutsche Telekom,Vodafone,Netflix,YouTube,Facebook,nft,blockchain,criptovalute,smart contracts,arte,aste online,moda,arte digitale,non fungible tokens,ethereum,metaverso,parabrezza,volvo,realtà aumentata,automobili ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire che cosa sono gli NFT, i non-fungible tokens, a che cosa servono e se saranno effettivamente il futuro del mondo dell'arte e non solo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Per la rete 5G serve l’aiuto dei Big Tech > Fonte: MilanoFinanza.it - Timestamp: 00:59 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: In un momento storico in cui l'industria delle telecomunicazioni è impegnata in massicci investimenti per il 5G, la fibra ottica e le reti via cavo per far fronte all'aumento dei consumi di dati degli utenti per l'utilizzo di servizi streaming e servizi cloud come Netflix, YouTube e Facebook, gli amministratori delegati di Deutsche Telekom, Vodafone e altre 11 importanti società europee di telecomunicazione in una lettera Reuters, sostengono che una vasta e sempre più ampia parte del traffico di rete è generata e monetizzata dalle grandi piattaforme tech, ma richiede continui investimenti e pianificazioni relativi alla rete da parte del settore delle telecomunicazioni. Da questo si deduce che gli AD vorrebbero che i colossi tech statunitensi si facessero carico di alcuni dei costi di sviluppo delle reti di telecomunicazioni europee, poiché ne fanno un uso troppo massiccio e ne trarrebbero gratuitamente un grande vantaggio. #### Un parabrezza a realtà aumentata > Fonte: DMove.it - Timestamp: 02:03 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli ultimi anni nel settore automobilistico è fatto sempre più uso della tecnologia offerta dai display head-up, in grado di proiettare alcune informazioni o sul parabrezza o comunque direttamente ad altezza occhi per evitare distrazioni alla guida. E proprio su questa tecnologia Volvo ha finanziato con due milioni di dollari la startup Spectralist. L'obiettivo è quello di creare una pellicola ottica sottile e trasparente da applicare all'interno del parabrezza dell'auto, in modo da renderlo un enorme display head-up. Grazie a questa pellicola, che è anche in grado di creare un effetto di tridimensionalità, alle immagini proiettate, sarà possibile creare un parabrezza a realtà aumentata, mostrare informazioni come velocità opposizione, ma anche sovrapporre alla strada il percorso di navigazione o altre informazioni utili. Ovviamente le sfide non sono poche, è uno degli aspetti più critici da considerare quello legato alla rottura del parabrezza, agli eventuali aspetti assicurativi. Questi problemi potrebbero essere però risolti creando una pellicola in grado di essere applicata facilmente sul nuovo parabrezza o semplicemente dotando le auto di vetri molto più resistenti. #### Le case automobilistiche investono nelle batterie allo stato solido > Fonte: DMove.it - Timestamp: 03:17 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Batterie - Tipologia: Notizia **Davide**: In seguito all'accordo raggiunto con Vulcan Energy, Stellantis ha recentemente confermato una nuova collaborazione con Factorial Energy per implementare le batterie allo stato solido dell'azienda americana col obiettivo di migliorare fino al 50% l'autonomia dei propri veicoli elettrici. A differenza infatti delle batterie agli ioni di litio, gli accumulatori allo stato solido sono in grado di garantire una densità energetica decisamente maggiore, la quale si traduce in un miglioramento degli standard di sicurezza e soprattutto in termini di consumo che a parità di costo arrivano ad aumentare dal 20 fino al 50% rispetto alle batterie tradizionali. Nonostante i diversi accordi raggiunti con le altre case automobilistiche, tra cui Hyundai e Kia, al giorno d'oggi non sappiamo con che misura le nuove batterie di Factorial verranno implementate in futuro. In ogni caso sarà interessante seguire l'evoluzione di tutte queste collaborazioni per capire se davvero nel giro di qualche anno le case automobilistiche riusciranno a migliorare ulteriormente le auto elettriche di nuova generazione. #### Gli NFT sono il futuro dell’arte? > - Timestamp: 04:40 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Arte & Cultura, Blockchain - Tipologia: Topic **Davide**: 69,3 milioni di dollari. Questo è quanto è costata l'opera "Everydays: the First 5000 Days" di Beeple. Ma cosa ha di tanto speciale? Innanzitutto non è fisica, come un quadro o una scultura, bensì è un'opera digitale. Inoltre è la più costosa opera di un'artista in vita. Ma la vera particolarità sta nella tecnologia che ha permesso di vendere questa immagine ad un prezzo così elevato. La tecnologia in questione è la blockchain, e in particolare il non-fungible token, o NFT, di cui ultimamente si sente sempre più spesso parlare e che stanno attirando le attenzioni sia di numerosi investitori, grandi artisti e influencer. È quindi doveroso cercare di capire cosa sono questi NFT, come si realizzano e come si vendono, ma soprattutto se avranno o meno un futuro o se si tratta invece di una moda passeggera. Partiamo quindi dal capire che cosa sono gli NFT. Prima di tutto è necessario fare una piccola digressione e spiegare in breve cos'è una blockchain, cos'è un hash e cosa sono gli smart contracts. Una blockchain, come dice il nome, non è altro che una catena di blocchi, in cui ogni blocco contiene delle informazioni, ed è collegato al precedente tramite appunto un numero, chiamato hash. Questi hash sono fatti da una sequenza fissa di numeri e lettere e possono rappresentare univocamente un qualsiasi elemento digitale. La particolarità, però, è che mentre dall'elemento si può calcolare l'hash, non può avvenire il contrario e questo quindi ne garantisce l'autenticità. Inoltre, per creare un blocco nella blockchain serve compiere delle operazioni che richiedono del tempo, rendendo quindi difficile se non impossibile modificare le informazioni contenute nella catena. E tutto questo ha reso la blockchain la tecnologia ideale su cui costruire le criptovalute. Tutti questi argomenti, tra l'altro, sono già stati approfonditi in dettaglio nella puntata come minare bitcoin e perché non ha senso farlo. Ma ovviamente con la blockchain non si possono solo realizzare criptovalute, ma si presta anche ad altre numerose applicazioni. Una di queste sono gli smart contracts, o contratti intelligenti, che sono implementati nella blockchain, ad esempio di Ethereum, ed è anche uno dei motivi per cui questa criptovaluta è la seconda più popolare dopo il bitcoin. Ma che cosa sono gli smart contracts? In breve, questi contratti intelligenti non sono altro che delle applicazioni che vengono eseguite nella blockchain. E una volta caricate, ovviamente, non sono più modificabili. In questo modo, come suggerisce il nome, si possono creare dei contratti in cui, se succede un determinato evento, in automatico vengono ad esempio spostati dei soldi da un portafoglio ad un altro. Ma quindi cosa centrano questi contratti intelligenti con gli NFT? Molto semplicemente, i non-fungible token sono degli smart contracts, basati sugli standard ERC721 e ERC1155, che girano principalmente sulla blockchain di Ethereum, ma negli ultimi tempi anche altri concorrenti si sono aggiunti. In particolare, gli NFT ad oggi vengono utilizzati per la compravendita di opere digitali, esattamente come è avvenuto con l'opera di Beeple da cui siamo partiti. Ogni NFT in particolare contiene al suo interno il nome, il titolo, la descrizione, un link esterno all'opera o in generale al file a cui si riferisce e infine l'hash di tale file, che permette di verificare che quell'opera non è stata modificata. Ogni NFT e di conseguenza ogni opera digitale si può quindi considerare unica e certificata, e appunto grazie alla blockchain ognuna di queste opere può essere venduta, comprata o messa su aste virtuali. Ed è proprio questo il motivo per cui gli NFT in così poco tempo sono diventati così popolari. Se infatti nel mondo, per così dire, reale e tangibile è possibile vendere e certificare l'unicità e l'originalità di un'opera d'arte, nel mondo digitale questo risultava prima degli NFT impossibile, in quanto ogni file può essere copiato e riprodotto alla perfezione da chiunque con estrema facilità. Grazie a questa tecnologia invece si riesce finalmente a definire quale opera è originale e quali invece sono delle semplici copie senza valore. Un'altra particolarità degli NFT inoltre è il fatto che una percentuale della vendita di un'opera digitale va sempre al suo autore. In questo modo, se l'opera viene comprata e rivenduta ad un prezzo più elevato, anche l'autore originale avrà guadagnato, contrariamente a quanto avviene ad esempio nel mercato tradizionale. Ma per capire ancora meglio se e quando gli NFT possano essere un'opportunità, una grande moda passeggera destinata a fallire, abbiamo chiesto l'opinione proprio di un artista digitale, Chedworth. Secondo il suo punto di vista, gli NFT sono una grande opportunità, soprattutto per il mondo dell'arte. Prima di tutto questi permettono non solo di vendere opere statiche, come invece succede nel mondo reale, ma ad esempio anche video, animazioni e musiche. Inoltre, come appena detto, la compravendita di NFT garantisce sempre dei guadagni all'artista originale e risolve anche i problemi legati al deterioramento, alla conservazione o agli eventuali danni durante i trasporti. Inoltre, proprio come avviene per le criptovalute, ognuno può conoscere la storia dell'opera, da chi è stata creata a chi è stata venduta e a che prezzo, e ognuno può anche verificare l'autenticità di queste informazioni. Grazie agli NFT si possono anche vendere ad esempio i biglietti dei concerti, che rimarranno poi al proprietario come ricordo, o per essere rivenduti a qualcun altro. E anche in quel caso, anche gli organizzatori ci guadagnerebbero. Infine, un altro esempio è la compravendita di skin per i personaggi dei videogiochi, che potranno essere considerate autentiche e originali. In sostanza, gli NFT sono un'opportunità sia per gli utenti, ma anche per le compagnie e gli autori. Dunque, abbiamo parlato di cosa sono gli NFT, del perché sono utili e così popolari. Ma come si fa a creare un non-fungible token? Innanzitutto, dal momento che tutta questa tecnologia si basa sulla blockchain, è necessario avere un proprio portafoglio di criptovalute. Nel caso di NFT basati su Ethereum, che come abbiamo già detto è la rete più popolare e affidabile per questo tipo di operazioni, ovviamente bisognerà avere un portafoglio Ethereum. Dopodiché le opzioni sono due. Creare e programmare un proprio smart contract NFT e pubblicarlo sulla blockchain, oppure affidarsi ad uno dei tanti servizi di aste online. Questi permettono infatti di creare un proprio account e associarlo al proprio portafoglio, e da lì gestire collezioni ed opere d'arte, comprarle e venderle. Per entrambe le opzioni, però, durante la creazione di un NFT è necessario pagare una certa quantità di criptovaluta, detta gas, che permette alla blockchain di sostenere il costo della creazione dell'NFT, come una sorta di tassa. Per alcune reti in realtà è possibile creare gratuitamente i token, e si perderebbero alcune garanzie, e poi vedremo perché. Il processo quindi, in realtà, è molto semplice una volta ottenuto il proprio portafoglio virtuale. Questo si aggiunge alla lista dei motivi per cui gli NFT sono diventati così utilizzati. I servizi più popolari di creazione e compravendita di NFT sono OpenSea e Rarible. A questi poi si aggiunge CryptoKitties, che è un gioco online basato su questi token, che permette di creare, comprare, vendere e collezionare dei gatti virtuali, un po come se fossero delle carte di Pokémon. E infine un altro sito di successo basato sugli NFT è NBA Top Shot. L'NBA, infatti, è una delle più grandi associazioni che ha colto l'opportunità offerta da questa tecnologia, utilizzandola per vendere i video delle migliori giocate, proprio delle partite organizzate da NBA. Come può essere intuibile, però anche per questa tecnologia non mancano le criticità. Anzitutto, esattamente come le criptovalute, anche gli NFT si basano sulla blockchain. E come è stato ripetuto più volte nelle scorse puntate, questa tecnologia è attualmente estremamente dannosa per l'ambiente, tanto che molti paesi stanno pensando di vietarla o l'hanno già fatto. Inoltre, tutte le garanzie e l'autenticità delle opere create sono appunto salvate su blockchain, e ciò significa che se un domani queste dovessero cessare di esistere, si perderebbero anche tutti i propri NFT. E un ragionamento analogo si può fare per quanto riguarda la sicurezza stessa della blockchain. Nel caso in futuro possa essere in qualche modo violata. Per questo motivo, come detto prima, è meglio pagare una piccola tasse a fidarsi a reti come Ethereum molto popolari, e diminuire al minimo questi rischi, piuttosto che a fidarsi a reti secondarie che potrebbero non avere un futuro garantito. Un altro problema riguarda invece l'esistenza stessa e il recupero dell'opera digitale. Nello smart contract, infatti, come abbiamo visto a inizio puntata, per risparmiare spazio non viene salvato il file in questione, bensì il suo hash, e il file viene salvato come riferimento a un indirizzo esterno. Facendo così però nel momento in cui questo indirizzo smettesse di essere raggiungibile, ad esempio il gestore del sito non paga più il dominio oppure elimina o rinomina il file, l'NFT diventerà pressoché inutile. Un ulteriore problema riguarda poi la vendita di NFT identici, in cui magari cambia solo un insignificante dettaglio, che genera un hash completamente diverso. In questo modo l'autore di un'opera potrebbe rivendere la stessa più e più volte, aumentando i suoi guadagni ma di fatto truffando i suoi compratori. Ciò, ovviamente, nel mercato dell'arte tradizionale non avviene, ed è un problema che anche questo in qualche modo dovrà essere risolto, e che ora si basa strettamente sulla fiducia. Infine, le ultime criticità ad affrontare riguardano sicuramente il copyright e il diritto d'autore. Come le criptovalute, anche gli NFT molto spesso non sono ancora regolamentati, e quindi è molto facile che tanti autori vendano opere in parte o completamente protette da diritti d'autori, di fatto violandoli. In conclusione, quindi, gli NFT potranno seriamente essere una grande opportunità per molti, dagli artisti, agli organizzatori di eventi o ai giocatori online. E se e quando verrà creato un metaverso di cui abbiamo parlato qualche puntata fa, i non-fungible tokens potranno avere un ruolo ancora maggiore, per quanto riguarda ad esempio la compravendita di skin o di oggetti virtuali, magari venduti direttamente dai più famosi marchi della moda, garantendone quindi, ancora più di quanto succede nel mondo reale, l'autenticità. Ma al pari delle criptovalute, prima di essere veramente pronti e fruibili nella vita di tutti i giorni, intero mondo della blockchain dovrà subire una trasformazione per risolvere le principali criticità. E fino a quel momento, probabilmente, quello degli NFT resterà un mondo sicuramente affascinante, interessante per molti, ma in cui solo pochi saranno protagonisti. #### Conclusione - Timestamp: 16:24 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e50 ## EOLO: internet veloce anche nei piccoli comuni > Abbiamo avuto più volte occasione di approfondire il tema della [connessione](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243) e di quali tecnologie portino Internet all’interno delle nostre case. Ci siamo però resi conto che non sempre la [fibra ottica](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e36?t=304) può essere la soluzione migliore sia per i costi, sia per i tempi di installazione. In questa puntata proveremo a fare un focus sulla tecnologia FWA, fixed wireless access, grazie all’aiuto di [Alessandro Favole](https://www.dentrolatecnologia.it/alessandro.favole.html), direttore delle vendite di [EOLO](https://www.dentrolatecnologia.it/eolo.html), principale società in Italia che opera in questo settore. Nella sezione delle notizie parliamo della sanzione ad Amazon da parte di [AGCM](https://www.agcm.it/) e dell’[attacco hacker](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e44?t=235) agli ospedali di Padova. - Stagione: 3 - Episodio: 50 - Data di pubblicazione: 2021-12-11 06:45:00 - Durata: 27:06 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e50](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e50) - Episodi correlati: s2e36, s3e10 - Tag: AGCM,Amazon,multa,logistica,ricorso,ulss6,padova,ospedale,cybersecurity,auls,attacco hacker,eolo,internet,fwa,alessandro favole,fixed wireless access,digital divide,piccoli comuni,aree bianche,aree grigie,fibra ottica,5g ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Alessandro**: Il nostro è un meraviglioso paese, morfologicamente è un paese comunque complicato per distribuire la fibra in casa di tutte le oltre 20-22 milioni di unità immobiliari. L'FWA è una tecnologia che riesce a portare in casa del singolo cliente connessioni molto importanti, ma tramite onde radio. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con EOLO di FWA, Fixed Wireless Access, una tecnologia per connettersi a Internet ad alta velocità senza la necessità di cavi e che ha l'obiettivo di ridurre ulteriormente il divario digitale nel nostro Paese. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Gli scorsi giorni l'autorità garante della concorrenza e del mercato, meglio nota come antitrust, ha multato Amazon, e in particolare varie società controllate dal colosso dell'e-commerce, con l'accusa di abuso di posizione dominante nei servizi di logistica riguardanti il territorio italiano. #### Amazon sanzionata da AGCM per oltre 1 miliardo > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:23 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Finanza, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Con un'ammenda da 1.128 milioni di euro, la GCM ha deciso di penalizzare Amazon per aver intrapreso una posizione di assoluta dominanza nel mercato italiano dei servizi di intermediazione su Marketplace, che le ha consentito di favorire il proprio servizio di logistica rispetto alla concorrenza, danneggiandone di fatto l'operato sul territorio nazionale. Non si è fatto attendere la risposta della società statunitense, da quale si è esposta ufficialmente contro il provvedimento, dichiarando di essere in profondo disaccordo con tale decisione e di voler presentare un ricorso affinché la GCM possa eventualmente rivalutare o ridimensionare il valore della sanzione. Lo scorso 3 dicembre, l'azienda sanitaria AULSS 6 EUGANEA, che gestisce i servizi sanitari di più di 900.000 persone nella provincia di Padova, ha subito un attacco hacker che ha bloccato tutti i sistemi informatici dell'azienda. #### Attacco hacker agli ospedali di Padova > Fonte: AULSS 6 - Timestamp: 02:25 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Fortunatamente i danni sono stati limitati isolando i server e i computer attaccati, e al momento più di un terzo delle postazioni di lavoro sono state controllate e sono pronte ad essere ripristinate. Attualmente però quasi tutti i servizi sono bloccati o rallentati, ciò è dovuto principalmente al fatto che molte operazioni si stanno svolgendo su carta. Sono invece stati riattivati quasi immediatamente i servizi e le attività legate alle vaccinazioni e i punti tampone, seppure anche in questo caso con qualche rallentamento. L'azienda sta collaborando sia con enti e consulenti pubblici e privati, sia con l'università di Padova, per risolvere al più presto il problema e scoprirne la natura. Questa situazione ci fa comprendere ancora quanto bisogna lavorare sul fronte della sicurezza informatica, soprattutto per quegli enti fondamentali in tempi di emergenza. #### EOLO: internet veloce anche nei piccoli comuni > - Timestamp: 03:47 - Autori: EOLO, Alessandro Favole, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Internet - Tipologia: Intervista **Davide**: Abbiamo avuto più volte occasione di approfondire il tema della connessione, di quali tecnologie portino internet all'interno delle nostre case. Ci siamo però resi conto che non sempre la fibra ottica può essere la soluzione migliore, sia per i costi sia per i tempi di installazione. Oggi perciò faremo un focus sulla tecnologia FWA, Fixed Wireless Access, e per parlarne è con noi Alessandro Favole, direttore delle vendite di EOLO, principale società italiana che opera in questo settore. Benvenuto Alessandro. **Alessandro**: Ciao Davide, buongiorno a tutti e grazie dell'opportunità di raccontare il nostro meraviglioso mondo. **Davide**: Esatto, partiamo proprio da questo. Chi è EOLO e a chi si rivolge? Chi sono i vostri clienti? **Alessandro**: EOLO è un'azienda del settore delle telecomunicazioni, siamo leader italiani ma posso dire anche europei come dicevi tu del Fixed Wireless Access, che è una tecnologia che mischia la tecnologia fissa con la tecnologia su onde radio. Noi vendiamo ormai con successo da 16 anni questa nostra tecnologia proprietaria che ci ha consentito di portare avanti la nostra missione, che è quella del portare Internet dove gli altri non arrivano. E una missione di grandissima importanza perché garantisce l'accesso democratico ad Internet occupandoci di, come dire, includere in questo mondo digitale sia le famiglie, sia le imprese di qualsiasi dimensione, che la pubblica amministrazione. Siamo nati come una realtà locale, dicevo appunto 15-16 anni fa in provincia di Varese, oggi siamo un operatore nazionale con una rete ampiamente distribuita su tutto il Paese che copre i 6.800 comuni, circa 7.000 totali, con oltre 3.600 ripetitori. Rispondo alla seconda parte della domanda, come dicevi tu a chi è rivolto al nostro servizio, il nostro servizio è rivolto a tutto il mercato, quindi partiamo dalle famiglie a cui forniamo connettività che le consentono di entrare nel mondo della digitalizzazione tra 30 e 100 megabit, quindi offerte consumer sostanzialmente, offerte alle imprese, dicevo prima, di qualsiasi dimensione, perché abbiamo tagli di banda che soddisfano veramente qualsiasi esigenza, arrivando fino a un gigabit simmetrico garantito. Lo racconto magari per quelli meno avvezzi, simmetrico vuol dire che la connessione garantita al 95% fino alla banda nominale, nel caso massimo un gigabit, sia dalla rete verso la sede del cliente che dalla sede del cliente verso la rete, quindi sia in download che in upload. Questa è diciamo la nostra missione. **Davide**: Ok, puoi spiegarci poi addosso più nel dettaglio, appunto ho citato all'inizio la connessione fibra ottica che dalla centrale arriva fino alla nostra casa, ci spieghi invece come è strutturata una infrastruttura, quindi una connessione FWA? **Alessandro**: Certo, diciamo oggi nel mercato ci sono tre tecnologie fondamentali, la prima è quella che annunciavi tu, che si chiama FTTH, Fiber to the Home, è la fibra vera, è la fibra che anche AGCOM definisce col bollino verde ed è la fibra che dalla centrale telefonica arriva direttamente nell'appartamento, nello stabilimento, nell'ufficio della pubblica amministrazione, FTTH. C'è una soluzione mista che si chiama FTTC, che è mista a fibra-rame, la fibra arriva sostanzialmente fino a un armadio di strada, a un cabinet, che può avere una distanza variabile della sede del cliente da pochi metri a diversi chilometri e l'ultimo tratto è distribuito in rame, queste tecnologie sono performanti ma ovviamente non come le FTTH, perché il rame ha un'attenuazione di segnale tanto più ci si allontana da questo armadio di distribuzione. E poi c'è l'FWA, che è una tecnologia mista tra la fibra ottica che viene portata sotto delle antenne nella modalità FTTH, quindi Fiber to the Antenna e dall'antenna verso la sede cliente sia esso consumer, aziendale o pubblica amministrazione, viene distribuito tramite onde radio, le onde radio possono essere o in banda libera, quindi non c'è sostanzialmente un'assegnazione delle varie frequenze di distribuzione, o su banda licenziata, il ministero attribuisce negli anni tramite bandi delle bande dedicate ad ogni singolo operatore, noi siamo licenziatari, quindi siamo assegnatari di le cosiddette onde millimetriche, sono onde ad altissima frequenza, 26 e 28 gigahertz, che si consentono di distribuire al singolo cliente una banda dedicata su queste onde, però di essere stato abbastanza chiaro, poi è un mercato che tutti ormai hanno, su quale hanno abbastanza dimestichezza. **Davide**: Sì, c'è molta più informazione oggi su questi campi che è in passato, e però la domanda è, perché allora esiste la necessità di coprire delle zone con delle antenne e non arrivando ad esempio con il filo, come abbiamo detto, nella tecnologia FTTH fino alla casa? **Alessandro**: Allora, ovviamente, la miglior tecnologia oggi disponibile si chiama FTTH, che ha però delle implicazioni in termini di costi di installazione, il nostro è un meraviglioso paese fatto di montagne, colline, e ortograficamente, morfologicamente è un paese comunque complicato per distribuire la fibra in casa di tutte le oltre 20, 22 milioni di unità immobiliari, sia o non essere consumer, sia o non essere aziendale. L'FWA è una tecnologia che associa la disponibilità di banda, quindi riesce a portare in casa del singolo cliente connessioni molto importanti, riducendo i costi di distribuzione, perché non è previsto uno scavo, non è previsto un collegamento anche verticale, immaginate condominio dove bisogna salire con la fibra a diversi piani nei vari appartamenti, ma tramite onde radio, quindi si installa una semplice parabolina, nel nostro caso facciamo ovviamente tutto noi, il cliente non ha nessun obbligo e nessuna preoccupazione per attivare il servizio, abbiamo oltre 2 mila tecnici specializzati in Italia che arrivano, installano la parabola, la orientano verso la stazione radiobase che radia il servizio e da lì si entra nel magico mondo di internet. **Davide**: Quindi come dicevo anche nell'introduzione è un procedimento di installazione più rapido di quello di una connessione via cavo? **Alessandro**: Assolutamente sì, nel senso che noi abbiamo delle installazioni, addirittura che chiamiamo installazione rapida, oggi che è lunedì tu firmi il contratto, entro venerdì hai il servizio attivato, sia che tu sia un cliente privato sia che tu sia un'impresa. È chiaro che là dove superiamo, soprattutto per le grandi aziende, connettività sopra i 100 megabit garantiti, allora sono tagli di banda sulle quali dobbiamo personalizzare e progettare la connettività, ci vuole un po di tempo in più, però diciamo nel 95% dei casi siamo in grado di distribuire il servizio entro 5 giorni dalla firma del contratto. **Davide**: Sì e penso che questa cosa sia stata molto utile durante i mesi di lockdown in cui delle persone che avevano una connessione molto lenta si sono rese conto che avevano immediatamente bisogno di qualcosa di pronto all'uso che migliorasse di molto la loro presenza online e appunto penso che in questo caso era questa una soluzione più che ottima per le loro esigenze. **Alessandro**: Hai centrato il tema infatti sia in termini di banda che abbiamo dovuto gestire, noi dalla sera alla mattina abbiamo avuto un incremento di traffico sulla nostra rete superiore al 60% nel primo lockdown dello scorso marzo-aprile, non solo abbiamo avuto moltissima richiesta di nuove connessioni e ovviamente il fatto di fornirla in tempi così rapidi ci ha consentito di aiutare le persone ad abilitarsi, soprattutto lo smartworking. Vedendo poi il traffico su quali applicativi gira ti dico che abbiamo veramente dal punto di vista dell'app link quindi da sede del cliente verso la nostra rete ha duratreplicato la capacità di banda che abbiamo garantito ai nostri clienti. Soprattutto con queste applicazioni penso anche al gaming per i nostri giovani la banda in app link è una banda fondamentale perché se no crea la famosa latenza cioè il ritardo di risposta rispetto alla richiesta fatta dal cliente di visitare un sito o di interagire con altre persone sia per smartworking sia per gaming. **Davide**: Sì e poi hai parlato anche di velocità di banda quindi di velocità di connessione in confronto alla connessione via cavo si possono raggiungere appunto ai citato di 100 mega addirittura il gigabit si possono raggiungere le stesse velocità e potranno addirittura migliorare in futuro queste velocità si potrà raggiungere anche valori più elevati? **Alessandro**: Assolutamente sì, ovviamente è tutta una tecnologia in grande sviluppo, oggi noi distribuiamo come ti dicevo sui clienti consumano un servizio a 100 megabit, nei nostri laboratori stiamo già testando il 300 megabit che lanceremo con l'inizio del prossimo anno fiscale, noi abbiamo una chiusura a marzo e quindi con ogni probabilità ad aprile lanceremo un servizio. Resta inteso invece che avendo una definizione di VHCN cioè il MISE dichiara che la nostra tecnologia, la FWA è praticamente al pari del FTTH che oggi fa 1 giga e 300 megabit in upload, anche la nostra tecnologia sta puntando nei prossimi 2-3 anni a raggiungere il gigabit in modalità consumer quindi passando dal 100 fino al gigabit. **Davide**: Per tutti i clienti quindi? **Alessandro**: Assolutamente sì, è chiaro poi ci vuole un investimento importante sulla rete perché la distribuzione quindi dalla stazione radiobase, dal traliccio verso casa dei clienti prevede una nuova tecnologia che va comunque installata quindi oggi abbiamo oltre 3600 antenne che vanno ovviamente upgrade su questa nuova tecnologia. **Davide**: Sì, e visto che voi principalmente distribuite internet via etere, attraverso queste antenne, si potrebbe fare un po il paragone con una connessione di rete mobile. Adesso sappiamo che il 5G, il protocollo 5G sta iniziando a prendere piede anche quest'anno nel nostro Paese, però perché è difficile pensare appunto a un'abitazione coperta da una connessione in 5G? **Alessandro**: Allora, diciamo, oggi in maniera forse un po maldestra perché come dici tu no, c'è tanta informazione sulle tecnologie che ormai sono consolidate, un po meno sul 5G, che sembra un po una chimera. Il 5G non è una tecnologia suono mobile, è una tecnologia mobile ma anche fissa come la nostra, deve utilizzare alcune frequenze per essere distribuita sul mercato. La differenza sostanziale tra un 5G mobile e un 5G fisso è dovuta ai parametri cosiddetti di qualità della connessione. Tutti parlano di velocità di picco, nessuno però parla ad esempio di latenza o di jitter che introducono, no? La latenza, come raccontavo prima, è il ritardo di risposta tra l'interazione che ha il cliente rispetto alla risposta della connessione. E il jitter invece garantisce una stabilità di connessione che è un altro elemento molto importante. Allora, la differenza tra una connettività mobile e una connettività fissa sta proprio in questi due parametri. Oggi la latenza ad esempio su fibra, così come sulle nostre connessioni dedicate, è nell'ordine di 1-2 millisecondi per modalità di accesso, sulle altre tecnologie saliamo di un'ordine di grandezza, 10-20 millisecondi. Così anche il jitter su una connettività fissa è molto più stabile perché l'operatore dimensiona la propria rete rispetto al numero di clienti che deve gestire in maniera fissa, sa dove sono, come sono localizzati, conosce i profili di consumo dei singoli clienti. Immaginate invece una BTS mobile, una radio mobile, una stazione radio base mobile che se messa ad esempio su un arco stradale, autostradale, riceve magari in questo momento passa solo un'automobile e quella satura tutta la banda. Magari c'è un ingorgo, c'è un incidente e in quel momento passano centinaia di SIM che si collegano a quella stazione radio base. La probabilità che quella stazione radio base vada in saturazione ovviamente è molto più alta. Quindi queste sono le differenze fondamentali. Così come nel cappello FWA oggi rientrano anche soluzioni che sono soluzioni mobile, così definite LTE, dove tramite una SIM che viene posizionata all'interno della casa, che intercetta il segnale radio da una stazione mobile, si riescono a utilizzare connessioni che però ahimè hanno questo tipo di prestazioni inferiori, se mi posso permettere di dire. Perché? Perché ovviamente l'operatore non può dimensionare rispetto a un traffico che è viaggiante, non è difficile da ipotizzare. Ci sono algoritmi ovviamente evoluti, ma è difficile capire se su quella BTS in questo momento ci sono tra dieci cento utilizzatori. Cosa diversa su una connettività fissa, perché gli utilizzatori e il profilo di traffico sono mediamente noti. **Davide**: Ok, perfetto. Un altro aspetto su cui secondo me ha senso soffermarsi è l'aspetto sociale del vostro lavoro, dei servizi che fornite. E cioè in Italia come dicevi ci sono tantissimi piccoli comuni e che spesso non sono coperti da una stabile e rapida connessione a internet. E quindi questo, in gergo definiamo digital divide, porta molto spesso anche oggi che la connessione a internet è diventata imprescindibile molte persone a spostarsi in centri urbani più ampi e più strutturati. E quindi il vostro lavoro come riesce invece portando internet tramite antenne anche nei posti più sperduti a favorire invece queste realtà più piccole? **Alessandro**: Allora anche qui diciamo che ci sono tre elementi fondamentali che vorrei toccare. Il primo, il nostro posizionamento, te l'ho raccontato all'inizio, noi siamo internet dove gli altri non arrivano, storicamente abbiamo evitato di portare connettività nelle grandi metropoli, nei grandi centri urbani. Perché lì ovviamente c'era già disponibilità di servizio e altissima concorrenza, ci siamo invece dedicati a quelle aree a cui accennavi tu, le aree rurali, le aree suburbane, dove soprattutto nei comuni sotto i 5000 abitanti le connessioni erano o assenti totalmente o scadenti. Perché? Perché erano cosiddette aree a fallimento di mercato, cioè i grandi operatori non hanno investito perché non c'era un ritorno economico con le tecnologie wired, quindi col filo che si utilizzavano. Noi invece abbiamo proprio per missione cominciato a investire in quelle aree, quindi buona parte anche dei nostri clienti, la quasi totalità oggi vive in quelle aree. Hai toccato il tema dello spopolamento che noi abbiamo cavalcato negli ultimi tre anni con un progetto molto importante che si chiama "EOLO Missione Comune". E un progetto che ha restituito al territorio il valore che noi abbiamo creato attraverso una politica di premi per i singoli comuni che partecipavano come una piattaforma di gaming votando il proprio comune. Negli ultimi tre anni abbiamo restituito tre milioni del nostro fatturato per consentire a questi piccoli comuni, comuni con bilanci molto piccoli, di digitalizzare alcuni aspetti della loro vita quotidiana. Rendendo quindi inclusiva l'esperienza di quei cittadini che sono cittadini italiani, non sono cittadini serie B, sono esattamente cittadini come quelli delle grandi metropoli. Non solo, ma l'abbiamo vissuto anche in pandemia con lo smartworking, molte persone sono andate a vivere nella seconda casa, nella casa di campagna, nella casa di montagna, nella casa al mare e quindi hanno potuto apprezzare il fatto di poter utilizzare connettività robusta. Ultimo, ma non ultimo, anzi forse il più importante, da aprile di quest'anno noi, sentendo molto forte questa missione, abbiamo addirittura variato il nostro statuto sociale e siamo diventati una società benefit, prima tra le aziende delle telecomunicazioni, una società che oltre a creare valore per i propri azionisti, vuole creare valore per tutti gli stakeholders, quindi anche per l'ambiente che ci circonda, per le persone che non avevano connettività. Questo è esattamente il nostro nuovo approccio al business che stiamo ormai, ripeto, cavalcando da diversi anni, stiamo anche ulteriormente incrementando la nostra certificazione, partecipando al progetto di B Corp. **Davide**: Ho capito, poi in realtà amplio la domanda rispetto a quello che ti chiedevo prima, ho parlato di piccoli centri urbani, però effettivamente, come dicevi anche tu all'inizio, pensiamo anche al tema delle aziende, piccole aziende che si trovano in un territorio o comunque attività professionali, pensiamo a un agriturismo in mezzo ad una campagna e che ha possibilità, grazie alle vostre tecnologie e al vostro servizio, di ampliare il proprio bacino di utenza, quindi può essere anche un arricchimento economico per la nostra società che sappiamo essere molto turistica. **Alessandro**: Assolutamente, il 60% delle piccole e medie imprese insiste in comuni sotto i 5000 abitanti e addirittura anche grandissime imprese, grandi in sedimenti industriali o per spazi necessari o anche per costi, perché avere degli stabilimenti molto importanti, è meglio farli all'esterno delle città dove magari anche il terreno ha dei costi più abbordabili, hanno potuto usufruire delle nostre connettività. Quindi noi ci focalizziamo per essere abilitatori non solo delle famiglie, con lo smartworking e col gaming, anche delle imprese, oltre 70.000 imprese sono nostre clienti e anche tutto il mondo della pubblica amministrazione. Siamo stati settimana scorsa a Parma all'incontro al convegno nazionale di Anci, che è l'associazione dei comuni italiani, siamo ormai da due anni main sponsor, e abbiamo toccato con mano la presenza di sindaci che passavano dal nostro stand chiedendoci, e noi magari siamo già presenti, quando arrivate con la connessione? Noi siamo già presenti e possiamo dare un grande servizio a tutto il Paese. **Davide**: In conclusione ti chiedo, in prospettiva futura, secondo voi quali saranno le tecnologie protagoniste per sopperire nel nostro Paese al digital divide? **Alessandro**: Se la guardo da qui a 10 anni è sempre complicato fare previsioni in un settore altamente tecnologico e con un arco temporale così ampio, però tutti gli studi di settore, tutte le più importanti società di ricerca, individuano due tecnologie. La prima tecnologia è l'FTTH, che soprattutto col nuovo piano di resilienza, il PNRR, avrà una grande diffusione, abbiamo partecipato anche all'intervento del ministro Colao che ha raccontato come saranno distribuiti i fondi da qui al 26, quindi la prima tecnologia sarà l'FTTH, ma rimarrà prepotente, qualcuno dice, intorno al 20% di Marche Share, anche l'FBA, come tecnologia alternativa nelle aree dove sarà molto difficile e continuerà a essere difficile portare l'FTTH e dove comunque ci saranno un numero di italiani particolarmente importante. Quindi le due tecnologie che vediamo sono queste, il rame piano piano nei prossimi 10 anni andrà a scomparire e sostituito da queste due. **Davide**: Va bene, grazie Alessandro per averci spiegato nel dettaglio questa tecnologia e la vostra attività. Buon lavoro e a presto. #### Conclusione - Timestamp: 26:14 - Tipologia: Conclusione **Alessandro**: A presto, grazie Davide. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e51 ## Ghost e Cloud kitchen: quando la cucina diventa un servizio > Negli ultimi due anni le nostre abitudini legate alla vita lavorativa e privata sono cambiate drasticamente. E nel bel mezzo della pandemia, i lavoratori della [Gig Economy](https://www.treccani.it/vocabolario/gig-economy_%28Neologismi%29/) hanno ricoperto un ruolo fondamentale nel dare un senso di normalità e mantenere in vita settori che altrimenti non sarebbero sopravvissuti alla crisi come quello della ristorazione. Proprio questa dinamica ha dato una fortissima spinta al concetto di “Kitchen-as-a-Service” e in questa puntata proveremo a capire come si stanno sviluppando modelli di business, come la Ghost kitchen e la Cloud kitchen, basati sulla tecnologia che rendono le cucine sempre più un [servizio](https://www.sciencedirect.com/topics/social-sciences/service-society). Nella sezione delle notizie parliamo dell'acquisto degli studi [RTFKT](https://rtfkt.com) da parte di Nike per “entrare” nel [Metaverso](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e47?t=279), di Apple che ha introdotto con iOS 15.2 la gestione dell’[eredità digitale](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e44?t=197) e infine di [Sky](https://www.sky.it) che abbandona il digitale terrestre a favore dello streaming. - Stagione: 3 - Episodio: 51 - Data di pubblicazione: 2021-12-18 06:45:00 - Durata: 16:06 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e51](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e51) - Episodi correlati: - Tag: telecomunicazioni,gigeconomy,fooddelivery,hamburger,ghostkitchen,Helbitzkitchen,cloudkitchen,Kuiri,MrBeastBurger,economiacircolare,nike,nft,metaverso,blockchain,moda,ereditàdigitale,privacy,Apple,iOS,account,Sky,digitaleterrestre,streaming,televisione,piattaforme ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proveremo a introdurre due concetti, quello della Ghost Kitchen e della Cloud Kitchen e di come si stanno sviluppando modelli di business basati sulla tecnologia per rendere le cucine sempre più un servizio. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Le scarpe Nike per il metaverso > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:00 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Blockchain - Tipologia: Notizia **Davide**: Due settimane fa abbiamo parlato di come gli NFT possano essere tra le colonne portanti del metaverso, in quanto sarà possibile vendere oggetti d'arte o di moda, garantendone l'autenticità. E a questo proposito Nike non si farà sicuramente trovare impreparata. L'azienda infatti ha da poco acquistato RT FKT Studios, una realtà che sfrutta proprio gli NFT per vendere oggetti virtuali da collezione e in particolare sneakers. Lo scopo di Nike, infatti, è proprio quello di essere tra le prime aziende a imporsi in settori emergenti, come quello dei non-fungible tokens e del metaverso, creando una linea di abbigliamento virtuale dedicata che potrà essere usata ad esempio per personalizzare il proprio avatar virtuale. E per fare un esempio proprio a febbraio, RTKFT ha venduto delle sneakers sia reali che virtuali, guadagnando più di 3 milioni di dollari e vendendo oltre 900 NFT. Quello del metaverso tra l'altro è un mondo ancora tutto da definire, ma la scelta di Nike sembra molto chiara nel voler essere tra i principali brand protagonisti del futuro mondo virtuale. #### Apple introduce la gestione dell’eredità digitale > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:11 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Diritto, Privacy, Social - Tipologia: Notizia **Davide**: Viviamo in un mondo fortemente interconnesso, nel quale l'eredità delle persone ormai decedute non equivale più solamente ai classici beni materiali e monetari, ma anche a quelli digitali, composti da account o profili social in cui dimorano contenuti abbandonati e spesso irrecuperabili da parte degli eredi. Di questo tema ne avevamo già parlato nella puntata C'è vita digitale dopo la morte, dove l'avvocato Svevo Antonini ci aveva spiegato nel dettaglio quali sono alcune tra le diverse soluzioni che ci consentono di gestire in maniera ottimale il nostro patrimonio digitale. E tra tutte queste, tramite l'ultimo aggiornamento software, si è aggiunta anche quella di Apple, la quale consentirà di indicare fino a 5 utenti che, in caso di morte certificata dal proprietario, avranno la possibilità di ricevere una chiave di accesso per entrare nel suo account e recuperare tutti quei beni digitali che altrimenti sarebbero rimasti inaccessibili. #### Sky abbandona il digitale terrestre per lo streaming > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:09 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, TV - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualche giorno fa, Sky ha comunicato che a partire dal 1 aprile 2022, tutti i programmi tv del proprio palinsesto non verranno più trasmessi con il digitale terrestre, bensì tramite internet. Nelle prossime settimane, dunque, i clienti che attualmente utilizzano Sky tramite digitale terrestre riceveranno un'offerta specifica alla quale verrà abbinato un nuovo decoder, che consentirà la visione del palinsesto di Sky tramite rete internet. In ogni caso, la piattaforma televisiva ha predisposto anche alcuni canali di backup per gli eventi live, tra cui SkySport Uno e SkySport Calcio, che potranno essere seguiti anche con il digitale terrestre, nel caso in cui la connessione ad internet non dovesse fornire la potenza necessaria per la visione in streaming. Tale decisione rispecchia alla perfezione la direzione a cui stanno puntando le principali emittenti televisive come RAI e Mediaset, che da diverso tempo stanno investendo sempre più risorse nelle rispettive piattaforme streaming, le quali nei prossimi anni potrebbero diventare la modalità di fruizione di contenuti preferita dagli utenti. #### Ghost e Cloud kitchen: quando la cucina diventa un servizio > - Timestamp: 04:30 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Negli ultimi anni le nostre abitudini legate alla vita lavorativa e privata sono cambiate drasticamente. Concetti come didattica a distanza e smartworking sono penetrati nella nostra quotidianità come un fulmine a ciel sereno e per diversi mesi hanno permesso a milioni di persone in tutto il mondo di continuare la propria attività lavorativa e scolastica nonostante le restrizioni imposte per la grave situazione pandemica. In questo lasso di tempo però ci siamo resi conto che le telecomunicazioni hanno reso il lavoro molto più flessibile, consentendo a tutte le persone costrette a lavorare da casa di interagire più velocemente gli uni con gli altri. Ma al di là delle varie attività telematiche è affiorato recentemente anche il concetto di "gig economy", il quale ha accelerato vertiginosamente l'interesse nel lavoro part time e freelance a discapito di professionisti che richiedono contratti fissi o a tempo pieno. E nel bel mezzo della pandemia mondiale da covid-19 i lavoratori della gig economy hanno ricoperto un ruolo fondamentale nel dare un senso di normalità e mantenere in vita settori che altrimenti non sarebbero sopravvissuti alla crisi come quello della ristorazione. Sebbene infatti i dipendenti regolari come camerieri e baristi siano risultati purtroppo superflui durante il lockdown, rider e fattorini hanno contribuito in maniera sostanziale a tenere in galla diverse attività di ristorazione che senza la possibilità di consegnare a domicilio probabilmente oggi risulterebbero chiuse per sempre. E nonostante l'importanza cruciale che ha ricoperto negli ultimi anni il food delivery, per come si sta approcciando al settore alimentare, resterà sicuramente ancorato alle nuove abitudini di consumo di milioni di persone anche dopo la fine della pandemia. Anche perché il trend a cui sta puntando questo settore, oltre ad espandere il servizio in centri meno urbanizzati delle città, riguarda la tipologia di cibo che può essere consegnato ai consumatori. Se infatti qualche anno fa le pietanze più richieste erano principalmente quelle più comode da consegnare, come pizza, hamburger o sushi, la nuova estensione del food delivery pare voglia ricreare in casa, nella maniera più fedele possibile, l'esperienza di un ristorante. Ultimamente, infatti, un numero sempre maggiore di famiglie ha iniziato a ordinare non più un singolo pasto, ma interi pranzi o cene, che partono dall'antipasto e arrivano fino al dessert. E proprio per la legge economica di domanda e offerta, ecco che un numero sempre maggiore di ristoranti ha iniziato a concepire il delivery anche in termini di packaging, inserendo ad esempio istruzioni per l'assemblaggio del menù o persino per il completamento della cottura direttamente da casa. Per queste ragioni, legate principalmente alla diffusione a macchia d'olio del food delivery, sta emergendo nel nostro Paese un nuovo concetto di cucina, che predilige oltre che la preparazione dei piatti cosiddetti fast, anche portate particolari riconducibili essenzialmente all'operato di un vero e proprio ristorante. Le cosiddette Cucine Fantasma o Ghost Kitchen sono infatti il risultato del consolidamento e della capillarizzazione di servizi di consegni a domicilio come Just Eat, Deliveroo, Uber Eats e Glovo, senza i quali i nuovi format del settore ristorativo come le Ghost Kitchen non potrebbero restare a galla. Questo nuovo concetto di cucina in realtà non si discosta molto da quello a cui abbiamo sempre fatto riferimento, ovvero tutte quelle postazioni presenti nei ristoranti, che grazie anche a una moda dell'ultimo decennio sono diventati in certi casi una parte visibile dell'intero locale, ma che per forza di cose in un certo periodo sono rimaste nascoste alla clientela esattamente come un fantasma. Ed infatti le Ghost Kitchen vengono concepite senza alcuno spazio per il pubblico, come le sale d'attesa, le sale da pranzo o comunque posti a sedere per le consumazioni in loco, e all'interno delle quali a lavorare e preparare i piatti sono esclusivamente i cuochi, i vari assistenti e infine i rider. Dunque anche se oggi si utilizzano diversi termini per indicare questo nuovo format legato al mondo della ristorazione, il concetto che sta alla base del fenomeno è solamente uno, e comprende tutte quelle cucine che vendono le proprie pietanze esclusivamente tramite i servizi di consegna a domicilio. Ed i vantaggi che offrono queste nuove realtà rispetto a quelle tradizionali a cui siamo sempre stati abituati sono parecchi. Le cucine fantasma infatti godono di una certa flessibilità in tutti quegli aspetti appartenenti al mondo della classica ristorazione, come la rigidità del menù, che in questo caso può essere modificato molto più agilmente essendo esclusivamente online, proseguendo sia la possibilità di investire meno risorse economiche per la realizzazione di una cucina per il delivery, non avendo appunto costi per l'acquisto di un ulteriore spazio come le sale per la consumazione o l'assunzione e la paga dei camerieri, costi che in realtà si possono tradurre in un eventuale investimento per migliorare la qualità dei piatti offerti, che al giorno d'oggi rimangono comunque hamburger, pizza o altre portate comode e semplici da realizzare. Ed infine, ultimo ma non per importanza, è il vantaggio legato alla libertà delle cucine fantasma, che si possono differenziare e concepire in diverse modalità a seconda della necessità di chi utilizza questa nuova modalità di ristorazione. Come dicevamo prima, infatti, benché si tratti di un concetto univoco, esistono diversi modelli di cucina nascosta, che si sono sviluppati con alcune caratteristiche specifiche. Il primo fra tutti è il concept della Ghost Kitchen tradizionale. Questo modello di cucina che funziona alla stessa maniera di tutte le altre cucine fantasma, viene impiegato maggiormente da brand che decidono di acquistare o affettare, esattamente come un classico servizio, cucine per la preparazione di piatti da consegnare a domicilio. In certi casi, ad approcciarsi a questo tipo di servizi, sono ristoranti che possiedono già una certa esperienza sul campo, i quali hanno nella maggior parte dei casi degli spazi già predisposti alla preparazione di piatti per il delivery, come zone selezionate dalla cucina tradizionale. Se ci pensiamo, poi tale fenomeno ha raggiunto la massima diffusione, seppur in diretta, in tempi di lockdown, in cui tutte le attività di ristorazione avevano la possibilità di effettuare solamente l'asporto takeaway, o le consegne a casa tramite personale interno, oppure appoggiandosi a servizi di consegne a domicilio come quelli elencati poco fa. D'altra parte, però, esistono marchi famosi che, nonostante operino in settori completamente diversi dalla ristorazione, hanno deciso di cavalcare l'onda del successo delle Ghost Kitchen, aprendone di fatto una propria. È il caso di Helbiz Kitchen, la società fondata in Italia leader globale nel settore della micromobilità, ha infatti deciso di sfruttare la propria potenza nel settore degli spostamenti per avvantaggiarsi rispetto agli altri competitors del mondo della cucina, aprendo la più grande Ghost Kitchen del mondo proprio a Milano. E per rivoluzionare l'esperienza del food delivery sia sul piano gastronomico, sia su quello delle ordinazioni e delle consegne, Helbiz ha scelto di aprire una gigantesca cucina di quasi 2000 metri quadrati che si regge interamente sulla collaudata esperienza nel campo della mobilità elettrica per effettuare le consegne ai propri clienti. Come prima realtà dove operare, Helbiz ha scelto per la precisione il quartiere milanese di Washington, presso il quale ha deciso di estendere il proprio servizio di consegne a domicilio per un raggio di inizialmente 3 km. Per quanto concerne l'attività ristorativa, invece, Helbiz ha assunto diversi chef, professionisti e assistenti per la preparazione di 6 tipologie di menù che comprendono hamburger, pizza, insalata, poché, sushi e infine gelato, ma nonostante la circoscritta zona di sperimentazione, il piano di sviluppo di Helbiz prevede comunque dei lanci successivi anche in altre parti del mondo, come gli Stati Uniti, in città come Washington DC, Los Angeles e Miami, in stati europei fra cui Spagna, Francia e Germania e infine altre importanti città d'Italia come Napoli, Roma e Torino. Ma come introdotto inizialmente, oltre al tradizionale servizio di Ghost Kitchen promosso da Helbiz, esistono altri concept di cucina fantasma, che potrebbero avere in futuro un ulteriore sviluppo nel campo della ristorazione. Tra questi troviamo le Ghost Kitchen Multi Brand, in cui diversi marchi appartenenti alla medesima società madre condividono la medesima cucina, magari suddivisa in più zone, con l'obiettivo di ottimizzare e ridurre i costi di gestione. In altri casi, invece, le cucine fantasma non vengono del tutto nascoste, in quanto oltre al servizio di delivery offrono anche la possibilità di recarsi presso la cucina per ritirare il cibo. Perciò, come è facile intuire, in questo caso particolare sono necessari spazi più estesi che si traducono in un maggior investimento in termini di design, arredamento e quindi di risorse. Molto importanti sono infine le cosiddette Cloud Kitchen, ovvero cucine estemporanee che possono essere affittate per periodi più o meno lunghi, esattamente come avviene per un appartamento o qualsiasi altro tipo di servizio. Al quinterno è possibile avviare la propria attività senza preoccuparsi delle attrezzature necessarie per la preparazione dei menù e alle varie utenze da pagare mensilmente. Questo modello di cucina fantasma è stato introdotto in Italia da KUIRI, ovvero una startup milanese che consente di affittare laboratori di 15 metri quadrati nelle zone più strategiche di Milano in cui avviare la propria attività di ristorazione in totale sicurezza. In paesi come gli Stati Uniti, però, le Cloud Kitchen sono realtà presenti sul territorio già da diverso tempo, anche se i casi più noti stanno emergendo solamente da qualche anno, come ad esempio quello del noto youtuber MrBeast, che nel 2020 ha deciso di fondare il proprio virtual brand MrBeast Burger in grado di garantire un servizio di delivery in tutto il Nord America, Canada compreso, più il Regno Unito, grazie esclusivamente al supporto di oltre mille cucine affiliate. Per concludere, al di là degli altri concept di Ghost Kitchen che potremo continuare ad elencare, questo nuovo format ristorativo è la concreta manifestazione della tendenza nella nostra società ad optare per un modello economico sempre più sostenibile e basato sull'economia circolare, la cui il colonna portante si fonda sul concetto di "as a service", che dopo lo streaming, la mobilità e il cloud ha iniziato ad abbracciare anche il mondo della cucina, per cercare di rendere la nostra società sempre più attenta al consumo e allo spreco di risorse dal valore ormai inestimabile. #### Conclusione - Timestamp: 15:14 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s3e52 ## Riutilizzo, condivisione e regali di Natale > Nelle ultime settimane siamo tutti corsi ad acquistare [regali](https://www.amazon.it/?&linkCode=sl2&tag=dentrolatecnologia-21&linkId=918d8a7818695f71e56f792ad8aeb274&language=it_IT&ref_=as_li_ss_tl) per le festività. Probabilmente imbattendoci nei prodotti tecnologici ci siamo accorti del fatto che a differenza degli scorsi anni i prezzi sono rimasti costanti se non aumentati e fra le varie cause ha avuto un forte impatto la [carenza di microprocessori](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e42?t=139). Per capire meglio le motivazioni di questa crisi e per cercare delle alternative più green ai nostri acquisti futuri, abbiamo nuovamente fatto una chiacchierata con [Alessandro Cocilova](https://www.dentrolatecnologia.it/alessandro.cocilova.html), docente di informatica e autore del podcast [RAEE - Storie digitali](https://open.spotify.com/show/0QHPJ81Ah7BWiFToc9c29H). Alessandro ci ha infine parlato di due progetti strettamente legati a queste tematiche: [Quattrocchi](https://orecchiedasino57.wixsite.com/o-d-a/quattrocchi) e [Leila](https://leila-bologna.it). Nella sezione delle notizie parliamo del [bug](https://www.treccani.it/vocabolario/bug/) più grave degli ultimi anni e della [Cloud Kitchen](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e51?t=270) di TikTok. - Stagione: 3 - Episodio: 52 - Data di pubblicazione: 2021-12-25 06:45:00 - Durata: 23:37 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s3e52](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e52) - Episodi correlati: s2e25, s3e20 - Tag: alessandro cocilova,Quattrocchi,orecchie d'asino,leila,bologna,riuso,riciclo,raee,rehappy,swappie,ricondizionato,condivisione,sharing,sharing economy,regali,regali di natale,acquisto,crisi microchip,microprocessori,cloudkitchen,ghostkitchen,delivery,TikTok,ricette,cybersecurity,log4shell,log4j,java,vulnerabilità,bug,sicurezza ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Alessandro**: In uno studio pubblicato da Makov e Fitzpatrick, che si chiama "Is repairability enough?", c'è quest'analisi che va a cercare le motivazioni dietro al perché noi andiamo a cambiare telefono e la conclusione a cui arrivano è che non è veramente la riparabilità il problema nella stragrande maggioranza dei casi, ma è il desiderio di cambiare, è il bello i nuovi modelli che ci forzano poi a pensare, a svalutare quanto già possediamo e quindi ci portano ad acquistare un dispositivo nuovo. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi, in questa puntata natalizia e l'ultima del 2021, parleremo di come possiamo dare maggiore valore ai dispositivi tecnologici che abbiamo attraverso il riutilizzo, la riparazione e la condivisione. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il bug più grave degli ultimi anni > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:29 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso 24 novembre è stata scoperta una vulnerabilità che è stata definita la più grave di sempre e soprattutto negli ultimi giorni è sempre più sfruttata per attività malevole di qualsiasi tipo. Il bug, chiamato Log4Shell, è legato alla libreria log4j, che ormai è diventata uno standard nella realizzazione di siti web e viene usata per salvare alcune informazioni sulle pagine visitate, le azioni effettuate dagli utenti, il browser utilizzato e molto altro. E' stato ovvero scoperto che, utilizzando una specifica serie di caratteri, è possibile eseguire codice e potenzialmente prendere il controllo del server su cui viene eseguito il sito. Il tutto è reso ancora più grave dal fatto che log4j è utilizzato su quasi 3 miliardi di dispositivi e attualmente si registrano circa 100 attacchi al minuto sul 40% delle reti aziendali mondiali. Se infatti molte aziende sono riuscite a mettersi al riparo quasi subito, con un semplice aggiornamento, ancora tantissimi server utilizzano programmi e librerie troppo datati per essere aggiornati in pochi minuti. E questo ovviamente le rende delle prede facili per moltissimi criminali e rendendo seriamente Log4Shell un problema, come è stato definito, di proporzioni catastrofiche. Nella scorsa puntata abbiamo introdotto per la prima volta il tema delle Ghost e Cloud Kitchen, ovvero particolari cucine nelle quali viene preparato solamente cibo da sporto e in certi casi anche takeaway. #### La Cloud Kitchen di TikTok > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:49 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: E per rimanere sull'argomento, secondo quanto riportato da Bloomberg, la celebre piattaforma TikTok ha annunciato che nel 2022 lancerà il proprio servizio di ristorazione grazie a una partnership con Virtual Dining Concepts, un'azienda già navigata nel settore che aiuterà la società cinese a consegnare a domicilio i piatti preparati. In sostanza, TikTok sfrutterà il servizio delle Cloud Kitchen di ristoranti esistenti, comprese alcune delle catene del partner commerciale, fornendo loro la formazione e il packaging per gli alimenti e soprattutto le ricette, le quali saranno ispirate ai piatti più famosi su TikTok, resi celebri dagli stessi influencer. Secondo le fonti già citate, inizialmente la pietanza che darà il via a questo progetto sarà la celebre Baked Feta Pasta, una sorta di pasta al forno con feta e pomodorini, che con il nome di TikTok Pasta è stata la ricetta più cercata quest'anno su Google negli Stati Uniti. #### Riutilizzo, condivisione e regali di Natale > - Timestamp: 04:16 - Autori: Alessandro Cocilova, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Smartphone - Tipologia: Intervista **Davide**: Nelle ultime settimane siamo tutti corsi ad acquistare regali per le festività e probabilmente imbattendoci nei prodotti tecnologici ci siamo accorti del fatto che a differenza degli scorsi anni i prezzi sono rimasti costanti se non aumentati e fra le varie cause ha avuto un forte impatto la carenza di microprocessori. Per capire meglio le motivazioni di questa crisi e per cercare delle alternative più green ai nostri acquisti futuri abbiamo nuovamente invitato Alessandro Cocilova, docente di informatica e autore del podcast RAEE - Storie Digitali. Bentornato Alessandro. Grazie per avermi richiamato, è sempre un piacere. Nell'introduzione ho fatto appunto riferimento all'acquisto di prodotti nuovi, perché invece è importante puntare sul riutilizzo dei prodotti, soprattutto, come anticipavo, in questo momento, in questo periodo. **Alessandro**: Beh, allora, se parliamo di dispositivi tecnologici che montano al loro interno dei microchip, quindi di fatto adesso quasi tutti i dispositivi, da un forno a microonde a un'automobile, passando per uno smartphone che magari è l'oggetto principe, l'oggetto del desiderio massimo in questo periodo natalizio, innanzitutto è una questione di disponibilità. Cioè questa crisi dei microchip globale non è risolvibile né in settimane né in mesi. Se vuoi in breve provo a tratteggiare quali sono i punti. Allora, di fatto il 50% dei microchip al mondo sono prodotti da un'azienda a Taiwan che è la TSMC, è stata definita in maniera simpatica l'azienda più influente di cui non abbiamo mai sentito parlare, perché è in pochi effettivamente. Sondaggio tu la conoscevi la TSMC? No, non la conoscevo. Ok, quindi più del 50% da un'azienda sola e se mettiamo insieme il crollo economico indotto dalla pandemia che ha spinto poi a sua volta le case automobilistiche a dire beh non venderemo macchine, quindi hanno tagliato gli ordini di chip, ma poi il prezzo di microchip è rimbalzato, queste case automobilistiche l'hanno riordinati perché temevano poi di non essere più in grado di fornire gli automobili come è successo e a questo uniamo anche la guerra commerciale e tecnologica tra Stati Uniti e Cina, beh capisci che il risultato è veramente complesso questo nodo da sciogliere. In più aggiungo che è una questione di filiera dei microchip, cioè la supply chain non è qualcosa di banale, stiamo parlando di oggetti costruiti con tecnologia a 3 nanometri, cioè un ventimillesimo dello spessore di un capello. **Davide**: Sì sono tecnologie estremamente complesse e poi come dicevi c'è sempre più la necessità oggi di chip perché pensiamo appunto al settore delle automobili che hai citato non c'era questa grande necessità in passato quindi appunto manca la materia prima e cosa possiamo fare noi per sopperire nel breve a questo problema come dici non c'è la possibilità in breve di produrre quantità superiori di chip anche appunto data l'estrema complessità della cosa quindi ci rimane tra le opzioni quello di rendere più longevi i dispositivi che abbiamo, giusto? **Alessandro**: Sì, in realtà un'altra opzione sarebbe quella di acquistare prodotti che hanno già avuto una prima vita. Cioè adesso va molto il commercio di prodotti high-tech come smartphone, tablet, computer ricondizionati, quindi pare al nuovo dal punto di vista estetico ma che già hanno uno, due, anche tre anni. Ci sono molte aziende nel settore, per esempio ho cito Rehappy, Refurbed o Swappie, e tutte però sottolinano un aspetto che magari in primo luogo non assoceremo alle motivazioni per acquistare un dispositivo ricondizionato, magari pensiamo al prezzo oppure appunto al fatto che c'è carenza di microchip e quindi ci vogliono molti giorni, settimane, anche mesi per avere un dispositivo, loro citano spesso l'ecosostenibilità di questa scelta di acquistare usato. Infatti non pensiamo al fatto che ci sono molti materiali che sono richiesti in uno smartphone dal cobalto, l'oro, il litio, il rame e certo noi pensiamo di riciclarli i nostri materiali ma solo il 17,4% di questi viene effettivamente poi riciclati e quindi capisci che quei pochi riciclati in maniera corretta non bastano per alimentare un settore così vorace. Quindi bisogna andare a minare in paesi del terzo mondo con i problemi che può immaginare a livello sociale ma anche insomma di violazioni di diritti umani, di conflitti armati, bisogna andare a minare nuovi materiali e c'è un forte problema anche di lavoro minorile quindi oltre che un problema di sostenibilità ambientale, acquistare senza fine prodotti nuovi ha anche conseguenze di sostenibilità sociale e poi in un secondo, da un punto di vista insomma prettamente ambientale ecco questi processi, estrarre nuovo materiale inquina, produrre nuovo materiale, nuovi dispositivi ha un costo energetico molto alto e poi appunto abbiamo come scelta invece dall'altro lato oggetti molto simili al nuovo che invece sono già stati prodotti e una vita davanti ancora ce l'hanno quindi la scelta etica spesso è appunto già partendo dall'acquisto. **Davide**: Partire dall'usato. Sì certo, c'è effettivamente anche il tema ambientale che è importantissimo e tornando alla domanda invece che ti facevo poco fa, oltre appunto a questo aspetto dell'acquisto, dell'usato di prodotti ricondizionati, possiamo fare comunque qualcosa per rendere più longevi quelli che abbiamo già? **Alessandro**: Allora la risposta è assolutamente sì, come qualcuno dice non c'è niente di più ecosostenibile di quanto già abbiamo e quindi come facciamo a renderlo più longevo il nostro telefono. Allora intanto più o meno la statistica dice che 2,5 anni è la durata di un dispositivo di uno smartphone. Tipicamente si rompono schermo, porta USB e la batteria, come sai, finisce i suoi cicli di vita. Più raramente poi si parla anche del problema delle performance ma questo è un problema reale specialmente per i dispositivi di fascia bassa. Quindi un'iniziativa, un passo avanti che potremmo fare a livello personale è o scegliere di far riparare il nostro dispositivo invece che farci tentare dal nuovo acquisto, magari sotto Natale, il modello nuovo o addirittura imparare noi stessi a riparare il nostro dispositivo. Sai che io insegno informatica, mi diletto un po' nell'elettronica e ogni volta è una sfida quando devo aggiustare un prodotto nuovo, ma da grande soddisfazione oltre al risparmio. Per esempio adesso all'interno della battaglia del diritto alla riparazione ha portato avanti una nuova iniziativa chiamata Self Service Repair in cui promettono di vendere prodotti di ricambio ma anche concedere sconti quando si recuperano componentistiche vecchie, rotte, e fornire materiali e strumenti per la riparazione. Non è banale, non è per tutti, però questa è sicuramente una via. In alternativa c'è Fairphone che è una startup olandese che ha fatto un telefono modulare riparabile proprio "by design", cioè di fatto questo telefono immaginatelo un po' come immagina insomma come fatto di LEGO o fatto non proprio a incastro però in maniera molto semplice quindi certo ha un design un po' più spesso di un telefono a parità di hardware ma è davvero a portata di tutti ripararlo e sul loro sito vengono ancora le parti di ricambio per i loro modelli vecchi del 2015 quindi c'è da fidarsi sotto questo aspetto e questo certo allunga la vita del nostro dispositivo. **Davide**: Sì, fra l'altro di Fairphone ne avevamo parlato anche la scorsa volta che è rivenuto a trovarci e nel tempo è migliorato rispetto a un anno e mezzo fa, com'è cambiata questa realtà di Fairphone. **Alessandro**: Allora, di fatto, quello che dicono gli esperti di tecnologia che hanno avuto modo di provarlo, dicono che questo è il primo vero dispositivo Fairphone che consigliano a tutti, ecco, perché è molto, come dire, è molto normale, cioè è simile in tutto e per tutto a un telefono di ultima generazione, solo che è più facile da riparare e è molto più probabile che vi duri davvero tanti anni, tant'è che la garanzia è di 5 anni. Aggiungo a questo però un piccolo elemento psicologico, cioè in uno studio, ho fatto i compiti a casa oggi, come puoi vedere, in uno studio pubblicato da Makov e Fitzpatrick, che si chiama "Is repairability enough?", c'è questa analisi, usando proprio Big Data, di che va a cercare le motivazioni dietro al perché noi andiamo a cambiare telefono e la conclusione a cui arrivano è che non è veramente la riparabilità il problema nella stragrande maggioranza dei casi cioè per esempio io non ho mai rotto lo schermo di nessun mio telefono ma è il desiderio di, come dire, cambiare, è il bello, i nuovi modelli che ci portano poi a pensare a, come dire, a svalutare quanto già possediamo e quindi ci portano ad acquistare un **Davide**: dispositivo alla moda. E questo non può essere anche spinto magari dalle stesse aziende attraverso il marketing, mi viene da pensare. **Alessandro**: Ma assolutamente sì, voglio dire quando, adesso non so se posso fare un esempio, però ecco, la marca di telefoni che possiedo aggiorna i modelli ogni sei mesi, no? Quindi ogni sei mesi il telefono che ha acquistato diventa, non dico obsoleto, però non è più il meglio che c'è sul mercato e quindi questo certo ha un grande effetto, la stessa Fairphone per carità, bravi e belli, però di fatto chi ha il Fairphone 4 ha un telefono migliore di chi ha il Fairphone 3, ecco non sono anche loro immuni da questo tipo di critica. **Davide**: Certo, ma in quel caso dipende anche dal fatto che... che inevitabilmente la tecnologia migliora, si miniaturizza e quindi possono anche loro produrre telefoni penso migliori, anche con una filosofia diversa da quelle delle grandi aziende. **Alessandro**: Esatto, esatto, come dicevamo prima, poi la tecnologia avanza, i nanometri dei processori diminuiscono, le batterie migliorano, quindi è normale anche voler provare a fare un prodotto più all'avanguardia. Sennò gireremo ancora col 3310. **Davide**: Prima che realizzassimo questa chiacchierata, mi hai parlato di due realtà, due progetti strettamente legati ai temi che stiamo affrontando. Ce li vuoi raccontare e spiegare qual è la loro idea di fondo? **Alessandro**: Sì, allora, diciamo che uno dei progetti in cui sono incappato ultimamente a Bologna è il progetto Quattro Occhi che è, come definirlo, una sorta di esperimento sociale barra gioco di società barra opera d'arte molto in tema col Natale perché ha a che vedere con la cultura del dono ma anche del consumo visto che di fatto il Natale è una festa laica del consumo che mette d'accordo tutti da Occidente e Oriente L'idea dietro a questo esperimento è qualcuno dona un oggetto che viene raccolto in un banchetto in una delle più grandi biblioteche di Bologna, la biblioteca Sala Borsa e ogni oggetto donato viene messo in una scatola in stile Amazon, fa conto e infatti trovo l'aspetto più geniale di questo progetto il fatto che a livello grafico e visivo è tutto molto curato come se fosse un brand dietro a questo progetto e invece sono propri brand che va a dissacrare Perché appunto ogni oggetto viene donato, a chi dona viene dato un piccolo biglietto con un appuntamento in un luogo di Bologna, io devo ancora avere il mio perché ho donato un oggetto ma avrò l'appuntamento il 23 gennaio. e un numero e quindi gli oggetti vengono tutti impacchettati in queste grandi scatole, scatole in stile appunto Amazon e nella seconda fase, dopo che le scatole sono state esposte in questa biblioteca beh, chiunque può passare prendere un numerino e avere un regalo e anche qua si gioca molto sul prendere in giro queste grandi aziende, si riceve una bustina in stile Apple Store, fa conto però tutta arancione e all'interno l'oggetto ed è casuale. Ed è assolutamente casuale. Però, appunto, come un po' il mio progetto RAE, questo Quattro Occhi vuole dare una vita a oggetti che magari erano inutilizzati, inerti, in casa, da anni, e vuole creare una connessione tra le persone in un tempo in cui, voglio dire, tutto passa tramite gli schermi e il Covid ha pure dato un'accelerata sotto questo aspetto. È interessante questo modo di esaminare sia il nostro rapporto con il consumo che con le dinamiche sociali, perché appunto a un certo punto ci sarà l'ultima fase di appuntamento al buio, in cui ti confronti e vedrai quello che hai, incontrare la persona a cui hai donato un oggetto e vi confronterete sul perché, su cosa rappresenta quell'oggetto per te, sulla storia legata a quell'oggetto e magari, chissà, un nuovo proprietario potrà farne miglior uso. **Davide**: Quindi gli oggetti possono essere di qualsiasi tipologia o di qualsiasi tipo? **Alessandro**: Di qualsiasi tipologia. Faccio uno spoiler, ma sì, faccio uno spoiler e dico che io ho donato un vecchio lettore mp3 di quelli fatti a chiavetta usb e con dentro le puntate del mio podcast caricate, così giusto per farmi un po' di marketing virale. Però un'amica so aver ricevuto una pietra dipinta a mano, ho visto persone davanti a me donare libri, quindi assolutamente di ogni tipo, non solo tecnologico, è un progetto già fatto in passato a Trieste, devo dire che sotto Natale però ha un effetto ancora più attuale, colpisce ancora di più. **Davide**: Ho capito, è assolutamente una bellissima realtà. L'altro progetto invece di cui mi parlavi è legato al tema della condivisione. Introduciamo un termine, quello della sharing economy. Però una sharing economy che parte dal basso, quindi dalle persone, non è fatta dalle aziende. In che cosa consiste quest'altra realtà quindi? **Alessandro**: Allora, quest'altra realtà, che tra l'altro è legata a doppio filo alla prima che ti avevo menzionato, forse non ti avevo detto perché sono proprio due progetti paralleli, si chiama Leila ed è, si spiega nel suo nome, è la biblioteca degli oggetti, quindi l'idea è proprio di creare una sharing economy ma tra utenti, cioè i soci di questa biblioteca, io sono uno dei due, 164 soci di Bologna, mettono in condivisione un oggetto, pagano un'iscrizione annuale, stiamo parlando di cifre decine di euro, 20 euro insomma, e in cambio di questo possono ricevere un qualunque oggetto a disposizione della biblioteca. Perché tanto, voglio dire, faccio un esempio. Quante volte dobbiamo montare un buco in un muro? C'è capitato, ma per questo vuol dire che dobbiamo possedere un trapano? No, cioè quando mi serve un trapano lo prendo da insomma da quelli forniti dalla biblioteca, che ne ha svariati in condivisione e così facciamo lavorare di più il trapano, che altrimenti resterebbe inutilizzato gran parte del tempo acquistiamo solo quello che è davvero necessario, quindi ci ricolleghiamo al discorso ecologico di prima, e poi c'è anche una sorta di esercizio di fiducia, no? Perché tu dici, magari insomma, anche parlando con voi era venuto fuori, sì, ma la qualità degli oggetti, qual è il livello di oggetti in condivisione? In realtà la qualità è molto alta perché ci sono da strumenti musicali, a strumenti per lo sport outdoor, addirittura... elettrodomestici di molti tipi, anche per l'infanzia. L'idea è, appunto, se tu hai fiducia negli altri, ti fiderai di come tratteranno i tuoi oggetti e quindi non avrai remore a mettere qualcosa di valore e questo trarrà sempre ancora più utenti e crea una sorta di comunità, no? È più fatto dalle persone invece che fatto con le aziende, è proprio un bel posto in cui andare. **Davide**: L'aspetto quindi anche sociale che può creare la condivisione di oggetti tra persone comuni, ecco. **Alessandro**: Assolutamente sì, assolutamente l'aspetto sociale, loro stessi dicono che insomma ha un impatto, tra l'altro volevo anche dire che la cosa notevole è che non è che questa Leila si tratta di una eccellenza solo bolognese, ma ne esistono 25 a livello globale da Berlino a Toronto passando per Praga e Londra, quindi non #### Conclusione - Timestamp: 22:45 - Tipologia: Conclusione **Alessandro**: siamo solo noi bolognesi a aver avuto una bella idea, anzi l'abbiamo probabilmente importata dall'estero ecco. **Davide**: Grazie Alessandro per averci fatto questa panoramica su dei temi che sono di estrema attualità anche al di là del mondo della tecnologia e poi per averci raccontato questi due interessanti progetti. A presto. **Alessandro**: Grazie, grazie a voi. Un saluto ai ragazzi di Leila e al collettivo dietro "quattro occhi", "Orecchie D'Asino" e insomma alla prossima. Buone feste. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e1 ## Cosa aspettarsi dal 2022 > Il [2021](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e1?t=251) è stato un anno molto interessante per quanto riguarda l’ambito tecnologico e abbiamo avuto tantissime occasioni di ascoltare il punto di vista di molte società e di tanti professionisti che lavorano in questo ambito. Abbiamo parlato di [veicoli elettrici](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e8?t=239), di [giornalismo](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e6?t=175) e [fake news](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e24?t=169), di tecnologia al servizio di [architetti](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e16?t=195), [investigatori](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e40?t=238) e [musei](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e9?t=290), di [blockchain](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3?t=299), [robot](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e48?t=229), [pagamenti elettronici](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e4?t=198), [telecomunicazioni](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243), [intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) e della [sua etica](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e36?t=240), anche se riassumere tutti i temi che abbiamo affrontato in 16 ore 46 minuti e 50 secondi dei 52 episodi del 2021 è praticamente impossibile. Nella puntata di oggi cercheremo invece di riflettere su quali saranno i temi in evidenza per il prossimo 2022. Nella sezione delle notizie parliamo del lancio del [James Webb Space Telescope](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e47?t=198), dei veicoli elettrici commerciali di [Arrival](https://arrival.com/eu/en), e infine di [Intel](https://www.intel.it/content/www/it/it/homepage.html) che sembrerebbe essere pronta a investire 8 miliardi di Euro in Italia. - Stagione: 4 - Episodio: 1 - Data di pubblicazione: 2022-01-01 06:45:00 - Durata: 15:01 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e1](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e1) - Episodi correlati: - Tag: mobilità elettrica,digital divide,telecomunicazioni,giornalismo,fake news,nft,blockchain,cambiamento climatico,pubblica amministrazione,startup,innovazione,prospettiva,digital,artemis,spazio,esplorazione,luna, marte twin,tiktok,cybersecurity,trend,2022,spazio,NASA,telescopio,JamesWebb,Hubble,microprocessori,intel,italia,microchip,semiconduttori,chip,agenda digitale,unione europea,bus,van,software,Arrival ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa prima puntata del 2022 proveremo a riflettere sull'impatto che ha avuto su di noi la tecnologia lo scorso anno e cercheremo di capire quali saranno i trend tecnologici che ci accompagneranno per i prossimi 365 giorni. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il lancio del James Webb Space Telescope > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:03 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Alle 13.20 di sabato 25 dicembre è partito dalla Francia il James Webb Space Telescope, ovvero il più grande e potente telescopio spaziale mai realizzato dall'uomo. A differenza di Hubble, lanciato oltre 30 anni fa, il nuovo telescopio realizzato congiuntamente tra NASA, ESA e l'Agenzia Spaziale Canadese raggiungerà un'orbita la cui distanza dalla Terra sarà pari a 1,5 milioni di chilometri, e dalla quale osserverà il cosmo come non era mai stato possibile fino ad ora, evitando i bagliori e le interferenze del nostro pianeta. Per raggiungere la destinazione prefissata, al James Webb Space Telescope occorreranno almeno altre due settimane, durante le quali inizieranno le prime operazioni per il dispiegamento dello scudo termico, che avrà il compito di proteggere il telescopio e le relative strumentazioni scientifiche dai raggi solari. Se infine il viaggio procederà per il verso giusto, una volta aperto l'enorme specchio da 6,5 metri di diametro, il James Webb Space Telescope potrà osservare l'universo per almeno cinque anni, anche se le agenzie spaziali sperano di estenderne l'utilizzo per altri cinque, nonostante l'impossibilità di eventuali riparazioni. #### I veicoli elettrici commerciali di Arrival > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 02:19 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: La società inglese Arrival sta lavorando su diversi veicoli a batteria, che saranno commercializzati sia in Europa e in America. Gli aspetti interessanti di questa società sono diversi, il primo è sicuramente il fattore elettrico, ma l'elemento innovativo è anche presente nelle modalità di produzione. I veicoli sono tutti modulari e i materiali, la piattaforma e i componenti sono pensati per semplificare la produzione e la manutenzione. Questo permetterebbe di realizzare velocemente veicoli di diverse caratteristiche e di accontentare le necessità dei clienti. Tra i mezzi più interessanti che la società sta sviluppando c'è un bus elettrico e un van per i microtrasporti nelle città. Il bus elettrico è stato sviluppato per ridurre i costi per le aziende dei trasporti e per semplificare il passaggio ai mezzi elettrici. Arrival Bus può essere personalizzato in base alle necessità, può essere richiesto in più lunghezze e con diverse capacità della batteria. Se non ci saranno intoppi, la produzione in serie dovrebbe partire nel secondo trimestre di questo nuovo anno. Infine Arrival sta sviluppando un software che permetterà ai gestori delle flotte di poter accedere a una serie di servizi oltre che a tutti i dati di funzionamento del veicolo da remoto. #### Intel pronta a investire 8 miliardi in Italia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:35 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Computer, Materiali - Tipologia: Notizia **Davide**: Uno degli obiettivi digitali per il 2030 dell'Unione Europea, di cui avevamo parlato nell'intervista alla Commissione Europea, è quello di raddoppiare la quota dell'Unione nella produzione mondiale dei semiconduttori e di conseguenza dei microprocessori. E proprio in questa ottica, Intel ha intenzione di investire 80 miliardi di euro in Europa nel corso del prossimo decennio. E già nel corso della scorsa estate, l'azienda ha compiuto un tour in Europa per identificare due paesi dove costruire fabbriche di chip. Secondo alcune indiscrezioni, sembrerebbe che una di queste possa essere proprio in Italia. Intel ha infatti tenuto nell'ultimo periodo diversi colloqui con il nostro paese e con Mario Draghi, e l'idea sembra essere quella di investire circa 8 miliardi di euro per la realizzazione di un impianto di sigillatura dei processori, ovvero il contenitore che contiene il chip vero e proprio. In questo modo, oltre a creare migliaia di posti di lavoro, l'Italia e l'Europa inizierebbero ad avere una voce nell'ambito dei microchip, iniziando a dare una risposta concreta alla crisi che il mondo dei semiconduttori sta vivendo. #### Cosa aspettarsi dal 2022 > - Timestamp: 04:56 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: Ormai è diventata consuetudine iniziare una nuova stagione di INSiDER - Dentro la Tecnologia cercando di tirare le somme di ciò che abbiamo trascorso nei passati 365 giorni e cercare successivamente di tracciare quale potrebbe essere il percorso dal punto di vista tecnologico che dobbiamo aspettarci per l'anno che è cominciato. Il 2021 è stato un anno molto interessante per quanto riguarda l'ambito tech e abbiamo avuto tantissime occasioni di ascoltare il punto di vista, la prospettiva di molte società e di tanti professionisti che lavorano in questo ambito. Abbiamo parlato di veicoli elettrici, di giornalismo e fake news, di tecnologia al servizio di architetti, investigatori e musei, di blockchain, di robot, di pagamenti elettronici, telecomunicazioni, intelligenza artificiale e della sua etica, anche se riassumere tutti i temi che abbiamo affrontato in 16 ore, 46 minuti e 50 secondi dei 52 episodi del 2021, è praticamente impossibile. Sicuramente però sono tutti temi che non sono invecchiati con l'ingresso in questo nuovo anno, e di conseguenza vi invito a sfogliare la lista delle puntate per ascoltare quelle che ancora non avete avuto occasione di sentire. Durante il 2021 sono stati molti temi tecnologici che hanno avuto un grande peso a livello mediatico e perlomeno un parziale impatto sulle nostre vite, e come dicevamo poco fa, questi temi si protrarranno per tutto il 2022. Insomma, il 2021 è stato un anno di transizione, anche al di là del mondo tecnologico, e nei prossimi mesi il nostro impegno sarà quello di approfondire tutte quelle tematiche che avranno un vero impatto sulla nostra quotidianità nei prossimi anni. Volendo delineare quali sono questi temi, possiamo partire dalla mobilità elettrica, sempre più case automobilistiche stanno annunciando non solo modelli elettrici, ma anche la promessa di rendere tutto o quasi il loro parco auto elettrico entro il 2030. Questo sicuramente è un grande obiettivo, indubbiamente per realizzarlo serviranno degli sforzi non solo economici ma anche di innovazione tecnologica non da poco. Infatti, come abbiamo avuto modo di capire in diverse puntate del podcast, l'auto è solo la punta dell'iceberg della mobilità elettrica, la vera colonna portante è l'infrastruttura di ricarica, principale freno insieme a quello degli attuali maggiori costi dei veicoli elettrici per una transizione ancora più massiva. Oltre all'elettrico però esistono anche delle alternative per ridurre l'impatto di CO2 nella nostra atmosfera e per sopperirne ad alcuni limiti, come ad esempio l'idrogeno, che trova un grande senso quando si parla di mobilità di grandi mezzi su ruote o nel mondo dell'aviazione. Il secondo tema degno di nota è quello della cyber security, in una società che dipende quasi totalmente dalla rete e da questa perenne connessione, è importante chiedersi come poter tutelare in modo certo la propria privacy, e ancor di più come evitare che un attacco hacker possa mettere in ginocchio alcuni servizi ormai indispensabili, sia per i privati, quindi i sistemi di telecomunicazione e di cloud, ma soprattutto a livello professionale e statale. Un attacco hacker a un'azienda ospedaliera è in grado di limitare fortemente la possibilità di curare correttamente i pazienti o di somministrare, soprattutto in questo periodo delicato, una dose di vaccino che dipende totalmente dalla prenotazione online. E a proposito di prenotazione esclusivamente online, dobbiamo interrogarci su come supportare quella fascia di popolazione meno avvezza all'utilizzo della tecnologia, che soprattutto negli ultimi anni è sempre più affetta dal digital divide, il divario digitale legato alle competenze tecnologiche di base. In una società in cui l'elemento tecnologico è ormai imprescindibile, sarebbe utile realizzare degli sportelli per la collettività dedicati a supportare chi ha più bisogno in ambito digitale. Per chi invece la tecnologia la sa utilizzare e ha progetti e idee da sviluppare, è necessario pensare ad un sistema di investimenti e detrazioni che non mortifichi la creatività imprenditoriale e faciliti lo spirito innovativo nel nostro Paese, in modo tale da rendere le start-up una grande risorsa economica ma soprattutto umana. E a proposito di Paese, un altro tema chiave è quello della digitalizzazione proprio della pubblica amministrazione. E con digitalizzazione non si intende solo fare online da ovunque ciò che prima avremmo dovuto fare in un ufficio comunale ma anche intercomunicabilità tra tutti i diversi enti pubblici. E questo permetterebbe ad esempio di sveltire le risposte alle domande dei cittadini che siano esse per scopo privato ma anche professionale, in modo da rendere molto più efficiente il sistema Paese. Cambiando totalmente prospettiva degli altri temi importantissimi sono quelli legati alla blockchain e agli NFT. Il 2021 è stato un anno fortemente incentrato su questi due argomenti e abbiamo colto le potenzialità che questa tecnologia potrebbe generare soprattutto nella realtà virtuale di un metaverso, in cui poter rivendicare la proprietà di un oggetto non fisico in modo indipendente. E siccome abbiamo parlato finora di tecnologia, che ovviamente rappresenta un dispendio in termini energetici, in questo 2022 sarà interessante capire come si svilupperà il settore dell'energia rinnovabile e sostenibile, tra cui ricomprendiamo quella solare, quella eolica, quella idroelettrica, quella geotermica e da biomassa. Sempre tenendo a mente che non basta semplicemente produrre tanta energia in modo green, ma è importante ridurre anche a valle il dispendio energetico rendendo più efficiente tutto l'ecosistema. E anche per questo la tecnologia può correrci in aiuto, attraverso il concetto di Digital Twin, la capacità di rappresentare un contesto reale in modo totalmente digitale attraverso la raccolta di un numero sempre maggiori di dati e cercando quindi di simulare quale impatto può avere una determinata scelta fatta sul gemello digitale sul gemello reale, nella realtà, diventando un validissimo strumento per combattere anche l'annoso problema del cambiamento climatico. Il 2022 sarà anche l'anno in cui il 5G inizierà a dare un senso ai grandi investimenti, con applicazioni crescenti a livello industriale e in cui le reti, in quanto, come abbiamo detto, infrastrutture critiche, accoglieranno la tendenza ai cloud nazionali. L'evoluzione del cloud spingerà il cambiamento all'interno delle organizzazioni aziendali destinato a crescere ulteriormente nel corso di questo anno. Inoltre, la pandemia ha aumentato la sensibilità degli utenti, che si aspettano una qualità più elevata. Più del 70% dei consumatori percepisce un'app che funziona male come una mancanza di rispetto ed è quindi disposto a cambiare con più facilità. Un altro trend riguarda il futuro del lavoro, un futuro ibrido, con dei lavoratori che in questi anni hanno iniziato ad apprezzare i vantaggi sia della modalità di lavoro in presenza ma anche di quella a distanza, permettendo una maggiore flessibilità degli orari a favore di un miglior stile di vita. Questo anno sarà molto rilevante anche per il settore dello spazio. Durante lo scorso anno abbiamo assistito ad alcuni eventi molto importanti, come il simbolico inizio del turismo spaziale da parte di agenzie private, gli straordinari test di Starship di SpaceX ma anche l'entrata in funzione di Starlink, il servizio di connettività internet a banda ultralarga sempre di SpaceX. Mentre nei prossimi mesi vedremo proseguire i test di lancio di Starship e fra non molto inizieranno i primi lanci del programma Artemis, con l'obiettivo di riportare l'essere umano sulla Luna e poi su Marte. Ultimo, ma non per importanza, c'è sicuramente il tema dei microprocessori, di cui abbiamo giusto parlato nella scorsa puntata. Una delle possibilità per superare la crisi, e ne sentiremo a brevissimo parlare, sarà quella di produrre microprocessori anche qui in Europa, visto che ad oggi il nostro continente dipende quasi totalmente dalla produzione americana e ancora di più da quell'asiatica, e ciò limita molto il nostro potere competitivo sia in ambito tecnologico ma anche in senso più ampio, sul mantenere una posizione strategica a livello mondiale. Infine, ha senso soffermarsi sull'evoluzione del mondo dei social e del grande successo che hanno avuto, ma ancora di più avranno, i video di breve durata. TikTok e a ruota Instagram e YouTube hanno introdotto questo formato di contenuti estremamente fruibili, e che potrebbero rappresentare un interessante trend da sfruttare per ampliare il proprio bacino di pubblico anche per le aziende e le agenzie di marketing. In conclusione, quindi, i temi che dovremo affrontare sono molti, e sicuramente arriveranno altri spunti nel corso del 2022. Quello che però è importante sottolineare dopo aver parlato di tutti questi temi è che il ruolo dell'uomo, il fattore umano, è un qualcosa di estremamente importante e da valorizzare. E se anche in qualche caso la tecnologia sembra voler prendere il posto delle persone, è nostro dovere ricordarci sempre che la tecnologia deve avere il solo obiettivo di migliorare la nostra esistenza. #### Conclusione - Timestamp: 14:09 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e2 ## Telespazio: geoinformazione per supportare la Terra > Qualche tempo fa avevamo parlato con l’[Agenzia Spaziale Italiana](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e18?t=183) di qual è il ruolo dell’Italia nel settore dello Spazio. Nella puntata di questa settimana invece abbiamo cercato di capire come la tecnologia nello Spazio può migliorare la nostra vita sulla Terra attraverso la [geoinformazione](https://www.telespazio.com/it/geoinformation) e le [telecomunicazioni](https://www.telespazio.com/it/about-us/our-business/lines-of-business/satellite-communication) aiutandoci in situazioni di calamità naturali, per monitorare i cambiamenti climatici e per trasmettere contenuti multimediali. Per farlo abbiamo invitato [Marco Brancati](https://www.dentrolatecnologia.it/marco.brancati.html) CTIO di [Telespazio](https://www.dentrolatecnologia.it/telespazio.html), una società partecipata da [Leonardo](https://www.leonardocompany.com/it/home) e da [Thales](https://www.thalesgroup.com/it), che è tra i principali operatori al mondo nel campo dei servizi satellitari, di geoinformazione e di sistemi di navigazione in rete. Nella sezione delle notizie parliamo dell’[auto di BMW](https://www.bmw.com/en/events/ces2022/ixflow.html) che riesce a cambiare colore e di [Apple](https://it.finance.yahoo.com/quote/AAPL/?guccounter=1&guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLmNvbS8&guce_referrer_sig=AQAAAF35YhaU27oEhGe-grkUfKCgGaZ1ksCZd35vWguSaIZ48I5GULPOfW4-1WJDyS6TCdaRer4DpDVe5NaIzU_6ibOdE-Xp5RcsPxHpsk3X1Vso-LB7_GkYFAdABYgrtlg-rCByOoA1rsYn3f6OZt6aNJm5B_zWbTz_aQnwyOOESSvc) che ha superato i 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. - Stagione: 4 - Episodio: 2 - Data di pubblicazione: 2022-01-08 06:45:00 - Durata: 36:10 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e2](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e2) - Episodi correlati: s2e45, s3e10, s3e18 - Tag: apple,borsa,investitori,iPhone,competitors, telespazio,marco brancati,geoinformazione,CTIO,telecomunicazione,satelliti,luna,situazioni di emergenza,terremoti,incendi,cambiamento climatico,contenuti multimediali,connessione,internet,tv,televisione,Leonardo,Thales,ASI,Agenzia Spaziale Italiana,space services provider,servizi,bmw,auto,e-ink,display,carrozzeria,ces,las vegas,ces 2022 ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Marco**: Di fatto oggi la componente satellitare si integra con la componente terrestre per erogare dei servizi che sono sempre più vicini alla popolazione e al cittadino. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Telespazio, del ruolo dello spazio e più nello specifico dei satelliti, nell'ambito della geoinformazione e delle telecomunicazioni per fornire servizi qui sulla Terra. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### L’auto che cambia colore di BMW > Fonte: HDMove.it - Timestamp: 01:14 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Al CES 2022 di Las Vegas, che si sta svolgendo in questi giorni, BMW ha mostrato i frutti della collaborazione con E-Ink, l'azienda produttrice dell'omonima carta elettronica. In particolare, BMW ha realizzato una versione dell'auto iX, chiamata iX Flow, in grado di cambiare colore della carrozzeria e dei cerchioni. Cioè è stato possibile grazie ai pannelli E-Ink, di cui l'auto è rivestita, e che possono cambiare colore da bianco a nero. Al momento l'auto è solo un concept non presente sul mercato, ma ciò non esclude che BMW tra qualche anno commercializzi una vettura di questo tipo. #### Apple supera i 3.000 miliardi di capitalizzazione > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:55 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Apple è diventata la prima società al mondo ad aver superato i 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione in borsa a poco più di un anno di distanza dal raggiungimento della soglia dei 2.000 miliardi. Tale traguardo è dovuto principalmente alla fiducia degli investitori, in seguito al successo dei prodotti che il colosso di Cupertino continua a lanciare ogni anno, come i recenti iPhone 13, MacBook con chip M1, AirPods 3 e così via. I competitor più rilevanti nel settore, come Alphabet che controlla Google e Microsoft, hanno invece raggiunto da tempo i 1.000 miliardi di dollari come traguardo. #### Telespazio: geoinformazione per supportare la Terra > - Timestamp: 02:42 - Autori: Telespazio, Marco Brancati, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Internet, Spazio - Tipologia: Intervista **Davide**: Qualche tempo fa avevamo parlato con l'Agenzia Spaziale Italiana di qual è il ruolo dell'Italia nel settore dello spazio. Oggi invece cercheremo di capire come la tecnologia sempre nello spazio può migliorare la nostra vita qui sulla Terra, attraverso la geoinformazione e le telecomunicazioni. Per farlo è con noi Marco Brancati CTO di Telespazio, che è tra i principali operatori al mondo nel campo dei servizi satellitari, di geoinformazione e di sistemi di navigazione in rete. Benvenuto Marco. **Marco**: Grazie, buongiorno a tutti. **Davide**: Ci introduci brevemente di che cosa vi occupate in Telespazio e quali sono quei contesti in cui lo spazio può fornire delle informazioni utili da utilizzare poi qui sulla Terra. **Marco**: Sì, senz'altro, allora, Telespazio è una satellite, anzi direi, un space service provider, è una società che eroga servizi utilizzando quelli che sono asset spaziali, in particolare oggi prevalentemente asset satellitari. Telespazio fu costituita esattamente 60 anni fa, tant'è vero che da poco abbiamo festeggiato il sessantesimo compleanno, il 18 ottobre del 1961 in particolare, e la missione iniziale di Telespazio era effettivamente quella di utilizzare il segmento satellitare per le telecomunicazioni, quindi di fatto originariamente il business era focalizzato su questo ambito. Telespazio in realtà, man mano è cresciuta ed ha sempre perseguito una innovazione tecnologica applicata però al mondo dei servizi, quindi da una focalizzazione sugli aspetti di telecomunicazione e di controllo dei satelliti in orbita è passata ad occuparsi dell'utilizzo dei satelliti non più di telecomunicazioni ma di geoinformazione, ovvero di osservazione della Terra, più nello specifico, e quindi ha cominciato a sviluppare tutta una serie di applicazioni che in effetti sfruttano questo tipo di satelliti, ovvero i dati e le informazioni che possono derivare da questo tipo di satelliti. Poi man mano nella storia si è interessata a un aspetto ancora differente che quello della navigazione satellitare, navigazione satellitare tutti conosciamo quello che è il GPS, quelle che sono sostanzialmente gli impieghi legati a questa tipologia di satelliti, in realtà Telespazio è molto focalizzata sull'utilizzo della costellazione Galileo di cui è anche responsabile in termini di gestione della costellazione della missione tramite un'azienda controllata, Spaceopal, delle spazio ne controlla il 50%, l'altro 50% è controllato dall'Agenzia Spaziale Tedesca. Oggi Telespazio complessivamente è una realtà che conta più di 3.000 persone, più di 3.000 addetti con una presenza geografica che all'Italia vede, diciamo, affianca una presenza significativa in Spagna, Francia, Germania, Belgio, UK, Romania e in America Latina, Brasile ed Argentina con una, diciamo, suddivisione più o meno 50% in Italia, 50% come personale nelle altre legal entities. Quelli che sono i servizi tradizionali affianchiamo quello che è l'utilizzo di tecnologie transversali e quindi in realtà alle telecomunicazioni, osservazione della terra e navigazione satellitare, affianchiamo tecniche di intelligenza artificiale, tecniche di cybersecurity, perché di fatto oggi sempre più la componente satellitare si integra con la componente anche terrestre per erogare dei servizi che sono sempre più vicini alla popolazione e al cittadino. Oggi in realtà il satellite è partito con il primo lancio nel 1957 con lo Sputnik in realtà come un'attività scientifica di nicchia, è sempre più invece vicino alla vita quotidiana e ce ne rendiamo conto nelle applicazioni di ogni giorno anche considerando che grazie alle attività svolte in orbita dagli astronauti sia sulla stazione spaziale che nel periodo, diciamo, di prima conquista della Luna quando abbiamo avuto le missioni Apollo che hanno portato nel giro di pochi anni 12 astronauti sulla superficie del nostro satellite naturale, molte delle soluzioni tecniche sono state sviluppate per quelle occasioni ce le ritroviamo oggi in casa nella vita quotidiana. Esempi molto semplici se pensiamo ad esempio agli apparati wireless, alle cuffie wireless ad esempio, oppure se pensiamo ad esempio all'aspiratore della polvere, quello senza fili, fu utilizzato per aspirare i campioni dalla superficie selenica, sempre dai famosi astronauti che andarono sulla Luna, oppure, l'abbiamo menzionato poc'anzi, i sistemi di navigazione che sono all'interno delle nostre autovetture, per non parlare poi delle soluzioni mediche, ecco questa è un'altra cosa molto importante, oggi le protesi meccaniche degli arti oppure la tecnologia delle TAC, delle tomografie assiali computerizzate, oppure delle pompe ventriculari in effetti vengono da soluzioni e tecnologie che erano state sviluppate per facilitare l'attività degli astronauti in orbita. Pensiamo ancora a quelle che sono le previsioni meteorologiche, ovviamente basate sull'utilizzo di satelliti, oppure ancora quando parliamo della televisione via satellite e quindi della possibilità di avere una, diciamo di vedere, assistere in tempo reale ovviamente a eventi che accadono dall'altra parte del pianeta, oggi lo diamo ovviamente per scontato, ma scontato assolutamente non era alcune decadi fa. **Davide**: Esatto, partendo proprio da questi ultimi aspetti che ci hai citato, proviamo adesso a andare più nello specifico, cioè proviamo ad affrontare degli argomenti di cui vi occupate voi nel vostro lavoro e legati appunto al mondo dello spazio ed il ruolo che ha qui sulla Terra. E il primo argomento che ti chiedo di affrontare è quello legato alle situazioni di emergenza sempre qui sulla Terra. Come può lo spazio darci una mano in questi contesti? **Marco**: Allora, il contesto emergenziale è senz'altro uno degli ambiti nei quali lo spazio può assolutamente fornire un contributo significativo per poter da un certo punto di vista prevenire delle situazioni emergenziali, ma sicuramente per poter verificare che cosa la situazione emergenziale ha determinato, quindi quali sono stati sostanzialmente gli effetti di una situazione critica e ancor di più possiamo pensare a simulare che cosa accadrà nel futuro per quanto riguarda determinate situazioni. Quindi diciamo in generale il monitoraggio della situazione ambientale è un qualcosa che si sposa molto bene con i satelliti di osservazione della Terra che dicevamo che menzionavamo poc'anzi. In particolare c'è la possibilità ovviamente di prevedere le aree dove ad esempio abbiamo un maggior rischio di incendi e questo lo si può fare con un'analisi ripetuta nel tempo di quelli che sono determinati parametri legati alla vegetazione ma legati anche al livello di aridità del suolo. Diciamo che ci sono aree che chiaramente sono maggiormente predisposte a poter essere oggetto di incendi perché in quel caso l'umidità è minore, perché il livello, la presenza di acqua all'interno del terreno è minore, perché la vegetazione è una vegetazione particolarmente secca e quindi questo ovviamente già di per se rappresenta una informazione significativa. Diciamo che i servizi satellitari aiutano moltissimo nell'accelerare comunque quelli che sono gli interventi dei soccorritori, quindi di fatto facendo un confronto tra cosa poteva essere osservato prima dell'emergenza e quello che invece è la conseguenza dell'emergenza in effetti è possibile aiutare i servizi di emergenza ad intervenire dove la situazione è più urgente in maniera anche da poter da un certo punto di vista guidare le squadre e guidare l'attività della logistica che in eventi di catastrofi naturali ovviamente è di fondamentale importanza. Vediamo ad esempio a valle di terremoti, a valle di inondazioni. Tra l'altro mettendo insieme le informazioni che vengono da sensori satellitari di varia natura in situazioni di emergenza noi siamo anche in grado con le infrastrutture satellitari di prevedere quelle che sono le conseguenze, gli impatti ad esempio di un'inondazione sulle colture dei terreni dove l'inondazione è avvenuta e quindi cominciando a stimare anche quello che può essere il danno economico che una determinata situazione di emergenza può aver provocato e questo è il motivo per il quale da una dizione legata semplicemente all'osservazione della Terra oggi si parla infatti di geoinformazione perché negli anni si è passato dalla fornitura di immagini ottenute con sensori di varia natura quindi immagini ottiche piuttosto che radar, piuttosto che iper spettrali si è passato invece a un concetto di informazione quindi il service provider in realtà in funzione dell'esigenza dell'utente e del cliente aggrega e combina tra di loro dati in quantità notevolissima, secondo quelle che sono ormai le tecniche acclarate di analytics basati su Big Data, ovviamente con soluzioni di intelligenza artificiale si è in grado di dare esattamente il livello di informazione richiesto per la situazione specifica. Va detto che l'utilizzo della componente satellitare aiuta anche nel caso in cui l'emergenza sia ad esempio un'emergenza da pandemia. Purtroppo va detto che l'anno scorso quando il mondo ha cominciato ad affrontare la situazione pandemica legata al Covid-19, in realtà la community dello spazio si è interrogata su come poter utilizzare i satelliti per poter in qualche modo, non dico prevenire perché questo non era possibile, ma per poter aiutare affinché la pandemia e quindi la criticità non si espandesse oltremodo. Quindi andando ad identificare le aree a rischio dove magari c'era una maggiore aggregazione di persone che potenzialmente potevano diventare delle aree di concentrazione della pandemia e a fronte di questo raccogliendo informazioni satellitari, informazioni da droni, ma informazioni anche da sensori terrestri, diciamo famose informazioni IoT, sostanzialmente fare delle previsioni e delle previsioni che potessero dire ad esempio quali erano le aree che tendenzialmente rischiavano di diventare aree dove la pandemia poteva diffondersi maggiormente o comunque anche percorsi suggeriti affinché queste aree fossero evitate dalle persone che si spostavano e quindi questo ovviamente osservando quelle che sono delle aree tipiche di aggregazione come parchi, come mercati pubblici, come stadi e quindi chiaramente mettendo a fattor comune come dicevamo informazioni di varia natura. Questo è un qualcosa che ad esempio Telespazio ha messo insieme in un paio di progetti, uno di questi addirittura è stato premiato dall'UNIDO, quindi United Nation Industrial Development Organization ed è stato considerato a parimerito con un progetto giapponese su 1.100 proposte il miglior progetto analizzato. Quindi questo in effetti a dire che le tecnologie satellitari integrate con tecnologie più classiche possono assolutamente essere la chiave anche per affrontare situazioni di emergenza. **Davide**: Hai parlato quindi di un utilizzo di più tecnologie, quindi il punto di vista dello spazio, poi anche la raccolta di molte informazioni, ma il punto di vista dello spazio può essere integrato anche ad esempio dall'utilizzo di droni che hanno comunque una prospettiva dall'alto e riescono però a essere sicuramente più precisi e più dettagliati nelle informazioni che riescono a raccogliere per un'area più piccola. **Marco**: Allora sicuramente il drone è diventato oggi un ulteriore sorgente di informazioni che integra perfettamente quelle che sono le informazioni derivate da dati satellitari ovvero da dati di natura aeronautica ovvero da dati raccolti a terra. Potremmo aggiungere in questo scenario anche i dati raccolti dai cosiddetti APS, APS è un acronimo con l'acca davanti, sta per High Altitude Platform Systems e in realtà sostanzialmente è qualcosa che si avvicina ai dirigibili del secolo scorso e hanno il vantaggio di essere sostanzialmente fissi sulla posizione ma a una quota particolarmente bassa. Però tornando ai droni, i droni in realtà vanno visti come un mezzo che può essere equipaggiato con sensori di varia natura, quindi in realtà il drone con il sensore specifico in effetti può essere utilizzato per integrare l'osservazione di più lungo termine fatta da satellite, esempi di varia natura possono essere nel monitoraggio delle infrastrutture critiche oppure ad esempio nell'ausilio a quella che è l'agricoltura di precisione oppure ancora nel monitoraggio di situazioni emergenziali o ancora nel caso di una mobilità unmanned intelligente in un contesto di smart city. In particolare Telespazio tra il 2020 e il 2021 ha svolto delle sperimentazioni basate sull'utilizzo di drone per la consegna di materiali di natura biomedica. L'abbiamo fatto insieme con Leonardo, la nostra capogruppo, l'abbiamo fatto avendo come utente l'ospedale pediatrico Bambin Gesù che in particolare ha due sedi nel Lazio che si trovano sul mare e quindi ha la necessità di movimentare il materiale biomedico tra le due sedi e questo di fatto comporta uno spostamento via terra che lungo la costa in alcune stagioni, ad esempio la stagione balneare ovviamente si scontra con problemi di traffico eccetera, quindi una consegna effettuata via drone rappresenta una soluzione in termini sicuramente di efficienza e alla fine anche di efficacia. Il drone tra l'altro al di là di quanto possa sembrare ai non addetti ai lavori è un oggetto che utilizza tantissimo la componente satellitare da un punto di vista di missione perché per guidare il drone abbiamo bisogno di una capacità di telecomunicazione che vada "beyond radio line of sight", quindi al di là della linea di vista, il che significa poter comandare il drone e ricevere telemetrie dal drone passando per una connessione via satellite. In secondo luogo ha bisogno di conoscere esattamente la posizione in cui si trova, oggi i droni di cui a cui faccio riferimento che sono quelli al di sotto dei 25 kg per regolamentazione possono volare ad una quota massima di 120 metri, per 120 metri se non hai una chiara consapevolezza di cosa hai sotto e di quello che effettivamente quindi è un modello digitale del territorio ma anche della superficie e la differenza sta negli edifici, negli ostacoli fisici che l'uomo ha costruito sul territorio, ovviamente se non c'è questa consapevolezza diciamo che la missione autonoma è alquanto complessa e poi ovviamente c'è una questione legata al posizionamento stesso, quindi telecomunicazione e consapevolezza del territorio quindi osservazione della terra e navigazione satellitare per conoscere esattamente la posizione rispetto al contesto sono elementi fondamentali per una missione basata sui droni, quindi di fatto è a sua volta uno strumento di ausilio per le attività di monitoraggio, ma a sua volta ha bisogno dei componenti satellitari per poter operare, diciamo così. **Davide**: Sì, molto interessante questa cosa che ci hai raccontato adesso, effettivamente è vero alla fine il drone ha bisogno per spostarsi, di avere dei riferimenti oltre anche le telecamere che potrebbero esserci sopra di lui, passando invece a un altro tema che in parte sicuramente c'hai già raccontato in queste risposte e cioè quello del cambiamento climatico, c'è qualcosa di specifico in tema appunto di aiuto satellitare dallo spazio per questo aspetto che sappiamo essere oggi di una estrema attualità. **Marco**: Assolutamente sì, tra l'altro è un tema di grande attualità, il cambiamento climatico è oggetto di conferenze mondiali e diciamo che sappiamo bene che l'esito di queste conferenze è sempre molto atteso più che altro da un punto di vista di impegno dei vari paesi che non è sempre uniforme. Detto questo, rispondo alla tua domanda, facendo riferimento a questo punto una tecnologia che è la tecnologia del digital twin, si parla tanto di digital twin in questo momento è un qualcosa che si affianca al concetto che dicevamo dei big data, del cloud, si affianca al concetto degli analytics che vengono prodotti di volta in volta e al concetto chiaramente del machine learning e dell'intelligenza artificiale. Parliamo di digital twin a livello industriale tipicamente e quindi è un qualcosa che riguarda il mondo manifatturiero ma nel mondo dei servizi satellitari invece si parla da qualche tempo a questa parte di Digital Twin Earth, quindi che cosa consiste? Consiste sostanzialmente grazie alle tecnologie che ho menzionato un attimo fa nella realizzazione di un modello digitale del nostro pianeta che sia il più fedele possibile, modello che noi andiamo ad alimentare con dati relativi ai fenomeni naturali che caratterizzano oggi il nostro pianeta e grazie al quale siamo in grado di tirare fuori delle previsioni di cosa accadrà sul nostro pianeta ipotizzando di volta in volta che determinati fenomeni si propaghino nel tempo. È un po sostanzialmente una tecnica di propagazione che viene utilizzata anche tradizionalmente in vari contesti scientifici avendo però in mente che quello che propaghiamo è sostanzialmente ciò che accade oggi sul nostro pianeta tenendo conto di tutto tenendo conto sostanzialmente dei fenomeni legati agli oceani, gli inquinamenti, le correnti, le maree, tenendo conto dei fenomeni atmosferici, tenendo conto di quello che accade sulla terra ferma in termini appunto di disboscamento perché ricordiamo sempre che il satellite ti consente di capire confrontando i dati storici grazie al fatto che i satelliti passano volendo sulla stessa fascia di territorio, nella stessa ora del giorno più volte quindi in realtà c'è la possibilità di fare questi confronti. Quindi propagando le differenze che si vengono a determinare siamo in grado di capire che cosa accadrà al nostro pianeta. Chiaramente questo anche è un contesto nel quale l'Europa in generale ma in generale i paesi in tutto il mondo si stanno muovendo ma l'obiettivo in questo caso è un obiettivo comune capire per tempo che cosa accadrà e quindi diventare consapevoli del fatto che determinate azioni che stiamo svolgendo sul nostro pianeta se non corrette possono essere foriere di un futuro non felice. **Davide**: Certo, quindi avere una copia molto fedele di quello che succederà nei prossimi anni se non attuiamo dei cambiamenti. Per concludere volevo sollevare due ultimi temi cioè quello della possibilità di telecomunicare pensiamo nel contesto della mobilità aerea quindi su un aereo e poi come appunto i satelliti permettano di trasmettere contenuti multimediali pensiamo ad esempio banalmente guardare delle trasmissioni televisive tramite satellite. **Marco**: Sì, allora ricordiamo sempre una cosa la componente satellitare in particolare adesso parliamo della componente di telecomunicazione, il satellite là dove c'è la terraferma e per il mondo delle telecomunicazioni è un qualcosa che va a complementare le soluzioni terrestri fisse o mobili, laddove non c'è la componente terrestre ma voglio dire ci sono gli oceani o c'è l'aria chiaramente il satellite è il sistema principe per poter comunicare. Quindi detto questo chiaramente il traffico aereo da lungo tempo ha guardato al satellite come la soluzione per poter permettere una connettività del singolo o del passeggero verso terra e magari anche poi ci si è preoccupati di creare una wifi interna per consentire anche ai passeggeri se vogliamo di giocare tra loro internamente. Però pensiamo al primo aspetto, questa è una problematica che è stata risolta in prima battuta utilizzando i satelliti geostazionari, connettività dalla cabina passeggeri verso terra utilizzando soluzioni di satelliti geostazionari già era disponibile alcune decadi fa, però c'era sostanzialmente un terminale per classe in qualche modo un paio di terminali con un costo estremamente elevato. L'arrivo delle costellazioni satellitari, quindi non parliamo più di satelliti in orbita geostazionaria a circa 36.000 km, parliamo di gruppi di satelliti che si trovano a quota sicuramente più bassa, quindi comprese sostanzialmente tra i 7-800 km e i 1200 km in effetti rappresentano una soluzione nuova per quanto riguarda la connettività a bordo, tra l'altro passando da una connettività a banda stretta a una connettività a banda decisamente larga, tutto ciò per consentire a un numero di passeggeri il più alto possibile per ciascun volo di poter sostanzialmente utilizzare il proprio device personale, iPad o quello che sia, per poter effettivamente seguire quelle attività di intrattenimento alle quali ormai siamo abituati a casa e sicuramente i giovani ancora più dei meno giovani diciamo essendo nativi di questo tipo di possibilità. Quindi questo è una tipologia di mercato molto importante e va di pari passo con lo stesso tipo di soluzioni per la parte "cruising" del marittima. Dico questo perché in effetti molte rotte marittime coincidono con le rotte aeronautiche, ovvero le aerovie più frequentate hanno sull'acqua una corrispondente via rotta marittima che è altrettanto frequentata perché di fatto funziona e quindi chi fornisce questo tipo di servizi sa che può servire in maniera con caratteristiche diverse ma diciamo geograficamente in maniera abbastanza contemporanea un'utenza aeronautica e un'utenza marittima. Chiaramente questo faccio proprio un inciso, la connettività satellitare aerea ce la porteremo anche quando parleremo poi dell'esplorazione interplanetaria e parleremo dell'esplorazione lunare. Si sta parlando in questo periodo di ritorno sulla Luna, un ritorno consapevole perché non più basato soltanto su un desiderio di mostrare la propria capacità industriale e la propria supremazia a livello mondiale ma perché effettivamente ci sono oggi le condizioni per un'economia lunare ecco lì ancora sarà necessario prevedere una connettività a larga banda per quelli che saranno i rover e le sonde che scenderanno sulla superficie terrestre. Tornando invece alla seconda parte della tua, superficie lunare perdonatemi, tornando invece alla seconda parte della tua domanda quindi la parte di connettività multimediale e quindi televisiva, di fatto questo ormai è un servizio diciamo molto standardizzato e messo a punto negli anni, cercando anche di efficientare al massimo gli impianti di terra affinché con la stessa antenna potessero essere gestiti un numero di canali e quindi di portanti il più grande possibile, è chiaro che oggi si va sempre più verso soluzioni ibride anche qui perché ovviamente con la disponibilità di fibra a terra ci sono sempre più delle architetture che prevedono una porzione di collegamento satellitare e una porzione di collegamento terrestre utilizzando anche le cosiddette CDN. Va detto infine che comunque di nuovo il satellite sulle aree terrestri è fondamentale per il superamento del digital divide e quindi da questo punto di vista che si tratti di telecomunicazione o che si tratti di multimediale che in realtà in molti contesti terrestri oggi è necessario il satellite anche se siamo appunto in un contesto dove la componente terrestre di connettività sarebbe privilegiata. Per un motivo molto semplice che la connettività terrestre per essere le infrastrutture di connettività terrestre sono particolarmente costose, ovviamente comportano degli scavi eccetera per cui se si tratta di un'area a fallimento di mercato ovviamente c'è una minor disponibilità a realizzare l'infrastruttura terrestre mentre invece la copertura satellitare ovviamente è da questo punto di vista molto democratica possiamo dire. **Davide**: Sì non ha limiti diciamo non ha bisogno di un'infrastruttura capillare è un'infrastruttura che è ovunque. Va bene grazie Marco per averci dato una visione in un ambito specifico del settore dello spazio e per averci fatto capire che che ruolo gioca qui qui sulla terra. Buon lavoro e a presto. **Marco**: Grazie a voi. #### Conclusione - Timestamp: 35:18 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e3 ## Ingegneria e tecnologia per toccare il cielo > Un desiderio che ci accompagna fin dall’antichità è sicuramente quello di riuscire a [costruire edifici](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e16?t=195) sempre più alti, fin quasi a riuscire a toccare il cielo e la tecnologia ci ha permesso, dopo migliaia e migliaia di anni, di farlo quasi per davvero. Ma come si costruiscono e si gestiscono grattacieli alti 828 metri come il [Burj Khalifa](https://it.wikipedia.org/wiki/Burj_Khalifa)? Quale sarà il futuro di questi edifici, e che ruolo avranno, se lo avranno, nella società e nella realizzazione di un mondo più sostenibile? È proprio di ciò che parliamo in questa puntata. Nella sezione delle notizie parliamo di un limite che verrà imposto al [Telemarketing](https://it.wikipedia.org/wiki/Telemarketing), di Sony che continuerà a produrre [PlayStation 4](https://it.wikipedia.org/wiki/PlayStation_4) e infine delle [mappe di Google](https://www.google.it/maps/) ancora più dettagliate nel territorio di Roma. - Stagione: 4 - Episodio: 3 - Data di pubblicazione: 2022-01-15 06:45:00 - Durata: 16:12 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e3](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e3) - Episodi correlati: s3e16 - Tag: grattacieli,skyscrapers,megatall,burj khalifa,one world trade center,palazzi,new york,chicago,bosco verticale,torre unicredit,city life,sky city,google maps,mappe,roma,inclusività,accessibilità,mappe dettagliate,telemarketing,pubblicità,chiamate,call center,robocall,privacy,playstation,crisi microprocessori,carenza,produzione,ps4,ps5 ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di grattacieli, cercando di capire quale ruolo gioca l'ingegneria e la tecnologia per permetterci di costruire edifici sempre più alti ma allo stesso tempo più sostenibili. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Stop al Telemarketing > Fonte: IlSole24Ore.com - Timestamp: 00:59 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Con il Decreto Legge Capienza di recente convertito in legge, sarà possibile avere degli strumenti in più per proteggersi dal telemarketing, cioè quella pratica per pubblicizzare servizi attraverso la linea telefonica sia fissa che mobile. All'interno del decreto, la novità più importante, almeno per gli utenti, sarà la possibilità di iscrivere nel registro di chi rifiuta questo tipo di pratiche non solo come è stato fin ora il proprio numero telefonico contenuto negli elenchi pubblici, e cioè i numeri fissi, ma anche quello dei cellulari. Questo significherà che anche sul cellulare, una volta inserito nel registro, non potranno più arrivare chiamate promozionali. Inoltre, l'iscrizione annullerà tutti gli eventuali consensi dati fino a quel momento per l'uso del numero telefonico a scopi di marketing. Per ricevere le chiamate robotizzate e realizzate da dei software, invece, ci sarà bisogno di un consenso espresso da parte dell'utente. #### Sony continuerà a produrre PS4 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: A causa delle difficoltà emerse con la crisi dei microchip, a inizio 2022, Sony non è ancora riuscita ad eguagliare l'offerta di PlayStation 5 con l'incessante domanda che affligge l'azienda giapponese dalla presentazione della console avvenuta fine 2020. La soluzione al problema non sembra purtroppo essere dietro l'angolo, anche se nonostante la crisi, Sony comunque è riuscita a distribuire in tutto il mondo oltre 13,4 milioni di console, ma che non sono risultate comunque sufficienti a tamponare l'elevata richiesta. Per evitare dunque che potenziali clienti abbandonino l'idea di un acquisto di una PS5, Sony ha recentemente affermato che continuerà a mantenere alta la produzione di PlayStation 4, le cui componenti, a differenza della console di nuova generazione, risultano molto più facili da reperire, essendo meno avanzate, con la speranza di riempire il vuoto della filiera produttiva e introdurre l'ecosistema PlayStation 5 ai nuovi clienti. #### Google Maps più dettagliato per Roma > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:59 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso agosto Google Maps aveva introdotto diverse novità, incentrate sulla sicurezza e la facilità di utilizzo del servizio. In particolare con le nuove mappe, Google introdusse nuovi colori più leggibili e precisi, come il blu per gli specchi d'acqua o il bianco per le calotte polari. Ma la vera novità riguarda l'introduzione di mappe più dettagliate inizialmente per grandi città come New York o Londra. Col tempo nuove città sono state introdotte e recentemente anche Roma è una tra quelle. Con il nuovo aggiornamento, infatti, su Google Maps è possibile vedere nuovi dettagli per le strade, come le strisce pedonali, i marciapedi, le isole pedonali o le strade in pendenza. L'obiettivo è rendere Maps molto più utile anche per gli spostamenti pedonali, in particolar modo per chi si sposta in sedia a rotelle o con un passeggino. Piccole novità, dunque, che rendono però l'app molto più completa, utile e sicura, di cui Roma in Italia è l'apripista, sperando che vengano introdotte a breve anche nel resto del Paese. Un desiderio che ci accompagna fin dall'antichità e che, anzi, negli ultimi anni si è fatto sempre più forte, è sicuramente quello di riuscire, metaforicamente, a costruire edifici sempre più alti, fin quasi a toccare il cielo. #### Ingegneria e tecnologia per toccare il cielo > - Timestamp: 04:19 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Arte & Cultura, Domotica - Tipologia: Topic **Davide**: Le prime testimonianze risalgono addirittura più di 4000 anni fa, con gli antichi Babilonesi e l'iconica Torre di Babele, che si diceva raggiungesse vette talmente alte da far infuriare Dio, e che creò scompiglio tra le genti per fermarne la realizzazione, e proprio per questo diventò il simbolo dell'arroganza umana. Ma, tralasciando la leggenda, questa torre, storicamente parlando, non è altro che la principale ziggurat babilonese, un'enorme struttura di ben 91 metri di altezza e che per l'epoca era il più alto edificio che si potesse realizzare. Nella storia, poi, di tentativi da parte dell'essere umano di raggiungere vette sempre più alte, ce ne sono molti altri, come il faro di Alessandria nel 300 a.C., che con i suoi 134 metri di altezza è stata la torre più alta del mondo fino al 1300, superata dalla cattedrale di Lincoln alta 160 metri. Come non citare poi le famosi Torri di Bologna, come la Torre degli Asinelli alta poco più di 97 metri e che probabilmente le possiamo considerare le prime forme di grattacieli al mondo, anche se non erano del tutto abitate. Ed è proprio di questo che andremo a parlare in questa puntata, della tecnologia che ci ha permesso dopo migliaia e migliaia di anni, di toccare veramente il cielo. Il primo grattacielo, per come lo intendiamo mai costruito, è del 1885 ed è l'Home Insurance Building di Chicago, di 10 piani e alto poco più di 50 metri. Da allora, gli Stati Uniti prima, e New York in particolare, e a seguire Asia e Medio-Orente poi, la corsa alla costruzione di edifici sempre più alti non si è più fermata, fino a raggiungere altezze che rasentano il chilometro come l'attuale edificio più alto del mondo, il Burj Khalifa, di 828 metri. Ma come si costruisce e si gestiscono grattacieli così alti? Quale sarà il futuro di questi edifici e che ruolo avranno, se lo avranno, nella società e nella realizzazione di un mondo più sostenibile? Iniziamo dalle basi. Costruire un grattacielo, un supertall o un megatall, che rispettivamente sono gli edifici più alti di 300 e di 600 metri, è una sfida non da poco, e ci sono numerosi fattori da considerare. Prendiamo come esempio proprio il Burj Khalifa. Se l'edificio fosse stato realizzato come i classici grattacieli a base quadrata, per raggiungere vette così elevate sarebbe stata necessaria una superficie troppo estesa, che di per sé però non sarebbe stato un grosso problema. Tuttavia, gli spazi all'interno dell'edificio non avrebbero goduto della luce naturale, e non avrebbero potuto avere una vista all'esterno. L'attuale forma del Burj, quindi, non è dettata semplicemente da canoni estetici, ma soprattutto da soluzioni ingegneristiche che ne hanno permesso la realizzazione, come in questo caso l'utilizzo di una pianta a Ypsilon. Un altro aspetto da considerare poi sono sicuramente le fondamenta, e anche in questo caso la tecnologia ha permesso di spingersi a più di 800 metri, partendo da un terreno non come nel migliore dei casi fatto in granito, come succede ad esempio a New York o Chicago, bensì prevalentemente composto da sabbia e roccia calcare, e quindi molto fragile. Per sostenere le più di 500.000 tonnellate della struttura, infatti, sono stati utilizzati quasi 200 pali profondi 50 metri, che riescono a rimanere immobili grazie all'attrito con il terreno esterno. Il materiale utilizzato per costruire il Burj Khalifa, poi, il calcesruzzo, è stato anch'esso migliorato e modificato perché potesse rimanere abbastanza liquido da poter essere pompato con tre delle più grandi pompe per l'edilizia al mondo. Infine, a livello prettamente strutturale, un altro dei principali problemi da considerare è legato alle oscillazioni dovute al vento, che se non considerate potrebbero causare gravi danni o far crollare l'intero edificio. E proprio per questo motivo i modelli di questi imponenti edifici, non solo il Burj Khalifa, vengono prima di tutto testati nelle gallerie del vento, con cui appunto si riesce a simulare e verificare il comportamento dell'edificio quando questo sarà ultimato. E anche in questo caso le forme della struttura non sono solo dettate da canoni estetici, ma sono necessarie per realizzare edifici quanto più stabili e aerodinamici possibili, evitare crolli e fare in modo che anche i piani più elevati restino fermi e non diano la sensazione di trovarsi su una barca in mezzo al mare. Come appena detto, una delle possibili soluzioni al problema delle oscillazioni dovute al vento è quella di realizzare forme aerodinamiche. Tuttavia, spesso questo non è abbastanza, ed è qui che entra in gioco lo smorzatore armonico, un dispositivo simile ad un enorme pendolo posto alla base del grattacelo in grado di assorbire le oscillazioni e stabilizzare l'intera struttura. Ma non solo, infatti uno di questi dispositivi è stato installato nella torre di test di ThyssenKrupp, o più semplicemente Rottweil Test Tower. Questo edificio non è abitato, ma viene utilizzato proprio grazie allo smorzatore per generare oscillazioni e testare così uno dei componenti più importanti nei grattaceli, gli ascensori, oggi in grado di fornire comfort, sicurezza, velocità e molto spesso permettono anche di godere durante il tragitto di una meravigliosa vista panoramica della città sottostante. E proprio nella Rottweil Test Tower si stanno testando e progettando quelli che probabilmente saranno gli ascensori del futuro, senza funi e controllati da motori in grado di coordinarsi con l'oscillatore e garantire ancora più stabilità e sicurezza. Inoltre, grazie proprio all'assenza delle funi, questi ascensori potranno muoversi non solo in verticale, ma anche in orizzontale, permettendo di raggiungere le proprie abitazioni in meno tempo, ma soprattutto senza limitazioni per quanto riguarda l'altezza, aprendo uno spiraglio a futuri edifici che potranno magari raggiungere e superare il chilometro. Abbiamo parlato della tecnologia che sta dietro alla progettazione e alla costruzione dei grattaceli, ma come si fa a gestire e rendere queste strutture abitabili? La risposta è molto semplice e di per sé può essere racchiusa in una sola parola, domotica. Controllare lo stato di edifici così enormi, infatti, non è per nulla semplice e proprio per questo sono necessari migliaia di sensori, in grado di monitorare costantemente ogni parametro e identificare e prevedere facilmente i problemi sia presenti ma anche futuri. Un fattore da considerare, poi, che potrebbe rendere quasi fastidioso abitare in un grattacelo, è la possibilità di non avere finestre apribili. Negli ultimi decenni, infatti, abbiamo assistito a un uso enorme del vetro nella costruzione delle facciate di questi edifici e in questo modo si preferisce utilizzare la luce naturale sia per illuminare gli ambienti ma anche come riscaldamento, risparmiando sul consumo di risorse energetiche e rendendo l'edificio più sostenibile. I vetri a specchio inoltre garantiscono anche la privacy per i residenti e i lavoratori e si possono utilizzare anche dei pannelli, per così dire, intelligenti in cui l'utente può gestire la quantità di luce e di calore da far passare e personalizzare la propria esperienza all'interno dell'edificio. Grazie all'internet delle cose, inoltre è possibile, sempre per far limitare lo spreco di risorse, ottimizzare i consumi e i controlli risparmiando energia e milioni di euro. Probabilmente però non ci siamo ancora resi particolarmente conto dell'importanza che questi edifici hanno e soprattutto in futuro avranno per il nostro pianeta. E anzi dire che i grattacieli siano gli edifici più sostenibili per l'ambiente che potremmo creare non è poi così azzardato, soprattutto per quelli che verranno costruiti nei prossimi decenni. Prima di tutto, con la crescita demografica che da anni il genere umano sta vivendo, serviranno sempre più spazi abitativi e ricreativi, nuovi ospedali, nuove scuole e così via, spazi che ormai non possiamo più permetterci di rubare alla natura, espandendo le città e i centri urbani. E così l'unica alternativa che rimane è quindi costruire in altezza. In questo modo inoltre si limitano gli spostamenti, riducendo l'inquinamento e si potranno restituire alla natura enormi fette di territorio. I grattacieli poi potranno essere ricoperti in parte o interamente da pannelli fotovoltaici, per raggiungere l'autosufficienza energetica e per sfruttare sempre di più le risorse rinnovabili. Diventeranno insomma delle vere e proprie città e un esempio ne è proprio il progetto di Sky City, la cui costruzione è però al momento ferma. Sky City doveva diventare infatti il grattacielo più alto del mondo, superando di 10 metri il Burj Khalifa. Ma ancora più importante, nel progetto erano inclusi non solo zone abitabili, ma anche un ospedale, un hotel, 5 scuole, uffici, negozi, aziende agricole e campi sportivi. E sicuramente non ci vorrà molto prima che questo o altri complessi simili vengano costruiti. Sempre nell'ottica della sostenibilità, infine, merita un'attenzione particolare anche la scelta dei materiali con cui verranno costruiti probabilmente i grattacieli del futuro. Abbiamo assistito a edifici in mattoni, cemento armato o acciaio e negli ultimi anni in legno. Attualmente il più alto grattacielo in legno realizzato si trova in Norvegia, ed è il Brumundal, alto poco più di 85 metri. Ma ormai strutture simili si trovano in tutto il mondo, e proprio ultimamente iniziano a legare per raggiungere la vetta più alta, come il progetto W350, un grattacielo in legno alto appunto 350 metri che verrà costruito a Tokyo a partire dal 2024. La scelta di utilizzare il legno degli edifici però non è così strana, e se trattato nel modo corretto, questo materiale può resistere a grossi sforzi, essere resistente al fuoco e soprattutto sarebbe in grado di assorbire carbonio dall'atmosfera. E il tutto chiaramente in ottica di scelte più verdi e sostenibili, che per portare un esempio hanno fatto risparmiare 1700 tonnellate di anidride carbonica nella costruzione proprio del grattacielo norvesese. Per concludere dunque, in futuro avremo sempre più modo di apprezzare nelle città questi piccoli capolavori di ingegneria, architettura e tecnologia, che negli anni diventeranno più delle piccole o grandi città e che saranno fondamentali per far fronte ai crescenti fabbisogni dell'intera popolazione umana, e contribuire a plasmare un mondo sempre più attento all'ambiente e a ciò che ci circonda. In ogni caso di certo non si fermerà la voglia di costruire edifici sempre più alti, a raggiungere vette ancora più elevate e poter un giorno arrivare fin sopra le nuvole e oltre. #### Conclusione - Timestamp: 15:20 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e4 ## Il ruolo dell'idrogeno nella mobilità sostenibile > Nel [piano nazionale di ripresa e resilienza](https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf) che disegna le misure da attuare al fine di consentire la piena ripartenza del Paese dopo lo stop causato dalla pandemia si parla anche di [idrogeno](https://it.wikipedia.org/wiki/Idrogeno). Alla seconda delle sei missioni presenti nel testo, “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”, sono stati stanziati circa 18 miliardi di euro, di cui 2 miliardi solamente per la voce “idrogeno”, una particolare soluzione energetica caratterizzata da una vasta gamma di proprietà utili, sulla quale abbiamo fatto una chiacchierata con [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html), autore di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Nella sezione delle notizie parliamo della pubblicazione dei dati rubati nei confronti di [SIAE](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e43?t=57) e [ULSS 6](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e50?t=145), del Tonga senza connessione a causa dei [danni riportati](https://www.ilpost.it/2022/01/16/lo-tsunami-a-tonga/) ad un cavo sottomarino in fibra ottica e di Microsoft che comprerà [Activision Blizzard](https://www.activisionblizzard.com). - Stagione: 4 - Episodio: 4 - Data di pubblicazione: 2022-01-22 06:45:00 - Durata: 18:05 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e4](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e4) - Episodi correlati: s2e48, s3e8, s3e42 - Tag: Paese,PNRR,idrogeno,kWh,CO2,H20,veicoli,auto,camion,treni,aerei,Consiglio dei Ministri,Recovery Plan,Governo,piano nazionale di ripresa e resilienza,sicurezza,siae,ulss6,euganea,azienda ospedaliera,padova,furto,cybersecurity,ransomware,dark web,dati rubati,microsoft,blizzard,acquisizione,record,approvazione,tonga,fiji,fibra ottica,dorsale,cavo sottomarino,vulcano,erruzione ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di idrogeno nel settore della mobilità sostenibile, e cercheremo di capire in quali ambiti potrà e in quali non potrà avere un futuro. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Il 14-15 gennaio sono stati pubblicati, in seguito al rifiuto di pagare il riscatto, i dati rubati rispettivamente a SIAE e all'azienda ospedaliera di Padova, ULSS6. #### Pubblicati i dati rubati da SIAE e ULSS 6 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:56 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Privacy, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Per quanto riguarda SIAE, in particolare, sono disponibili pubblicamente sul dark web, quasi 60 GB di file, tra cui dati personali degli artisti, dati medici, come richieste di invalidità, IBAN, ricevute e molto altro. Discorso analogo per ULSS Euganea, con quasi 10.000 file pubblicati, contenenti file PDF, documenti Word ed Excel e molto altro. File che contengono informazioni sulla gestione e sui pagamenti del personale, referti, medici, esiti dei tamponi, visite al pronto soccorso e così via. Sono presenti anche file database contenenti gli storici degli esami medici svolti o informazioni sui pazienti. Sia questo, sia quello di SIAE sono quindi episodi gravissimi, e nonostante la scelta di non pagare alcun riscatto sia stata giusta, tali furti non sarebbero mai dovuti accadere, soprattutto quando in ballo ci sono dati sensibili di centinaia se non migliaia di cittadini. La speranza è che questi episodi siano una lezione e un punto di partenza per una campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema della sicurezza informatica, dove nel caso di aziende sia pubbliche che private, ogni dipendente ha una possibile porta ad accesso per i dati, ed è dunque di fondamentale importanza che ognuno abbia l'educazione e le competenze adeguate per custodire le informazioni. #### Il Tonga e il suo cavo in fibra > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 02:31 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: L'unico cavo in fibra ottica per le telecomunicazioni che collega il regno polinesiano di Tonga al resto del mondo è stato danneggiato dalla violenta eruzione vulcanica di sabato 15 gennaio 2022 e le ridotte comunicazioni e l'assenza di internet stanno provocando seri problemi nella gestione dei soccorsi. Inoltre, rimanere senza internet non significa solamente non poter accedere ai social network, a YouTube o alla musica in streaming, ma anche non poter effettuare pagamenti elettronici e tutto ciò crea delle ulteriori complicazioni in queste situazioni. Per il momento l'arcipelago comunica con il resto del mondo grazie ad alcuni telefoni satellitari messi a disposizione dalle ambasciate, le riparazioni dei cavi sottomarini in fibra ottica non sono semplici e richiedono molto tempo per essere svolte, anche perché queste riparazioni sono soggette alle condizioni meteo e del mare. La riparazione dovrebbe avvenire tramite dei sommergibili robot con i quali si agganceranno le parti danneggiate del cavo per portarle in superficie, in modo da effettuare la riparazione sulla nave e tutto questo procedimento potrebbe richiedere alcune settimane. All'insaputa di tutti, questa settimana Microsoft ha annunciato che acquisirà Activision Blizzard, la nota azienda produttrice di videogiochi per PC e per console come World of Warcraft, Hearthstone, Call of Duty e per mobile, tra i quali spicca il celebre Candy Crush. #### Microsoft compra Activision Blizzard > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 03:41 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Finanza, Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Per ottenere il controllo di Activision Blizzard e di tutte le sue sussidiarie, l'azienda sviluppatrice di Windows intende sborsare un capitale di 68,7 miliardi di dollari, un'operazione finanziaria nel settore videoludico che, se dovesse andare a buon fine, scalzerebbe il record recentemente raggiunto da Take Two con l'acquisizione di Zynga per quasi 13 miliardi di dollari. In questo caso, salvo aggiornamenti dell'ultimo minuto, l'assorbimento di Activision da parte di Microsoft deve essere approvato dalle autorità regolatorie, le quali avranno il compito di stabilire se un'operazione finanziaria di tale portata potrebbe rappresentare un rischio per la concorrenza nel settore videoludico. Il 24 aprile 2021 è stato presentato in consiglio dei ministri il testo definitivo del Recovery Plan, ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che designe alle misure da attuare al fine di consentire la piena ripartenza del Paese dopo lo stop causato dalla pandemia da Covid-19. #### Il ruolo dell'idrogeno nella mobilità sostenibile > - Timestamp: 04:53 - Autori: Matteo Gallo, Davide Fasoli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Alla seconda delle sei missioni presenti nel testo, energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile, sono stati istanziati circa 18 miliardi di euro, di cui 2 miliardi solamente per la voce idrogeno, una particolare soluzione energetica caratterizzata da una vasta gamma di proprietà utili, di cui parliamo proprio oggi con Matteo Gallo, autore di questo podcast. Bentornato Matteo. **Matteo**: Grazie, un saluto a tutti. **Davide**: Partendo dalle basi, puoi dirci che cos'è concretamente l'idrogeno e quali sono le modalità con cui è possibile ottenerlo attualmente? **Matteo**: Certo, allora quando parliamo di idrogeno, normalmente facciamo riferimento al primo elemento chimico presente nella tavola periodica, e si tratta in sostanza del più leggero fra tutti, poiché l'atomo elementare di idrogeno possiede solamente un protone ed un elettrone. La forma molecolare di questo elemento, che tra l'altro è il più diffuso in tutto l'universo– non a caso è il componente principale delle stelle– la si trova in forma di gas biatomico nel quale due atomi di idrogeno sono saldati tra loro tramite un legame covalente. Detto ciò, ora potremmo pensare, se è effettivamente così diffuso, perché allora non lo stiamo già utilizzando? La risposta è che sulla Terra non c'è. Vi sono sì alcuni piccoli giacimenti in cui è possibile estrarlo, ma nella maggior parte dei casi non è così reperibile come il metano, ad esempio, che basta scavare per ottenerlo. Se fossimo su uno dei pianeti gassosi come Giove o Saturno non avremmo problemi, ma allo stato attuale delle cose l'unica maniera per ottenere idrogeno molecolare è ricavarlo tramite processi particolari. **Davide**: Chiaro, dunque l'idrogeno, mi pare di aver capito, non è propriamente una fonte di energia come la intendiamo, pensiamo ad esempio al metano, bensì un vettore energetico, quindi un composto che per definizione deve essere prodotto e raccolto a partire da una fonte di energia precedente. **Matteo**: Esatto, e infatti al giorno d'oggi il modo più efficace per produrre idrogeno è ricavarlo proprio dal metano. In questo gas, la cui formula corrisponde a CH4, è presente idrogeno, H4. Tuttavia, negli attuali processi chimici di estrazione si viene a generare come sostanza di rifiuto proprio la CO2, che per forza di cose andrà direttamente in atmosfera. Analogamente, un altro processo termochimico consiste nell'estrazione dell'idrogeno a partire dal carbone che, come possiamo già immaginare, comporta inevitabilmente anch'esso un rilascio di energia carbonica. Ecco, questi due processi generano il cosiddetto idrogeno grigio o marrone, che sono da evitare assolutamente in un periodo delicato dal punto di vista ambientale come quello attuale. **Davide**: Sì, immagino però che ci siano delle modalità green e quindi a impatto zero per ottenere l'idrogeno. **Matteo**: Allora, attualmente per ricavare il cosiddetto idrogeno verde, quindi senza emissione di CO2, si utilizza un processo chimico molto conosciuto che è l'elettrolisi, il quale consiste sostanzialmente nell'elettrificare delle molecole di acqua con formula H2O per ricavare da quest'ultima idrogeno e come prodotto di scarto al posto dell'anidride carbonica ossigeno, che andrà poi rilasciato tranquillamente e senza alcun impatto negativo nella nostra atmosfera. Tuttavia, c'è un grosso problema relativo a questa procedura, ossia che per ottenere idrogeno tramite elettrolisi serve un grandissimo quantitativo di energia elettrica. Per fare un esempio, per produrre un kilogrammo di idrogeno sono necessari 50 kWh di elettricità, che equivangono circa al fabbisogno energetico medio di una famiglia italiana in una settimana e di un paio di giorni per quanto riguarda il metano. Ovviamente mi sono dimenticato di dirlo, ma per ottenere idrogeno sostenibile l'energia che si utilizza nel processo di elettrolisi deve provenire da fonti rinnovabili. **Davide**: Ho capito, ora però vorrei soffermarmi un attimo sul settore dei trasporti, in particolare su quello che conosciamo molto bene, abbiamo già affrontato più volte in puntata, automobilistico, il settore automobilistico. E prima di farti la prossima domanda, volevo citarti un'affermazione particolare del CEO di Volkswagen sul futuro delle auto ad idrogeno, ovvero che l'idrogeno verde, più che nel settore automobilistico, quindi comune, il settore civile, dovrebbe essere impiegato in altri ambiti, poiché si tratta di un composto particolarmente costoso, inefficiente e difficile da diffondere e da trasportare. E quindi, proprio in seguito a questa affermazione, mi sapresti spiegare perché l'idrogeno non sta avendo lo stesso successo dell'elettrico per quanto riguarda appunto il settore automobilistico? **Matteo**: Sì, e la risposta è abbastanza intuitiva, come potremmo vedere. Secondo quanto detto prima, se per produrre un kg di idrogeno sono necessari circa 50 kWh di energia, per riempire un veicolo mosso da celle a combustibile in grado di contenere all'incirca 6 kg di idrogeno, saranno necessari 300 kWh per produrlo. Un'auto elettrica, in cui non è necessario che l'energia venga generata dal veicolo, i consumi sono 4-5 volte più ridotti, dato che i pacchi batteria, come quello di una Tesla Model 3 ad esempio, hanno una capacità che si aggira intorno ai 50-70 kWh. Ma non è tutto, perché se da una parte l'auto elettrica vanta un rendimento del 75% circa, ossia che per 100 W di potenza l'auto elettrica ne andrà a sfruttare 75, per un veicolo ad idrogeno invece il discorso cambia e in negativo, perché il rendimento scende in questo caso addirittura al 25-30%, e questo per colpa dei diversi processi necessari per ricavare l'energia dall'idrogeno presente nelle cellule combustibile. Infine, per poter essere correttamente immagazzinato all'interno della vettura, l'idrogeno deve essere compresso, e questo per via della sua bassissima densità. Facciamo nuovamente un paragone con il metano. Se in condizioni standard a un bar di pressione il metano ha una densità di 0,72 kg su metro cubo, l'idrogeno ottiene solamente un magro 0,9%. Quindi, per poter essere utilizzato nelle auto ad idrogeno, questo gas così leggero deve essere immagazzinato in modo tale da aumentarne consideravelmente la densità, per evitare appunto di portarsi dietro ogni volta un rimorchio pieno di gas. E per ottenere quindi 5-6 kg che può contenere la macchina, l'idrogeno deve essere compresso fino a 700 bar, ovvero 700 volte la pressione normale. Poi un'altra soluzione può essere la liquifazione, ma anche in questo caso risulterebbe un processo eccessivamente dispendioso, perché per ottenere tale condizione si dovrebbe abbassare la temperatura a 273 gradi sotto lo 0. Lo Space Shuttle ad esempio funzionava con idrogeno e ossigeno liquido, però stiamo parlando della NASA e di budget decisamente più elevati di un cittadino comune. **Davide**: Sì, mi viene da pensare che la stessa infrastruttura di ricarica allo stato attuale delle cose non sia nemmeno paragonabile a quella realizzata appositamente per i veicoli elettrici, che sappiamo essere elemento cardine della mobilità sostenibile promossa all'interno del PNRR che citavamo prima. Ma allo stesso tempo penso sia logico pensare che la questione della rete di ricarica per le auto a idrogeno non sia un problema di base, bensì una diretta conseguenza del fatto che il settore del fuel cell electric vehicle è attualmente poco affermato nel mercato automobilistico. **Matteo**: Esatto, e aggiungerei alla tua affermazione che le modalità di trasporto di questo vettore energetico al giorno d'oggi sono alquanto complicate, perché essendo appunto la più piccola molecola presente nell'universo, l'idrogeno ha una spiccata capacità di intrufolarsi negli interstizi dei componenti metallici delle condotte, con rischi di infragilimento delle infrastrutture e conseguente fuoriuscita del materiale. Di conseguenza a tutto ciò andrebbero sommati anche i costi per la realizzazione di una nuova rete di condotti studiati ad hoc per il trasporto dell'idrogeno, perché le attuali infrastrutture per gli altri gas non andrebbero assolutamente bene, per i motivi che ti ho citato prima. **Davide**: Mi pare quindi di capire che l'idrogeno, a meno che non avvengano netti miglioramenti nei prossimi decenni, non avrà un ruolo poi così impattante nel processo di decarbonizzazione dei trasporti leggeri. E non è infatti un caso che l'industria mondiale dell'automotive abbia già investito in modo estremamente massiccio nella tecnologia elettrica a batteria in negli ultimi decenni, anzi nello specifico nell'ultimo decennio. Presentando sul mercato, e appunto l'abbiamo visto e lo vediamo sempre di più oggigiorno, nuovi modelli di veicoli elettrici che risultano oggi l'unica opzione economicamente percorribile sul lungo termine. Se però spostiamo la prospettiva e facciamo riferimento al trasporto pesante, mi viene da pensare a camion per il trasporto di merci, autobus per la mobilità urbana, trasporto ferroviario, navale, anche per questi casi vale il ragionamento che abbiamo fatto in precedenza, ovvero che l'idrogeno attualmente non è una soluzione economicamente e logisticamente realizzabile? **Matteo**: Allora, in realtà nel caso del trasporto merci su gomma, così come negli altri casi che hai citato valgono le stesse condizioni avanzate precedentemente in merito al trasporto leggero, ovvero che la tecnologia elettrica a batteria rimane comunque preferibile alla tecnologia ad idrogeno, con celle combustibili, sia per motivi legati all'efficienza del motore che per la rete di ricarica, ormai capillari in gran parte dei paesi di tutto il mondo, elemento distintivo che difficilmente verrà raggiunto anche dall'idrogeno. Dall'altra parte però, essendoci molta più capacità nel serbatoio di un camion o di una nave o di un treno, rispetto a quello di una macchina, i tempi di ricarica in questo caso pendono a favore del veicolo ad idrogeno, e questo perché caricare un mezzo che monta un pacco batteria 10 o 20 volte più capiente di quello di un auto richiederebbe tempistiche estremamente prolungate, cosa che non avrebbe nel caso di un caricamento di un serbatoio per idrogeno. Inoltre, altro aspetto da considerare, i mezzi pensati per il trasporto di merci o persone percorrono quasi sempre gli stessi tragitti, mentre noi comuni cittadini che utilizziamo l'auto, oltre al tragitto casa-lavoro, non sappiamo per quale motivo domani o dopodomani dovremmo spostarci, e men che meno, il tragitto preciso che andremo a fare. Di conseguenza, produrre attraverso ad esempio impianti fotovoltaici e contemporaneamente distribuire idrogeno verde nei grandi centri dislocati nel nostro paese, diventerebbe in questo caso una soluzione ideale per tutti quei mezzi pesanti che percorrono ogni giorno le stesse strade, i stessi binari o le stesse route, fermo restando che il problema alla base rimane sempre lo stesso, ovvero che per produrre così tanto idrogeno serve ancora più energia rinnovabile, cosa che attualmente non abbiamo. Quindi in conclusione, per arrivare ad avere un'economia fondata sull'idrogeno, dobbiamo prima incrementare enormemente la produzione di elettricità rinnovabile, con l'obiettivo di diventare un paese energeticamente autosufficiente, e solo poi potremmo iniziare a pensare di utilizzare quel surplus di energia che ci avanza, tra virgolette, per produrre e immagazzinare idrogeno da impiegare come vettore energetico per camion, autobus, navi o aerei. E tutto questo temo che difficilmente avverrà tra qualche anno. **Davide**: Ledo Vabbè, grazie Matteo per averci portato questo tuo approfondimento sulla mobilità legata all'idrogeno. Alla prossima qui, qui in puntata Matteo. **Matteo**: Grazie per essere rimasti fin qui, alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 17:13 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e5 ## Calcio e Fan Token: il nuovo orizzonte della fidelizzazione > La nuova maglia dell’[Inter](https://www.inter.it/it) vede sostituito uno sponsor storico come Pirelli con [Socios](http://Socios.com), un’azienda che consente di scambiare denaro per gettoni virtuali come i Fan Token. La spinta ad adottare una soluzione così innovativa e di successo legata all’ambito delle [criptovalute](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3?t=299) è la concreta manifestazione della volontà dei principali club europei di cercare fonti di guadagno alternative in grado di ovviare all’assenza fisica dei tifosi allo stadio. Per capire questo tema oggi introduciamo il concetto di Fan Token nello sport calcio e come questa tecnologia basata su [blockchain](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e41?t=295) può creare un legame più forte tra tifoseria e squadra. Nella sezione delle notizie parliamo dell’[autostrada A2](https://it.wikipedia.org/wiki/Autostrada_A2_(Italia)) che diventerà presto una [smart-road](https://it.wikipedia.org/wiki/Autostrade_automatizzate), della [nuova offerta](https://www.iliad.it/offerte-iliad-fibra.html) di Iliad in fibra ottica per le abitazioni e infine di [STAR](https://www.science.org/doi/10.1126/scirobotics.abj2908) il primo robot chirurgo autonomo. - Stagione: 4 - Episodio: 5 - Data di pubblicazione: 2022-01-29 06:45:00 - Durata: 15:11 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e5](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e5) - Episodi correlati: s2e47, s3e3 - Tag: calcio,inter,sponsor,maglia,fantoken,criptovalute,socios,chiliz,psg,messi,blockchain,volatilità,salernoreggiocalbria,A2,smartroad,wireless,guidaautonoma,iliad,iliadbox,ftth,fibra,openfiber,5gbit/s,epon,fisso,casa,chirurgia,robot,intelligenza artificiale,robot-chirurgo,star,medicina,ricerca ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi introduciamo il concetto di Fun Token nello sport calcio, e come questa tecnologia basata su blockchain può creare un legame molto più forte tra tifosi e squadra. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La Smart-Road Salerno-Reggio Calabria > Fonte: DMove.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: La Salerno-Reggio Calabria è una delle autostrade più importanti e allo stesso tempo più difficili da gestire e mantenere del nostro paese. Nonostante ciò, come un fulmine a ciel sereno, è arrivato qualche giorno fa la conferma che l'A2 diventerà il primo tratto autostradale in Europa a poter contare sul titolo di Smart Road. Il progetto prevede infatti la copertura totale dei 400 km che collegano Salerno a Reggio Calabria con un'infrastruttura wireless di ultima generazione con l'obiettivo di rendere ancora più efficiente l'interazione tra strada, utente e veicolo. Tra le tante applicazioni pratiche vi sarà la possibilità di avvisare tempestivamente i conducenti di eventuali incidenti, rallentamenti o lavori in corso, generando così percorsi alternativi nel più breve tempo possibile. In futuro la smart road permetterà anche alle auto dotate di guida autonoma di sfruttare al massimo la loro capacità garantendo la possibilità per la prima volta in Europa di percorrere i 400 km senza l'intervento del conducente. Il 25 gennaio Iliad ha presentato ufficialmente la sua offerta di connettività internet in fibra ottica per le abitazioni, che sicuramente avrà un forte impatto sul mercato e sui clienti. #### Iliad e la sua offerta per le abitazioni > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:03 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: L'infrastruttura in fibra su cui si appoggia Iliad per il momento è una parte di quella di Open Fiber, visto che al lancio copre solamente alcune zone densamente popolate del nostro paese per un totale di 8 milioni di abitazioni, un numero che molto probabilmente aumenterà nel giro di poco tempo. La velocità massima che sarà possibile ottenere è di 5 gigabit al secondo in download, distribuiti tra più dispositivi, e 700 megabit al secondo di upload. Iliad ha presentato anche un proprio box con la funzione di modem, disegnato e sviluppato autonomamente, sul box, in comodato d'uso gratuito, è anche presente un piccolo schermo, che potrà mostrare un codice QR per facilitare l'accesso alla rete. Iliad porta questa connettività nelle case di chi la richiede con un costo di installazione di 40 euro, e prezzo mensile di 16 euro per chi possiede una sim Iliad e di 24 euro per tutti gli altri clienti. #### Il primo robot chirurgo autonomo > Fonte: TheGuardian.com - Timestamp: 03:12 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: L'uso dei robot nella medicina negli ultimi anni ha avuto un particolare successo, soprattutto nell'ambito della chirurgia, dove la precisione e la stabilità che un braccio meccanico offre può fare la differenza nella buona riuscita di un'operazione. Questi robot tuttavia sono sempre guidati e controllati da un medico esperto, e non possono operare in autonomia, almeno fino ad oggi. Pochi giorni fa è stato presentato un robot chiamato Star, che è riuscito a effettuare con successo un'operazione chirurgica su 4 maiali senza alcun tipo di aiuto o controllo esterno. L'obiettivo era quello di riparare l'intestino del maiale ricollegandone le estremità, operazione che richiede una precisione assoluta nell'applicazione dei punti di sutura. E il tutto complicato dal fatto che l'intestino è un tessuto molle, e quindi ha un comportamento abbastanza imprevedibile. Nonostante ciò Star ha ottenuto un enorme successo nell'operazione, mantenendola il meno invasiva possibile e dimostrandosi più preciso e affidabile di un chirurgo esperto. Chiaramente il controllo e l'intervento umano, anche se minimo, dovrà sempre essere presente in queste situazioni, ma forse non manca poi molto prima di vedere dei robot chirurghi nei nostri ospedali. #### Calcio e Fan Token: il nuovo orizzonte della fidelizzazione > - Timestamp: 04:34 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Blockchain, Finanza - Tipologia: Topic **Davide**: Chi conosce bene il calcio italiano e ha premuto sul pulsante play di questa nuova puntata, potrebbe chiedersi in questo momento, perché c'è un giocatore dell'Inter nella copertina di un podcast che tratta di tecnologia? In effetti, al di là di chi si possa trattare, vedere rappresentato un giocatore che indossa la maglia dell'Inter, soprattutto per un tifoso dell'altra sponda milanese, potrebbe far storcere il naso in questo momento. La cosa più interessante però dell'attuale kit del club milanese, e che nessun altro ha, è il nome della propria moneta digitale riportato in maniera così visibile e se vogliamo emblematica sul petto della prima maglia da gara. E oltre a ciò, se consideriamo il fatto che uno sponsor storico come Pirelli sia stato sostituito da un nome di un'azienda che consente di scambiare denaro per gettoni virtuali, come i fan token, nel bel mezzo di una crisi economica mondiale, il tutto diventa ancora più logico e significativo. Ed ecco perché la spinta ad adottare una soluzione così innovativa e di successo legata come vedremo a breve, all'ambito delle criptovalute di cui abbiamo ampiamente parlato nella puntata dal titolo evidentemente provocatorio, Le criptovalute non sono il futuro, è la concreta manifestazione della volontà dei principali club europei di cercare fonti di guadagno alternative in grado di ovviare all'assenza fisica dei tifosi allo stadio. Ma andiamo con ordine. Secondo la definizione più oggettiva del termine, un fan token non è altro che un asset digitale operante su blockchain, come le criptovalute appunto, pensato per dare ai tifosi l'accesso a determinati beni e servizi che vengono offerti dalle stesse squadre di calcio. Possedere dei fan token consente infatti di ottenere vantaggi specifici come ad esempio sconti, offerte riservate, promozioni o persino acquisire un certo grado di priorità nell'acquisto dei biglietti delle partite. Un vantaggio quest'ultimo che si sta rilevando particolarmente ottimale in periodi come questo in cui la capienza degli stadi non può raggiungere la soglia massima di contenimento. Proseguendo con gli esempi, il tifoso abbonato, passateci il termine, può addirittura arrivare a ricoprire un ruolo più attivo in scelte che riguardano il tema di un post da pubblicare sui social, il merchandising, il nuovo inno musicale da adottare per la nuova stagione calcistica e così via. Naturalmente, il grado di influenza di un tifoso non è uguale per tutti, esso dipende infatti dal numero di fan token acquistati e più se ne hanno a disposizione più saranno importanti le decisioni a cui si potrà prendere parte. Un caso esemplare è quello della Roma, la quale ha permesso ai tifosi in possesso di un certo numero di fan token di scegliere la livrea del nuovo autobus, il brano che viene cantato allo stadio dopo i gol e la frase riprodotta nei tunnel che portano dagli spogliatoi al campo. Notiamo perciò che l'introduzione di questa nuova moneta digitale non ha solamente la potenzialità di incrementare il grado di interazione tra tifoso e squadra, una caratteristica da sempre criticata al mondo del calcio, ma può dare anche ai club la possibilità di tamponare le norme perdite economiche che si sono verificate negli ultimi due anni a causa della pandemia. Fatte le dovute premesse, entriamo nel concreto di questa puntata e chiariamo perché questo settore emergente è strettamente correlato al mondo delle criptovalute. Oltre ad essere controllati tramite blockchain, i fan token, come le criptovalute, sono soggetti a forte volatilità, essendo strettamente legati alla moneta digitale con cui è possibile ottenerli. Ad oggi, infatti, la maggior parte dei fan token viene messa e gestita dalla piattaforma socios.com, la quale consente all'utente di poter creare un proprio portafoglio digitale per acquistare i Chiliz, ovvero la valuta ufficiale basata sul protocollo Ethereum, che dovrà essere scambiata per i fan token della squadra che ha aderito al programma di Socios. Capiamo così che, essendo strettamente legati ad una criptovaluta, la cui caratteristica intrinseca è quella di essere soggetta a forte volatilità, il prezzo di acquisto dei fan token non potrà essere mai uguale nel tempo e dipenderà principalmente dal grado di successo che avrà all'interno delle tifoserie delle varie squadre. In sintesi, queste ultime, insieme alla piattaforma di exchange, Socios, in questo caso, hanno il compito di fissare un prezzo di lancio iniziale in Chiliz e il numero effettivo di fan token acquistabili. Fatto ciò, il gettone viene reso disponibile per l'acquisto sul sito socios.com, il cui prezzo rimarrà invariato per un certo periodo di tempo. Trascorso, infine, tale tempistica, l'offerta di lancio viene ufficialmente chiusa e il token verrà reso disponibile anche sulle altre piattaforme di exchange come Binance, per citare lo sponsor ufficiale della Roma, dove l'incrocio tra domanda e offerta ne determinerà il valore di mercato attuale. Tornando ai club che popolano il nostro campionato, in Italia abbiamo imparato a conoscere meglio i fan token grazie a squadre come Juventus, Milan, Inter, Roma, Lazio, Napoli e Bologna, senza dimenticare la nazionale campione d'Europa 2021. Ma è evidente che il trend di investire in un determinato bene, anche se di fatto comprare fan token non significa possedere quote azionarie di una determinata società, trae origine dal mondo cripto, la cui popolarità, diffusa su scala mondiale, sta abbracciando sempre più persone in tutto il mondo. E non è quindi un caso che oltre 90 società calcistiche e altre realtà sportive come team di Formula 1 e di eSports, di cui abbiamo parlato nella puntata eSports, la nuova frontiera della competizione, utilizzino piattaforme come socios.com per ripartire tra i sostenitori i propri gettoni virtuali. In ambito calcistico, i fan token con la più elevata capitalizzazione di mercato, cioè il valore totale dei token in circolazione sul mercato, sono infatti appartenenti a club europei, tra i quali spicca il Paris Saint-Germain con una capitalizzazione di 49 milioni di dollari, davanti al Manchester City e all'Atletico Madrid, con valori rispettivamente di 38,8 e 25,6 milioni di dollari. Per arrivare alla prima squadra italiana dobbiamo scendere alla quinta posizione della classifica stilata da CoinGecko, in cui troviamo appunto la Juventus, con 25,6 milioni di dollari per capitalizzazione di mercato. Tornando al Paris Saint-Germain, un fatto interessante che ha sollevato un certo clamore la scorsa estate è stato l'annuncio del trasferimento del giocatore Messi dal Barcellona alla squadra francese. Oltre alla gigantesca risonanza mediatica che ha avuto tale cessione, a suscitare ancora più interesse è stato l'annuncio relativo all'ingaggio del fuoriclasse argentino, che prevedeva appunto un parziale pagamento in fan token. Attualmente non ci è dato sapere a quanto corrisponde la percentuale di tale retribuzione, ma possiamo solamente immaginare che in un contratto biennale da 41 milioni di euro a stagione, la montare del numero di PSG fan token deve essere necessariamente alto. Ma se da un lato ci sono club che promuovono l'acquisto dei propri gettoni virtuali attraverso i giocatori stessi, dall'altro lato ci sono squadre che preferiscono conferire ancora più potere decisionale ai propri sostenitori, in merito a scelte tutt'altro che secondarie. Ed è questo il caso dello Young Boys, una società calcistica svizzera che proprio in questi giorni sta rilasciando ai tifosi, in possesso di fan token, un sondaggio che consentirà di scegliere quale sarà la divisa da trasferta della stagione 2022-2023. Una decisione questa che lascerà sicuramente i tifosi della squadra svizzera più che soddisfatti. Dal momento che, se si pensa a quanto dibattito creano ogni anno le ufficialità delle nuove maglie da gara, il successo in campo di una squadra, al di là che si tratti di calcio o di un altro sport, deriva in buona parte anche dal sostegno e dall'approvazione della propria tifoseria. A questo punto della puntata, dopo aver analizzato cosa sono concretamente i fan token, qual è la loro correlazione con il vasto mondo delle criptovalute e il ruolo che hanno nel legare ulteriormente la tifoseria alla squadra, dobbiamo valutare anche gli aspetti negativi di questo mondo. Essendo i fan token appartenenti ad un settore fortemente deregolamentato come quello delle criptovalute, l'acquisto dei gettoni virtuali potrebbe comportare per gli acquirenti diverse criticità vista l'assenza di tutele generali per gli strumenti finanziari sui quali si basano. Ed infatti la situazione di pericolo maggiore per i tifosi che intendono partecipare a questi programmi si manifesta nel rischio potenziale di perdere tutta o buona parte delle somme investite nel caso in cui il valore di mercato del token diminuisse improvvisamente. Non va infatti dimenticato come già le criptovalute di per sé siano strumenti finanziari dall'alto grado di volatilità, ma nel caso specifico dei fan token il rischio di elevate fluttuazioni è maggiore, dal momento che per riconvertire la valuta corrente in token sarà necessario prima riconvertirli in Chiliz e poi vendere questa criptomoneta con un rischio di cambio finale praticamente raddoppiato. Detto ciò non possiamo non ricordarci dei numerosi pregi di cui abbiamo discusso fino a poco fa. Il fan token è infatti uno strumento particolarmente innovativo e sicuramente meno oneroso di un classico investimento azionario, con l'ulteriore pregio però di poter generare, oltre ad un guadagno da parte dei club che li hanno adottati, anche un certo grado di fidelizzazione come quello promosso dallo Young Boys verso i propri sostenitori. Le criticità di questo interessante fenomeno si manifestano solamente nel caso in cui ci si vuole rapportare ad esso da un punto di vista speculativo, pensando di acquistare fan token al solo fine di ottenere un guadagno su eventuali plusvalenze del prezzo dei gettoni virtuali e dei Chiliz, rischiando quindi di perdere la partita. #### Conclusione - Timestamp: 14:19 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e6 ## Stellantis: auto elettriche, batterie e servizi digitali > Quando parliamo di mobilità elettrica e dell’[impatto](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e1?t=296) che avrà nel prossimo periodo non dobbiamo dimenticarci il ruolo chiave delle case automobilistiche nel facilitare questa transizione. Queste società stanno affrontando grandi sfide di innovazione tecnologica e digitale per produrre veicoli elettrici sempre più efficienti e per sperimentare dei nuovi concept di automobile. Oggi cerchiamo di capire come il gruppo [Stellantis](https://www.dentrolatecnologia.it/stellantis.html) e nello specifico l’[e-mobility business unit](https://www.stellantis.com/it/il-gruppo/tecnologie/elettrificazione), si stia approcciando al settore della mobilità elettrica. Lo facciamo attraverso la voce di [Gabriele Catacchio](https://www.dentrolatecnologia.it/gabriele.catacchio.html), responsabile della comunicazione per la mobilità elettrica di Stellantis. Nella sezione delle notizie parliamo dei recenti investimenti nel [settore videoludico](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e19?t=265) e di un [innovativo tessuto](https://it.i-mesh.eu) di una startup italiana all’Expo di Dubai. - Stagione: 4 - Episodio: 6 - Data di pubblicazione: 2022-02-05 06:45:00 - Durata: 30:36 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e6](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e6) - Episodi correlati: s2e48, s3e8 - Tag: stellantis,500e,fca,psa,fiat,e-mobility,automobile,elettricità,microprocessori,samsung,foxconn,batterie,gigafactory,gabriele cattachio,futuro,as a service,LeasysGO,investimenti,microsoft,taketwo,sony,bungie,materiali,tessuto,dubai,expo 2020,i-mesh,architettura ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Gabriele**: La difficoltà maggiore in questo settore è convincere i potenziali clienti che la scelta di una vettura elettrificata non è una costrizione ma un'opportunità. Quello che stiamo cercando di fare noi è sottolineare i vantaggi delle vetture elettriche, fare conoscere ai nostri clienti quelli che sono appunto gli sbocchi di questa tecnologia e soprattutto offrire loro un ecosistema di servizi dedicato. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Stellantis per cercare di capire il punto di vista sulla transizione verso una mobilità sempre più elettrica e digitale di uno dei principali costruttori automobilistici del mondo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Dopo i recenti investimenti effettuati da Microsoft e Take-Two per un totale di 85 miliardi di dollari, qualche giorno fa anche Sony ha deciso di rispondere a tono ai due colossi tech, annunciando l'acquisizione dello studio Bungie, creatore di famosi titoli come Halo e Destiny 2, per 3,6 miliardi di dollari. #### I recenti investimenti nel settore videoludico > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:22 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Finanza, Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Si tratta certamente di una notizia piuttosto rilevante, data l'ingente somma che sborserà Sony per portare a termine questa operazione. Tuttavia, è anche interessante analizzare il motivo per cui, solamente nei primi mesi del 2022, sono state concluse già tre acquisizioni miliardarie nel settore videoludico, e le ragioni che stanno infatti alla base di queste importanti operazioni finanziarie sono principalmente due, ovvero consolidare gli investimenti in un mercato, dove creare nuovi videogiochi sta diventando sempre più costoso, e soprattutto garantire sufficienti risorse e competenze per lo sviluppo di un'efficiente sistema multipiattiforma, basato eventualmente sul cloud, grazie al quale un determinato titolo potrà essere giocato su diversi dispositivi connessi a internet. All'Expo Dubai 2020, che terminerà fra due mesi, la copertura della passeggiata è stata composta in fibra e resina, ed è stata realizzata da una startup italiana. #### Un innovativo tessuto italiano all’Expo di Dubai > Fonte: Italian.tech - Timestamp: 02:32 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Materiali - Tipologia: Notizia **Davide**: Il tessuto in questione si chiama e-mesh ed è stato prodotto con un nuovo materiale, sviluppato proprio da e-mesh, in un'ottica di economia circolare e sostenibilità. Il tessuto è infatti riutilizzabile e resistente, grazie ai sei tipi di fibre di cui è composto, tra cui carbonio, vetro, basalto e lo zilon, un polimero termoplastico che può facilmente essere separato e riciclato. Grazie a questo nuovo tessuto, dunque, all'Expo di Dubai si sono potuti realizzare 2,7 chilometri di coperture, evitando di utilizzare travi di sostegno e risparmiando così circa 31 tonnellate di CO2, che sarebbero state rilasciate nella produzione delle travi in alluminio. Non solo, perché si è riusciti a conciliare un design moderno e leggero e la resistenza necessaria a sopportare le tempeste di sabbia di Dubai. Dimostrandosi un esempio di tecnologia per il futuro mondo dell'architettura. #### Stellantis: auto elettriche, batterie e servizi digitali > - Timestamp: 03:59 - Autori: Stellantis, Gabriele Catacchio, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Batterie - Tipologia: Intervista **Davide**: Nella prima puntata del 2022 abbiamo parlato, fra le altre cose, anche del ruolo e dell'impatto che avranno i veicoli elettrici nel prossimo periodo. In tutto ciò non dobbiamo dimenticarci che le case automobilistiche stanno affrontando delle grandi sfide di innovazione tecnologica e digitale per produrre veicoli elettrici sempre più efficienti e per sperimentare anche dei nuovi concept di automobile. E per capire come Stellantis sta entrando in questo settore è con noi Gabriele Cattacchio, responsabile della comunicazione per la mobilità elettrica di Stellantis. Benvenuto Gabriele. **Gabriele**: Buongiorno a tutti e grazie per l'invito. **Davide**: Ci spieghi chi è Stellantis, di che cosa si occupa, di che cosa si è occupata in questo in questo primo anno di vita e che impatto ha avuto questa fusione per quanto riguarda il settore della mobilità elettrica? **Gabriele**: Molto volentieri, allora come hai correttamente detto Stellantis nasce un anno fa dalla fusione di due gruppi automobilistici che erano Fiat Chrysler Automobile e il gruppo PSA e quindi da quest'unione è nato un gruppo forte a livello globale e composto da 14 brand iconici che in tutto il mondo hanno un "heritage" di oltre 100 anni alcuni di essi e propongono soluzioni di mobilità variegate diversificate in base alle necessità dei nostri clienti. L'unione di queste due aziende ha prodotto un piano strategico molto importante e focalizzato su due tematiche che in questo momento fanno da padrone per Stellantis, cioè l'elettrificazione e i software. L'elettrificazione permea ogni attività che stiamo portando avanti per ciascuno di questi 14 brand a prescindere dal target del brand stesso e direi che è importante sottolineare quelli che sono stati numeri annunciati durante l'Elettrification Day di luglio dell'anno scorso dal nostro amministratore delegato Carlo stavares. È stato indicato che saranno investiti 30 billion a livello mondiale da qui al 2025 su programmi di elettrificazione e software e che i nostri target di quello che noi chiamiamo LEV mix con LEV noi intendiamo vetture full battery quindi battery electric vehicle 100% elettriche e plug-in hybrid quindi famosi BEV e PCV che sentiamo spesso dire. Il target per le nostre aziende è arrivare a un mix sulle vendite di vetture LEV al 70% almeno in Europa nel 2030 e al 40% negli Stati Uniti considerate che ad oggi le percentuali sono 14-15% in Europa e circa il 4% negli Stati Uniti quindi potete immaginare come il piano ambizioso sul quale stiamo investendo tutte le nostre risorse. Per farlo all'interno del gruppo è nata questa business unit di cui faccio parte che si chiama E-mobility nata dalla fusione dei due gruppi quindi erano due entità che erano già presenti nei gruppi FCI e PSA, la cosa importante è che con Stellantis questa business unit è diventata global quindi il nostro obiettivo non è solo lavorare in Europa sull'elettrificazione che sappiamo che il continente è la region più attenta e più attiva da questo punto di vista ma anche nell'altra region quindi negli Stati Uniti, Nord America e Sud America in Cina, Asia e Pacific l'obiettivo nostro è di estenderci a livello global per supportare il lancio delle vetture elettrificate. Per farlo abbiamo 3 massime, 3 principali filoni di attività che sono quello della cooperazione, quindi realizziamo partnership per realizzare servizi a supporto dei nostri clienti che scelgono di guidare le vetture elettriche, informazione, vogliamo mettere a disposizione dei potenziali clienti tutto quel set minimo di informazioni per capire cos'è la mobilità elettrificata, per capire quali sono i vantaggi e lo vogliamo fare partendo dai giovani, coinvolgendo le nuove generazioni che saranno i nostri ambasciatori in questo cambiamento epocale e infine innovazione, elettrificazione è una parola banale ma si porta dietro una serie di attività innovative che magari possiamo solo immaginare adesso, penso alla ricarica wireless mentre la vettura si muove sulle autostrade, al battery swap, a mille altre tecnologie che appunto stiamo studiando e potrebbero diventare una leva futura per i nostri prodotti. **Davide**: Ok, adesso ci hai spiegato quindi anche le motivazioni che stanno dietro a questa fusione, però perché è importante investire così tanto sul settore dell'elettrico? **Gabriele**: Allora è una bella domanda Davide, diciamo che sicuramente ce lo impone il mercato e ce lo impongono le istituzioni, allora stiamo vivendo una fase diciamo globale, non solo noi come produttori di automobili ma tutti i soggetti che popolano questo mondo che sta vedendo in particolare un trend legato all'urbanizzazione che ormai sembra irrefrenabile, alcuni studi ci dicono che nel 2050 il 70% degli abitanti del mondo, che saranno più o meno 7 miliardi, cioè il 70% sarà rappresentato da 7 miliardi di persone, vivranno nei centri urbani, i centri urbani coprono il 3% della superficie terrestre, immaginatevi cosa vuol dire avere 7 miliardi di persone che camminano, si muovono e utilizzano autovetture solo nel 3% della superficie terrestre. In parallelo anche la crisi del Covid ha acuito il fenomeno del e-commerce, anche qui i studi dicono che dal 2019 al 2023 vedremo un raddoppiarsi del fatturato dell'e-commerce e quindi capiamo come saranno sempre più le persone, i beni che si muoveranno all'interno delle città, questo fa sì che bisogna trovare una soluzione al problema dell'inquinamento, dell'effetto serra e di tutti i gas diciamo inquinanti che vengono emessi dalle vetture tradizionali e qui a questo punto intervengono le istituzioni, l'Unione Europea a luglio ha lanciato il piano Fit for 55 in cui ha chiesto una riduzione del 55% delle emissioni di CO2 nel 2030 rispetto ai valori del 1990, qui c'è un dato negativo che purtroppo devo sottolineare che il settore dei trasporti è quello che negli ultimi trent'anni non ha visto purtroppo un miglioramento nel trend delle emissioni di CO2, mentre il settore industriale, residenziale, agricola, hanno visto un miglioramento, quello dei trasporti purtroppo no, quindi inevitabile dover intervenire. Detto questo poi io ci tendo sempre a sottolineare che in realtà il trasporto su strada e in particolare il settore automotive contribuiscono comunque al solo 10% del problema, quindi se anche domani tutte le vetture fossero full electric comunque avremmo risolto un decimo del problema. Detto questo noi sulla base di queste indicazioni che sono state diciamo recepite ovviamente da tutti i costruttori di autovetture abbiamo voluto fare di più, quindi l'obiettivo nostro è utilizzare il vincolo dell'elettrificazione come un'opportunità per potenziare ulteriormente il DNA caratteristico dei nostri brand. Quindi abbiamo colto la palla al balzo decidendo quindi di investire quei 30 billion di cui a cui facevo riferimento prima e lo facciamo per investire su quattro nuove piattaforme che abbiamo annunciato a luglio e che lanceremo nei prossimi anni, quindi full-bed, quindi sono delle piattaforme che nascono per essere elettrificate, non sono una rilavorazione di piattaforme che erano nate termiche e diventano elettriche, ma nascono elettriche. Con questo noi abbiamo l'obiettivo diciamo di offrire ai nostri clienti soluzioni con autonomia che vanno dai 500 agli 800 km, quindi assolutamente in linea alle richieste del mercato e una velocità di ricarica addirittura di 32 km al minuto grazie alle tecnologie di fast charge, quindi assolutamente importante. E voglio concludere dicendovi che l'investimento sulle vetture elettriche è già in atto, tant'è che abbiamo oltre 30 modelli già sulla strada tra PEV e PCV, considerando tutti i marchi del gruppo e tutte le region, quindi è un investimento che è già partito e la nostra strategia sta già dando i suoi frutti. **Davide**: Ho capito e un altro aspetto rilevante è che quando si pensa ai veicoli elettrici è sicuramente l'estrema innovazione, l'estremo sviluppo tecnologico che questi veicoli hanno, anche non strettamente legato all'elettrificazione in sé, pensiamo ai tema della sicurezza, le prestazioni, l'efficienza e per ultimo, ma non per importanza, anche il fattore dell'infotainment. Quindi qual è il collegamento tra l'elettrico, la mobilità elettrica e tutti questi aspetti ulteriori? **Gabriele**: Diciamo che sono dei trend che forse storicamente sono nati magari in contemporanea, obiettivamente ricordo nel 2018 noi già parlavamo al Capital Markets Day di FCA di elettrificazione, veicoli autonomi e veicoli connessi, quindi capiamo come sono dei trend che si sono evoluti in parallelo e si stanno evolvendo in parallelo. Il tema è che l'elettrificazione porta la necessità di offrire più servizi ai clienti, basti pensare ai servizi di ricarica, i servizi che noi vogliamo offrire, visto il periodo storico in cui ci troviamo, sono digitali, sappiamo benissimo come ormai il cellulare lo smartphone è una parte costante della nostra vita, il nostro obiettivo è offrire dei servizi che siano digitalizzati al 100%, quindi disponibili su app, ma ovviamente per comodità anche sull'head unit, nel sistema di infotainment della vettura. Per farlo anche qui, come dicevo prima, parlavo di cooperazione, stiamo realizzando delle partnership, abbiamo annunciato a maggio, l'anno scorso, una partnership molto importante con Foxconn, addirittura è nata una nuova joint venture che si chiama Mobile Drive, al 50% di Stellantis, al 50% di Foxconn, che ha l'obiettivo di realizzare la cosiddetta digital cockpit, cioè tutta una serie di servizi, feature e potenziali caratteristiche di prodotto che si svolgono all'interno della vettura, indipendentemente della piattaforma, e permettono di dare all'utente dei servizi aggiuntivi che fino ad oggi erano addirittura inimmaginabili. Vediamo spesso rendering di vetture con intelligenza artificiale, connettività 5G, ebbene quello su cui effettivamente stiamo lavorando, quindi la connessione vettura uomo avrà sempre un'importanza maggiore e sarà migliorata e resa possibile grazie alla realizzazione di questi componenti che ci tengo a dire, Mobile Drive realizzerà non solo per il gruppo Stellantis, l'obiettivo sarà anche quello di vendere ad eventuali altri produttori di auto vetture. **Davide**: Ho capito, e in tema specifico di sicurezza, che cosa state pensando, che cosa avete fatto in questo ultimo periodo? **Gabriele**: Da un punto di vista di sicurezza, come un po' avviene per il tema delle missioni, ci allineiamo a quelle che sono le indicazioni che ci arrivano dalle istituzioni, cercando però di essere sempre avanti rispetto ai competitor, e ad esempio un caso che voglio citare, che secondo me è importante, è il caso della 500 elettrica. La 500 elettrica è una vettura per utilizzo prevalentemente cittadino che offre un livello di guida autonoma a livello 2. Pensare di offrire questa serie di servizi, che comunque ovviamente hanno un impatto positivo sulla sicurezza su una vettura del genere, è un grande valore aggiunto. Ecco, tra l'altro, dimenticavo prima, parlando di digitalizzazione, secondo me è importante citare uno dei servizi digitali che abbiamo lanciato proprio come Mobility Business Unit, è un programma che abbiamo portato avanti in autonomia col supporto del brand Fiat, e cioè questo servizio che noi chiamiamo Kiri. Kiri è il nome di questa startup con cui collaboriamo da più di un anno, Kiri è il nome giapponese dell'albero della paulownia, che si dice essere l'albero più virtuoso in termini di assorbimento di CO2 e di emissione di ossigeno nella atmosfera, ebbene Kiri ha creato una moneta virtuale verde per premiare le abitudini sostenibili dei clienti. A noi è sembrato naturale e logico linkarla alla vettura, alla 500 elettrica, quindi tu, guidandola la 500 elettrica, semplicemente guidandola, puoi accumulare questi Kiri Coin, perché si accumulano sulla base della CO2 che tu stai risparmiando, non guidando una vettura termica. Per farlo, ovviamente, basta attivare il servizio tramite l'app, quindi grazie alla connettività della vettura, i dati vengono inviati alla piattaforma di Kiri che calcola il numero di gettoni che vengono accumulati dall'utente, in particolare abbiamo voluto collegarlo a quello che noi chiamiamo EcoScore, EcoScore è un punteggio che fa capire al driver della 500 quanto bene sta guidando la vettura, quindi se sta risparmiando energia oppure se al contrario sta frenando troppo bruscamente, accelerando troppo rapidamente, quindi non sta risparmiando l'energia riducendo potenzialmente anche il range della vettura. Per sforzare i nostri clienti a guidare nel miglior modo possibile abbiamo addirittura realizzato un contest, quindi il 4 di luglio dell'anno scorso abbiamo premiato i migliori driver che stavano appunto mostrando il miglior EcoScore e quindi oltre a Kiri Coin che durante l'anno continuano ad accumulare per un controvalore medio di circa 150 euro l'anno, che comunque non è un dato da sottovalutare, abbiamo elargito ulteriori 100 euro di bonus sottoforma di buoni da spendere sulle piattaformi di e-commerce per premiare appunto il fatto che stessero guidando in maniera sostenibile. **Davide**: Quindi un incentivo alla guida sostenibile, ecco, quando parliamo tornando appunto al tema della mobilità elettrica nello specifico, ci sono sicuramente delle difficoltà che come dicevo nell'introduzione i gruppi e le case automobilistiche sono chiamati ad affrontare. E nello specifico volevo chiederti di parlarne di due, il primo è quello delle batterie e abbassare i costi delle batterie è aumentare l'efficienza e l'altro è quello del forse ancora più attuale dei giorni nostri è quello della crisi dei microprocessori che sta avendo anche un impatto concreto nel settore automobilistico. **Gabriele**: Ok, allora sì, è sicuramente un tema scottante diciamo così. Allora prima di parlare di batterie e semiconduttori però vorrei fare un passo indietro parlando di quelle che noi chiamiamo difficoltà concettuali, cioè la difficoltà maggiore in questo settore è convincere e potenziare i clienti che la scelta di una vettura elettrificata non è una costruzione ma un'opportunità, quello che vediamo che manca è la conoscenza base del prodotto, spesso non si conosce la differenza tra un plug-in hybrid, un battery electric vehicle, un mild hybrid, cioè ci sono tante tecnologie che sono tecnologie che sono presenti da tempo, anzi le primissime vetture nacquero come vetture elettriche però ovviamente poi il mercato, l'evoluzione di quello che è stato il mercato automotive ha portato questa tecnologia a rimanere nascosta per molto tempo. Adesso quello che stiamo cercando di fare noi è sottolineare i vantaggi delle vetture elettriche, fare conoscere ai nostri clienti quelli che sono appunto gli sbocchi di questa tecnologia e soprattutto offrire loro un ecosistema di servizi dedicato, anche perché parlandoci chiaro le paure sono sostanzialmente le stesse, il problema della ricarica, quindi come ricarico la mia vettura, dove, come, quanto, quanto ci metto e quindi noi abbiamo realizzato una partnership con NOAA realizzando questa joint venture che si chiama Freedom of the Solution che è nata con lo scopo preciso di rispondere al problema della ricarica, offrendo soluzioni customizzate per la ricarica privata e la ricarica pubblica. L'altro problema è la durata della batteria, cioè la durata in termini di capacità energetica, quindi la disponibilità di una batteria che ti permetta di percorrere un certo quantitativo di chilometri, per farlo noi stiamo investendo lato tecnologia e poi ne parlerò dopo con diversi partner per realizzare delle batterie che siano al passo coi tempi, ma stiamo anche pensando a soluzioni alternative, basti pensare al Dream Garage che è una soluzione che è stata lanciata da Leasys che ti permette quando compri la 500 elettrica di noleggiare a seconda dei bisogni una vettura termica o ibrida che ti permette eventualmente di muoverti per un viaggio più lungo con la famiglia piuttosto che addirittura realizzare un trasloco, quindi diciamo un servizio digitale a supporto del cliente che acquista una vettura elettrica ma che ogni tanto può avere bisogno di una vettura con una diciamo percorrenza maggiore e infine l'ultimo problema è quello del prezzo della vettura, il terzo problema grosso che tutti i clienti ci fanno notare e su questo problema noi stiamo agendo con soluzioni di finanziamento e noleggio innovative ad esempio di nuovo Leasys ha proposto il sistema car cloud che ad un prezzo molto conveniente ti permette di noleggiare una vettura elettrica di cambiarla quando vuoi, di uscire da questa forma di noleggio nel momento in cui vuoi senza nessun tipo di vincoli e poi l'altro tema grosso è che noi stiamo lavorando con le istituzioni per far sì che gli eco incentivi rimangano attivi nei tutti gli stati per più tempo possibile, sappiamo che questo è un aiuto di cui abbiamo bisogno. Detto questo torno ai problemi tecnologici, quindi batterie, sicuramente le citate tu prima, noi stiamo lavorando sul tema delle batterie, abbiamo annunciato diverse partnership con Totalsoft in Europa da cui è nata la joint venture ACC, con LG e Samsung negli Stati Uniti per realizzare le famose gigafactory e produrre e attendere una capacità di 260 gigawattora a partire dal 2030, quindi ci stiamo realizzando in casa con l'aiuto di partner delle soluzioni di batterie che permettono di aumentare la capacità energetica in termini sia di volume che di peso e soprattutto di ridurre i costi, sapendo che questo è uno dei problemi maggiori, ma comunque si è assistito ad un trend di riduzione del costo per kilowattora che comunque è noto a tutti, quindi si spera che a tendere questo prezzo possa ulteriormente calare. Sul tema dei semiconduttori, sappiamo benissimo che è tuttora un tema scottante che sta dando non pochi problemi, devo dire che però anche qui sempre con Foxconn abbiamo annunciato a dicembre una partnership che prevede di intervenire appunto nella catena di produzione dei semiconduttori rendendoli disponibili per l'architettura elettrica Stella Brain che noi stiamo realizzando per le nostre future vetture e quindi l'obiettivo è anche qui di intervenire nella catena di produzione dei componenti per dare una risposta concreta a quelli che sono i problemi di approvvigenamento. **Davide**: Ho capito, quindi state cercando di porre soluzione ai problemi più grandi che oggi sono legati al mondo della mobilità elettrica, passando invece a un altro aspetto che hai citato verso l'inizio e quindi questo incentivo a far capire alle persone il valore anche della mobilità elettrica, ci racconti di qualche esempio concreto, so che c'è questa applicazione Fiat Go E-Live che è proprio dedicata a far capire l'importanza dell'auto elettrica dei potenziali clienti. **Gabriele**: Allora sì, assolutamente, questo è un progetto a cui sono molto legato, è stato gestito di nuovo come progetto Kiri dalla Business Unity Mobility al 100% col supporto nuovo dei brand. Allora tutto è nato da una semplice domanda che avevamo fatto ai nostri potenziali clienti due anni fa, cioè quanti di voi hanno mai guidato un'auto elettrica o plugin hybrid? La risposta era stata che circa il 95% delle persone intervistate non avevano mai guidato un'auto elettrica. Quindi ci siamo anche chiesti come possiamo fare provare loro le caratteristiche dell'auto, ovviamente i test drive erano la risposta più ovvia ma era qualcosa che era già previsto, però noi volevamo dare la possibilità ai clienti soprattutto in questo periodo di Covid, ricordiamoci che noi abbiamo lanciato le vetture la 500 elettrica nel 2020, quindi proprio nel bel mezzo della pandemia, quindi immaginatevi come potesse essere difficile in quel momento chiedere a una persona di andare da un dealer a provare la macchina, abbiamo pensato di realizzare una soluzione digitale, quindi un'app, che permettesse ai clienti di simulare l'utilizzo di una vettura elettrica. Allora intanto vi do qualche risultato, abbiamo fatto più di 50.000 download sia per l'app di Fiat che di Jeep che sono gratuite, potete trovare sugli store sia di Apple che di Android e abbiamo visto che queste app hanno dato un boost alle vendite, nel senso che tanti clienti ci hanno detto che queste app ci hanno aiutato a scegliere la vettura elettrica o ibrida. Perché? Perché praticamente queste app si attivano semplicemente guidando la tua vettura termica, ipotizziamo ad avere una vettura a gasolio o benzina, io attivo l'app all'inizio del mio viaggio selezionando la vettura che voglio simulare, quindi la 500 elettrica piuttosto che le varie Jeep, Compass, Renegade, Wrangler, plug-in hybrid e mentre guido l'app simula l'utilizzo della vettura elettrica e alla fine del viaggio mi dice guarda se avessi guidato una 500 elettrica avresti risparmiato x euro e avresti rilasciato y grammi di CO2 in meno nell'atmosfera, in parallelo l'app da tutte le risposte a quelle che sono le classiche domande dei clienti, quindi dove sono le colonnine, bene integrato nell'app c'é un servizio di localizzazione delle colonnine pubbliche. C'è addirittura un test, noi lo chiamiamo il GOI test, che risponde alle domande del cliente per capire quanto è pronto a passare alla vettura appunto alla mobilità elettrica e poi abbiamo inglobato anche un servizio che io ritengo molto utile, che è quello relativo agli ecoincentivi sperando appunto che continuino ad essere presenti nei prossimi mesi, cioè sulla base dello zip code del codice di avviamento postale di dove vivi, l'app ti dice quali sono i benefici economici ma non solo, che puoi ottenere grazie al fatto che vivi in una determinata zona. **Davide**: Sì, una guida alla transizione elettrica di fatto. **Gabriele**: Bravissimo, diciamo un bignami per la transizione elettrica fatto in forma di app e devo dire che è funzionato, ovviamente poi abbiamo cercato di inserire degli aspetti di gamification, quindi una serie di badge che ottieni a seconda delle azioni che fai e devo dire che comunque appunto il riscontro è stato positivo e ha dato appunto i frutti sperati. **Davide**: E in ultima, l'ultima cosa che volevo chiederti è la vostra visione sul concetto di automobile. Ci hai parlato anche, hai accennato LeasysGO, quindi la possibilità di usufruire dell'auto come un servizio, ma secondo voi come cambierà nei prossimi decenni il modo di concepire e di vivere l'auto? **Gabriele**: Ok, ma allora guarda, per rispondere a questa domanda parto da una considerazione, noi abbiamo coinvolto come business unity mobility quasi 15 mila studenti negli ultimi due anni per attività di formazione, di brainstorming e ci hanno dato una risposta ad una domanda che noi siamo soliti fare loro che ci ha ovviamente all'inizio spiazzato, poi abbiamo capito che era qualcosa di normale in questo periodo storico, cioè avete interesse a comprare un'auto, a possedere un'auto? La risposta degli studenti spesso è no, io ho interesse ad utilizzare l'auto quando mi serve come un servizio per andare da A a B, ma il fatto di possedere l'auto, che una volta forse era anche uno status symbol nelle generazioni passate, parlo per me, non sono così vecchio ma ricordo che appunto è stato un traguardo per me riuscire a comprare la mia prima automobile, adesso i giovani ci dicono che per loro è più importante usarla, quindi ad esempio come vediamo il futuro dell'auto lo vediamo anche in forma di car sharing, basti pensare che il settore del car sharing e in generale della shared mobility, è un settore che ha avuto un boom diciamo in tutto il mondo negli ultimi anni, nel 2020 i ricavi prodotti da questo settore in tutto il mondo sono di 60 miliardi di dollari, quindi capiamo che un settore veramente in evoluzione e quindi una di queste risposte dal punto di vista di Stellantis è stata lanciare il servizio LeasysGo che è il car sharing di Leases attivo al momento a Roma, Milano e Torino con più di mille vetture che offre un servizio a zero emissioni di CO2 perché sono solo 500 elettriche a coloro che ne hanno bisogno con servizi di abbonamento molto semplice, quindi puoi pagare una fee mensile, avere un tot di minuti, oppure puoi pagare modalità pay per use a prezzi veramente basici che permettono alle persone di muoversi a zero emissione all'interno dei centri urbani senza problemi di accesso alle ZTL, senza problemi di parcheggio, perché il servizio è completamente free floating. Considerate che sono stati effettuati più di 200 mila noleggi nell'ultimo anno e il risparmio in termini di CO2 è stato di circa 80 tonnellate al mese considerando il rapporto tra guidare una vettura elettrica di LeasysGO piuttosto che una vettura di simili dimensioni ma termica. Quindi questa è un'evoluzione di come noi vediamo la mobilità, però voglio aggiungere anche un altro tema relativo al progetto Veicle to Grid che noi abbiamo lanciato in collaborazione con Free2Move Solution e con NOAA che proprio di nuovo vede un cambio di paradigma nell'accezione della vettura, cioè pensare alla vettura come un peso per l'ambiente, quindi collegata alla rete, sempre in procinto di chiedere energia alla rete per ricaricare la batteria, sapendo che le vetture per il 90% del tempo sono parcheggiate, abbiamo pensato di cambiare appunto il paradigma di visione dell'auto facendola diventare un asset a supporto della rete. Quindi siccome sappiamo tutti che il piano Fit for 55 richiede comunque una penetrazione sempre maggiore delle energie rinnovabili, sappiamo che in certi periodi dell'anno e soprattutto dopo una certa ora quando il sole tramonta magari in assenza di vento o altro, la rete energetica italiana, facendo l'esempio della rete italiana, ha bisogno di chiedere energia alle classiche centrali a carbone. Se fossero collegate alla rete tutte le vetture elettriche che da qui ai prossimi anni ci aspettiamo di avere nel parco circolante ad esempio in Italia, avremmo, le stime dicono, una potenza disponibile di circa 40 gigawatt. Considerando che la rete italiana ha una potenza di picco di 30 gigawatt vuol dire che avremmo collegati alla rete potenzialmente 40 gigawatt a supporto della rete, quindi anche in caso di blackout non ci sarebbero più problemi perché le vetture sarebbero disponibili a dare questa potenza. Quindi capite come la vettura diventa anche un servizio a favore non solo della comunità ma anche a servizio proprio di quella che è la rete elettrica italiana e possibilmente anche diciamo a tendere europea e globale grazie al fatto che la vettura è diventata elettrica, ovviamente qualcosa che con le vetture termiche non si può fare. Quindi vedete come sta proprio cambiando il concetto di intendere sia l'utilizzo della vettura ma anche proprio il bene in quanto tale. **Davide**: Va bene Gabriele, grazie per averci raccontato il vostro interessantissimo punto di vista nel settore della mobilità elettrica. A presto. **Gabriele**: Grazie a voi, a presto. #### Conclusione - Timestamp: 29:44 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e7 ## Il miglior design? È quello che non si vede > Applicazioni sullo smartphone o sul computer, social network e siti web, hanno tutti modalità di interazione differenti, grafiche diverse o elementi dell’[interfaccia](https://it.wikipedia.org/wiki/Interfaccia_grafica) posizionati in punti diversi dello schermo. L’attenzione al design di un prodotto, fisico o virtuale, è un fattore che è sempre stato tenuto in considerazione e, soprattutto le grandi aziende, investono ingenti capitali per studiare e realizzare [design](https://it.wikipedia.org/wiki/Progettazione) e interfacce efficaci e più semplici possibili, in grado quindi di essere comprese e utilizzate senza fatica dal più grande numero di persone possibile. Nella puntata di questa settimana cercheremo quindi di capire qual è il forte legame tra tecnologia e design. Nella sezione delle notizie parliamo della nuova [Tonale](https://www.alfaromeo.it/tonale) di Alfa Romeo e del suo [NFT](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e49?t=280), di un nuovo passo verso la fusione nucleare compiuto da [JET](https://it.wikipedia.org/wiki/Joint_European_Torus) e infine della possibilità di [accettare pagamenti](https://www.apple.com/newsroom/2022/02/apple-unveils-contactless-payments-via-tap-to-pay-on-iphone/) con un iPhone. - Stagione: 4 - Episodio: 7 - Data di pubblicazione: 2022-02-12 06:45:00 - Durata: 17:15 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e7](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e7) - Episodi correlati: s2e37, s3e16, s4e3 - Tag: alfaromeo,ibridaplugin,nft,blockchain,registro,parametri,apple pay,tap to pay,contactless,esercente,cashless,iphone,energia nucleare,energia,iter,jet,fusione nucleare,sole,fissione nucleare ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire qual è il forte legame tra la tecnologia e il design nella progettazione sia di prodotti fisici, ma anche per la creazione di interfacce grafiche. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Lunedì 8 febbraio Alfa Romeo ha presentato il SUV compatto Tonale, ovvero la prima auto dell'azienda automobilistica italiana, che verrà resa disponibile sul mercato anche in versione ibrida plug-in oltre che a quella classica diesel. #### La nuova Alfa Romeo ha un NFT integrato > Fonte: DMove.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Blockchain - Tipologia: Notizia **Davide**: Al di là però degli aspetti meramente tecnici relativi al funzionamento della nuova vettura, come l'aggiunta per la prima volta di una motorizzazione elettrica, la novità più interessante e singolare che è stata introdotta con il nuovo modello è l'integrazione di un NFT, di cui abbiamo parlato nella puntata "Gli NFT sono il futuro dell'arte?", con lo scopo di essere un certificato di unicità della vettura, con il quale l'acquirente potrà legare il nuovo veicolo ad un registro digitale basato su blockchain con tutte le informazioni dell'auto. Il vantaggio di questa tecnologia, oltre ad innalzare a livello mediatico il brand, essendo appunto la prima auto al mondo ad integrare un non-fungible token, è legato principalmente alla sicurezza del registro digitale salvato su blockchain, che impedirà in un'ipotetica compravendita di un usato di alterare informazioni e parametri relativi al buon mantenimento della vettura. #### Un nuovo passo verso la fusione nucleare > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 02:07 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Nell'ultimo periodo il tema dell'energia nucleare è stato spesso al centro di numerosi dibattiti sul suo impiego o meno per produrre energia, per far fronte a un fabbisogno sempre maggiore. Come avevamo spiegato nella puntata "Il Sole in una stanza", la migliore alternativa all'energia prodotta dalla fissione nucleare, che pur garantendo ormai una più che ottima sicurezza– produce comunque delle scorie radioattive che vanno gestite e smaltite– è la fusione nucleare. Questa energia, che in un certo senso copia quello che succede all'interno del Sole, è molto difficile sia da controllare che da produrre. Gli studi in merito vanno avanti da decenni. E proprio qualche giorno fa la ricerca ha compiuto un altro passo verso il futuro. Il Join European Tours ha infatti segnato un record di produzione di energia a fusione nucleare di 16,4 kWh per circa 5 secondi, tempo che è bastato per raccogliere informazioni e dati fondamentali per lo sviluppo di un altro progetto, ITER, al momento il più importante al mondo in questo campo, che inizierà le sue prime attività nel 2025. #### iPhone accetterà pagamenti con Tap to Pay > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 03:11 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Apple ha pubblicato un comunicato stampa con il quale annuncia la funzionalità Tap to Pay, che arriverà con un prossimo aggiornamento software e permetterà agli sviluppatori di sfruttare la tecnologia NFC, già presente sugli iPhone per effettuare pagamenti, anche per accettare pagamenti. Da una parte quindi Apple mette a disposizione solamente la tecnologia, mentre agli sviluppatori interessati spetterà aggiungere questa funzionalità alla loro app, stabilire eventuali costi di transazione per ricevere il denaro. Se consideriamo quanto è stato fatto in questi anni per facilitare questo tipo di pagamenti, come abbiamo avuto l'occasione di sentire nell'intervista con SumUp, questa notizia è molto importante, perché data la diffusione degli smartphone di Cupertino, permetterà di ridurre ulteriormente l'utilizzo dei contanti, mettendo nelle tasche di potenzialmente ogni negoziante un POS pronto all'uso. E data la grande forza di Apple ad essere una società capace di dettare trend tecnologici, spingerà sicuramente anche i produttori di smartphone Android a fare la stessa cosa. Dal momento in cui iniziamo a utilizzare un qualsiasi prodotto, tecnologico e non o un'interfaccia grafica, come può essere un sito web o un'applicazione, un elemento fondamentale con cui inevitabilmente entriamo in contatto è il suo design. #### Il miglior design? È quello che non si vede > - Timestamp: 04:30 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Arte & Cultura - Tipologia: Topic **Davide**: E se prima dell'avvento di internet tutto sommato, gli oggetti, i prodotti con cui entravamo in contatto quotidianamente erano quasi sempre gli stessi, quasi sempre realizzati allo stesso modo, negli ultimi anni siamo bombardati ogni giorno da interfacce completamente diverse tra loro. Applicazioni sullo smartphone, sul computer, social network e siti web, infatti, hanno tutti modalità di interazione differenti, grafiche diverse o elementi dell'interfaccia posizionata in punti diversi dello schermo. E se l'attenzione al design di un prodotto, fisico o virtuale, è un fattore che è sempre stato tenuto in considerazione, anche nei secoli e decenni passati, proprio per questi motivi negli ultimi anni questa attenzione è molto più marcata e soprattutto le grosse aziende investono in genti capitali per studiare e realizzare design e interfacce efficaci e più semplici possibili, in grado quindi di essere comprese e utilizzate senza fatica dal più gran numero di persone possibile. D'altronde, in un periodo in cui la soglia dell'attenzione e della pazienza sono ridotte al minimo, avere un sito web realizzato male si traduce inevitabilmente in migliaia di utenti che abbandonano immediatamente la pagina sfumando ogni possibilità per l'azienda di acquisire nuovi clienti. E ovviamente lo stesso discorso è applicabile anche a un prodotto fisico, come uno smartphone, una macchina fotografica o una stampante. Insomma, ai giorni nostri dove in ogni ambito le alternative sono sempre più numerose e la concorrenza è sempre più elevata, anche le aspettative e le esigenze degli utenti sono cresciute di conseguenza, maturando un'attenzione maggiore all'estetica e alla semplicità di ciò con cui entriamo in contatto ogni giorno, e obbligando le stesse aziende a soddisfare queste esigenze. Ma effettivamente cos'è il design e come si realizza un buon design? Innanzitutto, design letteralmente significa progettazione, e già questo probabilmente è sufficiente per capire cosa sia. Un prodotto o un'interfaccia di qualsiasi tipo, infatti prima di essere realizzata deve essere pensata, progettata, in ogni suo aspetto. E qui entra in gioco il design nelle varie specializzazioni. Il graphic design ad esempio si occupa di progettare interfacce grafiche, ad esempio di un'applicazione, il web design è invece specializzato nella realizzazione di siti web, l'industrial design è relativo ai prodotti industriali. Uscendo dal mondo tecnologico invece, il fashion design è ad esempio relativo al settore dell'abbigliamento e della moda e così via. Per ogni ambito infatti è importante conoscere attentamente le esigenze degli utenti e progettare o tentare di progettare il prodotto affinché soddisfi queste esigenze. Poi ovviamente in questo processo entrano in gioco non solo le richieste del designer, ma anche l'effettiva possibilità di realizzare quel determinato progetto. Facciamo qualche esempio, qualche puntata fa avevamo parlato di grattacieli, e in particolare della tecnologia che c'è dietro la costruzione di un edificio di questo tipo. In questo caso il design, la progettazione di un edificio così alto, doveva tenere in considerazione non solo dell'aspetto estetico, ma soprattutto di fattori come la stabilità dell'edificio, le oscillazioni causate dal vento, le dimensioni e molto altro. Fattori che incidono non poco sulle scelte che poi vanno prese nella progettazione. In questo caso la tecnologia può essere molto d'aiuto per verificare se effettivamente le scelte di progettazione possono essere valide o meno, grazie a simulazioni fisiche ma anche virtuali di cui avevamo parlato nell'intervista con la società Autodesk. Ma anche rimanendo su prodotti più quotidiani per costruire ad esempio uno smartphone, è sì necessario realizzare un telefono di alta qualità ed all'aspetto estetico accattivante o iconico, ma sono da tenere in considerazione anche le dimensioni dei componenti come la batteria, il display o le fotocamere, che decisamente hanno un impatto per nulla trascurabile sul risultato finale. E poi chiaramente ci sono anche altri fattori che vanno tenuti in considerazione, come i costi, i tempi di realizzazione, la disponibilità dei materiali e molto altro. Erroneamente quindi spesso associamo il design al mondo dell'estetica, della bellezza visiva, ma come speriamo sia emerso in realtà qualsiasi oggetto virtuale e fisico è un oggetto, tra virgolette, di design, o meglio, è passato per una fase di ideazione e di progettazione. Ma quello che poi va a fare la differenza nel mercato, nel mondo in cui quel prodotto entra in contatto con gli utenti finali, è se è stato realizzato o meno un buon design. E in una frase possiamo dire che il miglior design è quello che non si vede. Ma cosa significa? Che quando utilizziamo un prodotto ben progettato non ci accorgiamo delle scelte che sono state fatte, lo utilizziamo e basta, senza preoccuparci di altro. Con un cattivo design, al contrario, è molto facile compiere errori, non capire alcune funzioni e non essere in grado di approcciarsi al prodotto stesso. Come si crea quindi un buon design e quali sono i vari aspetti che vanno considerati? Per creare un buon design, la chiave di tutto è sicuramente capire chi sono e quali sono le esigenze degli utenti che andranno a utilizzare il prodotto, il sito o l'app. Un fattore fondamentale da considerare, poi, è l'esperienza utente, ovvero come appunto l'utente percepisce e interagisce con il prodotto, ma anche le emozioni e le reazioni che prova nell'usarlo. Tant'è che nel caso di applicazioni siti web o computer in generale, si può anche parlare di rapporto uomo-machina, che tra l'altro è uno dei temi fondamentali su cui questo podcast si concentra. Quando si progetta qualsiasi cosa, dunque, si cerca di capire come dovrebbe essere l'esperienza di quel prodotto. In particolare, questo prodotto dovrebbe essere sicuramente piacevole da vedere, ma anche facile da utilizzare, funzionale, utile, stimolante e così via. E per raggiungere questi obiettivi, quando si realizza un qualsiasi prodotto, esistono alcuni principi da seguire e da tenere a mente. Partiamo dalla visibilità. Alcune funzioni dovrebbero essere ben visibili all'utente per capire come deve comportarsi, o definire una gerarchia visiva con funzioni più visibili di altre per indicarne la diversa importanza. E sempre per lo stesso motivo è bene di solito aggiungere una sorta di vincolo all'interfaccia. In questo modo si evita di attivare funzioni o eseguire operazioni che magari non dovrebbero essere eseguite in quel momento. Un altro fattore che è a dir poco fondamentale, poi, è quello della coerenza. In poche parole, pulsanti o elementi che hanno un certo tipo di aspetto avranno sempre la stessa funzione, o saranno sempre posizionati negli stessi punti. Infine fondamentali sono anche i feedback, ovvero dei piccoli cambiamenti che indicano all'utente lo stato dell'oggetto o se alcune azioni sono state eseguite o meno. Per fare qualche esempio, le icone di caricamento quando appunto stiamo aspettando un risultato, elementi che vengono evidenziati in qualche modo quando ci passiamo sopra con il mouse, piccole luci colorate che si accendono o spengono e così via. Ovviamente ci sono numerosissimi altri fattori che andrebbero considerati quando si progetta un qualsiasi prodotto. Quindi l'ultimo che andremo a considerare in questa puntata è quello legato ai modelli mentali. Ma che cos'è un modello mentale? In breve sono una sorta di aspettativa, basata su un'esperienza passata che ognuno di noi ha nei confronti di qualsiasi cosa. Per fare qualche esempio, tutti noi ci aspettiamo che premendo sul tasto indietro di una pagina web, effettivamente si torni alla pagina o allo stato precedente. Tutti noi ci aspettiamo che premendo un interruttore si accenda o si spenga qualcosa nel prodotto, o si accenda o si spenga il prodotto stesso. Pensiamo anche alle icone. Tutti noi abbiamo imparato con il tempo che una freccia può indicare l'azione per inviare un messaggio. L'icona di una lettera sta a indicare le e-mail, di un carrello la lista dei prodotti che stiamo acquistando su un e-commerce e molto altro. Tanto che gli esempi in questo campo possono essere infiniti. E quando navighiamo su un sito web o utilizziamo un elettrodomestico ci aspettiamo che le stesse icone abbiano lo stesso significato, o gli stessi pulsanti portino allo stesso tipo di risultato. E questo ovviamente è un fattore fondamentale da tenere in considerazione nel mondo del design. Ma veniamo adesso a qualche esempio di prodotti tecnologici che veramente hanno fatto la storia nel mondo del design e che sono diventati iconici. Partendo dagli anni 80, il Walkman di Sony è diventato uno dei simboli per eccellenza della cultura pop di quegli anni, tant'è che spesso viene ancora utilizzato come riferimento del design anni 80. E il motivo di questo successo è proprio nel concetto di poter ascoltare la propria musica ovunque, grazie a una piccola scatola semplice e minimale facilmente trasportabile in una tasca. Certo, oggi ci sembra quasi ridicolo, ma 40 anni fa fu una vera e propria rivoluzione. E sempre negli anni 80 è nato un altro simbolo che tutt'oggi è un esempio encomiabile di un buon design, ed è quello della Polaroid, tant'è che ancora oggi l'associamo al simbolo della fotografia, ed è tra l'altro stata l'icona di Instagram nei primi sei anni del social network. In realtà lo è ancora, seppure in una forma più minimale. Ma sta di fatto che questo prodotto così semplice e intuitivo, che permette di avere immediatamente con un click la fotografia già stampata, ha cambiato in modo drastico l'approccio di milioni di persone al mondo delle fotocamere. E un concetto simile, quello dello scattare le fotografie e averle già a disposizione, lo ritroviamo anche nelle moderne app della fotocamera degli smartphone. Infine, un altro prodotto che merita di essere menzionato, e che ha fatto la storia del design, è sicuramente l'iPod prima e l'iPhone poi. Come per il Walkman, infatti Apple è stata in grado di racchiudere una tecnologia, quella dei lettori MP3, in un design semplice, sottile e pulito. E soprattutto esteticamente iconico, tant'è che è diventata ben presto un punto di riferimento per molti prodotti simili, soprattutto nella categoria degli smartphone. Per concludere, negli ultimi decenni, sia da parte delle aziende che da parte degli utenti, c'è sempre stata un'attenzione per il design e l'estetica dei prodotti, digitali e fisici. Nel tempo, la tecnologia, grazie a nuovi materiali, a componenti sempre più piccoli ma anche all'avvento dell'intelligenza artificiale, ha permesso di far conciliare sempre di più la bellezza, la funzionalità e la performance dei prodotti. Ma ha anche aperto la strada nuove tipologie di interazione, che in futuro potrebbero essere la quotidianità. Pensiamo ad esempio ai comandi vocali, che permettono di interagire in una forma più naturale con gli assistenti virtuali o ai gesti che possono essere riconosciuti da una fotocamera e rispondere con determinate azioni. In futuro è praticamente certo che le prossime forme di interazione con la tecnologia potranno passare direttamente dalla nostra mente, riuscendo a impartire comandi con il semplice pensiero. Il design quindi ha assunto col tempo un'importanza sempre maggiore, e realizzare un buon design capace di creare un'esperienza utente soddisfacente può fare la differenza tra l'acquisizione o la perdita di migliaia di clienti. Gli utenti finali sono quindi sempre più al centro del processo creativo e di progettazione, e le loro esigenze vanno soddisfatte quanto più possibile, anche in un'ottica di accessibilità e di inclusione. Temi che solo nell'ultimo periodo sono seriamente tenuti in forte considerazione, ma lo saranno sempre di più in futuro. #### Conclusione - Timestamp: 16:23 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e8 ## Pariter Partners: investire nelle tecnologie di frontiera > In questi anni abbiamo avuto l’[occasione di intervistare](https://www.dentrolatecnologia.it/autori) tante startup, anche in una primissima fase di sviluppo, che con il tempo stanno cercando di trasformare un’idea in una vera a propria realtà imprenditoriale strutturata. Per raggiungere questo obiettivo, ovviamente non basta la sola determinazione, fra le tante cose è necessario anche avere delle risorse economiche in grado di accelerare il più possibile la crescita, soprattutto quando si parla di progetti dall’alto valore scientifico e tecnologico. Di questo si occupa proprio [Pariter partners](https://www.dentrolatecnologia.it/pariter.partners.html), una holding che investe in società [deep tech](https://en.wikipedia.org/wiki/Deep_tech) e di cui ci ha parlato il suo cofondatore [Matteo Elli](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.elli.html). Nella sezione delle notizie parliamo del problema dell’elevato numero di [satelliti](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243) nell’orbita terrestre e dell’[aspirazione dell’UE](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e42?t=244) di diventare leader dei [microprocessori](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e52?t=256) entro il 2030. - Stagione: 4 - Episodio: 8 - Data di pubblicazione: 2022-02-19 06:45:00 - Durata: 27:34 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e8](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e8) - Episodi correlati: s3e26, s3e48 - Tag: matteo elli,pariter partners,deep tech,frontiera,italia,startup,investimenti,finanziamenti,crescita,mercato,prebiomics,Fleep Technologies,RobotIT,scienceLAB,microprocessori,unione europea,commissione europea,ue,chip,microchip,semiconduttori,NASA,satelliti,starlink,amazon,astronomia ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Matteo**: La cosa simpatica o meglio dal nostro punto di vista intrigante è che abbia la possibilità di vedere diverse tecnologie che non ci sono ancora diciamo nel mondo lo chiamo reale cioè nel mondo di tutti i giorni. Quindi abbiamo veramente la possibilità di vedere oggi quelle che sono le tecnologie del futuro. **Davide**: Salve a tutti siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire, grazie a Pariter Partners, di che cosa si occupano le startup di Deep Tech e che ruolo hanno gli investitori nell'ambito delle tecnologie di frontiera. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### L’elevato numero di satelliti nell’orbita terrestre > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:13 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Una lettera inviata alla Federal Trade Commission degli Stati Uniti, la NASA ha espresso le proprie preoccupazioni relative al significativo aumento del numero di satelliti orbitanti che, oltre a influenzare negativamente le osservazioni astronomiche, potrebbero in futuro compromettere la sicurezza delle missioni scientifiche con operatori umani. Il dibattito che riguarda l'elevato numero di oggetti orbitanti è in corso da diverso tempo, ma con l'arrivo negli ultimi anni di progetti volti a fornire connettività internet per via satellitare, le preoccupazioni sollevate dalla comunità scientifica astronomica stanno aumentando sempre più. Anche perché a distribuire internet a banda larga non vi sarà solamente il progetto Starlink di SpaceX, che intende arrivare a una costellazione complessiva di 12.000 elementi, ma anche Kuiper di Amazon e OneWeb, da cui i flotte crescerebbero di 4.000 unità al numero di satelliti già operativi in orbita terrestre, andando a compromettere così l'osservazione di un cielo notturno già pericolosamente inquinato. #### L’UE leader dei microprocessori entro il 2030 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:16 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Materiali, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Se c'è una lezione che l'Unione Europea ha preso dalla crisi dei microprocessori che stiamo ancora affrontando, è quanto il suo ruolo in questo ambito sia marginale se confrontato con altre nazioni come gli Stati Uniti. Per questo la Commissione Europea ha proposto l'European Chips Act per garantire in futuro sicurezza dell'approvvigionamento, resilienza e la leadership nella produzione di semiconduttori. L'obiettivo è infatti quello di raggiungere il 20% della quota di mercato mondiale entro il 2030, con investimenti pubblici e privati di circa 43 miliardi di euro. La proposta, in particolare, si basa su tre capisaldi, produzione di chip, approvvigionamento e coordinamento tra gli Stati. Per il primo punto, l'UE investirà 11 miliardi di euro in ricerca, sviluppo e innovazione, condividendo le risorse dei vari paesi membri. In secondo luogo, l'Unione creerà un fondo per facilitare l'accesso ai finanziamenti da parte delle aziende e delle startup e garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di chip. Infine, un meccanismo di coordinamento tra Stati e Commissione Europea fornirà in tempo reale dati su domanda offerta, cercando di prevedere crisi e coordinando le azioni da intraprendere per prevenirle o superarle, per evitare in futuro di vivere crisi come quella che stiamo vivendo. #### Pariter Partners: investire nelle tecnologie di frontiera > - Timestamp: 03:51 - Autori: Pariter Partners, Matteo Elli, Davide Fasoli - Argomenti: Finanza, Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Questi anni abbiamo avuto l'occasione di intervistare tante startup, anche in una primissima fase di sviluppo, che con il tempo stanno cercando di trasformare un'idea, un progetto nel settore tecnologico ed innovazione, in una vera e propria realtà imprenditoriale strutturata. Per raggiungere questo obiettivo ovviamente non basta la sola determinazione. Fra le tante cose è necessario anche avere delle risorse economiche in grado di accelerare il più possibile la crescita, soprattutto quando si parla di progetti dall'alto valore scientifico e tecnologico. Per approfondire questi argomenti è con noi Matteo Elli, co-fondatore di Pariter Partners, una holding che investe in società deep tech. Benvenuto Matteo. **Matteo**: Ciao, ciao Davide. Buongiorno a tutti. **Davide**: Partiamo proprio da quest'ultima parola che ho introdotto, deep tech. Ci spieghi che cos'è, di che cosa si occupa questo ambito tecnologico? **Matteo**: Sì, ottima domanda. Diciamo che il deep tech per come lo intendiamo noi, noi investiamo in realtà d'alto contenuto tecnologico che spesso nascono dal mondo scientifico. Quindi sono il frutto di anni di ricerca, di sviluppo tecnologico, ovviamente puntano al futuro. Quindi sono realtà basate su tecnologia hardware o software. Tecnologia ovviamente di frontiera, quindi tecnologia che non troviamo sul mercato ad oggi, ma è la base per sviluppare quelle che saranno le piattaforme tecnologiche del futuro. Quindi se vogliamo tradurla in poche parole in maniera molto semplicistica è una realtà d'alto contenuto tecnologico che affronta tematiche di tecnologie di frontiera per risolvere problematiche attuali ma soprattutto del futuro. **Davide**: Sì, quindi sono delle realtà che si distinguono dalle startup tecnologiche in generale per questo elevato elemento di innovazione tecnologica, questo profondo elemento di innovazione tecnologica. E in generale ci fai qualche esempio di alcune startup di deep tech che ci sono a livello globale? **Matteo**: Sì, qualche esempio, anche prendendo spunto da altre geografie, posso farti qualche esempio su alcune tematiche. Ad esempio, negli ultimi anni si è sviluppato e sta accelerando tutto quello che è lo sviluppo di alimenti come carne, proteine, sviluppati in laboratorio, piuttosto che nuovi materiali che hanno tutta una serie di nuove performance differenti in termini di resistenza al calore, resistenza alla velocità, eccetera. O per farti un esempio di una realtà in cui abbiamo investito noi, una realtà italiana, c'è una tematica molto interessante legata alla "printed electronics", che è l'elettronica stampata. Quindi circuiti, quelli che noi vediamo, siamo abituati a vedere come board verdi con sopra i chip e microchip neri immaginiamo la stessa situazione però completamente stampata su un foglio trasparente di plastica. Questo è un esempio di tecnologia di frontiera, piuttosto che tutta la tematica legata al mondo della robotica, quindi automazione spinta sia in ambito industriale, ma la cosa più interessante che sta emergendo e ad oggi abbiamo la tecnologia per affrontare questo tipo di tema è l'automazione spinta di azioni non complesse. Quindi molto semplice, impacchettare un box della frutta piuttosto che fare un hamburger o pulire pavimenti. Ecco, ora la possibilità di accedere a tecnologia robotica a basso costo ci permette di sviluppare questo tipo di sistemi. Ovviamente non li vediamo sul mercato oggi, li vedremo tra 5, 7, 10 anni, però ad oggi si sta lavorando su quei sistemi e su queste piattaforme tecnologiche. **Davide**: Sì, quindi si tratta anche di investire su qualcosa che appunto oggi non è una realtà ma lo sarà fra qualche anno. E quindi, ampliando la domanda anche alle startup in generale, il ruolo in generale degli investitori nel settore tecnologico, perché è importante la figura dell'investitore, chi svolge il vostro lavoro in ambito tecnologico e qual è poi il contributo concreto che riesce a dare all'interno di una startup? **Matteo**: Allora, diciamo che in primis è determinante e fondamentale il team in cui si investe, quindi l'asset e le persone su cui si va a investire sono di fatto l'asset più importante. Poi l'investitore è un enzima che accelera la relazione piuttosto che un supporto a velocizzare lo sviluppo. Però appunto la parte fondamentale, e questo ci tengo sempre a ribadirlo, è il team, sono gli scienziati, i ricercatori, gli imprenditori che stanno sviluppando la loro attività imprenditoriale. L'investitore è fondamentale, importante, non tanto dal punto di vista del capitale, dal mio punto di vista, nel senso che capitale non ha commodity, non ha colore, non ha odore, è uguale l'un con l'altro. Quello che cambia è l'approccio dell'investitore ed è qui che personalmente proviamo ad avere un approccio totalmente diverso ed è fondamentale essere presenti, essere di supporto, avere un confronto sempre costruttivo e essere molto curiosi. Però è fondamentale soprattutto su investimenti, in realtà ad alto contenuto tecnologico che nascono magari da ambienti scientifici proprio per sviluppare quell'approccio imprenditoriale all'interno del team e soprattutto dare una linea guida, una direzione verso lo sviluppo sia della tecnologia che del team e poi per andare verso quello che è il mercato che seppur non è un percorso che riguarda un anno o due anni, però lo sviluppo tecnologico deve già prevedere quello che può essere il potenziale mercato, quello che è la necessità del mercato. Quindi al di là del capitale come dicevo no commodity è l'approccio e il supporto continuativo che necessita il team proprio per creare quel percorso che li porta a fare azienda, a fare impresa. Questo forse è la parte determinante e in Italia ancora più che in altre regioni, in altre geografie perché lato nostro siamo molto forti, nella parte scientifica e di sviluppo della tecnologia nel laboratorio, quindi il capitale pubblico o che proviene da bandi, fondi europei, grant, eccetera, ovviamente generalizzando viene utilizzato bene e ovviamente ci sono comunque delle criticità in alcune situazioni o delle inefficienze, però in linea generale viene utilizzato bene e la tecnologia che si sviluppa all'interno dei centri è una tecnologia di alta qualità, cioè a livello globale siamo tra i primi al mondo per la qualità della ricerca e per i risultati della ricerca. Quindi per creare valore su quei capitali che sono già stati investiti è necessario affiancare questi team non solo col capitale ma anche con le proprie competenze. **Davide**: E come si decide? Mi verrebbe da chiederti su, su quale realtà investire, perché immagino che ci siano tante proposte le quali vengono appunto valutate e poi non si può ovviamente investire su tutto e bisogna decidere nello specifico quali sono le realtà più interessanti o che necessitano di maggiormente di un investimento da parte vostra. **Matteo**: Sì come ti dicevo ma principalmente allora il punto fondamentale come dicevo sono le persone del team quindi si parte si parte da questo a livello di competenze interazione a livello del team e anche lo spirito che hanno che ha verso il voler fare impresa questo è fondamentale avere un team non comitato non impegnato sul progetto che non ci crede in prima persona è diventa impossibile investire. In secondo luogo noi abbiamo la fortuna di avere una buona visibilità su quelli che sono i trend tecnologici in atto avendo esposizione su altre geografie investimenti all'estero eccetera quindi andare a comprendere come la tecnologia che viene sviluppata nel nostro paese può essere inserita in quei trend tecnologici in quei contesti perché di fatto poi al di là delle credenze della singola persona il mercato che tira e richiede la tecnologia la stessa tecnologia con caratteristiche diverse può attrarre attenzioni differenti da parte dei player di mercato quindi l'obiettivo è sempre creare le basi per un'azienda creare le basi per una tecnologia solida che può essere rivenduta o portata sul mercato o rivenduta a un grosso player quindi avere visibilità su quelli che sono i piani di arrendi di ricerca e sviluppo e di innovazione di questi di queste corporate lato nostro è fondamentale per comprendere e apprezzare i singoli investimenti e le singole tecnologie che ci vengono proposti. **Davide**: E concretamente come avviene l'iter dell'investimento, quindi dal momento della proposta fino poi a erogare i finanziamenti? **Matteo**: Sì il processo è abbastanza snello nel senso che abbiamo due approcci: primo, tramite appunto un programma di investimento e accelerazione dedicato ai centri di ricerca che si chiama Science Lab. Noi entriamo nei centri di ricerca, entriamo nei laboratori, interloquiamo, parliamo con i ricercatori e cerchiamo di posizionare le varie tecnologie che stanno sviluppando. Quindi partiamo proprio dagli albori se non c'è un progetto imprenditoriale e col team, coi ricercatori, iniziamo a comprendere come plasmare quella tecnologia per poi portarla sul mercato. È un percorso che richiede diverso tempo quindi nel momento in cui incontriamo il team, identifichiamo che la tecnologia può essere di interesse, iniziamo a lavorare per modificare quello che hanno sviluppato il laboratorio per creare un qualcosa di investibile. Può passare anche dai 6 ai 12 mesi e in questo caso appunto valutiamo quello che lo sviluppo, interagiamo con le corporate, valutiamo quanto quant'è l'interessi del mercato su questa tecnologia per poi andare a creare l'azienda e di investire. Dall'altro lato, se ci sono realtà già costituite, già esistenti, con una tecnologia già sviluppata, prestiamo molta molta attenzione, non tanto i numeri, perché in questa fase i numeri, non dico che come tirare i dadi o giocare un numero alla roulette, ma ci andiamo poco lontano, quindi tutti i numeri che noi andiamo a prevedere dai due anni in su sono numeri che sappiamo già che non verranno rispettati, sono quasi randomici, quindi ci focalizziamo molto sui numeri dei primi anni, non tanto a livello di fatturato, ma quante risorse servono e che partner servono per sviluppare quella tecnologia e qual è il risultato che otteniamo alla fine di questo percorso di investimento e quanti capitali serviranno successivamente. Quindi andiamo a creare una storia proprio di sviluppo prodotto, di sviluppo tecnologico, assieme al team e ci focalizziamo proprio su quello, perché poi il mercato o il potenziale acquirente non è tanto interessato alla valutazione, al team, al know-how, ma alla tecnologia, che caratteristiche ha e se rispetta quello che è il suo piano di sviluppo. Quindi noi due o tre anni prima dobbiamo andare a interloquire con questi soggetti, interpretare le loro necessità e tradurle in sviluppo tecnologico, quindi non prestiamo molta attenzione al fatturato, numeri, business plan su lungo periodo che non hanno senso, ma ci focalizziamo molto sulla roadmap di sviluppo prodotto nel primi 12-18 mesi. Ecco questo, assieme al team e assieme ovviamente al know-how e alla proprietà intellettuale che viene sviluppata, è un po un mix che ci fa propendere per un investimento o meno. **Davide**: E ci fai qualche esempio di realtà nelle quali avete investito, hai fatto un esempio all'inizio, ma ci sono altri progetti interessanti, startup di deep tech sulle quali vi state concentrando, ecco. **Matteo**: Sì, allora guarda, un esempio molto interessante secondo me è Flip Technologies. Flip Technologies è una realtà che nasce dall'Istituto Italiano in Tecnologia, da un gruppo di ricercatori focalizzato sulla print electronics, quindi elettronica stampata. Noi abbiamo incontrato questo team diversi anni fa, abbiamo lavorato con loro per 18 mesi, quindi avevamo su un tavolo una schedina trasparente con dei transistor stampati, che faceva una cosa molto semplice, contava di numeri, però all'epoca con 3 di numeri su una superficie completamente stampata era un qualcosa di innovativo. Da lì è ben dire, come dicevo, è lavorato 18 mesi per comprendere come quella tecnologia lì poteva essere portata sul mercato e ovviamente c'erano delle dinamiche a livello di necessità di portare elettronica su alcuni dispositivi, non lo so, ad esempio su delle etichette intelligenti, quindi puoi immaginare tutta una serie di realtà che lavorano nel mondo delle bevande, del packaging, questo poi ha portato appunto a completare nel 18 mesi il team si è riuscito a coinvolgere in tutta una serie di attività negli Stati Uniti, in Europa, in Germania, siamo andati a costituire l'azienda, abbiamo completato un round di investimento da circa un milione, ora dopo due anni dall'investimento siamo a un livello per cui il team è passato da 3 persone a 7 persone, ora si sta lavorando su un nuovo round di investimento con l'obiettivo di creare la prima pilot line per l'elettronica stampata in Italia e una tra le prime in Europa. Quindi partendo dal laboratorio senza fanta milioni, fanta miliardi, ma con un obiettivo ben preciso si riesce a fare questo tipo di sviluppo. Un'altra realtà molto interessante si chiama Prebiomics, il team nasce e sviluppa la tecnologia all'interno dell'università di Trento, in particolar modo nei laboratori del CBO, che è il laboratorio appunto dell'università di Trento, loro si occupano, sono tra una delle poche realtà focalizzate sul microbioma dentale. Quindi ognuno di noi nella bocca ha una sua fauna, è differente l'uno dall'altro, questo team aveva identificato la connessione appunto di questo microbioma con tutta una serie di potenziali malattie, potenziali diciamo reazioni del corpo umano, quindi andando a mappare il microbioma dentale il trend diciamo all'epoca e al momento era quello diciamo microbioma intestinale, non è proprio un fantastico argomento. Loro invece a livello dentale riuscivano a mappare tutta un'altra serie di potenziali malattie e anche in questo caso siamo partiti con una tesi di dottorato, da quella abbiamo creato un modello di business e ad oggi loro detengono il più importante database di microbioma dentale al mondo, quindi una realtà molto piccola, hanno raccolto poco meno di mezzo milione ma questo è bastato per lanciare un primo un beta program per la raccolta di microbioma dentale tramite i dentisti e questo ha portato a creare questo tipo di database e tutta una serie di servizi che vengono prestati al mondo diciamo dei dentisti e relativi clienti. In breve spero alcuni esempi di realtà in cui abbiamo investito e che stiamo supportando. **Davide**: Immagino che per chi svolge appunto il vostro lavoro sia importante avere anche una prospettiva su quali saranno in futuro, quali sono i trend per il futuro nel settore tecnologico e quindi dal tuo punto di vista dal vostro punto di vista di Pariter Partners, quali sono le macro aree sulle quali ha senso credere oggi per il futuro? **Matteo**: Molto interessante come domanda, sicuramente come ti dicevo la robotica e la micro automazione diciamo automazione di sistemi semplici o attività molto semplici, questo è un trend in atto che sta sviluppando. Sicuramente come ti dicevo tutto il tema di sviluppo di alimenti laboratorio è un trend a livello globale in Italia siamo abbastanza indietro però su questa tematica. Finalmente sono raggiunto il livello di sviluppo importante alcune tecnologie relative alla biopsia liquida, liquid biopsy ovvero l'identificazione tramite un'analisi dei liquidi corporei in particolare il sangue, plasma di cellule cancerogene, senza la necessità di andare a effettuare una biopsia fisica invasiva. Diversi anni che nei laboratori si sta sviluppando questa tecnologia ad oggi ed è un recente investimento che tra l'altro abbiamo completato giusto in queste settimane e ora la tecnologia ha raggiunto un livello tale che c'è la possibilità di contare cellula per cellula, dividere il numero delle cellule, identificare proprio le cellule cancerogene in un ambiente eterogeneo. La cosa simpatica o meglio dal nostro punto di vista intrigante è che abbia la possibilità di vedere diverse tecnologie che non ci sono ancora diciamo nel mondo lo chiamo reale nel mondo di tutti i giorni e quindi abbiamo veramente la possibilità di vedere oggi quelle che sono le tecnologie del futuro e quindi se parliamo di auto a guida autonoma piuttosto che a veicoli a decollo verticale, questi di fatto rappresentano quasi il passato, hanno raggiunto un livello di sviluppo che va oltre quello che è il livello, lo stage di investimento in cui investiamo noi, quindi sono già a livelli quasi pronti per il mercato. Quindi questo è intrigante perché di fatto quello che è il futuro sembra quasi il passato e quello che è il futuro, ancora più là nel futuro in realtà è quello che vediamo tutti i giorni. Quindi per farti qualche altro esempio, a livello di tecnologie spaziali ci sono tutto un tema a livello di microsatelliti, costellazioni satelliti, nuovi materiali per lo spazio o per aumentare la capacità computazionale dei device. Queste sono in linea generale le tecnologie su cui ci stiamo prestando attenzione e su cui stiamo svestendo. **Davide**: Sì, quindi si tratta di fare uno sforzo ulteriore per guardare oltre a quelli che magari alla maggior parte delle persone possono sembrare i trend del futuro, ma sono più del presente che del futuro. E però la domanda che potrei farti, indipendentemente poi dalla vostra realtà nello specifico, è che nel nostro paese si sta facendo abbastanza per questo genere di attività, di realtà che hanno un elevato valore scientifico e tecnologico? **Matteo**: Allora devo dire la verità, nell'ultimo periodo, quindi negli ultimi 2-3 anni, c'è stata un'accelerazione a livello di investimento e creazione di nuovi fondi, nuove realtà, quindi ci sono diverse risorse a livello istituzionale, diciamo in cosi atti fondi di fondi o investitori che investono in fondi o investitori istituzionali, quindi ha dato un grosso slancio e c'è sempre più attenzione rispetto a questo tipo di investimento. Poi c'è il livello sotto, quindi il livello di investimento dei fondi, quindi il investimento in realtà innovative, su questo siamo ancora un po' rilento, nel senso che c'è ancora, almeno a mio avviso, nel mondo del venture capital, un po' di avversione a rischio su realtà veramente innovative ad alto contenuto tecnologico. Si tende ad investire quando un qualcosa è già evidente, no? Quindi c'è stato o c'è stato un feedback dal mercato o c'è stato qualcun altro che ci ha investito, si è avuto una conferma che quella cosa può essere di interesse, ecco. In realtà forse bisognerebbe investire un po' prima quando nessuno o veramente pochi prestano attenzione a quel potenziale innovativo, a quella tecnologia, è lì che noi proviamo, anzi ci posizioniamo dove andiamo ad investire. Questo per noi è un problema perché a volte ci troviamo a essere da soli come investitore ed è difficile in Italia coinvolgere altri investitori su alcune tematiche veramente, non dico futuristiche, ma molto avanzate a livello di tecnologia. Come dicevo, però le cose stanno migliorando, ad esempio sulla tematica della robotica come Pariter, assieme a Cassa Depositi e Prestiti, che ad oggi è l'investitore istituzionale per eccedenza in Italia, sta supportando col Fondo Venture Capital tutta una serie di iniziative, abbiamo creato un veicolo di investimento dedicato alla robotica che si chiama RoboIT, che ha proprio l'obiettivo di investire solo in robotica, cioè è la prima volta in Italia che si crea un qualcosa di questo tipo ed è focalizzato sul technology transfer. Quindi immaginati, andiamo a investire nella robotica che esce dal centro di ricerca, cioè fino a pochi anni fa era impensabile una roba del genere in Italia e siamo riusciti a sbloccare un po questa situazione. Quindi abbiamo creato questo veicolo che avrà una dotazione di investimento massima di 20 milioni, che è già attivo all'interno dei centri di ricerca. Questo è un esempio di come le cose stanno avanzando. Ovviamente, come dicevo prima, se andiamo a vedere l'investimento in scienza e nei centri di ricerca l'investimento è veramente importante, non è vero che siamo indietro, magari siamo più lenti, ma non siamo indietro al livello di tecnologia. Le cose si incastrano quando dal laboratorio devi passare all'investitore privato. Ecco lì, lì le cose rallentano, l'investitore privato è un po avverso al rischio, ci mette un po più di tempo ad investire e in questo mondo le cose vanno velocissime. Quindi anche sei mesi, nove mesi, dodici mesi di ritardo equivalgono a anni luce in altre tipologie di mercati. Quindi, diciamo, in linea generale le risorse ci sono, ci vorrebbe più coraggio dal punto di vista degli investitori e un convolgimento maggiore a livello di corporate. In Italia sono veramente poche dei corporate che investono ticket importanti su questo tipo di iniziative. Quindi non parlo di 10, 20, 50 mila euro, ma ticket di un certo livello che permettono veramente lo sviluppo di queste tecnologie. **Davide**: Va bene Matteo, grazie per averci raccontato quale può essere l'impatto di chi come voi svolge il ruolo di investitore in realtà tecnologiche e in special modo appunto come abbiamo avuto modo di sentire per tutta la puntata, in special modo di Deep Tech. Grazie e buon lavoro e a presto. **Matteo**: Grazie a voi, a presto. #### Conclusione - Timestamp: 26:42 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e9 ## Il futuro del trasporto ferroviario > Al giorno d’oggi il settore dei trasporti è tra i principali responsabili del [cambiamento climatico](https://www.eea.europa.eu/it/themes/climate) in atto. Si stima che circa il 27% delle [emissioni di CO2](https://it.wikipedia.org/wiki/Anidride_carbonica) totali in Europa venga generato dagli innumerevoli spostamenti che avvengono ogni giorno, a causa dei mezzi di trasporto che viaggiano su strada come auto, camion, autobus mentre la restante parte proviene da navi e aerei. Il trasporto ferroviario invece rappresenta per certi versi una eccezione, si tratta infatti di un mezzo estremamente efficiente, veloce e sicuro. In questa puntata parliamo di treni ad [alta velocitá](https://it.wikipedia.org/wiki/Alta_velocità_ferroviaria), [connettività](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243) a bordo e infine di cosa ci dobbiamo aspettare dal futuro del trasporto ferroviario. Nella sezione delle notizie affrontiamo il progetto di [Airbus](https://www.airbus.com/en/home) per l'aereo [alimentato ad idrogeno](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e4?t=293), degli attacchi hacker nei confronti dell’Ucraina e del rapporto tra [intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) e diritto d’autore. - Stagione: 4 - Episodio: 9 - Data di pubblicazione: 2022-02-26 06:45:00 - Durata: 16:06 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e9](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e9) - Episodi correlati: s3e7, s4e6 - Tag: inquinamento,treni,Trenitalia,Freccia,telecomunicazioni,internet,GSM-R,Wi-Fi,Starlink,Hyperloop,Airbus,aerei,A380,motori,idrogeno,attacco hacker,ucraina,russia,ddos,cyber attacchi,arte,intelligenza artificiale,diritto d’autore,copyright,gan,generative adversarial network ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di alcune tecnologie che riguardano il trasporto ferroviario e l'alta velocità e cercheremo di capire quale potrà essere il futuro di questo settore. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il progetto di Airbus per l'aereo ad idrogeno > Fonte: DMove.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella puntata "Il ruolo dell'idrogeno nella mobilità sostenibile" avevamo parlato di come questo particolare vettore energetico potrà essere utilizzato in un prossimo futuro per alimentare veicoli rientranti nella categoria "mezzi pesanti". E un esempio di investimento in questo specifico settore è proprio quello di Airbus, che recentemente ha annunciato di essere al lavoro con CFM International per la realizzazione di un motore ad idrogeno da montare sui modelli di punta A380. In questo caso la Joint Venture avrà il compito di modificare un normale motore a turbina per farlo funzionare ad idrogeno. Per tale scopo è stato scelto il modello GE Passport, le cui caratteristiche lo rendono il miglior candidato per poter supportare questa alterazione. Per quanto riguarda le prime fasi di sperimentazione, i motori ad idrogeno verranno inizialmente montati lungo la parte posteriore della fusoliera di un A380 per essere monitorati durante il viaggio di routine, ma in futuro, si spera entro il 2035, Airbus prevede di riuscire a far volare un A380 solamente con motori alimentati da idrogeno liquido. #### Gli attacchi hacker in Ucraina > Fonte: HWUpgrade.it - Timestamp: 02:06 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Internet, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: In seguito all'aumento delle tensioni e all'invasione armata dell'Ucraina da parte della Russia, uno dei fronti su cui si sta combattendo la guerra è anche quello cibernetico. Infatti, attraverso gli attacchi di data weeper, si sta cercando di mettere fuori gioco il sistema informatico, preso di mira attraverso l'eliminazione dei dati. Il malware è stato individuato dalle società di sicurezza informatica Simantech ed ESET, che hanno in seguito pubblicato informazioni e analisi utili ad approfondire la conoscenza di questo tipo di strumento. Le società hanno pubblicato informazioni tramite Twitter, indicando come il nuovo data weeper, distribuito su centinaia di dispositivi presenti sulle reti ucraine, venga rilevato come un file creato lo scorso 28 dicembre, che potrebbe significare che gli attacchi siano stati pianificati da tempo. Il weeper, una volta installato, si occupa di compromettere i file del dispositivo e il suo master reboot record prima di procedere a un riavvio e rendere così la macchina irreversibile, e questo al fine di mettere in crisi i sistemi informatici ucraini. La scorsa settimana l'ufficio Copyright degli Stati Uniti ha pubblicato una risposta al tentativo di Stephen Thaler di richiedere il diritto d'autore per un'opera realizzata da un'intelligenza artificiale. #### L’intelligenza artificiale non gode del diritto d’autore > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 03:13 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: L'opera in questione, "A Recent Entrance to Paradise", è stata infatti creata esclusivamente da Creativity Machine, un'intelligenza artificiale in grado di creare delle scene che ricordano un'esperienza ai confini della morte con effetti di allucinazione e paesaggi fantasiosi. Il verdetto dell'ufficio statunitense però è stato negativo, in quanto il diritto d'autore protegge le opere da autore originali ed è quindi necessario identificare un nesso tra la mente umana e l'espressione creativa. Essendo realizzata esclusivamente quasi da una macchina, quindi, l'opera in questione non può godere del diritto d'autore, diritto che però sarebbe stato garantito se ci fosse stato un intervento umano, anche minimo. Nonostante ciò, Thaler sta comunque portando avanti una battaglia per far riconoscere il diritto d'autore ad opere realizzate dalle intelligenze artificiali, con alcuni successi in Australia e Sudafrica. È innegabile in ogni caso che con l'avanzamento tecnologico e la creazione di intelligenze artificiali sempre più sofisticate e intelligenti, anche il sistema di copyright vigente dovrà ora o in futuro essere rivisitato. #### Il futuro del trasporto ferroviario > - Timestamp: 04:46 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Internet, Trasporti - Tipologia: Topic **Davide**: Al giorno d'oggi il settore dei trasporti è tra i principali responsabili del cambiamento climatico in atto e si stima che circa il 27% delle emissioni di CO2 totali in Europa venga generato dagli innumerevoli spostamenti che avvengono ogni giorno, a causa anche dei mezzi di trasporto che viaggiano su strada come auto, camion, autobus e così via. La parte restante proviene invece da navi e aerei. In tutto ciò come possibile soluzione per ridurre al minimo tale impatto ecologico si pone il trasporto ferroviario, il quale secondo la Comunità Ferroviaria Europea e l'Unione Ferroviaria Internazionale genera solamente l'1,5% delle emissioni rispetto all'intero sistema legato agli spostamenti che come ben sappiamo è strettamente dipendente dai combustibili fossili. Essendo oggi il settore dei trasporti maggiormente elettrificato, l'unico e vero impatto negativo sull'ambiente che all'intera filiera ferroviaria deriva dalla produzione e dalla costruzione delle infrastrutture dedicate, ma soprattutto dalla produzione di energia elettrica legata ancora per buona parte a fonti non rinnovabili. Per quanto riguarda l'Italia, il sistema ferroviario è composto da una rete di binari lunga più di 24.000 km, di cui 16.000 sono attualmente attivi nel trasporto di merci e passeggeri, dove in quest'ultimo caso hanno acquisito un peso sempre maggiore le linee ad alta velocità. Da un punto di vista tecnologico, infatti, i treni che nel nostro Paese dispongono del maggior grado di innovazione dal punto di vista costruttivo e dei servizi a bordo sono quelli che percorrono le tratte ad alta velocità, come i treni di Italo Nuovo Trasporto Viaggiatori o la freccia di Trenitalia, cioè una categoria di treni che si suddivide in freccia rossa, in grado di raggiungere una velocità massima di 300 km orari, freccia argento, con treni che arrivano sino a 250 km orari, percorrendo sia linee ad alta velocità che tradizionali, e infine i freccia bianca, che nonostante facciano parte della categoria freccia, percorrono solamente le tratte comuni. Nonostante offrono numerosi collegamenti a centri di medie e grandi dimensioni, assicurando quindi un'elevata capillarità. Al giorno d'oggi il treno tecnologicamente più avanzato dell'intera flotta di Trenitalia è il freccia rossa 1000, il quale è in grado di raggiungere una velocità di crociera di 300 km all'ora, benché sia stato progettato per arrivare ad un massimo di 360 km all'ora. Questo veicolo, inoltre essendo composto da ben 16 motori disposti lungo le 8 carrozze che lo compongono, è uno dei pochi treni presenti sul suolo italiano, in grado di distribuire uniformemente la trazione delle ruote sui binari per aumentare l'aderenza e di conseguenza il livello di sicurezza dell'intero complesso. Il funzionamento dei motori di questo treno, che è simile a quello di tutti gli altri, dipende strettamente dalla rete elettrica di alimentazione, in quanto la locomotiva elettrica, nonostante non abbia l'ingombro dei serbatoi delle versioni precedenti alimentate a diesel, deve essere continuamente allacciata ai fili dell'alta tensione che si trovano sopra i binari attraverso i pantografi, ovvero i famosi bracci metallici, che per usare una metafora possono essere associati alle classiche prese elettriche che si trovano nelle nostre case. I motori che vengono montati sui treni basano il proprio funzionamento sul principio fisico del magnetismo, ovvero quel fenomeno che consente ad alcuni materiali di attirare il ferro, e lo stesso per cui se si prova ad avvicinare i due calamite queste si respingeranno. Su scala più grande, quindi nel caso di un motore elettrico, i due magneti in questione corrispondono al rotore e allo statore, che grazie alla corrente alternata fornita dalla rete elettrica saranno in grado di generare una forza di rotazione alle ruote delle carrozze. Nel motore elettrico in particolare lo statore rappresenta la parte fissa della macchina, ovvero la componente statica, e che produce il campo magnetico tramite la corrente alternata, mentre il rotore, come intuibile dal nome stesso, equivale alla parte mobile soggetta al campo elettromagnetico dello ostatore, in grado di ruotare su se stessa e generare la coppia rotante che verrà poi trasferita sulle ruote dei vagoni. Chiarite le modalità di funzionamento dei treni alimentati e corrente, possiamo passare all'analisi della parte forse più affascinante di questo settore, ovvero le telecomunicazioni. Esse infatti ricoprono un ruolo di vitale importanza per garantire un alto livello di sicurezza, sia per i passeggeri che per i conducenti, dal momento che tali connessioni consentono un costante aggiornamento sullo stato dei treni e sulla posizione di questi. Ed in questo senso la Rete Ferroviaria Italiana sta cercando di investire il più risorse possibili per migliorare i propri sistemi di telecomunicazioni, in tutte le componenti dell'infrastruttura nazionale, costituita essenzialmente da collegamenti in fibra ottica e servizi GSM Railway, ovvero uno standard internazionale di telefonia mobile utilizzato principalmente per le comunicazioni fra i treni e i centri di controllo, con un grado di copertura attualmente pari a 11.600 km di linee tradizionali e ad alta velocità nel nostro territorio. I servizi di telefonia mobile vengono poi sfruttati per garantire un servizio internet anche ai passeggeri, che ancora nel 2022 non riescono a godere di reti wifi stabili a causa dei grossi limiti legati principalmente alla morfologia del territorio italiano e alle stesse tecnologie. Attualmente, infatti, la sfida principale è proprio quella di garantire la connessione tra i router presenti sui treni, che viaggiano ad una velocità di 300 km orari, e il territorio esterno, costituito da numerose colline e gallerie tipiche del territorio italiano. Tali strutture, che rendono complicata la diffusione delle onde elettromagnetiche nell'aria, generano una copertura cellulare a macchia di leopardo, rendendo di fatto le connessioni mobili particolarmente instabili a bordo della carrozza. Un altro aspetto che poi inficia parecchio sulla qualità del segnale è la velocità con cui il treno si muove, fattore che comporta una continua ricerca di segnale da parte dell'antenna presente sulla carrozza e che dovrà spostare in continuazione tutte le connessioni da un ripetitore all'altro con il rischio di interruzioni del segnale. A questo proposito, però, il gruppo Ferrovie dello Stato italiano ha siglato qualche mese fa un importante accordo con TIM, che prevede il potenziamento degli impianti di copertura mobile 4G delle gallerie lungo le linee di alta velocità della rete ferroviaria italiana, in particolare nelle tratte che vanno da Torino a Napoli e da Bologna a Venezia. L'investimento previsto per la realizzazione di questo progetto è di circa 12 milioni di euro. Secondo quanto dichiarato da rete ferroviaria italiana, i primi lavori partiranno già da quest'anno con il potenziamento delle gallerie sulle linee di alta velocità tra Torino, Milano, Bologna e Firenze, e proseguiranno poi per tutto il 2023 con le tratte Firenze-Napoli e Bologna-Venezia. Al di là comunque del progetto di aggiornamento dell'infrastruttura di rete mediato da TIM e dagli altri operatori, la sfida per il futuro sarà quella di migliorare il servizio di connettività a bordo anche per rendere il viaggio più confortevole e soprattutto più ottimizzato dal punto di vista delle tempistiche. Dal momento che passare diverse ore al giorno senza connessione nelle quali si potrebbe studiare o lavorare, potrebbe risultare per molti una parte di tempo non sfruttata a dovere. In alternativa ad una mancanza di rete distribuita via terra, soluzioni come le connessioni satellitari potrebbero riservare per il prossimo futuro non poche sorprese, come già sta avvenendo con il notevole servizio di telecomunicazioni Starlink, sviluppato e finanziato dall'agenzia spaziale SpaceX e che nel prossimo futuro, come annunciato, possa essere integrato anche su mezzi mobili come in questo caso i treni. Continuando a parlare di futuro, a questo punto della puntata non possiamo non citare l'ambiziosa idea resa open source dal CEO di Tesla Elon Musk, che quasi dieci anni fa ha proposto il progetto di un treno supersonico in grado di percorrere in pochi minuti, tratte che oggi richiedono diverse ore di viaggio. Da allora esperti di innovazione nel mondo dei trasporti come ingegneri, manager e informatici si sono messi in moto per realizzare il primo treno del progetto Hyperloop, arrivando a fondare startup e nuove divisioni presso grosse imprese come Hyperloop TT, Virgin Hyperloop One e naturalmente SpaceX. Quando si fa riferimento all'idea concepita inizialmente da Elon Musk, si parla in realtà di un veicolo per il trasporto ad alta velocità di merci e passeggeri che viaggiano all'interno di condotti sigillati e a bassa pressione tramite un sistema di levitazione magnetica in grado di ridurre l'attrito. Per quanto riguarda invece l'infrastruttura del sistema Hyperloop, essa consisterà essenzialmente in un doppio tubo sopraelevato, in cui potranno scorrere le capsule spinte da motori lineari a induzione e da compressori d'aria. Su Hyperloop, come dicevamo, potranno viaggiare sia merci che passeggeri ad una velocità di ben 1200 km orari già a partire dal 2030, secondo le stime più ottimistiche. E, benché non siano state ancora annunciate particolari tratte, se non quella che collegherà Milano con l'aeroporto di Malpensa, in futuro potremmo avere la possibilità di percorrere viaggi di migliaia di chilometri in poco meno di un'ora. Nonostante ciò, la tecnologia di partenza è ancora in fase sperimentale, anche perché il primo test con equipaggio a bordo di una capsula Virgin Hyperloop è stato realizzato solamente a fine 2020. In questo caso i due volontari che si sono seduti all'interno della capsula hanno percorso un breve tragitto di 500 metri in poco più di 6 secondi e ad una velocità di 172 km orari. Siamo certamente lontani dalle velocità teorizzate da Elon Musk, ma l'obiettivo di queste prime sperimentazioni, più che raggiungere velocità supersoniche, è quello di verificare la sicurezza dei sistemi e quindi dei passeggeri a bordo. Al giorno d'oggi è troppo presto per dire se Hyperloop sarà il mezzo di trasporto su cui ci muoveremo nei prossimi decenni per compiere tratte intercontinentali in poche ore. Ma senza ombra di dubbio i test di Virgin e quelli che si svolgeranno da qui ai prossimi anni forniranno importanti risultati affinché si possa raggiungere il debutto commerciale di Hyperloop entro la fine del decennio. #### Conclusione - Timestamp: 15:14 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e10 ## Free2move eSolutions: rendere facile la mobilità elettrica > Quando si parla di [mobilità elettrica](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e6?t=239), l’auto è solo la punta dell’iceberg di questo settore. La transizione verso l’elettrico non è per nulla semplice e richiede grandissimi investimenti e ricerca anche nell’ambito delle infrastrutture di ricarica e dei [servizi](https://www.dentrolatecnologia.it/episodi?arg=servizi) forniti all’utente. Per capire quali sono le soluzioni per semplificare agli utenti la transizione, abbiamo parlato con [Roberto Di Stefano](https://www.dentrolatecnologia.it/roberto.distefano.html), amministratore delegato di [Free2move eSolutions](https://www.dentrolatecnologia.it/free2move.esolutions.html), una joint venture tra [Stellantis](https://www.dentrolatecnologia.it/stellantis.html) e [NHOA](https://nhoa.energy), che ha l'obiettivo di progettare, realizzare e fornire prodotti e servizi per supportare la mobilità elettrica. Nella sezione delle notizie parliamo dei cyber attacchi di [Anonymous](https://it.wikipedia.org/wiki/Anonymous) contro la Russia e della nuova [Carta Giovani Nazionale](https://giovani2030.it/iniziativa/carta-giovani-nazionale/). - Stagione: 4 - Episodio: 10 - Data di pubblicazione: 2022-03-05 06:45:00 - Durata: 27:34 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e10](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e10) - Episodi correlati: s2e48, s4e6 - Tag: Free2move eSolutions,roberto di stefano,infrastruttura di ricarica,app,energia,batterie,easywallbox,e-mobility,facilitare,soluzione,charger,colonnina,CartaGiovaniNazionale,Giovani2030,servizi,sconti,AppIO,russia,ucraina,cybersecurity,sicurezza,hacker,anonymous ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Roberto**: Noi abbiamo come obiettivo eliminare i famosi dibattiti che fanno dire che oggi guidare elettrico è complicato. La nostra missione è far capire al cliente che sono più i vantaggi che gli svantaggi. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Free2move eSolutions di soluzioni tecnologiche per semplificare la transizione alla mobilità elettrica. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. La guerra che purtroppo è scoppiata in Ucraina si sta combattendo su diversi terreni, quello fisico, quello economico e non da ultimo quello informatico. #### Anonymous e gli attacchi contro la Russia > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:11 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Il gruppo indipendente di hacker Anonymous ha infatti iniziato una guerra verso la Russia, tramite attacchi ai principali sistemi informatici russi. Al momento ad esempio i principali siti istituzionali come il sito del Cremlino o di aziende strategiche come Gazprom sono irraggiungibili, così come i siti di notizie o meglio propaganda come Russia Today. Non solo, anche la TV russa è stata hackerata, mostrando al posto della normale programmazione i video degli attacchi in Ucraina e canti nazionalistici ucraini, invitando la popolazione a reagire per fermare la guerra. Gli attacchi più importanti però riguardano il furto di oltre 200 gigabyte di documenti riservati a Tetra-Edr, azienda produttrice di armi bielorussa e altri 40 mila documenti dall'Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca, documenti che seppur potrebbero non ribaltare la situazione attuale possono sicuramente essere fondamentali per l'organizzazione della difesa ucraina. #### I vantaggi della Carta Giovani Nazionale > Fonte: Giovani2030.it - Timestamp: 02:19 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Da fine febbraio tutti i ragazzi e ragazze con età compresa tra i 18 e i 35 anni residenti in Italia possono ottenere gratuitamente la nuova Carta Giovani Nazionale, con la quale è possibile accedere a varie agevolazioni su diverse attività culturali e numerosi sconti relativi a servizi di ogni tipologia. La carta virtuale promossa dal Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale si ottiene gratuitamente accedendo con il proprio Spid o la carta di identità elettronica all'AppIo e grazie ad essa tutti i cittadini con i requisiti richiesti hanno la possibilità di acquistare a prezzi scontati beni e servizi relativi a sport, viaggi, cultura, mobilità, formazione e così via. Il progetto giovani 2030, a cui attualmente hanno aderito oltre 70 enti sia pubblici che privati, ha come obiettivo principale quello di migliorare la qualità di vita delle nuove generazioni, attraverso un sostegno al processo di crescita e incentivando la partecipazione ad attività culturali, sportive e ricreative, promovendo allo stesso tempo la formazione per i processi legati alla transizione ecologica e digitale. #### Free2move eSolutions: rendere facile la mobilità elettrica > - Timestamp: 03:44 - Autori: Free2move eSolutions, Roberto Di Stefano, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Energia, Servizi - Tipologia: Intervista **Davide**: Come diciamo spesso, quando si parla di mobilità elettrica, l'auto è solo la punta dell'iceberg di questo settore. La transizione al mondo dell'elettrico non è per nulla semplice e richiede grandissimi investimenti e ricerca anche nell'ambito delle infrastrutture di ricarica e dei servizi forniti all'utente. Di questi temi parliamo oggi con Roberto Di Stefano, amministratore e delegato di Free2move eSolutions, una joint venture tra Stellantis e NHOA che ha l'obiettivo di progettare e realizzare e fornire prodotti e servizi per supportare l'e-mobility, la mobilità elettrica. Benvenuto Roberto! **Roberto**: Buongiorno Davide, grazie per l'invito, buongiorno a tutti. **Davide**: Ci spieghi di che cosa si occupa quindi Free2move eSolutions? **Roberto**: Provo con parole il più possibile semplici. Free2move eSolutions è nata, è stata creata e ha come missione per rendere facile la vita agli utilizzatori dei veicoli elettrici, o meglio dire della mobilità elettrica, rendere facile soprattutto la famosa, anche forse millantata, ansia da ricarica e noi ci occupiamo esattamente di questo, di offrire prodotti e servizi utili a chi utilizza la mobilità elettrica per potersi ricaricare in ogni momento della propria missione del bisogno di mobilità in maniera semplice, in maniera efficace e anche in maniera economicamente sostenibile oltre che con energia appunto green o da fonti rinnovabili. **Davide**: Ci fai qualche esempio di quali sono appunto i prodotti e servizi che fornite? **Roberto**: Ma è un'ampia gamma di prodotti, inizio con la parte hardware, dunque noi offriamo punti di ricarica che vanno dalle entry, cioè dalle versioni a bassa potenza per uso privato, le famose wallbox, wallbox molto più evolute connesse smart che possono dare la possibilità di multi-user o multi clienti o anche offrire il servizio di ricarica verso il pubblico, poi progettiamo, produciamo e forniamo ai CPO, cioè a coloro che realizzano reti di infrastrutture di ricarica pubblica, punti di ricarica in AC fino a 22 kilowatt e poi abbiamo tutta la gamma di punti di ricarica in corrente diretta ad alta potenza con moduli da 50 kilowatt implementabili, aggradabili fino ai famosi "hyper fast charge" da 350 kilowatt. Oltre a questo offriamo tutta una serie di servizi soprattutto digitali che servono appunto all'utente, danno all'utente la possibilità di ottenere il servizio di ricarica nei suoi trasferimenti e dunque non solo quando è a casa o al lavoro o comunque in un posto dove passa del tempo, la famosa ricarica "on-the-go". Questi sono i principali prodotti che al momento abbiamo al catalogo, stiamo continuando a implementare sul nostro catalogo sempre novità, tendendo sempre ad avere innovazione intesa come possibilità di integrare il veicolo elettrico sempre di più con la rete, perché questo secondo noi è l'obiettivo finale quando avremo una flotta estesa di veicoli, quindi sarà necessario avere un'interazione completa tra veicoli e rete energetiche. **Davide**: Ok, e a proposito quindi delle soluzioni che proponete, perché è necessario proporre queste soluzioni e cioè quali sono da una parte i vantaggi che comunque conosciamo del settore dell'elettrico ma quali sono gli svantaggi per i quali appunto è necessario proporre delle soluzioni? **Roberto**: Guarda Davide, più che svantaggi, oggi io sono un utilizzatore di mobilità elettrica da anni, i prodotti che noi offriamo ovviamente servono a completare la catena dei bisogni di chi viene in possesso di un veicolo elettrico o utilizza un veicolo elettrico, dunque sicuramente il veicolo elettrico ha bisogno per definizione di una ricarica delle batterie, dunque questo è un bisogno primario, ma soprattutto noi abbiamo come obiettivo eliminare i famosi dibattiti che fanno dire che oggi guidare elettrico è complicato perché non si trovano le colonnine, come le chiamano tutti, o è complicatissimo accedere appunto alla ricarica in pubblico o dotarsi di una ricarica propria per personale è troppo complicato. Dunque noi più che svantaggi, la nostra missione è far capire, ma con fatti, con soluzioni al cliente che sono più i vantaggi che gli svantaggi, dunque rendere facile questa parte dell'attuale transizione per ridurre tutte quelle che sono le grandi dibattiti che ci sono attorno alla mobilità elettrica e far sì che appunto questa transizione venga nel modo più rapido, più semplice e più economico possibile. **Davide**: Esatto, sicuramente questo è un tema molto interessante e a proposito so che fornite anche dei servizi di ricarica, cioè una ricarica "as a service" come servizio, questo forse può facilitare questa transizione perché semplifica di molto l'interazione e l'esperienza che ha l'utente poi con i punti di ricarica. Ci parli appunto dell'offerta di pacchetti energetici che fornite e quali sono invece gli altri servizi che fornite attraverso la vostra app. **Roberto**: Ma allora, più che pacchetti energetici estendo un po' il discorso partendo da un fatto, oggi un cliente, un utente che decide di modificare il vettore di mobilità da un veicolo a combustione, un veicolo elettrico, si trova di fronte a una frammentazione di offerta oltre al veicolo che va al di là del veicolo che impone appunto a questo utente o a questo cliente di dover fare diversi contratti aggiuntivi, comprarsi la wallbox, fare il contratto con chi è che gliela installa, chiedere al distributore un aumento della potenza al contatore se non ha potenza sufficiente al proprio meter, al proprio contatore, dopodiché scaricarsi infinite app di tutti i provider di ricarica pubblica che comporta tutta una gestione diversa secondo della città o del contratto, con sempre poca chiarezza di quanto poi costa la ricarica quando si va in pubblico a caricarsi. E con la nostra proposta "charging as a service" punta a ridurre tutta questa complessità, offrire al cliente da un'unica relazione, un'unica relazione contratuale, ma anche un'unica relazione tecnica, la possibilità di ottenere tutto ciò di cui lui ha bisogno per potersi ricaricare sia a casa propria o al lavoro, ma anche quando è in trasferimento da una città all'altra sulla ricarica pubblica. Mi spiego meglio, in modo digitale il cliente si autoprofila sul nostro sistema scegliendo semplicemente 3 o 4 cose abbastanza semplici per il cliente. Che tipo di veicolo ha, quanti chilometri lui ritiene durante l'anno mediamente percorre, se ha casa la possibilità o a un garage o a un box o a un posto auto elettrificabile e con che tipo di velocità gradirebbe caricare le proprie batterie. Ecco noi con queste 4 informazioni il nostro algoritmo rielabora al cliente in maniera abbastanza istantanea una proposta di pacchetto integrato che significa se il cliente vuole accedere a questo pacchetto che noi definiamo nel nostro slang interno "concierge", la possibilità di avere con una tarifa fissa mensile che tratta appunto sul profilo chilometrico tutto ciò che serve, dunque la wallbox a casa installata se ha la possibilità di avere un garage o comunque un posto auto elettrificabile, l'accesso alla ricarica pubblica da un'unica app che intera tutti, anzi tutti è una parolona, il 90% di tutti i punti di ricarica pubblici siano essi qui, cofast o hyperfast, che sono attualmente installati in 27 paesi europei, oggi abbiamo un'aggregazione di più di 260 mila punti di ricarica in questi 27 paesi ed è un numero che cambia ogni mese, perché in parallelo i CPO continuano a installare sul territorio e dunque noi mano mano estendiamo questa numerosità e se il cliente gradisce può anche chiedere nel pacchetto la possibilità di fornitura di energia green per il proprio uso domestico, dunque per uso privato di ricarica del veicolo ma anche per gli usi altri degli utilizzatori che lui ha a casa e domestici. Tutto in unico contratto con una tariffa mensile fissa che è tarata, dunque, certezza del costo da poter realizzare quanto costa guidare elettrico rispetto a quanto costava guidare un veicolo a combustione. Questo è il pacchetto full, però abbiamo livelli di pacchetti anche che escludono alcune cose se il cliente non vuole avere tutto, se il cliente vuole solo la wallbox a casa installata e l'accesso alla ricarica pubblica, ripeto, profilandosi sulla nostra app può ottenere quello, ovviamente calcoliamo la tariffa per solo quello. Se lui ha già la wallbox e vuole solo avere una facilità di accesso alla ricarica pubblica e definisce quanti chilometri all'anno pensa di dover fare in ricarica pubblica, noi forniamo la possibilità di accedere alla sola ricarica pubblica senza vincoli di network o quant'altro, sempre qui con una tariffa fissa mensile che è basata appunto sulla percorrenza annuale. Inoltre il cliente sulla nostra app può decidere di selezionare solo un tipo di punti di ricarica, per esempio voglio solo vedere sulla mia mappa i punti di ricarica superiori a 50 kW oppure li voglio vedere tutti ma voglio vedere tutti i punti di ricarica, siano essi quick o fast, ma che forniscono ricarica con energia green, anche questo con un semplice setup del profilo sulla app, lui sulla mappa ottiene solo quello di cui ha bisogno o di cui lui vorrebbe vedere senza la complessità di dover andare a capire quanto costa se vendono energia green, se quick, se fast, chi è l'operatore e quant'altro, tutto questo poi ovviamente lui non deve neanche preoccuparsi del pagamento perché lui paga già la sua tariffa fissa mensile e dunque lui ha la copertura, sa già prima di cominciare quanto spenderà in un anno per questo tipo di servizio. Cioè la volontà e l'obiettivo di questa proposta charging as a service e abbiamo uno slogan "peace of mind" per il cliente, il cliente così ha la vita molto semplificata anche perché noi qualora lui chiedesse appunto la wallbox installata e l'aumento di potenza, tutta la parte burocratica che comporta soddisfare questa esigenza è a carico nostro, per cui lui non deve assolutamente fare null'altro che decidere che tipo di pacchetto vuole o decide di dover utilizzare e da quel punto in poi entriamo noi con il nostro team, però vediamo con un tempo definito con lui, dunque il cliente è informato e riesce a monitorare come avanza l'installazione, da quando lui ha abilitato con la potenza più alta, da quando lui ha accesso alla ricarica pubblica, in tempi rapidi lui può partire con la sua vettura elettrica senza dover avere nessun altro tipo di preoccupazione se non guidare il veicolo elettrico e andare dove vuole da A a B, da Roma a Milano o in tutta Europa in modo semplice e dico ancora con certezza del costo, cosa che oggi invece in maniera autonoma è abbastanza complicato capire quanto spendi guidando un veicolo elettrico per la ricarica e confrontarlo con quanto spendevi prima con una vettura a benzina, con tutto ciò che comportava. **Davide**: Sì, veramente interessante, quindi un servizio di fatto personalizzabile e mentre parlavi ho pensato proprio ad un esempio concreto. Oggi magari immaginiamo l'auto elettrica come più un concetto di automobile per la mobilità urbana in questa comfort zone perché magari conosciamo i punti di ricarica ai quali siamo iscritti, però invece in questo modo ho la possibilità come dicevi senza problemi di potermi spostare anche su lunghe distanze perché tanto comunque indipendentemente dal punto di ricarica che trovo ho la possibilità di utilizzare il servizio. **Roberto**: Esattamente questo, cioè dare al cliente la stessa mobilità, le stesse abitudini che aveva guidando un veicolo a combustione senza vincoli territoriali o senza dover impazzire con infinite relazioni contrattuali. **Davide**: Hai parlato, fra l'altro hai citato anche il tema dei punti di ricarica rapida, da questo punto di vista che sappiamo essere fondamentali soprattutto quando si ricarica la macchina in mobilità. Cosa state facendo in tema di fast charging point? Come vi state muovendo? **Roberto**: Chiarisco subito, Free2Move eSolutions non è un operatore di ricarica pubblica, Free2move eSolutions invece è il technological provider di molti di questi operatori, ne cito uno su tutti e soprattutto operatori che stanno sempre di più modificando le proprie reti da qui che i famosi 22kW che normalmente si trovavano e si trovano ancora in modo diffuso soprattutto nelle città, a reti di ricarica fast perché ovviamente tu hai detto bene se un cliente deve percorrere un tragitto lungo e dunque non muoversi in ambito cittadino non può aspettare due ore che la vettura si ricarichi se deve andare da Milano a Roma ovviamente perdere due ore per rispettare che il veicolo si ricarri due o più ore è impossibile, non può essere accettato. Per cui gli operatori si stanno orientando sempre di più, anche perché tutti sappiamo, la scorsa estate la direttiva europea Fit for 55 ha previsto che le opportunità per una ricarica rapida debbano essere al massimo ogni 60 chilometri, dunque attendere in Europa al meno avremo una rete, un'infrastruttura di ricarica pubblica che permetterà, darà opportunità di ricarica a tutti al massimo ogni 60 chilometri, ricarica rapida si intende ricarica sicuramente sopra i 100 kilowatt, 100 kilowatt con un veicolo, con la flotta veicolare attuale ma anche quella che abbiamo analizzato arriverà da qui al 2025 al 2030, sono sufficienti per far sì che un veicolo medio si possa ricaricare in tempi accettabili, 15-20 minuti, si possa ricaricare magari non da 0 a 100 ma in maniera sufficiente per rimbalzare in maniera rapida e approfittare delle pause naturali che chiunque fa quando si sposta in una lunga percorrenza per ricaricarsi quello che serve fino a arrivare alla prossima pausa. Ecco, noi su questo fronte ci muoviamo la nostra missione e ripeto progettare e produrre e fornire agli operatori di ricarica pubblica, cioè quelli che vendono poi il servizio di ricarica, le colonnine di ricarica, si chiamano così in slang, dunque sono punti di ricarica ad alta potenza integrati con la rete dunque per garantire anche una stabilità in erogazione della potenza, dunque con connessione DC-DC che è intermediata da un battery storage, questo appunto per garantire la stabilità della potenza in erogazione. Cito un esempio su tutti, noi siamo il fornitore tecnologico della nuova rete di fast charge che si sta realizzando in quattro paesi di ciò che chiamo io sud Europa impropriamente, cioè Italia, Francia, Spagna e Portogallo dove attendere Atlante e realizzerà 10.000 e-stations con più punti di ricarica appunto tarati da 100 KW in su e noi siamo il fornitore di questi sistemi, sono dei veri e propri sistemi, non è una semplice colonnina, dunque noi forniamo tutti i mattoncini dei Lego che vanno a comporre la stazione e ovviamente non vedrete mai il nostro vestito estetico sui punti di ricaria perché vedrete il vestito estetico dell'operatore, dunque vedrete in questo caso per esempio Atlante, dietro Atlante c'è la nostra tecnologia, la nostra produzione di questi oggetti, questa è la nostra missione per diffondere in modo massivo la ricarica rapida che come detto bene tu serve appunto alle missioni di mobilità lunga percorrenza, diverso è l'ambiente cittadino, ancora diverso è l'ambiente privato, vale di ufficio, casa o destination che significa mall, supermercati, in quel caso il cliente sosta per più tempo e dunque basta una ricarica a potenza più bassa che impegna anche di meno la rete energetica. **Davide**: Ho capito. In conclusione, visto che finora abbiamo parlato tanto di servizi e legati alla mobilità elettrica, credete che l'automobile diventerà sempre più un servizio in futuro? **Roberto**: Ma guarda, su questo penso che in generale c'è un mega trend, irreversibile forse è stato un minimo rallentato dalla pandemia che è ancora in atto, però sempre di più il veicolo è visto come uno dei vettori di mobilità e dunque sicuramente utilizzare un veicolo come un servizio più che essere nel proprietario sarà una modalità a mio giudizio sempre più presente, con varie forme che possono essere il noleggio lungo termine o a medio o breve termine, il car sharing o il veicolo condiviso o quant'altro, questo sicuramente era un mega trend già in atto ma non per il veicolo elettrico, il veicolo elettrico secondo me si presta ancora di più a questa modalità, abbiamo tutti assistito nel nostro Paese, una delle aziende di Stellantis, Leasys, che ha attivato car puramente elettrico a Torino, a Milano, a Roma e sta attivando in altre città questo tipo di servizio perché ovviamente il cliente oggi l'utente anzi che ha bisogno di muoversi deve essere messo nelle condizioni di poter scegliere il miglior vettore che può essere il veicolo, può essere altro, può essere il treno alta velocità e ovviamente a questi utenti deve essere dato un servizio che ripeto da un unico touchpoint lui si può pianificare il viaggio, esempio vado da Milano a Roma col treno ad alta velocità ma io prima di partire mi prenoto già il veicolo a Roma quando arrivo perché devo andare a fare delle cose in una zona di Roma in cui magari anche non accessibile un traffico che non sia a zero emissione dunque io già mi pianifico il mio viaggio scambiando il vettore in funzione delle varie fasi della giornata, per cui sicuramente il veicolo diventerà sempre di più un servizio che però la mia opinione che dipende anche dalle fasi della vita del singolo individuo, perché poi in certe fasi cambiano i bisogni, se una famiglia composta da marito e moglie poi hanno un figlio il bisogno cambia e in quel momento forse viene di più il bisogno di possedere un veicolo per adempiere ad altre missioni, però sicuramente il megatrend di vedere il veicolo come un servizio più che una cosa mia che tengo lì ferma tutta la giornata ma so che è mia, ripeto è un megatrend in atto secondo me irreversibile, non riesco a dirti se sarà la modalità più diffusa o sarà tra le varie tra le varie. **Davide**: Però ci sarà sicuramente ecco. **Roberto**: Sicuramente sì è già in atto. **Davide**: Va bene Roberto grazie per averci parlato di queste soluzioni di questi servizi per facilitare questa importante transizione all'elettrico a presto. **Roberto**: Grazie Davide buona a tutti buongiorno. #### Conclusione - Timestamp: 26:42 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e11 ## Internet of Behavior: il costo per una vita migliore > Abbiamo dedicato diverse puntate per parlare e approfondire il tema dei dati che ognuno di noi produce, sia su Internet, ma anche nelle azioni quotidiane. Nell’ultimo periodo sta prendendo sempre più piede un nuovo modo di usare queste enormi quantità di dati, cioè l[’Internet of Behavior](https://www.dentrolatecnologia.it/S4E11), che racchiude in sé una vasta gamma di tecnologie e ambiti che collaborano tra loro, dall’[Internet of Things](https://it.wikipedia.org/wiki/Internet_delle_cose), all’analisi dei dati e all'[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246), alla psicologia. Nella puntata di oggi cercheremo di capire qual è lo scopo di questa tecnologia. Nella sezione delle notizie parliamo dell’esclusione della Russia dal laboratorio del [CERN](https://www.mur.gov.it/it/aree-tematiche/ricerca/ricerca-internazionale/accordi-multilaterali/cern), dell’evento Apple in cui è stato presentato il nuovo [Mac Studio](https://www.apple.com/it/mac-studio/) e infine del compimento della prima fase dello [Switch Off](https://www.mise.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2043209-tv-dall-8-marzo-tutte-le-emittenti-nazionali-adotteranno-la-codifica-mpeg-4) TV in Italia. - Stagione: 4 - Episodio: 11 - Data di pubblicazione: 2022-03-12 06:45:00 - Durata: 16:01 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e11](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e11) - Episodi correlati: s3e1, s4e7 - Tag: internet of behavior,iob,comportamento,psicologia,dati,big data,marketing,salute,sicurezza,privacy,switchoff,canali,TV,Rai,MPEG4,apple,evento,mac studio,macos,m1,m1 max,m1 ultra,performance,cern,russia,ucraina,ginevra,fisica delle particelle,laboratorio,accelaratore ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di Internet of Behavior, cioè cercheremo di capire come i dati che produciamo possono predire i nostri comportamenti e se questo può essere un vantaggio o anche uno svantaggio. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La Russia esclusa da CERN di Ginevra > Fonte: Science.org - Timestamp: 01:00 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Sulla scia delle pesanti sanzioni che numerosi stati hanno introdotto contro la Russia, il CERN di Ginevra ha deciso di sospendere a quest'ultima lo status di osservatore. In particolare, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, che ha portato alla vittoria di tre premi Nobel in questo campo, è composto da 23 nazioni europee, mentre nazioni come Giappone, Stati Uniti e Russia, che hanno portato numerosi contributi alla ricerca scientifica, hanno appunto lo status di osservatori e possono quindi lavorare nel laboratorio ma senza potere decisionale. La proposta di sospendere la Russia come osservatore viene da 40 ricercatori ucraini ed è stata accolta da tutte le 23 nazioni che compongono il consiglio. Tuttavia, dalla sua fondazione, il CERN ha sempre voluto distinguersi come ponte tra Oriente e Occidente, anche durante la Guerra Fredda, per creare un centro di pace tra le nazioni sotto la bandiera della scienza. Per questo motivo, università e istituzioni russe possono ancora contare sulla collaborazione col CERN, così come molti dei mille ricercatori russi, che da decenni hanno contribuito alle più grandi scoperte dell'ultimo secolo. #### Apple presenta il nuovo Mac Studio > Fonte: Apple.com - Timestamp: 02:11 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Computer - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana si è tenuto il primo evento Apple dell'anno, l'evento ha avuto come focus principale il SoC M1, che ora sarà il cuore anche dei tablet di fascia media, gli iPad Air, probabilmente in vista di un futuro aggiornamento software che permetterà di utilizzare le app professionali per Mac anche su questi dispositivi. Ma la vera novità è stato il MacStudio, sempre basato su chip M1, nello specifico M1 Max, già presentato negli scorsi mesi, e la novità dell'evento, M1 Ultra, nato dall'unione di 2 M1 Max e che rende possibile una potenza e una versatilità mai viste prima in un PC di queste dimensioni. Per dare un'idea, la versione più potente di MacStudio può riprodurre 18 stream di video ProRes a 8K. MacStudio batte tutti i record anche per quanto riguarda la memoria grafica su un sistema desktop, con memoria unificata fino a 64 GB su sistemi con chip M1 Max e fino a 128 GB su quelli con M1 Ultra. La scheda grafica per Workstation più potente disponibile oggi offre soltanto 48 GB di memoria per video. Perciò, avere a disposizione così tanta memoria è una vera rivoluzione per i flussi di lavoro professionali. MacStudio parte da 2.349 euro per la versione M1 Max e 4.649 euro per la versione M1 Ultra, con la possibilità di arrivare a una configurazione completa a circa 8.000 euro. Si tratta di prezzi altissimi se si confrontano con i dispositivi per i normali consumatori, ma questo PC è pensato per ambienti altamente professionali e il rapporto prestazioni-prezzo di questo dispositivo è molto superiore a quello dell'attuale Mac Pro venduto dalla stessa Apple. #### Conclusa la prima fase dello Switch Off TV > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:59 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: TV - Tipologia: Notizia **Davide**: Ad ottobre 2021 era avvenuta la prima dismissione della codifica MPEG2, correlativo a passaggio a DVB-T MPEG4 di solamente 15 canali televisivi. Con lo scorso 8 marzo, invece, è stata completata questa prima transizione al nuovo formato multimediale, la quale ha riguardato i principali canali RAI, ovvero RAI 1 e RAI 2, e tutti i restanti delle altre emittenti televisive, tra cui La 7, i canali di Discovery e quelli di Sky Italia. Come molti avranno notato, questa prima fase dello Switch-Off TV, che si concluderà solamente nel 2023, ha richiesto una risintonizzazione del nostro televisore, attraverso la quale tutti i canali HD che vengono trasmessi in MPEG4 sono stati riposizionati tra i numeri 1 e 9, e dal numero 20 in poi del telecomando. Il passaggio avvenuto l'8 marzo, infine, è stato uno dei più importanti in merito alla transizione verso la nuova TV digitale, in quanto ha di fatto tagliato fuori tutti quei televisori che supportano solamente la visione di programmi non HD, anche se alcuni di essi rimarranno comunque visibili per un certo periodo nelle numerazioni al di sopra del 500. #### Internet of Behavior: il costo per una vita migliore > - Timestamp: 05:26 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Privacy, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: Dal 2019, da quando abbiamo iniziato questo podcast, ci siamo soffermati e abbiamo approfondito più volte il tema dei dati che ognuno di noi produce, sia su internet ma anche nelle azioni quotidiane, dati che poi vengono utilizzati dalle aziende in diversi modi, anche se il fine principale è quello chiaramente commerciale. Nell'ultimo periodo, però, sta prendendo sempre più piede un nuovo modo di utilizzare le enormi quantità di dati che ogni giorno ognuno di noi produce, e a cui, tra l'altro, avevamo accennato nella puntata "Cosa spettarsi dal 2021". Quello di cui stiamo parlando è l'Internet of Behavior, che racchiude in sé una vasta gamma di tecnologie e ambiti, dall'Internet of Things, all'analisi dei dati e all'intelligenza artificiale, alla psicologia. Lo scopo? Tracciare il comportamento degli utenti e di ognuno di noi attraverso i dati che produciamo, ed usare queste informazioni, ad esempio per creare esperienze utente personalizzate, o modificare il comportamento degli stessi utenti o della popolazione, e così via. E la lista si allungherà negli anni, man mano che si troveranno nuovi modi per usare questi dati, man mano che gli stessi dati che produciamo ogni secondo aumenteranno col tempo. Per fare un esempio, nel 2021, l'anno scorso, nel mondo c'erano poco più di 23 miliardi di dispositivi connessi tra telefone, computer, stampanti, tv, ma anche tutti quei dispositivi che vanno a costituire l'Internet delle cose, le smart home o le smart city. E proprio questi ultimi rappresentavano la metà dei dispositivi totali connessi a Internet, dove ognuno di essi si occupa di fornire servizi, ma soprattutto di raccogliere e elaborare le informazioni che lo circondano. Nel 2025, la stima è che, dai 23 miliardi del 2021, i dispositivi connessi saliranno a 34 miliardi e saranno in prevalenza dispositivi Internet of Things. E come dicevamo, la IoT è fondamentale per la crescita dell'Internet of Behavior. Ma in sostanza, che cos'è l'Internet of Behavior? Ma soprattutto, che impatto sta avendo e avrà nelle nostre vite quotidiane? In sostanza, Internet of Behavior, come accennato poco fa, è una combinazione di diverse tecnologie. Prima e fra tutti, appunto, l'Internet of Things, che si occupa di raccogliere i dati o, come vengono chiamati i big data, processarli, analizzarli e capire, ma soprattutto prevedere, il comportamento dell'utente. Dati che poi possono essere raccolti da diverse fonti, anche molto diverse tra loro, come la cronologia delle ricerche, il modo in cui utilizziamo il computer o lo smartphone, le nostre abitudini, spostamenti e così via. In questo senso, le app che installiamo ogni giorno sui nostri dispositivi, o i dispositivi stessi che usiamo e indossiamo come smartwatch o smartband, sono fonti pressoché inesauribili e costanti di informazioni su cosa facciamo, dove andiamo, qual è il nostro stato di salute e molto molto altro. E chiaramente questo è il prezzo da pagare per avere servizi gratuiti e fatti su misura per noi. E parlando meramente dell'aspetto commerciale, è proprio questa la parola chiave che rende l'Internet of Behavior diverso dai modelli di business precedenti. Al momento infatti grandi e piccole aziende cercano di capire cosa piace la maggior parte dei clienti per poter, ad esempio, creare prodotti più vendibili o che in generale vengano apprezzati di più. In questo caso però si effettuano principalmente delle stime, tramite test a campione, analisi prettamente euristiche o giudizi raccolti da un ristretto gruppo di clienti. Grazie all'Internet of Behavior invece, l'azienda può con certezza conoscere il comportamento e le preferenze potenzialmente di ogni singolo cliente, e creare quindi un'esperienza personalizzata per ognuno di loro e migliorare così i servizi offerti. I dati che continuamente produciamo e continuamente vengono raccolti quindi non vengono per così dire sprecati, ma anzi si trasformano in benefici per l'azienda, che può vendere prodotti migliori e più apprezzati, e per i clienti, che si trovano costantemente soddisfatti. Il retro della medaglia però è che le aziende non solo possono prevedere il comportamento dei clienti e adattarsi di conseguenza, ma andando nella direzione completamente opposta, possono attuare delle campagne di marketing volte a modificare proprio il comportamento, le esigenze e le preferenze degli utenti, e quindi influenzando le loro scelte. Un esempio di Internet of Behavior applicato proprio nel mondo del marketing lo possiamo trovare, ad esempio, nelle pubblicità fornite da Google o Facebook. Questi due colossi del web possono infatti contare su numerosi dati raccolti dagli utenti e possono quindi capire le loro preferenze e mostrare pubblicità mirate e scelte proprio in base agli interessi di ognuno di noi. In generale, quindi anche facendo riferimento alla puntata di qualche settimana fa dedicata al design, l'Internet of Behavior può essere sfruttato, e in futuro sarà fondamentale, per creare esperienze e interfacce personalizzate per ogni utente. Questo ovviamente è il principale ambito in cui l'Internet of Behavior viene applicato al momento, ma in futuro questa tecnologia verrà sfruttata sempre di più anche per altri scopi, non solo commerciali. Vediamo qualche esempio. L'azienda americana BMC ha realizzato un'app per smartphone che permette di tracciare la propria dieta, la qualità e le abitudini del sonno, il livello di glucosio nel sangue o il battito cardiaco, dati che se ben gestiti, come in questo caso, possono essere di grande supporto per aiutare l'utente a migliorare il suo stile di vita, ad esempio fornendo dei consigli sui comportamenti da adottare per migliorare la propria salute e vivere meglio. Altri esempi, sempre rimanendo nell'ambito della salute o della sicurezza, sono le app per monitorare il distanziamento sociale usate durante la pandemia e che hanno modificato le abitudini di milioni di persone. Allo stesso modo, poi in futuro si potranno utilizzare i nostri dati per adattare le cure mediche ad ogni paziente e fare quindi un passo in più verso quella che è la medicina personalizzata o di precisione. Per quanto riguarda invece il settore dei trasporti, automobilistici in particolare, Uber utilizza i sensori IoT e i dati sui guidatori e sui passeggeri per fornire ai clienti esperienze migliori e studiate per ogni utente. Allo stesso modo, Ford sta facendo uso dell'Internet of Behavior per sviluppare auto a guida autonoma che cambiano lo stile di guida, ad esempio in base alle città, dopo aver analizzato i comportamenti e le abitudini delle altre auto, dei cittadini, dei ciclisti e così via. Sempre rimanendo in tema di automobili, l'Internet of Behavior può risultare di grande aiuto nel settore assicurativo, appunto per monitorare i guidatori e identificare ad esempio a chi attribuire la colpa di un incidente o ancora per prevenire guide sotto effetto di stupefacenti o in stato di ebrezza, proteggendo così sia i guidatori sia gli altri cittadini. Un altro campo in cui l'Internet of Behavior può fare la differenza, poi, riguarda l'amministrazione di un paese. Conoscere i comportamenti e le abitudini dei cittadini può infatti migliorare la qualità dei servizi pubblici, prevenire il crimine e migliorare quindi in generale l'intero sistema paese. Arrivati a questo punto della puntata, dopo tutti questi esempi su come l'Internet of Behavior può essere applicato a diversi aspetti della nostra quotidianità, è legittimo chiedersi quanto questa tecnologia sia giusta a livello etico e quanto soprattutto limita o interviene nella libertà di ognuno di noi. Quando si parla di dati personali e sensibili, infatti, c'è sempre una certa preoccupazione da parte sia delle istituzioni sia degli utenti. E se come in questo caso si tratta di tracciare e addirittura modificare il comportamento e le abitudini dei cittadini, questa situazione può portare subito alla mente scenari distopici, come quelli raccontati da George Orwell in 1984. Fortunatamente le principali istituzioni tra cui l'Unione Europea hanno molto a cuore la privacy dei cittadini. Come abbiamo ribadito diverse volte, esistono leggi e normative come il GDPR che regolano proprio i diritti e il comportamento che qualsiasi azienda deve seguire quando tratta dati sensibili. Per fare qualche esempio, ogni utente ha il diritto di richiedere la cancellazione dei propri dati o sapere esattamente quale informazione su di noi un'azienda ha in possesso. Rimane quindi una nostra esclusiva scelta, appunto decidere se affidare e regalare certe informazioni per ottenere più servizi oppure tenere nascoste queste informazioni in cambio di maggiore sicurezza. Per concludere, dunque, l'Internet of Behavior è uno strumento tanto potente quanto pericoloso. Da una parte, come abbiamo visto, i dati che ogni secondo produciamo e vengono raccolti da app, smartphone o dispositivi IoT possono fare la differenza e possono essere sfruttati non solo a fini commerciali, ma anche per migliorare la sicurezza e la salute dei cittadini, attraverso servizi e soluzioni personalizzate e su misura per ogni utente. Dall'altra parte, queste informazioni sono in mano ad aziende che devono essere consapevoli dell'importanza dei dati che raccolgono e devono quindi fare tutto ciò che è necessario per proteggerli, soprattutto in un periodo in cui i cybercrimini e gli attacchi hacker sono sempre più all'ordine del giorno, il rischio che certe informazioni sempre più sensibili diventino di dominio pubblico è sempre più elevato. #### Conclusione - Timestamp: 15:09 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e12 ## TrueScreen: l’app che certifica i nostri contenuti digitali > Il digitale rappresenta un aspetto sempre più importante in ogni momento della nostra vita. Ognuno di noi ha a portata di mano un dispositivo con cui comunicare e creare foto e video, a volte anche come una [forma di tutela](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e6?t=175), quindi dobbiamo chiederci come possiamo garantire l’autenticità di questi contenuti e renderli delle vere [prove digitali](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e40?t=238) che hanno un [valore certificativo](https://www.treccani.it/vocabolario/certificazione/) in diversi ambiti, come ad esempio in giudizio oppure in ambito assicurativo. Abbiamo parlato di questi temi con [Fabio Ugolini](https://www.dentrolatecnologia.it/fabio.ugolini.html), cofondatore di [TrueScreen](https://www.dentrolatecnologia.it/truescreen.html), una startup nata proprio per rispondere a questa esigenza. Nella sezione delle notizie parliamo della società [Clearview AI](https://www.clearview.ai), che fornirà il proprio servizio di [riconoscimento facciale](https://en.wikipedia.org/wiki/Facial_recognition_system) all’Ucraina e di come stanno procedendo gli [investimenti di Intel](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e1?t=215) in Europa. - Stagione: 4 - Episodio: 12 - Data di pubblicazione: 2022-03-19 06:45:00 - Durata: 25:29 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e12](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e12) - Episodi correlati: s2e38, s3e30, s3e40 - Tag: truescreen,prove digitali,scienze forensi,fabio ugolini,certificare,foto,video,screen,chat,giudizio,processo,tutela,assicurazioni,startup,ibm,hash,blockchain,nft,giudice,autenticità,Intel,microprocessori,investimento,Europa,Italia,intelligenza artificiale,clearview,clearview ai,foto,riconoscimento facciale,ucraina,russia,vkontakte,vk ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Fabio**: Sappiamo che un ragazzino di 12 anni con un dispositivo da 100 euro, con un'applicazione free, è in grado di modificare il contenuto e di conseguenza il significato di un video, di una foto, di un audio e quindi ci siamo detti, bene, esiste un modo per creare una sorta di capsula inattaccabile intorno a questo contenuto che non soltanto lo protegga ma ne descriva anche dove è stato creato. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di TrueScreen, uno strumento digitale che ha l'obiettivo di certificare i nostri contenuti, tra cui foto, video e screenshot, con l'obiettivo di renderli delle prove digitali. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il riconoscimento facciale di Clearview AI in Ucraina > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 01:22 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: La start-up americana di intelligenza artificiale Clearview AI ha reso gratuito il proprio servizio di riconoscimento facciale al governo ucraino. Il Ministero della Difesa userà infatti questo strumento per riconoscere le figure strategiche tra le fila dell'esercito russo per identificare le vittime ma anche per aiutare le famiglie a ritrovarsi e riunirsi dopo la forzata separazione a causa dell'invasione. Clearview AI infatti ha sviluppato uno dei servizi di riconoscimento facciali più completi al mondo basato su più di 10 miliardi di foto raccolte da fonti diverse come Facebook, Instagram, Twitter o VKontakte. Quest'ultimo è il principale social network russo da cui Clearview ha recuperato circa 2 miliardi di immagini e proprio per questo il servizio potrebbe rilevarsi particolarmente efficace in questo contesto. Tuttavia rimangono aperte ancora numerose controversie nei confronti della start-up americana che è già stata multata dal garante della privacy e bloccata da Regno Unito e Australia per le implicazioni negative che un servizio simile può comportare soprattutto in termini di privacy e sicurezza. #### Il piano di investimento di Intel per l’Europa > Fonte: TomsHW.it - Timestamp: 02:35 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Finanza, Materiali - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli ultimi due anni la pandemia da Covid-19 ha messo in seria difficoltà la produzione dei microprocessori determinando un notevole rallentamento nella distribuzione a livello globale di numerose tipologie di beni tecnologici. In risposta a questa evidente difficoltà è arrivato l'annuncio del nuovo piano espansione di Intel per i prossimi 10 anni e che prevede di investire 80 miliardi di euro in Europa lungo tutta la filiera dei semiconduttori, partendo dai reparti di ricerca e sviluppo e arrivando fino alla produzione e al packaging dei chip. Oltre a Francia e Germania tra i paesi interessati vi è anche l'Italia in cui la multinazionale statunitense intende investire fino a 4,5 miliardi di euro nella creazione di un nuovo stabilimento, di cui però non si hanno ancora conferme. Tuttavia, secondo le prime negoziazioni tra lo Stato italiano e Intel, l'idea di base consisterebbe nella realizzazione di un impianto all'avanguardia dedicato alla fase di completamento del processo di fabbricazione dei chip, il cui completamento arriverebbe a creare fino a 5 mila nuovi posti di lavoro. #### TrueScreen: l’app che certifica i nostri contenuti digitali > - Timestamp: 03:58 - Autori: TrueScreen, Fabio Ugolini, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Sicurezza - Tipologia: Intervista **Davide**: In un mondo in cui il digitale rappresenta un aspetto sempre più importante in ogni momento della nostra vita e dove ognuno di noi ha portata di mano un dispositivo con cui comunicare e creare foto e video, a volte anche come una forma di tutela, dobbiamo chiederci come possiamo garantire l'autenticità e quindi certificare questi contenuti e renderli delle vere prove digitali. Per affrontare questo tema è con noi Fabio Ugolini, co-fondatore di TrueScreen, una startup nata proprio per rispondere a questa esigenza. Benvenuto Fabio. **Fabio**: Ciao Davide, ciao a tutti gli ascoltatori, grazie per avermi invitato. **Davide**: Partiamo proprio dal problema e cioè, come dicevo nell'introduzione, oggi produciamo tantissimi contenuti con il nostro smartphone, quindi parlo di foto, video, screenshot, comunichiamo con questi dispositivi e a volte queste immagini, questi screen li utilizziamo anche in un certo senso per tutelarci da determinate situazioni, penso appunto allo screen di una conversazione su Whatsapp oppure realizzare e registrare un video in un momento di pericolo, di pericolo per la nostra incolumità, però la domanda a questo punto è, questi contenuti che produciamo hanno effettivamente un valore? **Fabio**: Allora Davide, grazie per la domanda perché è infatti il motivo per cui la nostra startup è stata creata, cioè mettere ordine a questo argomento complesso che è la prova digitale, da sempre dibattuto in ambito legale, tecnologico, dove la tecnologia si scontra con il diritto e viceversa, ed è proprio il problema che noi abbiamo rilevato nel momento in cui abbiamo creato true screen. Allora partendo dal valore di questi contenuti, questi contenuti c'è una sentenza della cassazione che dice che gli screenshot ad esempio questi schermate che noi possiamo creare costantemente che rappresentano eventi o fatti sempre di più in ambito giudiziario ma anche stragiudiziario hanno valore se hanno dei riscontri positivi, vengono chiamati così. Cos'è un riscontro positivo? Se tu Davide crei uno screenshot e io confermo il contenuto questo è un riscontro positivo. Però la domanda è ma se manca il riscontro positivo di conseguenza vuol dire che non c'è valore? E da qui che noi ci siamo interrogati sul cercare di trovare una soluzione a questo problema. Di fatto ad oggi ci sono delle normative che prevedono l'utilizzo di determinate tecnologie e diciamo determinate procedure che permettono di garantire quella che si chiama catena di custodia della prova digitale. Vuol dire che sono una serie di metodologie, una serie di operazioni che devono essere fatte per poter garantire che questo contenuto sia preso in considerazione da un giudice o comunque all'interno di un contesto giudiziario o stragiudiziario. Qual è il problema? È che noi acquisiamo sempre più contenuti con dei dispositivi come lo smartphone, il tablet che per definizione queste procedure non le possano avere perché richiedono comunque l'ausilio di determinati strumenti molto per professionisti nell'ambito forense e richiedono anche della competenza che giustamente gli utenti non possono avere. Quindi ci siamo interrogati su quanto grande fosse questo problema e il problema l'abbiamo rilevato come enorme. Vi faccio anche un altro esempio, purtroppo in questo momento quando vi parlo c'è una guerra in Ucraina ma vediamo anche come i media stanno affrontando questo tema e vediamo che è successo che in alcuni telegiornali siano stati fatti vedere video registrati in altre guerre, addirittura qualcuno ha mandato in onda dei videogame pensando che fossero successi invece veramente e quindi non è soltanto un tema del valore del probatorio di questi contenuti ma anche un tema di contesto. Il contesto è tanta parte del valore in un contesto giudiziario perché è quello che triangola più informazioni che fornisce più riscontri. È per questo quindi che ci siamo detti bene se i contenuti sono sempre di più e sempre di meno sono i dati che abbiamo a supporto di dove sono stati creati questi contenuti e soprattutto sappiamo che un ragazzino di dodici anni con un dispositivo da 100 euro con un'applicazione free completamente gratuita è in grado di modificare il contenuto e di conseguenza il significato di un video di una foto di un audio e quindi siamo detti bene esiste un modo per creare una sorta di capsula inattaccabile intorno a questo contenuto che non soltanto lo protegga ma ne descriva anche dove è stato creato e questo è stato il problema che abbiamo voluto risolvere e questo è il problema che ci sentiamo contiamo di aver risolto con la nostra startup il nostro prodotto che è TrueScreen. **Davide**: Sì, quindi da una parte c'è questa grande possibilità con questi dispositivi di creare contenuti, però dall'altra come dicevi è anche altrettanto facile falsificare questi contenuti o decontestualizzarli, hai parlato adesso del caso della guerra in Ucraina ed effettivamente tanti contenuti sono stati spacciati per contestuali a questa guerra mentre invece magari non c'entravano assolutamente nulla. E allora abbiamo spiegato qual è il problema e secondo voi invece quale può essere? Qual è la vostra risposta a questo problema? Qual è la vostra soluzione che state sviluppando? Quindi che cos'è True Screen e poi come funziona? **Fabio**: Partendo dal problema ci siamo detti che volendo risolvere il problema ci siamo detti che il mondo secondo noi necessita di una soluzione che sia immediatamente accessibile per qualunque utente. Per accessibilità noi intendiamo che non deve esservi competenza diciamo verticale su questo tipo di utilizzo, non devi essere un perito forense per poter fare questo tipo di certificazione ma devi essere un utente che banalmente deve essere facile come caricare una foto su Instagram, deve essere ad un prezzo molto basso, deve richiedere una tecnologia non ai level non costosa di per sé ma anche un dispositivo da pochi da pochi centinaia di euro deve essere utilizzabile per questo fine e deve valere in tutto il mondo. Questi sono i requisiti di accessibilità che hanno ispirato diciamo la creazione del nostro prodotto. Al contempo per essere diciamo "compliant" quindi adeguati a tutte le normative internazionali che ci sono per poter dare questo tipo di valore sono molto complesse noi dovevamo essere in grado di fornire una tecnologia che fosse in grado appunto di incontrare queste linee guida. Quindi questi sono principalmente i due aspetti principali del nostro prodotto è una tecnologia estremamente complessa sotto il cofano, resa estremamente facile nell'utilizzo diciamo per l'utente comune e deve garantire che questo mix di tecnologie che stanno sotto all'interno di questa applicazione che chiunque può scaricare sia per iOS che per Android ci siano queste mix di tecnologie che non si possono fare senza fare una lista infinita di buzzword però ci sono firme digitali, marcha temporali, hashing, controlli di proxy, server NTP senza scendere troppo nello specifico abbiamo anche blockchain ed NFT perché non possono mancare nel 2022 però effettivamente da noi c'è un motivo per cui li usiamo ogni diciamo layer in più ogni filtro in più che aggiungiamo consente di dare ulteriore sicurezza a questo a questo contenuto. Una volta che abbiamo terminato questo prodotto, l'abbiamo fatto analizzare da più studi legali e da più diciamo società che siano in grado di fare penetration test o comunque rilievi sulla sicurezza della nostra soluzione, le abbiamo passati ed ecco che siamo passati alla fase di commercializzazione del prodotto che sta andando molto bene. **Davide**: E ci fai qualche esempio concreto cioè come avviene l'utilizzo, cosa succede quando utilizzo l'app, appunto che cosa posso fare all'interno dell'app e perché è diverso che farlo con l'app o non farlo con l'app? **Fabio**: Certo, noi per semplificare con i dovuti margini facciamo sempre questo esempio, è come se all'interno dell'applicazione ci fosse un piccolo consulente tecnico forense e un piccolo notaio, quindi l'utente quando inizia ad acquisire la foto, quindi scatta la foto attraverso la nostra applicazione e in quel momento è come se venisse consegnato direttamente al consulente tecnico che verifica che in nessun modo questa foto possa essere stata alterata neanche dal sistema operativo, neanche dalla stessa app di fatto, si premura che nessuno possa essere subentrato all'interno di questo flusso. Una volta che il piccolo consulente tecnico ha finito il suo lavoro, il lavoro passa la palla diciamo, passa la fotografia al notaio che di fatto certifica e consolida uno stato rendendone immodificabile nel futuro, appunto questo stato qui, quindi noi uniamo queste due macrotecnologie, questi due macroambienti all'interno della nostra soluzione. Per l'utente è veramente come fare una fotografia e a tutto il resto ci pensa l'applicazione non è richiesto nient'altro da parte sua. **Davide**: Quindi serve di base e torniamo al punto di partenza, serve però la consapevolezza della differenza che poi genera scegliere di fare questa foto all'interno o all'esterno dell'app, cioè da un punto di vista poi probatorio può essere veramente rilevante, ecco la differenza. E passando quindi a degli esempi concreti in cui la vostra soluzione, il vostro servizio può tornare utile agli utenti e il primo ambito che ci interessa trattare è quello giudiziario, cioè che ruolo può avere TrueScreen in ambito appunto all'interno di un processo? **Fabio**: Allora il punto su cui noi insistiamo è che secondo noi siamo all'interno di un trend inevitabile, un po' come è stato per la GDPR, sapevamo tutti quanti che i dati venivano gestiti probabilmente in malo modo da tante aziende o comunque necessitavano di una struttura ulteriore, la GDPR ha portato ordine in quell'ambito lì e ha consentito di creare dei flussi che fossero in qualche modo comprovabili anche in sede di giudizio qualora fossero stati gestiti male. Secondo noi questo trend è similare anche nel mondo della veridicità del dato e quindi noi sappiamo che già ad oggi questa consapevolezza, ad oggi non ha ancora troppo diffusa ma crescente, porta l'avvocato più, diciamo, più sul pezzo a noi diciamo a buttare la palla in tribuna, nel senso se la controparte arriva a giudizio con una foto non certificata, l'avvocato più sveglio in questo momento dice eh ma non avete certificato questa foto, quindi per rispondere alla tua domanda sempre di più sarà necessario dotarsi di questo tipo di sicurezza a prescindere e qui torniamo al tema della comoditizzazione dell'accessibilità a basso costo perché costa talmente poco che non ha senso non farlo se ci si vuole presentare in giudizio. Vi faccio l'esempio ad esempio di una vittima di revenge porn, una vittima di revenge porn purtroppo subisce un tipo di vessazione ma c'è il rischio che se non si dotasse di tecnologie di questo tipo, sapendo che i messaggi possono scomparire in pochi secondi, e se non si dotasse di questo tipo di certificazione non soltanto sarebbe vittima ma non avrebbe modo di dimostrarlo nella sede in cui cerca di far valere i propri diritti, quindi se da un se come vi dicevo prima è un trend proviente inevitabile che costringerà in un futuro tutti ad avere questo tipo di certificazione esattamente come il tema della privacy, dall'altra vi sono casi in cui è strettamente necessario che vi sia questo tipo di tecnologia perché altrimenti sarebbe vittima due volte, la prima per quello che ha subito, la seconda per non essere in grado di dimostrarlo, perché sarebbe la sua parola contro quella del suo vessatore di fatto e questo non vogliamo che succeda, c'è un forte scopo sociale dietro TrueScreen fin dalla sua origine, proprio su queste tematiche qui. **Davide**: L'altro esempio interessante secondo noi è quello dell'aspetto assicurativo che forse ci riguarda ancora di più di quello giudiziario e ci fai anche qui un esempio di come l'utilizzo di fotografie, video, certificati, può avere un impatto concreto a livello assicurativo quindi? **Fabio**: Certo, allora il più diffuso è sicuramente la gestione del sinistro, sappiamo che non appena si verifica un sinistro bisogna comprovarlo dell'entità del danno e bisogna saperlo e dimostrare nel procedimento che ne consegue, noi in questo modo velocizziamo e rendiamo ulteriormente sicuro questo flusso perché di fatto non richiede che arrivi un perito sul momento e che non richiede un pubblico ufficiale, semplicemente con questo tipo di tecnologia riconosciuta dalla legge è sufficiente che l'utente che ha subito il sinistro o che l'ha generato, in un qualche modo fotografino, oppure creino un video del sinistro e della macchina incidentata, per esempio, in questo modo si può utilizzare questo come prova successivamente. Questo è proprio il più semplice, da quello su cui stiamo trovando ovviamente più riscontro perché è un caso d'uso molto semplice. Un altro che vi posso dire, noi stiamo creando un altro prodotto derivato da TrueScreen che si chiama TrueCam e è una dashcam, non so se avete presente, sono quelle videocamere che si piazzano all'interno dei taxi, per esempio, che hanno fotocamera anteriore e posteriore e che permettono di registrare continuamente quello che è l'esperienza all'interno dell'abitacolo, sia per sicurezza del tassista, sia per comprovare ciò che è stata la sua esperienza di guida anche in seguito ad incidenti e con all'interno GPS, eccetera. Noi siamo la prima dashcam certificata con valore probatorio che ne sappiamo al mondo, quindi siamo molto orgogliosi di questo nuovo prodotto perché ha un forte impatto assicurativo. Ci sono altri piccoli esempi che vi elenco molto velocemente, ad esempio gli affitti a breve, medio termine, quando si certifica di fatto lo stato di conservazione dell'immobile quando lo trovi e quando lo lasci, in modo tale che nessuno possa dire che hai creato dei danni che invece magari non erano imputabili a te, e per non parlare di tutto il tema dei leasing, sono tanti i casi di utilizzo e tipicamente succede che quando iniziamo a parlare del prodotto poi i casi di utilizzo vengono mano a mano che ci si pensa perché a un certo punto noi vogliamo essere una sorta di coltellino svizzero della certificazione, quindi sta all'utente o all'azienda a decidere come utilizzarlo, noi semplicemente diamo valore probatorio della realtà. **Davide**: Quindi TrueScreen è un'applicazione o diventa anche un servizio magari da integrare in altre applicazioni? Hai parlato di assicurazioni, quindi magari immagino l'assicurazione che la implementa nella propria app di locazione a breve termine, stessa cosa e così via. **Fabio**: Esatto, entrambi i modi, siamo un'applicazione già oggi scaricabile direttamente da App Store o Play Store per iOS e Android per l'utilizzo diciamo più consumer, ma se l'assicurazione o lo studio legale o qualunque azienda volesse integrarci, noi come ogni software as a service che si rispetti forniamo un SDK, un software development kit che permette di integrarci molto facilmente all'interno di applicazioni già esistenti, quindi l'assicurazione di turno già in possesso di una propria applicazione può integrarci e ottenere le nostre funzionalità direttamente con un'integrazione molto semplice. **Davide**: In chiusura invece un altro aspetto interessante potrebbe essere quello dei problemi che state affrontando nello sviluppo di un servizio di questo tipo e da diversi punti di vista. Penso in primis quello proprio di sviluppo tecnico di applicazioni che sono in grado di realizzare queste funzioni, anche penso a registrare lo schermo del dispositivo e poi certificarlo, ma anche poi una questione di percezione. Abbiamo detto proprio all'inizio che manca forse nelle persone questa sensibilità su questo tema e poi anche da chi abbiamo parlato a livello giudiziario della percezione che ha il giudice di fronte a uno strumento che è nuovo e anche forse non facilmente comprensibile. **Fabio**: Ecco ma guardi in verità ci riteniamo particolarmente fortunati perché dal punto di vista tecnologico la tecnologia è proprio la nostra competenza core. Noi partiamo dalla tecnologia e lasciami dire incidentalmente abbiamo risolto il problema e siamo accorti che stavamo risolvendo un problema. Quindi questo ci rende anche pronti per evoluzioni future perché partiamo da un coro tecnologico molto forte. Quindi la parte brevettata tecnologica diciamo che è una continua evoluzione ma non ci sta spaventando particolarmente perché siamo molto molto sicuri della nostra soluzione. Dici bene il tema della consapevolezza è uno dei temi principali, tuttavia stiamo investendo tanta energia di fatto sulla comunicazione e sul fatto che ci sia questa sorta di visione prospettica, di prospettiva futura su quanto sia inevitabile andare verso questo tipo di garanzia da dare a qualunque prodotto. E qui è il grande insegnamento che come piccolo imprenditore cerco di trarre dall'esperienza quotidiana con TrueScreen è che cercare di avere questa visione prospettica e costantemente mirata al futuro ma con piedi ben saldi sulla tecnologia, sulle opportunità attuali ci sta aiutando molto. Raccontare come sarà inevitabile che chiunque debba dotarsi di una tecnologia e di un processo di questo tipo ci sta aiutando a generare consapevolezze e dal di lì piano piano si abbattono i muri dell'adozione e riusciamo ad essere diciamo competitivi sul mercato. Poi ci sono altri aspetti che sono classici di ogni società che crea tecnologie e soprattutto si confronta con aziende molto più grandi. Noi ci confrontiamo con mega assicurazioni multinazionali e non soltanto in Italia, anzi vi dirò che all'estero in questo momento è anche più semplice per noi proporre la nostra soluzione e questo proprio per un tema di cultura dell'innovazione non che in Italia manchi, anzi, però diciamo che all'estero si è più predisposti a valutare ogni pezzo del puzzle singolarmente, cioè noi non vogliamo essere la soluzione che risolve qualunque problema nella gestione dei sinistri, noi vogliamo dire bene succeda quel che succeda non ti dovrai preoccupare della autenticità e dell'immodificabilità del dato, non siamo in grado di fare la valutazione del danno, non siamo in grado di fare altri tipi di operazioni ma noi siamo i numeri uno nella protezione di questo dato. Ecco che in Italia questa cosa si richiede più completezza, invece all'estero sono contentissimi di saperci così verticali. Quindi forse tra tutti l'integrazione di influssi esistenti e questo tipo di consapevolezza non soltanto sul problema ma anche su come adottarci è uno dei temi su cui stiamo lavorando ma siamo molto positivi anche su questo. **Davide**: Sì quindi mettete a disposizione lo strumento e poi dipende poi dall'utilizzo che se ne fa. **Fabio**: Noi forniamo consulenza e poi sì dipende da loro. **Davide**: Va bene Fabio grazie per averci parlato di questo servizio e del contributo che può dare nel settore delle prove digitali. A presto. **Fabio**: Grazie a te Davide, a presto. #### Conclusione - Timestamp: 24:37 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e13 ## Realtà aumentata e virtuale: l’innovazione che stenta a decollare > [Mark Zuckerberg](https://en.wikipedia.org/wiki/Mark_Zuckerberg), fondatore di Facebook, a fine 2021 ha promesso la creazione di un [mondo virtuale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e47?t=279) in grado di cambiare per sempre il nostro concetto di internet. Questo a suo avviso ci consentirebbe di entrare in un luogo digitale in tre dimensioni che ricorderà in tutto e per tutto la realtà. Ce la farà davvero? Trovare una risposta univoca ad un qualcosa che di fatto ancora non esiste è assai arduo, soprattutto se iniziamo a considerare anche tutte le limitazioni tecniche e fisiche che concernono questa nuova concezione di realtà digitale che parte dalla [realtà virtuale e aumentata](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e15?t=277). Oggi cercheremo di capire qual è la relazione tra queste innovazioni ma anche quali sono i loro limiti. Nella sezione delle notizie parliamo di [Toyota](https://www.toyota.it) e [Aurora](https://aurora.tech) che testeranno la guida autonoma in Texas, della possibilità di aggiungere la patente su [Apple Wallet](https://www.apple.com/wallet/) in Arizona e infine di un nuovo progetto di [lander lunare](https://it.wikipedia.org/wiki/Lander) per la NASA. - Stagione: 4 - Episodio: 13 - Data di pubblicazione: 2022-03-26 06:45:00 - Durata: 15:26 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e13](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e13) - Episodi correlati: s3e15, s3e47 - Tag: Facebook,Meta,metaverso,realtàvirtuale,visori,mercato,lavoro,realtàvirtuale,occhiali,navigazione,apple watch,iphone,apple pay,patente,apple wallet,iOS 15.4,portafogli,NASA,Luna,Artemis,lander,SpaceX,toyota,texas,auto,guida autonoma,volvo,auto ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi torneremo a parlare di realtà aumentata e virtuale anche in relazione con il metaverso, ma cercando di capire come mai queste tecnologie non sono ancora decollate. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Gli investimenti e le ricerche sulla guida autonoma procedono spedite, per consolidare il prima possibile questa tecnologia sulle strade di tutti i giorni. #### In prova la guida autonoma di Toyota in Texas > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Automobili, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: In particolare Toyota e Aurora, azienda che si occupa proprio di tecnologia a guida autonoma, stanno collaborando per sviluppare una flotta di veicoli per i servizi di ride hailing. In pratica si tratterebbe di realizzare una sorta di taxi e integrare il servizio all'interno di Uber. Le due aziende sono già un ottimo punto nello sviluppo della tecnologia, tanto che una flotta di una decina di minivanto Toyota Sienna sarà testata sul campo per le strade del Texas. A bordo ci saranno due operatori, uno alla guida autonoma e uno al posto passeggeri, per supervisionare l'auto e il sistema e raccogliere informazioni per migliorare la tecnologia. L'obiettivo di Aurora infatti è quello di lanciare sul mercato il suo servizio di ride hailing entro il 2024 e di estendere il servizio di guida autonoma anche ai camion grazie a una collaborazione con Volvo. Sembra quindi che la guida autonoma sia sempre più vicina e che arriverà presto per le nostre strade. #### Arriva la patente su Apple Wallet > Fonte: AppleInsider.com - Timestamp: 02:06 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: I residenti dell'Arizona ora possono aggiungere la loro patente di guida o la loro carta di identità ad Apple Wallet, e ciò consente loro di utilizzare un iPhone o un Apple Watch come un vero e proprio documento di identità. L'Arizona è diventata la prima a rendere operativo il servizio per i suoi residenti. E sebbene al momento Apple accetti solo documenti dello stato dell'Arizona, la funzione sembra essere visibile in Wallet per tutti gli utenti statunitensi. E se un utente è residente in Arizona può aprire il portafoglio, toccare il segno più e quindi scegliere la patente di guida o la carta di identità. Ai cittadini viene chiesto loro di scansionare il documento sia davanti che dietro. Apple ha infine annunciato che gli Stati del Colorado, Hawaii, Mississippi, Ohio e il territorio di Porto Rico intendono portare la tecnologia ai loro residenti. Questo in aggiunta a Georgia, Connecticut, Iowa, Kentucky, Maryland, Oklahoma e Utah. #### Un nuovo lander lunare per la NASA > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:05 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo la scelta del primo Human Landing System, ovvero il veicolo che consentirà lo sbarco sulla Luna degli astronauti ricaduta nella versione modificata della Starship di SpaceX, NASA qualche giorno fa ha annunciato che altre aziende statunitensi avranno la possibilità di sviluppare un secondo lander lunare per le prossime missioni Artemis. Il programma spaziale infatti prevedeva sin da subito che lo sviluppo dei lander fosse assegnato a due aziende americane diverse, ma la riduzione del budget iniziale stanziato per la NASA ha fatto sì che la scelta ricadesse sulla sola SpaceX di Elon Musk. Tuttavia il Congresso degli Stati Uniti ha deciso di riassegnare all'agenzia spaziale il budget necessario per lo sviluppo di un secondo lander lunare, il cui utilizzo verrà a partire dalla terza missione Artemis, ovvero la prima del nuovo programma spaziale che sancirà il ritorno dell'uomo sulla superficie della luna. Da quando Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, e ora Meta, a fine 2021 ha promesso la creazione di un mondo virtuale, in grado di cambiare per sempre il nostro concetto di Internet, e consentendoci di passare da una fruizione piatta ad un luogo digitale in tre dimensioni, che ricorderà in tutto e per tutto #### Realtà aumentata e virtuale: l’innovazione che stenta a decollare > - Timestamp: 04:20 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: la realtà, ci siamo posti tutti la stessa domanda. Ce la faremo davvero? A questo enorme quesito, per quanto ci riguarda, abbiamo provato a rispondere nella puntata "L'ambiziosa realtà virtuale del metaverso", ma trovare una soluzione univoca ad un qualcosa che di fatto ancora non esiste è assai arduo, soprattutto se iniziamo a considerare anche tutte le limitazioni tecniche e fisiche che concernano questa nuova concezione di realtà digitale, immerse tra l'altro già nella famosa presentazione con cui Zuckerberg lo scorso ottobre ha presentato al mondo la sua visione di metaverso. Per chi ha infatti assistito o recuperato successivamente la live tenuta da Meta, forse si ricorderà una particolare scena, a un primo impatto innovativa e fuori dall'ordinario, in cui però viene illustrato proprio per questo eccessivo futurismo cosa non torna nel mondo virtuale immersivo che meta ha realizzato. A quasi metà della presentazione di un'ora e venti, compare infatti una persona che si aggira per i corridoi di casa sua, la quale dopo aver raggiunto la propria scrivania, prende di indossa un paio di occhiali per entrare nella realtà digitale del metaverso. In questo momento l'appartamento inizia a cambiare, davanti a lui compare un computer virtuale, le pareti assumono l'aspetto di quelle di un ufficio e gli avatar dei colleghi gli passano davanti salutandolo. Nulla di strano, potremmo pensare, invece la rappresentazione che è stata proposta da meta non può essere ritenuta realistica e se vogliamo nemmeno possibile. E questo perché indossare un paio di occhiali per quanto tecnologici possano essere, non sono sufficienti per entrare nel mondo virtuale di Meta o qualsiasi altro, ma è necessario indossare un casco per la realtà virtuale che ci estrane da tutto ciò che ci circonda. In aggiunta a ciò i colleghi non potrebbero mai passare davanti a qualcuno salutandolo, essendo anche loro seduti nella realtà alla loro postazione, con un visore che impedisce di guardarsi e muoversi attorno. È evidente dunque che la tipologia di funzionamento dei caschi per la realtà virtuale, a meno che non si possieda un tapis roulant, alla Ready Player One o un joypad, non consentirà mai lo sviluppo di un metaverso dinamico in cui ci si potrà spostare liberamente tra le varie stanze virtuali. Piuttosto, un ufficio nel metaverso avrebbe più probabilmente le sembianze di un ambiente in cui gli avatar dei nostri colleghi rimangono seduti immobili alle loro postazioni e gli stessi colleghi scompaiono nel momento in cui si scollegano dalla realtà virtuale. A questo proposito, prima di proseguire, è meglio dare giusto un paio di definizioni per evitare di fare confusione tra terminologie nei prossimi minuti. Come dicevamo, infatti, nella puntata "Tecnologie indossabili, tra smartwatch, visori ed esoscheletri", la realtà virtuale accennata poco fa corrisponde ad una simulazione realistica di una realtà che però non esiste, mentre diversamente la realtà aumentata non è altro che una sovrapposizione di informazioni multimediali a quanto si sta guardando su un qualsiasi schermo, come appunto quello di un paio di occhiali. Dunque, quando parliamo di metaverso, per come lo intendiamo oggi, dobbiamo fare riferimento a una realtà virtuale, o meglio, più realtà virtuali, all'interno delle quali si potranno fare diverse attività, in molti casi simili a quelle che già svolgiamo nella vita reale. Tuttavia, per quanto l'esperienza paia immersiva e realistica, uno dei problemi maggiori che affligge da sempre il settore delle tecnologie per la realtà virtuale, oltre alla pesantezza materiale dei caschi commercializzati al giorno d'oggi, resta il distacco sensoriale e percepito ogni qualvolta si entra nel mondo digitale. Proviamo a immaginare. È davvero così affascinante l'idea di spostare con un joypad il nostro avatar, mentre siamo inchiodati alla scrivania senza avere alcun tipo di controllo visivo sulla realtà che ci circonda? Ad un'intervista di VentureBeat, il CEO di Unanimous AI, ha infatti spiegato che l'incongruenza tra restare seduti o fermi in piedi, nonostante la maggior parte delle esperienze virtuali richiedano un certo tipo di movimento, costringe il nostro cervello a mantenere due modelli separati del mondo, uno per la nostra realtà e l'altro per il mondo virtuale che ci viene mostrato tramite il visore. Dunque, per quanto l'esperienza risulti immersiva e realistica, come scappare nella giungla all'interno di un videogioco ad esempio, il nostro cervello alla fine verrà ingannato solo parzialmente dall'immersione virtuale, perché la vincolata presenza fisica nel mondo reale lo costringe a creare i due modelli separati accennati poco fa, generando come conseguenza una particolare sensazione di disagio. Ed è soprattutto per questa ragione che una tecnologia nata più di trent'anni fa, come la realtà virtuale, non è mai riuscita ad affermarsi nel mercato videoludico più consumer. E nemmeno le ultime incarnazioni, nonostante gli sforzi, sono riuscite a raggiungere un significativo successo in termini commerciali, se non per una ristretta nicchia di appassionati. Ma allo stesso tempo è anche vero che il modo con cui oggi interagiamo con Internet tramite i nostri dispositivi è destinato a cambiare per necessità, dal momento che mondo digitale e mondo reale iniziano ad essere talmente intrecciati che ormai ha poco senso interfacciarsi tramite un singolo schermo. Perciò, se l'isolamento dal mondo causato dalla realtà virtuale non sarà il punto chiave di questa transizione, allo stesso modo non lo sarà nemmeno camminare per strada con la nostra attenzione rivolta sempre allo smartphone, con tutti i pericoli che ne conseguono. Ed è proprio qui che entra in gioco un'altra tecnologia, spesso contrapposta e confusa alla realtà virtuale, ma che in futuro avrà sicuramente un significativo sviluppo in diversi ambiti tecnologici. Stiamo parlando della realtà aumentata. Come dicevamo precedentemente, questa tecnologia non fa altro che sovrapporre elementi digitali al mondo fisico. Perciò, tornando all'esempio della passeggiata, in questo caso per seguire le indicazioni stradali su Google Maps non ci basterà altro che guardare davanti a noi e seguire i suggerimenti che il casco o l'occhiale proietta sullo schermo. Perciò, a differenza della realtà virtuale, la realtà aumentata è stata studiata proprio per essere utilizzata più facilmente in mobilità rispetto al divano di casa. E questo lo si evince anche dalla forma e dal ridotto ingombro dei dispositivi per realtà aumentata, come ad esempio i vecchi Google Glass, gli HoloLens di Microsoft o i Magic Lip One. Ma anche in questo caso una domanda sorge spontanea. Se la realtà aumentata è effettivamente destinata a rivoluzionare l'interazione tra uomo e mondo digitale, perché questi dispositivi molti di noi non li hanno mai sentiti nominare? Il fatto è che, appunto, tutti i più noti visori per la realtà aumentata sono stati dei veri e propri flop commerciali, sia per i prezzi, spesso fuori dalla portata dell'utente medio, a cui poi non interessano i vantaggi che offrono, ma anche per il design, motivo per cui già diverse aziende stanno iniziando ad approcciarsi a questo mercato progettando dispositivi con forme e linee che ricordano quelle di un paio di occhiali dotati però di qualche funzione smart. Per fare un esempio, l'anno scorso Facebook, in collaborazione con Ray-Ban, ha presentato i già più noti Ray-Ban Stories, che per una modica cifra di 400 euro ci consentono di scattare qualche foto e girare brevi video. Proseguendo, troviamo poi gli EcoFrames di Amazon, pensati soprattutto per dialogare con Alexa, e i più recenti Spectacles di Snapchat, i primi smart glasses ad integrare delle vere e proprie funzioni di realtà aumentata. Tutti i dispositivi, che senza girarci troppo intorno, difficilmente troveranno ampio respiro nel mercato tech, almeno per ora. Tuttavia, in futuro, grazie alla miniaturizzazione della tecnologia, potranno arricchirsi in poco spazio di funzioni sempre più evolute e integrate con il mondo reale. Tolto però il discorso occhiale smart, le applicazioni più semplici della realtà aumentata restano quelle più diffuse nella vita di tutti i giorni, soprattutto se consideriamo il campo promozionale o informativo. Sicuramente a qualcuno sarà già capitato di riuscire a vedere in anteprima, sul proprio tavolo, il nuovo iPhone appena annunciato grazie alla telecamera dello smartphone, oppure di visualizzare in tre dimensioni un oggetto, un animale o un luogo tramite la ricerca di Google. Ciò nonostante, al di là di queste semplici applicazioni che possono apparire un po fine a se stesse, in fondo lo sono, uno dei primi campi in cui si è iniziato a fare uso concreto della realtà aumentata è nel sistema di navigazione delle auto. In questo caso parliamo dei cosiddetti head-up display, ovvero dei sistemi per auto in grado di proiettare su uno schermo secondario, ancora meglio sul parabrezza quindi all'interno del campo visivo del conducente le informazioni relative alla guida, come velocità, indicazioni del navigatore, limiti vigenti e in alcuni casi anche le chiamate in entrata e la musica che si sta ascoltando. Il discorso sulla realtà aumentata potrebbe poi proseguire con altri esempi, magari meno pratici rispetto agli head-up display, ma il motivo per cui siamo arrivati a dedicare una seconda puntata sul metaverso, e quindi torniamo al discorso di partenza, riguarda più che altro l'interazione tra quello che è la realtà digitale e il visore con cui è possibile entrarci. Visore che, come abbiamo visto in precedenza, non potrà mai essere utilizzato singolarmente per spostare l'avatar all'interno di un mondo fittizio, se non appunto con l'ausilio di un controller, parlando realisticamente. Quello che emerge da questa analisi in conclusione è che alla fine il vero metaverso potrebbe celarsi dietro lo sviluppo della realtà aumentata, ovvero l'unica tecnologia che, per quanto abbiamo capito, è in grado di fornirci la capacità di sovrapporre le informazioni del mondo digitale, e quindi quelle del metaverso, a quello effettivo, ovvero l'unica realtà che valga la pena arricchire con la nostra tecnologia. #### Conclusione - Timestamp: 14:34 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e14 ## ENEA: un futuro a energia rinnovabile, è possibile? > In questi ultimi anni siamo diventati più consapevoli di qual è il nostro impatto sul Pianeta quando si tratta di produrre energia sia per i [nostri spostamenti](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e6?t=239), sia per alimentare tutti [gli oggetti](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e43?t=333) che ci circondano. Inevitabilmente, alla luce dei tragici eventi di attualità e a causa del cambiamento climatico in atto, la necessità di garantire al nostro Paese una maggiore autonomia e efficienza energetica è sempre più attuale. Per capire come possiamo produrre più [energia green](https://it.wikipedia.org/wiki/Energia_sostenibile) in modo da ridurre al minimo l’impatto sul Pianeta, abbiamo parlato con [Giorgio Graditi](https://www.dentrolatecnologia.it/giorgio.graditi.html), direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di [ENEA](https://www.dentrolatecnologia.it/enea.html). Nella sezione delle notizie parliamo dei [semafori smart](https://media.ford.com/content/fordmedia/feu/it/it/news/2022/03/29/ford-sperimenta-una-tecnologia-per-semafori-intelligenti-che-div.html) ideati da Ford per facilitare i veicoli di emergenza e del [telescopio Hubble](https://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio_spaziale_Hubble) che ha appena scoperto la stella più lontana di sempre. - Stagione: 4 - Episodio: 14 - Data di pubblicazione: 2022-04-02 06:45:00 - Durata: 22:11 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e14](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e14) - Episodi correlati: s3e2, s3e27 - Tag: ENEA,Giorgio Graditi,fonti rinnovabili,solare,eolico,idrogeno,trasporti,indrustria,istituzione,ente pubblico,pannelli,biomasse,green,risparmio,consumi,economia circolare,spazio,telescopio,Hubble,stella,JamesWebb,ford,smart city,semafori,città intelligente,sicurezza,pronto soccorso,soccorritori ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Giorgio**: Il mix energetico è cambiato significativamente. Siamo passati sostanzialmente da una produzione a totale appannaggio dei combustibili fossili a una produzione che va verso un mix che prevede rinnovabile gas e combustibili fossili. L'obiettivo è quello sostanzialmente di ridurre e nel tempo annullare l'utilizzo dei combustibili fossili per avere una produzione che sia il più possibile rinnovabile. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi faremo con ENEA un approfondimento sulle fonti di energia rinnovabile nel nostro Paese e sul percorso che dobbiamo intraprendere per ridurre il nostro impatto energetico. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### I semafori smart di Ford per facilitare i soccorsi > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 01:26 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Automobili, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Ford sta sviluppando e testando la connessione dei veicoli con i semafori intelligenti, con l'obiettivo di aumentare la sicurezza e ridurre i tempi con cui ambulanze, camion dei pompieri o vetture della polizia, raggiungono il luogo dell'emergenza. L'idea alla base è che questi veicoli riescano appunto a comunicare con i semafori e poter bloccare il passaggio alle altre vetture, di fatto spianando la strada ai soccorsi, che potranno raggiungere la destinazione riducendo al minimo il rischio di incidenti. Il semaforo poi, subito dopo il passaggio, tornerà a funzionare normalmente. La tecnologia di Ford però non si limita sulla questo, ma porta diversi benefici anche per i cittadini. Il semaforo infatti può comunicare il proprio stato anche agli altri veicoli, i quali, grazie all'Adaptive Cruise Control, possono anche, in ottica di guida autonoma, ridurre la velocità dell'auto per garantire il passaggio a semaforo verde al maggior numero di vetture. La tecnologia è stata testata con successo lungo una strada in Germania, ma è un chiaro esempio di come le Smart City, in un futuro molto prossimo, potranno portare benefici tangibili ai cittadini. #### Hubble scopre la stella più lontana di sempre > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:35 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Il telescopio spaziale Hubble l'opera da oltre 30 anni nell'orbita terrestre, da più di 500 chilometri dal suolo. Nonostante però i recenti problemi hardware e il lancio del James Webb Space Telescope avvenuto lo scorso anno, le osservazioni e le ricerche nello spazio continuano a proseguire, tant'è che, recentemente, il noto telescopio ha portato alla scoperta della stella più lontana di sempre, da cui luce è impiegato quasi 13 miliardi di anni per raggiungere il nostro pianeta. E dal momento che il Big Bang si stima sia avvenuto circa 13,7 miliardi di anni fa, l'origine di questo nuovo corpo celeste potrebbe essere avvenuta poco dopo le prime fasi di espansione dell'universo, il che renderebbe questa scoperta ancora più incredibile. Di fondamentale importanza sarà anche il ruolo del telescopio James Webb, attualmente in fase di allineamento e calibrazione, che in futuro consentirà agli scienziati di misurare la temperatura e la luminosità della stella, fornendoci ulteriori informazioni su come e perché si sia originato il nostro universo. #### ENEA: un futuro a energia rinnovabile, è possibile? > - Timestamp: 03:50 - Autori: ENEA, Giorgio Graditi, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Energia - Tipologia: Intervista **Davide**: Questi ultimi anni siamo diventati sempre più consapevoli di qual è il nostro impatto sul pianeta quando si parla di produrre energia sia per quanto riguarda i nostri spostamenti, sia per alimentare quasi tutti gli oggetti che ci circondano nella nostra quotidianità. Inevitabilmente, poi, alla luce dei tragici eventi di attualità e al cambiamento climatico in atto, la necessità di garantire al nostro Paese una maggiore autonomia ed efficienza energetica è sempre più attuale. Per capire quindi come possiamo produrre più energia green, in modo da ridurre al minimo l'impatto sul pianeta, è con noi Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di ENEA. Benvenuto Giorgio. **Giorgio**: Grazie, bentrovati. **Davide**: Prima di entrare nel vivo dei temi di questa puntata, ci spieghi chi è ENEA, di che cosa si occupa e poi di che cosa ti occupi tu nello specifico. **Giorgio**: Sì, ENEA è un'agenzia nazionale, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile e si occupa sostanzialmente di attività di ricerca, di sviluppo, sperimentazione, innovazione, ma anche di trasferimento tecnologico. Quindi è un ente che lavora a stretto contatto, a diretto contatto con gli stakeholders industriali con l'obiettivo principale di trasferire i risultati, i prodotti della propria ricerca al fine di farli diventare poi un bene comune, quindi con ricadute positive sull'intera collettività. Noi operiamo su diversi settori che vanno dall'energia all'economia circolare, all'efficienza energetica, alla sostenibilità dei territori, allo sviluppo di nuove tecnologie, quindi agiamo in un dominio molto ampio che si inquadra in senso generale nel concetto della transizione ecologica e della sostenibilità. In particolare io dirigo un dipartimento che è il dipartimento di Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili che opera nel dominio fonte di produzione usi finali, quindi sostanzialmente energie rinnovabili, chimica verde, smart city, smart community, comunità energetica e locali, tecnologie abilitanti e digitali, idrogeno, sistemi e soluzioni per l'efficientamento di processi industriali, quindi i cosiddetti settori energivoli, settori art to abate, aspetti che ricadono anche sulle smart grid, la smart sector integration e quindi l'integrazione di vettori e di sistemi energetici. **Davide**: Sì, quindi avete un punto di vista privilegiato su tutti questi aspetti che riguardano l'energia e quindi ci parli di come è cambiato il nostro fabbisogno di energia negli ultimi decenni, abbiamo sempre più bisogno di energia specialmente rinnovabile? **Giorgio**: Allora, noi siamo in un momento importante che è quello della transizione energetica e della transizione ecologica e tutti quanti sentiamo parlare costantemente di decarbonizzazione del sistema energetico e del sistema economico, è un processo ovviamente complesso che richiede scelte importanti, talvolta anche difficili, nell'ottica però di traguardare un obiettivo importante che è quello sostanzialmente di ridurre le emissioni inquinanti. L'Europa si è posta come obiettivo quello di divenire il primo continente al mondo con un impatto climatico zero al 2050, il che significa ridurre significativamente tutti i processi inquinanti, agire quindi sia sulla produzione utilizzando energia pulita, ma sia sui processi ma anche sugli usi finali, quindi in primo luogo ridurre i consumi o per lo meno consumare meglio l'energia, insieme a ciò bisogna produrla in modo pulito, quindi decarbonizzare le condimia significa sostanzialmente azzerare l'impronta carbonica in ogni settore e considerate che circa due terzi delle emissioni di gas a effetto serra a livello globale sono connessi all'uso di combustibili fossili a scopo energetico per la produzione di energia elettrica, per il riscaldamento e per il trasporto in industria, quindi è fondamentale modificare il modo in cui produciamo e consumiamo l'energia, per raggiungere questo obiettivo bisogna agire in modo sinergico con un approccio sistemico su più fronti, non c'è una soluzione unica che dà una risposta assoluta o definitiva al problema, quindi occorre ridurre la domanda di energia attuando un cambio radicale nel mix energetico a favore delle rinnovabili e compensando anche le emissioni di gas a effetto serra aumentando gli assorbimenti garantiti ad esempio dalle superfici forestali o dall'eventuale ricorsa a forme di stoccaggio e geologico all'utilizzo dell'anidride carbonica. È chiaro che decarbonizzare una realtà complessa come quella energetica non è assolutamente semplice. Infatti la produzione di elettricità in particolare richiede grandi investimenti che possono essere ammortizzati nell'arco di anni, se non in alcuni casi anche di decenni. L'Italia ha avviato certamente come altri paesi europei il processo di decarbonizzazione, innanzitutto partendo al settore elettrico, con l'obiettivo di passare da un assetto centralizzato ad uno distribuito fondato prevalentemente sulle fonti rinnovabili. È chiaro che la transizione verso le rinnovabili dovrà essere accompagnata da una elettrificazione degli usi finali, soprattutto nel settore civile e nei trasporti, dovrà essere anche accompagnata dalla produzione di idrogeno, che è un nuovo vettore energetico che potrà poi essere utilizzato tal quale oppure trasformato in altri combustibili anche per la decarbonizzazione degli usi che non sono squisitamente elettrici. **Davide**: In termini di consumi quali sono gli obiettivi del nostro Paese per ridurre l'utilizzo di fonti non rinnovabili? **Giorgio**: L'obiettivo italiano è quello di ridurre le emissioni di gas serra al 2030 del 51% rispetto ai livelli del 1990, coprendo il 40% del consumo finale lordo di energia da fonte rinnovabile. Questa quota sarà pari a circa il 70% nel settore elettrico e tale target si traduce per dare qualche numero in 60 gigawatt di nuova potenza installata, di cui 43 gigawatt di fotovoltaico. Stiamo parlando di importanti investimenti ma anche di installazioni significative. Considerate che noi oggi in Italia installiamo più o meno su base annua una potenza rinnovabile inferiore al gigawatt. Per raggiungere i 70 gigawatt al 2030 è chiaro che dobbiamo crescere di un fattore 6-7 volte rispetto all'attuale installato, quindi è uno sforzo importante che in primo luogo deve agire sulla parte del "permitting", facilitare la realizzazione degli impianti rinnovabili e deve agire anche sullo sviluppo di tecnologie avanzate, ma soprattutto su quelle che sono anche le policy e le azioni che vengono messe a terra a livello di enti locali e di regioni in un quadro più ampio che quello nazionale, che guardano ovviamente a una produzione di energia di tipo pulito e quindi sostanzialmente identificabile nelle rinnovabili. **Davide**: Esatto, e a proposito di rinnovabili, ci elenchi le fonti di energia che nel nostro territorio sono più efficaci anche per quanto riguarda la morfologia del territorio stesso? **Giorgio**: Quando si parla di rinnovabili parliamo sostanzialmente di fotovoltaico, che è certamente la fetta più grande, quindi impianti solari fotovoltaici, e in questo caso l'obiettivo è di passare dai circa 22 gigawatt installati a 64 gigawatt al 2030, quindi significa triplicare la potenza attualmente in esercizio, favorendo sia la crescita di impianti di grande taglia sia di impianti di piccola taglia, ovvero la cosiddetta generazione distribuita. Occorre anche, come dicevo prima, valutare con molta attenzione gli aspetti legati all'occupazione dello spazio, del suolo. Il fotovoltaico ha il vantaggio di poter essere integrato in paesaggi, in contesti urbani, comunque in edifici tanto civili quanto industriali, quindi anche una valenza multifunzionale, ma conseguentemente è opportuno fare delle valutazioni adeguate in termini di occupazione di spazio e dal punto di vista della massimizzazione della potenza generata. Insieme al fotovoltaico ovviamente è da considerare l'energia prodotta dal vento, ovvero l'energia eolica, che tipicamente viene effettuata in Italia attraverso impianti eolici onshore, cioè sostanzialmente realizzati sul terreno, ma si sta affermando o si sta diffondendo anche la tecnologia degli impianti eolici offshore, cioè realizzati a mare. È chiaro che la situazione dei fondali marini italiana non è esattamente la stessa, anzi direi che significativamente diversa rispetto ai fondali marini, se guardiamo ad esempio l'area del nord Europa, però anche questa è certamente una tecnologia importante, matura e che dà un contributo significativo alla produzione di energia elettrica clean. Tecnologie ulteriori sono quelle legate al solare a concentrazione, il cosiddetto solare termodinamico, che ha in più anche il vantaggio di poter cogenerare, ovvero produrre energia elettrica ma produrre anche calore, calore che poi può essere utilizzato nei processi industriali, calore quindi a temperatura differente. Sono stati proprio di recente realizzati degli impianti solari termodinamici di taglia intorno ai 5 megawatt in Sicilia, vicino Trapani, a Partanna e sono dei impianti integrati con solare fotovoltaico e in alcuni casi anche con dei parchi onici, quindi vanno più verso un concetto sostanzialmente di generazione distribuita rinnovabile con l'obiettivo di avere anche una filiera corta cioè consentire la produzione di energia o per lo meno mecciare meglio al meglio la produzione con il consumo. Altre tecnologie sicuramente importanti però un po' più avanti nel tempo in termini di scalabilità industriale sono quelle legate alla produzione di energia rinnovabile dal mare, quindi pensiamo al moto ondoso, all'utilizzo sostanzialmente delle onde che potrebbero dare un contributo, anche qui è chiaro che va valutato l'industrializzazione di queste tecnologie e la loro sostenibilità in termini di mercato. È chiaro che dentro anche le rinnovabili ricadono le biomasse, purché siano ovviamente biomasse poi trattate, in senso di gestione dell'eventuale emissione di anidride carbonica, quindi in questo contesto è facile comprendere che il mix energetico è cambiato significativamente, siamo passati sostanzialmente da una produzione a totale appannaggio dei combustibili fossili a una produzione che va verso un mix che prevede rinnovabile, gas e combustibili fossili, l'obiettivo è quello sostanzialmente di ridurre e nel tempo annullare l'utilizzo dei combustibili fossili per avere una produzione che sia il più possibile rinnovabile. In tutto ciò è chiaro che bisogna garantire la affidabilità, la sicurezza, la resilienza del sistema elettrico e quindi nel momento in cui si va verso una produzione rinnovabile, essendo le fonti rinnovabili tipicamente non programmabili, quindi c'è una aleatorietà nella produzione, diventa centrale e fondamentale il ruolo dello storage, dell'accumulo energetico, quindi occorre accumulare energia e bisogna accumularla nel momento giusto, nel modo giusto e secondo degli approcci che siano sostenibili da un punto di vista tecnico, ambientale ed economico. **Davide**: Quindi dopo averci parlato di tutte queste fonti di energia rinnovabile e hai introdotto anche il tema dello storage, dell'accumulo e dell'energia, la domanda che potrai farti è, arriveremo mai a dipendere totalmente da queste fonti di energia? **Giorgio**: Questa è una prospettiva, è un target da perseguire, ossia quello di invertire sostanzialmente i pesi in termini di produzione energetica tra combustibili, fossili e rinnovabili. La prospettiva e il target è questo, nel momento in cui si parla di un impatto climatico nullo, quindi sostanzialmente un sistema energetico decarbonizzato, è evidente che il sistema dovrà essere alimentato esclusivamente in termini di produzione energetica da fonti rinnovabili. Quindi è una prospettiva, è un traguardo, è anche un augurio, quindi nel tempo certamente ci avvicineremo e arriveremo probabilmente in un tempo di medio, lungo periodo certamente a questo obiettivo, ma, ripeto, oltre alla produzione rinnovabile è necessario però garantire l'affidabilità del servizio, la sicurezza della residenza, quindi dovranno svilupparsi contemporaneamente tecnologie avanzate, sistemi per l'accumulo sui quali si sta ovviamente lavorando. **Davide**: Sì, perché non riusciresti banalmente a garantire una produzione costante. Il primo esempio che mi viene in mente è quello del sole, non è presente per tutte le 24 ore della giornata. **Giorgio**: Il sole non è presente per le 24 ore, il vento è aleatorio, talvolta c'è, talvolta non c'è, c'è in forma diversa in termini di intensità, quindi poi di capacità di trasformare quella energia meccanica in energia elettrica, conseguentemente bisogna però garantire sempre una domanda e quindi per dare una risposta certa alla domanda occorre avere dei buffer, cioè dei sistemi che sono in grado di intervenire al momento e che quindi avendo accumulato l'energia poi la rendono disponibile nel momento in cui c'è una richiesta. Questo è un altro settore molto importante sul quale si sta lavorando e nel quale ENEA è fortemente impegnata, ovvero il tema della storage in senso ampio, quindi parliamo di accumulo elettrico, tipicamente un accumulo elettrochimico, quindi il mondo delle batterie, ma possiamo avere anche applicazioni che sono di altra natura, l'accumulo meccanico, chiaro che parliamo però di taglie poi differenti che sono i flywheel, i cosiddetti volani, possiamo avere accumulo termico, quindi accumulo sostanzialmente poi di calore per altre applicazioni che può essere poi anche utilizzato nel contesto elettrico, in certe situazioni per fare dispacciamento elettrico, eccetera. Quindi è un settore, quello molto importante, dove però bisogna agire non soltanto con ricerca, sviluppo e innovazione e trasferimento tecnologico, ma in un'ottica di approccio di circolarità energetica, cioè bisogna utilizzare materie prime che ovviamente non siano materie critiche o che non siano materie particolarmente costose, che non abbiano impatti ambientali, bisogna sviluppare processi che siano in grado di avere un approccio diciamo digitalizzato nel manufacturing, perché questo consente di avere sicuramente prodotti più eco compatibili, ecosostenibili ma che reggono il mercato, bisogna creare le condizioni di quadro regolatorio che consentono poi di utilizzare correttamente e nel modo più efficiente possibile i sistemi anche in un'ottica di remunerazione dei servizi che riescono a generare, eccetera eccetera. Quindi è chiaro che in questo contesto al quale tu facevi riferimento si inserisce la produzione, si inserisce lo storage e si inseriscono i consumi finali, rispetto ai quali bisogna agire efficientando questi consumi, in primo luogo risparmiando l'energia, poi consumandola meglio, consumandola bene, quindi evitando degli sprechi e c'è anche il mondo dei trasporti che ovviamente è un mondo che impatta in modo significativo sia in termini di consumo sia in termini di missioni in CO2. **Davide**: Va bene Giorgio, grazie per questi interessantissimi spunti e per averci sottolineato appunto che in realtà non si tratta solo di cambiare il modo di produrre energia, ma è tutto l'ecosistema che deve innovarsi. A presto. **Giorgio**: Grazie a voi, una buona giornata. #### Conclusione - Timestamp: 21:19 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e15 ## Gli Smart Contracts e il futuro del mondo finanziario > È giunto il momento di parlare dell’ultima grande applicazione della [blockchain](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3?t=299) che oggi conosciamo: gli Smart Contracts o contratti intelligenti. In questa puntata cercheremo di rispondere alle principali domande su questo argomento. Cos’è uno smart contract, come funziona e come può essere utilizzato in ambito finanziario, ma non solo, e se sarà seriamente utilizzato in futuro. Questa è l’ultima di una serie di puntate che abbiamo dedicato alla blockchain, le altre sono “[Le criptovalute non sono il futuro](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3?t=299)”, “[Come minare Bitcoin e perché non ha senso farlo](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e41?t=295)”, “[Gli NFT sono il futuro dell’arte?](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e49?t=280)” e “[Calcio e Fan Token: il nuovo orizzonte della fidelizzazione](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e5?t=274)”. Nella sezione delle notizie parliamo della chiusura di Hydra, il più grande forum per [cybercriminali](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e44?t=235) al mondo, dell’arrivo del cane robot Spot di [Boston Dynamics](https://www.bostondynamics.com) per le strade di Pompei e infine del contributo italiano al progetto spaziale [Amazon Kuiper](https://www.aboutamazon.com/news/company-news/amazon-receives-fcc-approval-for-project-kuiper-satellite-constellation). - Stagione: 4 - Episodio: 15 - Data di pubblicazione: 2022-04-09 06:45:00 - Durata: 16:43 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e15](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e15) - Episodi correlati: s3e3, s3e41, s3e49, s4e5 - Tag: Amazon,Kuiper,satelliti,internet,Arianespace,Avio,boston dynamics,spot,pompei,Gabriel Zuchtriegel,sito archeologico,hydra,cybersecurity,dark web,sicurezza informatica,mercato nero ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa puntata cercheremo di capire che cos'è uno smart contract, qual'è il suo legame con la blockchain e quali sono le sue applicazioni pratiche in ambito finanziario. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Chiuso il più grande forum per cybercriminali > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Ciò che cerchiamo su Google è solo una piccola parte di Internet, come si suol dire la punta dell'iceberg. Ma attraverso app dedicate come Tor, infatti, è possibile accedere a una rete e a siti più nascosti, il cosiddetto dark web, solitamente sfruttato per attività illegali e in completa anonimità. E proprio a questo proposito la polizia tedesca e americana sono riuscite a chiudere Hydra, il più grande forum mercato nero al mondo del dark web. Attivo dal 2015 e con un giro d'affari annuo di circa 1,3 miliardi di dollari. Le vendite comprendevano droghe, armi, virus informatici, riciclaggio di denaro e molto altro. Dopo circa otto mesi dall'inizio delle indagini, Germania e USA, sono quindi riuscite a risalire al trentenne russo Dmitry Olegovich Pavlov ai server, che sono stati sequestrati, e a un portafoglio Bitcoin di 23 milioni di euro. Chiaramente le attività illegali sul dark web non cesseranno di esistere dopo la chiusura di Hydra, ma le autorità americane hanno fatto sapere che continueranno a collaborare con le altre agenzie internazionali per smantellare i mercati del dark web e porre fine alla criminalità organizzata. Il cane robot Spot di Boston Dynamics è stato acquistato dal sito archeologico di Pompei con due compiti, da una parte vigilare sulla sicurezza delle rovine e dall'altra raccogliere dati per le ricerche archeologiche in corso. #### Il robot Spot per le strade di Pompei > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:11 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Sebbene infatti i resti di Pompei siano stati oggetto di scavi fin dalla fine del 1500, di recente, nel 2018, sono state fatte nuove scoperte e questo comporta che ci siano delle nuove opportunità di business per i cacciatori illegali di reliquie, senza contare l'immensa estensione del sito archeologico, che raggiunge i 400.000 metri quadrati. Negli anni i ladri hanno cercato di precedere gli archeologi scavando autonomamente dei tunnel per raggiungere prima le rovine non ancora scoperte. La scelta di acquistare questo robot è sicuramente dettata dalla morfologia di Pompei. Di fatto questo terreno e queste strade non sono per nulla praticabili con tradizionali mezzi su ruote e quindi l'idea di adottare un robot con quattro gambe articolate è sicuramente vincente e ciò permette anche di entrare in aree sotterranee e non aperte al pubblico dove il rischio di ulteriore sgretolamento delle strutture limita l'accesso umano. Boston Dynamics ha pensato Spot per poter essere integrato con dei sensori per le specifiche esigenze di chi lo acquista. In questo caso un sensore scanner 3D permette al robot che vigila le rovine della città anche di acquisire dati tridimensionali delle strutture rimaste a Pompei. Questi dati possono essere utilizzati dagli archeologi che studiano la città anche a distanza per tenere sotto controllo le condizioni dei suoi resti. Questa settimana Amazon ha ufficialmente concluso gli accordi per il lancio di 83 missioni spaziali grazie alle quali verranno spediti in orbita più di 3.200 satelliti che avranno come obiettivo quello di distribuire internet a banda larga in tutto il pianeta. #### Il contributo italiano al progetto Amazon Kuiper > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 03:49 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Servizi, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: I lanci del progetto Kuiper, il quale darà vita a una costellazione satellitare analoga Starlink di SpaceX, si svolgeranno nell'arco di 5 anni, con tre tipologie di lanciatori forniti da tre diverse agenzie aereospaziali, tra le quali figura anche la francese Ariane Space. Quest'ultima in particolare ha firmato con Amazon un contratto per 18 lanci del vettore Ariane 64, ovvero una versione potenziata di Ariane 6 con il quale verranno portati in orbita circa 500 satelliti nella flotta complessiva. Un contributo fondamentale verrà infine dato anche da Avio, ovvero un'azienda aereo spaziale torinese che si occupa in questo caso di fornire ad Ariane Space motori a propellente solido da montare sui razzi Ariane. #### Gli Smart Contracts e il futuro del mondo finanziario > - Timestamp: 05:12 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Blockchain, Finanza - Tipologia: Topic **Davide**: Dopo aver parlato di che cosa sono e come funzionano le criptovalute e i non-fingible tokens o NFT, è giunto il momento di chiudere almeno per ora il percorso che abbiamo iniziato per approfondire le principali tecnologie costruite sulla blockchain e che forse saranno la base su cui si costruirà il prossimo futuro. Come abbiamo più e più volte ribadito nelle scorse puntate, infatti, la blockchain, o meglio le principali blockchain come Bitcoin o Ethereum, sono basate su una tecnologia insostenibile e che viola molti dei principi che stiamo sempre più cercando di seguire, primo fra tutti quello della sostenibilità ambientale. Ma di questi aspetti appunto ne abbiamo già parlato e anzi vi invitiamo a recuperare, se ancora non lo avete fatto o non avete idea di che cosa stiamo parlando, le puntate legate proprio al tema della blockchain, cioè "Le criptovalute non sono il futuro", "Come minare Bitcoin e perché non ha senso farlo", "Gli NFT sono il futuro dell'arte?" e "Calcio e fun token, il nuovo orizzonte della fidelizzazione". Fatto ciò è giunto il momento di iniziare a parlare della per ora ultima grande applicazione della blockchain, gli smart contracts, o contratti intelligenti. In questa puntata cercheremo di rispondere alle principali domande su questo argomento. Cos'è uno smart contract, come funziona e come può essere utilizzato? Sarà seriamente utilizzato in futuro? Iniziamo dalla prima domanda. Uno smart contract, o in italiano contratto intelligente, non è altro che un programma che viene caricato ed eseguito su una blockchain, solitamente quella di Ethereum che è la principale e quindi anche la più stabile e sicura e che compie delle azioni nel momento in cui si verificano determinate condizioni. In particolare gli smart contracts seguono la logica dell'if this, then that, letteralmente se questo allora quello, ed è la logica di base della programmazione tradizionale. L'appellativo intelligente dunque non sarebbe poi così corretto e può subito far venire alla mente applicazioni di intelligenza artificiale di cui però negli smart contracts non c'è la minima traccia. Tuttavia il termine non è così recente come si possa pensare, ma è stato coniato negli anni 90 dove spesso si attribuiva l'appellativo smart a qualsiasi oggetto che veniva per così dire digitalizzato. E sempre dai primi anni 90 viene anche una perfetta metafora di che cos'è come funziona uno smart contract. Nick Sabo, lo scienziato informatico che ha ideato il concetto di smart contract e della prima criptovaluta chiamata BitGold, ha infatti paragonato questa tecnologia a un distributore automatico. A determinati input è garantito un determinato output, in questo caso inserendo del denaro e scegliendo lo snack otteniamo l'erogazione dello snack scelto, e il tutto in modo automatizzato e senza l'intervento di persone esterne. Ed è proprio questo uno dei punti a favore degli smart contracts, ovvero l'assenza di intermediari nella maggior parte dei casi notai che garantiscano e verifichino che le due parti rispettino il contratto. E ciò ovviamente si traduce anche in costi minori per le aziende o le persone coinvolte nel contratto. Sempre rimanendo tra i benefici di questa tecnologia che potrebbero far sperare in un massiccio utilizzo nell'immediato futuro, gli smart contracts ereditano per così dire anche i benefici dell'implementazione tramite la blockchain, ovvero una soluta trasparenza, velocità, efficienza, affidabilità e soprattutto la sicurezza che ciò che viene stabilito non potrà più essere modificato. Ma come funziona effettivamente uno smart contract e come se ne crea uno? Beh, per quanto riguarda il funzionamento è abbastanza semplice. Facciamo riferimento alla blockchain di Ethereum, che come detto prima è quella più utilizzata. Una volta programmato, il contratto viene caricato sulla blockchain pagando un certo quantitativo di Ethereum, una specie di tassa chiamata carburante che appunto permette al sistema di funzionare correttamente. Una volta caricato, il contratto non potrà più essere modificato in alcun modo, e dopo essere stato verificato, come accade con le normali transazioni di criptovaluta, può essere seguito e inizia a fare ciò per cui è stato programmato. I smart contracts inoltre possono interagire con altri contratti, per poter essere ampliati o ampliarne altri. Per poter interagire con il mondo esterno, o meglio, capirne lo stato, invece questi programmi fanno uso di altri nodi della blockchain, ovvero gli oracoli. Di fatto gli oracoli possono garantire ad esempio le condizioni meteorologiche in una certa città, il cambio dollari euro in un determinato istante e così via, ma con la certezza che essendo questi dati calcolati in modo decentralizzato e usando diverse fonti, sono completamente verificati e sicuri. Nel momento in cui si crea un contratto, quindi la cosa più importante da fare è tradurre in codice le condizioni e le azioni che le due parti definiscono. Questa è una fase fondamentale, in quanto quello che sarà scritto non potrà essere più modificato una volta caricato il contratto sulla rete, ed è quindi importantissimo che le condizioni imposte siano il più chiaro e possibili, e che non vengano commessi errori nella programmazione. Poco fa abbiamo accennato all'assenza di figure terze come notaio e avvocati che garantiscano il contratto, ma è subito chiaro che una figura di questo tipo, che quindi garantisca il contratto, è invece necessaria, ma in questo caso dovrà essere un programmatore che tradurrà in codice la negoziazione. Una volta scritto il contratto, poi, basterà caricarlo sulla blockchain e il resto verrà eseguito in automatico. Per capire di più le potenzialità di questa tecnologia, è forse meglio fare alcuni esempi di come negli anni i contratti intelligenti sono stati utilizzati e di come potranno essere sfruttati ora e in futuro. Il primo esempio viene da Augur. Tra il 2014 fino al suo rilascio ufficiale, nel 2018, viene sviluppata questa piattaforma informatica decentralizzata e open source basata appunto sulla rete Ethereum e realizzata tramite una serie di smart contracts. Ciò che permette di fare Augur è consentire a qualsiasi persona, chiaramente pagando una certa quantità di carburante Ethereum, di realizzare e partecipare a scommesse su un qualsiasi argomento, ricevendo automaticamente la somma vinta nel caso la previsione fosse corretta. Ma questo è solo un piccolo esempio di come gli smart contracts potrebbero rivoluzionare il mondo della finanza, del commercio e di molti altri settori. Un altro esempio di come i contratti intelligenti sono stati implementati per fornire un servizio più rapido e sicuro viene da Etherisc, una assicurazione che, grazie proprio alla tecnologia di Ethereum, effettua in automatico i pagamenti ai propri clienti, ad esempio in caso di ritardo dell'aereo, al danneggiamento delle proprie coltivazioni, nel caso di un'azienda agricola, o al passaggio di un uragano, condizioni che vengono confermate automaticamente grazie al monitoraggio dei dati tramite gli oracoli di cui abbiamo parlato poco fa. Continuando con gli esempi, si possono realizzare smart contracts che eseguono dei pagamenti a una determinata scadenza o magari acquisti a rate che vengono pagati automaticamente ogni mese. Gli NFT poi sono un ulteriore esempio di contratto intelligente, come avevamo già spiegato nella puntata a loro dedicata. Infine, un ultimo esempio riguarda le cosiddette DAO, o Organizzazioni Autonome Decentralizzate. In pratica queste sono organizzazioni le cui attività vengono decise tra tutti i partecipanti attraverso regole precise che vengono appunto garantite dagli smart contracts. Per fare un esempio è possibile fare una votazione tra tutti i soci dell'organizzazione per decidere verso quale società investire un certo capitale o quale ente benefico finanziare. Insomma, le potenzialità sono enormi così come le applicazioni in cui questa tecnologia può essere utilizzata. Tuttavia i contratti intelligenti non sono perfetti, ma come in tutte le cose esistono delle criticità, dei compromessi. Il primo problema che emerge è sicuramente la difficoltà nel gestire la complessità. Quando si tratta di realizzare contratti semplici come le assicurazioni sui viaggi aerei, infatti gli smart contracts vanno benissimo, ma spesso le negoziazioni soprattutto B2B tra le aziende sono complesse e possono anche prevedere diverse condizioni o clausole molto difficili da tradurre in un programma che possa essere eseguito automaticamente. Quello che si fa in questi casi ad esempio è realizzare uno smart contract solo per una certa parte del contratto, tenendo il resto in forma tradizionale. Un altro problema degli smart contracts, poi, è che paradossalmente sono troppo sicuri. Come abbiamo già spiegato infatti una volta pubblicato sulla blockchain, un contratto non può essere in alcun modo modificato o eliminato, e questo può risultare un ostacolo nel momento in cui ci sia proprio la necessità di effettuare delle modifiche, ad esempio per decisioni aziendali prese in seguito o addirittura per degli errori commessi nella traduzione del contratto da una forma naturale a un codice informatico. Anche in questo caso però fortunatamente può venire introdotta nei contratti una funzione per autodistruggersi al capitare di certe condizioni. Per ultimo, ma non per importanza, gli smart contracts in Italia come in altri paesi, così come gli NFT, criptovalute e altre tecnologie basate sulla blockchain, non sono completamente riconosciuti legalmente, e ci vorrà ancora un po prima che questi abbiano valore legale. In conclusione, tirando le somme su quanto detto finora, gli smart contracts sono uno strumento veramente potente e utile, e che promette di rivoluzionare interi settori come quello assicurativo o finanziario o artistico se si considerano gli NFT, permettendo di ridurre enormemente i costi sia per i privati che per le aziende, portando a zero o quasi il rischio di eventuali errori o dimenticanze essendo automatizzati e soprattutto sono completamente sicuri, trasparenti e indipendenti da intermediari come notai o avvocati, che però sicuramente si adatteranno e continueranno a godere di un ruolo centrale nella mediazione e nella negoziazione nel momento in cui si voglia stipulare un contratto, intelligente o meno. Infine, gli smart contracts sono decentralizzati, questo tema, quello della decentralizzazione, negli ultimi anni è sentito da sempre più persone e gode di un crescente successo e di enormi aspettative. E in questo gli smart contracts potranno seriamente essere un fondamentale tassello per costruire il futuro del mondo finanziario e commerciale e il futuro dell'internet, in quello che sarà il Web 3.0. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. #### Conclusione - Timestamp: 15:51 - Tipologia: Conclusione **Davide**: In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e16 ## Cubbit: i vantaggi di un Cloud distribuito > Il [concetto di cloud](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e17?t=287) è ormai molto diffuso e sempre più utenti utilizzano le “nuvole” proposte dai molti [provider](https://www.treccani.it/enciclopedia/provider/) del settore. Dato che questo trend è destinato a crescere, abbiamo deciso di dedicare una puntata su questi temi presentando il punto di vista innovativo di [Cubbit](https://www.dentrolatecnologia.it/cubbit.html), una società che ha come obiettivo rendere i servizi di archiviazione cloud, più economici, più [sicuri](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e44?t=235) e più [sostenibili](https://www.dentrolatecnologia.it/S4E14?t=230) e che si sta prefissando questo obiettivo sia per i singoli consumatori, sia per le aziende, grazie a [Next Generation Cloud Pioneers](https://ngc.cubbit.io/), la prima rete di archiviazione cloud distribuito per le aziende in Europa. Per capire tutto questo ci ha aiutato [Danilo Mazzocca](https://www.dentrolatecnologia.it/danilo.mazzocca.html), Head of Sales B2B di Cubbit. Nella sezione delle notizie parliamo di ipotetici pannelli solari in grado di [produrre energia](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e14?t=230) anche durante la notte e dell’arrivo del ​​primo equipaggio privato a bordo della [stazione spaziale internazionale](https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_spaziale_internazionale). - Stagione: 4 - Episodio: 16 - Data di pubblicazione: 2022-04-16 06:45:00 - Durata: 26:20 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e16](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e16) - Episodi correlati: s3e17, s3e45 - Tag: energia solare,pannelli fotovoltaici,notte,stanford,ambiente,ricerca,spazio,ricerca,StazioneSpazialeInternazionale,Axiom1,SpaceX,cloud,danilo mazzocca,cubbit,next generation cloud pioneers,cloud distribuito,sicurezza,sovranità digitale,head of sales,b2b,b2c,cubbit cell,object storage,Gaia X ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Danilo**: Cubbit, con il suo software proprietario sviluppato nel nostro Paese, di fatto si propone di aprire le porte del Web 3.0 nel nostro continente. È un nuovo paradigma in grado di combinare le tecnologie centralizzate, quindi basate su datacenter, e distribuite o decentralizzate, quindi basate su server, computer, dispositivi IoT, ecc. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di Cubbit, un cloud distribuito che sta cercando di rendere i servizi di archiviazione sulla nuvola più economici, più sicuri e più sostenibili. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Energia anche di notte dai pannelli solari > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:17 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Uno dei principali limiti dell'energia solare è non essere disponibile costantemente, ma dipendere dalle condizioni atmosferiche e dall'ora del giorno. Tant'è che di notte non è possibile produrre energia da pannelli fotovoltaici, o almeno per ora. Un gruppo di ricercatori di Stanford ha infatti realizzato un pannello in grado di sfruttare il fenomeno del raffreddamento radioattivo e generare così corrente elettrica di notte. Il principio di funzionamento si basa sul fatto che il pannello di notte si raffredda, raggiungendo una temperatura leggermente più bassa di quell'ambientale. Questa piccola differenza di temperatura può essere facilmente convertita in corrente elettrica da un generatore termoelettrico. Tra l'altro questo fenomeno è anche quello che nelle notti invernali genera la brina sul terreno o le goccioline d'acqua sul parabrezza delle auto. Al momento però l'energia prodotta è veramente poca e secondo le estime anche con i prossimi miglioramenti non si riusciranno a superare 1 o 2 Watt per metro quadrato, contro i 200 che possono generare di giorno. Energia che però, secondo i ricercatori, può essere di grande aiuto all'alimentazione di sensori o apparecchiature che non necessitano di grande energia e potranno beneficiare di energia pulita per sempre. #### Il primo equipaggio privato a bordo della ISS > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:38 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella giornata di sabato 9 aprile, per la prima volta nella storia, è arrivato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale un equipaggio di astronauti non selezionato da un'agenzia spaziale pubblica. Il team composto da tre persone è stato infatti scelto dalla compagnia privata Axiom Space che con la missione Axiom One, partita lo scorso venerdì, ha inaugurato il suo primo programma spaziale con l'aiuto pergiunta di un'altra agenzia privata, in questo caso SpaceX. A bordo della Stazione Spaziale Internazionale i tre astronauti dovranno svolgere diverse attività in microgravità, come 25 esperimenti scientifici che vanno dall'ingegneria alla biologia fino al prossimo lunedì, giorno in cui è previsto rientro della capsula Crew Dragon con cui l'equipaggio è arrivato a destinazione. Infine tra i vari progetti che Axiom Space intende portare a termine nel prossimo futuro vi è anche la costruzione di una propria stazione spaziale, la quale una volta operativa oltre ad ospitare nuovi cittadini, supporterà le attività di chiusura della Stazione Spaziale Internazionale prevista per il 2030. #### Cubbit: i vantaggi di un Cloud distribuito > - Timestamp: 04:10 - Autori: Cubbit, Danilo Mazzocca, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Privacy, Servizi - Tipologia: Intervista **Davide**: Il concetto di cloud, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di archiviare le nostre foto e i nostri documenti sulla nuvola, è ormai molto diffuso e compreso da sempre più utenti, e questo trend è destinato a crescere. Per ascoltare un punto di vista innovativo su questi temi è con noi Danilo Mazzocca, responsabile delle vendite B2B di Cubbit, una società che ha come obiettivo rendere i servizi di archiviazione cloud più economici, più sicuri e più sostenibili. Benvenuto Danilo. **Danilo**: Grazie, grazie, buongiorno a tutti. **Davide**: Ci spieghi che cosa è Cubbit e come funziona? **Danilo**: Sì, allora con Cubbit abbiamo realizzato un cloud distribuito, quindi una soluzione unica in Europa che nasce dall'Italia, appunto per una volta dall'Italia non dalla Silicon Valley come ci piace dire, con cui siamo in grado di garantire servizi di cloud non in maniera centralizzata, quindi basati su datacenter che tipicamente erogano questi servizi, ma in modo nuovo, in modo nuovo, quindi cifrando le informazioni, frammentandole e distribuendole sulla rete peer-to-peer. Quindi diciamo che ripercorrendo un po la storia nel 2016, i nostri founders hanno avuto un'intuizione, ovvero bisogna fare ciò che fanno le api, bisogna che ogni nodo di internet faccia la sua parte e solo collaborando ci si può autocostruire un alveare per proteggersi anziché dover andare in affitto da qualcun altro per tutta la vita e così è nato Cubbit di fatto. Quindi Cubbit è il primo cloud provider che non ha bisogno di datacenter per funzionare perché passa da un'architettura centralizzata ad una distribuita dove uno sciame di dispositivi che noi chiamiamo lo swarm può collaborare tra di loro senza intermediari. Quindi lo facciamo inizialmente, oggi offrendo servizi di cloud storage e appunto è a brevissimo di object storage per il salvataggio sicuro dei dati testato su 5.000 clienti B2C e B2B a partire dal 2020 di fatto con il lancio della nostra prima soluzione di sync and share con la Cubbit cell che è un dispositivo proprietario che connesso al modemo al router di casa diventa di fatto un nodo della rete distribuita in cui sono salvati i dati. Quindi in futuro sarà possibile utilizzare qualsiasi dispositivo che abbia CPU connessione a internet e storage al posto della Cubbit cell. Quindi andremo di fatto a virtualizzare questo concetto e quindi anche dispositivi IoT, router 5G, server PC eccetera potranno diventare nodi della rete distribuita di Cubbit. **Davide**: Però per ora a costituire la vostra infrastruttura sono questi, queste Cubbit Cell come sono fatte? **Danilo**: Sì esatto la Cubbit Cell infatti ha forma esagonale proprio perché vuole dare l'immagine dell'alveare quando pensi all'immagine dell'alveare e è un oggetto diciamo se vogliamo anche di design perché è stata proprio lavorata dal nostro chief design officer eccetera. Di fatto è un device che inizialmente i nostri consumer mettevano e mettono tuttora sui loro comodini o in salotto eccetera mentre poi si è evoluta diciamo con una V2 ecco se vogliamo dove le Cubbit Cell vengono messe anche all'interno dei server cioè dei rack delle aziende dove è appunto le aziende con cui collaboriamo di fatto utilizzano questi device per far parte del cloud distribuito di Cubbit. **Davide**: Sì quindi è una piccola scatola un box in cui è contenuto un hard disk giusto? **Danilo**: Sì correttamente e diciamo che è contenuto più sono contenuti due hard disk di fatto perché poi diciamo senza scendere necessariamente non nel tecnico di cosa c'è dentro quello che posso dirti è che di fatto nella mia Cubbit Cell ho sia una parte di storage dei miei file ok? Quindi se ho un tera significa che avrò un tera lì e poi ho un'altra parte dove viene fatta la ridondanza dei miei file quindi appunto per ragioni di sicurezza devo avere sempre almeno no quella copia e mezzo 1.5 di ridondanza e poi 500 giga ulteriori messi a disposizione della rete distribuita quindi questo è giusto per darti un benchmark ecco poi abbiamo varie dimensioni varie cose ma come funziona no? Quindi tu col tuo device hai sia diciamo di fatto poi comunque ecco specifico che i tuoi file non è che vanno all'interno della tua Cubbit Cell ma vengono frammentati e distribuiti all'interno della rete distribuita globale se si parla di consumer a livello perimetro italiano invece se si parla di aziende e quindi ecco questo proprio per garantire tutto il discorso legato alla sicurezza del dato eccetera quindi avrai magari qualche frammento sulla tua Cubbit Cell però di fatto poi tutto è distribuito. **Davide**: E a proposito di questo da dove nasce l'esigenza di creare prima un prodotto e poi un servizio cloud che è molto diverso da quello che siamo abituati a utilizzare al giorno d'oggi. **Danilo**: Sì allora io partirei dal considerare appunto no al giorno d'oggi viviamo in un'epoca in cui i dati sono considerati il nuovo petrolio quindi anche Gartner ci dice che entro il 2026 le aziende triplicheranno la propria necessità di salvare i dati non strutturati rispetto al 2021 e lo faranno in cloud on-premise o con modalità edge. Giusto per darti un altro dato oggi l'80 per cento delle attività di calcolo e analisi dei dati si realizza in datacenter centralizzati e il 20 per cento con IoT nei prossimi cinque anni il 75 per cento di tale attività di analisi sarà gestita in modalità edge cloud. Per dirti un po' come si sta evolvendo la situazione e il trend crescente di dati con questo trend crescente di dati allo stesso modo c'è una crescente importanza del dato e le minacce crescono esponenzialmente quindi mi riferisco a calamità naturali ad esempio abbiamo visto a marzo 2021 l'incendio del più grande datacenter europeo 3.6 milioni di siti web vanno offline compreso quello del governo francese eccetera e attacchi hacker no che vediamo spessissimo nel 2012 le password di 68 milioni di account di un noto cloud no rese pubbliche a seguito di un attacco hacker o più recentemente marzo 2021 250 mila server di un hyper scale sono stati vittima di attacchi hacker e appunto vediamo che gli attacchi ransomware ad esempio non lo so il 56% delle vittime di ransomware hanno pagato il riscatto ma solo un quarto delle aziende paganti sono di fatto in grado di accedere nuovamente a tutti i loro dati e ultimo punto i datacenter nel mondo consumano la stessa energia della Spagna e inquinano quindi questi sono un po' diciamo a livello a livello macro i temi no quindi Cubbit con il suo software proprietario sviluppato nel nostro paese di fatto si propone di aprire le porte del Web 3.0 nel nostro continente. Il Web 3.0 è l'internet del futuro, è un nuovo paradigma in grado di combinare le tecnologie centralizzate, quindi basate su datacenter e distribuite o decentralizzate, quindi basate su server, computer, dispositivi IoT, eccetera. Quindi il Web 3.0 di fatto abiliterà lo sviluppo di numerosi casi d'uso per cittadini, aziende, appunto dalle piccole alle grandi e pubbliche amministrazioni. Giusto per dirti anche a livello macro e poi chiudo appunto il fenomeno del Web 3 è comunque già in forte crescita negli Stati Uniti e tantissime startup stanno sviluppando tecnologie in questo ambito e tanti venture capitalists hanno investito miliardi in questo. **Davide**: Hai parlato di sicurezza e magari io e te che stiamo facendo questa chiacchierata, lo diamo per scontato, ma per chi ci ascolta? Perché dovrebbe cambiare qualcosa? Cioè perché dovremmo preferire una soluzione cloud come la vostra, quindi distribuita, a una soluzione invece centralizzata che sono quelle che utilizziamo appunto come dicevo oggi normalmente e ancora di più perché dobbiamo preferire la vostra soluzione ad avere un hard disk in casa e con i nostri file all'interno. **Danilo**: Sì, allora, Cubbit è una soluzione distribuita come dicevo, no? E dove abbiamo tre livelli di sicurezza, quindi da un lato la cifratura AES 256, quindi uno standard di livello militare simile a quanto viene offerto anche da molti cloud provider presenti sul mercato, secondo la grossa differenziazione è la tecnologia "zero knowledge", ovvero questo è il livello massimo di sicurezza disponibile attualmente sul mercato che di fatto ti garantisce che nessuno nemmeno Cubbit che agisce da cloud provider di fatto possa accedere ai dati che vengono salvati sul network. Questo perché viene cifrata anche la password con cui sono crittografati i file stessi, no? Quindi appunto ti garantisce totale privacy e anonimità. Poi c'è il terzo punto che è la frammentazione, la distribuzione, quindi il dato viene cifrato zero knowledge protetto anche da questo ulteriore step di sicurezza, quindi viene frammentato in 24 pezzi, ridondato in 36 parti e distribuito all'interno della rete, no? Quindi tu per ogni file che carichi significa che viene distribuito in 36 parti, in 36 location diverse e quindi immaginati, cioè non hai più un single point of failure, no? Non dipende più da un unico appunto frammento, da un unico file eccetera, ma è tutto distribuito e inaccessibile anche in caso di violazione dei singoli nodi. Quindi nella peggiore delle ipotesi se qualcuno anche riuscisse a aprire una Cubbit Cell e riuscisse a decifrare il dato, cosa ovviamente diciamo improbabile, ciò che viene trovato. **Davide**: Dovrebbero farlo per tutte le altre volte anche. **Danilo**: Esatto perché trova solo un piccolo frammento cifrato del file un trentaseiesimo cifrato ecco. **Davide**: Ho capito passiamo ora un confronto prima abbiamo parlato di Cubbit Cell quindi di un prodotto fisico ma come dicevamo Cubbit è soprattutto un provider di servizi cloud quindi la domanda è cosa cambia tra scegliere da una parte appunto di acquistare una Cubbit Cell e di conseguenza quali sono i requisiti tecnici per poter far parte di questa rete distribuita oppure l'altra soluzione è quella di abbonarsi quindi cosa cambia tra acquistare la cella oppure abbonarsi semplicemente al vostro servizio cloud. **Danilo**: Allora ad oggi distinguiamo due mondi quindi il mondo consumer, quindi dove un cliente ha due opzioni, quindi un abbonamento mensile con Cubbit Cloud, quindi un abbonamento mensile accede al cloud distribuito di Cubbit senza avere un device in casa, o se no può acquistare la Cubbit Cell con un pagamento, una tantum e avere poi un servizio cloud senza costi mensili, che era un po il claim iniziale da quando è nata l'azienda e poi si è evoluta ovviamente il "go to market". **Davide**: Quindi fintanto che ho questa Cubbit Cell a casa, le do corrente, le do internet, però ho un servizio cloud senza costi mensili. **Danilo**: Esattamente, esattamente e inoltre appunto la Cubbit Cell è un dispositivo fisico che connetti al router di caso dell'ufficio e ti permette anche l'espansione dell'hard disk, quindi puoi connettere qualsiasi hard disk esterno tramite USB e il tuo spazio cloud aumenterà del 50% e poi puoi avere fino a 4 account indipendenti con cui puoi condividere il tuo spazio in cloud, quindi 4 account per ogni Cubbit Cell di fatto. **Davide**: E quindi qual è anche l'esperienza utente legata alla Cubbit Cell? Quando mi arriva a casa la collego alla rete, alla corrente elettrica e poi la posso sfruttare, posso sfruttare il cloud giusto? **Danilo**: Esattamente, è molto plug and play il servizio, quindi appunto una volta connessa la Cubbit Cell al tuo wifi di fatto fai la registrazione dell'account e sei già nel cloud di Cubbit. **Davide**: E cosa succede se la Cubbit Cell va offline? Penso magari sono in vacanza e c'è una caduta di corrente oppure devo fare un trasloco e quindi devo spostarmi da una casa all'altra e staccare per forza di cose la Cubbit Cell. **Danilo**: Allora la Cubbit Cell di fatto è diciamo lo spirito della soluzione e che rimangano connessa alla rete perché proprio la soluzione è una soluzione di cloud cooperativa. In realtà non succede niente quando appunto viene staccata la Cubbit Cell, entro un limite però di 30 giorni, dopodiché appunto comunque riceverete i vari reminder da parte di Cubbit per riconnettere la Cubbit Cell. **Davide**: E poi come dicevi per come funziona generale Cubbit non c'è nemmeno il rischio che se qualcuno stacca la propria cell, la propria cella, i miei file non siano disponibili giusto? **Danilo**: Esattamente, la tecnologia si avvale di un "coordinator" centrale che è come il direttore d'orchestra della nostra tecnologia per cui quando un frammento va offline lui immediatamente replica quel frammento su un altro device con la minor latenza e la massima performance appunto legato proprio a dove si trova il device eccetera eccetera. **Davide**: Prima parlavamo anche di maggiore sostenibilità ambientale di Cubbit rispetto ad altri cloud, ci spieghi perché questa soluzione dovrebbe essere più sostenibile? **Danilo**: Un ottimo punto perché appunto come nasce l'azienda partiamo proprio dalla storia che menzionavo prima, quindi noi nasciamo per dare un'alternativa al concetto di data center, l'impatto del data center è che questo deve essere alimentato ma soprattutto raffreddato, raffreddamento che consuma tantissima CO2 di fatto per quanto si stia cercando di efficientare questa parte ad oggi è un tema e quindi Cubbit con la sua rete distribuita a questi device che hanno consumi irrisori appunto dove di fatto il tuo dato viene distribuito, non devi raffreddarli né niente, sono come dei mini computerini che si raffreddano con l'ambiente circostante. Quindi per darti un benchmark per ogni petabyte di dati "storati" su Cubbit si arrivano a risparmiare 40 mila chili di CO2 all'anno rispetto al cloud tradizionale. **Davide**: In conclusione anche cercando di ampliare la prospettiva il vostro principale target visto che li hai citati entrambi sono i singoli consumatori consumer il quindi un business aperto a clienti di qualsiasi tipo o le aziende e questo quindi la direzione che state prendendo come influisce anche le feature le funzionalità che implementerete in Cubbit. **Danilo**: Allora la risposta è che di fatto noi per noi sono importanti entrambi i mondi quindi Cubbit nasce come azienda focalizzata sul mondo consumer ma poi si sposta sulla parte B2B aziende quindi a partire da diciamo inizio dell'anno scorso di fatto c'è stato uno shift significativo verso questo mondo tant'è che tantissime aziende hanno iniziato a credere in questo tipo di tecnologia quindi in realtà come Amadori SCM Group Aeroporti di Bologna e tantissime aziende importanti hanno intercettato questo trend e hanno detto partecipiamo appunto alla costruzione della prima rete distribuita di cloud appunto privato e distribuito in Europa che nasce proprio dall'Italia quindi noi abbiamo fatto il ragionamento del siamo un'azienda italiana vogliamo far vedere che un trend che emerge per una volta dall'Italia crea qualcosa di unico in Europa qualcosa di quindi legato tra i principi che sono sovranità digitale, legato tutto il mondo di GaiaX, eccetera, per dare proprio un'alternativa anche alle aziende italiane dall'utilizzare necessariamente cloud oltre oceano. **Davide**: Sì, e visto che non l'abbiamo mai affrontato in una delle nostre puntate, ci spieghi cosa è il progetto GaiaX? **Danilo**: Allora GaiaX è un progetto appunto europeo volto proprio a creare un'alternativa di cloud europei che possano essere di fatto una proposizione diversa dal dire metto i miei dati necessariamente su cloud un hyperscaler piuttosto che appunto un Alibaba emergente dalla Cina eccetera e quindi diciamo è volta a creare un'alleanza per cui un'azienda europea possa accedere più facilmente a dei cloud appunto e avere proprio legato al discorso della sovranità del dato perché citando un po il CEO di GaiaX dice faceva l'analogia col è come se oggi ad esempio estraessero il petrolio in Italia se lo lavorassero nel ad esempio negli Stati Uniti e ci monetizzassero di fatto no quindi è proprio volto a creare un'alternativa e oggi vediamo che con la situazione geopolitica corrente è sempre più d'attualità. **Davide**: Ok, quindi il primo principio è la sovranità digitale, gli altri due invece quali sono? **Danilo**: Gli altri due principi sono quindi sicurezza del dato sia come sistemi resilienti che sicurezza architetturale da attacchi hacker. La costante crescita dei dati prodotti ha creato infatti una consapevolezza della necessità di avere architetture completamente distribuite e come ci dice appunto Francesco Bonfiglio il CEO di GaiaX anche la sicurezza dello storage sarà distribuita. Quindi in questo senso GaiaX come alleanza strategica europea serve a garantire la sicurezza, accesso e sovranità del dato all'Europa. Gli altri elementi sono trasparente quindi cifrare non risolve il problema sui nostri dati, siamo circondati da dispositivi che inviano continuamente dati cifrati su di noi e non abbiamo idea dell'utilizzo che ne viene fatto e in ultimo sovranità del dato come dicevo comunque prima ecco quindi tecnologie distribuite proprietà europee per riportare i propri dati sotto la legislazione o questo appunto ci tengo a dire è uno dei principi fondamentali. **Davide**: E infine come chiedevo quali sono le funzionalità che state implementando e implementerete nel prossimo periodo? **Danilo**: Attualmente Cubbit offre un servizio di cloud sync and share che consente di salvare e condividere i propri file documenti quindi come un file server in cloud sostanzialmente con Next Generation Cloud Pioneers di Cubbit stiamo rilasciando a brevissimo anche l'Object Storage e per fine anno i servizi di backup. Quando parlo di Object Storage quindi che è il secondo prodotto è un ripeto Object Storage S3 "compatible" ovvero è una tecnologia cloud altamente scalabile integrabile con l'intero ecosistema S3 quindi a terze parti ed è di fatto uno storage sempre più utilizzato dai dipartimenti IT. Il sync and share è già in commercio nella sua versione B2C testata su oltre 4.000 utenti e che già garantisce massima sicurezza nel salvataggio e condivisione dei file e infine come dicevo a fine anno poi arriverà il backup appunto di device. Next Generation Cloud Pioneers è una tecnologia dedicata al settore B2B e adottata al momento da 47 aziende pioniere italiane e che consente l'archiviazione e la condivisione di dati appunto in modo sicuro e garantendo sovranità del dato privacy e costi contenuti in ultimo ma non in ultimo in importanza rispetto dell'ambiente. Quindi ecco questo è ad oggi il programma che va a soddisfare vari poi casi di utilizzo a seconda dell'azienda, aziende che spaziano dal manifatturiero all'ICT a tantissimi settori in Italia che appunto vedono crescere la mole di dati prodotti anno su anno. **Davide**: Va bene Danilo grazie per averci parlato della vostra realtà e del vostro approccio innovativo ad un tema tecnologico così importante come quello del cloud. Buon lavoro e a presto. **Danilo**: Grazie, grazie a voi. #### Conclusione - Timestamp: 25:28 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e17 ## Siamo arrivati al "1984"? > In [1984](https://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo)) di George Orwell la società libera è stata totalmente e definitivamente assoggettata da uno sfrenato utilizzo della tecnologia, la stessa tecnologia che oggi viene impiegata per garantire la sicurezza di tutti noi, o almeno così sembra. [Spyware](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e30?t=219) forniti a vari governi per sorvegliare gli smartphone di giornalisti, attivisti e politici o sistemi di [riconoscimento facciale](https://it.wikipedia.org/wiki/Riconoscimento_facciale) in grado di controllare gli spostamenti dei cittadini sono le tecnologie che analizziamo in questa puntata, allo scopo di fare una panoramica di un fenomeno sempre più presente in quegli Stati in cui si tengono meno in considerazione i [diritti umani](https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani). Nella sezione delle notizie parliamo di un nuovo trend che sta rendendo sempre più facile [riparare gli smartphone](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e52?t=256), della [forza navale americana](https://it.wikipedia.org/wiki/United_States_Navy) che sta testando armi laser e infine dell’inizio della posa del cavo marino [2Africa](https://en.wikipedia.org/wiki/2Africa) per fornire più banda al continente africano. - Stagione: 4 - Episodio: 17 - Data di pubblicazione: 2022-04-23 06:45:00 - Durata: 16:37 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e17](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e17) - Episodi correlati: s3e13, s3e30, s3e33 - Tag: 1984,GerogeOrwell,GrandeFratello,privacy,sorveglianza,Pegasus,CoreadelSud,tracciamento,riconoscimentofacciale,Sphere,PrümII,cavomarino,2Africa,Genova,internet,Africa,marina americana,us navy,Layered Laser Defense,LLD,Lockheed Martin,laser,nave,drone,raggio laser,riparazione,smartphone,samsung,google,apple ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire come la tecnologia che ci circonda, se usata in modo eticamente scorretto, può avvicinare la nostra realtà al romanzo distopico 1984 di George Orwell. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Smartphone e l’era della riparazione > Fonte: Italian.tech - Timestamp: 01:01 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo Apple che ne ha dato l'annuncio qualche mese fa, anche Samsung e Google stanno per adeguarsi nel garantire il diritto alla riparazione. Samsung infatti utilizzerà componenti riciclati e ricondizionati, dimezzando i costi di riparazione, rendendo questa opzione più accessibile e preferibile all'acquisto di un nuovo smartphone, soprattutto in un periodo in cui si cerca di sprecare sempre meno e far fronte alle diverse crisi tra cui quell'ambientale e dei microprocessori. Samsung inoltre collaborerà con iFixit, piattaforma che già da anni promuove la riparazione degli smartphone dalla realizzazione di guide alla vendita di kit per la riparazione. Allo stesso modo, Google, entro l'anno, attiverà un programma per riparare gli smartphone dal Pixel 2 in poi, sempre attraverso iFixit, ma anche offrendo la possibilità di rivolgersi a centri certificati. Il diritto alla riparazione, tra l'altro, è un tema che sia Stati Uniti e Unione Europea stanno sempre più affrontando tramite normative o soluzioni per favorire la vendita di smartphone, più facilmente riparabili. Non è un caso, quindi, che queste aziende non vogliano trovarsi impreparate e si stiano attivando per garantire il diritto alla riparazione. E perché no? Essere sempre più sostenibili. #### La marina americana sta testando armi laser > Fonte: AresDifesa.it - Timestamp: 02:19 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Durante il mese di febbraio, la Marina Militare Americana ha testato un sistema laser in grado di sparare un raggio invisibile ad occhio nudo. Il test è stato condotto su un drone che, per la prima volta, è stato colpito da un raggio ad alta energia completamente elettrico. Il sistema, conosciuto come Layered Laser Defense, LLD, è stato progettato e costruito da Lockheed Martin per fungere da sistema dimostrativo in grado di contrastare i sistemi aerei senza pilota e le barche da attacco rapido con un laser ad alta potenza. E in grado di utilizzare anche il suo sistema elettroottico per tracciare le minacere in arrivo. Questi test dimostrano uno sforzo ampio da parte della comunità di ricerca e sviluppo navale per maturare tecnologie e mettere in campo armi laser in grado di affrontare molteplici minacce. Le armi laser forniscono una nuova precisione velocità di ingaggio per le unità della Marina Americana, offrendo anche una logistica semplificata, più sicura per le navi e i loro equipaggi, poiché i laser non dipendono dai tradizionali propellenti o dagli ordigni a base di polvere da sparo che si trovano normalmente sulle navi. #### Iniziata a Genova la posa del cavo marino 2Africa > Fonte: Comune di Genova - Timestamp: 03:33 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso martedì a Genova è iniziata la posa del cavo marino 2Africa, che diventerà nel 2023 anno in cui terminerà la stesura il più lungo mai realizzato, con una lunghezza pari a 45.000 km. Il progetto è stato proposto dal consorzio 2Africa, di cui fanno parte anche Vodafone e The Queenix, ovvero i principali responsabili della realizzazione del cantiere che ha dato il via alla posa della prima parte di cavo sottomarino a Genova. L'obiettivo di questo progetto è di ampliare ulteriormente la rete internet tra il continente europeo, asiatico e soprattutto africano, dal momento che il cavo stesso andrà a circunnavigare le coste dell'Africa, arrivando fino alla Gran Bretagna. Una volta arrivato, 2Africa fornirà a oltre 3 miliardi di persone, circa il 36% della popolazione mondiale, una maggiore capacità e stabilità della connessione ad internet, promovendo così l'ulteriore crescita della connettività di quarta e quinta generazione e delle reti a banda larga. #### Siamo arrivati al "1984"? > - Timestamp: 04:55 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Privacy, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: È il 1984. Il mondo è diviso in tre grandi superpotenze. Da una parte troviamo l'Eurasia, composta dall'ex Europa e Russia, dall'altra l'Estasia, formata dall'Unione del Sud-Est Asiatico, e infine l'Oceania, un enorme super-stato che comprende fra le varie nazioni anche le Americhe e la Gran Bretagna. In questa realtà, gli assetti geopolitici si sono definiti con la conclusione della Terza Guerra Mondiale. In ognuno di essi regna un regime totalitario assoluto, tra i quali spicca in questa storia il Socing dell'Oceania. A capo di questo super-stato vi è il Grande Fratello, un partito unico che controlla ogni cittadino dell'Oceania attraverso una serie di telecamere disposte in ogni angolo del paese, anche nelle case delle stesse persone. Ogni forma di privacy è annullata, tant'è che addirittura la televisione viene usata come strumento per individuare irregolarità anche e semplicemente espressive nel comportamento delle persone. E chi disobbedisce o lascia a percepire dissensi al partito unico, viene severamente punito dalla psicopolizia anche con la morte o con il lavaggio del cervello. Con la storia del celebre romanzo 1984, scritto da George Orwell ben 36 anni prima dei fatti accaduti nel libro, l'autore ha palesemente voluto criticare attraverso una finzione letteraria spinta più che mai verso il distopismo assoluto tutte le declinazioni del concetto di regime totalitario, che sul finire degli anni 40 appartenevano ad alcuni paesi quanto a forma e modalità di governo. A quel tempo e in quelle nazioni la libertà di espressione era certamente ostacolata, ma solamente fino a un certo punto, proprio per via della mancanza di tecnologie che consentivano alle autorità di sorvegliare massivamente la popolazione. Nel mondo di George Orwell, invece, la società libera è stata totalmente e definitivamente assoggettata a uno sfrenato utilizzo della tecnologia, la stessa tecnologia che oggi viene impiegata per garantire la sicurezza di tutti noi. O al meno così sembra. Sia chiaro, anche solamente pensare al fatto di arrivare un giorno ad una situazione lontanamente paragonabile al 1984 di George Orwell è abbastanza improbabile. Eppure, al di là degli scenari fantascientifici, sentiamo ogni giorno parlare di tecnologie che sfuggono, per così dire, al controllo umano. Esattamente come quanto avvenuto con l'inchiesta del progetto Pegasus, che ha portato al dibattito pubblico l'utilizzo dell'omonimo spyware prodotto da un'azienda israeliana e fornito a vari governi per sorvegliare gli smartphone e le vite di giornalisti, attivisti, politici e dei loro familiari. Ma se da una parte i virus informatici come lo spyware Pegasus hanno bisogno di appoggiarsi ad altri dispositivi elettronici per sorvegliare e monitorare le azioni di qualcuno, dall'altra vi sono tecnologie emerse solamente negli ultimi anni che consentirebbero di estendere il controllo a potenzialmente tutta la popolazione globale. Da diverso tempo, infatti, non si fa altro che parlare delle tecnologie di riconoscimento facciale con le quali è possibile identificare una persona a partire dall'immagine del suo volto attraverso complessi algoritmi. Il ricorso a queste tecnologie risulta sempre più diffuso grazie all'utilizzo di strumenti di rilevazione, sempre più miniaturizzati e quindi potenzialmente nascosti, in grado di raccogliere immagini senza che l'interessato ne sia consapevole. Ma ci ritorneremo tra poco. L'acquisizione dei dati di una o più persone oggigiorno, poi, non avviene esclusivamente attraverso il riconoscimento biometrico. Infatti, per capire di cosa stiamo parlando, dobbiamo tornare indietro di un paio di anni, quando le restrizioni da Covid-19 iniziarono ad essere implementate dai vari governi di tutto il mondo. Governi che, come ben sappiamo, non hanno adottato le stesse misure cautelari. Perché se in Europa il regolamento generale sulla protezione dei dati, ha posto dei limiti all'invasività dei sistemi di tracciamento del virus, in altri stati come la Corea del Sud o la Cina, la situazione è andata e sta andando molto diversamente. Mentre infatti in Italia gridavamo al complotto quando il governo decideva di adottare un sistema decentralizzato, basato sulla raccolta di codici casuali e anonimi attraverso il Bluetooth, in alcuni paesi asiatici la situazione in quel momento stava prendendo un verso completamente opposto. La Corea del Sud, ad esempio, è stato uno dei paesi che è riuscito a contenere meglio la diffusione da Covid, e questo non perché il virus fosse meno contagioso rispetto a quello in Italia, ma perché il governo, attraverso alcune misure particolarmente invasive in fatto di privacy, è riuscito a ridurre drasticamente il numero di contagi che sarebbero altrimenti sfuggiti al tracciamento. Oltre ad un efficiente sistema di test rapidi, la Corea del Sud ha deciso di far circolare in maniera del tutto trasparente le informazioni riguardanti i pazienti infetti ottenute tramite siti web, mappe interattive, pagamenti elettronici e varie applicazioni per smartphone, grazie alle quali è stato possibile risalire in tempo reale a tutti gli spostamenti che i cittadini infetti hanno compiuto prima di essere diagnosticati. Per quanto riguarda invece il riconoscimento facciale, sempre la Corea del Sud pare stia per introdurre un vero e proprio grande fratello nella città di Bucheon, in grado di tracciare e persino riconoscere fino a 10 persone simultaneamente in meno di 10 minuti. Per i funzionari di Bucheon, la flotta di 10.000 telecamere sparse per la città non costituirà un elemento di pericolo in fatto di privacy, per via appunto della capacità del sistema di oscurare i volti di chiunque non sia un soggetto sottoposto a tracciamento da covid. Tuttavia alcuni attivisti interni al paese sostengono che il tracciamento del virus sia solamente un pretesto per ampliare la sorveglianza dei propri cittadini, benché l'autorità sudcoreana di controllo e prevenzione abbia garantito che il sistema di video riconoscimento verrà utilizzato esclusivamente per contenere la pandemia. Tornando ora al 2022, dopo aver aperto la puntata citando il Grande Fratello del romanzo 1984, non possiamo non analizzare il caso dello stato che in effetti più si avvicina a questo modello di totalitarismo orwelliano. Come ben noto ormai, la popolazione russa al giorno d'oggi non sta ricevendo alcuna informazione imparziale a proposito del conflitto, dal momento che alla televisione di Stato non vengono mai mostrate immagini di bombardamenti sulle zone residenziali ucraine, di conseguenza le autorità continuano a garantire che ad essere colpiti siano soltanto gli obiettivi militari. E in Russia chi afferma il contrario rischia fino a 15 anni di prigione. Ad una condanna simile, poi, si può arrivare anche pubblicando sui social network post che contraddicono le decisioni prese dal governo, come nel caso di una cittadina moscovita di 27 anni, che una settimana dopo la pubblicazione e l'immediata cancellazione di un post su Twitter, ancora prima di essere oscurato, è stata arrestata mentre scendeva dalla metropolitana. La sfortunata ragazza, infatti dopo essere stata identificata per la pubblicazione del tweet, è entrata a far parte del database Sphere, un potente sistema di riconoscimento facciale presente in molti dei mezzi pubblici di Mosca, tra cui appunto la metropolitana. Il sistema è in realtà operativo da quasi un paio d'anni ed è in grado di trasformare il volto di un passeggero in una vera e propria impronta biometrica alla quale può essere associato appunto un tweet considerato incriminante. Parallelamente a Sphere, nel 2020 un'azienda russa nel campo delle tecnologie biometriche ha lanciato insieme al Dipartimento Tecnologico della Capitale il progetto Safe City, che prevede una massiccia installazione di videocamere per riconoscimento facciale in 10 città russe oltre a Mosca, sempre con il presunto obiettivo di tutelare l'incolumità pubblica partendo proprio dal Covid. Anche in questo caso l'opposizione, per quanto possa essere definita tale, continua a chiedere una moratoria sull'uso di queste tecnologie, ma nonostante ciò la città di Mosca e il ministero dell'interno continuano a perseguire, ha detta loro, la strada della sicurezza arrivando a collegare oltre 100.000 telecamere cittadine a questo sistema. In ogni caso chiedersi come abbia potuto l'uomo iniziare a sfruttare una tecnologia così controversa e vulnerabile, pur di mantenere un certo livello di sicurezza all'interno della propria nazione, è alquanto lecito, anche perché negli ultimi anni la tecnologia di riconoscimento facciale si è dovuta scontrare con una notevole forza d'opposizione, a fronte anche di un aumento dell'utilizzo di tale tecnologia da parte delle autorità e dei conseguenti casi di identificazioni sbagliate. Un dibattito quest'ultimo che sta prendendo piede anche in Europa, allarmato anche dalla recente decisione di rimodernare un vecchio sistema di condivisione dati in uso tra alcuni stati membri dell'Unione avviato ancora nel 2005. PRUM2, ovvero l'evoluzione del primo strumento identificativo, sarà secondo la consulente politica dell'European Digital Rights la più estesa infrastruttura di sorveglianza biometrica mai vista al mondo, dal momento che implementerà il database di informazioni personali anche la tecnologia di riconoscimento facciale. Tra l'altro le proposte della Commissione Europea prevedono anche di fornire alle forze dell'ordine un maggior accesso automatizzato alle informazioni già condivise, il che porterà probabilmente a un'ancora più stretta cooperazione tra gli organi di polizia di tutta Europa. In realtà tutto ciò non si tradurrà poi in un maggior rischio di fuga dei nostri dati, anche perché dal 2018 è entrato in vigore il General Data Protection Regulation, o GDPR, il quale oltre a marcare nettamente il confine tra Europa e Oriente quanto a trattamento dei dati personali, si è anche posto come una risposta necessaria e urgente alle sfide sorte con lo sviluppo tecnologico e con i nuovi modelli di crescita economica, tenendo conto soprattutto delle esigenze di tutela dei dati personali sempre più avvertite dai cittadini UE. Nonostante ciò, tra le normali polemiche sorte con l'annuncio di PRUM2, in grado di raccogliere diverse milioni di foto di volti, vi è anche la preoccupazione che questi nuovi sistemi possano in futuro normalizzare l'utilizzo del riconoscimento facciale, arrivando ad eludere i principi etici e morali che hanno caratterizzato la specie umana sin dall'antichità e dagli anni successivi all'immaginario futuro ipotizzato da George Orwell per il 1984. #### Conclusione - Timestamp: 15:45 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e18 ## MediaWorld: perché i negozi fisici non scompariranno > Le esigenze dei [consumatori](https://it.wikipedia.org/wiki/Consumatore) stanno cambiando sempre più velocemente. Negli ultimi anni, ad esempio, stiamo assistendo ad un [trend](https://www.treccani.it/vocabolario/trend/) che vede una sempre più ampia parte degli acquisti che effettuiamo sulle piattaforme online grazie all’[e-commerce](https://it.wikipedia.org/wiki/Commercio_elettronico). Cosa dobbiamo aspettarci quindi dal futuro dei negozi? Siamo veramente certi che acquistare online sia sempre la miglior soluzione? Per capire il punto di vista di [MediaWorld](https://www.dentrolatecnologia.it/mediaworld.html) su questo tema di fondamentale rilevanza, abbiamo intervistato [Marco Mazzanti](https://www.dentrolatecnologia.it/marco.mazzanti.html), Chief Commercial Officer di MediaWorld, che ci ha spiegato come la prima catena di elettronica di consumo in Europa si stia adoperando, anche grazie alla tecnologia, per soddisfare le esigenze di tutte le tipologie di clientela. Nella sezione delle notizie parliamo di [Samantha Cristoforetti](https://it.wikipedia.org/wiki/Samantha_Cristoforetti) che è tornata nello Spazio e dell’accordo raggiunto sul [Digital Services Act](https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2022/04/23/digital-services-act-council-and-european-parliament-reach-deal-on-a-safer-online-space/). - Stagione: 4 - Episodio: 18 - Data di pubblicazione: 2022-04-30 06:45:00 - Durata: 27:49 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e18](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e18) - Episodi correlati: s2e40, s3e46 - Tag: mediaworld,media market,chief commercial officer,cco,negozio,e-commerce,online,consumatore,cliente,supporto,assistenza,prodotto,casa,consegna,pickup point,esperienza,bisogno,spazio,Crew4,SamanthaCristoforetti,StazioneSpazialeinternazionale,ricerca,sicurezza,dsa,digital services act,big tech,unione europea,commissione europea,ue ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Marco**: Il negozio fisico, indipendentemente dal canale dove tu vendi, è una necessità che tu devi assolvere, devi averlo, perché comunque il cliente un giro lì dentro lo farà. Come farà un giro dentro il sito e-commerce che gli fa vedere tutti i prodotti che ci sono. Per cui indipendentemente poi dove finalizzi la vendita, è fondamentale che tu sia presente in tutti i posti in cui il cliente farà un giro e andrà. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire con MediaWorld come sta cambiando il mercato della vendita di prodotti tecnologici di consumo e come la tecnologia può tornare utile per soddisfare le esigenze di tutte le tipologie di clientela. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Dopo un primo rinvio per condizioni meteo sfavorevoli, nella mattina di mercoledì 27 aprile è partita dal Kennedy Space Center in Florida la missione spaziale Crew-4, con a bordo l'astronauta italiana membro dell'Agenzia Spaziale Europea Samantha Cristoforetti. #### Samantha Cristoforetti è tornata nello spazio > Fonte: Repubblica.it - Timestamp: 01:22 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Grazie alla propulsione di un razzo Falcon 9, la capsula Crew Dragon ha così portato sulla Stazione Spaziale Internazionale altri quattro astronauti, oltre ai sette già a bordo, i quali nei prossimi sei mesi dovranno svolgere una serie di esperimenti relativi ai diversi ambiti scientifici. In particolare Samantha Cristoforetti condurrà sul proprio organismo uno studio promosso dall'Università di Trieste, che ha come obiettivo quello di scoprire se ci sono differenze di reazione tra il corpo femminile e quello maschile in assenza di gravità. Infine, con l'esperienza ottenuta dai 199 giorni trascorsi nello spazio, tra il 2014 e il 2015, l'astronauta italiana è stata selezionata per dirigere le operazioni del segmento orbitale americano della stazione, composto da 11 moduli appartenenti alle più importanti agenzie spaziali di tutto il mondo. #### Raggiunto un accordo sul Digital Services Act > Fonte: SkyTG24.it - Timestamp: 02:34 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Pubblica Amministrazione, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo lunghe trattative tra i maggiori organi dell'Unione Europea, si è raggiunto un accordo sul Digital Services Act, o DSA, di cui si parla già da diverso tempo. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha definito questo accordo storico e di fatto è l'unico del suo genere volto a garantire che ciò che è illegale offline lo dovrà essere anche online. In pratica, il DSA costringe le piattaforme con più di 45 milioni di utenti attivi, tra cui Google, Apple, Meta, Microsoft e Amazon, a eliminare quei contenuti ritenuti illegali. Alcuni esempi possono essere prodotti contraffatti, pericolosi o che non soddisfano gli standard di sicurezza, nel caso dei siti di vendite online, ma anche la sospensione di utenti che violano la legge nel caso dei social network. A questo poi si aggiunge anche l'obbligo da parte delle piattaforme di una maggiore trasparenza sui dati e sugli algoritmi utilizzati con delle verifiche annuali da parte di organismi indipendenti che riferiranno alla commissione, che potrà infliggere le eventuali sanzioni e rendere internet un posto più sicuro per tutti i cittadini europei. #### MediaWorld: perché i negozi fisici non scompariranno > - Timestamp: 04:05 - Autori: MediaWorld, Marco Mazzanti, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Internet - Tipologia: Intervista **Davide**: Le esigenze dei consumatori stanno cambiando sempre più velocemente. Negli ultimi anni, ad esempio, stiamo assistendo ad un trend che vede una sempre più ampia parte degli acquisti che effettuiamo su piattaforme online. Il commercio elettronico, o e-commerce, poi, ha avuto una forte spinta in seguito alla pandemia e questo ha penalizzato la vendita al dettaglio nei negozi fisici. Cosa dobbiamo aspettarci quindi dal futuro dei negozi? Siamo veramente certi che acquistare online sia sempre la miglior soluzione? Ne parliamo oggi con Marco Mazzanti, Chief Commercial Officer di MediaWorld, società tedesca con circa 1000 punti vendita e prima catena di elettronica di consumo in Europa. Benvenuto Marco. **Marco**: Grazie mille, buongiorno a tutti. **Davide**: In un mercato come quello in cui ci troviamo che sta fortemente cambiando e con isso stanno cambiando anche le esigenze dei consumatori, dei clienti che sono aumentate anche grazie all'avvento della tecnologia informatica, quali sono le sfide che un'azienda specializzata nella distribuzione di prodotti tecnologici come MediaWorld sta affrontando per valorizzare diverse modalità di vendita, tra cui l'acquisto in un negozio fisico e online? **Marco**: Allora, guarda, oggi il discorso è come fare a contentare il cliente, come riuscire a dare risposte in ogni tipo di esigenza che ha il cliente. Io non so dirti come sarà il futuro ma quello che sono sicuro è che questi due canali coesisteranno e saranno per esigenza del consumatore due canali sempre presenti sul mercato perché il consumatore vuole comodità, ma allo stesso tempo vuole vedere, vuole toccare, vuole poter provare i prodotti e le due esperienze sono possibili solo se riescono a integrare questi due canali per cui l'online e i negozi fisici e ti dirò di più, anche con diverse modalità diversi di negozi fisici perché non tutti sono uguali e non tutti assolvono le esigenze di quel momento del nostro cliente. Oggi il cliente, ripeto, è al centro veramente, l'abbiamo detto per anni, per anni ci sono stati trattati di marketing dove si metteva il cliente al centro, non è mai stato vero come adesso, non è mai stato vero come dopo l'arrivo dell'online che ha messo nelle mani del consumatore la possibilità di scegliere. Per farlo scegliere bisogna dargli dei vantaggi, qualcosa di meglio di quello che gli può dare un'altra esperienza. Il consumatore oggi ha un percorso che è molto chiaro, parte da una ricerca, parte da un bisogno che lui ha e parte da una ricerca online, per cui il 90% dei consumatori come primo step vanno sull'online, anche tu hai bisogno di un prodotto, vai a vedere sull'online che cosa può risolvere il tuo bisogno e dove lo puoi trovare. Poi di solito il passaggio avviene specie di un prodotto come quelli che vendiamo noi, che comunque hanno un "touch and feel", sono tante volte dei sogni, uno si compra il nuovo telefono, il nuovo TV e sono cose che comunque gratificano molto la persona, va nel negozio, la vuol vedere, la vuol trovare, dopo c'è un altro passaggio che è l'affinizzazione dell'acquisto e in quel momento lì il canale diventa utile in funzione di quanto è bravo a dare risposta al cliente alle sue esigenze, un'esigenza di semplicità, un'esigenza di maggiore conoscenza, un'esigenza di vedere un assortimento molto completo, tutte queste esigenze diverse se integrate fanno sì che il cliente abbia un'esperienza con un brand e non più con un canale. **Davide**: Quindi un acquisto che nella maggior parte dei casi parte online e poi si trasferisce in un negozio fisico? **Marco**: Cioè in tutte e due… allora quello che parte online quasi sempre la ricerca. Io ripeto io faccio molto esempio quando vedo i miei amici, guardo io come mi comporto, quando ho bisogno di un prodotto che non conosco perché devo comprare una cosa, ho bisogno di comprare… adesso esco dal mio mercato una tenda o un qualsiasi prodotto, prima cosa cerco l'informazione, cerco di capire di cosa stiamo parlando e internet mi offre una possibilità infinita di conoscenza, per cui vado lì e inizio a prendere i primi spunti, poi il secondo passaggio è approfondire questi spunti per cui ho un bisogno, ho un bisogno di non fare entrare la luce dalla finestra, vado a capire come si fa a non fare entrare la luce dalla finestra, a questo punto qua capisco che prodotti mi risolvono questo problema e a quel punto inizio a girare per vedere, che possa andare in negozio, posso soddisfarlo anche direttamente online, ma è una seconda fase l'acquisto, in quel momento lì dove acquisterò, dove al meglio soddisfano i miei bisogni e anche qui abbiamo creato format di vendita diversi perché i clienti si muovono in maniera diversa, c'è il cliente che si muove solo per bisogno, c'è il cliente che si muove perché vuole scoprire qualcosa di nuovo e c'è il cliente che si muove perché ha passione, per cui vuole vedere l'ultima tecnologia arrivata, l'ultimo prodotto presente sul mercato perché è quello che lo muove. Dove io darò risposta al cliente a questi bisogni, a questa sua necessità lui comprerà. Se sono bravo, diventa indifferente se compra online o compra nei negozi, ma diventa molto determinante il fatto che lui sia contento. **Davide**: Sì, quindi in questo ragionamento ha senso come hai fatto distinguere diverse tipologie di clienti che si muovono, acquistano per esigenze diverse. E appunto a esigenze diverse dei consumatori corrispondono anche da parte vostra delle diverse risposte per voi che i prodotti li vendete. Ci parli quindi della proposta di vendita che avete, quindi parlo di online, e-commerce e poi dei punti vendita in negozi fisici? **Marco**: Allora guarda, ti parto in scala partendo in realtà dal negozio fisico, poi ti arrivo per ultimo sull'online. Allora, noi abbiamo negozi fisici con vari format. Dopo la pandemia, si è sentita ancora di più l'esigenza di essere vicini al cliente per le restrizioni, per tutta una serie di cose di comodità, per cui abbiamo deciso di ampliare i format che avevamo già in pista e abbiamo iniziato a aprire dei negozi smart che sono negozi piccoli, di centro città piuttosto che di quartiere, parliamo di 250 metri, questo tipo di misure di negozio dove il cliente ha la comodità della vicinanza, ha un assortimento più ridotto che, e qui vediamo la prima integrazione, che si allarga all'interno del negozio con la possibilità di avere disponibile tutto quello che abbiamo anche sull'online, dove al contrario abbiamo l'assortimento più grande dei nostri canali. Per cui integriamo la soluzione andando con un punto vendita piccolo, vicino il più possibile al cliente per cui dove abita, dove gira, dove lavora, dandogli un'esperienza d'acquisto dove ci sia una persona che gli dà un suggerimento, che lo aiuta nell'acquisto e che gli permette di fare una scelta, anche perché tante volte se tu compri un prodotto che non conosci bene ti trovi un assortimento online di centinaia di prodotti che un pochettino ti disorientano. Certe volte la persona che riesce a indirizzare in funzione del tuo bisogno ha una minore numero di scelta e ti dà un aiuto oggettivo nell'acquisto che tu stai… **Davide**: Sì, ti dà un supporto, una guida. **Marco**: Esattamente, ti aiuta proprio nella tua scelta per cui nel capire, esempio della lavatrice, la prima domanda è la famiglia, quante grande, quante piccola, che tipo di lavatrice ha, che tipi di consumi vuole consumare e questo tante volte solamente dalle schede tecniche che trovi sull'online è difficile da capire, è difficile da scegliere tra centinaia di offerte diverse, per cui questo negozio piccolo diciamo che fa un primo step ed è lo step della vicinanza dando un assortimento più piccolo che si allarga con tutto quello che c'è su internet ma aiutato da una persona, da una persona che è un nostro commesso ma che è una persona che tecnicamente sa di più e ti dà una mano. Poi andiamo nei negozi che sono i nostri core format, che di solito sono i negozi che noi abbiamo sempre per quello che siamo conosciuti, tutti conoscono MediaWorld, per negozi sempre molto grandi, negozi che vanno dai 1500 ai 3000 metri con dentro assortimenti ampi, dove in questo caso qua si va a unire oltre alla soddisfazione del bisogno anche la scoperta perché in questi assortimenti ti posso fare vedere senza allargarmi con tanto come internet, ripeto con centinaia di prodotti della stessa categoria, una scelta più ampia ma comunque importante, comunque che va a cogliere qualsiasi sfumatura dei bisogni che tu hai. Anche in questo caso qua aiutiamo il cliente sia nello scegliere sia nel poter scoprire cosa quel mercato gli offre in una maniera più importante perché abbiamo più possibilità d'assortimento, sono negozi che sono quelli più conosciuti, ripeto che sono nati in Italia per far scoprire la tecnologia dove in ogni negozio da noi è possibile toccare tutti i prodotti, provarli, vedere come funzionano. Per arrivare all'ultimo format che abbiamo aperto proprio durante la pandemia, che adesso andremo a replicare, che è il Tech Village che ci abbiamo a Certosa. Il Tech Village che abbiamo a Certosa è un negozio molto grande, sono oltre 5.000 metri di area vendita, 10.000 metri di superficie totale, dove andiamo a integrare la nostra capacità di suggerire al cliente delle soluzioni con la capacità dei principali brand, che hanno all'interno di questo negozio proprio delle botteghe loro, dove presentano il massimo della tecnologia presenti oggi sul mercato, dal 100 pollici del TV al televisore trasparente, alla lavatrice o al frigorifero che conservano la roba in maniera completamente diversa, molto più performanti. Per cui andiamo a unire quello che è il mercato del nostro normale negozio, ripeto da core format, a quello che è un'esperienza più fatta dal brand, per cui dove c'è un venditore del brand che ti accompagna e qui entra dentro la passione. Se io sono un appassionato di TV nel negozio che abbiamo nel Tech Village in Certosa, tu puoi vedere e toccare con mano il massimo dell'assortimento, il massimo della tecnologia, prodotti che non sono ancora presenti sugli scaffali di tutti i negozi di elettronica in Italia, ma che sono presentati come se fossimo, perdonami il termine, in una fiera, come era una volta il famoso SMAO dove andavi a vedere quello che c'era di nuovo che è riuscito sul mercato piuttosto che quello che c'era in quel momento lì. E qui andiamo a solvere diciamo tutti e tre i bisogni, per cui sia il bisogno, sia la scoperta, sia la passione per cui gli andiamo a convogliare tutto. Anche questo negozio qua… **Davide**: Questa è per voi la massima espressione di un negozio fisico? **Marco**: Esattamente, questa è la massima espressione di un negozio fisico, ne stiamo aprendo adesso un altro a Roma, in Europa ne stiamo aprendo tanti, questo è un format che è nato in Italia, Certosa è il primo punto vendita in Europa, io guardo i punti vendita di elettronica, ne ho visti veramente tanti nel mondo, l'ho girato tanto perché è il mio lavoro per cui dovevo informarmi e capire e questo è una delle soluzioni, dei mix migliori che abbia visto in giro, al di là della bellezza e della piacevolezza di starci dentro, proprio quest'unione tra brand e retail fa sì che l'esperienza del cliente si trasforma in una esperienza veramente premiante, veramente completa. Anche questo punto vendita qua completamente integrato all'online. Poi arriviamo all'online che diciamo è propedeutico a tutti questi format che abbiamo dove c'è il massimo dell'assortimento possibile, nell'online noi trattiamo perché non hai più limite fisico dell'esposizione del dover far toccare i prodotti, per cui tutto quello che è possibile è presente, è di supporto ai negozi e vive anche di vita propria perché se è un cliente può essere anche andato in negozio, aver visto il prodotto, averlo toccato, per lui è più piacevole comprarlo da casa, farselo arrivare a casa, farcelo consegnare, piuttosto che ritirarlo in uno dei nostri "pick-up point", è una scelta del cliente, può comprare dove vuole, l'esperienza diventa la stessa, è integrata e la finalizzazione è semplicemente un mezzo, in quel caso lì MediaWord è riuscito ad assolvere quello che era il bisogno originario del cliente e a soddisfarlo. **Davide**: Quindi il negozio fisico diventa anche un punto di ritiro per gli acquisti che effettuiamo online? **Marco**: Assolutamente sì, molto richiesto e molto ricercato per un fattore di comodità, di possibilità di pagare direttamente negozio invece che pagare online, per cui ha tante cose che assolvono a necessità e bisogni del cliente, da noi puoi fare fondamentalmente entrambe le cose. **Davide**: Una curiosità, quando hai parlato di negozi smart, quelli più piccoli all'inizio, hai parlato però di un'integrazione con tutto il vostro catalogo, concretamente come avviene? **Marco**: All'interno dei negozi ci sono degli schermi grandi dove tu praticamente vedi tutto l'assortimento che è presente anche nell'online, per cui di solito accompagnati comunque dal venditore che arriva lì da te, fa un pochino di domande, cerca di capire i tuoi bisogni, ha un numero limitato, ti faccio sempre l'esempio di televisori, ha un numero limitato di televisori da farti vedere, ma capisce che la tua esigenza ed è diversa da quello che lui ha lì presente, ti fa vedere semplicemente, scorrendo il catalogo, quale altro prodotto è possibile comprare se riesce a soddisfare i tuoi bisogni e dopo ti dà la possibilità o di ritirarlo lì nello stesso negozio o di fartelo arrivare a casa domicilio, di comprarlo in qualunque modalità tu ritieni opportuna comprarlo. Per cui ti presenta fisicamente una selezione, ma ti dà la possibilità di comprare tutto quello che vuoi che è presente sul nostro canale, come ti dicevo funzionano in tutte e due le direzioni, dal negozio puoi comprare anche tutto l'online, dall'online puoi essere anche direzionato e andare a ritirare il negozio, per cui questo è un'integrazione tra tutti e due i canali. **Davide**: Sì, cercate di coprire tutte le esigenze, le varie esigenze delle diverse tipologie di clientela, perché appunto come dicevi i clienti sono diversi, quindi da una parte c'è il cliente che è più esperto e che non ha bisogno di un supporto esterno, ma non dimentichiamoci che dall'altra parte c'è un'ampia fetta della popolazione che si sta ancora digitalizzando. E magari per queste persone scegliere uno smartphone ad esempio con tutte le possibilità che offre il mercato diventa un vero e proprio ostacolo che può essere superato solo con un supporto umano, una persona che è lì ad aiutarti. **Marco**: Assolutamente sì, hai fatto un bellissimo esempio, tu vai davanti a un assortimento di smartphone, ovunque ti trovi 2-300 telefoni che apparentemente da lontano sembrano tutti molto simili, poi può cambiare il design, cambia le caratteristiche tecniche, se non hai in alcuni casi per chi non è un esperto di queste cose qua, avere qualcuno che ti supporta in funzione di quello che è il tuo uso del telefono, che riesca a direzionare verso un prodotto piuttosto che un altro è un valore molto importante. Non tutti sono, perché noi parliamo di smartphone sembra che tutti mangiamo pane e smartphone tutti i giorni, perché lo usiamo tutti i giorni, poi in realtà quando vai a guardare quello che possono fare gli smartphone ci si aprono dei mondi nuovi che non sempre - ma giustamente - un cliente che ha il bisogno in quel momento lì è obbligato a dover sapere. Ci vuole qualcuno che ti aiuti, ti guidi, ti ripeto, puoi farlo in autonomia in internet, metti il confronto delle comparazioni, sai che hai quei bisogni, vai a vedere se ha quelle caratteristiche in un negozio, li vedi tutti e c'è qualcuno che ti aiuta a capire, questo fa qualcosa di più in quella direzione, quest'altro fa qualcosa di più in quell'altra direzione, questo ha più memoria, questo fa le foto più belle, ci sono tante caratteristiche che possono cambiare in funzione di quello che è la tua volontà di utilizzo del telefono. Per darti un esempio molto semplice, c'è un proliferare di smartphone per persone anziane dove la dimensione dei tasti, la semplicità d'uso è un valore, questo è difficile capirlo se non riesci a andare in un negozio e toccarlo, io ho mia madre che ha 82 anni, quando ha bisogno dello smartphone, quando ha bisogno del telefono ha bisogno di un telefono che sia adatto alle sue esigenze di uso, se gli do il mio telefono difficilmente saprà neanche come accenderlo. L'intercettare quel bisogno e dare la risposta è quello che poi rende felice il cliente, perché poi è nell'utilizzo che è un cliente felice, al momento dell'acquisto tutto bello, ma poi quando sono a casa se questo prodotto soddisfa quello di cui avevo bisogno allora ho avuto una grande esperienza, se non lo soddisfa insomma. **Davide**: Sì, d'altronde il vostro interesse è che il cliente sia soddisfatto e che non si penta in un secondo momento dell'acquisto che ha effettuato. **Marco**: Assolutamente sì, perché è quello che fa sì, che poi un cliente - come si può dire - si affezioni a te, perché gli hai risolto il problema, se io ti do una risposta e tu sei contento, la volta dopo è più facile che pensi, aspetta che quel negozio lì è riuscito o quel sito è riuscito a dare le risposte che volevo, vado a vedere, un giro lo vado a fare. Poi dopo oggi c'è una partita competitiva che è sempre aperta, per cui a me interessa essere parte della partita, poi se sono bravo sarò io a soddisfare il tuo bisogno, se sono meno bravo di un altro vuol dire che devo migliorare. **Davide**: Quindi abbiamo capito l'importanza dei negozi fisici in questo mercato tecnologico, ma non solo a 360 gradi come dicevo stiamo assistendo ad un grande cambiamento. E a proposito di questo dal tuo punto di vista, anche se all'inizio ci dicevi che non sei in grado di prevedere il futuro, ma come cambierà il mercato o perlomeno qual è il trend a cui stiamo assistendo? **Marco**: Allora guarda, il mercato, ti ribadisco a quello che dico prima, oggi abbiamo dei fattori esterni purtroppo che rendono veramente difficile capire, soprattutto la velocità di cambiamento del mercato, perché diciamo negli ultimi anni ogni giorno ne salta fuori una nuova che ha cambiato il modo di vivere di tutti. Secondo me coesisteranno sempre negozi fisici e mercati online, saranno sempre più integrati, dovranno aumentare tantissimo servizi logistici, il servizio logistico può essere anche il pick-up in store, per cui aiutare il cliente a poter trovare il prodotto quando e dove vuole. Cambieranno probabilmente alcuni equilibri all'interno di questi canali, la digitalizzazione, la velocità di consegna probabilmente porteranno a aumentare la share che ha all'online rispetto alla share che ha oggi, rispetto ai negozi. Ma questo non penso né in maniera drammatica, né in maniera inutile, nel senso quello che voglio dire è che il negozio fisico indipendentemente dal canale dove tu vendi è una necessità che tu devi assolvere, devi averlo, perché comunque il cliente un giro lì dentro lo farà. Come farà un giro dentro il sito e-commerce che gli fa vedere tutti i prodotti che ci sono, per cui indipendentemente poi dove finalizzi la vendita è fondamentale che tu sia presente in tutti i posti in cui il cliente farà un giro e andrà. Per cui io mi immagino un mercato con negozi fisici probabilmente più belli, diversi nel senso con vari formati diversi che assolvono esigenze diverse, completamente integrati con l'esperienza online per cui dove non c'è un punto di rottura per cui l'online arriva fino qui e da lì in avanti parte un'altra cosa. È una cosa proprio che il cliente non deve sentire, entreranno secondo me altri canali di vendita sempre in questa integrazione. A casa del cliente per dirtene una, probabilmente diventerà un altro canale di vendita molto importante da perseguire, perché la comodità, il fatto che tu possa venire a casa mia è il massimo del servizio, aiutarmi lì a scegliere qual è il prodotto migliore per assolvere il mio bisogno che ho direttamente a casa, ci sono aziende che hanno fatto la loro fortuna su questa modalità di vendita di canale. Oggi che è un allargamento di tutte le varie possibilità, tu devi riuscire a solvere tutte, per cui mi aspetto che ci siano altri canali che entrano, altre esperienze che entrano e vengano integrate con quelle che abbiamo adesso. Nell'insieme sicuramente ci sarà un incremento di quello che è la penetrazione dell'online nel mercato italiano. **Davide**: E in conclusione tutti i ragionamenti che abbiamo fatto fino ad ora valgono solo per il nostro mercato, quello italiano oppure per tutti i paesi in cui siete presenti? **Marco**: Guarda, valgono per tutti i paesi dove siamo presenti, ci sono dei livelli di digitalizzazione, di maturità dei mercati diversi. Più vai al nord Europa, più internet presente, questa integrazione è già molto più presente di quello che è in Italia per un problema di infrastrutture, per un problema logistico. L'Italia è un paese lungo e stretto dove i servizi non sono mai stati in top, per cui il cliente è abituato purtroppo a un servizio che non è al massimo. Tu considera che l'Italia insieme al Portogallo è l'ultimo paese in Europa come penetrazione online dell'e-commerce, te lo dico, dell'elettronica di consumo perché questi dati li conosco molto bene, che è una cosa un pochettino che non premia un paese grande e ricco come il paese dove viviamo. Abbiamo della strada da percorrere, abbiamo da mettere a posto da tutte le parti sia l'infrastruttura, sia anche la confidenza del cliente nel accedere a certi servizi, ma dobbiamo anche dargli la possibilità di accedere. Per cui mi aspetto che colmeremo il gap, siamo dai 2 ai 4 anni dietro a tutti gli altri paesi europei. **Davide**: Va bene Marco, grazie per averci permesso di affrontare un tema estremamente attuale che va anche oltre i soli negozi fisici e online di elettronica, ma che riguarda un cambiamento dell'intero mercato. A presto. **Marco**: A presto, grazie mille anche a voi, grazie da chiacchierata. #### Conclusione - Timestamp: 26:57 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e19 ## Viaggio in un cervello artificiale > Quando si parla di [intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) quasi sempre la si associa ad un algoritmo quasi magico capace di risolvere problemi che fino a qualche anno fa sembravano troppo complessi da gestire. Anche nel corso delle nostre puntate abbiamo analizzato e [approfondito l’argomento](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e36?t=240) sotto diversi punti di vista come soluzione a svariati problemi. Ma, alla fine, questa intelligenza artificiale, è davvero così intelligente? E, soprattutto, è veramente un algoritmo su cui l’Uomo non ha il controllo e che fatica a conoscere? Nel corso di questa puntata cerchiamo proprio di dare delle risposte definitive a queste domande. Nella sezione delle notizie parliamo del nuovo test del programma spaziale di [Boeing](https://www.boeing.com/space/), dello sviluppo di [un enzima](https://www.nature.com/articles/s41586-022-04599-z?utm_medium=affiliate&utm_source=commission_junction&utm_campaign=CONR_PF018_ECOM_GL_PHSS_ALWYS_PRODUCT&utm_content=textlink&utm_term=PID100094349&CJEVENT=93990b2fcc7211ec81573f880a180514) che decompone la plastica in pochi giorni e di organi su un chip per testare le terapie del futuro. - Stagione: 4 - Episodio: 19 - Data di pubblicazione: 2022-05-07 06:45:00 - Durata: 19:32 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e19](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e19) - Episodi correlati: s3e12, s3e36 - Tag: intelligenza artificiale,machine learning,apprendimento automatico,algoritmo,classificazione binaria,regressione lineare,svm,reti neurali,etica dell’intelligenza artificiale,reti neurali convoluzionali,plastica,fast-petase,enzima,texas,ricerca,austin,rifiuti,polimeri,ambiente,spazio,boeing,starliner,nasa,spacex,medicina,chip,organi,terapia personalizzata,farmaci,bioingegneria ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire meglio, attraverso degli esempi, come funzionano le varie intelligenze artificiali e cosa manca per poter creare dei veri e propri cervelli digitali. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il nuovo test del programma spaziale di Boeing > Fonte: HWUpgrade.it - Timestamp: 00:59 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo i problemi riscontrati nel lancio della navicella spaziale Starliner poco più di due anni fa, questa settimana Boeing ha deciso di fissare la data del secondo tentativo al prossimo 19 maggio. Il progetto dell'azienda statunitense fa parte del Commercial Crew Program, ovvero il programma di volo spaziale con equipaggio finanziato dalla NASA, che ha come obiettivo quello di rendere indipendenti i lanci verso la stazione spaziale americana dalle navicelle russe Sojuz. Attualmente l'unica compagnia spaziale operativa che rientra nel progetto della NASA è SpaceX, con le capsule Crew Dragon. Tuttavia, dopo la missione OFT-2 con il lancio di Starliner previsto per il 19 maggio, Boeing avrà la possibilità di avvicinarsi ulteriormente verso la conclusione della fase sperimentale del programma di lancio. A differenza del primo tentativo, questa volta la capsule Starliner, proverà ad attraccare alla stazione spaziale internazionale, dove dovrebbe rimanere per un tempo massimo di dieci giorni, per poi rientrare sulla terra una volta completata l'analisi dei dati. #### Un enzima che decompone la plastica in pochi giorni > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:12 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Ambiente, Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Un team di ricerca dell'Università di Austin in Texas è riuscito a creare un'enzima chiamato FAST-PETase, capace di decomporre la plastica in pochi giorni, rendendola riutilizzabile senza l'utilizzo di ulteriori fonti energetiche. L'obiettivo della ricerca era quello di trovare un modo più veloce per decomporre il materiale comunemente conosciuto come PET, il quale viene utilizzato principalmente per costruire contenitori per bevande, e il suo impatto sul pianeta è drammatico. Basti pensare al fatto che una bottiglia di plastica impiega dai 100 ai 1000 anni per decomporsi completamente. Infatti, questi rifiuti rappresentano circa il 12% a livello globale. Questo nuovo enzima sviluppato accelera moltissimo il processo di depolimerizzazione, scomponendo il PET nei suoi monomeri base, che poi tramite polimerizzazione vengono utilizzati in un secondo momento per ricreare molecole dall'elevato peso molecolare, i polimeri. L'enzima messo a punto è stato generato da delle mutazioni delle proteine tramite algoritmi basati sul machine learning. Anche se i primi risultati sono incoraggianti, il team di ricerca dovrà in primo luogo trovare il modo di rendere il processo funzionale per tutti i tipi di plastica, e in secondo luogo rendere il processo di depolimerizzazione tramite l'enzima FAST-PETase conveniente su scala industriale. Un team di ricercatori della Columbia Engineering e dell'Irving Medical Center della Columbia University hanno sviluppato un chip multi-organo per il test dei farmaci. #### Organi su un chip per testare le terapie del futuro > Fonte: Columbia Engineering - Timestamp: 03:42 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: In particolare il chip è composto da cellule di tessuti umani, di cuore, fegato, ossa, pelle e da cellule immunitarie, tra loro collegati. Il risultato è una riproduzione miniaturizzata di un modello del corpo umano, in grado di simulare le reazioni dell'intero organismo e non di un solo organo in particolare, a diversi farmaci e condizioni. Inoltre, ogni chip può essere realizzato partendo dalle cellule staminali del paziente, creando un vero e proprio clone miniaturizzato del corpo del paziente. Il chip inoltre è stato già utilizzato per studiare un farmaco tumorale e studiarne gli effetti avversi, come la cardiomiopatia e la cardiotossicità. Ma ulteriori studi riguarderanno l'impatto del covid sul cuore e i polmoni, le metastasi del cancro al seno e molto altro. I risultati di questa ricerca dunque sono un enorme passo avanti verso la medicina di precisione, fornendo un altro strumento per creare soluzioni e terapie mirate e personalizzate per ogni paziente. #### Viaggio in un cervello artificiale > - Timestamp: 05:13 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Topic **Davide**: Quando si parla di intelligenza artificiale, e ultimamente se ne parla molto spesso, quasi sempre la si associa a un qualche algoritmo speciale, quasi magico, rivoluzionario, e che sta pian piano accompagnando l'essere umano verso nuove frontiere, riuscendo a risolvere problemi che fino a qualche anno fa sembravano troppo complessi da gestire. Anche nel corso delle nostre puntate non abbiamo di certo trascurato il tema dell'intelligenza artificiale, analizzando e approfondendo l'argomento sotto diversi punti di vista o come soluzione a svariati problemi. Ma alla fine questa intelligenza artificiale è davvero così intelligente? E soprattutto, è veramente un algoritmo su cui l'uomo non ha il controllo e che fa fatica a conoscere? Come magari potete immaginare, la risposta in entrambe queste domande è no. In questa puntata cercheremo di capire meglio quali sono e come funzionano gli algoritmi, perlomeno i più diffusi, di apprendimento automatico, che sono alla base dell'intelligenza artificiale. Innanzitutto, e questo lo abbiamo ribadito più volte, non esiste un'unica intelligenza artificiale in grado di risolvere diversi problemi, cosa che riesce invece molto bene a una mente umana. E di conseguenza, chiaramente, non esiste una sola intelligenza artificiale, o per meglio dire algoritmi, molteplici di diversi tipi, anche combinati tra loro, e ognuno risulta più o meno adatto per un compito rispetto agli altri. Iniziamo dal primo, che è probabilmente uno dei più semplici, ovvero il classificatore lineare. Immaginiamo di avere una serie di dati, per esempio il peso e le dimensioni di un animale, e se questo è un gatto o un topo. E l'obiettivo è quello di capire, date dimensioni e peso completamente nuovi, se ci troviamo davanti un topo o un gatto. Per noi, si tratterebbe semplicemente di capire che un topo e un gatto hanno dimensioni e peso completamente diverse, e riusciremmo a distinguerli senza difficoltà. Ma un computer come può fare in questo caso? Si tratta semplicemente di matematica, posizionando infatti i vari dati che abbiamo a disposizione, quindi dimensione e peso su un grafico, ci si può rendere conto che i gatti starebbero praticamente tutti in una zona, e i topi in un'altra, tra loro ben distinte e divise. Ecco quindi che basta tracciare una linea che sia a metà tra le due zone, e avere così una formula che restituirà "gatto" se il punto sta al di sopra della linea, e "topo" invece se sta al di sotto. Il classificatore lineare dunque compie esattamente questa operazione, trovando la linea divisoria e creando così una delle prime e più semplici intelligenze artificiali. Un esempio di classificatore lineare, tra l'altro, è un algoritmo o modello ideato addirittura nel 1958, chiamato Percettrone, e che di fatto è stato uno dei primi esempi di apprendimento automatico non solo software ma anche hardware. Negli anni '60 infatti venne costruita una macchina in grado di classificare delle immagini, utilizzando proprio questo modello come base. Passando al secondo algoritmo, possiamo dire che è un'evoluzione del primo, ed è stato ideato negli anni novanta e si tratta di modelli chiamati "macchine a vettori di supporto" . Dal nome sembra complicato, ma in realtà si può spiegare usando un minimo di matematica basilare. Con l'esempio di prima immaginavamo che i dati fossero in due zone separate, divise da una linea retta, ma immaginiamo invece che questa linea non sia retta, ma abbia piuttosto la forma di una parabola o di un cerchio. Il comportamento di questi modelli quindi è esattamente identico a quello precedente, con l'unica differenza che non si utilizzano linee rette come separatori. Questi due modelli, descritti fino ad ora, sono dei cosiddetti classificatori binari, che in pratica possono dividere i dati in due soli gruppi. Ma facciamo un altro esempio: immaginiamo di avere una serie di dati, una tabella, dove sono inserite diverse abitazioni con le loro informazioni, come i metri quadri, la città, la zona, il piano su cui si trova, le condizioni e così via. E per ognuna inoltre ne conosciamo il valore a cui è stata venduta. Come si potrebbe fare quindi per estimare il valore di un'abitazione completamente diversa, basandosi però su quelle informazioni? In questo caso non si tratta di restituire una risposta binaria, come nel caso del gatto e del topo, ma bisognerebbe restituire un valore numerico, ovvero il prezzo dell'abitazione. Per risolvere questo problema esistono quindi altri modelli, o meglio altre categorie di modelli chiamati regressori, che invece di tracciare una linea che separa i dati in due zone distinte, al contrario cerca di tracciare una linea, che anche in questo caso può essere una retta, una parabola e così via, che più o meno passi vicino a tutti i punti che vengono utilizzati per addestrare il computer. Tornando all'esempio delle case, quindi, da questo algoritmo otteniamo una formula che inserendo i metri quadri, le condizioni e tutte le altre informazioni della nostra abitazione, avremo un risultato con una stima verosimile del valore di quella casa con uno sforzo praticamente inesistente, dal momento che il computer avrà imparato, più o meno da solo, a fare quell'esatto calcolo. Un'altra tipologia di modello di intelligenza artificiale, poi, è il cosiddetto "albero di decisione" . Anche in questo caso probabilmente abbiamo visto degli esempi, magari li abbiamo utilizzati per compiere delle scelte. E non sono altro che percorsi dove, rispondendo sì e no a diverse domande, si percorrono strade diverse fino a giungere a una decisione finale. Prendendo nuovamente come esempio il mondo animale, un possibile albero di decisione potrebbe essere creato per classificare vari tipi di mammiferi in base alle caratteristiche fisiche, ad esempio se l'animale possiede o non il pelo, se ha quattro zampe, se possiede artigli e così via. E man mano che si va avanti ci si avvicina sempre più all'esito finale. Anche in questo caso dunque il computer, risolvendo operazioni matematiche e statistiche, riesce a creare dei dati che immettiamo in uno di questi alberi in completa autonomia. Il vantaggio rispetto ad esempio a classificatori binari è che questo permette di avere per così dire più risultati finali. Non più 0 o 1, gatto o topo, vero o falso, ma ad esempio diversi animali, anche se molto spesso o se non quasi sempre, vengono comunque utilizzati gli alberi di decisioni per classificazioni binarie. Ma veniamo ora a quelli che probabilmente sono ormai i modelli più famosi utilizzati per creare intelligenze artificiali e che vengono anche nominati più spesso. Stiamo parlando delle reti neurali. Questi modelli sono chiaramente più complessi dei precedenti, ma sono quelli che si possono meglio adattare a qualsiasi compito. Il modello a rete neurali, infatti, è quello che più si avvicina alla struttura, seppur molto più semplificata, dei cervelli biologici. Entrambi, infatti, sono costruiti da neuroni, attraverso cui passa il segnale o i dati che vengono processati e viene restituito il risultato finale. Con la differenza che, nel caso artificiale, un neurone non è altro che un componente, se così vogliamo definirlo, che in base ad un certo input si attiva restituendo un output, che, proprio come la sua ispirazione biologica, l'output di un neurone diventa input di un altro, secondo un peso che viene deciso in fase di addestramento. Questo modello, tra l'altro, è stato ipotizzato ancora nel 1943 e si può considerare una sorta di evoluzione del Percettrone di cui abbiamo parlato poco fa. La rete neurali, infatti, è costruita da una serie di neuroni di input, che nel caso del costo delle abitazioni può coincidere con le variabili considerate, quindi i metri quadrati, il piano e così via. Nel caso di una fotografia, ogni pixel dell'immagine sarà associato a un neurone di input. La rete neurali, infatti, è costruita da una serie di neuroni di input, che nel caso del costo delle abitazioni può coincidere con le variabili considerate, quindi i metri quadrati, il piano e così via. Nel caso di una fotografia, ogni pixel dell'immagine sarà associato a un neurone di input e molto altro. Di esempi, come abbiamo visto, ce ne sono anche troppi. Chiaramente, oltre ai neuroni di input, avremo anche i neuroni di output, che anche in questo caso possono variare in base a ciò che vogliamo. Infine, in mezzo ci sono diversi strati di neuroni, dove ogni neurone di ogni strato è collegato a tutti i neuroni dello strato successivo, creando fitte connessioni che possono portare a milioni di combinazioni di pesi diversi. Usando funzioni matematiche, poi, i pesi di tutte queste connessioni vengono di volta in volta aggiornati, migliorati, in modo da rendere la rete neurale sempre più precisa rispetto ai dati usati per addestrare l'intelligenza artificiale. Nel caso delle immagini, ad esempio, alcuni neuroni possono specializzarsi nel riconoscere delle linee dritte, altri le curve, altri ancora i colori, e passando per i vari strati e ricongiungendo i vari risultati si ottiene infine la decisione conclusiva. L'ultimo principale modello di intelligenza artificiale, di cui è doveroso parlare, poi, è l'evoluzione delle reti neurali, chiamate reti neurali convoluzionali, che negli ultimi anni stanno dando numerosissimi contributi soprattutto nel campo della classificazione di immagini, dei sistemi di raccomandazione o dell'elaborazione del linguaggio naturale. Nonostante la loro popolarità sia abbastanza recente, però, questo modello è stato proposto ancora nel 1998 e realizzato per la prima volta nel 2003. Ma è solo grazie alla creazione di GPU sempre più potenti che si sono potute sviluppare così tanto nell'ultimo periodo. La loro struttura è ispirata proprio alla corteccia visiva dei cervelli animali e sono composte da più livelli che si occupano di classificare ed estrarre ognuno diverse particolarità, ad esempio dell'immagine. Per fare un esempio, un primo livello potrebbe riconoscere solamente linee orizzontali e verticali, il secondo forma è più complesse e via via fino ad arrivare a riconoscere persone, animali, oggetti e molto altro. Rispetto alle reti neurali, che anch'esse possono risolvere questi problemi, tra l'altro, le reti neurali convoluzionali sono spesso più specifiche per questa tipologia di attività e quindi più adatte e più, per modo di dire, semplici e facili da addestrare. Per concludere questo breve viaggio nel mondo forse un po più tecnico dell'intelligenza artificiale, è doveroso parlare anche dei problemi e delle difficoltà in cui ci si imbatte quando si decide di usare questa tecnologia per compiere delle specifiche attività. Prima di tutto, come si fa a stabilire qual è il miglior algoritmo? O quali sono i parametri da utilizzare, ad esempio nel caso delle reti neurali il numero di neuroni o i livelli delle reti neurali convoluzionali? La verità è che molto spesso l'unica soluzione è andare a tentativi, cercando di volta in volta di capire quale sistema produce i migliori risultati, anche tenendo conto della complessità del modello stesso. Ad esempio un classificatore lineare molto meno complesso, più facile da addestrare e leggero di una rete neurale. E per classificazioni binarie come quelle di cui abbiamo portato l'esempio, del gatto e del topo sarebbe molto più adatta. Il secondo problema da considerare è poi quello dell'overfitting, o letteralmente addestramento eccessivo. Nel caso della regressione ad esempio, trovare una linea che incrocia esattamente tutti i punti inseriti produrrebbe un modello perfetto per i dati usati nell'addestramento, ma difficilmente valido magari per i dati completamente nuovi, e chiaramente l'intelligenza artificiale creata sarebbe inutile. Di problemi in realtà ce ne sarebbero molti altri, anche se risolvibili e su cui numerose scoperte vengono fatte ogni giorno. Ma l'ultimo, ma non meno importante, su cui è doveroso spendere qualche parola, è un problema sul piano etico. Problema di cui avevamo approfonditamente parlato con IBM e in poche parole riguarda una sorta di pregiudizio o errore solitamente sul piano appunto etico che un'intelligenza artificiale compie proprio perché viene addestrata da dati prodotti dagli esseri umani. Basti pensare ad un bot creato da Microsoft che si addestrava usando i tweet, che ha poi iniziato a prendere pieghe naziste e razziste e che per questo chiaramente è stato eliminato. Tirando le somme, dunque, creare un'intelligenza artificiale non è semplice, e sono sempre di più i modelli e le soluzioni che si possono adottare per compiere al meglio specifiche e determinate attività. Il contributo che questa tecnologia sta dando però è innegabile, aprendo le porte a nuovi ambiti che prima ci saremmo solo sognati di raggiungere, come le auto a guida autonoma, il riconoscimento di immagini e così via. I problemi però non mancano e c'è ancora molto lavoro da fare prima di raggiungere risultati ancora più soddisfacenti e soprattutto liberi da bias, pregiudizi ed eticamente corretti verso la creazione di quello che, chissà, un giorno diventerà un vero e proprio cervello artificiale. #### Conclusione - Timestamp: 18:40 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e20 ## Agenzia Spaziale Europea: come funziona un programma di esplorazione? > Lo scorso anno avevamo parlato con l’[Agenzia Spaziale Italiana](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e18?t=183) dell’impatto dell’esplorazione spaziale sull’innovazione tecnologica qui sulla Terra. Oggi invece alla luce del sempre più concreto programma spaziale Artemis, vogliamo fare un approfondimento con l’[Agenzia Spaziale Europea](https://www.dentrolatecnologia.it/esa.html), per cercare di capire nel dettaglio che cos’è e come funziona un programma di esplorazione spaziale. A [Bernardo Patti](https://www.dentrolatecnologia.it/bernardo.patti.html), capo del programma europeo di esplorazione umana e robotica dell’ESA, abbiamo inoltre chiesto che contributo sta dando la sua agenzia all’esplorazione umana e robotica al di fuori del nostro Pianeta. Nella sezione delle notizie parliamo delle novità di Google presentate al [Google I/O 2022](https://io.google/2022/) e della prima immagine nella storia del [buco nero](https://it.wikipedia.org/wiki/Buco_nero) al centro della Via Lattea. - Stagione: 4 - Episodio: 20 - Data di pubblicazione: 2022-05-14 06:45:00 - Durata: 27:44 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e20](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e20) - Episodi correlati: s3e18, s4e2 - Tag: esa,asi,samatha cristoforetti,bernardo patti,agenzia spaziale europea,european space agency,agenzia spaziale italiana,spazio,esplorazione,programma spaziale,luna,marte,artemis,lunar gateway,missione,mars sample return,robot,astronauta,stazione spaziale internazionale,google,google io,google maps,android,google pixel,google io 2022,google drive,google assistant,google lens,ricerca google,Event Horizon Telescope,fotografia,buconero,SagittariusA,galassia ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Bernardo**: L'ESA ha un programma coerente: dove possiamo avere l'uomo supportato dai robot, lo facciamo, dove possiamo soltanto fare affidamento ai robot, facciamo affidamento ai robot, però non precludendo il fatto che quando saremo capaci di arrivare lì chiaramente l'uomo anche li sarà assistito dai robot. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con l'Agenzia Spaziale Europea con l'obiettivo di capire come funziona un programma di esplorazione spaziale e quali sono quelli attualmente in corso. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Le novità di Google per il 2022 > Fonte: Google I/O - Timestamp: 01:15 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso mercoledì si è tenuto il Google IO, il più importante evento di Google rivolto agli sviluppatori, ma nel quale sono state anche presentate le principali novità su cui l'azienda di Mountain View sta lavorando. Cominciando da Google Maps, che grazie a immagini satellitari, Street View e intelligenza artificiale introdurrà Immersive View, ovvero la possibilità, a partire da poche grandi città, di avere una visione 3D realistica con informazioni su luoghi e traffico in tempo reale. Rimanendo su Maps, tra le opzioni di navigazione sarà poi disponibile anche il percorso che permette di risparmiare carburante e inquinare meno. Google ha anche introdotto novità in Google Lens, con il Multi Search, ovvero la possibilità di scattare una fotografia, ad esempio di un prodotto, e aggiungere del testo come "nelle vicinanze" , per vedere che negozi vicino a noi vendono ciò che cerchiamo. E ancora, Scene Exploration permetterà invece di analizzare, ad esempio, uno scaffale di prodotti e fornire in tempo reali informazioni su di essi con la realtà aumentata. Per quanto riguarda Google Documenti, verrà introdotta una funzione che creerà dei brevi riassunti dei nostri testi. Altre novità poi riguardano la nuova versione di Android, nuovi prodotti Pixel, tra cui uno smartwatch e un tablet, un'evoluzione di Google Pay, che diventerà Google Wallet, conversazioni più naturali per l'assistente vocale e molto altro che vedremo nei prossimi mesi. #### Immortalato il buco nero al centro della Via Lattea > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:48 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Iniziamo già dalla sezione delle notizie a parlare di spazio, con l'annuncio della recente scoperta fatta dalla collaborazione internazionale di astronomi EHT, la quale lo scorso 12 maggio ha rivelato al mondo intero l'esistenza di un massiccio buco nero al centro della nostra galassia, distante dalla Terra circa 27.000 anni luce. La fotografia scattata dall'Event Horizon Telescope ha infatti immortalato la luce risalente a 27.000 anni fa, proveniente dal buco nero "Sagittarius A*" al centro della Via Lattea, la cui esistenza in realtà era stata ipotizzata già da parecchio tempo, ancora prima che venisse confermata, dallo stesso telescopio tre anni fa. All'Event Horizon Telescope viene attribuita la definizione di telescopio sintetico, perché di fatto riesce a osservare lo spazio indirettamente attraverso la combinazione delle rilevazioni fatte da altri 11 radiotelescopi, disposti in tutto il mondo, i quali consentono di misurare le distanze tra il punto di osservazione e l'oggetto osservato attraverso la proprietà di interferenza delle onde luminose. Lo scorso anno avevamo parlato con l'Agenzia Spaziale Italiana dell'impatto dell'esplorazione spaziale sull'innovazione tecnologica qui sulla Terra. #### ESA: come funziona un programma di esplorazione? > - Timestamp: 04:10 - Autori: Agenzia Spaziale Europea, Bernardo Patti, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Spazio - Tipologia: Intervista **Davide**: Oggi invece, alla luce del sempre più concreto programma spaziale Artemis, vogliamo fare un approfondimento con l'Agenzia Spaziale Europea, per cercare di capire nel dettaglio che cos'è e come funziona un programma di esplorazione spaziale. Di tutto ciò ne parliamo con Bernardo Patti, capo del programma europeo di esplorazione umana e robotica dell'Agenzia Spaziale Europea. Benvenuto Bernardo. **Bernardo**: Benvenuto e grazie di avermi invitato, grazie. **Davide**: Ci introduci di che cosa si occupa l'Agenzia Spaziale Europea, delle sue attività del rapporto con le agenzie spaziali nazionali e ci fai qualche esempio di missioni che sono attualmente in corso? **Bernardo**: Grazie, prima le attività quindi dell'Agenzia Spaziale Europea. I vari governi europei hanno delegato l'Agenzia Spaziale Europea per implementare i programmi spaziali comuni ai vari paesi, quindi gli stati membri istruiscono l'Agenzia Spaziale Europea, gli danno la delegazione di implementare alcuni programmi e una volta ricevuti i fondi l'Agenzia implementa i vari programmi che siano lanciatori, osservazione della terra, comunicazione, esplorazione. Quindi, se vogliamo, è un top down. Il consiglio d'amministrazione, cambiamolo così, è fatto dagli stati membri che controllano il lavoro che viene delegato all'Agenzia Spaziale Europea. **Davide**: E anche tutti gli astronauti europei sono gestiti dall'ESA, dall'Agenzia Spaziale Europea, giusto? **Bernardo**: Esattamente. C'è un corpo europeo unico di astronauti europei e quindi sono reclutati attraverso un sistema accettato da tutti gli stati membri e fanno parte del corpo degli astronauti europei. Adesso è in corso un'ondata nuova di recruitment che ci porterà a avere nuovi astronauti nel 2023. **Davide**: E tu, Bernardo, qual è il tuo ruolo, di che cosa ti occupi? Lo accennavo prima, ma ci puoi dire meglio qual è il tuo ruolo appunto all'interno dell'Agenzia Spaziale Europea? **Bernardo**: Esattamente. Quindi sono il capo del programma di esplorazione. Per capire cosa fa un capo del programma di esplorazione è bene capire cosa sia un programma. Un programma è un elemento, un insieme di azione articolato in un seguente modo: il primo è la definizione del programma che è definita dei stati membri. Gli stati membri ci decidono quali sono le destinazioni da seguire, quali sono i fondi da stanziare. Su questa base l'Agenzia Spaziale Europea e il programma propone delle missioni che vengono accettate. Una volta che queste missioni vengono accettate dai stati membri c'è un processo di implementazione che chiaramente si rivolge verso l'industria. Apriamo delle gare, delle competizioni in cui chiediamo alle varie industrie di generare delle proposte, le proposte vengono selezionate. Una volta che la proposta è selezionata il programma viene implementato, il contratto viene firmato e lo sviluppo comincia dalla fase A, B che è la fase di studio, per fase C, D che è di design e di sviluppo, fino alla fase E che è di operazione. Questo è il ciclo della vita associato a un programma dell'ESA. Decisioni dei stati membri, stanziamento dei fondi, proposta dell'ESA, gara d'appalto con l'industria e implementazione del programma. Cosa fa un program manager? Si assicura che tutto questo processo sia integrato e coerente e chiaramente risponda al requisito iniziale che è dare agli stati membri, dall'Area Europe, delle missioni che abbiano un valore per la società europea. **Davide**: Ok e ci fai qualche esempio di programmi spaziali in corso? **Bernardo**: Ce ne sono varie, a diversi stati di implementazione. E una buonissima domanda perché mi dà l'opportunità di darvi uno spettro di qual è lo stato di un programma. Abbiamo l'ISS, è un programma in corso e la cosiddetta fase E, fase di operazione. **Davide**: La stazione spaziale internazionale. **Bernardo**: Per correggermi perché noi tecnici usiamo troppo gli acronimi e diciamo che è una malattia che ci si scrolla di dosso molto difficilmente. Avendo detto questo, sì, l'ISS è un programma in fase di operativa, cosa succede? Operiamo il nostro modulo Columbus che è lì da quasi 15 anni, operarlo vuol dire mandare comandi, ricevere telemetrie, sostituire pezzi che sono difettosi perché dopo 15 anni la manutenzione ci vuole. Quindi operare il modulo, preparare i nuovi esperimenti, preparare il training degli astronauti per implementare le missioni degli astronauti. Noi abbiamo una missione all'anno in media, in questo momento Matthias è in orbita e tra pochissimi giorni al momento in cui parlo e magari nel momento in cui sarà diffusa questa podcast Samantha avrà già incontrato Matthias in orbita, Matthias tornerà un po più tardi, una settimana più tardi e quindi continuerà il ciclo di astronauti sull'ISS, il ciclo annuale e chiaramente guardiamo con molta fiducia e molto entusiasmo alla missione di Samantha. Quindi questo qua è una missione operativa. Poi ci sono le missioni che sono in fase di sviluppo. Vi do due elementi, il Lunar Gateway, non so se ne avete sentito parlare, colloquialmente è una stazione spaziale attorno alla Luna invece della ISS, della nostra stazione spaziale in orbita bassa. Questa stazione chiaramente non è simile all'ISS, è molto più piccola, è un decimo, però ha una funzione e diciamo, ha una funzione di in inglese si dice staging post, si potrebbe tradurre in come un campo base. Quando si va su l'Everest non è che si va direttamente da 0 a 9000 metri, ci si ferma a 7000 metri per avere tutta la logistica predisposta, cibo per gli astronauti, equipaggiamenti eccetera eccetera. Non si va direttamente da A a B senza fare degli stop e nello stesso modo per scendere dall'Everest gli alpinisti non è che vanno direttamente dalla Shima a Kathmandu, ma si fermano al campo base anche per tutta una serie di motivi. Quindi il nostro gateway è il campo base, noi all'ESA forniamo due grossi moduli, il modulo di abitazione costruito a Torino e il modulo di refueling e comunicazione costruito a Cannes in Francia. Siamo nelle fasi, la cosiddetta fase B2 che è quella antecedente a diciamo, per dirlo colloquialmente quando cominciamo a tagliare il metallo. Ecco quindi questo qui è un programma che si sta sviluppando e che c'era il suo lancio nel 27 e 28 per questi due moduli. C'è un altro programma molto ambizioso che è il Mars sample-return, questo qui è chiaramente come lo dice il nome riporta dei campioni da Marte. Questa qui è una missione robotica, contrariamente al gateway che è una missione umana e l'Europa sta sviluppando elementi come il Earth Return Orbiter, lo spacecraft che ritorna i campioni verso la Terra e il Sampling Fetch Rover, un rover che andrà a recuperare i campioni per poi metterlo sulla rampa di lancio del razzo americano che lo riporterà in orbita marziana. Quindi due missioni molto importanti, molto diverse, è chiaro che li vi da la dimensione della distanza. Se guardate il vostro pugno e immaginate un piccolo gap di mezzo millimetro, questo qua è l'orbita della Terra e l'orbita della ISS, quindi l'orbita della ISS in scala un pugno e mezzo millimetro. Se invece guardiamo la Luna, sono 10 metri davanti a noi, se lei è una sala di riunione, in fondo la sala di riunione è la Luna, già uno si accorge che mezzo millimetro e 10 metri c'è una bella differenza. Se uno invece vuole mettere in scala e pensare a Marte, sono 4 chilometri, quindi delle volte nei cartoons si fa vedere orbita bassa, Luna e Marte come se fossero gli scalini di una rampa di scale, invece no, la scale inganna moltissimo, sono mezzo millimetro, 10 metri e 4 chilometri, per cui si può capire la difficoltà degli uomini… la relativa facilità degli uomini di andare in orbita bassa, la maggiore difficoltà di andare sulla Luna e oggi l'impossibilità di andare su Marte, perché chiaramente la scala parla da sola, si potrebbe parlare di questo argomento per ore, però comunque penso che questa piccola visualizzazione possa aiutare l'ascoltatore a capire quali sono le difficoltà e i challenge tra l'orbita bassa, la Luna e Marte e quindi tra la dicotomia di spazio abitato e spazio robotico. **Davide**: Sì, assolutamente, è un esempio che ci permette di capire molto bene quali sono le sfide che abbiamo davanti. E proprio per questo hai citato la Luna, hai citato Marte, ci parli del programma Artemis, che cos'è questo programma, quali sono gli step che in parte ci hai già citato e poi qual è l'obiettivo finale e che ruolo ha nello specifico l'Agenzia Spaziale Europea in questo programma? **Bernardo**: E una domanda molto ben articolata che adesso cercheremo di affrontare pezzo per pezzo. Cos'è il programma Artemis e cominciamo dalla fine, qual è l'obiettivo finale? L'esplorazione sostenibile della Luna. Cosa vuol dire sostenibile? Apollo non era sostenibile nella misura in quale era touch and go, gli astronauti erano limitati nel loro soggiorno sulla Luna, sulla superficie a relativamente poche ore, non potessero fare missione di lunga durata sulla Luna per poter esplorare in modo organico. Non c'era una base lunare sulla quale potevano vivere per tre mesi e poi tornare a casa e quindi sviluppare una serie di esperimenti che chiaramente ha una stazza totalmente diversa da aspetto che quel che facevano durante le missione eroiche di Apollo in cui posizionavano certi strumenti, prendevano dei campioni e tornavano dopo relativamente poche ore. Quindi l'esplorazione sostenibile. L'esplorazione sostenibile si realizza con vari step. Il primo è chiaramente padroneggiare il trasporto, devo essere capace di arrivare. Il secondo è padroneggiare non tanto il trasporto stesso ma la logistica. Senza logistica non si può esplorare, l'astronauta ha bisogno di un certo numero di chili al giorno, 10 chili al giorno per sopravvivere sulla ISS e chiaramente se uno moltiplica 10 chili per 4 astronauti per 6 mesi si accorge che diciamo sono svariati tonnellate. Quindi la logistica che non è se vogliamo un aspetto molto sexy, molto eroico, sono le cose stupide che arrivano dietro ma senza quelle non si può fare niente. Quindi il secondo step è di padroneggiare la logistica. Il terzo è chiaramente le infrastrutture per sopravvivere che sono sostanzialmente l'abitazione ma sono anche la surface motion che sono le energie, che sono la comunicazione e la navigazione. Quindi avere una base lunare e funzionante sostenibile presuppone di ripetere sulla luna quello che abbiamo fatto sulla ISS, ricordiamoci quando la prima volta è andato Yuri Gagarin, era eroico, era bellissimo, però chiaramente non era sostenibile, adesso abbiamo la ISS che è lì da più di vent'anni, la operiamo, cambiamo i pezzi, facciamo degli upgrade, delle migliorie, abbiamo cambiato i pannelli solari recentemente eccetera eccetera. Quindi diventa come una base dell'Antartico e l'analogia con l'Antartico è perfetta, la prima volta che gli uomini sono andati sull'Antartico, sono andati lì, hanno piantato la bandiera, non sapevano che fare, la metà sono morti, l'altra metà sono tornati e per cinquant'anni non ci sono più tornati. Adesso non fa più notizia andare sull'Antartico, anche se comunque è una missione che ha i suoi rischi e richiede la sua preparazione, però non è diventata più notizia. Spero che l'ISS, l'orbita bassa, la stazione spaziale europea non sia più notizia fra un po e che passiamo dall'esplorazione all'exploitation, che è diverso, mentre chiaramente lo stesso percorso deve essere seguito per quanto riguarda la Luna e quindi bisogna applicare tutta la lesson learned che abbiamo fatta sulla luna, che è un nuovo proving ground, una nuova palestra per provare quanto sia difficile vivere lontano da casa per poi vivere lontano da casa sul pianeta Marte, quindi le cose non si fanno in una volta, si fanno in modo strutturato progressivo e incrementale, l'orbita bassa ormai non è più esplorazione, chiamiamola pure così e diventa pure routine, chiaramente una routine molto gravosa, che non va presa sotto gamba, una routine dove l'unica cosa che bisogna fare è cercare di ridurre i costi, la Luna non ci siamo ancora, lo faremo in questa decada e nella prossima, e Marte in quella dopo ancora, quindi questo qui è il programma Artemis, adesso prendiamo la lente e guardiamo cosa succede oggi, domani e dopodomani. La prima missione di Artemis, come i nostri colleghi la chiamano Uncrewed Mission, quindi è il razzo SLS e il veicolo Artemis composto da la capsula, il crew module e da il service module costruito dall'ESA. Il service module è il modulo di propulsione che dà tutte le risorse alla capsula, sia dal punto di vista della propulsione, sia dal punto di vista della generazione elettrica, sia per il controllo termico e per le provvisioni di aria-acqua per gli astronauti. Quindi questo qua è il primo volo di test, sarà lanciato, presumibilmente c'è una finestra di lancio a giugno, c'è un backup launch window in luglio, sarà il primo volo di prova in cui tutti i sottosistemi saranno checked out, saranno controllati senza le varie manovre propulsive. Sarà una missione molto simile alla Apollo 8 mission, che è la famosa orbita a forma di 8 intorno… tra la terra e la luna. Sarà la prima missione che chiaramente inizierà con lancio e si concluderà con l'ammaraggio al largo della California. La seconda missione è una missione simile, però questa volta con l'equipaggio dentro, quindi tutti i sistemi di supporto di vita saranno testati. Poi ci saranno missioni associate allo sviluppo dell'assembly del Gateway che ho menzionato prima, quindi i vari elementi del Gateway saranno portati in orbita lunare, come lo shuttle lanciava gli elementi della ISS, questo qui Orion e SLS lanceranno gli elementi del Gateway e gli astronauti chiaramente participeranno all'integrazione di questi elementi. Poi ci saranno le missioni di superfici, che le prime saranno test del lander e con un po di scienza, ma soprattutto sono prima test dove il programma prenderà confidenza con la superficie, con le performance del lander e poi chiaramente c'è la parte di sviluppo infrastrutture in cui volta per volte saranno depositate e installate infrastrutture che siano di abitazione, di comunicazione, di energia o anche di trasporto di superficie. In poche parole questa qua è la struttura del programma e chiaramente l'aspetto incrementale è fondamentale, la politica dei piccoli passi che poi ci permette di avere una routine come quella che abbiamo oggi nella ISS, nella quale abbiamo una mezza dozzina di voglia all'anno. **Davide**: Dalle tue parole abbiamo capito che nel programma Artemis l'essere umano è al centro e quindi volendo ampliare la prospettiva la domanda che voglio farti è, perché non è sempre così e ci sono dei casi in cui è meglio esplorare lo spazio grazie a dei robot? **Bernardo**: Grazie, è una domanda che ha dato luogo a un sacco di dibattiti, addirittura a guerre di religione tante volte. Adesso il dibattito si è un po più calmato e è diventato molto più pragmatico. Mi sembra abbastanza puerile ridurre tutto a robot contro umani, quindi cerchiamo di razionalizzare la discussione e l'analisi. Il primo motivo è che si manda a umani dove ce lo possiamo permettere e siamo obbligati di mandare robot dove non abbiamo altra possibilità. E la piccola analogia che ho descritto precedentemente aiuta a capire per quale motivo certe destinazioni sono supportate da astronauti e certe altre possono essere soltanto supportate da robot. L'analogia low Earth orbit, Luna e Marte con le distanze che intercorrono fra la Terra, l'orbita bassa che sono 400, la Luna 400.000 km e Marte molto di più ci dà di già una risposta. Quindi le difficoltà logistiche, le difficoltà di trasporto per Marte sono adesso ancora insormontabili per cui Marte che è chiaramente una destinazione di fondamentale valore può essere adesso esplorata soltanto con robot. C'è un modo di pensare che dice ma per quel motivo adesso con l'intelligenza artificiale eccetera eccetera non facciamo tutto con i robot? Qui c'è un problema tecnico e un problema filosofico. Cominciamo dal problema filosofico che chiaramente è molto più difficile però almeno più intuitivo. È chiaro che nella natura dell'uomo esplorare e se viene a mancare l'elemento stesso dell'esplorazione dell'uomo che si confronta con una nuova situazione atterrando su un nuovo pianeta invece di avere un operatore seduto davanti ad un laptop che sta leggendo la telemetria e vedendo il video di una telecamera. Chiaramente è un approccio filosofico totalmente diverso. Un'altra sfaccettatura di questo elemento è che se uno considera l'uomo una specie interspaziale che quindi un giorno deve andare a un altro pianeta e deve muoversi deve - chiamiamolo così - rimetterci la faccia e chiaramente si deve esporre e deve esplorare e quindi qui chiaramente il dibattito si fa molto più complicato perché la gente dice è impossibile o non è possibile comunque filosoficamente se l'uomo esplora deve esplorare e non può esplorare al 50% quindi questo qua è il primo elemento. Il secondo elemento è anche pratico l'intelligenza artificiale che è qualche cosa che si sviluppa e che abbiamo la Google car eccetera eccetera quindi ha dato le sue prove. Comunque in un ambiente totalmente straniero all'uomo la luna, Marte, non avvantaggiarsi dell'adatabilità dell'uomo e soltanto far affidamento all'intelligenza artificiale, limiterebbe totalmente la capacità di esplorazione dell'uomo. Se avessimo aspettato l'intelligenza artificiale per fare atterrare Armstrong sulla superficie della luna staremo sempre ancora qui ricordiamoci che a Armstrong mancavano pochi secondi di carburante prima di atterrare sennò doveva fare "abort" e tornare indietro e il computer gli disse "ti mancano tre secondi" , il ground gli disse "devi tornare a casa" e lui dice "grazie ho ascoltato tutti lasciatemi lavorare" prese la decisione e atterrò. Quindi c'è vabbè adesso questo è un po epico e non è che adesso tutto lo spazio deve essere epico però è una cosa importante, l'adattabilità dell'uomo e il decision making dell'uomo che chiaramente delle volte prende anche delle decisioni sbagliate però anche delle volte il software sbaglia però è fondamentale. Soprattutto vediamo di già quanto è difficile scrivere software intelligente per il Google car dove ci sono stati i suoi incidenti eccetera eccetera in un ambiente totalmente non ostile che è l'ambiente terrestre conosciutissimo dove non esistono limitazioni di telemetria eccetera eccetera perché siamo sulla terra. Non c'è una differenza di un time delay ricordiamoci che su martedì c'è un'ora e mezzo prima di mandare un comando e di riceverlo quindi c'è un'autonomia totale quindi l'addatabilità dell'uomo è fondamentale. Quindi è per questo che l'ESA è un programma coerente dove possiamo avere l'uomo supportato ai robot lo facciamo sull'orbita bassa, sulla luna dove possiamo soltanto fare affidamento ai robot facciamo affidamento ai robot però non precludendo il fatto che quando saremo capaci di arrivare lì chiaramente l'uomo anche li sarà assistito dai robot. **Davide**: Va bene Bernardo, grazie per averci ispirato con queste tue parole raccontandoci appunto che ruolo gioca l'Agenzia Spaziale Europea in questo importantissimo obiettivo di innovazione tecnologica e industriale che è l'esplorazione dello spazio, a presto. **Bernardo**: Grazie di averci dato la possibilità di contribuire a questo dibattito. #### Conclusione - Timestamp: 26:52 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e21 ## Bot e shopping online: come nasce il secondary ticketing > L’ampia diffusione dei cosiddetti [bot](https://it.wikipedia.org/wiki/Bot_(informatica)) è una conseguenza della capillarizzazione su larga scala del commercio online. Questi bot rappresentano sia il problema che la soluzione perchè, su una piattaforma dove vengono utilizzati, sono anche l’unico sistema per ottenere un prodotto particolarmente ricercato. Sull’onda di questo fenomeno distruttivo è nato un vero e proprio business, il quale ha reso questi strumenti sempre più [user friendly](https://www.wikibit.it/u/cosa-significa-user-friendly-1844/). In questa puntata proveremo quindi ad analizzare questo fenomeno sia nella sua espressione malevola, sia nella sua espressione più neutrale, che può rappresentare uno strumento utile per molti utenti. Nella sezione delle notizie parliamo di un processore [alimentato da un’alga](https://pubs.rsc.org/en/content/articlelanding/2022/EE/D2EE00233G), di [ENEA](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e14?t=230) e [ANSFISA](https://www.ansfisa.gov.it) che sperimenteranno l’utilizzo di nuovi carburanti e infine di [Iride](https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&ved=2ahUKEwiCiICzrOz3AhWlhP0HHSBpBaUQvOMEKAB6BAgDEAE&url=https%3A%2F%2Fwww.asi.it%2F2022%2F05%2Fspazio-la-costellazione-satellitare-italiana-si-chiamera-iride%2F&usg=AOvVaw3LMaKAdgr7uROt3QBlAdSL), la futura costellazione satellitare italiana. - Stagione: 4 - Episodio: 21 - Data di pubblicazione: 2022-05-21 06:45:00 - Durata: 16:59 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e21](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e21) - Episodi correlati: s4e18 - Tag: informatica,bot,e-commerce,programmazione,bagarinaggio,console,PS5,concerti,secondaryticketing,Telegram,captcha ENEA,ANSFISA, carburanti,idrogeno,trasporti,alga,processore,energia,corrente elettrica,fotosintesi,asi,esa,iride,samantha cristoforetti,satelliti ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di un fenomeno tecnologico e commerciale che, attraverso dei programmi informatici in grado di acquistare in modo automatico migliaia di beni e servizi, dà vita a questioni problematiche come quella del bagarinaggio online. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Un processore alimentato da un’alga > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:01 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Alcuni ricercatori dell'Università di Cambridge sono riusciti a convertire in energia elettrica la fotosintesi di un'alga, in particolare il sistema ha alimentato per sei mesi un microprocessore ARM, ovvero quei processori che troviamo anche negli smartphone o sui nuovi Mac con chip M1, ma chiaramente meno potente ed energivoro. E nonostante il periodo di osservazione di sei mesi sia terminato, il sistema continua a produrre energia. Questo innovativo sistema di alimentazione è grande circa come una batteria AA, realizzata con materiali riciclati con all'interno appunto un'alga non tossica, che riesce a produrre abbastanza corrente elettrica da alimentare un piccolo microprocessore. La scoperta di questi ricercatori dunque si aggiunge alla lunga lista di sistemi alternativi per la produzione di energia elettrica pulita e rinnovabile che in futuro probabilmente sarà rilevante per alimentare soprattutto la quantità sempre crescente di dispositivi IoT, che non necessitando di grandi fonti di energia potranno beneficiare di energia pulita a costo zero. #### ENEA, ANSFISA e l’utilizzo di nuovi carburanti > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 02:10 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Energia, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella puntata dello scorso 2 aprile avevamo parlato con ENEA delle principali soluzioni per ridurre al minimo l'impatto ecologico sul nostro pianeta, mediante una produzione di energia rinnovabile orientata alla sostenibilità, ed in merito a questo proposito è stata annunciata una settimana fa una nuova collaborazione tra appunto l'ENEA e l'ANSFISA, ovvero l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali. Questa collaborazione si dedicherà alla ricerca e allo studio di una soluzione per abbattere le grandi emissioni del trasporto pesante su gomma. In particolare, le due agenzie lavoreranno congiuntamente per migliorare l'utilizzo di nuovi carburanti in ambito ferroviario e stradale, tra i quali figura anche l'idrogeno, ossia un vettore energetico di cui avevamo già parlato nella puntata "Il ruolo dell'idrogeno nella mobilità sostenibile" che in futuro potrebbe avere numerose applicazioni nell'ambito delle principali modalità di trasporto. #### La futura costellazione satellitare italiana > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 03:13 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Samantha Cristoforetti, dalla Stazione Spaziale Internazionale su cui è tornata il 27 aprile scorso, ha annunciato IRIDE, la futura costellazione satellitare italiana dedicata all'osservazione della Terra. Questo nome è stato scelto nell'ambito del concorso Spazio alle idee, organizzato dal Ministero per l'Innovazione, la Trasformazione Digitale e dal Ministero dell'Istruzione. All'iniziativa hanno aderito 1.061 proposte sul nome della costellazione, provenienti da 638 istituti scolastici. La costellazione di satelliti sarà realizzata in Italia entro i prossimi cinque anni, con il supporto dell'Agenzia Spaziale Europea e l'Agenzia Spaziale Italiana, utilizzando le risorse del PNRR. IRIDE avrà il compito di supportare le amministrazioni pubbliche nelle attività di contrasto del dissesto idrogeologico e degli incendi, tutela delle coste, monitoraggio delle infrastrutture critiche, della qualità dell'aria e delle condizioni meteorologiche. Fornirà dati utili per lo sviluppo di applicazioni commerciali da parte di start-up, imprese e industrie del settore. All'arrivo della pandemia da Covid-19, molte abitudini legate ai principali aspetti della nostra vita quotidiana hanno subito un forte cambiamento. #### Bot e shopping online: come nasce il secondary ticketing > - Timestamp: 04:41 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Applicazioni, Computer, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: E tra il modo di viaggiare, lavorare o studiare, anche quello legato al mondo degli acquisti è andato incontro ad un sostanziale mutamento. Il 2020, così come il 2021, è stato infatti un anno di profondi cambiamenti per il settore del commercio, tant'è che aziende e marchi prima poco inclini alla vendita dei prodotti online, ora si sono dovuti adattare ai nuovi modelli di business per non soccombere alla crescente competizione. Dall'altra parte, però, aziende più lungimiranti si sono adeguate più rapidamente alle nuove esigenze di mercato, anticipando di qualche anno l'ingresso nella nuova frontiera dell'e-commerce. E una fra queste è proprio Media World, che con la fortissima domanda di prodotti tech, arrivata con i primi mesi di lockdown, si è vista costretta a sviluppare ulteriormente i propri canali di vendita online, sapendoli conciliare però con quelli appartenenti ai negozi fisici. Ma di questi temi ne avevamo già parlato con la puntata "Media World: perché i negozi fisici non scompariranno" . Nella puntata di oggi, invece, cercheremo di analizzare un fenomeno che viene di fatto considerato una vera e propria piaga nell'ambito della compravendita online. Ed è proprio quel fenomeno per cui, nell'esatto momento in cui viene rilasciato un prodotto particolarmente atteso, porta, appena pochi istanti dopo, alla comparsa della scritta "Sold Out" nella pagina del portale. L'ampia diffusione dei cosiddetti bot è di fatto una conseguenza della capillarizzazione su larga scala del commercio online. Ed il motivo per cui stanno riscontrando una così ampia diffusione in molti paesi di tutto il mondo, il nostro compreso, dipende principalmente da due semplici ragioni. Per nostra sfortuna, infatti, l'unica maniera per ottenere un prodotto particolarmente ricercato su una piattaforma invasa da questo fenomeno è proprio quello di utilizzare un bot. L'unico strumento che consente all'utente di accaparrarsi un prodotto con velocità infinitesimale. In secondo luogo, sull'onda di questo fenomeno distruttivo, negli ultimi anni è nato un vero e proprio business che gravita attorno al commercio di bot, il quale ha reso questi strumenti sempre più user-friendly per quanto riguarda l'esperienza di utilizzo. Detto ciò, iniziamo ad entrare nel vivo del tema dando una sintetica definizione di bot. Partendo dalle basi, dunque, un bot non è altro che un programma informatico, in grado di simulare il comportamento dell'essere umano e che consente di impartire comandi con la velocità e la precisione di un software anche in pochissimi millesimi di secondo appunto. Passando subito agli esempi, un evento che ha messo ancora in più triste luce a questo fenomeno è avvenuto appena qualche anno fa, esattamente quando Sony e la concorrente Microsoft hanno rilasciato le rispettive console di ultima generazione. È accaduto infatti che nei primi giorni di dicembre 2020 almeno 100.000 utenti, o per meglio dire utenze, siano entrate in coda virtuale nello store online di Euronics e Unieuro per cercare di ottenere uno dei pochissimi esemplari di PlayStation 5 disponibile allo scoccare di una certa ora. Senza ombra di dubbio, coloro che hanno ottenuto uno di questi pezzi rari stavano facendo uso di programmi per computer in grado di acquistare nel minor tempo possibile quello che con l'interazione fisica non sarebbe realizzabile. Il funzionamento di questi script, in questo caso particolare, rimane attivo 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana, e può essere settato per ridurre ulteriormente il caricamento della pagina per visualizzare l'uscita dei prodotti tanto attesi. Una volta poi individuata la console, il bot non fa altro che aggiungerne al carrello quanti più pezzi possibile nel minor tempo assoluto, impedendo così ad un vero utente di poter acquistare onestamente una PlayStation 5 in questo caso specifico. Inutile dire che questo trend è una delle principali macchine motrici del bagarinaggio online, ovvero un fenomeno che, soprattutto in questi ultimi anni, soggiogato da una forte carenza di microprocessori e componenti elettronici, porta inevitabilmente alla rivendita dei suddetti prodotti a prezzi che, definire folli, sarebbe abbastanza riduttivo. Tuttavia, questa è una pratica che non ha caratterizzato solamente il settore dell'elettronica in senso assoluto. Anzi, fino al 2019 era parecchio diffuso anche in Italia il secondary ticketing, cioè quel fenomeno che vedeva l'acquisto di massa di biglietti di concerti famosi, tramite sempre i bot, i quali andavano poi a finire su store non ufficiali e a prezzi maggiorati. In alcuni casi a così tanto che anche i fan più accaniti dell'artista si rifiutavano di comprarli a quel prezzo. Per fortuna questa truffa, volendola definire tale, è stata in buona parte sconfitta da una legge, entrata in vigore dal 1 luglio 2019, che reso obbligatoria l'emissione dei biglietti con il nominativo dell'acquirente stampato sul ticket. Questo significa che, per i concerti con capienza oltre alle 5000 persone, il biglietto per l'esibizione ora deve riportare il nome e il cognome dell'acquirente, il quale poi dovrà mostrare insieme ad esso un documento di identità prima di entrare nella manifestazione. Un caso particolarmente discusso, e che ha ulteriormente spinto una rapida soluzione di questo tipo, è stato quello del concerto a Milano dei Coldplay nel 2016, in cui le due date del tour della band sono andate in sold out nel giro di pochi minuti. Anche in questo caso la colpa è andata attribuita ai numerosi bot in agguato sul sito ufficiale di TicketOne, i quali hanno acquistato la maggior parte dei posti disponibili per il concerto per poi promuovere la vendita dei numerosi biglietti acquistati su siti terzi fino a 60 volte il valore originale. Questi strumenti comunque, legati o meno al mondo della musica, vengono propriamente definiti scalper bot, o appunto shopping bot, che sono in realtà una particolare sottocategoria di bot che operano in questo caso quasi tutti alla stessa maniera gestendo tre differenti tipologie di azioni. Prima di tutto viene la fase più lunga del processo, ovvero il monitoraggio su un sito specifico. Questa fase viene dunque eseguita, costantemente e in automatico dal programma, tutti i giorni della settimana, in modo tale da poter identificare immediatamente le release oggetto di ricerca ed essere poi primi ad avere l'accesso al link di acquisto. Subito dopo viene lo step cruciale dei tre passaggi, l'aggiunta al carrello. In questa fase, per poter effettuare ordini multipli, anche di parecchia unità, senza essere scoperti e bloccati, gli scalper bot utilizzano particolari escamotage per bypassare le misure di sicurezza adottate dai siti di e-commerce, come ad esempio le reti proxy, le quali consentono di effettuare nuove richieste su indirizzi IP sempre diversi. Infine, dopo aver selezionato e aggiunto al carrello gli articoli da acquistare, gli scalper bot completano la fase di acquisto, accedendo a account preesistenti e ultimando il pagamento grazie a molteplici carte di credito. Bene, a questo punto della puntata, dopo aver messo in croce l'attività malevola di questi bot, spiegandone il loro funzionamento, è arrivato il momento di approfondire tutti quegli aspetti che potrebbero portare invece a dei grossi benefici a chi ne fa utilizzo, analizzando in particolare una tra le più diffuse applicazioni al mondo presente nei nostri smartphone. Nel 2022 è assai improbabile non aver mai sentito parlare dell'applicazione di messaggistica Telegram, spesso contrapposta alla rivale WhatsApp, e di numerosi vantaggi che offre rispetto ai principali competitors del settore. Tra la possibilità di caricare documenti su un cloud pressoché illimitato, ed accedere su più dispositivi senza limiti o inutili caricamenti, Telegram offre la possibilità ai propri utenti anche di creare e utilizzare bot all'interno della piattaforma. Semplificando al massimo il concetto, i bot su Telegram possono considerarsi dei veri e propri utenti artificiali, disponibili in ogni momento della giornata e composti da righe di codice e di programmazione contenenti le istruzioni per poter interagire con le vere persone all'interno delle chat. Chiaramente, in base alla complessità delle istruzioni, questi bot, che per come vengono programmati e impiegati da Telegram, non andrebbero in realtà associati a degli scalper bot, possono offrire all'utenza diverse tipologie di servizi, che vanno da la possibilità di ricevere notizie in tempo reale su fatti di attualità o di altri argomenti, generare link sponsorizzati per i creator, fino a notificare, anche qui quasi istantaneamente, cali di prezzi o disponibilità di prodotti sugli store online. Detto ciò, dopo aver analizzato due diversi utilizzi di questo ramo della programmazione, il parallelismo con gli scalper bot arriva pressoché automatico. Perché se da una parte l'informatica legata alla programmazione favorisce fenomeni di sciacallaggio, come l'acquisto massivo di beni da poter poi rivendere a prezzi esorbitanti, giustificati dalla scarsa reperibilità, dall'altra è possibile utilizzare strumenti gratuiti, come quello fornito da Telegram, per la creazione e l'utilizzo di interfacce bot che in questo ambito non solo facilitano l'acquisto indirizzando l'utente allo specifico prodotto che gli interessa, ma consentono, se sfruttati correttamente, di risparmiare denaro nell'acquisto di dispositivi o altri strumenti che normalmente troveremmo a prezzi decisamente maggiori. E tutto ciò senza infrangere la legge naturalmente. Concludendo, il fenomeno del bagarinaggio online, legato all'affermarsi degli scalper bot, negli ultimi anni è quello a cui andrebbe dedicata maggiore attenzione, proprio per l'estrema dannosità che porta nel mondo del commercio online di beni e servizi. Ad oggi, le soluzioni per contrastare questo fenomeno esistono, tuttavia per ignote ragioni le aziende che sono specializzate nella vendita di prodotti, faticano ad adottare contromisure per tutelare la propria clientela. Una di queste sarebbe quella di premiare i clienti più fedeli e presenti sulla piattaforma da più tempo, come già stanno facendo attraverso i programmi di fedeltà aziende come Media World, Unieuro o Euronics, tuttavia pare che negli ultimi anni il focus di queste realtà sia quello più che altro di puntare all'acquisizione di nuovi clienti più che fidelizzare gli stessi, proprio per evitare di soccombere alla forte competizione nel settore. Altre soluzione invece prevedono l'utilizzo di particolari software anti-scalper, ovvero degli strumenti che di fatto bloccano o impediscono le attività dei bot su qualsiasi sito web. Ma anche in questo caso tale meccanismo può essere l'uso, motivo per cui l'utilizzo della convalida tramite CAPTCHA, ormai diffusissimi su molti siti web, aiuta ad arginare ulteriormente il fenomeno. Gli scalper bot sono perciò una vera e propria fonte di seccature per gli store online, perché oltre a essere molti e di molte tipologie, spesso si adattano al bersaglio che prendono di mira. Pertanto la soluzione migliore per evitare che questo problema dilaghi è quella di prevenire il fenomeno adottando per il proprio store l'insieme di soluzioni più efficaci e che meglio contrastino questo nuovo volto dell'informatica. #### Conclusione - Timestamp: 16:07 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e22 ## ENEA: fissione e fusione nucleare per alimentare il futuro > Lo scorso aprile avevamo parlato con [ENEA](https://www.dentrolatecnologia.it/enea.html) di fonti di [energia rinnovabile](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e14?t=230), oggi invece approfondiremo un altro settore energetico, quello che riguarda l’energia nucleare. Proveremo infatti a capire cosa si intende per fissione e fusione nucleare, come possiamo rendere più sostenibili e sicure le [centrali nucleari](https://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_nucleare) del presente e che ricerche si stanno facendo per le centrali del domani. Per aiutarci a capire meglio tutto questo abbiamo invitato [Alessandro Dodaro](https://www.dentrolatecnologia.it/alessandro.dodaro.html), direttore del Dipartimento Fusione e Tecnologie per la Sicurezza Nucleare di ENEA. Nella sezione delle notizie parliamo dell’accordo italiano tra [Uber](https://www.uber.com/it/it/) e [ItTaxi](https://www.ittaxi.it) e di un progetto di [ENEA](https://www.dentrolatecnologia.it/enea.html) e [NATO](https://www.nato.int/nato-welcome/index_it.html) per migliorare la sicurezza nelle metropolitane. - Stagione: 4 - Episodio: 22 - Data di pubblicazione: 2022-05-28 06:45:00 - Durata: 28:39 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e22](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e22) - Episodi correlati: s2e37, s4e14 - Tag: fusione,fissione,nucleare,centrale nucleare,iter,jet,eurofusion,energia,italia,enea,alessandro dodaro,sicurezza,sostenibilità,scorie,rifiuti,divertore,ricerca,scienza,accordo,consorzio,taxi,uber,ittaxi,nato,dexter,atac,polizia di stato,antiterrorismo,sicurezza ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Alessandro**: Quando avremo disponibile la fusione come fonte energetica sarà una svolta epocale, potremo cominciare a dire pre e post-fusione. I vantaggi sono enormi dall'avere la disponibilità in tutto il mondo del combustibile, perché è solo qualche chilogrammo d'acqua, noi elimineremmo i problemi geopolitici dell'approvvigionamento dei combustibili che ci sono adesso. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con ENEA di energia nucleare, provando a capire come funziona l'affissione e la fusione e che ruolo avranno in futuro le centrali nucleari. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il nuovo accordo tra Uber e ItTaxi > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:21 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: itTaxi, il principale consorzio italiano che consente di prenotare un taxi in molte città del paese, ha stretto un accordo con la società statunitense Uber, da quale potrà integrare i propri servizi di noleggio auto nella piattaforma di itTaxi. In questo modo, da quando il servizio diventerà operativo entro la fine di giugno, gli utenti avranno la possibilità di scegliere su entrambe le applicazioni quale servizio utilizzare in base alle proprie preferenze. Fino a poco tempo fa, il regolare servizio di Uber non copriva il territorio italiano, dato che è stato bandito ed etichettato come un concorrente sleale senza licenza del servizio taxi in Italia, lasciando quindi operativo solamente in alcune città Uber Black, paragonabile ad un classico servizio di NCC, noleggio con conducente, composto da regole specifiche e personale specializzato. Con tale accordo, invece, il consorzio spera di aumentare il numero di utenti che utilizzano i taxi per gli spostamenti, raggiungendo di conseguenza, oltre agli italiani, anche la categoria dei turisti, decisamente più abituati ad utilizzare il famoso servizio di trasporto americano. #### ENEA e NATO per la sicurezza nelle metropolitane > Fonte: ENEA.it - Timestamp: 02:33 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Uno dei principali obiettivi della NATO è quello di migliorare la sicurezza dei cittadini e prevenire quindi attacchi con armi o esplosivi in metropolitane, stazioni, aeroporti o in generale in luoghi affollati. Da una collaborazione con ENEA, Polizia di Stato e ATAC, l'azienda dei trasporti Capitolina, è stato sviluppato e presentato Dexter, un innovativo progetto che ha lo scopo di individuare con tecnologie non invasive, da remoto e in tempo reale, potenziali portatori di armi o esplosivi e di conseguenza agire in anticipo per bloccare eventuali attacchi terroristici. Il sistema, in particolare, fa un uso di dispositivi radar in grado di acquisire immagini 2D e 3D e spettroscopi, per rilevare tracce di esplosivi sulle superfici. Tutti questi dati vengono poi analizzati in tempo reale da un sistema centralizzato, che grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, riesce a identificare le potenziali minacce e allarmare gli operatori di sicurezza. Il sistema è stato inoltre già testato con successo presso la stazione della metro A di Roma e nel prossimo futuro avrà un ruolo centrale per migliorare la sicurezza dei cittadini, non solo nel nostro Paese, ma anche a livello internazionale. #### ENEA: fissione e fusione nucleare per alimentare il futuro > - Timestamp: 04:11 - Autori: ENEA, Alessandro Dodaro, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Energia, Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Ad aprile avevamo parlato con ENEA, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile di fonti di energia rinnovabile. Oggi invece approfondiremo un altro settore energetico, quello che riguarda l'energia nucleare, provando a capire che cosa si intende per fissione e fusione nucleare e che ricerche si stanno facendo in questo ambito. Per farlo è con noi Alessandro Dodaro, direttore del Dipartimento Fusione e Tecnologie per la Sicurezza Nucleare di ENEA. Benvenuto Alessandro. **Alessandro**: Buongiorno. **Davide**: Come ho detto nella scorsa puntata che abbiamo realizzato con voi abbiamo parlato di energia rinnovabile. Ci spieghi perché le fonti rinnovabili da un certo punto di vista hanno un limite e non sono sufficienti per soddisfare da sole il nostro fabbisogno di energia? **Alessandro**: Per la loro stessa natura le fonti rinnovabili sono dipendenti in qualche modo dal clima o dal ciclo giorno-notte, quindi non è possibile con le sole rinnovabili fornire il 100% dell'energia in maniera continua, quindi bisogna assolutamente investire per renderle sempre più efficienti e sempre più performanti, ma bisogna garantire al tessuto industriale e a chi ha bisogno di energia elettrica sempre una fonte, un qualcosa che lo dia in maniera continua. Il fatto stesso dell'elettrificazione del trasporto pubblico, del trasporto privato, quindi le auto elettriche che tutti vogliamo diventino la norma e non l'eccezione della nostra mobilità, aumentano questo fabbisogno di energia elettrica e con le sole rinnovabili è difficile pensare di arrivarci. Consideri che nel 2021 circa il 40% dell'energia prodotta in Italia, del nostro fabbisogno energetico, era da fonti rinnovabili, pensare di più che raddoppiare questo contributo nel breve periodo è abbastanza un azzardo, anche se bisogna muoversi in quella direzione, e poi ripeto l'assenza di sistemi di accumulo di energia elettrica che siano economicamente sostenibili rende comunque necessario avverarsi di qualcos'altro. **Davide**: Quindi ci servono delle tecnologie che ci permettano di produrre energia in modo continuativo. **Alessandro**: Esattamente, quello che si fa con il gas, per esempio in Germania hanno deciso di utilizzare il gas come fonte di produzione di energia elettrica, come fanno con il nucleare i paesi tipo la Francia, la Finlandia eccetera, cioè garantire uno zoccolo duro di produzione che sia continuo. **Davide**: E a proposito di nucleare, ci parli di fissione nucleare, che è la tecnologia che attualmente utilizziamo per produrre grandi quantità di energia e ci spieghi come funziona? **Alessandro**: Beh, la fissione nucleare è un processo studiato e sviluppato negli anni '40 dello scorso secolo, purtroppo durante il periodo della seconda guerra mondiale, e che poi è stato industrializzato per usi pacifici negli anni '50. Quindi è un processo ormai consolidato e sicuro che in 195 mila anni il reattore, che sarebbe gli anni di funzionamento di tutti i reattori nel mondo da quando sono stati costruiti e quando sono stati smantellati, abbiamo avuto solo tre incidenti di cui uno, quello di Chernobyl, ha purtroppo avuto delle conseguenze catastrofiche. Quindi il resto sembra essere una flotta di reattori che non pone problemi all'ambiente e alla popolazione. Tra l'altro le tecnologie attuali non permetterebbero la catena di errori che ha portato all'incidente di Chernobyl, quindi la sicurezza è al primo posto ed è una cosa veramente garantita in ambito nucleare. Come funziona? Dei nuclei pesanti, tipicamente uranio, plutonio, torio, quando vengono colpiti da neutroni si scindono in due e producono una grande energia. Questa energia serve per scaldare un fluido che al momento è principalmente acqua o gas. Quest'acqua si trasforma in vapore per causa dell'energia termica che riceve, il vapore va in turbina, accoppiando un alternatore alla turbina si produce energia elettrica, quindi è come se fosse uno scaldabagno, solo che invece c'è una resistenza elettrica e dentro c'è il noccio di un reattore. Cosa si fa? In futuro e già nel presente stiamo aumentando ancora di più i sistemi di sicurezza, quindi nelle centrali di terza generazione già realizzate o in costruzione in alcune parti del mondo, Francia, Finlandia, Emirati Arabi, UK, si punta su quelle che si chiamano i sistemi di sicurezza passivi, cioè dei sistemi di sicurezza che non hanno necessità di intervento umano o elettrico per essere attuati, ma sono semplicemente… risponde a delle leggi e la fisica. Quindi in caso di incidente non è l'uomo la macchina che interviene, ma la fisica stessa che produce qualcosa che ferma il reattore e l'incidente. Può essere per esempio un bacino d'acqua che si diversa nel nocciolo, secondo alcune tipologie di reattore, oppure dei coefficienti dati dalla configurazione del nocciolo che lo fanno spegnere se la temperatura si alza troppo. Quindi non sono più soggetti a fallimento questo tipo di sistemi perché la legge della fisica non la cambia né l'uomo, né l'incidente. Però anche questi reattori di terza generazione hanno il problema dei rifiuti a lunga vita, cioè quei rifiuti che hanno necessità di decine o centinaia di migliaia di anni per diventare innocui. Allora stiamo andando verso una nuova generazione di reattori, quelli di quarta che sono il momento allo studio, nei quali cambia il ciclo del combustibile, cioè non si usa più uranio arricchito ma uranio naturale, che diventa molto più semplice da riprocessare e riutilizzare in un altro reattore o nello stesso reattore in cui è stato usato. In questo modo è possibile minimizzare o annullare quasi i rifiuti a lunga vita. L'obiettivo di questa quarta generazione è di là nel tempo, nel senso ci vorranno almeno 20-30 anni per avergli operativi. Però nel frattempo stiamo andando verso una terza generazione avanzata, si chiamano Small Modular Reactor oppure Advanced Modular Reactor, che in alcuni casi, quelli raffreddati al piombo per esempio come il fluido refrigerante, hanno la possibilità di usare uranio naturale, quindi hanno lo stesso obiettivo della quarta generazione, solo che sono più piccoli, quindi più facili da costruire, i sistemi di sicurezza costano molto di meno e quindi potrebbero essere la flotta di reattori dell'immediato futuro, quindi 10-15 anni, avere disponibilità di questo tipo di reattori. L'Italia in questo partecipa a tutte le iniziative internazionali, perché abbiamo un grandissimo know-how soprattutto sulla gestione dei metalli liquidi e quindi riusciamo a supportare chi cerca di realizzare un nucleare più sicuro e più sostenibile, quindi riducendo le scorie, nei paesi in cui questi reattori ancora funzionano, quindi cerchiamo di avere la sicurezza nei reattori che abbiamo vicino casa, per essere più sicuri anche noi e avere meno impatto ambientale con i rifiuti radioattivi. **Davide**: Sì certo, perché non avendo centrali nucleari attivi nel nostro Paese, potete però fornire il vostro know-how ai paesi limitrofi e quindi contribuire anche alla sicurezza e a migliorare la sostenibilità. Quindi ora abbiamo parlato di fissione nucleare, ma ormai sentiamo sempre più spesso parlare anche di fusione nucleare, ci spieghi quindi che cosa intendiamo quando parliamo di fusione e perché se abbiamo le attuali centrali a fissione ha comunque senso svilupparle? **Alessandro**: Sì, allora la fusione nucleare si basa su un processo diametralmente opposto alla fissione, nella fissione un atomo pesante si scinde in due, nella fusione sono due nuclei leggeri che si uniscono e producono energia. Ora per unire due nuclei bisogna superare la cosiddetta barriera Coulombiana, cioè la repulsione fra due oggetti che sono entrambi carichi positivamente e lo si fa portando un gas ionizzato che si chiama plasma a temperature altissime, parliamo di 100 milioni di gradi, quindi sei volte la temperatura e la superficie del sole. In questo modo, quando il plasma arriva a quelle temperature, i nuclei si fondono e producono una grande quantità di energia. Questa energia viene trasformata in calore e il calore viene trasformato poi in vapore e il vapore va in una turbina come prima, diventa con alternatone energia elettrica. In questo caso avrei dovuto usare il futuro, però, perché noi oggi siamo in grado di accendere il plasma, di ottenere la fusione, anche grandi quantitativi. Al JET c'è stato il record di quasi 60 megajoule, quindi un'energia grandissima, mantenuto per cinque secondi il plasma acceso, quindi è un risultato dal punto di vista scientifico eccezionale. Dal punto di vista pratico, però, di bilancio energetico, siamo ancora un po lontani dal pareggio. Cosa vuol dire? Vuol dire che oggi fare per cinque secondi la fusione ha prodotto 60 megajoule, ma ne ha consumato quasi cento. Perché si consuma questa energia? Allora, intanto bisogna confinare questo plasma, il plasma a 100 milioni di gradi se tocca le superfici le fonde, quindi non posso pensare di metterlo in un tubo e farlo muovere in quel tubo, perché il tubo si fonderebbe. Allora hanno inventato il Tokamak, questa ciambella di acciaio particolare all'interno del quale c'è un vuoto molto spinto e in cui il plasma si muove man mano che si scalda, confinato da un campo magnetico, un campo magnetico che viene fatto attraverso superconduttori che magnetizzano dei materiali metallici, materiali magnetici. Allora per tenere questo campo magnetico che è molto molto intenso si consuma tantissima energia elettrica. Inoltre il plasma da solo non è che se continua a girare rimane caldo, pian piano si spegne, allora dobbiamo riscaldarlo dall'esterno, quindi dobbiamo immettere energia dall'esterno, quindi senza poter toccare il plasma, ma usando le radiofrequenze eccetera dobbiamo continuare a scaldarlo e anche questo consuma energia. Si aggiunga che i superconduttori per funzionare devono stare a circa 5-10 gradi Kelvin, quindi 260 sotto lo zero e il plasma a due metri di distanza dei superconduttori si trova a 100 milioni di gradi, cioè riuscire a mantenere questo salto di temperatura è un'impresa tecnologica enorme ma che comunque stiamo vincendo. Allora tutto questo fa sì che il cammino verso la fusione abbia tempi lunghi, nel senso che sono già 60 anni che si studia con molta attenzione questa tecnologia e fino ad adesso ci sono stati oltre dei grossi miglioramenti dal punto di vista tecnologico nella fusione anche tantissime ricadute. I progressi nella superconduzione e nel magnetismo sono stati tali che i treni a levitazione magnetica che si vedono in Giappone e ormai stanno prendendo piede anche al resto del mondo sarebbero stati realizzati forse fra 100 anni se non si fosse investito in un ambito fusione per migliorare questa tecnologia. Quindi questo è il motivo che rende difficile realizzare una macchina a fusione che abbia un bilancio energetico positivo, ma ci stiamo riuscendo nel senso che il reattore ITER adesso in costruzione a Cadarache che vedrà la luce nei prossimi anni sarà un reattore che dimostrerà che è possibile, perché lo farà sperimentalmente, produrre più energia di quella necessaria, quindi avremo questo guadagno che è fondamentale perché se noi abbiamo un reattore che continua a consumare più di quello che produce non serve a nulla, stiamo perdendo energie. ITER lo dimostrerà, a fianco ad ITER c'è anche un altro esperimento che stiamo realizzando in Italia che si chiama "Divertor Tokamak Test facility" che ha come obiettivo quello di dimostrare, di trovare un materiale, il divertore che permetta di scaricare il plasma esausto, il plasma esausto è tutto ciò che è il residuo della fusione. Immaginiamo un'automobile, nel carburatore c'è la benzina miscelata con l'aria, la benzina esplode, dà dell'energia e poi viene scaricata dalla marmitta e dal tubo di scappamento. Nel nostro caso, facendo il parallelismo, nel motore che è il Tokamak avviene il processo di fusione, la parte usata, esausta, deve essere scaricata ma non può andare nell'ambiente perché comunque ha una temperatura di milioni di gradi, allora la si scarica su un oggetto che si chiama divertore e che nei tokamak attuali è perfettamente funzionante, ma in un reattore commerciale in cui le potenze in gioco saranno molto più elevate non è probabilmente sufficiente, quindi noi cerchiamo, qui a Frascati, realizzando il DTT, una configurazione di materiali e geometrica per il divertore che permetta di scaricare queste enormi potenze. Gli risultati nostri e quelli di ITER faranno sì che il reattore DEMO, che è il prossimo futuro, potrà essere realizzato e messo in esercizio. **Davide**: Molto interessante, quindi è questo il contributo, il ruolo che ENEA ha nello sviluppo di queste grandi centrali a fusione? **Alessandro**: Non solo questo, nel senso che oltre alla realizzazione di questa che è un'impresa da 600 milioni e che porta tutta la comunità internazionale a collaborare con noi qui a Frascati, ENEA ha un ruolo molto importante anche in ITER perché oltre a fare molte attività di ricerca e sviluppo direttamente per l'organizzazione e per la realizzazione della macchina, la progettazione, ENEA funge anche da tramite fra le industrie italiane e l'organizzazione che realizza ITER. Consideriamo che ITER è stata fatta… viene costruita da un consorzio fatto dall'Unione Europea, Stati Uniti, Cina, Corea, Giappone e Russia ed India, quindi tutta il Gota della fusione mondiale sta contribuendo a realizzare ITER. Le imprese italiane anche grazie al nostro lavoro di Industrial Liaison Officiers si sono aggiudicati un miliardo e 800 milioni di commesse arrivando per ora al secondo posto dietro la Francia fra i paesi che contribuiscono e sono tutte gare, non sono affidamenti diretti, cioè la nostra compagine industriale è molto preparata, molto agguerrita e riesce da giudicarsi a dire molto importanti in questo ambito. **Davide**: Sì, quindi è proprio una questione di competenze, chi ha più competenze riesce a vincere queste gare. Un'altra cosa interessante che è emersa dalle tue parole e che volevo sottolineare è proprio questo aspetto che ritroviamo anche in altri ambiti tecnologici ed innovazione è che una ricerca, in questo caso nella superconduzione e nel magnetismo, può portare a innovare altri settori come quello appunto dei treni a levitazione magnetica. Tornando allo sviluppo di queste centrali a fusione, parliamo di date, le previsioni parlano di almeno 50 anni per terminare gli studi in questo ambito, ma quindi perché serve così tanto tempo, quali sono gli ostacoli? **Alessandro**: I motivi sono essenzialmente tecnici, nel senso che oggi siamo in grado di produrre dell'energia, ma non in maniera sufficiente per compensare quella utilizzata. Stiamo lavorando sui materiali per il divertore, stiamo cercando di ottimizzare il comportamento del plasma… o meglio l'imbrigliamento del plasma all'interno del Tokamak, a che in modo da ridurre anche la quantità di energia necessaria per tenerlo acceso e tutto questo viene fatto in parallelo da tutti gli impianti sperimentali presenti nel mondo, perché sono tanti, i più importanti oggi a parte il JET che sta in Gran Bretagna sono KSTAR, il tokamak coreano, e quello ancora più importante in Giappone che si chiama JT-60. Ognuno di questi impianti affronta, diciamo "nel suo piccolo" tra virgolette perché sono impianti imponenti, uno dei temi che deve essere affrontato per arrivare a demo. Quindi la scaletta dei tempi è necessaria perché abbiamo bisogno di vent'anni di sperimentazione su ITER, JT-60, DTT, KSTAR eccetera, per avere i risultati che ci permetteranno all'inizio della seconda metà del secolo di realizzare questo reattore DEMO, che appunto sarà il primo che metterà energia elettrica in rete, ma tutta questa mole di dati deve arrivare dalle varie campagne sperimentali che si fanno in questi tokamak e ci permetteranno di fare un progetto e una realizzazione di una macchina che è la sfida più grande della tecnologia dell'ultimo secolo. **Davide**: Visto che hai citato l'aspetto della cooperazione internazionale e che in questo periodo viene ancora più naturale riflettere su questo tema, perché è importante questa cooperazione? Perché è necessaria? Si potrebbe sviluppare una tecnologia così complessa da soli, singoli stati? **Alessandro**: Tutto è possibile naturalmente, ma è una questione di tempi e di possibilità di fare investimenti. È chiaro che un paese come gli Stati Uniti o la Russia o la Cina potrebbero portare avanti un programma autarchico e arrivare alla fusione come hanno fatto con la fissione, perché all'epoca non c'era molta collaborazione. Però il problema è un problema di investimenti e di possibilità di avere dati sperimentali. Allora, mettere a fator comune le competenze, le conoscenze e gli investimenti di tutti è una cosa che renderà più facile questo cammino, che però è difficilissimo. Quindi a mio avviso senza lavorare insieme ci si arriverà fra 200 anni, se invece si lavora tutti insieme, la speranza è che nella seconda metà del secolo avremo dei reattori a fusione. **Davide**: Sì, quindi si tratta di unire il più possibile le forze per raggiungere prima questo obiettivo così ambizioso. In conclusione, volevo farti una domanda che esula un po dall'aspetto scientifico che abbiamo intrapreso ora, e cioè una domanda che riguarda il ruolo che avrà la presenza di centrali a fusione commerciali nel mondo, e cioè avere a disposizione così tanta energia senza praticamente produrre scorie che in patto avrà sullo sviluppo della società? **Alessandro**: Secondo me quando avremo disponibile la fusione come fonte energetica sarà una svolta epocale, cioè potremo cominciare a dire pre e post fusione. I vantaggi sono enormi dall'avere la disponibilità in tutto il mondo del combustibile, perché solo qualche chilogrammo e qualche chilogrammo d'acqua c'è ovunque, anche nel deserto del Sahara, noi elimineremo i problemi geopolitici dell'approvvigionamento dei combustibili che ci sono adesso, quando ci sono crisi in Medio Oriente il petrolio aumenta e quindi la mobilità costa di più, se ci sono altri tipi di crisi aumenta il prezzo del gas. Invece con la fusione questo sparirebbe completamente, in qualsiasi paese dotato della tecnologia si potrebbero fare reattori a fusione e il paese avrebbe la propria fonte energetica. Tra l'altro avendo la caratteristica di collaborazione internazionale è chiaro che la tecnologia sarà di tutti, cioè se Cina, Stati Uniti, Giappone, Italia e tutta Unione Europea riescono a fare questa cosa, poi non se la possono tenere per sé, quindi diventa una tecnologia che sarà disponibile veramente per tutti a livello planetario. Detto questo, altri vantaggi quali sono? Allora abbiamo detto quello dei rifiuti radioattivi, non è cosa da poco perché il lascito che ci sarà alle generazioni future dei reattori a fusione è semplicemente identico o molto simile a quello che oggi viene prodotto per attività che non hanno niente a che vedere con l'energia, parlo di biomedicale, ricerca, sviluppo, industria, tutte queste cose producono rifiuti radioattivi, ma sono rifiuti radioattivi che possono essere gestiti in un deposito superficiale che è 300 anni e poi è tutto innocuo, con la fissione purtroppo questo ancora oggi non avviene. L'ultimo vantaggio è quello degli incidenti, nel senso che la fusione veramente può essere una tecnologia che possiamo tenere vicino a casa senza dover trovare un posto isolato eccetera, perché in caso di incidente l'unica cosa che succede è che si ferma l'impianto, magari l'impianto può avere dei danni economici grandi perché bisogna ricostruirne delle parti e rimetterlo in funzione, ma sull'ambiente l'impatto sarà del tutto trascurabile, quindi potremmo finalmente vivere in abbondanza di energia, perché se ne produrrà quanta ne vorremo, senza rischi e a disposizione di tutti. A quel punto veramente il mondo cambierà perché non ci sarà più corsa a produrre in modo particolare o pericoloso. **Davide**: Va bene, grazie Alessandro per averci spiegato in modo così chiaro un tema che è estremamente complesso, dei temi che sono estremamente complessi e anche per questa tua riflessione finale con la quale concordo in pieno. Grazie ancora, a presto. **Alessandro**: Arrivederci. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. #### Conclusione - Timestamp: 27:47 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e23 ## Il futuro del Web tra Open Source e Open Data > Negli anni abbiamo assistito a diverse [evoluzioni del Web](https://www.manthone.edu.it/old/wp-content/uploads/2016/04/Evoluzione-del-Web-Dal-1.0-al-4.0.pdf) e i dati sono sempre stati protagonisti. In questa puntata ci concentriamo proprio sui dati, analizzando il mondo degli Open Data, o dati aperti, Open Source, o sorgente aperto, delle loro potenzialità e di come queste due filosofie per la condivisione della conoscenza continueranno sempre più a rendere il [World Wide Web](https://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web) lo spazio che il suo [creatore](https://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Berners-Lee) aveva immaginato. Nella sezione delle notizie parliamo dell’arrivo di [Amazon Key](https://www.amazon.com/b/ref=sxts_snpl_2_0_bfb8e095-281f-42ec-90c3-7b6ab02e7a41?node=21222091011&pd_rd_w=YQwE6&content-id=amzn1.sym.bfb8e095-281f-42ec-90c3-7b6ab02e7a41:amzn1.sym.bfb8e095-281f-42ec-90c3-7b6ab02e7a41&pf_rd_p=bfb8e095-281f-42ec-90c3-7b6ab02e7a41&pf_rd_r=PEJZXNVHPHSZVHS1RZ7M&pd_rd_wg=T1eCf&pd_rd_r=363d2eab-1feb-4f51-bf07-69cf29d4ec5a&qid=1654240380) in Italia, dei piani per un’unica infrastruttura di [rete Internet](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243) per l’intera penisola, e infine di un primo passo verso l’Internet [quantistico](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e16?t=282). - Stagione: 4 - Episodio: 23 - Data di pubblicazione: 2022-06-04 06:45:00 - Durata: 17:38 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e23](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e23) - Episodi correlati: s3e14, s3e48 - Tag: open data,open source,pubblica amministrazione,world wide web,5 stelle open data,ricerca scientifica,android,linux,italia digitale,europa digitale,privacy,dati aperti,amazonkey,laserwall,consegne,videosorveglianza,chiavidigitali,entanglement,internet quantistico,teletrasporto,teletrasporto quantistico,quantum computer,quantum computing,rete unica,tim,open fiber,fibra ottica,ftth ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi analizzeremo il mondo dell'open source e degli open data, e del loro ruolo nella condivisione e della conoscenza attraverso il web. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Amazon Key è arrivato in Italia > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Amazon ha iniziato anche in Italia la sperimentazione di Amazon Key, ovvero un servizio nato nel 2017 negli Stati Uniti, che prevede la consegna dei pacchi da parte dei corrieri anche quando a casa non c'è nessuno. I primi test sono partiti da poco nella città di Roma e Milano, in circa mille condomini, ognuno dei quali è stato equipaggiato con una barriera digitale di laser wall, che include oltre ai servizi di sorveglianza anche chiavi digitali e sistemi di controllo degli accessi. Perciò, con il supporto di questo sistema, il corriere che andrà ad effettuare la consegna senza il destinatario presente nella propria abitazione verrà identificato tramite il sistema di video sorveglianza di laser wall, il quale fornirà poi l'autorizzazione alla chiave digitale della porta per consentire l'accesso del corriere al condominio in cui effettuare la consegna. Negli Stati Uniti, dove il servizio di Amazon Key è presente da ormai cinque anni, sono immerse diverse questioni legate alla sicurezza e alla privacy di entrambe le parti coinvolte. Tuttavia, va evidenziato che di grossi incidenti non se ne sono verificati. Anzi, nella maggior parte dei casi, la tecnologia di laser wall, combinata al servizio di consegna di Amazon, è riuscita a contrastare efficacemente il fenomeno dei furti di pacchi lasciati fuori dalle abitazioni. #### Come avanza la Rete Unica > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 02:20 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Cassa Depositi e Prestiti, TIM e Open Fiber hanno autorizzato la firma di un accordo preliminare per integrare le infrastrutture della rete internet a banda larga italiana, con l'obiettivo di creare un'unica società per migliorare la qualità delle connessioni internet ultraveloci concentrando gli investimenti. Il problema è che è molto complicato capire se avere più infrastrutture separate, come nella situazione odierna, in cui coesistono diversi operatori della rete, sia effettivamente uno spreco, oppure un'opportunità di concorrenza e crescita dei servizi. Nei piccoli comuni, però, dove i possibili investimenti per le società sono molto alti a causa della bassa densità abitativa, la rete è quasi sempre solo una e difficilmente può nascere una spontanea competizione tra operatori per coprire poche abitazioni. È però anche vero che, soltanto con la nascita di Open Fiber, TIM ha iniziato a investire molto nella tecnologia FTTH, la fibra ottica fino a casa. Quindi ci rimane da attendere e vedere se questo nuovo approccio all'importantissima infrastruttura di internet ultraveloce sarà una soluzione migliore per coprire il 100% del nostro paese. Un team di scienziati della Delft University of Technology ha posto una prima base verso l'internet quantistico, sfruttando l'entanglement. #### Un primo passo verso l’Internet quantistico? > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:34 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Semplificando, questo fenomeno permette a due particelle, come elettroni o fotoni, di condividere il loro stato anche a distanza. Convertendo lo stato delle particelle in termini di bit, ovvero di 1 e 0, nel momento della misurazione, il valore che otterremo sarebbe quindi identico per entrambe le particelle. Nell'ambito della computazione quantistica, questa proprietà permette idealmente di trasportare l'informazione anche a enormi distanze. In particolare, il team di ricercatori ha utilizzato tre particelle A, B e C, dove A e B sono entangled, così come lo sono B e C. In questo modo B riesce a fare da tramite tra A e C, che tra loro non sono connessi, scoprendo che al momento della misurazione, l'informazione contenuta in A veniva trasmessa anche a C. Chiaramente ancora presto per parlare di Internet quantistico, in quanto non c'è trasmissione di dati, ma è sicuramente un ulteriore passo verso la completa comprensione della tecnologia quantistica. #### Il futuro del Web tra Open Source e Open Data > - Timestamp: 05:00 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet - Tipologia: Topic **Davide**: "Il web è più un'innovazione sociale che un'innovazione tecnica. L'ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare e non come un giocattolo tecnologico" . Così definisce il World Wide Web Tim Berners-Lee, il suo inventore. Ma è veramente così? Negli anni abbiamo assistito a diverse evoluzioni del web, ospitando sempre più siti, applicazioni, dati, tanto da diventare una delle più grandi invenzioni della storia umana. Ed è proprio su questi ultimi, i dati, che ci concentreremo in questa puntata. Analizzando il mondo degli open data o dati aperti, open source o sorgente aperta, delle loro potenzialità e di come queste due filosofie per la condivisione della conoscenza hanno cambiato e continueranno sempre più a rendere il web come Tim Berners-Lee l'aveva immaginato: un'innovazione sociale e non solo un luogo di svago. Innanzitutto, però, c'è da spiegare che cosa sono gli open data e che cos'è l'open source. Seguendo la definizione dell'Open Knowledge Foundation, la principale fondazione che si occupa proprio di promuovere l'ideologia di condivisione dell'informazione, un dato o un contenuto è considerato aperto se chiunque è in grado di utilizzarlo, riutilizzarlo e ridistribuirlo gratuitamente o quasi gratuitamente. E le motivazioni di seguire questa filosofia sono numerose: a cominciare dal fatto che i dati sono un bene comune in quanto appartengono al genere umano e limitarne la diffusione rallenterebbe di molto le scoperte scientifiche e di conseguenza lo sviluppo della società. È bene specificare, poi, che quando si parla di open data si escludono totalmente le informazioni sensibili o che potrebbero in qualche modo ledere la privacy degli utenti e dei cittadini. Diritto che quasi tutti i governi, l'Unione Europea e tanti trattati internazionali cercano di salvaguardare. Parallelamente agli open data, poi, abbiamo nominato l'open source, un'altra filosofia molto simile alla prima, ma che riguarda lo sviluppo software. In questo caso, chi scrive o progetta un programma può rendere disponibile gratuitamente ed accessibile a tutti il codice sorgente del software. In questo modo, chiunque ovviamente con le dovute capacità può modificare quel codice, ad esempio per risolvere degli errori o introdurre nuove funzionalità, facendo progredire il software senza dover fare affidamento a una sola persona o a una sola azienda che magari per assenza di tempo, voglia o soldi, non riesce a sviluppare o aggiornare con costanza il programma. E probabilmente l'esempio più eclatante di questi progetti open source è sotto i nostri occhi, nelle nostre tasche, sui nostri polsi e alla tv. Stiamo parlando di Linux. In breve Linux è un sistema operativo, appunto open source, sviluppato da Linus Torvalds e che ha avuto un successo talmente grande che oggi sono migliaia e migliaia le persone che ogni giorno migliorano sempre di più questo sistema operativo. E non solo, anche aziende come Google, IBM, Amazon o Microsoft contribuiscono a questo progetto, tant'è che lo stesso Android, il sistema operativo che troviamo su miliardi di telefoni in tutto il mondo, è figlio del sistema Linux, ed è esso stesso open source. Ma chiaramente gli esempi non finiscono qui, così come non finiscono i benefici dei programmi che seguono questa filosofia. Molto spesso infatti installiamo sui nostri computer o sui nostri telefoni, applicazioni o programmi cosiddetti proprietari, dunque realizzati solamente da un'azienda che per svariati motivi, di solito economici, non ne rilascia il codice sorgente. Alcuni esempi possono essere la suite di Adobe di cui fa parte Photoshop, ma ancora programmi come Word o Excel, gli stessi sistemi operativi Windows o Mac e molti molti altri. Tuttavia il rapporto che si crea con gli utenti è una sorta di rapporto di fiducia, che ci garantisce che in quei programmi non esistano falle di sicurezza, che non raccolgono dati sensibili da utilizzare a scopo di lucro, o addirittura che non esistano dei sistemi che permettono ad esempio ai governi, che spesso fanno richieste di questo tipo, di accedere ad esempio al proprio smartphone o al proprio computer. Ebbene, in un programma open source questo problema non esisterebbe, in quanto qualsiasi persona può consultare effettivamente cosa c'è dietro a quel determinato software, se esistono criticità o comportamenti anomali fornendo una garanzia ulteriore e certificata. Un esempio di cui si è parlato moltissimo proprio lo scorso anno riguarda l'app Immuni, realizzata da Bending Spoons per l'Italia e che serviva a tracciare i contatti e contrastare l'avanzata del Coronavirus, e che ha fatto molto discutere perché si temeva non garantisse la privacy o spiasse gli utenti. Teorie che, per l'appunto, sono crollate nel momento in cui l'app è stata resa open source e chiunque poteva effettivamente verificarne l'affidabilità. Ma torniamo ora a parlare di open data, dei loro utilizzi, ma anche di come effettivamente si creano i dati aperti. Chiaramente la comunità scientifica è quella che, anche grazie al web, ha beneficiato maggiormente della possibilità di accedere in qualsiasi momento a una quantità enorme di dati e in modo completamente gratuito. Gli open data, infatti, hanno spinto l'acceleratore, proprio come è avvenuto per l'open source, verso una collaborazione indipendente e internazionale, dove chiunque può accedere alla conoscenza, all'informazione, ma anche contribuire con nuove ricerche e nuove scoperte. Basti pensare ad esempio alla possibilità di accedere all'intero genoma umano e di altri organismi, enciclopedie online, libri e veramente tanto altro. E questo, tra l'altro, è anche il principale motivo per cui è stato inventato e realizzato Internet prima, e il World Wide Web poi, che si è infine allargato fino a diventare ciò che oggi noi conosciamo. Un altro ambito, invece, in cui gli open data stanno soprattutto negli ultimi anni avendo un grande successo, è quello legato alla pubblica amministrazione e alla trasparenza politica ed economica in generale. L'idea di base, infatti, è che i dati prodotti dalla pubblica amministrazione appartengano ai cittadini, in quanto finanziati con denaro pubblico e quindi da loro stessi attraverso le tasse. Per questo motivo devono essere disponibili pubblicamente sotto forma di open data. La stessa agenzia per l'Italia Digitale, nel suo piano triennale per l'informatica, spinge molto su questa tematica, favorendo e incentivando le pubbliche amministrazioni, dalle più grandi fino ai piccoli comuni, a rendere aperti i dati a loro disposizione, in un'ottica di sviluppo comune e di trasparenza amministrativa. Filosofia, chiaramente, abbracciata e promossa anche dall'Unione Europea, che ha realizzato un portale unico dove sono disponibili i dati di tutti i paesi dell'Unione. E sempre dagli indicatori europei ci possiamo accorgere che i dati aperti tra il 2016 e il 2021 hanno avuto un impatto economico, politico e sociale che in certi casi è più che raddoppiato. Ma in che modo? Come per la comunità scientifica, avere a disposizione informazioni riguardanti economia e politica porta sicuramente a una maggior curiosità da parte dei cittadini anche ad interessarsi alle tematiche sociali e politiche. E chi è in grado di analizzare i dati può contribuire in modo più attivo, ad esempio proponendo idee o miglioramenti, adattare la politica al territorio, magari migliorandole l'efficienza o riducendone gli sprechi, cercando di capire esattamente di cosa i cittadini hanno bisogno e di conseguenza su quali aspetti concentrarsi maggiormente. O ancora, questi dati possono essere di grande utilità per le aziende, che possono adattare le proprie decisioni o campagne di marketing, avendo una migliore conoscenza dei propri possibili utenti. E tra l'altro non è la prima volta che nel corso delle nostre puntate parliamo di tecnologia in grado di realizzare soluzioni su misura. E di fatto questa è proprio la direzione verso cui la società sta andando, mettendo al centro l'essere umano. Dopo aver capito cos'è l'open source, cosa sono gli open data e perché sono importanti, è rimasta un'ultima domanda a cui rispondere. Come si fa open data? La risposta può essere per certi versi inaspettata, perché contrariamente a quanto si possa pensare, non basta pubblicare un file sul web per parlare di dati aperti, o meglio di dati aperti utilizzabili e di qualità. Oltre ad essere sempre aggiornati e non essere già aggregati, ad esempio sotto forma di risultati statistici, un'indicazione sulla qualità dei dati viene proprio dallo stesso Tim Berners-Lee, l'inventore del World Wide Web, e si tratta delle 5 stelle dei dati aperti: un dato pubblico è valutato con una stella se si tratta di un dato non strutturato, ad esempio un file PDF o un'immagine. Se il dato invece è strutturato, ad esempio in una tabella, ma con un formato di file proprietario come Excel, che può comunque essere letto da un utente con un'applicazione apposita, vengono assegnate 2 stelle, lo stesso dato in formato non proprietario invece ha una valutazione di 3 stelle, e questo significa che può essere letto anche dai computer in modo automatico. Un esempio è il formato CSV, che si tratta di una tabella dove le varie celle sono separate da una virgola. Al momento la maggior parte degli Open Data, soprattutto per quanto riguarda la pubblica amministrazione, raggiungono proprio le 3 stelle, e sono già abbastanza per avere dei benefici enormi sulla società, come abbiamo visto. I vari portali che permettono di visualizzare questi dati, poi, riescono in modo automatico a convertirli anche in altri formati, realizzare grafici, mappe geografiche e così via, realizzando già delle analisi che possono essere facilmente consultate anche dai cittadini meno tecnologici. Rimangono solo da definire i dati che ottengono 4 e 5 stelle, che sono i più interessanti e sono la direzione verso cui il web sta puntando e lo stesso Tim Berners-Lee sognava quando l'ha ideato, e si tratta del web semantico. L'idea di base è che questi dati siano tra loro connessi, e che tutte le informazioni possano essere in un certo senso lette non solo dagli esseri umani, ma anche dai computer, e in cui i dati portano con sé ulteriori informazioni che ne specificano il contenuto. Per fare un esempio, la frase: "Albert Einstein è nato nel 1879". Nel web semantico sarebbe tradotta in una sequenza di soggetto, predicato e oggetto. In cui "Albert Einstein" è associato a una rappresentazione digitale di Einstein, "è nato" a un altro elemento che definisce l'atto del nascere, il dato "1879" . Per concludere, abbiamo visto l'importanza della filosofia dei dati e dei programmi aperti e il loro sviluppo futuro con il web semantico, che renderà l'informazione comprensibile non solo dall'uomo, ma anche dalla macchina, migliorando in futuro i motori di ricerca e di conseguenza l'accesso alle informazioni e alla conoscenza, con dati più dettagliati di qualità e connessi fra loro, rendendo il web non un giocattolo tecnologico, ma sempre di più uno strumento in grado di migliorare e innovare la nostra società. #### Conclusione - Timestamp: 16:46 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e24 ## IBM: porre le basi per i computer quantistici > Dalla nascita dei primi [elaboratori](https://it.wikipedia.org/wiki/Computer) l’esigenza di rendere queste macchine sempre più potenti non si è mai fermata. Oggi i computer in tutte le loro forme, oltre ad essere sempre piú presenti nella nostra quotidianità, vengono utilizzati per realizzare calcoli complessi come ad esempio creare delle [simulazioni](https://it.wikipedia.org/wiki/Supercomputer) estremamente dettagliate. Questi computer hanno però dei limiti e quindi abbiamo invitiamo [Federico Mattei](https://www.dentrolatecnologia.it/federico.mattei.html), Quantum Ambassador per l’Italia di [IBM](https://www.dentrolatecnologia.it/ibm.html) per capire quando avverrà la prossima rivoluzione, quella dei [computer quantistici](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e16?t=282). Nella sezione delle notizie parliamo dello stop ai [veicoli](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e6?t=239) a combustione dal 2035 e dell’accordo raggiunto tra [Parlamento Europeo](https://www.europarl.europa.eu/portal/it) e Stati, per rendere [USB-C](https://it.wikipedia.org/wiki/USB-C) lo standard per la ricarica dei dispositivi entro il 2024. - Stagione: 4 - Episodio: 24 - Data di pubblicazione: 2022-06-11 06:45:00 - Durata: 23:58 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e24](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e24) - Episodi correlati: s2e16, s3e36 - Tag: ibm,quantum computing,computer quantistico,qbit,federico mattei,system one,sicurezza,calcolo,processore quantistico,2023,2021 parlamento europeo,commissione europea,auto,2035,elettrico,caricatore unico,cavo unico,usb c,samsung,apple,standard,usb ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Federico**: Noi siamo in questo periodo storico di mezzo, tra un periodo in cui era solo scienza, cioè i computer quantistici non c'erano e quindi non si poteva provare, non li si poteva usare, si poteva solo scrivere, come ha fatto Shor, un algoritmo e poi sperare che un giorno qualcuno nel futuro l'avrebbe fatto girare, e invece l'arrivo del cosiddetto quantum advantage, cioè quando effettivamente questi computer saranno abbastanza potenti da poterci fare ricerca. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con IBM di computer quantistici. Che cosa sono, come funzionano, quali sono i loro utilizzi oggi e quali saranno in futuro. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Questa settimana il Parlamento Europeo si è pronunciato in merito allo stop della vendita di auto endotermiche a partire dal 2035, accogliendo con un favore di 339 voti su 672 la proposta voluta dalla Commissione Europea. #### Stop ai veicoli a combustione dal 2035 > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 01:24 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: In realtà l'idea di interrompere la vendita delle auto a combustione a partire dal prossimo decennio fa parte di un pacchetto di misure più ampio, il cui obiettivo è quello di contrastare i cambiamenti climatici, responsabili dell'aumento della temperatura negli ultimi anni. Tuttavia, benché la proposta sia passata con oltre la metà dei voti complessivi, il percorso per arrivare all'approvazione definitiva è ancora lungo. Infatti solamente nei prossimi mesi inizieranno le vere trattative tra il Consiglio, la Commissione e il Parlamento Europeo per concretizzare la proposta iniziale. In ogni caso, se l'ambiziosa misura venisse approvata, a partire dal 2035 in tutta l'Unione si potranno vendere solamente auto e furgoni con motori completamente elettrici o ad idrogeno, ad eccezione dei piccoli produttori, che, con l'emendamento salva Ferrari, potranno posticipare la data in scadenza al 2036. #### Un unico connettore per tutti i dispositivi > Fonte: Parlamento Europeo - Timestamp: 02:38 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Computer, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo dieci anni, il Parlamento europeo ha finalmente concordato un testo per il caricatore unico. Finora, infatti, la Commissione europea ha lavorato affinché le aziende adottassero lo stesso standard per la ricarica, passando da 30 tipologie di cavi a tre nell'ultimo decennio. La scelta era però su una base volontaria delle singole aziende, mentre con la nuova normativa che entrerà in vigore entro il 2024, i produttori dovranno seguire una standard per dispositivi come smartphone, tablet, videocamera e console. Per i laptop, invece, le aziende dovranno adeguarsi entro il 2026. Lo standard scelto dalla Commissione è la USB-C, già da oggi adottato dalla quasi totalità degli smartphone, in quanto garantisce le migliori prestazioni di trasferimento e di ricarica, ma la normativa prevede l'adeguamento ad altri standard futuri. A beneficiarne, infine, saranno chiaramente i consumatori, che potranno utilizzare un solo cavo o un solo caricatore per tutti i dispositivi, e l'ambiente, in quanto i produttori potranno seguire la via di Apple e Samsung di non introdurre cavo e caricatore nella confezione, ottimizzando i trasporti e producendo meno rifiuti RAEE, che ad oggi ammontano a circa 11.000 tonnellate ogni anno. #### IBM: porre le basi per i computer quantistici > - Timestamp: 04:06 - Autori: IBM, Federico Mattei, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Computer, Innovazione, Sicurezza - Tipologia: Intervista **Davide**: Dalla nascita dei primi elaboratori, l'esigenza di rendere queste macchine sempre più potenti non si è mai fermata e oggi i computer in tutte le loro forme, oltre ad essere sempre più presenti nella nostra quotidianità, vengono utilizzati per realizzare calcoli altamente complessi, come ad esempio creare delle simulazioni estremamente dettagliate. Questi computer hanno però dei limiti e quindi per capire quando avverrà la prossima rivoluzione, quella dei computer quantistici, è con noi Federico Mattei, Quantum Ambassador per l'Italia di IBM. Benvenuto Federico. **Federico**: Ciao a tutti. **Davide**: Per porre le basi di questa chiacchierata, ci spieghi cosa sono i computer quantistici e che cos'hanno di diverso rispetto ai computer tradizionali, quelli che siamo abituati ad utilizzare normalmente. **Federico**: Certo. Dunque, fin dagli anni '80 era evidente che l'architettura su cui sono basati i computer che utilizziamo oggi aveva dei limiti. Ciò non vuol dire che non sia di grandissimo valore, tutt'oggi la utilizziamo per tantissimi scopi, però ci sono alcuni ambiti, alcune tipologie di calcolo per le quali i computer che utilizziamo oggi, appunto quelli tradizionali o classici che dir si voglia hanno grandi difficoltà e è proprio per questo che si cerca di andare a cercare nuovi modelli computazionali che siano complementari a quello attuale. Le differenze tra il computer classico e quello quantistico in realtà stanno proprio alla base, ai portatori di informazioni, come si dice. Noi sappiamo bene che i computer attuali funzionano principalmente con degli zeri e degli uni, informazione apportata tramite questi, diciamo, bit, che vengono chiamati bit, che possono assumere soltanto due stati, lo zero e l'uno. Ecco, i computer quantistici che vanno a prendere le proprietà dalla meccanica quantistica trasformano i bit in bit quantistici che poi vengono contratti in qubit. E questi qubit, esattamente come le particelle elementari che potrebbero assumere soltanto due stati, in alcuni casi per esempio per le proprietà di spin, per alcune proprietà intrinseche della materia, in realtà, grazie al principio di sovrapposizione, che è un principio quantistico che si vede soltanto a dimensioni, appunto, atomiche, a dimensioni minuscole, queste particelle possono entrare, appunto, in uno stato di sovrapposizione, cioè possono essere in una combinazione lineare dei due stati classici. Allo stesso modo, il computer quantistico, al posto del bit, ha questo qubit che può assumere uno stato che è una combinazione lineare dell'1 e dello 0, ovvero molta più informazione. Inoltre utilizziamo anche la proprietà dell'entanglement delle particelle elementari e quindi della meccanica quantistica, che è una proprietà che crea una fortissima correlazione tra le particelle, e quindi noi la usiamo nei computer, nei qubit. Ecco, queste due proprietà sono i due pilastri della computazione quantistica che ci permettono di affrontare tutta una serie di problemi che, ripeto, con i computer tradizionali abbiamo molta difficoltà ad affrontare. **Davide**: E cosa significa avere più informazione? Cosa ci permette di fare? **Federico**: Beh, dunque, l'informazione nel computer quantistico l'abbiamo principalmente durante l'esecuzione del calcolo, non prima, non dopo, perché poi intervengono altri fenomeni della meccanica quantistica che ci impediscono di conoscere esattamente lo stato di questi qubit in sovrapposizione. Ma il fatto di avere la possibilità di riprodurre un'enorme quantità di stati durante l'esecuzione del calcolo ci permette di affrontare alcuni problemi per i quali dovremmo ripetere l'esecuzione classica per tantissime volte. Principalmente gli ambiti sono: problemi di ottimizzazione, quindi in quel caso io parto da un presupposto abbastanza semplice ma devo andare a spaziare tra un numero di possibili stati, di possibili situazioni in cui lo stato si può trovare per poi andare a convergere sullo stato con minor distanza, maggior rendimento, minor rischio a seconda del tipo di simulazione che sto facendo. Poi ci sono tutte le simulazioni e sistemi naturali della struttura della materia, anche in quel caso devo andare a considerare tutte le possibili posizioni di, per esempio, un elettrone all'interno degli orbitali di una molecola. E per finire, tutti i problemi di machine learning. Quindi molti degli algoritmi legati alle redi neurali hanno questa necessità, cioè di spaziare tra un numero enorme di stati durante il calcolo per poi andare a convergere sul risultato che stiamo cercando. **Davide**: Ok, quindi questi sono i vantaggi dei computer quantistici. Ci sono però anche degli svantaggi, delle controindicazioni a sviluppare questa tipologia di computer? **Federico**: Ma dunque... I computer sono degli strumenti e come tali hanno, diciamo, i loro utilizzi positivi e i loro utilizzi, ovviamente, che possono mettere in crisi, creare, diciamo, dei problemi ad alcune delle applicazioni che noi utilizziamo oggi. Sicuramente è molto noto il fatto che il computer quantistico potrà mettere a rischio alcuni algoritmi di crittografia che noi utilizziamo oggi, in particolare quelli a chiave asimmetrica, quindi quelli basati, per esempio, sulla fattorizzazione. Noi sappiamo bene che i computer tradizionali, quelli che abbiamo di fronte, sono bravissimi a fare la moltiplicazione, riescono a farla anche con numeri che hanno un numero di cifre enorme, hanno dei grossissimi problemi a fare la scomposizione in fattori, quindi la scomposizione in numeri primi, noi diremo alle elementari, e al crescere del numero di cifre il tempo che un computer tradizionale impiega a fare la fattorizzazione cresce in maniera esponenziale. E questa cosa noi l'abbiamo sfruttata, l'abbiamo sfruttata appunto per la crittografia. Ecco, noi già sappiamo che per i computer quantistici esiste un algoritmo, l'algoritmo di Peter Shor pubblicato nel '94, che permette di effettuare la scomposizione in numeri primi con un computer quantistico permette di farlo in tempi estremamente ridotti. Abbiamo però, diciamo, molto tempo di fronte a noi, perché per far girare l'algoritmo di Shor c'è bisogno di computer quantitativi estremamente potenti, probabilmente ne avremo di così potenti tra 5-10 anni, se andiamo avanti così, e abbiamo tutto il tempo, in realtà già lo stiamo facendo, per esplorare nuovi modelli di crittografia che vengono chiamati post-quantum cryptography, quindi crittografia che è in grado di resistere agli attacchi quantitativi. **Davide**: Quindi questi algoritmi sarebbero pericolosi per la crittografia che utilizziamo oggi, ma in futuro esisteranno delle alternative crittografiche in grado di risolvere questa criticità. **Federico**: In realtà già ci sono algoritmi di questo tipo, gli algoritmi crittografici devono essere certificati e c'è un processo abbastanza lungo di certificazione di questi algoritmi, vari di questi algoritmi di post-quantum crittografi sono sotto processo di certificazione e probabilmente nei prossimi anni potremo utilizzarli. **Davide**: Ok, passando a qualcosa che vi riguarda più direttamente come IBM, a fine 2021 avete annunciato di aver realizzato un processore che ha superato la soglia dei 100 qubit e nonostante la premessa che abbiamo fatto, quindi che i computer quantistici oggi non sono molto potenti, questo processore che avete realizzato quanto potente è? E perché avete annunciato il superamento di questa soglia? Perché è così difficile aumentare il numero di questi qubit? **Federico**: Bene, dunque, superare i 100 qubit è una soglia importante, comincia a essere un tipo di processore che non riusciamo a simulare utilizzando un computer classico e quindi ci stiamo addentrando in un ambito della computazione, possiamo dire, inesplorato in qualche modo. È anche vero che 100 qubit sono ancora pochi, considerato il fatto che non è soltanto il numero di qubit, ma è anche la capacità di ridurre gli errori all'interno di questi qubit, la meccanica quantistica è estremamente instabile, quindi bisogna essere in grado di gestirla. Questo annuncio di fine dell'anno scorso di 127 qubit si inserisce in una roadmap molto chiara che abbiamo rilasciato, che ci porta nel 2023 a superare i 1000 qubit, che sono un altro traguardo molto importante e dal quale ci aspettiamo che in alcuni ambiti potremmo cominciare ad avere un reale vantaggio ad utilizzare computer quantistici per la ricerca e anche in ambiti produttivi, quindi nell'industria. È così difficile, la domanda che mi facevi, è così difficile mettere insieme questi qubit proprio per motivi dell'instabilità della computazione quantistica. Io in realtà potrei già da oggi fare processori con migliaia di qubit, forse anche milioni. La verità è che parallelamente al numero di qubit bisogna garantire il tempo di coerenza, cioè il tempo per il quale il processore veramente si trova in un regime quantistico. E basta una piccola fluttuazione di temperatura, basta una piccola radiazione che viene dall'esterno per far deperire questo regime quantistico. Quindi bisogna porre molta attenzione anche a tutti questi parametri che sono intorno. Inoltre i qubit possiamo dire che sono molto socievoli, perché abbiamo parlato dell'entanglement all'inizio, questa loro capacità di mettersi in collegamento tra di loro. Ecco, parliamo di cross-talk all'interno di un processore quando questi qubit si mettono a parlare, si mettono in entanglement tra di loro anche quando non lo vogliamo. Ecco, questo lo fanno e sta proprio nell'ingegneria, nel modo in cui vengono costruiti questi processori, evitare tutti questi fenomeni di noise, di rumore all'interno del processore per garantire una potenza computazionale adeguata. E' proprio per questo che non è così facile mettere i qubit sul processore. Bisogna metterceli e parallelamente bisogna garantire che tutte le altre proprietà che a noi servono poi per fare computazione rimangano sotto controllo. **Davide**: E quindi, oggi, i computer quantistici come i vostri, per cosa vengono utilizzati? **Federico**: Oggi i computer quantistici sono utilizzati per imparare come si fa la computazione quantistica. L'esempio che faccio di solito è il mondo dei trasporti all'inizio del Novecento quando i fratelli Wright avevano i primi velivoli. Non era con quelli che ci si spostava, quando uno voleva viaggiare si prendeva il treno. Eppure, chi già vedeva un mondo in cui le merci e le persone si spostavano sugli aerei, e quindi volando, cominciava a formare dei piloti, cominciava a pensare a un concetto di aeroporto, che è molto diverso da quello di stazione ferroviaria, cominciava a formare degli ingegneri aeronautici, che sono diversi da quelli che si occupano, diciamo, della ferrovia, per esempio, o delle automobili. Ecco, noi siamo in questo periodo storico, diciamo, di mezzo, tra un periodo in cui era solo scienza, cioè i computer quantistici non c'erano e quindi... non si poteva provare, non li si poteva usare, si poteva solo scrivere, come ha fatto Shor, un algoritmo, poi sperare che un giorno qualcuno nel futuro l'avrebbe fatto girare, e invece l'arrivo del cosiddetto quantum advantage, cioè quando effettivamente questi computer saranno abbastanza potenti da poterci fare ricerca. Visto che la computazione quantistica è molto complessa, è molto diversa dalla computazione classica, noi sfruttiamo questo periodo intermedio in cui ci troviamo proprio per cominciare ad utilizzare questi primi computer per imparare, per mettere da parte tutta una serie di algoritmi che, appena avremo dei processori come ad esempio quello che supera i 1000 qubit e poi anche quelli ancora più grandi, potremo immediatamente cominciare a far girare dei programmi. **Davide**: Sì perché come giustamente dicevi è importante sviluppare da una parte il computer quantistico ma dall'altra è importante che ci siano anche delle persone in grado di utilizzare e sviluppare per questo tipo, per questi computer qualistici. E a proposito di questo, cosa sta facendo IBM per facilitare tutto questo? Ad esempio mettete a disposizione questi computer da remoto ai ricercatori? **Federico**: Sì, sì, sì, assolutamente. Questa è stata anche una svolta strategica da parte della nostra azienda che nel passato ha sempre confezionato un prodotto pronto all'uso e soltanto nel momento in cui era diciamo completamente testato e garantito per l'utilizzo lo metteva in commercio. In realtà per la computazione quantistica ci siamo resi conto che è fondamentale uno sforzo di comunità, lavorare tutti insieme e quindi fin da 2016 abbiamo messo a disposizione su internet sul nostro portale modalità open access i primi computer quantistici, il primo era un processore da 5 qubit molto molto piccolino e lo stesso framework di programmazione che si basa su python quindi diciamo abbastanza alla portata di tutti i data scientist che utilizzano questo linguaggio tutti i giorni lo abbiamo donato alla comunità open source, quindi c'è un progetto che si chiama Qiskit, Quantum Information Software Kit, in cui ovviamente l'IBM continua a dare delle sue contribuzioni, ma che è a tutti gli effetti un progetto open source, quindi chiunque può scrivere programmi utilizzando Qiskit e farli girare su dei processori IBM in maniera totalmente aperta. **Davide**: Sì, quindi questo in prospettiva di formare e allenare le future generazioni di sviluppatori che utilizzeranno i computer quantistici più potenti. E fra l'altro hai citato un tema, quello dell'open source di cui abbiamo giusto parlato nella scorsa puntata e abbiamo sottolineato appunto quanto è importante negli ambiti di ricerca appunto ci hai portato un esempio concreto. Quindi ribadiamo comunque il concetto che i computer quantistici non rappresentano oggi un pericolo per la cybersicurezza proprio perché hanno pochi qubit. **Federico**: Sì, sì, sì. In questo momento anche i più grandi, anche il processore Eagle, che ci citavamo prima, da 127 qubit non rappresenta un rischio per la crittografia. Per capirci con i processori che abbiamo oggi, riusciamo molto bene a fattorizzare il numero 15. Adesso la criptografia lavora su numeri con migliaia di cifre da decriptare, quindi siamo ben lontani da questo. I computer che mettiamo a disposizione sono invece veramente molto importanti per formare una nuova classe di programmatori che siano pronti ad utilizzare i veri computer quantistici che hanno un quantum advantage che arriveranno tra pochi anni. **Davide**: In conclusione, ragionando su una prospettiva di lungo termine, in futuro avremo una coesistenza tra i computer classici e quelli quantistici, oppure i computer quantistici prenderanno il sopravvento e arriveremo ad avere un computer quantistico anche sul nostro smartphone? **Federico**: Dunque, il computer quantistico nello smartphone… virtualmente può già esserci, nel senso che i nostri computer quantistici sono utilizzabili in cloud e quindi è possibile accederli. Un processore quantistico all'interno dello smartphone è molto difficile, ma noi in realtà siamo ancora vari salti tecnologici a distanza da quella che sarà probabilmente la tecnologia quantistica del futuro. Uno scienziato che da poco magari aveva realizzato un computer tradizionale a valvole, dirgli se qualcuno l'avrebbe mai potuto portare in tasca probabilmente avrebbe risposto di no, eppure siamo arrivati anche a questo. Quindi, quella che sarà la tecnologia del futuro e quanto riusciremo a renderli piccoli, questo non lo so, sicuramente il computer quantistico non prenderà il posto di quello tradizionale, di quello classico. Il computer che noi utilizziamo oggi ci ha abituato ad essere in qualche modo un coltellino svizzero, uno strumento che noi utilizziamo per qualsiasi cosa. La verità è che esattamente come tutti gli strumenti, ci saranno diversi tipi di computer, diversi tipi di programmi e ognuno avrà il suo ambito in cui eccellerà e quindi andremo ad utilizzare diverse piattaforme hardware a seconda del tipo di calcolo, del tipo di attività che andremo a fare. **Davide**: Va bene Federico, grazie per averci permesso di approfondire un tema così affascinante e che avrà un impatto determinante e rivoluzionario anche sul nostro futuro. A presto. **Federico**: Grazie a voi, a presto. #### Conclusione - Timestamp: 23:06 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e25 ## Leasing e Car Sharing per la mobilità del domani > Con gli attuali [costi delle materie prime](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e52?t=256) e della loro lavorazione, oggi non c’è la possibilità di aumentare sensibilmente la produzione di veicoli elettrici senza incorrere in un forte aumento di prezzi. Una delle poche, se non l’unica soluzione in grado di guardare agli obiettivi ambientali e allo stesso tempo mantenere i costi per l’utenza finale non eccessivamente elevati è il [Car Sharing](https://www.treccani.it/vocabolario/car-sharing/). In questa puntata parleremo quindi di Car Sharing ma anche di Leasing, due particolari forme di mobilità condivisa che stanno rivoluzionando il modo di spostarsi e di viaggiare di numerose persone in tutto il mondo. Nella sezione delle notizie parliamo dello stop alla pratica [zero-rating](https://it.wikipedia.org/wiki/Zero-rating) degli operatori mobili, della possibilità che [astronauti europei](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e20?t=250) sbarchino sulla Luna e infine dell’[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) per la manutenzione dell’illuminazione pubblica. - Stagione: 4 - Episodio: 25 - Data di pubblicazione: 2022-06-18 06:45:00 - Durata: 14:46 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e25](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e25) - Episodi correlati: s2e39, s3e20, s4e6, s4e10 - Tag: mobilità,carsharing,leasing,servizi,noleggio,automobili,applicazioni,sostenibilità,sharenow,free2move,artemis,nasa,esa,astronauti,luna,intelligenza artificiale,comune,manutenzione,illuminazione pubblica,machine learning,unione europea,operatori telefonici,traffico dati,zero-rating,vodafone,tim,wind ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di leasing e di car sharing, due particolari forme di mobilità condivisa che stanno rivoluzionando il modo di spostarsi e di viaggiare di numerose persone in tutto il mondo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Una pratica molto comune nell'ultimo periodo applicata da diversi operatori telefonici è quella denominata Zero Rating. #### Stop alle promozioni zero-rating > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: In pratica si tratta di promozioni in cui il traffico dati utilizzato da specifiche applicazioni o servizi non impatta sul traffico mensile. Di fatto l'utente può utilizzare app, solitamente Whatsapp, Facebook o Spotify, in un certo senso gratuitamente. Questa pratica, tuttavia, pochi giorni fa è stata vietata dall'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche nell'ottica di mantenere la rete internet neutrale. Queste promozioni, infatti, potevano essere sicuramente vantaggiose per gli utenti, ma avvantaggiavano fortemente anche le grandi piattaforme come Google o Facebook e gli stessi servizi offerti dagli operatori. A rimetterci, chiaramente, le piccole realtà e startup europee, che non avevano più l'opportunità di farsi strada nel mondo dei servizi online. Va specificato, infine, che lo Zero Rating non è completamente bandito, ma potrà essere utilizzato solo in certe fasce orarie o lasciando decidere all'utente i servizi per cui non consumare traffico. Nell'ultimo consiglio tenutosi questa settimana tra l'Agenzia Spaziale Europea e la NASA sono emerse nuove e importanti questioni legate ai prossimi piani per l'esplorazione spaziale da parte delle due compagnie. #### I primi astronauti europei sulla Luna > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:08 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: In particolare, si è discusso della concreta possibilità che nelle future missioni Artemis per raggiungere nuovamente la Luna, di cui abbiamo parlato nella puntata "Agenzia Spaziale Europea, come funziona un programma di esplorazione" possono partecipare anche gli astronauti reclutati dall'ESA, sancendo di fatto il primo sbarco sulla Luna da parte dell'Europa. La collaborazione tra le compagnie è infatti sviluppata su più livelli strategici e secondo l'amministratore delegato della NASA, consentire a tre astronauti dell'ESA di poter volare verso la Luna non farebbe altro che rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le due agenzie. L'azienda di intelligenza artificiale Ammagamma e l'azienda per l'illuminazione pubblica Hera Luce hanno collaborato per migliorare la manutenzione dei punti luce pubblici di un comune italiano, grazie proprio all'intelligenza artificiale. #### I.A. per la manutenzione pubblica > Fonte: Italian.Tech - Timestamp: 03:00 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: A differenza dell'ordinaria manutenzione, infatti, quella predittiva messa a punto da Ammagamma si basa su diversi parametri e indicatori, come lo stato dei sostegni dei punti luce, la densità abitativa o la presenza o meno di punti di interesse. Tutti questi fattori poi vengono elaborati da un algoritmo di machine learning in grado di prioritizzare gli interventi pubblici e organizzando al meglio le risorse a disposizione. Nel comune in cui è stata testata questa tecnologia è stato possibile diminuire del 25% il budget destinato alla manutenzione pubblica e del 40% il rischio di guasti ai punti luce comunali. Mostrando ancora una volta come l'intelligenza artificiale e la tecnologia possono essere fondamentali per migliorare i servizi ai cittadini. #### Leasing e Car Sharing per la mobilità del domani > - Timestamp: 04:13 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Come è ben noto ormai, la crisi dei microprocessori, esplosa con l'inizio della pandemia da Covid-19 oltre due anni fa, sta coinvolgendo numerosi settori legati al mondo della tecnologia, tra cui quello dell'industria automobilistica, nel quale anche le auto endotermiche, quindi non solo quelle elettriche, richiedono importanti componenti legati a materiali semiconduttori per poter funzionare correttamente. I microchip sono infatti degli elementi essenziali per le macchine, in quanto servono a controllare tutti i sistemi elettronici dei veicoli, che vanno dai tergicristalli, alla climatizzazione ai sistemi di infotainment fino agli ADAS per la sicurezza attiva e passiva, dei quali avevamo parlato nella puntata "Tecnologie per una mobilità stradale più sicura" . Se poi alla lunga stagnazione economica precedente sommiamo le conseguenze derivate dalla guerra in Ucraina, percepite anche come aumento del prezzo dei carburanti oltre a tutto il resto, ecco che già solamente pensare di acquistare un auto nel 2022 diventa particolarmente problematico. E con i prezzi delle materie prime che continuano a salire ogni giorno, influenzando persino il mercato dell'usato, si prevede che la ridotta disponibilità di auto durerà per almeno i prossimi due anni in tutto il mondo. D'altra parte, come ulteriore disincentivo all'acquisto di un'auto endotermica, viene anche considerata la questione ambientale, una tematica che negli ultimi anni è diventata sempre più cara all'Unione Europea, la quale con l'ultima proposta della Commissione, e con la successiva approvazione del Parlamento, sta spingendo per uno stop alla vendita di auto e veicoli commerciali a combustione a partire dal 2035. L'Unione Europea è infatti la terza produttrice al mondo di CO2, in cui solamente le automobili rappresentano il 12% di tutte le emissioni, mentre l'intero settore del trasporto racchiude un quarto del totale. E proprio per queste ragioni, se nelle prossime discussioni tra Commissione e Parlamento Europeo si dovesse arrivare a un'intesa nell'adozione della misura, tra poco più di dieci anni in tutta l'Unione si potrebbero vendere solamente auto e furgoni a emissioni zero, vale a dire mezzi alimentati esclusivamente da energia elettrica o da idrogeno. Secondo però diversi analisti del settore, tra cui il CEO di Stellantis Carlo Tavares, la volontà di rendere la mobilità elettrica la principale soluzione di trasporto in così poco tempo, specialmente in un periodo di forte crisi come quello attuale, potrebbe rilevarsi controproducente, anche perché con gli attuali costi delle materie prime e della loro lavorazione, attualmente non vi sarebbe la possibilità di aumentare sensibilmente la produzione di veicoli elettrici senza incorrere in un forte aumento di prezzi, che si riverserebbero inevitabilmente nelle tasche del consumatore. E una delle poche se non l'unica soluzione in grado di guardare agli obiettivi ambientali e allo stesso tempo mantenere i costi per l'utenza finale non eccessivamente elevati è il car sharing, o "car as a service" . I vantaggi del business model legato al prodotto come servizio sono ormai inequivocabili, innanzitutto perché non è richiesto nessun investimento iniziale in termini di capitale, il che porterebbe già a priori ad una notevole riduzione dei costi, ma soprattutto con il "product as a service" si può arrivare a risparmiare concretamente in termini di spazio effettivo dal momento che il servizio, l'infrastruttura vengono normalmente ospitati al di fuori della nostra proprietà. Trattandosi inoltre di veicoli che non appartengono a una stessa persona, l'utilizzo di questi servizi si traduce alla fine in una maggiore razionalità nella presenza degli stessi sul territorio interessato. Anche perché, malgrado le auto di proprietà rimangano il più delle volte inutilizzate per la maggior parte delle ore della giornata, i costi fissi legati all'acquisto stesso, all'ammortamento, all'assicurazione e alla manutenzione periodica, restano comunque imprescindibili per il consumatore e si stima che un'auto di fascia media possa comportare un costo di oltre mille euro all'anno senza considerare la quota del carburante. Con il car sharing invece tali problemi cessano di esistere, perché oltre a frazionare i costi fissi su molte più persone, le auto vengono utilizzate dagli utenti solamente nelle ore in cui è strettamente necessario lo spostamento, comportando una maggiore ottimizzazione dell'utilizzo dei veicoli e diminuendo la presenza all'interno delle città. Ed infatti la riduzione dello spazio occupato e una minor circolazione delle automobili sono i principali vantaggi ambientali che derivano dalla diffusione di questo servizio. Benefici che aumentano ulteriormente se ad essere utilizzati sono veicoli completamente elettrici, favorendo dunque lo sviluppo della mobilità sostenibile nel nostro paese su iniziativa dell'Unione Europea. Utilizzare infatti un'auto che non sia di nostra proprietà e privilegiando la scelta di un modello completamente elettrico comporterebbe in media una riduzione di anidride carbonica pari al 50%, rispetto alla scelta di circolare con un'auto endotermica e di nostra proprietà. Per non parlare poi dei numerosi servizi attivi sul territorio, che oltre a favorire una diversificazione nell'utilizzo di un mezzo rispetto ad un altro in base alla necessità, propongono tariffe e abbonamenti periodici di ogni tipologia. Ad esempio vi sono provider che offrono la possibilità di ritirare l'auto in qualsiasi punto e parcheggiarla ovunque senza dover concludere il noleggio in postazioni prestabilite, oppure servizi denominati station-based, che come afferma il nome stesso prevedono la consegna e quindi l'attivazione solamente in parcheggi dedicati, esattamente come quanto avviene con i servizi di bike sharing per scoraggiare l'abbandono del mezzo su marciapiedi o altri percorsi pedonali. L'unico vincolo imposto da quasi tutti i servizi di sharing mobility è l'uscita da determinati confini territoriali, anche in questo caso si tratta di una condizione legata al tipo di business dell'azienda, nel senso che non tutti i gestori consentono di oltrepassare i confini comunali con il mezzo noleggiato. Quello che però è certamente sicuro è il vincolo di rimanere all'interno del territorio nazionale, tant'è che alcuni provider consentono di lasciare la vettura in una città diversa da quella di partenza a patto che il servizio risulti operativo anche lì. Per quanto riguarda invece il presupposto per l'utilizzo dei servizi di car sharing è chiaramente il possesso di una conoscenza tecnologica base. Lo strumento infatti dal quale parte l'attivazione è proprio lo smartphone personale, dove è possibile scaricare dagli store per Android e iOS l'applicazione del servizio di cui fa parte l'autovettura scelta. Una volta effettuata la registrazione, inserendo le proprie credenziali, si dovrà procedere con il caricamento obbligatorio della patente di guida, dopodiché l'applicazione provvederà a sbloccare l'autovettura nella quale poi troveremo le eventuali chiavi per l'accensione. Eventuali perché diversi servizi di sharing propongono auto con attivazione esclusivamente contactless o tramite il pulsante Start & Stop, tipico di molte vetture appartenenti ad esempio a ShareNow, ovvero una società tedesca nata da una joint venture tra Mercedes-Benz e BMW, che noleggia auto in otto paesi europei tra cui l'Italia, e in particolare nella città di Milano, Roma e Torino. Un'altra joint venture di sharing molto affermata è proprio Free2Move, con la quale abbiamo già parlato nella puntata "Free2Move e-Solution: rendere facile la mobilità elettrica", che oltre a fornire servizi di sharing e di ricarica, offre anche diverse soluzioni per noleggiare auto tramite leasing. Tuttavia, a differenza dello sharing, il leasing, in questo caso, si propone più che altro come una soluzione maggiormente duratura e stabile nel tempo, tant'è che per richiederne uno è necessario stipulare prima un contratto finanziario, il quale al fronte di un pagamento di un canone periodico costante permette, alla fine del periodo stabilito, anche di esercitare l'opzione di riscatto ad un prezzo chiaramente inferiore rispetto a quello di listino. Oltre ad avere vantaggi molto simili a quelli dello sharing, il leasing si pone anche come una soluzione meno vincolante rispetto all'acquisto di un'auto o di un finanziamento tradizionale, dal momento che il cliente può disporre dell'utilizzo del bene senza diventarne un effettivo proprietario, e potendolo cambiare a fine contratto senza l'incombenza della vendita, della rottamazione o di un nuovo acquisto. A differenza della sharing economy, il leasing è in realtà una pratica consolidata da diversi anni, vantaggiosa soprattutto per le aziende che hanno necessità di cambiare auto frequentemente o per acquistarne una ad un prezzo vantaggioso una volta terminato il periodo contrattuale. Concludendo, è evidente che il percorso intrapreso dalla mobilità tende sempre più a rincorrere le esigenze dei consumatori e le nuove politiche ambientali orientate sempre più verso la sostenibilità, motivo per cui il ricorso a nuove forme di mobilità a noleggio, incentivate dalle innovazioni relative al campo della mobilità as a service, in cui avviene una perfetta integrazione tra il mezzo e la tipologia di trasporto, avrà un ruolo di fondamentale importanza nella definizione della mobilità del futuro in relazione agli interessi dell'utente finale. Ed ecco perché le nuove abitudini dei cittadini di tutto il mondo, emerse in questi ultimi anni di profondi cambiamenti, sono diventate il punto di partenza sulle quali costruire i nuovi modelli di business basati sul product as a service, nel quale anche la mobilità sta iniziando ad giovare di una maggior condivisione, sostenibilità e soprattutto digitalizzazione. #### Conclusione - Timestamp: 13:54 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e26 ## Comau: robot ed esoscheletri al servizio dell’industria > Un settore che è stato fortemente plasmato dalla tecnologia, specialmente [robotica](https://it.wikipedia.org/wiki/Robotica), è quello industriale. Si tratta di un ambito che negli ultimi decenni è radicalmente cambiato e la sua trasformazione culmina oggi con la quarta rivoluzione industriale. Dopo aver parlato di robotica applicata all’ambito della ricerca scientifica, portando l’esempio di [iCub](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e48?t=229), il robot umanoide sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia, in questa puntata parliamo di robot ed esoscheletri in ambito industriale con [Stefano Mantino](https://www.dentrolatecnologia.it/stefano.mantino.html), Product Owner di [Comau](https://www.dentrolatecnologia.it/comau.html), società italiana specializzata nell'automazione industriale. Nella sezione delle notizie parliamo del nuovo centro di ricerca [Sony](https://www.sony.it) a Roma e dell’arrivo di [Telegram Premium](https://telegram.org/blog/700-million-and-premium). - Stagione: 4 - Episodio: 26 - Data di pubblicazione: 2022-06-25 06:45:00 - Durata: 31:41 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e26](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e26) - Episodi correlati: s2e29, s3e46, s3e48 - Tag: stefano mantino,comau,robotica,robot,robot collaborativo,product owner,esoscheletro,mate xt,aiuto,industria,industria 4.0,industria 5.0,connessione,cobot,racer 5 cobot,software,braccio robotico,catena di montaggio,automazione industriale,catena di produzione,stellantis,prestazioni,condizioni di lavoro,sicurezza,velocità,laser scanner sony,roma,ricerca,intelligenzaartificiale,sostenibilità,infomazione,telegram,telegram premium,messaggistica,cloud,bot,pavel durov ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Stefano**: Come ci aspettiamo che sia l'automazione nei prossimi anni, sarà un'automazione sempre più integrata, sempre più in collaborazione con l'uomo e non necessariamente solo con robot collaborativi o con esoscheletri, ma sarà un'azienda viva, una fabbrica viva che sarà sempre più servizio degli operatori. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Comau del presente e del futuro della robotica in ambito industriale, con l'obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro, la qualità dei prodotti e ridurre sempre di più i tempi. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il nuovo centro di ricerca Sony a Roma > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:19 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: I Sony Computer Science Laboratories hanno aperto presso il Centro Studi e Ricerca Enrico Fermi a Roma un laboratorio all'avanguardia con l'obiettivo di migliorare la vita delle persone in diversi contesti della vita reale, legati principalmente all'informazione, alla sostenibilità e allo studio dell'intelligenza artificiale. Quella di Roma è la quarta sede a livello mondiale, nonché la seconda in Europa dopo il centro di Parigi, e come spiegato da Sony, il nuovo laboratorio italiano svilupperà le proprie ricerche lungo tre linee principali. La prima, Infosphere, avrà il compito di studiare l'evoluzione delle tecnologie e dell'informazione per renderle più accessibili, trasparenti e comprensibili. Sustainable Cities sarà invece la sezione di ricerca che si occuperà dello sviluppo di nuovi strumenti per comprendere gli ambienti urbani e creare scenari predittivi rendendo questi ultimi più sostenibili e abitabili, mentre le competenze di Augmented Creativity si concentreranno invece sullo studio dell'intelligenza artificiale, come supporto per la creatività e le arti, aiutando le persone a trovare soluzioni originali, pratiche e soprattutto ancora più innovative. #### Arriva Telegram Premium > Fonte: Telegram.org - Timestamp: 02:35 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni - Tipologia: Notizia **Davide**: Telegram ha raggiunto i 700 milioni di utenti e ha annunciato questo importante traguardo presentando Telegram Premium. È bene precisare che la versione gratuita resterà invariata e non verranno applicate ulteriori restrizioni. Gli utenti Premium, al contrario, potranno godere di una serie di comodità in più, tra cui la possibilità di caricare file di dimensione fino a 4 GB, che renderebbero Telegram un perfetto archivio online illimitato. La possibilità di avere una biografia più lunga e comprendente dei link e in generale altri limiti che verranno raddoppiati. Si potranno inoltre inviare degli sticker speciali, usare delle reazioni aggiuntive, avere delle foto profilo animate e molto altro. Una delle novità più interessanti però riguarda i messaggi vocali, che potranno essere tradotti in testo direttamente dall'app. Ormai da tempo, Pavel Durov, il creatore di Telegram, aveva annunciato l'intenzione di monetizzare l'app, mantenendo però intatta la sicurezza e la privacy degli utenti. E l'introduzione di una versione premium è il modo migliore per farlo, permettendo agli utenti di sostenere il servizio con un abbonamento di 3,99 euro e contribuirne al continuo sviluppo e miglioramento. #### Comau: robot ed esoscheletri al servizio dell’industria > - Timestamp: 04:02 - Autori: Comau, Stefano Mantino, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Robotica - Tipologia: Intervista **Davide**: Qualche tempo fa avevamo approfondito il tema della robotica con l'Istituto Italiano di Tecnologia, robotica applicata all'ambito della ricerca scientifica e dell'assistenza, grazie ai robot umanoidi come iCub. L'ambiente che però è stato maggiormente influenzato e plasmato dai robot è quello industriale, un settore che negli ultimi decenni è radicalmente cambiato e che oggi culmina con la rivoluzione dell'industria 4.0 e non solo. E per parlare di questi temi siamo in compagnia di Stefano Mantino, Product Owner di Comau, società specializzata nell'automazione industriale. Benvenuto Stefano. **Stefano**: Grazie, grazie, ciao. **Davide**: Per iniziare, ci introduci di che cosa si occupa Comau? **Stefano**: Sì allora, Comau è un'azienda innanzitutto che fa parte del gruppo Stellantis, è nata ormai più di 45 anni fa. Comau è un acronimo, sta per Consorzio Macchine Utensili e da questo capiamo che è un'azienda italianissima nata a Torino e che per tutti questi anni si è occupata dell'automazione industriale. Infatti siamo leader mondiali nell'automazione industriale, sia per la produzione di robot che produciamo interamente a Torino, sia anche per la realizzazione degli impianti. Quindi siamo molto molto forti come "line builder" quindi proprio realizzazione di intere linee. **Davide**: E a proposito di robot, ci spieghi che impatto ha la robotizzazione nelle industrie e intendo sia le grandi fabbriche internazionali ma anche le piccole e medie imprese e ci fai anche degli esempi pratici di utilizzo della robotica in diversi settori? **Stefano**: Sì ok, allora l'automazione in generale, in particolare la robotica, ha giocato un ruolo fondamentale in tantissime aziende negli ultimi anni, soprattutto nell'automotive dove si è vista la sua massima manifestazione negli ultimi decenni, ma oggi sempre più spesso ci sono aziende realtà grandi, ma anche medio piccole che ricorrono la robotica per la produzione principalmente. La robotica porta con sé grandissimi vantaggi che permette quindi di ottenere prodotti con una qualità ripetibile, una buona qualità, una produttività anche costante e in più una grande reazione di messa in produzione. Quindi cosa vuol dire? Avere un "time to market" estremamente rapido ed è sempre un requisito più richiesto nel mondo del mercato in generale. Parlando di qualche esempio, abbiamo la più tradizionale robotica nell'automotive dove abbiamo intere linee composte da migliaia, e non sto esagerando, di robot che sono perfettamente sincronizzati per produrre delle macchine con un ritmo estremamente elevato, stiamo parlando di una macchina circa al minuto, mediamente sono questi tempi di stabilimenti, fino alla robotica all'automazione nelle realtà più piccole. Oggi noi abbiamo tantissimi clienti di realtà in cui ci sono meno di 10 dipendenti in cui hanno dei robot installati, robot che vengono utilizzati per qualsiasi scopo, perché la robotica ha questa caratteristica di essere estremamente versatile, riesce a ripetere un po alcune delle attività che possono essere eseguite da un uomo, specialmente quelle più ripetitive, permettendo così agli operatori di liberare del tempo per tutte quelle attività invece di maggior valore aggiunto e concedere loro quindi di poter apportare del valore aggiunto proprio all'azienda. **Davide**: E come mai i robot oggi sono sempre più presenti anche nelle realtà imprenditoriali più piccole? **Stefano**: Allora sicuramente ogni tecnologia maturando diventa più accessibile, lo stesso è successo anche per la robotica, fino agli anni '80 era prettamente legata al mondo automotive, dagli anni '90 i robot sono usciti dagli stabilimenti automobilistici, atterrando in tante altre industrie, oggi dicevamo sono presenti in tantissime piccole realtà. Il costo è un fattore, un altro fattore estremamente importante sono le competenze richieste per poter integrare dei robot all'interno della propria azienda. Una volta servivano delle figure estremamente professionali e specializzate sia nell'installazione, nella programmazione, nella manutenzione di queste macchine, oggi invece è tutto quanto reso molto più semplice quindi da una parte abbiamo i costi estremamente più accessibili che permettono di fare investimenti che hanno un ritorno di investimento molto più veloce quindi anche più appetibili dal punto di vista economico e dall'altra non sono più richieste queste figure estremamente specializzate quindi anche costose che erano richieste un tempo. E si può diciamo non dico in autonomia perché invece perché non è così insomma c'è una grande rete di integratori di piccole aziende che per mestiere realizzano linee su misura per determinati clienti, ma le cose che vanno a integrare quindi robot e tutte diciamo i componenti di automazioni sono sempre più semplici, accessibili. **Davide**: Ci fai degli esempi di un paio di ambiti in cui i robot vengono utilizzati in modo più diffuso? **Stefano**: Allora, sicuramente il robot viene spesso utilizzato per la manipolazione, cosiddetto anche "pick and place" quindi prendere gli oggetti e spostarli. In questo senso si vedono tantissime applicazioni sul machine tending, quindi in generale il carico scarico di macchine che vanno a elaborare dei particolari. Viene utilizzato tantissimo anche nel packaging o nella palletizzazione, quindi stiamo parlando di fine linea dove magari i robot sono meno presenti, a vantaggio di macchine specifiche per determinate lavorazioni, a fine linea poi i robot vengono spesso utilizzati per impacchettare vari prodotti, eventualmente prepararli su un pallet. E tantissimo utilizzati anche nel mondo dell'assemblaggio, della saldatura, che può essere saldatura punti quando si parla automotive, ma anche saldatura d'arco, quindi processi continui. Insomma, la versatilità dei robot li rende estremamente diffusi. **Davide**: Un altro termine che sentiamo spesso citare e abbiamo avuto modo di affrontare anche nelle nostre puntate, quello dell'industria 4.0. Ci spieghi qual è il ruolo dei robot nella quarta rivoluzione industriale? **Stefano**: Allora sì, noi stiamo vivendo a pieno ora la quarta rivoluzione industriale. Quando parliamo di Industria 4.0, ci riferiamo alla propensione naturale dell'automazione industriale, a inserire nuove tecnologie per migliorare le condizioni di lavoro e creare anche nuovi modelli di business, aumentare la produttività degli impianti, migliorare la qualità dei prodotti, non solo del prodotto finale, ma dei singoli componenti perché riusciamo a monitorare tutta la catena produttiva di un singolo oggetto, un singolo prodotto. Tutto ciò è reso possibile grazie all'introduzione di automazioni intelligenti, quindi sistemi informatici in grado di collezionare informazioni da tutti i componenti della linea produttiva, spesso questi sono proprio i robot stessi, collezionare queste informazioni per andare a tracciare, a garantire un'elevatissima qualità del prodotto, ma d'altro canto anche elaborare delle strategie di ottimizzazione, sfruttando proprio dei software, delle intelligenze artificiali che vanno quindi a ottimizzare la produttività, il flusso produttivo in generale dell'impianto. Il settore della robotica è interessato da un significativo cambio di paradigma a livello tecnologico. Oggi i robot devono necessariamente essere interconnessi con tutto l'impianto produttivo e non solo, si vede anche questo trend di robot sempre più a stretto contatto con l'operatore. Solo fino a 10-15 anni fa era quasi impossibile vedere i cosiddetti robot collaborativi. Cosa sono? Sono robot industriali in grado di lavorare fianco fianco con l'operatore, senza avere delle barriere perché sono intrinsecamente sicuri, cioè in caso di urto non fanno nessun danno all'uomo, oppure spesso evitano l'urto stesso. Ecco il cobot è una grande manifestazione del concetto dell'industria 4.0 e del cambio di paradigma che oggi la robotica sta cambiando. Perché di nuovo se noi andiamo a sottrarre le attività più pesanti, rischiose, poco ergonomiche a un operatore e farle fare a un cobot, beh questo operatore potrà dedicarsi a tutte quell'attività di velo raggiunto che oggi vengono sacrificate a favore di questa attività ripetitiva e alienanti. **Davide**: Sì, quindi si tratta di robot di nuova generazione che coesisteranno con i robot che più comunemente immaginiamo all'interno di un processo produttivo. **Stefano**: Assolutamente sì, laddove un processo produttivo oggi può essere eseguito da un robot tradizionale e industriale, probabilmente non ha senso sostituirlo con un robot collaborativo, perché un robot collaborativo proprio per garantire la sicurezza dell'operatore dovrà andare a velocità più ridotte oppure non potrà spostare oggetti molto grandi, ingombranti che se dovessero colpire l'operatore potrebbero recare danno. Quindi oggi tutti quegli impianti produttivi caratterizzati da robot industriali magari anche di grandi dimensioni non subiranno grandi modifiche, evolveranno nel tempo ma non ci si aspetta una massiccia sostituzione dai robot collaborativi. Diversamente i robot collaborativi verranno sempre più introdotti in tutte quelle attività che stanno intorno ai robot tradizionali che oggi vengono diciamo eseguite da operatori ma tutte quelle attività ripeto pesanti, cause di infortuni, alienanti magari estremamente ripetitive quindi o addirittura con ergonomicità pessima, quindi tutti questi tipi di attività che fino ad oggi era impossibile sollevare come mansioni all'operatore perché necessariamente l'operatore doveva essere lì per poter fare qualche attività d'alto valore aggiunto, oggi si può cominciare a pensare di introdurre dei robot collaborativi e lo stiamo vedendo in questi anni, c'è un'esplosione negli ultimi cinque anni di robot collaborativi all'interno di impianti e stiamo parlando di impianti di tutte le dimensioni. **Davide**: Quindi sono dei robot che forniscono un supporto dove prima i robot tradizionali non potevano essere utilizzati. E quali sono le caratteristiche che un robot deve avere per rientrare nella categoria dei robot collaborativi? **Stefano**: Allora un robot collaborativo per essere definito tale deve essere sicuro per l'operatore, quindi deve poter collaborare con l'operatore a stretto contatto senza essere un rischio, un pericolo per l'operatore. Questo non necessariamente sempre si trasforma in una collaborazione attiva. Quando dico collaborazione attiva mi riferisco a un lavoro di collaborazione a stretto contatto, ma può essere anche soltanto utilizzato un robot collaborativo per fare un'attività che non prevede operatori lì a fianco, ma che risparmia tutte quelle strutture di sicurezza intorno e qualora un operatore dovesse passare lì vicino lui garantisce di poter continuare a fare la propria attività senza fermarsi e senza essere rischioso per l'uomo. Questo diciamo… ovviamente c'è una normativa con una serie di vincoli che vanno a garantire questi livelli di sicurezza e questi robot collaborativi proprio per queste caratteristiche sono sempre più utilizzati. **Davide**: Ampliando nuovamente il nostro punto di vista, ci elenchi quali sono i robot che oggi producete, sviluppate per il mondo dell'industria? **Stefano**: Allora il portafoglio attuale nostro è veramente enorme, nel senso abbiamo prodotti dalla robotica mobile alla robotica industriale, antropomorfi, palletizzatori, robotica indossabile, è veramente veramente immenso. Quando parliamo di robotica industriale parliamo di robot che vanno dai 3 kg di carico di payload, quando dico payload sono il peso massimo che può avere un oggetto finché possa essere spostato dal robot, quindi quando si dice un robot a 3 kg di payload può spostare oggetti fino a 3 kg, quindi abbiamo robot a nostro catalogo da 3 kg fino a 650 kg di payload, con tutte le sfumature lì in mezzo arriviamo ad avere 70-80 robot mal contati, quindi veramente veramente ampia. Vi posso citare qualcuno degli ultimi prodotti lanciati che ci aiutano un po a capire anche qual è il trend tecnologico attuale interpretato da Comau ma che rispecchia un po le richieste attuali del mercato. Tra gli ultimi abbiamo un robot industriale di dimensioni un po più grandi che si chiama N-220, è un robot che ha 220 kg di carico in flangia che con sé porta un sacco di innovazioni, ora non vado nei dettagli ma qual è l'obiettivo è rendere ancora più accessibile e fruibile la robotica anche in quei settori che sono meno affini o meno diciamo… che utilizzano meno oggi la robotica, quindi abbiamo fatto tesoro di tutta l'esperienza fatta nell'ambito del settore automotive e stiamo creando questo robot che si presta molto bene ad altre industrie come quella dei metalli, il food and beverage, logistica, materie prime, prodotti chimici, questo come? Realizzando un prodotto che è estremamente più semplice da integrare e da manutenere durante il corso della propria vita, quindi come lo si installa, come lo si programma, come si fa proprio manutenzione, come si interviene per sostituire dei componenti, tutta l'architettura sia hardware che software che meccanica è stata rivista in ottica di rendere un prodotto accessibile nei costi ma anche nella fruizione. Un altro un altro prodotto lanciato non troppo tempo fa l'anno scorso è la nostra proposta di robot collaborativo di piccola taglia, mi riferisco a Racer-5 COBOT che dal nome ci fa capire due cose… anzi tre che è un robot collaborativo cobot che ha 5 kg di payload e che è un racer cosa vuol dire che ha delle prestazioni altissime infatti stiamo proponendo a proporre un nuovo paradigma della robotica collaborativa che con sé porta non solo la sicurezza della robotica collaborativa che è richiesta è necessaria ma anche tutte le prestazioni di un robot industriale infatti questo robot è in grado di arrivare fino a 6 metri al secondo quindi stiamo parlando di velocità estremamente elevate. Come facciamo a garantire la sicurezza? Beh grazie a un dispositivo di sicurezza esterna come per esempio un laser scanner che si accorge della presenza dell'operatore quando l'operatore è vicino al robot va piano va a circa mezzo metro al secondo ed è sicuro per l'operatore l'operatore si allontana lui passa a 6 metri al secondo garantendo una produttività elevatissima. Cito un ultimo prodotto giusto per toccare un po tutti i temi è il MATE-XT che è la seconda generazione di esoscheletri prodotte da Comau stiamo parlando di un esoscheletro indossabile da un operatore che è completamente passivo. Cosa vuol dire? Vuol dire che non ha batteria, non ha motori, non ha nulla di elettronico proprio interno sono dei dispositivi interamente meccanici che riescono ad assecondare i movimenti fisiologici delle spalle riducendo lo sforzo muscolare fino al 30% e migliorare anche la postura stimata di un 50%. Quindi questo è un prodotto che va proprio a supportare l'operatore nelle proprie attività e diciamo a sgravarlo di alcune fatiche. **Davide**: Ok molto interessanti questi tre esempi che ci hai fatto soprattutto perché ci permettono di avere un quadro di insieme di qual è il presente della robotica. Invece qual è il futuro cioè quali sono i trend a cui assisteremo nei prossimi anni? Immagino ad esempio che il tema della robotica collaborativa degli esoscheletri diventerà più dominante per aiutare l'uomo in sempre più ambiti diversi. **Stefano**: Sì sicuramente l'esoscheletro rappresenta molto bene il trend attuale stiamo vivendo appena stavamo dicendo la quarta rivoluzione industriale ma già molti parlano dell'industria 5.0. Quando si dice l'industria 5.0 in realtà per noi rappresenta un'evoluzione naturale al processo di trasformazione che stiamo vivendo ora con l'attuale rivoluzione. Cosa porta in più questa industry 5.0 rispetto al 4.0? Beh che è umano centrica, human centric nel senso che si sta dando sempre più attenzione e sempre più importanza ai temi di sostenibilità sia ambientale ma anche di condizioni di lavoro degli operatori. Ecco questo concetto qua è estremamente importante e non va in contrapposizione alla produttività o agli altri aspetti fondamentali… interconnessione con gli altri aspetti fondamentali dell'industria 4.0 ma ci sta rendendo conto che sono altri aspetti che stanno emergendo in un secondo momento che sono di estrema importanza a portargli avanti di pari passo. Ed è per questo che cominciamo a sentire sempre più spesso parlare di industria 5.0. Comau in questo è stato abbastanza precursore dell'industria 4.0 perché già nel 2018 abbiamo sviluppato un concetto che noi chiamiamo humanmanufacturing cioè "human" più "manufacturing" dove l'obiettivo era proprio valorizzare l'uomo, mettere al centro i bisogni dell'uomo quindi anche dell'uomo di fabbrica, dell'uomo che lavora in fabbrica. E quindi questo concetto descrive al meglio l'approccio originale della nostra azienda verso l'industria 4.0 la smart factory che oggi diciamo spesso viene definita anche come industria 5.0. Quindi tornando un po al tema come ci aspettiamo che sia l'automazione nei prossimi anni, ecco sarà un'automazione sempre più integrata, sempre più in collaborazione con l'uomo e non necessariamente solo con robot collaborativi o con esoscheletri ma sarà un'azienda viva, una fabbrica viva che sarà sempre più servizio degli operatori. **Davide**: Sì quindi ribadiamo il concetto che abbiamo detto cioè che la robotica collaborativa non è qui per sostituire quella tradizionale ma si aggiunge a questa. **Stefano**: Esattamente, esattamente abbiamo un sacco di esempi in cui robot tradizionali hanno continuato a lavorare ma sono stati affiancati da robot collaborativi. Faccio un esempio: ci sono un sacco di linee completamente automatizzate dove ci sono robot industriali a lavorare e il carico e scarico dei pezzi, quindi inizio linea e fine linea, venivano fatti da operatori che si limitavano a prendere oggetti da dei cassoni e caricarli sulla linea. Ecco in questi casi spesso era impossibile introdurre dei robot industriali perché erano luoghi di passaggio, luoghi dove operatori facevano altri tipi di attività, grazie alla robotica collaborativa è possibile introdurre questi step di carico e scarico linea liberando questi operatori che possono fare le attività per le quali era necessaria la presenza dell'operatore lì e sicuramente il valore aggiunto dell'operatore non era prendere un oggetto e caricarlo su un nastro trasportatore ma era esso penso un caso specifico dove c'era una controllo qualità di impianti elettrici, dei piccoli circuiti elettrici che l'esperienza dell'operatore dava il suo grande valore aggiunto. **Davide**: Certo e un ultimo aspetto che finora non abbiamo affrontato ma che è importantissimo è quello che riguarda il software. Quanto è importante l'aspetto software in un robot e quali sono gli ambiti in cui questo software e la parte non fisica fa la differenza? **Stefano**: Allora il software è sicuramente un aspetto indispensabile e fondamentale di questa trasformazione. Il software lo troviamo ovunque all'interno di uno stabilimento, anche nella robotica troviamo software a qualsiasi tipo di livello, sicuramente il software sta evolvendo a ritmi forsennati molto più rapidamente di quello che lo sta facendo l'elettronica o l'hardware. Perché? Perché oggi siamo arrivati a un punto in cui la tecnologia fisica quindi elettronica hardware meccanica sta mettendo a disposizione tanti componenti, tanti oggetti e spesso non si riescono a sfruttare appieno, perché manca ancora un software, un supervisore che possa in qualche modo gestire il tutto. Ecco in questi contesti stiamo vedendo degli esempi di evoluzione del software estremamente vincenti quindi dei robot… i robot di oggi rispetto ai robot di vent'anni fa raccolgono un sacco di dati, li mettono a disposizione dell'intera linea e ci sono dei software oggi che sono delle vere e proprie intelligenze artificiali e che vanno a elaborare questi tipi di informazioni per ottimizzare la produzione. Abbiamo altri esempi in cui per esempio il robot viene integrato con diversi sensori che possono essere sistemi di visione, sensori di prossimità, sensori infrarossi, di pressione e che questa raccolta di informazioni può far sì di guidare il robot in real time, quindi i robot non sono più solamente pre programmati ma oggi grazie dei software e della raccolta di dati riusciamo a "programmare" tra virgolette in real time questi robot. Citando anche il tema della mutazione sicuramente stiamo facendo enormi passi da gigante, una volta la manutenzione come funzionava? Si stimava un tempo vita di un oggetto di un componente del prodotto, si andava a vedere qual era il momento oltre il quale si poteva verificare un malfunzionamento e quindi si cambiavano tutti quei componenti preventivamente, questo faceva sì che molti componenti venissero cambiati ben prima della fine della loro vita. Oggi grazie a dei software che di nuovo utilizzando algoritmi particolari, mi riferisco al machine learning o altri tipi di algoritmi, riescono a elaborare dei dati raccolti e possono essere di svariato tipo e a descrivere l'andamento della vita di quel singolo componente andando risparmiare tantissimo sui componenti cambiati. Un altro aspetto molto importante, e una cosa sulla quale Comau sta anche sviluppando tantissimo, è il digital twin sia in ambiente di progettazione sia anche durante la vita dell'impianto e cioè creare un gemello digitale che simuli quanto più possibile l'impianto reale e riesca in qualche modo anche a prevedere come si potrebbe comportare dopo un determinato lasso di tempo di funzionamento. Questi sono tutti strumenti prettamente software che oggi ci permettono di per esempio poter parlare di manutenzione predittiva e non più soltanto di prevenzione. **Davide**: L'ultima cosa che volevo chiederti è legata alla realtà aumentata hai parlato di digital twin di questa riproduzione molto accurata in digitale della realtà. Esiste un'applicazione pratica della realtà aumentata in ambito industriale? **Stefano**: Allora assolutamente sì, ci sono tantissime realtà e anche Comau ha tantissimi esempi da portare in cui la realtà è aumentata e di grande aiuto. Consideriamo che stiamo vivendo degli anni in cui i prodotti rimangono sul mercato per sempre meno tempo nel senso che evolvono sempre più in fretta. Questo significa anche le linee produttive evolvono sempre più in fretta e ci sono anche dei temi di formazione e competenze che bisogna trasmettere sempre più in fretta. In questo contesto la realtà aumentata è estremamente utile. Studiare qualcosa che magari deve essere ancora realizzato, noi spesso iniziamo la formazione ben prima che l'impianto sia realizzato, sia finito, perché poi quando è finito spesso devi iniziare a lavorare dal giorno successivo. Quindi avere degli strumenti che ti permettono di vivere una realtà virtuale, l'impianto stesso, prima ancora che questo ci sia un potenziale estremamente utile e utilizzato già adesso per la formazione. Oppure un altro ambiente in cui la realtà aumentata viene utilizzata molto è sul tema dell'assistenza tecnica. Quindi per due motivi: riesci a ridurre i costi perché spesso si risparmia l'intervento fisico di un operatore, di un tecnico, di un assistente che da remoto grazie alla realtà aumentata riesce in qualche modo a intervenire e a risolvere il problema e l'altro grande vantaggio del cliente è il tempo di risoluzione perché dal momento in cui si può fare dal remoto i tempi in cui si può intervenire sono estremamente più corti. Non è ancora adesso un servizio che Comau offre tutto tondo, però ci sono stati già diversi casi in cui questo tipo di soluzione ci è potuto essere utile. **Davide**: Grazie Stefano per averci raccontato il vostro punto di vista, buon lavoro e a presto. **Stefano**: Grazie e buona giornata a tutti. #### Conclusione - Timestamp: 30:49 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e27 ## Come le pubblicità online raggiungono il mondo reale > Le [pubblicità personalizzate](https://support.google.com/adspolicy/answer/143465?hl=it) sono decisamente utili sia per le aziende, sia per utenti che ricevono annunci più interessanti, limitando quelli che rovinano la loro esperienza di fruizione sul [web](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e11?t=326). Ma cosa succederebbe se queste pubblicità, così come le vediamo sul web, esistessero anche nel mondo fisico? Soluzioni simili sarebbero veramente possibili? In questa puntata cercheremo di rispondere a queste domande, approfondendo il tema del [marketing di prossimità](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Marketing_di_prossimità) e delle tecnologie che ora e in futuro potranno permettere di avere l’esperienza degli annunci online anche nella vita reale. Nella sezione delle notizie parliamo di [TIM](https://www.tim.it) che sperimenta il [multicast](https://it.wikipedia.org/wiki/Multicast) satellitare, di alcuni sindaci europei vittime di [deepfake](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e41?t=463) audio e infine di una [intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) di Instagram in grado di riconoscere l’età degli utenti. - Stagione: 4 - Episodio: 27 - Data di pubblicazione: 2022-07-02 06:45:00 - Durata: 15:46 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e27](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e27) - Episodi correlati: s3e14, s4e11 - Tag: pubblicità,advertising,marketing,marketing di prossimità,bluetooth,beacon,wifi,qr code,mcdonalds,bolzano,google,meta,ads,pubblicità personalizzata,tim,eutelsat,multicast,satellitare,streaming,intelligenza artificiale,instagram,meta,riconoscimento facciale,privacy,età minima,yoti,deepfake,sindaco,Vitali Klitschko,kiev,audio,berlino,vienna,madrid ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire che cos'è il marketing di prossimità e come la tecnologia cambierà il modo in cui vedremo la pubblicità in futuro. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### TIM sperimenta il multicast satellitare > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 00:56 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Gli scorsi giorni TIM ha dichiarato di aver concluso la prima sperimentazione della distribuzione del segnale multicast tramite rete satellitare, ottenendo un risultato eccellente in termini di qualità e di stabilità del segnale. Grazie a una collaborazione con Eutelsat, ovvero una società che gestisce satelliti per la fornitura di servizi internet in Europa e soluzioni per la distribuzione, TIM è riuscita di mostrare efficacemente che la trasmissione di contenuti in multicast può avvenire anche attraverso rete satellitare senza alcun compromesso in qualità o risparmio delle risorse di rete. La funzione multicast permette infatti la distribuzione di contenuti live senza che i flussi di trasmissione vengano duplicati, favorendo perciò una fruizione delle dirette come le partite di serie A, che TIM sta distribuendo in multicast, alla massima qualità consentita. Una soluzione satellitare per la trasmissione degli eventi live permetterà dunque di raggiungere anche aree remote, attualmente non coperte dalle tradizionali reti a banda larga e ultralarga, alleggerendo allo stesso tempo la rete dai picchi di traffico streaming. #### Alcuni sindaci vittime di deepfake > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:08 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: La tecnologia Deep Fake è stata utilizzata da dei malintenzionati per convincere i sindaci di Berlino, Madrid e Vienna di parlare telefonicamente con il sindaco di Kiev. A suscitare qualche sospetto sono stati due particolari. L'utente che impersonava il sindaco della capitale ucraina ha chiesto di utilizzare un traduttore russo-tedesco. Circostanza molto strana visto che l'ex Pugile ha passato gran parte della sua carriera ad Amburgo e parla benissimo il tedesco. Inoltre ha più volte sottolineato come i rifugiati ucraini in Germania tentino di ingannare lo stato tedesco, approfittando dei loro servizi locali. I Deep Fake utilizzano tecnologie di intelligenza artificiale e deep learning per replicare il viso e, come in questo caso, la voce di una persona, al fine di farle dire o fare ciò che non ha mai detto o fatto. L'utilizzo a fini politici e propagandistici di questa tecnologia ha assunto un peso sempre maggiore. #### IA di Instagram per verificare l’età > Fonte: Italian.Tech - Timestamp: 03:06 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Social - Tipologia: Notizia **Davide**: Instagram, così come molte altre app, soprattutto social, prevede un'età minima per poter iscriversi, che in Italia è di 14 anni. Nonostante ciò, sono molti gli utenti che aggirano questo blocco, dichiarando età false per poter continuare ad utilizzare il servizio. Per originare questo problema, dunque, Meta ha annunciato una partnership con Yoti, che ha sviluppato un'intelligenza artificiale per stimare l'età delle persone dalle loro foto, con un margine di errore di un paio di anni. In questo modo, Instagram, quando un utente modifica la proprietà, ad esempio portandola da 13 a 18, utilizzerà questa tecnologia per stimare l'età reale dell'utente in questione. Se l'età dichiarata dall'intelligenza artificiale fosse tra quelle non consentite dal social, questo obbligherà l'utente di provare la sua reale data di nascita, ad esempio chiedendola a 3 dei suoi follower o permettendo il caricamento della carta di identità. Infine, questa tecnologia, dichiarata da Instagram, verrà utilizzata anche per migliorare la sezione dei feed, mostrando contenuti diversi ad utenti maggiorenni o minorenni, ma anche per limitare i servizi per questi ultimi o combattere episodi di cyberbullismo o pedofilia, rendendo la piattaforma più sicura. #### Come le pubblicità online raggiungono il mondo reale > - Timestamp: 04:36 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Una tendenza che negli ultimi anni sta acquisendo sempre maggior peso e sarà sempre più importante in futuro è l'utilizzo di soluzioni personalizzate, fatte su misura per l'utente o il cliente. Ne abbiamo parlato diverse volte nelle nostre puntate anche come notizie. Le soluzioni su misura, infatti, sono e saranno sempre più utilizzate in ambiti come la medicina, dove è fondamentale prediligere una cura o una terapia costruita per ogni paziente, piuttosto che usare farmaci o soluzioni generiche che si possono rivelare poco o per nulla efficaci. E un altro esempio viene proprio dall'Italia, con l'app IO, che si prefigge l'obiettivo di diventare un servizio dove l'utente è al centro e la pubblica amministrazione deve raggiungere il cittadino e non viceversa. Ma se in futuro le soluzioni su misura avranno un impatto in ogni o quasi aspetto della nostra vita quotidiana, ad oggi questo approccio è già molto diffuso e probabilmente ce ne accorgiamo ogni giorno nel mondo del marketing. Indubbiamente, infatti, le pubblicità personalizzate, create e confezionate ad hoc per ogni utente sono decisamente utili, non solo alle aziende che potranno attirare nuovi potenziali clienti, ma anche agli stessi utenti che ricevono pubblicità su cui possono essere seriamente interessati, limitando pubblicità fastidiose e invasive che decisamente rovinano l'esperienza di fruizione dei vari contenuti sui diversi siti web consultati. Ma cosa succederebbe se le pubblicità personalizzate, così come le vediamo sul web, esistessero anche nel mondo fisico? Ma soprattutto, soluzioni simili sarebbero veramente possibili? In questa puntata cercheremo di rispondere a queste domande, approfondendo il tema del marketing di prossimità e delle tecnologie che, ora e in futuro, potranno permettere di avere l'esperienza degli annunci online anche nella vita vera, magari passeggiando per le strade di una città, tra i negozi o dentro i centri commerciali. Prima di capire che cos'è il marketing di prossimità, è doveroso spiegare brevemente come aziende come Google o Meta riescono a mostrarci le pubblicità giuste al momento giusto, tema che avevamo approfondito meglio nella puntata "Internet of Behaviours, il costo per una vita migliore" . I due colossi in questione, attraverso i vari servizi che offrono, come la ricerca, applicazioni, interazioni sociali e digitali, riescono attraverso l'analisi dei dati raccolti a tracciare una sorta di profilo dell'utente, dall'età agli interessi principali, agli stili di vita. In questo modo, analizzando queste informazioni, un'azienda interessata a vendere un certo tipo di prodotto di servizio, a un target specifico di persone, può creare degli annunci su Google o su Meta, che verranno mostrati proprio agli utenti che corrispondono ai criteri selezionati, ottenendo quindi benefici da entrambe le parti. Trasferire questo approccio al mondo fisico, però, non è affatto semplice. Basti pensare che dei cartelloni pubblicitari molto spesso sono fissi, addirittura cartacei e in qualsiasi caso non possono conoscere i dati dei passanti, rendendoli di fatto molto meno efficaci del corrispondente online. Ed è proprio qui che entra in gioco la tecnologia, e in particolare il marketing di prossimità, che grazie a diverse soluzioni riesce a colmare - almeno in parte - questa differenza tra il mondo fisico e quello digitale, migliorando l'esperienza dei cittadini con le inserzioni più tradizionali. Quasi sempre il marketing di prossimità si basa su due elementi fondamentali. Il primo è l'interazione attraverso lo smartphone del cliente o potenziale cliente con il negozio, il centro commerciale o in generale il territorio circostante, mentre il secondo è lo sfruttamento della geolocalizzazione, in modo da proporre offerte o messaggi pubblicitari ad esempio ai cittadini che si trovano in una certa area geografica, nelle vicinanze del negozio o all'interno di un aeroporto. E ciò è possibile farlo con diversi approcci e con tecnologie molto diverse tra loro, più o meno efficaci o più o meno costose, tra cui QR code, Wi-Fi, NFC, Bluetooth o Beacon. Ma vediamo qualche esempio per capire meglio come si possono sfruttare queste tecnologie. Partiamo dai QR code: questa è forse la soluzione meno costosa tra quelle citate e che soprattutto nell'ultimo periodo ha spopolato veramente tanto. Complice anche la facilità d'uso di questo strumento sia per gli utenti che per i commercianti. Un QR code posto sulla vetrina del negozio o quello usato per consultare il menu, infatti, può portare l'utente e il cliente sulla pagina ad hoc, dove magari è possibile avere più informazioni sull'azienda, ottenere sconti, registrarsi per ricevere il newsletter, novità o molto altro. Per quanto riguarda la tecnologia NFC, la situazione è pressoché analoga, anche se ormai questa tecnologia viene usata quasi esclusivamente per i pagamenti, perdendo quasi completamente l'utilizzo legato allo scambio di dati, invio di pagine web e così via, che di fatto è stato rimpiazzato proprio dai QR code. Per quanto riguarda il Wi-Fi invece molto spesso ci imbattiamo in reti gratuite, che però per poter essere utilizzate necessitano prima di una registrazione e permettono di consultare guide locali, accedere a offerte, ottenere informazioni e così via. La tecnologia forse più interessante e con le maggiori potenzialità, però, è quella dei beacon, ossia dei dispositivi che sfruttando il Bluetooth Low Energy, che in questo caso viene chiamato "Bluetooth Proximity Marketing" riescono a comunicare con i dispositivi vicini e ottenere così informazioni utili o inviare notifiche sullo smartphone. E chiaramente, perché ciò avvenga, l'utente deve essere nel raggio d'azione, di solito di qualche decina di metri, dei beacon. Questo permette di conoscere ad esempio in un centro commerciale la posizione del cliente e agire di conseguenza, magari inviando delle offerte relative ai negozi più vicini. E sempre grazie a questa tecnologia è possibile anche raccogliere dei dati statistici su che posti gli utenti frequentano, quanto ci rimangono, se fanno o meno acquisti e molto altro. Per portare qualche esempio pratico di come questa tecnologia è stata utilizzata, l'aeroporto di Barcellona e Madrid hanno installato al loro interno dei beacon, che relazionandosi con l'utente attraverso un'app, potevano ricevere sul proprio smartphone notifiche e informazioni relative ai propri voli, guide per muoversi all'interno dell'aeroporto, avvertenze personalizzate e così via. In questo modo l'aeroporto è in grado di raccogliere dati utili per migliorare i propri servizi e i passeggeri vengono accompagnati e guidati verso il loro viaggio in modo semplice ed efficace. Un altro esempio, invece, viene dal brand di alcolici Martini, che ha realizzato un dispositivo, il Martini Smart Cube, che non è altro che un finto cubetto di ghiaccio, che, inserito nel bicchiere, invia una notifica ai camerieri nel momento in cui questo è vuoto e richiedendo automaticamente un nuovo ordine, aumentando le vendite e fidelizzando il cliente. Un ulteriore esempio, invece, viene dalla provincia di Bolzano, che ha realizzato una rete pubblica composta da 3.500 beacon disponibili alle aziende interessate. E tra i vari utilizzi, a Merano, in occasione del mercatino Natalizio, è stata sfruttata questa rete per coinvolgere i visitatori attraverso un gioco e creare così un'esperienza più interattiva tra l'evento e gli utenti. Infine, l'ultima applicazione di successo della tecnologia beacon è di McDonald's, che, inviando delle promozioni allo smartphone dei passanti, per poter provare delle nuove bevande nei McCafè di Istanbul, ha ottenuto che circa il 30% degli utenti che hanno ricevuto la notifica si è fermato per consumare il prodotto consigliato. A questo punto, però, è necessario specificare che tutte queste tecnologie, per certi versi anche invasive, non sono immuni alle regolamentazioni che tutelano il diritto alla privacy dei cittadini. Nel caso dei beacon, ad esempio, è possibile utilizzare questa tecnologia solamente se l'utente dispone della relativa app. Nel caso della rete Wi-Fi o Bluetooth, bisogna prima collegarsi, così come per il QR code è necessaria un'azione da parte del cliente. Dall'altro lato, chi sfrutta queste tecnologie deve garantire un'adeguata sicurezza, chiedendo il consenso agli utenti e chiaramente evitando di trattare o di distribuire i dati sensibili. Per quanto riguarda i classici cartelloni o totem pubblicitari, invece, sono destinati a scomparire? Sicuramente no, ma si dovranno decisamente adattare per poter competere con le soluzioni di marketing di prossimità e la pubblicità online. E in questo caso, un esempio di come questi sistemi potranno evolvere viene proprio da alcuni musei di Bologna, che grazie a videocamere e sensori e intelligenza artificiale riescono a raccogliere informazioni anonime sul comportamento dei visitatori e sulle loro reazioni di fronte alle opere d'arte. Una tecnologia simile, dunque, potrebbe essere sfruttata, ad esempio, dagli schermi pubblicitari che troviamo nelle città, nelle stazioni o nei centri commerciali, che, riuscendo a ottenere l'età, il sesso o altre informazioni peculiari, possono mostrare dei contenuti più o meno adeguati a seconda dei casi. Il marketing di prossimità, dunque, si è già dimostrato una valida alternativa alle pubblicità su misura che troviamo online, ma applicate al mondo fisico. E proprio per questo in futuro molto probabilmente troveremo sempre più soluzioni di questo tipo, in grado di attirare o fidelizzare i clienti veramente interessati e, al contempo, ottenere informazioni sulle loro abitudini e poter così affinare ancora di più le offerte, i servizi e i prodotti, magari decidendo di volta in volta cosa è più o meno opportuno esporre in vetrina, su come è meglio disporre gli articoli sugli scaffali e così via, ma anche offrire esperienze più interattive che, grazie all'interazione e alla cooperazione tra lo smartphone, il digitale e il mondo fisico, riescono a coinvolgere maggiormente il cliente, influenzando nelle scelte su cosa o quanto acquistare e ottenere così un beneficio per tutti. #### Conclusione - Timestamp: 14:54 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e28 ## ENEA: tecnologie per una gestione sostenibile dell’acqua > In questo ultimo periodo sentiamo spesso parlare di [crisi idrica](https://www.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/in-caso-di-crisi-idriche) e diverse Regioni del nostro Paese si trovano ora in stato di emergenza per carenza di questo bene. L’acqua è un bene primario che viene utilizzato per uso civile, industriale ma soprattutto [agricolo](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e37?t=295). Secondo studi recenti infatti, nel nostro Paese i prelievi pro capite di acqua dolce per l’agricoltura rappresentano circa il 50% del fabbisogno idrico totale. In questa puntata abbiamo invitato [Luigi Petta](https://www.dentrolatecnologia.it/luigi.petta.html), responsabile del Laboratorio Tecnologie per l’uso e gestione efficiente di acqua e reflui di [ENEA](https://www.dentrolatecnologia.it/enea.html), che ci ha dato una mano a capire che ruolo può avere la tecnologia per una gestione più sostenibile ed efficiente delle risorse d’acqua. Nella sezione delle notizie parliamo di [Samsung](https://www.samsung.com/it/) che ha avviato la produzione dei [chip a 3nm](https://en.wikipedia.org/wiki/3_nm_process) e della nuova funzione per creare podcast direttamente da Spotify. - Stagione: 4 - Episodio: 28 - Data di pubblicazione: 2022-07-09 06:45:00 - Durata: 28:51 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e28](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e28) - Episodi correlati: s3e37, s4e14 - Tag: podcast,spotify,funzione,registrazione,caricamento,samsung,chip,3nm,transistor,processo produttivo,tsmc,acqua,risorse idriche,sicità,enea,luigi petta,reflui,cambiamento climatico,end of wast,rifiuti,prodotto,normativa,pnrr,fanghi di depurazione,fertilizzanti ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Luigi**: C'è tutto un quadro di tecnologia abilitanti il riutilizzo idrico che vanno messe in campo e quindi aiuteranno sicuramente il ricorso sempre più massiccio in termini quantitativi a queste fonti idriche appunto non convenzionali rappresentate dai reflui depurati. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con ENEA di acqua, o meglio proveremo a capire se e come la tecnologia può aiutarci a gestire meglio le preziose risorse idriche che abbiamo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Samsung avvia la produzione dei chip a 3nm > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:18 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Samsung ha recentemente annunciato di aver iniziato la produzione di massa per i chip con processo produttivo a 3 nanometri, battendo sul tempo l'azienda arrivale taiwanese TSMC. Per il momento la produzione è iniziata negli stabilimenti di Hwaseong e di Pyeongtaek, ma entro il 2024 parte della produzione si sposterà negli Stati Uniti. Per capire quali sono i vantaggi di questi 3 nanometri però bisogna innanzitutto spiegare che cosa sono. In breve i chip sono composti da milioni di minuscoli transistor, che accendendosi e spegnendosi riescono ad eseguire programmi o salvare dati. In questi transistor la corrente passa in un canale, la cui dimensione è proprio definita dal processo produttivo, in questo caso di 3 nanometri. In questo modo si possono realizzare transistor più piccoli, meno energivori e che lavorano a frequenze più alte. E infatti Samsung ha dichiarato che questi nuovi processori sono il 45% più efficienti dal punto di vista energetico, più piccoli del 16% e con prestazioni superiori del 23% rispetto ai processori di precedente generazione. A giorno d'oggi di strumenti per la registrazione e il caricamento di podcast se ne trovano a volontà, ciò nonostante nessuno di questi è incluso in una piattaforma dedicata alla visualizzazione e all'ascolto di prodotti appartenenti agli altri utenti. #### La funzione per creare podcast da Spotify > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:32 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Applicazioni, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Perciò con l'obiettivo di semplificare ulteriormente la registrazione e il successivo caricamento dei podcast, Spotify ha deciso di introdurre un nuovo strumento, pensato proprio per ridurre al minimo le difficoltà relative a questi due passaggi, incentivando la diffusione di tali prodotti anche tra i meno avvezzi all'utilizzo di strumenti esterni. Il breve video condiviso su Twitter dell'account neozelandese di Spotify viene infatti mostrata all'anteprima della nuova funzione "registra podcast" con la quale sarà possibile ottenere direttamente la traccia audio in una o più sessioni e modificare a proprio piacimento il prodotto, tagliando aggiungendo musica di sottofondo prima di passare al caricamento finale. In quest'ultimo periodo sentiamo spesso parlare di crisi idrica e diverse regioni del nostro Paese si trovano ora in stato di emergenza per carenza di acqua. #### ENEA: tecnologie per una gestione sostenibile dell’acqua > - Timestamp: 03:52 - Autori: ENEA, Luigi Petta, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente - Tipologia: Intervista **Davide**: L'acqua è un bene primario che viene utilizzato per uso civile, industriale ma soprattutto agricolo. Secondo studi recenti, infatti, nel nostro Paese i prelievi procapite di acqua dolce per l'agricoltura rappresentano circa il 50% del fabbisogno idrico totale. Per capire che ruolo può avere la tecnologia per una gestione più sostenibile ed efficiente delle risorse idriche, è con noi Luigi Petta, responsabile proprio del laboratorio tecnologie per l'uso e la gestione efficiente di acqua e reflui di ENEA. Benvenuto Luigi. **Luigi**: Buongiorno Davide, ti ringrazio per l'invito che ci dà l'occasione di discutere finalmente di tematiche relative al settore idrico che sono balzate purtroppo agli onori della cronaca vista l'emergenza idrica che quest'anno ha particolarmente interessato il nostro Paese. **Davide**: E a proposito di questo, quali sono le cause della crisi idrica di cui stiamo sentendo sempre più spesso parlare in quest'ultimo periodo? **Luigi**: Sì, purtroppo quello a cui assistiamo in questi giorni rappresenta l'effetto di alcune cause di tipo strutturale connesse essenzialmente agli effetti dei cambiamenti climatici, infatti i cambiamenti climatici si traducono soprattutto in una minore disponibilità di risorse idriche utili a disposizione per tutti gli usi necessari che vanno dal settore agricolo a quello industriale fino all'ambito residenziale, a questo poi si aggiungono modalità di uso poco efficienti e razionali che riguardano il nostro Paese in particolare che appunto è ricco di risorse ma si contraddistingue per essere tra i primi per prelievi idrici alla fonte come conseguenza della notevole incidenza delle perdite in fase di distribuzione. L'autorità per la regolazione del settore idrico nella ricognizione del 2021 ha quantificato nel 41,2% le perdite in fase di immissione di acqua in rete, quindi lungo la rete di distribuzione. Quindi questi effetti si traducono in elevati stress idrici e considerando appunto alcuni indici che vengono definiti dall'Agenzia Europea per l'ambiente come il Water Exploitation Index che rappresenta appunto un rapporto tra le risorse idriche prelevate rispetto a quelle rinnovabili a disposizione, l'Italia appunto su questo indice si colloca tra i paesi a stress idrico medio elevato subito in ambito europeo alle spalle solo di Cipro e Grecia. In generale purtroppo quindi abbiamo questa situazione e occorre appunto constatare che l'elevata quota di spreco che ancora noi osserviamo è da associare soprattutto poi al ridotto valore economico che viene attribuito alla risorsa e che non risulta appunto commisurato a tutte le esigenze gestionali e di trattamento che comunque vi sono e questo ha un impatto notevole sui comportamenti. **Davide**: E in questo qual è il contributo della tecnologia? Come può aiutarci a gestire meglio le risorse d'acqua che abbiamo? **Luigi**: Il contributo della tecnologia è fondamentale ma va chiarito che per contrastare la crisi occorre intervenire su diversi fronti, il fronte infrastrutturale tecnologico appunto ma anche quello gestionale, normativo e di informazione e consapevolezza degli operatori e dei cittadini. In generale va detto che si rende necessaria una rinnovata gestione in ottica di economia circolare che vada appunto a maggior tutela della risorsa, fare economia circolare significa in primis razionalizzare gli usi e migliorare l'efficienza dei processi e quindi favorire il recupero poi di materia oltre che di energia e provvedere alla messa appunto e consolidamento di nuovi modelli di governance e nuove filiere e modelli di business che sostengono appunto le nuove pratiche gestionali e proprio in questo contesto che la tecnologia assume una assoluta rilevanza sia ad esempio in chiave di digitalizzazione dei processi sia in chiave di applicazioni su ampia scala di cosiddette key enabling technologies, vale a dire tecnologie abilitanti che devono essere applicate appunto per il monitoraggio automatico delle reti come ad esempio la prospettiva è quella di giungere ad un controllo automatico delle emissioni nelle reti di drenaggio urbano. L'efficienza dei processi di gestione dell'acqua sia in fase acquedottistica e quindi efficienza di tutta la rete distributiva, ma anche di efficienza depurativa, efficienza energetica, favorire il recupero di materia. Molte di queste tecnologie sono già state sviluppate e sono disponibili come ad esempio il controllo automatico dei processi, le tecnologie per il recupero di materia come il recupero del fosforo o di azoto dalle acque reflue, ma anche ad esempio il recupero di elementi come la cellulosa o dei poli idrossi alcanoati che sono un parolone ma sono appunto i precursori per la produzione di bioplastiche e inoltre poi vi sono tutte le tecnologie e i processi che favoriscono la restituzione in ambito agricolo dei fanghi di depurazione o laddove questa pratica non sia praticabile che favoriscono la valorizzazione energetica o quantomeno la riduzione volumetrica appunto dei fanghi prodotti dai processi depurativi. **Davide**: Ok, dopo questa introduzione concentriamoci ora su due aspetti, il primo riguarda i consumi d'acqua quindi l'acqua che deve ancora arrivare a noi e poi della fase di cui tu ti occupi più nello specifico, riguardo al riciclo delle acque reflue, quindi per quanto riguarda il primo aspetto quali sono le tecnologie che ci permettono di rilevare i consumi d'acqua? **Luigi**: In generale per quanto riguarda i consumi d'acqua c'è il tema appunto dello smart metering che vale a dire il controllo anche in tempo reale e anche in termini che sia visualizzabile appunto in tempo reale da parte degli utenti dei consumi idrici e questo può essere applicato in ambito domestico ma anche in ambito produttivo ed è questo sicuramente la principale sfida e l'opportunità principale che riguarda il settore sia residenziale che quello industriale. In particolare il tema dello smart metering, ma in generale proprio della contabilizzazione risulta essere un tema particolarmente sensibile per l'ambito domestico. Nell'ambito domestico continua ad essere elevata la percentuale di mancate letture dei contatori idrici. Bisogna ricordare infatti che in ambito domestico permane una situazione in cui parecchie contabilizzazioni e parecchie letture si firmano ancora a livello condominiale lasciando poi la ripartizione dei consumi alle singole utenze come una questione interna. Questo determina quindi delle situazioni in cui o si determinano perdite occulte che quindi non sono osservabili o comunque nella migliore delle ipotesi si traduce in una mancata consapevolezza da parte dei singoli utenti di quelli che sono i consumi imputabili alle singole unità residenziali e soprattutto a quali sono le utenze idriche in ambito domestico a cui vanno imputate le maggior quote di consumo. Quindi è su questo che occorre lavorare per quanto riguarda l'ambito residenziale con lo scopo soprattutto di migliorare la consapevolezza da parte di tutti i cittadini verso i consumi idrici in maniera tale favorendo quindi comportamenti più appunto razionali e mettendo in condizioni cittadini di porre rimedio ad eventuali abitudini diciamo poco corrette. Quindi è soprattutto su questo ambito che occorre insistere se parliamo dell'ambito domestico mentre sul residenziale sebbene non pienamente diffuso diciamo che questi strumenti vengono già posti in atto con lo scopo principale poi di individuare le utenze maggiormente energivore e favorire poi ricircoli interni in modo da limitare al massimo poi la quota di acqua che va allo scarico finale, quindi evitare la logica di gestione e trattamento delle acque reflue di tipo end of pipe quindi tutto alla fine del tubo mentre bisogna favorire il più possibile tutti tutti i possibili ritorni lungo la filiera di uso dell'acqua. **Davide**: Ok e da un punto di vista pratico cosa possiamo fare per risparmiare acqua a d'uso pubblico e abitativo? **Luigi**: Allora in ambito urbano e residenziale diciamo sono diverse le vie le possibili vie di azione si va sicuramente dalla necessità di separare all'origine le acque di pioggia favorendone appunto una raccolta e un accumulo separato senza appunto andare verso… cioè abbandonando quella che è l'attuale commistione di acque di pioggia con acqua nere di scarico che poi finiscono tutte al depuratore quindi "sequestrare" tra virgolette le acque meteoriche dal flusso fognario è sicuramente un modo primario per recuperare delle fonti idriche aggiuntive non convenzionali. Sempre nell'ambito urbano e residenziale vi è l'opportunità di provvedere ad un recupero diciamo di alcuni particolari flussi di scarico che vengono generati in ambito residenziale come possono essere le cosiddette acque grigie che vengono appunto che sono le acque che vengono dagli scarichi di lavabi docce vale a dire tutti i punti in cui si provvede soprattutto alle operazioni di lavaggio anche se però la separazione di queste acque grigie appare fattibile soprattutto nel caso delle nuove realizzazioni, delle nuove costruzioni mentre risulta più di più complessa applicazione per quanto riguarda il patrimonio edilizio esistente. In generale comunque occorre favorire l'impiego di acque di recupero per tutti gli utilizzi che non necessitano acqua di primaria qualità ovvero acqua potabile. Nell'ambito residenziale poi vi sono tutto un ventaglio di misure applicabili che riguardano soprattutto le abitudini dei cittadini ma anche soprattutto l'installazione di dispositivi specifici in ambito domestico e a tal riguardo basti pensare appunto a dispositivi a… tipo gli sciacquoni a doppio tasto una misura del genere consente di risparmiare anche 100 litri al giorno, oppure l'installazione di rubinetti con sensori di presenza o comunque con rompigetto aerato, oppure in termini di abitudini scegliere la doccia piuttosto che la vasca da bagno consente di risparmiare fino a 1200 litri all'anno, considerando che per fare un bagno in vasca vanno via 300 e 160 litri d'acqua, mentre una doccia nella peggiore dell'ipotesi determina un consumo di 40 litri. Oltre questo poi vi sono via la possibilità di installare sistemi di raccolta per l'acqua piovana in ambito residenziale o comunque poi favorire tutti i possibili recuperi, e ad esempio nel caso di impiego di acqua per l'irrigazione oppure per lavaggio di auto eccetera, cercare il più possibile di o far ricorso ad acque recuperate durante le operazioni domestiche, come ad esempio nell'ambito delle operazioni di lavaggio delle verdure eccetera, che possono essere tranquillamente poi utilizzate in irrigazione, o comunque editare poi particolari utilizzi che appaiono onerosi per quanto riguarda l'utilizzo della risorsa idrica. Infine, in ambito urbano va ci dato sicuramente l'opportunità di applicare strategie di tipo nature based, ovvero derivate dalla natura, che consentono in particolare di aumentare la permeabilità delle superfici urbane, quindi occorre favorire sicuramente l'infiltrazione al suolo delle acque meteoriche che cadono appunto sulle superfici urbane, limitando il cosiddetto ruscellamento lungo le superfici impermeabili che attualmente caratterizzano tutte e quante le nostre città, oltre a queste c'è sicuramente poi la possibilità di creare dei piccoli sistemi di accumulo o delle cosiddette "zone buffer" che servono sia come fonte idrica nei momenti in cui la risorsa scarseggia, sia come zone buffer appunto in cui garantire uno sfogo a flussi meteorici urbani che sono sempre più frequenti e determinano problemi e anche alluvioni in ambito cittadino e non solo. **Davide**: Molto interessanti i temi di cui ci hai parlato e anche dei suggerimenti che ci hai dato e invece per quanto riguarda il tema delle acque reflue la tecnologia può aiutarci a migliorare il riciclo? **Luigi**: Assolutamente, le acque reflue di per sé laddove appunto adeguatamente trattate rappresentano una fonte idrica non convenzionale che presenta appunto il grande vantaggio di garantire una disponibilità continua, quindi soprattutto ai fini agricoli laddove tipicamente le colture necessitano di acqua soprattutto nei momenti dell'anno in cui sono minori le precipitazioni atmosferiche, il riciclo delle acque reflue, il riutilizzo delle acque reflue in ambito agricolo rappresenta sicuramente una opportunità. Da questo punto di vista viene diciamo sicuramente in aiuto un recente Regolamento approvato in ambito europeo il 741 del 2020 che diventerà diciamo applicativo nell'estate del 2023 e si pone appunto l'obiettivo di agevolare il riutilizzo idrico, riutilizzo idrico che attualmente viene limitato da normative eccessivamente stringenti che richiedono diciamo per poter riutilizzare le acque il rispetto di un numero di parametri paragonabile a quelle che sono le acque ad uso potabile. Ora per diciamo favorire quindi il riutilizzo idrico il nuovo regolamento stabilisce diverse classi di qualità accettabile in base agli usi e quindi declina il livello di qualità richiesto in base all'uso finale che si intende effettuare dell'acqua. Ai fini dell'esecuzione della messa in atto di questo nuovo regolamento occorre sicuramente mettere in campo poi un adeguato parco tecnologico, parco tecnologico che deve essere finalizzato in primis a garantire il controllo di qualità della risorsa che si intende riutilizzare e quindi sistemi di controllo automatico che consentano in base alla qualità rilevata di stabilire praticamente in tempo reale qual è il destino ottimale a cui inviare gli effluenti depurati. Inoltre poi nel momento in cui queste acque reflue vadano in agricoltura le tecnologie di controllo possono appunto garantire un'adeguata fertirrigazione delle culture quindi provvedere alla regolazione automatica della quantità di acqua da dedicare alle culture in base alle loro esigenze e soprattutto effettuare anche una quantificazione del contributo fertirriguo garantito da queste acque perché le acque reflue presentano il vantaggio di contenere in sé degli elementi nutritivi, elementi nutritivi che nel momento in cui vengono fornite alle culture consentono poi di risparmiare in fertilizzanti di sintesi che poi sappiamo determinano dei grandi impatti in termini poi di processi produttivi di questi stessi fertilizzanti, se non altro poi perché questi che gli utilizzanti poi scarseggiano a seguito appunto degli eventi internazionali in corso. Quindi da questo punto di vista c'è tutto un quadro di tecnologia abilitanti il riutilizzo idrico che vanno messe in campo e quindi aiuteranno sicuramente il ricorso sempre più in termini quantitativi a queste fonti idriche appunto non convenzionali rappresentate dai reflui depurati. **Davide**: Ok, per chiudere volevamo farti una domanda un po più critica. Perché alcune di queste soluzioni di cui ci hai parlato non sono ancora state implementate su larga scala nell'uso privato e agricolo nonostante si parli da anni di crisi idrica legata al cambiamento climatico? **Luigi**: Allora vi è sicuramente un tema di mancata programmazione di investimenti nel lungo termine quindi c'è sicuramente quindi un tema un po di ritardi di tipo infrastrutturale che hanno contraddistinto il settore idrico nell'ultimo decennio. Detto ciò però va anche detto che al momento possiamo affermare che la gran parte delle tecnologie di cui abbiamo accennato in precedenza possano dirsi oramai mature per un'applicazione su larga scala industriale o preindustriale. In alcuni ambiti gestionali questo avviene già tuttavia però va detto che unitamente con il discorso delle carenze di investimenti nel settore, a cui peraltro il recente PNRR oltre che altre misure stanno già determinando sicuramente un'inversione di tendenza, però va detto che il principale ostacolo che si frappone attualmente alla piena diffusione di tecnologie innovative nel settore idrico è rappresentato dalla mancanza ancora parziale o totale di un chiaro quadro di riferimento normativo e autorizzativo che vada in linea con le effettive evoluzioni tecnologiche e di gestione dell'intera filiera. Analogamente quindi occorre poi provvedere all'adeguamento dei modelli di governance, nonché dei modelli tariffari che devono essere sostenibili e devono appunto agevolare il consolidamento di filiere economiche e sostenibili che rappresentano l'elemento essenziale alla base di una reale diffusione e applicazione di nuovi prodotti e nuovi modelli di business ad essi associati. Volendo fare alcuni esempi pratici di quello che ho appena detto ad esempio in campo di utilizzo idrico via la esigenza di provvedere alla messa in campo di una serie di regolamenti attuativi del nuovo regolamento europeo, per favorire tutti i possibili recuperi di materia ad esempio materie prime e seconde quali elementi a base di fosforo ed azoto che poi possono essere riconosciuti come amendanti o fertilizzanti a cui si possa dare una dignità di prodotto commercializzabile occorrono appunto dei necessari adeguamenti normativi appunto della normativa relativa ai fertilizzanti o alla messa in campo dei cosiddetti criteri "end of waste" che appunto consentano di abbandonare per queste matrici lo status di rifiuto e ritornare allo status di prodotto, così come poi occorre tutto un quadro di riferimento normativo aggiornato sia in ambito europeo che nazionale per quanto riguarda tutta la gestione dei fanghi di depurazione. Insieme a queste necessarie innovazioni di carattere normativo si auspica poi il potenziamento di una serie di meccanismi incentivanti e di premialità che possano sostenere azioni virtuose da parte dei gestori, con la possibilità di vedersi riconoscere in tariffa almeno una quota dei fondi necessari agli investimenti per l'innovazione del settore. Ma in questo senso va detto che c'è un'autorità di settore che è appunto l'ARERA che è molto vigile su questi aspetti ed ha già intrapreso tale direzione. Quindi in poche parole vi sono sicuramente dei colli di bottiglia ma diciamo volendo chiudere con una nota di ottimismo va rilevato che negli ultimi periodi e in particolare appunto negli ultimi mesi si osserva già una certa inversione di tendenza che si porta sicuramente ad attendersi un netto miglioramento dell'intero settore idrico, ed è quello che tutti auspichiamo. **Davide**: Va bene Luigi, grazie per averci portato la vostra analisi su questo tema che purtroppo è il caso di dirlo è di grande attualità. A presto. **Luigi**: Grazie a te Davide, ti ringrazio ancora e a presto. #### Conclusione - Timestamp: 27:59 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e29 ## Come funziona uno spettacolo di droni? > Al giorno d’oggi i droni vengono adottati in settori come la ricerca, il [monitoraggio](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e2?t=162), la mappatura, l’[agricoltura](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e37?t=295) e recentemente anche nelle consegne. Ed è proprio per la loro versatilità applicativa che il commercio di questi prodotti è destinato a crescere notevolmente nei prossimi anni, diventando sempre più diffusi in ambiti impensabili. In questa puntata però cerchiamo di capire come centinaia di droni, coordinandosi tra loro, possono essere utilizzati nel settore dell'intrattenimento per creare degli incredibili spettacoli di luci nel cielo notturno. Nella sezione delle notizie parliamo delle [prime immagini](https://webb.nasa.gov/content/webbLaunch/deploymentExplorer.html#43) del telescopio James Webb, di un sistema per immagazzinare calore nella sabbia realizzato dalla società [Polar Night Energy](https://polarnightenergy.fi) e infine di un importante aggiornamento per il [Bluetooth](https://www.bluetooth.com/learn-about-bluetooth/recent-enhancements/le-audio/). - Stagione: 4 - Episodio: 29 - Data di pubblicazione: 2022-07-16 06:45:00 - Durata: 16:05 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e29](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e29) - Episodi correlati: s3e37, s4e2 - Tag: droni,aeromobili,rilevamento,ricerca,rpa,uav,spettacolo,droneshow,cina,torino,innovazione,energia,fotovoltaico,accumulo,sabbia,calore,hubble,telescopio,james webb,spazio,universo,Bluetooth LE Audio,Bluetooth,standard,bit,batteria,musica,cuffie ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire come centinaia di droni, coordinandosi tra loro, possano essere utilizzati per creare degli incredibili spettacoli di luci nel cielo notturno. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Le prime immagini del telescopio James Webb > Fonte: Focus.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel corso di questi ultimi mesi abbiamo seguito la notizia sulle varie fasi del telescopio spaziale James Webb, dal lancio a dicembre fino al raggiungimento della sua destinazione a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. E il 12 luglio, finalmente, con una riunione organizzata dalla NASA e dalla Casa Bianca, sono state mostrate al mondo le prime immagini scattate dal James Webb Space Telescope. Il suo predecessore, il telescopio Hubble, non regge il confronto sui dettagli che il James Webb è riuscito a catturare, riuscendo a portare alla luce anche le stelle e le galassie più fiocche e distanti. Ma non solo, infatti grazie a questo strumento potremo studiare la composizione dell'atmosfera di diversi esopianeti, alla ricerca di possibili candidati che possano ospitare la vita. Si tratta di una svolta epocale nell'osservazione dell'universo, perché questo telescopio permetterà di osservare e catturare la luce infrarossa più distante possibile. Quella delle stelle e delle galassie è nata appena dopo il Big Bang e comprendere meglio l'origine dell'universo. #### Il sistema per immagazzinare calore nella sabbia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:08 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: In una piccola città finlandese è entrato recentemente in funzione un innovativo sistema di accumulo per immagazzinare il calore con cui riscaldare le abitazioni del centro abitato. In particolare la compagnia elettrica locale sta utilizzando l'energia prodotta da un impianto fotovoltaico per alimentare delle resistenze elettriche e riscaldare quindi un deposito di circa 100 tonnellate di sabbia. Secondo l'azienda che ha sviluppato questa tecnologia, il calore stoccato nella sabbia può arrivare fino a 500 gradi, a differenza dei cento dell'acqua, e soprattutto può essere mantenuto senza perdite e per un periodo più prolungato di tempo. In questo modo, nel momento in cui nel periodo invernale i prezzi dell'energia torneranno a salire, il calore immagazzinato nel deposito di sabbia potrà riscaldare l'acqua utilizzata per il sistema di teleriscaldamento, evitando che le abitazioni e gli uffici della città restino al freddo glaciale tipico dei paesi scandinavi. #### Un grande aggiornamento per il Bluetooth > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 03:09 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Cuffie - Tipologia: Notizia **Davide**: L'ente per gli standard Bluetooth ha annunciato ufficialmente in questi giorni la funzionalità per il nuovo Bluetooth LE Audio, che permetterà di aprire la strada a una nuova generazione di cuffie wireless, più efficienti dal punto di vista energetico, che suonano meglio e che supportano nuove funzionalità, come la possibilità di collegare un numero praticamente illimitato di dispositivi a un'unica fonte. La novità più importante, che probabilmente avrà un impatto sulla maggior parte delle persone, è il nuovo codec LC3, progettato per essere un modo molto più efficiente di trasmettere l'audio. Ciò significa o una qualità audio molto più elevata, alla stessa velocità di bit rispetto all'attuale codec SBC di base, o anche una qualità audio leggermente migliore a meno della metà della velocità in bit. Una velocità di bit inferiore significa un consumo energetico inferiore che dovrebbe tradursi in una maggiore durata della batteria, che è uno dei problemi che affligge maggiormente le cuffie Bluetooth di oggi. #### Come funziona uno spettacolo di droni? > - Timestamp: 04:26 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: Tra la fine del secolo scorso e all'inizio degli anni 2000, l'uomo è stato l'assoluto protagonista di un fenomeno globale che ha cambiato radicalmente i nostri modi di vivere e lavorare, l'innovazione digitale. Essa viene definita oggi come un concetto ampio e trasversale, che si pone al centro di tutti i cambiamenti tecnologici, culturali e sociali, ed è in grado di migliorare la qualità delle nostre stesse vite. E tra le tecnologie più innovative nate negli ultimi anni, come lo sviluppo dell'intelligenza artificiale e dell'Internet of Things, vi sono anche quelle che hanno portato alla nascita dei veicoli senza equipaggio, tra cui figurano le auto a guida autonoma e i veicoli aerei telecomandati. I droni in particolare, nonostante il loro funzionamento non richieda un livello di innovazione equivalente a quello di un sistema a guida autonoma, hanno visto negli ultimi anni una crescente diffusione in numerosi ambiti applicativi, compreso quello commerciale, civile e persino bellico. Anzi, giusto per dare un breve cenno storico, il drone così come lo intendiamo noi oggi potrebbe essere nato proprio per scopi militari, quasi 200 anni fa, quando nell'assedio di Venezia da parte degli austriaci il tenente del battaglione offensivo ebbe la geniale idea di sferrare un attacco attraverso alcuni palloni aerostatici con diversi kilogrammi di esplosivi al loro interno. Al giorno d'oggi, invece, i droni vengono adottati anche in altri settori di maggiore utilità sociale, come la ricerca, il monitoraggio, la mappatura, il rilevamento e recentemente anche nelle consegne nell'ultimo tratto di strada. Ed è proprio per la loro versatilità applicativa che il commercio di questi prodotti è destinato a crescere notevolmente nei prossimi anni. Secondo infatti alcune stime, si prevede che l'industria globale legata ai droni varrà oltre 43 miliardi di dollari nel 2024, mentre per quanto riguarda il nostro paese il mercato professionale dei droni è destinato a crescere significativamente, dopo essere ripartito con un aumento delle vendite del 29% rispetto al 2020. Entrando ora nel nocciolo della questione, è bene partire assegnando la definizione il più corretta possibile a questi strumenti. Fondamentalmente i droni non sono altro che degli aeromobili, a pilotaggio remoto, ovvero degli apparecchi guidati a distanza da un radiocomando in grado di volare in spazi aperti per effettuare molteplici funzioni come ad esempio quelle elencate inizialmente. E proprio per queste ragioni i droni si presentano sul mercato in diverse varianti, ognuna delle quali è in grado di assolvere il meglio possibile la funzione per la quale è stato progettato. In ogni caso, al di là della destinazione d'uso, i droni funzionano principalmente in due modi: la prima tramite appunto radiocomando e la seconda, meno diffusa tra i modelli commerciali, prevede la programmazione del volo con il drone che andrà a eseguire un percorso prestabilito in maniera del tutto autonoma. Nel primo caso ci riferiamo nello specifico agli RPA, o Remotely Piloted Aircraft, ovvero la tipologia di droni maggiormente comune per quanto riguarda l'utilizzo personale, e dotati di radiocomando per la gestione del volo e di tutte le altre operazioni. Questi aeromobili, proprio per la loro destinazione d'uso molto comune, consentono di svolgere operazioni alquanto basilari e legate quindi all'intrattenimento personale, come ad esempio la capacità di effettuare riprese dall'alto. Nel secondo caso si parla invece più propriamente di UAV, o Unmanned Aerial Vehicle, ovvero la tipologia di droni utilizzata maggiormente in ambiti strettamente professionali, in cui gli aeromobili andranno a svolgere autonomamente i compiti assegnati. È bene specificare però che tra i droni professionali si annoverano anche quelli dotati di radiocomando, tuttavia si tratta in questo caso di strumenti molto più grandi e potenti rispetto alle versioni più consumer, essendo provvisti di una maggiore resistenza, autonomia di volo e funzionalità tecnologiche. E proprio per questa peculiarità i droni professionali possono essere impiegati a oggi numerosi ambiti applicativi, come ad esempio quello agricolo per monitorare la salute dei campi e delle culture, avvisando tempestivamente nel caso di problemi come incendi, pestilenze o carenza idrica, ma anche quello cinematografico per effettuare riprese panoramiche dall'alto, quello sanitario per la consegna tempestiva di medicinali o viveri in zone inaccessibili ai mezzi convenzionali, oppure quello bellico, dove la mancata presenza dell'uomo al posto del mezzo di combattimento può comportare una maggiore efficienza e precisione negli attacchi a distanza. Ma un settore particolarmente innovativo che sta emergendo negli ultimi anni è quello degli spettacoli di intrattenimento. Da diversi anni infatti questi velivoli vengono sempre più utilizzati anche per illuminare i cieli durante eventi molto importanti e attesi, dove parecchie decine di droni si muovono sincronizzati nel cielo notturno, realizzando coreografie luminose particolarmente suggestive. I droni che danno vita a queste esibizioni sono oggi nell'ordine delle centinaia di unità, ed ognuno di essi vola seguendo una modalità particolare, che viene definita sciame, dove ogni esemplare segue un programma prestabilito e specifico, affinché il gruppo di droni arrivi a comporre la figura e il relativo movimento desiderato. A dare la forma dell'immagine sono chiaramente le luci installate sull'aeromobile, generate in questo caso da lampade a led a basso consumo, con un ampio assortimento di colori per produrre figure di ogni tipologia. La caratteristica infatti che contraddistingue gli spettacoli di droni è proprio quella di poter disegnare nei cieli un susseguirsi di figure complesse, come frasi, oggetti o animali, in grado di dar vita a una vera e propria storia, che difficilmente si otterrebbe con un tradizionale spettacolo pirotecnico. Ed è proprio per queste ragioni che gli spettacoli di droni stanno iniziando lentamente a rimpiazzare i fuochi d'artificio, i quali avranno sicuramente un impatto più vigoroso nel cielo, ma è innegabile che l'uso di esplosivi pirotecnici comporti seppur raramente la formazione di incendi, danni o spavento per gli animali. Ad ogni modo, esattamente come per il lancio dei fuochi d'artificio, anche gli spettacoli di droni luminosi richiedono una fase iniziale di progettazione. Inizialmente si procede infatti con il disegno dell'idea che si intende realizzare nello show e successivamente si procede con la progettazione dello spettacolo al computer. In questo caso vengono utilizzati dei programmi specifici, che consentono di visualizzare su uno schermo le prime bozze delle coreografie realizzate precedentemente nel disegno. Con la progettazione al computer viene poi calcolato il numero di droni necessario per completare le diverse figure e i relativi movimenti che questi droni andranno a compiere nel cielo, andando dunque a verificare che la traiettoria dei singoli aeromobili non coincida con quella di un altro drone. In questa fase è infatti di fondamentale importanza verificare che i singoli componenti dello sciame non entrino in collisione l'uno con l'altro, e per queste ragioni durante la fase di progettazione grafica vengono anche calcolate le velocità e le aree dello spazio che andranno a interessare le singole unità, proprio per evitare spiacevole situazioni di pericolo. Una volta poi superata la prova al computer, lo spettacolo viene collaudato direttamente sul campo, nel quale andranno installate le apparecchiature tecniche necessarie per mettere in comunicazione i singoli droni tra loro, come le stazioni GPS, le antenne per le telecomunicazioni e la console computerizzata per la supervisione dello spettacolo. Fatto ciò sarà possibile iniziare il posizionamento sul terreno dei singoli elementi dello sciame, i quali andranno distanziati l'uno dall'altro a seconda del numero totale di droni richiesto per la realizzazione della coreografia. Solitamente la numerosità degli aeromobili è estremamente variabile e dipende esclusivamente dal budget stanziato per lo spettacolo, il quale può variare da 20.000 euro per un modesto numero di droni fino a 300.000 per una coreografia di 500 unità. Ad oggi, proprio per la loro recente diffusione, gli spettacoli più famosi e degni di nota si contano sulle dita delle mani, tuttavia i primi record sono già stati raggiunti ancora nel 2016, con il famoso Drone Show di Amburgo dove i primi 100 droni arrivarono a volare simultaneamente nel cielo. Da allora gli spettacoli di droni hanno subito una forte spinta, quanto a complessità e numero di unità coinvolte, come nel Capodanno 2020 a Shanghai in cui negli ultimi istanti del 2019 furono addirittura 2.000 i droni a volare nel cielo, mentre nel 2021, sempre in Cina, venne conquistato il nuovo record di unità coinvolte contemporaneamente grazie al decollo di ben 5.200 droni, per la festa del centesimo anniversario della nascita del Partito Comunista. Per quanto riguarda invece il nostro paese, la città che ad oggi ha realizzato il maggior numero di spettacoli di droni è Torino, la quale negli ultimi anni è stata a più volte teatro di spettacoli di luci a partire dall'imponente show di 300 droni dispiegati per la festa di San Giovanni nel 2019. A questo punto della puntata, dopo aver introdotto il concetto di droni e analizzato uno degli ambiti più recenti che li riguarda, è necessario valutarne anche le potenzialità e le prospettive per il futuro. I droni si stanno ormai distinguendo come risorse preziose in un mondo sempre più tecnologico e all'avanguardia, dove i sistemi automatizzati semplificano e rendono più efficienti le principali attività economiche e sociali che riguardano l'uomo. In questo senso, i droni sono gli strumenti ideali per svolgere innumerevoli compiti ad un basso costo economico, sia perché sono dotati di tecnologie versatili, ma anche perché sono gli unici strumenti a poter occupare l'unica parte di spazio sfruttata in minor parte dall'uomo: il cielo. E continuare a investire negli aeromobili a pilotaggio remoto per abbassarne i costi e facilitarne la diffusione, è sicuramente una delle chiavi per risolvere problematiche di grande interesse come la gestione e l'utilizzo dell'acqua nell'agricoltura o la consegna immediata di organi o medicinali. Ma allo stesso tempo non si deve nemmeno dare per scontato la componente ludica, come nel caso emblematico degli spettacoli di droni, dove anche un insieme coordinato di luci nel cielo può fare la differenza. #### Conclusione - Timestamp: 15:13 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e30 ## La tecnologia salverà il volontariato > La tecnologia informatica può essere uno strumento utilissimo in [tanti ambiti](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e52?t=256) e quello del [volontariato](https://it.wikipedia.org/wiki/Volontariato) non rimane di certo escluso. Attraverso un’esperienza diretta di [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), autore del podcast, cercheremo di capire quanto la tecnologia potrà o può già fare per il [terzo settore](https://it.wikipedia.org/wiki/Terzo_settore), quello delle associazioni e del volontariato che, complice anche la complessa burocrazia del nostro Paese, hanno sempre più difficoltà a svolgere al meglio i loro servizi che sono fondamentali e preziosi per la società. Nella sezione delle notizie parliamo della [nuova app](https://galaxystore.samsung.com/prepost/000006220856?appId=com.samsung.android.imageenhancer) Samsung per migliorare le foto e di un'autostrada per [droni](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e29?t=266) in Regno Unito. - Stagione: 4 - Episodio: 30 - Data di pubblicazione: 2022-07-23 06:45:00 - Durata: 20:59 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e30](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e30) - Episodi correlati: s3e52 - Tag: volontariato,associazioni,banda di sona,noi,avis,soci,tesseramento,iscrizione online,gestione online,social,facebook,instagram,youtube,regnounito,droni,autostrada,skyway,consenge,samsung,fotografie,intelligenza artificiale,hdr,foto notturne,foto ritratto,smartphone,s22 ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Luca**: Quindi non vedo perché un mondo come quello del volontariato debba rimanere indietro rischiando appunto tra qualche anno di non avere questo ricambio generazionale, solo perché le stesse associazioni non sono state capace di abbracciare una realtà più digitale. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cercheremo di capire che ruolo può avere la tecnologia informatica in un ambito apparentemente poco tecnologico come quello del volontariato. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La nuova app Samsung per migliorare le foto > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:14 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Ormai gli smartphone riescono a realizzare meravigliosi scatti anche nelle condizioni più disparate, e molto spesso la qualità delle fotografie può per un utente far ricadere la scelta su uno smartphone piuttosto che su un altro. Proprio per questo Samsung ha rilasciato una nuova app, chiamata Galaxy Enhance-X: AI Photo Upscaler and Magic Editor. Come si può intuire dal nome, questa applicazione è pensata per migliorare le fotografie attraverso l'uso dell'intelligenza artificiale. Attualmente l'app è disponibile solo per i più recenti modelli di Samsung, come S22, ma entro fine anno il supporto verrà esteso anche ai modelli più datati. L'app infatti richiede parecchia potenza di calcolo e il rischio a che, sui telefoni passati, il miglioramento di una foto richieda parecchi secondi o addirittura minuti. Per i nuovi modelli invece l'app è molto promettente e riesce in pochi secondi a recuperare fotografie che magari avremmo cancellato. Tra le funzionalità troviamo infatti la possibilità di trasformare una foto in HDR, migliorare la nitidezza o recuperare foto sfocate. Ma non solo, per le foto notturne riesce anche a ridurre il rumore di fondo o migliorare la luce. Infine sono presenti anche le classiche modalità ritratto per rendere sfocato lo sfondo, il filtro bellezza e anche una funzione per aumentare la risoluzione delle fotografie. Nella puntata della scorsa settimana abbiamo parlato nello specifico di droni e dei principali campi d'applicazione in cui vengono utilizzati al giorno d'oggi, come ad esempio gli spettacoli di luci. #### L’autostrada per droni del Regno Unito > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:41 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: E di merito a ciò, per promuovere ulteriormente la diffusione e l'impiego dei droni anche negli altri settori, il Regno Unito sta attualmente valutando la realizzazione di un'autostrada nel cielo chiamata Skyway, il cui obiettivo sarà proprio quello di migliorare e rendere più efficienti l'utilizzo dei droni attraverso i diversi paesi compresi nel Regno Unito, in particolare nei settori che comprendono la consegna di posta, medicinali e merce di vario tipo. L'autostrada per droni, che percorrerà 260 km, fa parte di un pacchetto di finanziamenti e piuttosto ampio nel quale sono compresi anche altri investimenti nel settore aerospaziale. Tuttavia buona parte di questi verranno utilizzati nella ricerca e nella realizzazione di nuove infrastrutture per l'utilizzo dei droni, tra cui rientra anche la prima autostrada costruita nel cielo. #### La tecnologia salverà il volontariato > - Timestamp: 04:04 - Autori: Luca Martinelli, Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Chiacchierata **Davide**: Oggi siamo ancora una volta in compagnia di Luca Martinelli, autore e sviluppatore del podcast. Questa volta, attraverso un'esperienza diretta di Luca, cercheremo di approfondire quanto la tecnologia potrà o può già fare per il terzo settore, quello delle associazioni e del volontariato, che complice anche la complessa burocrazia del nostro Paese, hanno sempre più difficoltà a svolgere al meglio i loro servizi, che aggiungerei essere fondamentali e bene prezioso della società. Bentornato Luca. **Luca**: Ciao Davide e benvenuti anche a tutti gli ascoltatori. Sì, come hai detto te, il volontariato in Italia purtroppo sta sempre più scomparendo e ogni anno, così come anche tante imprese, sono numerose anche le piccole associazioni che sono costrette a chiudere. E appunto, come dicevi, uno dei principali motivi è la complessa serie di leggi regole, la burocrazia, che appunto queste associazioni devono seguire, e che spesso non riescono o a trovare volontari o metodi in grado di aiutare e migliorare questa sempre più complessa gestione. Questo però, come dicevo, è solo uno dei motivi per cui le associazioni stanno scomparendo, una causa che forse è ancora più importante, infatti, è il fatto che tantissime associazioni non riescono ad adeguarsi a un mondo che cambia e restano quindi legate a vecchi metodi e valori che non attirano le nuove generazioni. E chiaramente, senza queste nuove persone che vanno a sostituire quelle che per vari motivi non possono più dare il loro contributo al volontariato, l'associazione è destinata a scomparire. **Davide**: E tu sei qui per parlarci di una tua esperienza diretta che hai e che stai ancora avendo in questo mondo, giusto? **Luca**: Sì, esatto. Io ormai ho quasi 18 anni che sono nel corpo bandistico di Sona, che è in provincia di Verona, e dapprima seguendo i corsi musicali appunto per imparare a suonare lo strumento, e poi come socio e volontario effettivo. A differenza di quanto si possa pensare, però, essere in una banda non significa solo suonare ai concerti o partecipare alle varie sfilate organizzate, ma in primis significa far parte anche di un'associazione, con la sua organizzazione e chiaramente le sue regole. E da ormai 4 anni quindi ho l'opportunità di far parte del direttivo dell'associazione, dove sono per l'appunto potuto entrare direttamente in contatto con questo sistema organizzativo e di gestione che c'è dietro. Oltre al corpo bandistico di Sona, poi ho avuto anche a che fare con altre associazioni sempre della zona, come l'Avis di Colonia Veneta e il Circolo Noi Parrocchiale di Lugagnano, che è il paese in cui vivo. **Davide**: Sì, e immagino che queste associazioni che hai nominato siano riuscite, grazie appunto alla tecnologia, a fare quel salto che le hanno portate a migliorare non solo il servizio offerto ma anche la parte più gestionale e burocratica, non è così? **Luca**: Sì, esatto, e inizierei subito a parlare dell'Avis, che già prima partiva da una situazione, diciamo, abbastanza favorevole, soprattutto dal punto di vista della comunicazione. La sezione di Colonia Veneta, infatti, era già attiva sui social come Facebook o Instagram, che sono a mio avviso i requisiti base che un'associazione, per così dire moderna, dovrebbe avere. Ad oggi, e soprattutto ce ne siamo accorti anche negli ultimi due anni, dove organizzare eventi era pressoché impossibile, avere un modo per rimanere in contatto con gli associati e anche con la popolazione attraverso i mezzi digitali è praticamente fondamentale e permette di non rinunciare anche a parte delle attività organizzate. Tornando all'Avis, la collaborazione con questa associazione è nata quando mi è stato chiesto di realizzare un sito web che permettesse appunto di presentare l'associazione e le loro attività, fare sensibilizzazione riguardo alla donazione del sangue, caricare notizie, eventi o articoli relativi proprio all'associazione. La vera novità però, che sinceramente non ho visto su nessun'altra sezione Avis che io conosca, è stata quella di inserire un'area riservata ai donatori, chiaramente quelli facenti parte della sezione di Cologna Veneta, attraverso cui poter accedere, utilizzando un codice personale e la data di nascita, e poter così vedere le informazioni utili sulle proprie donazioni, come il calendario, i traguardi raggiunti, dati relativi al proprio sangue e così via, dati che tra l'altro possono essere scaricati solo dal presidente dell'associazione e che vengono poi inseriti sul sito in modo semplice e in modo da essere così disponibili solo ai diretti interessati. Ci tenevo a parlare di questo piccolo progetto perché mi è sembrato un vero esempio di come il volontariato dovrebbe comportarsi per offrire qualcosa in più non solo allo società, ma anche ai propri soci e ai volontari, che permetta quindi di avvicinarli maggiormente al mondo delle associazioni. Per quanto riguarda invece le altre due associazioni che ho citato, il corpo bandistico e il circolo noi, la situazione è stata leggermente diversa, in quanto non c'erano delle basi solide, dei prerequisiti, se così vogliamo chiamarli, come nel caso dell'Avis, ma si partiva appunto da un approccio totalmente o quasi totalmente cartaceo. **Davide**: Esatto, quindi immagino che la differenza tra un approccio moderno e digitale, e quello più tradizionale da cui si partiva, sia stata molto più marcata, ce ne vuoi parlare? **Luca**: Assolutamente sì, diciamo che gli effetti positivi dell'utilizzo della tecnologia li ho visti per lo più in banda. All'interno del direttivo infatti già si utilizzava e ancora oggi in parte utilizziamo servizi cloud come Dropbox o Google Drive per l'archiviazione sia delle foto, ma anche di tutti quei file relativi alla gestione dell'associazione, quindi tutta la parte burocratica. La prima cosa che ho fatto appena entrato in banda, quindi è stata anche in questo caso la realizzazione di un sito web dove chiunque potesse vedere le informazioni base dell'associazione, come i servizi offerti e la nostra storia, ma anche un calendario degli eventi come sfilate e concerti. Successivamente poi abbiamo deciso di utilizzare questo sito in maniera un po più dinamica introducendo le iscrizioni online, sia per quanto riguarda il tesseramento, quindi quella che è la gestione e l'iscrizione effettiva all'associazione, ma anche per quanto riguarda la scuola di musica. Come banda infatti gestiamo dei corsi per imparare a suonare lo strumento desiderato e fino a qualche anno fa queste iscrizioni venivano appunto raccolte e gestite in formato cartaceo. Ed è quindi inutile dire che tra iscrizioni che venivano perse, pagamenti mai ricevuti di cui non ci si accorgeva e un continuo aumento delle richieste, la gestione stava diventando veramente impossibile. E lo stesso discorso appunto valeva anche per la gestione in sé dei soci, degli strumenti, del tesseramento e così via. Quindi quello che riguarda in generale la parte più burocratica dell'associazione. E a distanza di ormai quasi 4 anni, da questa piccola svolta, posso dire e sono anche contento di dire che le cose sono nettamente migliorate. Attraverso il sito infatti le persone autorizzate, ossia i membri del direttivo o qualche membro del direttivo incaricato, possono accedere alla parte di gestione dove appunto si possono vedere e organizzare tutti i dati. Mentre gli iscritti possono accedere ad una loro area personale dove, anche ovviamente nel rispetto delle normative europee in ambito di privacy, hanno la possibilità di visualizzare i dati in possesso dell'associazione, modificarli, tesserarsi e iscriversi ai vari corsi di musica offerti. E sempre per i soci, dall'area personale è anche possibile consultare una copia dei verbali dei vari consigli di presidenza in modo da rendere trasparenti anche le decisioni che vengono prese a livello del direttivo. Lato comunicazione poi che, come dicevamo, è un ambito comunque fondamentale per una qualsiasi associazione, aver aperto profili social come Facebook, Youtube o soprattutto Instagram, permettono sicuramente di essere più vicini sia ai tesserati ma anche agli spettatori, creando magari delle interazioni che chissà potranno invogliare anche qualcuno a venire a far parte dell'associazione. Un esempio che mi viene in mente adesso è che a settembre scorso, tramite i sondaggi delle storie di Instagram, avevo organizzato un torneo per stabilire quale fosse lo strumento musicale più apprezzato. Ci sono state moltissime interazioni, tra cui anche più di 300 visualizzazioni alle storie, centinaia di condivisioni e di votanti, che magari vuol dire anche poco, però anche per una associazione non enorme come la nostra può aver reso meno lontano una realtà come quella bandistica con chi magari non avrebbe nemmeno mai pensato di averne a che fare. Durante la pandemia poi proprio grazie ai social siamo anche riusciti nonostante le varie restrizioni a continuare a svolgere i nostri servizi, proporre dei concerti a distanza o appunto delle dirette di musica o anche dirette in cui raccontavamo la nostra storia e la storia della nostra associazione. Poi sempre durante gli ultimi due anni, come tante scuole, abbiamo anche potuto mantenere attivo il servizio di scuola di musica erogando appunto i corsi attraverso delle semplici videochiamate. **Davide**: E per quanto riguarda invece l'associazione Noi che hai nominato all'inizio? **Luca**: In questo caso l'approccio è stato pressoché identico a quello della banda. Infatti anche in questo caso ho realizzato un sito web per poter raccogliere e gestire facilmente le iscrizioni alle varie attività parrocchiali come il GREST, i Campi Stivi o il Catechismo. E al GREST in particolare fino allo scorso anno tutti i dati venivano copiati manualmente dai moduli cartacei a un foglio Excel che chiaramente non è nemmeno pensato per questo tipo di utilizzo, in quanto appunto le variabili in gioco sono veramente tante e incappare in errori o in coerenze o incomprensioni è un attimo. Ad esempio c'erano errori di battitura, errori di copiatura, testi poco leggibili oppure delle iscrizioni ripetute più volte o dei bambini presenti in diverse attività contemporaneamente e molto altro. **Davide**: Sì però immagino che in tutto ciò ci siano anche dei contro. Parlando delle iscrizioni fatte online, soprattutto magari non tutti ad oggi sono in grado di accedere o utilizzare certi sistemi e potrebbero sentirsi esclusi, penso ad esempio agli anziani o i meno avvezzi all'utilizzo della tecnologia. **Luca**: Sì purtroppo sì però sono anche situazioni che quando appunto c'è in gioco, ci sono in gioco molte persone, sono abbastanza inevitabili. Da parte mia ho cercato di realizzare appunto dei siti in cui il metodo di iscrizione e di gestione fosse il più semplice possibile e fosse tutto spiegato nel modo più chiaro. Non ti nascondo però che appunto nonostante queste accortezze ci sono stati comunque diversi casi in cui o l'iscrizione non andava a buon fine o i dati erano sbagliati o c'erano altri problemi causati però soprattutto dalla poca attenzione a ciò che si stava facendo. Nonostante ciò però dopo circa quattro anni che con la banda utilizziamo questo sistema ho notato che i problemi e le difficoltà sono ogni anno sempre meno e ormai i casi chiamiamo gli anomali sono quasi praticamente inesistenti e ovviamente questo è dovuto anche al fatto che di anno in anno ho tenuto comunque conto dei problemi e delle critiche che sono uscite dall'adozione di sistemi di iscrizione online e sicuramente ne terrò conto per migliorare di volta in volta e creare un servizio che sia quanto più accessibile a tutti. Penso anche che però a un certo punto si debba anche smettere di guardare al passato e rimanere appunto ancorati a sistemi o vecchi o ingestibili solo perché poche persone non hanno voglia di adeguarsi a un mondo che comunque inevitabilmente cambia. Ormai, e ne siamo appunto tutti a conoscenza, quasi tutti gli ambiti della società stanno adottando nuove soluzioni, nuove tecnologie per essere più produttivi, per avere sistemi più comodi ed essere anche sempre al passo con i tempi. Quindi non vedo perché un mondo come quello del volontariato che comunque è molto importante per la società debba rimanere indietro rischiando appunto tra qualche anno di non avere questo ricambio generazionale di giovani che possano appunto prendere in mano la parte più burocratica solo perché le stesse associazioni non sono state capaci di abbracciare una realtà più digitale permettendo quindi da una parte di essere più vicini e più in contatto sia con i propri volontari ma anche con l'intera società e altre associazioni, ma dall'altra anche semplificare la parte più difficile di un'associazione che è quella gestionale che sicuramente non è nemmeno resa tanto semplice dal nostro paese ma dove la tecnologia, come abbiamo visto, può certamente dare una grossa mano. **Davide**: Va bene Luca, io ti ringrazio per questa chiacchierata dove ci hai parlato della tua esperienza perché hai potuto avere un assaggio diretto di come il digitale può dare molto anche in queste realtà di volontariato. Ci sentiamo sicuramente per un'altra puntata più avanti. A presto. **Luca**: Grazie a te Davide e alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 20:07 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e31 ## Relax, sicurezza e sostenibilità sulle spiagge hi-tech > Negli ultimi anni l’informatica, la [robotica](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e26?t=242) e altre soluzioni hi tech, sono sempre più presenti anche sulle nostre [spiagge](https://it.wikipedia.org/wiki/Spiaggia). Ciò permette da un lato di rendere la permanenza dei turisti al mare più confortevole, sicura e moderna e dall’altro aiuta gli stabilimenti balneari a fornire servizi superiori, avere una migliore visibilità e gestire in modo più efficiente la spiaggia. In questa puntata vediamo, attraverso alcuni esempi, quali sono o possono essere le tecnologie per una spiaggia hi-tech. Nella sezione delle notizie parliamo di [Formula 1](https://www.formula1.com), che passerà ad un carburante sostenibile entro il 2026, delle prime indiscrezione su [GTA](https://www.rockstargames.com/it/gta-v) 6 e infine dei nuovi [Pixel 6a](https://store.google.com/product/pixel_6a?gclid=Cj0KCQjw54iXBhCXARIsADWpsG8nN53acMROsfaWQ49bE1b8sppwhbnHMe-bUTVwDrAGOQTsYnlr5J8aAtLhEALw_wcB&gclsrc=aw.ds&hl=it) di Google. - Stagione: 4 - Episodio: 31 - Data di pubblicazione: 2022-07-30 06:45:00 - Durata: 15:23 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e31](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e31) - Episodi correlati: s4e27 - Tag: spiagge,hi-tech,prenotazioni online,ordinazioni online,relax,vacanze,pannelli fotovoltaici,wifi,ricarica,robot,robot bagnino,mare,ombrelloni,formula1,auto,combustibile,sostenibile,anidridecarbonica,smartphone,google,pixel,google pixel,pixel 6a,pixel 6,pixel 6 pro,android,gta 6,gta,leak,rockstar games,videogioco,next gen ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa ultima puntata prima della pausa estiva vedremo quali tecnologie possono migliorare la nostra permanenza nelle spiagge sotto l'ombrellone. Dalla prossima settimana, per tutto il mese di agosto, pubblicheremo degli estratti inediti e alcuni brevi approfondimenti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Il responsabile tecnico della Formula 1 ha recentemente dichiarato che a partire dal 2026 tutte le auto da corsa dovranno sostituire gli attuali combustibili con nuove soluzioni sostenibili al 100%. #### Il carburante sostenibile per la Formula 1 > Fonte: DMove.it - Timestamp: 01:03 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Attualmente, infatti, le auto di Formula 1 utilizzano una miscela di carburante composto dal 10% di etanolo, per questo chiamato E10. Tuttavia, tra quattro anni, secondo le recenti dichiarazioni del responsabile tecnico, il nuovo combustibile da utilizzare nelle gare dovrà rendere tutte le emissioni di anidride e carbonica pari a zero. Ciò significa che la CO2 risparmiata o riassorbita nella fase di produzione del carburante dovrà essere pari o inferiore a quella emessa durante la competizione vera e propria, in modo tale che nel bilancio finale non vi sia un'aggiunta di anidride e carbonica in atmosfera. Attualmente, i risultati ottenuti dalla compagnia petrolifera Aramco e dal team di Formula 1 fanno ben sperare, già nonostante l'aspetto più interessante della ricerca è che, una volta terminata la messa a punto della miscela, questa potrebbe essere impiegata anche in ambito quotidiano con molte vetture endotermiche. Su GTA 6, l'attesissimo nuovo titolo di Rockstar Games, non c'è ancora nulla di ufficiale, ma una fonte molto attendibile ha fornito delle indiscrezioni interessanti che potrebbero riguardare il gioco. #### Le prime indiscrezione su GTA 6 > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:15 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Innanzitutto, il lancio è stato stimato per l'inizio del 2024. Per quanto riguarda la città, GTA 6 dovrebbe segnare il ritorno della storica Vice City, metropoli ispirata a Miami. Non si tratta però dell'unica zona inclusa nel gioco, ma si potrebbero aggiungere altre aree dopo il lancio anche se non sappiamo con quale modalità, e quindi se si tratterà di espansioni gratuite o a pagamento. La protagonista della storia sarà, a quanto pare, una donna di origini sudamericane. La fonte ha poi rivelato che Rockstar, in fase di sviluppo del nuovo open world, avrebbe posto una particolare enfasi sugli interni. L'idea è quella di non avere solo un mondo grande, ma anche profondo e vivo più che mai, in cui un gran numero di edifici è esplorabile e ha una sua funzione. #### Google ha presentato i Pixel 6a > Fonte: Google.com - Timestamp: 03:15 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Google ha presentato il Pixel 6a, il nuovo smartphone di fascia media. Nonostante ciò, il processore di questo telefono è il Google Tensor, lo stesso utilizzato per i Pixel top di gamma, e di fatto adottando la stessa strategia di Apple con i suoi iPhone XR ed SE. Le dimensioni sono leggermente più compatte rispetto ai fratelli maggiori, con un display da 6.1 pollici, ma con una frequenza di aggiornamento di 60Hz. Una scelta un po anacronistica, considerando che tutti i nuovi smartphone, anche quelli di fascia più bassa, raggiungono i 90Hz, e ciò dà una sensazione di maggiore fluidità nello schermo. Anche le fotocamere sono inferiori rispetto a Pixel 6 e 6 Pro, tuttavia, grazie al software e all'intelligenza artificiale di Google, lo smartphone riesce a scattare splendide foto nelle condizioni più disparate. Infine, come tutti i telefoni Google, anche il 6a sarà tra i primi a ricevere aggiornamenti e patch di sicurezza mensili. Il 6a è poi dotato di tutti i servizi esclusivi dei Pixel, e tutto questo a 459 euro. Per i più fortunati sono già arrivate, per molti altri invece arriveranno presto. #### Relax, sicurezza e sostenibilità sulle spiagge hi-tech > - Timestamp: 04:36 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Come sempre, le vacanze estive segnano un momento importante dell'anno, dove gran parte degli italiani si prendono una più o meno breve pausa dal lavoro o dalla scuola per godersi un meritato relax. E secondo le stime di Demoscopica, su quasi 30 milioni di italiani che quest'anno partiranno per passare le vacanze lontano da casa, oltre 17 milioni opteranno per la meta turistica estiva per eccellenza, il mare. E come forse avrete già intuito, in questa puntata andremo ad approfondire il rapporto del mare, o meglio delle spiagge, con la tecnologia. Negli ultimi anni, infatti, l'informatica, ma anche la robotica e altre soluzioni high tech sono sempre più presenti anche in questo settore, aiutando da un lato a rendere la permanenza dei turisti al mare più confortevole, sicure e moderna. E dall'altro, gli stabilimenti balneari a fornire servizi migliori, avere una migliore visibilità e gestire in modo più efficiente la spiaggia. Vediamo quindi, anche aiutandoci con qualche esempio, quali sono o possono essere le tecnologie per una spiaggia high tech. Partendo dalle soluzioni un po più semplici, immediate e facili da implementare, avere una rete wifi liberamente accessibile è ormai comune a molti stabilimenti ma anche a molte città costiere. L'accesso a internet infatti fa sempre comodo e permette di navigare sul web anche da tablet o pc senza dover per forza ricorrere a usare il proprio smartphone come hotspot e consumare inutilmente batteria e dati mobili. Questo può essere ad esempio utile per lavorare dalla spiaggia, guardare video, film o serie tv, fare videochiamate e altro ancora. Ma non solo. Come abbiamo visto nella puntata "Come le pubblicità online raggiungono il mondo reale" il wifi è una soluzione molto usata anche nel marketing di prossimità e questo di fatto permette agli stabilimenti di raccogliere dati e informazioni utili sugli utenti ma anche fare pubblicità e invogliare i bagnanti ad acquistare qualcosa allo stabilimento. E vista anche la sua grande utilità e il suo impatto anche dal punto di vista turistico, regioni come il Veneto o l'Emilia Romagna hanno investito per realizzare delle reti wifi per le città balneari, a Bibione ad esempio attivo dal 2016 su tutta la spiaggia, mentre in Emilia Romagna è stato finanziato un progetto per portare entro il 2024 la banda ultralarga gratuita sull'intera costa romagnola. Sempre parlando di smartphone, PC, tablet e in generale i prodotti tecnologici, molte spiaggia ad oggi offrono anche servizi di ricarica direttamente all'ombrellone. O panchine, chiamate un po erroneamente smart, comprese USB o di corrente, per non rimanere con le batterie scariche durante le lunghe giornate di relax fuori casa. E collegato a questo, sempre più spiagge stanno adottando nuovi ombrelloni e docce, dotati di pannelli fotovoltaici che da una parte permettono di poter offrire al meglio il servizio di ricarica appena citato, ma dall'altra anche di poter sfruttare quell'energia per alimentare l'intero stabilimento balneare, in un'ottica di risparmio e di transizione energetica verso una maggiore attenzione all'ambiente. Legato a questo, non solo i pannelli fotovoltaici, ma anche le intere strutture, per lo meno quelle realizzate negli ultimi anni, vengono costruite utilizzando materiali e design in grado di avere un impatto minimo sull'ambiente, integrandosi al meglio con il paesaggio circostante. Un altro servizio che sicuramente è utile se non ormai fondamentale per una spiaggia è la possibilità di prenotare e acquistare lettini e ombrelloni direttamente online o tramite un'app. Per tanti turisti, infatti, sapere con il dovuto anticipo se sono presenti o meno dei posti liberi sulla spiaggia, e in caso prenotarli da remoto o ancora prima di partire, può essere una delle motivazioni che rispingono a scegliere una spiaggia o una città rispetto ad un'altra spiaggia, perché offre questo servizio e garantisce la certezza di non arrivare in vacanza impreparati o di non incorrere inspiacevoli sorprese. Alcuni esempi sono i siti Spiagge.it, Coco o BookYourBeach, tre startup che promettono non solo di prenotare i posti in numerose spiagge d'Italia, ma anche di cercare quelle che meglio soddisfano le proprie esigenze, dal tipo di spiaggia al prezzo, alla presenza o meno di certi servizi. Poter prenotare i propri posti in spiaggia, però, non è solo una comodità per i bagnanti. Ma lo scorso anno, ad esempio, durante la pandemia, è stato un modo per migliorare la sicurezza nelle spiagge e poter tracciare i contatti o i possibili contagi. Un esempio viene ancora una volta dalle spiagge di Bibione, dove anche le spiagge libere attrezzate necessitavano di una prenotazione fatta al momento se il posto era libero o al massimo fino al giorno precedente. E sempre per quanto riguarda la prenotazione degli ombrelloni, i concetti della Sharing Economy non si sono fermati solo alla mobilità. Ma oggi coinvolgono anche le spiagge. È l'esempio di Marina App, un'applicazione e servizi che permettono ai gestori di uno stabilimento di attivare in modo semplice la prenotazione degli ombrelloni, ma permette anche agli stessi utenti, ad esempio i bagnanti stagionali, che non sempre sono presenti in spiaggia durante i tre mesi di vacanza, di guadagnare condividendo quando è libero il proprio ombrellone ai bagnanti occasionali. Rimanendo sul tema prenotazioni, poi, come non citare le ordinazioni online, ad esempio per farsi portare direttamente all'ombrellone una bibita fresca, un aperitivo o un gelato. E partendo subito con un esempio i vantaggi di questo servizio li ha sperimentati Bahia Porto Cesareo, uno dei più grandi stabilimenti balneari che ha introdotto questa innovazione tra le proprie offerte. Tramite un'app, nel caso specifico Smart Touch Menu, infatti i clienti possono mandare le comande al bar rimanendo comodi sul proprio lettino e attendendo che l'ordine venga preparato e consegnato dai camerieri. Questo consente ai bagnanti di evitare le lunghe file che si formano alla cassa o al bar mentre si attende il proprio ordine, trasformando radicalmente l'esperienza della vacanza al mare. D'altro lato, poi, anche lo staff dello stabilimento ottiene dei benefici, in quanto riesce a garantire un servizio più efficiente e comodo e incrementare così le vendite. Soluzioni simili, tra l'altro, esistevano già qualche anno fa, ma consistevano in pulsanti posti sotto gli ombrelloni che chiamavano il cameriere che passava a prendere l'ordine. Tramite un'app o un sito, invece, questa procedura viene semplificata e non poco, e oltre una migliore esperienza utente per il cliente, anche il cameriere evita inutili viaggi e perdite di tempo. Infine è doveroso soffrontare anche il tema della sicurezza. Molte spiagge ormai sono dotate di videocamere collegate tra loro in grado di sorvegliare l'intero stabilimento, soprattutto durante le ore notturne e di chiusura, quando atti di vandalismo sono più frequenti, ma anche durante il giorno per evitare eventuali furti o atti illegali. Una novità molto più interessante, però, viene sia dalla startup romana Italia Sea Rescue System, sia dalle spiagge della California, con l'azienda Hydronalics, e si tratta di un bagnino robot. Entrambi questi robot sono pilotati dal bagnino e sono in grado di localizzare, recuperare e portare a riva, in tutta sicurezza, i bagnanti in difficoltà. Chiaramente in tempi molto più rapidi e con una maggiore efficienza rispetto a quella di un essere umano. La versione italiana, inoltre, è già stata approvata dal Ministero dei Trasporti come ausilio al salvataggio, e la speranza è quella di trovarne sempre di più sulle nostre spiagge. Una piccola parte di questa puntata, prima di tirare le somme su quanto detto finora, va dedicata non solo alle tecnologie per gli stabilimenti balneari, ma anche quelle che coinvolgono direttamente i bagnanti, in particolare con le tecnologie indossabili. Il focus in particolare è quello della sostenibilità, con costumi da bagno realizzati in materiali sostenibili o plastica riciclata, ma anche il tema della sicurezza e della salute in generale. E parlando proprio di quest'ultimo punto, in commercio possiamo trovare braccialetti come Cool Skin, o addirittura costumi con chip integrati, come quello realizzato dalla start-up francese Spinali Design, che grazie a una serie di sensori e un'app per smartphone riescono ad avvisare l'utente con l'obiettivo di prevenire eventuali scottature, ustioni o lunghe esposizioni ai raggi UV. Per concludere, quindi, anche le spiagge non sono rimaste escluse dalla trasformazione digitale tecnologica che ci sta accompagnando ormai da anni, e anche in questo caso, i miglioramenti che questa digitalizzazione porta con sé non sono affatto pochi e sono tutti all'insegna di una maggiore attenzione verso i bagnanti e i clienti, per garantire loro una migliore e più comoda esperienza e per vivere al meglio quei pochi meritati momenti di relax. E tra prenotazioni e ordinazioni online, wifi gratuito, stazioni di ricarica, queste esigenze possono essere soddisfatte a pieno. Come abbiamo visto, però, non manca comunque l'attenzione alla sicurezza, con videocamere di sorveglianza e robot bagnini, e alla sostenibilità ambientale, con pannelli fotovoltaici, design e materiali sostenibili, temi che nell'ultimo periodo sono sempre più sentiti e hanno un peso sempre maggiore nelle scelte di tutti i giorni. Parlando di vacanze, infine, questa è l'ultima puntata prima della nostra breve pausa estiva, dove comunque continueremo settimanalmente a pubblicare delle brevi puntate e interviste inedite, aspettandovi a settembre con tante novità. #### Conclusione - Timestamp: 14:31 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e32 ## I fondi per esplorare lo Spazio > Nella prima puntata dell’edizione estiva vi proponiamo un estratto inedito della [puntata](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e20?t=250) che abbiamo realizzato con l’[Agenzia Spaziale Europea](https://www.dentrolatecnologia.it/esa.html). A [Bernardo Patti](https://www.dentrolatecnologia.it/bernardo.patti.html), capo del programma europeo di esplorazione umana e robotica dell’ESA avevamo chiesto quanto sono importanti le risorse economiche nel settore dell’esplorazione. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 4 - Episodio: 32 - Data di pubblicazione: 2022-08-06 06:45:00 - Durata: 05:37 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e32](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e32) - Episodi correlati: s3e18, s4e20 - Tag: bernardo patti,esa,spazio,esplorazione,iss,stazione spaziale internazionale,agenzia spaziale europea,luna,fondi ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella prima puntata dell'edizione estiva vi proponiamo un estratto inedito della puntata che abbiamo realizzato a maggio con l'Agenzia Spaziale Europea. A Bernardo Patti, capo del programma europeo di esplorazione umana e robotica dell'ESA, avevamo chiesto: dopo aver parlato così concretamente di esplorazione spaziale, mi sorge una domanda che riguarda la sensibilità dei cittadini quando si parla appunto di esplorazione. #### I fondi per esplorare lo Spazio > - Timestamp: 00:33 - Autori: Agenzia Spaziale Europea, Bernardo Patti, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Intervista **Davide**: Avendo una collettività più sensibile a questi temi, che investe quindi di più nello spazio di quello che viene fatto ora, avremo automaticamente un più rapido sviluppo o comunque ci sono dei limiti che, diciamo, i soldi non possono superare? **Bernardo**: Questo è un altro dibattito meno filosofico ma più terra terra che il nostro pane quotidiano. Chiaramente noi amiamo talmente il nostro lavoro e siamo talmente convinti che l'esplorazione spaziale sia un grandissimo beneficio per l'umanità che spendiamo molto il nostro tempo a convincere i nostri decision maker per darci il funding che noi crediamo necessario per ottenere gli obiettivi che vogliamo ottenere. Adesso facciamo una piccola proporzione. Noi spendiamo 10% degli americani e chiaramente può darsi il rapporto spesa è 1 a 10 ma magari il rapporto risultati magari è 1 a 5 cinque, ecco, mettiamola così. Comunque loro sono senior partners e noi siamo junior partners e questo qui è un'equazione alla quale non si può scappare perché pagando 10% non si può pretendere di essere vicino neanche al 50%, sarebbe presuntuoso per i nostri amici americani. Quindi le ambizioni dell'Europa, se noi vogliamo crescere e essere più ambiziosi, più autonomi rispetto agli americani, chiaramente bisogna esporsi di più finanziariamente e chiaramente sviluppare capacità che oggi non abbiamo, nel trasporto, nel supporto di vita, nella comunicazione eccetera eccetera. L'Europa ha fatto passi da giganti negli ultimi 20 anni, dall'inizio della ISS in cui l'Europa era il numero 4 come partner, dopo gli Stati Uniti, la Russia e il Giappone eravamo noi, oggi siamo il numero 2. Quindi, chiamiamoci the best of the rest, ma non basta, noi chiaramente pensiamo che l'Europa sia una comunità importante come quella degli Stati Uniti e che un programma europeo spaziale si debba sviluppare in modo da essere compatibile e coerente con le ambizioni della nostra comunità. Adesso cosa succede se domani ci moltiplico per 5 il nostro budget? Non succede molto, mi spiego, una cosa per i soldi, un'altra cosa è essere capace di spenderli. Bisogna accrescere la nostra base industriale e la nostra capacità produttiva in un modo sostenibile e questo qui non può essere una funzione da scalino che dare più fondi dal giorno all'indomani immediatamente genera una capacità immediata. Quindi la politica dell'ESA e la politica degli Stati Europei è di avere una crescita sostenibile e costante. Siamo tutti proponendo nuovi programmi e aumenti di stanziamenti, ma in un modo sostenibile, perché triplicare gli stanziamenti dal giorno all'indomani non è una cosa che aiuta immediatamente. Ci sono questi profili di crescita, questo è un po lo stato delle cose. Chiaramente si può crescere a 2% all'anno, si può crescere a 20% all'anno, si può crescere a 30% all'anno, queste qua sono tutte cresce sostenibili. Crescere a 150% all'anno è molto più difficile e è lì che il problema esiste. Quindi noi supportiamo l'approccio di una crescita sostenibile che eventualmente darà i benefici che tutti vogliamo avere. #### Conclusione - Timestamp: 04:45 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e33 ## Come funziona il nuovo Registro delle opposizioni > In questa seconda puntata estiva [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html), autore del podcast, parlerà del nuovo [Registro Pubblico delle Opposizioni](https://registrodelleopposizioni.it), di come funziona e come è possibile iscriversi per non ricevere più telefonate di telemarketing. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 4 - Episodio: 33 - Data di pubblicazione: 2022-08-13 06:45:00 - Durata: 04:17 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e33](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e33) - Episodi correlati: - Tag: registrodelleopposizioni,telemarketing,telefonate,pubblicità,callcenter,privacy,iscrizione,spid,servizio,mise ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella seconda puntata dell'edizione estiva Matteo Gallo, autore del podcast, parlerà del nuovo registro pubblico delle opposizioni, di come funziona e come è possibile iscriversi per non ricevere più telefonate di telemarketing. #### Come funziona il nuovo Registro delle opposizioni > - Timestamp: 00:32 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Privacy, Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Topic **Matteo**: Uno tra i fenomeni più invasivi e rilevanti che si sta sviluppando negli ultimi anni con l'aumento delle sottoscrizioni di contratti e registrazioni su siti web è quello del telemarketing. Il nostro paese, d'altro canto, è tra quelli con il maggior numero di telefoni cellulari, con 80 milioni di dispositivi su 60 milioni di persone, i cui numeri di telefono potrebbero essere potenzialmente inseriti negli elenchi telefonici dei call center, che propongono offerte o servizi di ogni tipologia a cui però, nella maggior parte dei casi, non siamo interessati. Ma per fortuna, la soluzione per contrastare le innumerevoli chiamate telefoniche di telemarketing è arrivata proprio a fine luglio, con l'ultimo aggiornamento del registro delle opposizioni, il quale ha esteso la possibilità di sottoscrizione anche ai numeri di cellulare oltre a quelli fissi. In altre parole, con questo nuovo strumento è possibile dichiarare formalmente di non voler essere disturbati da telefonate commerciali sul proprio numero di cellulare. E gli operatori dei call center, che svolgono attività di telemarketing, sono tenuti a rispettare tale decisione. Tuttavia, nonostante vengono revocati consensi prestati alle società di telemarketing, quelli relativi a contatti in corso o cessati negli ultimi 30 giorni precedenti al momento in cui ci si scrive non vengono inseriti, motivo per cui la procedura può essere ripetuta più volte nel corso del tempo, così da permettere di revocare periodicamente i consensi dati successivamente alla prima iscrizione nel registro. L'autenticazione al portale gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico non è strettamente necessaria, tuttavia può essere effettuata accedendo con il proprio SPID personale per aggiornare l'operazione. A questo punto sarà possibile inserire nei relativi campi fino a 5 numeri di telefono i quali, nella fase successiva dell'operazione, dovranno essere verificati chiamando dagli stessi il numero RPO che viene mostrato nel modulo elettronico. In alternativa, nel caso in cui il sito web risultasse inaccessibile, è possibile iscriversi chiamando telefonicamente il numero verde per utenze fisse o cellulari, dove un risponditore automatico fornirà tutte le istruzioni per esprimere il diritto di opposizione. Se anche l'alternativa telefonica venisse scartata, vi è la possibilità di iscriversi anche tramite mail all'indirizzo iscrizione@registrodelleopposizioni.it, attraverso cui andrà inviato un modulo con i dati richiesti per l'inserimento delle proprie utenze telefoniche. Normalmente la fase di iscrizione viene gestita entro un giorno lavorativo dall'inserimento dei dati, tuttavia diviene efficace solamente entro le successive due settimane, perciò per vedere concretamente i primi risultati si dovrà pazientare un po di tempo. In ogni caso si tratta di un servizio pubblico e gratuito per tutti, la cui creazione risale in realtà a lontano 2011, dove già il 68% degli italiani possedeva un telefono fisso nella propria abitazione. Tuttavia, con la crescente diffusione degli smartphone avvenuta negli ultimi anni, la nuova versione del registro delle opposizioni può rispondere al meglio alle esigenze delle 80 milioni di dispositivi in possesso degli italiani, che a partire da quest'estate potranno finalmente arginare il dilagante fenomeno del telemarketing aggressivo. #### Conclusione - Timestamp: 03:25 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e34 ## Alcuni gadget estivi per la spiaggia > In questa terza puntata estiva [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), autore del podcast, parlerà di alcune tecnologie, gadget e accessori che potranno essere di grande utilità per passare una vacanza al mare in totale [relax, salute e sicurezza](https://www.dentrolatecnologia.it/S4E31?t=276). La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 4 - Episodio: 34 - Data di pubblicazione: 2022-08-20 06:45:00 - Durata: 05:30 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e34](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e34) - Episodi correlati: s4e31 - Tag: spiaggia,gadget,mare,vacanze,smartphone,airtag,smart tag,costumi da bagno,raggi uv,salute,sicurezza,smartband,smartwatch,pannelli fotovoltaici,ebook,action cam ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella terza puntata dell'edizione estiva, Luca Martinelli, autore del podcast, parlerà di alcune tecnologie, gadget e accessori che potranno essere di grande utilità per passare una vacanza al mare in totale relax, salute e sicurezza. #### Alcuni gadget estivi per la spiaggia > - Timestamp: 00:32 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Batterie, Sicurezza, Smartphone - Tipologia: Topic **Luca**: Nell'ultima puntata, prima di questa pausa estiva, abbiamo parlato delle tecnologie che stanno permettendo agli stabilimenti balneari di offrire ai bagnanti servizi migliori, aumentare la sicurezza e avere un minor impatto ambientale sulle spiagge. Augurandoci che stiate trascorrendo delle buone vacanze, in questa breve puntata estiva andremo invece ad analizzare quali sono o potrebbero essere i prodotti e le innovazioni per vivere al meglio la propria vacanza in spiaggia con un'attenzione particolare alla salute e alla sicurezza. Il primo esempio viene dalla azienda francese Spinali Design, che ha realizzato un costume dotato di un microchip in grado di calcolare il livello dei raggi ultravioletti e avvisare così l'utente ricordandogli di utilizzare la crema solare. Ma non solo, perché il chip può anche inviare la notifica ai telefoni, ad esempio dei propri amici o familiari, con un po di anticipo per prevenire anche le loro scottature. Per i bambini, invece, è presente anche una funzionalità che permette di avvisare i genitori se il chip e quindi il figlio si allontana troppo. Infine, nell'ultima versione del costume, è presente una piccola fotocamera per scattare delle foto o girare dei brevi video direttamente dal costume. Il prezzo di oltre 2.000€ non è sicuramente per tutti, però questo è più un esempio di come in futuro anche i costumi da bagno potranno essere più smart e adoperarsi per prevenire problemi di salute. Sempre rimanendo in tema raggi UV, comunque, a meno di 10€ e quindi a prezzi notevolmente più accessibili, esistono anche dei bracciali che, in base alla tonalità, indicano se è necessario spalmare o meno la crema solare, riapplicarla o evitare delle lunghe esposizioni. Passando invece a tecnologie più comuni o di cui sicuramente abbiamo sentito parlare, sempre per tenere d'occhio la nostra salute anche in vacanza, può essere molto utile avere uno smartwatch o uno smartband, magari per tracciare delle corse lungo la spiaggia o delle nuotate in mare, ma anche per visualizzare notifiche e chiamate direttamente al polso, lasciando così il telefono protetto in una borsa. E ancora, per le letture sotto l'ombrellone, nell'attesa tra un bagno e un altro, un lettore di ebook, possibilmente resistente all'acqua, ci può dare accesso a migliaia di libri in uno spazio minuscolo, evitando anche di rovinare i libri cartacei ma comunque senza affaticare la vista grazie alla tecnologia e-ink dei display. Nonostante gli smartphone di ultima generazione siano resistenti all'acqua, potrebbe comunque essere molto più comoda anche una qualsiasi actioncam per poter registrare e immortalare i migliori momenti passati in spiaggia o al mare. D'estate, poi, molto spesso può accadere che, dopo un'intera giornata in spiaggia, si arrivi a sera con PC, tablet o smartphone, scarichi o quasi scarichi. E il clima, sicuramente, non aiuta le batterie che, ad alte temperature, tendono a rovinarsi e scaricarsi molto più velocemente. Per questo, nella puntata sulle tecnologie per spiaggia e-tech, avevamo parlato anche di ombrelloni o punk dotati di carica batterie. Una soluzione simile, però, può essere disponibile per tutti e ad un prezzo che si aggira intorno ai 40€. E si tratta di un comodo carica batterie portatile, richiudibile e dotato di pannelli fotovoltaici. Per sfruttare l'abbondante luce solare della spiaggia e quindi ricaricare o tenere in carica tutti i nostri dispositivi. Infine, in spiaggia è sempre meglio non tenere incustoditi i nostri dispositivi sotto l'ombrellone mentre siamo, ad esempio, a farci un bagno. E, anche qui, la tecnologia può venirci in aiuto. Grazie a degli Apple AirTag o a dei Galaxy SmartTag, infatti, possiamo rintracciare in qualsiasi momento gli oggetti a cui teniamo di più e che non vogliamo perdere. Questi, quindi, erano alcuni esempi e consigli di dispositivi e oggetti per, così dire, smart, tecnologici, che potrebbero tornarvi utili durante le vacanze al mare. E godervi, così, dei meritati giorni in totale relax, in salute e in sicurezza. #### Conclusione - Timestamp: 04:38 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e35 ## I primi risultati del James Webb Space Telescope > In questa quarta puntata estiva [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html), autore del podcast, parlerà del James [Webb Space Telescope](https://webb.nasa.gov), il più grande telescopio spaziale mai realizzato, e dei risultati ottenuti con le [primissime immagini](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e29?t=58) pubblicate lo scorso mese. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 4 - Episodio: 35 - Data di pubblicazione: 2022-08-27 06:45:00 - Durata: 04:12 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e35](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e35) - Episodi correlati: s4e20 - Tag: spazio,nasa,esa,csa,jameswebb,telescopio,infrarossi,lagrange,immagini,ricerca,hubble ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella quarta e ultima puntata dell'edizione estiva Matteo Gallo, autore del podcast, parlerà del James Webb Space Telescope, il più grande telescopio spaziale mai realizzato, ed i risultati ottenuti con le primissime immagini pubblicate lo scorso mese. #### I primi risultati del James Webb Space Telescope > - Timestamp: 00:33 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Topic **Matteo**: Il 25 dicembre 2021 è passato alla storia come il giorno in cui venne lanciato, nello spazio, il più grande e potente telescopio mai realizzato dall'uomo, il James Webb Space Telescope. Diversamente da Hubble, a cui spesso viene comparato, il nuovo telescopio, nato dalla collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Europea, la Canadese CSA e la NASA, è stato inviato a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, più precisamente al punto L2 di Lagrange, una particolare zona dello spazio che, oltre a permettere al James Webb di avere una maggior stabilità della luce solare e di gestire più efficacemente il raffreddamento degli strumenti, consente anche di mantenere un'orbita gravitazionale stabile nel sistema Terra-Sole. Una caratteristica fondamentale del nuovo telescopio, che lo differenzia appunto da Hubble, è quella inoltre di poter studiare e analizzare le lunghezze d'onda della banda infrarossa, ovvero quella parte di radiazione elettromagnetica che ha percorso talmente tanta distanza da non poter essere più visibile nemmeno con i più potenti telescopi come Hubble. Ed il motivo dunque per cui il James Webb è stato spedito così lontano dalla Terra, oltre ad evitare le interferenze di quest'ultima, risiede proprio nella modalità di osservazione della banda infrarossa, che necessita di strumenti raffreddati continuamente e non soggetti a forti sbalzi termici. L'osservazione attraverso questo spettro consente infine di studiare corpi celesti oscurati dai gas e polveri cosmiche, aumentando notevolmente il dettaglio dell'immagine finale, esattamente come quanto osservato nei primi risultati pubblicati lo scorso mese. Nella prima galleria di immagini elaborate dal James Webb compare infatti la nebulosa della carena, già fotografata in precedenza da Hubble, dove però non era ancora possibile osservare con così tanta nitidezza l'ammasso di stelle nascenti nascoste dai gas della nebulosa. Il giorno precedente alla pubblicazione di questa e delle altre 3 immagini, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, per sottolineare ulteriormente la valenza scientifica di questo nuovo strumento, ha presentato in anteprima un incredibile campo profondo in cui compaiono elementi distante 13 miliardi di anni luce, dunque risalenti alle prime fasi di sviluppo dell'universo. A differenza di Hubble, a cui sono serviti diversi giorni per ottenere gli stessi dati, al James Webb sono bastate solamente 12 ore di esposizione per arrivare ad elaborare centinaia di galassie comprese in una porzione di spazio pari a un singolo granello di sabbia. Con questi primi risultati, il nuovo telescopio sviluppato dalla NASA, in collaborazione con l'Agenzia Spaziale europea e canadese, ha chiaramente dimostrato di essere all'altezza delle aspettative. Aspettative attese ormai da oltre 20 anni, quando si iniziò a parlare del lancio di questo telescopio, già poco dopo quello di Hubble negli anni '90, ma che per diversi motivi, alcuni di natura tecnico-scientifica e altri meramente economici, venne posticipato fino allo scorso Natale 2021. Ma ora che finalmente il James Webb ha completato il posizionamento e inviato i primi risultati, possiamo dire che aspettare così tanto a lungo ne è decisamente valse la pena. #### Conclusione - Timestamp: 03:20 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e36 ## Subito: come innovare il settore della compravendita tra privati > Abbiamo già visto come la [tecnologia](https://www.dentrolatecnologia.it/episodi) sia pervasiva in ogni aspetto del quotidiano e permetta di fornire delle soluzioni o mettere in contatto diverse esigenze degli utenti. Può essere utile per [non gettare il cibo](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e22?t=235) rimasto invenduto in un supermercato, [mettere in condivisione degli oggetti](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e52?t=256) che magari usiamo con scarsa frequenza e oggi vediamo come internet e la tecnologia possono rendere più facile la vendita e l’acquisto di oggetti. Per capire l’approccio di [Subito](https://www.dentrolatecnologia.it/subito.html) in questo settore, abbiamo parlato con [Fausto Dassenno](https://www.dentrolatecnologia.it/fausto.dassenno.html), Chief Product Officer di Subito. Nella sezione delle notizie parliamo della connettività di [Starlink](https://www.starlink.com/maritime) che arriverà sulle navi di Royal Caribbean e del sempre più vicino accordo tra Italia e [Intel](https://www.intel.it/content/www/it/it/homepage.html). - Stagione: 4 - Episodio: 36 - Data di pubblicazione: 2022-09-03 06:45:00 - Durata: 36:18 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e36](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e36) - Episodi correlati: s3e22, s3e52 - Tag: fausto dassenno,subito,subito.it,second hand,riutilizzo,usato,sostenibilità,supply chain,scarsità di risorse,automobili,compravendita,scambio,app,mercato,economia circolare,computer,smartphone,biciclette,elettronica,covenienza,risparmio,scarsità,negozio,cpo,chief product officer,starlink,abbonamento,internet,navi,mare,intel,chip,chips act,veneto,piemonte,packaging,fabbrica,italia ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Fausto**: La nostra evoluzione è quella verso quella che noi chiamiamo una piazza del mercato, una market square, quindi un luogo nel quale puoi trovare vari tipi di servizi, informarti, chiudere un affare e ricevere eventualmente anche supporto, quindi questo è il nostro percorso, il percorso di Subito negli ultimi anni. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi nella prima puntata dopo la nostra pausa estiva parleremo con Subito di come è cambiato grazie alle piattaforme online il modo di vendere e acquistare oggetti che non utilizziamo più. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Con una costellazione di oltre 3.000 satelliti già operativi, Starlink è diventato oggi uno dei principali servizi di connettività satellitare sul mercato, in grado di fornire un accesso a Internet nelle aree più remote del pianeta non coperte dalle normali infrastrutture di telecomunicazioni. #### Starlink sulle navi di Royal Caribbean > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:16 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: La sottoscrizione dell'abbonamento di Starlink in realtà non offre solamente una connessione ad alta prestazione, ma presuppone anche la possibilità di poterla utilizzare sui principali mezzi di trasporto a lunga percorrenza, come aerei, treni o navi. Tra le aziende interessate a sfruttare la tecnologia di Elon Musk vi è Royal Caribbean, la cui flotta di navi da crociera verrà presto dotata del servizio Internet di Starlink, col obiettivo di garantire ai propri clienti un accesso alla rete stabile lungo tutto il tragitto in mare. Attualmente la compagnia non ha rilasciato informazioni più dettagliate, come ad esempio la modalità di integrazione o il numero di antenne che verranno installate su ogni singola imbarcazione. Tuttavia ha confermato che i propri passeggeri avranno la possibilità di utilizzare i principali servizi di streaming video e di effettuare videochiamate sulle proprie navi entro il primo trimestre del 2023. #### Sempre più vicino l’accordo tra Italia e Intel > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:32 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Computer - Tipologia: Notizia **Davide**: Da qualche mese si parlava di un possibile accordo tra Intel e il governo italiano per la realizzazione di una fabbrica in Veneto o in Piemonte per l'assemblaggio e il packaging dei microprocessori. Sembra che queste trattative siano quasi giunte al termine, grazie anche alla crisi che ha spinto il governo a portare a termine l'accordo prima delle elezioni del 25 settembre. L'investimento di Intel è di 5 miliardi di dollari ed è parte di un investimento più ampio di 88 miliardi di dollari che prevede la realizzazione di diversi impianti produttivi in tutta Europa. Dal canto suo, l'Italia stanzierà fino al 2030 4,15 miliardi di euro, che fanno a loro volta parte dei 15 miliardi stanziati dall'Unione Europea nel Chips Act, volti a prevenire ulteriori crisi sui microprocessori e farà avere all'Europa un ruolo più centrale nel settore. Infine, l'accordo che secondo le indiscrezioni dovrebbe quindi essere annunciato a breve, porterà a circa 5 mila nuovi posti di lavoro, di cui 1500 di Intel e il resto tra fornitori e partner. #### Subito: come innovare il settore della compravendita tra privati > - Timestamp: 03:57 - Autori: Subito, Fausto Dassenno, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Finanza, Servizi - Tipologia: Intervista **Davide**: Abbiamo già visto come la tecnologia è pervasiva in ogni aspetto del quotidiano e permette di fornire delle soluzioni o mettere in contatto diverse esigenze da parte degli utenti. Può essere utile per non gettare il cibo rimasto in venduto in un supermercato, mettere in condivisione degli oggetti che magari usiamo con scarsa frequenza e oggi vediamo come la tecnologia può rendere più facile la vendita e l'acquisto di oggetti. Per farlo ci da una mano Fausto Dassenno, Chief Product Officer di Subito. Benvenuto Fausto. **Fausto**: Grazie Davide, grazie ancora. **Davide**: Per iniziare ci spieghi che cos'è Subito e di che cosa vi occupate? **Fausto**: Volentieri, allora Subito nasce nel 2007 come sito di Classified o italianizzando l'annuncio classificati. Fondamentalmente è un piccolo passo digitale rispetto al quotidiano piuttosto che alla rivista sul quale venivano pubblicati gli annunci. Tutt'ora forse vengono pubblicati alcuni annunci, cerco babysitter, mi offro come babysitter, cerco lavoro, vendo stereo usato. Quello è un mondo che ha funzionato per decine di anni sui quotidiani, è ovvio che il passaggio al digitale diventa abbastanza semplice perché invece di dover sfogliare pagine e pagine faccio una ricerca e cerco: mountain bike. Subito nasce nel 2007 come start up, si dai primi mesi, dai primi anni ha un impatto immediato e un adoption immediata, diventa poi parte del gruppo Schibsted e Adevinta ultimamente da quando Adevinta è stata creata da Schibsted. L'evoluzione è stata quella classica di marketplace di questo tipo, ci sono vari altri esempi, in tutto il mondo in realtà probabilmente anche in Italia, in Italia non al nostro livello di evoluzione ma nel mondo assolutamente sì. Io ho lavorato anche in altri paesi nel mondo classified e vi posso dire che l'evoluzione è molto simile alla stessa, quindi si parlo dal mondo classified nel quale io posto un annuncio, "vendo mountain bike", qualcuno tramite la piattaforma mi contatta, tendenzialmente all'inizio era tramite telefono, poi via mail e poi via chat e a quel punto la piattaforma è del tutto disaccoppiata da quello che avviene, cosa vuol dire? Vuol dire che mi può contattare il miglior acquirente del mondo, come mi può contattare magari quello che vuole provare a darmi la metà di quello che chiedo. Quindi questo è il mondo classified così com'è, un mondo nella sua semplicità del tutto funzionale, un mondo che nasce anche con funzioni di visibilità, quindi rendi più velocemente, quello che noi chiamiamo playbook classico del classified. Negli ultimi anni, e se parliamo di Subito negli ultimi due anni, l'evoluzione è stata quella dal classified al marketplace. La differenza è che la piattaforma non è più un semplice punto di contatto, ma è anche un punto di facilitazione, perché innanzitutto apriamo la chat, la chat è uno strumento importantissimo perché permette una velocità di interazione superiore alla mail, sa va san dire, ma permette anche un controllo e un supporto all'antifrode che se vuoi poi possiamo discutere. Ma negli ultimi due anni abbiamo anche dato un grande colpo di reni complice Covid su quello che è il nostro servizio Tutto Subito, cioè sulla transazionalità della piattaforma, su questo possiamo approfondire quanto volete. Quindi il percorso nasce come classified, si evolve in quello che è un marketplace, quindi un luogo dove posso acquistare e vendere e la piattaforma in qualche modo mi facilita questa compravendita e la nostra evoluzione è quella verso quella che noi chiamiamo una piazza del mercato, una market square, quindi un luogo nel quale puoi trovare vari tipi di servizi, informarti, chiudere un affare di qualunque tipo questo possa essere e ricevere eventualmente anche supporto, quindi questo è il nostro percorso, il percorso di Subito negli ultimi anni. **Davide**: Quindi sono questi gli aspetti di favore di una piattaforma online di compravendita rispetto ad un canale tradizionale? **Fausto**: Allora noi non ci vediamo in competizione con i canali tradizionali, sono tendenzialmente momenti forse diversi e anche esigenze diverse, sicuramente l'online rappresenta una grande fetta, se parliamo del second hand, il second hand per circa il 50% nel 2021 è stato acquistato online, quindi è chiaro che c'è una migrazione abbastanza naturale. Tornando al discorso di Covid, chiaramente Covid ci ha insegnato forzosamente a dover usare queste piattaforme, in qualunque range di età ha iniziato a usare famose piattaforme, noi compresi, per ricevere a casa cose che non potevano andare a prendere nel negozio, quindi questo ha cambiato completamente e chi lo sa se per sempre vedremo vivendo questo mercato, però è chiaro che l'aspettativa è quella di: vado online, compro, mi arrivo a casa in un tempo X a seconda della piattaforma il tipo di servizio che acquisto. Quindi in realtà risponde a esigenze in alcuni casi diverse, bene fisico e quindi la compravendita fisica è e rimane una componente umana e della società, l'online in questo caso rappresenta come vediamo dalle nostre ricerche circa il 50% degli acquisti e il 30% delle vendite, quindi i numeri dicono già che la direzione è quella. Qui poi Davide è interessante vedere la segmentazione, è Subito una bestia molto strana perché è un po di tutto, ho un bar, cerco un barista, pubblico subito l'annuncio, sono Fausto che cerca lavoro, pubblico il mio annuncio come offrisi barista, passando per compravendo casa, passando per offro la mia casa per le vacanze, arrivando alla parte più prettamente di compravendita di quelli che noi chiamiamo consumer goods, mercato, quindi beni, elettronica, abbigliamento, sport, per arrivare alle auto, quindi compravendo le auto. Quindi avendo tenenzialmente, senza peccare di eccesso, ma quasi tutto lo spettro del commercio, ognuno di questi verticali come noi li definiamo ha delle caratteristiche specifiche, quindi un comportamento che vedi su consumer goods, quindi il mercato fondamentalmente è di un certo tipo, quindi online sicuramente ha un peso più importante, al momento sulla parte motors chiaramente c'è ancora tanta creazione del contatto e poi visita fisica visita fisica al concessionario, per me se non ci sono auto ormai, quindi diventa complicata anche quello. Quindi per rispondere a tua domanda, nella nostra realtà dipende abbastanza in quale punto dello spettro di Subito ti vai a posizionare, ma chiaramente c'è un movimento verso l'online che riteniamo diventerà sempre più marcato ed è per questo che stiamo proseguendo nella nostra evoluzione per creare servizi che siano sempre più sicuri, sempre più efficaci per l'utente e sempre più convenienti per tutti. **Davide**: Ok, tutto chiaro, passiamo ora ad un tema di grande attualità, quello del riutilizzo e dell'economia circolare e quindi in un'ottica orientata appunto allo sviluppo sostenibile, per voi che avete un forte impatto in questo settore, quanto è importante il ruolo del second hand, dell'usato, quindi per evitare sprechi? **Fausto**: Certo, allora questo è un tema fondamentale e ci è molto a cuore, ovviamente fa parte della nostra value proposition, quindi la nostra proposta di valori, Subito aiuta le persone a dare una seconda vita a qualunque cosa, quindi a un oggetto, ma anche a se stessi, adesso sembra un po strano dirlo, ma ho perso il lavoro, su Subito posso trovare un lavoro come le mie cuffie Airpods, le voglio cambiare e possono trovare una seconda vita. Questo ha un impatto enorme, noi abbiamo un osservatorio che ci aiuta a vedere l'impatto che abbiamo sulla società e giusto per dare dei numeri, parliamo del 2021 di circa 24 miliardi di Euro di oggetti venduti, il che equivale indicativamente a 5,6 miliardi di tonnellate di CO2 risparmiata. Giusto per dare un'idea, che cosa vuol dire quel numero di CO2 risparmiata? Si tratta tendenzialmente di vedere Roma, la nostra capitale, per 17 mesi senza traffico, quindi giusto per dare l'idea dell'impatto, quello che è stato comprato e venduto Subito ha permesso virtualmente a noi, perché Roma il traffico lo ha ancora e lo continua ad avere, 17 mesi di Roma senza traffico. Questo è l'aspetto più prettamente di risparmio di CO2, perché non vado a produrre beni che sono già in commercio, quindi se devo comprare delle scarpe nuove da tracking, probabilmente qualcuno le ha già comprate, non gli vanno bene, non gli piacciono, si è fatto male al ginocchio e lo vuole vendere, posso comprare quelle e non innescare la produzione, quindi la domanda, la quale ovviamente genera un'offerta, offerta che utilizza risorse e materie prime. Se vogliamo dare dei numeri, anche qui su un numero di materie prime risparmiate, c'è un numero che citiamo spesso e che chi è appassionato di LEGO apprezza sempre, le materie prime risparmiate permetterebbero di produrre un qualcosa tipo 128 miliardi di mattoncini LEGO. Quindi anche qui immaginatevi la montagna di mattoncini LEGO, quelle sono le materie prime che nel 2021 di Subito sono state risparmiate, questo è per dare un'idea di impatto. C'è poi un aspetto prettamente sociale, perché da sempre il classified crea connessione tra le persone, io come chi citavo ho lavorato sia in Italia che in Inghilterra, ma una delle cose costanti è voglio incontrare la persona e creare una connessione con la persona. Adesso ignoriamo il periodo Covid nel quale ovviamente era illegale incontrarsi di persona, però tuttora mi capita di rimanere in contatto con persone alle quali ho venduto qualche oggetto legato a una delle mie passioni, quindi quella persona ha tenzialmente ha la mia stessa passione e crea una sorta di connessione, quindi c'è anche quell'aspetto sociale che rimane comunque molto importante, tant'è vero che in molte delle county di Adevinta, grande spoiler alert, si lavora sui pagamenti face to face, quindi io voglio vendere a Davide i miei sci, siamo entrando appassionati, ci vediamo, senza che tu venga lì con 2-300 euro la cifra dei di sci, ci possiamo pagare tramite la piattaforma anche se ci incontriamo di persona, quindi c'è una reale evoluzione di questo concetto che va nella direzione della sicurezza, dell'efficacia e della convenienza per compratore. **Davide**: Si quindi si uniscono i vantaggi delle transazioni digitali che sono ovviamente più sicure con la possibilità di toccare con mano l'acquisto che abbiamo effettuato. Siccome abbiamo parlato di usato di oggetti che non ci servono più, quanto incide il mercato di prodotti specialmente tecnologici su quello complessivo e come si svilupperà nei prossimi anni? Abbiamo visto, citavi la questione del covid ed è interessante perché in quel momento tra smart working e altre attività che potevano essere svolte solo online, nemmeno il mercato dei prodotti nuovi, degli oggetti nuovi poteva rispondere a questa domanda e di conseguenza immagino che abbiate notato sulla vostra piattaforma un incremento delle vendite di determinati prodotti appunto. **Fausto**: Allora ti dico di sì, esattamente così, ho provato e tuttora sto provando a comprare una PlayStation 5 perché non si trova, quindi la cerco su Subito, ma scherzi a parte, insomma non lo scherzo, chiaramente sì, nel senso dell'elettronica per noi rimane una categoria estremamente importante, una delle top 4, categoria su Tutto Subito, Tutto Subito è il nostro servizio di compravendita, è il cappello sotto il quale noi mettiamo tutta la transazione, il pagamento, la spedizione, il customer support, quindi è una delle top 4 categorie di Tutto Subito. Rappresenta circa il 50% dell'online, che vi dicevo in precedenza, quindi del volume d'affari generato dal second hand ed è un grande elemento di traino, perché il mercato di smartphone è in crescita oramai doppia cifra da 4-5 anni, un po per il tipo di mercato, quindi un mercato nel quale l'obsolescenza viene calcolata, quindi i produttori fanno in modo che tu abbia voglia di, non sono io, spero non essere io a svelarvi questo segreto, ma chiaramente c'è un mercato che viene in qualche modo drogato e "chimicato" da dietro. Giusto per darvi un'idea tornando al tema dell'espamina energetico, dell'economia circolare, uno smartphone costa circa 50 kg di CO2, giusto per darvi un'idea, anche qui bisogna fare un po di paragoni però è comunque un elemento importante che entra all'interno dei numeri che abbiamo detto in precedenza. Quindi sicuramente c'è un aspetto convenienza, perché trovo non solo il penultimo modello del mio telefono del desiderio, ma anche molto spesso l'ultimo, quindi magari trovo l'ultimo perché regalo non gradito o mille altri motivi. Come dicevi tu, aggiungiamo il tema della scarsità di alcuni oggetti principalmente elettronici, durante Covid tutti avevano bisogno di un laptop anche chi non lo aveva e la supply chain un po perché le persone s'ammalavano anche nei luoghi dove questi oggetti vennero prodotti, un po perché il mondo si è rivelato molto più fragile in termini di supply chain di quanto non credessimo, la realtà di fatto è che oramai molti dei prodotti che ritenevamo ovvi sugli scaffali non lo sono più. Le auto per noi sono un problema, provate ad ordinare un'auto nuova adesso e ve ne avete conto che ci vogliono mesi se non un anno, la situazione migliorerà, chi lo sa. La stessa cosa sul mondo elettronico, quindi elettronica a parte alcuni grandi produttori quali hanno aggiottato la produzione, quindi hanno detto guarda vuoi 10 ti do 100, ma quei chips sono miei, ma questi sono un po come dire delle scheggi di mercato, non è tutto il mercato, alcune cose trovi solo su Subito, è quella realtà dei fatti. Elettronica, i computer usati, diventa sempre più difficile trovarli nuovi, li trovi su Subito quasi nuovi e in alcuni casi anche nuovi, quindi è sicuramente un misto nel mondo elettronica di convenienza, risparmio qualcosina, second hand, da una seconda vita un oggetto che può ancora dare bene, ma allo stesso tempo anche effettivamente scarsità di approvvigionamento, quindi su Subito trovo oggetti che diversamente negozio o li prenoto o forse arriveranno, uguale su altre categorie, ti cito per esempio biciclette, andare a comprare una bicicletta nuova adesso, quella che trovi, se la trovi in negozio la compri, altrimenti ovviamente viene su Subito, quindi noi abbiamo visto grandi movimenti in questo senso legato appunto alla, come il mondo e la supply chain a livello globale è cambiata. **Davide**: Ok, quindi ora abbiamo parlato degli effetti di utilizzare Subito e quindi i vantaggi che concretamente può portare appunto agli utenti. Volevo soffermarmi ora su un altro aspetto, perché se da una parte internet è sicuramente vantaggioso, perché ci permette banalmente di entrare in contatto con molti più compratori o venditori a seconda della nostra esigenza, dall'altra parte proporzionalmente però amplifica il rischio di truffe e quindi come si fa a evitare o quantomeno limitare questa problematica utilizzando ad esempio la tecnologia stessa? **Fausto**: Questa è una bellissima domanda Davide, noi abbiamo un'attività costante, vedendo anche al nostro organico noi abbiamo dei team che si occupano di creare strumenti tecnologici per rimuovere i cattivi giocatori o i cattivi personaggi dalla community, quindi c'è una parte sicuramente più preventiva, quindi cercare di limitare l'accesso alla nostra piattaforma a personaggi che la vogliono usare per fare del male, quindi se seguite Subito, vi sarete resi conto che ci sono alcune cose che abbiamo aggiunto, tipo social login, il quale è un passo che non è chiaramente risolto tutto il problema, ma permette di avere una maggior quantità di informazioni rispetto alla mail che ho creato tre secondi fa e il password che mi sono inventato adesso, quindi quello è un primo tema. Ci sono poi molte attività che vengano fatte, che per fortuna senza quell'utente si ne accorga, quindi una serie di tool che permettono di bloccare un frodatore che cerca di registrarsi più e più volte e questa è la parte più prettamente, come dire, blocca all'ingresso. C'è poi tutto il tema dei buttafuori dentro della nostra discoteca o al nostro locale, perché abbiamo un team di 40 persone in quello che noi chiamiamo il Customer Happiness Center, il CHC o Customer Support più in generale per parlare la lingua dell'industria, le quali si occupano di prendersi cura dei nostri utenti. Se andate sulla nostra piattaforma, vedrete che in alcuni punti della piattaforma ci sono vari consigli, innanzitutto il consiglio è quello di usare la chat e di non uscire da Subito. Uno dei modi più semplici che i frodatori a noi hanno per fregarci è prendere il nostro numero, quindi recuperare il nostro numero di telefono, adesso su Subito è di default spento e lo mostri tu se vuoi e proprio ieri o l'altro ieri vedevo il mio team di prodotto stava lavorando a un avviso che dice attenzione, condividere il tuo numero di telefono con il venditore, potrebbe, se non vuol dire che la persona dall'altra parte è sempre comunque una cattiva persona, potrebbe esporti a rischi, fallo coscientemente. Anche questa è una cosa che deve essere chiarita, perché non tutti lo sanno, quando il frodatore ha il mio numero di telefono, da lì possono partire decine di tipi diversi di attacchi phishing, quindi il consiglio è rimanere all'interno della piattaforma, utilizzare il nostro messaging sul quale ad esempio vengono rimossi i numeri di telefono, quindi se tu rimani all'interno e usi Tutto Subito, tutto passa attraverso i nostri sistemi e quindi c'è una salvaguardia da parte dei nostri operatori, anche perché il servizio "Tutto Subito" comunque prevede la copertura di quella che noi chiamiamo la buyer protection, quindi la possibilità di avere una protezione all'acquisto, la quale se in qualche modo un po da pollo ti fai fregare, chiaramente anche noi dobbiamo stare attenti, non essere fregate a nostra volta, quindi il consiglio è rimanere all'interno della nostra chat, non dare il numero di telefono a meno che non ci siano delle condizioni molto specifiche e utilizzare i nostri servizi, quindi questi sono i nostri consigli. Sembrano banali ma credimi che ci sono, ovviamente non darò alcun numero, ma ci sono un discreto numero di questi fenomeni, il phishing rimane un fenomeno complesso perché è completamente indipendente da noi, nel momento nel quale io ho il tuo numero di telefono, ti mando un sms e dico ciao Davide, Fausto ha comprato quello che stai vendendo e ovviamente il fondatore va a vedere che cosa stai vendendo, per ricevere i tuoi 150 euro devi registrare la tua carta di credito qui. Davide sicuramente non ci casca, ma uno magari meno accorto, a me, mia madre o magari una persona un po meno digitale, potrebbe caderci e farlo una, farlo due, se lo provi ogni cento persone, due o tre ci cascano, la legge dei grandi numeri in qualche modo, purtroppo da ragionale fondatore, quindi questo è un tema complesso che è completamente fuori dalla nostra piattaforma perché noi lì, nel senso sul telefono dell'utente non possiamo fare nulla, come ad esempio non abbiamo nessun potere sulla mail, molti dei problemi che veniamo a nascere all'interno della piattaforma sono perché qualcuno ha la mail compromessa e allora a quel punto chiaramente non è che possiamo fare molto, se non tendenzialmente rilevare dei comportamenti anomali e avvisare la persona, perché se hanno il controllo della tua Gmail o della tua mail in generale, tendenzialmente fanno un po tutto quello che vogliono, dal resettarti la carta di credito, a resettare la account qui Subito, quindi è un tema molto complesso, purtroppo questo è un numero dell'umanità, ma le regole esistono non per il 95% di persone o il 96% di persone che le seguono, ma per il 4% di persone che decidono a seguire e di fare del male agli altri, quindi questo è un tema sul quale siamo molto attivi e continueremo a investire sia con tecnologia che con persone, che con prodotto per far sì che la piattaforma sia sempre più sicura. **Davide**: Da una parte mostri il tuo prodotto a più persone interessate ad acquistarlo, ma al tempo stesso ti esponi anche a un numero maggiore di potenziali truffatori. **Fausto**: Tendenzialmente sì, purtroppo è la cruda realtà, quindi chiunque in buona fede inizia una transazione in buona fede, perché se è una persona normale non ti passa neanche per l'anticamera del cervello di fregare a qualcuno, purtroppo se qualcuno ti fa di mestiere. **Davide**: Fra l'altro un servizio che ho provato in prima persona che trovo molto comodo proprio per evitare questo tipo di problemi è quello del pagamento effettuato all'interno della chat di Subito per quanto riguarda gli acquisti a distanza, perché questa cosa a mio avviso mette le parti in una condizione di maggiore serenità, visto che non paghi direttamente il venditore ma subito, deduco, trattenga i soldi, la somma di denaro, la blocca e la sblocca nel momento in cui il compratore riceve il pacco e quindi conferma che è tutto regolare. **Fausto**: Esattamente, questo hai descritto il nostro servizio Tutto Aubito, il quale utilizza un prodotto finanziario dal nome magari critico in Italia che è Conto Escrow, escrow vuol dire che c'è qualcuno, un terzo che trattiene una somma di denaro specifica fino a quando una parte del contratto non si è conclusa, quindi l'oggetto è arrivato, il servizio è stato fornito, quando quel contratto è completo i soldi vengono sbloccati e arrivando al venditore o al prestatore del servizio. Tutto Subito nasce esattamente con questo progetto, quindi una delle grosse complessità di comprare su una piattaforma online tra privati, quello che lo chiamiamo C2C, customers to customer, è che mette in relazione due entità che tendenzialmente sono grigie. Quando io compro da un'attività commerciale da un negozio, c'è dietro una partita IVA, un codice fiscale, che in qualche modo prima o dopo arrivano a qualcuno che risponderà di quello che è successo, tra due privati io ti posso dire che il mio nome è Pincopalla, mi invento il codice fiscale e tu tendenzialmente non hai troppi elementi per capire che sono uno sgamone, quindi Tutto Subito nasce con l'obiettivo di avere l'importo bloccato all'interno di un conto escrow, che non è nostro, non è che Fausto può sbloccare i soldi sul quale puoi diversare, ma quindi vengono bloccati all'interno della transazione, noi utilizziamo delle pipeline, senza citare brand ma pipeline molto internazionali, di pagamento molto importanti, quindi i soldi vengono bloccati, la spedizione, la consegna a mano a seconda che venga scelto, la gestione della spedizione in indipendenza o tramite il nostro servizio Tutto Subito che comunque consigliamo perché il tracciamento è tutto all'interno dell'app, quindi tu vedi che cosa è successo, quando il pacco arriva, se il compratore conferma che è tutto arrivato correttamente i soldi vengono sbloccati e in 24 ore tendenzialmente, in tempi bancari, il venditore ha i soldi sul conto corrente. Questo non ha costi per il venditore, colui che paga è il compratore che paga la buyer protection, perché tendenzialmente andiamo a tutelare il compratore dal fatto che il venditore può aver venduto qualcosa di non conforme, magari era diverso, insomma ci sono poi una serie di casi che entrano all'interno del nostro Customer Happiness Center, il quale eventualmente può decidere di attivare la... te lo dico in generale che noi tendiamo sempre a essere piuttosto buonisti, perché se usi Subito vuol dire che ti fidi di noi e cerchiamo sempre di venire incontro nel caso ci siano problematiche o dispute, però tutto il sistema soprattutto se usi la spedizione di Tutto Subito quindi integrata è tutto collegato, perché automaticamente noi vediamo quando il pacco è arrivato, quindi arriva la push notification che dice ah va vedi il pacco che hai spedito a Fausto, è arrivato, adesso Fausto lo controllerà e lo confermerà. Se io non confermo dopo un giorno mi dice Fausto guarda che il pacco ti è arrivato, perché non hai confermato, è tutto a posto, se non è tutto a posto, bla bla bla eccetera, quindi è un flusso che è in continuo miglioramento, perché se mi chiedi Fausto il flusso di Tutto Subito è perfetto, assolutamente no, ci sono decine di cose che sono continuamente miglioramento, però è chiaro che è già un flusso solido finanziariamente, a livello di sicurezza solido e vogliamo portarla al prossimo livello. **Davide**: Per chiudere anche alla luce di tutto quello che abbiamo detto fino ora, quindi per evitare che per mettere a nostro agio il compratore nel caso volessimo vendere qualcosa, ci puoi dare anche qualche consiglio pratico per pubblicare un annuncio di vendita online che sia quindi il più efficace possibile. **Fausto**: Volentieri, molto molto volentieri, questo è un tema molto interessante. Le performance della vendita, se metti un oggetto in vendita su Subito è perché lo vuoi mettere, è banale, o perché ti servono i soldi, o perché ti serve spazio, questi più o meno sono i due aspetti principali. Foto, belle foto, questa è fondamentale, una delle cose che ci viene mandata più spesa è che però quando vai a cercare sulle listing pages, che sono le pagine di ricerca per noi, ci sono delle foto che non sono molto belle, hai no le foto, le fai in indipendenza, oramai con i cellulari di nuova generazione non è così difficile fare delle belle foto, non prendete foto on line, quindi se sto vendendo un google pixel, uno smartphone, non prendere la foto dal sito, quella immediatamente fa suonare mille allarme di potenziale frode, poi magari è lecita, magari è solo pigrizia, però l'oggetto, essendo un oggetto C2C, è un oggetto comunque usato, in realtà magari è anche nuovo, però un oggetto reale fisico, non un oggetto a stock, ne ho 10, tu ne prendi uno dei 10, ma prendi il mio, la foto deve essere reale. L'altro consiglio è il titolo deve essere scritto bene, quindi ovviamente la nostra ricerca è una ricerca intelligente, senza entrare in tecnicismi, però il titolo ha un peso importante, quindi se sto vendendo uno smartphone, cercare di mettere alcuni tag importanti tipo 256 giga piuttosto che Pro, piuttosto che nel titolo in modo che quando un utente cerca Google Pixel 6, iPhone, Oppo etc., venga, la ricerca sia rilevante immediatamente. Nella descrizione indicare tutto, quindi indicare che cosa è compreso, non è compreso carica batterie, scrivicelo, c'è un graffietto sul retro, scrivilo, questo è fondamentale, quindi deve essere descritto l'oggetto come in realtà, perché se tu mi dici, se Davide mi dice il mio telefono è nuovo, intonso poi c'è una rigetta dietro che per te va beh sì c'è una rigetta, poi mi arriva e dico oh magari io sono uno di quelli un po precisini che dice no, qua c'è una rigetta e quindi ti crei dei problemi a valle che avresti potuto prevenire semplicemente scrivendo una buona descrizione. Quindi creare una sorta di tagging anche, andare quindi ad aiutare l'utente che ti cerca a trovarti. Ultimo pezzo è il prezzo, sulle nostre app c'è un piccolo widget molto simpatico che credo, non ricordo la Call to Action, ma sia quanto vale o sai quanto vale una cosa del genere, se cerco di vendere un oggetto a un prezzo sbagliato, posso anche lamentarmi che non lo vendo, ma non è proprio colpa della piattaforma, c'è un fenomeno psicologico molto studiato soprattutto nel mondo delle auto che inconsciamente ci porta a dare a una nostra auto, a un nostro oggetto un valore maggiore perché è mia, oh cacchio stai comprando il mio telefono, guarda che dovresti essere contento di avere il mio telefono, ripeto è un fenomeno psicologico abbastanza studiato, però non ha alcun valore per gli altri, quindi il tema è se il mio telefono secondo me o se la mia bicicletta secondo me vale 300 euro, facciamo che fai un giro su Subito, dai un'occhiata a prodotti equivalenti e ti posizioni poi in un range, quindi se il range di prodotti dei simili va dai 200 ai 300 euro, #### Conclusione - Timestamp: 35:26 - Tipologia: Conclusione **Fausto**: a seconda della fretta che hai di vendere, la puoi posizionare sui 200 e tendenzialmente la venderai in due ore, meno forse, ora metti a 300, a 350 perché ci sei che io non ecco proprio fretta, mi fa più piacere avere 50 euro qui in tasca, quindi posso aspettare di più. Ti faccio un esempio personale, io poco prima delle ferie ho venduto uno smartphone di mia moglie rotto, quindi era caduto, c'era rotto il vetro, era caduto, funzionante completamente, quindi io ho scritto, telefono, marca, modello, il vetro era rotto, completamente funzionante, ho fatto vedere che si accendeva, ho fatto vedere la schermata di funzionante e l'ho messo a un importo basso, perché? Perché mi interessava farlo girare, quindi non metterci venti euro in più e l'ho messo alla sera alle 10 e mezza, alle 6 e mezza l'avevo già venduto, della mattina d'opto, perché poi con Tutto Subito mi hanno fatto immediatamente l'offerta, cioè mi hanno immediatamente offerto, hanno fatto quello che a breve si chiamerà Compra Subito, comunque l'offerta già al prezzo che io chiedevo, ho accettato quindi letteralmente il primo messaggio che mi è arrivato, forse il secondo perché il primo magari chiedeva qualcosa, ma insomma tra il primo e il secondo messaggio l'avevo venduto e nell'arco di tre giorni avevo i soldi sul conto corrente, quindi il prezzo è un driver importante in termini di visibilità, quindi come dire, 50 euro, a cazzo cos'è questo, a 500 perché 50, allo stesso tempo hai più attenzione perché a un prezzo troppo basso ti porta a dire: "ferma, questo mi sta a fregare", quindi per quello che vi dico usate il widget che c'è sulle app che vi dice quanto costa o che vi dà un suggerimento su quanto può costare, a quanto può essere venduto quell'oggetto, ma fate una bella ricerca su Subito e fate un'idea di dove si posiziona. Quindi questi sono i consigli per vendere e se li seguite credetemi vendete. Ci sono cose che si vendono letteralmente come vi ho detto in due messaggi, smartphone, biciclette, alcune cose al mondo accessori, abbigliamento sportivo, anche quelle vendute in un secondo e ci sono cose che ovviamente le chiedono un po più di tempo, quindi se vai su roba un po più da collezionisti le chiede un po più di tempo, però l'annuncio fatto bene è l'inizio di una buona vendita. **Davide**: Va bene Fausto, grazie per averci raccontato la vostra realtà, alla prossima e buon lavoro. **Fausto**: Grazie mille, ciao. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e37 ## Le Comunità Energetiche per un futuro realmente sostenibile > Con la conversione in legge del Decreto Milleproroghe sono state introdotte anche nel nostro Paese le comunità energetiche [rinnovabili](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e14). Queste comunità sono presenti già da diverso tempo in molti paesi del Nord. Le comunità energetiche sono delle realtà attraverso le quali avviene il consumo e lo scambio dell’energia secondo i principi di responsabilità ambientale, sociale ed economica e la partecipazione attiva a tutti i processi energetici da parte dei membri. In questa puntata proveremo quindi a spiegare cosa sono e dell’importanza della loro nascita per rendere il futuro realmente sostenibile. Nella sezione delle notizie parliamo di un’[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) per individuare gli evasori fiscali, della nuova funzione [SOS via Satellite](https://support.apple.com/en-us/HT213426) di iPhone 14 e infine delle nuove tute spaziali di [Axiom Space](https://www.axiomspace.com/news/xemu-task-award) per tornare sulla Luna. - Stagione: 4 - Episodio: 37 - Data di pubblicazione: 2022-09-10 06:45:00 - Durata: 16:30 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e37](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e37) - Episodi correlati: s3e27, s4e14 - Tag: energia,rinnovabili,sostenibile,fotovoltaico,comunità,smartgrid,indipendenza,autoconsumo,comunitàenergetica,economiacircolare,evasione fiscale,agenzia delle entrate,vera,finanza,intelligenza artificiale,verifica rapporti finanziari,evasori,pnrr,tutespaziali,nasa,axiomspace,artemis,luna,iphone 14,iphone 14 pro,apple watch,apple watch ultra,airpods pro,SOS via Satellite,emergecy call,chiamata di emergenza,evento apple,apple event,cupertino,apple ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di comunità energetiche e dell'importanza della loro nascita per rendere il futuro realmente sostenibile e più autonomo dal punto di vista energetico. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### IA per individuare gli evasori > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Finanza, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Entro il 2024, il "Tax Gap" ossia la differenza tra le tasse dovute e le tasse che vengono incassate, dovrà passare dal 18,5% del 2019 al 15,8%. E per raggiungere questi obiettivi, grazie al PNRR e al Via Libera del Garante della Privacy, l'Agenzia delle Entrate da luglio ha potuto adottare un algoritmo di intelligenza artificiale, chiamato VERA, per scovare gli evasori fiscali. In particolare VERA, che sta per verifica dei rapporti finanziari, ha accesso ai dati anonimizzati di conti correnti, fatture elettroniche, pagamenti con carte, dati immobiliari e così via. Incrociando questi dati dunque, l'algoritmo sarà in grado di trovare delle discrepanze tra questi dati e solo in questo caso inserire il nominativo in una lista che verrà poi controllata e verificata manualmente. Va infine detto che, a differenza di sistemi simili presenti ad esempio in Francia, a VERA non è permesso raccogliere dati presi su internet e sui social network, che da un lato sicuramente permetterebbero di migliorare il servizio, ma dall'altro andrebbe a ledere ulteriormente la privacy dei cittadini. #### SOS via satellite su iPhone 14 > Fonte: Apple.com - Timestamp: 02:14 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso mercoledì, durante il consueto evento di settembre, Apple ha presentato i nuovi Apple Watch, da cui è un modello dedicato a chi pratica sport estremi e necessità di uno smartwatch più resistente e con una autonomia superiore, un miglioramento delle AirPods Pro, le cuffiette inear di fascia alta e infine Apple ha introdotto i nuovi iPhone. Sebbene l'evento sia stato carente di grandi innovazioni, è sicuramente degna di nota una nuova feature, inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti e in Canada chiamata SOS Via Satellite, che permette ai nuovi iPhone 14 e 14 Pro di comunicare con un satellite in orbita attorno alla terra per inviare una richiesta di aiuto testuale in quei luoghi in cui non vi è copertura di qualunque operatore telefonico. Questa funzionalità ha qualcosa di incredibile, anche se non è esente da limitazioni. Infatti oltre a non trattarsi di una vera e propria chiamata di emergenza a voce, per poter comunicare con il satellite è necessario direzionare il telefono verso lo stesso satellite e di conseguenza trovarsi in un luogo aperto. #### Le nuove tute lunari di Axiom Space > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:24 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli scorsi giorni la NASA ha assegnato il primo contratto ad Axiom Space per la progettazione e la costruzione delle tute spaziali di nuova generazione da utilizzare nelle missioni Artemis. In particolare il contratto prevede che l'agenzia spaziale americana dovrà occuparsi di progettare e sviluppare e certificare e produrre il sistema di tute spaziali che indosseranno gli astronauti nella missione Artemis III, ovvero la prima missione che riporterà l'uomo sulla Luna dopo la chiusura del programma Apollo. Per lo sviluppo delle nuove tute, NASA fornirà ad Axiom Space circa 230 milioni di dollari. Tuttavia, l'agenzia spaziale conferma che in futuro ci saranno ulteriori ordini per lo sviluppo di nuove versioni da utilizzare nei diversi ambiti delle missioni, come gli allunaggi e le attività extraveicolari. Prima della missione Artemis III, Axiom Space dovrà quindi testare le tute in ambiente con assenza di gravità, verificando gli aspetti relativi alla sicurezza e alle funzionalità operative. La scorsa settimana è ripresa la regolare programmazione delle puntate in uno scenario con protagonista una guerra, che si protrae da oltre sei mesi. #### Le Comunità Energetiche per un futuro realmente sostenibile > - Timestamp: 04:49 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Energia - Tipologia: Topic **Davide**: L'inflazione alle stelle ed un ricatto energetico da parte della Russia è sempre più stringente. E questo sicuramente non è il contesto geopolitico in cui speravamo di tornare. Ai telegiornali e sulla stampa nazionale non si fa altro che parlare delle conseguenze che la popolazione europea dovrà affrontare nell'immediato futuro. Conseguenze che probabilmente si concretizzeranno nei mesi a venire in misure eccezionali come il razionamento dell'energia e del gas, con l'obiettivo di limitare l'utilizzo degli impianti di riscaldamento e di illuminazione pubblica nelle ore in cui il loro impiego risulta meno necessario. Chiaramente, una situazione di natura emergenziale come questa mette davanti l'Italia e l'Europa a scelte che potrebbero rivelarsi difficili. Perciò iniziare già ora a studiare soluzioni innovative e sicure, per la nostra tutela e stabilità, è sicuramente la strada migliore per evitare di ricaderci nel prossimo futuro. Una fra queste è sicuramente l'indipendenza energetica, anche se, più che una soluzione vera e propria, si tratta di un concetto visto da molti come un'utopia, difficilmente realizzabile soprattutto in così poco tempo. In realtà l'indipendenza energetica è possibile, ma sicuramente non nel modo in cui viene concepita normalmente. In origine i concetti di autosufficienza e autogestione energetica venivano visti come la totale assenza di collegamento alla rete del gestore energetico come negli impianti definiti "off-grid" o fuori rete, collocati spesso in montagna nonché in zone poco coperte dall'infrastruttura nazionale. Negli ultimi anni, però, questa concezione di autosufficienza è stata superata da una nuova visione in cui la tecnologia riveste un ruolo di assoluta importanza. Con la conversione in legge del Decreto Mille Proroghe sono state introdotte anche nel nostro paese le comunità energetiche rinnovabili, con cui si definisce un'associazione tra cittadini, attività commerciali o amministrazioni locali che decidono di dotarsi di infrastrutture proprie per la produzione e l'autoconsumo di energia rinnovabile attraverso un modello basato sulla condivisione. Se però in Italia sono state introdotte solo recentemente, in diversi paesi del Nord, in special modo Germania, Danimarca e Paesi Bassi, le comunità energetiche sono una realtà presente sul territorio da diverso tempo, attraverso le quali avviene il consumo e lo scambio di energia secondo i principi di responsabilità ambientale, sociale ed economica e la partecipazione attiva a tutti i processi energetici da parte dei membri. Da un punto di vista tecnologico si tratta dunque di un importante passo in avanti, verso la produzione e la distribuzione di energia a chilometro zero attraverso le reti intelligenti, o "smart grid" , definite così in quanto ottimizzano la ripartizione dell'energia minimizzando allo stesso tempo sovraccariche e variazioni di tensione. Negli ultimi anni, soprattutto con l'adozione sempre maggiore delle fonti rinnovabili, le smart grid sono diventate il nuovo modello a cui puntare, anche perché transitare verso una green economy basata sul rinnovabile significa incrementare significativamente gli impianti di produzione energetica, i quali, essendo meno efficienti dei sistemi tradizionali a combustibili fossili, ma molto più numerosi, necessitano delle integrazioni di reti più semplici e veloci rispetto a quelle appartenenti ai modelli più grandi e centralizzati. È chiaro quindi che la rete elettrica del futuro non potrà più adottare canali unidirezionali per la trasmissione e la distribuzione di energia elettrica dalle grandi centrali ai consumatori finali, ma dovrà invece promuovere l'interazione tra produttori e consumatori, determinando in anticipo le richieste di consumo e adattando con flessibilità la produzione e il consumo di energia elettrica. Infatti, oltre a gestire più efficientemente la domanda, le smart grid consentono la distribuzione dell'energia elettrica in più direzioni, permettendo ai proprietari di impianti di produzione, come quelli fotovoltaici, di cedere l'energia in eccesso alla rete elettrica nazionale attraverso un contratto specifico chiamato scambio sul posto. Quest'ultima caratteristica delle smart grid è di fatto la chiave per aprire la porta alle comunità energetiche che, come detto precedentemente, hanno come obiettivo il raggiungimento dell'indipendenza energetica attraverso la produzione e la distribuzione interna dell'energia agli altri membri. Ad essere coinvolti sono infatti una serie di soggetti privati o pubblici, i quali costituiscono un ente legale per produrre energia elettrica attraverso fonti rinnovabili, come gli impianti fotovoltaici o eolici. Dalle infrastrutture possono essere condivise all'interno di una comunità, oppure soddisfare il fabbisogno di un'entità singola, ad esempio un sistema fotovoltaico installato sul tetto di una casa, un'azienda o un'amministrazione pubblica. Con l'introduzione del modello comunità energetica ai consumatori non sono più dei soggetti passivi che acquistano unilateralmente l'energia dal fornitore, ma si trasformano in consumatori attivi in grado di produrre energia da utilizzare autonomamente oppure all'interno della comunità, cedendola al proprio fornitore in cambio di un rimborso parziale dell'energia riacquistata nei momenti di non produzione. Dopo aver capito cosa sono e qual è il principio di funzionamento delle comunità energetiche, vediamo ora quali sono i punti chiave per poterle realizzare. Il primo step consiste innanzitutto nella costituzione di un'entità legale tra i soci membri, e dal momento che per legge lo scopo di una comunità energetica non può essere il profitto, generalmente corrispondono alle forme più comunemente utilizzate, come l'associazione non riconosciuta o la cooperativa. Fatto ciò si procede con l'individuazione dell'area su cui installare l'impianto, il quale deve essere in prossimità dei consumatori, come nel caso di un condominio che posiziona un impianto fotovoltaico, sul tetto per condividere l'energia prodotta a tutti gli appartamenti che sono entrati a far parte della società. Una volta completata l'infrastruttura all'interno della quale possono essere installati uno più sistemi di accumulo, la comunità può fare istanza al gestore dei servizi energetici per ottenere degli incentivi previsti dalla legge che in questo caso riguardano ovviamente solo quella parte di energia effettivamente condivisa all'interno della comunità. Chiaramente questo ultimo è uno dei benefici principali che comporta la realizzazione di una comunità energetica, ma oltre a questo si aggiunge anche l'aspetto sociale, dato dalla condivisione degli incentivi finanziari e dai profitti economici, e soprattutto l'aspetto ambientale, che si realizza nella riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti, attraverso una minor domanda di energia elettrica proveniente da fonti di origine fossile. Se infatti il valore medio di emissioni per ogni kilowattora consumato dal contatore domestico è di 352,4 grammi di CO2 equivalente, per la produzione fotovoltaica, ad esempio, al netto di CO2 emessa in fase di realizzazione dell'impianto e dei suoi componenti, non avviene alcuna emissione dannosa per l'ambiente. Considerando poi che in Italia una famiglia media consuma circa 2700 kWh di energia elettrica ogni anno, con un impianto fotovoltaico si eviterebbe il rilascio in atmosfera di circa 950 kg di CO2 equivalente all'attività di assorbimento di circa 95 alberi. Secondo l'ultimo rapporto "comunità rinnovabili" di Lega Ambiente, al momento in Italia, sono attive 35 comunità energetiche rinnovabili, mentre in fase progettuale o che stanno muovendo i primi passi verso la costruzione, altre 65. Il problema sta nel fatto che tali numeri si confermano drammaticamente insufficienti per affrontare la crisi energetica attuale e soprattutto rischiano di far saltare l'obiettivo dei 70 GW di nuova capacità rinnovabile da installare entro il 2030 e di 95 GW/h in sistemi di accumulo. Con l'attuale complessità dell'iter autorizzativo, negli ultimi tre anni è stata mediamente installata in Italia solamente 0,56 GW di potenza nominale, il che ci porterebbe a raggiungere l'obiettivo del 2030 tra 124 anni. L'Italia però sta attualmente scontando il ritardo accumulato nella stesura dell'impianto normativo nazionale, perché le comunità energetiche sono una realtà ormai diffusa in diversi paesi del nord Europa, come Germania, Danimarca e Paesi Bassi, e tra cui figurano i migliori esempi di comunità energetiche in generale. Uno fra questi è il Bioenergy Village in Germania, il quale a partire dal 2004 si è dotato di un impianto di cogenerazione a biogas da 700 kW e di una caldaia a cippato da 550 kW, con cui genera il 70% del calore e il doppio dell'energia elettrica necessari a soddisfare il proprio fabbisogno. Secondo le previsioni di ENEA, si stima che per il 2050 circa 264 milioni di cittadini dell'Unione Europea si uniranno al mercato dell'energia come produttori e consumatori, a sottolineare ulteriormente la valenza ambientale e sociale di una società basata sull'autoconsumo. Al giorno d'oggi ci sono tutte le condizioni per raggiungere tali obiettivi. Le rinnovabili hanno ormai raggiunto la maturità, il prezzo delle tecnologie è in continua riduzione, al contrario delle fonti fossili, e per le imprese specializzate nell'installazione si ha ormai l'imbarazzo della scelta. Quello che manca, almeno nel nostro paese, è sicuramente un iter burocratico efficiente e una maggiore consapevolezza del potenziale della Sharing Economy, nodo centrale dell'economia circolare, e di cui abbiamo accennato nella scorsa puntata con l'azienda Subito. Come ci hanno ampiamente dimostrato le ultime crisi economico-sociali, l'impatto dell'uomo sta producendo ricadute su tutti i livelli e la dura prova che stiamo affrontando deve essere un'opportunità per creare nuovi modelli di produzione e abbracciare comportamenti orientati all'ecosostenibilità, perché la transizione energetica non è ormai più una scelta, bensì un obiettivo da raggiungere per salvaguardare la nostra esistenza. E una futura rinascita in chiave realmente sostenibile può avvenire anche attraverso l'adozione di nuovi modelli di condivisione, come le comunità energetiche. #### Conclusione - Timestamp: 15:38 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e38 ## IBM: i vantaggi del Cloud Computing per le aziende > Qualche tempo fa avevamo parlato di [quantum computing](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e24?t=246), una nuova generazione di computer estremamente complessa. Per permettere a più persone possibili di fare ricerca, [IBM](https://www.dentrolatecnologia.it/ibm.html) ha messo a disposizione questi computer gratuitamente tramite il Cloud. Ma siamo sicuri di sapere cosa significhi realmente Cloud? Per capire quali sono tutte le potenzialità del Cloud in ambito aziendale, che vanno al di là della ben nota [archiviazione di file](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e16?t=250), ci ha aiutati [Marco Ballan](https://www.dentrolatecnologia.it/marco.ballan.html), Principal Infrastructure Sales Manager per IBM Italia. Nella sezione delle notizie parliamo di [Samantha Cristoforetti](https://it.wikipedia.org/wiki/Samantha_Cristoforetti) che è diventata la prima donna europea al comando della [ISS](https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_spaziale_internazionale) e dello sviluppo della rete 6G da parte di [LG](https://www.lg.com/it). - Stagione: 4 - Episodio: 38 - Data di pubblicazione: 2022-09-17 06:45:00 - Durata: 32:05 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e38](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e38) - Episodi correlati: s3e17, s4e16, s4e24 - Tag: marco ballan,ibm,cloud computing,cloud,servizi,quantum computing,flessibilità,principal infrastructure sales manager,azienda,server,datacenter,protezione,processi di controllo,archiviazione,obsolescenza,green economy,scalabilità,spazio,iss,esa,cristoforetti,comandante,lg,6g,5g,rete mobile,terahertz ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Marco**: Nella strategia di IBM si parla di cloud ibrido, che altro non è che la coniugazione di ciò che era il mondo del passato, quindi il mondo che comunque continua a funzionare e continuerà a funzionare anche in futuro, che era basato su avere i server e i dati all'interno del perimetro aziendale. Ma noi lo vediamo strategicamente coniugato con ciò che offre il public cloud, quindi cloud computing. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo quali sono le potenzialità del cloud per favorire lo sviluppo di un'azienda e cercheremo di capire se appunto il cloud è sempre la miglior soluzione. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. L'Agenzia Spaziale Europea ha annunciato questa settimana che l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti assumerà il comando della Stazione Spaziale Internazionale entro fine mese. #### La prima europea al comando della ISS > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 01:22 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Il passaggio di consegna verrà secondo il calendario mercoledì 28 settembre. E nonostante sia previsto che Cristoforetti assumerà il comando solamente per un breve periodo, l'astronauta italiana diventerà la prima donna europea a ricoprire tale ruolo da quando la Stazione Spaziale Internazionale è entrata in servizio. Nella decisione su chi assegnare l'incarico entrano in gioco i cinque partner della ISS, ossia l'Agenzia Spaziale di Stati Uniti, Europa, Russia, Canada e Giappone, le stesse che hanno nominato Samantha Cristoforetti comandante del segmento occidentale ad aprile e che presto le assegneranno il comando dell'intera Stazione Spaziale comprendendo anche il segmento russo. #### LG verso la rete 6G > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:16 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Mentre la rete 5G inizia a poco a poco a essere sempre più presente, soprattutto nelle grandi città, da tempo si sta ormai lavorando alla realizzazione allo studio di quella che sarà la sesta generazione delle reti mobili: il 6G. Già un anno fa, infatti, LG aveva concluso con successo un test in cui dimostrava di aver risolto uno dei problemi del nuovo standard, ossia la ridottissima portata se paragonata alle reti attuali. Qualche giorno fa, dunque, sempre LG ha effettuato un ulteriore test, riuscendo a trasmettere un segnale attraverso la rete 6G ad una distanza di 320 metri in spazio aperto, quasi tre volte tanto rispetto all'ultimo test. Chiaramente siamo ancora ben lontani dall'introduzione del 6G nella vita quotidiana. Nel 2025 dovrebbe avvenire la standardizzazione della tecnologia, mentre solo nel 2029 questa inizierà a essere rilasciata globalmente. Nel frattempo attendiamo che la quinta generazione riesca a imporsi come rete principale per le connessioni mobili. #### IBM: i vantaggi del Cloud Computing per le aziende > - Timestamp: 03:42 - Autori: IBM, Marco Ballan, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Servizi, Sicurezza - Tipologia: Intervista **Davide**: Qualche tempo fa avevamo parlato di Quantum Computing, una nuova generazione di computer estremamente complessa. Per permettere a più persone possibili di fare ricerca, IBM ha messo a disposizione questi computer gratuitamente tramite il cloud. E per capire quali sono tutte le potenzialità del cloud in ambito aziendale, che vanno al di là della ben nota archiviazione di file, è con noi Marco Ballan, Principal Infrastructure Sales Manager per IBM Italia. Benvenuto Marco. **Marco**: Grazie Davide, buongiorno a tutti. **Davide**: Puoi spiegarci brevemente che cos'è il cloud computing e in che cosa consiste il cloud di IBM, quali sono i servizi che offrite? **Marco**: Ok, allora, in maniera molto diciamo semplicistica per i non addetti ai lavori, il cloud computing non è altro che la possibilità di utilizzare servizi tecnologici in modalità remota e a consumo. Il parallelo che facciamo sempre rispetto all'utilizzo della… per esempio, dell'energia elettrica, quindi avere la possibilità di utilizzare un servizio di computazione piuttosto che di archiviazione, come hai giustamente citato tu, in modalità "as a service" e poterlo fare in qualsiasi momento del giorno, dell'anno, in qualsiasi periodo e con la possibilità di scalare, quindi di crescere idealmente, diciamo in maniera senza limite. In cosa consiste il cloud di IBM? Allora, la prima cosa che vorrei sottolineare è che il cloud computing come concetto nasce recentemente, ma come tipologia di servizio, quindi quella descrizione, quella metafora che ti hai usato prima nel descriverti, la possibilità di utilizzare i servizi e di crescere nel loro utilizzo in maniera così impercettibile da parte dell'utente, è propria di ciò che IBM fa da decenni, se pensiamo ai sistemi che oggi per esempio governano le principali attività economiche a livello mondiale. Quindi il cloud IBM sicuramente consiste in una offerta paragonabile in tutto e per tutto a ciò che i nostri competitor portano sul mercato, ma ha delle connotazioni leggermente diverse in termini di sicurezza e anche in termini di ampiezza delle piattaforme tecnologiche che mettiamo a disposizione. **Davide**: Ok, capito. Ora che abbiamo posto le basi ci spieghi quali sono i vantaggi del cloud computing? **Marco**: Allora, come dicevo prima, sicuramente uno dei principali vantaggi è la flessibilità nell'utilizzo, quindi la possibilità di gestire quelli che definiamo picchi di utilizzo, ritornando alla metafora dell'energia elettrica io idealmente con il cloud computing è come se potessi accendere tutte le luci della mia abitazione nello stesso momento. Dall'altra parte le posso anche spegnere nello stesso momento e quindi posso avere veramente l'abilità di decidere quanto utilizzare e soprattutto quanto spendere in termini economici per accedere a queste risorse. Quindi la flessibilità è sicuramente una delle connotazioni insite in questa tipologia di servizi, dopodiché non dimentichiamo che il fatto di affidare questi servizi a delle aziende, ad esempio IBM, che riescono ad osservare dei criteri di sicurezza molto stringenti, ecco che interviene la seconda dimensione, che magari in casa non riuscirei, nel mio data center o nella mia azienda, magari non riuscirei ad adottare con lo stesso livello di protezione, di certificazione, ma soprattutto di processi di controllo che invece IBM è in grado di offrire. Ultimo, ma non meno importante, è un tema di obsolescenza tecnologica e di green economy. Allora, l'obsolescenza tecnologica è risolta con i cloud computing nella misura in cui io non compro più un asset specifico, che poi avrà i suoi cicli di vita e quindi la necessità di essere sostituito nel futuro, con magari dei problemi anche di, come dire, di metterlo poi, una volta sostituito, metterlo poi in una condizione di essere riciclato, di essere opportunamente gestito nella filiera di un'economia sostenibile e dall'altra parte il fatto di concentrare le risorse computazionali di archiviazione dei dati in pochi data center che sono ottimizzati da un punto di vista della densità, dove per densità intendo dire all'interno dello stesso volume fisico una quantità di capacità superiore a quella che potrei ottenere al di fuori di un centro di cloud computing e dall'altra parte, di nuovo guardando al concetto green, anche agli accorgimenti di tipo sicuramente enterprise, per quanto riguarda l'utilizzo di sistemi di raffreddamento ottimizzati che consentono quindi anche un importante risparmio energetico. Cronaca di tutti i giorni ormai, l'attenzione che dobbiamo porre tutti nell'utilizzare in maniera opportuna e conscia le risorse energetiche a disposizione. **Davide**: Fra le varie cose che ci hai detto hai parlato anche di sicurezza e quindi dal punto di vista della sicurezza oggi il cloud è più o meno sicuro rispetto ad avere soluzioni locali? E quando dico soluzioni locali ovviamente faccio riferimento a delle aziende che al posto appunto di utilizzare un servizio cloud hanno un proprio server interno e quindi i dati in questo caso non necessariamente devono passare tramite internet e questa domanda te la faccio ovviamente anche alla luce dei continui recenti attacchi hacker di cui purtroppo sentiamo sempre più spesso parlare. **Marco**: Allora lavorando con IBM ho l'opportunità di confrontarmi quotidianamente oltre che con professionisti delle aziende nostre clienti piuttosto che operatori di settore anche con degli imprenditori e il concetto che hai riportato correttamente tu, cioè quello legato al fatto che se mantengo il dato fisicamente all'interno della mia azienda ho comunque un perimetro che mi garantisce una sicurezza che è implicitamente superiore a una ipotesi di portare il dato al di fuori del perimetro della mia azienda. Questo è un concetto che evidentemente è poco attuale con ciò che oggi è la proliferazione di dispositivi tecnologici che di fatto espongono gli individui e le aziende a degli attacchi informatici. Oggi a mio modo di vedere la domanda non è più se avrò un attacco informatico quando piuttosto quando avverrà l'attacco informatico. Non vorrei essere frainteso, un'azienda si può dotare internamente delle risorse sia in termini di persone, sia in termini di processi, sia in termini naturalmente di tecnologie atte a garantire un livello di sicurezza importante, un livello di sicurezza enterprise. Quindi io non credo al concetto di evoluzione verso il cloud necessaria per tutti, tanto è vero che nella strategia di IBM si parla di cloud ibrido che altro non è che la coniugazione di ciò che era il mondo del passato, quindi il mondo che comunque continua a funzionare e continuerà a funzionare anche in futuro che era basato su avere i server e i dati all'interno del perimetro aziendale. Ma noi lo vediamo strategicamente coniugato con ciò che offre il public cloud, quindi il cloud computing. Perché lo vediamo coniugato? Perché sicuramente le grandi entità che sono in grado di investire in genti capitali, finanziari ed umani nel proteggersi dagli attacchi esterni continueranno a farlo ed è corretto che continueranno a farlo e IBM le supporterà nel loro percorso e nella loro strategia. D'altro canto è altresì vero che ci sono realtà, penso magari a realtà produttive italiane, eccellenze nel loro settore di mercato che hanno un focus nella ricerca e nello sviluppo di ciò che è core per i loro business, che non hanno quindi un budget correttamente da dedicare in maniera così importante al tema della cyber security ed è evidente che sia una scelta strategicamente molto sensata, perché devo competere con il resto del mercato a livello globale ormai e devo focalizzare le mie risorse su ciò che veramente fa la differenza per il mio business. Ecco che qui invece ci viene in aiuto una soluzione enterprise proposta da un player quale ad esempio IBM che risolve con la sua soluzione il tema della sicurezza. La risolve ovviamente… in che modo? Rendendo economicamente appetibile una soluzione enterprise poiché la distribuisce su una pletora di utenti che è più ampia. Quindi per essere molto chiari non è più un se ma è un quando accadrà l'attacco informatico e non è vero che è meglio necessariamente una soluzione fatta in casa rispetto a una in cloud e viceversa. Secondo noi ogni cliente ha una sua esigenza che è da "customizzare" come soluzione ed è legata strettamente e entristicamente con quella che è la propria strategia di business. **Davide**: E ci fai qualche esempio di appunto soluzioni cloud che avete aiutato ad adottare? **Marco**: Allora esempi concreti ce ne sono diversi. Noi abbiamo per esempio una piattaforma che oggi ospita alcune fra le principali aziende che si occupano di "telematics" in Italia sono quindi tutto ciò che afferisce il mondo delle "black boxes" che sono installate sulle autovetture. Poi abbiamo anche esperienze sicuramente a livello internazionale che sono di rilievo. Ne cito una che mi piace sempre ricordare perché dà proprio l'idea in concreto di quello che raccontavo prima nella flessibilità e nella scalabilità. Una soluzione realizzata con una nostra tecnologia che si chiama di IBM che ha permesso agli ospedali di Magonza di Mainz quindi in Germania di poter scalare nel momento in cui c'era la necessità di andare a registrare tutto ciò che ruota intorno al mondo della vaccinazione Covid, quindi è stata una soluzione che ha avuto una richiesta di "time to market" molto stringente e questo non è certo necessario spiegarne il motivo. È una soluzione che ha dovuto da un punto di vista tecnologico andare a integrare diversi mondi che erano diversi, che erano come dire provenienti da esperienze differenti e il fatto di avere un fattore abilitante, quindi un minimo comune denominatore tecnologico definito quindi dalla nostra Offering Cloud ha permesso di semplificare questa complessità tecnologica che invece era presente. Poi ci sono delle realtà, prima ho fatto un esempio del piccolo imprenditore che compete a livello mondiale, adesso invece mi piace citare un'azienda, una multinazionale italiana che domina a livello mondiale e che ospita i propri sistemi Core IRP sul nostro Cloud e questa azienda si chiama Prysmian, è un'azienda che fattura oltre 11 billion se non vado errato e tutta la produzione dei loro impianti produttivi, la parte IRP ospitata sul nostro Cloud. Quindi per darti un'immagine della forza, della solidità di questa infrastruttura, se questa infrastruttura dovesse starnutire noi avremmo migliaia di lavoratori che sarebbero verosimilmente bloccati nelle loro operazioni quotidiane. Non è l'unica realtà, Prysmian evidentemente è una storia di successo che abbiamo condiviso più volte al mercato, non è l'unica, ci sono altre realtà industriali, per esempio una chimica bergamasca Polynt, altra multinazionale. Qui è interessante perché il Cloud, ecco un'altra dimensione che provo a introdurre, aiuta anche nella internazionalizzazione delle nostre aziende. Quindi quando io parlo di queste realtà e di queste capacità imprenditoriali di imprenditori italiani che vanno quindi a confrontarsi nel mondo, ecco che avere un partner come IBM che è presente in praticamente tutto il globo e che ha la possibilità quindi di poter erogare dei servizi in ogni punto del pianeta, diciamo che dà anche una certa sicurezza al cliente. Tra l'altro due punti vale sottolineare, servizi che noi permettiamo di, che offriamo in tutto il globo con lo stesso livello di sicurezza evidentemente, una standardizzazione all'interno della nostra offering e poi soprattutto con una rete network proprietaria, quindi una rete di collegamento in fibra proprietaria all'interno della nostra piattaforma cloud. Questo è anche importante per due motivi, uno sicuramente economico che il traffico che verte su questa connettività è gratuito per i nostri clienti, due perché da un punto di vista della sicurezza avere una rete proprietaria ti permette di garantire veramente "end to end" la protezione delle informazioni che l'azienda fa passare all'interno di queste tecnologie e tre perché non siamo neanche soggetti a dinamiche esogene per quanto riguarda problematiche legate a scenari economico, politico, finanziari che magari potrebbero accadere. **Davide**: Ok e questa rete di collegamento è riservata ai vostri clienti più grandi? **Marco**: In realtà ciò che succede per aziende più grandi può succedere anche per Marco e Davide come individui, se volessero utilizzare i servizi IBM Cloud, cioè la possibilità di una volta arrivati al punto di accesso del cloud, quindi da casa mia mi collego al cloud IBM e mi collego verosimilmente a Milano, tra l'altro ricordo che siamo stati primi ad aprire un data center in Italia a Milano ormai qualche anno fa, una volta ecco che sono entrato nel mondo cloud IBM a Milano a quel punto di io mi muovo all'interno dell'offering a livello worldwide, a livello mondiale, globale di IBM e mi muovo utilizzando una rete dedicata appunto di proprietà nostra, quindi è un po questa l'idea, la tecnologia che esiste. **Davide**: Siccome qualche tempo fa avevamo parlato di "edge computing" come strumento opposto a quello di cui ci hai parlato finora, quindi nel caso dell'edge computer i dati vengono avvicinati, l'elaborazione dei dati viene avvicinata al luogo in cui i dati vengono prodotti, possiamo approfondire… puoi spiegarci meglio qual è la differenza tra appunto cloud computing ed edge computing ed eventualmente qual è il rapporto che c'è tra questi due approcci? **Marco**: Allora i vantaggi sono anche qui strettamente legati al modello di business dell'azienda, mi spiego meglio, evidentemente le due tecnologie non si escludono a vicenda, vanno coniugate in maniera sapiente per cogliere il meglio no di ognuna di esse ed è importante qui vedere qual è il business dell'azienda, qual è il modello di business e soprattutto in quale tipo di regolamentazione l'azienda deve operare per andare a scegliere quale declinazione tecnologica sia la migliore. In concreto, l'edge computing come hai correttamente definito tu ci permette di avere delle elaborazioni per esempio a bordo macchina in una linea produttiva per esempio… se penso all'esempio dell'ospedale prima che faceva l'ospedale di Mainz per esempio all'interno del laboratorio magari dove vengono analizzati i risultati dei vaccini piuttosto che in un altro caso avere un'elaborazione dei dati in un punto che da un punto di vista normativo è obbligatorio, o meglio per dire in un altro modo senza dover trasportare trasferire i dati al di fuori della location poiché c'è un regolamento una legge che lo impedisce sto pensando per esempio a regolamenti nel mondo finanziario che ci impediscono di la mobilità dei dati all'esterno di certe aree geografiche. Quindi il mix dei due è dettato principalmente da ciò che da un punto di vista di business di normativa io voglio e posso fare ma non solo c'è un altro tema che è importante ed è l'importanza e il valore legato alla freschezza del dato, cioè anche qua il fatto di avere un dato elaborato rapidamente vicino al luogo in cui viene prodotto che è proprio della tecnologia edge computing ci dà in alcuni casi un valore per il business che è superiore rispetto all'ipotesi per trasferire questo dato in un sistema di cloud computing e elaborarlo anche con un delay di ore, adesso senza entrare nei soliti esempi dei mercati delle borse e simili ci sono comunque delle situazioni dove per esempio in un ciclo produttivo o manifatturiero può essere interessante anzi è fondamentale avere quanto prima l'informazione di eventuali difettosità piuttosto che andare a vedere anche in altri ambiti, prima parlavo dell'ambito sanitario, avere una freschezza dei dati per quanto concerne la somministrazione dei vaccini piuttosto che sono le analisi di ciò che viene sottoposto da parte del privato in sede di controlli clinici. Quindi, qual è il confine fra i due ambiti? C'è sicuramente, riassumendo, un confine tecnologico che è legato alla banda, alla connettività. Quindi il trasferimento di grandi moli di dati da un sito remoto verso un centro di cloud computing deve essere compatibile con la banda disponibile. E questo è un primo discriminante. Secondo, un discriminante sicuramente legislativo di regolamentazione. Quindi la domanda è, ma posso muovere i dati al di fuori di quel sito che magari fuori dall'Italia, portarli in Italia o viceversa? Terzo, e sicuramente un termine, un tema di opportunità di business, ma ha senso che io sposti questi dati e poi li elabori o ha senso che li elabori immediatamente perché questa velocità nell'acquisizione, nella trasformazione dei dati in informazione, mi dà un vantaggio competitivo? La tecnologia deve rispondere a queste tre domande piuttosto che influenzarle. Ecco, io la vedrai in questo modo. **Davide**: Siccome finora abbiamo parlato solamente di aziende, il cloud computing può portare anche dei vantaggi o rappresentare una soluzione anche per i comuni cittadini? **Marco**: Sicuramente. Qualche esempio in realtà te l'ho già fatto inavvertitamente prima. Quindi sì, è una tecnologia che di cui noi tutti potremo e dovremo beneficiare. Oggi ci sono in Italia veicoli connessi, veicoli connessi, quindi automobili prevalentemente direi nell'ordine dei decine di milioni. Questo noi non lo percepiamo oggi come un miglioramento, o forse non ci facciamo caso, ma nei modelli per esempio di gestione del traffico, di ottimizzazione delle risorse e perché no anche nei modelli di pricing sull'utilizzo di questo tipo di tecnologia, sicuramente una tecnologia pervasiva come cloud computing o l'edge computing può dare dei benefici anche ai cittadini. Benefici per i cittadini che sono anche in termini di semplificazione dei rapporti verso la pubblica amministrazione. Anche qui il cloud computing nella misura in cui verrà adottato dai nostri enti pubblici porterà e sta portando dei benefici importanti nella fruizione di questi servizi. E poi per finire anche verso tutta l'offerta di ciò che è diciamo l'economia, il terziario italiano che oggi usufruendo di questo tipo di tecnologie che ribadisco, danno un livello di sicurezza, di servizio, tecnologie enterprise a costi che sono più accessibili rispetto all'ipotesi di costruire un datacenter o delle competenze in casa possono permetterci di andare avanti e di fare la differenza sul mercato. **Davide**: E in chiusura una domanda a cui in realtà un po intuiamo dopo tutti questi tuoi discorsi, possiamo intuire la risposta, quindi il futuro sarà tutto cloud? **Marco**: Nell'accezione che intendiamo noi di un cloud ibrido sicuramente sì, ma non sarà nulla di diverso da ciò che c'è oggi. Probabilmente, come hai detto all'inizio, ci sarà anche una componente importante innovativa legata al quantum, che è stato argomento di un'altra di un'altra sessione, ma anche questo io mi immagino che in futuro sarà fruibile come già lo è oggi in cloud e sarà sempre più esteso come tipologia di servizio offerto. Io credo che il fatto di voler preservare ciò che funziona da decenni, quindi sto parlando di un mondo tradizionale, ma che ha la base della nostra economia e la base anche della nostra user experience quotidiana. Cioè, per dare un esempio concreto, le applicazioni che installiamo e disinstalliamo con il tocco di… lo sfioro del dito sul nostro smartphone hanno comunque un back-end che risiede su un mondo che non è necessariamente nel cloud, ma è molto spesso all'interno di un datacenter aziendale. Quindi il futuro, a mio modo di vedere, non sarà tutto in cloud, o meglio sarà tutto in cloud, ma nell'accezione di VM cloud ibrido. E qua, mi piace anche sottolineare che nella offerta nostra di cloud sono presenti più piattaforme, quindi al di là della offerta tradizionale e potenza computazionale del mondo x86, Linux, Windows e simili, noi abbiamo anche la possibilità di offrire i servizi quantum, ripeto argomento già trattato, ma anche piattaforme che sono diverse, sono la piattaforma power, piuttosto che alcuni servizi sulla piattaforma mainframe, che sono i "backbone" di tutta l'economia o di larga parte dell'economia attuale e futura e soprattutto, punto da non dimenticare, sono le piattaforme che oggi garantiscono dal punto di vista della sicurezza il più elevato standard a livello anche di certificazioni nella protezione dagli attacchi cyber e ultimo, ma non meno importante, lo sottolineo ancora una volta, in termini di densità, quindi di costo per transazione, quindi di impatto energetico, di impatto sull'ecosistema mondo, hanno sicuramente il maggior "ratio" di efficienza rispetto a tutto ciò che oggi la tecnologia offre. **Davide**: Va bene Marco, grazie per averci parlato di un tema molto importante, soprattutto per lo sviluppo delle aziende. Grazie e a presto. **Marco**: Grazie a te, a presto. #### Conclusione - Timestamp: 31:13 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e39 ## Ma servono veramente le VPN? > Se siete soliti guardare video su YouTube o altre piattaforme, vi sarà quasi sicuramente capitato di imbattervi in video [sponsorizzati](https://www.glossariomarketing.it/significato/sponsorizzazione/) da servizi di VPN. Questi servizi promettono maggiore sicurezza su Internet e migliaia di altre possibilità. Ma è veramente così? Quanto effettivamente è necessaria una VPN? Ci sono soluzioni gratuite? In questa puntata cercheremo di rispondere a queste domande, analizzando cosa sono le VPN, come funzionano e le alternative più o meno sicure per navigare su Internet. Nella sezione delle notizie parliamo dell’aumento del costo per kWh dei [Supercharger](https://www.tesla.com/it_it/supercharger) di Tesla, di un [leak](https://www.wired.it/attualita/media/2015/02/12/leak-danno-digital-marketing/) di video del prossimo GTA e infine del nuovo piano nazionale che apre le porta al [WiFi 6E](https://youtu.be/V5g-tSVs7Fg). - Stagione: 4 - Episodio: 39 - Data di pubblicazione: 2022-09-24 06:45:00 - Durata: 17:40 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e39](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e39) - Episodi correlati: - Tag: vpn,nordvpn,sursfsharkvpn,sicurezza,internet,privacy,tcp/ip,http,https,hacker,blocchi,tor,tesla,ricarica,supercharger,crisi,rincaro,gta 6,gta,rockstar games,taketwo,leak,hacking,preview,gameplay,wifi,wifi 6e,6 ghz,wireless,reti locali,commissione europea ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo cosa sono le Virtual Private Network, o più comunemente conosciute come VPN, e cercheremo di capire se possono rendere più sicura la navigazione sul web. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Aumenta il costo dei Supercharger > Fonte: DMove.it - Timestamp: 00:59 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli scorsi giorni Tesla ha comunicato ai propri utenti che a causa della crisi e dell'aumento dei costi dell'energia, le tariffe di ricarica dei supercharger aumenteranno da 0,50 euro per kWh a 0,66 euro per kWh. Da quando è scoppiata la pandemia da Covid-19, il prezzo presso i punti di ricarica Tesla è triplicato in almeno tre anni, rendendo oggi i costi di percorrenza delle auto elettriche molto simili a quelle alimentate a diesel. Le nuove tariffe si allineano, perciò, a quelle delle principali aziende sul territorio, tra le quali Enel X-Way, che lo scorso febbraio ha portato il costo del servizio di ricarica rapida a 0,79 euro per kWh. In questa situazione l'acquisto di un'auto elettrica diventa ancora meno conveniente, soprattutto se non si possiede un impianto fotovoltaico in grado di alleggerire la spesa energetica. Per queste ragioni non si esclude che Tesla, nei prossimi mesi, potrebbe decidere di introdurre un abbonamento di ricarica per chi fa un largo uso della propria rete di supercharger. #### Fuga di video del prossimo GTA > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 02:09 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualche tempo fa avevamo parlato di alcune indiscrezioni del nuovo GTA 6 di Rockstar Games. In questi giorni su un forum sono state pubblicate delle informazioni e dei contenuti video circa 90 in cui vengono mostrate delle registrazioni di test del nuovo gioco in una prima fase di sviluppo. Questi video potrebbero risalire a massimo due anni fa e mostrano alcune dinamiche di gioco inedite rispetto ai capitoli precedenti della saga, come ad esempio la possibilità di interagire con molti più oggetti all'interno della mappa. Rockstar Games ha ufficializzato la fuga di informazioni, anche se non ha parlato apertamente di attacco hacker e questo fa ben sperare per la prosecuzione dello sviluppo del titolo. Dato che durante la pandemia i lavori sono continuati in smart working, un attacco hacker potrebbe costringere gli sviluppatori a tornare in ufficio ritardando l'uscita del titolo. #### L’Italia apre le porta al WiFi 6E > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:05 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Il 17 giugno 2021, con una decisione della Commissione Europea, erano state regolamentate la banda di frequenza a 6 GHz, ossia le frequenze tra 5.945 e 6.425 MHz, da destinare a sistemi di accesso senza fili WAS, ossia Wireless Access Systems e RLAN, ossia Radio Local Area Networks. Nel nuovo piano nazionale delle radiofrequenze, dunque il governo italiano, allineandosi alla decisione della Commissione, ha approvato la banda a 6 GHz per l'implementazione nei sistemi appena citati. Questa normativa dunque apre la strada, tra le altre cose, alla diffusione del Wi-Fi 6e. Ciò significa che nei prossimi anni sempre più dispositivi potranno sfruttare questa tecnologia, che promette rispetto alle precedenti generazioni di Wi-Fi e al Wi-Fi 5 in particolare, che è attualmente il più diffuso, una velocità di trasmissione tre volte maggiore, una latenza inferiore del 75% e minori interferenze, che si traducono in una maggiore affidabilità e stabilità della connessione, caratteristiche che quindi rendono la connessione via Ethernet sempre più obsoleta. #### Ma servono veramente le VPN? > - Timestamp: 04:34 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet, Privacy, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: Se siete soliti guardare video su YouTube o altre piattaforme, vi sarà quasi sicuramente capitato di imbattervi in video sponsorizzati da servizi come NordVPN, Surfshark VPN o simili, che promettono maggiore sicurezza su internet e migliaia di altre possibilità. Ma è veramente così? Quanto effettivamente è necessaria una VPN? Ci sono soluzioni gratuite? In questa puntata cercheremo di rispondere a queste domande, analizzando cosa sono le VPN, come funzionano e le alternative più o meno sicure per navigare su internet. Prima di parlare di VPN, però, è necessario fare un breve riassunto su come funziona internet, in particolare cosa succede quando apriamo una qualsiasi pagina web o usufruiamo di un servizio online. Alla base di internet - quindi non solo la navigazione sul web, ma anche lo scambio di email, file e molto altro - c'è il protocollo TCP/IP, che nel tempo è diventato di fatto lo standard per lo scambio di informazioni attraverso la rete. Quando il nostro computer, il nostro smartphone o un qualsiasi dispositivo connesso vuole accedere a una risorsa sul web, che può essere una pagina su un sito, un'immagine o un video, viene inviato una richiesta al server di destinazione. Ma come riesce la richiesta ad arrivare alla destinazione desiderata? Ogni dispositivo connesso può essere identificato tramite un indirizzo MAC, che è universalmente univoco e un indirizzo IP, che invece può variare. Quando siamo connessi a una rete Wi-Fi o a un router, viene associato ad ogni indirizzo MAC un indirizzo IP locale, e il router poi, come un segretario, si occupa di inoltrare la richiesta al proprio provider internet, ad esempio Tim, Vodafone o Wind. Questo a sua volta inoltra la richiesta alle reti, e così via finché non si raggiunge l'indirizzo IP di destinazione, ossia il server. L'indirizzo IP, dunque, possiamo immaginarlo come un indirizzo di casa, che definisce stato, città, via e civico. Non a caso, tramite l'indirizzo IP è possibile risalire alla posizione del dispositivo, solitamente con una precisione molto bassa, che si ferma alla città o alla provincia. Infine, il server, che generalmente è un computer anch'esso connesso alla rete, risponde inviando il contenuto desiderato, che, come all'andata, torna a noi. Va infine detto che lo scambio di informazioni avviene tramite pacchetti. In pratica, se ad esempio inviamo un testo o un file, questo viene suddiviso in parti più piccole e più facili da trasportare e ognuna di queste, proprio come un servizio di posta o un corriere, viene impacchettata assieme a diverse informazioni, come il tipo di richiesta, l'origine, la destinazione e tutti i dati necessari affinché la richiesta o la risposta arrivino intatte a destinazione. Dopo questa doverosa premessa, possiamo quindi definire che cos'è una VPN e capire come funziona. VPN è un acronimo che sta per Virtual Private Network, ossia rete privata virtuale. Una VPN generalmente è gestita da un server, a cui il nostro dispositivo si connette, diventando parte della rete a cui è connesso lo stesso server VPN. Le richieste che effettuiamo vengono quindi gestite dal server VPN, che si occupa di inoltrarle poi ai nostri dispositivi attraverso un canale criptato, che viene chiamato tunnel virtuale. E proprio questo, quello della sicurezza, è uno dei punti che maggiormente vengono sottolineati dai vari servizi VPN che sentiamo spesso nominare. Ma facciamo qualche esempio pratico: lavoriamo in un'azienda e il nostro computer dell'ufficio è connesso alla rete aziendale, da cui possiamo accedere ai nostri file personali di lavoro, controllare le e-mail interne e molto altro. Una volta a casa però ci ricordiamo che dobbiamo modificare un file, magari una relazione che deve essere pronta per il giorno dopo. Se l'azienda dispone di un server VPN, da casa è possibile connettersi a questo server e proprio come fossimo in ufficio, accedere a tutti i servizi messi a disposizione dalla rete privata aziendale, nel nostro caso modificando il file desiderato. Da qui dunque il nome rete privata virtuale. Allo stesso modo uno studente può connettersi alla VPN messa a disposizione dalla scuola o dall'università e accedere magari alla biblioteca online, che altrimenti sarebbe consultabile solamente tramite i PC installati all'interno delle aule. Seppur questo sia il principale utilizzo per cui le VPN siano state pensate, ad oggi i servizi di cui continuiamo a sentir parlare sul web fanno riferimento a scenari totalmente diversi. Due in particolare: il primo è legato alla protezione e a una maggior privacy quando siamo connessi a reti Wi-Fi pubbliche, il secondo invece all'accesso a servizi disponibili in altri paesi. Vediamo quindi per entrambi gli scenari quanto effettivamente può essere utile una VPN. Partiamo dal secondo caso. La frase tipica che sentiamo è "Grazie al nostro servizio VPN, puoi accedere a siti e contenuti non disponibili nel nostro Paese" . Come abbiamo detto all'inizio, dal nostro indirizzo IP è possibile ottenere informazioni importanti sulla nostra posizione. Molti servizi dunque sfruttano questo dato, o per negare alcuni contenuti a IP provenienti da alcuni Paesi, o per mostrare contenuti differenti a seconda della nazionalità. Per fare un esempio, i contenuti disponibili su RaiPlay, per una questione di diritti, sono accessibili solo all'interno del territorio italiano. Così come servizi streaming come Netflix o Prime Video mettono a disposizione cataloghi diversi a Paesi diversi. In altri Stati invece come Cina o Corea del Nord, molti siti e servizi vengono bloccati perché ritenuti pericolosi dal governo, tra cui per fare un esempio lo stesso Google. Ecco quindi che, connettendoci ad un server VPN posizionato in Italia o negli Stati Uniti, sarà questo ad occuparsi di richiedere i contenuti per conto nostro e successivamente a inoltrarceli. Di conseguenza RaiPlay, Google o Netflix vedranno l'indirizzo IP del server VPN posizionato nel Paese che abbiamo scelto e non il nostro reale indirizzo. Stessa cosa… il governo cinese o coreano vedrà una richiesta verso l'indirizzo del server VPN e non verso Google. Chiaramente però questo non impedisce di bloccare i principali indirizzi dei server VPN più conosciuti, rendendo quindi inutilizzabile il servizio. Nella maggior parte dei casi dunque un servizio VPN può decisamente essere utile. Passiamo invece ora al primo caso, quello sulla sicurezza, e la frase in questione è: "Accedendo a Internet tramite una rete Wi-Fi pubblica metti a rischio i tuoi dati" . Ma è veramente così? In parte. Innanzitutto è doveroso spiegare in che modo le reti pubbliche sono pericolose. Le reti Wi-Fi libere, che troviamo in città, nei centri commerciali o in spiaggia, sono accessibili liberamente a chiunque e questo comprende anche potenziali criminali informatici. In particolare esistono alcuni strumenti, detti "sniffer" che permettono di raccogliere tutti i pacchetti, e quindi le informazioni che circolano nella rete. Altri attacchi invece sono chiamati "man in the middle" dove, semplificando, subentra un criminale informatico tra noi e la rete pubblica. In questo modo, questo man in the middle può leggere e accedere ai vari pacchetti che vengono scambiati, in alcuni casi anche decriptarli, magari rubando password o altre informazioni sensibili. La maggior parte dei siti web di adesso, tuttavia, utilizzano un protocollo chiamato HTTPS, grazie al quale, tra noi e il sito, vengono scambiate informazioni in maniera criptata, visibili solamente al mittente, ossia a noi, e al destinatario, ossia il server a cui stiamo chiedendo un contenuto o una pagina web. E per come è costruito questo protocollo, almeno per ora è protetto sia dagli sniffer, sia dagli attacchi man in the middle. Tuttavia, non tutti i siti si sono adattati al protocollo HTTPS, o alcuni non totalmente. Nonostante i principali browser come Chrome, Firefox o Safari, negli ultimi anni si stiano impegnando sempre più per promuovere i siti più sicuri, avvisando gli utenti che i siti non utilizzano questo protocollo e chiedendo una conferma per poter aprire la pagina web. È quindi chiaro che nella maggior parte dei casi, almeno per i principali siti che vengono visitati quotidianamente, siamo al sicuro anche senza un servizio VPN attivo, e al massimo uno sniffer può scoprire o cercare di capire quali siti visitiamo, ma non può in alcun modo rubare informazioni sensibili. Una VPN in questo caso è una protezione aggiuntiva, che nell'era di internet sicuramente non fa mai male. Inoltre molte VPN offrono anche servizi aggiuntivi, ad esempio bloccando in anticipo eventuali malware, tentativi di phishing o altro, aggiungendo un ulteriore livello di protezione che per molti può tornare decisamente utile. Arrivati a questo punto, però, è necessario fare alcune considerazioni. Abbiamo visto che le reti VPN di per sé sono molto utili se non indispensabili in certi contesti, per cui fra l'altro erano state inizialmente pensate. I servizi VPN su cui ci stiamo concentrando in questa puntata sfruttano questa tecnologia per offrire alcune comodità e sicurezze maggiori. In questo caso, però, è bene precisare che come quasi sempre su internet si viene a creare un rapporto di fiducia tra l'utente e il servizio, che proprio per come funziona ha accesso a pacchetti che scambiamo con i server internet. Se inseriamo le nostre credenziali su un sito non sicuro, può leggere in chiaro il nome utente e la password. Può raccogliere statistiche su come usiamo internet e che cosa visitiamo. Nel caso delle VPN più famose, dunque, esistono delle agenzie che si occupano di verificare che questi servizi non facciano un uso in proprio dei dati, ma che anzi li cancellino all'istante. Per questo motivo è sconsigliatissimo fare affidamento su server VPN gratuiti e liberamente accessibili, in quanto in quel caso noi stessi, o meglio i nostri dati, diventano il prodotto con cui guadagnare. Va infine detto che una VPN potrebbe non essere adatta in contesti come il gaming o lo streaming, in quanto proprio per questo ulteriore passaggio che i pacchetti devono fare le prestazioni della connessione ne risentono particolarmente. Veniamo quindi alla conclusione di questa puntata e cerchiamo di rispondere alla domanda iniziale: servono veramente i servizi VPN? Se vogliamo navigare da altri paesi per aggirare blocchi o accedere a contenuti nascosti, decisamente sì. Per navigare sicuri quando siamo connessi a reti pubbliche, sono sicuramente utili ma non indispensabili. Esistono infatti diverse alternative alle VPN a pagamento che ci possono fornire una sicurezza paragonabile o maggiore. I più esperti possono ad esempio sfruttare un vecchio computer o un mini PC per crearsi il proprio server VPN, così come molti modem di ultima generazione, che hanno oltre alle opzioni quella proprio di attivare una VPN. Apple, per i suoi utenti che hanno attivato uno dei piani a pagamento di iCloud, offre un servizio chiamato "relay privato" che pur non essendo una VPN, protegge e garantisce una sicurezza maggiore nella navigazione internet. Infine, negli ultimi anni soprattutto, è sempre più conosciuto il browser Tor, che viene utilizzato per navigare nel deep web, ma che può essere sfruttato per navigare online in totale sicurezza e anonimato. Ma questo sarà l'argomento di un'altra puntata. #### Conclusione - Timestamp: 16:48 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e40 ## Dott: micromobilità, dati e veicoli elettrici > Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un cambiamento nel settore della [mobilità](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e20) soprattutto nelle grandi città. Siamo ormai abituati a vedere monopattini, biciclette e scooter elettrici che vengono utilizzati in condivisione da lavoratori e studenti. Per capire qual è l’approccio di [Dott](https://www.dentrolatecnologia.it/dott.html) nella [sharing economy](https://it.wikipedia.org/wiki/Economia_collaborativa) e per parlarci della loro visione in ambito micromobilità, abbiamo ascoltato [Andrea Giaretta](https://www.dentrolatecnologia.it/andrea.giaretta.html), Regional General Manager per il Sud Europa di Dott. Nella sezione delle notizie parliamo della prima [missione spaziale](https://www.nasa.gov/press-release/nasa-s-dart-mission-hits-asteroid-in-first-ever-planetary-defense-test/) di difesa planetaria e di [Intel](https://www.intel.it/content/www/it/it/homepage.html) che potrebbe investire in provincia di Verona. - Stagione: 4 - Episodio: 40 - Data di pubblicazione: 2022-10-01 06:45:00 - Durata: 26:32 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e40](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e40) - Episodi correlati: s3e20 - Tag: dott,andrea giaretta,general manager south europe,micromobilità,bici elettrica,monopattino elettrico,sharing,città,smart city,batterie,mobilità,studenti,lavoratori,metro,tragitto,intelligenza artificiale,dati,ottimizzazione,sicurezza,nasa,dart,difesa,dimorphos,asteroide,intel,veneto,vigasio,chip,microchip,superconduttori ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Andrea**: Quindi l'idea nostra è quella di offrire al cliente un pacchetto, un coltellino svizzero se volete, della mobilità, tra cui scegliere a seconda della tipologia di spostamento che serve fare in quell'istante lì. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi faremo un approfondimento sul tema della micromobilità, cercando di capire insieme a Dott in cosa consiste l'attività di un'azienda che opera in questo settore. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La prima missione di difesa planetaria > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:08 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella notte di martedì 27 settembre alle ore 1.00 italiane è stata completata con successo la prima missione sperimentale di difesa planetaria nella storia dell'umanità. La sonda DART, acronimo di Double Asteroid Redirection Test, ha infatti colpito l'asteroide Dimorphos a 11 milioni di chilometri dalla Terra, impattando sulla sua superficie e deviandone così l'orbita originaria. Dimorphos è un corpo celeste di 160 metri di diametro che gravita attorno ad un'asteroide più grosso, esattamente come la Luna con la Terra, e la velocità con cui la sonda ha colpito il corpo roccioso, pari a 24 mila chilometri orali, è stata più che sufficiente per il completamento della missione. Per registrare il momento dell'impatto vi era il CubeSat italiano LyciaCube, e cui riprese già disponibili sui canali ufficiali della NASA, oltre ad immortalare lo storico momento ci serviranno nel prossimo futuro, per la realizzazione di un vero programma in grado di proteggerci da eventuali corpi celesti in rotta di collisione contro il nostro pianeta. #### Intel sbarca in Veneto > Fonte: Reuters.com - Timestamp: 02:17 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Computer, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Risale a inizio settembre la notizia secondo cui il governo scente guidato da Mario Draghi sarebbe stato prossimo a completare l'accordo con Intel per la costruzione di una fabbrica di microprocessori in Italia. Qualche giorno fa è arrivata la conferma e l'annuncio ufficiale verrà dato dopo la fase elettorale per assicurare che il nuovo governo non mette in discussione l'accordo. Per quanto riguarda la scelta del luogo dove sorgerà la nuova fabbrica, contesa tra Piemonte e Veneto, ha vinto quest'ultimo. In particolare l'edificio verrà realizzato a Vigasio, un comune in provincia di Verona. Il luogo si trova in una posizione strategica sull'autostrada e ferrovia del Brennero, che permettono un collegamento presso che diretto con la città tedesca Magdeburgo. Qui verranno costruiti altri due stabilimenti Intel, parte del piano di investimento europeo. Le attività verranno avviate tra il 2025 e il 2027 e creeranno in Italia 1500 posti di lavoro all'interno della fabbrica e ulteriori 3500 tra fornitori e partner, con un investimento iniziale di 4,5 miliardi di euro che con il tempo sarà destinato a crescere. #### Dott: micromobilità, dati e veicoli elettrici > - Timestamp: 03:47 - Autori: Dott, Andrea Giaretta, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Servizi - Tipologia: Intervista **Davide**: Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un cambiamento nel settore della mobilità, soprattutto nelle città più grandi. Siamo ormai abituati a vedere monopattini, biciclette e scooter elettrici che vengono utilizzati in condivisione da lavoratori e studenti. Per capire qual è l'approccio di Dottnella Sharing Economy e per parlarci della loro visione in ambito micromobilità è con noi Andrea Giaretta, General Manager per il Sud Europa di Dott. Benvenuto Andrea. **Andrea**: Grazie, grazie Davide. **Davide**: Innanzitutto chi è Dott e attualmente in quali città è presente il servizio che offrite? **Andrea**: Dott è un'azienda che come dicevi occupa il settore della Sharing Economy, nel dettaglio Sharing Mobility, ed offre noleggi di biciclette e di monopattini in Sharing. Dott è nata quattro anni fa a sede dislocata tra Olanda e Francia ed è una multinazionale che occupa proprio le principali città europee, quindi il nostro taglio è proprio stato quello di definirci un'azienda europea e quindi focalizzandoci su questo mercato che è quello che più secondo noi può beneficiare e sta beneficiando di quella che è la micromobilità. L'idea che sta alla base di Dott è proprio quello di liberare le città dal traffico, dalla congestione, dai rumori, introducendo dei veicoli leggeri, consci del fatto che la movimentazione delle persone in città coi mezzi privati, quindi principalmente anche auto privata, è di poco più che una persona per auto con una velocità media dei 15, 16, 18, a Parigi anche meno di chilometri all'ora. Il sillogismo è stato abbastanza immediato, quindi perché non spostare le persone col minimo ingombro possibile e magari anche in modo ecologico e di qui è nata l'idea di Dott. Dott attualmente è come dicevo uno dei leader di mercato di questo settore, sicuramente a livello di grandi città tra i più presenti, dato che ci siamo aggiudicati i bandi più competitivi da Londra a Parigi, Roma a Milano, Torino, Lione, siamo presenti quindi in questa area in modo preponderante, ma anche in città un po più piccole, quindi in Italia se pensate siamo presenti in 22 comuni facendo parte di 15 conglomerati, Torino per esempio è una città metropolitana con tanti comuni, analogo avviene in Belgio, in Germania, nei paesi nordici, siamo anche presenti a Tel Aviv in Israele e in Spagna, quindi è una realtà molto capillare e molto estesa. **Davide**: Ok, quindi adesso ci hai parlato della vostra presenza nelle città, ma quali sono le tipologie di veicoli che fanno parte della vostra flotta? **Andrea**: Dott mette a disposizione monopattini e biciclette elettriche, non muscolari ma elettriche, vuol dire a pedalata assistita, ci siamo resi conto in realtà dell'importanza, della sinergia di un prodotto, di un'offerta multiservizio, basti pensare a un dato che abbiamo riscontrato sulla città di Milano, escludendo le persone che hanno solo provato il servizio quindi con uno o due noleggi, chi l'ha usato in maniera un po più seria, neanche tanto ma almeno tre volte, ha utilizzato per il 60% delle volte sia la bicicletta che il monopattino. Sono due mezzi molto simili tra loro che però soddisfano i bisogni un po diversi, cioè la bicicletta magari si presta meglio per distanze un po più lunghe o nel caso in cui si abbia un carico, una valigia, una busta della spesa da poter mettere nel cestino, il monopattino invece è ideale per quelle distanze corte e immediate per la praticità che lo contraddistingue. La peculiarità di Dott che è forse tra i pionieri di questa logica del multiservizio è quella di identificare anche degli abbonamenti e delle tariffe che siano unici per entrambi, quindi l'idea nostra è quella di offrire al cliente un pacchetto, un coltellino svizzero se volete, della mobilità, tra cui scegliere a seconda della tipologia di spostamento che serve fare in quell'istante lì. **Davide**: E per chi ci sta ascoltando, come fa, quali sono i passaggi che deve fare concretamente per utilizzare uno dei vostri mezzi e poi invece come è la gestione dal vostro punto di vista, hai detto che sono veicoli elettrici, quindi il tema della ricarica delle batterie, come gestite questi aspetti? **Andrea**: Concretamente dal punto di vista dell'utente la fruibilità è simile, come dicevo basta scaricare un'applicazione che tra l'altro si trova negli store in maniera gratuita, creare un account, iscriversi quindi, associarci un metodo di pagamento e noleggiarli o al consumo, quindi per un uso estemporaneo lo si può pagare in base ai minuti effettivi di utilizzo, oppure con dei pacchetti di abbonamento, dei pacchetti prepagati in cui si possono acquistare due corse piuttosto che una settimana di noleggi, piuttosto che un mese di noleggi e via dicendo per poter utilizzare il mezzo in base alle proprie esigenze. Questo è il punto di vista dell'utente, dal punto in vista invece della dell'operatività quindi di quello che ci sta dietro per far funzionare il sistema, Dott è un'azienda che ha investito molto sul personale e sulla formazione, noi abbiamo personale dipendente per svolgere le attività, quindi sono persone con regolare contratto e formate, se pensate nel caso della città di Roma per dare un altro dato italiano l'80% delle persone che lavorano lì, che sono state assunte all'inizio di quando abbiamo lanciato lavorano ancora lì, quindi c'è anche un tasso di retention per come la si chiama abbastanza elevato. Il tipo di attività che vengono fatte sono totalmente gestite, automatizzate e controllate dai nostri sistemi che si basano anche su intelligenza artificiale per identificare da un lato magari quei mezzi che hanno bisogno di un controllo di qualità piuttosto che una riparazione, piuttosto che anche segnalare quando cambiare batteria di un mezzo quindi in base al momento e al livello di utilizzo che c'è viene dato un task di cambio batteria o di riposizionamento, quindi tutto avviene sotto forma di input informatico che viene comunicato ai dipendenti tramite un'applicazione gestionale che è installata su degli smartphone che diamo in dotazione e poi le attività vengono gestite con vari metodi logistici quindi dal classico furgone per fare dei macrospostamenti in aree estese alle cargo bike, fino addirittura all'utilizzo di pattugliatori a piedi per riordinare i mezzi. Quindi è proprio un ecosistema creato… molto strutturato con ruoli ben distinti, strutturati e ottimizzati negli quattro anni di esperienza che abbiamo. **Davide**: In questa risposta hai parlato di sistemi, di intelligenza artificiale e se da una parte quello che emerge quando camminiamo per le città sono questi veicoli parcheggiati, in realtà questo è solo una piccola parte di ciò di cui si occupa un'azienda di micromobilità come la vostra e c'è un grandissimo lavoro dedicato… legato all'analisi dei dati. E quindi quanto è importante la raccolta di dati in una realtà come la vostra? E intanto immagino che i vostri mezzi siano costantemente connessi alla rete per trasferire questi dati. **Andrea**: Correttamente, sia bici che monopattini sono dotati di un GPS e di una scheda dati e di un modulo cosiddetto IoT, Internet of Things che permette di tracciare costantemente la posizione piuttosto che i livelli di carica, piuttosto che le telemetrie, piuttosto che anche eventuali movimenti scossoni che vengono dati al monopattino o alla bicicletta. Tutti questi dati vengono elaborati continuamente dai nostri sistemi, dai nostri computer e tra l'altro abbiamo anche un gruppo, un team chiamato Data Team appunto nel quartiere generale che crea dashboard, crea analisi e crea soprattutto anche algoritmi di intelligenza artificiale per andare a snellire sempre di più quella che è l'attività operativa e a renderla il più strutturata, il più stabile possibile. Per esempio, sono stati identificati dei pattern comportamentali che creano un alert per andare a riposizionare il monopattino se esso si trovi in una zona non conforme, quindi se viene spesso mosso in maniera non autorizzata, piuttosto che delle strategie per andare a creare dei task di riparazione o di controllo qualità, il cosiddetto tagliando, diciamo che sia per le auto, è creato in maniera software anche per quanto riguarda i nostri mezzi. Oltre che anche le logiche di gestione per tutti gli autisti, quindi l'ottimizzazione del percorso piuttosto che le logiche di riposizionamento e di riequilibrio della flotta tra i vari quartieri di una città e sono tematiche molto importanti. **Davide**: Sì, certamente perché posizionare una bicicletta o un monopattino nel posto giusto significa per voi massimizzare i profitti e ridurre gli sprechi visto che che potrà essere utilizzato da più persone, penso ad esempio al lavoratore, allo studente pendolare che quotidianamente popolano le città e hanno la necessità di spostarsi. **Andrea**: Sì, ma anche per creare un servizio che sia il più alto possibile in termini di qualità, perché per quello che abbiamo visto dalla nostra esperienza la qualità dipende sostanzialmente da due cose, dalla tipologia di personale dotato lì l'investimento che abbiamo fatto e avere dei dipendenti, perché dei dipendenti sono formati, crescono in azienda, hanno anche un po più di motivazione di una terza parte nel far sì che l'azienda vada bene, cioè alla fine dei conti è il loro posto di lavoro e se si trovano bene si battono per far sì che funzioni. E l'altro aspetto fondamentale è l'aspetto tecnologico. Lì di nuovo per esperienza il gap che c'è tra aziende più locali e aziende internazionali è evidente. Il poter dialogare quotidianamente con Parigi, con Londra, con Roma, con Tel Aviv, Madrid sono città che stanno investendo molto nella mobilità, fa sì che ogni città ha benefici di questa tecnologia. Questa è una cosa che probabilmente passa molto inosservata, nel senso operare il servizio a Cittadella, appena Cittadella che è il mio paesino così nessuno si offende, non è la stessa cosa che operarlo a Londra. E tuttavia se si è in grado di operarlo a Londra con successo non può che essere un successo per Cittadella anche. **Davide**: Ok, quindi la raccolta di dati e la loro analisi è un elemento strategico delle aziende che si occupano di micromobilità. Non c'è ad esempio una condivisione tra le aziende che operano in una città di questi dati, fatto tutto in autonomia? **Andrea**: Tendenzialmente viene fatto in autonomia perché proprio sono informazioni strategiche confidenziali e creano proprio il plus valore che un'azienda riesce a dare, cioè un'azienda è selezionata come migliore perché ha una tecnologia migliore. Quindi il fatto che Dott è stato selezionato in tutti i bandi competitivi più complicati vuol dire che l'investimento fatto in tecnologia è molto elevato. Evidentemente se questo venisse condiviso sarebbe una perdita dal punto di vista del know-how aziendale totale e quindi la condivisione è abbastanza ridotta se non nulla. **Davide**: Sì, perché appunto tornando a quello che dicevamo prima non si tratta solo di mettere a disposizione il monopattino, la bicicletta, ma è tutto quello che sta attorno. **Andrea**: No, è tutto il resto. Infatti banalmente in vari paesi sono proliferate aziende che semplicemente prendevano un alleggio monopattini e li subnoleggiavano con piattaforme diciamo terze. Il problema è che la "customizzabilità" ma anche il grado di qualità che possono offrire al servizio è nettamente diverso da quello che può offrire un'azienda che fa quello di lavoro, che ha sviluppatori che tutto il giorno e tutti i giorni vanno a risolvere il problema del parcheggio che è a Parigi e se funziona a Parigi figuriamoci se non funziona in una città più piccola. Quindi è proprio lì il valore strategico. **Davide**: Tornando all'aspetto hardware nello specifico parlando di monopattini che sono probabilmente i mezzi più emblematici per quanto riguarda la micromobilità, siccome c'è ancora un po di diffidenza nel loro utilizzo soprattutto per colpa del sensazionalismo che è stato fatto al riguardo, ci spieghi quali sono i sistemi che garantiscono la sicurezza dei vostri mezzi? **Andrea**: Allora innanzitutto penso che sia chiaro a tutti che c'è una differenza tra mezzi privati e mezzi in sharing e che c'è anche all'interno dei mezzi privati stessa una gamma molto molto ampia. È vero che c'è molto sensazionalismo attorno al settore dei monopattini, è un po l'occhio del ciclone è un hype in questo momento e quindi ogni cosa che si racconta riguardo i monopattini fa sicuramente più notizie e questo crea un loop non troppo virtuoso purtroppo, spesso si cerca lo scoop negativo che crea di fatto un'opinione pubblica contrastante. Tuttavia è anche vero che andando ad analizzare i casi gli incidenti, i malfatti sono stati fatti da mezzi privati che vanno in provinciale, che escono dal tessuto urbano, che vanno in contromano, che vanno in due, cioè il tema è sempre legato al cattivo comportamento e la cattiva qualità anche del mezzo in sé. Quello che come Dott abbiamo sicuramente fatto è stato investire da subito su dei mezzi molto robusti e funzionanti, basti pensare che i mezzi del lancio del 2019 per il 60% sono ancora funzionanti quindi vuol dire che non erano così deboli anzi sono stati manutenuti bene, quando in realtà un mezzo privato non dura così tanto. Anche le dimensioni delle ruote, il peso, cioè il peso vuol dire quanto alluminio si mette per il telaio, cioè sono mezzi totalmente differenti e generalizzare il concetto di monopattini non è probabilmente corretto. È evidente poi che c'è un'altra casistica che crea problemi e è quella dei cattivi comportamenti. Cattivi comportamenti li riconduco probabilmente a quello che tu citavi cioè il fatto che comunque è un mezzo nuovo quindi sono comportamenti che si ereditano un po dalla bicicletta, un po dal pedone che vengono traslati su un mezzo nuovo e quindi saltano all'occhio in maniera chiara. Per esempio il parcheggio lungo il bordo dei marciapiedi anche, perché quello di traverso sul marciapiede è sicuramente sbagliato ma lungo al bordo dei marciapiedi è quello che viene fatto normalmente per le biciclette non creare un intralcio. Se viene fatto su monopattino c'è un po un mood negativo nel criticare questo tipo di comportamento piuttosto che altri comportamenti diciamo che vengono legati più che altro al vedere questo mezzo come una cosa nuova e non dargli la giusta dignità di mezzo di trasporto, questo magari succede più spesso per persone o più giovani o che comunque sono più interessate ad avere un'esperienza di divertimento e qui ci si lega per esempio la casistica della circolazione in due, sono tutte tematiche che sono assolutamente dannose perché sono pericolose e la soluzione diciamo è duplice secondo me, cioè da un lato deve esserci una formazione anche a carico di noi operatori dato che siamo la punta delle iceberg ma siamo probabilmente l'interlocutore più accreditato a fare formazione continua e su questo vari progetti sono stati anche da noi messi in atto. L'altro tema è un controllo anche serrato su quelle che sono le pratiche di cattiva guida da parte delle amministrazioni perché è evidente che se c'è un controllo un po più pressante le persone non vanno più in due. **Davide**: Sì certo e però dal punto di vista tecnologico c'è qualcosa, c'è qualche possibilità per limitare questi fenomeni? **Andrea**: Dal punto di vista tecnologico ci sono delle strategie per andare a ridurre questi fenomeni, il GPS per esempio è un prima tecnologia, cioè noi abbiamo sviluppato i GPS molto precisi, ci sono anche dei metodi per inibire la velocità e dei metodi comunque per aumentare quello che è la sicurezza quindi il doppio freno sui monopattini piuttosto che le frecce per segnalare i cambi di direzione senza dover staccare la mano dal manubrio. Tuttavia non è neanche corretto andare a puntare tutto sulla tecnologia perché non può, cioè un GPS con una precisione di millimetri lo si trova sui satelliti e ha un costo esorbitante quindi non sarebbe fattibile cioè è impraticabile e l'altra tematica è anche de-responsabilizzante nei confronti del cittadino, cioè se vivessimo in un mondo completamente governato dalla tecnologia saremmo i "Minority Report" più che nella realtà diciamo scherzando, quindi da questo punto di vista serve veramente rimettere un po di responsabilità sulle spalle delle persone e quello è un'attività che come Dotto facciamo continuamente con corsi, con organizzazioni anche con associazioni. **Davide**: Ok quindi finora abbiamo parlato di presente ma in chiusura avviandoci verso la conclusione quale sarà il futuro della mobilità? Come cambieranno le città proprio grazie all'avvento della micromobilità? **Andrea**: Credo che con il Covid ci sia stato un grosso punto di svolta, un po uno scossone nei confronti delle amministrazioni, un po perché il trasporto pubblico è stato ai noi, ai tutti, un po bistrattato dato che richiedeva troppa vicinanza dalle persone quindi le persone hanno dovuto cercare mezzi alternativi grazie ai fondi PNRR le città hanno creato un po di infrastruttura e questo a mio modo di vedere è innescato un volano che andrà a crescere quello che è l'ecosistema della mobilità leggera nei prossimi anni. E evidente che io vivo a Milano, muoversi da un posto a un altro della zona centrale con la macchina è un nosense, è vero che ci sono i mezzi di trasporto infatti li uso anch'io personalmente tantissimo però non sono sempre i collegamenti più ovvi. **Davide**: E non sono capillari a volte. **Andrea**: No ma sono a Milano molto capillari però se pensiamo alla zona sud per chi è di Milano, il sud est e il sud ovest non sono collegati benissimo dalle metri, bisogna passare sostanzialmente per le zone centrali, quindi talvolta c'è necessità di un mezzo leggero per collegare due fermate della metro o due posti all'interno della stessa città. Se ragioniamo su Roma la tematica esplode all'ennesima potenza perché il trasporto pubblico è meno capillare perché Roma è molto più grande quindi non potrebbe essere altrettanto capillare per definizione e quindi la micro mobilità sopperisce a questa mancanza ma anche città come Torino, Padova, Verona che sono magari più compatte o anche Palermo cioè c'hanno molte esigenze di questa necessità e quindi io credo che ci sia un trend in continua evoluzione anche perché la tecnologia ha permesso di avere batterie che durano abbastanza, ha permesso di avere dei GPS a mio modo di vedere anche in base alla ricerca e sviluppo abbiamo fatto interamente a Dott, sufficientemente accurati a un prezzo corretto quindi senza andare a staccare quello del satellite e anche per arrivare ad avere delle tariffe agli utenti che non sono troppo elevate, cioè la corsa media siamo attorno ai 2 euro anche meno se si utilizzano gli abbonamenti, cioè noi su Milano stiamo vendendo gli abbonamenti che danno diritto ad utilizzare il monopattino per 1 euro per noleggio, cioè si tratta di tariffe veramente accessibili e questo secondo me assieme ai fondi messi dal PNRR che creeranno infrastruttura va a aumentare sempre di più l'incentivo ad usare questo tipo di mobilità e il disincentivo a prendere la macchina che tanto non si trova a parcheggio e quindi io credo che lo sviluppo di questa tecnologia andrà a crescere negli anni sicuramente. C'è un percorso ormai obbligato. **Davide**: Sì certo e poi le persone hanno anche la possibilità di apprezzare la praticità concreta di spostarsi con questo tipo di mobilità non rimanendo imbottigliati nel traffico. **Andrea**: Oltre alla ricerca del parcheggio che probabilmente è più lunga ancora del percorso in strada. **Davide**: Va bene Andrea, grazie per averci raccontato il vostro punto di vista. Buon lavoro e a presto. **Andrea**: Grazie, grazie a voi. #### Conclusione - Timestamp: 25:40 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e41 ## L’innovazione tecnologica a bordo di una crociera > Le [navi da crociera](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Nave_da_crociera) che solcano i mari sono dei veri e propri villaggi turistici galleggianti all’avanguardia. Per raggiungere un tale livello di complessità le navi delle principali compagnie da crociera devono essere dotate delle migliori tecnologie a disposizione sul mercato, a partire dalle infrastrutture di telecomunicazioni sino ad arrivare allo stoccaggio e allo smaltimento dei rifiuti. Tutto questo è necessario per rendere il viaggio a bordo il più confortevole possibile e migliorare l'esperienza per i clienti. In questa puntata vediamo le tecnologie più interessanti di cui si stanno dotando le crociere di oggi e quelle che verranno. Nella sezione delle notizie parliamo della nuova app [Google Home](https://home.google.com/welcome/) che ora supporta lo standard [Matter](https://www.smartdomotica.it/matter-cose), della precoce chiusura di [Google Stadia](https://store.google.com/it/product/stadia?hl=it) e infine dell’approvazione a livello europeo dello standard unico di ricarica per i dispositivi elettronici tramite [USB-C](https://it.wikipedia.org/wiki/USB-C). - Stagione: 4 - Episodio: 41 - Data di pubblicazione: 2022-10-08 06:45:00 - Durata: 15:52 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e41](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e41) - Episodi correlati: s3e7, s4e9 - Tag: crociera,navi,innovazione,smartphone,app,intrattenimento,internet,sorveglianza,intelligenzaartificiale,carburanti,realtàvirtuale,realtàaumentata,assistentivirtuali,usb-c,ricarica,computer,apple,rifiuti,google home,matter,domotica,smart home,iot,home,casa intelligente,google stadia,cloud gaming,controller,giochi,microsoft ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo quali sono le tecnologie che possono rendere ancora più memorabile l'esperienza a bordo di una grande nave da crociera. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La nuova Google Home e lo standard Matter > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Domotica - Tipologia: Notizia **Davide**: Google ha presentato la nuova versione della sua app dedicata alla domotica, Google Home, che verrà rilasciata nelle prossime settimane. La prima novità che salta all'occhio è un completo rinnovamento grafico con una suddivisione in schede, tra cui quella dei preferiti dove si possono aggiungere i dispositivi più utilizzati, una scheda spazi dove è possibile suddividere i dispositivi per tipologia, ma anche una sezione dedicata alle automazioni, che potrà contare anche su un editor di script per una completa personalizzazione. La novità più interessante però riguarda il supporto allo standard Matter. Questo nuovo standard infatti è stato sviluppato dalle più grandi aziende del settore e mira ad eliminare tutti i problemi di compatibilità tra i vari dispositivi intelligenti. La stessa connessione e configurazione potranno avvenire direttamente nell'app di Google, di fatto evitando di dover installare un'app per ogni marca. La promessa dunque è che Matter, che verrà supportato dalla gran parte dei dispositivi sul mercato, diventerà una grande rivoluzione nel campo della domotica. Il prossimo gennaio Google Stadia smetterà di funzionare. #### Google Stadia chiude i battenti > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 02:02 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Stadia è il servizio di cloud gaming di Google nato nel 2019, che permette agli utenti di sfruttare la potenza di calcolo dei server di Google per giocare ovunque a patto di avere una stabile connessione a Internet. La chiusura di Stadia potrebbe sembrare un duro colpo per il settore del cloud gaming, ma è anche vero che Google è solita a interrompere i progetti che non raggiungono degli obiettivi di crescita molto elevati. Il problema di Stadia non è stato per nulla di carattere tecnologico, quanto più quello, ha detto degli utenti, di una scarsa presenza di videogiochi. Questo perché molte società tra cui Microsoft, che detengono diritti su molti titoli, preferiscono renderli delle esclusive per le proprie piattaforme di cloud gaming. La conoscenza appresa sviluppando Stadia potrà essere sicuramente usata per migliorare l'esperienza su altri servizi Google, tra cui YouTube, Google Play o il settore della realtà aumentata, e supportare infine altre società che stanno sviluppando nuove piattaforme di cloud gaming. Chi ha acquistato giochi sullo store e il controller di gioco verrà rimborsato sempre entro gennaio 2023. #### Dal 2024 USB-C per tutti > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:17 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Computer, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Con 602 voti a favore e solamente 13 contrari, il Parlamento europeo ha provato in via definitiva l'introduzione dello standard unico di ricarica per i dispositivi elettronici a partire dalla fine del 2024. Con questa nuova misura, tutti gli smartphone, tablet, fotocamere, mouse, tastiere e altri dispositivi di piccole dimensioni dovranno integrare se venduti all'interno del territorio europeo lo standard di ricarica USB-C. Per quanto riguarda i computer portati, l'invece è stato concesso più tempo per la transizione. Infatti l'obbligo per questi dispositivi sarà esteso solamente dalla primavera del 2026. In ogni caso, nonostante i telefoni Android utilizzino già da tempo la porta di ricarica USB-C, lo stesso discorso non vale per Apple, da quale utilizza ancora oggi la porta Lightning per i propri iPhone, ma che secondo alcune indiscrezioni già dall'anno prossimo l'azienda di Cupertino avrebbe l'intenzione di passare definitivamente allo standard USB-C, allineandosi a tutti gli altri produttori di smartphone e contribuendo così a ridurre il numero di rifiuti elettronici. L'estate è finita da due settimane e le vacanze estive sono ormai giunte al termine e dei 30 milioni di italiani che hanno deciso di partire negli ultimi due mesi, quasi 9 milioni hanno optato per un viaggio in crociera, preferendolo a una tradizionale località marittima o montana per una serie di vantaggi e comfort esclusivi. #### L’innovazione tecnologica a bordo di una crociera > - Timestamp: 04:42 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Trasporti - Tipologia: Topic **Davide**: Da sempre infatti l'idea di salpare e navigare a bordo di una nave rappresenta per l'uomo una concreta occasione per esplorare e vedere, da nuove prospettive, luoghi già visitati in precedenza, senza la preoccupazione però di dover organizzare e prenotare tutte quelle attività che spesso ci distruggono dal vero riposo. E proprio per queste ragioni, da quando è terminato il periodo legato ai lockdown da Covid-19, il settore delle crociere europeo ha visto nel 2022 un'impennata del 300% nelle prenotazioni rispetto all'anno precedente, il che porterà sicuramente nei prossimi anni ad un ulteriore rialzo della domanda per nuove navi in grado di soddisfare al meglio le esigenze e le necessità di comfort dei passeggeri. Le navi che solcano i mari al giorno d'oggi sono per questo dei veri e propri villaggi turistici all'avanguardia, dove ogni aspetto che le compone è perfettamente integrato e in comunicazione con il resto dell'imbarcazione. Per raggiungere un tale livello di complessità, necessario a rendere il viaggio a bordo il più confortevole possibile, le navi delle principali compagnie da crociera devono essere dotate delle migliori tecnologie a disposizione sul mercato, a partire dalle infrastrutture di telecomunicazioni, sino ad arrivare allo stoccaggio e allo smaltimento dei rifiuti. Ma partiamo ora elencando alcuni degli aspetti tecnologici più interessanti e funzionali che una moderna nave da crociera dovrebbe possedere nel 2022. Essendo lo smartphone il dispositivo attraverso il quale ci interfacciamo con il mondo esterno, allo stesso modo in una crociera diventa il primo supporto con cui organizzare e ottimizzare al meglio il soggiorno sulla nave. Non a caso la prima cosa che normalmente viene consigliata di fare, nel momento in cui si mette piede sull'imbarcazione, è quella di scaricare o comunque di interfacciarsi all'applicazione ufficiale della compagnia, attraverso la quale avverrà anche la connessione ad internet disponibile anche in mare aperto. Normalmente il funzionamento dell'app di bordo, affinché sia il più rapido ed efficace possibile, deve appoggiarsi alla rete locale della nave, costituita da diversi data center all'interno dei quali vengono salvate tutte le informazioni che vengono generate durante il viaggio. Ad esempio, le foto scattate durante gli eventi vengono immagazzinate proprio all'interno di questi server e grazie ad un sistema di riconoscimento facciale basato sull'intelligenza artificiale, queste foto vengono inviate attraverso la rete locale direttamente sugli smartphone degli interessati. Una volta fornita all'autorizzazione, il sistema è in grado infatti di utilizzare la rituale fotografia di partenza per identificare gli ospiti e di gestire efficacemente lo smistamento e l'invio delle foto ai diretti interessati. Oltre a dare le informazioni generali della crociera, come la tipologia degli eventi o gli orari dei principali servizi disponibili, l'applicazione garantisce anche un accesso costante alla rete internet, la quale, non essendo generata dalle normali infrastrutture di telecomunicazione di terra, viene acquisita da un servizio di connettività satellitare attraverso una serie di parabole installate lungo la nave. A questo punto, una volta preso il controllo della cabina e della situazione, sarà possibile iniziare a scoprire i numerosi luoghi di interesse presenti a bordo della nave, che spesso e volentieri variano a seconda della compagnia su cui si viaggia. Un appassionato di tecnologia, probabilmente, si interesserebbe prima di tutto nel comprendere come viene organizzato e gestito l'intrattenimento di bordo, costituito da spettacoli e show di vario tipo, che si alternano nei principali teatri. Dal momento che, per ovvie ragioni, le persone non possono spostarsi in zone che non siano comprese nella nave, le principali compagnie da crociere puntano molto sulla qualità dell'intrattenimento e per questo dedicano molta cura nella realizzazione dell'infrastruttura che lo gestisce. Per ogni singolo spettacolo sono infatti necessarie regie, impianti di illuminazione, impianti sonori e pacchi opportunamente allestiti a seconda delle esibizioni, con tanto di personale qualificato per supportare lo show in ogni singolo aspetto. Per chi non volesse perdersi nemmeno uno spettacolo o non abbia avuto il tempo per parteciparvi, le navi da crociera più recenti garantiscono anche una vera e propria rete televisiva, che oltre a produrre contenuti esclusivi, trasmette gli spettacoli in diretta su tutti i televisori di bordo. Il soggiorno negli spazi comuni, nei corridoi e nelle zone relax viene sempre accompagnato da della musica lounge, con l'intenzione di evocare negli ascoltatori la sensazione di essere in un posto tranquillo e isolato rispetto alla quotidianità. Per questo è indispensabile che la musica trasmessa sia appropriata rispetto al luogo in cui ci si trova. Molte crociere utilizzano perciò dei software in grado di suddividere la nave in diverse aree, e per ognuna di queste trasmette musica lounge diversa e a volumi differenti, tenendo in considerazione fattori esterni come la rumorosità degli ambienti, la presenza di persone, l'andatura alla quale si sta procedendo, le condizioni del moto ondoso e infine il luogo in cui si sta navigando. Anche la sicurezza non viene trascurata, considerando il fatto di trovarsi a diverse miglia dalla costa, a bordo di una nave, è di vitale importanza che le situazioni di emergenza vengano gestite tempestivamente sia dal personale di bordo che dai soccorsi esterni. Per questo motivo, considerando che la prevenzione è la carta migliore per evitare che spiacevoli situazioni possano accadere o degenerare ulteriormente, a bordo delle crociere vengono installate diverse centinaia di telecamere a seconda delle aree da coprire, ognuna delle quali può essere consultata nella Central Security Room. Il centro nevralgico di una crociera, però, è sicuramente il ponte di comando, dove avviene sia la conduzione della nave che la gestione di tutti gli aspetti legati alla sicurezza e al coordinamento generale. Sia il comandante che il secondo ufficiale di bordo hanno a disposizione, oltre a pannelli touch dove pianificare le rotte e le manovre da compiere per l'ingresso in porto e l'attracco alla banchina, anche dei joystick e controlli elettronici servo-comandati per posizionare la nave con una precisione che arriva intorno ai 10 centimetri. Naturalmente, tutte le operazioni effettuate sulla nave, quindi sia di navigazione che di gestione generale, vengono monitorate 24 ore su 24 dal personale di una sala controllo nella quale confluiscono tutte le riprese effettuate dalle telecamere, sia interne che esterne e dove in caso di emergenza si riunisce un'unità di crisi per coordinare le azioni da intraprendere per garantire la sicurezza delle persone a bordo. Parlando invece di alimentazione anche nel settore delle navi da crociera, la tecnologia ha portato ad un enorme passo in avanti in fatto di efficienza, risparmio e riduzione delle emissioni inquinanti. Se infatti sino qualche anno fa le crociere solcavano i mari grazie alla propulsione di motori alimentati a diesel, oggi le principali compagnie da crociere, come Costa e MSC, preferiscono optare per il GNL, o gas naturale liquefatto, il quale oltre ad inquinare meno permette ai motori della nave di essere meno rumorosi. Per quanto riguarda invece le tecnologie, ancora in fase di sviluppo o in corso di implementazione, si potrebbe aprire un altro lunghissimo capitolo al riguardo. Tra i più interessanti troviamo sicuramente la realtà virtuale e la realtà aumentata, tecnologie di cui abbiamo già parlato in maniera approfondita nella puntata "Realtà aumentata e realtà virtuale, l'innovazione che stenta a decollare" . I progetti più promettenti attualmente lì possiede la compagnia Royal Caribbean, il cui obiettivo è quello di realizzare una nuova tipologia di cabine premium in grado di sfruttare tali tecnologie per rendere l'esperienza ai propri clienti ancora più immersiva e coinvolgente, e una fra questi è la realizzazione di una serie di finti balconi in grado di mostrare attraverso la realtà virtuale diversi punti di osservazione presenti sulla nave. In particolare, il concept di queste finestre si basa sull'installazione di schermi incorniciati da 80 pollici in alta definizione, con tanto di ringhiera per simulare realisticamente la presenza di una vista verso l'esterno e che mostrano in tempo reale cosa succede al di fuori della nave. Un'altra soluzione invece è quella di dotare vere finestre di una tecnologia basata sulla realtà aumentata, in modo tale che le informazioni come la velocità di crociera, il meteo, l'ora o il moto ondoso vengano visualizzate direttamente sul vetro del balcone. Inoltre, per rendere l'esperienza ancora più personale e unica nel suo genere, compagnie come MSC intendono introdurre a bordo delle proprie navi assistenti virtuali che interagendo attraverso i TV delle camere o sugli schermi dislocati sulla nave, sono in grado di rispondere a centinaia di domande sulla vita a bordo, pianificare l'escursione a terra oppure gestire le prenotazioni per i ristoranti. Concludendo, abbiamo imparato che la tecnologia sta ormai pervadendo ogni aspetto legato al mondo delle crociere. E questo perché, come detto all'inizio di questa puntata, il settore delle crociere sta progressivamente riemergendo dalle acque torbide della pandemia. Dal miglioramento dei servizi essenziali come le connessioni ad internet e la qualità dell'intrattenimento, oggi le compagnie da crociere appuntano sulla personalizzazione del viaggio dei propri clienti attraverso sistemi innovativi come le interazioni in realtà aumentata e virtuale, e con il supporto anche di assistenti digitali sempre disponibili in ogni angolo della nave. E con l'aumento negli ultimi anni della popolarità delle vacanze in crociera, quando si tratta di ciò che viene offerto a bordo, le compagnie da crociera devono essere lungimiranti ed escogitare continue idee sempre più innovative, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente l'esperienza di tutti i loro ospiti, cercando di soddisfare le loro esigenze in continua evoluzione. #### Conclusione - Timestamp: 15:00 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e42 ## ENEA: l'idrogeno verde come vettore energetico > La [Commissione Trasporti e Turismo](https://www.europarl.europa.eu/committees/it/tran/home/highlights) del Parlamento Europeo ha approvato una bozza, che oltre a proporre obiettivi per diffusione dell'infrastruttura di ricarica, prevede anche alcune disposizioni per le stazioni ad [idrogeno](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e4?t=293). L’obiettivo è quello di coprire il territorio europeo ogni 100 km entro il 2028. Per capire nel dettaglio il ruolo dell’idrogeno, non solo nell'ambito della mobilità sostenibile, è tornato a trovarci [Giorgio Graditi](https://www.dentrolatecnologia.it/giorgio.graditi.html), direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell'[ENEA](https://www.dentrolatecnologia.it/enea.html). Nella sezione delle notizie parliamo di una iniziativa di TIM, ANM e Qualcomm per portare il [5G](https://it.m.wikipedia.org/wiki/5G) su un tram a Napoli e di come le [big tech](https://en.m.wikipedia.org/wiki/Big_Tech) diranno addio alle password. - Stagione: 4 - Episodio: 42 - Data di pubblicazione: 2022-10-15 06:45:00 - Durata: 21:46 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e42](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e42) - Episodi correlati: s4e4, s4e14, s4e22 - Tag: giorgio graditi,enea,energia,idrogeno,h2,idrogeno verde,fonti rinnovabili,vettore energetico,ricerca,hydrogen valley,google,microsoft,apple,password,passkey,TIM,napoli,tram,5G,infotainment ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Giorgio**: In questo contesto, ENEA sta realizzando presso il centro di ricerca ENEA della Casaccia, che si trova alle porte di Roma, il centro più grande di ricerca dell'ENEA, un Hydrogen Valley che si identifica come un insieme di infrastrutture high-tech che consentono di fare ricerca, sperimentazione, validazione di nuove soluzioni tecnologiche, ma di divenire anche incubatore di tecnologie con un approccio neutro, ovviamente, in risposta a quelle che sono le istanze degli stakeholder, tanto quelli di settore quanto quelli di indotto. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi ospitiamo nuovamente ENEA, l'agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ma questa volta parleremo di idrogeno verde e della ricerca che si sta facendo per renderlo un ottimo vettore energetico. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il primo tram 5G nella città di Napoli > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:38 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Tim e Azienda Napoletana Mobilità hanno annunciato l'avvio di una collaborazione con Qualcomm per sperimentare nella città di Napoli i tram intelligenti connessi alla rete 5G. Attualmente il progetto non prevede l'acquisto di nuovi veicoli, bensì l'implementazione di tecnologie e cloud mobility su tram già esistenti e già operativi per le strade della città. Per le prossime tre settimane, ad esempio, la sperimentazione interesserà il tram della linea 4 di Napoli, su quale verrà installato un sistema di infotainment accessibile ai passeggeri, costituito da schermi in 16 noni e una connessione 5G diffusa dal wifi di bordo. Le informazioni in tempo reale saranno comunque accessibili da smartphone grazie a un codice QR che daranno accesso alla posizione del mezzo, a notizie di attualità, al meteo e a curiosità su luoghi e fatti storici della città interessati dal passaggio in tempo reale del tram. Negli anni abbiamo sempre più capito quanto la password spesso non sia un sistema di accesso affidabile e sicuro. #### Le big tech diranno addio alle password > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:37 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Il problema principale infatti sono proprio gli utenti, che molto spesso utilizzano una sola password per più dispositivi, o la generano partendo dal proprio nome o data di nascita, per non parlare infine dei tentativi di phishing, che molte volte ci portano a condividere la nostra password con criminali informatici. Per questo Google, Apple e Microsoft hanno intenzione di eliminare le password, utilizzando uno standard che inizia sempre più a prendere piede e che prevede l'utilizzo delle passkey. Attualmente questa tecnologia è molto usata nell'ambito Linux e prevede l'uso di una coppia di chiavi, una pubblica e una privata. La chiave privata, salvata in modo sicuro sul dispositivo, sarà quindi usata per garantire l'accesso al sito o all'app, usando i principi della criptografia. L'accordo tra Google, Apple e Microsoft, poi, garantirà l'interoperabilità tra i dispositivi, potendo usare ad esempio un iPhone per accedere ad un sito da Windows. Le chiavi, poi, potranno anche essere condivise e sincronizzate in cloud, per garantire la migliore esperienza utente possibile senza però rinunciare alla sicurezza, di cui sempre più avvertiamo l'importanza. #### ENEA: l'idrogeno verde come vettore energetico > - Timestamp: 04:09 - Autori: ENEA, Giorgio Graditi, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Energia - Tipologia: Intervista **Davide**: La Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo ha approvato una nuova bozza di regolamento, che oltre a proporre precisi obiettivi per quanto riguarda la diffusione dell'infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici, prevede anche alcune disposizioni per le stazioni ad idrogeno, in modo tale che possa coprire il territorio europeo ogni 100 km entro il 2028. Per capire nel dettaglio il ruolo dell'idrogeno non solo nell'ambito della mobilità sostenibile è di nuovo con noi Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell'ENEA. Bentornato Giorgio. **Giorgio**: Grazie dell'invito e bentrovati. **Davide**: Che cos'è il vettore energetico idrogeno e quali sono i suoi campi di applicazione. **Giorgio**: Sì, allora, intanto l'idrogeno, come correttamente tu hai detto, è un vettore energetico ed è un nuovo vettore nel nostro sistema, quindi è qualcosa che richiede certamente delle azioni di carattere sistemico che vanno dalle tecnologie per la sua produzione ad elementi che riguardano il trasporto, la distribuzione, sino agli usi finali nei tre principali campi di applicazione che sono sostanzialmente l'industria, il trasporto e il residenziale civile. **Davide**: E quindi cosa manca per arrivare ad una produzione di idrogeno su larga scala? **Giorgio**: È chiaro che si tratta anche qui di un processo complesso che richiede tempo e che soprattutto necessita di alcune azioni fondamentali. In primo luogo una strategia, una roadmap nazionale che è orientata a promuovere capacità di innovazione e ad accrescere la competitività sul mercato delle nostre realtà industriali. Serve la costruzione, in questo caso è veramente fondamentale per l'idrogeno, di un quadro regolatorio e legislativo, ma anche normativo, chiaro, di agevole applicazione, in tema soprattutto di sicurezza, di certificazione degli impianti e dei componenti associati e di permitting. Serve anche a ragionare su schemi di incentivazione, perché è chiaro che l'idrogeno oggi non è competitivo sul mercato rispetto ad altri vettori o rispetto ad altri combustibili, però bisogna agire sull'incentivazione che deve essere tanto sulla produzione, ovvero le cosiddette tecnologie a missioni zero, sempre con un approccio di neutralità tecnologica, quanto sulla domanda. E in questo contesto noi come ENEA lavoriamo in diversi ambiti con degli obiettivi ben chiari che sono di fare ricerca, sperimentazione e dimostrazione, poi sull'elemento dimostrazione vi racconto qualcosa perché credo che sia molto importante, e trasferimento tecnologico di questi risultati. Per dare qualche elemento, così capiamo un po' di cosa parliamo, la strategia europea punta al 2024 ad ampliare la capacità produttiva di elettronizzatori a 6 gigawatt, al momento ne abbiamo un gigawatt. **Davide**: E cosa sono gli elettrolizzatori? **Giorgio**: Gli elettronizzatori sono i componenti che consentono di produrre idrogeno a partire dalla fonte rinnovabile, quindi utilizzano il solare, l'eolico, come energia elettrica che, attraverso il processo di scissione della molecola dell'acqua, ovvero idrogeno e ossigeno, che viene effettuato all'interno di un elettronizzatore, consentono di avere un idrogeno in uscita quindi come elemento prodotto. A livello italiano noi abbiamo dei target previsti al 2030, che sono quelli definiti dalle linee guida della strategia nazionale che guardano dal 2% di penetrazione dell'idrogeno nella domanda energetica finale a 5 gigawatt di capacità di elettrodisi, quindi per produrre idrogeno verde, installata, fino a 8 milioni di tonnellate, se non ricordo male, in meno di emissioni di CO2 equivalenti. Quindi ciò significa che bisogna agire sull'intera catena del valore dell'idrogeno e bisogna agire lavorando in maniera coordinata, mettendo a sistema tutte le forze del Paese, che non sono soltanto quelle ovviamente della ricerca in senso ampio, quindi accademie, enti di ricerca, eccetera, ma anche quelle industriali, che devono sostanzialmente trovare un connubio virtuoso da quello che è la capacità della ricerca, di fare innovazione, è quella che è la necessità e le istanze sostanzialmente che provengono dal mondo industriale. Da questo punto di vista i settori sui quali si può agire sono diversi, abbiamo settori industriali in cui non tutti i comparti hanno raggiunto uno stesso livello di maturità tecnologica in termini di prontezza nell'utilizzo dell'idrogeno, ovvero noi abbiamo settori fortemente energivori, i cosiddetti hard to update, pensate alle raffinerie, alle chimica, al settore sostanzialmente del vetro, della carta, dell'acciaio, sono tutti settori dove c'è una produzione di CO2 ma c'è anche una necessità di energia importante, oggi quell'energia che è tipicamente un'energia termica, quindi un calore ad alta temperatura viene generato da gas, quindi da metano, da combustibile fossile, la prospettiva è quella di sostituire pian piano questo combustibile con l'idrogeno, che è un combustibile pulito, in modo tale da poter decarbonizzare questi processi, alcuni di questi settori sono più pronti a partire, nel senso sono più pronti nel poter accoglierne all'interno dei loro processi l'idrogeno, ovviamente in quantità attualmente limitate, con una prospettiva poi di crescita nel tempo. Un altro settore importante è quello dei trasporti, nel caso dei trasporti abbiamo i cosiddetti trasporti leggeri e i trasporti pesanti, quando parliamo dei trasporti leggeri facciamo riferimento ad esempio al trasporto pubblico locale, quindi agli autobus, ai veicoli che utilizziamo tutti noi per i nostri movimenti quotidiani, trasporto pesante facciamo riferimento al truck, quindi su gomma, i canyon, facciamo riferimento ai trasporti marittimi, ai ferroviari, anche all'avio. È chiaro che le situazioni qui sono un po' diverse, però si sta lavorando tanto sui trasporti leggeri, quindi l'utilizzo sostanzialmente dei veicoli a idrogeno con cella a combustibile, che è poi l'oggetto a bordo dell'auto che consente, utilizzando idrogeno come sorgente primaria, sostanzialmente poi di generare energia che si trasforma o che consente il movimento poi del veicolo stesso, ma anche l'impiego di sistemi similari a bordo delle navi, a bordo dei treni, soprattutto laddove ci sono tratte non elettrificate che oggi vanno a diesel, quindi sostanzialmente bruciano gasolio con emissioni di CO2 in atmosfera e un'ottica certamente più di lungo respiro anche nel settore dell'avio, quindi sostanzialmente degli aerei. Stiamo qua chiaro facendo riferimento a un idrogeno green, come dicevo prima, un idrogeno verde prodotto da rinnovabile. **Davide**: E cosa serve per produrre idrogeno verde? **Giorgio**: Per produrre idrogeno verde serve installare rinnovabile, quindi una rinnovabile addizionale, cioè un ulteriore rinnovabile ad installare in aggiunta a quella impiegata per decarbonizzare l'elettrico. Per darvi un ordine di grandezza, oggi produrre un chilogrammo di idrogeno attraverso un processo di elettrolisi quindi idrogeno diciamo prodotto ripeto in modo green da fonte rinnovabile richiede un impiego di energia di ingresso di circa 50 kWh, traduciamo i 50 kWh in un elemento di facile comprensione, 50 kWh sostanzialmente è la quantità di energia corrispondente al consumo di una famiglia media italiana per una settimana. Quindi comprendete che sono processi ancora energivori e quindi sono processi rispetto ai quali serve tanta ricerca per ridurre l'energia necessaria per la produzione di idrogeno, ma anche per aumentare l'efficienza sostanzialmente poi degli elettrolizzatori. Per produrre la quantità di idrogeno che è prevista nelle linee guida nazionali e la strategia emessa dal Ministero della Transizione Ecologica, circa 700 mila di tonnellate di idrogeno verde all'anno, significa utilizzare 35 TWh di energia aggiuntiva. Se dobbiamo fare questi 35 TWh da fonte rinnovabile, dobbiamo installare 20 GW di rinnovabile. Quindi stiamo parlando di qualcosa che ovviamente ha un suo impatto, ciò non significa che non è un percorso da seguire, è un percorso obbligato, indispensabile, necessario, avviato rispetto al quale tutti quanti abbiamo contezza della non solo necessità, ma anche della correttezza in termini di contributo a quella che è la migliore qualità di vita di tutti noi, ma lo dobbiamo gestire con un approccio di transizione, quindi con equilibrio, considerando che i processi di transizione devono essere equi, devono essere inclusivi, non devono determinare disagio, non devono determinare squilibrio né sociale né economico, ma devono invece andare in un'ottica di fornire opportunità di sviluppo competitivo, di fertilizzazione dei territori, di ricadute positive che non sono soltanto occupazionali ma sono proprio anche di nuova opportunità. Quindi, per rispondere e dare qualche altro elemento in più a quanto tu dicevi, è fondamentale agire, adesso guardiamolo da un punto soprattutto di ricerca, di sviluppo, di sperimentazione, su alcuni asset che sono la produzione dell'idrogeno verde, le tecnologie che servono per lo stoccaggio, per lo storage dell'idrogeno, per il trasporto e la sua trasformazione in altri derivati, ad esempio gli e-fuel, cioè che sono sostanzialmente combustibili puliti Agire sulle celle a combustibile per le applicazioni sia stazionarie che non stazionarie, qui si apre il mondo delle applicazioni sui trasporti, quindi sostanzialmente la possibilità di decarbonizzare il mondo dei trasporti attraverso l'utilizzo di combustibili puliti, tra cui certamente l'idrogeno in questo senso, perché la produzione di idrogeno non determina CO2, sostanzialmente ha come scarto acqua e poi bisogna anche agire su tutto ciò che è la componentistica a bordo di questi sistemi, la parte che si chiama il cosiddetto balance of system o balance of management che consente di digitalizzare i sistemi, di renderli più smart, quindi di incrementare la loro affidabilità, ma anche la loro capacità di erogare i servizi. In tutto ciò è fondamentale dimostrare. La ricerca poi deve essere sperimentata e dimostrata. In questo contesto ENEA sta realizzando presso il centro di ricerca ENEA della Casaccia, che si trova alle porte di Roma, il centro più grande di ricerca dell'ENEA, un Hydrogen Valley, è la prima Hydrogen Valley nazionale che viene finanziata dal Ministero della Transizione Ecologica con circa 15 milioni di euro e che si identifica come un insieme di infrastrutture high-tech che consentono di fare ricerca, sperimentazione, validazione di nuove soluzioni tecnologiche ma di divenire anche incubatore di tecnologie con un approccio neutro, ovviamente, in risposta a quelle che sono le istanze degli stakeholder, tanto quelli di settore quanto quelli di indotto. Quindi è una piattaforma polifunzionale, aperta, inclusiva, che potrà usufruire, e questo è un punto certamente importante, delle competenze di alta qualificazione dei ricercatori dell'ENEA, delle infrastrutture in esistenza, dei laboratori, per accelerare questo processo di transizione e muovere verso degli ecosistemi basati sull'idrogeno. ENEA fa attività di ricerca sull'idrogeno da oltre 30 anni, siamo stati tra i primi, forse i primi, forse in termini di ricerca, o certamente tra i primi a lavorare sull'idrogeno, quindi abbiamo competenze consolidate, abbiamo conoscenze. Adesso il sistema, come si diceva all'inizio, energetico ha già avviato un processo di forte evoluzione, di cambiamento e certamente l'idrogeno è uno dei vettori principali in un'ottica di prospettiva futura. Considerate che nella strategia europea di decarbonizzazione l'idrogeno insieme alle rinnovabili, insieme al cosiddetto settore della smart sector integration, costituiscono i pilastri di riferimento proprio per la decarbonizzazione. Lasciatemi dare un'informazione importante, perché credo che questo sia un elemento utile, l'Italia ha avviato importanti investimenti nel settore dell'idrogeno attraverso il PNRR, sono previsti finanziamenti per circa 3 miliardi e 600 milioni di Euro sull'idrogeno che consentiranno di favorire la creazione delle cosiddette gigafactory, capacità produttiva di elettrolizzatori sul territorio, che consentiranno di decarbonizzare o daranno un contributo alla decarbonizzazione di alcuni dei settori particolarmente energivori, i cosiddetti hard to update, alcuni di quelli di cui abbiamo parlato, ma anche di agire nel settore dei trasporti, in particolare sui trasporti pesanti, quindi sul lato ferroviario e sul lato marittimo. Insieme a ciò è stato avviato un importante piano di ricerca sull'idrogeno che abbiamo proprio sottoscritto noi come ENEA con il Ministero della Transizione Ecologica, è un piano di ricerca da 110 milioni di Euro, di cui ENEA è soggetto affidatario che svolgerà in collaborazione… coinvolgendoli nella forma di co-beneficiari, cioè di soggetti attuatori esterni, anche il CNR e l'RSE, per attività di ricerca che sono sostanzialmente orientate a trattare le tematiche sull'intera value chain, quindi dalla produzione allo stoccaggio, alla distribuzione e agli usi finali. Ciò per dire che l'Italia è presente in questo settore, potrà avere un ruolo di primo piano a livello strategico perché ha certamente delle competenze di alta qualificazione, non solo in lato ricerca, ma anche nel mondo industriale. Noi siamo ancora oggi la seconda potenza manifatturiera d'Europa in alcuni comparti, ad esempio il termico, il meccanico, dove si sviluppano tecnologie, prodotti, componenti che con customizzazioni sostenibili, quindi non particolarmente impattanti, potrebbero essere utilizzate nel comparto dell'idrogeno. Quindi abbiamo potenzialità importanti da questo punto di vista, abbiamo realtà industriali, abbiamo realtà accademiche, abbiamo realtà di ricerca. Dobbiamo probabilmente rafforzare quelli che sono gli elementi di governance, quindi di capacità di sistematizzare le azioni, di favorire anche dei programmi di respiro, incentivando in maniera corretta e opportuna lo sviluppo di queste tecnologie e anche costruendo sin da adesso strumenti che consentano poi di tradurre i benefici derivanti dai finanziamenti del PNRR in PIL che rimane sul territorio. Ma anche in conoscenza, dobbiamo creare le figure professionali del domani, dobbiamo agire sulla formazione, sulla costruzione delle figure che poi ci servono per poter sviluppare ulteriori competenze ed essere sempre più competitivi. **Davide**: Va bene Giorgio, grazie per averci fatto capire quanto la ricerca nell'ambito dell'idrogeno, l'idrogeno verde, possa essere vista anche come un'opportunità di crescita per il nostro paese. A presto. **Giorgio**: Grazie a voi e alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 20:54 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e43 ## Il gemello digitale che semplifica la produzione industriale > Tra le cinque tendenze emergenti che guideranno l'innovazione tecnologiche del prossimo decennio un posto è occupato dal [Digital Twin](https://www.gartner.com/en/information-technology/glossary/digital-twin). Si tratta di un modello virtuale che promette di semplificare la produzione e lo sviluppo dei prodotti anche nell'[Industria 4.0](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e26?t=242). Ma cos'è e come funziona, nella pratica, il Digital Twin? In questa puntata approfondiamo questa tecnologia, capendo in che modo è già sfruttata dalle grandi industrie di oggi e come verrà implementata in quelle del futuro. Nella sezione delle notizie parliamo di [Netflix](https://www.netflix.com/it/) che implementerà la pubblicità e cercerà di porre un limite alla condivisione degli account, della prima denuncia di [Amazon](https://www.amazon.it) per recensioni false in Italia e infine di un traduttore linguistico di [Meta](https://about.fb.com/news/2022/10/hokkien-ai-speech-translation/) basato su [intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246). - Stagione: 4 - Episodio: 43 - Data di pubblicazione: 2022-10-22 06:45:00 - Durata: 15:45 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e43](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e43) - Episodi correlati: s2e29, s3e16, s3e46 - Tag: industria 4.0,digital twin,gemello digitale,medicina,industria,modello 3d,copia virtuale,simulazioni,traduttore,meta,facebook,ia,intelligenza artificiale,traduttore universale,dialetti,netflix,condivisione,password,account,pubblicità,recensioni,amazon,5 stelle,denuncia ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi capiremo cos'è un gemello digitale, meglio conosciuto come Digital Twin, quali sono le sue applicazioni pratiche in ambito industriale, ma anche nella nostra vita di tutti i giorni. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Netflix, pubblicità e addio condivisione > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo mesi di rumors e indiscrezioni, Netflix è finalmente uscita allo scoperto, annunciando la data entro cui entreranno in vigore le nuove regole che tutti stavano ormai aspettando. A partire da inizio 2023, tutti gli utenti in possesso di account condivisi con altre persone non appartenenti al nucleo familiare dovranno pagare una quota superiore per poter continuare ad utilizzare un profilo diverso da quello del proprietario dell'account. Per agevolare la transizione a questa nuova modalità di sottoscrizione, Netflix metterà comunque a disposizione una nuova funzione chiamata trasferimento profilo, attraverso la quale sarà possibile spostare i dati del vecchio profilo su un nuovo account Netflix senza perdere la cronologia, i preferiti o le impostazioni principali. In alternativa, vi sarà anche la possibilità di creare un sub-account, tramite il quale il proprietario potrà attivare uno o più profili secondari ad un prezzo maggiorato rispetto a quello predefinito. Le voci sull'arrivo di queste nuove funzionalità sono iniziate a circolare da quando Netflix ha registrato il primo calo di abbonamenti dopo oltre dieci anni di attività. E proprio questo è il motivo per cui la società ha ritenuto opportuno rivedere la sua politica sulla condivisione delle password e puntare sull'introduzione di un piano più economico con pubblicità per tornare nuovamente ad espandersi nel mercato dei servizi streaming. #### Amazon denuncia false recensioni > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:24 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto - Tipologia: Notizia **Davide**: Un problema che Amazon ha difficoltà a risolvere è quello delle recensioni false, o meglio dire, recensioni a cinque stelle non veritiere che alcuni utenti scrivono in cambio di un rimborso completo degli acquisti effettuati. Ovviamente il problema sta nel fatto che in questo modo la percezione degli altri clienti ignari sarà quella di acquistare un prodotto di alta qualità. A discapito di prodotti di qualità superiore che non vengono però spinti artificialmente. Dopo molte azioni legali negli Stati Uniti contro oltre diecimila gruppi Facebook di compravendita di recensioni, Amazon ha deciso di presentare la prima denuncia penale a livello europeo in Italia. La denuncia ha preso di mira uno dei principali broker, il quale avrebbe creato una rete di persone disposte a comprare prodotti su Amazon e a pubblicare recensioni a cinque stelle. Trattandosi di utenti reali è molto difficile se non impossibile individuare le recensioni a pagamento. Ma Amazon si sta muovendo sia da un punto di vista giuridico ma anche tecnologico per provare a ovviare il problema. #### Il traduttore universale di Meta > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:28 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Meta da qualche giorno ha presentato il progetto UST, ossia Universal Speech Translator. L'obiettivo è quello, come dice il nome, di realizzare il più completo traduttore al mondo, capace di supportare anche le lingue meno comuni o i dialetti prettamente orali. Il problema principale di queste lingue infatti è che non esistono, o almeno non sono abbastanza, le fonti scritte su cui è possibile addestrare un sistema di traduzione efficiente. L'UST ad esempio ha dimostrato di saper tradurre il dialetto di Taiwan Hokkien in inglese, processo che fino ora non era mai stato preso in considerazione. Il merito va proprio all'algoritmo sviluppato da Meta, che trascrive il parlato in una notazione fonetica standard, la confronta con il linguaggio più simile e tramite questa fornisce la traduzione. I linguaggi e i dialetti supportati sono attualmente 272, ma Meta si sta sforzando per rendere questo sistema sempre più completo e per poter integrare nel suo Metaverso nei prossimi occhiali smart un traduttore in tempo reale che possa finalmente eliminare le barriere linguistiche. #### Il gemello digitale che semplifica la produzione industriale > - Timestamp: 04:46 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: Nel 2020, Gartner, una delle più grandi multinazionali che si occupa di ricerca e analisi nel campo della tecnologia e dell'informazione, ha prodotto una lista di 5 tendenze emergenti, che guideranno l'innovazione tecnologica dei prossimi decenni. Tra queste, un posto è occupato dal Digital Twin, ossia un modello digitale, virtuale che promette di semplificare la produzione e lo sviluppo dei prodotti industriali, affermandosi come uno degli elementi fondamentali per l'industria 4.0. Ma cos'è e come funziona nella pratica il Digital Twin? In questa puntata andremo proprio ad approfondire meglio questa tecnologia, capire in che modo questa è già stata sfruttata dalle grandi industrie e analizzare i benefici che il suo utilizzo ha portato e porterà nell'industria del futuro. Seppure il suo sviluppo sia abbastanza recente, e solo negli ultimi anni questa tecnologia sta avendo un sempre maggior successo, il concetto del Digital Twin nasce già nel 1991, con la pubblicazione di Mirror Words, mentre il termine viene coniato nel 2001, quando Michael Grieves introdusse l'idea di un gemello digitale come l'equivalente di un prodotto fisico. E il Digital Twin è infatti proprio questo, una copia esatta virtuale di un oggetto, una macchina o anche un'interazienda e collegata in tempo reale all'entità reale. Un concetto che, se vogliamo, non si discosta poi molto da quello che negli ultimi mesi abbiamo imparato a conoscere come metaverso. Nel caso di una macchina o un robot, ad esempio, grazie a svariati sensori, è possibile replicare in tempo reale o quasi l'esatto stato dell'oggetto fisico. In questo modo è possibile controllare e dare moto la macchina, eseguire simulazioni, prevedere guasti e rotture e di conseguenza programmare le opere di manutenzione. Già questo, dunque, fa capire le potenzialità di questa tecnologia e di come il suo utilizzo in campo industriale possa realmente semplificare e rendere l'intera filiera produttiva più efficiente, controllata, e sul lungo periodo diminuire i costi di gestione. Il concetto del Digital Twin, infatti, non va applicato solamente al singolo prodotto, ma può essere esteso e anzi, assume ancora più senso, se i vari gemelli digitali delle macchine, dei robot e dei prodotti coesistono nello stesso spazio virtuale, andando di fatto a creare una copia digitale non solo dei singoli oggetti, ma dell'intera industria. Il risultato è, appunto, un gemello della filiera produttiva, che può essere anche in questo caso utilizzato per controllare in tempo reale le varie parti dell'industria, raccogliere e aggregare i dati provenienti dai diversi sensori, ma anche simulare il comportamento e l'integrazione dei vari macchinari, ancor prima di installarli. In questo modo, ad esempio, è possibile sapere in anticipo se i vari componenti sono compatibili fra loro, ed eseguire diverse simulazioni per cercare, tra le altre cose, il modo più efficiente per disporli all'interno della fabbrica. Inoltre, questa tecnologia aprirebbe la strada anche ad una interoperabilità tra le macchine, che condividerebbero tra loro l'esatto stato in cui si trovano e grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, potrebbero adattarsi per evitare interruzioni o per ottimizzare ulteriormente la filiera. Un altro modo in cui è possibile usare la tecnologia del Digital Twin è quello di programmare in anticipo le macchine nel momento in cui queste devono cambiare la tipologia di prodotto da realizzare. Finora, il cambiamento porta infatti a tempi morti, in cui i robot e l'attività sono fermi in attesa della nuova configurazione. Grazie al gemello digitale è possibile verificare in anticipo che le nuove impostazioni siano corrette e portino i risultati sperati, con un enorme risparmio di costi. Per capire meglio le potenzialità di questa tecnologia, però, è forse opportuno vedere qualche esempio pratico di aziende multinazionali che l'hanno implementata con successo e la utilizzano regolarmente per migliorare la propria produzione e risparmiare milioni di euro. Un caso emblematico è quello di General Electric, che da qualche anno introdotto l'uso di un gemello digitale per le turbine che vengono utilizzate sia per realizzare pale eoliche, ma anche come motori dei più moderni jet. Nel caso degli aerei ad esempio, durante un volo vengono prodotti circa 500 GB di dati tra i vari sensori, che vengono poi inviati in tempo reale a General Electric che monitora i parametri sul modello virtuale. In questo modo, l'azienda può individuare immediatamente eventuali malfunzionamenti e prendere le dovute precauzioni da remoto, ma anche segnalare guasti o suggerire manutenzioni o sostituzioni. Ma non solo, avere un modello virtuale associato ad uno reale e costantemente monitorato permette anche alle aziende di testare i prodotti anche dopo che questi sono stati consegnati, vedere come si comportano in situazioni reali e proporre migliorie o aggiornamenti software che vanno a risolvere eventuali problematiche. Un esempio simile viene da Tesla, che possiede un modello digitale di ogni auto venduta e ne raccoglie lo stato e le informazioni in tempo reale. In questo modo, l'azienda riesce a verificare la presenza di problemi ed errori di progettazione comuni a più auto e che possono essere risolti nei modelli successivi. Boeing invece utilizza i Digital Twin per progettare i suoi aerei. Le aziende che producono i vari pezzi, che poi andranno a comporre il velivolo, infatti forniscono a Boeing i corrispettivi modelli digitali. In questo modo, l'azienda può progettare e testare in anticipo l'aereo, proporre migliorie o verificare che tutti i componenti si integrino e cooperino tra loro. Solo nel momento in cui tutti i test sul modello digitale soddisfano i criteri stabiliti da Boeing, i vari componenti vengono prodotti secondo i requisiti stabiliti e assemblati per costruire il prodotto finale, in questo caso l'aereo. E ancora, l'azienda italiana Dallara, invece di produrre prototipi fisici e testarli nelle gallerie del vento per verificare l'aereodinamicità delle automobili prodotte, e in caso modificarle e poi ritestarle e così via, utilizza i modelli tridimensionali accurati delle scocche da produrre per poi eseguire le simulazioni necessarie e quindi trasferire l'intero processo dal mondo fisico al mondo digitale, con un notevole risparmio in termini sia economici ma anche di tempo. E sempre nell'ambito automobilistico, grazie agli innumerevoli sensori di cui sono dotate le auto da competizione, ad esempio per le gare di Formula 1, è possibile usare questi dati per simulare le possibili manovre e configurazioni e migliorare i tempi magari recuperando un secondo che potrebbe essere decisivo per la vittoria. Infine, anche un'intera città, come nel caso di Singapore, può avere un suo gemello digitale che può aiutare urbanisti e amministrazione a migliorare la città, renderla più efficiente, programmare lavori e opere pubbliche, gestire il traffico e così via. Fino ora, però, abbiamo parlato di Digital Twin solo riferito a prodotti fisici e industriali come macchine, robot, persino intere aziende. È in questo contesto, infatti, che la tecnologia sta trovando maggior successo, essendo su un terreno fertile quello dell'industria 4.0 che è destinato a crescere sempre di più, proprio verso questa direzione di interoperabilità, digitalizzazione, analisi dei dati e internet delle cose che il Digital Twin riesce a comprendere. Tuttavia, il concetto di gemello digitale è molto più generale e non è per forza legato all'ambito industriale, ma è possibile estenderlo a qualsiasi contesto. Potenzialmente, infatti, ognuno di noi, in futuro, potrà avere una propria copia virtuale, aggiornata in tempo reale, e che integra i dati provenienti ad esempio dallo smartwatch, dal telefono, dai dispositivi e sensori medici in cui era chiusa la nostra storia, la cartella clinica, i documenti e tutto ciò che ci riguarda. Un concetto, come dicevamo all'inizio, che non si discosta poi molto dall'idea di metaverso di cui si è discusso nell'ultimo periodo. Un gemello digitale, però, potrà fare molto di più. È possibile sfruttare il modello tridimensionale di noi, ad esempio per commissionare da remoto abiti su misura, o provarli in un negozio virtuale prima di acquistarli e vedere in anticipo se sono adatti o meno. Un'altra applicazione forse ancora più importante e utile è nell'ambito medico. Come detto poco fa, una nostra copia digitale può raccogliere anche tutti i parametri vitali registrati da smartwatch o dispositivi medici, ma anche abitudini alimentari, attività fisica, stili di vita e la nostra cartella clinica. Un medico quindi potrebbe avere accesso a questi dati, e magari grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, che riescono molto più di un essere umano ad analizzare una così grande mole di dati, diagnosticare o prevedere o prevenire problemi di salute, aggiustare e consigliare un diverso stile di vita, o fornire cure personalizzate in base alla storia del paziente. In campo chirurgico invece un modello 3D estremamente dettagliato, e quindi comprendente anche gli organi e la struttura interna del paziente, può essere sfruttato per simulare operazioni e trovare la più efficace, o come addestramento prima dell'operazione vera e propria. Queste però sono ovviamente solo alcune delle potenzialità che la tecnologia del digital twin ha, se applicata non solo all'industria ma anche alle persone. Chiaramente i problemi da affrontare in questo contesto sarebbero diversi, a partire proprio dalla tutela della privacy e dei diritti fondamentali dei cittadini, che dovranno essere sempre garantiti ma senza d'altro canto fermare il progresso tecnologico. L'ambito medico in questo caso potrebbe forse essere la direzione iniziale verso cui sviluppare questa tecnologia legata alle persone. Nel frattempo il digital twin sarà sfruttato sempre di più nell'ambito industriale, dove i problemi di privacy sono decisamente meno limitanti e dove questa tecnologia avrà un successo sempre crescente e sarà fondamentale per efficientare e semplificare la produzione industriale. #### Conclusione - Timestamp: 14:53 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e44 ## Quale sarà il futuro dei nostri ricordi digitali? > Prima o poi ci dovremo chiedere [che fine faranno](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e44?t=197) tutte le foto e i video che abbiamo realizzato con il nostro smartphone. Non solo, anche testi, messaggi, registrazioni e documenti sono a rischio se non salvati su supporti che ne possano garantire la longevità. Oggi conosciamo la storia anche grazie a [documenti cartacei](https://www.pixartprinting.it/blog/storia-della-carta/) dell’età antica che si sono conservati quasi intatti per centinaia e centinaia di anni. Lo stesso varrà anche per i file che creiamo quotidianamente? Per rispondere a questa domanda è tornato a trovarci [Alessandro Cocilova](https://www.dentrolatecnologia.it/alessandro.cocilova.html), docente e autore del podcast [RAEE - Storie digitali](https://open.spotify.com/show/0QHPJ81Ah7BWiFToc9c29H). Nella sezione delle notizie parliamo dell’inizio dei lavori della particolarissima città lineare [The Line](https://en.wikipedia.org/wiki/The_Line,_Saudi_Arabia) e di una proposta della [Commissione Europea](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e42?t=244) per rendere i [bonifici istantanei](https://www.pagamentidigitali.it/payment-innovation/bonifico-istantaneo-come-funziona-e-quanto-costa/) una valida alternativa al denaro contante. - Stagione: 4 - Episodio: 44 - Data di pubblicazione: 2022-10-29 06:45:00 - Durata: 25:31 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e44](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e44) - Episodi correlati: s3e45, s4e16 - Tag: alessandro cocilova,raee,rifiuti digitali,vhs,dvd,ricordi,memorizzazione,hard disk,cd,5D optical data storage,foto,video,cubbit,storia,anni 80,anni 90, commissione europea,servizi,pagamenti,consumi,bonifici istantanei,the line,arabia saudita,deserto,opera ingegneristica,ingegneria edile,linea,smart city ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Alessandro**: Un supporto ottico è pensato per durare 100 anni che sembrano tantissimo ma non sono così tanto, cioè io ancora ho modo di vedere le foto scattate dai miei bisnonni e invece probabilmente i miei pronipoti non riusciranno mai a vedere le foto di quando avevo 10 anni ed erano state memorizzate su un CD. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi cerchiamo di capire perché dovremmo prestare più attenzione a come conserviamo le nostre foto e più in generale i nostri ricordi digitali se vogliamo preservarli per più tempo possibile. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. L'Arabia Saudita da qualche anno in mente un progetto per realizzare la più grande smart city al mondo, denominata The Line. #### Sono iniziati i lavori per “The Line” > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:19 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: E per molto, The Line sarebbe rimasto sempre solo un progetto, troppo ambizioso per essere realizzato. In questi ultimi giorni, invece, alcune riprese aeree hanno fotografato proprio l'inizio del cantiere, che per i prossimi anni realizzerà una delle opere più maestose degli ultimi tempi. The Line dovrà essere infatti un enorme smart city che potrà ospitare 9 milioni di abitanti. La vera particolarità però sta nel fatto che, a differenza delle città tradizionali, The Line, come dice il nome, si svilupperà lungo una linea di 170 chilometri, alta a 500 metri e larga a 200. Sarà a zero emissioni e i cittadini si sposteranno esclusivamente a piedi o utilizzando un treno sotterraneo ad alta velocità, che permetterà di spostarsi da un estremo all'altro in 20 minuti. Infine, l'ingombro ridottissimo della città permette di conservare il 95% del territorio, un progetto ambizioso in cui sicuramente ci saranno enormi sfide ingegneristiche da affrontare e la cui realizzazione sarà di enorme interesse per tutti. La Commissione Europea ha intenzione di estendere la possibilità di generare bonifici bancari istantanei a tutti i cittadini e a tutte le imprese dell'Unione che siano in possesso di un conto corrente. #### Bonifici istantanei per tutti i cittadini UE > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:32 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Finanza, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: L'obiettivo è quello di garantire un'alternativa credibile al contante, cercando di liberare e velocizzare il denaro in transito, in modo che possa essere utilizzato prima per i consumi e gli investimenti. In questa proposta si andrebbe quindi ad aggiornare il regolamento unico sui pagamenti in euro del 2012, attraverso alcuni punti fondamentali. Il primo, ovvero rendere i pagamenti istantanei in euro universalmente disponibili, con l'obbligo per i fornitori dei servizi di integrare la anche versione istantanea del bonifico tradizionale, garantire la convenienza del pagamento istantaneo senza che il prezzo del servizio superi quello praticato per l'ordinario, e infine rendere i bonifici istantanei più sicuri con ulteriori verifiche sui dati personali del beneficiario. Una domanda che prima o poi dovremmo iniziare a porci è: quale sarà il futuro di tutti i nostri ricordi digitali? E con questi intendo testi, messaggi, registrazioni, foto e video. #### Quale sarà il futuro dei nostri ricordi digitali? > - Timestamp: 03:47 - Autori: Alessandro Cocilova, Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione, Servizi, Social - Tipologia: Intervista **Davide**: Oggi conosciamo la storia anche grazie a documenti cartacei dell'età antica che si sono conservati quasi intatti per centinaia e centinaia di anni. Varrà lo stesso anche per i file che creiamo oggi? Per rispondere a queste domande è con noi Alessandro Cocilova, docente e autore del podcast RAEE - Storie Digitali. Bentornato Alessandro. **Alessandro**: Ciao Davide, è sempre un piacere essere qui e ormai faccio più fondate con voi che nel mio podcast. **Davide**: Esatto, oggi siamo qui in questa puntata per provare a sensibilizzare chi ci sta ascoltando su un tema che in un modo o nell'altro ci riguarda tutti, come conserviamo i nostri ricordi e se lo stiamo facendo nel modo corretto. Io direi di iniziare dal recente passato, anche per fare poi un confronto con l'oggi. E quindi come venivano memorizzati i ricordi, ma più in generale i documenti negli anni '80 e '90? **Alessandro**: Sì, allora, diciamo c'è un po di gap generazionale qua. Io non, come dire, ho qualche anno in più di voi, però sicuramente ecco il filmino della mia cresima e il filmino del mio battesimo sono in qualche modo stati registrati su un video analogico. Quindi vuol dire che insomma non c'è una sequenza di 0 e 1 che va a codificare un file, un'informazione esatta, ma appunto c'è nel caso specifico una magnetizzazione di una striscia magnetica dentro una cassetta di plastica, una cosiddetta VHS videocassetta, su cui appunto è in qualche modo impresso questa informazione. Però ecco non è un dato digitale, non è un'informazione binaria. E quindi ecco uno dei problemi standard di questi supporti è che l'informazione una volta recuperata è peggiore. Cioè se io adesso vado a recuperare invece un DVD, mettiamo caso, un DVD di 10 anni fa, 15 anni fa, se funziona ancora mi riporta l'immagine precisa, identica, perfetta al momento in cui è stata masterizzata, registrata. Invece su VHS, ma questo vale lo stesso discorso per l'audio se parliamo di audiocassette per esempio, lì la qualità peggiora col tempo, con l'esposizione alle intemperie e l'umidità, anche pensate l'umidità di una soffitta, di una cantina, niente di non ordinario. Quindi per esempio compaiono delle bande, i colori peggiorano, sbiadiscono, ed è molto molto complicato, se non è impossibile, riavere la qualità originale, senza parlare del fatto che appunto adesso il passaggio per riappropriarcene sarebbe digitalizzarli. Quindi avere un file risultante, con possibilmente una risoluzione attuale, quindi ad alta definizione, che risulti da queste due cassette, non è affatto banale, anche perché poi i lettori non sono così facili da ritrovare. Si tratta di dispositivi elettromeccanici che a loro volta si rovinano, si rompono, i lettori di VHS sono abbastanza rari nel mercato e poi non si possono collegare direttamente a un computer, ci vogliono anche delle schede d'acquisizione apposite che combinate con lettore possono costare centinaia, centinaia di euro. Quindi ecco, è un discorso molto complesso e si è arrivati addirittura, pensate ad avere dei software che trattano queste VHS tramite l'intelligenza artificiale per andare a restaurarli in un stato anche potenzialmente migliore all'originale, anche in FullHD 4K si può fare. **Davide**: Quindi si potrebbe dire che nell'era pre-digitalizzazione non abbiamo memorizzato bene i nostri ricordi? **Alessandro**: Beh, diciamo che quando arriveremo poi a trattare di come saranno tra 20, 30, 40 anni i ricordi di oggi, secondo me la situazione è molto peggiore. Quindi ecco, non abbiamo fatto benissimo ma potevamo fare molto peggio con questi supporti analogici. Ecco, una memoria fragile ma comunque una memoria ancora accessibile. Io stesso, beh, vi anticiperò, mi sono divertito parecchio a giochicchiare con le audiocassette ultimamente. **Davide**: Una fase di transizione dalle VHS che citavi è sicuramente quella dei CD, DVD, mini DVD e così via. Come consideri questi supporti? **Alessandro**: Sì, ecco, qui parliamo insomma più di fine anni 90, inizio anni 2000, quando tutto era un supporto ottico. Quindi un supporto in cui appunto veniva incisa l'informazione e poi si andava a vedere il dato tramite la rifrazione di un piccolo raggio, che può essere un laser, insomma su questo supporto ottico. Qualcosa che adesso ci sembra lontano, insomma i CD ci sono ancora nei negozi ma non vengono più usati, una volta erano sinonimo di musica. Però ecco, per un lungo periodo di tempo sono stati centrali nel nostro modo di fruire le informazioni. Anche addirittura per registrare i programmi televisivi c'era chi aveva il registratore di DVD. E beh, qual discorso è diverso perché, come dicevo prima, se il supporto è stato preservato in maniera corretta ed è intero, il file system è rimasto in maniera identica al momento in cui è stato creato e quindi il dato è perfetto, non troveremo differenze rispetto al momento in cui abbiamo messo il nostro filmino, la nostra canzone, la nostra band di quando eravamo adolescenti o qualunque cosa all'interno di un supporto ottico. Il problema è però che questa capsula del tempo, diciamo, non sempre funziona. Anzi, è quasi più fragile dei supporti analogici, perché se un pezzo di questo file system si perde, se si perde un pezzo del puzzle, in realtà può capitare che il computer non sia in grado di ricostruire nell'interezza l'informazione e che quindi, per una tessera mancante, noi perdiamo la capacità di guardare l'intero puzzle. **Davide**: Ok, quindi in realtà è il contrario di quello che dicevo, cioè i supporti analogici quantomeno non erano soggetti a queste fragilità tipiche dei primi supporti digitali. **Alessandro**: Esatto, cioè qua praticamente è binario anche l'esistenza dei nostri dato, cioè o è perfetto oppure è molto rovinato. In realtà ci sono delle vie di mezzo e ci sono anche software appositi per andare a recuperare, a ricostruire il file system. Però è un problema che molti ignorano. Inoltre, diciamo che se vogliamo vederlo nell'ottica della storia, con la S maiuscola, quella di Alessandro Barbero, beh, un supporto ottico è pensato per durare 100 anni. Che sembrano tantissimo ma non sono così tanto, cioè io ancora ho modo di vedere le foto scattate dai miei bisnonni, invece probabilmente i miei pronipoti non riusciranno mai a vedere le foto appunto di quando avevo 10 anni e erano state memorizzate su un CD. **Davide**: Sì, senza ombra di dubbio, quantomeno sapere questa cosa ci può mettere in allerta per provare a rendere i nostri ricordi il più longevi possibili, che poi è il motivo per cui stiamo realizzando questa puntata. Passando invece al presente, oggi siamo abituati a scattare un numero di fotografie e registrare un numero di video praticamente illimitato perché non c'è più nemmeno il problema di avere, come appunto citavi, questi supporti analogici in cui imprimere la luce nel caso delle fotografie. Però allo stesso tempo questo fa sì che ci troviamo sommersi di migliaia e migliaia di ricordi che conserviamo in un modo che è totalmente smaterializzato. E quindi quali sono le problematiche di conservare i nostri ricordi in questo modo? **Alessandro**: Allora, intanto inizio come sempre così, vado in ordine sparso dalla fine inizio e stavo realizzando che siamo verso la fine della nostra luna di miele come utenti con l'archiviazione delle foto sul cloud. Perché per un lungo periodo è stato iper conveniente e totalmente gratuito quasi, archiviare praticamente la totalità delle nostre foto sul cloud e penso a Google Photo ma anche ad Amazon Prime, era veramente super semplice e c'erano pochi limiti di storage. Invece adesso è sempre più frequente sia perché iniziamo ad aver accumulato parecchi giga, quindi non ci bastano più quelli che ci venivano affermiti gratuitamente, sia perché le condizioni e i termini cambiano, insomma, sentire di utenti "costretti" tra virgolette, ma d'altro l'è il business delle aziende, a investire sull'archiviazione cloud. E questo secondo me è il motivo per cui è così fragile il modo in cui teniamo da parte, mettiamo da parte le nostre foto adesso. Cioè pochissimi di noi ormai li tengono su hard disk esterni o su hard disk di vario tipo, meccanici o SSD, la gran parte di noi usa il cloud o ancora peggio mi verrebbe da dire i social network. **Davide**: E cosa intendi per social network nello specifico? **Alessandro**: Sì, mi riferisco per esempio al fatto che molte foto ormai le scattiamo solo tramite Instagram e restano solo su Instagram e spesso anche appunto sia per come funzionano i social, sia per come siamo abituati noi a per esempio mettere in evidenza i contenuti nuovi rispetto ai vecchi, periodicamente le cancelliamo. Ma ancora di più penso alla generazione mia degli anni '90, cresciuta, diventata maggiorenne con Facebook in, come dire, che dominava la scena, beh per noi è comunissimo avere decine e decine e decine di album fotografici su Facebook che appunto non si sa da che parte appunto porterà questi album. Tant'è che per esempio adesso è previsto anche un tool di esportazione per portarli su servizi come Google Photo o Foto. **Davide**: Sì soprattutto perché Facebook che hai citato potrebbe essere l'esempio perfetto, non abbiamo la certezza che queste piattaforme, questi social esisteranno sempre e lo stesso ovviamente vale anche per Instagram che oggi viene un po utilizzato come archivio dei ricordi tramite le storie archiviate appunto. **Alessandro**: Certo e non è qualcosa che noi abbiamo preventivato dire ah cavoli ma tutte quelle storie che io ho fatto se lo volessi recuperare tra 10, 20, 30 anni e in realtà l'abbiamo presa al contrario, ma voglio dire anche potenzialmente i servizi di archiviazione più stabile, più duratura come sono i servizi cloud, anche lì è molto difficile essere sicuri di aver messo in cassaforte questi ricordi, queste memorie perché tutte legate ad account, password, termini e condizioni che potrebbero variare nel tempo. Noi non possediamo le foto che sono su Google Photo, non possediamo le foto che sono su Amazon Prime Foto, non possediamo le foto su iCloud e secondo termini, condizioni e licenze possiamo avere accesso, scaricarle e l'abbiamo messe come una biblioteca privata di qualcun altro che per ora è gratuita o economica appunto come dicevo prima non più gratuita adesso economica ma non abbiamo la minima idea di come staranno le cose tra 2, 5, 10 o 20 anni. **Davide**: Certo per non parlare poi della possibilità di non poter accedere più al proprio account nel caso questo venisse bloccato. **Alessandro**: Certo e qua ci ricolleghiamo al discorso che appunto alla fine è tutto legato ad un account, se perdi l'account perdi tutto cioè è quasi peggio di perdere le chiavi di casa a perdere l'accesso al proprio account ai tempi negli anni venti del 2000. **Davide**: E a tutti questi problemi che ci hai raccontato come possiamo porre rimedio sempre e ovviamente con l'obiettivo di rendere i nostri contenuti i nostri ricordi il più longevi possibile? **Alessandro**: Allora ti butto lì due soluzioni che individuerei una come individui e l'altra come umanità. Allora come individui sicuramente insomma chi è più "tech-savvy" chi è più smanettone informatico sicuramente ha modi per crearsi un backup su un NAS, su un disco di rete, avere dischi di rete con dei sistemi RAID quindi con della ridondanza in caso appunto uno di questi venga a corrompersi, implementare questo tramite dispositivi anche economici come un Raspberry Pi. Esistono molti modi però non tutti noi abbiamo voglia di perderci tempo, abbiamo le capacità per perderci tempo e per provare a fare tutto questo da soli. Mi verrebbe da dire sinceramente che e non è per fare pubblicità, non è perché sono di Bologna come me, perché insomma ho avuto modo di lavorare con loro ma una soluzione è come quella di Cubbit cioè un storage cloud distribuito in cui effettivamente abbiamo in qualche modo accesso diretto alle nostre informazioni, perché anche noi abbiamo un dispositivo che fa parte di questa archiviazione con un disco effettivamente montato al suo interno e bhe è quanto di più simile a qualcosa che può funzionare nell'immediato futuro. Poi anche i hard disk per un periodo lungo. Sì sì per un periodo lungo ma non infinito perché comunque anche i hard disk hanno una durata quindi ecco diciamo immaginando di andare a sostituire i hard disk all'interno del nostro dispositivo Cubbit Cell credo si chiami periodicamente perché anche questo succede c'è anche i hard disk hanno una vita e finisce questa vita. **Davide**: Sì fra l'altro con Cubbit abbiamo proprio realizzato una puntata qualche tempo fa che per chi ci sta ascoltando invito a recuperare se volete approfondire nella pratica poi il suo funzionamento ma per riassumere si tratta di un modo di salvare i propri dati in modo distribuito quindi non c'è il rischio che vado persi in caso il nostro supporto di memorizzazione si rompa. Ora abbiamo parlato di noi come singoli invece come umanità dopo tutti i problemi che ci hai spiegato cosa possiamo fare perché resti traccia di questo periodo storico? **Alessandro**: Ok allora sì è andato in modo strano in una direzione strana questa puntata perché sembra quasi che vogliamo finire dicendo: beh i CD erano meglio del cloud le videocassette erano meglio dei cd e quindi cosa facciamo? Usiamo la carta. No, no calma calma la tecnologia comunque ci è venuta in aiuto e una soluzione molto molto interessante in cui mi sono imbattuto tempo fa e sono i cosiddetti "Five-dimensional glass discs" e sono praticamente dei supporti ottici anche questi vanno letti con un apposito lettore sono stati creati da un'università e raffinati nel corso degli ultimi dieci anni. La prima pubblicazione scientifica riguardo è stata nel 2013 ma poi ci è voluto parecchio per affinarli e non sono ancora in commercio anche se si sta lavorando per una loro commercializzazione e di fatto immaginatevi come dei dischetti di vetro… potrebbero essere delle dimensioni di quei dischetti che si mettono sotto il microscopio, rotondi e al loro interno però si riescono a infilare fino a 360 terabyte di dati quindi parecchio più dei hard disk tradizionali che usiamo nei nostri computer ma soprattutto sono fatti per esistere a temperature fino a 190 gradi centigradi, l'informazione non del rada e sono progettati per durare fino a 14 miliardi di anni che è praticamente l'età dell'universo. Il funzionamento in realtà è molto semplice da intuire è come fosse un CD ma non guardiamo soltanto la rifrazione sino ma appunto sono su cinque dimensioni perché si vanno a vedere cinque diverse informazioni della luce, del raggio di luce che colpisce il disco quindi non soltanto se viene rifratto o meno ma la direzione. In cui viene rifratto sull'asse x y z quindi 3 e la forza di questa della luce che va appunto infrangere su sul nano reticolo e la posizione nello spazio appunto rispetto a questi. E perciò insomma di fatto grazie a queste cinque dimensioni è molto più denso rispetto ai normali dischi ottici e non so il costo di questi dispositivi però è sicuramente un costo che l'umanità dovrebbe essere pronta a pagare per lasciare un ricordo di noi nel futuro. **Davide**: Sì e fra l'altro uno di questi dischi simbolicamente era stato inserito nella Tesla Roadster che Elon Musk ha lanciato qualche tempo fa nello spazio nell'eventualità che qualche forma extraterrestre la trovasse. **Alessandro**: Esatto, esatto. Diciamo se dovessi mandare un segnale agli alieni dentro una tesla nello spazio non gli manderei dentro un'audio cassetta ecco esatto e a proposito di audio cassetta. **Davide**: In chiusura di questa puntata spiegaci qual è il legame questo legame che hai ideato tra un'audio cassetta e il tuo podcast RAEE - Storie Digitali. **Alessandro**: Allora praticamente vabbè insomma alcuni ascoltatori già mi conosceranno però lo ridico insomma mio podcast sì è di tecnologia ma anche di storytelling quindi ogni puntata c'è la possibilità di vivere l'ascese e declino… il tramonto di un oggetto digitale ma non per esempio di un iPhone o di un Nokia 3310 in generale, non troverete la storia di un dispositivo ma la storia del dispositivo di una persona che ha vissuto per esempio la sua adolescenza attraverso e grazie a quel dispositivo e quindi mi è sembrato naturale a un certo punto provare a trovare un'altra via per distribuire questo podcast visto che è molto legato al discorso della nostalgia, del vintage tech, del retro tech. Ho pensato di fare le audio cassette del podcast quindi il podcast penso sia l'unico al mondo a uscire su Spotify, su Apple podcast e su audio cassetta e ogni puntata viene registrata su una audio cassetta quindi esiste un'unica copia per ogni puntata sul lato A la puntata, sul lato B una playlist un mixtape come si faceva negli anni '80 di canzoni negate alla puntata e l'affido ogni puntata a qualcuno un amico un'amica a chi mi ha aiutato a fare la puntata e da lì spero che come dire passi di mano in mano e come dire sia un modo un po più coinvolgente per fare passaparola. Se io ti consiglio il mio podcast raccontando di cos'è magari ti posso invogliare ma se invece ti arriva proprio un audio cassetta in mano, eh lì ti smuove qualcosa in più perché capisci lo sforzo dietro, c'è un oggetto fisico e poi comunque c'è un QR code che ti porta a Spotify alla fine. **Davide**: Va bene, grazie Alessandro per averci dato una mano ad affrontare questo tema su cui purtroppo non abbastanza spesso ci soffermiamo e invece è un tema oggettivamente di grande importanza. Alla prossima. **Alessandro**: Ciao, alla prossima puntata allora. #### Conclusione - Timestamp: 24:39 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e45 ## La gestione dell'emergenza parte dallo smartphone > L’uso improprio del [telefono alla guida](https://www.motori.it/news/2722182/uso-scorretto-cellulare-guida-incidenti.html) è da diversi anni la causa principale di incidenti stradali. Prima dell’era dello smartphone però, i telefoni cellulari non solo consentivano di semplificare il processo di comunicazione tra persone ma risultavano molto efficaci nel segnalare tempestivamente situazioni di emergenza, in un’epoca in cui si trovavano solamente [cabine telefoniche](https://it.wikipedia.org/wiki/Cabina_telefonica) sparse per il territorio. Oggi lo smartphone sembrerebbe essere diventato un salvavita in ulteriori situazioni e contesti, potendo essere uno strumento sempre più decisivo nella fase di segnalazione di un’emergenza. Nella sezione delle notizie parliamo di una possibile alternativa alle [terre rare](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Terre_rare) utilizzate per produrre dispositivi elettronici, delle nuove funzionalità di WhatsApp, tra cui le [Community](https://blog.whatsapp.com/communities-now-available) e infine dell'entrata in vigore del [Digital Markets Act](https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/digital-markets-act-ensuring-fair-and-open-digital-markets_en) europeo. - Stagione: 4 - Episodio: 45 - Data di pubblicazione: 2022-11-05 06:45:00 - Durata: 18:59 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e45](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e45) - Episodi correlati: s3e6, s4e12 - Tag: smartphone,emergenza,nue,localizzazione,apple,google,sos,allertacrisi,notifiche,italert, terrerare,minerali,elettronica,ricerca,tetrataenite,digital markets act,ue,unione europea,messaggistica,big tech,interoperabilità,gatekeeper,whatsapp,community,instant messaging,aggiornamento,meta ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo come la tecnologia sta rendendo lo smartphone uno strumento salvavita in grado ad esempio di comunicare un'emergenza anche dove manca la rete e di riconoscere automaticamente le situazioni di pericolo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il sostituto artificiale delle terre rare > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:00 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Materiali - Tipologia: Notizia **Davide**: Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici impiegati in diversi settori industriali per la realizzazione di dispositivi elettronici. Nonostante siano distribuiti in maniera pressoché uniforme su tutto il globo terrestre, l'estrazione di questi minerali in forma pura richiede la lavorazione di grandissime quantità di terreno e l'uso di tecniche invasive e particolarmente inquinanti. Per questo motivo, da oltre 40 anni diversi dipartimenti di ricerca stanno cercando nella Tetrataenite il perfetto sostituto per alcune tipologie di terre rare, ma finora non si era mai arrivati a una soluzione energeticamente ed economicamente fruttuosa per la replicazione in laboratorio. Recentemente però un gruppo di ricercatori dell'Università di Cambridge è riuscito ad utilizzare il fosforo per velocizzare l'allineamento degli atomi di ferro e nickel presenti nella Tetrataenite, consentendo loro di formare il tipico reticolo cristallino senza aspettare i milioni di anni per la formazione naturale dei minerali. La scoperta è senza ombra di dubbio molto promettente, tuttavia, perché questa soluzione possa essere scalata a livello industriale, è necessario un ulteriore approfondimento per capire se il minerale così ottenuto possa sostituire le attuali terre rare. #### Arrivano le Community su WhatsApp > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:20 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Social - Tipologia: Notizia **Davide**: Un altro importante aggiornamento di WhatsApp è alle porte. Le novità saranno molte con funzioni che cercheranno di replicare quelle già presenti su Telegram. Prima fra tutte la possibilità di modificare i messaggi già inviati, ma anche scegliere a chi mostrare quando siamo online o meno. È stato anche annunciato l'incremento a 32 del numero massimo di utenti che possono partecipare a una videochiamata e il numero massimo di utenti che possono partecipare in un gruppo, che sale ora a 1024. Infine Meta sta lavorando da diverso tempo alle community, che sono una sorta di chat di gruppo per i gruppi, in una singola community è possibile inserire più gruppi, con l'obiettivo di semplificare le comunicazioni di massa da parte degli amministratori. #### Il Digital Markets Act è entrato in vigore > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:06 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Dal primo novembre è entrato in vigore il Digital Markets Act europeo, il regolamento europeo che in molti aspettavano, con l'obiettivo di porre fine alle pratiche sleali e all'abuso di potere delle big tech che operano in diversi settori come quello dei sistemi operativi, degli e-commerce o delle app di messaggistica. Queste grandi aziende che ben conosciamo come Meta, Apple, Google, Microsoft o Amazon infatti sfavoriscono la crescita di realtà commerciali più piccole, con una limitazione della libertà e della scelta degli utenti finali. Le big tech dovranno quindi adottare i propri servizi, i propri software per soddisfare gli obblighi del Digital Markets Act entro il 2024. Tra questi la possibilità per quanto riguarda i sistemi operativi di disinstallare app predefinite a meno che queste non siano indispensabili, ma anche installare app o store alternativi. Per gli e-commerce i prodotti delle big tech non dovranno essere favoriti nelle ricerche, così come non devono essere favoriti quei servizi o app che utilizzano le piattaforme delle big tech, ad esempio uno sviluppatore potrà scegliere di implementare nell'app un sistema di pagamento alternativo a quello predefinito da Google o Apple. Una delle questioni più interessanti riguarda però le app di messaggistica, che saranno obbligate a diventare tra loro interoperabili per il momento almeno per le funzioni di base. In questo modo sarà quindi possibile comunicare usando servizi diversi e ci si potranno scambiare messaggi tra iMessage, WhatsApp, Telegram o Messenger mantenendo chiaramente gli stessi standard di privacy e sicurezza. #### La gestione dell'emergenza parte dallo smartphone > - Timestamp: 05:04 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Smartphone - Tipologia: Topic **Davide**: Lo smartphone è senza ombra di dubbio è lo strumento che utilizziamo maggiormente durante la nostra giornata. Tutti noi oggi ne possediamo almeno uno, e con la possibilità di accedere facilmente a social network e varie app di messaggistica, permette non solo di condividere i vari momenti della nostra vita, ma anche di tenersi in contatto con i propri amici e parenti. D'altro canto, però, non è infrequente che venga utilizzato anche durante lo svolgimento di altre attività che richiedono un certo grado di attenzione, come ad esempio guidare l'automobile o camminare per strada con lo sguardo fisso sullo schermo del proprio telefono, ignari che in quel preciso momento ci si espone a rischi concreti e più pericolosi di quanto si immagini. Ma l'uso improprio del telefono alla guida è da diversi anni la causa principale di incidenti stradali, con tanto di feriti se non morti nel peggiore dei casi. Eppure, prima che Steve Jobs rivoluzionasse definitivamente l'era dello smartphone con il lancio del primo iPhone, i telefoni cellulari di vent'anni e trent'anni fa non solo consentivano di semplificare il processo di comunicazione tra persone, ma risultavano fondamentali per segnalare tempestivamente situazioni di emergenza in un'epoca in cui si trovavano principalmente cabine telefoniche fisse sparse per il territorio. Tornando invece ai giorni nostri, sembra che qualcosa in realtà stia per cambiare. O meglio, sembra che lo smartphone stia riacquisendo il ruolo che un tempo si era guadagnato, ovvero quello di strumento decisivo nella fase di segnalazione di un'emergenza. Nella puntata di oggi andremo dunque a capire quali sono le nuove funzioni salvavita presenti sugli smartphone e quali tecnologie vengono implementate per ottimizzare le comunicazioni, approfondendo allo stesso tempo il ruolo dell'Italia e dell'Unione Europea nel rendere la trasmissione delle informazioni ai soccorritori il più veloce ed efficace possibile. Delle numerose garanzie che offre l'Unione Europea ai propri membri, come l'Italia, oltre alla gestione della concorrenza, dei controlli sull'operato delle grandi multinazionali o il mantenimento del caro vita su certi livelli, vi è anche la certezza di poter viaggiare tra i vari stati membri con una sufficiente copertura sanitaria, in caso di bisogno di poter chiamare gratuitamente i servizi di emergenza, componendo il numero unico di emergenze: il 112. Introdotto con una direttiva europea del 1991, il numero unico europeo, abbreviato in NUE, si è posto sin da subito come strumento definitivo nel facilitare l'intervento tempestivo dei mezzi di soccorso relativo alla specifica necessità. In base all'esperienza degli operatori, si è infatti rilevato che il cittadino, nel momento in cui chiama un numero di emergenza come il 118, spesso non sa come comportarsi correttamente nel dare informazioni precise e puntuali, e ciò causa non poche difficoltà all'operatore che riceve la chiamata. Per questo motivo si è deciso di inserire come nuovo servizio interposto tra il cittadino e il soccorritore la centrale unica di emergenza, con l'obiettivo di raccogliere le chiamate di soccorso e fornire al servizio di emergenza competente le giuste informazioni e il corretto grado di pericolo. Sebbene il 112 non sia attivo su tutto il territorio italiano, ma solamente in alcune regioni, tra cui Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta e nelle provincia autonome di Trento e di Bolzano, il modello organizzativo del NUE prevede una centrale unica di risposta dalla quale gli operatori, formati per gestire la prima risposta alla chiamata, smistano le telefonate agli agenti responsabili della gestione delle emergenze come la Polizia di Stato, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco o il Soccorso Sanitario, reperibili rispettivamente ai numeri 113, 112, 115 e 118 nelle regioni in cui non è ancora stato implementato il NUE. Ora che abbiamo chiarito cos'è e come funziona il numero unico di emergenza, possiamo finalmente riallacciarci all'incipit di questa puntata e cercare di capire qual è il ruolo dello smartphone nel processo di gestione dell'emergenza sia da parte dell'assistito che dei soccorritori. Se nei primi telefoni cellulari si potevano effettuare chiamate informative con la possibilità di fornire solamente un'indicazione verbale del luogo in cui avveniva l'emergenza, al giorno d'oggi è possibile predisporre il nostro smartphone in modo tale che, in caso di incidente più o meno grave, possa inviare automaticamente informazioni essenziali come la posizione e la possibile causa di incidente facendo la differenza tra la vita e la morte. Questi sistemi di allerta automatici sono già particolarmente diffusi nel mondo e ognuno di questi si basa sul numero di emergenza unico predisposto dal Paese. Uno fra questi, adottato anche negli Stati Uniti, è l'Advanced Mobile Location, ovvero una tecnica di localizzazione che consente ai telefoni abilitati di inviare automaticamente la posizione precisa dell'utente infortunato appoggiandosi ai sistemi GPS e alle reti Wi-Fi disponibili. Il vantaggio principale di questo strumento è che si basa su un protocollo che non richiede installazione come invece avviene per le app, dunque per poter funzionare è necessario che i principali sistemi operativi come iOS o Android l'abbiano implementato internamente, cosa che è effettivamente avvenuta a partire dalla versione Gingerbread di Android e 11.3 di iOS. In Italia, purtroppo, per il fatto che il sistema analogo all'Advanced Mobile Location sia basato su un'applicazione da installare e che il NUE non sia ancora capillare in tutto il territorio, il tema è per forza di cose ancora sconosciuto a molte persone. Dunque, nelle regioni in cui vige il 112 come numero unico per le emergenze, è consigliato installare l'applicazione "Where Are U" attraverso la quale è possibile comunicare la propria posizione alle centrali uniche di risposta con un SMS o la rete dati nel momento in cui viene fatta partire la chiamata. In assenza di una tecnologia fornita dallo Stato che operi automaticamente, è quindi necessario che l'utente si armi di previdenza, appoggiandosi a servizi proprietari dei sistemi operativi per smartphone come iOS e Android. Da questo punto di vista, Apple e Google hanno puntato molto al supporto dei propri smartphone. Su iPhone, ad esempio, è possibile utilizzare la funzione SOS Emergenze per facilitare la chiamata ai soccorritori in situazioni di particolare pericolo. Dalle impostazioni di iOS, infatti, è possibile attivare la funzione SOS Emergenze, con la quale, attraverso una particolare combinazione di tasti, viene fatta partire una chiamata al numero di emergenza locale con tanto di condivisione della posizione in tempo reale. Per di più, grazie all'integrazione con la funzione cartella clinica dell'App Salute, oltre ai soccorsi, è possibile allertare anche un certo numero di contatti personali con un messaggio di testo che indica sia la posizione che il modo in cui è avvenuto l'infortunio. Inoltre, sempre su Cartella Clinica, chiamata in questo modo non per caso, è possibile inserire una serie di informazioni sanitari e personali, come altezza, peso, allergie, condizioni cliniche standard e gruppo sanguigno, facilmente consultabili dai soccorsi attraverso l'interfaccia da cui parte anche la chiamata di emergenza. Per chi possiede una versione di Apple Watch serie 4 successiva, vi è anche la possibilità di attivare la funzione rilevamento cadute, con cui si viene a ricevere un avviso sia visivo che acustico, da disattivare entro un minuto prima che vengano allertati automaticamente i soccorsi. Grazie a sensori di movimento di ultima generazione, invece, gli ultimi modelli di iPhone e Apple Watch integrano la nuova funzione Crash Detection, o rilevamento incidenti, progettata nello specifico per rilevare gravi incidenti stradali, come impatti frontali o laterali, tamponamenti o ribaltamenti che coinvolgono auto di ogni tipo. Anche in questo caso, se non si è in grado di disattivare i segnali acustici del dispositivo, dopo 20 secondi partirà in automatico la chiamata ai servizi di emergenza. Ma la recente novità che ha più suscitato interesse nell'opinione pubblica è senza ombra di dubbio "SOS Via Satellite" disponibile anch'essa solamente per iPhone 14 e relative versioni Pro, al momento solo in Stati Uniti e Canada. SOS Via Satellite permette all'utente disperso di inviare un messaggio di richiesta d'aiuto con coordinate, anche quando non sono disponibili reti Wi-Fi e nemmeno di telefonia cellulare, come spesso avviene in montagna, nel deserto o in mezzo al mare. Sebbene per l'Italia e tutti gli altri paesi occorra aspettare, risulta comunque interessante analizzare come e dove funziona SOS Via Satellite, perché come specifica Apple vi sono particolari condizioni ambientali che ne limitano le prestazioni nel suo funzionamento stesso. Essendo infatti progettata per essere utilizzata in spazi aperti e con una visuale libera del cielo, è importante che nel momento in cui viene avviata non ci si trovi in presenza di edifici o alberi nelle vicinanze. Una volta verificato ciò, il disperso può tentare un primo collegamento via satellite attraverso l'utilizzo di brevi messaggi preimpostati e rispondendo a una serie di domande con risposte selezionabili, in modo da poter allertare i soccorsi attraverso un messaggio conciso e efficace ma soprattutto leggero. Tuttavia può capitare che il collegamento via satellite non sia stabile, ma anche per questo Apple ha integrato una schermata che indica all'utente la posizione più vicina per poter agganciare la connessione al primo satellite disponibile. Per quanto riguarda Android, infine, le soluzioni che implementa Google nel proprio sistema operativo sono molto affini a quelle di Apple, proprio per garantire uno standard comune indispensabile soprattutto per il personale addetto al primo soccorso. Per questo, anche se Android viene modificato dai produttori di smartphone in diversi aspetti, è possibile impostare la combinazione di tasti uguale a quella di iOS per la chiamata SOS e inserire le varie informazioni mediche personali sempre accessibili dalla schermata di blocco. Un altro aspetto interessante, infine, è quello legato alle allerte crisi. Anche in questo caso risulta però abbastanza difficile identificare in che esatta posizione risulta attivabile la funzione, poiché ogni produttore modifica a proprio interesse le diverse interfacce grafiche di Android. Tuttavia, sia Google che Apple hanno integrato nel proprio smartphone la possibilità di ricevere informazioni sulle crisi provenienti da fonti ufficiali. Negli Stati Uniti, ad esempio, sono attivi diversi sistemi di allarme governativi per segnalare tempestivamente l'arrivo di uragani, tornado, incidenti o terremoti, ma anche il rapimento di minori grazie al sistema Amber. In Italia, invece, siamo ancora indietro da questo punto di vista, ma non così tanto. Negli ultimi anni la protezione civile ha infatti sviluppato un sistema analogo a quello americano, che servirà proprio ad avvertire la popolazione di un'emergenza o di una catastrofe in arrivo. Sebbene sia diventato da poco operativo, il sistema nazionale di allarme italiano, noto come IT-Alert, è ancora in fase sperimentale, nonostante i nostri smartphone siano già pronti a ricevere le comunicazioni, dal momento che, in fondo alla sezione notifiche di iOS e in avvisi Wi-Fi di emergenze su Android, IT-Alert compare già come attivo. E questo significa che, una volta deciso quale ente avrà il compito di diramare le comunicazioni, potrà diventare veramente operativo a tutti gli effetti. In caso di catastrofe naturale, evento climatico emergenziale o imminente attacco bellico straniero, il sistema si attiverà per l'invio dell'allerta su tre canali differenti, con l'obiettivo di massimizzare il numero di persone da raggiungere. Oltre infatti ad essere trasmessi su sistemi radio televisivi, messaggi IT-Alert verranno inviati sia sull'app ufficiale ancora in fase di sviluppo, sia direttamente allo smartphone attraverso un canale di cell broadcast, in cui basterà solamente il collegamento alla rete di un operatore mobile per ricevere la comunicazione. Concludendo, non possiamo nascondere che lo smartphone sia ancora oggi la causa principale di incidenti più o meno gravi al volante. Ciò nonostante, abbiamo appena constatato che, come è in grado di compromettere una vita, il telefono è ancora in grado di salvarla, anche perché la cura e l'attenzione con cui vengono sviluppate le funzioni salvavita come SOS emergenze, il rilevamento cadute o le allerte crisi, sono espressione della volontà odierna di garantire servizi efficaci nel proteggere la popolazione da qualunque tipo di avvenimento. Ed essendo dunque una priorità assoluta alla salvaguardia della vita personale, l'auspicio è che questi nuovi sistemi possano portare al più presto risultati concreti in termini di vite salvate anche nel nostro Paese. #### Conclusione - Timestamp: 18:07 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e46 ## McDonald’s: tecnologia e dati al servizio della ristorazione > Uno dei settori nei quali i clienti stanno iniziando ad avere un approccio [sempre più digitale](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Digitalizzazione) è senza ombra di dubbio quello della ristorazione. La tecnologia permette da un lato di [poter ricevere](https://it.wikipedia.org/wiki/Rider_(professione)) in poco tempo la cena a casa, con un paio di tocchi su un’app, e dall’altro di vivere un’esperienza più completa e soddisfacente all’interno dei ristoranti. In questa puntata ci concentreremo su questo secondo aspetto ascoltando il punto di vista di [McDonald’s](https://www.dentrolatecnologia.it/mcdonalds.html), che nei suoi 640 negozi in Italia utilizza molte tecnologie che stanno innovando il settore della ristorazione. Di queste ci ha parlato [Paola Pavesi](https://www.dentrolatecnologia.it/paola.pavesi.html), Technology Director di McDonald’s Italia. Nella sezione delle notizie parliamo del primo display MicroLED allungabile di [LG Display](https://it.wikipedia.org/wiki/LG_Display) e dei primi passi verso la nascita dell’[Euro Digitale](https://www.ecb.europa.eu/paym/digital_euro/html/index.it.html). - Stagione: 4 - Episodio: 46 - Data di pubblicazione: 2022-11-12 06:45:00 - Durata: 22:02 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e46](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e46) - Episodi correlati: s3e22, s4e18 - Tag: mc,mcdonald’s,ristoranti,digitalizzazione,chioschi,app,panini,hamburger,consumatori,clienti,delivery,mcdrive,mccafe,paola pavesi,technology director ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Paola**: I nostri sistemi rilevano e tracciano le performance di quello specifico ristorante, in quello specifico quarto d'ora, nello stesso giorno della settimana precedente e quindi inizia a suggerire quantitativi di carne, di pane da eventualmente preparare integrato con i sistemi di back office che abbiamo descritto prima. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo come McDonald's utilizza la tecnologia e i dati nei loro ristoranti per rendere più efficiente la preparazione dei panini, ridurre gli sprechi e migliorare l'esperienza dei clienti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il primo display MicroLED allungabile > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:22 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Materiali - Tipologia: Notizia **Davide**: La divisione LG Display ha presentato il primo pannello microLED elasticizzato che può essere stirato fino ad un 20% rispetto alla sua lunghezza originale, passando da 12 a 14 pollici di diagonale senza subire alcun danno. Si tratta di un progetto di ricerca e sviluppo finanziato dal Ministero del Commercio, Industria ed Energia della Corea del Sud, che punta allo sviluppo di display innovativi da poter applicare in molteplici settori come quello dell'Aeronautica, dell'Automotive, dei Gaming, arrivando fino alla moda e ai dispositivi indossabili. La tecnologia impiegata comprende l'utilizzo di un substrato resiliente in silicone, simile a quello per le lenti a contatto, che racchiude un sistema cablato a forma di S completamente diverso da quelli tradizionali e che favorisce l'estensione senza rischio di rotture o cedimenti. Per l'enorme potenzialità dimostrate da questa nuova tecnologia, LG Display prevede che tra i potenziali settori coinvolti ci potrà persino essere quello medico, con l'applicazione del tessuto artificiale direttamente sulla pelle. #### I primi passi verso l’Euro Digitale > Fonte: AgI.it - Timestamp: 02:30 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Blockchain, Finanza, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: La BCE, la Banca Centrale Europea, ha intenzione di completare quanto prima il progetto dell'Euro digitale. L'obiettivo è quello di fornire un mezzo di pagamento digitale legale che affianchi il contante, ma che sia anche sicuro, facile da usare e a basso costo. Una soluzione dunque che favorisca ulteriormente l'utilizzo dei pagamenti elettronici con un'alternativa gestita dalla banca centrale. Di fatto, a differenza delle transazioni bancarie, l'Euro digitale funzionerebbe come una criptovaluta, dove le transazioni sarebbero salvate in una blockchain centralizzata e gestita dalla BCE, riducendo i costi dei pagamenti elettronici. Inoltre, questo sistema potrebbe essere utilizzato anche per gestire pagamenti automatici, smart contracts o gestire un'identità digitale. Su quest'ultimo punto tra l'altro verrà garantito privacy e anonimato, e informazioni complete sulle transazioni potranno essere visibili solo in specifici casi previsti dalla legge. Un progetto insomma che avrà impatti decisivi in diversi ambiti, che andranno analizzati con cura per sviluppare il sistema migliore possibile. Questa fase di analisi è già in corso e terminerà a ottobre 2023, quando inizieranno le vere proprie fasi di sviluppo e test che vedranno l'Euro digitale sempre più vicino. #### McDonald’s: tecnologia e dati al servizio della ristorazione > - Timestamp: 03:59 - Autori: McDonald's, Paola Pavesi, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione, Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Uno dei settori nei quali i clienti stanno iniziando ad avere un approccio sempre più digitale è senza ombra di dubbio quello della ristorazione. La tecnologia permette da un lato di poter ricevere in poco tempo la cena a casa con un paio di tocchi su un'app, e dall'altro lato di vivere un'esperienza più completa e soddisfacente all'interno dei ristoranti, aspetto su cui oggi ci concentreremo. E per capire appunto come sta utilizzando McDonald's la tecnologia nei suoi ristoranti è con noi Paola Pavesi, technology director di McDonald's Italia. Benvenuta Paola. **Paola**: Grazie, grazie Davide. **Davide**: Quanti sono e come sono distribuiti i ristoranti McDonald's in Italia e perché ti chiedo questo… perché immagino che questo rappresenti una sfida logistica che dovete affrontare e come possono aiutarvi in questo i dati, le informazioni per ottimizzare il rifornimento dei prodotti in base anche alle specifiche necessità dei singoli ristoranti? **Paola**: Sì, in Italia abbiamo ormai 640 ristoranti con un buon ritmo di crescita ogni anno e siamo presenti ormai in tutte le regioni, c'è una concentrazione leggermente maggiore al nord ma diciamo che con le nuove aperture che stiamo portando avanti negli ultimi anni ormai davvero la distribuzione sarà sempre di più piuttosto uniforme su tutto il territorio italiano. È un numero importante 640 ristoranti che ci impone come dicevi di ottimizzare davvero al massimo la richiesta, la fornitura dei prodotti così come anche l'organizzazione logistica del loro trasporto. Qui ci aiutano i dati, ci aiutano le statistiche e la storicità lunga dei dati che abbiamo a nostra disposizione perché ovviamente l'andamento di ciascun ristorante, le vendite, i prodotti più richiesti in differenti punti vendita dai nostri clienti sono fondamentali per efficientare l'intero sistema di approvvigionamento, faccio un esempio concreto dei ristoranti vicino all'università e altri invece in zone residenziali per famiglie. È ovvio che il mix di prodotti più richiesti in queste due tipologie di ristoranti sono differenti e per questo motivo ci affidiamo a un modello proprio integrato coi dati che dicevo sopra e che quindi incrocia i sistemi predittivi sulle vendite di ciascun ristorante direttamente poi con la nostra logistica. Questi sistemi analizzano poi le tendenze ricorrenti che registriamo legati ad eventi specifici anche atmosferici e quindi siamo in grado di elaborare in autonomia le bozze degli ordini necessari che vengono trasmessi ai ristoranti per una rapida revisione e eventuale correzione e poi ai fornitori e alla logistica. Quindi davvero un sistema complesso in cui però diciamo l'analisi e un'ampia quantità dei dati ci aiuta. Tengo a dirti che questo metodo non solo ci permette di organizzare al meglio i rifornimenti e la logistica ma risulta estremamente efficace anche in termini di lotta allo spreco alimentare perché ovviamente più siamo bravi nelle nostre stime meno ovviamente c'è spreco. **Davide**: Sì effettivamente è così perché essere estremamente precisi significa inviare le esatte quantità di prodotti necessari e lo spreco diventa bassissimo. In questo la raccolta di dati come dicevi ci può dare una mano. Passando invece alle cucine quali sono le tecnologie che supportano il personale da una parte per ridurre gli errori e dall'altra per velocizzare i tempi di preparazione dei panini per soddisfare più clienti? **Paola**: Certo allora le cucine sono un po il cuore operativo ovviamente del ristorante e anche qui il sistema predittivo che vi un po descritto prima nel back office per andare a organizzare procurement e logistica viene utilizzato su degli schermi piuttosto grandi proprio - dicevi per semplificare la vita alle persone - sulle quali appunto appaiono i panini di fatto da preparare nello slot orario in cui ci si trova. Mi spiego ancora meglio i nostri sistemi rilevano e tracciano le performance di quello specifico ristorante, in quello specifico quarto d'ora nello stesso giorno della settimana precedente e quindi inizia a suggerire quantitativi di carne e di pane da eventualmente preparare integrato con i sistemi di back office che abbiamo descritto prima. Aggiungo che nei nostri ristoranti abbiamo un software proprietario che di fatto manda direttamente su questi schermi in cucina le informazioni che il cliente ci dà al momento dell'ordine, ordine fatto presso i nostri chioschi quindi i grandi touch screen insomma che ci sono nelle alle del ristorante ma anche per esempio l'ordine al McDrive, quindi tutti questi prodotti quando poi vengono effettivamente ordinati appaiono su questi schermi direttamente in cucina e parte la preparazione e questo ovviamente ci consente una preparazione in tempo reale. Tutto viene preparato al momento e questo ottimizza ovviamente il lavoro in cucina di nuovo riduce al massimo gli sprechi e poi ci permette ovviamente di offrire un prodotto caldo appena preparato con insomma grande gusto per i nostri clienti. **Davide**: Sì ok per capire un attimo meglio quindi questi slot di di un quarto d'ora che hai citato non sono l'esatta replica delle vendite della settimana precedente ma tengono in considerazione una serie di fattori come ad esempio il fatto che fuori stia piovendo meno. **Paola**: Sì sì esatto questo fa parte molto di più della parte di back office poi in cucina arriva quello che il cliente ci chiede di preparargli però ovviamente per preparare anche i turni perché è ovvio che a seconda dei picchi attesi servono più o meno persone in cucina tutti questi sistemi devono essere analizzati e agire in modo armonico per permetterci di essere efficaci con i nostri clienti. **Davide**: Ok passando ora all'aspetto di interazione dei clienti con il ristorante qualche anno fa avete introdotto questi questi chioschi che citavi che sono di fatto dei totem touch screen per consultare il menu e pagare che senza ombra di dubbio hanno ridotto l'utilizzo di casse tradizionali. Come ha cambiato questa tecnologia l'esperienza dei clienti? **Paola**: Allora questo è stato un bel percorso di digitalizzazione permettimi il termine di master nel senso che noi alla fine serviamo un milione di clienti al giorno come McDonald's per cui nel 2013 quando abbiamo cominciato a installare i chioschi per fare l'ordine in self service diciamo che c'è stato un cambiamento abbastanza epocale da McDonald's l'esperienza normale era entrare guardare verso l'alto il menu che era subito dietro alle casse andare alle casse e dialogare con appunto il cassiere per capire che tipo di panino si voleva ed effettuare il proprio ordine. I chioschi cambiano completamente il paradigma per i consumatori ma anche per il personale perché perché di fatto l'ordine self service ha liberato passami di nuovo questo termine le persone che stavano in cassa che abbiamo portato in sala in sala il personale dedicato ha aiutato via via no ai clienti nella familiarizzazione di questa modalità di ordine digitale e diciamo che l'attivazione di questa tecnologia abbinata al servizio al tavolo, perché l'ordine è fatto in self service e poi si può scegliere anche il servizio al tavolo ha avuto davvero un effetto relazionale in cui i dipendenti hanno potuto dedicare sempre più tempo alla relazione di fatto con i clienti in sala, aiutandoli come dicevo con i chioschi oppure portando loro il pranzo la cena direttamente al tavolo e devo dire che grazie a questa innovazione poi chi ci viene a trovare può anche sperimentare tempi minori di attesa. Noi mediatamente abbiamo da 8 a 12 facce come le chiamiamo dei chioschi quindi punti di ordine e molta più libertà nella scelta perché attraverso i chioschi poi è possibile personalizzare alcune ricette, modificare la quantità degli ingredienti - per esempio doppio bacon - senza la pressione della coda no dietro e con calma riguardare controllare il proprio ordine alla fine prima del pagamento. È stato sicuramente questo dei chioschi il primo passo nella cura della "customer journey" attraverso la tecnologia dei nostri clienti perché poi da lì non ci siamo più fermati. Abbiamo trasformato le nostre cucine con questi schermi di cui ti dicevo prima per la preparazione sul momento, abbiamo introdotto servizio al tavolo sempre attraverso la tecnologia e abbiamo messo dei menu board digitali per magnificare l'offerta del McCafé. Poi è venuto il momento di aprirsi alla delivery che tu citavi in apertura fino a cambiare l'esperienza persino del McDrive, un servizio che ci vede leader in Italia e che ha visto sostituire di nuovo con degli schermi digitali i vecchi totem con i cartelloni con la nostra offerta e i nostri listini. Quindi davvero un'esperienza che è cambiata profondamente per i nostri clienti e anche per ovviamente lo staff nei ristoranti. **Davide**: L'aspetto che hai citato all'inizio di questa risposta è molto interessante perché indubbiamente questo nuovo approccio con questi chioschi è stato di fatto una digitalizzazione di massa, possiamo dire, perché ha incentivato milioni di clienti ad avvicinarsi ai pagamenti digitali perché hanno visto in questi un modo per non fare la coda alle casse e per ordinare con più tranquillità i propri acquisti vedendo anche bene i panini senza doverli guardare su dei grandi menù che però sono lontani e poi il passaggio successivo è stato quello dell'app di McDonald's che da diversi mesi ha iniziato ad offrire delle funzionalità aggiuntive. Ci parli di queste funzionalità e perché sono importanti anche da un punto di vista come abbiamo detto nella digitalizzazione delle persone? **Paola**: Sì, assolutamente la nostra app tra l'altro rilanciata a luglio del 2021 parte nel 2017 con diciamo le funzionalità base, iniziali, qualche promozione e qualche aggiornamento sulla nuova proposta dei menù ma appunto poi si arricchisce via via con un programma di CRM e con diciamo un successo davvero importante perché ci ha aiutato a costruire una relazione che vede circa quattro milioni di utilizzatori medi mensili che proprio entra in contatto con noi attraverso l'applicazione. Una delle funzionalità più interessanti che abbiamo lanciato dopo un periodo di test è stato "Mobile Order and Pay" disponibile su praticamente l'intera rete dei nostri ristoranti e il servizio consente di ordinare e pagare direttamente dal cellulare per poi ritirare l'ordine nel ristorante, in parcheggi dedicati, ricevere appunto in take-away il proprio ordine e dall'inizio del prossimo anno c'è un utilizzo possibile anche al Drive. **Davide**: E qual è stata l'esigenza di fare questo ulteriore passaggio? **Paola**: Questo passaggio ulteriore è nato in un contesto in cui il consumatore cerca sempre di più una personalizzazione non solo delle offerte delle promozioni ma anche dell'esperienza. Io stessa durante la settimana in pausa pranzo posso avere un po più di tempo e prendermela con calma per una pausa lavorativa da McDonald's o nel fine settimana sono una mamma che porta ai figli ormai teenager in giro da una parte all'altra di Milano e ho bisogno di avere già tutto pronto e di ritirare al volo il mio ordine. Quindi c'è proprio anche questa personalizzazione dell'esperienza che è sempre più una richiesta dei nostri consumatori e che noi pensiamo in questo modo di soddisfare. **Davide**: Sì e poi penso che l'app possa essere anche vista come una una sorta di chiosco personalizzato che che mi conosce e mi propone offerte su misura e che mi permette di replicare degli ordini che che magari ho già effettuato. **Paola**: Assolutamente sì posso salvare i miei preferiti e appunto con quella velocità e rapidità che insomma a cui le app diciamo ci hanno ci hanno abituato. **Davide**: Invece per quanto riguarda il futuro quali sono le ulteriori tecnologie che state pensando di implementare? **Paola**: Allora diciamo che questo processo di digitalizzazione che abbiamo un po approfondito oggi continuerà a vedere la centralità del programma di CRM quindi di offerte personalizzate dentro la app che andranno a sofisticarsi in termini di davvero personalizzazione che adesso avviene per cluster ma che sarà sempre più invece centrale proprio sulla persona, i propri menu e i propri ordini preferiti che adesso salviamo soltanto su Mobile Order and Pay ma che in futuro potranno essere anche richiamati ai chioschi e addirittura sul "digital menu board" al McDrive quindi una personalizzazione attraverso la app che si estende agli altri "touch point" digitali #### Conclusione - Timestamp: 21:10 - Tipologia: Conclusione **Paola**: e ovviamente le abitudini di consumo cambieranno e vedremo poi se questa multicanalità così spinta ci vorrà altre innovazioni. Altro punto che vorrei sottolineare perché ci tengo anche personalmente molto è il miglioramento ulteriore della tecnologia a servizio dei nostri "crew" quindi del personale di cucina i concetti di usabilità che noi tanto utilizziamo per la app via via e questo è un grande impegno aziendale verranno applicate anche agli schermi che utilizza il nostro personale e a tutta la tecnologia in cucina proprio per rendere usabile fruibile veloce comprensibile tutta la parte di preparazione. **Davide**: Ok quindi la tecnologia che riesce a personalizzare sia l'esperienza dei clienti ma anche di chi lavora nel ristorante. L'ultima cosa che volevo chiederti è un tuo pensiero sull'utilizzo del digitale nella ristorazione. Questo approccio ha senso solo quando si parla di grandi o grandissime realtà come la vostra oppure dal tuo punto di vista tutti i ristoranti possono puntare in qualche modo alla digitalizzazione? **Paola**: Guarda io ovvio lavoro in McDonald's e sono abituata a una scala molto grande che a volte non ti nascondo rallenta paradossalmente il deployment di nuovi progetti perché ovviamente come dico sempre anche con il mio team da Aosta fino a Enna dobbiamo essere ineccepibili e fornire la tecnologia e fare i giusti deployment. Realtà più piccole… io penso che hanno dalla loro anche una maggiore velocità penso che la tecnologia ha avuto un'evoluzione tale per cui in questo momento spesso vedo i consumatori più pronti delle aziende che frequentano quindi ritengo che saranno i consumatori stessi poi a spingere anche le realtà più piccole verso una tecnologia una tecnologia e una digitalizzazione maggiore. **Davide**: Va bene grazie Paola per averci permesso di capire come la tecnologia può cambiare anche il settore della ristorazione. A presto. **Paola**: A presto Davide, grazie a te. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e47 ## Predire i crimini grazie all’Intelligenza Artificiale > Rendere i quartieri sicuri per i propri cittadini è uno dei principali obiettivi di ogni città. Le istituzioni investono continuamente risorse per rafforzare le forze dell'ordine ma anche per dotarsi di [strumenti e tecnologie](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e40) con l'obiettivo di abbattere il tasso di criminalità. In questa puntata approfondiamo proprio questo aspetto, analizzando come l’[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) può essere utilizzata per ridurre i fenomeni di [criminalità](https://www.treccani.it/vocabolario/crimine_%28Sinonimi-e-Contrari%29/), vedendo alcuni esempi di algoritmi che, grazie ai dati storici riescono a prevedere e, di conseguenza, prevenire i crimini nelle piccole e grandi città. Nella sezione delle notizie parliamo finalmente del [lancio](https://www.nasa.gov/image-feature/we-are-going-artemis-i-launches) di Artemis 1, del [Garante della privacy](https://www.garanteprivacy.it) che sta indagando su Lecce e Arezzo in merito all’utilizzo del riconoscimento facciale in aree pubbliche e infine di [Amazon Clinic](https://clinic.amazon.com), il servizio di telemedicina dell’omonima azienda statunitense. - Stagione: 4 - Episodio: 47 - Data di pubblicazione: 2022-11-19 06:45:00 - Durata: 16:00 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e47](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e47) - Episodi correlati: s3e40, s4e12 - Tag: intelligenza artificiale,criminalità,crimini,prevenzione,algoritmi predittivi anti-crimine,usa,italia,polzia,pnrr,criminalità organizzata,furti,rapine,artemis,nasa,esa,luna,starship,telemedicina,amazonclinic,malattie,sintomi,prescrizioni,lecce,arezzo,privacy,videocamere,videosorveglianza,occhiali smart ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo come l'intelligenza artificiale può essere un efficiente strumento per prevenire o prevedere i crimini. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il lancio di Artemis 1 > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 00:53 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo tre mesi di problemi tecnici e continui rinvii, la prima missione del programma Artemis è finalmente partita alle 7.47 di mercoledì 16 novembre. L'obiettivo del test è quello di verificare l'operatività del razzo Space Launch System e della capsula spaziale Orion, che in questa precisa missione dovrà orbitare intorno alla Luna per poi rientrare verso la Terra dopo circa un mese dal lancio. Se la prima missione del nuovo programma lunare sarà un successo, NASA e le agenzie spaziali collaboratrici come l'ESA, con cui abbiamo parlato proprio di Artemis nella puntata dello scorso 14 maggio, proseguiranno con il lancio della seconda missione, che a differenza della prima porterà un equipaggio di quattro astronauti in orbita attorno alla Luna, per poi sbarcare sulla superficie lunare con Artemis III nei prossimi anni. Le sfide per riportare l'uomo e la prima donna sulla Luna però sono ancora molte. Una di queste è la realizzazione del sistema di sbarco lunare, che attualmente è sotto la supervisione di SpaceX. La NASA ha infatti affidato alla compagnia spaziale di Elon Musk il compito di rendere compatibile la navicella Starship con le future attività lunari. Tuttavia, a causa dei ritardi nella progettazione e nel rilascio delle autorizzazioni da parte dell'amministrazione federale dell'aviazione americana, lo sbarco sulla Luna, fissato per il 2025, potrebbe subire qualche ulteriore ritardo. #### Il Garante della privacy indaga su Lecce e Arezzo > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:23 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Pubblica Amministrazione, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: I comuni di Lecce e Arezzo sono sotto indagine dal Garante della privacy, in quanto hanno intenzione di utilizzare sistemi di videosorveglianza dotati di intelligenza artificiale per aumentare la sicurezza delle città. In particolare Lecce ha installato un sistema avanzato di videosorveglianza, ma il garante ha ricordato che questi sistemi, per essere utilizzati, hanno bisogno di un impatto con la prefettura. In qualsiasi caso, fino al 31 dicembre 2024 è vietato l'uso dei sistemi di riconoscimento facciale. Il comune dovrà dunque fornire al garante tutta la documentazione tecnica, l'elenco delle banche dati consultate e le base giuridiche dei trattamenti per dimostrare di seguire e applicare le norme previste in materia di privacy. Per quanto riguarda Arezzo, invece, il comune ha deciso di dotare la polizia municipale di occhiali a realtà aumentata in grado di recuperare e mostrare in tempo reale i dati dei veicoli che commettono infrazione semplicemente inquadrandone la targa. Anche in questo caso il garante dovrà verificare che il sistema non verrà utilizzato per altri scopi e dovrà valutare quanto questa tecnologia impatterà sulla privacy dei cittadini. #### Il servizio di telemedicina Amazon Clinic > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 03:36 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Medicina, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Amazon continua a investire nel settore medico. Dopo l'avvio dei servizi Pharmacy e Care, il colosso dell'e-commerce ha lanciato il nuovo Amazon Clinic, attraverso il quale è possibile consultare un medico semplicemente tramite chat testuale. Il servizio di telemedicina al momento è disponibile solamente negli Stati Uniti e secondo Amazon consentirà di snellire la comunicazione e la prescrizione di medicinali per malattie particolarmente comuni. Sul portale dedicato si può infatti scegliere una serie di malattie per le quali si avvertono i sintomi e solamente dopo aver risposto ad alcune domande relative alla sintomatologia verrà fornito un responso medico via chat in poco tempo. A differenza di Amazon Care, il quale si rivolge per lo più ai dipendenti interni e a quelli di altre aziende partner, il servizio di Clinic è stato pensato esclusivamente per i privati. Nonostante sia attivo solamente in 32 Stati degli Stati Uniti, si spera che in futuro possa estendere i benefici della telemedicina come la riduzione delle liste da attesa e il risparmio sui costi anche agli altri paesi del mondo. #### Predire i crimini grazie all’Intelligenza Artificiale > - Timestamp: 04:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: Rendere i quartieri i più sicuri possibili per i propri cittadini è sicuramente uno dei principali obiettivi in ogni città, le quali investono continuamente risorse per rafforzare ulteriormente i corpi di forza dell'ordine, ma anche per dotarsi di strumenti e tecnologie con l'obiettivo di abbattere il tasso di criminalità nei vari quartieri. Negli ultimi anni, in particolare, anche il modo di investigare e di condurre operazioni per sventare i crimini più disparati è cambiato radicalmente proprio grazie all'utilizzo della tecnologia. Le città possono dotarsi di telecamere sempre più avanzate, dotate di riconoscimento facciale o in grado di identificare comportamenti illeciti. Le forze dell'ordine integrano sempre di più figure professionali esperte in analisi di dati, informatica, cyber security o scienze forensi. Tema tra l'altro che avevamo approfondito nella puntata scienze forensi, crimini e investigazioni digitali. Queste tecnologie, infatti, non vengono utilizzate solamente nell'ambito dei crimini informatici, ma sono di grande utilità in tutti gli ambiti, dai crimini per così dire di strada al contrasto delle grandi organizzazioni criminali come mafia e Ndrangheta. E tra l'altro di qualche giorno fa, la notizia per cui la polizia italiana, collaborando con le forze di polizia degli altri paesi dell'Unione Europea, adotterà degli algoritmi predittivi basati sull'intelligenza artificiale per contrastare e prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata nell'ambito dei fondi del PNRR. In questa puntata approfondiremo proprio questo aspetto, analizzando come funzionano e vedendo qualche esempio di algoritmi di intelligenza artificiale che, grazie ai dati storici, riescono a prevedere e di conseguenza prevenire i crimini nelle piccole e grandi città. Iniziamo dunque dal capire cosa sono e come funzionano gli algoritmi predittivi. Il nome in questo caso è abbastanza esplicativo. Infatti questi sono algoritmi di intelligenza artificiale che si occupano di analizzare i dati a disposizione per riuscire in generale a predire un evento o un andamento e nel nostro caso specifico, calcolare con quanta probabilità un crimine possa venire in un determinato luogo e ad una determinata ora. Ma come fa? La risposta va cercata proprio nei dati che utilizza l'algoritmo. Ne abbiamo parlato più volte in diverse puntate. Per addestrare un buon algoritmo ad apprendimento automatico e intelligenza artificiale servono numerosi dati. Questi dati, fortunatamente, sono facilmente recuperabili, in quanto le informazioni sui crimini avvenuti sono sempre state registrate, addirittura nel corso dei secoli. Tuttavia, solitamente vengono considerati solamente i dati storici dei crimini avvenuti negli ultimi 5 anni, in quanto quelli precedenti sarebbero troppo vecchi e di conseguenza non solo non aiuterebbero l'algoritmo a prevedere nuovi eventi, ma possono addirittura peggiorarne le previsioni per colpa di informazioni che riguardano un contesto potenzialmente e spesso completamente diverso da quello attuale. E il contesto in questo caso è fondamentale per poter predire un crimine. In particolare la data, l'ora, il luogo e la tipologia di un crimine, ad esempio un furto in un appartamento, una rapina o una rissa, sono le informazioni base fondamentali per iniziare a cercare di prevedere questi crimini in futuro. Quasi tutti gli algoritmi utilizzati infatti producono una mappa divisa in zone dove ad ogni zona è associato un rischio di criminalità, ovvero la probabilità che si verifichi una certa tipologia di crimine, ad esempio in base all'ora e ad altre caratteristiche, come la presenza di eventi o le condizioni meteorologiche. Ecco dunque perché è importantissimo non solo fornire data e luogo dei crimini già commessi, ma anche tutte le informazioni possibili che riguardano le condizioni, il contesto in cui questi si sono svolti, e il perché questi algoritmi, come vedremo nei prossimi esempi, funzionano, è da ricercare in diversi fattori. Uno di questi è chiamato multivittimizzazione, per cui chi ha subito crimini in passato è più probabile ne subisca nuovamente in futuro, magari anche dello stesso tipo. E con un esempio si capisce subito la motivazione. Nell'ambito dei furti in appartamento, ad esempio, uno di questi può essere preso di mira molteplici volte, magari perché è vecchio ed è quindi più semplice forzarlo ed entrare. O non è video sorvegliato, o magari è situato in un posto per i ladri strategico e vicino a vie di fuga rapide e facilmente raggiungibili. O ancora, gli inquilini sono spesso fuori casa dando ai criminali maggiori occasioni per compiere il furto. Un altro fattore molto importante che spiega perché questi algoritmi riescono a predire i crimini riguarda invece la sfera psicologica. I criminali, sia singolarmente sia in gruppo, infatti, tendono ad essere abitudinari, ad avere un modus operandi sempre uguale e con obiettivi tra loro simili. Tracciare un identikit, un profilo psicologico o dello dei criminali, diventa quindi fondamentale, perché solo in questo modo è possibile capire quale e quando potrebbe essere il prossimo obiettivo. E queste tecniche, chiaramente, venivano già utilizzate in passato, con un approccio magari più approssimativo. Grazie all'avvento della tecnologia e dell'intelligenza artificiale, invece, le previsioni seguono un approccio più metodologico, preciso e basato su una quantità maggiore di dati e esempi a cui l'algoritmo può accedere per produrre dei risultati che siano quanto più affidabili possibile. Ma vediamo ora qualche esempio di come diversi algoritmi sono stati in Italia e all'estero utilizzati per prevenire la criminalità, le tecnologie che sono state usate nei diversi casi e per le diverse necessità e che i risultati hanno ottenuto nel rendere le città più sicure per i propri abitanti. Il Dipartimento di Polizia di Santa Cruz, in California, nel 2010 e 2011, seguendo proprio il principio della multivitimizzazione, ha utilizzato un algoritmo per predire i crimini contro le proprietà. In particolare, nel caso specifico, la città è stata divisa in piccole griglie e ad ogni griglia viene associata la probabilità con cui si può verificare un crimine. Si viene quindi a creare quella che è definita una "heat map" che visivamente è proprio una mappa della città con tanti quadratini colorati che solitamente vanno dal blu o verde al rosso e indicano appunto il tasso di criminalità. Quando un nuovo crimine avviene in una certa zona, poi, per i giorni successivi, il quadratino associato mantiene una probabilità maggiore rispetto al solito, in quanto ci si aspetta che nella stessa zona possa avvenire un crimine simile a distanza di poco tempo. Man mano che i giorni passano, poi, il tasso di criminalità associato torna a scendere fino ad un valore stimato dai dati storici. Con questo metodo, nei due anni in cui l'algoritmo è stato utilizzato, i criminali si sono ridotti di circa il 23% ed è stato possibile anche definire quali giorni e quali fasce orarie della settimana sono più a rischio. Rimanendo sugli esempi statunitensi, un altro software che ha dimostrato la sua efficienza per contrastare la criminalità è PredPol, ed è stato realizzato nel 2013 grazie a una collaborazione tra la polizia di Los Angeles, l'Università di Santa Clara e l'Università della California. La particolarità di questo algoritmo sta nella sua semplicità, per funzionare infatti utilizza solo tre variabili, ossia il luogo, la data e la tipologia dei crimini relativi agli ultimi cinque anni. Sulla mappa, come nel caso precedente, vengono disegnate di volta in volta le zone più a rischio, di conseguenza le forze di polizia vengono maggiormente concentrate in quelle aree durante i pattugliamenti. In Italia, invece, e in particolare a Milano, dal 2007 si utilizza un software chiamato Keycrime, sviluppato proprio in Italia dall'idea di un ex agente di polizia della questura milanese per sventare le rapine nelle farmacie, ma che viene utilizzato contro le rapine in generale. In questo caso, il fattore principale che è stato tenuto in considerazione per lo sviluppo dell'algoritmo è stato il secondo di cui abbiamo parlato, ossia il fatto che i criminali hanno dei comportamenti abituali, ripetitivi. Quando avviene una rapina, quindi, la polizia si occupa di raccogliere quante più informazioni possibili, che oltre alla semplice data, ora e luogo, riguardano anche i fattori ambientali, le modalità, l'identikit, il veicolo o le armi utilizzate e così via. Il software con queste informazioni riesce poi a creare dei collegamenti tra le rapine simili, che potenzialmente sono state compiute dalla stessa persona o gruppo di persone, e riesce a indicare quale e quando potrebbe essere il prossimo obiettivo di quel determinato criminale. Il risultato? Keycrime viene utilizzato da ormai una decina di anni, ed è stata registrata una riduzione di circa l'88% per quanto riguarda le rapine ad attività commerciali. Infine, un ultimo esempio, sempre italiano, viene dal software X-Law. In questo caso, l'intelligenza artificiale analizza e acquisisce le caratteristiche del territorio, che oltre alla topografia in sé, riguarda anche la tipologia di edifici presenti, stazioni di bus o metropolitane, mercati, esercizi commerciali, eventi e molto altro. Combinando queste caratteristiche con i dati storici dei crimini, ogni mezz'ora viene creata una mappa con indicate le zone più a rischio, fornendo anche la tipologia di crimine e le modalità con cui questo potrà avvenire. Anche in questo caso, la sperimentazione era iniziata a Napoli nel 2004, registrando una riduzione del 22% dei reati commessi. Come possiamo vedere, quindi, l'uso dell'intelligenza artificiale per predire i crimini non è sicuramente una novità, ma viene utilizzata da diversi anni nelle più grandi città con ottimi risultati. E proprio per questo, questi algoritmi vengono e verranno sempre più utilizzati non solo per i furti o rapine, ma anche per contrastare la criminalità organizzata, l'evasione fiscale e numerosi altri crimini. L'obiettivo, chiaramente, è sempre uno, usare tutti gli strumenti a disposizione per creare un paese quanto più sicuro possibile per i propri cittadini. #### Conclusione - Timestamp: 15:08 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e48 ## AVM: soluzioni per Internet veloce in tutta la casa > Abbiamo parlato spesso di [internet e connettività](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243), cercando di sottolineare quanto sia importante investire in una [infrastruttura nazionale](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e36) all’avanguardia. Oggi la quantità di informazioni che scambiamo tramite la rete aumenta a vista d'occhio. Un aspetto che però non deve essere sottovalutato è quello della nostra rete internet domestica, che se non viene correttamente configurata rischia di limitare molto l’esperienza di navigazione in rete. Di questo tema abbiamo parlato con [Gianni Garita](https://www.dentrolatecnologia.it/gianni.garita.html), country manager per l’Italia di [AVM](https://www.dentrolatecnologia.it/avm.html), che ci ha raccontato quali sono i loro prodotti e le loro soluzioni per creare una buona rete internet domestica. Nella sezione delle notizie parliamo del nuovo sistema a [circuito integrato](https://it.wikipedia.org/wiki/Circuito_integrato) per smartphone [Snapdragon 8 Gen 2](https://www.qualcomm.com/products/application/smartphones/snapdragon-8-series-mobile-platforms/snapdragon-8-gen-2-mobile-platform) e di una [Intelligenza Artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) di Intel per riconoscere i [deepfake](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e41?t=463). - Stagione: 4 - Episodio: 48 - Data di pubblicazione: 2022-11-26 06:45:00 - Durata: 24:57 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e48](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e48) - Episodi correlati: s2e36, s3e10 - Tag: intelligenza artificiale,ia,machine learning,deep fake,intel,flusso sanguigno,qualcomm,snapdragon,wifi,audio,gaming,avm,gianni garita,country manager,modem,router,wifi,fritz,wi-fi,banda larga,uffici,velocità di connessione,powerline,app,semplificazione,utente,wifi 6,5g,fttc,ftth,adsl,network,rete domestica ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Gianni**: Un aspetto che credo che sia anche molto importante è che il FRITZ!Box è un dispositivo fatto così come ci lo richiedono anche i nostri utenti. Siamo spesso anche in stretto contatto con gli utenti finali, questo tramite le fiere che ci sono nell'ambito internazionale, anche in Italia, adesso arriviamo anche alla Gamesweek e lì ovviamente otteniamo il feedback anche degli stimoli, che cosa possiamo migliorare nel dispositivo. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo con AVM quali sono le loro soluzioni, i prodotti che hanno sviluppato, per migliorare la qualità del segnale internet all'interno delle nostre case. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il nuovo Snapdragon 8 Gen 2 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:20 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualcomm ha presentato la scorsa settimana il nuovo sistema circuito integrato per smartphone top di gamma Snapdragon 8 Gen 2. Tra le principali novità, oltre ad un processore il 40% più efficiente rispetto alla versione precedente, troviamo un modulo wireless Wi-Fi 7, che supporta velocità fino a 5.8 gigabit per secondo e soprattutto una nuova soluzione in grado di trasmettere audio lossless a 48 kHz, di cui avevamo parlato nella puntata "Lossless e Dolby Atmos, la nuova frontiera della musica streaming" . Il sistema on a chip di Qualcomm si avvale infatti del Bluetooth Low Energy Audio per aumentare notevolmente la qualità audio e per consentire il collegamento di un numero illimitato di dispositivi alla sorgente principale. L'audio Low Energy inoltre migliora anche la latenza del segnale e la qualità della trasmissione vocale nel canale telefonico utilizzato dagli auricolari tradizionali. Tuttavia, per beneficiare di questi vantaggi si dovrà disporre di cuffie o auricolari compatibili. Infine, tra le novità più interessanti emerge anche il supporto al Ray Tracing, ovvero una tecnologia di rendering già implementata nelle console di nuova generazione, che consente di produrre effetti di luce e riflessi particolarmente realistici all'interno dei videogiochi. #### L’IA di Intel per riconoscere i deepfake > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:44 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Come sappiamo i deepfake risultano molto pericolosi se utilizzati per diffondere notizie e video falsi, a volte così realistici da ingannare anche i più attenti. Intel dunque, collaborando con la State University of New York, ha sviluppato Fake Catcher, un'intelligenza artificiale in grado di riconoscere i deepfake. Come? Il programma analizza i pixel del volto per riconoscere le minuscole variazioni di colore dovute al flusso sanguigno, e realizzando così delle mappe spazio-temporali del sangue che scorre sul viso. In questo modo riconoscere un video generato artificialmente da uno reale diventa immediato, in quanto basta analizzare il flusso sanguigno per accorgersi se l'andamento è credibile o meno. Intel inoltre ha specificato che questo sistema funziona anche con video sfocati a bassa risoluzione o a cui sono applicati dei filtri, ma con una precisione leggermente più bassa rispetto ad un video in alta qualità. Inoltre, al momento non esistono delle intelligenze artificiali in grado di generare video tali, per cui l'andamento del flusso sanguigno risulti credibile. Ma lo sviluppo delle intelligenze artificiali è così rapido che forse non ci vorrà poi molto prima che si trovi un modo per aggirare il software di Intel. #### AVM: soluzioni per Internet veloce in tutta la casa > - Timestamp: 04:12 - Autori: AVM, Gianni Garita, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Internet - Tipologia: Intervista **Davide**: Abbiamo parlato spesso di Internet e connettività, cercando di sottolineare quanto sia importante investire in un'infrastruttura nazionale all'avanguardia, pronta a rispondere alle esigenze degli utenti e delle aziende per i prossimi decenni. Soprattutto oggi che la quantità di informazioni che scambiamo tramite la rete aumenta a vista d'occhio. Un aspetto che però non deve essere sottovalutato è quello della nostra rete Internet domestica, che se non viene correttamente configurata rischia di limitare molto l'esperienza di navigazione in rete. Per parlare di questo tema e per proporci alcune soluzioni è con noi Gianni Garita, Country Manager per l'Italia di AVM. Benvenuto Gianni. **Gianni**: Buongiorno Davide, buongiorno. **Davide**: Prima di addentrarci nei temi di oggi, ci spieghi chi è AVM? **Gianni**: Sì, volentieri, innanzitutto è un grande piacere esserci qui oggi. AVM è uno dei principali produttori in Europa per quello che riguarda la connettività, la banda larga, in ambito residenziale anche per i piccoli uffici. Tutti noi abbiamo ovviamente la necessità e così abbiamo ovviamente il nostro marchio FRITZ! anche che offre l'opportunità anche con un dispositivo, con la nostra gamma FRITZ! anche di assicurare ai nostri clienti, ai nostri partner di navigare in Internet. L'azienda è stata fondata nel 1986, ha puntato primariamente in questo ambito. L'anno scorso diciamo in tutti questi anni siamo cresciuti tantissimo, abbiamo raggiunto adesso un numero di 880 collaboratori nell'ambito international, grande focalizzazione e tra l'altro anche il mercato italiano e con un fatturato di 570 milioni di euro. Ma anche sul territorio italiano siamo entrati nel 1999, anche l'anno che ho iniziato in AVM, ci ricordiamo benissimo anche quelli della mia generazione, il networking viaggiava più o meno a 56 Kb, oggi ovviamente parliamo di linee super performanti e in seguito ovviamente anche di dispositivi che vengono richiesti sul mercato. **Davide**: Sì, quindi siete cresciuti al pari dello stesso modo della velocità di Internet che è cambiata molto negli ultimi anni, è aumentata molto. E a proposito di questo, quindi adesso entriamo nei temi della puntata, sappiamo che Internet, come abbiamo visto in alcune nostre puntate, arriva nelle nostre case in diversi modi. Via etere, connessioni quindi senza fili, ma anche con la conosciutissima ADSL, la FTTC, la fibra ottica fino al cabinet o la FTTH, quindi la vera e propria fibra ottica che arriva fino a casa nostra. E quindi ci spieghi, per queste diverse connettività c'è un'unica soluzione che mettete a disposizione oppure ogni connessione alle sue peculiarità? **Gianni**: Allora il Fritz, la gamma FRITZ! è molto flessibile, secondo la linea che viene offerta. Parliamo ovviamente anche della velocità che c'è. Innanzitutto con la pandemia abbiamo visto una forte richiesta anche su quello che riguarda le applicazioni. Abbiamo vari dispositivi, abbiamo appena adesso anche lanciato il nostro prodotto più veloce che c'è anche il FRITZ!Box 5590 Fiber sul mercato che arriva a una velocità fino a 10 gigabit al secondo. I primi operatori in Italia stanno testando questa velocità, anche noi siamo pronti, pronti significa anche che un cliente che utilizza un FRITZ!Box può essere sicuro di avere poi anche la soluzione giusta, anche con un cambiamento della linea che diventa poi più veloce. Abbiamo il FRITZ!Box 7590 che ottiene ovviamente il massimo della rete ADSL anche grazie al Super Vectoring con la integrazione del Wi-Fi 6. Wi-Fi 6 significa ovviamente ancora più copertura, più velocità anche con il signale che abbiamo. Il FRITZ!Box 4060, anche un prodotto 3-band con la integrazione del Mesh. Abbiamo parlato anche di 5G e qui abbiamo un dispositivo che si chiama il FRITZ!Box 6850, un router versatile con la possibilità di integrare anche la scheda mobile anche dentro, così che ho ovviamente la massima possibilità anche o flessibilità anche di portarmi il mio dispositivo dietro in caso che sono in un cantiere o anche che si cade la linea, questo è un po sui prodotti sì. **Davide**: Ok e tutti questi prodotti sono modem router giusto? E cioè sono dei prodotti che di fatto sono la porta di accesso e di uscita di internet nelle nostre case? **Gianni**: Assolutamente è la porta, infatti lì iniziamo anche con la nostra comunicazione ed è sicuramente anche il dispositivo più importante per noi tutti anche per quello che riguarda la parte della comunicazione, siamo tutti in internet, siamo tutti con la videoconferenza, siamo a sentire la musica tramite internet, la telefonia che funziona tramite internet e tutto quello che riguarda ovviamente anche la connessione dei dispositivi di smart home. **Davide**: Ok e quindi come dicevamo in questo periodo immagino che avete sviluppato dei prodotti che siano sempre più performanti, però questa porta di accesso e di uscita di internet nella nostra casa la dobbiamo posizionare, si tratta di un prodotto fisico che posizioniamo in un punto della nostra casa, però sappiamo e molte persone hanno questi problemi, che internet soprattutto via wifi non arriva in modo distribuito in tutto il nostro appartamento, la nostra casa e quindi da questo punto di vista come avete provato a risolvere il problema e che strumenti avete messo a disposizione? **Gianni**: Innanzitutto abbiamo l'applicazione FRITZ! App WLAN che valuta la qualità della connessione e secondo ovviamente anche il posizionamento del repeater, il repeater ovviamente è un dispositivo che mi offre l'opportunità ovviamente anche di allargare il segnale così che arrivo ovviamente ogni singolo, diciamo anche in un ambito di casa all'ultimo angolo anche e mi migliora poi la copertura. Allora vedo che deve essere posizionato per avere poi ovviamente una ottimazione di questa copertura. Questo è un aspetto sicuramente molto molto importante anche. Abbiamo poi anche la integrazione della mesh technology nei nostri dispositivi, allora il dispositivo, il box controlla il flusso dei dati secondo ovviamente anche chi… dove c'è più necessità. Prendo l'esempio se c'è la telefonia che la mamma telefona tramite VoIP c'è più flusso, più necessità di avere una una linea molto sicura, non sicura, ma chiara anche di voce. Se un dispositivo non viene utilizzato ovviamente si ferma qui e questo è un meccanismo molto intelligente. Questo grazie anche che abbiamo dei dispositivi sia hardware anche software che vengono fatti in casa, sviluppati qui a Berlino anche così che garantiamo ovviamente la funzionalità di entrambi i dispositivi. Allora software, hardware, un meccanismo molto intelligente che abbiamo integrato. Abbiamo repeater anche di nuova generazione che abbiamo rappresentato anche all'IFA il 3000AX con il wifi 6 e anche il repeater 6000 e il 1200AX. Repeater che garantiscono sicuramente una massima copertura in un ambito domestico e anche in un ambito B2B perché come sappiamo bene il segnale wifi è diciamo la chiave fondamentale anche per una comunicazione chiara. **Davide**: Ok quindi con questa app riesco a determinare dove sono le criticità dove non arriva il segnale all'interno della nostra casa e poi per ogni situazione c'è un prodotto diverso. Quindi hai parlato di extender che come funzionano questi extender? Vanno collegati fisicamente al modem router oppure tramite wifi si… comunicano? **Gianni**: Si collegano molto semplice tramite un bottone anche che si collegano tramite con il router, il FRITZ!Box e il repeater e si crea poi una connessione e poi il sistema stesso crea anche questa mesh technology che in un ambito residenziale mi garantisce probabilmente questa copertura anche con l'applicazione con la mia app posso trovare la migliore postazione e così ho già una rete funzionante intelligente senza che l'untente deve probabilmente occuparsi troppo. **Davide**: Quindi avete anche migliorato degli aspetti che forse una volta erano un po più complicati da gestire cioè li avete resi più semplici anche accessibili per tutti gli utenti che poi sono tutte le persone che hanno questa esigenza, e un altro aspetto è quello invece dei power line. Che cosa sono i power line e perché li proponete in alternativa sul mercato? **Gianni**: Power line danno l'opportunità ovviamente anche di collegarmi tramite la rete, tramite la rete corrente che abbiamo nel ambito casa. Prendo l'esempio mi trovo nel primo piano in un ambito residenziale di casa voglio collegarmi nel secondo piano in questo caso utilizzo il power line per collegarmi da uno all'altro anche in una situazione dove in un ambito residenziale non ci arrivo con il segnale wireless in quel caso ovviamente posso utilizzare il power line. Anche qui ovviamente un'installazione molto semplice con il FRITZ!Box mi garantisce una massima copertura anche. **Davide**: Ok dal vostro punto di vista qual è la soluzione migliore o sono tutte equiparabili quindi una connessione un extender che è cablato un extender che è connesso via etere oppure il power line? **Gianni**: Ma dipende delle esigenze ovviamente anche se devo come detto se c'è un ambito aperto ovviamente utilizzo il mio wifi se c'è un ambito residenziale dove ci sono delle pareti posso utilizzare il power line che mi dà ovviamente più sicurezza anche che il segnale arriva anche in un posto dove tramite le pareti diventa difficile di far passare il segnale e su quello ovviamente secondo l'abitazione posso utilizzare il wifi con il repeater o anche il mio power line dove c'è ovviamente anche il wifi integrato. **Davide**: Ok e tra l'altro hai parlato di questa tecnologia 3 band legato agli extender che cosa significa 3 band? **Gianni**: Significa ovviamente che il dispositivo secondo la velocità allora il 3 band significa per il cliente stesso che offre più copertura più velocità così che arriva ovviamente anche di angoli con dispositivi di una vecchia generazione in quel caso arrivo anche in dei spazi dove con il repeater 3 band c'è più copertura. **Davide**: Ho capito quindi garantisci una banda superiore e quindi permette anche magari di comunicare in modo più efficace tra il modem router e il ripetitore lasciando agli utenti più banda per navigare immagini. **Gianni**: Giusto sì. **Davide**: Ok adesso abbiamo visto un po in generale quale è la vostra linea di prodotti e anche a quali esigenze rispondono. Un altro tema soprattutto quando come abbiamo visto adesso abbiamo il wifi in tutta la casa e la copertura è ottimale questo significa però che il wifi potrebbe anche uscire potenzialmente dal perimetro di casa nostra e quindi dobbiamo occuparci di proteggere questa rete wifi e quindi in tema di sicurezza che cosa state facendo che servizi avete implementato sia per la sicurezza fisica locale quindi abbiamo detto magari password protocolli di sicurezza più più forti per evitare che qualcuno nella zona possa accedere alla nostra rete ma anche in tema di attacchi malware che possono venire da internet. **Gianni**: Giusto assolutamente allora innanzitutto il router è diciamo il primo ingresso ovviamente anche per gli hacker e questa è diciamo una situazione che ovviamente è molto importante anche di proteggere come facciamo in ogni caso abbiamo la integrazione di una firewall non voglio entrare troppo del dettaglio tecnico però si chiama stateful packet inspection in questo modo il FRITZ!Box respinge automaticamente dati che non vengono richiesti da internet ci sono ovviamente anche dei siti che sappiamo bene anche che non sono non sono claro da dove arrivano e il FRITZ!Box li blocca automaticamente. Il FRITZ!Box dà ovviamente anche la possibilità in una rete che non sia visibile specialmente ovviamente anche da fuori mi trovo poi ci sono ovviamente anche dei scanner che arrivano anche qui ovviamente FRITZ!Box assicura sicurezza e poi ovviamente anche quello che riguarda i pod scan allora non trovano nessuna porta che potrebbe essere rappresentata di un punto di attacco per un hacker e più ovviamente la citografia WPA3 che diciamo garantisce una massima sicurezza anche e per quelli che si trovano ovviamente che dove arrivano gli ospiti abbiamo anche un guest access significa un accesso ospite che può essere utilizzato solo con una password e che viene dato probabilmente ai amici o anche a conoscenti che arrivano a casa o anche in un ambito di ufficio e questo accesso ospite Wifi credo che sia anche un aspetto molto importante perché non entro ovviamente nella rete di cui l'utente usufruisce come standard. Allora, tantissimi meccanismi che abbiamo integrato che alla fine assicura ovviamente all'utente anche una navigazione sicura. **Davide**: Si tiene separati gli ospiti, le persone che vengono in casa in modo appunto sono ospiti e invece la navigazione principale delle persone che quella casa la vivono. Il modem router però oggi è qualcosa di più il vostro modem router e permette anche dei servizi aggiuntivi. Alcuni che che cito sono ad esempio in tema di smart home o un dispositivo dal quale posso accedere ai miei contenuti multimediali. Ci parli di questo aspetto? **Gianni**: Sì assolutamente, allora in un caso posso collegarci tutti i vari dispositivi che ci sono. Il FRITZ!Box è un dispositivo molto innovativo, se qualcuno mi dovesse chiedere ma che cosa fa? Il FRITZ! FRITZ! fa veramente tantissime cose. Ci posso collegare i miei dispositivi di casa, internet radio e tanto altro. Abbiamo la integrazione di un sistema come il FritzOS, come detto c'è la mesh technology dentro, c'è il guest access e tanto altro. Ho la possibilità con la mia applicazione di controllare anche la parte del smart home, i miei telefoni che sono collegati, la tecnologia DECT, in questo caso abbiamo ad esempio anche la nostra DECT 210 che è una presa intelligente che permette da remoto anche da casa ovviamente di domotizzare qualsiasi elettrodomestico che o presenti in casa o in un ambito di ufficio. Abbiamo anche la nostra lampada intelligente la DECT 500 e arriveranno probabilmente anche altri dispositivi per la parte della smart home come ad esempio anche il DECT 302, la valvola intelligente per controllare la misura anche dal remoto e questo è sicuramente anche un aspetto molto importante, specialmente in questo periodo che si parla tantissimo ovviamente anche della regolazione della temperatura. **Davide**: Sì, quindi il FRITZ! diventa una sorta di cervello della casa da cui posso, da cui passa internet ma anche altre cose legate anche alla domotica. **Gianni**: Il FRITZ! diventa sempre di più assolutamente giusto il centro di comunicazione a 360 gradi con tutti i dispositivi che vengono controllati con tutto quello che riguarda ovviamente anche la comunicazione nell'ambito di internet, telefonia e tanto altro. **Davide**: Ok, in chiusura un aspetto che hai citato è quello di rendere il più semplice possibile l'approccio che hanno gli utenti con i vostri prodotti e renderlo il più facile possibile una nuova configurazione. Un'altra cosa su cui puntate molto è quello delle guide online, quindi avete realizzato delle guide che spiegano nel dettaglio il funzionamento dei vostri dispositivi. Come mai questo approccio e ce ne puoi un attimo parlare? **Gianni**: Generalmente penso che sia molto utile di dare un supporto a 360 gradi, questo lo facciamo ovviamente con guide che si vedono internet, lo facciamo con webinar che diamo agli utenti anche come si collegano i nostri dispositivi, con i FRITZ! Talk che facciamo. Ci sono vari modi ovviamente anche di far comunicare ovviamente anche la innovazione e la semplicità e ci sono utenti ovviamente anche che vogliono capire ma come viene collegato, nonostante che sappiamo anche che è molto semplice da collegare. Un aspetto che credo che sia anche molto importante è che il FRITZ!Box è un dispositivo fatto così come ce lo richiedono anche i nostri utenti. Siamo spesso ovviamente anche in stretto contatto con gli utenti finali, questo tramite le fiere che ci sono nell'ambito internazionale anche in Italia ovviamente adesso arriviamo anche alla Games Week, fiere di sicurezza a Barcelona che siamo adesso anche a febbraio e tanto altro. E lì ovviamente otteniamo il feedback anche dei stimoli, che cosa possiamo migliorare nel dispositivo e così è fatto anche il FRITZ!Box, infatti ce l'abbiamo adesso anche 18 anni di FRITZ!Box, siamo veramente molto molto contenti anche molto orgogliosi anche di questo perché sottolinea anche che visto anche la grande community che noi abbiamo non solo in Germania e tanti altri paesi fuori dalla Germania ma specialmente anche in Italia che il lavoro che noi svolgiamo è fatto in maniera giusta e ci sono ovviamente anche tante feature che abbiamo preso dal mercato italiano, il FRITZ!Box ricordo anche qui ovviamente c'è un'interfaccia con tutto quello che c'è dentro anche completamente di italiano e anche la comunicazione che di cui hai appena anche accettato anche ce l'abbiamo ovviamente anche qui in italiano e pensiamo che sono dei meccanismi molto importanti anche per informare i nostri, cioè la nostra community. **Davide**: Sì, infatti questo lo aggiungo io, ha reso i vostri prodotti FRITZ! molto stabili e penso probabilmente anche per questa cosa che dicevi, quindi una continua implementazione di feature anche ascoltando gli utenti e che li utilizzano quotidianamente. Va bene, grazie Gianni, buon lavoro, a presto. **Gianni**: Grazie Davide, è stato un grande piacere. #### Conclusione - Timestamp: 24:05 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e49 ## Smartwatch per sport estremi, un settore in continua evoluzione > Negli ultimi due anni gli [smartwatch](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e15) hanno raggiunto una maturità tecnologica tale da poter soddisfare, a livello di mercato, le esigenze di ogni singola persona, partendo dai più attenti al monitoraggio della salute, arrivando fino agli amanti degli sport estremi. In questa puntata parliamo proprio di quest'ultimo settore, in particolare analizzando il ruolo degli smartwatch professionali nel monitoraggio delle attività sportive meno comuni come il [diving](https://en.wikipedia.org/wiki/Diving_(sport)) o le [maratone](https://it.wikipedia.org/wiki/Maratona_(atletica_leggera)). Nella sezione delle notizie parliamo di come si potrà utilizzare la tecnologia [5G](https://it.wikipedia.org/wiki/5G) sugli aerei, dell’[IA](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) di Google per prevenire il cancro al seno e infine di Tesla che ha consegnato i suoi primi [semirimorchi](https://www.tesla.com/semi). - Stagione: 4 - Episodio: 49 - Data di pubblicazione: 2022-12-03 06:45:00 - Durata: 17:35 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e49](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e49) - Episodi correlati: s3e15 - Tag: smartwatch,sport,Garmin,Apple,Android,immersioni,monitoraggio,salute,allenamento,servizi,google,icad,intelligenza artificiale,cancro al seno,prevenzione,medicina,diagnosi,tesla,elon musk,semitruck,semirimorchio,batterie,autonomia,pepsi ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo come gli smartwatch stanno provando a diventare dei dispositivi indispensabili anche per gli sport estremi. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il 5G arriva sugli aerei > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:56 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Utilizzare internet quando si vola per poter lavorare o aggiornare i propri cari sullo stato del tragitto è sempre stato un desiderio di tutti noi. Oggi finalmente le cose stanno per cambiare. La commissione Europea ha infatti aggiornato il regolamento sull'utilizzo dello spettro radio per le comunicazioni mobili, con l'obiettivo di liberare alcune frequenze per poter fornire l'accesso al 5G nei voli aerei. La tecnologia si chiama "Mobile Communication On Board Aircraft" e dovrà essere implementata a bordo dei velivoli per poter essere utilizzata. Grazie a questa tecnologia, al posto di tentare una connessione con le infrastrutture di terra, i terminali dei passeggeri verranno indirizzati ad una Aircraft Base Station, ovvero un'antenna installata a bordo dell'aereo in grado di connettersi ai satelliti e distribuire di conseguenza una connessione internet ai passeggeri senza però interferire con le apparecchiature di bordo. Con l'implementazione delle frequenze 5G, chiunque potrà finalmente beneficiare di una connessione potente quasi quanto quelle usate quotidianamente. Tuttavia, poiché la Mobile Communication On Board Aircraft dovrà essere implementata su tutti i velivoli, si dovrà pazientare ancora un po per poter godere del 5G mentre si viaggia in aereo. #### L’IA di Google per prevenire il cancro al seno > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:19 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Google ha annunciato la collaborazione con iCAD per utilizzare la sua intelligenza artificiale nella lotta e nella prevenzione del cancro al seno, uno dei più comuni al mondo e che spesso può avere conseguenze fatali se non si interviene in tempo. Per questo motivo iCAD, che è l'azienda principale che si occupa di tecnologia medica e di individuazione dei tumori, addestrerà e adatterà l'intelligenza artificiale di Google utilizzando i dati a disposizione per poter integrare la tecnologia dei dispositivi clinici individuando in modo più rapido e preciso la presenza di un possibile cancro. Attualmente infatti gli strumenti utilizzati sono inadeguati, poco precisi e spesso sovraccaricati dalle numerose richieste, causando code e un allungamento dei tempi di risposta ai pazienti. Per risolvere questo problema la collaborazione tra Google e iCAD non si ferma solamente all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Google infatti metterà a disposizione la sua infrastruttura cloud, garantendo un'enorme potenza di calcolo e facilitando ulteriormente l'accesso agli strumenti di intelligenza artificiale. #### Tesla consegna i suoi primi semirimorchi > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 03:28 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli scorsi giorni Tesla ha consegnato in Nevada i suoi primi semirimorchi chiamati Tesla Semi Truck. Tesla afferma che il Semi è alimentato da 4 motori indipendenti sugli assi posteriori, può accelerare da 0 a 100 km all'ora in 20 secondi e ha un'autonomia della batteria fino a 800 km. I prezzi potrebbero partire da 150 mila dollari, ci sono stati numerosi ordini da parte di aziende americane come Walmart, PepsiCo e FedEx. Musk ha rivelato che uno dei semi rimorchi alimentati a batteria di Tesla è stato in grado di completare un viaggio di 800 km con 36 tonnellate di carico. Il viaggio ha avuto luogo dalla fabbrica di Tesla a Fremont, in California, a San Diego. All'evento Musk ha chiarito che il viaggio è stato compiuto senza dover ricaricare la batteria, ma con comunque una pausa che stabilisce la legge dopo un certo periodo di guida. Musk ha parlato infine della ricarica, rivelando che Tesla ha sviluppato un nuovo connettore di ricarica - raffreddato a liquido - in grado di fornire un megawatt-ora in corrente continua. #### Smartwatch per sport estremi, un settore in continua evoluzione > - Timestamp: 05:05 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Sport - Tipologia: Topic **Davide**: Con il rapido progresso tecnologico avvenuto negli ultimi anni, lo smartwatch è diventato oggi un dispositivo essenziale per molte persone in grado di coniugare i principali vantaggi della tecnologia con l'eleganza e i caratteri di design. Nei primi anni in cui hanno fatto il loro ingresso sul mercato, però, le funzionalità più avanzate di questi dispositivi erano ancora fuori dalla portata del grande pubblico, a causa sia dei costi elevati, sia degli scarsi vantaggi che avrebbero introdotto. A cambiare le cose, come in molti ambiti, è stata la pandemia, che con il crescente bisogno di tener monitorato il livello di saturazione di ossigeno nel sangue e l'attività elettrica cardiaca, ha permesso a molte persone non solo di controllare periodicamente, a chilometro zero, il proprio stato di salute, ma anche di scoprire come questi dispositivi possono rivelarsi preziosi nel conteggio dei passi giornalieri o della qualità del sonno. Negli ultimi due anni, inoltre, come documentato dalle elevate percentuali di vendita registrate nel periodo di restrizioni, gli smartwatch hanno raggiunto una maturità tecnologica tale da poter soddisfare a livello di mercato le esigenze di ogni singola persona, partendo dai più attenti al monitoraggio della salute e arrivando fino agli amanti degli sport estremi. Nella puntata di oggi parleremo proprio di quest'ultimo settore, in particolare approfondiremo il ruolo degli smartwatch professionali nel monitoraggio delle attività sportive meno comuni, come il diving o le maratone. Ma prima scopriamo i motivi per cui un orologio digitale potrebbe essere ideale non solo per gli sportivi, ma per chiunque. Uno dei principali vantaggi che farebbe comodo a molte persone è la possibilità di leggere le notifiche dello smartphone in modo semplice e veloce. Nel momento in cui avviene l'abbinamento con il telefono, questi dispositivi consentono di poter visualizzare direttamente sul display i messaggi in entrata e di filtrare le chiamate in arrivo rispondendo ai propri contatti alzando semplicemente il polso. Se oltre a queste caratteristiche si aggiunge anche la passione per l'attività fisica, allora lo smartwatch diventa lo strumento perfetto da abbinare al proprio telefono. Grazie ai diversi sensori integrati nell'orologio digitale, si ha la possibilità di monitorare ogni allenamento e controllare lo stato di salute sia di giorno che di notte. I moderni smartwatch sono infatti equipaggiati di rilevatori come l'accelerometro che, insieme al giroscopio, consente di registrare ad esempio i passi o la corsa fatta durante la giornata e di visualizzare le informazioni in modo pratico sull'app dello smartphone. Abbinato a questi troviamo anche il GPS, il quale misura la lunghezza del tratto percorso tracciando la posizione dell'utente, ma anche altri sensori che monitorano la temperatura, il livello di ossigeno nel sangue e frequenza cardiaca. Infine, un altro dei motivi per acquistare uno smartwatch è sicuramente la possibilità di effettuare operazioni di pagamento in modo rapido e sicuro grazie al modulo NFC, che, in abbinata al wallet dello smartphone, permette di completare pagamenti contactless e velocizzare gli acquisti anche quando non si ha lo smartphone con sé. Chiaramente queste caratteristiche sono più che sufficienti per un utente normale, che non ha particolari esigenze, ma un professionista che invece necessita di monitorare l'attività sportiva a livelli agonistici deve ricercare in uno smartwatch funzionalità che sui normali wearable in commercio non sono presenti. Per poter praticare attività particolarmente estreme, come le immersioni, la tipologia dello schermo, la resistenza alla pressione e il grado di impermeabilità, sono caratteristiche da mettere sempre in cima alla lista prima di decidere quale smartwatch acquistare. La qualità del display, ad esempio, è un fattore da considerare non solamente per una mera questione estetica, ma perché si tratta di un elemento fondamentale e indispensabile, per garantire una lettura ottimale dei dati, assicurando una buona resa anche in condizioni di scarsa visibilità. Sorvolando sulla qualità dei materiali, che devono chiaramente essere i più resistenti possibili all'usura, gli smartwatch subacquei devono possedere un elevato grado di impermeabilità, indicata con la sigla IPX, che va da IPX0 a IPX9, e un'elevata resistenza alla pressione, poiché è risaputo che più si scende in profondità, e più il peso dell'acqua che grava su di noi aumenta. Perciò è fondamentale che uno smartwatch subacqueo abbia un'impermeabilità di almeno venti atmosfere per poter praticare in sicurezza attività marine professionali a 200 metri di profondità. Va però detto che scambiare il parametro atmosfere su metri, come profondità di immersione sino alla quale si può usare senza danneggiarlo, è un equivoco che viene spesso commesso dai meno esperti. Infatti, i valori che si leggono nelle specifiche tecniche vengono calcolati in test di laboratorio che mettono alla prova tale resistenza, tuttavia, non è detto che siano in grado di replicare le reali condizioni di utilizzo. Gli smartwatch professionali, per le immersioni, comunque dispongono generalmente di parecchia attività. Alcune tra queste comprendono l'apnea, la pesca subacquea che elimina suoni e vibrazioni per non spaventare i pesci, ad esempio, e le modalità di immersione con gas. Di fondamentale importanza anche la misurazione dell'azoto residuo, il tempo di superficie e il no-fly time, ovvero il tempo minimo di attesa prima di prendere un aereo dopo che è stata fatta un'immersione. Le ore di no-fly variano chiaramente in base alla frequenza dell'immersione e diventano significative nel momento in cui si scende oltre 4,5 metri e si rimane sott'acqua per più di 3 minuti. Con un occhio ulteriore al monitoraggio della salute, gli smartwatch professionali, oltre a restituire i parametri già citati a inizio puntata, rilevano anche il quantitativo di energie necessarie per affrontare una determinata attività, consigliando quando riposare e quando riprendere l'esercizio, la frequenza e le caratteristiche della respirazione e persino il livello di fitness rispetto all'età reale. Questi parametri chiaramente non hanno nulla a che vedere con l'attività sportiva vera e propria, ma risultano comunque fondamentali nel dare un riscontro immediato sullo stato di preparazione atletica, sia che si tratti di immersioni che di lunghe corse da decine di chilometri. In quest'ultimo caso i maratoneti e gli atleti in generale chiaramente non possono affidarsi a orologi consumer o smartband più economiche, ma necessitano di dispositivi specifici che sappiano elaborare valori legati alle andature e alla qualità del passo, per citarne un paio. Diversi modelli consentono infatti di calcolare il tempo di contatto tra il piede e il suolo, il quale tende ad essere particolarmente breve per gli atleti più allenati, la lunghezza del passo e la potenza della corsa. In ogni caso, con prodotti destinati alla corsa, altri dedicati agli sport acquatici e altri ancora che invece provano a porsi a metà strada fra un utilizzo sportivo e casual, le proposte nel 2022 di certo non mancano, soprattutto in un mercato con dell'enorme potenziale di crescita futura. Con un ottimo rapporto qualità prezzo ad esempio spicca l'Amazfit GTR Pro, uno smartwatch che rappresenta il giusto compromesso per coloro che sono alla ricerca di un dispositivo sportivo non troppo costoso, ma comunque in grado di monitorare le diverse sessioni di allenamento e non solo. Tra le istituzioni nel mercato dei wearable professionali invece non si può non considerare Garmin. Tra gli smartwatch top di gamma proposti emerge dunque il Fenix 7, un dispositivo con persino la ricarica solare destinato a tutti coloro alla ricerca dei più completi strumenti da polso, per monitorare il proprio sport sia che si tratti di una partita di tennis così come una scalata in montagna. Per chi invece punta alla compatibilità con il sistema operativo del proprio smartphone vi sono soluzioni in grado di soddisfare le esigenze sia degli utenti Apple che Android. Tra i dispositivi più affermati nel 2022 sul mercato spicca il Galaxy Watch 5 Pro di Samsung, che, rispetto alla versione precedente, arriva finalmente a meritarsi l'appellativo Pro grazie a funzioni software migliorate e complete a 360°, che permettono all'utente di affrontare contesti sia sociali, grazie ad un design minimal ed elegante, che sportivi, potendo contare su un hardware resistente e innovativo adatto ad ogni genere di attività. Per concludere, anche Apple quest'anno ha presentato il suo Apple Watch in versione estrema, o meglio ancora Ultra. A differenza di serie 8 e dei precedenti, Apple Watch Ultra prova a imporsi sul mercato come competitor degli smartwatch professionali, come quelli di Garmin o Suunto, migliorando fondamentali attributi come autonomia, design, materiali e soprattutto funzionalità. A dimostrazione di ciò, Apple ha puntato molto su una partnership con Huish Outdoors per lo sviluppo dell'app Oceanic+, che rende Apple Watch Ultra un computer da immersione pur restando nell'ambito della ricreatività. Benché sia uscita ufficialmente questa settimana, l'app per immersioni di Apple è gratuita nella versione base, ma per avere quella più completa, con tanto di pause di decompressione e diverse funzioni in più, si deve pagare un abbonamento annuale da 99 euro. Perciò è già facile immaginare come in realtà la nuova versione ultra di Apple Watch non sia un full-dive computer fintanto che non si paga l'abbonamento completo. A conti fatti, nonostante Apple sia la prima azienda tecnologica a commercializzare uno smartwatch adatto agli sport estremi, sorge il problema legato alla filosofia di dover lasciare le porte aperte agli sviluppatori per integrare la loro soluzione nell'ecosistema Apple, il che impedisce al consumatore di acquistare sia l'orologio che le funzionalità. Dunque, chi compra Apple Watch Ultra avrà al polso un orologio che, per trasformarsi in un vero oggetto per sportivi, avrà bisogno di un ulteriore investimento economico in servizi terzi. E il caso di Oceanic+ è emblematico. Ciò però non toglie che altri sviluppatori in futuro possano realizzare altre app per l'immersione anche fatte meglio. Considerando poi la moltitudine di attività esistenti, altrettanto sarà indispensabile avere diverse app installate che, oltre a costare mensilmente per avere ad esempio itinerari o percorsi memorizzati, non garantiscono al consumatore la qualità e la precisione dei dati monitorati, non essendo prodotti interamente da Apple. Dunque, nonostante venca dipinto come lo smartwatch per gli sportivi più estremi, la differenza sostanziale che insiste tra un Apple Watch Ultra o un qualsiasi altro dispositivo consumer e un modello specifico per una determinata disciplina sta proprio nella parte software, poiché nonostante diversi di questi orologi abbiano ancora un'interfaccia poco accattivante e user friendly, si ha comunque la certezza del perfetto funzionamento garantito proprio dal produttore ormai affermato e consolidato nel mercato. Ed è forse questo il motivo per cui molti atleti ancora oggi non riescono a rinunciare al loro spartano ma fedele orologio professionale. #### Conclusione - Timestamp: 16:43 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e50 ## Samsung: la Smart Home che semplifica la vita > Si parla spesso di [Smart Home](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e21?t=256), di casa intelligente, e di come la tecnologia possa migliorare la qualità della vita a 360°. Il posto migliore da dove iniziare è sicuramente la nostra abitazione. La Smart Home però, non è solo la lampadina che si accende dallo smartphone o con un assistente vocale, ma è un intero ecosistema in cui tutto interagisce alla perfezione con l’obiettivo di facilitare la nostra permanenza in casa e risparmiare sui consumi. Visto che [Samsung](https://www.dentrolatecnologia.it/samsung.html) crede molto in questa prospettiva, per spiegarcela più nel dettaglio abbiamo invitato [Francesco Cordani](https://www.dentrolatecnologia.it/francesco.cordani.html), Head of Marketing and Communication di Samsung Electronics Italia. Nella sezione delle notizie parliamo di [WindTre](https://www.windtre.it), ha attivato in Italia una nuova funzionalità chiamata [WiFi Calling](https://en.wikipedia.org/wiki/Generic_Access_Network)** **e di Apple, AMD e NVIDIA che tornano a usare chip realizzati negli Stati Uniti. - Stagione: 4 - Episodio: 50 - Data di pubblicazione: 2022-12-10 06:45:00 - Durata: 30:58 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e50](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e50) - Episodi correlati: s3e21 - Tag: samsung,domotica,smarthome,frigo,elettrodomestici,matter,ecosistema,sostenibilità,risparmio,energia,vita,qualità della vita,francesco cordani,prodotti,robot,lavatrice,televisore,schermo,casa intelligente,chip,microprocessori,apple,amd,nvidia,tsmc,inaugurazione,arizona,fabbrica di chip,windtre,wificalling,telefonate,samsung,xiaomi ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Francesco**: La smart home pone il consumatore al centro, lo pone in perfetto controllo di tutto quello che può fare e lo supporta e quindi gli permette di risparmiare tempo per dedicarsi ad altro fondamentalmente. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo con Samsung qual è la loro visione di casa smart, che da una parte facilita la vita di chi la abita, e dall'altra favorisce la riduzione dei consumi e la sostenibilità. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### WindTre introduce le chiamate WiFi > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:14 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Servizi, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: WINDTRE ha attivato in Italia una nuova funzionalità chiamata Wi-Fi Calling, con la quale è possibile effettuare e ricevere chiamate sfruttando una rete Wi-Fi di WINDTRE senza essere necessariamente connessi alla rete mobile. Per di più, oltre a poter telefonare da luoghi come capannoni, semi-interrati o altri contesti simili, la nuova funzione consente di poter passare dalla rete cellulare a quella Wi-Fi e viceversa senza alcuna interruzione durante la chiamata. Attualmente Wi-Fi Calling è già disponibile gratuitamente per tutti, dunque sia per i privati che per gli utenti business di WINDTRE. Tuttavia, per poter utilizzare questa funzionalità, si deve possedere una connessione Wi-Fi dell'operatore e un telefono compatibile, che al momento comprende solamente la gamma Samsung Galaxy S22 e Xiaomi 12 Pro. È chiaro che gli utenti attualmente in grado di soddisfare entrambi i requisiti rappresentano probabilmente meno dell'1% dei clienti WINDTRE. Ciò nonostante, secondo quanto dichiarato dall'operatore telefonico, Wi-Fi Calling sarà gradualmente esteso a nuovi modelli di device e a un numero sempre maggiore di clienti nel corso dei prossimi mesi. #### Apple, AMD e NVIDIA useranno chip “Made in USA” > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 02:31 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Materiali - Tipologia: Notizia **Davide**: La crisi dei semi-conduttori e la situazione geopolitica attuale hanno fatto riflettere aziende e governi su quanto sia sempre più rischioso e insicuro affidare la produzione dei chip alle poche grandi fabbriche situate in Asia e in Cina in particolare. Per questo Stati Uniti e Unione Europea vogliono tornare ad avere un ruolo centrale nella fabbricazione dei microprocessori e diminuire sempre di più la dipendenza dai paesi esteri. Per questo gli Stati Uniti hanno inaugurato una nuova fabbrica di chip di SMC, una delle più importanti del settore in Arizona. Questa fabbrica nel 2024 produrrà chip a 4 nanometri ma è già in costruzione una seconda che dal 2026 garantirà il processo di produzione a 3 nanometri, che ad oggi è il più piccolo e complesso. All'inaugurazione inoltre oltre al presidente Biden era presente anche Tim Cook per annunciare che Apple, per i MacBook e gli iPhone, tornerà a usare grazie a questa fabbrica processori realizzati, citando Apple: orgogliosamente in America. Oltre ad Apple anche AMD e Nvidia saranno i primi clienti della nuova fabbrica in Arizona. Un altro passo per cambiare le carte in tavola in un settore così delicato, rispostando gli equilibri verso il mondo occidentale. #### Samsung: la Smart Home che semplifica la vita > - Timestamp: 04:01 - Autori: Samsung Electronics, Francesco Cordani, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Domotica, Energia - Tipologia: Intervista **Davide**: Parla spesso di Smart Home, di casa intelligente, di come la tecnologia possa non solo accompagnarci nelle nostre tasche, ma anche migliorare la qualità della vita a 360 gradi e quale posto migliore è per farlo se non nella nostra abitazione. La Smart Home però non è solo la lampadina che si accende dal nostro smartphone o con un assistente vocale, ma è un intero ecosistema in cui tutto interagisce alla perfezione. E siccome Samsung crede molto a questa prospettiva, è con noi per parlarcene Francesco Cordani, Head of Marketing and Communication di Samsung Electronics Italia. Benvenuto Francesco. **Francesco**: Buongiorno Davide, grazie per l'invito. **Davide**: Cosa si intende quando si parla di Smart Home, però dal vostro punto di vista? **Francesco**: Allora, come hai detto anche tu nell'introduzione, molti possono pensare che l'inizio della Smart Home sono le lampadine Led. In realtà forse era così sei anni fa, perché comunque il mercato, il mondo della Smart Home si è incredibilmente evoluto. Io faccio sempre questo paragone, che diversi anni fa la Smart Home era un fan to have, quindi era un qualcosa, se vuoi anche di ludico, un qualcosa che uno magari era un early adopter, uno che decideva di, aveva la visione un pochino più lunga su questo tipo di concezioni della casa e allora voleva adottare le nuove tecnologie. Adesso invece è diventato un must have, quindi è un concetto che è concreto, reale, su cui tra l'altro Samsung crede moltissimo, ed è un concetto che porta a dei grossissimi benefici, perché quando si parla di Smart Home, noi intendiamo un approccio interconnesso dove ogni device parla con l'altro device e uno dice, cosa mi può portare questa interconnessione? Questa interconnessione all'interno della Smart Home porta a una serie di benefici incredibili, per esempio basti pensare che grazie a SmartThings, l'app che all'interno del telefono può controllare tutti i miei device, porta a una serie di benefici funzionali come risparmio dell'energia, risparmio del tempo, l'applicazione di diverse routine, di scenari che sono molto molto importanti e che ci facilitano nella vita quotidiana. Tra l'altro Samsung, con il suo concetto di Smart Home, vuole aprirsi al mercato, perché ha assolutamente fatto un ragionamento di non essere totalmente chiuso a prodotti esterni. Sappiamo che Samsung fa oltre 320 prodotti, non li facciamo tutti, ma recentemente, innanzitutto, ha sottoscritto la piattaforma Matter che ovviamente apre a oltre 300 aziende che producono device diversi. In più, recentemente ha fatto un accordo anche con Google per aumentare l'interoperabilità dei propri device e dei device Google per riuscire ulteriormente ad aprire questo concetto di Smart Home. Perché questo è importante? Perché quando si va a aprire un nuovo mondo tecnologico vuol dire che questo mondo diventa più democratico, vuol dire che questo mondo diventa più fruibile non tanto dai cosiddetti "early adopter" che sei anni fa magari ci avevano visto lungo, ma vede svilupparsi in un mercato diciamo un pochino più di massa. E quando l'interesse colpisce la massa è un volano incredibile che dà allo sviluppo ulteriore di questi prodotti. E quindi, proprio per questo dicevo che in passato ero un fun to have, ma oggi siamo al must to have, quindi è un qualche cosa che il consumatore non può più fare a meno. **Davide**: Ok, abbiamo detto che Samsung crede molto in questo ecosistema, che però è un ecosistema democratico, che quindi si apre anche ad altre realtà e ad altre aziende. Parlando invece di prodotti, quali sono questi prodotti che compongono il vostro ecosistema? Ce ne vuoi parlare visto che sono veramente a 360 gradi tutti i prodotti che troviamo in una normale casa? **Francesco**: Assolutamente sì, perché andiamo dal frigorifero alla lavatrice, all'asciugatrice, al robottino per esempio il nostro robottino pet friendly con la telecamera integrata, anche quello è connesso. Piuttosto che i nostri televisori, i nostri monitor, basti pensare che dal fine 2022 tutti i prodotti del 2023 saranno messi sul mercato con questo concetto di interconnessione. E questa interconnessione è fondamentale perché anche per il consumatore il fatto di non andare a cercarsi al di fuori degli ulteriori device per metterli in connessione è un incredibile vantaggio, quindi possiamo dire che è un plug and play. A maggior ragione è chiaro che se io prendo più device connessi ho la possibilità di sfruttare più funzionalità di interconnessione e quindi di vedere sempre più i benefici che la mia smart home mi porta nel quotidiano, in diverse aree, come dicevo all'inizio, nell'area del time saving, quindi del risparmio del mio tempo, nell'area anche dell'energysaving che forse approfondiremo più avanti, ma anche nell'area del discorso di privacy perché comunque i miei dati all'interno di un ecosistema aperto sì ma chiuso dal punto di vista della condivisione dei dati è un altro elemento molto molto importante e rassicurante per il consumatore. Però diciamo che stiamo parlando a 360 gradi di tutti i device Samsung che stiamo immettendo sul mercato. **Davide**: Sì, molto interessante il riferimento che hai fatto al tema della sicurezza perché ovviamente aprirsi all'esterno significa anche dover prestare più attenzione a come vengono gestiti i dati prodotti dagli elettrodomestici smart. E questi elettrodomestici, questi prodotti, come possono migliorare la vita di chi abita la casa e che cosa rendono possibile concretamente a livello di funzionalità? **Francesco**: Allora, come dicevo prima, stiamo entrando in un mercato più di massa e conseguentemente dobbiamo abbassare quanto più le barriere per evitare che il mercato più allargato possa pensare che devo farmi la smart home, sarà molto complesso, non ci riuscirò. Al contrario, la semplificazione è una delle chiavi principali del successo della smart home e per portare questa semplificazione noi ci siamo inventati, proprio pro domo consumatore finale, i cosiddetti scenari. Quindi sono delle modalità che grazie all'applicazione SmartThings si possono configurare. Faccio un banale esempio: lo scenario Welcome Home, io ho all'interno della mia applicazione SmartThings lo scenario "Welcome Home". Quando entro a casa c'è una routine che io voglio che si attivi perché sono abituato in un determinato modo, per esempio, apro la porta di casa, ovviamente decido che le tende si devono aprire, al tempo stesso la televisione si accende perché so che ritorno a un determinato orario e quindi si collega sul canale preferito. Piuttosto che fa caldo, siamo in estate e non l'ho magari acceso prima perché volevo risparmiare, parte in automatico l'area condizionata e magari avevo caricato la lavatrice la mattina e quindi mi parte in automatico la lavatrice per cominciare il suo ciclo di lavaggio. Ecco, pensiamo alle varie singole azioni che io devo fare se non ho questo scenario. Sono tante, vado accendo il televisore, dove è il telecomando, l'area condizionata, sono tante cose, per questo anche in ottica di time saving. Poi dopo ci sono scenari che per esempio vanno in energy saving, per esempio, perché quando io esco da casa sicuramente a quanti di noi è mai capitato dimenticare la luce accesa, il televisore acceso e altri elettrodomestici accesi, per dimenticarsi è capitato a tutti. O con lo scenario living home, quindi lascio casa, appena chiudo la porta succede un qualche cosa per cui le tende si chiudono e quindi mi aiutano ad avere magari casa più protetta dove non mi guardano dentro quando non ci sono, piuttosto che riparate dal sole e quant'altro. Mi si spegne l'area condizionata perché comunque non essendo in casa non ce l'ho bisogno, in automatico si spengono tutte le luci, si spegne il televisore. Quindi questa interpretazione di scenari rende al consumatore finale innanzitutto più facile approcciarsi al concetto di smart home, ma poi dopo ne fa leggere e vedere i benefici concreti. Perché anche in un discorso di energy saving che poi vedremo dopo, tutti questi comportamenti portano ad avere cosa? Semplicemente, senza fare nulla, un maggiore controllo e sappiamo benissimo che quando uno ha un maggiore controllo del consumo dispendio delle proprie risorse energetiche, di acqua e quant'altro, avendo una maggiore consapevolezza è proteso a risparmiare, no? E quindi a riuscire a intervenire subito. Anche questo permette di fare la smart home, quindi non solo un aspetto funzionale, ma anche un aspetto diciamo di consapevolezza, ecco, lo chiamerei proprio così. **Davide**: Ecco, una cosa che mi ha particolarmente colpito e che hai anche accennato adesso, è uno in particolare dei vostri frigo smart che ha proprio uno schermo sulla parte frontale, ce ne vuoi parlare? **Francesco**: Allora, il discorso del frigorifero smart è un frigorifero, per esempio, che ti permette di, quando sei fuori casa, grazie alle nostre telecamere, di vedere all'interno del frigorifero. Banalmente, ho la lista della spesa, ho comprato tutto, non ho comprato tutto, **Davide**: Ma mi viene un dubbio. **Francesco**: Mi viene un dubbio, beh, vediamo subito nel frigorifero. Io sono tranquillamente al supermercato e sono assolutamente in grado di capire cosa ho nel frigo e quindi evitare di comprare magari le uova due volte, che magari ce le ho già. Ma un'altra cosa, per esempio, ho dei prodotti all'interno del frigorifero che stanno per scadere. Poi, col nostro frigorifero smart, diciamo che la tecnologia di altri settori deve ovviamente lavorare di pari passo, stiamo parlando dei codici di lettura prodotti che segnalano in automatico la scadenza dei prodotti. Questo potrebbe… adesso va imputato manualmente, però potrebbe far dire che un prodotto che è in scadenza mi viene segnalato e in automatico il frigorifero mi tira fuori la ricetta con i 3-4 prodotti che stanno per scadere, così che io faccio la torta della nonna, perché io utilizzo quei 3-4 prodotti e non li butto, quindi portandomi a uno spreco molto molto inferiore, piuttosto che il riordino automatico, grazie adesso a tutto questo shopping online da Supermarket, Supermercato24, piuttosto che di prodotti che stanno per scadere, che io sto per finire. Quindi, anche da quel punto di vista, è un aiuto, ancora una volta la smart home pone il consumatore al centro, lo pone in perfetto controllo di tutto quello che può fare e lo supporta e quindi li permette di risparmiare tempo per dedicarsi ad altro, fondamentalmente. Però il frigo è per esempio uno dei miei pezzi preferiti, diciamo. **Davide**: Sì, sì, assolutamente, è molto interessante e poi come accennavo nella domanda ha proprio questo schermo, un vero e proprio schermo dove si possono vedere tutte le cose che ci hai detto. **Francesco**: Un altro esempio, ci sono i mondiali, sto vedendo una partita dei mondiali, benissimo, ho dimenticato la birra, voglio una birra, non voglio andare dalla sala e perdermi un pezzo di partita, magari Spagna-Germania, ho visto oltre il 50% di share, la stavano vedendo tutti. Cosa faccio? In automatico io connetto la mia televisione con lo schermo del frigorifero, quindi quando vado in cucina mi replica in automatico lo schermo del televisore dalla cucina e quindi io non perdo neanche un secondo della partita mentre per esempio mi bevo una bella birra fresca. Questo sembra semplice ma non lo è. **Davide**: Sì, immagino un grande lavoro di integrazione tra tutti i dispositivi. **Francesco**: Esatto ed è molto semplice comunque, tecnologicamente molto complesso ma al consumatore l'abilitazione di tutti questi device è incredibilmente semplice ed è questa la chiave, perché se la chiave non fosse la semplicità di implementazione non lo utilizzerebbe nessuno se non degli ingegneri. Invece in questo caso la possono utilizzare tutti ed è qui la chiave di accesso per il mercato. **Davide**: Sì, perché se il presupposto è semplificare la vita delle persone nella casa devo creare delle soluzioni che siano semplici e anche però stabili, funzionanti, che effettivamente la vita me la semplifichino. Abbiamo parlato di questi dispositivi e hai accennato anche il tema della sostenibilità. Avere una casa smart con tutti questi elettrodomestici intelligenti significa consumare di più? **Francesco**: Allora, viene da dire al contrario, cioè grazie a una casa smart io posso risparmiare energia. Perché? Perché una casa smart mi mette in controllo dei miei device in primo luogo, faccio un banale esempio: io decido che appena entro a casa ho la lavatrice, l'aria condizionata e il televisore. Grazie… all'interno di SmartThings abbiamo la parte di SmartThings Energy dove io posso settare il massimo del consumo che voglio raggiungere e una volta che lo raggiungo in automatico decido in automatico di staccare uno di questi 3 device che ho appena nominato per stare al di sotto di un consumo energetico che io ritengo plausibile per quando sono in casa e questo si rifà il controllo. Quindi mi date la possibilità di controllare i miei device, mi si dà la possibilità di risparmiare. Perché ovviamente molto spesso il risparmio è dovuto anche da un comportamento consapevole. Dall'altra parte invece i miei elettrodomestici smart sono degli elettrodomestici che risparmiano perché si parlano tra di loro e faccio un banale esempio. La mia lavatrice si parla con la mia asciugatrice e uno dice: boh hai quindi cosa rileva? Rileva tanto perché quando la mia lavatrice ha finito il ciclo di lavaggio dice a che punto è diciamo l'ammontare di acqua dopo il ciclo rapido per esempio che c'è una centrifuga che la quantità di acqua che è rimasta nei miei capi si parla con l'asciugatrice, asciugatrice che nei vecchi modelli ha dei programmi standard, la faccio andare due ore e mezza, la faccio andare un'ora poi i capi non sono asciugati, la aggiungo un'altra ora e già sono due ore di asciugatrice, sappiamo tutti quanto consuma, ma parlandosi già è in grado in automatico di dirmi il ciclo di asciugatura perfetta del mio capo. Questo vuol dire tanto perché vuol dire che A ho instrinsecamente grazie all'artificial intelligence presente nella lavatrice un risparmio di energie e di risorse. Banalmente ho il dispenser automatico all'interno della lavatrice non mi fa sprecare detersivo perché me lo mette al punto giusto, non mi fa sprecare acqua perché comunque cerca di minimizzarla all'interno dei vari cicli, ma non solo parlandosi con l'asciugatrice non la fa partire per due ore e mezza se non c'è bisogno perché io ho due jeans che nel ciclo di centrifuga sono praticamente asciutte, ma la fa partire solo per 30 minuti, capite che anche questo comportamento da 30 minuti a due ore e mezza comporta un grosso, grossissimo risparmio energetico. Quindi praticamente perché poi noi vogliamo parlare del pratico perché sembra che la smart home, il mondo futuristico futuribile, queste sono cose pratiche, queste sono punti concreti che permettono al consumatore finale di risparmiare grazie al controllo da una parte, grazie agli elettrodomestici con l'artificial intelligence che sono in grado di capire la modalità di lavaggio migliore, i tempi migliori, l'utilizzo delle risorse migliori e in più di regolarsi anche per il ciclo finale. Questo se sommiamo i tre punti diventa un risparmio energetico incredibile, noi possiamo andare su vari prodotti da un risparmio che va dal 30 fino al 70%. Faccio un altro esempio pratico, il frigorifero, citavamo prima il frigorifero, il frigorifero tendenzialmente cosa fa? Quando io apro la porta la temperatura si alza e quindi il frigorifero dice cavoli devo ripompare dentro il freddo perché comunque altrimenti i cibi vanno a male e quindi io lo richiudo, il compressore parte al 100%, ci sta per quello che deve stare e poi dopo la temperatura ritorna normale. Il nostro frigorifero interconnesso con l'artificial intelligence cosa fa? Io apro, riconosce che ho aperto la porta del frigorifero, riconosce per quanto l'ho aperta e diciamo che la temperatura è scesa di 2 gradi, sparo, di 2 gradi centigradi. Io il compressore non parte al 100% perché quei 2 gradi vanno a deperire il cibo nell'arco probabilmente di 6-7 ore, non nell'arco di 30 secondi, giusto? Quindi il compressore segue una linea crescente, quindi risparmiando molto dell'energia al posto che andare subito al 100% va dal 20 al 30% quindi con un 70% di risparmio di energia del compressore stesso e mi riporta al posto che in 15 secondi, in un minuto, non è che sto parlando di ore, mi ripristina la temperatura iniziale. Questo con l'andare del tempo semplicemente con l'uso automatico dell'artificial intelligence all'interno del frigorifero porta un risparmio che a volte può sfiorare anche al 70%. **Davide**: Si quindi l'intelligenza sta nel gestire in modo più preciso e direi logico i consumi basandosi su tutti i dati raccolti e il software e l'intelligenza artificiale che poi sono in grado di rispondere di conseguenza. Per chiudere volevo chiederti oltre all'ecosistema e ai prodotti di cui ci hai parlato finora come si può incentivare il consumatore, l'utente ad adottare uno stile di vita più sostenibile che poi è un po quella che è la vostra prospettiva futura? **Francesco**: Allora sicuramente gli ultimi dati che abbiamo analizzato anche da Casa DOXA che è un po la ricerca che noi avevamo commissionato ci dicono che la pandemia ha cambiato molto il rapporto tra gli italiani e la tecnologia perché per esempio il 54% degli italiani dichiara che dopo la pandemia il proprio rapporto con la tecnologia è cambiato sicuramente in meglio. Quindi c'è anche una propensione nei confronti della tecnologia molto molto importante. Il 67% dichiara che ha una buona conoscenza del concetto di casa connessa in aumento del 14% rispetto allo stesso 2019. L'elemento di risparmio energetico come era chiaro ed evidente e forse anche scontato in questo momento è importante per più del 70% degli italiani quindi tutti questi comportamenti, tutte queste situazioni anche come la pandemia hanno portato a un rapporto innanzitutto in casa con gli elettrodomestici molto diverso dal rapporto che c'era pre-pandemia, pre-pandemia diciamo che l'elettrodomestico era lì doveva usare il forno, lo usavo, dovevo lavare i panni e li lavavo, punto finito, ma la pandemia costringendoci tutti in casa ha proprio ristabilito e ricreato un nuovo rapporto quasi ora esagero un rapporto di complicità positiva nei confronti dell'elettrodomestico però alla fine è vero non solo ci siamo riscoperti tutti i cuochi ma il rapporto con un forno, con una piastra a induzione, quali sono i vantaggi, gli svantaggi tutti ci abbiamo pensato e tutti ci abbiamo ragionato. Questo ha portato a una evoluzione del mercato in termini anche di richieste quindi questa è una spinta che arriva dal basso già direi io organica, naturale e quindi questo è un elemento positivo. Diciamo che ultimamente come la definisco io la "killer app" cioè l'elemento che veramente sta dando un'ulteriore spinta è il discorso energia, è il risparmio energetico. Perché già noi da diversi anni grazie all'artificial intelligence che abbiamo introdotto diversi anni fa nei nostri prodotti abbiamo un risparmio di risorse, di energia molto importante ma l'interconnessione dei device porta questo risparmio a scalare verso l'alto. L'elemento energetico soprattutto di elettrodomestici che noi definiamo energivoro il frigo per esempio è uno di questi, ha portato a una maggior consapevolezza, a una maggior voglia di voler risparmiare, fondamentalmente di voler conoscere l'argomento, prima l'argomento era rilevante quando le nostre bollette erano quel che erano, nessuno si preoccupava tanto se la lavatrice al posto che x centesimi era x + y, adesso invece è un argomento di discussione anche in famiglia. E quindi è un'esigenza concreta perché tutti abbiamo lo stesso problema e quindi questo ha portato a una curva di apprendimento molto superiore rispetto a pre pandemia e che sta crescendo sempre più in modo sempre più rapido e quindi quello ci sta molto aiutando. Quindi diciamo che questi due fattori la pandemia e l'aumento dell'energia sta facendo sì che il mercato si informi sempre più e cerchi all'interno della casa connessa della smart home una possibile soluzione, prima di tutto di controllo e dopo di facilitazione nella routine quotidiana. **Davide**: Sì, quindi è una spinta per la smart home senza ombra di dubbio. Va bene, grazie Francesco per averci portato veramente tanti esempi concreti di come effettivamente la casa intelligente può aiutarci a 360 gradi. A presto. **Francesco**: Grazie mille a te, ciao. #### Conclusione - Timestamp: 30:06 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e51 ## La profilazione online è utile, se usata bene > La raccolta dei dati da parte delle grandi aziende del web genera preoccupazione negli utenti, che spesso cercano soluzioni, come [VPN](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e39?t=274) o estensioni che bloccano il tracciamento. Tuttavia, la raccolta e l'analisi dei dati su ciò che facciamo online può spesso essere molto utile e presentare diversi aspetti positivi, che spesso ignoriamo o trascuriamo. In questa puntata vediamo come le [pubblicità](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e27?t=276) online e la profilazione in generale possano essere vantaggiose non solo per le aziende, ma anche per gli utenti stessi. Nella sezione delle notizie parliamo di un ulteriore passo verso la [fusione nucleare](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e22?t=251), di Amazon che sta cercando un’alternativa ai [codici a barre](https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_a_barre) e infine dei nuovi chip [Wi-Fi 7](https://www.qualcomm.com/products/technology/wi-fi/wi-fi-7) di Qualcomm. - Stagione: 4 - Episodio: 51 - Data di pubblicazione: 2022-12-17 06:45:00 - Durata: 18:04 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e51](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e51) - Episodi correlati: s4e7, s4e11, s4e27 - Tag: profilazione,ads,pubblicità online,profilazione online,tracciamento,dati,raccolta dati,privacy,gdpr,servizi personalizzati,servizi gratuiti,design,Qualcomm,wifi7,wifi6,router,chip,amazon,codice a barra,articoli,magazzini,ottimizzazione,identificazione multimodale,energia,fusione nucleare,fusione,usa,llnl ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo che cos'è la profilazione dei dati sul web, e come le grandi aziende tecnologiche riescano a proporre servizi gratuiti in cambio di qualche informazione su di noi. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Un ulteriore passo verso la fusione nucleare > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:00 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Il 13 dicembre è una data che verrà ricordata per il compimento di un ulteriore ma fondamentale passo verso la fusione nucleare. La tecnologia a fusione, infatti, permetterà in futuro di produrre e fornire enormi quantità di energia pulita, sicura e senza produzione di scorie. Al contrario della fissione, ossia la tecnologia delle centrali nucleari moderne, la fusione utilizza due atomi di idrogeno che, grazie a enormi energie e temperature, si fondono in un atomo di elio e scatenano energia. Gli esperimenti condotti fino ad ora, però, vedevano l'energia prodotta molto inferiore all'energia usata per scatenare la reazione, di fatto un bilancio energetico negativo e inutile allo scopo di produrre energia. Il 5 dicembre, tuttavia, il Centro di Ricerca Lawrence Livermore National Laboratory in California, grazie al laboratorio NIF, è riuscito a produrre, utilizzando 192 fasci laser, un'energia pari a 1,5 volte quella in ingresso, con un bilancio energetico finalmente positivo. C'è da dire però che non è stata tenuta in considerazione l'energia usata per alimentare i laser, che, data la loro inefficienza, hanno comunque, nel complesso, di gran lunga superato l'energia prodotta dalla fusione. Inoltre, la reazione sperimentata non è al momento riproducibile su larga scala in un reattore commercializzabile. Insomma, seppure siamo ancora lontani dal produrre energia grazie alla fusione, gli esperimenti come questi ci dimostrano che ci stiamo avvicinando sempre di più all'energia del futuro. #### Amazon supera i limiti dei codici a barre > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:46 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Amazon sta sperimentando l'utilizzo di un sistema basato sulle immagini per identificare gli articoli nei suoi magazzini, con l'obiettivo di sostituire il codice a barre che viene utilizzato da quasi 50 anni. Il sistema noto come identificazione multimodale, o MMID, si basa sul riconoscimento dell'aspetto e delle dimensioni dell'articolo per identificarlo in modo più preciso e veloce. Attualmente, l'MMID viene utilizzato solo in alcune fasi del processo di approvvigionamento degli articoli, ma Amazon sta lavorando per estenderne l'uso anche al prelievo e all'evasione degli ordini. L'MMID è arrivato ad una precisione del 99% grazie ad un modello di apprendimento automatico basato su immagini dei prodotti mentre viaggiavano sui nastri trasportatori dei magazzini. Il codice a barre presenta alcuni limiti, come il rischio di danneggiamento e richiede di maneggiare la confezione per individuarlo. L'MMID invece consente di identificare gli articoli senza toccarli, riducendo i tempi di gestione e aumentando l'efficienza del processo. In futuro, Amazon prevede di utilizzare l'MMID anche per altri scopi, come il monitoraggio della qualità degli articoli e la prevenzione del furto. #### I nuovi chip Wi-Fi 7 di Qualcomm > Fonte: DDay.it - Timestamp: 04:06 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualcomm ha recentemente presentato due nuovi chip che implementeranno il Wi-Fi 7 su alcuni dei più importanti router del mercato. La rivoluzione nel passaggio dal Wi-Fi 6 al nuovo standard si tradurrà principalmente in un ulteriore miglioramento della stabilità e affidabilità delle connessioni, e le tecnologie che verranno implementate, come il Multilink Operation, che favorirà i dispositivi di connettersi a due bande contemporaneamente, puntano a creare una connessione meno soggetta a interruzioni e dispersioni, tanto che si inizia già a parlare dell'obsolescenza delle connessioni Ethernet. I dispositivi Wi-Fi 7 potranno dunque operare sulle bande 2.4, 5 e 6 GHz, gestite dai due nuovi processori, i quali consentiranno di raggiungere una capacità di picco fino a 20 Gbps. Qualcomm ha dichiarato di avere già spedito una parte dei chip per dare la possibilità ai suoi partner di iniziare con le sperimentazioni e secondo le previsioni i primi dispositivi Wi-Fi 7 con i nuovi processori dovrebbero essere commercializzati entro la seconda metà del 2023. #### La profilazione online è utile, se usata bene > - Timestamp: 05:31 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Privacy - Tipologia: Topic **Davide**: Negli ultimi anni è sempre maggiore e sempre più diffusa la paura di essere tracciati online, di vedere la propria privacy violata, soprattutto dalle grandi aziende del web, che sfruttano i dati raccolti su di noi per guadagnare dalla vendita di pubblicità e altri servizi. E proprio per questo in molti sono corsi ai ripari cercando soluzioni alternative, utilizzando VPN o estensioni che bloccano le attività di tracciamento o facendo valere i diritti del GDPR per eliminare le proprie tracce dal web. Ma quanto dobbiamo veramente preoccuparci o accanirci contro queste aziende? Quella che viene chiamata attività di profilazione, ossia la raccolta e l'analisi dei nostri dati su ciò che facciamo online, infatti, può spesso tornarci molto utile e ha diversi aspetti positivi, che spesso ignoriamo o non teniamo in considerazione. In questa puntata, quindi, vedremo come la pubblicità online, e in generale la profilazione, siano vantaggiosi non solo per le aziende, ma anche per gli stessi utenti. Innanzitutto, iniziamo con il dire brevemente che cos'è la profilazione e come fanno società come Google, Microsoft, Facebook, Amazon o Apple a conoscerci. Oltre ai principali dati anagrafici che forniamo durante la fase di registrazione, queste aziende tracciano il nostro comportamento mentre usiamo le app e i servizi che forniscono agli utenti. Nel caso di Google, Microsoft o Apple viene tracciato anche il comportamento mentre usiamo smartphone, PC o altri dispositivi. Alcuni esempi possono essere quanto tempo usiamo certe app, che specifiche funzioni utilizziamo, i siti preferiti che consultiamo durante il giorno, il modo in cui interagiamo con le altre persone e veramente molto altro. In altri casi le aziende raccolgono informazioni su di noi direttamente, attraverso i sondaggi. Alcuni esempi sono Microsoft Rewards e Google Rewards, che in cambio delle nostre risposte ci forniscono premi o denaro da spendere sui propri store digitali. Tutti questi dati poi vengono elaborati da intelligenze artificiali che tracciano il nostro profilo, una sorta di identikit di ciò che secondo l'azienda ci piace o non ci piace, chi siamo o quali sono le nostre necessità. Per fare un esempio andando su myadcenter.google.com, ossia il servizio "Il Mio Centro per gli Annunci di Google" possiamo vedere il profilo che l'azienda ha tracciato su di noi, i nostri interessi, le ultime ricerche, con la possibilità di modificare, eliminare o verificare la veridicità di alcune informazioni. Grazie a questi dati, come abbiamo detto, le aziende riescono a guadagnare attraverso la pubblicità personalizzata. Questo sistema, che in prima battuta può sembrare ingiusto dal momento che gli utenti non guadagnano nulla dalla vendita dei propri dati, può essere però estremamente utile, sia per gli inserzionisti, ma anche per noi utenti finali. Molto spesso, infatti, navigando online o utilizzando delle app sui nostri dispositivi, ci capita di imbatterci in pop-up e annunci pubblicitari che non hanno nulla a che fare con noi e risultano quindi particolarmente fastidiosi e quasi sempre fuori luogo. Al contrario, quando i siti e le app integrano gli annunci pubblicitari forniti da Google o Facebook, l'esperienza utente è ben diversa, in generale più gradevole e meno invasiva. E questo è un vantaggio anche per chi gestisce il sito o l'app, che può guadagnare meglio grazie alla presenza di una pubblicità mirata. Conoscendo i nostri interessi, infatti, le società che gestiscono le inserzioni possono mostrare annunci mirati di prodotti molto più rilevanti e in linea con le nostre preferenze. E molto spesso questo ci porta ad accogliere più volentieri le pubblicità e a interagirci. A volte può anche capitare di trovare dei prodotti che stavamo cercando in quel momento o scoprirne di nuovi di cui avevamo bisogno, lasciando di fatto a Google, Facebook o Microsoft il compito di cercare l'offerta perfetta al posto nostro. E come detto in precedenza, queste aziende mettono a disposizione nelle impostazioni dei propri account la possibilità di perfezionare ulteriormente ciò che vogliamo o non vogliamo ci venga proposto, cucendo perfettamente su misura la nostra esperienza sul web. Tra l'altro in questo momento siamo nel pieno del periodo natalizio e in periodi come questo le inserzioni personalizzate online possono decisamente essere uno strumento utilissimo per ricevere le migliori offerte di Natale o idee proposte per i regali da fare ai familiari e amici. Ma chiaramente le pubblicità personalizzate possono essere talvolta indispensabili o estremamente efficaci per gli inserzionisti, ossia le aziende che di fatto vendono, tra virgolette "occupano" lo spazio pubblicitario. Moltissime attività, dalle piccole imprese alle grandi multinazionali, infatti possono sfruttare le inserzioni per farsi conoscere, proporre offerte e vendere determinati prodotti indirizzando gli annunci solo a certe categorie di persone, che possono essere veramente interessate all'articolo venduto e di fatto ottimizzando la campagna pubblicitaria, spendendo meno soldi ma guadagnando più utenti e potenziali clienti. Spesso poi si dice, ed è vero, che se un servizio è gratuito solitamente il prodotto sei tu. Quante volte usufruiamo di servizi che sono diventati ormai indispensabili per il lavoro, la scuola o per gestire la propria quotidianità? Pensiamo ad esempio a Google Drive, che mette a disposizione dello spazio gratuito dove conservare file e foto in cloud, i social network che vanno costantemente aggiornati e mantenuti attivi per permetterci di postare foto o interagire tra le persone, utilizzare le decine di app sugli smartphone per prendere note, gestire gli appunti e così via. Tutti questi servizi, che di base sono gratuiti, ovviamente hanno costi enormi per le aziende. E uno dei modi per sostenere questi costi è quindi quello di vendere, tra virgolette, "i propri utenti" o meglio, i dati che producono. Insomma, questo è il prezzo da pagare per mantenere un servizio costante, gratuito ed efficiente. Oltre alla pubblicità personalizzata e alla possibilità di usufruire di servizi gratuiti, c'è un altro aspetto positivo legato alla profilazione e alla raccolta dei dati degli utenti, ed è legato ai concetti di UI e UX, ossia l'interfaccia e l'esperienza utente. In poche parole, il design dei siti, dei servizi o dei prodotti che utilizziamo ogni giorno. Quando si realizza un'interfaccia grafica o un prodotto, infatti, è fondamentale tenere in considerazione quale sarà l'approccio degli utenti verso quel prodotto, come lo useranno, quali difficoltà incontreranno, e capire quindi come è possibile conciliare alle varie funzioni disponibili l'aspetto visivo, la semplicità e l'intuità d'uso. In particolare per i siti o per le app, questo è un processo continuo di miglioramento e semplificazione per ampliare il proprio bacino di utenti e rendergli l'uso dei servizi quanto più gradevole possibile. E proprio in questo contesto, la raccolta dei dati diventa un elemento fondamentale per capire come gli utenti interagiscono con l'interfaccia, quali pagine visitano e quali sono quelle più utilizzate, che problemi incontrano durante e così via. Tutti questi dati, che in questo caso in realtà possono anche essere anonimi, sono indispensabili ai designer per progettare e migliorare il servizio o il prodotto. Sempre legato all'aspetto dell'utilizzo dei servizi, infine, c'è un'altro aspetto in cui conoscere l'utente è fondamentale ed è legato alla personalizzazione dei contenuti. Pensiamo ad esempio ad un social network o a un motore di ricerca come Google. Se non sapessero chi siamo, a cosa siamo interessati, come interagiamo con ciò che vediamo online, tutti vedremmo gli stessi post e gli stessi risultati, di cui la maggior parte sono per noi irrilevanti o poco interessanti. Al contrario, e social come TikTok ne sono un esempio magistrale, proporre contenuti veramente rilevanti per ognuno di noi è un beneficio sia per il social, che acquisisce maggiori interazioni e iscritti, sia per gli utenti, che si vedono proporre risultati più interessanti e inerenti ai propri interessi. E questo, appunto, non vale solo per i social media, ma anche per i servizi come i motori di ricerca come Google e anche i servizi di streaming come Netflix, che investono milioni di dollari per potenziare sempre di più l'algoritmo e l'intelligenza artificiale che propone ai propri utenti il film o la serie perfetta per loro. Arrivati a questo punto, però, è bene sapere anche i rischi legati alla condivisione dei propri dati online. Se infatti è vero che le grandi aziende utilizzano le informazioni che hanno su di noi per vendere pubblicità personalizzate e migliorare i servizi e mantenerli gratuiti o proporci contenuti più interessanti, è anche vero che non sempre la privacy degli utenti viene rispettata in pieno. E possono esserci dei casi in cui vengono raccolte informazioni indesiderate o che queste vengono utilizzate per scopi non previsti. Può anche accadere che questi dati vengano in qualche modo rubati e rivenduti, come tra l'altro accade sempre più frequentemente negli ultimi anni, soprattutto per aziende meno preparate. O infine possono verificarsi scandali come quello che ha coinvolto Facebook con Cambridge Analytica qualche anno fa, dove sono state raccolte a fini di propaganda politica le principali informazioni di milioni di utenti Facebook grazie al fatto che gli stessi utenti le hanno rese pubbliche, ma anche per il fatto che il social non ha previsto le dovute precauzioni per evitare il comportamento scorretto e totalmente illegale di Cambridge Analytica. È dunque necessario, e non smetteremo mai di ripeterlo, essere sempre consapevoli di ciò che si fa online, di quali informazioni condividiamo, quali servizi usiamo. Lasciare che le grandi aziende del web e i social media abbiano accesso ai nostri dati, alle nostre abitudini, come abbiamo visto sicuramente molti aspetti positivi, e talvolta è anche indispensabile per avere un servizio gratuito e di qualità. Dal lato opposto, quindi, non dobbiamo circondarci di strumenti e comportamenti in nome della sicurezza e della privacy, senza sapere cosa stiamo facendo e a che cosa stiamo rinunciando. L'obiettivo di questa puntata è quindi stato quello di capire come vengono usate le nostre informazioni nel bene e nel male e sapere che le aziende stesse mettono a disposizione strumenti per controllare e personalizzare al meglio ciò che vogliamo o non vogliamo condividere, grazie anche a una regolamentazione da parte dei governi che negli ultimi anni ha sempre più riportato il controllo dei dati nelle mani degli utenti. Sarà poi compito di ognuno di noi, con consapevolezza, decidere se accettare un compromesso in cambio di diversi benefici e di un'esperienza più personalizzata, o se scegliere di preservare la privacy e la sicurezza. #### Conclusione - Timestamp: 17:12 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s4e52 ## LEGO: la tecnologia al servizio della creatività > Il settore dei [giocattoli tradizionali](https://it.wikipedia.org/wiki/Giocattolo) e del collezionismo è spesso percepito come lontano dall'innovazione tecnologica. Tuttavia, la tecnologia può svolgere un ruolo importante anche in questo campo. In questa puntata esploriamo il percorso di vita di un mattoncino [LEGO](https://www.dentrolatecnologia.it/lego.html), dalla sua ideazione fino all'arrivo nelle case dei bambini e dei collezionisti, vedendo come la tecnologia viene integrata in ogni fase del processo. Per fare questo percorso ci ha dato una mano [Giuseppe Brugnone](https://www.dentrolatecnologia.it/giuseppe.brugnone.html), Digital Marketing Manager di LEGO Italia. Nella sezione delle notizie parliamo di che fine farà lo [SPID](https://www.spid.gov.it) e del passaggio definitivo al nuovo [digitale terrestre](https://it.wikipedia.org/wiki/MPEG-4). - Stagione: 4 - Episodio: 52 - Data di pubblicazione: 2022-12-24 06:45:00 - Durata: 24:53 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s4e52](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e52) - Episodi correlati: s4e46 - Tag: lego,giuseppe brugnone,giocattoli,collezionismo,lego supermario,lego education,first lego league,sviluppo,lego ideas,fabbrica,intelligenzaartificiale,mattoncini,prodotto,set,mindstorms,programmazione,robot,lego minecraft,creatività,giocare,gioco fisico,videogioco,digitaleterrestre,switchoff,MPEG4,5G,canali,spid,cie,carta d’identità elettronica,governo,identità digitale ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Giuseppe**: LEGO Super Mario sostanzialmente è proprio il Super Mario, come ce lo ricordiamo dal videogioco, che è in grado di riconoscere se è sul fuoco, se è sull'acqua, se è sul prato, esattamente come nel gioco. E all'interno di questo pezzettino c'è proprio tutto il sistema di sensori, di lettori ottici per riconoscere il colore, che quindi aumenta l'esperienza di gioco, aumentata attraverso la tecnologia. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In quest'ultima puntata dell'anno parleremo con LEGO del ruolo della tecnologia in tutte le fasi di vita di un giocattolo, dalla sua ideazione fino all'arrivo nelle nostre case. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Addio SPID? > Fonte: AgendaDigitale.eu - Timestamp: 01:27 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: In questi ultimi giorni ha generato molte discussioni tra i favorevoli e i contrari, la notizia secondo cui il governo voglia abbandonare gradualmente il sistema SPID in favore della Carta d'Identità Elettronica, o CIE, e a detta del sottosegretario Alessio Butti semplificare la vita agli italiani. Ma è veramente così? Attualmente l'Identità digitale SPID è attivata da più di 33 milioni di italiani, mentre sono circa un milione in meno i cittadini che possiedono la CE. Tuttavia attualmente i due sistemi di login sono abbastanza diversi. Con SPID infatti è necessario essere verificati da un operatore autorizzato, come Poste o Aruba, e il sistema di accesso avviene tramite lo smartphone scansionando un QR code e inserendo un PIN. Con la carta d'identità invece è necessario essere dotati di un lettore NFC sul telefono, tramite il quale scansionare ogni volta la propria carta e inserire il PIN. E quindi palese come questo sistema che seppur non richieda password o email, sia a tutti gli effetti più scomodo e meno inclusivo. Molto spesso i cittadini non sono consapevoli di dover ricordare il PIN della propria carta d'identità, non tutti sono dotati di un lettore NFC o molto spesso non è possibile avere con sé la CIE. Oltre al fatto che la carta d'identità è smarribile e possono passare delle settimane prima che questa venga rinnovata. Ha veramente senso quindi disattivare un servizio come SPID, che nel corso di questi anni è stato adottato da sempre più italiani? Al momento no, ma passerà del tempo prima che il servizio venga totalmente disabilitato. E nel frattempo la speranza è che il sistema di accesso con la CIE venga riprogettato e realizzata un'esperienza utente paragonabile a quella di SPID. #### Il passaggio definitivo al nuovo digitale terrestre > Fonte: Repubblica.it - Timestamp: 03:20 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: TV - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana e per la precisione mercoledì 21 dicembre si è finalmente completato lo Switch Off TV con il passaggio dalla precedente codifica MPEG2 alla MPEG4 AVC sullo standard DVB-T. Questa transizione, oltre a favorire un aggiornamento tecnologico delle modalità di trasmissione, libererà definitivamente le frequenze della banda da 700 MHz a favore della telefonia mobile 5G, secondo quanto stabilito dal decreto ministeriale dell'8 agosto 2018. Gran parte dei canali nazionali erano già passati alla nuova codifica lo scorso 8 marzo, tuttavia fino a mercoledì l'MPEG2 è rimasto in uso per dare in modo ai consumatori e alle emittenti minori di potersi adeguare per tempo alle nuove modalità. Oggi il tempo è scaduto e tutti i televisori che non supportano l'HD non riceveranno più alcun canale. Il 4 dicembre il Ministero dell'Impresa e del Made in Italy ha avviato una campagna informativa comunicando che, una volta compiuto lo Switch Off, per visualizzare correttamente i programmi potrebbe essere necessario effettuare una risintonizzazione dei propri apparati. E qualora anche dopo questa operazione persistessero problemi di ricezione o i canali non fossero per nulla visibili, sarà necessario sostituire la propria TV o il proprio decoder con un nuovo apparato compatibile. #### LEGO: la tecnologia al servizio della creatività > - Timestamp: 05:03 - Autori: LEGO, Giuseppe Brugnone, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Istruzione - Tipologia: Intervista **Davide**: Il settore dei giocattoli tradizionali e del collezionismo è molto legato alla fisicità dei prodotti e sembra lontano dalla tecnologia e dalla digitalizzazione. Ma è veramente così? Che ruolo può avere la tecnologia anche in questo campo? Per capire come LEGO ha integrato e sta integrando la tecnologia nei suoi prodotti, è con noi Giuseppe Brugnone, Digital Marketing Manager di LEGO Italia. Benvenuto Giuseppe. **Giuseppe**: Ciao Davide, grazie di avermi qui con voi. **Davide**: Parto con una domanda molto ampia e cioè ci spieghi qual è il rapporto che c'è tra LEGO e la tecnologia? **Giuseppe**: È una bellissima domanda. LEGO sposa la tecnologia a 360 gradi. Immaginiamoci che le nostre fabbriche sono completamente automatizzate e robotizzate. In questo senso la tecnologia è molto avanzata. Il sistema di controllo della qualità dei nostri prodotti è completamente tecnologico il che ci permette di avere un prodotto di un'elevata qualità come LEGO poi è. Ma non solo, anche gli strumenti tecnologici che ci siamo dati come azienda sono decisamente molto importanti e l'azienda investe ogni anno gran parte di quello che è il suo ricavato proprio nel rinnovare la propria tecnologia e nel capire quali sono gli strumenti più adatti che ci servono. Quindi parliamo dai designer che probabilmente utilizzeranno software molto avanzati per fare appunto rendering studio del prodotto eccetera ma anche qui in ufficio da noi che facciamo marketing ti posso assicurare che insomma a livello tecnologico ne abbiamo di tool. Non da ultimo nei prodotti, anche i nostri prodotti sono altamente tecnologici non so se hai visto LEGO Super Mario, insomma LEGO Super Mario è l'esempio della tecnologia in sé riesce a riconoscere i colori, il fatto che fa i salti quindi devo dire che all'interno di quel piccolo pupazzetto c'è dentro un mondo di tecnologia. **Davide**: Ok, dopo averci dato questa visione di insieme proviamo ad andare più nel dettaglio nei vari ambiti che hai citato e io partirei dall'inizio. Quindi che ruolo ha la tecnologia nell'ambito appunto della dell'ideazione dei giocattoli? **Giuseppe**: Allora la tecnologia ci aiuta sicuramente a capire quali sono i bisogni che poi hanno i bambini o i consumatori. Pensiamo per esempio alla piattaforma LEGO Ideas che è una piattaforma tecnologica appunto dove chiediamo ai nostri consumatori di inserire quello che loro vorrebbero che venisse poi sviluppato e appunto attraverso questa piattaforma tecnologica c'è poi tutta la votazione, vengono prese in considerazione quelli che sono i prodotti più votati e capito se si può mettere in produzione. Pensiamo che LEGO Minecraft rimanendo nel mondo molto tecnologico, la linea LEGO Minecraft nasce da LEGO Ideas quindi è partita come un prodotto LEGO Ideas e poi da lì si è capito che effettivamente c'era dello spazio, c'era una richiesta ed è stata creata addirittura una linea intera di gioco. **Davide**: Quindi sono gli stessi clienti che tramite la piattaforma propongono delle idee? **Giuseppe**: Sì, sì esattamente o attraverso il sistema di MPS che da noi è attivo da sempre anche qui andando sul sito si può dare una propria opinione sul nostro prodotto e quindi in questo caso parliamo di feedback che l'azienda riceve dai consumatori, dai bambini, dai genitori sui propri prodotti. **Davide**: E i clienti come fanno a proporvi queste idee, le devono fisicamente costruire e inviarvi poi la foto o possono utilizzare un programma, un software? **Giuseppe**: Entrambe le cose, nel senso puoi creare fisicamente con dei mattoncini il tuo prodotto, fare una foto e pubblicarlo su LEGO Ideas oppure ci sono alcuni software molto carini che hanno all'interno i mattoncini LEGO con i quali soprattutto gli appassionati si divertono poi a ricreare questi mondi. Ma in termini di tecnologia mi piaceva dirvi che se pensate ai LEGO Movie, tutti i vari LEGO Movie che sono stati fatti, lì c'è tantissima tecnologia dietro perché comunque per ricostruire tutta quell'ambientazione è stata usata veramente tantissima tecnologia. **Davide**: Ok, molto interessante. Quindi abbiamo visto che i clienti più appassionati vi possono dare una mano a ideare nuovi set, nuovi prodotti. Per quanto riguarda invece la progettazione e la produzione, qui che contributo può dare la tecnologia? Perché prima parlavi della complessità di questo aspetto e mi è subito venuto da pensare quanto possa essere complicato inserire banalmente in ogni singola scatola migliaia e migliaia di pezzi, migliaia e migliaia di mattoncini praticamente senza commettere errori. Ci parli di questo aspetto? **Giuseppe**: Sì, come ti raccontavo prima, diciamo che sulla parte proprio di sviluppo i nostri designer utilizzano dei software appositi perché comunque noi abbiamo una libreria di pezzi molto vasta e quello che cerca LEGO di fare è di non aggiungerne altri ma possibilmente riutilizzare i pezzi che ci sono già magari in un diverso colore, magari con una funzione completamente diversa, però si cerca di riutilizzare quello che c'è, questo perché il costo per creare un nuovo pezzo è molto elevato. Quindi in tutti i nostri prodotti, quello che poi chi ne usa tanti lo sa, si ritrova magari lo stesso pezzo utilizzato in un altro modo e questo perché, perché appunto attraverso dei software creati apposta i designer LEGO riescono a riutilizzare tutti i nostri pezzi e a tenerne conto per quanto riguarda invece poi la parte effettiva di produzione che era un po quella che citavi, come ti raccontavo questo lavoro viene fatto completamente automatizzato quindi noi abbiamo i robot, c'è l'intelligenza artificiale dietro che dalla produzione fino a poi all'imbustamento riesce a codificare, a codificare, capire qual è il pezzettino e inviarlo nella giusta catena di montaggio affinché poi si crei il pack che poi troviamo nei negozi. **Davide**: Ok, praticamente come funziona, immagino ci siano dei grandi magazzini dove conservati delle grandi quantità di pezzi e un macchinario che smista i pezzi a seconda del set che deve creare. **Giuseppe**: Sì, in realtà immagina proprio come una vecchia catena di montaggio ma tutta automatizzata quindi senza persone che inizia e si dice oggi produciamo questo tipo di prodotto e quindi tutte le macchine iniziano a produrre tutti i pezzi che servono per quel prodotto fin tanto che poi immagino proprio come una lunga catena che pian pianino si unisce, va a unire i pezzi, crea i sacchetti poi vengono imbustati e poi viene creato proprio il pezzo, il pack scusate, del prodotto. **Davide**: Invece in tema di sicurezza, resistenza di giocattoli, anche qui può dare un apporto, una mano alla tecnologia? **Giuseppe**: Assolutamente sì, parte del processo di cui ti raccontavo è proprio quello di testare i nostri prodotti, questo perché lo scarto che ci deve essere nella produzione è a livello di micron se non ricordo male quindi è praticamente impercettibile altrimenti non si riuscirebbe a fare quello che si chiama Clutch Power cioè quella sistema per cui tu attacchi facilissimamente due mattoncini ma altrettanto li rilasci eppure se lo tieni appeso resiste un sacco e quindi provi a immaginarti il livello tecnologico di controllo qualitativo che c'è lì dietro chiaramente anche questo tutto automatizzato. **Davide**: Ok quindi in questo nostro percorso immaginario i mattoncini sono stati confezionati e sono pronti per passare nelle mani del cliente, il bambino o il collezionista. In questo ambito come può la tecnologia arricchire anche l'esperienza di gioco? **Giuseppe**: Guarda Davide mi permetto di citarti la tecnologia in uno step che sembra banale ma non lo è cioè quello di scegliere il prodotto perché se tu vai per esempio nei nostri LEGO Store hai l'opportunità di prendere il tuo prodotto e scansionarlo davanti a un monitor e magicamente il prodotto ti appare nel monitor già montato, questo è come la tecnologia aiuta anche a scoprire il nostro prodotto, questo nel caso di uno store, nel caso invece diciamo dei bambini che magari sono online guardano insieme i genitori Youtube eccetera in questo caso la tecnologia ci aiuta a raccontare la storia dei nostri prodotti quindi anche qui volevo farti questo inciso perché è proprio bello vedere come la tecnologia permea proprio tutto il nostro modo di lavorare. **Davide**: Quindi anche prima dell'acquisto. **Giuseppe**: Anche prima dell'acquisto assolutamente, sì assolutamente sì e nel momento invece dell'acquisto del prodotto diciamo che i nostri prodotti hanno della tecnologia se tu pensi noi abbiamo un'app che si chiama Digital Building Instructions che quindi ti permette di costruire il nostro prodotto vedendo nel tuo tablet 3D quindi puoi ruotarlo puoi vedere come si incastra il pezzo anche qui per chiaramente quei bambini che sono un po più tecnologici di altri perché ci sono quelli a cui piace leggere il libretto di istruzioni c'è chi invece preferisce un'esperienza un po più tecnologica. Se poi invece parliamo di tecnologia all'interno del prodotto pensiamo a come per esempio il nostro treno di LEGO City sia cambiato nell'arco del tempo quindi noi avevamo il ricevitore col filo siamo passati a ricevitore infrarossi adesso siamo a ricevitore bluetooth lo puoi comandare attraverso l'app con un livello di interazione ancora diverso quindi qui proprio c'è una commissione tecnologica che è veramente molto alta. **Davide**: E tornando a quello che ti dicevo prima quindi arricchire l'esperienza di gioco la realtà virtuale o la realtà aumentata che sono tecnologie di cui oggi si sente spesso parlare possono avere un ruolo avete delle proposte a riguardo? **Giuseppe**: Allora sì abbiamo fatto dei prodotti con la realtà aumentata c'era LEGO Hidden Side prossimamente riscopriremo probabilmente qualcos'altro con la realtà aumentata diciamo che sulla realtà aumentata vera e propria in questo momento abbiamo provato a fare qualche esperimento anche con Snapchat con le lenti di Snapchat rivolto un po più agli adulti dove potevi interagire con LEGO. Sicuramente i nostri prodotti stanno tenendo in considerazione anche la realtà aumentata LEGO Super Mario non riguarda la realtà aumentata ma comunque ha tanta tecnologia che con la quale si può giocare ti raccontavo prima di come il sensore è in grado di... **Davide**: Sì sì parlaci parlaci pure di questo esempio concreto. **Giuseppe**: Questo è molto bello perché LEGO Super Mario sostanzialmente è proprio il Super Mario come ce lo ricordiamo dal videogioco che è in grado attraverso un percorso che poi noi andiamo a costruire di riconoscere se è sul fuoco se è sull'acqua se è sul prato se deve fare un salto e quindi se fa il salto e lo fa girare acquista i "dollari" come esattamente come nel gioco e all'interno di questo pupazzettino c'è proprio tutto il sistema di sensori di lettori ottici per riconoscere il colore che quindi aumenta l'esperienza di gioco e con questo caso non parlerei di realtà aumentata nel termine classico di come ce lo ricordiamo ma di esperienza di gioco aumentata attraverso la tecnologia. **Davide**: Sì paradossalmente avete reso un gioco un videogioco qualcosa di molto più più tangibile più fisico. Per quanto riguarda invece l'utilizzo dei mattoncini LEGO anche in ambito educativo avete realizzato LEGO Education e quindi ci spieghi che ruolo avete anche in questo settore? **Giuseppe**: LEGO Education è una parte di LEGO nel senso è proprio una sezione dell'azienda madre LEGO che si occupa specificatamente di andare a distribuire dei prodotti all'interno delle scuole e serve appunto per avvicinare i bambini a tutta quella che è la parte chiamata STEM, quindi la parte tecnologica. Attraverso LEGO Education i nostri prodotti aiutano a fare scoprire i primi linguaggi di programmazione quindi normalmente quello che succede è si gioca con il robottino c'è una versione di "Verne" che il nostro robottino prima c'era "Mindstorm" adesso è diventato Verne è un robottino con tantissimi sensori che va programmato per poter fare le diverse cose quindi muoversi all'interno dello spazio riconoscere il colore fare un'azione sulla base del riconoscimento del colore piuttosto che se si arriva vicini a uno un ostacolo decidere cosa fare. Quindi diciamo che LEGO Education è quella parte di LEGO che aiuta le scuole e le associazioni che vogliono a far sviluppare la parte STEM all'interno appunto dei vari ambiti. **Davide**: Si tratta quindi di un piccolo computer che può essere programmato e integrato con i mattoncini LEGO? **Giuseppe**: Si te lo racconto meglio è proprio un LEGO con all'interno un processore al quale tu attacchi diversi sensori, motori eccetera e diciamo il chip principale sempre fatto in mattoncini LEGO quindi completamente assemblabile ti permette poi di poter andare a essere programmato. Quindi puoi chiedere a questo chip, puoi montarlo modello macchina e fare di fare determinate cose, puoi montarlo modello robot proprio con gli arti e fargliene fare delle altre. La cosa bella è che effettivamente usiamo proprio i mattoncini LEGO con all'interno chiaramente dei pezzi speciali con dei sensori per captare e attraverso il linguaggio di programmazione - molto semplice perché a livello bambino e molto visuale - si riesce poi a fare interagire la nostra costruzione che sia una macchina, un robot, un serpente, un cane quello che si vuole costruire con il mondo circostante. **Davide**: Invece sempre collegato a questo aspetto che cos'è First LEGO League? **Giuseppe**: FIRST LEGO League è bellissima, è una challenge che nasce nel 1998 e la collaborazione tra LEGO e FIRST che è l'associazione americana che si occupa appunto di valorizzare la scienza e la tecnologia. L'idea è quella di creare appunto una sfida, proprio un campionato che permette agli appassionati di scienza di divertirsi e nel frattempo di acquisire conoscenze e competenze utili al loro futuro lavorativo perché si avvicinano poi a tutto questo mondo della robotica sostanzialmente. **Davide**: Ok, quindi sono di fatto tutti strumenti utili all'educazione e che tramite il gioco, tramite la creatività avvicinano bambini, ragazzi al tema della programmazione, della scienza e della tecnologia. In chiusura ti faccio una domanda che a mio avviso è interessante porvi perché indubbiamente avete un punto di vista privilegiato su questo settore e cioè dal vostro punto di vista come cambierà il modo di giocare e collezionare giocattoli e appunto i vostri mattoncini? I giochi fisici… arriveremo un giorno… i giochi fisici scompariranno oppure resteranno sempre? **Giuseppe**: Ma è un'ottima domanda, credo che il gioco fisico non si smaterializzerà mai perché abbiamo un bisogno fin da piccoli della materialità. Se tu pensi, i bambini all'inizio le prime cose che fanno sono proprio quelle di cercare di toccare con le mani, usare i sensi, ok? In questo il gioco fisico servirà sempre. Oltre poi, e l'abbiamo scoperto durante gli ultimi due anni con la necessità innata di uscire, farci una passeggiata a pallone, di avere dei contatti fisici. Quindi in questo credo che il gioco fisico non sia rimpiazzabile da qualcosa di digitale, potrà essere integrato, assolutamente sì, potrà essere sempre più integrato. Ma il gioco fisico credo che mantenga proprio per la nostra natura di essere umani, di essere fisici, un suo degno posto all'interno delle nostre necessità come persone di voler interagire. **Davide**: Sì, vero. Lo credo anch'io perché effettivamente, nonostante oggi abbiamo dei giochi, dei videogiochi, dei giochi digitali avanzatissimi, comunque i giochi fisici, quelli fisici, tangibili, materiali sono ancora qui tra noi. Va bene, grazie Giuseppe. Alla prossima. **Giuseppe**: Grazie a voi, ciao Davide. #### Conclusione - Timestamp: 23:36 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude quest'ultima puntata del 2022 di INSiDER - Dentro la Tecnologia, la prossima settimana non ci sarà una puntata perché quest'anno ha 53 e sabati uno in più e quindi faremo il primo stop effettivo dopo 164 settimane di fila in cui non abbiamo mai saltato una puntata e sarà sicuramente anche per noi strano non realizzarla. Io ringrazio come sempre la redazione, in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli, che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo quindi fra due settimane. --- # s5e1 ## Cosa aspettarsi dal 2023 > Il [2022](https://www.dentrolatecnologia.it/S4E01) è stato un anno che ci ha mostrato un lato della tecnologia che forse non avremmo mai voluto vedere, ovvero il suo [utilizzo in ambito militare](https://www.huffingtonpost.it/esteri/2023/01/04/news/tecnologia_e_ancora_tecnologia_cosi_lucraina_sta_ribaltando_i_pronostici_contro_la_russia-11015251/). In questa prima puntata dell’anno però proviamo a vedere in quali campi e settori positivi dobbiamo porre la nostra attenzione e dai quali possiamo aspettarci un miglioramento proprio grazie alla tecnologia. Le tecnologie più promettenti saranno ad esempio l’[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246), che avrà un impatto sempre maggiore sulla vita quotidiana e sull'economia mondiale, la [stampa 3D](https://it.wikipedia.org/wiki/Stampa_3D) che ci permetterà di produrre addirittura organi umani, per arrivare poi al tema del [metaverso](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e47?t=279), della [realtà virtuale e aumentata](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e15) e al futuro del denaro. Nella sezione delle notizie parliamo di Microsoft che userà [ChatGPT](https://openai.com/blog/chatgpt/) per migliorare Bing, dei continui disservizi di [DAZN](https://www.dazn.com/it-IT/welcome/) e infine della multa a [Meta](https://www.meta.com/it/) da parte dell’UE per violazione dei dati personali. - Stagione: 5 - Episodio: 1 - Data di pubblicazione: 2023-01-07 06:45:00 - Durata: 17:38 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e1](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e1) - Episodi correlati: s2e3, s3e1, s4e1 - Tag: intelligenza artificiale,ia,ar,vr,realtà virtuale,realtà aumentata,stampa 3d,spazio,moneta digitale,eurodigitale,2023,2022,e-commerce,chat gpt,dall-e 2,open ai,medicina personalizzata,diagnosi,dazn,calcio,streaming,cdn,governo,openai,chatgpt,dalle,microsoft,google,bing,motori di ricerca,meta,facebook,dati,ue,mult,390 milioni,dati personali,violazione,pubblicità ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In questa prima puntata del 2023 faremo una carrellata dei temi legati alla tecnologia che speriamo di veder sviluppati durante questo nuovo anno. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Si può tranquillamente dire che Google sia il dominatore indiscusso per quanto riguarda il mondo dei motori di ricerca, con circa 8,5 miliardi di ricerche al giorno nel 2022. #### Microsoft userà ChatGPT per migliorare Bing > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Tuttavia un articolo del New York Times di qualche settimana fa ha fatto notare come la stessa Google fosse preoccupata per l'enorme successo che ha avuto l'intelligenza artificiale ChatGPT. Per chi non la conoscesse, ChatGPT è un chatbot in grado di tenere delle conversazioni, scrivere dei testi logici o pezzi di un codice, ma anche rispondere a domande più o meno complesse sugli argomenti più disparati. Questa IA è stata sviluppata da OpenAI, un'organizzazione no profit di cui parleremo anche nel topic di questa puntata, focalizzata proprio sullo sviluppo di intelligenze artificiali. Come ChatGPT, DALL-e e molte altre, e Microsoft sembra aver capito fin dall'inizio le potenzialità del lavoro di OpenAI, tanto che è uno dei principali investitori. Il prossimo passo però è la volontà di integrare entro marzo proprio la tecnologia di ChatGPT nel motore di ricerca Bing. L'idea è infatti che per alcune ricerche Bing realizzi grazie all'intelligenza artificiale una sorta di articolo discorsivo con i collegamenti alle diverse fonti, fornendo così una risposta quanto più chiara, diretta e completa possibile. #### I continui disservizi di DAZN > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:26 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo la lunga pausa dovuta ai mondiali di calcio, il campionato di Serie A è ripartito a pieno regime, ma come è già accaduto a inizio estate scorsa e nel 2021, il servizio di streaming DAZN, sul quale vengono trasmesse le partite, ha registrato di servizi che hanno impedito ai propri utenti di poter vedere correttamente i principali match disputati, il tutto a poche ore dalla revisione della tariffa degli abbonamenti. A differenza delle scorse edizioni, le scuse e le spiegazioni da parte di DAZN non sono tardate ad arrivare. Nella nota dell'azienda francese, oltre a garantire un rimborso non ancora specificato, viene chiarito come il disservizio sia stato causato da un malfunzionamento di una rete per la distribuzione dei contenuti non controllata da DAZN. Queste spiegazioni non sono però bastate al governo italiano. Infatti il ministro per l'impresa e il Made in Italy ha deciso di convocare per il 12 gennaio i vertici della società affinché si discuta, insieme al ministro dello Sport e alla dirigenza della Serie A, dell'attuale fragilità dell'infrastruttura streaming che distribuisce le partite di campionato. L'Unione Europea ha multato Meta, la società che possiede Facebook, Instagram e Whatsapp, per un totale di 390 milioni di euro per aver violato le norme sulla protezione dei dati personali. #### Meta multata per violazione dei dati personali > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:38 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Social - Tipologia: Notizia **Davide**: L'indagine, in corso da metà del 2018, ha riscontrato che Facebook e Instagram hanno violato le norme sulla protezione dei dati personali, raccogliendo dati senza ottenere il consenso esplicito degli utenti per la somministrazione di annunci pubblicitari personalizzati. La Commissione Irlandese per la protezione dei dati, in quanto Meta ha sede a Dublino, ha stabilito che la società di Zuckerberg ha violato gli obblighi di trasparenza e ha utilizzato una base giuridica non corretta per il trattamento dei dati personali a fini pubblicitari. Oltre all'elevata sanzione, l'Unione Europea ha chiesto a Meta di inserire un'opzione su Facebook e Instagram entro tre mesi, dando agli utenti la possibilità di acconsentire alla raccolta di dati per ricevere annunci pubblicitari personalizzati, e che quindi non sarà attiva di default. Meta, che avrebbe enormi svantaggi con una modifica di questo tipo, ha annunciato che farà ricorso contro la decisione. #### Cosa aspettarsi dal 2023 > - Timestamp: 05:03 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: Il 2022 è giunto al termine, un anno che dal punto di vista tecnologico non è stato particolarmente emozionante e che ha avuto sin da subito alcuni risvolti negativi. In particolare il conflitto in Ucraina ci ha mostrato come la tecnologia possa avere un ruolo pratico anche in una guerra, come la connettività internet fornita dai satelliti, l'utilizzo di droni civili per ottenere un vantaggio visivo, le immagini satellitari per monitorare l'avanzamento del nemico e le armi all'avanguardia come i Javelin e gli HIMARS che hanno permesso ad un popolo attaccato di difendersi da un nemico più forte. Oltre a questo però ci sono stati anche alcuni momenti positivi degni di nota, basti pensare al James Webb Space Telescope, un telescopio spaziale a infrarossi che lo scorso anno ha iniziato a fornirci immagini stupefacenti della nostra galassia, che oltre ad essere sfondi perfetti per il computer ci permetteranno di studiare ancora meglio il nostro universo. Nella puntata di oggi vogliamo fare però il punto della situazione, tracciando il percorso che dovremo fare dal punto di vista tecnologico per tutto il 2023. Quali sono le tecnologie e l'innovazione che ci dobbiamo aspettare di vedere sviluppate nel prossimo periodo e che di conseguenza saranno l'oggetto del nostro piano editoriale per tutto quest'anno? Il futuro dell'intelligenza artificiale è ad esempio molto promettente e si prevede che l'IA avrà un impatto sempre maggiore sulla nostra vita quotidiana e sull'economia mondiale. Alcuni esempi di intelligenza artificiale già presenti oggi sono i sistemi di riconoscimento vocale, come Siri e Alexa, i sistemi di guida autonoma e, ultimi ma non per importanza, i chatbot utilizzati nei servizi di assistenza online, che abbiamo avuto modo di conoscere molto bene ultimamente con l'apertura al pubblico della beta di ChatGPT. Inoltre, l'intelligenza artificiale viene utilizzata in molti settori, come la finanza, la medicina e la produzione industriale, per fare previsioni, diagnosticare malattie e ottimizzare i processi. Ci sono molte società che sviluppano intelligenze artificiali, alcune emergenti mentre altre molto note, alcune delle quali sono Google, IBM che abbiamo intervistato, Microsoft e OpenAI. Quest'ultima è un'organizzazione no profit fondata da alcune delle più grandi aziende del mondo, che si dedica allo sviluppo dell'intelligenza artificiale in modo responsabile e sostenibile, e che è diventata molto nota grazie appunto a ChatGPT che citavo prima, ma anche a DALL-e 2, un'intelligenza che ci permette di creare delle immagini partendo semplicemente da una frase. Come dicevamo, l'IA sta facendo rapidi progressi, sempre più tangibili nel quotidiano, e potrebbe essere integrata in una vasta gamma di applicazioni e settori, come la medicina, i trasporti e il settore dei servizi. Ad esempio, potremmo vedere l'adozione di sistemi di intelligenza artificiale per la diagnosi medica, il riconoscimento vocale e la personalizzazione dei servizi online. Inoltre, l'IA potrebbe essere utilizzata per ottimizzare i processi aziendali e migliorarne l'efficienza. E a proposito di diagnosi medica, si tratta di un settore molto promettente, grazie all'utilizzo sempre più diffuso della tecnologia. Si prevede che le tecnologie innovative saranno in grado di supportare e potenziare il lavoro dei medici, rendendola diagnosi più precisa e veloce. Un esempio di come l'IA viene già utilizzata nella diagnosi è il riconoscimento delle immagini mediche, come le radiografie e le tomografie. Sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di analizzare queste immagini e individuare eventuali anomalie o segni di malattie, supportando i medici nella loro diagnosi. Inoltre, l'utilizzo dei dispositivi wearable, come gli smartwatch, sta diventando sempre più diffuso. Questi dispositivi, come abbiamo visto in diverse nostre puntate, possono raccogliere una grande quantità di dati sulla salute di una persona, come il battito cardiaco, il livello di attività fisica e il sonno. Questi dati possono essere utilizzati per fare previsioni sulla salute di una persona e per individuare eventuali problemi in modo precoce. Sempre l'intelligenza artificiale nel prossimo periodo potrebbe giocare un ruolo ancora più importante nella diagnosi medica, ad esempio sviluppando farmaci personalizzati in base alle esigenze specifiche di una persona, o prevedendo il rischio di sviluppare determinate malattie. Rimanendo in ambito medico, degno di nota è senza ombra di dubbio anche il settore della medicina personalizzata, cioè un approccio alla cura della salute che mira fornire trattamenti e terapie specifici per ogni individuo, tenendo conto delle sue caratteristiche genetiche. La medicina sarà quindi sempre più orientata verso la personalizzazione e un esempio di come la tecnologia viene già utilizzata oggi per la medicina personalizzata è il sequenziamento del DNA, che permette di individuare le mutazioni genetiche specifiche di una persona e di utilizzare queste informazioni per sviluppare trattamenti e terapie mirati. Uscendo dal campo medico, un'altra tecnologia che merita la nostra attenzione è sicuramente la stampa 3D, una tecnologia emersa negli ultimi anni e che sta rapidamente cambiando il modo in cui produciamo oggetti e componenti e addirittura come abbiamo visto in alcune nostre puntate potrà essere utilizzata anche per produrre organi umani sostitutivi. Il futuro della stampa 3D sarà sempre più rivoluzionario, con un impatto su molti settori industriali e della vita quotidiana. Già oggi la stampa 3D viene utilizzata in molti settori, nel settore aerospaziale per produrre componenti leggeri e resistenti per gli aerei e i razzi, nel settore medico per stampare protesi, impianti dentali e altre parti del corpo umano, nel settore della moda per produrre abiti e accessori personalizzati, nel settore dell'edilizia per produrre componenti per edifici e infrastrutture. La stampa 3D potrebbe addirittura diventare un valido strumento per produrre carne a livello mondiale, riducendo al contempo l'utilizzo delle risorse. Questo perché questa stampa in 3D potrebbe contribuire a ridurre gli sprechi e a rendere la produzione più sostenibile, poiché promette di produrre solo gli oggetti o i prodotti necessari. Rimanendo in tema di sostenibilità, in un mondo in cui l'e-commerce è sempre più diffuso, anche il settore della logistica merita di essere analizzato. Qui ci torna in aiuto per l'ennesima volta l'intelligenza artificiale, perché grazie all'utilizzo sempre più diffuso della tecnologia, le aziende saranno in grado di supportare e potenziare le attività logistiche, rendendo il trasporto e la distribuzione di merci più efficienti e sostenibili. Un esempio di come la tecnologia viene già utilizzata oggi nella logistica è il trasporto autonomo, come i camion senza conducente o i droni utilizzati per la consegna di pacchi. Questi sistemi possono ridurre i tempi di trasporto e gli sprechi, oltre a rendere il trasporto più sicuro. Inoltre l'utilizzo dei sistemi di tracciamento GPS e dei sensori per il monitoraggio della posizione e dello stato dei carichi promette di ottimizzare i percorsi e di prevenire ritardi o perdite di merci. Tra l'altro tutte queste tecnologie possono essere applicate anche al settore dei trasporti di persone, ottenendo quindi il doppio dei vantaggi. Nel prossimo periodo, però, si prevede che la tecnologia sarà in grado di svolgere un ruolo ancora più importante nella logistica, ad esempio attraverso la creazione di reti di trasporto intelligenti in grado di adattarsi in tempo reale alle esigenze dei clienti e alle condizioni meteorologiche. In questo processo non dobbiamo però dimenticarci del ruolo che ricoprono i lavoratori, cercando di rendere questa transizione non un modo per ridurre i costi di un'azienda, ma per migliorare la qualità del personale umano creando nuove occupazioni e formando nuove figure professionali. Tornando all'inizio di questa puntata, come non citare poi il settore spaziale, ma anche aerospaziale. Si prevede che anche qui, in futuro, le tecnologie innovative saranno in grado di supportare e potenziare il lavoro degli ingegneri aerospaziali, rendendo i veicoli più sicuri, efficienti e sostenibili. Un esempio di come la tecnologia viene già utilizzata oggi nel settore aerospaziale è il volo autonomo, come i droni o i velivoli senza pilota. Questi sistemi possono svolgere diverse attività come il trasporto di merci o il monitoraggio dei terreni, come ci aveva raccontato Telespazio, all'inizio dello scorso anno, riducendo i costi e i rischi per le persone. Inoltre, l'utilizzo di materiali avanzati, come i compositi o i metalli leggeri, permette di ridurre il peso dei veicoli e di aumentare la loro efficienza energetica. Con l'attuale evoluzione tecnologica nel giro di poco tempo, speriamo di raggiungere grandissimi obiettivi, come voli turistici spaziali a prezzi accessibili e la colonizzazione di altri pianeti, primo fra tutti Marte, dopo il forse imminente ritorno dell'uomo e della prima donna sulla Luna. E parlando di mondi lontani, ha senso citare il metaverso, un concetto che ad oggi non abbiamo ancora avuto modo di sperimentare nella pratica, ma sul quale Meta l'ex Facebook sta investendo miliardi di dollari. Per entrare nel metaverso poi servirà dotarsi di tecnologie come la realtà aumentata AR e della realtà virtuale VR, tecnologie che ad oggi necessitano importanti avanzamenti tecnologici per diventare più realistiche e meno ingombranti. Un esempio però di come la tecnologia di realtà aumentata viene già utilizzata oggi è il riconoscimento dell'ambiente circostante, che permette di sovrapporre informazioni o oggetti virtuali sulla realtà che vediamo attorno a noi, ad esempio attraverso gli smartphone e gli occhiali intelligenti e che chiunque di noi può provare, ad esempio utilizzando la funzione di realtà aumentata che troviamo all'interno di Google Maps. L'utilizzo della realtà virtuale viene invece già impiegato in diverse applicazioni, come la formazione, il divertimento o la terapia. Ad esempio la Virtual Reality viene utilizzata per simulare situazioni di emergenza o per creare ambienti di gioco immersivi. Queste tecnologie così promettenti però ci lasciano con un quesito, e cioè se nel prossimo futuro, e sarà anche nostro compito provare a capirlo, potranno avere un ruolo importante nella nostra vita quotidiana, ad esempio attraverso l'utilizzo in ambito lavorativo o nei sistemi di assistenza alla guida. Per chiudere questa carrellata dei temi tech più interessanti per quest'anno, come non parlare del futuro della digitalizzazione del denaro, soprattutto dopo i recenti avvenimenti di attualità, riguardo al tentato innalzamento della soglia minima per l'obbligo di accettare pagamenti con carte, che rischiava di facilitare le microevasioni degli esercenti e ridurre i nostri diritti e comodità come consumatori. Sarà anche interessante capire che cosa ne sarà dell'euro digitale, una vera e propria moneta completamente smaterializzata, emessa dall'Unione Europea. Quindi il 2023 è appena cominciato, e potrà stupirci in positivo, soprattutto se alcune delle cose di cui abbiamo parlato diventeranno effettivamente realtà, e forse ancora più importante, saranno economicamente sostenibili e utili nella nostra vita. #### Conclusione - Timestamp: 16:46 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e2 ## Technogym: il fitness sempre a portata di mano > Con la diffusione dei servizi digitali e dei nuovi paradigmi sorti contestualmente alla pandemia, il settore dell'home [fitness](https://it.wikipedia.org/wiki/Fitness_(sport)) ha visto una rapida ascesa nel mercato globale. Le principali aziende specializzate nella produzione di attrezzatura da allenamento hanno colto, nella necessità di allenarsi non più solo in palestra ma anche a casa, una valida occasione per rendere più completi e personalizzabili i propri servizi digitali dedicati al fitness e al benessere. Come è cambiato quindi il modo di allenarsi e di mantenersi in forma in questo ultimo periodo? Questa domanda l’abbiamo posta ad [Enrico Manaresi](https://www.dentrolatecnologia.it/enrico.manaresi.html), Press & Media Director di [Technogym](https://www.dentrolatecnologia.it/technogym.html), società italiana leader nella produzione di attrezzi per lo sport, il fitness e il wellness. Nella sezione delle notizie parliamo del file che ha tenuto tutti gli aerei negli Stati Uniti a terra e del fallimento del primo lancio di [Virgin Orbit](https://virginorbit.com) in Regno Unito. - Stagione: 5 - Episodio: 2 - Data di pubblicazione: 2023-01-14 06:45:00 - Durata: 21:39 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e2](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e2) - Episodi correlati: s3e15, s4e49 - Tag: fitness,wellness,sport,attività fisica,app,technogym,enrico manaresi,attrezzi,macchinari,ecosistema,servizi,salute,smartwatch,account,personal trainer,comodità,personalizzazione,esercizi,bug,voli,usa,file,voli bloccati,aerei,aviazione,faa,notams,regnounito,virginorbit,launcherone,anomalia,satelliti ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Enrico**: La tecnologia dà una grandissima mano alle persone ad allenarsi di più e meglio grazie a due aspetti. Il primo aspetto è la personalizzazione e il secondo elemento è l'accessibilità. Quindi oggi il digitale mi offre la possibilità di accedere al mio programma personalizzato in palestra, a casa, in albergo se viaggio, nella palestra aziendale. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo con Technogym come il fitness e gli allenamenti, ma più in generale il settore del wellness e della salute può diventare più personalizzato e accessibile ovunque grazie alla tecnologia. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Tra martedì sera e mercoledì mattina, la FAA, ossia la Federal Aviation Administration, si è vista costretta a cancellare più di 1.300 voli, con altri 10.000 che hanno subito ritardo a causa di un errore nel sistema informatico NOTAMS. #### Il file che ha bloccato gli aerei in USA > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 01:22 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Questo software infatti è importantissimo, in quanto si occupa di inviare ai piloti il bollettino con tutte le informazioni fondamentali da leggere prima del decollo. L'ipotesi di un attacco informatico è stata da subito esclusa e le recenti ricostruzioni hanno identificato come causa il danneggiamento di un file al database della FAA, proprio relativo al software NOTAMS. In particolare sembra che durante la manutenzione ordinaria del programma un ingegnere abbia per una svista sostituito un file con un altro, senza accorgersi dell'errore. Un errore che però è costato al paese milioni di dollari. Tuttavia l'errore ha subito messo in luce alcune questioni legate ai finanziamenti governativi, che secondo la FAA sono insufficienti per aggiornare il software NOTAMS, sviluppato ormai 30 anni fa e quindi obsoleto e spesso problematico. Il 9 gennaio sarebbe dovuto essere un giorno storico per il Regno Unito, con il primo lancio orbitale gestito dalla compagnia Virgin Orbit. #### Virgin Orbit ha fallito il primo lancio in UK > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:36 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Tuttavia, a causa di un malfunzionamento inaspettato, il nuovo traguardo in ambito spaziale dovrà essere rimandato. La sesta missione di Virgin Orbit, la prima partita dal Regno Unito, è iniziata con il decollo del Boeing 747 modificato Cosmic Girl, il cui compito era quello di trasportare il razzo spaziale Launcher One, all'interno del quale erano stati inseriti nove satelliti militari da rilasciare nello spazio. Nonostante il lanciatore sia stato sganciato correttamente dall'aereo, così come il primo stadio, dopo un volo di appena 5 minuti lo stadio contenente il carico non è riuscito ad entrare in orbita e ha iniziato a precipitare verso il suolo insieme ai satelliti che naturalmente sono andati perduti. Dopo l'accaduto, la società ha cercato di minimizzare, affermando che, nonostante il fallimento, la collaborazione con l'Agenzia Spaziale del Regno Unito, con la Royal Air Force e l'Autorità per l'Aviazione Civile è stata positiva e che nelle prossime settimane il team di Virgin Orbit cercherà di comprendere la natura del guasto per tornare in orbita il prima possibile. #### Technogym: il fitness sempre a portata di mano > - Timestamp: 04:05 - Autori: Technogym, Enrico Manaresi, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Sport - Tipologia: Intervista **Davide**: Con la diffusione dei servizi digitali e dei nuovi paradigmi sorti contestualmente alla pandemia, grazie alla tecnologia il settore dell'home fitness ha visto una rapida ascesa nel mercato globale, consentendo alle principali aziende specializzate nella produzione di attrezzatura d'allenamento di cogliere, nella necessità di allenarsi non più solo in palestra ma anche a casa, una valida occasione per rendere più completi e personalizzabili i propri servizi digitali dedicati al fitness e al benessere. E proprio di questi aspetti parliamo oggi con Enrico Manaresi, pressa e media director di Technogym. Benvenuto Enrico. **Enrico**: Grazie mille e un saluto a tutti. **Davide**: Innanzitutto, chi è Technogym? **Enrico**: Technogym è un'azienda italiana, leader oggi nel mondo nel settore del wellness. Wellness per noi significa fitness, quindi l'allenamento per tenersi in forma, per dimagrire, per stare meglio. Wellness significa sport, quindi allenarsi per migliorare la propria performance sportiva e wellness significa anche salute, quindi stare in movimento, l'esercizio fisico per la salute e la prevenzione. Oggi, come dicevo, Technogym è leader nel mondo, siamo presenti in circa 100 paesi, circa oltre il 90% della nostra produzione va sull'export e siamo i fornitori ufficiali delle principali catene di palestre, di alberghi, ovviamente abbiamo centri medici, clienti privati e grandi centri sportivi, siamo stati i fornitori ufficiali delle ultime 8 edizioni delle Olimpiadi. Quindi per concludere oggi possiamo dire che circa 50 milioni di persone si allenano ogni giorno con i nostri prodotti in 85 mila centri wellness e 400 mila abitazioni private in tutto il mondo. **Davide**: Ok, quindi siete appunto una realtà molto importante in questo settore e è proprio per questo: dal vostro punto di vista che ruolo può avere la tecnologia per rendere l'allenamento più su misura e personalizzato? **Enrico**: Allora sicuramente la connettività, la tecnologia, il digitale è fondamentale per offrire alle persone un allenamento personalizzato e on-the-go. La nostra visione, la nostra strategia si chiama appunto "Wellness on-the-go", quindi è questa idea di avere un ecosistema, quindi oggi la nostra offerta di prodotti e di soluzioni è costruita attorno a un ecosistema. Per essere molto semplici, una sorta di Apple del fitness, quindi l'idea di avere prodotti connessi, app e contenuti di allenamento personali per le persone, a cui le persone possono accedere grazie al cloud, quindi grazie a questa tecnologia connessa, ovunque si trovino. In palestra, le palestre ovviamente sono per noi dei partner importantissimi, in cui le persone non solo si allenano ma ricevono anche informazioni, educazione, guida e poi le persone possono portare il loro programma a casa, quindi negli orari loro più congeniali, in viaggio, in azienda, quindi nei luoghi in cui passano la vita. Quindi la palestra non diventa più il luogo in cui vado due o tre volte alla settimana per l'allenamento, ma diventa il mio wellness hub, il luogo in cui costruisco, configuro il mio sistema di allenamento che poi posso portare con me nei vari momenti della mia vita. **Davide**: Quindi, come dicevi, è una sorta di ecosistema. **Enrico**: È un ecosistema vero e proprio. Oggi Technogym ha tutti i prodotti, quindi le attrezzature per il fitness, i tapirulan, le cyclette, i prodotti per la tonificazione muscolare sono connessi, quindi l'utente può fare il login sul prodotto ed avere accesso ad un'esperienza assolutamente personalizzata sul programma, sui propri bisogni, sulle proprie necessità e sulle proprie passioni. A me piace più correre per esempio, a te piace più andare in bicicletta o fare il vocatore, quindi l'allenamento è completamente personalizzato sia sulla passione, quindi sul tipo di disciplina, sia sull'intensità. Può essere una signora anziana che ha bisogno di un certo tipo di intensità o un'atleta professionista che ha bisogno di un altro tipo di intensità, quindi una totale personalizzazione che riusciamo ad ottenere grazie ai vari ingredienti dell'ecosistema, quindi non solo attrezzature, non solo equipment ma attrezzature, app e contenuti. Oggi noi abbiamo una piattaforma che si chiama Technogym Live, è una piattaforma di video di allenamento on demand, quindi io sull'attrezzo Technogym o su Technogym App posso accedere a una libreria molto vasta di video on demand, di trainer che mi danno guida, spiegazioni ed education rispetto all'allenamento che desidero fare, quindi da un allenamento più fitness, quindi per dimagrire, per stare in forma, a un allenamento più orientato per esempio alla performance atletica o sportiva. **Davide**: E ci spieghi anche con un esempio pratico come avviene l'integrazione tra i servizi digitali di cui abbiamo parlato e i vostri prodotti per l'allenamento, nel senso io posso andare in qualsiasi luogo con la vostra app e proseguire all'allenamento di fatto con qualsiasi macchinario. **Enrico**: Esattamente, quindi io scarico il Technogym App, quindi disponibile su iOS o su Android. Technogym App è un vero e proprio trainer, diciamo, basato sull'intelligenza artificiale. Quindi Technogym App riconosce il luogo in cui mi trovo, quindi a casa, in palestra o all'aperto. Quindi in base alle attrezzature disponibili, se in caso ho un tapirulan, una Technogym Bench o diciamo una piccola dotazione casa, adatterà il mio allenamento ai prodotti disponibili. Se sono in palestra, quindi ho un'ampia varietà di attrezzi, adatterà il mio allenamento sfruttando l'ampia varietà di attrezzi. Se mi trovo all'aperto, in viaggio, e non ho attrezzi a disposizione, mi consiglierà degli esercizi a corpo libero, quindi dei video di allenamento che mi fanno allenare senza nessun tipo di attrezzo. E ovviamente, quindi, è una tecnologia completamente adattiva, quindi l'App si adatta alle attrezzature disponibili, quindi al luogo in cui mi trovo e si adatta ai progressi del mio allenamento, quindi il dato è fondamentale per creare anche una progressione ed aiutarmi ad ottenere più in fretta i risultati che desidero dall'allenamento. **Davide**: E la mia app che ho sullo smartphone come fa a interagire, a comunicare con l'attrezzo, con il macchinario che quindi si setta secondo le mie caratteristiche o quello che devo fare quando ad esempio sono in una palestra aperta al pubblico, quindi che i macchinari sono a disposizione di tutti? **Enrico**: Login ovviamente, tecnologia NFT o Bluetooth, quindi faccio il login sull'attrezzo. Quindi io accedo a ogni attrezzo Technogym, quindi a un tapirulan, a una cyclette, col mio account personalizzato, quindi l'attrezzo mi erogherà il mio allenamento personale in base all'intensità, al tempo che ho i miei obiettivi. Quindi l'attrezzo, grazie al login attraverso Technology App, mi riconosce e mi erogherà un allenamento in linea con il mio programma personalizzato. **Davide**: Un tema che ci è capitato spesso di affrontare è quello dei dispositivi indossabili come gli orologi smart o più in generale i cosiddetti "wearable device" che hanno diversi sensori e che raccolgono dati sull'attività fisica. Dal vostro punto di vista questi dispositivi hanno un ruolo, sono rilevanti? **Enrico**: Assolutamente sì, noi all'interno del nostro ecosistema, il nostro ecosistema è un ecosistema aperto che ha l'obiettivo di essere completamente personalizzato sullo stile di vita di ciascuno di noi. Quindi abbiamo all'interno del nostro ecosistema, abbiamo integrato più di 200 terze parti, quindi i principali wearable device che le persone utilizzano. Quindi se io utilizzo Apple Watch posso sull'attrezzo Technogym allenarmi e mantenere il dato di allenamento sul mio Apple Watch. Se sono una persona magari più legata a una sport performance, mi alleno con delle app più verticali come Strava, come Zwift, se sono un ciclista per esempio, posso portare sulle cyclette, sulle bike Technogym esattamente i miei percorsi preferiti che durante l'estate faccio all'aperto. Quindi assolutamente la nostra idea di ecosistema è raggiungere il più alto grado possibile di personalizzazione. Ovviamente tutti gli attrezzi sono connessi e grazie al login individuale erogano programma di allenamento completamente personalizzato, però sono anche aperti allo stile di vita della persona, quindi a terze parti che possono essere app di allenamento, terze o possono essere wearable device. **Davide**: E questo servizio che avete creato è pensato solo per gli utenti che vogliono tenersi semplicemente in forma o magari anche quelli un po' più appassionati o è un qualcosa che è pensato anche veramente per la preparazione atletica di un vero e proprio professionista? **Enrico**: Per noi il wellness, per noi… noi abbiamo tre tipi di clienti, come diceva all'inizio, abbiamo un cliente fitness, che siamo tutti noi, quindi la persona che si allena per stare in forma, la persona che si allena per divertirsi con gli amici, la persona che si allena magari per perdere peso o per combattere mal di schiena, abbiamo lo sport, noi siamo i fornitori ufficiali di centinaia di campioni dello sport in tutto il mondo, ti dico solo che Technogym è stata selezionata dalle ultime otto edizioni dell'Olimpiadi per essere il fornitore ufficiale dell'Olimpiadi, lavoriamo con Juventus, Milan, Inter, con Rafael Nadal, con numerosi campioni dello sport, quindi abbiamo anche un focus molto specifico sulla performance sportiva e poi abbiamo un terzo cliente che è un cliente più salute, quindi una persona che ha bisogno di riabilitazione o una persona che sta curando attraverso l'esercizio una determinata patologia, quindi ha bisogno di un programma molto più scientifico, di una posologia molto più rigida di allenamento perché l'allenamento gli serve per curare una determinata patologia o per eseguire un determinato percorso di riabilitazione, quindi il fitness assolutamente sì ed è la parte più grande del nostro mercato, ma anche lo sport, la performance sportiva e la salute e la prevenzione, questi sono i tre grandi mercati. **Davide**: E visto che ci hai parlato anche dell'ambito riabilitativo, quali sono i prodotti più innovativi e quindi ora ci spostiamo dal software per parlare di veri e propri macchinari per l'allenamento, per la riabilitazione che è fornita alle palestre e ai centri di recupero motorio? **Enrico**: Allora esistono linee specifiche che si chiamano la nostra linea MED, sono prodotti specifici studiati dal nostro centro di ricerca medico-scientifica assieme ad importanti università e sono prodotti ovviamente strutturati per eseguire dei percorsi di riabilitazione, per lavorare con persone che hanno dei range di movimento limitati dovuti a determinati problemi fisici e ovviamente con un'altissima componente di tecnologia proprio per erogare il tipo di esercizio necessario per raggiungere livelli di personalizzazione molto alta legati al programma specifico di qualunque individuo. Ti faccio un esempio, BioStrength è una linea che abbiamo appena lanciato sul mercato, è la prima linea a forza completamente costruita con la intelligenza artificiale e ha due usi principali, un uso in sport performance per raggiungere carichi di lavoro e sollecitazioni muscolari estremamente alte per gli atleti, oppure un utilizzo in termini riabilitativi per raggiungere un carico estremamente fine ed estremamente frazionabile per fare lavori di alta precisione sulle persone che hanno programmi specifici di riabilitazione. **Davide**: E la persona come interagisce con questa intelligenza artificiale? Sempre dall'app? **Enrico**: La persona ovviamente fa login e in base al proprio profilo, quindi in base al programma di allenamento che è stato impostato dal fisioterapista o dal preparatore atletico, la macchina eroga il tipo di resistenza, questa è una linea per la forza che si chiama Biostrength, quindi può erogare una resistenza elastica, una resistenza isotonica, una resistenza viscosa, vari tipi di resistenza in base al tipo di lavoro che è stato impostato per la persona. **Davide**: Prima accennavi anche al vostro servizio di videocorsi dedicati all'allenamento che di fatto va ad incentivare, a mio avviso, l'attività fisica ed è una tendenza che negli ultimi anni va per la maggiore tra le aziende che si occupano di fitness direttamente e non solo. Ci parli di questo aspetto? **Enrico**: Sì, l'On Demand è ormai sempre più diffuso, quindi la nostra piattaforma Technogym Live nasce proprio per offrire alle persone non solo un attrezzo, ma anche un contenuto di allenamento. Quindi noi abbiamo un team di oltre 30 trainer specializzati che sviluppano vari tipi di allenamento in base alle passioni delle persone, quindi dal cardio, alla forza, al pilates, allo yoga, all'intensity training, quindi in base alla mia passione, ai miei gusti, ai miei obiettivi, l'app oppure l'attrezzo Technogym andrà a derogarmi il video di allenamento, quindi più in linea con la mia personalizzazione. Quindi l'obiettivo è personalizzazione e varietà, grande varietà di offerta in modo da poter personalizzare l'esperienza in base ad ogni singolo individuo e alle esigenze che possono essere molto diverse di ciascuno di noi. **Davide**: Per chiudere, secondo la vostra prospettiva, quali potrebbero essere le soluzioni, sia software ma abbiamo visto anche hardware per incentivare ulteriormente le persone a praticare attività fisica in generale? **Enrico**: Ovviamente sarà il tema della prossima intervista, se andiamo troppo nel futuro. Ad oggi posso dire che sicuramente la tecnologia dà una grandissima mano alle persone ad allenarsi di più e meglio grazie a due aspetti. Il primo aspetto è la personalizzazione, quindi avere un programma completamente aderente a quello che mi piace fare, ai miei obiettivi, ai miei bisogni, sicuramente mi porta ad ottenere un risultato maggiore e quindi ad essere maggiormente motivato. E il secondo elemento è l'accessibilità, quindi oggi il digitale mi offre la possibilità di accedere al mio programma personalizzato in palestra, a casa, in albergo se viaggio, nella palestra aziendale, quindi la personalizzazione da un lato e ampia accessibilità dall'altro lato, quindi questi sono i due grossi elementi che oggi la tecnologia è in grado di offrirci. **Davide**: Sì, quindi la tecnologia abbiamo visto che ci permette di portare sempre con noi il nostro programma di allenamento adattandolo appunto al contesto ma allo stesso tempo facendo affidamento alla presenza praticamente in tutto il mondo dei vostri macchinari che sicuramente è un valore aggiunto e per voi un grande vantaggio competitivo. **Enrico**: E questo rappresenta una grande opportunità per il consumatore per essere come dicevo più motivato, allenarsi di più e più spesso, ma anche per l'operatore del settore, quindi la palestra su questo può costruirci business model che in passato non erano possibili quindi oggi la palestra può seguire il proprio cliente all'interno della struttura ma anche all'esterno se viaggia, a casa, quindi la palestra è in grado di offrire i propri programmi e i propri servizi all'utente anche al di fuori della struttura. **Davide**: Sì, vero, quindi può portare anche vantaggi non solo a chi si allena, ma all'intero settore del fitness. Grazie Enrico per averci raccontato il ruolo della tecnologia dentro Technogym. Alla prossima. **Enrico**: Grazie a voi a presto. #### Conclusione - Timestamp: 20:47 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e3 ## Pulire il cielo dai rifiuti spaziali > Si stima che intorno all’orbita terrestre ci siano più di 130 milioni di [detriti spaziali](https://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy/I_detriti_spaziali). Nonostante queste cifre sicuramente elevate, la densità dei rifiuti che occupano l’orbita in cui se ne trovano di più, ovvero quella tra i 300 e i 1000 km di altitudine, è ancora piuttosto bassa. In questa puntata cerchiamo però di capire che pericolo possono rappresentare questi detriti per la nostra presenza nello spazio, dato che quando avviene una collisione basta un solo incidente per creare a cascata altre decine se non centinaia di detriti che a loro volta aumentano la probabilità di altri impatti. Nella sezione delle notizie parliamo della definitiva chiusura di [Stadia](https://stadia.google.com/gg/) e delle conseguenze per gli utenti, del lato oscuro di [ChatGPT](https://openai.com/blog/chatgpt/) e infine dei primi taxi volanti a Milano. - Stagione: 5 - Episodio: 3 - Data di pubblicazione: 2023-01-21 06:45:00 - Durata: 17:49 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e3](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e3) - Episodi correlati: s3e10, s4e2, s4e20 - Tag: spazio,detriti,inquinamento,satelliti,razzi,orbita,starlink,esa,onewebb,elsam,milano,taxivolanti,servizi,olimpiadi,sea,stadia,google,cloud gaming,chiusura,rimborso,controller,intelligenza artificiale,openai,chatgpt,sama,sfruttamento,machine learning ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi capiremo in che cosa consiste il problema dei rifiuti spaziali, e di come le agenzie spaziali di tutto il mondo stanno provando a porvi rimedio. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Stadia è giunto al capolinea > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Google Stadia, il servizio di gaming in streaming di Google, è stato chiuso lo scorso 18 gennaio. La società aveva l'ambizione di rivoluzionare il settore dei videogiochi, rimuovendo l'hardware necessario per videogiocare, mantenendo un'alta qualità. Tuttavia, a meno di 4 anni dalla presentazione, i server sono stati spenti poiché il servizio non ha avuto il successo sperato. I veri problemi, però, sono forse stati la mancanza di giochi che dessero visibilità a Stadia e di un supporto concreto da parte di Google, uniti ad un modello commerciale non adeguato. Google ha però previsto un ottimo programma di rimborsi automatici, che ha coinvolto sia l'hardware in Primis, il controller ufficiale di Stadia, che sarà ora utilizzabile come un normale controller Bluetooth per il PC, sia tutti i giochi, mentre non sarà rimborsabile il costo dell'abbonamento a Stadia Pro. Alcuni editori dei giochi disponibili su Stadia, come Ubisoft, stanno permettendo alle persone di trasferire i salvataggi da Stadia a piattaforme come Steam, Origin e Uplay, o di convertire l'acquisto fatto su Stadia per continuare a giocare su PC. #### Cosa c’è dietro ChatGPT? > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:11 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Sta facendo molto scalpore negli ultimi giorni un'inchiesta del periodico Time, riguardo ChatGPT, l'intelligenza artificiale che ormai sta spopolando nelle ultime settimane. Perché? Innanzitutto bisogna capire cosa c'è dietro ChatGPT e di come fa funzionare così incredibilmente bene. Come abbiamo detto più volte nel corso delle puntate, per creare una buona intelligenza artificiale servono enormi quantità di dati da usare per l'addestramento. Ma come raccogliere questi dati? Nel caso di ChatGPT, o meglio GPT-3, che è il modello che lo fa funzionare, sono stati utilizzati svariati testi raccolti automaticamente da internet, come siti web, forum o social. Il rischio però, in questo caso, è che l'intelligenza artificiale impari da testi razzisti, sessisti o violenti e che quindi riproponga questi testi nelle risposte. OpenAI, l'azienda dietro ChatGPT, ha quindi inserito un filtro per tenere solo i testi positivi. Per fare ciò però si avvalsa di un'altra intelligenza artificiale, che anch'essa doveva essere addestrata allo stesso modo. Ma in questo caso i testi dovevano essere validati manualmente. E qui entra in gioco l'inchiesta del Time. Per la validazione manuale, infatti, OpenAI, così come altre aziende tech, come Google o Facebook, affidano il lavoro all'azienda Sama, che si è scoperto pagare i propri dipendenti provenienti da Kenia, Uganda e India meno di due dollari l'ora, con condizioni di lavoro al limite della schiavitù, e che hanno causato a numerosi dipendenti problemi psicologici. E allo stesso tempo Sama rassicurava le aziende sulle condizioni dei propri lavoratori. Ricordiamoci sempre, quindi, che le intelligenze artificiali non sono applicazioni frutto di magia, ma del lavoro prezioso di centinaia di persone che dovrebbero essere tutelate. Negli ultimi giorni sono giunti ulteriori dettagli riguardo al programma SEA Milano Airports, che avrà come obiettivo la creazione di una rete di vertiporti nel comune di Milano per offrire un servizio di taxi volanti a corto raggio a partire dal 2026 in occasione dei giochi olimpici invernali. #### I primi taxi volanti a Milano > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 04:08 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: I lavori dei primi due vertiporti inizieranno nel corso del 2024 in centro città, in particolare nelle zone di City Life e Porta Romana, mentre a Linate e Malpensa verranno realizzati degli hub più capienti per potenziare ulteriormente i servizi di trasporto delle migliaia di persone che arriveranno nel capoluogo per assistere o partecipare alle manifestazioni sportive. La costruzione del terminal dovrebbe essere affidata ad una nuova società controllata da SEA SPA, che avrà appunto il compito di realizzare e gestire i vertiporti all'interno delle aree che verranno individuate secondo specifici criteri e valutazioni tecniche. Nonostante i prezzi verranno stabiliti dalle aziende che metteranno a disposizione i veicoli, dalle prime analisi è emerso che il costo di un viaggio potrebbe aggirarsi inizialmente sui 120 euro, salvo poi scendere con il tempo fino a quasi dimezzarsi una volta consolidato il servizio. #### Pulire il cielo dai rifiuti spaziali > - Timestamp: 05:35 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Topic **Davide**: La corsa allo spazio, iniziata nel periodo della guerra fredda specialmente per ragioni politiche e militari, si è trasformata negli ultimi decenni in una vera e propria opportunità per testare le nostre capacità e ambizioni in ambito scientifico. Opportunità che hanno portato al tempo stesso a ricadute tecnologiche ormai indispensabili per il nostro benessere e stile di vita. Ci basti pensare che in più di 60 anni di esplorazione spaziale abbiamo effettuato oltre 6.200 lanci verso lo spazio, a partire dal primo satellite artificiale mai costruito e arrivando sino alla missione Artemis 1 per riportare l'uomo sulla superficie della Luna. Oggi però non siamo qui per discutere dei numerosi traguardi arrivati con l'esplorazione spaziale, bensì cercheremo di analizzare un problema che si è amplificato proprio con l'aumento esponenziale dei lanci effettuati negli ultimi 20 anni, i rifiuti spaziali. Oggi si stima che intorno all'orbita terrestre ci siano più di 36.000 detriti spaziali larghi oltre 10 centimetri, numero che arriva alla preoccupante cifra di 130 milioni se si considera tutti detriti con un diametro che va da un centimetro fino a appena un millimetro. Nonostante queste cifre sicuramente elevate, la densità dei rifiuti che occupano l'orbita in cui se ne trovano di più, ovvero quella tra i 300 e i 1000 chilometri di altitudine, è ancora piuttosto bassa. Infatti si parla di 0,001 oggetti per chilometro cubo, un dato, quest'ultimo, che oltre a indicarci il numero effettivo di detriti presenti per un certo volume, ci dà anche un'idea di quanto sia vasto lo spazio nel quale orbitano i satelliti. Perciò sarà facile intuire perché la probabilità che due o più oggetti entrino in contatto tra loro rimane piuttosto bassa. Il vero problema però si ha quando avviene proprio una di queste collisioni, perché basta un solo incidente per creare a cascata altre decine s, non centinaia di detriti, che a loro volta aumenteranno la probabilità di altri impatti. Come sottolineato poco fa, l'inquinamento spaziale è certamente iniziato con l'avvento della corsa allo spazio. Tuttavia è solamente dopo aver compreso le potenzialità commerciali di questo settore che l'uomo si è reso conto del problema legato alla circolazione dei rifiuti spaziali. Nonostante negli ultimi anni si cerchi di sviluppare lanciatori in grado di tornare a terra, come ad esempio il Falcon 9 di SpaceX, le missioni spaziali che utilizzano sistemi di lancio a perdere, considerando il recupero impossibile, sono ancora molte e le conseguenze, benché considerate come trascurabili dalle agenzie spaziali, hanno già dato prova dei danni che potrebbero causare. Nella maggior parte dei casi, il rientro in atmosfera dei detriti spaziali non costituisce un grosso problema, dal momento che si consumano prima di toccare terra. Tuttavia, i detriti spaziali non si trovano solo attorno al nostro pianeta. La consapevolezza del problema dell'inquinamento spaziale si sta espandendo anche verso la luna, ma al momento si tratta di un problema meno urgente di quello che riguarda la Terra, sia perché i detriti che la riguardano hanno una consistenza numerica assai inferiore, ma anche perché non mettono in pericolo l'incolumità degli esseri umani, o almeno per ora. Come accennato poco fa, con il programma Artemis, iniziato nel 2022, l'Uomo non intende solamente tornare sulla luna, come è avvenuto nello scorso secolo, ma punta più che altro a realizzare un avamposto fisso nel quale effettuare esperimenti scientifici, stabilendo quindi una presenza autosufficiente sulla luna. Nonostante abbia una trazione gravitazionale di appena 1,6 metri al secondo quadrato, contro i 9,8 della Terra, il nostro satellite non possiede un'atmosfera con cui rallentare la caduta dei detriti. Di conseguenza, qualsiasi corpo che entra nel campo gravitazionale lunare si schianterà il suolo senza consumarsi minimamente, e questo pone dei grossi problemi per tutti coloro che un giorno abiteranno la luna. E sebbene la probabilità che si verifichi uno schianto significativo sia persino minore di quella della collisione tra due detriti nella nostra atmosfera, già oggi dovremmo iniziare a studiare delle possibili soluzioni affinché non accadano eventi come quello dello scorso 4 marzo. La storia del pezzo di razzo che si è schiantato sulla superficie della luna l'anno passato, oltre ad estare parecchia curiosità tra la comunità scientifica, ci ha insegnato molto proprio sul tema dell'inquinamento spaziale. Si è trattato infatti del primo detrito spaziale a raggiungere la luna in maniera del tutto involontaria, dopo aver vagabondato per anni nel sistema solare, e la sua storia ha sollevato parecchi dubbi sul modo in cui le agenzie spaziali, e le agenzie private, gestiranno l'inquinamento in un futuro in cui i viaggi verso il nostro satellite saranno sempre più frequenti. Al momento, dopo quasi un anno dall'accaduto, non si hanno ancora certezze sull'origine dei componenti che hanno lasciato quei due crateri sulla superficie della luna, e proprio le difficoltà dell'individuare la provenienza dei misteriosi oggetti non ha fatto altro che sottolineare quanto sia difficile al giorno d'oggi monitorare i rifiuti spaziali che abbiamo generato nel corso degli anni. Per affrontare questo problema, già noto da parecchi decenni, le principali agenzie spaziali di tutto il mondo hanno dato vita a un comitato che oggi si occupa proprio della gestione e del monitoraggio dei detriti spaziali più importanti. Le misure studiate per mitigare questo problema descrivono in poche parole come gli enti spaziali dovrebbero progettare le fasi delle missioni in modo da evitare la generazione di ulteriori detriti. Una di queste è la passivazione, ovvero il divieto di lasciare combustibile esplosivo a bordo di un satellite arrivato a fine vita, il quale dovrà essere rimosso nei 25 anni successivi dalla conclusione della missione. Proprio come è accaduto qualche settimana fa con il rientro del satellite della NASA ERBS, dimesso ormai nel 2005. In ogni caso, con la consapevolezza della presenza di questi oggetti, la soluzione più efficace che viene applicata oggi è il monitoraggio del tragitto dei detriti spaziali, in modo tale da poter modificare la rotta dei satelliti per evitare spiacevoli impatti. Tuttavia, se queste manovre possono essere compiute solamente dai satelliti più recenti, la Stazione Spaziale Internazionale nel corso degli anni è stata aggiornata affinché disponga delle protezioni sufficienti per attutire gli effetti di eventuali collisioni. Purtroppo però non sempre risultano efficaci, infatti persino la famosa cupola di osservazione si è graffiata sulla superficie a causa di un impatto con un detrito spaziale. Ad ogni modo tracciare questi oggetti vaganti per lo spazio è un'operazione complessa che richiede l'impiego di sensori ottici come laser, la cui efficacia però diminuisce con la presenza di oggetti più piccoli di 10 cm dalla minor stabilità orbitale. Un'altra soluzione indispensabile per evitare di accentuare ulteriormente il problema è quello di facilitare il processo di autodistruzione dei detriti. Oggi, infatti, uno dei requisiti fondamentali che deve possedere un sistema di lancio non riutilizzabile, come quello studiato per le prime missioni Artemis, è quello di essere in grado di distruggersi completamente nelle fasi di rientro in atmosfera. La condizione imprescindibile è che non rimangano in alcun modo in orbita intorno al pianeta o che inizino a vagare per lo spazio, onde evitare eventi come lo schianto dello scorso anno sulla Luna. E infatti le componenti che per ragioni pratiche non si disintegrano in atmosfera devono essere fatte rientrare sul pianeta in maniera controllata e in luoghi sicuri dove non rappresenterebbero pericoli per nessuno. Se queste soluzioni permettono di convivere o almeno di non aggravare ulteriormente la situazione, le agenzie spaziali più importanti del mondo, come l'ESA, stanno già iniziando a studiare sistemi che puntano invece a ridurre la presenza dei detriti sopra le nostre teste. Una di queste è RemoveDEBRIS, ovvero un satellite sperimentale già rientrato da qualche anno, grazie al quale è stato possibile condurre un test di raccolta nello spazio attraverso una rete e un piccolo arpione dalle dimensioni di una penna. Più recente è invece la partnership avviata tra l'Agenzia Spaziale Europea e le due agenzie private OneWeb e Astroscale, che collaboreranno nei prossimi anni per studiare nuovi sistemi di rimozione dei detriti, come il satellite ELSA-M, il cui lancio è previsto per il 2024. Questo progetto mira in particolare a ripulire la zona di spazio compresa nell'orbita terrestre bassa, dove negli ultimi anni vengono lanciate sempre più frequentemente costellazioni di satelliti per fornire connettività ad internet, come quella di Starlink, o appunto di OneWeb, o per monitorare il nostro pianeta. Onde evitare che detriti o satelliti fuori uso compromettono il funzionamento delle nuove costellazioni, la missione ELSA-M avrà dunque il compito di raggiungere e attraccare satelliti dismessi non dotati di sistema per deorbitare in maniera attiva, ovvero che non dispongono di propulsori in grado di far abbassare gradualmente la loro orbita per rientrare in atmosfera. La peculiarità di ELSA-M sta nel fatto che potrà essere utilizzato più volte per trasportare rifiuti spaziali verso la Terra. Infatti, una volta riportato il satellite verso l'atmosfera, nel quale potrà ricadere in autonomia, ELSA-M potrà sganciarsi e alzare nuovamente la sua orbita per raggiungere un altro bersaglio. Il servizio di raccolta satellitare dovrebbe diventare pienamente operativo nel 2030 e verrà fornito direttamente da Astroscale, alla quale potranno fare affidamento agenzie come la stessa OneWeb o qualsiasi altro intendo a far rientrare in maniera controllata un proprio satellite. Le unità delle nuove costellazioni normalmente hanno una vita relativamente breve, che si agire attorno ai 5 anni, e cioè dovuto principalmente al consumo di carburante utilizzato per le manovre in orbita. Per queste ragioni, una volta concluso il periodo di operatività, il satellite viene fatto deorbitare per essere sostituito da una versione aggiornata dello stesso. Tuttavia, se non dovesse riuscire ad effettuare autonomamente questa manovra, potrebbe impiegare persino alcuni decenni per rientrare in maniera passiva. E dal momento che le nuove tecnologie satellitari nei prossimi anni ricopriranno un ruolo cruciale nello sviluppo e nella diffusione della connettività internet o di altri servizi, è di fondamentale importanza evitare la presenza di corpi vaganti per lo spazio in grado di compromettere l'operatività delle nuove costellazioni. Dunque, investire in progetti come quello dell'Agenzia Spaziale Europea, OneWeb o Astrospace diventerà fondamentale affinché quella parte del nostro cielo diventi un luogo pulito, ma soprattutto ancora più sicuro. #### Conclusione - Timestamp: 16:57 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e4 ## Security Trust: l’innovazione a bordo dei trasporti turistici > In un mondo sempre più digitalizzato la tecnologia può fornire un apporto in contesti tra i più inimmaginabili. Un esempio, soprattutto in questo periodo invernale, può essere l’integrazione in un [impianto di risalita](https://www.treccani.it/enciclopedia/impianti-di-risalita_%28Enciclopedia-Italiana%29/) sciistico oppure sopra la [più alta ruota panoramica](https://en.wikipedia.org/wiki/Ain_Dubai) del mondo, in entrambi i casi per fornire servizi ai turisti e una maggiore sicurezza all'impianto. Al contempo è importante tenere in considerazione quali rischi può rappresentare questa integrazione dal punto di vista della cyber sicurezza. Di questi aspetti ci parla [Mario Pasquino](https://www.dentrolatecnologia.it/mario.pasquino.html), Chief Information Officer di [Security Trust](https://www.dentrolatecnologia.it/security.trust.html), un gruppo specializzato nella progettazione e installazione di sistemi integrati. Nella sezione delle notizie parliamo di cosa è successo a [Libero Mail](https://login.libero.it) e di NASA che sperimenterà la propulsione termica nucleare. - Stagione: 5 - Episodio: 4 - Data di pubblicazione: 2023-01-28 06:45:00 - Durata: 25:18 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e4](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e4) - Episodi correlati: s3e44, s4e41 - Tag: trust,mario pasquino,ain dubai,impianto di risalita,funivia,5g,wifi,batterie,telecamere,turismo,ruota panoramica,ar,realtà aumentata,cyber security,sicurezza,vettorino,magnetoinduttivo,libero,libero mail,virgilio,virgilio mail,mail,server,email bloccate,nasa,darpa,motore,nucleare,marte ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Mario**: Il nostro progetto è stato vincente perché abbiamo utilizzato anche qui una tecnologia innovativa. Abbiamo utilizzato dei beacon USB, ovvero dei piccoli dispositivi che emettono un segnale univoco per ogni capsula. Questo segnale viene catturato dall'app installata sul dispositivo mobile dell'utente e permette di triangolare la corretta posizione dell'ospite a bordo della capsula. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di due progetti realizzati da Security Trust, che ci faranno capire come la tecnologia può essere integrata in una funivia e sulla più alta ruota panoramica del mondo con l'obiettivo di renderla più sicure e confortevoli. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Cosa sta succedendo a Libero Mail? > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:27 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Computer - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana è stata veramente difficile per ItaliaOnline, la società che controlla i servizi e-mail Libero e Virgilio. Con l'obiettivo di migliorare il servizio adeguando sia tecnologie e di storage più innovative, infatti, da domenica i server di gestione delle e-mail sono andati completamente in tilt. La causa, detta di ItaliaOnline, è stata un bug nel sistema operativo fornito dal produttore della tecnologia adottata. Non si tratta dunque di attacchi hacker o furti di dati, bensì di un problema interno a cui sia il produttore sia l'azienda hanno lavorato incessantemente per risolvere il prima possibile. E al momento, infatti, sembra che il bug sia stato risolto e i server di Libero stiano gradualmente tornando operativi. Operazione che, tra l'altro, va eseguita con molta cautela, in quanto la grande mole di e-mail rimaste in coda per tutti questi giorni può sovraccaricare i server causando ulteriori problemi. Sfortunatamente, però, nonostante molte e-mail potrebbero arrivare correttamente a destinazione, altrettante, torneranno al mittente o saranno perse per sempre. #### La NASA sperimenta la propulsione nucleare > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:39 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Le migliori tecnologie sviluppate dall'uomo trovano spesso applicazione nell'ambito dell'esplorazione spaziale e una fra queste è proprio l'energia nucleare, che, in virtù delle sue elevate potenzialità, verrà impiegata nei prossimi anni per la realizzazione di un nuovo razzo spaziale a propulsione nucleare. La NASA ha infatti annunciato una collaborazione con DARPA, ovvero l'Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata di Difesa statunitense, con l'obiettivo di sviluppare per il 2027 una tecnologia di propulsione termica nucleare. A differenza, infatti, di un motore tradizionale, un razzo che utilizza un reattore nucleare per riscaldare il propellente liquido, ottiene un'efficienza da 2 a 5 volte superiore, il che renderebbe la durata delle percorrenze nello spazio molto più brevi in termini di tempo. Per queste ragioni, la propulsione termica nucleare per i voli spaziali assumerebbe un ruolo chiave nel raggiungere Marte, dato che un viaggio di 9 mesi per arrivare sul pianeta Rosso si ridurrebbe ad appena 4 con l'utilizzo di questa tecnologia. #### Security Trust: l’innovazione a bordo dei trasporti turistici > - Timestamp: 04:08 - Autori: Security Trust, Mario Pasquino, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Sicurezza, Trasporti - Tipologia: Intervista **Davide**: Abbiamo già avuto occasione di parlare di cyber security e di quali conseguenze può rappresentare un attacco informatico anche nella vita reale. E in un mondo sempre più digitalizzato, la tecnologia può fornire un apporto in contesti tra i più inimmaginabili. Come ad esempio, soprattutto in questo periodo invernale, può essere implementata in un impianto di risalita sciistico oppure sopra la più alta ruota panoramica del mondo per fornire servizi ai turisti e una maggiore sicurezza all'impianto. Ma il contempo è importante appunto evitare che questa digitalizzazione possa essere controproducente. Di tutto questo parliamo oggi con Mario Pasquino, Chief Information Officer di Security Trust. Benvenuto Mario. **Mario**: Grazie, buongiorno a tutti. **Davide**: Partiamo dall'inizio e cioè spiegaci di che cosa ti occupi e più in generale chi è Security Trust? **Mario**: Sì, io sono il CIO del gruppo Security Trust, un gruppo industriale che da oltre 25 anni progetta e realizza soluzioni all'avanguardia nel settore della sicurezza fisica e logica con un servizio altamente specializzato. Le sinergie tra le quattro aziende del gruppo e l'operatività in settori complementari dai sistemi integrati di sicurezza, alla televigilanza, dallo sviluppo di soluzioni software 4.0 fino alla cyber security, ci permettono di garantire al mercato soluzioni avanzate basate sulle migliori tecnologie disponibili. Le attuali dimensioni aziendali e la presenza sul territorio ci permettono di affrontare progetti complessi con un alto grado di innovazione interfacciandosi sia con aziende private che con enti pubblici territoriali sia in Italia che anche all'estero. **Davide**: Ok, noi in realtà ci siamo già incontrati qualche tempo fa ad Aosta durante VisionAlps che è un altro podcast che abbiamo realizzato e in quel caso abbiamo parlato di come i vostri servizi, la vostra competenza, sia stata applicata in un ambito legato appunto alla montagna e cioè nell'ambito degli impianti di risalita a fune, soprattutto che utilizziamo molto spesso appunto soprattutto in questo periodo invernale. E quindi ci parli proprio di questo aspetto, come può la tecnologia, l'innovazione, la digitalizzazione cambiare, portare dei miglioramenti in un aspetto come questo? **Mario**: Allora le funivie e in genere i sistemi di trasporto a fune fino ad oggi hanno utilizzato un sistema di segnalazione comando che si avvaleva delle funi proprio come canale di comunicazione trasformando i segnali comandi provenienti dai pulsanti ad esempio, dai fine corsa e dalle logiche di comando in tensione elettriche, tensione elettriche trasmesse sulla fune, il limite grande di questa tecnologia, una tecnologia ormai antica, mi permetto di chiamarla così, è proprio la larghezza di banda o il throughput disponibile che è nell'ordine di pochi kilobit quindi insufficiente, assolutamente insufficiente per ipotizzare la trasmissione di dispositivi ad esempio IoT, come le telecamere, sensori di bordo, audio, wifi, quindi una tecnologia che rende impossibile sviluppare delle soluzioni per quella che viene chiamata la user experience. Qualche anno fa abbiamo iniziato quest'idea di apportare l'innovazione di una trasmissione wireless anche al mondo funiviario, al mondo del trasporto funiviario. Da quest'idea è nato un progetto, questo progetto è stato sviluppato per la prima volta sulla funivia Faloria di Cortina che è stato oggetto di analisi e di un POC, un Proof of Concept durato oltre un anno, POC che poi è stato validato dal MIT, dal Ministero dei Trasporti e ha reso possibile lo sviluppo della stessa soluzione anche sulla funivia Buisson Chamois in Valle d'Aosta. Fondamentalmente la nostra soluzione utilizza una trasmissione wireless, una specie di wifi, è una trasmissione wireless che utilizza le frequenze dei 5 GHz ma che garantisce la trasmissione dei protocolli di sicurezza basati sullo standard ProfiSafe, quindi siamo in grado con queste tecniche di trasmissione di garantire l'autenticità e l'integrità dei messaggi che vengono inviati dai PLC di bordo, ovvero quegli oggetti che controllano la chiusura delle porte ad esempio, la situazione della pompa dei freni, sappiamo tutti quello che è successo nella tragedia del Mottarone. Abbiamo cercato con queste nuove tecnologie di garantire una visibilità dei sistemi di bordo maggiore al caposervizio, al gestore dell'impianto, quindi avere una visione in real-time continua di questi sistemi, averli online e avere un'analisi predittiva su eventuali guasti che possano avvenire. **Davide**: Ok, quindi ci fai appunto degli esempi pratici, cioè come può un gestore di un'infrastruttura appunto come un impianto di risalita utilizzare questa abbiamo detto maggiore banda che ha rispetto al passato? **Mario**: Assolutamente sì, questa maggiore banda che arriva fino a circa 100 megabit per ogni veicolo, per ogni vettura, quindi può essere utilizzata sulla cabina di una funivia, può essere utilizzata in applicazioni ad esempio sulle funicolari, abbiamo anche dei progetti in realizzazione nel mondo delle funicolari, solo a Bergamo ad esempio abbiamo tre funicolari urbane adibite al trasporto dei passeggeri, immaginiamo Napoli dove abbiamo 5 funicolari che portano centinaia di migliaia di passeggeri al giorno, solo la funicolare di Napoli-Chiaia fa circa 22.000 passaggi quotidiani di viaggiatori. Questo sistema quindi garantendo questa banda con questi 100 megabit di banda, cosa ci permette di fare? Beh sicuramente ci permette di trasmettere i flussi video di telecamere in alta risoluzione a bordo, di telecamere all'esterno che possono analizzare il tracciato, quindi prevenire eventuali ostacoli lungo i binari nel caso di una funicolare o anche di eventuali problematiche lungo il tracciato funiviario, le telecamere che ne inquadrano il carrello che scorre sulla fune, carrello che ci è attaccato alla cabina, ha un'analisi continua delle funi. Considerate che tutte le mattine un impianto funiviario è oggetto di un'ispezione visiva da parte degli operatori, ovvero quando la funivia entra in funzione, prima di poter caricare i passeggeri è necessario fare un'ispezione visiva di una corsa completa, quindi un andate ritorno, ovvero c'è un operatore che si posiziona sulla cabina, sull'esterno della cabina, in un'area adibita proprio questa ispezione e guarda visivamente lo stato delle ruglieri man mano che la cabina scorre sulle fune. Con le telecamere non abbiamo più questa persona che la mattina al freddo in situazioni anche di sicurezza, di safety deve stare fuori sulla cabina per vedere lo stato delle rulliere, lo stato appunto dello scorrimento della fune sulle rulliere, perché la telecamera, una telecamera ad alta risoluzione, l'ordine di parecchi megapixel, trasmette in real time tutte queste informazioni visive nella stazione dove c'è la cabina di comando, il pulpito di comando, quindi stando semplicemente seduto davanti al monitor delle telecamere un operatore è in grado di fare questa ispezione. Immaginiamo i sistemi di bordo di comunicazione sulla funivia di Chamois e sulla funivia di Cortina, è stato implementato un sistema di comunicazione bidirezionale di emergenza, immaginiamo come un citofono ad utilizzo dei passeggeri, oltre a un sistema di comunicazione tra il vetturino, l'operatore di macchina e gli operatori a terra. Stessa cosa abbiamo realizzato un sistema di diffusione audio, quindi sulla funivia è possibile diffondere dei jingle, ad esempio nel periodo natalizio, sulla funivia di Buisson venivano diffusi dei jingle natalizi. Tutte queste cose prima erano impensabili, per non parlare poi alla safety vera e propria, quindi ai sistemi di bordo, ai PLC di bordo, che trasmettono a terra, tramite appunto i protocolli sicuri ProfiSafe, tutte le informazioni e permettono agli operatori di terra di interagire in modo bidirezionale con gli strumenti di bordo, quindi permettono anche una funzione bellissima che è l'utilizzo non presidiato dell'impianto. Immaginiamo una funivia dove abbiamo tre sciatori che devono andare a monte, quanto costa tenere un operatore a bordo per soli tre viaggiatori? La possibilità di operare in modalità non presidiato mi permette fino a 15 viaggiatori di muovere la funivia stando a terra, quindi l'operatore nella cabina di controllo può muovere l'impianto senza avere una persona a bordo con un notevole risparmio per quanto riguarda appunto le risorse in campo, perché dovete immaginare appunto le risorse in campo, ci sono i turni, ci sono le ferie, quindi non si risparmia su una persona ma si risparmia su un team di persone che possano essere utilizzate per fare magari delle manutenzioni. Tutto questo grazie appunto a questa nuova tecnologia che ci permette di avere tutta questa barra. **Davide**: E tutta questa tecnologia però come fa ad essere alimentata, nel senso se siamo su una funivia, dicevamo prima, abbiamo il problema di portare la connettività, avevamo il problema di portare la connettività, però rimane il problema dell'elettricità, come si fa ad alimentare? **Mario**: Allora tutti questi sistemi sono alimentati con delle batterie presenti a bordo della funivia, batterie che ogni volta che la cabina arriva all'interno della stazione viene caricata con dei sistemi a ricarica rapida, stessa cosa viene anche per i treni delle funicolari di cui accennavo prima, cioè nel momento in cui il treno arriva, il vagone arriva all'interno della stazione, ci sono dei sistemi a contatti striscianti che ricaricano le batterie per il tempo in cui il veicolo staziona appunto, staziona fermo all'interno della stazione. Queste batterie riescono ad erogare una tensione, addirittura per fare 10 corse in caso di emergenza senza ricarica. Questo perché? Perché comunque anche a bordo la nostra soluzione prevede dei dispositivi a bassissimo consumo di energia, dei dispositivi chiamiamoli green, che hanno bisogno di pochissimi watt e quindi garantiscono una lunga durata di esercizio. **Davide**: Ok, invece, cambiando totalmente argomento o forse no, parliamo di un altro progetto che avete realizzato e cioè anche qui l'aspetto legato alla sicurezza, all'intrattenimento anche dei turisti, degli utenti, della ruota panoramica di Dubai Marina, la ruota panoramica più alta al mondo. In questo caso quale è stato appunto il vostro ruolo? **Mario**: Allora, per quanto riguarda la ruota panoramica di Dubai, come hai detto è la ruota panoramica più alta al mondo con altezza di oltre 260 metri ed è stata costruita sull'isola di Blue Water Island a Dubai Marina. Cosa ha fatto Security Trust in questo progetto? Siamo stati coinvolti in questo progetto per realizzare il sistema di, inizialmente il sistema di videosorveglianza e di comunicazione audio a bordo delle 48 capsule. La ruota è composta da 48 capsule, sono degli ovoidi in cristallo, in vetro, di circa 30 metri quadri. Ogni capsula è in grado di portare 40 utenti, quindi su ogni giro della ruota abbiamo circa 1900 passeggeri, 1900 ospiti. Dalla videosorveglianza all'audio siamo stati poi coinvolti in un'altra sfida, la sfida del multimedia entertainment a bordo delle capsule. Il cliente ci ha chiesto di realizzare un sistema che permettesse la fruizione da parte degli ospiti di contenuti multimediali che dovevano essere "triggerati" ovvero ogni video doveva essere avviato in una determinata posizione angolare. Il nostro progetto è stato vincente perché abbiamo utilizzato anche qui una tecnologia innovativa, abbiamo utilizzato dei beacon USB, ovvero dei piccoli dispositivi che emettono un segnale univoco per ogni capsula. Questo segnale viene catturato dall'app installata sul dispositivo mobile dell'utente e permette di triangolare la corretta posizione dell'ospite a bordo della capsula. Questo garantisce che l'utente riceva sul proprio dispositivo mobile il video corretto relativamente alla sua posizione durante l'intero giro. Altro plus di questa soluzione è stata la gestione dell'audio nella lingua nativa del dispositivo, ovvero all'interno della capsula sono presenti due monitor su cui vengono proiettati questi video appunto triggerati dalla posizione angolare della capsula. Questi video sono in inglese, l'audio di questi video è in inglese che è la lingua nativa scelta dal cliente per la diffusione di questi contenuti. Il cliente poi ha scelto altre tre lingue, l'arabo, il cinese mandarino e il russo, per cui un utente che ha un dispositivo mobile iOS o Android in una di queste tre altre lingue, senza nessun tipo di interazione può ascoltare l'audio relativo ai video che vengono proiettati nella lingua nativa del dispositivo. Questi due plus sono quelli che hanno fatto vincere il progetto di Security Trust rispetto ad altri competitor anche di fama mondiale rispetto a noi. Anche in questo progetto la cyber security è stato un altro tassello molto importante, avendo realizzato una rete in hotspot, quindi senza nessun tipo di protezione a livello radio perché appunto è una rete a cui qualsiasi guest che sale a bordo della capsule si deve poter collegare, uno degli aspetti che abbiamo curato alla fine del progetto, ma non di miglior importanza rispetto agli altri è stato proprio quello della sicurezza informatica, in considerazione anche che tutti i dispositivi di bordo, dai climatizzatori, dai sistemi di gestione dell'apertura delle porte, dei sistemi di apertura delle botole di emergenza sul roof della capsula sono tutti IP, sono ridondati ma sono fondamentalmente IP, quindi sono passibili di un attacco cyber, immaginate cosa possa succedere nel momento in cui un hacker mi apre le porte a 270 metri di altezza, mi spegne i climatizzatori a 270 metri di altezza, considerando che per portare giù una capsula da quell'altezza ci vogliono circa 30 minuti. È stato calcolato che la temperatura che si raggiungerebbe all'interno di ogni capsula sarebbe di oltre 80 gradi, quindi con morte certa per i passeggeri. **Davide**: Ok, sì, invece per chiudere questo discorso che abbiamo fatto, dal vostro punto di vista come può la tecnologia di cui ci hai parlato rendere più coinvolgente l'esperienza del passeggero o del visitatore? **Mario**: Allora, le innovazioni di cui abbiamo parlato, che la tecnologia permette, sono alla base secondo noi di quella che viene chiamata la user experience, dove l'utente diviene proprio lo smart tourist, cioè in grado di interagire con l'ambiente che lo circonda. Ad esempio proprio per il progetto di Dubai stiamo sviluppando la fase 2 dell'app multimediale che abbiamo sviluppato inizialmente, che offre ad esempio la realtà aumentata, sfruttando la fotocamera dello smartphone un ospite a bordo potrà inquadrare il mondo reale che lo circonda, rendendolo interattivo sullo schermo del dispositivo stesso, io potrò inquadrare il Burj Khalifa ed avere sul mio dispositivo delle informazioni dettagliate sul Burj Khalifa, iniziare a navigare in quelle che sono queste informazioni dettagliate, quindi non più un mero mirror, cioè una duplicazione dei contenuti che attualmente vengono proiettati sugli schermi di capsula, ma una vera e propria interazione dell'utente stesso con l'ambiente circostante. Altro sviluppo che stiamo testando, grazie appunto alle tecnologie messe in campo, sono quelle dell'Advanced Virtual Assistant, cioè una vera e propria assistente virtuale realizzata tramite un sistema ad ologrammi, un sistema olografico, di questa ragazza pronta a prendersi carico dei problemi dei clienti a bordo delle singole capsula, questa proiezione olografica, quest'immagine olografica che interagisce quindi con i guest di bordo. **Davide**: Ok, queste tecnologie immagino possono poi essere applicate anche in altri campi, magari quello dell'ambito delle funivie che citavamo prima? **Mario**: Assolutamente sì, proprio grazie alla banda disponibile, fondamentalmente queste tecnologie hanno solo un limite, è quello della banda trasmissiva per poter andare a dialogare con i server di terra e quindi dare la possibilità ai server di terra di trasmettere a bordo delle capsule della ruota, della cabina della funivia, del vagone della funicolare, poter trasmettere, avere banda sufficiente a poter trasmettere tutte queste informazioni che essendo appunto informazioni multimediali che contengono quindi video, contengono audio, contengono fotografia ad alta definizione, fondamentalmente hanno bisogno di tanta banda, cosa che prima appunto rispetto ai pochi kilobits disponibili era impensabile anche solo immaginarlo. **Davide**: Va bene, grazie allora Mario per averci raccontato questi esempi tangibili e concreti di come la tecnologia può essere implementata. **Mario**: Grazie a voi, alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 24:26 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e5 ## Tor e Mysterium VPN, per navigare il web anonimamente > Qualche puntata fa abbiamo parlato di [VPN](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e39), di cosa sono, come funzionano e del perché è un bene che i vari servizi di VPN di cui sentiamo molto spesso parlare siano a pagamento. In questa puntata invece approfondiamo il tema parlando di anonimato online e Dark Web partendo dal browser [Tor](https://torresbrowser.shop/?gclid=Cj0KCQiA2-2eBhClARIsAGLQ2RnAKvLd77GFfLdr5plflz7P0Jta92IIkNasEaGtlpRVJ8t8-eo2ypYaAqFdEALw_wcB), che garantisce la sicurezza e l'anonimato grazie al protocollo [Onion Routing](https://it.wikipedia.org/wiki/Onion_routing) utilizzando la crittografia per proteggere le informazioni. Infine, discutiamo anche di [Mysterium VPN](https://www.mysteriumvpn.com), una particolare VPN decentralizzata basata sulla tecnologia blockchain che garantisce anonimato e sicurezza senza dipendere dai servizi commerciali tradizionali. Nella sezione delle notizie parliamo dell’evento [Samsung](https://www.dentrolatecnologia.it/samsung.html) Galaxy Unpacked e dei nuovi smartphone S23 e S23 Ultra, del nuovo sistema di gestione delle sanzioni per i creators su [TikTok](https://www.tiktok.com/login?redirect_url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2Fit-IT&lang=en&enter_method=mandatory) e infine di uno strumento che riconosce se un testo è stato scritto da [ChatGPT](https://openai.com/blog/chatgpt/). - Stagione: 5 - Episodio: 5 - Data di pubblicazione: 2023-02-04 06:45:00 - Durata: 18:42 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e5](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e5) - Episodi correlati: s3e41, s4e39 - Tag: tor,anonimato,dark web,deep web,vpn,the tor project,browser tor,tor network,web,internet,sicurezza,the onion router,onion,siti anonimi,mysterium vpn,myst,criptovalute,blockchain,tiktok,creator,social,ban,strike,utenti,commenti,live,openai,chatgpt,intelligenza artificiale,machine learning,chat ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi capiremo che cos'è Tor e Mysterium VPN e come possono garantire una totale privacy, sicurezza e anonimato navigando nel web. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Samsung presenta i nuovi Galaxy > Fonte: Samsung.com - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Mercoledì 1 febbraio abbiamo partecipato all'evento Galaxy Unpacked a Milano, dove Samsung ha ufficialmente presentato i nuovi smartphone della serie S23 che abbiamo avuto modo di provare in anteprima esclusiva. Oltre alla versione base e al modello Plus, Samsung ha tolto i veli anche al top di gamma S23 Ultra, che nonostante il design pressoché in linea con la versione precedente, si differenze in particolar modo per processore e comparto fotografico. Partendo da quest'ultimo, sul retro del modello Ultra di S23 troviamo quattro moduli più il sensore laser per l'autofocus. Tra questi spiccano la fotocamera da 200 megapixel e il teleobiettivo con zoom ottico da 3 e 10 per, e zoom digitale fino a 100 per. Su tutti e tre dispositivi è stata poi introdotta la nuova piattaforma Qualcomm Snapdragon 8 Gen 2, che si distingue per i tagli di RAM da 8 GB per i due S23 fino ai 12 GB presenti solamente nella configurazione da 512 e 1 TB di archiviazione sulla versione Ultra. Il fiore all'occhiello della nuova gamma smartphone è senza ombra di dubbio S23 Ultra, un dispositivo premium indirizzato a chiunque voglia ottenere il massimo dalle prestazioni sul mercato, ma che comporta, dall'altra parte, una spesa decisamente non irrisoria e poco giustificata per l'utenza media. A tutti gli altri infatti ci sentiamo di consigliare la versione base o plus, che nonostante non abbia in dotazione il pennino ereditato dal Note, il sensore da 200 megapixel e l'obiettivo da 10 per, garantiscono prestazioni generali e scatti superlativi, superiori rispetto ai diversi prodotti di fascia alta presenti sul mercato. #### TikTok e le sanzioni ai creators > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:44 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Social - Tipologia: Notizia **Davide**: TikTok sta introducendo un nuovo sistema di controllo per gestire i contenuti pubblicati sulla piattaforma. Il nuovo sistema di sanzioni prevede degli strike, che verranno accumulati dai creator, che pubblicano contenuti in violazione delle linee guida della community. Se un account raggiunge la soglia di strike, verrà bandito permanentemente. Questa nuova modalità permette a TikTok di allinearsi con le altre piattaforme come YouTube e Twitch, che già prevedono un sistema di questo tipo. I nuovi strumenti saranno disponibili entro i prossimi mesi e verranno posizionati nella sezione stato dell'account all'interno del centro di sicurezza dell'applicazione. TikTok sta anche testando una nuova funzione che avvisa i creator quando un loro video è stato rimosso dalla pagina "per te" con la possibilità di avviare un ricorso. Questi cambiamenti sono il risultato del tentativo di TikTok di dimostrarsi più trasparente verso il pubblico e le autorità. Nelle ultime puntate abbiamo dedicato parte delle notizie per parlare degli sviluppi di ChatGPT, il chatbot di intelligenza artificiale sviluppato da OpenAI, che sta sempre più spopolando tanto che è in arrivo prossimamente un piano a pagamento per accedere al bot nella sua versione più potente. #### Come riconoscere un testo scritto da ChatGPT > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:43 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: E ChatGPT sta venendo ormai abusato in molti settori, anche da studenti o giornalisti per fare il lavoro al posto loro. E sicuramente ChatGPT è uno strumento potentissimo e decisamente utile e consigliabile se non fosse che spesso l'output fornito dal bot non subisce alcun tipo di elaborazione. Per questo la stessa OpenAI ha messo a disposizione un altro strumento, chiamato AI Text Classifier, che è in grado di riconoscere se un testo è stato scritto da un essere umano o da un intelligenza artificiale. In particolare, il software richiede un testo di almeno 1000 caratteri e può riconoscere non solo i testi scritti da ChatGPT, ma anche quelli generati da altre intelligenze artificiali. Tuttavia, la risposta dello strumento non è certa e può essere soggetta a errori o classificazioni sbagliate, ma la speranza è che questo sia comunque un freno all'utilizzo più scorretto di strumenti come ChatGPT. #### Tor e Mysterium VPN, per navigare il web anonimamente > - Timestamp: 05:15 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: Qualche puntata fa abbiamo parlato di VPN, di cosa sono, come funzionano, ed il perché è un bene che i vari servizi di VPN, di cui sentiamo molto spesso parlare, siano a pagamento. Ma soprattutto abbiamo risposto a una domanda che forse quasi tutti ci siamo posti, ossia mi serve veramente una VPN? In quella stessa puntata abbiamo citato però anche altre soluzioni che possono garantire una navigazione internet più sicura, tra cui Tor, un browser che utilizza un particolare protocollo pensato proprio per rimanere anonimi e che è diventato famoso soprattutto perché permette di navigare nel dark web. E in questa puntata andremo proprio a capire come funziona il protocollo dietro Tor e come fa garantire l'anonimato, ma cercheremo anche di capire cos'è il dark web e i pericoli che si celano dietro a questo mondo di internet sommerso. Ma dal momento che questa puntata vuole essere un viaggio intorno al mondo dell'anonimato online, riprenderemo anche il discorso delle VPN, andando a capire cos'è e come funziona Mysterium VPN, una particolare VPN decentralizzata che può garantire anonimato e sicurezza grazie alla tecnologia della blockchain, e dunque senza fare affidamento ai più tradizionali servizi commerciali che abbiamo ormai imparato a conoscere. Ma partiamo parlando del browser Tor, che sta per The Onion Router, ed è un programma sviluppato partendo dal più notto browser Mozilla firefox, completamente gratuito e open source, diventato molto popolare soprattutto per il fatto che viene utilizzato per accedere a quello che viene definito dark web, l'internet sommerso. Tuttavia, il vero scopo con cui Tor è stato ideato e sviluppato non è tanto l'accesso al dark web, bensì garantire l'anonimato e la sicurezza online su qualsiasi pagina web. E per riuscirci utilizza uno speciale protocollo chiamato Onion Routing, e presto capiremo cosa c'entrano le cipolle con l'anonimato online, sviluppato a metà degli anni novanta dalla Marina degli Stati Uniti e dalla DARPA proprio per proteggere l'intelligence degli Stati Uniti online. E come spesso accade per le tecnologie sviluppate per scopi militari, tra l'altro così come è stato per lo stesso internet, nei primi anni 2000 la tecnologia venne resa open source e disponibile quindi a tutti gratuitamente. La svolta però venne nel 2006 con la fondazione dell'organizzazione no profit The Onion Project, che da allora promuove e sviluppa il browser Tor e tutti i progetti ad esso collegati. Ma come funziona questo Onion Routing e quali sono gli accorgimenti che utilizza che permettono di navigare in internet anonimamente? Alla base di tutto, come tutte le tecnologie incentrate sulla sicurezza informatica, ovviamente c'è la crittografia e in particolare il concetto di chiavi pubbliche e private, che tra l'altro è alla base delle normali connessioni a internet sicure. Quelle che quando navighiamo online, per capirci, hanno l'indirizzo che inizia per HTTPS. In sostanza, immaginiamo che Alice e Bob debbano scambiarsi un messaggio segreto, senza che nessun altro possa leggerlo o modificarlo, ma soprattutto facendo sì che, se Bob riceve un messaggio da Alice, questo sia sicuro che il mittente sia proprio Alice. Il meccanismo è semplice: Alice e Bob hanno entrambi una coppia di chiavi, una segreta per se stessi e una pubblica da condividere. Un messaggio chiuso con la chiave segreta può essere aperto con la pubblica e viceversa. Quando Alice vuole inviare un messaggio a Bob, dunque lo chiude prima con la sua chiave segreta e poi con la chiave pubblica di Bob. In questo modo nessuno può leggere il messaggio se non Bob, che può aprirlo con la sua chiave segreta. E allo stesso tempo Bob è sicuro che il mittente sia proprio Alice, perché può aprirlo solo con la chiave pubblica di Alice e di nessun altro. Chiaramente, poi, ci sono tutti altri meccanismi ulteriori per rendere la comunicazione ancora più sicura, ma il funzionamento di base è questo. Ma torniamo alla rete Tor. Questa rete è costituita da tanti nodi, ossia dei server che chiunque può mettere a disposizione, attraverso cui vengono spedite richieste e risposte dal nostro PC ai vari server di Internet, ad esempio quelli di Google se vogliamo utilizzare il motore di ricerca. Connettendosi alla rete con il browser Tor, dunque, il browser scarica la lista di questi nodi e ne sceglie alcuni, solitamente due o tre, che costituiranno il tragitto dei dati. Tra questi c'è l'entry node, ossia il nodo immediatamente successivo al nostro PC, poi i nodi intermedi o middleman node, e infine l'exit node, ossia il nodo che poi passerà il dato al server di destinazione. A questo punto, una volta decisi per quali nodi passerà il dato, il nostro PC, ossia il browser Tor, cripta la richiesta usando la chiave prima dell'exit node, poi del middle node, e infine dell'entry node. Proprio come una cipolla, quindi, e da qui il nome Onion Routing, il dato viene incapsulato da diversi strati crittografici. In questo modo, ogni nodo per cui passa il dato potrà togliere il proprio strato e conoscere solamente da chi l'ha ricevuto e verso chi è destinato. E in questo modo nessun nodo può sapere se il nodo precedente è effettivamente il mettente o solo un altro nodo di passaggio. Inoltre, nessun nodo può conoscere cosa c'è effettivamente scritto nel messaggio, fatta eccezione per il nodo di uscita, che scarterà l'ultimo strato e manderà la richiesta al server di destinazione. E proprio per questo motivo i nodi di uscita non sono scelti a caso, bensì sono nodi attivi da tanto tempo e considerati quindi più affidabili. Inoltre, il browser Tor attua ulteriori accortezze, come il blocco di tutte le richieste HTTP, quindi non sicure, proprio per evitare che anche il nodo di uscita non abbia accesso all'informazione. In questo modo, nessuno conoscerà mai contemporaneamente il contenuto, il mettente e il destinatario delle richieste, raggiungendo lo scopo di rendere la navigazione completamente sicura e anonima. Chiaramente però, tutto questo sistema ha anche dei lati negativi. Primo, fra tutti, la velocità. È subito chiaro infatti che una richiesta deve fare molti passaggi prima di arrivare a destinazione, e viceversa la risposta, aggiungendo di volta in volta della latenza dovuta alle varie velocità di connessione e alle distanze percorse. Può capitare infatti che il dato passi per l'Italia, poi l'Australia e per il Giappone, per poi finire in America. Sia chiaro, la differenza non è così drammatica. Soprattutto ora che le velocità medie di Internet sono cresciute esponenzialmente grazie all'infrastruttura in fibra ottica. Ma scordatevi di poter usare il protocollo Tor per giocare o fare videochiamate. Molti contenuti, poi, potrebbero essere anche bloccati dal browser, perché ritenuti insicuri o perché tracciano l'attività dell'utente e questo potrebbe in alcuni casi rovinare l'esperienza utente o addirittura non far funzionare proprio il sito. Alcuni nodi della rete Tor, poi, possono anche ospitare dei siti con estensione diversa dai soliti ".it" o ".com", bensì con estensione ".onion". Ed è proprio qui che arriviamo a parlare di dark web, il lato più oscuro di Internet. Innanzitutto possiamo immaginare il web come un enorme iceberg, e la parte visibile fatta da miliardi e miliardi di pagine che vengono elencate dai motori di ricerca, come Google Bing, è solo la minima parte. Oltre a questo, infatti, c'è quello che viene chiamato deep web, ossia il web nascosto, fatto da pagine ad esempio a cui si può accedere solo se si conosce l'indirizzo esatto. File nascosti, pagine visibili solo dopo aver eseguito l'accesso ad un account o protetti da password e così via. E sul fondo dell'iceberg il dark web. Questi siti, come abbiamo detto, sono accessibili solamente usando Tor, e quindi difficilmente sono raggiungibili e é ancora più difficile scoprire chi effettivamente gestisce il sito. I nomi di questi siti, poi, sono impossibili da ricordare, perché fatti da una lunga serie di caratteri, e per questo c'è una lista dei "hidden wiki" che si occupa di raccogliere i principali. L'anonimato e l'esclusività, chiaramente, ha fatto sì che a popolare il dark web non fossero di certo siti innocenti e carini. Al contrario, è proprio qui che si concentra la stragrande maggioranza dell'attività illegale del web, dall'acquisto di armi o droghi a prodotti a basso costo contraffatti. È persino possibile assoldare assassini e mercenari e ovviamente contattare hacker, programmare attacchi informatici, vendere e comprare virus e i dati sottratti alle multinazionali di cui spesso sentiamo parlare. Per questo motivo, quando si utilizza Tor, soprattutto per navigare nel dark web, bisogna sempre stare molto attenti, in quanto sono siti estremamente pericolosi che, se utilizzati nel modo sbagliato o da persone che non sanno quello che fanno, potrebbero avere conseguenze anche disastrose. Come abbiamo detto, però, Tor non è certo l'unico modo per navigare online garantendo sicurezza e anonimato, ma sicuramente è il più famoso e utilizzato. A inizio puntata abbiamo infatti citato un ulteriore servizio, ossia la Mysterium VPN. Nella puntata delle VPN abbiamo già spiegato ampiamente cosa sono e come funzionano le VPN, le Virtual Private Networks, e in che modo viene usata questa tecnologia da servizi come NordVPN o Surfshark VPN per garantire anonimato, sicurezza o per accedere a vari siti facendo finta di essere in zone del mondo totalmente diverse dalla nostra. Nella stessa puntata abbiamo messo in luce come questi servizi abbiano potenzialmente accesso ai nostri dati e potrebbero vedere ciò che facciamo e i siti che visitiamo. Di fatto, quando usiamo uno di questi servizi VPN, compiamo un atto di fede, anche se nel tempo la sicurezza e l'anonimato è stato ampiamente confermato e verificato. Ma se esistesse una VPN decentralizzata, costituita non da una serie di server di proprietà di una singola azienda, bensì di nodi messi a disposizione da noi come utenti? Beh, questa VPN esiste ed è proprio un Mysterium. Il funzionamento è molto semplice. Come detto, i server possono essere messi a disposizione da utenti normali come noi, scaricando, configurando e tenendo attivo uno speciale software. Gli altri utenti che vogliono usare questa VPN quindi possono scegliere la località e verrà usato uno di questi server decentralizzati. Tutte le connessioni saranno chiaramente criptate e protette, per far sì che nessuno possa accedere alle informazioni. Ma come si possono convincere così tanti utenti a mettere a disposizione un proprio server o un proprio PC per questi scopi? La risposta sta nelle criptovalute. Esattamente come avviene con il mining, di cui abbiamo parlato nella puntata "Come minare bitcoin e perché non ha senso farlo" usare la mysterious VPN ha un costo, calcolato in base alla quantità di traffico generato o al tempo in cui la usiamo. E questo prezzo va pagato con una moneta virtuale, una criptovaluta chiamata MYST. Gli utenti che mettono a disposizione il proprio server dunque ricevono il pagamento che possono trasferire al proprio portafogli di criptovalute o convertirli in bitcoin, ethereum ma anche in euro o dollari attraverso i numerosi servizi di scambio che si trovano online. Questi dunque erano solo un paio di esempi tra i più famosi per navigare nel web in totale anonimato e garantire privacy e sicurezza. Due approcci abbastanza diversi, da una parte un protocollo creato appositamente per questo scopo, dall'altro l'uso di una tecnologia già esistente, quella della VPN, resa più sicura dall'uso delle criptovalute e della decentralizzazione. Come abbiamo visto però anche queste tecnologie hanno dei compromessi e dovremo rinunciare ad esempio a risposte ultrarapide o a certe funzionalità che alcuni siti offrono. Abbiamo anche visto tuttavia che usare questi servizi, Tor soprattutto, può essere anche molto pericoloso se si naviga nei siti che compongono il dark web e per questo è sempre meglio prestare costantemente attenzione ed essere consapevoli di ciò che si sta facendo. #### Conclusione - Timestamp: 17:50 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e6 ## Wikicasa: come sta cambiando il modo di comprare casa? > La ricerca di una nuova casa non è un’attività per nulla facile e richiede molto tempo. Come possono i dati e l’[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) facilitare questo processo, non solo per l'acquirente ma anche per chi vuole vendere un [immobile](https://www.treccani.it/vocabolario/immobile/)? Che cosa è la [proptech](https://www.proptech360.it/tutto-sul-proptech/che-cose-il-proptech-gli-obiettivi-e-i-settori-della-rivoluzione-che-sta-cambiando-il-real-estate/) e che ruolo può avere la [realtà virtuale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e15?t=277) nel settore immobiliare? Per rispondere a queste e altre domande abbiamo invitato [Pietro Pellizzari](https://www.dentrolatecnologia.it/pietro.pellizzari.html), CEO di [Wikicasa](https://www.dentrolatecnologia.it/wikicasa.html), azienda che applica la tecnologia dell'informazione e dell'economia delle piattaforme al settore della compravendita immobiliare. Nella sezione delle notizie parliamo di Google che ha [annunciato](https://blog.google/technology/ai/bard-google-ai-search-updates/) il suo chatbot per le ricerche online e del via libera al lancio dei satelliti del [progetto Kuiper](https://www.aboutamazon.com/news/company-news/amazon-receives-fcc-approval-for-project-kuiper-satellite-constellation) di Amazon. - Stagione: 5 - Episodio: 6 - Data di pubblicazione: 2023-02-11 06:45:00 - Durata: 25:45 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e6](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e6) - Episodi correlati: s3e16 - Tag: dati,mercato immobiliare,big data,domanda,offerta,casa,appartamento,proptech,agenzia immobiliare,consumatori,vantaggi,servizi,app,realtà aumentata,valutazione automatizzata,vendere,comprare,amazon,kuiper,satelliti,internet,detriti,google,openai,chatgpt,bard,intelligenzaartificiale,lamda ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Pietro**: Il web e la tecnologia hanno dato una grande mano oggi a chi doveva ricercare un immobile. Stiamo lavorando molto anche su servizi per il venditore, per chi deve commercializzarlo, sia un privato sia un professionista, ovviamente, supportarlo quindi in ottenere informazioni velocemente e aiutarlo in questa fase. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vediamo con Wikicasa che ruolo ha avuto e avrà la tecnologia nel settore della compravendita e locazione immobiliare. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Google annuncia il chatbot per le ricerche online > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:13 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Continuando la serie di notizie incentrate sugli sviluppi dei chatbots di intelligenza artificiale che stanno sempre più prendendo piedi in questi mesi, non poteva mancare la risposta di Google all'intelligenza artificiale di OpenAI ChatGPT. Non solo. Già Microsoft infatti, come aveva annunciato, ha rilasciato qualche giorno fa una nuova versione del suo motore di ricerca Bing, che basandosi sulla tecnologia di ChatGPT, riesce a rispondere direttamente a molte delle domande poste utilizzando le fonti trovate online. Google quindi ha risposto annunciando che inizieranno i test di Bard, il suo chatbot alimentato dall'intelligenza artificiale LaMDA, che Google ha sviluppato utilizzato negli ultimi anni. Tuttavia, se ChatGPT e Bing hanno la possibilità di sperimentare per ritagliarsi un loro spazio rubando utenti a Google, quest'ultimo vuole procedere con più cautela, in quanto ormai è diventato il punto di riferimento per quanto riguarda la ricerca online. E come abbiamo avuto modo di appurare, l'intelligenza artificiale nei chatbot non è ancora totalmente pronta e spesso può dare risposte totalmente sbagliate, imprecise o contenere pregiudizi. Cosa che Google vuole e deve assolutamente evitare. Società come Microsoft, Google e Meta quindi stavano già implementando tecnologie di questo tipo, ma il successo di ChatGPT ha alterato le priorità, accelerando gli sviluppi di nuove intelligenze artificiali in grado di rivoluzionare e cambiare totalmente i motori di ricerca per come li conosciamo. #### Via libera al lancio dei satelliti Kuiper > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:54 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo un primo parere positivo ricevuto nel 2020, Amazon pochi giorni fa ha ottenuto l'approvazione definitiva della Commissione federale per le comunicazioni degli Stati Uniti per la realizzazione della costellazione di satelliti Kuiper, con l'obiettivo di fornire internet satellitare in tutto il mondo. Il motivo per cui si è aspettato così tanto tempo prima del via libera è dipeso dal fatto che la Commissione federale per le comunicazioni americana ha dovuto aggiornare nel frattempo il suo piano di gestione dei detriti orbitali, di cui abbiamo di recente parlato nella puntata "Pulire il cielo dai rifiuti spaziali" . Infatti, il nuovo programma prevede che Amazon fornisca costantemente aggiornamenti in merito alla sostenibilità della propria rete e che dichiari il numero di satelliti in orbita e i dati sul loro futuro smaltimento, il quale dovrà avvenire non appena conclusi i sette anni previsti dal progetto. La Commissione ha dunque confermato che Amazon potrà procedere secondo i piani prestabiliti tre anni fa, perciò il colosso dell'e-commerce avrà il via libera per il lancio dei primi 3200 satelliti in modo tale che la costellazione Kuiper possa diventare subito operativa e fornire un accesso alla rete in ogni angolo del pianeta. #### Wikicasa: come sta cambiando il modo di comprare casa? > - Timestamp: 04:22 - Autori: Wikicasa, Pietro Pellizzari, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Servizi - Tipologia: Intervista **Davide**: La ricerca di una nuova casa non è un'attività per nulla facile e richiede molto tempo e quindi come possono i dati e l'intelligenza artificiale facilitare questo processo non solo per l'acquirente ma anche per chi vuole vendere un immobile? Ne parliamo oggi con Pietro Pellizzari CEO di Wikicasa. Benvenuto Pietro. **Pietro**: Grazie Davide per l'invito. **Davide**: Chi è Wikicasa e ci fai un quadro generale di qual è il mercato immobiliare, qual è lo stato attuale del mercato immobiliare in seguito al progresso tecnologico degli ultimi anni? **Pietro**: Allora, Wikicasa è una realtà Proptech, spiego un attimo cos'è Proptech per chi non è del settore. Proptech è la crasi di due termini, property e technology, indica una serie di soluzioni, tecnologie e strumenti per l'innovazione di processi prodotti legati al mercato immobiliare che in inglese si definisce real estate. Quindi Wikicasa è una realtà Proptech, si inserisce in questo contesto e per renderla un po più semplice possiamo definirlo un portale immobiliare. Quindi sicuramente la prima funzionalità che eroghiamo è quella di ricerca immobiliare per un utente che sta ricercando un immobile e quindi utilizza il web per scremare quelle che sono le offerte al mercato e trovare più velocemente l'immobile che fa il caso suo. Il nostro obiettivo è quello di raccogliere il maggior numero di dati legati al settore immobiliare e distribuire questi dati sotto forma di informazioni con a mission, che è quella di velocizzare e rendere più trasparente il processo di compravendita o locazione di un immobile. Oltre però al portale immobiliare, quindi alla semplice ricerca, offriamo anche strumenti più evoluti come sistemi di valutazione automatizzata e e-sites sull'andamento del mercato immobiliare e strumenti che forniamo ovviamente ad un utente privato che può utilizzarli gratuitamente online ma poi li forniamo anche a vari player della filiera perché ovviamente tramite questi dati possono prendere decisioni più consapevoli rispetto alle loro strategie di business. Il nostro focus è sui dati. Il valore di un portale sono le informazioni che contiene, altrimenti sarebbe una scatola vuota. Questi dati ovvio che devono essere tanti, chi va online vuole vedere tutto e devono essere anche dati aggiornati, affidabili e sempre più precisi, cosiddetti big data. I dati da un lato li raccogliamo tramite i professionisti e quindi agenzie mobiliari, costruttori, fondi mobiliari che inseriscono le loro inserzioni e promuovono i loro immobili. Dall'altro però come portale raccogliamo anche i dati della domanda. Quindi ovviamente anche tutti i dati che vengono inseriti da chi ricerca un immobile, ovviamente in modalità anonima, vengono raccolti perché sono dati molto interessanti che poi possono essere utilizzati da diversi player della filiera. I dati devono essere trasformati in informazioni, per farlo ci avvaliamo di tanti strumenti tecnologici, di algoritmi, artificial intelligence, machine learning, tanti paroloni che poi dietro hanno anche delle persone che li sviluppano, infatti noi abbiamo un team tecnologia che è di oltre 20 persone, programmatori, data scientist, business analyst, che si occupano di elaborare questi dati e tramutarli poi in informazioni che servano al mercato. I nostri clienti sono i professionisti, quindi coloro che pagano il nostro servizio sono i professionisti del mercato e lo fanno tendenzialmente per due finalità, da un lato promuovere il portafoglio, quindi vendere o affittare un immobile, e dall'altro per ottenere questi dati e poi integrarli nei loro processi per erogare un mutuo nel caso di una banca, definire quali sono i tagli per un costruttore che deve sviluppare un nuovo progetto. Quindi sono molteplici le applicazioni che questi dati poi hanno per il mercato. I big dati servono a tutta la filiera, dalla domanda all'offerta diciamo hanno un ruolo cruciale. Diciamo che il mercato immobiliare, se vogliamo fare un ragionamento più generale, è stato uno dei mercati che meno ha innovato negli ultimi 50 anni. Perché è un mercato storicamente molto tradizionale, è un mercato molto locale, poco internazionale, ogni località le sue dinamiche di mercato, ci sono molti segmenti di mercato, residenziale, commerciale, industriale, che hanno logiche diverse. E quindi è un mercato anche molto frammentato e è sempre stato difficile portare innovazione in questo settore. Nell'ultimo periodo, però, grazie a questo filone Proptech c'è stato uno slancio, probabilmente grazie anche al Covid, alla pandemia, e quindi un'accelerazione verso nuovi modelli e nuovi processi. Quindi, diciamo che il settore sta cambiando su due direttrici. Una che coinvolge i player tradizionali, che quindi hanno adottato degli strumenti tecnologici, anche in considerazione appunto della spinta che i consumatori hanno avuto post pandemia. Quindi, ad esempio, le agenzie immobiliari state costrette a effettuare le visite immobiliari da remoto tramite i portali immobiliari, i contratti anche di preliminari si possono firmare direttamente online, quindi tutto diventa più digital con firme elettronica. I costruttori, come dicevamo, ricorrono a realtà aumentata, in ogni caso anche virtuale, per presentare i progetti, nuove costruzioni o ristrutturazioni. L'altra direttrice riguarda invece anche la nascita di nuovi player, che hanno magari una matrice tecnologica nel loro DNA, e quindi player come gli i-buyer, le agenzie immobiliari online, società di aste online, tutta una serie di operatori che compone il segmento Proptech e che risponde alle esigenze dei consumatori, che sono ovviamente esigenze di avere un mercato più veloce, più trasparente, ovviamente di ottenere anche un vantaggio economico grazie al web e servizi ovviamente più professionali. **Davide**: Ok, dopo averci fatto questo interessante quadro generale del settore immobiliare di oggi, ci fai qualche esempio pratico di come la tecnologia può appunto aiutare questo settore? **Pietro**: La tecnologia può aiutare il settore immobiliare in diversi step, alcuni li ho già accennati prima. Noi tramite la nostra app forniamo agli utenti, ma anche i professionisti, tre strumenti utili a loro. Il primo, l'abbiamo sempre citato, è quello della ricerca immobiliare. Il web velocizza l'individuazione dell'immobile da un lato e ovviamente velocizza anche la commercializzazione dall'altro. Quindi è un canale fondamentale, il web e la tecnologia, un canale straordinario in fase di commercializzazione e ricerca dall'altro. Poi però il web ci aiuta a raccogliere tanti dati, la tecnologia ci aiuta a ottenere tanti dati e questi dati noi li esponiamo al pubblico. Quindi sull'app si possono ottenere le quotazioni in tempo reale degli immobili in tutta Italia per tipologia e questi sono dati che interessano a chi vuole comprare, vendere o affittare un immobile, perché in base a questi dati può prendere delle decisioni più consapevoli e possono interessare ovviamente anche ai professionisti del settore che possono attuare delle strategie, gli investitori immobiliari, i costruttori, basandosi sui dati. E poi lo strumento che sta avendo più successo nell'ultimo periodo è quello della valutazione automatizzata, quindi non soltanto dei prezzi medi di zona, delle statistiche, ma anche la possibilità, che nel nostro caso è tramite delle fotografie, di ottenere un primo range di prezzo fotografando un immobile e quindi sapere qual è il più probabile prezzo di mercato e da lì ovviamente noi andiamo a raccogliere una serie di informazioni legate a localizzazione geografica, altri parametri e con le foto possiamo dare una prima stima. Stima che poi deve essere confermata da un professionista di zona e quindi un esperto che deve poi con un sopralluogo certificarla o comunque aggiungere le competenze umane che tuttora sono fondamentali in un settore complesso e nella transazione immobiliare, che è la transazione più importante che una persona affronta nel corso della sua vita per entità economica ma anche complessità burocratica perché ci sono diciamo tematiche tecniche, urbanistiche, fiscali non indifferenti, quindi l'ausilio di un professionista è fondamentale. Certo è che la tecnologia ha velocizzato gli step, è un mercato lento, poco trasparente come quello immobiliare, sta diventando sempre più veloce, sempre più dinamico e quindi questo può generare opportunità per tutti. **Davide**: Hai accennato alla funzionalità della stima automatizzata del valore dell'immobile appunto attraverso la vostra app, come funziona? **Pietro**: Una volta scaricata l'app gratuitamente, si possono inserire poche informazioni, quindi geolocalizzare con l'opportunità tramite il proprio telefonino o smartphone di individuare la posizione geografica, scattare delle fotografie all'immobile, inserire i metri quadri e la tipologia e in 30 secondi si ottiene un primo range di prezzo. Questo range di prezzo si basa su dati di input che noi raccogliamo, in primis le coordinate geografiche, quindi l'euro al metro quadro della zona, andiamo a raccogliere anche quelle che sono le consistenze, quindi metri quadri, perché quello è il metodo principe di valutazione immobiliare, quindi l'euro al metro quadro, andiamo ad aggiungere dati che riguardano la tipologia dell'immobile, perché è evidente che un attico ha un valore diverso rispetto ad un loft, rispetto ad un ufficio, e poi con le foto riusciamo tramite un sistema di major recognition anche a dare uno score all'immobile in termini di stato manutentivo e qualitativo, quindi capire se l'immobile è di nuovo a costruzione, quindi perfetto, nuovo, ristrutturato, buono, abitabile, oppure da ristrutturare, quindi in una forchetta di range riusciamo a posizionarci in maniera più precisa inglobando delle informazioni che riusciamo a desumere dalle fotografie. Questi sistemi di valutazione automatizzata, diciamo, hanno un loro nome si chiamano AVM, Automated Valuation Model, vengono dati gratuitamente all'utente che sta valutando o di vendere o di comprare un immobile e quindi può utilizzarli per farci un'idea, che in questo caso è abbastanza oggettiva perché è basata su dei numeri che noi raccogliamo a livello di portale, di piattaforma, di sistema e può essere utile anche ovviamente ai professionisti e a diverse realtà che hanno necessità di valutare tanti immobili perché magari devono erogare dei mutui, quindi sono delle banche che hanno necessità di perizie molto veloci o perché sono anche investitori immobiliari e quindi hanno bisogno, senza fare un sopralluogo, di ottenere direttamente delle prime indicazioni di prezzo e stiamo investendo molto in questa nuova tecnologia perché crediamo sia al futuro, siamo convinti che il web e la tecnologia hanno dato una grande oggi a chi doveva ricercare un immobile e quindi la fase di ricerca è in mano ai portali e sono loro il veicolo che accompagna gli utenti nella ricerca di un immobile. Stiamo lavorando molto anche sui servizi per il venditore, per chi deve commercializzarlo, sia un privato sia un professionista ovviamente, supportarlo quindi in ottenere informazioni velocemente aiutarlo in questa in questa fase. L'AVM adesso stiamo già sperimentando anche una nuova versione basata sul machine learning quindi lo stiamo addestrando, dando l'impasto, i dati del compramentuto quindi dati effettivi poi immobili rogitati e dai primi test abbiamo anche raggiunto dei risultati molto positivi ossia il nuovo sistema batte ancora più preciso affidabile di quello attualmente online. A breve lo vorremmo ovviamente mettere a disposizione di tutti, diciamo l'incognita che abbiamo su questo tema è che appunto un sistema di intelligenza artificiale, un algoritmo che si basa sul machine learning, non può rendere chiare evidenti quali sono effettivamente le informazioni che ha utilizzato poi per dare l'output di valutazione. Un algoritmo dove definiamo noi gli input sappiamo quali sono i parametri quando utilizziamo il machine learning diamo in pasto tantissime informazioni che possono riguardare anche il contesto dell'immobile quindi non solo immobile in sé ma anche per dire inseriamo dati quali il tasso di criminalità, la vicinanza, scuole, ospedali, l'inquinamento, tutti i dati che aggregati… il sistema lavora e da lì riesce a fornire questo tipo di indicazione. **Davide**: Ok quindi da tutto quello che ci hai detto fino ora mi sembra di capire che Wikicasa non è un'app nata per sostituire le agenzie immobiliari analogiche ma il suo obiettivo è quello di integrarle? **Pietro**: Assolutamente sì, gli agenti immobiliari sono ancora oggi e rimarranno il fulcro del mercato immobiliare, in tutti i paesi evoluti la figura dell'agente immobiliare c'è ed è centrale nel mercato, ovvio che un agente immobiliare che deve dotarsi di strumenti evoluti non può rimanere a fare l'agente immobiliare così come si faceva dieci anni fa, vent'anni fa, trent'anni fa perché il mercato è cambiato perché ci sono tante informazioni e deve essere portata più trasparenza, velocità alle controparti. Quindi professionista, agente immobiliare già oggi si dota di questi strumenti, ovviamente di versioni avanzate dedicate al professionista, che quindi lo supportano nelle varie fasi, che siano quelle di supporto all'acquirente o al venditore. Quindi in entrambe le fasi i nostri servizi vengono messi a disposizione di tutti gli attori della filiera. Serve comunque poi una visita, un sopralluogo e l'esperienza o dicevamo il mercato immobiliare o il mercato locale. Ogni immobili è diverso dall'altro e quindi magari i mercati dove il bene è più standardizzato, parliamo del mercato degli automobili, una Fiat Panda che si trovi a Matera o che si trovi a Bolzano, sia a quei chilometri e a quel colore e quegli optional e quello è il valore. Il mercato immobiliare in base alla via cambia il prezzo, neanche la città. In base al fatto che l'immobile sia affacciato e guardi il cortina interno, la strada, c'è una complessità che rende l'intervento umano e quindi le capacità e l'esperienza del professionista cruciali. La scelta molto importante è quella di comprare, vendere o anche accettare l'immobile e quindi il professionista rimane diciamo centrale e rimane un valore aggiunto che è insostituibile dalla tecnologia. La tecnologia può potenziarlo e quindi farlo lavorare meglio e ovviamente velocizzare tutte le fasi del processo. **Davide**: Ok e se dovessi riassumere in poche parole quali sono i vantaggi dell'utilizzo della tecnologia per una persona che vuole acquistare una nuova casa rispetto appunto a fare lo stesso acquisto però con metodi più tradizionali? **Pietro**: Beh ormai il web ha già assunto diciamo il ruolo di canale principale di guida nella ricerca quindi le statistiche ci dicono che l'80% delle persone che acquistano un immobile utilizza il canale online. Utilizza il canale online per ricercare un immobile anche quando già ha deciso quale immobile comprare perché magari va online e vuole verificare se ce ne sono altri e quindi vuole verificare anche i prezzi medi di mercato quindi altre opportunità oppure utilizza servizi come le quotazioni immobiliari online, sistemi di valutazione automatizzata. Qui ha assunto il web e la tecnologia più generale un ruolo preponderante nella fase di ricerca di un immobile. La grande sfida adesso è che il web riesca a costituire anche… e la tecnologia più generale un aiuto, un supporto anche alla parte venditrice quindi anche sistemi di valutazione vanno nella direzione di supportare chi vorrebbe vendere un immobile nel dire quanto potrebbe valere casa mia se la vendo domani è il momento giusto di venderla, aspetto, quindi aiutiamo anche la parte venditrice e non soltanto quella acquirente, soltanto la domanda che cerca, quindi usiamo anche l'offerta perché poi dopo il nostro obiettivo è farle incontrare domanda e offerta quindi fornendo ovviamente gli strumenti a entrambe le parti riusciamo a velocizzare il loro match. **Davide**: E per chiudere quali sono gli aspetti che mancano oggi e come pensate che possa appunto evolvere la tecnologia nel mercato immobiliare del futuro? **Pietro**: Sì, i portali immobiliari hanno ormai raggiunto uno stadio di evoluzione che definiamo quasi 3.0. La prima versione di portali immobiliari era la trasposizione digitale di quelle che erano le riviste cartacee. Se lo ricordiamo, alcuni di noi se lo ricordano, prima per ricercare immobiliari bisogna sfogliare una rivista che non si poteva filtrare. So dovevano guardare tutte le pagine, leggere ed era un po complesso. Il web ha velocizzato perché adesso uno va online, atterra sul portale, ricerca su mappa, magari imposta dei filtri e poi si fa arrivare le notifiche direttamente sullo smartphone, quindi rende molto più veloce la ricerca. Può ottenere una serie di informazioni perché può avere accesso ai video, ai virtual tour. Credo che possa fare un salto in avanti il portale si parla molto di metaverso e io credo che i portali siano in pole position per sperimentare le prime applicazioni di metaverso. **Davide**: E come mai sono in pole position? **Pietro**: Mi spiego meglio. Oggi i portali raccolgono tante informazioni che riguardano gli immobili, ma anche più il mercato in generale. Quindi noi abbiamo ovviamente tutte le foto, le consistenze degli immobili, i virtual tour, tutta una serie di informazioni che possono aiutarci a costruire un mondo virtuale che replichi di fatto quello reale, quindi un metaverso che abbia poi la finalità di velocizzare l'individuazione degli immobili da parte dell'utente, ma non soltanto velocizzare perché tramite un'esperienza con un visore l'utente entra nell'immobile, riesce a vederlo, riesce a vedere fuori dalla finestra, riesce a uscire nel cortile e magari anche vedere il contesto abitativo. Quindi diciamo che c'è questo trend, la possibilità per l'utente di utilizzare un portale e avere accesso a più informazioni in maniera più veloce e anche creare un'esperienza più divertente perché molti utenti ovviamente si stancano anche di ricercare nei portali, di vedere mille annunci, può diventare anche estenuante. Tutta quell'offerta immobiliare può fare anche annoiare nella ricerca perché lui mette in esposizione tantissimi annunci, uno deve filtrarli, diventa anche dispendioso a livello di tempo. Ecco, quindi rendere tramite il metaverso la ricerca di immobili anche più piacevole, più diretta e velocizzare i tempi perché uno non deve per forza recarsi in loco, ma tramite un visore può già fare delle visite, tramite strumenti che alcune agenzie immobiliari già adottano. Un settore che è molto avanti su questo punto è la cantieristica. Per forza di cose chi ovviamente vende immobili nuovi su carta deve dare un'idea all'utente di come verrà l'immobile e quindi tramite rendering in prima, ma poi dopo ci sono anche strumenti di realtà aumentata che poi diventa anche realtà virtuale e quindi un'esperienza immersiva che consenta all'utente di avere un'idea e quindi più tangibile di quello che sarà poi l'immobile che va ad acquistare. **Davide**: Sì, quindi nell'ambito della vendita di una casa già costruita io posso andare in agenzia e al posto di visitare magari 15 case che non mi convincono del tutto indosso un visore per guardarla e poi vado fisicamente in quelle che magari mi piacciono di più. **Pietro**: Esatto, io mi immagino un po il portale come uno strumento che consente una sorta di teletrasporto anche se virtuale e su una replica virtuale dell'immobile, però che consente di velocizzare. Pensiamo anche al settore degli immobili, se stiamo valutando immobili all'estero magari, può permettersi fare di viaggio oppure anche a distanza perché magari ci troviamo a Milano e vogliamo vedere un immobile a Torino. Ecco, se questa tecnologia del metaverso viene sviluppata, se viene adottata e se ovviamente l'atto utente vengono poi adottati gli strumenti che consentano accesso a questo tipo di tecnologia, si può generare un ulteriore balzo in avanti e quindi il portale immobiliare può arrivare alla versione 4.0 dove non è un elenco, non è un elenco di annunci, ma diventa una replica virtuale di quello che è il mercato reale. E questo credo che sia forse un po fantascienza, ma rispetto a quello che stiamo vedendo noi oggigiorno può essere anche un concreto possibile sviluppo del nostro settore. **Davide**: Grazie Pietro per averci raccontato qual è lo stato della tecnologia nel settore della compravendita immobiliare. Alla prossima. **Pietro**: Grazie a te. #### Conclusione - Timestamp: 24:53 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e7 ## La crisi del cinema nell’era digitale > La crisi del [cinema](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cinema) è una questione annosa che si protrae da prima che iniziasse la pandemia da Covid-19. Se pensavamo quindi che una volta terminato il periodo di emergenza sanitaria le persone, con un'irrefrenabile voglia di uscire e socializzare, abbandonassero i [servizi streaming](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Streaming) e andassero a ripopolare le sale ci sbagliavamo di grosso. Anche perché, nonostante la situazione italiana sia di gran lunga peggiore rispetto ad altre realtà, lo scarso interesse verso la sala è una tendenza che rimane pressoché immutata su scala globale. Dunque, da cosa dipende la crisi del cinema? In questa puntata proviamo a rispondere a questa domanda. Nella sezione delle notizie parliamo di Google che lancia [Privacy Sandbox](https://privacysandbox.com) per annunci personalizzati ma che tutelano maggiormente la privacy, del nuovo smartphone pieghevole [Find N2 Flip](https://www.oppo.com/en/smartphones/series-find-n/find-n2-flip/) di Oppo e infine di [Blue Origin](https://www.blueorigin.com) che ha sviluppato un reattore in grado di estrarre importanti risorse dalla superficie lunare. - Stagione: 5 - Episodio: 7 - Data di pubblicazione: 2023-02-18 06:45:00 - Durata: 16:12 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e7](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e7) - Episodi correlati: s3e23, s3e31 - Tag: crisi,cinema,sale,incassi,streaming,piattaforme,disney+,hbomax,skyglass,plex,hometheatre,privacy sandbox,pubblicità,annunci personalizzati,android,chrome,privacy,artemis,luna,blueorigin,bluealchemist,risorse,estrazione,oppo,find n2 flip,fotocamera,pieghevole,schermo,autonomia ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proveremo a capire perché le sale cinematografiche sono in crisi e che ruolo hanno in tutto questo i vari servizi di streaming. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Google lancia Privacy Sandbox per gli annunci > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo svariati anni dalla sua presentazione e altrettanti ostacoli da superare dovuti da svariate esigenze, spesso tra loro contrapposte, Google ha finalmente lanciato la prima beta di Privacy Sandbox, al momento limitata solo ad alcuni browser Chrome e pochi smartphone Android. L'obiettivo di questa funzionalità è quello di riuscire a conciliare la sempre più crescente esigenza di privacy, voluta non solo dagli utenti ma anche dai governi, con un'altra importante esigenza degli inserzionisti di poter proporre annunci mirate agli utenti, con pubblicità più mirate e in linea con i loro interessi. Tutto ora, infatti, usando i famosi cookie di terze parti, avviene una profonda e per molti invasiva profilazione degli utenti, che ne traccia agli interessi in base ai siti visitati e alle interazioni sul browser o sull'app. Cookie che, per questo motivo, sono ormai sempre più verso l'abbandono completo. Con Privacy Sandbox, invece, sarà il browser o lo stesso smartphone a proporre al sito o all'app gli interessi stimati degli utenti, e su cui l'utente avrà il pieno controllo. L'app poi potrà scegliere tre di questi interessi da usare per mostrare gli annunci più pertinenti e allo stesso tempo mantenere intatta la privacy dei cittadini. Oppo ha annunciato l'arrivo del suo nuovo smartphone pieghevole Find N2 Flip, il cui form factor a conchiglia e il display flessibile lo pongono come concorrente diretto del Samsung Flip. #### Oppo presenta un nuovo pieghevole > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:18 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Il progetto del Find N2 Flip è stato sviluppato per anni, e solo dopo aver raggiunto il livello di maturità desiderato è stato portato sul mercato. Il vetro Gorilla Glass, che copre l'esterno, è definito Edge to Edge e si curva nelle estremità, avvolgendo gli spigoli del telefono e creando un effetto di continuità del vetro frontale. Il meccanismo della cerniera, che serve a piegare lo smartphone, permette di mantenere lo schermo in posizione su infinite angolazioni tra i 45 e i 110 gradi. Questa cerniera è garantita per oltre 400.000 cicli di apertura e chiusura, ed è dotata di un meccanismo che sostiene il display in corrispondenza della piega per ridurne la visibilità, punto dolente sugli smartphone pieghevoli della concorrenza. Inoltre la piega del display del Find N2 Flip è meno evidente grazie al particolare trattamento antiriflesso del pannello. Il prezzo del nuovo Oppo è di 1200 euro, in linea con i prezzi degli smartphone pieghevoli di fascia alta degli altri produttori. #### Un nuovo metodo per estrarre risorse dalla Luna > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:35 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Materiali, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo parecchi decenni di inattività, con il lancio di Artemis I, avvenuto lo scorso anno, è ufficialmente riniziata la corsa verso la luna. Questa volta però l'uomo non intende solo mettere di nuovo piede sulla superficie del satellite, bensì rimanere e mantenere una presenza stabile attraverso la realizzazione di avamposti e basi lunari. Per facilitare dunque lo sviluppo di una colonia umana, Blue Origin ha sviluppato un reattore in grado di estrarre importanti risorse dalla regolite lunare, ovvero un minerale presente in grandissima abbondanza sulla superficie della luna. Il processo del reattore Blue Alchemist consentirà di fondere dunque questo abbondante minerale alla temperatura di 1600°C, in modo da poter estrarre tramite elettrolisi materiali preziosi come silicio, alluminio, ferro e persino ossigeno, sottoprodotto indispensabile per garantire tutte le attività umane sulla luna. La rivoluzione di questa tecnologia risiede nel fatto che consentirà all'uomo di costruire opere complesse come impianti fotovoltaici e laboratori, utilizzando principalmente le risorse ricavate dal processo di estrazione, senza che queste vengano spedite direttamente dalla terra. Da diversi anni il cinema non sembra più lo stesso, le sale sono sempre più vuote, i flop cinematografici aumentano di anno in anno e i servizi streaming ormai sembrano aver conquistato un numero spropositato di persone, specialmente nel periodo pandemico. #### La crisi del cinema nell’era digitale > - Timestamp: 05:13 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Cinema, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Eppure, la crisi del cinema è una questione annosa, che si protrae da ben prima che iniziasse ad essere introdotte le stesse restrizioni, le quali di fatto hanno obbligato molti di noi a ripiegare sui numerosi contenuti delle piattaforme streaming. Infatti, se pensavamo che una volta terminato il periodo di emergenza sanitaria le persone, con un'irrefrenabile voglia di uscire e socializzare abbandonassero la TV e andassero a ripopolare le sale, ci sbagliavamo di grosso. Anche perché, nonostante la situazione italiana sia di gran lunga peggiore rispetto ad altre realtà, lo scarso interesse per la sala è una tendenza che rimane pressoché immutata, su scala globale. Dunque, da cosa dipende la crisi del cinema? La realtà è che, come in molti altri settori, la pandemia ha assunto un doppio ruolo cruciale, esattamente come quando una variabile esogena arriva a mutare l'equilibrio in un ecosistema, favorendo lo sviluppo di alcuni organismi a discapito di altri. Analogamente, infatti, la comparsa del covid nella società, con le relative restrizioni, da una parte ha accelerato e consolidato i processi innovativi e fortemente digitalizzati, come appunto lo streaming, e dall'altra, per quanto riguarda tutti quei settori meno avvezzi al progresso tecnologico, o comunque con meno margine di miglioramento, questi ultimi tre anni non hanno fatto altro che incoraggiare il declino. La pandemia ha pertanto costretto gli esercenti a tenere le sale chiuse per parecchi mesi, e nemmeno una volta riaperte la ripresa è stata possibile, forse anche grazie all'introduzione di mascherine obbligatorie che rendevano la fruizione di un film tutt'altro che appagante. Le sale, nel frattempo, soprattutto quelle italiane, a fronte di una poca liquidità, non hanno potuto rinnovarsi e dare al cinema nuove connotazioni, tant'è che molti attribuiscono il problema della poca affluenza anche alla arretratezza delle sale, spesso considerate vecchie o con impianti audiovisivi obsoleti. Nel frattempo lo streaming ci ha dato l'idea che la maggior comodità del nostro divano e un ampio catalogo cinematografico al prezzo equivalente di un singolo biglietto per la sala fosse nettamente più vantaggioso che andare direttamente al cinema anche solo una volta. In virtù di queste enormi potenzialità, le grandi case di produzione hanno dunque capito che puntare sullo sviluppo della propria piattaforma sarebbe stata la scelta vincente per rinvigorire le proprie casse, e che pur di arrivare a tale obiettivo sarebbero state disposte a rilasciare i film, destinati inizialmente solo alle sale, in simultanea sui propri servizi. E così è stato, ma per fortuna solamente per un breve periodo. Con la pandemia ancora da scongiurare e con la graduale e incerta riapertura delle sale, le grandi case di produzione hanno messo in piedi una strategia non poco controversa, con l'obiettivo di minimizzare le perdite dei film prodotti prima dello scoppio del covid, facendoli uscire contemporaneamente sia in sala che in streaming. Ad applicare questa discussa manovra sono state principalmente Warner Bros e Disney, sulle piattaforme HBO Max e Disney+, dove su quest'ultima, per poter vedere il film appena rilasciato in sala, non solo sarebbe servito l'abbonamento al servizio stesso, ma anche un ulteriore pagamento di una ventina di euro per sbloccare l'accesso vip alla pellicola per qualche giorno. Il risultato finale è stato che i nuovi servizi delle due case di produzione hanno si giovato di un incremento notevole di abbonati, ma dall'altra hanno anche favorito una maggior diffusione delle pellicole suicidi pirata. L'unico ostacolo, infatti, che tutelava gli incassi dei film da una distribuzione illegale nel mondo della pirateria era la cosiddetta finestra di esclusiva, che guarda caso, negli ultimi anni è andata via via riducendosi, fino quasi ad annullarsi nel 2021, quando Warner e Disney hanno deciso di applicare il nuovo modello di business. Prima della pandemia, l'esclusività dei cinema si concretizzava in una finestra compresa tra i 75 e i 90 giorni, tuttavia con le sperimentazioni avvenute nel 2021, le major cinematografiche hanno fatto una parziale marcia indietro. Warner ha infatti abbandonato completamente il rilascio contemporaneo nelle due modalità di fruizione e Disney ha eliminato il pass VIP pur mantenendo un approccio ibrido che prevede l'uscita di alcuni film solamente in streaming e altri con una finestra di 45 giorni dopo la proiezione in sala. Ciò ha sicuramente frenato, seppur parzialmente, la diffusione incontrollata e illegale di contenuti cinematografici, ma è innegabile che allo stato attuale la pirateria rimane un fenomeno serio e fortemente diffuso. Eppure alcuni anni fa, quando Netflix cresceva costantemente e si espandeva in tutto il mondo, sembrava che il fenomeno illegale e incontrollato che conosciamo oggi fosse destinato, se non a scomparire, quantomeno a coinvolgere una piccolissima parte di persone. Diversi anni fa, infatti, oltre ad essere un valido aggregatore di film e serie TV, Netflix era anche una solida e non troppo costosa alternativa ad ogni sito illegale, che in cambio di pochi euro al mese offriva un vasto catalogo di contenuti comodamente fruibili tramite sito o app. Si era arrivato al punto in cui acquistare un abbonamento mensile dal valore di una decina di euro era più conveniente, sicuro e accessibile alle alternative illegali, non sempre sinonimo di qualità. Ma ricollegandoci al discorso precedente, durante la pandemia è successo che i grandi colossi del cinema hanno intuito l'enorme potenzialità del "business as a service" e di conseguenza oltre a Netflix si è aggiunta tutta una serie di piattaforme streaming che di fatto hanno aumentato sensibilmente la concorrenza nel settore, ma allo stesso tempo rendendo a Netflix una vita particolarmente difficile, tant'è che oggi, al netto delle difficoltà sorte anche per la forte competizione, si è vista costretta a impedire la condivisione degli abbonamenti per aumentare i potenziali ricavi. In ogni caso, la moltiplicazione di questi servizi ha evidentemente generato un'elevata dispersione e frammentazione dei contenuti, che si sono tradotte in un aumento dei costi per gli abbonati e una complicata comprensione di cosa è disponibile e dove, dato che la maggior parte dei contenuti non originali spesso migrano da una piattaforma all'altra. Però se il costo di abbonamento per ogni servizio è innegabilmente legato alle disponibilità economiche di ogni singola persona o nucleo familiare, la frammentazione dei contenuti, invece, può essere risolta con altri servizi di terze parti. Lo scopo, però, di queste piattaforme è quello di aggregare in una singola schermata tutti i contenuti presenti nei vari servizi, in modo tale che l'utente possa identificare e visionare tutti i film e serie TV nella maniera più comoda e naturale possibile. Ad oggi, soluzioni di questo tipo ne esistono diverse, ma tra le più note emerge sicuramente Plex, ovvero un servizio che ricopre il ruolo sia di server multimediale personale, sia di client, consentendoci di accedere e guardare i contenuti presenti sul nostro server su tutti i nostri dispositivi. L'anno scorso la piattaforma è stata integrata con due funzioni molto interessanti, attualmente ancora in beta, che risolvono in buona parte il problema della frammentazione dei contenuti, ovvero Discover e Universal Watch List. La prima ha come obiettivo proprio quello di risolvere il problema appena sollevato, mentre il Universal Watch List entra in gioco quando uno dei contenuti che desideriamo vedere non è al momento presente su alcuna piattaforma. Attraverso questa funzione, gli utenti possono infatti aggiungere un titolo non disponibile in questa sezione, e nel momento in cui viene caricato su uno dei tanti servizi, Plex non farà altro che mandare un avviso all'utente interessato. Infine, un'altra soluzione nata sia per facilitare la ricerca dei contenuti che promuovere la visione di essi su TV è il nuovo Skyglass. Skyglass non è altro infatti che una nuova forma di business as a service, che oltre a fornire il software, nonché la piattaforma e il servizio, invia in comodato d'uso anche un televisore proprietario sul quale vedere i diversi contenuti video. La buona qualità dello schermo basato su un'architettura LCD QLED che consente di riprodurre contenuti in 4K HDR e con un sistema audio certificato Dolby Atmos, di cui abbiamo parlato nella puntata "Lossless e Dolby Atmos, le nuove frontiere della musica streaming" sono tutti elementi distintivi che potrebbero aprire le porte al tema dell'Home Theater, che grazie allo sviluppo di nuove tecnologie audio e video sta destando sempre più interesse agli appassionati di cinema che possono finalmente replicare, se non persino migliorare, l'esperienza immersiva in una sala cinematografica. Ma questo potrebbe essere oggetto di approfondimento in un'altra puntata. Arrivati a questo punto ci siamo resi conto che le difficoltà delle sale cinematografiche emerse negli ultimi anni sono certamente negative, ma più che comprensibili. Lo streaming è certamente nato più di tre anni fa, ma senza ombra di dubbio la pandemia si è posta come una seducente rampa di lancio per consacrare questa modalità di fruizione anche tra le persone che un tempo vedevano il cinema come l'unica e valida proposta per vedere un film come si deve. Ora invece le sale devono fare i conti anche con la concorrenza delle nuove modalità di fruizione audiovisiva, e per non soccombere o diventare un servizio per una nicchia esclusiva è arrivato il momento di ragionare e valutare le nuove possibilità offerte dall'innovazione tecnologica per continuare a garantire alle persone esperienze uniche e indimenticabili. #### Conclusione - Timestamp: 15:20 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e8 ## Istat: l’importanza di raccogliere dati di qualità > Nel corso delle puntate abbiamo cercato spesso di sottolineare quanto sia importante [la raccolta dei dati](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e51?t=331) nelle nostre vite. I dati che raccogliamo infatti, dopo essere stati elaborati, diventano delle [informazioni](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e50?t=226) che ci permettono di fare delle scelte più consapevoli, sia come singoli, sia come aziende e senza ombra di dubbio anche a livello nazionale e internazionale, permettendoci di raggiungere un livello di benessere superiore come intera collettività. Per farci capire quanto sia importante saper raccogliere, analizzare ed esporre questi dati abbiamo invitato [Stefano Menghinello](https://www.dentrolatecnologia.it/stefano.menghinello.html), direttore per la valorizzazione delle statistiche economiche dell’[Istat](https://www.dentrolatecnologia.it/istat.html), l’istituto nazionale di statistica. Nella sezione delle notizie parliamo di [SPID](https://www.spid.gov.it) che potrebbe chiudere e del [vertice globale](https://it.marketscreener.com/notizie/ultimo/Stati-Uniti-Cina-e-altre-nazioni-sollecitano-un-uso-responsabile-dell-intelligenza-artificiale-mi--43010568/) per regolamentare l’uso dell’IA in guerra. - Stagione: 5 - Episodio: 8 - Data di pubblicazione: 2023-02-25 06:45:00 - Durata: 27:21 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e8](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e8) - Episodi correlati: s3e24, s4e51 - Tag: istat,dati,informazioni,cittadini,enti pubblici,istituzioni,imprese,scelta,data driven,stefano menghinello,PA,pubblica amministrazione,politica,elettori,raccolta,elaborazione,spid,cie,login con spid,governo,posteid,timid,aruba,carta d’identità elettronica,pubblica amministrazione,intelligenzaartificiale,chatgpt,guerra,rischi,regolamentazione ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Stefano**: C'è un po di confusione, in questo momento. Il fatto che un dato sia immediatamente disponibile tramite Google, tramite algoritmi, però questo non significa che quel dato sia un dato di qualità. Essenzialmente ci sono aspetti tecnici che vengono ignorati, quindi uno può andare su Google, trovare un dato e dire ok, questo è il dato giusto. Il dato giusto richiede sempre un lavoro dietro, quindi i dati devono essere lavorati. Un dato grezzo non dà la stessa informazione di qualità di un dato lavorato. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proviamo a capire, insieme a Istat, quanto è importante raccogliere dati di qualità, come questi possono essere usati dalle istituzioni, dalle imprese e dai cittadini, per fare delle scelte più consapevoli. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Lo SPID potrebbe chiudere > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:27 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualche mese fa è stata per la prima volta annunciata la volontà del governo di chiudere lo Spid, per adottare unicamente l'accesso tramite carta di identità elettronica. E questa chiusura potrebbe avvenire già dal 22 aprile. La gestione dell'identità digitale, infatti, è attualmente affidata ad enti terzi come Aruba, Tim o Poste Italiane, attraverso dei contratti che, però, sono scaduti lo scorso 31 dicembre, e successivamente sono stati prorogati al 22 aprile. Se entro questa data dunque il governo non troverà degli accordi con questi enti, il login con Spid diventerà tutti gli effetti inaccessibili. Una delle motivazioni per cui il governo attuale non è propenso al rinnovo, ad esempio, è la richiesta degli enti certificatori di più soldi per coprire le spese, passando da 1 a 50 milioni di euro. Considerando però che l'accesso con Spid ha fatto risparmiare al solo INPS 100 milioni di euro, la cifra richiesta non è poi così irraggiungibile. Questo servizio, infatti, ha più volte dimostrato il suo successo, ed è uno dei più usati in Europa da milioni di italiani. E sarebbe inoltre impossibile rendere l'accesso con la carta di identità semplice quanto Spid entro i prossimi due mesi, con il rischio quindi che milioni di cittadini rimangano esclusi dall'accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione. La speranza, dunque, è quella che le parti trovi in un accordo e Spid continui ad esistere. #### Il vertice per regolare l’uso dell’IA in guerra > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:55 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Con l'arrivo di strumenti come ChatGPT o DALL-e, il 2022 è stato sicuramente l'anno in cui l'intelligenza artificiale generativa sia fermata tra il grande pubblico. D'altro canto, però, se abbiamo capito che l'uso massivo dell'intelligenza artificiale nel settore civile può arrivare a minacciare il lavoro e la creatività umana, l'uso di macchine intelligenti in ambito bellico potrebbe portare a conseguenze ancora più problematiche. Perciò con l'obiettivo di analizzare e contenere questo nuovo rischio, la scorsa settimana si è tenuto il primo vertice globale sull'intelligenza artificiale responsabile nel dominio militare, il quale ha visto la partecipazione dei rappresentanti di oltre 60 paesi, escluso la Russia. Tra le questioni affrontate, che verranno valutate nel corso dei prossimi mesi, vi sono l'affidabilità dell'intelligenza artificiale militare, le conseguenze indesiderate del suo utilizzo, i rischi di escalation e le modalità di coinvolgimento degli esseri umani. Tra le diverse dichiarazioni dei principali rappresentanti è emersa la volontà di stabilire una serie di norme internazionali relative allo sviluppo militare e all'uso dell'intelligenza artificiale, oltre a limitare la ricerca di vantaggi militari da sfruttare in campo. Anche perché è piuttosto logico presumere che un sistema d'arma sviluppato interamente con queste tecnologie potrebbe da una parte velocizzare e rendere più efficiente un processo decisionale, ma dall'altra aumentare i rischi e i pericoli per i civili presi di mira dagli stessi sistemi. Da queste considerazioni si è arrivati dunque ad un primo risultato, ovvero la firma di un accordo tra 58 stati che prevede di mettere l'uso responsabile dell'intelligenza artificiale in cima all'agenda politica dei Paesi partecipanti. Nel corso delle puntate abbiamo cercato spesso di sottolineare quanto sia importante la raccolta dei dati nelle nostre vite. #### Istat: l’importanza di raccogliere dati di qualità > - Timestamp: 05:04 - Autori: Istat, Stefano Menghinello, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Dati, Finanza, Privacy, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Intervista **Davide**: I dati che raccogliamo, infatti, dopo essere stati elaborati, diventano delle informazioni che ci permettono di fare delle scelte più consapevoli, sia come singoli, sia come aziende e senza ombra di dubbio a livello nazionale e internazionale, permettendoci di raggiungere un livello di benessere superiore come intera collettività. Per farci capire quanto sia importante saper raccogliere, analizzare ed esporre questi dati è con noi Stefano Menghinello, direttore per la valorizzazione delle statistiche economiche dell'Istat, l'Istituto Nazionale di Statistica. Benvenuto Stefano. **Stefano**: Buongiorno a tutti, grazie dell'invito. **Davide**: Conosciamo più o meno tutti l'Istat, ma ci spieghi più nel dettaglio di che cosa si occupa? **Stefano**: Sì, possiamo dire che tutti conoscono l'istituto perché guardando i telegiornali, ascoltando la radio, andando su Google trovate molti dati. Alcuni di questi dati sono prodotti dall'Istituto Nazionale di Statistica, che è un ente che proprio a fini istituzionale deve produrre statistiche ufficiali. Noi non siamo gli unici produttori di dati, ma siamo quelli che certificano i dati a livello internazionale e quindi siamo chiamati a essere i referenti per quanto riguarda il dato ufficiale. Quindi cos'è il dato ufficiale? È un dato che viene certificato da un ente che ha come obiettivo la produzione di un bene pubblico, perché diciamo il dato esistente è comunque un bene pubblico e lo fa seguendo metodologie condivise a livello internazionale e in modo indipendente rispetto alla politica. Quindi noi siamo un ente di ricerca indipendente. **Davide**: E nello specifico, in cosa consiste il tuo ruolo? **Stefano**: Io ho un lavoro da lista da 25 anni, quindi il mio percorso professionale mi ha consentito di ricoprire diverse posizioni e quindi mi sono occupato sia della raccolta dati, mi sono occupato della statistica economica e adesso mi occupo della valorizzazione delle statistiche economiche, che significa portare il dato più vicino all'utente finale, quindi rendono fruibile, rendono comprensibile. Quindi è un po un coronamento di un percorso. I dati sono conoscenza ed è una conoscenza che deve essere condivisa e deve essere facilmente fruibile, cosa che spesso il dato statistico non è, perché ha tutta un aurea di mistero e quindi il nostro compito è di rendere questi dati facilmente comprensibili all'utente. E l'utente può essere l'impresa, può essere il cittadino, può essere la pubblica amministrazione, gli utenti hanno un livello di esperienza molto diverso. Si va dal cittadino che va sul sito dell'Istat perché vuole verificare come aggiornare l'affitto, quindi per un motivo specifico, l'impresa che invece vuole sapere quanto esporta e dove esporta, quindi non tanto quanto l'impresa esporta, ma dove il sistema base sta esportando per vedere se ci sono nuovi mercati, poi si va dal decisore pubblico che disegna le sue politiche sulle base dei nostri dati, il PIL e altri indicatori. Quindi diciamo noi produciamo dati per tutti e tutti li usano. **Davide**: E fra l'altro di questi aspetti parleremo nel corso della puntata, però io direi prima di tutto di spiegare qual è il ciclo di vita di un dato e cioè quali sono i dati che Istat raccoglie, in che modo lo fa, come gli elabora e gli analizza e come e dove questi dati vengono pubblicati. **Stefano**: Ok, allora, diciamo che i dati sono il nostro oro, cioè noi cerchiamo l'oro, le nostre miniere di dati si possono trovare in vari posti, come voi sapete i dati sono presso che ovunque, esiste un approccio tradizionale che è quello delle rilevazioni dirette, molti di voi nella propria vita, i propri familiari avranno ricevuto un questionario dell'Istat e non saranno stati troppo contenti di riceverlo, ecco quello però è un modo, diciamo, un approccio tradizionale in modo classico con cui noi andiamo a raccogliere dati di qualità, sono dati di qualità perché noi disegniamo i quesiti, quindi sappiamo esattamente che cosa chiedere, poi possiamo utilizzare le fonti amministrative, cioè dati prodotti per altre finalità, a fine amministrativi, i bilanci delle imprese o di altri enti che noi riutilizziamo per finalità statistiche, recentemente si è aperto tutto il mondo di diciamo big data e delle nuove fonti, quindi l'utilizzo di tecniche di appunto by scraping per andare, insomma a scaricare i dati e a elaborare. Quindi noi siamo tecnicamente attrezzati per acquisire ogni fonte di dato. Ovviamente poi il ciclo di vita implica altre fasi, il dato viene raccolto, viene organizzato, viene standardizzato e soprattutto viene anche trattato per quanto riguarda l'utilizzo dei dati personali. Noi abbiamo un obbligo di tutelare i dati personali in acquisizione. Ovviamente poi vengono anche tutelati durante l'interno processo. Il processo è un processo che lo chiamiamo validazione, cioè esperti dell'Istat col supporto di opportuni metodologie vanno a vedere se il dato è o meno di qualità e ne certificano la qualità, dopodiché vengono prodotte le stime e vengono pubblicati tutti sul sito dell'Istat. Ecco, questo è un altro punto importante. Noi pubblichiamo tutto sul sito dell'Istat, siamo obbligati a farlo e quindi nessuno ha un accesso privilegiato ai dati dell'Istat, di nessun tipo. Quando vengono diffusi che i comunicati stampa, il comunicato esce e in quel momento tutti leggono quel comunicato o lo possono leggere dal Primo Ministro al Comune Cittadino. Nessuna differenza. **Davide**: Quindi dalle tue parole mi è parso di capire che un aspetto molto importante da considerare è la validazione del dato che si raccoglie per valutarne appunto la sua qualità. **Stefano**: Sì, diciamo, ecco, questo è un altro aspetto misterioso. Ognuno di lui quando va al supermercato a comprare una frutta, se c'è un cesto di mele, ovviamente se c'è una mela marcia, tendenzialmente non la comprano. E quindi è visibile la qualità di un prodotto frutticolo prevalentemente. Ecco, la qualità del dato è più invisibile, cioè se io mi mettessi in un cesto alcuni numeri e ti dovessi chiedere, Davide, qual è il dato giusto? Tu non sai qual è il dato giusto. Quindi ecco, questo è un aspetto in cui gioca molto due aspetti. Uno è la reputazione dell'ette produttore, cioè i dati sono certificati dall'Istat e quindi diciamo per definizione sono dati di qualità. Ecco, noi non ci dobbiamo adagiare sul fatto che siccome siamo liste ai nostri dati di qualità, ma siamo costantemente alla ricerca della qualità. Quindi la qualità è qualcosa che viene perseguita come missione dell'Istituto. Ecco, una cosa interessante è che come consiglio a tutti i cittadini, imprese, che noi siamo sommersi dai dati. Quindi possiamo parlare di una pioggia di dati, cioè noi viviamo in un cloud di dati per cominciare con il telefonino, però nessuno ha la percezione dove questi dati vengono, se sono di qualità. Ecco, il nostro lavoro è appunto certificare non tutti i dati, ma un sottoinsieme di dati affinché diano delle coordinate. Lui siamo tipo una stella polare che deve orientare il cittadino. Prima eravamo l'unica stella in un cielo buio, adesso siamo un cielo stellato con una stella che però vi dice attenzione, i dati utilizzate di tutti, ma quelli del lista vi consentono un paragone, quindi una sorta di diciamo benchmark. **Davide**: Ok, entriamo ora nel particolare e quindi vediamo tre categorie in cui questi dati potrebbero essere d'aiuto. Le pubbliche amministrazioni e soprattutto gli enti locali, ma poi anche le imprese e i cittadini. Partiamo dalla PA, dalla pubblica amministrazione, come ad esempio un comune, una regione, può utilizzare i dati forniti da Istat per programmare le proprie attività e per decidere magari la priorità dei lavori? **Stefano**: Questo diciamo è un punto importante. Innanzitutto noi produciamo dati non solo a livello nazionale, ma anche a livello territoriale, quindi sono dati esternamente granulari per cui molti indicatori si ritrovano sia per l'Italia, sia per la regione Lazio, sia per il piccolo comune, quindi noi cerchiamo di mantenere una certa omogeneità nella disponibilità di dati, ovviamente più si va sul livello dettagliato, i dati si riducono anche per problemi di qualità. L'amministratore è una persona che deve decidere, deve amministrare un territorio, in quel territorio risiede una popolazione, in quelli territori risiedono impianti produttivi, per il territorio c'è un problema di rispetto ambientale, quindi noi forniamo tutti questi dati tramite il nostro sito, quindi a livello di singolo comune noi diamo dati appunto sulla popolazione, sulla popolazione residente, il numero di imprese, quindi c'è proprio una parte del sito che è dedicata proprio all'analisi territoriale dove i comuni, non tutti, e quindi questo è un problema da di anche utilizzare questa trasmissione per renderlo noto, ecco molti comuni utilizzano continuamente i dati del lista per la loro attività di pianificazione, così possono prevedere in modo più robusto le loro politiche. Poi ovviamente noi non entriamo mai nel merito delle scelte, quindi noi forniamo l'informazione per decidere, sono altri a decidere. **Davide**: Passiamo invece alla seconda categoria, quella delle imprese, come può un imprenditore accedere ai dati di Istat, ma questo ce l'hai detto perché sono appunto pubblici, e però come può sfruttare queste informazioni per far crescere la propria azienda, fornire servizi migliori o migliorare la pianificazione aziendale? **Stefano**: Allora, diciamo che noi abbiamo sicuramente prima di tutto un obbligo di riservatezza statistica e di tutela del segreto aziendale, ex segreto industriale, quindi noi non pubblichiamo mai dati che consentano all'impresa A di sapere cosa fa l'impresa B, quindi diciamo, i nostri dati non possono essere utilizzati appunto per, diciamo, per capire cosa fanno le altre singole imprese, i nostri dati possono essere utilizzati per capire come va il settore, come vanno imprese della stessa dimensione, come vanno imprese residenti nella stessa regione. Quindi tutto sommato noi diamo un benchmark, diciamo che un'impresa è pienamente consapevole di come va, di quante addetti assume, ha una struttura di conto economico dal quale può diciamo desumere vari indicatori. Ecco, noi gli stessi indicatori, indicatori molto simili, li andiamo a riproporre a livello settoriale, a livello dimensionale e a livello territoriale. Quindi si possono confrontare e chiamiamola con la media delle altre imprese. Poi esistono alcuni domini molto più specifici che fondamentalmente invece sono anche utili, sono più vicini alla decisione aziendale. Per esempio noi pubblichiamo mensilmente tutti i dati sugli scambi con l'estero per 9.800 prodotti e 150 paesi, è chiaro che in quel contesto l'impresa che esporta un prodotto specifico in un mercato specifico trova dati molto più puntuali e più vicini ai processi aziendali. Mediamente noi diamo dati di contesto, in alcuni casi diamo anche dati che supportano proprio le strategie di vendita, ma sempre evitando di dare il dato dell'altra azienda, perché ovviamente questo non possiamo farlo, non è più statistica ufficiale. **Davide**: Ok, e l'ultima categoria è quella dei cittadini. Perché un cittadino dovrebbe utilizzare, dovrebbero servirgli i dati che raccogliete? **Stefano**: Allora diciamo, questa è una domanda molto interessante, perché noi siamo sommersi dai mass media e dalla comunicazione, quindi tendenzialmente questi intermediari della comunicazione consentono di creare quella che viene detta l'opinione pubblica. L'opinione pubblica si forma sulla base di convinzioni individuali che però spesso derivano anche da condivisione collettiva e fondamentalmente gli strumenti di condivisione collettiva sono i vostri, i media. Ecco, qualora il cittadino chiamiamolo responsabile, curioso, volesse dire ma come stanno veramente le cose, i media, mi stanno dicendo esattamente come vanno le cose, oppure c'è bisogno di avere un riscontro. Allora questo è un servizio che noi diamo al Paese, di cui siamo orgogliosi, a me è capitato di fare lezioni universitarie, di parlare con i predatori e gli ho detto ma com'è l'economia italiana? Va bene o va male? E nessuno mi ha detto, sono andato sul sito del list a vedere come va veramente. Quindi questo è un punto importante, cioè noi in questo Paese dobbiamo saper sviluppare una cultura del numero, la cultura del numero è libertà, la cultura del numero è anche responsabilità, certo ha un costo, che è il costo di informarsi, ecco quello che l'istituto cerca di fare è di avvicinarsi al cittadino, diciamo a metà strada no, cioè ci incontriamo all'angolo della strada, io ti porto i dati, ti li rendo facilmente compresibili e tu li utilizzi in modo responsabile, perché quando si va a votare con una scelta democratica libera, ecco un salto sul sito dell'Istat a per essere interessate no, anche per avere consapevolezza no, come andiamo da un punto di vista economico, come andiamo da un punto di vista sociale, cosa facciamo per l'ambiente, poi il voto è libero, quindi diciamo il massimo rispetto per le persone, ma no è chiaro che in questo momento i cittadini sono molto disorientati da un bombardamento mediatico, quindi è importante avere alcuni riferimenti che siano neutrali e siano autorevoli. **Davide**: E quindi la difficoltà come dicevi, oltre a raccogliere i dati, è anche trovare un modo per comunicare i dati in modo semplice, capibile e tramite il vostro sito fate questo lavoro, giusto? **Stefano**: Diciamo che su questo, diciamo work in progress, perché ovviamente la cultura degli uffici nazionali di statistica è molto di processo, cioè garantire la qualità a ogni costo, quindi noi siamo molto impegnati a fatto che quando il dato esca sia il dato più accurato possibile, ovviamente ci sono dati, chiamiamo dati veloci e dati lenti, no? Noi siamo mensilmente con dei comunicati congiunturali che ogni mese danno la dinamica e su quello stiamo molto attenti, perché abbiamo poche informazioni e dobbiamo curarle al massimo, poi i dati strutturali sono invece, ma abbiamo più tempo, ecco, e il tema della comunicazione è molto importante, diciamo anche storicamente sono accaduti, non in Italia, ma in altri paesi, problemi di proprio misunderstanding, quindi di comunicazione errata, perché istituti nazionali, di statistiche anche autorevoli di altri paesi, non faccio il nome perché sono colleghi, hanno comunicato male una scelta giusta. Quindi la comunicazione sta diventando veramente il tema. Ovviamente c'è una comunicazione, il principio fondamentale è l'indipendenza. Noi diciamo siamo liberi di esprimere quello che noi riteniamo opportuno da un punto di vista metodologico. Non diamo mai indirizzo di carattere politico. È chiaro che avvicinarsi all'imprenditore e al decisore pubblico sono tre soggetti diversi, che hanno modalità diverse, non è facile. Ovviamente andrebbe forse strutturata una strategia differenziata per target, ecco. Mentre noi siamo ancora su un approccio più istituzionale, no? C'è il sito, noi cerchiamo di mantenere il linguaggio semplice, ma deve essere anche rigoroso perché sennò diventa un po troppo no? Come va l'economia? Più o meno va così. L'economia, misurata in questo modo, ha registrato un incremento. Quindi forse siamo ancora un po tecnici, dovremo migliorare molto anche appunto interagendo con voi che siete molto più giovani di noi e quindi passiamo anche a trovare un linguaggio più semplice, ma deve sempre essere rigoroso. **Davide**: A questo punto mi viene da chiederti perché cittadini, imprese e istituzioni dovrebbero usare i dati di Istat quando ci hai detto che non siete i soli a raccoglierli. **Stefano**: Sì, no. Il punto è esattamente questo. C'è un po di confusione in questo momento. Del senso che sembra che il fatto che i dati siano disponibili immediatamente, cioè il fatto che un dato sia immediatamente disponibile tramite Google, tramite algoritmi, ma molti studenti anche universitari, ingegneria, fanno... è relativamente facile accedere e elaborare un dato. Però questo non significa che quel dato sia un dato di qualità. Esenzionalmente ci sono aspetti tecnici che vengono ignorati, quindi uno può andare su Google, trovare un dato e dire ok questo è il dato giusto. Ecco il dato giusto richiede sempre un lavoro dietro. Quindi il mio messaggio è i dati devono essere lavorati. Cioè un dato grezzo non dà la stessa informazione di qualità di un dato lavorato. Questo come nell'esempio del cesto di mele non è, diciamo, immediatamente comprensibile. Quindi io sono personalmente, ovviamente poi l'istituto ha una posizione istituzionale, io sono favorevole al fatto che le persone... che ci sia una alfabetizzazione dell'utilizzo di più fonti. L'informazione va tutta utilizzata, però bisogna avere consapevolezza che bisogna anche conoscere il mestiere, no? Quindi noi sappiamo fare bene le scarpe, quindi se vuoi comprare un paio di scarpe vieni da noi, ecco. Noi sappiamo produrre bene i dati, i nostri sono dati di qualità. Poi tendenzialmente non li devi utilizzare esclusivamente, perché ovviamente in un mondo pieno di dati noi non vogliamo avere un monopolio. Poi vorremmo essere considerati anche interni proprio amichevoli, come quell'ente che ti consente di fare le tue verifiche. Quindi trovate pure i dati dove volete, ovviamente se sono presenti sul sito dell'Istat io gli darei priorità, perché sono dati pubblici molto curati. Se non li trovate andateli a trovare altrove, però ricordatevi che molto spesso appunto dati molto isolati dalla statistica ufficiale potrebbero avere problemi di distorsione, cioè non rappresentare correttamente le cose. Purtroppo c'è un problema di consapevolezza, cioè diciamo molte persone sono entusiaste dell'utilizzare dati che trovano, ma non danno la giusta attenzione poi a se qui i dati sono effettivamente rappresentativi di quel fenomeno o lo catturano solo in parte. **Davide**: O magari una cosa che si fa spesso oggi dato appunto la grande mole di dati di cui siamo circondati e quindi si cerca… si cercano solo quei dati che vanno a confermare un pregiudizio che si aveva prima di consultarli. **Stefano**: Questo noi non lo facevamo voi perché noi siamo vincolati da standard internazionali con certe definizioni, quindi diciamo non abbiamo opinioni pregressa insomma. **Davide**: In conclusione per chiudere questa chiacchierata, che progetti ha Istat per migliorare la raccolta e l'analisi dei dati ma anche e soprattutto per usare questi dati per creare una società più consapevole e affiancare le istituzioni per formulare delle politiche che siano più mirate ed efficaci? **Stefano**: Guarda diciamo in questo momento il tema fondamentale che si sta sviluppando anche con la digitalizzazione della PA col PNRR è un po mettere a fattore comune i dati cioè uscire da una logica in cui o niente aveva i propri dati e non li integrava con gli altri a un sistema di appunto integrato di dati. Ovviamente c'è anche un tema di quello che noi chiamiamo in inglese "buzzer", ma forse è meglio chiamarlo quel suo vero nome, cioè il fastidio statistico. Quindi il cittadino, l'impresa si sente bersagliata perché l'Istituto nazionale di statistica, altri enti gli chiedono stessa informazione, pareri con concetti leggermente diversi. Quindi c'è un tema di bombardamento statistico sui cittadini che va razionalizzato e quindi noi ci stiamo spostando dai sistemi di rilevazione diretta all'utilizzo delle fonti amministrative e alle nuove fonti. Quindi stiamo cercando di ridurre la pressione sui cittadini riutilizzando fonti disponibili, però quando lanciamo un'indagine c'è un motivo. Significa che quel dato non lo troviamo altrove, o spesso lo troviamo altrove, ma non è di qualità sufficiente. Quindi siamo costretti a fare un'indagine. Quindi da questo motivo c'è una grande attenzione al fastidio creato che però non deve mai arrivare ad una rinuncia della qualità del dato perché sennò viene meno la missione. Quindi quando vi arriva un questionario mi raccomando rispondete perché c'è un motivo per cui vi arriva poi questo questionario. Dopodiché invece appunto come dicevo si va sempre di più verso una logica di integrazione del dato. Quindi la ricchezza informativa si trova spesso nell'integrazione e non nella richiesta di nuovi dati. Quindi ci sono progetti per mettere al fattore comune tutti i dati e integrarli tra loro, però qui emerge il problema. Il problema della privacy che riguarda i singoli cittadini i quali ovviamente devono essere tutelati sul trattamento di questi dati. Noi ovviamente essendo una casa che produce i numeri ufficiali abbiamo tutte le metodologie per per assicurare che questo venga fatto al meglio. Quindi le nostre strategie per il futuro secondo me riguardano anche riuscire con le risorse adeguate a evolvere verso diciamo i target di soggetti cioè non fare una comunicazione omogenea ma differenziarla sempre di più tra cittadini imprese quindi riuscire diciamo ad avvicinare il dato al processo decisionale con la distanza che si crea tra il dato e il processo decisionale distrugge il potere del dato. Quindi in un momento in cui il dato non viene considerato come diciamo no, si direbbe in termini informatico, plug in, cioè io prendo il dato e lo devo inserire in un processo decisionale. Se quel dato non entra c'è un problema perché significa che non l'abbiamo sufficientemente diciamo reso fruibile. Quindi il vero tema è processi decisionali che sono la casalinga va a fare la spesa, l'imprenditore deve esportare, l'amministratore deve decidere, i dati Istat sono veramente plug in? Ecco su questo secondo me abbiamo ancora da lavorare. **Davide**: Va bene grazie Stefano per averci raccontato cosa fate e per averci spiegato quali sono le difficoltà dietro alla raccolta di dati di qualità. Alla prossima. **Stefano**: Grazie a voi. #### Conclusione - Timestamp: 26:29 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e9 ## La memoria dell'umanità, dalla pietra allo Spazio > Sono stati diversi i momenti in cui abbiamo avuto l'occasione di [parlare di dati](https://www.dentrolatecnologia.it/S5E8?t=304), di come elaborarli e di come sono sempre più indispensabili. In questa puntata continuiamo a parlare di dati, ma sotto un punto di vista completamente diverso: vogliamo infatti fare un viaggio nel tempo nei sistemi di archiviazione e comunicazione dell'informazione, che ha inizio dalle origini dell'umanità, fino ad arrivare al nostro più remoto futuro, immaginando una società che avrà superato i limiti del pianeta Terra e avrà colonizzato altri pianeti del Sistema Solare e, perché no, anche oltre, e che dovrà affrontare una serie di nuove sfide. Nella sezione delle notizie parliamo di uno studio che ha permesso di sviluppare un’app per trovare i disturbi agli occhi nei neonati, di un concept di smart glasses [AR](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e13?t=260) di Xiaomi e infine dell’[Antonov An-225](https://it.wikipedia.org/wiki/Antonov_An-225_Mriya) che tornerà a volare su [Microsoft Flight Simulator](https://www.flightsimulator.com) e non solo. - Stagione: 5 - Episodio: 9 - Data di pubblicazione: 2023-03-04 06:45:00 - Durata: 22:08 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e9](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e9) - Episodi correlati: s4e44, s5e8 - Tag: memoria,archiviazione,dati,spazio,società interplanetaria,carta,scrittura,harddisk,ssd,dischi,cloud,ar,xiaomi,occhiali,wireless,gesture,display, intelligenza artificiale,occhi,medicina, prevenzione, studi universitari,antonov,an-225,microsoft flight simulator,ucraina,raccolta fondi,sviluppo ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi ripercorreremo la storia per vedere come è cambiato nel tempo il modo di memorizzare i dati e se l'uomo diventerà mai una specie multiplanetaria, quali sfide dovrà superare per riuscire a comunicare. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### L’app per trovare i disturbi agli occhi nei neonati > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:00 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Abbiamo imparato quanto sia fondamentale in medicina la prevenzione e l'individuazione di malattie e disturbi con largo anticipo, se possibile già nei primi anni di vita. E proprio su questo aspetto si è soffermato uno studio dell'università Sun Yat Sen, che ha addestrato un'intelligenza artificiale per rilevare 16 diversi disturbi oftalmici, ossia riguardanti gli occhi. La ricerca, in particolare, si è basata sulla raccolta di video di 3.652 bambini sani e affetti dai disturbi, registrati durante la visione di cartoni animati. In particolare, quindi, sono stati raccolti quasi i 26 milioni di frame, che sono stati usati per addestrare un modello di machine learning che ha ottenuto risultati straordinari. L'algoritmo, infatti, è in grado di diagnosticare un disturbo agli occhi con una precisione superiore al 90%, semplicemente partendo da un video del bambino mentre riceve precisi stimoli e analizzando nello sguardo e le reazioni. Lo studio, però, non si è fermato qui. I ricercatori hanno infatti sviluppato un'app per rendere questo processo accessibile a tutti grazie ad un semplice smartphone. In questo modo i neo-genitori possono autonomamente scoprire se il proprio figlio ha o meno disturbi oftalmici e in caso positivo allarmarsi e confermare con una vera e propria diagnosi medica. Va infatti ricordato che nessuna app al momento può ancora sostituire un medico, ma sicuramente essere utile nella prevenzione delle malattie. #### Il concept degli smart glasses AR di Xiaomi > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:31 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana si è tenuto a Barcellona il Convegno del World Mobile Congress, nel quale insieme a numerosi annunci relativi al settore della telefonia mobile non sono mancate novità nell'ambito della realtà aumentata. A destare parecchio interesse è stato in particolare la presentazione dei nuovi Wireless AR Glass Discovery Edition di Xiaomi, ovvero un concept di occhiali AR particolarmente innovativi e ricchi di tecnologie all'avanguardia. Il primo aspetto degno di nota è sicuramente l'introduzione per la prima volta nel settore del display Retina realizzato con pannelli micro-OLED in grado di adattare la luminosità alle condizioni di luce ambientali, fino a un massimo di 1200 nits. Essendo basati completamente sulla tecnologia wireless, i nuovi AR Glass dispongono di un sistema di comunicazione a bassa latenza che garantisce un ritardo di appena 3 milisecondi nella connessione tra occhiali e smartphone, e fino a 50 milisecondi nello scambio di dati completo. Un valore molto simile a quello garantito da un cavo. Ma il vero punto di forza del nuovo concept di Xiaomi è il nuovo sistema di gesture studiato appositamente per fornire all'utente un controllo preciso, anche con un'unica mano, nella gestione di applicazioni, pagine web e persino della scrittura. Con la presentazione dei Wireless AR Glass Discovery Edition, Xiaomi ha platealmente dichiarato ai principali competitors del mercato di voler diventare un leader nel settore e, viste le potenziali implicazioni di questa tecnologia anche nel mondo del metaverso, sarà lecito aspettarsi nei prossimi anni parecchie novità nel mondo della realtà aumentata. #### L’Antonov An-225 tornerà a volare > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 04:17 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Microsoft Flight Simulator, uno dei simulatori di volo più apprezzati e realistici, introdurrà entro fine marzo l'Antonov AN-225 alla lista degli aerei pilotabili. Questo gigante dell'aviazione, che detiene il primato mondiale per lunghezza e apertura alare, è disponibile come aggiunta a pagamento per il gioco. Il prezzo per acquistarlo è di circa 20 euro, ma la somma verrà interamente devoluta a una raccolta fondi per la ricostruzione del secondo esemplare. Infatti durante l'invasione ucraina le forze armate russe distrussero l'aereo e solo alcune parti rimasero intatte. L'Antonov AN-225 nasce negli anni 80 come aereo per il trasporto spaziale, ma nel 2001 ricevette la certificazione per svolgere servizi commerciali. In seguito durante la pandemia di Covid-19 fu impiegato per il trasporto di materiale sanitario. Il livello di dettaglio dell'aereo riprodotto sia all'interno che all'esterno è elevatissimo e il suo movimento in versione digitale risulta molto realistico grazie all'aiuto del vero capitano dell'equipaggio dell'Antonov e degli ingegneri ucraini che hanno collaborato con il team di sviluppo di Flight Simulator. #### La memoria dell'umanità, dalla pietra allo Spazio > - Timestamp: 05:46 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Dati, Internet, Spazio - Tipologia: Topic **Davide**: Sono stati diversi i momenti in cui, durante questo podcast, abbiamo avuto l'occasione di parlare di dati, big data, di come elaborarli, di come sono sempre più indispensabili, soprattutto per fornire servizi sempre più personalizzati e migliori, ma anche come possono essere usati per gestire un'azienda o un paese. Argomento, tra l'altro, che abbiamo trattato proprio la scorsa settimana con Istat. E oggi continuiamo a parlare di dati, ma sotto un punto di vista completamente diverso. Questa puntata vuole infatti essere un viaggio nel tempo, nel sistema di archiviazione e comunicazione dell'informazione, che è inizio dalle origini dell'umanità fino ad arrivare al nostro più remoto futuro, immaginando una società che avrà superato i limiti del pianeta Terra e avrà colonizzato altri pianeti del sistema solare e, perché no, anche oltre. Le prime testimonianze storiche che possiamo paragonare a primitive forme di archiviazione e comunicazione sono sicuramente le famose pitture rupestri, che tutti abbiamo studiato sui libri di scuola. Ad oggi la più antica opera d'arte raffigurativa, di cui siamo a conoscenza, si trova in Indonesia e risale a ben 45.500 anni fa, durante il Paleolitico e ben prima dell'inizio della storia. Si possono dunque facilmente attribuire a queste opere i primi veri e propri tentativi intenzionali dell'essere umano di lasciare una sorta di traccia del suo passaggio, dei messaggi per le generazioni future. E di conseguenza questi possono considerarsi i primi, tra virgolette, "dati generati dall'uomo" che ne descrivevano lo stile di vita, le scene della sua quotidianità, la cultura, i pensieri. Dati che sono arrivati a noi in minima parte, mentre la maggioranza di queste informazioni sono state cancellate dal tempo. Ed è e sarà proprio il tempo il nemico principale e ricorrente di questa puntata. La vera svolta, però, come tutti sappiamo, è quella che ha messo fine alla preistoria per dare inizio alla storia, e cioè l'invenzione della scrittura. E da questo momento in poi che l'uomo ha potuto lasciare delle vere e proprie testimonianze scritte e comunicare con un linguaggio diverso da quello verbale, organizzarsi in società sempre più complesse e tramandare la conoscenza nei secoli. Insomma, il primo vero e proprio sistema di archiviazione della storia che è arrivato integro fino ai nostri giorni. Quello che nel corso dei millenni sono cambiati radicalmente sono invece i supporti su cui salvare le informazioni o, in questo caso, su cui scrivere, che da una parte sono migliorati permettendo una crescita esponenziale dei documenti prodotti, grazie a minori costi, maggiore flessibilità e comodità, ma che dall'altra spesso sono diventati più fragili, e non sono stati in grado di resistere all'inesorabile scorrere del tempo. Passiamo dai primi supporti, in pietra, metallo, ceramica o anche ossa di animali, dove si dovevano incidere le parole o simboli nel caso della scrittura geroglifica all'argilla che andava cotta o essiccata dopo l'incisione. Chiaramente non il massimo della comodità, dove per scrivere servivano diverse ore. Se però non distrutte dall'erosione o in altri modi, queste testimonianze sono giunte fino a noi, e in certi casi sono state anche fondamentali per la comprensione della lingua dell'epoca. Pensiamo ad esempio alla famosa Stele di Rosetta, che, realizzata nel 196 a.C., da una pietra di granito nero, con inciso un decreto delle tre lingue dell'epoca, geroglifici, demotico e greco antico, è stata la chiave per comprendere la lingua egizia antica, e quindi tradurre quei simboli prima sconosciuti in informazioni per scoprire gli segreti di quel popolo. In seguito, l'avvento di supporti più facili da usare e trasportare, e soprattutto archiviare, oltre ad una sempre più diffusa alfabetizzazione con la nascita di scrivi e altri lavori dedicati proprio alla conservazione della conoscenza, i documenti prodotti dall'uomo si sono moltiplicati a vista d'occhio. Alcuni di questi supporti sono le pergamene, usati principalmente in Egitto, o il papiro, che è stato utilizzato regolarmente fino alla caduta dell'impero romano d'Occidente, e in seguito dalla curia romana fino addirittura al X secolo. Interessante anche l'uso della cera d'api, che veniva utilizzata per conservare note o appunti temporanei, essendo facilmente cancellabile. Altri supporti erano anche la pelle o il cuoio, usati nell'antico Egitto, in Oriente e in Grecia. Dall'altra parte del mondo, in Asia, si utilizzava invece il bambù o la palma, ed è proprio qui che poi è nata nel primo secolo una grande rivoluzione nei supporti fisici, ossia la carta. Ma ciò che più sorprende era la volontà, già dal III secolo a.C., quasi 2300 anni fa, di realizzare enormi biblioteche che possiamo paragonare ai più moderni datacenter, dove contenere tutta la conoscenza dell'epoca, fatta da più di 500.000 rotoli, e renderla accessibile a chiunque un po come oggi Internet. Stiamo chiaramente parlando della Biblioteca d'Alessandria, andata come sappiamo distrutta e con lei la maggior parte della conoscenza in essa contenuta. Forse è proprio da qui che abbiamo capito l'importanza dei backup e dell'avere più copie identiche in luoghi diversi. Certo, oggi è tutto sommato facile, ma prima della nascita dell'informatica non era affatto semplice ricopiare a mano centinaia di migliaia di documenti, pratica portata avanti con grande precisione e professionalità per secoli dai monaci amanuensi durante il Medioevo. Poi un'altra rivoluzione: in Cina nel 1041 e in Europa nel 1455 viene inventata la stampa, che ha cambiato per sempre l'accesso all'informazione, abbassando decisamente i costi di produzione e permettendo a sempre più persone di leggere e conservare libri, giornali e altri documenti, che in questo modo sono riusciti ad aggiungere fino ai giorni nostri. Se in un orologio potessimo segnare tutte queste rivoluzioni, dalle prime pitture rupestri fino ai giorni nostri, ci accorgeremo di quanto i processi creativi e l'invenzione di nuovi strumenti e nuove tecnologie siano con il tempo accelerati esponenzialmente. Se le prime tracce create dall'uomo si posizionassero qualche secondo dopo la mezzanotte, ecco che l'invenzione della scrittura sarebbe alle 21.20, quella della carta alle 23, quella della stampa alle 23.30, fino a arrivare alle 23.55 con l'invenzione delle prime schede perforate, di cui parleremo fra poco e di internet alle 23.59. Conseguentemente all'avvento del digitale, quindi nei pochissimi minuti finali della nostra storia fino ad oggi, l'archiviazione, l'accesso e la produzione dei dati è cambiata come non ha mai fatto prima. Se i primi calcolatori utilizzavano programmi e dati usando delle schede perforate, ossia delle schede metalliche o di altri materiali dove diversi buchi rappresentavano specifici caratteri o segnali, solo qualche anno dopo, nel 1948, è stato per la prima volta presentato il concetto di Bit, come unità fondamentale dell'informazione che ha iniziato l'era del digitale. Dopo le schede perforate, infatti, passiamo ai nastri magnetici, in certi contesti utilizzati ancora oggi, dal momento che riescono a memorizzare un'enorme quantità di dati. Le ultime versioni, ad esempio, hanno una capacità di 185TB per un singolo nastro. Se all'inizio, quindi, venivano usate per memorizzare tracce audio o video con l'avvento del digitale e delle tecniche di codifica e di compressione, che potranno essere approfondite in una puntata dedicata, abbiamo potuto sfruttare questa tecnologia per conservare migliaia di dati e documenti in spazi sempre più piccoli, garantendo che questi rimangano memorizzati a lungo senza problemi. Problemi che, però, sorgono nel momento in cui si cerca di accedere a questi dati. I nastri magnetici sono infatti dischi molto lenti e dunque incompatibili con le esigenze moderne, se non come backup o archivi a cui accedere raramente. Ci sono poi i CD e i DVD, che hanno segnato diverse generazioni, ma che ormai, da qualche anno, sono giunti al capolinea, ampiamente superati proprio dalle chiavette USB e poi dal cloud. Sistemi di archiviazione più moderni sono gli Hard Drive Disk, o comunemente chiamati Hard Disk, che possiamo vedere come un compromesso tra i dischi magnetici, data la loro alta capacità di immagazzinare i dati e i costi per realizzarli, e gli SSD o dischi allo stato solido, che hanno dalla loro un'altissima velocità di lettura e scrittura, ma sono molto costosi e si possono danneggiare facilmente. E qui siamo ormai arrivati ai giorni nostri, con tecnologie che utilizziamo tutti i giorni e sono da anni diventate parte della normalità e della quotidianità. Grazie a queste tecnologie, a internet soprattutto e agli enormi datacenter che sono stati costruiti negli anni, siamo riusciti a produrre e immagazzinare miliardi e miliardi di dati, mai quanto prima nella storia dell'umanità. Per dare un riferimento, uno studio di IBM del 2015 sostiene che il 90% dei dati disponibili nel mondo sono stati prodotti solo nei due anni precedenti, destinati a crescere esponenzialmente di anno in anno e così è stato. Social media, siti web, programmi, PC, console di videogame, telefoni, TV, dispositivi IoT e ad oggi anche orologi e occhiali. Tutte queste tecnologie, ogni secondo, raccolgono, elaborano e salvano enormi quantità di informazioni che vengono archiviate al sicuro nel cloud, di cui abbiamo ampiamente parlato qualche puntata fa. Insomma, con l'avvento del digitale, oggi chiunque può accedere a creare informazioni, cosa che fino a qualche secolo fa era prerogativa solo di alcuni pochi individui. Ed è nostro compito conservare questi dati per le generazioni future, preservare le memorie passate, archiviandole e digitalizzandole per essere accessibili a tutti. Ma in questa puntata vogliamo fare un passo ulteriore. Vogliamo superare la mezzanotte dell'orologio, della storia umana e guardare i minuti e alle ore di domani del nostro futuro. Immaginiamo per un istante una società che è riuscita, ad esempio, a colonizzare pianeti oltre la Terra, come il vicino Marte, che ad oggi è il più papabile, ma magari anche pianeti di altri sistemi stellari. Quali sono le sfide a cui una società interplanetaria andrebbe incontro? Come farà preservare le memorie dell'umanità o a comunicare con gli abitanti degli altri pianeti? Forse é ancora abbastanza presto per affrontare questi problemi, ma può essere sicuramente interessante provare a immaginare, con la tecnologia di oggi, quali possono essere queste possibili soluzioni. E qualche esempio fortunatamente ce lo abbiamo già. Uno, se non il più importante problema che forse non sarà mai affrontabile definitivamente è quello delle telecomunicazioni. Al momento, grazie alla rete in fibra ottica, possiamo ottenere il massimo livello di prestazioni possibile, trasmettendo enormi quantità di dati a velocità prossime a quelle della luce. Ed è proprio questo il limite. Oltre questa velocità non possiamo andare, e non potremo mai andare, rendendo impossibili comunicazioni nello spazio in tempo reale. Pensiamo solo alla Stazione Spaziale Internazionale. Seppur la connessione riesca a raggiungere anche i 300 megabit al secondo, la latenza è di circa 500 millisecondi, mezzo secondo, e chi gioca online sa benissimo quanto questo possa essere insostenibile. E per Marte la situazione è chiaramente peggiore. Per compiere la distanza media che ci separa dal pianeta rosso, la luce impiega circa 13 minuti, che scendono solo a 3 nel momento in cui questo è il più vicino possibile alla Terra. Attualmente quindi le agenzie spaziali comunicano con i rover su Marte inviando un blocco di comandi e le azioni da eseguire con largo anticipo, di fatto operando in differita. Constatata l'impossibilità delle comunicazioni in tempo reale, però, rimangono ancora delle questioni in sospeso, ossia l'accesso e l'immagazzinamento ai dati e alle informazioni. Sul pianeta di destinazione sarebbe prima di tutto necessaria un'infrastruttura Internet locale, in grado di trasportare le informazioni tra i cittadini in modo rapido e istantaneo, così come avviene sulla Terra. Assieme all'infrastruttura, poi, sono sicuramente necessari dei datacenter dove immagazzinare l'informazione e i dati prodotti, presenti e passati. L'idea, infatti, può essere quella di avere un'esatta copia dei dati su tutti i vari pianeti abitati, da trasferire in massa in un primo momento e in seguito inviando di volta in volta le modifiche per tenere aggiornate tutte le varie copie, o inviando enormi quantità di dati tramite sonde spaziali. I sistemi di archiviazione sono sempre in costante sviluppo, e può essere tranquillamente possibile disporre di sistemi in grado di immagazzinare enorme quantità di dati in uno spazio minuscolo. Un esempio possiamo già averlo con i dischi 5D, di cui abbiamo parlato nella puntata "Quale sarà il futuro dei nostri ricordi digitali?" . Se in un futuro, poi, riuscissimo a viaggiare nello spazio sfruttando i wormhole, come quelli che abbiamo visto nel film Interstellar, si potrebbe veramente pensare di avere un accesso all'informazione condivisa e in tempo quasi reale, magari giornaliero, tra tutti i pianeti abitati. Ma siamo chiaramente nella più lontana fantascienza. Infine, c'è un altro problema che però riguarda anche il futuro più prossimo, ed è quello dell'obsolescenza della tecnologia. Abbiamo parlato di CD, di DVD e di come questi ormai non siano più utilizzati e accessibili dai più recenti computer, così come le musicassette o altri supporti nel tempo abbandonati. Ma così anche come i formati di file, che con nuovi software e nuovi standard rischiano di essere persi per sempre. La capacità di tenersi sempre aggiornati per conservare non solo i ricordi del presente, ma preservare anche quelli passati, è fondamentale ed è anche un problema che tutti noi dobbiamo fin da subito tenere in considerazione, per tramandare il più possibile la nostra storia alle generazioni future. Per ora queste sono tutte ipotesi, se vogliamo piccoli esercizi di immaginazione per cercare di capire come potrà essere l'accesso all'informazione in una società divisa su più pianeti. Ma semmai raggiungeremo questi livelli, e come affronteremo questi problemi, solamente i nostri lontani discendenti lo sapranno. Un piccolo passo lo stiamo facendo con le missioni Artemis, che riporteranno l'uomo sulla Luna, e creeranno una base lunare, e con i primi passi per tradurre in realtà i viaggi con equipaggio umano sul pianeta rosso. E mentre noi immaginiamo ed ipotizziamo problemi e soluzioni, ricordiamoci che c'è una piccola sonda, la Voyager 1, che da decenni ormai sta viaggiando nello spazio, ed è da poco riuscita ad uscire dal sistema solare, che porta con sé un piccolo disco d'oro, che chissà magari un giorno raggiungerà altri pianeti e altre civiltà, trasmettendo una piccola parte della memoria dell'umanità, dei nostri aspetti migliori, e che potrà essere una testimonianza per dirgli che nemmeno loro sono soli in questo vasto, vastissimo universo. #### Conclusione - Timestamp: 21:16 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e10 ## Sodexo BRS Italia: i buoni pasto e il welfare diventano digitali > Negli ultimi anni, il [mondo del lavoro](http://www.lavorochecambia.lavoro.gov.it/documenti/Documents/Il-lavoro-che-cambia-MIN-LAV.pdf) sta diventando sempre più digitale e le aziende stanno cercando di sfruttare le opportunità offerte dalle tecnologie per migliorare gli aspetti legati all’[engagement](https://www.digital4.biz/hr/talent-management/employee-engagement-come-coinvolgere-i-dipendenti-in-azienda/) e alla [talent retention](https://www.michaelpage.it/advice/consigli-di-management/attrarre-talenti/talent-retention-trattenere-i-migliori-talenti). In questo contesto, i servizi digitali per i dipendenti stanno diventando sempre più importanti e diffusi, poiché consentono di semplificare le attività quotidiane dei lavoratori e di offrire loro incentivi e ricompense in modo più efficiente e personalizzato. Come può questo approccio essere concretamente applicato al mondo del lavoro? Lo chiediamo ad [Anna Maria Mazzini](https://www.dentrolatecnologia.it/anna.maria.mazzini.html), Chief Growth Officer di [Sodexo](https://www.dentrolatecnologia.it/sodexo.html) Benefits & Rewards Services Italia. Nella sezione delle notizie parliamo di [Comau](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e26?t=242) che entra nel progetto europeo [SPINMATE](https://www.spinmate.eu) e di una [intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) che trasforma i segnali cerebrali in immagini. - Stagione: 5 - Episodio: 10 - Data di pubblicazione: 2023-03-11 06:45:00 - Durata: 21:55 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e10](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e10) - Episodi correlati: - Tag: sodexo multi,chief growth officer,Anna Maria Mazzini,sodexo benefits and rewards services italia,buoni pasto,app,applicazione,dati,digitalizzazione,datore di lavoro,azienda,dipendente,incentivi,defiscalizzazione,comau,spinmate,unioneeuropea,batterie,produzione,intelligenza artificiale,ia,sogni,immaginazione,ia generativa,stable diffusion ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Anna Maria**: Il mondo del welfare non si sa perché sempre è rimasto un po indietro da questo punto di vista, nel senso che tutti noi che tutti i giorni usiamo app molto avanzate, quando entriamo in azienda e dobbiamo utilizzare i nostri benefit, invece in teoria ci dovremmo poter accontentare di portali o di app che magari sono ferme a qualche anno fa. In realtà come Sodexo Benefits and Rewards abbiamo scommesso su questo punto, abbiamo completamente ridisegnato tutte le nostre esperienze digitali e quindi oggi cerchiamo di offrire a tutti i nostri utilizzatori un'esperienza che veramente è in linea con quello che poi tutti i giorni si aspettano e riescono ad usufruire in tutti gli altri ambiti della loro vita. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo con Sodexo Benefits and Rewards Services Italia come si possono digitalizzare i buoni pasto e gli incentivi per soddisfare ogni singola esigenza del lavoratore. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Comau entra nel progetto europeo SPINMATE > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:39 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Batterie - Tipologia: Notizia **Davide**: La società torinese Comau, con la quale abbiamo parlato di robotica nella puntata "Comau: robot ed esoscheletri al servizio dell'industria" è entrata a far parte del progetto europeo Spinmate, che avrà il compito di sviluppare processi innovativi e scalabili nella produzione di celle per batterie allo stato solido. L'obiettivo del progetto, finanziato dall'Unione Europea, è quello di creare una linea pilota digitalizzata che permetta la produzione di massa di batterie allo stato solido. Per precisare ulteriormente il concetto, è importante chiarire che le batterie allo stato solido sono composte appunto da elementi solidi, compreso l'elettrolita, il quale invece nelle batterie tradizionali agli ioni di litio è composto da un gel di solventi organici. Sviluppare batterie allo stato solido consentirebbe dunque di ridurre l'ingombro e allo stesso tempo di aumentare la densità energetica a parità di volume, ottenendo così una maggiore capacità di accumulo di kilowatt-ora a parità di spazio. Nel progetto Spinmate, Comau avrà il ruolo di dirigere la strategia di digitalizzazione della linea pilota e determinare quali attrezzature e strumenti impiegare per la gestione dei materiali di nuova generazione nella fase di assemblaggio automatico delle celle allo stato solido. #### Un’IA che trasforma i segnali cerebrali in immagini > Fonte: Vice.com - Timestamp: 02:59 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Ogni giorno ormai vengono rilasciati sempre più algoritmi di intelligenza artificiali dedicati a problemi sempre più specifici, e anche l'attività dei ricercatori molto spesso a che vedere con il campo del machine learning. E l'ultima novità viene dai ricercatori dell'Università di Osaka, che sono riusciti a sviluppare un'intelligenza artificiale in grado di disegnare delle immagini in alta qualità partendo dall'attività celebrale. In pratica sarà possibile creare un disegno partendo dalla nostra immaginazione con ancora tutti i limiti del caso, chiaramente. Il funzionamento in breve prevede prima la generazione di un'immagine partendo dai segnali celebrali, poi la traduzione dei segnali in una forma testuale. Combinando le due cose, i ricercatori hanno poi usato un'intelligenza artificiale generativa, come quella di DALL-e o Midjourney, per generare l'immagine finale, che è stata infine ingrandita per aumentarne la qualità. Insomma, le premesse sono più che ottime, e se questa ricerca sarà sviluppata ulteriormente, in futuro magari un giorno potremo anche registrare i nostri sogni. #### Sodexo: i buoni pasto e il welfare diventano digitali > - Timestamp: 04:19 - Autori: Sodexo, Anna Maria Mazzini, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Dati, Lavoro - Tipologia: Intervista **Davide**: Le persone sono ormai abituate a interagire e interfacciarsi con servizi sempre più digitali. Questi servizi semplificano la vita e permettono di risparmiare tempo. Ma come può questo approccio essere applicato anche al mondo del lavoro, per godere degli incentivi e delle ricompense ai dipendenti? Lo chiediamo ad Anna Maria Mazzini, Chief Growth Officer di Sodexo Benefits and Rewards Services Italia. Benvenuta Anna. **Anna Maria**: Ciao ciao Davide, buongiorno a tutti. **Davide**: Chi è quindi Sodexo Benefits and Rewards Services Italia? **Anna Maria**: Allora, Sodexo Benefits and Rewards Services Italia è leader per i servizi di welfare aziendale che offriamo in maniera totalmente digitalizzata ormai al giorno d'oggi. Cosa significa welfare aziendale? Sono fondamentalmente tutti quei benefit che le aziende possono erogare ai propri lavoratori e ai propri dipendenti in forma defiscalizzata. Quindi a seconda del servizio a cui facciamo riferimento ci sono delle soglie differenti ma sostanzialmente consentono all'azienda di far felici i propri dipendenti con dei forti vantaggi fiscali. Per esempio i nostri servizi spazzano dai benefit come il buono pasto che oggi è fondamentalmente il modo più semplice per garantire una pausa pranzo di qualità ai propri dipendenti fino ai buoni acquisto e buona benzina e ad avere i propri programmi strutturati di welfare. Come gruppo Sodexo siamo presenti in più di 60 paesi al mondo quindi è una realtà molto consolidata ed è per esempio il primo datore di lavoro francese al mondo. **Davide**: Ok e in che modo la digitalizzazione sta influenzando il settore dei buoni pasto e dei benefit aziendali e come è cambiato rispetto al passato l'erogazione di questi buoni, di questi benefit e in tutto questo poi qual è stato l'impatto dello smartworking durante la pandemia e che cosa ha comportato, che cambiamento ha portato in questo sistema? **Anna Maria**: La digitalizzazione è stato sicuramente un elemento di forte accelerazione, di forte cambiamento anche per il nostro settore. Fondamentalmente i servizi digitali consentono di nuovo alle aziende ma quindi poi a tutti noi in quanto lavoratori, in quanto dipendenti di godere di questi benefici, di questi benefit in maniera molto più semplificata rispetto a prima. Se prendiamo per esempio il buono pasto e facciamo riferimento al buono pasto elettronico, mentre prima avevamo tutti una tesserina elettronica quindi dotata di un chip con cui fondamentalmente tu vai al ristorante o vai al supermercato a fare la spesa o a acquistare il pranzo in paura pranzo, inserisci la tesserina nel post e hai la possibilità adesso di utilizzare i tuoi buoni pasto. C'è però tutto un mondo che è quello vero e proprio digitale quindi di tutti gli asset per cui la app, il sito, in cui tu poi hai tutta una serie di informazioni, hai la possibilità di seguire i tuoi movimenti, tutto lo storico di quello che hai fatto, sapere in ogni momento quanti buoni pasto hai a disposizione che è un qualche cosa di tipicamente appunto digitale. Se pensiamo per esempio nel nostro caso all'ultimo prodotto che abbiamo portato sul mercato, parliamo di Sodexo Multi e della nostra Virtual Card, abbiamo un ulteriore vantaggio, cioè le aziende oggi possono offrire ai propri dipendenti i buoni pasto in maniera totalmente virtuale quindi sostanzialmente il pagamento dei buoni pasto avviene tramite l'app, con la stessa app gli utilizzatori vanno dagli esercenti durante la loro pausa pranzo e qui abbiamo tantissimi vantaggi. Il primo è quello dell'utilizzo, perché appunto non c'è più bisogno di ricordarsi la card, di portarsela dietro dove l'ho messa, dove non l'ho messa. Dall'altra parte invece abbiamo anche un vantaggio che è quello della forte sostenibilità che questo servizio consente di portare avanti perché chiaramente è plastic free, non c'è più la produzione delle card stesse e anche tutti quelli che sono i tempi e la logistica di distribuzione delle card vengono completamente azzerati, di nuovo con una forte ricaduta sostenibile sul pianeta, è stato tutto quello che facciamo. La sostenibilità è sicuramente uno degli elementi che per noi come Sodexo oggi è molto importante. Facevi riferimento giustamente allo smartworking, lo smartworking ha completamente cambiato anche qui la modalità con cui alcuni dei nostri servizi vengono erogati o con cui i lavoratori possono beneficiare di quello che offriamo, intanto perché prima ognuno era abituato ad avere la pausa fondamentalmente nei presti del proprio ufficio, quindi si giravano un po i locali lì attorno e con i colleghi giustamente si andava a fare la pausa pranzo. Oggi questo è completamente cambiato intanto perché si lavora tutti magari da casa, magari sì in ufficio, ma magari anche ogni tanto da qualche luogo più piacevole e quindi la copertura che noi dobbiamo offrire, per esempio per l'utilizzo dei buoni pasto stessi, è completamente cambiata e molto più ampia di quella che non era ieri. Inoltre l'utilizzatore, quindi poi chi effettivamente utilizza i nostri servizi, ricerca molto più flessibilità di prima anche proprio nell'ambito digitale perché è una delle cose che è successa e che si è vista in maniera molto importante e accelerato un po dalla pandemia, è stato anche l'e-commerce. L'Italia non ha mai brillato per l'adozione dei servizi digitali nel nostro paese, in realtà comunque negli ultimi anni c'è stata una crescita molto importante dell'utilizzo di tutti i sistemi digitali e questo fa anche sì che si chieda molta più flessibilità ma anche molta più qualità nell'esperienza digitale stessa. Il mondo del welfare non si sa perché sempre è rimasto un po indietro da questo punto di vista nel senso che tutti noi che tutti i giorni usiamo app molto avanzate e tra alcune di quelle più popolari che tutti conosciamo da Spotify a Netflix quando entriamo in azienda e dobbiamo utilizzare i nostri benefit invece in teoria ci dovremmo poter accontentare di portali o di app che magari sono ferme a qualche anno fa. In realtà come su Sodexo Benefits and Rewards abbiamo scommesso su questo punto, abbiamo completamente ridisegnato tutte le nostre esperienze digitali e quindi oggi cerchiamo di offrire a tutti i nostri utilizzatori un'esperienza che veramente allinea con quello che poi tutti i giorni si aspettano e riescono ad usufruire in tutti gli altri ambiti della loro vita. **Davide**: Ok e invece quale importanza stanno assumendo i benefit in azienda? Perché oggi sentiamo sempre più spesso parlare anche del rapporto tra il benessere psico-fisico della persona e il lavoro che svolge quindi immagino che è un aspetto su cui le aziende stanno puntando molto. **Anna Maria**: Allora i benefit sono sicuramente oggi uno strumento che le aziende hanno a disposizione per contribuire a quella che è la felicità dei propri dipendenti. A noi piace proprio sempre usare questo concetto della felicità, nel senso che poi i motivi per cui un dipendente, un lavoratore, resta in azienda sono molto vari, la motivazione passa da tantissimi chiaramente elementi di coinvolgimento dal progetto aziendale, da quello che poi ovviamente è l'attività giorno per giorno, ma è chiaro che il benefit rimane una delle possibilità che l'azienda ha per incentivare fondamentalmente i propri lavoratori. Qui abbiamo due grandi mondi, il primo è quello del buono pasto, che è quello un pochino più diffuso e diciamo ha un grande vantaggio che è quello della defiscalizzazione per cui all'interno di certe soglie, e se parliamo del buono pasto elettronico in questo caso per esempio si tratta di 8 euro al giorno, sia l'azienda che il lavoratore fondamentalmente ha dei forti benefici fiscali, ma poi abbiamo invece quello del buono acquisto che è un ulteriore elemento di motivazione che fondamentalmente l'azienda può dare al proprio dipendente, perché il buono acquisto si presta moltissimo ad essere un vero e proprio elemento di incentivazione, quindi può essere utilizzato come bonus, può essere utilizzato come premio di fronte a un ottimo risultato raggiunto e anche in questo caso i vantaggi fiscali sono sia lato dipendente che lato azienda. Gli elementi di gratificazione sono importantissimi nella vita di tutti noi, perché poi alla fine appunto sicuramente ci sono tanti elementi così che non si possono toccare, che ci rendono felici al lavoro, è chiaro che un incentivo invece un pochino più concreto come può essere quello di buon acquisto di un programma di welfare evidentemente crea anche tutto un altro tipo di legame con l'azienda stessa. **Davide**: Ormai la digitalizzazione ci è abituati a servizi sempre più personalizzati e come dicevi anche tu prima c'è anche un'aspettativa molto elevata da parte del lavoratore che magari nella vita di tutti i giorni è abituato a un certo livello di servizio, di esperienza e giustamente si aspetta la medesima esperienza anche nell'ambito lavorativo. Questo avviene anche in una realtà come la vostra? Come può la tecnologia soddisfare maggiormente a ogni singolo lavoratore? **Anna Maria**: Il nostro obiettivo è sicuramente quello di riuscire a venire incontro ai nuovi bisogni dei lavoratori migliorando la qualità di vita indipendentemente dal luogo di lavoro o della tipologia di azienda per cui si trovano a lavorare. Dal nostro punto di vista quello che riusciamo ad offrire con la tecnologia è la massima flessibilità, quindi la flessibilità come forma di personalizzazione, cioè tutti i nostri servizi fondamentalmente danno al lavoratore finale la possibilità di scegliere. Scegliere all'interno di una rete molto molto ampia perché se torniamo per esempio ai buoni acquisto che nominavamo prima noi oggi lavoriamo con 15.000 esercenti online e fisici e quindi l'utilizzatore ha la possibilità in qualsiasi momento con un click o entrando in uno di questi negozi fondamentalmente di usufruire del proprio benefit. Lo stesso vale lato buono passo perché in quel caso parliamo di una rete che è vicina ai 100.000 esercenti e quindi si tratta di una flessibilità sia da un punto di vista di utilizzo perché posso scegliere se voglio usare la card, se voglio usare il cellulare e quindi la transazione via mobile sia effettivamente sul territorio. Questo è un primo livello diciamo di personalizzazione dove fondamentalmente ognuno trova un po quello che va bene per se stesso. Non è tutto perché l'altra cosa che la digitalizzazione consente di fare è anche di lavorare sui numeri, sui risultati e quindi su tutto quello che noi poi possiamo analizzare ovviamente in maniera assolutamente aggregata ed anonima per andare a capire laddove si concentrano le preferenze e gli interessi dei nostri utilizzatori e quindi poi di conseguenza andare ad utilizzare questi input - chiamiamoli così - per migliorare continuamente il nostro servizio. Questo è un elemento che già solo qualche anno fa era totalmente impensabile in un settore come il nostro ma che invece oggi è nella quotidianità di tutto quello che proponiamo. **Davide**: E ci puoi fare un esempio concreto di quest'ultimo aspetto? **Anna Maria**: Sicuramente appunto uno degli ambiti dove utilizziamo di più poi fondamentalmente big data perché stiamo parlando di un'applicazione delle analisi di tutti quelli che sono in trend dei nostri utilizzi è quella della tipologia di esercenti da andare ad includere nella nostra rete questo si applica sia a programmi di welfare più strutturati che di nuovo per esempio ai buoni acquisto. Nel momento in cui notiamo che c'è un interesse particolarmente in crescita o magari anche non in crescita su un certo ambito è lì che andiamo ad assicurarci di avere una copertura ottimale quindi poi i colleghi si attivano per trovare dei nuovi esercenti per capire se ci sono state delle difficoltà magari di utilizzo oppure come si possono migliorare ulteriormente i nostri canali di comunicazione la modalità con cui aiutiamo i nostri utilizzatori poi effettivamente a spendere i buoni. Quindi gli utilizzi poi sono diversi e possono cambiare a seconda un po di quello che a cui ci riferiamo ma sicuramente andiamo sempre in più incontro a quelli che sono gli interessi dei nostri utilizzatori. In realtà, per esempio, anche il nuovo prodotto di cui parliamo prima, quindi la Virtual Card Sodexo Multi è un po nata così perché è nata fondamentalmente dall'ascolto di tutti i feedback che abbiamo raccolto sia da parte dei nostri utilizzatori che dei nostri clienti. **Davide**: Un altro aspetto interessante legato al mondo delle aziende è quello delle risorse umane e in che modo la tecnologia viene utilizzata quindi per migliorare l'efficienza e l'efficacia della gestione appunto delle risorse umane all'interno di un'azienda? **Anna Maria**: Sì, anche qui diciamo che l'ambito tecnologico è sicuramente cresciuto molto negli ultimi anni proprio per la gestione delle HR in generale. Sono diversi gli ambiti di utilizzo nel senso che a dirà dell'aspetto appunto poi di cui occupiamo più direttamente noi e quindi tutta la parte dei Benefit di cui abbiamo prima parlato, ci sono tantissimi altri ambiti in cui la tecnologia può essere di supporto. Intanto, nuovamente tornando sul tema dell'ascolto nel senso che poi a seconda di come sono costruite le organizzazioni magari il Dipartimento HR non ha sempre tempo o banalmente possibilità per le dimensioni aziendali di mettersi in contatto con tutti i propri dipendenti, ascoltare tutti i propri dipendenti. Sicuramente la tecnologia oggi consente ai Dipartimenti HR di raccogliere magari in maniera molto più semplice e veloce di prima i feedback dei propri dipendenti. Pensiamo per esempio alle survey che un Dipartimento HR può andare a realizzare nel momento in cui per tempo o anche semplicemente per dimensione non può andare a chiedere a tutti i propri migliaia di dipendenti il feedback su un qualche cosa. La tecnologia però ogni tanto viene anche un po vista come una diciamo un limite nel senso che ogni tanto ci capita di parlare con direttore di risorse umane che fondamentalmente vedono nella tecnologia il rischio di disintermediare il rapporto tra l'azienda e il lavoratore. Questo invece è un qualche cosa che noi cerchiamo sempre di diciamo mettere in un'altra luce perché poi fondamentalmente la tecnologia oggi consente di andare ad arricchire il ruolo dell'HR, di dare all'HR un diverso ruolo in azienda molto più strategico magari rispetto al periodo precedente perché fondamentalmente può inserire all'interno del mondo HR tutti quelli che sono i servizi di personalizzazione per i propri dipendenti che ieri non sarebbero stati i possibili. **Davide**: Va bene grazie allora Anna per averci raccontato questi aspetti del mondo del lavoro che grazie alla digitalizzazione stanno cambiando sempre più velocemente alla prossima. **Anna Maria**: Grazie a te, grazie a tutti, ciao. #### Conclusione - Timestamp: 21:03 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e11 ## Digitalizzare per promuovere una cultura senza confini > La tecnologia, più nello specifico internet, possiede il vantaggio di rendere più accessibile e fruibile un contenuto digitalizzato rispetto alla versione originale. Questo viene fatto eludendo barriere apparentemente invalicabili come ad esempio la [censura](https://www.treccani.it/vocabolario/censura/). In questa puntata non ci poniamo l’obiettivo di analizzare le soluzioni per aggirare la censura, tema già trattato in una [puntata dedicata](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e39?t=274), ma vediamo appunto come la tecnologia riesce, spesso nelle modalità più inverosimili, a rendere più accessibili i contenuti digitalizzati. E a proposito di inverosimile, un esempio che affrontiamo è la [Uncensored Library](https://www.uncensoredlibrary.com/en), una biblioteca collocata nel posto a cui nessuno penserebbe minimamente, [Minecraft](https://www.minecraft.net/it-it). Nella sezione delle notizie parliamo di Google che introdurrà [IA](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) in [Workspace](https://workspace.google.it/intl/it/), di Microsoft che sigla un nuovo accordo con [Boosteroid](https://boosteroid.com) e infine di Enel e [Newcleo](https://www.newcleo.com) che collaboreranno per lo sviluppo del [nucleare di IV generazione](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e22?t=251). - Stagione: 5 - Episodio: 11 - Data di pubblicazione: 2023-03-18 06:45:00 - Durata: 15:54 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e11](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e11) - Episodi correlati: s4e39, s5e9 - Tag: cultura,patrimonio,digitalizzazione,uncensoredlibrary,minecraft,musei,stampa3d,interattività,bibliotechedigitali,comunicazione,microsoft,boosteroid,activision,sony,cloud gaming,call of duty,cod,ia,google,google workspace,gmail,documenti,presentazioni,meet,intelligenza artificiale,enel,newcleo,nucleare,fissione,reattoreveloce ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proviamo ad analizzare come la tecnologia riesca, in diversi modi, a rendere più accessibile la conoscenza umana, promuovendo una cultura senza confini. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### L’IA anche in Google Workspace > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo Microsoft, che con il nuovo chatbot integrato a Bing sta acquisendo sempre più utenti, anche Google ha annunciato diverse novità per quanto riguarda l'integrazione dell'intelligenza artificiale nei suoi prodotti, in particolare in Gmail e in Google Workspace, ossia la suite per l'ufficio che comprende Drive, Documenti, Fogli, Presentazioni e molto altro. Google vuole infatti introdurre una sorta di collaboratore, in grado di scrivere autonomamente dei testi in base alle richieste dell'utente, proprio come fa ChatGPT. Per quanto riguarda Gmail, l'intelligenza artificiale di Google potrà proporre delle risposte, ma anche riassumere intere conversazioni, correggere, scrivere e riscrivere testi nell'app Documenti, creare sfondi e immagini per le presentazioni, generare formule e assistere l'utente nell'analisi dei dati sull'app Fogli e molto altro. Per quanto riguarda Google Meet, invece, l'intelligenza artificiale riuscirà a prendere appunti in tempo reale su quanto viene detto nella chiamata e generare un testo riassuntivo della conversazione. Inoltre, sarà anche possibile riscrivere i testi usando diversi toni, da più formali e professionali a più informali e leggeri. Al momento le funzionalità sono limitate solo a pochi utenti, per una prima fase di test, fino ad arrivare al lancio vero e proprio probabilmente nel corso di quest'anno. Infine, Google vuole specificare che questi strumenti non intendono sostituire l'essere umano, ma al contrario vogliono essere un aiuto per favorire l'ingegno e la creatività che rimane una prerogativa umana. #### Microsoft sigla un nuovo accordo > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:36 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Microsoft ha siglato un accordo con l'azienda ucraina Boosteroid per portare Call of Duty e altri titoli Xbox per PC nel servizio di streaming Boosteroid per almeno i prossimi dieci anni. L'acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft, di cui abbiamo già parlato più di un anno fa, sembra essere sempre più vicina, e la casa di Redmond sta fissando una serie di patti volti a facilitare l'approvazione dell'operazione. Inoltre, l'accordo con Boosteroid si aggiunge ai recenti accordi siglati con Nintendo e Nvidia, che rende ancora più chiaro alle autorità di regolamentazione che la futura acquisizione di Activision Blizzard renderà Call of Duty disponibile su un numero di dispositivi molto maggiore rispetto al passato. Questo perché Sony si dice preoccupata dall'accordo, affermando di non potersi fidare delle parole di Microsoft e sostenendo che Microsoft voglia escludere la distribuzione di molti titoli sulle console PlayStation di Sony. #### Enel e Newcleo per lo sviluppo del nucleare di IV generazione > Fonte: Enel.com - Timestamp: 03:37 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Il gruppo Enel e la società di tecnologie nucleari Newcleo hanno annunciato di aver firmato un accordo di cooperazione con l'obiettivo di condividere conoscenze e lavorare su progetti di tecnologia nucleare di quarta generazione, di cui avevamo parlato nella puntata "ENEA: fissione e fusione nucleare per alimentare il futuro" , per fornire una fonte di energia sicura e stabile e ridurre allo stesso tempo i volumi di scorie radioattive prodotte. Secondo l'accordo, Enel collaborerà fornendo principalmente competenze specialistiche attraverso la condivisione di personale qualificato del gruppo italiano, mentre Newcleo si è impegnata nel garantire ad Enel un'opzione come primo investitore nella realizzazione del primo impianto nucleare fuori dall'Italia. Il prossimo obiettivo di Newcleo, infatti, è proprio quello di progettare e costruire il primo mini reattore veloce al piombo da 30 MW elettrici in Francia entro il 2030, il quale si occuperà di fornire energia principalmente per esigenze commerciali o piccole aree come isole o comunità remote. #### Digitalizzare per promuovere una cultura senza confini > - Timestamp: 05:01 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Arte & Cultura, Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: Secondo Aristotele, la caratteristica fondamentale che distingue l'uomo dall'animale e da ogni altra forma di vita presente su questo pianeta è il logos, ovvero la capacità di pensare e ragionare e articolare un discorso in un linguaggio specifico. Queste capacità, uniche nel loro genere, si sono notevolmente volute nel corso dei millenni e grazie a invenzioni come la scrittura e la capacità di archiviare, di cui abbiamo parlato nella puntata La memoria dell'umanità dalla pietra allo spazio, ogni ragionamento, studio, riflessione e filosofica è stata registrata in documenti di vario genere che oggi definiscono e racchiudono il patrimonio culturale mondiale dell'umanità. In virtù della loro storia e unicità, i beni culturali rappresentano oggi un settore produttivo che crea ricchezza, integrazione sociale, istruzione e senso di appartenenza ad una società, e per tali caratteristiche è indispensabile che vengano conservate al meglio possibile e in modo tale che riescano a soddisfare le esigenze delle generazioni future. Sulla base di questi presupposti, la tecnologia ha dunque iniziato a ricoprire un essenziale ruolo nella gestione e nella raccolta dei beni storico-culturali attraverso la digitalizzazione, le cui caratteristiche consentono ad esempio di svincolare il contenuto di un manoscritto dalla carta vera e propria, un materiale a cui siamo ancora oggi affezionati ma che presenta non pochi problemi legati soprattutto alla conservazione. Per di più, oltre ad archiviare e dunque garantire ad un'opera letteraria un vero e proprio backup, la tecnologia, più nello specifico internet, possiede il vantaggio di rendere più accessibile e fruibile un contenuto digitalizzato rispetto alla versione originale, eludendo barriere apparentemente invalidabili come ad esempio la censura. Sia chiaro però, questa puntata non si pone come obiettivo quello di analizzare le soluzioni per aggirare la censura, tema già trattato per alcuni aspetti nella puntata dedicata al funzionamento delle VPN dello scorso 24 settembre, ma piuttosto di analizzare come la tecnologia riesca, spesso, nelle modalità più inverosimili, rendere più accessibili i contenuti digitalizzati. E a proposito di inverosimile, un esempio che calza la perfezione con quanto ho detto poco fa è l'Uncensored Library, una biblioteca collocata nel posto a cui nessuno penserebbe minimamente. Minecraft. Molti di noi conoscono il famoso videogioco che permette di estrarre materiali e costruire ogni cosa ci passi per la mente, ma non tutti sono consapevoli delle reali potenzialità di questo strumento, che spesso viene utilizzato dai più appassionati persino per condividere messaggi e storie dall'incredibile potenza culturale ed emotiva. E un esempio di questo tipo è appunto l'Uncensored Library, ovvero una gigantesca biblioteca costruita su Minecraft dalla ONG Reporters Senza Frontiere, che si pone come obiettivo quello di raggiungere milioni di persone in tutto il mondo, ma soprattutto di arrivare nei paesi in cui la libertà di parola è censurata e dove blogger, giornalisti o comuni giocatori possono leggere articoli che non hanno subito alcuna forma di limitazione. Ma nel rendere più accessibile la cultura, per così dire, le diverse implicazioni della digitalizzazione hanno trovato riscontro anche in altre realtà, come quelle museali ad esempio, che soprattutto durante ma in realtà anche post-pandemia si sono viste costrette ad abbracciare nuove soluzioni per rendere più fruibili i propri reperti e manufatti. Il museo, infatti, possiamo definirlo come un'istituzione permanente senza scopo di lucro, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e materiali dell'uomo e del suo ambiente promuovendone la conoscenza presso il pubblico e la comunità scientifica. Comprendiamo dunque che le istituzioni museali hanno il compito di aprirsi ai cittadini in maniera democratica, cercando di eliminare qualsiasi tipo di barriera che si presenti come ostacolo all'interno dei processi indispensabili per la diffusione di conoscenza e cultura, ovvero elementi imprescindibili per la crescita di una società contemporanea basata sul progresso e sullo sviluppo. Dato al riguardo, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione hanno raggiunto un grado di potenza e di efficienza talmente elevato che la loro scalabilità è ormai attuabile in moltissimi settori, portando in questo modo innovazione, cambiamento e soprattutto accessibilità. In ambito museale, ad esempio, la varietà delle nuove tecnologie arrivate negli ultimi decenni ha permesso di estendere la fruizione dei manufatti e dei beni storico-culturali, sia attraverso modalità off-site, ovvero fuori dal museo e quindi attraverso siti web interattivi e sui social networks, sia on-site, con tecnologie che hanno permesso alle realtà museali di diventare maggiormente innovative e di rendere il patrimonio culturale più accessibile, rivoluzionando positivamente i processi di distribuzione e fruizione, con l'obiettivo di far diventare i vecchi, ma anche i nuovi, visitatori, non solamente spettatori passivi, bensì utenti attivi in grado di interagire e apprendere con modalità nuove e più coinvolgenti. Attualmente i principali strumenti utilizzati dai musei per potenziare l'accesso e la visibilità delle opere sono tecnologie di cui abbiamo già sentito parlare, ma proprio in virtù della loro facile implementazione nei diversi settori della società trovano facilmente in piego anche in questo ambito. Oltre alla consolidata digitalizzazione 2D, negli ultimi anni si è affermata in primo luogo la stampa 3D, che applicata all'interno dei musei permette di replicare in tre dimensioni manufatti e opere di vario genere e grandezza. Per le sue enormi potenzialità questa tecnologia sta dunque ricoprendo un ruolo fondamentale nell'ambito museale, soprattutto per quanto riguarda l'accesso alle collezioni, poiché di fatto rende possibile l'esposizione di modelli sostitutivi di opere troppo delicate o persino perdute all'interno dei percorsi senza alcun tipo di limitazione. Per non parlare poi dei processi di restauro e conservazione delle opere parzialmente distrutte, che grazie alla stampa 3D possono finalmente tornare ai loro antichi fasti. Proseguendo, molto sottovalutate sono invece le audioguide, che per via della loro economicità e semplicità garantiscono un ottimo servizio di guida all'interno del percorso museale attraverso l'utilizzo di dispositivi mobili come gli smartphone, che consentono al visitatore di accedere non solo a informazioni audio, ma anche a informazioni grafiche o video. Fondamentali sono infine i sistemi interattivi, i quali al giorno d'oggi vengono implementati all'interno dei percorsi museali, generalmente sotto forma di schermi touch screen, basati interamente sull'interazione uomo-machina, permettendo all'utente di valutare e scegliere quali informazioni approfondire o meno. Ma ora facciamo un piccolo passo indietro e ampliamo nuovamente il discorso al ruolo della tecnologia nel rendere più semplice l'accesso e la fruizione del patrimonio storico-culturale dell'uomo. La digitalizzazione, come detto inizialmente, viene considerata oggi come lo strumento chiave in grado di salvaguardare migliaia di opere e manoscritti in biblioteche digitali, e così come esistono progetti privati– tra cui l'Uncensored Library su Minecraft– vi sono anche iniziative volute finanziate direttamente dagli Stati con gli stessi e precisi obiettivi di conservazione e promozione. In Italia, ad esempio, la Direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali afferenti al Ministero per i beni e le attività culturali hanno istituito nel 2005 un portale web di comune accesso per la fruizione di cataloghi e parti di archivi contenuti nelle biblioteche pubbliche, oggi consultabile all'indirizzo web internetculturale.it. Altri progetti di importanza nazionale sono portali come Biblioteca italiana, gestito dall'Università di Roma alla Sapienza, e LiberLiber, un progetto culturale promosso dall'omonima associazione. In particolare, il primo mette a disposizione fonti primarie dedicate ai classici della letteratura e altri documenti rappresentativi della storia letteraria e linguistica italiana, dal Medioevo fino al Novecento, mentre il secondo sito LiberLiber rende disponibili e gratuitamente scaricabili testi appartenenti alla letteratura italiana. Ampliando la visione di insieme, esistono comunque progetti finanziati anche su scala internazionale, come quelli europei di Rinascimento virtuale e Europeana, o su scala mondiale tra cui la World Digital Library, che nonostante la differente struttura e organizzazione, si impongono lo stesso e preciso obiettivo, digitalizzare e rendere più facilmente accessibili le opere che hanno segnato e cambiato la storia dell'umanità. In conclusione, come abbiamo imparato sin dai primi anni di scuola, il patrimonio culturale nazionale e mondiale è un valore assoluto e sconfinato, che ha il compito di determinare l'identità di un popolo e dei singoli individui. Dunque, tramandare correttamente la cultura e la memoria delle generazioni passate a quelle future è essenziale per continuare a garantire i diritti conquistati e di cui dovremmo godere anche negli anni a venire. La tecnologia in questo scopo si inserisce alla perfezione, perché nonostante l'ardua questione del digital divide, che tende appunto a dividere e categorizzare la società digitale, le soluzioni innovative e i mezzi informatici che abbiamo e stiamo sviluppando ci permettono di perseguire nelle migliori modalità possibili sia la conservazione della cultura scritta e non, che la sua valorizzazione, abbracciando soprattutto nuove forme di comunicazione che un giorno dovranno toccare ogni singola persona senza alcun limite geografico. #### Conclusione - Timestamp: 15:02 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e12 ## Zamperla: l’arte di costruire giostre, tra tecnologia e artigianato > Quando entriamo in un Luna Park o in un [parco di divertimento](https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_di_divertimento) ci troviamo circondati da centinaia di giostre e attrazioni. Queste vengono progettate e realizzate per intrattenere e farci divertire in totale sicurezza. Una delle pochissime società in Italia che si occupa di ideare, costruire e installare [montagne russe](https://it.wikipedia.org/wiki/Montagne_russe) e altre giostre per i principali parchi di tutto il mondo è [Zamperla](https://www.dentrolatecnologia.it/zamperla.html), che abbiamo avuto l’occasione di visitare per scoprire che ruolo ricopre la tecnologia e l’innovazione in questo settore, ma allo stesso tempo quanto sia ancora importante il contributo artigianale dell’uomo per costruire giostre uniche. Per spiegarci tutto questo abbiamo parlato con [Antonio Zamperla](https://www.dentrolatecnologia.it/antonio.zamperla.html), amministratore delegato e presidente di Zamperla Group, che fra le altre cose ci ha raccontato della loro giostra [Big Wavez](https://www.youtube.com/watch?v=8IXdkf0BRHw) e del concetto di [Integrated Rides](https://www.zamperla.com/integrated-rides/). Nella sezione delle notizie parliamo della [nuova tuta spaziale](https://www.axiomspace.com/press-kit/axemu) per il ritorno dell’uomo sulla Luna realizzata da Axiom Space e del nuovo modello di intelligenza artificiale di OpenAI, [GPT-4](https://openai.com/product/gpt-4). - Stagione: 5 - Episodio: 12 - Data di pubblicazione: 2023-03-25 06:45:00 - Durata: 31:31 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e12](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e12) - Episodi correlati: s4e52, s5e4 - Tag: giostre,zamperla,zamperla group,big wavez,software,ingegneria,attrazioni,disneyland,universal,integrated rides,divertimento,visitatori,passeggeri,battiti cardiaco,sensori,lavoro,robot,automazione,decorazione,sicurezza,manutenzione,vr,ar,realtà virtuale,realtà aumentata,vicenza,altavilla vicentina,luna park,parco diverimenti,giostrai,nasa,axiomspace,tuta,artemis,design,gpt-4,gpt-3,chatgpt,openai,ia,intelligenza artificiale,bing,microsoft ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Antonio**: La giostra è un elemento sociale e quindi ecco che grazie all'introduzione di sensoristica, ma anche appunto a studi scientifici basati su elementi quali la saliva o il battito cardiaco, riusciamo a capire effettivamente l'emozione provata e quindi il grado di stress che viene portato ad una persona. Grazie a questo riusciamo a tarare la giostra sia in una maniera e quindi più eccitante o più intrattenente, oppure più calma in maniera tale da poter accomodare tutti quanti se il target è una giostra per famiglie. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Zamperla, una società che realizza giostre per i parchi divertimento di tutto il mondo, e con loro proveremo a capire che ruolo ricopre la tecnologia in questo settore. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La nuova tuta per il ritorno sulla Luna > Fonte: Wired.it - Timestamp: 01:29 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Materiali, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: La scorsa settimana NASA ed Axiom Space hanno svelato durante un evento streaming le nuove tute spaziali che verranno indossate dagli astronauti per mettere nuovamente piede sulla Luna con la missione Artemis III, il cui lancio è previsto per il 2025. La tuta si chiama AxEMU, acronimo di Axiom Extravehicular Mobility Unit, ed è stata presentata allo Space Center Houston, in una versione concept e non definitiva. Infatti, a destare subito parecchia curiosità durante l'evento, sono stati i colori scuri applicati sulla tuta, completamente diversi dal classico bianco a cui siamo normalmente abituati. In realtà, il rivestimento nero e arancione applicato sulle tute presentate in quell'occasione aveva una duplice funzione, ossia quello di coprire dalla polvere i materiali sottostanti ma soprattutto di proteggere dal segreto industriale il design proprietario e i veri materiali che andranno a coprire definitivamente lo strato esterno della tuta, i quali saranno di colore bianco per schermare al meglio l'astronauta dalla radiazione solare. #### È arrivato GPT-4 > Fonte: OpenAI.com - Timestamp: 02:36 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: La notizia era nell'aria già da qualche settimana, anticipata da Microsoft, ma finalmente è arrivata la presentazione e rilascio ufficiale di GPT-4, l'ultima e più potente intelligenza artificiale di OpenAI e che andrà pian piano a sostituire l'attuale GPT-3.5 come motore di ChatGPT, Bing e tante altre AI che negli ultimi mesi abbiamo imparato a conoscere. Nelle conversazioni semplici, GPT-4 e GPT-3.5 non hanno grandi differenze, ma le potenzialità della nuova versione si fanno notare quando entrano in gioco richieste più complesse, come l'elaborazione di testi molto lunghi dove GPT-4 riesce a rispondere in modo più creativo, preciso e sicuro. La vera particolarità della nuova versione, però, è la multimodalità. Ciò significa che questa intelligenza artificiale riesce a ricavare informazioni non solo dai testi che immettiamo, ma persino dalle immagini. Un esempio che OpenAI ha portato per dimostrare la funzionalità è la foto di un frigo aperto associata alla richiesta di creare una ricetta con gli ingredienti presenti. GPT-4 è riuscita a riconoscere correttamente i prodotti presenti nella fotografia e proporre quindi una ricetta. Le potenzialità del nuovo modello progettato da OpenAI sono quindi enormi e seppur con ancora qualche difetto, il salto di qualità dell'attuale versione è impressionante. Ciò che farà la differenza, però, saranno le applicazioni che verranno a crearsi basate su GPT-4, di cui abbiamo già qualche esempio con Microsoft Bing per le ricerche, Duolingo con un chatbot per insegnare le lingue agli utenti, ma anche lo stesso governo islandese per preservare la lingua che, sempre più, sta venendo rimpiazzata dall'inglese. #### Zamperla: l’arte di costruire giostre, tra tecnologia e artigianato > - Timestamp: 04:38 - Autori: Zamperla, Antonio Zamperla, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Divertimento - Tipologia: Intervista **Davide**: Quando entriamo in un luna park o in un parco divertimenti ci troviamo circondati da centinaia di giostre e attrazioni. Queste vengono progettate e realizzate per intrattenerci e farci divertire in totale sicurezza. E oggi siamo a Vicenza, da Zamperla, una delle pochissime società in Italia che si occupa di ideare, costruire e installare montagne russe e altre giostre per i principali parchi di tutto il mondo. Per parlarci di questa realtà e del ruolo della tecnologia e l'innovazione nel settore, è con noi Antonio Zamperla, amministratore delegato e presidente di Zamperla Group. Benvenuto Antonio. **Antonio**: Grazie e benvenuti a voi. **Davide**: Sì, grazie visto che abbiamo appena concluso il tour della vostra sede. Ma ci spieghi chi è Zamperla e quali sono le diverse tipologie di giostre che realizzate? **Antonio**: Se parto da chi è Zamperla è qualcosa di abbastanza facile o familiare. Zamperla è una famiglia intanto, partiamo da tre generazioni che sono sempre state coinvolte nel divertimento e nel far divertire le persone. Pensate che fin da bambino ero obbligato a salire sulle giostre. Da bambino mio padre mi portava quindi in giro per il mondo al lavoro a parchi di divertimento e dovevo salire sulle montagne russe. Un lavoro che naturalmente sognavo e potevo soltanto sognare di poter fare anche da grande. E quello che facciamo è questo, far divertire le persone. Non risolviamo problemi nel mondo, non riusciamo e non abbiamo capacità di risolvere o di soluzionare malattie o altro, ma diamo un sorriso alle persone almeno per trenta secondi o due minuti grazie alle giostre che facciamo. Giostre che sono opere di ingegneria innanzitutto, poi assemblaggio meccanico, naturalmente tutta la parte di motorizzazione che può passare dalla pneumatica, all'idraulica, ai sistemi di lancio lineare, ma soprattutto poi alla fibra di vetro che raccoglie il cuore, raccoglie la meccanica e crea questa giostra, quindi questa macchina che dà la creatività, che dà la fantasia e che appunto racconta una storia grazie al viaggio che ti fa fare dal punto A al punto B nella maniera meno efficiente probabilmente possibile, ma dando emozioni e dando un sorriso a chi sale. **Davide**: E quali sono queste diverse tipologie di giostre? **Antonio**: Siamo i più grandi produttori di giostre al mondo, inteso come quantità e famiglie. Partiamo dalle giostre per bambini fino alle montagne russe, ai progetti speciali per la Disney, per i parchi Universal. Ecco, siamo in grado di dare giostre in tutto quanto il mondo e a tutti quanti i parchi di divertimento. Grazie a questo appunto produciamo più di 200 giostre all'anno, che appunto variano da giostre dai 70-80 mila euro fino a progetti speciali da 12-15 milioni di euro, utilizzando tecnologie più disparate e soprattutto riuscendo a fornire sia parchi grandi che parchi piccoli, piuttosto che parchi a tema, o parchi di divertimento, o addirittura anche i viaggianti, quindi i giostrai cosiddetti in Italia. **Davide**: Ok, in quali aspetti ha maggiormente contribuito la tecnologia e l'innovazione in quello che fate? **Antonio**: La tecnologia è essenziale in quello che facciamo. Siamo sempre spinti a cercare e soluzionare un qualcosa di nuovo. Ricordiamoci che la giostra Cavalli è ancora un bestseller, e è un bestseller da più di 150 anni, quindi quello che abbiamo bisogno è di trovare qualcosa di nuovo, essere "disraptor" e non "disrupted" e quindi porre e portare dai mercati esterni idee nuove che possono essere applicate alle nostre giostre, che siano in termini di materiali, che siano in termini appunto di tecnologie, nuovi sistemi di lancio, piuttosto che nuovi sistemi di sicurezza, ma anche in termini di come poter far divertire le persone, quindi grazie all'utilizzo di sensoristica avanzata che possa leggere il battito cardiaco, che possa leggere o possa guardare quello che è il sorriso, capire le emozioni, e grazie a questo modificare magari il corso della giostra e quindi proprio il corso e l'esperienza della persona stessa che è sulla giostra. **Davide**: Quindi anche nella vostra realtà i dati contano e probabilmente conteranno sempre di più in futuro, ma questo aspetto lo approfondiamo un po più tardi. Ti chiederei però, visto che ci hai parlato dei vostri clienti, di raccontarci come avviene la fase di progettazione, realizzazione e installazione di una giostra e in un settore estremamente specializzato come il vostro, dove ogni singolo prodotto è realizzato su misura, può avere un ruolo la robotizzazione, l'automazione dei processi, oppure la presenza dell'uomo resta fondamentale e predominante? **Antonio**: Ecco, siamo in un settore innanzitutto in cui la parte umana è la parte ancora predominante. Si sta parlando di emozioni, sono emozioni delle persone che sono sulle giostre e che effettivamente condividono insieme con le altre persone. Ed ecco che queste emozioni vengono date grazie al fatto che ci sono persone dietro, persone che in questo caso abitano nel circondario di Vicenza, ma non è un caso. L'italiano medio ha comunque una fantasia, una creatività maggiore rispetto al resto del mondo, il "bello" è quasi innato. Grazie a questo creiamo delle giostre che sono incredibili e bellissime rispetto anche ai nostri non correnti. Ma questo non basta, abbiamo degli ingegneri che sono dedicati soltanto alla creazione di giostre nuove, quindi tutto quello che pensano è come muovere le persone dal punto A al punto B dando più emozioni possibili, dando un divertimento maggiore e regalando appunto questi sorrisi. Ma per poterlo fare naturalmente abbiamo software che sono adottati da Boeing, Nasa e dalla BMW ma non bastano quelle perché ci fidiamo dei software ma quando si parla di emozioni, quando si parla effettivamente di sorrisi vogliamo provarle in prima persona. Ecco che creiamo dei prototipi, creiamo dei "pretotipi" molto spesso, quindi soltanto una parte del progetto viene ingegnerizzato e industrializzato in maniera tale da poterci salire ed effettivamente misurare quello che è in grado di emozione e grazie a questo tarare quella che sarà la giostra poi del futuro. Ecco in questo caso mi hanno sempre usato come cavia e sono sempre stato ben contento nell'essere cavia di poter provare queste giostre e fin da piccolo mi ci mettevano sopra provando queste emozioni e cercando di dare un rating da 0 a 10 in termini di appunto divertimento in base a quello che doveva essere il risultato che ci si aspettava. **Davide**: Legato a questo aspetto, una cosa che ci ha particolarmente colpito quando prima abbiamo visto questa sede è sicuramente la cura che viene messa nel decorare le giostre perché ovviamente in un settore come il vostro l'occhio vuole la sua parte e le giostre devono essere molto belle anche da vedere. Ci dicevate però che questo processo è molto difficile e no appunto tornando a quello che dicevamo prima non può essere svolto da un robot. **Antonio**: Assolutamente sì, alla fine si parla di macchine, stiamo parlando di macchine che hanno un motore, hanno dei bracci, hanno delle bielle, hanno dei movimenti ma grazie alla parte estetica, grazie al colore, grazie alla fibra di vetro, grazie alla modellazione di quelle che sono le forme di queste macchine, ecco che diventano finalmente giostre. E questa giostra è quella che dà la creatività, dà la fantasia e regala a dei bambini appunto il sogno di volare su un tappeto piuttosto che sulle ali del "dumbo"... dell'elefantino della Disney o su un jet anche se effettivamente non si stanno spostando se non di qualche metro. Ecco, la parte creativa è quella che naturalmente ci contraddistingue e che ci permette di lavorare con colossi come la Disney e Universal che sono industrie basate più sulla creatività che sulla meccanica. Disney e Universal sono i creativi che decidono e hanno un budget che è praticamente illimitato rispetto invece alla parte ingegneristica e di nuovo scelgono Zamperla e c'è un motivo perché lo scelgono perché abbiamo questa artigianalità industriale che ci permette di realizzare e di conseguire gli obiettivi che ci vengono posti molto spesso semplicemente su un foglio di carta. Beh, noi partiamo dal foglio di carta e effettivamente lo tramutiamo in realtà grazie appunto alla fibra di vetro ma degli artigiani e degli artisti che sono all'interno a livello industriale. **Davide**: E a proposito di questo, come avviene concretamente la fase di realizzazione di una nuova giostra? I vostri clienti vi commissionano un progetto e poi lo realizzate qui a Vicenza e dopodiché lo consegnate e gestite anche la parte di installazione della giostra? **Antonio**: Sì, abbiamo due tipologie di clienti. Una tipologia è quella a cui vendiamo, che è la maggior parte dei clienti, quindi sono i parchi piccoli, medi che non hanno magari una parte creativa all'interno, non hanno un team creativo, non hanno IP a cui appoggiarsi. Dopodiché ci sono invece clienti come Disney e Universal che hanno la loro parte creativa all'interno in cui invece vengono ad acquistare perché sanno già quello che vogliono e hanno già le specifiche all'interno. Ecco che le due proposte sono ben distinte in quanto coinvolgono l'ufficio artistico soprattutto ma anche la parte prototipale in maniera totalmente diversa perché nel primo caso dobbiamo proporre e dobbiamo quindi inventarci e utilizzare una creatività maggiore per dare delle soluzioni che non esistono ancora. Nel secondo caso invece rispondere a creatività e soluzioni che sono state pensate da altri e che quindi dobbiamo riuscire ad interpretare nella maniera corretta. Una volta esplicitato quello che è il progetto, poi si passa alla parte di produzione, di assemblaggio, testing delle componentistiche principali se non addirittura della macchina completa, ovviamente non una montagna russa e poi dopo la spedizione e installazione all'interno del parco che diamo come supervisione ovviamente diamo tutta quanta la parte di servizio post vendita e assistenza grazie anche a sensoristica avanzata che abbiamo incominciato ad installare nelle nostre macchine per poter sentire quello che è il battito cardiaco delle macchine per capire lo stato di salute della macchina e passare quindi da una manutenzione "preventiva" ad una manutenzione "predittiva" e quindi vuol dire anticipare quelli che sono i problemi e non semplicemente andare a risolverli in maniera schedulata o quando accadono. **Davide**: Ok sì perché un altro aspetto fondamentale è quello della sicurezza ovviamente queste giostre sono fatte per durare moltissimo tempo però è importante che vi sia allo stesso tempo una grande manutenzione, che venga fatta una grande manutenzione. **Antonio**: Assolutamente sì la manutenzione giornaliera settimanale mensile annuale e a ciclo quella che viene prima naturalmente deve essere fatta ma soprattutto per il fatto che le giostre alla fine hanno un ciclo di vita media attorno ai 35-40 anni quindi voi pensate ad una qualsiasi automobile con cui guidate ogni giorno di poterla usare per i prossimi fate anche non 40 anni fate i prossimi 20 anni per un 200 chilometri ogni giorno ha bisogno effettivamente di una di una grandissima manutenzione. Ora non ho ancora esperienza di un'auto che possa essere guidata per i prossimi 20 anni per più di 200 chilometri ogni giorno ma di giostre che sono sul mercato e soprattutto nostre giostre che sono sul mercato che hanno più di 40 anni che vengono utilizzati ogni giorno sì e vi assicuro che continuano a funzionare piuttosto bene e un buon esempio proprio che può essere può essere tranquillamente vagliato è quello di Euro Disney dove il primo batch di giostre che abbiamo installato nell'89 è ancora lì e funzionante ogni singolo giorno 365 giorni all'anno. **Davide**: Capito e dopo tutto quello che ci hai detto fino a questo momento, ci fai proprio un esempio concreto di una singola giostra che racchiude un po tutti questi elementi di cui ci hai parlato? **Antonio**: Un esempio concreto, naturalmente l'esempio che posso fare è sempre l'ultima giostra che abbiamo ideato, che abbiamo fatto, che abbiamo installato. Noi ogni anno abbiamo una giostra nuova sul mercato che tendenzialmente riusciamo a creare come diventasse un classico all'interno del nostro mercato stesso, quindi con una possibilità di replicarla in decine e se non centinaia di esemplari. Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia in cui abbiamo investito pesantemente in termini di ricerca e sviluppo, non soltanto di materiali ma anche di nuove soluzioni di divertimento, abbiamo installato una giostra in Medio Oriente, a Riyadh, che si chiama "Big WaveZ". È un misto tra un shoot to shoot, che fondamentalmente è un barcone che entra all'interno di un canale creando un'onda di qualche decina di metri e una torre "free fall", che è una di quelle torre alte decine di metri in cui si viene lanciati o lasciati nel vuoto. Questa giostra combina i due aspetti, quindi la parte acquatica e la parte di torre. Quindi voi immaginatevi questa torre alta una ventina di metri che vi porta in cima, vi lascia cadere all'interno di un pozzo che crea un'onda alta una trentina di metri. Andiamo a combinare fondamentalmente diverse esperienze, non soltanto per la "ridership experience", quindi l'esperienza del visitatore e chi è sopra, ma anche soprattutto per chi è fuori. Quindi coniugando e mettendo insieme il mondo del visitatore del parco con anche la persona che invece sale sulla giostra. Quindi anche se hai paura della giostra, hai comunque un'esperienza. Ti viene data un'esperienza grazie al fatto che la scena è spettacolare, grazie al fatto che volendo puoi essere bagnato da quest'onda, da questo tsunami che ti arriva addosso e grazie a questo fare parte comunque della giostra e essere intrattenuto anche rispetto a semplicemente salire sulla giostra. Questo va da sé che crea un ambito sociale non indifferente grazie al fatto che mentre la giostra ha possibilità di contenere una ventina di persone, davanti quindi la piazza stessa può contenere centinaia di persone che possono essere bagnate e lavate da quest'onda, ma soprattutto poi sulla parte dei social. Grazie a questo ci permette di raggiungere il consumatore finale, cosa che solitamente non ci permetterebbe in quanto siamo un business to business. Ecco un esempio come questo del Big WaveZ, si sta parlando del Medio Oriente, quindi non sinceramente uno dei posti più frequentati dal punto di vista dei social, ha raggiunto più del milione e mezzo di visitatori con un singolo post. Qualcosa che in una nicchia di mercato nostra, soprattutto data da un produttore di giostre che non è conosciuto, è uno dei risultati di cui siamo più soddisfatti. **Davide**: Un altro termine di cui ci hai parlato durante il tour è quello delle "integrated rights", le giostre integrate. Che cosa sono? **Antonio**: Ecco, uno dei concetti che abbiamo incominciato a portare negli ultimi anni sono appunto queste giostre integrate. Perché? Perché abbiamo un portafoglio esteso, più di 65 giostre a catalogo e grazie a questo abbiamo la possibilità di mettere insieme diverse esperienze in un luogo in uno spazio abbastanza confinato e quindi creare una sorta di dinamismo e di energia totalmente diverso rispetto a quello che i nostri concorrenti possono, ma soprattutto dare un nuovo modo di divertimento in cui nello stesso spazio fondamentalmente ci può essere un bambino e un adulto che si divertono nello stesso modo e quindi la famiglia stessa possa non lasciare lo spazio, ma continuare a divertirsi stando abbastanza vicini. Quindi un fiume con una montagna russa piuttosto che una montagna russa con una giostra rotante, una giostra rotante insieme con appunto altre montagna russa, fiume o una torre. Ecco, creare quell'ambiente in cui c'è energia, dinamismo, in cui c'è movimento che possa attrarre ad esempio tutta la famiglia e nello stesso tempo creare un elemento visuale totalmente diverso rispetto al passato, tutto grazie al fatto che abbiamo il controllo completo della catena e tutte le giostre nel portafoglio nostro. **Davide**: E quindi questo potrebbe permettere di ridurre i tempi di attesa su un'attrazione. **Antonio**: Potrebbe ridurre i tempi di attesa su un'attrazione oppure far sì che direttamente la ridership experience e quindi appunto l'esperienza del visitatore possa essere il fatto di fare una giostra dopo l'altra perché è il parco che decide che c'è un'esperienza da seguire e quindi un percorso da seguire grazie al fatto che può essere un crescendo, un innuendo dell'esperienza o il fatto che magari prima ci si bagna sul fiume e poi ci si asciuga sulla montagna russa. Quindi giocare effettivamente su queste molteplici giostre che possono essere integrate insieme grazie al fatto che possono essere fatte partire nello stesso momento, gestite le linee di coda in maniera totalmente diversa quindi "switchate" da una parte all'altra e il fatto sì che appunto interagiscano le giostre come potrebbe essere di nuovo anche due montagne rosse insieme o lo stesso fiume e montagna russa nel momento in cui la barca del fiume scende dalla discesa la montagna rossa gli passa sopra e quindi con questa "near-miss experience", questa possibilità di avere paura che succeda qualcosa di inaspettato. **Davide**: Ok, prima verso l'inizio accenavamo al tema dei dati e di come anche per voi rappresentino un valore fondamentale e quindi come si possono usare i dati o dei sensori sulle attrazioni per determinare il gradimento dei passeggeri e permettere a voi di realizzare quindi giostre migliori? **Antonio**: Abbiamo incominciato ad utilizzare sensori relativi al battito cardiaco, alla pressione, alla temperatura ma anche nel passato grazie a tamponi salivali per capire quelli che sono i gradi di eccitazione all'interno del corpo umano di una persona quindi con dati oggettivi e non semplicemente empirici. Questo ci può dare una capacità di comprendere meglio quello che è la giostra, quella che è l'esperienza della giostra e quello che è il livello proprio di energia che una persona scaturisce su una giostra e grazie a questo la possibilità anche di effettivamente poter mettere su una giostra anche persone che hanno disabilità o comunque disabilità cognitive o anche fisiche che è sempre stato uno delle grandissime barriere in un parco di divertimento in quanto quello che vogliamo è che ci sia un parco di divertimento e le nostre giostre siano inclusive e non esclusive. Le giostre solitamente hanno la possibilità comunque di far salire persone magari con disabilità ma spostandole da quello che è la persona normale e quindi la propria famiglia. Nelle nostre giostre invece le persone salgono insieme perché riteniamo che il divertimento sia un divertimento che debba essere comune proprio perché la giostra è un elemento sociale. Quindi ecco che grazie a questi studi, grazie all'introduzione di sensoristica ma anche appunto a studi scientifici basati su elementi quali la saliva o il battito cardiaco, riusciamo a capire effettivamente l'emozione provata e quindi il grado di stress eventualmente che viene portato da una persona. Grazie a questo riusciamo a tarare la giostra sia in una maniera e quindi più eccitante o più più intrattenente oppure più calma in maniera tale da poter accomodare tutti quanti se il target è una giostra per famiglia. **Davide**: Ok mi ricollego a quest'ultimo aspetto che ci hai detto quindi le giostre sono un elemento sociale e quindi penso tu intenda anche condivisione... condivisione di momenti e oggi sentiamo spesso parlare di realtà virtuale e realtà aumentata e quindi credo che sia interessante capire quale sia la vostra opinione in merito. Se le giostre sono un momento di condivisione tra più persone, queste nuove tecnologie che tendono invece a isolare i passeggeri hanno effettivamente senso? **Antonio**: Ecco la realtà virtuale l'abbiamo sviluppata, l'abbiamo complicata, l'applichiamo volendo anche sulle giostre in quanto abbiamo bisogno di capire che cosa succede fuori e essere pronti a qualsiasi tipologia di direzione del mercato. Riteniamo però che non sia ancora pronta per poter effettivamente sostituire quelle che sono le emozioni che vengono date in un parco di divertimenti. Il parco di divertimenti e la giostra è il fatto di stare insieme, il fatto di vedersi e di sorridere insieme, di aver paura sulla giostra stessa, di finire la giostra e avere quell'emozione, quell'adrenalina che scorre sulle vene e sapere che entrambi si ha fatto la stessa esperienza. Il fatto del potersi vedere, quindi la maggior parte delle giostre se notate non sono delle capsule singole ma anzi sono dei veicoli o comunque dei treni o dei sedili che sono ben aperti e permettono non soltanto di vedersi ma soprattutto di farsi vedere anche al di fuori, perché il sorriso è contagioso e abbiamo bisogno di sorridere. Ecco la giostra ci fa sorridere e grazie a questo crea quella parte sociale che può essere trovata anche all'interno di un pasto, quando si mangia con amici o quando si mangia con qualsiasi tipologie personali, con la condivisione di un'emozione. La giostra è questo. E alla fine della giornata, al parco di divertimenti, questo è quello che ti dà, emozioni che ti porti a casa, emozioni che hai condiviso e tutto questo grazie alle giostre che facciamo. **Davide**: E invece realtà virtuale e realtà aumentata possono avere un ruolo per quanto riguarda la manutenzione a distanza delle giostre? **Antonio**: Assolutamente sì, ecco in questo caso parliamo di appunto di un approccio più freddo naturalmente, la parte sociale va a scemare dove la parte tecnica invece sale e c'è bisogno invece di maggiore efficienza. La parte di realtà aumentata ci ha aiutato pesantemente durante la pandemia, eravamo già pronti in quanto avevamo già sviluppato ormai più di 10 anni fa un buon filone di parte tecnologica sulla parte virtuale e sulla parte di realtà aumentata e grazie a questo siamo riusciti ad installare giostre in paesi remoti anche se non si poteva viaggiare. La utilizziamo nel punto di vista della manutenzione in quanto appunto grazie al fatto di visori e di interazioni a centinaia di chilometri di distanza i nostri operatori possono dare indicazioni su macchine che hanno migliaia di componenti e quindi essere in loco senza essere fisicamente in loco. Questo ha aumentato la possibilità di manutenzione di una giostra che se vogliamo ridurre in maniera semplicistica è un sistema di produzione di sorrisi che deve produrre tot sorrisi all'ora. Fate finta fondamentalmente che il parco divertimenti sia un produttore di emozioni, un produttore di sorrisi e che il biglietto che viene pagato all'ingresso debba garantire tot sorrisi in una giornata. Bene le nostre giostre devono garantire tot sorrisi all'ora e questo è il nostro obiettivo. Ecco che la parte di manutenzione a distanza quindi grazie alla parte remottizzata sia in realtà aumentata che in connected rides quindi con il fatto di capire che cosa sta succedendo sulle giostre ci permette di mantenere le giostre sempre attive e ben in salute per produrre i sorrisi che devono produrre ogni ora. **Davide**: Va bene, grazie allora Antonio di questa interessantissima chiacchierata e per averci aperto le porte del vostro mondo. Alla prossima. **Antonio**: Grazie mille a voi, buona giornata. #### Conclusione - Timestamp: 30:39 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e13 ## Creare siti e app senza scrivere codice, è possibile? > I [linguaggi di programmazione](https://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio_di_programmazione) si sono nel tempo semplificati notevolmente, tanto da permettere la creazione di software sempre più complessi. Grazie infatti al fatto che gli [sviluppatori](https://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppatore_di_software) non devono più occuparsi di realizzare ogni componente da zero, utilizzando le fondamenta poste da altri, possono concentrarsi solo ed esclusivamente sulla realizzazione dell'idea. L'espressione massima di questa semplificazione l’abbiamo con la diffusione del "no code" e del "low code". Ma cosa sono questi due nuovi approcci? In questa puntata cerchiamo di rispondere a questa domanda, capendo anche a chi sono rivolti, come progrediranno, ma anche se saranno un pericolo per molti sviluppatori. Nella sezione delle notizie parliamo dell’Italia che vieta la produzione e la vendita di [carne artificiale](https://it.wikipedia.org/wiki/Carne_coltivata), del [lancio Kickstarter di Eidos](https://www.kickstarter.com/projects/apeirons/eidos-digitally-enabled-physical-board-games-platform?ref=2owj0w), un progetto che ripensa il mondo dei giochi da tavolo e infine della scoperta un nuovo buco nero [ultramassiccio](https://it.wikipedia.org/wiki/Buco_nero_supermassiccio). - Stagione: 5 - Episodio: 13 - Data di pubblicazione: 2023-04-01 06:45:00 - Durata: 17:42 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e13](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e13) - Episodi correlati: - Tag: programmazione,low code,no code,linguaggi di programmazione, programmazione a blocchi,wordpress,wix,one,unity3d,unreal engine,google,microsoft,carne sintetica, carne coltivata,carne artificiale,governo,divieto,italia,europa,eidos,apeirons,giochi,giochi da tavolo,kickstarter,dirac hpc,sole,buco nero,ultramassiccio,università di durham ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di programmazione di siti web, app e videogiochi e di come due nuovi approcci, chiamati nocode e lowcode, stanno cambiando questo mondo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### L’Italia vieta la produzione di carne coltivata > Fonte: Wired.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo aver provato a imporre un limite di 60 euro per agevolare i commercianti a non accettare i pagamenti elettronici, con un recente disegno di legge il governo sta ora tentando di vietare la produzione e la vendita di carne sintetica o più correttamente coltivata, includendo sanzioni che andrebbero dai 10.000 ai 60.000 euro oppure fino al 10% del fatturato annuale. Dunque invece di occuparsi dei gravi problemi del settore agricolo legati soprattutto alla siccità e delle precarie condizioni della rete idrica nazionale, il Ministero dell'Agricoltura con il supporto di Coldiretti ha deciso di concentrare le proprie energie per legiferare su qualcosa che non esisterà nel mercato europeo ancora per qualche anno e che se e quando sarà introdotto verrà regolamentato da normative che si collocheranno al di sopra di quelle italiane. Perciò se in questo lasso di tempo i diversi protocolli alimentari legati al consumo di carne coltivata dovessero essere autorizzati dall'autorità europea per la sicurezza alimentare, l'Italia si potrebbe trovare nella situazione di dover da una parte impedire la produzione e la commercializzazione di prodotti di carne coltivata in Italia, ma dall'altra consentire invece quelli prodotti da aziende europee, vanificando così potenziali investimenti in ricerca e startup nazionali. #### Il lancio di Eidos su Kickstarter. Cos’è? > - Timestamp: 02:21 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Luca, uno degli autori di questo podcast, ha da poco lanciato un progetto su Kickstarter chiamato Eidos, con l'obiettivo di ripensare il mondo dei giochi da tavolo. Soprattutto chi è appassionato di giochi da tavolo sa bene infatti come sia difficile provare a scoprire nuovi giochi o semplicemente portarli con sé per le serate con gli amici. Eidos cerca di risolvere questo problema attraverso un hub, dove sarà possibile cercare e avviare giochi direttamente dal proprio browser. La particolarità sta però nel voler mantenere l'interazione fisica tipica dei giochi in scatola, combinando il meglio del mondo fisico e virtuale. Nel progetto sono infatti inclusi un tappetino su cui proiettare il gioco e delle pedine che vengono riconosciute grazie ad una speciale camera infrarossi, che ne determina la posizione, la rotazione e il lato, permettendo così di interagire fisicamente in modo naturale con i giochi, che essendo digitali potranno permettere una maggiore personalizzazione, interattività e coinvolgimento. Se ritenete l'idea interessante, o anche solo per scoprire di più su questo funzionamento, vi invitiamo ad andare sul sito apairons.app dove potrete trovare tutte le informazioni sul progetto. #### Un nuovo buco nero ultramassiccio > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:39 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Un nuovo studio guidato dall'Università di Durham, nel Regno Unito, ha portato alla scoperta di uno dei più grandi buchi neri mai individuati, con una massa di oltre 30 miliardi di volte quella del sole. Gli scienziati hanno utilizzato la tecnica della lente gravitazionale per ingrandire e studiare in dettaglio la luce di una galassia più lontana, distorta dalla gravità di una galassia posta in primo piano. Grazie all'utilizzo del supercomputer della struttura DiRAC HPC, i ricercatori hanno simulato diverse condizioni, replicando il percorso effettivo della luce e della galassia lontana, confermando così l'esistenza del buco nero ultramassiccio. La scoperta, pubblicata sulla rivista Monthly Notice of the Royal Astronomical Society, potrebbe portare a nuove comprensioni sull'evoluzione dei buchi neri e sull'universo stesso, aprendo la strada a ulteriori studi sulla formazione e sulla crescita di questi oggetti cosmici. Oggigiorno, merito anche della sempre più radicata digitalizzazione ed espansione della rete internet, vediamo crescere esponenzialmente la quantità di siti web, applicazioni, software, giochi che si possono scaricare o acquistare. #### Creare siti e app senza scrivere codice, è possibile? > - Timestamp: 04:50 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Programmazione, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Avere un proprio sito internet per qualsiasi tipo di impresa, dalle piccolissime attività alle grandi multinazionali, è praticamente d'obbligo, in quanto è una finestra sul mondo per farsi conoscere e attirare nuovi clienti. Ma anche tra i comuni cittadini cresce l'interesse, per molti, nell'avere un proprio sito, magari per tenere un blog dove scrivere le proprie idee o i propri pensieri. Ed è proprio dalle idee che inizia questa puntata. Come ben sappiamo, infatti, non basta solo l'idea per realizzare un progetto, ma serve la capacità e l'esperienza per analizzarla, progettarla e svilupparla. E chissà quant'è migliaia, milioni di idee, anche valide, sono scomparse nel nulla, andando in fumo, solamente perché non c'erano gli strumenti per renderle realtà. Fortunatamente, però, almeno nel mondo dello sviluppo di software o siti web, sono stati fatti dei passi da gigante, per fornire sempre più strumenti in grado di rendere accessibili a chiunque, anche ai non-programmatori, la possibilità di creare una propria applicazione o un proprio sito. E se pensiamo che quella che è considerata la prima programmatrice della storia, Ada Lovelace, proponeva l'uso di schede perforate per la scrittura degli algoritmi, passando per il linguaggio macchina a C, C++, Java o Python e così via fino ai giorni nostri, i linguaggi di programmazione si sono nel tempo semplificati notevolmente, tanto da permettere la creazione di software sempre più complessi, grazie proprio al fatto che gli sviluppatori non devono più occuparsi di realizzare ogni componente da zero, ma utilizzando le fondamenta poste da altri possono concentrarsi solo ed esclusivamente sulla realizzazione dell'idea. E l'espressione massima di questa linea di pensiero di semplificazione la stiamo raggiungendo in questi ultimi anni, con la diffusione e l'evoluzione del nocode e del lowcode, soprattutto in ambito web e app mobile, dove il mercato sta crescendo a dismisura. Ma cosa sono questi due nuovi approcci alla programmazione? In questa puntata cercheremo di rispondere proprio a questa domanda, cercando di capire anche a chi sono rivolti, come progrediranno, ma anche se saranno un, tra virgolette, "pericolo" per molti sviluppatori, che potrebbero vedersi il loro lavoro sostituito da strumenti semplici e facili da usare o dalle intelligenze artificiali. Gli approcci nocode e lowcode differiscono tra loro per alcuni dettagli, soprattutto in termini di libertà di sviluppo, ma in breve si tratta di piattaforme che permettono di creare app o siti senza necessità di programmare o con un minimo di conoscenza generale sui linguaggi di programmazione e di sviluppo. Prendiamo per esempio il caso di un sito web. Per realizzare dei siti semplici, con qualche contenuto, viene utilizzato HTML, CSS e JavaScript. Se invece il sito ha bisogno anche di una logica, ad esempio per la possibilità di aggiungere degli articoli in un blog, per gestire un e-commerce o per creare un piccolo social, ecco che entrano in gioco altri linguaggi più complessi, che si occupano di gestire i dati, le interazioni con l'utente e fare da ponte tra il database, gli amministratori del sito e gli utenti. Grazie al nocode e al lowcode, la creazione di siti semplici ma anche più complessi è diventata incredibilmente accessibile, tanto che chiunque anche senza avere alcuna base di programmazione può realizzare un proprio sito web, un blog o anche un e-commerce. E forse in questo contesto è emblematico il caso di WordPress, una tecnologia open source con cui sono stati realizzati il 42% dei siti web, diventando il più famoso software online per la realizzazione di portali o blog online. Di base, WordPress offre all'utente la possibilità di personalizzare il proprio sito, scrivendo contenuti, organizzando le pagine, aggiungendo elementi come pulsanti, testi, immagini, video e molto altro ancora. Il punto forte, però, è qui il fatto di essere una tecnologia open source è stato cruciale per il suo sviluppo, è la possibilità di estendere un sito all'infinito grazie ai numerosi plugin - gratuiti o a pagamento - che si possono scaricare e installare, oltre a poter personalizzare la grafica del sito con diversi temi. Ed è grazie ai plugin che, ad esempio, possiamo aggiungere un e-commerce al sito, una casella per i contatti, gestire una newsletter e molto altro. Il tutto senza scrivere una singola riga di codice. E questo è proprio l'approccio nocode. Uno sviluppatore, però, e qui entra in gioco il lowcode, che è la principale differenza dal nocode, può modificare a piacimento delle singole parti del codice, creare un proprio tema, aggiungere dei componenti mancanti e così via, scrivendo sì del codice, ma solo quel poco che serve per implementare la funzione di cui ha veramente la necessità, lasciando al software la gestione di tutto il resto del sito, ma garantendo comunque quel certo margine di libertà. Oltre a WordPress, poi, esistono anche diverse altre piattaforme che permettono di creare siti facilmente, tra cui citando solamente i più famosi GoDaddy, Wix, One.com o Shopify Tutte queste piattaforme offrono la possibilità di acquistare un dominio, ad esempio "dentrolatecnologia" scegliendo poi se partire da zero programmando ogni singola parte del sito o installare WordPress o usare il loro software, i cosiddetti Site Builder, per costruire un portale online modo visivo, trascinando gli elementi come testi, immagini, link o pulsanti e associandogli delle azioni. Per ora abbiamo parlato solamente di siti web, che chiaramente al momento è il settore dove c'è più interesse e dove chiunque, anche le piccole aziende, possono aprire il proprio e-commerce o ritagliarsi il proprio spazio su internet a costi minimi. Esistono però altri settori in forte crescita che stanno diventando sempre più interessanti per le piattaforme nocode e lowcode, primi fra tutti lo sviluppo di app per smartphone e la creazione di giochi. Partendo dalle applicazioni, alcuni dei software più famosi sono Softr, Bubble o Google AppShit. Quest'ultima, in particolare, si può integrare perfettamente con i fogli di Google Drive, ad esempio per creare app che raccolgano segnalazioni, tengano traccia dell'andamento di un progetto, prendano gli ordini in un ristorante e tanto altro. La personalizzazione grafica in questo caso è limitata e si limita a poter cambiare colori e icone, ma è uno strumento potentissimo che chiunque può utilizzare per i propri scopi, dal piccolo Comune che vuole creare un'app per i propri cittadini per raccogliere le segnalazioni, al ristorante che vuole raccogliere le ordinazioni dei clienti direttamente dallo smartphone o all'hotel che vuole automatizzare le operazioni di check-in e check-out. Inoltre, sono presenti numerosi template per situazioni come quelle elencate, che fanno da base su cui poter aggiungere le proprie personalizzazioni o anche da tenere così e pubblicare con il proprio nome e logo. Esistono poi anche tutta un'altra categoria di nocode, che invece prevede una programmazione per così dire semplificata attraverso l'uso di blocchi. Questo approccio è molto utilizzato soprattutto per quanto riguarda l'aspetto didattico, dove utilizzare un sistema visivo è più familiare, come quello appunto dei blocchi che si incastrano tra loro, è più comprensibile per i bambini e i ragazzi che vogliono entrare in contatto con il mondo della programmazione. Tuttavia, anche per lo sviluppo di semplici app o siti, questi sistemi sono molto funzionali, in quanto permettono di programmare senza poter scrivere codice. Un esempio importante proprio legato a questo aspetto sono i motori grafici Unit 3D e Unreal Engine, largamente utilizzati nell'industria di sviluppo di videogiochi anche famosissimi come Fortnite. E proprio questi software hanno negli ultimi anni introdotto e sviluppato i cosiddetti blueprint e visual scripting, ossia sistemi per programmare appunto videogiochi usando sistemi di blocchi collegati tra loro, e che vanno ad esempio a compiere azioni, spostare elementi e in generale controllare qualsiasi aspetto del mondo 3D o 2D che si stanno realizzando. Chiaramente, per lo sviluppo di un videogame è necessario anche saper conoscere la modellazione 3D, lo sviluppo dei suoni, la produzione di immagini e molto molto altro. Ma con un po di pazienza e voglia di imparare, chiunque, anche usando immagini e modelli che si possono acquistare o scaricare online, può creare giochi dai più semplici e più complessi, senza scrivere del codice per come lo conosciamo oggi. Abbiamo dunque visto, anche con molti esempi pratici, cos'è, come funzionano e a che cosa servono gli approcci nocode e lowcode, ma a chi sono rivolte queste tecnologie? In realtà la risposta è già stata in parte data, ma è bene chiarire alcuni aspetti. È dubbiamente vero che le piattaforme nocode e lowcode sono state pensate per coloro che vogliono sviluppare un sito o un'app senza avere conoscenze pregresse di programmazione. Tra gli svariati esempi che abbiamo fatto ci sono il comune utente che vuole un proprio blog, una piccola attività che ha intenzione di vendere i propri prodotti online, ristoranti, hotel, amministrazioni che vogliono raccogliere ordini, prenotazioni, segnalazioni e molto altro. C'è da dire però che questi strumenti non sono da vedere come una minaccia al lavoro dei programmatori, ma è l'esatto opposto. Gli stessi sviluppatori, infatti, possono usare queste piattaforme per realizzare dei lavori che magari non richiedono troppe personalizzazioni. Quindi possono consegnare un prodotto comunque professionale senza grossi sforzi e concentrarsi così su richieste più complesse. E con l'approccio lowcode gli sviluppatori possono sviluppare i progetti senza "reinventare" la ruota, ma avendo a disposizione già una grande base di partenza pronta per essere rapidamente personalizzata e modificata. Le grandi aziende chiaramente non hanno invece interesse spesso in questi approcci, in quanto necessitano di software altamente personalizzati, sia nelle funzionalità sia nel design grafico, ma a quel punto hanno anche la disponibilità economica per investire in aziende di sviluppo software ad hoc. Esiste infine un'altra categoria a cui è rivolto l'approccio nocode o lowcode, ed è quella di coloro che vengono chiamati citizen developer. Nell'ambito delle aziende anche più grosse queste figure sono dipendenti che, seppur esterni al dipartimento informatico, si occupano dello sviluppo di progetti minori, app personalizzate standard, piccole modifiche ai progetti esistenti. Non dovendo programmare, infatti, queste persone possono portare a termine i compiti con estrema facilità, liberando il lavoro degli sviluppatori che nel mentre possono occuparsi esclusivamente dei progetti più corposi e importanti. Veniamo quindi all'ultima domanda: il nocode è, tra virgolette, pericoloso per i programmatori? Anche in questo caso abbiamo già visto come non solo non rappresenti alcun rischio, ma anzi può diventare una grande opportunità sia per tante piccole imprese che possono iniziare da zero con un sito autocostruito e poi espandere il progetto con l'aiuto di sviluppatori esterni, ma anche per gli stessi programmatori e case di sviluppo, che possono usare questi strumenti per i progetti più piccoli e concentrarsi su quelli più importanti, semplificandosi enormemente la vita. Inoltre possono anche sviluppare, come nel caso di WordPress, plugin o temi da poter vendere e diventare tasselli importanti e dare il proprio contributo nell'evoluzione del nocode, che indubbiamente sta prendendo sempre più piede e che sicuramente lascerà un segno indelebile nel mondo della programmazione. #### Conclusione - Timestamp: 16:50 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e14 ## WeWard: l’app che ricompensa l’attività fisica > Qualche tempo fa abbiamo visto come la tecnologia può essere utile per [personalizzare il nostro allenamento](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e2?t=245) per tenerci in forma ovunque ci troviamo. In questa puntata invece vediamo come si può rendere più interessante e coinvolgente l’attività fisica, in particolare il camminare, attraverso un app chiamata [WeWard](https://www.dentrolatecnologia.it/weward.html), che permette a chi la utilizza di ottenere buoni, denaro o supportare associazioni benefiche completando delle sfide che consistono nel camminare o visitare luoghi specifici, sia fisici, sia all’interno dell’app. Di questa realtà ci ha parlato [Fabrizio Conti](https://www.dentrolatecnologia.it/fabrizio.conti.html), country manager per l’Italia di WeWard. Nella sezione delle notizie parliamo di un referendum a Parigi che potrebbe vietare l’utilizzo dei [monopattini in sharing](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e40?t=227) e infine se ha veramente senso mettere in pausa lo sviluppo dell'[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e36?t=240). - Stagione: 5 - Episodio: 14 - Data di pubblicazione: 2023-04-08 06:45:00 - Durata: 23:31 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e14](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e14) - Episodi correlati: s3e36, s4e49, s5e2 - Tag: weward,camminata,attività fisica,vetrina,fabrizio conti,country manager,guadagno,ricompensa,buono,pubblicità,dati,passi,contapassi,parigi,monopattini,sharing,divieto,referendum,ia,openai,intelligenza artificiale,chatgpt,gpt4,ibm,francesca rossi ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Fabrizio**: La situazione, purtroppo, che viviamo oggi registra un'elevata sedentarietà, quindi è proprio da questo punto di partenza che nasce il quesito, che è il primo quesito che si sono posti tra i tuoi fondatori di WeWard, che è il seguente, cioè: qual è il modo più semplice per motivare le persone a camminare di più. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proveremo a capire come funziona WeWard, un'app che incentiva l'attività fisica, in particolar modo la camminata, attraverso un sistema di buoni e incentivi e al concetto di gamification. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Parigi potrebbe vietare i monopattini in sharing > Fonte: DMove.it - Timestamp: 01:15 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Passare dalla città in cui è nato il mercato europeo dei monopattini in sharing alla prima a vietarne l'utilizzo è un attimo. Parigi, infatti, da qualche giorno è diventata la prima capitale europea a bloccare l'utilizzo dei monopattini in sharing dopo aver indetto un referendum popolare che ha visto il 90% dei parigini a favore dello stop alle attività di noleggio nei confini della città di Parigi. Il dato peculiare ha riguardato però l'affluenza alle votazioni, dove a partecipare è stato solamente l'8% degli 1,38 milioni di cittadini aventi diritto, ma di cui il 90% ha votato a favore alla cessazione dell'attività di sharing. Le ragioni che hanno portato a questa decisione sono imputabili alla scarsa sicurezza dovuta alla guida spericolata di molte persone, alle flotte di monopattini parcheggiati in maniera disordinata sui marciapiedi, ma anche alla possibilità di noleggiare legalmente un monopattino dai 12 anni. Il divieto comunque non riguarda i monopattini acquistati privatamente, i quali potranno circolare senza alcun limite. Tuttavia anche su questo fronte i cittadini continuano a chiedere un inaspirimento delle pene per le persone che trasgrediscono la legge, pene che probabilmente potrebbero arrivare molto presto vista all'ultima presa di posizione della città. #### Ha senso fermare l’IA? > Fonte: Wired.it - Timestamp: 02:34 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli ultimi mesi stiamo vedendo uno sviluppo esponenziale dell'intelligenza artificiale generativa, come quella che c'è dietro ChatGPT, Bing o Google Bard, con centinaia di applicazioni nuove che vengono realizzate. Preoccupati che questo impressionante sviluppo possa in qualche modo sfociare nel lunghissimo periodo a scenari negativi, quasi da film fantascientifici, migliaia di ricercatori, filantropi e imprenditori negli scorsi giorni hanno firmato un appello per sospendere per almeno sei mesi lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale. Questa petizione è stata commentata anche da Francesca Rossi, una delle più grandi esperte al mondo di intelligenza artificiale ed etica di intelligenza artificiale che abbiamo tra l'altro intervistato nella puntata "IBM: Etica e fiducia nell'intelligenza artificiale" . In particolare nell'intervista rilasciata Wired viene sottolineato come fermare lo sviluppo di questa tecnologia non solo sia inutile ma addirittura dannoso. Quello che dovrebbero fare le aziende e i ricercatori infatti è continuare certo a sviluppare i sistemi di IA ma concentrarsi nel risolvere gli attuali problemi, quelli che preoccupano maggiormente e renderli sicuri soprattutto dal punto di vista etico e renderci conto quindi di quanto questa tecnologia, se migliorata ulteriormente, possa impattare positivamente sulle nostre vite. #### WeWard: l’app che ricompensa l’attività fisica > - Timestamp: 04:09 - Autori: WeWard, Fabrizio Conti, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Sport - Tipologia: Intervista **Davide**: Qualche tempo fa abbiamo visto come la tecnologia può essere utile per personalizzare il nostro allenamento, per tenerci in forma ovunque ci troviamo. Oggi invece vediamo come si può rendere più interessante e coinvolgente e remunerativa l'attività fisica, in particolare il camminare, attraverso un'app chiamata WeWard. Per parlarcene è con noi Fabrizio Conti, country manager per l'Italia di WeWard. Benvenuto Fabrizio. **Fabrizio**: Grazie mille Davide, è davvero un piacere essere qui. **Davide**: Che cos'è quindi WeWard e che esigenza vi ha spinto a realizzare un'app di questo tipo? **Fabrizio**: Allora, WeWard è un'app mobile che ha come obiettivo quello di motivare i suoi utenti a camminare, a farlo ogni giorno e farlo sempre di più. Il sistema attraverso il quale prova a motivare i suoi utenti è quello della ricompensa. Per entrare un po più nel dettaglio, WeWard si configura come un contapassi che prevede una serie di punti a seconda di quanti passi sono stati effettuati durante la giornata. Questi punti, che noi sull'applicazione chiamiamo Ward, possono essere utilizzati per farsi dei regali, per regali intendo codici promozionali, carte regale o di svariate aziende partner, fare donazioni, perché lavoriamo con numerose associazioni ONLUS italiane ed internazionali, oppure l'ultima possibilità che, a dirti la verità, anche quella che ci ha reso un po più celebri, è quella di, una volta arrivati ad un certo numero di Ward, a una certa soglia, richiedere un bonifico direttamente sul proprio conto corrente. Per capire invece cosa ha spinto i fondatori e come è nato WeWard, dobbiamo prima introdurre il contesto in cui è nata l'idea di questa esperienza imprenditoriale, che nasce in Francia. Dobbiamo quindi dire che lo stile di vita sedentario è considerato un problema di salute pubblica a livello mondiale. La mancanza di attività fisica è secondo l'OMS uno dei primi 10 fattori di rischio di mortalità nel mondo e rappresenta un possibile preludio a malattie non trasmissibili come diabete, cancro o le malattie cardiovascolari. Praticare sport in generale ed anche un'attività fisica dolce, come la camminata, perché di camminati che stiamo parlando, può riluvere il rischio di mortalità legato a questo fenomeno. Quello che ho detto in questo momento è assolutamente un'evidenza che dato più o dato meno, tutti conosciamo. La situazione, purtroppo, che viviamo oggi registra un'elevata sedentarietà ed anzi un incremento di questo fenomeno. Quindi è proprio da questo punto di partenza che nasce il quesito, che è il primo quesito che si sono posti tra attuali fondatori di WeWard, che è il seguente, cioè: qual è il modo più semplice per motivare le persone a camminare di più? **Davide**: Ok, quindi da una parte abbiamo detto che l'app incentiva l'attività fisica dolce, la camminata e lo fa con una serie di ricompense dei buoni o addirittura creditando del denaro contante. Quali sono però le tecnologie utilizzate da voi per tracciare e verificare i passi e il movimento che poi gli utenti fanno? **Fabrizio**: Allora, il discorso è molto semplice. Diciamo che per il conteggio dei passi WeWard si configura come un vero e proprio potometro e si affida al contapassi presente in tutti quanti gli smartphone che abbiamo. Nello specifico mi riferisco soprattutto all'App Salute nel caso di iOS oppure a Google Fit nel caso di Android. Il contapassi, a seconda della soglia che si raggiunge, mi va a dare un certo numero di Ward, un certo numero di punti, insieme ai punti che riesco ad accumulare grazie alle passeggiate quotidiane che faccio ho tutta una serie di possibilità per guadagnare più punti. Una volta che si è arrivati ad una certa soglia, come detto in precedenza, si può ridire il bonifico direttamente sul proprio conto corrente oppure a seconda della soglia raggiunta si può accedere a determinati regali. La terza possibilità, mi ripeto ancora una volta, è quella di donare, in questo senso la donazione è assolutamente libera, ci sarà la possibilità da parte dell'utente di donare il numero di Ward che si vuole per una causa o per un'altra a seconda dell'associazione scelta. Devo dire inoltre, e mi soffermo un po sul discorso del contapassi, molti utenti utilizzano dei fitness tracker, diciamo degli smartwatch soprattutto, per il contagio dei passi. Una delle caratteristiche infatti di WeWard è quella di chiedere ai nostri utenti la convalida dei passi ogni giorno, cioè il contapassi si azzera esattamente a mezzanotte e quindi di fatto se non si è coinvalidato i passi nella giornata i punti, i corrispettivi punti vengono persi, motivo per cui diciamo il discorso retention per l'applicazione è molto importante, abbiamo una retention molto molto alta perché tutti i nostri utenti sono molto motivati ad aprire l'applicazione ogni giorno e quindi a convalidare i loro passi. **Davide**: Ok, e quindi quali sono le caratteristiche tecnologiche che rendono unica la vostra app rispetto ad esempio ad altre app che fanno appunto tracciamento dei passi? **Fabrizio**: Allora Davide posso dirti che pensiamo di avere una soluzione che nell'insieme è davvero differente rispetto a quelli che possono essere identificati oggi come i nostri competitors. L'elemento della ricompensa è a nostro avviso fondamentale nel motivare le persone e superare i loro limiti e soprattutto a farlo quotidianamente. In questo ovviamente più che sul piano tecnologico mi riferisco a quello globale, la nostra app oggi non si limita ad essere l'ennesima app contapassi, oggi WeWard può considerarsi come una soluzione che propone uno stile di vita più sano e più in linea con quelle che sono le esigenze ambientali e per farlo utilizza elementi essenziali come la motivazione, il gioco e la ricompensa. I nostri utenti hanno la sensazione di essere parte di una comunità che ha come obiettivo quello di avere un impatto sul benessere psicofisico delle persone ed anche avere un impatto ambientale considerebile. **Davide**: Ok, torniamo invece ad un aspetto, all'aspetto anzi con cui abbiamo aperto ma di fatto mi ricollego anche a quest'ultima tua risposta. Mi sembra quindi di capire che ci sia un collegamento tra i passi che gli utenti fanno e i dati che l'app raccoglie e a mio avviso, adesso ci spiegherai, è proprio questo il legame che permette di fornire incentivi e ricompense. Ci spieghi come funziona? **Fabrizio**: Allora, ovviamente l'utilizzo dei dati è fondamentale per l'attività di WeWard e lo dico perché è importante precisarlo, questo utilizzo non è assolutamente tra le attività fonte di modificazione per l'applicazione, è chiaro che essendo un'applicazione abbiamo a disposizione dei dati sui nostri utenti, dei dati anagrafici, dei dati relativi alla loro attività fisica e in alcuni casi anche dei dati relativi alla loro geolocalizzazione, ma questi dati ovviamente vengono utilizzati per mettere in atto tutto quello di cui abbiamo appena parlato. Basti pensare che senza questi dati non potremmo ricompensare gli utenti, non potremmo fargli superare le sfide presenti sull'app che contribuiscono a motivarli ogni giorno, oppure fargli creare un profilo personalizzato sull'applicazione stessa, in più come avviene ormai su qualsiasi sito o qualsiasi applicazione, in caso di consenso da parte dell'utente i dati possono essere utilizzati - sempre internamente all'app - per personalizzare le ricompense offerte, per provare dei punti di interesse sulla mappa o per ricercare delle comunicazioni in app. In questo senso è ovvio che il livello di personalizzazione, cioè per personalizzare l'app è necessario l'utilizzo di dati. Io se sono geolocalizzato in un certo posto l'app potrà consigliarmi determinati punti di interesse, personalizzare determinate ricompense e così via. Posso prenderti un esempio ancora più banale, diciamo, i dati legati alla geolocalizzazione. Senza questi dati per noi sarebbe impossibile accedere alle informazioni riguardanti all'attività fisica e quindi molto semplicemente andare a ricompensare i nostri utenti per i passi che hanno effettuato quotidianamente, oppure fargli superare le sfide che lo motivano ogni volta. **Davide**: Ok, ci puoi spiegare proprio praticamente che cosa avviene quando apriamo, quando apro l'app di Weward, che cosa mi trovo davanti, visto che parlavi di queste sfide. **Fabrizio**: Allora sì, oggi in maniera molto semplice, nel momento in cui apro l'app Weward ho davanti un contapassi, il contapassi è appunto che so che va a definire quelle che sono le soglie e i punti corrispettivi e poi ho sempre in home page una serie di sfide, attualmente sull'applicazione abbiamo sette livelli di sfide che l'utente può superare ovviamente, i livelli vanno in base alle difficoltà, quindi ovviamente la difficoltà è crescente e queste sfide ovviamente sono complementari rispetto al conteggio dei Ward quotidiano, cioè oltre ad effettuare la mia camminata quotidiana e ad essere ricompensato in base a quanti passi ho fatto quotidianamente, una volta superate le sfide ho un numero di Ward aggiuntivi che mi vengono validati ed assegnati. **Davide**: A questo punto penso sia interessante capire… anche se un po lo abbiamo iniziato a intuire come facciate a convertire dei semplici passi fatti dall'utente che ha scaricato l'app in buoni e denaro, quindi più in generale ci parli di come funziona il sistema di remunerazione? **Fabrizio**: Allora sì Davide, effettivamente il sistema di monetizzazione e quindi di remunerazione di WeWard è un sistema molto molto complesso, avendo diverse fonti di monetizzazioni diversificate tra loro e delle uscite molto importanti in termini di ricompense, ti dico solo qualche numero, basti pensare che l'anno scorso nel 2022 solo in Italia abbiamo redistribuito più di 500 mila euro ai nostri utenti attraverso bonifici, è chiaro che un modello del genere richiede anche un sistema di monetizzazione molto complesso che ci permette quindi di raggiungere un equilibrio dall'entrata e dell'uscita, ad oggi giusto per citare alcune di queste fonti di monetizzazione posso dirti che sull'applicazione sono presenti sondaggi e giochi che vengono proposti dei nostri partner, i partner con cui lavoriamo per operazioni anche speciali che consentono di mettere in avanti i loro prodotti o i loro marchi sull'app anche tramite formati pubblicitari e poi abbiamo due pagine che sono molto più importanti sull'app che ci consentono di ricompensare gli acquisti fisici e online dei nostri utenti nel caso in cui acquistano passando per l'applicazione negli store fisici o online dei nostri partner. **Davide**: Navigando nell'app a proposito di quello che ci hai appena detto una cosa che mi ha particolarmente colpito sono quegli obiettivi che si sbloccano quando l'utente visita un luogo fisico ad esempio in una città soprattutto ora che le giornate si fanno più calde e questo secondo me è un ottimo esempio per capire come funziona WeWard, appunto WeWard attraverso un sistema che potremmo definire di gamification permette di diventare una sorta di vetrina fisica, sia fisica che virtuale per tante realtà commerciali ma perché no turistiche che però desiderano farsi conoscere. Ci parli quindi di questo aspetto? **Fabrizio**: Assolutamente Davide guarda ti ringrazio per la domanda perché effettivamente è uno dei punti sui quali i fondatori volevano avere un maggiore impatto. All'inizio quando ho presentato un po la nostra soluzione ho parlato di benessere psicofisico, ho parlato di ambiente ma uno dei punti di impatto più importanti per l'applicazione proprio quello del creare un dinamismo a livello dei centri abitati dei centri abitati piccoli o grandi che siano e in questo ci aiuta molto la mappa che è una delle pagine presenti sulle applicazioni, mappa che consente di dare visibilità a determinati punti questi punti possono essere punti di interesse storico-culturale oppure possono essere dei punti di vendita dei punti vendita fisici di alcuni nostri partner. In questo senso ovviamente è sempre presente come dicevi tu il sistema della ricompensa cioè noi andiamo ad incentivare i nostri utenti a visitare e in alcuni casi acquistare presti punti vendita dei nostri partner per poter avere appunto una ricompensa in Ward, è un sistema che consente come dici tu anche di valorizzare dei centri cittadini, di andare ad incentivare tutto discorso culturale, la visita di musei, può essere davvero… è un modello molto molto flessibile che può essere utilizzato in maniera diversa secondo delle esigenze, ma è veramente una pagina quella della mappa su cui puntiamo tantissimo. **Davide**: Sì quindi alla fine è un'applicazione trasversale che permette di mettere in mostra degli spazi o dei negozi virtuali ma anche centricitadini, musei, negozi fisici e così via. **Fabrizio**: Assolutamente, in questo diciamo che è una soluzione che incentiva in maniera complementare l'acquisto online e l'acquisto presso i punti vendita fisici, è questo che trovano, che i partner trovano molto valorizzante, la possibilità di avere una vetrina che consente di avere una visibilità molto importante, più in là ti darò qualche numerica magari più specifica sull'applicazione a livello globale, ma comunque l'app viene aperta oggi in Europa da milioni di persone e questa è una vetrina ovviamente molto importante. Oltre alla visibilità c'è ovviamente l'incentivo e quindi la possibilità di avere una diversa diretta conversione diciamo sia per quanto riguarda l'incentivo all'acquisto online che per quanto riguarda tutto il discorso del traffico nei punti vendita fisici. **Davide**: Perfetto, visto che è accennato anche ai numeri di WeWard, ci dici dove siete presenti nel mondo e quali sono gli obiettivi a lungo termine e come prevedete di raggiungerli? **Fabrizio**: Allora sì, per parlarti dei dati parto dall'Italia, diciamo che WeWard è presente in Italia da meno di un anno e meno di un anno fa quando WeWard appunto è stata lanciata non potevamo immaginare di raggiungere questi livelli di crescita in soli dieci mesi. Oggi un italiano sul 20 ha scaricato l'applicazione, siamo in totale più di tre milioni ad avere l'applicazione sul nostro smartphone e grazie all'attività quotidiana di questi milioni di utenti come detto prima abbiamo già redistribuito più di 500 mila euro ai nostri utenti. In questi dieci mesi, giusto per darti qualche numero in più, i nostri utenti hanno - grazie alla motivazione fornita dall'app - hanno effettuato più di 100 miliardi di passi, cioè quasi 800 milioni di chilometri e risparmiato 95 tonnellate di emissioni di anidride carbonica. Questo è solo a livello Italia, poi come mi chiedevi giustamente tu, l'applicazione nasce in Francia ed è presente oggi in quasi tutti i paesi d'Europa, posso citarti la Spagna, il Belgio, siamo presenti anche nel Regno Unito. Abbiamo da poco lanciato l'applicazione anche negli Stati Uniti e come obiettivo per il 2023 abbiamo il Giappone. La crescita è stata davvero veloce e come ti dicevo prima inaspettata, oggi in base a numerosi studi perché l'app è nata quattro anni fa quindi abbiamo un po diciamo di orizzonte temporale che ci ha consentito di fare degli studi portati avanti dal lancio dell'app, abbiamo la prova che effettivamente WeWard funziona perché WeWard, cioè chi un utente di WeWard cammina in media il 24% in più rispetto ad una persona che non possiede l'app. Sono numeri davvero importanti e che dimostrano l'impatto che l'applicazione ha su tutte quelle che sono gli elementi di cui abbiamo parlato prima, salute, benessere psicofisico, discorso ambientale, dinamicizzare i centri cittadini e così via. **Davide**: Ok quindi alla fine è una vittoria sia per voi, per le aziende, le istituzioni che collaborano con voi ma anche per gli utenti che sono incentivati da una parte a camminare di più e dall'altra ad avere anche un ritorno economico attraverso questa attività. **Fabrizio**: Assolutamente sì, diciamo la soluzione, WeWard come soluzione è una soluzione che fa vincere tutti. Hai parlato, hai nominato anche le istituzioni ed è assolutamente così c'è effettivamente un interesse molto vivo da parte delle istituzioni per non parlare dei nostri utenti. Siamo per darti una visione globale più di 15 milioni ad utilizzare l'applicazione ma l'obiettivo, se c'è un obiettivo a lungo termine è quello di non fermarsi assolutamente qui e di far camminare più persone possibili nel mondo. Per farlo abbiamo un team che conta già 40 persone all'attivo, 40 persone che lavorano su tutti i paesi che ti ho appena nominato, lavoriamo ogni giorno per migliorare l'app e per motivare i nostri milioni di utenti. Ma appunto abbiamo bisogno soprattutto di loro, dei nostri utenti, della loro motivazione e per farlo siamo pronti a starli ad ascoltare e a migliorare ogni giorno l'applicazione perché questo è ovviamente un punto fondamentale. **Davide**: Va bene, grazie Fabrizio per averci raccontato la vostra attività e la vostra realtà, alla prossima. **Fabrizio**: Grazie mille Davide, grazie a te, alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 22:39 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e15 ## eFuels e bioFuels, come cambierà la mobilità dal 2035 > La questione ambientale è ormai diventata il nodo centrale delle nuove politiche europee per la transizione ecologica e la [neutralità carbonica](https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20190926STO62270/neutralita-carbonica-cos-e-e-come-raggiungerla). Per raggiungere la tanto discussa neutralità climatica inserita nel quadro del [Green Deal](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e42?t=244), l’Unione Europea mira ad ottenere entro il 2050 una riduzione del 90% delle emissioni di gas serra generate dai trasporti rispetto ai livelli del 1990. Italia e Germania però sono tra i più convinti sostenitori del no allo stop alle auto a motore tradizionale poiché ritengono che investire in una transizione così accelerata sia eccessivamente gravosa per l’industria dell’automotive. Quali potrebbero essere quindi le alternative? È quello che vogliamo provare a capire. Nella sezione delle notizie parliamo della proposta dell’[EPA](https://www.epa.gov) per limitare le emissioni negli Stati Uniti, di [ATM](https://www.atm.it/it/Pagine/default.aspx) che estende a Milano i [pagamenti contactless](https://it.wikipedia.org/wiki/Pagamento_contactless) ai bus e tram e infine di Ethereum che dice addio al [mining per diventare più sostenibile](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e41?t=295). - Stagione: 5 - Episodio: 15 - Data di pubblicazione: 2023-04-15 06:45:00 - Durata: 16:27 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e15](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e15) - Episodi correlati: s4e6, s4e42 - Tag: carburanti,combustibili,ue,germania,accordo,efuels,biofuels,automobili,fitfor55,decarbonizzazione,ethereum,the merge,bitcoin,ambiente,proof of work,proof of stake,usa,epa,emissioni,standard,Biden,contactless,pagamenti,trasporti pubblici,metro,bus,tram,milano,atm ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo che cosa sono gli eFuel e i biocarburanti e che ruolo potrebbero avere nel passaggio ad una mobilità di veicoli ad impatto ambientale zero. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La proposta per limitare le emissioni in USA > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo la stretta dell'Europa sulla vendita di nuove auto endotermiche a partire dal 2035, di cui parleremo proprio in questa puntata, anche gli Stati Uniti hanno deciso di provare a imporre nuovi standard sulle emissioni delle vetture entro la fine di questo decennio. L'Environmental Protection Agency ha infatti annunciato che intende accelerare la transizione verso una mobilità più pulita, proponendo dei nuovi standard federali validi per i nuovi modelli di auto commercializzati a partire dal 2027, i quali, una volta approvati, imporranno una diminuzione delle emissioni inquinanti del 13% ogni anno. Inoltre, con le sovvenzioni concesse dall'attuale governo Biden, il numero di veicoli elettrici venduti negli Stati Uniti è triplicato rispetto ai periodi precedenti al 2020, e si prevede che con il supporto delle 130.000 stazioni di ricarica già installate e nuovi standard imposti dall'EPA, le macchine elettriche che circoleranno nel paese potrebbero arrivare a rappresentare il 66% di tutte le vendite di automobili nel 2032. #### ATM estende il contactless ai bus e tram > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:01 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Da giovedì 13 aprile, i passeggeri che utilizzano i mezzi di superficie dell'Azienda Trasporti Milanesi, ATM, possono pagare il biglietto della corsa in modalità contactless. Grazie all'investimento di 12 milioni di euro e l'installazione di 1500 nuovi dispositivi, la modalità di pagamento tramite carta di credito o smartphone è stata estesa anche i bus, tram e filobus ATM, oltre che alle già abilitate da anni 5 linee della metropolitana. Le carte accettate sono quelle di MasterCard, Visa, American Express, Maestro e V-Pay, e ovviamente funzionano anche tramite i portafogli digitali dei servizi mobili nei quali sono stati inclusi dagli utenti, come Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay. Inoltre, l'applicazione di ATM verrà aggiornata a maggio per mostrare il calcolo del percorso, migliorare la visibilità delle opzioni per l'acquisto di biglietti e abbonamenti, e mostrare la lista delle fermate preferite. Nel 2024 verrà presentata un'ulteriore applicazione, che permetterà di caricare l'abbonamento sullo smartphone. Tutte queste sono ottime notizie non solo per Milano, dato che ATM è sempre stata apripista nell'implementare nuove tecnologie per rendere più facile il trasporto pubblico. #### Ethereum cambia approccio > Fonte: Wired.it - Timestamp: 03:15 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Blockchain - Tipologia: Notizia **Davide**: Ethereum è ad oggi la seconda criptovaluta di maggior valore dopo Bitcoin, e il suo successo lo deve anche alla sua rete, su cui è possibile costruire infinite applicazioni, dagli NFT a monete personalizzate, a contratti smart. In una puntata di più di due anni fa, però, avevamo detto che queste criptovalute non avrebbero avuto un futuro se non avessero abbracciato un cambiamento radicale nel loro funzionamento. Il mining, per come è pensato oggi, infatti, è una pratica altamente inquinante e dannosa per l'ambiente, in quanto richiede un'enorme quantità di energia e potenza di calcolo, e delle alternative fortunatamente esistono. Una di queste prevede di utilizzare lo spazio di archiviazione invece della potenza di calcolo per poter verificare la transizione nella blockchain, riducendo il consumo della rete di circa il 99%. Ed Ethereum, come aveva già annunciato tempo fa, il 12 aprile ha completato il passaggio dal vecchio al nuovo metodo, e diventando così la prima grande criptovaluta che è riuscita in questo cambiamento. La speranza, ora, è che anche le altre criptovalute facciano lo stesso, e possano ritrovare così un posto nella società del futuro. #### eFuels e bioFuels, come cambierà la mobilità dal 2035 > - Timestamp: 04:36 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Innovazione, Trasporti - Tipologia: Topic **Davide**: La questione ambientale è ormai diventata il nodo centrale delle nuove politiche europee per la transizione ecologica e la neutralità carbonica a causa dei cambiamenti climatici che stanno colpendo il nostro pianeta attraverso condizioni estremi quali siccità, ondate di calore, alluvioni, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari, perdita di biodiversità e così via. In tutto ciò per riuscire a contenere questi fenomeni e soprattutto il riscaldamento globale entro la soglia degli 1,5°, raggiungere il traguardo 0 emissioni entro il 2050 è fondamentale per garantire un futuro sereno e sostenibile alle prossime generazioni. Attualmente tra i settori che influiscono maggiormente a livello di emissioni figura al primo posto l'industria energetica, che a causa della nostra dipendenza dall'energia elettrica e dai combustibili, è il principale responsabile delle emissioni di CO2 e particolato in atmosfera. Subito dopo viene l'industria agraria, responsabile quasi del 20 per cento delle emissioni globali di gas erra e che vede come protagonista la deforestazione praticata per fare spazio a coltivazioni e ad allevamenti intensivi di bovini, dai quali provengono la maggior parte delle emissioni di metano e protossido da zoto, due gas ancora più climalteranti della CO2. Infine emerge il settore dei trasporti, da cui provengono circa un quarto delle emissioni totali di anidride carboniche in Europa, di cui il 72 per cento prodotto solamente dal trasporto stradale. Su questo fronte, per raggiungere la tanto discussa neutralità climatica inserita nel quadro del Green Deal, l'Unione Europea mira ad ottenere entro il 2050 una riduzione del 90 per cento delle emissioni di gas serra generate dai trasporti rispetto ai livelli del 1990. Prima di raggiungere un traguardo così ambizioso, ma altrettanto fondamentale per il futuro benessere delle attività umane, l'Unione Europea ha fissato come obiettivo intermedio l'anno 2030 per ridurre del 55 per cento le emissioni rispetto al 1990. Questo obiettivo è stato inserito in un pacchetto di norme più ampio, chiamato Fit for 55, pronti per il 55 per cento, che comprende 13 riforme legislative e 6 proposte di legge relative a clima ed energia. Fra questo è stata recentemente inserita anche una proposta per vietare la vendita di nuove auto endotermiche a partire dal 2035 in Unione Europea, il cui iter legislativo si è praticamente concluso qualche settimana fa, ovvero dopo che l'Unione Europea ha raggiunto un accordo con la Germania per l'inclusione dei carburanti sintetici nella normativa. Di questa delicata tematica se ne discute già dal 2021, quando è stato presentato il pacchetto di proposte Fit for 55. Tuttavia, l'accordo tra il Consiglio e il Parlamento Europeo è stato raggiunto solamente verso la fine del 2022 e approvato definitivamente qualche mese fa, dopo una serie di rinvii del Consiglio a causa della posizione contraria di alcuni Stati come Italia e Germania. Questi due paesi, in particolare il nostro, sono stati i più convinti sostenitori del non lo stop alle auto a motore tradizionale, poiché ritengono che investire in una transizione così accelerata sia eccessivamente gravoso per l'industria dell'automotive e che comporti un vertiginoso aumento dei prezzi per l'acquisto di vetture Euro 7 dal 2025 ed elettriche dal 2035. Come accennato poco fa, la situazione si è infine sbloccata grazie ad un accordo raggiunto tra Unione Europea e Germania, che prevede la possibilità di continuare a vendere veicoli endotermici a patto che siano alimentati solo ed esclusivamente da carburanti sintetici, detti anche Electro-Fuel o più semplicemente E-Fuel. Naturalmente, per continuare a vendere veicoli a combustione interna, le aziende produtrici di automobili dovranno predisporre meccanismi o aggiornamenti software che impediscano il funzionamento dell'auto nel momento in cui, nel serbatoio, venisse introdotto un carburante di origine fossile nonché altamente inquinante. In molti però, nel sentire questa notizia, si sono subito chiesti che cosa sono gli E-Fuel, i carburanti sintetici, come dice la parola stessa, sono carburanti artificiali prodotti interamente da zero a partire da un processo chimico chiamato elettrolisi, che coinvolge l'acqua e l'anidride carbonica presente già in atmosfera, come ben sappiamo. Tramite questo processo è possibile ricavare idrogeno dalla molecola di acqua, il quale attraverso un'altra reazione di elettrosintesi andrà a combinarsi con il carbonio della CO2, per dare origine a diversi idrocarburi gassosi, come ad esempio il gas metano, fino al diesel o alla benzina che utilizziamo tutti i giorni. I vantaggi legati all'utilizzo di questi nuovi combustibili sono principalmente due. Il primo consiste nel fatto che gli E-Fuel possono essere utilizzati dagli attuali motori endotermici in circolazione. E questo significa che, se volessi fare un pieno di un vecchio veicolo, ad esempio un Euro 5 o perfino un Euro 4, potrei farlo tranquillamente senza alcun pericolo per la salute e l'operatività del mio motore. Il secondo vantaggio è invece legato al tema della sostenibilità ambientale, il quale è anche la ragione per cui paesi come la Germania tendono a spingere sulla produzione di questi nuovi carburanti. Però a questo punto verrebbe da chiedersi se possono essere bruciate all'interno dei motori a combustione per muovere l'auto come è possibile che i carburanti sintetici abbiano un impatto nullo a livello ambientale? La risposta sta proprio nella stessa domanda, ovvero che i carburanti sintetici hanno un impatto nullo in termini di emissioni. Il fatto è che da una parte è vero che gli E-Fuel emettono tanto quanto i derivanti dal petrolio, ma è altrettanto vero che nel processo di produzione avviene una cattura della CO2 dall'atmosfera che è del tutto equivalente a quella emessa durante la combustione. In poche parole, una volta che questi carburanti bruceranno nel motore, andranno a bilanciare la cattura di CO2 effettuata durante la sintesi degli stessi, rendendo tutto il processo produttivo neutro quanto a emissioni di anidride carbonica. Ma con questa affermazione i più accorti e afferrati in materia noteranno già i primi problemi legati all'utilizzo di questi carburanti. Noi fino ad ora abbiamo parlato di bilanciamento in termini di cattura e di emissioni di CO2, ma non ci siamo soffermati su tutti gli altri attori che incidono sul livello di qualità dell'aria che respiriamo. Il problema più grosso in realtà risiede nel fatto che il processo di combustione nei motori termici è ancora poco efficiente, nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni. E ciò porta oltre alla produzione di anidride carbonica anche a quella degli ossidi di azoto e il particolato, ovvero le famose PM10 e PM2,5, che incidono sulla qualità dell'aria respirabile. Ecco, questi due ultimi agenti inquinanti non verrebbero eliminati con il massiccio utilizzo degli E-fuels. Inoltre, un altro grosso problema che andrà risolto è quello legato al costo di produzione. Nel processo di sintesi occorre infatti un sacco di energia per estrarre idrogeno dall'acqua, il che rende tutto il meccanismo di produzione altamente costoso. Tant'è che gli studi condotti dall'International Council of Clean Transportation prevedono che nel 2035, quando entreranno in vigore le nuove normative europee, gli E-fuels avranno ancora un costo di produzione quattro volte maggiore rispetto a quello dei derivati del petrolio. Per diversificare dunque il mercato dei carburanti alternativi, nella proposta sull'inclusione degli E-fuels della Germania, l'Italia ha provato a includere anche i biocarburanti, definendoli cruciali per rispettare il cosiddetto principio della neutralità tecnologica che consentirebbe di adottare un approccio non discriminatorio alla regolazione dell'uso delle tecnologie, evitando che le istituzioni pubbliche non scelgano direttamente le tecnologie sulle quali puntare, pensi gli obiettivi e la cornice generale di riferimento. In questo modo, secondo il governo, il mercato dei carburanti diventerebbe più diversificato, ma soprattutto più accessibile dal momento che i biocarburanti, a differenza degli E-fuels, sono già disponibili sul mercato, come ad esempio il biodiesel di Eni. L'Europa, invece, per ragioni che andremo a definire tra poco, ha deciso di bocciare la proposta dell'Italia, decidendo di puntare tutto sulla produzione di nuove auto elettriche e a combustione, a patto che queste ultime utilizzino solo ed esclusivamente combustibili di origine sintetica. Ma nonostante il no dell'Unione Europea, cerchiamo comunque di capire quali sono le differenze tra biocombustibili ed E-fuels. I biocarburanti, a differenza di quelli sintetici, vengono prodotti a partire dalla biomassa proveniente da residui organici di natura vegetale o animale, ricchi di grassi e carboidrati, i quali, attraverso l'azione dei microorganismi e processi chimici, possono diventare degli ottimi combustibili. Esattamente come gli E-fuels, il vantaggio dei biocombustibili è legato alla possibilità di essere utilizzato sulle auto tradizionali e al fattore carbon neutral, dato che la cattura del carbonio, tramite la coltivazione delle biomasse, bilancia quella generata dalla combustione. Ma anche in questo caso rimane il problema dovuto al rilascio di altre sostanze, come gli ossidi di azoto e il particolato. Eppure, benché le biomasse siano rinnovabili e poco costose da produrre, il principale svantaggio dei biocarburanti, evidenziato anche dall'Unione Europea, è legato soprattutto all'impatto ambientale delle monoculture di partenza come grano, mais, bietola, canne da zucchero e olio di palma, le quali oltre a richiedere l'impiego di fertilizzanti e grandi quantità d'acqua, porterebbero a perdita di biodiversità per il maggior uso del suolo, già aggravato dalla produzione alimentare. Questo problema è in realtà già stato in parte risolto, con la produzione dei biocombustibili di seconda generazione, che al posto di utilizzare biomasse provenienti da monoculture, sfruttano resti organici di scarto oppure le coltivazioni di alghe che non entrerebbero in competizione con i terreni coltivati per la produzione alimentare. In definitiva abbiamo capito che la produzione e l'utilizzo di nuovi carburanti comporta diversi vantaggi ma altrettanti svantaggi, e le attuali previsioni fanno intendere che queste nuove soluzioni ricopriranno un ruolo di nicchia nella mobilità del futuro. Allo stesso tempo, però, arrivare ad elettrificare l'intero parco europeo in così poco tempo, e senza un processo graduale, è tanto ambizioso quanto poco probabile. Dunque con il rischio che i combustibili fossili rimangano in uso ancora a lungo, di fronte alla fragilità delle altre soluzioni, oggi è più che mai fondamentale investire nella ricerca e nella produzione di alternative concrete e attuabili nell'economia di scala. In questa ottica, con un mosaico di opzioni disponibili, anche i nuovi carburanti potrebbero giocare nel prossimo decennio un ruolo cruciale per raggiungere la decarbonizzazione nel 2050. #### Conclusione - Timestamp: 15:35 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e16 ## Amazon: il lavoro in un centro di distribuzione robotizzato > Il [mondo del lavoro](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e10?t=259) sta cambiando drasticamente grazie alla tecnologia e i lavoratori iniziano ad interagire sempre più spesso con [robot e macchinari](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e26?t=242) in grado di supportarli nelle loro attività. Questo non solo garantisce una qualità lavorativa superiore, ma permette alle aziende di fornire servizi sempre più rapidi ai propri clienti. L’esempio più emblematico forse è quello di [Amazon](https://www.dentrolatecnologia.it/amazon.html), che in pochissimo tempo riesce a consegnarci a casa un enorme catalogo di prodotti. Come è possibile tutto questo? Per capirlo abbiamo visitato il centro di distribuzione robotizzato di Amazon a Torrazza Piemonte in provincia di Torino e abbiamo incontrato [Matteo Conti](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.conti.html), responsabile di questo centro. Nella sezione delle notizie parliamo del primo volo del sistema di lancio spaziale [Starship](https://www.spacex.com/vehicles/starship/) e dell’arrivo sull’[App IO](https://io.italia.it) di documenti digitali tra cui la patente, la tessera elettorale e la tessera sanitaria. - Stagione: 5 - Episodio: 16 - Data di pubblicazione: 2023-04-22 06:45:00 - Durata: 23:22 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e16](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e16) - Episodi correlati: s4e26, s5e10 - Tag: amazon,centro di distribuzione,robotica,automazione,lavoro,lavoratori,sicurezza,sostenibilità,qualità del lavoro,efficienza,ottimizzazione,scanner,pacco,matteo conti,responsabile del centro,centro di distribuzione robotico,amazon robotics,spacex,starship,superheavy,lancio,decollo,app io,digitalizzazione,cloud,pnrr,innovazione,butti,spid,cie ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Matteo**: Se noi pensassimo ad Amazon come un grandissimo supermercato, i nostri dipendenti dovrebbero andare in giro con un carrello e prelevare gli oggetti dagli scaffali, mentre invece con la tecnologia robotica tutta questa operazione viene fatta dallo scaffale che si muove autonomamente mentre il nostro dipendente è fermo in stazione ad aspettare che lo scaffale faccia questa distanza per lui e gli porti l'oggetto di fronte. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi visiteremo un centro di distribuzione robotizzato di Amazon e proveremo a capire come la tecnologia, in particolare l'automazione e la robotizzazione, possano facilitare e rendere più sicuro il lavoro di tantissime persone. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il primo volo del sistema di lancio Starship > Fonte: SpaceX.com - Timestamp: 01:22 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo il rinvio di due giorni rispetto al programma iniziale, giovedì 20 aprile, alle ore 15.34 ora italiana, è partito per la prima volta in assoluto dallo spazioporto di Boca Chica in Texas il veicolo di lancio riutilizzabile Starship di SpaceX, composto dalla navicella madre e il booster Super Heavy, ma è lanciato prima d'ora. A differenza dei test di due anni fa, in questo tentativo non era previsto il recupero delle due componenti, le quali sarebbero dovute ammarare a largo dell'oceano atlantico in piena sicurezza. Gli obiettivi di questo primo test erano quelli di verificare la separazione dei due stadi, portare la navicella Starship a 120 km di quota, simulare un rientro verticale del primo stadio ma soprattutto superare il decollo, ovvero la fase più cruciale che avrebbe non solo determinato le sorti di questa missione, ma anche di quelle future. E il motivo per cui ad oggi possiamo dire che il primo volo del sistema di lancio riutilizzabile Starship è stato un successo, è grazie al decollo avvenuto come da manuale o quasi, dato che già nei primi secondi della partenza 3 dei 33 motori del booster non si sono nemmeno accesi. Il lancio però è comunque proseguito regolarmente e nei primi due minuti di volo il razzo ha continuato a prendere quota nonostante la perdita di altri due motori Raptor. A 2 minuti e 50, quando avrebbe dovuto compiere un leggero flip prima di spegnere del tutto i propulsori e proseguire con la separazione, il velivolo ha perso stabilità, iniziando a girare in maniera incontrollata fino ad esplodere a 29 km di quota. Questa fine roccambolesca non è certamente da associare ad un fallimento, anzi, il fatto di essere riusciti a portare a 40 km di altitudine un sistema di lancio alto ben 120 metri, nonché il più potente al mondo, è un traguardo fondamentale per SpaceX, che grazie ai numerosi dati raccolti dal volo e da una rampa di lancio rimasta pressoché illesa, potrà tentare il lancio di nuove Starship già nei prossimi mesi. #### Su App IO arriveranno i documenti digitali > Fonte: IlSole24Ore.com - Timestamp: 03:22 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: In una recente audizione, il sottosegretario con delega all'innovazione Alessio Butti ha fatto il punto sulla situazione italiana in ambito digitalizzazione, annunciando le novità più prossime che verranno realizzate grazie ai finanziamenti del PNRR. In ambito cloud delle pubbliche amministrazioni in particolare, l'Italia è allineata agli obiettivi prefissati, mentre è in ritardo per quanto riguarda la copertura di internet con banda ultralarga. Si è parlato inoltre anche di identità digitale, Spid, pago PA, carta di identità elettronica, fascicolo sanitario elettronico nazionale e app IO. E su questa il governo ha annunciato diverse novità molto importanti che arriveranno nel 2023, ossia la possibilità di consultare i documenti digitali e soprattutto con valore legale all'interno dell'app, tra cui la patente, la tessera elettorale e la tessera sanitaria con le relative informazioni. Questo permetterà a molti, dunque, di evitare di portare con sé tutte queste carte e utilizzare il solo smartphone, o comunque avere un accesso più veloce ai propri documenti di identità. In questo modo l'app IO farà un altro passo verso il suo obiettivo di diventare un punto di contatto unico, facile ed accessibile tra i cittadini e la pubblica amministrazione. Il mondo del lavoro sta cambiando drasticamente grazie alla tecnologia, e i lavoratori iniziano a interagire sempre più spesso con robot e macchinari in grado di supportarli nelle loro attività. #### Amazon: il lavoro in un centro di distribuzione robotizzato > - Timestamp: 04:46 - Autori: Amazon, Matteo Conti, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Lavoro, Logistica, Robotica - Tipologia: Intervista **Davide**: Questo non solo garantisce una qualità lavorativa superiore, ma permette alle aziende di fornire servizi sempre più rapidi ai propri clienti. L'esempio più emblematico è forse quello di Amazon, che in pochissimo tempo riesce a consegnarci a casa un enorme catalogo di prodotti. Come è possibile tutto questo? Per capirlo, oggi siamo nel centro di distribuzione robotizzato di Amazon a Torrazza, Piemonte, in provincia di Torino, e con noi c'è Matteo Conti, responsabile di questo centro. Benvenuto, Matteo. **Matteo**: Ciao Davide e grazie di esserci venuti a trovare qui a Torrazza. **Davide**: Come si è evoluto a livello tecnologico il settore della logistica da quando avete iniziato ad operare nel mercato e come siete organizzati oggi? **Matteo**: Bene, sì, il settore della logistica è fortemente influenzato dalla tecnologia e il suo sviluppo continua a essere molto legato allo sviluppo tecnologico. L'innovazione fa parte del DNA di Amazon e quindi su questo possiamo definirci già all'avanguardia per quanto riguarda come è organizzato il nostro settore. Abbiamo iniziato a operare in Italia nel 2010 e adesso nel 2023 contiamo 10 centri di distribuzione, 3 centri di smistamento in cui arrivano i pacchi che noi spediamo dai centri di distribuzione e 37 centri di smistamento a valle, dove i furgoni poi partiranno per arrivare alle porte dei nostri clienti. Quindi è stato veramente un lungo percorso. Siamo orgogliosi di aver creato durante questi anni 17.000 posti di lavoro a tempo indeterminato in Italia. Nel centro dove ci troviamo oggi a Torrazza Piemonte è un centro che è definito Amazon Robotics quindi si avvale della tecnologia robotica che è lo stato dell'arte per Amazon. Questo magazzino è nato nel 2019 con l'obiettivo di fare 1200 posti di lavoro in tre anni e vogliamo continuare a crescere. **Davide**: Ok e questi magazzini quindi questi centri di distribuzione sono tutti uguali oppure sono… **Matteo**: Abbiamo diverse categorie di centri di distribuzione in Amazon. Tra questi dieci che ti ho menzionato inizialmente sei si avvalgano in Italia della tecnologia robotica. **Davide**: E come mai questa scelta cosa cambia tra uno e l'altro? **Matteo**: Bene, diciamo che la tecnologia robotica in questo momento ci supporta nel smistamento e nella gestione di oggetti medio-piccoli. Per gli oggetti, diciamo, grandi o extra-large abbiamo dei magazzini dedicati. **Davide**: Ok e passiamo adesso quindi ad analizzare il percorso che fa un pacco da quando facciamo l'ordine a quando ci arriva nelle nostre case. Quali tecnologie di automazione e robotica vengono utilizzati appunto in questo specifico centro di distribuzione Amazon e come vengono integrate nel processo di lavoro, come coinvolgono le persone? **Matteo**: Bene, c'è sempre un po' di curiosità dietro questa domanda e cerco di essere più chiaro possibile. I prodotti arrivano dai nostri fornitori tramite bilici che vengono poi ricevuti e scaricati dal nostro reparto di inbound dove riceviamo la merce. Questa merce viene trasferita in contenitori standard che utilizziamo che vengono poi caricati su nastri trasportatori. In questo magazzino abbiamo qualche decina di chilometri di nastri trasportatori. Quindi la merce dopo essere stata ricevuta e messa in un contenitore si muove lungo nastri trasportatori che portano il prodotto al piano robotico dove riceviamo il materiale e lo stocchiamo. Cosa significa stocchiamo il materiale? Diciamo che in un magazzino di vecchia concezione un nostro dipendente avrebbe dovuto girare tra gli scaffali e posizionare gli oggetti su uno scaffale come possiamo pensare a un supermercato. Non è più così in un magazzino robotico, i nostri dipendenti sono fermi in una postazione e gli scaffali sono mossi da delle unità robotiche ovvero dovete immaginare dei piccoli scaffali che si muovono da soli in autonomia gestite da robot. Quindi i nostri dipendenti fermi in una postazione vedranno uno scaffale posizionarsi davanti e cercheranno all'interno di una locazione il posto per posizionare un oggetto. In questo in quel momento lì finisce il processo di inbound ovvero riceviamo il materiale e lo stocchiamo Quindi da quel momento lì il prodotto è disponibile per l'acquisto per i nostri clienti. Come avete visto, perché avete fatto un giro qua dentro, avete visto che i prodotti sono tutti stoccati in maniera randomica, casuale, perché riteniamo che sia più semplice poi, per un sistema robotico, trovare il primo operatore disponibile, il primo dipendente disponibile e assegnargli un lavoro quando un oggetto viene ordinato. Cosa succede quindi quando un oggetto viene ordinato? Lo scaffale contenente quell'oggetto cerca un nostro dipendente, il primo che trova, e gli si propone davanti, segnalando qual è l'oggetto che deve essere prelevato. L'oggetto quindi viene prelevato, rimesso in un contenitore, che viene caricato su nastri trasportatori e arriva fino all'impacchettamento. Anche all'impacchettamento abbiamo la possibilità di avere un ordine che ha un pezzo solo o ordini che contengono più oggetti all'interno e quindi il sistema cercherà di riunire tutti gli oggetti che sono magari dislocati in diversi punti del magazzino in un unico posto dove poi ci sarà un nostro collega che confezionerà il pacco. Questi pacchi poi vengono etichettati, divisi per destinazioni e mandati ai nostri centri di smistamento a valle. **Davide**: Un aspetto che mi ha sempre incuriosito e che abbiamo anche visto durante questo tour che abbiamo fatto è che il sistema consiglia all'operatore, al lavoratore qual è la migliore scatola da utilizzare per confezionare appunto il prodotto che deve essere consegnato. Come può conoscere le dimensioni del prodotto? **Matteo**: Esatto, quando riceviamo un prodotto questo viene pesato e misurato da uno strumento che abbiamo e quindi da questo momento il nostro sistema conoscerà il peso e le dimensioni degli oggetti e tutte le operazioni che poi avvengono a valle terranno in considerazione le dimensioni e il peso, quindi il fatto che si debba utilizzare una scatola piuttosto che un'altra per l'impacchettamento, il fatto che abbiamo limiti di peso per essere sicuri di non sarò a caricare l'attività dei nostri dipendenti e tutto quello che ne concerne a valle dipende appunto da tutti i dati che sono inseriti, quindi anche in questo caso qui utilizziamo dati per migliorare tutte le operazioni. **Davide**: Tornando un secondo all'aspetto di il momento in cui appunto l'operatore il lavoratore deve prendere l'oggetto da questi scaffali che di fatto vengono da soli davanti all'operatore. **Matteo**: Da soli davanti all'operatore. **Davide**: Come fa? Dicevi che lo scaffale suggerisce qual è il prodotto da prendere, come avviene questo? **Matteo**: Sì, esatto. Diciamo che lo scaffale è in grado di dialogare col nostro sito internet e quindi sa quali sono gli oggetti che sono stati ordinati, sa l'oggetto che è contenuto al suo interno e quindi su un display mostra al nostro collega qual è l'oggetto che è stato ordinato dal cliente quindi qual è l'oggetto da prelevare. Durante tutto il processo i nostri i nostri dipendenti non sanno chi è il cliente finale quindi anche per garantire la privacy. **Davide**: Ok. E quanti scaffali? Abbiamo visto che c'è un'enorme stanza piena di questi scaffali. Quanti scaffali servono per stoccare così tanti beni, così tanti prodotti? **Matteo**: Beh ce ne sono… dipende dalle dimensioni dei magazzini, quindi abbiamo dei magazzini di diverse dimensioni. Per farti un esempio, a livello europeo abbiamo circa mezzo milione di queste unità robotiche che muovono gli scaffali quindi questa operazione ha un alto utilizzo di tecnologia. **Davide**: Passando invece al tema della sicurezza, quali sono le misure di sicurezza che adottate per garantire appunto la sicurezza dei dipendenti durante l'utilizzo della tecnologia di automazione penso ad esempio anche a questi scaffali che si muovono da soli e la robotica nei vostri centri di distribuzione. **Matteo**: Certo. Allora, la sicurezza dei dipendenti è la priorità per Amazon. Noi diciamo sempre safety first, quindi è un elemento integrante che ci accompagna in ogni attività che facciamo. I nostri centri di distribuzione sono già disegnati per essere il più sicuri possibile e garantire che le persone possano esprimersi al meglio durante le attività lavorative. Inoltre, non ci vogliamo fermare, crediamo nella formazione continua sulla sicurezza e negli investimenti per continuare a migliorarla. Per darti qualche numero, nel 2022 in Italia abbiamo 120 colleghi dedicati esclusivamente alla formazione dei nostri dipendenti, nonché i nostri centri di distribuzione hanno infermerie disponibili H24 nel caso qualsiasi nostro dipendente abbia una qualsiasi esigenza. Inoltre il percorso dei nostri dipendenti con la sicurezza avviene prima ancora di essere assunti infatti tutti i nostri colleghi vanno incontro a un cosiddetto "day zero" in cui vengono insegnate le prime nozioni di sicurezza prima ancora di entrare in un magazzino e poi appena entrano e iniziano a lavorare con noi vengono seguiti passo passo in ogni operazione che devono svolgere quindi con una formazione un affiancamento continuo sia sulle attività sia sui macchinari con cui devono interagire come tu dicevi giustamente in più ci sono continui aggiornamenti frequenti su queste operazioni, inoltre crediamo fortemente nell'ascolto dei nostri dipendenti su progetti di sicurezza quindi sappiamo che la sicurezza passa tramite l'impegno di tutti e quindi tutti noi siamo fortemente invogliati a continuare a proporre idee per essere sempre più sicuri tutti insieme. **Davide**: Ok però penso anche che l'utilizzo ad esempio torno a parlare delle degli scaffali in qualche modo prevenga magari ulteriori infortuni che possono avvenire all'interno di un magazzino tradizionale, mi viene da pensare, oppure l'utilizzo di robot per sollevare carichi pesanti, dicevi, vi arrivano magari anche dai produttori dei prodotti che poi devono essere stoccati quindi anche lì c'è una parte. **Matteo**: Sì, pensi bene, ovvero la tecnologia in Amazon è veramente volta a aumentare la sicurezza e il benessere dei nostri lavoratori. Come hai detto correttamente, se noi pensassimo ad Amazon come un grandissimo supermercato, i nostri dipendenti dovrebbero andare in giro con un carrello e prelevare gli oggetti dagli scaffali, mentre invece con la tecnologia robotica tutta questa operazione viene fatta dallo scaffale, che si muove autonomamente, mentre il nostro dipendente è fermo in stazione ad aspettare che lo scaffale faccia questa distanza per lui e gli porti l'oggetto di fronte. **Davide**: Tutta questa ottimizzazione, come dicevo all'inizio, fa sì che ci troviamo in poco tempo ad avere a casa un prodotto, una serie di prodotti che ordiniamo. Però abbiamo visto anche che in certo modo favorisce anche la sostenibilità ambientale. Giusto? Anche questo aspetto che ruolo, che importanza ha dato a questo aspetto? **Matteo**: Beh se pensiamo che 20 anni fa eravamo in un garage a Seattle e adesso abbiamo centri di distribuzione in moltissimi paesi del mondo, i passi avanti che la tecnologia ci ha aiutato a fare sono veramente tanti. Il nostro ambiente di lavoro negli ultimi anni è diventato sempre più integrato da tecnologie e quindi oltre alla sicurezza come abbiamo già menzionato c'è anche la sostenibilità. Amazon è fortemente impegnata nella sostenibilità e sta diventando uno dei principali player di acquisto di energie rinnovabili e anche le nostre tecnologie sono all'avanguardia per utilizzare il minimo indispensabile di energia elettrica quindi di avere zero dispersioni e di continuare anche in un mondo come quello della logistica che può essere fortemente impattato dal trasporto di muoversi verso l'elettrico. **Davide**: Ok, e anche qui nel tuo centro, di cui sei responsabile, utilizzate energia rinnovabile? **Matteo**: Sì, abbiamo un impianto fotovoltaico da circa mille kilowatt che abbiamo in piano di triplicare. In tutti i nostri... la nostra tecnologia ha già, diciamo, strumenti all'avanguardia per il risparmio energetico, per l'utilizzo minimo di energia. Sì, d'altronde, avendo un grande spazio coprendo una grande superficie 60.000 metri quadri su tre piani quindi si. **Davide**: Sì possono coprire di pannelli solari i tetti. **Matteo**: Sí, esatto. **Davide**: Quali sono i criteri, tornando al rapporto tra lavoro e automazione robotica, quali sono i criteri utilizzati per decidere quali processi di lavoro devono essere automatizzati o svolti da robot in un centro di distribuzione? **Matteo**: Tutto come hai già detto hai menzionato correttamente prima, tutte le attività ripetitive o non sicure per i nostri dipendenti possono essere diciamo aiutate supportate dalla tecnologia quindi la tecnologia robotica abbiamo menzionato aiuta i nostri dipendenti a non camminare ma a far sì che gli scaffali camminino per loro, abbiamo il trasporto degli oggetti su un asset trasportatori e abbiamo altre tecnologie che aiuteranno sempre i nostri dipendenti a svolgere il loro lavoro nella maniera più efficiente e sicura possibile. **Davide**: Ok e ci sono dei limiti nel senso, come dicevamo, questo centro di distribuzione riesce a gestire dei prodotti di una certa dimensione, di un limite di dimensione. Per i prodotti più grandi ci sono proprio dei limiti tecnici? **Matteo**: In questo tipo di magazzino abbiamo dei magazzini dedicati che gestiscono oggetti più grandi e hanno anche loro delle tecnologie che vanno nella stessa direzione per poter effettuare le operazioni nel modo più efficiente e sicuro possibile. **Davide**: Che però dovranno essere per forza di cose diverse. Ok e quali sono le prospettive di sviluppo futuro per l'utilizzo della tecnologia di automazione e robotica nei centri di distribuzione e forse una domanda che tutti prima o poi si sono fatti, il lavoro manuale, il lavoro dell'uomo verrà soppiantato dall'operato delle macchine oppure arriveremo a un equilibrio tra le due parti? **Matteo**: Guarda ti rispondo con qualche numero come avete visto anche durante il vostro giro in magazzino la tecnologia è veramente un alleato delle persone qui e da quando abbiamo iniziato a introdurre la tecnologia robotica nei nostri magazzini nel 2012 abbiamo creato a livello globale un milione di posti di lavoro in Italia abbiamo creato 17.000 posti di lavoro a livello a tempo indeterminato con la parallela apertura di sei centri di distribuzione robotico e quindi non è solo un tema di quantità di posti lavoro ma anche di qualità con l'introduzione della tecnologia la tipologia di lavori che ci sono in Amazon è cresciuta fino a 400 tipi diversi di lavori e quindi crediamo nella continua specializzazione delle nostre persone in nuovi ambiti e tra l'altro questo sarà anche chiave per il nostro sviluppo futuro ci serviranno sempre nuove competenze sempre nuove conoscenze e più saremo veloci a colmare queste gap di conoscenze più saremo in grado di innovare e quindi crediamo e continuiamo a credere nella continua formazione delle nostre persone per continuare in questo percorso di innovazione tecnologica. **Davide**: Ci fai qualche esempio di quali sono i nuovi lavori che la tecnologia ha creato? **Matteo**: Beh abbiamo squadre di manutenzione nutritissima per queste unità robotiche, abbiamo softwaristi e inoltre abbiamo in Italia abbiamo l'orgoglio di ospitare l'Innovation Lab a Vercelli, è l'unico centro di ricerca e sviluppo tecnologico che abbiamo al di fuori degli Stati Uniti dove continuiamo a testare, innovare, inventare tecnologia. **Davide**: E quindi tecnologia che può ulteriormente ottimizzare la logistica e facilitare. Esatto siamo sempre alla ricerca di nuove opportunità. OK, va bene grazie allora Matteo per averci raccontato questa interessantissima e grandissima realtà. **Matteo**: Grazie a voi e ci vediamo alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 22:30 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e17 ## Web3 o 3.0, quale strada percorrerà il Web del domani? > Il [Web](https://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web) ha vissuto una rapida evoluzione che l'ha portato a quello che conosciamo oggi, passando dal Web 1.0 al Web 2.0. La rete [Internet](https://it.wikipedia.org/wiki/Internet_(informatica)), sempre più complessa e sempre più connessa, permette di fare cose che fino a pochi anni fa erano destinate solamente ai libri e ai film di fantascienza. Dunque sono molte le applicazioni che ogni giorno nascono e si pongono l'obiettivo di tracciare la strada maestra che percorrerà l'evoluzione del Web, dal [metaverso](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e47?t=279), alla [blockchain](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e15?t=312), alla [rete Tor](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e5?t=315), al [web semantico](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e23?t=300). Ma in futuro in cosa si trasformerà il World Wide Web? In questa puntata ci concentriamo su due possibili evoluzioni, chiamate Web3 e Web 3.0, con l’obiettivo di analizzarle, scoprirne le differenze e soprattutto capire se potranno essere veramente il futuro della navigazione online. Nella sezione delle notizie parliamo della [Cassazione](https://www.cortedicassazione.it/corte-di-cassazione/), che si è espressa sul software di [IA](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246) dell’[INPS](https://www.inps.it/it/it.html) e sulla sua legittimità, del primo [allunaggio del Giappone](https://ispace-inc.com/m1) e infine delle preoccupazioni per il [Cyber Resilience Act](https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/library/cyber-resilience-act) europeo in tema di [Open Source](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e23?t=300). - Stagione: 5 - Episodio: 17 - Data di pubblicazione: 2023-04-29 06:45:00 - Durata: 19:41 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e17](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e17) - Episodi correlati: s4e15, s4e23 - Tag: web,web 3.0,web3,open data,web semantico,ia,intelligenza artificiale,tim berners-lee,ethereum,web decentralizzato,dapp,ipfs,giappone,ispace,luna,allunaggio,hakuror,cassazione,inps,gdpr,garante privacy,data mining savio,cra,cyber resilience act,ue,commissione europea,open source,python ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proveremo a capire quale sarà il futuro del Web e in particolare che cosa sono il Web 3.0 e il Web3. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. La Corte di Cassazione ha annullato l'ingiunzione della sanzione amministrativa del Garante Privacy all'INPS per il trattamento dei dati personali riguardanti il software di intelligenza artificiale denominato Data Mining Savio. #### La Cassazione si esprime sull’IA dell’INPS > Fonte: AgendaDigitale.eu - Timestamp: 00:56 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: La Corte ha affermato la piena legittimità dell'utilizzo del software da parte dell'INPS, ribadendo la nozione di necessità del trattamento dei dati personali e la legalità dell'istituzionalizzazione di processi digitali nella pubblica amministrazione. La decisione della Corte offre un punto di partenza per il dibattito sull'elaborazione di dati nel contesto sanitario, dove anche i dati sensibili e i dati personali sono ampiamente utilizzati per scopi diagnostici, terapeutici e amministrativi. La sentenza solleva nuove domande sul ruolo dell'utilizzo dei dati personali in contesti clinici e suggerisce che la questione del trattamento dei dati sanitari deve essere correlata al trattamento clinico e alla nozione di necessità dell'articolo 9 del GDPR. #### Il primo allunaggio del Giappone > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:01 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel tardo pomeriggio di martedì 25 aprile, la società Ispace ha fallito l'atterraggio sulla superficie lunare del Lander Hakuto-R, che sarebbe stato il primo mezzo robotico inviato sulla Luna da una società giapponese. Considerando i dieci anni di sviluppo e il primo finanziamento di 20 milioni di dollari nel 2013, questo fallimento è stato un duro colpo per l'azienda. Tuttavia, in una nota di aggiornamento ha comunque dichiarato di essere in parte soddisfatta del risultato, grazie alla raccolta di una buona mole di dati che verranno utilizzati per migliorare la tecnologia e tentare un secondo allunaggio in futuro. Ad oggi gli unici paesi che sono riusciti a inviare un Lander sulla Luna sono Stati Uniti, Cina e Russia, ma sappiamo anche che, prima di arrivare a un traguardo simile, sono stati compiuti innumerevoli test e in gran parte falliti. Ma ognuno di essi è il risultato fondamentale per migliorare i sistemi che non hanno funzionato e arrivare così all'obiettivo prestabilito. #### Le preoccupazioni per il Cyber Resilience Act > Fonte: IlSole24Ore.it - Timestamp: 03:03 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Pubblica Amministrazione, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli ultimi giorni sta facendo molto discutere il testo di una nuova norma presentata dalla Commissione Europea, il Cyber Resilience Act, con l'obiettivo di rendere più sicuri tutti quei dispositivi che si connettono a Internet. In pratica tutti questi dispositivi, come smartphone, sensori, elettrodomestici smart, con questa norma dovrebbero essere dotati di una certificazione che garantisce la presenza dei principali requisiti di sicurezza. Questa proposta però, come dicevamo, ha sollevato parecchie preoccupazioni nella comunità open source, ossia quei software in cui il codice sorgente è accessibile a tutti e chiunque può portare un proprio contributo. Gli stessi sistemi operativi, come Android o Linux, per fare un esempio, sono open source e si calcola che tra il 70 e il 90% dei progetti, commerciali e non, sia costituito proprio da componenti rilasciati con licenza libera. E il testo presentato dalla Commissione, per com'è scritto al momento, non fa differenza tra prodotti commerciali e prodotti open source. In pratica, se un codice con licenza open utilizzato in un prodotto commerciale risultasse non sicuro, la responsabilità ricadrebbe su chi ha rilasciato quel componente gratuitamente, con multe che possono raggiungere anche i 15 milioni di euro. Fortunatamente, le preoccupazioni sollevate dalle principali comunità open source, come Python Foundation, stanno avendo successo e la Commissione Europea sta lavorando per rendere la norma più chiara verso queste tipologie di software. La speranza, quindi, è che il testo, che verrà presentato il prossimo 25 maggio, venga sistemato anche in collaborazione con la comunità open e che venga trovato anche un compromesso tra la sicurezza informatica richiesta e la tutela degli sviluppatori indipendenti. #### Web3 o 3.0, quale strada percorrerà il Web del domani? > - Timestamp: 05:10 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Blockchain, Dati, Internet - Tipologia: Topic **Davide**: Se dovessimo dare una data di nascita per il World Wide Web, quella sarebbe sicuramente il 6 agosto del 1991, quando l'informatico Tim Berners-Lee pubblicò il primo sito Web del mondo. E da allora il Web, come abbiamo più volte detto, ha vissuto una rapida evoluzione che l'ha portato a quello che conosciamo oggi, passando dal Web 1.0 al Web 2.0. Ma in futuro come si trasformerà il World Wide Web? Ad oggi, infatti, sono moltissime le strade percorribili, e la rete internet, sempre più complessa e sempre più connessa, permette di fare cose che fino a pochi anni fa erano destinate solamente ai libri e ai film di fantascienza. E dunque sono anche molte le applicazioni che ogni giorno nascono e si pongono l'obiettivo di tracciare la strada maestra che percorrerà l'evoluzione del Web, dal metaverso alla blockchain, alla rete Tor, al Web semantico. Tutti i temi che abbiamo singolarmente trattato ampiamente. In questa puntata, però, ci concentreremo su due di queste strade dal nome molto simile tra loro, ma che adottano approcci notevolmente diversi. Queste nuove evoluzioni del Web sono chiamate Web3 e Web 3.0, e durante il corso di questa puntata andremo appunto ad analizzarle, scoprirne le differenze e soprattutto capire se potranno essere veramente il futuro della navigazione online. Prima di cominciare, però, facciamo un piccolo passo indietro a quell'agosto 1991, dove è nato il Web, o meglio il Web 1.0. Questa prima versione era caratterizzata da pagine statiche, ossia con contenuti immutabili, dove gli utenti potevano interagire solamente navigando e spostandosi da una pagina all'altra attraverso i collegamenti ipertestuali. La sua funzione, quindi, era solo ed esclusivamente consultiva, e poteva essere usata per condividere informazioni, notizie, o creare una vetrina per la propria attività. Chi conosceva il linguaggio HTML e CSS poteva spingersi a creare anche un proprio blog, che doveva essere aggiornato manualmente aggiungendo link e pagine Web. Con una potenza di calcolo sempre maggiore da parte dei server, l'introduzione di nuovi linguaggi di programmazione come JavaScript o PHP e sempre più persone connesse a Internet si è introdotto poi quasi subito il Web 2.0, che è quello che conosciamo e utilizziamo ancora oggi regolarmente. Questo ha permesso che gli utenti non fossero solo dei semplici spettatori in Internet, ma fossero una parte attiva, che potessero aggiungere contenuti, parlare tra loro, avere delle proprie pagine personali e così via. Dopo il Web 1.0 e il Web 2.0, quindi, la versione 3.0 sembrerebbe il naturale proseguimento di questa tecnologia. Ma di cosa si tratta? La risposta viene dallo stesso Tim Berners-Lee, l'inventore del World Wide Web, che già nel 1998 con la fondazione del consorzio W3C, che definisce gli standard e i protocolli legati al Web, aveva tracciato il solco e le basi per questa nuova versione, chiamata Web Semantico, ossia un Web che non sia solo "machine representable" ma sia anche "machine understandable" . Spieghiamolo meglio: ad oggi la stragrande maggioranza delle pagine online sono fatte di contenuti statici come blog, vetrine o enciclopedie, seguendo quindi ancora la filosofia del Web 1.0. Questi contenuti sono formati da pagine, file, in formato HTML, che hanno una struttura ben precisa che permette di creare paragrafi, titoli, testi in grassetto, tabelle, collegamenti per testuali tra le pagine dello stesso sito, di siti diversi e così via. Il computer, o meglio, il browser, riesce a convertire questa struttura nelle pagine Web che poi vediamo, formattando ogni elemento così come è stato definito e rendendolo visivamente leggibile per gli utenti, e da qui la definizione di machine representable. La macchina, in questo caso il browser, riesce infatti a rappresentare la pagina Web, ma non riesce in alcun modo a comprenderne il significato del suo contenuto. Le pagine Web machine understandable, invece, superano questo limite andando ad aggiungere elementi ulteriori nella struttura della pagina, che ne definiscano il significato e il contesto attraverso sequenze di soggetto, predicato e oggetto. Questo concetto l'avevamo già trattato nella puntata, "Il futuro del web tra Open Source e Open Data" riportando l'esempio della nascita di Albert Einstein. In questo esempio, la frase: "Albert Einstein è nato nel 1879" nel Web semantico sarebbe tradotto appunto in una sequenza di soggetto, predicato e oggetto, in cui "Albert Einstein" è associato ad una rappresentazione digitale di Einstein, "è nato" a un altro elemento che definisce l'atto del nascere, e il dato 1879. Il soggetto Albert Einstein in questo modo può essere ricollegato anche ad altre sequenze di predicati e oggetti, non solo della stessa pagina, ma in tutte le pagine Web di Internet, che richiamando lo stesso riferimento al noto scienziato, riescono in questo modo a ricostruire l'intera vita e l'intera informazione che il Web fornisce su Einstein. E questo attraverso dei linguaggi simili all'HTML, definiti dal consorzio W3C chiamati RDF, acronimo che sta per Resource Description Framework, e OWL, che sta per Web Ontology Language, linguaggi che, proprio come l'HTML, i computer riescono a comprendere e permettono loro di capire il significato delle frasi e il contesto in cui si trovano, da qui la definizione di Machine Understandable. In questo modo, se vogliamo cercare la data di nascita di Einstein, ecco che il motore di ricerca può fornire un'informazione esatta e precisa, proprio perché il computer è assolutamente certo del significato della frase Albert Einstein è nato nel 1879. Tuttavia, siamo ancora ben lontani da questo ideale del Web pensato da Tim Berners-Lee. Tradurre in Web 3.0 le pagine del Web sarebbe infatti compito degli sviluppatori, che raramente adottano questo linguaggio sia per motivi di tempo che di difficoltà nella gestione e creazione della pagina. Va poi aggiunto che molto spesso i contenuti online non sono scritti direttamente in HTML da programmatori, ma sono pagine gestite da siti chiamati CMS o Content Management System, che permettono agli utenti di scrivere articoli e contenuti in modo visuale, proprio come se stessero scrivendo su un documento di testo. Le stesse enciclopedie online, come Wikipedia, sono gestite in questo modo e gli utenti difficilmente riuscirebbero ad aggiungere le informazioni semantiche di cui ha bisogno il Web 3.0. Un esempio di Web 3.0 viene però da un'altra enciclopedia, chiamata Wikidata e creata dalla stessa Wikimedia Foundation, che ha creato Wikipedia. Qui l'intera informazione è rappresentata proprio come un'enorme tabella, fatta di predicati e oggetti, con i relativi riferimenti che ne danno la definizione. E paragonando Wikipedia a Wikidata, la grande differenza che salta subito all'occhio è proprio la modalità di fruizione dell'informazione. Da una parte molto più leggibile per l'uomo, dall'altra comprensibile dalla macchina, ma meno vicino al linguaggio naturale. In questo campo poi entra in gioco l'intelligenza artificiale, che grazie a una struttura di questo tipo, sarebbe enormemente facilitata nel comprendere i testi online e sarebbe molto più precisa e meno incline ad errori. Tuttavia, e lo stiamo vedendo proprio in questi mesi, le intelligenze artificiali hanno fatto dei progressi enormi nella capacità di comprendere il linguaggio naturale, tanto che potrebbero rendere il passaggio al Web 3.0 per certi aspetti superato. Il parallelismo più adatto in questo caso è forse quello delle auto a guida autonoma. Se le strade e i segnali stradali fossero sviluppati per essere comprensibili sia dalle auto che dagli esseri umani, i sistemi a guida autonoma sarebbero perfettamente sicuri e funzionanti, e probabilmente l'intelligenza artificiale nemmeno servirebbe. Tuttavia, andrebbe ripensata e realizzata da zero l'intera infrastruttura stradale, con costi e lavori insostenibili per gli Stati. L'intelligenza artificiale invece riesce a risolvere questi problemi adattandosi e cercando di capire il significato della segnaletica stradale con tutti i rischi che ne conseguono. Allo stesso modo, le nuove intelligenze artificiali riescono a comprendere le frasi che trovano online, evitando di ricostruire l'intera infrastruttura delle pagine Web. A inizio puntata abbiamo però parlato di un'altra strada che il Web potrebbe percorrere nel prossimo futuro. Ed è il Web3, da non confondersi con il Web 3.0 di cui abbiamo parlato finora. Nonostante il nome molto simile, infatti, questa concezione è nata molto più di recente e il suo sviluppo è portato avanti da Ethereum, la blockchain di cui abbiamo parlato più volte nel corso delle puntate di questo podcast. Più che un'evoluzione del Web, infatti, il Web3 è un nuovo concetto di come funziona lo stesso Internet, che dovrebbe passare dall'essere un sistema fortemente centralizzato a uno completamente decentralizzato. Cosa significa? Come abbiamo più volte spiegato, ad oggi i servizi Web si trovano quasi tutti in enormi centri con migliaia di server che gestiscono le richieste degli utenti. Centri di proprietà di Google, Microsoft, Amazon e delle principali multinazionali del Web e del cloud, che vanno di fatto a monopolizzare Internet e l'accesso all'informazione. Con la decentralizzazione, invece, chiunque può contribuire e fornire la potenza di calcolo e lo spazio di un suo computer per far funzionare le applicazioni chiamate dApp sviluppate per il Web3. In sostanza, ogni nodo della rete è sia client che server e ognuno detiene parte delle informazioni di Internet. Questo rende la rete e le dApp molto più sicure e resilienti ad attacchi informatici e a censure, e molto più democratiche, in quanto non esisterebbe più il monopolio di pochi. E alla base del nuovo Internet ovviamente ci sarebbe la blockchain, che garantisce affidabilità, anonimato e assoluta sicurezza delle informazioni. Per accedere alle dApp non sarebbe più necessario un login con username e password o con metodi come "Accedi con Google" ma basterebbe usare il proprio portafoglio Ethereum, con cui si riuscirebbero a sbloccare i contenuti a cui solo noi avremmo accesso. Ogni operazione, però va specificato, richiederebbe la spesa di una parte del proprio credito sul portafoglio digitale, costo che serve proprio a sostenere l'intera struttura decentralizzata. Per fare qualche esempio, le transazioni non sarebbero controllate da banche o enti centralizzati, e gli artisti potrebbero vendere e guadagnare dalle proprie opere o canzoni in modo diretto, senza passare da enti come SIAE e case discografiche. Con gli NFT inoltre si può stabilire la proprietà di oggetti digitali, come opere d'arte, ma anche i post sui social o monete e oggetti in un gioco online. Tutte cose di cui abbiamo già ampiamente parlato. Alcuni esempi di applicazioni decentralizzate già esistono, come Audius, che è l'alternativa decentralizzata a Spotify; Brave, un browser che blocca annunci pubblicitari e permette di raccogliere criptovalute; Minds, che si propone come un'alternativa ai principali social network; DTube come alternativa a YouTube. Nell'ambito dell'archiviazione poi esiste il progetto degli IPFS, acronimo che sta per Interplanetary File System, un protocollo che permette di archiviare file su una rete decentralizzata e conservarli idealmente per sempre. Più nodi partecipano all'IPFS, più la rete diventa stabile, sicura e veloce. Anche nel Web3, però, esistono delle problematiche. Innanzitutto, il processo per passare da un sistema centralizzato a uno decentralizzato è ancora molto lungo, ed difficilmente aziende come Google, Microsoft, Facebook o Amazon lasceranno il loro monopolio sul Web. Gli stessi utenti dovrebbero cominciare ad adottare questo nuovo approccio e una nuova mentalità, ma per molti il costo della transizione per far funzionare l'intero sistema delle dApp è ancora molto elevato. Per non parlare poi del problema ambientale della blockchain, che però Ethereum sta già cercando di risolvere cambiando completamente la modalità con cui si minano le criptovalute. Le interfacce utente sono poi ancora molto acerbe e poco intuitive, rendendo di fatto accessibile l'utilizzo delle dApp solo a pochi esperti. Affinché si arrivi al traguardo della decentralizzazione, servirebbe quindi che gli utenti iniziassero a comprendere meglio il funzionamento del Web, di Internet e delle potenzialità di un sistema decentralizzato, diventando utenti consapevoli del mondo online. Traguardo che purtroppo è ancora ben lontano dall'essere raggiunto. Quale sarà quindi il futuro del Web? Web3? Web3.0? Probabilmente in futuro queste tecnologie potranno, e anzi, sicuramente coesisteranno tra loro, assieme al Web 2.0 e al Web 1.0 che difficilmente verranno rimpiazzati. E al fianco, magari, nasceranno ulteriori nuove tecnologie che saremo sempre pronti a raccontarvi, e che renderanno il Web un posto sempre più, tra virgolette, "variegato" e accessibile a tutti. #### Conclusione - Timestamp: 18:49 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e18 ## ICELab: una catena di produzione flessibile per l'industria 4.0 > Il mondo della produzione industriale sta da qualche anno vivendo quella che viene definita la [quarta rivoluzione industriale](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e26?t=242), con linee di produzione sempre più complesse e connesse tra loro. Di conseguenza, sono anche sempre maggiori le sfide ingegneristiche da affrontare per garantire efficienza e sicurezza. In questo contesto dunque il mondo della ricerca ha un impatto fondamentale per trovare e proporre soluzioni a queste sfide. E per approfondire questo tema siamo in compagnia di [Stefano Spellini](https://www.dentrolatecnologia.it/stefano.spellini.html) e [Michele Lora](https://www.dentrolatecnologia.it/michele.lora.html) ricercatori presso l’[Università degli Studi di Verona](https://www.univr.it/it/), università che ha realizzato il [laboratorio ICE](https://www.dentrolatecnologia.it/icelab.html), industrial computer engineering, per studiare una linea di produzione moderna e digitale. Nella sezione delle notizie parliamo dell’[Impact Record](https://www.tesla.com/ns_videos/2022-tesla-impact-report.pdf), un report di [Tesla](https://www.tesla.com/it_it) che ha affrontato il tema dell’autonomia delle batterie delle auto elettriche dopo lunghi periodi e delle piattaforme che dovranno adeguarsi al [Digital Services Act](https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/digital-services-act-package) dell’Unione Europea. - Stagione: 5 - Episodio: 18 - Data di pubblicazione: 2023-05-06 06:45:00 - Durata: 20:58 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e18](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e18) - Episodi correlati: s4e26, s4e43 - Tag: digital twin,gemello digitale,ottimizzazione,catena di produzione flessibile,stefano spellini,michele lora,univr,università degli studi di verona,ricerca,industria 4.0,robot,comau,automazione,università della southern california,interoperabilità,programmazione,ecosistema,connessione,tesla,report,batterie,models,autonomia,digital services act,google,bing,meta,twitter,unione europea,commissione europea ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Michele**: Quello che stiamo facendo in questo laboratorio è trovare il modo di connettere macchinali che esistono già, quindi abbattendo i costi delle aziende, per produrre dati con questi strumenti che attacchiamo alle macchine e quindi poi andare a creare Digital Twin, Digital Shadow e tecnologie di simulazione e monitoraggio in generale. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di un progetto di ricerca dell'Università di Verona, che ha l'obiettivo di realizzare e studiare il funzionamento di una linea di produzione flessibile in ambito industriale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il report di Tesla sull’autonomia delle batterie > Fonte: DMove.it - Timestamp: 01:14 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Batterie - Tipologia: Notizia **Davide**: Tesla ha da poco rilasciato l'Impact Record del 2022 e tra le varie voci trattate nel documento è emerso un dato interessante sul funzionamento delle batterie delle sue auto elettriche. In particolare viene evidenziato come dopo 320 km percorsi, le batterie di un'auto in commercio da oltre dieci anni come Model S abbiano nonostante l'età un degrado bassissimo rispetto a quanto immaginato, con in media circa l'88% di autonomia ancora disponibile. Ciò significa che, con la maggior parte delle funzionalità della batteria ancora disponibili, è molto più probabile che si arrivi alla rottamazione del veicolo rispetto alla necessità di un cambio del pacco batteria. Nel rapporto viene inoltre evidenziato che, oltre alla perdita di un 12% di autonomia ogni 320.000 km, le batterie Tesla montate su queste auto si possono considerare come nuove anche dopo 160.000 km percorsi. Il valore delle 200.000 miglia, ovvero 320.000 km, non è stato scelto casualmente, ma rispetta in media la longevità di un normale veicolo posseduto da un utente americano. Perciò quello di Tesla è una chiara dimostrazione del fatto che la scarsa longevità di una batteria elettrica sia da considerare ormai un falso mito. #### Le piattaforme che dovranno adeguarsi al DSA europeo > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:32 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Privacy, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Il 16 novembre scorso è entrato in vigore il Digital Services Act, o DSA, un regolamento presentato dalla Commissione Europea che ha l'obiettivo di rendere Internet un posto più sicuro per i cittadini europei e limitare il monopolio dei principali colossi del Web. Pochi giorni fa la Commissione Europea ha quindi individuato le piattaforme con più di 45 milioni di utenti europei attivi e che, entro quattro mesi, dovranno conformarsi ai nuovi obblighi previsti dal DSA. In particolare, le piattaforme in questione sono i principali servizi Google, grandi social network, store online come Amazon o Aliexpress, Wikipedia, Apple e motori di ricerca come Google e Bing. Il regolamento prevede che queste piattaforme riportino il potere in mano agli utenti, soprattutto per quanto riguarda l'attività di profilazione, con una comunicazione tra piattaforma e utente più comprensibile e semplice su come vengono utilizzati i dati personali. La norma prevede anche una maggiore protezione verso i minori in materia di privacy e l'applicazione di controlli e segnalazioni per limitare la diffusione di notizie false. Infine, è prevista anche la collaborazione con centri indipendenti per la valutazione dei rischi e il controllo della conformità al regolamento con multe fino al 6% del fatturato globale per quelle piattaforme che non rispetteranno la normativa. #### ICELab: una catena di produzione flessibile per l'industria 4.0 > - Timestamp: 04:05 - Autori: ICELab, Stefano Spellini, Michele Lora, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Programmazione, Robotica - Tipologia: Intervista **Davide**: Il mondo della produzione industriale sta da qualche anno vivendo quella che viene definita la Quarta Rivoluzione Industriale, con linee di produzione sempre più complesse e connesse tra loro. Di conseguenza sono anche sempre maggiori le sfide ingegneristiche da affrontare per garantire efficienza e sicurezza. In questo contesto dunque il mondo della ricerca ha un impatto fondamentale per trovare e proporre soluzioni a queste sfide. E per approfondire questo tema siamo in compagnia di Stefano Spellini e Michele Lora, ricercatori presso l'Università degli Studi di Verona, università che ha realizzato il laboratorio ICE, Industria Computer Engineering, appunto per studiare una linea di produzione moderna e digitale. Benvenuti. **Stefano**: Grazie. **Michele**: Grazie, ciao. **Davide**: Innanzitutto Stefano, partiamo con te. Ci racconti che cos'è il laboratorio ICE e perché si può dire che ha un ruolo importante nell'ambito della ricerca? **Stefano**: Allora, il laboratorio ICE è un laboratorio di ricerca dell'Università di Verona che è nato grazie al finanziamento ricevuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca nel 2017. Rappresenta sostanzialmente una linea di produzione a tutti gli effetti, nel senso che è composta da macchinari che sono integrati in una linea di produzione flessibile e che quindi riesce a implementare processi produttivi estremamente eterogenei con task di produzione che vanno dall'assemblaggio robotico al controllo qualità visuale, al trasporto dei materiali e semi lavorati, diciamo un trasporto smart nel senso che il trasporto viene eseguito da un sistema di conveyor belts e quindi di nati trasportatori e di robot autonomy e quindi sostanzialmente sono veicoli autonomy che si spostano all'interno dello spazio della linea di produzione in maniera coordinata e autonoma. **Davide**: Ok, che cosa intendi quando parli di linea di produzione flessibile? **Stefano**: Per linea di produzione flessibile si intende una linea di produzione che sia in grado di riconfigurarsi e quindi di implementare diversi processi produttivi molto molto eterogenei quindi appunto si va dall'assemblaggio robotico al testing su board elettroniche, a manifattura additiva e sottrattiva quindi stampa 3D e sostanzialmente macchine controllo numerico che vadano invece ad aggiungere materiale e a togliere materiale, quindi si parla tipicamente di macchine che lavorano i metalli. Attraverso il sistema di trasporto smart, di trasporto flessibile che viene implementato e viene integrato all'interno del laboratorio ICE, noi possiamo decidere quello che è il processo produttivo e riconfigurare il processo produttivo dinamicamente, quindi durante la produzione ad esempio abbiamo tutto un sistema software che ci permette di riconfigurare la produzione in base agli eventi, di che cosa succede durante la produzione quindi ad esempio problemi ai macchinari, indisponibilità di macchinari, indisponibilità potenziale anche di operatori, arrivo di nuovi ordini, quindi nuovi ordini di produzione che potenzialmente possono avere più alta priorità e così via. **Davide**: Capito, ora che ci ho spiegato che cosa fate e che cos'è quindi una linea di produzione flessibile sarebbe interessante capire da voi che le state studiando quali sono i Pro ed eventualmente anche i Controllo dell'avere un processo produttivo come quello che ci hai descritto quindi più dinamico modulare anche compatto? **Stefano**: Allora i Pro sono sicuramente che nel caso in cui l'azienda abbia la necessità di dover cambiare il prodotto in qualche modo o di evolvere il prodotto è possibile riconfigurare la linea senza doverla sostanzialmente creare e ricostruire ex novo quindi anche a livello di costi chiaramente c'è una grossissima differenza. Il Contro è che se il portfolio dell'azienda in termini di prodotto tipicamente non cambia o comunque cambia estremamente poco chiaramente questa linea è meno veloce nel produrre questo prodotto rispetto a una linea che è estremamente customizzata e ottimizzata verso quel prodotto. Quindi c'è un risparmio in termini di costo per l'azienda nel caso in cui debba creare variazioni di prodotto e evoluzione del prodotto ma chiaramente io nello stesso lasso di tempo… prendendo unità temporale posso produrre meno prodotti e rispetto a una linea estremamente non flessibile. **Davide**: Ok quindi tanto per rendere chiaro questo aspetto non stiamo parlando di un approccio che sostituisce le linee di produzione tradizionali quelle che troviamo oggi nell'industria ma si tratta di qualcosa di complementare? E si può parlare di una minore efficienza di queste linee di produzione flessibili. **Stefano**: Non direi la parola meno efficiente perché l'efficienza si può misurare in vari modi direi che questa linea sarà in grado di produrre meno prodotti nello stesso lasso di tempo però vedendo anche il mercato e come cambia, come evolve molto velocemente linee come questa quindi linee flessibili sono sicuramente più efficienti e più efficaci in termini di costi per l'azienda e per chi deve modificarla e evolverla. **Davide**: Va bene un altro aspetto importante sul quale vi siete concentrati è quello di favorire l'interoperabilità tra le macchine che poi popolano la linea di produzione. Questo perché solitamente questo lo dico anche per farci capire da chi ci sta ascoltando in una linea produttiva vengono utilizzate più macchine che sono appunto prodotte da produttori diversi. Un esempio fra molti può essere ad esempio quello di Comau che è un'azienda che produce robot industriali e con la quale abbiamo realizzato una puntata lo scorso anno di conseguenza per automatizzare i processi è necessario sviluppare e adottare delle diciamo così righe di codici degli algoritmi che permettono appunto di garantire come dicevo l'interoperabilità tra le macchine e proprio a riguardo di questa cosa l'Università di Verona e l'Università della Southern California stanno collaborando su un progetto legato a questi temi e passo la parola a te Michele. Ce ne vuoi parlare? **Michele**: A partire dal 2020 coordino un progetto finanziato dalla commissione europea per il quale sono stato due anni negli Stati Uniti a imparare nuove tecniche per interfacciare componenti eterogenei. Cosa significa componenti eterogenei quello che hai appunto detto tu macchine che parlano lingue diverse e come cerchiamo di risolvere questo problema? Cerchiamo di basarsi intanto sul concetto di piattaforma quindi di creare una piattaforma comune tra componenti del sistema quindi cerchiamo di vedere l'impianto produttivo come qualcosa di un po più astratto di un impianto produttivo, ma come appunto un sistema generico fatto di componenti e in questo progetto quello che stiamo cercando di fare è quello di definire un'algebra, ossia dei costruttivi matematici che ci permettono di ragionare in maniera stratta sui comportamenti delle macchine e sulle loro interazioni e quindi una volta sviluppata quest'algebra è possibile ad esempio garantire in maniera rigorosa la cooperazione tra le macchine, quindi garantire che due macchine seppur diverse tra loro, seppur queste dove le macchine parlano lingue diverse, in realtà la loro interazione è corretta e fa esattamente quello che deve fare e quindi il sistema si comporta in maniera corretta. **Davide**: Ok, ma quindi c'è un problema alla base, cioè le macchine oggi in ambito industriale macchine di diverse aziende non parlano tra loro. **Michele**: Esistono protocolli di comunicazione che permettono alle macchine di comunicare tra di loro, tuttavia ogni produttore ha le sue peculiarità, ogni macchina viene programmata in maniera diversa, due robot di due aziende diverse possono avere delle primitive di programmazione diverse tra loro e quindi un livello di astrazione che le porti a ragionare sulle funzionalità più che sulla programmazione stessa della macchina, quindi un po più ad alto livello di astrazione in maniera, un po più astratta, permette di ragionare come se le macchine parlassero la stessa lingua. **Davide**: Ok, e nello specifico in questo progetto di che cosa ti sei occupato poi nel concreto? **Michele**: Allora nello specifico mi sono occupato sia di modellare dal punto di vista matematico la logistica della movimentazione di merci all'interno dei magazzini, sia nel definire una teoria matematica che permetta di rappresentare l'incertezza all'interno di un impianto produttivo, perché appunto essendo un processo fisico un impianto produttivo è sottostà alle leggi fisiche e quindi ha l'incertezza, un movimento non è mai preciso, non è mai perfetto, quindi la traiettoria esatta di un movimento, la tempistica esatta di un movimento all'interno della fabbrica non è mai perfetto alla frazione infinitesima di secondo e quindi esiste sempre un'incertezza in questo tipo di sistemi e appunto uno dei miei lavori principali è quello di definire teorie matematiche che permettono di modellare i componenti di un sistema sotto incertezza, sotto l'assunzione che il loro comportamento sia probabilistico. **Davide**: Nel settore della tecnologia di consumo, quella che magari noi siamo più abituati a conoscere nel concreto, sappiamo che c'è un problema di interoperabilità tra i prodotti di aziende diverse. Pensiamo ad esempio ad aziende come Apple che creano attorno ai loro prodotti tramite del software un vero e proprio ecosistema. E quindi, alla luce di quello che ci hai detto finora, questo problema che come consumatori conosciamo meglio è un problema che esiste anche nel vostro ambito, nell'ambito quindi del settore industriale? **Michele**: Certamente, allora dal punto di vista della comunicazione esistono protocolli che sono definiti in maniera standard, solitamente definiti da consorzi di aziende che si mettono insieme per definire protocolli di comunicazione. Tuttavia, la collaborazione tra macchinari di aziende diverse resta comunque complicata, un po perché ovviamente alcune aziende preferiscono mantenere il cliente all'interno del proprio ambiente di sviluppo, del proprio ambiente di lavoro e da un'altra parte perché è complicato. E infatti uno degli obiettivi del laboratorio ICE è anche di sviluppare tecniche di collaborazione tra macchine, ad esempio tecniche di collaborazione tra robot di aziende diverse. Quindi, però questa è ancora forse un po più ricerca proprio per il fatto che sono cose estremamente complicate anche se si volessero fare insomma. **Davide**: Un altro aspetto interessante che abbiamo notato durante il tour della catena di produzione flessibile è che avete realizzato un digital twin, un gemello digitale dell'impianto, tema che avevamo affrontato anche noi in una puntata lo scorso anno. Puoi spiegarci che cos'è, come funziona nella pratica, come lo utilizzate e perché è così importante? **Michele**: Il digital twin in una linea di produzione ha principalmente, mi vien da dire, ha due obiettivi e bisogna capire che esistono più tipi di digital twin. Un digital twin può essere completamente offline, ossia può essere una simulazione dell'impianto e in quel caso il digital twin è utile a progettare, a riconfigurare l'impianto, a capire il comportamento dell'impianto anche se l'impianto non ci fosse. Immagina di essere una persona che vuole progettare un nuovo impianto. Il digital twin in quel caso ti è utile a progettare l'impianto futuro e a vedere come si comporterà nel futuro. Poi esiste quello che noi chiamiamo digital shadow, che è un digital twin connesso che raccoglie i dati dal campo e in quel caso l'utilità di questo tipo di digital twin, che appunto chiamiamo digital shadow, è quello di raccogliere i dati, analizzare i dati ed eventualmente prendere decisioni sull'evoluzione futura del sistema e quindi fare ottimizzazione mentre il sistema sta eseguendo. Quindi nel primo caso il digital twin, sconnesso, serve per ottimizzare il sistema futuro che può anche ancora non esistere. Nel secondo caso il digital shadow permette di ottimizzare il sistema mentre il sistema sta eseguendo. **Davide**: E quindi in futuro dobbiamo aspettarci che tutte le industrie, le catene di produzione utilizzeranno un gemello digitale? **Michele**: Nella visione che stiamo sviluppando all'interno del laboratorio, perché no? Nel senso che una volta che la linea di produzione è instrumentata ed è in grado di raccogliere quanti più dati possibili, creare sia un digital twin che un digital shadow della linea a noi sembra fattibile. Quindi non pensiamo, l'idea che stiamo facendo in questo laboratorio è che non serva a cambiare i macchinari perché siano nativamente intelligenti, perché siano nativamente in grado di connettersi a un digital shadow ad esempio, ma quello che stiamo facendo in questo laboratorio è trovare il modo di connettere macchinari che esistono già, quindi abbattendo i costi delle aziende, che non devono sostituire i macchinari per avere il digital twin, per produrre dati con questi strumenti che attacchiamo alle macchine e quindi poi andare a creare digital twin, digital shadow e tecnologie di simulazione e monitoraggio in generale. **Davide**: Quindi il digital twin diventa funzionale anche per migliorare l'interoperabilità dei macchinari, tema di cui stavamo parlando prima? **Michele**: Sì, assolutamente, perché una volta che raccogliamo i dati dalle macchine possiamo analizzare come queste macchine effettivamente si comportano e quindi possiamo andare a raffinare quei meccanismi di collaborazione tra macchine che come dicevo prima sono estremamente complessi da analizzare e da mettere d'accordo. **Davide**: Va bene, grazie allora Stefano e Michele per averci raccontato l'importanza del ruolo della ricerca nell'ambito dello sviluppo e della produzione industriale. Alla prossima. **Stefano**: Grazie a tutti. **Michele**: Grazie a voi, alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 20:06 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e19 ## Le tecnologie al servizio della nostra sicurezza > Dopo [aver parlato](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e45?t=304) di come lo smartphone sia paradossalmente una delle cause principali di incidenti nella nostra vita quotidiana ma allo stesso tempo anche lo strumento con cui avvisare e far partire i soccorsi nel minor tempo possibile, in questa puntata, proseguendo con il tema della sicurezza e della gestione dell’emergenza, parleremo di tutte quelle tecnologie che supportano i [mezzi di soccorso](https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Mezzi_di_trasporto_per_il_primo_soccorso) nei diversi momenti che intercorrono tra la chiamata e l’arrivo del corpo specifico, partendo dalla fase cruciale di prevenzione e arrivando sino alla gestione vera e propria. Nella sezione delle notizie parliamo del progetto della [prima missione](https://clearspace.today) per rimuovere un [detrito spaziale](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e3?t=335), di una nuova istruttoria dell'[AGCM](https://www.agcm.it) nei confronti di Apple in tema di sviluppo di applicazione e infine dell’evento [Google I/O](https://io.google/2023/) 2023. - Stagione: 5 - Episodio: 19 - Data di pubblicazione: 2023-05-13 06:45:00 - Durata: 16:14 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e19](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e19) - Episodi correlati: s4e45 - Tag: emergenza,prevenzione,sensori,videocamere,allarmi,radio,gps,polizia,ambulanze,droni,rifiutispaziali,arianspace,clearspace,clearspace-1,satellite,apple,antitrust,agcm,sviluppatori,app,applicazione,ios,ipados,google io,ia,bard,pixel 7a,pixel 7,pixel fold,pixel tablet,google tailwind ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo che ruolo ha la tecnologia nel lavoro dei servizi di sicurezza e di soccorso quando sono chiamati a gestire un'emergenza. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La missione per rimuovere un detrito spaziale > Fonte: ArianeSpace.com - Timestamp: 00:55 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Con l'aumento esponenziale dei lanci spaziali negli ultimi anni, il problema dei rifiuti orbitanti sta diventando sempre più critico, e l'unica soluzione per rendere sostenibili le future missioni nello spazio è quella di adottare parallelamente anche dei programmi specifici destinati alla rimozione di tali detriti. Il primo tentativo di rimozione verrà effettuato con la missione ClearSpace-1 nella seconda metà del 2026, confermata in seguito alla recente firma di un contratto siglato tra Arianspace e ClearSpace durante questa settimana, ma che avevamo già anticipato nella puntata a pulire i cieli dei rifiuti spaziali. Il veicolo spaziale di servizio verrà lanciato con il vettore europeo Vega-C e avrà il compito di rimuovere la parte superiore di un vecchio satellite dell'ESA dal peso di 112 kg, per via della sua semplice forma, approssimabile a quella di un piccolo satellite, questo detrito fungerà da banco di prova per dimostrare l'affidabilità e l'efficienza del veicolo di ClearSpace, che in un eventuale successo del test potrà aprire la strada a nuove emissioni con cattura in volo ancora più complesse. L'antitrust italiano ha avviato un'indagine su Apple per presunto abuso di posizione dominante nel mercato delle applicazioni iOS e iPadOS. #### Nuova istruttoria dell'AGCM nei confronti di Apple > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:06 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto - Tipologia: Notizia **Davide**: La questione riguarda la politica sulla privacy dell'azienda, che sembra trattare in modo diverso gli sviluppatori terzi rispetto a se stessa. L'AGCM ha evidenziato che gli sviluppatori ricevono dati di qualità inferiore rispetto ad Apple stessa, causando un potenziale calo dei proventi pubblicitari per gli inserzionisti terzi. Un punto chiave sollevato dall'AGCM riguarda l'avviso di tracciamento delle attività che appare quando si apre per la prima volta un'app. Agli utenti viene infatti chiesto se desiderano consentire il tracciamento delle attività per fini pubblicitari personalizzati. Tuttavia, l'AGCM sottolinea che quando si apre un'app sviluppata da Apple non viene richiesto alcun consenso. Questa disparità di trattamento è stata evidenziata come una possibile violazione delle regole antitrust. Apple ha 60 giorni per presentare le proprie argomentazioni, e il procedimento deve concludersi entro il 3 maggio 2024. #### Tanta IA al Google I/O > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 03:12 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Servizi, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Il Google IO è da sempre l'evento più importante di Google, dove presenta le nuove tecnologie e le nuove funzionalità su cui sta lavorando o che andrà presto a implementare sui propri prodotti e servizi. Come molti si aspettavano dall'evento di quest'anno, l'intelligenza artificiale generativa ne esce come la piena protagonista. Partendo da rilascio a tutti negli Stati Uniti prima e presto anche nel nostro paese di Google Bard, che sarà il principale concorrente di ChatGPT. Bard, però, sarà integrato nei vari prodotti di Google Workspace, come Docs o Gmail, e potrà accedere alle ultime fonti aggiornate di Internet, cambiando il modo di interagire con il motore di ricerca. Bard potrà anche elaborare immagini e generarle grazie all'integrazione con Adobe Firefly. Come ChatGPT si basa su GPT-4, così anche Bard si basa sul modello, rilasciato sempre da Google durante l'IO, di PaLM 2, che si potrà usare via API con Google Cloud. Novità anche per Google Maps, con una nuova visualizzazione immersiva della navigazione e la funzionalità Magic Editor di Google Photo, che permetterà di modificare le immagini grazie all'intelligenza artificiale, ad esempio rimuovendo o spostando i soggetti, estendere l'immagine o cambiare il cielo. Tutte funzionalità che saranno inizialmente disponibili sui telefoni Pixel. E proprio i Pixel sono stati un altro protagonista con l'annuncio del Pixel 7a, la versione medio gamma del Pixel 7, e di due nuove tipologie di Pixel, il tablet e il pieghevole Pixel Fold. Oltre a tante altre novità dedicate agli sviluppatori, Google ha presentato anche un progetto molto interessante chiamato Tailwind, che sempre alimentato da PaLM 2, si comporterà come un taquino dove poter inserire note e documenti e che avrà accesso anche i documenti di Google Drive, che potremmo interrogare in qualsiasi momento per cercare la risposta giusta non sul web, ma sulle informazioni che gli abbiamo fornito. #### Le tecnologie al servizio della nostra sicurezza > - Timestamp: 05:33 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Lo scorso 5 novembre, nella puntata "La gestione dell'emergenza parte dallo smartphone" avevamo parlato di come il nostro smartphone sia paradossalmente una delle principali cause di incidenti nella nostra vita quotidiana, ma allo stesso tempo anche lo strumento con cui avvisare e far partire i soccorsi nel minor tempo possibile. Nella puntata di oggi invece, proseguendo con il tema della sicurezza e della gestione dell'emergenza, parleremo di tutte quelle tecnologie che supportano i mezzi di soccorso nei diversi momenti che intercorrono tra la chiamata e l'arrivo del corpo specifico partendo dalla fase cruciale di prevenzione e arrivando sino alla gestione vera e propria. Chi durante la sua carriera lavorativa o scolastica ha tenuto un corso sulla sicurezza, ha sicuramente imparato il significato dei concetti di prevenzione e protezione e il ruolo dell'adozione di una strategia efficace per garantire la sicurezza generale del luogo in cui si opera. Dunque, iniziando con la fase di prevenzione, ovvero quelle misure atte a evitare che si verifichi un evento dannoso, al giorno d'oggi esistono diverse soluzioni, passive e attive, che impediscono il verificarsi di eventi pericolosi come incendi, azioni criminali, rilascio di sostanze nocive nell'ambiente e alluvioni e così via. Tra i più diffusi e utilizzati quotidianamente troviamo i sensori per il rilevamento delle fiamme e degli incendi, collocati in edifici di ogni tipologia ed il cui funzionamento si base essenzialmente sul monitoraggio della temperatura tramite termistori e termocoppie, ma anche del fumo e della luce grazie alle fotocellule e sensori ionici. Un altro sistema di prevenzione adottato in egual misura sia all'interno che all'esterno è quello di sorveglianza, realizzato sull'impiego di telecamere con l'obiettivo di intimorire e dunque prevenire il verificarsi di una determinata azione che andrebbe a nuocere la sicurezza di un certo contesto. In particolare, l'organizzazione e la sicurezza generale prevede anche il posizionamento di sistemi di allarme in modo tale da bloccare sul nascere qualsiasi tipo di effrazione, ad esempio in una banca o in una gioielleria, ed eventualmente avvisare direttamente le forze dell'ordine nel più breve tempo possibile. Per quanto riguarda i sistemi di video sorveglianza, le tecnologie che stanno prendendo maggiormente piede sono quelle basate sull'intelligenza artificiale e sul riconoscimento facciale, che consentono di prevedere al limite del possibile il verificarsi di un certo comportamento e di identificare automaticamente persone ricercate. Anche perché le tecnologie di riconoscimento facciale non solo possono essere sfruttate dalle forze dell'ordine per identificare e perseguire sospettati di reato, ma anche per ricercare persone scomparse esercitando un controllo alle frontiere più funzionale ed efficiente. Tuttavia, l'uso e talvolta l'abuso di queste tecnologie continua a portare a seri problemi legati alla privacy e alla sicurezza. Si pensi ad esempio al caso di Clearview AI, la famosa startup americana che ha sviluppato un sistema di riconoscimento facciale realizzato tramite web scraping, ossia tramite la raccolta di immagini pubblicamente accessibili presenti sui social network e su internet in generale. Ma torniamo ora sui binari di partenza e proseguiamo nel nostro percorso. Fino ad ora abbiamo parlato di prevenzione e di quanto sia importante assicurarsi che un evento potenzialmente pericoloso non insorga. Tuttavia, per quanto le nostre misure siano ritenute affidabili ed efficaci, esiste sempre una piccola possibilità che si verifichi una situazione di pericolo, qualunque esso sia. Perciò, a questo punto, una volta ricevuta la chiamata dal nostro smartphone o dalla centrale unica di risposta, l'organo di competenza inizierà a mobilitare i propri mezzi per giungere sul luogo nel più breve tempo possibile. Partendo dall'alto, le tecnologie che oggi diamo per scontate, ma che sono presenti su ogni corpo e servizio di soccorso, sono le comunicazioni radio. In situazioni di emergenza, essendo la comunicazione essenziale per coordinare le attività di soccorso e gestire efficacemente la risposta del corpo, si utilizzano strumenti come le radio per consentire alle squadre di soccorso la comunicazione tra loro con i centri di controllo e con altri servizi di supporto. Inoltre, attraverso le frequenze radio, è possibile gestire situazioni di emergenza su vasta scala come un disastro naturale quando le linee telefoniche risultano compromesse, e una risposta coordinata e tempestiva è fondamentale per organizzare l'evacuazione e i servizi di assistenza a lungo termine per le persone coinvolte. Insieme alle comunicazioni radio, i servizi di emergenza adottano all'interno dei propri veicoli anche il sistema del Global positioning System, o GPS, attraverso il quale può essere determinata la posizione esatta di un mezzo, come un'ambulanza o un veicolo dei vigili del fuoco, e visualizzarlo su una mappa digitale in tempo reale. Come parlavamo nella puntata alla gestione dell'emergenza parte dallo smartphone, il GPS può anche aiutare a individuare le persone in difficoltà senza che queste ultime devano essere coscienti o per forza effettuare una chiamata diretta ai soccorsi. Al di là di questi sistemi di comunicazione, le tecnologie presenti nei mezzi dei diversi organi di soccorso sono chiaramente diverse e soprattutto funzionali a seconda delle situazioni di cui si deve occupare un determinato servizio. Prendendo come esempio il corpo di Polizia di Stato, esso è dotato di una sezione di prevenzione generale e soccorso pubblico chiamato Squadra Volante della Polizia di Stato, il cui compito è quello di assicurare un pronto intervento 24 ore su 24 chiamando il numero 113 o il numero unico di emergenza 112. La caratteristica peculiare delle volanti è quella di pattugliare costantemente il territorio attraverso l'impiego delle famose pantere con i tipici colori della Polizia, la cui flotta attualmente è composta da Alfa Romeo 159, Fiat Bravo, Seat Leon, Alfa Romeo Giulietta e Alfa Romeo Giulia. Ognuna di queste possiede un allestimento specifico perfettamente adattato in base al modello e dunque alla struttura del veicolo, ma i sistemi tecnologici principali installati sono pressoché gli stessi. Partendo come esempio dalla Giulietta, una delle auto che più spesso vediamo circolare per le città, troviamo posizionata sul tetto una barra attrezzata multifunzione che comprende lampeggianti, faro orientabile e pannello luminoso integrato aerodinamicamente con la carrozzeria. Sul cruscotto invece allestito il sistema informatico Mercurio, che consente il collegamento in tempo reale alle banche dati delle forze di Polizia, della motorizzazione e dell'ANIA, oltre a poter supportare gli interrogatori in mobilità. Davanti al cambio, a ridosso della console centrale, trova a posto una speciale pulsantiera per l'azionamento dei lampeggianti e della sirena, che funzionano sia in modo combinato che separato con la possibilità di trasferire il comando sirena al posto del clacson sul volante. Per quanto riguarda invece i veicoli di emergenza per il soccorso sanitario, nelle ambulanze sono ormai indispensabili strumenti come monitor ECG, che consentono ai soccorritori di monitorare l'attività elettronica del cuore di un paziente, defibrillatori per ripristinare il ritmo cardiaco normale, ventilatori per assistere la respirazione di un paziente, pompe per somministrare farmaci con precisione e lampade a fibre ottiche con le quali i soccorritori riescono ad esaminare l'interno del corpo del paziente per identificare eventuali lesioni o problemi interni. Dando infine uno sguardo al prossimo futuro, è bene dedicare la nostra attenzione al ruolo che avranno ma che stanno già avendo i droni per il soccorso in generale. Parlando di assistenza sanitaria e telemedicina, il fattore tempo è una questione di vita o di morte. Se infatti per un'ambulanza è quasi impossibile evitare tutti quei rallentamenti causati nella maggior parte dei casi dal traffico, per un drone il discorso cambia completamente, avendo tutto il cielo a propria disposizione. Ed ecco dunque che i droni stanno già iniziando ad essere operati per il trasporto dei defibrillatori automatici esterni alle persone colpite dal resto cardiaco, oppure per la consegna di altro materiale sanitario come organi o farmaci. Per il trasporto dei pazienti invece gli elicotteri sono attualmente il mezzo estremo con cui viene normalmente prelevato un paziente in grave condizioni. Tuttavia, un giorno i droni a pilotaggio da remoto potrebbero supportare le attività dei mezzi più pesanti per il prelievo e l'assistenza di un paziente. Ma le vaste opportunità che questi velivoli offrono hanno destato l'interesse anche degli enti di soccorso generale, per la gestione di gravi emergenze come disastri ambientali o calamità naturali. Il vantaggio in questo caso consiste nella possibilità di ottenere importanti informazioni in tempo reale senza compromettere la sicurezza e la salute di un pilota. Per non parlare poi della possibilità di accedere a aree impervie come ad esempio edifici pericolanti. Per concludere possiamo certamente affermare che la gestione delle emergenze parte quasi sempre dal nostro smartphone, ma tutti i processi che avvengono a posteriori sono molti e altrettanto complessi da analizzare singolarmente. Per di più, le tecnologie che un giorno assisteranno le autorità saranno alla stregua di quelle analizzate nel corso di questa puntata, con occhio puntato su tutte quelle soluzioni che favoriranno la cooperazione tra uomo e macchina, così come avviene per i droni. Le nuove soluzioni tecnologiche ricopriranno dunque un ruolo fondamentale per la gestione tempestiva in maniera efficace dell'emergenza da parte dei soccorritori. Ma come viene spesso ribadito anche in molti altri ambiti, la tecnologia non diventerà la panacea universale a tutti i problemi che dovremo affrontare, ma semplicemente uno strumento sempre più indispensabile da coniugare all'operato di personale altamente qualificato con l'obiettivo di garantire la massima sicurezza e la migliore assistenza possibile in caso di emergenza. #### Conclusione - Timestamp: 15:22 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e20 ## SiWeGO: il trasporto condiviso e sostenibile per le nostre merci > Un'attività basata sulla gestione dei flussi dei prodotti come la [logistica](https://www.dentrolatecnologia.it/episodi?arg=logistica) è di fondamentale importanza per soddisfare le esigenze e le aspettative dei consumatori. Allo stesso tempo garantire un servizio di spedizione allineato con le nuove politiche ambientali è una sfida altrettanto complessa, perciò studiare nuove soluzioni che sappiano conciliare efficienza e sostenibilità è essenziale per rimanere competitivi nel mercato. Per affrontare questo tema abbiamo invitato [Marcello Favalli](https://www.dentrolatecnologia.it/marcello.favalli.html), CEO di [SiWeGO](https://www.dentrolatecnologia.it/siwego.html), un’applicazione e un servizio, che tramite il [car pooling](https://it.wikipedia.org/wiki/Car_pooling), punta a rivoluzionare il modo di trasportare le merci utilizzando i veicoli e le persone già presenti sulle strade. Nella sezione delle notizie parliamo dei primi test di [utilizzo di droni](https://www.dentrolatecnologia.it/S5E19?t=333) per monitorare le autostrade e della progettazione di un [treno ultraveloce](https://it.wikipedia.org/wiki/Treno_a_levitazione_magnetica) in Veneto. - Stagione: 5 - Episodio: 20 - Data di pubblicazione: 2023-05-20 06:45:00 - Durata: 27:33 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e20](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e20) - Episodi correlati: s5e16 - Tag: falco,droni,autostrade,monitoraggio,viabilità,siwego,marcello favalli,ceo,app,servizio,sostenibilità,logistica,trasporto,pacco,merce,utente,persona giuridica,ottimizzazione,regione veneto,hyperloop,hyper transfer,treno a levitazione,levitazione magnetica ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Marcello**: Il nostro algoritmo calcola il percorso del trasportatore, calcola il percorso della merce, le sovrappone, se c'è un margine di errore minimo, allora manda le notifiche a entrambi gli utenti, quello che voleva spedire la merce e quello che voleva trasportarla. In questa maniera il trasportatore che sappiamo statisticamente ha dello spazio vuoto a bordo importante, prendiamo questo spazio vuoto a bordo, lo riempiamo con quelle merci che devono già comunque fare quella tratta. Questo è il grande passo avanti che riusciamo a fare grazie a questa applicazione. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di SiWeGo, un servizio che tramite il carpooling permette di ricevere e spedire pacchi in modo estremamente veloce e utilizzando come vettori i veicoli e gli utenti che avrebbero già dovuto fare quel tragitto. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Droni per il monitoraggio delle autostrade > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 01:33 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella scorsa puntata "Le tecnologie al servizio della nostra sicurezza" avevamo parlato in ultima analisi del ruolo che svolgono i droni nelle fasi di monitoraggio e supporto in situazioni particolari e complicate da gestire con i normali sistemi di videosorveglianza. Una di queste è proprio l'autostrada, dove il passaggio continuo di auto e mezzi pesanti la rendono probabilmente il luogo più pericoloso e imprevedibile con cui abbiamo a che fare quotidianamente. Dunque, con l'obiettivo di potenziare il monitoraggio e favorire un'attività di pattugliamento capillare, Autostrade per l'Italia ha avviato il programma Falco, ovvero un sistema sperimentale che impiega ai droni per inviare flussi video in tempo reale direttamente al centro radio informativo, consentendo così di tenere sotto controllo lo stato della viabilità generale nonché i potenziali pericoli. La prima sperimentazione del programma, terminata qualche giorno fa, è stata compiuta lungo l'A10 e l'A26, dove cinque droni hanno sorvolato 60 chilometri di tratte autostradali effettuando 79 voli in una decina di giorni. In questa prima fase del programma Falco, i droni sono stati pilotati a vista da operatori presenti sul campo, ma nella seconda fase, prevista per quest'estate, si punterà invece a controllare i droni da remoto e a introdurre le prime unità in grado di percorrere automaticamente rotte predefinite, decollando e atterrando in determinate postazioni installate lungo i tratti autostradali. #### Inizia la progettazione del treno ultraveloce in Veneto > Fonte: Regione Veneto - Timestamp: 02:59 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: La Regione Veneto ha individuato un consorzio, formato dalle aziende WeBuild SPA e Leonardo SPA, per studiare la progettazione e la fattibilità di un collegamento tra Padova e il Porto di Venezia, utilizzando la tecnologia HyperTransfer. In pratica si tratta di un sistema di trasporto dove delle capsule attraversano un condotto chiuso e che, grazie alla levitazione magnetica, non saranno rallentate dall'attrito, potendo così raggiungere velocità elevatissime. La Regione Veneto è così la prima regione in Italia e tra le prime in Europa a dare il via alla progettazione di un sistema di questo tipo, che inizialmente sarà dedicato al trasporto di merci, ma successivamente potrà essere usato anche dalla cittadinanza, con vantaggi per lo sviluppo dell'economia ma anche per l'ambiente, in quanto la tecnologia utilizzata avrà un bassissimo impatto ambientale e ridurrà notevolmente i consumi e le emissioni dei trasporti, oltre a migliorare ulteriormente la sicurezza stradale. Chiaramente queste sono ancora le prime fasi di studio, ma fra qualche anno potremo probabilmente assistere ad un prototipo che porterà in Veneto il primo sistema di trasporto ultraveloce in Italia e tra i primi in Europa. #### SiWeGO: il trasporto condiviso e sostenibile per le nostre merci > - Timestamp: 04:30 - Autori: SiWeGO, Marcello Favalli, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Logistica, Servizi, Trasporti - Tipologia: Intervista **Davide**: Un'attività basata sulla gestione dei flussi dei prodotti come la logistica è di fondamentale importanza per soddisfare le esigenze e le aspettative dei consumatori. Allo stesso tempo, garantire un servizio di spedizione allineato con le nuove politiche ambientali è una sfida altrettanto complessa, perciò studiare soluzioni che sappiano conciliare efficienza e sostenibilità è essenziale per rimanere competitivi nel mercato. Per affrontare questo tema è con noi Marcello Favalli, CEO di SiWeGo, un'app che tramite il carpooling punta a soddisfare entrambi questi requisiti. Benvenuto Marcello. **Marcello**: Buongiorno a tutti, grazie per l'invito. **Davide**: Innanzitutto, che cosa significa il termine carpooling che ho introdotto e come si inserisce SiWeGo in questo settore? **Marcello**: Il carpooling, tecnicamente, diciamo, la definizione significa semplicemente condividere un automobile "car" quindi si condivide tipicamente fra un gruppo di amici. L'automobile è cosa che abbiamo già fatto tutti, senza bisogno di aspettare, mi viene da dire la definizione inglese, abbiamo già fatto tutti mille volte, si condivide un automobile perché abbiamo tutti lo stesso punto di partenza e la stessa metà. Quello banalmente è il carpooling. A livello, invece, diciamo così, economico di sistema, diventa molto più interessante, molto anche più sofisticato se vogliamo, se poi abbigniamo adesso questa concezione economica, abbigniamo la tecnologia. Concezione economica che… una pillola in estrema sintesi, quando dico concezione economica dico che stiamo facendo una fase, stiamo attraversando una fase a livello macro di sistema, questa fase è il passaggio dell'economia del possesso all'economia dell'accesso. Quindi abbiamo già fatto un po di switch, no? Dal carpooling, che era quella cosa banale, condividiamo l'automobile, al macro sistema che "switcha" dal possedere un'automobile al fatto di non aver bisogno più di possederla ma aver semplicemente bisogno di poter accedere all'automobile e quindi arriviamo all'utilizzo della tecnologia e quindi arriviamo ai BlaBlaCar e agli Uber che hanno reso possibile concretamente questa opportunità di guadagno e o di risparmio. E all'interno di questo macro sistema possiamo citare anche Airbnb, dove possiamo accedere a una casa senza doverla possedere, quindi in quel macrocosmo abbiamo queste grandi piattaforme che ci permettono di realizzare quello che vogliamo fare senza aver bisogno della proprietà del prodotto, quindi possiamo anche dire che è quasi un argomento filosofico di macroeconomia, però mi piaceva dare questa overview generica su tutto quello che c'è dietro il termine carpooling. E a questo punto possiamo anche citare SiWeGo, dove facciamo carpooling per non trasportare persone ma trasportare prodotti, merci, un pacco ed eccoci arrivati alla nostra startup innovativa, è la nostra applicazione. **Davide**: Ok, dopo questa introduzione quasi filosofica, come dicevi, di un cambiamento economico e anche tecnologico che è in atto e di cui il carpooling è un esempio, passiamo ora a SiWeGo e per ciò ci spieghi attraverso un esempio, quali sono le differenze tra una modalità di spedizione diciamo così tradizionale e la vostra soluzione, quali sono ad esempio i vantaggi ambientali ed economici che si ottengono? **Marcello**: Allora molto semplice, rispetto a un sistema tradizionale io sono costretto a rivolgermi esclusivamente a un trasportatore professionista, che possono essere gli uffici postali oppure possono essere le aziende private, SiWeGo, la prima grande innovazione che ci permette di realizzare SiWeGo è quella di poter far trasportare una merce non più a una persona giuridica diciamo così, ma a una persona fisica e quindi facciamo un esempio, uno studente fuori sede che torna a casa per il weekend potrebbe portare il pacco, la merce di chi ha bisogno di fare una consegna, una spedizione. L'altro grande vantaggio che ci permette di realizzare SiWeGo, e qui siamo più strettamente legati al beneficio che poi abbiamo tutti sul nostro ambiente, è il fatto che fra i "filtri madre" che inseriamo nella nostra applicazione c'è quello della coincidenza del percorso fra trasportatore occasionale o non occasionale e la merce stessa. Mi spiego meglio, io sono di Brescia, facciamo finta devo andare, devo spedire un pacco a Milano, noi non mettiamo insieme Marcelo Favalli con tutti ipotetici trasportatori, per virgolette a caso. Noi lo mettiamo insieme Marcelo Favalli con solo quei trasportatori che devono fare la tratta Brescia-Milano, devono già fare quel percorso, hanno già deciso di fare quel percorso, hanno già degli incarichi per cui devono fare quel percorso. Oppure devono fare la strada Verona-Torino, quindi il nostro algoritmo calcola il percorso del trasportatore, calcola il percorso della merce, le sovrappone, se c'è un margine di errore minimo, allora manda le notifiche a entrambi gli utenti, quello che voleva spedire la merce e quello che voleva trasportarla. In questa maniera il trasportatore che sappiamo statisticamente ha dello spazio vuoto a bordo importante, di grandi dimensioni, per l'azienda di trasporto per il 25%, per noi comuni cittadini parliamo dei 4-5, ok? Ecco prendiamo questo spazio vuoto a bordo, lo riempiamo con quelle merci che devono già comunque fare quella tratta, questo è il grande - secondo noi - passo avanti che riusciamo a fare grazie alla nostra applicazione, quindi prima innovazione tutti noi possiamo essere trasportatori, seconda grande innovazione mettiamo in contatto solo i merci e i trasportatori che devono fare la stessa rotta. Una cosa che forse va specificata, SiWeGo lavora anche benissimo con le aziende di trasporto, non è che se noi diamo il potere diciamo così ai comuni cittadini di fare dei viaggi trasportare durante il loro viaggio della merce, questo significa che noi non lavoriamo con le aziende di trasporto, perché il cuore è essere sulla stessa rotta. Che poi sulla stessa rotta del pacco ci sia una persona fisica o una persona giuridica, non è importante perché comunque sia l'ambiente ha il beneficio, comunque sia il committente, quello che voleva spedire la merce, ha il beneficio, il beneficio ha lui, queste persone che viaggiano possono essere intercettate in tempo reale, quindi altro grande appunto mi chiede i benefici, no? Se io, che ore sono? Sono le 5 del pomeriggio, se io devo un pacco, adesso, chiamo un trasportatore e passa domani mattina se tutto va bene. Con SiWeGo invece, a massa critica raggiunta, io potrei trovare il mio trasportatore che passa da casa mia fra un quarto d'ora e quindi la mia merce è a destinazione fra una, due, tre, quattro ore, dipende da dove ovviamente deve andare. Quindi stiamo tra virgolette "teletrasportando" le merci con SiWeGo. **Davide**: Quindi la vostra idea consiste nello sfruttare lo spazio disponibile indipendentemente da quale mezzo rende disponibile questo spazio, macchina, camion e così via e lo sfruttate per trasportare dei pacchi, delle merci e questo potrebbe permettere anche a delle persone fisiche o a delle piccole aziende di fornire un servizio competitivo rispetto a grandi muniti nazionali. **Marcello**: Posso interromperti Davide? Solo per dirti che sì, tu sicuramente hai usato, è una parola corretta, sfruttare lo spazio di queste persone. Non mi piace più dire che rendiamo possibile non far cadere, non far sprecare questo spazio. È un punto di vista differente, perché il punto è che siamo abituati a considerare che sia spazio che possa essere sprecato e quindi noi lo sfruttiamo. No, invece dobbiamo secondo me cambiare mentalità e dire ok, ho dello spazio, costa quello spazio lì perché l'ho pagato quando ho comprato il mezzo e lo sto pagando tutte le volte che faccio benzina per muovermi, quindi mi viene da dire è stupido non riempirlo al massimo. Quindi più che sfruttare noi diamo l'opportunità di non perderlo. **Davide**: Sì, sì, assolutamente la tua è sicuramente una giusta riflessione e in più oltre a utilizzare questo spazio, facendo questo anche la possibilità come vettore di guadagnare qualcosa. **Marcello**: Esatto. **Davide**: Quindi sì, non solo utilizzarlo ma gli posso dare anche un valore economico e come stavo dicendo prima, questo può rappresentare un vantaggio anche in termini di velocità di consegna perché l'idea è proprio quella di fare interagire singoli utenti incrociando le loro esigenze e penso che questo potrebbe dare la possibilità anche a una piccola attività commerciale, un piccolo negozio, di vendere i propri prodotti direttamente al cliente e non solo essendo competitiva ma anche a volte in alcuni casi potrebbe essere più veloce della normale consegna di 24 ore che garantiscono colossi logistici come Amazon per fare un esempio. **Marcello**: Perfetto, hai sintetizzato in maniera chiarissima. **Davide**: Ok, passando invece ad un altro aspetto forse più pratico ovvero mettendoci nell'ottica di un aumento delle efficienze e riduzione dei costi di trasporto, quello che cercate di fare di fatto, hai parlato di questi percorsi che calcolate e quindi come fate a calcolare il miglior percorso per chi deve effettuare una consegna ma allo stesso tempo non dirottandolo dal tragitto che avrebbe comunque dovuto fare all'inizio e quindi dando un margine di errore, di differenza tra questi due tragitti ecco. **Marcello**: Noi prendiamo la geolocalizzazione, è un concetto un po complesso, comunque il nostro algoritmo che abbiamo sviluppato noi e che stiamo sottoponendo a brevetto, calcola la geolocalizzazione di diversi punti sui quadranti della terra, calcola la rotta e in base alla longitudine latitudine calcola poi la percentuale di errore della diagonale fra questi quadranti e a quel punto noi decidiamo entro quale percentuale di errore accettiamo di mettere in contatto le due rotte, i due "owner" delle due rotte quindi del committente che voleva spedire quel pacco da A a B al trasportatore che deve andare da C a D, quindi dove A e B deve essere un punto compreso fra C e D, quindi questo è un'estrema sintesi cercando di semplificare quello che fa il nostro algoritmo. Da lì in poi creiamo un flusso di dati di comunicazione guidato per cui gli utenti entrano in chat, possono pagare, ci generano codici OTP, one time password, qui abbiamo la sicurezza, abbiamo anche eliminazione di carta e penna, abbiamo la geolocalizzazione del driver, appunto in tempo reale anche questo e poi infine abbiamo un sistema di feedback, infine abbiamo l'invio della fatturazione automatica. Questo per dare da una parte la massima usabilità agli utenti che oggi giustamente sono abituati a un alto livello di piattaforme, prodotti semplici, più che semplici direi di grande usabilità che poi però comporta dietro un lavoro complesso e da l'altra parte dare la forza alla startup di essere totalmente scalabile e quindi di diventare, si spera, un domani un unicorno. Unicorno scusa, sono le startup che raggiungono la valutazione di un miliardo. **Davide**: Molto interessante tutto quello che ci hai detto finora soprattutto perché vuole essere una realtà aperta a tutti, quindi non solo alle aziende o non solo agli utenti come singoli ma entrambe le cose. E proprio a questo proposito una domanda che sorge spontanea è quella legata alla sicurezza, come faccio a fidarmi di un corriere che di fatto potrebbe essere una persona qualunque che non conosco e poi quali sono le funzionalità che avete introdotto per evitare una mancata consegna o in generale, più in generale, dei disservizi? **Marcello**: Grazie per la domanda anche perché so che è una domanda che si fanno molte persone quindi così riusciamo a togliere anche questo dubbio. Se vengo innanzitutto a una fase di registrazione direi molto approfondita. Sappiamo benissimo che in questa fase possiamo rischiare di perdere l'utenza ma chiedere tutte le posizioni dati e poi chiedere l'upload sul caricamento della propria carta entità per esempio è una scelta strategica proprio perché si vuole cercare di garantire al massimo le persone, tutte le persone che sono all'interno della community sia il committente che vuole spedire un pack, vuole essere sicuro che quel pack non venga perduto e sia però anche il trasportatore che vuole essere sicuro per esempio che dentro quel pack non ci siano materiale, ci siano prodotti illeciti. Quindi innanzitutto chiediamo la carta entità, l'upload della carta entità. Poi all'interno della piattaforma se vengo tutto deve procedere se i pagamenti avvengono elettronicamente quindi carta di credito, bancomat, prepagate da una parte e tramite l'IBAN per il trasportatore che dovrà ricevere del denaro. A questo punto l'applicazione si prende 24 ore di tempo per verificare, fare un controllo di corrispondenza fra la carta di età che è stata caricata e i due tipi di pagamento che sono decaricati. Carta di credito, bancomat, prepagate se sei il commettente, l'IBAN se sei il trasportatore e già qui abbiamo una forte barriera perché se io volessi fare il furbo probabilmente non utilizzerei un sistema che è in grado di fare di me uno screening del genere. Faccio spesso a questo punto il paragone con lo stato dell'arte di oggi. Io vado in posta, non do i miei documenti, non pago con la carta di credito ma pago in contanti, metto materiali illeciti nel pacchetto, saluto e me ne vado. Quindi paradossalmente, dove voglio arrivare? Voglio ribadire che paradossalmente se vengo in realtà rende il sistema di trasporti più sicuro di quello che c'è oggi come stato dell'arte. Poi abbiamo tutta la questione dei feedback. Io potrei anche a questo punto rubare, rompere, smarrire un pacco, ma lo posso fare una volta sola, perché poi i feedback che prenderò saranno di un pacchettino solo. Noi diamo pacchettini anziché stelline, cuoricini, quindi prenderò solo un pacchettino anziché cinque. È ovvio che la volta seguente, a parte che SiWeGo farà un'indagine, fa un'indagine e se è il caso lo risarcisce anche il committente. Ma è ovvio che poi questa cosa può succedere solo una volta, perché nessuno poi mi darà più un pacco da trasportare, visto che ho una recensione così bassa. E questo non è una cosa che diciamo così invento io, ma ormai siamo nel mondo della sharing economy da quasi vent'anni e quello che ci dice in maniera estremamente sintetica ed efficace è la piattaforma tramite i feedback che si autoregola e quindi questo per esempio sono le barriere che riusciamo inserire per avere all'interno dello community solo persone per bene. **Davide**: Siccome SiWeGo è una startup e quello che avete in mente di realizzare, seppur già in parte operativo, richiede anche proprio per come ha pensato il sistema da una parte la richiesta di spedire e dall'altra l'offerta di persone disposte a trasportare, quali sono le criticità che state affrontando per rendere ancora più efficiente e capillare SiWeGo? **Marcello**: Sì, hai fatto una bellissima domanda, un tema commerciale di marketing, noi proprio adesso stiamo iniziando il nostro go to market, abbiamo un buon prodotto crediamo, abbiamo un ottimo team, quello che dobbiamo fare è proprio quello di popolare l'applicazione, quindi diciamo fare spread di SiWeGo prima al nord Italia poi in Italia, poi in Europa, questa è una nostra, sommariamente, roadmap. Parlare di roadmap, geograficamente road map geografica è importante perché è una delle strategie con le quali un'applicazione che viene definita "doubleside", come la nostra, è una delle strategie, dicevo, che deve essere perseguita, ossia è meglio partire su una regione geografica delimitata e poi crescere, espandersi da questa piccola regione, una volta che si sono raggiunti quei numeri che permettono la massa critica in quel territorio, quindi questa, per esempio, è una di quelle strategie che comunemente vengono utilizzate, per questo motivo stiamo dialogando sia col comune di Firenze, sia col comune di Hamburgo, per creare dei progetti pilota, sono i due comuni con cui abbiamo dei discorsi un po più avanzati, per creare dei progetti piloti su queste città. A questo punto avremo da una parte una, chiamiamo così, legittimazione, sponsorizzazione su un territorio ben contenuto, chiaro, che ci permette quindi di fare anche, se vogliamo, sperimentazione. Una volta che riusciamo a avere la massa critica necessaria per avere i match, tra domanda offerta, allora da qui poi possiamo espanderci geograficamente, territorialmente. D'altro canto è vero anche che una startup come la nostra ha bisogno di fare grossi investimenti sul fronte del marketing e quindi l'altra attività che stiamo facendo. **Davide**: Si, quindi bisogna fare conoscere agli utenti, alle persone questa possibilità. **Marcello**: Esattamente, quindi l'altra attività che stiamo facendo è quella proprio del fundraising, quindi abbiamo aperto il nostro capitolo sociale a degli investitori, sono già entrati gli investitori, esperti di settore, manager del settore trasporti, aziende di trasporto, per esempio un Messaggerie del Garda, piuttosto che gruppi di energia, che sono stati i nostri primi partner con i quali collaboriamo quotidianamente allo sviluppo proprio della startup. Quello che si vuol fare quindi è da una parte utilizzare le migliori strategie di marketing per ottimizzare anche solo il singolo euro, dall'altra parte riuscire a recuperare energie e risorse per poter appunto diffondere, mi vende a dire, fammi dire, diffondere il verbo di SiWeGo. **Davide**: Sì, hai fatto bene a sottolinearlo perché le potenzialità di un servizio come il vostro sta proprio dietro al fatto di avere una massa critica di persone che ne capiscono l'utilità e che poi praticamente la utilizzino. **Marcello**: Esatto, è una massa critica che bisogna raggiungere, ci sono delle teorie dietro, in questo caso la teoria delle reti, banalmente è quella del telefono. Se io ho il telefono e sono da solo un mondo da averlo non parlo con nessuno. Se siamo in due a avere un telefono parliamo rispettivamente solo con un'altra persona, se siamo in 10 invece le combinazioni se non ricordo erano circa 120. Quindi allo stessa maniera la teoria delle reti ci dice che se in SiWeGo ci sono 3.000 download abbiamo una certa probabilità di match, se ne abbiamo anche solo 30.000 questa probabilità di match cresce non di dieci volte ma di cento volte e quindi questa è la sfida che stiamo approcciando adesso. **Davide**: Va bene, grazie allora Marcello per averci raccontato la vostra startup, alla prossima. **Marcello**: Grazie a voi, è stato un vero piacere come sempre per me parlare di SiWeGo e scaricate l'applicazione. #### Conclusione - Timestamp: 26:41 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e21 ## P@ssw0rd? Esistono sistemi migliori > Ad oggi qualsiasi applicazione o sito che debba gestire uno o più utenti implementa l'accesso tramite password, dai sistemi di [home banking](https://it.wikipedia.org/wiki/Home_banking), ai vari [social network](https://it.wikipedia.org/wiki/Social_network), agli stessi smartphone o PC. Abbiamo però visto un numero sempre maggiore di furti di account, grazie a sistemi sempre più potenti per scoprire le password. Viene dunque da chiedersi: le password sono ancora un sistema sicuro? In questa puntata cerchiamo di rispondere a questa domanda, andando a capire perché le password sono ormai un sistema sicuro “fino a un certo punto” e vediamo quali sono i sistemi più moderni e promettenti che potrebbero eliminare completamente la necessità di ricordare centinaia di password diverse, ma al contempo, rendere gli accessi più sicuri. Nella sezione delle notizie parliamo di Project Q un progetto di Sony per giocare in streaming da [PS5](https://www.playstation.com/it-it/ps5/), di qualche dato di vendita del settore degli [smartwatch](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e49?t=305) e infine di [Apps for the Future](https://www.apple.com/it/today/collection/apps-for-the-future/), una iniziativa di Apple per avvicinare i ragazzi alla programmazione. - Stagione: 5 - Episodio: 21 - Data di pubblicazione: 2023-05-27 06:45:00 - Durata: 17:37 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e21](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e21) - Episodi correlati: s3e44 - Tag: password,sicurezza,privacy,passkeys,passphrases,fido,google,microsoft,apple,projectq,sony,PS5,streaming,consolee,smartwatch,fire boltt,india,mercato,crisi,apps fo future,apple,roma,wwdc,corsi,programmazione ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di password, delle loro criticità e del perché nel giro di poco potrebbero scomparire. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Tra le diverse novità presentate all'evento Showcase dello scorso mercoledì, Sony ha rivelato ufficialmente anche Project Q, ovvero un dispositivo portatile già annunciato alcuni mesi fa, pensato esclusivamente per riprodurre in streaming i giochi presenti sulla propria PlayStation 5. #### Project Q per giocare in streaming da PS5 > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 00:53 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Dalle prime informazioni arrivate sappiamo che Project Q non sarà prima di tutto il nome commerciale finale, in quanto si tratta solamente di un appellativo usato internamente da Sony. Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, invece, questo dispositivo consentirà di riprodurre in Full HD a 60 fps solamente i giochi acquistati su PS5 ed esclusivamente in streaming con il sistema proprietario Remote Play attraverso la rete domestica. Dunque non sarà possibile collegarsi alla console madre né con una rete cellulare né con un altro Wi-Fi che non sia utilizzato dalla PS5. Con questi presupposti risulta chiaro che rivolgersi a Project Q come una vera e propria console non sarebbe propriamente corretto, dato che non si tratta di un dispositivo autonomo, bensì di uno schermo secondario connesso in locale alla PS5. Dunque è di fatto un prodotto completamente diverso da una console portatile come ad esempio Nintendo Switch o Steam Deck, che riproducono direttamente i videogiochi acquistati e che possono essere utilizzate ovunque si voglia, ma soprattutto è evidente che quando questa verrà distribuita verso la fine dell'anno avremo tra le mani un dispositivo limitato e costoso, che probabilmente verrà gradito solamente da una piccola fetta degli utenti PS5. Il mercato degli smartwatch, dispositivi indossabili di cui abbiamo spesso parlato, sta attraversando una fase di crisi globale, con un'unica eccezione. #### Uno sguardo sul mercato degli smartwatch > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:29 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Sport - Tipologia: Notizia **Davide**: L'India. Nel primo trimestre del 2023 il settore ha subito una contrazione dell'1,5%, un dato migliore rispetto almeno 8 registrato nel quarto trimestre del 2022, ma comunque negativo considerando che l'India ha registrato una crescita del 121%, influenzando in qualche modo il risultato complessivo. La crisi generale e la mancanza di nuovi prodotti da parte dei principali produttori come Apple e Samsung sono le cause principali di questa situazione. Apple continua comunque a dominare il mercato, con una quota del 26%, anche se in calo rispetto al 32% del primo trimestre del 2022. Al secondo posto si posiziona Fire-Boltt, un'azienda indiana che ha superato Samsung grazie al successo dei suoi modelli di smartwatch di fascia bassa venduti nel mercato interno indiano, evidenziando che c'è un interesse dei consumatori per questo tipo di dispositivi, ma che spesso costano più di quello che gli utenti sono disposti a pagare. #### Apps for the Future, per imparare a sviluppare > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:37 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Istruzione, Programmazione - Tipologia: Notizia **Davide**: A Roma si sta tenendo in questi giorni, dal 26 al 28 maggio per la precisione, una serie di eventi organizzati da Apple in vista del prossimo Worldwide Developer Conference 2023, la conferenza più importante di Apple dedicata agli sviluppatori e che si terrà dal 5 al 9 giugno. La serie di eventi organizzati a Roma, infatti, sono incentrati proprio sul mondo dello sviluppo e della programmazione di app, come suggerisce il nome Apps for the Future. In queste tre giornate si terranno diverse conferenze e laboratori completamente gratuiti per poter avvicinare soprattutto bambini e ragazzi allo sviluppo e alle materie STEM in generale. Ieri, 26 maggio, si è tenuto l'evento Spotlight, dove ex studenti della Apple Developer Academy hanno parlato un po delle basi da cui cominciare per poter programmare un'app. Oggi invece, 27 maggio, saranno ospiti le aziende Bending Spoons per parlare di video editing tramite l'app Splice e redBit games, che invece si concentrerà sulla creazione di un personaggio per i videogame. Infine, domenica, sarà dedicato alle materie STEM e a una chiacchierata finale sul mondo delle app legate al benessere. Per gli aspiranti sviluppatori e sviluppatrici, insomma, questa potrebbe essere un'occasione da non perdere per iniziare a toccare con mano il mondo di cui vorranno fare parte. #### P@ssw0rd? Esistono sistemi migliori > - Timestamp: 05:08 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Privacy, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: Il concetto di password o di parola d'ordine è un qualcosa di antichissimo che si perde nella storia umana e che si può incontrare diverse volte nella letteratura e nei racconti storici. Queste parole d'ordine venivano spesso utilizzate per superare delle sfide o degli ostacoli, per distinguere gli amici dai nemici e ancora per superare i controlli delle guardie o entrare in posti segreti. E se vogliamo dare una datazione storica, i primi riferimenti scritti dell'utilizzo delle password li possiamo trovare nel secondo secolo a.C., quando lo storico greco Polibio racconta di come l'impero romano utilizzasse delle parole d'ordine, scritte su delle tavolette di legno, da far girare tra le fila dell'esercito per riuscire a riconoscere i propri uomini e stanare gli infiltrati nemici. Venendo ai giorni nostri l'utilizzo delle password nell'ambito informatico non si è reso necessario fin da subito, ma è stato introdotto nel 1964 da Fernando Corbató, che all'epoca era ingegnere presso l'MIT. Pochi anni prima, nel 1961, Corbató aveva infatti proposto un sistema per poter gestire più utenti e più sessioni contemporaneamente su un solo computer, invenzione tra l'altro con cui vinse anche il premio Turing, il riconoscimento più importante e prestigioso nel mondo dell'informatica. Dal momento che con questo sistema più utenti condividevano lo stesso spazio fisico su un computer, dunque, per evitare scambi di informazioni o accessi non autorizzati, l'introduzione di un sistema sicuro di autenticazione era necessario. E il resto lo conosciamo bene. Ad oggi, infatti, qualsiasi applicazione o sito che debba gestire uno o più utenti implementa l'accesso tramite password, dai sistemi di homebanking ai vari social network agli stessi smartphone o PC. Contemporaneamente, però, abbiamo anche visto un numero sempre maggiore di furti di account, sistemi sempre più potenti e sofisticati per scoprire le password, e addirittura intelligenze artificiali che riescono a prevederne con un discreto successo. Alla luce di questi fatti, dunque, viene da chiedersi: ma al giorno d'oggi le password sono ancora un sistema sicuro, affidabile e semplice come lo era negli anni 60 in generale fino a qualche anno fa? In questa puntata cercheremo di rispondere proprio a questa domanda, andando a capire come le password sono ormai un sistema sicuro fino a un certo punto, quali sono i consigli per creare e gestire le proprie password, ma soprattutto andremo a vedere quali sono i sistemi più moderni e promettenti che potrebbero in futuro eliminare completamente la necessità di ricordare centinaia di password diverse e rendere gli accessi più sicuri. Iniziamo proprio da quest'ultimo problema, ossia la necessità di ricordare centinaia di password diverse. Ormai tutti hanno almeno un account su social network, app bancarie, servizi di Google, Apple, Microsoft, Amazon, oltre a tutte le altre applicazioni che abbiamo sugli smartphone o su PC. E questo ha reso necessario dover generare e soprattutto ricordare una password per ognuno di quei servizi e quelle app. Succede molto spesso quindi che si decida di utilizzare un'unica password, spesso semplice, e usarla per tutti gli accessi, con il rischio che, quindi, se anche uno solo di quei servizi viene hackerato, poi tutti quanti sono da considerarsi compromessi. A rafforzare ulteriormente questo problema, poi, c'è la scelta in sé della password, che molto spesso è formata da una combinazione di dati personali, come la propria data di nascita, il proprio nome o il nome di un proprio familiare e così via. C'è poi la questione dell'uso di caratteri speciali, numeri, lettere maiuscole, che ormai molti siti rendono obbligatori per forzare gli utenti a usare password un po più complesse. Portando qualche dato, un sistema di forza bruta, ossia che testa qualsiasi combinazione di caratteri finché non trova quella esatta, riuscirebbe a trovare in sole tre ore una password di otto caratteri o numeri, mentre aggiungendo anche le maiuscole e i caratteri speciali, il tempo aumenta a 57 giorni. E se già questo dato può essere preoccupante, grazie all'intelligenza artificiale generativa, il tempo impiegato può passare da 57 giorni a sole sette ore. Come si possono quindi generare password sicuri e diverse tra loro per i vari servizi online? Esistono vari metodi che possono aiutarci in questo, che sono in realtà più esercizi di memoria. Ad esempio, in molti utilizzano una sola password, che però fa solo da base comune, da cui poi si genera una password personalizzata per ogni servizio, con lo stesso pattern. Anche in questo caso, però, una volta capito il pattern usato, diventa semplice trovare i diversi accessi. Un altro metodo molto interessante, invece, prevede l'utilizzo di "passphrases" ossia vere e proprie frasi di senso compiuto comprese di spazi o punteggiatura, o una combinazione di più parole. In questo modo, ad esempio, possiamo associare ad ogni singolo servizio un'immagine mentale che ci permette di ricostruire la frase che useremo per accedere. Per fare un esempio, potremmo immaginare un personaggio che compie diverse azioni. Ad esempio, per Netflix o Prime Video, una potenziale passphrase associata potrebbe essere: Luca vuole guardare un film, ma i suoi amici sono rimasti a casa. Un sistema simile, tra l'altro già molto utilizzato per quanto riguarda il mondo della blockchain e delle criptovalute, dove la chiave di accesso è solitamente associata ad un elenco di dodici o più parole casuali. Tornando alla password, altri strumenti che al giorno d'oggi potremmo quasi definire fondamentali sono i password manager, o gestori di password. Browser come Google Chrome, Microsoft Edge, Firefox o Safari, sia per PC che per smartphone, sono già dotati di gestori di password, che permettono di salvare e compilare automaticamente gli accessi ai vari siti, oltre ad avere anche la possibilità di generare delle password complesse e di conseguenza più sicure. Non sarà dunque più necessario ricordare decine di parole chiave diverse, ma basterà affidarsi al proprio, tra virgolette, "custode digitale" . L'unica condizione chiaramente è ricordarsi e avere sempre la possibilità di accedere al proprio account dove le password vengono sincronizzate. Tutto questo però non è abbastanza. Se infatti è vero che i gestori di password, le passphrases o gli altri stratagemmi per creare e ricordare password sicure funzionano abbastanza bene, e difficilmente si può vedere il proprio account rubato da malintenzionati, è purtroppo anche vero che in tantissimi per pigrizia, per una sottovalutazione della sicurezza online o per altri motivi, si riducono a usare password semplici e facilmente hackerabili. E pensiamo solo a quanto potrebbe essere disastroso se qualcun altro riuscisse ad accedere al nostro conto bancario, postare contenuti inadeguati sui social o inviare email per conto nostro che potrebbero magari costarci anche il posto di lavoro. Per questo motivo è stato necessario negli anni introdurre nuovi livelli di sicurezza e nuovi modi che, si spera, andranno a sostituire completamente l'uso delle password. E qui veniamo alla seconda parte di questa puntata. Partiamo da un sistema che è diventato ormai obbligatorio su tutti i principali servizi online, e che più che andare a eliminare completamente l'uso delle password, lo va ad affiancare per rendere gli accessi nettamente più sicuri. Stiamo parlando dell'autenticazione a due fattori, dove dopo l'inserimento della parola chiave viene chiesto l'inserimento di un codice che possiamo ricevere via SMS o su un'app del telefono dedicata o su un dispositivo fisico. Questi codici sono temporanei e garantiscono che il codice l'abbia effettivamente inserito la persona che ha accesso al proprio smartphone su cui è autenticato, ad esempio con il riconoscimento biometrico. E proprio il riconoscimento biometrico è un'altra alternativa sicura alla password che si è fatta strada negli ultimi anni, soprattutto in ambito mobile. Grazie ai lettori di impronte digitali e al riconoscimento facciale, infatti, questi sistemi velocizzano il login alle diverse app del dispositivo, garantendo sicurezza e affidabilità. Tuttavia, anche questi sistemi sono dei metodi per velocizzare il login più che per sostituirlo. L'utilizzo di un PIN o di una password nel momento in cui il lettore di impronte non fosse disponibile o non riuscisse a riconoscere correttamente il dito diventa necessario. Un ulteriore metodo di accesso sicuro, veloce e che non prevede di inserire sempre una propria password personale e che vediamo sempre più spesso online è il login tramite servizi di terze parti, ad esempio accedi con Google, Facebook o Apple. Nella pratica questi gestori fanno da garante nell'identificare l'utente, per poi restituire un id univoco al servizio sul quale stiamo cercando di accedere che ci identifica proprio con il nostro profilo senza chiedere altro. Questa soluzione permette di semplificare enormemente l'esperienza sul web, in quanto basterà non perdere il proprio account principale, quello di Google o Facebook o Apple, e potremo accedere ovunque senza reimpostare password poco sicure. Un approccio molto simile, dove vengono però implementati ulteriori livelli di sicurezza, è quello del login con SPID o CIE, dove appunto o con un'unica combinazione di email e password e l'autenticazione a due fattori, o scansionando un QR code dall'app verificata, si può accedere a tutti i siti e servizi della pubblica amministrazione e non. Arriviamo infine allo scorso anno, il 2022, con la presentazione delle PassKey da parte di FIDO Alliance, un'organizzazione formata da diverse multinazionali del web, tra cui chiaramente Apple, Google, Microsoft, Meta e Amazon, che si occupa proprio di definire gli standard nel mondo dell'autenticazione. Ad oggi il supporto alle PassKey da parte dei principali browser è completo, grazie al rilascio ufficiale su Chrome che Google ha annunciato il 3 maggio 2023. Ma cosa sono e come funzionano? Chi mastica un po nell'ambiente Linux, questo tipo di autenticazione è, seppur con sistemi un po meno intuitivi, utilizzato da decenni, e si basa sull'utilizzo di una coppia di chiavi univoche, una pubblica e una privata. La chiave pubblica viene salvata dal sito web o dall'app che richiede il login, mentre la chiave privata viene salvata in modo sicuro sul proprio smartphone e sincronizzata attraverso i sistemi di cloud come iCloud, Google Password Manager o Microsoft Authenticator. La coppia di chiavi pubblica e privata identifica così in modo univoco e sicuro l'utente, permettendo l'autenticazione senza l'utilizzo di password o altri sistemi. La particolarità di questo sistema, poi, è che seppur sia da un punto di vista tecnico molto complesso e sicuro, per l'utente accedere diventa estremamente semplice. Dal momento in cui facciamo il login attraverso la passkey, infatti, viene inviata una notifica al proprio smartphone con la richiesta di accesso, che in seguito all'autenticazione biometrica viene confermata, e il login sul sito viene in automatico senza la richiesta di PIN o password. Questo sistema d'accesso è al momento il più efficace nel mondo consumer, in quanto riesce a combinare perfettamente immediatezza, semplicità di utilizzo e soprattutto una forte sicurezza data dalla crittografia. Sui principali siti web questo sistema è già attivo, anche se un po nascosto tra le impostazioni di sicurezza degli utenti, e la speranza è che si diffonda sempre più per eliminare del tutto l'uso delle password. D'altro canto, però, sono proprio gli sviluppatori che, con il tempo, dovranno impegnarsi a implementare questo sistema di autenticazione, rendendo il web un posto più sicuro per tutti noi. #### Conclusione - Timestamp: 16:45 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e22 ## The Verge: le sfide del giornalismo tech nell'epoca dei social > Quando si parla di tecnologia le prime cose che ci vengono in mente sono i [dispositivi](https://it.wikipedia.org/wiki/Dispositivo_mobile) e [servizi](https://it.wikipedia.org/wiki/Servizio) tecnologici che desideriamo, poi compriamo e infine utilizziamo. Allo stesso modo la tecnologia diventa un argomento di dibattito e interesse per milioni di appassionati. In questo mondo non dobbiamo dimenticarci che un ruolo fondamentale lo ricoprono tutti coloro che si occupano per mestiere di tecnologia, come giornalisti, recensori, produttori di contenuti che ci intrattengono e ci raccontano il loro punto di vista. Per capire quindi come funziona un magazine che si occupa di notizie sulla tecnologia e non solo, siamo stati negli uffici di [The Verge](https://www.dentrolatecnologia.it/the.verge.html), una tra le più importanti testate di tecnologia al mondo e abbiamo fatto una chiacchierata con [Ruben Salvadori](https://www.dentrolatecnologia.it/ruben.salvadori.html), Director of Audience Development presso The Verge. Nella sezione delle notizie parliamo di un progetto giapponese per provare a trasmettere l’energia dallo spazio e di una nuova funzionalità dell’[app IO](https://io.italia.it) per firmare i documenti inerenti la [Pubblica Amministrazione](https://www.funzionepubblica.gov.it). - Stagione: 5 - Episodio: 22 - Data di pubblicazione: 2023-06-03 06:45:00 - Durata: 28:32 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e22](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e22) - Episodi correlati: s3e6, s3e24 - Tag: ruben salvadori,podcast,the verge,tiktok,new york city,thevergecast,buzzfeed news,distribuzione,direct of audience development,consumatori,followers,social newtwork,video verticali,contenuti,qualità,elettricità,trasmissione,spazio,terra,giappone,app io,firma con io,firma elettronica qualificata,cie,spid,io,pa ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Ruben**: In video verticale per noi funzionavano benissimo i podcast, quindi è un metodo che è perfetto per attirare un audience, non solo al tuo sito, ai tuoi contenuti, ma anche a convincerli poi a ritornare ad un podcast, a scaricarlo, ad ascoltarlo. È un formato che la gente è ormai abituato a vedere su queste piattaforme e quando hai questo connubio di un contenuto che è molto particolare, dove c'è molta ricerca, c'è un grande giornalismo alle spalle e un formato che la gente è abituato a vedere, poi ne vuole consumare di più e ritorna sempre da te. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proveremo a capire come funziona una realtà giornalistica che si occupa di tecnologia e intrattenimento come The Verge, interrogandoci anche su come i social network stanno cambiando il modo di fare giornalismo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il Giappone proverà a trasmettere l’energia dallo spazio > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:28 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Energia, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Con la definizione degli obiettivi ambientali che mirano a decarbonizzare e ridurre le emissioni di sostanze nocive nell'aria, sta diventando sempre più importante ricercare e sperimentare nuove soluzioni per accelerare la transizione verso l'elettrificazione dei consumi. E una tra le tecniche più innovative e ancora oggetto di studio è la trasmissione wireless dell'energia elettrica, il cui funzionamento si basa sulla conversione della luce solare in energia elettrica da parte di pannelli fotovoltaici nello spazio e sul suo trasferimento direttamente al nostro pianeta senza l'uso di cavi. Al momento, tra i diversi paesi e agenzie spaziali di tutto il mondo che stanno iniziando a programmare i primi test, emerge fra tutti il Giappone, che recentemente ha confermato l'avvio di una sperimentazione con l'obiettivo di tentare una trasmissione dell'energia solare raccolta nello spazio verso la Terra. In realtà il gruppo di ricerca, appartenente all'Agenzia Spaziale Giapponese, aveva già condotto con successo alcuni test nel 2015 e nel 2018, su una distanza di appena 50 metri. Tuttavia, è già stato confermato che, una volta verificata la fattbilità di una trasmissione verticale, a distanze comprese tra 1 e 5 chilometri, si tenterà per la prima volta di utilizzare dei piccoli satelliti per inviare energia elettrica a stazioni di Terra poste a una distanza di centinaia di chilometri. #### Firmare i documenti delle PA sull’app IO > Fonte: App IO - Timestamp: 02:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: L'app IO, di cui abbiamo parlato diverse volte in questo podcast, sta aggiungendo sempre più funzionalità per avvicinare le pubbliche amministrazioni ai cittadini, semplificando l'accesso ai servizi pubblici. L'ultima novità riguarda proprio la possibilità di salvare sull'app documenti come patente o tessera elettorale, ma anche consultare il proprio fascicolo sanitario. In questi giorni, invece, è stata rilasciata un'altra interessante funzionalità, chiamata firma con IO. Gli enti locali, statali o le università, infatti, avranno a disposizione una propria area riservata per poter inviare ai cittadini che posseggono l'app documenti o contratti, che possono essere firmati direttamente dall'applicazione attraverso l'uso della cosiddetta firma elettronica qualificata, che acquisisce valore legale grazie all'autenticazione con Spid o con la carta di identità elettronica. La stessa funzionalità, al momento, si può avere usando l'app CieSign, che permette di fermare documenti con valore legale attraverso la carta di identità elettronica. Questo permetterà ad enti e a cittadini di semplificare enormemente gli iter burocratici, evitando spostamenti, scansioni, continui scambi di mail o firme in presenza. #### The Verge: le sfide del giornalismo tech nell'epoca dei social > - Timestamp: 04:28 - Autori: The Verge, Ruben Salvadori, Davide Fasoli, Matteo Gallo, Alessandro Cocilova - Argomenti: Giornalismo, Social - Tipologia: Intervista **Davide**: Quando si parla di tecnologia, le prime cose che ci vengono in mente sono i dispositivi e i servizi tecnologici che desideriamo, poi compriamo e infine utilizziamo. Allo stesso modo, la tecnologia diventa un argomento di dibattito e interesse per milioni di appassionati. In questo mondo non dobbiamo però dimenticarci che un ruolo fondamentale lo ricoprono tutti coloro che si occupano per mestiere di tecnologia, come giornalisti, recensori e produttori di contenuti che ci intrattengono e ci raccontano il loro punto di vista. Per capire quindi come funziona un magazine che si occupa di notizie sulla tecnologia e non solo, siamo a New York City negli uffici di The Verge, una tra le più importanti testate che si occupano di tecnologia al mondo. E con noi c'è Ruben Salvadori, Director of Audience Development presso The Verge. Benvenuto Ruben. **Ruben**: Grazie, ciao a tutti. **Davide**: Raccontaci quindi che cos'è The Verge. **Ruben**: The Verge è una pubblicazione multimediale che nasce nel 2011 e si occupa di come la tecnologia e la scienza influenzano la vita di tutti i giorni nel presente e di come influenceranno il nostro futuro. Ora negli ultimi due decenni c'è stato un enorme cambiamento sulla conversazione della tecnologia. In passato era una cosa che riguardava un po una conversazione di un'audience di nicchia ed era un po relegata ai bordi appunto della cultura. Poi con l'avvento della tecnologia mobile, di internet e dei social media c'è stato un po un movimento di questa conversazione che è diventata il centro della cultura di oggi perché un po tutto riguarda la tecnologia. Noi qui a The Verge ci occupiamo quindi di tutto ciò che tocca alla tecnologia e alla scienza, da recensioni di prodotti e servizi, da cose come legislazione, giustizia sociale, esplorazione dello spazio e scoperte, libertà di espressione sulle piattaforme e moderazione. Questi sono solo alcuni esempi perché come ho detto oggi la tecnologia riguarda veramente tutti gli aspetti della nostra vita. Noi siamo partiti da un team molto piccolo, dodici anni fa eravamo in una decina di persone e siamo nati come podcast, in realtà avevamo un podcast che si chiama The Vergecast e un blog associato a questo podcast. Adesso siamo un team di 70 persone circa, tra giornalisti, editori, team di video, team di podcast, il mio team di distribuzione. Nel tempo, in questi anni siamo diventati questo grosso sito che ha un impatto molto influente sull'industria tecnologica e sulle decisioni dei consumatori e con tutti i vari milioni di followers che abbiamo sulle vari piattaforme social. **Davide**: Ok, quindi passando invece più nello specifico ai contenuti che realizzate, spiegaci appunto quali sono e quanto è importante, visto che è un aspetto su cui puntate molto, realizzare contenuti che siano anche tecnicamente di qualità? **Ruben**: Certo, si, abbiamo parlato un po dei contenuti, degli argomenti, ma per quanto riguarda i formati, noi creiamo contenuti video di media durata e verticali per le piattaforme social, creiamo articoli che variano da notizie, scoop, approfondimenti, recensioni, facciamo podcast, newsletter, quindi cerchiamo di raggiungere il pubblico ovunque si trovi attraverso le varie piattaforme. Naturalmente il giornalismo è al cuore di quello che facciamo e della cosa più importante, ma allo stesso tempo è anche importante mantenere un altro livello di qualità tecnica nei nostri contenuti, quindi parliamo di un sito che abbiamo appena fatto un grosso redesign di tutta la nostra home page dell'esperienza che non solo è un'ottima esperienza per il lettore, ma anche che nel back-end è ottimizzato per motori di ricerca in modo da apparire in tutti i posti in cui deve apparire, quello è solo un esempio, ma il video per esempio è un'altra situazione in cui l'alto livello tecnico di produzione è stato sempre molto a cuore per The Verge, noi abbiamo avuto dall'inizio un grosso canale di YouTube dove siamo soprattutto conosciuti per le nostre recensioni di prodotti e in quelle recensioni di solito usiamo una produzione di livello molto alto e la cosa interessante è che però negli ultimi anni, soprattutto con l'avvento di piattaforme come TikTok, c'è stato un po un cambiamento per quanto riguarda cosa l'audience vuole vedere quando si parla di alto livello di produzione. Per esempio se noi cerchiamo di mettere una recensione che abbiamo fatto video per YouTube, quindi di alto livello di produzione con magari un set costoso e videocamere costose, se lo metti su TikTok l'audience pensa che sia una pubblicità e magari neanche lo guarda. Quindi quando si parla di livello tecnico è importante parlarne relativamente alla piattaforma su cui poi pubblichi, perché per esempio su TikTok le persone sono più abituate ad un approccio più personale, più semplice, persone che filmano direttamente dal telefonino e quindi bisogna cambiare un po il modo di fare il giornalismo per riuscire a parlare nel linguaggio visuale della piattaforma in cui vuoi raggiungere un pubblico. **Davide**: Ok quindi la qualità tecnica a volte può essere non necessaria ecco. **Ruben**: Credo che comunque anche quando cerchi di semplificare il livello di produzione c'è comunque una conversazione di qualità tecnica, magari non è la qualità a livello di spese dietro un video ma è la qualità di esperienza che va nel creare un video in modo che sia più approcciabile dal pubblico, più semplice, più genuino che magari un video che vuoi guardare sulla televisione tramite youtube o tramite un servizio di streaming. **Davide**: Ok e il fatto di non essere un essere appunto principalmente un sito poi produrre vari contenuti e non essere quindi andare sulla carta stampata è un vantaggio e se sì da che punto di vista? **Ruben**: Sicuramente avere la libertà di non dover pagare un'industria intera che ti stampa i tuoi contenuti come tanti giornali e riviste e devono fare adesso perché per esempio compagnie grosse che sono nate come giornali stampati si ritrovano con queste grandissimi cappannoni con delle stampanti che costano tantissimo e devono mantenere la produzione. Ora alcuni l'hanno fatto in modo più di successo se sono riusciti a ritenere un legame con il loro pubblico in cui ci sono per esempio degli abbonamenti che poi vanno a sostentare i costi di stampare. Noi siamo nati 100% digitali, siamo ancora del tutto digitali ma allo stesso tempo ci piace provare un po a giocare con la stampa, infatti abbiamo fatto alcune riviste nel passato che raccolgono un po di articoli e di storie visuali che abbiamo avuto sul sito in una collezione che poi viene gestita a livello grafico, a livello editoriale e crea una rivista che è stampata ed è tangibile. Però la maggior parte del nostro lavoro è appunto digitale, c'è ancora tantissima tanta opportunità da esplorare a quel livello lì senza imbarcare necessariamente in un'industria di stampa. **Davide**: Ok, ora quindi abbiamo parlato anche più dell'aspetto tecnico, passando invece ai contenuti poi che realizzate, come dicevi siete un gruppo molto folto di persone che parlano di tecnologia e quindi a livello appunto editoriale quanta libertà viene lasciata al singolo giornalista ecco e poi mi dicevi prima che in realtà rispetto all'Italia il concetto di giornalista è un po più ampio e altro aspetto come avviene poi la realizzazione di un contenuto viene verificato da altre persone viene direttamente pubblicato? **Ruben**: Certo noi quando assumiamo qualcuno è perché ci interessa dal suo punto di vista, ci interessa la sua voce, la sua esperienza e vogliamo assicurarci che possano esprimerlo nel meglio e quindi non limitiamo la voce dei nostri giornalisti e allo stesso tempo però abbiamo delle linee guida editoriali che sono molto robuste in modo da assicurarci che il livello giornalistico rimanga di altissimo punto livello. Per esempio noi non possiamo investire in stock di compagnie su cui poi magari scriviamo perché vogliamo assicurareci che non ci siano influenza esterne e allo stesso modo non possiamo avere criptovalute perché sappiamo che siamo molto influenti e un semplice articolo sul nostro sito può cambiare l'andamento dei mercati. Un altro esempio è il nostro programma di recensioni di prodotti. Adesso su internet vedi un sacco di influencer e purtroppo anche persone che magari lavorano per pubblicazioni che si fanno mandare prodotti dalle compagnie, li testano per scrivere gli articoli e poi si tengono i prodotti. Quindi tu sai che se poi vuoi avere più prodotti magari vuoi dire qualcosa di più positivo così la compagnia ti manda più cose dopo. Noi invece quando una compagnia che sia una piccola startup che appena ha inventato un gadget o le grandi Apple, Google che ti mandano i loro ultimi modelli e facciamo i nostri test scriviamo il nostro parere e mandiamo il prodotto indietro alla compagnia. Se non lo vogliono noi lo o regaliamo in beneficenza o lo regaliamo al pubblico tramite delle lotterie ma vogliamo poi assicurarci che non ci sia nessun incentivo esterno che possa influenzare il giornalismo che facciamo. Ora tu hai parlato di giornalisti in Italia comparati a qui. È una conversazione molto diversa qui perché in Italia c'è l'ordine dei giornalisti e in molti altri paesi come qui non esiste e quindi quando si parla di giornalismo si parla di una carriera in cui hai dimostrato che c'è l'abilità di approfondire, l'abilità di capire che cosa è effettivamente un percorso etico quando vuoi riportare le notizie quando vuoi fare i tuoi approfondimenti e qui abbiamo un team di editori, di editors, che controllano tutto quello che viene scritto quindi ogni team quindi il team di scienza o il team di trasporti il team di tecnologia o di notizie, c'è un capo editor all'interno di ogni desk che controlla tutto quello che viene scritto si assicura che ci siano fatti accurati, che ci siano alti livelli di giornalismo e poi viene pubblicato dopo che è stato anche controllato il livello di copy, quindi che non ci siano errori grammaticali, che le strutture siano corrette, le frasi siano corrette. Il mio team anche controlla ogni articolo che viene pubblicato per assicurarci che sia ottimizzato per tutte le piattaforme tra motori di ricerca ai social media che poi viene pubblicato. **Davide**: Ok e passando invece adesso al tuo ruolo che accennavamo prima, ci racconti come è cambiato e come sta cambiando il modo di fruire di notizie e recensioni sulla tecnologia da parte poi delle persone, degli appassionati, degli interessati e qual è il rapporto con i social media, il vostro rapporto con i social media anche se in parte ce l'hai già accennato ora che vengono fruiti in maggior parte contenuti verticali, è un trend comunque che state cavalcando, giusto? **Ruben**: Certo, le piattaforme social per noi come anche poi motori di ricerca sono una parte essenziale del nostro marketing funnel. Noi abbiamo un audience che è molto fedele, che viene direttamente alla nostra home page varie volte al giorno, ma poi usiamo anche tutte le piattaforme a nostra disposizione per appunto attrarre un pubblico che non è quello che abbiamo già che viene al sito, ma un pubblico diverso, magari più giovane e che non ci conosce. Per esempio TikTok è stato un po un momento di rivelazione per noi come abbiamo capito che… abbiamo iniziato a pubblicare video sulla piattaforma e magari in qualche video dicevamo se volete approfondire o capire di più andate sul sito a leggere l'articolo intero e la gente ci diceva: ma avete un sito? Per noi è stato un momento in cui abbiamo capito che c'è un'opportunità enorme di raggiungere un audience che è giovane, che vuole consumare i nostri contenuti, però non sa tutti i posti, non conosce tutti i posti in cui li può trovare. Ora il problema di queste piattaforme soprattutto con il video verticale è la monetizzazione che è anche un aspetto importante da considerare quando si parla del business di media perché al momento tutte le piattaforme che offrono video verticale o non hanno modi di monetizzare direttamente o ce ne hanno ma non c'è un grosso ritorno economico. Magari c'è un ritorno economico che può andare bene per un creator indipendente, però per quando si parla di una compagnia grossa il vero ritorno che c'è non è tanto quello economico che ti arriva dalle pubblicità che fanno sulla piattaforma ma il fatto che puoi appunto attirare un audience che non ti conosce, che è nuovo e che poi cerchi di ritenere sul tuo sito e di farli ritornare molte più volte a consumare i tuoi contenuti. **Davide**: Sì quindi è una questione principalmente di visibilità, porta a pubblico. **Ruben**: Certo porta a pubblico e secondo me anche un ottimo esercizio per innovare il tipo di contenuti che fai perché non puoi tenere la testa sottoterra e continuare a fare quello che hai sempre fatto per gli ultimi dieci anni, è importantissimo innovare e testarsi su una piattaforma su cui magari non hai un audience che è già stabilito è un ottimo modo per provare cose nuove e formatiche che magari non pensavi che funzionassero. Per esempio in video verticale per noi funzionavano benissimo i podcast e quindi è un metodo che è perfetto per attirare un audience non solo al tuo sito e ai tuoi contenuti ma anche a convincerli poi a ritornare ad un podcast a scaricarlo ad ascoltarlo è un formato che la gente è ormai abituata a vedere su queste piattaforme e quando hai questo connubio di un contenuto che è molto particolare dove c'è molta ricerca c'è un grande giornalismo alle spalle e un formato che la gente è abituata a vedere poi ne vuole consumare di più e ritorna sempre a te. **Davide**: Un altro aspetto interessante a mio avviso da approfondire è quello legato appunto al contributo dei media che si occupano di tecnologia nell'ascesa e declino dei vari trend tecnologici ne abbiamo visti tanti pensiamo ad esempio ai big data, al cloud computing, alla blockchain e l'intelligenza artificiale che responsabilità e che contributo hanno i media nel favorire o sfavorire questi trend tecnologici? **Ruben**: Credo che in molti di questi casi tipo big data, cloud computing, cloud gaming, blockchain come hai detto il trend magari arriva e se ne va in termini di quanto viene coperto dai media però la tecnologia non se ne va cioè quindi quando c'è una tecnologia nuova è logico che ci sia molto più attenzione molto più magari ricerca da parte di compagnie di media e di parlare di quel tipo di argomento, però poi queste tecnologie diventano una parte fondamentale della nostra vita quindi i big data non se ne sono andati via, ci sono, cloud computing c'è, si è stabilizzato in un modo che magari non genera più la stessa curiosità di quando era nuovo e quindi quando una cosa diventa così stabilita poi si passa alla prossima tecnologia emergente per rispondere alle domande o alle curiosità che può avere pubblico, quindi non sono trend che poi scompaiono è semplicemente l'interesse delle persone che se ne va allo stesso tempo però una pubblicazione come la nostra ha molta influenza su appunto l'industria tecnologica e come ti ho già detto prima il discorso che comunque non possiamo investire in certi stock o avere criptovaluta perché sappiamo che possiamo influenzare molto l'andazzo dell'industria. Un altro esempio è per esempio quando Samsung ha lanciato il primo Galaxy Fold, il telefono pieghevole, ci hanno mandato un'unità, noi abbiamo fatto i nostri test e abbiamo scritto che c'erano dei grossi problemi, sì lo schermo si rompeva, non funzionava, tanti altri avevano dei grossi problemi con il prodotto e la Samsung ha bloccato il lancio, l'ha spostato per assicurarsi di poter mettere a posto questi problemi prima di fare un lancio più di massa. Quindi sì, c'è tanto influenza allo stesso tempo però non vuol dire che se un argomento non è nel ciclo di notizie quella tecnologia è sparita dal radar, c'è sempre magari una cosa che è diventata più normale per le persone. **Davide**: Quindi a tuo avviso i media devono seguire l'interesse del pubblico oppure possono proporre anche dei contenuti che reputano interessanti per il pubblico magari senza che il pubblico ne senta l'esigenza? **Ruben**: Io credo sia molto importante fare entrambi, devi capire che cosa interessa al tuo pubblico ma allo stesso tempo devi anche saper informare al tuo pubblico su una cosa che magari non conoscono ma che pensi che possa interessare e ci sono tante conversazioni sulla intelligenza artificiale adesso però qualche mese fa, un anno fa, due anni fa ce n'erano già, non è che adesso che tutti ne parlano è dove inizia la conversazione. È iniziata molte anni fa, non abbiamo sempre coperto intelligenza artificiale sul nostro sito perché sappiamo che è un argomento che un giorno avrà un boom come è successo adesso però c'è sempre stata e quindi è importante portare ad un audience che magari non è altrettanto familiare con questi concetti e far in modo che possano iniziare a capire che cosa sono, come funzionano così quando c'è un boom poi hanno più un contesto per capire gli andazzi dell'industria. **Davide**: Ok perfetto tornando al tema dei contenuti abbiamo parlato di social network e anche accennato il tema dei podcast. Oggi due contenuti su cui puntate molto sono newsletter e la realizzazione appunto di podcast e sono sempre più apprezzate anche come dicevamo dal pubblico che consuma contenuti legati alla tecnologia. Come vedi il futuro di queste due tipologie di contenuti anche da un punto di vista della sostenibilità economica quindi realizzare contenuti tecnicamente di qualità ma anche il contenuto stesso deve essere di qualità, ciò di cui si parla, però allo stesso tempo avere la possibilità di monetizzare e continuare a produrli? **Ruben**: Credo che ci sia un disforzo molto interessante da fare su questi tipi di contenuti adesso perché se tu guardi a se tu guardi cos'era l'internet prima dell'avvento di social media prima della digitalizzazione dei giornali, internet era blog erano le newsletter erano persone che volevano un legame diretto con un individuo specifico che gli dava contenuti che interessavano a loro. Una cosa di cui parlava anche Ben Smith che era una volta a BuzzFeed adesso è stato uno dei fondatori di Semafor, che è un'altra pubblicazione online, che c'è un po un ritorno a quell'internet del passato perché adesso c'è un po di… c'è poca fiducia nelle piattaforme social e c'è una crescente fiducia nel legame diretto tra il pubblico e chi crea questi contenuti, quindi le persone che vanno a iscriversi a newsletter persone che scaricano podcast e per noi sono due cose molto importanti da sviluppare cercando di mantenere appunto quel legame con l'audience, noi già abbiamo moltissime persone che ci seguono direttamente dalla homepage vogliamo creare un'esperienza ancora più ampia che non è solo leggere un articolo e guardare video ma anche appunto attrarre quest'audience a tornare più volte possibili sui nostri contenuti tramite podcast e newsletter da approfondire tramite questi format che adesso un po tutta l'industria sta esplorando, ma in un certo senso ritornando a queste cose che erano molto forti nel passato, adesso stanno avendo secondo me un grande momento di trend. La cosa che è un po difficile con i podcast specifico è secondo me ancora il lato di analisi, perché naturalmente tu lavori nei podcast, saprai benissimo che quando cerchi di capire un po che tipo di segnali ti arrivano dal pubblico sulle varie piattaforme, ogni piattaforma ha dei dati, dell'analitica diversa, guardano certi segnali diversi e dall'altro lato c'è anche la monetizzazione, quindi quando parli, quando cerchi di avere delle pubblicità sui podcast ci sono vari modi di poter fare queste pubblicità e quindi monetizzare, però magari c'è un po ancora di insicurezza da parte di chi vuole poi pagare per queste pubblicità nel capire quali dati sono veramente quelli importanti quando si guarda, quando ci cerca di capire se un podcast è di successo o meno. Quindi c'è ancora molto da esplorare su questo fronte, noi sicuramente ci saremo, stiamo espandendo i nostri programmi di podcast e newsletter il più possibile, allo stesso tempo stiamo mantenendo comunque anche il sito e tutte le piattaforme che abbiamo per distribuire i nostri contenuti ovunque le persone siano. **Davide**: Sì e secondo me un altro aspetto interessante è che le stesse piattaforme che distribuiscono podcast si stanno già adesso iniziando un po a organizzare per sostenere anche eventuali creator da un punto di vista economico attraverso l'utilizzo ad esempio di sottoscrizioni a singoli podcast e riguardo a questo aspetto pensi che il supporto diretto di un media da parte dello spettatore, dell'ascoltatore, del lettore può avere una possibilità? **Ruben**: Assolutamente. Io adesso guardando come sta andando il mercato mediatico ci sono stati un sacco di compagnie che hanno avuto grossi problemi a continuare i loro programmi di news per esempio BuzzFeed News è uno che di recente ha dovuto chiudere o licenziare un sacco di persone, Insider non il tuo INSIDER, Business Insider è un altro caso simile. Un po tutta l'industria ha avuto dei momenti soprattutto con l'economia di adesso in cui ci sono state delle difficoltà. Le compagnie che secondo me emergeranno da questa situazione sono quelle che hanno appunto… che sono riuscite a creare questo legame con il pubblico che è disposto a tornare sui tuoi contenuti in risposta a pagare per i tuoi contenuti perché riconosce il livello di giornalismo e riconosce il livello di comunque di esperienza che tu puoi dargli tramite i prodotti che crei. **Davide**: Va bene allora grazie Ruben per averci raccontato qual è la vostra prospettiva sul mondo dei media, alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 27:40 - Tipologia: Conclusione **Ruben**: Grazie a te, ciao. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e23 ## Starship e Hyperloop, dalla fantascienza alla realtà > Il [cinema](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e7?t=313) influenza spesso la nostra percezione su temi cruciali come la mobilità, la quale al giorno d’oggi è fondamentale che abbracci soluzioni innovative per via della crescente urbanizzazione. Tuttavia anche se gli scenari cinematografici futuristici sembrano ancora distanti, le tecnologie con cui oggi realizziamo i diversi [processi di elettrificazione](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e6?t=239), lo sviluppo dei sistemi di guida autonoma o la realizzazione di [veicoli spaziali riutilizzabili](https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_lancio_riutilizzabile) stanno facendo ulteriori passi da gigante nel rendere la mobilità un po’ più vicina a quella immaginata parecchi decenni fa. Nella puntata di oggi andiamo perciò a scoprire quali sono le soluzioni più innovative nel campo della mobilità, analizzando in particolare i progressi compiuti sia in ambito terrestre ma anche in quello spaziale. Nella sezione delle notizie parliamo della presentazione del visore [Apple Vision Pro](https://www.apple.com/apple-vision-pro/) che aprirà allo spatial computing, di una iniziativa di [TrueScreen](https://www.dentrolatecnologia.it/truescreen.html) per certificare le foto dei danni subiti durante l'alluvione in Emilia Romagna e infine del progetto [Einstein Telescope](https://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio_Einstein) che l’Italia vuole portare in Sardegna. - Stagione: 5 - Episodio: 23 - Data di pubblicazione: 2023-06-10 06:45:00 - Durata: 15:28 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e23](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e23) - Episodi correlati: s4e25, s5e4 - Tag: fantascienza,mobilità,starship,riutilizzo,spacex,artemis,hyperloop,veneto,hypertransfer,leonardo,einsteintelescope,ondegravitazionali,sardegna,universo,vison pro,apple,ar,vr,realtà aumentat,spatial computing,wwdc 2023,visionOS,truescreen,emilia romagna,alluvione,emergenza meteo,valore legale,certificazione ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi faremo un approfondimento su due modalità di trasporto del futuro, Starship e Hyperloop, e vedremo a che punto sono nel loro sviluppo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Apple Vision Pro apre allo spatial computing > Fonte: Apple.com - Timestamp: 00:56 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Computer, Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Apple Vision Pro è stato presentato in anteprima questa settimana alla World Wide Developer Conference 2023 e promette di rivoluzionare il concetto di personal computer. Si tratta di un visore a realtà aumentata che utilizza la realtà come desktop. Dotato di tecnologia all'avanguardia come processori M2 ed R1, display micro-OLED ad alta risoluzione, sensori, microfoni e telecamere, il Vision Pro offrirà un'esperienza visiva futuristica. Il sistema operativo VisionOS elimina le barriere tradizionali, trasformando il desktop computing, quello a cui siamo abituati con i nostri dispositivi, in spatial computing, nello spazio che ci circonda. Le app diventano parte integrante dell'ambiente e circostante senza confini. VisionOS si basa su anni di sviluppo e il visore include al suo interno migliaia di brevetti specifici. Inoltre, il visore supporta la modalità full space, in cui un'app occupa tutto lo spazio e offre la possibilità di ridurre l'immersione nell'ambiente reale. Vision Pro potrebbe aprire nuove opportunità nell'istruzione, nell'intrattenimento, nel settore medico e nella realizzazione di cliniche virtuali. Apple punta ad offrire un'esperienza inclusiva per le persone con disabilità, sfruttando il controllo oculare come metodo di navigazione. Il prezzo? 3499 dollari, in vendita dall'inizio del prossimo anno solo negli Stati Uniti. #### TrueScreen certifica i danni in Emilia Romagna > Fonte: TrueScreen.io - Timestamp: 02:30 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Diritto - Tipologia: Notizia **Davide**: Come ben sappiamo, le recenti alluvioni in Emilia-Romagna hanno causato una quantità enorme di danni a infrastrutture, edifici e alla popolazione, e che ora dovranno essere quantificati per poter accedere ai fondi stanziati per ricostruire i paesi distrutti. E per velocizzare la burocrazia e favorire questi risarcimenti, TrueScreen ha messo a disposizione il suo servizio gratuito alle popolazioni alluvionate. TrueScreen, che avevamo già intervistato in questo podcast, è un'app che permette di certificare con valore legale foto, video, posizioni geografiche o documenti. Nel caso dei danni in Emilia-Romagna, l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha esortato i propri cittadini proprio ad utilizzare questo servizio. Scattando foto e video dei danni, infatti l'app TrueScreen produrrà un rapporto tecnico contenente foto, video e metadata, come la geolocalizzazione, e certificato con una marca temporale e un sigillo digitale. In questo modo sarà possibile presentare informazioni autentiche, affidabili e non contestabili, sui danni provocati dall'alluvione, e riuscire ad accedere più facilmente ai risarcimenti dovuti. #### Lo studio delle onde gravitazionali in Sardegna > Fonte: LaStampa.it - Timestamp: 03:41 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Da quando sono state individuate nel 2015, le onde gravitazionali sono diventate una delle più grandi sfide, ma anche opportunità, per lo studio del nostro universo e delle sue origini. Con l'antenna rilevatrice di Cascina, in provincia di Pisa, l'Italia ha ricoperto un ruolo chiave nella scoperta di questo misterioso fenomeno. Da allora il nostro Paese continua a promuovere la ricerca e la realizzazione di infrastrutture per arrivare a comprendere meglio la natura delle onde gravitazionali. Per queste ragioni il governo ha proposto la Regione Sardegna come possibile candidato per la costruzione prevista nel 2025 dell'Einstein Telescope, un nuovo rilevatore che avrà proprio il compito di compiere un ulteriore passo nel comprendere il fenomeno delle onde gravitazionali e di tutti gli aspetti che ne derivano. Gli scienziati dell'Istituto di Fisica Nucleare hanno infine spiegato che l'Einstein Telescope ricoprirà un ruolo chiave nell'affrontare sfide scientifiche mai affrontate prima d'ora, provocare così lo sviluppo tecnologico di vari settori economici e sociali. Da quasi un secolo a questa parte, il cinema di fantascienza continua a catapultarci in storie che immaginano scenari futuri ricchi di avanzate tecnologie, come autovolanti che consentono di andare da un punto A a un punto B solcando i cieli delle città, o giganteschi astronavi con le quali si è in grado di #### Starship e Hyperloop, dalla fantascienza alla realtà > - Timestamp: 05:02 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio, Trasporti - Tipologia: Topic **Davide**: viaggiare tra mondi e galassie con la stessa facilità con cui oggi potremmo andare da una regione italiana all'altra. Film di fantascienza come Guerre Stellari, Blade Runner o persino film degli anni venti, come Metropolis, rappresentano certamente realtà lontane e probabilmente inarrivabili da un punto di vista della concretizzazione nel nostro mondo. Ma allo stesso tempo non si può negare che il cinema ha anticipato trend e scenari che oggi diamo per scontati o che stanno emergendo proprio in questo periodo, come i recenti sviluppi nel campo dell'intelligenza artificiale. Il cinema dunque, soprattutto quello che si ispira ai presupposti scientifici, influenza spesso la nostra percezione su temi cruciali, come ad esempio la mobilità, la quale al giorno d'oggi è fondamentale che abbracci soluzioni innovative ed efficienti per via della crescente urbanizzazione e delle nuove politiche ambientali. Pellicole come quelle citate poco fa ci hanno presentato una visione affascinante di città futuristiche ricche di mezzi volanti e riti di trasporto ad alta velocità. Tuttavia, anche se questi scenari sembrano ancora distanti, le tecnologie con cui oggi realizziamo i diversi processi di elettrificazione, lo sviluppo dei sistemi di guida autonoma o la realizzazione di veicoli spaziali riutilizzabili stanno facendo ulteriori passi da gigante nel rendere la mobilità un po più vicina a quella immaginata parecchi decenni fa. Nella puntata di oggi andremo perciò a scoprire quali sono le soluzioni più innovative nel campo della mobilità. Analizzando in particolare i progressi compiuti sia in ambito terrestre, ma anche in quello spaziale. Partiamo da quest'ultimo: il 20 aprile 2023 è stato un giorno storico per il settore spaziale, perché esattamente alle 15.34 a Boca Chica, in Texas, è decollato con successo il più grande e potente veicolo spaziale mai costruito dall'uomo, il sistema di lancio Starship, nella sua versione completa. Come avevamo riportato nella relativa notizia il sabato successivo, nonostante il decollo soddisfacente, a circa 30 km di quota i due stadi del sistema di lancio hanno perso improvvisamente stabilità, e a 2 minuti e 50 secondi dalla partenza, SpaceX ha attivato il sistema di autodistruzione per evitare potenziali pericoli causati da un rientro incontrollato. Da quel giorno, tramite l'account Twitter di Elon Musk, ci sono arrivate ulteriori informazioni in riguardo all'esito del lancio, soprattutto sui problemi riscontrati nei motori Raptor del primo stadio Super Heavy, in particolare il CEO di SpaceX ha affermato che nonostante la perdita iniziale di tre motori, il razzo è riuscito comunque a decollare fino a quando, a 85 secondi dal lancio, il centro di comando ha perso le comunicazioni con altri due motori, e di conseguenza anche la direzionalità del veicolo. In quell'esatto momento, SpaceX non ha tentato la separazione dei due stadi secondo quanto definito dal programma, bensì ha avviato immediatamente il Flight Termination System, che ha impiegato circa 40 secondi per portare il complesso di volo all'autodistruzione. Per quanto riguarda le strutture di terra, SpaceX non aveva previsto un grado di distruzione simile, soprattutto per quanto riguarda il cemento armato sotto la base di lancio, che è stata completamente spazzata via dalla potenza dei 30 Raptor di Starship. Per queste ragioni, la base di cemento sotto il pad dovrà essere completamente ricostruita, e per evitare che si possano verificare danni simili in un prossimo lancio, verrà applicato un sistema supplementare costituito da alcune lastre di acciaio raffreddata d'acqua nella fase di lancio. Infine, in merito ad una possibile data di secondo tentativo per realizzare un volo suborbitale, non sappiamo ancora quando potrebbe essere, ma a causa dei notevoli danni causati alla base di lancio e alle diverse problematiche riscontrate, dovrebbe volerci ancora qualche mese. Ma perché Starship è un progetto così cruciale per il prossimo futuro? Il motivo risiede nel fatto che il complesso di lancio alto 120 metri promette di rivoluzionare il volo spaziale negli anni a venire. Si tratta infatti del primo razzo completamente riutilizzabile, dove sia il primo stadio Super Heavy, che la nave madre, potranno decollare e atterrare più di una volta, in modo da poter essere utilizzati nuovamente, abbattendo così i costi di lancio e i tempi di preparazione. Inoltre, Starship è anche il primo razzo privato e riutilizzabile in grado di trasportare carichi fino a 150 tonnellate oltre l'orbita terrestre bassa. E questo significa che, una volta operativo, potrà lanciare carichi pesanti verso la Luna e forse un giorno anche su Marte. Dunque, non è un caso che a fine 2022 la NASA abbia ufficialmente scelto proprio il veicolo di lancio di SpaceX per la fase di atterraggio sulla Luna a partire dalla missione Artemis III, dove è previsto il primo sbarco sulla Luna dell'uomo e della donna nel XXI secolo. Secondo gli ambiziosi programmi di SpaceX, quando Starship avrà concluso la fase sperimentale e saranno risolti i problemi strutturali della rampa di lancio, il nuovo sistema permetterà la navicella di rientrare e decollare nuovamente appena 6 ore dopo, con un costo pari ad un sesto rispetto agli attuali Falcon 9, ma con una capacità di carico circa 4 volte superiore. Inoltre, con il lancio di una Starship 3 volte a settimana, si prevede che SpaceX sarà in grado di portare in orbita in un anno un carico pari a quello che l'uomo ha spedito nello spazio in tutta la sua storia. E con un razzo lanciato 3 volte al giorno per un anno intero, le tonnellate potrebbero diventare più di 100.000. Nonostante sia risaputo che Elon Musk spesso tenda a presentare scenari fin troppo ottimistici, è evidente che in questo caso siamo comunque di fronte ad una vera e propria rivoluzione del concetto di lancio spaziale, che giorno dopo giorno diventa sempre più simile ad un volo aereo, invece che al lancio di un veicolo non riutilizzabile e dai costi da decine di milioni di dollari. Guardando invece alle soluzioni di trasporto via terra, molto interessante e promettente è il sistema di trasporto ad alta velocità ideato sempre da Elon Musk, chiamato Hyperloop. Per dare una definizione, si tratta di un sistema di mobilità che utilizza capsule o "pod" pressurizzati che viaggiano all'interno di tubi sotto vuoto quasi del tutto privi di attrito, consentendo velocità estremamente elevate. Quest'ultima caratteristica è resa possibile sia dalla mancanza di resistenza all'interno del tunnel, ma anche dal particolare sistema di propulsione, che potrà essere a levitazione magnetica o ad aria compressa. Dunque, il vantaggio peculiare di un sistema Hyperloop è proprio la sua velocità potenziale. Si stima infatti che possa raggiungere velocità superiori a 1000 chilometri orari, superando di gran lunga tutti i mezzi di trasporto attualmente disponibili, persino gli aerei di linea. Per i viaggi a lunga distanza, Hyperloop diventerebbe così un'opzione estremamente attraente per ridurre notevolmente i tempi di percorrenza tra una città e l'altra, ma soprattutto tra continenti diversi. Ad ogni modo, nonostante le sue potenzialità, Hyperloop è un progetto ancora in fase di sviluppo, che richiederà diversi anni prima di diventare disponibile al grande pubblico. Anche perché, tra le diverse aziende che intendono realizzarlo, solamente alcune hanno effettivamente tentato e concluso delle sperimentazioni su piste di prova. Nel 2020, ad esempio, l'azienda Virgin Hyperloop ha portato a termine con successo il primo test con passeggeri, riuscendo a raggiungere i 172 km orari su un tratto di appena 500 metri, mentre più recentemente, per la precisione questo gennaio, la Cina ha condotto tre brevi tragitti da 210 metri, ciascuno a una velocità massima di 50 km all'ora. Ma tra i colossi mondiali che puntano a sviluppare questa tecnologia, anche l'Italia sta cercando di ritagliarsi il suo spazio nel settore della logistica e del trasporto passeggeri attraverso i treni Hyperloop. In particolare, a compiere i primi passi concreti è stata la Regione Veneto, che recentemente ha annunciato il progetto Hyper Transfer, supervisionato da un consorzio costituito tra le aziende Webuild e Leonardo. In una nota della Regione viene spiegato che il progetto getterà le basi in vista delle successive fasi di sperimentazione, che prenderà in analisi un primo tratto sperimentale tra Padova Est e il porto di Venezia, dove verrà studiata la fattibilità per il movimento di merci a grande velocità, riducendo notevolmente le emissioni inquinanti e il traffico sulle strade. Per concludere, ci siamo resi conto che il futuro della mobilità offre una prospettiva rivoluzionaria sia in ambito spaziale, con l'impiego di veicoli riutilizzabili e meno costosi, ma anche in ambito terrestre, grazie alla sperimentazione di nuove soluzioni come i treni a levitazione magnetica. Tra i modi in cui ci sposteremo da un continente all'altro, o dalla terra e la luna e oltre, Starship e Hyperloop sono alcuni dei tanti progetti che potrebbero cambiare la nostra concezione di mobilità. Una mobilità che, negli anni a venire, attraverso ricerca ed investimenti, dovrà diventare un motore di progresso e di connessione tra le persone per consentire alla nostra civiltà di compiere passi da gigante verso l'esplorazione del cosmo e di costruire un pianeta più connesso e accessibile. #### Conclusione - Timestamp: 14:36 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e24 ## La tecnologia può abbattere le barriere fisiche e digitali? > La [tecnologia informatica](https://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/tecnologia-informatica/) ci fornisce dei super poteri intellettivi e sensoriali con la possibilità di fare, conoscere, vedere e sentire cose che altrimenti non potremmo. Se però per alcune persone la tecnologia in fine dei conti è solo un arricchimento dell’esperienza di vita quotidiana, per altre, con [disabilità](https://www.camera.it/temiap/2015/06/15/OCD177-1390.pdf), non solo è fondamentale per vivere, ma permette loro di ottenere una maggiore autonomia e indipendenza. Per capire quindi come la tecnologia sta cambiando la vita quotidiana delle persone portatrici di disabilità, abbiamo invitato [Clara Lunardelli](https://www.dentrolatecnologia.it/clara.lunardelli.html), membro della [Cooperativa HandiCREA](https://www.handicrea.it). Nella sezione delle notizie parliamo delle regole europee per la [gestione delle batterie](https://www.enelx.com/it/it/storie/2022/03/riciclo-batterie-auto-elettriche) e di [Google Bard](https://bard.google.com/?hl=en), l’[intelligenza artificiale generativa](https://it.wikipedia.org/wiki/Intelligenza_artificiale_generativa) di Google, che tarda ad arrivare in Europa. - Stagione: 5 - Episodio: 24 - Data di pubblicazione: 2023-06-17 06:45:00 - Durata: 30:41 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e24](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e24) - Episodi correlati: s3e48 - Tag: ue,batterie,accumulatori,circolarità,normative,google bard,ia,google,ue,commissione irlandese per la protezione dei dati,privacy,sicurezza,chatgpt,disabilità,accessibilità,carrozzina,barriere arichettoniche,barriere digitali,barriere fisiche,disabilità visiva,disabilità motoria,disabilità intellettiva,apple,google,sviluppatori,limiti ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Clara**: Quello che io so per esperienza è che la tecnologia da sola non può compiere l'inclusione delle persone con disabilità, ci vuole che anche la realtà, l'ambiente fisico in cui le persone si muovono, venga incontro, faccia la sua parte, perché allora in questo modo io avrò una tecnologia più facilitante e più potente. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proveremo a capire che rapporto c'è tra la disabilità e la tecnologia, andando ad analizzare come quest'ultima possa aiutare a superare le varie digitali e fisiche. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Le regole europee per la gestione delle batterie > Fonte: HDMotori.it - Timestamp: 01:21 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Batterie - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli scorsi giorni il Parlamento europeo ha approvato le nuove misure proposte dal Consiglio europeo a dicembre 2022, che prevedono una revisione delle normative sull'utilizzo delle batterie e di tutti i refiuti che ne derivano. L'obiettivo dell'Unione è quello di rendere le batterie e gli accumulatori più sostenibili e circolari, intervenendo su tutti gli aspetti del ciclo di vita completo. Alcune di queste prevedono ad esempio l'applicazione di un'etichetta che indichi l'impronta di carbonio alle batterie dei mezzi di trasporto e strumentazione industriale. A queste ultime si dovrà anche affiancare un passaporto digitale che riporti tutte le informazioni fondamentali tra cui le specifiche tecniche e di produzione. La nuova normativa prevede anche una nuova progettazione per le batterie e per elettrodomestici per consentire ai consumatori di rimuoverle e sostituirle più facilmente. E a tutto ciò si aggiungeranno nuovi obiettivi in materia di raccolta dei rifiuti, livelli minimi di materiali recuperati e contenuto riciclato da scarti di produzione e di consumo, obiettivi che dovranno essere massimizzati da qui al 2031. #### Google Bard tarda ad arrivare in UE > Fonte: Wired.it - Timestamp: 02:28 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: Al Google IO di quest'anno è stata rilasciata ufficialmente Google BARD, l'intelligenza artificiale generativa di Google, che si propone come alternativa a ChatGPT e Bing. Tuttavia, inizialmente BARD è stato reso disponibile solamente in 180 paesi, tra cui Stati Uniti e Regno Unito, ed escludendo totalmente i paesi membri dell'Unione Europea. Come ben sappiamo infatti pochi mesi fa, ChatGPT in Italia è stato bloccato per circa un mese da garante della privacy, perché non rispettava le norme del GDPR e non presentava un'informativa chiara di come venivano trattati i dati degli utenti. E temendo un blocco come quello di ChatGPT, Google, che avrebbe dovuto rilasciare BARD nell'Unione Europea proprio questa settimana, ha deciso di posticipare il lancio, in seguito ad alcune preoccupazioni sollevate dalla Commissione Irlandese per la protezione dei dati. A detta della Commissione, infatti, Google non ha fornito informazioni sufficienti su come prevede di proteggere la privacy dei cittadini, come intende gestire il problema della disinformazione e come intende proteggere la sicurezza dei minori. Prima del lancio ufficiale, che si spera arriverà breve, quindi, Google dovrà collaborare con gli enti regolatori della privacy, ascoltando e rispondendo alle loro domande e preoccupazioni. Nel frattempo anche l'Unione Europea dovrà iniziare un percorso per regolamentare al più presto l'uso dell'intelligenza artificiale, che sta sempre più spopolando. #### La tecnologia può abbattere le barriere fisiche e digitali? > - Timestamp: 04:05 - Autori: Clara Lunardelli, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Lo diciamo spessissimo, la tecnologia informatica negli ultimi decenni ha cambiato le nostre vite in modo radicale e oggi ci permette di fare cose impensabili fino a poco tempo fa. Per certi versi la tecnologia ci fornisce dei superpoteri, intellettivi e sensoriali, con la possibilità di fare, conoscere, vedere e sentire cose che altrimenti non potremmo. Se però per alcune persone la tecnologia in fin dei conti è solo un arricchimento dell'esperienza di vita quotidiana, per altre con disabilità, la tecnologia non è solo fondamentale per vivere, ma permette loro di ottenere una maggiore autonomia e indipendenza. Per capire quindi come la tecnologia sta cambiando la vita quotidiana delle persone portatrici di disabilità, siamo in compagnia di Clara Lunardelli, membro della cooperativa Handicrea. Benvenuta Clara. **Clara**: Grazie, grazie a voi per l'invito. **Davide**: Raccontaci perché abbiamo deciso di invitarti oggi e come è cambiata la vita di una persona con disabilità negli ultimi decenni, grazie come dicevo all'avvento delle nuove tecnologie? **Clara**: Io sono socio di una cooperativa che si chiama Handicrea che è a sede in Trento che si occupa da oltre 25 anni di dare informazioni nel campo della disabilità, della mappatura di ambienti, della loro accessibilità e dato proprio che la cooperativa arriva da una lunghissima storia, ha avuto anche modo di vedere una grande trasformazione di strumenti e anche di metodi coi quali interagire di fronte alla disabilità. Io mi ricordo che i primi anni avevamo dei cartacei con disegnati gli ausili, una banca data immensa di montagne di carta infinita dove dovevi andare a spulciare il piccolo dato, oggi è tutto digitale, è tutto immediato ed è tutto in costante evoluzione. Io in particolare mi occupo di progettazione accessibile e di informazione riguardo alla valutazione dei sbarrieramenti e anche di ausili ma in modo un po più distaccato adesso onestamente. Le nuove tecnologie, io dico subito che parteggio, sono a favore di ogni tipo di sviluppo e frontiere che le tecnologie andranno a conquistare perché questo è un argomento assai anche controverso, dibattuto specie in questi ultimi tempi con l'intelligenza artificiale e i vari allarmi lanciati. Per quanto riguarda le persone con disabilità è innegabile che le nuove tecnologie specie, quelle che si esplicano attraverso i software e l'informatica, hanno portato enormi vantaggi alle persone con disabilità, enormi sia la disabilità fisica sia la disabilità sensoriale, un po più difficile la disabilità cognitiva chiaramente che ha bisogno ancora di una forte presenza umana diciamo. **Davide**: Ok, dopo aver fatto questo quadro generale entriamo un po più nello specifico e concentriamoci su diverse tipologie di disabilità. Partiamo con la disabilità fisica e quindi in che modo la tecnologia, la robotica in questo caso può aiutare le persone con disabilità fisica a interagire con il mondo in modo più autonomo e indipendente? **Clara**: Ma guarda, allora se vogliamo partire dalla robotica io ho presente quanto essa sia importante per esempio nel campo delle protesi, faccio un esempio, un amputato, sappiamo benissimo quante persone, anche giovani, subiscono incidenti in cui perdono la funzionalità degli arti. Oggi una protesi è in grado non dico di sostituire pienamente chiaramente un arto naturale, però è in grado di sviluppare azioni sempre più sofisticate e semplici, questo grazie a due apporti, il software e l'informatica indubbiamente che viene applicata ai materiali, io non dimentico mai che un grande apporto viene dalla disciplina aerospaziale e militare che investe tantissimo nella ricerca dei materiali, parliamo di leggerezza, di prestazione, di resistenza, di materiali che contribuiscono a rendere sempre più vicino all'essere umano la possibilità di utilizzare determinati ausili, faccio anche l'esempio semplice delle sedie a rotelle per dirti, lo dicevo a degli amici, io sono partito con le sedie a rotelle che pesava 21 kg, ora ne utilizzo una che pesa 9, ci sono sedie a rotelle che pesano 4 kg, ma da dove vengono questi passi, da dove arrivano? Poi oggi abbiamo tutti uno strumento che è come dire un nostro prolungamento che è lo smartphone, che è una fonte inesauribile di possibilità di scaricare applicazioni che ci aiutano a interagire con il mondo, sia nello spazio, sia come comunicazione intellettiva, nei movimenti. Dopo vorrei anche dire qualcosa su aspetti controversi rispetto a queste metodologie, queste applicazioni, è importante anche capire quanto affini sono all'intenzionalità umana. Esprimo un pensiero e vorrei che l'applicazione fosse in grado di venirmi incontro rispetto a questo e non di ostacolarmi. **Davide**: Prima di registrare questa chiacchierata abbiamo un po parlato di un tema che si lega a quello di cui appena ha parlato, cioè la robotica. La robotica, da un punto di vista poi pratico, nel caso appunto, come dicevi, delle disabilità fisiche, che ruolo può avere? E poi un'altra domanda che volevo farti è legata ai robot con sembianze, somiglianze fisiche umane, di cui abbiamo anche parlato in alcune nostre puntate. Questi robot potrebbero avere un ruolo per rendere le persone portatrici di disabilità, come stiamo dicendo, fisiche, più autonome e indipendenti? **Clara**: Guarda, per me è estremamente affascinante questo aspetto. Per alcune persone invece è inquietante. Adesso qui bisogna capire come una persona si approccia alla propria esistenza. Non tutte le persone sono uguali, non tutte accettano una "intrusione" tra virgolette, nel proprio mondo. Però da persona con disabilità, che ha dei deficit di movimento, che deve necessariamente rivolgersi a qualcun altro diverso da sé, per poter agire nel mondo, ma anche per semplicemente vivere nel suo ambiente quotidiano, è importantissimo avere a disposizione questi strumenti. Io non temo la robotica, ti dirò che è la prima volta che ho visto una macchina robotica in un centro di rieducazione funzionale per sono spavento, perché ho visto questo esoscheletro complicatissimo che rieducava il corpo alla sua funzionalità, lo accompagnava, lo supportava e mi faceva impressione, parlo di vent'anni fa, mi faceva impressione. Poi ho visto anche la possibilità di una semplificazione di queste macchine fino ad arrivare dei robot molto vicini all'umano, che credo io possano assolutamente avere un ruolo di rilievo. Qui è sempre comunque possibile scegliere, no? La tecnologia ci mette a disposizione degli strumenti e noi possiamo scegliere di utilizzarli oppure no. Io li utilizzerei, perché questo mi rende, mi dà la possibilità di rapportarmi alle altre persone in modo paritario, che non vuol dire perdere il rapporto umano, assolutamente, però è un enorme supporto, indubbiamente. **Davide**: Passiamo ad un altro tipo di disabilità, quella visiva e quindi raccontaci quali sono i principali strumenti tecnologici utilizzati da le persone con disabilità visiva per accedere a contenuti digitali ma anche ovviamente ad ambienti fisici. **Clara**: Qui devo essere onesta, io ho meno esperienza chiaramente avendo una disabilità motoria. Diciamo che partiamo da molto lontano, partiamo per esempio da una ascensore. Un ascensore può dirmi o non dirmi, può segnalarmi o non segnalarmi attraverso un avviso vocale o un suono dove mi trovo. Io mi accorgo girando per il mondo, per gli ambienti e anche per gli enti pubblici che questo è attualmente usato pochissimo, lo prevedono le leggi però è usato pochissimo. Questo per dirti che siamo partiti dai semafori con l'avviso acustico eccetera. Questa è la realtà. Poi c'è tutto il mondo dell'informatica che offre un'infinità di applicazioni, la sintesi vocale, la lettura vocale dei testi, la traduzione vocale, la possibilità delle applicazioni sugli smartphone di dirmi e di leggere l'ambiente nel quale io mi trovo, di dirmi a quali oggetti io sono davanti, di descrivermeli in modo che io possa scegliere l'uno oppure l'altro. Sono tutte applicazioni che arrivano da vari paesi del mondo, non esiste… quello che voglio dire è che le nuove tecnologie dal punto di vista digitale corrono in un modo che quasi noi non riusciamo nemmeno a sfruttare poi questi strumenti. Tanto corrono. Io credo che specialmente per la disabilità sensoriale e visiva in particolar modo, il mondo dei software abbia fatto enormi passi avanti, ma anche per le persone che hanno una certa età e che riescono a vedere meno non solo perché è non vedente da sempre eccetera eccetera. Quello che fa una fatica immensa è la realtà, la realtà fa veramente fatica a rispondere alle esigenze delle disabilità sensoriali. **Davide**: Quindi tu crede che da un punto di vista digitale, dell'inclusione digitale, vediamo grandissime aziende che producono software, Apple, Google, che hanno una sensibilità molto forte anche nei confronti delle persone con disabilità e che mettono a disposizione servizi, software, strumenti che aiutano a superare eventuali limiti, però non c'è altrettanta sensibilità nel mondo reale. **Clara**: Allora, è nel DNA della tecnologia non avere, come dire, confini. Nel suo DNA c'è scritto tu progredisci infinitamente, è così. E è nel desiderio umano anche di conquistare sempre, andare sempre più avanti, migliorare sempre. Questo è indubbio. Quello che io so per esperienza è che la tecnologia da sola non può compiere l'inclusione delle persone con disabilità. Ci vuole anche che anche la realtà, l'ambiente fisico in cui le persone si muovono, venga incontro, faccia la sua parte. Perché allora in questo modo io avrò una tecnologia più facilitante e più potente alla fine. Per esempio, l'applicazione che adesso non ricordo come si chiama, ma che per le persone con disabilità motoria mi indica attraverso il GPS, segue la mia posizione, individua la mia posizione, attraverso l'open street non mi ricordo come si chiama, mi indica il percorso meno barrierato, fantastica, fantastica. Però perché devo avere un'applicazione che mi indica il percorso meno barrierato? I percorsi devono essere senza barriere perché le leggi italiane lo provvedono da decenni e decenni e decenni. Questo voglio dire. Si possono utilizzare altre applicazioni, per esempio noi in cooperativa tramutiamo tutti i dati, la lettura fisica delle nostre mappature, la mettiamo online e una persona può pre-vedere, cioè avere prima, acquisire prima, anticipatamente tutte le informazioni per potersi muovere con maggiore facilità nell'ambiente in cui intende dirigersi. Questo è un aspetto molto importante. **Davide**: E quindi in che modo la tecnologia può contribuire a sensibilizzare la società su problemi delle persone con disabilità e promuovere una cultura dell'inclusione, come abbiamo detto, non tanto digitale che abbiamo capito già esiste, ma del mondo reale? **Clara**: Guarda, io ho il sospetto che in realtà la tecnologia, lo sviluppo così iperbolico della tecnologia rubi spazio alla trasformazione del reale e anche risorse, per carità, le risorse non sono abbastanza, non voglio dire che devono andare in un verso o nell'altro, però anche le politiche economiche e sociali puntano molto sulla digitalizzazione della realtà e trascurando un pochino la realtà, come ti dicevo, arranca, però la tecnologia - facciamo un esempio stupido, ma che è molto esemplificativo appunto - se io mi trovo in una città e vedo passare una persona non vedente con lo smartphone che la orienta, oppure se io mi vedo passare una persona in carrozzina con un ausilio per la spinta o con una carrozzina estremamente prestazionale, cosa leggo io della realtà, di quella situazione? Io leggo che esistono strumenti che consentono alle persone che hanno difficoltà di interagire col mondo in modo sempre più, come dire, armonico, sempre più anche da protagonisti. In questo senso la tecnologia è uno specchio che può restituire alla realtà l'importanza che tutte le persone di una comunità siano interagenti e protagonisti, che siano parte, ecco perché l'inclusione. La tecnologia può fare moltissimo rispetto a questo e consentendo alle persone fisicamente di partecipare come protagonisti e soggetti del vivere quotidiano e del vivere collettivo, ma allo stesso tempo, ripeto, può anche, come dire, fare equivocare a chi ha in mano la gestione delle politiche sociali nel campo della disabilità, fare equivocare il discorso dell'integrazione. Dice io ho investito nel campo dei software e mi dimentico che comunque una barriera io la devo rimuovere fisicamente, devo intervenire in questo senso. **Davide**: Sì, quindi tornando all'esempio che facevi prima, si sviluppa l'app che ti permette di fare il percorso senza incontrare barriere architettoniche, quando però di base le barriere non dovrebbero esserci. Quindi viene un po meno l'urgenza di legiferare o anzi, in realtà, come dicevi, ci sono già le norme che stabiliscono delle regole in tema di accessibilità e che però appunto non vengono oggi applicate, con il risultato che l'inclusione nella realtà è un problema, diciamo così, che viene un po trascurato. **Clara**: Certo, c'è bisogno di vigilare sull'aspetto della realtà, di essere molto presenti e puntuali. Ripeto, noi stessi in cooperativa abbiamo osservato, interagendo con gli enti pubblici, dai più piccoli ai più grandi, che questo "pericolo" tra virgolette, o questo orientamento nuovo delle politiche, va in quel senso lì. D'altronde quel senso lì è estremamente potente, però io per fare il percorso senza barriere devo fare due chilometri, quando senza barriere potrei farne mezzo, hai capito che l'applicazione è preziosa, è d'oro, ma non mi ha aiutato, capisci cosa voglio dire? **Davide**: Certo, certo. All'inizio accennavi al tema delle disabilità cognitive, perché credi che da questo punto di vista la tecnologia oggi non riesca a portare dei vantaggi e dei benefici? **Clara**: Ma intanto io ho collaborato anche con diversi istituti scolastici e allora la disabilità cognitiva è un aspetto estremamente delicato. Ogni individuo ha delle potenzialità e penso che la tecnologia possa fare moltissimo per esempio nei casi post-traumatici dove l'aspetto cerebrale subisce dei danni, ma quando noi siamo in presenza di un ritardo cognitivo dobbiamo innanzitutto attivare, non so come dire, accendere come avessimo una spia, accendere la mente al mondo esterno e interagire a piccoli passi attraverso una comunicazione più umana che tecnologica. C'è la tecnologia perché attraverso software sul gioco, sulla comprensione degli esercizi, io conosco delle persone che avevano difficoltà ad articolare la parola che attraverso determinati esercizi sempre, con un piccolo tablet, a me che servisse chiaramente con a monte molti studi, sono riuscite a come dire ad allenare la propria mente, ad allenare la propria mente a una maggiore capacità di leggere anche il mondo esterno e di rapportarsi con le persone, però con la disabilità cognitiva ci vuole forse ancora un ponte umano più importante che nelle altre disabilità, io questa è un'opinione personale però. **Davide**: Forse anche perché le disabilità cognitive sono molto diverse l'una dall'altra? **Clara**: Ma certamente, indubbiamente, ma anche le altre disabilità, cioè la disabilità non è un modello unico, ogni persona disabile non può fidarsi a un modello convenzionale di vita che è già pronto e predisposto per le persone, tre virgolette "normodotate". Ciascuna persona con disabilità deve costruire un progetto originale, un proprio personale basandosi sulle sue potenzialità e anche su quelli che sono i suoi desideri, chiaramente. **Davide**: E volendo dare uno sguardo anche al futuro, secondo la tua esperienza, quali sono i passi che la tecnologia e i prodotti tecnologici e anche la realtà, come abbiamo detto, devono fare per essere più accessibili alle persone con disabilità? **Clara**: Io ho avuto esperienza in un paio di casi, sempre con la cooperativa, di lavorare con degli ingegneri informatici. Adesso qui io non voglio mettere zizzania, però la mente che sta a monte della realizzazione delle applicazioni e dei programmi informatici è importantissima. È importantissima la sua intelligenza, la sua lucidità mentale, la sua capacità di comprendere che obiettivi ha e la strada per percorrerli. Ci sono dei casi in cui le applicazioni creano barriere, non solo per le persone che chiaramente non hanno dimestichezza con il linguaggio informatico e digitale, ma anche per chi le ha. Quindi è importantissimo che chi si occupa di ingegneristica in questo campo sia capace di ragionare in modo semplice, cioè un'applicazione deve essere, no semplice, di più, perché è nata per favorire, è nata per essere un linguaggio compreso da tutti. Io devo sempre chiedermi a ogni passaggio che cosa significa. Non parliamo poi di algoritmi perché allora io vado nel pallone completamente e ho avuto modo di toccare con mano quanto l'emissione di un algoritmo basato chiaramente, sudati insomma forse insufficiente, possa dare dei risultati sbilanciati. Adesso magari questo è un discorso un po difficile, però è importante l'intelligenza che crea la tecnologia, l'intelligenza umana che crea la tecnologia. **Davide**: E visto che hai sottolineato la parola umana parlando di l'intelligenza, visto che è un tema caldo, l'intelligenza artificiale potrebbe essere d'aiuto in tema di disabilità? **Clara**: Allora, intelligenza artificiale che cos'è? Intelligenza artificiale è già da noi, è già qui nella nostra casa. Certo magari non stiamo parlando dell'intelligenza che, come dire, è in grado di essere autonoma rispetto alla mia intenzionalità e qui sta il discrimine e la preoccupazione che circola in molti. Io personalmente non ho timore di alcuno, cioè adesso sarà perché io vivo nel bisogno, tra virgolette, cioè vivo in un costante necessità di interagire col mondo sprecando anche tante risorse e quindi tutto ciò che io intravedo come possibile miglioramento, compresa dell'intelligenza artificiale per me… io lo sposo, sono un po fideistica in questa opinione, chiaramente capisco che chi è più critico e più autonomo possa dire beh insomma no, è insito anche il pericolo di una nostra dipendenza per esempio, ma noi siamo già dipendenti dalle nuove tecnologie, lo dobbiamo dire insomma, adesso noi non siamo nemmeno più in grado di costruire oggetti semplici, ci pensa la tecnologia, ci pensa l'intelligenza artificiale che è in grado di costruire ex novo oggetti, testi, opinioni addirittura, cioè voglio dire è un mondo parallelo, ma è da sempre che si sviluppa questo mondo parallelo e non so perché l'umanità abbia imbroccato questa strada, però evidentemente qualcosa la spinge in quella direzione misteriosa. **Davide**: E per chiudere proprio nella pratica, che direzione dovrebbe prendere la tecnologia per migliorare ulteriormente la vita di una persona portatrice di disabilità? **Clara**: La tecnologia sta facendo già tanto, colma la cune immense, il problema qual è? Il problema è la possibilità di allargare l'utilizzo di queste tecnologie, non deve essere piramidale, ma lo sappiamo che la tecnologia nasce per pochi, poi scende, scende, scende finché arriva a una larghissima diffusione. Penso che la tecnologia farà i passi che deve fare e sicuramente cercherà sempre di migliorare le sue prestazioni perché te l'ho detto prima, ce l'ha nel DNA. Noi invece dobbiamo chiederci chi può godere di questa tecnologia, quando e quante persone possono averla a disposizione, in che modo sono io propenso, io che gestisco risorse economiche finanziarie e che decido le politiche, investo su questo, consento a tutti, al maggior numero di persone possibile di utilizzare gli strumenti che la tecnologia oggi ci mette a disposizione, questo sono i passi, le domande fondamentali da porsi. **Davide**: Sì, certamente perché se si parla di implementare nuove tecnologie come nell'ambito della robotica, come dicevamo prima, si sa che i costi all'inizio sono veramente proibitivi e per pochissimi. Va bene, grazie allora Clara per averci parlato anche di questo aspetto legato alla tecnologia. Alla prossima. **Clara**: Grazie a voi, grazie. #### Conclusione - Timestamp: 29:49 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e25 ## Supercomputer o Quantum Computer, chi guiderà il futuro? > Lo sviluppo di supercomputer non si è affatto fermato in seguito all’avvento dei [computer quantistici](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e24) ma anzi, è in continua crescita. Lo scorso novembre, infatti, è stato ufficialmente presentato Leonardo, il quarto supercomputer più potente al mondo, finanziato grazie ai fondi Europei dell’[EuroHPC](https://eurohpc-ju.europa.eu/index_en), che mirano a rendere l’Unione Europa tra i leader mondiali del settore. I computer quantistici, quindi, non sono destinati a rimpiazzare i supercomputer, quanto piuttosto ad affiancarli in compiti ben specifici. In questa puntata cerchiamo proprio di capire cosa sono e come funzionano i supercomputer come [Leonardo](https://www.cineca.it/temi-caldi/Leonardo), in cosa sono diversi dai computer quantistici e perché queste tipologie di [calcolatori](https://it.wikipedia.org/wiki/Calcolatore), insieme, sono e saranno fondamentali per lo sviluppo della ricerca scientifica e di conseguenza dello sviluppo di servizi in tutti i settori della società, sia pubblici che privati. Nella sezione delle notizie parliamo della [PEC](https://it.wikipedia.org/wiki/Posta_elettronica_certificata) che diventerà uno strumento utilissimo per tutti i cittadini, dei primi [nuovi stabilimenti](https://www.intel.it/content/www/it/it/newsroom/resources/eu-news-2022-press-kit.html) di Intel in Germania e infine di Spotify che probabilmente introdurrà la musica in [alta risoluzione](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e31?t=238) ad un costo superiore. - Stagione: 5 - Episodio: 25 - Data di pubblicazione: 2023-06-24 06:45:00 - Durata: 16:30 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e25](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e25) - Episodi correlati: s2e16, s4e24 - Tag: computer quantistici,quantum computing,quantum,supercomputer,leonardo,ibm,intelligenza artificiale,big data,ricerca,ricerca scientifica,intel,europa,germania,chip,chipact,pec,posta elettronica certificata,indice nazionale domicili digitali,pubblica amministrazione,spotify,lossless,servizio,musica,hifi ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo che cos'è un supercomputer, a che cosa serve e che differenze ha rispetto ad un computer quantistico. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. La PEC, o posta elettronica a certificata, è uno strumento utilissimo, tanto che l'Unione Europea ha deciso con qualche aggiustamento di adottare lo standard PEC, ad oggi prerogativa italiana, in tutta l'Eurozona. #### Dal 6 luglio ai cittadini servirà una PEC > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:54 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Avere una PEC ha ormai un costo irrisorio, ma esclusi liberi professionisti, le partite IVA o le associazioni, che la utilizzano per garantire comunicazioni ufficiali firmate e sicure, per il resto sono pressoché inutili. O almeno fino al 6 luglio, quando entrerà in vigore l'indice nazionale dei domicili digitali. Attraverso questo portale, a cui si può accedere tramite SPiD o CIE, i cittadini potranno infatti indicare il proprio domicilio digitale, ossia la PEC, sulla quale riceveranno le comunicazioni della pubblica amministrazione, come molte, raccomandate, certificazioni e tutto ciò che fino ad oggi riceviamo tramite posta cartacea all'indirizzo di residenza. Lo strumento della PEC, quindi, diventerà così utilissimo anche per tutti i cittadini, che potranno ricevere le comunicazioni in modo sicuro, veloce ed efficiente, senza la paura che le raccomandate vengano perse o non arrivino a destinazione. Inoltre, chi non indicherà la propria PEC sul portale dedicato, continuerà a ricevere le classiche raccomandate cartacee per posta, pagando però dei costi aggiuntivi. Ecco quindi che la PEC non solo sarà uno strumento più pratico ed efficiente, ma anche più economico. #### I primi stabilimenti Intel in Germania > Fonte: Intel.it - Timestamp: 02:23 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Materiali - Tipologia: Notizia **Davide**: Mentre in Italia non si sa ancora se e quando verrà realizzato uno stabilimento Intel per la fase di packaging dei processori, la Germania è diventato il primo Paese a trovare un accordo con la multinazionale statunitense per la costruzione di due impianti di semiconduttori nel proprio territorio. Il contratto prevede un investimento da oltre 30 miliardi di euro da parte di Intel e 10 miliardi direttamente dal governo tedesco, con l'obiettivo di realizzare due fabbriche per la produzione di microprocessori nei pressi della città di Magdeburgo. L'annuncio da parte di Intel di accrescere la propria presenza nel continente europeo è strettamente connessa all'adozione del Chips Act, ovvero una serie di misure legislative e finanziarie che puntano a sostenere la produzione di semiconduttori in Unione Europea e ridurre la dipendenza del blocco orientale, garantendo inoltre alla Commissione la possibilità di controllare al meglio le esportazioni. #### Su Spotify l’alta risoluzione sarà a pagamento > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 03:23 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Musica, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Spotify sta pianificando di lanciare un nuovo piano di abbonamento chiamato "Supremium" che potrebbe includere lo streaming audio lossless, e cioè la possibilità di riprodurre i brani ad alta risoluzione in formati audio non compressi. Questa funzione, chiamata Spotify Hi-Fi, è stata annunciata nel 2021 ma non è ancora stata resa disponibile. Il nuovo piano potrebbe essere lanciato entro la fine dell'anno inizialmente in alcuni specifici mercati. Il motivo per cui Spotify potrebbe prevedere il pagamento di un prezzo aggiuntivo per questa funzionalità sta nel fatto che riprodurre musica a qualità superiore occuperebbe più banda per i propri server, andando di fatto a rappresentare per la piattaforma un costo superiore. Il prezzo di Spotify Hi-Fi è stato oggetto di speculazioni, soprattutto dopo che concorrenti come Amazon Music e Apple Music hanno comunque offerto lo streaming lossless senza costi aggiuntivi. In un paio di occasioni su questo podcast abbiamo parlato di computazione quantistica e in particolare di come funzionano ed è il ruolo che hanno e avranno i computer quantistici nella risoluzione di diversi problemi, sia matematici che informatici, portando tra l'altro anche il punto di vista di IBM, azienda che tra le altre #### Supercomputer o Quantum Computer, chi guiderà il futuro? > - Timestamp: 04:43 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Computer, Dati - Tipologia: Topic **Davide**: cose lavora sulla computazione quantistica e possiede il computer quantistico più potente al mondo, in grado di risolvere in pochi secondi problemi computazionali che i più potenti supercomputer risolverebbero in centinaia se non migliaia di anni. Ciò nonostante lo sviluppo di supercomputer tradizionali non si è affatto fermato, ma anzi è in continua crescita. Proprio a novembre 2022, infatti, è stato ufficialmente presentato a Bologna Leonardo, il quarto supercomputer più potente al mondo, finanziato grazie ai fondi europei dell'Euro HPC, Euro High Performance Computing, che mirano a rendere l'Unione Europea tra i leader mondiali del settore. I computer quantistici, quindi, non sono destinati a rimpiazzare i supercomputer, quanto piuttosto ad affiancarli in compiti ben specifici. E in questa puntata cercheremo proprio di capire cosa sono e come funzionano supercomputer come Leonardo, in cosa sono diversi dai computer quantistici e perché queste tipologie di calcolatori, insieme, sono e saranno fondamentali per lo sviluppo della ricerca scientifica e di conseguenza dello sviluppo di servizi in tutti i settori della società, sia pubblici che privati. Prima di iniziare, quindi, facciamo un breve riassunto di cosa sono e come funzionano i computer quantistici. Tema che, come dicevamo, abbiamo approfondito con IBM nella puntata "IBM: porre le basi per i computer quantistici" . A differenza dei computer tradizionali che ragionano in bit, ossia l'unità di base dell'informazione che può assumere valore di 0 o 1, i computer quantistici lavorano con i qubit, ossia quantum bit. Il valore dei qubit è dato dallo stato di particelle subatomiche, come gli elettroni, che grazie alla meccanica quantistica possono assumere valori che sono combinazioni contemporanee di 0 e 1. Questo apre la strada a una rivoluzione nel calcolo parallelo, in quanto si possono calcolare contemporaneamente milioni di combinazioni diverse di uno stesso processo, trovando in pochi secondi soluzioni a problemi che normalmente richiederebbero anni di calcoli. E questo limite del calcolo tradizionale è sfruttato ad esempio nel campo della crittografia, dove le chiavi crittografiche, con un quantum computer abbastanza potente, verrebbero violati in qualche secondo, contro le migliaia di anni che impiegherebbe un supercomputer, che sarebbe costretto a provare, poche alla volta, tutte le possibili combinazioni. Per fare un esempio pratico, da una parte avremo una chiave che riesce ad assumere tutte le forme possibili contemporaneamente nel momento in cui cerchiamo di aprire una serratura, dall'altra dovremmo provare a utilizzare una chiave diversa per volta. I supercomputer dunque sono banalmente dei computer tradizionali, ma molto più grandi e performanti. Riportando l'esempio del supercomputer Leonardo, l'intera infrastruttura occupa una superficie di ben 1500 metri quadrati, tanto quanto una casa di grandi dimensioni. Per quanto riguarda l'architettura vera e propria, invece, i computer tradizionali e i supercomputer sono abbastanza diversi, nonostante si possono comunque notare alcune similitudini. Entrambi infatti hanno un'architettura composta da memoria interna, memoria RAM, cache, scheda grafica e CPU. Mentre sul normale computer però c'è solamente una CPU e una GPU, su un supercomputer sono installati numerosi processori e schede video, che eseguono diversi compiti contemporaneamente. E quest'ultima è proprio una parola chiave su cui torneremo a breve. Va notato comunque che CPU e GPU sono sì ottimizzate per la tipologia di architettura in questione, ma sono delle comuni CPU e GPU che possiamo trovare anche nei nostri computer. Sempre tornando all'esempio di Leonardo, questo dispone di 3500 CPU Intel Xeon e 14000 GPU Nvidia, oltre a 3000 TB di memoria RAM e 150.000 TB di memoria interna. Un'altra cosa che possiamo notare è l'enorme sbilanciamento nella quantità di processori video a discapito della CPU. Nel caso di Leonardo, 14.000 contro 3.500. Questo principalmente per il modo in cui vengono impiegati i supercomputer, che richiedono di effettuare calcoli complessi solitamente in campo vettoriale, o di elaborare immagini dove appunto proprio le schede video sono specializzate. Ma quindi come funziona di fatto un supercomputer? Dicevamo poco fa che la parola chiave è la contemporaneità dei processi. Le diverse CPU e GPU infatti si possono paragonare a singoli computer con una memoria condivisa. È compito del sistema operativo poi distribuire i carichi di lavoro sui processori, per poter eseguire in parallelo diversi calcoli e unire poi i risultati. Anche in questo caso un comportamento simile avviene già nei computer moderni, con i cosiddetti processori multi-core, ossia processori con dentro più unità che eseguono compiti in modo parallelo. Tra l'altro, avendo un bilanciamento del carico di lavoro sui vari processori, permette non solo di eseguire i task molto più velocemente di un computer a cui siamo abituati, ma permette anche all'interno del supercomputer di essere modulare e quindi espandibile con ulteriori processori o ulteriore memoria, o addirittura essere connesso ad altri supercomputer per creare dei raggruppamenti ancora più potenti e veloci. La vera sfida sta dunque nel software, che deve essere in grado di gestire e orchestrare alla perfezione i vari processi. Di fatto anche in casa con i software giusti sarebbe possibile creare un piccolo supercomputer, facendo lavorare in sinergia diversi PC che abbiamo a disposizione. Ma quanto sono veloci i supercomputer? Nel caso dei computer tradizionali, infatti, un'indicazione che possiamo avere solitamente è data dal modello e dalla frequenza della CPU. Quando sentiamo parlare ad esempio di processori quad-core a 2,5 GHz, significa che la CPU ha 4 core, che possiamo pensare come processori più piccoli che eseguono 2,5 miliardi di cicli che solitamente corrispondono ad operazioni aritmetiche base ogni secondo. Come abbiamo visto invece, la potenza di un computer quantistico è determinata dalla quantità di qubit di cui è composto. Per i supercomputer invece la misura ufficiale sono i FLOPs, acronimo che sta per Floating Point Operations Per Second, ossia Operazioni in Virgola Mobile al Secondo. Le operazioni in virgola mobile non sono altro che operazioni matematiche fatte su numeri reali e decimali, che nell'ambito informatico sono rappresentati in una nozione specifica chiamata proprio virgola mobile. Nel 1961, ad esempio, il supercomputer DBM 7030 Stretch è riuscito a superare la soglia del Mega FLOPs, ossia un milione di operazioni matematiche al secondo. Come metro di paragone, e per capire anche l'enorme progresso della tecnologia informatica negli ultimi decenni, possiamo pensare che una CPU moderna da 2,5 GHz, come quella usata nell'esempio di poco fa, è associata a circa 10 Giga FLOPs, quindi diecimila volte tanto quel supercomputer del 1961. Per quanto riguarda Leonardo, invece, questo riesce ad arrivare anche a 250 Peta FLOPs, ossia un milione di miliardi di FLOPs, e circa centomila volte più potente di un normale computer. Ma veniamo ora alla domanda cruciale: per cosa vengono utilizzati i supercomputer? L'uso che se ne fa è principalmente nell'ambito della ricerca scientifica e specialmente nel campo dell'intelligenza artificiale. Più volte abbiamo detto che l'apprendimento automatico e i modelli di intelligenza artificiale, ogni giorno sempre più grandi e complessi, hanno bisogno di essere addestrati con una quantità enorme di dati e con migliaia di cicli di addestramento. Tutto questo per produrre buoni risultati. Governi, enti di ricerca, ma anche aziende, e così come l'Unione Europea, finanziano la realizzazione di supercomputer come Leonardo, in grado di fornire ai ricercatori la potenza di calcolo necessaria per condurre esperimenti e alimentare il progresso della società. Sempre nell'ambito scientifico, l'enorme capacità di calcolo che può fornire il supercomputer è utilizzata anche per le simulazioni ad esempio del comportamento di formule e processi chimici, caratteristiche fisiche, o per studiare e inventare nuovi materiali e di conseguenza capire meglio anche come funziona il nostro universo. Nell'ambito della medicina e della farmacologia sono fondamentali per la sperimentazione e la produzione di nuovi farmaci o vaccini, o per simulare la diffusione di un'epidemia o di un tumore e capire come contrastarlo. Nell'ambito meteorologico invece vengono utilizzati i supercomputer per poter affrontare le sfide del cambiamento climatico o per prevedere il comportamento del meteo, ad esempio tracciando la traiettoria di uragani e tsunami e mettendo in atto meccanismi di prevenzione per salvare le città e le popolazioni a rischio. I campi di applicazione dunque sono molteplici e questi sono alcuni piccoli esempi di ciò che può fare un supercomputer nell'ambito della ricerca scientifica e dello sviluppo ulteriore dell'intelligenza artificiale. Inoltre, i supercomputer, solitamente, gestiscono diversi processi contemporaneamente, richiesti magari da enti di ricerca differenti. È dunque chiaro perché è necessario investire sempre di più in questa tecnologia. A questo punto però bisogna rispondere ad un'ultima domanda ossia: se i supercomputer così potenti vengono superati da computer quantistici, di relativamente piccole dimensioni, come mai si sta ancora investendo ed è necessario investire così tanto in questo settore? La risposta è molto semplice. I computer quantistici eccellono in determinati campi, i supercomputer in altri. Per quanto riguarda la crittografia ad esempio, come abbiamo visto, un supercomputer potrebbe impiegare migliaia di anni contro le decine di secondi di un computer quantistico. Tuttavia, il quantum computing, così come l'intelligenza artificiale, non è la risposta a tutti i problemi, ma va utilizzato con parsimonia e quando è veramente necessario. Inoltre, il quantum computing ha aperto la strada ad un approccio completamente diverso per quanto riguarda la programmazione del codice, in quanto l'architettura di un computer quantistico è estremamente differente da quella di un supercomputer. La sfida del futuro quindi sarà quella di integrare entrambe queste tecnologie, mettendole a disposizione della ricerca scientifica e contribuire così al progresso di tutta la società. #### Conclusione - Timestamp: 15:38 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e26 ## AgID: una Pubblica Amministrazione digitale vicina ai cittadini > Nel mondo frenetico e sempre più digitalizzato in cui viviamo, le persone sono ormai abituate alla velocità e all'efficienza offerta dalle nuove tecnologie. Tuttavia, ci troviamo di fronte a un paradosso: mentre la società si evolve rapidamente, le [pubbliche amministrazioni](https://it.wikipedia.org/wiki/Pubblica_amministrazione) spesso sembrano restare indietro, mantenendo un divario tra sé stesse e i cittadini che servono. Ma grazie alle opportunità offerte dalla digitalizzazione, le PA hanno finalmente la possibilità di colmare questo divario e offrire servizi più [accessibili](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e24?t=245), efficienti e orientati al cittadino. Per capire come si può promuovere la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni abbiamo inviato [Mario Nobile](https://www.dentrolatecnologia.it/mario.nobile.html), direttore generale di [AgID](https://www.dentrolatecnologia.it/agid.html), l’Agenzia per l'Italia digitale. Nella sezione delle notizie parliamo dei primi test del [sistema di allarme](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e45?t=304) pubblico [IT-Alert](https://www.it-alert.it/it/) e di come potremo colmare il divario digitale in Italia anche grazie ai fondi del [PNRR](https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/home.html). - Stagione: 5 - Episodio: 26 - Data di pubblicazione: 2023-07-01 06:45:00 - Durata: 34:36 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e26](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e26) - Episodi correlati: s5e8 - Tag: pa,pubblica amministrazione,agid,agenzia per l’italia digitale,mario nobile,direttore,app,sportello,cittadino,cloud nazionale,cittadino informato,consapevolezza,accessibilità,spid,cie,vettore,presidenza del consiglio dei ministri,facilitare,cittadino attivo,digital divide,divario digitale,emarginati digitali,pnrr,punti di facilitazione digitale,digital hub ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Mario**: Il nostro scopo è di fare in modo non che si faccia la digitalizzazione "tout court" per forza, perché la dobbiamo fare, ma perché si faccia una digitalizzazione fatta bene. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con l'Agenzia per l'Italia Digitale per capire a che punto è e perché è importante la digitalizzazione della pubblica amministrazione, soprattutto per noi cittadini. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il primo test del sistema di allarme IT-Alert > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:08 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella puntata "La gestione dell'emergenza a parte dallo smartphone" avevamo spiegato che cos'è e come funziona il sistema di allarme pubblico IT-Alert per la segnalazione di emergenze come terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche, incidenti nucleari e altre situazioni di pericolo. Questa settimana sono finalmente cominciate le prime sperimentazioni di IT-Alert tra la popolazione. Nello specifico, alle ore 12 di mercoledì 28 giugno è stato inviato un messaggio di prova a tutti gli smartphone delle persone presenti in Toscana in quel momento, mentre ieri è stato condotto lo stesso test ma in Sardegna. Il funzionamento di IT-Alert si basa su una modalità di comunicazione unidirezionale cell broadcast che consente di inviare un messaggio univoco a tutti i dispositivi che si trovano all'interno del raggio d'azione delle celle telefoniche più vicine. Coloro che riceveranno l'avviso sentiranno un segnale acustico particolare e si vedranno comparire sulla schermata di blocco un messaggio di allerta che bloccherà momentaneamente le altre funzionalità del telefono fino a quando non verrà confermata la visualizzazione una volta aperto l'avviso. Il vantaggio di questo tipo di segnalazione consiste nella possibilità di notificare tutte le persone potenzialmente coinvolte da un evento di emergenza straordinario con estrema tempestività e soprattutto senza che la necessità dello smartphone di chi riceve la notifica di allerta sia connesso alla rete internet. In Italia gli emarginati digitali, ossia quelle persone che non hanno le competenze per utilizzare gli strumenti digitali, rappresentano il 54% della popolazione, a fronte del comunque preoccupante 46% della media europea. #### Come colmeremo il divario digitale in Italia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:40 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: E in un paese sempre più digitale il rischio è che molte persone possano restare indietro e non avere accesso ai servizi che la pubblica amministrazione offre. Per questo motivo il governo investirà 135 milioni di euro del PNRR per realizzare 3000 punti di facilitazione digitale sul territorio. Presso questi punti i cittadini potranno ricevere gratuitamente aiuto da parte di associazioni o dipendenti comunali formati per imparare ad essere autonomi nell'utilizzo dei servizi digitali come SPiD, App IO e PagoPA, ma anche nell'utilizzo consapevole di internet e dei social, ad esempio su come riconoscere le fake news. L'obiettivo è di colmare il divario digitale nel paese e insegnare l'utilizzo delle nuove tecnologie ad almeno 2 milioni di cittadini entro il 2026. #### AgID: una Pubblica Amministrazione digitale vicina ai cittadini > - Timestamp: 03:54 - Autori: AgID, Mario Nobile, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Pubblica Amministrazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Nel mondo frenetico e sempre più digitalizzato in cui viviamo, le persone sono ormai abituate alla velocità e all'efficienza offerta dalle nuove tecnologie. Tuttavia ci troviamo di fronte a un paradosso, mentre la società si evolve rapidamente, le pubbliche amministrazioni spesso sembrano restare indietro, mantenendo un divario tra se stesse e i cittadini che servono. Ma grazie alle opportunità offerte dalla digitalizzazione, le pubbliche amministrazioni hanno finalmente la possibilità di colmare questo divario e offrire servizi più accessibili, efficienti e orientati al cittadino. Per capire come si può promuovere la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, è con noi Mario Nobile, direttore generale di AgID, l'Agenzia per l'Italia Digitale. Benvenuto Mario. **Mario**: Grazie, grazie e salve a tutti. **Davide**: Cosa fa quindi l'Agenzia per l'Italia digitale e quali sono le altre agenzie, aziende e dipartimenti con cui collabora per la digitalizzazione del nostro Paese? **Mario**: L'Agenzia per l'Italia Digitale è un'agenzia tecnica della presidenza del Consiglio dei Ministri. In sostanza è l'agenzia che scrive le regole del gioco, un po come in altri ministeri ci sono soggetti, ad esempio il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che scrive le norme tecniche per le costruzioni, per cui quando costruiamo una casa, un ponte, una fabbrica, ci sono delle regole che tutti devono seguire, ingegneri, progettisti, architetti, geometri, le imprese edili che costruiscono. Pensate nel campo della digitalizzazione che chi scrive ed eroga servizi, sia di natura pubblica ma anche privata - ne parleremo tra un po - deve rispettare determinate regole tecniche che possono sembrare un qualcosa di lontano, ma esattamente come nella metafora delle costruzioni, servono per la sicurezza, ad esempio, quindi l'identità digitale deve avere certe regole che a volte sono percepite come complesse, inutilmente complesse, perché banalmente ci può essere un furto di identità, quindi il ruolo di AgID è regole e regolazione, lo vedremo più avanti man mano che parliamo. Ci sono soggetti nell'ecosistema, come il Dipartimento per la trasformazione digitale che è nella presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha un ruolo ovviamente centrale dal punto di vista della amministrazione centrale, mentre AgID è un'agenzia, quindi è leggermente esterna seppur vigilata dal sottosegretario che la delega l'innovazione. C'è PagoPA che è una società al 100% pubblica che tutti conosciamo perché riusciamo a fare dei pagamenti di tasse scolastiche, tasse universitarie, TARI, tassa rifiuti, tanti servizi pubblici riusciamo a pagarli con PagoPA. E infine c'è l'agenzia per la cybersicurezza nazionale che è nata qualche anno fa e di nascita recente che si occupa di tutti gli aspetti di cyber security che sono assolutamente centrali visto anche il contesto nel quale ci troviamo, di fibrillazioni internazionali dovute una guerra, la guerra in Ucraina. Quindi questo ecosistema è fatto di soggetti che hanno compiti diversi, ma hanno la stretta necessità di essere raccordati l'uno all'altro, proprio perché hanno dei perimetri di attività diversi che sono assolutamente legati alle attività che fa ognuno. Quindi io non potrei produrre regole tecniche senza il Dipartimento, senza l'ACN, senza capire come devono evolvere i servizi di PagoPA. **Davide**: Ok, sì, quindi una funzione di coordinamento in una realtà di tante entità diverse per regolare e coordinare un mondo molto complesso, quello della digitalizzazione. **Mario**: Diciamo più che coordinamento di funzioni specifiche, perché il coordinamento presuppone che ci sia una gerarchia come termine. In realtà non c'è una gerarchia, ma ci sono delle funzioni specifiche, quindi noi siamo il soggetto che prepara le norme tecniche o regole tecniche o linee guida che spaziano dall'utilizzo dello SPiD, che è un tipo di identità digitale agli open data che voi vedete quando utilizzate delle app che magari vi fanno vedere paline o fermate dell'autobus, disponibilità di sharing e tanto altro. **Davide**: Ok, e quando sentiamo parlare di digitalizzazione della pubblica amministrazione e in generale digitalizzazione del nostro Paese, sentiamo anche parlare di Agenda Digitale Italiana. Che cos'è? **Mario**: Fa parte di uno dei 3 vettori che sono collegati tra loro, immaginate tre vettori a 120 gradi, fa parte del primo che è strategie. Strategie significa l'Agenda Digitale, quindi cosa strategicamente devo fare nei prossimi anni, è una programmazione strategica, esattamente come in altri ambiti, si pianifica il territorio, si pianifica l'investimento economico, quindi il primo vettore delle strategie include l'Agenda Digitale e altri strumenti. Il piano triennale della pubblica amministrazione viene reso poi cogente, si applica a tutte le pubbliche amministrazioni, dai ministeri ai comuni, ci sono linee guida che abbiamo richiamato prima, pareri, c'è tutta un'attività nella quale noi facciamo le strategie. Gli altri due vettori a 120 gradi che sono assolutamente collegati con le strategie sono la vigilanza e il rafforzamento delle competenze, io non posso fare strategie se non vigilo che queste strategie siano attuate e soprattutto se non do gli strumenti per attuarle e non parliamo soltanto di fondi, parliamo di competenze, quindi immaginate che il nostro piano strategico è legato a questi 3 vettori, capite che l'intensità di questi vettori è fondamentale, se facessi solo vigilanza e enforcement, quindi andassi a verificare che le cose succedano nei tempi che abbiamo previsto, farei una parte del lavoro soltanto, perché non avendo magari dato un giusto stimolo alle competenze le amministrazioni non ce la fanno e parliamo di grandi numeri, quasi 8.000 comuni, 107 province, 21 regioni e province autonome, più numerose amministrazioni centrali che erogano i servizi ogni giorno a tutti noi. **Davide**: Quindi ora abbiamo inquadrato il vostro ruolo e a questo punto una domanda che mi verrebbe da fare è: perché? Perché è fondamentale investire nella digitalizzazione della pubblica amministrazione? **Mario**: Perché la digitalizzazione è uno strumento, è un mezzo tecnologico che serve se ben applicata a migliorare uno degli obiettivi principali del nostro lavoro, che in alcuni casi viene purtroppo trascurato e quindi i nostri sforzi strategici hanno l'obiettivo di limitare e di evitare questa forma di mancanza, e cioè l'impatto sul cittadino e sull'impresa. Allora in qualche maniera noi dobbiamo pensare di più a quello che si chiama esperienza dell'utente, user experience, adesso ci sono vari nomignoli a questo tipo di impatto che deve essere valutato, però tutto poi è finalizzato all'utente finale, non a un adempimento di una norma o a un ottimo funzionamento amministrativo, perché magari è tutto perfetto, come si suole dire "le carte sono a posto" anche se sono digitali, però poi l'impatto finale sul cittadino e sull'impresa è non quello che ci aspettavamo. Allora la tecnologia serve se tu semplifichi, se tu invece di fare quattro passaggi ne riesci a fare due, se per prendere una patente di guida o ottenere un risultato che ci aspettiamo dalla pubblica amministrazione i passaggi si riducono, questo non sempre è facile perché per certe questioni immaginate un documento di identità, un documento di identità è una cosa seria, quindi i passaggi che sono lì a volte non si riescono a comprimere o addirittura a eliminare, però il nostro scopo a cosa serve la digitalizzazione? Serve a dire che se devo aprire un'impresa e magari di 50 passaggi che in gergo tecnico si chiamano "endoprocedimenti" riesco a eliminarne due e per questo è necessaria una norma, è necessaria una legge regionale, è necessaria un atto del sindaco, della giunta comunale, ci sono vari ambiti nei quali si può operare, ecco ragioniamo per assurdo, se tu digitalizzassi lasciando il processo esattamente com'è, ottieni un piccolissimo beneficio dalla digitalizzazione. Se riesci a semplificare e a dare il servizio in termini d'impatto, e va ovviamente regolato perché a volte l'impatto atteso è di togliere tutto magari, di dire facciamo una completa liberalizzazione. A volte questo non è il risultato migliore perché poi non è detto che il mercato da solo si sape autoregolare, ok? Però al di là di questi aspetti che forse sono più filosofici, il nostro scopo è di fare in modo non che si faccia la digitalizzazione "tout cour" per forza, perché la dobbiamo fare, ma perché si faccia una digitalizzazione fatta bene. **Davide**: Sì perfetto e a proposito di questo, uno dei progetti di cui si è parlato molto spesso nell'ultimo periodo è quello dell'identità digitale sia intesa come SPiD sia come CIE, quindi la carta di identità elettronica. Perché si è sentita la necessità di introdurre questi strumenti e come hanno cambiato anche il modo di interfacciarsi con la pubblica amministrazione? **Mario**: Gli strumenti sono stati introdotti proprio nella logica di evitare 50.000 username e password che poi tutti si scordano o sono costretti a scrivere su un foglietto di carta o a mettersi nel blocco note del telefonino, che non è il massimo della sicurezza. Allora un unico accesso, questo è il concetto, è nato così, ma è nato così tanti anni fa, rispetto a una strategia di AgID, quindi il primo vettore che vi raccontavo prima, cioè si è detto basta con un accesso per il sito X, per l'agenzia Y, per il ministero Z o per il comune che ti offre tutta una serie di servizi, è nato così. Ora tu hai citato due strumenti di identità digitale che sono la carta di identità elettronica e lo SPiD, servono esattamente a questo ad avere un'unica modalità di accesso, ma non servono soltanto a questo perché stiamo evolvendo, questi strumenti nascono rispetto a delle direttive europee, la direttiva EIDAS si chiama così, proprio sull'identità elettronica, sull'identità digitale. Stanno evolvendo verso il wallet che sarà un portafoglio, allora avete già visto che sarà possibile ottenere dei documenti che magari ci chiedono, non ci fermano sulla strada e ci viene richiesta la patente, quindi con un QR Code, con una memorizzazione eviteremo il dramma di essercela dimenticata nel jeans che è a casa. Questa è una piccola grande facilitazione, il wallet in realtà sarà un qualcosa che riuscirà a creare dei servizi a valore aggiunto perché io nel wallet porterò i miei attributi qualificati, cioè la patente, la residenza, i dati pubblici, i dati vigilati e mantenuti dal pubblico, ma anche degli attributi non qualificati, l'abbonamento che ho alla metro, una serie di informazioni che riguardano l'attestato di rischio assicurativo, proprio perché si vuole generare un mercato. Avremo tra pochi anni, perché questo è un aereo che atterrerà non tra 10 anni ma molto prima, avremo la possibilità non soltanto di accedere e di far vedere eventualmente alcuni nostri attributi, sia in maniera digitale che in maniera fisica, ma dando il nostro consenso, fattore importantissimo, potremo farci profilare meglio da chi ci offre un servizio, se lo vogliamo. Tematica già abbastanza ben nota nei servizi che utilizziamo oggi magari erogati da società multinazionali, ci chiedono qualche dato in più col nostro consenso per profilarci e darci un servizio migliore. Il wallet quindi sarà un qualcosa, stiamo studiando proprio in queste settimane i casi d'uso, gli "use case" e stiamo cercando di immaginare cosa genererà impatto per i cittadini e per le imprese. Quindi partiamo dall'identità e poi con l'identità, con le opportune regole, con le opportune correzioni, perché il sistema non deve essere un grande fratello evidentemente, dobbiamo mantenere la tutela dell'individuo rispetto alla consapevolezza, vedi come questo tema ritorna nel ragionamento che facciamo. Tu devi avere consapevolezza dello strumento e delle potenzialità e se vuoi dei rischi, rischi che però devono essere ben noti, perché è evidente che il consenso a dare le proprie informazioni è il punto chiave. **Davide**: Ok, hai parlato di consapevolezza e dopo averci spiegato tutti questi enormi aspetti positivi che questa identità digitale potrebbe portare e sta già portando e ha già portato in passato. C'è però un tema legato appunto al rapporto tra sistemi come SPiD e gli anziani. Come si fa a coniugare queste due cose, quindi permettere anche alle persone meno avvezze all'utilizzo della tecnologia di usufruire ed essere consapevoli di questi strumenti? **Mario**: Allora, questa è una domanda che mi piace molto perché tu hai citato gli anziani. In realtà il digital divide, cioè la distanza dal digitale, l'allontanamento da questi servizi che è molto molto molto pericoloso nel periodo in cui viviamo, non riguarda solo gli anziani, riguarda categorie di soggetti che… è un po come la disabilità. La disabilità è un tema molto molto serio che non è solo disabilità permanente. Tutti noi, se ci facciamo un'operazione agli occhi o ci rompiamo una gamba, diventiamo disabili temporanei perché certe cose non riusciamo a farle. Se un sito o un'app sono sbagliati come colori e contrasto, con un occhio solo non riusciamo a fruirne. Se abbiamo questi tipi di disabilità, immaginate il digital divide che è comunque una condizione di vantaggi diversi e svantaggi diversi. Allora, non è solo l'anziano, può essere il giovane, posso essere addirittura io che mi ritengo un tecnologo, ma non ho il tempo fisico magari di imparare come stamparmi i contributi previdenziali sul sito che eroga questo servizio, perché non ho tempo, perché la mia risorsa più preziosa è il tempo. Allora, stiamo sviluppando sempre nel vettore 1 che è quello delle strategie, un tema di digitale di prossimità. Cioè, non è soltanto l'ultimo miglio della banda ultralarga fondamentale come abilitatore di tutti i servizi, perché se tu non hai la fibra a casa, tanti servizi non riesci ad averli. Lo streaming, le piattaforme di divertimento, il lavoro, le call, tutto quello che facciamo oramai normalmente, c'è un tema di competenze, di ultimo miglio delle competenze e l'ultimo miglio non lo puoi "clusterizzare" solo territorialmente il paese sull'Appennino, sulle Alpi, distante dove non arriva la fibra e dove magari non c'è una forte spinta tecnologica, perché c'è una popolazione più anziana, per tanti fattori. Non puoi clusterizzarlo solo così, perché tendenzialmente puoi avere persone in digital divide in un quartierone metropolitano, perché sono persone che non hanno l'approccio alla tecnologia e rimangono indietro. Allora, quando voi sentite l'indice DESI, che è un famoso indice statistico che ci mette a metà classifica, è perché noi siamo un grande paese, grande paese europeo, perché abbiamo 35 milioni di SPiD e più di 35 milioni di CIE su una popolazione di 60 milioni di abitanti, cioè un numero enorme in rapporto alla popolazione. Evidentemente non ci poniamo ai primi posti in termini assoluti e non relativi, perché paesi molto più piccoli magari hanno dei numeri più alti in termini percentuali, però tra i grandi paesi europei siamo il primo da questo punto di vista. Allora, perché non lavorare sulle competenze? Stiamo attivando dei progetti che riguarderanno proprio questo, quindi a brevissimo ci risentiremo e avrete modo di commentarli e di lavorarci. Poi, sai, nell'approccio delle strategie questi progetti devono vedere anche un po involgimento di tutti gli attori pubblici, perché noi abbiamo le regioni, i comuni, le reti all'interno delle regioni di persone come me che lavorano nella pubblica amministrazione e che cercano anche di estendere le competenze non solo del funzionario del piccolo comune, perché lui sicuramente va aiutato, ma anche dei cittadini e delle imprese che sono in quel piccolo comune. Questa è la logica e questo è il tema consapevolezza che deve aiutarci questa riflessione a superare un digital divide che tendenzialmente ragionando per assurdo può avvenire anche se tu porti la fibra ovunque e attivi tutti i servizi. Rimarrà un tema di digital divide che attento, lo dico anche provocatoriamente visto che ci troviamo qui, riguarda anche i giovani. **Davide**: Sì, sì, effettivamente a volte si pensa che i giovani sappiano usare meglio gli strumenti tecnologici, ma magari sanno utilizzare un social network, un sistema operativo dello smartphone, ma poi non sono consapevoli, non hanno consapevolezza di quello che c'è dietro e dei rischi che eventualmente potrebbero correre. Quindi questo ultimo miglio che abbiamo detto non solo di infrastruttura, ma proprio anche di consapevolezza delle persone che di fatto questo è un vero e proprio digital divide, potrebbe essere sopperito ad esempio con degli sportelli? **Mario**: Bravo, l'idea adesso ovviamente tu fai il giornalista e quindi vuoi approfondirlo perché vorresti lo scoop, però l'idea che stiamo preparando e che uscirà tra breve proprio di attivare è ovvio che noi non abbiamo né l'idea né la possibilità di fare tutto per tutti, sarebbe anche sbagliato. Questi approcci non devono essere top down, come si dice, dall'alto in basso si fa così, non è questo l'approccio corretto sulle competenze. L'approccio corretto sulle competenze è creare la strategia, dare dei toolkit, degli strumenti a tutti coinvolgerli e fare in modo che arriveremo esattamente a quello che dici tu, cioè che per due ore in un luogo pubblico che può essere una scuola, un comune o in altri luoghi ci sia la modalità di interagire con persone che spiegano come pagare il bollo auto e moto e scooter con gli strumenti digitali. Cioè è chiaro che noi non potremo fare lezioni universitarie e neanche ci viene richiesto, dobbiamo essere bravi a coniugare la complessità con degli strumenti facilmente utilizzabili e questa è un'attività difficilissima, lo diceva Italo Calvino in "Lezioni americane" scrivere complesso è facile, ma quando tu ripassi il testo e cerchi di semplificarlo, quello è un lavoro molto difficile. Se parlo con tecnicismi e in gergo mi auto incenso, però di quello che dico si capisce pochissimo. Allora lo sforzo è dire a tutte le persone che hanno competenze diverse dare gli strumenti per fruire di un servizio digitale e cambiargli un po la vita. **Davide**: Ok, è molto interessante comunque tutto questo aspetto di cui ci hai parlato, quindi un digital divide che non riguarda solo l'infrastruttura che abbiamo avuto modo di affrontare ma riguarda proprio le persone, cioè servono persone più consapevoli e più informate sul digitale, più digitalizzate. **Mario**: E scusami, questo ha maggior ragione con quello che sta succedendo sull'intelligenza artificiale generativa. Allora il punto non è la facilità dell'obiettivo con cui io riesco a ottenere informazioni quasi semi lavorati per la mia attività sia che sia uno studente che un lavoratore. Il punto è quale consapevolezza hai del tipo di strumento che stai utilizzando, quali fonti sta usando e soprattutto ha degli algoritmi che orientano la sua risposta? Allora questo è un tema apparentemente filosofico ma è la base di tutta la nostra cultura. Noi siamo nati in una cultura umanistica dove c'era una certa gerarchia delle fonti, avevi un maestro anche nell'antica Grecia, un mentore o comunque una persona che ti dava determinati strumenti. Che sia accettabile, bello o meno, noi siamo cresciuti con questa cultura. Oggi il digitale ha una velocità incredibile nel dare risposte ma probabilmente dobbiamo domandarci qual è la fonte che stiamo interrogando. È un professore, è un amico, è un collega, è un manager. Chi è che ci sta rispondendo? **Davide**: Ok, e tutto quello di cui ci è parlato ora ha un legame con il concetto di cittadino informato e cittadino attivo, giusto? Che cosa sono questi concetti? Quelli di cui ci hai parlato? **Mario**: Assolutamente sì, è il concetto che è proprio quello di consapevolezza, cioè dare strumenti di competenza, quindi pensate all'intensità del terzo vettore, che è quello di rafforzare le competenze. Dare strumenti di consapevolezza non significa orientare le persone, significa dare loro strumenti perché decidano. Quindi è il concetto più alto di democrazia, è il concetto più alto di democrazia, quindi non oligarchie o addirittura dittature del pensiero, perché ovviamente questo è un punto importante quando ci troviamo di fronte a fondatori di internet come Tim Berners-Lee che segnala delle cose che non vanno rispetto alla sua idea iniziale di internet come rete globale, però il nostro dovere di amministrazioni pubbliche è quello di spingere perché ovviamente tra le amministrazioni pubbliche c'è il ministero dell'istruzione del merito, c'è il ministero dell'università, cioè ci sono i soggetti che poi lavorano nel campo delle competenze. Dobbiamo dare strumenti, poi ognuno decide secondo la sua coscienza come la nostra storia filosofica ci ha insegnato. **Davide**: Per chiudere, un ultimo tema che vorremmo affrontare è quello del cloud nazionale. Oggi sappiamo che è aumentata molto la sensibilità in tema di cyber sicurezza e le persone sono sempre più consapevoli di quanto sia importante avere un'infrastruttura forte che sia resistente ad attacchi informatici, a maggior ragione se parliamo di pubblica amministrazione considerando quanti dati e informazioni detiene dei cittadini. Quanto è importante quindi da questo punto di vista passare a sistemi cloud abbandonando la conservazione di questi dati, di queste informazioni all'interno dei singoli edifici, delle pubbliche amministrazioni? **Mario**: E fondamentale, tu sei stato buono, a volte i server erano anche nei sottoscala o sotto le scrivania e magari contenevano referti medici. Quindi il punto, torniamo alle strategie che raccontavo prima, da sostanzialmente più di 10 anni, AgID nei suoi censimenti e nei suoi piani triennali classificava i datacenter. Quindi c'era una classificazione dei datacenter che sono i luoghi dove risiedono gli armadi di ferro, dove ci sono i server, dove girano gli apparati di rete, eccetera, e li classificava AgID come A, B o C. Il C lo dovevi chiudere, il B dovevi intervenire in maniera massiccia dal punto di vista degli investimenti per trasformarlo in A, A era sicuro. Poi è arrivato il cloud, il cloud dà garanzie di sicurezza e di affidabilità incredibili. Quindi in linea con quelle che erano le strategie di AgID, uno degli obiettivi del PNRR è il polo strategico nazionale o PSN, che è il cloud della pubblica amministrazione. Nelle strategie si sono definiti dati come ordinari critici e strategici e c'è l'obbligo per i dati critici e strategici di metterli immediatamente sul cloud, transitando poi gli ordinari nel tempo con un piano di migrazione. Quindi è un'attività fondamentale perché significa invece di avere la tesi di laurea che sto per chiudere solo su un PC, magari già mi doto di una chiavetta, lo carico sul mio cloud e la ridondanza è la capacità di un sistema di darti dei servizi dopo, quindi è fondamentale. Tornando però al tema della consapevolezza, non è semplicemente il passaggio al cloud che ci rende totalmente sicuri e ovviamente la consapevolezza che il tipo di attacchi cyber, ovviamente con molta più difficoltà, potrebbe cercare di attaccarci anche su servizi in cloud. Quindi in qualche maniera quella è una precondizione, una condizione necessaria ma non sufficiente, però vanno attivati sul cloud tutti i servizi di sicurezza che ci consentono di rendere assolutamente quasi inattaccabile, fatemi dire anche se non esiste nulla di inattaccabile, però ragionevolmente inattaccabile il contenuto di informazioni che sono molto importanti. È un po come se ho un documento riservato non è che poi lo mando via mail dalla Wi-Fi open di un luogo di trasporto, come una stazione o un aeroporto, non è che collego il cavo per caricare lo smartphone se non ho il cavo che mi fa switchare tra solo energia elettrica, energia elettrica e dati. Quindi voi magari avete uno strumento sicurissimo in mano che è il vostro smartphone, però vi collegate in Wi-Fi a una rete aperta dove vi possono prendere tante, tante, tante informazioni. Allora lo strumento è il cloud esattamente come il vostro smartphone, però ci vuole consapevolezza, determinate azioni ci mettono a rischio. **Davide**: Sì quindi non basta lo strumento ma anche qui torniamo come dicevi appunto al tema della consapevolezza. Va bene, allora grazie per averci raccontato e spiegato a che punto è la digitalizzazione della pubblica amministrazione nel nostro paese. Alla prossima. **Mario**: Grazie a voi. #### Conclusione - Timestamp: 33:44 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e27 ## Sicurezza pubblica e bodycam, un binomio indispensabile > Nelle puntate “[La gestione dell’emergenza parte dallo smartphone](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e45)” e “[Le tecnologie al servizio della nostra sicurezza](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e19)” avevamo iniziato a parlare delle attuali e nuove soluzioni in grado di garantire l’incolumità e il soccorso delle persone nei diversi contesti relativi alla vita quotidiana di tutti i giorni. In questa puntata torniamo nuovamente su questo argomento, ma questa volta analizzando nello specifico quali sono, o meglio, qual è ad oggi lo strumento per eccellenza in grado di garantire la sicurezza non solo dei cittadini ma anche, e soprattutto, quella degli agenti delle forze dell’ordine: le bodycam. Nella sezione delle notizie parliamo di [600](https://www.fiat.it/fiat-600/600) e [Topolino](https://www.fiat.it/fiat-topolino/topolino), due nuovi [modelli elettrici](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e6?t=239) lanciati da FIAT, di [Threads](https://about.fb.com/news/2023/07/introducing-threads-new-app-text-sharing/) il social di Meta nato come alternativa a Twitter e infine del primo volo commerciale con equipaggio italiano di [Virgin Galactic](https://www.virgingalactic.com). - Stagione: 5 - Episodio: 27 - Data di pubblicazione: 2023-07-08 06:45:00 - Durata: 17:19 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e27](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e27) - Episodi correlati: s4e45, s5e19 - Tag: bodycam,polizia,carabinieri,sicurezza,tutela,usa,italia,motorola,ia,truleo,virgingalactic,turismospaziale,italia,lancio,gravità,fiat,autoelettriche,600e,topolino,microcar,threads,twitter,meta,facebook,instagram,threads ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo dell'impiego delle bodycam da parte delle forze dell'ordine e di come possono aumentare la trasparenza del loro operato nei confronti dei cittadini. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Le due nuove auto elettriche di FIAT > Fonte: DMove.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo il successo arrivato con il lancio della 500e, Fiat ha deciso di ampliare il segmento auto elettriche, annunciando due nuovi modelli pensati per soddisfare ogni esigenza dei propri consumatori. La più attesa era sicuramente la Fiat 600e, un piccolo SUV di oltre 4 metri di lunghezza che sarà disponibile in un allestimento top di gamma da circa 40.000 euro. E una versione più economica che può arrivare a 30.000 euro grazie a incentivi e rottamazione. In entrambi i casi troviamo una batteria da 54 kWh in grado di garantire un'autonomia variabile tra i 400 e i 600 km a seconda dell'utilizzo. Saranno disponibili in base alla configurazione anche un sistema di guida assistita di livello 2 e altre tecnologie come l'Adaptive Cruise Control, Intelligent Speed Assist o il Drowsy Driver Detection in grado di rendere più sicura e responsabile la guida di tutti i giorni. Ma la vera novità di quest'anno è senza ombra di dubbio la Topolino, ovvero una minicar elettrica disponibile in due configurazioni a seconda del numero di porte pensata soprattutto per coloro che devono muoversi quotidianamente all'interno delle città. A differenza della vettura precedente questa sarà disponibile solamente nella colorazione verde vita a partire da 10.000 euro, altrimenti Fiat darà anche la possibilità di ottenerla tramite noleggio a 39 euro al mese. Entrambe le vetture sono attualmente preordinabili sul sito Fiat, tuttavia prima di poter vedere una di queste auto circolare per le strade delle nostre città dovremo aspettare la fine del 2023. #### Meta lancia Threads, la sua alternativa a Twitter > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:35 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Social - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo averlo annunciato qualche tempo fa, giovedì 6 luglio Meta ha rilasciato un nuovo social network chiamato Threads. Soprattutto per facilitarne la diffusione Threads è particolarmente integrata con Instagram. Una volta installata sarà possibile effettuare l'accesso proprio tramite il proprio account Instagram e sincronizzare le informazioni base come nome, foto profilo, username, biografia e link. Sempre in fase di configurazione il social propone di seguire gli stessi profili che seguiamo su Instagram se anche essi hanno installato Threads. Ma di cosa si tratta? In breve il social di Meta è praticamente una copia di Twitter, dove al centro ci sono dei brevi testi di massimo 500 caratteri a cui si possono aggiungere link, immagini o brevi video. L'interfaccia è molto simile a Instagram con le classiche tab di feed, ricerca, post, attività e profilo, ed è inoltre possibile condividere un post direttamente sulle storie Instagram. L'approccio più interessante, però, è forse la compatibilità, che verrà implementata a breve con il protocollo Activity Pub, che permetterà a Threads di essere interoperabile su altri servizi simili, come Mastodon, WordPress o Tumblr, che di fatto permetterà di ampliare enormemente tutte queste community. Giovedì 29 luglio la compagnia specializzata in turismo spaziale Virgin Galactic ha completato con successo il primo volo commerciale denominato Galactic O1 della navicella VSS Unity, con un equipaggio interamente italiano. #### Il volo di Virgin Galactic con equipaggio italiano > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 03:55 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Il volo dell'azienda appartenente al gruppo Virgin è consistito essenzialmente nel portare la VSS Unity a 13,5 km di quota, grazie alla navicella madre VMS Eve, da cui l'equipaggio ha potuto sperimentare nella fase di rientro di 3 minuti l'assenza di gravità come avviene normalmente nello spazio. In questo breve lasso di tempo l'equipaggio italiano, costituito da un colonnello e un tenente colonnello dell'Areonautica Militare più un ricercatore del CNR, ha potuto condurre ben 13 esperimenti inerenti all'assenza di gravità. Il successo della missione di Virgin Galactic ha segnato definitivamente l'avvio del programma commerciale della compagnia, che punta ad offrire un servizio unico in grado di stimolare l'assenza di gravità ma che richiede un costo a persone di ben 450 mila dollari. #### Sicurezza pubblica e bodycam, un binomio indispensabile > - Timestamp: 05:20 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: In alcune puntate uscite negli ultimi mesi, più volte abbiamo parlato del tema della sicurezza pubblica. Siamo partiti con l'analizzare il ruolo chiave dei nostri smartphone nella fase di chiamata ai soccorsi e ci siamo soffermati infine sulle diverse tecnologie che oggi supportano i mezzi di emergenza più moderni, come le ambulanze e le auto delle forze dell'ordine. Oggi torneremo nuovamente su questo argomento, ma questa volta andremo ad analizzare nello specifico quali sono, o meglio quale è ad oggi lo strumento per eccellenza, in grado di garantire la sicurezza non solo dei cittadini, ma anche e soprattutto degli agenti. Stiamo parlando delle bodycam, per comprendere subito la loro importanza partiamo dal presupposto sul quale si fonda la loro utilità. Da sempre la sicurezza pubblica viene considerata come un aspetto fondamentale per la società, dove un ambiente sicuro e con pochi rischi e pericoli per la salute pubblica può creare una base solida per lo sviluppo, il benessere e la prosperità di una comunità. Dunque per il cittadino la sicurezza rappresenta una necessità fondamentale per consentire ad esempio una libera circolazione e di svolgere le attività quotidiane senza alcun timore. E il motivo per cui non abbiamo paura dell'ambiente in cui ci muoviamo dipende dal fatto che l'applicazione della legge e della protezione collettiva è garantita dalle forze dell'ordine, che ogni giorno svolgono un ruolo cruciale nel mantenere l'ordine pubblico, prevedendo e reprimendo i potenziali reati che potrebbero essere commessi. Ma chi garantisce la loro sicurezza o chi garantisce la nostra di sicurezza, nel momento in cui vi sia un abuso di potere da parte dell'autorità? La soluzione a queste problematiche oggi viene in parte risolta dalle cosiddette bodycam. Come indica il termine stesso, si tratta di piccole telecamere fissate sull'uniforme e della gente in grado di registrare audio e video delle interazioni tra le forze dell'ordine e i cittadini, che possono essere utilizzati successivamente per dimostrare ad esempio la trasparenza dell'operato e dell'autorità, oppure evidenziare comportamenti anomali da parte delle persone coinvolte. Come dicevamo poco fa, queste telecamere sono agganciate alle divise degli operatori. Questo però non significa che debbano essere sempre fissate sulla zona del petto della spalla, poiché in base al contesto o alla tipologia di uniforme, le bodycam possono venire collocate sull'elmetto o sulla strumentazione in dotazione all'agente. In certi casi, poi, oltre alla possibilità di archiviare audio e video, le bodycam possono anche trasmettere le immagini in tempo reale ad una postazione di comando e controllo, in modo tale che ad esempio un potenziale danneggiamento della telecamera non impedisca l'accesso ai filmati registrati in precedenza. A livello di utilità, insieme alla possibilità di registrare video dettagliati e oggettivi da poter utilizzare per un'eventuale investigazione o processo interno, queste videocamere garantiscono indirettamente anche una maggiore responsabilizzazione da entrambe le parti. Sapendo infatti di essere registrati, gli agenti di polizia, ad esempio, sono incoraggiati a comportarsi in modo più professionale e appropriato in qualunque contesto di interazione con il cittadino. E allo stesso tempo, quest'ultimo, conscio del fatto che le proprie azioni verranno registrate da uno strumento imparziale e non soggetto a pregiudizi di qualunque carattere, tenderà molto probabilmente a mantenere un maggior controllo, collaborando più facilmente con l'operatore. Un altro utilizzo molto pratico ed efficace è infine quello relativo all'addestramento e al miglioramento delle capacità di sapersi relazionare con il cittadino. In questo caso le immagini e i video possono essere consultati dagli agenti per valutare e migliorare ulteriormente le proprie pratiche professionali. A questo punto, dopo aver introdotto il concetto e l'utilità delle bodycam, andiamo a vedere alcuni dei modelli più noti in commercio e le loro specifiche tecniche. Essendo un prodotto che di base non è studiato per essere utilizzato solo dalle forze dell'ordine, ma anche da giornalisti o da chi pratica sport, alcuni modelli possono essere acquistati tranquillamente su internet. Senza entrare nelle versioni specifiche, una delle marche più affermate in questo settore è Transcend, che offre videocamere in grado di registrare fino a 12 ore in full HD o in 4K e con uno spazio di archiviazione di 64 GB ad un prezzo variabile tra i 140 e i 300 euro circa. Particolarmente valida risulta anche Philips, in questo caso il modello DVT 3120, che oltre a specifiche simili a quelle elencate poco fa, offre anche la modalità di registrazione notturna. Ma una tra le più interessanti e valide soluzioni, in questo caso appositamente studiata per le forze di polizia, è la Motorola V300, una videocamera impiegata principalmente dai dipartimenti di Polizia degli Stati Uniti, che supporta fino a 128 GB di archiviazione, uno schermo LCD, 12 ore di autonomia, un'alta resistenza a urti e acqua, più alcune caratteristiche studiate appositamente per ottimizzare le attività di pattugliamento e di intervento delle autorità. Una delle più importanti è ad esempio il collegamento cifrato, che per ragioni di privacy e sicurezza deve essere una prerogativa di tutte le bodycam date in presidio alle forze dell'ordine. Tra le altre caratteristiche peculiari del modello V300 troviamo anche un valido sistema di aggancio su altri presidi della polizia come la volante o l'arma di ordinanza. La possibilità di semplificare e automatizzare l'attivazione delle bodycam è un attributo cruciale soprattutto in situazioni in cui si ha poco tempo a disposizione. Per queste ragioni, Motorola ha introdotto la compatibilità via Bluetooth con la radio APX, in modo tale che quando l'operatore attiva la modalità di emergenza sulla radio, la bodycam fa partire automaticamente la registrazione. Tornando invece al ruolo di questo strumento, con gli avvenimenti di Police Brutality che avvengono ogni anno anche a scapito di persone afroamericane, gli Stati Uniti stanno affrontando ormai da qualche anno una serie di controversi e tensioni tra le forze di polizia e le comunità locali. Tanto che nel 2020, in seguito all'omicidio di George Floyd, è stata prospettata una legge federale con l'obiettivo di modificare il modus operandi delle forze di polizia statunitense e che prevede, tra le altre cose, anche un impiego più massiccio delle bodycam in modo da tutelare al meglio coloro che subiscono l'abuso, cittadini o poliziotti che siano. Per diverse ragioni, che riguardano ad esempio l'estensione del territorio, la diversa struttura dei corpi di polizia o la cultura sul possesso delle armi da fuoco, in Italia la situazione è relativamente più tranquilla e meno rischiosa di quella degli Stati Uniti. Ciò nonostante, anche nel nostro Paese stanno iniziando ad essere distribuite le prime bodycam per le forze di polizia e per il corpo dei carabinieri. Nel 2022, per dire, dopo il via libera del garante della privacy, sono state assegnate quasi mille videocamere alle forze dell'ordine, di cui 700 unità ai reparti mobili della Polizia di Stato e 249 ai carabinieri. Per via delle imposizioni del garante in materia di privacy, l'utilizzo di questo presidio è strettamente limitato e regolamentato, tanto che l'avvio della registrazione da parte dell'operatore può essere disposta solamente in caso di concreto rischio e pericolo per l'ordine e per la sicurezza pubblica, o durante fatti costituenti reato. Per garantire e tutelare la privacy dei diretti interessati, è stata inoltre disposta la cancellazione automatica dei video, una volta scaricati e inviati al server centrale, su cui potranno rimanere conservati per un massimo di sei mesi. Naturalmente, anche in altri paesi europei come Belgio, Germania, Spagna o Svezia, ognuno dei quali deve chiaramente tenere conto delle norme del GDPR, le bodycam stanno riscontrando un impiego sempre più diffuso e capillare. Se però da un lato le bodycam favoriscono un'effettiva riduzione dei comportamenti illegali, dall'altro con la diffusione e l'implementazione sempre più massiva nelle forze dell'ordine di tutto il mondo, sta iniziando ad emergere un problema legato all'enorme mole di video e audio registrati che in molti casi rimangono archiviati e poi cancellati nonostante la presenza di informazioni potenzialmente utili. Il problema legato all'aumento della raccolta di dati non è certo una novità, e infatti già da qualche anno stanno iniziando ad essere adottati strumenti in grado di effettuare analisi e valutazioni automatiche come i software basati sull'intelligenza artificiale. Non a caso, dunque, un numero esiguo ma crescente di dipartimenti di polizia degli Stati Uniti sta utilizzando un nuovo sistema di intelligenza artificiale che analizza i filmati delle videocamere degli agenti e segnala gli incontri ritenuti problematici e non professionali, così come quelli lodevoli. La piattaforma in questione è stata sviluppata da una società chiamata TRULEO e permette di analizzare ogni singolo video salvato dalle bodycam identificando i problemi di comportamento dei singoli agenti e i modelli potenzialmente problematici all'interno di un nucleo di polizia. Il vantaggio di questa piattaforma risiede dunque nella capacità di esaminare le registrazioni in pochi secondi, evidenziando le interazioni positive e negative e inviando infine un rapporto ai supervisori. In questo modo, gli agenti che si comportano in modo educato e professionale, quando un cittadino si rifiuta di obbedire a un comando, ricevono una mail di elogio della loro prestazione, così come il loro sargente. Se invece un agente utilizza un linguaggio non appropriato, come insulti raziali, minacce o si rende protagonista di un alterco fisico eccessivo, il suo responsabile verrà a scoprirlo entro poche ore. Dunque, grazie al connubio tra hardware, le bodycam in questo caso, e il software, basato sull'intelligenza artificiale, come quello di TRULEO, in grado di analizzare ogni video registrato e di valutare l'operato degli agenti, si è riusciti a migliorare considerevolmente la qualità dei servizi di polizia statunitensi, come quello di Alameda, in California, dove l'uso della forza da parte del Dipartimento è diminuito del 36%, e il linguaggio poco professionale del 30%. Per concludere, abbiamo compreso che l'impiego delle bodycam nelle forze dell'ordine può risultare determinante nel fornire una registrazione obiettiva degli eventi, promuovendo la trasparenza e la fiducia tra le forze dell'ordine e i cittadini. Questo però non basta. Con l'adozione sempre maggiore di questo strumento può capitare che, tra le migliaia di registrazioni, vengano perse o tralasciate informazioni fondamentali per la risoluzione di un caso di abuso, per esempio. Tuttavia, grazie ai recenti sviluppi compiuti nel campo dell'intelligenza artificiale, le piattaforme come quella di TRULEO consentono di individuare immediatamente pattern di comportamenti scorretti e discriminanti, o al contrario meritevoli e degni di essere considerati positivamente. Se questo sarà il futuro del settore della sicurezza e del monitoraggio delle attività delle forze dell'ordine, è altresì fondamentale che gli strumenti di intelligenza artificiale vengano addestrati su data set significativi e rappresentativi, e soprattutto sottoposti a una rigorosa supervisione per garantire l'imparzialità e il rispetto dei diritti umani. #### Conclusione - Timestamp: 16:27 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e28 ## Leonardo: come nascono gli strumenti di osservazione spaziale? > L'[esplorazione spaziale](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e20?t=250) è un ambito affascinante che continua a stupirci con le sue scoperte e le sue potenzialità. Dietro ogni missione di successo, ci sono strumenti sofisticati che consentono di raccogliere dati preziosi e di ampliare la nostra [comprensione dell'universo](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e18?t=183). Per questo vogliamo fare un approfondimento nel mondo della strumentazione a bordo dei satelliti per l'osservazione del cosmo e [della Terra](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e2?t=162). Per capire come la strumentazione realizzata dall’azienda [Leonardo](https://www.dentrolatecnologia.it/leonardo.html) ci permette di scrutare le galassie e di monitorare il nostro pianeta con l'obiettivo di raggiungere nuovi traguardi scientifici e produttivi abbiamo invitato [Fabio Brandani](https://www.dentrolatecnologia.it/fabio.brandani.html), responsabile dei programmi spazio del sito di Campi Bisenzio a Firenze di Leonardo. Nella sezione delle notizie parliamo di come i [dati](https://it.wikipedia.org/wiki/Dato#:~:text=In%20informatica%20il%20termine%20%22dato,dell%27esecuzione%20di%20un%20algoritmo.) europei potranno essere trasferiti negli Stati Uniti e del recente lancio del telescopio [Euclid](https://www.esa.int/Science_Exploration/Space_Science/Euclid) dell’[Agenzia Spaziale Europea](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e20?t=250). - Stagione: 5 - Episodio: 28 - Data di pubblicazione: 2023-07-15 06:45:00 - Durata: 36:06 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e28](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e28) - Episodi correlati: s3e18, s4e2, s4e20 - Tag: esa,euclid,telescopio,universo,leonardo,gdpr,data privacy framework,usa,eu,unione europea,commissione europea,condivisione dati,leonardo,giove,lune,juice,banda spettrale,strumento osservazione dello spazio,fabio brandani,spettrometro,prisma,spazio,flex,copernicus,campi bisenzio,informazioni,radiometro ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Fabio**: Lo strumento non deve solo funzionare, deve essere in grado di funzionare in un ambiente estremamente difficile dopo essere stato lanciato a bordo di un razzo. Si vanno anche poi a fare delle simulazioni di quelli che saranno gli stimoli ambientali che l'oggetto subirà durante il lancio, vibrazioni, shock termici, tutto ciò che è necessario e si va poi a verificare che la macchina continuerà a funzionare anche dopo aver subito tutto questo. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con la società Leonardo per capire il suo ruolo nel settore della realizzazione di strumenti di osservazione dello spazio e della Terra a bordo di moltissimi satelliti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### I dati europei potranno essere trasferiti in USA > Fonte: AgendaDigitale.eu - Timestamp: 01:23 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Dati, Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso 10 luglio la Commissione Europea ha approvato l'adeguatezza del Data Privacy Framework americano, aprendo così la strada al trasferimento dati dei cittadini europei verso gli Stati Uniti in quanto le due normative in materia di protezione dei dati sono ritenute equiparabili, condizione prevista dal GDPR europeo seppur con alcuni limiti e precauzioni. D'ora in poi infatti aziende come Google, Microsoft o Meta potranno raccogliere e trattare i dati dei cittadini europei pur continuando a garantire privacy e sicurezza oltre a dare la possibilità agli stessi cittadini di revocare l'autorizzazione al trasferimento delle proprie informazioni. Ulteriori limitazioni poi prevedono che i dati raccolti vengano eliminati non a pena non siano più necessari. Per quanto riguarda invece i dati che possono essere raccolti dai servizi di intelligence, anch'essi dovranno sottostare a queste limitazioni e dovranno eliminare i dati se richiesto dai cittadini oltre a garantire di raccogliere solo le informazioni veramente indispensabili. Infine verrà costituito un tribunale, il Data Protection Review Court, che si occuperà di far valere questi diritti e controllare eventuali abusi da parte delle aziende statunitensi. #### Il contributo di Leonardo al telescopio Euclid > Fonte: Esa.int - Timestamp: 02:40 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Il 1 luglio è stato lanciato con un razzo Falcon 9 dalla Cape Canaveral Space Force Station in Florida, il telescopio Euclid dell'Agenzia Spaziale Europea, che nei prossimi 5 anni avrà il compito di scoprire la natura della materia oscura e dell'energia oscura, due ipotetiche componenti dell'universo di cui sappiamo molto poco. Una volta raggiunto il punto di equilibrio del sistema Terra-Sole, situato a 1,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta, chiamato Lagrange 2, Euclid inizierà a osservare miliardi di galassie distanti fino a 10 miliardi di anni luce, con l'obiettivo di creare la più grande e dettagliata mappa 3D dell'universo. In questo modo, con una rappresentazione molto più accurata della distribuzione della materia nel nostro universo, gli scienziati sperano di dedurre il ruolo della materia e dell'energia oscura nella formazione ed espansione dei corpi celesti dopo il Big Bang. Un contributo fondamentale alla missione di Euclid è stato fornito da Leonardo, ospite tra l'altro di questa puntata. In particolare l'azienda italiana si è occupata della realizzazione di tre sottosistemi fondamentali per il corretto funzionamento del telescopio. Il primo è il sensore detto di guida fine, inserito nel piano focale di Euclid, che avrà il compito di favorire il puntamento preciso del telescopio nella direzione di osservazione astronomica. Il secondo è un sistema di micropropulsione, il quale si occuperà insieme al sensore di guida fine di orientare fisicamente il telescopio per ottimizzare il puntamento specifico, mentre il terzo ed ultimo sottosistema è quello dei pannelli fotovoltaici che avranno il compito di garantire all'intero apparato astronomico l'elettricità e la potenza necessaria per svolgere tutte le operazioni di osservazione del nostro universo. #### Leonardo: come nascono gli strumenti di osservazione spaziale? > - Timestamp: 04:39 - Autori: Leonardo, Fabio Brandani, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Intervista **Davide**: L'esplorazione spaziale è un ambito affascinante che continua a stupirci con le sue scoperte e le sue potenzialità. Dietro ogni missione di successo ci sono strumenti sofisticati che consentono di raccogliere dati preziosi e di ampliare la nostra comprensione dell'universo. Per questo oggi vogliamo fare un approfondimento nel mondo della strumentazione a bordo dei satelliti per l'osservazione del cosmo e della Terra. E per capire come questa strumentazione ci permette di scrutare le galassie e di monitorare il nostro pianeta, con l'obiettivo di raggiungere nuovi traguardi scientifici e produttivi, ci facciamo aiutare da Fabio Brandani, responsabile dei programmi spazio del sito di Campi Bisenzio a Firenze di Leonardo. Benvenuto Fabio. **Fabio**: Buongiorno a tutti. **Davide**: Innanzitutto ci spieghi chi è Leonardo e di che cosa si occupa nello specifico nel settore dello spazio? **Fabio**: Leonardo è un'azienda globale ad altissima tecnologia e rappresenta uno delle principali società al mondo nell'ambito dell'aerospazio, della difesa e della sicurezza. Nello specifico nell'ambito dello spazio Leonardo agisce sia per suo conto che tramite delle joint ventures c'è Tele spazio e Thales Alenia Space, più anche con una partecipazione in Avio, consentano a Leonardo di coprire un po tutta l'intera catena del valore, dalla progettazione alla realizzazione degli strumenti o di sistemi completi fino anche al loro lancio e alla gestione dei dati poi, una volta che gli strumenti diventano operativi. Nello specifico di Leonardo, quindi le attività che vengono svolte internamente alla società, noi abbiamo due grossi settori, due grosse famiglie, una è quella degli equipaggiamenti per le piattaforme e della robotica spaziale che è a sede a Nerviano nelle vicinanze di Milano, dove realizziamo appunto pannelli solari, orologi atomici tra cui quelli della costellazione Galileo, realizziamo bracci robotici per esplorazioni planetarie e realizziamo anche strumenti per micro trusters, sono degli oggetti, dei micro propulsori che vanno ad essere usati sui satelliti per puntamento molto fine. Su Campi Bisenzio invece, che è la parte sulla quale io sono responsabile di tutti i programmi in ambito spazio, realizziamo strumentazione elettro-ottica, quindi strumenti per l'osservazione della Terra e per l'osservazione anche dello spazio profondo o per l'esplorazione planetaria e realizziamo anche i cosiddetti Star Tracker, che sono come delle bussole spaziali. Le tecnologie sono varie e sempre molto vicine al limite di quello che è la tecnologia, lo stato dell'arte e diciamo che con molto orgoglio siamo a bordo di tutte le principali missioni europee e non soltanto, giusto per fare qualche nome che può essere noto alle persone che ci ascoltano, possono essere Artemis, ExoMars, il telescopio James Webb, Prisma, Cassini, Rosetta, Juno, adesso JUICE, lanciato da poco, prossime missioni che sono la costellazione Galileo e molte altre. **Davide**: Ok, hai parlato quindi della strumentazione che realizzate, questa strumentazione elettro-ottica e hai parlato di osservazione della Terra e osservazione del Cosmo, che cosa vuol dire nella pratica? **Fabio**: Beh, nella pratica tramite i principali strumenti, gli strumenti elettro-ottici che realizziamo, noi contribuiamo a quella che è l'osservazione della Terra, ad esempio parliamo del satellite dello strumento Prisma o della missione Aeolus che ha contribuito alla misurazione dei venti dall'orbita, tutto questo ha un impatto molto concreto, molto diretto sulla vita nostra, sulla nostra vita di tutti i giorni, anche banalmente per cose molto semplici, le previsioni meteorologiche che tutti noi diamo un po per scontate ma che non lo sono affatto, il monitoraggio dello stato dei mari, delle correnti, dell'inquinamento, lo studio del clima, la misurazione dello studio dei venti, dello stato dei ghiacci, il monitoraggio e la gestione di infrastrutture critiche, dissesto idrogeologico, incendi e tutto quello che può essere un elemento importante, fondamentale per aiutare il decisore politico a prendere le decisioni giuste sulla base di informazioni affidabili e concrete. Laddove invece ci muoviamo verso l'osservazione del cosmo o di altri pianeti è chiaro che qui andiamo verso un altro tipo di obiettivo, qua è qualcosa che ha più a che fare con la natura umana, con la volontà di conoscere, di sapere e di avere sempre una, come dire, di spostare un po la frontiera delle nostre conoscenze un po più avanti. In questo caso noi abbiamo partecipazioni a missioni, abbiamo avuto già in passato e avremo in futuro partecipazione a missioni molto importanti come ad esempio PLATO, la missione PLATO che andrà a cercare esopianeti fuori dal nostro sistema solare, esopianeti che in linea di principio potrebbero anche essere adeguati ad atti per ospitare la vita. Euclid, su cui noi abbiamo realizzato appunto il sistema di micropropulsione e il sistema di puntamento fine, il cosiddetto fine guidance sensor, che andrà a studiare la materia oscura e l'energia oscura, che sono alla base della costituzione del nostro universo. Abbiamo anche un piccolo ruolo, piccolo non tanto, nel James Webb Telescope, che si trova nella sua posizione e orbita osservando quello che è il nostro universo grazie agli Star Tracker realizzati qui proprio a Campi Bisenzio. **Davide**: Ok e visto che ci hai citato tantissime missioni non possiamo affrontarle tutte, proviamo a individuarne qualcuna e affrontarle più nello specifico e partiamo dall'attualità. Di recente, ad aprile, è stata lanciata la sonda JUICE che fra qualche anno esplorerà Giove e tra i suoi lune, in questa missione che ruolo ha avuto Leonardo? **Fabio**: La missione JUICE è una missione estremamente importante per l'Agenzia Spaziale Europea e anche per l'Italia, per la nostra nazione, noi come Italia abbiamo avuto un contributo molto importante a questa missione e all'interno del contributo italiano il contributo di Leonardo è molto significativo. Noi abbiamo consegnato per JUICE i pannelli solari più grandi che siano mai stati realizzati per una missione interplanetaria, stiamo parlando di pannelli solari con una superficie complessiva di 85 metri quadrati come un appartamento neanche troppo piccolo e abbiamo anche consegnato due strumenti elettro-ottici realizzati qui su Campi Bisenzio che si chiamano Janus e Majis. Janus è una telecamera ad alta risoluzione che darà la possibilità di studiare e di osservare le tre lune Europa, Ganimede e Callisto molto in maniera molto accurata con una grande risoluzione, stiamo parlando di una risoluzione spaziale nell'ordine dei 7 metri sulla superficie delle lune, sulla superficie di Ganimede in 12 colori, quindi questa qui sarà diciamo così una telecamera che fornirà le informazioni sulla struttura della superficie delle lune, darà una mappatura estremamente accurata di questa superficie. Accanto alla telecamera Janus si trova lo spettrometro Majis che con una risoluzione a terra un po meno spinta, quindi a terra diciamo a luna su Ganimede, un po meno spinta, parliamo di qualcosa più di 200 metri in questo caso, però ci fornirà le informazioni su 1.016 bande spettrali a partire dal visibile, quindi dal rosso fino ad arrivare al medio infrarosso a 5 micron di lunghezza d'onda e quindi mentre Janus ci darà una bella informazione su quella che è la struttura della superficie Majis ci darà un'informazione molto accurata della composizione della superficie, quindi come è fatto e di che cosa è fatto. Questo è un contributo italiano e di Leonardo che noi crediamo molto importante alla scienza su JUICE. **Davide**: Ok e ci fai qualche altro esempio di altri strumenti che realizzate per l'osservazione del cosmo. **Fabio**: Si, assolutamente, gli strumenti che andiamo a realizzare nell'ambito dell'elettro-ottica una prima categoria è quella degli spettrometri, tra cui ad esempio PRISMA che è stato lanciato nel 2019 e è uno strumento per l'osservazione della terra, FLEX, lo spettrometro nel vicino infrarosso del Sentinel-5 nell'ambito del programma Copernicus che servirà a mappare l'inquinamento e la concentrazione di CO2 sulle varie zone del nostro pianeta, lo stesso Majis di cui abbiamo parlato e questi sono strumenti che operano, diciamo vanno a leggere lo spettro di emissione o di riflessione del pianeta o comunque dell'oggetto che andiamo ad osservare e ci danno quindi un'informazione sulla sua composizione. Poi abbiamo un altro filone che è quello dei radiometri, tra cui il più importante è il cosiddetto SLSTR, Sea and Land Surface Temperature Radiometer, che fondamentalmente sono dei termometri. L'SLSTR di cui due esemplari sono già in orbita da qualche anno a bordo dei satelliti Sentinel-3, è uno strumento che consente la misurazione della superficie degli oceani con un'accuratezza assoluta e di massima ripetibilità, minore di 0,3°C. Questo è importante nello studio della climatologia e nella gestione di quelle che sono le variazioni climatiche. Poi abbiamo un altro filone che è quello dei cosiddetti imager, in esterma sintesi telecamere, telecamere che osservano una certa immagine e che ne traggono delle informazioni. Janus, la macchina che abbiamo parlato prima, è un imager. Altri esempi, lo stesso Lightning Imager. Lightning Imager è uno strumento che è stato lanciato recentemente a bordo del Meteor Satellite terza generazione e che consentirà una mappatura accuratissima dei fulmini, sia aria-terra che aria-aria. TRI-MI è un altro strumento che sarà lanciato a bordo del Satellite Meteor di seconda generazione che andrà a fare una misurazione della polarità e di un'utilizzazione indotta dall'atmosfera e quindi in maniera indiretta della composizione, dell'aerosol, quindi che tipo di inquinanti sono presenti, quante l'umidità e quindi informazioni che poi hanno un'applicazione diretta, sia in ambito meteorologico che in ambito di gestione ambientale. Poi noi abbiamo anche una sezione che si occupa di laser, in questo caso parliamo di strumentazione elettro-ottica attiva. Abbiamo il laser di potenza in ultravioletto a bordo della missione Aeolus che è stata la prima missione mai realizzata per la misurazione della velocità del vento dall'orbita terrestre. Oltre a questo ci sono anche gli Star Tracker che sono un oggetto completamente a parte, completamente diverso dal resto delle macchine di cui ho parlato. **Davide**: E a proposito di questo ci dicevi appunto che gli Star Tracker sono presenti ad esempio sul James Webb Space Telescope. Qual è il loro ruolo? **Fabio**: Lo Star Tracker è come una specie di bussola spaziale. Ci possiamo immaginare un po come nei secoli scorsi quando i capitani delle navi di notte uscivano e osservavano le stelle e da quello che vedevano capivano dove si trovavano e dove dovevano andare, ecco questo è quello che lo Star Tracker fa su un satellite. Lo Star Tracker è una telecamera, una telecamera che osserva il campo stellare, confronta quello che vede con una mappa che ha a bordo, diciamo che è una tipica mappa memorizzata, può essere nell'ordine delle 3.000 stelle e sulla base del confronto tra quello che ha osservato, tra quello che osserva e quello che sta nella mappa stabilisce qual è l'assetto del satellite, dove si trova, in che direzione sta guardando e quindi fornisce al sistema di bordo tutte le informazioni necessarie per mantenere il satellite nella sua corretta orbita, nella sua corretta traiettoria. Tutto questo 10 volte al secondo, che è un po più frequente di quello che poteva fare il capitano della nave nei secoli scorsi. **Davide**: Ok prima c'è un altro tema quello delle previsioni meteo, anche qui ci sono delle missioni a riguardo a dicembre per esempio è stato lanciato un satellite Meteosat di terza generazione, il primo di una nuova generazione per le previsioni meteo e il monitoraggio del clima sul quale è presente appunto uno strumento chiamato Lightning Imager che avete realizzato, che cos'è? **Fabio**: Il Lightning Imager così come dice lo stesso nome è una telecamera che serve per scovare i fulmini, internamente un po così anche affettuosamente lo chiamiamo il "fulminometro", quello che fa questo oggetto è dalla distanza di 36.000 chilometri quindi da orbita geostazionaria osserva tutto l'emisfero che comprende l'Africa e l'Europa e in tempo reale trova i fulmini, quindi va a monitorare e a detectare i fulmini sia aria-aria che aria-terra con una accuratezza estremamente spinta sia di giorno che di notte e questa informazione viene poi trasferita a terra in tempo estremamente rapido per quello che è il cosiddetto "nowcasting" che è un po la nuova frontiera se vogliamo della meteorologia, che cosa vuol dire, che cos'è il nowcasting? Il nowcasting è la capacità di determinare quello che sta succedendo in questo momento, quindi un campo di fulmini che cresce e che diventa più intenso che aumenta la sua dimensione e aumenta il numero di fulmini in una certa località sta ad indicare che si potrebbe... cioè si sta formando una tempesta e l'aumento dei fulmini, l'aumento della loro intensità, l'aumento della loro frequenza sta a significare che questa tempesta sta crescendo. Quindi l'informazione dei fulmini fornisce insieme all'informazione che è data da altri strumenti che indicano come si sta muovendo la tempesta, l'informazione dei fulmini fornisce l'informazione su quanto è forte questa tempesta, sta aumentando, sta diminuendo, rappresenta un pericolo o non rappresenta un pericolo? Questo tipo di osservazione esiste già, è già fatta da stazioni di terra, perché questo tipo di lettura appunto di acquisizione dei fulmini è già riconosciuto universalmente come una misura molto affidabile dell'evoluzione delle tempeste. Però il punto è che quando io l'osservazione la faccio da terra, la posso fare solo localmente, solo vicino alla stazione che osserva. Quando io questa cosa la faccio dall'orbita, lo faccio su tutto l'emisfero allo stesso tempo e quindi ho un'informazione completa affidabile e ripetibile di come si stanno evolvendo le tempeste e gli uragani. Quali sono le applicazioni? Beh, la protezione civile è sicuramente un'applicazione, ma anche in maniera molto più diretta la gestione del traffico aereo o la gestione del traffico navale. Queste sono applicazioni molto, molto immediate di questo genere di macchina e il Lightning Imager è la prima macchina europea della sua famiglia, è la prima volta che l'Europa ha un asset di questo tipo. **Davide**: Ok e invece a bordo di Prisma quali sono gli strumenti elettro-ottici che avete realizzato? **Fabio**: Prisma è un satellite italiano realizzato dall'agenzia spaziale italiana insieme a Leonardo e altre aziende sul quale noi abbiamo montato la prima camera iperspettrale di top class, di classe mondiale che sia stata realizzata in Europa ed è una telecamera, uno spettrometro, cosiddetto iperspettrale. Cosa significa iperspettrale? Significa che questo spettrometro fornisce informazioni su tutte le bande dai 400 ai 2500 nanometri di lunghezza d'onda con una risoluzione di 10 nanometri per ognuna delle bande. In parole semplici ci dà una misura puntuale di quella che è la firma spettrale, di quella che è lo spettro di emissione o di riflessione dell'oggetto che stiamo osservando con una estrema risoluzione con un gran numero di bande. Che cosa vuol dire? Vuol dire che questa acquisizione può poi essere confrontata con gli archivi di firme spettrali, dei vari materiali conosciuti, queste sono informazioni più o meno disponibili a chi opera in questo campo e con questo noi siamo in grado di andare a determinare che cosa stiamo guardando, quindi quali sono i materiali che osserviamo. Questo ha un utilizzo nella ricerca di specifici materiali, faccio un esempio molto semplice, l'amianto sui tetti delle case, questo è qualcosa che si può vedere, oppure la presenza di un certo minerale in una certa area geografica senza dover andare a scavare, la presenza di un certo tipo di alghe sulla superficie di un lago, abbiamo delle immagini del lago Trasimeno molto interessanti in questo senso, o anche la presenza di fuga di gas o in maniera anche più semplice ma non banale, la presenza e l'evoluzione degli incendi. Quindi Prisma è uno strumento che consente un monitoraggio molto accurato della superficie terrestre e è un aiuto nella gestione sia del territorio per così com'è ma anche nella gestione di catastrofi, di eventi ambientali estremi, incendi, alluvioni, terremoti, frane, Prisma è uno degli strumenti che la nostra protezione civile utilizza maggiormente proprio per la gestione di questi eventi. Oggi Prisma è uno strumento che è in volo dal 2019, Leonardo insieme con ASI sta già lavorando alla missione Prisma 2, quindi la Prisma seconda generazione, che avrà performance ancora più spinte, sarà un oggetto veramente di classe mondiale e consentirà di continuare in queste operazioni. In più, molto recentemente è stato confermato che anche la costellazione IRIDE avrà a bordo quattro satelliti iperspettrali su cui saranno montati degli strumenti iperspettrali di Leonardo con le stesse performance di Prisma, ma con dimensioni e massa molto ridotti grazie al fatto che nel frattempo la tecnologia è andata avanti e siamo stati capaci di migliorare il prodotto. **Davide**: Ecco e a proposito di questo aspetto, dopo aver visto questi esempi di cui ci hai parlato, passiamo un po concretamente alla realizzazione di questi strumenti. Spiegaci un po quali sono le difficoltà tecniche di produrre strumenti di questo tipo e quindi quali sono le sfide, quali sono i test che devono affrontare, perché anche rispetto a quelli che accennavi prima agli Star Tracker, dicevi che devono avere anche certe prestazioni, devono essere molto prestanti per fare continui controlli, continui check, però allo stesso tempo devono essere estremamente affidabili, non possono rompersi e sempre più piccoli. **Fabio**: Sempre più piccoli, sempre più performanti e anche sempre più affidabili. La realizzazione di uno strumento spaziale è un qualcosa di molto complesso. Normalmente si parte da un'idea, qualcuno ha un'idea su quello che potrebbe essere una un'applicazione, normalmente stiamo parlando di enti di ricerca o comunque di comunità che sono quelle scientifiche. Questa idea viene sottoposta all'attenzione delle agenzie, diciamo dell'agenzia spaziale europea, dell'agenzia spaziale italiana o di altre agenzie nazionali o di altri enti politici che decidono di investire per questa idea. A questo punto quello che viene fatto è iniziare un'attività di sviluppo architetturale. Questo è un processo che può durare molto, normalmente sono anni di progettazione, anni di progettazione che normalmente vengono svolti in ambiti con collaborazioni nazionali e soprattutto internazionali. Lo spazio è di per sé un contesto internazionale, nello spazio i confini non esistono, non hanno senso. Quindi nello sviluppo di questi strumenti parliamo sempre di collaborazioni tra aziende, enti di ricerca, università, governi. Dopodiché una volta arrivati a completare il progetto dobbiamo realizzarlo e soprattutto validarlo, dobbiamo essere sicuri che l'oggetto funzionerà nello spazio. Non ci sono seconde opportunità, se lo strumento non funziona, non funziona e il lancio non è uno scherzo, è qualcosa che ha grossi costi da tanti punti di vista. Quindi tutta l'integrazione, tutto quello che è la fase di montaggio, di costruzione e montaggio viene fatta in ambienti protetti. Normalmente noi operiamo sempre nelle cosiddette "camere bianche", sono degli ambienti estremamente puliti in cui si tiene sotto controllo in maniera molto accurata la possibile contaminazione ambientale. Le persone che lavorano sono persone estremamente specializzate di elevata scolarizzazione e i processi che vengono applicati sono processi tenuti strettamente sotto controllo e continuamente manutenuti. A valle di tutto questo processo di montaggio dobbiamo verificare la macchina e per poterla verificare si utilizzano dei simulatori dell'ambiente spaziale, quindi si deve andare a fare tutta la fase di test in ambienti che sono le cosiddette camere di termo vuoto. Sono delle grosse camere all'interno delle quali si realizza un vuoto spinto e si realizzano anche le condizioni di scambio termico che si troveranno nello spazio. Nello spazio non c'è convezione, non c'è l'aria, l'unico meccanismo per cui si può trasferire il calore è l'irraggiamento e in questo contesto dobbiamo anche andare a realizzare tutta una serie di attrezzature di strumentazioni che vanno a simulare ciò che lo strumento vedrà in volo. Non è sbagliato dire che l'attrezzatura di test è altrettanto complessa e diciamo così sfidante tanto quanto lo strumento di volo in sé. Tutto questo processo deve poi essere completato dalla cosiddetta qualifica ambientale. Lo strumento non deve solo funzionare, deve essere in grado di funzionare in un ambiente estremamente difficile dopo essere stato lanciato a bordo di un razzo. Quindi si vanno anche poi a fare delle simulazioni di quelli che saranno gli stimoli ambientali che l'oggetto subirà durante il lancio, vibrazioni, shock, shock termici, tutto ciò che è necessario e si va poi a verificare che la macchina continuerà a funzionare anche dopo aver subito tutto questo. È qualcosa di molto peculiare che richiede molta esperienza e molta competenza specifica ed è forse la parte più peculiare nel lavorare nello spazio. **Davide**: Ok e in chiusura, legato sempre a questo aspetto, ci spieghi quali sono le sfide tecnologiche più importanti che state affrontando in questo periodo come Leonardo e quali sono le innovazioni più recenti che avete introdotto per superarle sempre appunto nel settore dello spazio? **Fabio**: Certo, io direi che le sfide tecnologiche più importanti appartengono fondamentalmente a due grandi famiglie. Da una parte c'è la spinta sempre più forte verso le performance. Noi cerchiamo di avere performance sempre più estreme dai nostri strumenti di osservazione. Quello che ci dobbiamo immaginare è che quando noi osserviamo la terra dallo spazio ci stiamo cercando di guardare qualche cosa da una distanza molto elevata. Quando io dico che andiamo a misurare la temperatura marina dall'orbita tramite uno strumento, un radiometro come l'SLSTR, sto dicendo che io sto mettendo uno strumento a 800 chilometri di quota e da quella quota voglio sapere qual è la temperatura del mare sotto. È come se io avessi messo una telecamera sulla punta del Duomo di Milano, sulla Madonnina, e con questa telecamera volessi misurare la temperatura del Golfo di Napoli. Quindi le performance delle macchine sono sempre più spinte. Un caso estremamente recente di questo è la telecamera e lo spettrometro FLEX. FLEX sarà una missione che in questo momento in fase di allestimento che andrà a monitorare lo stato di salute della vegetazione dall'orbita da un'altezza di 815 chilometri tramite uno spettrometro con una accuratezza, una risoluzione spettrale di un decimo di nanometro. Quindi noi andremo ad acquisire delle informazioni su delle bande estremamente ridotte e quindi con una quantità di energia disponibile, di energia buona molto piccola rispetto a quello che è il fondo, il background. Su FLEX quello che possiamo più o meno stimare è che la quantità di segnale buono rispetto al fondo è meno dell'1%. Quella che è la sfida in questo caso è trovare la maniera di estrarre la parte buona del segnale da quella non buona e questo è un aspetto che si deve ottenere. Per prima cosa avendo una macchina che è sempre più performante in sé in termini di hardware ma poi anche nello sviluppo di software sempre più spinti, sempre più specializzati che consentano di fare questa distinzione in maniera accurata ed affidabile. Questo è un tema quindi la tecnologia è un driver sicuramente, la capacità di superare le difficoltà tecnologiche magari utilizzando software, utilizzando processamento a valle dell'acquisizione è una delle soluzioni su cui stiamo lavorando in maniera più attenta in questo momento. L'altro grande filone è quello della compattazione. Sempre più abbiamo la necessità di andare a realizzare strumenti compatti, leggeri e relativamente poco costosi per equipaggiare costellazioni di satelliti che consentano la ripetizione dell'osservazione molto più frequente di quanto non sia possibile con un solo satellite. Anche in questo caso ovviamente la sfida è principalmente tecnologica, c'è un forte legame tra la tecnologia e quello che si riesce a realizzare in termini di miniaturizzazione e questa è un po la sfida più attuale, è quello che il mercato maggiormente ci sta chiedendo. **Davide**: Perfetto, allora grazie Fabio per averci raccontato qual è il vostro ruolo nel settore dello spazio. Alla prossima. **Fabio**: Buonasera a tutti, arrivederci. #### Conclusione - Timestamp: 35:14 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e29 ## Come funziona la PEC? E serve davvero? > Sentiamo sempre più spesso parlare di [Posta Elettronica Certificata](https://www.agid.gov.it/it/piattaforme/posta-elettronica-certificata) (PEC) ma sappiamo davvero cos’è e come funziona? La PEC è stata inventata e viene utilizzata solo in Italia ma proprio per le sue caratteristiche, verrà adottata anche a livello Europeo con la cosiddetta REM, registered electronic mail, andando a creare uno standard valido per tutta l'Unione, che integra le identità digitali dei cittadini per incrementarne la sicurezza. In questa puntata dunque, approfondiamo il tema della Posta Elettronica Certificata, andando a vedere come e quando è nata e cercando di capire, anche dal punto di vista tecnico, come funziona e in cosa è diversa da una mail tradizionale. Nella sezione delle notizie parliamo dell’arrivo di [Google Bard](https://bard.google.com) in Europa, di un altro passo contro la diffusione di contenuti pirata anche grazie al supporto dell’[AGCOM](https://www.agcom.it) e infine di come diversi dipartimenti governativi americani sarebbero nel mirino del cyberspionaggio cinese. - Stagione: 5 - Episodio: 29 - Data di pubblicazione: 2023-07-22 06:45:00 - Durata: 19:48 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e29](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e29) - Episodi correlati: s3e41, s5e5 - Tag: pec,posta elettronica certificata,email,rem,registered electronic email,inad,italia,spid,bard,ia,chatbot,europa,italia,attacco hacker,usa,hacker cinesi,cyberspionaggio,email,exchange,agcom,pirateria,indirizzo ip,senato,disegno di legge,diritto d’autore,film,illegalità,streaming,sport,diretta,partite ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo che cos'è la PEC o Posta Elettronica Certificata, in che cosa è diversa da una mail tradizionale e come verrà sempre più utilizzata per ricevere le comunicazioni dalle pubbliche amministrazioni e non solo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Bard è arrivato in Europa > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:02 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo il lancio avvenuto lo scorso marzo in Stati Uniti e Regno Unito, e rilascio in più di 180 paesi il mese successivo, il chatbot basato sull'intelligenza artificiale di Google, Bard è stato attivato la settimana scorsa anche in Europa, e di conseguenza anche in Italia. Il motivo per cui il rivale di ChatGPT è stato reso disponibile dopo tutti questi mesi è dovuto alla presenza di stringenti regole in materia di privacy del Garante europeo, il rifatto ha ritenuto indispensabile continuare le conversazioni con Google per verificare che fossero rispettate tutte le garanzie del merito. A differenza del chatbot di OpenAI addestrato su informazioni risalenti fino a qualche anno fa, Bard può accedere direttamente a Internet per generare risposte esattamente come Bing Chat di Microsoft, anche se, a differenza di quest'ultimo, non è ancora stato integrato nel motore di ricerca di Google, e di conseguenza è necessario recarsi all'indirizzo bard.google.com per poterlo utilizzare. Come segnalato sulla pagina della piattaforma, Bard in realtà è ancora una tecnologia sperimentale, infatti Google ci tiene a ricordare che le affermazioni del chatbot su qualsiasi argomento possono risultare imprecise e persino sbagliate, tuttavia viene sempre garantita all'utente la possibilità di effettuare una segnalazione e di scrivere un commento. #### Altro passo contro la diffusione di contenuti pirata > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:29 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto - Tipologia: Notizia **Davide**: La scorsa settimana il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge antipirateria, mirato a prevenire e reprimere la diffusione illecita di contenuti protetti dal diritto d'autore su Internet. Questo provvedimento prevede l'inasprimento delle sanzioni, fino a tre anni di reclusione per chi trasmette i contenuti e sanzioni che possono arrivare fino a 5000 euro per chi ne usufruisce. Allo stesso tempo l'autorità garante delle comunicazioni AGCOM vedrà incrementati i suoi poteri, consentendo un intervento più deciso nella lotta alla pirateria informatica incluse anche le trasmissioni di contenuti in diretta. Tra le nuove competenze dell'AGCOM vi è la possibilità di oscurare i siti colti in flagrante durante la diffusione di contenuti pirata entro 30 minuti. Gli utenti connessi a questi siti riceveranno un avviso che li informerà dell'intervento dell'autorità e la possibilità di essere segnalati alle autorità competenti. La tracciabilità verrà attraverso l'indirizzo IP, rendendo più difficile evitare l'identificazione. #### Dipartimenti USA nel mirino del cyberspionaggio cinese > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:34 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: In seguito a delle segnalazioni arrivate dal Dipartimento di Stato americano, Microsoft ha a metà giugno avviato delle indagini interne ai suoi servizi di posta che secondo le segnalazioni sarebbero stati compromessi e avrebbero permesso l'accesso ad un gruppo di hacker cinesi, lo Storm-0558, di accedere a scambi di email di dipendenti o persone collegate da diverse organizzazioni statunitensi. In seguito ad opportune verifiche, Microsoft ha confermato l'attività di cyber spionaggio e ha bloccato l'attività illecita del gruppo cinese e incrementato ulteriormente la sicurezza dei suoi servizi. Gli hacker infatti si sono serviti di token contraffatti, ossia di codici di accesso per poter entrare e uscire liberamente dai diversi account. Negli ultimi giorni, Microsoft ha reso poi pubblici tutti i dettagli relativi all'attacco e ha coinvolto circa 25 organizzazioni, tra cui agenzie pubbliche come il Dipartimento di Stato, che per primo ha segnalato la presenza di attività anomale, e il Dipartimento del Commercio. Dal 6 luglio di quest'anno è ufficialmente attivo in Italia l'INAD, l'Indice Nazionale dei Domicili Digitali, ossia un indice consultabile pubblicamente sia dai cittadini che dalle aziende e pubbliche amministrazioni che mostra gli indirizzi PEC dei cittadini o dei liberi professionisti che si sono spontaneamente registrati al portale. #### Come funziona la PEC? E serve davvero? > - Timestamp: 04:52 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Topic **Davide**: In questo modo le pubbliche amministrazioni potranno inviare le comunicazioni ufficiali come rimborsi, detrazioni o multe direttamente all'indirizzo PEC del cittadino, risparmiando sulle spese di spedizione e riducendo l'utilizzo della carta. Il cittadino, così facendo, invece, non avrà modo di perdere o non ricevere le comunicazioni a causa di ritardi o errori nella consegna, e inoltre potrà accedere a tutte le comunicazioni ricevute ovunque anche se non è a casa. Ma perché si è deciso di utilizzare proprio la PEC e non, ad esempio, l'app IO o le mail tradizionali, che fra l'altro sono soluzioni gratuite? La motivazione sta proprio nel funzionamento della posta elettronica certificata, che proprio, come suggerisce il nome, riesce a rispondere a diverse esigenze di sicurezza, privacy e garanzia dell'autenticità del mittente e del destinatario, e di conseguenza a un valore probatorio. Tant'è che il suo utilizzo è attualmente obbligatorio per imprese, partite IVA, liberi professionisti o associazioni, per scambiare comunicazioni ufficiali e firmate tra altri professionisti o pubbliche amministrazioni, ricevere fatture o spedire digitalmente raccomandate con ricevuta di ritorno. E tra l'altro, e forse in pochi lo sanno, la PEC è stata inventata e viene utilizzata solo in Italia, ma proprio per le sue caratteristiche è stata adottata anche a livello europeo con la cosiddetta REM, Registred Electronic Mail, andando a creare uno standard valido per tutta l'Unione Europea, che integra le identità digitali dei cittadini, come SpiD o CIE nel caso dell'Italia, aggiungendo così un livello di certificazione ulteriore sul mittente, e renderà inoltre obbligatoria l'autenticazione a due fattori per incrementarne la sicurezza. Nella puntata di oggi, dunque, andremo proprio ad approfondire il tema della posta elettronica certificata, andando a vedere come e quando è nata, e cercando di capire anche dal punto di vista tecnico, come funziona e come è diversa da una mail tradizionale. Iniziamo dunque ripercorrendo la storia della PEC, per poi approfondire il funzionamento tecnico: l'idea della posta elettronica certificata nasce infatti vent'anni fa, nel 2003, quando con una legge viene introdotto il concetto di innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione, in cui tra le altre cose viene posto come obiettivo l'uso della email per quanto riguarda lo scambio di comunicazioni tra pubbliche amministrazioni e privati. Le regole tecniche per quanto riguarda la gestione delle email, poi, sono state definite due anni dopo, con il DPR 68 del 2005, dove vengono identificati i tre soggetti principali che permettono lo scambio di email certificate. Questi sono il mittente, il destinatario e un terzo soggetto che è il gestore del servizio, che si occupa appunto di garantire il corretto funzionamento e di certificare lo scambio delle comunicazioni. A differenza di un email tradizionale, dunque, dove il gestore può ad esempio essere Google per Gmail o Microsoft per Outlook, che però si limitano solo a ricevere e inviare email, eventualmente applicando filtri per lo spam, nel caso della posta elettronica certificata i gestori hanno un ruolo centrale fondamentale, ossia quello di garanti, che firmano e assicurano che le email vengono consegnate e ricevute intatte. Per questo motivo, i garanti sono tenuti in un registro, gestito attualmente dall'Agenzia per l'Italia Digitale, che verifica che i vari gestori abbiano le caratteristiche minime necessarie per poter garantire un servizio sicuro e perfettamente funzionante. Alcuni di questi garanti al momento sono Aruba, che di gran lunga è il servizio più utilizzato e conosciuto per la gestione della PEC, ma anche TIM, Poste Italiane o Register.it. Sempre nel 2005, poi, vengono definite le regole tecniche di funzionamento della PEC, e successivamente viene effettivamente riconosciuta la validità probatoria, paragonando la posta elettronica certificata a una comunicazione postale, come la raccomandata con ricevuta di ritorno. Nasce così la PEC. Negli anni successivi, questo tipo di e-mail viene utilizzata inizialmente per scambi tra pubbliche amministrazioni, ma poi diventa sempre più diffusa, in seguito ad ulteriori leggi che obbligano imprese, partite IVA e liberi professionisti a comunicare il proprio indirizzo certificato al momento della registrazione nel registro delle imprese, in modo da essere consultabile liberamente grazie all'Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata, o INIPEC, che è stato sostituito e integrato dall'INAD di cui abbiamo parlato nell'introduzione. Ma come avviene quindi da un punto di vista tecnico lo scambio di e-mail tra due PEC? In che modo è possibile garantire l'autenticità e la sicurezza delle comunicazioni e certificare emittente e destinatari? In breve, il flusso è abbastanza semplice, ed è in tutto e per tutto paragonabile all'invio di una raccomandata. Quando inviamo una PEC verso un altro indirizzo, sempre di Posta Certificata, infatti, il messaggio e tutte le informazioni vengono racchiuse in una busta di trasporto virtuale, così come nel caso di una raccomandata il messaggio viene inserito in una busta fisica. Successivamente, il gestore dell'e-mail firma elettronicamente la busta di trasporto, per poter garantire la provenienza, la marca temporale e l'inalterabilità del messaggio. Facendo sempre il paragone con l'invio postale, anche in questo caso, questo passaggio lo possiamo paragonare al timbro o alla marca da bollo che l'ufficio postale applica alla busta prima di inviarla. Una volta spedita, il gestore della PEC del destinatario verifica automaticamente che la firma applicata alla busta sia valida e sia di proprietà di un gestore PEC autorizzato, e che il contenuto non sia in alcun modo stato alterato durante l'invio. Una volta fatto ciò, il messaggio arriva al destinatario, che lo vede al pari di una e-mail tradizionale, e viene inviata al mittente una ricevuta di consegna, sempre firmata e autenticata indipendentemente dal fatto che l'e-mail venga letto o meno, anche se alcuni gestori implementano anche la conferma di avvenuta lettura. Tornando al paragone con l'invio per posta fisica, una volta consegnata la busta al destinatario, l'ufficio postale spedisce una ricevuta di ritorno al mittente. Tuttavia, e qui c'è una differenza importantissima con la posta elettronica certificata, nel caso dell'invio per raccomandata il contenuto della busta non è verificato, e quindi potenzialmente potrebbe essere stato manomesso nel tragitto. Problema che, invece, come abbiamo visto, nel caso della PEC non si verifica, oltre ad altri diversi problemi legati all'invio postale, come i ritardi di consegna, lo smarrimento di buste, o la consegna ad un indirizzo errato o non più aggiornato, nel caso ad esempio di un cambio di residenza o domicilio. Ovviamente, meglio specificarlo, tutte queste garanzie, come la validità legale dello scambio tra i messaggi, le abbiamo solo nel caso dell'invio da una casella di posta certificata verso un'altra casella di posta certificata. Rimane da approfondire un'ultima questione a questo punto. Ossia come la PEC o la firma elettronica possono garantire la sicurezza e l'inalterabilità del messaggio. E qui viene in aiuto la crittografia, e in particolare un paio di concetti che abbiamo trattato anche altre volte in diverse puntate. Ossia il concetto di Hash, che abbiamo spiegato ad esempio nella puntata "Come minare il bitcoin e perché non ha senso farlo" e il concetto di chiavi crittografiche pubbliche private, che invece abbiamo spiegato nella puntata "Thor e Mysterium VPN, per navigare il web anonimamente" . Come spesso accade, infatti, in informatica si tende a riutilizzare spesso protocolli e standard già esistenti e consolidati, piuttosto di inventarne di nuovi da zero. Quello che succede, quindi, è che quando viene inviato un messaggio via PEC, viene creata un'impronta dell'intero contenuto dell'email, compresi i metadati come emittente, destinatario, oggetto e così via, utilizzando una funzione di Hash. Questa funzione, in breve, genera una stringa di una lunghezza ben definita di caratteri, e univoca per il contenuto. Da questa impronta non è possibile risalire al contenuto, e cambiando anche un solo carattere del corpo della mail, questa impronta viene completamente stravolta. Questo permette, una volta ricevuto il messaggio e la sua impronta, di confrontarli e determinare se il messaggio ricevuto è quello originale o meno. Dall'impronta, poi, viene generata la firma elettronica, cifrando con la chiave privata del mittente, o meglio, del gestore PEC di riferimento, l'impronta stessa. Per capire cosa significa questa frase, è doveroso fare un breve riassunto di come funziona la cifratura con chiave pubblica o privata. Il mittente e il destinatario possiedono una coppia di chiavi, una pubblica, che appunto è visibile a tutti, e una privata, che invece rimane segreta. Se viene cifrato un messaggio con una chiave privata, questo può essere aperto solamente con la rispettiva chiave pubblica. Se invece viene cifrato un messaggio con una chiave pubblica, questo può essere aperto solamente con la rispettiva chiave privata. Se Alice cifra un messaggio con la propria chiave privata, quindi, chiunque può leggerlo, ed è sicuro che il messaggio provenga proprio da Alice. Al contrario, se un messaggio viene cifrato con la chiave pubblica di Bob, nessuno potrà conoscerlo il contenuto, ad eccezione di Bob. Combinando chiave privata di Alice e chiave pubblica di Bob, garantiamo l'autenticità di mittente e destinatario, e nessuno oltre ai due interlocutori potrà leggere il contenuto del messaggio. Tornando alla mail certificata, dunque, ora abbiamo l'e-mail con il suo contenuto, e la sua impronta cifrata con la chiave privata del mittente, e che quindi ne certifica l'autenticità. Come dicevamo poco fa, viene quindi generata una busta virtuale, che contiene l'e-mail, la firma e il certificato pubblico del mittente, che contiene anche chi ha emesso il certificato, che può essere un garante pubblico, come l'Agenzia per l'Italia digitale. Infine, il tutto viene cifrato con la chiave pubblica del destinatario, che quando riceve l'e-mail, gli basterà aprire con la propria chiave privata, verificare la validità del certificato pubblico del mittente e usare quella chiave per decifrare la firma elettronica e ottenere l'hash dell'e-mail. Infine, generando nuovamente l'impronta della mail e confrontandola con quella ricevuta, si riesce a verificare che il contenuto non è stato alterato. Rimangono ancora un paio di questioni da sottolineare: la prima riguarda la verifica di mittente destinatario, mentre la seconda riguarda forse l'unico problema della PEC, ossia la sua limitata diffusione a livello geografico. Partendo dalla prima questione, abbiamo visto come la posta certificata riesca a garantire un valore legale ai contenuti scambiati, garantendo l'autenticità e producendo la ricevuta di consegna. Tuttavia, chiunque può creare una propria PEC e utilizzarla liberamente, senza dover necessariamente inserire i propri dati reali e di fatto magari creare delle e-mail di phishing. A questo proposito il problema verrà risolto dunque con la PEC europea, che andrà a sostituire entro il 2024 quella attuale italiana per estenderne l'utilizzo in tutta l'Unione, e che per l'appunto ha introdotto l'obbligo di verifica del proprietario dell'indirizzo e-mail, ad esempio attraverso l'identità digitale come lo SpiD, la carta di identità elettronica, una verifica manuale tramite videochiamata del gestore della PEC o per chi ne è in possesso di una firma digitale. Per quanto riguarda la seconda problematica, attualmente la PEC è valida solamente in Italia e con l'introduzione della PEC europea anche in Europa. Questo significa che il valore legale all'interno dell'Unione è garantito, ma per aziende o professionisti che ad esempio devono scambiare comunicazioni con imprese extra UE, queste verrebbero trattate come e-mail tradizionali. A livello internazionale comunque esistono degli standard analoghi, come la firma elettronica qualificata, e standard che implementano la conferma di ricezione dell'e-mail, che invece sono riconosciuti utilizzati e livello globale. La PEC dunque è sicuramente uno strumento di grande utilità e che, solo ultimamente, sta venendo sfruttato in maniera sempre più ampia, complici soprattutto l'introduzione dell'INAD, della fatturazione elettronica e sicuramente della PEC europea o REM. Attualmente, poi, i costi di gestione di una posta elettronica certificata sono veramente irrisori, mediamente 10 euro all'anno per i privati e poco più per imprese o liberi professionisti. D'altro canto, i benefici rispetto alle classiche raccomandate sono enormi, in termini di velocità, sicurezza, costi, ma anche di impatto ambientale. L'unica, tra virgolette "sfortuna" è che, in tribunale, nel caso di una raccomandata postale, è possibile fare leva su eventuali problemi di consegna o inaffidabilità del servizio di posta che ha smarrito o non ha consegnato il messaggio, mentre nel caso di una PEC verrà sempre certificata la ricevuta di consegna e sarà considerata solamente quella e non quella di lettura. Se riceviamo una PEC, quindi, è sempre bene assicurarsi di leggerla attentamente. Per il resto, questo strumento si aggiunge alla lista di quei piccoli miracoli di innovazione tecnologica nell'ambito soprattutto della pubblica amministrazione, che dall'Italia sono stati esportati verso l'Unione Europea. #### Conclusione - Timestamp: 18:56 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e30 ## City quitter e nomadi digitali, si può lavorare ovunque? > Negli ultimi anni, un fenomeno sociale interessante ha iniziato a prendere piede in tutto il mondo: l'emergere dei "[City Quitter](https://it.euronews.com/2020/12/02/city-quitters-vivere-la-citta-fuori-dalla-citta-in-tempi-di-covid)" e dei "[Nomadi Digitali](https://it.wikipedia.org/wiki/Nomade_digitale)". Queste due tendenze che evidenziano una maggiore flessibilità nel lavoro e nelle scelte di vita, sono strettamente correlate e sono alimentate dalla crescente [digitalizzazione](https://it.wikipedia.org/wiki/Digitalizzazione) e dalla possibilità di lavorare in remoto. Per raccontarci un’esperienza diretta, i vantaggi ed eventualmente gli svantaggi di un approccio all’ambito lavorativo di questo tipo, abbiamo invitato [Roberta Russo](https://www.dentrolatecnologia.it/roberta.russo.html), consulente di digital marketing, che avevamo già incontrato nella tappa di Sondrio di [VisionAlps](https://www.digitalpeople.tech/podcasts/visionalps). Nella sezione delle notizie parliamo di un servizio di PagoPA, chiamato [SEND](https://notifichedigitali.pagopa.it), per inviare le notifiche digitali e di quali sono stati gli effetti della [missione spaziale DART](https://www.nasa.gov/planetarydefense/dart/dart-news). - Stagione: 5 - Episodio: 30 - Data di pubblicazione: 2023-07-29 06:45:00 - Durata: 27:52 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e30](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e30) - Episodi correlati: s4e31, s5e16 - Tag: nomadi digitali,smart working,city quitter,starlink,connessione,messico,alpi,lavoro,remoto,roberta russo,digital marketing,torino,valle,coworking,computer portatile,postazione di lavoro,app io,send,pagopa,notifiche digitali,pec,dart,dimorphos,asteoroide,impatto,deviazione ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Roberta**: I luoghi vicino alla natura in qualche maniera non ti incentivano continuamente ad acquistare cose, ma più a connetterti un pochino con quello che c'è e penso che questa sia una grande ricchezza del vivere vicino alla natura. E per fortuna la tecnologia permette a molti che lavorano online, in smart working, di poter... sì, di fare questa esperienza, e poi ovviamente ognuno è diverso e quindi si tratta sempre di sperimentare e sentire un pochino cosa va bene per se stessi. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. In quest'ultima puntata prima della pausa estiva, parleremo di cosa significa essere City Quitter e Nomadi Digitali, un fenomeno che grazie alla tecnologia sta cambiando il modo di lavorare di migliaia di persone. Dalla prossima settimana, quindi durante il mese di agosto, pubblicheremo alcuni brevi approfondimenti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il servizio di PagoPA per inviare le notifiche digitali > Fonte: Innovazione.gov.it - Timestamp: 01:39 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Il 17 luglio l'azienda pubblica PagoPA, autrice tra le altre cose del sistema di pagamento PagoPA e dell'app IO, ha lanciato un nuovo servizio dedicato alle notifiche digitali con valore legale. Il servizio si chiama SEND ed è un portale che permette agli enti locali di inviare comunicazioni ufficiali e raccomandate ai cittadini attraverso diversi canali, come ad esempio PEC, app IO, mail, messaggi o in forma cartacea. I cittadini possono attivare il servizio andando su notifichedigitali.pagopa.it da cui possono indicare i propri recapiti. In presenza di una PEC, la comunicazione dell'ente verrà inviata direttamente a quell'indirizzo, altrimenti verrà inviata una notifica di cortesia ad app IO o per email che ci chiederà di accedere al portale per visualizzare le comunicazioni o per pagare eventuali importi richiesti, nel caso ad esempio di una multa. In questo modo si occuperà SEND di certificare l'avvenuta consegna della comunicazione al cittadino, sollevando l'ente locale da tutti gli adempimenti e semplificando, velocizzando e rendendo più economico il procedimento. Il Dipartimento per la trasformazione digitale ha già stanziato 200 milioni di euro disponibili per i comuni che intendono aderire al servizio. L'obiettivo è quello di raggiungere 800 comuni entro fine anno. 4 comuni sono già attivi, ossia Gattinara, Misano Adriatica, Mortara e Verona e altri 100 verranno attivati entro fine luglio. #### Gli effetti della missione spaziale DART > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:13 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella notte tra il 26 e il 27 settembre 2022, la sonda spaziale DART era riuscita a schiantarsi contro il piccolo asteroide Dimorphos per deviarne la traiettoria e valutare quindi il grado di deviazione dell'orbita del corpo celeste. La scorsa settimana sono arrivati dal telescopio spaziale Hubble ulteriori dettagli sull'esito della prima missione sperimentale di difesa planetaria, in particolare emerso che l'impatto tra i due oggetti ha scagliato nello spazio almeno 37 massi di dimensioni compresi tra 1 e 7 metri di diametro, i quali invece di ricadere sull'asteroide per effetto della gravità si stanno invece allontanando sempre più da esso ad una velocità di circa 1 km orario. Gli studiosi che hanno esaminato i dati di Hubble ritengono inoltre che i massi non siano frammenti dell'asteroide creati dall'impatto con la sonda, bensì delle rocce che si trovavano sparse sulla superficie di Dimorphos. L'obiettivo di DART era quello di riuscire a modificare la velocità orbitale di Dimorphos e secondo i dati della NASA, comunicati nell'ottobre 2022, l'impatto ha ridotto il periodo orbitale dell'asteroide di 32 minuti, producendo una nuvola di polvere e secondo i nuovi dati aggiornati un gruppo di rocce in fuga gravitazionale dall'asteroide. #### City quitter e nomadi digitali, si può lavorare ovunque? > - Timestamp: 04:46 - Autori: Roberta Russo, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Lavoro - Tipologia: Intervista **Davide**: Negli ultimi anni un fenomeno sociale interessante ha iniziato a prendere piede in tutto il mondo, l'emergere dei City Quitter e dei nomadi digitali. Queste due tendenze, che evidenziano una maggior flessibilità nel lavoro e nelle scelte di vita, sono strettamente correlate e sono alimentate dalla crescente digitalizzazione e dalla possibilità di lavorare da remoto. Per raccontarci un'esperienza diretta, i vantaggi ed eventualmente gli svantaggi di un approccio all'ambito lavorativo di questo tipo, è con noi Roberta Russo, consulente di Digital Marketing. Benvenuta Roberta. **Roberta**: Grazie, grazie per l'invito. **Davide**: Per dare un minimo di contesto, raccontaci di che cosa ti occupi. **Roberta**: Sì, allora io mi occupo di digital marketing, come hai detto, e anche sempre di più di digitalizzazione dei processi di lavoro nelle aziende, quindi aiuto le aziende a ottimizzare i loro processi per lavorare meglio in maniera più sostenibile, in maniera più flessibile grazie alla tecnologia. **Davide**: Oggi però, come dicevo, siamo qui per parlare di una scelta lavorativa e di vita che hai fatto che in qualche modo è stata abilitata dalle nuove tecnologie. **Roberta**: Sì. In generale, penso che possiamo collegare il tutto a quando ho scelto di licenziarmi dal posto classico in ufficio e poi piano piano è emersa questa esigenza di essere più a contatto con la natura, potremmo guardare la cosa come passare da una vita che io chiamo nelle scatole, quindi nella scatola autobus metropolitana, ufficio, casa, supermercato, a sempre di più, aprirle queste scatole, quindi avere dei tempi più flessibili e anche la possibilità di vivere un po' più all'aria aperta e a contatto con la natura. Sì, ho fatto questa scelta proprio perché in generale è proprio una mia inclinazione quella di poter intervenire su quella che è la mia vita e quindi di non avere qualcosa di troppo prestabilito. E quindi questo mi ha portato ovviamente a imparare a gestirmi al meglio perché poi ovviamente questo è uno degli aspetti di chi è freelance e ovviamente qui ci sono anche poi tanti benefici che è la possibilità per esempio di lavorare ovunque nel mondo, più o meno, o comunque scegliere dove poter abitare e che questo non sia in relazione al lavoro, quindi scegliere il posto che si ama, io sono sempre un po' in cerca del mio luogo e quindi per poter fare una scelta appunto non condizionato dal lavoro. **Davide**: E da quando hai fatto questa scelta che modifiche hai dovuto apportare al tuo modo di lavorare e dall'altro lato però quali sono stati i benefici che ti ha portato? **Roberta**: Ma in realtà per quanto mi riguarda io per esempio tutto il lato tecnologico digitale per me non è mai stato un problema perché già lavoravo in questo settore per cui diciamo che il dover usare nuovi software per magari il project management o cose di questo tipo non sono mai stati un grosso problema. In realtà le cose sono migliorate in meglio perché appunto ho la possibilità di lavorare più focalizzata, senza pensare a quante ore lavoro e quindi potermi gestire il tempo in base anche ai miei desideri, insomma in base a quello che voglio sperimentare nella vita. Però grossi cambiamenti, se devo dire la verità non ne ho fatti se non, vabbè, ovviamente magari non lavorare più solo con il piccolo Mac, ma comprare anche lo schermo magari del computer, farmi una postazione comoda, cose che normalmente ci pensa l'ufficio e quindi insomma crearti un po' la situazione ufficio, forse più problematico per un freelancer all'inizio e per la parte burocratica capire quale partita devi aprire, scegliere il commercialista, le tasse, insomma più queste cose qui, che sono sempre un po' misteriose. **Davide**: Noi ci eravamo già conosciuti durante la tappa di Sondrio, di VisionAlps, un podcast che abbiamo appunto realizzato per parlare dell'innovazione tecnologica nel contesto alpino nel quale appunto ci hai parlato della tua scelta di trasferirti in una valle e all'inizio proprio a questo riguardo ho parlato del termine City Quitter. Ci puoi definire meglio questo concetto? **Roberta**: Diciamo che è un termine che mi è stato dato, io non ne conoscevo neanche l'esistenza, ma di fatto ho fatto una scelta del genere, ovvero voglio dire scegliere che la propria base non è in città, a me piace andare in città ma per un paio di giorni, ho più o meno vicino a Torino, a volte vado a Torino, mi fa molto piacere, vado in giro in bici, posso andare ai musei, magari tutte quelle cose che non trovo ovviamente in natura, quindi tutto ciò che ha a che fare con la cultura, o i concerti, o il teatro, insomma, il cinema io lo trovo ovviamente in città. Però la scelta è legata al fatto di voler prendere dalla città solo il buono, perché comunque la città ha… io la chiamo vibrazione, ok, di energia un po' più pesante, perché sono tutti molto, diciamo, nel produrre, nel correre, nell'acquistare, nel comprare. Io ho scelto un luogo che per alcuni potrebbe essere noioso, per alcuni potrebbe essere magari non sostiene perché poi chiaramente quando spegni i rumori della città ti senti molto di più tu, quindi a volte non è sempre semplice avere a che fare con la propria interiorità, però per me è stato un processo naturale, ad un certo punto ho sentito che per me era troppo, cioè troppo che non mi serviva, troppo rumore, troppe cose, troppi materiali, troppe insegne, io faccio marketing quindi è interessante, troppa pubblicità e anche troppo stress nelle persone che non hanno magari veramente dei problemi reali grandi, però per come si muove la città spesso finiscono una sofferenza un po' costante, che poi lo chiamiamo stress, che secondo me ha più a che fare con non avere la possibilità di sentire ciò di cui si ha bisogno, entrare un pochino in contatto con le cose semplici come il proprio respiro, con un cibo magari un pochino per salutare, col fare le cose semplici come una camminata, io da un po' di tempo ho cominciato anche ad arrampicare, quindi nuove passioni. Sì, io la vedo così. City Quitter forse è un'etichetta anche un po' forte, io non penso di aver chiuso con la città, però sicuramente sento che non ho voglia né di abitare in città, né di spendere tutti i soldi che si spendono in città, ma piuttosto vivere una vita più semplice. **Davide**: Sì, e nemmeno dedicare più tempo del necessario alla porzione lavorativa della giornata dove... Sì, magari in una città devo passare un paio d'ore al giorno nel tragitto casa-lavoro e viceversa. **Roberta**: Infatti, ieri io ho lavorato, a un certo punto avevo finito e sono andata a fare il bagno al fiume, in maniera molto semplice, senza grosse organizzazioni. Inizia ad esserci anche per me un riuscire a fare le cose senza per forza dover avere compagnia. Poi ce l'ho compagnia, però anche farle da sole prendere e sentire anche un po' d'istinto di prendere e andare a fare una passeggiata, di andare vicino al torrente, insomma. È un po' questo, secondo me. **Davide**: Però un altro fenomeno di cui si è parlato non è solo quello di scappare dalle città per rifugiarsi in luoghi più sicuramente più tranquilli, ma anche quello dei nomadi digitali, cioè coloro che continuano la loro attività lavorativa normale, però lo fanno in luoghi del mondo sempre diversi e a volte anche remoti. E in base alla tua esperienza cosa ne pensi di questa modalità di lavoro? **Roberta**: Allora, questo è sicuramente uno dei temi che mi ha portato poi all'epoca a scegliere di aprire partita IVA e di lavorare da remoto. Quindi lavorare viaggiando è uno dei desideri di chi fa questa scelta ed è anche il mio. Ed era anche il mio, ed è anche il mio. Però parlare di luoghi remoti poi non è così vero, nel senso che ci sono luoghi in cui l'ecosistema per i nomadi digitali è molto avanzato, penso ad alcuni posti della Thailandia per esempio, si pensi a Ko Pha Ngan che è un'isola molto… é un'isola di nomadi digitali, di fatto o la città di Chiang Mai, è un'altra città molto ben attrezzata, con dei co-working, dove la connessione è buona e anche tante altre cose, nel senso in realtà essere nomadi digitali significa anche poi riuscire un pochino ad avere ancora le proprie abitudini e non completamente prendere quelle del paese, ma anche solo il cibo, insomma, quindi poter avere comunque anche delle opzioni un pochino più familiari. **Davide**: Quindi non si può lavorare ovunque, perché da quello che so ci sono dei posti, dei luoghi, delle città che incentivano i nomadi digitali a trasferirsi provvisoriamente a lavorare, ma diciamo così non si può lavorare, da quello che ci hai detto, nel posto più remoto in assoluto. **Roberta**: No, allora prima di tutto io quest'anno ho fatto un viaggio diverso, sono stata in Messico e l'ho girato abbastanza. Tra l'altro una delle problematiche nel cambiare luogo era che non si riusciva a trovare una stabilità di connessione, questa è stata una cosa abbastanza stressante e in più anche un po' di co-working, quindi in realtà… perché quando sei in un luogo e per qualsiasi motivo la connessione magari nel posto dove si è scelto di abitare, non è ottima, magari in upload, quindi per fare anche delle videochiamate, delle consulenze, allora magari si può decidere di andare in co-working, però quando anche i co-working mancano gli diventa veramente problematico e quindi diciamo che in realtà, lavorare viaggiando si può fare in luoghi che sono attrezzati, poi la cosa furba da fare è andare su Facebook e andare nei gruppi Digital Nomad in Messico, in Vietnam o nei luoghi che si sceglie di visitare e lì si possono raccogliere molte informazioni su quali sono le città migliori. Il punto é che molto spesso sono città. Quindi si rischia di voler fare nomadi digitali per stare in natura e in realtà i posti più vicini alla natura, che sono anche attrezzati per i nomadi digitali, non sono tantissimi. Questa è una delle contraddizioni. E dall'altra si rischia che i luoghi più adatti per i nomadi digitali perdano un pochino di autenticità. Quindi in realtà la cosa migliore sarebbe quella di trovare dei paesi che sono molto interessanti anche culturalmente e più che altro gestirsi le giornate, io 4 giorni magari a settimana sono nel luogo che ha tutto ciò che mi serve per lavorare e altri tre anche se non riesco a connettermi non fa niente, però magari vado a visitare qualche posto un pochino meno battuto, un pochino meno tecnologico e più autentico. **Davide**: Ok, passando invece all'aspetto più tecnologico di questo tema, di questi fenomeni, sicuramente abbiamo detto che il primo presupposto per lavorare in questo modo è la connessione a internet e poi cosa serve? **Roberta**: La connessione e questa è una cosa importante, è anche un consiglio spassionato, ovunque si vada a chiedere a chi vi affitta la casa di mandarvi lo screenshot dell'upload. Non è sicuro al 100% che sia veritiero, ma è già un po' in più, diciamo, perché il problema spesso è l'upload per la connessione. Perché magari se bisogna soltanto lavorare a livello operativo si riesce, perché il download si va bene, il problema, la maggior parte dei luoghi è l'upload e quindi se l'upload non funziona, per le videochiamate è un problema, oppure per chi magari, come voi, registra dei podcast e vanno caricati, o chi ha il canale YouTube, quindi, insomma, è più questo. Poi altri accessori, io in realtà ho il mio computer, io ho un Mac. In realtà ho un supportino per tenerlo un pochino più alto, per la schiena, perché poi ovviamente quando si lavora viaggiando non si ha la propria sedia all'ufficio. **Davide**: Non puoi portarti un computer fisso. **Roberta**: No, no. E gli auricolari, ma in realtà… non più di questo in realtà, va bene gli auricolari, magari piuttosto portarne un paio in più se si dovessero rompere… è questo, insomma, sì, questo. **Davide**: E strumenti come Starlink, di cui abbiamo parlato in diverse nostre puntate, quindi la possibilità di utilizzare una costellazione di satelliti per connettersi a internet da ovunque nel mondo, è una cosa che può essere valutata dal singolo nomade digitale oppure è un servizio che dovrebbe essere offerto dai luoghi in cui si va sempre se ritieni che Starlink possa essere una valida soluzione? **Roberta**: Ma allora, diciamo che per le informazioni che io ho in questo momento, fino all'ultima volta che ho guardato, Starlink è comunque abbastanza ingombrante anche quello portatile, oltre a costare abbastanza, quindi poi dipende un pochino l'investimento che si vuole fare. Però in alcuni luoghi ce l'hanno, per esempio io quest'anno ero in Messico a Masunte, la connessione c'era solo con Starlink, cioè non c'erano proprio altre connessioni, anzi molte volte non prendeva neanche il telefono mai da nessuna parte. L'unica era attaccarsi ai vari bar che avevano Starlink, tutti i bar locali avevano Starlink. Però non è ancora… secondo me non è ancora al punto giusto, cioè se dovessero sviluppare qualcosa di più portatile, allora si può avere molto senso potersi portare il proprio router Starlink funzionante, wow, sarebbe... **Davide**: Sì, perché a quel punto non devi più porti il problema di quale connessione c'è all'arrivo, perché tanto te la porti tu e in qualsiasi posto vai potenzialmente puoi collegarti a internet ad alta velocità. **Roberta**: Più o meno perché dipende sempre dalla copertura dei satelliti perché avevo provato nella scorsa valle in cui ho abitato e ho provato ad usare Starlink. ma poi l'ho rimandato indietro perché non c'era copertura con i satelliti, c'erano le montagne che coprivano e quindi non arrivava comunque il segnale. Quindi secondo me per il futuro sicuramente poi sarà la soluzione, ma forse non è ancora così, non posso dire che sicuramente si riesce adesso già a far funzionare oltre al fatto che, insomma, è ancora un po' ingombrante come macchinario per chi viaggia a zaino in spalla, insomma, è un po' complesso. **Davide**: Ok, per riassumere un po' il tutto, attualmente il tuo approccio al lavoro è avere una base fissa in una valle nelle Alpi con la possibilità di raggiungere una città, in questo caso Torino, come dicevi, in poco tempo e in alcuni momenti dell'anno viaggi lavorando. **Roberta**: Sì, più che altro d'inverno, quando magari qui già si può stare un pochino meno all'aria aperta perché veramente è troppo freddo un paio di mesi, due o tre mesi e andare fuori, più o meno questo è un po' quello che ho fatto negli ultimi due anni e credo che un pochino continuerò a fare così. **Davide**: Un altro aspetto a cui hai fatto riferimento è quello dei co-working, degli spazi di lavoro condivisi che di fatto hanno anche il ruolo di accogliere i siti quitter e i nomadi digitali. **Roberta**: Sì, assolutamente, perché sapere di avere il co-working nel luogo in cui si va significa essere certi di poter lavorare, perché di solito chi mette su un co-working fa in modo che ci sia una connessione veloce, molto veloce e quindi per qualsiasi problema io posso sempre andare a lavorare al co-working, oltre al fatto che chiaramente il co-working è anche un luogo di aggregazione, di networking, quindi anche un luogo per socializzare, che quando si va in giro per il mondo, magari si viaggia da soli o in coppia, è comunque utile e interessante poter socializzare. **Davide**: Sì, che forse socializzare con i propri colleghi è uno degli aspetti che si perde abbandonando il lavoro in presenza in ufficio e appunto questi spazi di co-working potrebbero, possono sopperire a questa mancanza. **Roberta**: Sì, sì, assolutamente, perché a volte comunque arriva un po' di stanchezza a lavorare sempre da soli e avere, diciamo, delle interazioni durante il lavoro solo digitali, assolutamente, quindi nessuno vuole osannare il lavoro da remoto dotto tutti gli aspetti, anzi alcuni sono magari critici, e i co-working sì sono una buona occasione per conoscere altre persone e anche scoprire magari luoghi attorno e condividere esperienze e magari a volte trovare anche dei colleghi con cui iniziare dei progetti. **Davide**: Ok, e ti immagini di poter lavorare in questo modo all'infinito o vorresti a un certo punto tornare a una modalità di lavoro tradizionale? **Roberta**: Ovviamente io non so cosa vorrò nei prossimi anni, sicuramente lavorare in questo modo, che è anche un modo secondo me più produttivo, anche un modo più produttivo perché è un modo che porta molto al focus nel fare le cose che servono e non perdere tempo, apre anche altri spazi, io immagino… un desiderio che ho è quello di iniziare anche qualche attività offline nella valle in cui abito e magari a me piacerebbe per esempio mettere su un co-working o comunque un luogo di aggregazione in montagna dove abito, è una delle attività che mi piacerebbe, però secondo me il punto è che lavorare in questo modo apre lo spazio, dà più possibilità perché la flessibilità degli orari, dei tempi, del modo di lavorare permette di avere più spazio sicuramente. **Davide**: Per concludere ritieni che questa modalità di lavoro, queste modalità di lavoro di cui ci è parlato lontane dalle città o dalla propria città e più a contatto con la natura possano essere sostenute nel lungo periodo, cioè quali sono o quali soluzioni dovrebbero essere adottate o migliorate per incentivare ulteriormente questa modalità di smart working? **Roberta**: La mia risposta è assolutamente sì, è assolutamente sostenibile nel lungo periodo anche perché significa vivere la maggior parte del tempo a contatto con la natura che, come sappiamo, è il nostro luogo naturale, anche se poi ce lo siamo dimenticato, quindi sicuramente ha dei… lo dicono gli scienziati, ha dei benefici enormi. Oltre al fatto che io credo che abbia anche dei benefici rispetto poi a quella che è anche un po' la crisi del pianeta, perché se più persone iniziano ad avere un rapporto con la natura, di nuovo, magari si rendono anche conto di come un pochino rispettarla. Quindi io penso che sia assolutamente una cosa positiva per tutti e credo sia sostenibile sul lungo periodo, assolutamente sì, perché si impara a vivere anche in maniera un pochino più lenta, un pochino più consapevole e comunque soprattutto se si fa una scelta come quella che ho fatto io, di essere freelance e di essere un po' chi si dà le regole si possono sempre creare degli spazi di flessibilità, degli spazi per viaggiare, degli spazi per ritornare in città quando si ha voglia di andare a un concerto, andare a uno spettacolo teatrale. Insomma, io credo che sia assolutamente sostenibile e lo è anche economicamente, perché i luoghi vicini alla natura in qualche maniera non ti incentivano continuamente ad acquistare cose, a consumare, ma più a connetterti un pochino con quello che c'è, a connetterti con te stessa e quindi un po' più ad essere e un pochino meno ad avere, e penso che questa sia una grande ricchezza del vivere vicino alla natura e per fortuna la tecnologia ci permette a molti che lavorano online, in smart working, di poter fare questa esperienza e poi ovviamente ognuno è diverso e quindi si tratta sempre di sperimentare e sentire un pochino cosa va bene per se stessi. **Davide**: Va bene, allora grazie Roberta per averci raccontato la tua esperienza e quindi ti direi buon lavoro e alla prossima. **Roberta**: Alla prossima, grazie di tutto. #### Conclusione - Timestamp: 27:00 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e31 ## La piccola grande tecnologia dietro agli Xylobands > In questa prima puntata estiva [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html), autore del podcast, parlerà degli [Xylobands](https://xylobands.com), ovvero dei braccialetti apparentemente semplici nel loro aspetto e funzionamento ma in grado di rendere i grandi concerti musicali degli eventi ancora più suggestivi e indimenticabili. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 5 - Episodio: 31 - Data di pubblicazione: 2023-08-05 06:45:00 - Durata: 05:03 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e31](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e31) - Episodi correlati: - Tag: concerti,musica,braccialetti,xylobands,coldplay,radiofrequenze,infrarossi ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella prima puntata dell'edizione estiva Matteo Gallo, autore del podcast, parlerà degli Xylobands, ovvero dei braccialetti apparentemente semplici nel loro aspetto e funzionamento, ma in grado di rendere i grandi concerti musicali degli eventi ancora più suggestivi e indimenticabili. #### La piccola grande tecnologia dietro agli Xylobands > - Timestamp: 00:36 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Musica - Tipologia: Topic **Matteo**: I concerti rappresentano un tassello fondamentale dell'esperienza estiva di moltissime persone, dove esibizioni dal vivo e musica live permettono di passare momenti indimenticabili che rimarranno per sempre nella nostra memoria. Per rendere ancora più coinvolgenti e unici i grandi eventi live di band famose come i Coldplay, si sta diffondendo sempre più frequentemente l'utilizzo di un piccolo strumento in grado di rendere i concerti non solo un grande spettacolo musicale ma anche un trionfo di luci e coreografie mozzafiato. Nell'ultime tappe dei Coldplay in Italia infatti sono stati distribuiti agli spettatori dei braccialetti luminosi controllabili a distanza in grado di illuminarsi a ritmo di musica per dare vita a giochi di luce perfettamente sincronizzati. In realtà il loro utilizzo avviene già da diversi anni nel resto del mondo, e il primo evento nel quale sono stati impiegati risale ormai lontano 2012, sempre durante un concerto dei Coldplay, dove per promuovere l'uscita di un nuovo album sono stati distribuiti per la prima volta questi braccialetti. Si tratta dunque degli Xylobands, ovvero dei bracciali elettronici indossabili esattamente come un orologio, che implementano un chip wireless in grado di garantirne il corretto funzionamento da remoto. Ed infatti a controllare gli effetti di ogni singolo braccialetto presente al concerto è proprio un operatore fisico, il quale ha lo specifico compito di impostarne il colore e di verificare che siano effettivamente sincronizzati a ritmo di musica. Nonostante si tratti di un dispositivo apparentemente banale, visto singolarmente, le sue semplici caratteristiche emergono prepotentemente quando funzionano in un gruppo numeroso, anche da più di 40-50.000 unità. Chi è stato ad uno di questi concerti si è sicuramente reso conto dell'incredibile efficacia di questo semplice strumento, dato che nel momento in cui osservava il proprio pulso illuminarsi come una banale torcia del telefono, poteva poi alzare lo sguardo e rendersi conto della surreale potenza coreografica di ogni singolo bracciale esattamente come il suo. Questi strumenti sono stati chiaramente progettati per essere durevoli e duraturi, in modo tale da poter essere utilizzati per più tappe dello stesso tour, ma anche per ridurre i costi e l'impatto ambientale di un'eccessiva produzione. Per questo motivo, una volta terminato il concerto, gli spettatori vengono sempre invitati alla restituzione degli Xilobands, e questo sia per le ragioni citate poco fa, ma anche perché una volta che ci si allontana dallo stadio, i bracciali smettono di funzionare e non saranno pertanto utilizzabili in altre occasioni. Per quanto riguarda il funzionamento, questi braccialetti attualmente utilizzano due sistemi di comunicazione diversi. Gli Xylobands RF sono costituiti, oltre che da due led luminosi, anche da un piccolo dispositivo che si occupa di gestire la comunicazione con il computer centrale, utilizzando esclusivamente le radiofrequenze. Per gestire la sincronizzazione con la musica e le varie colorazioni, per ogni settore dello stadio o del teatro, vengono posizionati dei trasmettitori in grado di inviare informazioni solo alla propria zona di competenza. Per queste ragioni, sulla base del posto a sedere assegnato all'interno dello stadio, verranno distribuiti i braccialetti configurati per ricevere informazioni solamente dal trasmettitore collocati in quel determinato settore. Questa forma di organizzazione, oltre a facilitare la gestione dei gruppi da parte dell'operatore, permette anche di ottenere effetti e coreografie diverse a seconda della zona e del momento specifico dello spettacolo. Ma i braccialetti più avanzati, usati in eventi come Super Bowl o durante alcuni concerti di Lady Gaga, sono quelli che utilizzano la tecnologia infrarossa, ovvero quella su cui si base il funzionamento dei telecomandi delle televisioni, ed anche in questo caso la gestione di questi braccialetti avviene tramite trasmettitori posizionati in punti diversi del teatro. In ogni caso, che si utilizzi una tecnologia a radiofrequenze o a infrarossi, il risultato finale sarà uno spettacolo musicale supportato da coreografie luminose e suggestive, dove ogni singola persona con il suo braccialetto può contribuire a rendere un concerto un evento unico e indimenticabile. #### Conclusione - Timestamp: 04:11 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e32 ## L’Intelligenza Artificiale ha invaso Internet > In questa seconda puntata estiva [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), autore del podcast, parlerà dei nuovi modelli di [intelligenza artificiale generativa](https://it.wikipedia.org/wiki/Intelligenza_artificiale_generativa) che sono stati pubblicati negli ultimi mesi, cercando di fare un confronto e capire quali sono le principali differenze e peculiarità. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 5 - Episodio: 32 - Data di pubblicazione: 2023-08-12 06:45:00 - Durata: 06:22 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e32](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e32) - Episodi correlati: - Tag: ia,intelligenza artificiale,chatgpt,gpt,openai,bard,bing,office,snapchat,llama,meta,microsoft,google ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella seconda puntata dell'edizione estiva, Luca Martinelli, autore del podcast, parlerà dei nuovi modelli di intelligenza artificiale generativa che sono stati pubblicati negli ultimi mesi, cercando di fare un confronto e capire quali sono le principali differenze e peculiarità. #### L’Intelligenza Artificiale ha invaso Internet > - Timestamp: 00:34 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Topic **Luca**: Negli ultimi mesi, una dietro l'altra, le aziende fanno a gara per rilasciare i loro servizi integrati con l'IA, soprattutto nel campo della generazione di immagini e testi. E in questa puntata estiva ci concentreremo proprio su quest'ultimo tipo, di cui i chatbot sono la massima espressione. Vedremo quindi quali sono le principali, i modelli che le alimentano, e cercheremo di capire quali sono i limiti e le particolarità di ognuna di esse. Il primo è ChatGPT di OpenAI, senza dubbio il più popolare e di cui ne esistono due versioni. Una gratuita, basata sul modello GPT 3.5, e l'altra, più potente ma a pagamento, basata sul modello GPT 4. ChatGPT, come le altre IA che andremo ad analizzare, è in grado di comprendere testi, inventare storie, scrivere algoritmi, riassumere o tradurre testi e molto altro. É in grado poi di tenere in memoria diverse chat, da cui poter estrapolare il contesto per poter continuare in modo coerente la conversazione. ChatGPT, in generale, riesce a rispondere egregiamente a qualsiasi domanda, se questa non diventa troppo particolare o troppo specifica. In campo giuridico o medico, ad esempio, spesso l'IA è molto vaga o inesatta e consiglia di rivolgersi a dei professionisti. Il principale limite di ChatGPT, però, è l'assenza di accesso a Internet. Le risposte che fornisce, infatti, sono frutto dell'addestramento del modello linguistico, che comprende dati fino al 2021. Inoltre, non fornisce le fonti delle sue risposte che, ogni tanto, rischiano di essere sbagliate o completamente inventate. Nonostante ciò, GPT-4 è fra le più potenti, se non la più potente, IA sul mercato. E il fatto di poter essere utilizzata anche come API, poi, permette agli sviluppatori di creare degli strumenti "AI powered" senza dover creare la propria intelligenza artificiale da zero. Un esempio è Snapchat, che da poco ha introdotto nella sua app il chatbot My AI. Infine, da poco ChatGPT ha introdotto anche i plugin, che ne estendono le potenzialità esponenzialmente, integrando, ad esempio, l'accesso a Internet, creando grafici, leggere PDF e tanto tanto altro. La seconda grande azienda che non è rimasta certamente a guardare il successo di ChatGPT è Microsoft, che negli ultimi mesi ha investito miliardi di euro in questo campo. Ha infatti introdotto una nuova versione di Bing, che anch'essa sfrutta la potenza di GPT-4 per rispondere a tutte le nostre domande e, soprattutto, fare le ricerche su Internet. Riesce infatti ad accedere ai risultati di ricerca e fornire le fonti e i link da cui prende le informazioni. La stessa tecnologia, poi, Microsoft l'ha applicata anche in altri suoi prodotti, come Office 365, Windows, Teams e GitHub, creando quelli che ha definito dei copilot, che aiutano l'utente nella creazione di testi, immagini, presentazioni, codice o aiutandolo in generale a portare a termine i suoi task. L'ultima arrivata, soprattutto in Italia, è Google, con il suo Bard. Bard è di fatto un chatbot, così come ChatGPT, con le stesse funzionalità e caratteristiche. È basato sul modello Palm 2, anch'esso disponibile sotto forma di API per gli sviluppatori, e che alimenta anche altri prodotti Google, come Search, Gmail, documenti, fogli, presentazioni e Meet. Così come GPT-4, poi, Bard è multimodale, ossia è in grado di vedere ed iscrivere immagini e, in futuro, anche di produrne, grazie ad un'integrazione con Adobe Firefly. A differenza di ChatGPT, è in grado di accedere a Internet o di leggere pagine web, semplicemente incollandone il link. Tuttavia, questa funzionalità non funziona sempre benissimo, e spesso tende a inventare alcune informazioni. Infine, Bard è integrato alla perfezione con altri strumenti di Google, dando la possibilità di esportare le risposte in Google Drive, Gmail o eseguire codice direttamente su Google Collab. Un progetto molto interessante, infine, è portato avanti da Meta, e si tratta di Lama, di cui è uscita da poco la versione 2. Lama è un modello di intelligenza artificiale, ma, a differenza degli altri, è open source, ossia scaricabile e utilizzabile da chiunque. Grazie a Lama 2, quindi, un'azienda può creare una sua intelligenza artificiale che può servire, ad esempio, per manipolare dati sensibili che non devono essere condivisi esternamente. Chiaramente, la potenza di calcolo necessaria è molto elevata, quindi sono comunque necessari dei costi non indifferenti per eseguire la propria IA, ma sono comunque disponibili diverse versioni più o meno potenti. La versione più grande, ad esempio, ha una potenza paragonabile a quella di altri competitor, come Palm o GPT, e può essere estesa e addestrata a proprio piacimento per creare applicazioni personalizzate. E ora che la gara dell'intelligenza artificiale si fa sempre più accesa e tutte le principali big tech sono in campo, non ci resta che osservare quali saranno le prossime mosse per creare ecosistemi sempre più ampi ed integrati, con dei benefici enormi, soprattutto in termini di produttività e scelta, per tutti noi. #### Conclusione - Timestamp: 05:30 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e33 ## Il sistema di allarme nazionale IT-alert > In questa terza puntata estiva [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html), autore del podcast, parlerà di [IT-alert](https://www.it-alert.it/it/), il nuovo sistema di allarme pubblico nazionale che metterà in guardia le persone da gravi emergenze o calamità naturali inviando un avviso direttamente sul proprio smartphone. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 5 - Episodio: 33 - Data di pubblicazione: 2023-08-19 06:45:00 - Durata: 05:14 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e33](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e33) - Episodi correlati: - Tag: emergenza,allarme,italert,test,smartphone,sms,alluvioni ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella terza puntata dell'edizione estiva Matteo Gallo, autore del podcast, parlerà di IT-Alert, il nuovo sistema di allarme pubblico nazionale che metterà in guardia le persone da gravi emergenze o calamità naturali inviando un avviso direttamente sul proprio smartphone. #### Il sistema di allarme nazionale IT-alert > - Timestamp: 00:34 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Sicurezza - Tipologia: Topic **Matteo**: Come ormai risaputo, nell'estate del 2023 sono stati registrati i giorni con temperature più elevate da quando l'uomo ha iniziato ad effettuare le prime rilevazioni. Il problema però è che con ondate di calore simili si formano allo stesso modo temporali che possono dare luogo oltre che a pericolose scariche di fulmini, anche ad intense precipitazioni grandinate e, nei casi più rari, anche a trombe d'aria. Quando si verificano eventi simili, la maggior parte di noi non è quasi mai preparata a quello che sta per accadere, poiché non sempre ci ricordiamo o abbiamo la possibilità di consultare le previsioni meteo dell'ultimo minuto, che talvolta nemmeno risultano sufficienti. Per ovviare queste problematiche e rendere la popolazione più consapevole di quello che potrebbe accadere nelle ore a venire, il dipartimento della protezione civile ha ideato e realizzato IT-Alert, un sistema nazionale di allarme pubblico che, da quando diventerà operativo, potrà diramare ai telefoni cellulari di una determinata area geografica uno o più messaggi utili per mettere in guardia le persone in caso di gravi emergenze o calamità imminenti. Attualmente il sistema IT-Alert è ancora in fase di sperimentazione e infatti, proprio durante i primi giorni di questa estate, sono stati effettuati i primi test in modo da verificare il grado di ricezione dei telefoni di una determinata regione. Al momento sono stati condotti 5 test in 5 regioni diverse, ovvero Toscana, Sardegna, Sicilia, Calabria ed Emilia-Romagna e si prevede l'attivazione del servizio a livello nazionale nell'arco del 2024. Sistemi di allarme di questo tipo in realtà sono già stati diffusi in molti altri paesi del mondo, come ad esempio negli Stati Uniti e infatti, benché in Italia non vi sia ancora un sistema di allarme pubblico, i telefoni che noi compriamo sono comunque provvisti di un sistema integrato che permette di sfruttare il modulo telefonico per ricevere istantaneamente messaggi di allerta esattamente come un SMS. Questa funzione si chiama Cell Broadcast ed è attivabile nelle impostazioni degli smartphone sia iOS, in questo caso in fondo alla sezione notifiche, sia Android, nella sezione Avvisi di emergenza wireless e nelle impostazioni avanzate. Una volta che l'impostazione è attiva il nostro smartphone sarà abilitato a ricevere messaggi da parte degli enti pubblici che si occupano della gestione dell'emergenza. La protezione civile, in questo caso, nel momento in cui dovesse presentarsi una situazione di elevato pericolo per la popolazione di una determinata area geografica, potrà immediatamente diramare un messaggio sfruttando le celle telefoniche presenti nella regione interessata. Di conseguenza, tutti coloro che avranno il telefono connesso ad una cella telefonica potranno ricevere uno speciale messaggio che non scomparirà dalla schermata fino a quando non sarà visualizzato. Il vantaggio legato a questo tipo di segnalazione si basa essenzialmente su due aspetti. Il primo è naturalmente la tempestività dell'avviso, dato che di fatto il messaggio impiega lo stesso tempo per aggiungere lo smartphone destinatario esattamente come un sms. Il secondo invece è che non si appoggia alle reti dati, motivo per cui i messaggi inviati da IT-Alert non sono interessati ad eventuali congestioni del traffico dati. Il servizio promosso dalla protezione civile usa infatti la rete telefonica tradizionale e non quella con la quale ci connettiamo ad internet. Dunque per ricevere un messaggio di allerta non sarà necessario essere connessi ad una rete wifi o al 4G o 5G. L'unica condizione necessaria è che lo smartphone abbia almeno una delle classiche "tacchette" che indicano se il nostro telefono è in grado di ricevere o effettuare chiamate telefoniche. Nonostante i numerosi vantaggi legati all'utilizzo di questo sistema, è stato deciso che IT-Alert potrà mandare avvisi solamente in determinate condizioni, ovvero legate a maremoti generati da un sisma, al collasso di una grande diga con relativo rischio di inondazione, attività vulcanica, incidenti nucleari o situazioni di emergenza radiologica ed infine precipitazioni intense. In passato strumenti di questo tipo avrebbero sicuramente aiutato a mettere in guardia la popolazione da calamità naturali, come l'alluvione avvenuta quest'anno in Emilia Romagna. Ma una volta che IT-Alert diventerà completamente operativo è molto probabile che riusciremo a proteggerci più efficacemente dai pericolosi eventi naturali che potranno sopraggiungere nei prossimi anni. #### Conclusione - Timestamp: 04:22 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e34 ## Agricoltura ecosostenibile, grazie all’Orto di Nemo > In questa quarta e ultima puntata estiva [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), autore del podcast, parlerà dell’Orto di Nemo, o [Nemo’s Garden](http://www.nemosgarden.com), un prototipo di orto subacqueo sostenibile e che riduce al minimo gli sprechi. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 5 - Episodio: 34 - Data di pubblicazione: 2023-08-26 06:45:00 - Durata: 05:48 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e34](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e34) - Episodi correlati: - Tag: giardino di nemo,nemo’s garden,agricoltura,coltivazione,basilico,liguria,mar ligure,serra idroponica,agricoltura idroponica,biosfere ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella quarta e ultima puntata dell'edizione estiva, Luca Martinelli, autore del podcast, parlerà dell'orto di Nemo o Nemo's Garden, un prototipo di orto subacqueo sostenibile e che riduce al minimo gli sprechi. #### Agricoltura ecosostenibile, grazie all’Orto di Nemo > - Timestamp: 00:31 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente - Tipologia: Topic **Luca**: Lo scorso mercoledì 2 agosto è stato l'overshoot day di quest'anno. Cosa significa? Vuol dire che abbiamo già consumato tutte le risorse rinnovabili che il nostro pianeta mette a disposizione ogni anno, e ciò che consumeremo fino a fine anno sarà un debito nei confronti della Terra. Attualmente, infatti, si stima che gli esseri umani consumano le risorse di 1,6 pianeti. Di pianeti a disposizione, però, ne abbiamo uno solo, e in questo podcast, nelle puntate "Agricoltura digitale per produrre di più e sprecare meno" e "L'orto in una stanza" abbiamo posto l'attenzione su diverse soluzioni per risolvere, o per lo meno ridurre, uno dei più seri e grandi problemi degli ultimi decenni, ossia lo spreco di risorse come terra e acqua. Si calcola, infatti, che circa il 70% dell'acqua dolce presente sulla Terra sia destinata totalmente ad agricoltura e allevamento, che richiedono a loro volta spazi sempre più ampi per riuscire a soddisfare il fabbisogno giornaliero di 8 miliardi di persone, un numero che, nei prossimi decenni, è destinato a crescere sempre di più. Gli approcci che abbiamo visto sono tra i più disparati, dall'agricoltura di precisione, all'analisi dei big data, all'utilizzo dei droni, fino alle serre idroponiche. Oggi, però, ci concentreremo su un'altra interessante soluzione, messa a punto dall'azienda Ocean Reef Group, e si tratta del Nemo's Garden, detto anche Giardino di Nemo o Orto di Nemo. L'idea nasce nel 2012 e si tratta di serre subacquee per poter coltivare erbe come il basilico. Il progetto, infatti, si trova nel Mar Ligure, regione famosa proprio per questa pianta e per il pesto da cui viene ricavata. Inoltre, il basilico è una pianta che può crescere anche senza terriccio, preferisce luoghi protetti e soleggiati e a una temperatura costante e stabile. Negli anni successivi, comunque, sono state coltivate anche altre piante, come pomodori, zucchine, fagioli, diverse erbe aromatiche e molto altro. Ma come funziona? Le serre subacquee sono delle biosfere realizzate in materiale plastico e trasparente, per poter far passare la luce solare. Delle cupole in pratica di circa due metri di diametro e in grado di contenere 800 litri d'acqua, grazie ad un effetto bolla che si crea. Sono ancorate sul fondale marino a circa 40 metri dalla riva e ad una profondità di 6 metri, in quanto è fondamentale che arrivi comunque abbastanza luce alle piante. Ogni sfera può aspettare fino a 100 piante, coltivate con un sistema idroponico. All'interno delle biosfere, dunque, si crea un microclima costante e stabile, che viene continuamente monitorato grazie ad una serie di sensori e telecamere. Inoltre, non vengono utilizzati pesticidi, in quanto protette dalle biosfere e dall'acqua esterna, le piante coltivate non possono essere raggiunte da insetti e pesticidi. Ma la più importante caratteristica di questo progetto, oltre a produrre prodotti migliori rispetto all'agricoltura tradizionale - si è visto, ad esempio, che erbe aromatiche come il basilico hanno una maggiore concentrazione di oli essenziali - è che è completamente autosufficiente e sostenibile. Tutto il sistema, infatti, è alimentato dall'energia solare e l'acqua dolce è ricavata dalla desalinizzazione dell'acqua di mare, che avviene in modo naturale grazie alla condensa che si crea sulla superficie interna delle biosfere, dovuta alla differenza di temperatura tra l'aria interna, più calda, e l'acqua esterna, invece, più fredda. Inoltre, il progetto non ha alcun impatto sull'ambiente circostante e sull'ecosistema marino, ma, anzi, le biosfere spesso fanno da rifugio per alcune specie, favorendo il ripopolamento dell'area. Di fatto, quindi, l'orto di Nemo ha le stesse caratteristiche di una serra idroponica, ma non richiede fonti di energie aggiuntive e ha un effetto positivo attivo nell'ambiente in cui si trova. Per questo motivo, questo progetto è diventato presto di grande interesse per diverse aziende e diverse ricerche, soprattutto in ambito farmaceutico per la coltivazione di erbe medicinali o per studiare le caratteristiche di diverse piante coltivate in un ambiente così particolare. Secondo il fondatore, ogni anno vengono poi scoperte nuove applicazioni per le biosfere marine, come l'ecoturismo, la creazione di stazioni subacquee per il monitoraggio della fauna selvatica o per la ricerca scientifica. Un sistema del genere, però, nonostante possa essere applicato su larga scala, difficilmente si imporrà come soluzione alternativa unica all'agricoltura di scala, e sicuramente non per tutti i prodotti. Tuttavia, il giardino di Nemo potrà essere di incredibile impatto per quelle aree dove le condizioni ambientali o le ragioni economiche rendono estremamente difficile la crescita delle piante, portando così un po di speranza per il futuro del nostro pianeta. #### Conclusione - Timestamp: 04:56 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e35 ## IMAX e 70mm, la rinascita dell'esperienza cinematografica > Contestualmente al fenomeno “Barbenheimer” è nata una discussione su come andare a fruire al cinema di [Barbie](https://it.wikipedia.org/wiki/Barbie_(film)) e [Oppenheimer](https://it.wikipedia.org/wiki/Oppenheimer_(film)). Soprattutto il secondo, di [Christopher Nolan](https://it.wikipedia.org/wiki/Christopher_Nolan), un regista particolarmente noto al grande pubblico per la forte impronta autoriale che impartisce ai suoi film e per le particolari modalità con cui li registra. In riferimento a questo aspetto nella puntata di oggi approfondiamo quali sono le tecniche principali con cui i registi girano e poi proiettano i propri film, chiarendo il significato di termini cinematografici come [pellicola](https://it.wikipedia.org/wiki/Pellicola_cinematografica), [cinema digitale](https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_digitale), [IMAX](https://imax.ucicinemas.it) e tanti altri. Nella sezione delle notizie parliamo della possibilità di circolare con le auto Euro 0 con [Move-in](https://www.movein.regione.lombardia.it/movein/#/index), della [proposta di Google](https://www.deepmind.com/blog/identifying-ai-generated-images-with-synthid) per riconoscere le immagini delle IA e infine dello stop ai [monopattini in sharing](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e40?t=227) a Parigi. - Stagione: 5 - Episodio: 35 - Data di pubblicazione: 2023-09-02 06:45:00 - Durata: 18:41 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e35](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e35) - Episodi correlati: s5e7 - Tag: cinema,sala,oppenheimer,nolan,imax,pellicola,formato,35mm,70mm,imaxlaser,auto,smog,euro0,move-in,chilometri,sharing,parigi,monopattini,mobilità elettrica,google,ia,immagini,filigrana,synthid ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella prima puntata dopo la pausa estiva riprendiamo parlando di cinema, facendo un focus sullo stato dell'arte e della fruizione dei film grazie all'IMAX e alle pellicole 70 mm. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Euro 0 in circolazione con Move-in > Fonte: DMove.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Uno dei provvedimenti più importanti adottati dalle Regioni della Pianura a Padana per limitare le emissioni di CO2 e le concentrazioni di smog è il divieto di circolazione per le vetture più vecchie e inquinanti, con particolare riferimento ai veicoli diesel. Allo stesso tempo però il parco auto Italiano Medio è ancora particolarmente datato. Perciò per venire incontro alle esigenze di spostamento di molti cittadini delle Regioni della Pianura si è pensato di introdurre Move-In, un servizio ad adesione volontaria che consente a chi possiede anche un veicolo Euro Zero di poter circolare per un certo numero di chilometri all'anno, in deroga alle norme anti-smog delle Regioni. Per funzionare correttamente il servizio prevede l'installazione di una "black box" o scatola nera basata sulla tecnologia GPS, che avrà proprio il compito di misurare i chilometri effettuati dalla vettura sulla quale è installata. Nonostante le limitazioni di percorrenza per le vetture più vetuste, il servizio è stato pensato anche per premiare i comportamenti virtuosi delle persone che adottano uno stile di guida poco frenetico e nel rispetto dei limiti. Perciò a queste persone, in aggiunta al valore soglia fissato dalla Regione di appartenenza, Move-In fornirà al conducente ulteriori chilometri di percorrenza da utilizzare con la propria auto. #### Una filigrana per riconoscere le immagini delle IA > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:19 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Chi ha utilizzato anche per curiosità qualche strumento di intelligenza artificiale per generare immagini come DALL-E o Adobe Firefly avrà di certo notato che in un angolo dell'immagine viene inserito un watermark, solitamente il logo dell'azienda come una sorta di firma dell'autore che ha generato quell'immagine e che può essere tranquillamente rimosso ritagliando l'immagine. Per questo Google, con la sua divisione DeepMind, ha messo appunto un sistema per poter firmare le immagini generate dall'intelligenza artificiale che non sia modificabile e visibile all'utente. La tecnologia si chiama SynthID e si compone di due strumenti: il primo serve per applicare all'immagine generata una filigrana impercettibile all'occhio umano e che rimane anche in caso di ritaglio, compressione e modifiche della foto, l'altro strumento invece serve proprio a riconoscere questa filigrana e stabilire con una certa precisione se l'immagine è autentica o al contrario, frutto di un algoritmo. In questo modo, se la soluzione adottata da Google in futuro diventerà uno standard applicato anche dalle altre aziende, diventerà semplicissimo riconoscere le immagini artificiali, che sempre più potranno essere utilizzate per diffondere notizie false, man mano che gli strumenti diventano sempre più potenti. #### A Parigi stop ai monopattini in sharing > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 03:40 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Da ieri venerdì 1 settembre, Parigi è diventata la prima capitale europea a vietare i monopattini elettrici a noleggio. La sindaca ha preso questa decisione in seguito a un referendum in cui l'89% dei votanti si è espresso a favore del divieto. Al referendum, però, hanno votato solo 103 mila cittadini su 1,3 milioni che si erano iscritti alle liste elettorali. È stata un'affluenza molto bassa, che anche se prevista ha comunque fatto discutere, perché è poco rappresentativa della volontà dei cittadini, specialmente più giovani, i quali sono i principali utilizzatori dei servizi di sharing. Questo passo è stato motivato dalla crescente preoccupazione per la sicurezza pubblica, con 408 incidenti registrati nel 2022. Le aziende dovranno ritirare i monopattini dalle strade parigine e li ridistribuiranno in altre città francesi e internazionali. Il cambiamento potrebbe spingere le persone a utilizzare biciclette elettriche sempre a noleggio, ma il costo più elevato delle opzioni private potrebbe essere un ostacolo. Tuttavia, l'amministrazione comunale prevede di aumentare l'offerta di biciclette a noleggio in vista delle Olimpiadi del 2024 a Parigi. Mentre quindi il divieto mira a migliorare la sicurezza e a ridurre l'impatto ambientale, solleva anche questioni sulla perdita di posti di lavoro e sulla complessità della gestione delle biciclette rispetto ai monopattini. L'estate 2023 è stata caratterizzata da un fenomeno unico nel suo genere, che ha riguardato l'uscita simultanea al cinema, tranne in Italia, di due Blockbuster tanto attesi quanto diversi tra loro. #### IMAX e 70mm, la rinascita dell'esperienza cinematografica > - Timestamp: 05:24 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Cinema - Tipologia: Topic **Davide**: In molti l'avranno capito, ci stiamo riferendo a Barbenheimer, ovvero il fenomeno mediatico nato grazie alla potenza dei social, che ha spinto molte persone ad andare a vedere al cinema nello stesso giorno, prima una vivace commedia musical sulla bambola più famosa di sempre, e poi un ambizioso "biopic" cupo e drammatico sulla vita dello scienziato che ha guidato il controverso progetto per lo sviluppo della bomba atomica. Contestualmente al fenomeno di Barbenheimer, che indubbiamente ha ingigantito gratuitamente le campagne marketing dei due film e i conseguenti incassi, è nata anche una discussione su come andare a fruire al cinema i due film, soprattutto Oppenheimer di Christopher Nolan, un regista particolarmente noto al grande pubblico, sia per la forte impronta autoriale che impartisce ai suoi film che per le particolari modalità con cui li registra. E in riferimento a quest'ultimo punto, nella puntata di oggi, andremo ad approfondire, ricollegandoci alla recente uscita del film Oppenheimer, quali sono le tecnologie principali con cui i registi girano i propri film, chiarendo il significato di termini cinematografici come pellicola, cinema digitale, IMAX e tanti altri. Però, prima di arrivare a comprendere il motivo per cui Nolan ha vivamente consigliato di andare a vedere Openheimer in IMAX 70 mm, dobbiamo fare una precisazione iniziale. Al giorno d'oggi, la modalità di cattura dell'immagine cinematografica si suddivide in due categorie, analogica e digitale, due modalità che, come sentiremo, verranno citate più volte nel corso di questa puntata. Con il cinema analogico si intende la modalità di registrazione più antica, risalente in particolare al lontano 1895, anno in cui i fratelli Lumière proiettarono il primo cortometraggio della storia, utilizzando un nastro perforato che permetteva di imprimere e riprodurre immagini in movimento. E per più di un secolo, la modalità principale su cui si è basata la registrazione cinematografica è stata appunto la pellicola. Contestualmente al progresso tecnologico, però, negli anni 2000 è iniziato a prendere campo anche il formato digitale, o Digital Cinema Package, ovvero sia la trascrizione digitale di una sequenza di dati audiovisivi. Al giorno d'oggi quest'ultima, per ragioni di costi legati sia alla strumentazione adottata dall'equipe cinematografica che alla fase di post-produzione, è la modalità di registrazione e distribuzione maggiormente diffusa. In realtà, però, a determinare forse la consacrazione del cinema digitale è stata indubbiamente la modalità di distribuzione, che di fatto ha permesso alle sale cinematografiche di adottare pratici hard disk e connessioni a banda larga a discapito delle vecchie e ingombranti pellicole, che oltre a richiedere proiettori sempre meno diffusi, nonché molto costosi, sono potenzialmente più soggette a usura nel tempo. Ma dal momento che la premessa di questa puntata è quella di comprendere perché alcuni noti registi prediligono ancora l'uso della pellicola, andremo ora a comprendere perché paradossalmente questa modalità è quella che si combina meglio con le tecnologie più recenti. Come dicevamo inizialmente, la pellicola è un nastro flessibile perforato su uno o due lati, nel quale vengono impresse sia le tracce video sotto forma di fotogrammi che la traccia audio come pista audio ottica. Come è possibile intuire, le perforazioni laterali servono proprio per ancorare la pellicola al proiettore, il quale, investendola di luce e facendola scorrere a 24 fotogrammi al secondo, permette di proiettare le immagini e il corrispettivo audio su uno schermo. Quando parliamo di pellicole cinematografiche facciamo riferimento a nastri con larghezze alla base diverse, perciò con pellicole 70 mm identifichiamo un nastro largo appunto 70 mm. Escludendo gli ambiti televisivi e casalinghi, per così dire, i pochi registi che adottano ancora la pellicola prediligono la versione 35 mm con 4 perforazioni per lato, a discapito di quella da 70. E questo perché, man mano che sale il millimetraggio, la pellicola diventa sempre più costosa. Tuttavia, le immagini acquisiscono una nitidezza e una risoluzione maggiore. Ma la domanda che sorge spontanea è: perché preferire ancora la pellicola ai sistemi di registrazione digitali, indubbiamente più pratici e meno costosi? I motivi sono diversi. Innanzitutto, la grana della pellicola viene preferita da molti registi, perché conferisce una texture più naturale e piacevole rispetto al look digitale, più freddo e artificiale. Ma fondamentale è anche la nitidezza che si può ottenere con formati più recenti e innovativi, come appunto l'IMAX 70 mm e la fedeltà cromatica con colori più ricchi, caldi e vividi rispetto alla versione digitale della pellicola. Ma non è finita qui, perché oltre alla tipologia di pellicola, quando si registra un film, si deve predisporre anche la forma da dare alle immagini, ovvero l'aspect ratio, detto anche rapporto d'aspetto o più comunemente formato, con il quale ci si riferisce al rapporto che intercorre tra il lato maggiore e il lato minore dell'immagine cinematografica che di fatto la possono rendere più simile ad un quadrato o a un rettangolo. Tra i formati più antichi troviamo l'1,33-1, meglio conosciuto come 4/3, utilizzato a partire dagli albori del cinema muto fino al giorno d'oggi nelle trasmissioni televisive. Sorvolando sui formati meno noti e utilizzati, arriviamo in ordine all'1,43-1, conosciuto anche come formato IMAX e adottato nelle produzioni che impiegano pellicole da 70 mm. Ci torneremo tra poco. Proseguendo, arriviamo ai più diffusi 1,78-1, ovvero il 16:9, uno dei formati più utilizzati sia nel cinema che nell'ambito televisivo. Il 2,35-1, un formato cinematografico introdotto da 20th Century Fox negli anni '50, ed infine il 2,41, diffuso a partire dagli anni 70 con Panavision. Al giorno d'oggi, i formati più diffusi a livello cinematografico sono gli ultimi tre elencati, salvo rare eccezioni come ad esempio The Hateful Eight di Quentin Tarantino, girato in pellicola a 70 mm in formato 2,76-1, oppure Gran Budapest Hotel di Wes Anderson, che addirittura utilizza nello stesso film il 4/3, il 16:9 e il 2,35-1 per rispecchiare gli aspect ratio delle tre epoche in cui viene ambientato il film. Benché i formati elencati poco fa siano tuttora i più utilizzati, il mondo del cinema non ha mai smesso di innovarsi e ricercare nuovi metodi di ripresa per rendere ancora più immersiva l'esperienza audiovisiva delle enormi produzioni cinematografiche. Tra le ultime innovazioni figura proprio il formato IMAX, ormai sempre più adottato da registi come Christopher Nolan o dalle produzioni cinematografiche Marvel, anche se in questo caso si parla più di IMAX digitale che di IMAX 70 mm. Ma andiamo con ordine. Quando parliamo di IMAX facciamo riferimento ad un formato cinematografico ideato per offrire un'esperienza di visione più immersiva e spettacolare grazie sia ad una modalità di cattura dell'immagine effettuata da cineprese studiate ad hoc, ma anche dalle sale cinematografiche che dovranno rispettare determinati standard. Partendo dalla fase di registrazione, le cineprese IMAX sono state pensate per lavorare su pellicola 70 mm, in modo tale da fornire una nitidezza maggiore al fotogramma, il quale dovrà essere proiettato su uno schermo molto più grande di quelli a cui siamo abituati. La pellicola 70 mm in questo caso viene incisa sulla lunghezza e non in verticale, in modo da aumentare lo spazio di disposizione del fotogramma e di conseguenza anche la risoluzione. Per fare ulteriore spazio alle immagini, inoltre la traccia audio non viene incisa sulla pellicola, bensì su un archivio separato. Queste caratteristiche fanno sì che i film in formato IMAX 70 mm non siano fruibili ovunque, e questo avviene per gli enormi costi legati all'acquisto e alla gestione dei proiettori e per le relative pellicole. A questo punto della puntata possiamo rispondere quindi alla domanda: è possibile vedere Oppenheimer come l'ha pensato Nolan, ovvero in IMAX 70 mm? La risposta è sì, ma purtroppo non in Italia. Infatti l'unica sala europea che rispetta questi requisiti si trova a Praga, mentre le altre due più vicine sono situate a Londra e a Manchester. Il formato IMAX, come detto poco fa, è nativamente l'1,43-1. Perciò è logico pensare che gli schermi dovranno essere più quadrati - per così dire - di quelli tradizionali, ma soprattutto di dimensioni molto più elevate. Le dimensioni standard di uno schermo IMAX sono infatti 16x22, anche se possono essere tranquillamente superate. Per garantire una maggiore immersività, la sala predispone le file di poltrone in maniera più ravvicinata allo schermo, con la possibilità di essere reclinate fino a 23°. Per non parlare infine della qualità audio e dei diversi canali audio distribuiti nella sala, per aumentare il senso di immersività. Nonostante la difficoltà nella realizzazione di sale IMAX 70mm, per offrire al pubblico esperienze quantomeno simili a quelle originale, sono state ideate diverse alternative all'IMAX nativo, come quello digitale, che al posto della pellicola dei relativi proiettori impiega un sistema di proiezione digitale 2K più semplice ed economico. Una soluzione più recente, che mira ad avvicinarsi ulteriormente all'esperienza originale, è l'IMAX Laser, ossia un sistema di proiezione digitale che sfrutta due proiettori Laser 4K in grado di garantire uno spettro cromatico più ampio e neri più profondi. Per fortuna, nel nostro paese è più semplice vedere un film in IMAX digitale che in 70mm. La sala IMAX Laser più grande d'Italia si trova ad esempio al cinema UCI di Orio al Serio a Bergamo, la quale vanta uno schermo di ben 490 metri quadri, costato circa 50.000 euro. Tra le altre sale IMAX italiane ne troviamo altre tre gestite da UCI Cinema, ovvero Campi Bisenzio, Pioltello e Porta Romana, mentre le restanti due sono l'Happy MaxiCinema di Afragola e il Notorious Cinemas di Sesto San Giovanni. In alternativa, Oppenheimer può essere fruito al cinema in versione 70mm ma non in formato IMAX. Questa alternativa permette allo spettatore di godere di tutti i vantaggi legati all'uso della pellicola invece che del digitale. Dunque sarà possibile notare maggiori dettagli ad esempio degli sguardi o dei campi lunghi nelle scene panoramiche. Purtroppo, vedere un film in 70mm in Italia è ancora più difficile rispetto alle sale IMAX. Infatti le uniche tre predisposte alla proiezione del film in questa modalità sono il cinema Arcadia di Melzo, la Cineteca di Bologna e il Quattro Fontane di Roma. In conclusione, dopo aver esplorato le origini del cinema, l'evoluzione dei formati e le nuove tecnologie con IMAX, emerge chiaro come la settima arte rimanga un settore in costante ricerca di innovazione per offrire esperienze sempre più immersive e coinvolgenti. Eppure, nonostante l'affermazione delle tecnologie digitali, la pellicola continua a garantire vantaggi qualitativi e stilistici, e il legame con la tradizione la rendono ancora oggi uno strumento insostituibile per molti cineasti. Per queste ragioni è fondamentale che l'uso della pellicola venga preservato, affiancandolo alle nuove tecnologie così da mantenere alta qualità artistica del cinema, la sua capacità di emozionare e coinvolgere lo spettatore, tramandando quel patrimonio di saperi e tecniche artigianali che hanno reso grande la settima arte. Perciò la vera sfida per il prossimo futuro sarà quella di far convivere tradizione e innovazione per un cinema sempre più spettacolare e coinvolgente, ma che non rinneghi mai le proprie tradizioni. #### Conclusione - Timestamp: 17:49 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e36 ## CERN: dati, simulazioni e IA per esplorare l'infinitamente piccolo > Spesso tendiamo a sottovalutare il ruolo dei [centri di ricerca](https://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_di_ricerca), che a volte vengono visti come strutture in cui le ricerche portate avanti non hanno un [reale impatto](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e48?t=229) sulla nostra vita quotidiana. La realtà chiaramente è ben diversa ed è proprio in questi centri che vengono poste le basi per le tecnologie del futuro. Per parlare del ruolo e dell’importanza di un centro di ricerca come il [CERN](https://www.dentrolatecnologia.it/cern.html), dunque, abbiamo invitato [Vittorio Bencini](https://www.dentrolatecnologia.it/vittorio.bencini.html), ricercatore nell’ambito della fisica degli acceleratori presso il CERN. Nella sezione delle notizie parliamo di come portare [Internet nelle aree remote](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243) secondo Vodafone e Amazon e infine di cosa sono e chi sono i [gatekeeper designati](https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_23_4328) del Digital Markets Act. - Stagione: 5 - Episodio: 36 - Data di pubblicazione: 2023-09-09 06:45:00 - Durata: 29:11 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e36](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e36) - Episodi correlati: s3e48 - Tag: cern,ricerca,fisica,particelle,acceleratori,esperimenti,big data,intelligenza artificiale,simulazione,magneti,superconduttività,digital twin,meccanica,vittorio bencini,criogenia,future circular collider,vuoto ultraspinto,elettronica,ingegneria,dati,eleborazione,stoccaggio,analisi,vodafone,amazon,kuiper,satelliti,internet,dma,unione europea,digital markets act,diritti ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Vittorio**: Quando si fa ricerca in fisica, a un certo punto, 20-30 anni dopo, anche le scoperte che si fanno di fisica di base hanno un impatto molto spesso enorme dal punto di vista tecnologico qualche decina di anni dopo, come è stato l'esempio della fisica quantistica sull'elettronica che poi ha preso piede negli anni successivi e che oggi è la base della rivoluzione industriale che viviamo. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella 200esima puntata di questo podcast, proviamo a capire che ruolo hanno le tecnologie più innovative di cui sentiamo spesso parlare anche all'interno del più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, ovvero il CERN di Ginevra. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Internet nelle aree remote grazie a Vodafone e Amazon > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:25 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Portare la connessione internet nelle zone più remote del pianeta è sempre stata un'operazione molto rischiosa per le grandi aziende di telecomunicazioni. Installare infatti delle antenne 4G o 5G per garantire la connettività in una determinata zona significa collegare tali infrastrutture con dei cavi oppure tramite onde radio. Il problema delle aree remote però è che queste due soluzioni non sono particolarmente convenienti per gli operatori, i quali devono affrontare diverse sfide legate sia alla morfologia del territorio che ai costi di realizzazione. Escluse queste due, la soluzione più conveniente rimane quella della tecnologia satellitare e infatti, proprio questa settimana, Vodafone e Amazon hanno annunciato di aver stretto un accordo che prevede l'utilizzo della costellazione dei satelliti Kuiper con l'obiettivo di connettere meglio le zone più remote dell'Europa e dell'Africa. In particolare, Project Kuiper sarà un servizio analogo a quello di Starlink di SpaceX che presumibilmente diventerà operativo a partire dal 2024, quando inizieranno a essere lanciati in orbita i primi satelliti. Vodafone in questo caso sarà una tra le tre aziende che contribuirà alla realizzazione del servizio di Amazon e che utilizzerà direttamente per connettere tra loro le diverse antenne che verranno installate nei posti in cui attualmente non esiste alcun servizio internet. #### Designati i gatekeeper del Digital Markets Act > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:49 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Abbiamo dedicato diverse notizie per parlare delle varie fasi del Digital Markets Act, ossia quella normativa dell'Unione Europea che si prefigge di regolare e porre dei limiti a quelle aziende che, per i loro numeri, possono controllare il mercato digitale. Il 1 novembre 2022 era infatti entrata in vigore, ma è stata poi applicata dal 2 maggio di quest'anno. E mercoledì 6 settembre la Commissione Europea, infine, ha designato i sei Gatekeeper che dovranno sottostare alla normativa, ossia Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta e Microsoft. I Gatekeeper vengono definiti in base a diversi parametri, tra cui il fatturato e il numero di utenti mensili. Fra sei mesi, dunque, diversi servizi di questa azienda verranno monitorati per verificare se seguono le direttive europee. Tra i servizi troviamo Android, iOS e Windows come sistemi operativi, i principali social network, il motore di ricerca Google, WhatsApp, Messenger, Google Play, App Store, Amazon e molti altri. Tra gli obblighi, invece, troviamo una maggior libertà per gli utenti, tra cui la possibilità di disinstallare app predefinite o usare store alternativi, e per le app di messaggistica l'obbligo di essere interoperabili con altre app. Infine, le aziende che non si adegueranno dovranno pagare delle multe che possono arrivare fino al 10% del fatturato. #### CERN: dati, simulazioni e IA per esplorare l'infinitamente piccolo > - Timestamp: 04:28 - Autori: CERN, Vittorio Bencini, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Dati, Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Molto spesso tendiamo a sottovalutare il ruolo dei centri di ricerca, che a volte vengono visti come strutture in cui le ricerche portate avanti non hanno un reale impatto sulla nostra vita quotidiana. La realtà chiaramente è ben diversa, ed è proprio in questi centri che vengono poste le basi per le tecnologie del futuro. Per parlare del ruolo e dell'importanza di un centro di ricerca come il CERN, dunque, siamo in compagnia di Vittorio Bencini, ricercatore nell'ambito della fisica degli acceleratori presso il CERN. Benvenuto Vittorio. **Vittorio**: Grazie Davide, buongiorno. **Davide**: Partiamo ovviamente dall'inizio, e quindi raccontaci che cos'è il CERN e quali sono i campi di ricerca attualmente studiati. **Vittorio**: Il CERN, innanzitutto l'acronimo di fatto anche se è leggermente diverso, sta per Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, e giusto un minimo di storia è stato fondato nel 1954, per fare fronte a una problematica abbastanza chiara dopo la guerra, ovvero che la fisica del tempo richiedeva strumenti e tecnologie che le singole nazioni non erano in grado di potersi permettere, diciamo, cioè che i singoli laboratori nazionali non potevano permettersi. Quindi il CERN nasce con l'idea di unire gli sforzi per costruire queste tecnologie in modo da poter far progredire la fisica delle particelle. Il CERN è di fatto un complesso di acceleratori di particelle, un'acceleratore di particelle è una macchina che, come dice il nome, permette di aumentare l'energia di particelle fondamentali come possono essere protoni, portarle ad energie più alte e farle collidere o tra loro o contro dei bersagli fissi. Lo scopo finale dipende, nel senso, attraverso lo studio di queste collisioni esistono dei detector, dei rilevatori di particelle di varia natura, di vario tipo, che permettono di studiare diversi fenomeni. Per la maggior parte sono nel campo della fisica delle particelle, avete sicuramente sentito parlare del bosone di Higgs, che è la scoperta, diciamo, forse più importante degli ultimi ormai 15 anni, che è stata l'ultimo tassello del modello standard, ma ci sono tantissimi altri esperimenti, in tutto sono quattro principali, ma ce ne sono quaranta di taglia media, addirittura duecento, che girano di anno in anno nelle linee, diciamo, secondarie del complesso degli acceleratori. Gli ambiti di ricerca variano, appunto, dalla fisica delle particelle allo studio della materia oscura, fisica nucleare, la produzione di isotopi radiattivi o studio di astroparticelle e ovviamente c'è tutta una parte invece di applicazioni, diciamo, più industriali che andremo a vedere poi in seguito. **Davide**: Ok, quindi per studiare queste collisioni tra le particelle vengono impiegate tante tecnologie diverse ed è per quello anche che siamo qui oggi, cioè per fare un focus su queste tecnologie. Quindi ci racconti, appunto, quali sono queste tecnologie che vengono impiegate, anche le più innovative e quali discipline coinvolgono. **Vittorio**: Certo, come hai detto giustamente, vista la complessità di questi sistemi, di questi esperimenti degli acceleratori, veramente le tecnologie coinvolte sono moltissime. Un acceleratore di fatto è una macchina che come struttura richiede l'utilizzo di vari sottosistemi e quelli più importanti al CERN, nell'ultima macchina costruita, è la Large Hadron Collider, sono i magneti. I magneti servono per piegare la traiettoria delle particelle e uno dei primati del CERN è stato quello di produrre dei magneti con il campo magnetico più alto mai prodotto per questo scopo. E questo è un esempio ovviamente dei magneti, questo tipo di tecnologia ovviamente coinvolge un sacco di sottodiscipline che sono dalla costruzione dei magneti stessi, alla superconduttività che è un campo di ricerca molto specifico ovviamente, ma con applicazioni poi vedremo anche il mondo dell'industria, la meccanica, la capacità di costruire, di disegnare strutture meccaniche di altissimo livello che abbiano delle tolleranze, degli spostamenti minimi, la cryogenia per mantenere questi materiali superconduttivi, alla temperatura quasi dello zero assoluto, cioè si parla di 1.9 Kelvin, cioè 1.9 gradi sopra lo zero assoluto, che è una cosa incredibile per pensarci. E tutto questo con un'altra serie di sistemi come generatori di potenza di altissima precisione, vuoto ultraspinto che è un altro campo in cui si arriva veramente a un vuoto che è di qualità quasi superiace anche lì praticamente al vuoto assoluto, elettronica, meccanica e ovviamente questa è la parte solamente di sviluppo puramente ingegneristico. Insieme a tutto questo ovviamente c'è un'enorme parte dedicata allo sviluppo di quelli che sono i metodi poi per la raccolta dei dati dei vari esperimenti, l'elaborazione e lo stoccaggio dei dati e poi l'analisi e qui si entra più nel discorso di quello che è Big Data e intelligenza artificiale. **Davide**: Esatto e a proposito di questo sono delle tecnologie innovative di cui sentiamo spesso parlare anche in altri campi e proprio per questo ci incuriosiva capire che ruolo ha al CERN l'intelligenza artificiale e l'analisi dei Big Data. **Vittorio**: Sì, io direi che separerei un po i due aspetti della risposta tra l'analisi dei Big Data e l'intelligenza artificiale. L'analisi dei Big Data è quello che definirei un core business del CERN nel senso che come dicevamo prima all'interno di un acceleratore, del Large Hadron Collider per esempio, le particelle collidono qualcosa come 40 milioni di volte al secondo. Quindi ognuna delle collisioni produce degli eventi, questi eventi devono essere registrati, analizzati in un primo momento in diretta online, bisogna separare quelli che sono interessanti e poi ovviamente devono essere in tempi molto brevi mandati in dei centri di stoccaggio dove vengono ottenuti e poi in un secondo momento analizzati. Si parla di scale di grandezza dei Peta o Exabytes di dati, quindi sono quantità gigantesca e infatti sia nella parte di processamento dei dati che nella parte di stoccaggio di CERN assolutamente all'avanguardia è stata una ricetta più attivi nello sviluppo delle tecnologie che oggi conosciamo come Big Data, utilizzando per lo più metodi che sono stati sviluppati all'interno del CERN, quindi non appoggiandosi a provider esterni. **Davide**: Sì è interessante questo aspetto perché non si tratta solo di far collidere queste particelle ma l'obiettivo poi è poter studiare queste collisioni, come dicevi, le quantità di dati che vengono registrate sono immense. **Vittorio**: Esatto, esatto, quindi è fondamentale essere in grado di avere un sistema che sia veramente capace di gestire il dato dalla produzione fino alla fase finale di stoccaggio che poi viene una volta stoccato viene utilizzato per l'analisi. **Davide**: Ok hai detto che aveva senso dividere la questione del Big Data e intelligenza artificiale, quindi per l'intelligenza artificiale che ruolo ha il CERN? **Vittorio**: L'intelligenza artificiale diciamo che ha cominciato come in tutto il mondo a prendere piede anche al CERN negli ultimi 10-15 anni via in maniera più massiccia e anche lì viene utilizzata in diversi ambiti. Per esempio nel mio ambito diretto di lavoro nella gestione dei fasci di particelle all'interno degli acceleratori del complesso dove è molto importante essere in grado di manipolare e controllare questi fasci di particelle in modo tale che abbiano le proprietà richieste dagli esperimenti viene utilizzata un moltissima intelligenza artificiale per ridurre i tempi diciamo per esempio e automatizzare quella che è la ricerca di questi parametri ottimali, questo è solamente un esempio ovviamente. Anche all'interno invece dei detector nella parte di analisi di questi famosi eventi ultimamente avevo seguito uno o due seminari c'è molto lavoro anche in quell'ambito per ridurre quello che è il carico di lavoro dell'analisi di dati come abbiamo detto questi dati sono moltissimi per ridurre il carico di lavoro e il costo computazionale di questa analisi utilizzando dei modelli di intelligenza artificiale e velocizzando l'analisi. Inoltre c'è tutto un campo che è ancora un pochino più di avanguardia che è quello di cercare di insegnare a modelli di intelligenza artificiale a… nel caso scoprire nuovi eventi o essere in grado autonomamente di capire cosa rappresenta dal punto di vista fisico un evento magari anche quando non è stato specificamente trainato per fare questo. Poi ovviamente nel dettaglio le applicazioni sono molteplici ma dire che nell'operazione degli acceleratori e nei detector sono le due che mi vengono in mente adesso diciamo le due più prominenti e su cui ho visto più avanzamento. **Davide**: La simulazione invece cioè il creare delle simulazioni appunto di collisioni di particelle in un momento antecedente può avere un senso? **Vittorio**: La simulazione è per noi intendo per tutti gli ambiti di ricerca al CERN dall'ingegneria alla fisica delle particelle alla fisica degli acceleratori è lo strumento fondamentale, è la base di tutto sulla simulazione si basa il disegno meccanico si basa le previsioni e la definizione di specifiche tecniche, si basa la previsione di come tutti i sistemi si comporteranno quindi ogni volta che si costruisce un componente o un nuovo acceleratore, una nuova linea di trasporto un nuovo detector tutti i dettagli e le specifiche della costruzione, sono basate sulle simulazioni simulare di fatto appunto significa cercare di riprodurre avendo una conoscenza di un fenomeno fisico, cercare di riprodurre vedere cosa succederebbe in un determinato scenario e a quel punto di scegliere lo scenario che si sta cercando, ottimizzare per arrivare al risultato e costruire il sistema di conseguenza. **Davide**: Si permette magari anche di prevenire errori? **Vittorio**: Si esatto quindi se le simulazioni corrispondono alla realtà esatto ovviamente è un nostro momento fondamentale per prevenire errori per prevedere sostanzialmente quello che succederà. Ci sono sempre molto spesso alcune differenze ma in generale giustamente poi nel disegnare componenti e acceleratori si mantiene un margine d'errore che è fatto apposta per fare il modo di compensare per questi errori o comunque di tenere a conto dei possibili errori. **Davide**: E un'ultima tecnologia anche questa innovativa che dalle tue parole mi viene da chiederti appunto se utilizzate è il digital twin è una tecnologia che viene applicata? **Vittorio**: Si allora di solito in alcuni campi di ricerca il digital twin nel senso di ricreare fondamentalmente un doppio digitale basato sull'intelligenza artificiale di solito di un sistema complesso anche questa tecnologia si sta cominciando a vedere in molti ambiti sia nella riprodurre per esempio quella che è la fisica degli acceleratori cioè negli anelli circolari o nel disegno di componenti molto complesse, in cui si fanno delle simulazioni del componente simulazioni ai elementi finiti sono simulazioni 3d e poi si usano neural network intelligenza artificiale basata su queste simulazioni per riprodurre gli stessi risultati e questo permette di guadagnare moltissimo tempo quando poi si vanno a risolvere se vogliono esplorare nuovi scenari e fare simulazioni che magari anche non sono state fatte prima ed è ovviamente uno strumento molto potente quando si hanno simulazioni che prendono molto tempo, perché permette sul lungo periodo di risparmiare molto tempo. Quindi si comincia anche al CERN ad utilizzare questo tipo di tecnologie, anche lì come sempre in maniera molto distribuita su molti sistemi, è molto orizzontale come tecnologia e come interesse. **Davide**: Quando si parla di spazio e di esplorazione spaziale, un tema che emerge spesso è cercare di riportare sulla terra delle innovazioni tecnologiche che l'esplorazione spaziale ha reso possibile anche qui sulla terra. Si può fare un parallelismo con quello che fate, con la ricerca che fate al CERN, cioè quali sono le tecnologie che comunemente utilizziamo che sono nate e si sono sviluppate al CERN e appunto ci fai degli esempi specifici. **Vittorio**: Certo, la prima che diciamo è il cavallo di battaglia che usiamo sempre, è ovviamente quello del web, il web come struttura è stata sviluppata al CERN, mi sembra negli anni '70 e poi col tempo è stata, ovviamente noi tutti sappiamo, adottata in maniera globale e all'inizio figurarsi che era stata utilizzata come sistema di condivisione di file, molto semplicemente, era un sistema, un server per la condivisione di documenti all'interno dell'istituto. Questo è solo un esempio, ma un esempio che a me, ce ne sono molti, ho preso una lista addirittura del sito del Knowledge Transfer del CERN, quello che a me è più caro sono le applicazioni medicali, quello su cui ho fatto il dottorato è stato lo sviluppo di acceleratori di particelle per quello che si chiama adroterapia, che significa utilizzare fasci protoni o ioni carbonio come proiettili per la cura del cancro, per il trattamento dei tumori e questo c'è stato moltissimo lavoro, figurarsi che dal lavoro pionieristico negli anni '80 del CERN in collaborazione con la fondazione Thea, che era un altro istituto sempre basato al CERN, sono stati disegnati l'acceleratore che oggi è installato nel Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) a Pavia, e sullo stesso disegno si basa il disegno di MedAustron, che è un altro centro in Austria per questo tipo di trattamento. In questo momento molto più attuale, diciamo, c'è stato un accordo con un ospedale svizzero per l'utilizzo di un'altra tecnologia che invece che utilizzare protoni utilizza elettroni per sviluppare un macchinario per fare quella che si chiama Flash Therapy, quindi che è un tipo di terapia molto all'avanguardia e molti altri, l'altra che mi viene in mente è la superconduttività, abbiamo detto prima che l'applicazione è molto specifica per i magneti, ma c'è molto lavoro nello sviluppo di quelle che si chiamano superconduttori ad alta temperatura che potrebbero in realtà cambiare completamente la faccia e il modo di trasportare l'energia, perché un superconduttore è un materiale che permette di trasportare corrente senza esistenza, quindi diciamo senza scaldare, senza perdere energia, e se si trovasse un modo di fare questo a temperature ragionevolmente alte, quindi più vicine possibile alla temperatura ambiente, qui siamo noi, potrebbe essere veramente un passo avanti gigantesco nell'industria del trasporto di corrente d'energia e alta, come dicevamo Machine Learning, c'è stata una collaborazione con una società per macchine autoguidanti e un'altra molto famosa si chiama Timepix, che è un elemento elettronico che è parto che adesso è parte della missione Artemis One della NASA, quindi veramente che più ne ha che più ne metta se possiamo dire, ci sono moltissime applicazioni e in più, detto questo, queste sono quelle che sono le applicazioni dirette, bisogna però sempre ricordarsi che quando si fa ricerca in fisica, a un certo punto, 20-30 anni dopo, anche le scoperte che si fanno di fisica di base hanno un impatto molto spesso enorme dal punto di vista tecnologico qualche decina d'anni dopo, come è stato l'esempio della fisica quantistica sull'elettronica che poi ha preso piede negli anni negli anni successivi e che oggi ha la base della rivoluzione industriale che viviamo. Stessa cosa per la produzione di potenza col nucleare. La fisica nucleare degli anni 40, Fermi, è stata il fondamento poi per riuscire a costruire i reattori nucleari che oggi sono un elemento fondamentale per la produzione di potenza. **Davide**: E hai parlato di collaborazione con aziende, ma un altro aspetto interessante è la collaborazione tra centri di ricerca a livello internazionale. Quanto è importante anche per un centro di ricerca grande come il CERN collaborare con la comunità scientifica internazionale? **Vittorio**: È fondamentale, questo in generale nel mondo della ricerca scientifica si basa sulle spalle dei giganti, cioè ogni scoperta, ogni avanzamento che si fa è sempre basata sul lavoro precedente di qualcun altro o sul lavoro di colleghi, quindi è un punto fermo e fondamentale di tutto l'avanzamento scientifico, quello di essere aperti alla collaborazione, di collaborare sempre con gli istituti e università. In particolare il CERN è importante dire che al CERN ci sono persone, collaboratori, ricercatori che vengono da tutto il mondo. Il CERN ospita persone che sono parte di collaborazione degli esperimenti che magari sono installati al CERN per un anno o in maniera permanente, quindi vengono, sono già di per sé molto spesso collaborazioni internazionali e vengono a Ginevra in cui entrano in contatto con altri colleghi, altre collaborazioni ed è a partire da questo spirito di comunità che secondo me poi si è in grado di progredire in maniera efficace nella ricerca scientifica e c'è un esempio veramente unico ed è anche un'esperienza molto particolare da vivere quando si lavora lì, perché si lavora con colleghi che veramente hanno background differenti, vengono da tutte le parti del mondo e hanno magari approcci e visioni diverse ai problemi e è fantastico, è veramente molto stimolante. **Davide**: Anzi sicuramente accelerale alla ricerca in generale. **Vittorio**: Esatto, penso che non sarebbe possibile se i ricercatori rimanessero da soli chiusi nel proprio ufficio, nella propria cantina, non lo so, non riuscirebbero sicuramente… la scienza in generale ne perderebbe moltissimo se non riuscirebbero a progredire. **Davide**: Parlando in chiusura di futuro, quali sono appunto le prospettive future per lo sviluppo e l'utilizzo delle tecnologie al CERN e ci sono nuove aree di ricerca o tecnologie emergenti che stanno ricevendo particolari attenzioni? **Vittorio**: Per quanto riguarda il futuro del CERN in generale, diciamo che questo è un momento molto importante perché è stata proposta la costruzione di un nuovo acceleratore che si chiama Future Circular Collider, che è una macchina che l'LHC, l'acceleratore di adesso, il più grande, è lungo 27 km, questo FCC sarà una macchina che, se si costruirà, è una macchina che dovrebbe essere lunga 100 km, quindi si parla veramente di un gigantesco passo avanti e di un enorme sfida tecnologica. Quindi già adesso i ricercatori del CERN di altre collaborazioni, di varie collaborazioni università in tutto il mondo, stanno facendo studi di fattibilità sia dal punto di vista delle integrazioni di diverse tecnologie che proprio sui differenti sistemi. Riusciamo a costruire dei magneti superconduttori in grado, già che siano adeguate a questo tipo di macchina, siamo in grado di garantire un livello di stabilità della costruzione su tunnel di 100 km, quindi questo secondo me al momento dal punto di vista tecnologico è la sfida più grande per il CERN e una delle tecnologie che adesso ho cominciato a vedere invece sempre di più, se ne parla, se ne sente parlare e c'è molto fermento al CERN è il quantum computing, c'è un gruppo di lavoro al CERN che si sta cominciando… è ormai da un po che si occupa di questo e penso che anche in questo campo ci sarà molto fermento e si può dire che ne vedremo delle belle, nel senso che c'è molto lavoro in corso e adesso si sa che è un tema caldissimo. **Davide**: Che utilizzo potrebbe avere il quantum computing al CERN? **Vittorio**: È un'ottima domanda a cui è molto difficile rispondere perché è uno dei punti fondamentali a cercare ancora di capire quali sono le possibili applicazioni, perché ha un modo di fare i conti che non è convenzionale e quindi è uno strano tema in cui bisogna… basato su quello che sia, bisogna trovare dei modi per... **Davide**: È una tecnologia che ha un grande potenziale bisogna capire come sfruttarla. **Vittorio**: Esattamente, sicuramente se si riuscissero a trovare dei modi per utilizzarla di nuovo, per analizzare dati o fare simulazioni sarebbe una cosa straordinaria perché permetterebbe di fare simulazioni che normalmente richiederebbero in realtà anni in tempo computazionale, GPU time o GPU time, anche che diventerebbero anni in secondi. Il punto che non essendo un computer convenzionale bisogna veramente trovare dei modi per utilizzarlo, cioè dei problemi che siano adatti per essere risolti da questo tipo di tecnologia. **Davide**: Va bene, allora grazie Vittorio per averci raccontato quanto è importante appunto il CERN e che ruolo ha la tecnologia al suo interno. Alla prossima. **Vittorio**: Grazie a voi, alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 28:19 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e37 ## Come funziona la stampa 3D? > La stampa 3D è una tecnologia che nel corso degli anni si è sviluppata a una velocità esponenziale, introducendo innumerevoli metodologie e tecniche di stampa per poter coprire le nuove esigenze [industriali](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e18?t=245) e non. Contemporaneamente, la sua popolarità è aumentata a tal punto che ben presto sono nate numerose comunità [open source](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e23?t=300) per condividere software, progetti e addirittura kit per costruire in casa la propria stampante 3D, raggiungendo così prezzi più accessibili per appassionati e hobbisti di svariati settori. In questa puntata scopriamo dove e come viene utilizzata la stampa 3D e quali sono e come funzionano le principali tecnologie di stampa tridimensionale. Nella sezione delle notizie parliamo di Tesla che ha annunciato i [Powerwall](https://www.tesla.com/it_it/powerwall) 3, dell’arrivo del connettore [USB-C](https://it.wikipedia.org/wiki/USB-C) sui nuovi [iPhone 15](https://www.apple.com/it/iphone-15/) e [iPhone 15 Pro](https://www.apple.com/it/iphone-15-pro/) e infine dell'[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e32?t=34) di Adobe, [Firefly](https://www.adobe.com/it/sensei/generative-ai/firefly.html) che esce dalla fase beta e diventa a pagamento. - Stagione: 5 - Episodio: 37 - Data di pubblicazione: 2023-09-16 06:45:00 - Durata: 17:32 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e37](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e37) - Episodi correlati: s3e13, s5e18 - Tag: stampa 3d,stampanti 3d,carne stampate,stampa,organi artificiali,industria 4.0,rivoluzione industriale,iphone 15,iphone 15 pro,usb-c,unione europea,legge,lighting,connettore,cavo,trasferimento dati,tesla,powerwall,accumulatore,fotovoltaico,inverter,firefly,adobe,ia,intelligenza artificiale ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi scopriremo cos'è, dove e come viene utilizzata la stampa 3D e quali sono e come funzionano le principali tecnologie di stampa tridimensionale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Tesla annuncia Powerwall 3 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Batterie, Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Durante questa settimana Tesla ha annunciato la terza versione del Powerwall, ovvero una batteria domestica in grado di immagazzinare l'energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico oppure prelevata direttamente dalla rete del fornitore energetico. Esattamente come Powerwall 2, questa nuova versione mantiene una capacità di accumulo massima pari a 13,5 kWh, così come la possibilità di alimentare l'abitazione autonomamente in caso di blackout o isolamento dalla rete. La differenza sostanziale di questa nuova unità, oltre alla lettera T che sostituisce la parola Tesla, è l'aggiunta di un inverter fotovoltaico integrato in grado di convertire l'energia con un'efficienza dichiarata del 97,5%. Per essere più precisi, un inverter è infatti uno strumento essenziale da installare, insieme all'impianto fotovoltaico, che consente di convertire la corrente continua prodotta dall'impianto in corrente alternata, ovvero la comune energia elettrica impiegata nelle case e negli uffici. Con Powerwall 3, perciò, a differenza della versione precedente, non sarà più necessario installare un inverter fotovoltaico di terze parti, ma in ogni caso si ipotizza che quando arriverà in Europa nel 2024, Tesla manterrà comunque nel catalogo entrambe le versioni. Nel 2003, Apple introdusse il connettore a 30 pin per iPhone e iPod, un'icona della sua era iniziale. #### Gli iPhone diventano USB-Centric > Fonte: Wired.it - Timestamp: 02:21 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel 2012, poi, venne introdotta la porta Lightning, compatta e reversibile. Negli anni successivi, Apple ha gradualmente adottato la porta USB-C nei suoi dispositivi, iniziando con i computer portatili nel 2015 e poi estendendola agli iPad. È diventato chiaro che anche iPhone avrebbe seguito questa tendenza. Apple allo stesso tempo, però, guadagnava dei diritti di licenza tramite il programma Made for iPhone per gli accessori Lightning, e questo reddito significativo ha posto un ostacolo alla transizione. Ad accelerare questo cambiamento è arrivata nel 2022 l'Unione Europea, che ha approvato una legge che richiede che tutti i telefoni, tablet e fotocamere venduti nel UE siano dotati di una porta USB-C entro il 2024. Lo scorso martedì, quindi, durante il consueto evento di settembre, Apple ha annunciato questo forzato passaggio dotando i nuovi iPhone 15 e 15 Pro dello standard USB-C. In particolare, iPhone 15 è dotato di una porta in versione 2.0, che non rappresenta un miglioramento delle prestazioni di trasferimento dati rispetto alla precedente porta Lightning, mentre iPhone 15 Pro monta una porta USB-C in versione 3.0, con la possibilità di trasferire fino a 10 gigabit per secondo, utile per scaricare video ad altissima risoluzione realizzati con le nuove fotocamere. #### Firefly di Adobe esce dalla beta > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo vari mesi di test in versione beta, l'intelligenza artificiale generativa di Adobe, Firefly, è stata rilasciata ufficialmente a tutti, accedendo infatti con il proprio account Adobe al sito firefly.adobe.com avremo accesso a diverse funzionalità, dalle più conosciute come la generazione di immagini a partire dal testo, o al riempimento generativo usato ad esempio per ingrandire le immagini, a funzionalità come la generazione di testi con trame ed effetti. Non essendo più in fase di test, poi, sono stati introdotti generative credits, esattamente come per DALL-E. Ogni mese, in base al proprio piano, sono disponibili un numero di crediti generativi con cui utilizzare l'IA di Adobe. Contemporaneamente è stato anche presentato il piano Adobe GenStudio for enterprises pensato ad esempio per le aziende che vogliono creare contenuti social. Infine, due punti su cui Adobe ha puntato molto sono la questione dell'etica e dell'attribuzione. Per il primo punto l'azienda fa sapere che Firefly è stato addestrato con un occhio di riguardo sul tema etico. Sul secondo punto invece le immagini generate dall'IA avranno incluse le Content Credentials, ossia una sorta di metadata che accompagnano l'immagine ovunque e ne indicano la provenienza. Un approccio differente da quello di Google, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa ma con lo stesso obiettivo: riconoscere immediatamente le immagini reali da quelle generate da un'intelligenza artificiale. #### Come funziona la stampa 3D? > - Timestamp: 05:37 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Materiali - Tipologia: Topic **Davide**: Era il 1982 quando l'ingegnere Chuck Hull presentò per la prima volta un nuovo metodo per realizzare dei prototipi in modo semplice e veloce chiamato stereolitografia. Questa innovazione tecnologica venne ufficialmente brevettata nel 1986, segnando così l'inizio di una grande rivoluzione che divenne parte fondamentale per lo sviluppo dell'industria 4.0. Stiamo parlando della stampa 3D, che nel corso degli anni si è sviluppata ad una velocità esponenziale, introducendo via via innumerevoli e diverse metodologie e tecniche di stampa per poter coprire le nuove esigenze industriali e non. Contemporaneamente la sua popolarità è aumentata a tal punto che ben presto sono nate numerose comunità open source dove poter condividere software, progetti e addirittura kit per costruire in casa la propria stampante 3D, raggiungendo così prezzi più che accessibili per appassionati e hobbisti di svariati settori. In questa puntata andremo quindi a vedere dove e come viene utilizzata la stampa 3D, sia in ambito industriale ma ad esempio anche in quello medico, cercando di spiegare quali sono e come funzionano le principali tecnologie di stampa tridimensionale. Iniziamo dalla tipologia più conosciuta, quella cui solitamente si pensa quando si parla di stampa 3D, ossia la stampa a filamento fuso o a estrusione. Queste stampanti sono formate da un ugello, poi da un filamento solitamente di materiale plastico e infine da un piano di stampa. Durante questo processo l'ugello si sposta lungo i vari assi X, Y, Z, ossia avanti, indietro e in verticale. Contemporaneamente il filamento viene riscaldato e spinto attraverso l'ugello che lo deposita formando i vari strati. E così strato dopo strato il modello disegnato a computer prende forma e dopo qualche ora e dopo aver rimosso gli eventuali supporti creati per rendere possibile la stampa, l'oggetto è pronto. Sia per quanto riguarda i materiali che per il suo funzionamento, questo metodo di stampa 3D è ad oggi il più economico e quindi il più adatto per chi, ad esempio, vuole iniziare ad approcciarsi a questo mondo o vuole realizzare piccoli prototipi da presentare o testare. Chiaramente poi esistono stampanti 3D ad estrusione, più o meno sofisticate e costose, adatte magari a piccole o medie imprese, che permettono ad esempio di stampare oggetti di dimensioni maggiori o hanno un ugello più piccolo per poter raggiungere una definizione maggiore ed evitare il famoso effetto striato degli oggetti stampati in questo modo. È innegabile che questo tipo di stampa, così versatile, popolare ed economico, sia stato una delle principali tecnologie che hanno trainato l'evoluzione delle industrie moderne, che ormai ne fanno un ampio uso soprattutto per quanto riguarda la prototipazione o per la produzione di pezzi di ricambio nell'ambito della manutenzione. Ma non è solo l'industria a beneficiare. Come dicevamo poco fa, queste stampanti sono accessibili anche ad hobbisti, appassionati o piccoli artigiani, ma una tecnologia molto simile viene sempre più utilizzata anche nell'ambito dell'architettura, per stampare piccole case o strutture in cemento. Con dimensioni maggiori e ugelli molto più grandi, che rilasciano il cemento o l'argilla, infatti, è possibile creare strato dopo strato delle case dal design e dalle forme anche molto complesse, abbassando allo stesso tempo costi e velocità di produzione. Il principale problema, però, è che ad oggi è possibile stampare solamente strutture di piccole dimensioni. Nonostante ciò, la stampa 3D nel mondo dell'edilizia può avere un impatto positivo per diversi motivi e scenari. Pensiamo ad esempio alla possibilità di realizzare in pochissimo tempo delle nuove case, anche temporanee, in aree che sono state distrutte dai terremoti, tornado o inondazioni. O ancora, in quelle zone in cui c'è una carenza di appartamenti, come nelle periferie delle grandi città o negli ambienti universitari, dove sarebbe possibile a costi relativamente bassi coprire la domanda di stanze. In ambito spaziale, invece, e la NASA ha già messo a punto una tecnologia per questo scenario, le stampanti 3D potranno essere assemblate su Marte o sulla Luna per realizzare delle piccole strutture abitabili, utilizzando le rocce già presenti e risparmiando sul trasporto del materiale. Come dicevamo, però, questa è solo una delle tante tecniche di stampa disponibili, quindi proseguiamo presentando la prossima, ossia la stampa a resina. La differenza di quella estrusione le stampanti a resina sono costituite da una vasca, dove appunto viene colata una resina fotosensibile liquida, che si indurisce se colpita da un fascio laser o da una luce dal basso. In questo caso, quindi, le stampe avvengono dall'alto verso il basso. Ad ogni strato viene solidificata la resina e poi l'oggetto stampato viene alzato per proseguire con lo strato successivo. Questa, fra l'altro, è stata la prima tecnologia di stampa 3D, quella inventata da Chuck Hull nel 1982. La stampa a resina, chiaramente, è più costosa rispetto alla prima, ma resta comunque abbastanza accessibile grazie ai costi che negli anni si sono via via abbattuti. Tuttavia, questa tecnologia richiede anche maggiore attenzione, in quanto la resina utilizzata produce fumi tossici che richiedono stanze ventilate e, per lo stesso motivo, i residui vanno smaltiti nei modi opportuni. La qualità di stampa, però, è di gran lunga superiore rispetto alle stampanti a filamento, producendo oggetti più precisi e uniformi. Per questo motivo, la stampa a resina è più indicata proprio quando si vogliono realizzare prototipi più definiti o direttamente oggetti da commercializzare, come nel caso dell'artigianato, ma è largamente usata anche nell'ambito medico e soprattutto odontoiatrico. Grazie a questa tipologia di stampa, infatti, è possibile realizzare delle protesi dentali, che si adattano perfettamente alla bocca del paziente grazie alla scansione tridimensionale della bocca. Le resine utilizzate in questo caso sono chiaramente diverse da quelle usate in ambito industriale, in quanto devono rispondere a caratteristiche ed esigenze differenti. Passiamo ora alla terza tipologia di stampa attualmente disponibile, ossia la stampa a fusione di polveri. Come nel caso della stampante a resina, anche qui ci sono solitamente un fascio laser e una vasca, che però viene riempita di polvere. La polvere può essere di diversi materiali, dalla plastica, al carbonio, alla ceramica o a metalli come l'alluminio. Il laser scalda le minuscole particelle di polvere, facendole fondere tra loro e creando così l'oggetto strato per strato. In questo modo è anche possibile realizzare oggetti dalla densità più elevata. Inoltre, la polvere non utilizzata, oltre a poter essere recuperata per una stampa futura, costituisce allo stesso tempo un perfetto supporto all'oggetto, risparmiando così tempo e materiale per la stampa e permettendo la creazione di forme più complesse e qualitativamente migliori. Infine, una volta stampato, sarà chiaramente necessaria un'opportuna pulizia della polvere residua. Questo metodo di stampa, ad esempio, è molto usato nel settore automobilistico. Per realizzare componenti e attrezzature, protesi, dispositivi medici e così via. La polvere permette infatti di scegliere tra una vasta gamma di materiali, come polimeri o metalli, nella stampa incredibilmente precisa. Come possiamo intuire, la conseguenza è che stampanti di questo tipo sono molto costose e arrivano anche a centinaia di migliaia di euro per gli usi industriali e professionali. Le ultime due tipologie di stampa 3D di cui vogliamo parlare brevemente in questa puntata, infine, sono quelle a getto di materiale e a laminazione. Questi due metodi hanno una particolarità comune, ossia permettono facilmente di produrre oggetti a colori. La qualità di stampa tra i due però è notevolmente diversa. Nel primo caso, infatti, vengono fatte colare delle micro gocce di inchiostro o cera, che vengono poi indurite grazie ai raggi ultravioletti. Nel secondo, invece, si utilizzano fogli, solitamente di carta, plastica o metallo, che vengono ritagliati e sovrapposti. È facilmente intuibile, quindi, che, in quest'ultimo caso, il risultato è molto approssimativo, ma la velocità di stampa è nettamente maggiore rispetto a tutte le altre metodologie analizzate. Proprio per questo motivo la laminazione viene utilizzata quasi esclusivamente per realizzare bozze, prototipi a colori o piccole sculture in carta. Ciò che emerge maggiormente a questo punto, oltre alla vastità di tecniche di stampa disponibili, adatte per gli usi e le esigenze più disparate, è il ruolo che le stampanti 3D hanno, soprattutto nei processi industriali. Possiamo facilmente notare, infatti, che in tutti i casi l'uso di questa tecnologia è relegato quasi solitamente alla fase di prototipazione. Se da un lato, infatti, la stampa 3D ha rivoluzionato il settore grazie alla sua semplicità d'uso e flessibilità, permettendo di dare forma alle idee più disparate, di contro anche per stampare i pezzi più semplici possono volerci diversi minuti, fino ad arrivare anche a diverse ore per i pezzi più grandi e complessi. Tempistiche che, magari sono compatibili con la produzione di un piccolo artigiano nel settore della manutenzione, ma che chiaramente non possono soddisfare le esigenze dell'industria moderna. Nonostante ciò, la stampa 3D ha rappresentato una vera rivoluzione, diventando spesso indispensabile e aprendo le porte ad applicazioni che fino a pochi anni fa credevamo fossero impossibili. Primo fra tutti l'ambito medico, dove, forse, la stampa 3D potrebbe esprimere il suo massimo potenziale. In questo campo, infatti, non è tanto la velocità di produzione che conta, ma quanto più la possibilità di realizzare, tra virgolette, "prodotti su misura" dei pazienti, riducendo i costi. Pensiamo infatti alle già citate applicazioni odontoiatriche per la realizzazione di protesi dentali basate su scansioni tridimensionali o alla stampa di dispositivi medicali, esoscheletri o protesi, o a un'applicazione ancora più affascinante per la produzione di tessuti e organi perfettamente compatibili con il corpo del paziente. Per quanto riguarda l'industria del cibo, invece, abbiamo già avuto modo di avere un assaggio di ciò che vedremo in futuro, con la carne stampata in 3D che, in un modo analogo alla stampa degli organi, utilizza le cellule animali per ricostruire muscoli e grassi. Concludendo, quindi, negli ultimi 40 anni, da quel 1986, quando fu presentata per la prima volta, la stampa 3D ha veramente avuto un ruolo fondamentale nel velocizzare il progresso tecnologico e, grazie alle nuove applicazioni e a sempre più moderne metodologie di stampa, avrà in futuro un ruolo sempre più centrale, soprattutto in quei settori guidati dall'estrema precisione e dal concetto del prodotto su misura. #### Conclusione - Timestamp: 16:40 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e38 ## Midland: radio e tecnologia per la sicurezza in camper > Dai viaggi su strada alle escursioni all'aria aperta, la tecnologia sta trasformando anche l'esperienza camperistica. Al [salone del camper di Parma](https://www.salonedelcamper.it/en/), il più grande d'Italia, molte aziende hanno presentato le loro proposte per innovare questo settore. Per capire come [Midland](https://www.dentrolatecnologia.it/midland.html) sta affrontando le sfide contemporanee dei viaggi in camper, garantendo comunicazioni affidabili in qualsiasi situazione e migliorando la sicurezza e la convenienza per gli appassionati di caravan e camper in tutto il mondo durante il salone abbiamo incontrato [Dora Mantovani](https://www.dentrolatecnologia.it/dora.mantovani.html), responsabile marketing di Midland. Nella sezione delle notizie parliamo dei primi test di [Neuralink](https://neuralink.com) sugli umani e della proposta della [Commissione Europea](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e42?t=244) contro il [greenwashing](https://it.wikipedia.org/wiki/Greenwashing). - Stagione: 5 - Episodio: 38 - Data di pubblicazione: 2023-09-23 06:45:00 - Durata: 19:29 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e38](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e38) - Episodi correlati: - Tag: camperismo,midland,comunicazioni,sicurezza,viaggi su strada,caravan,dora mantovani,salone del camper,esperienza,movimento,radio,baracchino,cb,camion,camionisti,walkietalkie,bambini,escursioni,dashcam,retrocamera,antenna radio,greenwashing,pa,ue,commissione europea,green claims,neuralink,sla,test,uomo,cervello ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Dora**: Sicuramente la tendenza è quella, come dicevamo, in crescita del settore del camper, che appunto sta crescendo con dei numeri esponenziali, è sempre quella più di stare all'aperto, quindi i nostri prodotti hanno bisogno di essere innovativi per appunto rispondere a queste esigenze, a queste nuove esigenze. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo come Midland, attraverso una serie di accessori tecnologici per i camper, sta provando a rendere l'esperienza di viaggio in camper ancora più avventurosa ma al contempo garantendo sempre la massima possibilità di comunicazione. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### I primi test di Neuralink sugli umani > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:19 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: L'azienda Neuralink, che si occupa di sviluppare interfacce uomo-machina con l'obiettivo di studiare e possibilmente prevenire le malattie del cervello, ha aperto il reclutamento delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, dopo i primi test eseguiti negli anni precedenti sugli animali. La tecnologia di Neuralink in questione si basa sull'inserimento nella parte superiore del cervello di piccoli elettrodi, in grado di registrare l'attività neuronale in modo dettagliato. Con un ulteriore dispositivo chiamato Link, posizionato dietro all'orecchio della persona, è possibile arrivare a connettere l'attività del cervello a un dispositivo esterno, come uno smartphone o un computer. In futuro, se le sperimentazioni di Neuralink dovessero andare a buon fine, in un caso di paralisi sarà possibile leggere l'impulso che parte dal cervello ma che non riesce a raggiungere il muscolo e trasmetterlo all'apparato coinvolto, bypassando il sistema nervoso danneggiato, restituendo così la capacità di camminare. La Commissione Europea ha proposto delle nuove regole, con la direttiva chiamata Green Claims, per contrastare il sempre più diffuso fenomeno del greenwashing. #### La proposta dell’UE contro il greenwashing > Fonte: LaRepubblica.it - Timestamp: 02:20 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Sentiamo spesso infatti pubblicità o annunci di aziende che autodichiarono di compensare la CO2 dei trasporti, di utilizzare imballaggi di plastica riciclata, di ridurre l'impronta climatica. Tuttavia, uno studio della Commissione Europea del 2020 ha dimostrato che il 93% di queste dichiarazioni erano vage, furvianti o del tutto infondate. Questi dati hanno influenze negative sui consumatori, che vengono illusi con dichiarazioni false, e anche su altre aziende, realmente virtuose, nel campo della sostenibilità. La proposta contenuta nel Green Claims dunque punta a mantenere un freno a queste autodichiarazioni, obbligando le aziende a provare scientificamente, attraverso enti indipendenti, la veridicità di quanto affermato. Restano comunque validi i vari marchi ambientali, come l'EcoLabel UE o degli alimenti biologici. Tuttavia non sarà più possibile creare nuovi sistemi pubblici di etichettatura se non strettamente necessari, per evitare di creare confusione tra i cittadini. Tuttavia, al momento, quella del Green Claims è solamente una proposta, e dovrà seguire tutto l'iter burocratico per essere approvata e attuata a tutti gli effetti. #### Midland: radio e tecnologia per la sicurezza in camper > - Timestamp: 03:57 - Autori: Midland, Dora Mantovani, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Divertimento, Sicurezza - Tipologia: Intervista **Davide**: Dai viaggi su strada, le escursioni all'aria aperta, la tecnologia sta trasformando anche l'esperienza camperistica. E al salone del camper di Parma, il più grande d'Italia, molte aziende hanno presentato le loro proposte per innovare questo settore. E per capire come Midland sta affrontando le sfide contemporanee dei viaggi in camper, garantendo comunicazioni affidabili in qualsiasi situazione e migliorando la sicurezza e la convenienza per gli appassionati di caravan e camper in tutto il mondo, durante il salone abbiamo incontrato Dora Mantovani, responsabile marketing di Midland, alla quale abbiamo chiesto chi è Midland e come ha contribuito a migliorare grazie alla comunicazione la sicurezza in movimento. **Dora**: Sì, diciamo allora, innanzitutto Midland è un'azienda che progetta sistemi elettronici per comunicare in movimento, come Walkie Talkie, i CB, il famoso baracchino, gli interfoni e Action Cam, queste sono i nostri principali core business. Il brand Midland, per fare un pochino di storia, nasce nel 1959 in America e viene comprato da CT International nel 1972 e quindi è una delle poche realtà che vanta una storia un po che va al contrario, cioè che comunque un'azienda italiana compra un brand americano e questo per noi è un grande vanto, di solito è un po il contrario. Quindi Midland nasce poi con una missione molto precisa, che è quella di rendere la comunicazione facile, divertente, accessibile a tutti e soprattutto fruibile in ogni situazione. Da qui il nostro pay off: "moving communication" comunicazione in movimento. Infatti tutti i nostri prodotti sono anche i nostri principali target, sono i fuoristradisti, gli escursionisti, amanti dell'avventura, dell'outdoor e soprattutto i camperisti. Quindi il primo prodotto che Midland ha progettato negli anni 70 è stato il CB, il famoso baracchino, che è appunto lo strumento principale per la comunicazione in movimento, soprattutto per i camionisti e qui infatti abbiamo inventato il primo social network, proprio i camionisti si conoscevano tramite il CB, quindi sono nato storie d'amore, finanziamenti, è nato un po quello che è stato il primo social network, conoscere persone che non conoscevi. Quindi per noi la storia parte proprio dagli anni '70. Poi dopo i CB sono arrivati a cavallo degli anni 80-90 i walkie talkie, che sono diciamo che in Europa per legge sono definiti PMR 446, personal mobile radio. Questi prodotti hanno aperto un altro mondo che è portatile e versatile, infatti mentre i CB si installano sul camion i walkie talkie, i PMR, i walkie talkie sono quelli portatili. Quindi le attività che si sposano con un walkie talkie sono molteplici, ad esempio l'escursionismo, il campeggio, la caccia, pesca, gita in famiglia, lo sci, solo giusto per citarne alcuni. Ormai vent'anni abbiamo sviluppato anche il primo interfono moto, quindi ci siamo specializzati anche in nuove tecnologie come bluetooth e mesh, che sono appunto le nuove tecnologie per ampliare un pochino il nostro target. Quindi diciamo ci tengo un po a precisare che il know-how è tutto sviluppato, le tecnologie sono tutte sviluppate da un laboratorio interno che è proprio italiano, quindi l'azienda è italiana e diciamo sviluppa e progetta questi prodotti dall'Italia. Quindi noi abbiamo una diciamo 15 filiali estere, però li esportiamo in 90 paesi. **Davide**: Per capire meglio come funziona una comunicazione via radio, soprattutto per chi non è del settore, ho poi chiesto a Dora di spiegarci come avviene questo tipo di comunicazione. **Dora**: Diciamo c'è un push to talk, PTT, quindi ogni radio ha un PTT che è un pulsante all'interno della radio e si dice io parlo, premo il tasto, parlo, lascio il tasto e parla l'altra persona. **Davide**: Mi sono poi soffermato su un prodotto di Midland - in Italia conosciuto con il nome di Baracchino - e su come questo prodotto si sia evoluto grazie all'avvento di nuove tecnologie proprio nel settore degli appassionati di camper. **Dora**: Diciamo il baracchino come dicevo è lo strumento ideale per chi vuole comunicare in movimento e anche i camperisti oltre i camionisti utilizzano moltissimo questo device. Come abbiamo risposto alle necessità dei camperisti che sono sempre diverse? Abbiamo introdotto diverse innovazioni tecnologiche per migliorare in primis la qualità audio, quindi abbiamo introdotto dei filtri di soppressione e rumore evoluti come il noise blinker e automatic squelch e poi abbiamo migliorato le performance, infatti sono state ridotte neutralmente le dimensioni, abbiamo dei CB che una volta erano molto grandi adesso sono molto molto piccole come appunto la M mini e si possono tranquillamente fissare all'interno del cruscotto. Poi abbiamo delle antenne a vetro per non bucare il camper quindi abbiamo diciamo risposto a tante esigenze ai camperisti che anche loro sono un primo camperista che dice voglio iniziare a comunicare oppure il camperista che dice io ho già iniziato ho un CB voglio un'antenna più performante quindi diciamo abbiamo introdotto vari prodotti per le varie esigenze. **Davide**: Un aspetto che tenevo a sottolineare è che benché gli apparati radio siano gli stessi per ogni esigenza che sia appunto un camionista un camperista poi nell'atto pratico gli utilizzatori appunto sono diversi e diversi utilizzatori significa anche diverse esigenze come ad esempio il fatto che un camperista non vuole bucare la carrozzeria del proprio camper o appunto lo fa meno facilmente di un camionista e quindi Midland ha pensato anche a delle soluzioni alternative. **Dora**: Il CB cosa è il CB comunica tramite un'antenna ed è l'antenna che fa distanza quindi è proprio lo strumento che serve per parlare tramite i vari device. Quindi il CB ha bisogno di antenne l'antenna dipende da quale antenna si monta fa più o meno distanza. Noi abbiamo questi due kit per proprio per i camperisti in cui c'è un kit camper con un'antenna da vetro come dicevi tu che si installa semplicemente su un vetro e fa più o meno distanza poi abbiamo un'antenna invece nel kit camper pro un'antenna che fa più distanza che è appunto la funk quindi sicuramente dipende un po dalle esigenze dei vari camperisti. **Davide**: Mi sono poi concentrato su un aspetto pratico perché nell'immaginario collettivo è più presente l'idea della radio su camion e meno quella su camper quindi ho chiesto ad ora di spiegarci per cosa viene utilizzata nella pratica anche in camper sia la radio ma anche tutto un nuovo ecosistema di prodotti pensati per la sicurezza del veicolo dei passeggeri e più in generale del viaggio. **Dora**: Si allora i camperisti hanno sempre più bisogno di sicurezza quindi diciamo noi abbiamo introdotto in fiera il concetto di "all in security" per cui diciamo sicurezza in viaggio sul veicolo e dei passeggeri quindi il veicolo abbiamo un prodotto molto specializzato per il camper che è l'RV Cam ed è un sistema di sicurezza che si monta sul camper per monitorare tutte quelle che sono le manovre. Quindi quando si va indietro quando si va in retromarcia quando si posiziona i camper in determinate situazioni si può utilizzare questo prodotto per appunto della telecamera a vedere le varie diciamo i vari punti morti del camper. Poi abbiamo il punto la sicurezza dei passeggeri con i prodotti walkie talkie perché appunto quando si arriva in una piazzola uno spazio aperto comunque magari spesso i bambini sono liberi e possono andare a correre mettendo nella cintura o da qualche parte i walkie talkie. E poi abbiamo la sicurezza del viaggio, quindi tramite i nostri dispositivi si possono avere delle informazioni sul traffico o sugli incidenti, quindi la possibilità di connettersi con un altro camper che viene in senso opposto per chiedere se quel percorso è trafficato oppure c'è un incidente oppure c'è qualche altre informazione utile. **Davide**: Ok, tra tutti questi esempi che mi hai fatto uno che mi piace particolarmente è quello che citavi dei bambini che magari escono, fanno un'escursione in un posto in cui non c'è connettività internet e utilizzano appunto un walkie talkie per parlare con la radio del camper, giusto? **Dora**: Ah sì, no. Diciamo i walkie talkie parano fra loro, quindi diciamo se si è sulla stessa frequenza si mette ad esempio un canale e tutti i bambini possono tramite questo dispositivo essere liberi anche appunto senza la copertura del telefono, perché spesso il telefono non prende tanti posti, quindi la radio è una sicurezza in più. **Davide**: Un altro tema è quello delle Dash Cam, cioè l'utilizzo di telecamere per tutelarsi nel momento in cui dovessimo fare un incidente, soprattutto se siamo su strada molto tempo appunto come può essere un camper durante un viaggio, come funziona questo sistema? **Dora**: Allora sì, le Dash Cam sono ancora tutt'oggi diciamo poco utilizzate perché in Italia questo prodotto non è molto conosciuto, in realtà all'estero sono usatissime ad esempio dai taxisti, perché il taxista deve avere la sicurezza del passeggero, deve vedere, monitorare cosa succede nell'abitacolo e quindi sono più utilizzate, però la Dash Cam è un diciamo un sistema di sicurezza che è un testimone diciamo di quello che succede in quel momento, se per caso succede un incidente la Dash Cam ha una micro sd che registra proprio l'incidente quindi è un testimone che tu hai sempre al tuo fianco. **Davide**: E la Dash Cam corrisponde alla telecamera posteriore o sono due prodotti separati? **Dora**: Sono due prodotti separati, l'RV cam è un diciamo un kit da retromarcia quindi soprattutto per le manovre, mentre invece la Dash Cam per i camion abbiamo la Truck Guardian wireless che anche questa ha varie monitor dove si può monitorare la situazione e soprattutto appunto registrare tutte le varie manovre. **Davide**: Ok, sempre legato alla sicurezza ci sono altre soluzioni che avete implementato che magari riguardano ad esempio l'utilizzo di un app? **Dora**: Sì, allora noi per diciamo siccome il CB appunto fa parte di una generazione degli anni '70 abbiamo creato questa nuova applicazione che si chiama CB talk app ed è la simulazione di un CB con cui si può connettere e parlare tramite l'applicazione quindi anche questo è diciamo utilizzare sempre diciamo trasformare solo l'analogico dall'analogico al digitale quindi le nuove tecnologie un po per avvicinarsi anche ai giovani. **Davide**: Ecco che è una domanda provocatoria tra virgolette, allora non ci si potrebbe spostare solo sullo smartphone perché serve ancora la radio? **Dora**: Sì, diciamo la radio innanzitutto serve appunto per come dicevamo prima per chi non ha copertura a rete, dati, quindi se non hai copertura a dati non puoi utilizzare il telefono è sicuramente una rete molto più affidabile quando vai nei viaggi in cui ti puoi affidare appunto ai vari canali e poi soprattutto appunto c'è gente che puoi conoscere anche gente che non conosci cioè va attraversando un po i vari paesi puoi conoscere anche persone diverse. **Davide**: Un altro aspetto su cui mi sono voluto soffermare è capire chi sia poi effettivamente il target di questi prodotti e di questa nuova soluzione più tecnologica. **Dora**: Sì diciamo sono un prodotti per tutti per cui sicuramente diciamo il storico brand Midland era utilizzato nel mondo analogico dai camionisti però adesso con le nuove tecnologie stiamo aprendo anche le porte ai ragazzi molto più giovani perché le tecnologie sono quelle più nuove ad esempio utilizziamo il bluetooth per gli interfoni moto e sono delle tecnologie utilizzate appunto dai giovani di oggi. **Davide**: Ci sono altre tecnologie che state implementando nel settore appunto dei viaggi anche con riguardo appunto alla nuova normativa del codice della strada? **Dora**: Sì diciamo che è proprio il codice della strada 2020 a metterci mentre fuoco il grande potenziale del nuovo sistema di comunicazione che abbiamo creato che è questo kit "CB Hands Free Kit" per utilizzare il CB senza staccare le mani dal volante quindi semplicemente posizionando un bottone sul volante in cui si apre e si chiude la conversazione e il microfono attaccato al cruscotto in cui si può parlare in viva voce questo permette diciamo a tutti gli utilizzatori dei nostri dispositivi di parlare comodamente dal proprio veicolo senza dover utilizzare le mani. **Davide**: In chiusura un'ultima domanda perché c'è l'esigenza di innovare un settore come questo cioè c'è magari più richiesta oggi rispetto al passato di fare una vita ecco appunto più nomade da più utenti ecco? **Dora**: Sì, sicuramente la tendenza è quella come dicevamo in crescita del settore del camper che appunto sta crescendo con dei numeri esponenziali è sempre quella più di stare all'aperto quindi i nostri prodotti hanno bisogno di essere innovati di essere innovativi per appunto rispondere a queste esigenze a queste nuove esigenze e quindi bisogna sempre essere un po aggiornati a tutto quello che esce anche con i nostri competitor. **Davide**: Perfetto va bene allora grazie Dora per averci raccontato quello che fate e come appunto date un contributo nel settore dei viaggi in camper o caravan. Alla prossima. **Dora**: Grazie a voi e mi raccomando canale 15 sul cd per parlare con tutti i camperisti. #### Conclusione - Timestamp: 18:37 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e39 ## I progressi e le sfide per un futuro a guida autonoma > Ogni anno al mondo si contano migliaia di vittime dovute alla [distrazione di persone](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e45?t=304) che guidano l’auto senza la dovuta concentrazione. Nonostante sia stato ampiamente dimostrato che gli [ADAS](https://en.wikipedia.org/wiki/Advanced_driver-assistance_system) riducano il rischio di incidenti, esistono comunque casi in cui questi sistemi non si sono rivelati sufficienti per evitare lo scontro tra auto o persino la perdita di vite umane. Per minimizzare ulteriormente questo problema le principali case automobilistiche, e non solo, stanno sviluppando dei sistemi innovativi in grado di permettere la guida autonoma dell’auto senza alcun intervento umano rendendo la guida anche [più inclusiva](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e24?t=245), dove persone con handicap o età particolarmente avanzata hanno la possibilità di muoversi da un luogo all’altro senza dipendere da altri. Nella sezione delle notizie parliamo dell’accordo per un nuovo contratto degli [sceneggiatori](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e7?t=313) statunitensi che vede un limitato utilizzo di IA, dell’arrivo di [Satispay](https://www.satispay.com/it-it/) nel settore dei [buoni pasto](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e10?t=259) e infine del recupero di frammenti provenienti dall’[asteroide Bennu](https://it.wikipedia.org/wiki/101955_Bennu). - Stagione: 5 - Episodio: 39 - Data di pubblicazione: 2023-09-30 06:45:00 - Durata: 16:50 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e39](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e39) - Episodi correlati: s4e45 - Tag: auto,adas,sicurezza,guida autonoma,waymo,robotaxi,mercedes,tesla,taxi,california asteroide,bennu,osiris-rex,nasa,sistema solare,vita,satispay,buoni pasto,pagamenti,commissioni,esercenti,lavoratori,sceneggiatori,wga,contratto,hollywood,compensi,ia ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi faremo un approfondimento sulle auto a guida autonoma, dello stato dell'arte della loro tecnologia al momento e di cosa manca per vederle circolare sulle nostre strade. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Meno IA nel nuovo contratto degli sceneggiatori > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Cinema - Tipologia: Notizia **Davide**: Il sindacato degli sceneggiatori, la Writers Guild of America, ha annunciato la fine dello sciopero iniziato ormai 5 mesi fa, dopo aver raggiunto un accordo e la conseguente stipula di un contratto di 3 anni con l'Alliance of Motion Picture and Television Producer, ovvero l'associazione che invece rappresenta i grandi produttori hollywoodiani. Tra le 94 pagine del documento sono emersi dettagli interessanti riguardo all'aumento del compenso minimo, che dovrà essere ora almeno del 18% in più. Oltre a ciò si aggiunge anche un ulteriore 26%, legato invece ai diritti residuali relativi a tutti quei prodotti destinati alle piattaforme streaming e il cui successo è strettamente legato al numero di visualizzazioni. La WGA ha infine ottenuto anche che l'intelligenza artificiale non possa essere utilizzata in alcun modo per la stesura di nuove sceneggiature, tanto meno per la modifica di contenuti già scritti. Questa tecnologia potrà comunque essere utilizzata solamente nel caso in cui sia l'autore a decidere di impiegarla, in accordo con la casa di produzione, ma al contrario non potrà in alcun modo essere obbligato da quest'ultima ad usarla. #### Satispay nel settore dei buoni pasto > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:09 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Satispay, la società nata a Torino che si occupa di pagamenti digitali e del trasferimento di denaro tramite internet, vuole rivoluzionare il settore dei buoni pasto. A partire dal 1 ottobre, attraverso l'app, gli utenti potranno utilizzare i buoni pasto di Satispay in oltre 70.000 esercizi convenzionati. La novità più significativa è l'abolizione delle commissioni per gli importi sotto i 10 euro. Al di sopra di questa soglia, gli esercenti pagheranno una commissione di soli 20 centesimi, analogamente agli altri pagamenti effettuati tramite Satispay. Per i lavoratori il processo sarà semplice: potranno attivare automaticamente l'uso del saldo del buono pasto accettato dai negozianti o farlo manualmente prima di confermare l'importo. Eventuali residui verranno poi coperti dal saldo disponibile su Satispay, evitando la necessità di generare una doppia fattura. Questa iniziativa mira a semplificare la vita di tutti gli attori coinvolti. Gli esercenti vedranno una procedura più agevole e costi ridotti, i lavoratori avranno un metodo comodo per pagare e le aziende potranno vedere i propri dipendenti adottare Satispay come sistema preferito. #### Arrivati i frammenti dell’asteroide Bennu > Fonte: IlSole24Ore.com - Timestamp: 03:19 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso 24 settembre sono atterrati nel deserto dell'Utah 250 grammi di frammenti di asteroide raccolti dalla sonda spaziale Osiris Rex della NASA. La sonda partita nel 2016 ha raggiunto l'asteroide Bennu nel 2018, grazie anche a un sensore realizzato dall'azienda Leonardo. Per due anni la sonda ha inviato dati e misurazioni dell'asteroide e, solo nel 2020, è atterrato per raccoglierne dei frammenti. Nel 2021 la sonda ha poi iniziato il viaggio di ritorno verso la Terra per consegnare il materiale raccolto, materiale che può rivelarsi fondamentale per comprendere meglio l'origine della vita nel nostro universo. Oltre a essere il più grande campione spaziale raccolto, esclusi quelli lunari, l'asteroide in questione è risalente alla formazione del sistema solare e sembra contenere tracce di molecole a base di carbonio, le stesse che formano gli organismi viventi. Nei prossimi mesi, quindi, dopo le opportune verifiche, i campioni verranno suddivisi tra le varie agenzie spaziali e centri di ricerca, che li analizzeranno per cercare di fare un ulteriore passo avanti verso la rivoluzione del più grande mistero del nostro universo. #### I progressi e le sfide per un futuro a guida autonoma > - Timestamp: 04:46 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Diritto, Trasporti - Tipologia: Topic **Davide**: Ogni anno al mondo si contano migliaia di vittime dovute alla distrazione di persone che guidano l'auto senza la dovuta concentrazione. La maggior parte delle cause di incidente, anche non per forza mortali, sono dovute essenzialmente a distrazioni banali ma potenzialmente molto pericolose. E infatti, stando agli ultimi report dell'ANAS, dei 166.000 incidenti verificati sì nel 2022, il 93% di questi deriva da comportamenti scorretti dei conducenti, fra cui l'uso dello smartphone, l'alcol, il mancato rispetto della precedenza o la velocità eccessivamente elevata. Oltre a inaspirire le pene per chi adotta a comportamenti scorretti, le soluzioni più efficaci per tamponare questa piaga sono l'installazione di serie dei cosiddetti ADAS, o Advanced Driver Assistance Systems, ovvero dei sistemi tecnologici installati nelle auto, in grado di utilizzare una serie di sensori per monitorare la guida ed eventualmente intervenire autonomamente in caso di emergenza. Questi moderni sistemi di assistenza, che sono presenti su tutte le auto vendute a partire dal 2022, in realtà sono già diffusi da parecchio tempo, e comprendono tecnologie come il cruise control adattivo, per regolare automaticamente la velocità, la frenata automatica di emergenza, il rilevatore della stanchezza del conducente, il mantenimento della corsia di marcia o il riconoscimento della segnaletica stradale. Nonostante sia stato ampiamente dimostrato che gli ADAS riducano i rischi di incidenti, esistono comunque dei casi in cui questi sistemi non si sono rivelati sufficienti per evitare lo scontro tra auto o persino la perdita di vite umane. Perciò per minimizzare ulteriormente questo problema, le principali case automobilistiche - e non solo - stanno sviluppando dei sistemi innovativi, basati proprio sugli ADAS, in grado di permettere la guida autonoma dell'auto senza alcun intervento umano. Oltre ad eliminare definitivamente il rischio di distrazione, i vantaggi principali della guida autonoma risiedono anche nella possibilità di rendere la guida oltre che più sicura, anche più inclusiva, dove persone con handicap o età particolarmente avanzata hanno la possibilità di muoversi da un luogo all'altro senza dipendere da altre persone. Con la possibilità inoltre di poter utilizzare l'auto senza un guidatore, la persona all'interno può persino rilassarsi o svolgere altre attività durante gli spostamenti, lasciando la guida interamente al sistema. Ad ogni modo, i vantaggi della guida autonoma appena elencati risultano validi solo se effettivamente si parla di auto con un vero e proprio pilota automatico, in grado di gestire interamente il mezzo. Per questo, normalmente quando si parla di guida autonoma solitamente si fa riferimento a cinque livelli, dove solamente gli ultimi due rappresentano la massima evoluzione di questa tecnologia. Dunque, al primo livello troviamo la guida assistita, in cui il guidatore è supportato dai sistemi ADAS, di cui abbiamo parlato poco fa, che lo avvertono di alcuni pericoli, aiutandolo a migliorare la sicurezza. Con il livello 2 si può già iniziare a parlare di self-driving cars, dove a differenza del livello 1 in questo caso gli ADAS intervengono direttamente sulla conduzione del veicolo, rallentando, sterzando o frenando automaticamente in caso di emergenza. Quando si parla di livello 3, le vetture a guida autonoma iniziano a diventare una cosa concreta, sebbene sia ancora richiesta la partecipazione attiva del conducente. In questo caso le auto possono già guidare da sole, ma solamente in alcune condizioni, legate soprattutto alla velocità, alla viabilità e alle condizioni stradali. La differenza sostanziale tra il livello 2 e il livello 3, dunque, è la possibilità di distrarsi. Se infatti fino al 2 il conducente è obbligato a tenere lo sterzo e a guardare la strada, come avviene con le auto di Tesla, con il 3° livello siamo autorizzati a togliere lo sguardo per fare operazioni secondarie, come guardare lo smartphone, mentre la vettura bada alla strada. Con il livello 4 l'automazione aumenta ulteriormente e la guida autonoma diventa ancora più onnipresente durante la percorrenza dell'auto. Anche in questo caso si tratta di auto in grado di guidarsi da sole in presenza di requisiti e condizioni specifiche. Tuttavia, l'intervento del guidatore viene richiesto solamente in caso di malfunzionamenti. Ed ecco che arriviamo all'ultimo livello, ovvero quello che rappresenta la vera e propria guida autonoma, che non richiede l'intervento di un conducente. Per capirci, una differenza sostanziale rispetto alle tecnologie precedenti è l'assenza del volante e dei pedali nella postazione del guidatore. Poiché in questo caso il sistema si occuperà della conduzione del veicolo in maniera del tutto autonoma e indipendente. Inoltre, non essendo richiesto un guidatore, le uniche persone che saliranno su auto a guida autonoma di livello 5 saranno esclusivamente passeggeri, che durante il tragitto potranno svolgere qualsiasi attività diversa dalla guida, esattamente come quando si sale su un taxi. E infatti, le potenzialità di questo nuovo modo di condurre veicoli stanno iniziando a essere sfruttate da innovativi servizi taxi come Waymo, attivo a livello sperimentale in alcune zone degli Stati Uniti come Phoenix e San Francisco. Waymo, di fatto, è un servizio che sta facendo da apri pista nel settore della mobilità guida autonoma, che consenta alle persone di prenotare un taxi, o meglio un robotaxi tramite un app, per farsi portare in una delle diverse zone coperte dal servizio. Per supportare un sistema di guida autonoma di livello 5, i robotaxi di Waymo sono equipaggiati con diverse tecnologie avanzate che consentono la guida senza conducente umano. Alcune di queste comprendono chiaramente dei sensori esterni come telecamere, radar o LIDAR, in grado di ricreare una mappa 3D costantemente aggiornata di ciò che circonda il veicolo. Fondamentali risultano anche i sensori interni per monitorare i parametri come velocità, frenata e sterzata. I dati raccolti dai sensori poi vengono rielaborati da un potente computer di bordo che applica algoritmi di intelligenza artificiale e deep learning sviluppati da Waymo, permettendo al veicolo di pianificare il percorso e di eseguire manovre in completa autonomia. Per questo tipo di conduzione automatizzata è fondamentale anche un collegamento con i server cloud del servizio taxi, con il fine di condividere ed elaborare i dati raccolti dall'intera flotta e migliorare progressivamente la capacità di guida autonoma dei mezzi. Nel caso in cui, invece, dovesse verificarsi un malfunzionamento, non essendo presente alcun operatore al volante, una centrale operativa può eventualmente ricevere richieste di assistenza remota e inviare un supporto per verificare la situazione sul posto. Inoltre, in presenza di condizioni meteorologiche avverse, i taxi senza conducente che circolano nelle aree delimitate di città come San Francisco possono essere tolti immediatamente dalla circolazione. A questi accorgimenti, però, non si aggiungono molte altre limitazioni, dal momento che negli Stati Uniti attualmente manca uno standard governativo per valutare la sicurezza di questi mezzi. E infatti la mancanza di norme specifiche pensate per i veicoli a guida autonoma si riflette ad esempio nell'impossibilità di multare un mezzo di questo tipo in caso di infrazione del codice della strada. Anche perché, nonostante la comprovata sicurezza di questi mezzi, stando agli ultimi report di Waymo, viene riportato che su un milione di chilometri percorsi l'intero parco macchine ha comunque registrato due incidenti senza feriti e 18 eventi di contatto minori, anche se la metà dei quali è avvenuta mentre i veicoli Waymo erano fermi. Nonostante l'approdo di servizi taxi a guida autonoma di livello 5 come Waymo appunto, o Cruise di General Motors, sul mercato delle auto private sono presenti principalmente modelli di guida autonoma di livello 2. Tra le vetture certamente più celebri troviamo la Tesla Model 3, la berlina elettrica dotata del famoso sistema Autopilot, anche se andrebbe tradotto più correttamente come assistente alla guida, mentre tra le altre case automobilistiche, che stanno spingendo maggiormente sullo sviluppo di questi sistemi, troviamo BMW e Mercedes con i rispettivi modelli di punta. Pochissimi invece sono i veicoli con i modelli di livello 3, in cui, ricordiamo, rientrano le auto ad automazione che permettono di rimuovere le mani dallo sterzo e distogliere l'attenzione per brevi tratti specifici. Il vero problema nell'implementazione di questi sistemi nelle auto vetture, però, è più di carattere legislativo che tecnologico. Se infatti nel 2022 in Europa è stata finalizzata una bozza di regolamento che fornirà solamente a partire dal 2024 un quadro normativo comune per l'implementazione dei sistemi avanzati di assistenza alla guida di livello 3, nel resto del mondo la situazione normativa è ancora parecchio frammentaria, con solamente alcuni paesi che hanno già legiferato. Tornando al caso degli Stati Uniti, ad esempio, non esiste una legge federale in materia, poiché sono proprio i singoli Stati a legiferare in maniera del tutto indipendente. Ed uno fra questi è proprio la California, dove appunto si stanno diffondendo sempre più facilmente servizi di trasporto che utilizzano mezzi a conduzione persino di livello 5 come Waymo. Per quanto riguarda il mercato delle auto private in Nevada, con il rilascio della certificazione per la guida autonoma di livello 3 a Mercedes è diventato il primo Stato americano a rendere legale questo tipo di tecnologia, a cui però si aggiungerà anche la California a fine anno. L'abilitazione di questo sistema di guida autonoma è stata effettuata al momento sulle ammiraglie Mercedes classe S ed EQS, le quali potranno attivarlo per ora solo in alcuni tratti di autostrade e superstrade statunitensi per andature fino a 65 km orari, rilevandosi particolarmente utile in stati proprio come la California, dove le marce in colonna e situazioni di traffico intenso prolungato sono particolarmente all'ordine del giorno. Per quanto riguarda i prossimi decenni è del tutto lecito immaginare un futuro dominato da auto a guida completamente autonoma. Senza la presenza di guidatori umani con i propri limiti, le strade, se opportunamente adeguate a supportare questa tecnologia, potrebbero essere quasi o totalmente prive di incidenti automobilistici. Le auto con modelli di guida di livello 5 dotate di sofisticati sistemi di rilevamento e intelligenza artificiale potranno comunicare e viaggiare in perfetta sincronia, prevedendo le manovre reciproche e ottimizzando i flussi di traffico. Ovviamente immaginare ora un futuro caratterizzato da flussi stradali di questo tipo risulta abbastanza singolare, anche perché una simile rivoluzione della mobilità porterebbe con sé sfide tecnologiche e culturali enormi. Tuttavia, i potenziali passi avanti compiuti negli ultimi anni, in termini di sicurezza ed efficienza, fanno sperare che questa visione si trasformi un giorno in realtà. #### Conclusione - Timestamp: 15:58 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e40 ## Leonardo: l’innovazione nei cieli con droni e velivoli senza pilota > Con il progresso tecnologico i veicoli senza pilota, i cosiddetti [sistemi unmanned](https://unmanned.leonardo.com/it/home) come i [droni](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e29?t=266), stanno iniziando a ricoprire un ruolo sempre più strategico in virtù della loro capacità di sorvegliare e monitorare senza impiegare direttamente personale operativo. Queste caratteristiche risultano essenziali sia in ambito civile e urbano ma anche in ambito militare. Per parlare del ruolo dei sistemi unmanned e delle sfide che dovranno essere affrontate per renderli sempre più efficaci, abbiamo ospitato [Alessandro Errico](https://www.dentrolatecnologia.it/alessandro.errico.html), responsabile dell’unità organizzativa che si occupa dei servizi innovativi basati sui droni per la società [Leonardo](https://www.dentrolatecnologia.it/leonardo.html). Nella sezione delle notizie parliamo di come [lo SPID e la Carta di Identità Elettronica](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e26?t=234) potranno essere utilizzate per attivare una nuova sim e infine dell’evento [Made by Google](https://madeby.google.com/) dove sono stati presentati i nuovi Pixel 8 e 8 Pro. - Stagione: 5 - Episodio: 40 - Data di pubblicazione: 2023-10-07 06:45:00 - Durata: 29:12 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e40](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e40) - Episodi correlati: s4e29, s5e28 - Tag: droni,drone,unmanned air systems,velivoli senza pilota,leonardo,militare,civile,logistica,sicurezza,jamming,attacchi cyber,frontex,falco xplorer,falco evo,confini,alessandro errico,piloti,sim.spid,cie,autenticazione,simswap,google,ia,pixel,pixel watch,google pixel 8,pixel 8 pro,pixel 8,google pixel 8 pro ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Alessandro**: La percezione che l'impiego di questi nuovi sistemi può indurre nelle persone in termini di safety, impatto ambientale e rumore è molto soggettivo e quindi va garantito che il livello di safety sia adeguato e questo va anche spiegato, va garantito un limitato impatto ambientale, anche visivo, e poi bisogna garantire che le tecnologie siano in grado di ridurre l'impatto acustico a livelli accettabili o comunque che siano in grado di confondersi con i rumori di fondo. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi scopriremo con la società Leonardo come funzionano, a cosa servono e quali sfide tecnologiche devono essere affrontate per sviluppare i sistemi di volo a pilotaggio remoto. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Attivare la SIM con SPID o CIE > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:23 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualche giorno fa, l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha finalmente approvato l'utilizzo dello SPID e della carta di identità elettronica per l'attivazione delle SIM telefoniche, con l'obiettivo di semplificare le operazioni di attivazione, cambio o portabilità del numero. Fino ad oggi, infatti, per verificare la correttezza dei dati dell'intestatario, si potevano utilizzare esclusivamente metodi come l'autenticazione tramite acquisizione di foto o video del richiedente e dei suoi documenti d'identità. Con questa possibilità, invece, le operazioni di autenticazione tramite SPID o CIE diventeranno molto più veloci e pratiche per una grande fetta di persone. Anche perché, a partire da novembre 2022, le procedure di attivazione e cambio SIM sono diventate molto più dettagliate e complesse, per contrastare il problema delle truffe come il fenomeno del "SIM swap" che consiste nell'impossessarsi illegalmente del numero di telefono di una persona con lo scopo di accedere a una serie di servizi legati al suo utilizzo. Dunque, il provvedimento approvato dall'AGCOM è arrivato anche per contrastare questo fenomeno illegale, diventato sempre più diffuso negli ultimi anni. Ora, invece, con la possibilità di autenticarsi tramite un sistema di identità digitale, si spera che molte di queste problematiche diventino solamente un lontano ricordo. #### I nuovi Google Pixel 8 > Fonte: Google - Timestamp: 02:46 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Il 4 ottobre Google ha tenuto la presentazione Made by Google 2023, dove ha presentato i suoi nuovi prodotti e servizi che arriveranno nei prossimi giorni e mesi. In particolare è stato presentato lo smartwatch Pixel Watch 2 e gli smartphone Pixel 8 e 8 Pro. Per quanto riguarda il watch, rispetto alla prima versione, viene introdotto un processore più potente, una batteria più capiente e nuovi sensori per tracciare i parametri corporei grazie agli algoritmi di Fitbit, con l'obiettivo di fornire una fotografia dello stato di salute fisica e mentale dell'utente per aiutarlo a migliorare il proprio stile di vita. Per quanto riguarda i Pixel, invece, la vera protagonista della presentazione è stata indubbiamente l'intelligenza artificiale. Il nuovo processore, infatti, permette di caricare modelli di IA più potenti e sfruttarne le potenzialità. Tra gli esempi ci sono una gomma magica migliorata per rimuovere elementi dalle fotografie, scatto migliore che permette di sostituire indipendentemente le espressioni dei volti in una foto di gruppo, utilizzando gli scatti precedenti, la cancellazione di rumori e suoni nei video, la possibilità di spostare e ingrandire elementi in una fotografia e molto altro. Viene migliorata anche la funzionalità del filtro chiamate, per riconoscere gli spam o rispondere al posto nostro con una segreteria artificiale. Per quanto riguarda Google Assistant, nei prossimi mesi verrà integrato con Bard, per poter ad esempio fare una sintesi di pagine web o trascrizioni vocali, rispondere velocemente ai messaggi, sistemare errori di digitazione e così via. Tutto questo per risparmiare tempo e fare le cose con maggior facilità. #### Leonardo: l’innovazione nei cieli con droni e velivoli senza pilota > - Timestamp: 04:53 - Autori: Leonardo, Alessandro Errico, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Sicurezza, Trasporti - Tipologia: Intervista **Davide**: Con il progresso tecnologico i veicoli a pilotaggio remoto, i cosiddetti sistemi unmanned come i droni, stanno iniziando a ricoprire un ruolo sempre più strategico in virtù della loro capacità di sorvegliare e monitorare senza impiegare direttamente personale operativo. Queste caratteristiche risultano essenziali sia in ambito civile e urbano, ma anche in ambito militare. Dunque, per parlare del ruolo dei sistemi unmanned e delle sfide che dovranno essere affrontate per renderli sempre più efficaci, siamo in compagnia di Alessandro Errico, responsabile dell'unità organizzativa che si occupa dei servizi innovativi basati sui droni per la società Leonardo. Benvenuto Alessandro. **Alessandro**: Grazie. **Davide**: Abbiamo già realizzato qualche mese fa una puntata con Leonardo S.P.A. per parlare del vostro ruolo nel settore aerospaziale, ma lo chiediamo anche a te e quindi chi è Leonardo, soprattutto per quello che fai, e proprio in riguardo a questa cosa raccontaci qual è il tuo ruolo in particolare? **Alessandro**: Allora, Leonardo è una grande realtà industriale italiana che è cresciuta nel tempo raccogliendo a sua volta l'eredità di diverse aziende storiche, quali l'Augusta Westland, la Caproni, la Meteor. Proprio per questa ragione vanta un vastissimo ventaglio di prodotti e competenze nel settore di quello che viene comunemente chiamato l'aerospazio-difesa. Giusto per darvi un'idea, una panoramica, provo a condividere un po' di numeri. Il fatturato di Leonardo si attesta attorno ai 15 miliardi. Abbiamo più di 50.000 colleghi, investiamo ogni anno più di 2 miliardi in ricerca e sviluppo e siamo distribuiti su più di 100 siti in giro per il mondo. I nostri prodotti spaziano dagli elicotteri per impiego civile, militare, agli aerei di addestramento e trasporto, ai radar, ai sistemi di gestione del traffico aereo, ai sistemi avionici, per non parlare dei servizi di geoinformazione e dei servizi satellitari. All'interno di tutto questo contesto sono responsabile di un'unità chiamata Unmanned Innovative Air Systems and Services e ci occupiamo dello sviluppo di quella che oggi viene comunemente chiamata Advanced Air Mobility o Innovative Air Mobility a livello europeo, ovvero di tutti quei servizi che usano i sistemi Unmanned o Uncrewed per operazioni di sorveglianza o monitoraggio per il trasporto logistico. Quelle che seguiamo sono applicazioni piuttosto innovative che prevedono l'impiego di tali sistemi in contesti civili e abitati e che entrano in concorrenza con soluzioni ben rodate come quelle del trasporto su gomma. **Davide**: Ok entrando quindi adesso più nello specifico di questa unità, spiegaci quali sono i principali sistemi Unmanned che hai anticipato e quali sono le applicazioni civili e militari che coprono. **Alessandro**: Selamat datang. Per quanto riguarda tutti i sistemi Unmanned, Leonardo… partiamo dal contesto più ampio. Leonardo li sviluppo a partire dal 1948, perché inizialmente questi sistemi sono nati per soddisfare necessità di natura addestrativa, quindi per la simulazione di minacce, infatti in questo ambito abbiamo sviluppato quelli che chiamiamo comunemente aereobersagli una sorta di precursore degli attuali Unmanned che sono dotati di sistemi a propulsione a turbogetto e sono lanciati da catapulta. Più tardi, invece, sono stati sviluppati prevalentemente per applicazioni di sorveglianza i sistemi militari, quelli che vengono chiamati in Leonardo della famiglia Falco. Nel 2003 nasce quello che si chiama FalcoXN, che poi evolve con la soluzione che viene chiamata FalcoEvo. Sono dei sistemi tattici, per capirci, della dimensione di 750 kg. Quest'ultima è stata presentata nel 2012 e largamente utilizzata in compiti operativi di sorveglianza. Il gradino più alto di questo processo evolutivo è costituito da quello che è denominato Falco Xplorer, che ha compiuto il primo volo nel 2020. Questo è il drone ad oggi più grande realizzato da Leonardo. Parliamo di una piattaforma che massa al decollo superiore ai 1000 kg ed è dotato di molta tecnologia, tra cui collegamento per dati satellitari per poterlo operare ben al di fuori della linea di vista. Poi questi sistemi sono stati impiegati anche in ambito civile, tra l'ultimo elemento che compone un po' il quadro, soprattutto in ambito militare, l'AWHERO, che è una piattaforma dalla rotante, noi la definiamo, cioè un piccolo elicottero, poco più pesante di 200 kg, e questo sistema può vantare l'unica certificazione militare della sua classe. Ci sono tanti prodotti di questo tipo, ma lui è l'unico che effettivamente è stato progettato in accordo con degli standard aeronautici riconosciuti. E questo sistema ideale per operazioni di ricognizione e sorveglianza e particolarmente adatto all'impiego marittimo, perché potendo decollare e atterrare sul punto, quindi avendo questa capacità di decollo-atterraggio verticale, può essere adottato su nave, può atterrare e decollare da nave. Per quanto riguarda, invece, quegli progetti in ambito un po' più civili e innovativi di cui, tra l'altro, si occupa l'unità che guido, allora, ci sono delle soluzioni innovative, stiamo lavorando su soluzioni innovative per il trasporto logistico. In questo ambito collaboriamo con Poste Italiane e stiamo concludendo una fase di identificazione del requisito di mercato, di sperimentazione, atta a comprendere meglio come eseguire questa tipologia di missioni. In ultimo, quello che noi definiamo use case di ispezione, cioè ispezione e sorveglianza autonoma in ambito civile. Ora, in ambito civile è un po' più complicato perché ovvio che noi dobbiamo sottostare a un regolamento aeronautico per poter garantire l'adeguato livello di safety e nello specifico qua la sfida è quella di riuscire a monitorare infrastrutture critiche lineari come gasdotti o oleodotti che richiedono missioni ben al di là della linea di vista. **Davide**: Ok e entrando nello specifico di alcune cose che hai detto finora quindi mi pare di capire che i sistemi Unmanned non abbiano tutti la stessa struttura ma ci siano sistemi più simili ad aerei e altri più simili a elicotteri giusto? **Alessandro**: É corretto e addirittura la tecnologia ad oggi riesce a creare una soluzione di ibrido tra quello che era un distinguo netto dei sistemi pilotati. Prima c'era una differenza molto marcata tra quelli che sono i sistemi ad alla fissa, ad aerei e quelli ad ala rotante gli elicotteri. Ora, sebbene noi siamo, in qualche maniera, tra i primi con il 609 a sviluppare una soluzione ibrida, diciamo che le nuove tecnologie stanno permettendo, per soluzioni chiaramente molto meno performanti, di sviluppare quelle che si chiamano i VTOL, Electrical Vertical Takeoff and Landing, che tramite la propulsione elettrica distribuita permette non solo di vantare l'efficienza dell'impiego di un'ala fissa, ma anche di poter atterrare e decollare verticalmente. **Davide**: Ok, altra invece domanda che mi è venuta in mente al riguardo è, tu hai parlato di sistemi di sorveglianza, quindi anche in ambito militare non sono sistemi pensati per essere dotati di armamenti di difesa ad esempio? **Alessandro**: I nostri in qualche maniera sono nati per lo specifico, cioè sono nati e stati pensati proprio per impiego di natura di sorveglianza e monitoraggio. Ad oggi ci sono programmi a livello statunitense che nascono con lo specifico scopo di impiego armato e non come principale missione quella di monitoraggio e sorveglianza. **Davide**: Passando invece a un confronto rispetto ai sistemi diciamo così tradizionali, quali sono i vantaggi dei sistemi unmanned rispetto a sistemi pilotati dall'uomo o rispetto anche a sistemi satellitari visto che è un confronto che hai posto prima sia a livello di efficienza che a livello di costi? **Alessandro**: Allora, i vantaggi sono fortemente dipendenti dalla tipologia di impiego, quindi da quello che chiamiamo, come dicevo prima, dal caso d'uso del sistema. In ambito sorveglianza i droni offrono la possibilità di non esporre il personale a rischi. Inoltre i sistemi sono stati pensati proprio per poter massimizzare il tempo di persistenza in aria sul punto fisso, cosa non sempre raggiungibile con i sistemi pilotati perché sono stati prevalentemente pensati per il trasporto. Rispetto al satellite, a meno che non si stia parlando chiaramente di un satellite geostazionario, chiaramente il satellite ha un revisiting time, quindi per poter raccogliere informazioni sul punto lo può fare con una frequenza ben definita, magari di ore, magari di diverse decine di ore, mentre il drone ha una persistenza e una capacità di riuscire a raccogliere il dato quando lo si vuole. Inoltre c'è da dire che un'alta automatizzazione, un'introduzione di un alto livello di autonomia consente anche una maggiore scalabilità e riduzione dei costi rispetto agli sistemi pilotati. Invece per quanto riguarda quelli che sono i vantaggi in ambito logistico, questi sistemi riescono a offrire una maggiore capillarità di distribuzione, prima di tutto. Poi offrono in alcuni casi una riduzione dei costi operativi, ma prevalentemente il vantaggio, soprattutto in ambito logistico, è quello di ridurre i tempi di consegna, ad esempio, nonché di garantire il tempo di consegna. Non siamo su un'autostrada, non troviamo il traffico. Anche in questo caso un aumento del livello di autonomia e automazione può favorire una maggiore scalabilità e un'ulteriore riduzione dei costi. Dobbiamo tenere molto ben presente che questi vantaggi sono critici per abilitare tutte quelle applicazioni di cui sentiamo tanto parlare, come il monitoraggio delle infrastrutture critiche che abbiamo già più volte citato e il trasporto di beni o passeggeri come qualcuno ha già mai sentito parlare degli aerotaxi, ad esempio. **Davide**: E visto che appunto il tema dei droni è un tema molto caldo e di cui si parla molto spesso, appunto hai citato l'esempio degli aerotaxi e come si fa e come si farà soprattutto in futuro quando saranno di più a gestire in modo sicuro il traffico aereo di questi dispositivi o questi velivoli? E poi anche spiegaci come funziona la parte di pilotaggio di questi velivoli. **Alessandro**: Allora, c'è un'analogia che possiamo fare, che quella gestione del traffico aereo convenzionale, tra l'altro Leonardo può vantare un'esperienza consolidata nello sviluppo di quelli che sono i sistemi OTM, quelli di gestione del traffico aereo commerciale, ora noi prendiamo ispirazione da là per poter garantire gli stessi standard di safety che devono essere garantiti chiaramente anche nell'impiego dei droni. Ora, sebbene il futuro sistema di gestione dei droni prenda ispirazione dal mondo del traffico aereo commerciale, l'approccio è significativamente diverso, perché qua in un primo momento non sarà presente del personale o un'intelligenza che daranno indicazioni ai piloti su come mitigare i rischi di collisione. In un primo momento il sistema OTM fornirà ai piloti una serie di informazioni per permettere di operare in sicurezza. Faccio un esempio concreto, ci sono aree di sorvolo che non sono vietate, allora compariranno delle carte che daranno questa informazione al pilota, o esistono delle rotte che sono già state prese perché sappiamo che a un certo tempo, a un certo periodo, a un'area passerà un altro drone o passerà un volo in VFR come un elicottero e quella è un'area vietata ad esempio per un certo periodo di tempo. I droni dovranno comunicare con dei transponder di bordo la loro posizione che sarà monitorata e resa disponibile al sistema, questo è un approccio chiamato cooperativo, insieme al suo piano di volo per evitare possibili sovrapposizioni ed effettuare quello che viene denominato strategic deconfliction. In sintesi le tecnologie che servono in tutto questo sono riconducibili ai microservizi software, allo sviluppo dei protocolli per lo scambio di informazioni, con il sistema di controllo del traffico aereo e la territorialità aeronautica, poi per non parlare dei sistemi di posizionamento satellitare come i GPS e nonché dei sistemi di comunicazione con i piloti. In futuro è prevista una successiva introduzione delle funzionalità autonome che andranno progressivamente a ridurre il carico del lavoro umano del pilota, fino a introdurre sistemi di gestione di tactical deconfliction, emulando in maniera automatica quello che avviene ad oggi sulle attività commerciali. Quindi in sostanza che cosa succede, per venire poi alla tua domanda, il drone in un primo momento verrà gestito anche da un punto di vista di responsabilità legale, da quello che viene chiamato pilot in command, che è il pilota. Il pilota ha la piena responsabilità dell'operazione del drone e tramite una cosa chiamata ground control station, comunicherà al drone quali, che missione dovrà percorrere e gestirà eventuali situazioni critiche, come ad esempio quella di una de-confliction legata al fatto che non sia possibile. Possa esserci un aereo della versione civile in gioco o un altro ostacolo che potrebbe essere un albatross, lasciatemi dire, o un gabbiano. E questo avviene con una tecnologia ad oggi ampiamente disponibile che è quella data dai sistemi di comunicazione come DataLink su certe frequenze. Ad oggi Leonardo sta sviluppando poi, giusto per chiudere, una piattaforma software che è proprio adebita alla gestione del traffico aereo dei droni, chiamate Man Traffic Management. Questa piattaforma è gestita da una società controllata dal gruppo ENAV, chiamata D-Flight, che già ad oggi permette di erogare molte funzionalità in linea con l'attuale regolamento nazionale d'Europa vigente, che tra l'altro si sta consolidando proprio in questi ultimi anni. **Davide**: Ok e passando appunto ad approfondire questo tema legato anche alla sicurezza del poter pilotare da remoto questi droni quali sono le principali sfide che incontrate nel progettare sviluppare e gestire questi sistemi e manned e come si proteggono da attacchi nemici? Soprattutto immagino in uso militare di sorveglianza potrebbe il drone potrebbe essere attaccato ricevere un attacco cyber e quindi qualcuno potrebbe prendere il controllo di questo di questo drone. Come si fa a evitare ciò? **Alessandro**: Allora, diciamo che le sfide, come giustamente dicevi, sono tante, non ultima quella che citavi sulla cyber, partiamo dall'alto, vediamo tre filoni, una sfida sul regolamento aeronautico, una sulle tecnologie e una sui modelli di business. Per quanto riguarda il regolamento, possiamo dire che sono stati fatti molti progressi negli ultimi anni, grazie a un grosso sforzo dell'autorità aeronautica europea e nazionale, quindi ASE e ENAC. Ad oggi l'Europa può vantare i maggiori progressi su questo campo, quindi da questo punto di vista siamo primi. A livello tecnologico le sfide invece riguardano vari ambiti che partono dallo sviluppo dei sistemi di propulsione elettrici o ibridoelettrici, ai sistemi di storage dell'energia come le batterie, a problemi come l'abbattimento chiaramente del rumore, soprattutto se devono essere impiegate in ambito civile. Poi tematiche come il posizionamento in assenza di segnale GPS, immaginiamo che questi oggetti voleranno a quote più basse e quindi sono più soggetti alla perdita magari del segnale. Alla gestione chiaramente delle comunicazioni, delle bande di frequenze che devono essere allocate per poter gestire questo e quindi richiederanno magari un impiego di sistemi come il 5G. Le tematiche che citavamo prima come il conflict detection e la collision avoidance che sono fondamentali per abilitare piattaforme autonome e operare in sicurezza e garantire il rispetto di tutti quelli che sono gli elementi normativi, certificativi e norme di riferimento. Quindi non ultimo diventa anche centrale lo sviluppo di funzionalità che abiliteranno le operazioni autonome barra automatizzate anche grazie all'impiego di tecniche di intelligenza artificiale. Veniamo alla cyber resilience che citavi. Allora, questo è un problema stringente. In quanto è opportuno garantire che i tali sistemi non vengano ingannati da comandi o interferenze dolose. Da questi ne cito alcuni, sicuramente quelli più noti sono lo spoofing, il jamming o interventi sul comando e controllo. Mentre tentativi di introdursi nel sistema di controllo del drone ricadono un po' nell'ambito della cyber security convenzionale, quindi possiamo adottare le opportune mitigazioni, ad esempio il data di incriptato. Per quanto riguarda lo spoofing, ad esempio, dobbiamo garantire che il drone non venga ingannato riguardo alla sua posizione. In questo caso esistono dei sistemi che permettono di verificare eventuali incongruenze di posizione che magari fanno riferimento a ridondanze del segnale GPS o tecniche alternative. Il jamming invece viene gestito tramite la ridondanza dei link o tramite l'introduzione di funzionalità in grado di gestire in autonomia e in sicurezza la missione in attesa del ritorno del segnale. Per la maggior parte di questi problemi sono in piedi delle soluzioni, la cui validità dovrà però essere consolidata nei prossimi anni, va inoltre ricordato che si stanno in parallelo scrivendo i regolamenti applicabili, motivo per il quale stiamo parlando di consolidamento. In ultimo ho citato i problemi di business, cioè del modello di business. Questo riguarda invece la sostenibilità economica di questi nuovi servizi che non può essere data per scontata. Forse un elemento che non ho citato e che vale la pena citare perché è fondamentale è quello relativo alla social acceptance, che viene comunemente così com'è più o meno nominata che può rappresentare un vero e proprio ostacolo allo sviluppo di questo settore, in quanto chiaramente la percezione che l'impiego di questi nuovi sistemi può indurre nelle persone in termini di safety, impatto ambientale e rumore è molto soggettivo. E quindi va garantito che il livello di safety sia adeguato, e questo va anche spiegato chiaramente alle persone, va garantito un limitato impatto ambientale, anche visivo, e poi bisogna garantire che le tecnologie siano in grado di ridurre l'impatto acustico a livelli accettabili, o comunque che siano in grado di confondersi con i rumori di fondo dell'ambiente dove operano. Allora, tutto questo, tutte queste sfide, come le stiamo affrontando? Noi stiamo effettuando numerose sperimentazioni con l'obiettivo di validare sia le tecnologie, sia di fornire raccomandazioni sugli aspetti normativi, noi chiaramente parliamo con le autorità in tal senso, e le autorità raccolgono in maniera indiretta quelli che sono i risultati delle nostre attività, e poi raccogliamo anche dei feedback riguardanti a quella che è la percezione pubblica dell'impiego di questi sistemi. Un esempio è durante la sperimentazione di Torino, abbiamo misurato i livelli di impatto acustico che il nostro drone ha in qualche maniera generato all'interno dell'ambiente operativo. **Davide**: Sì, molto interessante, soprattutto questo ultimo aspetto che hai citato, perché effettivamente pensare nel nostro cielo diversi droni e un grande movimento di droni potrebbe magari il singolo drone non fare un eccessivo rumore però la somma di tutti e il traffico aereo potrebbe intensificarsi molto. Per chiudere tornerei su un esempio concreto cioè legato ad un progetto che è in corso un programma anzi che è chiamato Eurodrone che ha il compito appunto di sorvegliare e proteggere i confini europei ci spieghi che cos'è? **Alessandro**: Ma sì, l'Eurodrone è un sistema aereo a pilotaggio remoto definito nella classe MALE, Medium altitude, long endurance. Progetto sviluppato nell'ambito di un programma europeo che coinvolge non soltanto l'Italia, la Germania, la Francia e la Spagna, e le quattro nazioni coinvolte lo fanno attraverso le rispettive industrie che sono chiaramente Leonardo, Dassault Aviation e Airbus. Questo programma nasce per missioni di intelligenza e sorveglianza e pattugliamento anche a scopo civile e ovviamente intende sviluppare tecnologie di ultima generazione. Leonardo nello specifico svolgerà un ruolo molto importante sulla componente dell'aerostruttura e quella sull'elettronica di bordo, chiaramente il cuore di questo oggetto. Per darvi un'idea dell'oggetto, l'oggetto è un… il sistema è un… sistema importante anche nelle dimensioni perché anche nelle dimensioni perché parliamo di più di 10 tonnellate di macchine, macchine di 10 tonnellate con un'apertura alare di circa 26 metri. Una delle tante sfide che dovrà affrontare questo sistema sarà quella dell'integrazione del sistema stesso nel traffico aereo commerciale perché opererà a quelle quote e ovviamente dovrà operare in accordo a quelli che sono i requisiti di safety richiesti dalla navigazione commerciale stessa, proprio per garantire anche l'impiego civile, che è una sfida che ad oggi molte nazioni stanno affrontando ognuna in una maniera diversa, l'Europa lo affronterà attraverso l'introduzione di questo sistema. **Davide**: Va bene, allora grazie Alessandro per averci raccontato di che cosa si occupa la tua unità e per averci spiegato quale sarà appunto qual è e quale sarà il futuro dei sistemi Unmanned, alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 28:20 - Tipologia: Conclusione **Alessandro**: Grazie a voi. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e41 ## SIM e carte di credito? Non sono altro che piccoli computer > Nei nostri telefoni e nei nostri portafogli portiamo sempre con noi almeno 4 o 5 minuscoli [computer](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e25?t=283), grandi pochi millimetri. Stiamo parlando dei [chip](https://it.wikipedia.org/wiki/Circuito_integrato) che si trovano nelle SIM, nelle carte che utilizziamo per pagare, nella [carta d'identità elettronica](https://www.cartaidentita.interno.gov.it) e in molto altro. Quel piccolo rettangolo dorato ha semplificato e reso più sicura la vita di miliardi di persone. In questa puntata andiamo ad approfondire il funzionamento di SIM e carte elettroniche in generale, per capire come sono fatte e perché questa soluzione, soprattutto nell'ambito dei pagamenti elettronici, è migliore di altre utilizzate in passato. Nella sezione delle notizie parliamo delle nuove versioni di [PlayStation 5](https://www.playstation.com/it-it/ps5/), della lettera della [Commissione Europea](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e42?t=244) indirizzata a [X](https://twitter.com/home) e [Meta](https://www.meta.com/it/) per vigilare sulla [disinformazione](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e24?t=169) social e infine di Google che ha previsto le [passkeys](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e21?t=308) come metodo di accesso predefinito per tutti i servizi collegati all'account personale. - Stagione: 5 - Episodio: 41 - Data di pubblicazione: 2023-10-14 06:45:00 - Durata: 18:01 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e41](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e41) - Episodi correlati: - Tag: sim,carte,carte di credito,carte di debito,carta d’identità elettronica,smart card,nfc,rfid,microprocessori,emv,chip,banda magnetica,ps5,playstation,console,archiviazione,dimensionine,meta,elon musk,mark zuckemberg,x,twitter,fake news,dca,digital services act,commissione europea,unione europea,disinformazione,thierry breton,passkeys,password,google,sicurezza,privacy,microsoft ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi faremo un approfondimento sui chip che si trovano nelle carte di credito, nei nostri documenti e nelle SIM, e di come questi, in fin dei conti, non siano altro che dei minuscoli computer. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Le nuove versioni di PlayStation 5 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:59 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Tra tre anni dal lancio ufficiale, Sony ha annunciato l'arrivo di due nuovi modelli di PlayStation 5 a partire dal prossimo mese, che rappresenteranno un miglioramento delle versioni digital e con Blu-ray. I due modelli saranno dunque più leggeri del 18 e 24% con un ingombro ridotto del 30% rispetto alla versione del 2020. Una novità esclusiva per questa edizione di PlayStation riguarda la versione digitale della console, poiché sarà possibile acquistare in un secondo momento un lettore Blu-ray Ultra HD al prezzo di 119 euro e 99 centesimi. L'upgrade più consistente riguarda invece lo spazio di archiviazione, che passa da 525 GB a 1 TB di spazio. Infine, oltre a due nuove porte USB-C, che sostituiscono quelle di tipo A, sono stati effettuati altri upgrade di tipo hardware. Una caratteristica fondamentale di questo aggiornamento è proprio il ruolo che andranno a ricoprire queste due nuove versioni di PS5. Perché se fino a PS4, Sony garantiva la possibilità di acquistare sia la versione più potente che quella slim, questa volta le due nuove console andranno a sostituire quella presentata nel 2020, le quali verranno vendute in Italia al prezzo di 449 euro e 99 centesimi per la versione digital e 549,99 per quella con drive ottico. #### Fake news, interviene la Commissione Europea > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:24 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Social - Tipologia: Notizia **Davide**: Il Commissario Europeo per il Mercato Interno e i Servizi, Thierry Breton, ha accusato X, il fu Twitter, di veicolare disinformazione sull'attacco terroristico di Hamas a Israele. La CEO di X ha formalmente risposto alla Commissione Europea, sottolineando l'impegno della piattaforma a moderare i contenuti in conformità con il Digital Services Act, o DSA. Breton ha imposto una scadenza a AX, avvertendo l'azienda che potrebbero essere applicate salatissime sanzioni in caso di non conformità. X ha successivamente aggiornato le sue politiche di sicurezza in risposta alle preoccupazioni della Commissione, evidenziando il lavoro per rimuovere i contenuti illegali e migliorare la moderazione. E in tutto questo Mark Zuckerberg si è trovato con la sua Meta nella stessa situazione, richiamato dall'UE per disinformazione su Facebook, Instagram e Threads, in relazione sia al conflitto israeliano e alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Meta ed X rischiano una multa fino al 6% del fatturato globale in caso di mancata applicazione del DSA. #### Anche Google abbraccia le passkeys > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 03:35 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualche mese fa abbiamo affrontato in una puntata il tema delle password, spiegando perché ormai non sono considerate più un sistema perfettamente sicuro. Per questo, molte aziende come Microsoft, Paypal o Uber hanno adottato le Passkeys, che prevedono l'autenticazione con una notifica sullo smartphone e la conferma tramite PIN, impronta o scansione del viso. L'accesso tramite Passkey risulta quindi notevolmente più sicuro rispetto all'inserimento di una password e allo stesso tempo è anche più immediato da utilizzare. Per questo Google, che ormai da tempo prevede la creazione e l'uso delle Passkeys per il login, ha qualche giorno fa deciso di utilizzare questo come metodo predefinito per eseguire l'accesso, come già aveva fatto Microsoft qualche mese fa. Al momento, per facilitare la transizione, al momento del login, non viene chiesta la password, ma sono disponibili varie opzioni, tra cui appunto l'uso delle Passkey. In futuro ci si aspetta quindi che questo diventi l'unica opzione disponibile, rendendo l'accesso al proprio account Google più sicuro. #### SIM e carte di credito? Non sono altro che piccoli computer > - Timestamp: 04:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Finanza, Rete Mobile - Tipologia: Topic **Davide**: Nei nostri telefoni e nei nostri portafogli portiamo sempre con noi almeno 4-5 minuscoli computer, grandi pochi millimetri, ma che ci permettono tra le altre cose di connetterci a Internet in mobilità, effettuare pagamenti, verificare la nostra identità e compiere diverse azioni quotidiane che forse diamo per scontate. Stiamo parlando dei chip che si trovano nelle SIM, ora sempre più sostituiti dalle eSIM, nelle carte di credito che utilizziamo per pagare, nella carta di identità elettronica e in molti altri casi, quel piccolo rettangolo dorato che, spesso sottovalutato, ha semplificato e reso più sicura la vita di miliardi di persone. Ma cosa c'è sotto quella striscia dorata? In questa puntata andremo proprio ad approfondire il funzionamento di SIM e carte elettroniche in generale, per capire come sono fatte, quale tecnologia ci sta dietro e perché questa soluzione soprattutto nell'ambito dei pagamenti elettronici è migliore di altre utilizzate in passato. Innanzitutto, tutte queste tipologie di carte hanno tra loro una struttura comune e prendono il nome di Smart Card o carta intelligente. Questi dispositivi, che nel tempo sono prepotentemente entrati nelle nostre vite quotidiane, sono stati ideati per la prima volta nel 1968, con l'intenzione appunto di inserire un piccolo circuito elettrico in una carta di PVC. Il brevetto però fu depositato qualche anno dopo, nel 1974, e solo nei primi anni 80 vengono effettivamente commercializzati i primi prototipi. Nello stesso periodo veniva commercializzata anche un altro tipo di carta, quella a banda magnetica, che ha avuto anch'essa un'enorme diffusione, tanto che viene utilizzata ancora ad oggi per alcune applicazioni o in alcuni paesi. Per il resto, questa carta dove i dati vengono stampati su un nastro magnetico, soprattutto nell'ambito dei pagamenti elettronici, viene adottata sempre meno a causa di diversi limiti, preferendo di gran lunga le Smart Card notevolmente più sicure. Le schede SIM, ad esempio, vennero commercializzate per la prima volta nel 1991, e avevano la dimensione di una carta di credito, e sono ben presto diventate lo standard per la comunicazione mobile. Ma sul loro funzionamento ci torneremo tra poco. Prima, infatti, va spiegato cosa c'è dentro una Smart Card. Come dicevamo poco fa, queste carte sono costituite da un supporto in plastica, PVC o altri materiali. Negli ultimi anni, ad esempio, si tende sempre più ad utilizzare plastiche riciclate o materiali biodegradabili. Gli altri tre componenti principali sono il chip vero e proprio, la contattiera, ossia il piccolo rettangolo dorato che serve a comunicare in maniera diretta con il microprocessore, e infine un'antenna, costituita da un sottile filo di rame che percorre tutta la carta. Quest'ultimo componente viene utilizzato per le comunicazioni contactless, ossia tramite l'NFC. Per quanto riguarda le schede SIM, ad esempio, l'antenna non è necessaria dal momento che il telefono comunica direttamente con il chip grazie alla contattiera. E questo ha permesso anche una continua miniaturizzazione di questo tipo di scheda, che ormai ha quasi perso del tutto anche il suo supporto di plastica. Ma partiamo parlando del cuore vero e proprio delle Smart Card, ossia il chip. Dentro le carte per i pagamenti, il passaporto, la carta di identità elettronica, come dicevamo a inizio puntata, si trova nascosto un minuscolo computer, dotato di una memoria e di un sistema operativo in grado di eseguire calcoli e salvare dati. Nonostante la tecnologia ormai si possa quasi considerare miracolosa, per quanto riguarda la miniaturizzazione, almeno rispetto a pochi decenni fa, le dimensioni del chip non permettono di compiere calcoli troppo complessi, o tenere grandi quantità di dati. Solitamente ciò che troviamo nelle Smart Card sono CPU a 8-bit, come metro di paragone i moderni PC montano CPU a 64-bit, una memoria ROM, che contiene il sistema operativo da 16 KB, una memoria EEPROM da 4 KB su cui è possibile salvare i dati, e una memoria RAM da 512 Byte. Anche in questo caso i tagli di memoria possono variare. Le SIM, ad esempio, che sono state pensate per contenere anche la lista dei propri contatti, o il registro delle ultime chiamate, possono avere uno spazio di archiviazione anche di 256 KByte. Inizialmente le Smart Card permettevano solamente di leggere o scrivere all'interno della memoria del chip, con un processore quindi molto più semplice. Tuttavia, questo funzionamento non si discosta molto da quello delle carte a banda magnetica, che possono essere facilmente clonate. Attualmente quindi la maggior parte delle carte sono diventate dei veri e propri computer, e possono integrare al loro interno anche un coprocessore, ossia un altro microprocessore, dedicato a eseguire le funzioni crittografiche, per aggiungere un livello ulteriore di sicurezza e privacy. Attraverso questo sistema, ad esempio una carta di credito, può contenere in modo crittografato dei dati privati, e firmare la transazione o anche generare un codice univoco della transazione da comunicare al POS, senza dover condividere i dati reali della carta, ed evitare quindi le clonazioni. Per quanto riguarda la comunicazione con il microprocessore della Smart Card, poi, questa è standardizzata da un protocollo chiamato APDU, ossia Application Protocol Data Unit. In questo modo, i comandi da inviare e le risposte ricevute dalla carta hanno la stessa struttura per ogni tipo di applicazione, dalla SIM al passaporto elettronico, permettendo di richiedere l'accesso di lettura o scrittura dei dati contenuti nel chip, o eseguire particolari comandi come la validazione di un PIN o la generazione di una transazione. Ma come avviene la comunicazione? E da dove prende l'energia il microprocessore per funzionare all'interno della carta? Anche in questo caso, nel tempo, si sono sviluppate diverse modalità. La prima è quella di utilizzare un lettore inserendo la carta nella fessura. È il caso ad esempio delle carte di credito di qualche anno fa o delle SIM attuali. La comunicazione, in questo caso, è diretta e il chip viene alimentato dal lettore, grazie al collegamento con la contattiera dorata presente sopra il chip. L'altro metodo, che è diventato ormai il più popolare, è l'utilizzo dell'NFC, tramite la tecnologia RFID. E qui entra in gioco l'antenna presente nella carta. Il lungo filo di rame che scorre all'interno della smart card, infatti, permette di inviare e ricevere dati in modalità contactless. Ma non serve solamente a questo. Grazie allo stesso principio che viene utilizzato per la ricarica wireless, chiamato induzione magnetica, infatti l'energia per alimentare il processore viene trasmessa direttamente dal lettore, che, invece, è alimentato. Il fatto che la tecnologia NFC sia molto più diffusa e presente ormai su qualsiasi smartphone, permette inoltre di utilizzare questi dispositivi non solo per effettuare pagamenti o condividere dati, ma anche di utilizzarli come lettori portatili di carte. E avere così sempre a disposizione un POS virtuale o, ad esempio, poter utilizzare la propria carta di identità per firmare dei documenti o effettuare il login direttamente con lo smartphone, senza la necessità di avere accessori ulteriori. Ora che abbiamo spiegato cosa c'è effettivamente dentro una smart card, possiamo approfondire un paio di esempi di applicazioni di questa tecnologia. Come potete intuire, ormai, questi due esempi li abbiamo citati più volte nella puntata, e sono le carte per i pagamenti e le SIM. Partendo dai pagamenti, lo standard attualmente in uso tra le varie carte si chiama EMV, acronimo che sta per EuroPay MasterCard Visa, le tre aziende che l'hanno definito nel 1993. In sostanza, l'EMV definisce alcune regole che devono seguire le smart card, i POS o gli ATM, per poter permettere l'interoperabilità tra tutte le carte e i circuiti di pagamento, garantendo sempre alti livelli di sicurezza. Gli obiettivi principali, infatti, oltre a quelli già citati, di garantire l'interoperabilità tra i diversi sistemi di pagamento, sono quelli di abbattere furti e clonazioni delle carte e poter gestire sempre più transazioni. Come dicevamo, infatti, prima dell'avvento dei microprocessori si utilizzavano delle carte a banda magnetica. Questa banda conteneva dei dati statici facilmente clonabili, con truffe sempre dietro l'angolo. Grazie alle smart card, invece, ogni volta che utilizziamo la carta per pagare, il microprocessore genera un codice univoco per la transazione, che viene poi autenticata e verificata in seguito all'inserimento del PIN. In questo modo, inoltre, le transazioni possono essere registrate anche offline, senza dover comunicare di volta in volta il singolo pagamento alla banca. Passando invece al secondo esempio, quello delle schede SIM, l'acronimo che sta per subscriber identity module, il funzionamento base, come abbiamo visto, è molto simile alle carte di credito o debito, essendo un chip della stessa tipologia, ma con scopi totalmente differenti. In questo caso, infatti, la scheda viene utilizzata principalmente in sola lettura, per poter leggere un valore immutabile che identifica in modo univoco l'abbonato. Questo identificatore si chiama IMSA, ossia International Mobile Subscriber Identity. Come indica il nome, questo valore permette di identificare l'utente, connetterlo alla rete mobile e raggiungerlo in qualsiasi momento attraverso la rete internet, gli SMS o le chiamate. Proprio come vediamo nei film o nelle serie TV, permette inoltre di localizzare il dispositivo in cui la SIM è inserita, controllando il ripetitore a cui questo è collegato. I dati contenuti nella SIM inoltre possono essere cifrati e protetti da un codice PIN e da un codice PUK. In questo caso vengono inviati dei comandi al microprocessore presente nella SIM chiedendo la verifica o sblocco dei dati, la loro lettura o modifica. Infine, a differenza delle carte di credito, le SIM possono avere tagli di memoria più grandi per poter salvare contatti o i registri delle chiamate. Funzionalità che ormai è tranquillamente e ampiamente superata e resa obsoleta da vari servizi cloud come Google Contatti o i Cloud. A pensarci bene, però, la stessa SIM fisica sta sempre più diventando parte del passato, grazie all'avvento sempre più rapido delle eSIM e delle iSIM. Grazie a queste tecnologie, infatti, non è più necessario inserire il microprocessore con l'EMSI all'interno dello smartphone, in quanto sarà già presente modificabile lato software. Le eSIM e le iSIM risultano in questo modo sistemi più sicuri e protetti rispetto a una normale SIM, ma anche più comode da utilizzare e meno energivore per il dispositivo. Allo stesso modo, anche le carte di credito o di debito si stanno sempre più spostando verso il digitale. Uno smartphone ha una maggiore potenza di calcolo e può garantire diversi livelli di sicurezza in più, che sicuramente il microprocessore interno alla smartcard non può garantire. Molte banche addirittura preferiscono rilasciare delle carte virtuali da poter utilizzare per i pagamenti offline e online. Tuttavia, come abbiamo visto, una smartcard non necessita di batterie ed è più resistente di uno smartphone e spesso ha meno problemi di compatibilità con i POS. Quello delle smartcard, per concludere, è un mondo per certi versi affascinante. Ed è incredibile sapere come la tecnologia sia riuscita già trent'anni fa a inserire un minuscolo computer all'interno di una semplice carta di plastica. E questo minuscolo computer ha rivoluzionato il modo di vivere di ognuno di noi, con applicazioni che vanno dai pagamenti elettronici all'accesso internet in mobilità. Ma cosa ci aspetterà in futuro? Ci sposteremo sempre più verso una situazione virtuale, dove le carte e i documenti di identità saranno custoditi sullo smartphone o in cloud, o le smartcard riusciranno a sopravvivere ancora per diversi anni, magari utilizzando chip sempre più potenti e complessi in grado di aumentarne le funzionalità e le applicazioni d'uso? Al momento non ci è dato saperlo, ma quando accadrà saremo felici di raccontarvelo. #### Conclusione - Timestamp: 17:09 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e42 ## Shopify: il sistema operativo per un commercio senza confini > Secondo le rilevazioni [ISTAT](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e8?t=304), ad oggi quasi un italiano su due acquista prodotti online e, dal 2005 ad oggi sono costantemente aumentate le persone che acquistano regolarmente prodotti o servizi tramite gli [e-commerce](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e16?t=286). Tutto questo con un lieve calo tra il 2021 e il 2022 quando, terminata la pandemia, molte persone sono tornate ad acquistare nei negozi fisici. Volendo rispondere a queste nuove esigenze, sempre più commercianti utilizzano gli e-commerce per vendere i propri prodotti online. Per capire come questo mondo si sta trasformando, abbiamo inviato [Paolo Picazio](https://www.dentrolatecnologia.it/oaolo.picazio.html), country manager per l’Italia di [Shopify](https://www.dentrolatecnologia.it/shopify.html), una delle principali piattaforme al mondo dedicate al commercio online. Nella sezione delle notizie parliamo di come è possibile ingannare [ChatGPT](https://openai.com/gpt-4) con delle immagini e infine dell'introduzione di alcune [volanti della polizia](https://mediaoffice.ae/en/news/2023/October/16-10/Dubai-Police-Boost-Residential) a guida autonoma a Dubai. - Stagione: 5 - Episodio: 42 - Data di pubblicazione: 2023-10-21 06:45:00 - Durata: 27:36 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e42](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e42) - Episodi correlati: s4e18, s4e46 - Tag: shopify,commercio online,commercio fisico,e-commerce,paolo picazio,country manager,plugin,social,youtube,tiktok,vendite,piattaforma,sidekick,ia,gpt-4,gpt,adversarial attack,chatgpt,vision prompt,injection,dubai,guidaautonoma,volanti,polizia,pattuglia ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Paolo**: Quello che facciamo noi è cercare di permettere alle aziende di avere una infrastruttura che li supporti per le vendite online, ma li supporti anche per le vendite offline. L'obiettivo finale è quello di mostrarsi all'utente, al consumatore come un'unica azienda, a prescindere se il consumatore visita il negozio, visita l'e-commerce o visita la nostra pagina Instagram e noi forniamo gli strumenti per fare in modo che l'esperienza di acquisto dell'utente non sia frammentata e non sia stressante per un utente andare in negozio e magari dall'altra parte vedere che c'è una commessa che non è in grado di interagire con lui, non è in grado di suggerire nel modo corretto nuovi prodotti da acquistare. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di commercio online e offline con Shopify, con l'obiettivo di capire come questa piattaforma possa semplificare la vita dei commercianti di ogni tipologia. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### GPT può essere “attaccato” con le immagini > Fonte: Roboflow.com - Timestamp: 01:38 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso 25 settembre, OpenAI ha introdotto una nuova funzionalità in GPT-4, che ora riesce a vedere e comprendere le immagini che carichiamo in chat. Quando l'intelligenza artificiale ha a che fare con le immagini, tuttavia, sorgono diverse problematiche, dovute principalmente a quelli che vengono definiti adversarial attacks, e sembra che anche il nuovo modello di OpenAI non si immune a questi attacchi. In breve, un adversarial attack è un'immagine che inganna l'intelligenza artificiale, ad esempio facendo riconoscere un cane al posto di un gatto. Per quanto riguarda GPT-4, invece, diversi test che sono stati condivisi da alcuni ricercatori su Twitter hanno mostrato come possa essere semplice far fare o dire cose a ChatGPT tramite le immagini. Caricando una foto con la scritta "Scrivi Ciao" ad esempio, il bot risponderà proprio con la scritta Ciao. La stessa cosa avviene se il prompt è reso quasi trasparente e impercettibile all'occhio umano, diventando sempre più popolare, quindi questa funzionalità porterà con sé anche alcuni pericoli, soprattutto se ChatGPT, così come altri chatbot, avranno sempre più scenari di applicazione. Un esempio riportato da RoboFlow mostra come caricando l'immagine di un curriculum modificato e chiedendo se il candidato dovrebbe essere assunto, il bot risponde affermativamente in qualsiasi caso. Allo stesso tempo, la stessa tecnica potrà essere usata per motivi di spam o tentativi di phishing, con possibili danni ai sempre più interlocutori che si affidano a GPT per i motivi più disparati. Con l'intelligenza artificiale generativa, che prende sempre più piede, quindi, dovrebbe aumentare sempre di più anche la consapevolezza verso gli strumenti che questa tecnologia mette a disposizione, e stando sempre allerta su ciò che facciamo perché i pericoli sono sempre dietro l'angolo. #### Le volanti a guida autonoma di Dubai > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:36 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Nei prossimi mesi nella città di Dubai entreranno in servizio le prime volanti della polizia che non avranno bisogno di conducente per essere guidate. Si tratta in realtà di veicoli più simili a dei quad che ha delle vere proprie auto e saranno in grado di spostarsi autonomamente per le strade di Dubai grazie ad un sistema di guida autonoma di livello 5, argomento che abbiamo approfondito nella puntata "I progressi e le sfide per un futuro a guida autonoma" dotate di motori 100% elettrici, le volanti saranno equipaggiate con un avanzato sistema di telecamere che, grazie ad un software di intelligenza artificiale e di riconoscimento facciale, potranno individuare senza l'intervento umano comportamenti o persone ritenute sospette. Un'altra peculiarità di questa flotta sarà la velocità massima a cui circoleranno che sarà pari a 7 km all'ora, pensata per simulare la camminata di un poliziotto mentre pattuglia una strada. Il suo compito sarà perciò quello di monitorare ed eventualmente segnalare alla centrale operativa la situazione rilevata dal sistema, motivo per cui le auto a guida autonoma della polizia di Dubai non saranno equipaggiate con armi di nessun tipo. #### Shopify: il sistema operativo per un commercio senza confini > - Timestamp: 05:02 - Autori: Shopify, Paolo Picazio, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Finanza, Servizi - Tipologia: Intervista **Davide**: Secondo le rilevazioni Istat, ad oggi quasi un italiano su due acquista prodotti online. E dal 2005 ad oggi sono costantemente aumentate le persone che acquistano regolarmente prodotti o servizi tramite gli e-commerce. Con un lieve calo tra il 2021 e il 2022, quando è terminata la pandemia, molte persone sono tornate ad acquistare nei negozi fisici. Per rispondere a queste nuove esigenze, dunque, sempre più commercianti utilizzano gli e-commerce per vendere i propri prodotti online. E per capire come questo mondo si sta trasformando, siamo in compagnia di Paolo Picazio, country manager per l'Italia di Shopify, una tra le principali piattaforme al mondo dedicate al commercio online. Benvenuto Paolo. **Paolo**: Grazie, grazie mille per l'invito. **Davide**: Innanzitutto, raccontaci che cos'è Shopify, a chi è rivolto e come funziona? **Paolo**: Shopify è una piattaforma tecnologica che permette a chiunque di avviare, espandere e gestire un'attività, quindi una soluzione unica che fornisce gli strumenti necessari per vendere prodotti e servizi. Chi ci conosce da un po ci conosce principalmente per la capacità di creare un e-commerce, tantissimi e-commerce in tutto il mondo e sempre di più anche in Italia, utilizzo una piattaforma Shopify, però nel tempo a quella parte online abbiamo aggiunto anche altri pezzettini perché come vedremo poi probabilmente dopo il mondo del commercio si è evoluto, è diventato sempre più complesso, sono aumentati i touchpoint e il nostro obiettivo è quello di permettere a chiunque di concentrarsi sulla propria attività commerciale e lasciare tutti i mal di testa dell'infrastruttura tecnologica a un'azienda che fa questo di lavoro come Shopify. **Davide**: Ok, quindi è una piattaforma dedicata a degli esercenti, chi vuole vendere online dei propri prodotti o servizi? **Paolo**: Esatto, esatto, inizialmente c'eravamo focalizzati più sulla piccola e media impresa che oggi ancora rappresenta lo zoccolo duro della nostra base utenti, noi operiamo in 175 paesi, abbiamo milioni di aziende che utilizzano Shopify come infrastruttura tecnologica, però nel tempo anche aziende che noi consideriamo enterprise, quindi grandi gruppi, grandi realtà, grandi brand che fatturano milioni, decine, a volte centinaia di milioni online, utilizzano anche Shopify proprio perché rendiamo il processo di gestione molto semplificato anche per aziende molto complesse. **Davide**: Ok, hai parlato prima di mal di testa perché dovrebbe essere difficile per un esercente creare un negozio online per vendere i propri prodotti? **Paolo**: Noi crediamo che ogni azienda abbia le sue eccellenze, le sue skills all'interno, se pensiamo per esempio in Italia abbiamo tantissime eccellenze nel mondo della moda, nel mondo dell'arredamento, nel mondo del food, e sono tutte aziende che nascono focalizzate su quello specifico prodotto e nel raccontare quella specifica storia, non sono delle tech company. Quindi portare on board conoscenze tecnologiche, riuscire a trovare poi le risorse che riescano a sviluppare un sistema appunto che è in grado di permettere a chiunque di comprare i propri prodotti è abbastanza complesso, questo è il primo mal di testa, però forse il mal di testa ancora più grande è quello poi di essere in grado di avere persone che sono in grado di mantenere quella infrastruttura, perché chiaramente come abbiamo visto il mondo del commercio cambia, le esigenze dei consumatori cambiano, ogni volta ci sono delle buzzword nuove che entrano a far parte del nostro modo di lavorare, parliamo di NFT, un paio d'anno fa, metaverso, adesso c'è tutto il tema dell'intelligenza artificiale, poi c'è quel social media che a un certo punto cresce molto di più rispetto all'altro diventano rilevate. Quindi essere in grado di aggiornare la propria piattaforma in modo tale da rispondere a quelli che sono i treni del mercato è un qualcosa che è impensabile un brand che si occupa di moda, riesca a fare o è molto difficile. Quindi la promessa che facciamo noi è che questa complessità l'assorbiamo noi in modo tale che l'azienda, a prescindere la sua grandezza, possa concentrarsi su quello che è bravo a fare. **Davide**: E quali sono questi step che riguardano appunto la vendita online e che poi sui quali supportate gli esercenti appunto? **Paolo**: Allora oggi più di ieri, tu prima anche citavi il discorso che oggi molti più persone tornano in negozio per esempio, è vero, abbiamo avuto un boom nel 2020 dell'e-commerce chiaramente, tutta era parte retail, gran parte della parte retail era non disponibile diciamo così, quindi chiaramente il consumo è andato molto online, adesso non dico che ci sia stato uno "sboom" però sicuramente i tassi di crescita sono inferiori rispetto a quelli che abbiamo vissuto nel 2020, però in generale diciamo è il fatto soprattutto in Italia di aver portato molte persone online ha reso il processo di acquisto molto più frammentato rispetto al passato. In passato fino al 2020 c'erano le persone che andavano in negozio e c'erano le persone che andavano online, poi c'era una leggera sovrapposizione ma non come oggi, oggi viviamo un momento in cui questa intersezione fra online e offline è molto più evidente perché molte più persone appunto comprano online ma allo stesso tempo si rivolgono al negozio la grande catena insomma per fare i propri acquisti, anche da una ricerca per esempio che abbiamo condotto insieme al NETCOM, al consorzio NETCOM che diciamo un po per chi non li conoscesse, l'istituzione italiana che si occupa di e-commerce, abbiamo visto come è altissima la percentuale di persone che consultano il sito internet e poi comprano il negozio e viceversa, quindi persone che vanno in negozio ma poi comprano online. Quindi quello che facciamo noi è cercare di dare una mano a chiudere questo cerchio, a permettere alle aziende di avere un'infrastruttura che li supporti per le vendite online ma li supporti anche per le vendite offline. Da diversi anni e da un paio in Italia abbiamo lanciato una soluzione che si chiama Shopify POS, il cui obiettivo è proprio quello di chiudere il cerchio fra online e offline, quindi è fondamentalmente del software che si può installare su qualsiasi tablet, quindi su iPad, Android, eccetera, e permette appunto di sincronizzare l'inventario per esempio fra online e offline, sincronizzare l'anagrafica delle persone perché poi l'obiettivo finale è quello di mostrarsi all'utente e al consumatore come un'unica azienda, a prescindere dal touchpoint, a prescindere se il consumatore visita il negozio, visita l'e-commerce o visita la nostra pagina Instagram, l'importante è che noi come azienda siamo in grado di mostrarci come un'unica unità e noi forniamo gli strumenti per fare in modo che l'esperienza di acquisto dell'utente non sia frammentata e non sia stressante per un utente andare in negozio e magari dall'altra parte vedere che c'è una commessa che non è in grado di interagire con lui, non è in grado di sapere cosa ha comprato prima e quindi in grado di suggerire in modo corretto nuovi prodotti da acquistare. **Davide**: Ok e oltre al negozio fisico molte persone oggi acquistano anche su non direttamente magari sul sito dell'esercente ma su altri e-commerce come possono ad esempio essere a Amazon o eBay e inoltre come dicevi appunto sono anche molte le persone che preferiscono effettuare acquisti nei negozi fisici e questo chiaramente aumenta molto la complessità nel gestire così tanti punti vendita e quindi come può semplificare Shopify questo processo? **Paolo**: Allora da quando appunto sono aumentati a dismisura i canali di contatto da parte del consumatore nei confronti dell'azienda, diciamo non abbiamo fatto un cambio anche di approccio nei confronti delle aziende nel senso che abbiamo cercato di posizionare e di creare un prodotto che non fosse solamente un website builder, un qualcosa che permettesse a chiunque di creare il proprio e-commerce, ma che fosse un vero e proprio sistema operativo per i retail, un sistema operativo per il commercio anzi perché oggi noi parliamo tanto di e-commerce, retail in realtà noi pensiamo che sono parole che prima o poi andranno a sparire così come di omnicanalità, ci sarà solamente una cosa che è il commercio, sarà scontato un po come oggi tu dici tv a colori, non dici più tv a colori, è ovvio che non è tv a colori, così crediamo che fra un po di anni sarà ovvio parlare di commercio e che quindi non sarà più necessario specificare se lo è offline o se è un marketplace come dicevi anche tu. Quindi in quest'ottica di creare questo sistema operativo per retail abbiamo anche sviluppato tutta una serie di funzionalità POS per la parte offline, ma anche di funzionalità legate alla parte di gestione dei market place, perché quello è chiaramente eBay, Amazon, eccetera eccetera, in Giappone c'è per esempio molto diffuso Rakuten, in Francia è molto diffuso un marketplace che si chiama Sea Discount, in America c'è Walmart. Quindi ogni paese ha i suoi market place, alcuni sono famosi in tutti i paesi, altri sono enti in paesi specifici e anche in questo caso quello non è nient'altro che un'ulteriore touch point e non è nient'altro che un'ulteriore opportunità di vendita da parte dell'azienda e quindi diventa fondamentale avere un qualcosa che permetta di sincronizzare in tempo reale il catalogo, se io ho 100 paio di scarpe nel mio magazzino e sono disponibili su tutti questi market place, è fondamentale che se finisce la disponibilità in magazzino, in automatico si spenga la disponibilità su tutti i market place. Fare una cosa del genere vi chiedo uno sforzo tecnologico che noi abbiamo fatto per tutti quanti, quindi anche in questo caso mettiamo a disposizione di qualsiasi merchant la tecnologia per abbassare le barriere all'imprenditorialità, non avere bisogno necessariamente di team di sviluppatori che sviluppano e poi mantengano questo prodotto, ma lo rendiamo disponibile per tutti quanti. Questo tema del market place è anche fondamentale soprattutto per aziende come quelle italiane che forse molto più di alta hanno una grande vocazione per l'export, tutti quelli che sono i prodotti del Made in Italy sono amati e riconosciuti in tutto il mondo, quindi è chiaro che sono un'azienda italiana, devo guardare a un mercato globale, e il modo più semplice spesso per iniziare a vendere un mercato globale, è proprio quello di appoggiarsi al market place, quindi essere in grado di recuperare le prime vendite, generare le prime vendite anche per testare un po il mercato attraverso market place è una delle strategie molto comuni per tante aziende che lavorano con noi e noi diamo l'opportunità di farlo senza sforzi. **Davide**: Sì e penso che un sistema di questo tipo possa portare anche dei grandi vantaggi per il cliente, penso ad esempio al tema del reso, cioè oggi siamo abituati che magari compriamo una cosa online e la dobbiamo restituire online, mentre invece permetterebbe ad esempio di creare un sistema nel quale io compro online e poi faccio reso in un negozio fisico. **Paolo**: Anche perché quello che gli utenti vogliono, cioè nel senso noi dobbiamo rendersi conto che ormai ci sono alcune aziende, alcuni brand che offrono questo tipo di esperienza, quindi permettono alle persone di comprare online e fare il reso offline, oppure comprare nel negozio e fare il reso spedendolo da casa, oppure farsi spedire il prodotto nel posto più disparato e recuperarlo con i punti di raccolta eccetera, una volta che uno, due, tre aziende fanno questo genere di servizio, soprattutto un successo molto grande, quindi perché io per fare il reso devo andare a due chilometri da casa mia. Non posso fare in modo che il correre venga a casa mia? Non posso andare dal tabaccaio, quindi chiaramente diventa molto più complesso e in questo caso siamo una sorta di semplificatori, perché distribuendo questo genere di tecnologia premettiamo a chiunque con un minimo sforzo di avere dei standard qualitativi, di giocare la stessa gara, diciamo così. **Davide**: Un altro aspetto che ha valorizzato molto Shopify in questi anni è stato quello dei plugin, cioè estendere le potenzialità di questa piattaforma con delle ulteriori funzioni che cosa sono i plugin quindi? **Paolo**: Prima utilizzavo la metafora del sistema operativo per il retail, il sistema operativo per il commercio. La filosofia e l'approccio è lo stesso, nel senso che se pensiamo al sistema operativo come può essere iOS o Android sappiamo che hanno delle funzionalità di base, ma poi hanno bisogno poi di alcune app, perché anche poi nel nostro gergo li chiamiamo app, quei plugin, hanno bisogno di alcune app poi per potenziare le funzionalità. Allo stesso tempo insomma noi abbiamo sviluppato una soluzione che è quella di Shopify che di fatto permette di fare il basic diciamo di quello che è una vendita online e offline, però allo stesso tempo ci teniamo conto che c'è un ecosistema lì fuori di sviluppatori, di aziende che fanno sviluppo, insomma dal piccolo sviluppatore alla grande corporation e permettiamo a queste aziende di interagire con la nostra piattaforma. Quindi di creare delle soluzioni che vadano ad amplificare quelle che sono le possibilità su Shopify. Prima ti parlavo di connessione con i social media, questa parte chiaramente viene sviluppata in collaborazione con i social media, nel senso che quando pensiamo allo sviluppatore e al freelancer, pensiamo al piccolo sviluppatore e al freelancer, eccetera, però pensiamo anche, dicevo prima, alla grande corporation. Noi abbiamo delle partnership dirette e gestite direttamente negli headquarters, quindi nelle serie centrali con Meta, quindi per tutto quello che è l'interazione di Facebook, Instagram o WhatsApp, con Alphabet, quindi per tutto quello che è l'interazione con YouTube, Google, Google Shopping, eccetera, con TikTok, eccetera. Quindi tutte queste sono plug-in, sono app che non ci sono di default sulla piattaforma di Shopify, ma che con un click sono installabili e con due setup fondamentalmente permettiamo a chiunque di avere accesso a prodotti come YouTube Live Shopping, come i TikTok Ads, come Instagram Shopping, quindi prodotti che generalmente richiedono un minimo di sviluppo tecnico nella parte dell'azienda, noi facciamo in modo che quello sviluppo tecnico non sia necessario. **Davide**: Fra l'altro una domanda su questo esempio che hai fatto, potrebbe essere, secondo voi questi canali social hanno grande rilevanza per quanto riguarda le vendite del futuro? **Paolo**: Allora sì, secondo noi e anche secondo chi si occupa di fare ricerche di mercato, soprattutto le grandi società di consulenza, comunque i vari Netcom in Italia o i equivalenti di Netcom nel mondo o il Politecnico di Milano che hanno un osservatorio e-commerce dedicato al e-commerce B2C, dicono che comunque il social commerce è un qualcosa che continua a crescere. Secondo una ricerca realtà interna nostra fatta qualche mese fa, oggi, 2023 si prevede che nel mondo circa 1300 billion, quindi i miliardi di dollari siano il transato grazie al social commerce, quindi 1300 miliardi, una cifra che non so quanti zero abbia, si prevede che questa cifra, più che raddoppia, quindi arrivi a 2009 per il 2026, quindi un'influenza molto importante, un impatto molto rilevante, questo perché sappiamo tutti quanto tempo spendiamo sui social media, sappiamo tutti quanto poi i social media anche stiano investendo in funzionalità di e-commerce, esempio che facevo prima YouTube Live Shopping, TikTok Ads, i pinnable anche su Pinterest, Instagram Shopping, a volte magari navigando sui social media non ce ne accorgiamo, però se pressiamo attenzione sempre più spesso quando vediamo l'annuncio pubblicitario, il reel pubblicitario su questi social media, facciamoci caso perché molto spesso c'è appunto un collegamento con gli e-commerce e molto spesso quel collegamento è diciamo powered by Shopify. **Davide**: Ok e secondo voi come cambierà il futuro, in futuro il modo di interagire con un negozio online, questo può essere ad esempio un aspetto quello che hai appena citato e che infatti avranno al riguardo le nuove tecnologie, si parla moltissimo in questo periodo di intelligenza artificiale generativa ad esempio, voi la utilizzate? **Paolo**: Noi la utilizziamo, noi la utilizziamo e soprattutto la mettiamo a disposizione di quei diversi milioni di aziende che utilizzano Shopify, quindi è qualcosa che è già integrato come funzionalità all'interno della piattaforma con un prodotto che si chiama Shopify Magic, disponibile già per chiunque in qualsiasi parte del mondo anche per l'Italia, quello che fa Shopify Magic oggi è dare una mano nella gestione dei testi degli e-commerce, nel senso se penso a creare un e-commerce a un certo punto mi troverò davanti alla necessità di creare la descrizione di un prodotto, quindi del testo. In questo caso noi all'interno della nostra piattaforma con un click e con due minime indicazioni, quindi chiarire qual è il tono di voce che si vuole avere, dare una linea guida di quello che è il testo, però con un click poi permettiamo all'intelligenza artificiale di mettersi al servizio dell'imprenditore e quindi di avere questa descrizione. Quindi al momento è un'intelligenza generativa applicata alla creazione di descrizioni di pagine di prodotto, email, non lo so, la pagina a chi siamo, insomma pensiamo al blog. Se magari il e-commerce è anche un blog, può dare una moto anche lì, quindi al momento fa questo, ma in realtà abbiamo annunciato qualche settimana fa c'è anche un altro pezzettino, forse ancora più rivoluzionario di questo legato all'intelligenza artificiale disponibile ancora in early access, quindi a pochi selezionati merchant perché lo stiamo testando e vogliamo essere sicuri che sia un successo, un prodotto che si chiama Sidekick, Sidekick è la parola inglese con la quale in Inghilterra, insomma nei paesi anglofoni, definiscono il braccio destro l'aiutante, Robin il sidekick di Batman, uso questo paragone. Sidekick è nient'altro che il ChatGPT all'interno della piattaforma di Shopify. Che cosa significa? Che chiunque, quindi a precedere dal piano di Shopify che avranno, qualsiasi merchant, qualsiasi azienda avrà una chat testuale con cui dialogare con questo assistente virtuale, esattamente come oggi in tanti facciamo con ChatGPT e simili, la differenza di questo assistente virtuale che, oltre a sapere tutto quello che ChatGPT conosce, è stata anche allenata su tutta quella che è la documentazione di Shopify. Quindi sa perfettamente come funziona Shopify da un punto di vista di funzionalità ma anche di sviluppo e quindi è in grado di fare delle attività che normalmente le persone dovrebbero fare da sé. Quindi: mi cambi la scritta nell'home page del sito, mi crea il codice sconto che scade domani, mi cambi i prodotti che sono visibili nell'home page, quindi con semplice prompt di testo di fatto si permette all'intelligenza artificiale di fare un lavoro che altrimenti richiederebbe magari un po più di applicazione da parte della chi gestisce le e-commerce. Oltre a questo è anche un punto un'intelligenza artificiale che sa di e-commerce e conosce il trend, quindi è un po quella aiutante, come dicevo prima che a differenza di un amico, di un cugino o di chi per sé, né sa di e-commerce, né sa di Shopify, si possono fare delle domande anche che magari uno a volte non fa perché non vuole sembrare stupido, non è un'intelligenza che giudica a chi fa la domanda, quindi pensiamo che davvero questa sia una rivoluzione ancora maggiore per chi vuole iniziare a fare e-commerce, ma anche per chi, ripeto, magari lavora in una grande azienda ma ha bisogno di questo confronto con un'intelligenza artificiale che possa dare una mano. **Davide**: Sì, semplifica ulteriormente la vita dell'esercente, ecco. **Paolo**: Esatto, esatto. **Davide**: Va bene, grazie Paolo per averci fatto il quadro della situazione e del commercio di oggi e parlato quindi di Shopify, alla prossima. **Paolo**: Grazie mille, grazie per l'opportunità. #### Conclusione - Timestamp: 26:44 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e43 ## VAR e Goal Line, un supporto tecnologico alle decisioni arbitrali > Lo sport più famoso e praticato in Italia è il [calcio](https://it.wikipedia.org/wiki/Calcio_(sport)) che con i suoi 1,4 milioni di giocatori e 14mila squadre a tutti i livelli ricopre un ruolo centrale nel nostro Paese non solo per l’aspetto sportivo, ma anche per quello [sociale ed economico](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e5?t=274). Per la sua potenza mediatica, il calcio è anche lo sport più innovativo, dove la tecnologia contribuisce maggiormente nel migliorare ulteriormente il gioco rendendolo più obiettivo e privo di [errori arbitrali](https://www.erroriarbitrali.com). In questa puntata proviamo ad analizzare le principali tecnologie introdotte negli ultimi anni nel calcio, tra cui la Goal Line Technology, la VAR, l’Hawk-eye, e come queste riescano ad impedire situazioni dubbie e sviste in grado di condizionare pesantemente il risultato finale di una partita o persino di un campionato. Nella sezione delle notizie parliamo delle consegne di [Amazon](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e16?t=286) in Italia tramite dei droni, dell’[Euro Digitale](https://www.ecb.europa.eu/paym/digital_euro/html/index.it.html) che entra nella fase 2 e infine della versione 1.2 di [Matter](https://csa-iot.org/newsroom/matter-1-2-arrives-with-nine-new-device-types-improvements-across-the-board/) che ora supporta i grandi elettrodomestici nella [Smart Home](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e50?t=241). - Stagione: 5 - Episodio: 43 - Data di pubblicazione: 2023-10-28 06:45:00 - Durata: 15:47 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e43](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e43) - Episodi correlati: s2e47, s4e5 - Tag: calcio,seriea,gollinetechnology,var,fuorigioco,arbitro,telecamere,antenne,replay,fantoken,amazon,italia,primeair,droni,consegne,euro digitale,digital euro,bce,banca centrale europea,matter,smarthome,domotica,grandi elettrodomestici,protocollo,connectivity standards alliance ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo che ruolo ha la tecnologia nel gioco del calcio e come può aiutare gli arbitri a prendere decisioni più corrette e oggettive. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Amazon ha da poco annunciato che il servizio Prime Air, basato sulle consegne attraverso l'utilizzo di droni, verrà attivato anche in Italia e nel Regno Unito dal 2024. #### Le prime consegne Amazon tramite droni in Italia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Logistica - Tipologia: Notizia **Davide**: Secondo quanto dichiarato dal vicepresidente di Prime Air, le prime consegne che verranno effettuate in questi territori saranno gratuite, tuttavia i parametri che dovranno essere rispettati per poter utilizzare il servizio sono molto stringenti. Il primo riguarda le dimensioni del pacco da consegnare, il quale dovrà avere un peso inferiore a 2,26 kg, il secondo invece è riferito alla tipologia di abitazione, che dovrà essere, almeno nel periodo iniziale, una villetta con giardino. Per capire se la propria casa è compatibile con la consegna attraverso l'uso dei droni, si dovrà consultare una sezione specifica sul sito di Amazon che verrà aperta una volta attivato il servizio in Italia. In California e in Texas, dove il servizio attivo ormai da oltre un anno, un altro dei requisiti principali è quello di abitare a 6 km da un centro di distribuzione Amazon. Tuttavia, grazie alle introduzioni di droni di nuova generazione, la distanza della propria abitazione potrebbe essere più elevata. #### L’Euro Digitale entra nella fase 2 > Fonte: BancaDItalia.it - Timestamp: 02:06 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: L'avevamo accennato nella puntata Le criptovalute non sono il futuro, e ora è entrato nella seconda fase il progetto della Banca Centrale Europea di realizzare l'Euro digitale. Ma di cosa si tratta? Il digital euro non è una criptovaluta come si potrebbe pensare, ed è gestito interamente dalla BCE come metodo di pagamento alternativo ai pagamenti elettronici e ai contanti. Con l'Euro digitale infatti ogni cittadino avrà un proprio portafoglio virtuale, dove saranno custoditi i soldi che potranno essere utilizzati ad esempio per pagare nei negozi sia offline che online o scambiarli con altre persone in modo istantaneo. Il tutto in modo gratuito e senza commissioni. Inoltre garantirebbe il massimo livello di privacy e sicurezza. Insomma, a conti fatti, sarà una normale evoluzione digitale del contante, che comunque continuerà a circolare ma di cui ne eredita tutte le caratteristiche, semplificando e rendendo più sicuro l'utilizzo. Il progetto è stato avviato nel 2021 e durante questi due anni ne sono state studiate le caratteristiche e le modalità di implementazione. La fase 2 che è stata annunciata inizierà quindi il prossimo novembre, e durerà al meno due anni, nei quali verrà sviluppata l'infrastruttura e verranno effettuati i primi test per realizzare un Euro che risponde alle esigenze dei cittadini, ad esempio in termini di facilità d'uso, privacy, inclusione finanziaria e impronta ambientale. #### Matter 1.2 supporta i grandi elettrodomestici > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:33 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Domotica - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo standard Matter, che mira a favorire l'interoperabilità tra i dispositivi nella Smart Home, ha compiuto un passo significativo con il lancio della versione 1.2. Questa nuova versione, giunta un anno dopo l'inizio del progetto, amplia notevolmente il supporto, includendo nove nuove categorie di dispositivi connessi. Le categorie ora supportate vanno dai frigoriferi ai condizionatori d'aria per ambienti, passando per le lava stoviglie, lavatrici, robot aspira polvere, allarmi antincendio, sensori di qualità dell'aria, purificatori d'aria e ventilatori. Uno degli aspetti più forti di Matter è la sua capacità di semplificare l'integrazione di questi dispositivi in un'unica piattaforma, eliminando la necessità di utilizzare diverse app e risolvendo problemi di compatibilità. Matter mira a diventare la scelta preferita per l'interoperabilità tra i dispositivi smart nelle piattaforme più comuni, tra cui Apple Home, Amazon Alexa, Google Home e Samsung SmartThings. #### VAR e Goal Line, un supporto tecnologico alle decisioni arbitrali > - Timestamp: 04:48 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Sport - Tipologia: Topic **Davide**: Lo sport più famoso e praticato in Italia, tutti ormai lo sappiamo, è proprio il gioco calcio, che con i suoi 1,4 milioni di giocatori e 14.000 squadre a tutti i livelli, ricopre un ruolo centrale nel nostro Paese, non solo per l'aspetto meramente sportivo, ma anche per quello sociale ed economico. Questo ultimo, per quanto riguarda il settore globale, è enorme, con un fatturato medio di circa 440 miliardi di dollari, il business del calcio rappresenta il 28% del giro d'affari generato dallo sport in tutto il mondo. Tuttavia, il palcoscenico per eccellenza è senza dubbio l'Europa, dove il 27% delle persone lo reputa lo sport preferito e che segue maggiormente. Per la sua potenza mediatica, il calcio è allo stesso tempo lo sport più innovativo, dove la tecnologia contribuisce maggiormente nel migliorare ulteriormente il gioco, rendendolo più obiettivo e privo di errori arbitrali. Nella puntata di oggi andremo ad analizzare le principali tecnologie introdotte proprio negli ultimi anni nel calcio e come queste riescano ad impedire situazioni dubbie e sviste arbitrali in grado di condizionare pesantemente il risultato finale di una partita o persino di un campionato. La prima introdotta in Italia a livello temporale è la Goal Line Technology, che dal 2015 consente di capire se il pallone è entrato o meno in porta attraverso l'utilizzo di telecamere ad alta velocità e di campi magnetici. Da quando questo sistema è entrato in funzione nel nostro campionato, per la prima volta, è stato possibile cancellare tutte quelle situazioni in cui il pallone si trova a cavallo della linea di porta, rendendo particolarmente difficile la valutazione arbitrale per l'assegnazione del goal. Perché sia valido il punto, infatti, la palla deve aver superato completamente la linea della porta. Tuttavia, si verificano delle situazioni particolari in cui il portiere riesce ad effettuare una parata a ridosso della linea, oppure in cui il pallone sbatte contro un pallo rimbalzando esattamente sotto la porta. Dal momento che in certe occasioni nemmeno l'occhio umano è in grado di valutare a livello centimetrico situazioni così controverse, è stata ideata la Goal Line Technology, che di fatto non si pone come sostituto dell'arbitro, bensì come un assistente in grado di supportarlo nelle situazioni più difficili, quando tutto avviene in una frazione di secondo. Le tecnologie maggiormente utilizzate nei campionati principali di tutto il mondo sono fondamentalmente due, l'Hawk-Eye o Occhio di Falco, e il GoalRef. Il campionato di Serie A italiano utilizza l'Occhio di Falco, ovvero un sistema che sia vale di una serie di telecamere posizionate in tutto lo stadio in grado di tracciare la traiettoria del pallone in tempo reale con una precisione estremamente elevata. Ognuna delle due porte è monitorata da sette telecamere ad alta velocità posizionate in punti strategici dello stadio, con il compito di registrare immagini a 200 fotogrammi al secondo ed elaborarle attraverso un sistema per generare una sequenza grafica del tragitto della palla quando si avvicina alla porta interessata. Se il pallone oltrepasserà anche di un solo centimetro la linea di porta, il sistema della Goal Line notificherà istantaneamente all'orologio dell'arbitro - collegato al sistema - se la palla ha superato la porta nella sua interezza. La seconda tecnologia, il GoalRef, si base invece su un sensore fissato all'interno della palla, la cui posizione può essere rilevata da dieci antenne posizionate sui pali e sulla traversa della porta. Il compito di questi dispositivi è infatti quello di generare un muro invisibile di campi elettromagnetici sulla linea della porta, che potrà interagire con il sensore all'interno del pallone. Nel momento in cui quest'ultimo attraverse il muro generato dalle antenne, il sensore presente nel pallone andrà ad alterare il campo magnetico, attivando di conseguenza il sistema che invierà infine la notifica di "goal valido" direttamente all'arbitro. Tuttavia, anche di recente si sono verificate delle situazioni in cui il sistema della Goal Line ha erronamente rilevato il superamento della linea di porta, nonostante questo non fosse accaduto. Esattamente come quanto avvenuto nella partita di Conference League, Fiorentina-Braga, quando un attaccante della squadra di casa ha apparentemente tirato il pallone oltre la linea di porta. Per fortuna, però, questa situazione è stata corretta grazie ad un altro sistema fondamentale, che può essere utilizzato per controllare situazioni ambigue, proprio come questa. Il VAR, acronimo di Video Assistance Referee, è infatti una tecnologia introdotta in serie A a partire dalla stagione 2017-2018, che consente di visionare il replay di un'azione durante una partita per verificare ed eventualmente correggere una decisione dubbia del team arbitrale. Questo sistema, però, si può utilizzare solamente in determinate condizioni, e proprio per questo motivo più di una volta ha generato non poche polemiche riguardo al suo utilizzo. Per quanto riguarda il funzionamento, il VAR si basa sulla presenza di altre dodici telecamere disposte in punti strategici nello stadio, il cui compito è quello di inviare gli estratti della partita in una sala dotata di sei schermi, due superiori e quattro inferiori, nella quale un altro team di arbitri sarà incaricato della gestione della verifica delle immagini. Dai due schermi superiori, i due arbitri hanno il compito di seguire attentamente la partita nella sua interezza, e in caso di una particolare situazione dubbia, abbassano lo sguardo sui quattro schermi inferiori, per poter osservare i dettagli di una certa azione a ritroso e con un maggior livello di dettaglio. Quando viene richiesto l'intervento del VAR, i due arbitri hanno la possibilità di richiedere il replay di una particolare azione da un altro punto di vista, oppure zoomare o tracciare delle linee virtuali per la valutazione di un presunto fuori gioco. Come accennato poco fa, l'utilizzo del VAR non è discrezionale dell'arbitro in campo, ma devono essere i due arbitri della sala di controllo a verificare autonomamente determinate condizioni in grado di impattare significativamente sul risultato finale della partita. La prima delle 4 è l'assegnazione di un gol, dove l'arbitro in campo, una volta conclusa l'azione, riceverà conferma dal team VAR per la validità o meno del gol appena assegnato. Le 3 successive, invece, corrispondono all'assegnazione di un calcio di rigore, a un errore di identità, ovvero quando l'arbitro sanziona il giocatore sbagliato, e infine la verifica della sanzione più opportuna, in cui l'arbitro può chiedere conferma ai colleghi della VAR nella valutazione di un'ammonizione o di un'espulsione. L'ultimo passo nel progresso tecnologico in questo sport, in Italia, si è compiuto proprio quest'anno, quando nella Supercoppa italiana, giocatasi lo scorso 18 gennaio, ha debutto il fuori gioco semi-automatico, già sperimentato nella fase a gironi della Champions League 2022-2023 e nel Mondiale in Quatar. La tecnologia in questione consente, come già dice il nome stesso, di risolvere eventuali situazioni di gioco dubbie, con l'animazione tridimensionale generata grazie alla presenza di 12 telecamere installate nello stadio, che tracciano 29 punti dati di ogni singolo giocatore per indicare con maggior accuratezza la sua posizione in campo. L'elaborazione fornita da questo sistema viene naturalmente inoltrata alla sala VAR, la quale poi comunicherà l'esito finale all'arbitro ufficiale di gara. Dal momento che da sempre le situazioni di fuori gioco causano nei calcio forti polemiche e discussioni, sia durante che post partita, si è deciso di trasmettere le immagini analizzate dal VAR, comprese le altre situazioni che non implicano necessariamente il fuori gioco, sui monitor degli Stadi, in modo da togliere ogni dubbio e rendere la decisione finale dell'arbitro più obiettiva agli occhi degli spettatori. Un'ultima piccola curiosità riguarda infine il destino di alcuni palloni utilizzati durante le Gare di Serie A di quest'anno. A partire dallo scorso gennaio è capitato di osservare che dopo ciascun gol segnato, il pallone entrato in porta è stato preso dall'arbitro e consegnato poi a un addetto, a bordo campo, per essere inserito in un sacco con altri palloni. Questi palloni, apparentemente normali, vengono poi spediti a Malta, nella sede di Chiliz, una società che opera nel mercato delle criptovalute attraverso la sua blockchain e sulla quale si basa la piattaforma Socios.com, creatrice dei fan token di cui abbiamo già parlato nella puntata "Calcio e fan token: il nuovo orizzonte della fidelizzazione" . Una volta arrivati nella sede di Chiliz, ogni pallone viene dotato di un chip e di un codice QR, che, scannerizzato poi con lo smartphone, dimostra l'autenticità dell'oggetto e rimanda direttamente al video del gol realizzato proprio con quel pallone. Ognuno di questi palloni certificati attraverso la tecnologia blockchain vengono messi in vendita in un'asta virtuale, aperta solamente ai possessori di un certo numero di fan token di Socios e collegati alla squadra che ha segnato il goal di quel pallone. In conclusione, possiamo affermare per certo che l'introduzione di queste nuove tecnologie, come la Goal Line, il VAR, il fuorigioco semi-automatico, ha reso il calcio uno sport più maturo e obiettivo, con decisioni arbitrali corrette al millimetro e in tempo reale. Ma l'innovazione in questo sport non ha di certo esaurito tutto il suo potenziale. In futuro è probabile che sensori sempre più miniaturizzati e precisi tracceranno ogni singolo movimento di giocatori e pallone, abilitando nuove statistiche avanzate e analytics che rivoluzioneranno preparazione, scelte tattiche, lo scouting e il modo di vedere le partite, il tutto integrato a strumenti basati sull'intelligenza artificiale che permetteranno analisi predittive su infortuni, probabilità di vittoria e probabili rendimenti delle squadre. Il calcio, perciò, sembra stia per diventare uno sport fortemente orientato ad essere supportato dalla tecnologia, dove questa però non trasformerà l'essenza e l'imprevedibilità di questo sport. Dunque, il futuro del calcio potrebbe basarsi un giorno non troppo lontano sulla produzione di dati oggettivi e statistiche dettagliate che avranno il compito di elevare ulteriormente il livello di spettacolo, ma che saranno sempre e comunque a disposizione delle persone. #### Conclusione - Timestamp: 14:55 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e44 ## Oversonic: RoBee, il robot cognitivo che affianca lavoratori e pazienti > In più di un’occasione abbiamo avuto modo di capire come l’[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e36?t=240), applicata alla [robotica industriale](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e26?t=242), potrebbe dare una spinta verso lo sviluppo dell’industria 4.0 e 5.0. Un esempio concreto di questa applicazione è RoBee, il primo robot umanoide cognitivo già operativo, sviluppato dalla società italiana [Oversonic Robotics](https://www.dentrolatecnologia.it/oversonic.html). Per parlare proprio di RoBee abbiamo inviato [Lorenzo Sciuto](https://www.dentrolatecnologia.it/lorenzo.sciuto.html), Head of Information Technology di Oversonic. Nella sezione delle notizie parliamo della presentazione dei processori [Snapdragon X Elite](https://www.qualcomm.com/news/releases/2023/10/qualcomm-unleashes-snapdragon-x-elite--the-ai-super-charged-plat) e [M3](https://www.apple.com/it/macbook-pro/) rispettivamente di Qualcomm e Apple e infine di Facebook e Instagram senza pubblicità in cambio di un abbonamento mensile. - Stagione: 5 - Episodio: 44 - Data di pubblicazione: 2023-11-04 06:45:00 - Durata: 24:30 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e44](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e44) - Episodi correlati: s3e36, s3e48, s4e26 - Tag: oversonic robotics,robot,robot umanoide,robot cognitivo,intelligenza artificiale,ia,lorenzo sciuto,industria,lavoro,aiuto,interazione uomo-robot,robee,qualcomm,snapdragon x elite,processore,arm,prestazioni,apple silicon,m3,m3 pro,m3 max,macbook pro,ray tracing,neural engine,meta,instagram,facebook,pubblicità,abbonamento,europa ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Lorenzo**: Sostanzialmente abbiamo fornito la parte conversazionale di una serie di filtri che ci consentono di controllare le risposte che il robot effettivamente fornisce e questo sostanzialmente ci permette anche di dotare di una certa personalità il robot. Quindi le risposte che escono da robot cerchiamo di far sì che siano credibili e calzanti rispetto all'entità che le sta esponendo, quindi effettivamente un robot non una persona umana. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di RoBee, un robot umanoide già operativo in diverse industrie e in ambito medico e proveremo a capire quali sono le sfide tecnologiche che la società Oversonic ha dovuto affrontare per svilupparlo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Qualcomm e Apple presentano 2 nuovi processori > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:25 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Computer - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualcomm, il 25 ottobre, ha presentato il suo rivoluzionario processore Snapdragon X Elite, un chip ARM progettato specificamente per computer Windows, che promette prestazioni straordinarie. Le prestazioni del nuovo processore sono state infatti definite miracolose da Cristiano Amon, presidente e CEO di Qualcomm. Secondo le prime informazioni, il core Orion del processore è così veloce che supera di gran lunga i concorrenti, inclusi i chip Intel e AMD. I benchmark mostrano che il processore è in grado di competere sia in termini di velocità single-core che multi-core con l'Apple M2 Max e persino il processore Intel Core i9-13980HX, consumando notevolmente meno energia. Nel frattempo, Apple, il 30 ottobre, ha annunciato i nuovi processori Apple Silicon a 3nm, la famiglia M3, M3 Pro e M3 Max, con prestazioni migliori sia per CPU che GPU rispetto ai modelli M2. Questi chip saranno utilizzati nei nuovi MacBook Pro e iMac, e offriranno notevoli accelerazioni hardware per il Ray Tracing e il Mesh Shading, garantendo prestazioni eccezionali a parità di consumi. La gamma M3 include anche un Neural Engine potenziato per il Machine Learning e promette prestazioni notevoli rispetto ai modelli precedenti con processore Intel. #### Instagram e Facebook a pagamento senza pubblicità > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:55 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Social - Tipologia: Notizia **Davide**: Con l'obiettivo di adeguarsi alle nuove politiche europee, in particolare al GDPR e al Digital Market Act, Meta darà la possibilità ai propri utenti di pagare un abbonamento mensile per utilizzare le piattaforme social Instagram e Facebook, senza alcuna pubblicità. Secondo quanto anticipato dal New York Times e dal Wall Street Journal, gli abbonamenti di Meta verranno introdotti in Europa nell'arco di questo mese al prezzo di 9,99€ al mese, acquistandolo da PC oppure 12,99€ al mese tramite app iOS o Android. Inoltre per tutti coloro che decideranno di acquistare il nuovo servizio entro il 1° marzo 2024, vi sarà la possibilità di estendere gratuitamente l'abbonamento a tutti gli account collegati al centro di gestione, mentre successivamente si dovrà pagare un supplemento di 6€ al mese dal web oppure 8€ se acquistato direttamente in app. Il nuovo servizio infine sarà disponibile solamente per gli utenti maggiorenni, tuttavia Meta ha comunque sottolineato che chi deciderà di non abbonarsi, continuerà a utilizzare Facebook e Instagram esattamente come ha fatto sino ad ora. #### Oversonic: RoBee, il robot cognitivo che affianca lavoratori e pazienti > - Timestamp: 04:17 - Autori: Oversonic, Lorenzo Sciuto, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Lavoro, Robotica - Tipologia: Intervista **Davide**: In più di un'occasione abbiamo avuto modo di capire come l'intelligenza artificiale, applicata alla robotica industriale, potrebbe dare una spinta verso lo sviluppo dell'industria 4.0 e 5.0. Un esempio concreto di questa applicazione è RoBee, il primo robot umanoide cognitivo già operativo sviluppato dalla società italiana Oversonic Robotics. E per parlare proprio di RoBee, siamo in compagnia di Lorenzo Sciuto, Head of Information Technology di Oversonic. Benvenuto, Lorenzo. **Lorenzo**: Grazie mille. Grazie. **Davide**: Innanzitutto raccontaci di che cosa vi occupate in Oversonic, che cos'è RoBee? E cosa si intende quando si parla sia di robot umanoide sia di robot cognitivo? **Lorenzo**: Allora, Oversonic è una società benefit italiana, nata come startup nel 2020 da un'idea di Fabio Puglia e di Paolo Denti. L'idea è quella di creare soluzioni e applicazioni innovative nel mondo dell'industria e della sanità. L'obiettivo è di mettere sostanzialmente a disposizione delle imprese sistemi tecnologici in grado di sfruttare le potenzialità dell'intelligenza artificiale cognitiva. Quindi di supportare le persone in cui lavori usuranti, pericolosi, sia per la salute fisica che per la salute psicologica, che non meritano più di fare. Ad oggi, come azienda, conta circa 60 dipendenti, 3 sedi operative, un headquarter a Besana in Brianza, in Lombardia, altri due uffici in Milano e uno a Rovereto in provincia di Trento. Come prodotto di Oversonic, il prodotto della ricerca di questi anni, abbiamo sviluppato RoBee, che è il primo robot umanoide cognitivo, che pesa circa 120 kg e con altezza variabile tra i 150 e i 200 cm. Operativamente replica la struttura meccanica del corpo umano e ha un set completo di motore e di sensori che gli consentono di vedere, di navigare, di interagire in autonomia nello spazio circostante, di manipolare oggetti o di raccogliere e analizzare dati e di essere controllato da remoto e anche per mezzo di un voicebot, quindi con controllo vocale. Ha un'autonomia di circa 8 ore e un tempo di ricarica di circa 90 minuti. **Davide**: Ok e quindi questo è l'aspetto appunto robot umanoide invece per robot cognitivo significa che è un robot che riesce a interagire con il personale umano all'interno di un'industria giusto? **Lorenzo**: Certo, l'idea di robot cognitivo è fornire al robot la capacità di prendere decisioni autonomamente e quindi un robot cognitivo non è semplicemente un macchinario che esegue un programma predefinito ma piuttosto è una macchina in grado di comunicare in maniera naturale, quindi vocalmente e di imparare man mano che svolge le operazioni, quindi migliorare di volta in volta e di adattarsi soprattutto all'ambiente in cui lavora. Così anche da evolvere, da migliorare le sue capacità e di interagire in maniera più naturale con le persone che lo circondano. **Davide**: Ok, passando all'aspetto materiale e fisico di questo robot, come lo avete costruito? Perché oggi si parla spesso di robot umanoidi, ci sono tantissimi prototipi, però pochi effettivamente diventano, sono vendibili, si trovano appunto in commercio in ambito industriale. Come avete fatto a costruire questo robot? **Lorenzo**: Il nostro è già in produzione. A livello hardware - facciamo una piccola panoramica - è composto da una serie di motori elettrici sviluppati e progettati da Oversonic. Il corpo del robot è realizzato principalmente da parti metalliche e parti in stampa 3D. Tendenzialmente tutto l'hardware sfrutta le ultime tecnologie che ci sono sul mercato. Il sistema di visione è basato su camere di profondità che rilevano immagini 3D e danno al robot la capacità di ricostruire e percepire il mondo che lo circonda. Poi è dotato di un microfono e di casse che permettono al robot di interagire vocalmente e quindi di poter sia ricevere comandi vocali ma anche di poter sostenere una conversazione di carattere generale con il robot. Sul petto ha un display che permette di visualizzare informazioni in tempo reale oppure di controllare, tramite interfaccia touch, in caso fosse necessario, tutte le funzionalità del robot e poi è dotato di due braccia che alla loro estremità hanno due end effector intercambiabili a seconda dell'applicazione specifica. Questo consente al robot di adattarsi a qualsiasi tipo di attività sia in ambito industriale che eventualmente per interazione con l'uomo. Difatti oltre a più classici gripper industriali che si possono trovare montati sui bracci industriali RoBee monta anche delle mani umanoide cinque dita. Inoltre ha una console di controllo remoto che permette di tenere monitorato tutta la flotta in tempo reale ed ha la possibilità di effettuare l'analisi anche dello stato di salute del robot e della loro singola operatività. **Davide**: Ok, ma all'interno dell'azienda si muove oppure ha un punto fisso? **Lorenzo**: No, all'interno dell'azienda lui opera in autonomia, una delle caratteristiche di RoBee è proprio la navigazione autonoma, sostanzialmente lui è in grado di andare da un punto all'altro della struttura e di eseguire dei compiti per cui è stato pre-trainato, pre-allenato. **Davide**: Quindi ha anche delle gambe? **Lorenzo**: Non ha delle gambe ma si muove su ruote, abbiamo fatto la scelta di fornirlo di ruote per semplicità di utilizzo perché le gambe consumano molto in termini appunto di elettricità, di corrente e di batteria e soprattutto sono molto più instabili, invece con le ruote è più lente, con le ruote c'è la possibilità invece di muoversi molto più semplicemente, soprattutto in ambito industriale e con un consumo minore di batteria. **Davide**: Ok, e perché avete scelto di realizzare un robot umanoide? Oggi vediamo nell'industria appunto l'utilizzo di robot molto specifici, nel senso che sono dei bracci robotici che fanno un'attività in modo ripetitivo, perché invece avete pensato di creare un robot che ha sembianze umane? **Lorenzo**: Allora, diciamo, abbiamo una serie di motivi per questa scelta, innanzitutto i robot umanoidi sono più versatili dei robot tradizionali, possono quindi essere utilizzati per svolgere una varietà di compiti che possono andare dall'assemblaggio, alla manutenzione di macchinari complessi, all'assistenza ad anziani o a riabilitazione neurologica, per esempio, che sono alcune delle applicazioni che abbiamo in questo momento. Sicuramente è più semplice che un robot dalle sembianze umane si possa adattare agli spazi che sono stati già progettati e costruiti per essere utilizzati da un uomo. In secondo luogo, i robot umanoidi sono più facilmente accettati da un essere umano rispetto a un macchinario fermo, fisicamente fermo, con il quale non è possibile interagire vocalmente. Dare un comando a un braccio robotico è molto più piatto, più ripetitivo, è meno naturale che non interagire con una macchina d'assembianza umana che ha la possibilità di ascoltarti, di darti una risposta. **Davide**: Ok quindi sono comunque dei robot che si vanno ad aggiungere all'ecosistema di un'azienda però non vanno a sostituire i robot tradizionali che sono presenti nel suo interno. **Lorenzo**: Esatto, hanno una funzionalità diversa, vanno ad aiutare l'uomo in tutte quelle occasioni in cui un robot tradizionale faticherebbe, primo perché appunto tipicamente non hanno la possibilità di muoversi negli spazi come dicevamo prima, secondo perché appunto spesso gli ambienti in cui dovrebbero essere installati, per esempio dovrebbero avere degli spazi ristretti, delle gabbie, quando invece i robini non hanno queste necessità, quindi è possibile portarlo esattamente dove l'uomo attualmente lavora. **Davide**: Passiamo adesso all'aspetto cognitivo anche perché oltre appunto ad essere l'head of information technology di Oversonics è anche responsabile della piattaforma cognitiva di Oversonics e quindi cosa permette a RoBee di pensare avete realizzato voi una vostra intelligenza artificiale come funziona? **Lorenzo**: Allora, l'intelligenza di RoBee è distribuita per metà a bordo del robot e per metà su cloud. A bordo del robot ha due PC ad alte prestazioni che consentono al robot di prendere decisioni rapide e di gestire quello che riguarda la sicurezza delle persone che lo circondano. In cloud invece avviene l'elaborazione di immagini e di suoni in tempo reale. Grazie al cloud sostanzialmente l'intelligenza di RoBee non ha confini, di fatto i robot sfrutta diverse reti orali che sono sempre in aumento in base alle funzionalità di cui vogliamo fornire il robot che processano sostanzialmente immagini o suoni in tempo reale e gli consentono di apprendere, di aumentare la sua conoscenza. Quindi potrebbe essere per esempio istruito per analizzare il mondo che lo circonda a compiere determinate operazioni, al verificarsi determinati eventi oppure può riconoscere volti o persone che potrebbero quindi intrattenere con loro una conversazione che abbiano una memoria. Quindi per esempio se il robot vede che sta parlando con me oggi e io domani torno davanti al robot può continuare una conversazione come se davvero mi conoscesse. **Davide**: Ho capito, però è un'intelligenza artificiale che avete sviluppato voi? **Lorenzo**: Allora, inizialmente per quanto riguarda l'intelligenza artificiale nel complesso sì, per quanto riguarda la parte conversazionale inizialmente abbiamo fatto la scelta di utilizzare come linguaggio di modello che sta dietro alle conversazioni di RoBee un fine tuning dei modelli di OpenAI. Abbiamo scelto inizialmente OpenAI perché è il primo player e il più grosso che si è fatto vedere sul mercato all'inizio, però tutti i giorni lavoriamo per migliorare e rendere più corrette le risposte che il robot dà e renderlo anche, tra virgolette, "agnostico" rispetto alla piattaforma di intelligenza artificiale che gli sta dietro. Quindi stiamo sviluppando, testando tutti i giorni ciò che il mercato molto vivace che c'è, soprattutto in questo ultimo anno, ci propone. **Davide**: Ok, l'approccio cognitivo di cui parli sicuramente serve da una parte come abbiamo detto per intrattenere i dipendenti ma dall'altro lato ha una grande funzionalità, uno scopo molto importante che è quello di poter semplificare l'interazione tra il dipendente e il robot e ci fai qualche esempio di come questo può essere utilizzato nell'ambito lavorativo, cioè cosa posso dire al robot di fare? **Lorenzo**: L'ambito lavorativo, quando lo inseriamo all'interno di un'azienda, abbiamo un processo specifico. Quando viene fatto l'allineamento iniziale, il robot viene portato in azienda, viene fatto un training sugli oggetti che dovrà manipolare e viene anche fatto navigare per formare una mappa dello spazio che ha attorno. Sostanzialmente poi su questa mappa noi daremo il target che lui deve raggiungere l'autonomia. Quindi una delle cose che si può chiedere al robot è raggiungere postazioni specifiche all'interno di una mappa precaricata. Una volta raggiunte queste postazioni, il robot è libero, è stato trainato per manipolare oggetti, quindi posso dire preleva quest'oggetto e portalo in quest'altra postazione. Posso chiedere al robot di verificare la sicurezza dell'area di lavoro, quindi che non vi siano pericoli per le persone umane. Posso anche chiedere al robot di verificare che non ci siano… parlando in ambito industriale, questo tipo di domande che possiamo fare a RoBee, in ambito sanitario posso chiedere al robot di assistere un operatore durante una riabilitazione neurologica, per esempio stiamo sviluppando dei test in questo senso, o assistere un anziano all'interno di una RSA con compiti di base, quindi portare le pillole, dare una parola di conforto, dare un momento di conversazione all'anziano che si trova all'interno. **Davide**: Quando parliamo di intelligenza artificiale, un concetto che a volte emerge è quello delle allucinazioni, cioè degli errori di fatto che un'intelligenza artificiale compie nel interpretare un eventuale comando. Come si fa a evitare che avvengano queste allucinazioni in un caso come il vostro in cui un robot umanoide deve svolgere delle operazioni, dei comandi, delle azioni all'interno di un di uno spazio reale e soprattutto in ambienti industriali e ancora di più in un ambiente sanitario? **Lorenzo**: Allora, diciamo, noi lavoriamo ovviamente perché questo non accada e sostanzialmente abbiamo fornito la parte conversazionale di una serie di filtri che ci consentono di controllare le risposte che il robot effettivamente fornisce e questo sostanzialmente ci permette anche di dotare di una certa personalità il robot e quindi le risposte che escono dal robot cerchiamo di far sì che siano credibili e calzanti rispetto all'entità che le sta esponendo quindi effettivamente un robot non è una persona umana, per fare un esempio quindi se noi chiedessimo a RoBee se gli piace la pizza lui potrebbe rispondere che la pizza è un ottimo alimento apprezzato dagli umani ma che lui in quanto robot non ha la capacità di gustarne una e quindi non saprebbe dare un parere al riguardo, in questo senso quindi diciamo il fine-tuning del modello di linguaggio è qualcosa che facciamo quotidianamente e che viene fatto sfruttando proprio le conversazioni che RoBee ha tutti i giorni nel mondo che lo circonda e questo ci permette di avere delle risposte sempre più verticali, sempre più calzanti rispetto al mondo RoBee e non generaliste e la problematica diciamo delle allucinazioni è molto più frequente quando si cerca di avere un modello di linguaggio generalista come per esempio potrebbe essere ChatGPT. **Davide**: Troppo ampio. **Lorenzo**: Esatto, che risponde sostanzialmente a tutto e invece noi dando una personalità, un ambito di conoscenza al robot limitiamo questo tipo di problema. **Davide**: Un ultimo aspetto molto interessante legato ai robot umanoidi è quello dell'uncanny valley secondo cui dei robot troppo realistici generano una sorta di repulsione nell'uomo. Essendo il vostro robot già operativo in diverse aziende, com'è il rapporto tra RoBee e i colleghi umani? C'è una certa repulsione, una paura verso il robot o al contrario le due parti riescono a collaborare senza grossi problemi? **Lorenzo**: Allora, ad oggi i colleghi umani che hanno avuto a che fare con i robot in ambito industriale hanno apprezzato in realtà la capacità del robot di svolgere compiti pericolosi o ripetitivi al posto loro, per cui l'introduzione non è stata complessa. All'inizio chiaramente c'è un minimo di diffidenza per il fatto che il mondo della robotica, soprattutto umanoide, è tra virgolette "vittima" del mondo del cinema, che ci fa vedere sempre i robot come degli sterminatori dell'umanità. Però una volta vista invece che la possibilità di conversare con robot e di poter impartire comandi anche appunto vocalmente e soprattutto l'operatività toglie appunto compiti ripetitivi o pericolosi al loro lavoro, allora viene sostanzialmente accettato. Dal punto di vista estetico, per evitare che si ricadesse nell'uncanny valley, la scelta che è stata fatta è stata quella di non dotare i robot, per esempio, di un volto troppo umanoide, quindi per esempio ci sono alcuni robot che sfruttano volti tipicamente animatronici, quindi con capelli, con pelle artificiale. Noi abbiamo fatto una scelta opposta rispetto a questa, per evitare che venga percepito troppo come un umano artificiale, piuttosto preferiamo che venga percepito come una macchina che possa effettivamente aiutare l'uomo nelle operazioni di tutti i giorni. **Davide**: Ok e lo stesso vale anche nell'ambito sanitario, cioè i pazienti come hanno visto RoBee? **Lorenzo**: E' uguale, l'approccio è stato abbastanza simile, lì sostanzialmente il primo livello di diffidenza da superare è forse quello degli operatori, che invece hanno appunto da capire che sostanzialmente è un aiuto al loro lavoro, di fatto una volta che poi viene percepito, sia dal punto di vista del paziente che dal punto di vista dell'operatore, viene rilevato come uno strumento utile agli obiettivi comuni sostanzialmente. **Davide**: Ok, per quanto riguarda invece le prospettive future, quali sono gli aspetti di RoBee che state migliorando? Sia dal punto di vista, parlavi dell'aspetto appunto software cognitivo, ma anche dal punto di vista hardware, pensate a degli upgrade? **Lorenzo**: Beh, diciamo, l'azienda è un'azienda giovane, quindi noi corriamo sotto tutti i punti di vista, sia dal punto di vista software che dal punto di vista hardware. L'obiettivo, diciamo, dal punto di vista software è rendere la conversazione quanto più naturale e veloce possibile, perché uno dei problemi che abbiamo sono le latenze. Sostanzialmente il robot, lavorando in cloud, ha bisogno anche di una buona connessione Internet, quindi la conversazione può subire un minimo la latenza di comunicazione, quindi, diciamo, il massimo lavoro che stiamo facendo in questo momento è riuscire a rendere queste latenze minime e rendere il robot quanto più naturale possibile. Dal punto di vista hardware, chiaramente andiamo avanti sempre su ricerca e miglioramento delle capacità motori del robot, quindi è un miglioramento del sistema di motori che, come dicevo, è sviluppato internamente in casa. E poi, anche dal punto di vista della visione, cerchiamo sempre di trovare delle soluzioni, delle telecamere sempre più adatte alle varie applicazioni, alle varie potenzialità del robot. **Davide**: Va bene. Allora grazie Lorenzo per averci parlato così nello specifico di robot umanoidi e quindi di RoBee. A presto. **Lorenzo**: Grazie mille a voi e a presto. #### Conclusione - Timestamp: 23:38 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e45 ## Perché le previsioni del tempo sono sempre sbagliate? > Come possiamo notare ogni giorno, siamo ancora ben lontani dal riuscire a fare [previsioni meteorologiche](https://it.wikipedia.org/wiki/Previsione_meteorologica) assolutamente accurate, e ancora di più se si tratta di previsioni sul lungo periodo. I fattori in gioco sono tantissimi e ogni minima caotica variazione può ribaltare completamente l'andamento previsto. Tuttavia, negli ultimi decenni la scienza e la tecnologia hanno fatto numerosi passi in avanti e nel prossimo futuro altre tecnologie sembrano promettere di dare contributi sostanziali al mondo della meteorologia. In questa puntata, dunque, cercheremo proprio di rispondere alla domanda: come si fa a prevedere il tempo? Nella sezione delle notizie parliamo di [iMessage](https://support.apple.com/it-it/guide/iphone/iph4e9799206/17.0/ios/17.0), il servizio di messaggistica di Apple, che potrebbe diventare interoperabile in forza al [Digital Markets Act](https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/digital-markets-act-ensuring-fair-and-open-digital-markets_it), del primo negozio senza casse in Italia di [Conad](https://www.conad.it/landing-page-dao/apertura-tuday-via-stella?utm_source=Google&utm_medium=search&utm_campaign=tuday+autonomo+novembre+verona&gclid=Cj0KCQiAo7KqBhDhARIsAKhZ4uj-fcZxPm73PyII0zLURYQ0AB-VpA5k6uvraOB85CEkEw72CYY0puUaAjM_EALw_wcB) e infine di [OpenAI](https://openai.com) che ha introdotto la possibilità di creare una propria IA personalizzata. - Stagione: 5 - Episodio: 45 - Data di pubblicazione: 2023-11-11 06:45:00 - Durata: 16:02 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e45](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e45) - Episodi correlati: s4e24, s5e25 - Tag: meteo,previsioni meteorologiche,previsioni del tempo,ia,computer quantistici,supercomputer,previsioni,meteo,futuro,chatgpt,ia,gpts,meta,openai,imessage,digital markets act,google,commissione europea,interoperabilità,gatekeeper,messaggistica,concorrenza,telecomunicazioni,verona,conad,casse,spesa,pagamenti ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di previsioni meteo, del perché sono sempre poco precise e quali nuove tecnologie potrebbero renderle più accurate. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Google, Vodafone, Deutsche Telekom, Telefónica e Orange hanno inviato una lettera alla Commissione europea chiedendo di considerare l'app iMessage di Apple un servizio di base fondamentale da includere nel Digital Markets Act, o DMA, di cui abbiamo ormai parlato diverse volte. #### Google sfida Apple in Europa per aprire iMessage > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Questo atto costringerebbe Apple a rendere iMessage interoperabile con altre piattaforme di messaggistica. La lettera sostiene che iMessage soddisfa i requisiti qualitativi del DMA, nonostante non raggiunga la soglia di 45 milioni di utenti attivi mensili in Unione europea. Infatti, sebbene in Italia si conosca molto poco questo problema, specialmente negli Stati Uniti, iMessage rappresenta una sorta di WhatsApp a livello di diffusione e costringe gran parte degli americani a dover possedere un iPhone per non venire esclusa. E tutto ciò rappresenta un grande vantaggio per Apple. Google quindi, insieme alle 4 telco, vuole eliminare l'incompatibilità tra iMessage e il protocollo RCS sempre di Google. Se iMessage diventasse un servizio di messaggistica da includere nel DMA, dovrebbe implementare caratteristiche di interoperabilità di base e aggiuntive nel tempo. #### Il primo negozio senza casse in Italia > Fonte: LArena.it - Timestamp: 02:11 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Finanza, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Mercoledì 8 novembre a Verona è aperto il primo negozio in Italia senza casse, dove per fare la spesa è sufficiente prelevare i prodotti dagli scaffali e pagare in uscita senza passare tramite i nastri delle casse tradizionali. Il negozio si chiama "Tuday Conad" e per entrare non è necessario effettuare alcuna registrazione. Chiunque intenda fare acquisti all'interno del punto vendita può farlo riponendo i prodotti sia nel carrello che direttamente nelle proprie tasche. A rendere possibile tutto ciò è il sistema di telecamere e bilance intelligenti degli scaffali che permettono di associare ad ogni cliente tutti i prodotti prelevati, i quali dovranno essere acquistati tramite pagamento digitale passando da appositi totem in grado di generare un QR code da scansionare per terminare l'operazione. Infine l'infrastruttura tecnologica del Tuday Conad di Verona, che gestisce le transazioni digitali, si chiama XPay, una soluzione di pagamento gestita da Nexi. #### OpenAI introduce i GPTs > Fonte: LaRepubblica.it - Timestamp: 03:10 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: L'intelligenza artificiale generativa sta entrando sempre più prepotentemente nella vita quotidiana di tutti noi, da quando lo scorso anno per la prima volta OpenAI ha lanciato ChatGPT e ora l'IA sembra che stia prendendo una direzione incentrata a una sempre maggiore personalizzazione. Qualche settimana fa ad esempio Meta ha presentato diverse intelligenze artificiali che potranno essere usate come chatbot per determinati scopi, come l'IA chef per le ricette, l'IA esperta di moda, l'IA amica e così via. E la stessa direzione - in un modo un po' diverso - l'ha presa anche OpenAI, presentando i GPT. Ognuno con l'abbonamento Plus e Enterprise, e questa funzione può tornare utile soprattutto per le aziende, potrà creare una propria IA personalizzata, ad esempio per creare chatbot esperti in determinati settori, con una certa personalità, o assistenti virtuali da associare al proprio prodotto. Inoltre si potrà condividere la propria personale IA con gli altri utenti o scaricarla su uno store online per poterle vendere o acquistare o usarne alcune già pronte. Insomma, se prima una cosa simile si poteva fare solamente utilizzando le API e sviluppando un proprio framework, ora la creazione di chatbot personalizzati diventerà accessibile a chiunque, diffondendo ulteriormente il già enorme utilizzo delle intelligenze artificiali generative. #### Perché le previsioni del tempo sono sempre sbagliate? > - Timestamp: 04:43 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: Prevedere con certezza gli eventi atmosferici anche a distanza di giorni o settimane sarebbe uno dei più grandi traguardi dell'umanità che in modi più o meno scientifici cerca di raggiungere fin dall'inizio della sua storia. Sapere cosa succederà domani, fra una settimana o fra un mese, infatti, permette di organizzare e programmare le attività di conseguenza o prevenire diverse tragedie. Pensiamo ad esempio ai forti temporali e alluvioni che hanno causato danni in tutta Italia, specialmente in Emilia-Romagna, Toscana e Veneto. Si sarebbero potute evitare? Sicuramente no, ma con un dovuto preavviso si sarebbe di certo potuto intervenire in tempo, magari mettendo in sicurezza diverse zone o programmando meglio gli interventi di manutenzione. Per non parlare poi di tutte le implicazioni nel settore primario, come agricoltura o allevamento, dove poter prevedere il meteo dei giorni a seguire può essere a dir poco fondamentale anche per limitare sprechi e danni. Ma a che punto siamo con il comprendere e riuscire a prevedere il meteo dei giorni futuri? Come possiamo notare ogni giorno, siamo ancora ben lontani da riuscire a fare previsioni assolutamente accurate, e ancora di più se si tratta di previsioni sul lungo periodo. I fattori in gioco sono tantissimi e ogni minima caotica variazione può ribaltare completamente l'andamento previsto. Tuttavia, negli ultimi decenni la scienza e la tecnologia hanno fatto numerosi passi in avanti e nel prossimo futuro altre tecnologie sembrano promettere di dare contributi sostanziali al mondo della meteorologia. In questa puntata dunque cercheremo proprio di rispondere alla domanda: come si fa a prevedere il tempo? Come abbiamo detto, prevedere il tempo può essere una svolta per la nostra società, tanto che ci proviamo ormai da millenni. Nel 650 a.C., ad esempio, i babilonesi cercavano di prevedere il meteo basandosi sulle forme delle lune o tramite l'astrologia, e anche le popolazioni che li susseguirono in tutto il mondo cercarono di correlare i fenomeni atmosferici con altri eventi visibili, come la posizione della luna e degli astri, la direzione dei venti o la situazione del giorno precedente. E molto spesso possiamo ritrovare gli stessi schemi anche nei detti o nella tradizione popolare, come il detto "rosso di sera bel tempo si spera", o "cielo a pecorelle pioggia catinelle", o in veri e propri rituali che molti nonni compiono ancora ad oggi, come osservare le cipolle per capire quali mesi dell'anno saranno più o meno piovosi. Tutto questo rientra in quella che viene definita "meteorognostica", che chiaramente non segue dei metodi scientifici, almeno non per come li intendiamo oggi. Tuttavia alcune volte anche la cultura popolare ha un fondo di verità, e spesso alcune frasi o metodi che venivano utilizzati senza saperne la motivazione vengono poi confermati con molta più difficoltà anche dalle osservazioni scientifiche. E proprio le osservazioni scientifiche sono la partenza per questo viaggio verso la comprensione di come avvengono le previsioni meteorologiche. Le moderne previsioni infatti nascono nel 1835, con l'invenzione del telegrafo. Tecnologia che ha permesso la condivisione dei dati in modo pressoché immediato e quindi si potevano comunicare i bollettini meteorologici che venivano poi utilizzati per la navigazione, conoscendo sempre la direzione e l'intensità dei venti. E il primo agosto del 1861, poi, le previsioni del tempo comparvero per la prima volta su un giornale, il Times, ma è solo nel 1992 che venne proposta da Lewis Fry Richardson una soluzione che viene utilizzata, in maniera molto più sofisticata, ancora oggi. E si tratta della "Numerical Weather Prediction", ossia previsioni meteorologiche numeriche. In pratica questo metodo utilizza equazioni matematiche molto complesse che descrivono lo stato attuale del sistema Terra, per quanto riguarda diverse variabili atmosferiche come temperatura, pressione, vento, nuvole e così via. Risolvendo queste equazioni, basate sulle formule fisiche come l'equazione dello stato dei gas, dell'idrostatica, della conservazione delle masse e molte altre, è possibile conoscere con una certa affidabilità lo stato del sistema nei momenti futuri, attendibilità che è molto variabile a seconda del caso. Nel caso di previsioni di pioggia, la probabilità di successo è del 60% nelle prime 12 ore di previsione, destinata a scendere per le ore successive. Nel caso invece che il meteo indichi sole, la probabilità di successo è del ben 90%, anche fino a 72 ore successive. In breve, se nei prossimi giorni viene indicato che saranno giornate soleggiate, possiamo stare più che tranquilli che la previsione sia giusta. Nel 1922, quando è stata proposta, questa metodologia era pressoché inutile, tanto era difficile da utilizzare. Le complesse equazioni matematiche, infatti, richiedevano giorni per essere analizzate, e nel mentre le previsioni trovate erano ormai già passate. Questo almeno fino all'era dei moderni computer. La potenza di calcolo offerta da queste macchine, infatti, ha prima di tutto permesso di velocizzare la risoluzione delle equazioni limitando gli errori, e contemporaneamente di introdurre ulteriori variabili e utilizzare sistemi matematici più complessi e accurati. Come dicevamo prima, così come secoli fa, anche nell'era moderna inizia tutto con la raccolta dei dati. Negli ultimi anni, fortunatamente, il numero dei dati che possiamo raccogliere è enormemente superiore, grazie agli svariati sensori installati in tutto il mondo, ai palloni sonda, radar e ai satelliti nello spazio. Tra i dati raccolti troviamo temperatura, pressione, umidità, velocità e direzione del vento, concentrazione di ozono. Gli stessi dati si possono raccogliere anche con i satelliti, meno precisi, ma fondamentali nelle zone meno raggiungibili come gli oceani. Vi sono poi i radar, che calcolano direzione e velocità del vento, o boe marittime, che raccolgono dati su temperatura dell'aria e del mare, pressione, velocità e altezza delle onde. Questi dati vengono poi associati alla loro posizione, su una griglia tridimensionale della Terra. Per modelli su larga scala, quelli che prevedono il variare del meteo ad esempio tra stati e continenti, si utilizzano griglie dalle dimensioni di 10 chilometri di larghezza e un'altezza variabile che va dalle decine di metri vicino al suolo, ai chilometri verso l'atmosfera. Per i modelli locali, invece, quelli che fanno riferimento ad esempio alle singole città, si raccolgono ulteriori dati in modo più dettagliato, con griglie di un chilometro di larghezza. Una volta raccolte tutte queste informazioni, che fotografano lo stato della Terra in un determinato istante, i dati vengono condivisi con i diversi centri di ricerca che si occupano di risolvere le equazioni e creare il modello o i modelli associati. In particolare si crea prima il modello globale, con i dati raccolti su larga scala, che poi viene integrato con i dati raccolti localmente per produrre un modello locale dell'area di interesse, del singolo centro, come la città o il paese. Una volta ottenuto il modello, però, la previsione vera e propria non è lasciata alla macchina, al computer. La parte di calcolo, infatti, si occupa solamente di elaborare i dati e fornire delle visualizzazioni grafiche dell'evolversi della situazione meteorologica, è poi compito degli specialisti riuscire ad analizzare i risultati estrapolando le informazioni da comunicare e divulgare le eventuali allerte meteorologiche in caso di previsioni di situazioni emergenziali. Ma perché, nonostante l'enorme quantità di dati raccolti e l'utilizzo di computer sempre più potenti, non riusciamo comunque a ottenere previsioni affidabili, specialmente sul lungo periodo? La risposta è molto semplice. Le variabili che governano l'atmosfera terrestre sono molte, troppo numerose per poter essere gestite anche dal più potente supercomputer. Bastano anche minuscole variazioni, magari un incendio improvviso, l'emissione di gas da parte di una fabbrica, per scatenare un potenziale effetto farfalla, che può avere ripercussioni a livello globale. I gas atmosferici, poi, essendo per l'appunto dei gas, si muovono in modo continuo e caotico, interagendo tra loro e con altri elementi atmosferici. Per avere quindi una previsione esatta del meteo, bisognerebbe tenere conto e soprattutto raccogliere i dati di tutte queste variabili, cosa che al momento ci risulta impossibile. Ma siamo sicuri che non esistano altre metodologie, magari più efficienti, per riuscire ad analizzare i dati raccolti e ottenere previsioni più precise? Da anni si sta cercando di sfruttare la "magia" - come molti la considerano - dell'intelligenza artificiale, che come abbiamo visto ha ottenuto risultati promettenti in numerosi altri ambiti. Quello della meteorologia, però, è una situazione molto complessa e anche l'intelligenza artificiale non è troppo soddisfacente. Un contributo sostanziale in questo campo l'ha dato Huawei, con il modello "Pangu-Weather", che è stato addestrato sui dati storici di 40 anni di rilevazioni. E ad oggi i risultati prodotti dal machine learning risultano molto utili, più che a definire il quadro generale, a integrarlo. L'intelligenza artificiale, infatti, offre nuove prospettive, trova nuove correlazioni tra gli eventi atmosferici, che magari i modelli matematici ignorano, o possono aiutare ad analizzare i risultati prodotti dai supercomputer. Di fatto, l'intelligenza artificiale è destinata ad affiancare il sistema classico più che a sostituirlo. Inoltre, il machine learning porta con sé anche altri problemi, come quello dei bias, per cui alcune situazioni anomale, come appunto le emergenze climatiche, non vengono considerate adeguatamente e vengono quindi trattate come normali eventi, di fatto producendo risultati sbagliati. Altre tecnologie molto promettenti, invece, potrebbero venire dalla computazione quantistica, che riuscirebbe a lavorare in modo estremamente veloce e preciso su una quantità di variabili decisamente più alta, producendo risultati più affidabili e in tempi più brevi. Ma anche in questo caso la tecnologia è ancora troppo indietro per poter essere sfruttata a questi scopi. L'attenzione verso il mondo della meteorologia, dunque, fin dall'inizio della storia umana, non è mai calata e anzi passo dopo passo ci avviciniamo sempre di più a questa meta, che quando sarà raggiunta rivoluzionerà completamente il nostro modo di vivere e potrà veramente essere un tema fondamentale per lo sviluppo del nostro futuro o perlomeno per migliorarlo. #### Conclusione - Timestamp: 15:10 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e46 ## WINDTRE: il ruolo dell’innovazione nel settore delle telecomunicazioni > In un'epoca in cui la [connessione](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243) mobile è diventata una componente vitale della nostra quotidianità, esplorare le sfide e le soluzioni all'avanguardia è fondamentale per comprendere come si sta ridefinendo il futuro delle telecomunicazioni. Questo con l’obiettivo di innovare e anticipare le esigenze dei consumatori. Per capire come una società come [WINDTRE](https://www.dentrolatecnologia.it/windtre.html) sta contribuendo a plasmare questo futuro e come sta affrontando le sfide di un mondo sempre più interconnesso e digitale abbiamo incontrato [Giorgio Ramenghi](https://www.dentrolatecnologia.it/giorgio.ramenghi.html), Innovation Manager di WINDTRE. Nella sezione delle notizie parliamo del nuovo strumento [GraphCast](https://deepmind.google/discover/blog/graphcast-ai-model-for-faster-and-more-accurate-global-weather-forecasting/) di Google per le [previsioni meteo](https://www.dentrolatecnologia.it/S5E45?t=283) e infine dell’arrivo del servizio di [cloud gaming](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e19?t=265) Amazon Luna in Italia. - Stagione: 5 - Episodio: 46 - Data di pubblicazione: 2023-11-18 06:45:00 - Durata: 19:02 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e46](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e46) - Episodi correlati: s2e36, s3e10, s3e50 - Tag: connessione mobile,telecomunicazione,vita quotidiana,windtre,giorgio ramenghi,innovation manager,consumatori,5g,6g,wifi calling,interconnessione,mondo digitale,dati,rete standalone,meteo,tempo,graphcast,google,previsioni del tempo,previsioni meteo,amazonluna,cloudgaming,googlestadia,catalogo,amazonprime ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Giorgio**: I dati che vengono raccolti dalla rete sono dati tecnici dovuti proprio all'interazione che la rete ha con gli smartphone per poter funzionare e mantenere il collegamento con gli stessi. Di recente si è capito il valore di questi dati perché di fatto contengono la posizione degli smartphone stessi. Quindi quello che l'operatore può fare è raccogliere questi dati, ovviamente in forma aggregata e anonima senza andare contro i dettami del GDPR, però si può creare delle mappe di flussi di presenza localizzate. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi scopriremo con WINDTRE cosa significa fare innovazione nel settore delle telecomunicazioni e quali sono le nuove tecnologie che stanno implementando. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Un nuovo strumento per le previsioni meteo > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:26 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella scorsa puntata abbiamo parlato di come funzionano le previsioni del meteo e di come l'intelligenza artificiale potrebbe dare un contributo per fornire previsioni più accurate. E proprio Google ha in questi giorni presentato GraphCast, il suo nuovo modello di intelligenza artificiale pensato per questo scopo. GraphCast è addestrato sugli ultimi 40 anni di dati meteorologici e in circa 60 secondi riesce a generare una previsione per i 10 giorni successivi. Come input il modello utilizza lo stato attuale del tempo e delle 6 ore precedenti per generare le previsioni delle 6 ore successive. Iterativamente poi è possibile generare le previsioni fino a 10 giorni. I test sono molto soddisfacenti e nel 90% dei casi le previsioni di GraphCast sono migliori e più veloci rispetto ai sistemi classici e il tutto è destinato a migliorare nel tempo. Infine il modello è open source e quindi liberamente accessibile da sviluppatori, meteorologhi e ricercatori per migliorarlo ulteriormente e adattarlo alle condizioni specifiche locali. Tuttavia Google ha puntualizzato che questo modello non è pensato per sostituire l'attuale tecnologia, quanto più ad affiancarla per aiutare ad avere previsioni migliori in futuro. #### Amazon Luna è disponibile in Italia > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:42 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Da qualche giorno il servizio di cloud gaming Amazon Luna, che consente di giocare in streaming senza avere un hardware dedicato, è disponibile in Italia a tutti gli abbonati a Prime. Dal sito ufficiale è possibile verificare la lista dei titoli già disponibili gratuitamente con Prime, come ad esempio Fortnite e Truck Mania. Tuttavia Amazon ha deciso di riservare un catalogo più ampio e liste di attesa ridotte a tutti coloro che decideranno di sottoscrivere un abbonamento a Luna+, dal costo di 9,99€ mensili. Parallelamente all'entusiasmo relativo al lancio del nuovo servizio, sono emerse alcune perplessità sul possibile successo che potrà avere il servizio di cloud gaming di Amazon nel corso del tempo. A inizio 2023 ha infatti chiuso Google Stadia, un servizio nato e concepito con gli stessi propositi di Amazon Luna, ovvero fornire una serie di titoli gratuiti e a pagamento direttamente all'interno della piattaforma proprietaria. La differenza della soluzione di Amazon però è che dovrebbe abilitare, nei prossimi mesi, altre forme di abbonamento parallele gestite direttamente dalle case produttrici dei videogiochi e i loro relativi titoli, in modo tale da riuscire ad arricchire il catalogo con i titoli che Google Stadia non è riuscita a integrare. #### WINDTRE: il ruolo dell’innovazione nel settore delle telecomunicazioni > - Timestamp: 04:17 - Autori: WINDTRE, Giorgio Ramenghi, Davide Fasoli, Stefano Bolis - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Intervista **Davide**: In un'epoca in cui la connessione mobile è diventata una componente vitale della nostra quotidianità, esplorare le sfide e le soluzioni all'avanguardia è fondamentale per comprendere come si sta ridefinendo il futuro delle telecomunicazioni con l'obiettivo di innovare e anticipare le esigenze dei consumatori. E per capire come una società come WINDTRE sta contribuendo a plasmare questo futuro e come sta affrontando le sfide di un mondo sempre più interconnesso e digitale, è con noi Giorgio Ramenghi, Innovation Manager di WINDTRE. Benvenuto, Giorgio. Grazie. Grazie a tutti. Ciao. Innanzitutto WINDTRE la conosciamo più o meno tutti ma di che cosa vi occupate? Raccontaci un po' che cosa fate e un po' di vostri numeri. **Giorgio**: WINDTRE nasce dalla fusione di WIND e TRE oramai sei anni fa, quando gli azionisti hanno deciso di unire le due operations in Italia e da subito si è caratterizzata da un forte rinnovamento e investimenti per creare la migliore rete d'Italia. La modernizzazione della rete è iniziata subito grazie alla necessità proprio di unire le due attività e questo ha portato WINDTRE per prima, a creare e a porre le basi per gli sviluppi di quella che sarebbe poi stata la rete 5G. Grazie a questo, infatti, la copertura di WINDTRE oggi raggiunge il 96% della popolazione in 5G, il cosiddetto DSS, e supera per due terzi la copertura in TDD, ovvero un 5G veloce e potente che arriva fino ai nostri smartphone. WINDTRE non è soltanto copertura con attività, ovviamente operiamo anche nella rete fissa, ma ha intrapreso di recente una struttura multiservizio per cui abbiamo, oltre a luce e gas, lanciato ormai da un paio di anni, aggiunto di recente al nostro portfoglio le assicurazioni. Il nostro punto vendita quindi è un punto importante di incontro, soprattutto dove i nostri clienti possono essere… dal cui può essere spiegato, può essere raccontato come funzionano i servizi e quindi accuditi dal nostro personale e dove le famiglie possono trovare le soluzioni a diverse esigenze. **Davide**: Ok, hai parlato di copertura 5G e questo è un aspetto molto interessante perché il vostro approccio rispetto ad altre compagnie di TLC, di telecomunicazione, è stato diverso. Hai parlato di 5G DSS. Cosa vuol dire? **Giorgio**: Il 5G DSS è una tecnologia che è basata sulla parte di divisione di frequenza quindi consente di fatto di allargare, usare le frequenze 5G su un'infrastruttura di rete che è quella propria del 4G. Viene anche detta 4.5G. Ovviamente per avere un salto, per avere le vere capacità del 5G bisogna andare invece su una time division duplex quindi il TDD e questo porta a vedere sul cellulare anche velocità di 500 megabit al secondo in download. Molto molto interessanti e molto performanti. **Davide**: Ok però questo approccio appunto che abbiamo detto è diverso vi ha permesso ad esempio di poter coprire di più e prima degli altri il territorio nazionale con la connettività 5G giusto? Cioè è stato questo il motivo che vi ha fatto scegliere questa tecnologia in particolare? **Giorgio**: Sì, è stata, se vogliamo, una necessità dovuta al merger delle due reti che dovevamo portare avanti, quindi selezionare i migliori siti. Questo ci ha consentito, da una parte ci ha richiesto un investimento importante, parliamo di 6 miliardi di euro di investimento, ma dall'altra parte ci ha consentito effettivamente di muoverci per prima nel territorio del 5G. **Davide**: Un altro aspetto interessante che è più legato alla vita che viviamo in casa è quello, o comunque nei luoghi dove non c'è connettività, di reti dati ad esempio, è il caso appunto del Wi-Fi calling. Che cosa è questa tecnologia e che cosa permette di fare? **Giorgio**: Wi-Fi calling è un'intelligente soluzione che consente di fatto di essere raggiungibili ovunque. La possibilità quindi di ricevere delle chiamate sul proprio numero di cellulare anche quando si è al di fuori della copertura della rete mobile esterna, la rete macro cosiddetta, e si è invece in copertura di reti Wi-Fi. Questo consente quindi un'integrazione tecnica tra la rete fissa e la rete mobile porta il numero ad essere visibile sotto copertura Wi-Fi e quindi essere raggiungibile e non ricevere per chi chiama il messaggio l'utente in questo momento non è raggiungibile. **Davide**: Ok ma è la stessa cosa immagino che in questi contesti in passato si ovviava con una chiamata via whatsapp ad esempio, è la stessa cosa o funziona in modo diverso? **Giorgio**: Se vogliamo un funzionamento simile, quello che cambia è l'experience, perché io non devo uscire dalla chiamata telefonica e aprire l'app di Whatsapp per chiamare la persona desiderata, devo semplicemente... compongo il numero, quindi lancio il numero proprio dall'interfaccia telefonica e raggiungo comunque il chiamato anche se in copertura Wi-Fi. **Davide**: E per utilizzarlo i clienti WINDTRE devono utilizzare una rete fissa WINDTRE o è aperto a tutti? **Giorgio**: No, non necessariamente, però richiede alcuni modelli di smartphone che supportano il servizio. **Davide**: Ok, però appunto come dicevo immagino che sia una funzione ottimizzata rispetto ad esempio a una chiamata Whatsapp, i dati vengono ottimizzati per fare quel tipo di attività. **Giorgio**: Assolutamente sì, comunque la voce tipicamente non ha particolari esigenze di banda per cui funziona direi in tutte le situazioni. **Davide**: Ok passando a un'altra tecnologia o comunque un altro approccio innovativo a quello che fate è legato ai dati. Chi è un operatore TLC raccoglie un sacco di dati dalla sua rete e come possono essere utilizzate e per cosa possono essere utili questi dati sia per voi immagino e anche però per l'utente finale. **Giorgio**: I dati che vengono raccolti dalla rete sono dati tecnici dovuti proprio all'interazione che la rete ha con gli smartphone per poter funzionare e mantenere il collegamento con gli stessi. Di recente si è capito il valore di questi dati perché di fatto contengono la posizione degli smartphone stessi. Quindi quello che l'operatore può fare è raccogliere questi dati ovviamente in forma aggregata e anonima senza andare contro i dettami del GDPR, però si può creare delle mappe di flussi di presenza localizzate. Avendo chiaramente l'informazione di quante persone si trovano in un ambiente, in un ambito o in qualunque momento si possono creare delle viste interessantissime che riguardano tipicamente la mobilità, la mobilità dei cittadini, la mobilità pubblica, i turisti, quindi tutte le applicazioni legate al turismo con le visite, le presenze e andare nel dettaglio di analisi che per esempio consentono di capire se una persona risiede in un posto e evidentemente ci vive, oppure se la residenza poi non corrisponde a quello che è il reale domicilio che viene utilizzato. Questo è un esempio di quello che si può fare, ma direi che queste analisi consentono delle viste dinamiche che sono molto interessanti. Per esempio per il turismo tipicamente gli operatori turistici sanno da dove provengono i visitatori, raramente sanno dove si spostano, dove vanno dopo essere stati in un luogo. Quindi invece con queste soluzioni di analytics si possono inseguire proprio queste persone e capire sempre ovviamente in forma anonima dove sono, dove si spostano i flussi dopo essere stati in un punto di interesse. **Davide**: Ok questo tecnicamente come avviene? Cioè questi dati anonimi, questi... questi smartphone alla fine, perché poi quello che conta è lo smartphone che è collegato all'antenna, come vengono visualizzati per essere utilizzati? **Giorgio**: Vengono visualizzati in dashboard, quindi si creano delle viste che possono essere dei diagrammi, dei istrogrammi, delle torte, quindi da un punto di vista aggregata e statistica, o delle mappe. Quindi possono essere visualizzati su mappe, si possono dare anche delle rappresentazioni dinamiche, in cui i punti si spostano sulle mappe e si capiscono bene i flussi per esempio dove si congestionano, dove si accumulano, questi punti, determinati orari, ripetendo le analisi periodicamente nel corso della settimana, nel corso dell'anno per vedere fenomeni come possono essere il pendolarismo o l'utilizzo dei mezzi pubblici per ottimizzare, efficientare quelle che sono le infrastrutture e le risorse. **Davide**: Ok e la posizione o comunque la posizione di questi flussi viene determinata con una singola antenna oppure con una triangolazione? **Giorgio**: Vengono determinate con le antenne, tipicamente con le singole antenne poi si possono fare delle analisi più raffinate di triangolazione e si possono anche aggiungere informazioni da fonti diverse, quindi l'insieme di l'arricchimento dei dati, come viene detto, consente ovviamente delle indagini ancora più interessanti. Una cosa che facciamo è anche quella di andare a proiettare, valutare la capacità di spending delle persone che si muovono con gli smartphone di cui stiamo parlando, andando a ipotizzare sulla base di parametri che conosciamo, per esempio il modello dello smartphone stesso e lo spending che la persona ha in termini di... con noi, in termini di... connettività di spesa che ha con WINDTRE e altri parametri come la residenza, siamo in grado di creare un profilo macro, alto, basso e medio spendente e vedere come questo profilo poi può interessare per analisi di mercato. **Davide**: Ok, quindi sono dei dati che possono tornare utili a una pubblica amministrazione, ma anche a una società che vuole vendere dei propri prodotti o servizi. **Giorgio**: Esatto, come WINDTRE business dialoghiamo molto con le pubbliche amministrazioni, con società, aziende che possono migliorare la propria offerta, studiare per esempio la propria presenza. Siamo stati di recente al salone del franchising e abbiamo capito quale può essere l'importanza per le aziende che lavorano in franchising di capire dove aprire un nuovo punto di vendita, un nuovo punto di presenza. Chiaramente gli analytics sono la base per studiare esattamente dove muoversi e dove investire. **Davide**: Ok, facendo un salto di argomento, all'inizio parlavi anche del vostro ingresso nel settore assicurativo perché una società che fa telecomunicazioni, si occupa di telecomunicazioni, esplora anche altri mercati? **Giorgio**: WINDTRE ha intrapreso un percorso in un'ottica di multiservizio. Quindi l'obiettivo è trasformare l'azienda che dalla sola connettività vuole vendere servizi alle famiglie e alle aziende. In particolare per le famiglie, dopo aver creato e sviluppato l'offerta di connettività mobile, fissa, l'energia elettrica, gas, di recente WINDTRE è entrato nel mercato delle assicurazioni, questo per creare un'offerta che sia di interesse per la famiglia a tutto tondo e per dare anche più valore alla presenza del punto vendita, dove le persone possono entrare e ricevere tutte le informazioni e i servizi che le serve. **Davide**: Fare più cose. **Giorgio**: E ottimizzare la disponibilità di questa offerta. **Davide**: Va bene e un ultimo aspetto parliamo un attimo di futuro e cioè abbiamo parlato appunto di queste tecnologie innovative che utilizzate, della raccolta dei dati e che cosa può permettere ma il futuro della connettività che cos'è, è il 5G o ci sono altre tecnologie che arriveranno? **Giorgio**: Sicuramente il 5G è il presente ed è una tecnologia che adesso si sta sviluppando molto, che consente di migliorare molto la capacità, la performance di quelli che sono i servizi offerti. In particolare il 5G oggi viene usato e sviluppato molto anche in ambito aziendale e vorrei citare l'applicazione che abbiamo appena presentato nel porto di Genova, dove andiamo a creare una bolla 5G, una mobile private network, dove vengono sviluppate poi tutti i servizi legati alla logistica del porto, spostamento delle gru, dei mezzi e degli operatori, tutti connessi in 5G. Questo per garantire la massima performance e sicurezza, perché quello strato di 5G è offerto da una rete pubblica ma è a tutti gli effetti dedicato all'operatore portuale. **Davide**: Va bene. Allora grazie Giorgio per averci raccontato che cosa fa una società che si occupa di telecomunicazioni e qual è il ruolo dell'innovazione nel vostro settore. Alla prossima. **Giorgio**: Grazie, grazie a te. #### Conclusione - Timestamp: 18:10 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e47 ## Il LiDAR, uno strumento dalle infinite applicazioni > La trasversalità della [tecnologia](https://www.dentrolatecnologia.it/episodi) è diventata la chiave per il progresso delle attività umane, dove l’innovazione può arrivare a coinvolgere decine di campi di applicazione diversi. Un esempio di questo tipo, che andiamo ad analizzare proprio in questa puntata, è il [LIDAR](https://it.wikipedia.org/wiki/Lidar), acronimo di Light Detection And Ranging, ovvero una tecnologia che oltre a permettere la misurazione della distanza di un oggetto illuminandolo con una luce laser, è in grado di restituire informazioni tridimensionali ad alta risoluzione dell’ambiente circostante e trova applicazione in settori diversissimi, passando dallo [Spazio](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e28?t=279) fino al nostro smartphone. Nella sezione delle notizie parliamo del secondo lancio del [sistema Starship](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e23?t=302), di [Fussballliebe](https://it.uefa.com/euro2024/news/0287-1976a4894407-998a16f2f975-1000--uefa-e-adidas-presentano-fussballliebe-il-pallone-da-gara-uf/), il [pallone intelligente](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e43?t=288) per Euro 2024 e infine dell'Italia che si vuole proporre come apripista per le [Comunità Energetiche](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e37?t=289). - Stagione: 5 - Episodio: 47 - Data di pubblicazione: 2023-11-25 06:45:00 - Durata: 15:33 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e47](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e47) - Episodi correlati: s5e39, s5e45 - Tag: lidar,laser,sensore,droni,satelliti,telerilevamento,mappatura,auto,guidaautonoma,smartphone,spacex,starship,test,lancio,razzo,comunità energetiche,cer,energia,energia rinnovabile,unione europea,commissione europea,ue,italia,ministero dell’ambiente,pnrr,euro 2024,calcio,fussballliebe,connected ball technology,arbitraggio,fuorigioco,var ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo dei sensori LiDAR, una tecnologia dalle possibilità pressoché illimitate che viene utilizzata sia nello spazio, sia sui nostri smartphone. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il secondo lancio del sistema Starship > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:56 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel primo pomeriggio di sabato 18 novembre si è concluso, con un buon successo, il secondo test del sistema di lancio spaziale Starship di SpaceX dopo la prima prova dello scorso 20 aprile. Per via della distruzione causata dal decollo prolungato dovuto alla mancata accensione di alcuni motori Raptor al primo tentativo, SpaceX ha deciso di riprogettare e rendere più resistente la rampa di lancio che in questa occasione è rimasta perfettamente integra, grazie anche all'accensione simultanea di tutti i motori del primo stadio Super Heavy. Dopo la partenza da manuale, Starship ha proseguito il suo viaggio fino al momento cruciale della missione che la scorsa volta non si era conclusa, ovvero la fase di separazione a caldo dei due stadi avvenuta questa volta invece con grande successo. A questo punto il piano avrebbe previsto l'amaraggio verticale dei due stadi per simulare la fase di rientro, ma purtroppo il primo stadio, nonostante la corretta rotazione, è stato fatto esplodere preventivamente dal sistema di terminazione di volo per evitare una caduta incontrollata. La navicella madre invece ha continuato a volare come da programma fino a raggiungere la quota record di 148 km, durante la quale, a causa di un problema ancora non specificato da SpaceX, i motori della Starship si sono spenti e di conseguenza anche in questo caso si è scelto di concludere in anticipo il volo. #### Il pallone intelligente per Euro 2024 > Fonte: MilanNews.it - Timestamp: 02:20 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Sport - Tipologia: Notizia **Davide**: Il prossimo campionato europeo di calcio, Euro 2024 in Germania, sarà caratterizzato da un'innovazione importante, Fussballliebe, il pallone intelligente sviluppato da Adidas. Questo strumento rivoluzionario integrerà per la prima volta la Connect Ball Technology, promettendo di trasformare il modo in cui vengono gestite le decisioni arbitrali. L'integrazione di questa tecnologia segna un passo avanti significativo, in particolare per quanto riguarda la segnalazione del fuorigioco e i falli di mano. Il pallone sarà dotato di un sensore di movimento inserito al centro in un sistema di sospensione e supportato da un'unità di misura inerziale a 500 Hz. Questo sistema fornisce una visione dettagliata e senza precedenti del movimento del pallone. Il sensore, alimentato da una batteria ricaricabile tramite induzione, invierà in tempo reale dati precisi sull'andamento del pallone ad arbitri e alla sala VAR, tecnologia fra l'altro di cui abbiamo parlato in una puntata qualche settimana fa. La Connect Ball Technology renderà le segnalazioni di fuorigioco semi-automatiche, combinando dati sulla posizione dei giocatori con l'intelligenza artificiale. #### Italia apripista nelle Comunità Energetiche > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:30 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella puntata "Le comunità energetiche per un futuro realmente sostenibile" avevamo parlato del ruolo che hanno e avranno le comunità energetiche, quelle rinnovabili in particolare, nello sviluppo di metodi sostenibili per produrre energia pulita. In breve, le comunità energetiche non sono altro che impianti costruiti da associazioni, enti locali o anche privati cittadini, per produrre in modo autonomo energia rinnovabile, diminuendo il carico sulla rete nazionale. E l'Italia vuole diventare un'apripista a livello europeo per quanto riguarda le comunità energetiche rinnovabili, sostenendone la loro diffusione sul territorio sia a livello burocratico che finanziario. Il provvedimento italiano infatti prevede degli incentivi sull'energia rinnovabile prodotta e condivisa e sfruttando i 2,2 miliardi dei fondi del PNRR, un contributo a fondo perduto fino al 40% per le comunità energetiche realizzate nei comuni che hanno meno di 5.000 abitanti. Il provvedimento è stato inoltre pienamente validato dalla Commissione europea e la speranza è che, seguendo il modello italiano, le comunità energetiche possano diffondersi anche nel resto dell'Unione. #### Il LiDAR, uno strumento dalle infinite applicazioni > - Timestamp: 04:58 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: Riflettendo sui numerosi temi che abbiamo affrontato negli ultimi anni in questo podcast, risulta ormai evidente quanto la tecnologia sia diventata pervasiva e fondamentale per il nostro modo di vivere nella società. Oggi singoli strumenti che diamo per scontato, ma particolarmente innovativi come gli smartphone, ci consentono di compiere numerose operazioni in grado di semplificare il lavoro e la nostra vita sociale. La trasversalità della tecnologia è infatti diventata la chiave per il progresso delle attività umane, dove l'innovazione può arrivare a coinvolgere decine di campi d'applicazione diversi. Un esempio di questo tipo, e che andremo ad analizzare proprio in questa puntata, è il LiDAR, acronimo di Light Detection and Ranging, ovvero di una tecnologia che oltre a permettere la misurazione della distanza di un oggetto, illuminandolo con una luce laser, è in grado di restituire informazioni tridimensionali ad alta risoluzione dell'ambiente circostante. Per fare un esempio della duttilità di questa tecnologia, ci basti pensare che in passato il LiDAR veniva utilizzato anche per fare previsioni meteo, tema di cui abbiamo parlato nella puntata di sabato 11 novembre. Prima dell'avvento di tecnologie più avanzate e specifiche per questo settore, i LiDAR terrestri erano infatti in grado di determinare l'altezza della base delle nubi e il loro spessore verticale inviando impulsi laser verso il cielo, e per di più con lo stesso sistema si potevano determinare altri dati atmosferici come la concentrazione di ozono, biossido di azoto e particolato, in grado di influire significativamente sulle condizioni meteorologiche. Ad oggi questa tecnologia riveste un ruolo chiave in molti altri settori, che vanno dal tele-rilevamento per l'acquisizione di informazioni territoriali, sino alla mappatura 3D di ambienti attraverso gli smartphone. In ogni caso, nonostante la moltitudine di applicazioni, il funzionamento di base di tecnologia è pressoché lo stesso, e si fonda essenzialmente su un principio fisico chiave. Sapendo che la velocità della propagazione della luce è sempre la stessa, ovvero 300.000 km al secondo, si può calcolare di conseguenza il tempo impiegato da un raggio luminoso per andare da una sorgente iniziale verso un bersaglio e ritornare. In questo modo, l'unità del sensore che si occupa dell'elaborazione del segnale di ritorno è in grado di scannerizzare l'ambiente e generare un modello 3D dell'area interessata, costituito da milioni di punti. I vantaggi nell'utilizzo di questa tecnologia sono legati ai sensori di ultima generazione, che nonostante la miniaturizzazione della tecnologia, risultano di facile utilizzo e garantiscono al contempo misurazioni veloci e ad ampia risoluzione. Come premesso all'inizio di questa puntata, gli utilizzi della tecnologia LiDAR sono innumerevoli, talmente tanti che purtroppo non faremo in tempo a trattarli tutti. Ma vediamone alcuni tra i più significativi. Al giorno d'oggi i sensori LiDAR vengono spesso equipaggiati sui veicoli, come droni o aerei, per effettuare rilievi topografici del terreno con estrema precisione. Tipicamente su questi mezzi i sensori LiDAR vengono supportati anche da un sistema di posizionamento satellitare GPS e un sistema inerziale di navigazione, il cui compito è quello di determinare la posizione e l'orientamento del mezzo aereo in ogni istante della fase di rilievo. Come supporto di terra invece entra in gioco la stazione GPS, ovvero delle postazioni fisiche appositamente create per correggere la posizione del velivolo nella fase di elaborazione finale dei dati. Grazie alla cooperazione tra questi strumenti è possibile ottenere un insieme preciso di punti georeferenziati tramite coordinate e una quota Z calcolata in base alla differenza di tempo intercorsa tra il segnale laser emesso e quello riflesso dalla superficie. Alla fine dell'elaborazione la cosiddetta nuvola di punti acquisita verrà trasformata in un modello digitale di elevazione, detto DEM, dove verranno rappresentate le distribuzioni delle quote di un territorio in formato digitale. I DEM successivamente possono essere impiegati in un sistema informativo geografico, o GIS, per produrre nuove informazioni sulla base di quelle originali. Tra gli esempi più diffusi di rilievi aerei con i LiDAR troviamo la mappatura delle linee di trasmissione di distribuzione elettrica, la modellazione accurata di infrastrutture legate alle ferrovie, strade o fiumi, mentre nel campo dell'ingegneria progettuale i prodotti dei rilievi LiDAR risultano fondamentali nel facilitare le fasi decisionali relative alla progettazione e alla costruzione di opere artificiali. Un ulteriore impiego infine può essere effettuato nel campo ambientale per ottenere informazioni relative a coperture forestali o di aree inondabili nell'ambito del dissesto idrogeologico. Per quanto riguarda i LiDAR spaziali, la NASA è in prima linea nello sviluppo di questa tecnologia per l'osservazione della Terra e dei cambiamenti che la interessano. Attualmente a ricoprire un ruolo fondamentale nello studio delle superfici terrestri è l'ICESat-2, un satellite lanciato nel 2018 che si occupa di misurare con precisione centimetrica l'altezza degli strati di ghiaccio delle calotte polari, la topografia terrestre, le caratteristiche delle nubi e della vegetazione. Nonostante il termine della missione fosse previsto per il 2021, l'operatività del satellite è stata prolungata di altri quattro anni almeno. Tuttavia, nel 2024 è previsto il lancio della missione NASA-ISRO SAR, nonché del satellite NISAR, che si affiancherà ad ICESat-2 per condurre ricerche sui cambiamenti climatici e della morfologia terrestre. Per quanto riguarda poi gli usi di questa tecnologia via terra, ne potremmo elencare parecchi, ma l'esempio più interessante e promettente è forse quello legato al settore dell'automotive. I sensori LiDAR infatti vengono montati oggi sulle auto in modo tale che possano guidare autonomamente senza l'intervento di un conducente. Di questo tema ne avevamo parlato ampiamente nella puntata "I progressi e le sfide per un futuro a guida autonoma" nella quale erano emerse le evidenti criticità nel rendere completamente autonomo il veicolo, soprattutto da un punto di vista legislativo. E infatti i motivi per cui ancora non si sono affermati questi sistemi non è tanto legato alla ricerca scientifica e tecnologica, quanto invece al costo dei sistemi da installare nelle vetture. Poiché dotare un'auto delle migliori tecnologie per far sì che guidi da sola è molto oneroso da un punto di vista economico. Ed uno fra i sistemi cruciali che rendono possibile questa funzione è proprio il LiDAR. Perciò se oggi procede ancora rilento la diffusione di questi sistemi è perché paradossalmente le case automobilistiche che intendono vendere auto tecnologiche e con sistemi di guida semi-autonoma si rifiutano di installare i sistemi LiDAR per mappare le zone che circondano l'auto, che le renderebbero sicuramente più capaci di raggiungere l'automazione totale di livello 5. I veicoli che attualmente utilizzano il LiDAR per ricostruire l'ambiente circostante sono le auto di Waymo, le quali offrono un servizio taxi senza conducente in alcune città della California come San Francisco. Si tratta però di un caso particolare, perché stiamo parlando di una flotta molto più ridotta rispetto a quella di Tesla, che possiede invece auto in tutto il mondo in mano a singoli cittadini. Il problema legato all'installazione della tecnologia LiDAR su auto commerciali è dovuto all'inevitabile aumento del prezzo finale, anche perché i sensori più avanzati che risolvono problemi, come quelli legati alle diverse condizioni meteorologiche tipo pioggia, neve o nebbia, possono comportare un rincaro anche di 5 o 6 mila euro. Per di più un altro fattore che inficia sul rapporto prezzo qualità della vettura è l'elevato consumo di energia del sistema, che potrebbe comportare una riduzione dell'autonomia finale della batteria dell'auto elettrica del 2 o 3%. Da qualche anno, infine, i sensori LiDAR vengono inseriti anche sugli smartphone top di gamma delle principali case di produzione come Apple, Samsung e Google, con i relativi pixel. Nonostante si parli naturalmente di versioni depotenziate rispetto a quelle di cui abbiamo parlato poco fa, i sensori LiDAR hanno reso gli smartphone dei dispositivi in grado di creare esperienze immersive con una miglior comprensione del mondo reale rispetto a quello che facevano in precedenza le normali fotocamere. Potendo acquisire i dettagli 3D dell'ambiente circostante, si sono aperte un sacco di funzionalità legate all'utilizzo della realtà aumentata e degli effetti fotografici come il tracking di più volti contemporaneamente, il motion capture o la miglior gestione dell'occlusione, ovvero la possibilità di avere oggetti virtuali che vengono coperti nella scena da una persona reale. La digitalizzazione dinamica delle aree circostanti ha permesso a tecnologie come la realtà aumentata e virtuale di lavorare al meglio possibile sugli smartphone, come nel caso dell'app Ikea Place, con la quale è possibile scansionare una stanza della propria abitazione e successivamente inserire virtualmente un elemento che intendiamo acquistare come un mobile o una poltrona. In definitiva, analizzando tecnologie rivoluzionari come i LiDAR, ci siamo resi conto di come un singolo strumento possa trovare applicazione in una moltitudine di campi, rivelando così un enorme potenziale. La capacità di questo strumento di scansionare l'ambiente in 3D con precisione fino al millimetro stanno già trasformando settori fondamentali, come il monitoraggio ambientale, l'automotive o la robotica, ma le possibilità sono pressoché illimitate. Anche perché quando una nuova tecnologia viene applicata per la prima volta in un campo, spesso rivela nuove possibilità che ispirano altri settori ad adottare questo tipo di innovazione tecnologica. #### Conclusione - Timestamp: 14:41 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e48 ## INGV: sensori e IA, come funziona il monitoraggio di un terremoto > Gli sciami sismici che stanno interessando la zona dei [Campi Flegrei](https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-sismico-e-vulcanico/campi-flegrei#:~:text=I%20Campi%20Flegrei%20sono%20un,parte%20della%20città%20di%20Napoli.) e i diversi terremoti in tutta Italia sono l’emblema di quanto il nostro paese sia un territorio soggetto ai movimenti della crosta terrestre e del magma nel sottosuolo. Le scosse degli ultimi mesi non hanno provocato danni particolari alle infrastrutture, ma più di una volta in Italia si sono verificati fenomeni sismici che hanno portato alla [distruzione di vaste aree](https://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_dell%27Aquila_del_2009) urbanizzate. Per capire dunque qual è il contributo della tecnologia nel monitoraggio, e nell’eventuale previsione, di terremoti ed eruzioni vulcaniche abbiamo invitato [Claudio Chiarabba](https://www.dentrolatecnologia.it/claudio.chiarabba.html), Direttore del Dipartimento Terremoti dell’[Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia](https://www.dentrolatecnologia.it/ingv.html). Nella sezione delle notizie parliamo del primo volo alimentato da [carburante sostenibile](https://www.eni.com/it-IT/azioni/fonti-energetiche/bioenergie.html) condotto da [Virgin Atlantic](https://corporate.virginatlantic.com/global/en/business-for-good/planet/fuel/flight100.html?cta=VA_HP_hero_flight100) e di un problema di [Google Drive](https://www.google.com/intl/it_it/drive/) che ha causato la scomparsa di documenti di alcuni utenti. - Stagione: 5 - Episodio: 48 - Data di pubblicazione: 2023-12-02 06:45:00 - Durata: 31:48 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e48](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e48) - Episodi correlati: s5e19, s5e33 - Tag: sismologia,monitoraggio,rete di sensori,modellizzazione geofisica,big data geofisici,early warning system,claudio chiarabba,ingv,fibra,intelligenza artificiale,gps,terremoti,eruzioni vulcaniche,campi flegrei,google drive,drive,file,file spariti,file cancellati,google,aerei,carburanti,sostenibilità,co2,virginatlantic ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Claudio**: Oggi stiamo iniziando a implementare dei sistemi che sostanzialmente usano delle fibre e degli interrogatori che si chiamano DAS e che registrano appunto questo movimento del suolo in esclusiva, ma il vero futuro sarà quello di utilizzare fibre che contemporaneamente sono utilizzate per i loro scopi principali e quindi senza interrompere o prendere in esclusiva l'uso stesso della fibra. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di terremoti e in particolare proveremo a capire insieme all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che ruolo gioca la tecnologia nel misurare e magari un giorno prevedere un evento sismico. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Il primo volo alimentato da carburante sostenibile > Fonte: IlSole24Ore.com - Timestamp: 01:26 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso martedì, in tarda mattinata, la compagnia aerea britannica Virgin Atlantic ha compiuto il primo volo transatlantico con un aereo alimentato al 100% da carburante sostenibile. Il velivolo utilizzato per compiere la tratta a Londra-New York è un Boeing 787 Dreamliner, i cui motori sono stati fatti funzionare grazie a una miscela composta principalmente da olio alimentare usato e grasso animale di scarto, mescolati infine con una piccola quantità di cherosene sintetico ricavato dal mais. La scelta di alimentare il primo volo commerciale con un carburante sintetico deriva dalla volontà delle compagnie aeree di ridurre le proprie emissioni di CO2 del 70% entro il 2050. Il carburante sintetico utilizzato in questa occasione, però, ha aperto diversi dibattiti, legati ad un suo ipotetico utilizzo su scala più ampia. Il problema principale nell'uso di questa miscela deriva infatti dalla sua produzione che rimane ancora particolarmente costosa, attualmente da 3 a 5 volte superiore a quella dei normali carburanti utilizzati quotidianamente dagli aerei di tutto il mondo. #### Alcuni file sono spariti da Google Drive > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:34 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: In questi giorni alcuni utenti hanno segnalato comportamenti anomali da parte del servizio cloud di Google, Google Drive. In particolare sembra che alcuni file, in modo più o meno grave, siano spariti dal proprio account. Un utente ad esempio segnala che lo stato di Drive sia tornato alla versione di maggio 2023, mentre alcuni dicono di non vedere più file del 2013. Da parte sua Google ha confermato il problema, che sembra essere legato a un errore di sincronizzazione delle ultime versioni dell'app per Windows e macOS. Il consiglio di Google quindi, finché non viene risolto il problema, è quello di non disinstallare o disconnettersi dall'app e non eliminare i suoi file temporanei, che potrebbero portare alla completa perdita dei file problematici. Questo episodio è da ricordare, perché ci dimostra che anche i grandi colossi come Google non sono esenti da bug e non è quindi una buona idea affidarsi del loro servizio ciecamente, affidando loro file, magari anche importanti. E' sempre meglio piuttosto avere più backup dei propri dati, non solo in cloud o magari su più servizi cloud, ma anche in locale e sui propri dispositivi. #### INGV: sensori e IA, come funziona il monitoraggio di un terremoto > - Timestamp: 03:54 - Autori: INGV, Claudio Chiarabba, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Dati, Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Gli sciami sismici che stanno interessando la zona dei Campi Flegrei a Napoli e i diversi terremoti in tutta Italia, sono l'emblema di quanto il nostro paese sia un territorio fortemente soggetto a fenomeni legati al movimento della crosta terrestre e del magma nel sottosuolo. Tuttavia, benché le scosse che si sono verificate negli ultimi mesi non abbiano provocato danni particolari alle infrastrutture, più di una volta in Italia si sono verificati intensi fenomeni sismici che hanno portato alla distruzione di vaste aree urbanizzate, come quanto avvenuto all'Aquila tra il 2009 e il 2012. Per capire dunque qual è il contributo della tecnologia nel monitoraggio e nell'eventuale previsione di terremoti ed eruzioni vulcaniche, siamo in compagnia di Claudio Chiarabba, direttore del Dipartimento Terremoti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Benvenuto, Claudio. **Claudio**: Grazie, grazie. **Davide**: Per cominciare ci racconti come è nato e come si è evoluto fino ad oggi il monitoraggio dei terremoti? **Claudio**: Il monitoraggio dei terremoti è chiaramente un fenomeno che è in continua evoluzione in termini tecnologici. Si è partiti praticamente fino all'Ottocento con degli strumenti molto complessi, pesanti, che misuravano le oscillazioni del terreno fino ad arrivare ai più moderni sistemi, ora totalmente digitali e ad alta tecnologia. Questo è stato un continuo evolversi e un continuo aumento sia numerico, quindi quantitativo, sia qualitativo. Inoltre ci sono anche diversi aspetti che iniziano a essere monitorati anche attraverso tecnologie particolarmente innovative. **Davide**: Ok, che poi i temi che andiamo oggi ad approfondire e a proposito di quello che hai appena detto, attualmente com'è composta la rete sismica nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per rilevare scosse e movimenti del sottosuolo e quanti sismometri e sensori sono attivi sia in Italia poi anche nel resto del mondo. **Claudio**: In Italia abbiamo una rete sismica nazionale che è centralizzata e l'acquisizione di tutti i segnali viene centralizzata nella sede di Roma, che è costituita da diverse centinaia di strumenti, attorno ai 400-500 strumenti, che sono di diversa tecnologia e con anche sensori a diversa banda, che vanno da accelerometri per i movimenti più forti a velocimetri, a sensori a larga banda che registrano bande di frequenze molto estese. Questa serie di strumenti è operata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ed è distribuita capillarmente su tutto il territorio. Poi l'Istituto contemporaneamente è anche degli osservatori locali, ad esempio nei vulcani campani, nei vulcani siciliani dove lì ci sono altre centinaia di strumenti che sono sostanzialmente molto densi e sono principalmente devoluti all'attività proprio sismica dei vulcani che deve essere monitorata con un dettaglio e con una vicinità maggiore. Poi abbiamo anche degli osservatori vicino a delle zone di faglia importanti, ad esempio nell'Appennino, dove anche lì ci sono una densificazione di strumenti molto importante per andare a cogliere anche i movimenti più piccoli e avvertibili solo da strumenti sofisticati. Ci sono anche altre reti gestite da altri istituti e università che collaborano con noi nel monitoraggio e con il quale quindi condividiamo uno scambio di dati, ad esempio nelle Alpi orientali e nelle Alpi occidentali o nella zona dell'Erpinia o della Calabria. **Davide**: Ok e invece per quanto riguarda il resto del mondo, cioè avete anche per quanto riguarda gli studi che fate un interesse a raccogliere dati anche provenienti da altre parti che non siano l'Italia? **Claudio**: Sì certo, abbiamo tutto un sistema di localizzazione a scala mondiale, che chiaramente a scala mondiale il numero di strumenti è considerevolmente maggiore, stiamo sopra la decina di migliaia di strumenti che sono principalmente installati sulle terre emerse e quindi principalmente nel Nord America, nel Centro America, nell'Europa e nell'Asia, chiaramente con minor copertura nella zona per esempio africana, ma chiaramente ci stanno ancora pochi strumenti che monitorano il fondale marino e oceanico e quello sarà un terreno di sviluppo futuro, speriamo dei prossimi decenni. Questo insieme di dati confluisce in sistemi internazionali, noi abbiamo nel nostro data center, la sala analisi qui a Roma, una serie di strumenti e di dati che vengono anche da queste reti mondiali e che ci servono a fare una localizzazione a scala mondiale di terremoti e perché siamo anche controllori degli tsunami, in particolare nella zona mediterranea, ma anche in genere, per cui se abbiamo l'occasione di terremoti che avvengono nel mare o nell'oceano come epicentro, per cui che possono avere interagito con il fondale sottomarino e potenzialmente generato gli tsunami, noi abbiamo un sistema molto rapido di detezione per eventualmente lanciare dell'allerte, sicuramente è il nostro compito nell'area del Mediterraneo. **Davide**: Ok parliamo facciamo un piccolo focus su come funzionano questi sensori è parlato di accelerometri ci spieghi a livello nazionale ad esempio ha detto che sono dislocati in diversi punti quindi ci spieghi come funziona un accelerometro o altri sensori che utilizzate e poi essendo dislocati su un territorio così vasto come fanno a comunicare poi i dati che raccolgono? **Claudio**: Certo, allora noi diciamo che abbiamo... due tipi principali di sensori, uno è un sensore accelerometrico che registra l'accelerazione e il movimento del suolo, gli altri sono dei sensori velocimetrici che registrano il movimento del suolo e mentre il primo è tarato per registrare terremoti anche grandi, ottenendo una forma d'onda non saturata perché è in grado di registrare forti movimenti, questi altri strumenti velocimetri che possono essere da corto periodo ormai tendiamo a non usarli più ma a banda sempre più larga o a veri broadband registrano movimenti che hanno frequenze più basse e quindi ci permettono anche un'altra serie di studi ma hanno una dinamica in ampiezza differente da quella degli accelerometri. L'insieme dei due strumenti allo stesso sito permette di registrare l'intera gamma di spostamenti sia per movimenti molto forti sia per movimenti molto piccoli. Quello che avviene è che in una stazione sismica che nella migliore dei casi consiste in questi due strumenti, c'è un acquisitore locale, un digitalizzatore e un sistema di trasmissione del dato digitale a un centro di acquisizione che nel nostro caso è posizionato ad esempio qui a Roma. Questa trasmissione è una trasmissione che avviene a seconda dei canali che possono essere satellitari o MTS e è uno degli aspetti importanti perché la ridondanza del tipo di trasferimento del dato dalla stazione al centro di acquisizione deve essere tale che se uno dei sistemi per caso non funzionasse il segnale invece dovrebbe comunque essere trasmesso, per cui questo è un aspetto importante. Chiaramente questo aspetto di trasmissione poi si ripercuote sul consumo di una stazione sismica e quindi sulla capacità di alimentare questo strumento in questa posizione remota. Noi solitamente preferiamo installare questi strumenti lontano da zone urbane o zone dove c'è un rumore antropico che potrebbe alterare il segnale stesso e questo a volte ci pone difficoltà in quel posto di recepire una rete internet per una trasmissione in rete direttamente oppure delle fonti di energia e a volte quindi ricorriamo a sistemi con pannelli solari per essere totalmente autonomi e indipendenti. **Davide**: Sì, un aspetto interessante che hai detto, molto curioso, è che effettivamente serve ridondanza nella comunicazione perché magari se dobbiamo comunicare, se questo sensore deve comunicare un terremoto molto forte, penso ad esempio delle onde sismiche molto forti, potrebbero aver danneggiato delle infrastrutture, ecco, quindi serve ridondanza. **Claudio**: Esatto, specie dopo terremoti insignificativi potrebbe essere che il sistema di trasmissione o MTS o il sistema di schede potrebbe avere delle difficoltà e per cui bisogna avere più possibili vettori per trasmettere il segnale. A volte le stazioni hanno anche una registrazione in locale, però quello chiaramente non consente il tempo reale, ma di riprendere il segnale successivamente. **Davide**: E quindi poi l'istituto ha la possibilità di visionare in tempo reale quella che è la situazione sismica di tutto il territorio nazionale, immagino. **Claudio**: Sì, queste forme d'onda che vengono registrate da questi strumenti che sono dislocati su tutto il territorio, vengono analizzati insieme e insieme vengono interpretati, vengono lette le fasi delle onde che si propagano e da queste si riesce a stimare i parametri dei terremoti, la loro localizzazione ipocentrale, la magnitudo e altri parametri più sofisticati. **Davide**: Passiamo a tecnologie più recenti ecco che sono state implementate forse più di recente e quindi oltre ai classici sismometri che appunto utilizzate da anni state sviluppando anche altre soluzioni per monitorare i movimenti della crosta terrestre e si è parlato in passato ad esempio si è sentito parlare di fibra ottica e tecnologia gps. Come possono queste due tecnologie essere utilizzate anche per quanto riguarda la rilevazione e il monitoraggio dei sismi? **Claudio**: Io intanto distinguerei perché il dato GPS, le stazioni GPS che fanno parte della nostra rete GNSS nazionale, che si chiama Ring, sono ormai stazioni in uso e in funzionamento da decenni. Loro registrano il movimento del suolo, come il GPS che uno ha sul telefonino, macchina o sulla nave ti dà la posizione del punto, per cui più è precisa questa misura di posizione, più siamo in grado di vedere acquisendo questo dato con una certa scansione temporale se questo punto si muove, si sposta, per cui noi possiamo vedere i movimenti della terra più o meno lenti a diversa scala temporale attraverso delle stazioni GPS e calcolare ad esempio qual è la velocità di spostamento delle placche, ma anche durante terremoti questi strumenti che ormai registrano a frequenze di campionamento molto alte, per cui con diversi punti al secondo sono in grado di visualizzare una forma d'onda che è quasi simile a quella di un sismometro sostanzialmente e questo lo è già da diversi anni e decenni. La fibra invece è una cosa che si sta sviluppando molto negli ultimi anni e penso che dominerà il settore del monitoraggio nei prossimi decenni, perché permette attraverso delle sofisticate metodi di avere sostanzialmente come avere uno strumento ogni 2 o 3 metri, perché si usa l'intera fibra e si verifica come si deforma al passaggio ad esempio di onde sismiche, quindi questo sarà uno sviluppo molto importante. Oggi stiamo iniziando a implementare dei sistemi che sostanzialmente usano delle fibre e degli interrogatori che si chiamano DAS e che registrano appunto questo movimento del suolo in esclusiva, ma il vero futuro sarà quello di utilizzare fibre che contemporaneamente sono utilizzate per i loro scopi principali e quindi senza interrompere o prendere in esclusiva l'uso stesso della fibra. **Davide**: Ok quindi l'obiettivo come dicevi per il sommare è quello di utilizzare la fibra ottica che gli operatori di telecomunicazione penso ad esempio Open Fiber con cui avete fatto un accordo per sviluppare sistemi di questo tipo, utilizzano appoggiano la rete per utilizzarla normalmente come stiamo facendo noi in questo momento per comunicare però la stessa rete può essere utilizzata per fare delle rilevazioni per monitorare delle onde sismiche giusto? **Claudio**: Sì, esatto, degli segnali ottici viaggiano comunque sul cavo che essendo solidale col terreno e avendo degli spostamenti possono essere apprezzati attraverso analisi sofisticate di queste pacchetti i dati che viaggiano. **Davide**: Ok, Pparliamo di altre due tecnologie quindi l'utilizzo dei big data e dell'intelligenza artificiale nel vostro campo. Come possono queste due tecnologie essere utilizzate oggi sia per monitorare il territorio ma anche arriveremo mai a poter prevedere un terremoto? **Claudio**: Sì, queste sono domande molto interessanti e stimolanti e penso che rappresentino oggi l'argomento più caldo che c'è sulla tema della sismologia strumentale, perché chiaramente noi siamo passati da un passato precedente nel quale il dato veniva acquisito prima non in continuo, a poi in continuo e veniva processato magari da diversi analisti e quindi si estraeva dal segnale continuo di un sismometro un tot di informazioni che era possibile estrarre. Il futuro è quello di estrarre tutto quello che si può estrarre da questa forma d'onda continua e quindi da un numero anche maggiore e crescente di strumenti, per cui andiamo lì anche verso una mole di dati che è grande sia in termini di numero di strumenti e quindi forme d'onda, ma sia anche la capacità di analizzarle completamente attraverso chiaramente delle procedure che non possono che essere automatiche, quindi legate a uno sviluppo di sistemi di machine learning o intelligenza artificiale che sono in grado di elaborare in maniera simile e anche migliore a quella che farebbe un operatore tecnico scientifico di riconoscimento di un terremoto e delle sue fasi a estrarre tutte quelle possibili idee da quell'onda. A questo punto uno avrebbe cataloghi sismici, ogni tanto ci chiedono se è vero che avete registrato 1000 terremoti, 10000 quanti ne registrate? Noi ne registriamo un tot in funzione della magnitudo, però è chiaro che se noi iniziassimo ad analizzare con tecniche sofisticate come questa, anche movimenti più piccoli, allora i nostri cataloghi sarebbero di ordini di grandezza superiori perché sarebbero completi anche per magnitudo molto basse, cosa che oggi è difficilissimo fare semplicemente con il supporto umano e di un tecnico. Con questa mole di dati estremamente più ampia di ordini di grandezza è chiaro che magari possono essere implementati e studiati e verificati se ci sono delle variazioni nel tempo e nello spazio che magari utilizzando dei data set più ristretti e più piccoli è molto più difficile riconoscere. Per cui questo è lo sviluppo dei prossimi decenni, se questo poi porterà a riconoscere anche all'interno di questa sofisticata serie di nuovi studi qualcosa che possa essere utilizzato in termini di forecast è la nostra obiettivo e speranza. **Davide**: Cioè di prevedere? **Claudio**: Prevedere o riuscire quantomeno, anche se non riconoscere dei segnali precursori che sono legati a un terremoto che sta arrivando, a vedere se tutta questa serie di dati e di loro analisi può rientrare in un processo di forecast più generale, che poi si traduce in una variazione di probabilità di occorrenza di un evento, un po' come il forecaster che ti dà la probabilità di pioggia in un dato giorno. **Davide**: Ok, e questi segnali precursori di cui parli, con i dati e con i sensori che ci sono oggi sono determinabili? Cioè oggi è possibile entro un certo grado determinare quello che potrà essere un possibile terremoto? **Claudio**: Ma è chiaro che se noi andiamo a vedere ad esempio dei terremoti prodotti in laboratorio, stiamo parlando di terremoti di dimensioni infinitesime che sono prodotti appunto nei laboratori su piccoli campioni di roccia che si rompono e quindi si creano dei... Lì sono riconosciute delle variazioni anche di parametri elastici, di velocità delle onde all'approssimarsi della rottura, questo riconoscerlo in natura è un passo ancora molto complesso, ci sono degli esempi, ci sono degli studi, però ovviamente è un processo ancora non ben definito, però se riusciamo a migliorare le tecniche di monitoraggio, di analisi, quindi anche di calcolo di queste variazioni di parametri nel tempo potrebbe essere qualcosa anche da controllare e verificare anche in sito e non quindi soltanto nel campione di laboratorio. **Davide**: Ok, e in questo caso, come dicevi, l'intelligenza artificiale può aiutare, però deve essere supportata da molti dati e quindi anche qui riprendiamo quello che dicevamo prima, quindi l'utilizzo di tecnologie come quella della fibra ottica che può essere utile per fornire una mole di dati sempre più grande e dettagliata. **Claudio**: Esatto, lì c'è un aumento già in sito della mola di dati che possono essere presi attraverso le fibre ottiche per cui già lì c'è necessario un processo di big data associato e magari riconoscere lì delle variazioni in futuro. **Davide**: Ok e per quanto riguarda il rischio vulcanico invece ci puoi dare una panoramica generale sui progressi che sono stati compiuti negli ultimi anni se questo ha un legame con i movimenti sismici? **Claudio**: Il rischio vulcanico è una cosa estremamente complessa, dipendente anche dalle tipologie, non abbiamo vulcani che sono necessariamente simili, ma ci sono diverse tipologie vulcaniche. Chiaramente le vulcaniche si comportano in modo diverso e anche solo in Italia la casistica dei vulcani che abbiamo è molto variegata con diverse situazioni. È chiaro che l'aspetto vulcanico rispetto a quello sismico è un aspetto che nasce multidisciplinare, è un aspetto che non è solo sismico ma è anche di deformazione del vulcano sotto diversi punti di vista locali e di variazioni di parametri, ad esempio geochimici e di altri osservabili, per cui il monitoraggio di un vulcano rispetto al monitoraggio di un terremoto è qualcosa che nasce multidisciplinare già da subito. Questo aspetto lo stiamo anche recuperando e ritrattando anche per particolari zone di faglia, per cui per il terremoto non puntiamo solo al dato sismologico, puntiamo anche all'analisi di dati geodetici e geochimici per vedere se ci sono dei segnali transienti che possono essere utilizzati come precursori di un'attività. Per ii vulcani questa cosa lo è già da tempo ed è molto più chiara perché tutti abbiamo in mente il magma che sale verso la superficie, il rigonfiamento, il sollevamento, questo è già descritto da Plinio, è più visivo, è sicuramente più di impatto che in un caso sismico dove le cose sono comunque, almeno in termini precursori dell'ordine, solo avvisurabile da strumenti. Quindi il rischio vulcanico su questo ha questa sua tipicità. Chiaramente la parte sismologica e sismica con un insieme di analisi che non sono anche solo simili e soltanto a quelle che avvengono per i terremoti, ma perché nel processo vulcanico ci sono segnali anche diversi legati al gas, legati al magma, sono comunque una delle metodi più importanti nella definizione dell'attività di un vulcano. **Davide**: Perfetto, per chiudere un ultimo aspetto che non è direttamente legato a ciò che fate ma è legato ad un aspetto di cui abbiamo sentito parlare spesso nell'ultimo periodo cioè IT-alert questo sistema di allarme pubblico nazionale che efficacia può avere un sistema di questo tipo connesso appunto a quello che fate per salvare delle vite di persone che si trovano in situazioni legate appunto a terremoti, eruzioni vulcaniche e così via? **Claudio**: È un sistema di allerta molto veloce e quindi efficace e implementabile per tutte le occasioni nelle quali siamo in grado di definire un sistema di "early warning", cioè un avviso rapido di qualcosa che sta per accadere. Oggi abbiamo tre esempi operativi sul territorio nazionale di early warning che noi facciamo e sono due di natura vulcanica, una a Stromboli e una all'Etna, è un early warning di quello che sta per accadere al vulcano e quindi questo può rientrare in un sistema di IT-alert per chi ad esempio quel giorno sta sull'Etna per qualche motivo, anche turistico. E l'altro sostanziale che facciamo è sugli tsunami, cioè noi siccome c'è un tempo di allerta possibile dalla misurazione di un terremoto e l'arrivo delle onde di maremoto sulle coste, si sfrutta questa latenza di tempi per attivare un sistema di early warning e quindi anche qui il IT-alert è in applicazione per il tema tsunami. Sul tema terremoti è molto più complesso perché da una parte esistono tecniche di early warning, però nel nostro caso specifico le zone epicentrali che sono quelle che comunque sono più colpite, immediatamente colpite, i tempi di latenza per applicare efficacemente questo protocollo potrebbero non essere tempi utili per applicare direttamente un sistema di questo tipo, ormai quando saremmo in grado di dire al terremoto che sta arrivando lì è già arrivato come onda, per cui sostanzialmente nelle zone epicentrali potrebbe avere un impatto minore. Vediamo in futuro se casi di early warning di qualche natura potranno essere definiti anche per il tema terremoti ad esempio, magari fra decenni sul forecast. **Davide**: Sì quindi non potendolo prevedere l'unica cosa che si può fare è come dicevi quando c'è questa latenza tra l'evento e gli effetti sfruttarla per poter avvisare le persone immediatamente di mettersi al riparo o proteggerci. **Claudio**: Esatto. Sì, quando c'è la latenza tra il nostro capire, il nostro identificare il processo e l'abbattimento sul potenziale. **Davide**: E certo e speriamo ovviamente che poter prevedere i terremoti diventi una cosa reale e che quindi si possa fare un'allerta preventiva anche per quello. **Claudio**: Sì, per lui è molto importante la tecnologia e sono degli expertise e degli skill di cui il nostro istituto ha molto bisogno ed è difficile ripetere come personale, per cui veramente sul mondo della tecnologia sarebbe importante stabilire un buon collegamento. Noi abbiamo molta sofferenza su queste figure professionali, per cui sarebbe interessante riuscire a stimolarle. **Davide**: Va bene allora grazie Claudio per averci parlato del ruolo della tecnologia in questo ambito così delicato come può essere appunto quello del monitoraggio dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche. Alla prossima. **Claudio**: Grazie a voi e alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 30:56 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e49 ## Dijkstra, l'algoritmo alla base di Google Maps > Le [mappe stradali](https://it.wikipedia.org/wiki/Carta_da_orientamento) hanno, da sempre, avuto un ruolo fondamentale per semplificare e garantire gli spostamenti di qualsiasi tipo e con qualsiasi mezzo. Con l'avvento dei [navigatori](https://it.wikipedia.org/wiki/Navigatore_satellitare), e ancora di più con app come [Google Maps](https://it.wikipedia.org/wiki/Google_Maps) o [Apple Maps](https://www.apple.com/it/maps/), che riescono ad essere sempre aggiornate in tempo pressoché reale abbiamo assistito a una vera rivoluzione della navigazione. Ma come fanno i navigatori a calcolare i percorsi migliori così velocemente? Utilizzando, per giunta, la potenza di calcolo di uno smartphone nel caso dell'utilizzo offline, o di un computer di bordo? In questa puntata proveremo a scoprirlo. Nella sezione delle notizie parliamo dell’uscita del [primo trailer di GTA VI](https://www.youtube.com/watch?v=QdBZY2fkU-0), il nuovo titolo della saga sviluppata da Rockstar Games, del nuovo [controller Access PS5](https://www.playstation.com/it-it/accessories/access-controller/) che rende la console molto più inclusiva e infine di Google che ha presentato [Gemini](https://deepmind.google/technologies/gemini/#introduction), la sua nuova IA generativa. - Stagione: 5 - Episodio: 49 - Data di pubblicazione: 2023-12-09 06:45:00 - Durata: 15:07 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e49](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e49) - Episodi correlati: - Tag: google maps,apple maps,navigatori,grafi,grafo,matematica,dijkstra,a star,algoritmo,algoritmi,percorso più veloce,percorso più breve,mappe,ps5,controller,access,disabilità,imballaggio,google,bard,gemini,google gemini,ia generativa,ia multimodale,chatgpt,gpt-4,pixel,gta vi,gta 6,vice city,miami,rockstar games,leak,nextgen ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi spiegheremo come fanno i navigatori, come Google Maps, a calcolare così velocemente il percorso migliore grazie a un algoritmo inventato quasi 70 anni fa. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### È stato annunciato GTA VI > Fonte: RockstarGames.com - Timestamp: 00:55 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo molti anni Rockstar Games ha pubblicato il trailer di Grand Theft Auto 6, il prossimo capitolo della celebre saga di videogiochi. Il trailer ha raggiunto un'incredibile cifra di oltre 100 milioni di visualizzazioni su YouTube, quasi in sole 24 ore. Grand Theft Auto 6 sarà ambientato nella mitica Vice City, una parodia di Miami e Miami Beach, ma la mappa sarà probabilmente molto più estesa. Il gioco è programmato per il 2025 e sarà disponibile inizialmente solo su PlayStation 5 e Xbox Series X e S. Il filmato offre uno sguardo incredibile sulla rinnovata città, già protagonista in passato di un titolo della saga, che si presenta in tutta la sua magnificenza, sottolineata da una straordinaria qualità grafica, che sembra sfruttare a pieno la potenza delle console next-gen. Infine, quello che ha colpito, oltre ai dettagli che sembrerebbero rendere il gioco molto realistico e immersivo, è la presenza dei social network all'interno del gioco, a sottolineare quindi l'estrema attualità del titolo, che ha sempre avuto come principale obiettivo parodizzare la società contemporanea, statunitense in particolare. #### Più accessibilità con il nuovo controller Access PS5 > Fonte: PlayStation.com - Timestamp: 02:04 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso 6 dicembre Sony ha rilasciato sul mercato il nuovo controller Access, pensato per abbattere le barriere fisiche del gaming e permettere alle persone con disabilità di poter giocare ai titoli PS5 più agevolmente e più a lungo. Il vantaggio sostanziale di questo nuovo dispositivo è la sua elevata configurabilità, infatti è possibile impostare fino a 30 configurazioni diverse, personalizzando a proprio piacimento la posizione dei tasti e della leva di controllo. Grazie alla sua forma ergonomica, studiata appositamente per soddisfare le esigenze dei giocatori, Access può essere posizionato con diversi orientamenti e su qualsiasi superficie piatta. In ogni caso, Sony ha comunque progettato il controller per poter essere agganciato anche a un supporto AMPS. Per quanto riguarda l'imballaggio, anch'esso è stato progettato per essere aperto con una sola mano e con il minimo sforzo, grazie a comodi anelli che possono essere tirati dal lato destro a sinistro, in modo da far scivolare facilmente il controller e i vari compartimenti del kit. #### Google presenta Gemini, la sua nuova IA generativa > Fonte: IlSole24Ore.com - Timestamp: 03:08 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: L'aveva annunciata a maggio e finalmente è stata presentata Gemini, la vera risposta di Google al modello GPT-4 di OpenAI. Secondo i test effettuati, infatti, Google Gemini riesce a performare meglio rispetto a tutte le altre IA presenti sul mercato. Ma non solo. Questa nuova IA, infatti, è riuscita a superare anche l'essere umano nel test MMLU, ossia in breve riesce a creare riassunti, rispondere alle domande e tradurre meglio di noi. Sia chiaro, questo è un test che prende in considerazione solo alcuni aspetti. Su tanti altri, anche Gemini non riesce ancora a competere con l'uomo. Inoltre, l'intelligenza artificiale di Google è la prima IA multimodale al mondo. Ciò significa che riesce nativamente a comprendere testo, codice, immagini, video e audio. GPT-4, al contrario, riesce a comprendere solo il testo e si affida ad altre intelligenze artificiali per comprendere i diversi tipi di input. Google poi ci tiene a sottolineare che la sua nuova IA è stata addestrata secondo i principi di IA responsabile di Google ed è la più sicura mai creata, soprattutto in termini di pregiudizi e tossicità. Infine, Gemini si presenta in tre versioni, Ultra, la più potente, Pro, che verrà integrata in Google Bard, e Nano, che invece è pensata per lavorare offline sui nuovi Google Pixel. #### Dijkstra, l'algoritmo alla base di Google Maps > - Timestamp: 04:39 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni - Tipologia: Topic **Davide**: Le mappe stradali hanno da sempre avuto un ruolo fondamentale per semplificare e garantire gli spostamenti di qualsiasi tipo e con qualsiasi mezzo. E fino a qualche decennio fa era consuetudine arrivati magari da turisti in una nuova città o paese, acquistare le mappe da consultare e trovare così percorsi migliori per spostarsi da un posto all'altro. E non era nemmeno così raro ritrovarsi imbottigliati nel traffico, capitare in una strada chiusa o trovarsi di fronte a percorsi diversi perché le mappe acquistate non erano aggiornate. Fortunatamente tutti questi problemi sono totalmente o quasi scomparsi con l'avvento dei navigatori e ancor di più con app come Google Maps o Apple Maps, che riescono ad essere sempre aggiornate in tempo pressoché reale. Ma come fanno i navigatori a calcolare i percorsi migliori così velocemente? Utilizzando per giunta la potenza di calcolo di uno smartphone nel caso dell'utilizzo offline o di un computer di bordo, che è risaputo non essere tra i dispositivi più performanti con cui abbiamo quotidianamente a che fare, ancor di più se l'auto ha una decina di anni alle spalle. La risposta sta principalmente negli algoritmi che vengono utilizzati, ideati all'incirca negli anni 60, che sono estremamente semplici ed efficienti nel cercare, velocemente senza sprecare troppe risorse, il percorso migliore che non è necessariamente il più breve tra due punti. Prima di capire come funziona l'algoritmo dietro Google Maps, però, bisogna capire cos'è un grafo da un punto di vista matematico. Prendendo la sua definizione più semplice e comprensibile, un grafo, da non confondersi con un grafico, non è altro che un insieme di nodi o vertici connessi tra loro attraverso degli archi. Possiamo immaginarlo come una rete di punti tra loro interconnessi, dove gli archi possono anche assumere un certo peso che può ad esempio indicarne la lunghezza. Se ci pensiamo, con questa definizione possiamo accorgerci di come siamo circondati da strutture che possono essere rappresentate da grafi. Alcuni esempi sono la rete internet, gli alberi genealogici, gli alberi decisionali, la rete di amici di un social network e, come si può intuire, la rete stradale. Di esempi, dunque, possono essercene tantissimi, ed è proprio per questo motivo che la teoria dei grafi, ossia quella disciplina che si occupa proprio di studiare questi oggetti, è di notevole interesse per la comunità scientifica. Per citare un ultimo esempio, le stesse reti neurali, che sono alla base dei moderni modelli di intelligenza artificiale, fanno uso di grafi per funzionare e rispondere alle nostre domande. Ora che sappiamo che cos'è un grafo, l'intera rete stradale può essere rappresentata come un insieme di nodi ed archi. I nodi possono essere incroci, rotonde, punti d'interesse o anche singole abitazioni. Gli archi che connettono questi nodi sono invece le varie strade, di diversa lunghezza o differenti caratteristiche. A questo punto serve quindi solo un algoritmo che trovi il percorso più breve tra due nodi, quello che rappresenta la nostra posizione e quello che rappresenta invece la destinazione da raggiungere. Una possibile soluzione può essere quella di andare a tentativi, quindi simulare tutti i possibili percorsi, e scegliere infine quello migliore. Soluzione che può certamente funzionare per un grafo composto da una decina di nodi, ma per la rete stradale mondiale che è un grafo complessissimo composto da miliardi di archi e nodi, il discorso è totalmente diverso. Siamo nel 1956 e al National Research Institute for Mathematics and Computer Science di Amsterdam si sta sviluppando un nuovo tipo di computer, l'Arcam, che integrava un sistema per il calcolo parallelo. Serviva quindi un programma per dimostrare la capacità di questo nuovo computer, ed è qui che interviene l'informatico e ingegnere tedesco Dijkstra. Dijkstra voleva trovare un problema, e di conseguenza una soluzione, che fosse semplice e facilmente comprensibile a tutti, anche ai non programmatori. Fu così che in circa venti minuti ideò l'algoritmo che lo rese famoso in tutto il mondo e che ancora oggi porta il suo nome, ossia quello per trovare il percorso più breve tra due nodi di uno stesso grafo. Quello che fece poi Dijkstra per dimostrare il funzionamento di Arcam e del suo programma fu quindi prendere una mappa semplificata che collegava 64 città olandesi, creare un grafo e applicare il suo algoritmo per trovare il percorso più breve tra Rotterdam e Groningen. Insomma, una primordiale forma estremamente semplificata di navigatore, che però funzionava egregiamente bene. Proprio per questo lo stesso codice di base, o meglio una sua versione leggermente modificata, viene utilizzata anche oggi per applicazioni di questo tipo. Ma come funziona in sostanza questo algoritmo? Questo è uno di quei casi in cui delle immagini o un video sarebbero di grande aiuto, ma faremo il possibile per renderlo facile da immaginare e semplice da spiegare anche sulla voce. In ogni caso un breve riassunto con anche le immagini potrete trovarlo nel post che uscirà il prossimo mercoledì sulla nostra pagina Instagram, @dentrolatecnologia. Immaginiamo un grafo molto semplice, formato da 4 nodi A, B, C e D. L'obiettivo è di andare da A a D nel minor tempo possibile. Sappiamo inoltre che per andare da A a B ci vogliono 3 minuti, per andare da A a C ce ne vogliono 5, per andare da C a D ci vogliono 6 minuti, per andare da B a D ci vogliono 10 minuti, e infine c'è un collegamento diretto tra A e D che però dura 12 minuti. Quello che fa l'algoritmo Dijkstra è calcolare quanto tempo ci si impiega per arrivare da A a qualsiasi nodo del grafo. All'inizio tutti i nodi sono senza valore, o in alcuni casi hanno un valore infinito. Noi ci troviamo ad A, che avrà valore 0 in quanto ci mettiamo 0 minuti per arrivarci. Da A possiamo arrivare a B, C e D, che quindi assumeranno valore relativamente di 3, 5 e 12. A questo punto in ordine si ripete il procedimento partendo dal nodo con valore più piccolo, in questo caso B. Da B possiamo arrivare solo a D, impiegando in totale 13 minuti, ossia i 3 minuti per raggiungere B da A e i 10 minuti per raggiungere D da B. Tuttavia il nodo D lo possiamo raggiungere tranquillamente in 12 minuti partendo direttamente da A, quindi questa soluzione non è la migliore e va scartata. Passiamo quindi ad analizzare il secondo nodo, C. In questo caso da C possiamo raggiungere D in 6 minuti, per un tempo totale di percorrenza di 12 minuti, ossia un minuto in meno rispetto al percorso diretto a D. Non essendoci altri nodi da analizzare abbiamo quindi trovato il percorso più veloce per raggiungere D da A, ossia quello che passa da C. Un algoritmo, quello di Dijkstra, semplice e considerato elegante, perché con poche righe di codice riesce a risolvere in tempi brevi un problema molto complesso. Nell'esempio appena fatto, che è chiaramente molto semplificato rispetto ad una mappa stradale, abbiamo utilizzato come unità di misura i minuti, per dare un peso ai collegamenti tra i vari nodi. Tuttavia nulla vieta di utilizzare altri criteri. Possiamo infatti cercare il percorso più breve utilizzando la lunghezza delle strade, il percorso più breve utilizzando come nell'esempio i minuti o comunque i limiti di velocità posti per strada. Oppure si può utilizzare un criterio che tiene conto del consumo dell'anidride carbonica, come ha fatto Google introducendo recentemente in Maps l'opzione per il percorso ecosostenibile. Contemporaneamente Google o Apple utilizzano i dati aggregati dei dispositivi Android o iOS per raccogliere le informazioni sullo stato del traffico e aggiornare in tempo reale il peso di ogni strada e a sua volta aggiornare il percorso di conseguenza. O ancora utilizzando l'intelligenza artificiale si può addirittura predire il traffico che ci sarà in un determinato percorso. Insomma, l'algoritmo di base è semplice, ma ciò che rende le app di navigazione un passo avanti rispetto ai navigatori più classici è proprio la capacità di dare alle strade il giusto peso, utilizzando complessi sistemi di analisi dei dati e sempre più l'intelligenza artificiale. Ad essere sinceri infine anche l'algoritmo che viene utilizzato, come dicevamo poco fa, non è esattamente quello ideato da Dijkstra, bensì una sua versione modificata e migliorata che prende il nome di algoritmo A*. L'A* è stato descritto per la prima volta nel 1968 da Peter Hart, Nils Nilsson e Bertram Raphael che hanno introdotto il concetto di stima euristica. In pratica invece di controllare tutti o quasi i nodi come fa l'algoritmo Dijkstra, si dà priorità a quelli che in qualche modo si avvicinano più alla destinazione. Per fare un esempio, per andare da Monaco a Roma è più probabile che il percorso corretto vada verso sud piuttosto che verso nord, e quindi la ricerca del percorso migliore si concentrerà maggiormente su quelle strade che vanno effettivamente verso Roma. In questo caso la stima euristica introdotta potrebbe essere proprio la distanza in linea d'aria della destinazione dei vari punti della mappa. Ed è stato dimostrato come questo algoritmo, pur non tentando tutte le possibili alternative, riesca a trovare, in modo ancora più ottimizzato e veloce rispetto alla versione ideata da Dijkstra, il miglior percorso che collega a due punti di un grafo, o nel caso dei navigatori, due punti della mappa. Quindi, per concludere, cosa c'è dietro a Google Maps e simili? Oltre a una buona dose di raccolta e analisi dei dati dei propri utenti, ciò che rende queste app così funzionali sono una manciata di righe di codice, di un algoritmo tutto sommato semplice scritto 67 anni fa. E se ci pensiamo, il problema alla base era complessissimo, data la quantità di nodi, o in questo caso di strade, da percorrere per trovare quella migliore. Talmente complesso che senza l'intuizione di Dijkstra probabilmente le app di navigazione ad oggi nemmeno esisterebbero. E la prossima volta che utilizzeremo Google Maps, magari per raggiungere la destinazione delle prossime vacanze natalizie, potrete dire di conoscere ciò che la rende così speciale. #### Conclusione - Timestamp: 14:15 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e50 ## H2E: integrare l’idrogeno nei processi produttivi e logistici > In un contesto energetico sempre più complesso, si stanno sviluppando una serie di progetti dedicati alle [fonti di energia rinnovabili](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e14?t=230) che hanno l’obiettivo di ridurre l’impatto sul pianeta. Uno di questi progetti è [H2E (Hydrogen to Everyone)](https://www.dentrolatecnologia.it/h2e.html) un'iniziativa ambiziosa volta a rivoluzionare la filiera dell'idrogeno per renderla più accessibile e sostenibile su scala globale. Per approfondire il progetto abbiamo inviato [Riccardo Roggeri](https://www.dentrolatecnologia.it/riccardo.roggeri.html), CEO di Techinnova S.p.A. e [Andreas Hummer](https://www.dentrolatecnologia.it/andreas.hummer.html), CEO di Acca Industries. Nella sezione delle notizie parliamo del processo tra [Epic Games](https://www.epicgames.com/site/it/home) e Google a San Francisco e dell’accordo raggiunto sull’[AI Act](https://www.europarl.europa.eu/news/en/headlines/society/20230601STO93804/eu-ai-act-first-regulation-on-artificial-intelligence), il primo regolamento al mondo dell'[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e12?t=246). - Stagione: 5 - Episodio: 50 - Data di pubblicazione: 2023-12-16 06:45:00 - Durata: 33:10 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e50](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e50) - Episodi correlati: s4e4, s4e42 - Tag: progetto h2e,idrogeno,filiera innovativa,ecosostenibilità,transizione ecologica,regione lombardia,hydrogentoeveryone,riccardo roggeri,techinnova,andreas hummer,acca Industries,epicgames,google,apple,causa,fortnite,ai,ia,intelligenza artificiale,ai act,ue,europa,unione europea,gdpr,ia act,privacy,diritti ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Riccardo**: Oggi anche le grandi case, i grandi player stanno lavorando sulla produzione di motori a idrogeno. Noi abbiamo pensato di fare qualcosa di più mild, di fare degli addizionatori che aggiungono idrogeno a quelli che sono i motori già esistenti e quindi potrebbe essere un elemento di transizione interessante, importante e poco costoso che ci potrà aiutare a livello di società a fare qualcosa di intermedio prima di arrivare ai motori totalmente a idrogeno. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di H2E, un progetto che ha l'obiettivo di integrare l'idrogeno già oggi in processi produttivi e logistici, efficientando tra le altre cose le imbarcazioni e i trattori agricoli. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Questo lunedì si è concluso il processo che ha visto Epic Games accusare Google di esercitare un monopolio nel settore della distribuzione delle applicazioni per smartphone e dei pagamenti che si possono fare all'interno di esse. #### Epic Games ha vinto la causa contro Google > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:26 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Diritto, Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: A decretarne la chiusura è stata una giuria federale di San Francisco, la quale ha stabilito che Google ha violato le leggi statunitensi sulla libera concorrenza nei confronti di Epic Games. Quest'ultima infatti aveva iniziato a contestare le elevate commissioni che chiedeva Google ogni volta che un'app come Fortnite veniva scaricata sul Play Store, sostenendo inoltre che l'azienda rendesse praticamente impossibile fare a meno di quello store per la distribuzione dell'app. La stessa causa era stata intentata nel 2021 anche contro Apple, le cui commissioni potevano arrivare anche al 30%. Tuttavia la giuria all'epoca aveva dato ragione ad Apple, sostenendo che l'esistenza di Fortnite non dipendesse esclusivamente da App Store. #### Dall’UE il primo regolamento al mondo sull’IA > Fonte: IlSole24Ore.com - Timestamp: 02:21 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli scorsi giorni l'Unione Europea, dopo ore di lunghe trattative tra Consiglio e Parlamento Europeo, ha trovato un accordo sull'AI Act, la prima forma al mondo di regolamentazione sull'Intelligenza Artificiale e che entrerà in vigore entro due anni. Lo scopo, proprio come quello del GDPR, è di garantire trasparenza, diritti e libertà per i cittadini europei, senza però rischiare di fermare l'innovazione che porta questa tecnologia. Le aziende che producono intelligenza artificiale, infatti, dovranno innanzitutto garantire che i loro prodotti seguano principi etici e non siano un rischio per le persone. Ne è un esempio lo sfruttamento di persone per quanto riguarda la creazione dei dataset. Le applicazioni di intelligenza artificiale generativa, invece, dovranno fornire la documentazione tecnica ed essere sottoposte a regole di trasparenza e sicurezza informatica, oltre alla pubblicazione dei materiali usati in fase di addestramento degli algoritmi. I sistemi, poi, saranno classificati secondo un livello di rischio, a cui corrisponderanno più o meno obblighi e divieti. Centrale è stato anche l'accordo per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale dalle forze dell'ordine, che ora potranno utilizzare il riconoscimento biometrico solo in certe situazioni, come nel caso di minacce terroristiche. È inoltre vietato l'uso dell'intelligenza artificiale per il riconoscimento delle emozioni, ad esempio in luoghi di lavoro o scolastico, o l'analisi dei contenuti social o l'analisi del comportamento umano. Vietati anche i sistemi di polizia predittiva a cui, fra l'altro, avevamo dedicato una puntata lo scorso anno. Infine, il testo prevede anche sostegni alle PMI europee che intendono usare correttamente l'intelligenza artificiale, e alcune eccezioni per quanto riguarda l'attività di ricerca e sviluppo. In un contesto energetico sempre più complesso si stanno sviluppando una serie di progetti, dedicati alle fonti di energia rinnovabili, che hanno l'obiettivo di ridurre l'impatto sul pianeta. #### H2E: integrare l’idrogeno nei processi produttivi e logistici > - Timestamp: 04:24 - Autori: H2E, Riccardo Roggeri, Andreas Hummer, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente, Energia - Tipologia: Intervista **Davide**: Uno di questi è il progetto H2E, Hydrogen to Everyone, un'iniziativa ambiziosa volta a rivoluzionare la filiera dell'idrogeno per renderla più accessibile e sostenibile su scala globale. E per parlarci di questo progetto sono con noi Riccardo Roggeri, CEO di Techinnova SPA, e Andreas Hummer, CEO di Acca Industries. Benvenuti! **Andreas**: Grazie e buonasera. **Davide**: Innanzitutto, partiamo con te Riccardo, ci racconti in che cosa consiste questo progetto e quali sono gli enti e le società coinvolte. **Riccardo**: Certo, allora, il progetto H2E nasce da quello che è una necessità... nata per un bando specifico, che è un bando di Regione Lombardia, che si chiama Innovazione dei processi e dell'organizzazione delle filiere produttive e dei servizi degli ecosistemi industriali produttivi ed economici di Lombardia. Rispondendo a questo bando abbiamo raccolto dieci aziende che potessero descrivere un'intera filiera e quindi non solo la parte solo di produzione di idrogeno e di utilizzo dell'idrogeno, ma tutta una serie di servizi e prodotti correlati che possano aiutare gli end-user nella scelta difficile di andare a lavorare su quello che è un sistema di alimentazione per i trasporti nuovo, totalmente nuovo, che è l'idrogeno, ma andando a perseguire una idea, se volete, particolarmente innovativa. Oggi anche le grandi case, i grandi player, stanno lavorando sulla produzione di motore e idrogeno. Noi abbiamo pensato di fare qualcosa di più mild, di fare degli addizionatori, poi Andreas ci spiegherà meglio che aggiungono idrogeno a quelli che sono i motori già esistenti e quindi potrebbe essere un elemento di transizione interessante, importante e poco costoso che ci potrà aiutare come a livello di società, a livello di esseri umani, a fare qualcosa di intermedio prima di arrivare ai motori totalmente a idrogeno. La filiera nasce in Lombardia, viene finanziata da Regione Lombardia, all'interno ha 10 società, la capofila è Techinnova, Techinnova da anni è sul fronte della ricerca e sviluppo in quanto è incubatore certificato del MIMIT, è acceleratore certificato è un investitore privato professionale e lavora da quasi 20 anni nella ricerca di elementi di innovazione e nella creazione di progetti di innovazione ci siamo detti interessati a creare e a seguire questa filiera dove all'interno abbiamo vari elementi. L'elemento di produzione di idrogeno con questa tecnologia estremamente innovativa che poi vi spiegheremo è NutriTech, è una società mantovana e è una società che sta lavorando da tanti anni su quello che sono ricerche di innovazione per l'energia, per l'ambiente, per la possibilità di vivere meglio e vivere più sano in un ambiente più sano. Abbiamo poi Acca Industries con Andreas che ci spiegherà più tardi meglio chi sono e cosa fanno, che sono l'elemento all'interno della filiera di test e utilizzo dell'idrogeno in vari campi. Però poi abbiamo inserito tante altre aziende che possano essere degli elementi trainanti per la scelta appunto da parte degli end-user di passare a questo modo di trasporto e modo di diciamo veicolare i trasporti. La prima è SNG Media Studio che sta realizzando un sistema di presa delle decisioni, "decision making" come si dice in americano, che permette agli imprenditori di capire meglio se e come approcciarsi all'idrogeno. Poi abbiamo Athesis che securizza i dati che del soprattutto delle grandi flotte che si approcciano al nostro sistema mediante i sistemi di securizzazione in blockchain per rendere il tutto tracciabile in maniera opportuna. Abbiamo poi una società che si chiama Connect Team che andrà a sviluppare un avatar. Abbiamo deciso di inserire questo avatar perché sarà un elemento importante di formazione in formazione per gli end-user che vorranno recarsi sul nostro sito e a cui poter chiedere di tutto relativamente al nostro progetto e all'idrogeno, in quanto secondo noi oggi si parla tanto di idrogeno ma male di idrogeno e quindi avere delle informazioni più corrette, soprattutto dal punto di vista scientifico pensiamo che sia una cosa molto importante. Abbiamo una società che lavora su quello che è la "system integration", che è MTM, dei sistemi che si andranno a sviluppare, progettare e installare. Abbiamo una società che farà tutta la parte di commercializzazione di prodotti e servizi che la filiera andrà a produrre e che cresceranno nel tempo, la società si chiama Donkey Commerce. E poi c'è una parte che ci è stata chiesta in maniera diretta un po' anche dagli end-user cioè la parte di come andare a progettare e mantenere, fare tutta la manutenzione di questi sistemi complessi e quindi CriPax Creations andrà a realizzare mediante sistemi di realtà aumentata, realtà virtuale e mixed reality tutti questi strumenti di aiuto. E infine c'è una società che si chiama Tutto-Tondo che sta sviluppando tutti i sistemi di comunicazione, la parte di eventi, la parte di "tutoring", "mentoring", informazione, insomma tutto quello che può servire all'end-user per capire, informarsi e approcciare questo mondo nuovo. **Davide**: Ok quindi l'approccio innovativo di cui parli sta nel fatto di che tutte queste aziende stanno collaborando tra loro per realizzare un progetto che ha l'obiettivo di fatto di portare prima l'idrogeno nella nostra quotidianità no? **Riccardo**: Esattamente, in maniera più soft senza stravolgere le vite soprattutto degli imprenditori e soprattutto delle medie aziende che sono un po' l'elemento capillare che ci distingue come paese. **Davide**: Perfetto e passiamo invece a te Andreas e come accennava prima anche Riccardo raccontaci qual è il vostro apporto qual è stato il vostro contributo e quale sarà nello svolgimento di questo progetto quello di Acca Industries. **Andreas**: Grazie, grazie Davide. Allora, in poche parole, la Acca Industries SRL è una startup innovativa e si occupa in realtà della produzione e della messa a punto di sistemi per la produzione di idrogeno e per lo stoccaggio di idrogeno. Allora, questi sistemi per esempio per la produzione sono composti di solito da vari sottosistemi della nostra propria produzione e della nostra propria progettazione, per cui infatti siamo arrivati in questo progetto per dare il contributo che serve a dare alla filiera H2E, perché siamo molto contenti di esserci. **Davide**: Perfetto e sempre a te chiedo Andreas è di spiegarci che approccio avete utilizzato in questo progetto abbiamo parlato anche noi nel podcast più volte di idrogeno, idrogeno verde, idrogeno che viene prodotto dall'elettrolisi. Voi utilizzate la stessa tecnologia? **Andreas**: Sì, ecco, l'elettrolisi, diciamo, e di solito parliamo dell'elettrolisi dell'acqua, viene presa in considerazione assolutamente anche in questo progetto, ma dobbiamo dire che comunque prendiamo in considerazione più tecnologie, perché abbiamo più possibilità di produrre idrogeno e a questo punto devo menzionare anche io la seconda società molto rilevante per questo progetto, che è la NutriTech SRL, che come spero si presenta magari alla prossima occasione, qua c'è una collaborazione molto forte tra la capofila e la NutriTech e la nostra azienda Lucky Industries per concentrarci fondamentalmente su due tecnologie, ecco l'elettrolisi che tu hai già menzionato prima, l'altra tecnologia invece è il così "cracking" dell'ammoniaca che viene praticamente da rifiuti animali, magari per chi ci ascolta facciamo magari una spiegazione un attimo del cracking, allora cracking per utilizzare la parola in italiano sarebbe lo strepaccio e il cracking è in realtà la reazione chimica che ci permette di estrarre l'idrogeno da ogni molecola di NH3, che è proprio l'ammoniaca. Questo processo funziona di solito ad alte temperature, per cui è sempre da prendere in considerazione anche un po' la parte energetica, però è importante che abbiamo infatti più tecnologie a disposizione. In realtà oggi purtroppo è un po' prematuro anche parlare di altro, perché nello stesso progetto in realtà è da capire che valutiamo altre tecnologie in più, però ripeto siamo in mezzo al progetto e dobbiamo ovviamente continuare e chiuderlo prima. Però tutti questi aspetti ovviamente diventano una parte, diciamo una fonte fondamentale per il progetto, perché così possiamo magari guadare anche molto bene il bilanciamento energetico di tutta la filiera. **Riccardo**: È importante sapere che comunque ci sono brevetti, domande di brevetto e stiamo brevettando anche cose nuove, il motivo per cui dobbiamo comunque mantenere un certo riservo su quello che dobbiamo andare a dire o non dire. **Andreas**: Hai ragione Riccardo, allora magari per rispondere diciamo Davide ancora un po' di più alla tua domanda. Certamente il discorso dell'idrogeno nella nostra filiera, sempre fra NutriTech e Acca Industries, perché noi riguardiamo ovviamente la parte della produzione, la parte di stoccaggio e anche la parte dell'uso, dell'applicazione dell'idrogeno, perché come detto prima da Riccardo, infatti la gente deve iniziare a percepire l'uso, non è una cosa così semplice oggi. Noi nell'approccio che abbiamo preso vediamo fondamentalmente due strade, una strada è che l'idrogeno viene prodotto in realtà on-demand, in un progetto in cui parliamo per esempio di motore a combustione interna, che io vorrei spiegarti magari un po' meglio dopo, e l'altro filone è quello dello stoccaggio per cui io ovviamente ho più flessibilità poi di utilizzare l'idrogeno in varie applicazioni. Allora, non è un contrasto, perché una cosa comunque diciamo una mano lava l'altra, perché in realtà lo stoccaggio è per effetti anche di distribuzione e di trasporto, o anche per cose non troppo lontane, però in una richiesta on-demand di idrogeno, per esempio per motore a combustione interna, cosa vuole dire? Vuole dire che… Il veicolo stesso, a questo punto, produce attraverso la batteria, attraverso la corrente on-demand idrogeno, questo idrogeno di solito è arricchito con ossigeno perché abbiamo un carburante che è l'idrogeno e un comburente che è praticamente l'ossigeno e così riusciamo ad arrivare a diversi benefici del lavoro del motore a combustione interna, che sono i motori tradizionali, quindi iniettando idrogeno, motori anche tradizionali possono svilupparsi che sono anche parole importanti, in forma immediata da motori inquinanti a motori molto meno inquinanti, perché i benefici di cui parliamo sono benefici sia ambientali che economici. **Davide**: Un aspetto interessante, tornando all'inizio di quello che dicevi, è perché si dovrebbe puntare a diverse tecnologie per produrre idrogeno, perché non puntare su una sola tecnologia? **Andreas**: Allora, secondo me oggi siamo ancora in una produzione di idrogeno di cui non sappiamo che sia ovviamente molto efficace. Noi, come molte aziende, cerchiamo di sperimentare varie tecnologie per garantire alla fine praticamente un costo basso della produzione di idrogeno, perché anche questo sarà importante per queste industrie in futuro, perché diciamo di solito l'energia che viene utilizzata per produrre dovrebbe essere a pari o almeno sotto di quelle energie che mi serve dopo. Allora, non è una cosa così semplice come sappiamo, i discorsi sono… molto vari a questo punto, anche noi ci impegniamo molto di arrivare a un bilanciamento energetico molto buono, però è un po' prematuro oggi, dobbiamo ovviamente aspettare la chiusura della sperimentazione finale per alla fine presentare i dati finali. **Riccardo**: Un'altra parte importante è data dalle fonti e dalle quantità, le fonti intendo andare a trovare tutta una serie di alternative per produrre grandi quantità d'idrogeno. Altrimenti ci si potrà trovare a avere il problema di magari avere delle leggi che imporranno l'utilizzo dell'idrogeno tra qualche anno, ma non avere dei sistemi che utilizzino tutte le fonti di base possibili per arrivare a produrre grandi quantità. Per esempio il nostro approccio con gli scarti zootecnici è anche per mantenere un approccio di ecocircolarità più importante possibile, quindi andare a togliere un problema per esempio a livello di smaltimento dei rifiuti organici zootecnici o parte di questi, potrebbe essere un "addendum" rispetto a quello che è la produzione di idrogeno stessa, quindi anche se dovesse essere leggermente più costosa utilizzando altri metodi potrebbe essere meno dannosa per l'ambiente e più ecocircolare, quindi essere interessante anche per la Comunità Europea. Ne ho parlato poco più di un paio di mesi fa proprio in Comunità Europea dove stanno cercando dei metodi che siano sì poco costosi ma soprattutto ecocircolari e quindi per esempio la Comunità Europea andrà a varare delle forme di finanziamento per i produttori d'idrogeno veramente green, andando a pagare la differenza tra quello che è il costo di produzione, che è magari molto alto, e quello di vendita, che oggi può essere anche più basso di quello di produzione. La Comunità Europea introdurrà a breve proprio dei voucher per chi, nonostante sappia benissimo che è poco concorrenziale attualmente sul mercato per la produzione di idrogeno, ha deciso di farlo con tecnologie che siano estremamente ecocompatibili e ecocircolari. **Davide**: Ok, tornando un attimo al discorso che facevamo, Andreas, su quello che fate, ci spieghi un attimo come funzionano i dispositivi che installate sui vari mezzi che permettono appunto di renderli compatibili con questa fonte come l'idrogeno. **Andreas**: Sì, allora, è un dispositivo che abbiamo già sperimentato all'interno del progetto H2E, perché è praticamente una delle prime attività con cui siamo partiti. Un dispositivo nostro che si chiama HyMove, che funziona in realtà con tutti i vari iniettori che sono nel mercato. E' giusto spiegare un po' meglio come funziona. Allora, fondamentalmente il dispositivo produce il gas di idrogeno che viene arricchito con il gas di ossigeno, alla fine questi due gas vengono iniettati attraverso il tubo di aspirazione nella camera di combustione di un motore a combustione interna tradizionale. Allora, quello che succede è che il motore a questo punto si autopulisce perché il motore attraverso l'idrogeno si crea una potenza leggermente più alta del motore e questa potenza leggermente più alta viene utilizzata per migliorare la combustione e per dare più o meno due o tre benefici, uno è ovviamente la riduzione delle emissioni Infatti in parallelo si riduce anche il consumo del carburante, però l'effetto importante è questa autopulizia del motore di cui ho parlato prima. Allora, il sistema anche per la sicurezza funziona certamente solo al motore acceso. Allora, il sistema inizia a produrre idrogeno solo quando il motore è acceso, non c'è stoccaggio perché infatti il motore richiede una certa quantità di idrogeno nel momento in cui è acceso. Il sistema produce questa quantità e dà i benefici. Quindi tutto quello che viene prodotto dal sistema viene consumato automaticamente, se ovviamente il motore è disattivato si spegne anche subito per sicurezza il sistema. Allora, questo è fondamentale e soprattutto all'inizio del progetto questa attività è stata diciamo, come si dice, applicata ovviamente a pescherecci ad imbarcazioni che venivano utilizzate per la pesca e lì abbiamo visto molto bene questi benefici di cui ho parlato prima. Certo, questo è una cosa fondamentale perché si vede che anche la produzione on-demand, su richiesta, può dare immediatamente dei benefici, perché il vantaggio è che oggi siamo in grado di portare i motori inquinanti in motori molto meno inquinanti, nonostante il fatto che si tratta ancora dei motori tradizionali. Allora, il secondo aspetto, cioè per risponderti alla tua domanda... è certamente lo stoccaggio. All'interno del progetto, e stiamo ancora sperimentando questa parte, vogliamo arrivare alla produzione di idrogeno puro e allo stoccaggio per utilizzare alla fine, sempre pensando all'applicazione concreta, di avere una bicicletta concreta che viene portata avanti con una bombola di idrogeno. Oggi, ripeto, è un po' prematuro perché siamo ancora completamente nella fase di sperimentazione, però vediamo già che la produzione funziona e adesso piano piano arriviamo ovviamente a tutti gli step necessari per arrivare a fine del progetto. **Riccardo**: Una cosa importante che Andreas ha cominciato a sottolineare è che la filiera H2E è una filiera aperta, quindi stiamo cercando di coinvolgere altre società, soprattutto grandi imprese che vogliono sperimentare quelli che sono gli approcci che già abbiamo in casa oppure proporne di nuovi, quindi diventerà una sorta di hub allargato per i test e per la ricerca sull'idrogeno, non vuole essere una filiera chiusa. **Davide**: Ok a proposito di questo Riccardo e dei test che Andreas ha accennato, questo progetto, questa soluzione è pensata per qualsiasi tipo di veicolo, di mezzo, a motore a scoppio oppure per delle categorie specifiche? **Riccardo**: Diciamo che potenzialmente va bene per qualsiasi tipo di veicolo, diciamo che noi siamo partiti da quelli che sono i veicoli altamente inquinanti o che fanno uso di una grande quantità di diesel in questo caso per partire. Perché? Innanzitutto per andare incontro a quelle che sono le necessità che anche la Comunità Europea sta sempre più spingendo e quindi partendo da pescherecci, quindi pesca e trattori, agricoltura siamo andati a parlare di quelli che sono due settori estremamente difficili da approcciare perché sono necessari, fondamentali ma ancora per certi versi retrogradi su alcune tecnologie e quindi andare a lavorare su una nicchia che non fosse per esempio quella su cui i grandi player stanno lavorando come i motori per le autovetture piuttosto che per i mezzi di trasporto come i camion o i bus è stata una scelta di campo. Nulla vieta che poi nel tempo tutto questo possa essere comunque approcciato sulla base dei risultati che stiamo raccogliendo e che sono estremamente molto buoni. Molto buoni vuole dire che comunque vediamo da una parte una forte riduzione della CO2 emessa, dall'altra parte una riduzione dei consumi e un livello di prestazioni migliore dei motori proprio perché come diceva Andreas sono motori più puliti mediamente e quindi funzionano meglio nel loro ciclo di funzionamento. **Davide**: Ok, e quando realizziamo interviste su temi che riguardano appunto, come in questo caso l'industria, un settore che spesso compare è quello dell'utilizzo, in questo ambito soprattutto per quanto riguarda la ricerca, di due tecnologie, cioè la realtà virtuale e la realtà aumentata. In questo progetto H2E hanno un ruolo? **Riccardo**: Sì, hanno sicuramente un ruolo, così come in altri settori, soprattutto i settori che prevedono la manutenzione di tutto quello che sono gli impianti, sempre di più si sta imponendo quello che è l'utilizzo di training, formazione, istruzione mediante varie tecnologie di realtà aumentata, soprattutto mixed reality, ma anche realtà virtuale a seconda della dimensione del progetto, sostanzialmente, perché se stiamo parlando di una grossa centrale, farlo in realtà aumentata è inutile, allora ci vuole la realtà virtuale, se stiamo parlando di piccoli sistemi va bene anche la realtà aumentata e banalmente il cellulare, abbiamo introdotto queste tecnologie proprio per andare ad aiutare la fase di progettazione, la fase di informazione, formazione, training, mentoring e manutenzione di quelli che saranno gli impianti, impianti che potranno andare dal semplice impianto del trattore, quindi l'impresa agricola per capire se può installare i nostri sistemi e come, fino a sistemi molto più grandi che invece richiederanno una progettazione molto più importante o dove ci dovessero essere diverse marche e diversi sistemi che rientrano magari in flotte di veicoli andare a progettare in maniera opportuna per ognuno dei veicoli il sistema più corretto e meno costoso da applicare. **Davide**: Invece fate utilizzo di intelligenza artificiale, altro tema di cui ormai al di là del settore industriale ormai è pervasivo di ogni aspetto tecnologico di cui sentiamo parlare. **Riccardo**: L'intelligenza artificiale in questo momento è ancora un'idea, ma così come stiamo inserendo, abbiamo inserito la parte sulla blockchain e la securizzazione dei dati... attendere, avendo delle enorme quantità di dati, che è il problema di far funzionare in maniera corretta un'intelligenza artificiale, soprattutto su SES, basata su rete neuronale convoluzionale, che è un po' quello che servirà per questo sistema, deve avere non migliaia, deve avere milioni di dati e quindi fino a che non avremo questi database enormi sarà difficile applicarla. Dopodiché cosa potrà servire? Potrà servire per migliorare tutti i parametri, per migliorare i parametri che verranno applicati sui singoli sistemi per andare a ottimizzare sia la parte di consumo che la parte di minore produzione di CO2 e quindi in questo caso l'intelligenza artificiale potrà in real time, guardando quelli che sono i dati di emissione o quelli che sono i dati che derivano dai sensori che andremo a installare sui mezzi, potrà fornire degli "use cases" personalizzati su quello che è il mezzo specifico che stiamo andando a vedere. **Davide**: Prima di chiudere, Andreas, vuoi aggiungere qualcosa? **Andreas**: C'è comunque da dire che i motori a combustione interna, applicando infatti il dispositivo HtMove, funzionano comunque con vari carburanti, perché spesso e volentieri pensiamo proprio al diesel, come menzionato da Riccardo giustamente, perché molti motori funzionano a diesel, però guardando i vari settori che vanno ben oltre ad imbarcazioni o trattori o macchine agricole. Dobbiamo menzionare anche in particolare il settore della cogenerazione, dove per esempio il diesel di solito viene utilizzato solo per accendere il motore, però infatti l'energia, cioè l'elettricità che viene poi prodotta, viene prodotta di solito attraverso altri carburanti che per noi qualche volta magari sono un po' particolari, perché lì vengono utilizzati grassi animali oppure anche oli vegetali, per cui questi motori che sono di solito molto grandi nella cogenerazione si riferiscono un po' anche ai vari tipi di carburante e questo magari è un dato non sempre conosciuto a tutti, questo è una cosa poi ripeto nuovamente che comunque i mezzi che hanno in particolare bisogno ovviamente di questi sistemi sono mezzi che hanno emissioni molto molto significative, per darvi un dato un peschereccio per esempio consuma al giorno più di 1000 litri di diesel soprattutto, tanto sono dati che a confronto magari con autovetture sembrano... Sembra che vadano ben oltre a tutto quanto di cui parliamo di solito. Chiudo, chiudo a questo punto. **Davide**: Perfetto sì sì ci hai dato anche questo è un elemento interessante effettivamente perché questo rende ancora più potenzialmente universale questo progetto e applicabile in un numero di settori molto molto ampio va bene allora grazie Riccardo e Andreas per averci raccontato che cos'è e com'è strutturato il progetto H2E a presto. **Andreas**: Grazie, arrivederci. Grazie per l'intervista, arrivederci e ciao. #### Conclusione - Timestamp: 32:18 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e51 ## L'incontro tra modellismo e automazione a Miniatur Wunderland > [Miniatur Wunderland](https://www.miniatur-wunderland.com), oltre ad essere la più grande esposizione permanente di modellismo ferroviario e di plastico al mondo, è anche una delle attrazioni più complesse ma altrettanto dettagliate mai realizzate. Il progetto è iniziato a partire dalla fine degli anni Novanta ad opera dei [fratelli Braun](https://www.miniatur-wunderland.com/exchange/about/history/) che in oltre 20 anni di lavoro hanno realizzato oltre 1500 metri quadri di rappresentazioni realistiche con 260 mila figure umane, oltre 9000 auto, 1040 treni, 42 aerei, più di 4000 edifici e circa 130 mila alberi. Nel creare questo [divertimento](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e12?t=278) la tecnologia e l’automazione giocano un ruolo fondamentale che proveremo a capire nel corso della puntata. Nella sezione delle notizie parliamo di Google Chrome che introdurrà la [Privacy Sandbox](https://privacysandbox.com) da gennaio, del nuovo [robot umanoide](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e44?t=257) di Tesla Optimus Gen 2 e infine di come il mercato dello streaming possa diventare più libero senza il [geo-blocking](https://en.wikipedia.org/wiki/Geo-blocking). - Stagione: 5 - Episodio: 51 - Data di pubblicazione: 2023-12-23 06:45:00 - Durata: 14:41 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e51](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e51) - Episodi correlati: s5e12 - Tag: miniaturwunderland,modellismo,amburgo,plastico,diorama,ferrovie,auto,aeroporto,navi,automazione,italia,geoblocking,streaming,calcio,euoropa,vpn,tesla,optimus gen 2,robot umanoide,mani,gambe,elon musk,privacy sandbox,google chrome,google,cookie,siti web,privacy ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di Miniatur Wunderland, la più grande e avanzata esposizione di modellismo ferroviario e plastico al mondo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. L'avevamo anticipato in una notizia di qualche mese fa e dal 4 gennaio il privacy sandbox di Google inizierà a bloccare l'accesso dei siti web a cookie di terze parti che Google stessa usa. #### Chrome introdurrà la Privacy Sandbox da gennaio > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:54 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: L'obiettivo di questo strumento, che sarà integrato in Google Chrome infatti, è quello di mettere un freno ai tracker che vengono utilizzati per profilare gli utenti e mostrare loro pubblicità più interessanti. Inizialmente il blocco applicato da privacy sandbox sarà attivo solo per l'1% degli utilizzatori di Chrome per desktop, ma nel corso del 2024 la funzionalità arriverà per tutti, compresi i dispositivi Android. Al posto dei cookie però le attività verranno raccolte da Chrome in forma anonima e gli inserzionisti dovranno passare dalle API messe a disposizione da Google per fornire agli utenti pubblicità legate al suo profilo, ma tutto questo con un maggior controllo sulla propria privacy. Per fare in modo che i siti web continuino a funzionare, tuttavia, l'utente potrà riabilitare temporaneamente i cookie di terze parti tramite un'icona posta nella barra di ricerca che indica la presenza di privacy sandbox che dopo 4 anni di sviluppi e modifiche sta finalmente diventando realtà. #### Il nuovo robot Tesla, Optimus Gen 2 > Fonte: HWUpgrade.it - Timestamp: 02:07 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: La recente presentazione di Optimus Gen 2, il nuovo robot umanoide di Tesla, rappresenta un significativo avanzamento verso la visione aziendale di creare macchine capaci di sostituire il lavoro umano. Rispetto alla versione precedente, Optimus Gen 2 mostra miglioramenti notevoli in design, velocità, bilanciamento e manipolazione. Con una riduzione del 10% del peso e un aumento del 30% della velocità di deambulazione, il robot si presenta come un ente più agile e dinamico. Le nuove mani con 11 gradi di libertà e sensori tattili sulle dita promettono abilità notevoli nella manipolazione di oggetti di varie forme e dimensioni. I possibili campi di impiego riguardano attività semplici all'interno delle fabbriche, ma prima che Optimus possa sostituire la forza al lavoro umana, saranno necessari ulteriori test e affinamenti prolungati nel tempo e la strada verso l'adozione di massa richiederà un ulteriore sviluppo e prove nel mondo reale. #### Un mercato libero senza il geo-blocking > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 03:05 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Diritto, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: La scorsa settimana il Parlamento europeo si è espresso a favore, con un testo non vincolante, per la rimozione dei blocchi geografici dei servizi di streaming incentrati su film, serie tv e la trasmissione di eventi sportivi in diretta. Allo stato attuale l'obiettivo del geoblocking è infatti quello di fornire contenuti personalizzati per ogni paese dell'Unione Europea, tutelando in questo modo i diritti d'autore e di distribuzione che possono valere solo in una determinata zona. Nonostante il blocco geografico dei contenuti audiovisivi, oggi è possibile aggirare questo vincolo utilizzando le VPN, delle quali abbiamo parlato nella puntata "Ma servono veramente le VPN?" Con questa decisione però, di cui devono ancora essere valutati gli impatti sul mercato, per accedere a contenuti esclusivi di paesi che non siano l'Italia, non sarebbe più necessario utilizzare strumenti come le VPN, e una persona che vive in Italia avrebbe la possibilità di abbonarsi in modo del tutto legale ad un servizio di streaming di un paese per vedere partite di Serie A, Champions o altri contenuti ad un costo più basso. #### L'incontro tra modellismo e automazione a Miniatur Wunderland > - Timestamp: 04:25 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Divertimento - Tipologia: Topic **Davide**: Siamo arrivati alla penultima puntata di quest'anno, nonché l'ultimo approfondimento per questo 2023. E per l'occasione abbiamo deciso di andare a scoprire come funziona e come è strutturata una delle attrazioni più complesse ma altrettanto dettagliate di tutto il mondo, che può essere visitata durante l'anno, ma che diventa particolarmente suggestiva soprattutto nel periodo natalizio. Stiamo parlando di Miniatur Wunderland, ovvero la più grande esposizione permanente di modellismo ferroviario e di plastico al mondo, situata ad Amburgo, in Germania. La realizzazione di questo progetto è iniziata a partire dalla fine degli anni 90, ad opera dei fratelli Brown, che in oltre vent'anni di lavoro hanno realizzato, insieme ad altri professionisti, oltre 1500 metri quadri di rappresentazioni realistiche per un totale di 39 milioni di euro investiti e 760.000 ore di lavoro. Per dare un'idea della complessità di Miniatur Wunderland ci basti pensare che all'interno di esso possiamo trovare più di 260.000 figure umane, oltre 9.000 auto, 1.040 treni, 42 aerei, più di 4.000 edifici e circa 130.000 alberi. Il plastico ad oggi comprende diversi diorami che rappresentano scenari iperrealistici presenti in Germania, Svizzera, Austria, America, Scandinavia e altre località situate anche in Italia. Naturalmente, per apprezzare la complessità di questo incredibile progetto e rendersi conto di quanto sia stata minuziosa la realizzazione di ogni singolo dettaglio, si dovrebbe visitare di persona il museo. Tuttavia, oggi andremo a descrivere il funzionamento dei sistemi che gestiscono la gigantesca rete ferroviaria e tutte le altre componenti legate a strade, aerei e porti marini. Come introdotto poco fa, Miniatur Wunderland è composto da diversi diorami, che rappresentano luoghi anche completamente opposti tra loro, come le aree innevate della Scandinavia o le aree del sud Italia come la Costiera Amalfitana. Per queste ragioni, la rete ferroviaria di oltre 15 km, nonché la più lunga e complessa al mondo, è stata realizzata utilizzando binari di diversi produttori, in modo tale da ottenere una serie di vantaggi specifici in relazione allo scenario rappresentato. In questo caso sono stati utilizzati binari a tre rotaie per collegare i percorsi principali delle Alpi, delle montagne Arz, Amburgo, Stati Uniti e Scandinavia. Per gli ambienti più urbanizzati, invece, sono stati preferiti dei binari a due rotaie, ovvero quelli maggiormente utilizzati in tutto il mondo poiché possono essere facilmente installati tra le strade di una città. La rete ferroviaria, composta da oltre mille treni e più di 10.000 vagoni, è controllata attraverso un sistema computerizzato, centralizzato e automatizzato, che consente un controllo preciso dei movimenti dei treni e di tutti gli altri aspetti inerenti alla segnaletica, alle luci e ai suoni. L'alimentazione elettrica avviene invece tramite apposite sezioni di contatto, localizzate ogni 150-200 metri lungo i binari. Per quanto riguarda le proporzioni, infine, la rete ferroviaria di Miniatur è stata realizzata seguendo il rapporto 1 a 87, conosciuta anche come scala H0, dove ogni centimetro del modello rappresenta 87 centimetri nella realtà. Il secondo aspetto più importante di Miniatur e uno tra i più complessi da realizzare è quello inerente alla circolazione dei mezzi su gomma attraverso la fitta rete di strade presenti in ogni diorama, il sistema che consente il movimento dei quasi mille veicoli, come auto, camion e mezzi di trasporto vari, si chiama Car System e funziona grazie a un magnete incorporato nell'asse anteriore di ogni auto e la presenza di una rete di fili metallici interrati nelle strade che permettono alle auto di seguire i tracciati stradali, con la possibilità di accelerare, frenare e sterzare realisticamente. Il software che gestisce e coordina i movimenti di tutti gli automezzi è stato tarato sulla base di 12-14 mila parametri, che considerano ad esempio la dimensione delle strade, pendenze, raggi di curvatura, diritti di precedenza, semafori, traffico, passaggi a livello e così via. Ogni auto perciò difficilmente andrà a compiere gli esatti movimenti che ha compiuto il giorno prima, poiché il tragitto finale sarà il risultato della combinazione di numerosi fattori che interessano tutte le altre componenti in miniatura. L'aspetto più interessante è che il Car System ha un processo per ogni auto e per ognuna di esse lavora venti operazioni al secondo, che rendono tutto il sistema ancora più realistico e affine alla realtà. Naturalmente, essendo compresi anche i mezzi dei servizi di trasporto, molti veicoli andranno a compiere sempre lo stesso tragitto, tuttavia la stessa distanza difficilmente la compieranno sempre nello stesso tempo. Anche perché il software che sta alla base del Car System è stato progettato anche per attivare scenari di emergenza, dal quale derivano tutta una serie di conseguenze che si riflettono infine sul traffico. Ad esempio, quando il fumo inizia ad uscire dalle finestre di una casa e si iniziano intravedere le prime fiamme, scatta l'allarme alla stazione dei vigili del fuoco della città, dal quale partiranno le prime autopompe con tanto di fari e luci lampeggianti che si dirigeranno verso il luogo dell'incendio, con la precedenza garantita da tutti gli altri veicoli che circolano nelle strade. A seconda delle dimensioni dell'incendio possono accorrere sul posto fino a 34 veicoli, che arrivano uno dopo l'altro, e nel caso in cui l'emergenza dovesse sfuggire di controllo, vengono chiamate persino le autopompe della periferia. Per dare infine un'idea della complessità di questo sistema, da quando è entrato in funzione fino ad oggi, le auto hanno percorso più di un milione e mezzo di chilometri veri, mentre gli scenari di incendio sono stati quasi un milione. Dalle poche informazioni disponibili sappiamo infine che è in corso lo sviluppo di un sistema di intelligenza artificiale che renderà ulteriormente più complessi gli scenari creati, arrivando persino a imparare da eventuali situazioni problematiche avvenute in passato. Cambiando modalità di trasporto, ci spostiamo ora all'aeroporto della città immaginaria di Knuffingen, riprodotto comunque in proporzioni reali con una scala 1 a 250. Con i suoi 150 metri quadri di superficie, è il più grande mini-scalo del mondo, costato complessivamente 4 milioni di euro. Per simulare circa 250 tra atterraggi e decolli al giorno, il team di Miniatur ha optato per un sistema catapulta, che permette alla flotta di 47 aerei di planare nell'aria. Inoltre, l'aeroporto dispone di un ampio parco di auto-veicoli, tant'è che oltre alla attrezzata brigata dei vigili del fuoco dell'aeroporto, che entra in azione con un massimo di 14 veicoli in caso di atterraggio d'emergenza, vi sono anche numerosi autobus e veicoli di servizio come autovetture per il catering, autocarri per l'acqua dolce e il carburante, motori di pompaggio, autovetture di spina e molti altri. Come ultimo, ma non per importanza, troviamo il porto per le navi, costituito da un vero e proprio bacino d'acqua che contiene circa 30.000 litri d'acqua. Il funzionamento del sistema di controllo del movimento delle navi, in questo caso, si basa sulla presenza di 16 telecamere a infrarossi installate sul soffitto della sezione scandinava, che hanno il compito di tracciare la posizione di ogni nave, le quali a loro volta sono dotate di 4 LED ciascuno con firma unica. Il movimento di queste ultime è regolato da un trasmettitore, che inviando dei particolari impulsi, illumina a turno il LED delle navi, dando così il via libera per il movimento. Il sistema che gestisce la componente navale, però, si ferma solo all'autorizzazione per la movimentazione. Infatti poi ogni nave viene guidata manualmente attraverso un controller di gioco collegato a un computer. In ogni caso, il team di sviluppo di Miniatur Wunderland è attualmente al lavoro per la realizzazione di un software ad hoc, che consentirà l'autogestione anche di questa componente fondamentale. Dopo aver compreso come sono strutturati i meccanismi che governano il movimento di tutti questi mezzi presenti nel plastico, non resterebbe che descrivere come è strutturato ogni singolo diorama. Tuttavia, in questi casi le parole non sarebbero mai abbastanza per arrivare ad apprezzare un minimo la complessità della struttura e lo sforzo immane che è stato compiuto per poter arrivare a questo punto. Quello che possiamo fare, però, è darvi un'idea di come sono stati realizzati in miniatura alcuni dei luoghi più famosi del nostro paese. La sezione italiana, infatti, ha richiesto ben tre anni di lavoro per un totale di 180.000 ore di lavoro e 4 milioni di euro investiti. Ad oggi il plastico è racchiuso in 190 metri quadri. Al cui interno possiamo trovare quasi 2,5 km di binari, circa 150 treni e 800 vagoni, 450 edifici, 400 veicoli, 30.000 figure umane, 10.000 alberi e 50.000 lampioni. E potremmo andare avanti ancora con l'elenco. Tra le località troviamo invece porzioni di regioni come la Liguria, la Toscana, l'Alto Adige, la Costiera Amalfitana e città come Roma. Per di più, all'interno di queste aree è possibile apprezzare la cura e i dettagli di luoghi di interesse celebri in tutto il mondo come Pompei, il Colosseo, il Vesuvio o la Basilica di San Pietro. La bellezza e la cura dei dettagli di Miniatur Wunderland non si ferma però solo all'Italia. Come detto in precedenza, all'interno dell'esposizione troviamo aree di tutto il mondo, anche dell'Europa o degli Stati Uniti, e dei 1500 metri quadri l'Italia ne occupa poco meno di 200. Il nostro consiglio, nel caso vi trovasse in zona alla città di Amburgo, è quello di valutare la possibilità di visitare questa esposizione unica al mondo. Perché oltre a poter ammirare i luoghi più celebri del pianeta rappresentati in minimo dettaglio, Miniatur Wunderland è anche un vero e proprio trionfo della tecnologia e dell'innovazione nel settore del modellismo. #### Conclusione - Timestamp: 13:49 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s5e52 ## VAIA: fondere natura e tecnologia per creare prodotti unici > In un'era in cui l'[innovazione tecnologica](https://www.dentrolatecnologia.it/episodi) progredisce a passi da gigante, ci troviamo di fronte a un bivio cruciale. Come possiamo garantire che il nostro sviluppo tecnologico non solo risponda alle esigenze umane, ma preservi anche il nostro pianeta? E come può la tecnologia relazionarsi con l’ambiente? In questa ultima puntata dell’anno portiamo la prospettiva di [VAIA](https://www.dentrolatecnologia.it/vaia.html), una startup innovativa che ha come missione fondere tecnologia e materiali naturali per creare prodotti unici e sostenibili. Per spiegarci il loro punto di vista abbiamo invitato [Federico Stefani](https://www.dentrolatecnologia.it/federico.stefani.html), founder e team leader di VAIA. Nella sezione delle notizie parliamo della sospensione delle vendite di [Apple Watch](https://www.apple.com/it/watch/) Serie 9 e Ultra 2 negli USA e della denuncia del [New York Times](https://www.nytimes.com) a OpenAI e Microsoft per il [data scraping](https://en.wikipedia.org/wiki/Data_scraping) sui propri contenuti. - Stagione: 5 - Episodio: 52 - Data di pubblicazione: 2023-12-30 06:45:00 - Durata: 30:24 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s5e52](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e52) - Episodi correlati: - Tag: vaia,vaia cube,vaia focus,sostenibilità,materiali naturali,riuso,futuro equilibrato,tempesta vaia,2018,smartphone,rapporto tecnologia-natura,federico stefani,founder,team leader,apple,applewatch,violazione,brevetti,pulsossimetro,new york times,copyright,openai,microsoft,causa,times ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Federico**: Quindi l'idea, se ci pensate, di unire questi oggetti analogici a degli oggetti completamente digitali è un'unione incredibile, come comunque la natura ci ispira costantemente. Per cui ogni oggetto Vaia ha una sfida e un modo di interpretare il mondo con creatività, facendo delle cose concrete, semplici, e unendo tante persone diverse in una filiera sana che riesce a avere un impatto. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nell'ultima puntata dell'anno parleremo del rapporto tra natura e tecnologia dal punto di vista di Vaia, una startup che ha in mente un modello di impresa nel pieno rispetto del territorio e delle persone che lo vivono. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Stop alle vendite di alcuni Apple Watch negli USA > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:25 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Diritto - Tipologia: Notizia **Davide**: A causa di una violazione dei brevetti sui pulsossimetri per la rilevazione dell'ossigeno nel sangue, Apple ha deciso di sospendere preventivamente la vendita negli Stati Uniti di Apple Watch Serie 9 e Ultra 2 dopo la sentenza dell'International Trade Commission. A qualche giorno dall'entrata in vigore del divieto, però, la Corte d'Appello federale ha concesso ad Apple la possibilità di riprendere la vendita degli Apple Watch coinvolti fino al 10 gennaio. Nel frattempo, l'azienda con sede a Cupertino ha comunque rilasciato un aggiornamento software esclusivo per i due smartwatch. Tuttavia, fino alla decisione dell'agenzia statunitense che regola il commercio internazionale e le importazioni, che valuterà se la correzione software è stata sufficiente, non si potrà sapere quale sarà il destino dei due dispositivi. In ogni caso, per chi fosse intenzionato ad acquistarne uno in futuro non ha nulla da temere, perché il problema riguarda esclusivamente gli Stati Uniti, tant'è che i due modelli resteranno comunque in vendita nel mercato internazionale, al di là della decisione finale dell'agenzia che arriverà il 12 gennaio. #### Il New York Times denuncia OpenAI e Microsoft > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:30 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Come abbiamo detto più volte, creare un'Intelligenza Artificiale non è affatto semplice, e c'è bisogno di un'immensa quantità di dati per creare un dataset su cui addestrare il modello di IA. Dataset che quasi sempre sono raccolti da internet con tecniche di "scraping", tecniche di cui OpenAI non è stata da meno per la creazione di GPT. E questo è uno dei motivi per cui il New York Times ha fatto causa a OpenAI e Microsoft. La testata giornalistica, che tra l'altro è l'unica preoccupata da questo fenomeno, dichiara che le due aziende abbiano utilizzato i suoi articoli per addestrare chat GPT e Bing, senza però avvisare la testata ne pagandone i diritti d'autore, violando così il copyright degli articoli utilizzati. Ad aggravare la situazione, poi, è il fatto che sempre più utenti utilizzino chatbot, erroneamente, come fonte di notizie affidabili, imitando lo stile di scrittura del New York Times o citandone scrivendone gli articoli. Molto spesso queste notizie risultano alterate o aggregate con altre fonti inaffidabili, di fatto fornendo informazioni errate e rendendo vano il lavoro dei giornalisti, il che si traduce principalmente in un danno d'immagine per il New York Times, ma soprattutto in un drastico calo di visite sul loro sito web e sugli abbonamenti, con un ingente danno economico. La testata parla infatti di miliardi di dollari di danni ed effetti di cui Microsoft e OpenAI dovrebbero essere ritenute responsabili. #### VAIA: fondere natura e tecnologia per creare prodotti unici > - Timestamp: 04:03 - Autori: VAIA, Federico Stefani, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente - Tipologia: Intervista **Davide**: In un'era in cui l'innovazione tecnologica progredisce a passi da gigante, ci troviamo di fronte a un bivio cruciale. Come possiamo garantire che il nostro sviluppo tecnologico non solo risponda alle esigenze umane, ma preservi anche il nostro pianeta? E come può la tecnologia relazionarsi con l'ambiente? Per parlare della prospettiva di Vaia, una startup innovativa che ha come missione fondere tecnologie e materiali naturali per creare prodotti unici e sostenibili, siamo in compagnia di Federico Stefani, Founder e Team Leader di Vaia. Benvenuto Federico. **Federico**: Grazie e benvenuti a tutti voi. **Davide**: Innanzitutto spiegaci chi è Vaia e con quale missione è nata. **Federico**: La domanda da cui siamo nati è questa: "E se produrre non fosse un togliere ma invece un restituire a comunità e territori". Da questa domanda siamo nati nel 2019, naturalmente era facile in quel momento rispondere a questa domanda perché avevamo 42 milioni di alberi che in una notte sono stati abbattuti dalla tempesta più grande degli ultimi 50 anni in Italia e una delle peggiori d'Europa, che è la tempesta Vaia. Si parla di 494 comuni coinvolti, 3 miliardi di Euro di danni. 42.000 ettari che sono stati distrutti da quella quantità enorme di legno in cui sapete che chi vive in montagna ha una relazione forte con il territorio e pensiamo I nostri nonni, le culture che hanno vissuto questi luoghi hanno preso dalla foresta grandissime risorse. Ed è incredibile come quell'enorme quantità di legno presente Era così tanta che non era più un valore, ma era diventato un problema per cui tantissime aziende multinazionali dall'estero, sono venute qua, hanno prelevato gratuitamente il legno, ce lo hanno rivenduto a venti volte il costo della materia prima e praticamente quelle comunità che avevano beneficiato per millenni di quel legno non avevano ricavato nulla da quell'enorme valore. Per cui io mi sono arrabbiato insieme a Giuseppe e Paolo, i miei co-fondatori, e ci siamo detti, no, quel legno è una risorsa che deve valorizzare il territorio e le comunità. In un mondo dove acquistiamo milioni di oggetti, perché non creiamo degli oggetti che rappresentano il nostro modo di vedere il mondo? Per cui abbiamo lavorato con l'Università di Padova. Abbiamo lavorato con i designer e abbiamo detto da quel legno che cosa facciamo e nasce questo oggetto che si chiama Vaia Cube che è questo amplificatore naturale di suono in cui inseriamo lo smartphone e questo amplifica in modo naturale il suono è fatto in abete e larice che sono i legni che più sono caduti durante la tempesta quindi da un lato il recupero e l'upcycling di materia prima, dall'altro il risolvere un problema ambientale. Pagando i boscaioli, pagando le segherie sui territori e soprattutto dando lavoro alla filiera locale. Abbiamo infatti ad oggi lavorato con più di dieci artigiani locali, per cui la sostenibilità passa attraverso la relazione con le persone. Il fatto che le persone che nascono e crescono in un luogo possano lavorare nel luogo dove sono nate, attraverso un lavoro nuovo che unisce quel saper fare antico, quelle filiere tradizionali, alla creatività, all'innovazione di una startup che mette attraverso la costruzione di un e-commerce la possibilità all'artigiano di raggiungere tutto il mondo. Pensa che i nostri oggetti ad ora sono arrivati in 38 paesi nel mondo, abbiamo venduto più di 90.000 Vaia Cube che sono arrivati dal Qatar all'Argentina, naturalmente principalmente in Italia e poi per ogni oggetto venduto abbiamo richiuso il cerchio ripulire i territori distrutti, risistemare i sentieri, prendersi cura delle foreste e per ogni oggetto piantare un albero nelle aree colpite, si parla di Veneto, Lombardia, Friuli, Trentino Alto Adige, per cui un grande impatto reso possibile da un piccolo oggetto. **Davide**: Quindi avete sfruttato purtroppo una tragedia però ne avete preso gli aspetti positivi cioè avete fatto nascere un'idea avete appunto sviluppato un'idea partendo dal legno che era in eccesso perché era caduta una quantità di legno tale come dicevi che era troppo elevata rispetto a quella che erano poi la domanda da parte degli acquirenti. **Federico**: Esattamente. Io direi una cosa innanzitutto, se avessimo avuto una grande lungimiranza nell'utilizzare quel legno lo avremmo preservato e diciamo l'industria del legno italiana insieme al pubblico quindi all'ente pubblico avrebbero salvaguardato questa risorsa così non è stato quindi non solo non avevamo la domanda sufficiente in quel momento ma non è stata nemmeno fatta una programmazione di lungo periodo. **Davide**: Ho capito e parlando appunto dei prodotti che realizzate appunto attraverso questo legno hai citato questo Vaia Cube, ce lo puoi descrivere un po' meglio? E poi è l'unico prodotto che realizzate oppure realizzate anche altri prodotti sempre con lo stesso legno. **Federico**: Vaia Cube è un amplificatore passivo. Che cosa significa? Significa che non ha e produce di per sé energia, quindi da un punto di vista tecnico è un "canalizzatore" di suoni che è un po' un termine noioso direi però noi inserendo il nostro smartphone all'interno di questo oggetto che è un cubo di legno fatto dieci centimetri per dieci per dieci realizzato esternamente in abete e internamente intersecato da un cono in larice, inserendo il nostro smartphone in questo oggetto riusciamo ad amplificare di 52 decibel che è un volume importante lo smartphone in modo naturale. Vi capita mai che quando appunto avete il telefono, non sapete mai dove metterlo, avete le videochiamate, dovete ascoltare musica, ma lo perdete qua si può inserire il nostro smartphone e quindi diventa anche un piano di appoggio comodo per parlare con un'altra persona e l'abbiamo fatto in modo tale che si possa anche ricaricare lo smartphone mentre si utilizza il Vaia Cube e questo è stato il primo oggetto da cui siamo partiti. Perché da questo oggetto? Perché come hai detto tu prima Vaia era un qualcosa di negativo però vedete ogni giorno noi possiamo decidere se vivere o affrontare le cose come un problema o come un'opportunità. Quello che accade ogni giorno nella nostra società è così, il Covid, la guerra in Ucraina, tutto quello che accade sembra troppo grande per noi, però in realtà sono delle opportunità per chiederci noi cosa vogliamo fare, cosa possiamo fare. Per cui questo oggetto era bello perché amplifica il suono ma amplifica anche la rinascita, quindi amplifica le nostre idee, l'idea che diventi un simbolo di come affrontare il mondo. E da qua è nata l'idea proprio del secondo oggetto quindi siamo passati da amplificare il suono ad amplificare l'immagine abbiamo costruito il Vaia Focus che è un amplificatore per smartphone, per amplificare l'immagine dello smartphone. Abbiamo preso la lente Fresnel, una lente inventata 195 anni fa da un matematico francese, che è l'unica lente che usiamo inconsapevolmente tutti i giorni, purtroppo negli autovelox e nelle lampadine quando ad esempio nella videocamera del citofono, quando vediamo la faccia dei nostri amici che ci vengono a trovare, quella è una lente Fresnel perché la lente Fresnel riesce ad amplificare e irradiare la luce in modo straordinario ed è tuttora la tecnologia più innovativa che abbiamo. E quindi l'idea, se ci pensate, è unire questi oggetti analogici a degli oggetti completamente digitali è un'unione incredibile, come comunque la natura ci ispira costantemente e quindi abbiamo scelto di recuperare il legno di Vaia con il Vaia Focus, ma abbiamo fatto tutto il packaging con un tessuto geotessile. Cos'è questo tessuto geotessile? Praticamente sui ghiacciai, dove ci sono aree sciistiche in Francia, in Austria, in Svizzera, anche in Italia coprono i ghiacciai durante l'estate per far sì che lo scioglimento del ghiaccio si rallenti, quindi per preservare le risorse idriche durante l'inverno. E questo telo protegge fino al 50% dallo scioglimento del ghiacciaio. Dopo tre anni lo buttano via perché non funziona e non riflette la luce solare noi lo prendiamo lo puliamo e facciamo tutto il pack di questi oggetti e abbiamo deciso Affrontiamo un'altra sfida e facciamo una divulgazione attraverso gli oggetti per cui ogni Vaia Focus venduto corrisponde a un metro quadro di telo recuperato Corrisponde anche al finanziamento dell'Università Ca' Foscari e di Summit Foundation, che è una fondazione svizzera, dove Summit Foundation si occupa di clean up, quindi si occupa della pulizia e della gestione dei rifiuti in alta quota e l'Università Ca' Foscari si occupa dello studio dei ghiacciai perché Il ghiaccio è una biblioteca climatica, significa che noi studiando il ghiaccio possiamo prevedere come si evolve il clima e sapendo che tra cent'anni non ci saranno più i ghiacciai alpini forse è il caso di studiarli e di capire attraverso poi la ricerca scientifica come il clima si evolve. Per cui ogni oggetto Vaia è una sfida e un modo di interpretare il mondo con creatività facendo delle cose concrete, semplici e unendo tante persone diverse in una filiera sana che riesce ad avere un impatto. **Davide**: Ok, di fatto poi il motivo per cui siamo qui oggi è proprio questo, perché il vostro lavoro, la vostra idea comunque ha permesso di creare una sorta di legame, come dicevamo, tra ambiente, tra natura e tecnologia che normalmente invece vediamo come due entità completamente distaccate e quindi anche alla luce del vostro percorso che ruolo pensate debba avere la tecnologia informatica nella nostra società? Qual è la vostra opinione sulla bilancia da una parte il progresso tecnologico e dall'altro però appunto la sostenibilità ambientale, tema di cui ovviamente ci hai parlato fino a poco fa. **Federico**: Noi crediamo che l'innovazione, la tecnologia, siano il motore per affrontare quelle che sono le sfide di oggi. Pensa quanto la tecnologia ha creato benessere e quanto può risolvere dei problemi ambientali e sociali enormi per cui per fortuna che ci sono persone che investono in questi campi e noi ne vogliamo far parte. Non dobbiamo mai dimenticarci che sono poi le emozioni, le relazioni che abbiamo l'uno verso l'altro che però muovono il mondo, è un po' come dice la famosa frase dell'amore che muove le stelle, no? Per cui la tecnologia deve andare insieme alla relazione dell'uomo e al bene comune. Questa è una dicotomia che ci deve essere sempre per forza, dobbiamo combattere per far sì che sia che sia sotto controllo quello che facciamo, senza tecnologia non c'è futuro, ma nemmeno senza relazione, incontro e cooperazione tra diversità. L'altra cosa che è molto interessante è la velocità della tecnologia, noi viviamo in un mondo dove negli ultimi 200 anni abbiamo avuto tutte le migliori tecnologie del mondo e negli ultimi cinque anni, ma pensiamo solamente nell'ultimo anno e mezzo, con l'Intelligenza Artificiale, vediamo un mondo dove la tecnologia è così veloce ed è più veloce dell'uomo, in cui noi non siamo alla stessa velocità e regolamentare l'utilizzo della tecnologia Per l'uomo, e non deve essere l'uomo schiavo della tecnologia, questo è un tema profondamente centrale al dibattito di oggi, noi non vogliamo essere da meno anche con i nostri oggetti, il nostro modo di interpretare la contemporaneità, ce lo interroghiamo, ce lo chiediamo, ovviamente voi dite cosa c'entra Vaia con l'Intelligenza Artificiale? C'entra però con il modo in cui noi intendiamo il mondo, in cui queste due strade devono andare sulla stessa direzione però non devono mai perdersi d'occhio, questo è importante e ovviamente noi come pensando quante volte appunto è vero che i social network non sono il centro del dibattito di oggi, adesso si parla tanto di Intelligenza Artificiale però, quanto la tecnologia ha cambiato la nostra vita e il modo di interagire per stare bene dobbiamo stare in mezzo alla natura, staccarci dalla tecnologia e questo equilibrio non deve diventare meno. Io faccio lo "startupper" di lavoro e mi rendo conto che passo così tanto tempo davanti a un computer, al telefono, che dico ma Io che vita voglio, per cui non dobbiamo mai dimenticarci che siamo noi che dobbiamo usare il meglio della tecnologia e non noi essere schiavi di un sistema che secondo me deve essere regolamentato e ci dobbiamo chiedere che tipo di società stiamo costruendo perché il pericolo lo stiamo vivendo ad oggi, l'abbiamo visto durante la pandemia e non possiamo, con la nostra intelligenza, prescindere di affrontare questa tematica nel dibattito pubblico. **Davide**: Ok però penso che anche la tecnologia possa sicuramente avere un grande potenziale, la stessa vostra realtà penso che abbia beneficiato moltissimo della tecnologia, di internet, di questa innovazione e quindi mi verrebbe da chiederti secondo te, secondo la vostra opinione la tecnologia ad oggi sta aiutando o danneggiando l'ambiente? **Federico**: Noi non ci rendiamo conto di quanto inviare una mail usare un social network, stare al telefono possa inquinare. Noi pensiamo e associamo l'inquinamento o comunque l'impatto negativo verso l'ambiente a un qualcosa di fisico, agli aerei, al movimento, alle cose che possiamo toccare con le mani. La tecnologia con i suoi server e tutti i suoi dati ha un impatto iper negativo verso l'ambiente. Questo è necessario se vogliamo capire come evolvere la tecnologia, come utilizzarla, come far sì che la tecnologia sia energeticamente meno impattante. Naturalmente stiamo abusando dell'uso della tecnologia perché si pensa che ci risolva in determinati casi dei problemi, in realtà si sta semplicemente posticipandola a affrontare determinati problemi. Per cui sicuramente la tecnologia è iper positiva e viviamo in un'epoca di grandi stravolgimenti Semplicemente noi, io ho 30 anni e pensa quando eravamo piccoli noi non avevamo neanche il cellulare, non esisteva nemmeno, per cui è incredibile come noi siamo proprio quella generazione che è come uno tsunami, reagire a uno tsunami uno può dire ok c'è tutta quest'acqua che mi viene addosso posso surfare però quando l'acqua è troppa non è il nostro habitat per cui per cui dobbiamo sempre essere consapevoli che il tempo per le relazioni, per noi per connettersi con quello che facevano i nostri nonni, cioè la natura è quello che crea un equilibrio su cui dobbiamo stare attenti, secondo me. **Davide**: E tornando a Vaia, a proposito di Vaia, immagino che prima o poi il legno che utilizzate della Tempesta Vaia del 2018 prima o poi finirà, e a quel punto che cosa farete, cioè come farete a continuare a realizzare i vostri prodotti? **Federico**: Io dico sempre che quando qualcuno parte per raggiungere la cima di una montagna o per un viaggio deve partire da un momento in cui si mette quello zaino in spalla. Per noi quel momento è stata la tempesta Vaia. Purtroppo, dopo cinque anni, abbiamo ancora tantissimo legnane da recuperare e vediamo tutte le foreste europee, non solo italiane che sono in forte crisi, sia per un evidente cambiamento climatico, sia per questo animaletto che si chiama Bostrico che sta uccidendo più del doppio degli alberi che ha distrutto la tempesta. Per cui prendersi cura delle foreste per noi è e rimarrà un lavoro che facciamo costantemente però le sfide che vuole affrontare Vaia sono molte di più. Si può parlare della Xylella in Puglia con questa materia prima incredibile dell'ulivo che sappiamo da 15 anni che ha causato tutta una rivoluzione. In Sud Italia in cui non abbiamo più alberi d'olivo, possiamo parlare del sughero in Sardegna, possiamo parlare della plastica nel mare, possiamo parlare di tante materie che sono associate a comunità, che sono associate alla nostra idea di creare bellezza, di creare comunità e di creare un senso di appartenenza, per cui siamo all'inizio della nostra strada. Non vi nego che non è semplice lavorare in questo modo, con questa barra dritta su questo modus operandi. Però l'idea che ad oggi, vi raccontavo prima, abbiamo avuto tutto questo impatto ripulendo dieci ghiacciai alpini, ripiantando 90.000 alberi, tante persone che ogni giorno mi supportano, ci supportano, questo è un po' il motore nel dire Noi il nostro lo vogliamo fare e soprattutto al futuro ricordiamoci che c'è sempre da scoprire. **Davide**: Ok e ci sono altre realtà visto che citavi diversi ambiti simili al vostro che cercano di fare appunto un lavoro simile cioè di rapportare quello che può essere l'ambiente, la natura, il territorio con la tecnologia. **Federico**: Se ci guardiamo intorno vediamo tantissime realtà che vogliono affrontare il tema della sostenibilità e non è semplice, perché secondo me in questo momento c'è l'idea che la sostenibilità deve essere l'impatto zero. Secondo me l'impatto zero è un concetto sbagliato, noi dobbiamo costruire un impatto positivo. Mettendo al centro le persone, il tipo di società che vogliamo costruire è il tipo di relazioni che vogliamo avere, e se creiamo forza in questo tipo di approccio riusciamo anche ad avere un impatto positivo nel pianeta che abbiamo intorno a noi, basando tutto su una parola che è rispetto, per noi, rispetto per gli altri, rispetto per il luogo dove viviamo di realtà ce ne sono tante e se penso una realtà che a me ha sempre molto ispirato perché sono stati precursori di questa impresa sociale sono 4Ocean che è una Ma è un'azienda enorme, americana, che ha iniziato a recuperare la plastica degli oceani e facendo dei progetti di sostenibilità molto interessanti che però secondo me sono superati, perché la sostenibilità non è vista come: "ah ok, aiuto l'ambiente, pianto un albero, recupero la plastica", è un po' vista come qualcosa di accessorio quello che noi stiamo cercando di fare è portarlo all'interno del sistema produttivo quindi il produrre senza togliere ma il produrre ridando e valorizzando. **Davide**: Cioè la sostenibilità deve diventare la normalità, deve essere scontato, essere sostenibile. **Federico**: Esatto, secondo me deve essere proprio così come l'hai detta tu, cioè non possiamo pensare che io devo pubblicizzare un oggetto, un progetto dicendo ah siamo sostenibili non dovrebbe essere così, uno dovrebbe pubblicizzare le proprie cose per i propri valori, per la bellezza, per la funzionalità, ma La sostenibilità deve essere già dentro nelle cose, purtroppo noi così siamo sulla strada giusta, ma siamo anni luce distanti da questa cosa, perché non è neanche una questione che c'è il cambiamento climatico, dobbiamo essere più sostenibili. É semplicemente un fatto di riconoscere che perché devo buttare via una cosa che si è un po' rovinata, perché devo continuare a acquistare cose? E' questo che dobbiamo interrogarci, cos'è che è importante, che il payoff di Vaia è proprio un "face what matter" affronta ciò che conta, cosa che conta realmente per noi e poi appunto penso a Patagonia è stata anche qui una grande faro nella notte che ha illuminato un altro modo di costruire, di realizzare oggetti, il concetto del riparare delle materie prime per cui casi ce ne sono. Però io vedo che lavorando, magari noi lavoriamo tanto con tante aziende che acquistano i nostri oggetti, l'esperienzialità sui nostri territori, facciamo tanta consulenza anche per le aziende, però è proprio che noi cadiamo sempre sul prezzo, "eh ma costa troppo", non va bene, ma tu dici ok, è fatto in Italia, è fatto in questo modo, c'è una progettualità e poi si cade sempre là, per cui la sostenibilità vale finché costa poco non è così. E qua dovrebbe entrare, secondo me, una multinazionale che della società non gli importa nulla, soprattutto delle ricadute sociali, paga la stessa tassazione che paga che pago io, che pagano altre realtà. Per cui tutto proprio il sistema di tassazioni di incentivi deve essere basato esclusivamente su un aspetto di profitto, perché il profitto è importantissimo per le realtà, però anche su quanto impatto la società, quanto impatto l'ambiente e chi lo fa meno dovrebbe pagare più tasse, cioè questo dovrebbe entrare, dovrebbe essere scontato perché allora se tu non crei un incentivo economico per fare una sostenibilità seria la sostenibilità, perché uno deve fare sostenibilità e farsi che sia solo un costo per le aziende? Questo è un grande tema, però siamo in un'epoca in cui stiamo vedendo tante belle idee e tante belle realtà nascere e vedremo appunto, e lo dico sempre, il futuro è straordinario e lo dobbiamo solo vivere. **Davide**: Va bene, allora grazie Federico per averci raccontato sia la vostra realtà e la vostra startup e anche tutta questa riflessione che ci hai fatto sulla vostra prospettiva su quelli che sono appunto i legami tra quello che è il rapporto tra tecnologia e più in generale la natura, il territorio e la sostenibilità. Alla prossima. **Federico**: Ciao a tutti. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 29:32 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e1 ## Cosa aspettarsi dal 2024 > Siamo giunti al quinto appuntamento di [inizio anno](https://www.dentrolatecnologia.it/S5E01) che inaugura fra l’altro la sesta stagione di questo podcast. Ormai abbiamo capito che viviamo in un'epoca straordinariamente dinamica, in cui l'[accelerato progresso tecnologico](https://www.dentrolatecnologia.it/episodi) sta plasmando radicalmente il nostro mondo. Diversi trend stanno emergendo come protagonisti, delineando un panorama complesso e interconnesso che abbraccia l'intelligenza artificiale, l'evoluzione dei servizi cloud, l'automazione e la robotica nel contesto del lavoro, la crescente importanza della sostenibilità e responsabilità sociale delle imprese e infine il futuro in continua evoluzione dei social network. Nella sezione delle notizie parliamo del [roaming europeo](https://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/internet-telecoms/mobile-roaming-costs/index_it.htm) che sarà ancora più conveniente da quest’anno, della [rete dati satellitare](https://direct.starlink.com) per lo smartphone di Starlink e infine della causa contro Google per la modalità incognito di Chrome. - Stagione: 6 - Episodio: 1 - Data di pubblicazione: 2024-01-06 06:45:00 - Durata: 15:29 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e1](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e1) - Episodi correlati: s2e3, s3e1, s4e1, s5e1 - Tag: cloud-based,intelligenza artificiale generativa,sostenibilità, responsabilità sociale,imprese,automazione,robotica,lavoro,social network,dati,difesa,connessione globale,formazione,chatgpt,vaia,pa,pubblica amministrazione,roaming,europa,internet,costi,operatori,starlink,connessione mobile,direct to cell,elon musk,satelliti,costellazione,google,chrome,google chrome,browser,privacy ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella prima puntata del 2024 esploreremo i temi tecnologici che ci auguriamo si sviluppino nel corso di quest'anno nuovo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Un roaming europeo più conveniente dal 2024 > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 00:53 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Per agevolare i viaggi dei cittadini tra gli stati europei è stato introdotto da qualche anno il servizio Roaming Zero, che consente di spendere minuti e sms a una parte dei giga a disposizione senza ulteriori costi aggiuntivi. L'obiettivo della normativa è quello di ridurre progressivamente i costi del traffico dati per gli operatori telefonici attraverso una serie di step annuali che dovranno concludersi entro il 2027. Uno di questi si è concretizzato proprio all'inizio di quest'anno, portando il prezzo all'ingrosso da 1,8 euro per gigabyte di connessione dati del 2023 a 1,55 per tutto il 2024. Tuttavia i benefici saranno comunque tangibili fin dall'inizio, poiché a calare è stato anche il costo per il superamento dei giga inclusi nelle offerte telefoniche. Come introdotto inizialmente, Roaming Zero è valido solamente all'interno dei Paesi che fanno parte dell'Unione e dell'area economica euro, perciò stati come Regno Unito non dovrebbero essere compresi. Tuttavia, nonostante non vi sia un obbligo di ridurre il costo anche per questi paesi, gli operatori italiani hanno aggiornato il prezzo dei giga per il 2024 e tutte le relative condizioni telefoniche anche per il Regno Unito. #### La rete dati satellitare per lo smartphone > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:02 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Con il recente lancio dei primi sei Satelliti Starlink destinati alla connettività satellitare degli smartphone, SpaceX sta progettando di offrire una nuova modalità di comunicazione chiamata Direct-to-Cell. Questo servizio previsto per il 2025 consentirà gli utenti di effettuare chiamate direttamente dai loro smartphone utilizzando una parte della rete Starlink. Questo permetterà una connettività simile a quella delle reti mobili standard per il roaming. Tuttavia, è importante notare che questa soluzione non sostituirà completamente le reti mobili terrestri, ma mira piuttosto a coprire aree geografiche dove le tradizionali reti non sono in grado di raggiungere, come le zone desertiche o in mare aperto. Il servizio supporterà la connettività 4G LTE, e non la 5G, e Elon Musk ha chiarito che sebbene sia una soluzione eccellente per luoghi senza connettività cellulare, non sarà significativamente competitivo con le reti cellulari terrestri esistenti. Nel 2025 è prevista l'abilitazione della connettività 4G, insieme alla connessione per i dispositivi Internet of Things. Nel corso di quest'anno invece saranno attivati i messaggi di testo, e si testerà la connettività 4G in collaborazione con l'operatore statunitense AT&T. #### La causa per la modalità incognito di Chrome > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 03:17 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: In molti pensano che la modalità "in incognito" di Google Chrome oscuri completamente le attività dell'utente, in modo che possa navigare su Internet liberamente senza lasciare traccia. La verità, però, è ben diversa. La navigazione in incognito, infatti, semplicemente non lascia traccia sul dispositivo locale, ad esempio in cache o cookie, ma le attività dell'utente sono comunque visibili, ad esempio all'amministratore di rete dell'azienda o all'Internet Service Provider di casa. In questi casi, infatti, sarebbe meglio utilizzare una VPN o la rete Tor, di cui avevamo parlato in una puntata passata. Inoltre, la stessa Google continua a salvare l'attività dell'utente, nonostante la modalità in incognito, per fini di profilazione e analisi dei dati. Per questo motivo, nel 2020, milioni di utenti hanno accusato Google chiedendo un risarcimento di 5 miliardi di euro, circa 5.000 dollari a testa. Inizialmente, Google ha cercato di difendersi, affermando che le politiche sulla raccolta dei dati e sul funzionamento della modalità in incognito siano completamente trasparenti e comprensibili, ma ad agosto del 2023 la richiesta di archiviazione del caso è stata respinta. Sembra ora, però, che la causa stia per concludersi, grazie a un accordo tra le due parti - per ora a segreto - ma che verrà presentato a fine gennaio davanti al Tribunale. Nel frattempo, Google dovrà lavorare per rendere il suo browser più attento alla privacy dei suoi utenti. #### Cosa aspettarsi dal 2024 > - Timestamp: 04:56 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Topic **Davide**: Siamo giunti al quinto appuntamento di inizio anno che inaugura fra l'altro la sesta stagione di questo podcast. L'obiettivo di questa prima puntata è quello di parlare di alcuni trend tecnologici che a nostro viso saranno protagonisti di questo nuovo anno, e che di conseguenza cercheremo di affrontare nel corso dei mesi. Ormai abbiamo capito che viviamo in un'epoca straordinariamente dinamica, in cui l'accelerato progresso tecnologico sta plasmando radicalmente il nostro mondo. Diversi trend stanno emergendo come protagonisti, delineando un panorama complesso interconnesso che abbraccia intelligenza artificiale, l'evoluzione dei servizi cloud, l'automazione e la robotica nel contesto del lavoro, la crescente importanza della sostenibilità e responsabilità sociale delle imprese, e infine il futuro in continua evoluzione dei social network. Nel contesto dell'intelligenza artificiale, il 2023 si è rivelato un anno cruciale, caratterizzato da due fenomeni dirompenti. Innanzitutto si è assistito a un notevole incremento della capacità di calcolo, sostenuto da un costante avanzamento tecnologico. In secondo luogo, l'utilizzo su vasta scala dei modelli di reti neurali ha rappresentato un punto di svolta. Questi modelli capaci di generare testi e immagini sono diventati elementi fondamentali dell'IA generativa. L'intelligenza artificiale, alimentata da queste innovazioni, ha dato vita a interfacce software basate sul linguaggio naturale che possono essere definite intelligenti, e l'esempio più lampante di tutti è ChatGPT di OpenAI. Questo significa che stiamo aprendo la porta a un futuro in cui l'uso della tecnologia sarà accessibile a tutti, grazie a comandi vocali e istruzioni scritte in linguaggio umano. Tuttavia, questa immagine di un futuro tecnologicamente avanzato si scontra con la realtà attuale, dove l'accesso alla tecnologia è lontano dall'essere universale. Inoltre, l'entusiasmo generato dall'intelligenza artificiale generativa si scontra con una serie di sfide e preoccupazioni. Emergono questioni filosofiche profonde sull'esistenza, la coscienza e il legame tra uomo e macchina. La percezione della tecnologia come soluzione universale ha creato divisioni nette tra i paesi, aziende e individui, generando posizioni contrastanti sulla sua accettazione e impatto. E sebbene le opportunità straordinarie offerte dalle IA generative non possono essere negate, è essenziale affrontare i rischi associati. Questa tecnologia trasferisce la responsabilità a chi la utilizza, e le aspettative irrealistiche e la mancanza di una governance efficace - vedremo che risvolti avrai recente AI Act europeo - possono minacciare il progresso e causare un divario tra percezione e realtà. Il 2024, quindi, si prospetta come una partita decisiva per l'intelligenza artificiale, in cui il tema del controllo e la consapevolezza delle sfide pratiche ed etiche avranno un ruolo chiave. Parallelamente alla rapida evoluzione dell'intelligenza artificiale, la diffusione delle tecnologie "cloud-based" e un elemento cruciale che ridefinisce il modo in cui gestiamo e condividiamo le informazioni. Questo cambiamento si riflette anche nelle dinamiche della pubblica amministrazione, dove l'adozione di soluzioni basate sul cloud offre opportunità significative per migliorare l'efficienza operativa, aumentare l'accessibilità dei servizi e consentire una gestione flessibile delle risorse informatiche. Tuttavia, questa transizione non è priva, anch'essa, di sfide e complessità, soprattutto quando si parla di dati strategici e critici gestiti dalle amministrazioni pubbliche. In un contesto in cui la digitalizzazione avanza rapidamente, è emersa la necessità di creare un'infrastruttura che garantisca la sicurezza di informazioni sensibili, come quelle nel settore sanitario - spesso soggetto ad attacchi nel nostro Paese durante il 2023 - o della difesa. Questa iniziativa rappresenta un passo cruciale verso una gestione più sicura e centralizzata delle informazioni critiche della pubblica amministrazione italiana, affrontando le sfide della digitalizzazione e contribuendo a garantire la sicurezza e l'efficienza della gestione dei dati pubblici sensibili. Un altro settore di cui abbiamo avuto modo di parlare nell'anno appena passato è quello del lavoro. L'ampia diffusione dell'automazione e della robotica costituisce un elemento fondamentale nel panorama tecnologico attuale. Questa trasformazione non si limita al solo settore manifatturiero, ma abbraccia una vasta gamma di settori, ridefinendo il panorama del mondo del lavoro. Ma mentre emergono opportunità legate alla gestione e alla manutenzione delle tecnologie emergenti, stanno sorgendo anche preoccupazioni sul possibile impatto sull'occupazione e sulla necessità di una formazione continua per adattarsi alle nuove richieste del mercato. E le previsioni per il 2024 indicano che, anche qui, l'intelligenza artificiale rivoluzionerà lo sviluppo dei software che fanno muovere i robot. Questo consentirà la creazione di soluzioni personalizzate e ottimizzate, aprendo la strada a un'evoluzione significativa nei settori coinvolti. L'intelligenza artificiale si configura come catalizzatore di un nuovo ritmo di sviluppo nella robotica e nell'automazione, trasformando il processo di sviluppo del software in modo più economico ed efficiente. Parallelamente, gli sviluppi nel software robotico stanno consentendo una maggiore condivisione e riutilizzo, sfruttando asset esistenti per promuovere l'innovazione e ridurre i tempi di commercializzazione. Questa dimensione di collaborazione digitale rappresenta un passo avanti significativo, promuovendo l'efficienza e la sinergia nell'utilizzo dei robot. Infine, il focus sull'automazione nella logistica emerge come una risposta alle crescenti sfide del settore, tra cui la creanza di mano d'opera e la pressione derivante dalla globalizzazione e dall'e-commerce. Le proiezioni indicano un aumento significativo dell'automazione nella logistica, con un tasso di crescita annuale previsto del 46% per i robot collaborativi nel periodo 2024-2027. In un mondo in rapida evoluzione, come dicevamo, la crescente pressione per affrontare le sfide ambientali e sociali ha reso la sostenibilità e la responsabilità sociale delle imprese fondamentali. Come abbiamo sentito nell'ultima puntata dello scorso anno con la startup VAIA, le aziende sono chiamate a considerare l'impatto ambientale della propria attività ed adottare pratiche commerciali etiche non solo per rispondere alle aspettative dei consumatori e degli investitori, ma anche per contribuire a costruire un futuro più sostenibile ed equo. Il bilancio di sostenibilità si configura come uno strumento cruciale per illustrare in modo chiaro e organizzato le attività di responsabilità sociale delle aziende. Esso rappresenta una rendicontazione annuale di carattere non finanziario, che mette in luce gli impatti positivi dal punto di vista economico, ambientale e sociale della governance aziendale. Questo documento, introdotto dall'Unione Europea nel 2001 e reso obbligatorio per alcune categorie di aziende in Italia dal 2017, testimonia il percorso verso la transizione ecologica e la crescente sensibilità per i temi legati all'ambiente e alla società. Infine, ma non meno importante, troviamo il tema dei social network e del loro futuro. Si tratta di un tema che cattura l'attenzione di molte persone. In un'epoca in cui la connettività digitale domina la comunicazione. La crescente consapevolezza riguardo alla protezione della privacy, alla gestione delle informazioni false e all'equilibrio tra libertà di espressione e sicurezza online sono al centro del dibattito pubblico. La continua evoluzione di queste piattaforme, specialmente nei prossimi anni pervasi da tensioni geopolitiche inaudite, influenzerà profondamente la nostra società, richiedendo un costante adattamento delle norme e delle pratiche. I social network hanno svolto un ruolo sempre più centrale nella nostra società, plasmando il modo in cui interagiamo, comunichiamo e consumiamo informazioni. L'accelerazione della connettività digitale ha reso questi strumenti parte integrante della nostra vita quotidiana, ma la sua influenza, come abbiamo visto più volte, è ambivalente, portando sia a sviluppi positivi che a sfide significative per il nostro futuro. Da un lato, i social network hanno contribuito a creare una connettività globale senza precedenti, hanno permesso alle persone di tutto il mondo di condividere idee, esperienze e informazioni in tempo reale, abbattendo le barriere geografiche e facilitando la formazione di comunità virtuali. Questa connessione ha il potenziale di ampliare la consapevolezza globale, promuovendo la diversità e incoraggiando la solidarietà in situazioni di crisi. D'altro canto, l'eccessiva dipendenza dai social network può generare effetti negativi. La propagazione di fakenews, la polarizzazione delle opinioni e l'aumento della dipendenza digitale sono preoccupazioni sempre più rilevanti. L'algoritmo di selezione dei contenuti progettato per mantenere l'attenzione degli utenti può creare camere d'eco che rafforzano le convinzioni preesistenti anziché promuovere il dibattito costruttivo. Ed evidentemente, se queste problematiche non sono state ridotte fino ad oggi, a partire da questo nuovo anno sarà essenziale trovare un equilibrio tra uso positivo e negativo dei social network. La società dovrà affrontare questioni come la tutela della privacy, la regolamentazione delle piattaforme e la promozione di un utilizzo consapevole. Inoltre, l'educazione digitale diventerà sempre più cruciale per insegnare le competenze necessarie per navigare attraverso la complessità delle informazioni online. E per terminare questa prima puntata del 2024 vogliamo concludere con una riflessione. La tecnologia non deve solo esplorare le sue potenzialità, ma anche definire il modo in cui può servire all'umanità. E le scelte che faremo noi come utenti saranno determinanti per plasmare un futuro in cui la tecnologia è al servizio dell'uomo, e non un mezzo per centralizzare il potere della conoscenza. In un'epoca in cui la tecnologia diventa sempre più parte integrante delle nostre vite, è essenziale porsi domande profonde sulla nostra natura umana e la libertà e la direzione che vogliamo intraprendere nel rapporto uomo-machina. #### Conclusione - Timestamp: 14:37 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e2 ## Binance: il ruolo della blockchain nel sistema finanziario > Il mondo delle [criptovalute](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e3?t=299), guidato da tecnologie innovative come la blockchain, ha attraversato un incredibile percorso di crescita. Per esplorare il [presente e il futuro](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e15?t=312) di questo ecosistema finanziario sempre più dinamico, ci facciamo aiutare da una realtà che nel panorama delle piattaforme di criptovalute ha svolto un ruolo centrale nell'indirizzare questa trasformazione, [Binance](https://www.dentrolatecnologia.it/binance.html), piattaforma di scambio e mercato di beni digitali più grande al mondo in termini di volume di scambi. In particolare abbiamo invitato [Gianluigi Guida](https://www.dentrolatecnologia.it/gianluigi.guida.html), General Manager di Binance Italy. Nella sezione delle notizie parliamo dei migliori prodotti presentati durante il [Consumer Electronics Show 2024](https://www.ces.tech) e infine del nuovo calendario del [programma Artemis](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e20?t=250). - Stagione: 6 - Episodio: 2 - Data di pubblicazione: 2024-01-13 06:45:00 - Durata: 32:04 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e2](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e2) - Episodi correlati: s3e49, s4e5, s4e15 - Tag: criptovalute,blockchain,binance,finanza,fintech,pagamenti,piattaforma,gainluigi guida,general manager,binance italy,nft,legislazione,donazione,nasa,artemis,programma,luna,calendario,ces 2024,ces,las vegas,innovazione,presentazione,consumer electronics show ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Gianluigi**: Noi forniamo i mezzi attraverso cui gli utenti possono utilizzare la blockchain. Il compito di Binance, la mission di Binance, è quella di raggiungere la freedom of money, dare a tutti la possibilità di poter usufruire di servizi finanziari con facilità d'uso e a basso costo. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proveremo a fare con la società Binance il punto della situazione del settore delle criptovalute, provando a capire che ruolo concreto avranno nel prossimo futuro anche nel settore finanziario. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### I migliori prodotti del CES 2024 > Fonte: Wired.it - Timestamp: 01:16 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Durante la settimana appena trascorsa si è svolto uno dei più importanti eventi dell'anno per quanto riguarda il mondo della tecnologia consumer, ossia il CES di Las Vegas. L'evento è come ogni anno un'occasione per le aziende tecnologiche - più o meno grandi - di presentare al pubblico i propri prodotti più innovativi, o esporre prototipi e concept su ciò che vedremo nei prossimi anni. I temi più ricorrenti di questo CES 2024, in particolare, sono stati come al solito smartphone, TV e dispositivi indossabili. Tuttavia è sempre più lo spazio dedicato a nuove tecnologie come la realtà virtuale, realtà aumentata e intelligenza artificiale. Partendo dai TV, sia LG che Samsung hanno presentato per la prima volta degli schermi OLED trasparenti, che possono ad esempio sostituire le finestre o essere posti in mezzo alla stanza come arredamento dinamico. Molto sentito anche il tema della salute come il cardiofrequenzimetro di Garmin e il dispositivo BeamO di Withings, una sorta di centro diagnostico in grado di misurare diversi parametri corporei. In tema di artificial intelligence abbiamo visto Rabbit R1, un dispositivo che cerca di reinventare lo smartphone integrando l'intelligenza artificiale. E poi Samsung Ballie, un assistente robotico intelligente libero di girare per casa. Lato gaming sono sempre di più le aziende come Steam mesi fa, e MSI ora, che presentano dei computer console portatili. Oltre a ciò nuovi visori per la realtà aumentata, auto elettriche, smartphone e tanto tanto altro. #### Il nuovo calendario del programma Artemis > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:51 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Durante la conferenza stampa dello scorso martedì, la NASA, nell'illustrare i risultati sui progressi e le tempistiche del programma Artemis, per il ritorno dell'uomo e della prima donna sulla Luna, ha deciso di posticipare le date delle prossime missioni del programma spaziale per poter migliorare tutti gli aspetti inerenti alla sicurezza dell'equipaggio. La prima ad essere rinviata è dunque Artemis 2, la prima missione con equipaggio attorno alla Luna, il cui lancio è previsto secondo il nuovo calendario per settembre 2025. Lo sbarco degli astronauti vicino al polo sud lunare è stato posticipato al mese di settembre dell'anno successivo, mentre la missione Artemis che coinvolgerà la stazione spaziale Lunar Gateway dovrebbe partire nel 2028. L'obiettivo del nuovo programma lunare, ricordiamo, è quello di gettare le basi per l'esplorazione scientifica a lungo termine sulla Luna, facendo sbarcare gli esseri umani e realizzando strutture permanenti come la stazione Lunar Gateway per supportare la futura esplorazione verso Marte. #### Binance: il ruolo della blockchain nel sistema finanziario > - Timestamp: 04:07 - Autori: Binance, Gianluigi Guida, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Blockchain, Finanza - Tipologia: Intervista **Davide**: Il mondo delle criptovalute, guidato da tecnologie innovative come la blockchain, ha, e più volte lo abbiamo visto, attraversato un incredibile percorso di crescita. E per fare il punto della situazione, esplorando il presente e il futuro di questo ecosistema finanziario sempre più dinamico, ci facciamo aiutare da una realtà che nel panorama delle piattaforme di criptovalute ha svolto un ruolo centrale nell'indirizzare questa trasformazione:Binance. In particolare con noi Gianluigi Guida, General Manager di Binance Italy. Benvenuto Gianluigi. **Gianluigi**: Grazie, grazie mille per l'invito. **Davide**: Innanzitutto, chi è Binance e di che cosa vi occupate? **Gianluigi**: Benissimo, allora partiamo dalle basi. Molti pensano che Binance sia il più grande exchange di criptovalute al mondo, ed in effetti lo è. Binance è il più grande exchange per volumi al mondo. Però è un po riduttivo dire che sia solo il più grande exchange, perché Binance è un ecosistema nel quale è sicuramente presente l'exchange, che è uno dei prodotti che offre Binance, ma sono presenti anche tanti altri prodotti. Basta andare sulla nostra piattaforma per rendersi conto di quanto è ampia l'offerta di Binance. Ma Binance è anche Binance Charity, è anche Binance Academy, è Binance Labs, quindi diversi rami di attività che operano su diversi piani e in diversi settori, ad esempio Binance Charity è focalizzata sulla beneficenza attraverso blockchain, Binance Labs è il ramo ventures di Binance che investe nelle startup 3.0, Binance Academy che è focalizzato invece sull'educazione, sulla formazione, quindi è veramente un ecosistema abbastanza ampio. **Davide**: Sì, quindi comunque il vostro focus è quello della blockchain, le criptovalute, e quindi da questo punto di vista, occupandovi di exchange, di scambio di criptovalute, avete un punto di vista privilegiato su questi temi. E a proposito di questo, come vedete l'attuale stato dell'adozione della tecnologia blockchain e delle criptovalute, sia in Italia e sia a livello globale? E quali sono le principali tendenze a riguardo che state osservando? **Gianluigi**: Domanda molto interessante. Diciamo che partiamo al presupposto che sia ancora agli inizi, ok? C'è ancora molto molto da scoprire, da sviluppare, e veramente siamo come internet negli anni 90. È veramente l'inizio del web 3.0, però ciò che notiamo e abbiamo notato in questi anni è una crescente adozione che va di pari passo ad un crescente interesse che c'è da parte del cittadino degli utenti verso queste tecnologie, e quindi parliamo della blockchain e ovviamente parliamo di ciò che gira sulla blockchain, quindi appunto le crypto... criptovalute o criptoattività come sono definite dal legislatore di recente. Noi come Binance siamo... da diverso tempo oramai notiamo questa crescita in termini di registrazione di utenti. Quindi da quando abbiamo costituito Binance Italy, Binance Italy è una filiale, una controllata della holding irlandese di Binance e è stata costituita nel 2022, da quando l'abbiamo costituita abbiamo notato questa crescita costante da parte di utenti che appunto si registrano al sito e utilizzano i prodotti. Ovviamente ci sono periodi nei quali la crescita è maggiore, periodi nei quali la crescita è minore, anche perché un po si va di pari passo con il cosiddetto bull market o il bear market per chi ama i termini finanziari, però è interessante notare come ci sia sempre un maggiore interesse da parte degli utenti e dei cittadini verso queste nuove tecnologie e appunto noi lo possiamo testimoniare con i nostri dati che sono sempre in crescita. **Davide**: E principalmente quali sono gli utilizzi, visto che hai parlato di diversi utilizzi, delle criptovalute da parte dei vostri utenti? **Gianluigi**: È una domanda anche questa molto interessante, potremo parlare per veramente molto tempo perché gli usi sono tanti e alcuni ancora non si conoscono secondo me, quindi ci sono ancora possibilità di scoprire altri usi. Ma io mi focalizzerei su quelli principali e ad oggi che sono sicuramente la tokenizzazione degli asset, quindi in tema di securities, che è un uso nel quale io vedo veramente del grandissimo potenziale, ho sempre visto il grandissimo potenziale. Quindi la possibilità di "tokenizzare" le quote di società e poter investire su quello strumento anche a distanza, premesso ovviamente che ci siano dei perimetri regolamentati. Un uso veramente incredibile perché si può pensare alla facilità con la quale la quota poi può essere trasferita nel cosiddetto "secondary market" con una facilità veramente disarmante rispetto ai sistemi tradizionali, sicurezza, tracciabilità, tutti questi grandi benefici dell'uso della blockchain. Un altro potenziale uso è quello dei pagamenti, quindi trasferimento di valore "cross border", ovviamente - quindi da una parte all'altra del mondo - quasi con una latenza bassissima, costi veramente bassi rispetto al sistema tradizionale. Sicurezza, anche in questo caso, tracciabilità, 24 ore su 24 e quindi questo anche è veramente un uso abbastanza dirompente. Potrei andare avanti, si può parlare ovviamente degli NFT, si può tracciare della tracciabilità della filiera, della notarizzazione, sono tutti usi nei quali la sicurezza, l'affidabilità, la tracciabilità, la decentralizzazione del sistema offre, ovviamente, benefici tangibili per gli utenti. **Davide**: Ok, da questa tua risposta si capisce l'effettiva utilità di questa tecnologia, ma prima che l'intelligenza artificiale praticamente monopolizzasse il dibattito del settore tech, abbiamo vissuto in un periodo in cui si è parlato veramente tanto di blockchain e di criptovalute, a volte anche un po a sproposito, per moda. Si può dire che oggi la "bolla" è scoppiata e quello che è rimasto è l'effettiva utilità di questa tecnologia? **Gianluigi**: Si, vedremo ovviamente gli sviluppi quali sono. Di certo c'è stato un periodo nel quale c'era un forte interesse e anche un po di speculazione nel settore in generale. Ma questo è avvenuto anche in tanti altri settori, è avvenuto anche in passato. Sicuramente uno dei pro e dei benefici è quello che hai appena citato tu. Si è anche fatta un po di... non voglio chiamarla pulizia perché non mi piace molto come termine, ma diciamo i progetti con più sostanza sono riusciti ad andare avanti anche nel periodo cosiddetto di bear market, quindi quando c'è stata una minore attenzione da parte del pubblico generale verso questo settore. E oggi ovviamente i progetti che sono passati attraverso quel periodo sono di sicuro progetti forti perché hanno attraversato un periodo non facile anche in termini di investimenti nei progetti stessi. E di sicuro questi periodi aiutano a far emergere il meglio. **Davide**: Sì, ci tenevo a parlare di questo aspetto perché effettivamente questa speculazione che c'è stata forse ha un po oscurato quelli che sono gli aspetti positivi di questa tecnologia che invece come abbiamo... come ci hai detto, come sappiamo comunque ha tantissimo da offrire. Passando ad un altro tema, tu hai parlato di pagamento, dell'utilizzo delle criptovalute come metodo di pagamento. Ci racconti quindi qual è ad oggi, 2024, il rapporto tra le criptovalute e le monete tradizionali? **Gianluigi**: Sì, su questo ovviamente è doveroso una precisazione in quanto ad oggi i sistemi di pagamento riconosciuti a livello legale, ovviamente sono quelli che ad esempio gli Stati hanno adottato come pagamenti riconosciuti dagli Stati stessi, ad esempio se parliamo di moneta è ovvio che viene in mente l'Euro come moneta fiat, quindi riconosciuta dagli Stati, dalle autorità statali come mezzo di pagamento. Però nessuno mi vieta che se tu vuoi accettare un microfono in cambio di qualcosa noi lo possiamo fare ovviamente, stando attenti a non violare alcuna normativa e in questo appunto c'è ancora da lavorare, nel senso che i pagamenti sono sicuramente uno degli usi - come ho detto prima - abbastanza dirompenti, dove i benefici sono tangibili soprattutto in termini di riduzione di costi nelle operazioni cross-border. Però è normale che bisogna anche qui necessario che si agisca nell'ambito di perimetri che siano definiti, quindi non si vada a violare le norme e da questo punto di vista gli Stati si stanno sicuramente interessando a questo uso ed è necessario ovviamente che ci sia anche da parte del legislatore... che si vada a favorire questo uso e quindi lo sviluppo di questa tecnologia per questo uso, ovviamente a beneficio dei cittadini, non è che lo si fa giusto per divertimento. È necessario ancora fare diversi passi, però si sta andando nella direzione giusta. Ad esempio in Europa la comunità europea si sta muovendo molto in ambito di criptoattività. Il recente regolamento MiCA è un esempio, ma anche lato pagamenti ad esempio le criptoattività verranno incluse in una nuova direttiva, la PSD3. Quindi sicuramente c'è movimento, si sta andando secondo me nella direzione giusta, è necessario un'armonizzazione a livello internazionale, questo è sicuramente importante. Per quanto riguarda i benefici sono tangibili soprattutto in quegli stati e quei paesi in via di sviluppo o sotto sviluppati dove l'accesso ai sistemi finanziari bancari non è semplice. Quindi avendo un cellulare e potendo scambiare del valore con qualsiasi altra persona, all'interno dello stato stesso ma anche all'esterno, è sicuramente veramente un potenziale incredibile. C'è ancora da fare ma sicuramente interessante ripeto. **Davide**: Sì, quindi è un settore che ha molto potenziale per crescere, quindi è sicuramente importante un contributo anche da parte del legislatore, che sia nazionale ma specialmente europeo. E voi invece nella posizione che ricoprite, che contributo potete dare per aiutare a diffondere maggiormente le criptovalute e in generale questo settore? **Gianluigi**: Noi forniamo i mezzi attraverso cui gli utenti possono utilizzare la blockchain. Quindi il compito di Binance, la mission di Binance è quella di raggiungere la freedom of money, cioè è quello di dare a tutti la possibilità di poter usufruire di servizi finanziari, con facilità d'uso e a basso costo, anche ripeto soprattutto nei paesi dove è difficile l'accesso al sistema bancario. Quindi quello che Binance fa è offrire agli utenti la possibilità di accedere all'universo della blockchain e poter usufruire dei grandi benefici che questa tecnologia offre, non in tutti i settori, sia ben chiaro, in alcuni settori, come abbiamo detto prima, alcuni usi, sì, non in tutti. Non è detto che se c'è una tecnologia che già vada bene, debba essere per forza sostituita dalla blockchain, non è assolutamente così, anzi diffidate da chi racconta questo. Se c'è una tecnologia che funziona non è necessaria la blockchain. La blockchain può essere utile e necessaria dove effettivamente può esplicare il massimo del suo potenziale. Quindi dove, ripeto, è necessario ad esempio che ci sia tracciabilità, l'assenza di un'entità centralizzata, tracciabilità, sicurezza, eccetera eccetera. Noi come Binance offriamo questa possibilità in quanto i nostri sistemi sono sicuri, i prodotti sono facilmente accessibili. Abbiamo una varietà di prodotti ampia e quindi diamo la possibilità agli utenti non solo di scambiare le cripto, ma ad esempio di acquistare NFT, di trasferire valori attraverso Binance Pay con fee pari a zero... potrei andare avanti ma voglio stringere. Noi ad esempio con Binance Charity diamo la possibilità, abbiamo dato la possibilità di raggiungere persone in difficoltà a seguito ad esempio di cataclismi naturali, poterli raggiungere facilmente con una donazione diretta e questo è stato possibile attraverso l'uso dei nostri sistemi. Io posso donare a una persona in Turchia che è stata soggetta al terremoto in maniera diretta, efficiente, 24 ore su 24. In Italia ad esempio abbiamo donato di recente 500 mila euro all'ospedale Gemelli, la donazione è avvenuta tramite blockchain, significa che è tutto tracciabile. In futuro ad esempio si potranno implementare dei progetti di charity basati esclusivamente su blockchain. Già in realtà Binance Charity si lo fa, ci sono appunto dei progetti come ad esempio il terremoto in Turchia dove gli utenti potevano donare direttamente agli altri utenti di Binance e la donazione è tracciata su blockchain, quindi si vede effettivamente da chi è provenuta la donazione a chi andava. **Davide**: So a chi sto dando i miei soldi. **Gianluigi**: Si sa effettivamente che vanno lì e la cosa più interessante è che il 100% del valore raggiunge il destinatario, mentre a volte con le donazioni si perde parte del valore fino ad arrivare al 70% addirittura. Questo è un uso per me che ha impatti nel sociale notevoli. Attraverso i nostri sistemi diamo la possibilità anche di aiutare le persone che sono nel mondo e sono in difficoltà. **Davide**: Un altro aspetto interessante sempre per ricollegarci all'attualità è che nel passato anche recente appunto ci sono state diverse problematiche, diversi casi problematici sia a livello crypto che a livello di scambio, di crypto exchange, che hanno pesantemente messo in discussione la legittimità e la credibilità di questi strumenti. Dal vostro punto di vista cosa state facendo per avere una credibilità anche di fronte ai vostri utenti? **Gianluigi**: Ottima domanda. Premesso che non commento mai sulle vicende che riguardano gli altri operatori del settore, vicende giudiziarie o meno. Quello che posso dire è che Binance da sempre garantisce la sicurezza dei fondi degli utenti. Come lo fa? Semplicemente li tiene in custodia, one-to-one. Binance non è una banca quindi. Quindi non investe o gestisce i fondi degli utenti, è un exchange. Quindi se io deposito un euro, l'euro è lì e lo posso utilizzare per acquistare prodotti, per acquistare altre crypto, ma è lì, non è che Binance lo usa per fare altro. Questo è importantissimo perché crea fiducia nell'utente. L'utente sa che in qualsiasi momento può ritirare i fondi, perché sono lì. Ed è interessante come Binance Italy nello specifico, che è una società registrata all'OAM in Italia, ciò significa che può offrire legalmente i prodotti e i servizi crypto in Italia. Nei gli ultimi tre mesi del 2022, quando ha iniziato l'operatività, ha ricevuto in custodia più di 385 milioni di euro in crypto, solo in crypto, senza considerare importi in euro in fiat perché sono gestiti da società terze con licenza. Questo a testimonianza della fiducia che gli utenti ripongono in noi. Poi ci sono anche dei sistemi per verificare, e sono pubblici, per verificare i fondi che sono detenuti in custodia da Binance, senza scendere troppo i dettagli tecnici, basta fare una piccola ricerca per scoprire quali sono, ci sono i wallet, ci sono anche dei test. Questo è il primo punto, è del punto puramente tecnico, quindi i fondi sono lì e sono visibili a tutti. Lato invece, compliance, mi va di toccare questo punto perché è fondamentale. Binance è nata come una start-up, Binance in realtà ha 6 anni, 6 anni e mezzo. Negli ultimi anni ha impiegato delle risorse veramente sostanziali per migliorare la compliance interna nei confronti delle norme esistenti. Questo lo posso testimoniare anche in prima persona perché io poi sono entrato nel 2021 in Binance, a quei tempi non esisteva neanche il Binance Italy, quindi sono entrato come avvocato, perché io in realtà sono avvocato, sono entrato come senior legal counsel per l'Europa e poi mi è stata offerta questa possibilità di prendere ruolo di direttore generale nel 2022. Ciò che Binance fa lato compliance è fondamentale per trasferire fiducia nei confronti degli utenti. In Italia noi abbiamo un team dedicato alla compliance costituito da persone di esperienza, di cui ovviamente mi fido al 100%. Sono persone che hanno un'esperienza variegata, tra cui la Head of Compliance ha 7 anni da Morgan Stanley, il regulatory reporting officer viene da Compass, poi abbiamo l'office compliance officer che invece viene da una società di consulenza, soprattutto in ambito crypto, abbiamo un ex N26, quindi persone veramente di esperienza. Il loro compito è far sì che Binance sia conforme alla normativa e questo non avviene solo a livello locale ma avviene a livello internazionale. Ripeto, le risorse sono state impiegate negli ultimi tempi, sono veramente notevoli sia in termini di monetari sia in termini di risorse umane. I risultati si vedono perché basta provare a registrarsi in Binance per capire che non è come registrarsi a qualsiasi sito, ma è come registrarsi a un sito di una banca. Il sistema è esattamente lo stesso, siamo soggetti alla stessa normativa, si chiama KYC, quindi noi sappiamo che sono i nostri utenti, perché c'è la verifica, conosciamo anche le transazioni. E Un punto che non sempre si sa è che Binance collabora con le forze dell'ordine su base quotidiana per prevenire la commissione di reati e aiutare nelle indagini le forze dell'ordine qualora siano stati commessi reati. Questo si sa poco, solo nel 2022, cito il 2022 perché i dati del 2023 ancora non sono usciti, Binance a livello global ha risposto a 46.000 domande da parte delle forze dell'ordine e vi assicuro che anche in Italia il rapporto è costante e quotidiano. E ciò ovviamente aiuta molto a costruire questa fiducia piano piano, passo dopo passo. **Davide**: Sì, molto interessante grazie di questa riflessione perché effettivamente è un aspetto importantissimo che voi in primis avete interesse a raccontare soprattutto perché gli utenti affidano i loro soldi alla piattaforma. Volevo chiudere con due domande, la prima sempre a proposito di soldi, come fa una realtà come Binance a guadagnare, cioè qual è il modello di business e invece la seconda è un focus su un aspetto della blockchain a noi molto caro che è quello degli NFT o i Non-fungible token di cui hai accennato anche tu all'inizio. Come possono essere utilizzati? Partiamo dal primo aspetto. **Gianluigi**: Il primo aspetto, senza scendere troppo nei dettagli, ovviamente essendo un exchange, come qualsiasi altro exchange, i proventi derivano dalle transazioni che vengono compiute dagli utenti, però ovviamente ci sono anche altre fonti di reddito, ma la principale è quella, e tra l'altro i dati sono anche pubblici perché si sa i volumi che girano su Binance, quindi non si può nascondere più di tanto, anzi, a parte che non è assolutamente un nostro interesse, ma il bello della blockchain è proprio questo, che qualsiasi cosa si dice può essere poi verificato, quindi è facile anche fare i conti di quanto una società abbia guadagnato. Sul secondo punto. Noi come società intendi come usiamo gli NFT o il potenziale che hanno verso gli utenti? **Davide**: Sì, cioè tra i vari utilizzi che la blockchain potrà nel concreto avere gli NFT hanno ancora un potenziale. **Gianluigi**: Sì, assolutamente sì, e qui vado un po sul personale, perché io gioco ai videogiochi da quando ho cinque anni, ora un po di meno purtroppo, però gioco ai videogiochi, giocavo da quando ho cinque anni, e ad esempio l'uso degli NFT nei videogame per me è veramente molto molto molto interessante, perché finalmente si può portare fuori qualcosa, mentre quando ero piccolo era tutto limitato al videogioco, punto e basta, ciò che facevi lì restava lì, poi con l'online ovviamente questo è migliorato, ma con il Web3 puoi portare fuori dal videogioco, ad esempio la skin che tu hai di un personaggio puoi portare sul tuo wallet e la puoi trasferire ad un altro videogiocatore. C'è anche il cosiddetto "play to earn" che è una nuova forma, ragazzi più o meno giovani lo stanno adottando come forma proprio di reddito, quindi giocano ai videogiochi, producono del reddito e attraverso lo scambio degli NFT collegati ai videogiochi effettivamente producono un reddito, quindi è un lavoro per loro. **Davide**: E poi immagino che queste società si affidino a realtà come la vostra per fare il trasferimento. **Gianluigi**: C'è una parte del sito che si chiama NFT Marketplace dove appunto c'è possibilità di scambiare gli NFT, un altro uso interessante sono i "fan token", sono delle fidelity card, il mondo del calcio, ma si può applicare a tutto ciò che ad esempio ha una fidelity card, ci saranno ancora degli sviluppi interessanti e ripeto siamo veramente solo all'inizio. Però io credo che gli NFT effettivamente siano veramente utili e abbiano del potenziale, ovviamente al di là delle speculazioni, perché le speculazioni ci possono sempre essere, ma la possibilità di tokenizzare un asset, nativo digitale e renderlo unico, qualche anno fa questo non era assolutamente pensabile ed ora grazie al blockchain è realtà, quindi veramente ci sarà da vedere che cosa succederà. **Davide**: Perfetto, allora va bene, grazie mille Gianluigi per averci raccontato il vostro punto di vista e averci fatto un quadro molto chiaro di quella che è la situazione nel settore delle crypto e crypto exchange, alla prossima. **Gianluigi**: Grazie a voi. #### Conclusione - Timestamp: 31:12 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e3 ## Il fediverso potrà cambiare i social network per sempre > L'acquisizione di [X](https://twitter.com) da parte di Elon Musk e il suo stravolgimento ha creato una breccia per la diffusione di quelli che sono i [social "testuali"](https://it.wikipedia.org/wiki/Social_media). Ecco quindi che, non soddisfatti della piega che X ha preso con la nuova gestione, molti utenti hanno abbandonato questo social in favore di altri simili che fino ad oggi erano rimasti nascosti, come [Mastodon](https://mastodon.it). Quello che andiamo ad approfondire in questa puntata è un mondo che esiste ormai da anni e che grazie a queste vicende e al [nuovo social di Meta](https://www.threads.net/login) sta venendo riscoperto e rivalutato sempre di più: il fediverso. Ma cos'è? E soprattutto perché potrebbe, potenzialmente, essere un punto di svolta per il modo di interagire nel web, in grado di favorire lo sviluppo di nuovi e più interessanti social network? Nella sezione delle notizie parliamo dell’intelligenza artificiale al centro dei nuovi [Galaxy S24](https://www.samsung.com/it/smartphones/galaxy-s24/), delle nuove [linee guida dell’AGCOM](https://www.agcom.it/documentazione/documento?p_p_auth=fLw7zRht&p_p_id=101_INSTANCE_FnOw5lVOIXoE&p_p_lifecycle=0&p_p_col_id=column-1&p_p_col_count=1&_101_INSTANCE_FnOw5lVOIXoE_struts_action=%2Fasset_publisher%2Fview_content&_101_INSTANCE_FnOw5lVOIXoE_assetEntryId=33028275&_101_INSTANCE_FnOw5lVOIXoE_type=document) per gli influencer e infine del prossimo passaggio della [rete fissa di TIM](https://www.youtube.com/watch?v=juWeYo-vQzc) al fondo Kkr. - Stagione: 6 - Episodio: 3 - Data di pubblicazione: 2024-01-20 06:45:00 - Durata: 17:42 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e3](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e3) - Episodi correlati: s3e6, s5e17, s6e1 - Tag: fediverso,social network,protocollo,activity pub,twitter,x,meta,threads,instagram,mastodon,social,federazione,universo federato,w3c,samsung,galaxys24,ia,applicazioni,smartphone,influencer,agcom,regole,social,social network,tim,netco,kkr,rete fissa,rete mobile,fibercop ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di "Fediverso" e di come questo ecosistema potrebbe rivoluzionare il modo in cui usiamo i social network. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Mercoledì 17 gennaio si è tenuto l'annuale evento di presentazione Samsung Unpacked, nel quale sono stati annunciati i nuovi smartphone della gamma Galaxy S24. #### L’AI al centro dei nuovi Galaxy S24 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:53 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Come del resto ci si aspettava, la tecnologia al centro dei nuovi modelli di punta è proprio l'intelligenza artificiale generativa, integrata a supporto di numerose funzionalità che vanno dall'esperienza utente alla fotografia, alla stesura dei test e fino alla comunicazione. I merito a quest'ultimo aspetto si potrebbe aprire una lunga parentesi, in particolare sul tema delle traduzioni automatiche. Una delle novità, infatti, è la possibilità di tradurre in maniera bilaterale una conversazione telefonica tenuta in lingue diverse tra due persone. Il ruolo di Google nell'integrazione dell'intelligenza artificiale all'interno dell'ecosistema Samsung si è rivelato cruciale su numerosi livelli, tant'è che una funzione esclusiva dei nuovi smartphone Galaxy e dei Pixel è "cerchia e cerca", la quale come dice il termine stesso consente di evidenziare un elemento specifico sullo schermo, lasciando che il sistema si occupi in automatico di ricercare tutte le informazioni a riguardo. I modelli di intelligenza artificiale utilizzati dalla piattaforma Galaxy AI comprendono sia il nuovo Samsung Gauss, sia, come descritto poco fa, il modello di Google Gemini. Dunque, in definitiva, la vera "killer feature" è proprio l'integrazione non di uno, ma ben di due modelli per l'intelligenza artificiale, che, attraverso un'efficiente cooperazione nelle diverse applicazioni e funzionalità, rendono i nuovi Galaxy S24 i primi AI-Phone della storia. #### Le nuove regole dell’AGCOM per gli influencer > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 02:27 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Social - Tipologia: Notizia **Davide**: L'AGCOM, l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha approvato e annunciato delle nuove linee guida per quanto riguarda il lavoro degli influencer. Questo lavoro ha infatti nato solo pochi anni fa, e fino ad ora i professionisti di questo settore rispondevano solo a normative italiane più generiche riguardo la comunicazione commerciale e il diritto d'autore. Con il nuovo testo di AGCOM, invece, gli influencer dovranno seguire delle regole più stringenti, con delle molte molto più salate in caso di inadempienza. Il testo completo delle linee guida non è ancora stato reso pubblico, tuttavia AGCOM ha già annunciato i principi generali. In particolare ricadono nella definizione di influencer quelle persone con più di un milione di followers complessivi e che generano reazioni da parte degli utenti su almeno il 2% dei contenuti pubblicati. Queste persone saranno equiparate quindi ai grossi media tradizionali, con precise regole di trasparenza sulla pubblicità, sulla tutela dei minori, di trasparenza societaria e molti altri. Infine AGCOM istituirà una tavola tecnica composta da esperti del settore per scrivere un codice di condotta specifico per la professione influencer. #### La rete fissa di TIM passerà al fondo Kkr > Fonte: IlSole24Ore.com - Timestamp: 03:37 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Internet - Tipologia: Notizia **Davide**: Il governo italiano ha dato il via libera alla cessione della rete fissa di TIM al fondo infrastrutturale statunitense KKR, con un investimento di 18,8 miliardi di euro. L'autorizzazione mira tutelare gli interessi strategici nazionali. Il governo avrà un ruolo nella definizione delle scelte strategiche e supervisionerà la sicurezza e la difesa della rete scorporata. La partecipazione del Ministero dell'Economia attraverso Cassa Depositi e Prestiti sarà del 20%. L'autorizzazione all'accessione però, trattandosi di un settore strategico come le telecomunicazioni, ha portato a delle prescrizioni, e cioè la creazione di un'organizzazione di sicurezza in Italia, la nomina di un preposto alla sicurezza italiano, la competenza esclusiva dello Stato su asset strategici, il mantenimento delle attività in Italia e il monitoraggio statale degli impegni di KKR. La cessione della rete di team permetterà alla compagnia di focalizzarsi sul "core business" delle telecomunicazioni e la conclusione dell'operazione è prevista entro l'estate del 2024. #### Il fediverso potrà cambiare i social network per sempre > - Timestamp: 04:57 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Social - Tipologia: Topic **Davide**: Nella prima puntata di questo 2024, nella quale abbiamo analizzato i trend e le nuove tecnologie che secondo noi vedremo affermarsi durante l'anno, abbiamo dedicato qualche minuto per parlare di come i social media stiano, ormai dallo scorso anno, cambiando ed evolvendo. L'acquisizione più o meno contestata di Twitter da parte di Elon Musk e il suo radicale stravolgimento, dalle politiche di moderazione dei contenuti al brand stesso, con il nome X, ha infatti creato una breccia per la diffusione di quelli che sono i social, tra virgolette "testuali" di cui Twitter era e per certi versi rimane proprio il re indiscusso. Ecco quindi che, non soddisfatti della piega che X ha preso con la sua nuova gestione, molti utenti hanno abbandonato questo social in favore di altri simili che fino ad oggi erano rimasti nascosti nella penombra, come Mastodon. Contemporaneamente anche Meta non si è fatta cogliere in preparata e ha cercato subito di occupare lo spazio lasciato da Twitter, realizzando in tempi record Threads, un'altra piattaforma social concorrente basata sugli stessi principi di X e Mastodon. E tra l'altro Meta ha potuto sfruttare il suo già forte dominio sui social dato da Instagram, per integrare così bene le due piattaforme tanto da rendere Threads praticamente un social complementare a Instagram, che va a estenderlo ma dove non sono le immagini da farlo da padrona, bensì i testi e brevi pensieri. Quello che andremo ad approfondire in questa puntata però non è tanto la storia di Twitter, X o Threads, ma un mondo che esiste ormai da anni e che proprio con il nuovo social di Meta sta venendo riscoperto e rivalutato sempre di più e che ha tutte le carte in regola per diventare un nuovo standard nel mondo dei social media. Un mondo che per alcuni aspetti può essere paragonato al Web 3 o 3.0, alla blockchain o al metaverso. Quello di cui stiamo parlando è il "Fediverso", parola che negli ultimi mesi si è sentita diverse volte proprio grazie a Meta. Ma cos'è il fediverso? Come funziona? E soprattutto perché potrebbe potenzialmente essere un punto di svolta per il modo di interagire nel Web, in grado di favorire lo sviluppo di nuovi e più interessanti social network? Innanzitutto, il fediverso è una parola composta dai termini federazione e universo, e indica un insieme di server federati chiamati istanze, che seppur offrendo servizi simili o diversi, dal social all'hosting di file, a piattaforme di blogging o microblogging, riescono tra loro a interagire e comunicare come se fossero un'unica entità distribuita. Due utenti di due istanze diverse, quindi, possono interagire come se fossero nella stessa piattaforma. Poco fa abbiamo citato il Web 3 e la blockchain come parallelismo. I principi infatti sono gli stessi, ossia avere dei contenuti distribuiti e non centralizzati o controllati da un'unica azienda. La principale differenza tra questi due sistemi, però, è che la blockchain è totalmente distribuita e decentralizzata, e ogni utente contribuisce a mantenere i dati di tutti. Nel fediverso, invece, i server e le istanze sono comunque centralizzate, con le proprie regole e politiche sui contenuti, ma possono interagire tra loro come un'unica piattaforma in quanto parlano la stessa lingua, o in gergo tecnico adottano uno stesso protocollo. L'email, ad esempio, può essere considerata una sorta di precursore del fediverso. Diversi utenti, infatti, possono avere provider email differenti come Gmail, Outlook o TIM, ma utilizzando un protocollo comune possono scambiarsi i messaggi tra loro senza problemi. E, difatti, anche gli utenti del fediverso possiedono un username molto simile a un indirizzo email, formato dal proprio nome utente e dal dominio dell'istanza. Ad esempio, @dentrolatecnologia@mastodon.it. Ripercorrendo un po la storia del fediverso, invece, la sua prima apparizione non è recente come si possa pensare, ma risale al 2008, più o meno con la nascita di Twitter. Fino al 2012 nel fediverso esisteva una sola istanza, "identi.ca", che è proprio quella che ha nominato questo nuovo mondo social. Identi.ca poi si divise in "pump.io" e "GNU social", che è stato il principale social del fediverso fino al 2016. Da quell'anno poi nacquero altre piattaforme, tra cui Mastodon, che ad oggi è il software federato più popolare. Ma come si fa a garantire l'interoperabilità tra i social federati? Come dicevamo poco fa, esistono dei protocolli, ossia una specie di linguaggio o una serie di regole comuni, che permettono ai diversi social di funzionare allo stesso modo e interagire tra loro. Ripensiamo all'esempio dell'email. Ogni provider, come Google o Microsoft, implementa le proprie funzionalità, la propria interfaccia o i propri sistemi di sicurezza, ma tutti riescono a inviare o ricevere le e-mail nello stesso modo standardizzato. Per quanto riguarda il fediverso, non c'è un protocollo singolo adottato da tutti, ma ce n'è uno che è di gran lunga il più diffuso e che si è imposto come standard per questi software. Il protocollo in questione si chiama "ActivityPub", presentato nel 2016 da W3C, la più importante organizzazione internazionale che si occupa proprio di definire gli standard del web e definirne gli sviluppi futuri. Ma è solo nel 2018 - quindi in tempi abbastanza recenti - che ActivityPub è stato ufficialmente introdotto, e da questo momento in poi sono nati sempre più software che lo hanno implementato. Con ActivityPub, ogni utente - chiamato "attore" - può creare, eliminare, modificare contenuti, commentare, mettere mi piace, seguire altri attori, ricevere o inviare aggiornamenti sui propri contenuti o su quelli di altri utenti, e in generale tutte le varie funzionalità che abbiamo imparato a conoscere sui social. Tra l'altro, la stessa Unione Europea con il Digital Services Act ha imposto che alcuni servizi come le app di messaggistica dovranno essere tra loro interoperabili, e in questo senso questa decisione va proprio in favore dello sviluppo del fediverso e del protocollo ActivityPub. Gli stessi podcast, se ci pensiamo, hanno un comportamento simile. Viene utilizzato un protocollo, l'RSS, grazie al quale i contenuti vengono pubblicati su un sito personale o su piattaforme come Anchor o Spreaker. Tuttavia, la stessa puntata può essere tranquillamente ascoltata da Spotify, Apple Podcast, Google Podcast o qualsiasi altra app che supporti il protocollo RSS. Ma perché il fediverso può essere così rivoluzionario? Ormai i social sono sempre più in mano a poche singole multinazionali che ne controllano e moderano i contenuti, a volte anche limitando la libertà dei propri utenti. Ma non solo. I social sono sempre più utilizzati per rimanere aggiornati con le notizie o sapere cosa sta succedendo nel mondo, e spesso questi luoghi possono essere pericolosi proprio per la proliferazione di notizie false, sempre più frequenti. O ancora il tema del trattamento dei dati e della privacy, che negli ultimi anni sta diventando di grande importanza e che è molto sentito da tantissimi utenti. In questi casi, milioni di utenti cercano di scappare dai social principali come Facebook, Instagram o X, per evitare che le grandi aziende sfruttino i loro dati per i propri interessi. E il fediverso diventa per tutti loro un rifugio perfetto, in grado di soddisfare ogni propria esigenza. Ognuno infatti può registrarsi al server che più rispecchia le proprie idee e i propri valori, dalla moderazione dei contenuti, alle regole della comunità, al rispetto per la privacy. Al tempo stesso però anche il più piccolo server, grazie al fediverso, non risulta isolato dal resto dell'universo social, ma ne diventa una parte integrante. Un utente può ad esempio scegliere la piattaforma, banalmente e con l'interfaccia grafica migliore, potendo al tempo stesso interagire con i contenuti e gli utenti di tutte le piattaforme che supportano il medesimo protocollo. Ed esistono in ogni caso dei blocchi che le singole piattaforme possono applicare nei confronti degli altri server. In pratica, un server può decidere di "defederare" una piattaforma che ad esempio non segue determinati principi o valori, escludendo ai propri utenti la possibilità di interagire con quelli della piattaforma bloccata. Grazie al fediverso dunque si ripristina questa libertà di espressione che negli anni si stava via via sempre più perdendo sui grandi social, e con essa però si va incontro anche a maggiori rischi. Se chiunque può scrivere qualsiasi cosa, infatti, è ancora maggiore la preoccupazione che si diffondano contenuti e che, al contrario, possono mettere in serio pericolo quei principi di libertà, rispetto e democrazia che caratterizzano la nostra cultura. E se il fediverso sta vivendo un periodo così fiorente è proprio anche grazie a Elon Musk. È risaputo, infatti, che moltissimi utenti scontenti della nuova gestione di Twitter o X hanno scoperto le potenzialità di questo universo di social, tanto che anche molte aziende si sono avvicinate e hanno iniziato a implementare il protocollo ActivityPub sui propri software, come Tumblr, Mozilla o Medium. Lo stesso WordPress, il più famoso software open source per la creazione di blog e siti web, ha un plug-in che permette di connettere il proprio sito al resto del fediverso. Tutto questo fino ad arrivare anche a Meta, con il suo nuovo social Threads. Ad oggi il protocollo ActivityPub non è ancora implementato, ma l'intenzione è quella di connettere la piattaforma al fediverso il prima possibile. Se così fosse, da Threads potremmo vedere i post degli utenti Mastodon o di Mozilla Social e viceversa, ampliando a dismisura il bacino di utenti di tutte le piattaforme interconnesse, e mettendo sempre più all'angolo il dominio quasi incontrastato di X. C'è da dire però che in molti fanno fatica a fidarsi delle presunte buone intenzioni di Meta, che di fatto è una di quelle aziende che il fediverso cerca proprio di combattere, e proprio per questo molti server hanno già dichiarato che defedereranno Threads. Solo il futuro però ci dirà in questo caso quali sono le vere intenzioni di Meta, o se magari ha sinceramente cercato di abbracciare il mondo libero del fediverso. Per concludere è innegabile che questa tecnologia può e potrà essere un'enorme rivoluzione per quanto riguarda il mondo dei social network, che di fatto diventerebbe una vera rete globale a tutti gli effetti libera e in grado di connettere persone da tutto il mondo e da piattaforme completamente diverse, senza obbligare nessuno ad adottare uno o l'altro software. Al contempo poi si potrebbe avere uno username unico, ad esempio per Facebook, X, YouTube, Instagram e così via, un solo account sul quale è possibile accedere a qualsiasi piattaforma con una singola lista di amici o followers condivisa. E iscrivendosi ad un nuovo social non è così necessario ricontattare tutti da capo. Tra l'altro un'integrazione simile l'abbiamo proprio potuta toccare con mano con Threads, che importa automaticamente i seguaci e i seguiti di Instagram, diventando una specie di piccolo fediverso targato Meta. E come si può intuire questo cambierebbe completamente il modo in cui interagiamo su internet e il modo in cui utilizziamo i social media. Potremmo avere un'unica app per connetterci con il resto del mondo e per alcuni aspetti, questo creerà sicuramente anche una certa confusione. Un altro aspetto da considerare sarebbe infatti anche quello degli algoritmi che propongono contenuti interessanti e su misura per l'utente e che rendono preferibile una piattaforma rispetto a un'altra. Ancora non si sa se quella del fediverso sarà effettivamente una strada percorribile, ma è sicuramente un mondo pieno di potenzialità e che potrebbe veramente rivoluzionare il mondo dei social. L'entrata in campo di Meta potrebbe diventare un esempio che anche altre piattaforme seguiranno, di fatto rendendo reale il sogno di un unico universo social, ma che al tempo stesso potrebbe anche distruggerlo completamente. La grande quantità di utenti portata da Meta, infatti, potrebbe sovraccaricare gran parte delle istanze che ad oggi compongono il fediverso e che spesso sono eseguite su piccoli server casalinghi. Il fediverso, poi, potrebbe introdurre anche una maggior complessità di utilizzo dei social, e gli utenti dovrebbero essere per certi versi "rieducati". Insomma, ci saranno diversi aspetti che il consorzio W3C dovrà considerare, e probabilmente il protocollo ActivityPub dovrà essere rivisto e integrato per rendere così il web un unico grande universo di persone interconnesse e in un posto veramente per tutti. #### Conclusione - Timestamp: 16:50 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e4 ## Jet HR: la piattaforma che semplifica la burocrazia per le imprese > In Italia la [burocrazia](https://it.wikipedia.org/wiki/Burocrazia) spesso rappresenta una sfida significativa, con procedure lunghe e complesse che rallentano le attività quotidiane, una fra queste è l’attività di impresa e l’annesso [lavoro](https://www.dentrolatecnologia.it/episodi?arg=lavoro). Tuttavia l'implementazione di soluzioni digitali potrebbe rivoluzionare il modo in cui affrontiamo il problema, semplificando i processi e riducendo il carico burocratico. Per portare un esempio concreto di come la tecnologia informatica possa permettere alle aziende in ambito lavorativo di assumere, gestire attività amministrative e pagare gli stipendi in modo più semplice e immediato abbiamo invitato [Marco Ogliengo](https://www.dentrolatecnologia.it/marco.ogliengo.html), CEO e co-founder di [Jet HR](https://www.dentrolatecnologia.it/jet.hr.html). Nella sezione delle notizie parliamo dell’innovativa pedana HoloTile per la realtà virtuale di [Disney Research](https://www.disneyresearch.com) e infine dell’arrivo dei primi effetti concreti del [Digital Markets Act](https://digital-markets-act.ec.europa.eu/index_en) europeo. - Stagione: 6 - Episodio: 4 - Data di pubblicazione: 2024-01-27 06:45:00 - Durata: 28:36 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e4](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e4) - Episodi correlati: s5e10 - Tag: jet hr,marco ogliengo,lavoro,pmi,imprenditori,burocrazia,stratup,preseed,investitori,ferie,retribuzione,stipendio,piattaforma,esperienza utente,interfaccia utente,permessi,semplificazione,semplificazione,ceo,cofounder,pedana,VR,disney,brevetto,applicazioni,meta,google,apple,dma,europa,ue,unione europea,facebook,instagram,ios,android ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Marco**: Cioè l'Italia ha 900 CCNL, contratti collettivi del lavoro, è un'assurdità, abbiamo un contratto, un CCNL per gli allevatori cavalli da trotto e un altro per gli allevatori cavalli da galoppo. Cioè abbiamo un modo di complicarci la vita che non ha eguali. Tutta questa complessità presa insieme, se io la metto in un software, si traduce in un menu a tendina in cui io devo scegliere un permesso tra 200 tipi. Quindi a parte del lavoro che facciamo è il lavoro di design, lavoro di esperienza utente, andare a semplificare e nascondere questa complessità, presentarti le tre opzioni che ti servono veramente. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di Jet HR, una startup nata per rispondere alle esigenze di semplificare la burocrazia, in particolare la retribuzione e le ferie dei dipendenti, nelle piccole e medie imprese italiane attraverso la tecnologia. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### L’innovativa pedana VR di Disney > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:33 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Divertimento, Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Ogni giorno, quando leggiamo le notizie sul mondo della tecnologia, siamo abituati a sentire nomi di Big Tech del calibro di Microsoft, Apple o Google, eppure a fare ricerca nel settore dell'innovazione tecnologica vi è anche Disney, che qualche giorno fa ha presentato il brevetto di un prodotto pensato per rivoluzionare le applicazioni relative al settore della realtà virtuale. Uno dei più grandi innovatori e inventori di Disney è infatti presentato HoloTile, ovvero una pedana multidirezionale sulla quale è possibile camminare per spostarsi quando si utilizza un visore per la realtà virtuale. Il vantaggio di questo nuovo sistema è che, a differenza delle soluzioni già proposte, lo spazio occupato dalla struttura è limitato alla superficie del pavimento dal momento che non sono previsti altri punti di aggancio attaccati all'utente. La pedana è composta da centinaia di piccoli moduli in grado di mantenere una forma perfettamente piana nell'area a contatto con i piedi, consentendo ad uno o più persone di camminare sulla pedana con assoluta naturalezza. Al momento non sono ancora stati definiti gli usi e le applicazioni di questa tecnologia, tuttavia è lecito pensare che Disney saprà sfruttarla a dovere nel settore del divertimento e dell'intrattenimento, ma non si esclude che un giorno potremmo vedere una piccola versione anche nelle case degli utenti consumer. #### In arrivo i primi effetti del DMA europeo > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:52 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Diritto - Tipologia: Notizia **Davide**: Il prossimo 6 marzo entrerà ufficialmente in vigore il Digital Markets Act, la legge europea per limitare l'abuso di potere da parte delle multinazionali del web, di cui abbiamo spesso parlato nel podcast attraverso le notizie relative al su iter burocratico. Questi "gatekeeper", quindi, stanno già modificando le proprie piattaforme per adeguarsi in tempo alla nuova normativa. In particolare, per quanto riguarda Meta, gli utenti europei avranno la possibilità di rendere di fatto indipendenti gli account di Facebook e Instagram, bloccando la condivisione dei dati tra le due piattaforme. Ovviamente, facendo ciò si perderanno alcune funzionalità, come la possibilità di gestire il proprio account in un unico posto o condividere automaticamente i post di Instagram su Facebook. Anche Messenger diventerà una piattaforma separata con la possibilità di avere un account indipendente. La stessa possibilità è stata recentemente aggiunta anche da Google, permettendo agli utenti di disattivare la condivisione dei dati tra i vari servizi come YouTube, Search, Chrome, Maps e così via. Ovviamente, anche in questo caso i servizi Google, disattivando questa opzione, saranno meno precisi per quanto riguarda i suggerimenti agli utenti e i risultati di ricerca. Su Android, invece, sarà più chiara e visibile la possibilità di scegliere un browser diverso da Chrome. Per quanto riguarda Apple, invece, da marzo su iOS e iPadOS, dovrà essere possibile scaricare e installare applicazioni direttamente e senza passare da App Store, così come sarà possibile installare Store alternativi per il download delle app. Tuttavia, in questo caso, il funzionamento potrebbe essere ben diverso da quanto avviene su Android. Apple, infatti, sembra che voglia comunque approvare le app installate direttamente sul dispositivo, per garantire che queste siano autorizzate e prive di malware o modifiche che potrebbero danneggiare il sistema. Sembra inoltre che anche per queste app, Apple voglia prevedere delle commissioni per gli sviluppatori. Per ora, tuttavia, questi sono solo dei rumors e supposizioni, che verranno confermati o smentiti nelle prossime settimane. #### Jet HR: la piattaforma che semplifica la burocrazia per le imprese > - Timestamp: 05:09 - Autori: Jet HR, Marco Ogliengo, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Lavoro - Tipologia: Intervista **Davide**: In Italia, la burocrazia spesso rappresenta una sfida significativa, con procedure lunghe e complesse che rallentano le attività quotidiane. Una fra queste è l'attività di impresa e l'annesso lavoro. Tuttavia, la tecnologia offre una luce in fondo al tunnel, e l'implementazione di soluzioni digitali potrebbe rivoluzionare il modo in cui affrontiamo il problema, semplificando i processi e riducendo il carico burocratico. E per portare un esempio concreto di come la tecnologia informatica possa permettere in ambito lavorativo alle aziende di assumere, gestire attività amministrative e pagare gli stipendi in modo più semplice e mediato, è con noi Marco Ogliengo, co-founder e CEO di Jet HR. Benvenuto Marco. **Marco**: Grazie. **Davide**: Di che cosa si occupa quindi Jet HR? **Marco**: Jet HR è un modo moderno per assumere, gestire e pagare i dipendenti in un'azienda italiana, una PMI, diciamo da 1 fino a 500-600 dipendenti. Sostanzialmente è un sistema operativo del backoffice, dell'amministrazione aziendale, che vuole automatizzare, semplificare, nascondere la complessità della burocrazia italiana. Sappiamo che l'Italia è un po la capitale mondiale della burocrazia. **Davide**: Ok, esatto. Affrontiamo questo aspetto, cioè quello della burocrazia. Raccontaci un po qual è la situazione attuale, cioè prima della nascita della vostra realtà e il motivo per cui l'avete realizzata, quali erano i problemi che si trovavano ad affrontare quotidianamente le PMI? **Marco**: Non è la mia prima azienda. Io sono stato imprenditore prima, nella mia precedente azienda avrò assunto 300 dipendenti, immagino. Jet HR nasce molto dall'esperienza personale, dal dolore del gestire tutta questa complessità amministrativa, questa burocrazia. Sostanzialmente, secondo me, nella PMI tipica italiana, che non ha quella "sovrastruttura manageriale" che ti aiuta a far funzionare tutto, tutta questa burocrazia cade sempre in capo al titolare, al CEO, all'amministratore, chiamalo come vuoi. **Davide**: Anche per una questione di privacy. **Marco**: Bravo, spesso c'è il segreto degli stipendi, spesso ci sono materie che sono così delicate che non vuoi delegare a qualcun'altra azienda. Il contratto col dipendente lo vuoi rivedere tu perché si fa un contratto con una persona che poi non puoi rescindere, è molto delicato e lo vuoi rivedere. Quindi c'è una marea di complessità che secondo me si divide in due categorie, ma entrambi ricadono molto spesso sulla testa del titolare o di un'altra persona comunque al vertice aziendale. Una categoria è il tempo perso a fare cose, a raccogliere le note spese e a inviarle a uno studio paghe per farle pagare in busta paga ai dipendenti, a raccogliere i fogli presenze, ad approvare le malattie, a controllare che ogni assenza abbia il giustificativo giusto, a fare contratti di assunzione. Tutto questo sono attività diciamocelo amministrative, non sono cose che fanno il successo dell'azienda, sono cose che vanno fatte ma meno tempo ci passi, più tempo passi a parlare coi clienti, a costruire il tuo prodotto, a trovare le persone giuste da portare in azienda, meglio è. Invece ti ritrovi a passare una marea di tempo a fare cose che non sono di enorme valore aggiunto ma sono pure necessarie. L'altra categoria è il tempo perso a capire... perché non è spesso facile capire cosa si possa fare. Magari è uscita una legge di cui manca il decreto attuativo e non sai se questa agevolazione esiste o non esiste o magari più banalmente la legge spesso lascia delle aree grigie o è così complicata che passi delle ore a capire quali sia la strada migliore. Un esempio potrebbe essere, ci sono passato per un esempio mio, l'accumulo delle ferie, l'accumulo di ferie permessili da parte dei dipendenti, hanno diritto a un tot all'anno, devono prenderle entro una certa data e quindi a un certo punto aziende deve fare un piano ferie per smaltire queste ferie che sono prese in carico, e lì a capire ma quando è che devo mandarli, cosa succede se li mando in ferie a ritardo, ma perché? Tutte le domande che un imprenditore magari al primo giro... non è intuitivo capire che un giorno di ferie non prese a parte del dipendente un debito nei suoi confronti, a un certo punto quel debito ha un valore economico e devi liquidarglielo e magari passi tra una cosa e l'altra, se fai quattro telefonate per capire veramente come funzioni questa cosa, perché poi ti salta fuori che le ferie sono diverse dei permessi. Cioè è sempre il dipendente che non viene in ufficio a lavorare, però hanno due nomi diversi, hanno due contatori diversi, hanno due scadenze diverse entro la quale devi obbligare il dipendente a prenderlo a pagare. La legge complessa e quindi l'amministratore ti trovi lì che hai questo debito sul collo dell'azienda, devi capire come smaltirlo, ovvero fare il famoso piano ferie e sei lì a far telefonate, a leggere cose, a capire quale sia la strada ottimale per l'azienda. Quindi questa secondo me è la situazione, perdi tempo a fare, perdi tempo a capire e entrambi questi gruppi di tempo perso non sono le cose che fanno il successo della tua azienda, questa è la situazione che io da un imprenditore ho trovato sempre molto frustrante, che all'estero non è tanto forte quanto c'è in Italia e questo è quello che Jet HR vuole tentare di risolvere, nascondendo, semplificando, facendo cose per conto tuo. **Davide**: Sì, è un aspetto molto interessante, e questa tua risposta ha già risposto a un'altra domanda che ti avrai fatto e cioè perché solo le PMI, le realtà più piccole, perché come dicevi il risultato finale è che una singola persona magari che dovrebbe impegnarsi a far crescere una realtà che è appena nata si trova in balia di una serie di questioni burocratiche, puramente formali spesso, che non danno valore aggiunto alla realtà e quindi correte voi in aiuto e a proposito di questo, benché siete una realtà nuova, giovane, comunque avete riscosso molto successo da parte degli investitori, giusto? Quindi il problema è sentito. **Marco**: Il problema è molto sentito, abbiamo fatto, come hai detto tu, abbiamo avuto molto successo da parte dei investitori, abbiamo raccolto il round "pre seed", ovvero round prima di avviare qualunque attività più grande della storia italiana, oltre 4 milioni e mezzo, proprio perché gli investitori erano tutti imprenditori, o erano gestori di un fondo, il fondo alle dipendenti, o erano imprenditori con le loro aziende che utilizzavano i propri capitali propri per fare i cosiddetti "angel investments", ed entrambi i tipi di investitori avevano vissuto sulla propria pelle il problema della burocrazia, della gestione del personale in Italia. Quindi secondo me il round ha riscorso il un successo perché quando ci siamo presentati a raccogliere capitali la reazione da un'altra parte non era: spiegami meglio come funziona questa cosa di intelligenza artificiale, no era: ah finalmente qualcuno lo risolve! E quindi era un problema molto sentito da tutti, molto intuitivo. **Davide**: Perfetto, allora passiamo a un altro aspetto, cioè come funziona l'ingresso di una azienda all'interno della vostra piattaforma? È una cosa istantanea, quindi un'azienda si iscrive alla vostra piattaforma oppure dato questa complessità della burocrazia è un processo un po più lungo? **Marco**: È un processo un po più lungo, al cuore di quello che fa Jet, assumere e pagare i stipendi ai dipendenti, ovvero il cosiddetto "payroll", il cuore di JEet è il payroll, quindi assumere e pagare i dipendenti, questa è una cosa che ogni azienda con dei dipendenti già ha come servizio, quindi c'è sostanzialmente la sostituzione di un fornitore e quindi non è una cosa così "plug and play", non è un acquisto di impulso, per adottare Jet bisogna a segnare a noi l'incarico di generare i cedolini paga dei dipendenti, di interloquire con l'INPS per conto tuo e così via, quindi non è un deciso di impulso. Nel momento in cui l'azienda decide di firmare il contratto con noi c'è un setup, deve mandarci i cedolini paga dei propri dipendenti, dobbiamo analizzarli, controllare che siano corretti, caricare tutto nei propri sistemi e questo ha un suo tempo. È tanto lavoro, però è il lavoro che facciamo noi, per dirlo in soldoni, l'azienda ci manda dei file PDF via mail, noi facciamo tanto lavoro e poi dopo qualche settimana la piattaforma è pronta per essere utilizzata. **Davide**: E poi voi siete ormai abituati perché lo fate per tante realtà, quindi diventa anche più facile, più meccanico per voi? **Marco**: Sì, e poi abbiamo il vantaggio che al cuore siamo un'azienda di tecnologia, possiamo utilizzare tecnologia per velocizzare, automatizzare tutto questo processo di ingestione dei dati, di controllo anomalie, di assicurarci che tutte le agevolazioni fiscali possibili siano effettivamente state applicate e poi tornare dal cliente non solo dicendo ecco la piattaforma con tutti i tuoi dipendenti è pronta, possiamo partire, ma dicendo anche guarda che hai queste opportunità di ottimizzazione. **Davide**: Ok perfetto, per quanto riguarda invece gli altri aspetti, quindi la gestione amministrativa più in generale, quello che va al di là quindi del pagamento degli stipendi e la gestione delle ferie dei lavoratori? **Marco**: Sì, allora diciamo il grosso è questo, una volta che Jet ha in gestione le tue paghe tutto il resto della piattaforma viene di conseguenza. Al cuore come ti dicevo c'è il payroll, quindi assumere e pagare gli stipendi, però già che abbiamo un approccio moderno al payroll ci siamo espansi, siamo andati oltre, quindi non solo ti generiamo il cedolino, ti gestiamo anche tutte le note spese, il dipendente ha un'app in cui fa la foto allo scontrino e poi al manager arriva una notifica di approvazione e se approvata questa nota spese viene rimborsata nella sua prossima busta paga, il dipendente richiede l'assenza, il manager l'approva, questa assenza viene automaticamente inserita nella prossima busta paga, ma andiamo oltre ancora, assumi una persona, alla fine il flusso di assunzione ti chiediamo: vuoi dargli una dotazione aziendale? Al Magari ha bisogno di un computer, sì ha bisogno di un computer, scegli il computer, clicchi e parte l'ordine e il giorno di inizio del dipendente si ritrova il computer in azienda. Abbiamo noi l'accordo dietro col fornitore per i computer, quindi c'è proprio questa ossessione con il ridurre lavoro di intermediazioni, di scambio fatture, di approvazione di contratti, il computer è una "commodity", se hai bisogno di un computer fai un click e "bon", non ci devi pensare oltre, non devi approvare un'altra fattura, trovare un altro fornitore, tenere traccia di un seriale che è assegnato a qualcuno in qualche Excel. Automatizziamo tutto questo, questo è su un piccolo pezzo di cui ti ho fatto esempio, portiamo la stessa esperienza sulle visite mediche aziendali, sui corsi di sicurezza, sui buoni pasto e così via. **Davide**: Ok, e facendo una domanda su appunto l'esperienza utente, in questo caso l'esperienza dei lavoratori da una parte e quella dei datori di lavoro, come avete conciliato la burocrazia di cui abbiamo parlato con un prodotto, una piattaforma che poi da un punto di vista pratico è molto facile da utilizzare, ci fai qualche esempio pratico di cosa può fare un lavoratore, un datore di lavoro, qualche altro esempio rispetto a quelli di prima? **Marco**: Sì, allora magari prima ti faccio qualche esempio dell'assurdità che ha il sistema italiano, per farti capire cos'è che stiamo cercando di semplificare. Cioè l'Italia ha 900 CCNL, contratti collettivi nazionali del lavoro, cioè è un'assurdità, abbiamo un contratto, un CCNL per gli allevatori cavalli da trotto e un altro per gli allevatori cavalli da galoppo, abbiamo dei tipi di contratti nazionali in cui lo stipendio della persona varia in base a quante volte ha piovuto nel mese o quanto ha fatto freddo, abbiamo un modo di complicarci la vita che non ha eguali. Distinguiamo tra ferie e permessi, che è una cosa che non ha tanto senso, sempre è il dipendente che non viene in ufficio a lavorare, e abbiamo 200 tipi di permessi diversi, un tipo di permesso per andare a studiare in preparazione all'esame e un altro tipo di permesso per andare a dare l'esame, ma perché? Uno per donare il sangue, uno per donare il midollo osseo, ma perché abbiamo questa distinzione? Perché ci complichiamo la vita così? È chiaro che tutta questa complessità presa insieme, se io la metto in un software, si traduce, dico cose stupide però, in un menu a tendina in cui io devo scegliere un permesso tra 200 tipi. Quindi parte del lavoro che facciamo è il lavoro di design, lavoro di esperienza utente, andare a semplificare, a nascondere questa complessità, a presentarti le tre opzioni che ti servono veramente. **Davide**: Quelle che hai utilizzato più spesso? **Marco**: Bravissimo, magari poi la soluzione non è così banale, però sì, di questo parliamo. A volte è semplicemente un tema di usabilità, di pensare con testa a cose che succede veramente e non mettere tutto allo stesso livello. A volte c'è un tema proprio interpretativo. Faccio un esempio sui saldi ferie, permessi ai dipendenti che raccontavo prima, quando io devo fare un piano ferie, perché devo mandare i dipendenti in ferie per fargli smaltire questo accumulo di ferie che non hanno preso, come ragiono l'imprenditore? Quale è il modo giusto di ragionare? Il modo giusto di ragionare è valorizzare quel debito in euro, perché le ferie che il dipendente non ha preso è un debito che io gli devo pagare. E quindi magari a un momento in cui la presento all'imprenditore, la presento accanto a ciascun nome, accanto a Marco Ogliengo, dico che hai un debito di 3000 euro composto da 2000 euro di ferie non prese e 1000 euro di permessi non presi. Anziché mostrarti un saldo in ore, che è una cosa molto astratta. Quindi a volte c'è proprio un tema nostro di interpretare cosa è in testa la persona in cui guarda queste cose, cosa è che sta cercando di fare e presentarti già la soluzione, fare qualche step interpretativo aggiuntivo. Se ne facciamo a sufficienza di queste cose andiamo enormemente a semplificare la vita dell'imprenditore. Perché nella mia prima esperienza imprenditoriale, per arrivare a capire che l'accumulo di ferie fosse un debito economico nei confronti dei dipendenti, nessuno me l'ha spiegata così. Ci ho messo probabilmente un paio di telefonate, magari c'è una persona che l'ha capita subito, magari altre persone come me è rimasta una cosa un po vaga che più o meno ho capito a cui non mettono tanto la testa. Se io avesse avuto un pannello in cui vedevo subito che era un debito, chiaro, lampante, ok, ma è anche chiaro più o meno come agire. **Davide**: Sì, quindi sono due facce di uno stesso problema, perché nel primo il lavoratore o l'imprenditore si trovano di fronte a una quantità di scelte enorme, quindi li aiutate a fare la scelta ottimale per loro. Però c'è anche, come dicevi, un problema interpretativo, quindi non è matematica la scelta corretta, quindi li aiutate anche nel capire qual è la scelta per loro più adatta o quella più preferibile. **Marco**: Sì, una cosa che inizialmente mi ha sorpreso e ora mi infastidisce un po del fare imprese in Italia, è che ogni imprenditore è un mezzo commercialista, mezzo avvocato, perché deve entrare secondo me troppo nel capire come funzionano queste dinamiche legislative. Secondo me l'imprenditore dovrebbe focalizzarsi sul costruire o trovare un buon prodotto da vendere, sul costruire un'ottima azienda con degli ottimi dipendenti, sul parlare coi clienti, parlare coi dipendenti e motivarli, questa è un'azienda. Tutto ciò che ha contorno ha un peso spropositato, io stesso mi sento mezzo commercialista, mezzo avvocato, poi nulla, ovviamente diciamo un 10%, non voglio peccare l'arroganza, però non dovrei avere neanche quel 10%, dovrebbe avere un 1%, una minima comprensione del framework in cui opero, senza dover entrare nei cavilli. **Davide**: Ok, siccome hai parlato principalmente di burocrazia italiana, Jet HR è una piattaforma che è pensata specificatamente per il nostro mercato, per la nostra burocrazia, oppure può avere anche una possibilità di espansione anche in altri paesi, cioè c'è lo stesso problema anche all'estero? **Marco**: Allora, Jet nasce come piattaforma italiana e nell'immediato non ha piani di andare all'estero, questo per un motivo molto preciso ed è se io voglio essere veramente utile, se io voglio veramente risolvere i problemi dell'imprenditore italiano, non posso fare una cosa che generalizzi, che trovi il minimo comune denominatore tra i problemi tedeschi, i problemi francesi, i problemi inglesi e quelli italiani e a quel punto gli altri 3 paesi non hanno i permessi anche solo le ferie e io inizio a parlare di assenze, che chiaramente nel momento in cui il dipendente italiano sa che esiste il congedo parentale, sa che esiste il permesso per andare a donare sangue, non si ritrova se manca quel tipo di assenze, cioè di nuovo, sono esempi molto pratici. Se io voglio essere veramente utile all'imprenditore e semplificare la legislazione italiana, devo fare un prodotto italiano. È l'unico modo per essere veramente utile. Tra l'altro, esistono casi di aziende che hanno provato a prendere quello che facciamo noi e portarlo in molteplici paesi e hanno sempre fallito, perché... o hanno avuto scarso successo, non hanno avuto quella crescita esplosiva, non hanno conquistato una industry. Perché se provi a essere troppo generico, alla fine non sei veramente utile a nessuno. Quindi Jet nasce con l'idea di essere veramente utile al sistema Italia e come tali ci focalizziamo solo sul sistema Italia. **Davide**: Questo è veramente un aspetto interessante, perché oggi siamo abituati anche a interfacce grafiche che ormai sono universali da ogni punto di vista, però se si aggiunge a questa equazione la burocrazia del nostro Paese serve qualcosa di più specifico, di particolare, di studiato ad-hoc per noi. Per quanto riguarda invece un altro aspetto e i limiti che può avere la digitalizzazione alla vostra piattaforma, cosa può corrermi in aiuto? So che avete introdotto nella piattaforma anche dei consulenti umani. Questi consulenti che cosa servono? **Marco**: Jet ha costruito un "Jet HR Partner Network", quindi un network di partner, consulenti del lavoro che affiancano l'azienda. Il servizio che un cliente si trova a comprare è una piattaforma digitale, che fa tutto quello che ti ho descritto, e però l'assistenza di un consulente del lavoro iperqualificato. Questo è fondamentale, non conosco una PMI in Italia, che sarebbe felice di avere una piattaforma senza la possibilità di parlare con un esperto per casistiche complesse. Perché per poco che succede, in Italia ti ritrovi a voler applicare un'agevolazione di cui hai letto sul sole 24 ore, per cui non è uscito il decreto attuativo. Ti ritrovi ad applicare leggi per cui è uscito il decreto attuativo, ma che lasciano aree grigie, quindi ci sono interpretazioni, ci sono sentenze da andarsi a leggere per capire che cosa puoi veramente fare. A volte di parlare con i sindacati, a volte ti arriva l'ispettorato del lavoro, ti serve un essere umano, non puoi fare imprese in Italia senza un essere umano che ti aiuti, non è così deterministico. Quindi l'essere umano serve e Jet ha costruito questo partner network, questi partner sono consulenti del lavoro che entrano a far parte del partner network perché anche dal loro punto di vista c'è un enorme vantaggio. Il vantaggio è che anziché passare metà del loro tempo a calcolare cedolini paga, a raccogliere input per andare a costruire cedolini, le ferie, le note spese, questi consulenti possono dedicare il 100% del loro tempo a fare vera consulenza, perché c'è Jet che automatizza tutto il resto. Quindi anche da questo punto di vista è un modo nuovo per loro di lavorare, più moderno, più motivante, più interessante, ti tolgo la parte più becera del tuo lavoro e ti focalizzi solo sulla vera consulenza. **Davide**: Ok, ultima cosa che ti chiedo è di spiegarci qual è, anche oggi adesso che siete appunto come dicevo una realtà nuova, appena nata, qual è la difficoltà principale che affrontate quotidianamente? Immagino da un punto di vista dello sviluppo e del mantenimento della piattaforma. **Marco**: Allora, difficoltà ci sono sempre, io devo dire che siamo in una fase iniziale in cui tutto sta andando bene. Le difficoltà quotidiane sono se voi di due tipi: da un lato c'è lo sviluppo del prodotto, cioè questa semplificazione che operiamo sulla burocrazia, sulla legislazione italiana, non è banale. A volte ti ritrovi a passare ore e giorni a capire come semplificare un problema, a volte ti ritrovi a guardare un'interfaccia che hai sviluppato e a dire: è ancora troppo complessa, non abbiamo veramente risolto il problema, ripartiamo da zero e troviamo un modo per far sì che un bambino di 5 anni possa capirlo. L'altro problema, direi "happy problem" come si suol dire, è che in questo momento abbiamo più richieste di clienti di quanto non riusciamo a gestire. Il riscontro iniziale che abbiamo avuto nel mercato è stato così positivo che abbiamo più richieste di DEMO, quindi di vedere la piattaforma, da parte dei clienti che ora è disponibile da persone che lavorano in Jet per farglielo vedere. Bel problema da avere, lo risolviamo assumendo più persone, però in questo momento facciamo fatica a stare dietro alle domande. **Davide**: Va bene, allora grazie Marco per averci raccontato della vostra piattaforma e di come questa potrebbe effettivamente, e può semplificare la vita degli imprenditori delle PMI in Italia e la burocrazia. A presto. **Marco**: Grazie Davide, è stato un piacere. #### Conclusione - Timestamp: 27:44 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e5 ## L'educazione digitale come motore della società contemporanea > L’[istruzione](https://it.wikipedia.org/wiki/Istruzione) nella società ricopre un ruolo di assoluta rilevanza nella formazione delle competenze professionali ma anche nell’acquisizione di conoscenze utili all’arricchimento della propria cultura. L’obiettivo prioritario dell’educazione è proprio quello di portare giovani e adulti a comprendere come funziona il mondo in tutte le sue componenti, partendo da quelle sociali ed economiche e arrivando sino a quelle tecnico-scientifiche. Conoscenze che non rimangono immutate nel corso dei decenni, ma vengono costantemente aggiornate di pari passo con il [progresso della civiltà](https://it.wikipedia.org/wiki/Progresso_sociale). Che ruolo possono avere le [nuove tecnologie](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e13?t=260) in questo percorso? È quello che cerchiamo di capire in questa puntata. Nella sezione delle notizie parliamo di come si potrebbero usare [i dati del web](https://en.wikipedia.org/wiki/Data_scraping) per combattere l’evasione fiscale, dell’entrata in funzione della piattaforma [Piracy Shield](https://www.agcom.it/documents/10179/30986357/Delibera+190-23-CONS/ce46c80a-4c57-4511-81ea-ab20a57cff85?version=1.0) e infine del [Garante della Privacy](https://www.garanteprivacy.it) che ha sanzionato il Comune di Trento per l’uso dell’IA in una sperimentazione di videosorveglianza. - Stagione: 6 - Episodio: 5 - Data di pubblicazione: 2024-02-03 06:45:00 - Durata: 15:05 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e5](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e5) - Episodi correlati: s4e13 - Tag: scuola,educazione,tecnologia,visori,VR,AR,digitalboard,LIM,gamification,apprendimento,calcio,seriea,pirateria,piracyshield,streaming,ia,videosorveglianza,sanzione,garante della privacy,trento,reti sociali,microfoni,data scraping,evasione fiscale,agenzia delle entrate,ministero dell’economia,social ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo del ruolo della tecnologia all'interno delle nostre scuole, ed è il perché sia importante iniziare ad adottare approcci educativi più digitali. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Usare i dati del web per combattere l’evasione fiscale > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 00:54 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Dati, Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: Maurizio Leo, viceministro dell'Economia e delle Finanze, ha avanzato durante l'audizione in Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Anagrafe Tributaria, l'idea di utilizzare la tecnica del data scraping per combattere l'evasione fiscale. Quello dell'evasione infatti è un problema enorme che grava pesantemente sulle casse dello Stato. L'idea di Leo, dell'Agenzia delle Entrate e di Sogei, dunque, è quella di non utilizzare più solamente i dati forniti da cittadini e imprese, ma di incrociare le informazioni dichiarate con quelle ricavate dal web, e in particolare dai social. Per fare un esempio si può incrociare il tenore di vita che emerge dagli scatti di un profilo Instagram con le dichiarazioni dei redditi e approfondire in seguito le analisi nel caso ci fossero dei sospetti, tecnica ad esempio che può essere sfruttata anche nell'ambito della prevenzione dei crimini, di cui avevamo parlato in una puntata. Tuttavia questa idea sarà di difficile se non impossibile attuazione per diversi motivi. In primis il data scraping, ossia la raccolta di dati dal web, è una pratica che i social stanno sempre più contrastando e che potrebbe violare in alcuni casi la privacy dei cittadini. Pensiamo ad esempio al caso di qualche anno fa di Cambridge Analytica, dove il data scraping è stato utilizzato per controllare le elezioni in USA. Sarà da vedere dunque se l'idea dell'Agenzia delle Entrate sarà effettivamente realizzabile, sia da un punto di vista tecnico che da un punto di vista legale. #### La piattaforma antipirateria è entrata in funzione > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:19 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana è stata finalmente attivata la piattaforma antipirateria che avrà il compito di bloccare le trasmissioni illegali delle partite sportive, con particolare riferimento a quelle della Serie A di calcio italiana. Piracy Shield è stata pensata per arrivare a bloccare entro 30 minuti le stream illegali utilizzando sia il dominio ma anche il protocollo IPv4, che un giorno potrebbe essere sostituito dall'IPv6. Ma come funzionerà Piracy Shield? I provider che detengono i diritti per la trasmissione degli eventi sportivi come Sky o DAZN per il calcio potranno caricare sulla piattaforma gli indirizzi IP o i domini dei siti pirata che stanno trasmettendo un contenuto senza autorizzazione, con tanto di prove forensi in grado di certificare la violazione. Chi effettua la richiesta avrà solo pochi minuti a disposizione per correggere eventuali errori, dopodiché Piracy Shield andrà a generare un ticket che includerà la segnalazione tra la lista di tutti i siti incriminati. Da questa lista potranno infine attingere gli operatori di telecomunicazione e di rete che avranno fino a 30 minuti per arrivare ad oscurare il sito, operando sia manualmente ma anche in maniera automatica. #### IA nella videosorveglianza, il no del Garante > Fonte: Garante della Privacy - Timestamp: 03:30 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: Il garante della privacy ha comminato una multa di 50.000 euro al comune di Trento per violazioni nel trattamento dei dati in due progetti di ricerca scientifica. Finanziati con fondi europei per sviluppare soluzioni per la sicurezza urbana, entrambi i progetti hanno utilizzato telecamere e microfoni in modo non conforme alla normativa sulla protezione dei dati. Il progetto Marvel ha coinvolto l'acquisizione di filmati e audio dalle telecamere di video sorveglianza nel territorio comunale, analizzati automaticamente tramite l'intelligenza artificiale per individuare eventi di rischio per la sicurezza pubblica. Nel progetto Protector, oltre ai filmati di video sorveglianza, sono stati raccolti e analizzati messaggi d'odio sui social media al fine di identificare minacce per i luoghi di culto, sempre attraverso la tecnica di data scraping di cui parlavamo poco fa. Il garante ha rivelato diverse violazioni, evidenziando la mancanza di un quadro giuridico idoneo a giustificare i trattamenti di dati personali, inclusi quelli relativi a reati categorie particolari. Le tecniche di anonimizzazione sono risultate insufficienti, aumentando il rischio di reidentificazione degli interessati. La mancanza di trasparenza è stato un altro punto critico, con il comune che non ha fornito informazioni complete sui trattamenti nei documenti informativi e inoltre non è stata effettuata una valutazione di impatto prima di iniziare il trattamento. #### L'educazione digitale come motore della società contemporanea > - Timestamp: 05:06 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Istruzione - Tipologia: Topic **Davide**: L'istruzione nella società contemporanea e passata ha da sempre ricoperto un ruolo di assoluta rilevanza nella formazione delle competenze professionali delle persone, indirizzando queste ultime non solo al mondo del lavoro, ma anche all'acquisizione di conoscenze fondamentali utili all'arricchimento della propria cultura personale. In altri termini, l'obiettivo prioritario della formazione e dell'educazione è proprio quello di portare i giovani, ma anche gli adulti, a comprendere come funziona il mondo in tutte le sue componenti, partendo da quelle sociali ed economiche e arrivando sino a quelle tecnico-scientifiche. Conoscenze che, come ben sappiamo, non rimangono immutate nel corso dei decenni, ma vengono costantemente aggiornate e migliorate di pari passo con il progresso della civiltà. Un esempio di questo tipo si è verificato giusto qualche anno fa, con la pandemia da Covid-19, che nel giro di qualche mese ha stravolto, seppur temporaneamente, le modalità di erogazione e fruizione delle lezioni scolastiche, sia dei più piccoli che degli studenti universitari. La didattica a distanza, pur con tutte le difficoltà e i limiti del caso, ha ricoperto una veste cruciale soprattutto nel primo anno di pandemia, poiché è riuscita a garantire la continuità formativa a molti studenti in tutto il mondo. Da quel periodo particolarmente difficile, però, ci siamo resi conto che la didattica online non è certamente la via percorribile per il prossimo futuro. Tuttavia, tutte le implicazioni di carattere tecnologico, che ne sono derivate, possono essere integrate con le modalità di apprendimento tradizionali, per potenziare l'acquisizione delle informazioni e conoscere al tempo stesso come funziona la tecnologia, sia nel suo lato più produttivo che in quello più oscuro. I rischi associati al web sono ormai ben noti, specialmente quelli legati alle fakenews, alle truffe, alle violazioni della privacy, alla dipendenza dai social o dal cyberbullismo. Tutte problematiche che, se fino a dieci o vent'anni fa erano meno radicate, o legate soprattutto a fasce di età superiori, oggi non si può dire lo stesso, perché tra le diverse categorie rientrano anche quelle più giovani, nonché quelle più esposte ai pericoli relativi ad un utilizzo scorretto di internet. L'ambito scolastico rappresenta perciò il contesto ideale per integrare percorsi di educazione digitale nei programmi di studio. Oltre infatti ad acquisire competenze tecniche nell'uso degli strumenti digitali, gli studenti potrebbero apprendere ad esempio come riconoscere siti web o fonti di informazioni affidabili, gestire responsabilmente la propria presenza online e identificare e segnalare contenuti illegali o pericolosi sul web. Un'altra problematica legata all'utilizzo di internet e in particolar modo dei social è la perdita del contatto con la realtà e del mondo fisico, con persone che tendono a costruirsi una vita o una reputazione online paradossalmente più solida rispetto a quella reale. I social hanno infatti il potere di farci illudere di avere più amici di quanti ne abbiamo nella realtà, ma l'altra faccia della medaglia rivela che questo aspetto aumenta sensibilmente il numero di rischi, tra cui l'esposizione a fenomeni di violenza psicologica come il cyberbullismo, che generano nelle vittime conseguenze talvolta persino più gravi delle forme classiche di bullismo, circoscritte all'ambito scolastico. L'educazione digitale perciò si inserisce perfettamente in questo contesto, assumendo un ruolo di doppia rilevanza legato da una parte all'apprendimento della funzionalità delle tecnologie correnti, e dall'altro alla vera e propria educazione al corretto utilizzo delle vaste risorse presenti su internet. Tra i vantaggi legati all'utilizzo della tecnologia nella didattica, viene innanzitutto l'accessibilità globale alle informazioni, che di fatto permette di superare le barriere geografiche e socio-economiche, consentendo agli studenti di accedere a contenuti educativi di alta qualità, indipendentemente dalla loro posizione o situazione economica. Il Covid, come introdotto poco fa, ha spalancato le porte a questo tipo di didattica, sdoganando piattaforme di e-learning e corsi online, consentendo un apprendimento più personalizzato e compatibile con le proprie tempistiche ed esigenze. Nel corso della nostra carriera scolastica c'è stato insegnato che le forme migliori di studio, soprattutto nei primi anni, non sono quelle basate sull'uso esclusivo dei libri, bensì quelle che promuovono la partecipazione e il coinvolgimento diretto delle materie scolastiche. In una classe tradizionale questo aspetto viene spesso trascurato e poco valorizzato, eppure se si incentivasse l'adozione di strumenti tecnologici come visori per la realtà virtuale, quiz interattivi o simulazioni varie, gli studenti potrebbero esplorare concetti complessi in modo pratico e coinvolgente. La didattica digitale favorirebbe inoltre la collaborazione tra studenti e insegnanti in diverse parti del mondo, definendo così una dimensione globale dell'apprendimento, in grado di arricchire le prospettive degli studenti per prepararli ad affrontare sfide globali e sviluppare al tempo stesso importanti abilità sociali e di comunicazione. Da anni il Ministero dell'Istruzione cerca di promuover progetti per l'introduzione delle tecnologie in classe e la loro integrazione con le risorse tradizionali, come le lavagne interattive multimediali, le cosiddette LIM. Eppure, vuoi per la scarsa praticità di utilizzo e della poca dimestichezza dei professori verso questi strumenti, si è preferito tornare alle vecchie e pur sempre affidabili lavagne a gessetto. Oggi, con tecnologie più mature e meno sperimentali rispetto a quelle di 5-10 anni fa, si sta puntando all'integrazione nelle aule delle Digital Board, l'equivalente delle LIM ma in versione 2.0. Si tratta sempre di lavagne digitali, con la possibilità di scrivere al loro interno. Tuttavia, questa funzionalità è stata notevolmente migliorata e potenziata con la possibilità di integrare anche la voce e i diversi linguaggi multimediali. Le potenzialità di questi strumenti permettono agli insegnanti di sovrapporre diverse modalità di insegnamento, tra cui la possibilità di evidenziare con la penna elementi presenti all'interno di un documento o sull'immagine di un'opera d'arte, mentre la compatibilità resa possibile grazie alla diffusione delle app garantisce il "mirroring" verso i singoli dispositivi degli studenti, i quali possono opportunamente interagire fornendo ulteriori spunti per discussioni o nuovi punti di vista. Ad ogni modo, avere a disposizione la tecnologia non sempre basta per saperla anche utilizzare al meglio, poiché se le potenzialità degli strumenti digitali sono pressoché infinite, dall'altra parte la tecnologia può rappresentare il primo elemento di distrazione, portandola a diventare controproducente per l'apprendimento finale. Perciò, se il sistema scolastico è quantomeno sulla giusta strada - con l'adozione delle nuove tecnologie nelle aule - in parallelo si dovrebbero aggiornare anche le modalità di insegnamento tradizionali, cercando di adottare nuovi approcci che sappiano integrare e sfruttare il pieno potenziale degli strumenti digitali. Tra quelli che si stanno affermando maggiormente troviamo l'approccio alla gamification dell'apprendimento, che consiste essenzialmente nell'uso di elementi tipici del gioco, del videogioco e del game design in contesti non propriamente ludici, come appunto la scuola. Questo metodo di apprendimento innovativo e singolare, naturalmente non poteva essere applicato in tutte le sue potenzialità fino a 10-20 anni fa. Oggi, invece, con le applicazioni e la riduzione del "digital divide" è possibile adottare tecniche e metodologie per coinvolgere maggiormente gli studenti e facilitare l'apprendimento in classe. Tra le soluzioni che un giorno si spera arrivino in tutte le scuole, vi è sicuramente l'integrazione con i sistemi digitali tradizionali dei visori per la realtà virtuale e aumentata, di cui abbiamo ampiamente parlato nella puntata "Realtà aumentata e virtuale: l'innovazione che stenta a decollare". Benché si tratti di dispositivi apparentemente incentrati all'isolamento delle persone dal mondo reale, l'utilizzo dei sistemi VR e AR in classe non si baserebbe esclusivamente su sessioni one-to-one, bensì sulla possibilità di collegare il visore al display interattivo dell'aula e proiettare quello che si vede sullo schermo, così da facilitare il coinvolgimento e la partecipazione degli altri studenti. L'utilizzo della realtà virtuale nella scuola italiana, però, è un fenomeno ancora marginale rispetto alle altre nazioni europee ed extra-europee, e le ragioni di questo ritardo sono imputabili sia all'aspetto economico, per l'elevato costo delle attrezzature, sia a quello di mentalità, poiché nelle aule delle scuole italiane ancora si privilegiano forme di pensiero sequenziale e strutturato tipico di un mondo incentrato sul libro. Invece, la scuola non può e non deve ignorare i linguaggi che gli studenti utilizzano nella loro vita quotidiana, come i contesti virtuali e ludici in cui trascorrono il loro tempo, poiché la dimensione immersiva che il videogioco o la realtà virtuale comportano coinvolge prevalentemente la sfera emotiva di chi la fruisce, determinando forme di apprendimento attivo e fortemente motivanti. In conclusione, l'era digitale presenta opportunità senza precedenti, ma come accennato inizialmente anche rischi concreti se non affrontati con la dovuta consapevolezza. Garantire perciò un'educazione digitale completa e trasversale sarà la chiava per costruire un futuro in cui la tecnologia sarà un mezzo al servizio del benessere individuale e sociale. La collaborazione tra scuole, famiglie e istituzioni dovrà essere il fondamento sul quale iniziare a promuovere questa missione, perché solo comprendendo appieno il potenziale, ma anche i pericoli del mondo digitale, potremo davvero creare un mondo ancora più informato e consapevole. #### Conclusione - Timestamp: 14:13 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e6 ## Thoughtworks: la percezione delle persone sul futuro dell’IA generativa > La presentazione di [ChatGPT](https://chat.openai.com) ha dato il via alla nascita di numerosi e sempre più potenti [Large Language Models](https://it.wikipedia.org/wiki/Modello_linguistico_di_grandi_dimensioni), intelligenze artificiali in grado di comprendere e, in un certo senso, ragionare con il linguaggio umano. Sempre più aziende hanno deciso di adottare questo tipo di IA, sia come nuovo modo di assistere i propri clienti, ma anche integrandola nei processi produttivi o decisionali. Con una tecnologia così recente e, per certi aspetti rischiosa, è fondamentale conoscere anche il parere e le eventuali preoccupazioni di consumatori e lavoratori. [Thoughtworks](https://www.dentrolatecnologia.it/thoughtworks.html) ha condotto una ricerca per provare a determinare il quadro della situazione e dipingere la percezione da parte delle persone. Per parlarcene abbiamo invitato [Matteo Vaccari](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.vaccari.html), Tech Principal di Thoughtworks Italia. Nella sezione delle notizie parliamo di un nuovo traguardo per la [fusione nucleare](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e22?t=251) e infine di come l’Unione Europea voglia semplificare lo sviluppo della [banda ultralarga](https://bandaultralarga.italia.it/). - Stagione: 6 - Episodio: 6 - Data di pubblicazione: 2024-02-10 06:45:00 - Durata: 21:55 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e6](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e6) - Episodi correlati: s5e44 - Tag: matteo vaccari,tech principal,thoughtworks,intelligenza artificiale generativa,generative ai,lavoro, privacy,dati,sviluppatore,creatività,diritto,regolamentazione,survey,sondaggio,large language models,chatgpt,fusionenucleare,energia,jet,reattore,iter,gigabit internet act,eu,ue,unione europea,banda larga,internet veloce,banda ultralarga ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Matteo**: La maggior parte degli intervistati in tutti i paesi, compreso l'Italia, si dicono sia interessati ma anche spaventati dalle prospettive che questa tecnologia apre. C'è anche interesse da parte dei consumatori al fatto che le aziende utilizzino queste tecnologie per migliorare i loro prodotti, ma ci sono anche dei fattori di preoccupazione su come questa tecnologia verrà usata dalle varie aziende. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di una ricerca commissionata dalla società Thoughtworks, che ha cercato di capire come persone, utenti e lavoratori percepiscono l'evolversi dello sviluppo dell'intelligenza artificiale generativa e del suo impatto nelle nostre vite. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Un traguardo per la fusione nucleare > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:27 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Energia, Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana è stato annunciato che il reattore a fusione nucleare esperimentale Joint European Torus, conosciuto come JET situato in Regno Unito, ha raggiunto nuovo record assoluto di produzione di energia, con 69 megajoule ottenuti da una reazione di fusione della durata di 6 secondi. Per ottenere questo quantitativo di energia sono stati utilizzati solamente 0,21 milligrammi di una miscela composta da isotopi dell'idrogeno, deuterio e trizio, di cui varrebbe circa 2 kg di carbone se l'obiettivo fosse produrre la stessa quantità di energia. Il risultato è stato ottenuto durante una campagna di sperimenti che si è svolta tra il 31 agosto e il 14 ottobre 2023, giorno che tra l'altro ha decretato la chiusura definitiva delle attività del JET. L'obiettivo di questa sperimentazione era quello di testare il reattore in diversi scenari operativi, che si spera troveranno in realtà nelle attività di ITER, ovvero il reattore sperimentale internazionale, che dovrà dimostrare, un giorno, la fattibilità della fusione nucleare su scala industriale. #### L’UE semplifica il corso della banda ultralarga > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:34 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Internet, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Più volte abbiamo parlato di come la banda ultralarga sia fondamentale nel processo di digitalizzazione del nostro Paese. Tuttavia, i lavori di posa per aggiornare l'infrastruttura e posare i cavi in fibra ottica sono in Italia, come in molti altri Paesi dell'Unione Europea, ancora incompleti. Per accelerare questo processo, dunque l'Unione Europea ha adottato il Gigabit Infrastructure Act, una legge che mira a velocizzare la diffusione di Internet ad alta velocità. In particolare questa legge cerca di ridurre i costi e semplificare la burocrazia per quanto riguarda la richiesta delle autorizzazioni per posare la fibra. Inoltre la normativa impone di digitalizzare le informazioni sullo stato di avanzamento delle opere pubbliche, concluse, programmate e in corso, per permettere agli operatori di pianificare in maniera più veloce e ottimizzata i lavori infrastrutturali. Riassumendo, dunque, quando entrerà in vigore il Gigabit Infrastructure Act, l'installazione delle reti sarà più veloce, con procedimenti più snelli, un coordinamento dei lavori tra i vari operatori più semplice ed efficiente e con costi complessivi ridotti. L'obiettivo finale è quello di raggiungere entro il 2030 una completa diffusione della rete ultraveloce sia in fibra che in 5G. #### Thoughtworks: la percezione delle persone sul futuro dell’IA generativa > - Timestamp: 04:00 - Autori: Thoughtworks, Matteo Vaccari, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Intervista **Davide**: La presentazione di ChatGPT il 30 novembre del 2022 ha dato il via alla nascita di numerosi e sempre più potenti large language models, ossia intelligenze artificiali in grado di comprendere e in un certo senso ragionare con il linguaggio umano. Sempre più aziende quindi hanno deciso di adottare questo tipo di IA sia come nuovo modo di assistere i propri clienti, ma anche integrandola nei processi produttivi o decisionali. Con una tecnologia così recente e per certi aspetti "rischiosa", però, è fondamentale conoscere anche il parere e le eventuali preoccupazioni dei consumatori e lavoratori. E per parlarne siamo in compagnia di Matteo Vaccari, Tech Principal di Thoughtworks Italia. Benvenuto Matteo. **Matteo**: Buongiorno a tutti. **Davide**: Innanzitutto, chi è Thoughtworks e di che cosa vi occupate? **Matteo**: Thoughtworks è una azienda di consulenza globale che si occupa di strategia e sviluppo software custom per i clienti. Li seguiamo dall'end-to-end, quindi fin dalla definizione della strategia fino alla consegna del software e a eventualmente alle operations dopo. **Davide**: Ok, e nel corso di questi ultimi mesi avete condotto una ricerca giusta in tema di intelligenza artificiale dell'impatto che ha sugli utenti. Quindi ci spieghi in che cosa consiste questa ricerca e che impatto ha appunto sugli utenti, consumatori? **Matteo**: Sì, in ottobre abbiamo condotto tramite una agenzia, una ricerca, abbiamo intervistato 10.000 persone che avessero familiarità con l'AI divise in dieci paesi, 1000 per paese. E lo scopo della ricerca era intanto capire il sentimento dei consumatori nei confronti di una tecnologia che cambia rapidissimamente. Poi capire se il pubblico sente il bisogno della regolamentazione... come vivono la possibilità o la necessità che si regolamenti l'AI generativa e infine usare questi risultati per aiutare le aziende a trovare un equilibrio fra, diciamo, regolamentazione e innovazione. **Davide**: Ok, che questo si ricollega appunto a quello che fate. A proposito della ricerca, quindi, i consumatori, gli utenti, come hanno colto soprattutto nell'ultimo anno l'utilizzo da parte delle aziende dell'intelligenza artificiale generativa? **Matteo**: Allora, il primo risultato è che c'è molto interesse, ma anche molta preoccupazione. La maggior parte degli intervistati in tutti i paesi, compreso l'Italia, si dicono sia interessati, ma anche spaventati, dalle prospettive che questa tecnologia apre. C'è anche interesse da parte dei consumatori al fatto che le aziende utilizzino queste tecnologie per migliorare i loro prodotti, ma ci sono anche dei fattori di preoccupazione, su come questa tecnologia verrà usata dalle varie aziende. **Davide**: Ok, e quali sono questi fattori di preoccupazione? **Matteo**: Ma intanto c'è una preoccupazione sulla privacy dei dati, cioè io adesso do i miei, non so, faccio, cerco di mandare il mio curriculum a un'azienda, i miei dati verranno inseriti in un sistema di intelligenza artificiale che magari li userà per addestrare un modello. Questo è il tipo di domande che almeno i consumatori più, che capiscono di più di queste tecnologie si stanno ponendo. Altri problemi molto grossi sono la protezione dei contenuti dannosi. Sul fatto che tu possa usare l'AI per generare dei plagi, dei falsi, della disinformazione o essere indotti a credere che un contenuto generato dall'AI sia in realtà un contenuto autentico realizzato da un essere umano. **Davide**: Ok, quindi c'è questa preoccupazione perché di solito quando si parla di dati, negli ultimi anni si è parlato di dati, si dice un po anche in Italia che gli utenti non siano poi così interessati - erroneamente - ai dati che mettono su internet, invece forse l'intelligenza artificiale generativa ha mostrato quali sono i pericoli di avere dei dati online e la possibilità anche di creare dei contenuti falsi - che però sono altamente credibili - oppure rubare un diritto d'autore o comunque delle proprietà agli utenti. **Matteo**: Esatto, tutte queste cose che hai detto sono fattori di preoccupazione che gli intervistati hanno mostrato di tenere in considerazione. **Davide**: Ok, e a proposito di questi aspetti, chi dovrebbe intervenire secondo gli utenti? Dovrebbero essere in primis le aziende, gli sviluppatori a dover mettere un freno o comunque regolare queste intelligenze artificiali generative oppure dovrebbe intervenire le autorità pubbliche quindi regolamentare, una regolamentazione che viene dall'alto. **Matteo**: Guarda, c'è un dato contraddittorio perché da un lato gli intervistati hanno risposto con una certa decisione che c'è una necessità di regolamentare la materia, ma allo stesso tempo si dimostra un certo scetticismo sul fatto che le aziende poi effettivamente giochino secondo le regole, una volta che queste regole ci siano. Ed è qui secondo me che c'è l'opportunità per le aziende perché se un'azienda gioca da anticipo e si dimostra di giocare pulito con queste tecnologie per cui ad esempio indicare chiaramente come utilizzano i nostri dati, spiegarci che garanzie... che i contromisure che hanno intrapreso per evitare che la tecnologia venga usata per produrre contenuti dannosi. O per esempio anche soltanto dichiarare esplicitamente: "questo è un contenuto generato dall'AI, questo è un contenuto generato da un essere umano". Giocando da anticipo e quindi venendo incontro alle preoccupazioni del pubblico anche prima, anche se la regolamentazione non lo richiede ancora possono avere un vantaggio competitivo perché i consumatori hanno - rispondendo a questo survey - hanno detto che sono più propensi a comprare da un'azienda che usa tecnologia in maniera responsabile. **Davide**: Ok, quindi mostrarsi più trasparenti rispetto ad altre realtà del settore, quindi questo sarebbe un aspetto positivo visto bene dai consumatori. **Matteo**: Esatto, esatto. **Davide**: Invece, per quanto riguarda la regolamentazione che viene dall'alto, questa arriverà sicuramente nei prossimi anni, ma cosa dicono riguardo i consumatori? **Matteo**: È senz'altro positiva secondo il sentimento dei consumatori, bisogna anche in particolare, abbiamo chiesto ai consumatori italiani cosa pensano della normativa che sta venendo approvata in questi giorni dalla Comunità Europea, e il responso è stato decisamente positivo perché il pubblico sente la paura di come può essere usata questa tecnologia, per cui c'è una forte richiesta di regolamentazione anche se c'è comunque questo scetticismo, come vi dicevo, che potrebbe non essere rispettata e in ogni caso abbiamo che almeno il 49% di quelli che hanno risposto dall'Italia erano fortemente in accordo con la necessità della regolamentazione come l'EU AI Act. **Davide**: Ok, un altro aspetto interessante, ora abbiamo parlato di dati e quindi di come gli utenti e consumatori potrebbero in qualche modo venire pregiudicati da questi dati e come devono comportarsi le aziende, per quanto riguarda invece la sostituzione dei lavoratori, cioè c'è una paura reale e concreta nelle persone che avete intervistato nel vedere il proprio lavoro rimpiazzato, sostituito da quello dell'intelligenza artificiale generativa? **Matteo**: Sì, decisamente. Il 69% degli italiani ha risposto di essere preoccupato o molto preoccupato per il fatto che il proprio posto di lavoro possa essere a rischio a causa di questa tecnologia, soprattutto per quanto riguarda il lavoro impiegatizio, perché sono il tipo di lavoro che sarà più a contatto con questo tipo di tecnologie. E da questo punto di vista noi Thoughtworks la nostra posizione, non la posizione che emerge dal survey, ma la posizione che noi raccomandiamo è di integrare la tecnologia AI nel flusso di lavoro, più che usarla più per potenziare il lavoro delle persone, più che per sostituirle. **Davide**: Ok, cioè dare l'intelligenza artificiale generativa come strumento nelle mani del lavoratore per facilitarlo nell'attività quotidiana e magari per permettergli di familiarizzare meglio con lo strumento e capirne, magari anche i punti deboli, ecco, e quindi capire che effettivamente cosa consiste questo strumento. **Matteo**: Io direi che gli utilizzi più potenti, diciamo, di questa tecnologia potrebbero essere nel migliorare come le persone fanno il loro lavoro, quindi aiutarli ad esempio ad avere delle risposte più consistenti a vari problemi che possono incontrare sul lavoro, oppure a eliminare le parti ripetitive del loro lavoro in modo da consentirgli di concentrarsi sulle parti che richiedono una decisione o una risposta più creativa. Almeno questo è quello che noi pensiamo che possa essere un'opportunità per le aziende. Poi vari soggetti che hanno fatto ricerche su questo argomento comunque, e anche il buonsenso suggerisce che ogni impiegato farebbe meglio a familiarizzarsi con questa tecnologia perché è un fattore di sicurezza sul proprio lavoro il fatto di conoscerla e essere famigliari. Come fino a un po di tempo fa era un fattore discriminante saper usare il computer, adesso è diventato scontato. **Davide**: Hai parlato di settore impiegatizio, invece riguardo al settore creativo avete raccolto qualche dato? **Matteo**: Non c'è un dato specifico per il settore creativo, abbiamo fatto più che altro una distinzione fra white collar e blue collar e diciamo che in white color si include il settore creativo in questa grande categorizzazione. **Davide**: E tutto quello che hai detto finora vale anche per quel settore, giusto? **Matteo**: Sì, io ritengo di sì. **Davide**: Ok, prima hai forse già accennato a questo aspetto, ma prima parlavi dell'approccio che devono avere le aziende in questo settore per integrare nel modo corretto l'intelligenza artificiale generativa ed essere più trasparenti anche di fronte ai clienti, ai loro cliente, ai consumatori e ci sono altri modi in cui secondo voi le aziende devono approcciarsi a questo mondo nei confronti dei consumatori per evitare appunto che nascano delle preoccupazioni. **Matteo**: Guarda, le tre indicazioni principali sono che le aziende debbano indicare chiaramente come vengono utilizzati i dati personali, fornire garanzie in merito alla creazione di contenuti illegali e le garanzie sono dimostrare che ci sono delle contromisure in atto e infine dichiarare quando un contenuto che viene pubblicato è stato generato automaticamente o è stato generato da un essere umano. **Davide**: E tutto quello che ci hai detto finora dal tuo punto di vista cambierà nel giro di poco, cioè questa tecnologia la vedete è sempre più presente in questo settore? **Matteo**: Sicuramente, è un diciamo questo è un inizio e l'impressione che si ha è che le applicazioni siano limitate solo dalla creatività e dal fatto che questa tecnologia è emersa da così poco tempo che non si è ancora capito tutte le maniere in cui si potrà utilizzare in maniera creativa. Indipendente dal fatto che la tecnologia comunque continua a migliorare e a avere performance sempre più impressionanti, il fattore limitante sembra essere inventare come utilizzarla in maniera più proficua. **Davide**: E tutti i vostri clienti hanno espresso questa esigenza di utilizzare l'intelligenza artificiale generativa, cioè è applicabile in qualsiasi ambito che seguite? **Matteo**: C'è molto interesse e anche qui ci sono applicazioni più geniali e applicazioni più scontate. Una delle cose che suscita molto interesse è il fatto che possa cambiare la professione dello sviluppatore di software. Io sono sviluppatore di software, è un problema che mi pongo molto seriamente e l'AI generativa applicata allo sviluppo di software può essere utilizzata per generare software in maniera molto rapida. Il problema qual è? Il problema delle allucinazioni che noi abbiamo quando io vado a fare una domanda puntuale a un AI generativa e gli chiedo una cosa su un fatto, un libro, un evento verificabile, c'è la possibilità che inventi la risposta di una pianta. Allo stesso modo quando io faccio generare un programma o una parte di programma a un AI si corre il rischio che il risultato non funzioni correttamente. Quindi devi, è un... multiplica la mia capacità di programmatore a patto che io abbia sempre un meccanismo a disposizione per verificare la qualità e la validità del risultato che mi propone l'AI. Quindi se tu hai un meccanismo di lavoro in cui tu verifichi passo a passo quello che fai. E questo è un meccanismo di lavoro che è raccomandato da sempre per lo sviluppo software, se tu passo a passo a una maniera di verificare che la riga di coraggio che hai scritto è corretta, potrai applicare questa cosa con l'AI generativa e diventerà un fattore moltiplicativo di capacità. Ma se tu non hai questa pratica sotto mano, sotto le dita, corri il rischio di perdere più tempo a correggere gli errori prodotti dall'AI che non a risparmiare tempo perché l'AI ti ha scritto qualche cosa. **Davide**: Ok, quindi anche questo è un aspetto importante e che adesso c'è parlato del lavoro del programmatore, lo sviluppatore, però vale immagino per tutti gli altri settori, quindi bisogna essere in grado di evitare che sia controproducente utilizzare l'intelligenza artificiale generativa. **Matteo**: Assolutamente, hai ragione. **Davide**: Sì, poi pensavo che comunque un ulteriore elemento che può favorire lo sviluppo di questa tecnologia è il fatto che in certi settori, come sempre è quello che ti riguarda - dello sviluppo - c'è carenza di persone, quindi c'è la necessità di trovare degli strumenti che sono in grado di permettere una maggiore efficienza, di poter sviluppare più codice e quindi questo sicuramente è un aspetto che favorirà ulteriormente l'utilizzo di questa tecnologia. **Matteo**: Sì, è corretto. Nello sviluppo software, poi, che è un'attività che estremamente richiede una quantità molto grande di tempo, il problema della carenza di talento è molto sentito. Si può usare l'AI per l'educazione. Questo è secondo me un fattore esplosivo. Si può usare l'AI per imparare la matematica come per imparare la programmazione e tante altre materie. Quindi, secondo me, avrà una grande potenzialità per far crescere le persone e quindi trovare più facilmente un posto di lavoro qualificato. Almeno questo è quello che io mi auspico. **Davide**: Perfetto, va bene. Grazie Matteo per averci fatto questo quadro generale sullo stato attuale dell'intelligenza artificiale generativa o meglio, di come è percepita dai consumatori anche questa riflessione finale sul mondo del lavoro. A presto. **Matteo**: È stato un piacere, grazie. #### Conclusione - Timestamp: 21:03 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e7 ## La connessione mente-macchina è alle porte > Il [cervello](https://it.wikipedia.org/wiki/Cervello) è l’organo più complesso del corpo umano, che nonostante tutti i progressi tecnologici cela ancora numerosi misteri tutti da scoprire. Un organo composto da circa 85 miliardi di [cellule](https://it.wikipedia.org/wiki/Cellula) interconnesse, in grado di generare pensieri, controllare il movimento del corpo, gestire ricordi, elaborare informazioni e tanto altro. Ma cosa c'entra il cervello con la tecnologia? In questa puntata vogliamo concentrarci su come la tecnologia e lo sviluppo di nuovi sistemi ci stiano aiutando a capire meglio come funzioniamo e sfruttare queste informazioni per aprire un universo di nuove possibilità e nuovi modi per interagire con il mondo, da protesi sempre più sofisticate in grado di essere controllate direttamente dal cervello, alla capacità di controllare la propria casa o i propri dispositivi con il pensiero. Nella sezione delle notizie parliamo degli enormi progressi dell’IA nell’ultimo anno, tra cui [Sora](https://openai.com/sora) di OpenAI, dei blocchi ingiustificati di siti web avvenuti tramite [Piracy Shield](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e5?t=139) e infine di una sentenza della [Corte europea dei diritti dell'uomo](https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_europea_dei_diritti_dell%27uomo) che dichiara che le [backdoor](https://it.wikipedia.org/wiki/Backdoor) rappresentano una minaccia per i [Diritti Umani](https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani). - Stagione: 6 - Episodio: 7 - Data di pubblicazione: 2024-02-17 06:45:00 - Durata: 16:51 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e7](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e7) - Episodi correlati: s3e13, s4e19 - Tag: cervello,brain computer interface,interfaccia neurale,bci,neuralink,connessione uomo-macchina,mente,telepatia,telecinesi,controllo remoto,domotica,riabilitazione,neuro,piracyshield,streaming,ip,cdn,cloudfare,corte europea,diritti dell'uomo,crittografia end-to-end,backdoor,messaggistica,privacy,sicurezza,ia,ia generativa,openai,video,deepfake,intelligenza artificiale,sora,gemini ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi vedremo come procede lo studio del nostro cervello e come la tecnologia potrà aiutarci a curare malattie degenerative o far riacquisire abilità ad oggi irrecuperabili. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Gli enormi progressi dell’IA nell’ultimo anno > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 00:57 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Novembre del 2022 verrà probabilmente ricordato come il mese in cui ha veramente avuto inizio la rivoluzione nel mondo dell'intelligenza artificiale, con la presentazione di ChatGPT. Nell'ultimo anno, infatti, in questa tecnologia sono stati investiti diversi miliardi di euro, per realizzare modelli sempre più grandi, potenti ed efficienti. In ambito immagini, sono stati presentati MidJourney 5 e 6, Dall-E 2 e Adobe Firefly, recentemente anche Stable Cascade di Stability AI, che promette un'ancora maggiore ottimizzazione. In ambito testuale, invece, abbiamo visto ovviamente ChatGPT nella versione 3, poi 3.5 e infine 4, la più potente al momento. Anche Google non si è fatta attendere con Google Bard, Google Gemini e Gemini Ultra, da poco disponibili al pubblico. E, fortunatamente, i riflettori che ha attirato su di sé questa tecnologia hanno portato anche a investimenti e pubblicazione di IA anche open source, come Lama2 di Meta, che hanno permesso uno sviluppo esponenziale nel mondo dell'intelligenza artificiali generative o di progetti pubblici, privati e prodotti correlati. Abbiamo visto immagini e testi, dunque, ma per i video? Nel corso di questo ultimo anno ci sono state alcune aziende che hanno proposto delle IA in grado di generare video a partire da un prompt, come Gen-2 di Runway, con risultati abbastanza buoni. E giovedì OpenAI ha segnato un altro piccolo punto di svolta in questo campo, con la presentazione di Sora. Sora, infatti, dalle prime immagini sembra essere attualmente il più potente modello per generare video, in alta qualità e molto dettagliati, a partire da una breve descrizione. Mai come ora questa tecnologia sta progredendo così tanto, e OpenAI si è detta disponibile a lavorare con enti, artisti ed educatori per sviluppare la sua IA in modo quanto più etico e sicuro possibile, soprattutto visti i preoccupanti scenari che si possono aprire con tecnologie così potenti. #### I blocchi ingiustificati di Piracy Shield > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:59 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Da qualche settimana è entrata in funzione la piattaforma antipirateria Piracy Shield, ovvero uno strumento fortemente voluto dalla Lega Calcio per contrastare in maniera rapida ed efficace le trasmissioni illegali di eventi sportivi live, agendo tramite un blocco degli indirizzi IP in questione. Il problema però è che, nonostante le corrette segnalazioni, Piracy Shield sta bloccando anche siti streaming pienamente legali, e che dunque non hanno nulla a che fare con il famoso pezzotto. Ad esempio nei giorni scorsi, anche se non erano in programma eventi sportivi, qualcuno ha deciso di aprire su Piracy Shield diversi ticket per bloccare alcune piattaforme distribuite da una nota Content Delivery Network, partner di CloudFlare, le quali risultano ora irraggiungibili dall'Italia. Incidenti come questo o persino più estesi, potrebbero capitare nuovamente in futuro, e questo perché con Piracy Shield non c'è alcun controllo sulle segnalazioni fatte dai detentori dei diritti d'autore. Perciò dopo due settimane di operatività forse è già arrivato il momento di rivalutare il funzionamento della piattaforma, che dovrebbe contrastare la pirateria e non dei servizi del tutto legali. #### Le backdoor minacciano i Diritti Umani > Fonte: HWUpgrade.it - Timestamp: 04:10 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Una sentenza storica della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha sollevato un dibattito cruciale riguardo la proposta di introdurre "backdoor" nei sistemi di messaggistica e di posta elettronica. La Corte ha stabilito che indebolire la critografia end-to-end costituisce una minaccia significativa ai diritti umani, soprattutto alla privacy e alla sicurezza delle comunicazioni. Il caso ha avuto origine da una richiesta dei servizi segreti russi a Telegram di accedere alle chat protette degli utenti nel 2017. Telegram si è opposta sostenendo che tale azione avrebbe compromesso la sicurezza di tutti gli utenti, non solo quelli coinvolti in attività illegali. La Corte ha concordato, evidenziando che l'introduzione di backdoor renderebbe tecnicamente possibile una sorveglianza generalizzata e indiscriminata delle comunicazioni elettroniche personali. Questa decisione ribadisce l'importanza della critografia end-to-end come fondamento della privacy e della sicurezza online, respingendo l'idea che agevolare le indagini delle forze dell'ordine possa giustificare l'indebolimento di tali misure di sicurezza. #### La connessione mente-macchina è alle porte > - Timestamp: 05:35 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Medicina - Tipologia: Topic **Davide**: Pensiamo di sapere tutto su come funziona il nostro corpo? Nel corso dei secoli, la scienza e la medicina, moderna e non, hanno fatto passi da gigante per quanto riguarda la comprensione di quella macchina straordinariamente complessa che è l'essere umano. Capire come funzionano e il ruolo che hanno i vari organi, i muscoli, gli ormoni prodotti dall'organismo permette e permetterà infatti di vivere meglio e più a lungo, eliminare per sempre malattie, disturbi o disabilità, o estendere le capacità e le potenzialità del corpo umano, ad esempio grazie ai trapianti o agli organi artificiali. Tema che, tra l'altro, abbiamo trattato e approfondito nella puntata "Frankenstein ai nostri giorni, si può fare?" Nella puntata di oggi, però, vogliamo concentrarci su un organo in particolare, probabilmente il più complesso del corpo umano e animale, e che nonostante tutti i progressi tecnologici cela ancora a numerosi misteri, tutti da scoprire, un organo composto da circa 85 miliardi di cellule, tra loro interconnesse da migliaia di collegamenti in grado di generare pensieri, controllare il movimento del corpo, gestire ricordi, elaborare informazioni e veramente tanto altro. Stiamo ovviamente parlando del cervello, il luogo dove risiede la nostra coscienza. Ma cosa c'entra il cervello con la tecnologia? Innanzitutto, scomodando un tema molto di moda in questo periodo, l'intelligenza artificiale, o meglio le reti neurali che la compongono, hanno una struttura palesemente ispirata al cervello naturale, con dei neuroni artificiali tra loro interconnessi per generare delle risposte. E se riuscissimo veramente a comprendere come funziona questo organo, come sono strutturate le varie aree, le loro funzioni, come sono connessi tra loro i neuroni, potremmo probabilmente sviluppare intelligenze artificiali ancora più complesse, simili in tutto e per tutto all'uomo, e magari addirittura in grado di formulare pensieri propri e sviluppare una propria consapevolezza, per quanto per certi versi un traguardo del genere possa essere spaventoso e pericoloso. Tuttavia, in questa puntata vogliamo concentrarci non tanto sull'intelligenza artificiale, che abbiamo già approfondito diverse volte, ma invece su come la tecnologia e lo sviluppo di nuovi sistemi ci stia aiutando a capire meglio come funzionano e sfruttare queste informazioni per aprire un universo di nuove possibilità e nuovi modi per interagire con il mondo, da protesi sempre più sofisticate in grado di essere controllate direttamente dal cervello alla capacità di controllare la propria casa e i propri dispositivi con il pensiero. Il primo grande punto di svolta nella comprensione del nostro corpo e soprattutto del nostro cervello avviene nel 1894, con l'invenzione o, per meglio dire, la scoperta dei Raggi X da parte di Wilhelm Conrad Röntgen. Grazie alle radiografie, infatti, è possibile vedere nel corpo umano in modo non invasivo e capire subito come sono disposte le varie parti del corpo. Tuttavia, i raggi X mostrano solamente fratture ossee o lesioni, ma non funzionano ad esempio per gli organi interni. Entra quindi in gioco nel 1906 un'altra tappa fondamentale, ossia l'utilizzo di agenti di contrasto, che hanno così permesso di visualizzare organi che prima risultavano invisibili e, addirittura, il sistema nervoso che percorre tutto il nostro corpo. Per quanto riguarda la comprensione del nostro cervello, però, la vera svolta probabilmente arriva nel 1971, quando Paul Lauterbur, presenta le prime immagini generate utilizzando l'imaging a risonanza magnetica. Questa nuova tecnologia, infatti, permette di visualizzare tridimensionalmente - a sezioni - l'intero organo, come appunto il cervello, senza doverlo sezionare fisicamente. E da qui in poi si sono sviluppate tecniche sempre più avanzate, anche combinate tra loro, per guardare in tempo reale l'attività cerebrale e risolverne i misteri in quello che viene chiamato "neuroimaging funzionale". Il neuroimaging funzionale, infatti, combina l'utilizzo della risonanza magnetica funzionale, dell'elettroencefalogramma, della tomografia ad emissione di positroni e altre tecnologie di diagnostica e di imaging per vedere come si comporta il cervello, le aree che si attivano o i segnali elettrici che vengono generati a seconda degli input, ossia di diversi stimoli come l'ascolto di una canzone, il movimento di una parte del corpo, mentre guardiamo delle immagini o parliamo. Per fare un paragone nel campo dell'informatica, questa tra virgolette "tecnica", si chiama "Ingegneria Inversa" e permette di capire come funziona un programma, ad esempio andando a leggere i dati sulla memoria del computer o cercando di decifrarne il codice binario. Tecnica utilizzata spesso, ad esempio, quando si parla di porting, ossia quando si cerca di ricreare un gioco o un programma, che è disponibile solo per un certo sistema operativo, ad esempio macOS, per renderlo utilizzabile anche su altri sistemi come Windows o Linux. Ma a cosa serve tutto questo? Oltre a comprendere meglio il funzionamento di un organo così complesso come il cervello umano e di conseguenza anche quello di altri animali, per capire anche come si formano e come possono essere curate diverse malattie neurologiche, gli studi derivanti dal neuroimaging hanno portato alla definizione e allo sviluppo delle cosiddette Brain Computer Interface, o BCI, conosciute anche come interfacce neurali. Le BCI sono dei dispositivi - più o meno grandi - in grado di catturare i segnali debolissimi elettrici del cervello, come un elettroencefalogramma, amplificarli, rimuovere eventuale rumore di fondo e infine tradurre il segnale in un'azione da compiere. Di fatto le interfacce neurali riescono - o perlomeno questo è l'obiettivo che si vuole raggiungere - a tra virgolette "leggere il pensiero" delle persone a cui vengono impiantate. La definizione è volutamente molto generica perché non esiste un solo tipo di interfaccia neurale, ma al contrario possono essercene di diverse tipologie in base all'obiettivo che si vuole raggiungere. Si parla spesso, ed è anche citato nella descrizione del nostro podcast, di rapporto uomo-macchina, di interfacce utente, di come in futuro l'interazione tra noi e computer cambierà con le nuove tecnologie. Ecco, sulla carta le BCI hanno la potenzialità per diventare il culmine di questo continuo progresso e avvicinamento tra le due realtà, quella virtuale, digitale, e quella naturale, analogica. Grazie alle Brain Computer Interface, infatti, la distanza che divide l'uomo dalla macchina sarà pressoché inesistente, in quanto basterà il semplice pensiero, ad esempio per controllare la propria casa, inviare un messaggio o lavorare. In futuro, magari, sarà possibile anche riuscire a dare una forma ai propri pensieri, o registrare i propri sogni aprendo la strada nuove forme d'arte. E in questo l'altro tipo di intelligenza, quella artificiale, potrà essere fondamentale per accelerare lo sviluppo di queste tecnologie. Ma per ora questi traguardi sono ancora molto distanti dall'essere raggiunti per non parlare degli scenari - per certi versi molto spaventosi - che aprirebbero, soprattutto in tema di privacy. Al momento, invece, il mondo della ricerca, in campo bioingegneristico, si sta concentrando su altri scenari, se vogliamo più nobili. Grazie alle interfacce neurali, infatti, si sta cercando di creare dispositivi in grado di restituire a persone con disabilità le funzionalità perse. Pensiamo ad esempio ad una persona che ha perso l'uso delle gambe o a cui è stato amputato un arto. Utilizzando degli elettrodi connessi al cervello umano, alcuni ricercatori sono riusciti a creare esoscheletri o protesi in grado di muoversi secondo la volontà della persona che la indossava. Ma non è finita qui. Le BCI, infatti, non sono sempre solo a senso unico, ma possono anche inviare degli stimoli elettrici o feedback al cervello. Ed ecco quindi che è stato realizzato un prototipo ancora molto acerbo di protesi che non solo può essere mosso con il pensiero, ma utilizzando i sensori presenti sul dispositivo riesce a restituire la sensazione del tatto, grazie a cui ad esempio si può regolare la forza con cui stringere un oggetto. Altri esempi di come gli studi sul cervello umano hanno permesso di cambiare la vita di alcune persone, riguarda invece la possibilità, con uno speciale caschetto, di controllare un computer o un tablet con la mente, restituendo la possibilità di interagire in maniera sempre più naturale con le altre persone a soggetti con malattie degenerative come quella di Stephen Hawking, costrette in sedia a rotelle praticamente incapaci di effettuare qualsiasi movimento. Queste, dunque, sono le vere potenzialità che possono offrire le interfacce neurali nel campo medico, e comprendendo sempre di più come funziona e come utilizza le informazioni nel nostro cervello, in futuro potremo veramente ridare una speranza a milioni di persone di poter diventare sempre più autonomi, o tornare a condurre una vita quanto più normale possibile. Dall'altro lato, quello più tra virgolette commerciale, invece, il progetto più ambizioso è probabilmente quello dell'azienda Neuralink. Dopo aver ricevuto l'autorizzazione della FDA, l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti farmaceutici, l'azienda ha qualche settimana fa impiantato per la prima volta il suo dispositivo nella calotta cranica di un paziente, volontario e umano. E i risultati, che già sembravano promettenti nei test condotti sugli animali, stanno venendo confermati. La BCI di Neuralink, infatti, riesce a registrare correttamente i segnali celebrali e i pattern di attivazione dei neuroni all'interno del cervello. Il dispositivo sarà poi connesso tramite Bluetooth allo smartphone o a un tablet o a un PC, che riceverà i comandi direttamente col pensiero. L'obiettivo iniziale di Neuralink, infatti, è proprio quello medico, ossia restituire ai pazienti, con danni neurologici, la possibilità di interagire con i dispositivi elettronici. Nulla vieta, però, che in futuro, con una conoscenza maggiore del nostro cervello, si aprano una serie di possibilità, tra cui quella di poter interagire direttamente con altre persone o estendere le capacità cognitive umane. Ovviamente, come abbiamo accennato poco fa, tutto questo porta ad implicazioni etiche e sociali immense. Questa tecnologia, che è ancora agli esordi, ha la potenzialità di cambiare radicalmente il rapporto tra l'uomo e la macchina. E per questo dobbiamo ringraziare le tecnologie come il neuroimaging, che ci permettono ogni giorno di comprendere sempre meglio come funziona il nostro cervello e risolverne uno alla volta i più grandi misteri. È fondamentale, dunque, che lo sviluppo delle interfacce neurali avvenga con moltissima cautela e in modo del tutto responsabile, riflettendo attentamente sui benefici, ma soprattutto sui pericoli di queste innovazioni. #### Conclusione - Timestamp: 15:59 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e8 ## CNAO: fisica e tecnologia per trattamenti oncologici mirati > La tecnologia ha reso possibile un approccio più mirato nei confronti dei [tumori](https://www.humanitas.it/malattie/cancro-e-tumore/#). Questo ha consentito ai medici di analizzare in dettaglio le caratteristiche uniche di ciascun tumore e di adattare le terapie in modo specifico compiendo così passi da gigante nella lotta contro il cancro. Per parlare di un approccio al trattamento dei tumori grazie ad [avanzate tecnologie](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e36?t=268) come l’adroterapia presenti presso il [CNAO](https://www.dentrolatecnologia.it/cnao.html), Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, abbiamo invitato [Maria Monica Necchi](https://www.dentrolatecnologia.it/maria.monica.necchi.html), responsabile dei progetti di espansione del CNAO e fisico delle particelle. Nella sezione delle notizie parliamo dei primi risultati di [Neuralink](https://www.dentrolatecnologia.it/S6E7?t=335) su un paziente umano e infine del primo arbitro con una [body cam](https://it.wikipedia.org/wiki/Body_cam) in campo. - Stagione: 6 - Episodio: 8 - Data di pubblicazione: 2024-02-24 06:45:00 - Durata: 43:58 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e8](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e8) - Episodi correlati: s5e36 - Tag: tumori,adroterapia,centro nazionale adroterapia oncologica,cnao,radioterapia,protoni,ioni carbonio,precisione submillimetrica,trattamento,boron neutron capture therapy,espansione,costi,fisico delle particelle,paziente,terapia oncologica,maria monica necchi,neuralink,neuroimaging,controllo remoto,controllo mentale,bci,brain computer interface,interfaccia neurale,calcio,seriec,arbitro,bodycam,video ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Monica**: Quello che CNAO sta per fare è creare un unicum al mondo. Avremo presto la sala Gantry con il fascio rotante di protoni. Avremo due sale con i fasci di neutroni. Metteremo in piedi la macchina burocratica per ottenere l'ok del Ministero della Salute ai trattamenti con la BNCT. E quindi ci aspettiamo presto di poter partire con tutte queste nuove opportunità per una migliore qualità di vita dei pazienti e dei trattamenti personalizzati. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proveremo a capire nel dettaglio come avviene presso il CNAO, il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, il trattamento di un tumore attraverso protoni, ionicarbonio e non solo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### I primi risultati di Neuralink su un umano > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:35 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: La scorsa settimana abbiamo parlato di cosa sono e come funzionano le BCI, o Brain Computer Interface. Tra gli esempi abbiamo parlato anche di Neuralink, che dopo aver ottenuto dalla FDA il permesso di testare il chip su pazienti umani, il 28 gennaio di quest'anno l'azienda ha eseguito il primo trapianto della loro interfaccia neurale N1. L'operazione è stata eseguita da un robot, sempre sviluppato da Neuralink, che ha impiantato il chip nella calotta cranica del paziente. Attraverso 1024 elettrodi il chip invia ad un dispositivo esterno i segnali celebrali che li traduce in azioni, e le ultime novità risalgono proprio a questa settimana, quando Neuralink ha annunciato che il suo primo paziente si è ripreso completamente dall'operazione, senza effetti negativi e riuscendo con successo a controllare con il pensiero il movimento di un mouse su uno schermo. Un piccolo primo passo, dunque, che però segna la strada verso il futuro di questi dispositivi. #### Il primo arbitro con la body cam in campo > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:35 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Sport - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualche giorno fa la serie C Now e Sky Sport hanno annunciato che per la prima volta in una Lega calcistica europea una partita di campionato sarà diretta da un arbitro che indosserà una videocamera che fornirà immagini live per dare una nuova visione di gioco agli spettatori da casa. La videocamera in questione è stata chiamata Referee Cam e avrà come obiettivo quello di rendere evidente tutto ciò che circonda il direttore di gara dalla sua visuale, permettendo alle persone da casa di cogliere prospettive particolari in ogni azione di gioco. La prima partita che darà il via a questo nuovo progetto sarà l'incontro di serie C Cesena-Pineto, che si disputerà domani dalle ore 15. #### CNAO: fisica e tecnologia per trattamenti oncologici mirati > - Timestamp: 03:27 - Autori: CNAO, Maria Monica Necchi, Davide Fasoli, Nicolò Leopizzi - Argomenti: Medicina - Tipologia: Intervista **Davide**: La tecnologia ha reso possibile un approccio più mirato nei confronti dei tumori, consentendo ai medici di analizzare in dettaglio le caratteristiche uniche di ciascun tumore, e di adattare le terapie in modo specifico, compiendo così passi da gigante nella lotta contro il cancro. E proprio per parlare di un approccio al trattamento dei tumori, grazie ad avanzate tecnologie come l'adroterapia, presenti presso il CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, e con noi Maria Monica Necchi, responsabile dei progetti di espansione dei CNAO e fisico delle particelle. Benvenuta Monica. **Monica**: Grazie a te, grazie per l'invito, è un piacere. **Davide**: Innanzitutto, che cos'è il CNAO e in che cosa consiste l'adroterapia? **Monica**: Bene, il CNAO, come hai già detto tu, è il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, che ha sede in Pavia, e nasce nella mente geniale del professor Ugo Amaldi nel lontano 1991, quando propose un progetto di teleterapia con adroni, che entusiasmò il mondo scientifico e così partì il progetto, chiamato PIMMS. L'acronimo sta per Proton-Ion Medical Machine Study, ovvero la realizzazione di un acceleratore per uso medico sia per protoni che per ionicarbonio. Il mandato del PIMMS era quello di progettare un centro di adroterapia con ioni leggeri costituito da una combinazione di sistemi ottimizzati per l'applicazione dell'adroterapia, per l'applicazione medica. L'obiettivo era identificare una struttura in grado di erogare trattamenti conformi di tumori di forma complessa in tre dimensioni con precisione sub-millimetrica, mediante scansione attiva del tumore con fasci di protoni e fasci di ionicarbonio. Ho lanciato lì un po di concetti, ma vedrete che nel seguito saranno tutti chiariti ed dettagliati a momento debito. Il design della macchina, che non è commerciale, questo ci tengo a precisarlo, ce la siamo costruiti noi grazie a una rete di collaborazione internazionale con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il CERN di Ginevra, altri istituti che hanno collaborato, in primis la Fondazione TERA del Professor Ugo Amaldi, le Università di Milano, di Pavia e il Politecnico di Milano. E fu così che nel 2001 venne costituita la Fondazione CNAO, col duplice obiettivo di costruire il centro e poi farlo funzionare. Nel 2005 ci sarà la posa della prima pietra in un luogo strategico, perché siamo a due passi dai principali ospedali pavesi, quindi San Matteo, la Maugeri, il Mondino e a due passi dall'università. Nel 2009 ci sarà il primo fascio a circolare nel sincrotrone, il nostro acceleratore circolare di particelle e nel 2013 - terminata la fase di sperimentazione clinica che ci è stata richiesta dal Ministero della Salute, perché il nostro era un dispositivo medico, in realtà non ha ancora marcato CE e doveva essere utilizzato sui pazienti - abbiamo ottenuto la marcatura CE e abbiamo iniziato a trattare pazienti all'interno del sistema sanitario nazionale. Una piccola curiosità, ben 600 aziende hanno partecipato alla costruzione del nostro centro, di cui 500 italiane e oltre a trattare pazienti facciamo anche ricerca, ricerca radiobiologica, ricerca clinica, ricerca transazionale e questo lo facciamo nella sala sperimentale che è dedicata a questo tipo di attività. E ne parleremo brevemente poi anche nel seguito. Adroterapia, vediamo un po innanzitutto di partire dall'etimologia del termine, è una terapia fatta con gli adroni, gli adroni sono particelle che in fisica sono costituite da "quark" e sono tenute insieme dall'interazione forte, forte in greco si dice "adros" ed ecco perché adroni. Per adroterapia adesso nel mondo si intendono protoni e ioni carbonio, queste sono le due particelle con cui si intende l'adroterapia, quella praticata appunto nei vari centri che sono non solo in Italia ma anche all'estero. E come possiamo ottenerli? Per esempio strappando l'unica e l'unico elettrone che ha l'atomo di idrogeno, oppure tutti e sei gli elettroni che ha l'atomo di carbonio e ottenendo così il protone e lo ioni carbonio. Potete immaginare che accelerare protoni e ioni carbonio non è proprio semplice e scontato, immaginiamo per esempio la radioterapia convenzionale è fatta dai cosiddetti raggi gamma, i raggi X che per noi fisici essendo elettroni sono particelle praticamente senza massa e quindi basta un piccolo acceleratore lineare montato su un supporto che ruota intorno al paziente. Ma se pensiamo che il protone è 2000 volte più pesante dell'elettrone, il carbonio è 12 volte più pesante del protone, allora i dispositivi, gli acceleratori che dovremo impiegare saranno più grandi e più complessi, ecco perché entrano in campo gli acceleratori circolari, in particolare il nostro è un sincrotrone perché è in grado di accelerare anche ioni carbonio e è dotato di scansione attiva, ovvero la possibilità erogare un fascio modulabile in energia come necessario e ottimale per un trattamento di adroterapia. Ultima curiosità, l'adroterapia non è così recente. Nasce nel 1946 quando il giovane Bob Wilson, che era un fisico, ingegnere, un architetto, estremamente entusiasta, propose la possibilità di curare tumori profondi con un fascio di protoni. Inizialmente si appoggiarono a degli acceleratori utilizzati solo per ricerca e poi Berkeley metterà insieme il sincrotrone che verrà installato a Loma Linda dove ci sarà il primo trattamento con protonterapia, il primo del mondo. **Davide**: Tutto molto interessante questa introduzione. Fra l'altro hai citato il CERN che è un po l'origine di questa intervista, nel senso che questo spunto ci è stato dato proprio da loro che hanno collaborato, come dicevi, alla realizzazione dei CNAO. Parlando di acceleratori concentriamoci quindi sulla strumentazione. Che strumentazione viene utilizzata per poter effettuare queste terapie e quanti sono i centri in Italia e nel mondo che sono in grado di erogare trattamenti con protoni e ionicarbonio? **Monica**: Allora, partiamo dalla prima parte di domanda che riguarda il complesso della tecnologia per erogare l'adroterapia. Facciamo una sorta di elenco. Serve un acceleratore circolare, nel nostro caso un sincrotrone, perché acceleriamo anche gli ionicarbonio. Servono delle sorgenti di ioni, un quadrupolo a radiofrequenza, un acceleratore lineare, dei magneti per curvare il fascio, per focalizzare le particelle, una camera da vuoto, un sistema di trasporto del fascio che va dalla produzione, cioè dalle sorgenti, fino alle sale trattamento. In CNAO abbiamo tre sale trattamento, tutte dotate di fascio fisso orizzontale. La sala centrale ha anche un fascio fisso verticale. Poi serve un sistema di distribuzione attiva di dose, il "dose delivery system" e un sistema di posizionamento e verifica del paziente presente in ognuna delle tre sale trattamento. Li vogliamo vedere brevemente nel dettaglio? **Davide**: Si. **Monica**: Allora, partiamo dal sincrotrone che è un acceleratore circolare. Quello di CNAO nella fattispecie ha 25 metri di diametro, lungo circa 80 metri, e una volta iniettato dal LINAC con un fascio di particelle che ha un'energia di 7 mega elettron volt - questa è unità di misura che si usa in fisica per le masse e per le energie - accelera i protoni in un range di energia da un minimo di 60 mega elettron volt fino a un massimo di 250 mega elettron volt. E gli ioni carbonio invece, da un minimo di 120 mega elettron volt per nucleone, a un massimo di 400 mega elettron volt per nucleone. Queste energie corrispondono a una profondità in centimetri in acqua - quindi in tessuto equivalente nel paziente - pari a 32 centimetri per i protoni - alla massima energia - e 27 centimetri per gli ioni carbonio - alla massima energia - e hanno un passo di modulazione di un millimetro, rispondendo così alle esigenze di utilizzo clinico per pianificare un piano di trattamento ottimale. Come possiamo intuire, appunto, il pregio del sincrotrone è questo fascio modulabile in energia e il fatto di avere una scansione attiva. Ma ripartiamo dall'origine dei nostri fasci, quindi dalle sorgenti, abbiamo due sorgenti identiche, una con una bombola di idrogeno e produce protoni e l'altra con un mix di anidride carbonica ed elio per produrre gli ioni carbonio. Dopodiché il fascio viene iniettato nel LINAC, esce con una energia di 7 mega electron volt per nucleone e con una velocità di 30.000 chilometri al secondo. Prima di essere iniettato nel LINAC, il fascio nella realtà passa attraverso il famoso quadrupolo a radiofrequenza che serve per focalizzare il fascio, cominciare quindi a centrarlo, strizzarlo, stirarlo al centro della camera da vuoto e renderlo idoneo all'accelerazione. Dopodiché, se guardiamo il reticolo - è così che si chiama la successione di tutti gli elementi di un acceleratore - del nostro sincrotrone, vediamo che ci sono alcuni elementi che si ripetono e quelli sono i magneti, sono tutti i magneti convenzionali, in particolare abbiamo 16 dipoli che servono per curvare di 22 gradi e mezzo la traiettoria delle particelle, altrimenti la radiazione andrebbe sempre dritta, per confinarla sulla circonferenza ci servono 16 dipoli da 22 gradi e mezzo, poi abbiamo 24 quadrupoli, 5 sestupoli e 18 correttori. Questi ultimi che cosa fanno? In parole semplici i quadrupoli possiamo dire che "focheggiano" il fascio all'interno dell'orbita in cui deve stare e quindi è un po come se fossero una forza di richiamo verso la traiettoria della particella. I sestupoli e correttori contribuiscono a ottimizzare la traiettoria all'interno della camera da vuoto, ho citato più volte la camera da vuoto perché come potete immaginare il fascio deve circolare in un ambiente dove c'è un vuoto spinto, per scongiurare l'eventualità che le nostre particelle del fascio vadano a collidere con le molecole dell'aria, riducendo così l'intensità e contaminando i nostri fasci. Poi abbiamo detto che ad ogni giro l'energia aumenta perché è un fascio modulabile in energia. Se facciamo una riflessione fisica pensiamo che la forza necessaria per mantenere una particella su un'orbita circolare di raggio dato - perché il raggio del sincrotrone è fisso - aumenta con la quantità di moto della particella, cioè con la sua energia. Quindi tanto maggiore la quantità di moto - cioè l'energia del fascio - tanto maggiore deve essere la forza esercitata dal magnete. Come facciamo? Vuol dire che durante la fase di accelerazione, l'energia delle particelle aumenta gradatamente ad ogni giro e ad ogni giro aumentiamo in modo sincrono anche il campo magnetico dei dipoli aumentando la corrente elettrica che passa attraverso le loro bovine. Quindi arriviamo al cuore pulsante del sincrotrone che è la cavità a radiofrequenza, a quella che accelera appunto, essa è capace di generare un campo elettrico sinusoidale alternato con una frequenza variabile che va nel nostro caso da 0,5 a 3 MHz. E quindi la sua orientazione varia molte volte ogni secondo. Facciamo l'esempio di un fascio di protoni. Questi vengono accelerati lungo la direzione del moto solamente quando il campo elettrico all'interno della cavità a radiofrequenza è orientato lungo quel verso. In caso contrario, il protone invece viene frenato dal campo elettrico, quindi per ogni ciclo del sincrotrone c'è un intervallo di tempo durante il quale i protoni nella cavità vengono accelerati e un intervallo durante il quale questo non avviene, in pratica quando passa all'interno della cavità una particella guadagna o perde energia a seconda del suo tempo di arrivo all'interno della cavità, se è in fase con il campo elettrico della cavità. Ecco anche il nome di sincrotrone, la particella che è in fase è la particella sincrona, tutte le altre quelle non sincrone oscilleranno intorno ad essa. Adesso vale la pena di accennare alla estrazione del fascio che una volta che fa 3-4 milioni di giri in un secondo viene estratto e portato in una delle sale trattamento dove sono collocati i sistemi di controllo e di scansione attiva del fascio. Questo è un sistema messo a punto da una collaborazione di INFN, Università di Torino con i nostri esperti, che ha dato vita al cosiddetto dose delivery system e garantisce la precisione sub-millimetrica di erogazione del fascio al paziente. Ma di questo immagino che parleremo a breve perché mi hai fatto una domanda molto interessante, cioè siamo gli unici in Italia, quanti siamo al mondo? Centri duali in Italia solo CNAO, però centri che trattano con protoni uno a Trento e uno all'Istituto Europeo di Oncologia vicino a Milano, basati su macchine commerciali ovviamente. Nel mondo invece sono 6 i centri duali quindi in grado di erogare la terapia con protoni e ionicarbonio e se li ricordiamo in ordine cronologico partiamo dal Giappone. Nel 1994 il primo centro dedicato agli ionicarboni è stato quello di HIMAC, Heavy Ion Medical Accelerator in Chiba vicino a Tokyo, poi nel 2009 entrati in funzione il centro di Heidelberg, HIT, in Germania, nel 2011 finalmente CNAO qui a Pavia col primo paziente, nel 2014 in Germania è diventato operativo il centro di Marburgo MIT, il centro di Shanghai in Cina e concludiamo con il 2016 - il più recente - il centro vicino a Vienna, MedAustron, di cui siamo particolarmente orgogliosi perché è stato realizzato grazie a una stretta collaborazione con noi tant'è che il sistema di distribuzione di dose, il dose delivery è stato proprio realizzato ad hoc da noi per loro e il loro acceleratore è la versione 2.0 del nostro. Attualmente in Europa i centri che trattano con protoni sono 30, a livello mondiale questa tendenza si riflette con 125 centri protoni, 13 centri carbonio e questi sono dati che potete estrapolare collegandovi al sito del PTCOG che è perennemente aggiornato e PTCOG sta per Particle Therapy Co-operative Group, i dati che vi ho presentato sono proprio di gennaio 2024, però per cui super freschi. **Davide**: Ok e visto che hai citato tutti questi centri, che cosa distingue l'adroterapia dalla radioterapia convenzionale e quindi quali sono i casi in cui è particolarmente indicata e poi anche un altro tema molto importante è quello del costo, cioè quanto costa per singolo paziente una terapia di questo tipo? **Monica**: Allora iniziamo col dire che la radioterapia convenzionale, quella con i raggi X, utilizza come abbiamo già detto dei fotoni penetranti con energie basse, 5-10 mega electron volt come vi ho già detto per danneggiare il patrimonio genetico della cellula tumorale in modo tale che non proliferi più. È la seconda metodologia loco-regionale utilizzata dal 50% dei pazienti affetti da tumore nel mondo e spesso è in combinazione con un trattamento sistemico, la chemioterapia, perché un trattamento loco-regionale come un trattamento radiante non può colpire le metastasi, cosa che invece la chemioterapia può fare. Un'altra cosa su cui però dobbiamo concentrarci è il fatto che la radioterapia convenzionale funziona molto bene per i cosiddetti tumori radiosensibili, ovvero quei tumori le cui cellule cancerose sono molto sensibili alla radiazione, quindi una volta colpiti dal fascio di fotoni, essendo la radioterapia basata su un protocollo di sedute quotidiane da lunedì al venerdì per un totale di 30 giorni, di giorno in giorno le cellule cancerose vengono danneggiate e si dà invece la possibilità alle cellule sane a circostanti di autoripararsi. Ma questi tumori radiosensibili hanno necessità di avere al loro interno l'ossigeno perché il danno che la radioterapia convenzionale produce alla doppia elica del DNA non è un danno diretto, è un danno indiretto, quindi funziona quando c'è presenza di ossigeno. Se pensiamo che all'interno di una cellula cancerosa di un tumore radiosensibile c'è il 70% di acqua, allora possiamo pensare che per effetto della radiazione che la colpisce c'è la produzione dei cosiddetti radicali liberi che hanno notevoli capacità ossidanti. Alcuni di questi radicali liberi si muovono a zigzag, arrivano sul DNA e possono provocare delle rotture, singola o doppia, e queste rotture più sono complesse, più rendono il danno difficilmente reparabile, ma la cellula se ne accorge e quindi non potendo più autoripararsi opta per un suicidio programmato detto apoptosi. Esistono però purtroppo una piccola nicchia di tumori cosiddetti radioresistenti ovvero che resistono alla radioterapia convenzionale, ai raggi X, perché le cellule cancerose non hanno questo contenuto di ossigeno, quindi servono delle particelle diverse, servono delle particelle che portino il danno direttamente sul DNA. Ecco quello che è il pregio degli ioni carbonio. Gli ioni carbonio hanno la capacità di provocare come un proiettile un danno diretto sulla doppia elica del DNA, provocando più doppie rotture e quindi grazie a questa ionizzazione che si produce nella cellula cancerosa, essa non ha altre possibilità che apoptosi e quindi suicidio programmato. Tutto questo accade perché gli ioni carbonio - così come anche i protoni - sono particelle cariche pesanti che possono essere distribuite in modo estremamente preciso e rilasciano la loro dose con un picco detto "picco di Bragg" dal fisico che l'ha studiato per la prima volta e se noi immaginiamo sull'asse verticale l'energia rilasciata e sull'asse orizzontale i centimetri di tessuto corporeo attraversato dobbiamo immaginare un picco molto stretto di energia rilasciata in corrispondenza del bersaglio, ovvero del tumore. Quindi cosa accade grazie agli ioni carbonio che hanno una carica elettrica sei volte maggiore rispetto ai protoni? Strappano più elettroni alle molecole dei tessuti che attraversano, questo li rallenta e impone loro quindi un aumento di energia per poter arrivare al bersaglio tumorale e quindi una penetrazione profonda nel corpo. A parità di percorso il numero di ionizzazioni prodotto in ogni nucleo da un ione carbonio è 25 volte di più rispetto a quello causato da un protone e quindi ecco questo danno assicurato diretto al DNA. Per tutti questi tipi di tumori cosiddetti radiosensibili. I protoni pur avendo questo picco - pur sempre molto stretto e preciso - hanno invece delle caratteristiche, si dice, radiobiologiche molto più simili ai raggi X. Tant'è che quando poi magari parleremo dei protocolli e di come avvengono le sedute capirete come la seduta di un paziente protoni sia molto simile a quella di un paziente della radioterapia convenzionale. Ma arriviamo alla domanda dei costi, che ovviamente è un argomento estremamente importante. Allora il servizio sanitario nazionale a noi rimborsa per un ciclo intero di adroterapia che comprende l'imaging, le visite, le 32 sedute di protoni o 16 di ionicarbonio, più la visita di chiusura 24 mila euro. Da aprile il rimborso sarà pari a 21 mila euro. A fronte di una tarifa di rimborso di radioterapia cyberknife pari a 11 mila euro e invece per una radioterapia convenzionale a seconda del numero di sedute si va dai 5 ai 10 mila euro. E qui lascio a voi chiaramente le riflessioni riguardo all'impatto economico. **Davide**: Certo e grazie anche questo è un aspetto molto interessante appunto come dicevamo importante perché poi ha un impatto concreto sulla possibilità di effettuare il trattamento. Citavi l'aspetto di come avviene poi nella pratica uno di questi trattamenti, quindi ce ne parli? Come si svolge? **Monica**: Certo, molto volentieri. Innanzitutto piccola premessa. Il paziente arriva al nostro centro o perché indirizzato dal proprio oncologo grazie alla rete solida e fitta che abbiamo messo in piedi con vari ospedali non solo nel nord Italia, ma in tutta Italia e anche in altre parti di Europa e quindi viene discusso il suo caso, si decide che è elegibile e si sceglie se trattarlo con protonio e ioni carbonio a seconda della patologia. Oppure può anche autocandidarsi sul nostro sito se lo visitate c'è una sessione apposita dove il paziente può caricare in totale rispetto della propria privacy la documentazione clinica che ricevono i nostri medici, discutono il caso e ricontattano il paziente sia che la risposta sia affermativa che negativa. Le nostre liste d'attesa non sono lunghissime parliamo di due settimane dalla valutazione del caso alla chiamata per la prima visita. Il paziente che arriva in CNAO e che deve sottoporsi a un trattamento adroterapico ripete gli esami diagnostici che già ha fatto, quindi tac o risonanza magnetica, perché è importante che noi che costruiamo il piano di trattamento abbiamo lo stesso riferimento e quindi è per questo che ripetiamo l'imaging diagnostico. Dopodiché viene costruito il sistema di immobilizzazione del paziente che si chiama maschera - in materiale termoplastico - che può essere diversa a seconda che sia un testa collo, una parte… torace addome e così via e il paziente viene poi convocato per la seduta di adroterapia. Nella sala trattamento avviene il posizionamento attraverso dei sistemi laser molto accurati e attraverso un lettino robotico e in fibra di carbonio che ha sei gradi di libertà e una volta certi dell'immobilizzazione, della correttezza e riproducibilità della posizione del paziente, parte l'erogazione del fascio, che in se stessa dura pochi minuti. L'intera procedura possiamo dire che copre mezz'ora dal posizionamento a che il paziente lascia la sala trattamento. Solo per i casi di tumori molto voluminosi e posizioni abbastanza critiche la durata può arrivare fino ai 60 minuti perché magari ci sono più campi di erogazione quindi il paziente viene più volte spostato, lettino spostato eccetera e la posizione nuovamente verificata, perché abbiamo detto precisione sub-millimetrica quindi non possiamo perderla anche in questo posizionamento. Se il paziente è trattato con protoni si recherà per 30-32 volte dal lunedì al venerdì presso il nostro centro, se trattato con gli ioni carbonio invece per 16 giorni dal lunedì al giovedì. Di fronte a sé il paziente vede una sorta di schermo da cui esce il fascio e l'area di questo schermo, che in realtà si chiama nozel, è di 20x20 centimetri quadrati quindi al momento questo è il campo massimo che CNAO è in grado di erogare con i fasci di protoni e di ioni carbonio e qui ecco comincio a farvi capire perché tu inizialmente hai parlato di progetto di espansione di cui io sono responsabile, perché CNAO qualche anno fa ha pensato all'optimum di cura per i propri pazienti e spinto dai nostri medici radioterapisti abbiamo avuto l'intuizione che fosse necessario avere non solo fasci fissi, ma un fascio di protoni rottante intorno al paziente e un campo di irraggiamento più largo fino a 30x40 centimetri quadrati, ma non voglio spoilerare troppo. **Davide**: Ok, visto che ho parlato appunto di questa maschera, in realtà l'hai già detto, però quindi c'è un legame con il fatto che il trattamento è così preciso e il fatto che il paziente deve essere estremamente fermo, immobile, anche perché c'è questa precisione di cui parli. Ci spieghi appunto come viene assicurata questa precisione sub-millimetrica? **Monica**: Ok, allora partiamo da quello che è l'interfaccia col paziente. Innanzitutto ripeto che essendo dotati di un sincrotrone abbiamo un sistema di distribuzione di dose attiva e abbiamo questo sistema di dose delivery così sofisticato messo appunto da INFN Università di Torino, che si basa sul principio della camera ionizzazione e è un "sandwich" diciamo di 5 rivelatori in parallelo che misurano la radiazione durante il trattamento. Ad ogni istante il sistema misura sia il numero che la posizione delle particelle, in tempo reale e addirittura controlla la corrente negli elettromagneti, che, controllano in modo opportuno la posizione del fascio perché questo campo di arraggiamento 20x20 viene spennellato dal fascio tramite dei magneti che lo muovono lungo l'asse X e lungo l'asse Y con una velocità che arriva fino a 20 metri al secondo. Questa coppia di dipoli appunto di scansioni è importante che sia comandata in modo estremamente preciso, richiedono un'ottima uniformità di campo e operano in un regime rapidamente variabile in modo tale da minimizzare i tempi di trattamento. Questo lato paziente, lato macchina invece ogni elemento del sincrotrone è stato posizionato e poi controllato, allineato si dice in gergo, tramite un sistema che è quello che utilizzano anche per allineare e misurare la planarità delle fusoliere e delle ali degli aerei che si basa sul utilizzo di uno strumento di nome laser tracker. Quindi abbiamo un reticolo di riferimento all'interno del bunker del sincrotrone, dei pilastri che ci fungono da punti di riferimento, infatti sono nominati, numerati e ogni volta che si introduce, si installa un nuovo elemento, questo viene allineato con laser tracker con la precisione del decimo di millimetro. Tutto questo dalla produzione del fascio, sino al suo trasporto in sala trattamento. È molto ridondante il controllo e la precisione, ma questo è quello che si deve fare per direzionare con precisione sub-millimetrica un fascio sul bersaglio tumorale. **Davide**: Perché sennò il rischio sarebbe quello di colpire altre cellule? **Monica**: Certo, anche perché il pregio dell'adroterapia è quello che avendo questo picco di Bragg così stretto, può evitare di colpire gli organi critici che sono contigui al tumore. Immaginiamo per esempio il midolo spinale oppure il nervo ottico. Grazie a questa precisione sub-millimetrica riusciamo a scongiurare che le cellule sane prendano della dose non necessaria ed ecco perché dobbiamo essere così attenti e così maniacali. **Davide**: Certo. Prima parlavi anche di progetti di espansione. Ce ne parli, cioè quali sono questi progetti e perché appunto vengono sviluppati. **Monica**: Allora innanzitutto il progetto di espansione prevede l'installazione di due nuove macchine, due nuove alte tecnologie. Una ve l'ho già un po spoilerata, è un piccolo sincrotrone per protoni, dico piccolo perché è solo sei metri di diametro, il nostro sono 25, perché deve accelerare anche gli ioni carboni, prodotto dalla ditta giapponese Hitachi. Al sincrotrone consegue un fascio rotante che in gergo si chiama Gantry e che quindi può ruotare di 360 gradi intorno al paziente e ha un grande campo di irraggiamento 30x40 centimetri quadrati. Questo è molto importante perché si è scoperto che i protoni sono molto utili nel trattamento dei pazienti pediatrici e quindi nel caso di una lesione al midollo spinale, immaginare di trattare l'intera zona craniospinale del bambino con un solo campo scongiura l'eventualità di tumori radio dotti nella età adulta del bambino perché questo rischio dei tumori radio indotti per chiunque si sottoponga ad un trattamento radiante è diverso da zero e l'importante è che per un bambino la qualità di vita da adulto sia buona. Ecco perché questo tipo di nuova tecnologia a cui teniamo tanto. La seconda nuova tecnologia invece è una terapia sperimentale, è una terapia sperimentale il cui acronimo è BNCT e sta per Boron Neutron Capture Therapy e si usa per trattare i tumori cosiddetti difficili. **Davide**: E quindi in che cosa consiste la BNCT e che cosa differenzierebbe questo trattamento da quelli attualmente erogati da CNAO? **Monica**: Allora la BNCT come detto è una terapia sperimentale, utilizza sì le particelle ma utilizza i neutroni come dice nell'acronimo, Boron Neutron Capture Therapy e non è una terapia recente perché la sua prima applicazione risale agli anni 40 ma purtroppo all'epoca soltanto all'interno di un reattore nucleare si poteva irraggiare un paziente e questo chiaramente era ben lungi dagli standard ospedalieri. Quindi si è dovuto aspettare un recente sviluppo di piccoli acceleratori che potessero produrre un fascio di neutroni e potessero essere installati in ambiente ospedaliero. E questo è già accaduto perché questa pratica ha cominciato a diffondersi in varie parti del mondo come per esempio la Russia, il Giappone, il Re Unito, la Finlandia, l'Argentina, gli Stati Uniti e non a caso la ditta fornitrice della nostra BNCT viene proprio dagli Stati Uniti, dalla California ed è TAE Life Sciences. Ma probabilmente qualcuno di voi si chiederà: ma perché proprio a Pavia? La risposta è duplice innanzitutto perché Pavia ha un ruolo nella storia, in quella che si dice storia della BNCT perché negli anni 80 si è iniziato a mettere in piedi qualche studio grazie alla disponibilità del reattore nucleare dell'università di Pavia, il LENA (laboratorio di energia nucleare applicata) e lì sono iniziati alcuni studi che hanno portato negli anni 2000, in particolare nel 2001 e nel 2003, ai primi espianti di fegato e trattamento di questo fegato ex situ all'interno della colonna termica del reattore di Pavia dopo averlo irrorato con una soluzione borata. Piccola curiosità: nel 2003 una giovane Monica Necchi stava facendo la tesi di laurea sulla BNCT al reattore di Pavia e lì si apre il cerchio della BNCT che ora vedo chiudersi qui in CNAO con qualcosa di assolutamente meno sperimentale e di adatto ad un ambiente ospedaliero e quindi la seconda parte del perché a Pavia è perché Pavia ha già il Centro nazionale di adroterapia oncologica che è in grado di offrire i migliori trattamenti con le particelle, protoni, ionicarbonio e presto ci auguriamo anche con altri ioni come l'elio, l'ossigeno, il litio perché abbiamo installato una terza sorgente e stiamo aspettando le autorizzazioni a poter utilizzare questa terza sorgente anche per dei trattamenti ottimizzati e personalizzati. Torniamo però alla BNCT e alle sue principali caratteristiche. Innanzitutto la BNCT si differenzia dal trattamento radiante perché prevede due fasi. Una è l'infusione di una soluzione borata, il boro 10 non è tossico, non è radioattivo, però esposta a un fascio di neutroni, produce nelle cellule che l'hanno captato e sono le cellule tumorali, perché captano 60-70 volte più velocemente rispetto alle cellule sane, captano il boro. All'interno c'è una vera reazione nucleare in cui una particella alfa e una di litio 7 praticamente distruggono a livello di pochi millimetri la doppia elica del DNA ed ecco l'immediata apoptosi della cellula cancerosa. La cosa pregevole della BNCT è che se nella stessa area in cui è stato localizzato il tumore ci fosse qualche piccolissima metastasi sfuggita all'imaging diagnostico, perché al di sotto del millimetro non possiamo vedere nulla, avendo captato il boro la reazione nucleare avviene e quindi viene distrutta anche quella metastasi. I protocolli attualmente in uso per il testacollo e per altri tipi di tumore su cui si sta testando la BNCT prevedono una sola seduta e questo già migliora di molto la qualità di vita del paziente che si reca nel centro per una sola seduta. Altri protocolli stanno provando anche con una seconda seduta a distanza di un mese dalla prima, ma non si crede di eccedere questo numero di trattamenti. Quindi direi che quello che CNAO sta per fare è creare un unicum al mondo, avremo presto la sala Gantry con il fascio rotante di protoni, avremo due sale con i fasci di neutroni, una per la ricerca e l'altra invece per il trattamento dei pazienti. Metteremo in piedi, e in realtà è già in corso tutto questo, la macchina burocratica per ottenere l'ok del ministero della salute ai trattamenti con la BNCT e quindi ci aspettiamo presto, l'anno prossimo, di poter partire con tutte queste nuove opportunità per una migliore qualità di vita dei pazienti e dei trattamenti personalizzati. **Davide**: Va bene, allora grazie mille Monica per averci fatto veramente un quadro completo di quelli che sono i trattamenti per i tumori e non solo che vengono effettuati al CNAO e la prospettiva di sviluppo futuro. A presto. **Monica**: A presto, ti ringrazio, ciao a tutti. #### Conclusione - Timestamp: 43:06 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e9 ## L’Italia in prima linea per lo sviluppo delle smart road > Quando parliamo di [smart road](https://www.stradeanas.it/it/smartroad) facciamo riferimento ad una strada che è stata potenziata con [tecnologie](https://www.dentrolatecnologia.it/episodi) di vario tipo. Queste tecnologie sono in grado di favorire l’interazione tra veicoli e infrastrutture presenti lungo il tragitto e necessarie per la sicurezza, il comfort e l’[ecosostenibilità](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e37?t=289). Oltre a generare [dati per le auto stesse](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e39?t=286), le smart road sono anche più sicure rispetto a quelle convenzionali, dal momento che riescono ad interagire in tempo reale con i semafori, le centrali di controllo del traffico e delle forze dell’ordine. Ma come funziona in concreto una smart road e quali sono i vantaggi specifici per gli utenti? È quello che cerchiamo di capire nel corso di questa puntata. Nella sezione delle notizie parliamo dei prodotti più interessanti esposti al [Mobile World Congress](https://www.mwcbarcelona.com), della [Commissione Europea](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e42?t=244) e dell’indagine nei confronti di Apple per quanto riguarda la sospensione del supporto alle [web app](https://it.wikipedia.org/wiki/Applicazione_web) e infine di un computer con un processore di [veri neuroni umani](https://corticallabs.com/research.html). - Stagione: 6 - Episodio: 9 - Data di pubblicazione: 2024-03-02 06:45:00 - Durata: 15:35 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e9](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e9) - Episodi correlati: s5e39, s5e47 - Tag: smartroad,anas,autostrade,automobili,guidaautonoma,sicurezza,infotainment,Mercury,traffico,dati,apple,ue,webapp,sicurezza,dma,mobile world congress,mwc,startup australiana,computer biologico,processore,neuroni,rete neurale,machine learning,samsung galaxy ring,realtà aumentata,smartphone,display trasparenti ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di "smart road" e in particolare proveremo a capire quali sono le sperimentazioni in corso nel nostro Paese. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. Si è concluso giovedì il Mobile World Congress a Barcellona, il più grande e importante evento per quanto riguarda la telefonia mobile, evento che, per molte aziende, rappresenta una vetrina per sperimentare e mostrare nuovi concept e prototipi di tecnologie che vedremo in futuro, non solo riguardo la telefonia. #### I prodotti più interessanti del MWC > Fonte: Wired.it - Timestamp: 00:54 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Computer, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Lenovo infatti ha presentato il suo Project Crystal, un PC portatile dotato di uno schermo trasparente. Una tecnologia simile l'abbiamo vista anche al CES di Las Vegas, applicata però ai TV. Ma se costantemente sviluppata e migliorata, questa tecnologia potrebbe essere la base per un ulteriore sviluppo della realtà aumentata. Motorola e Samsung invece hanno mostrato due prototipi di smartphone pieghevoli e ultraflessibili, in grado di piegarsi in diversi punti o poter essere arrotolati al polso. Per quanto riguarda gli indossabili, invece, TOTS ha presentato i suoi glasses, dei normali occhiali che però integrano un altoparlante e un piccolo display in grado di mostrare all'utente notifiche e informazioni in realtà aumentata. Sono anche stati presentati diversi smartwatch, ma anche il Samsung Galaxy Ring, un anello in grado di monitorare i parametri vitali e gli allenamenti. #### La Commissione Europea e l’indagine su Apple > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:09 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: In seguito alla decisione di Apple di sospendere il supporto alle web app in Europa, la Commissione Europea potrebbe far partire un'indagine per verificare la compatibilità di questa scelta con il Digital Markets Act. Apple ha motivato questa decisione per evitare problemi di sicurezza e privacy, dato che per allinearsi alle direttive del DMA ha dovuto abilitare la possibilità di eseguire browser con motori terzi su iOS, di cui non può garantire l'affidabilità. Web app installate da browser terzi, infatti, potrebbero ottenere più facilmente i permessi per accedere a parti del sistema operativo come NFC, Bluetooth, sensori o file del dispositivo, di fatto funzionando come vere e proprie app native. App che, però, Apple non potrà analizzare per approvarne l'installazione come invece viene su App Store. La misura di Apple in ogni caso interesserà solamente un numero limitato di utenti, però proprio per questo aspetto è molto probabile che la Commissione Europea voglia capire quale sia l'effettivo numero limitato di questi dispositivi. #### Un computer con un processore di veri neuroni > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:13 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Tornando a parlare di Mobile World Congress, una startup australiana ha rivoluzionato il panorama tecnologico presentando un'incredibile innovazione, un computer biologico con un processore costituito da veri neuroni. Il processo inizia con alcune gocce di sangue umano trasformate in cellule staminali pluripotenti indotte e successivamente convertite in neuroni. Questi neuroni, se nutriti, possono formare una rete neurale e diventare la CPU di un computer in grado di apprendere ed eseguire istruzioni. Gli scienziati di Cortical Labs ritengono che questa rete neurale, basata su neuroni reali, ragioni esattamente come un cervello umano. Il piccolo chip, contenente circa 600 neuroni, è già in grado di giocare a Pong, aprendo nuove prospettive nel campo del machine learning e della medicina. Questo computer, che funziona come un corpo umano elettronico, rappresenta un enorme passo avanti nella ricerca di nuove terapie e diagnosi mirate, consentendo la sperimentazione di diverse medicine per migliorare la salute senza rischi per i pazienti. Sebbene il costo del sistema sia attualmente di circa 30.000 euro, il potenziale di questa tecnologia è enorme e potrebbe rivoluzionare molteplici settori. #### L’Italia in prima linea per lo sviluppo delle smart road > - Timestamp: 04:49 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Automobili, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Con la puntata "I progressi e le sfide per un futuro a guida autonoma", avevamo introdotto il tema della mobilità del futuro, nella quale ci siamo concentrati solo ed esclusivamente sui diversi sistemi di guida autonoma e non, senza però approfondire uno degli aspetti più cruciali che un giorno sarà fondamentale nel garantire che queste tecnologie non commettano errori a discapito delle persone che viaggiano. Questo perché se da una parte è giusto che le case automobilistiche investano su sistemi di guida avanzata e autonoma, dall'altra chi gestisce le strade che percorriamo tutti i giorni deve assicurarsi che le auto dotate di queste tecnologie avanzate possono usufruire di tutti i dati raccolti, non solo nel punto di transito, ma anche lungo tutto il tratto che dovremo percorrere. Infatti, per supportare a dovere un'auto in grado di guidare senza conducente, è necessario adeguare l'intera infrastruttura stradale, costruendo un ecosistema di servizi utili ad ottimizzare l'efficienza e la sicurezza dei viaggiatori. Oltre che a consentire di fare previsioni e pianificazioni del tragitto diverse, a seconda della necessità. Quando parliamo di smart road o di strada intelligente, facciamo dunque riferimento ad una strada che è stata potenziata con tecnologie di vario tipo, in grado di favorire l'interazione tra veicoli e infrastrutture presenti lungo il tragitto necessarie per la sicurezza, il comfort e l'ecosostenibilità. Ma oltre che a generare dati per le auto stesse, le smart road sono anche più sicure rispetto a quelle convenzionali, dal momento che riescono a interagire in tempo reale con i semafori, la segnaletica stradale, i servizi di assistenza e le centrali di controllo del traffico e delle forze dell'ordine. Insomma, si tratta di un ecosistema connesso e perfettamente integrato, che ha come obiettivo quello di ridurre i tempi di percorrenza e le code, e allo stesso tempo anche il rischio di incidenti. Ma come funziona in concreto una smart road? E quali sono i vantaggi specifici per gli utenti? Facciamo qualche esempio, prendiamo una delle situazioni più comuni che possano capitare, ovvero la presenza di un veicolo che procede a velocità particolarmente ridotta su una smart road statale. Questa situazione normalmente può indurre la formazione di code, sorpassi azzardati o persino tamponamenti per colpa del poco preavviso relativo a questa situazione. Su una smart road, invece, un'auto che guida autonomamente ma anche con conducente, può ricevere una notifica anche 500 metri prima della presenza del veicolo che procede a rilento, consentendo in questo modo di pensare al comportamento da adottare più opportuno e pianificare un eventuale sorpasso in sicurezza. La medesima situazione potrebbe avvenire lungo un'autostrada, dove le velocità possono arrivare sino a 130 km orari se non oltre. In questi casi, se dovesse verificarsi un incidente, si potrebbe generare un tamponamento a catena pericolosissimo, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità, dove l'occhio umano non ha la possibilità di individuare per tempo il pericolo imminente. Su una smart road, invece, questa situazione potrebbe non per forza essere eliminata, perché spesso un tamponamento risulta inevitabile, ma quantomeno limitato ad una certa entità, con le auto che si avvicinano alla zona di pericolo consapevoli di quanto accaduto. Nel caso invece di rampe o incroci stradali con ridotta visibilità, il sistema di infotainment avviserebbe il conducente del sopraggiungere di un'auto dalla parte opposta della carreggiata, evitando così altre situazioni di pericolo che al giorno d'oggi avvengono di continuo nel contesto quotidiano. E questi sono solo tre degli innumerevoli esempi che potremmo fare. In ogni caso, per rendere una strada anche intelligente è necessario predisporre un'adeguata infrastruttura proporzionata al carico di automobili che transitano mediamente al giorno lungo quel tratto. In Italia al momento, tra i progetti in fase sperimentale più avanzata troviamo Anas Smart Road, orientato proprio al miglioramento della sicurezza stradale e a rendere più efficienti i flussi di traffico. Esso si basa su una complessa piattaforma digitale che si articola sulla rete stradale in un vero e proprio ecosistema supportato dalle più moderne tecnologie quali l'IoT (Internet of Things), l'intelligenza artificiale, i Big Data e la rete di banda ultralarga. Il progetto è attualmente supportato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e si pone come obiettivo quello di realizzare una rete stradale nazionale efficiente e aperta alle nuove sfide del futuro, come appunto i sistemi a guida autonoma. L'investimento complessivo del programma Anas Smart Road è di circa un miliardo di euro e attualmente è in corso una prima fase sperimentale che vede coinvolti alcuni dei più importanti assi strategici del Paese, come la statale 51 di Alemagna in Veneto, l'autostrada del Mediterraneo A2 e altri tratti stradali distribuiti tra Lazio e Sicilia. L'intero programma in ogni caso punta la trasformazione digitale della rete stradale italiana per oltre 6.700 km entro il 2032. Una volta che la fase sperimentale sarà terminata e il progetto diventerà pienamente operativo, avremo finalmente una mobilità dinamica e sicura, con un aumento dei livelli qualitativi del controllo del traffico, attraverso rilevazioni e previsioni in tempo reale, un innalzamento della sicurezza stradale, garantita da una maggiore informazione verso gli utenti e una miglior gestione della viabilità, attraverso una verifica dei picchi di affluenza e di domanda. Una componente fondamentale del progetto saranno anche le Green Island, ovvero delle aree dislocate lungo le Smart Road, dalle quali verrà distribuita energia pulita, generata da impianti fotovoltaici per alimentare tutti gli apparati installati lungo i tratti stradali e per garantire un punto di riferimento alle auto elettriche. In queste aree verranno inoltre collocati i punti di ricarica dei droni, che si occuperanno di supportare le infrastrutture fisse, nel garantire una sorveglianza continua della strada ai fini della sicurezza. In questo specifico campo, il gruppo Autostrade ha già compiuto alcune sperimentazioni incentrate sull'utilizzo dei droni per il monitoraggio del traffico stradale. A maggio 2023, infatti, Autostrade per l'Italia ha comunicato la conclusione della prima parte della sperimentazione per il monitoraggio della viabilità con i droni, chiamata Progetto Falco, che ha previsto l'impiego di 5 modelli di droni per compiere complessivamente 79 voli, su alcuni tratti della A26 e della A10. Questi test in realtà fanno parte di un programma molto più ampio gestito da gruppo Autostrade, chiamato Programma Mercury, ovvero un grande polo unitario costituito da 5 cluster, ognuno dei quali coprirà dei singoli aspetti legati allo sviluppo tecnologico del sistema, come l'adeguamento della rete di telecomunicazione, l'organizzazione e la gestione dei dati raccolti e le soluzioni che dovranno integrare la mobilità autostradale a quella delle aree metropolitane. Tra le prime opere compiute dal progetto, dobbiamo sottolineare il tratto autostradale tra Firenze Sud e Firenze Nord, che è stato integrato con un sistema di comunicazione tra veicolo e infrastruttura, che fornirà informazioni agli utenti in tempo reale su incidenti, code, veicoli fermi, presenza di cantieri, eventi in meteo e così via. Parallelamente allo sviluppo delle infrastrutture per le Smart Road, il gruppo Autostrade, insieme a Movyon, sta lavorando ad un progetto per garantire la comunicazione tra veicolo e infrastruttura indispensabile per le tecnologie di guida autonoma anche in assenza di segnale satellitare. In poche parole, l'idea è quella di rendere l'auto, opportunamente allestita e supportata dall'infrastruttura, in grado di procedere costantemente senza l'intervento del guidatore, e mantenere così la guida autonoma di livello 3 anche in galleria o comunque anche nei tratti in cui c'è assenza di segnale satellitare. Ad oggi sono state compiute con successo diverse sperimentazioni, realizzate sia in un ambiente protetto che su tratti autostradali chiusi al traffico. All'inizio dello scorso mese, però, la sperimentazione ha compiuto un ulteriore passo in avanti, effettuando un nuovo test di guida autonoma ma su un tracciato autostradale con regolare circolazione. Il teatro dei nuovi esperimenti ha riguardato la A26, in particolare il tratto dei trafori, chiamato così a causa del gran numero di gallerie e dunque perfetto per le esigenze del progetto. Queste condizioni comunque non hanno destato particolari problematiche per la buona riuscita del test. Infatti, l'affidabilità del posizionamento di precisione dell'auto, abilitato dalle antenne distribuite nel tunnel, ha funzionato correttamente, consentendo all'auto di procedere regolarmente e in continuo contatto con i ricevitori distribuiti lungo la strada. In conclusione, le smart road possono sicuramente ricoprire un ruolo chiave nell'ottimizzare l'efficienza e aumentare la sicurezza dei veicoli, sia a guida autonoma che assistita, ma la loro implementazione diffusa richiede investimenti ingenti e tanta ricerca e sperimentazione come quella che sta portando avanti Anas e Gruppo Autostrade con il progetto Mercury. Dotare le infrastrutture stradali di sensori, sistemi di comunicazione e tecnologie di mappatura avanzate permetterà alle auto a guida autonoma di contare su preziose informazioni in tempo reale per pianificare il percorso, rilevare ostacoli e prevenire incidenti. La connettività "Vehicle to Infrastructure" garantirà uno scambio bidirezionale di dati tra veicolo e strada, ottimizzando i flussi di traffico e i comportamenti alla guida. Tuttavia, realizzare queste piattaforme tecnologiche su vasta scala richiederà investimenti miliardari da parte di istituzioni pubbliche e private. Inoltre, si dovranno tenere in considerazione tematiche relative alla standardizzazione, all'interoperabilità, alla sicurezza informatica e alla salvaguardia della privacy degli utenti, per non parlare di come distribuire equamente i servizi, ad esempio fra aree urbane e rurali. Nel prossimo futuro, in ogni caso, arriveremo a capire se i benefici finali arriveranno a giustificare i costi degli investimenti, perché una strada, per essere definita intelligente, deve garantire una mobilità a misura d'uomo e più sicura di quella attuale. #### Conclusione - Timestamp: 14:43 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e10 ## Blimp: l’analisi del mondo reale per prendere decisioni più mirate > Al giorno d’oggi [sempre più aziende](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e46?t=257) comprendono l’importanza dell’analisi dei dati per migliorare il proprio lavoro e i propri prodotti. Nell’ultimo periodo inoltre, anche gli [enti pubblici](https://it.wikipedia.org/wiki/Ente_pubblico_(Italia)), come le grandi città, stanno cercando di sfruttare strumenti come l’intelligenza artificiale o l’analisi dei big data. In particolare, l’analisi del traffico o dell’affluenza dei cittadini presenti ad eventi o in specifici punti di interesse può essere utile per fornire servizi sempre più efficienti o programmare lavori pubblici, manutenzioni o lo sviluppo urbano. Per parlare di alcuni di questi aspetti abbiamo invitato [Alex Buzzetti](https://www.dentrolatecnologia.it/alex.buzzetti.html), General Manager di [Blimp](https://www.dentrolatecnologia.it/blimp.html), azienda che si occupa proprio di raccolta e analisi dei dati grazie anche all’intelligenza artificiale e uno specifico sensore. Nella sezione delle notizie parliamo della multa comminata ad Apple di 1,8 miliardi di euro per violazioni alle [regole sulla concorrenza](https://europa.eu/youreurope/business/selling-in-eu/competition-between-businesses/competition-rules-eu/index_it.htm) dei servizi di streaming musicale e infine di [Waymo](https://waymo.com) che riprende le attività di [guida autonoma](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e39?t=286) in California. - Stagione: 6 - Episodio: 10 - Data di pubblicazione: 2024-03-09 06:45:00 - Durata: 23:41 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e10](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e10) - Episodi correlati: s5e8, s5e14, s5e46 - Tag: analisi,dati,intelligenza artificiale,cittadini,sviluppo,azienda,sensori,smart,privacy,big data,IA,blimp,telecamera,retail,negozio,pubblicità,cliente,alex buzzetti,general manager,smart city,waymo,robotaxi,guidaautonoma,losangeles,california,apple,multa,spotify,antitrust,ue,unione europea ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Alex**: Laddove si mette uno schermo significa che quello schermo, quell'impianto pubblicitario assume tutte le caratteristiche che ha un banner su un sito web. E questo cosa significa? Significa che si possono accedere a questi spazi pubblicitari anche attraverso piattaforme che automatizzano la compravendita degli spazi, quello che viene chiamato programmatic advertising. Quindi mentre prima i nostri clienti vendevano a tempo, quindi vendo due settimane di uno spazio pubblicitario in piazza San Babila a Milano che costa X, invece in questo caso si trasforma in una vendita a performance, quindi vendo un milione di "impression" come si dice nel web, perché sono in grado di misurarle e fino a che non raggiungo quel target, io tengo in onda lo spot. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con la società Blimp, che utilizza sensori per generare metriche digitali nel mondo fisico, consentendo di prendere delle decisioni sulla base dei flussi di persone e veicoli. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### La multa da 1,8 miliardi di euro ad Apple > Fonte: IlSole24Ore.com - Timestamp: 01:37 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Diritto - Tipologia: Notizia **Davide**: Lunedì 4 marzo, la Commissione Europea ha annunciato di aver multato Apple per la cifra record di 1,84 miliardi di euro per abuso di posizione dominante. Nel 2019, infatti, Spotify presentò un esposto alla Commissione in quanto a detta della piattaforma streaming, Apple favorirebbe il suo servizio Apple Music per gli utenti iPhone e iPad, situazione confermata dall'antitrust europeo, che afferma che Apple impedisca agli sviluppatori di informare gli utenti sui servizi di streaming musicale alternativi o servizi più vantaggiosi economicamente. Inoltre, all'interno delle app, Apple vieta di utilizzare altre forme di pagamento al di fuori di quelle integrate nell'App Store. Come conseguenza, gli utenti che sottoscrivono un abbonamento a Spotify devono pagare un prezzo maggiore, dovuto al 30% delle commissioni dell'App Store, non potendo completare il pagamento sul sito della piattaforma. Apple quasi sicuramente farà ricorso a questa decisione, a sua detta ingiusta. Tuttavia, con questa sentenza e con l'entrata in vigore il 6 marzo del Digital Markets Act, Apple dovrà comunque rendere il suo app store più trasparente e permettere agli sviluppatori di pubblicizzare i prezzi e le offerte disponibili al di fuori del suo store. #### Waymo riprende le attività in California > Fonte: DMove.it - Timestamp: 02:53 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo l'interruzione dei piani di espansione delle attività di Waymo nel mese di febbraio, la California Public Utilities Commission ha autorizzato l'azienda che fornisce servizi taxi a guida autonoma a riavviare il servizio in determinate aree di Los Angeles e della Bay Area. Circa un mese fa, infatti, Waymo ha dovuto sospendere le proprie attività a causa di uno scontro a dicembre 2023 tra un robotaxi e un pick-up che veniva trainato, dovuto essenzialmente a una scorretta elaborazione dei calcoli del software. A seguito di tali avvenimenti, alcune auto di Waymo hanno subito pesanti atti vandalici, come forma di protesta contro la mobilità a guida autonoma. Tuttavia, nonostante le critiche e le preoccupazioni espresse, dopo il via libera della California Public Utilities Commission, Waymo ha assicurato che l'azienda adotterà un approccio graduale nell'introduzione del servizio a Los Angeles e che attualmente non ci sono piani immediati per estenderlo ad altre zone della penisola di San Francisco. #### Blimp: l’analisi del mondo reale per prendere decisioni più mirate > - Timestamp: 04:06 - Autori: Blimp, Alex Buzzetti, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Dati, Privacy - Tipologia: Intervista **Davide**: Al giorno d'oggi, sempre più aziende comprendono l'importanza dell'analisi dei dati per migliorare il proprio lavoro e i propri prodotti, e nell'ultimo periodo anche gli enti pubblici, come le grandi città, stanno cercando di sfruttare strumenti come l'intelligenza artificiale o l'analisi dei big data. In particolare, l'analisi del traffico o l'affluenza dei cittadini presenti ad eventi o specifici punti di interesse può essere utile per fornire servizi più efficienti o programmare lavori pubblici, manutenzioni o programmare lo sviluppo in base alle esigenze dei cittadini. Per parlare di alcuni di questi aspetti è con noi Alex Buzzetti, General Manager di Blimp. Benvenuto Alex. **Alex**: Grazie, grazie. **Davide**: Innanzitutto ci spieghi che cos'è e di che cosa si occupa Blimp. **Alex**: Noi siamo una società che si occupa di offrire un servizio dati, dati di mobilità, in particolar modo noi nasciamo per misurare quelli che sono i flussi urbani di persone, in termini sia di persone come pedoni, che come veicoli e lo facciamo a partire da dei sensori di intelligenza artificiale che abbiamo sviluppato noi, quindi sono proprietari e sono brevettati, che ci permettono di capire appunto quella che è il numero di persone, il numero di veicoli, direzione di questi, tutte informazioni che chiaramente sono funzionali a diversi mercati, in particolare quello delle smart city. **Davide**: Ok e quindi come funzionano questi sensori da un punto di vista pratico? **Alex**: Questi sensori che a tutti gli effetti sono delle telecamerine intelligenti, poi li chiamiamo sensori proprio perché ciò che fanno è un'estrapolazione del dato a partire dall'immagine, quindi non inviano nessun tipo di immagine ma in realtà ciò che inviano sono soltanto dati anonimi aggregati, legati a tutto ciò che lasciatemi dire… un essere umano sarebbe in grado di contare guardando un'immagine. Quindi è per questo che si parla di intelligenza artificiale, quindi guardando un'immagine il sensore è stato addestrato a poter riconoscere che c'è un certo flusso di pedoni, quindi in termini di numero, numero di veicoli, classificazione anche socio e demografica dei pedoni, classificazione della tipologia di veicoli quindi non solo auto ma anche biciclette, moto, scooter, autobus o mezzi pesanti. La direzione di questi pedoni, di questi veicoli, tempi di permanenza, se guardano o meno in una certa direzione, insomma tutta una serie di informazioni che possono essere funzionali a diversi mercati. **Davide**: E da dove nasce l'idea di realizzare una realtà di questo tipo? Qual è l'esigenza di fondo? **Alex**: L'esigenza di fondo parte da un concetto base che ci siamo noi in primis imbattuti. Poter capire effettivamente quelli che sono i flussi urbani per alcuni dei mercati che adesso vi racconterò e ciò che abbiamo fatto è… siamo partiti a raccogliere tutte le informazioni che sono presenti sul mercato. Quindi abbiamo comprato ogni tipo di dato, siamo andati sul campo a fare il vecchio mestiere di conta persone manuali, quindi veramente tanto del nostro tempo passato per strada. Perché ci interessava avere queste informazioni? Perché forse ancora all'epoca non non non consino del potere di queste informazioni perché in realtà comunque ci credevamo molto nel sapere che c'era valore dietro questo tipo di informazioni fino a quando abbiamo capito che in realtà di queste informazioni, di questi big data che nel 2016-2017 tanto si parlava, in realtà c'era veramente molto poco quindi ci siamo messi a sviluppare il nostro sensore e quindi abbiamo iniziato a metterli sul campo. Dove lo monetizziamo? Questi tipi di dati come dicevo prima, il mercato delle smart city è uno di quelli più affascinanti perché risponde a diverse esigenze della pubblica amministrazione. Gli altri due mercati a cui l'approcciamo sono il mondo della pubblicità esterna e quindi quella che è chiamata "out-of-home advertising" e il mondo del retail. Quindi l'out-of-home advertising chiaramente ha come finalità quella di poter dare un valore a uno spazio pubblicitario fisico nello stessa modalità con cui viene dato un valore a uno spazio pubblicitario digitale su cui tutti noi siamo sottoposti nel web. Nel mondo retail invece è quello proprio di andare a misurare quella che è la "customer journey" di un punto vendita quindi le varie conversion partendo dalla pedonalità esterna alle vetrine fino all'interno dei reparti. **Davide**: Prima di passare a degli esempi concreti, un tema su cui chi ci sta ascoltando potrebbe interrogarsi è legato alla sicurezza, cioè proprio legato alla privacy di una telecamera di questo tipo. Cioè come funziona? Nel senso i dati vengono raccolti e trasferiti oppure elaborati al momento e quindi non c'è un rischio per la privacy effettivo. **Alex**: Questo è credo l'aspetto per noi più importante, credo che nei prossimi anni, anzi i prossimi mesi, uno delle sfide più importanti che dovremo affrontare tutti noi, tutti quelli che lavorano nel mercato dei dati è l'aspetto di privacy. Lo dico sorridendo perché veramente abbiamo investito quasi più in avvocati esperti di privacy che in ingegneri, è stato un principio di base che tuttora cerchiamo di coltivare, anche di diffondere come concetto. La nostra tecnologia è privacy by design, che cosa significa? Che è stata concepita proprio nel poter rispettare quelli che sono i dati personali. Qual è il dato personale? Il dato personale è l'immagine che viene istantaneamente catturata della telecamerina, ma il motivo per cui noi li chiamiamo sensori è proprio perché in quell'immagine in realtà vive quei pochi millisecondi all'interno del luogo in cui è stata presa, quindi all'interno del sensore stesso, e immediatamente eliminata perché viene trasformata in un numero, quindi un dato anonimo aggregato e quindi il dato personale di fatto non esiste perché viene immediatamente cancellato e non recuperabile in nessun modo. Quindi il dato che è anonimo e aggregato quindi viene impacchettato, quindi un numero più grande e poi viene inviato ai nostri server perché a noi non ci interessa avere l'identificabilità della persona, ma ciò che ci interessa è avere quelli che sono i flussi della massa, perché è questo che dà valore poi alle analisi che facciamo. **Davide**: Quindi sì, non c'è proprio il rischio perché non c'è la possibilità, non avete la possibilità di accedere a questi dati. **Alex**: Esattamente, le immagini non sono accessibili perché non esistono a tutti gli effetti, quindi si parla proprio di veri e propri sensori. Su questo cerchiamo proprio di creare anche cultura, ma quindi abbiamo anche scritto insieme esperti di privacy, esperti del settore, un white paper che ha coinvolto i principali player del mercato, della pubblicità esterna, player del mondo retail, l'Istituto Italiano Privacy. Tutte queste professionalità hanno collaborato insieme a noi per un anno a scrivere questo white paper che poi è stato pubblicato anche a un evento della comunità europea e è stato pubblicato dal Sole 24 Ore che rappresenta tutti gli aspetti di privacy delle tecnologie di misurazione dell'audience che vanno quindi dalla sensoristica, ai dati telco, ai dati mobile, tutto ciò che riguarda questo tipo di misurazione. Proprio perché vogliamo tutelare un mercato che necessita di questi dati, di questo tipo di informazioni, ma dobbiamo chiaramente stare attenti nell'utilizzo proprio per evitare che arrivi anche qualcuno che in modo piratesco non è così attento a questi tipi di aspetti e quindi di fatto crea un rischio per invece tutti quelli che vogliono farlo in modo consapevole. **Davide**: E a coloro ai quali avete proposto Blimp, avete notato della diffidenza proprio legata a questo tema? **Alex**: Inizialmente è quasi doveroso, siamo noi in primis che lo anticipiamo come tema perché proprio i nostri clienti in primis dicono io voglio l'informazione, voglio il dato come prima cosa, poi in realtà tutti sono molto attenti all'aspetto di privacy e tutti in realtà ci hanno proprio fatto anche i complimenti, quindi siamo molto orgogliosi del lavoro fatto perché riconoscono in noi un player veramente che pone come primo punto l'aspetto di privacy quasi più rispetto all'aspetto tecnologico. E anche insieme a tutta la documentazione che abbiamo realizzato, quindi il nostro pacchetto che offriamo ai clienti c'è anche l'aspetto documentale che di fatto sono dei modelli che offriamo ai nostri clienti proprio in tale che loro possano utilizzarli per crearsi la loro documentazione legata all'utilizzo di queste tecnologie. La diffidenza è giusto che ci sia ma è giusto perché si deve porre un'attenzione da parte di tutti, noi in primis che quotidianamente lavoriamo a cercare di migliorare le nostre misure di sicurezza proprio perché deve essere un aspetto fondamentale per tutti. **Davide**: E il fatto di elaborare le immagini, i video direttamente sulla telecamera che altri vantaggi può portare? **Alex**: L'altro vantaggio sicuramente è un tema anche di infrastruttura capite che se io dovessi mandare immagini e quindi streaming di video in rete c'è un'infrastruttura di trasmissione - quindi di "giga" al secondo - che devo inviare e dall'altra anche una struttura ricettiva di questi dati importante quindi sicuramente anche un costo di infrastruttura di "storage" di questi dati importanti per poi in un elaborazione che viene fatta in cloud. Ecco il fatto di poter fare tutte le elaborazioni direttamente sul sensore fa sì che la trasmissione sia di realtà pochi byte - perché quello che stiamo facendo è inviare numeri - e quindi sia il tema di trasmissione, sia il tema di infrastruttura di storage dei dati e a questo punto è molto più leggera, leggera vuol dire anche economicamente molto più sostenibile. **Davide**: Sì è in vista soprattutto immagino di avere sempre più sensori sempre più telecamere e quindi andare a generare a un certo punto sarebbe verrebbe generato un flusso impossibile da gestire se fossero inviati tutti i dati del video di base. **Alex**: Assolutamente assolutamente, quello uno degli aspetti positivi di poter fare tutta l'elaborazione come si dice in gergo "on the edge". **Davide**: Passiamo quindi a degli esempi pratici se ci fai per ognuno dei tre ambiti che hai accennato un esempio concreto di come potrebbe essere utile questa tecnologia a poi i vostri clienti. **Alex**: Partiamo da quello pubblicitario che è stato il primo storico per noi. L'esempio molto più semplice è quello proprio di poter associare finalmente dico finalmente perché fino a qualche anno fa non esistevano questo tipo di numeriche un dato di audience a uno spot messo in onda su uno schermo pubblicitario che vi potete trovare tranquillamente in stazione. **Davide**: Quindi unire il mondo digitale con i dati che permette il digitale di raccogliere sulle impressioni di una pubblicità con il mondo fisico. **Alex**: Esattamente proprio questo. Questo mercato che si sta rivoluzionando era un mercato fatto di carta e colla - adesso senza volerne i nostri amici delle concessionarie - si sta trasformando in un mercato fatto di schermi e là dove si mette uno schermo significa che quello schermo quell'impianto pubblicitario assume tutte le caratteristiche che ha un banner su un sito web. Che cosa significa? Significa che è dinamico, significa che è misurabile e questo cosa significa? Significa che si possono accedere a questi spazi pubblicitari anche attraverso piattaforme che automatizzano la compravendita degli spazi quello che viene chiamato "programmatic advertising". La misurazione di questi spazi consente a questo punto di aprire per il mercato dell'of-of-home un nuovo mercato che è quello della compravendita automatica - quindi quello appunto del programmatic advertising - che è abilitato dai numeri, quindi mentre prima i nostri clienti vendevano a tempo quindi vendo due settimane di uno spazio pubblicitario in piazza San Babila a Milano che costa X invece in questo caso si trasforma in una vendita a performance. Quindi vendo un milione di impression come si dice nel web ma un milione di diciamo di OTS come dicono nel mondo fisico, che sta per "opportunity to see" perché sono in grado di misurarle e fino a che non raggiungo quel target io tengo in onda lo spot. Questo mondo pubblicitario semplice se volete. Altri esempi nel mondo del retail ciò che facciamo proprio la misurazione della customer journey, quindi partendo dall'esterno del punto vendita quindi la pedonalità all'esterno del punto vendita, ciò che interessa molto è anche l'efficienza della vetrina quindi capire se una vetrina più o meno efficace in termini di quante persone si fermano rispetto alle persone che vi passano davanti. Quindi quanta attenzione dedicano alla vetrina, poi capire in quanti entrano e all'interno capire quali sono i reparti più performanti, quindi dove vi passa più gente, dove la gente sta per più tempo. Qui ci sono diverse casistiche, adesso abbiamo veramente molti clienti in ambito diverso in cui con loro le sperimentazioni sono anche nel cercare di capire come questi dati possono aiutarli nel quotidiano che vuol dire per esempio aprire una cassa in più in un determinato momento oppure andare a capire se una determinata corsia conviene in una fascia oraria specifica andargli a mettere un venditore o che tipo di venditore, perché ricordiamo che si riesce ad avere anche una classificazione socio-demografica per cui magari sappiamo chi è più preparato su un certo tipo di utenza rispetto un altro. Per vedere se questo effettivamente porta a una conversione maggiore delle vendite. In ultimo il mondo delle smart city dove… diciamo l'ultimo mercato su cui operiamo, lì si vanno dai "semplici" progetti di analisi della mobilità in termini veicolari quindi misurazione dei flussi di ingresso e uscita delle arterie principali - arterie veicolari - piuttosto che andare a vedere il centro storico o le vie del centro, la misurazione del traffico pedonale e turistico, quindi andare a capire come andare ad aiutare la pubblica amministrazione ad avere diciamo una contezza su quelli che sono i numeri di affluenza sulle zone pedonali, a progetti che sono pochettino più sofisticati come sono ad esempio i progetti di smart parking, quindi che cosa sono i progetti di smart parking? L'ottimizzare la "parcheggiabilità" dei quartieri, il caso semplice siamo tutti noi abituati a girare nel centro che è fatto di vie a senso unico in cui giro alla prima via cercando posto, non trovo posto, giro 10 minuti, torno al punto di partenza. Ho perso tempo, ho generato traffico, ho inquinato, mi sono innervosito, per poi invece ripartire con la ricerca. Ecco, si potrebbe in modo molto semplice replicare l'esperienza che abbiamo tutti noi nei centri commerciali. Sapete dove ci sono le lucine sopra gli stalli, quindi luce verde, luce rossa. Luce rossa lascia stare, non entrare in questa via, non troverai mai posto, luce verde e qui potresti trovare parcheggio. **Davide**: Ok, quindi abbiamo parlato adesso di questi esempi, però come fanno queste realtà, i vostri clienti poi a visualizzare e rendersi conto della situazione? Hai parlato di impressioni, o la possibilità ad esempio per una pubblica amministrazione di rendersi conto dei flussi di automobili. Come fa nella pratica a visualizzare questi dati? **Alex**: Allora, questi dati sono accessibili attraverso una dashboard, quindi tramite un portale cloud in tempo reale, quindi possono vedere tutti i grafici che interessano i nostri clienti. Ecco, questa dashboard è molto "customizzata" proprio in funzione di quelle che sono le esigenze dei nostri clienti. Quello che noi facciamo molto è un percorso di accompagnamento, perché non è facile per tutti poi - una volta che si hanno tutti questi dati - avere anche un'interpretazione dei dati. Quindi quello che noi curiamo molto è anche l'aspetto di seguire i nostri clienti nel percorso di formazione, se volete, ne capire quali sono effettivamente per loro i KPI più interessanti. Su questo abilitiamo dei grafici su una dashboard in modo tale che loro a questo punto sono autonomi, addestrati a poter vedere in tempo reale, o comunque con una granularità che loro sono, che loro decidono per andare a vedere quelli che sono i dati sul punto vendita, piuttosto che sulla via, piuttosto che del loro spazio pubblicitario. **Davide**: Quindi la dashboard è composta di grafici? **Alex**: Grafici, numeri e grafici. **Davide**: Ok e visto che poi il nostro focus è quello dell'utente, si è capito dai vari esempi che hai fatto, ma ci spieghi qual è il vantaggio anche per il singolo? Cioè perché il singolo dovrebbe trarre vantaggio dall'analisi dei dati in questo modo? **Alex**: L'esempio è molto semplice, nel momento in cui i nostri interlocutori hanno contezza dei numeri delle persone che visitano per esempio il loro punto vendita o che visitano la città, tutto diventa molto più conscio, nel senso che vi faccio l'esempio, nel mondo retail, nel momento in cui sappiamo che un certo retailer ha determinate esigenze di traffico per esempio, riconosce che il mercoledì mattina ha un picco di numeri, però magari il mercoledì mattina è il giorno in cui ha meno dipendenti, meno persone di staff all'interno del punto vendita, ecco capite che avere conoscenza di questi numeri significa poter offrire servizi che sono più "cliente centrici" perché a questo punto si riesce a creare anche una customizzazione dell'esperienza dell'utente. Questo vale anche nel mondo pubblicitario ma anche nel mondo retail è molto ormai diffusa… quella che è l'experience del punto vendita. **Davide**: Prima accennavi alla cassa aperta in più. **Alex**: Quello è un altro ottimo esempio… l'experience diventa qualcosa su cui i retail in questo momento si stanno centrando molto. Quindi l'experience vuol dire far vivere ai propri clienti esperienze sempre più vicine a quella che è la tipologia di utenti per cui sapete che se un punto vendita è frequentato da un certo tipo di persone un po più giovani o un po più anziane o comunque di una certa fascia di età a questo punto si riescono anche a pilotare dei contenuti video che sono più d'interesse per una persona rispetto che un'altra. **Davide**: Va bene allora grazie Alex per averci raccontato la vostra realtà… di che ruolo possono avere i dati, la raccolta dei dati attraverso questi sensori anche nel mondo fisico quindi con le stesse dinamiche del mondo digitale e però anche per esservi soffermato particolarmente sull'aspetto della privacy che probabilmente e giustamente è il primo aspetto che viene in considerazione all'utente finale colui che poi passa sotto questo sensore come pedone o come veicolo. Alla prossima. **Alex**: Grazie, grazie a voi. #### Conclusione - Timestamp: 22:49 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e11 ## Le app in futuro saranno solo sul web > Al giorno d'oggi qualsiasi [sito web](https://it.wikipedia.org/wiki/Sito_web) è una web app. Quando si parla di web app tecnicamente si intende un qualsiasi software che utilizza la tecnologia web per funzionare. In questi casi possiamo utilizzare, in un browser come Chrome, Safari o Firefox, un'app completa per scrivere documenti, presentazioni, fogli e così via. Cose che fino a qualche anno fa si potevano fare solamente installando sul proprio PC un software. Oggi invece, è possibile utilizzare [Word direttamente online](https://www.microsoft.com/it-it/microsoft-365/free-office-online-for-the-web), seppure leggermente limitato, senza dover installare alcuna app. Essendo un argomento molto vasto, in questa puntata ci concentriamo solo su una specifica categoria di applicazioni web, ossia le PWA, acronimo che sta per Progressive Web Apps. Nella sezione delle notizie parliamo di un progetto realizzato da tre giovani ricercatori che hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per decifrare un delicato papiro di [Ercolano](https://ercolano.beniculturali.it), di come è andato il terzo lancio di [Starship](https://www.spacex.com/vehicles/starship/) e infine di un test condotto da [IronLev](https://www.ironlev.com) per utilizzare la levitazione magnetica su binari esistenti. - Stagione: 6 - Episodio: 11 - Data di pubblicazione: 2024-03-16 06:45:00 - Durata: 18:29 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e11](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e11) - Episodi correlati: s5e13, s5e17 - Tag: webapp,app,applicazioni,web applications,pwa,progressive web app,app web progressive,smartphone,browser,chrome,safari,firefox,web manifest,service worker,spacex,starship,lancio,superheavy,test,arte,storia,intelligenza artificiale,papiri,ercolano,pompei,ia,levitazione magnetica,binari,ironlev, sostenibilità, veneto ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo delle applicazioni web progressive, meglio conosciute come Web App, e proveremo a capire se un giorno sostituiranno mai le app native installate sui nostri dispositivi. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast oppure direttamente sul nostro sito. #### Decifrato un papiro di Ercolano grazie all’IA > Fonte: Agi.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Arte & Cultura, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Nei musei di tutto il mondo sono conservati i papiri e pergamene ad oggi indecifrabili perché particolarmente rovinati o troppo delicati per essere srotolati. Tuttavia questo è uno di quei casi in cui l'intelligenza artificiale dimostra - ancora una volta - la sua flessibilità nel raggiungere obiettivi fino a poco tempo fa impensabili. Brent Seales e Nat Friedman infatti hanno organizzato la Vesuvius Challenge, con un premio di un milione di euro per chi avesse decifrato almeno l'80% di quattro passaggi di 140 caratteri di un papiro carbonizzato durante l'eruzione del Vesuvio che ha distrutto Pompei ed Ercolano. Papiro che nel 2015 è stato scansionato usando la tecnologia Raggi X e srotolato virtualmente per scoprirne il contenuto senza danneggiarlo. Grazie all'intelligenza artificiale dunque tre ricercatori sono riusciti a distinguere l'inchiostro dal papiro e decifrare circa il 5% di un rotolo. Questa notizia dunque rappresenta un grande passo per riuscire a conoscere sempre di più la nostra storia e letteratura antica di cui purtroppo gran parte dei reperti è andato perduto o risulta ancora indicifrabile. #### Come è andato il terzo lancio di Starship > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 02:07 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Giovedì 14 marzo SpaceX ha lanciato per la terza volta in poco più di un anno il sistema di volo spaziale Starship, riuscendo a raggiungere per la prima volta lo spazio con la navicella madre. Come lo scorso tentativo dopo la separazione del sistema di lancio, il secondo stadio ha proseguito il suo cammino verso lo spazio, arrivando dopo 30 minuti circa al punto stabilito per il rientro. A questo punto Starship ha iniziato ad attraversare l'atmosfera per arrivare a schiantarsi in un punto sicuro dell'oceano indiano. Tuttavia è stato perso il controllo della navicella che infine è esplosa poco prima di raggiungere la superficie dell'acqua. Ma nonostante questo viaggio sia terminato con un'esplosione a cui non abbiamo assistito, la missione si può definire un vero e proprio successo. Forse più dei precedenti due, perché per la prima volta in assoluto il secondo stadio di Starship è riuscito a raggiungere lo spazio e proseguire oltre, raggiungendo velocità orbitali. Durante la fase di rientro inoltre SpaceX ha potuto raccogliere tutta una serie di dati fondamentali che verranno utilizzati per migliorare e correggere ogni fase del lancio, sino appunto al rientro in atmosfera. #### La levitazione magnetica di IronLev su binari esistenti > Fonte: HWUpgrade.it - Timestamp: 03:16 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: IronLev, startup italiana nata dalla collaborazione tra Ales Tech e Girotto Brevetti, ha presentato una tecnologia innovativa di levitazione magnetica per il trasporto su binari preesistenti. Diversamente dalle celebre soluzioni MagLev in Giappone e Cina, questa tecnologia non richiede un'infrastruttura dedicata e sfrutta la permeabilità magnetica per consentire il movimento senza attrito. Il recente test sulla tratta Adria-Mestre ha dimostrato l'efficacia di questo approccio, con un prototipo da una tonnellata che ha viaggiato a 70 km orari su 2 km di binario. Questa soluzione non solo elimina la necessità di modificare l'infrastruttura esistente, ma promette anche notevoli vantaggi in termini di costi, efficienza e sostenibilità. Il fondatore di IronLev, Adriano Girotto, ha annunciato piani ambiziosi per il futuro, incluso lo sviluppo di veicoli più pesanti e veloci. Inoltre, l'azienda sta esplorando applicazioni pratiche della tecnologia in vari settori industriali. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha elogiato l'innovazione di IronLev, sottolineando il ruolo cruciale della Regione nel promuovere tecnologia all'avanguardia con un occhio attento all'ecologia e alla sostenibilità. #### Le app in futuro saranno solo sul web > - Timestamp: 04:49 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni - Tipologia: Topic **Davide**: Lo scorso 6 marzo è ufficialmente entrato in vigore il Digital Markets Act, la normativa europea che ha l'obiettivo di porre un freno alla posizione dominante che grandi aziende come Google, Apple, Meta, Microsoft e Amazon hanno nel mondo del web dei servizi digitali. E nel corso di questi mesi abbiamo seguito le diverse notizie che hanno portato allo sviluppo di questa normativa e di come le varie aziende si sono adattate. In particolare con un comunicato stampa Apple aveva annunciato di voler eliminare su iOS il supporto alle Web App per i cittadini europei. Con il DMA, infatti, Apple è costretta a permettere l'utilizzo di browser o per meglio dire dei motori di rendering diversi da Safari, come Chrome o Firefox. Di conseguenza, le Web App installate tramite questi browser non potrebbero essere controllate da Apple, rappresentando a detta dell'azienda un possibile problema di sicurezza. La decisione, tuttavia, è stata ritrattata qualche giorno dopo, reintroducendo la possibilità di installare su iOS le Web App, ma solo se queste vengono eseguite tramite Safari o sul suo motore di rendering WebKit. Ma cosa sono queste Web App di cui si è tanto parlato in seguito a questa vicenda? Possono rappresentare veramente un pericolo per la sicurezza dei dispositivi? Nel corso di questa puntata cercheremo di rispondere proprio a queste domande, vedendo cosa sono le Web App, come sono cambiate dalla loro invenzione ad oggi, in cosa queste si differenziano dalle normali applicazioni che troviamo installate sui nostri dispositivi, valutandone sia i pregi che i difetti. Innanzitutto, bisogna chiarire di cosa andremo a parlare nello specifico. Quando si parla di Web App, dette anche Web Application o in italiano applicazioni web, infatti tecnicamente si intende un qualsiasi software che utilizza la tecnologia web per funzionare. Di fatto, al giorno d'oggi qualsiasi sito web è una Web App. Pensiamo ad esempio ai social network, ai convertitori di documenti online, ai siti di streaming. Ma probabilmente il paragone viene ancora più semplice se pensiamo a siti come Google Drive o OneDrive. In questi casi, infatti, possiamo utilizzare in un browser come Chrome, Safari o Firefox un'app completa per scrivere documenti, presentazioni, fogli e così via. Cose che fino a qualche anno fa si potevano fare solamente installando sul proprio PC, ad esempio la suite di Office o LibreOffice. Addirittura oggi è possibile utilizzare Word direttamente online - seppure leggermente limitato - senza dover installare alcuna app. E come vedremo poi, questo è uno dei più grandi vantaggi di questa tecnologia. Come possiamo immaginare, quindi, l'argomento è veramente molto vasto e per questo ci concentreremo solo su una specifica categoria di applicazioni web, ossia le PWA, acronimo che sta per Progressive Web Apps, in italiano app web progressive. La definizione e il nome PWA nasce ufficialmente nel 2015, ma in realtà un concetto molto simile alle Web App moderne nasce ben prima, nel 2007. In occasione del lancio del primo iPhone, infatti, fu proprio Steve Jobs a presentare l'idea di utilizzare per quello smartphone delle applicazioni eseguibili direttamente dal browser. In questo modo, vista la crescente popolarità del web di quegli anni, gli sviluppatori avrebbero potuto sviluppare velocemente, con un linguaggio familiare, delle applicazioni perfettamente funzionanti per il nuovo dispositivo appena presentato. La presenza dell'app store sugli iPhone ovviamente ci fa capire subito che questa idea, così semplice e apparentemente così efficace, fu in realtà un totale fallimento. Il motivo? La tecnologia web nel 2007 era ancora troppa acerba per garantire un'esperienza d'uso paragonabile a quella delle app native, come quelle che troviamo e che installiamo, appunto, dai vari store. Molte funzionalità erano assenti e non esisteva una vera e propria interazione con il dispositivo, come l'accesso ai sensori, ai file, alla fotocamera e così via. E questo, come vediamo oggi, ha favorito la diffusione delle applicazioni "normali" native, a discapito delle Web App. Negli ultimi anni, tuttavia, questa differenza si è assottigliata sempre di più e sono state presentate diverse nuove tecnologie web, tra cui nuove versioni di JavaScript, l'avvento di HTML5, CSS3 e WebAssembly, fondamentali per lo sviluppo di siti web sempre più complessi e completi, sia per quanto riguarda le funzionalità vere e proprie, sia graficamente. Arriviamo dunque al 2015, quando, come abbiamo detto poco fa, sono state ufficialmente definite le app web progressive, termine cognato da Frances Berriman e dallo sviluppatore di Google Chrome Alex Russell. Le PWA, dunque, sono sostanzialmente dei siti web che però presentano alcune particolarità. Innanzitutto, ciò che rende una PWA diversa da una normale Web App è la presenza di due componenti essenziali, ossia un WebManifest e un Service Worker. Il WebManifest è un particolare file presente sul sito che fornisce delle informazioni sull'app, affinché sia installabile sui dispositivi. Tra queste troviamo ovviamente il nome dell'app, l'icona dei diversi formati, la descrizione, il colore principale delle schermate di caricamento, la visualizzazione orizzontale o verticale, o se aprirla a schermo intero direttamente nel browser. Si possono inoltre definire anche ulteriori comportamenti come le azioni rapide, a cui possiamo accedere tenendo premuto sull'icona dell'app sullo smartphone. Nel caso di un'app social, ad esempio, possiamo avere un collegamento rapido alla creazione di un nuovo post. Il secondo componente fondamentale per le PWA è invece il Service Worker, ossia un pezzo di codice che fa da interfaccia tra il dispositivo e la Web App, e che rende di fatto l'app installabile. Tramite questo codice si può accedere a una serie di varie funzionalità che solitamente sarebbero una prerogativa delle applicazioni native. Una di queste è la possibilità di eseguire le PWA anche offline, o di accedere alla memoria interna del dispositivo. Il Service Worker può infatti accedere a un sistema di cache in cui può facilmente salvare le pagine web consultate e renderle così disponibili anche in assenza di una connessione Internet. Un'altra funzionalità a cui possono accedere le PWA, fondamentale anch'essa per la loro diffusione, è quella di poter ricevere e mostrare notifiche push e quindi ricevere messaggi o comunicazioni anche se l'app è stata chiusa. Vi è poi l'accesso ai diversi sensori del telefono, come posizione, giroscopio, accelerometro, fotocamera, ma anche l'integrazione con i controlli multimediali dello smartphone, che permettono ad esempio di mettere in pausa o cambiare la canzone o il video riprodotto dalla PWA direttamente da una notifica o del centro di controllo. Insomma, alla luce di questi fatti possiamo notare come ormai, per lo meno a livello di funzionalità e di integrazione con il dispositivo, le Web App siano facilmente paragonabili alle App native che installiamo dagli store, ed è proprio per questo motivo che aziende come Google o Microsoft stanno spingendo molto affinché il loro sviluppo venga ulteriormente portato avanti e sempre più sviluppatori e compagnie sviluppino la propria PWA. Google ad esempio ha basato i suoi Chromebook proprio su questo concetto, per cui ormai le App possono tranquillamente essere sostituite dalle loro controparti Web, e grazie alle PWA possono essere installate e utilizzate anche offline. Facciamo quindi un piccolo riepilogo dei benefici che queste Web App possono avere e perché per certi versi sono preferibili rispetto alle applicazioni tradizionali. Innanzitutto, come abbiamo visto, a livello di funzionalità sono pressoché sovrapponibili entrambe le soluzioni. Per tante aziende, soprattutto quelle più piccole, o sviluppatori, tuttavia dover gestire lo sviluppo di un'applicazione dedicata per Android e/o iOS è decisamente dispendioso in termini sia economici che di tempo. Con le PWA al contrario si svilupperebbe solamente il sito Web, come Web App appunto, utilizzando e mantenendo quindi lo stesso codice per tutti i dispositivi e tutti i sistemi operativi, a patto che questi abbiano browser installato. E proprio per il fatto che possono essere utilizzate ovunque e installate ovunque, queste Web App prendono il nome di progressive. Se sviluppate bene, le PWA sono quindi responsive, ossia che si adattano perfettamente per offrire una diversa visualizzazione su desktop o schermi grandi e sugli smartphone, sempre più utilizzati per navigare sul Web. Un altro punto di forza delle PWA è la possibilità di essere installate tramite il browser, che però, di fatto, crea un collegamento della pagina Web nell'elenco delle applicazioni. In questo modo, oltre ad avere un'installazione istantanea che non richiede alcun tipo di download, l'app occuperà pochissima memoria e può essere disinstallata altrettanto facilmente, senza perdere i dati che, chiaramente, saranno in cloud. Inoltre, queste Web App vengono installate direttamente dal sito Web, senza dover passare dallo store degli smartphone come l'App Store o il Play Store, riducendo a zero i costi per la pubblicazione delle app. Per lo stesso motivo, le PWA possono facilmente essere condivise, in quanto basta inviare il link al sito Web. E infine, come diretta conseguenza dell'essere online, le Web App non hanno bisogno di aggiornamenti, in quanto sono sempre allineate con le ultime modifiche pubblicate. Ma allora, perché le Web App stentano ancora a decollare? La motivazione principale sta prima di tutto nell'abitudine. Ormai, infatti, siamo abituati che quando abbiamo bisogno di un'app, soprattutto per quanto riguarda lo smartphone, per prima cosa cerchiamo sullo store, dove, con buona probabilità, troveremo ciò che soddisfa la particolare esigenza del momento. Tuttavia, se ci pensiamo, molte applicazioni vengono scaricate e utilizzate temporaneamente, un paio di volte al massimo, per poi dimenticarcene lasciandole sul dispositivo a occupare spazio e a rappresentare anche un potenziale problema di sicurezza. In questo caso, verrebbe molto più comodo utilizzare un servizio simile fornito via Web. L'altra motivazione riguarda invece le prestazioni. Negli anni, i motori di rendering dei browser e dei dispositivi, sempre più potenti, hanno ridotto drasticamente la differenza di prestazioni tra un'app nativa e una Web App, tanto che spesso l'esperienza d'uso sotto questo punto di vista è paragonabile. Pensiamo ad esempio anche applicazioni complesse come Photoshop o addirittura dei giochi. Grazie alle nuove possibilità del Web hanno la loro controparte online. Tuttavia, e questo si nota soprattutto sugli smartphone, la differenza di prestazioni spesso si nota ancora, e quindi se l'utente ne ha la possibilità, preferisce di gran lunga installare l'app e godere delle performance migliori possibili. Infine, le app native continuano a godere di una migliore e più profonda integrazione con i dispositivi, e quindi alcune funzionalità possono ancora essere disponibili su una PWA. Veniamo poi al tema della sicurezza. Le Web App sono meno sicure delle app native? La risposta è: dipende. Le applicazioni installate tramite App Store o Play Store vengono solitamente controllate da Apple e Google, che prima di pubblicarle verificano che non ci siano malware o possibili violazioni in tema di privacy, cosa che per le PWA non avviene, in quanto questi siti non sono direttamente controllabili. Tuttavia, l'accesso ai dati, ai sensori o alla memoria interna dello smartphone nel caso delle PWA, possono avvenire solo previo il consenso dell'utente, e il fatto di non essere così integrate nel sistema, come lo possono essere le app native, è di per sé un livello di sicurezza ulteriore. Inoltre, le PWA sono installabili solo se il sito web fa uso del protocollo HTTPS, che quindi garantisce l'assoluta sicurezza delle comunicazioni tra l'app e il server. Per lo stesso motivo, l'unico modo per installare una Web App è andando sul suo sito. Questo significa che, se nel caso delle app native c'è il rischio di installare una versione sbagliata o modificata dell'app, rappresentando un rischio per la sicurezza, nel caso delle Web App questo rischio non esiste, in quanto abbiamo la certezza della fonte da cui stiamo installando la PWA. Le Progressive Web Apps, dunque, rappresentano sicuramente una grande potenzialità nel mondo delle app e del web. Le nuove funzionalità che vengono continuamente aggiunte e la sempre minor differenza di prestazioni, tra queste e le app tradizionali, stanno ormai rendendo le PWA delle validissime alternative alle app native. Ciò significa che queste ultime prima o poi spariranno? Probabilmente per il momento ancora no, ma in moltissimi casi installare un'applicazione web piuttosto che un'app nativa potrebbe essere la strada più facile, veloce e talvolta anche più sicura. Con dei benefici enormi sia da parte degli utenti, ma anche soprattutto da parte di aziende e sviluppatori che potranno gestire un solo software che potrà essere utilizzato su qualsiasi dispositivo senza preoccupazioni. #### Conclusione - Timestamp: 17:37 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e12 ## Axon: taser e bodycam per tutelare forze dell’ordine e cittadini > Nel contesto in continua evoluzione della [sicurezza pubblica](https://it.wikipedia.org/wiki/Pubblica_sicurezza), la tecnologia ha svolto un ruolo sempre più centrale nel fornire strumenti essenziali ai poliziotti per affrontare le sfide quotidiane. Strumenti come il [Taser](https://it.axon.com/prodotti/ced/taser-x2/) e le [bodycam](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e27?t=320) hanno rivoluzionato il modo in cui le forze dell'ordine operano, offrendo nuove soluzioni per raccogliere prove, gestire situazioni ad alta tensione e proteggere sia gli agenti che i cittadini. Per capire il ruolo cruciale che queste tecnologie hanno nel facilitare la vita delle forze dell’ordine, l'impatto sulla società nel suo complesso e le eventuali implicazioni per la privacy, abbiamo invitato [Loris Angeloni](https://www.dentrolatecnologia.it/loris.angeloni.html), Director Italy and Central Eastern Europe di [Axon](https://www.dentrolatecnologia.it/axon.html). Nella sezione delle notizie parliamo di Nvidia che negli scorsi giorni ha presentato [Earth-2](https://www.nvidia.com/it-it/high-performance-computing/earth-2/), la piattaforma cloud per [prevedere il meteo](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e45?t=283) con l’IA e infine degli straordinari risultati di [Neuralink N1](https://neuralink.com) sul primo paziente umano. - Stagione: 6 - Episodio: 12 - Data di pubblicazione: 2024-03-23 06:45:00 - Durata: 40:16 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e12](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e12) - Episodi correlati: s3e6, s5e27 - Tag: sicurezza pubblica,bodycam,taser,forze dell'ordine,privacy,integrazione dati,emergenze,axon,polizia,software,IA,diffusione,sperimentazione,stati uniti,europa,italia,loris angeloni,director,earth-2,ambiente,previsioni del meteo,taiwan,intelligenza artificiale,neuralink,elon musk,schacchi,interfaccia neurale,cervello ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Loris**: Ci sono una serie di sensori all'interno dell'arma a in pulsi elettrici, del Taser, piuttosto che sulla fondina della pistola, piuttosto che all'interno della vettura, per esempio all'accensione della barra lampeggiante, dei lampeggianti dell'auto, che lanciano un segnale alle telecamere e che permettono l'attivazione automatica della registrazione, mandando anche un segnale di allerta in centrale operativa, alert critico, quindi arriva proprio un messaggio con scritto attenzione, alert critico per questa telecamera perché ha estratto il Taser piuttosto che ha estratto l'arma da fuoco o ha attivato la barra lampeggiante. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di Axon e di come grazie a due strumenti tecnologici in dotazione alle forze dell'ordine, come il Taser e le Bodycam, sia possibile tutelare maggiormente sia gli agenti che i cittadini. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Earth-2 di Nvidia per prevedere il meteo con l’IA > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:30 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Si è tenuta in questi giorni la conferenza GTC 2024 di NVIDIA, in cui l'azienda ha presentato diverse novità per gli sviluppatori e non. Come era prevedibile, il focus principale è stato sull'intelligenza artificiale, ambito in cui NVIDIA è in prima linea grazie alle sue GPU, fondamentali per l'addestramento e l'uso di modelli di IA. E durante la conferenza, l'azienda tra le altre cose ha presentato la piattaforma cloud Earth-2 per prevedere i fenomeni atmosferici. Questo tema l'avevamo già trattato in una scorsa puntata, dove avevamo spiegato come i modelli di IA attuali non riescono ad essere ancora paragonabili con i modelli matematici classici per le previsioni del meteo, e l'IA è più di supporto, ma le cose con NVIDIA potrebbero cambiare. Earth-2, infatti, è una copia virtuale dell'atmosfera, su cui è possibile fare simulazioni e previsioni in modo decisamente più veloce ed efficiente rispetto ai modelli attuali, in quanto utilizza il modello di IA generativa CorrDiff, addestrato su un dataset che copre la situazione dell'atmosfera dal 1940 ad oggi. #### I risultati di Neuralink sul primo paziente > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:40 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Diverse settimane fa, la società di Elon Musk, Neuralink, che ha come obiettivo quello di generare una comunicazione diretta tra cervello e computer, aveva annunciato l'avvio della prima sperimentazione della sua tecnologia sul primo paziente umano in seguito ai test compiuti sugli animali. Il 20 marzo, infine, sono stati trasmessi in diretta su X, i primi risultati ottenuti insieme alla persona tetraplegica che si era proposta di farsi impiantare il dispositivo. Nel video si vede chiaramente come il ragazzo sia riuscito a giocare a scacchi spostando il cursore sullo schermo di un MacBook, semplicemente pensando all'azione da compiere. Ciò è potuto avvenire attraverso la lettura degli elettrodi del dispositivo N1 dell'attività elettrica neuronale, la quale è stata convertita da un algoritmo e inviata infine tramite Bluetooth al dispositivo ricevente. Secondo Elon Musk, un giorno la tecnologia di Neuralink sarà in grado di trasferire i segnali della corteccia motoria del cervello oltre la parte danneggiata della colonna vertebrale, così da consentire alle persone di camminare di nuovo e di usare normalmente le braccia. #### Axon: taser e bodycam per tutelare forze dell’ordine e cittadini > - Timestamp: 04:04 - Autori: Axon, Loris Angeloni, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Nel contesto in continua evoluzione della sicurezza pubblica, la tecnologia ha svolto un ruolo sempre più centrale nel fornire strumenti essenziali ai poliziotti per affrontare le sfide quotidiane. Strumenti come il Taser e le bodycam hanno rivoluzionato il modo in cui le forze dell'ordine operano, offrendo nuove soluzioni per raccogliere prove, gestire situazioni ad alta tensione e proteggere sia gli agenti che i cittadini. E per capire il ruolo cruciale che queste tecnologie hanno nel facilitare la vita delle forze dell'ordine, l'impatto sulla società nel suo complesso e le eventuali implicazioni per la privacy, è con noi Loris Angeloni, Director Italy and Central Eastern Europe di Axon. Benvenuto Loris. **Loris**: Grazie, grazie mille e grazie dello spazio che mi offrite. **Davide**: Ho parlato di Axon, ci racconti di cosa vi occupate e con quale obiettivo è nata questa società? **Loris**: Certo, sì, molto volentieri, anche perché è una storia molto particolare, una tipica storia americana, di imprenditoria americana. Axon è nata nel 1993, quindi abbiamo festeggiato i nostri 30 anni di attività lo scorso anno e è nata in un garage, come spesso capita alle multinazionali americane, nell'arco degli anni 90 c'è stato questo boom e questa ricerca di innovazioni. Nasce però con uno scopo molto particolare e peculiare. Nasce da un'idea portata avanti dal nostro fondatore e anche attuale CEO, Rick Smith, che proprio in quegli anni, all'inizio degli anni 90, stava facendo un master in Europa, lui è un ingegnere elettronico e due suoi compagni di college sono stati uccisi con armi da fuoco, durante un diverbio che per noi sarebbe abbastanza normale e in strada per una precedenza non data da un'auto - insomma un motivo veramente futile - questa persona, un uomo d'affari, ha estratto la pistola e ha sparato contro questi due suoi compagni di college. A quel punto è nata Una domanda in Rick, analizzando i dati che sono abbastanza pazzeschi se uno li va a leggere, i dati dell'utilizzo delle armi negli Stati Uniti, il primo pensiero di Rick è stato quello di... ma è possibile che non esista una tecnologia che permetta di evitare l'utilizzo dell'arma da fuoco? Il motivo principale per cui si utilizza un'arma è per bloccare un'altra persona, solo che l'arma da fuoco è un'arma letale che quindi va a uccidere, come scopo ultimo e va a creare delle lesioni gravissime se non uccidere l'altra persona. Quindi ha recuperato una serie di studi che erano stati fatti nel corso degli anni 60 e 70, li ha re-ingegnerizzati, in particolare ha trovato uno studio fatto da tale Jack Cover che era uno scienziato della NASA. Studi che però erano stati poi abbandonati, insufficienti, lui li ha ripresi in mano, ha collaborato con questa persona, con questo scienziato Jack Cover e ha creato il primo prototipo di Taser, di arma in pulsi elettrici. Che a differenza dello storditore, ha uno scopo molto, molto, molto diverso. Nell'immaginario collettivo Taser, che è un marchio registrato, comunque Taser è un marchio prodotto esclusivamente dalla nostra azienda. Nell'immaginario collettivo è una sorta di pila di torcia che a contatto genera dolore o stordisce l'altra persona. E questo è appunto lo storditore elettrico. In realtà TASER nasce per immobilizzare le persone. Quindi ha un passaggio di corrente veramente basso, che serve a immobilizzare l'altra persona mantenendone comunque la lucidità, la possibilità di parlare, di capire quello che sta avvenendo intorno, ma semplicemente togliere la capacità di muoversi. All'epoca l'azienda che si chiamava Taser nasce con questo scopo e per difesa personale. Purtroppo nel mercato degli Stati Uniti un dispositivo come questo non era visto come efficace perché la diffusione delle armi da fuoco negli Stati Uniti d'America è veramente larga e quindi non ha avuto un grandissimo successo, onestamente, all'inizio il prodotto. C'è stata una serie di iterazioni di prodotti e di problematiche finché non c'è stata la prima richiesta avanzata da un ufficio di polizia, la polizia di Phoenix. Che ha pensato ci sono una serie di situazioni in cui ci troviamo a confrontarci con cittadini, con persone e non abbiamo alternativa fra l'utilizzo delle mani nude per fermare quella persona oppure l'utilizzo dell'arma da fuoco. E quindi hanno visto in questo strumento una possibilità per riuscire a intervenire in tutti questi casi e da lì è cominciato l'effettivo lavoro di Axon verso fine degli anni 90 con le forze di polizia in tutto il mondo. **Davide**: E fra l'altro questo aspetto è interessante perché in realtà magari molti che ci ascoltano non hanno sentito parlare nello specifico di Axon però immagino che tutti sappiano cosa sia un Taser e anche le bodycam, tutti hanno prima o poi anche su Youtube visto dei video che - poi entreremo anche nel tema delle bodycam - di bodycam di Axon che riprendono delle interazioni tra polizia e criminali però sicuramente è un aspetto interessante. Q quindi mi verrebbe da chiederti - concentrandoci sui Taser - qual è stato l'impatto poi nel corso degli anni perché oggi praticamente la polizia americana adotta quasi totalmente Taser come... affiancato alla pistola. **Loris**: L'utilizzo del Taser, soprattutto da parte delle forze di polizia, è esploso in tutto il mondo nei primi dieci anni degli anni 2000. E noi lavoriamo in 108 paesi, l'Italia è stato uno degli ultimi a dotarsi dell'arma ad impulsi elettrici, ma in realtà in Europa per esempio noi già lavoravamo praticamente con tutte le nazioni, con tutte le forze di polizia delle diverse nazioni in Europa. Perché ha delle caratteristiche che sono molto particolari, ci sono più di 200 brevetti sul dispositivo Taser, quindi è un dispositivo... il più studiato al mondo, è l'arma più studiata e più tecnologicamente avanzata che scrive "log" dell'utilizzo, quindi anche da un punto di vista di garanzia del corretto utilizzo dà sicuramente una trasparenza e la possibilità di andare a verificare effettivamente quello che è successo sul campo, che altre armi non danno ed è l'unica che ha un effetto immediato. Nel senso che nel momento in cui i dardi del Taser, polo positivo e negativo vanno a toccare la persona, quella persona per 5 secondi immediatamente non è in grado di muoversi, che è una cosa peculiare del nostro dispositivo proprio per il funzionamento della corrente elettrica e che con nessun'altra arma si ottiene, nemmeno con l'arma da fuoco. **Davide**: Perché cosa succede? Cioè, quando i dardi, immagino... partano questi dardi collegati al Taser... **Loris**: Esatto sono delle freccette, vere e proprie freccette collegate a un cavo conduttivo che vanno a... il dardo superiore polo positivo l'inferiore al negativo ovviamente la corrente elettrica va a chiudere il circuito Quando trovano una massa conduttiva, quindi il corpo umano, piuttosto che i vestiti, non è necessario guardarlo a contatto con la pelle. La corrente passa e ha un amperaggio bassissimo, quindi stiamo parlando di una quantità di corrente pulsata di 1.2 mA, un decimo di quella di una lampadina di Natale, se non più bassa. Però la frequenza è molto alta, adesso non vorrei banalizzarlo, ma prova a pensare a un elettrostimolatore che utilizziamo per allenamento, al massimo della sua intensità, che ha un effetto di contrazione e rilascio, contrazione e rilascio, è molto banalizzato, ma se noi andiamo a aumentare la frequenza di queste contrazioni e rilascio, contrazione e rilascio, il muscolo va a contrarsi, quando riceve lo stimolo del rilascio arriva ancora lo stimolo di contrazione e non ha il tempo di rilassarsi, quindi io rimango contratto per 5 secondi. **Davide**: E cado a terra. **Loris**: Cado a terra, piuttosto che mi appoggio a un muro, dipende veramente dall'ambito di utilizzo. **Davide**: Però se sono un poliziotto raggiungo il mio scopo cioè mobilizzare la persona senza utilizzare la forza letale che può essere quella di un'arma da fuoco. **Loris**: Corretto. Il punto principale è proprio quello, i 5 secondi sono la finestra operativa dell'agente di polizia per allontanare eventuali armi e riuscire a contenere la persona che magari sta facendo del male a se stesso, non necessariamente agli altri, insomma va bloccata la sua azione. Diciamo che noi abbiamo all'incirca 6 milioni di casi registrati, i casi registrati di utilizzo. Il caso registrato si intende dove c'è poi un rapporto di polizia, quindi un caso ufficiale, non necessariamente tutti gli utilizzi, ma quelli a fronte del quale è stato fatto un arresto e quindi c'è un verbale e l'incidenza di… problematiche sulla persona che è stata attinta dal Taser è la più bassa possibile, riscontrabile in qualsiasi altro settore, nel senso che è più facile a fronte dei casi di utilizzo storcersi una caviglia giocando a basket piuttosto che avere delle conseguenze rispetto all'utilizzo del Taser. Storditore elettrico è tutto un altro ambito... **Davide**: Esatto e siccome ne parlavi anche prima ci spieghi semplicemente qual è la differenza? **Loris**: Sì, certo. Allora, lo storditore elettrico, come vi ho detto, Taser, basso amperaggio, quindi la quantità di corrente è bassa, quindi poco rischio fondamentalmente, ma frequenza più alta, perché ho bisogno di aumentare la frequenza delle contrazioni. Mentre lo storditore ha l'effetto di... creare dolore, si chiama "pain compliance", cioè io cerco di fare in modo che una persona faccia quello che voglio io provocandogli dolore, quindi ha un amperaggio alto, lascia delle bruciature e soprattutto va a contatto, cioè io devo essere… vicino alla persona con cui devo utilizzarlo perché la distanza fra i due elettrodi deve essere vicina, proprio per provocare più dolore. Più allargo gli elettrodi, più si disperde energia e quindi meno amperaggio si genera. Ho cercato di spiegarlo banalizzandolo non troppo. **Davide**: Passiamo a un altro tema invece, anche questo estremamente importante che a suo modo ha rivoluzionato anche questo, molti aspetti di questo settore e cioè le bodycam. Innanzitutto ci spiega che cosa sono le bodycam, quali sono le caratteristiche che hanno e magari se ci parli anche un po' dell'impatto che hanno avuto le vostre bodycam nel mondo appunto di queste interazioni tra polizie e criminali e non solo? **Loris**: Certo. Allora, la prima iterazione di telecamera indossabile è stata creata proprio dalla nostra azienda e parliamo del 2005-2006. Era un affare veramente... difficilmente indossabile, nonostante si chiami telecamere indossabile, ma all'epoca la tecnologia quello che riusciva a fare. Il concetto della telecamera indossabile è molto semplice. Nel mondo anglosassone viene chiamato "independent witness", cioè è il testimone indipendente. È una... microcamera, è una telecamera che si può montare sull'uniforme dell'agente di polizia che si attiva esclusivamente quando ci sono delle situazioni critiche, quindi non è in registrazione continua. E permette di dare la visione chiara e precisa di quello che è avvenuto in una determinata interazione tra forze dell'ordine e pubblico e cittadino. Registrando l'audio, il video e una serie di altri parametri, potenzialmente se è collegata per esempio al Taser, all'estrazione del Taser, all'attivazione del Taser, all'estrazione dell'arma da fuoco, quindi raccoglie tutta una serie di informazioni, che permettono di avere la visione completa di quello che è avvenuto per chi poi deve investigare su quella scena oppure deve giudicare quella scena. Perché nasce la telecamera indossabile? Perché nei primi anni del 2000 ci sono state una serie di proteste negli Stati Uniti rispetto all'utilizzo eccessivo della forza da parte di agenti di polizia. Allora cosa succedeva? Soprattutto con l'avvento verso la fine degli anni 10 di social network, YouTube, una serie di video venivano fatti dalla cittadinanza, su attività delle forze di polizia, poi venivano caricate sulla piattaforma, però ovviamente venivano tagliati esclusivamente gli spezzoni che riguardavano per esempio la fase di arresto e questi non davano una visione completa di quello che era avvenuto prima e di quello che era avvenuto dopo, quindi del perché si era arrivati a quel determinato tipo di intervento. Nel bene… e nel male, perché ricordiamoci che la telecamera indossabile è riuscita a fare chiarezza sul caso di Floyd, l'afroamericano che è stato arrestato e che poi è morto a seguito delle modalità con cui è stato fermato. Quindi da una visione indipendente di quello che avviene sulla scena, a prescindere da quello che è successo. Il video non è alterabile, non è manipolabile e quindi c'è la possibilità da parte di chi giudica e di chi vede di farsi un'idea chiara di quali sono le motivazioni che hanno portato a quel tipo di situazione e come si è svolta tutta la scena. Negli Stati Uniti è stato fatto un passo ulteriore. È chiaro che c'è una normativa della privacy - se vogliamo chiamare una normativa della privacy quella statunitense - insomma diversa, ma per esempio ci sono alcuni corpi di polizia, mi viene in mente sicuramente Chicago e Boston, che a seguito di qualsiasi intervento che abbia portato all'utilizzo di arma da fuoco da parte dell'agente di polizia, loro pubblicano in automatico entro le 12 ore successive su YouTube, sul loro canale YouTube i video delle bodycam. A prescindere da quello che è successo. In modo che la cittadinanza si possa fare effettivamente un'idea di che cosa è avvenuto e perché è avvenuto, proprio per cercare di ridurre le proteste e i reclami da parte dei cittadini. **Davide**: Sì, poi, come dicevi anche tu all'inizio, in realtà è un contesto diverso dal nostro, perché, come dicevi, la violenza, soprattutto quella delle armi da fuoco, è molto più presente e c'è anche, spesso, si creano delle situazioni molto concitate. A proposito di questo, tu parlavi dell'attivazione della bodycam, innanzitutto come avviene? Perché hai parlato alla fine di un vero e proprio ecosistema nel quale io estraggo magari la pistola o il Taser e la bodycam inizia a riprendere, giusto? **Loris**: Si corretto, noi facciamo un sacco di cose, diciamo che il core della nostra proposizione è una piattaforma cloud - quindi è un software - che dà la possibilità di raccogliere tutta una serie di dati, compresi i log dell'arma impulsi elettrici, del Taser, piuttosto che i video delle telecamere indossabili, i video della videosorveglianza, video che vengono fatti dalle telecamere all'interno delle autovetture. Una serie di dati ed ha la possibilità di avere la "situational awareness" che tradotta significa la visione in tempo reale di quello che sta avvenendo in una situazione critica. Però le telecamere non sono sempre in registrazione, perché questo andrebbe innanzitutto contro quella che è la normativa del controllo del dipendente sul posto di lavoro, perché io avrei una visibilità costante di quello che sta facendo l'operatore di polizia, ma anche andrebbe a ledere la privacy dei cittadini e delle persone che in quel momento si trovano a passare sulla scena. Quindi ci sono diversi modi di attivazione della telecamera, innanzitutto viene sempre definito un protocollo di utilizzo, quindi quando va utilizzata la bodycam e quando non va utilizzata la telecamera indossabile, e quello è a responsabilità dell'operatore, è un protocollo tale e quale a quello che andrebbe fatto per un'arma: quando e in che occasione devo usare un'arma e quando no. Stessa cosa per questo tipo di tecnologia. L'attivazione può essere manuale, quindi l'operatore spinge due volte il bottone centrale, la telecamera comincia a registrare da quel momento e salva fino ai due minuti precedenti. Perché molte volte all'atto dell'attivazione l'insulto, l'offesa, l'aggressione è già avvenuta e io semplicemente non ho avuto il tempo di accenderla. Quindi ha un buffer di memoria che viene sempre sovrascritto a meno che io non vada a premere il pulsante centrale. Questa è l'attivazione standard della telecamera. In situazione critica il nostro concetto è quello che l'operatore di polizia si deve concentrare sull'attività da operatore di polizia, non deve ricordarsi di accendere dispositivi e attivare radio e quant'altro. Quindi ci sono una serie di sensori all'interno dell'arma ai pulsi elettrici del Taser, piuttosto che sulla fondina della pistola, piuttosto che all'interno della vettura, per esempio all'accensione della barra lampeggiante, dei lampeggianti dell'auto, che lanciano un segnale alle telecamere e che permettono l'attivazione automatica della registrazione, mandando anche un segnale di allerta in centrale operativa, alert critico, quindi arriva proprio un messaggio con scritto attenzione, alert critico per questa telecamera perché ha estratto il Taser piuttosto che ha estratto l'arma da fuoco o ha attivato la barra lampeggiante. Quindi c'è la possibilità anche da centrale operativa di sapere cosa sta accadendo e riuscire a dare delle indicazioni puntuali, eventualmente a rinforzi, piuttosto che collegarsi e dare delle indicazioni alla persona che è sul posto. **Davide**: Ma le bodycam riescono a trasmettere anche in diretta quello che sta avvenendo su una scena? **Loris**: Sì. Bodycam trasmettono in diretta, possono trasmettere in diretta quello che sta avvenendo, non solo le Bodycam ma anche le soluzioni d'autovettura piuttosto che i droni, noi abbiamo anche tutta la parte droni e antidrone. E da centrale operativa c'è la possibilità di vedere in maniera sincronizzata quello che sta avvenendo in tempo reale e c'è la possibilità con l'Axon Body 4 anche di utilizzarla al posto della radio, quindi ho la possibilità di ricevere dei messaggi audio e di mandare dei messaggi audio senza dover… utilizzare radio o altri dispositivi proprio per focalizzarmi su quello che sta avvenendo in quel momento in una situazione critica. **Davide**: E a livello costruttivo invece, cioè immagino che non sia un pezzo di plastica di bassa qualità ma deve resistere anche a situazioni appunto molto, molto attive e anche penso alla batteria, cioè come ha una batteria molto capace? **Loris**: Sì, c'è un grande lavoro dietro di ottimizzazione dell'hardware e del firmware, tutto è sviluppato e prodotto da noi, in Arizona tutto l'hardware, mentre tutta la nostra componente software viene sviluppata tra Seattle, New York e Boston, abbiamo degli uffici di sviluppo lì. L'hardware in particolare, una telecamera indossabile a una durata minima garantita di 12 ore in registrazione continua. Le memorie sono elettrosaldate sulla piastra madre, quindi non è possibile estrarre schede di memoria, i dati sono crittografati all'interno della telecamera, quindi anche se dovesse essere rubata o smarrita la telecamera, comunque il dato non è ottenibile da parte di terze parti. C'è la possibilità di fare un'estrazione automatica dei dati da remoto, quindi in caso ci sia una situazione particolarmente grave o appunto venga smarrito o perso il dispositivo, è possibile estrarre da remoto il dato. La telecamera ha un angolo di visuale che è il più simile possibile a quello dell'occhio umano, perché si vuole riprodurre effettivamente quello che ha visto l'agente di polizia, quindi 146 gradi sulla diagonale. **Davide**: E penso che anche il sensore della telecamera non sia banale perché deve essere in grado di registrare situazioni che non per forza sono ottimali da un punto di vista della luce presente, al buio ad esempio. **Loris**: Esatto, infatti è studiata l'ottica e per questo abbiamo una divisione apposita, abbiamo fatto un'acquisizione di una divisione di Microsoft che si occupava del Kinect della Xbox, se vi ricordate il Kinect. Lo scopo è proprio per l'accelerazione hardware dell'ottica, nel senso che va a simulare il più possibile quella che è la reazione della pupilla, nel momento in cui ci sono variazioni di luce, quindi se noi entrassimo con un Axon Body 4 all'interno di una stanza buia, da una stanza molto luminosa, avremmo il primo impatto in cui è buio, poi un po' alla volta la telecamera va a dare più luce e ad adattarsi alla luminosità per dare il più possibile la sensazione di quello che ha visto l'operatore di polizia, perché dobbiamo sempre metterci… nelle condizioni del fatto che poi quel video verrà preso e visto da una persona che dovrà giudicare l'operato dell'agente, quindi è giusto dargli la visione più simile possibile. **Davide**: Sì, questo è un aspetto molto interessante, non ci avevo pensato, però effettivamente se fosse diversa la visione della telecamera e anche l'approccio a diverse situazioni di luminosità, il rischio sarebbe che magari la bodycam vede qualcosa che la gente non è riuscita a vedere ed è controproducente il risultato, come appunto prova, della buona fede del poliziotto nella situazione concreta. **Loris**: Abbiamo avuto dei casi, ti posso fare anche un esempio di questo negli Stati Uniti… purtroppo ci sono una serie di casi che si chiamano "suicide by cop", vuol dire che ci sono delle persone che vogliono suicidarsi e che non hanno il coraggio di farlo direttamente e quindi diventano aggressivi con gli agenti di polizia proprio per cercare di ottenere una reazione da parte dell'agente di polizia. C'è stato un caso in particolare in cui un agente di polizia è entrato all'interno di una stanza buia e c'era una persona all'interno che continuava a urlare "sparami sparami sparami" e ha puntato un oggetto molto lungo probabilmente un fucile contro l'agente di polizia. L'agente di polizia ha utilizzato il Taser, ha bloccato la persona, alla fine quello era la gamba di un tavolo. Però entrando nella stanza era buio, ha puntato un oggetto lungo, poteva tranquillamente essere un'arma da fuoco insomma, un fucile, quindi giusto per dare un'idea. **Davide**: Ok, e ultima cosa legata a questo aspetto, parlavi anche di cloud, poi quindi tutti questi dati, questi video, questa registrazione, queste informazioni anche riguardo al Taser vengono poi caricati su un cloud e sono a disposizione delle autorità per eventuali indagini o poi per essere pubblicati. **Loris**: Sì, corretto, esatto. Noi siamo il primo partner al mondo di Microsoft Azure per quanto riguarda la divisione governativa, law enforcement e militare in termini di quantità di dati. Abbiamo superato Netflix come quantità di dati video "storati" all'interno dell'infrastruttura. Ovviamente abbiamo una serie di datacenter e di istanze all'interno dell'infrastruttura Microsoft Azure nei diversi continenti, proprio per andare a rispondere a quelle che sono le necessità di sovranità del dato e le normative in vigore, possono essere il GDPR in Europa, l'FDI negli Stati Uniti. Ci sono ovviamente... ogni area geografica, le proprie peculiarità, le proprie necessità e noi andiamo a rispondere avendo delle istanze particolari che vanno a rispondere a questi requisiti. **Davide**: Ok, adesso abbiamo parlato tanto di Stati Uniti e abbiamo spiegato anche il perché e il grande valore che questi prodotti poi hanno nella pratica e in Europa, un po' ce n'hai parlato, anche in Italia, ma qual è l'utilizzo di questi prodotti e parlavi già di in corso, cioè vengono già utilizzati, ma sono utilizzati in che modo, a livello generale oppure ci sono delle sperimentazioni in corso? **Loris**: Per quanto riguarda l'Europa e per quanto riguarda il Taser, ormai con l'inizio dell'attività in Italia, dell'utilizzo in Italia del Taser nel 2022 in via ufficiale, quindi sperimentazione terminata e dotazione effettivamente in strada, tutti i paesi europei hanno una dotazione di arma a impulsi elettrici. In questo momento è ancora considerata dotazione di reparto, perché all'interno di una pattuglia i classici due poliziotti che vediamo in giro, uno dei due ce l'ha, mentre l'altro viene definito operatore di supporto, non è come l'arma da fuoco che invece è dotazione individuale. In questo momento è così nella stragrande maggioranza dei paesi, tranne che nel Regno Unito e in Olanda. **Davide**: Dove ognuno ha invece la sua? **Loris**: Sì, il Regno Unito è diverso perché il Regno Unito ha cominciato nel 2003 a utilizzare Taser, quindi veramente da molto tempo, però lì dobbiamo pensare al fatto che loro hanno sempre avuto servizio non armato, cioè il 94%, quindi solo il 6% dei poliziotti in Regno Unito ha l'arma da fuoco e sono quelli di pronto intervento, mentre quelli che sono per strada, il BOPI classico, non è armato con arma da fuoco. Solo nella città di Londra ogni giorno ci sono 27 mila Taser che vanno in strada perché invece il Taser è dotazione individuale, quindi è il loro modo di riuscire a intervenire nelle situazioni critiche. Negli altri paesi fondamentalmente è una dotazione di reparto che viene affiancata all'arma da fuoco. Quindi col Taser siamo operativi in tutta Europa. In Italia siamo partiti nel 2022, a seguito di anni di sperimentazione e di test che sono stati fatti sia sul campo che dall'Istituto Superiore di Sanità, sui pacemakers, quindi sono state fatte una serie di valutazioni, è stato fatto un lavoro… direi il più esteso che io ho visto rispetto ad altri paesi, che ha dato degli ottimi risultati a noi come azienda, nel senso che tutto quello che noi andiamo a dichiarare come azienda, andiamo a certificare, effettivamente è stato comprovato anche quando sono stati fatti dei test indipendenti da parte delle autorità in Italia, rispetto alla sicurezza, all'efficacia e quant'altro. Quindi nel 2022 si è partiti con le Polizie a competenza generale, quindi Polizia di Stato, Arma di Carabinieri e Guardia di Finanza e c'è stata una prima apertura alle polizie locali dei capoluoghi di provincia, mentre proprio di qualche giorno fa un… un emendamento alla legge del 2018 che ha aperto adesso a tutte le polizie locali d'Italia la possibilità di utilizzare l'arma in pulsi elettrici, quindi fondamentalmente qualsiasi forza di polizia locale o nazionale in Italia adesso può dotarsi di Taser, come negli altri paesi. Per quanto riguarda le telecamere indossabili il discorso è un pochino più a macchia di leopardo, nel senso che tutti i paesi sono partiti con o dei progetti pilota o con dotazione di telecamere indossabili, è un pochino più complesso proprio per quanto riguarda un accavallamento se vogliamo, una difficoltà di andare a… recepire quella che è un'innovazione, un'evoluzione tecnologica che è molto più veloce nel privato rispetto al pubblico. Abbiamo dei cittadini che sono abituati ad andare in giro, a riprendere, a fare foto, a pubblicarle sul cloud, mentre abbiamo una pubblica amministrazione, in generale in Europa, che prima di riuscire a normare, a inserire e a catalogare questo tipo di tecnologia ci sta mettendo qualche anno. Solo in Italia sono partite prima le polizie locali, semplicemente perché sono più flessibili, meno personale, non dislocato sul territorio, un sindaco, una giunta che decide, è molto più semplice, diciamo molto più flessibile se si vuole far partire un progetto a livello locale piuttosto che a livello nazionale. Negli altri paesi le spinte sono diverse, per esempio in Francia a seguito di un arresto che ha portato alla morte di una persona tre anni fa, Macron ha dato indicazione diretta che tutti gli agenti di polizia devono avere la Bodycam, per esempio. In Spagna si è partiti adesso con un progetto che stiamo seguendo noi, tra l'altro, che riguarda non solo le telecamere indossabili ma poi anche tutta la gestione dei fascicoli investigativi in cloud, quindi tutta la raccolta delle prove, la condivisione delle prove. In Scozia noi gestiamo tutto, dalla raccolta delle prove sul campo fino al processo telematico e digitale, tutto all'interno della nostra piattaforma. Quindi siamo un po' a macchia di leopardo principalmente per il problema di quando posso registrare, chi posso registrare e che cosa faccio poi con i dati. **Davide**: Molto interessante e come ci dicevi in realtà fate tantissime cose e quindi è difficile trattarle tutte. Però volevo per chiudere farti una domanda sul futuro cioè come vedete il futuro di questo settore e cosa si può ancora fare per innovare e per rendere la vita delle forze dell'ordine e delle persone in generale, dei cittadini più sicura grazie a dei prodotti tecnologici? **Loris**: Sì, allora qui mi gioco il jolly che tutti si stanno giocando negli ultimi 12 mesi dell'intelligenza artificiale. Allora, noi abbiamo cominciato a utilizzare algoritmi di intelligenza artificiale ben prima di molte altre aziende, insomma. A prescindere da questo, lo scopo ultimo delle prossime iterazioni di prodotto e innovazioni che andremo a inserire all'interno della nostra roadmap, se così vogliamo chiamarla, sia nel breve che nel lungo termine, è quella di mantenere la centralità della raccolta del dato, perché secondo noi questo dà un grandissimo vantaggio in tutta quella che è la filiera coinvolta nella pubblica sicurezza di un paese. Perché noi pensiamo sempre solo alla gente di polizia che è in strada, ma poi ci sono dei procuratori che devono fare il loro mestiere, ci sono dei giudici che devono giudicare, ci sono degli avvocati difensori che devono difendere. E è molto difficoltoso in questo momento riuscire a condividere dati, a condividere prove, ricordiamoci che noi stiamo ancora masterizzando cd e dvd e li stiamo spedendo all'interno di buste in duplice copia perché se una va persa ne abbiamo un'altra, quindi questo è ancora lo stato attuale in molti paesi europei e anche in Italia, quindi questo è un pensiero. Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale a cui facevo veloce riferimento, in realtà la volontà è quella di andare a liberare sempre più tempo agli agenti di polizia, ma non per la parte decisionale, mi spiego meglio. Per quanto riguarda noi è sempre… principe e cardine fondamentale è la libertà da parte della persona e dell'operatore di polizia, in questo caso, di prendere la decisione. Il punto è che ci sono una serie di aspetti burocratici nel lavoro anche dell'agente di polizia che vanno a portare via probabilmente metà del suo tempo, nella redazione di rapporti, nella scrittura di quelli che sono i dialoghi per esempio avuti con una persona, piuttosto che negli interrogatori avuti con le persone, le trascrizioni, l'analisi, l'oscuramento dei volti all'interno dei video. Ci sono una serie di attività che vanno a portare via metà del tempo degli agenti di polizia. Se noi riusciamo con la tecnologia a risolvere quelle che sono le parti meccaniche, se vogliamo andare a chiamarle così, riusciamo a liberare tempo a chi fa quel mestiere per dedicarsi effettivamente a garantire la pubblica sicurezza delle persone sul campo, da essere umano, non da robot che prende decisioni. **Davide**: Sì, anche quest'ultimo aspetto molto interessante perché magari chi non è dentro al settore non ci pensa, però effettivamente anche il rapporto che deve essere fatto dopo non è una sfida da poco dover considerare tutti gli elementi e quindi è sicuramente un altro aspetto importante per arrivare poi fino al processo. Va bene, allora grazie Loris per averci raccontato questo settore che ha fatto questo focus su un mondo così interessante e il ruolo che ha avuto e che avrà Axon in questo ambito. Alla prossima. **Loris**: Grazie mille, grazie a voi, grazie a tutti. #### Conclusione - Timestamp: 39:24 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e13 ## Il Neourbanesimo come filosofia per lo sviluppo delle città > Ora più che mai le città sono al centro di importanti dibattiti sul loro impatto ecologico e sulla necessità di [renderle più vivibili](https://www.openpolis.it/i-fattori-di-pressioni-ambientale-nelle-citta/), efficienti e sostenibili. Eppure questa transizione non sempre è attuabile così linearmente perché ogni nazione ha adottato i principi che più riteneva idonei allo sviluppo dei propri insediamenti industriali e abitativi. Per capire come questo problema possa essere risolto, vogliamo parlare di una corrente che si pone come sfida quella di riconvertire l’efficienza delle città, il [Neourbanesimo](https://it.wikipedia.org/wiki/Neourbanesimo), che ha l'obiettivo di progettare spazi pensando in anticipo alla crescita della popolazione e ad un uso più consapevole del territorio, con quartieri più percorribili a livello pedonale, senza trascurare allo stesso tempo la forte valenza del mezzo pubblico. Nella sezione delle notizie parliamo di cuffie bluetooth in [qualità lossless](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e31?t=238) per tutti grazie ai nuovi chip di [Qualcomm](https://www.qualcomm.com), della Spagna che punta a bloccare [Telegram](https://telegram.org) temporaneamente e dell'Unione Europea che vuole rilanciare l’[energia nucleare](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e22?t=251). - Stagione: 6 - Episodio: 13 - Data di pubblicazione: 2024-03-30 06:45:00 - Durata: 14:56 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e13](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e13) - Episodi correlati: s6e9, s6e10 - Tag: neourbanesimo,città,california,newyork,circolarità,servizi,pianificazione,paesaggio,sostenibilità,mobilità,energia nucleare,energia atomica,nucleare,enea,italia,ue,unione europea,commissione europea,2050,spagna,telegram,copyright,mediaset,sospensione,chipset,qualcomm,s3,s5,hi-res,bluetooth,lossless,musica,cuffie ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di Neourbanesimo, un movimento che ha come obiettivo quello di cercare e individuare le migliori soluzioni da implementare nelle città per renderle più sostenibili, circolari e in grado di accogliere un numero sempre maggiore di persone. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Musica lossless per tutti con i nuovi chip di Qualcomm > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:01 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Cuffie - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualcomm ha introdotto i nuovi chipset Bluetooth S3 ed S5 Gen 3 che rappresentano una svolta nell'audio Bluetooth, consentendo la trasmissione di audio Hi-Res a 24 bit 48 kHz attraverso il codec AptX Lossless. Questa tecnologia, precedentemente limitata ai dispositivi di fascia alta, diventa ora accessibile anche ai dispositivi di fascia media, aprendo le porte ad un'esperienza audio superiore per un pubblico più ampio. Grazie alla compatibilità con la tecnologia Qualcomm Sound Platform, questi chipset offrono un suono cristallino e dettagliato, arricchendo ulteriormente l'esperienza audio Bluetooth. Inoltre, il chipset S5 Gen 3 presenta la cancellazione del rumore di quarta generazione di Qualcomm, garantendo un'esperienza ancora più immersiva. Questa innovazione rappresenta non solo un miglioramento nell'audio Bluetooth, ma anche un'opportunità per gli utenti di godere di un suono di alta qualità senza necessariamente dover investire in dispositivi di fascia alta. L'alta corte della Spagna ha deciso di sospendere la piattaforma di messaggistica Telegram in tutto il paese a seguito della denuncia sporta da parte di emittenti televisivi, principalmente spagnole, tra cui figura anche Mediaset. #### La Spagna punta a bloccare Telegram > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:03 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Diritto, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: In particolare, Telegram è stata accusata di permettere ai suoi utenti la pubblicazione e la condivisione non autorizzata di contenuti protetti da copyright, chiulando in questo modo le leggi sul diritto d'autore. L'entità del provvedimento è rispecchiata dal numero di utenti che dovrebbero essere coinvolti, ovvero 8,5 milioni di profili. Nonostante l'imposizione della corte, però, il servizio risulta ancora funzionante e probabilmente si farà di tutto per evitare di arrivare a concretizzare una decisione così estrema, sospendendo a livello nazionale un servizio di messaggistica fondamentale come Telegram. #### L’Unione Europea vuole rilanciare l’energia nucleare > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:54 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Lo scorso 21 marzo si è tenuto a Bruxelles il primo summit internazionale sul nucleare, in collaborazione con la International Atomic Energy Agency. In questa occasione, 32 paesi tra cui l'Italia, hanno firmato una dichiarazione che punta a rilanciare lo sviluppo dell'energia nucleare nel mondo, ma soprattutto in Unione Europea. Dichiarazione auspicata anche dalla Presidente della Commissione Europea, Von der Leyen, che ha invitato i paesi dell'Unione a investire in questa tecnologia. In Italia, in particolare, è stata istituita la piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile, con la volontà di poter riprendere la produzione di questo tipo di energia nel nostro Paese. L'Italia, infatti, vanta eccellenze sia nel settore della ricerca che nella produzione industriale nel campo nucleare, tra cui, per citarne una, il centro di ricerca ENEA, che abbiamo intervistato proprio su questo tema. Da quell'intervista con l'ENEA, infatti, è emerso che l'energia nucleare è un'energia pulita e il suo sviluppo, anche con reattori di nuova generazione, come gli Small Modular Reactor, è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti per il 2050 e ottenere grandi quantità di energia più sicura, pulita ed economica. #### Il Neourbanesimo come filosofia per lo sviluppo delle città > - Timestamp: 04:17 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Ambiente - Tipologia: Topic **Davide**: Quando oggi passeggiamo in una città, camminando sui marciapiedi e osservando la disposizione e l'organizzazione degli edifici, non riusciamo a renderci conto di quanto sia stato complesso, nel corso dei decenni, se non dei secoli, organizzare il territorio, assecondando progressivamente i mutamenti e la rapidità del progresso tecnologico e sociale della nostra società. In questo senso, la prima rivoluzione industriale ha rappresentato un punto di svolta epocale per l'evoluzione delle città. Prima di allora, infatti, i centri urbani erano per lo più di dimensioni relativamente contenute, con un'economia basata prevalentemente sull'agricoltura e sull'artigianato. Ma con l'avvento delle fabbriche e delle nuove tecnologie produttive, si è arrivati ad un rapido inurbamento, con masse di persone che affluivano dalle campagne verso i nuovi centri industriali alla ricerca di lavoro. Questo processo ha posto le città di fronte ad enormi sfide in termini di sovraffollamento, igiene, alloggi e infrastrutture, anche perché le condizioni di vita per la classe operaia erano spesso disumane, con abitazioni fatiscenti e mal sane, mancanza di servizi di base e un inquinamento crescente. Per porre rimedio a queste problematiche furono necessarie importanti riforme urbanistiche e sociali, per migliorare gradualmente la situazione. A questo scopo la pianificazione urbanistica fu individuata come strumento strategico per perseguire un'ottimale organizzazione spaziale di edifici e servizi. La pianificazione però non deve essere interpretata come semplice strumento o come una tecnica. Essa è anche una filosofia mirata all'organizzazione dell'attività, delle esigenze e delle risorse allo scopo di ottimizzare e di rendere idoneo tutto il sistema ambientale di pertinenza di ogni essere vivente. Se tale definizione pare essere una logica insita nel pensiero umano, l'applicazione di tale concetto alla realtà territoriale, come abbiamo visto, si è compiuta solo negli ultimi decenni, anche perché l'esigenza di pianificare emerse proprio quando si cominciò a intuire che gli interventi umani sul territorio - non coordinati tra loro - mancavano anche di effetti positivi nel lungo periodo. In Europa in particolare le due guerre mondiali hanno avuto un impatto drammatico sulle città, causando enormi distruzioni a causa dei bombardamenti aerei su larga scala, e molti centri urbani, soprattutto in Europa, hanno dovuto affrontare le sfide della ricostruzione post-bellica, dando vita a nuove concezioni urbanistiche e architettoniche ispirate ai principi del razionalismo e del funzionalismo. Il fenomeno dell'urbanizzazione si è ulteriormente intensificato nel secondo dopoguerra, portando ad un'espansione senza precedenti delle aree metropolitane, e questo ha comportato di conseguenza nuove sfide per la pianificazione legata alla mobilità, all'inguinamento atmosferico, alla gestione dei rifiuti, fino alla sostenibilità ambientale, attualmente uno degli aspetti maggiormente considerati nell'organizzazione funzionale del territorio. Oggi, più che mai, le città sono al centro di importanti dibattiti sul loro impatto ecologico e sulla necessità di renderle più vivibili, efficienti e sostenibili. Ad esempio concetti come Smart City, mobilità sostenibile e architettura verde stanno guidando molti progetti di riqualificazione urbana, verso la ricerca di un equilibrio tra sviluppo economico e tutella dell'ambiente. Eppure questa transizione non sempre è attuabile così linearmente, perché ogni nazione, con relative città, ha adottato i principi che più riteneva idonei allo sviluppo dei propri insediamenti industriali e abitativi. Esempi di mancanza di conformità tra le modalità di sviluppo degli abitati li troviamo anche all'interno di un singolo paese, come ad esempio negli Stati Uniti, nei quali gli Stati della California e New York sono contrapposti, oltre che geograficamente parlando, anche in termini di organizzazione degli spazi. Gran parte della crescita urbana in California è infatti avvenuta secondo un modello di sviluppo suburbano sparso e a bassa densità, con quartieri residenziali separati dai centri di lavoro e dai servizi, rendendo difficoltosi, se non impossibili, gli spostamenti a piedi o in bicicletta. Dall'altra, lo Stato di New York, e in particolare l'omonima città, hanno abbracciato un modello di sviluppo urbano compatto e verticale, con altissima densità abitativa e predominanze di edifici condominiali. Ciò ha reso New York City un esempio virtuoso di efficienza della rete di trasporto pubblico, ma fortemente problematico per tutte le altre questioni legate al sovraffollamento. Dunque, i modelli di suburbanizzazione californiano e urbano centrico new yorkese sono due esempi di pianificazioni che hanno puntato a massimizzare l'efficienza di alcuni aspetti, a discapito di altri, rendendoli dunque poco scalabili alle città del futuro, che sono orientate sempre di più alla circolarità e ridotto impatto ambientale. Perciò, a causa delle radici storiche e dei modelli di pianificazione di un determinato paese e dell'espansione a macchia d'olio dei centri urbani, che sta avvenendo oggi, sarà sempre più complesso rendere più circolari le grandi metropoli. Ad oggi, una corrente che si pone come sfida quella di riconvertire l'efficienza delle città è il nuovo urbanesimo, o neourbanesimo, che guarda caso sia sviluppata negli Stati Uniti a partire dal 1980, proprio, per far fronte ai problemi emersi con la terza rivoluzione industriale. L'obiettivo di questo movimento è quello di progettare spazi pensando in anticipo alla crescita della popolazione e ad un uso più consapevole del territorio con quartieri più percorribili a livello pedonale, senza trascurare allo stesso tempo la forte valenza del mezzo pubblico. La suburbanizzazione che caratterizza la California, ma anche altre città di tutto il mondo, è fortemente in contrasto con il principio del neourbanesimo, anche perché questo modello di espansione comporta una forte frammentazione del territorio che impedisce ai cittadini di poter ridurre al minimo la percorrenza tra la propria abitazione, la sede di lavoro e altri luoghi di interesse. La suburbanizzazione ha avuto, e ha tuttora, costi sociali e ambientali notevoli, ed è quindi un fenomeno che deve essere affrontato immediatamente se vogliamo vivere in città più sicure, resilienti, sostenibili e in grado di accogliere un numero maggiore di persone. Anche perché ciò comporta un consumo di terreno che potrebbe invece essere utilizzato per aumentare il verde pubblico o per potenziare altri servizi essenziali per la società. Dunque, i principi del neourbanesimo sono gli stessi condivisi dai progetti delle famose città dei 15 minuti, che puntano a valorizzare le periferie e il decentramento e a creare spazi urbani più a misura d'uomo. Per agire su questi fronti, il neourbanesimo propone come soluzione la progettazione di quartieri con elevata densità abitativa, ma allo stesso tempo con un mix di funzioni essenziali come quelle commerciali, lavorative e residenziali poste a distanza pedonale. Se si riesce a promuovere la mobilità pedonale sarà perciò più fattibile la creazione di una rete stradale interconnessa a grana fine, ovvero con marciapiedi ampi e piste ciclabili per favorire una mobilità più leggera e sicura. Nonostante questo stravolgimento impositivo della mobilità e della vivibilità di un'area urbana, il neurbanesimo non metterà in secondo piano il contesto storico e l'identità culturale, bensì lo valorizza incentivando l'espansione di lizia basata su criteri architettonici e di design tipici del territorio. Di esempi virtuosi di città o quartieri basati sui principi del neourbanesimo ne esistono parecchi. In Europa questo movimento coincide con il rinascimento urbano, che parte intorno al 1992 e che porta alla realizzazione di nuove comunità come Alta de Lisboa in Portogallo o la Val d'Europe in Francia. Quest'ultima ad esempio non è semplicemente un quartiere residenziale, bensì integra abitazioni, uffici, negozi, servizi pubblici e aree ricreative in un'unica area compatta e ad uso misto del suolo. Le abitazioni e le diverse funzioni poi sono state concentrate in uno spazio relativamente ristretto per favorire la vicinanza e la "walkability" riducendo così la necessità di spostamenti con l'auto. In tutto ciò non è stata trascurata l'identità architettonica, la quale richiama elementi della tradizione francese e locale con tetti spioventi e facciate con mattoni a vista per conferire un senso di coerenza estetica. La Val d'Europe rappresenta uno dei primi e più ambiziosi esperimenti di nuovo urbanesimo realizzati in Europa, che cerca di conciliare crescita urbana, qualità della vita e sostenibilità ambientale. Tuttavia, gran parte delle città del futuro dovranno necessariamente adattarsi, seguendo i principi del nuovo urbanesimo, per affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche poste dall'urbanizzazione contemporanea. In primo luogo sarà fondamentale promuovere uno sviluppo urbano compatto e ad alta densità, evitando l'eccessiva dispersione edilizia e la suburbanizzazione che genera spreco di territorio, dipendenza dall'auto e costi levati per le infrastrutture. Ma allo stesso tempo i nuovi insediamenti urbani dovranno preservare e integrare le risorse ambientali e paesaggistiche esistenti, mantenendo l'identità culturale e storica tramandata dal passato. Per ciò, per promuovere questo nuovo modello urbano sarà necessario un forte impegno da parte delle istituzioni, pianificatori e sviluppatori immobiliari nell'adottare regolamenti e incentivi adeguati. Saranno indispensabili, infine, campagne di sensibilizzazione per i cittadini sui vantaggi di questo stile di vita più sostenibile, anche perché le città neotradizionali, ispirate al neo-urbanismo, potrebbero rappresentare la chiave per coniugare sviluppo economico, coesione sociale e rispetto dell'ambiente nelle aree metropolitane del XXI secolo. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 14:04 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e14 ## Esri Italia: il ruolo dei dati geospaziali nella pianificazione territoriale > I dati geospaziali, che includono informazioni sulla posizione geografica, sono diventati essenziali in [numerosi settori](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e10?t=246), dalla pianificazione urbana alla gestione delle risorse naturali, dall'analisi ambientale alle operazioni di emergenza. Proprio per capire come strumenti, software e piattaforme avanzate possano permettere a società ed enti di visualizzare, analizzare e interpretare i dati in modi innovativi e sfruttare appieno il potenziale dei dati basati sulla posizione all'interno di un [sistema informativo geografico](https://www.esri.com/it-it/what-is-gis/overview) (GIS) abbiamo invitato [Michele Ieradi](https://www.dentrolatecnologia.it/michele.ieradi.html), CTO di [Esri Italia](https://www.dentrolatecnologia.it/esri.italia.html). Nella sezione delle notizie parliamo di Trenitalia che ha annunciato [Tap&Tap](https://www.trenitalia.com/it/informazioni/tap-and-tap.html), una nuova modalità di acquisto del biglietto regionale tramite [contactless](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e41?t=295) e infine di una indiscrezione sull’IA che si occupa di gestire i negozi [Amazon Go e Amazon Fresh](https://www.aboutamazon.it/notizie/innovazioni/amazon-go). - Stagione: 6 - Episodio: 14 - Data di pubblicazione: 2024-04-06 06:45:00 - Durata: 30:33 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e14](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e14) - Episodi correlati: s6e10 - Tag: esri,gis,acr gis,michele ieradi,dati georeferenziali,dati geospaziali,cto,banca dati,pubbliche amministrazioni,3d,2d,sistema informativo geografico,trenitalia,tap tap,validatrice,tariffa,carta,amazon,just walk out,amazon go,amazon fresh,ia,india,intelligenza artificiale ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Michele**: Noi siamo un po quello che è il Google Maps per le imprese. Quindi come il Google Maps in qualche modo fornisce servizi all'utente finale, quindi ci consente di uscire di casa senza sapere nemmeno dove stiamo andando, perché praticamente forniamo noi l'indirizzo della destinazione e lui fa il resto. E le applicazioni che noi forniamo gestiscono tutta la parte cartografica e territoriale dei dati delle aziende, delle organizzazioni, degli enti di ricerca e delle università. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Esri Italia di dati geospaziali e di come possono essere utilizzati dalle pubbliche amministrazioni e dalle aziende private per la pianificazione territoriale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Trenitalia annuncia la funzione Tap&Tap > - Timestamp: 01:31 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Giovedì 4 aprile abbiamo partecipato alla presentazione del progetto Tap&Tap di Trenitalia a Venezia, dove il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha illustrato la nuova modalità di acquisto dei biglietti regionali che già da qualche giorno può essere utilizzata da tutti gli utenti che intendono percorrere la tratta Venezia-Verona. Con questa nuova modalità, per raggiungere una qualsiasi stazione collocata nella tratta in questione, è possibile acquistare il proprio titolo di viaggio appoggiando la propria carta di credito sia fisica che digitale su una delle diverse validatrici della stazione di partenza e ripetere poi la stessa operazione una volta arrivati in quella di destinazione. Il vantaggio della funzione Tap&Tap è che una volta registrata la propria carta potrà essere utilizzata come alternativa ai metodi tradizionali di acquisto dei biglietti, con l'ulteriore vantaggio della "best fare" che in base al numero di Tap effettuati, applicherà la miglior tariffa tra quella settimanale, mensile, trimestrale o annuale. Infine, per quanto riguarda la fase di controllo a bordo o treno, il passeggero dovrà semplicemente comunicare le ultime quattro cifre della propria carta direttamente al capotreno, in modo tale da poter associare la propria presenza al titolo di viaggio acquistato. I negozi fisici Amazon Go e Amazon Fresh sono famosi per la loro tecnologia quasi magica che permette di fare acquisti senza pagare i prodotti alla cassa. #### Le indiscrezioni su Amazon Just Walk Out > Fonte: BusinessInsider.com - Timestamp: 02:49 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Grazie a un complesso sistema di telecamera e intelligenza artificiale, infatti, Amazon Just Walk Out riesce a capire i prodotti che i clienti hanno effettivamente preso dagli scaffali e una volta usciti dal negozio, addebitare il suo costo sul proprio account Amazon. Ma è veramente così magica questa funzione? A quanto pare no, secondo alcune indiscrezioni di un dipendente che ha lavorato a questa tecnologia, infatti, circa il 70% degli acquisti viene revisionato da un team in India per verificarne la correttezza, controllo 0,5 che Amazon voleva. D'altra parte, l'azienda ha invece contestato la dichiarazione, affermando che il team in India ha invece aiutato ad addestrare il modello di IA che viene usato da Just Walk Out. Tuttavia, la stessa azienda ammette che ci sono interventi manuali quando l'algoritmo non riesce a determinare i prodotti acquistati con una certa confidenza. È bene ricordare, infatti, che l'IA non è magica e non è infallibile, ma è il frutto di lunghe ore di lavoro di persone che si occupano di raccogliere, creare e organizzare le enorme quantità di dati che vengono utilizzati nei processi di addestramento. In ogni caso, Amazon ha deciso di abbandonare il progetto Just Walk Out per concentrarsi invece sui Dash Cart, dei carrelli che permettono di tracciare i prodotti scelti in tempo reale in modo decisamente più preciso e fornendo al cliente il costo totale sempre aggiornato della spesa. #### Esri Italia: il ruolo dei dati geospaziali nella pianificazione territoriale > - Timestamp: 04:41 - Autori: Esri Italia, Michele Ieradi, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Dati - Tipologia: Intervista **Davide**: Dati geospaziali che includono informazioni sulla posizione geografica sono diventati essenziali in numerosi settori, dalla pianificazione urbana alla gestione delle risorse naturali, dall'analisi ambientale alle operazioni di emergenza. E per capire come strumenti, software e piattaforme avanzate possano permettere a società ed enti di visualizzare, analizzare e interpretare i dati in modi innovativi e sfruttare appieno il potenziale dei dati basati sulla posizione, è con noi Michele Ieradi, CTO di Esri Italia. Benvenuto Michele. **Michele**: Benvenu... grazie. **Davide**: Chi è Esri Italia e quali sono le soluzioni software che sviluppate? **Michele**: Esri Italia è il distributore italiano di una multinazionale americana che ha un modello di distribuzione del software molto particolare perché sostanzialmente si basa su dei distributori nazionali o sovranazionali, noi per esempio abbiamo l'Italia, San Marino, il Vaticano, altri distributori hanno tante nazioni diverse. In sostanza seguiamo un po le linee guida della società e distribuiamo la piattaforma software perché appunto non è un software da installare semplicemente sul proprio PC ma è una piattaforma quindi qualcosa di molto più complesso poiché può essere sì anche il software che viene installato sul PC ma può essere anche un servizio, un SaaS cioè un "software as a service" oppure può essere una piattaforma dove magari io ho un solo servizio che utilizzo, oppure può essere una struttura enterprise di base a un'intera società, un'intera organizzazione. **Davide**: Ok e in questi software per cosa vengono utilizzati? **Michele**: Diciamo noi siamo un po quello che è il Google Maps per le imprese, quindi come Google Maps in qualche modo fornisce servizi all'utente finale, quindi ci consente di uscire di casa senza sapere nemmeno dove stiamo andando perché praticamente forniamo noi l'indirizzo della destinazione e lui fa il resto. Le applicazioni che noi forniamo gestiscono tutta la parte cartografica e territoriale dei dati delle aziende, delle organizzazioni, degli enti di ricerca e delle università. **Davide**: In questo settore una parola chiave è GIS, che cosa vuol dire? **Michele**: Geographic Information System, quindi proprio la possibilità di gestire la componente geografica dei propri dati. Quindi io per esempio devo gestire i numeri civici, non solo devo sapere se un numero civico esiste oppure no, ma soprattutto devo sapere dov'è. E quindi devo avere una banca dati che mi consenta di sapere dov'è il numero civico e poi avere un software che mi consenta di - a partire dall'inserimento dell'indirizzo del numero civico - disambiguare l'indirizzo e fornire una mappa con l'indirizzo specifico. **Davide**: Ok, quindi si tratta di dati che sono geolocalizzati, cioè è possibile rintracciare dove sono stati... associare una posizione a questi dati? **Michele**: A una coordinata geografica, quindi ha una "lat" e "long" che consente di avere il punto proiettato sul mondo, quindi sul planisfero. È chiaro che questo ha - che sembra estremamente semplice poi - in realtà ha una potenza formidabile perché il territorio ci consente di confrontare entità completamente diverse. Appunto io voglio capire a chi appartiene una determinata utenza per esempio, posso avere a partire dall'indirizzo dell'indirizzo e del numero civico, ho la posizione geografica dell'edificio e conosco invece il trasformatore o la cabina più vicina a questo indirizzo e quindi posso collegare geograficamente queste due entità. **Davide**: Ok, molto interessante e seppur siete una realtà che non si rivolge direttamente all'utente, al cittadino nel caso appunto vi interfacciate con una pubblica amministrazione, comunque i cittadini, gli utenti hanno un vantaggio riflesso dato dai software che realizzate. E a proposito di questo ci spieghi quali sono - e poi casomai facciamo anche degli esempi - ci spieghi quali sono i settori che beneficiano maggiormente dell'utilizzo dei GIS? **Michele**: In Italia, appunto la geografia è ubiquitaria, quindi è ovunque e ogni società in realtà ha delle informazioni di tipo geografico, alcune società hanno maggiore interesse alla posizione dei propri asset, altre società meno. In questo momento in Italia i maggiori utilizzatori di questi sistemi geografici sono sicuramente le città, città, regioni, che hanno la possibilità di gestire attraverso questo tipo di sistemi tutti i propri asset, che possono essere il catastro strade, può essere dove sono gli edifici pubblici, dove sono le scuole, dove sono tutti gli elementi che costituiscono il servizio che viene fornito poi ai cittadini. Altro settore che utilizza tantissimo il GIS è il settore delle utility. Immaginate che tutte le maggiori utility italiane utilizzano una piattaforma GIS per gestire il proprio asset, che diventa proprio una sorta di gemello digitale, cioè io ho la rete per esempio dell'acqua, per esempio io vivo a Roma, a Acea, ha costruito un modello della rete dell'acqua che gli consente di gestire a tutto tondo la rete fisica. Quindi io posso fare delle operazioni sulla rete virtuale che si materializzano poi nella rete fisica e tutti noi ne beneficiamo. Cioè quando ci arriva l'avviso che verrà interrotta l'acqua da una certa ora a un'altra ora, è semplicemente un'analisi geografica che viene fatta sul gemello virtuale, sul gemello digitale di questa rete, che consente di identificare tutti i destinatari di una determinata operazione di manutenzione. Quindi il sistema automaticamente restituisce gli indirizzi di tutti i destinatari e a partire dal tipo di operazione, che ne so, la sostituzione di una valvola, la sostituzione di un tubo, io so esattamente che avrò un'interruzione di due ore, di tre ore, so esattamente da quando dovrò chiudere l'acqua a quando la riaprirò e posso avvisare con una mail, con un biglietto, con un qualsiasi strumento di comunicazione il cittadino. Quindi noi ne beneficiamo continuamente ma in maniera totalmente inconsapevole. **Davide**: Sì fra l'altro questo ultimo aspetto di cui è parlato del gemello digitale mi fa venire in mente che da diversi anni avete una collaborazione in corso con il comune di Milano proprio per creare una sorta di smart city, un gemello digitale smart della città di Milano. Ci fai qualche altro esempio di come potrebbero essere utilizzati i GIS in questo caso e perché permetterebbero di rendere appunto Milano una smart city? **Michele**: Milano di fatto è già una smart city nel senso che basta andare sul geoportale del comune di Milano che è un sito web pubblico, per poter vedere tutte le informazioni geografiche messe a disposizione dal comune di Milano ai cittadini. Informazioni che possono essere tutti i piani di riqualificazione urbana, sono il lavoro che viene fatto sui piani territoriali, sono anche per esempio per i milanesi, quando devono scegliere la scuola, hanno un servizio che viene messo a disposizione dal comune di Milano che rende disponibile a partire dall'indirizzo l'identificazione di quali sono le scuole più vicine e quali sono le caratteristiche di queste scuole. Quindi si unisce un'informazione di tipo geografico con un'informazione di tipo analitico che consente poi al cittadino di prendere decisioni ma anche i passi carrai, i dehor, qualsiasi informazione che ha una caratteristica geografica viene gestita dal comune di Milano attraverso un sistema informativo territoriale. Adesso c'è stato un ulteriore cambiamento che rende Milano un po unica in questo momento in Italia perché ha fatto una scelta di realizzare una nuova componente geografica che è proprio una sorta di visione della realtà... cioè proprio gemello si materializza in una visualizzazione 3D. Quindi io ho la città di Milano - in questo momento soltanto per gli addetti ai lavori ma presto anche per i cittadini - che modello proprio videogioco, dove io posso navigare all'interno della città 3D come se stessi dentro un videogioco però avendo le informazioni reali: dove sono i bar, dove sono le scuole, dov'è la colonnina di ricarica, dov'è il distributore, dov'è il trasformatore. Quindi tutti gli asset della città sono riportati funzionalmente all'interno di un modello 3D e questa è una nuova frontiera che appunto Milano sta cavalcando dall'ultimo anno e mezzo e che è in corso di lavoro, c'è la lavorazione di questo tipo di visualizzazione che un po sta rivoluzionando proprio il GIS, cioè il GIS tipicamente era una mappa così come siamo abituati a vederla in 2D, questo tipo di visualizzazione consente di trasformarci, trasformare la visualizzazione, la visualizzazione 3D con tutti i benefici del caso. Cioè se voglio sapere dove inserire un nuovo pannello fotovoltaico, posso dire automaticamente dove sono tutti i tetti sui quali è effettivamente possibile installare un pannello fotovoltaico. Per esempio Milano ha un problema con il verde, vuole aumentare il verde mettendolo anche sopra i tetti come è stato fatto già in altre città europee, sta calcolando dove è possibile effettivamente inserire una copertura verde sul tetto di una certa quantità di edifici, cioè quali sono gli edifici dove effettivamente è possibile fare questa operazione. E tantissime altre funzioni che sono strettamente legate sicuramente alla geografia, ma ancora di più alla geografia 3D. **Davide**: Ok, adesso hai parlato di città, ma questi software e questi dati possono essere utilizzati anche in altri casi, cioè ad esempio un esempio che mi viene in mente al momento è quello delle alluvioni che abbiamo visto lo scorso anno in Emilia Romagna e in Toscana. Il software può essere utilizzato anche per ovviare o comunque prevedere o prevenire eventuali situazioni di questo tipo? **Michele**: Assolutamente sì, proprio questa trasformazione dal 2D al 3D ha reso possibile l'applicazione di nuovi tipi di algoritmi. Già in molte città europee, soprattutto l'Olanda, che chiaramente ha un problema di alluvioni, anzi di gestione dell'acqua completamente diversa da tutte le altre nazioni, sta costruendo una serie di piani dove vengono creati degli scenari "what-if" cioè che vuol dire? Io ho la rappresentazione 3D del territorio, immagino di simulare una serie di eventi climatici estremi, quindi ho due giorni di pioggia con determinate quantità di pioggia che adesso purtroppo sono comuni anche in Italia, due, tre, quattro, cinque giorni e quindi a partire dal sistema e a partire dagli algoritmi resi disponibili dagli idrologi posso vedere che cosa succede. Qual è il modello di diffusione dell'acqua, qual è il modello di gestione dell'acqua superficiale e di conseguenza posso addirittura verificare quali saranno i danni oppure quali sono, diciamo al contrario, di vederla in maniera positiva, cioè andare a vedere quali sono gli edifici sui quali devo fare una serie di operazioni per metterli in sicurezza. Quindi il tema è un tema super attuale perché il cambiamento climatico interessa soprattutto le zone costiere, ma in Emilia Romagna, essendo una pianura alluvionale, ha interessato un territorio molto più ampio e il problema più grande è quello dello smaltimento dell'acqua, perché l'acqua poi arriva in grandi quantità in un periodo di tempo molto breve. Dopodiché se c'è la pianura è difficile smaltirla e quindi bisogna fare una serie di operazioni che tendono a risolvere il problema a monte, cioè io devo accumularla perché poi ho il problema opposto della siccità, quindi devo costruire delle zone dove posso ricoverare l'acqua e poi utilizzarla quando mi serve, oppure devo provare ad utilizzare i sistemi che ho a disposizione. Perché io chiaramente ho il suolo ma anche il sottosuolo, quindi io posso immaginare dei sistemi che consentano di portare l'acqua verso le falde acquifere che come è noto si stanno scaricando perché questi episodi, cioè sta piovendo magari la stessa quantità di acqua, ma piovendo diciamo con episodi climatici estremi, questa acqua passa e va via, non va più ad alimentare le falde acquifere e quindi crea un problema a livello locale di gestione dell'acqua all'interno dei pozzi, all'interno delle riserve di acqua del territorio e quindi, oltre ad avere il danno dell'alluvione, hai anche poi il danno della siccità. **Davide**: Sì, quindi i dati che devono essere tenuti in considerazione non sono solo quelli superficiali, ma anche quelli del sottosuolo e a proposito di questo e anche collegandomi a quello che dicevi prima sulla città di Milano, una cosa che abbiamo dato per scontato è i dati in sé, cioè come faccio a arricchire il sistema di questi dati? I dati da dove arrivano? **Michele**: I dati sono proprio il cuore di questo sistema. Io spesso parlando con gli utenti, con i clienti, spiego che ormai dal punto di vista tecnologico il livello della tecnologia è talmente elevato che è veramente possibile fare quasi tutto. Quello che invece rimane un problema importante è la gestione del dato, quindi sicuramente il reperimento del dato, quindi la possibilità di avere dei processi che consentano alle amministrazioni pubbliche, ma anche alle società private di accedere o creare il dato, ovvero a costruire il dato oppure a comprare il dato. L'esempio di Acea è un esempio che abbiamo fatto all'inizio. È chiaro che la rete va disegnata. Ogni pezzo della rete ha delle caratteristiche uniche che devono essere riportate all'interno del modello dati. Quindi per poter realizzare un progetto di un digital twin prima di tutto devo pensare al mondo reale e costruire un modello dati che possa in qualche modo replicare le funzioni del mondo reale. Quindi il dato è proprio il vero e proprio cuore di questo tipo di sistemi. Ed è infatti dal punto di vista del tempo anche speso, impiegato per realizzare le banche dati, molto spesso la quantità di lavoro maggiore che dobbiamo fare. Perché appunto oggi con delle interfacce molto smart che consentono per esempio di con pochi click creare un'applicazione web, il dato non potrò mai farlo così. Dovrò pensare, dovrò conoscere il dato, sapere che tipo di dato è, avere l'esperto di settore che ti dice come dovrebbe essere costruito e poi il tecnologo che ti costruisce la banca dati. Poiché la banca dati alla fine è sempre un insieme di parametri che rappresentano poi un determinato tipo di dato. Cioè la strada, ad esempio una strada, l'asse stradale avrà il nome della strada, avrà che tipo di strada è, avrà la larghezza della strada, avrà i limiti della strada di peso, di altezza e sono tutti i campi di un database che devono essere inseriti all'interno del database per poter poi fare per esempio quello che Google ci fa continuamente, il calcolo percorso. Immaginate che dietro quel grafo stradale che noi utilizziamo tutti i giorni per andare da un posto all'altro, ho decine, centinaia di parametri che vengono analizzati dall'algoritmo che mi genera poi il calcolo percorso. Quindi è la parte più complessa di questo tipo di sistemi. **Davide**: E poi immagino che più dati abbiamo, più dati si hanno, più il risultato finale sarà preciso, giusto? **Michele**: I dati devono essere quelli giusti, non è sempre detto che avere più dati ti fornisce un risultato migliore. La cosa più importante del dato è chiaramente che siano i dati che effettivamente ti servono, cioè ad esempio nel caso... facciamo un esempio proprio tangibile, l'esempio del grafo stradale. Il grafo stradale è chiaro che l'altezza è importantissima se giro con un camion, ma se giro con una macchina l'altezza non mi serva a niente. La larghezza è utile sempre perché chiaramente mi dice quante macchine possono passare in quel determinato tipo di strada, quindi non sempre il dato è... la cosa importante invece è che il dato sia aggiornato, cioè avere un senso di percorrenza sbagliato, come spesso ci capita, ognuno di noi utilizza il calcolo percorso, poi improvvisamente trova che il senso di percorrenza indicato è sbagliato non è... può succedere, adesso succede molto meno perché c'è l'intelligenza artificiale che risolve il problema, ma prima il problema dei sensi di percorrenza sul calcolo percorso di un navigatore era un problema ricorrente. Oggi perché non c'è più o comunque perché c'è molto meno? Perché il grafo stradale non è più aggiornato da persone, ma è aggiornato da algoritmi, quindi il tuo passaggio, il passaggio di tutte le persone su quel determinato grafo stradale definiscono il fatto che quel grafo stradale ha quel determinato senso di percorrenza e continua ad averlo. Se a un certo punto le macchine cominciano a girare nell'altro senso, automaticamente gli algoritmi di intelligenza artificiale che vengono utilizzati per aggiornare il grafo stradale si accorgono che c'è un'anomalia, inizialmente la segnalano e poi modificano il grafo stradale, in maniera tale che quel problema sia corretto. Quindi anche il nuovo approccio moderno alla gestione dei dati passa anche abbastanza dell'intelligenza artificiale, anche se è un mondo che sta crescendo sempre di più, ma in realtà è qualcosa che sta crescendo perché comunque si stanno implementando sempre nuovi algoritmi, sempre nuovi processi che includono anche la parte, una componente di intelligenza artificiale. **Davide**: A proposito di questo aspetto, quindi hai parlato di intelligenza artificiale per correggere dei dati che magari sono non aggiornati, ma l'intelligenza artificiale ha un ruolo rilevante anche per quanto riguarda la correlazione dei dati, poi per dare dei risultati più precisi? **Michele**: In realtà in questa fase dell'introduzione dell'intelligenza artificiale nel mondo del GIS è utilizzata soprattutto... quello che hai descritto è più un ambito di analisi geografica, esistono tantissime funzioni geografiche che consentono di correllare dati diversi. In realtà l'intelligenza artificiale, la parte soprattutto del deep learning, quindi la componente capace di riconoscere oggetti viene utilizzata sempre e sempre di più per automatizzare i processi di generazione dei dati. Quindi io da un'immagine di aereo, da un'immagine satellitare o semplicemente da un'immagine di una foto, posso ricostruire il territorio e questo è un salto quantico, è veramente una rivoluzione. Perché? Perché fino a ieri io vivevo, questi modelli digitali basati su sistemi cartografici avevano sempre dei dati relativamente vecchi, cioè di sei mesi, otto mesi, anche un anno. **Davide**: Non si possono mettere sensori ovunque. **Michele**: No, ma non per questo, perché... perché praticamente io anche faccio un volo con l'aereo, dopodiché se è un essere umano che deve fare la fotorestituzione, quindi deve costruire a partire dal dato che arriva dall'immagine aerea, tirar fuori le informazioni necessarie per costruire la cartografia. Quindi costruire una cartografia tecnica poteva passare... immaginate il territorio della città di Roma che è 1280 chilometri quadrati. Per restituirlo c'è bisogno di due anni, due anni e mezzo di una squadra di persone. È chiaro che questo tipo di attività si sta semplificando sempre di più, perché chiaramente con algoritmi che riconoscono le strade, riconoscono i palazzi, riconoscono gli alberi, riconoscono qualsiasi oggetto che viene visto dall'aereo, dalla fotocamera dell'aereo, sostanzialmente io piano piano vado a ridurre il tempo di restituzione del dato. Quindi l'immagine che mi arriva dall'aereo di per sé è inutile, nel senso mi dà un potere informativo che magari io leggo perché conosco il territorio e so leggerla, ma la maggioranza delle persone non sono in grado di leggerla. Quindi invece questa estrazione di informazione a partire da algoritmi di intelligenza artificiale rende disponibile il dato con tempi sempre più brevi e quindi è sempre più veloce, sempre più facile avere a disposizione dati aggiornati. Quindi questa è una differenza immensa che sta avvenendo nel mondo della geomatica in generale. **Davide**: Va bene, allora grazie Michele per averci raccontato, spiegato che cosa sono i GIS e qual è la potenzialità o il loro utilizzo sia per una pubblica amministrazione, per una società e poi alla fine anche per noi singoli utenti. A presto. **Michele**: Grazie a voi per la chiacchierata. #### Conclusione - Timestamp: 29:41 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e15 ## Come possiamo salvare le specie in via di estinzione? > Nel corso dei milioni di anni di [storia del nostro pianeta](https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Terra) le specie si sono continuamente estinte, ma in tempi abbastanza lunghi da permetterne la nascita di nuove e mantenere ricca la biodiversità sulla Terra. Oggi invece questa estinzione avviene molto repentinamente e sempre più organizzazioni, come il [WWF](https://www.wwf.it), lavorano e finanziano ricerche e mettono in atto politiche con l'obiettivo di preservare e salvaguardare le specie più a rischio. Che correlazione c'è tra questo e la tecnologia? Le nuove tecnologie si stanno dimostrando estremamente utili, se non fondamentali, per riuscire a controllare questo problema. L’obiettivo di questa puntata è cercare di capire come viene utilizzata la tecnologia e vedere l'impatto che ha nel migliorare o stabilizzare le condizioni di vita degli animali. Nella sezione delle notizie parliamo delle trascrizioni di milioni di ore di video di YouTube per addestrare l’IA di [OpenAI](https://openai.com/), dei primi [eReader Kobo](https://it.kobobooks.com/collections/colour-ereaders) a colori e infine di Google che lancia la sua rete [Find My Device](https://blog.google/products/android/android-find-my-device/) per ritrovare gli oggetti smarriti. - Stagione: 6 - Episodio: 15 - Data di pubblicazione: 2024-04-13 06:45:00 - Durata: 17:30 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e15](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e15) - Episodi correlati: s2e15, s6e10, s6e14 - Tag: estinzione,specie,animali,piante,vegetali,crispr,ia,machine learning,droni,semi,dna,jurassic park,bioingegneria,iucn,red list,wwf,camera traps,fototrappole,gis,gps,kobo,ereader,eink,display,colori,find my device,google,find my,offline,apple,open ai,youtube,dati,allenamento,intelligenza artificiale ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo delle tecnologie che permettono di salvaguardare le specie animali e vegetali, cercando di capire come vengono utilizzate e vederne l'impatto nel migliorare e stabilizzare le condizioni delle specie rischio. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### YouTube per addestrare l’IA di OpenAI > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 01:00 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel tentativo di potenziare i propri modelli di intelligenza artificiale, OpenAI ha adottato un approccio ambizioso, la trascrizione di oltre a un milione di ore di contenuti video provenienti da YouTube. Questa massiccia operazione solleva dubbi significativi riguardo all'etica e alla legalità dell'acquisizione dei dati. Benché OpenAI abbia difeso la sua azione come un'applicazione lecita del concetto di "Fair Use", Google ha manifestato preoccupazioni riguardo alla possibile violazione dei suoi termini di utilizzo. L'interesse per la qualità dei dati nell'ambito dell'intelligenza artificiale, come abbiamo visto più volte, è un aspetto cruciale, ma questa situazione pone in risalto le sfide che le aziende devono affrontare nel navigare attraverso il complesso labirinto delle leggi sul copyright e delle politiche delle piattaforme online. Inoltre, l'episodio solleva domande più ampie riguardo alla regolamentazione e alla governance dei dati digitali, evidenziando la necessità di normative chiare e aggiornate che tengano conto dei rapidi sviluppi nel campo dell'intelligenza artificiale e della gestione dei dati. Questa settimana, Kobo ha presentato i primi due e-reader a colori, ovvero Kobo Libra Colour e Kobo Clara Colour. #### I primi eReader Kobo a colori > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:09 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Tablet - Tipologia: Notizia **Davide**: Delle due nuove soluzioni, il Libra Colour è l'unico a permettere anche la scrittura a mano, anche se questa funzione si sblocca solamente una volta acquistata la penna Stylus 2, che viene venduta separatamente. Tra le altre caratteristiche più interessanti troviamo uno spazio di archiviazione da 32 GB, una batteria da 2050 mAh che può affrontare fino a 40 giorni di autonomia e una classe di protezione che promette una resistenza di 60 minuti e 2 metri di profondità sott'acqua. Il Clara Colour è invece la versione più ridotta, depotenziata sotto gli aspetti della capacità di archiviazione e di autonomia, non che la più economica. Tuttavia, anche questa è dotata di uno schermo e-Ink a colori. Ad oggi diversi produttori si sono cimentati nell'impresa di commercializzare e-reader a colori, ma fino ad oggi hanno ottenuto risultati altalenanti. Le due soluzioni di Kobo invece, disponibili a 230 e 160 euro, hanno decisamente compiuto un passo in avanti rispetto ai prodotti della concorrenza, soprattutto per quanto riguarda il prezzo. Tuttavia le altre criticità, come la leggera riduzione della qualità, persistono ancora, anche se per godersi fumetti e illustrazioni a colori su un e-reader, le nuove soluzioni di Kobo restano comunque un ottimo compromesso. #### Google lancia la nuova rete Find My Device > Fonte: Blog.Google - Timestamp: 03:35 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Lunedì 8 aprile Google ha finalmente annunciato il rilascio della nuova rete Find My Device, presentata al Google IO nel 2023. Il funzionamento è molto simile a quello presentato da Apple con la rete Dov'è. Utilizzando il segnale Bluetooth e i miliardi di dispositivi Android nel mondo, infatti, Google permetterà di localizzare il proprio dispositivo, compresi cuffie o smartwatch o tag Bluetooth, anche se questi risultano offline o, per alcuni dispositivi come il Pixel 8, anche spenti. Google ha inoltre collaborato con Apple per quanto riguarda la privacy. Utilizzando un tag, infatti, sarebbe possibile rintracciare e seguire una persona di nascosto. Tuttavia, se un tag sconosciuto viene rilevato diverse volte nelle vicinanze del proprio dispositivo, si verrà avvisati dal proprio smartphone sia Android che iOS. Se non ci fosse stata questa collaborazione, infatti, i miliardi di utenti Apple sarebbero stati fortemente a rischio in fatto di privacy e viceversa per quanto riguarda gli utenti Android con gli AirTag di Apple. Inoltre, gli utenti potranno decidere se utilizzare o meno la rete Find My Device con tre diversi livelli. Il primo utilizza esclusivamente il GPS del dispositivo e non si contribuirà alla ricerca dei dispositivi altrui. Il secondo livello permette di trovare e contribuire alla rete Find My Device solo in ambienti affollati e infine il terzo funzionerà ovunque. #### Come possiamo salvare le specie in via di estinzione? > - Timestamp: 05:21 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente - Tipologia: Topic **Davide**: Secondo l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, o IUCN, sono oltre 44.000 le specie a rischio estinzione sul nostro pianeta. Questo dato rappresenta circa il 28% di tutte le 157.000 specie valutate, sia animali che vegetali. Un dato allarmante se consideriamo che nella maggior parte dei casi la causa è l'essere umano. Nel corso dei milioni di anni di storia del nostro pianeta, infatti, le specie si sono continuamente estinte, ma in tempi abbastanza lunghi da permettere la nascita di nuove specie e di mantenere ricca la biodiversità sulla terra. Fortunatamente, negli ultimi decenni l'attenzione e la sensibilità verso questo tema, e più in generale verso il tema del cambiamento climatico, raggiunge sempre più persone, permettendo a paesi e organizzazioni, come il WWF, di lavorare, finanziare ricerche e mettere in atto politiche con l'obiettivo di preservare e salvaguardare le specie più a rischio. Tra queste, forse la più famosa è il Panda, ma troviamo anche altri mammiferi, come elefanti, gheppardi, koala, leoni, diverse specie di uccelli come aquile o faichi, e decisamente troppe altre. Come abbiamo detto all'inizio, 44.016 su 157.190 per la precisione. Questo, però, è un podcast che parla di tecnologia, non di animali. Che correlazione c'è quindi tra questi due mondi? La risposta è semplice, come per molti altri settori che nelle varie puntate abbiamo approfondito, anche in questo le nuove tecnologie si stanno dimostrando estremamente utili, se non fondamentali, per riuscire a controllare e preservare le specie in via di estinzione e non solo, come vedremo poi. In questa puntata andremo infatti a parlare proprio di queste tecnologie, cercando di capire come vengono utilizzate e vedere l'impatto che hanno nel migliorare o stabilizzare le condizioni di vita degli animali e delle specie a rischio. Iniziamo ricollegandoci alla puntata della scorsa settimana, dove con Esri Italia abbiamo parlato di come imprese, ma anche pubbliche amministrazioni, possono sfruttare il sistema informativo geografico, conosciuto come GIS, per visualizzare e analizzare i dati geospaziali. E nel caso della salvaguardia delle specie, il sistema GIS gioca un ruolo cruciale, ma da solo non basta. GIS infatti è fondamentale per visualizzare, analizzare e interpretare i dati geografici, ma prima di tutto questi dati devono essere raccolti. Ecco quindi che entrano in gioco altre tecnologie come il GPS e la fotografia aerea. Il primo può essere utilizzato per tracciare la posizione, lo spostamento e le abitudini di un gruppo di animali. La seconda invece è fondamentale per avere una mappa sempre aggiornata di una certa area geografica. In questo modo ad esempio si possono scovare miniere illegali, identificare alcune cause di deforestazione e vedere l'andamento e i cambiamenti del territorio, ad esempio dal punto di vista morfologico e vegetativo. Per quanto riguarda il GPS invece ci sono diversi modi di tracciare la posizione degli animali. Il metodo più semplice che viene utilizzato ad esempio per alcune specie di elefanti, gorilla o tigri è l'utilizzo di collari o tra virgolette "bracciali" dotati di un sensore di posizione e una scheda SIM per la comunicazione dati. Un altro metodo che viene utilizzato, ad esempio nel caso dei rinoceronti neri, è quello di inserire nel corno dell'animale un microchip che permette di tracciare, anche in questo caso, spostamenti e abitudini. In questo modo, oltre a raccogliere informazioni utili a condurre studi sugli animali, si contrasta il fenomeno del bracconaggio, che è la principale causa che sta portando queste specie all'estinzione. Grazie ai microchip infatti è possibile cogliere sul fatto questi trafficanti e fornire prova e dei loro crimini, riducendo drasticamente questo fenomeno e tenendo così al sicuro gli animali a rischio. Rimanendo sempre sul tema del tracciamento degli animali e dei loro comportamenti, un metodo meno invasivo consiste nell'utilizzo delle cosiddette camera traps, o fototrappole. In sostanza vengono installate delle videocamere in habitat e zone che devono essere controllate. Queste videocamere sono più o meno complesse e possono andare da semplici installazioni fisse nascoste, ad esempio dentro un tronco o nel terreno, a sistemi complessi come veri e propri robot con le sembianze di un animale o di un pesce in grado di muoversi nell'ambiente circostante. L'utilizzo di fototrappole è di estrema utilità se si vogliono osservare da vicino le abitudini di una specie in modo non invasivo, in quanto la presenza dell'uomo nella maggior parte dei casi altera i comportamenti degli animali. Inoltre questa tecnologia permette anche di scoprire nuove specie mai viste prima, controllare lo stato di salute dell'ambiente circostante e, come nel caso dei sistemi GPS, sorvegliare la zona da bracconieri e trafficanti illegali. Allo stesso modo, oltre alle fototrappole fisse o mobili, si possono utilizzare anche i droni per avere una visione dall'alto e più dettagliata dell'ambiente in modo totalmente non invasivo. Con sistemi di computer vision e quindi intelligenza artificiale è possibile poi raccogliere ulteriori informazioni dalle fototrappole, come la presenza o meno di determinati animali, o analizzare altri fattori di interesse per la salvaguardia dell'ambiente. Il funzionamento di fatto sarebbe molto simile ai sensori sviluppati da Blimp, con cui abbiamo parlato qualche settimana fa. E continuando a parlare di intelligenza artificiale non si poteva non citare questa tecnologia anche in questo settore. Sia chiaro, non parliamo di IA generativa, come quella di cui ormai si sente parlare ogni giorno, quanto più di modelli specifici di machine learning che permettono grazie a enormi quantità di dati raccolti tramite sensori, immagini satellitari, droni, sensori acustici o fotografie, di comprendere meglio l'ambiente in una certa area geografica, ma anche prevedere la sua evoluzione nel tempo. In questo modo, ad esempio, si possono simulare in anticipo le politiche da adottare e avere già un'idea dell'impatto che queste avranno nella salvaguardia del pianeta e dei suoi abitanti. Per fare un esempio concreto, in Danimarca è stato studiato un lago chiamato Ring Lake. In particolare, sono stati raccolti i sedimenti di questo lago e campioni di DNA e altro materiale genetico che hanno permesso di ottenere informazioni sulla biodiversità presente nella zona nel corso dei secoli. Incrociando poi questi dati, con i dati storici sulle informazioni climatiche e presenza di inquinamento, grazie all'IA si è scoperta una correlazione tra la presenza di insetticidi e fungicidi che, assieme ad eventi di temperature e precipitazioni estreme, riesce a spiegare la perdita di circa il 90% della biodiversità del lago. E questo è sicuramente un primo passo per comprendere meglio le cause specifiche che hanno portato all'estinzione di alcune specie e di conseguenza contrastare alcuni comportamenti. Questo piccolo esempio ci è tra l'altro utile per parlare di DNA ambientale o di eDNA. Raccogliendo nell'ambiente il DNA, ad esempio dai semi, feci o tracce di saliva, si può studiare la biodiversità di una certa zona, scoprire nuove specie o verificare la presenza di specie, batteri o virus tra virgolette "alieni" ossia che non dovrebbero essere in quella zona del mondo e che potrebbero rappresentare un serio pericolo per la biodiversità dell'area circostante. Ma se parliamo di DNA e di patrimonio genetico, andiamo ad aprire un mondo di possibilità qui ci stiamo pian piano avvicinando. Chi ha visto Jurassic Park ricorda sicuramente la scena in cui viene spiegato come, unendo i frammenti di DNA raccolti da una zanzara fossilizzata e unendoli con quelli di una rana, gli scienziati guidati da John Hammond riescono a riportare in vita i dinosauri estinti milioni di anni fa. Qui, ovviamente, stiamo parlando di racconti di fantascienza, ma le tecnologie di cui disponiamo oggi ci permettono di avvicinarci veramente tanto a riuscire a "destinguere" specie del passato seppur con modi completamente diversi da quelli che abbiamo visto nei film di Jurassic Park. Il presupposto di base, infatti, è che nelle specie attualmente esistenti è conservato, in forma latente, il patrimonio genetico anche dei loro antenati. Ad esempio sappiamo che, dai dinosauri dell'immaginario collettivo, discendono diverse specie di uccelli attualmente in vita. Quindi, modificando geneticamente un pollo, si potrebbe veramente destinguere un dinosauro. E su questo tema sono stati già condotti alcuni esperimenti più o meno riusciti. Attualmente, invece, sono stati investiti milioni di dollari per cercare di destinguere il dodo, sempre utilizzando la stessa tecnica. Usando la tecnica CRISPR, di cui avevamo già parlato, infatti è possibile tagliare, incollare o spostare minuscoli frammenti di un filamento di DNA, attivando o disattivando così alcuni geni che poi andranno a modificare le caratteristiche che avrà l'animale. Una volta ottenuto il patrimonio genetico, e in questo caso del dodo, è possibile implementare l'embrione creato artificialmente in un uccello, ad esempio in una gallina, che cova di fatto un uovo da cui nascerà un dodo. E allo stesso modo è potenzialmente possibile destinguere qualsiasi specie, animale o vegetale, che è andata persa nel corso della storia evolutiva. Ma perché ancora non è stato fatto? Il principale problema è la difficoltà di riuscire a padroneggiare la tecnica CRISPR e l'ancora scarsa conoscenza di come funziona il DNA. Investire in questa tecnologia però ha perfettamente senso, perché è grazie a questa se in futuro riusciremo a comprendere meglio come funzionano, ad esempio, le malattie genetiche dell'uomo e riuscire a curarle. Allo stesso tempo, raccogliere il patrimonio genetico degli animali a rischio estinzione può permetterci, ora e in futuro, di ripopolare il mondo con animali scomparsi e cercare in qualche modo di riparare ai nostri errori. E a proposito di salvare il patrimonio genetico, concludiamo questa puntata parlando di un altro progetto che coinvolge però il mondo vegetale. In Norvegia, più precisamente in un arcipelago delle isole Svalbard, che si trovano al polo nord, è stato costruito lo Svalbard Global Seed Vault, ossia un deposito globale di semi che ha l'obiettivo di conservare per l'appunto dei semi e salvaguardare il patrimonio genetico mondiale di colture come il riso, il mais, il cocco, il frumento e tante altre, comprese le loro migliaia di varietà differenti. In questo modo si potranno recuperare quelle colture che, in futuro, potranno andare perdute a causa di cambiamenti climatici, guerre, disastri naturali o per qualsiasi altro motivo. Inoltre, questo deposito permette ai ricercatori di avere accesso a un patrimonio genetico enorme, su cui condurre esperimenti e ricerche, ad esempio per creare nuove varietà più resistenti, buone o dal miglior rapporto nutrizionale. Concludendo, quindi, analisi del DNA, sistemi GIS, intelligenza artificiale e raccolta dei dati con svariati sensori, stanno dando un enorme contributo, soprattutto se utilizzati in combinazione tra loro, nello studiare meglio i comportamenti e le abitudini degli animali, tenerli monitorati e soprattutto comprendere meglio le cause specifiche che stanno portando all'estinzione di migliaia di specie, sia animali che vegetali. Sta poi a noi riuscire a comprendere e sfruttare al meglio queste informazioni per salvaguardare la biodiversità del nostro pianeta, che rappresenta un patrimonio unico e dal valore veramente inestimabile. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 16:38 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e16 ## Trenitalia: biglietti digitali e dati al servizio del viaggiatore > Nel vasto panorama dell'[innovazione dei trasporti](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e4?t=248), spesso ci sono elementi apparentemente comuni che nascondono dietro di sé un mondo di progresso e tecnologia. Uno di questi è il sistema di biglietteria dei treni regionali di [Trenitalia](https://www.dentrolatecnologia.it/trenitalia.html) che pur sembrando un aspetto marginale, è in realtà un elemento cruciale nell'esperienza complessiva del viaggiatore e in grado di migliorare il viaggio e offrire informazioni dinamiche e personalizzate. Per capire come funziona questo mondo, in occasione del lancio di [tap&tap](https://www.fsnews.it/it/focus-on/servizi/2024/4/4/trenitalia-regionale-acquisto-biglietti-tap-tap-veneto.html), un nuova modalità di acquisto del biglietto utilizzando unicamente la propria carta di pagamento, abbiamo parlato con [Maria Annunziata Giaconia](https://www.dentrolatecnologia.it/maria.annunziata.giaconia.html), Direttore business regionale e sviluppo intermodale di Trenitalia e [David Sepahi](https://www.dentrolatecnologia.it/david.sepahi.html), Responsabile della tecnologia, innovazione e spoke digitale di Trenitalia. Nella sezione delle notizie parliamo dei disservizi di Banca Sella e [Hype](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e4?t=198) durati diversi giorni e infine della battaglia di YouTube contro gli [ad-blocker](https://it.wikipedia.org/wiki/Blocco_della_pubblicità). - Stagione: 6 - Episodio: 16 - Data di pubblicazione: 2024-04-20 06:45:00 - Durata: 29:39 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e16](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e16) - Episodi correlati: s5e4, s5e50 - Tag: trenitalia,tap and tap,biglietto digitale regionale,biglietto elettronico,treni,trasporto pubblico,trasporto regionale,contactless,app,flessibilità,sperimentazione,veneto,maria annunziata giaconia,david sepahi,sviluppo intermodale,youtube,video,adblocker,pubblicità,monetizzazione,banca sella,disservizi,banca,hype,conto corrente ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Maria**: Per avere le informazioni, oggi ti scrivi, scegli quel treno e ti arriva quell'informazione, ma magari il treno non l'hai preso. Domani sappiamo che se sei su quel treno, ti possiamo mandare l'informazione. E non solo l'informazione, perché vogliamo puntare ad altri servizi, come anche l'indennizzo in caso di ritardo automatico. Quindi vogliamo veramente cambiare l'esperienza di viaggio del nostro cliente. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo della tecnologia che si nasconde dietro al biglietto di un treno regionale di Trenitalia e racconteremo la nostra esperienza da sperimentatori di una nuova modalità di acquisto del biglietto chiamata Tap&Tap. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Banca Sella torna online, dopo giorni di disservizi > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:23 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Da domenica 7 a giovedì 11 aprile i servizi del gruppo Sella, come l'omonima Banca Sella e il conto Hype, hanno avuto diversi problemi di operatività, con numerose segnalazioni di disservizi da parte degli utenti, in particolare su invio e ricezione di bonifici, pagamenti con carta, prelievi e il servizio di homebanking. Disagio come dichiarato dal CEO di Hype, causato da un aggiornamento di ordinaria manutenzione dei sistemi che ospitano i database tramite cui vengono gestite le transazioni e i servizi online. Lo stesso CEO ha dichiarato che i servizi online sono gestiti da un fornitore terzo, Oracle, che ha collaborato per risolvere i disservizi. Tuttavia la banca ha affermato che molti servizi verranno nel tempo internalizzati, per avere un maggior controllo e limitare disagi come questi. Infine, il gruppo Sella ha iniziato a rimborsare i propri clienti dei costi addebitati durante i disservizi e renderà gratuiti i canoni di aprile e maggio. I clienti, invece, che sono stati danneggiati, come chi non è riuscito a pagare bollette o imposte nei giorni di blackout, potranno richiedere un risarcimento. In un mondo in cui gli attacchi hacker sono sempre più gravi e frequenti, tuttavia la buona notizia è che questo caso non è dovuto a un attacco e non si sono verificate fughe di dati, che soprattutto per un servizio bancario sarebbe uno scenario particolarmente pericoloso. #### YouTube e la sua battaglia contro gli ad-blocker > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:46 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: In un post pubblicato sulla pagina di supporto per la community, YouTube ha comunicato il rafforzamento delle misure per contrastare i cosiddetti "adblocker", ovvero dei servizi di terze parti che consentono di disattivare gli annunci pubblicitari presenti nella maggior parte dei video pubblicati su YouTube. Nel comunicato viene ribadito come questi strumenti danneggino di fatto i content creator, che guadagnano attraverso la monetizzazione dei video e di come impediscano a YouTube di potenziare l'infrastruttura che deve accogliere un numero di video sempre più elevato. Per queste ragioni la lotta contro gli adblocker ha iniziato a intensificarsi circa un anno fa, quando agli utenti sono iniziati a comparire i primi pop-up che bloccavano la riproduzione dei video. E in questi giorni YouTube ha deciso di rafforzare ulteriormente le misure per contrastare il blocco della pubblicità, annunciando agli utenti che potrebbero riscontrare problemi di buffering o visualizzare un errore che comunica l'impossibilità di eseguire il video. Nel vasto panorama dell'innovazione dei trasporti, spesso ci sono elementi apparentemente comuni che nascondono dietro di sé un mondo di progresso e tecnologia. #### Trenitalia: biglietti digitali e dati al servizio del viaggiatore > - Timestamp: 04:00 - Autori: Trenitalia, Maria Annunziata Giaconia, David Sepahi, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Intervista **Davide**: Uno di questi è il sistema di biglietteria dei treni regionali, che pur sembrando un aspetto marginale, è in realtà un elemento cruciale nell'esperienza complessiva del viaggiatore, e in grado di migliorare il viaggio e offrire informazioni dinamiche e personalizzate. E per capire come funziona questo mondo, in occasione del lancio di Tap&Tap, una nuova modalità di acquisto del biglietto utilizzando unicamente la propria carta di pagamento, abbiamo parlato con Maria Annunziata Giaconia, direttore business regionale e sviluppo intermodale di Trenitalia, e David Sepahi, responsabile della tecnologia, innovazione e spoke digitale sempre di Trenitalia. Benvenuti! **Maria**: Ciao, buongiorno! **David Sepahi**: Salve, buongiorno! **Davide**: Partiamo da un quadro generale e quindi come si compone oggi l'offerta di acquisto dei biglietti regionali di Trenitalia? **Maria**: Oggi i nostri clienti che intendano viaggiare sui treni di Trenitalia possono acquistare il biglietto nelle biglietterie, negli oltre 70 punti vendita parliamo di Trenitalia regionale e da luglio dell'anno scorso anche digitalmente un'evoluzione del biglietto elettronico in biglietto digitale e oggi questo progetto pilota il tap-in e il tap-out, quindi con la propria carta di pagamento. **Davide**: Ok, partendo proprio dal nuovo biglietto digitale regionale, ci spieghi qual è la differenza rispetto al precedente e cosa cambia da un punto di vista pratico? **Maria**: Rispetto al biglietto elettronico, il biglietto digitale oggi consente una maggiore flessibilità nel cambio di data e giorno, perché fin oltre la partenza del treno è possibile, se non è stato fatto il check in, poter cambiare il proprio biglietto, quindi sicuramente flessibilità. Poi per chi si iscrive stiamo implementando la possibilità per il regionale dove non c'è la prenotazione e quindi non conosciamo il nostro cliente di inviare tutte le informazioni relative al proprio viaggio. **Davide**: Ok, quindi rispetto al precedente biglietto regionale c'è questa necessità di fare il check-in, però poi permette una flessibilità maggiore perché non devo più acquistare il titolo per la tratta specifica, ma posso modificarlo già dopo l'acquisto. **Maria**: Il biglietto va prenotato per quel treno, finché non si fa il check-in anche dopo la partenza, oggi si può cambiare il treno che si vuole prendere. **Davide**: E per voi invece che vantaggio rappresenta l'introduzione di questo biglietto? **Maria**: Lo Smart Caring è voluto perché possiamo inviare le informazioni a chi ha scelto questo canale di vendita e poi un'esperienza di viaggio per il nostro cliente che vogliamo scelga sempre di più il treno, quindi sicuramente una nuova esperienza di viaggio. Capiamo la difficoltà del check-in, è chiaro come tutte le cose nuove le stiamo monitorando per capire anche attraverso le osservazioni dei clienti come migliorare anche questo aspetto del check-in? **Davide**: Sì, questo è un aspetto fondamentale comunque per innovare, è un percorso che bisogna fare, ci sono delle sfide da affrontare. Per quanto riguarda invece l'aspetto tecnologico di questo cambiamento, perché di solito quando pensiamo al biglietto è una cosa abbastanza semplice e non tecnologica, invece che sfide rappresentato sviluppare questo biglietto digitale regionale? **David Sepahi**: Il biglietto digitale regionale è sicuramente, la più grande sfida è rappresentata da quello che poc'anzi dicevi, cioè mantenere la semplicità pur affidando al titolo di viaggio un significato molto più ampio di quello che ha, cioè per noi non è solo una ricevuta in qualche modo che giustifica il fatto che tu stia usando il mezzo, ma è una chiave d'accesso verso una serie di servizi che altrimenti io non posso erogare. Lo Smart Caring evoluto è, detto così, è un elemento essenziale per poter aiutare e consentire ai nostri clienti di essere salvaguardati durante il viaggio, è inutile negarlo, si sa che ci sono le cosiddette disruption, ci sono anche i cosiddetti ritardi, la chiave di accesso digitale permette all'utente di raggiungere i nostri servizi di customer care in maniera diretta evitando quello che è ancora oggi si sente dire, no, il webform o il form cartaceo. Grazie all'app, cosa che magari non è molto diffusa ancora, è possibile avere un canale diretto e un, diciamo, un'assistenza diretta. Questo però è solo uno dei vantaggi, quello che diceva la collega Maria, oltretutto è fondamentale, cioè il fatto della flessibilità di poter cambiare un orario di partenza, un titolo di viaggio, è sempre più una caratteristica che non vale solo per i trasporti a prenotazione, ma il Covid, purtroppo, ci ha insegnato anche che deve valere o può essere utile avere una misura dei flussi sempre più di dettaglio su quello che è il trasporto anche più capillare, che è quello regionale fondamentalmente, noi col regionale andiamo dappertutto, il biglietto regionale digitale ci aiuta ad essere, diciamo, in qualche modo assistiti fin dall'ingaggio. **Maria**: La vera sfida è proprio questa, perché nei treni regionali dove spesso i servizi sono quasi metropolitani, suburbani, urbani, difatti è come dire a chi prende la metropolitana ti possiamo informare, possiamo informare tutte le persone che prendono quel treno metropolitano suburbano che sta accadendo qualcosa o qualunque altra informazione, quindi è un'evoluzione veramente dello Smart Caring. **David Sepahi**: Tecnicamente direi che tecnicamente la sfida era relativa, tecnicamente la sfida se vogliamo è più legata al fatto e sono ancora da risolvere, che il nostro biglietto digitale regionale ha addirittura se vogliamo in qualche modo è, non se vogliamo, è dinamico, cioè è un biglietto vivo ed è una cosa che per esempio i wallet ancora non accettano, quindi se vogliamo la sfida non è solo nostra ma anche degli altri, cioè siamo un pochino, forse di frontiera esagerato però siamo al limite cioè usiamo delle cose che ancora non sono sempre di mercato, questo ci mette da una parte, ci mette dal punto di vista di chi magari si spinge un po più là cerca di innovare un po di più, dall'altra dobbiamo però mantenere vivo il fatto che siamo un'azienda che serve milioni di persone e quindi non può diciamo derogare completamente a questo servizio, ecco perché noi manteniamo sempre i binari paralleli, facciamo una cosa manteniamo anche quella vecchia, facciamo una cosa nuova ma quella vecchia esiste ancora, abbiamo un cambiamento che è un pochino più lento ma siamo sempre più dell'idea, con Maria ma con tutti gli altri colleghi, che vogliamo rendere visibile quello che facciamo anche se ancora magari è da addetti ai lavori. **Davide**: Ok, sì, quest'ultima cosa che hai detto è molto interessante perché a luglio quando c'è stata l'implementazione del nuovo biglietto si è persa l'integrazione con i wallet di Android e iOS, però questa non è colpa vostra, sono queste società che hanno un wallet che non prevede l'integrazione di biglietti dinamici e quindi sicuramente… **David Sepahi**: Sarà anche un loro passo evoluto, perché attenzione, non è che noi introduciamo un biglietto dinamico perché io o i colleghi hanno pensato che questa potesse essere un'iniziativa interessante, ma perché anche a livello europeo quando si parla di QR code esiste, esistono standard e progetti anche europei che vanno verso la direzione di un'uniformazione di un biglietto flessibile, dinamico che è proprio un QR code. Quindi lasciatemi dire, è un'evoluzione che è rappresentata da un trend, non è un'iniziativa isolata nostra da visionari, o per contro un visionario può essere anche lasciami dire un folle, no, noi seguiamo i visionari ma siamo un gruppo di visionari e non siamo solo in Italia. **Davide**: Un'altra cosa che hai detto anche tu, Maria, è legata al fatto che c'è una potenzialità legata a questi biglietti, c'è l'informazione, quindi possono essere forniti servizi ulteriori e informazioni. Quindi, ad oggi diciamo che il biglietto digitale regionale non ha estrinsecato il suo massimo potenziale, c'è ancora molto. **Maria**: Sì, assolutamente, devo dire che per avere le informazioni oggi ti scrivi, scegli quel treno e ti arriva quell'informazione, ma magari il treno non l'hai preso, domani sappiamo che se sei su quel treno ti possiamo mandare l'informazione, è non solo l'informazione perché vogliamo puntare ad altri servizi come anche l'indennizzo in caso di ritardo automatico, quindi vogliamo veramente cambiare l'esperienza di viaggio del nostro cliente. **Davide**: In questo momento, fra l'altro, noi ci troviamo all'interno di un ROCK di Trenitalia, un treno regionale alla stazione di Venezia Santa Lucia, perché a proposito di innovare e di introdurre nuove modalità di acquisto dei biglietti, io in primis ho fatto parte di questa sperimentazione, oggi appunto Trenitalia annuncia una nuova possibilità, una nuova modalità di acquisto dei biglietti. Ce ne volete parlare? Prima da un punto di vista del viaggiatore, poi anche da un punto di vista tecnologico. **Maria**: Allora, questa modalità, come diceva prima David, si aggiunge a quelle che esistono già, quindi anche all'ultima possibilità di acquisto del biglietto digitale, quindi con la carta di pagamento contactless, andare sull'obliteratrice, fare un tap-in e quindi dire sto prendendo questo treno su questa tratta, perché è un progetto pilota sulla tratta Venezia-Verona, quando si scende dal treno cercare l'obliteratrice per fare il tap-out, quindi ancora un altro passo verso il digitale, addirittura con la propria carta di credito. È chiaro, è un sistema che vediamo già su alcuni circuiti tipo metropolitane o bus, con una bella differenza, perché qui la sfida è anche tecnologica, perché nella metropolitana ci sono intanto un circuito chiuso con delle barriere fisiche, nel bus generalmente una tariffa unica, mentre quando si percorre una tratta dove non ci sono i tornelli e dove comunque le tariffe sono variabili, è chiaro che la sfida tecnologica è stata poter tracciare lo spostamento del nostro cliente. **Davide**: Ok, e questo è un, hai parlato di una tratta, semplicemente quella che va da Venezia a Verona, ma questa modalità di acquisto sostituirà il biglietto digitale regionale di cui abbiamo parlato prima e si espanderà mai ad altre tratte? **Maria**: Non sostituirà, perché la nostra filosofia è aggiungere modalità di acquisto e poi per quanto riguarda il perimetro, fatta questa sperimentazione, contiamo di allargarlo alla regione e via via a un perimetro sempre più ampio. **Davide**: Ok, parliamo dell'aspetto tecnologico, quindi che accennava anche Maria, e immagino, presumo che uno dei motivi per cui si è aperto una tratta specifica è proprio questo, cioè ci sono delle sfide tecnologiche non indifferenti nel cercare di dare un'esperienza simile a quella che può essere in una metropolitana, però in un territorio aperto, ecco. **David Sepahi**: Sicuramente sì, allora, partiamo da questo presupposto, l'esperienza di aprire sul progetto pilota su una tratta viene dopo una sperimentazione, quindi noi abbiamo già testato, rodato, valutato anche grazie a te per esempio, quanto potesse essere utile e fattibile questo sistema. Nel frattempo non abbiamo lavorato alla sola soluzione tecnologica, ma al protocollo necessario per poter avviare serialmente tutta la serie di aggiornamenti e di lavori necessari per poter prevedere l'estensione, quindi questo è un elemento importante, la sperimentazione ci ha portato ad aprire la tratta pilota al pubblico, tecnologicamente abbiamo risolto tante problematiche relative principalmente al controllo, alla controlleria, del tap-in, il cosiddetto tap-in, quindi dell'apertura del viaggio da parte dell'utente. Ok, sfida tecnologica è stata portata avanti grazie però al parterre che avevamo a disposizione, quindi una sfida tecnologica ma anche organizzativa operativa, perché abbiamo dovuto lavorare con i diversi provider, issuer delle carte di pagamento, ovviamente anche coloro che i diversi system integrator su un progetto che lasciatemi dire effettivamente ha una novità rispetto a quelli che diceva Maria che sono già implementati, oltre alle barriere fisiche noi qui abbiamo il cosiddetto controllo del par, cioè il nostro personale può verificare effettivamente se tu stai viaggiando meno, e in più abbiamo una cosa che mi risulta essere di grande interesse che è questa, tu puoi farlo non registrandoti, sei un turista, ma oltremodo abbiamo implementato un backoffice che ci permette all'utente se vuole di registrarsi sul sito e di controllare tutto quello che ha fatto. Quindi da questo punto di vista c'è una forte immediatezza nell'utilizzo, vedi il turista, ma se vogliamo c'è un utilizzo anche più riflessivo fatto da chi viaggia abitualmente, che può usufruire non solo dei meccanismi di pagamento giornaliero e la tratta, ma addirittura di un meccanismo automatico di tariffazione migliore, la cosiddetta best fare, cioè lo uso 5-6 volte di seguito, settimo ottavo giorno non pagherò più, perché automaticamente avrò la debito dell'abbonamento settimanale, ok? Se continuo l'avrò per quello mensile, questa mi sembra un'altra grande novità, diciamo tecnologica, un'innovazione, sicuramente lo è. **Davide**: Per chiudere mi sto fermo su due cose, la prima che non mi è chiara, dov'è che devo fare il tap-in e il tap-out? E la seconda, perché avete scelto questa tratta per prima la sperimentazione e dopo per aprire questo servizio? **David Sepahi**: Allora dov'è che si fa tap-in e tap-out? Domanda correttissima, oggi si fa sui validatori, cioè sugli ovetti classici in continuità con quello che era il vecchio validatore, fai tap-in tap-out lì, ci oltretutto gli ovetti, cosiddetti ovetti, sono contrassegnati, in maniera tale che si riconosca dove si può fare tap-in tap-out, ma vi dico che anche senza contrassegno, avendo aggiornato il software e quindi avendo messo delle immagini, per esempio quelle dei circuito EMV, già si capiva alcuni turisti già stavano tappando, abbiamo rilevato alcuni tappa, prima ancora dell'ingresso del servizio. Prossimamente utilizzeremo anche altri canali, esempio le self. **Maria**: Sulla tratta Venezia Verona abbiamo provato intanto su una tratta molto turistica, perché il turista abbiamo rilevato che usa molto la carta di pagamento, quindi questo è stato uno dei criteri che ci ha portato a considerare questa tratta. **Davide**: Prima di salutare Maria e David volevo prendere uno spazio in questa puntata per parlare della sperimentazione, come dicevo ho fatto parte delle persone che hanno sperimentato il Tap&Tap prima dell'apertura al pubblico e non da solo, nel senso che anche Matteo Gallo, autore sempre di questo podcast, ha fatto anche lui la sperimentazione, quindi do benvenuto a... il bentornato a Matteo con il quale appunto affronteremo questo aspetto. **Matteo**: Grazie. **Davide**: Quindi Matteo dal tuo punto di vista, raccontaci un po qual è stata la tua esperienza da sperimentatore, qual è stata la nostra esperienza da sperimentatori con il Tap&Tap, quindi andando a vedere in primis come è andata la sperimentazione, in cosa è consistita, poi i vantaggi che secondo te può avere questa modalità di acquisto del biglietto rispetto ad un sistema tradizionale come quello del biglietto digitale regionale e come avviene, che è un aspetto di cui con Maria e David non abbiamo parlato, come avviene il controllo del biglietto da parte di questo in realtà non più biglietto ma di apertura della corsa, un concetto diverso, e chiusura della corsa al termine quando si scende dal treno da parte dei controllori. **Matteo**: Si allora come detto bene te Davide, quella che abbiamo fatto noi è stata una sperimentazione quindi magari dobbiamo tenere in conto anche del fatto che inizialmente abbiamo avuto qualche problema relativo al tap-in e al tap-out soprattutto per quanto riguarda appunto le validatrici ma io personalmente nel periodo in cui l'ho utilizzata diciamo sono sempre riuscito a fare tap-in e tap-out comunque senza troppi problemi comunque abbiamo sempre risolto tutto quanto. E allora per quanto riguarda il mio caso l'ho utilizzato da ottobre fino a metà dicembre quindi due mesi e mezzo per ragioni universitarie ho fatto appunto il pendolare da Verona a Padova e mi sono trovato particolarmente bene perché appunto è una modalità che diciamo è un approccio nuovo all'acquisto del biglietto perché tu di fatto appoggi il telefono e ti rendi conto che hai acquistato un biglietto, prima magari dovevi aprire l'applicazione, fare il pagamento e poi avere il biglietto. Questa modalità semplifica ulteriormente l'acquisto, di conseguenza ti leva magari anche certe, no problematiche, ma altri pensieri per la testa. **Davide**: Ecco però un aspetto su cui vorrei dedicare appunto uno spazio è il funzionamento nel tempo, perché a questo punto mi verrebbe da dire che è uno strumento pensato solo per chi vuole fare una singola tratta, un singolo viaggio. In realtà non è così e anche qui è un aspetto della flessibilità di questa modalità di acquisto del biglietto molto particolare. Ce ne vuoi parlare? **Matteo**: Sì, allora certamente il vantaggio di questa modalità è che appunto puoi acquistare un singolo biglietto nella maniera più facile possibile, senza alcun tipo di problema, però appunto un altro vantaggio allo stesso tempo del Tap&Tap è che c'è questa nuova funzionalità che si chiama "best fare", che ti consente appunto di, man mano che tu acquisti corse diciamo, si sblocca la tariffa più vantaggiosa, quindi quella che ti permette di avere un costo diciamo ridotto, che comprende gli abbonamenti settimanali, mensili e trimestrali e così via. E quindi di conseguenza nel periodo in cui l'ho utilizzata io, dai primi di ottobre fino a metà dicembre, ho avuto la possibilità di sbloccare l'abbonamento nel trimestrale, che non ho preso tutti i giorni, per tutte le settimane, ma ho fatto magari tre giorni in una settimana, quella successiva ne ho presi quattro, quella due, in ogni caso questa funzionalità ti consente di sbloccare la miglior tariffa per il tuo viaggio, il piano di viaggio insomma. **Davide**: Sì e quindi la flessibilità sta nel fatto che non devo decidere a priori se per quei tre mesi utilizzerò abbastanza frequentemente il treno, ma è una cosa che avviene di conseguenza, quindi nel tuo caso se non avessi preso il treno abbastanza, un abbastanza numero di volte, non ti si sarebbe sbloccato l'abbonamento mentre invece se avessi comprato subito l'abbonamento, quello, il costo finale che avresti sostenuto era quello indipendentemente dal numero di volte che prendevi il treno. **Matteo**: Esatto e qui aggiungo anche una cosa, ovvero che questa modalità è chiaramente vantaggiosa per tutti, perché senza dubbio semplifica ulteriormente l'acquisto del biglietto. Però forse quello a cui ho pensato io è che magari può essere leggermente più adatta a una certa categoria di persone rispetto ad un'altra. Ad esempio, nel mio caso essendo appunto uno studente universitario che va appunto a lezione, può esserci quel giorno in cui il professore magari non fa lezione, tu hai un impegno, ti ammali, le vacanze, eccetera, quindi diciamo è molto più variabile il tipo di viaggio. Mentre magari per chi deve fare il pendolare per ragioni lavorative e quindi deve andarci tutti i giorni, a questo punto mi verrebbe da consigliare per queste persone un'abbonamento forse, perché tu sai che in quel periodo tu devi andare sempre al lavoro, quindi magari ti fai il tuo abbonamento annuale, di conseguenza, tu non hai problemi. Mentre magari per me, appunto, che sono uno studente e non devo sempre andare in università, magari faccio... non è stato questo il caso, ma se avessi fatto ottobre, metà dicembre e poi vacanze di natale e avessi ripreso, in quel caso lì mi avrebbe sbloccato chiaramente l'abbonamento trimestrale, però una volta ripreso avrei iniziato a utilizzare il termine. In quel caso lì comunque mi avrebbe diciamo applicato la tariffa migliore per il numero di volte in cui sarei andato. **Davide**: Un'altra categoria che, in questa sperimentazione, mi è sembrata adatta a questa modalità di acquisto dei biglietti, è quella dei turisti forse, cioè i turisti che si trovano magari in un altro Paese, un dei turisti stranieri, che non hanno più la frizione di dover scaricare l'app o acquistare il biglietto fisico, ma semplicemente si avvicinano agli ovetti, alle obliteratrici, tappano, salgono sul treno e poi decidono di scendere dove vogliono, altro punto di flessibilità, cioè non dovendo acquistare subito un biglietto per una tratta specifica, posso decidere di scendere in qualsiasi momento e chiudere la tratta in quel luogo. **Matteo**: Sì sì, questo è un vantaggio indubbiamente fondamentale per queste persone, anche perché appunto, come dici te, bisogna scaricare l'applicazione, bisogna forse registrarsi, bisogna diciamo fare un "tot" di operazioni che appunto forse non sono così immediate per chi viene dall'estero. L'unica cosa forse appunto la questione del ricordarsi di fare il tap-out, perché a me non è mai capitato per fortuna, però prendendo così tante volte il treno, può capitare un giorno che magari ti dimentichi di fare il tap-out e di conseguenza ti si applica una sanzione che equivale al prezzo dell'intera tratta a Venezia-Verona. **Davide**: Ecco, e per chiudere a proposito di questo raccontaci come avviene il controllo, cioè come il controllore del treno, il capotreno, ha interagito con noi per controllare il biglietto o l'apertura della tratta. **Matteo**: Allora, in questo senso ci sono due modalità principali che può utilizzare il capotreno, ovvero la prima è quella di collegare il POS al tablet che ti consente appunto di appoggiare il telefono, come quando fai tap-in e tap-out, in questo caso al capotreno risulterà l'apertura della tratta, mentre in secondo luogo, forse anche la parte più semplice, è quella appunto di controllare, di verificare l'ultime quattro cifre della carta che hai, in questo caso tu li comunichi le tue quattro cifre, loro le andranno ad inserire all'interno del tablet e a quel punto potranno verificare senza problemi il biglietto che hai acquistato. **Davide**: Va bene, allora grazie Matteo per averci raccontato la sperimentazione dal nostro punto di vista. **Matteo**: Grazie, alla prossima. **Davide**: E grazie ovviamente anche a Maria e David che ci hanno raccontato invece il punto di vista di Trenitalia, sia nell'aspetto più legato al viaggiatore e nell'aspetto tecnologico. Grazie a entrambi e alla prossima. **Maria**: Grazie, grazie a te. **David Sepahi**: Grazie a te, buona giornata. #### Conclusione - Timestamp: 28:47 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e17 ## Il futuro del vino nelle mani dell’innovazione > L'edizione del [Vinitaly](https://www.vinitaly.com) di quest'anno, tenutasi a Verona dal 14 al 17 aprile, ha brillantemente evidenziato il connubio tra tradizione e innovazione nel [settore vitivinicolo](https://agriculture.ec.europa.eu/farming/crop-productions-and-plant-based-products/wine_it#:~:text=Il%20settore%20vitivinicolo%20è%20il,vitivinicolo%20si%20è%20sviluppato%20notevolmente.). Con oltre 4000 aziende provenienti da 30 paesi e una partecipazione di quasi 100.000 visitatori, l'evento ha confermato l'importanza economica e culturale del vino nel panorama globale. In un momento storico caratterizzato dal cambiamento climatico, l'adozione delle tecnologie emergenti diventa cruciale per garantire la competitività e la resilienza del settore. Integrando tecnologie avanzate come l'[Internet of Things](https://www.oracle.com/it/internet-of-things/what-is-iot/), l'[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e6?t=240) e l'analisi dei dati, le aziende vinicole possono ottimizzare processi, migliorare la gestione delle risorse e anticipare le sfide legate al cambiamento climatico. Nella sezione delle notizie parliamo di [Axon](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e12?t=244) che introduce la trascrizione automatica delle interazioni con la polizia con [Draft One](https://www.axon.com/products/draft-one), di un nuovo orizzonte per i pagamenti digitali con l'apertura dell'[NFC](https://www.nexi.it/it/news/2023/12/tecnologia-nfc) su iPhone e infine degli Stati Uniti che stanno per mettere al bando [TikTok](https://www.tiktok.com/). - Stagione: 6 - Episodio: 17 - Data di pubblicazione: 2024-04-27 06:45:00 - Durata: 14:57 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e17](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e17) - Episodi correlati: s3e37 - Tag: vinitaly,vino,viticoltura,droni,IA,sensori,genetica,cambiamentoclimatico,Franciacorta,dati,axon,intelligenzaartificiale,trascrizione,bodycam,polizia,tiktok,stati uniti,america,usa,ban,ue,unione europea,nfc,apple pay,commissione europea,ios,pagamenti ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo del settore vitivinicolo e di come grazie a sensori e intelligenza artificiale sarà possibile far fronte al cambiamento climatico anche per quanto riguarda la produzione di vino. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Axon introduce la trascrizione automatica con Draft One > Fonte: Police1.com - Timestamp: 00:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana Axon ha presentato la nuova funzionalità Draft One, che consente di redigere automaticamente e in pochi secondi il resoconto di un rapporto della polizia sulla base dell'audio delle bodycam indossate. Axon, che abbiamo intervistato poco più di un mese fa, è un'azienda leader nella produzione di strumenti per le forze dell'ordine che ha come obiettivo quello di semplificare il lavoro degli agenti di polizia e allo stesso tempo aumentare il grado di sicurezza e la tutela sia degli operatori che delle altre persone coinvolte. Grazie all'intelligenza artificiale, Draft One permette di risparmiare fino a 15 ore di lavoro alla settimana, ovvero il tempo che mediamente un agente impiega per la stesura dei rapporti e dei dati. Per verificare l'efficacia di questo strumento Axon ha condotto uno studio preliminare per confrontare la qualità dei resoconti scritti con Draft One e quelli senza. Dai primi risultati è emerso che il nuovo strumento basato sull'intelligenza artificiale ha portato a risultati equivalenti e in alcuni casi persino migliori rispetto ai rapporti dettati manualmente dagli agenti. #### L'apertura dell'NFC su iPhone per i pagamenti > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:03 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Finanza - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel 2022 la Commissione Europea ha sollevato preoccupazioni riguardo alla posizione di Apple nel settore dei pagamenti mobile, accusandola di limitare la concorrenza tramite il controllo esclusivo sull'NFC sui dispositivi iPhone. Tuttavia sembra che un cambiamento epocale sia all'orizzonte. Secondo quanto riportato da Reuters, la Commissione Europea potrebbe presto accettare i rimedi proposti da Apple, che mira ad aprire l'NFC anche alle terze parti. Questo potrebbe portare a una maggiore diversità di soluzioni per i pagamenti mobile su iOS. La proposta di Apple, che avrebbe una durata di 10 anni, include diverse misure, tra cui la possibilità di utilizzare un metodo di pagamento alternativo ad Apple Pay come predefinito, garantendo comunque l'integrazione del riconoscimento biometrico per tale metodo alternativo. Questa decisione potrebbe non solo favorire una maggior concorrenza nel settore, ma anche stimolare l'innovazione e offrire agli utenti una più ampia gamma di opzioni per effettuare pagamenti tramite i loro dispositivi iPhone. #### TikTok verso il ban negli Stati Uniti > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 03:06 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Social - Tipologia: Notizia **Davide**: In un mondo in cui la privacy e la sicurezza di cittadini e governi sono sempre più messi a dura prova, non c'è da stupirsi se diverse applicazioni vengono limitate o vietate in diversi paesi. Ne è un esempio Telegram, bloccato in Russia e recentemente anche in Spagna, o TikTok, forse una delle app più contestate sotto questo punto di vista. Il social è infatti proprietà di ByteDance, società che dipende dal governo cinese. Il governo avrebbe quindi accesso ai dati raccolti su miliardi di utenti che usano il social o che hanno semplicemente installato l'app, comprese persone chiave come giornalisti, politici o dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Motivo per cui anche l'Unione Europea aveva deciso di vietare ai propri dipendenti l'installazione dell'app. E gli Stati Uniti non sono stati da meno e anzi hanno optato per una linea ancora più dura. Dopo essere stato approvato sia alla Camera che il Senato, infatti il presidente Biden ha affermato la legge che costringe ByteDance a vendere TikTok entro nove mesi, pena il ban definitivo dell'app e la sua rimozione dagli store americani. Tra gli scenari possibili dunque c'è il ban, la vendita della divisione americana del social o di una sua versione privata dell'algoritmo che ha reso TikTok così popolare. In ogni caso l'azienda ha già dichiarato che è pronta a impugnare la legge, a suo avviso contraria ai principi del primo emendamento americano. #### Il futuro del vino nelle mani dell’innovazione > - Timestamp: 04:36 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione, Ambiente - Tipologia: Topic **Davide**: Dal 14 al 17 aprile si è tenuta a Verona la 56esima edizione del Vinitaly, ovvero il salone internazionale dedicato ai vini e ai distillati, che questa hanno accolto oltre 4.000 aziende provenienti da 30 paesi diversi e con una affluenza di quasi 100.000 persone. Il successo di questo evento internazionale dimostra che, oggi il vino continua ad avere un ruolo di grande rilevanza sia per il suo valore economico che per gli aspetti culturali e tradizionali ad esso legati. Il nostro paese oggi è secondo solo alla Francia per la produzione di vino a livello globale, tant'è che secondo le rilevazioni più recenti, esso ha portato nel 2023 ad un valore aggiunto pari a 14,8 miliardi di euro coinvolgendo numerose altre filiere legate alla sua produzione e alla commercializzazione. Ma come accade in molti altri settori economici, anche quello legato alla produzione del vino deve rimanere al passo con le tecnologie emergenti. In modo tale da garantire una produzione continua nel corso del tempo in relazione alla domanda in continua crescita in tutto il mondo. Anche perché, parallelamente all'aumento della richiesta di questo bene, vi sono ulteriori sfide con cui il settore vitivinicolo dovrà fare i conti, legate soprattutto al cambiamento climatico. E le difficoltà che dovrà affrontare la produzione di vino negli anni a venire sono state ampiamente dimostrate dall'ultimo articolo della rivista scientifica Nature che ha messo a raccolta oltre 200 pubblicazioni legate alla materia e nel quale si evidenzia che a causa del cambiamento climatico, appunto, tra il 50% e il 70% delle zone viticole hanno un rischio piuttosto elevato di diventare inadeguate alla produzione di uva, comportando un conseguente aumento dei costi di produzione e adeguamento della composizione e della qualità del vino. Tra le strategie più efficaci per iniziare ad affrontare queste sfide, l'approccio dell'industria 4.0 è sicuramente la modalità più ottimale per modernizzare e rendere più efficiente tutta la filiera produttiva del vino, che parte dalla raccolta e arriva fino alla logistica. Più nel dettaglio, possiamo propriamente parlare di vino 4.0 quando si introduce una "sensorializzazione" in tutta la catena di produzione e che permette la cosiddetta agricoltura di precisione di cui abbiamo già parlato nella puntata "Agricoltura digitale per produrre di più e sprecare di meno". Un esempio abbastanza eloquente è l'utilizzo di sensori per il suolo e il clima, che sono fondamentali per raccogliere dati in tempo reale sullo stato di salute delle coltivazioni. Infatti, in caso di rilevazioni negative, l'agricoltore può immediatamente intervenire per ripristinare le migliori condizioni del suolo. Un ruolo sempre più determinante è rivestito anche dai robot agricoli, pensati per ottimizzare le attività di semina, raccolta e cura dei campi, accelerando le operazioni quotidiane rispetto all'utilizzo dei metodi tradizionali e manuali. Un fondamentale contributo delle tecnologie dell'industria 4.0 è dato anche dalle fasi di automatizzazione e ottimizzazione dei processi di imbottigliamento. In questo contesto possono trarre benefici, processi come la selezione delle bottiglie, il riempimento e infine la chiusura. A questo scopo entrano in gioco i cosiddetti "cobot", o robot collaborativi, che possono essere affiancati agli operatori umani per assisterli al meglio nelle diverse fasi della catena di produzione. Passando infine alla fase della logistica, i principi dell'industria 4.0 garantiscono alle aziende vinicole di creare dei veri e propri magazzini automatizzati e di tenere sempre sotto controllo lo stato degli ordini e delle consegne. In questa fase della filiera, ad esempio, sta trovando ampio spazio l'utilizzo della tecnologia RFID, che risulta fondamentale per tenere traccia, nel dettaglio, delle bottiglie di vino durante il trasporto e la consegna. In senso generale, quando si digitalizza e automatizza l'intera catena di produzione di un settore, si acquisisce parallelamente un'enorme quantità di dati, che spesso e volentieri risultano difficilmente gestibili da singole persone. Per queste ragioni, anche nel settore vitivinicolo sta trovando sempre più applicazione anche l'intelligenza artificiale, che può essere sfruttata per analizzare i dati, ottimizzare le pratiche di produzione e sostenere la tracciabilità di ogni processo produttivo attraverso dati dettagliati che vengono raccolti automaticamente e costantemente. Tra i territori e le aziende che oggi stanno approcciando al meglio al processo di innovazione e ammodernamento del settore emerge su tutti la Francia Corta, in provincia di Brescia, una zona dove la viticoltura è dedicata prevalentemente alla coltivazione delle uve pregiate Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, che vengono utilizzate per la produzione dello spumante Francia Corta dell'omonimo consorzio. A fine marzo di quest'anno il consorzio ha presentato il rapporto relativo alle attività del proprio ufficio ricerca e sviluppo, elencando tutti i progetti che sono stati attivati nel territorio - nel corso degli ultimi anni - e che possono essere considerati come un modello esemplare di innovazione e adattamento al cambiamento climatico. Il primo progetto, coordinato insieme al Centro di Ricerca dell'Università di Brescia, è BioVitIA, che ha come obiettivo quello di esplorare la biodiversità nell'ecosistema dei vigneti della Francia Corta attraverso il telerilevamento e l'intelligenza artificiale, utilizzate in combinazione all'analisi molecolare degli organismi. Grazie a queste tecnologie il consorzio mira a identificare le diverse comunità vegetali presenti nell'area viticola attraverso una mappatura precisa delle diverse specie di piante erbacee, così da garantire una migliore organizzazione delle semine e una comprensione più profonda delle interazioni tra le piante, la qualità del suolo e il loro impatto sulla vite. Questa procedura viene supportata da un gruppo di droni adibiti all'acquisizione di immagini ad alta risoluzione del vigneto, le quali, una volta raccolte, potranno essere analizzate dai modelli di intelligenza artificiale addestrati grazie ai dataset di Francia Corta, per identificare automaticamente le varie categorie di piante erbacee presenti nell'area. Un secondo progetto di Francia Corta nato in collaborazione con l'Università di Milano è il progetto Silkrop, che si colloca nell'ambito delle pratiche per l'efficientamento degli scarti industriali. In questo caso l'obiettivo punta a valorizzare gli scarti prodotti dall'industria della seta che produce grandi quantità di liquidi industriali inutilizzabili. I ricercatori dell'università, però, stanno studiando una proteina derivata da questi scarti, chiamata Sericina, che secondo le ultime analisi potrebbe incrementare la resistenza delle piante allo stress idrico e termico, sempre più frequenti negli ultimi anni soprattutto in pianura padana. Sempre in relazione al cambiamento climatico, vie un forte investimento da parte di Francia Corta anche nel campo del miglioramento genetico della vite. Si tratta di un progetto che è nato nel 2015 ed è stato pianificato per durare fino al 2030, ed ha come scopo quello di accelerare la sperimentazione genetica per trovare varietà di vitigni più resistenti alle nuove condizioni ambientali. Ad oggi sono stati creati 24 genotipi differenti, che attualmente stanno già dando buoni risultati nel vigneto sperimentale del consorzio Francia Corta a Villa Pedergnano. Tornando al discorso di poco fa sulla sensoristica, emerge infine il progetto AgriTech, che vede una collaborazione tra l'Università di Milano e diversi enti pubblici del territorio per monitorare il suolo e le colture tramite un sofisticato sistema di sensori, al fine di ottimizzare l'irrigazione di alcuni vigneti del territorio e ridurre di conseguenza il consumo di acqua. Tra i sensori installati troviamo quelli appartenenti alla classe TEROS di Meter Group, che si occupa della misura dell'umidità volumetrica del suolo a diverse profondità, consentendo una valutazione dettagliata delle esigenze idriche delle piante. Inoltre, sono stati inseriti altri sensori per la misura del potenziale idrico del suolo, che in poche parole garantiscono un flusso continuo di informazioni sullo stato di idratazione delle radici delle piante. Tutta questa rete di sensori chiaramente è collegata ad un sistema di acquisizione dati e controllo, in modo tale da raccogliere, visualizzare e analizzare i dati in tempo reale e di regolare automaticamente l'irrigazione, riducendo così al minimo lo spreco d'acqua, migliorando le prestazioni agronomiche del vigneto. Per concludere, Francia Corta è solo uno dei molti esempi virtuosi che potremmo citare tra le migliaia di realtà innovative sparse in tutto il mondo. Realtà che, nonostante la diversa specializzazione di produzione enologica, dovranno affrontare nei prossimi anni una sfida comune, che avrà come obiettivo quello di garantire la sopravvivenza e l'adattamento del settore al cambiamento climatico. Eventi meteorologici estremi come grandine, gelate tardive, onde di calore eccezionali metteranno sempre più rischio interi raccolti, rappresentando una minaccia economica per le aziende e per i territori coinvolti. Insieme alle nuove tecnologie dovrà essere promosso un approccio multidisciplinare che integri conoscenze agronomiche, enologiche, climatologiche, biotecnologiche per sviluppare modelli previsionali e strategie di adattamento sul lungo periodo. Il vitivinicolo perciò è chiamato ad una profonda trasformazione tecnologica e culturale per prepararsi al meglio alla sfida epocale dei cambiamenti climatici. E solo investendo in innovazione, sostenibilità e visione strategica, le eccellenze enologiche dei diversi territori italiani e mondiali potranno essere preservate per le generazioni future. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 14:05 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e18 ## UNGUESS: alla ricerca della miglior esperienza utente > Esperienza utente (UX) e interfaccia utente (UI) sono due concetti chiave nel mondo del [design](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e7?t=270) digitale, che influenzano la nostra interazione con la tecnologia in modi profondi e significativi. Dalla semplicità di utilizzo di una app, alla navigazione fluida di un [sito web](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e11?t=289), la UX e la UI giocano un ruolo fondamentale nel determinare se ci sentiamo a nostro agio e se siamo soddisfatti delle nostre interazioni digitali. Per capire meglio questi due concetti, per esplorare il rapporto che intercorre tra loro e quali sono i trend del momento, abbiamo invitato [Alessandro Caliandro](https://www.dentrolatecnologia.it/alessandro.caliandro.html), Head of UX di [UNGUESS](https://www.dentrolatecnologia.it/unguess.html). Nella sezione delle notizie parliamo dell’imminente missione della capsula [Starliner](https://www.boeing.com/space/starliner) di Boeing, che porterà il primo equipaggio in orbita e infine dell'innalzamento dei limiti elettromagnetici per le [reti 5G](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e46?t=257) in Italia. - Stagione: 6 - Episodio: 18 - Data di pubblicazione: 2024-05-04 06:45:00 - Durata: 29:43 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e18](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e18) - Episodi correlati: s4e7, s6e11 - Tag: unguess,head of ux,ux,ui,interfaccia utente,esperienza utente,design,sito,app,progettazione,alessandro caliandro,trend,privacy,gamification,sondaggio,programmazione,starliner,boeing,nasa,spacex,iss,5g,limiti elettromagnetici,ue,unione europea,italia,trend ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Alessandro**: Oggi, per fortuna, si progetta prima senza pensare al device, per cui si inizia a ragionare su quelli che sono gli elementi costitutivi, l'identità visiva del prodotto e quindi diventa più facile pensare prima delle linee guida e a degli elementi ricorrenti del prodotto e dopodiché, al momento in cui si va a progettare sui vari dispositivi, diventa più facile poi adattare quello che si è pensato in termini teorici su tutte le varie dimensioni di schermo. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con la società UNGUESS di esperienza utente e interfaccia utente, e di quanto questi due concetti applicati al design di un software siano fondamentali per renderne l'uso più naturale e intuitivo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### La prima missione di Starliner con equipaggio > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:29 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella notte di martedì 7 maggio, secondo l'orario italiano, è previsto il lancio della capsula spaziale Starliner di Boeing, che avrà il compito di portare i primi astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Insieme alla capsula Crew Dragon di SpaceX, Starliner avrà il compito di rendere i lanci spaziali della NASA completamente indipendenti dai lanciatori dell'Agenzia Spaziale Russa. Tuttavia, a differenza di SpaceX, Boeing ha dovuto ritardare di oltre 5 anni lo sviluppo della propria navicella, a causa di diverse problematiche legate anche alla tenuta del paracadute e dei cablaggi. Il lancio di Starliner avverrà su un razzo Atlas V della United Launch Alliance e sarà la prima missione sperimentale con equipaggio, ma secondo l'attuale calendario dovrebbe diventare completamente operativa nel 2025, nonché la prima competitor di SpaceX nel trasporto di astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale. #### I nuovi limiti elettromagnetici per il 5G in Italia > Fonte: AgendaDigitale.eu - Timestamp: 02:26 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: In questi giorni sta facendo particolarmente discutere un emendamento alla legge sulla concorrenza che va ad innalzare i limiti dell'emissione elettromagnetica da 6V per metro a 15V. In particolare questa modifica favorirebbe la diffusione della rete 5G e migliorerebbe in generale l'infrastruttura della rete mobile in Italia. Gli operatori infatti erano prima costretti a investire maggiormente nella progettazione della rete, rallentandone anche l'installazione e la diffusione, proprio per riuscire a stare nei limiti dei 6V per metro imposti ancora nel lontano 2003. Ovviamente le critiche riguardano principalmente le preoccupazioni per i danni che l'innalzamento di questi limiti provocherebbero sulla salute, derivanti da una radicata campagna di disinformazione che da anni riguarda la tecnologia 5G. I limiti imposti di 15V per metro sono infatti assolutamente innocui, come dimostrato dai diversi studi condotti dall'ICNIRP, la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, che consiglia un limite addirittura più alto, pari a 61V per metro. Limite adottato anche dall'Unione Europea, che però rende liberi gli stati membri di porre restrizioni più severe come nel caso dell'Italia. Nonostante il limite sia quindi ancora molto inferiore a quello consigliato, questo cambiamento atteso da molto tempo permetterà agli operatori di semplificare e velocizzare il processo di progettazione, installazione e diffusione della rete mobile, in particolare del 5G. E tutto questo a beneficio di noi cittadini. #### UNGUESS: alla ricerca della miglior esperienza utente > - Timestamp: 04:07 - Autori: UNGUESS, Alessandro Caliandro, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Arte & Cultura - Tipologia: Intervista **Davide**: Esperienza utente e interfaccia utente sono due concetti chiave nel mondo del design digitale che influenzano la nostra interazione con la tecnologia in modi profondi e significativi. La rapidità con cui la tecnologia evolve e si diffonde nella nostra vita quotidiana rende cruciale comprendere come queste due componenti plasmano la nostra esperienza digitale. Dalla semplicità di utilizzo di un'app, alla navigazione fluida di un sito web, la UX e la UI giocano un ruolo fondamentale nel determinare se ci sentiamo a nostro agio e se siamo soddisfatti delle nostre interazioni digitali. E per esplorare il rapporto tra esperienza utente e interfaccia utente, e per capire meglio questi due concetti, è con noi Alessandro Caliandro, Head of UX di UNGUESS. Benvenuto Alessandro. **Alessandro**: Grazie, e benvenuto. Ciao a tutti e tutte! **Davide**: Partiamo quindi da definire questi due concetti e cioè spiegaci che cosa si intende per UX, UI, quindi esperienza utente e interfaccia utente e quanto il loro sviluppo incide sul successo o meno di un prodotto sia fisico che digitale. **Alessandro**: Certo, allora, la UX è un termine, è un termine ombrello, praticamente racchiude tutti gli elementi che riguardano l'interazione di un utente con un determinato prodotto o servizio. La UI è una parte del prodotto o servizio, che è proprio l'interfaccia, quindi la "user interface", quella con cui l'utente si interfaccia realmente, scusa il gioco di parole. La cosa interessante della UX è che non riguarda solamente l'utilizzo diretto, riguarda anche tutta la parte precedente e la parte successiva, quindi sono anche le percezioni, le aspettative d'uso rispetto a un prodotto o servizio e anche tutte le reazioni successive. Quindi progettare per la UX vuol dire sia fare dei prodotti e dei servizi migliori, ma anche progettare l'aspettativa dell'utente, quindi tutta la parte di branding precedente e poi la soddisfazione e le reazioni che l'utente ha dopo l'utilizzo. Per cui è stato verificato, praticamente noi lo vediamo tutti i giorni quando andiamo a lavorare sui prodotti dei nostri clienti: prodotti che hanno una user experience maggiore, che riescono a raggiungere un'usabilità - che è una parte della user experience - maggiore, ma anche in generale una user experience maggiore, hanno dei risultati migliori da tutti i punti di vista. **Davide**: Ok, sono due concetti forse che meno l'utente si accorge ci siano ecco e migliore il risultato, nel senso il lavoro che fate è migliore e a proposito di questo ci spieghi quindi di che cosa vi occupate in UNGUESS e puoi farci degli esempi di prodotti che sono stati migliorati attraverso lo studio proprio della UX? **Alessandro**: Allora come UNGUESS nasciamo come spin-off del Politecnico originariamente per fare test su software dal punto di vista della qualità del software, quindi test di software quality e negli anni poi l'azienda si è evoluta andando anche a indirizzare tutta la parte appunto di esperienza utente e quindi abbiamo una community di "tester" che praticamente utilizza i prodotti o i servizi dei nostri clienti e noi indirizziamo le ricerche per andare in base alle esigenze del cliente per capire come migliorare questi prodotti. Per cui facciamo sia ricerca di tipo esplorativo, quindi prima di fare un prodotto aiutiamo le aziende a capire quali sono i bisogni, le aspettative degli utenti e quindi andiamo a intervistare molto spesso comunque fare dei questionari, cercare di analizzare quelli che sono i bisogni degli utenti e poi - durante tutto il processo di progettazione e sviluppo del prodotto - affianchiamo le aziende per andare a validare step-by-step le loro soluzioni, quindi sia da prototipi molto grezzi sia poi invece a prodotti finali direttamente, andiamo a validarli con gli utenti e quindi andiamo a raccogliere quelle che sono le varie metriche che riguardano l'usabilità principalmente. Quindi l'efficienza dei prodotti, l'efficacia dei prodotti e la soddisfazione degli utenti che insieme riescono a poi a indirizzare quelli che sono prodotti che funzionano, prodotti che non funzionano. Per cui sui nostri clienti in alcuni casi appunto abbiamo gli abbiamo aiutati in fase esplorativa a definire bene quelli che fossero i bisogni degli utenti e quindi anche a prioritizzare le cose da fare quindi non andare a fare magari tutto subito ma uscire pian piano con le funzionalità che si aspettavano meglio gli utenti e in questo caso per un'azienda il beneficio è quello di non dover rifare le cose mille volte o di non andare a tentativi alla cieca ma riuscire - da lì nasce anche il nome dell'azienda quindi "un-guess" non indovinare - quindi riuscire a indirizzare quelli che sono realmente le soluzioni ai bisogni degli utenti oppure in altri casi siamo andati a validare o a far giudicare agli utenti dei prodotti già online e a farci dire dagli utenti quelli che sono i problemi e quelle che potrebbero essere secondo loro anche le soluzioni. Molto molto spesso la soluzione ai problemi è l'utente stesso ad averla già in testa per cui ci aiutano a capire quelli che sono i miglioramenti che i prodotti possono avere. **Davide**: Ma come si fa a quantificare questi parametri? Perché immagino sia un aspetto tanto... è soggettivo nel senso dipende anche a chi lo chiedete. Come si fa a essere certi che quello che poi proponete, la modifica che proponete, sia una modifica effettivamente positiva per quantomeno la maggior parte delle persone? **Alessandro**: Certo, facciamo un mix di ricerca qualitativa e quantitativa appunto. Quella qualitativa è quella soggettiva, chiediamo alle persone di darci un'impressione e analizziamo queste loro percezioni e queste loro verbalizzazioni. Dall'altro andiamo spesso a fare anche una validazione quantitativa, per cui misuriamo cose e l'efficienza e l'efficacia si possono misurare tranquillamente, per cui l'efficienza è la durata magari di un determinato percorso, quindi ridurre gli step di un percorso o renderlo più facile è un dato che abbiamo e possiamo tranquillamente misurare e anche la soddisfazione, si può chiedere agli utenti con una serie di domande, ci sono una serie di metriche che negli anni la letteratura ha tirato fuori, che ci permettono di misurare la soddisfazione degli utenti e quindi a quel punto riuscire a indirizzare quelle che sono le migliorie per alzare questa soddisfazione. **Davide**: E poi è un tema in continua evoluzione nel senso che poi anche quando un software è pubblicato è in vendita, immagino che nel corso del tempo siano necessarie delle modifiche. **Alessandro**: Sì, decisamente. Considera che molte, soprattutto i software più utilizzati, hanno degli strumenti per continuare a migliorare mentre sono online. Se pensi ai grandi social network, Facebook per esempio continua a fare A-B testing con i loro clienti, che è una metodologia che utilizziamo anche noi, crea delle modifiche dall'interfaccia solamente per alcune proporzioni della propria base utenti, per cui ogni tanto ti rendi conto che ci sono state delle modifiche su Facebook o su Instagram e non te le aspettavi e poi torna tutto normale. Ecco quelli sono tutti esperimenti che fanno direttamente le aziende, in alcuni casi poi con altre aziende come noi che li guidano, per andare a indirizzare, a fare dei test, delle prove per vedere se ci sono delle migliorie che gli utenti apprezzano o non apprezzano e poi misurare a quel punto, capire realmente se c'è un miglioramento nell'efficacia magari dell'interfaccia o nella soddisfazione degli utenti. **Davide**: E c'è anche la possibilità inversa, cioè che sia l'utente a cambiare nel corso del tempo e quindi la modifica della UX è necessaria perché l'utilizzo e l'abitudine dell'utente cambia? **Alessandro**: Sì, si capita, sono di solito dinamiche un po' più lunghe, però accade molto spesso quando dei big player fanno delle modifiche molto grosse in termini di usabilità o di user experience e a quel punto poi sta a tutti gli altri ad adattarsi. Quando Google per prima inserì la "core action", l'azione principale di Google Maps e di Google anche di Gmail, in basso a destra, al centro dell'interfaccia, era una cosa che non aveva fatto nessuno e gli utenti non sapevano usare. Ora... poi tutte le app si sono dovute adattare e hanno dovuto incominciare a mettere quell'elemento in quella posizione proprio perché i grandi player avevano indirizzato le aspettative in quel caso. **Davide**: Ok, parliamo un po' adesso di trend legati al settore della UX. Ci racconti un po' quali sono oggi appunto i grandi trend del momento, ci fa un elenco di questi trend e poi ne approfondiamo qualcuno. **Alessandro**: Allora sì, con UNGUESS abbiamo anche fatto una pubblicazione proprio, ci siamo interrogati molto internamente col team di ricerca, anche intervistando i clienti per cercare di capire quali potessero essere i trend di quest'anno e te li metto un po' lì alla rinfusa, poi dimmi tu cosa vuoi approfondire. Sicuramente la parte di intelligenza artificiale è sulla bocca di tutti, dobbiamo averci a che fare, non dobbiamo averne paura, aiuterà tanto chi si occupa di progettazione e di sviluppo, per cui è un trend, anche quando organizziamo eventi o conferenze, la maggior parte delle proposte che arrivano dalle persone che vogliono parlare toccano in qualche modo la parte di intelligenza artificiale e di tecnologie generative. Poi c'è una macrosfera rispetto all'etica, per cui c'è un'attenzione particolare che le aziende devono avere ormai. Prima avevano solamente delle aziende un po' più d'avanguardia, ora tutte le aziende devono avere molta attenzione ai propri utenti da tanti punti di vista. Al design inclusivo, alla questione dell'accessibilità, che è un trend degli ultimi anni e diventerà sempre più importante, anche per fortuna per una questione normativa. Verrà sanzionato chi non adatterà i propri siti ai requisiti dell'accessibilità, ma poi ci si sta rendendo conto anche che l'accessibilità è un'opportunità di business. Chiudere a fette sempre crescenti di mercato i propri prodotti perché non sono accessibili. Penso alle persone all'età media che aumenta. L'idea di chiudersi a quella fetta di mercato perché non si è in grado di capire come progettare per persone avanti con l'età è un limite grosso. Questo trend dalle questioni etiche, la questione della difesa della privacy dei dati è un'altra cosa che prima si è fatto dal punto di vista normativo, ora gli utenti iniziano a chiedere cosa succede dei propri dati e quindi avere una particolare attenzione. E poi ci sono tutta una serie di trend che riguardano invece più la progettazione in sé, il trend del mondo in cui discutiamo tanto nel mondo del design, quindi il trend del "mobile first" degli ultimi anni che sta un po' scendendo, non è più un dogma progettare prima per mobile anzi sta diventando molto più importante progettare "cross device" perché gli utenti ora utilizzano tantissimi device diversi per fare le stesse cose e quindi i percorsi degli utenti che prima venivano progettati "device per device" ora devono essere proprio pensati per essere cross device, cambia tutto. E poi ci sono tante attenzioni alle micro interazioni, un altro trend importante. Ora la progettazione si sposta tanto sui piccoli dettagli, ci siamo resi conto appunto anche facendo test con utenti che - misurando proprio la soddisfazione - che quei prodotti che riescono ad avere quelle micro interazioni, quelle micro animazioni risultano più piacevoli da usare quindi gli utenti li usano più facilmente e più volentieri. Se pensi anche ai nuovi social come TikTok che hanno molta attenzione a quel genere di interazioni e basta penso che non ce ne sono altri, c'è la questione della "gamification", è stato un trend anni fa era sceso perché a un certo punto se ne era fatto troppo utilizzo per cui tutti inserivano gamification anche dove non serviva e ora sta tornando a essere centrale con molta più attenzione che nel passato anche ai risvolti psicologici del mettere le persone in gara l'una contro l'altro e quindi ora la gamification si fa molto meglio e solo per i prodotti in cui ha un senso farla ed è diventato un game changer per chi riesce a inserirla bene. **Davide**: Ok, mi concentro quindi su... scelgo alcuni di questi temi... di trend che hai proposto per approfondire che mi incuriosiscono particolarmente. Il primo ad esempio è la privacy. Cosa c'entra la UX con la privacy, cioè qual è il legame? **Alessandro**: Allora, la... la UX tocca tutto, nel senso che tutto va progettato, per cui è esperienza utente anche tutto quello che non sembra originalmente progettato. Fino a qualche anno fa appunto della proprietà dei propri dati e delle proprie informazioni gli utenti se ne fregavano abbastanza e quindi ci sono grandi player che ci hanno marciato su questa cosa, il fatto di raccogliere dati, rivenderli. Negli ultimi anni è nata una grossa attenzione a questi dati e quindi anche la progettazione di tutto quello che sono i flussi di gestione dei dati, l'approvazione del GDPR, tutta quella cosa c'è proprio una preoccupazione degli utenti rispetto alla propria privacy e quindi chi progetta non può fare a meno di pensarlo. Ci sono delle ricerche tra l'altro che dicono che due terzi degli utenti se non ha chiarezza su dove vanno a finire i propri dati non prosegue con l'inserimento dei dati all'interno di un qualsiasi form, che è un dato impensabile già solo tre anni fa. Per cui chi si occupa di progettazione mentre prima poteva stare molto attento soprattutto sulla parte di UI, sulla parte di interazione degli utenti, oggi deve comunque conoscere tutte queste dinamiche e progettare il più possibile anche fianco a fianco con gli sviluppatori dei processi anche di gestione dei dati e di presentazione all'utente di tutte quelle che sono le preferenze rispetto alla privacy che diventano una parte fondamentale del percorso, perché mentre prima era una cosa automatica ora diventa una parte su cui gli utenti fanno parecchia attenzione e quindi va studiata. E non è la cosa più divertente del mondo, perché vi assicuro che fare degli approfondimenti coi legali sulla privacy è abbastanza palloso, però è importante. **Davide**: Poi penso anche che forse si è fatto per parecchio tempo forse un utilizzo anche improprio della UX per cercare di nascondere questi aspetti all'utente, giusto? Cioè può essere anche utilizzata in modo negativo la UX. **Alessandro**: Sì, sì, c'è stata una grande attenzione appunto, come ti dicevo, nell'etica in generale della progettazione, dell'etica del rapporto con gli utenti. Tutti quelli che erano dei dark pattern, sono stati proprio chiamati così, quindi degli elementi, dei componenti che venivano costruiti ad hoc, dal designer, chiaramente su guida di interessi dell'azienda, per aggirare in qualche modo l'utente, ad oggi non vanno più, c'è una certa attenzione anche lato designer di non usare più questo genere di dark pattern. Ti faccio un esempio, il messaggio fittizio che ti diceva che c'era solo una camera a quel prezzo e quindi tu ti sentivi obbligato a comprare, ora anche grazie a un supporto normativo lo devi dimostrare che c'è veramente una camera, perché sennò stai truffando gli utenti, no? E come questo tante altre cose. Tanti anni fa c'erano i percorsi per disiscriversi dalle newsletter o da qualsiasi cosa, erano dei percorsi ad ostacoli, oggi non si può. Da un lato c'è appunto una maggiore attenzione all'etica anche da parte dei designer e delle aziende, dall'altro certe cose non si possono proprio più fare, cioè le X sulle pubblicità di un pixel per un pixel, come si facevano dieci anni fa, non si possono più fare per fortuna. **Davide**: Ok. E un altro aspetto che mi ha incuriosito è quello del rapporto tra l'interfaccia utente, l'esperienza utente che si ha su dispositivi diversi. Perché è vero che oggi, e come dicevi, in passato si è data tanta rilevanza allo smartphone, alla fine, quindi sul nostro utilizzo quasi totale dello smartphone, però in realtà non è l'unico dispositivo che abbiamo. E quindi qual è la difficoltà nel sviluppare delle interfacce utente e migliorare l'esperienza utente tenendo in considerazione dei diversi dispositivi che l'utente utilizza e di fatto la diversa forma dello schermo che hanno? **Alessandro**: Guarda, io appunto sono un po' vecchiotto, per cui ho vissuto da designer tutte le varie fasi, per cui la prima fase in cui si faceva tutto per desktop e poi a un certo punto qualcuno si ricordava che bisognava fare una versione mobile, poi la parte del mobile first, per cui una testa così del fatto che bisognava prima progettare la parte mobile perché la maggior parte degli utenti, e sempre queste ricerche che dicevano che la maggior parte degli utenti naviga soprattutto da smartphone, ci stava. Oggi, per fortuna, si progetta prima senza pensare al device, per cui si inizia a ragionare su quelli che sono gli elementi costitutivi, l'identità visiva del prodotto, i design system ormai sono una cosa che hanno praticamente tutti i prodotti, c'è competenza rispetto ai design system, quindi all'utilizzo di librerie e linee guida rispetto all'applicazione della UI sui vari dispositivi e quindi diventa più facile pensare prima a delle linee guida e a degli elementi ricorrenti del prodotto e dopodiché al momento in cui si va a progettare sui vari dispositivi diventa più facile poi adattare quello che si è pensato in termini teorici su tutte le varie dimensioni di schermo. La tecnologia ha aiutato tanto, appunto, anche perché ora programmare è più facile. Cioè, ci sono tante cose che vengono fatte anche automaticamente dalle varie librerie, dai vari linguaggi di programmazione, però anche a livello di design è molto più facile. E anche lì i tool un po' hanno aiutato. I tool non sono mai la soluzione, perché la progettazione parte prima, però l'evoluzione di Figma con gli autolayout, con i componenti, sicuramente aiuta e quindi diventa più facile anche progettare multidevice. **Davide**: Invece, lo citavi per primo, l'intelligenza artificiale qual è il rapporto che ha con la UX? **Alessandro**: Allora, l'intelligenza artificiale sta travolgendo ogni aspetto del mondo IT in generale, nel senso che se ne parla, se ne parla tantissimo, c'è tantissima hype rispetto a qualsiasi novità di questo mondo e abbiamo iniziato tutti, già da anni, a fare sperimentazioni, cioè ogni volta che esce un nuovo prodotto cercare di capire come può migliorare la propria routine quotidiana in primis, ma anche in generale come migliorare il proprio lavoro. Il mondo del design verrà toccato tanto dalle tecnologie generative, perché tante cose verranno fatte direttamente con le tecnologie generative. Il problema grosso è, come tutto il resto del mondo dell'intelligenza artificiale, è riuscire a capire quando è un valore aggiunto farsi aiutare dall'intelligenza artificiale o quando invece rischia di diventare un appiattimento generale. Faccio un esempio. In tantissimi eventi ormai la gente partecipa alle call for speaker facendosi scrivere interamente gli abstract e le presentazioni dall'intelligenza artificiale, però si perde quell'originalità e anche quel tocco personale che ognuno ha e comunque chi si occupa della valutazione se ne accorge. Allo stesso modo fra poco gli utenti si accorgeranno dei siti web che sono stati progettati da persone e da quelli che sono stati progettati da l'intelligenza artificiale, però non bisogna dire no a priori all'intelligenza artificiale, anzi potrà dare un contributo enorme nell'aiutare le persone a velocizzare le attività, per cui ti faccio un esempio: noi facciamo tanto analisi di dati, anche quantitativi, nel senso che spesso facciamo interviste su grandi numeri o anche guardiamo gli analytics dei nostri clienti perché spesso il cliente ha già in mano i dati ma non li sa analizzare con l'occhio dell'utente, noi spesso diamo una mano anche su dati. Quando c'è da fare un'analisi di grandi grandi moli di dati l'intelligenza artificiale ti aiuta sia a trovare trend che a trovare singolarità, a velocizzare il processo che prima veniva fatto a mano con tantissime pivot diverse su Excel, oggi puoi comunque chiedere una sponda all'intelligenza artificiale e non hai nessun tipo di problema se riesci a guidarla, perché poi il fulcro di tutto sarà la guida, per cui non ho tanta paura che si perdano tanti posti di lavoro per colpa dell'intelligenza artificiale, cambieranno. Diventeremo tutti un po' "prompt designer" in qualche modo, dovremmo saper scrivere i prompt corretti. **Davide**: Sì sì assolutamente questo appunto in tutti gli ambiti dell'intelligenza artificiale il prompt sembra essere la parte più importante. Per chiudere finora ci siamo concentrati su degli schermi quindi questa esperienza utente delle persone che hanno sugli schermi, però vedremo se il futuro sarà effettivamente questo, c'è un po' la tendenza l'abbiamo visto di recente ma è da anni che se ne parla di realtà virtuale e realtà aumentata quindi un'esperienza utente che un po' riguarda lo spazio che ci circonda. In questo cosa pensi che succederà e quali sono ad esempio le differenze nel progettare una buona esperienza utente in questi contesti? **Alessandro**: Stiamo facendo delle ricerche anche con gli osservatori del Politecnico riguardo ai mondi virtuali e c'è ancora una forte soglia di sbarramento all'ingresso, per cui gli utenti ne sono ancora un po' intimoriti e quindi diventa anche più difficile andare a valutare i prodotti perché quelli che riescono a utilizzarli sono spesso tecnologicamente molto avanzati, non essendo ancora cose di massa diventa difficile andare a valutare senza avere i bias specifici di chi lo utilizza, però sicuramente l'uscita del nuovo visore dell'Apple spariglierà tutto, nel senso che le prime recensioni che abbiamo raggiunto, i primi utenti che l'hanno utilizzato ci dicono che sarà game changing quasi come l'iPhone, nel senso che mentre con l'Oculus si è riusciti ad andare in una piccola nicchia di "early adopters" tecnologici diventerà una cosa più di massa e a quel punto secondo me saremo anche in grado di capire realmente come indirizzare, come guidare il miglioramento anche dell'esperienza utente. **Davide**: Va bene, allora grazie mille Alessandro per averci fatto veramente un quadro generale sulla UX, la UI e avercele definite e quindi averci spiegato anche la loro importanza, anche appunto invisibile apparentemente, che hanno nella nostra quotidianità digitale e non solo. Alla prossima. **Alessandro**: Grazie, ciao. #### Conclusione - Timestamp: 28:51 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e19 ## Contrastare contenuti illegali online? Non è così semplice > Come gran parte delle invenzioni, soprattutto tecnologiche, Internet è uno [strumento neutro](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e5?t=315) al servizio di cittadini e aziende e come tale c'è chi lo usa per scopi nobili e chi, al contrario, lo utilizza per danneggiare il prossimo. In questa puntata parliamo del delicato tema dei [contenuti illegali sul web](https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/illegal-content-online-platforms) e di come la tecnologia può essere utilizzata, da una parte per danneggiare persone, bambini, o cose, ma dall'altra può essere sfruttata anche per contrastare questi comportamenti e la diffusione di certi contenuti, attraverso sistemi di moderazione automatica, [NFT](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e49?t=280) e soprattutto grazie ad algoritmi di [intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e36?t=240). Nella sezione delle notizie parliamo di Top Thrill 2 le montagne russe da record realizzate da [Zamperla](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e12?t=278) a [Cedar Point](https://www.cedarpoint.com), della nuova tuta per le attività extraveicolari ([EVA](https://www.spacex.com/updates/#eva-suit)) di SpaceX e infine di un possibile ban di TikTok [anche in UE](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e17?t=186). - Stagione: 6 - Episodio: 19 - Data di pubblicazione: 2024-05-11 06:45:00 - Durata: 17:51 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e19](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e19) - Episodi correlati: s3e49, s5e5 - Tag: csam,diritto d’autore,contenuti illegali,chat control,ue,apple,google,messaggistica,internet,web,ia,intelligenza artificiale,adversarial attacks,web,montagnerusse,giostre,zamperla,toptrill2,parco divertimenti,tiktok,ue,unione europea,social,dma,usa,stati uniti,ursula von der leyen,spacex,tuta spaziale,extravehicular activity (eva),missione polaris dawn,sicurezza,materiali innovativi,comfort,missioni spaziali,esplorazione lunare,marte ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di contenuti illegali sul web, tra diritto d'autore e materiale pedopornografico, e valuteremo se la tecnologia possa rappresentare la linea di difesa necessaria per contrastare questa problematica. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Le montagne russe più veloci al mondo di Zamperla > Fonte: Zamperla.com - Timestamp: 00:59 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Divertimento, Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Il parco divertimenti Cedar Point in Ohio, negli Stati Uniti, è stata inaugurata la montagna russa più alta e veloce al mondo, realizzata tra l'altro dall'azienda italiana Zamperla, che abbiamo avuto il piacere di intervistare lo scorso anno. La nuova attrazione si chiama Top Thrill 2 ed è anche il primo treno di Zamperla appartenente ai Lightning Roller Coaster, ovvero una nuova categoria di montagne russe tecnologicamente più avanzate e con momenti di essenza di peso ancora più lunghi ed emozionanti. Top Thrill 2 è costituita essenzialmente da tre lanci, ognuno dei quali è caratterizzato da una discesa sempre più veloce, partendo da una prima caduta libera a 119 km all'ora e arrivando all'ultima da record di 193 km orari. Nonostante l'alta velocità, l'ultimo airtime, con assenza di peso, è caratterizzato da una durata più lunga della media, e questa caratteristica è dovuta essenzialmente all'altezza dell'ultimo picco verticale, che raggiunge una quota record di ben 128 metri. #### La tuta per le attività extraveicolari di SpaceX > Fonte: SpaceX.com - Timestamp: 02:01 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: SpaceX ha presentato la sua tuta per le Extravehicular Activities, attività extra veicolari nello spazio o EVA, che verrà utilizzata per la prima volta nella missione "Polaris Dawn" in programma per il 2024. Questa tuta rappresenta un passo in avanti rispetto alla precedente tuta per le attività intra veicolari di SpaceX, garantendo sicurezza e mobilità agli astronauti nello spazio. Caratterizzata da materiali innovativi e processi di fabbricazione avanzati, la tuta offre maggior flessibilità all'interno del veicolo spaziale, e al contempo maggior confort durante le attività all'esterno. Il casco, stampato in 3D con visiera antiriverbero e una telecamera, fornirà informazioni vitali sull'ambiente esterno sia agli astronauti che agli spettatori a terra. Le attuali tute per le passeggiate spaziali sono note per essere molto scomode e poco flessibili. E questo progetto non solo aumenterà la libertà di movimento degli astronauti, ma aprirà la strada a missioni di lunga durata verso la Luna e Marte, rendendo lo spazio più accessibile per l'umanità. Dall'Unione Europea arriva una notizia che riguarda TikTok, che come avevamo annunciato nelle notizie di qualche settimana fa rischia il bando negli Stati Uniti, a meno che la società ByteDance, proprietaria del social, non venda la piattaforma a un'azienda americana. #### TikTok rischia il ban anche in UE > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 03:05 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Social - Tipologia: Notizia **Davide**: In Europa, dunque, è probabile che avvenga la stessa cosa, come ha chiarito la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Ricordiamo infatti che TikTok è già stato vietato per i dipendenti della Commissione, mentre la nuova piattaforma TikTok Lite è sotto stretta osservazione per paura che la funzionalità Task and Reward Lite crea indipendenza negli utenti. Tuttavia, va precisato che la presidente von der Leyen ha fatto questa dichiarazione durante la sua campagna elettorale, quindi non investe di presidente della Commissione. È però chiaro che l'Unione Europea seguirà le azioni statunitensi, o comunque cercherà di attuare politiche volte a contrastare la rapida crescita di TikTok, dove il fine ultimo sarebbe quello di salvaguardare la privacy dei cittadini europei. Internet, lo sappiamo e lo abbiamo ribadito più volte, è stata un'invenzione che ha radicalmente cambiato la nostra società, tanto che si parla di una vera e propria rivoluzione al parere di quell'industriale. #### Contrastare contenuti illegali online? Non è così semplice > - Timestamp: 04:25 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Privacy, Sicurezza - Tipologia: Topic **Davide**: Si può, addirittura, parlare di un'era pre e post internet, in cui il modo di vivere e di interagire con le altre persone e con la propria quotidianità è completamente differente. Come gran parte delle invenzioni, soprattutto tecnologiche, però, anche internet è un semplice strumento al servizio di cittadini e aziende, e come tale c'è chi lo usa per scopi nobili o neutri e chi, al contrario, lo utilizza per danneggiare il prossimo. E in questa bontà andremo proprio a parlare di questo secondo aspetto, concentrandoci sul delicato tema dei contenuti pedopornografici e su quello del diritto d'autore. Questioni che apparentemente sono tra loro disconnesse, ma che in realtà sono accumunate dalle tecnologie per contrastare la condivisione, ovviamente illegale, sia di contenuti pedopornografici che di materiale protetto, appunto, dal diritto d'autore. Se infatti prima di internet comunque esistevano e venivano condivisi questo tipo di contenuti, in un mondo interamente connesso la diffusione di materiale pedopornografico, o in generale di contenuti illegali, è cresciuta esponenzialmente, rappresentando dei serissimi pericoli che vanno assolutamente contrastati. Ecco quindi che da una parte la tecnologia viene utilizzata a fini illegali, per danneggiare persone, bambini o cose, ma dall'altra può essere sfruttata anche per contrastare questi comportamenti e la diffusione di certi contenuti attraverso sistemi di moderazione automatica e soprattutto grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale. Nel corso della puntata di oggi dunque andremo a vedere qual è la portata di questo pericolo, i vari modi in cui si può e in cui già oggi viene contrastato, ma anche dei possibili rischi che alcune delle soluzioni proposte portano con sé, per quanto riguarda il tema della privacy degli utenti. Partiamo dal tema del diritto d'autore, che tra i due è quello che ha, se vogliamo, meno implicazioni etiche e il cui contrasto, nel bene o nel male, è meno stringente rispetto ai contenuti pedopornografici. Questo è anche dovuto al fatto che proteggere il diritto d'autore su internet è difficilissimo se non impossibile. Per sua natura, infatti, ognuno può scaricare, pubblicare e condividere qualsiasi tipologia di contenuti e non esistono sufficienti controlli su eventuali violazioni di qualsiasi genere. Tant'è che questa possibilità è stata ampiamente sfruttata, ad esempio negli ultimi anni, per addestrare le IA generative come ChatGPT, che vengono usate ogni giorno e che proprio per questo sono state attaccate da artisti e giornalisti che hanno visto violati i propri diritti. E vista l'impossibilità di avere degli automatismi generici funzionanti, quindi, la protezione dei propri contenuti è spesso affidata agli autori stessi, o ad agenzie che lavorano al loro posto, per scandagliare il web alla ricerca - anche con sistemi automatizzati più specifici - le eventuali violazioni. Nel caso dei social media, ad esempio, da molti anni esiste la possibilità di segnalare alle piattaforme i post e chiederne la rimozione, e lo stesso vale per i motori di ricerca come Google o Bing. Casi in cui il sistema invece è totalmente automatizzato e funziona molto bene sono veramente pochi, e uno di questi è YouTube. Nel momento in cui viene caricato un video sulla piattaforma, infatti, questo viene analizzato e confrontato con una banca dati costantemente aggiornata di contenuti protetti da diritto d'autore, principalmente musiche. Nel caso, quindi, in cui il sistema riconosca una violazione, questa viene segnalata e il video viene rimosso o limitato, ad esempio non consentendone la monetizzazione. Non a caso, specialmente negli ultimi anni, dove il lavoro dello YouTuber è ormai, tra virgolette "sdoganato" vediamo sempre più contenuti originali e dove il diritto d'autore è finalmente tutelato a beneficio di tutti. Per quanto riguarda i motori di ricerca come Google o Bing, invece, oltre alla possibilità di cui parlavamo prima, esiste anche in questo caso un controllo che cerca di nascondere contenuti duplicati o protetti. Tuttavia, più di tanto, non è possibile fare, essendo comunque internet un posto libero. Un possibile aiuto in questo caso potrebbe venire dagli NFT, che avevamo approfondito in una scorsa puntata. Grazie alla tecnologia della blockchain, infatti, sarebbe possibile creare una banca dati universale distribuita di contenuti protetti da diritto d'autore. A quel punto non sarebbe più necessario che singole piattaforme come YouTube mantengano internamente delle proprie banche dati, ma ne esisterebbe solo una, o comunque un numero limitato, accessibili pubblicamente e sfruttabili anche da altre piattaforme come motori di ricerca, social network o hosting provider. Ma questa è solo una nostra idea che potrebbe essere implementata o meno in futuro, anche in base agli sviluppi che avranno gli NFT sia dal punto di vista tecnologico che da quello normativo. Un'altra proposta che in questo caso è stata invece autorizzata, di cui abbiamo parlato in diverse notizie, e che è stata ampiamente criticata è il sistema italiano Piracy Shield. Anche in questo caso non esistono degli automatismi, bensì un sistema di ticket che devono essere aperti segnalando siti di streaming che trasmettono contenuti illegalmente. A quel punto i vari internet service provider hanno pochi minuti per bloccare gli indirizzi IP segnalati, rendendoli quindi inaccessibili agli utenti. Questo ovviamente porta con sé diverse implicazioni rischi che negli ultimi mesi sono emersi. In primo luogo molto spesso gli indirizzi IP che vengono segnalati sono di proprietà di servizi come Cloudflare o Google, di conseguenza sullo stesso indirizzo vengono esposti più siti web, anche scorrellati tra loro. E non a caso proprio Cloudflare si è scagliata contro il sistema di Piracy Shield, in quanto centinaia di siti web legittimi sono per alcune ore risultati inaccessibili in Italia, rappresentando un danno in molti casi anche economico a diverse aziende o cittadini. Per non parlare infine dei problemi che potrebbe causare un attacco hacker al portale di Piracy Shield, che potrebbe creare decine di ticket e bloccare internet in tutta Italia. Riassumendo quindi quello del diritto d'autore è un diritto che su internet non è sempre facile da garantire, e molto spesso sta agli stessi proprietari dei diritti, cercare anche attraverso gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione di contrastare la diffusione illegale dei propri contenuti e in un certo senso autodifendersi dal mondo del web. Una situazione ben diversa invece è quella dei contenuti pedopornografici, o CSAM, acronimo di Child Sexual Abuse Material. Seppur la casistica sia molto simile alla precedente, ossia alla diffusione di contenuti illegali, in questo scenario la lotta contro i CSAM è molto più dura e portata avanti non solo da istituzioni come l'Unione Europea, ma anche volontariamente dalle singole aziende. A subire le conseguenze dei CSAM, infatti, sono principalmente i bambini, che non riescono a tutelarsi autonomamente e che possono subire forti traumi psicologici che si porteranno dietro per il resto della loro vita. Nel 2021, secondo i dati forniti dalla Commissione Europea, sono state 85 milioni le segnalazioni di foto o video di questo tipo. Un numero che negli anni è in costante crescita, proprio a causa degli strumenti vecchi o nuovi che internet mette a disposizione, dal dark web alle app di messaggistica o storage privati e crittografati alle reti peer-to-peer. Una situazione come possiamo comprendere alquanto drammatica. Cosa è possibile fare dunque per contrastare questo fenomeno? Come per il diritto d'autore, anche in questo caso è molto difficile riuscire a intercettare questi contenuti, in quanto molto spesso vengono condivisi privatamente e in modo sicuro, e dunque difficilmente sono presenti pubblicamente sul web, ad esempio nei motori di ricerca. Anche perché se nel caso del diritto d'autore riuscire a capire in modo automatico se un contenuto è protetto o meno non è così semplice, con i contenuti pedopornografici l'intelligenza artificiale è uno strumento potentissimo e alquanto utile per riconoscere immediatamente se la foto o il video è un CSAM, riuscendo a rimuoverlo in tempi brevissimi. Inoltre, un altro strumento contro questi contenuti è il PhotoDNA, un sistema di riconoscimento di immagini sviluppato da Microsoft nel 2009, così come NeuralHash di Apple. Il funzionamento di entrambi è pressoché identico ed è concettualmente molto semplice. All'immagine viene associata una firma digitale creata dall'immagine stessa, usando delle tecniche di hash, di cui abbiamo parlato diverse volte. In questo modo, quando un'app o una piattaforma riceve l'immagine può calcolare la firma e vedere se questa appartiene a un database di firme legate a foto segnalate, in questo caso come materiale illegale. Un sistema quindi molto più sicuro rispetto all'uso di algoritmi di IA, ma prevede che la fotografia sia già stata segnalata e di fatto sia già ampiamente diffusa sul web. Con l'avanzare delle nuove tecnologie, però, da una parte aumentano gli strumenti che abbiamo a disposizione per contrastare i comportamenti illegali, ma dall'altra quegli stessi strumenti possono essere utilizzati per trovare delle scappatoie, dei sistemi per aggirare i controlli. Stiamo parlando di un particolar modo degli "adversarial attacks" tema che magari approfondiremo meglio in futuro. In breve, gli adversarial attacks sono in questo caso immagini che vengono leggermente modificate, ad esempio aggiungendo un disturbo o dei filtri, in modo da non essere riconosciute dai sistemi di intelligenza artificiale o di PhotoDNA. Ad esempio, può essere sufficiente cambiare il colore della pelle per fare in modo che l'IA non riconosca più il soggetto come un essere umano, ma si può arrivare, in casi molto particolari, a modificare l'immagine anche solo di un pixel per eludere i controlli e riuscire a diffondere senza ostacoli il materiale pornografico. Contrastare questo fenomeno quindi non è affatto semplice, e ci sono diverse implicazioni etiche da considerare nelle soluzioni che con il tempo sono state proposte. Apple, ad esempio, voleva integrare una IA nei suoi servizi iMessage e iCloud che controllasse le foto presenti sui dispositivi alla ricerca di materiale pedopornografico. Allo stesso modo, anche l'Unione Europea ha una proposta di legge che riguarda l'implementazione di un sistema molto simile a quello di Apple. Questo sistema, chiamato comunemente Chat Control o Chat Control 2.0, prevederebbe l'obbligo per le applicazioni di messaggistica di controllare e segnalare attraverso sistemi di IA i messaggi, le foto, i video e gli altri contenuti scambiati. Il tutto direttamente sul dispositivo dell'utente, eludendo così qualsiasi forma di crittografia end-to-end. Inutile dire che, da una parte, Apple ha praticamente subito fatto marcia indietro sulla sua proposta, mentre l'Unione Europea prevederà la discussione nel corso di questo 2024, con la speranza che il progetto venga del tutto abbandonato. Nonostante le buone intenzioni che ci sono dietro, infatti, un controllo così radicato e indiscriminato violerebbe qualsiasi principio di privacy, di cui proprio l'Unione Europea cerca di essere la portavoce a livello internazionale. E le conseguenze potrebbero essere disastrose, pensiamo ad esempio ai cosiddetti falsi positivi, che punterebbero i riflettori su cittadini che vengono segnalati per immagini contrasegnate come materiale pedopornografico per un errore dell'IA, ma che in realtà non lo è. O la possibilità di estendere questo controllo anche ad altre categorie di materiali, come appunto contenuti protetti da diritto d'autore, ma anche messaggi legati a violenza o bullismo. Uno scopo nobile, sì, la protezione dei cittadini, ma che si trasformerebbe ben presto in uno scenario dei più distopici. Per concludere, quindi, la questione dei contenuti illegali online è ancora oggi una partita aperta. Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono sempre più potenti, ed è grazie a loro se sta iniziando veramente a fare qualcosa per contrastare in modo efficiente la diffusione di questi contenuti. Tuttavia, non bisogna dimenticare che quello della privacy è un diritto inalienabile dell'uomo, e in nessun modo dovrà essere messo in discussione. Il percorso per trovare un sistema veramente efficace contro i contenuti illegali è quindi ancora lungo, e al momento l'unica cosa che possiamo fare è renderci parte attiva di questi controlli, segnalando alle piattaforme o alle autorità eventuali diffusioni di materiale pedopornografico o contenuti illegali, e salvaguardare così le vite di centinaia di persone e famiglie. #### Conclusione - Timestamp: 16:59 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e20 ## Suunto: l'evoluzione degli sport watch e degli strumenti per attività all'aperto > Gli orologi sportivi, i computer per immersioni e gli strumenti per attività all'aperto non sono semplici oggetti tecnologici, ma hanno trasformato radicalmente il modo in cui le persone vivono le loro passioni all'aria aperta. Questi dispositivi si sono evoluti da semplici strumenti di misurazione del tempo a veri e propri compagni di avventura, rivoluzionando l'approccio alle [attività fisiche](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e2?t=245) e alle esperienze subacquee. Le difficoltà principali incontrate lungo questo percorso sono state quella di implementare sensori sempre più precisi, necessari per garantire una corretta rilevazione dei dati in varie condizioni ambientali, e la miniaturizzazione dei componenti, fondamentale per rendere questi dispositivi portatili e comodi da indossare durante le attività. Per approfondire questi temi e raccontarci il punto di vista di [Suunto](https://www.dentrolatecnologia.it/suunto.html) abbiamo invitato [Laura Paolini](https://www.dentrolatecnologia.it/laura.paolini.html), Country Manager di Suunto. Nella sezione delle notizie parliamo della più grande [mappa 3D](https://www.science.org/doi/10.1126/science.adk4858) di un tessuto cerebrale mai realizzata e infine del ruolo centrale dell’IA al [Google I/O 2024](https://io.google/2024/). - Stagione: 6 - Episodio: 20 - Data di pubblicazione: 2024-05-18 06:45:00 - Durata: 31:59 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e20](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e20) - Episodi correlati: s5e2 - Tag: sportwatch,suunto,laura paolini,country manager,suunto vertical,suunto race,immersione,precisione,sensori,batteria,dati,atleti,aria aperta,sport,cuffie,google,ia,intelligenza artificiale,google input output,google io,sviluppatori,cervello,mappa,3D,tessuto,studio ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Laura**: Ecco che quindi Suunto cerca appunto di venire in contro a quelle che sono le esigenze che nel corso del tempo cambiano dei nostri utenti, sviluppando anche prodotti che non sono soltanto sport watch o dive, ma che sono diciamo così più accessori da poter essere utilizzati in questo caso anche nel tempo libero. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Suunto di orologi sportivi e computer per immersioni subacquee, con l'obiettivo di capire che ruolo gioca la tecnologia nel supportare chi pratica sport all'aria aperta. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### La più grande mappa 3D di un tessuto cerebrale > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:13 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Un gruppo di ricercatori di Google e dell'Università di Harvard ha realizzato la più grande ricostruzione in 3D di un pezzo di cervello umano della dimensione di un millimetro cubo e contenente circa 57.000 cellule. Questa elaborazione, che ha richiesto circa un decennio, ha prodotto circa 1.400 terabyte di dati, ma che potrebbero diventare miliardi di terabyte se un giorno si riuscisse a creare una mappa di un intero cervello umano. E infatti l'obiettivo finale dello studio, pubblicato sulla rivista Science, sarà quella di creare una mappa d'alta risoluzione della rete neurale di un intero cervello di un topo, il quale può contenere circa mille volte il numero di dati rispetto al frammento della corteccia umana. Inoltre, per quanto sarebbe complesso poter avere una ricostruzione realistica di un intero cervello umano, i ricercatori dovranno prima comprendere alcuni fenomeni ancora inspiegabili, come ad esempio la presenza di vortici di assoni blu collegati ai neuroni. #### Tanta IA al Google I/O 2024 > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:13 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Il 14 maggio e nei giorni successivi si è svolto il Google IO 2024, la più importante conferenza di Google dedicata agli sviluppatori. Oltre ai vari workshop e keynote dedicati ai singoli specifici argomenti, come lo sviluppo web, Android e il cloud, il Google IO è un'occasione per presentare al pubblico le novità che l'azienda rilascerà nei mesi successivi. E come c'era da aspettarsi, tutte le funzionalità presentate hanno l'intelligenza artificiale come principale protagonista. La prima riguarda la ricerca che, come fa già Bing, mostrerà oltre ai classici risultati anche una risposta testuale alle domande, facendo un riassunto delle varie fonti trovate. Per quanto riguarda Google Photo, la ricerca delle immagini sarà più semplice, in quanto verrà utilizzato Gemini per vedere le foto in modo più accurato. Ci saranno poi integrazioni di Gemini su Google Workspace, da riassunto delle email, la creazione di testi su Google Documenti e sugli smartphone Pixel. Alcuni esempi sono l'integrazione di Gemini nelle chiamate per proteggere gli utenti dallo spam o la possibilità di fare domande in base al contesto, come pagine web o PDF aperti. Gemini, tra l'altro, è stato ulteriormente potenziato ed è stato annunciato che i prossimi smartphone Google potranno eseguire Gemini Nano offline. Infine, oltre a diverse altre novità sull'IA, sono degni di nota il modello Veo per generare video e Project Astra, un'app che sfrutta la fotocamera dello smartphone e Gemini per rispondere in tempo reale alle nostre domande riguardanti ciò che stiamo inquadrando. #### Suunto: l'evoluzione degli sport watch e degli strumenti per attività all'aperto > - Timestamp: 04:08 - Autori: Suunto, Laura Paolini, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Sport - Tipologia: Intervista **Davide**: Gli orologi sportivi, i computer per immersioni e gli strumenti per l'attività all'aperto non sono semplici oggetti tecnologici, ma hanno trasformato radicalmente il modo in cui le persone vivono le loro passioni all'aria aperta. Questi dispositivi si sono evoluti da semplici strumenti di misurazione del tempo a veri e propri compagni di avventura, rivoluzionando l'approccio alle attività fisiche e alle esperienze subacquee. E per approfondire questi temi e raccontarci il punto di vista di Suunto, è con noi Laura Paolini, country manager per l'Italia di Suunto. Benvenuta Laura. **Laura**: Buongiorno, grazie. Grazie mille. **Davide**: Innanzitutto partiamo ovviamente da chi siete, quindi chi è Suunto e quali sono i dispositivi che producete e a chi sono destinati. **Laura**: Si, allora Suunto è un'azienda diciamo abbastanza storica, nel senso che la sua fondazione ormai è datata più di tanti anni fa ad opera di un esploratore finlandese, infatti Suunto ancora oggi ha la sede principale, l'headquarter, a Vantaa che è un sobborgo di Helsinki e anche la fabbrica principale è ancora situata a Vantaa. È un'azienda che fin da subito si è caratterizzata per un forte spirito outdoor e avventuriero, tant'è che appunto il fondatore era un vero e proprio avventuriero che aveva inventato un nuovo modo di creare una bussola immersa in un liquido che fosse estremamente preciso, proprio perché lui era un esploratore, quindi aveva veramente necessità di avere uno strumento affidabile sempre. Ecco che il DNA del nostro fondatore si è poi trasmesso anche durante tutti questi anni. Oggi Suunto è un'azienda leader, si può dire, nella produzione sia di computer dive, quindi dedicate la subacqua, che è nella produzione di sportwatch, per tutti i gusti oserei dire, nel senso che è vero che noi ci rivolgiamo principalmente agli atleti, perché forniamo con questi strumenti di altissima precisione, con delle caratteristiche anche di robustezza e di durabilità eccezionali, ma è anche vero che non tutti sono atleti, per noi è veramente importante essere di ispirazione. Quindi che il nostro obiettivo sia i diecimila passi giornalieri o scalare e l'Everest, per noi è importante che ciascuno sia a proprio agio e si senta totalmente supportato dai nostri strumenti, che in effetti grazie proprio alla quantità di caratteristiche, di features che ogni volta noi riusciamo ad aggiungere, quindi ad ampliare veramente lo spettro di utilizzi e di approfondimenti anche che i nostri utenti possono fare grazie ai nostri orologi. Ancora oggi Suunto persegue un po lo spirito avventuriero, in quanto per noi è sempre molto importante fornire strumenti che siano estremamente affidabili, perché in più di un'occasione abbiamo ricevuto anche dei riscontri molto positivi proprio per questo tipo di discorso, perché quindi avventurarsi in una esperienza outdoor può essere anche rischioso, può mettere alla prova in maniera particolare le persone e avere uno strumento affidabile è ciò che ti consente molte volte anche di far ritorne a casa in condizioni di totale sicurezza. **Davide**: Ok, sì, questo aspetto lo approfondiremo nel corso dell'intervista, nel senso che mi pare di capire che sia un po il filo conduttore di tutti i vostri prodotti, quello della affidabilità, della precisione. Concentriamoci adesso sugli Sportwatch. Qual è stato il punto di partenza? Le features del primo Sportwatch che avete creato e dove siamo arrivati invece oggi? L'innovazione e cosa permette di fare con gli ultimi vostri modelli? **Laura**: Certo, ma allora noi siamo partiti banalmente l'orologio con il GPS, quindi pensare di avere un orologio al polso con il GPS integrato era una cosa diciamo così forse marziana credo, quindi estremamente impensata. In realtà l'integrazione è stata resa possibile, quindi sostanzialmente i primi orologi avevano la grande innovazione, la grande novità era appunto il GPS. La strada che abbiamo percorso da allora è stata tanta, oggi abbiamo degli orologi che veramente riescono a fornire una mappatura non soltanto delle prestazioni durante la gara o nel pre gara, ma anche post gara. Faccio l'esempio tutta la parte dedicata al sonno, la parte dedicata al recupero, la parte dedicata banalmente al consumo di energie. Attenzione, è una cosa molto importante, questo è possibile sicuramente grazie all'orologio che registra quindi tutti i nostri sbalzi corporei, quindi le nostre metriche corporee in relazione all'attività, alla tipologia di attività che facciamo. Un altro aspetto per noi è estremamente importante sul quale il nostro ufficio R and D non smette mai di lavorare è la nostra app, perché tutto ciò non è possibile senza l'abbinata di un'app completa, estremamente intuitiva nell'utilizzo, quindi molto facile anche per chi non è magari non ha dimestichezza nell'utilizzare questo tipo di strumenti, che veramente consente una lettura completa di tutti i dati. Banalmente oggi abbiamo nel nostro ultimo nato Suunto Race abbiamo inserito l'HRV, che è uno strumento che permette la rilevazione del battito cardiaco modulato a seconda appunto dello sforzo che viene impresso al cuore e che quindi grazie a questa rilevazione veramente possiamo avere non soltanto il comportamento del nostro battito cardiaco durante lo sforzo ma anche in fase di recupero, quindi per capire bene proprio come è tutto l'andamento di questa particolare metrica prima e dopo l'allenamento. Ma ad esempio abbiamo anche una bellissima estensione di queste features grazie alla Suunto app ad esempio nell'analisi del sonno per esempio, quindi come dormiamo, quanto dormiamo, le nostre fasi durante l'attività notturna. Altro aspetto importante per esempio tutta la fase di recupero, quindi noi facciamo un allenamento intenso, più o meno intenso, come ci comportiamo nella fase di recupero, come avviene la fase di recupero? Ad esempio altre features estremamente utilizzate dagli atleti, ma non solo, sono l'impostazione degli intervalli, quindi poter impostare un allenamento con intervalli, quindi l'orologio stesso ti indica laddove devi spingere, laddove devi rallentare, laddove devi fermarti, laddove devi ricominciare, quindi veramente uno strumento estremamente utile. Passando poi invece a quelle che sono le funzioni più relative al mondo outdoor, quindi meno legate alle prestazioni ma più legate all'outdoor, al di là di una batteria che per noi è sempre stato un po il fiorallocchiello perché ci consente una batteria duratura, chiaramente consente di ricaricare l'orologio pochissimo e quindi di essere sempre sotto copertura GPS. Ma ad esempio abbiamo queste funzionalità per noi molto importante, la cosiddetta "breadcrumb", cioè bricioline di pane, che ti consente attivandola di rientrare al punto di partenza semplicemente seguendo il GPS dell'orologio. Questo è stato molto utile e abbiamo delle testimonianze interessanti relativamente a queste features perché ad esempio un nostro atleta che aveva fatto un'escursione in montagna, repentinamente il tempo è cambiato, quindi c'è stata una nevicata molto forte, tale per cui lui aveva completamente perso l'orientamento nonostante fosse una zona che conosceva abbastanza e effettivamente attivando l'opzione breadcrumb è riuscita a rientrare al punto di partenza semplicemente seguito, come dire, guidato dal GPS dell'orologio. Ecco che pensiamo che questo fino a pochi anni fa era una soluzione impensabile. Quindi diciamo che le features dei nostri orologi, dei nostri device diciamo vanno in varie direzioni, non mi soffermo molto ma perché non voglio essere noiosa tutto sulla parte di durabilità, noi testiamo i nostri orologi per esempio con secondo standard militari, quindi cosa significa? Che tiriamo 100 mila volte il cinturino per vedere che quel silicone sia abbastanza flessibile, immergiamo per dieci giorni il nostro orologio in una soluzione simile al sudore umano, sappiamo che il sudorumano è uno dei fluidi più corrosivi che esistano, quindi se lo immergiamo dieci giorni capiamo come si comporta quel materiale, quell'acciaio, quel silicone a questo tipo di usura, piuttosto che immergiamo, mettiamo in un forno a 60 gradi l'orologio e lo togliamo e subito lo immergiamo a meno 60 e vediamo se appunto il funzionamento viene interrotto oppure no. Quindi ecco, diciamo abbiamo anche tutta la serie di test, proprio meccanici, sull'utilizzo intensivo dei nostri strumenti per vedere come si comportano, che quindi insomma siano effettivamente affidabili anche in condizioni cosiddette estreme. **Davide**: Ok, per quanto riguarda la prima parte di questa tua risposta mi pare di capire quindi che sicuramente è importante investire in sensori molto precisi, però è altrettanto importante l'aspetto software, cioè come quei dati raccolti dai sensori vengono poi elaborati e mi danno a me come utente, atleta, sportivo un risultato su poi un'interfaccia grafica dell'applicazione, giusto? **Laura**: Assolutamente sì, assolutamente sì e questo ti dico anche molto importante per noi perché chiaramente - ovviamente sempre seguendo le regolamentazioni sulla privacy - però da anche molto a noi il polso di com'è il nostro utente finale, che sport predilige fare, quante volte a settimana, quindi quello strumento vediamo che è usato due volte, quell'altro strumento che abbiamo usato cinque volte, uomini, donne, età, ma non solo, noi riceviamo tramite questa informazione anche tutta una serie di, come posso dirti, feedback sulla qualità dei nostri servizi che quindi ci aiutano sempre di più a migliorare, ad esempio abbiamo avuto in passato proprio feedback dalla nostra community su alcune cose che andavano meno bene del previsto, siamo intervenuti per migliorarli. Quindi effettivamente è un dialogo questo per noi super importante, senza il quale veramente non saremmo in grado anche proprio di costantemente migliorarci laddove la nostra community ce lo richiede. Quindi la Suunto app, io dico sempre, è un ecosistema, rappresenta un vero proprio ecosistema insieme all'orologio di dialogo intenso e soprattutto in tempo reale, perché laddove tu fai il tuo esercizio, la tua attività, la tua escursione sull'orologio viene registrato automaticamente passa sulla Suunto app, quindi veramente anche a livello di impegno dell'utente è zero, perché in automatico il dialogo avviene in tempo reale. Non solo la Suunto app è stata anche sviluppata per consentire a chi non è un Suunto user di fare un trasferimento agevole dei propri dati. Ovviamente ci sono persone che passano da marchi concorrenti a noi e chiaramente non vogliono e non devono perdere tutti i dati che hanno registrato nel corso magari di anni di allenamento. Ecco che noi abbiamo anche in questo senso migliorato moltissimo proprio il passaggio delle informazioni, proprio per consentire anche a utenti che arrivano da altri marchi di non perdere neanche un giorno di allenamento. Questa è una ricerca costante, devo dire la verità, tant'è che noi spesso durante l'anno lanciamo anche proprio degli aggiornamenti di software proprio per consentire miglioramenti continui. Non soltanto sui prodotti nuovi, questo è un altro aspetto per me molto importante, ma su tutta la gamma. Quindi se tu hai anche preso un orologio di 4-5 anni fa, aggiornando il software della Suunto app, il tuo orologio è automaticamente aggiornato con le nuove features che vengono lanciate. Quindi in realtà è quasi un boomerang, mi vien da dire, però effettivamente hai sempre un prodotto nuovo. Quindi diamo veramente all'utente un'esperienza… cerchiamo di dare all'utente un'esperienza più completa e anche mi viene a dire onesta possibile proprio perché cerchiamo di evitare un tasso di obsolescenza del software che effettivamente ad oggi è importante invece mantenere sempre molto aggiornato. **Davide**: Ok, sì, molto interessante tutti questi aspetti che hai citato e anche la questione appunto di poter capire quali sono le feature, le funzionalità che l'utente utilizza di più, è sicuramente interessante soprattutto quando poi quelli che è realizzato sono prodotti alla fine estremamente piccoli e compatti in cui c'è sempre un compromesso, quindi bisogna scegliere quelle che sono i sensori, le feature più utili che poi hanno anche un impatto sulla durata della batteria. E a proposito di questo, ci racconti un po come integrate questi sensori all'interno dei vostri dispositivi e quali sono le sfide anche da un punto di vista tecnologico che ciò implica? **Laura**: È una domanda molto complessa, però mi fa piacere toccare questo argomento. Indubbiamente laddove noi dobbiamo inserire un sensore ad alta prestazione in un ambiente piccolo dobbiamo andare e cercare la qualità top, non ci sono compromessi, non ci sono compromessi di nessun genere perché laddove abbiamo fatto, diciamo così, tentativi per, diciamo così, avere un compromesso il risultato non è stato all'altezza. Ecco che quindi il design che noi cerchiamo sempre di tenere comunque come fiore all'occhiello dei nostri prodotti, per cui sono prodotti comunque design nordico più compatti, più leggeri, più fruibili anche perché l'obiettivo per noi è anche che l'orologio sia uno strumento, non solo utilizzato in fase di gara o allenamento ma uno strumento che uno può usare H24. Quindi ecco che i nostri prodotti hanno comunque un design più sottile, più nordico, più pulito rispetto magari a altri prodotti della concorrenza. Questo chiaramente significa avere anche una tecnologia, una componentistica che rispetti e che viva bene in un ambiente di questo tipo. Ciò significa avere sempre un accesso a risorse premium e per questo anche noi cambiamo molto spesso i sensori per esempio della frequenza cardiaca o del GPS proprio perché effettivamente la nostra ricerca - che non è mai finita - ci consente di trovare sempre quello che è migliore per quella tipologia di dimensione. La grande sfida è proprio stata quella di ridurre le dimensioni. Noi abbiamo lanciato un paio d'anni fa la famiglia Peak che appunto è una famiglia dove la dimensione del quadrante è più piccola rispetto al solito 50 mm e all'inizio è stata presa con quasi stupore nel senso che tutti quanti dicevano: cavolo un orologio così piccolo non è delicato, non si romperà? In realtà la sfida nostra è stata proprio quella, cioè trasferire tutto il know-how di un orologio grande dentro un quadrante più piccolo e oggi come oggi i nostri atleti sono i primi a richiederci un prodotto di questo tipo. Perché? Perché è meno ingombrante, perché è più leggero, perché è veramente utilizzabile H24 e soprattutto strizza l'occhio anche a un pubblico femminile perché effettivamente un orologio più grosso attorno a un polso più minuto non è piacevole, non è anche comodo da utilizzare. Quindi insomma le sfide sono tante ma sicuramente il compromesso principale da evitare è proprio quello di cercare di andare tra virgoletta "al risparmio" quando invece proprio per dare un prodotto top di gamma bisogna comunque anche nella componentistica e anche nei materiali utilizzati andare sempre a ricercare una qualità senza compromessi. **Davide**: Sì perché questo spieghiamolo per chi ci ascolta, generalmente quando si pensa a uno sportwatch si pensa a dispositivi che sono anche più grandi rispetto a quelli che sono magari gli smartwatch e quindi di conseguenza questo può avere un impatto come dicevi soprattutto se sono indossati da persone che hanno un braccio più minuto. Mi concentrerei su due aspetti ora. Abbiamo parlato principalmente adesso di sportwatch e altri dispositivi che forse sono meno conosciuti dal pubblico sono i dispositivi per le immersioni. Ci racconti che cosa sono e come si sono evoluti anche questi nel corso degli anni e che ruolo può avere la tecnologia anche in questo settore. **Laura**: Allora noi siamo da sempre considerati come un po leader appunto nella produzione di dive computer quindi computer da polso per immersioni. La tecnologia anche in questo senso ha fatto passi da gigante perché anche in questo senso è stato abbinato ad un app di riferimento che quindi anche in questo caso consente non soltanto la misurazione sempre più precisa delle metriche relative al diving ma anche proprio di tutta una fase post escursione allenamento chiamiamola come vogliamo. Onestamente negli ultimi anni Suunto ha un po rallentato la sua ricerca in questo settore prediligendo più la parte sportwatch ma sicuramente negli ultimi dodici mesi, anno e mezzo siamo ritornati anche ad occuparci in maniera più estesa anche del settore dive perché abbiamo visto che comunque la domanda è sempre più come dire solida e quindi effettivamente ha senso anche occuparci e tornare in questo ambito. La tecnologia va di pari passo con quella degli sportwatch. Dove noi come dire possiamo sfruttare anche delle economie di scala, quindi dove la ricerca degli sportwatch ci porta ad avere una miglioria nel comparto, nella categoria merciologica chiaramente viene applicata anche al mondo dive. Sicuramente mi viene da dire che è un mondo più di nicchia quindi sicuramente ci rivolgiamo ad un pubblico di riferimento molto più di nicchia, molto più preparato, molto più esigente, quindi a maggior ragione veramente la qualità deve essere ai massimi livelli anche perché c'è un livello competitivo estremamente serrato e quindi davvero è necessario essere presenti con prodotti molto molto alti nel contenuto qualitativo. **Davide**: E questi professionisti che cosa… o coloro che utilizzano questi dispositivi che cosa chiedono cioè quali sono le funzionalità che hanno questi dispositivi? **Laura**: Beh sicuramente torniamo alla capacità di resistere sott'acqua con una pressione alta quindi comunque essere waterproof fino a un tot. di metri sott'acqua sicuramente, una buona legibilità e poi torniamo al valore principale forse la questione della batteria. Perché ricordiamoci che delle escursioni subacqueo spesso durano parecchie ore, è necessario avere un GPS molto preciso che quindi sia in grado di localizzarti anche magari all'interno di insenature, all'interno di ansi quindi insomma ambienti meno agevoli, diciamo così no, di quelli terrestri quindi questo sicuramente è un dato importantissimo sempre da mantenere ai massimi livelli. Aggiungo una piccola argomento a quello che mi hai appena chiesto perché è vero che il dive è un mondo importante e come ti dicevo stiamo rientrando anche in questo settore con delle innovazioni infatti anche quest'anno lanceremo un prodotto secondo me pazzesco che insomma farà felici molti appassionati ecco non posso dire di più. Però noi dall'anno scorso ci siamo anche lanciati in una nuova categoria mercelogica che sono le cuffie a conduzione ossea, perché e mi riferisco in questo senso al discorso precedente dei feedback che noi riceviamo da nostra community, sempre più runner corrono con le cuffie specialmente durante magari allenamenti eccetera. Chiaramente cuffie a conduzione ossea quindi quelle che si appoggiano esterno al padiglione auricolare, che quindi non quindi permettono di avere comunque contezza dell'ambiente circostante. Quindi anche a livello di sicurezza non sei isolato dall'ambiente circostante quindi sei totalmente inserito capisci cosa ti sta succedendo senti l'avvicinarsi di un'altra di una persona, di una macchina, eccetera, ma sono comunque, da un punto di vista di qualità del suono, estremamente curate, molto leggere, waterproof, quindi un oggetto che viene utilizzato non soltanto per correre, ma proprio nell'utilizzo quotidiano. Ecco che quindi Suunto cerca anche di, come dire, riferendo un po al discorso precedente, di venire incontro a quelle che sono le esigenze che nel corso del tempo cambiano dei nostri utenti, sviluppando anche prodotti che non sono soltanto sportwatch o dive, ma che sono, diciamo così, più accessori da poter essere utilizzati, in questo caso anche nel tempo libero, perché poi un auricolare che può essere utilizzato per far chiamate al telefono, come un qualsiasi tipo di cuffia. **Davide**: Ok, un aspetto che accomuna tutti questi dispositivi di cui hai parlato finora è la batteria ovviamente. La batteria e la durata della batteria rappresenta di per sé una sfida per i prodotti che realizzate, cioè è un limite la batteria, può essere un limite dei dispositivi? **Laura**: Beh, allora se tu pensi a un dispositivo con lo schermo AMOLED, che quindi è per intenderci lo schermo dello smartphone, che quindi è brillante, colori vividi, brillanti, eccetera, è un limite perché necessariamente lo schermo AMOLED consuma un quantitativo di energia, di batteria mostruoso. Quindi sicuramente in questo senso c'è una ricerca a riuscire a garantire una batteria sufficiente per una escursione di 30-40 ore con chiaramente sempre il GPS attivo, perché poi ovviamente la batteria si riduce sia per la questione AMOLED del display, ma anche per l'utilizzo del GPS, che chiaramente va ad impattare tantissimo, perché se tu il GPS lo vuoi aggiornato ogni 30 secondi, chiaramente ha un impatto sulla batteria diverso rispetto a un GPS che si aggiornò ogni mezz'ora, ogni 40 minuti, ogni ora. Quindi sicuramente la sfida è quella di riuscire ad avere anche per dispositivi con lo schermo AMOLED una durata degna, insomma, degna di un'escursione seria, quindi non soltanto per neofiti, ma anche per professionisti che necessitano di avere un GPS sempre attivo e una durata abbastanza lunga. Quindi insomma la sfida è anche questo, il tutto pensato per un orologio dalle dimensioni ridotte, quindi capisci bene che le variabili sono in gioco, sono veramente tante, quindi insomma è anche insomma una sfida bella proprio perché ci si migliora insomma. **Davide**: In alcuni vostri dispositivi avete anche integrato un pannello solare, giusto? **Laura**: Assolutamente sì, nell'ultimo, nel Vertical Solar che è questo orologio che abbiamo lanciato a maggio dell'anno scorso, c'è anche la possibilità nella versione titanio di un 30% in più di ricarica della batteria tramite appunto il pannello solare, quindi sostanzialmente funge proprio da trasformatore dell'energia solare in energia per la batteria. **Davide**: Ok, in chiusura parliamo un attimo di futuro e di trend prossimi che vedremo e quindi finora abbiamo parlato di quello che è lo stato attuale della vostra tecnologia, da un punto di vista generale cosa pensi che cambierà nei prossimi anni in questo settore? **Laura**: Bella domanda, da quello che vedo, da quello che vediamo sicuramente la tendenza è quella di avere uno strumento ibrido e multi-purpose, diciamo così, ovvero uno strumento che chiaramente continua a fare il suo lavoro di sportwatch, ma che aggiunge features sempre più importanti. Mi riferisco soprattutto quelle più legate alla sicurezza, piuttosto che alla capacità di rilevare delle features importanti come la frequenza cardiaca, quasi ad un livello medicale. Quindi sicuramente, secondo me, la sicurezza, quindi a livello di GPS, a livello di caratteristiche che ti possono aiutare in caso di maltempo, di mancanza di segnali di riferimento, eccetera, abbinato ad una precisione sempre più elevata, sempre più alta di alcuni sensori come appunto la rilevazione cardiaca, che quasi vanno a sostituire, non dico sostituire, ma che vengono assimilati a quello che può essere un dispositivo medicale. In più, aggiungo una piccola nota relativa a noi come Suunto, sicuramente per noi è anche molto importante tutto l'aspetto della sostenibilità, perché diciamo che è vero che il futuro corre, ma noi dobbiamo anche essere responsabili verso qual è la nostra impronta relativamente ai nostri prodotti. Su questo Suunto devo dire, anche in passato, ha sempre giocato un ruolo di primo piano anche per la derivazione finlandese dell'azienda che ha sempre avuto un rapporto con la natura comunque estremamente equilibrato. Quindi sicuramente anche la sfida è sia in senso tecnologico, ma anche in senso di sostenibilità, quindi essere sempre più un'azienda già oggi come oggi, ti do un piccolo dato, Suunto sia la fabbrica che gli uffici sono al 100% alimentati da energia eolica per esempio, e l'impronta di carbonio dei nostri ultimi orologi è veramente ridotta ai minimi termini, come guidare una macchina per 39 km e viene totalmente compensata tramite progetti vari di riforestazione, ad esempio l'ultimo in Sudafrica, ma ce ne sono altri aperti chiaramente con organizzazioni certificate. Quindi per noi è importante che questi due mondi vada avanti in parallelo, nel senso che l'uno è sicuramente stimolante, avere prodotti sempre più performanti, capace di gestire dati sempre più grandi e analizzarli in maniera sempre più approfondita, ma anche la parte di sostenibilità, perché comunque abbiamo una responsabilità anche verso questo pianeta che ci ospita, in un certo senso. Quindi questo è un po diciamo secondo me quello che vi posso dire su come vedo il futuro di questo settore. **Davide**: Va bene, allora grazie Laura per averci parlato di questo mondo, di dispositivi indossabili, in particolar modo Sportwatch e dispositivi per l'immersione e alla prossima. **Laura**: Grazie a voi, è stato un piacere, buon lavoro. #### Conclusione - Timestamp: 31:07 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e21 ## Le strategie per la colonizzazione della Luna > Benché la Luna sia un corpo celeste arido e proibitivo, è naturalmente il più accessibile dal nostro pianeta, il che lo rende il candidato ideale per iniziare a sperimentare la colonizzazione spaziale in vista dei [programmi futuri](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e20?t=250) che dovrebbero portare l’uomo sulla superficie di Marte. Grazie ad una distanza di soli 384.000 km, il nostro satellite offre una serie di vantaggi a partire, appunto, dai brevi tempi di percorrenza. Affrontare la sfida della colonizzazione lunare, però, non è certo un'impresa da sottovalutare. Ci sono numerosi ostacoli da superare, alcuni dei quali sono profondamente radicati nella natura stessa della Luna e sui quali ci concentriamo in questa puntata. Nella sezione delle notizie parliamo di [Scarlett Johansson](https://it.wikipedia.org/wiki/Scarlett_Johansson), attrice statunitense che ha accusato [OpenAI](https://openai.com) di averle “rubato” la voce, di [Ai Pin](https://humane.com/aipin) di Humane, un dispositivo dalle grandi aspettative ma che sembrano essere state deluse e infine di un altro rinvio per il lancio di [Starliner](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e18?t=89) di Boeing. - Stagione: 6 - Episodio: 21 - Data di pubblicazione: 2024-05-25 06:45:00 - Durata: 14:51 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e21](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e21) - Episodi correlati: s4e20, s5e23, s5e28 - Tag: luna,spazio,colonizzazione,insediamenti,nasa,artemis,energia,mobilità,diritto,marte,starliner,boeing,crewdragon,iss,nasa,chatgpt,openai,scarlett johansson,sky,her,humane, aipin, smartphone,proiettore,palmo della mano ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di tutte le sfide che le agenzie spaziali dovranno affrontare per portare l'Uomo in modo permanente sulla Luna, e del perché, oltre alla tecnologia, anche il diritto giocherà un ruolo fondamentale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Il caso dietro la voce di ChatGPT > Fonte: Open.online - Timestamp: 00:59 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Con il rilascio della nuova IA di OpenAI, GPT-4o, sono state rese disponibili delle nuove voci per conversare in maniera più naturale con l'assistente. Negli ultimi giorni, tuttavia, si è creato un caso dietro la voce chiamata Sky. L'attrice Scarlett Johansson, infatti, afferma che il modello Sky sia stato addestrato proprio sulla sua voce, senza ovviamente la sua autorizzazione, considerando poi che Sam Altman, l'AD di OpenAI, ha più volte chiesto all'attrice di prestare la sua voce per l'azienda, le ipotesi sembrano ancora più fondate. A fare chiarezza sulla questione, però, è stato il Washington Post, che conferma il comunicato di OpenAI in cui viene spiegato che in realtà dietro Sky c'è la voce di un'altra attrice, assunta ancora prima di contattare la Johansson. Al di là delle battaglie legali, però, è bene ragionare sulle numerose complicazioni che stanno emergendo con le grandi intelligenze artificiali, dovute spesso ad una raccolta dei dati irresponsabile, legata soprattutto al diritto d'autore e alla privacy di tutti gli utenti del web. #### Ai Pin di Humane delude le aspettative > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:01 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Humane, la startup che ha creato il dispositivo "Ai Pin", sta cercando un acquirente dopo che il suo lancio è stato deludente, secondo Bloomberg. Valutata tra i 750 milioni e un miliardo di dollari, l'azienda sperava che Ai Pin, un dispositivo indossabile da 700 dollari, potesse sostituire gli smartphone. AI-Pin, infatti, presentato lo scorso novembre, può essere attaccato ai vestiti e permette di eseguire operazioni comuni degli smartphone tramite comandi vocali. Non avendo uno schermo, le informazioni vengono poi proiettate sul palmo della mano, come i comandi per le app musicali. Nonostante le alte aspettative, le recensioni hanno evidenziato problemi significativi, software di bassa qualità, surriscaldamento e scarsa autonomia della batteria. Questi difetti hanno reso Ai Pin meno interessante di quanto promesso. Recentemente, Humane ha aggiornato il dispositivo per includere le funzionalità del modello GPT-4 di OpenAI, nel tentativo di migliorare il dispositivo e di attirare potenziali acquirenti. Tuttavia, il futuro della startup rimane incerto. #### Un altro rinvio per il lancio di Starliner > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 03:08 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo il primo rinvio causato da una valvola dell'ossigeno difettosa, la missione Starliner, che porterà per la prima volta un equipaggio sulla stazione spaziale internazionale, ha dovuto rinviare nuovamente il lancio per colpa di una piccola perdita di elio nel modulo di servizio della navicella. La NASA ha da qualche giorno comunicato che la nuova data è prevista per il 1 giugno, con l'eventuale possibilità di lanciare il 2, il 5 o il 6 giugno. Il prossimo lancio sarà il terzo per la missione Starliner, dopo le due missioni di prova senza equipaggio nel 2019 e nel 2022. Il programma di Boeing rappresenta inoltre la risposta alla Crew Dragon di SpaceX, che è attualmente l'unico sistema per gli astronauti in grado di raggiungere la stazione spaziale internazionale senza più l'aiuto dell'Agenzia Spaziale Russa. Avere perciò una seconda alternativa, completamente diversa dalla Crew Dragon, permetterebbe di avere una maggiore sicurezza in caso di problematiche. #### Le strategie per la colonizzazione della Luna > - Timestamp: 04:26 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Diritto, Spazio - Tipologia: Topic **Davide**: Gli insediamenti umani permanenti su corpi celesti diversi dal pianeta Terra rappresentano un tema ricorrente nell'ambito della letteratura e del cinema fantascientifico. Man mano che la tecnologia progredisce e crescono i dubbi sulla sostenibilità a lungo termine della crescita demografica umana, l'idea di colonizzare la Luna e altri pianeti del sistema solare, come Marte, appare un obiettivo fattibile ed estremamente necessario. Grazie infatti alla sua vicinanza alla Terra e alla sua geografia ampiamente studiata, la Luna sembra essere il candidato ideale per ospitare le prime colonie umane nello spazio. Tuttavia, nel corso del secolo scorso, il programma Apollo, pur avendo dimostrato la fattibilità del viaggio, ha raffreddato l'entusiasmo per la realizzazione di una colonia lunare, per una serie di ragioni, come ad esempio i campioni di roccia e di sabbia riportati sulla Terra, che hanno evidenziato la quasi totale essenza sulla superficie lunare di quegli elementi chimici leggeri essenziali per sostenere la vita. Oggi però, con il progresso tecnologico, le principali agenzie spaziali di tutto il mondo prevedono un ritorno sulla Luna con missioni umane previste attorno al 2030, tra cui la NASA nel 2026 con il programma Artemis, di cui abbiamo già parlato più volte in questo podcast, l'agenzia spaziale cinese, Europea, e quella russa Roscosmos. Benché la Luna sia un corpo celeste arido e proibitivo, è anche naturalmente il più accessibile dal nostro pianeta. Il che lo rende il candidato ideale per iniziare a sperimentare la colonizzazione spaziale in vista dei programmi futuri che dovrebbero portare l'uomo sulla superficie di Marte. Perciò, grazie ad una vicinanza di soli per modo di dire 384.000 km, il nostro satellite offre una serie di vantaggi, a partire appunto dai brevi tempi di percorrenza. Per fare un esempio, gli astronauti della missione Apollo coprirono la distanza Terra-Luna in circa tre giorni. Un tempo così ridotto consentirebbe dunque sia di inviare rapidamente missioni di emergenza dalla Terra, ma anche di evacuare rapidamente l'equipaggio dalla base lunare. Uno scenario ad oggi è ancora più improbabile se le stesse operazioni le si dovessero fare su Marte. Tale vicinanza garantisce poi un ritardo delle telecomunicazioni di solo 1,2 secondi, consentendo le normali conversazioni tramite audio e video. A confronto, il ritardo con Marte varia da 8 a 40 minuti circa, e questo potrebbe essere cruciale nelle prime fasi di fondazione della colonia, dove emergenze e situazioni critiche potrebbero beneficiare dell'assistenza dalla Terra in tempo presso che reale, come quanto accadde durante l'incidente della missione Apollo 13. Una base lunare sarebbe poi un eccellente sito per un osservatorio astronomico. Infatti, data alla lenta rotazione della Luna, le osservazioni in luce visibile potrebbero durare interi giorni, per non parlare poi delle nuvole o dell'inquinamento luminoso, tipiche esclusivamente del nostro pianeta. Infine, va tenuto conto che sulla Luna potrebbero essere scoperti ricchi giacimenti di minerali rari sulla Terra, come il titanio, l'oro, il palladio, l'iridio e l'uranio, ma anche minerali comuni come il ferro, il nichiel e l'alluminio, dato che sulla sua superficie molti meteoriti, notoriamente abbondanti di questi materiali, arrivano pressoché intatti a causa dell'assenza di atmosfera. Per quanto riguarda le aree più papabili per un futuro insediamento, ad oggi spiccano le Regioni Polari, interessanti soprattutto per la possibile presenza di ghiaccio in alcune zone perennemente in ombra e per l'asse di rotazione lunare quasi perfettamente perpendicolare al piano dell'eclittica, che consentirebbe di sfruttare l'energia solare per alimentare la colonia, disponendo una serie di centrali perennemente esposte alla luce e a distanze tali da promettere la creazione di una rete elettrica. Per quanto riguarda le Regioni equatoriali, invece, è più probabile che in queste zone siano presenti concentrazioni più elevate di Elio-3, ovvero isotopo dell'elio, il cui costo è il grammo di oltre 17.000 dollari e che potrebbe essere usato in futuro per le centrali a fusione nucleare. Dopo aver trovato la stazione ideale per l'insediamento, la prima sfida per l'uomo sarà proprio quella di realizzare uno o più impianti per la produzione di energia. Ad oggi sono diversi progetti che mirano a rendere autosufficienti le colonie sulla luna, e ognuno di questi si baserà sull'impiego di centrali nucleari e solari. Nonostante esistano aree sulla luna che garantirebbero una continua irradiazione luminosa, la produzione solare presenta sul nostro satellite gli stessi problemi che ha anche qui sulla Terra, ovvero l'intermittenza. Per queste ragioni, la NASA nel 2022 ha assegnato tre contratti da 5 milioni di dollari a partner commerciali per ricerche finalizzate a produrre progetti in grado di garantire 40 kW di energia per 10 anni senza manutenzione umana sulla luna. Nel 2025 è previsto infine l'appalto per la costruzione del reattore migliore e più sicuro, il quale dovrà essere pronto nei primi anni del prossimo decennio per essere posizionato sulla luna e testato per 12 mesi, con l'obiettivo di farlo funzionare per altri nove anni. Alla fine del ciclo, il progetto sarà modificato sulla base dei dati raccolti, con l'idea di portare entro il 2040 la tecnologia su Marte dopo aver acquisito esperienza sulla Luna. Una necessità fondamentale tanto quanto la disponibilità di energia sarà quella di potersi spostare agevolmente per trasferire merci verso moduli e navi a terra o nello spazio. Per far fronte a questo aspetto si stanno studiando diverse soluzioni che prevedono l'utilizzo di rover che risultano già oggi fondamentali per spostamenti di breve durata e su terreni particolarmente inclinati, mentre qualora venissero insediate più basi sulla Luna, questi ultimi potrebbero essere particolarmente efficienti ancora più che sulla terra, per via della mancanza di atmosfera e della pressoché assenza di attrito. A tal proposito, la NASA ha da poco dato il via libera alla fase 2 del progetto FLOAT, acronimo di Flexible Levitation on a Track, che prevede la costruzione di una ferrovia lunare, con binari srotolabili e flessibili, a levitazione magnetica per trasportare rifornimenti tra i siti di atterraggio e le future basi lunari. Questo progetto mira a creare entro la fine del prossimo decennio un sistema di trasporto robotico costituito da capsule e binari flessibili, in grado di sfruttare la levitazione magnetica per trasportare fino a 100 tonnellate di merce al giorno, viaggiando a circa 2 km all'ora. La fase 2, appena provata, consiste nella progettazione e nella realizzazione di una versione ridotta di questo sistema ferroviario, da testare in un ambiente analogo a quello lunare, in modo da comprendere meglio in che modo elementi ambientali come la regolite lunare impatterebbero sul funzionamento e sull'usura dei binari e dei robot trasportatori. Per la realizzazione dell'infrastruttura, infine, anche qui, si stanno vagliando numerose ipotesi che puntano essenzialmente allo sfruttamento delle risorse preesistenti in loco, così da ridurre gli elevati costi per il trasporto dei materiali dalla Terra. Anche su questo fronte, la NASA mira a ricoprire un ruolo centrale nella realizzazione di edifici sulla Luna entro il 2040. Infatti, una delle strade che gli scienziati della NASA stanno esplorando prevede una collaborazione con i tecnici di ICON, una società di costruzioni texana, che utilizza una stampante 3D con l'obiettivo di creare abitazioni, laboratori e infrastrutture varie, utilizzando il calcestruzzo lunare ricavato da rocce, frammenti minerali e polveri presenti sulla superficie lunare. Attualmente ICON è particolarmente famosa per la sua tecnologia di stampa 3D, che le consente di costruire abitazioni resistenti e durature in appena 48 ore. Naturalmente, considerando lo scenario lunare, l'agenzia spaziale statunitense e ICON stanno lavorando per perfezionare un calcestruzzo lunare in grado di resistere a temperature particolarmente elevate e a piogge di micrometeoriti. Come introdotto inizialmente, ad oggi non sono solamente gli Stati Uniti a voler porre delle basi permanenti sulla Luna, ma vi un interesse generale anche da parte delle altre superpotenze mondiali come Europa, Cina e Russia. Con la volontà di acquisire la propria parte di territorio lunare diventa sempre più cruciale affrontare la questione sulla gestione legislativa della Luna, che fino ad oggi ha avuto scarsi risultati. L'attuale quadro giuridico è basato sul "Moon Treaty" del 1984, il quale nonostante i nobili intenti ha avuto scarsa adesione da parte delle principali potenze spaziali. Tuttavia, con la prospettiva di insediamenti umani permanenti sulla Luna, sarà necessario un nuovo accordo internazionale vincolante che regoli in modo chiaro e condiviso lo status legale del territorio lunare e delle sue risorse. Gli obiettivi, che dovranno essere definiti nei prossimi anni, si dovranno focalizzare sulla gestione degli equilibri tra i vari interessi nazionali, attraverso un'apertura alla collaborazione per impedire eventuali conflitti e favorire lo sfruttamento ottimale delle risorse. Dopodiché, un regime giuridico per la Luna dovrà disciplinare anche gli aspetti legati alla presenza umana permanente, come ad esempio i diritti, la sicurezza degli astronauti e dei coloni, la responsabilità in caso di incidenti o conflitti e le norme per la convivenza tra insediamenti di diverse nazionalità. In conclusione, la colonizzazione della Luna rappresenta una sfida senza precedenti sia dal punto di vista tecnologico che legislativo. Per queste ragioni servirà un approccio collaborativo e flessibile per conciliare gli interessi nazionali con la necessità di una governance condivisa del territorio lunare, garantendo al contempo la sostenibilità ambientale e la sicurezza degli insediamenti umani. #### Conclusione - Timestamp: 13:59 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e22 ## BKN301: soluzioni fintech per promuovere lo sviluppo economico globale > Negli ultimi anni, la tecnologia bancaria ha rivoluzionato il modo in cui gestiamo le nostre finanze, offrendo [soluzioni innovative](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e2?t=247) e accessibili che stanno democratizzando l'accesso ai servizi finanziari in tutto il mondo. Non per ultimi i [paesi in via di sviluppo](https://it.wikipedia.org/wiki/Paese_in_via_di_sviluppo), dove l’adozione di strumenti digitali sta trasformando radicalmente l'accesso al credito, i [pagamenti digitali](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e41?t=295) e molto altro, contribuendo a combattere l'esclusione finanziaria e a promuovere lo sviluppo economico in regioni dove l'accesso tradizionale ai servizi bancari è limitato. Per parlare di tutto ciò abbiamo invitato [Stiven Muccioli](https://www.dentrolatecnologia.it/stiven.muccioli.html), fondatore e CEO di [BKN301](https://www.dentrolatecnologia.it/bkn301.html). Nella sezione delle notizie parliamo del crollo dei prezzi dell’[energia solare](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e14?t=230) in Germania e di un tessuto che abbatte il rumore sviluppato dal [Massachusetts Institute of Technology](https://dmse.mit.edu/news/this-sound-suppressing-silk-can-create-quiet-spaces/). - Stagione: 6 - Episodio: 22 - Data di pubblicazione: 2024-06-01 06:45:00 - Durata: 26:20 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e22](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e22) - Episodi correlati: s5e41, s5e42, s6e2 - Tag: fintech,bkn301,pagamenti digitali,banking-as-a-service,inclusione finanziaria,blockchain,criptovalute,mercati emergenti,democratizzazione servizi finanziari,stiven muccioli,sviluppo economico,finanza,mit,rumore,tessuto,fibra piezoelettrica,cancellazione del rumore attiva,anc,rinnovabile,fotovoltaico,germania,prezzi,saturazione ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Stiven**: Abbiamo sviluppato una piattaforma che di base è lo stato dell'arte della tecnologia finanziaria europea e semplicemente la portiamo in quei Paesi con un modello che lo rende accessibile anche operatori che non hanno grossi budget per investire. E questo ovviamente è molto interessante perché ci permette di entrare in contatto con realtà che fanno davvero tanti tipi di attività diverse, ma soprattutto diventiamo quell'humus - se vogliamo fare un parallelo - che poi fa crescere l'ambiente, la foresta intorno del fintech e dei servizi finanziari. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di come la tecnologia bancaria sta rivoluzionando i servizi finanziari, favorendo in particolare i Paesi emergenti grazie al modello del "banking as a Service" e alla blockchain. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Crollano i prezzi dell’energia solare in Germania > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:33 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Nell'ultima settimana si è iniziato a parlare sempre più frequentemente delle problematiche legate alla produzione di energia in Germania, che ha determinato un crollo del costo della corrente elettrica, portando i prezzi in negativo. Il motivo di questa crisi è dovuto all'enorme capacità di fotovoltaico installata negli ultimi anni, che ha portato ad avere un'offerta molto più elevata rispetto alla domanda. In termini economici, infatti, quando si verifica una situazione analoga, il prezzo del bene scende di conseguenza. Per di più, se aggiungiamo il fatto che in estate la domanda di energia elettrica è minore rispetto ai mesi invernali e che la massima produzione di fotovoltaico viene raggiunta in questo periodo, la situazione si fa ancora più grave. Per far fronte a questa situazione, il Governo starebbe pensando di reindirizzare tutti gli incentivi stanziati per l'installazione del fotovoltaico verso gli accumuli, in modo tale da poter utilizzare l'energia prodotta di giorno anche di notte. #### Dal MIT un tessuto che abbatte il rumore > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:28 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Materiali - Tipologia: Notizia **Davide**: L'inquinamento acustico è un problema ormai sempre più frequente, soprattutto perché chi abita nelle grandi città o in palazzi molto affollati. Per questo sono in corso diverse ricerche per trovare nuovi materiali fonoassorbenti o sistemi per cancellare il rumore. Una di queste è stata recentemente pubblicata da un gruppo formato da ricercatori dell'MIT e di altri paesi, in cui viene presentato un tessuto che, nonostante sia spesso solo 0,13 mm, riesce ad abbattere fino al 75% del rumore che gli passa attraverso. Il tessuto in questione in realtà è un classico tessuto di cotone o seta, a cui però è stata cucita della fibra realizzata con del materiale piezoelettrico. A questo punto i ricercatori hanno messo a punto due metodi. Il primo funziona come la cancellazione del rumore, dove un microfono capta le onde sonore indesiderate, le quali vengono riprodotte e tra virgolette al contrario dalla fibra piezoelettrica. In questo modo le onde sonore si annullano e il rumore viene ridotto drasticamente. Il secondo metodo invece misura le vibrazioni del tessuto, che anche in questo caso vengono elaborate per emettere una vibrazione della fibra in grado di annullare quelle presenti, rendendo il materiale, per così dire, impermeabile al suono. #### BKN301: soluzioni fintech per promuovere lo sviluppo economico globale > - Timestamp: 03:55 - Autori: BKN301, Stiven Muccioli, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Blockchain, Finanza - Tipologia: Intervista **Davide**: Negli ultimi anni la tecnologia bancaria ha rivoluzionato il modo in cui gestiamo le nostre finanze, offrendo soluzioni innovative e accessibili che stanno democratizzando l'accesso ai servizi finanziari in tutto il mondo. Non per ultimi i Paesi in via di sviluppo, dove l'adozione di strumenti digitali sta trasformando radicalmente l'accesso al credito, ai pagamenti digitali e molto altro, contribuendo a combattere l'esclusione finanziaria e a promuovere lo sviluppo economico in regioni dove l'accesso tradizionale ai servizi bancari è limitato. Per parlare di tutto ciò è con noi Stiven Muccioli, fondatore e CEO di BKN301. Benvenuto Stiven. **Stiven**: Grazie, buongiorno. **Davide**: Partiamo quindi da che cos'è BKN301, raccontaci anche l'origine di questo nome e da dove è nata l'esigenza di creare una fintech di questo tipo. **Stiven**: Allora, BKN301, parto dal nome, nasce dalla crasi tra "blockchain" e "bank", quindi BKN, e 301 è l'anno di fondazione della Repubblica di San Marino, dove la società è stata fondata, dove ha iniziato il suo percorso prima di spostarsi a Londra a giugno dell'anno scorso. E quindi questo è il significato del nome. L'idea nasce, diciamo, dalla volontà dopo un paio di startup di successo che ho avuto la fortuna di fondare e vendere... nel marzo 2021, decido di iniziare questa avventura e coinvolgo Federico Zambelli Hosmer e Luca Bertozzi, che sono i miei due co-founder, nel fondare BKN301 appunto con l'idea, con la visione, se vogliamo, di creare il più importante operatore di banking as a service che unisca Europa, Medio Oriente e Nord Africa, quindi paesi emergenti ad alta crescita e l'Europa. Questo con la volontà di seguire un percorso demografico ben preciso, un'idea demografica ben precisa, quindi seguire i flussi umani, tecnicamente, di innovazione e di forza lavoro e quindi poi creare l'inclusività finanziaria e sviluppare quello che è poi il fintech in queste aree emergenti per metterle in comunicazione con l'Europa e con i paesi occidentali. **Davide**: Ok, e a proposito di questo aspetto, ci racconti un po... ci dai un po il quadro generale di quella che è la situazione globale, ma soprattutto in questi paesi emergenti, come dicevo nell'introduzione, perché c'è questa necessità di creare una realtà come la vostra e per rispondere a quale domanda? **Stiven**: Allora, la necessità è veramente alta. Il punto è questo: i Paesi, diciamo, ad alta crescita del Nord Africa, del Medio Oriente e anche dell'Europa orientale stanno vivendo un momento storico molto particolare nel quale hanno uno sviluppo molto alto in termini di PIL pro capita e anche in termini di popolazione. Quindi, se pensiamo ad esempio a l'Egitto, dove è un paese che cresce a ritmi molto importanti, ad oggi ha più di 110 milioni di abitanti, con una popolazione con un'età media intorno ai 24 anni. Sono caratteristiche che in un paese del Nord Africa, come leader come l'Egitto, per noi europei sono difficili da intuire, da capire, perché, diciamo, visivamente l'impatto e culturalmente l'impatto è molto forte, passare dall'Europa a un paese del Nord Africa. Proprio perché c'è una popolazione giovane e quando dico una popolazione giovane non intendo semplicemente perché ci sono dei ragazzi, ma perché proprio sono tutti i ragazzi. Cioè non trovi tecnicamente per strada o banalmente anche nei ruoli amministrativi o nelle aziende, non trovi persone oltre i 50 anni, molto raro, molto raro. Mentre in Italia e in Europa è esattamente l'opposto, non trovi giovani, visivamente non ci sono in giro e non ci sono nelle aziende. Quindi questo crea una prima differenza enorme demografica fra questi paesi e l'Europa. Vale la stessa cosa per l'Europa orientale, vale la stessa cosa anche per i paesi del Medio Oriente, in particolare i paesi del Golfo, dove c'è un'immigrazione molto forte, quindi anche un'età media molto molto bassa e anche un multiculturalismo molto diffuso, quindi una miscellanea di diverse culture, diversi stili di vita. Questo crea ovviamente una serie di esigenze, tecnicamente esigenze che partono dal mondo finanziario, che di base è il motore dell'economia, che poi hanno bisogno di avere delle risposte, cioè hanno bisogno di avere qualcuno che risponde alla domanda di servizi che questi paesi hanno. Facciamo un esempio: l'Egitto è un paese in cui noi operiamo, la terza industria dell'Egitto è l'industria degli esseri umani, di capitale umano, nel senso che sono gli emigrati egiziani che come expat vengono in Europa o vanno nel Golfo e lavorano all'estero e poi mandano i soldi a casa, quindi c'è un volume di rimesse di pagamento - in termine tecnico di "cross border" - dai paesi stranieri fino all'Egitto e questa è un'industria, è una vera e propria industria, cioè cuba più di 30 miliardi di dollari all'anno in Egitto, quindi è una vera e propria industria. Però ad esempio è un'industria che è servita ad oggi soltanto da operatori tradizionali, le fintech che si stanno approcciando solo adesso a questo tipo di servizi e ancora i margini per migliorare l'efficienza, i tempi e i costi è molto alta. Quindi questo è solo un esempio per farti capire come in questi paesi ci sono nuove esigenze sempre più forti e poi servono fintech che sviluppano appunto prodotti per rispondere a queste esigenze. Quindi BKN301 nasce non con la volontà di diventare l'operatore che va in questi paesi e esporta direttamente un brand e si sviluppa su questi mercati, ma noi vogliamo semplicemente diventare l'infrastruttura che si sviluppa in questi mercati. Cioè sopra la nostra tecnologia vogliamo che le fintech locali fatte da giovani locali e da imprenditori locali si sviluppano sulle nostre infrastrutture. Quindi noi non facciamo altro che prendere tecnologia che viene utilizzata e abbiamo sviluppato una piattaforma che di base è lo stato dell'arte della tecnologia finanziaria europea e semplicemente la portiamo in quei paesi con un modello che lo rende accessibile anche operatori che non hanno grossi budget per investire, quindi con una forte accessibilità. E questo ovviamente è molto interessante perché ci permette di entrare in contatto con realtà che fanno davvero tanti tipi di attività diversi, ma soprattutto diventiamo quell'humus - se vogliamo fare un parallelo - che poi fa crescere l'ambiente, la foresta intorno del fintech e dei servizi finanziari. **Davide**: Ok e quindi appunto questo è il concetto di banking as a service. E a proposito di questo ci spieghi quali sono ad esempio dei servizi finanziari che offrite a realtà di questo tipo? **Stiven**: Beh di base andiamo, noi abbiamo sviluppato una piattaforma che è un "orchestratore" di servizi, quindi noi diciamo mescoliamo in un unico calderone, in un orchestratore, facciamo suonare insieme - ecco facciamo un esempio più musicale - facciamo suonare insieme diversi strumenti che sono attivamente pensati per diversi mercati. Quindi facciamo un esempio... ad esempio il tutto il tema dei servizi di pagamento, quindi non so, possono essere i digital wallet o le carte di pagamento ok? Noi integriamo diciamo servizi che funzionano in Egitto ok? Per dire un esempio concreto, ma anche nel golfo, ma anche in Europa orientale, quindi nei paesi del Caucaso ad esempio, o in Europa ok? Quindi integriamo diversi servizi che normalmente non funzionano in tutti i paesi, ma li mettiamo insieme e quindi creiamo interoperabilità, quindi creiamo un'architettura che è in grado di lavorare in diversi paesi. Questo per farla semplice, cosa porta? Quale risultato finale? Il risultato finale è che una banca digitale egiziana come Damen, che è un nostro cliente ad esempio per citare un cliente che abbiamo, che serve 18 milioni di egiziani, che servono tanti ma in realtà ricordo la popolazione egiziana è 110 milioni, Damen utilizza la nostra infrastruttura sia per fornire servizi ad esempio per pagare le bollette, le bollette non esistono in Egitto, per ricaricare le carte prepagate dell'acqua, perché è la definizione corretta di bollette di Egitto, oppure dell'elettricità ma anche i servizi telecomunicazione ma anche inviare o ricevere denaro dall'Italia ad esempio o dall'Europa, oppure fare un account quindi un conto digitale dove poter salvare denaro e per creare questo, diciamo questo è il risultato finale, quello che noi facciamo dietro è mettere insieme tutto quello che serve e renderlo fruibile in modo semplice per questa fintech, Damen, unendo servizi europei, del golfo, egiziani, eccetera. Quindi facciamo suonare l'orchestra in modo che l'usato finale sia semplice e va la stessa cosa per tutti i nostri clienti in tutti i paesi. Quindi con la stessa infrastruttura Damen in Egitto può ricevere denaro dall'Europa sulla nostra piattaforma e, non so, Kipth in Georgia, che è un'altra banca digitale che serviamo, tramite invece QR code, quindi un sistema completamente diverso da una carta, può inviare e ricevere denaro anche verso Egitto, potenzialmente, perché sono basati sulla nostra stessa infrastruttura. Quindi noi creiamo un'architettura che rende tutto omogeneo e unisce diversi paesi, diverse geografie, ad oggi 3 continenti, e li rende interoperabili. Quindi questo è, diciamo, il nostro prodotto. **Davide**: Ok, quindi vi occupate anche della fase poi di scrittura del codice di unificare tutti questi sistemi, ed è difficile fare questo tipo di attività e integrare così tante realtà diverse? **Stiven**: Assolutamente molto complicato, soprattutto per aspetti regolamentari. La nostra società è vigilata in due paesi e parzialmente vigilata negli altri due. Noi in Europa siamo a San Marino, che è recentemente entrata a far parte del panorama finanziario europeo, dello schema finanziario europeo, e siamo regolati dalla banca centrale di San Marino, siamo regolati anche dalla banca centrale giorgiana per i paesi del Caucaso, siamo in partnership con due banche, una in Egitto e una in Qatar per il Golfo e il Nord Africa, e ovviamente c'è una complessità di compliance, c'è una complessità regolatoria, c'è una complicità tecnologica, c'è una complicità linguistica, perché parliamo di applicazioni in arabo, in Nord Africa o nel Golfo e in, diciamo, in giorgiano, nel Caucaso, in inglese, in italiano e nelle varie lingue europee in Europa, c'è una complessità anche di valuta, perché ci sono valute diverse, c'è l'Euro in Europa ma poi ci sono tante valute diverse nei vari paesi e quindi diciamo le logiche e l'infrastruttura è discretamente complessa ed è il motivo per cui noi, diciamo, la sfida che stiamo affrontando, è esattamente questa. **Davide**: Ok, in tutto questo come si integra la tecnologia blockchain, cioè come si può utilizzare in modo appunto sensato in questo settore questa tecnologia? **Stiven**: Allora per noi diciamo... noi nasciamo nativamente con l'idea di sfruttare diciamo le tecnologie più adatte a creare degli standard, ok? Perché appunto l'obiettivo è quello di creare un'architettura interoperabile in diversi continenti, quindi nel mondo finanziario è molto complicato. È chiaro che la blockchain è la madre di tutte le semplificazioni in questo ambito, nel senso che è una tecnologia che permette l'interoperabilità su diversi paesi appunto perché diciamo per le sue caratteristiche supera tante barriere regolamentari, di valuta e anche tecniche che nel mondo finanziario sono diciamo alla base. Pensiamo semplicemente agli schemi di pagamento come Mastercard e Visa, sono schemi americani che lavorano diciamo in tanti paesi ma che per operare hanno bisogno di un'infrastruttura enorme e molto complessa, mentre appunto, che ne so, se pensiamo a... noi utilizziamo un forco del protocollo di Stellar ad esempio per gestire alcune delle nostre funzionalità e Stellar è una blockchain che permette di scambiare token in modo molto semplice fra diversi nodi e questi nodi possono essere dappertutto e quindi questo semplifica enormemente l'architettura e quindi cosa abbiamo fatto? Abbiamo integrato la tecnologia blockchain all'interno della nostra macchina per gestire alcune delle funzionalità che offriamo i nostri clienti quindi è un utilizzo interno quasi se vogliamo, per renderla più efficiente, non lavoriamo nell'ambito cripto quindi non è che offriamo sul mercato criptovalute o cose del genere semplicemente utilizziamo la tecnologia per gestire le informazioni, lo scambio valutario anche all'interno della nostra stessa società, quindi all'interno del nostro gruppo. Secondo, ovviamente sfruttiamo questa tecnologia per migliorare gli aspetti di cross border, perché ovviamente dal mio punto di vista uno degli elementi più "disruptive" di questa tecnologia è proprio il cross border, cioè la possibilità di inviare, ricevere un elemento di valore che può essere un token o una stable coin tra diversi nodi in diversi paesi, superando l'elemento di conversione valutaria e quindi questo ovviamente è un elemento che chiaramente ancora è all'inizio del suo percorso, non è così facile diciamo utilizzarla in tutti i paesi ma è uno degli aspetti che stiamo sviluppando di più, quindi questo è diciamo come lo utilizziamo ad oggi. All'interno nostra piattaforma per gestione interna e abbiamo dei progetti, stiamo lavorando per iniziare, diciamo quando sarà possibile anche a livello legislativo svilupparla nei nostri mercati sulla parte cross border. **Davide**: Sì perché ad oggi forse il problema è anche quello che è un settore che è poco normato. **Stiven**: Sì è poco normato nel senso che poco consentito l'utilizzo. In realtà è molto normato però è normato per non essere utilizzato, è molto vietato se vogliamo. Ad esempio in Egitto è assolutamente vietato l'utilizzo in generale di token o criptovalute in generale da parte della popolazione, ma ad esempio non è vietato da parte delle banche, quindi c'è un confine abbastanza sottile su quello che si può fare e quello che non si può fare. Diciamo che secondo il mio punto di vista servono più casi d'uso concreti di progetti che non sono per forza legati al pubblico ma sono più B2B o a livello di diciamo tecnologico puro e quando quel tipo di casi d'uso potrebbe in futuro e sicuramente sarà così, creare poi una regolamentazione bancaria più morbida verso questo aspetto. Ad oggi ovviamente quando parli di blockchain diciamo il collegamento immediato che viene fatto non è legato alla tecnologia ma è legato alla speculazione e sono cose che ovviamente non sono per forza collegate. **Davide**: Che forse è un po questo il motivo per cui il legislatore non vede di buon occhio questa tecnologia che invece come ci hai detto vi permetterebbe di semplificare il vostro lavoro estremamente. **Stiven**: Sai Davide è vero sia un tema di speculazione sia un tema legato un po a l'impatto e il peso che hanno le valute diciamo leader nel mercato quindi il dollaro e anche altre valute emergenti e l'euro chiaramente. Perché chiaramente quando io vado a introdurre una possibilità alternativa a una voluta forte o locale a una persona è chiaro che perdo un elemento centrale della gestione del potere governativo di un paese, economico di una leva finanziaria e quindi questo è un elemento molto delicato io credo che diciamo l'introduzione di valute governative digitali cambierà enormemente questo paradigma quindi l'euro digitale diciamo il dollaro digitale già esiste insomma. Questi elementi cambieranno l'utilizzo di questo di questi strumenti sicuramente. **Davide**: Ok e per chiudere a proposito di questi temi qual è secondo te il futuro del settore finanziario proprio da questo punto di vista e quindi anche cosa ti auspichi che succederà in tema ad esempio di blockchain e della fornitura di servizi finanziari e come magari evolverà anche il mercato finanziario soprattutto in questi paesi emergenti? **Stiven**: Io credo... sono fortemente convinto che la crescita che stiamo osservando in questi paesi è una crescita che ha una sola direzione e non potrà tornare indietro anche per come dicevamo all'inizio per i motivi che hanno spinto la creazione di BKN301 cioè motivi demografici. Cioè noi viviamo in paesi - in particolare l'Europa molto più che gli stati uniti ad esempio - in particolare l'europa è un'area dove la popolazione diciamo i lavoratori sono sempre di meno. La popolazione giovane ormai si può dire che è ininfluente, è quasi inesistente rispetto al totale e quindi in futuro noi avremo esigenze importanti in termini di immigrazione per sopravvivere tecnicamente, per poter riuscire a far fronte anche banalmente a pagare le pensioni. Di conseguenza questo è un tema, cioè l'Europa ovviamente si focalizzerà su servizi finanziari più legati se vogliamo a un pubblico maturo, a un pubblico che ha più esigenze di risparmio, investimento a lungo termine eccetera e meno esigenze nel breve quindi ad esempio il mondo della microimpresa o cose del genere perché appunto quando tu non hai una popolazione giovane la microimpresa è molto più rara perché ovviamente non hai imprenditori tecnicamente non hai lavoratori, mentre al contrario nei paesi emergenti succederà l'opposto quindi... sta già avvenendo. Avremo sacche di popolazioni importanti numericamente importanti che hanno necessità di servizi ad esempio di "microfinance", di pagamenti in generale, di apertura di conti correnti, di gestione di liquidità legati allo sviluppo economico quindi appunto un prestito, la possibilità di inviare e ricevere denaro in un altro paese in modo semplice e veloce. Quindi io vedo questo come sviluppo principale in questi paesi in controtendenza con l'Europa. La blockchain non è altro che da mio punto di vista un abilitatore di tutto questo. Non credo che sia un elemento trainante, ma penso che sia un elemento che sarà utilizzato in modo naturale per creare soluzioni adatte alle esigenze della popolazione che però, ripeto, saranno diverse nei mercati emergenti rispetto al mercato europeo. **Davide**: Va bene, allora grazie Stiven per averci fatto questo quadro generale del settore finanziario, in particolar modo dei servizi finanziari e come evolverà questo settore. A presto. **Stiven**: Grazie, grazie ragazzi. #### Conclusione - Timestamp: 25:28 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e23 ## L'Intelligenza Artificiale ha reso il Web 3.0 obsoleto? > Il [Web3](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e17?t=310), caratterizzato da app decentralizzate e basate principalmente sulla tecnologia blockchain, e il [Web 3.0](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e17?t=310), o web semantico, erano le due possibili strade che il web poteva intraprendere nei prossimi decenni per diventare più accessibile anche alle macchine. Le intelligenze artificiali, però, hanno radicalmente cambiato qualsiasi modo di interagire con il web, tanto che gli stessi [motori di ricerca](https://it.wikipedia.org/wiki/Motore_di_ricerca) si stanno adoperando per rispondere agli utenti in modo naturale, e non più con solo un elenco di risultati. Ha dunque ancora senso impegnarsi a ristrutturare tutto il web, quando grazie all'IA, possono essere le macchine ad evolvere e comprendere i contenuti presenti in esso? Nella sezione delle notizie parliamo di Chrome che introduce [Manifest V3](https://developer.chrome.com/docs/extensions/develop/migrate/what-is-mv3) per le estensioni, di pagamenti istantanei più sicuri con [Visa Protect](https://www.visaitalia.com/visa/sala-stampa-visa/press-releases.3313755.html) e infine del primo [atterraggio completo](https://www.spacex.com/launches/mission/?missionId=starship-flight-4) di Starship. - Stagione: 6 - Episodio: 23 - Data di pubblicazione: 2024-06-08 06:45:00 - Durata: 17:08 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e23](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e23) - Episodi correlati: s5e17 - Tag: visa,sicurezza pagamenti,visa protect,frodi finanziarie,pagamenti istantanei,ia,intelligenza artificiale,web 3.0,web,web semantico,tim berners-lee,chatgpt,gemini,allucinazioni,llm,interazione uomo macchina,google,chrome,google chrome,manifest v3,estensioni,ad-blocker,spacex,starship,superheavy,lancio,atterraggio ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo nuovamente di Web 3.0, per cercare di capire se lo sviluppo dei grandi modelli di intelligenza artificiale, come ChatGPT o Gemini, ha posto la parola fine al sogno di Tim Berners-Lee di creare un web semantico. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Chrome introduce Manifest V3 per le estensioni > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:01 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel 2019 Google iniziò ufficialmente la transizione da Manifest V2 a Manifest V3, transizione che dopo numerosi rinvii e rivisitazioni ha infine rilasciato lo scorso 3 giugno nella versione beta del suo browser Chrome. Ciò significa che nei prossimi mesi Manifest V3 sbarcherà anche nella versione finale, e dopo un primo periodo in cui Manifest V2 resterà retrocompatibile, la nuova versione sarà l'unica disponibile. Ma che cos'è Manifest e perché ha suscitato diverse polemiche negli ultimi tempi? In sostanza riguarda le estensioni che vengono installate nel browser e i loro permessi. Attualmente, infatti, le estensioni hanno accesso pressoché completo a qualsiasi elemento della pagina e alle richieste web. Con Manifest V3, invece, Google cerca di porre delle restrizioni, come differenti API o il divieto di ospitare codice in remoto. La motivazione è che, con Manifest V3, il browser offre una maggior sicurezza agli utenti, più privacy e maggiori performance. Tuttavia, molte estensioni, come gli AdBlocker, non potrebbero più funzionare con la V3, e da qui le polemiche. Sembra, infatti, che questa sia l'ennesima mossa di Google per limitare gli AdBlocker e di fatto proteggere i suoi interessi. Nel corso degli anni, fortunatamente, Google ha reso Manifest V3 meno restrittivo, per venire incontro agli sviluppatori e alla community. Il rischio, infatti, è che, se gli AdBlocker non fossero più utilizzabili, Google perderebbe migliaia di utenti, già pronti a cambiare browser. #### Pagamenti istantanei sicuri con Visa Protect > Fonte: IlMattino.it - Timestamp: 02:33 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Finanza, Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Visa ha lanciato un progetto basato sull'intelligenza artificiale per migliorare la sicurezza dei pagamenti istantanei, rispondendo all'aumento delle frodi segnalato dalla Autorità bancaria europea e dallo European Payments Council. Un progetto pilota nel Regno Unito ha dimostrato, infatti, che la tecnologia di AI di Visa può identificare il 50% delle transazioni fraudolente che sfuggono ai sistemi bancari, riducendo drasticamente le perdite annuali di 600 milioni di sterline. In Italia, Visa ha introdotto Visa Protect for A2A Payments, che rileva le fraudi in tempo reale e blocca le transazioni sospette prima che il denaro esca dai conti. Stefano Stoppani, di Visa, ha sottolineato l'importanza di garantire la sicurezza dei pagamenti istantanei e ha evidenziato i successi dell'azienda nel ridurre le fraudi ai minimi storici. La tecnologia AI di Visa protegge consumatori e imprese, mantenendo la fiducia nei pagamenti digitali. #### Il primo atterraggio completo di Starship > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 03:31 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Dopo il quarto lancio sperimentale, il razzo Starship dell'Agenzia Spaziale SpaceX è riuscito a tornare integro sulla Terra, sia con il booster Super Heavy che con la navicella madre. Il test, che è avvenuto giovedì 6 giugno, è stato perciò un successo senza precedenti, che ha reso Starship ancora più vicino al lancio con umani. SpaceX sta lavorando a questo progetto ormai da una decina di anni, col obiettivo di sviluppare un sistema di lancio multiuso, che potrà essere impiegato dalla stessa compagnia, sia per lanciare più Satelliti Starlink al posto dei Falcon 9, ma anche dalla NASA per portare astronauti sulla Luna e su Marte. Come per i test precedenti, con l'ultimo lancio, SpaceX non intendeva recuperare i due stadi, ma puntava più che altro a farli ammarare simulando comunque un rientro controllato sulla terraferma. Anche perché, come dimostrato dal tentativo di giovedì, il rientro in atmosfera rimane ancora parecchio traumatico per la navicella madre, tant'è che durante la discesa diverse componenti legati agli scudi termici sono state disintegrate, perciò con il prossimo tentativo sarà fondamentale ottimizzare ulteriormente la gestione del rientro. #### L'Intelligenza Artificiale ha reso il Web 3.0 obsoleto? > - Timestamp: 04:55 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Internet - Tipologia: Topic **Davide**: Poco più di un anno fa abbiamo trattato in una puntata delle due possibili strade che il web potrà percorrere nei prossimi anni o decenni, vedendo come in realtà entrambe quelle tecnologie siano percorribili indipendentemente, potendo tranquillamente coesistere per dare una nuova forma all'internet che conosciamo. Stiamo parlando del Web3, caratterizzato da app decentralizzate e basate principalmente sulla tecnologia blockchain, e del Web 3.0, o Web semantico. E in questa puntata lasceremo da parte il Web3, per concentrarci invece sul Web 3.0 e capire se e come questo approccio è cambiato con l'avvento dei Large Language Model, o se di fatto per colpa dell'intelligenza artificiale questo concetto sia superato. Innanzitutto iniziamo spiegando o ricordando che cos'è il Web 3.0. Il 6 agosto del 1991 Tim Berners-Lee, il padre del World Wide Web, pubblicò il primo sito web al mondo, in questo primo periodo si parla di Web 1.0, caratterizzato da pagine statiche e puramente informative con testi, immagini, presentazioni e così via. All'aumentare della potenza di calcolo, alla nascita di nuovi linguaggi di programmazione specifici per i server e all'introduzione di nuove versioni di HTML, CSS e JavaScript - i tre linguaggi principali che vengono utilizzati per realizzare pagine web - i siti diventano sempre più complessi e dinamici, e da qui si inizia a parlare di Web 2.0, termine coniato ad ottobre del 2004 dall'editore Tim O'Reilly. Il Web 2.0 è quello che tutti noi conosciamo, e che quotidianamente usiamo, formato da vere e proprie applicazioni web, social network, wiki e molto altro. Un'evoluzione che per certi versi è andata nel verso opposto ai sogni e alle visioni di Tim Berners-Lee. E quale miglior modo per spiegare la sua visione se non citando direttamente uno dei suoi discorsi che recitava: "Ho un sogno riguardo al web, ed è un sogno diviso in due parti. Nella prima parte, il web diventa un mezzo di gran lunga più potente per favorire la collaborazione tra i popoli". E fino a qui possiamo dire che il sogno di Tim Berners-Lee si è ampiamente realizzato. Ad oggi il web è uno spazio pubblico e democratico, che permette di condividere e collaborare, ma anche creare informazioni e di unire persone da parti del mondo totalmente opposte. Chiaramente, tenendo conto anche dei pericoli di questa, tra virgolette, democrazia, quasi priva di regole di cui tante volte abbiamo parlato. Ma il sogno è diviso in due parti, e Tim Berners-Lee prosegue dicendo: "Nella seconda parte del sogno la collaborazione si allarga ai computer. Le macchine diventano capaci di analizzare tutti i dati sul web, il contenuto, i link e le transazioni tra persone e computer. La rete semantica, che dovrebbe renderlo possibile, deve ancora nascere, ma quando l'avremo i meccanismi quotidiani di commercio, burocrazia e vita, saranno gestiti da macchine che parleranno a macchine, lasciando che gli uomini pensino soltanto a fornire l'ispirazione e l'intuito. Finalmente si materializzeranno quegli agenti intelligenti sognati per decenni". Ed è proprio qui che arriviamo al Web 3.0, dove la parola chiave è quella di rete semantica citata dal padre del web. Attualmente, infatti, le pagine web sono dei semplici contenuti testuali, certo abbelliti con diversi stili e arricchiti di immagini ed altri elementi, ma la maggior parte delle informazioni contenute online è formata da testi, collegati tra loro tramite link. E se per un essere umano un testo è perfettamente comprensibile e ricco di informazioni, una macchina ci vede solo un susseguirsi di caratteri senza significato. Nel Web semantico, invece, come suggerisce il nome, i contenuti acquisiscono delle informazioni che rendono il testo comprensibile anche ad una macchina. In particolare, vengono utilizzate delle "triple" formate da soggetto, predicato e oggetto. Ad esempio, nella frase Tim Berners-Lee ha inventato il World Wide Web, abbiamo il soggetto Tim Berners-Lee, un predicato che indica una sua invenzione, e l'oggetto il World Wide Web. Oggetto che a sua volta può essere correlato con la data di nascita, collegata a sua volta da altre venti e così via, fino a formare un enorme grafo di conoscenza potenzialmente di tutto il mondo, e proprio per questo motivo si chiama "Knowledge Graph", o "Linked Open Data". Il più grande Knowledge Graph pubblico, al momento, è "DBpedia", con più di 228 milioni di entità presenti. Tuttavia, il Web semantico non ha mai preso troppo piede. Se per le macchine, infatti, era più facile comprendere il significato dei testi, per l'uomo diventa molto più difficile leggere e inserire dati strutturati e non in una forma di comunicazione naturale, a cui siamo abituati. Per questo, la semantica può essere integrata direttamente nella pagina web, definendo degli attributi specifici ai vari elementi o inserendo particolari tag con all'interno, invisibili all'utente, i dati sul formato strutturato. Da questo punto di vista, motori di ricerca come Google stanno spingendo molto verso questa direzione per riuscire a fornire informazioni precise alle domande che vengono poste o identificare al meglio i contenuti. E i risultati di questa strada che il Web sta percorrendo li notiamo, ad esempio, quando effettuiamo una ricerca, dove sono presenti delle card specifiche, ad esempio per ricette o prodotti, con informazioni extra che vengono inserite nella pagina in modo strutturato. Un altro esempio sono le card di Wikipedia, che spesso vediamo al lato della pagina, dove vengono indicati come tabella alcuni dati principali di un personaggio, un evento o di una qualsiasi entità. Ma veniamo ora al punto cruciale della puntata, che abbiamo introdotto all'inizio, ossia il Large Language Model, gli algoritmi di intelligenza artificiale in grado di, tra virgolette, "comprendere e generare" testo come gli ormai famosissimi ChatGPT, Gemini o Lama. Queste intelligenze artificiali, infatti, hanno radicalmente cambiato qualsiasi modo di interagire con il web, tanto che gli stessi motori di ricerca si stanno adoperando per rispondere agli utenti in modo naturale, e non più solo con un elenco di risultati. E nel contesto del web semantico, sognato da Tim Berners-Lee, viene da chiedersi se questo sogno, che, come abbiamo visto, pian piano si sta cercando di costruire, non sia completamente abbandonato in favore di tecnologie più avanzate. Non a caso, ognuno di noi ha sicuramente provato, almeno una volta, ad utilizzare ChatGPT o Bing per ottenere delle risposte rapide su un certo argomento, o magari per creare un riassunto, fare domande riguardanti un documento allegato o altro ancora. E almeno in apparenza sembra proprio che questi enormi modelli di intelligenza artificiale abbiano veramente compreso il testo che noi abbiamo inserito e siano stati in grado di fornire risposte più o meno accurate al quesito posto. Tuttavia, non funziona veramente così. Le IA generative non hanno coscienza di ciò che stanno scrivendo, semplicemente accostano ad una serie di parole, token per la precisione, la parola che ritengono più probabile in quell'istante. Per questo motivo si parla molto spesso del problema delle allucinazioni, ossia quei fenomeni in cui l'intelligenza artificiale inventa delle informazioni o risponde in modo del tutto casuale. Ciò che importa al modello è di fornire una risposta sensata, senza badare al fatto che ciò che ha prodotto sia vero o no. Ciò che veramente conta al momento, però, è che nella stragrande maggioranza dei casi, non si sa in che modo, li risponde veramente bene e porta al termine egregiamente il compito richiesto. A questo punto, dunque, a cosa serve impegnarsi ad adattare il web e renderlo comprensibile dalle macchine quando grazie all'intelligenza artificiale possono essere le macchine ad evolvere e comprendere il web? Se in futuro l'IA sarà ancora più potente e sia l'hardware che il software saranno sempre più ottimizzati per eseguire il large language model, occupando meno risorse ed energia, direzione verso cui stiamo andando, di fatto risulta molto più conveniente affidarsi completamente alle macchine per far comprendere a loro un testo, per noi naturale, sperando però che il modello risponda sempre correttamente. Ma la probabilità può funzionare in certi contesti, magari più creativi e obbistici. Ma in un ambiente professionale? Può ad esempio un avvocato o un medico o un ingegnere permettersi di sfruttare l'intelligenza artificiale per, di fatto, lavorare al suo posto senza le dovute accortezze? O può un'azienda fornire un servizio legato all'intelligenza artificiale in ambiti in cui la precisione è estremamente fondamentale? Chiaramente la risposta a questa domanda è no. Ed è per questo che in certi contesti l'uso dell'IA può certamente aiutare nel proprio lavoro, ma non potrà al momento sostituirlo. E proprio in questo momento capiamo che forse i Large Language Model non sono destinati a sostituire o frenare il sogno di Tim Berners-Lee verso il Web 3.0, quanto più a collaborare per ottenere il meglio l'uno dall'altro. Facciamo un esempio più pratico: capita spesso ultimamente che si senta parlare di auto a guida autonoma e di come non siano ancora pronte per essere utilizzate su larga scala. Le intelligenze artificiali di queste auto, infatti, sono state addestrate per riuscire ad adattarsi ad un ambiente costruito a misura d'uomo e per questo è difficilissimo riuscire a coprire tutte le possibili casistiche che si possono presentare nell'arco di una guida. Pensiamo anche banalmente a un cartello stradale sbiadito o poco visibile, dei comportamenti imprevedibili dei pedoni e così via. Ma la situazione sarebbe decisamente diversa se al contrario investissimo per adattare le strade alle auto, magari utilizzando tecnologie come i beacon in grado di comunicare automaticamente la presenza di determinati cartelli stradali o di specifiche variazioni. Le auto in questo modo avrebbero una accuratezza decisamente maggiore, risultando più sicure nelle scelte e facendo quindi meno affidamento sulla probabilità. Per il web e l'intelligenza artificiale generativa sarebbe di fatto lo stesso. Costruire un web a misura non solo d'uomo ma anche per i computer permetterebbe all'intelligenza artificiale di comprendere le domande degli utenti, recuperare le informazioni da un immenso grafo interconnesso. Quindi un grafo che toccherebbe tutti gli ambiti della conoscenza umana, aggiornato e mantenuto da esperti dei vari settori, un po come accade per Wikipedia. Una volta ottenute queste informazioni, il modello linguistico può tranquillamente rispondere all'utente con dati precisi e corretti, pur mantenendo un'interazione più naturale. Sia chiaro, questo schema di funzionamento viene già utilizzato e prende il nome di Retrieval Augmented Generation, RAG, in cui appunto il software, prima di rispondere, cerca i dati più rilevanti da utilizzare per generare una risposta. Dati che si possono trovare ad esempio nel PDF caricato o nelle pagine web dei risultati di ricerca. Tuttavia, parliamo sempre di testo scritto che il modello deve in qualche modo comprendere per fornire una risposta, che comunque, può essere soggetto ad allucinazioni. Ma non è finita qui, la tra virgolette "collaborazione" può infatti avvenire anche al contrario in questo caso. Si potrebbe in pratica sfruttare l'IA per generare dati strutturati partendo da un testo scritto, riducendo il carico di lavoro umano per passare dal web 2.0 al web 3.0. Rendendo il sogno di Tim Berners-Lee - di creare un web inclusivo per umani e macchine - non solo più attivo che mai, ma ancora più vicino dall'essere realizzato. #### Conclusione - Timestamp: 16:16 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e24 ## APTUS.AI: le opportunità della regulatory tech nel settore finanziario > In un'epoca in cui le tecnologie avanzano a passi da gigante, è fondamentale comprendere come sia possibile conciliare l'innovazione con le esigenze di [regolamentazione](https://www.treccani.it/vocabolario/regolamentazione/). La [regulatory tech](https://www.legaltechitalia.eu/regtech-cose-la-regulatory-technology/) si pone proprio questo obiettivo, offrendo soluzioni e strumenti tecnologici per garantire il rispetto delle normative e la gestione efficiente dei processi regolatori. Ma quali sono le sfide e le opportunità che questa disciplina porta con sé? E come sta influenzando i settori più vari, dall'economia alla finanza e quali tecnologie coinvolge? Per rispondere a queste domande abbiamo invitato [Andrea Tesei](https://www.dentrolatecnologia.it/andrea.tesei.html), CEO e co-founder di [APTUS.AI](https://www.dentrolatecnologia.it/aptus.ai.html). Nella sezione delle notizie parliamo del [digital twin](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e43?t=286) della [Garisenda](https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_della_Garisenda) di Bologna e delle novità presentate alla [WWDC 2024](https://developer.apple.com/wwdc24/), tra cui [Apple Intelligence](https://www.apple.com/apple-intelligence/) e iOS 18. - Stagione: 6 - Episodio: 24 - Data di pubblicazione: 2024-06-15 06:45:00 - Durata: 34:09 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e24](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e24) - Episodi correlati: s6e4 - Tag: regulatory tech,conformità normativa,gestione regolatoria,compliance,generative ai,machine readable,precisione normativa,aggiornamento legislativo,soluzioni legali ai,aptus.ai,regolamentazione,alluncinazioni,legge,diritto,andrea tesei,apple,apple intelligence,ios18,siri,apple silicon,garisenda,bologna,torre,torre degli asinelli,nvidia,cineca,leonardo,unibo,università di bologna ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Andrea**: Il vantaggio reale è allocare meglio le proprie risorse, efficientare il processo e soprattutto finalmente rivoluzionare una modalità di lavoro che onestamente non è allineata agli anni che noi stiamo vivendo. Si parla ovviamente di metodologie che sono antiche di trent'anni e che non sono cambiate nonostante invece dall'altra parte c'è stata una proliferazione normativa impressionante. Quindi sicuramente una risposta di efficienza e di efficacia fondamentale che in questo momento è più necessaria che mai. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi ci addentriamo insieme ad Aptus.AI nell'ambito della regulatory tech, ossia la tecnologia al servizio della regolamentazione e della conformità normativa. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Il digital twin della Garisenda di Bologna > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:28 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Da decenni, ormai, una delle due torri che si trovano nel centro di Bologna, la Garisenda, si trova in uno stato di forte instabilità, tanto che nell'ultimo anno è stato messo a punto un piano di emergenza per rispondere ad un eventuale crollo della torre. La probabilità che questa collassi, infatti, è circa 10.000 volte superiore ai limiti consentiti per legge. Attualmente la Garisenda è recintata e si stanno applicando gli stessi tralicci utilizzati per mettere in sicurezza la torre di Pisa. Nel frattempo, l'Università di Bologna, il Cineca e Nvidia hanno iniziato un progetto di collaborazione per creare un digital twin della torre. Il digital twin, di cui abbiamo parlato in una puntata, non è altro che una perfetta copia digitale, in questo caso della torre, con la quale si può monitorare lo stato in tempo reale, grazie ad alcuni sensori che registrano i diversi parametri ogni secondo, ma anche sviluppare degli scenari predittivi utilizzando il supercomputer Leonardo. Il modello, che verrà realizzato da Nvidia, Università e Cineca, verrà poi reso disponibile pubblicamente affinché possa essere utile alla città e ai cittadini, ma sarà anche un progetto di ricerca che si potrà poi applicare ad altri territori e strutture per aiutare e salvaguardare il patrimonio artistico e architettonico del nostro Paese. #### Apple Intelligence e le altre novità di iOS 18 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:45 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Assistenti virtuali, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Durante la World Wide Developer Conference, che si è tenuta lo scorso lunedì, Apple ha presentato ufficialmente iOS 18, con una serie di novità legate ad applicazioni, alla gestione della schermata home e al centro di controllo, ma soprattutto all'intelligenza artificiale, che prenderà il nome di "Apple Intelligence". Per quanto riguarda le app, quest'anno Apple ha deciso di ridisegnare completamente l'app Photo, aggiungendo una nuova interfaccia e nuove funzionalità. Tra le altre novità troviamo anche la possibilità di inviare messaggi SMS traverso la rete satellitare, mentre per la prima volta verrà introdotta un'app dedicata per la gestione delle proprie password. A proposito di interfaccia, quest'anno è stata aggiunta una nota di personalizzazione in più per quanto riguarda le icone della schermata home, mentre il centro di controllo è stato esteso con altre schermate riepilogative. La vera svolta di iOS 18, però, sarà Apple Intelligence, una nuova piattaforma basata sull'intelligenza artificiale che andrà a potenziare ulteriormente l'ecosistema Apple, attraverso una perfetta integrazione e interazione tra software e hardware. Tra le funzionalità più comuni troveremo la possibilità di trascrivere audio, riassumere contenuti di diversa lunghezza partire dalle chiamate vocali o generare testi automaticamente da inviare tramite mail o messaggi. Ultimo, ma non per importanza, troviamo l'aggiornamento di Siri, che da iOS 18 vedrà un notevole miglioramento nella capacità di comprensione del linguaggio, grazie anche all'integrazione dell'IA di OpenAI. Se l'aggiornamento di Siri sarà disponibile per tutti, Apple Intelligence sarà invece un'esclusiva dei dispositivi con processore Apple Silicon e iPhone 15 Pro, poiché secondo quanto dichiarato da Apple, per far girare il nuovo modello serviranno almeno 8 GB di RAM. #### APTUS.AI: le opportunità della regulatory tech nel settore finanziario > - Timestamp: 04:41 - Autori: APTUS.AI, Andrea Tesei, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Topic **Davide**: In un'epoca in cui le tecnologie avanzano a passi da gigante, è fondamentale comprendere come sia possibile conciliare l'innovazione con le esigenze di regolamentazione. La regulatory tech si impone proprio a questo obiettivo, offrendo soluzioni e strumenti tecnologici per garantire il rispetto delle normative e la gestione efficiente dei processi regolatori. Ma quali sono le sfide e le opportunità che questa disciplina porta con sé? E come sta influenzando i settori più vari dall'economia alla finanza? E quali tecnologie coinvolge? Per rispondere a queste domande, con noi Andrea Tesei, CEO e Co-Founder di Aptus.AI. Benvenuto Andrea. **Andrea**: Grazie, grazie mille dell'opportunità. **Davide**: Partiamo ovviamente con la tua realtà, quindi raccontaci chi è Aptus.AI e da dove è nata l'esigenza di creare una startup di questo tipo. **Andrea**: Allora Aptus.AI è una startup che come visione, come mission, ha quella di supportare i processi cosiddetti di "regulatory change management" con l'ausilio dell'intelligenza artificiale. Che cos'è un processo di regulatory change management? Sostanzialmente è il processo con cui le aziende implementano tutte procedure politiche, policy interne per rispettare tutte le previsioni contenute nelle normative emanate a livello nazionale, europeo e globale a seconda ovviamente dell'operatività in cui operano. E da dove nasce questa esigenza? In sostanza noi intorno all'anno 2019 quando appunto poco dopo aver fondato Aptus.AI e poco dopo diciamo aver completato anche il nostro percorso accademico, io e il mio co-founder Lorenzo De Mattei siamo entrambi dottorati di ricerca all'Università di Pisa, ci siamo resi conto che la tecnologia su cui stavamo lavorando che permetteva appunto la trattazione a livello scalabile di testi legali e in particolare anche di estrazione informativa molto granulare da tali testi, ci siamo resi conto che questa tecnologia poteva avere un grosso impatto proprio nel settore legale. E lì abbiamo incontrato sostanzialmente questo problema di avere la possibilità - avere la necessità più che altro - di monitorare un grande numero di enti emittenti, di autorità, di... in generale regolatori che appunto a livello europeo, globale e nazionale pubblicano tantissimi documenti e ci siamo scontrati con lo status quo che era sostanzialmente utilizzare Excel e Word per rispondere a queste necessità che era sostanzialmente inefficace rispetto a quello che era poi il gravame di queste attività, in particolare nel mondo delle istituzioni finanziarie dove dopo la crisi del 2008 proprio la crescita, la proliferazione normativa è letteralmente esplosa e qui è nato il nostro percorso. Abbiamo validato i primi modelli di intelligenza artificiale che sostanzialmente hanno la capacità di estrarre tutte le informazioni rilevanti e utili per comprendere il contenuto di un regolamento come possono essere requisiti, sanzioni, definizione a valore legale e anche la stessa struttura del testo. Abbiamo validato questi modelli con Banca Montepaschi di Siena nel corso del 2020 come primo prototipo, primo MVP della soluzione che poi abbiamo scalato e siamo entrati sul mercato a maniera del 2021 e oggi abbiamo più di 10 clienti attivi, abbiamo aumentato di 8 volte il fatturato 2023 rispetto a quello 2022, abbiamo ricevuto importanti conferme da parte del mercato prima su Tutte Intesa San Paolo che sia a novembre che ieri ha fatto una comunicazione a mercati citandoci e questo ovviamente è una milestone per noi molto importante, un riconoscimento del mercato importantissimo e ovviamente ci troviamo adesso proprio nel momento clou di una rivoluzione di quelle che sono poi le modalità di lavoro nel mondo del Regulatory Change Management andando a lanciare quella che è un po la nostra sfida, quindi quella di cambiare un po il paradigma di questa attività che sono sempre state considerate una mero centro di costo e che invece oggi con una tecnologia del genere possono diventare un generatore di opportunità. **Davide**: Ok e riguardo di questo prima citavi appunto Word ed Excel, in cosa è diverso Aptus.AI rispetto a questi sistemi o a un pdf o delle banche dati? **Andrea**: Allora la nostra caratteristica principale è quella di convertire un documento piatto come io definisco tale, che è sostanzialmente il pdf che si trova magari sui siti ufficiali delle autorità di vigilanza o degli enti emittenti diciamo che appunto emettono e pubblicano queste normative. Trasformare questo documento da appunto un testo piatto a un testo interattivo questo è il concetto di conversione del documento in versione "machine readable". Avere un documento machine readable vuol dire estrarre dal testo pdf o html - qualunque sia diciamo il formato di partenza - tutte quelle informazioni che sono appunto come dicevo prima utili per comprenderne il contenuto ma rendendole non solo fruibili dall'umano, come lo sarebbero magari da una lettura, ma anche fruibili da una macchina, quindi la lista dei requisiti, delle sanzioni, le definizioni a valore legale, tutti i riferimenti normativi ad altre norme che vengono convertiti in hyperlink cliccabili. Tutto questo diventando machine readable, permette di automatizzare proprio l'analisi anche di quelli che sono gli impatti che una nuova norma può avere sul business. Immaginate, ogni volta che viene pubblicata una nuova normativa, il processo che parte è quello di verificare quali sono le zone del business che possono avere appunto un potenziale impatto e nel tal caso valutare quali sono le distanze, i gap rispetto al nuovo adempimento e verificare anche quanto costa implementare tutte le necessarie azioni per poter colmare questo gap. Questa attività fatta su Excel o sulla normale banca dati purtroppo ci lascia sempre con, diciamo, della strumentazione in qualche modo "monca", nel senso che è comunque necessaria una grossa manualità nel recupero e nella lettura di miriade e miriade di documenti prima di poter iniziare il vero valore, scusate, le vere attività a valore aggiunto di questo processo che sono poi appunto la valutazione di cosa fare per mitigare il rischio a cui si espone il business non rispettando quello specifico adempimento. Quindi lì dove la banca dati ti dà nuove informazioni da leggere, il nostro strumento te le organizza in funzione del tuo lavoro, le classifica in base ai tuoi interessi lasciandoti quindi il tempo di dedicarti a tutte le attività dove il contributo umano è fondamentale. Negli ultimi mesi poi abbiamo integrato anche una soluzione di generative AI che non fa nient'altro che leggere questo formato machine readable per conto dell'utente basandosi appunto sulla domanda posta e dando in risposta quello che è un'elaborazione che però è fondata su quello che si legge sulla normativa e sempre fornendo anche all'utente il riferimento normativo da cui è stata estratta quell'informazione. Questo è un upgrade importante rispetto a quello che sono le altre soluzioni di generative AI nel mondo legale dove ovviamente le allucinazioni sono sostanzialmente il nemico e quindi qui si riesce sempre a dare l'opportunità all'umano di rimanere al centro del processo decisionale perché poi è sempre lui che deve prendere la decisione finale ma avendo delle capacità degli strumenti che aumentano appunto le sue possibilità e diminuiscono il tempo mal impiegato in attività tediose che non aggiungono valore al processo. **Davide**: Ok e questa intelligenza artificiale da dove attinge... la vostra intelligenza artificiale la normativa attuale e futura? **Andrea**: Beh questo diciamo è una delle caratteristiche anche principali che ci differenza delle più diciamo importanti banche dati perché faccio seguito diciamo la domanda precedente proprio per specificare che la nostra piattaforma si aggancia a tutti gli enti emittenti pubblici. Ad oggi noi copriamo sette giurisdizioni diverse, quindi abbiamo Italia, Europa, UK, US, Singapore, Hong Kong e ora stiamo attivando Lussemburgo e anche Francia e sostanzialmente per darvi un'idea anche della pervasività di monitoraggio che noi riusciamo ad avere in forma automatizzata. Da questi siti istituzionali noi scarichiamo tutti i documenti non solo quelli appunto effettivamente in vigore ma anche quelli di futura emanazione nelle varie step del processo legislativo. Ecco questo è un aspetto molto importante proprio per la sfida che noi lanciamo a questo mondo. Io l'ho specificato prima in apertura: la volontà di trasformare questa attività di compliance ma in generale di regulatory change management da un obbligo a un generatore di opportunità, da un costo a un qualcosa che invece può in qualche modo essere anche generatore di profitto. Ecco è proprio con il monitoraggio dei documenti in discussione, dei documenti di futura entrata in vigore che si può sostanzialmente realizzare questa visione no? Rendere possibile a un esperto guardare nel futuro e verificare quali normative saranno le nuove opportunità nasconderanno dei nuovi mercati dei nuovi business dei nuovi prodotti e intercettarli però non più a un mese dall'entrata in vigore del documento quando oramai magari è troppo tardi per fare avviare tutti i processi interni che sono necessari anche per mettere sul mercato un prodotto, ma un anno prima, in modo tale che si possa utilizzare questa strumentazione anche come vantaggio competitivo. Ed è proprio qui diciamo che noi proprio abbiamo una eh funzionalità ad hoc che ti fa vedere proprio uno sguardo sul futuro, anche simulando quelli che sono gli impatti sul business, ancora nella fase preliminare l'entrata in vigore. Questo è un aspetto molto importante che ancora una volta va incontro a quella volontà di rivoluzionare le modalità di lavoro in questo ambito che renderanno finalmente capaci questi esperti di compliance di convertire delle attività che tipicamente sono "reattive", quindi quando esce la norma faccio qualcosa, a delle attività invece "proattive" in cui i board, i CEO e tutti gli executive sono aiutati dai professionisti nel orientarsi nel futuro, ancora prima che questo futuro sia presente e poi invada le scrivanie di tutti. **Davide**: Ok, tutto questo però partendo dal presupposto che il risultato che mi dà la vostra intelligenza artificiale, come citavi tu prima, sia privo di allucinazioni e oggi quando parliamo di intelligenza artificiale generativa, pensiamo a ChatGPT, Google, Bard, il tema delle allucinazioni è un tema che ha la sua rilevanza. E immagino lo abbia anche a maggior ragione in questo settore perché se devo conformarmi a una normativa devo essere certo che quella sia la vera normativa. E quindi come si fa, come fate a evitare che ci sia questo rischio? **Andrea**: Beh, allora io per spiegare diciamo questo concetto diciamo di solito espongo un po quali sono i due "momenti" dell'intelligenza artificiale presenti sulla nostra piattaforma. C'è un primo momento che è sostanzialmente fatto da tutte quelle attività in cui noi andiamo a recuperare i documenti dagli enti emittenti che supportiamo e lì convertiamo in questo formato machine readable che spiegavo prima. Quindi immaginate di questo processo di conversione "AI based" di tutti i documenti piatti in documenti machine readable che sono arricchiti di tutte le informazioni molto granulari che sono fondamentali per poi procedere oltre con l'analisi e con diciamo il riconoscimento degli impatti sul business e via discorrendo. Questo primo momento viene fatto con dei motori dell'intelligenza artificiale nostri proprietari che ovviamente si basano su tecniche di machine learning diciamo allo stato dell'arte e che non includono nessun tipo di intelligenza artificiale generativa ma vanno a estrarre in maniera molto granulare tutte queste informazioni che poi sono utili per il secondo momento dell'intelligenza artificiale presente nella nostra piattaforma che invece ha come protagonista la tecnologia di generative AI che non fa nient'altro che ricercare all'interno di questo "mare magnum" di documenti, di informazioni in formato machine readable sulla base della domanda posta dall'utente il contesto normativo più rilevante per rispondere a quella domanda. Questo contesto normativo una volta trovato viene innanzitutto sottoposto all'utente quindi c'è una fase in cui l'utente è in qualche modo edotto di quello che si sta utilizzando per rispondere a quella domanda e quindi già qui c'è il primo momento di "human review" che può essere svolto sapientemente da un professionista che utilizza la piattaforma e sulla base di quel contesto viene generata poi la risposta. In questa modalità quindi c'è una restrizione di quelli che sono proprio i confini nei quali può inventare una generative AI di mercato ed è anche qui diciamo dove il nostro valore è meglio rappresentato rispetto a una soluzione appunto commerciale disponibile sul mercato magari anche diciamo di quelle che tutti noi utilizziamo per semplificare la scrittura di email o altre attività produttive. Noi riusciamo a dare sempre il contesto normativo sulla base del quale si risponde a una domanda. Non solo la fonte quindi ho trovato questa informazione su questo documento, no sto considerando il comma 2 dell'articolo 4 del paragrafo 7 eccetera eccetera. Quindi c'è proprio una granularità anche di riconoscimento delle parti rilevanti rispetto alla domanda posta che è sostanzialmente un unicum di quello che insomma ad oggi vediamo quindi in questo senso si va a limitare quello che è l'effetto negativo delle allucinazioni facendolo ovviamente con un approccio, il nostro, che è sempre tendente verso un approccio tecnico. Io non mi stanco mai di dire che il mio socio, co-founder e CTO è Lorenzo De Mattei è stato diciamo l'inventore del primo modello di generative AI per l'italiano, è ovviamente un antenato di GPT-4, se eravamo nell'era dei GPT-2 dove ovviamente le capacità anche di generazione del testo erano ben diciamo... molto limitate rispetto a quelle che siamo abituati a vedere oggi con ChatGPT o altri però questo per farvi capire quanto noi conosciamo i limiti di queste tecnologie, le possibilità di queste tecnologie e quindi riusciamo poi a metterle a terra nella migliore maniera per quello che è lo use case principale dei nostri utenti. **Davide**: Ok, e in questa risposta ci hai spiegato anche un po nella pratica come funziona l'approccio, l'esperienza dell'utente, del professionista che interroga il vostro servizio. Per fare un esempio pratico però, ci spieghi appunto come un professionista legale, un'istituzione finanziaria trarrebbe vantaggio da utilizzare Aptus.AI in una situazione specifica però. **Andrea**: Sì, allora diciamo in particolare ci sono sostanzialmente tre grandi vantaggi che la nostra piattaforma offre. In primis l'automazione del monitoraggio degli enti emittenti che oggi spesso richiede anche 2-3 ore uomo al giorno a seconda ovviamente della metodologia di compliance, di regulatory change management che è in vigore nell'istituzione finanziaria, che ovviamente con uno strumento del genere vengono completamente azzerate perché lo strumento non solo fa il monitoraggio in automatico degli enti emittenti, che questo è un servizio che fanno anche altri info provider, ma invia alert personalizzati a seconda degli interessi quindi tu sei sostanzialmente notificato solo per quello che realmente ti interessa. E qui c'è un risparmio di tempo pazzesco, ovviamente oggi impiegato in maniera erronea perché una persona che sta lì a scartabellare tutti i vari siti sicuramente non sta creando nessun tipo di valore al business della società e questo ovviamente per fare un esempio concreto potete immaginare il processo di emanazione di una qualsiasi norma che impatta un business in un'istituzione finanziaria tutti devono essere sempre allineati prima possibile per poter reagire nei tempi stabiliti dalle norme. Poi c'è un secondo sicuramente vantaggio che è quello relativo alle attività di previsione del futuro che oggi spesso hanno delle strutture dedicate perché ovviamente è un'attività che non solo coinvolge delle pratiche che sono più legate al regulatory affairs o all'institutional affairs quindi quasi attività di lobbying che entrano in azione nel momento proprio iniziale, nel tavolo di lavoro iniziale di un processo legislativo, ma anche proprio nella possibilità, anzi nell'impossibilità attuale, di prevedere quali sono gli impatti sul business e questa è un'attività che oggi viene fatta manualmente. Quindi convertire tutta questa manualità in uno strumento che ti permette di concentrarti realmente solo sull'impatto, che poi è la cosa importante, delegando all'intelligenza artificiale tutte quelle attività di monitoraggio che ovviamente sono molto dispendiose. Quindi anche qui un ulteriore risparmio di tempo ma non tanto per eliminare posti di lavoro - perché qui non si sostituisce nessuno - quanto più per impiegare in maniera efficiente ed efficace le skills di persone che talvolta sono altamente qualificate si torna a fare dei lavori veramente abbrutenti. La terza attività e questa magari possiamo fare anche un esempio un po più concreto, esce diciamo la nuova circolare 285 della Banca d'Italia che obbliga tutte le istituzioni finanziarie a non so... modificare la propria organizzazione o a implementare ulteriori controlli a livello di compliance. In questo caso è molto importante soprattutto capire quali sono le differenze rispetto a un testo precedente per enucleare proprio cosa devo fare di nuovo rispetto a quello che ho già fatto fino a ieri e qui ovviamente lo strumento fornisce già una versione consolidata con il "red line", dove tu a colpo d'occhio già vedi cosa è stato cambiato, cosa è stato eliminato, qual è il nuovo, qual è il vecchio e quindi ovviamente hai una capacità anche di individuare quali sono le cose da azionare e su cui concentrarsi che è pazzesca rispetto a oggi che questa attività viene fatta manualmente. Cioè c'è una persona che su Excel si censisce la versione precedente di quella norma, la versione nuova e poi prende fa una nota su dire ok è cambiato questo e questo, incrociandosi anche un po gli occhi diciamo. Per poi arrivare successivamente una volta individuato le differenze a dire: ok ma quali sono le aree di business impattate come avviene questa cosa oggi? Oggi la persona chiama al telefono - letteralmente non sto scherzando - le persone che si occupano di specificare che potenzialmente nel loro prima analisi potrebbero essere coinvolte in questo nuovo aggiornamento normativo interrompono il loro flusso di lavoro per chiedere conferma di questo effettivo impatto. Con la nostra piattaforma tutto questo avviene automaticamente e si va a ingaggiare la struttura solo quando si è certi che effettivamente lì esiste e persiste un impatto che va messo a terra. E poi da qui parte ovviamente tutto il lavoro più ovviamente "human based", quindi la parte a valore aggiunto, che inevitabilmente necessita dell'apporto umano ovvero della valutazione del rischio di non conformità, quindi se non faccio nulla cosa succede, quali sono le sanzioni in cui incorro, però non si fa più estraendo a mano diciamo informazioni da un pdf ma sia già tutto organizzato all'interno di una funzionalità specifica della piattaforma che è pensata ad hoc per questo e che quindi velocizza di molto proprio le attività. Quindi per riassumere il vantaggio reale è allocare meglio le proprie risorse e efficientare il processo e soprattutto finalmente rivoluzionare una modalità di lavoro che onestamente non è allineata agli anni che noi stiamo vivendo, diciamo si parla ovviamente di metodologie che sono antiche di 30 anni e che non sono cambiate nonostante invece dall'altra parte c'è stata una proliferazione normativa impressionante. Quindi sicuramente una risposta di efficienza e di efficacia fondamentale che in questo momento è più necessaria che mai. **Davide**: Ok e come mai vi avete concentrato le vostre forze nel settore delle istituzioni finanziarie? Un'intelligenza artificiale di questo tipo non potrebbe essere rilevante in qualsiasi società, qualsiasi società deve fare compliance. **Andrea**: Beh questo è un aspetto che mi lascia anche spiegare meglio a che livello di analisi noi arriviamo. L'approccio della nostra intelligenza artificiale è in effetti "olistico" come si può dire nel senso che nel momento in cui noi agganciamo un ente emittente noi censiamo qualunque tipo di normativa quindi nella nostra piattaforma si può trovare anche la normativa sulla caccia e sulla pesca, sul farmaceutico, su qualunque tipo di industria. Proprio perché abbiamo affrontato il problema sapendo già dal principio che le necessità di analisi normativa nella nuova era - chiamiamola così - non sono solo della compliance delle istituzioni finanziarie ma sono una necessità diciamo che a 360 gradi abbraccia a tutti coloro che a vario titolo devono relazionarsi, studiare, analizzare un documento legale. Poi è chiaro che storicamente noi abbiamo avuto una prima traction sul mondo delle istituzioni finanziarie perché - e questo diciamo anche per motivi storici - dopo la crisi del 2008 come ho detto in premessa c'è stata una proliferazione importante da un punto di vista normativo e quindi anche un inasprimento di quelle che sono le necessità operative da un punto di vista dei funzioni di controllo di questo grande mercato. La stessa proliferazione non è stata egualmente presente in tutti gli altri mercati, ma piano piano sta crescendo. Ed è per questo motivo che uno dei grandi obiettivi del 2024 di Aptus.AI è - non solo quello di esportare questa soluzione all'estero come vi ho spiegato diciamo stiamo già facendo sempre ovviamente nel mercato di istituzioni finanziarie - ma anche quello di creare le condizioni per verificare quali altri settori industriali possono essere interessati a questa specifica soluzione per risolvere i loro problemi di compliance ma anche per innovare le loro metodologie. Quindi assolutamente è una soluzione che può essere applicata ad altri ambiti. Ovviamente le istituzioni finanziarie avendo una pressione maggiore sono state anche... io dico sempre sono anche... sono sia il mercato più complesso da aggredire da un punto di vista della compliance ma sono anche... una volta risolto il problema più complesso è anche un'opportunità per andare in maniera più fluida anche su problematiche che fanno parte di altri mercati che appunto hanno una meno strutturazione delle istituzioni finanziarie da questo punto di vista. **Davide**: Ok e questo si collega con l'ultima domanda che voglio farti ed è proprio: come ti immagini il futuro di questo settore e quindi il ruolo che l'intelligenza artificiale potrà avere nei prossimi anni nel settore legale. **Andrea**: Allora diciamo che questo tipo di tecnologie secondo me stanno già rivoluzionando il mondo ovviamente, non sono io a dirlo, però in generale credo che ci siano due grandi macro tematiche su cui può avere un grande impatto. Il primo è una questione culturale, noi siamo partiti anche molto presto ad utilizzare l'intelligenza artificiale sul mercato quando c'era anche tanto scetticismo, oggi le persone sono consce del fatto che queste tecnologie possono fare tantissimo però talvolta si prendono delle derive anche eccessive, dove si pensa che si verrà sostituiti dalle macchine, si pensa al matrix, lo scenario matrix della situazione e invece bisogna anche fare ordine. Quindi il futuro ci porterà tante soluzioni che spiegheranno effettivamente come questo tipo di intelligenza artificiale - o in generale le varie soluzioni che verranno - potranno supportare l'umano che rimarrà sempre al centro del processo decisionale ma in generale di tutto quello che sono le attività umane, proprio perché ci sono delle attività che noi umani possiamo fare che le macchine invece non potranno mai fare e viceversa insomma ci sono delle cose dove noi umani siamo meno performanti e quindi sul portato di una macchina possiamo andare molto molto più veloci. La seconda è un po la rivoluzione del modo di lavorare perché questa è la vera opportunità che io ci vedo anche da operatore di questo mercato. Cercare anche di creare efficienza su processi che sono oramai vecchi di tanti anni che vanno innovati e che possono portare anche noi cittadini del mondo noi umani a avere più tempo per dedicarci anche alle cose importanti della vita, avere un equilibrio rispetto alla professione e alla vita personale che oggi spesso si va tanto veloce, si richiede sempre più "effort" da parte di tutte le persone, anche perché gli input sono tanti, noi umani siamo limitati come risorse e l'unica soluzione è lavorare di più, togliere tempo al resto e questo invece... questo tipo di tecnologie possono invertire questo processo, possono supportarci per andare alla velocità che ci richiede questo mondo senza però investire tutto il nostro tempo, senza togliere tempo alla famiglia, al sonno o altre attività ovviamente che devono far parte della vita perché ovviamente sono parimenti importanti. **Davide**: Va bene allora, grazie Andrea per averci parlato di Regulatory Technology e della tua realtà e di quello che hai il presente e il futuro, il possibile futuro dell'utilizzo e dell'implementazione dell'intelligenza artificiale nel settore legale. Alla prossima. **Andrea**: Ciao, grazie a voi per l'opportunità. #### Conclusione - Timestamp: 33:17 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e25 ## Le nuove frontiere della cucina domotica > Circa quattro anni fa avevamo parlato per la prima volta del mondo degli [elettrodomestici](https://www.dentrolatecnologia.it/s2e51?t=255) nelle [case domotiche](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e21?t=256), analizzando le principali tecnologie e soluzioni pensate per rendere le attività in cucina più semplici, efficaci e perché no, ancora più divertenti. Da allora l’innovazione è progredita notevolmente, e dopo una lunga pandemia, le esigenze delle persone sono cambiate drasticamente ed insieme a loro anche le tecnologie per poterle soddisfare. Com’è quindi cambiato il funzionamento degli elettrodomestici smart nel corso degli ultimi anni? Che ruolo gioca l’[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/episodi?arg=ia) nel settore? A tali domande abbiamo provato a dare una risposta in questa puntata. Nella sezione delle notizie parliamo di [Suunto Ocean](https://www.suunto.com/it-it/Prodotti/Computer-e-strumenti-per-immersioni/suunto-ocean/suunto-ocean-all-black/), il nuovo [sport watch](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e20?t=248) di riferimento per le immersioni, del laser anti-drone [Fractl](https://www.janes.com/osint-insights/defence-news/defence/australian-army-tests-laser-guided-c-uas) dell'esercito australiano e infine di un attacco hacker contro l’azienda socio sanitaria territoriale [Rhodense](https://www.asst-ovestmi.it/home). - Stagione: 6 - Episodio: 25 - Data di pubblicazione: 2024-06-22 06:45:00 - Durata: 14:19 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e25](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e25) - Episodi correlati: s2e51, s4e50 - Tag: domotica,cucina,frigoriferi,forni,elettrodomestici,smarthome,delonghi,caffé,intelligenza artificiale,robotica,ristoranti,attacco hacker,hacker,pazienti,azienda sanitaria,as,rho,furto,furto dati,dati,suunto,sportwatch,smartwatch,immersioni,autonomia,laser,anti-droni,esercito australiano,fractl ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo nuovamente, dopo tanto tempo, di tecnologia in cucina, tra domotica, robotizzazione e intelligenza artificiale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Suunto Ocean, il nuovo riferimento per le immersioni > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Sport - Tipologia: Notizia **Davide**: Suunto ha presentato il suo nuovo sportwatch Suunto Ocean, un nuovo computer indossabile pensato per coloro che praticano immersioni professionali fino a 60 metri. Tra le diverse modalità selezionabili troviamo le immersioni con bombole ad aria, nitrox, multigas, con la possibilità di rilevare la pressione istantanea di queste ultime grazie alla sonda accessoria Tank Pod. Benché sia pensato principalmente per le immersioni, Suunto Ocean supporta comunque il tracking di 90 discipline sportive, dal momento che è dotato di tutti i sensori indispensabili per il monitoraggio, come altimetro, barometro, cardiofrequenzimetro che abbiamo approfondito anche nella puntata dello scorso 18 maggio con Suunto. A livello di design presenta uno schermo OLED da 1,43 pollici, mentre per il tracciamento della posizione è dotato di un modulo che supporta le costellazioni GPS, GLONASS e Galileo. Ultima, ma non per importanza, è l'autonomia, che garantisce fino a 60 ore di immersioni e 50 di tracking GPS continuato. Senza contare il monitoraggio delle attività, Sunto Ocean promette una autonomia di circa 26 giorni per quanto riguarda l'utilizzo quotidiano. #### Il laser anti-drone dell'esercito australiano > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:09 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: L'esercito australiano ha recentemente testato con successo una nuova arma laser portatile, chiamata Fractl, che rappresenta un significativo avanzamento nella tecnologia militare anti-droni. Durante i test effettuati presso un campo militare, il Fractl ha dimostrato un'ottima capacità di neutralizzare droni in volo, offrendo un metodo di contrasto superiore rispetto ad armi tradizionali che spesso risultano inefficaci controversagli agili e richiedono un notevole consumo di munizioni. Il Fractl utilizza un raggio laser di alta intensità in grado di incenerire i droni a distanze considerevoli fino a mille metri. Il sistema è dotato di un puntatore avanzato, che permette all'operatore di colpire con precisione, massimizzando l'efficacia e riducendo i danni collaterali. La portabilità, la potenza e la precisione lo rendono ideale per proteggere le truppe e garantire la sicurezza in contesti militari e civili, con applicazioni che spaziano dalla gestione del traffico aereo alla protezione di infrastrutture critiche. #### Un attacco hacker contro l’azienda sanitaria di Rho > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:10 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Gli attacchi hacker sono ogni anno sempre più frequenti, prendendo di mira aziende o infrastrutture strategiche per i paesi coinvolti. Un esempio sono i diversi attacchi hacker che hanno subito le aziende ospedaliere di Verona o Padova negli scorsi anni, attacchi che però non sono certo finiti. Nelle ultime settimane, infatti, un nuovo gruppo criminale, chiamato Cicada 3301, ha preso di mira diverse aziende in Stati Uniti, Regno Unito e Italia. Nel nostro paese l'attacco ha coinvolto l'azienda socio-sanitaria territoriale Rodenese, e come risultato sono stati resi pubblici circa un terabyte di file personali di diversi pazienti seguiti dall'ente. Trattandosi di un attacco di tipo ransomware, i dati personali sono stati criptati, rendendoli inutilizzabili dal sistema informatico dell'azienda, che è ancora al lavoro per poter ripristinare tutti i servizi. Ancora una volta, quindi, dobbiamo ricordarci e ricordare come la protezione dei dati e la ciber sicurezza siano temi fondamentali il giorno d'oggi, dove ognuno di noi può rappresentare un punto debole e deve quindi fare la propria parte per proteggersi e proteggere gli altri da questo tipo di attacchi. #### Le nuove frontiere della cucina domotica > - Timestamp: 04:40 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Domotica, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Topic **Davide**: Circa quattro anni fa, nella puntata alla tecnologia in cucina, tra frigoriferi e forni smart, avevamo parlato per la prima volta del mondo degli elettrodomestici nelle case domotiche. Analizzando le principali tecnologie e soluzioni, pensate per rendere le attività in cucina più semplici, efficaci e, perché no, ancora più divertenti. Da allora l'innovazione è progredita notevolmente e, dopo una lunga pandemia, le esigenze delle persone sono cambiate drasticamente ed insieme a loro anche le tecnologie per poterle soddisfare. A dire la verità, il funzionamento degli elettrodomestici smart rimane pressoché lo stesso di quattro anni fa, se non per l'aggiunta di qualche nuova funzionalità che li rende ora ancora più efficienti sia nel funzionamento che nella gestione dei consumi elettrici. Per fare un esempio, oggi molte persone tendono sempre di più a cucinare a casa piuttosto che a uscire al ristorante. Perciò il mondo degli elettrodomestici smart si sta lentamente adattando alle scelte dei consumatori, migliorando tali elettrodomestici sia da un punto di vista tecnologico ma allo stesso tempo rendendoli anche più grandi. Questo trend sta dunque portando ad una maggior attenzione sulla qualità e la tipologia degli elettrodomestici che mettiamo nelle nostre cucine, perché oltre appunto alla possibilità di risparmiare, la tecnologia ormai rende sempre più personalizzabile l'esperienza culinaria fai da tè, assicurando allo stesso tempo anche un controllo sulla qualità degli ingredienti. Un esempio che dimostra questa teoria lo possiamo prendere dalle macchine del caffè che stanno diventando un pilastro essenziale nelle cucine di molti italiani, proprio perché spesso risulta più comodo e conveniente preparare il caffè a casa piuttosto che al bar. Un'eccellenza italiana conosciuta in tutto il mondo è De Longhi, un'azienda produttrice di macchine per il caffè di alta qualità e oggi all'avanguardia da un punto di vista tecnologico. Oltre all'indiscusa autorevolezza che si è guadagnata nel mondo del caffè, De Longhi oggi equipaggia le proprie macchine con tecnologie tanto semplici quanto efficaci, che consentono di preparare miscele e bevande sia attraverso il display digitale dei modelli più avanzati, ma anche direttamente dall'app. Il modello Rivelia, di fascia medio-alta, è dotato ad esempio di un display a colori full touch da 3,5 pollici, da cui è possibile gestire la preparazione di 5 tipologie di caffè che vanno dal semplice espresso all'americano. Il vantaggio di possedere una macchina del caffè smart consiste nella personalizzazione delle caratteristiche delle diverse miscele, ma anche nell'automazione delle preparazioni le quali possono essere impostate sulla base delle nostre abitudini. Questo modello, in particolare essendo dotato della modalità Bean Switch System, è persino in grado di consigliare le corrette preparazioni analizzando semplicemente la tipologia dei chicchi che sono inseriti nei contenitori, rendendo così l'esperienza finale ancora più smart. Tornando al discorso iniziale, possiamo affermare che la domotica in cucina non solo sembra aver trovato il suo equilibrio per quanto riguarda l'utilità e l'efficientamento, ma sicuramente il settore continuerà a progredire da un punto di vista tecnologico nei prossimi anni. Tuttavia, l'ultimo passo che resterebbe da colmare riguarda l'integrazione dei propri dispositivi in un unico ecosistema. Su questo fronte, per fortuna, rispetto a 4 anni fa, sono stati fatti notevoli progressi, e questo grazie allo sviluppo di Matter, ovvero uno standard per la casa intelligente, pensato proprio per favorire l'interoperabilità dei dispositivi, nonché aumentare la compatibilità tra strumenti ed elettrodomestici di marchi diversi. Se oggi infatti non manca la scelta e l'assortimento dei dispositivi smart, ad essere in difetto è invece la possibilità di poterli controllare uno ad uno, senza la necessità di usare un app per ogni singolo dispositivo, rendendo così la gestione della casa ancora più complicata di quanto non lo fosse in partenza. Matter è dunque pensato per favorire sia la compatibilità ma anche la comunicazione tra dispositivi in assenza di connessione ad internet, che rimane però indispensabile nel caso in cui ci si trovassi fuori casa. Dopo quest'ultima novità, non resta che parlare del grande elefante nella stanza, l'intelligenza artificiale, l'ultima IFA di Berlino, ovvero la più importante fiera tecnologica del mondo, si è concentrata in particolar modo sul mondo della smart home e delle possibili implicazioni che potrebbe avere sull'IA in questo settore. Se infatti la domotica riesce a semplificare e velocizzare le operazioni che compiamo noi persone in cucina, grazie all'integrazione di sistemi di intelligenza artificiale potrebbero diventare un giorno completamente automatiche. Senza addentrarci nella fantascienza, cerchiamo ora di vedere qual è lo stato attuale di questa tecnologia applicata al mondo degli elettrodomestici smart. Un primo vantaggio che potremo individuare è relativo all'acquisizione di informazioni legate alle nostre abitudini. Molti dei più moderni elettrodomestici per la cucina, come ad esempio il forno, sono dotati di sensori in grado di rilevare qualsiasi parametro presente al suo interno, dalla temperatura, al peso, fino all'umidità. Con le norme quantità di dati ottenuti, il software è in grado di analizzare le preferenze culinarie di una determinata persona, in base alle abitudini registrate, e impostare la cottura di un piatto in maniera del tutto automatica. Ad esempio, se preferissimo la pizza con la crosta più croccante, in base alle interazioni precedenti che abbiamo avuto con il forno, il sistema di intelligenza artificiale andrà a regolare questo parametro automaticamente. Tornando a parlare di integrazione, se nel frigo smart avessi del pollo e determinate verdure, il forno andrebbe ad acquisire i dati da quest'ultimo, consigliandoci una determinata ricetta per la preparazione di un piatto leggero a base di pollo. Oppure, sempre interagendo con il frigo, il forno potrebbe suggerire la preparazione di una portata utilizzando ingredienti prossimi alla scadenza, grazie alle letture automatiche effettuate dal frigo. Gli esempi potrebbero proseguire ulteriormente. Quello che è interessante analizzare, però, è come qualsiasi operazione, che solitamente eravamo abituati a compiere fisicamente, negli ultimi anni sta andando incontro ad un processo di automatizzazione sempre più accentuato. Questo contesto vantaggioso per un ambiente culinario domestico sembra stia preoccupando sempre più il settore della ristorazione, che come in altri campi, ad oggi si discute sulla possibilità che alcune mansioni all'interno delle cucine possano essere rimpiazzate dall'intelligenza artificiale integrata nella robotica. Immaginate di avere la possibilità di inserire la capacità di lettura e apprendimento, citate poco fa, all'interno di un robot. Il risultato sarebbe che l'intelligenza artificiale potrebbe svolgere le mansioni dello chef, del cameriere o dell'addetto ai dolci, con più precisione, organizzazione e senza margine di errore. Probabilmente, con la regolamentazione del settore a livello normativo, determinate classi lavorative potranno sicuramente continuare ad operare all'interno del settore. Infatti, per rendere la robotica e l'IA più vantaggiose, l'automatizzazione potrebbe essere adottata per svolgere i compiti più ripetitivi, come pelare o tagliare verdure, mescolare salse o grigliare hamburger con precisione costante. Al di fuori della cucina, i sistemi di intelligenza artificiale potrebbero ottimizzare la catena di approvvigionamento, prevedendo con anticipo la domanda e ordinando poi gli ingredienti in modo più efficiente, riducendo gli sprechi. Per quanto riguarda le mansioni più creative, difficilmente l'IA potrà raggiungere determinati livelli, almeno per il momento. Se prima abbiamo parlato di una cucina utopica in cui tutto funziona meraviglia, la realtà al momento è ben diversa, perché una capacità che al momento le macchine non possiedono è la possibilità di adattarsi velocemente in qualsiasi situazione, mentre se si verificasse un piccola errore all'interno del sistema, la realtà al momento è ben diversa, perché una capacità che al momento le macchine non possiedono è la possibilità di adattarsi velocemente in qualsiasi situazione, mentre se si verificasse un piccolo errore all'interno del sistema, tutti gli elementi che interagiscono tra loro potrebbero rendere il problema ancora più esteso. In conclusione, l'IA potrebbe avere in futuro un ruolo più centrale all'interno delle nostre cucine, però, salvo qualche raro caso, i ristoranti gestiti dalle persone hanno ancora un solido futuro. È più probabile, invece, che vedremo in futuro l'IA e la robotica collaborare con gli chef umani, piuttosto che sostituirli completamente. E questa collaborazione andrebbe a portare a una sinergia dove le macchine si occupano di compiti ripetitivi, pericolosi o di precisione, mentre gli umani si concentrano più sugli aspetti creativi o di supervisione della cucina e di interazione con le persone. L'ideale perciò vedrebbe un equilibrio in cui la tecnologia potenzia le capacità umane senza sostituirle, migliorando l'efficienza e la consistenza, ma mantenendo il tocco umano che rende unica l'esperienza gastronomica. #### Conclusione - Timestamp: 13:27 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e26 ## Gilardoni: come i raggi X hanno rivoluzionato i controlli aeroportuali > In un'epoca in cui la [sicurezza](https://it.wikipedia.org/wiki/Sicurezza_aeroportuale) è diventata una priorità assoluta in molteplici ambiti, è fondamentale comprendere come le tecnologie avanzate possano rendere i viaggi aerei più sicuri ed efficienti e contribuire allo sviluppo di diversi settori industriali. L'utilizzo dei [raggi X](https://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_X) in ambito aeroportuale è un esempio emblematico di come l'innovazione tecnologica possa migliorare significativamente i processi di controllo e sicurezza. Queste tecnologie, però, trovano applicazione non solo negli aeroporti, ma anche in altri contesti cruciali, come luoghi pubblici e privati in cui la sicurezza deve essere messa al primo posto. Per affrontare questi temi abbiamo invitato [Davide Baratto](https://www.dentrolatecnologia.it/davide.baratto.html), CEO di [Gilardoni](https://www.dentrolatecnologia.it/gilardoni.html). Nella sezione delle notizie parliamo dell’arrivo sulla Terra dei primi campioni del [lato nascosto della Luna](https://it.wikipedia.org/wiki/Faccia_nascosta_della_Luna) e infine di [robot](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e48?t=229) più “umani” grazie ad una pelle coltivata. - Stagione: 6 - Episodio: 26 - Data di pubblicazione: 2024-06-29 06:45:00 - Durata: 32:30 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e26](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e26) - Episodi correlati: s6e12 - Tag: sicurezza,tecnologia,viaggi aerei,raggi X,controlli aeroportuali,industria,innovazione,gilardoni,minaccia,sistemi informatici,davide baratto,ceo,luna,campioni,roccia,cina,composizione,robot,robotica,pelle,pelle coltivata ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide Baratto**: Forse non tutti sanno che le macchine sono programmate per inserire all'interno del bagaglio l'immagine di una minaccia per verificare che l'operatore sia attento e quando l'operatore allarmerà il bagaglio in base a questa immagine che è stata aggiunta all'interno del bagaglio artificialmente dal software, il software avviserà che in quel caso la minaccia era diciamo artificiale e il bagaglio dovrà essere re-ispezionato per verificare che oltre alla immagine inserita dal software non ci sia nient'altro. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo del ruolo delle macchine a raggi X e di altre tecnologie sviluppate dalla società Gilardoni per rendere più sicuri gli aeroporti e molti altri luoghi critici. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### I primi campioni del lato nascosto della Luna > Fonte: HWUpgrade.it - Timestamp: 01:28 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella mattinata del 25 giugno è rientrata sulla Terra la capsula della missione spaziale Chang'e-6 dell'Agenzia Spaziale Cinese, con all'interno i campioni di roccia lunare prelevati sulla superficie del Cratere Apollo sul lato nascosto della Luna. Si tratta di un vero e proprio traguardo storico per il settore dello spazio, perché per la prima volta la comunità scientifica potrà analizzare fisicamente dei campioni prelevati sul lato opposto della Luna, che noi dalla Terra non possiamo vedere direttamente. Nella prima conferenza stampa dell'Agenzia è stato rivelato che la massa dei campioni dovrebbe essere inferiore a 2 kg proprio come da programma. Inoltre, dalle analisi preliminari è emerso che il suolo della zona su cui è atterrato il lander risulta più viscoso e ricco di grumi rispetto al campione prelevato sul lato visibile della Luna. In ogni caso, la comunità scientifica era già a conoscenza del fatto che lo spessore della crosta lunare, l'attività magmatica e la composizione fossero diverse rispetto alla regione visibile della Luna. E a questo punto si spera che i primi campioni raccolti sul lato nascosto della Luna possano fare luce sulle cause di tali differenze. #### Rendere i robot più umani con la pelle coltivata > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:38 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Materiali - Tipologia: Notizia **Davide**: Uno degli obiettivi della robotica è senza dubbio quello di creare dei robot sempre più tra virgolette "umani", sia per quanto riguarda le interazioni, sia dal punto di vista fisico ed estetico. Una notizia in questo senso viene da un team formato da ricercatori della Harvard University e dell'Università di Tokyo, che hanno sviluppato un nuovo sistema per applicare la pelle coltivata alle superfici robotiche. Al momento il sistema utilizzato è infatti quello delle ancore a protusione, un sistema invasivo e sub-ottimale che rischia spesso di danneggiare o rompere la pelle coltivata. Il nuovo sistema invece utilizza le ancore a perforazione, ossia dei legamenti costituiti principalmente da collagene ed elastina che ancorano la pelle coltivata sulla superficie sottostante del robot. In questo modo la pelle può essere applicata anche a superfici complesse, rimanendo saldamente attaccata e permettendone al contempo una maggiore e miglior contrazione. L'utilizzo di pelle coltivata dunque permetterà ai robot sicuramente di avere un aspetto più umano, con una qualità espressiva nettamente migliorata. Dall'altro però dobbiamo ricordarci del fenomeno dell'Uncanny Valley, per cui molte persone potrebbero provare un senso di repulsione verso queste nuove tipologie di robot. #### Gilardoni: come i raggi X hanno rivoluzionato i controlli aeroportuali > - Timestamp: 04:11 - Autori: Gilardoni, Davide Baratto, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Trasporti - Tipologia: Intervista **Davide**: In un'epoca in cui la sicurezza è diventata una priorità assoluta in molteplici ambiti, è fondamentale comprendere come le tecnologie avanzate possano rendere i viaggi aerei più sicuri ed efficienti e contribuire allo sviluppo di diversi settori industriali. L'utilizzo dei raggi X in ambito aeroportuale è un esempio emblematico di come l'innovazione tecnologica possa migliorare significativamente i processi di controllo e sicurezza. Ma queste tecnologie, appunto, trovano applicazione non solo negli aeroporti, ma anche in altri contesti cruciali, come luoghi pubblici e privati, in cui la sicurezza deve essere messa al primo posto. Di questo e non solo parliamo oggi con Davide Baratto, CEO di Gilardoni. Benvenuto Davide. **Davide Baratto**: Grazie, buongiorno. **Davide**: Innanzitutto, raccontaci e spiegaci di che cosa si occupa Gilardoni. **Davide Baratto**: Gilardoni è un'azienda storica che nasce nel secondo dopoguerra, nel 1947, portando in Italia la tecnologia dei raggi X, che era una tecnologia tedesca e che era stata sviluppata quindi principalmente in Germania. Dopo la seconda guerra mondiale c'era la necessità di utilizzare e di produrre in Italia degli impianti a raggi X, che all'epoca erano utilizzati soprattutto nell'ambito ospedaliero e medico, quindi ortopedico, che sono le prime applicazioni, quelle forse più note. E quindi Gilardoni comincia da lì a sviluppare gli impianti a raggi X che produciamo qui e progettiamo qui in Gilardoni. Poi con lo sviluppo economico i raggi X hanno cominciato a essere utilizzati anche a livello industriale per il controllo della qualità dei manufatti, non so, dalle saldature dei gasdotti alla qualità delle fusioni di alluminio o dei prodotti di varia natura. Oggi i raggi X sono utilizzati in quasi tutti gli ambiti industriali, dal navale all'aerospaziale, all'alimentare, alla moda. Poi negli anni 70 con i primi attentati terroristici si è posta la necessità di sviluppare delle macchine che potessero controllare il contenuto dei bagagli. E quindi Gilardoni, ancora oggi, progetta e produce impianti che garantiscono la sicurezza nei voli aerei, ma non solo, come dicevi prima, anche in una serie di altre situazioni, quindi luoghi pubblici, dalle fiere alle crociere, dalle metropolitane, in alcuni paesi anche gli hotel, alle ambasciate, ad aziende critiche e a punti strategici, i ministeri, le carceri. Sono tantissimi gli ambiti in cui si controllano i bagagli. Poi qui si apre un ambito per cui ci sono il controllo dei bagagli da stiva, quelli di bagagli a mano, il controllo nelle carceri è certamente molto diverso da quello degli aeroporti, con caratteristiche e richieste diverse, e quindi Gilardoni ha sviluppato una serie di impianti per questo tipo di applicazioni, e quindi ancora oggi Gilardoni produce quindi impianti a raggi X, e li produce e li progetta in Italia, sia per l'ambito medico, che quello industriale, che quello della sicurezza. **Davide**: Ok, e oggi ci concentriamo su quello aeroportuale, come hai detto tu, in realtà è il più emblematico ma è forse quello con cui abbiamo più familiarità, però in realtà sono tantissimi gli ambiti in cui la stessa tecnologia e le stesse macchine devono essere utilizzate per garantire la sicurezza. Ci racconti quindi come si fa a garantire la sicurezza all'interno di un aeroporto e qual è il vostro contributo in questo? **Davide Baratto**: Certo, la sicurezza in un aeroporto è un tema complesso, perché oltre al controllo bagagli che vediamo, al quale siamo abituati, ci sono una serie di altri controlli. Intanto il bagaglio da stiva viene controllato allo stesso modo, o in modo analogo a quello che succede col bagaglio a mano, ma poi le merci del duty free devono essere controllate per verificare che eventuali minacce non entrino da quella "porta" tra virgolette. E così come il personale degli aeroporti deve essere verificato e quindi ci sono dei varchi che sono destinati a questo, ma che hanno controlli del tutto simili a quelli dedicati ai passeggeri. Quindi, l'ambiente aeroportuale è un ambiente complesso, con vari tipi di richiesta e vari tipi di esigenza. Ormai è comune, anche se negli anni 70 non lo era, che chi prende un aereo debba sottoporsi a dei controlli che vanno dal controllo del proprio bagaglio a mano, e siamo abituati quindi a porre il bagaglio su una rulliera e poi farlo passare attraverso una macchina a raggi X e queste sono le macchine che Gilardoni produce e progetta. Poi c'è un controllo della persona, quindi i body scanner piuttosto che i metal detector, per verificare che anche la persona non abbia nulla di proibito, diciamo, addosso. Ma anche, come dicevamo prima, i bagagli da stiva vengono controllati, perché anche se le richieste e le proibizioni sono diverse ci sono delle limitazioni anche nei controlli dei bagagli da stiva e poi anche a livello doganale. A volte uno non ci pensa, ma per esempio portare certi alimenti in certi paesi è proibito per evitare poi problemi magari con "contaminazioni" tra virgolette di agenti che non sono presenti in quel paese in modo naturale, quindi anche le dogane usano non solo per prevenire il contrabbando o il commercio di merci proibite, ma anche per motivi molto diversi da questo. **Davide**: Ok, non hai citato nello specifico le persone, perché in questo caso si utilizzano tecnologie diverse. Ci parli un po' quindi delle tecnologie che vengono utilizzate, che voi utilizzate per fare questi controlli? **Davide Baratto**: Sì, allora... Gilardoni progetta e produce macchine a raggi X. Queste servono per guardare all'interno dei bagagli. Quindi il bagaglio a mano, tipicamente come quello da stiva, viene posto su delle rulliere e viene fatto passare attraverso una macchina a raggi X che ne controlla il contenuto. E poi vedremo magari come lo controlla e come riesce a rilevare eventuali minacce. Per quanto riguarda invece le persone... Vengono utilizzate tecnologie diverse, i raggi X sono dannosi alle persone e quindi devono essere evitate esposizioni non necessarie. Quindi in Italia per esempio è proibito esporre a radiazioni una persona se non per uso medico. Questo fa sì che, almeno in Italia, in certi paesi si usano anche i raggi X per controllare le persone e questo permetterebbe, per esempio, di verificare se all'interno del corpo il passeggero sta trasportando merci proibite, come a volte succede con ovuli di droga, eccetera. E questo in alcuni paesi è utilizzato, in Italia no. Più comunemente, invece, le persone vengono verificate utilizzando o dei metal detector, che sono quei portali sotto i quali siamo abituati a passare, che ogni tanto suonano, e che verificano la presenza di materiali metallici addosso alla persona. Per questo ci fanno togliere la cintura, l'orologio e quant'altro. E quindi o il metadetector oppure oggi ci sono anche i body scanner a onde millimetriche. Tipicamente li avrete visti negli aeroporti, sono quelli dove si entra, si alzano le braccia e si sta fermi per qualche secondo. Ecco, quelli sono degli scanner che attraverso una tecnologia a onde millimetriche riesce a identificare oggetti che possiamo avere nascosti sotto i vestiti, quindi non attraversano il corpo umano, ma attraversano i vestiti e quindi possono identificare oggetti anche non metallici che potrei avere all'interno sotto i vestiti o nelle tasche o da qualche parte. E questo è un altro metodo sempre più frequente di controllo perché permette di identificare anche qualcosa che non sia metallico. Potrei avere un coltello di ceramica, per esempio, o qualcosa del genere. E poi ci sono ulteriori controlli che vengono fatti secondo certi CONOPS, si dice, certe procedure e quindi statisticamente oppure in base a certi criteri si verifica per esempio la presenza di tracce di esplosivi o di droghe. Cioè, a volte ci sarà capitato di essere controllati e ci avranno passato dei pezzettini di tessuto, chiamiamolo così, sulle mani o sulla valigia per rilevare delle tracce di esplosivi o di droghe. Quindi queste striscette di materiale che vengono passate sulle nostre mani, sulla valigia, eccetera, raccolgono la polvere, chiamiamola così, le tracce che possono esserci presenti su queste superfici, poi vengono inserite in una macchina che utilizzando delle tecnologie spettrometriche, che adesso non andiamo ad approfondire, comunque verificano la presenza anche di minime tracce di materiali proibiti, principalmente droghe o esplosivi e possono indicare che la persona ha avuto a che fare con questi materiali nelle ore o nei giorni precedenti all'imbarco e chiaramente potendo in questo modo dare degli elementi a chi fa i controlli per prendere dei provvedimenti. **Davide**: Ok, concentriamoci adesso su i raggi X e i macchinari che realizzate. Ci spieghi come i raggi X permettono di individuare ciò che abbiamo all'interno del nostro bagaglio da stiva o a mano e anche riconoscere diversi materiali, uno potrebbe essere pericoloso, un altro no, e magari anche la forma degli oggetti. **Davide Baratto**: Sì, allora, i raggi X funzionano sulla base del principio che queste onde elettromagnetiche, che sono molto simili alla luce in tutto e per tutto, solo che non sono visibili, hanno la proprietà di attraversare gli oggetti, come se questi fossero di vetro, trasparenti, e venire parzialmente assorbiti dagli oggetti stessi, un po' come succederebbe con degli oggetti di vetro, ok? Per i raggi X tutto il mondo è fatto di vetro, di qualcosa di trasparente. Quindi attraversano il bagaglio e vengono rilevati da un detettore che è dall'altra parte del bagaglio che ne crea un'immagine. Un'immagine che quindi rivela che cosa c'era all'interno del bagaglio proprio come se il bagaglio fosse stato trasparente. Quindi in questo modo si possono ottenere delle immagini che mostrano gli oggetti all'interno del bagaglio e già da subito possiamo verificare la forma di questi oggetti. E quindi è facile identificare la presenza di un cellulare o di una pistola o di una camicia piuttosto che di un libro attraverso la forma. Ma questo spesso non è sufficiente. E allora, nel controllo bagagli viene utilizzata una tecnica particolare che si chiama Dual Energy, cioè ci sono due sensori sovrapposti sensibili a due bande di energie diverse. Siccome i materiali assorbono i raggi X in modo diverso alle diverse energie a seconda della composizione dell'oggetto, questo metodo permette di identificare i materiali di cui è composto l'oggetto. E quindi, quando guardiamo l'immagine ai raggi X di un controllo bagagli, ci accorgiamo che l'immagine è colorata, stranamente colorata. Ora, i colori non rappresentano i colori reali degli oggetti che ci sono all'interno del bagaglio, ma sono rappresentativi del materiale. Quindi in azzurro verranno colorati i materiali metallici e quindi potrò distinguere la pistola di un bambino che è di plastica da quella del papà che sarà di acciaio o di ferro. Quindi i metalli sono azzurri, i materiali organici sono arancioni, nei vari toni di arancione, i materiali inorganici sono verdi, questa è la principale classificazione. Poi, chiaramente distinguendo i vari materiali, posso fare delle analisi e dire per esempio: se io ho una bustina di sale e una di zucchero all'interno della valigia, il sale è inorganico e apparirà verde. Lo zucchero è organico e apparirà arancione, quindi nonostante siano molto simili dal punto di vista visivo, in realtà per la macchina sono due oggetti molto diversi e questo poi permetterà chiaramente di distinguere anche materiali esplosivi o droghe o altri materiali proibiti che possano essere contenuti nel bagaglio anche con l'aiuto proprio della composizione, come facevamo prima l'esempio della pistola giocattolo del bambino che è di plastica e quindi apparirà arancione, quella invece del terrorista eventuale è metallica probabilmente quindi avrà una colorazione azzurra. Poi algoritmi di intelligenza artificiale, sistemi particolari aiuteranno l'operatore a allarmare certi tipi di immagini, certi tipi di oggetti che possono rappresentare una minaccia. **Davide**: Ecco, su questo aspetto ci torniamo tra un secondo. Prima volevo chiederti una cosa. Hai fatto questa analogia con vedere il mondo fatto di vetro. E allora perché alcuni oggetti, come liquidi o i nostri computer, i tablet, vanno tirati fuori dalla valigia? **Davide Baratto**: Beh, questo deriva dal fatto che, per esempio il computer, è un oggetto che ha un sacco di elettronica all'interno e ha delle batterie. Le batterie in realtà potrebbero fornire un aiuto a chi voglia nascondere qualcosa, all'interno del pc per esempio, e quindi se il computer viene analizzato da solo All'interno della vaschetta la macchina si può concentrare solo sul PC e quindi verificare la presenza di eventuali oggetti proibiti all'interno del computer. Se invece il computer è all'interno di un bagaglio molto complesso per la sua composizione e con una complessità addizionale dovuta appunto alla struttura del PC, delle sue batterie, delle sue elettroniche, questo potrebbe aiutare a nascondere le minacce o gli oggetti proibiti. La stessa cosa per i liquidi. I liquidi sono estremamente complessi perché... La composizione di liquidi esplosivi o non esplosivi è estremamente simile, può essere estremamente simile. E allora, nella maggior parte delle macchine, è necessario separare il liquido per poterlo analizzare con più dettaglio e non sovrapporlo a una serie di altri oggetti che potrebbero in qualche modo difficoltare, rendere più difficile l'identificazione del reale contenuto della bottiglia o della lattina o di quello che è. Proprio perché liquidi pericolosi o non pericolosi si differenziano relativamente poco e quindi la sovrapposizione con una serie di altri oggetti la camicia, il libro o le altre cose che hai nella valigia potrebbe rendere difficile questa identificazione. **Davide**: Ok, quindi abbiamo capito adesso come funzionano questi macchinari, come fanno a determinare, senza aprirli, il contenuto dei nostri bagagli, però poi, da un punto di vista pratico, quando ci troviamo in aeroporto e dobbiamo superare, e abbiamo anzi superato i controlli di sicurezza con il nostro bagaglio, chi si occupa concretamente di analizzare l'immagine prodotta da questi macchinari e quindi l'immagine a raggi x del bagaglio? **Davide Baratto**: Sì, qui ci sono un po' di elementi interessanti. Allora, certamente l'operatore ha un ruolo importantissimo e deve prestare la massima attenzione al contenuto dei bagagli. Forse non tutti sanno che le macchine sono programmate per inserire all'interno del bagaglio l'immagine di una minaccia, statisticamente in maniera un po' imprevedibile, per verificare che l'operatore sia attento e quando l'operatore allarmerà il bagaglio, in base a questa immagine che è stata aggiunta all'interno del bagaglio artificialmente dal software, il software avviserà che in quel caso la minaccia era artificiale e il bagaglio dovrà essere reispezionato per verificare che oltre alla immagine inserita dal software non ci sia nient'altro. Ma in particolare è l'operatore che deve giudicare le immagini. Poi in realtà i software degli impianti hanno e utilizzano algoritmi e anche intelligenza artificiale per aiutare l'operatore, quindi l'impianto diciamo segnalerà le cose pericolose che ha identificato, poi sarà l'operatore a valutare nel dettaglio la segnalazione dell'impianto, quindi ci sarà il quadratino intorno all'oggetto valutato sospetto, l'operatore lo potrà valutare in un primo momento guardando a monitor le immagini di questo oggetto. E poi nel caso abbia ancora dei dubbi come spesso succede il bagaglio viene deviato nel suo percorso, non restituito al passeggero ma deviato a un secondo controllo dove un secondo operatore riceve l'immagine del primo operatore con la segnalazione dell'oggetto che è stato oggetto di sospetto. E allora la guardia aprirà il bagaglio e controllerà visivamente o con altri strumenti l'oggetto che è stato segnalato e quindi se l'operatore di primo livello, si chiama, cioè quello a fianco alla macchina, vede le forbicine, le segnala sulla macchina e il bagaglio viene deviato al secondo operatore che aprirà la valigia, cercherà le forbicine e le toglierà dal bagaglio. Tutto questo può succedere così, come siamo abituati a vederlo, ma potrebbe anche succedere in un altro modo. Il primo controllo potrebbe anche essere remotizzato per ottimizzare i controlli soprattutto in aeroporti che abbiano bassi flussi, voli sporadici come succede in Finlandia o in piccole isole eccetera. È possibile remotizzare il primo controllo utilizzando del personale che è in veri e propri centri di controllo, magari a Roma piuttosto che in un'altra città, anche lontana, e che riceve le immagini degli impianti in loco, le valuta e poi segnala eventualmente agli operatori in loco il controllo necessario sul bagaglio del passeggero. **Davide**: Ok, adesso parlerei invece di rulliera che è un'altra cosa di cui vi occupate, però prima volevo fare una, sottolineare una cosa, finora abbiamo parlato di sicurezza, però in realtà un altro obiettivo che bisogna cercare di raggiungere soprattutto in posti affollati come gli aeroporti è quello dell'efficienza che forse non è un aspetto per nulla secondario, cioè dobbiamo ricordarci che tutto questo serve anche per rendere sicuri ma allo stesso tempo molto più veloci i controlli e quindi poter controllare nello stesso lasso di tempo molte più persone, giusto? **Davide Baratto**: Assolutamente sì, certamente per rendere migliore l'esperienza del passeggero bisogna evitare che questo faccia file molto lunghe e perda molto tempo per questi controlli. I controlli sono necessari, vanno fatti, però vanno resi più agili possibili. E per questo si è passati nel tempo a macchine magari più veloci, per esempio noi di Gilardoni abbiamo prodotto delle macchine che sono il 50% più veloci delle macchine normalmente utilizzate negli aeroporti. E abbiamo sviluppato una serie di sistemi di ritorno vassoi, cioè di gestione dei vassoi negli aeroporti per automatizzare tutto il processo. E quindi le linee automatizzate permettono... un flusso molto elevato di passeggeri, quindi il vassoio viene reso disponibile al passeggero in maniera che lui lo prenda, diciamo, dal vano sottostante al piano della ruliera, lo mette sulla ruliera, ci mette i bagagli, come a volte vi sarà successo di vedere negli aeroporti, e poi una ruliera automatica spinge questi vassoi all'interno della macchina e li guida attraverso il percorso. Questo permette di avere varie stazioni che si chiamano tecnicamente di divesting, cioè dove il passeggero toglie i propri oggetti dalle tasche, o si toglie la giacca, il cappello, la cintura e quant'altro, e mette anche il suo zaino, la sua valigetta all'interno del vassoio. Secondo i CONOPS e quindi le procedure di controllo, separerà i liquidi o non li separerà a seconda delle macchine che vengono utilizzate. Poi spingerà il suo vassoio, il vassoio passerà attraverso l'impianto a raggi X, verrà verificato il contenuto, poi se l'impianto a raggi X non ha segnalato nulla di pericoloso... il vassoio verrà restituito al passeggero, che nel frattempo sarà passato attraverso il metal detector o il body scanner, e lui potrà riprendere i suoi oggetti. Oppure, il vassoio verrà deviato al controllo di secondo livello, dove appunto verrà verificato da un secondo operatore. Alla fine, quando il vassoio viene vuotato... c'è una telecamera che verifica che realmente il passeggero non abbia dimenticato nulla, tante volte capita di dimenticare qualcosa nel vassoio, quindi c'è una telecamera che con l'intelligenza artificiale verifica che il vassoio sia vuoto. Se non lo è, si richiama al passeggero e gli si restituisce quello che lui ha dimenticato. Una volta che il vassoio è vuoto viene portato in fondo alla linea, automaticamente, e poi attraverso un pozzo viene portato a livello inferiore, sotto la linea, e viene riportato in automatico verso la parte iniziale della linea di controllo, quindi al prossimo passeggero che ne avrà bisogno, e nel frattempo verrà sanificato dopo il Covid, ci sono delle stazioni di sanificazione del vassoio dove il vassoio viene sanificato e poi passa sotto la macchina a raggi X e viene riportato al prossimo passeggero. Tutto questo permette di migliorare moltissimo la velocità di passaggio dei passeggeri proprio perché ci sono varie stazioni di divesting, come abbiamo detto prima, ma anche varie stazioni di rivesting, cioè dove il passeggero può riprendere i suoi oggetti e proseguire il suo viaggio. Questo chiaramente richiede delle linee particolarmente lunghe, dove appunto ci sono gli spazi sia di divesting, di controllo, di controllo secondo livello e poi di rivesting, e poi il pozzo che riporta i vassoi all'inizio della linea. Però questo migliora e può anche raddoppiare la quantità di passeggeri che possono passare attraverso i controlli per ogni ora, riducendo notevolmente le attese che sono molto noiose e a volte ci fanno perdere tanto tempo. **Davide**: Sì, che poi questo sicuramente è il collo di bottiglia dei controlli di sicurezza. Passiamo invece, dopo averci raccontato tutte queste tecnologie attuali, a parlare un po' di futuro. E cioè, come vedete, il futuro dei controlli aeroportuali, abbiamo detto, non solo tutti i luoghi in cui appunto la sicurezza deve essere messa al primo posto. In futuro come cambieranno, ci sono nuove tecnologie che si stanno sviluppando, nuove dinamiche anche di approccio ai controlli? **Davide Baratto**: Sì, allora c'è certamente una continua evoluzione in queste cose e se ripercorriamo la storia, diciamo, i primi controlli aeroportuali erano molto diversi da quelli di oggi. Si è partiti con delle macchine molto semplici, negli anni 70, chiaramente la tecnologia non era quella di oggi, poi si è passati a immagini digitali per esempio, poi si è passati al doppia vista, quindi la maggior parte dei controlli aeroportuali attuali sono doppia vista, quindi si vede il bagaglio da due punti di vista, non solo da sopra ma anche dal lato perché capirai bene che un oggetto visto da una proiezione o dall'altra può cambiare forma e quindi avere due viste può aiutare a identificare e a vedere da due punti di vista diversi lo stesso oggetto e capire bene di che cosa si tratta. Poi ci sono anche impianti tomografici, quindi che generano in realtà, facendo girare intorno al bagaglio il sistema a raggi X, per esempio, lo vede da tutti gli angoli e ne ricostruisce l'immagine tridimensionale, quindi ci sono macchine che permettono di vedere tridimensionalmente il contenuto del bagaglio e quindi poterlo analizzare in tutti i suoi punti di vista. Poi, ecco, questi sono gli impianti nei quali normalmente non è richiesto di togliere il computer per esempio dal bagaglio, come succede in certi aeroporti, proprio perché ricreando un'immagine tridimensionale del bagaglio è possibile isolare il computer per esempio come se fosse in una vaschetta a parte e quindi questa è un'evoluzione. Ma se si immaginano i controlli nel futuro, magari si potrà avere un'ulteriore evoluzione dei controlli con delle macchine che permettano di essere molto più veloci, molto più precisi, cercando sempre di migliorare sia la sicurezza che l'esperienza del passeggero. **Davide**: Sì, che appunto abbiamo capito essere i due pilastri fondamentali di ciò che fate per garantire la sicurezza in questo ambito. Va bene, grazie allora Davide per averci raccontato una parte, quanto meno, di ciò che fate di questo mondo legato appunto ai raggi X e non solo. Alla prossima! **Davide Baratto**: Grazie. Alla prossima. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. #### Conclusione - Timestamp: 31:38 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e27 ## RCS, lo standard per la messaggistica del futuro > Gli [SMS](https://it.wikipedia.org/wiki/SMS), ormai da decenni, risentono particolarmente di 30 anni in cui non si sono mai evoluti, e dove piattaforme come [WhatsApp](https://www.whatsapp.com/?lang=it_IT), [Telegram](https://telegram.org) o [WeChat](https://www.wechat.com/it/) hanno decisamente alzato l'asticella nel campo della messaggistica istantanea, offrendo funzionalità sempre più aggiornate e al passo con un mondo in continuo mutamento. Per questo motivo, nel 2007 un gruppo di aziende di telecomunicazioni si è posto l'obiettivo di creare il successore dello standard SMS, un nuovo sistema in grado di superare i limiti di allora e introdurre tutte quelle funzionalità che, ormai, stavano diventando essenziali per gli utenti. Ci riferiamo allo standard RCS, acronimo che sta per Rich Communication Services e che, in questa puntata andremo ad approfondire, come al solito, raccontandone la storia, le funzionalità e il ruolo che avrà in futuro. Nella sezione delle notizie parliamo degli ulteriori ritardi per l’entrata in funzione di [ITER](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e22?t=251), del superamento di un blocco illegittimo dei comuni sulle [frequenze 5G](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e46?t=257) e infine di una nuova protesi [guidata dal cervello](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e7?t=335). - Stagione: 6 - Episodio: 27 - Data di pubblicazione: 2024-07-06 06:45:00 - Durata: 16:10 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e27](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e27) - Episodi correlati: s6e3 - Tag: rcs,rich communication service,apple,google,samsung,whatsapp,telegram,wechat,,sms,messaggi,messaggistica istantanea,chat,imessage,protesi,interfaccia neurale,amputazione,bci,cervello,mente,medicina,fusionenucleare,iter,ritardi,deuterio,trizio,italia 5g,decreto coesione,infrastrutture rete,aree bianche,limiti elettromagnetici ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di RCS, uno standard che si prefissa l'obiettivo di rendere la messaggistica più interoperabile e interconnessa a vantaggio degli utenti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. Lo scorso lunedì sono giunti nuovi aggiornamenti relativi al progetto sperimentale ITER, che si propone di realizzare un reattore a fusione nucleare per valutare la possibilità di produrre energia a scopo commerciale. #### Ritardi per l’entrata in funzione di ITER > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:55 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Tra le buone notizie emerge sicuramente l'arrivo delle 19 bobine a superconduttore, che andranno a costituire il magnete tiroidale più potente al mondo in grado di produrre un campo magnetico da 12 tesla, un valore tre volte superiore all'attuale record detenuto dall'acceleratore di particelle del CERN. Tuttavia, il direttore del progetto ITER ha confermato che la produzione delle prime reazioni di fusione subirà un ritardo di 4 anni rispetto al 2035 previsto inizialmente. Ricordiamo che l'obiettivo di ITER mirà a produrre una quantità di energia pari ad almeno 10 volte la quantità immessa per l'innesco della reazione di fusione. Questo esperimento punta perciò a confermare la validità della fusione nucleare come strumento per la produzione di energia a basso impatto ambientale. Tuttavia, anche per i nuovi ritardi accumulati, questa tecnologia non potrà rientrare tra le diverse soluzioni da adottare per contrastare i cambiamenti climatici nel breve e nel medio periodo. #### Superato il blocco dei comuni sul 5G > Fonte: CorriereComunicazioni.it - Timestamp: 02:06 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Rete Mobile - Tipologia: Notizia **Davide**: Il piano Italia 5G, che ha l'obiettivo di incentivare la realizzazione delle infrastrutture di rete per lo sviluppo e la diffusione del 5G, sta superando le restrizioni dei comuni grazie al decreto coesione, che esclude le amministrazioni locali dalla pianificazione delle installazioni delle aree bianche, cioè le aree rurali e meno sviluppate. L'obiettivo è realizzare nuove infrastrutture di rete per fornire servizi radiomobili con velocità di almeno 150 Mbps in download e 30 Mbps in upload. Le nuove norme mirano a superare i veti dei sindaci, che si sono opposti all'installazione delle antenne 5G per paventati motivi di salute. Nonostante i nuovi limiti elettromagnetici siano stati innalzati da 6 V-metro a soli 15 V-metro, alcuni comuni hanno bloccato l'installazione delle torri in attesa di conferme medico-scientifiche sui rischi per la salute. Tuttavia, tali ordinanze sono illegali, poiché la legge riserva allo Stato la competenza sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici. Nonostante ciò, i comuni potrebbero cercare nuovi strumenti normativi per contrastare le installazioni previste dal decreto coesione. Il bando di gara densificazione riguarda la copertura di circa 1400 aree bianche, dove nessun operatore avrebbe investito, a discapito dei cittadini che vivono in queste aree. #### Una nuova protesi guidata dal cervello > Fonte: Corriere.it - Timestamp: 03:26 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Qualche mese fa avevamo parlato di interfacce neurali e di come queste tecnologie stiano venendo studiate per poter ad esempio controllare dei dispositivi con la mente. Gli stessi dispositivi permetterebbero inoltre di creare protesi più avanzate, in grado di restituire maggior controllo e autonomia a pazienti con arti amputati. In questi giorni è stata presentata proprio una nuova ricerca su questo tema, condotta dai ricercatori dell'MIT e del Brigham and Women's Hospital. Nella ricerca si parla, oltre ad un'interfaccia neuroprotesica, di una nuova metodologia di intervento chirurgico, in cui i muscoli presenti nell'arto residuo vengono ricollegati tra loro. In questo modo i pazienti sentono meno dolore, sviluppano una minor atrofia muscolare e i muscoli riescono a fornire al cervello un feedback sul movimento. In aggiunta a una nuova protesi che sfrutta solamente i segnali provenienti dal sistema nervoso, dunque, i risultati ottenuti sono stati veramente promettenti. Sui pazienti che si sono offerti per i test, infatti, si è vista un'andatura più naturale, una velocità maggiore e un maggior controllo spesso paragonabili a quelli di persone che non hanno subito amputazioni. #### RCS, lo standard per la messaggistica del futuro > - Timestamp: 04:52 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Rete Mobile, Servizi - Tipologia: Topic **Davide**: Era il 3 dicembre del 1992, quando venne inviato il primo SMS della storia, e con un semplice Merry Christmas - questo il contenuto del messaggio - si segnò l'inizio di un'enorme rivoluzione nel mondo della comunicazione. Da quel momento, infatti, sempre più utenti, iniziarono ad adottare gli SMS per rimanere in contatto tra loro, scambiarsi informazioni, ricevere comunicazioni e, ancora oggi, molto spesso gli SMS vengono utilizzati per avvisi o ricevere i codici per l'autenticazione due fattori. E dopo più di trent'anni dalla loro nascita, gli SMS sono ancora il servizio di messaggistica con più utenti in assoluto, ben 3,5 miliardi in tutto il mondo. È chiaro, però, che oggi gli SMS, ma ormai da decenni, risentono particolarmente di quei trent'anni in cui non si sono mai evoluti, e dove piattaforme come WhatsApp, Telegram o WeChat hanno decisamente alzato l'asticella nel campo della messaggistica istantanea, offrendo funzionalità sempre più aggiornate e al passo con un mondo in continuo mutamento. Per questo motivo, nel 2007, un gruppo di aziende di telecomunicazioni si è posto l'obiettivo di creare il successore dello standard SMS, un sistema in grado di superare i limiti di allora e introdurre tutte quelle funzionalità che, ormai, stavano diventando essenziali per gli utenti. Stiamo parlando dello standard RCS, acronimo che sta per Rich Communication Services, e che in questa puntata andremo ad approfondire, come al solito, raccontandone la storia, la funzionalità, il come funziona e il ruolo che avrà in futuro. Come abbiamo appena detto, la storia dello standard RCS nasce nel 2007 per rispondere alle nuove esigenze nel mondo della messaggistica istantanea che gli SMS non potevano più soddisfare. Nel 2008, il progetto è poi stato preso in mano dall'associazione GSMA, la principale associazione no-profit, che rappresenta gli interessi degli operatori di rete mobile in tutto il mondo. Il progetto diventa quindi sempre più ambizioso. L'RCS deve infatti diventare uno standard universale, in grado di funzionare su qualsiasi rete e su qualsiasi dispositivo. Tuttavia, il progetto non dà i risultati sperati, almeno nei primi anni. C'erano infatti diversi problemi di interoperabilità dovuti al fatto che ogni compagnia sviluppava una versione differente dell'RCS e gli utenti erano costretti a scaricare app separate per poter utilizzare il nuovo sistema, che di fatto era quindi scomodo, poco utilizzabile e di gran lunga inferiore alle alternative che già si stavano presentando. Dopo qualche anno che il progetto sembrava ormai defunto, si arrivò ad un punto di svolta grazie a Google, che nel 2015 decise di investire e rilanciare il progetto, probabilmente con l'obiettivo di creare un sistema concorrente all'iMessage di Apple. In quell'anno, dunque, Google acquisisce Jibe Mobile, startup specializzate in tecnologia RCS, grazie alla quale il colosso web ha spinto sempre più verso una vera standardizzazione della tecnologia. Al contempo, grazie all'enorme diffusione del sistema operativo Android, Google ha potuto integrare l'RCS nella sua app Messaggi. In questo modo, milioni di utenti si sono trovati un dispositivo già abilitato all'invio alla ricezione dei messaggi RCS, senza dover installare app aggiuntive, esattamente come la controparte Apple. Nel 2016, dunque, la GSMA finalmente pubblicò le specifiche per l'RCS, fornendone un quadro standard per l'implementazione globale. Ad oggi, quindi, sempre più operatori supportano questo nuovo standard, che in molti casi è attivo come impostazione predefinita sugli smartphone Android, e per questo sta guadagnando sempre più terreno tra gli utilizzatori abituali. Ma, quindi, in cosa consiste questa tecnologia, e quali vantaggi offre rispetto ai tradizionali SMS, o alle app di messaggistica proprietarie come Telegram o WhatsApp? Innanzitutto, rispetto agli SMS, che sono un servizio indipendente dalla rete Internet, l'invio dei messaggi RCS può venire tramite rete mobile o anche tramite Wi-Fi o LAN. Non è dunque necessario avere una connessione Internet mobile per inviare o ricevere i messaggi. Ovviamente, gli RCS non hanno nemmeno il fastidioso limite dei 160 caratteri degli SMS. Oltre a queste funzionalità quasi scontate, lo standard RCS implementa inoltre diversi altri servizi, a cui ormai siamo abituati da tempo. Tra questi troviamo l'invio di file, immagini o video, anche in alta qualità o in grandi dimensioni, chat di gruppo, chiamate e videochiamate, le conferme di lettura e lo stato online, e la possibilità di inviare e ricevere messaggi audio o di condividere la posizione. A ciò si aggiungono anche maggiori attenzioni alla sicurezza e alla privacy, come la crittografia end-to-end, la possibilità di bloccare certi contatti, o anche la possibilità di verificare l'identità delle aziende. Quante volte, infatti, tramite SMS abbiamo ricevuto un messaggio da parte di aziende come Amazon o Poste Italiane, quando di fatto non erano altro che tentativi di phishing a cui molti, purtroppo, hanno abboccato? Il sistema RCS, esattamente come è accaduto per le e-mail, ha quindi introdotto diversi livelli di sicurezza in più che permettono agli utenti di capire - grazie ad esempio ad una spunta blu - se il mittente del messaggio è autentico o meno, e sempre più funzionalità vengono implementate per rimanere al passo quei tempi. Tra i vantaggi, dunque, troviamo sicuramente un'esperienza d'uso paragonabile alle altre app di messaggistica. Tuttavia, non sono necessari iscrizioni o app di terze parti per poter iniziare a sfruttare questa tecnologia. Inoltre, per le aziende, gli RCS possono rappresentare una grande potenzialità per coinvolgere in maniera molto più interattiva agli utenti. Pensiamo ad esempio all'utilizzo di chatbot, messaggi per l'autenticazione a due fattori, ma anche per l'invio in modo facile di pubblicità mirate, aggiornamenti di stato o delle spedizioni, immagini, ricette mediche o bollette e molto altro ancora. Insomma, se prima ricevevamo via SMS messaggi in un formato noioso e piatto, questo nuovo standard potrebbe realmente portare una ventata di aria fresca e di reale rinnovamento per il mondo della comunicazione diretta tra azienda o enti pubblici e utente. Da una parte, dunque, sono sempre di più gli utenti, gli operatori e le aziende, che spingono per rendere l'RCS uno standard sempre più utilizzato a livello globale, e di fatto soppiantare una volta per tutte gli SMS. Dall'altra, però, sembra che ci siano delle aziende che al contrario cercano di ostacolare questo standard. Stiamo parlando di Apple, che ad oggi ancora non ha implementato nel suo sistema operativo questo standard ormai globale. Ma perché? Così facendo, infatti, verrebbero esclusi miliardi di dispositivi, e quindi di utenti, che sarebbero costretti a comunicare con gli utenti Android usando ancora gli SMS. Ovviamente non è così, visto che le app terze vengono già utilizzate dalla stragrande maggioranza degli utenti, però il concetto di base resta comunque valido. Dietro questa riluttanza c'è ovviamente il sistema di messaggistica proprietario di Apple, iMessage, e molte delle funzionalità che l'RCS ha implementato sono già coperte anche dal sistema di Apple, con la differenza che è necessario che entrambi gli utenti posseggano un iPhone. Apple inoltre sostiene che iMessage sia più sicuro e offra un'esperienza migliore rispetto agli standard RCS, e per questo non sente il bisogno di implementarlo su iOS. In alcuni paesi, come negli Stati Uniti, poi, la famosa bolla blu rappresenta spesso uno status che indica se il proprio interlocutore è un utente iPhone o no, creando certe volte anche della discriminazione proprio per questo motivo, e rischiando di essere tagliati fuori dal cerchio delle proprie amicizie. La situazione tuttavia sembra finalmente essersi risolta con l'annuncio del supporto all'RCS da iOS 18, che uscirà nell'autunno di quest'anno. Questo grande traguardo per questo standard è stato raggiunto sia in seguito alle continue e numerose pressioni di Google e di Samsung, che hanno anche realizzato diverse campagne pubblicitarie rivolte proprio ad Apple, e probabilmente anche grazie alle nuove regole dell'Unione Europea del Digital Markets Act, che prevede l'interoperabilità delle app di messaggistica per i cosiddetti Gatekeeper. Nonostante iMessage non rientri in questa categoria, Apple potrebbe quindi aver giocato da anticipo, rendendo la sua piattaforma interoperabile proprio grazie all'implementazione di questo standard. L'interoperabilità è infatti il principale punto di forza che rende lo standard RCS veramente rivoluzionario e utile rispetto alle altre app che abbiamo citato, come appunto Telegram, WhatsApp o WeChat. Tuttavia queste piattaforme usano protocolli proprietari, dovuti anche alle diverse funzionalità implementate, ma che appunto non riescono tra loro a comunicare nonostante la maggior parte delle funzioni, siano pressoché identiche. Messaggi di gruppo, conferma di lettura, invio di contenuti multimediali, sono ormai degli standard che anche l'RCS implementa. Cosa succederebbe quindi se anche queste app adottassero lo standard definito dalla GSMA? Si creerebbe probabilmente una situazione analoga a quella del Fediverso, di cui avevamo parlato non molto tempo fa in una puntata. Ogni utente può scaricare l'app che più preferisce, quella che magari offre le funzionalità migliori, e potrebbe "chattare" con i propri contatti che non posseggono la stessa app attraverso lo standard RCS, chiaramente rinunciando da alcune funzionalità più specifiche. In questo modo anche le app minori, che non riescono a guadagnare terreno nel mondo delle app di messaggistica, potrebbero avere più possibilità di crescere e di farsi notare, proprio come vorrebbe l'Unione Europea con il Digital Markets Act. L'RCS infatti arriva in un periodo storico dove ormai gli utenti sono troppo abituati ad utilizzare app terze per comunicare, e non potrà mai rappresentare un sostituto in grado di essere adottato e utilizzato regolarmente su scala globale. Le app di messaggistica inoltre si sviluppano con una velocità sempre maggiore, introducendo costantemente nuove funzionalità e strizzando l'occhio per certi aspetti ai social network. Alcuni esempi sono i canali, presenti da anni su Telegram e recentemente introdotti su WhatsApp - le cosiddette community - gli streaming e molto altro. Ed è molto difficile quindi che lo standard RCS potrà rimanere al passo con questi colossi della messaggistica. Tuttavia, d'altro canto, come abbiamo detto, il periodo storico non è mai stato così proficuo nella necessità di implementare sistemi interoperabili e interconnessi. Ed è proprio in questo contesto che lo standard RCS potrebbe veramente essere una risorsa fondamentale per l'evoluzione della messaggistica nel prossimo futuro. #### Conclusione - Timestamp: 15:18 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e28 ## Coinnect: le difficoltà di assicurare le PMI dai rischi cyber > Negli ultimi anni gli [attacchi ransomware](https://www.cybersecurity360.it/nuove-minacce/ransomware/attacchi-ransomware-aziende-italiane-oggi/) a livello mondiale sono diventati sempre più frequenti e sofisticati, rappresentando una delle principali preoccupazioni per le organizzazioni di ogni dimensione. I cybercriminali hanno affinato le loro tecniche, colpendo anche piccole e medie imprese con richieste di riscatto elevate e metodi di infiltrazione avanzati. Questo fenomeno crescente rappresenta un rischio significativo anche per le compagnie di assicurazione, che si trovano a dover gestire un aumento delle richieste di risarcimento e ad adattare le loro polizze. Per capire che ruolo può avere la startup [Coinnect](https://www.dentrolatecnologia.it/coinnect.html) nella risoluzione di questo problema abbiamo invitato [Massimiliano Rijllo](https://www.dentrolatecnologia.it/massimiliano.rijllo.html), Amministratore Delegato di Coinnect. Nella sezione delle notizie parliamo dell’inizio del lavori per il [Polo Strategico Nazionale](https://www.polostrategiconazionale.it), e infine di un sistema per ridurre la congestione della [rete Internet](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243) messo a punto da Meta e Vodafone. - Stagione: 6 - Episodio: 28 - Data di pubblicazione: 2024-07-13 06:45:00 - Durata: 29:37 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e28](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e28) - Episodi correlati: s5e21, s6e19 - Tag: ransomware,cybersecurity,attacchi informatici,coinnect,assicurazioni,sinistri cyber,intelligenza artificiale,cybgpt,mitigazione,cyber insurance,pmi,piccole e medie imprese,massimiliano rijllo,cyber insurtech,risk management,vodafone,meta,social,internet,video,tim,leonardo,cloud,polo strategico nazionale,dati,psn,ministero,agid,italia ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Massimiliano**: Quello che noi stiamo facendo è cercare di portare le metodologie, le tecnologie che sono in qualche modo già utilizzate dalle grandi aziende, su un livello un po più basso. Perché tutti parlano della cybersecurity come una cosa difficile, dove comunque lo sforzo è enorme per ottenere un buon livello di protezione ed è vero, però c'è da dire che il 90% degli attacchi possono essere evitati davvero con poco sforzo. Spesso si tratta di mettere le patch al momento giusto, di utilizzare sistemi non obsoleti, di utilizzare tecnologie che sono disponibili. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Coinnect di cybersicurezza e del problema di assicurare le piccole e medie imprese dagli attacchi informatici. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Al via i lavori per il Polo Strategico Nazionale > Fonte: CorriereComunicazioni.it - Timestamp: 01:30 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: In linea con le tempistiche dettate dal PNRR, è stato costituito il Polo Strategico Nazionale, la società che si occuperà di realizzare e gestire i servizi cloud a centinaia di pubblici amministrazioni. Il polo è formato da Tim, Leonardo, Cassa Depositi e Prestiti e Sogei, e sarà guidato da Emanuele Iannetti, ex Presidente di Ericsson in Italia. L'obiettivo iniziale è quello di portare 200 amministrazioni centrali tra cui le Asl, le Regioni, le città metropolitane e i comuni con più di 250 mila abitanti nel cloud nazionale entro il 2025 e migrare il 75% delle pubbliche amministrazioni entro il 2026. In questo modo le amministrazioni italiane, tra cui le Asl, avranno a disposizione un'infrastruttura cloud realizzata con le migliori tecnologie attualmente disponibili, che sarà costantemente aggiornata, sicura e ad alta affidabilità. Inoltre, la rete sarà gestita interamente sul territorio italiano, eliminando così la dipendenza dei fornitori, collocati solitamente fuori dall'Unione Europea. La Costituzione del polo, dunque, segna un ulteriore tassello nel piano, finanziato col PNRR, di accelerazione della trasformazione digitale del Paese, per garantire sicurezza e affidabilità dei dati e per fornire servizi innovativi a cittadini e imprese. #### Il sistema per ridurre la congestione delle reti > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:50 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Social - Tipologia: Notizia **Davide**: L'aumento delle condivisioni e caricamenti di contenuti sulle piattaforme social sta portando ad una lenta ma progressiva congestione delle rete internet delle compagnie telefoniche. Infatti, secondo il Mobility Report 2024 di Ericsson, in un solo anno il traffico internet mondiale è cresciuto del 25%, dove una grossa fetta di questa percentuale è ricoperta dal consumo di video di breve durata. Per iniziare a porre rimedio a questo problema, Vodafone e Meta hanno stretto un accordo con l'obiettivo di ottimizzare la distribuzione di questi contenuti, evitando così ulteriori rallentamenti o disservizi della rete. La prima sperimentazione di questo sistema è iniziata in realtà qualche mese fa in Inghilterra, per una durata di circa tre settimane nelle quali sono stati raggiunti ottimi risultati. Questa ottimizzazione del traffico internet ha portato a una significativa riduzione delle congestioni delle reti, perciò qualche giorno fa Vodafone e Meta hanno deciso di estendere questo progetto ad altri 11 paesi, fra cui anche l'Italia. #### Coinnect: le difficoltà di assicurare le PMI dai rischi cyber > - Timestamp: 04:10 - Autori: Coinnect, Massimiliano Rijllo, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Intervista **Davide**: Negli ultimi anni gli attacchi ransomware a livello globale sono diventati sempre più frequenti e sofisticati, rappresentando una delle principali preoccupazioni per le organizzazioni di ogni dimensione. I cybercriminali hanno affinato le loro tecniche, colpendo anche piccole e medie imprese, con richieste di riscatto elevate e metodi di infiltrazione avanzati. Questo fenomeno crescente rappresenta un rischio significativo anche per le compagnie di assicurazione, che si trovano a dover gestire un aumento delle richieste di risarcimento e ad adattare le loro polizze. E per capire che ruolo può avere la startup Coinnect nella risoluzione di questo problema, è con noi Massimiliano Rijllo, amministratore delegato di Coinnect. Benvenuto Massimiliano. **Massimiliano**: Buongiorno a tutti e grazie per questa opportunità. **Davide**: Innanzitutto appunto parliamo di Coinnect e raccontaci di che cosa vi occupate e qual è la necessità che ha ispirato la nascita di questa startup? **Massimiliano**: Si, allora Coinnect è una startup che opera in un ambito nuovo che viene definito a livello internazionale Cyber Insurtech. Questo perché noi operiamo in un ambito che è l'incontro, la convergenza di due mondi, come si capisce un po dalla definizione. Il mondo della Cyber Security, che è un mondo che esiste già da tanti anni, e quello delle tecnologie legate alle assicurazioni. Cosa sta accadendo? Sta accadendo che come giustamente dicevi nell'introduzione, da un lato le minacce informatiche aumentano e diventano sempre più sofisticate per le piccole e medie imprese in particolare, dall'altro il mondo assicurativo già da tempo offre soluzioni e quindi polizze a copertura dei rischi informatici, degli attacchi informatici, tuttavia ci troviamo in un momento in cui c'è una grande sfida, o meglio due sfide, da un lato proteggere le piccole e medie imprese, dall'altro fare in modo che le compagnie assicurative siano profittevoli, il che non è sempre facile proprio perché gli attacchi sono crescenti, sofisticati, quindi le compagnie assicurative si sono ritrovate negli ultimi anni ad assicurare clienti che poi hanno subito sinistri importanti. La sfida è fare in modo che questi due mondi convergano in maniera sana e equilibrata, ovvero che il rischio cyber sia ridotto a beneficio delle piccole e medie imprese, ma anche a beneficio delle compagnie che ovviamente devono fare il loro mestiere di assicuratori, ma avere dei portafogli poi profittevoli. Coinnect si inserisce in questo contesto, in questa sfida, proponendo delle soluzioni tecniche, software e servizi che permettono da un lato di proteggere le piccole e medie imprese, dall'altro di fornire strumenti tecnici avanzati alle compagnie per analizzare e mitigare il rischio cyber. **Davide**: Ma perché dovrebbe essere diverso assicurare questi rischi cyber rispetto a quelli tradizionali che le assicurazioni hanno sempre assicurato? **Massimiliano**: Ecco questo è un punto molto importante che tu stai toccando, ovvero le compagnie assicurative hanno cercato, stanno cercando di adottare un po le metodologie che conoscono su altri rischi per inquadrare il rischio cyber. Tuttavia il rischio cyber è particolarmente sfuggente, per una ragione fondamentale, ovvero il rischio cyber è molto dinamico, cambia molto rapidamente e poco si presta ad essere inquadrato in maniera statica. Mi spiego con un esempio, solitamente una compagnia assicurativa quando deve acquisire un nuovo cliente che si tratti del rischio cyber o di altre tipologie di rischio, sottomette al cliente il famoso questionario, ovvero fa una serie di domande e cercano in qualche modo di inquadrare il rischio di quel cliente, sia esso rischio cyber, rischio incendi o di altri tipi. Tuttavia il rischio cyber nonostante le centinaia di domande che talvolta sono presenti in un questionario, dopo poche settimane, mesi, giorni, dipende, da quando quel questionario è stato compilato potrebbe essere completamente cambiato, perché le minacce cambiano, perché le aziende si evolvono da un punto di vista IT e quindi quel tentativo di fotografare il rischio cyber in maniera statica come avviene in altre tipologie di rischi è poco efficace. Dall'altro lato il rischio cyber è un rischio molto tecnico, dove anche le questioni sottostanti a quel rischio sono legate ad aspetti tecnici che spesso il mondo assicurativo non conosce appieno e quindi la sfida è un po cercare nuove metodologie, nuovi strumenti per inquadrare questo rischio in modo da poterlo profilare in modo corretto. **Davide**: Ok, a proposito di questi rischi, io nell'introduzione parlavo appunto di ransomware, però in realtà non è l'unico rischio, quindi ci spieghi quali sono questi rischi, magari ce li descrivi anche, ce li illustri brevemente per rendere appunto il tutto più fruibile, più accessibile e quali sono poi le metodologie e le tecnologie che vengono utilizzate per mitigarli. **Massimiliano**: Ok, allora il ransomware in effetti rappresenta probabilmente più del 90% dei sinistri sulle piccole e medie imprese, sono causati da attacchi ransomware, per chi magari non conosce che cos'è un ransomware, sicuramente tutti ne abbiamo sentito parlare però giusto due parole, sostanzialmente è un attacco informatico che cifra i dati delle aziende colpite e chiede un riscatto per avere i dati indietro, oltre a cifrare i dati questi dati vengono spesso pubblicati o meglio viene fatto un ricatto, cioè se l'azienda non paga i dati vengono pubblicati, quindi immaginate che gli impatti possono essere veramente importanti e diciamo sono di due tipi, uno: blocco dell'azienda, quindi impossibilità per l'azienda di svolgere il proprio lavoro; due: danni reputazionali importanti, informazioni che poi possono essere sono poi scaricabili pubblicamente, possono anche essere informazioni molto delicate e proprietarie dell'azienda colpita. Quindi questo rischio si osserva dai dati che ci sono e diciamo il 90% dei sinistri sono causati da questo tipo di attacco. In realtà poi ci sono tante altre tipologie di attacco. Un altro tipo di attacco che solitamente comporta tanti danni, diciamo da un punto di vista assicurativo, sono le cosiddette frodi, attacchi che cercano di convincere l'azienda colpita a spostare fondi. Quindi arriva la mail, ti convincono che il mio conto corrente è cambiato, piuttosto che tutta una serie di attacchi sofisticati anche attraverso il social engineering. Poi le aziende spostano somme di denaro e queste somme scompaiono. Questo attacco che sembra molto semplice, però purtroppo ha degli effetti immediati, diretti, ovvero perdita di denaro e poi questi effetti si ripercuotono in maniera abbastanza importante sulle compagnie che coprono questo tipo di rischio. Poi c'è una terza tipologia di attacco che si chiama Denial-of-service, è sostanzialmente un inondare le aziende di richieste per buttare giù i servizi, per dirla in maniera molto semplice e questa è probabilmente la terza tipologia di attacco che genera sinistri per le compagnie assicurative. E in termini di strumenti di valutazione e di difesa che noi offriamo e che possono essere attivati attraverso il rischio della nostra piattaforma, distinguiamo due categorie, una è la parte di valutazione, noi offriamo degli strumenti basati su fonti di cyber intelligence che consentono in poco tempo di realizzare un report abbastanza dettagliato di un'azienda che la compagnia vuole coprire, assicurare. Quando dico in poco tempo parlo di 5 minuti, 20 minuti, quindi sono dei report generati quasi in tempo reale e che contengono informazioni molto dettagliate su quella che è la superficie esterna, come si dice in gergo, di attacco dell'azienda, quindi si verificano le vulnerabilità, le esposizioni, ma grazie all'uso dell'Artificial Intelligence siamo in grado anche di fare una descrizione, in linguaggio naturale dei possibili impatti, delle vulnerabilità che abbiamo trovato e questi report sono di grande supporto per i cosiddetti underwriters, per gli assicuratori che poi devono decidere di prezzare, di quotare o di accettare quel cliente, perché gli danno in tempi brevi una fotografia del rischio da un punto di vista un po più tecnico di quello che può essere il questionario famoso, quindi le compagnie assicurative non hanno abbandonato il questionario, ce lo continuano ad utilizzare, ma stanno cominciano ad utilizzare strumenti come questi per rendere più accurato la profilazione del rischio. Poi ci sono invece tecnologie che noi chiamiamo di mitigazione del rischio, ovvero non basta come dicevamo fare la fotografia all'inizio, è chiaramente una buona cosa, ma bisogna poi monitorare continuamente ciò che accade all'interno del cliente proprio per quel ragionamento che facevamo all'inizio, il rischio cyber cambia continuamente, quindi io faccio un assessment oggi, vale per oggi, vale per la prossima settimana, ma dopo un mese forse è tutto cambiato. Di conseguenza offriamo una serie di servizi di monitoraggio basati sulla nostra piattaforma che consente di verificare continuamente l'evoluzione del rischio, chiaramente di aiutare il cliente qualora rileviamo qualcosa che non va a mitigarlo, ad apportare le dovute modifiche. Tutto ciò è visibile per gli assicuratori all'interno della nostra piattaforma, quindi l'assicuratore stesso può avere non solo la vista di quello che è il rischio all'inizio, ma anche un aggiornamento continuo su come si evolve la sicurezza del proprio portafoglio. Ho cercato un po di riassumere rapidamente. **Davide**: Sì, quindi un vantaggio per entrambi. Ma questo report che viene appunto realizzato dalla piattaforma, cioè come funziona da un punto di vista pratica, cioè quali sono i dati che tenete in considerazione per effettuarlo? **Massimiliano**: Allora noi utilizziamo diverse categorie di dati, ve ne elenco alcune. Per esempio utilizziamo il nostro database storico sugli attacchi ransomware per profilare il cliente che stiamo analizzando rispetto alla base storica e questo contribuisce a dare diciamo un'indicazione di qual è la possibilità che quel cliente venga colpito. Questo però non è abbastanza, perché quello che facciamo invece in maniera più dettagliata è verificare proprio quali infrastrutture IT esposte il cliente ha, quindi verificare quali vulnerabilità informati che ci sono e quindi forniamo proprio un'indicazione precisa di diciamo vulnerabilità, esposizioni, possibili rischi e tutto ciò deve essere fatto però in modo estremamente veloce e anche senza necessariamente che il cliente sia informato di questa cosa. Mi spiego: un assicuratore potrebbe voler verificare il rischio di un cliente che è solo un prospect, ancora non è un suo cliente, quindi deve farlo molto rapidamente e deve farlo anche senza la necessità di avere l'approvazione del cliente stesso. Quindi la metodologia che noi utilizziamo si differenzia da quelle che in gergo vengono chiamate vulnerability assessment, penetration test, che sono dei test chiaramente utili ma che sono poi in una fase più avanzata. Noi sostanzialmente utilizziamo delle fonti di dati, in parte nostre proprietà e in parte disponibili su web, su dark web, aperte, chiuse, una combinazione di fonti di cyber intelligence e analizzando questi dati riusciamo a fornire in tempo reale un report che è tecnicamente molto dettagliato. **Davide**: Nel caso rileviate un attacco, parlando di quello che dicevamo prima, quindi un vantaggio per entrambi, cosa succede? **Massimiliano**: Nel caso in cui noi rileviamo, nel report vengono indicate una serie di esposizioni, di rischi, la buona pratica è poi confrontarsi con il cliente nel merito, perché questo assessment è comunque un assessment esterno, quindi si fa almeno una call con un cliente dove si entra nel medio di ciò che è stato trovato, si discute con il cliente, si raffinano alcune informazioni che chiaramente solo il cliente può fornire, quindi c'è questa cosa per noi critica, questo lo sapevo, in effetti questa cosa la devo aggiornare ma lo farò settimana prossima, quindi vengono fornite informazioni più chiare dopo un confronto con il cliente e quindi si produce a questo punto un report più accurato a beneficio della compagnia che in questo modo ha non solo una scansione veloce ma anche un approfondimento tecnico che nasce dal confronto con il cliente e per il cliente è un modo per verificare che se ci sono cose che non vanno le metterà a posto oppure se c'è qualcosa che è sfuggito viene sistemato. Quindi chiaramente questo confronto genera un beneficio per la compagnia che potrebbe acquisire un cliente più "sicuro" fra virgolette e per il cliente che in questo modo ha migliorato in qualche modo la sua sicurezza. **Davide**: Poi fra l'altro pensavo che tutto quello che ci hai detto soprattutto per il fatto che appunto non dovete per forza entrare nel sistema informatico del cliente dell'assicurazione per fare questo report, d'altra parte potrebbe essere utilizzato in modo malevolo da chi attacca questi sistemi per farsi a sua volta un report di quelli che sono i possibili obiettivi. **Massimiliano**: Infatti è estremamente concreto quello che tu dici perché le fonti che noi utilizziamo sono in buona parte a disposizione anche degli attaccanti. Quindi avere questa vista è un po capire come l'attaccante ci vede. L'attaccante cosa fa? Sostanzialmente cerca di prendere di mira quei target che sono più deboli perché paradossalmente il mestiere fra virgolette dell'attaccante anche se è un mestiere abbastanza cattivo, criminale, ma è basato su aspetti molto razionali e anche di guadagno. L'attaccante prende di mira i target deboli soprattutto quando parliamo di piccole e medie imprese perché comunque il ritorno che poi ne ha è un ritorno che può avere da una piccola e media impesa. Quindi non può perdere troppo tempo su target che sembrano essere ben difesi. Quindi curare l'igiene di questa superficie esterna serve a rafforzare la propria sicurezza ma serve anche a stare un po sotto il radar degli attaccanti che in questo modo probabilmente prenderanno di mira altri target. È un po come quello che avviene nella sicurezza delle abitazioni. Se io a casa mia ho le telecamere, il sistema d'allarme, il cane, l'attaccante magari diceva passo all'abitazione successiva. Se invece vede le finestre aperte e l'allarme che non c'è, le telecamere che non ci sono, magari comincia a studiarmi e a prendermi di mira. **Davide**: Perfetto. Prima cenavi anche al tema dell'intelligenza artificiale di cui ormai pervasiva di ogni aspetto tecnologico, e non solo, recente e quindi ti chiedo anche qui che ruolo può avere l'intelligenza artificiale per aiutare a mitigare il rischio da parte appunto delle aziende o comunque appunto dei soggetti che potrebbero essere attaccati e poi come la utilizzate anche voi per svolgere il vostro lavoro. **Massimiliano**: Si, assolutamente. Allora l'intelligenza artificiale evidentemente ha un potenziale enorme. Molto spesso si parla dei rischi dell'intelligenza artificiale e meno dei benefici. In ambito cyber security o cyber insurtech i benefici sono veramente incredibili. Questo perché? Perché l'intelligenza artificiale consente di fare tante cose in maniera molto veloce e consente di semplificare tantissimo delle attività tecniche che per loro natura sono complicate e quindi sostanzialmente permette anche a piccole e medie imprese di avere accesso a delle nuove metodologie o comunque a dei nuovi strumenti che permettono di semplificare e fare le cose in tempi molto brevi. Facciamo degli esempi. Noi utilizziamo l'intelligenza artificiale ad esempio quando facciamo i report di assessment. Il nostro software capisce che tipo di business svolge l'azienda e genera un business impact nel linguaggio naturale, quindi italiano, inglese, tedesco, dipende da dove stiamo operando, e spiega in modo semplice quali possono essere i potenziali rischi proprio per quella specifica azienda. Oppure prende le vulnerabilità tecniche che noi abbiamo trovato, le illustra il linguaggio naturale e spiega perché sono un rischio e quali cose possono essere fatte per ridurre questo rischio tecnico che è stato trovato. Quindi fa un po quello che farebbe un analista di cyber security e in parte quello che farebbe un cyber underwriter. E chiaramente per farlo fare ad un essere umano ci vuole tempo, ci vogliono costi, ci vogliono persone che magari per ore o giorni si devono mettere lì e analizzare delle cose. Tutto ciò invece viene fatto in pochi minuti. Il risultato non sostituisce al 100% l'essere umano, come sta accadendo un po in tutti gli utilizzi della AI almeno per il momento, ma lo aiuta, gli dà un prelaborato, gli dà un qualcosa che è già di ottimo livello ma che poi deve essere rivisto da un essere umano e verificato. Però questo permette di abbattere i costi, di fare le cose in modo molto veloce e è sorprendente come a volte i risultati o comunque i consigli sono di un'accuratezza davvero notevole, perché come sapete oggi le tecnologie AI a disposizione sono sempre più raffinate e quindi ciò che si può fare è sempre più importante. Un ultimo caso che mi piace citare è quello all'interno della nostra piattaforma di Cyber Insurtech abbiamo implementato un chatbot che permette agli underwriter di fare domande sullo specifico cliente e ottenere risposte. Quindi se nonostante il report fatto l'underwriter vuole capire meglio come è posizionato il rischio di quel cliente, vuole direttamente facendo domande all'interno del nostro chatbot capire e ragionare con l'AI in merito il rischio di questo cliente. Infatti abbiamo più per ragioni di sperimentare rilasciato un'applicazione pubblica sullo store di OpenAI che è il risultato di test interni fatti nell'ambito della piattaforma Cyber Insurtech che è possibile testare liberamente, si chiama SideGPT, lo potete trovare nello store di OpenAI dove vengono fornite alcune funzionalità limitate della nostra piattaforma e lo abbiamo fatto un po anche per testare i risultati. Devo dire che stiamo avendo riscontri notevoli, al momento è una delle prime applicazioni nello store di OpenAI a livello mondiale, nell'ambito chiaramente Cyber. **Davide**: Tutti questi esempi che hai fatto però mi sembra legati un po ad esplicare, magari aiutare a facilitare la comprensione di determinate dinamiche all'interno della piattaforma e quindi sottolineare quali potrebbero essere i rischi. Ma l'intelligenza artificiale può essere utilizzata anche per l'analisi dei dati che raccogliete? **Massimiliano**: Si si, viene utilizzata per spiegare le vulnerabilità, viene utilizzata per quando noi facciamo mitigation per esempio, ovvero quando stiamo monitorando un cliente, le email che mandiamo al cliente per spiegare quello che abbiamo trovato sono scritte con l'intelligenza artificiale e quindi l'intelligenza artificiale generativa, quella che sta andando molto ultimamente, ha un ruolo principale di semplificazione. Quindi semplifica e riduce i tempi, ma dovete pensare che nell'ambito delle piccole e medie imprese questi due aspetti, quindi la semplificazione e la velocità, quindi fare cose in maniera tempestiva, sono probabilmente le sfide principali perché le piccole e medie imprese non hanno tante risorse interne, non hanno spesso specialisti di cyber security che al 100% si occupano di cyber security e quindi avere un supporto su questi aspetti è veramente cruciale per aumentare la sicurezza delle piccole e medie imprese. **Davide**: Ok, prima parlavamo appunto di questo confronto tra voi e invece dall'altro lato chi cerca le vulnerabilità o punti critici per attaccare, come si fa a rimanere aggiornati, come fate a rimanere aggiornati per appunto proporre delle contromisure per tipologie nuove o modalità nuove di attacchi informatici? **Massimiliano**: Chiaramente questo è una sfida anche per gli addetti lavori perché la cyber security o ciò che accade anche nel mondo assicurativo sempre relativo agli aspetti cyber è in continua evoluzione, quindi per essere aggiornati bisogna studiare, bisogna seguire quelli che sono i modelli, anche i concorrenti o le tendenze, soprattutto cercando di avere sempre un occhio internazionale, cioè non è un settore che può essere compreso guardando soltanto a ciò che è accaduto a livello nazionale o regionale, la cybersecurity, le migliori tecnologie, le migliori tendenze sono su scala globale, quindi bisogna studiare continuamente, bisogna aggiornare continuamente le proprie piattaforme e poi quello che noi stiamo facendo è cercare di portare le metodologie e le tecnologie che sono in qualche modo già utilizzate dalle grandi aziende, su un livello un po più basso, perché tutti parlano della cybersecurity come una cosa difficile, dove comunque lo sforzo è enorme per ottenere un buon livello di protezione ed è vero, però c'è da dire che il 90% degli attacchi possono essere evitati davvero con poco sforzo. Spesso si tratta di mettere le patch al momento giusto, di utilizzare sistemi non obsoleti, di utilizzare tecnologie che sono disponibili, quindi lasciamo stare gli attacchi alle grandi imprese o quelli state sponsored, come si dice lì c'è dietro complessità, ci sono dietro hacker professionisti che lo fanno avendo tempo e risorse economiche importanti. Quando si parla delle piccole e medie imprese, ripeto, ci deve essere questo costo-beneficio anche per gli attaccanti, quindi se si adottano una serie di misure tecniche, la difesa si può veramente incrementare in modo notevole e quindi le piccole e medie imprese hanno la possibilità di fare un salto, chiaramente c'è un problema culturale, c'è un problema di costi, c'è un problema di tempistiche e così via, e noi cerchiamo di aiutarle insieme alle compagnie assicurative, ed è importante sottolineare che il rischio cyber, seppur mitigato, ridotto, non può essere annullato, perché è un rischio che rimane, è un po come noi quando andiamo in auto e guidiamo, certamente vogliamo avere l'ABS, vogliamo avere l'airbag di ultima generazione, 5, 7 e così via, ma vogliamo una polizza auto, perché se succede qualcosa e lì c'è un obbligo di legge, vogliamo essere coperti. Ecco, nel mondo della cyber insurance ancora non c'è questa mentalità, tenete conto che probabilmente meno del 10% delle piccole e medie imprese hanno una polizza cyber, e quindi c'è ancora una sfida culturale da questo punto di vista. La cosa giusta da fare per una piccola e media impresa è adottare delle buone misure tecniche di protezione, ma al contempo anche sottoscrivere una polizza cyber per proteggersi, perché è una scelta intelligente e tutto sommato semplice. **Davide**: Va bene, allora grazie Massimiliano, anche per averci sottolineato quanto alla fine questo sia un problema che non riguarda solo le grandi big tech, le grandi multinazionali, ma si può fare molto anche per cercare di tutelare le realtà più piccole e le piccole e medie imprese, e grazie appunto di averci fatto un po il quadro della situazione. Alla prossima. **Massimiliano**: Grazie a voi, a presto. #### Conclusione - Timestamp: 28:45 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e29 ## Come gli effetti speciali hanno trasformato l’industria del cinema > Tutto ciò che in un film viene ricreato in post produzione sono i cosiddetti [effetti visivi](https://it.wikipedia.org/wiki/Effetti_visivi), o VFX, che rientrano nella categoria principale di quelli speciali. In questo contesto la prima innovazione, definita come un vero e proprio game changer nell’ambito del cinema digitale, è rappresentata dalla CGI, un acronimo ormai conosciuto anche dal grande pubblico che identifica il concetto di [Computer Generated Imagery](https://en.wikipedia.org/wiki/Computer-generated_imagery), ovvero quel processo di creazione o manipolazione di immagini digitali che avviene utilizzando determinati software per computer. L’ampia popolarizzazione di queste tecnologie, però, ha portato ad una assuefazione, diminuendo l'impatto emotivo e lo stupore degli spettatori. In questa puntata proveremo a capire in cosa consistono queste tecnologie e come adoperarle al meglio. Nella sezione delle notizie parliamo dei gravi disservizi in tutto il mondo a causa di un guasto informatico, dell’UE che considererà [TikTok](https://www.tiktok.com) come un [gatekeeper](https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/digital-markets-act-ensuring-fair-and-open-digital-markets_it) e infine del Regno Unito che ha approvato la vendita di [carne coltivata](https://www.marionegri.it/magazine/carne-coltivata) per gli animali. - Stagione: 6 - Episodio: 29 - Data di pubblicazione: 2024-07-20 06:45:00 - Durata: 15:55 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e29](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e29) - Episodi correlati: s5e7, s5e35 - Tag: effettispeciali,effettivisivi,cgi,motioncapture,film,animazione,disney,autodesk,ringiovanimento,machinelearning,bug,microsoft,crowdstrike,sicurezza,banche,aeroporti,disservizi,blocco,blue screen of death,bsod,cybersicurezza,carnecoltivata,regnounito,meatly,cani,animali,gatekeeper,tiktok,bytedance,commissione europea,ue ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di effetti speciali ed effetti visivi, ed il ruolo della tecnologia nel creare scenari cinematografici più spettacolari e coinvolgenti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Disservizi in tutto il mondo per un guasto informatico > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 00:56 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Quello che è iniziato nelle prime ore di venerdì 19 luglio è sicuramente uno dei più importanti disservizi, verificatisi negli ultimi mesi se non anni. Areoporti, compagnie aeree, banche, supermercati e numerosi altri servizi si sono bloccati. In quanto i sistemi Windows, sia PC che Server, che vengono normalmente utilizzati per compiere le normali operazioni quotidiane, si avviavano restituendo la famosa schermata blu di errore. Negli areoporti i voli hanno subito numerosi ritardi e cancellazioni, con i biglietti verificati a mano e gli stessi tabelloni con gli aggiornamenti sui voli scritti su lavagne di carta. Nel Regno Unito il sistema sanitario è rimasto bloccato, non permettendo l'accesso alle cartelle cliniche dei pazienti o non avendo la possibilità di gestire le prenotazioni. Problemi anche per le reti di broadcast come Sky, banche e per le principali borse europee. La causa del guasto, fortunatamente, non è un attacco cyber, ma un aggiornamento di Falcon Sensor, servizio fornito dalla società CrowdStrike, azienda che si occupa di sicurezza informatica. Questo aggiornamento ha infatti bloccato il corretto avvio di Windows, e dopo aver immediatamente ritirato l'aggiornamento, CrowdStrike ha invitato le aziende a rimuovere manualmente l'aggiornamento, per risolvere momentaneamente il problema. Tuttavia ci vorranno probabilmente alcuni giorni affinché l'emergenza rientri completamente e tutti i sistemi tornino a funzionare. La Corte di Giustizia dell'unione Europea ha confermato che TikTok è un gatekeeper e deve quindi rispettare le regole del Digital Market Act, in riferimento a tutta una serie di obblighi e divieti particolarmente stringenti. #### Anche TikTok verrà considerata gatekeeper > Fonte: EUNews.it - Timestamp: 02:20 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Diritto, Social - Tipologia: Notizia **Davide**: La decisione, che respinge il ricorso della società madre ByteDance, riconosce TikTok come una piattaforma di dimensioni molto grandi, con almeno 45 milioni di utenti mensili. I giudici hanno quindi stabilito che la commissione Europea ha correttamente valutato ByteDance come gatekeeper, poiché la società soddisfa le soglie quantitative del Digital Market Act, inclusi il valore di mercato e il numero di utenti nell'unione Europea. Nonostante TikTok sia entrato sul mercato nel 2018, ha rapidamente consolidato la sua posizione, raggiungendo la metà del numero di utenti di Facebook e Instagram, nonostante la concorrenza di servizi come Reels e Shorts. ByteDance non è riuscita a dimostrare che la valutazione della commissione fosse errata, quindi TikTok deve continuare a rispettare le normative europee. #### Gli UK approvano la vendita della carne coltivata per animali > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:23 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Alimentazione - Tipologia: Notizia **Davide**: La startup Meatly ha ricevuto il via libera dalle autorità di regolamentazione britanniche per commercializzare la loro carne coltivata all'interno del territorio, rendendo così il Regno Unito il primo paese nel continente europeo a mettere in commercio questo tipo di prodotto. La carne di pollo che andrà sugli scaffali dei supermercati sarà però destinata solamente agli animali domestici, in particolare per i cani, e per queste ragioni Meatly sarà la prima azienda al mondo ad ottenere l'autorizzazione alla vendita di alimenti coltivati in laboratorio non pensati per le persone. Meatly ha infatti comunicato che la loro carne è risultata conforme a tutte le normative necessarie, superando anche il rigoroso processo di ispezione dell'Animal and Plant Health Agency. Per quanto riguarda le tempistiche, l'azienda britannica ha intenzione di mettere in vendita i primi lotti entro il 2024. Tuttavia ha sottolineato che il prezzo di partenza del pollo coltivato avrà un costo necessariamente più alto, ma che dovrebbe diminuire significativamente entro i prossimi tre anni. #### Come gli effetti speciali hanno trasformato l’industria del cinema > - Timestamp: 04:39 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Cinema - Tipologia: Topic **Davide**: Un capitolo particolarmente affascinante e interessante della storia dell'industria cinematografica è rappresentato dall'evoluzione degli effetti speciali e delle tecniche per la ricreazione di situazioni o scenari non realistici all'interno dei film. Quando parliamo di effetti speciali, però, non stiamo parlando di quello che molti potrebbero immaginare, ovvero tutto ciò che viene ricreato al computer. Ma esattamente l'opposto, cioè l'insieme delle tecniche che generano paesaggi o soggetti immaginari utilizzando materiali scenografici o trucco realmente esistenti. Al contrario, invece, tutto ciò che viene creato in post produzione al computer, spesso confusi dunque con gli effetti speciali, sono in realtà i cosiddetti effetti visivi, o VFX, che rientrano nella categoria principale di quelli speciali. Per spiegare più concretamente questa differenza con degli esempi, possiamo ripercorrere brevemente la storia di questo settore nei due momenti chiave. Il primo viene attribuito alla nascita della Nuova Hollywood, ossia quel periodo di grande rinnovamento del cinema statunitense avvenuto tra gli anni 70 e 80, segnato da capolavori e film cult come 2001: Odissea nello spazio, Star Wars, Indiana Jones, Alien e Blade Runner. Tutte queste opere hanno in comune l'utilizzo massivo di costumi e miniature particolarmente innovative per quel periodo, che alzarono notevolmente l'asticella, mostrando agli spettatori situazioni mai viste sino ad allora. Il secondo periodo moderno, più rappresentativo, viene collocato verso la fine degli anni 90, quando opere come Jurassic Park o Matrix inizierono a introdurre effetti visivi digitali oltre a quelli tradizionali. Da allora, con il progredire della tecnologia, gli effetti visivi digitali sono diventati sempre più sofisticati e pervasivi, consentendo ai registi di dare libero sfogo alla propria fantasia, senza i limiti imposti precedentemente dal trucco o dai set cinematografici tradizionali. Nella puntata di oggi ci soffermeremo in particolare sugli effetti visivi, analizzando nelle diverse tipologie, i vantaggi, le criticità e le relative applicazioni all'interno dei film più rappresentativi. La prima innovazione, definita come un vero e proprio game changer all'interno del cinema digitale, è rappresentata dalla CGI, una cronima ormai conosciuta anche dal grande pubblico che identifica il concetto di Computer Generated Imagery, ovvero quel processo di creazione o manipolazione di immagini digitali che avviene utilizzando determinati software per computer. Nei film live action, con attori in carne e ossa, viene usato per inserire elementi animati in film grezzi, come quanto è avvenuto, ad esempio, nell'inseguimento del personaggio di Malcolm da parte del T-Rex in Jurassic Park, o come in tutti i film Marvel in generale. Analogamente, la CGI può essere utilizzata anche per ricreare elementi realistici ma troppo costosi da inserire fisicamente tramite effetti speciali, tra cui esplosioni, inseguimenti o interazioni con animali, come l'attacco dell'orso nel film Revenant. L'impronta più significativa però l'ha lasciata nel settore dell'animazione a partire dal 1995 con l'uscita del primo lungometraggio animato realizzato interamente in CGI, Toy Story, un film che ha segnato un confine netto e ha portato all'abbandono generale dell'animazione tradizionale a favore di quella digitale, che nel corso degli anni è diventata sempre meno dispendiosa e complessa nel contesto della realizzazione dei film animati. A livello professionale, tra i migliori software CGI che vengono utilizzati per la modellazione 3D, non solo per l'ambito cinematografico, troviamo Adobe After Effects, da sempre considerato tra i migliori prodotti per la post-produzione e per l'animazione grafica, ma anche la suite di Autodesk con software di riferimento nel settore come Maya per l'animazione, progettato più per la creazione di mondi ex novo tipici dei videogiochi, e infine Mudbox, un software specifico utilizzato nel campo della pittura e della scultura 3D. Ritornando al tema degli effetti visivi a livello cinematografico, come sotto categoria della CGI, troviamo poi la motion capture, una tecnica rivoluzionaria che ha permesso di digitalizzare e trasportare la recitazione di un attore reale sulle fattezze di un personaggio completamente ricreato al computer. Per fare ciò, durante la fase di riprese, l'attore deve indossare una particolare tuta sulla quale vengono posizionati dei dispositivi di controllo, chiamati makers, in corrispondenza delle articolazioni. I movimenti della tuta in questo modo vengono registrati da un computer, il quale andrà a ricreare uno scheletro del soggetto in formato digitale, sul quale poi gli animatori andranno a lavorare per ricreare le caratteristiche e i dettagli del personaggio richiesti dalla produzione. Il vantaggio di questa tecnica particolare riside proprio nella possibilità di registrare i movimenti e soprattutto l'espressività di una persona fisica, i cui movimenti ed espressioni facciali risultano molto più realistici e naturali di un soggetto ricreato partendo da zero. Tra le pellicole pioniere nell'utilizzo di questa tecnologia, in epoca moderna, troviamo la trilogia del Signore degli Annelli per quanto riguarda la realizzazione del personaggio di Gollum, l'ultima trilogia del pianeta delle scimmie con la scimmia Cesare, oppure l'antagonista Thanos nel Marvel Cinematic Universe. In quest'ultimo esempio è fondamentale sottolineare la grande spinta innovativa che ha portato Disney, insieme ad Industrial Light and Magic, nel migliorare e brevettare persino nuove tecnologie per rendere ancora più efficaci, ma anche meno invasive, le tecniche di ripresa in motion capture. Ad esempio, tra le soluzioni più rivoluzionarie del settore emerge su tutta il sistema Medusa, che ha portato alla realizzazione di iconici personaggi Disney attraverso un sistema che permette di catturare le performance espressive degli attori tramite una telecamera montata sul casco, eliminando in questo modo la necessità di applicare i makers sul volto. Da quando è stata brevettata questa tecnologia ha subito notevoli miglioramenti e modifiche per soddisfare le esigenze delle diverse produzioni cinematografiche. Ad esempio, per la creazione del personaggio di Thanos in Avengers Infinity War, in cui l'antagonista è apparso sullo schermo per oltre 40 minuti, è stato indispensabile adattare al caso l'approccio del motion capture di Medusa. Infatti, per ridurre il peso dei dati acquisiti e semplificare le performance dell'attore, è stato catturato un profilo a bassa risoluzione del volto, chiamato Low Mesh, che è stato reso successivamente più dettagliato attraverso un'elaborazione basata su machine learning per adattare automaticamente le caratteristiche fisionomiche del volto di Josh Brolin a quelle di Thanos. Il motion capture ha infine acquisito un ruolo centrale anche nel ringiovanimento digitale degli attori, come quanto è avvenuto nel film The Irishman di Martin Scorsese, il quale ha convinto la casa di produzione a ideare un sistema che consentisse agli attori protagonisti di girare scene ambientate in epoche diverse senza l'ausilio dei makers posizionati sul viso. Il team di Industrial Light and Magic si è assunto il compito di sviluppare un impianto di ripresa e un software di nuova concezione, chiamato Flux, per liberare gli attori dall'obbligo di indossare marcatori facciali o caschi. Per raggiungere tale obiettivo, nella fase produttiva iniziale, sono state acquisite le informazioni tridimensionali dei volti degli attori, su diverse angolazioni e condizioni di luminosità, mentre durante le riprese è stato adottato un sistema di regia a tre telecamere, di cui una principale sotto il controllo del regista e due ausiliarie per raccogliere tutti i dati che sarebbero poi stati necessari per ringiovanirli in post produzione. Infine, partendo da un vasto archivio di elementi facciali degli attori risalenti a decenni precedenti, è stato possibile ottenere il risultato finale unendo le informazioni acquisite dal passato e quelle durante le riprese. Inutile dire che, essendo stata una tecnica mai usata in precedenza, ha richiesto un lavoro di post produzione di oltre due anni, facendo lievitare il budget finale a più di 150 milioni di dollari. A questo punto possiamo ricollegarci al discorso di partenza sull'utilizzo degli effetti visivi in ambito cinematografico. Da quando sono diventati di uso comune nelle grandi produzioni hollywoodiane e non, gli effetti visivi hanno potuto raggiungere livelli tecnici sorprendenti, rendendo quanto più realistiche possibili le scene ambientate in mondi immaginari. In seguito all'uscita di Avatar, poi, l'applicazione degli effetti visivi ha trovato applicazione anche nelle produzioni minori, per così dire, e questo è avvenuto da una parte per l'abbassamento dei costi, e dall'altra per un aumento dell'efficienza di ricreazione. Il problema però è che oggi gli effetti visivi sono diventati così diffusi che attualmente esistono in tutto il mondo società di primo livello che si occupano della loro realizzazione, aumentando la concorrenza e di conseguenza portando a una riduzione dei prezzi. Perciò, non essendoci più solo alcuni soggetti specializzati nella loro realizzazione, le case di produzione indicono delle specie di bandi per scegliere a chi affidare la realizzazione degli effetti speciali, optando spesso per quelle meno costose e che permettono di realizzare un determinato lavoro nel minor tempo possibile. Per queste ragioni, la percezione di una diminuzione della qualità degli effetti visivi, nonostante l'avanzamento tecnologico, può essere vista come un paradosso dell'era digitale. Perché mentre la tecnologia progredisce, le aspettative del pubblico crescono esponenzialmente, creando una corsa senza fine verso la perfezione visiva. A ciò si aggiunge anche che l'eccessiva dipendenza dagli effetti digitali abbia portato a una sorta di assuefazione nei confronti del grande pubblico, diminuendo l'impatto emotivo e lo stupore che un tempo caratterizzava l'esperienza cinematografica. In quest'ultimo periodo, però, stiamo assistendo ad un cambio di paradigma, che punta a ricercare un maggior fotorealismo nella messa in scena e che, controintuitivamente per raggiungere tale obiettivo, sta tornando all'adozione di effetti pratici tradizionali in combinazione con quelli visivi, come quanto avvenuto in Mad Max o nel più recente Oppenheimer. In conclusione, il futuro degli effetti visivi non sarà probabilmente una scelta binaria tra digitale e pratico, ma piuttosto una fusione armoniosa delle due tecniche. Questa integrazione permetterà di sfruttare i punti di forza di entrambi gli approcci, creando un'esperienza visiva che combini la tangibilità degli effetti pratici con la flessibilità e la grandiosità del digitale. Il risultato sarà dunque un cinema che non solo stupisce visivamente, ma che crea anche un senso di autenticità e presenza che coinvolge profondamente lo spettatore. E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. #### Conclusione - Timestamp: 15:03 - Tipologia: Conclusione **Davide**: Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e30 ## Cyclomedia: dati visivi per la mappatura dell’ambiente che ci circonda > La [raccolta e l'elaborazione di dati](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e10) visivi sono diventate fondamentali per molteplici settori, dalla gestione urbana alla sicurezza, passando per l'analisi ambientale e l'innovazione tecnologica. Grazie a strumenti avanzati come il [LiDAR](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e47) e le fotocamere ad alta risoluzione, è possibile ottenere una rappresentazione dettagliata e accurata dell'[ambiente che ci circonda](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e14). Questi dati non solo migliorano la nostra comprensione del mondo, ma offrono anche soluzioni pratiche per affrontare le sfide quotidiane. Per parlare del ruolo che ricopre [Cyclomedia](https://www.dentrolatecnologia.it/cyclomedia.html) in questo settore abbiamo invitato [Filippo Troiani](https://www.dentrolatecnologia.it/filippo.troiani.html), Responsabile delle vendite in Italia di Cyclomedia. Nella sezione delle notizie parliamo della Svizzera che abbraccia l’[open source](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e23?t=300) per il software pubblico e infine di Meta che ha rilasciato il modello open source [Llama 3.1](https://llama.meta.com). - Stagione: 6 - Episodio: 30 - Data di pubblicazione: 2024-07-27 06:45:00 - Durata: 29:10 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e30](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e30) - Episodi correlati: s3e16, s5e47, s6e14 - Tag: raccolta,elaborazione dati,visivi,gestione urbana,sicurezza,analisia ambientale, sensori,lidar,cyclomedia,filippo troiani,mappatura,nuvole di punti,PA,enti pubblici,meta,fibra ottica,intelligenzaartificiale,llm,llama3.1,opensource,svizzera,italia,pubblica amministrazione,open source ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Filippo**: Avere dei modelli tridimensionali dell'"as is", cioè di come è oggi uno spazio pubblico, fa sì che si possono effettuare simulazioni e progettazioni per avere degli scenari what-if e quindi per andare poi a immaginare quali sono le conseguenze di un cambiamento di questo spazio pubblico. Quindi un conto sono le informazioni puntuali che puoi avere riguardo a un problema, un danno o un asset, come ad esempio un segnale stradale magari deteriorato o girato. Un conto sono i modelli 3D che tu utilizzi per fare una progettazione preliminare. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con Cyclomedia di sensori posti a bordo dei veicoli per l'acquisizione di dati visivi accurati, del mondo che ci circonda. Questa sarà l'ultima puntata prima della pausa estiva. Dalla prossima settimana, e quindi durante il mese di agosto, pubblicheremo alcuni brevi approfondimenti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### La Svizzera e l’open source per il software pubblico > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:37 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: In una puntata del podcast abbiamo parlato della "filosofia" open-source e dei benefici nel rendere pubblico il codice sorgente dei propri software. L'Italia ad esempio consiglia alle pubbliche amministrazioni di utilizzare software open-source e la stessa AgID o aziende pubbliche come PagoPA adottano la stessa filosofia. Filosofia che ha abbracciato completamente anche la Svizzera, con una nuova legge che prevede che tutte le amministrazioni siano obbligate a rilasciare pubblicamente con licenza open-source, e quindi in modo trasparente e liberamente consultabile e utilizzabile da chiunque, il software è gli strumenti sviluppati o internamente o da aziende terze. Il pensiero dietro questa scelta, infatti, è che il software, essendo stato realizzato usando soldi pubblici, è doveroso che anche esso sia pubblico e che in un certo senso venga restituito ai cittadini. Chiaramente sono previste delle eccezioni, ad esempio nel caso in cui la pubblicazione del software possa avere delle implicazioni per la sicurezza dell'ente o dei cittadini. Inoltre gli enti pubblici possono comunque offrire servizi aggiuntivi a pagamento, ad esempio di assistenza o supporto, anche ad aziende private, purché questi servizi siano destinati a coprire i costi di sviluppo del software. Questa settimana Meta ha rilasciato pubblicamente il modello linguistico per l'intelligenza artificiale Lama 3.1, considerato come il più grande large language model open-source di sempre. #### Meta ha rilasciato il modello Llama 3.1 > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:51 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Per addestrare le tre versioni da 405, 70 e 8 miliardi di parametri, Meta ha dovuto utilizzare 16.000 GPU in Nvidia e circa 39 milioni di ore di calcolo. E secondo i primi risultati rilasciati, il Lama 3.1 supera in diversi benchmark i modelli GPT-4o di OpenAI e Cloud 3.5 Sonnet di Anthropic. Come accennato, i tre modelli sono attualmente disponibili per il download, tuttavia potranno essere utilizzati anche tramite licenza su diversi provider come AWS, Azure, IBM o Databricks. A partire da questa settimana inoltre Lama 3.1 verrà integrato direttamente su WhatsApp negli Stati Uniti, sul quale si potrà utilizzare la nuova funzione "Imagine Me" per creare avatar trascansionando il volto degli utenti. Queste funzionalità non saranno però disponibili in Italia e in tutti i paesi europei per via dei contrasti con l'AI Act, che di recente ha definito le norme sulla trasparenza e l'utilizzo di tutto ciò che concerne l'intelligenza artificiale. #### Cyclomedia: dati visivi per la mappatura dell’ambiente che ci circonda > - Timestamp: 04:15 - Autori: Cyclomedia, Filippo Troiani, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Dati - Tipologia: Intervista **Davide**: La raccolta e l'elaborazione di dati visivi sono diventate fondamentali per molteplici settori, dalla gestione urbana alla sicurezza, passando per l'analisi ambientale e l'innovazione tecnologica. Grazie a strumenti avanzati come il LiDAR e le fotocamere ad alta risoluzione, è possibile ottenere una rappresentazione dettagliata e accurata dell'ambiente che ci circonda. Questi dati non solo migliorano la nostra comprensione del mondo, ma offrono anche soluzioni pratiche per affrontare le sfide quotidiane. Per parlare del ruolo che ricopra i Cyclomedia in questo settore, è con noi Filippo Troiani, responsabile delle vendite in Italia di Cyclomedia. Benvenuto Filippo. **Filippo**: Grazie e buongiorno a te. **Davide**: Innanzitutto raccontaci di che cosa si occupa Cyclomedia. **Filippo**: Allora, Cyclomedia è un gruppo internazionale che si occupa di mappare gli spazi pubblici a cavallo tra Europa e Stati Uniti con una flotta che attualmente conta 82 automobili sensorizzate con tecnologie proprietarie. Questo detto in modo molto breve. Oltre che fare questo, abbiamo la capacità quindi di fornire tutta una serie di dati e informazioni estratte in automatico o meno dai dati per supportare tutta una serie di "use case" a cavallo di settori come i governi locali, quindi comuni, province e regioni se la vogliamo vedere all'italiana, fino a telecomunicazioni, utility, società di ingegneria, assicurazioni, real estate ed altro. **Davide**: Ok, partiamo quindi dalla vostra flotta. Raccontaci un po come mai avete così tanti veicoli, di che tipologia sono e per cosa li utilizzate nella pratica, cioè quali sono le tecnologie che montano. **Filippo**: Allora, la storia della tecnologia di Cyclomedia parte da molto lontano, parte dal 1980 all'interno dell'università di Delft che comunque è molto molto avanzata dal punto di vista della ricerca tecnologica soprattutto in ambito geospaziale. Quindi il fondatore di Cyclomedia in un credo dottorato di ricerca ha realizzato questo tipo di sensore per poi creare uno spin-off per poi fondare un'azienda totalmente privata nel 1991 che quindi era Cyclomedia e fondamentalmente si occupava a suo tempo di creare delle immagini panoramiche di elevata qualità per tutta una serie di utilizzi e infatti già nel 1994 sono partiti i primi contratti andando a mappare la città di Amsterdam e la città di Rotterdam con, se non sbaglio il suo tempo, si utilizzavano delle Mini, ovviamente opportunamente sensorizzate, dove il cliente finale era il Catastro olandese che attualmente e da allora è il nostro maggiore cliente. **Davide**: Ok, però hai parlato di questo sensore, in che cosa consiste? **Filippo**: Il sensore all'inizio consisteva in una serie di fotocamere che supportavano quel tipo di utilizzo. Attualmente siamo alla decima generazione.4, se non sbaglio, dove abbiamo cinque fotocamere da 20 megapixel, presenteremo la 120 megapixel entro l'anno, ma attualmente siamo al 100 megapixel e conta anche di tutta una serie di tecnologie legate ovviamente al posizionamento, e quindi con un sensore GPS, GNSS, ma non solo, utilizziamo anche altre tipologie di tecnologie di costellazioni per migliorare questo tipo di caratteristica. Ovviamente abbiamo una IMU, quindi un sensore inerziale particolarmente efficace che serve poi a lavorare insieme alle informazioni di posizionamento per aumentare l'accuratezza dei dati a livello posizionale, e poi abbiamo un terzo livello di miglioramento posizionale hardware che di solito viene posizionato nei sedili posteriori delle auto. Quindi fino ad ora ho nominato fotocamere, sensori di posizionamento, sensori inerziali, posso nominare anche chiaramente la tecnologia LiDAR, montiamo chiaramente un LiDAR se non sbaglio dal 2016, e questo fa sì che ovviamente siamo in grado di anche creare dei modelli tridimensionali particolarmente accurati e di farlo a scala comunale fino a scala nazionale avendo vari progetti dove ogni anno facciamo una mappatura a livello nazionale e quindi andando a percorrere ogni singolo metro di ogni singola strada pubblica di un interstato. **Davide**: Sì, appunto il fine ultimo di tutti questi miglioramenti è quello cioè creare un modello più accurato e siccome hai detto che mappate poi se necessario ogni singolo metro, basta la macchina oppure utilizzate anche altri veicoli per farlo. **Filippo**: Ma allora, innanzitutto non ti ho risposto alla domanda del perché 82 sistemi, a inizio anno erano 76 quindi continuiamo a produrne per avere una maggiore capacità di capturing come diciamo noi e quindi per poter parallelizzare sempre di più la cattura di dati e quindi per aumentare l'efficacia e l'efficienza ma soprattutto l'area coperta. Utilizziamo anche altri sensori, abbiamo alcune partnership tra cui una partnership ad esempio con Hexagon che è un gruppo diciamo svedese dove all'interno ha un brand come la Leica, quindi abbiamo alcune partnership tali che fondamentalmente riusciamo anche a utilizzare dei sensori aerei per appunto raccogliere dati dall'alto di un certo tipo ovviamente nella fattispecie sono dati quindi di immagini nadirali, immagini oblique, nuvole di punti aeree fino a tutta una serie di altri dati che possono essere poi creati a partire da questi che ho alluminato. Facendo questo ed è una cosa che facciamo in Olanda a livello annuale anche oltre che guidare in ogni strada ogni anno, voliamo anche ogni anno grazie appunto a questa partnership, lo stiamo facendo anche in Belgio attualmente per avere una copertura nazionale anche aerea in Belgio avendo già la copertura a livello stradale proprietaria e anche in Italia se vogliamo parlare anche dell'Italia abbiamo una collaborazione con un'azienda di Parma che mi sento di nominare che è la CGR quindi la Compagnia Generale Ripreseaeree che è fondamentalmente l'azienda che ha la flotta più grande di velivoli e la maggior diversità di sensoristica ed è quella che in Italia possiede questo sensore particolare su cui abbiamo con questa partnership e quindi siamo in grado di proporre al mercato insieme la stessa capacità che offriamo in altri paesi e l'abbiamo già messa in campo, ad esempio a Milano, così come in altri clienti, posso nominare anche Firenze che sicuramente è stata città metropolitana di particolare interesse. **Davide**: Dopo tutta questa mappatura, qual è il risultato finale? Cosa vi permette di realizzare una mappatura di questo tipo? **Filippo**: Il risultato finale è che il sensore lavora talmente bene, grazie a dei brevetti talmente evoluti, che andiamo a fornire le immagini panoramiche di maggiore valenza prospettica e geometrica sul mercato mondiale, cioè non abbiamo problematiche di disallineamenti e quindi errori di parallasse. Quindi la qualità dell'immagine, oltre ovviamente ad essere a "very high resolution" come dice il mercato, ma fornisce anche fondamentalmente delle capacità legate alla qualità prospettica e geometrica. Quindi oltre che questo, integriamo modelli di profondità all'interno delle immagini, forniamo i modelli tridimensionali dati dalle nuvole di punti e poi abbiamo anche tutta una serie di altri dati interessanti, come ad esempio una sorta di ortofoto che creiamo dall'auto per andare poi a fornire queste informazioni anche su punti che dall'altro non sono visibili, come sotto i sottopassaggi o sotto a portici o sotto ad alberi e quindi a fogliame, e quindi per andare poi a complementare i dati aerei con i nostri dati per avere una conoscenza completa di un territorio e quindi poi al termine di tutto avere la capacità di estrarre in modo automatico informazione per dare ancora un maggiore vantaggio ai nostri clienti dal punto di vista di tempi, costi ma in generale efficienza e sicurezza. **Davide**: Ok e per raggiungere questo obiettivo immagino che per raggiungere un tale livello di dettaglio serve un'acquisizione di dati enorme, cioè i dati che dovete gestire per effettuare questa mappatura sono tantissimi, come fate a gestirli? **Filippo**: Allora è molto molto interessante e anche molto molto complessa questa domanda, ora ci sono varie opportunità, la prima è che mentre l'auto viene guidata, nel caso in cui ci sia una buona connessione di dati aerei, è in grado di streamare i dati direttamente in cloud utilizzando questi dati per iniziare a fare il primo processamento direttamente mentre la macchina viene guidata. Il secondo è che alla fine della guida è possibile fare l'upload in cloud di questo tipo di dato in modo massivo per poi appunto iniziare in modo automatico il processamento direttamente in cloud. Ho nominato la tecnologia cloud che ci dà un grosso vantaggio, siamo tra i maggiori partner europei di Microsoft per quanto riguarda il cloud, quindi siamo diciamo utenti di Microsoft Azure e tutti i nostri dati, che sono tanti, immaginate l'anno scorso abbiamo fornito 170 milioni di immagini panoramiche, considerate che se lo facciamo da 40 anni immaginate la quantità di dati che riusciamo a "storare", quindi anche solo avere diciamo la capacità di gestire questi dati è fondamentale. E lo facciamo tramite tecnologie quindi come le piattaforme, le famose piattaforme in cloud, quindi abbiamo una piattaforma proprietaria sviluppata appunto su Azure che riesce ad esporre tutti questi dati che ti ho raccontato e che riesce poi a fornire anche tecnologie di integrazione ai nostri clienti oltre che un'interfaccia di visualizzazione, misurazione, simulazione e queste interfacce di integrazione sono particolarmente importanti poiché se il dato non è integrato in un processo decisionale vuol dire che non è utilizzato e se non è utilizzato è come se non fosse presente, quindi per noi è molto importante dare la capacità di integrazione all'interno dei processi ai nostri clienti e lo facciamo attraverso queste API come è il termine tecnico, ma soprattutto lo facciamo attraverso delle partnership technology come ad esempio quella con la ESRI, quindi siamo nativamente presenti all'interno di tecnologie ArcGIS dove gli utenti ArcGIS possono su richiesta ovviamente accedere a queste immagini a questi modelli per fare delle misure particolarmente accurate per poi andare ad aggiornare un database o a creare informazione ma stessa cosa la facciamo anche con QGIS, con GE o la facciamo con Autodesk quindi immaginatevi che un utente CAD può progettare direttamente su una nuvola proveniente da diciamo dall'ultima versione del capturing fornito dalla Cyclomedia e stessa cosa si può fare anche su altre tecnologie come ad esempio la micro station di Bentley che è anche essa una tecnologia CAD. Ovviamente le API ci permettono di integrarci su tutta una serie di gestionali e lo facciamo in tutta una serie di settori come la gestione del verde, come i tributi, come la gestione delle manutenzioni stradali ed altro. **Davide**: Sì fra l'altro sia ESRI Italia che Autodesk che è citato, sono società con cui abbiamo fatto una puntata, è proprio un'ulteriore puntata che diciamo arricchisce questo tema e ci permette di capire ancora meglio per cosa vengono utilizzati questi dati. E fra l'altro è citato la questione del cloud, avete quantificato ad esempio quanto occupa un chilometro, la mappatura di un chilometro di strada in spazio di archiviazione? **Filippo**: Possiamo fare un conto... **Davide**: Dipende dal dettaglio che... **Filippo**: Allora è abbastanza complesso, no noi forniamo sempre la stessa qualità, cioè la massima qualità possibile, non riduciamo la qualità neanche su richiesta, neanche per abbassare i costi, quindi forniamo comunque lo stesso tipo di prodotto in tutte le localizzazioni, in tutte le geografie. Come dire, potrei dirti che se un'immagine completa di metadata occupa non so 100 megabyte, volendo fare un conto facile 100 megabyte per 200 immagini fanno 2000 megabyte e quindi circa 2 giga per un chilometro di immagini e più o meno l'equivalente anche per nuvola di punti. Però come dire, questo conto che tu mi chiedi è un conto un po all'antica, poiché nel cloud ricevi il servizio, ok? E ricevendo il servizio devi essere un utilizzatore, non tanto come dire poi avere lo spazio sul disco, viceversa dalla nostra piattaforma è possibile scaricare qualsiasi tipo di informazione disponibile, ovviamente secondo opportuni termini e condizioni di utilizzo dei dati e questo fa sì che tutti i dati poi sono utilizzabili in locale all'interno di tecnologia ad esempio desktop come ad esempio ArcGIS, QGIS, dei CAD o altro, ovviamente per permettere ai nostri clienti di post lavorare questi dati, analizzare questi dati nella maniera più opportuna possibile. **Davide**: Sì, ti ho chiesto questa cosa però perché mi riferivo più che altro alla fase di acquisizione, cioè nel momento in cui dicevi appunto che nei contesti in cui c'è connettività dati le macchine, i vostri veicoli possono inviare immediatamente questi i dati raccolti altrimenti le devono conservare immagino a bordo del veicolo. Nel momento in cui viene effettuata questa mappatura i dati sono subito pronti per i vostri clienti, per essere utilizzati ai vostri clienti, oppure c'è un lavoro di elaborazione? **Filippo**: Beh c'è chiaramente un lavoro di elaborazione, una cosa è il dato grezzo, una cosa è il dato processato, una cosa è un dato post-processato, diciamo che il processamento che ho nominato in precedenza è proprio quello che permette diciamo di lavorare sull'allineamento tra le immagini, le nulle di punti, le informazioni posizionali, effettuare controlli di qualità secondo ogni step e poi chiaramente integrare queste immagini in un singolo ambiente e una volta che queste immagini, queste nulle di punti, queste informazioni sono disponibili il processing vuol dire che è terminato e può su richiesta iniziare un successivo post-processing legato all'estrazione di informazioni automatiche che è una capacità molto importante che mettiamo sul mercato e che non è presente fondamentalmente sul mercato con questa vastità e questa diversità. **Davide**: Ok, passiamo all'aspetto più pratico o meglio come poi i vostri clienti utilizzano questi dati che avete raccolto e per cosa, quindi hai parlato ad esempio di qualità prospettica, perché è così importante in ciò che fate questo elemento e ce lo spieghi magari facendoci degli esempi concreti. **Filippo**: Allora, il discorso è molto complesso, diciamo che non sono molte le competenze geospaziali nel mercato mondiale e quindi avere dei dati di facile utilizzo è sicuramente la chiave, quindi permettere ad esempio di andare a misurare direttamente da un'immagine fa sì che chiunque riesce a farlo anche senza magari essere uno specialista di dati geospaziali leader, ok? Quindi la prima parte di risposta riguarda il fatto che avendo una precisione prospettica e geometrica non aggiunge errore di misura quando vai a utilizzare diciamo l'immagine già allineata con le informazioni di profondità, soprattutto se qualcuno deve fare, quindi se un utente deve fotointerpretare un'immagine anche senza intelligenza artificiale ma con intelligenza naturale umana è chiaro che si deve fidare di quello che vede e se quello che vede non è accurato e quindi se ha dei disallineamenti potrebbe fare delle scelte sbagliate per quanto riguarda le proprie attività, quindi secondo me questo completa come risposta. **Davide**: Ok, e quindi ci fai degli esempi in generale di come i vostri clienti applicano la tecnologia? **Filippo**: I nostri clienti applicano la tecnologia se vogliamo nominare ad esempio enti locali, enti locali utilizzano questa tecnologia per "situational awareness", quindi per conoscere il territorio che magari in precedenza non conoscevano, per ad esempio valutare l'integrità dell'infrastruttura dello spazio pubblico, parlo ad esempio dell'infrastruttura che può essere la strada o un'infrastruttura che può essere tutto ciò che è il limitrofo alla strada, quindi ad esempio manutenzione di verde, manutenzione di marciapiedi, manutenzione di strade, sono tutte attività che vengono svolte con questo tipo di informazione. Oltre che questo, avere dei modelli tridimensionali di quello dell'as is, cioè di come è oggi uno spazio pubblico, fa sì che si possono effettuare simulazioni e progettazioni per avere degli scenari what-if, quindi per andare poi a immaginare quali sono le conseguenze di un cambiamento di questo spazio pubblico, quindi un conto sono le informazioni puntuali che puoi avere riguardo a un problema, un danno o un asset, come ad esempio un segnale stradale deteriorato o girato, e un conto sono i modelli 3D che tu utilizzi per fare una progettazione preliminare, mi viene in mente ad esempio chi progetta reti in fibra ottica, FTTH o chi dovrà andare a posizionare small cell 5G vorrà delle nuvole di punti che non gli danno delle sorprese data la precisione dell'informazione per andare poi a effettuare dei calcoli e quindi per diciamo acquisire materiali per il proprio progetto in modo accurato in modo tale da non avere sorprese quando poi va in campo. Altri settori come ad esempio le utility utilizzano i nostri dati per le malutazioni o per conoscere le geometrie dei propri lampioni o anche per decidere se pagare o meno una fattura a un fornitore che ha magari fatto un lavoro in quel particolare punto e per decidere se la qualità del lavoro è stata fatta in modo opportuno così come un'assicurazione può essere interessata ad avere immagini di fronte ai propri immobili per avere delle informazioni particolarmente accurate quantitative e qualitative per fare delle scelte e per avere un vantaggio finanziario rispetto alla competizione. **Davide**: E quanto è importante avere in questo contesto dei dati aggiornati cioè alcuni degli esempi che hai fatto si riferiscono a situazioni di cambiamento tra il prima e il dopo quindi dovete passare con una certa frequenza con i vostri veicoli? **Filippo**: Allora diciamo che ci sono dei luoghi dove a priori andiamo a fare "capturing" anche in Italia ok quindi possiamo sia andare in modo in modo proattivo per avere già dati "off the shelf" oppure possiamo andare a richiesta quindi qualora c'è una richiesta chiaramente ascoltiamo la frequenza richiesta dal nostro cliente a seconda del proprio use case mentre qualora abbiamo volessimo dei dati "off the shelf" di solito la frequenza è una volta all'anno abbiamo dei picchi di frequenza di capturing che arrivano fino a quattro volte ogni anno anche in interi territori come ad esempio la città di New York dove abbiamo una flotta dedicata e ogni tre mesi consegniamo nuove date e nuove informazioni per aggiornare appunto questa conoscenza del territorio. **Davide**: Poi un aspetto su cui ci tenevi a sottolineare che i dati che raccogliete li raccogliete nel al massimo delle vostre possibilità di conseguenza possono servire a un cliente ma possono essere utilizzati da un altro cliente per uno scopo totalmente diverso. **Filippo**: Esattamente e la cosa bella è che anche il cliente che ha voluto il dato poi si accorge che con lo stesso dato puoi risolvere anche altri problemi e non solo quello per cui acquisito il dato e quindi lì inizia il divertimento non sono ancora dati totalmente sfruttati dal mercato e quindi noi siamo qua apposta per metterli a disposizione e per risolvere problemi dei nostri clienti per renderli più efficaci più efficienti in quello che fanno più più sicuri e ovviamente anche con un risparmio, si spera. **Davide**: Certo e in chiusura un aspetto che non abbiamo toccato è quello della privacy, cioè come si fa a garantire che questi dati raccolti garantiscano la privacy poi di noi cittadini che viviamo in questi luoghi che mappate. **Filippo**: Grazie anzi tutto grazie al lavoro degli enti europei e quindi il fatto che c'è una legge chiamata GDPR che rassicura tutti i business e tutti i privati e quindi singoli cittadini che i propri dati vengano gestiti in modo opportuno, quindi ovviamente nel processamento che ho nominato in precedenza c'è una fase di offuscamento di facce e targhe, quindi facce di persone e targhe di auto, per rendere i dati non personali e quindi quando i dati non sono personali a quel punto sono diventano, come dire, possono viaggiare su binari leggermente più liberi, anzi molto più liberi e quindi ci sono delle delimitazioni ma diciamo che per gli scopi di questa chiacchierata posso assicurare che i dati sono diciamo rispettano i requisiti della GDPR e quindi oscuriamo ciò che c'è da oscurare secondo la legge. **Davide**: Va bene allora grazie Filippo per averci raccontato ciò che fate e ancora una volta abbiamo avuto occasione di sottolineare che ruolo possono avere i dati anche che riguardano appunto il mondo esterno. A presto. **Filippo**: A presto e grazie. #### Conclusione - Timestamp: 28:18 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e31 ## I computer non sanno cos’è la casualità > In questa prima puntata estiva [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), autore del podcast, parlerà di [numeri randomici](https://it.wikipedia.org/wiki/Numero_casuale), del perché ne abbiamo sempre più bisogno e di come si possono generare nel mondo informatico. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 6 - Episodio: 31 - Data di pubblicazione: 2024-08-03 06:45:00 - Durata: 06:03 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e31](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e31) - Episodi correlati: - Tag: random,random.org,quantistica,computer,informatica,numeri casuali,probabilità,casualità,natura,sicurezza informatica,cybersecurity ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella prima puntata dell'edizione estiva, Luca Martinelli, autore del podcast, parlerà di numeri randomici, del perché ne abbiamo sempre più bisogno e di come si possono generare nel mondo informatico. #### I computer non sanno cos’è la casualità > - Timestamp: 00:28 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Topic **Luca**: La casualità è un concetto che da sempre l'Uomo ha sfruttato e di cui oggi necessita più che in qualsiasi altro periodo storico che ha vissuto grazie all'avvento dell'informatica. A livello materiale, pensiamo ad esempio a tutti quei giochi che prevedono l'estrazione di un numero, il lancio di un dado o il mescolamento delle carte. O ancora alcuni sistemi elettorali, come quelli in uso nella democrazia ateniese o durante il periodo della Repubblica Serenissima, che combinano scelte e casualità per ottenere dei risultati quanto più imparziali possibili. A livello informatico, invece, generare dei numeri casuali è assolutamente fondamentale per garantire la sicurezza e la privacy dei miliardi di utenti che navigano in internet ogni giorno. La casualità è infatti alla base dei moderni sistemi crittografici, che utilizzano dei numeri generati randomicamente come chiavi per rendere indecifrabili messaggi, se non al mittente e al destinatario. O ancora, numeri casuali vengono utilizzati per aggiungere ulteriori livelli di sicurezza alle password, per generarne di nuove e molto altro ancora. Se tuttavia la natura è pervasa dalla casualità, non tutti sanno che un computer non è in grado di generare dei numeri randomici. E il motivo è semplice, alla base dell'informatica ci sono infatti delle regole matematiche ben definite e qualsiasi programma necessita quindi di una serie specifica di istruzioni per produrre un risultato. Al contrario, la casualità non può essere dettata da regole matematiche, altrimenti diventerebbe prevedibile, e di fatto, non più casuale. Raccogliendo abbastanza dati e informazioni, quindi, un malintenzionato riuscirebbe a capire cosa c'è dietro questa "finta" casualità e, prevedendo i numeri successivi, potrebbe violare una conversazione crittografata. E così che ad esempio un 37enne russo è riuscito a vincere milioni di dollari analizzando i risultati delle slot machine e riuscendo a prevedere le vincite. Quando si ha la necessità di generare un numero random, dunque, il computer non fa altro che utilizzare diverse formule matematiche partendo ad esempio da fattori chiamati semi, come la data del giorno, che hanno una parvenza di casualità. Specificando quindi un seme in una funzione che genera numeri casuali, vedremo restituito sempre lo stesso risultato. E questa è una particolarità che è molto sfruttata ad esempio nel campo della ricerca scientifica, dove l'intero processo deve essere documentato e replicabile alla perfezione. Quando si parla di addestramento dell'intelligenza artificiale o di algoritmi di machine learning, ad esempio, si utilizzano grandi quantità di dati che vanno suddivisi in diverse parti, alcune per addestrare il modello di IA vero è proprio e altre invece per testare che il modello funzioni correttamente. Ecco, anche in casi come questo, poter suddividere randomicamente i dati rappresenterebbe una situazione ideale, a discapito però della riproducibilità. Ma quindi, come si generano numeri veramente casuali? Esclusa la possibilità di affidarsi ai computer, l'unico modo è attingere nuovamente alla casualità della natura che ci circonda. Ecco quindi che molte persone e aziende hanno studiato diversi modi, anche creativi, per raggiungere questo scopo. Il sito random.org, uno dei più famosi ed utilizzati, ad esempio, ha iniziato facendo uso di una vecchia radio. Il rumore di fondo che si sente quando non c'è segnale, infatti, è generato dalle interferenze del rumore di fondo dell'Universo, ossia il campo elettromagnetico che pervade tutto lo spazio. Lo stesso che, nelle vecchie televisioni, generava tutti quei puntini bianchi e neri quando non c'era segnale. Convertendo quindi i picchi di segnale in "uno" e il viceversa a "zero", Haahr e i suoi amici, i fondatori di random.org, hanno quindi ottenuto delle stringhe di numeri generati a partire da un fenomeno totalmente randomico e imprevedibile. Un altro esempio viene da Cloudflare, una delle principali aziende che si occupa di servizi web e utilizza le lava lamp. Fotografandole e analizzando la posizione delle bolle nella lampada, l'azienda riesce infatti a convertire la sequenza ottenuta in numeri da utilizzare, ad esempio in ambito crittografico. Ma gli esempi non finiscono qui, in altri progetti infatti si è provato ad utilizzare le bolle di un acquario o le gocce d'acqua su una superficie, tutti i processi che riescano a garantire la vera randomicità. Ultimamente, invece, sono in corso degli studi legati alle tecniche quantistiche, come il progetto dell'Università di Padova, Quasar, acronimo di QUAntum SAfe Randomness. Questo studio cerca di identificare nuove tecnologie e metodi per realizzare dei Quantum Random Number Generators, che siano sicuri e ultra veloci, sfruttando l'intrinseca casualità delle misurazioni quantistiche. Questa infatti è sicuramente la strada che in futuro verrà percorsa e adottata a livello globale per avere finalmente dei sistemi realmente randomici per generare dei numeri con metodi sicuri, affidabili e veloci che, se miniaturizzati, potrebbero addirittura diventare dei componenti integrati nei dispositivi che utilizziamo tutti i giorni. #### Conclusione - Timestamp: 05:11 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e32 ## Il travagliato progetto della navicella Starliner > In questa seconda puntata estiva [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html), autore del podcast, parlerà del [Commercial Crew Program](https://www.nasa.gov/humans-in-space/commercial-space/commercial-crew-program/) di Boeing e delle problematiche legate alla progettazione e produzione della navicella spaziale Starliner. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 6 - Episodio: 32 - Data di pubblicazione: 2024-08-10 06:45:00 - Durata: 05:49 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e32](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e32) - Episodi correlati: - Tag: boeing,starliner,crewdragon,iss,737max ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella seconda puntata dell'edizione estiva Matteo Gallo, autore del podcast, parlerà del Commercial Crew Program di Boeing e delle problematiche legate alla progettazione e produzione della navicella spaziale Starliner. #### Il travagliato progetto della navicella Starliner > - Timestamp: 00:30 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Topic **Matteo**: Da quando la NASA decise di mandare in pensione lo Space Shuttle nel 2010, si iniziò subito a pensare alle possibili alternative per spedire gli astronauti nello spazio verso la stazione spaziale internazionale, senza dipendere dai mezzi dell'Agenzia Spaziale Russa. Per avere più alternative, senza dunque affidarsi ad una singola società, la NASA nel 2012 annunciò il Commercial Crew Program, affidando a Boeing e a SpaceX la progettazione e la realizzazione di due capsule spaziali per l'equipaggio, la Crew Dragon e appunto la Starliner. Questa scelta arrivò dopo un'attenta selezione di due anni, alla fine della quale la NASA decretò i progetti delle due aziende come i più affidabili tra le diverse opzioni, decidendo dunque di finanziarli affinché fossero in grado di spedire persone verso lo spazio a partire dal 2017. Per questo programma, NASA assegnò a Boeing 4,2 miliardi di dollari, mentre a SpaceX un totale di 2,6, in modo tale da coprire le spese di progettazione, costruzione, test e delle prime sei missioni operative, per un totale di 12 complessive. Ma come spesso accade nel settore aerospaziale, anche questi due programmi hanno subito notevoli ritardi prima di entrare in servizio. Infatti nel 2020, dopo tre anni della scadenza, solo SpaceX è riuscita a terminare il progetto e per tali ragioni la NASA decise di estendere ulteriormente il contratto con l'Agenzia di Musk per altre otto missioni. Dall'altra parte, Boeing, dopo aver richiesto ulteriori fondi dalla NASA e aggiungendo un'altro miliardo e mezzo di tasca propria, è arrivata al primo lancio con equipaggio con quattro anni di ritardo in più rispetto a SpaceX e con un'innumerevole serie di problemi che ne hanno decretato il fallimento in questa prima missione con astronauti. Ma cosa è andato storto nel programma Starliner? Secondo il giornalista Eric Berger della rivista scientifica "Ars Technica", i problemi sono stati di varia natura, includendo sia la parte relativa alla progettazione stessa, che il business model ha dotato nei confronti dei contratti stipulati con la NASA. Trattandosi infatti di contratti a fondo fisso, Boeing ha valutato che ogni dollaro risparmiato equivalesse a un dollaro guadagnato, perciò durante i primi anni di progettazione e produzione i dirigenti del progetto di Boeing sono andati a tagliare fondi nei settori sbagliati. Una clausola dei contratti a fondo fisso di questo tipo prevede inoltre che lo sblocco dei fondi avvenga per tappe intermedie, dove ognuna delle quali può essere superata solamente effettuando dei test e dei controlli rigorosi. Boeing perciò ha ritenuto indispensabile andare a ridurre la quantità dei controlli così da sbloccare i finanziamenti progressivamente, per poi effettuare un controllo complessivo finale riducendo così i costi in generale. La domanda che a questo punto sorge spontanea è: come mai la NASA ha permesso a Boeing di agire in questo modo? E qui entra in gioco un altro colpevole di questa vicenda, ovvero la NASA stessa. Lo stesso giornalista che abbiamo citato poco fa ha infatti attribuito alla NASA la colpa, per modo di dire, di aver lasciato a Boeing troppa carta bianca nello sviluppo complessivo di Starliner, forte anche dell'esperienza acquisita nei decenni precedenti nei diversi programmi spaziali come quello Apollo e dello Space Shuttle. Al contrario, la NASA ha preferito supportare maggiormente lo sviluppo della Crew Dragon, essendo SpaceX un'azienda relativamente più inesperta nel settore aerospaziale rispetto a Boeing. Resta il fatto che l'approccio economico adottato da Boeing per lo sviluppo della Starliner non è stato un caso sporadico, anzi, ha persino coinvolto il settore dell'aviazione civile, con l'interdizione al volo del Boeing 737 MAX nel 2019, dopo i due incidenti aerei che hanno portato la morte di oltre 300 persone nell'arco di soli cinque mesi. Brevemente, le ragioni che hanno portato i due 737 a schiantarsi sono stati causati dall'MCAS, un nuovo sistema automatico montato su tutte le versioni MAX dei 737 per correggere un problema di stallo causato dal diverso posizionamento dei nuovi motori sulle ali. Questo sistema, infatti, era pensato per prendere il controllo del velivolo nel momento in cui fosse rilevato un'eccessiva inclinazione dell'aereo, andando a correggere la posizione in maniera automatica. Nei due noti incidenti si è verificato invece un guasto ai sensori per il rilevamento dell'angolo di incidenza, portando l'MCAS a correggere un'inclinazione dell'aereo che non andava corretta. Il fatto sta che in quel periodo i piloti non avrebbero potuto nulla per evitare la tragedia, perché l'MCAS bypassava il controllo manuale dei piloti, i quali inoltre non erano nemmeno informati sull'esistenza di questo dispositivo sui 737 MAX. Perché Boeing, conscia del fatto che questa nuova versione fosse completamente uguale agli altri 737, ha pensato di risparmiare andando a tagliare ore di retraining per i piloti. Perciò questo approccio particolarmente negligente da parte di Boeing è stato il motivo principale degli innumerevoli ritardi e rinvii che ha subito il lancio della Starliner, la quale, nel momento in cui stiamo realizzando questa puntata, si trova ancora sulla stazione spaziale internazionale da quasi 2 mesi. E considerando gli innumerevoli imprevisti avvenuti sia nella fase di realizzazione che persino nella fase di attracco alla stazione spaziale, oggi tutti noi ci stiamo interrogando su quale potrebbe essere il futuro del Commercial Crew Program di Boeing. #### Conclusione - Timestamp: 04:57 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e33 ## IT-Wallet, documenti con valore legale nell'app IO > In questa terza puntata estiva [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), autore del podcast, parlerà di [IT-Wallet](https://www.agid.gov.it/en/it-wallet) e di come questo progetto rappresenta un’innovazione unica a livello europeo. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 6 - Episodio: 33 - Data di pubblicazione: 2024-08-17 06:45:00 - Durata: 06:07 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e33](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e33) - Episodi correlati: - Tag: it-wallet,eudi wallet,portafoglio,carta d’identità,patente,europa,ue,unione europea,italia,digitalizzazione,pa,pubblica amministrazione,app io,io ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella terza puntata dell'edizione estiva, Luca Martinelli, autore del podcast, parlerà di IT-Wallet e di come questo progetto rappresenta un'innovazione unica a livello europeo. #### IT-Wallet, documenti con valore legale nell'app IO > - Timestamp: 00:28 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Pubblica Amministrazione, Servizi - Tipologia: Topic **Luca**: Seppure per certi versi possa essere difficile da credere, in Europa l'Italia è uno dei paesi più innovativi per quanto riguarda la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Traguardo, raggiunto solo negli ultimi anni, dove, grazie a una serie di investimenti e grazie anche ai fondi del PNRR, si è spinto sull'acceleratore per rendere i servizi sempre più digitali e avvicinare così sempre di più la pubblica amministrazione ai cittadini attraverso internet. Alcuni esempi sono il fascicolo sanitario elettronico, il cloud nazionale, la piattaforma PagoPA per i pagamenti, la piattaforma SEND per l'invio delle notifiche ai cittadini, la standardizzazione del design della struttura e del funzionamento dei siti web dei comuni italiani, quella che viene chiamata "esperienza del cittadino", ma anche SPID, CIE e numerosi altri progetti. E come non citare, ovviamente, l'App IO, diventata ormai il prodotto di punta, è il punto di riferimento per quanto riguarda la digitalizzazione dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione, con l'obiettivo di riportare il cittadino al centro del processo di innovazione pubblica. E proprio l'App IO è protagonista di un'altra rinnovazione, l'IT-Wallet, che posiziona ulteriormente l'Italia come apripista in Europa per quanto riguarda l'identità digitale. Ma cos'è l'IT-Wallet e come funziona? L'IT-Wallet o Digital Wallet è un portafoglio digitale che può contenere in modo sicuro le proprie informazioni personali, come dati anagrafici, ISEE o altri dati; ma anche documenti come patente, carta d'identità o attestati vari. La particolarità, però, è che tutte queste informazioni avranno un valore legale, e questo significa che potremmo ad esempio esibire la patente alle forze dell'ordine direttamente dall'App IO, e lasciare quindi la versione fisica a casa. Ma la digitalizzazione, reale, e non con una semplice scansione dei propri documenti può avere delle implicazioni anche in numerosi altri contesti. Pensiamo ad esempio all'apertura di un conto corrente, all'iscrizione a scuola o all'università, alla presentazione di una domanda o alla compilazione di un servizio online. In tutti questi casi si potranno condividere con i vari portali le proprie informazioni verificate, aggiornate e certificate, senza dover ogni volta cercare o recuperare i file scansionati, reinserire i propri dati o attendere ore o giorni affinché le informazioni inserite vengano controllate e verificate manualmente. L'App IO diventerà dunque un completo portafoglio digitale, con le varie carte digitali della P.A., come la carta giovani, i propri metodi di pagamento, per appunto pagare servizi o tributi alla pubblica amministrazione, e, fra qualche mese, i propri dati personali e diversi documenti. Ma a che punto siamo? La prima fase di sperimentazione è iniziata il 15 luglio, coinvolgendo un ristretto numero di cittadini scelti internamente tra gli addetti ai lavori, che potranno caricare patente, tessera sanitaria e carta europea per la disabilità. In autunno, poi, la sperimentazione verrà ampliata e, se la fase di test sarà superata positivamente, la funzionalità sarà resa disponibile a tutti i cittadini da gennaio 2025. Da qui in poi, anche la lista delle tipologie dei documenti caricabili verrà estesa, includendo il passaporto, il certificato di nascita, la tessera elettorale e i titoli di studio. Inoltre, il portafoglio prevederà sia la versione pubblica e gratuita, accessibile appunto tramite l'App IO, ma anche una versione privata resa disponibile da aziende private e accreditate dall'Agenzia per l'Italia Digitale. Ma perché possiamo considerare il nostro Paese un apripista a livello europeo in questo settore? L'Italia è stata la prima a presentare il progetto di un portafoglio digitale tra gli Stati dell'Unione Europea, anticipando così il progetto dell'EUDI Wallet, il portafoglio europeo di cui, contemporaneamente, l'Unione sta definendo modalità, requisiti e implementazioni tecniche. L'EUDI Wallet, poi, farà parte di un più ampio progetto europeo, l'eIDAS, che cerca di garantire l'interoperabilità tra i diversi portafogli e le differenti implementazioni delle identità digitali degli Stati membri. In sostanza, un cittadino europeo può e potrà sfruttare il portafoglio messo a disposizione dal proprio Paese anche negli altri Stati, accedendone quindi ai vari servizi digitali. Allo stesso modo, un cittadino, ad esempio italiano, potrà accedere facilmente ai servizi di un altro Paese, effettuando il login tramite SPID o CIE, grazie appunto all'interoperabilità garantita da eIDAS. Ecco quindi che l'EUDI Wallet, così come è stato lo SPID, non è solo un progetto che renderà ancora più semplice e comodo l'accesso ai servizi italiani, ma in futuro sarà il pezzo di un puzzle ancora più grande, che contribuirà a rendere gli Stati europei ancora più uniti e rappresentando nel mondo digitale ciò che per il mondo fisico fu la libera circolazione delle persone e delle merci all'interno dell'Unione. E, come cittadini italiani, dovremo essere orgogliosi di essere i leader europei di questa innovazione. #### Conclusione - Timestamp: 05:15 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e34 ## Scandire il tempo con gli orologi atomici > In questa quarta puntata estiva [Matteo Gallo](https://www.dentrolatecnologia.it/matteo.gallo.html), autore del podcast, parlerà del funzionamento degli [orologi atomici](https://www.leonardo.com/it/news-and-stories-detail/-/detail/time-is-atomic-the-art-of-precision-2) e delle principali applicazioni tecnologiche e scientifiche legate a questi strumenti. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 6 - Episodio: 34 - Data di pubblicazione: 2024-08-24 06:45:00 - Durata: 05:23 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e34](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e34) - Episodi correlati: - Tag: orologioatomico,orologioalquarzo,leonardo,satelliti,posizionamento ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella quarta puntata dell'edizione estiva, Matteo Gallo, autore del podcast, parlerà del funzionamento degli orologi atomici e delle principali applicazioni tecnologiche e scientifiche legate a questi strumenti. #### Scandire il tempo con gli orologi atomici > - Timestamp: 00:29 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi - Tipologia: Topic **Matteo**: Al giorno d'oggi, ogni volta che guardiamo l'ora sul nostro smartphone, diamo per scontato che i numeri che stiamo osservando in quel determinato momento siano esatti e perfettamente sincronizzati con quelli su tutti gli altri dispositivi in tutto il mondo. Prima degli smartphone e della diffusione dei computer, invece, poter osservare l'ora esatta come la intendiamo oggi non era un'operazione così semplice, perché gli orologi presenti nelle nostre case dovevano essere continuamente corretti a causa dell'accumulo di errori dovuti a fattori come imprecisioni meccaniche, variazioni di temperatura, invecchiamento dei componenti e interferenze magnetiche. Tra le tipologie di orologi che più hanno contribuito alla misurazione dell'ora prima della rivoluzione digitale, troviamo gli orologi al quarzo, così chiamati perché in grado di misurare il tempo attraverso la conversione in secondi delle vibrazioni di un cristallo di quarzo posizionato tra gli ingranaggi. Tuttavia, benché questa tipologia di orologi abbia rappresentato un punto di svolta nel novecento, la massima precisione possibile della misurazione del tempo oggi viene raggiunta solamente dagli orologi atomici, che permettono il corretto funzionamento di numerose tecnologie che utilizziamo ogni giorno. Ma come funziona un orologio atomico? In estremo sintesi, il complesso funzionamento di un orologio atomico si basa sulla frequenza di risonanza, ovvero la frequenza naturale per la quale gli elettroni di un atomo oscillano tra due livelli energetici specifici. Nel momento in cui si somministra o si sottra energia a un atomo, questo emetterà radiazione elettromagnetica, passando tra due livelli energetici specifici. Se per conto riguarda il cesio 133, l'elemento maggiormente utilizzato su questi orologi, questa transizione avviene a 9.192.631.770 volte al secondo, un valore talmente costante e preciso che viene usato per definire il secondo come unità di misura nel sistema internazionale. Come ha cenato poco fa, senza gli orologi atomici, diverse tecnologie che siamo soliti ad utilizzare quotidianamente non potrebbero esistere, prima su tutte la navigazione satellitare. I satelliti che compongono le costellazioni come quella GPS o Galileo, sono dotati di orologi atomici che permettono una perfetta sincronizzazione tra le diverse unità, garantendo così a terra un'informazione estremamente precisa. Poiché infatti i segnali si propagano alla velocità della luce, un errore sul tempo di volo di un solo milionesimo di secondo, implicherebbe un errore di posizionamento a terra di ben 300 metri. La società italiana Leonardo, che abbiamo intervistato a ottobre 2023, si è occupata proprio della realizzazione dell'orologio atomico PHM per i satelliti Galileo, il cui funzionamento si basa sull'emissione di un'onda elettromagnetica che viene prodotta con una frequenza di circa 1420 MHz dal processo di decadimento degli atomi di idrogeno. Con questo esempio, dunque, ci siamo resi conto che di orologi atomici ne esistono di diverse tipologie e, benché si sia raggiunto a un grado di precisione particolarmente elevato, le innovazioni in questo settore non smettono di arrivare. Un gruppo di ricercatori americani ha sviluppato di recente quello che oggi potrebbe essere definito come l'orologio atomico più preciso al mondo, nonché il primo ad essere in grado di rilevare gli effetti della gravità previsti dalla teoria della relatività generale su scala microscopica. Le prestazioni di questo strumento potrebbero infatti garantire una precisione tale da persino ridefinire, naturalmente su scala impercettibile, il "secondo" come unità di misura e arrivare a colmare il divario attualmente esistente fra il mondo della fisica quantistica e quello dei fenomeni su larga scala, descritti dalla teoria della relatività generale di Einstein. Per concludere, gli orologi atomici rappresentano dunque l'apice della tecnologia per la definizione del tempo, che è partita da orologi con grossi margini d'errore, come quelli analogici, e arrivando a quelli atomici con deviazioni di un secondo per ogni 3 milioni di anni. Questo spiega perché questi strumenti di cui diamo per scontata la loro esistenza risultano cruciali in settori chiave, come quello legato al posizionamento satellitare, alle telecomunicazioni, alla ricerca scientifica, fino ad arrivare al campo della finanza. È importante sottolineare, tuttavia, che il progresso tecnologico non dipende solo dalla disponibilità di strumenti di misura sempre più precisi, ma anche dalla capacità di integrare queste tecnologie in sistemi più ampi e di applicarle in modo innovativo per risolvere problemi complessi. La sfida futura sarà quindi non solo sviluppare orologi atomici sempre più precisi, ma anche trovare soluzioni innovative per sfruttare questa precisione in applicazioni pratiche che possano portare a concreti benefici per la società. #### Conclusione - Timestamp: 04:31 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e35 ## Project Natick e i data center del futuro > In questa quinta e ultima puntata estiva [Luca Martinelli](https://www.dentrolatecnologia.it/luca.martinelli.html), autore del podcast, parlerà di [data center sottomarini](https://natick.research.microsoft.com) e di come questa tecnologia potrebbe rappresentare la nuova generazione dei data center del futuro. La programmazione regolare riprenderà a Settembre. - Stagione: 6 - Episodio: 35 - Data di pubblicazione: 2024-08-31 06:45:00 - Durata: 06:12 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e35](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e35) - Episodi correlati: - Tag: project natick,data center,potenza di calcolo,consumi energetici,sottomarini,microsoft,cina,data center sottomarini,mare,oceano,raffreddamento ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Nella quinta e ultima puntata dell'edizione estiva, Luca Martinelli, autore del podcast, parlerà di datacenter sottomarini e di come questa tecnologia potrebbe rappresentare la nuova generazione dei datacenter del futuro. #### Project Natick e i data center del futuro > - Timestamp: 00:30 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Ambiente, Computer - Tipologia: Topic **Luca**: Non molto tempo fa, un'analisi dell'ambientalista Michael Thomas ha messo in luce quanto consumano, dal punto di vista energetico, le big tech come Microsoft o Google. Stiamo parlando infatti di circa 24 TWh di elettricità ciascuna nel 2023. Pari al consumo dell'intero stato dell'Azerbaigian. Inutile dire che l'avvento dell'intelligenza artificiale generativa, dal suo addestramento al suo utilizzo vero e proprio, abbia aumentato ulteriormente questi consumi, rendendo la situazione per certi versi preoccupante. Nonostante queste aziende siano infatti attenti all'ambiente e attuino da anni politiche per ridurre i consumi e gli impatti ambientali, è ormai necessario che le big tech investano per ottimizzare le proprie infrastrutture e limitare al minimo i consumi di quell'energia che, ogni anno, diventa sempre più preziosa. Ma come si può fare? Un esempio viene proprio da Microsoft, che recentemente ha chiuso il suo Project Natick. Il progetto è nato nel 2015, con l'installazione di un prototipo di datacenter sottomarino, posizionato a 10 metri sotto il livello dell'acqua vicino alle coste californiane. Il progetto è poi entrato nella seconda fase nel 2018, con l'installazione di un ulteriore datacenter nel mare del nord, più precisamente al largo delle Isole Orcadi, in Scozia. Progetto che, a detta di Microsoft, è stato un grande successo per diversi motivi. I costi maggiori derivanti dai datacenter tradizionali solitamente riguardano infatti il raffreddamento e la manutenzione, che costa a Microsoft circa 15 miliardi di dollari l'anno. Per il raffreddamento, i datacenter sottomarini sfruttano in parte la bassa temperatura dell'acqua in cui sono immersi e, dall'altra, l'energia prodotta dalle correnti marine, riducendo così a zero o quasi l'impatto legato agli impianti di raffreddamento. I datacenter su terraferma, inoltre, soffrono diverse problematiche legate ad esempio alla corrosione da ossigeno o alle variazioni di parametri ambientali, come temperatura o umidità. E questo implica che i datacenter siano costantemente monitorati e operino in ambienti controllati, ma che comunque non sono infallibili. Anche in questo caso, sott'acqua il problema non si pone, in quanto viene abbattuto il contatto con l'ossigeno e la conseguente corrosione, e i parametri ambientali sono molto meno soggetti a variazioni. Il risultato? Nei due anni di sperimentazione, Microsoft ha notato una riduzione di 8 volte nel numero di guasti nel suo Project Natick rispetto agli altri datacenter, e, ovviamente, una gestione molto più efficiente dal punto di vista energetico, con meno consumi e una maggiore affidabilità. Altri benefici riguardano invece la sicurezza, in quanto diventa pressoché impossibile accedere fisicamente ai datacenter, e una maggiore velocità di risposta agli utenti, dovuta alla minore distanza che i dati devono percorrere. Dal punto di vista economico, inoltre, un datacenter di questo tipo si può realizzare in circa 90 giorni, contro i due anni per i datacenter tradizionali, e, ovviamente, ad un minor costo. Insomma, questa tecnologia sembra un enorme successo che potenzialmente potrebbe essere un punto di svolta per le big tech, che si potrebbero dotare di una rete più fitta di datacenter, dai minori costi di gestione, dalla maggiore affidabilità, sicurezza, e con la possibilità di avvicinarsi ancora di più agli utenti finali. Ma stanno veramente così le cose? Dopo il forte entusiasmo di Microsoft, che si diceva pronta ad estendere il progetto con più datacenter, infatti, del Project Natick non si è più saputo nulla fino a giugno, quando l'azienda ha rilasciato un'intervista in cui ha negato l'intenzione di costruire ulteriori server sottomarini e, di fatto, chiudere il progetto, se non come piattaforma di ricerca. Le motivazioni, purtroppo, sono sconosciute, ma evidentemente i costi di manutenzione, nonostante la maggior rarità dei guasti, superavano di gran lunga i benefici della tecnologia. L'idea, però, è veramente rivoluzionaria e potrebbe seriamente contribuire a una nuova concezione di datacenter del futuro, più efficienti, meno costosi e più ecosostenibili. Tanto che un progetto identico lo sta ora portando avanti la Cina, tramite una collaborazione tra il governo e l'azienda Highlander. Specializzata appunto in datacenter. Dopo una serie di studi e di test iniziati nel 2021, infatti, l'azienda ha realizzato il primo dei 100 datacenter che verranno posizionati a largo della costa, a 35 metri di profondità. L'intero progetto occuperà un'area di 60.000 metri quadri, che, risparmiati sulla terraferma, potrebbero diventare un'area verde per i cittadini. Per quanto riguarda il consumo energetico, invece, l'azienda ha stimato un risparmio di 122 milioni di kWh di elettricità all'anno. Rimane, tuttavia, da capire che impatto hanno o avranno questi datacenter nell'ambiente marino e come ne influenzeranno l'ecosistema. Ma, se la sperimentazione dimostrerà che questa tecnologia è valida sotto ogni punto di vista, si spera che anche le big tech occidentali, come ha già tentato di fare Microsoft, adottino questa soluzione per dare vita alla nuova generazione dei datacenter del futuro. #### Conclusione - Timestamp: 05:20 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e36 ## Commissione europea: l'AI Act per uno sviluppo responsabile dell'IA > Immaginando un mondo in cui software e macchine non solo eseguono compiti, ma [apprendono](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e44?t=257) e migliorano continuamente, rivoluzionando industrie intere e modificando il nostro modo di vivere e lavorare, è fondamentale comprendere come le regolamentazioni possano influenzare lo sviluppo e l’utilizzo di queste tecnologie. Nel caso dell’[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e36?t=240) l'Unione Europea ha fatto da apripista con l'[AI Act](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202401689), un insieme di norme mirate a garantire un uso sicuro e trasparente dell'IA, senza soffocarne l'innovazione. Ma cosa prevede esattamente l'AI Act e quali sono le implicazioni per il futuro dell'intelligenza artificiale? Per capirlo abbiamo invitato [Ewelina Jelenkowska](https://www.dentrolatecnologia.it/ewelina.jelenkowska.html), responsabile della comunicazione per la [DG CONNECT](https://commission.europa.eu/about-european-commission/departments-and-executive-agencies/communications-networks-content-and-technology_en) della [Commissione europea](https://www.dentrolatecnologia.it/commissione.ue.html). Nella sezione delle notizie parliamo di una nuova tecnica per immagazzinare l’[idrogeno](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e42) individuata da un gruppo di ricerca dell’[ETH di Zurigo](https://ethz.ch/de.it.html) e infine dell’arresto in Francia di Pavel Durov, fondatore di [Telegram](https://telegram.org). - Stagione: 6 - Episodio: 36 - Data di pubblicazione: 2024-09-07 06:45:00 - Durata: 37:15 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e36](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e36) - Episodi correlati: s3e42, s5e26 - Tag: ai act,intelligenza artificiale,commissione europea,regolamentazione,trasparenza,innovazione,rischi,categorie di rischio,sicurezza,dati personali,spiegabilità,copyright,dg connect,ue,unione europea,ewelina jelenkowska,idrogeno,immagazzinamento,batteria,ferro,vapore,telegram,durov,pavel durov,francia,arresto ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Ewelina**: Perché l'Unione Europea ha voluto regolamentare? Perché ci sono state tante discussioni sul: ah ma questo metterà l'Unione Europea a svantaggio rispetto agli altri posti, perché lì non ci sono regole, perché lì si può fare tutto quello che si vuole? Diciamo che per noi i cittadini vengono primi, i loro diritti vengono prima, questa è la cultura europea. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi, nella prima puntata dopo la pausa estiva, parleremo con la Commissione Europea del Regolamento sull'Intelligenza Artificiale, o AI Act, con l'obiettivo di capire qual è l'approccio legislativo adottato dall'Unione per regolamentare questa tecnologia in continuo sviluppo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Una nuova tecnica per immagazzinare idrogeno > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:28 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: Nel corso degli ultimi anni in più di una puntata abbiamo parlato del ruolo chiave che avrà l'idrogeno per conseguire il processo di decarbonizzazione del settore energetico europeo e globale. Questa molecola infatti possiede un alto contenuto di energia per unità di massa, il che la rende una delle soluzioni più appetibili per la produzione di elettricità a basso impatto ambientale. Per queste ragioni gli scienziati stanno continuando a sviluppare nuove tecniche per immagazzinare idrogeno in maniera più efficace rispetto alle soluzioni impiegate attualmente. E una delle più promettenti è stata individuata da un gruppo di ricerca dell'ETH di Zurigo, che ha condotto la propria ricerca sul processo di produzione di idrogeno mediante ferro-vapore. In questo nuovo metodo l'idrogeno verde, prodotto tramite elettrolisi, viene introdotto in un reattore di acciaio inossidabile a temperatura ambiente, il quale viene poi riempito di ossido di ferro riscaldato a 400°. Successivamente l'idrogeno reagendo con l'ossido di ferro provoca la separazione dell'ossigeno dal minerale, producendo in questo modo acqua più ferro nella sua forma elementare. Per generare energia infine sarà sufficiente introdurre nel reattore vapore acqueo, un modo tale da indurre una reazione con il ferro e rilasciare in questo modo idrogeno. #### Pavel Durov arrestato in Francia > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:43 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Social - Tipologia: Notizia **Davide**: Sabato 24 agosto in Francia è stato arrestato Pavel Durov, fondatore e CEO dell'app di messaggistica Telegram, scatenando sul web un acceso di battito con schieramenti a favore della piattaforma e altri che, invece, sostengono le decisioni delle autorità francesi. Da tempo, infatti, la Francia aveva emesso un mandato d'arresto nei confronti di Durov, in attesa che incautamente o volutamente atterrasse sul suolo francese. Le motivazioni dell'arresto sono legate ai diversi rifiuti di collaborare con le autorità per limitare le attività illegali commesse sulla sua piattaforma, dal traffico di droga a materiale pedopornografico, in cui avevamo parlato in una nostra puntata a diverse frodi o a diffusione di fake news. Lavorando in cloud e non avendo una crittografia end-to-end, infatti, le conversazioni sono accessibili in chiaro da Telegram, che potrebbe benissimo applicare una moderazione automatica sui contenuti che vengono condivisi, a differenza ad esempio di altre piattaforma come Signal o WhatsApp, dove la crittografia end-to-end rende i messaggi leggibili solo al mittente e al destinatario. Tuttavia, negli anni, la piattaforma è diventata popolare proprio perché permette una totale libertà di utilizzo e perché ha sempre negato l'accesso ai suoi dati a governi o enti esterni. Libertà che è ovviamente un diritto fondamentale dell'uomo. D'altro canto, chi sostiene la decisione francese fa leva sul fatto che gli stessi contenuti illegali, come quelli pedopornografici, sono una violazione dei diritti umani e su cui Telegram dovrebbe quindi intervenire. Attualmente Pavel Durov è in libertà vigilata, in attesa di comparire in tribunale per essere giudicato e sapere quindi se e come Telegram effettuerà un cambio di rotta e inizierà a collaborare con le forze dell'ordine per fermare il giro di attività illegali. #### Commissione europea: l'AI Act per uno sviluppo responsabile dell'IA > - Timestamp: 04:46 - Autori: Commissione europea, Ewelina Jelenkowska, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Intervista **Davide**: Immaginando un mondo in cui software e macchine non solo eseguono compiti, ma apprendono e migliorano continuamente, rivoluzionando industria intera e modificando il nostro modo di vivere e lavorare, è fondamentale comprendere come le regolamentazioni possano influenzare lo sviluppo e l'utilizzo di queste tecnologie. E nel caso dell'intelligenza artificiale, l'Unione Europea ha fatto da apripista con l'AI Act, un insieme di norme mirate a garantire un uso sicuro e trasparente dell'IA senza soffocarne l'innovazione. Ma cosa prevede esattamente l'AI Act e quali sono le implicazioni per il futuro dell'intelligenza artificiale? Di questo parliamo con Ewelina Jelenkowska, responsabile della comunicazione per la DG Connect della Commissione Europea. Benvenute Ewelina. **Ewelina**: Grazie, buongiorno. **Davide**: Ad inizio dello scorso mese, durante la nostra pausa estiva, è entrato ufficialmente in vigore l'AI Act. Ci racconti quindi di che cosa si occupa questo regolamento e come mai l'Unione Europea ha sentito la necessità di regolamentare l'intelligenza artificiale per prima a livello globale? **Ewelina**: Beh, intelligenza artificiale rappresenta una rivoluzione. Sarà simile a quello che abbiamo vissuto con la rivoluzione industriale, con internet, quindi lo vediamo già adesso che sta toccando ogni aspetto della nostra vita e quindi va regolamentata, perché noi in Europa in particolare siamo molto sensibili ai nostri diritti, ai principi europei, siamo molto fieri, ci abbiamo lavorato tanto dopo la guerra e quindi volevamo assicurarci che questa nuova rivoluzione che sta arrivando e che nessuno fermerà, e forse per fortuna, rispetti anche tutto quello che sono i nostri principi e i nostri valori europei. Per questo per l'Unione Europea è stata una priorità assicurarci che gli sviluppi che abbiamo visto stanno andando a velocità pazzesca, che rispettino in Europa quello che sono i nostri valori. Quindi abbiamo in effetti introdotto la prima regolamentazione al mondo dell'intelligenza artificiale, però una cosa importante da dire, abbiamo regolamentato non tanto la tecnologia quanto l'utilizzo, quindi prima di tutto e questo fa una grande differenza perché ovviamente è difficile regolamentare una cosa che cambia in continuazione, mentre il controllo sull'utilizzo e su come si utilizza e soprattutto quando ha impatto sulle persone, sulle loro vite è fondamentale e dall'altro lato abbiamo regolamentato solamente quel necessario che era necessario, quindi solamente i sistemi dell'intelligenza artificiale che possano avere impatto sui nostri diritti o possano avere impatto sulla sicurezza e quindi rappresentano rischio, sono soggetti alla regolamentazione. Tutto il resto no, e tutto il resto sono circa, adesso difficile dirlo con precisione, ma circa 90% dei sistemi dell'intelligenza artificiale non sono sotto lo scopo di questo regolamento. **Davide**: Ok, si, un aspetto interessante che ho sottolineato è che vale la pena ricordare è che l'intelligenza artificiale non è ben definita neanche oggi e poi il rischio è che - o rischio - comunque le potenzialità che ha non sono neancora state scoperte del tutto, quindi la difficoltà di regolamentare un qualcosa di così poco tangibile, apparentemente, è quella appunto di limitare l'innovazione, ma di questo aspetto poi ne parliamo. Ci spieghi quindi quali sono i rischi che l'intelligenza artificiale pone per i nostri diritti e come quindi l'AI Act prova a porre rimedio a questi rischi? **Ewelina**: Allora prima di tutto abbiamo guardato ovviamente alla situazione che c'è oggi, è già tra il momento in cui abbiamo presentato la proposta di regolamento e la sua approvazione è cambiato tanto il mondo, quindi questo ci dice molto, però intanto abbiamo deciso che ci sono alcuni utilizzi che vediamo già succedere al mondo che noi in Europa non vogliamo proprio, quindi abbiamo anche definito un limitato numero di sistemi o di modi di utilizzo dell'AI che noi riteniamo sia contrario ai principi europei e quindi sarà vietato. Per dare qualche esempio "social scoring", quindi il modo di tenere una specie di pagella dei cittadini soprattutto da parte delle autorità che raccolgono tutta una serie di dati perché sappiamo che noi oggi lasciamo tracce ovunque e quindi è facile anche soprattutto per chi ha accesso a questi dati raccoglierli e per esempio utilizzarli poi contro di noi in contesti non legati, quindi ad esempio se uno magari beve troppo vino un domani non avrà accesso al credito per comprare la casa, quindi questo tipo di cose, questo è social scoring e in Europa sarà vietato, questo è uno diciamo degli esempi. Un altro esempio utilizzare l'AI per categorizzare le persone, quindi per esempio le informazioni biometriche per dedurre le opinioni politiche, religiose, eccetera eccetera. Questo noi, amiamo la nostra libertà e quindi non la vogliamo vedere limitata in nessun modo. Un altro esempio, e qui mi fermo perché ce ne sono pochi ma ci sono ancora altri, per esempio un policing preventivo, cioè non so se... **Davide**: La polizia predittiva. **Ewelina**: Esatto, quindi se ti ricordi Minority Report, c'è stato un film tantissimi anni fa dove tu sulla base delle caratteristiche di una persona prevedi già che commetterà un crimine. Tutte queste cose ovviamente in Europa non le vogliamo e questo è escluso, questo era semplice, questa è la cattiva AI che non può essere buona in nessun contesto. **Davide**: Questo è il cosiddetto "rischio inaccettabile", cioè l'intelligenza artificiale pone dei rischi. **Ewelina**: Precisamente. **Davide**: Ok e poi invece ci sono dei rischi accettabili? **Ewelina**: Poi ci sono i rischi accettabili che richiedono un livello più o meno elevato di attenzione, dipende da quanto è "rischioso" il rischio, se posso. Quindi per esempio, magari per semplificarlo, tutto quello che ha a che vedere con l'impiego, con i nostri diritti, con la nostra salute, con la nostra sicurezza, con gestione di sicurezza pubblica, tutto quello ovviamente ha un impatto su di noi e sui nostri diritti, quindi va controllato con grande attenzione. D'altro canto, intelligenza artificiale può essere molto molto utile, può aiutarci molto, fammi fare un esempio: pronto soccorso. Al pronto soccorso arrivano tante persone, noi oggi abbiamo dei codici dal verde al rosso per definire le priorità, non è certo in ordine di arrivo ma in ordine di gravità del caso. Stiamo cercando di farlo al meglio possibile, non sempre funziona, a volte purtroppo ci sono dei casi dove le persone non vengono aiutate in tempo. Se noi utilizziamo... riusciamo ad utilizzare il sistema dell'intelligenza artificiale che ha la capacità di analizzare i dati oggettivi in un tempo assolutamente irraggiungibile dalle persone, noi potremmo mettere in piedi un sistema quasi infallibile di stabilire chi veramente ha bisogno di essere aiutato per primo. Detto ciò, deve essere sempre comunque la decisione del medico, dell'uomo, che decide chi va aiutato per primo e soprattutto non vogliamo che per esempio l'intelligenza artificiale dice: "no, questo caso qua è perso, qui non possiamo più aiutare". Quindi questo tipo di utilizzo, questo è utilizzo di alto rischio e poi diciamo che l'AI Act definisce nei suoi lunghi, grandi, annessi perché è un atto che ha centinaia e centinaia di pagine, definisce quali sono i sistemi. Che cosa vuol dire? Vuol dire che chi sviluppa questo tipo di sistemi, chi li introduce, chi li utilizza ha tutta una serie di obblighi a iniziare da come viene concepito il sistema, che tipo di dati vengono utilizzati, la trasparenza di questi dati, deve prevedere i rischi e prevedere i modi di mitigarli, avere un sistema di intervenire immediatamente se un rischio sia vera, di avere in modo di rimediare e di migliorare il sistema o anche di staccarlo se effettivamente diventa pericoloso. Quindi c'è tutta una serie di obblighi molto seri e per esempio se si tratta di un'autorità pubblica ci sono ancora più stringenti rischi, per esempio c'è un obbligo di fare un cosiddetto "impact assessment", quindi una valutazione di impatto preventivo sui diritti fondamentali dei cittadini. Tutto quello serve a assicurarci che l'AI che viene introdotta ci serve, ci aiuta e non infranga i nostri diritti. **Davide**: Ok, sì, molto interessante fra l'altro quando hai parlato dell'utilizzo positivo che può avere nella nostra società l'intelligenza artificiale, ho pensato anche ad un esempio non sanitario, ma di efficienza della pubblica amministrazione ad esempio. Cioè è un tema di cui si parla molto spesso e l'intelligenza artificiale potrebbe rappresentare un ruolo molto rilevante anche in quel caso. Quindi non vietarla, ma integrarla in modo positivo e regolamentandola nel modo corretto evidentemente permette di utilizzare l'intelligenza artificiale e noi cittadini ne beneficiamo direttamente o indirettamente. **Ewelina**: C'è anche un esempio molto concreto di proprio quello: i francesi hanno lanciato un progetto pilota un'annetto fa credo, un anno e mezzo, per utilizzare l'intelligenza artificiale nelle risposte ai cittadini e hanno coinvolto un progetto che è molto molto interessante con dei risultati molto molto concreti dove i tempi di risposte a cittadini si sono ridotti da settimane a giorni o a volte anche a ore e dove i funzionari stessi ci hanno raccontato che inizialmente esitavano molto perché non pensavano che potesse essere una cosa utile invece poi si sono ricreduti e tutti quelli che stanno partecipando sono entusiasti. Detto ciò c'è sempre una persona dietro che controlla e questo è uno dei principi anche dell'AI Act, dove l'uomo deve rimanere non solo al centro di interesse ma anche controllo. **Davide**: Certo e quindi abbiamo parlato di intelligenza artificiale che rappresenta un rischio inaccettabile, un rischio alto per cui ci sono una serie di obblighi e poi c'è anche un rischio un po più basso giusto? In questo caso ci fai un esempio di quale potrebbe essere un rischio basso posto dall'intelligenza artificiale e che cosa prevede per questi rischi l'AI Act? **Ewelina**: Allora il rischio basso è quando basta che noi siamo informati che dall'altro lato c'è una macchina. Un classico esempio potrebbero essere delle varie "chatbot" che ormai sono all'ordine del giorno quando contattiamo la banca, quando contattiamo le linee aeree, la prima proposta è sempre quella di parlare con un chatbot quando accettiamo di fare una conversazione. Quello dobbiamo essere consapevoli che dietro c'è una macchina e quindi se ci dà una risposta sbagliata o non sufficiente capiamo che c'è una macchina. Un altro rischio dove riteniamo l'AI Act ha ritenuto che l'informazione che sia generato dall'AI è sufficiente è tutto quello che sono contenuti generati artificialmente tipo notizie che non devono essere fasulle però sono generate artificialmente o anche "deepfake", deepfake che sono il materiale audiovisivo manipolato non necessariamente a scopi maligni ma che è alterato, l'obbligo di trasparenza di chiaramente identificare che è un contenuto che è stato modificato è sufficiente all'utente di giudicare cosa ne vuole fare. Ma anche l'AI che utilizziamo ogni giorno oggi utilizziamo i vari sistemi di navigazione, se la navigazione a volte ci propone una strada, che poi magari non è neanche la migliore, noi comunque siamo consapevoli che un sistema che utilizza intelligenza artificiale. **Davide**: Sì perché il penultimo esempio che hai fatto sui deepfake, l'intelligenza artificiale in grado di realizzare dei contenuti particolarmente credibili che però sono falsi manipolati e quindi è importante che il cittadino europeo sia consapevole di questo. Quindi questi sono i tre rischi poi tutto il resto invece rimane non regolamentato perché non rappresenta un rischio. Tu all'interno di queste risposte hai fatto spesso riferimento a due parole: la trasparenza e la spiegabilità dell'intelligenza artificiale. Ci spieghi più nel dettaglio che cosa sono questi due termini e perché l'Unione Europea si è concentrata in particolare su questi? **Ewelina**: Allora ogni sistema dell'intelligenza artificiale diciamo che ha bisogno di tre elementi: uno, dati, tanta quantità di dati questa è la forza dell'AI che è in grado di elaborare una quantità enorme di dati, dati che vengono elaborati grazie a degli algoritmi quindi dei sistemi o dei modi di elaborare i dati che devono essere trasparenti, poi c'è ovviamente la capacità di calcolo e le competenze. I primi due elementi... allora per capire prima di tutto che il sistema sta rispettando i miei diritti, io devo poter sapere e verificare che tipo di dati sono stati utilizzati, come sono stati utilizzati, come vengono elaborati e come vengono, come dire, che tipo di decisioni poi o conclusioni vengono tratti dal sistema sulla base di questi dati. Faccio un esempio: uno dei principi fondamentali in Europa è il diritto a non discriminazione, la uguaglianza dei generi. Quindi noi vogliamo essere sicuri che i dati che vengono, come dire... perché quello che si... cosiddetto "machine learning" giusto, cioè la macchina impara e fa però prima ancora la cosa più importante è "machine teaching" cioè quello che noi diamo in pasto a questa macchina perché è solo quello che la macchina elaborerà quindi noi dobbiamo assicurarci che i dati che vengono messi dentro la macchina rispettano i nostri principi e i nostri valori, quindi se prendiamo il valore delle eguaglianza dobbiamo assicurarci che i dati che la macchina riceve rispettano altrettanto questi valori. E non è una cosa facilissima, perché, prendiamo un esempio del sistema che deve aiutare a selezionare o preselezionare candidati per un posto di un ingegnere spaziale. Ora che tipo di dati mettiamo nel sistema è fondamentale, perché se noi dovessimo prendere il dato storico puramente rischiamo di discriminare le donne, perché oggettivamente, storicamente non abbiamo ancora diciamo... che le donne mancano ancora in questo tipo di professioni. Quindi non è molto semplice ma è un obbligo che si deve porre chi fa questo tipo di sistema per assicurarci sì che i dati che sta dando in pasto al sistema poi porteranno a delle scelte o dei suggerimenti che rispettano in questo caso ad esempio il principio di non discriminazione. Quindi questo è uno; due c'è una difficoltà in più. Come sappiamo negli ultimi anni è esploso il fenomeno di "General-purpose AI", che sono quelle quei sistemi che non sono sviluppati per una funzione precisa che già è complicato ma sono sviluppati e possono essere utilizzati a una molteplicità di usi e quindi sono sistemi molto aperti, sono sistemi che sono molto dinamici e dove la difficoltà anche di chi progetta questo tipo di sistema è di sapere dove va. **Davide**: Si come... qual è stato il processo di generazione o di decisione che ha compiuto l'intelligenza artificiale, spesso si fa riferimento in gergo tecnico a "black box", cioè lo stesso sviluppatore non conosce il funzionamento. **Ewelina**: Esatto, ed è per questo, siccome questo tipo di sistemi, il modo in cui si svilupperanno è veramente imprevedibile, nel senso che dipende moltissimo non solo dall'algoritmo, ma anche da tipo di dati che vengono immessi in continuazione, dall'utilizzo che ne viene fatto, dall'evoluzione di quell'utilizzo, eccetera eccetera, e quindi è fondamentale avere una piena trasparenza di che tipo di dati e come vengono utilizzati in modo tale da sorvegliare continuamente che quello che magari è nato come un sistema equo, giusto e rispettoso dei diritti, non degradi, non cambi direzione. Qui devo dire che oltre all'AI Act, è stato messo in piedi, o nell'AI Act è stato messo in piedi un sistema molto preciso e sofisticato di governance, quindi di gestione di chi controlla, perché la domanda fondamentale è anche: ma chi lo controlla? Ma chi lo capisce? Ma chi ha accesso, chi ha diritto? Queste sono ovviamente le domande fondamentali e quindi noi abbiamo messo in piedi l'AI Office, cioè l'ufficio AI, che è all'interno della Commissione Europea, della mia direzione generale ad essere più precisi, che tra gli altri compiti avrà il compito di sorvegliare proprio i sistemi dell'intelligenza artificiale generativa, perché è quella che ha un potenziale di avere impatto più imprevedibile, più incisivo su tantissime, quindi tantissimi aspetti della nostra vita. **Davide**: Ok, anche questo che hai citato adesso è un aspetto molto interessante, effettivamente che bisognerebbe dedicarci più spazio, perché sennò il rischio è che un'intelligenza artificiale venga addestrata su dati "sbagliati", e che quindi poi ci sfugga di mano, soprattutto se diventerà sempre più pervasiva nella nostra quotidianità. A proposito dei dati, i dati di noi cittadini dell'Unione Europea vengono utilizzati per addestrare l'intelligenza artificiale, immagino di sì, ma quindi l'AI Act prevede qualcosa per tutelarci come cittadini? **Ewelina**: Allora, l'AI Act arriva ovviamente non in un vuoto legislativo, l'AI Act arriva già in una realtà molto assodata e molto garantista per noi europei. Siamo abbastanza fortunati da questo punto di vista, bisogna dire, perché come saprai sicuramente il GDPR, il cosiddetto regolamento di protezione dei dati personali, è nato in Europa, poi si è sparso per tutto il mondo, è stato accettato come standard, e questo regolamento è ancora in piedi, sempre in piedi, e vale anche per tutto quello che sono dati utilizzati anche per l'addestramento dell'AI. Oltre ai dati personali, quindi diciamo che non c'è accordo di utilizzare i dati personali senza il consenso dell'utente, e questo chi sta addestrando i sistemi deve rispettarlo e deve dimostrare che l'ha rispettato, e qui torniamo alla questione della trasparenza. Ma non è solo la questione di dati personali, c'è tutta una serie di questioni, i dati confidenziali, i dati protetti per esempio dal copyright, quindi dal diritto d'autore, anche questo, è vero che nel nostro diritto d'autore c'è un'eccezione di utilizzo per "data mining", cioè per addestramento, però ogni autore, chi ha diritto... il proprietario del diritto d'autore può fare un cosiddetto opt-out, quindi può dire: "io non voglio che le mie opere vengano utilizzate per addestrare l'AI", e chi fa il sistema deve rispettarlo e deve dimostrare di averlo rispettato. Questo in più forse vale la pena dire un'altra cosa, che ovviamente le leggi sono limitate, hanno l'applicazione limitata nell'Unione Europea, però anche chi costruisce i sistemi fuori dall'Unione Europea, ma li utilizza all'interno dell'Unione Europea, è soggetto all'AI Act, e tutte le altre leggi ovviamente. Quindi l'idea è forse questa, magari tornando all'inizio, perché l'Unione Europea ha voluto regolamentare? Perché ci sono state tante discussioni sul ma questo metterà l'Unione Europea a svantaggio rispetto agli altri posti, perché lì non ci sono regole, perché lì si può fare tutto quello che si vuole, beh diciamo che questo definisce le regole, per noi i cittadini vengono primi, i loro diritti vengono prima, al di là di interessi economici, interessi politici. Questa è la cultura europea, quindi chiunque voglia venire qua e fare il loro business e utilizzare il mercato europeo, deve attenersi alle stesse regole, quindi in questo senso non siamo in nessun svantaggio. **Davide**: Certo, assolutamente sono completamente d'accordo, però la questione è che come abbiamo avuto modo di sottolineare, come ci hai detto, comunque gli utilizzi positivi dell'intelligenza artificiale sono tantissimi, e quindi come si fa a evitare appunto di rimanere indietro magari rispetto ad altre realtà estere, e quindi a non limitare l'innovazione, quindi da questo punto di vista, oltre al fatto che, come dicevi, avete regolamentato l'intelligenza artificiale il minimo possibile, avete previsto qualcosa di più anche da un punto di vista di incentivo all'innovazione per le società europee o non solo? **Ewelina**: Assolutamente sì, anche perché questa è un'opportunità epocale, quindi è un'opportunità che l'Europa sicuramente non può mancare, e già iniziando dal fatto che la regolamentazione stessa è pro innovazione. Perché? Perché noi abbiamo 27 sistemi giuridici. Adesso immaginiamoci che l'Europa non sia intervenuta in quanta Europa e quindi prima o poi ogni stato membro avrebbe regolamentato in un modo o l'altro. Questa sarebbe veramente un grandissimo ostacolo per le aziende che vorrebbero fare come dire utilizzare il mercato comune. Quindi questo già facilita le aziende europee perché apre il mercato dell'Unione Europea in quanto un unico mercato per l'intelligenza artificiale. Quindi questo è uno. Due, indubbiamente ci vogliono tanti investimenti e tanti modi per facilitare l'ingegno e l'innovazione. Soprattutto per le piccole e medie imprese che molto spesso hanno tanta capacità, tanta competenza e magari mancano mezzi. Cosa abbiamo messo in piedi? Allora prima di tutto, non tutti sanno che l'Europa ha la più grande al mondo rete di supercomputer, rete pubblica di supercalcolo che dà accesso alle piccole e medie imprese, che dà accesso ai ricercatori. Questa è una cosa che non esiste da nessun'altra parte del mondo. In più con un pacchetto di innovazione che abbiamo proposto, adottato all'inizio di quest'anno a gennaio, proprio per facilitare le aziende ad avere accesso, perché abbiamo detto che potenza del calcolo è uno dei principi o degli elementi assolutamente indispensabili per l'AI, istaurando cosiddette AI factories. AI factories non sarà altro che lo spazio dedicato di supercalcolo riservato a delle aziende innovative che vogliono utilizzare e sviluppare l'intelligenza artificiale. Ci sono ovviamente anche investimenti sul tavolo, soldi non sono mai abbastanza, su questo siamo d'accordo. In Europa non abbiamo la cultura degli investimenti privati come ce l'hanno gli Stati Uniti, ad esempio, ma ovviamente e in parte noi possiamo rimediare dai fondi pubblici, ma probabilmente questo non basta. Quindi quello che possiamo fare è sicuramente facilitare appunto le aziende a sperimentare. Adesso gli stati membri, sempre sulla base dell'AI Act, devono mettere in piedi i cosiddetti "sandbox", cioè i quindi parchi giochi, vogliamo dirlo, parchi giochi per sperimentare e giocare con l'intelligenza artificiale per poter testare dei sistemi, per poter avere anche consiglio. **Davide**: Che sarebbero degli spazi delimitati, nel senso che evitano diciamo che un'intelligenza artificiale potenzialmente rischiosa possa diffondersi su internet. **Ewelina**: Esatto, quindi per poter testare i sistemi potenzialmente rischiosi in un ambiente di vita reale, senza creare rischi oltre quelli delimitati. Abbiamo anche "innovation hubs", quindi c'è tutta una serie di iniziative di cose che l'Europa sta incentivando, mettendo in piedi insieme agli stati membri, per creare quell'ecosistema favorevole alla sperimentazione. E il fatto che c'è la certezza giuridica su quello che si può fare, che non si può fare, quali sono le responsabilità, e chi è responsabile siamo convinti che creerà quell'ambiente, come dire, favorevole dove la gente non avrà paura di sperimentare. Ed è quello di cui noi abbiamo bisogno perché è una tecnologia che è tutta sperimentazione. **Davide**: Va bene, allora grazie mille Ewelina per averci veramente fatto un quadro molto dettagliato di quella che è l'AI Act, e più che quello anche qual è un po la visione dell'Unione Europea sull'intelligenza artificiale, sugli utilizzi potenzialmente rischiosi, ma anche sugli utilizzi che possono invece avere un impatto estremamente positivo sulle nostre vite. Alla prossima! **Ewelina**: Grazie mille per l'invito, alla prossima! #### Conclusione - Timestamp: 36:23 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e37 ## Terapie digitali contro i disturbi del sonno > Sin da quando siamo bambini ci viene continuamente ripetuto che dormire 8 ore a notte è fondamentale per mantenere una [salute psico-fisica](https://health.ec.europa.eu/publications/comprehensive-approach-mental-health_en?prefLang=it) ottimale durante la giornata. I disturbi del sonno possono pregiudicare in maniera significativa la qualità della vita delle persone che ne soffrono, andando a generare stanchezza cronica, diminuzione dell’attenzione e, a lungo andare, persino ansia, depressione o disturbi dell’umore. A peggiorare la situazione, ci sta pensando anche lo smartphone, che da quando è entrato a far parte della nostra quotidianità ha iniziato ad interferire sul [ciclo sonno-veglia](https://terzamissione.dctv.unipd.it/comprendere-il-disagio-giovanile-ritmo-sonno-veglia/) delle persone che lo utilizzano in maniera scorretta. Ma la tecnologia può essere utilizzata in modo positivo anche in questo contesto. Nella sezione delle notizie parliamo del [nuovo smartphone](https://consumer.huawei.com/cn/phones/mate-xt-ultimate-design/) "tri pieghevole" di Huawei, della prima passeggiata privata nello spazio condotta dalla missione [Polaris Dawn](https://polarisprogram.com/dawn/) e infine dell’inscindibile rapporto tra i [nuovi iPhone](https://www.apple.com/it/iphone/) ed [Apple Intelligence](https://www.apple.com/apple-intelligence/). - Stagione: 6 - Episodio: 37 - Data di pubblicazione: 2024-09-14 06:45:00 - Durata: 14:34 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e37](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e37) - Episodi correlati: s6e8 - Tag: sonno,disturbi,orologiobiologico,melatonina,luceblu,scrolling,smartphone,materassi,terapiedigitali,nyxdigital,polarisdawn,passeggiataspaziale,spacex,crewdragon,tutespaziali,iphone 16,iphone 16 pro,ios 18,apple intelligence,ue,dma,evento apple,smartphone,huawei,display pieghevole,tri pieghevole,huawei mate xt ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo del rapporto tra qualità del sonno e tecnologia, e di come quest'ultima possa essere utilizzata per somministrare terapie più accessibili, personalizzate ed efficaci allo stesso tempo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Il primo smartphone tri pieghevole di Huawei > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:58 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: È risaputo, ormai, che l'innovazione nel mondo degli smartphone negli ultimi anni è rallentata moltissimo, con tecnologie che vengono sì migliorate, ma che non portano a nessun progresso particolare. Una tecnologia che potrebbe smuovere il mercato nei prossimi anni, tuttavia, è quella dei display flessibili, con i quali molte aziende stanno sperimentando e realizzando nuovi prodotti. Sono sempre di più, infatti, i brand che propongono smartphone pieghevoli di tipo Fold o Flip, o addirittura smartphone indossabili al polso. Ognuno con le proprie soluzioni ingegneristiche. E da Huawei, qualche giorno fa, è arrivato un altro esperimento di smartphone pieghevole, il Mate XT. Questo smartphone è infatti il primo al mondo che si piega in tre parti, passando così da un telefono da 6,4 pollici, a un tablet da 7,9 pollici o da 10,2 pollici. Ovviamente a discapito dello spessore, che sfiora ai 13 mm da chiuso. Le altre caratteristiche tecniche sono quelle di un top di gamma ad un costo decisamente poco accessibile, di oltre 2.500 euro. Sicuramente, quindi, questo smartphone non sarà destinato ad un pubblico generalista, ma è sacrosanto che le aziende continuino a sperimentare con diverse tecnologie, per dare una nuova spinta ad un mercato ormai stazionario. #### La prima passeggiata privata nello spazio > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:13 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Nella giornata di giovedì 12 settembre, il comandante della missione privata Polaris Dawn ha compiuto la prima passeggiata nello spazio effettuata da un civile privato. L'evento è stato trasmesso in diretta streaming su X e visto il comandante di Polaris Dawn uscire dall'abitacolo della Crew Dragon ed esporsi al vuoto dello spazio per la prima volta nella storia dei programmi commerciali privati. Poco dopo in realtà si è giunta anche una dipendente di SpaceX, ed entrambi hanno svolto un'attività extraveicolare per quasi due ore. La missione, partita due giorni prima con un razzo Falcon 9, ha come obiettivo quello di verificare il comportamento delle nuove tute prodotte da SpaceX, che verranno utilizzate nelle prossime missioni nello spazio operate dall'agenzia. Tuttavia nei cinque giorni prestabiliti per la missione, l'equipaggio dovrà condurre altri 40 esperimenti da effettuare a bordo, volti a verificare gli effetti della permanenza nello spazio sull'organismo umano e testare nuove tecnologie di comunicazione tra i veicoli che potrebbero assumere un ruolo chiave nelle prossime missioni verso la Luna e forse un giorno su Marte. Le novità dei nuovi iPhone 16 presentati da Apple lunedì 9 settembre sono strettamente dipendenti da iOS 18, che introduce l'attesa Apple Intelligence, un'intelligenza artificiale personale capace di migliorare notevolmente l'esperienza utente, Siri, la generazione di immagini e la gestione delle notifiche. #### Il problema di iPhone 16 e Apple Intelligence > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 03:17 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Smartphone - Tipologia: Notizia **Davide**: Tuttavia, al momento del lancio, molte di queste innovazioni non saranno disponibili, dato che è prevista un'uscita graduale a partire da ottobre in forma beta solo per gli utenti che parlano inglese negli Stati Uniti. La vera integrazione dell'IA di Apple richiederà più tempo, con alcune funzionalità chiave che potrebbero arrivare solo nel corso del 2025. In Europa, poi, le funzionalità di iPhone 16 e di tutti gli altri dispositivi che supporterebbero Apple Intelligence, sembrerebbero ulteriormente complicate dal Digital Markets Act, che impone limiti alle grandi aziende tecnologiche come Apple nella gestione delle piattaforme e dei servizi digitali, ostacolando potenzialmente la piena integrazione di questa innovazione. Non va però escluso che l'obiettivo di questa limitazione sia quello di far passare l'idea che tali normative limitino l'innovazione e la possibilità per i consumatori europei di accedere alle ultime tecnologie. In questo modo, Apple potrebbe puntare ad una strategia di pressione nei confronti dell'Unione Europea, sostenendo che le regole troppo severe ostacolano il progresso tecnologico e danneggiano gli stessi utenti finali. #### Terapie digitali contro i disturbi del sonno > - Timestamp: 04:57 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Medicina - Tipologia: Topic **Davide**: Sin da quando siamo bambini, ci viene continuamente ripetuto da medici e familiari che dormire tra le 7 e le 8 ore a notte è fondamentale per mantenere una salute psico-fisica ottimale durante la giornata. Il sonno, infatti, non rappresenta solo una pausa dalle attività quotidiane, ma si tratta di una componente essenziale che ci aiuta a ricaricare il nostro organismo dopo una lunga giornata passata a compiere attività che stimolano continuamente ogni parte del nostro corpo. Per queste ragioni i disturbi del sonno possono pregiudicare in maniera significativa la qualità della vita delle persone che ne soffrono, andando a generare stanchezza cronica, diminuzione dell'attenzione e a lungo andare persino ansia, depressione o disturbi dell'umore. A peggiorare ulteriormente la situazione ci sta pensando anche lo smartphone, che da quando è entrato a far parte della nostra quotidianità ha iniziato ad interferire sul ciclo sonno-veglia delle persone che lo utilizzano in maniera scorretta. A livello fisiologico, quando il sole sorge al mattino, il nostro corpo inizia a produrre cortisolo, ovvero un ormone che ci consente di rimanere svegli e vigili durante le ore diurne. Nel momento in cui il sole inizia a tramontare, questo viene sostituito per così dire dalla melatonina, ovvero quell'ormone fondamentale che produce la classica sensazione di sonnolenza percepita durante la sera. Detto ciò, numerosi studi hanno dimostrato che i dispositivi digitali, rappresentati in primo luogo dagli smartphone, possono interferire con il nostro orologio biologico, andando a sopprimere la produzione di melatonina nei momenti di utilizzo durante le ore notturne. La colpa di questo fenomeno è dovuta in parte all'emissione della famosa luce blu, ossia una componente della luce visibile, con una lunghezza d'onda specifica, in grado di ridurre la produzione di melatonina. Per queste ragioni, nelle impostazioni del nostro smartphone è possibile attivare una funzione che consente di abbassare l'intensità della luce blu, con l'obiettivo di ridurre l'impatto sulla produzione di melatonina. A dire la verità, secondo una recente revisione pubblicata sulla rivista Sleep Medicine Reviews, è emerso che l'influenza della luce blu sul nostro orologio biologico non è così significativa da influenzare in maniera così rilevante il sonno. Oltre agli effetti della luce blu, che resta comunque un fattore chiave, il vero responsabile dei disturbi del sonno è stato identificato invece nello scrolling compulsivo dei social media, che di fatto causa una sovrastimolazione del nostro cervello durante le ore serali. Resta il fatto che la convinzione della dannosità della luce blu sul sonno delle persone ha stimolato la nascita di un'intera industria, tant'è che oggi è possibile acquistare prodotti di vario tipo, come occhiali con lenti speciali o persino lampade dotate di filtri in grado di bloccare la luce blu. Tuttavia è stato dimostrato che l'utilizzo di questi dispositivi non comporta un significativo miglioramento dei disturbi del sonno più pesanti. In ogni caso, la tecnologia resta comunque una valida opzione per mettere a proprio agio le persone durante la notte e facilitare di conseguenza il processo di addormentamento. Tra le soluzioni tecnologiche più interessanti troviamo ad esempio materassi e cuscini intelligenti, dotati di sensori in grado di monitorare costantemente i nostri parametri e di adattarsi perfettamente alle nostre esigenze. I più avanzati sono infatti in grado di rilevare i movimenti del nostro corpo, la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria e la temperatura del nostro corpo. In quest'ultimo caso, essendo dotati di sistemi di riscaldamento e raffreddamento integrati, questi materassi riescono a correggere la temperatura del materasso, portandola a quella ottimale per favorire un sonno di qualità, solitamente compresa tra i 18 e i 20 gradi. Tra le altre funzionalità dei modelli più avanzati troviamo l'adattamento della fermezza, fondamentale per alleviare i punti di pressione, e la regolazione dell'inclinazione. Utile invece per chi soffre di apnea notturna o reflusso acido. Chiaramente, per monitorare tutti questi parametri è indispensabile l'integrazione con un'app per smartphone, sulla quale si possono consultare i dati raccolti per avere una panoramica generale sulla qualità del proprio sonno. Tra le aziende più rilevanti in questo settore non possiamo non citare Eight Sleep, che dal 2014 offre soluzioni innovative per tracciare il sonno e migliorare il riposo notturno. Tra le principali proposte sviluppate per queste aziende troviamo ad esempio Pod 3, ovvero un coprimaterasso utilizzato persino da piloti di Formula 1 come Lewis Hamilton, che permette di tracciare e regolare i parametrici citati poco fa. Tutte queste metri che saranno poi fondamentali per generare una sorta di valutazione, chiamata Sleep Fitness Core, che secondo quanto dichiarato dall'azienda dovrebbe migliorare nel tempo andando a correggere i nostri punti deboli. Purtroppo essendo un prodotto altamente tecnologico, il prezzo potrebbe non essere alla portata di tutti. Infatti, Pod 3 parte da una cifra di 2.545€ e arriva fino a 2.945€ per la versione più grande. Per risolvere questo problema, o meglio per rendere più accessibili le soluzioni digitali alla maggior parte delle persone, negli ultimi anni stanno emergendo le cosiddette terapie digitali, definite secondo la proposta di legge italiana "Disposizioni in materia di terapie digitali". Queste ricomprenderebbero interventi terapeutici mediati da software per prevenire, gestire e trattare un disturbo medico o una malattia, modificando il comportamento dei pazienti al fine di migliorarne gli esiti clinici. Secondo l'articolo 1 della proposta, le terapie digitali devono essere caratterizzate da un "principio attivo digitale", riconducibile a un algoritmo terapeutico che dovrà essere responsabile del risultato clinico, e da un "eccipiente digitale", come ad esempio i pro memoria, i sistemi di ricompensa o comunque tutti quegli strumenti di gamification in grado di aumentare il coinvolgimento del paziente. Essendo le terapie digitali riconosciute a livello europeo come dispositivi medici, la proposta di legge prevede anche la possibilità di rimborso per il paziente da parte del servizio sanitario nazionale. Tra i paesi che si stanno portando avanti su questo fronte, troviamo al primo posto la Germania, che nel 2020 ha introdotto il Digital Healthcare Act (DVG), il quale prevede un percorso di valutazione per la rimborsabilità delle Digital Health Applications, ovvero una versione più estesa delle terapie digitali che comprende anche strumenti digitali per la gestione, la diagnosi e il monitoraggio delle malattie. A seguire, anche la Francia ha avviato lo scorso anno un percorso di accesso rapido al mercato e di rimborsabilità da parte della sanità pubblica per le terapie digitali e i sistemi di telemonitoraggio. Le potenzialità delle terapie digitali si riflettono nella possibilità di trattamento di molteplici patologie, comprese quelle del sonno, tant'è che oggi nel mondo sono già presenti sei terapie cognitivo-comportamentali specifiche per l'insonnia e che richiedono o meno la prescrizione del medico. Si tratta però di terapie non ancora accessibili ai pazienti italiani, perché di fatto sono caratterizzate da modelli di accesso e utilizzo che variano notevolmente rispetto al contesto sanitario italiano. Per fortuna anche nel nostro Paese sono già in corso sperimentazioni sulle terapie digitali del sonno, tra le quali emerge il progetto NyxDigital, dell'Università di Verona, che dal 2022 è candidato come Digital Therapeutic per l'insonnia cronica. Lo sviluppo clinico di NyxDigital è stato disegnato secondo una modalità doppio percorso, che prevede inizialmente lo sviluppo di un Care Support per educare e informare inizialmente il paziente sulle caratteristiche della patologia e successivamente lo sviluppo di una terapia digitale che andrà a cercare di risolvere il problema. Ad oggi, secondo le fonti più recenti, il progetto dell'Università di Verona ha realizzato il principio attivo digitale, basato su un protocollo standard per le terapie cognitivo-comportamentali, il cui target è nello specifico il disturbo della continuità del sonno, mentre attualmente dovrebbe essere in corso lo sviluppo del software e l'elaborazione del protocollo per la prima sperimentazione clinica. Nel panorama in rapida evoluzione della medicina moderna, le terapie digitali emergono dunque come un faro di speranza per milioni di persone che lottano con disturbi del sonno. Queste innovative soluzioni promettono infatti di trasformare radicalmente l'approccio alla cura dei problemi legati al riposo, rendendo le terapie più accessibili personalizzate ed efficaci allo stesso tempo. Anche perché le terapie digitali hanno il potenziale di abbattere molte delle varie tradizionali che hanno reso difficile l'accesso alle cure come l'accessibilità geografica, i costi e la disponibilità 24-7. Considerando inoltre la possibilità di gestione tramite il proprio smartphone, esse garantiscono un monitoraggio continuo della terapia, dove i pazienti potranno avere una visione chiara e costante dei loro progressi, sentendosi più coinvolti e motivati nel loro percorso di cura. La speranza è che questo nuovo strumento possa aiutare a combattere i disturbi più profondi del sonno, abbattendo i costi e fornendo terapie efficaci e studiate per soddisfare le esigenze di ogni singola persona. #### Conclusione - Timestamp: 13:42 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e38 ## STIGA: robot tagliaerba ed elettrificazione per la cura del giardino > Se si pensa a come la tecnologia stia cambiando anche le attività più quotidiane, come la cura del giardino, i [robot](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e44?t=257) tagliaerba sono un esempio di come l'innovazione possa rendere più semplice e automatizzato il mantenimento del prato. Ma quali sono i veri vantaggi di questi dispositivi rispetto ai modelli tradizionali, e come funzionano? Per parlare delle soluzioni proposte da [STIGA](https://www.dentrolatecnologia.it/stiga.html), le caratteristiche hardware dei loro robot e in che modo le funzionalità smart migliorano l'esperienza dell'utente, abbiamo inviato [Michele Scapin](https://www.dentrolatecnologia.it/michele.scapin.html), direttore della ricerca e sviluppo robotico di STIGA. Nella sezione delle notizie parliamo dell’esplosione di migliaia di [cercapersone](https://it.wikipedia.org/wiki/Cercapersone) in Libano e infine di Meta che ha annunciato l’introduzione degli [account per teenager](https://about.instagram.com/it-it/blog/announcements/instagram-teen-accounts) su Instagram. - Stagione: 6 - Episodio: 38 - Data di pubblicazione: 2024-09-21 06:45:00 - Durata: 29:18 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e38](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e38) - Episodi correlati: s4e50, s5e44 - Tag: stiga,robot tagliaerba,giardinaggio,automazione prato,hardware,connettività smart,prato perfetto,manutenzione,taglio erba,ricerca e sviluppo,michele scapin,batterie,elettrificazione,stiga swift,stiga a300,stiga a1000,stiga g600,meta,instagram,teenager,account,limitazioni,cercapersone,libano,israele,walkie talkie,cyberwar,cybersecurity ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Michele**: Nell'evoluzione del tempo, adesso invece, sono stati lanciati nuove tecnologie e STIGA è stata anche tra le prime a proporre robot senza il filo perimetrale. Si utilizza il GPS, però, andando a incrementare le prestazioni e andando ad arrivare fino a due centimetri di precisione. Avendo questo di base, chiaramente si apre un mondo nel senso che non devo più tagliare in maniera randomica perché so dove mi trovo e passo per lo stesso punto solo una volta. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con STIGA dell'evoluzione dei robot tagliaerba, di ciò che li differenzia dai tagliaerba tradizionali e infine dell'elettrificazione del settore del giardinaggio. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Esplosi migliaia di cercapersone in Libano > Fonte: Cybersecurity360.it - Timestamp: 01:24 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Con l'avanzamento del progresso tecnologico le guerre non si sono certo fermate, ma al contrario stanno coinvolgendo sempre più settori, e in particolare quello informatico e industriale. Un chiaro esempio è quello che è accaduto il 18 e 19 settembre in Libano, con l'esplosione di migliaia di cercapersone e walkie-talkie, che hanno causato la morte di più di trenta persone e oltre 3.200 feriti. Ricostruendo la vicenda siamo di fronte ad un complesso e ingegnoso attacco organizzato dall'intelligence israeliana contro le milizie libanesi di Hezbollah. Si tratta infatti di un attacco a hacker e di un attacco alla supply chain di portata storica, e che per questo ha fatto in brevissimo tempo il giro del mondo. Hezbollah infatti utilizzava dei cerca persone per comunicare preferibili agli smartphone, perché più difficilmente intercettabili. Tuttavia i dispositivi utilizzati non sono stati prodotti dall'azienda di cui portano il marchio, belsì un'azienda ungherese controllata da Israele, la B.A.C. Consulting. In questo modo è stato facile inserire pochi grammi di esplosivo in ogni dispositivo, innescabile da remoto attraverso un malware. Un'altra ipotesi, tra le più probabili inoltre, suggerisce che i miliziani sapessero della presenza di esplosivo, ma come sistema di sicurezza da poter utilizzare in caso di smarrimento furto. Sistema che è però stato manomesso dall'intelligence israeliana proprio per lanciare un attacco preciso simultaneo in grado di mettere fuori gioco le milizie di Hezbollah. #### Arrivano gli account Instagram per teenager > Fonte: Adnkronos.com - Timestamp: 02:53 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Social - Tipologia: Notizia **Davide**: Questa settimana Meta ha annunciato l'introduzione degli account per teenager su Instagram, pensati per rispondere alle esigenze dei genitori di tutelare maggiormente i propri figli dei pericoli legati all'uso dei social nella fase adolescenziale. In particolare i nuovi account creati dai ragazzi al di sotto dei 16 anni verranno impostati di default in questa modalità, e solo i genitori potranno decidere in seguito se rendere meno restrittive le impostazioni di base. Queste ultime comprendono la possibilità di accettare nuovi followers su richiesta, mentre solo chi li segue avrà la possibilità di interagire commentando oppure inviando messaggi in chat privata. A subire una limitazione saranno anche le interazioni, poiché gli account dei teenager potranno essere taggati e menzionati solo da persone che li seguono. Senza escludere infine anche le sezioni "cerca" e "reels", che mostreranno solamente contenuti selezionati e potenzialmente meno rischiosi. Ma le limitazioni non finiscono qui, perché i ragazzi riceveranno anche delle notifiche che li inviteranno ad uscire dall'app dopo 60 minuti di utilizzo quotidiano, mentre tra le 22 e le 7 del mattino verrà attivata automaticamente la modalità di sospensione dell'app, con disattivazione delle notifiche e invio di risposte automatiche ai messaggi in direct. Secondo quanto dichiarato da Meta, i nuovi account per teenager verranno implementati entro 60 giorni in Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia, mentre nel resto del mondo, tra cui anche l'Italia, arriveranno verso gennaio 2025. #### STIGA: robot tagliaerba ed elettrificazione per la cura del giardino > - Timestamp: 04:43 - Autori: STIGA, Michele Scapin, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Domotica - Tipologia: Intervista **Davide**: Se si pensa come la tecnologia stia cambiando anche le attività più quotidiane, come la cura del giardino, i robot tagliaerba sono un esempio di come l'innovazione possa rendere più semplice automatizzato il mantenimento del prato. Ma quali sono i veri vantaggi di questi dispositivi rispetto ai modelli tradizionali? E come funzionano? Per parlare delle soluzioni proposte da STIGA, le caratteristiche hardware dei loro robot e in che modo le funzionalità smart migliorano l'esperienza dell'utente, è con noi Michele Scapin, direttore della ricerca e sviluppo robotico di STIGA. Benvenuto Michele. **Michele**: Grazie per l'invito e buongiorno a voi. **Davide**: Innanzitutto partiamo dalle basi, quindi raccontaci chi è STIGA e in generale di che cosa vi occupate. **Michele**: Allora STIGA è uno dei principali produttori a livello mondiale di macchine per il giardinaggio, è un'azienda che ha l'head quarter a Castelfranco Veneto in provincia di Treviso e abbiamo festeggiato quest'anno proprio i 90 anni di storia, quindi è un'azienda che ha una lunga tradizione di sviluppo e design di macchine per il giardinaggio, ha un portafoglio prodotti tra i più vasti, tra i vari player del mercato, possiamo immaginare dai tradizionali rasaerba spinta ai trattorini, ai decespugliatori, alle motoseghe fino ad arrivare ai robot. Si può considerare che ogni anno vengono venduti da STIGA più di un milione di prodotti all'anno e operiamo in circa 92 paesi, quindi un'impronta anche globale rispetto ai prodotti che vengono progettati e disegnati qui in Italia e qui a Castelfranco Veneto. **Davide**: Ok, concentrandoci quindi sulla parte robotica, diciamo i robot che realizzate, da quanti anni è che va avanti questa nuova generazione di prodotti e poi magari entriamo nel merito di quali sono le differenze tra un tradizionale tagliaerba e un robot? **Michele**: Si, STIGA ha deciso di intraprendere il percorso di sviluppo e design completo di robot da circa 2018, fine 2018, andando a investire e creando una unità che adesso coordino specifica di ingegneri che sono focalizzati solo su questo prodotto. Quindi il team è partito appunto a fine 2018, crescendo fino ad avere adesso 30 persone. È un team eterogeneo dove ci sono ovviamente ingegneri del software, ingegneri elettronici, abbiamo anche curiosamente un agronomo all'interno del team perché come diciamo noi i clienti che abbiamo sono due, uno è il consumatore finale e l'altro è il giardino e il prato da mantenere. Quindi è importante per noi sapere quali sono le caratteristiche principali e come varia l'erba in giro per l'Europa e in giro per il mondo. Non tutti i giardini sono uguali, ecco, diciamo così. **Davide**: E quindi quali sono, se dovessi fare, una differenza tra un tagliaerba tradizionale appunto e un robot? Per chi appunto non è del settore, quali sono le principali differenze anche di utilizzo? Cioè perché dovrei scegliere un tagliaerba oppure un robot? **Michele**: Allora intanto c'è una differenza concettuale nel senso che spesso il robot è associato come macchina a tagliaerba, in effetti il robot è un mantenitore, in senso che ha il ruolo di mantenere il prato curato e tagliato e si incarica di tagliare erba ad altezze che possono essere fino a 2-3 centimetri non di più, mentre un tagliaerba tradizionale per esempio con motori endotermici o anche con motori a batteria di solito si incaricano anche per usi più gravosi. Ovviamente il vantaggio principale del robot è che fa il lavoro e sostituisce la persona e il cliente finale nel fare l'operazione, ma di più il fatto di andare a tagliare l'erba continuamente e per pochi millimetri ogni giorno dà un vantaggio essenziale alla salute del giardino perché prima di tutto si vanno a ridurre il numero di infestanti perché non ci dà proprio il tempo di crescere e quindi il giardino è popolato specificatamente dalla specie che è stata piantata e poi c'è una "regola aurea" per gli agronomi che si dovrebbe tagliare al massimo un terzo dell'altezza dell'erba per garantire che sia sempre verde. Quindi uno degli effetti principali che si nota dopo aver installato un robot tagliaerba è che il giardino è più bello, è più verde e un altro vantaggio da non dimenticare adesso comunque che le precipitazioni e il clima stanno cambiando è che avendo un robottino che continua a tagliare ogni giorno l'erba e a sminuzzare piccole quantità va a depositare nel terreno... effettua prima una sorta di concimazione e secondo si va a creare un substrato che va a diminuire la necessità d'acqua. Quindi anche un altro punto positivo è che poi il giardino richiede meno acqua per essere in salute. **Davide**: Ok, quindi in questo senso l'utilizzo dei robot o meglio i robot funzionano anche su base quotidiana, cioè i robot continuano a tagliare leggermente un piccolo porzione dell'erba e quindi di fatto mi trovo tutta la stagione con il prato tagliato. **Michele**: Esatto, il concetto cambia proprio da questo punto di vista. Il tagliaerba tradizionale, o il trattorino tradizionale di solito è usato una volta a settimana nel weekend dal consumatore, una volta nei due settimane dipende anche dalla stagione quanto cresce l'erba, mentre il lavoro del robot è invece un lavoro giornaliero, cioè lui ogni giorno è schedulato per lavorare un ciclo o due cicli di lavoro in modo da garantire il prato perfettamente tagliato per tutta la settimana. Quindi un altro vantaggio è che non ho più un prato bello i primi tre giorni dopo che l'ho tagliato, ma ce l'ho continuamente per tutto il tempo. **Davide**: Ok, passiamo alle caratteristiche hardware tecniche di questi dispositivi. Prima di passare allo stato dell'arte attuale, quindi i vostri prodotti più nuovi, ci spieghi anche un po quale è stata l'evoluzione di questi robot negli anni e quali sono appunto le principali caratteristiche che hanno. **Michele**: Sì, diciamo che il robot generalmente è caratterizzato da una serie di componenti principali che poi vanno anche a indirizzare quali sono le performance, quindi sicuramente c'è un piatto lama, un disco lama che hanno dimensioni molto più contenute rispetto a un rasaerba, perché di solito si parla di dimensioni tra i 20-25 centimetri di diametro della lama rispetto ai rasaerba tradizionali che invece hanno 50-90 centimetri per i trattorini. Poi ci sono il gruppo trazione, quindi come si va a movimentare il robot, quindi ci sono dei motori elettrici che vanno a guidare le ruote del robot e ovviamente tutta la parte elettrica ed elettronica che va poi a controllarlo. Qui ci possono essere varie soluzioni, diciamo che agli albori della tecnica i robot da giardinaggio sono nati con un filo perimetrale, quindi il cliente finale in passato e anche ora per alcuni modelli va ad installare un filo che va poi a definire qual è il contorno dell'area di taglio, in questo filo si genera una sorta di campo elettromagnetico in cui le bobine del robot, senza entrare nei dettagli, vanno a capire se sono "in or out", quindi sono dentro o fuori. E in base a questo ci immaginiamo poi che il robot come una pallina rimbalzi fra i vari bordi del giardino e quindi questa tipologia di taglio è un taglio che viene chiamato randomico e il giardino è coperto interamente noi diciamo in maniera statistica, ovvero la macchina continuando a tagliare per ore e continuando a rimbalzare all'interno di questo giardino statisticamente lo copre tutto entro un numero di ore. Ovviamente più il giardino è complesso più si sono affinati nel tempo gli algoritmi che vanno poi a gestire i casi particolari che possono essere la presenza di corridoi, alberi che vanno poi a cambiare la forma del giardino perché uno si immagina di solito la forma quadrata e il robot che rimbalza all'interno di quest'area però in realtà la realtà è molto diversa anzi probabilmente giardini di forma quadrata sono rarissimi e ci sono la presenza di alberi che vanno poi contornati, questo tipo di tecnologia è poco flessibile in caso si facciano delle variazioni per esempio se si vuole andare a installare un nuova isola con fiori o si vogliono cambiare le forme o aggiungere un patio, ecco tutte queste modifiche impattano anche sull'installazione del filo perimetrale. Nell'evoluzione del tempo adesso invece sono stati lanciati nuove tecnologie e STIGA è stata anche tra le prime a proporre robot senza il filo perimetrale. Una delle tecnologie che viene utilizzata è quella che viene chiamata GPS con correzione RTK in cui si utilizza il GPS però andando a incrementare le prestazioni e andando ad arrivare fino a due centimetri di precisione. Noi tutti quando usiamo i nostri wearables come per esempio gli smartwatch quando si va a correre vediamo spesso che la traccia GPS segna i punti del nostro percorso ma non è così precisa e accurata, i punti segnati di solito possono anche essere distorti rispetto alle mappe di qualche metro. Ecco, questa tecnologia parte da questa base ed aggiungendo un altro strato tecnologico che è una stazione di riferimento si va ad abbattere l'imprecisione della tecnologia GPS fino a raggiungere i due centimetri di accuratezza. Avendo questo di base chiaramente si apre un mondo nel senso che non devo più tagliare in maniera randomica perché so dove mi trovo, quindi l'efficienza aumenta fino a dieci volte quindi so benissimo quanto tempo impiegherò per tagliare quell'area so benissimo quando vado a coprirla non lascerò più punti scoperti e un altro aspetto importante, passo per lo stesso punto solo una volta evitando di per esempio come per la soluzione filare e randomica di passare più volte per lo stesso punto e quindi andare a danneggiare anche il manto erboso. Una delle caratteristiche chiave che riteniamo ed è uno anche dei punti di forza dei nostri robot oltre la tecnologia di precisione RTK è anche il fatto che abbiamo macchine super leggere che quindi non vanno a danneggiare il manto. Se pensiamo a robot di 8 kg o 12 kg in base alla piattaforma ecco rispetto anche a altre proposte che si trovano sono macchine molto leggere che però hanno appunto l'obiettivo di non danneggiare il prato nel passaggio. **Davide**: Ok sì perché se no il risultato è che anche soprattutto se consideriamo magari i primi modelli che avevano questo passaggio randomico ci passavano pure più volte essendo più pesanti rovinavano ulteriormente il manto e facevi riferimento per quanto riguarda questa nuova tecnologia basata sul GPS a delle "stazioni di riferimento" e questa stazione nello specifico che cos'è? **Michele**: E un device che comunica attraverso il cloud un "dato di correzione" che poi il robot utilizza per appunto abbattere quella che è l'incertezza del GPS del metro fino a portarla a una accuratezza centimetrica. Questa diciamo è una tecnologia che proviene dal mondo agriculture, quindi trattori e le grandi macchine usate per, non so, aree enormi come per esempio mi vengono in mente campi di semina americani russi dove si vanno a seminare in aree enormi o anche in Italia si usa, però ovviamente abbiamo territori più limitati. Ecco questa tecnologia poi è stata scalata e portata al mercato consumere attraverso appunto i nostri robot da giardinaggio. L'antenna noi la includiamo all'interno della base di ricarica dove il robot va a ricaricarsi e può essere anche spostata per convenienza in una posizione che garantisca la giusta ricezione del segnale GPS. **Davide**: Invece per quanto riguarda la sicurezza dato che questi robot sono chiamati involontariamente a interagire con animali domestici, magari bambini che giocano e quindi da questo punto di vista come fate a rendere il dispositivo sicuro? **Michele**: Anche qui c'è una serie di sensori che vanno poi a sentire cosa c'è nell'intorno nel terreno e quindi vanno a prevenire o a toccare gentilmente eventuali ostacoli che si possono trovare nel giardino. Ci sono appunto delle normative di riferimento, il settore è ben normato da questo punto di vista in cui si definiscono le forze massime di tocco, tutte quante quelle che sono le prerogative di stop della macchina in caso di contatto, quindi se la macchina viene sollevata la lama si deve fermare immediatamente, se supera una certa inclinazione lo stesso, quindi è un prodotto anche dal punto di vista della marchiatura CE in cui si è molto lavorato e i vari aziende costruttrici ci hanno dedicato tempo per sviluppare quelle che sono tutte quante le normative e la sensoristica di sicurezza, per garantire appunto il massimo risultato ma senza andare poi a inficiare quelle che sono la sicurezza di gustarsi il giardino. **Davide**: Certo, poi penso che un altro vantaggio indiretto tra virgolette è che essendo più piccola la lama comunque in senso soluto, rispetto a un tagliaerba vero e proprio, è più sicuro anche quello. **Michele**: Esatto, poi per esempio le lame non sono lame rigide come quelle del tagliaerba ma sono lame che vengono chiamate "pivottanti", quindi in caso di urto sono retratti e quindi tornano verso l'interno e quindi è un altro fattore di sicurezza dal punto di vista anche formale in caso di impatto accidentale. **Davide**: Ok, un altro aspetto indiretto legato alla sicurezza è quello magari del rischio di furto di questi dispositivi, essendo sempre in giardino c'è anche qui qualche sistema che permette di prevenire questo? **Michele**: Sì, le macchine sono dotate di quello che noi chiamiamo sistema antifurto, quindi ci sono delle notifiche che arrivano in app, se ci sono degli spostamenti o delle anomalie rispetto alla posizione rilevata dal robot, le macchine in ogni caso sono associate a un profilo di un utente, quindi diciamo che anche nel malaugurato caso in cui ricevessi la notifica, venissi informato dell'effettivo furto e qualcuno effettivamente poi la prende e la sposta, la macchina diventa fra virgolette inutilizzabile in quanto il profilo del cliente va a bloccare ogni nuova connessione con altri profili. **Davide**: Ok, sì, questo può essere un forte deterrente. Hai fatto riferimento all'app e quindi ci racconti un po come è poi l'interazione tra l'utente, il cliente e il robot e che cosa può fare dall'app, come funziona... le varie funzionalità. **Michele**: L'app è un elemento chiave del sistema nel senso che dal punto di vista dell'utente, l'app permette un controllo totale della macchina, quindi si parte dal poter schedulare gli orari di lavoro, quindi andare a selezionare quali sono i momenti della giornata in cui preferisco che il robot lavori e quali invece no, l'esempio è; i bambini a casa; oppure voglio godermi il giardino perché ho un barbecue e quindi permette di regolare queste dinamiche, poi c'è la possibilità di settare i controlli per esempio dell'altezza di taglio, si possono definire altezze diverse per ogni zona del giardino in base anche alle esigenza del prato oppure il tipo di specie che sono appunto messe nel prato, si possono avere le statistiche della macchina, quante ore ha lavorato, quando è tempo di fare la manutenzione e si può anche integrare con gli dispositivi digitali come per esempio Alexa e quindi essere informato quando il robot ha completato il ciclo di lavoro, quando il robot ha completato il giardino e tutta una serie di informazioni che permettono anche all'utente di provare soddisfazione dalla macchina e essere soddisfatto del risultato, come per esempio o se no anche comandare il robot da remoto a iniziare il taglio, mi cambiano i programmi e voglio che il robot completi il giardino invece che nel suo orario giornaliero ma lo faccia più in fretta perché domani ho un evento particolare, posso chiedere al robot di cominciare immediatamente a tagliare e completare il giardino entro la fine della giornata in modo che domani sia perfetto. **Davide**: Ok e per quanto riguarda invece un altro aspetto, le dimensioni del giardino. Ci sono ad oggi, immagino di sì, dei limiti nella possibilità di tagliare un giardino di oltre una certa dimensione ecco? **Michele**: Beh diciamo che forse questo limite c'era un qualche tempo fa con i robot filari adesso che la nuova generazione di robot che hanno una localizzazione accurata permettono di arrivare fino a aree veramente grandi. STIGA per esempio propone robot fino a 10.000 metri quindi si possono gestire quasi un paio di campi da calcio insieme, dando come riferimento la dimensione. Ovviamente c'è una piattaforma specifica per una tipologia di dimensione quindi noi proponiamo fino a 2200 metri una piattaforma che è una lama per esempio di 18 centimetri di diametro mentre dai 3000 metri fino ai 12.000 metri abbiamo piattaforma con lama fino a 26 centimetri di taglio che può tagliare anche in maniera più spedita al giardino e lo copre anche in minor tempo. Quindi sì aree grandi adesso cominciano ad essere approcciate anche da questa tecnologia soprattutto dopo il fatto di aver introdotto appunto tecnologie GPS che garantiscono un'accuratezza e rendono un robot diciamo sa dove si trova e sa come gestire il giardino. **Davide**: Poi al limite se devo coprire uno spazio più grande ne compro più di uno ecco. **Michele**: Certo i robot benissimo possono lavorare in flotte e quindi dall'app posso anche gestire noi che lo chiamiamo "un garage", un garage di macchine dove posso seguirne di più e vedere come lavorano ovviamente tu riceverai notifiche push avrai una serie di informazioni in base a tipologie di macchine come sta operando. **Davide**: Ok e quindi a questo punto mi verrebbe da chiederti: se riescono a coprire degli spazi così ampi cosa servono allora gli altri tagliaerba tradizionali, perché uno dovrebbe scegliere un tagliaerba tradizionale, in che contesti? **Michele**: Beh sicuramente le tipologie di giardino come di fatto il terreno o anche la conformità del tipo d'erba nel senso che ovviamente come dicevamo i trattori o i tagliaerba tradizionali performano anche in condizioni più gravose, nel senso terreno molto sconnesso, erba alta, questa tipologia di condizioni sono difficoltose per robot da giardinaggio. **Davide**: Ok, la automatizzazione per tagliaerba di più grande dimensione è una cosa che vedremo in un prossimo futuro, oppure no? **Michele**: Beh sì è una sfida è comunque un trend di settore, una tematica su cui anche STIGA sta facendo ricerca sicuramente è un ambito molto interessante ovviamente la sfida su queste tipologie di macchine riguarda molto la parte di sicurezza in quanto per esempio banalmente un conto è avere una macchina di 8 chili che gira per il giardino e un conto è avere una macchina di 2-300 chili. Quindi qui la sfida tecnologica per noi ingegneri è quella di renderla sicura in tutte le condizioni e in modo da operare senza difficoltà e senza incertezze. Questo è un macro trend comunque come è un macro trend anche la parte di elettrificazione. **Davide**: Sì avete già delle opzioni completamente elettrica batteria di anche piccoli trattorini tagliaerba giusto? **Michele**: Sì sì sì è uno dei trend che sta seguendo l'azienda con l'introduzione negli ultimi anni diverse macchine nel range sia di trattorini che di altre macchine che noi chiamiamo "hub di batterie" che sono molto interessanti secondo me, molto flessibili perché diciamo si possono trovare sul mercato e noi le proponiamo soprattutto operare più grandi macchine che sono equipaggiate con grandi batterie quindi permettono varie ore di lavoro. Mentre per giardini più piccoli abbiamo in proposta anche una macchina che secondo me è molto interessante da usare che è lo Swift ed è un hub di batterie quindi utilizza le batterie che poi possono essere utilizzate per motoseghe e decespugliatori per funzionare e quindi questa macchina permette di avere un unico punto in cui vado a ricaricare tutte le batterie e poi posso avere i miei accessori che si possono poi connettere utilizzando le batterie rimosse dalla macchina per fare altre attività. Questo secondo me è uno dei vantaggi ed è molto interessante per un cliente finale che deve poi fare anche altre manutenzioni, perché il giardino non è solo il mantenimento del prato ma è anche per esempio le siepi, i bordi, potature, ecc. E tutte queste tipologie di attività si possono fare con sistemi multi batteria. **Davide**: Ok, visto che è sollevato il tema dell'elettrificazione ti chiedo un ultima cosa, cioè qual è il vantaggio rispetto ad un motore termico tradizionale che è stato notoriamente utilizzato nel settore di tagliaerba? **Michele**: Beh i vantaggi possono essere diversi, in primis non abbiamo più la parte del rumore, quindi abbiamo una macchina silenziosa che va a operare nel giardino, poi non abbiamo più l'utilizzo di benzine e oli che possono anche essere pericolosi da stoccare, infiammabilità e soprattutto anche la parte di manutenzione. Le macchine elettriche richiedono molta meno manutenzione rispetto a quelle endotermiche in quanto sono prive di filtri, la necessità di tagliandi, ecc. E questo qui poi dà una flessibilità anche maggiore, soprattutto come nei casi dicevamo, in cui posso estendere l'uso della macchina anche a altre tipologie di strumenti. Quindi ha aperto anche a questi scenari la tecnologia batterie, che rispetto a prima invece dovevo comprarmi o l'utente doveva comprare i tool o gli strumenti completamente equipaggiati del proprio motore per poter funzionare mentre qui posso utilizzare l'elemento batteria in maniera diversa. **Davide**: Perfetto allora va bene Michele, grazie mille per averci raccontato questo settore sia dei robot ma anche questo ultimo approfondimento che abbiamo fatto su l'elettrificazione. A presto. **Michele**: Grazie mille a voi e buona giornata. #### Conclusione - Timestamp: 28:26 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e39 ## Anatomia dell'IA generativa, dagli anni '60 ad oggi > Nel corso degli ultimi mesi abbiamo affrontato il tema dell’[Intelligenza Artificiale generativa](https://aws.amazon.com/it/what-is/generative-ai/), seguendone le notizie o approfondendone le sue applicazioni da diversi punti di vista. Abbiamo risposto a svariate domande come: che [impatto avrà](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e6?t=240)? Come può [essere sfruttata](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e24?t=281)? Quali sono le sue [implicazioni legali](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e36?t=286)? Come possiamo sviluppare un'IA in [modo responsabile ed etico](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e36?t=240)? Tuttavia, non abbiamo ancora risposto a una delle domande principali legate a questa tecnologia, ossia: come e perché funziona? E in questa puntata cercheremo di rispondere a quest'ultimo quesito, ripercorrendo in parte la storia dell'Intelligenza Artificiale, e spiegando come questi modelli funzionano dal punto di vista un po' più tecnico. Nella sezione delle notizie parliamo degli [occhiali Orion](https://about.meta.com/realitylabs/orion/) per l’AR presentati da Meta, di Telegram che [cambia le politiche sulla privacy](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e36?t=163) e infine dell’Italia che pianifica il ritorno all’[energia nucleare](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e22?t=251). - Stagione: 6 - Episodio: 39 - Data di pubblicazione: 2024-09-28 06:45:00 - Durata: 17:15 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e39](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e39) - Episodi correlati: s3e38, s4e19, s6e36 - Tag: ia,intelligenza artificiale,intelligenza artificiale generativa,attention is all you need,google,openai,chatgpt,gemini,claude,claude ai,bing,microsoft,anthropic,transformers,machine learing,deep learning,neural network,reti neurali,nucleare,governo,picchettofratin,rinnovabili,fotovoltaico,telegram,pavel durov,francia,arresto,cybercrimini,messaggistica,privacy,sicurezza,durov,cybercriminalità,privacy policy,meta,orion,realtà aumentata,occhiali,prototipo,tracciamento mani,AR ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proveremo a rispondere ad una domanda sull'intelligenza artificiale a cui non abbiamo ancora risposto, ossia come funziona e cosa c'è alla base del suo addestramento. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Meta presenta gli occhiali Orion per l’AR > Fonte: DDay.it - Timestamp: 00:56 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Meta, che da qualche anno si sta indirizzando verso lo sviluppo del metaverso, ha svelato Orion, un prototipo all'avanguardia di occhiali per la realtà aumentata che rappresenta il futuro di questa tecnologia, anche se il prodotto non è ancora pronto per il mercato. Orion non sarà infatti disponibile per la vendita, ma sarà testato internamente con un pubblico selezionato per raccogliere feedback e migliorare ulteriormente l'esperienza d'uso. Il dispositivo è stato progettato per sovrapporre elementi virtuali, sia in 2D che in 3D, al mondo reale, offrendo un'interazione avanzata grazie al tracciamento del movimento delle mani, possibile attraverso un innovativo braccialetto da polso. Oltre a ciò, integra un sistema di intelligenza artificiale contestuale che non solo percepisce l'ambiente circostante, ma è anche in grado di anticipare e rispondere proattivamente alle necessità dell'utente, fornendo suggerimenti personalizzati, come ad esempio ricette basate sugli alimenti presenti nel frigorifero. Mentre si lavora per migliorarne il design, la qualità degli elementi virtuali e la scalabilità della produzione, l'azienda ha già previsto che le innovazioni introdotte con Orion verranno integrate nei futuri dispositivi di realtà mista. #### Telegram cambia le politiche sulla privacy > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 02:06 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Applicazioni, Privacy - Tipologia: Notizia **Davide**: Come era prevedibile, l'arresto del CEO di Telegram Pavel Durov, avvenuto in Francia lo scorso agosto, ha portato a dei radicali cambiamenti della piattaforma che sono ancora in corso in materia di privacy. L'arresto di Durov, infatti, è stato motivato principalmente dai continui rifiuti di collaborare con le forze dell'ordine per identificare e limitare i cybercriminali e i gruppi Telegram utilizzati per scambiare contenuti illegali, come pedopornografia, droghe o contenuti pirati. In questo senso, quindi, con l'aggiornamento di settembre, Telegram ha introdotto nuove funzionalità per poter segnalare le chat e i suoi contenuti, compresi quelli scambiati in forma privata. Un'altra novità riguarda la creazione di un team di moderatori dedicato per introdurre dei filtri nella ricerca globale della piattaforma, in modo da nascondere contenuti, canali o gruppi problematici e garantire così un ambiente sicuro per gli utenti, che possono comunque effettuare segnalazioni tramite il bot "@SearchReport". Infine, il cambiamento più importante è forse quello legato alla politica sulla privacy, dove viene introdotta la possibilità da parte della piattaforma di condividere, su richiesta delle autorità competenti, gli indirizzi IP e i numeri di telefono degli utenti che violano le regole. Telegram, dunque, si è infine visto costretto a cambiare il suo approccio, pur cercando nei limiti della legge di garantire sicurezza e privacy, ma soprattutto di garantire a tutti quei milioni di utenti quotidiani di poter utilizzare un'applicazione sicura e libera da quella cybercriminalità che tanto mina la reputazione della piattaforma. Il ministro dell'Ambiente della Sicurezza Energetica, Fratin, ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera e in una risposta al presidente di Confindustria che il governo ha iniziato a lavorare a un disegno di legge per reintrodurre il nucleare in Italia. #### L’Italia pianifica il ritorno all’energia nucleare > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 03:41 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Energia - Tipologia: Notizia **Davide**: A questa dichiarazione si è aggiunta anche la notizia di Bloomberg, secondo cui sempre il Governo sarebbe pianificando la costruzione di una nuova società con partnership tecnologica straniera che consente di produrre a breve in Italia la miglior tecnologia nucleare attualmente a disposizione, ovvero quella di terza generazione avanzata. La volontà di un ritorno al nucleare dopo i referendum abrogativi del 1987 e popolari del 2011 deriva da una necessità di colmare le lacune tecnologiche delle energie rinnovabili, soprattutto quelle relative alla produzione fotovoltaica in grado di garantire un'elevata produzione solamente durante il giorno e lasciando invece più scoperte le ore notturne. Con l'energia nucleare si riuscirebbe dunque a soddisfare completamente o quantomeno in parte il carico di base, ovvero il livello minimo di domanda sulla rete elettrica richiesto sia di giorno che di notte, lasciando invece alle rinnovabili il compito di coprire i picchi giornalieri. Benché non siano ancora state raggiunti e conclusioni definitive, il ministro Fratin ha comunque aggiunto che con il 22% di nucleare nel futuro mix energetico nazionale si riusciranno a risparmiare nel nostro Paese fino a 34 miliardi di euro l'anno. E gli ultimi anni sono emerse diverse tecnologie che hanno di volta in volta promesso di portare un contributo essenziale in diversi settori, dall'industria alla medicina all'intrattenimento. #### Anatomia dell'IA generativa, dagli anni '60 ad oggi > - Timestamp: 05:20 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Topic **Davide**: Tecnologie che per i loro aspetti innovativi sembravano veramente essere una rivoluzione pari a quella vissuta con l'avvento di Internet, in cui il modo di vivere quotidiano è stato profondamente cambiato se non addirittura completamente stravolto. Alcuni di questi esempi li abbiamo anche vissuti in prima persona e ve li abbiamo raccontati nelle nostre puntate. Stiamo parlando di tecnologie come la blockchain e i prodotti ad essa collegata come criptovalute NFT o smart contracts o come il metaverso. Probabilmente queste innovazioni avranno un ruolo centrale in futuro, ma per ora, dopo un fortissimo interesse iniziale, non sono riuscite a portare nella vita quotidiana dei contributi che si possono ritenere veramente tangibili. C'è tuttavia una tecnologia, e probabilmente già avete capito di cosa stiamo parlando, che per la sua potenza, semplicità di utilizzo e versatilità, è riuscita a diventare veramente uno strumento utilissimo, se non in alcuni casi indispensabile, nella vita di tutti i giorni. Tecnologia che, in questo caso sì, potrebbe sul serio essere paragonata alla rivoluzione che rappresentò Internet. Stiamo chiaramente parlando dell'intelligenza artificiale, e in particolar modo dell'intelligenza artificiale generativa e delle sue diverse applicazioni. Nel corso degli ultimi mesi abbiamo diverse volte affrontato questa tematica. Seguendone le notizie o approfondendone le sue diverse applicazioni da diversi punti di vista. Abbiamo quindi risposto a svariate domande come: che impatto avrà? Come può essere sfruttata? Quali sono le sue implicazioni legali? Come possiamo sviluppare un'intelligenza artificiale in modo responsabile ed etico? Tuttavia, non abbiamo ancora risposto a una delle domande principali legate a questa tecnologia, ossia: come e perché funziona? In questa puntata cercheremo proprio di rispondere a quest'ultimo quesito, ripercorrendo in parte la storia dell'intelligenza artificiale e spiegando come questi modelli funzionano da un punto di vista un po più tecnico. Lasceremo infine uno spazio per una riflessione sui limiti e sul futuro di questa tecnologia e i rischi verso cui stiamo andando incontro nel continuare ad utilizzarla in modo irresponsabile e incontrollato. Innanzitutto, bisogna definire cosa intendiamo quando parliamo di intelligenza artificiale generativa o Gen. AI. Con questo termine indichiamo infatti tutti quei modelli di IA o di Deep Learning, per la precisione, che si occupano di generare contenuti originali come testo, immagini, video, musica e così via. Di queste categorie fanno parte large language model come GPT-4, Claude o Gemini, IA specializzate nel generare immagini come Mid-Journey o Dall-E, generatori di video come Sora e così via. Per ora ci concentreremo principalmente sui large language models, che sono le IA che ormai utilizziamo maggiormente nel quotidiano. Il primo approccio ai chatbot, anche se non si può parlare proprio di intelligenza artificiale, è del 1964 con ELIZA, un software sviluppato dall'informatico Joseph Weizenbaum. Il funzionamento era relativamente semplice, in quanto il sistema sfruttava delle frasi preconfezionate che sceglieva e modificava estraendo le informazioni dalle richieste dell'utente. Un altro tassello fondamentale è lo sviluppo dei modelli RNN, le reti neurali ricorrenti. Questi modelli riescono infatti data una sequenza di dati in input a predire una sequenza di dati successivi. Sono quindi utilissimi, ad esempio, per l'analisi di dati finanziari o serie di dati temporali, ma anche come elaboratori del linguaggio naturale. Le RNN infatti possiamo considerarle la prima versione di un vero e proprio modello linguistico, che data una frase in input, riesce a predire la sequenza di parole successiva. Questo è stato uno dei modelli linguistici più promettenti, che però ha espresso il suo vero potenziale solo negli ultimi anni, grazie all'aumento della potenza di calcolo e all'enorme quantità di dati disponibili in rete da utilizzare per l'addestramento. Tuttavia, questi modelli hanno diversi problemi e sono decisamente poco performanti. Elaborando i dati in modo sequenziale, infatti, una RNN fa fatica a elaborare i testi in modo efficiente, con un conseguente rallentamento dei tempi di addestramento e l'utilizzo di enormi potenze di calcolo e di memoria, anche solo per analizzare pochi paragrafi di testo. Decisamente ben lontani dai modelli di oggi, che riescono in poco tempo ad elaborare intere opere letterarie all'interno di un singolo prompt. Arriviamo dunque al 2004, con l'introduzione da parte di Google del suo sistema di autocompletamento nel motore di ricerca. Come avviene ancora oggi, questo algoritmo riesce a generare delle potenziali frasi o parole che vadano a completare la ricerca dell'utente, man mano che le digita. Per quanto riguarda le immagini, invece, è solo nel 2013 che iniziano però a comparire i veri modelli deep learning, chiamati autoencoder variazionali, utilizzati in particolare proprio per la generazione di immagini. Questi modelli, infatti, sono composti da due parti, un encoder e un decoder, che rispettivamente si occupano di prendere l'immagine in input, codificarla e infine decodificarla, ottenendo o la stessa immagine o delle varianti di essa. Sempre legato alla generazione di immagini, nel 2014 vengono presentate le reti GAN, o Generative Adversarial Network, di cui abbiamo anche parlato in una nostra puntata. Se dovessimo tuttavia trovare una data in cui è avuto inizio la vera rivoluzione per il mondo dell'IA generativa, e per i Large Language Models in particolare, quella data sarebbe il 12 giugno 2017, con la pubblicazione da parte di un team di ricercatori di Google del paper scientifico "Attention Is All You Need", in cui è stata per la prima volta proposta l'architettura che viene tuttora utilizzata da più grandi modelli linguistici in commercio. I Large Language Models, come GPT o Gemini, utilizzano i "transformers", che hanno una struttura abbastanza simile alle reti neurali ricorrenti, riuscendo però a elaborare i dati in input in modo parallelo, superando in questo modo i limiti delle RNN. Con i transformers viene poi introdotto il concetto fondamentale dell'attenzione, grazie al quale il modello si concentra solamente su alcune parti dell'input più rilevanti, ad esempio verbi, soggetti o aggettivi, e delle loro relazioni. Il risultato è un modello che, rispetto alle precedenti reti neurali ricorrenti, è molto più efficiente, e in grado di gestire una quantità di dati input molto più vasta utilizzando meno memoria e potenza di calcolo, con prestazioni molto più elevate. Per questo motivo l'architettura a transformer è diventata lo stato dell'arte per quanto riguarda l'elaborazione del linguaggio naturale, in particolare nelle traduzioni automatiche, nella classificazione del testo e nella sua generazione. L'addestramento di questi modelli, inoltre, non è supervisionato. Questo significa che l'IA impara in modo autonomo, analizzando i miliardi e miliardi di dati che gli vengono forniti come input e creando quello che viene definito "foundation model". Una volta addestrato, tuttavia, un modello di questo tipo è ben lontano dall'avere prestazioni come quelle raggiunte dai principali sistemi di IA sul mercato. Questi modelli, infatti, vengono poi ulteriormente addestrati. Questa volta in modo supervisionato, ossia utilizzando delle coppie di input e relativo output per riuscire a produrre modelli in grado di compiere task più specifici o per addestrare l'IA a rispondere in determinati modi, ad esempio per avere un comportamento eticamente corretto nei confronti degli utenti o per evitare di produrre testi a sfondo razzista, discriminatorio o violento. Se i foundation model vengono aggiornati più raramente, i loro, tra virgolette, "figli" sono costantemente migliorati, utilizzando nuovi dati o feedback raccolti dagli utenti. C'è da dire, poi, che anche questi modelli non sono esenti da problemi o da limiti. Pensiamo ad esempio alle allucinazioni. Queste IA, di fatto, non fanno altro che proporre di volta in volta la parola, o per essere precisi, il token, che ha la probabilità più alta di essere quello corretto all'interno della frase. È subito chiaro, dunque, che questi modelli non sono in grado di formulare dei veri e propri ragionamenti, come farebbe il cervello di un umano, ma si affidano completamente alla statistica, e per questo motivo non sempre l'output prodotto è corretto e soddisfacente. Le limitazioni più grandi, ad esempio, le vediamo nel campo matematico, dove le IA generative difficilmente riescono a dare la risposta corretta anche a banalissime somme o sottrazioni. C'è da dire, però, che questi modelli sono veramente potenti, e con l'aumentare del numero di parametri che possiamo paragonare ai neuroni e della potenza di calcola messa a loro disposizione, sono destinati a diventare sempre più intelligenti, precisi e di estrema utilità in numerosi campi, soprattutto se combinati con altre tecnologie. Pensiamo ad esempio, alle estensioni di ChatGPT o alle RAG, acronimo per "retrieval augmented generation", dove i modelli linguistici vengono utilizzati per capire le richieste degli utenti, eseguire determinate azioni e restituire quindi il risultato. Alcuni esempi possono essere il riassunto di ricerche su Google o su determinati documenti, ad esempio di carattere legale, per estrarre e mostrare i dati da un database, o per generare le azioni da fornire ad un robot. Insomma, l'IA generativa è uno strumento estremamente potente e destinato a diventarlo ancora di più, che ha in pochi anni trovato la sua applicazione in praticamente tutti i settori e ambiti della società, rivoluzionando e migliorando il nostro modo di vivere quotidiano. Nonostante ciò, è bene ricordare che applicazioni come ChatGPT o Midjourney rimangono sempre comunque degli strumenti, e come tali vanno saputi utilizzare in modo responsabile, soprattutto riconoscendone i limiti. Per colpa del suo abuso, infatti, questa tecnologia potrebbe essere addirittura destinata a collassare, e per un semplice motivo, ossia i dati di addestramento. Cosa succederebbe, infatti, se gran parte dei dati che vengono utilizzati per addestrare l'IA fossero essi stessi prodotti dall'intelligenza artificiale? In questo caso i modelli inizierebbero ad apprendere sempre meno e generando contenuti sempre più insensati. E questa preoccupazione non è nemmeno così del tutto irrazionale e infondata. Per fare un esempio, uno studio ha analizzato i paper scientifici pubblicati nel corso degli anni, e ha evidenziato come negli ultimi anni il termine inglese "delve", che fino al 2019 compariva abbastanza raramente, si è diventato sempre più frequente, fino addirittura a quintuplicare tra il 2022 e il 2023. E questo chiaramente è strettamente correlato all'utilizzo dell'IA, che probabilmente era stata addestrata con documenti che contenevano spesso questo termine. C'è infine da dire che nel frattempo, fortunatamente, proseguono gli studi di diversi ricercatori per trovare altre architetture, come quella del 2017, e sviluppare nuovi modelli ancora più efficienti e potenti, in grado di raggiungere entro pochi anni l'intelligenza artificiale generale, che potrebbe, ancor più di adesso, portare ad una rivoluzione senza precedenti. #### Conclusione - Timestamp: 16:23 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e40 ## STMicroelectronics: come nascono i chip che muovono il mondo > Se immaginassimo un mondo senza i chip, le nostre auto, i nostri smartphone, i [dispositivi IoT](https://www.ibm.com/it-it/topics/internet-of-things) e molti altri strumenti tecnologici semplicemente non esisterebbero. Questi minuscoli componenti sono il cuore pulsante dell'[elettronica moderna](https://it.wikipedia.org/wiki/Elettronica) e sono fondamentali per il funzionamento di tantissimi dispositivi che utilizziamo ogni giorno. Ma come vengono progettati e realizzati i chip, e quali sfide devono affrontare aziende come [STMicroelectronics](https://www.dentrolatecnologia.it/stmicroelectronics.html) in un contesto globale sempre più complesso? Per capirlo ci immergiamo in questo mondo grazie all’aiuto di [Giuseppe Croce](https://www.dentrolatecnologia.it/giuseppe.croce.html), Agrate Operations General Manager di STMicroelectronics. Nella sezione delle notizie parliamo di Microsoft che si ritira dal settore della [realtà aumentata](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e13?t=260) interrompendo la produzione degli [Hololens 2](https://www.microsoft.com/it-it/hololens/buy) e infine dell’accordo tra [OpenAI](https://openai.com) e [Cassa Depositi e Prestiti](https://www.cdp.it/) per investire e supportare le aziende italiane. - Stagione: 6 - Episodio: 40 - Data di pubblicazione: 2024-10-05 06:45:00 - Durata: 37:59 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e40](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e40) - Episodi correlati: - Tag: chip,semiconduttori,stmicroelectronics,elettronica,automotive,iot,crisi semiconduttori,produzione chip,progettazione chip,filiera tecnologica,ricerca e chip,efficienza energetica,supply chain tech,innovazione tecnologica,globalizzazione,silicio,giuseppe croce,microchip,carburo di silicio,cassadepositiprestiti,openai,chatgpt,intelligenza artificiale,microsoft,AR,VR,hololens2,ritiro ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Giuseppe**: STMicroelectronics è una delle pochissime società nel settore, ormai, che in qualche maniera gestisce l'intero processo che ti ho descritto. Quindi dalla collaborazione con i clienti per le applicazioni, alla progettazione e alla produzione delle due fasi, sia di front-end che di back-end. E all'interno ha un team di ricercatori che sviluppa le tecnologie necessarie per poter poi realizzare i prodotti più competitivi e più performanti possibile. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con STMicroelectronics di chip, con l'obiettivo di capire come vengono progettati e realizzati questi componenti che rappresentano il cuore pulsante dell'elettronica moderna. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Microsoft si ritira dal settore della realtà aumentata > Fonte: DDay.it - Timestamp: 01:29 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Computer, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Se da un lato Meta continua a investire e presentare nuovi prodotti per la realtà aumentata, dall'altro Microsoft ha annunciato questa settimana che interromperà definitivamente la produzione del suo visore HoloLens 2 e che non lancerà nuovi prodotti nel prossimo futuro. La decisione arriva principalmente dallo scarso successo avuto, sia con la prima versione che con la seconda arrivata nel 2019, e dall'arrivo dei visori per la realtà mista di Meta in grado di offrire migliori caratteristiche come un maggior angolo di visione e una maggior risoluzione. La situazione è diventata ancor più critica con l'arrivo del Vision Pro di Apple, il quale, a parità di costo, è in grado di assicurare una miglior qualità delle esperienze di utilizzo, sia in ambito privato che professionale. Per queste ragioni Microsoft abbandonerà il settore della realtà aumentata, interrompendo definitivamente la produzione di HoloLens 2 ma non il supporto software, che continuerà a essere garantito fino al 31 dicembre 2027 e fino alla fine di quest'anno per la prima versione uscita nel 2016. #### Accordo tra OpenAI e CDP per investire in Italia > Fonte: CDPVentureCapital.it - Timestamp: 02:30 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Finanza, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Mercoledì 2 ottobre OpenAI e CDP Venture Capital, società pubblica di cassa, depositi e prestiti che si occupa di investire nelle aziende italiane, ha firmato un protocollo d'intesa con lo scopo di promuovere l'uso e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale in Italia. È stato quindi istituito il Fondo Artificial Intelligence, proprio per investire nelle startup specializzate nei settori di IA, cybersecurity e tecnologie quantistiche. Oltre a questo, la collaborazione prevede che OpenAI fornisca alle aziende più promettenti un supporto tecnico, d'accesso alle sue tecnologie più innovative e dei collegamenti diretti con gli investitori statunitensi. Oltre a questo, sono infine previste una serie di collaborazioni con le Università italiane, per realizzare iniziative educative, per migliorare la comprensione dell'IA e rafforzare le competenze del suo utilizzo nei vari settori. Questa intesa tra CDP e OpenAI segna quindi un punto importantissimo per il nostro Paese. Che si dimostra fermamente deciso nell'investire e aiutare le startup italiane ad essere competitive a livello internazionale. #### STMicroelectronics: come nascono i chip che muovono il mondo > - Timestamp: 03:55 - Autori: STMicroelectronics, Giuseppe Croce, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Se immaginassimo un mondo senza i chip, le nostre auto, i nostri smartphone, i dispositivi IoT e molti altri strumenti tecnologici semplicemente non esisterebbero. Questi minuscoli componenti sono il cuore pulsante dell'elettronica moderna, e sono fondamentali per il funzionamento di tantissimi dispositivi che utilizziamo ogni giorno. Ma come vengono progettati e realizzati i chip? E quali sfide devono affrontare aziende come STMicroelectronics in un contesto globale sempre più complesso? Per capirlo, ci immergiamo in questo mondo insieme a Giuseppe Croce, Agrate Operations General Manager di STMicroelectronics. Benvenuto Giuseppe. **Giuseppe**: Ciao. **Davide**: Innanzitutto, ci spieghi chi è STMicroelectronics e di che cosa vi occupate? **Giuseppe**: Allora, STMicroelectronics è un'azienda globale, ha forti radici in Italia e in Francia, e noi sviluppiamo, produciamo e commercializziamo circuiti integrati, quelli che tu hai prima chiamato chip, che definiamo chip, per moltissime applicazioni elettroniche. Oggi abbiamo sedi in tutti i continenti, per noi lavorano più di 50.000 persone, soprattutto in Italia, in Francia, in Asia e negli Stati Uniti. **Davide**: Ok, quindi il vostro ruolo in questo contesto è molto importante e facciamo adesso un focus più di dettaglio su che cosa sono questi chip e ci fai anche un esempio, immagino ce ne sono innumerevoli, di dove vengono utilizzati questi chip, magari specifici di ciò che fate voi. **Giuseppe**: Allora, i chip, cosa sono i chip? I chip sono dei circuiti elettronici integrati, cosa vuol dire? Noi prendiamo una piccola piastrina, chiamata punto chip, di un materiale semiconduttore, il più diffuso è il silicio, che viene più comunemente utilizzato, nella quale vengono integrati milioni o addirittura miliardi di piccoli componenti elementari che chiamiamo transistor, che sono poi localmente interconnessi tra di loro. Questi componenti hanno dimensioni nanometriche, ora ricordo che un nanometro è un miliardesimo del metro, per dare un riferimento il virus del Covid che tutti noi abbiamo mai conosciuto aveva dimensioni di centinaia di nanometri, quindi parliamo di oggetti veramente miniaturizzati, molto molto piccoli. Allora, i chip oggi, come hai detto anche prima, sono fondamentali per la nostra vita, li troviamo praticamente in qualunque dispositivo elettronico che abbiamo intorno a noi, allora cominciamo magari con lo smartphone, pensiamo allo smartphone, allora, nello smartphone l'elaborazione di tutte le informazioni, le comunicazioni tra il nostro telefono e la rete internet, la trasmissione della voce è tutta gestita da chip. Se pensi anche alle fotografie, le fotografie che noi facciamo sono immagazzinate, conservate dentro chip, quindi noi vediamo le nostre fotografie che sono state immagazzinate dentro appunto alcuni chip. Passiamo all'automobile che come anche giustamente hai citato prima tu è un altro oggetto che noi usiamo quotidianamente e che ormai è in tutta la nostra società, abbiamo chip praticamente ormai dappertutto, iniziamo per esempio a pensare a tutti i dispositivi che aumentano la nostra sicurezza, cioè l'Airbag, l'ABS, tutti i vari sensori che noi abbiamo sono comandati e costruiti intorno a chip. E aggiungerei anche tutto quello che controlla la nostra navigazione, noi abbiamo il navigatore ormai in quasi tutte le auto. Il funzionamento, la localizzazione in un navigatore avviene grazie al GPS che è anche questo aiutato, è reso possibile dalla presenza dei chip. E infine parliamo non so del controllo del motore, tutto il controllo dell'iniezione dei motori a combustione è gestito da chip, per non parlare poi di tutto quello che è il controllo del motore elettrico che è se vuoi nell'auto di nuova generazione. Infine per chiudere su una carrellata su dove troviamo chip, basterebbe pensare alla nostra casa, la casa è ormai piena di dispositivi che contengono chip, per esempio il condizionatore io ormai riesco da qua adesso se volessi ad accendere il condizionatore a casa mia grazie alla presenza di circuiti integrati o chip. Per non parlare poi di elettrodomestici più classici quali robot, lavatrici, frigoriferi, televisioni che sono pieni di chip che sono fondamentali per il loro funzionamento. Quindi spero di aver dato una panoramica di dovunque noi viviamo troviamo un chip. **Davide**: E voi realizzate chip in tutti questi settori? **Giuseppe**: Praticamente sì, siamo presenti in quasi tutti o tutti i settori che ti ho citato, anzi direi tutti i settori che ti ho citato. **Davide**: Ok poi spesso si sente parlare anche, adesso abbiamo parlato di chip, c'è una differenza rispetto invece ai microchip, sono qualcosa di diverso tra le due cose? **Giuseppe**: No no, sono sinonimi. Diciamo che microchip dà l'idea, aggiunge la dimensione, normalmente i chip sono oggetti piccoli quindi chiamiamo microchip, ma chip si intende generalmente qualunque circuito elettronico integrato in modo che ti ho descritto prima, cioè su una piastrina di materiale semiconduttore. Può essere anche chiamato microchip. **Davide**: Ok, dato che ci hai descritto i chip come degli oggetti molto piccoli, quindi molto complessi da realizzare immagino, ci spieghi quindi quali sono le varie fasi che permettono di arrivare alla realizzazione di un chip, quindi dalla sua progettazione fino a poi la produzione finale, e qual è il vostro ruolo in tutte queste fasi? **Giuseppe**: Allora la realizzazione di un chip è un processo che è veramente molto molto lungo e complesso, allora, si inizia con definire le specifiche, cioè cosa dovrà fare il mio chip, in quale applicazione dovrà andare a finire, che cosa dovrà fare in quella applicazione. In questa fase, cioè nella fase in cui si cerca di definire... si definiscono le specifiche del circuito integrato, la collaborazione tra chi produce i semiconduttori, come STMicroelectronics per esempio. E chi costruisce e produce l'applicazione finale, il costruttore di smartphone, il costruttore di computer, è fondamentale, perché dalla unione delle due conoscenze e dalla conoscenza delle esigenze, conoscenze delle potenzialità delle tecnologie a disposizione nascono spesso dei chip mirati per un'applicazione che fanno veramente la differenza e che sono fondamentali anche per la competitività del prodotto che poi si va a realizzare. Una volta definite e trovato l'accordo sulle specifiche, a questo punto si scelgono su quali tecnologie. Le tecnologie disponibili per fare chip sono svariate, una tecnologia che serve per fare un sensore, una memoria, un microcontrollore o altri o un componente elettronico di potenza sono diverse tra di loro. Quindi uno capisce le specifiche, concordo alle specifiche, sceglie e definisce la tecnologia più idonea a realizzare quel circuito integrato o chip. Ecco, è fondamentale, ed è questo dove ST ha un vantaggio, un portafoglio di tecnologie molto ampio, avere già pronta la tecnologia, perché mettere a punto e sviluppare una tecnologia è un processo che richiede anni. Quindi se tu nel momento in cui il cliente ti viene a chiedere: voglio fare questo chip per questa applicazione, non hai a disposizione la tecnologia, sei praticamente già fuori dal mercato, fuori dai giochi. Fatto in qualche maniera la... definite le specifiche, identificata la tecnologia si parte con la progettazione. Vera e propria, cioè per un prodotto nuovo... se c'è già un prodotto esistente è un discorso, ma se devi iniziare con un prodotto completamente nuovo si comincia la fase di progettazione. Quindi team di ingegneri. In qualche maniera cominciano a progettare come deve essere fatto questo circuito integrato o chip, questa fase può durare un paio di anni. Fatto questo il prodotto viene validato, verificata la funzionalità, verificate le specifiche che siano coerenti con quelle che avevo a inizio progetto e poi si parte in produzione, con la produzione in grossi volumi. La produzione di un chip o di un circuito integrato è molto complessa ed è un processo molto affascinante secondo me. Esistono due fasi principali, una prima fase che noi chiamiamo front-end. In questa fase cosa accade? Si parte da fette, perché hanno proprio una dimensione circolare, di materiale semiconduttore, per esempio il silicio è uno dei più diffusi, ma ce ne sono degli altri, li vedremo magari più avanti, e queste fette di materiale semiconduttore pure, passano attraverso una lunga sequenza di operazioni elementari in ambienti iperpuliti, che chiamiamo "clean room". Perché iperpuliti? Perché, come ho detto prima, se la dimensione o le dimensioni degli oggetti che fanno realizzare il chip sono nanometriche, è chiaro che una qualunque particella di polvere di dimensioni nanometriche o millimetriche, distruggerebbe il circuito integrato che stai per produrre. Questa lavorazione cosa prevede? Ambienti iperpuliti e poi si costruiscono il chip con una sequenza di operazioni che sono, per esempio, deposito strati controllati di materiali, organici o inorganici. Definisco con processi litografici. La litografia è qualcosa di simile allo sviluppo delle vecchie fotografie dove in qualche maniera si impressionano delle pellicole che sono molto particolari fotosensibili, ma la cosa critica è che devi dimensionare, devi definire oggetti che hanno dimensioni veramente nanometriche. Lo fai con queste tecniche fotolitografiche che si chiamano. Altre cose che vengono fatte per realizzare e che fanno parte di queste operazioni sono "impiantazione di ioni", cioè, nella fetta vengono impiantati in modo controllato ioni, ma proprio i ioni, di alcuni elementi chimici e poi una serie di processi di attacchi selettivi, quindi rimuovo degli strati dove non mi servono più, che possono essere fatti o con processi fisici, plasmi o con processi chimici normalmente. Ultimi step sono normalmente la diffusione, cioè vengono sottoposte queste fette a trattamenti termici, quindi riscaldamenti, ma riscaldamenti che arrivano ben oltre i mille gradi. Ora in un processo, quindi tutto il processo, di queste operazioni ne facciamo mediamente 500, quindi dalla fetta iniziale alla fetta finita in questa parte di front-end vengono fatte 500 operazioni elementari. I materiali che via via usiamo per queste fasi sono normalmente gas o chimici molto specifici, tutto questo deve avere un elevatissimo livello di purezza, perché anche qui se il gas che io prendo o l'acqua che uso per fare degli sciacqui contenesse impurità o delle dimensioni di cui stiamo parlando nanonometri, distruggerebbe il tuo chip. Quindi purezza dei materiali utilizzata, pulizia dell'aria e le attrezzature che noi utilizziamo sono macchinari estremamente complessi, perché quello che tu devi fare è devi su una fetta, su un substrato, una fetta di dimensioni di centinaia di millimetri garantire che tutte le grandezze, le pressioni, le temperature siano uniformi su tutta la fetta, quindi usiamo macchinari molto molto complessi. Alla fine di questa fase abbiamo su questa fetta, diametro 200-300 millimetri, tutti i nostri chip, quindi abbiamo migliaia, centinaia, dipende poi dalle dimensioni, di replica dei nostri chip. Gli abbiamo finiti. Vengono quindi testati, per verificare che tutto sia andato bene e si entra nella seconda fase che chiamiamo back-end, quindi esce da una fabbrica la fetta e viene spedita in una seconda fabbrica che si chiama fabbrica di assemblaggio, nella quale la fetta, diciamo, i chip vengono tagliati, cioè dalla fetta... immaginate il vecchio foglio dei francobolli, che tu li stacchi dal foglio uno per uno, quindi è la stessa cosa, soltanto a forma circolare, vengono tagliati, sollevati e inseriti in scatolette nere, che chiamiamo "package", che poi non è detto che siano nere, comunque praticamente dei contenitori che poi li proteggeranno dall'ambiente esterno, e una volta incapsulati in questi materiali che sono normalmente resinosi, fatti da resine opportune, vengono spediti ai clienti quali li prendono e li montano nella applicazione finale. Quindi se voi oggi provaste ad aprire un telefono, un computer, quello che vi trovereste di fronte sono delle "board", delle schede, piene di tanti piccoli oggetti neri. Ecco, all'interno di quell'oggetto nero c'è il chip. È chiaro che poi esistono delle eccezioni, un altro chip tipicamente che ha una leggera differenza del processo di assemblaggio è se tu prendi una carta di credito, quella specie di quadratino dorato che vediamo è un chip a sua volta. STMicroelectronics è una delle pochissime società nel settore ormai che in qualche maniera gestisce l'intero processo che ti ho descritto, quindi dalla collaborazione con i clienti per le applicazioni alla progettazione e alla produzione delle due fasi sia di front-end che di back-end e all'interno ha un team di ricercatori che sviluppa le tecnologie necessarie per poter poi realizzare i prodotti più competitivi e più performanti possibili. **Davide**: Quindi la convenienza per dei vostri clienti, poi quelli che magari ci vendono lo smartphone, che producono gli smartphone, è quella che gestite tutto voi. Ecco, loro fanno la richiesta, progettate insieme e poi voi riuscite a arrivare al risultato finale. **Giuseppe**: E noi gli consegniamo i campioni finali per le loro applicazioni. **Davide**: E perché così una rarità, come hai detto questa cosa? **Giuseppe**: Negli ultimi anni parecchie aziende si sono focalizzate o concentrate o sulla parte di progettazione o sulla parte di produzione, perché la dimensione, l'economia di scala li ha portati verso quelle dimensioni per il tipo di prodotti che facciamo. ST è sempre riuscita prima di tutto a ritenere di poter offrire un valore strategico grazie all'avere sotto controllo l'intera catena, dalla conoscenza di sistema che permettono a ST di interfacciarsi con un cliente, per poter suggerire anche soluzioni ottimali per l'applicazione. Produzione, quindi garantire l'indipendenza a livello produttivo è una parte che i clienti apprezzano, perché sanno che da noi la quota produttiva viene garantita e controllata, e anche la parte produttiva sia di front-end che di back-end, oltre a poter garantire e controllare, per noi, la qualità di quello che riusciamo a offrire. Quindi sempre più le aziende hanno cercato di focalizzarsi su uno di questi aspetti, noi riteniamo che sia un valore strategico poter offrire ai nostri clienti tutta la soluzione completa. **Davide**: Ok, a proposito di questo, visto che vi occupate di tutte queste fasi, una domanda che potrei farvi è legata alla crisi dei semiconduttori. Nell'ultimo periodo, negli ultimi anni, si è sentito parlare molto di questa crisi e quindi ci spieghi innanzitutto in che cosa consiste e poi quali sono le sfide che avete dovuto affrontare, state affrontando per superarla. **Giuseppe**: Allora, sì, magari il termine crisi lo rivediamo insieme. Allora, il mercato dei semiconduttori, il mercato in cui lavoriamo, il mercato dei chip, chiamiamolo così, è da sempre stato un mercato cosiddetto ciclico, cioè a partire dagli anni 70-80 in cui l'elettronica è cominciata a entrare nei grossi mercati, il mercato dei semiconduttori è sempre stato contraddistinto da cicli di salita di mercato e poi discesa di mercato. Perché? Da dove nasce questa ciclicità? Da dove è nata? Da fatto che tu avevi una nuova applicazione... se uno va a pensare, negli anni 90 sono gli anni in cui i computer sono entrati nelle case di tutti. Quindi un'applicazione nuova piena di elettronica ha chiamato una richiesta di semiconduttori e quindi ha generato una domanda che cresceva, poi una volta che il mercato ha fornito la capacità si è sentita una riduzione della domanda e quindi questi sono i cicli. Poi se pensiamo agli anni 2000 ci sono stati gli smartphone, quindi nuova applicazione, nuova chiamata, nuova richiesta, scusami, di domanda di silicio, di chip, il mercato continua a crescere, il mercato si attrezza con la capacità da installare necessaria per rispondere a questa domanda e dopo si ha una naturale riduzione del mercato. Quello che noi abbiamo visto di anomalo negli ultimi anni ed è avvenuto in concomitanza con l'anno 2020, l'anno della pandemia, è stato un incremento oggettivamente eccezionale della domanda. Eccezionale in che termini? Per l'ultimo di rapidità con cui questa domanda si è materializzata, è stato molto improvviso, si è passato in pochi mesi da avere fabbriche praticamente non sature, quasi vuote, perché c'era la paura. I primi periodi della pandemia erano caratterizzati dalla paura in tutti i settori e improvvisamente dopo si è passata da un'insaturazione a un eccesso di domanda e questo eccesso, oltre a essere molto repentino, era anche molto sostenuto nei numeri. Perché sostenuto nei numeri? Perché in contemporanea sono esplose domande di diversi settori dell'elettronica. Facciamo un esempio. Tutti noi, in meno di un mese, abbiamo completamente cambiato il nostro modo di vivere in quei momenti lì. Quindi la nostra vita è cambiata, il lavoro da remoto è diventato uno standard e da qui la connessione, la richiesta di connessioni sempre più veloci, sono aumentate sensibilmente e c'è dell'elettronica lì. Pensiamo anche che tutti i nostri figli, per chi ha chiaramente dei figli, ma tutti i nostri figli hanno fatto per più di un anno scuola da casa. Quindi ogni famiglia ha dovuto dotarsi di almeno uno, due computer in più. Domanda di elettronica. E ovviamente anche questo domanda di Internet, di connessione e così via. Quindi possiamo dire che anche la possibilità di poterci connettere con i nostri cari magari lontani. Io stavo in una casa e poi cominciavo a fare call o chiamate connessioni video con i miei genitori, i parenti più lontani e così via. Quindi la trasformazione digitale della società, che se vuoi era già in atto, perché noi sempre di più avevamo oggetti connessi e così via, ma ha accelerato i tempi in quel periodo dovuti, purtroppo alla pandemia. Quindi quella ha generato un rapidissimo eccesso di domanda, una rapidissima crescita di domanda. Inoltre, contestualmente si è anche manifestato il movimento verso l'auto sempre meno inquinante, sempre più sostenibile. L'auto elettrica, il successo, il boom di tesla. È una cosa che è avvenuta contestualmente a quel periodo. Quindi abbiamo visto sempre di più auto elettriche e auto elettriche vuol dire ancora contenuto di elettronica. Quindi questo picco di domanda, che si è materializzato in tempi così veloci, ha trovato in qualche maniera la maggior parte degli produttori e semiconduttori impreparati in termini di capacità a poter rispondere a questa domanda. Ok? Cosa è successo a quel punto? Anche questa carenza, che quindi si è creata, più che di una crisi di carenza, se vuoi o di "over domanda", ha fatto in modo che anche gli Stati si siano, contestualmente, e diciamo se vuoi tutti gli organismi internazionali, resi conto dell'importanza strategica dei chip, perché solo in quel momento, quando ci siamo trovati a livello di società con meno chip di quelli che avremmo avuto bisogno, ci siamo veramente resi tutti conto di quanto i chip sono fondamentali per la nostra vita. Questo quindi cosa ha fatto? Ha fatto sì che si sono innescati dei meccanismi virtuosi, per cui parecchi governi hanno sostenuto e hanno aiutato a investire rapidamente e massivamente nella capacità, nel recuperare questo gap, aumentando la capacità installata per garantire una continuità in qualche modo alla filiera produttiva. Diciamo che oggi stiamo tornando verso un momento di normalità, perché questa capacità è ormai installata e disponibile e anche la domanda sta stabilizzandosi su livelli più normali. **Davide**: Poi penso che un altro aspetto molto interessante che ha inciso è, ad esempio, quello dell'intelligenza artificiale, del boom che ha avuto l'intelligenza artificiale, che ha portato anche una ulteriore domanda. **Giuseppe**: Eh si, quelli là sono se vuoi trend e se vuoi oggi quello forse che sta sostenendo. L'intelligenza artificiale sta aggiungendo nell'ultimo periodo un nuovo trend che sta sostenendo probabilmente il futuro ciclo positivo e ci aspettiamo che avvenga una cosa di questo genere. Diciamo che già però tutto il mondo social, quindi la connettività col telefono, la necessità di avere questi enormi data center dove immagazzinare le informazioni, i profili Facebook, i profili Instagram e tutte queste cose qui hanno già sostenuto nel periodo appena trascorso parecchio della domanda di dispositivi elettronici. **Davide**: Ok, prima hai citato anche il silicio come uno dei materiali semiconduttori che servono come base per realizzare i chip, però dicevi che non è il solo, quindi quali sono gli altri materiali che possono essere utilizzati? **Giuseppe**: Allora uno dei materiali semiconduttori oggi che sta ottenendo particolare attenzione è il carburo di silicio. Perché il carburo di silicio? Il carburo di silicio è un materiale semiconduttore tanto quanto il silicio, che ha però delle caratteristiche molto particolari che lo rendono particolarmente interessante in tutti quei dispositivi dove diventa critico il consumo di energia. Il carburo di silicio permette quindi di realizzare dispositivi elettronici che consumano meno energia e se vuoi questo è uno di quei trend che oggi abbiamo come azienda ST identificato e noi siamo stati tra i pionieri nella introduzione di nuovi prodotti sul mercato fatti su carburo di silicio. **Davide**: Quindi un possibile esempio in questo senso potrebbe essere quello del IoT, Internet of Things, quindi questi oggetti che sono di piccole dimensioni, spesso non collegati né via cavo all'internet né a un'alimentazione e che quindi fanno del consumo di energia uno dei loro punti deboli, quindi dei chip più efficienti sono più adatti. **Giuseppe**: Assolutamente sì, l'Internet of Things è un'applicazione in cui il consumo di energia è fondamentale. Diciamo che il carburo di silicio si applica meglio là dove tu hai grosse potenze da gestire, da dove hai grandi energie da gestire. L'Internet of Things sono oggetti chiaramente che essendo attaccati a batterie normalmente portatili le potenze che comunque gestisci localmente sono ridotte. In quei settori lì noi siamo anche lì molto attivi e sicuramente fondamentale la capacità di poter controllare i consumi dei chip che andiamo a inserire. E uno degli elementi fondamentali... per esempio noi stiamo sempre da tempo sviluppando sensori perché in tutti gli oggetti che ne abbiamo portati abbiamo spesso dei sensori per sentire la posizione, per sentire la caduta, l'accelerazione, quando giriamo il telefono per far ruotare l'immagine. Avere sensori sempre più intelligenti che riescono quindi localmente a poter fare delle elaborazioni senza dover scambiare dati e quindi ridurre il consumo di energia è un elemento assolutamente fondamentale ed è uno di quei trend su cui noi siamo attivi ormai da tempo. **Davide**: Invece quindi quali sono dei settori in cui questo materiale semiconduttore è più adatto? **Giuseppe**: Ce ne sono almeno due. Il primo è sicuramente l'automobile. Noi ormai da tempo come ST abbiamo identificato l'automobile e in generale la mobilità come uno dei trend secolari su cui investire se vuoi risorse e attenzione per essere leader nei settori adesso legati. Perché l'automobile? L'automobile per due motivi. Prima di tutto perché il contenuto generale di elettronica dell'automobile sta aumentando. Basta entrare in un'auto oggi che ormai diciamo che l'ABS, l'Airbag, le troviamo nelle... qualunque auto anche le diciamo entry level più economiche ma sempre di più vediamo infotainment cioè quindi connettività o connessione dell'auto con la rete. Vediamo sicurezza attiva cioè immaginiamo il numero di radar, sensori, la capacità magari anche ormai dell'auto di frenare prima di arrivare all'ostacolo. Quindi tutto questo mondo legato alla sicurezza, quindi al guidare in modo sicuro è preso possibile da un'elettronica sempre maggiore all'interno dell'automobile. A fianco al concetto di sicurezza c'è il concetto di sostenibilità. Le auto devono essere sempre meno inquinanti perché noi ne facciamo sempre più uso e dobbiamo ridurre l'inquinamento. In questo filone si inserisce per esempio la transizione verso auto ibride o completamente elettriche ed in questo settore dove per esempio il carburo di silicio ti dà un elemento differenziante e competitivo perché pilotare motori elettrici ad altissime potenze perché tu devi spostare un auto a 130-120-110-90 km all'ora quindi le potenze necessarie per far muovere questo oggetto sono molto alte. Avere oggetti che dissipino o che consumino meno energia possibile è un elemento di valore, detto in altri termini ti fa durare di più la batteria o ti fa fare più chilometri con la stessa batteria. Quindi il carburo di silicio ti abilita questi vantaggi e te li abilita anche in un altro settore che è anche un altro trend secolare che si lega sempre la sostenibilità che è generalmente avere oggetti elettronici sempre più efficienti cioè è abbastanza noto che la riduzione del contenuto del consumo scusami di energia elettrica è inevitabile per la sostenibilità della nostra società perché consumare energia elettrica a parte la disponibilità di sorgenti di energia e anche il discorso che anche questi sono sorgenti di inquinamenti. In questo scenario avere dispositivi fatti su carburo di silicio che ti possono permettere di ridurre al minimo i consumi di energia nella casa o di poter estrarre in modo efficiente da tutte le sorgenti alternative, fotovoltaico, l'energia che hai senza perderne quindi perché tu prendi energia dal sole la trasformi in energia elettrica e poi la devi spostare all'utenza alla casa piuttosto che alla rete elettrica. Ecco in tutti questi passaggi tu perdi un po di energia. Se metti in componenti basati su per esempio il carburo di silicio la quantità di energia che viene persa è sempre inferiore, ne consumano meno e quindi hai sistemi sempre energeticamente più efficienti e qui anche lì diciamo il carburo di silicio gioca un ruolo fondamentale. **Davide**: Sì è un aspetto interessante perché appunto come hai detto inevitabilmente ci saranno sempre più chip e quindi la somma di ciò che consumano tenderà sempre più ad aumentare. **Giuseppe**: Esatto. **Davide**: E per chiudere quindi quale sarà anche se in parte lo abbiamo capito da questa tua ultima risposta quale sarà il futuro dei chip, cioè, come cambieranno sia in termini di dimensione immagino saranno sempre più piccoli e di conseguenza più efficienti e cosa sta facendo STMicroelectronics in prima persona per fare ricerca e sviluppo in questo ambito. **Giuseppe**: Diciamo che... esatto i trend sono quelli che ti ho appena descritto. Sicuramente c'è tutto il mondo che sarà legato al futuro della mobilità e l'automobile. Sarà cercare di avere oggetti, se vuoi chip, sempre più potenti per fare alcune applicazioni. Esempio se tu riempi di radar la tua auto per la guida autonoma... tu vorresti... il sogno sarebbe arrivare alla guida completamente autonoma. Oggi abbiamo una guida assistita se ci pensi rispetto al passato ma l'idea è completamente autonoma, quindi l'idea quale sarebbe riempiamo di sensori radar e così via ma abbiamo bisogno all'interno di chip estremamente più potenti per processare l'enorme quantità di informazioni di dati in più che raccoglierà l'auto dall'esterno e questo è se vuoi uno dei trend. Sempre nell'automobile l'efficienza energetica, noi dovremo in qualche maniera aiutare i costruttori di auto vetture o costruttori di batterie ad avere elettronica di potenza sempre più efficiente quindi con nuove generazioni magari basate sullo stesso materiale esclusi o qualcosa ancora di nuovo, per aumentare l'autonomia della tua auto vettura. L'efficienza energetica se vuoi è un trend secolare comune si applica all'automobile nella mobilità si applica in tantissime altre applicazioni all'interno della nostra casa. Renderà possibile sempre di più l'utilizzo in modo efficiente di sorgenti e fonti alternative di energia, penso al solare. Infine direi che c'è la trasformazione digitale quello di cui abbiamo forse già accennato prima. La società si sta trasformando, cioè, la digitalizzazione della nostra vita è ormai sotto agli occhi di tutti, è quello che è partito con la pandemia, che la pandemia ha in qualche modo accelerato ma è ormai un trend che non possiamo dimenticare. In questo scenario, l'utilizzo di intelligenza artificiale, per esempio, sarà uno strumento e un altro elemento che permetterà di completare questa trasformazione digitale in essere nella società e quindi di aver bisogno sempre di più di data center sempre più potenti, intelligenza artificiale ormai inserita anche in oggetti molto piccoli. Pensa che noi facciamo dei circuiti dei sensori che hanno integrati al loro interno un piccolo nucleo di intelligenza artificiale cioè l'idea era quella che dicevamo prima, spostare l'intelligenza sempre più verso le cose. Non fare in modo che la cosa debba trasmettere a un grosso data center localizzato chissà dove e dove avviene l'elaborazione che poi magari restituisce il dato, ma spostare l'intelligenza sempre più dal cloud all'oggetto è uno dei trend che inevitabilmente stiamo perseguendo e vedremo sempre di più avvenire. Lasciami concludere che chiaramente per avere successo devi innovare, l'innovazione è alla base del successo di una qualunque diciamo se vuoi... nostro di qualunque azienda e noi da sempre come ST abbiamo investito tantissimo in ricerca e sviluppo sia a livello di tecnologia che a livello di progettazione abbiamo una solidissima rete di collaborazione con tutti i maggiori centri di ricerca, università in Italia, in Francia, nel mondo perché grazie a questa rete di conoscenza questa rete di competenze riusciamo a portare in casa quello che ci serve per innovare ed essere ancora sempre di più competitivi e leader in alcuni settori di mercato. **Davide**: Perfetto sia anche quest'ultima cosa è molto interessante perché altre volte abbiamo avuto occasione di affrontare questo tema e pare chiaro anche da quello che ci hai detto anche tu che la cooperazione con centri di ricerca università sia indispensabile per innovare e cercare appunto di raggiungere gli obiettivi che ci hai citato con successo. Grazie Giuseppe e alla prossima. #### Conclusione - Timestamp: 37:07 - Tipologia: Conclusione **Giuseppe**: Ciao. **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e41 ## Come nasce un programma spaziale di difesa planetaria > Negli ultimi cento anni sono stati registrati circa 10 impatti di asteroidi di dimensioni fortunatamente non così elevate da provocare un’[estinzione](https://it.wikipedia.org/wiki/Estinzione_di_massa_del_Cretaceo-Paleogene), ma abbastanza grandi da causare ingenti danni a persone e infrastrutture. Con le moderne tecniche di [osservazione e monitoraggio](https://neo.ssa.esa.int), inoltre, riteniamo di conoscere quasi tutti i corpi celesti più grandi di un chilometro che potrebbero mettere a repentaglio l’esistenza stessa della civiltà umana. Questo tuttavia non preclude la possibilità di poter individuare in futuro un corpo spaziale che potrebbe entrare in [rotta di collisione](https://www.treccani.it/vocabolario/collisione/#) con la Terra. Oltre ad osservare il più possibile il cosmo è quindi fondamentale iniziare ad escogitare metodi altamente tecnologici in grado di interferire con la traiettoria di questi corpi. Nella sezione delle notizie parliamo del [Nobel per la fisica](https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_fisica) conferito agli inventori dell’intelligenza artificiale, di Tesla che ha presentato i [Cybercab](https://www.tesla.com/it_it/we-robot) per il futuro dei taxi a [guida autonoma](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e39?t=286) e infine di [Ryanair](https://www.ryanair.com/) che vuole eliminare completamente il [check-in](https://www.ryanair.com/it/it/lp/check-in) fisico in aeroporto. - Stagione: 6 - Episodio: 41 - Data di pubblicazione: 2024-10-12 06:45:00 - Durata: 16:13 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e41](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e41) - Episodi correlati: s4e20, s5e28, s6e21 - Tag: nasa,esa,asi,asteroidi,dart,hera,difesaplanetaria,dimorphos,orbita,collisione,terra,cybercab,tesla,robotaxi,guida autonoma,elon musk,induzione,sicurezza,optimus,ia,nobel,premio nobel,fisica,intelligenza artificiale,john hopfield,geoffrey hinton,ryanair,aerei,digitale,carta,check-in ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi proveremo a capire se saremo in grado di evitare un impatto con un asteroide e quali sono le principali missioni di sperimentazione in corso per sviluppare le tecnologie per farlo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Il Nobel per la fisica agli inventori dell’IA > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 00:56 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: In questi giorni, a Stoccolma, sta avendo luogo la settimana dei premi Nobel, iniziata il 7 ottobre, e che terminerà lunedì 14. Curioso è il premio Nobel per la Fisica, che è stato assegnato a John Hopfield e Geoffrey Hinton per i loro studi e lavori sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale, campo che, apparentemente c'entra poco con la Fisica, almeno non in modo diretto. La verità, però, è che Hopfield, fisico specializzato in biofisica e fisica statistica, si è ispirato proprio ai processi che governano le reti neurali biologiche, come quelle celebrali, per sviluppare il modello che oggi viene chiamato "Rete di Hopfield". Questo modello funziona come una memoria associativa che permette ad esempio di riconoscere o ricostruire dei dati a partire da delle loro versioni incomplete o corrotte. Sulla base di questi studi, poi, lo psicologo e informatico Hinton ha elaborato la Macchina di Boltzmann, il modello che ha dato il via allo sviluppo delle reti neurali artificiali. Il lavoro di Hopfield e Hinton, infine, si è completato con il progresso tecnologico, che grazie allo sviluppo di computer sempre più potenti, ha permesso alle loro ricerche di avere un impatto sul mondo pari alla rivoluzione industriale o alla nascita di Internet, portando contributi in tutti i settori, compreso quello della Fisica. #### Tesla presenta il Cybercab per il futuro dei taxi > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 02:12 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Automobili - Tipologia: Notizia **Davide**: Durante l'evento "We, Robot", tenutosi presso il Warner Bros. Film Lot a Burbank, in California, Tesla ha presentato il CyberCab, un veicolo elettrico autonomo progettato esclusivamente per essere un robotaxi. Privo di volante e pedali, il CyberCab ha un design futuristico con porte ad ali di farfalla e un abitacolo minimalista che può ospitare solo due passeggeri. Questo veicolo si ricarica tramite induzione eliminando la necessità di collegarlo a una presa. La società ha dichiarato che i veicoli autonomi come il CyberCab saranno 10-20 volte più sicuri rispetto ai veicoli guidati da esseri umani e potrebbero ridurre i costi di trasporto fino a 0,20 dollari per miglio, molto meno rispetto ad un dollaro per miglio per i bus cittadini. La produzione del CyberCab è prevista ottimisticamente prima dell'inizio del 2027, con il lancio iniziale in Texas e California. Tesla sta anche lavorando ad un robot chiamato Optimus, che sfruttando gli stessi algoritmi per la guida autonoma è capace di svolgere vari compiti e potrebbe essere venduto ad un prezzo compreso tra i 20.000 e i 30.000 dollari. Nonostante le critiche e le sfide legate alla sicurezza della guida autonoma, Tesla ha sottolineato come questi veicoli possono far risparmiare tempo e salvare molte vite, trasformando il futuro della mobilità e di conseguenza anche le città in cui viviamo. L'amministratore delegato di Ryanair ha dichiarato che la compagnia aerea eliminerà definitivamente le carte di imbarco e i banchi fisici per il check-in negli aeroporti entro il 1 maggio 2025. #### La transizione full digitale di Ryanair > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:35 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Da quel momento in poi, infatti, le operazioni legate alla gestione del proprio volo saranno spostate interamente su un sistema completamente digitale, accessibile tramite l'app di Ryanair. Secondo i dati più recenti, attualmente circa il 60% dei passeggeri utilizza l'app per fare il check-in e ottenere le carte di imbarco. Tuttavia, la compagnia punta ad aumentare questa percentuale all'80% entro la fine dell'anno, per arrivare poi al 100% entro la primavera del 2025. Questa transizione verso il digitale ridurrà notevolmente i costi operativi legati ai banchi dei check-in, che attualmente si aggira tra il 100 e i 120 milioni di euro l'anno. Anche perché fino a poco tempo fa, per gestire il check-in di un singolo volo erano necessarie due persone. Invece oggi, grazie ai chioschi self-service, solo una persona può arrivare a gestire due banchi del check-in per circa 2.000 voli. I benefici del passaggio completo al digitale non impatteranno solamente sui costi gestionali di Ryanair, bensì anche sui consumatori, i quali potranno continuare ad acquistare biglietti a costi ridotti nel prossimo futuro. #### Come nasce un programma spaziale di difesa planetaria > - Timestamp: 05:11 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Topic **Davide**: Nel corso della sua storia di oltre 4 miliardi di anni, la Terra è stata a teatro di numerosi impatti di corpi celesti più o meno grandi, che ne hanno alterato le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, influenzando di conseguenza il clima e la distribuzione delle specie viventi. Questi eventi catastrofici avvengono notoriamente su scale temporali elevate, se paragonate alla storia dell'uomo, tant'è che, come molti sapranno, l'ultima estinzione causata dall'impatto di un asteroide è avvenuta circa 66 milioni di anni fa durante l'età dei dinosauri. Nonostante ciò, se consideriamo la cronologia degli impatti astronomici noti che hanno coinvolto la Terra, inizia a delinearsi un quadro decisamente diverso. Negli ultimi 100 anni, infatti, sono stati registrati circa 10 impatti di asteroidi di dimensioni fortunatamente non così elevate da provocare un'estinzione, ma abbastanza grandi da causare ingenti danni a persone e infrastrutture. L'ultimo, ad esempio, avvenuto il 15 febbraio 2013, nella zona degli Urali, dove l'esplosione di un meteorite sopra una città russa ha generato un'onda d'urto 20 volte più potente di quella della bomba atomica sganciata su Hiroshima. Benché fortunatamente non vi sia stato alcun decesso a causare il danneggiamento di oltre 7.000 edifici è stato un meteorite di soli 15 metri di diametro, e dal peso neppure paragonabile a quello di alcuni asteroidi noti che viaggiano all'interno del sistema solare e catalogati come potenzialmente pericolosi. Fortunatamente, con le moderne tecniche di osservazione e monitoraggio, al giorno d'oggi riteniamo di conoscere ormai quasi tutti i corpi celesti più grandi di un chilometro che potrebbero mettere a repentaglio l'esistenza stessa della civiltà umana. Questo, tuttavia, non preclude la possibilità di individuare un giorno un corpo spaziale che potrebbe entrare in rotta di collisione con la Terra, perciò oltre a osservare il più possibile il cosmo è fondamentale iniziare ad escogitare metodi in grado di interferire con la traiettoria di questi corpi. E in questo senso la NASA sta sperimentando una soluzione proprio in quest'ultimo periodo, in grado di alterare la traiettoria di un corpo celeste parecchio distante rispetto alla Terra. La missione DART, acronimo di Double Asteroid Redirection Test, è stata lanciata in realtà il 24 novembre 2021 ed è stata pensata per valutare quanto l'impatto di un veicolo spaziale è in grado di deviare un asteroide attraverso il trasferimento della sua quantità di moto quando colpisce l'oggetto frontalmente. Il bersaglio di DART è stato Dimorphos, ovvero un piccolo satellite dell'asteroide Didymos, due corpi celesti che fortunatamente non rappresentano alcuna minaccia per il nostro pianeta. La sonda spaziale, alla fine, ha impiegato circa nove mesi per raggiungere il bersaglio situato a 11 milioni di chilometri dalla Terra, e l'obiettivo della missione è stato raggiunto con successo. Tuttavia, oggi la NASA sta ancora cercando di ottenere maggiori dettagli in merito alla deviazione di Dimorphos rispetto all'orbita originale intorno a Didymos. I primi risultati sono invece stati trasmessi grazie a una fotocamera montata proprio sulla sonda, la quale ha restituito immagini con una risoluzione spaziale di circa 20 cm per pixel, e una piccola sonda che invece si è separata dal modulo prima che DART colpisse l'asteroide. Il satellite che ha osservato il momento dell'impatto è un piccolo CubeSat, costruito dall'azienda italiana Agrotech su commissione dell'ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana. Grazie a questa sonda è stato possibile osservare il momento dell'impatto e le prime conseguenze sull'orbita dell'asteroide a circa 51 km di distanza. Benché infatti non visiono ancora tutte le certezze del caso, l'asteroide dovrebbe aver subito una deviazione con una riduzione del periodo orbitale, intorno a Didymos, di 32 minuti. Le altre conseguenze dell'impatto sono state individuate anche dal telescopio spaziale Hubble, grazie al quale gli scienziati hanno scoperto 37 massi che si sarebbero staccati dall'asteroide a seguito dell'impatto con DART avvenuto a 22.000 km orari. Questi corpi rocciosi avrebbero dimensioni che variano da 1 metro a circa 7 metri di diametro, e secondo la NASA si tratta di massi che in realtà erano già presenti sulla superficie dell'asteroide, ma che si sono separati solo dopo l'impatto. In ogni caso le osservazioni e gli studi più dettagliati verranno compiuti nel 2026, grazie a una nuova sonda partita proprio lo scorso lunedì. Dalla base di Cape Canaveral in Florida è infatti decollata a bordo di un Falcon 9 la sonda "Hera", la quale di fatto andrà a completare la missione di difesa planetaria sperimentale iniziata con DART. L'obiettivo di Hera è quello di tornare a visitare il sistema binario di asteroidi, per raccogliere dati più dettagliati relativi alla dimensione del cratere generato dall'impatto, la struttura dell'asteroide e le alterazioni in generale causate dallo schianto. A differenza di DART, Hera è una sonda realizzata in appena 4 anni dall'Agenzia Spaziale Europea, e in collaborazione con altri 18 paesi tra cui anche l'Italia, la quale si è occupata della progettazione e realizzazione di numerose componenti indispensabili per il successo della missione. Avio, ad esempio, ha sviluppato il sistema di propulsione della sonda, OHB Italia ha realizzato l'elettronica di potenza, mentre Leonardo, con la quale abbiamo parlato nella puntata del 7 novembre 2023, si è occupata dell'integrazione dei pannelli fotovoltaici. Ma la lista non finisce qui, perché tra le altre realtà italiane figurano TSD-Space, Optec SpA, l'Istituto Nazionale di Astrofisica e il Politecnico di Milano, che hanno sviluppato diversi sensori tra cui il CubeSat Milani, anch'esso assemblato e gestito dall'italiana TYVAK International, come accennato poco fa Hera, dovrà dunque completare il quadro generale della missione, raccogliere una serie di dati mancanti, come la struttura interna e la densità di Dimorphos, la topografia della superficie e appunto il cratere generato dall'impatto. Insieme alle informazioni già ottenute, gli scienziati potranno perciò calcolare con più precisione il trasferimento del moto di DART verso l'asteroide, e iniziare così a costruire un primo modello per studiare in seguito nuove tecniche di deviazione degli asteroidi in rotta di collisione con la Terra. Anche perché la scelta dell'obiettivo per l'impatto è ricaduta su un corpo celeste che potenzialmente potrebbe rientrare nella categoria dei "near-Earth objects" o NEO, ovvero quei corpi spaziali le cui orbite si avvicinano a quella del nostro pianeta e che per tali ragioni devono continuamente essere monitorati. La scelta di Dimorphos inoltre ha considerato anche la dimensione dell'asteroide, molto simile a quella degli oggetti rientranti nella categoria NEO. In ogni caso la missione sperimentale che ha coinvolto la sonda DART e Hera è attualmente quella che ha ottenuto i risultati migliori. Tuttavia per un ipotetico programma di difesa planetaria è probabile che verranno ideate altre soluzioni basate su approcci che non prevedono l'urto tra la sonda e il bersaglio. La missione di cui abbiamo appena parlato, infatti, rientra nella categoria degli Impattori Cinetici, nella quale viene sfruttato l'impatto tra una sonda e un asteroide per deviare l'orbita di quest'ultimo. Un'altra ipotesi, invece, potrebbe essere quella del trattore gravitazionale che, come dice il termine stesso, si tratterebbe di sfruttare la forza di gravità per deviare la traiettoria di un corpo celeste. In questo caso un veicolo di determinate dimensioni avrebbe il compito di accompagnare un asteroide per diversi anni utilizzando la sua forza gravitazionale per deviare lentamente la traiettoria del corpo celeste. Il vantaggio di questo sistema è indubbiamente la facilità di controllo e la mancanza di imprevedibilità, poiché l'intensità dell'attrazione gravitazionale della sonda potrebbe essere calcolata a monte e controllata facilmente dalla Terra. Tra le altre idee, però, troviamo anche le fornaci solari, ossia una tecnica del tutto diversa dalle precedenti, che al posto di colpire direttamente il corpo o influenzarlo con la gravità, andrebbe a imprimere un impulso sull'asteroide per deviarlo. La teoria di questa soluzione prevede di concentrare l'energia del Sole in un punto specifico dell'oggetto spaziale, per vaporizzarne una parte e causare una piccola spinta verso un'altra direzione. Inutile dire che questa soluzione forse è una tra le più complesse, poiché oltre al fattore legato all'imprevedibilità della nuova spinta, si dovrebbe conoscere preventivamente la composizione e la forma dell'asteroide da bersagliare. A questo punto potremmo chiederci, e le armi nucleari? Benché nell'immaginario collettivo sia tra le opzioni più fantascientifiche, in realtà l'utilizzo di un'arma atomica di piccola taglia potrebbe ipoteticamente essere utilizzata per deviare l'orbita di un asteroide nel momento in cui il tempo per utilizzare altre opzioni non dovesse essere sufficiente. A differenza dei film fantascientifici, però, in questo caso la testata atomica non andrebbe ad impattare direttamente sull'asteroide, ma si andrebbe a detonare la bomba a una certa distanza in modo tale che l'onda d'urto possa deviare il corso dell'asteroide. Nello spazio, inoltre, l'esplosione dell'ordigno risulterebbe molto più controllata rispetto ad un equivalente sulla Terra, e questo sia per la disponibilità di spazio a disposizione, ma anche per la mancanza dell'elemento più distruttivo di un'esplosione atomica sulla Terra, ovvero l'aria. In pratica si andrebbe a generare un'onda luminosa sferica in grado di propagarsi radialmente solamente grazie all'irraggiamento e all'energia cinetica dei gas rilasciati. Fortunatamente, comunque, al giorno d'oggi non vi è la stretta necessità di sviluppare rapidamente un programma di difesa planetaria, anche perché, tra tutti i corpi celesti classificati come NEO, nessuno attualmente è in rotta di collisione con la Terra. Allo stesso tempo, però, è indispensabile non rimandare continuamente la realizzazione di un piano di difesa planetaria per non ritrovarci nella stessa situazione in cui ci troviamo ora per quanto riguarda il cambiamento climatico e l'inquinamento. Inoltre, è fondamentale sottolineare che un simile progetto potrebbe catalizzare progressi scientifici e tecnologici in diversi campi, che andrebbero dalla propulsione spaziale fino ai sistemi di previsione e monitoraggio ad alta precisione. Infine, le sfide pratiche che un programma di questo tipo dovrà affrontare riguarderanno anche l'allocazione di risorse significative, soprattutto in un periodo storico in cui, appunto, non è presente alcuna minaccia concreta. Tuttavia, lecito pensare che benefici a lungo termine di un programma di difesa planetaria arriverebbero di gran lunga a superare i costi iniziali, poiché la tranquillità derivante dalla consapevolezza di possedere i mezzi per prevenire una catastrofe globale avrebbero un valore inestimabile per la società di oggi e del prossimo futuro. #### Conclusione - Timestamp: 15:21 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e42 ## ENAV: l’evoluzione del controllo del traffico aereo > In un cielo sempre più popolato, la gestione sicura ed efficiente del [traffico aereo](https://it.wikipedia.org/wiki/Traffico_aereo) è essenziale per sostenere la crescita, lo sviluppo globale e la sostenibilità ambientale. Le tecnologie avanzate giocano un ruolo fondamentale nel garantire che ogni volo sia gestito con precisione e sicurezza, contribuendo al miglioramento continuo del settore aeronautico. [ENAV](https://www.dentrolatecnologia.it/enav.html), la società che gestisce il traffico aereo in Italia, è il cuore di questa evoluzione, assicurando attraverso [sistemi innovativi](https://www.enav.it/cosa-facciamo/soluzioni-mercati/communication-navigation-and-surveillance-cns) di navigazione, sorveglianza e comunicazione che gli spazi aerei siano gestiti in modo ottimale. Per capire quindi come funziona il controllo del traffico aereo in tutte le sue fasi abbiamo invitato [Simone Stellato](https://www.dentrolatecnologia.it/simone.stellato.html), responsabile della comunicazione esterna di ENAV. Nella sezione delle notizie parliamo del primo [straordinario recupero](https://www.youtube.com/watch?v=JlcrNakUGVs) al volo del booster di [Starship](https://www.spacex.com/vehicles/starship/) e infine di un nuovo standard per il trasferimento più semplice delle [password](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e21?t=308). - Stagione: 6 - Episodio: 42 - Data di pubblicazione: 2024-10-19 06:45:00 - Durata: 35:41 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e42](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e42) - Episodi correlati: s5e40, s6e26 - Tag: enav,simone stellato,controllo traffico aereo,sistemi di navigazione,sistemi di sorveglianza,comunicazione aerea,sicurezza volo,torri di controllo remotizzate,free route,avionica,traffico aereo,malpensa,bergamo,linate,fiumicino,starship,superheavy,mechazilla,recupero,test,password,passkeys,fido alliance,fido,sicurezza,apple,google,microsoft,amazon,autenticazione a due fattori,privacy ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Simone**: Le famose aerovie o autostrade del cielo sono state completamente eliminate, sostanzialmente la procedura Free Route consiste dalla possibilità al pilota di indicare un punto d'ingresso e un punto d'uscita dello spazi aereo e tracciare una linea retta, in questo modo ovviamente c'è un risparmio di carburante, c'è un risparmio di minuti di volo, quindi c'è un impatto positivo sia per i costi delle compagnie aeree che per l'ambiente. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo con ENAV della gestione del traffico aereo nel nostro paese, di come funziona ed il ruolo della tecnologia nel rendere il trasporto via aria sempre più sicuro ed efficiente. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music, oppure direttamente sul nostro sito. #### Il primo recupero del booster di Starship > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 01:27 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: La scorsa domenica alle 14.25 si è tenuto il quinto lancio integrale del sistema di volo Starship, costituito dal booster Super Heavy e dalla navicella madre Starship. In questa occasione SpaceX è riuscita per la prima volta a recuperare il razzo di 70 metri utilizzando i due bracci meccanici della rampa di lancio chiamata Mechazilla. La straordinarietà di questo recupero, però, deriva proprio dalla modalità in cui è avvenuto, perché di fatto il primo stadio di Starship è stato preso al volo senza che quest'ultimo arrivasse ad appoggiarsi a terra come avviene invece con il rientro del Falcon 9. A differenza di quest'ultimo, Super Heavy, proprio per le sue dimensioni, non può essere equipaggiato con un sistema di stabilizzazione perché altrimenti si andrebbe ad appesantire ulteriormente il sistema rendendolo ancora più costoso e inefficiente. Utilizzare un metodo di recupero come quello di Mechazilla consentirebbe inoltre di ridurre i tempi di ripristino del booster e aumentare così il numero di lanci per unità di tempo. Per quanto riguarda il rientro della navicella madre, SpaceX è riuscita anche questa volta a farla ammarare con successo nell'oceano indiano e per queste ragioni si pensa che nei primi mesi del 2025 la società possa tentare un primo recupero al volo di Starship utilizzando i bracci meccanici della piattaforma di lancio. #### Un nuovo standard per trasferire le password > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:48 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Negli ultimi anni è aumentata tra gli utenti la consapevolezza in materia di sicurezza e privacy, con un'attenzione maggiore verso le password, merito anche delle campagne di informazione o degli obblighi imposti dalle grandi aziende, che sempre di più spingono per creare password sicure, attivare l'autenticazione a due fattori o utilizzare nuovi standard come le passkeys, che avevamo approfondito in una nostra puntata. Contemporaneamente, Google, Microsoft ed Apple forniscono agli utenti i propri gestori di password integrati nei relativi browser, per poter conservare nel cloud le proprie chiavi di accesso. Sempre più utenti, tuttavia, preferiscono affidarsi a soluzioni indipendenti, magari anche open source, per archiviare i propri dati. Proprio per questo la Fido Alliance, associazione di cui fanno parte le principali big tech, ha annunciato di star lavorando a due nuovi standard per poter semplificare e rendere più sicuro il trasferimento delle proprie password e passkeys da un gestore all'altro. In questo modo, quindi, non solo si lascierebbe agli utenti molta più libertà di scelta in materia di privacy, ad esempio rivolgendosi ad un gestore rispetto a un altro, ma anche di poter modificare le proprie scelte in modo facile e totalmente sicuro. #### ENAV: l’evoluzione del controllo del traffico aereo > - Timestamp: 04:21 - Autori: ENAV, Simone Stellato, Davide Fasoli, Matteo Gallo - Argomenti: Innovazione, Trasporti - Tipologia: Intervista **Davide**: In un cielo sempre più popolato, la gestione sicura ed efficiente del traffico aereo è essenziale per sostenere la crescita, lo sviluppo globale e la sostenibilità ambientale. Le tecnologie avanzate giocano un ruolo fondamentale nel garantire che ogni volo sia gestito con precisione e sicurezza, contribuendo al miglioramento continuo del settore aeronautico. Ed ENAV, la società che gestisce il traffico aereo in Italia, è il cuore di questa evoluzione, la quale, attraverso sistemi innovativi di navigazione, sorveglianza e comunicazione, assicura che gli spazi aerei siano gestiti in modo ottimale. Per capire quindi come funziona il controllo del traffico aereo in tutte le sue fasi, è con noi Simone Stellato, responsabile della comunicazione esterna di ENAV. Benvenuto, Simone. **Simone**: Grazie, buongiorno. **Davide**: Di che cosa si occupa ENAV e quali sono i principali sistemi di navigazione, sorveglianza e comunicazione che gestite? **Simone**: ENAV è la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia, quindi su tutto lo spazio aereo nazionale. Noi lo facciamo attraverso 4 centri di controllo d'area che sono posizionati a Roma, Milano, Padova e Brindisi, dai quali si gestiscono le fasi di rotta degli aerei e di avvicinamento o allontanamento dagli aeroporti. Le altre strutture operative che utilizziamo per gestire il traffico aereo sono le torri di controllo che sono ovviamente posizionate sui 45 aeroporti che gestisce ENAV. Dalle torri di controllo, i controllori del traffico aereo gestiscono la fase di movimentazione al suolo degli aerei, i decolli e gli atterraggi, diciamo per un raggio intorno alla pista di circa 20 chilometri. Tutto quello che c'è fuori, questi 20 chilometri, viene invece gestito dai centri di controllo radar. Ovviamente la torre di controllo ha tutta una serie di strumenti che servono poi per gestire il traffico aereo sull'aeroporto, dai dati meteo, quindi il vento, la direzione del vento, l'intensità dello stesso che è un dato fondamentale per l'atterraggio e i decolli sicuri, radar di superficie per vedere gli aerei anche in condizioni di bassa visibilità, quindi ad esempio quando c'è nebbia e poi ci sono delle altre infrastrutture, ad esempio l'ILS, gli instrument landing system, che sono delle antenne posizionate, una sorta di antenne posizionate sulla testata della pista che servono ad indicare ai piloti il giusto corridoio di discesa, quindi anche questi sono ovviamente utili e fondamentali sempre, ma il loro utilizzo diventa necessario e strategico quando ci sono situazioni di bassa visibilità. L'altro strumento fondamentale iconico per il controllo del traffico aereo è ovviamente il radar. Noi abbiamo una rete di oltre 60 radar primari e secondari posizionati su tutto il territorio nazionale che servono per inviare sugli schermi dei controllori del traffico aereo che si trovano soprattutto nei centri di controllo radar, tutte le informazioni utili per gestire il traffico, quindi la quota, la velocità dell'aeromobile, l'identificativo dell'aeromobile e ci sono anche una serie di informazioni che il sistema rilascia al controllore del traffico aereo come il piano di volo che è stato caricato, quindi il controllore può verificare in ogni momento ovviamente tutte le informazioni sul volo che in quel momento sta gestendo. Queste sono le infrastrutture che noi utilizziamo, ovviamente tutte queste infrastrutture che sono composte anche naturalmente dalle stazioni radio perché le frequenze radio naturalmente sono fondamentali per gestire il traffico aereo, essendo le comunicazioni tra controllore e pilota quasi completamente verbali, dico quasi completamente verbali perché in alcune fasi del volo i controllori possono comunicare con il sistema data link e quindi sostanzialmente scrivono dei messaggi che vengono poi visualizzati dal pilota all'interno del cockpit il quale dà un check per la presa a visione del messaggio. Tutta questa infrastruttura tecnologica viene manutenuta sempre da ENAV, lo facciamo attraverso una società che si chiama Tecno Sky che è 100% del gruppo ENAV che gestisce e manutiene tutta l'infrastruttura tecnologica che sparsa sul territorio nazionale. Abbiamo anche una flotta di 4 aeromobili che servono per eseguire le radiomisure o flight inspection in inglese, sostanzialmente questi aerei hanno a bordo una tecnologia che gli consente di verificare se tutti i segnali che arrivano dalle antenne a terra sono ottimali e quindi volano sugli aeroporti, verificano le procedure nel momento in cui si cambiano delle procedure di decollo o di atterraggio su un aeroporto, quindi prima di essere pubblicate sulle carte aeronautiche vengono volate e verificate da questi aerei e ovviamente anche quando si installa un nuovo radar, un nuovo ILS, una nuova infrastruttura tecnologica viene ovviamente tarata e certificata attraverso questi aeromobili. **Davide**: Ok quindi vi occupate di fatto di ogni fase del volo e anche proprio delle infrastrutture che servono appunto a monitorare il traffico aereo e in questo senso adesso andiamo più nel dettaglio analizziamo diverse fasi e quindi qual è il ruolo di ENAV nel monitorare e assistere gli aerei durante la fase di salita e di discesa e come assicurate che i corridoi aerei siano sempre liberi e sicuri e poi fra l'altro se ci fai un approfondimento sull'ILS che hai già citato? **Simone**: Diciamo che ENAV interviene in tutte le fasi del volo e non solo del volo, perché un pilota viene autorizzato ad accendere i motori, quindi quando sta a fermo al parcheggio, dalla torre di controllo. Quindi c'è una prima autorizzazione che è quella di accensione dei motori e di spinta con il trattorino, il famoso pushback, quindi il trattorino che spinge indietro l'aereo. Poi c'è un controllore, che è il controllore ground, cosiddetto ground, che gestisce la movimentazione al suolo degli aerei, che accompagna l'aereo dal parcheggio fino al punto attesa. Il punto attesa è quella parte che è fuori ancora dalla pista, ma che è diciamo prospiciente alla stessa. A quel punto c'è un altro controllore, che è il controllore cosiddetto di torre, che autorizza, dopo aver verificato che la pista sia libera, ad entrare in pista e a decollare. Nel momento in cui l'aereo è decollato, il pilota cambia frequenza e parla con il centro di controllo della zona, che lo guida verso la salita, verso la rotta e in tutta la fase della rotta, fino al confine o con un altro centro di controllo italiano, se continua sul territorio italiano, o con un altro centro di controllo estero o confinante. A quel punto avviene esattamente la stessa cosa che è avvenuta per il decollo, quindi il centro radar guiderà nella fase di discesa l'aereo verso l'aeroporto. Una volta che l'aereo è allineato alla pista, viene preso in carico dal controllore di torre, che lo autorizzerà ad atterrare e poi la ground lo guiderà verso il parcheggio finale. Quindi ENAV è presente dall'accensione allo spegnimento dei motori. L'ILS è uno strumento fondamentale, soprattutto per garantire gli atterraggi sicuri in condizioni di bassa visibilità, perché sostanzialmente il pilota non deve fare altro che seguire esattamente il corridoio che gli viene indicato dallo strumento, quindi allinearsi a quel ratio di discesa per atterrare nelle condizioni di massima sicurezza ed efficienza. Le rotte aeree, quindi parliamo di quote superiori ai 6500 metri, le famose aerovie o autostrade del cielo sono state completamente eliminate. Da fine marzo su tutto lo spazio aereo italiano, oltre ai 6500 metri di quota si vola con una procedura cosiddetta "Free Route". Sostanzialmente la procedura Free Route consiste dalla possibilità al pilota di indicare un punto d'ingresso e un punto d'uscita dello spazio aereo sopra quella quota e tracciare una linea retta, quindi sono stati eliminati tutti quei percorsi obbligati per attraversare il nostro spazio aereo e in questo modo ovviamente c'è un risparmio di carburante, c'è un risparmio di minuti di volo, quindi c'è un impatto naturalmente positivo sia per i costi delle compagniere che per l'ambiente. Considerate che solo nel 2024 questa procedura dai 6500 metri di quota in poi consentirà un risparmio per tutti i vettori che volano sullo spazio aereo italiano di circa 85-90 milioni di chili di carburante, quindi parliamo di circa 270-280 milioni di chili di CO2 in meno immessi nell'ambiente. **Davide**: Ok, e prima di approfondire ulteriormente questa fase di decollo, volevo soffermarmi su una cosa che hai detto, cioè, nella fase di atterraggio l'aereo si allinea alla pista, ad esempio utilizzando la tecnologia ILS, ed è l'unica tecnologia che permette all'aereo quindi di atterrare, oppure ce ne sono anche altre? **Simone**: Ce ne sono altre, su alcuni aeroporti si utilizzano delle procedure satellitari, quindi con l'utilizzo del satellite, quindi sugli aeroporti ad alta densità, ad alto traffico ovviamente ci sono gli LS, su altri aeroporti si possono utilizzare delle procedure di avvicinamento e di discesa satellitari, gli aerei sono equipaggiati per tutte le tecnologie e quindi è possibile utilizzare anche l'avvicinamento con il satellite. **Davide**: Ecco, poi immagino, visto che citavi prima i vostri aerei, i vostri quattro aerei che utilizzate, che questi possano essere utilizzati anche per calibrare questi sistemi che devono essere molto precisi, gli ILS per, diciamo, allineare l'aereo con la pista, giusto? **Simone**: Assolutamente sì, questi aerei fanno dei check periodici su tutti i nostri aeroporti, per tutte le nostre infrastrutture, quindi anche su ILS pienamente operativi, capita spesso di persone che ci chiamano perché vedono questi aerei che sostanzialmente fanno dei circuiti senza mai atterrare, quindi arrivano, si allineano alla pista e invece di atterrare la sorvolano a bassa quota e poi rifanno il circuito per riatterrare nuovamente, naturalmente questi sono tutte manovre che servono per calibrare, per verificare che l'ILS funzioni perfettamente, c'è un tecnico a bordo che ha una piattaforma che sostanzialmente dà i feedback sul funzionamento dell'ILS e questo tecnico comunica con un altro operatore che sta a terra, che invece lavora proprio sulle antenne, sull'ILS per calibrare qualcosa qualora ce ne sia bisogno, questo avviene periodicamente su tutte le infrastrutture e ovviamente avviene ancor di più quando viene montato un nuovo ILS, quindi prima di andare in operazioni naturalmente viene svolto questo check che si fa, diciamo si scelgono delle ore in cui magari c'è poco traffico, quindi si scelgono degli slot temporali per non creare impatto sull'utenza che in quel momento utilizza l'aeroporto. **Davide**: Ok, in questa fase, una curiosità, si può utilizzare comunque la pista ILS quando lo state calibrando oppure no? **Simone**: No, assolutamente no, in questa fase c'è intanto perché c'è un aereo che in quel momento sta circuitando sull'aeroporto e quindi non può essere utilizzato e poi perché in quel momento l'ILS è in una fase di manutenzione. Naturalmente queste operazioni vengono comunicate con anticipo attraverso un sistema che si chiama NOTAM, che è un acronimo per Notice to Airmen, quindi le informazioni per chi vola, è una piattaforma dove tutti i paesi, è una piattaforma internazionale dove tutti i service provider inseriscono le informazioni utili per la navigazione aerea, quindi se io devo volare da Palermo a Milano verifico che sulla mia rotta non ci siano NOTAM che ad esempio mi impediscano di usare uno spazio aereo o che mi informino che una radioassistenza sia fuori uso oppure che una pista non sia in uso, quindi è un sistema che consente a tutti in tempo reale di verificare tutte le informazioni sulla propria rotta. **Davide**: Ok prima ha introdotto anche la procedura del Free Route quindi questo nuovo approccio al volo che non necessita di seguire una specifica rotta sopra i 6.500 metri ma quindi come funzionava prima dell'introduzione di questa procedura la navigazione in quota dell'aereo Allora... **Simone**: Il Free Route è innanzitutto una procedura che è obbligatoria per regolamento comunitario, quindi l'introduzione del Free Route sopra i 6.500 metri è obbligatorio per tutti gli Stati europei a partire da dicembre 2025, ENAV è il primo service provider europeo che ha introdotto questa procedura. Prima del Free Route oltre la quota dei 6.500 metri c'era oltre la quota dei 9.000 metri, quindi dai 9.000 metri in su ENAV ha introdotto il Free Route a partire dal 2017, anche lì siamo stati i primi in Europa, è diventato obbligatorio a partire dal 2022 la quota sopra i 9.000 metri, poi i regolamenti europei hanno abbassato ulteriormente la quota fino ai 6.500 metri e quindi da dicembre 2025 sarà obbligatorio su tutto lo spazio aereo europeo. Sostanzialmente come funzionava prima e come funziona adesso? Prima lo spazio aereo era una vera e propria infrastruttura, seppur invisibile, quindi immaginiamo un reticolato di autostrade che attraversavano il nostro spazio aereo e quindi il pilota che entrava dal sud della Sicilia e doveva uscire dai confini nord della Lombardia, doveva obbligatoriamente eseguire una serie di rotte spezzate, perché si eseguivano queste rotte spezzate? Perché su alcuni punti c'erano sostanzialmente dei radiofari che sono degli strumenti che indicano al pilota la posizione, quindi sono degli strumenti di navigazione. Questi strumenti sono stati sostituiti da tutti i sistemi di navigazione GPS che ormai hanno tutti gli aerei e quindi non è più necessario questo reticolato. Naturalmente io lo sto semplificando molto, ma ovviamente c'è un aggiornamento dei sistemi di gestione del traffico aereo, per cui non avere più il reticolato di rotte ovviamente ha portato a un'evoluzione anche dei sistemi che gestiscono tutti i dati e tutte le rotte per poter utilizzare il Free Route. Con il Free Route il pilota sostanzialmente deve indicare un punto d'ingresso e un punto d'uscita dello spazio aereo se attraversa semplicemente lo spazio aereo italiano e quindi non atterra o non decolla, se invece atterra o decolla sullo spazio aereo italiano deve indicare il punto in cui arriva ai 6500 metri e quindi in cui è disponibile il Free Route. Sotto i 6500 metri siamo sostanzialmente in una fase di avvicinamento o allontanamento, quindi il cosiddetto approach che invece rende necessario per forza dei percorsi obbligati verso gli aeroporti o in allontanamento dagli aeroporti, quindi sotto quella quota lì non è naturalmente possibile liberalizzare le rotte o eliminare le procedure. **Davide**: Però l'altro hai parlato di aerei che provengono dall'estero e vanno all'estero immagino perché appunto allo stato attuale delle cose molti altri paesi europei non hanno ancora implementato il Free Route sopra i 6500 metri. Poi, quando si uniformerà il tutto, immagino che diventerà tutto più semplice. E nel caso appunto della procedura del Free Route, quindi, chi è che decide il percorso, chi dovrà fare l'aereo? **Simone**: Il percorso viene deciso dal pilota nella fase di consegna del piano di volo, quindi il pilota sostanzialmente decide il percorso con la possibilità di indicare un punto d'ingresso o un punto d'uscita dallo spazio aereo. Se è un percorso internazionale e quindi solamente di sorvolo che dunque attraversa il nostro spazio aereo, il piano di volo viene gestito da Eurocontrol che è un po' l'autorità che gestisce il network europeo. Tutti i paesi interessati da questo piano di volo lo vedono sui propri sistemi, quindi l'Italia vede qual è la rotta che il pilota ha deciso e quindi si organizza il lavoro dei centri radar, della configurazione operativa dei centri radar in base al traffico che c'è sullo spazio aereo italiano. Questo avviene ogni 3 ore, quindi noi abbiamo la possibilità di gestire lo spazio aereo come fosse una torta che noi possiamo dividere in più parti e quindi gestire lo spazio aereo in base alla quantità di traffico, porzionando tutto lo spazio e quindi avere estensioni maggiori se ci sono pochi voli o estensioni minori e quindi aprire più settori se ci sono tanti voli. Quindi questo avviene in maniera totalmente flessibile tra noi e anche l'aeronautica militare che invece ovviamente gestisce le zone militarie o gli spazi aerei militari e voli militari, lo spazio aereo italiano è uno spazio aereo cosiddetto completamente flessibile, quindi non ci sono zone perennemente non volabili, ci sono zone che alla bisogna possono essere dedicate per esempio a esercitazioni militari, ma in quel momento viene emesso il famoso NOTAM che tutti i piloti, tutti i comandanti hanno e quindi vedono la possibilità di poter penetrare o meno una zona, questo naturalmente nelle normali operazioni, poi se ci sono zone temporalesche, cumuli nembi e che quindi vengono ovviamente come dire si vola fuori da queste, si cerca di volare fuori da queste zone temporalesche, la rotta cambia, ma questo è una gestione dinamica del volo che i nostri controllori sono abituati a gestire senza nessun problema. **Davide**: Ok e a proposito di comunicazione prima citavi appunto la comunicazione via radio e non solo e anche i data link ci spieghi quindi come avviene nella fase di volo la comunicazione tra in questo caso i centri d'area e gli aerei? **Simone**: Il Datalink è una tecnologia che consente di comunicare senza l'uso della voce, liberando sostanzialmente le frequenze radio. Può essere utilizzata anche in aeroporto prima del volo per inviare al pilota tutte le informazioni di cui ha bisogno per la rotta, che troverà a lungo la rotta. Nella fase di avvicinamento o allontanamento dall'aeroporto il Datalink non è utilizzato, c'è una fase dove le comunicazioni sono più serrate e quindi si utilizza la radio. Invece nella fase di rotta, quindi quando l'aereo sta in quota, si può utilizzare il Datalink. Ovviamente non è obbligatorio, dipende dalla scelta anche qui del pilota. Sostanzialmente come avviene? Diciamo che il processo è lo stesso che c'è per le comunicazioni terra a bordo terra in frequenza, cioè il controllore dà una comunicazione al pilota, il pilota ripete la comunicazione che ha ricevuto e il controllore dà un ok finale. Questo serve per evitare fraintendimenti. Sul Datalink funziona sostanzialmente nello stesso modo perché il pilota vede l'informazione che è stata caricata dal controllore, la visualizza su uno schermo a bordo del cockpit e con un pulsante manda un check di ok al controllore del traffico aereo, ma c'è anche un controllo in più. Quando il pilota, ad esempio, gli viene data una prua e quindi deve cambiare rotta o una quota, il pilota inserisce sul pilota automatico le nuove coordinate di rotta e di quota. Queste coordinate vengono visualizzate a terra dai controllori del traffico aereo, quindi se anche lì dovesse esserci un errore da parte del pilota che inserisce, pur avendo capito la rotta e avendo dato un messaggio di conferma sulla nuova rotta o sulla nuova quota, inserisce un dato errato, il controllore se ne accorge immediatamente perché i sistemi sono collegati. **Davide**: Ok, parlando invece di futuro mi pare innanzitutto di capire che il tema della sicurezza tu non l'abbia citato direttamente ma perché in realtà è il presupposto di tutto cioè tutto quello che fate sicuramente permette di rendere il tutto più efficiente ma allo stesso tempo garantire lo stesso livello di sicurezza se non in molti casi anche inalzare questa sicurezza. E a tal proposito, quindi, quali sono le prospettive future sia da questo punto di vista sia anche in tema di ottimizzazione del traffico aereo che state mettendo in atto appunto per il prossimo futuro. **Simone**: La sicurezza è ovviamente il nostro paramount, quindi sta sopra di noi ed è il primo obiettivo e la prima mission. Unito alla sicurezza naturalmente c'è l'efficienza del volo, quindi garantire che non ci siano ritardi e soprattutto che ci sia un volo che impatti meno sull'ambiente, sui costi delle compagnie e quindi si consumi meno carburante possibile. I sistemi vanno in queste due direzioni che sono un unico obiettivo, cioè sicurezza ed efficienza e quindi anche a terra, ad esempio in aria abbiamo parlato del Free Route, anche a terra c'è un sistema che si chiama A-CDM, che significa Airport Collaborative Decision Making, che sostanzialmente è una piattaforma di condivisione dati che viene aggiornata in maniera dinamica, quindi in tempo reale, che serve a garantire che tutto il processo, che tutti i processi di scalo e quindi ENAV per quanto riguarda il service provider, compagnia aerea e società di gestione, siano allineate su tutte le informazioni in tempo reale. Questo cosa consente? Consente di risparmiare tempo nella fase dello scalo, nella fase di rullaggio, quindi l'aereo mette in moto solamente quando è sicuro che arrivato al punto attesa, in un tempo minimo potrà essere autorizzato al decolle, quindi evitando quelle attese che con motore acceso possono avvenire negli aeroporti. Abbiamo introdotto altre piattaforme che servono per gestire la fase di avvicinamento su aeroporti ad alta densità e quindi mi riferisco a Roma Fiumicino, Milano Linate, Malpensa e Bergamo, grazie alla quale questo si chiama AMAN, che sarebbe Arrival Manager, cioè la gestione degli arrivi, grazie al quale il sistema suggerisce al controllore la sequenza ottimale di avvicinamento, quando ci sono molti aerei che si stanno avvicinando su un aeroporto, suggerisce la sequenza ottimale di avvicinamento proprio per garantire la massima efficienza a tutti i voli, quindi è un aiuto, un supporto al controllore che va nella direzione non solo della sicurezza, ma proprio dell'efficienza del volo. Queste sono delle piattaforme di gestione dati e di aiuto e di supporto al controllore, poi ci sono una serie di altre tecnologie, quali ad esempio le Digital Tower, che ENAV sta introducendo, Brindisi è già un aeroporto gestito da una Digital Tower, che sarebbe torre di controllo che sarebbe una torre di controllo digitale remota, cioè i controllori non si trovano più in alto sul famoso fusto della torre dove c'è la sala operativa, ma si trovano in un modulo che può essere posizionato ovunque, che riproduce esattamente, grazie a una serie di schermi, la visione che il controllore aveva sulla sala operativa tradizionale, ma non solo, nel senso che sono stati aggiunti dei tool utili al controllore per gestire il traffico, ad esempio un aereo che si muove sulla pista è accompagnato da una label che lo segue, dove c'è l'identificativo e dove ci sono tutte le informazioni caricate sopra, quindi il controllore vedendo lo schermo e quindi vedendo la pista e le fasi di rullaggio, ha anche la possibilità di vedere altre informazioni sempre guardando gli schermi e non abbassando lo sguardo, ci sono delle telecamere fisse e brandeggiabili che consentono la copertura totale di tutto lo spazio che deve vedere un controllore del traffico aereo, queste telecamere fisse e brandeggiabili hanno anche una possibilità di zoom come fosse una sorta di binocolo, quindi il controllore può puntare una zona specifica, zoomarla per verificare magari un elemento particolare sulla pista o una qualunque cosa che voglia verificare. Questa tecnologia che verrà implementata soprattutto sugli aeroporti più piccolini, quindi quelli a basso traffico, è una tecnologia utile perché ovviamente garantisce gli stessi e non più alti livelli di safety, ma soprattutto garantisce un'efficienza operativa maggiore soprattutto su quegli aeroporti che ad esempio non sono aperti H24 e quindi se il gestore aeroportuale ha una necessità improvvise di aprire l'aeroporto per la notte per far atterrare un volo cargo, per far atterrare dei voli charter che sono stati programmati non con largo anticipo, avere un unico hub dal quale si possono gestire più torri di controllo significa avere più controllori a disposizione, poterli certificare per più aeroporti e quindi poter garantire un servizio più efficiente e anche a costi minori per le compagnie aeree. **Davide**: Va bene, allora grazie mille Simone per averci raccontato veramente nel dettaglio come funziona la gestione del traffico aereo, che ruolo ha ENAV in tutte queste fasi, sia attivo che poi anche nella gestione e manutenzione di tutti i sistemi, quali sono appunto le innovazioni che avete già implementato e quelle che arriveranno in futuro, soprattutto quelle delle remote tower, quindi le torri di controllo remoto, secondo me sono particolarmente interessanti perché, come dicevi anche tu, permettono di rendere operativi anche aeroporti che altrimenti non potrebbero, soprattutto nelle ore notturne. Grazie ancora e alla prossima! **Simone**: Grazie a voi! #### Conclusione - Timestamp: 34:49 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e43 ## La tecnologia non sostituirà i giochi da tavolo > Da semplici giochi di carte con poche regole da ricordare, a vere e proprie storie complesse e intriganti, quello dei [giochi da tavolo](https://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_da_tavolo) è un mercato vastissimo, destinato a crescere sempre di più anche grazie ad un aspetto che ha preso sempre più piede, quello dell'unione di questo mondo, [prettamente fisico](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e51?t=265), con quello digitale e tecnologico. Ed ecco quindi che grazie a nuove tecnologie, anche il [modo di giocare](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e52?t=303) attorno a un tavolo si sta velocemente trasformando e, tra virgolette, "aggiornando". Nel corso della puntata vediamo quindi alcuni esempi di queste nuove tecnologie e modi di giocare, elencandone i punti di forza, ma anche le criticità e i punti deboli. Nella sezione delle notizie parliamo di [Piracy Shield](https://www.agcom.it/competenze/antipirateria-e-piracy-shield/piattaforma-piracy-shield) e dei gravi disservizi che ha provocato a Google Drive, della combinazione di telecamere e IA per verificare la corretta [somministrazione dei farmaci](https://www.nature.com/articles/s41746-024-01295-2) e infine di una aggiunta in Google Foto per garantire [più trasparenza](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e36?t=286) sulle foto modificate con l’IA. - Stagione: 6 - Episodio: 43 - Data di pubblicazione: 2024-10-26 06:45:00 - Durata: 15:15 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e43](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e43) - Episodi correlati: s4e52, s5e51 - Tag: giochi,giochi da tavolo,gaming,giochi di ruolo,gdr,monopoly,risiko,dungeons and dragons,dnd,realtà virtuale,realtà aumentata,ar,vr,vtt,tabletop,piracyshield,seriea,google,drive,cdn,ia,intelligenza artificiale,università di washington,medicina,farmaci,trasparenza,magic editor,modifiche foto,etichetta ai,veridicità,manipolazione immagini,pixel ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di giochi da tavolo, e più in particolare di come la tecnologia li stia digitalizzando e se ha effettivamente senso farlo. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Piracy Shield ha colpito anche Google > Fonte: IlPost.it - Timestamp: 00:54 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Internet, Servizi - Tipologia: Notizia **Davide**: Sabato 19 ottobre, durante l'intervallo della partita di Serie A Milan-Udinese, diversi servizi di Google hanno smesso di funzionare in Italia a causa di un'errata segnalazione effettuata sulla piattaforma antipirateria Piracy Shield. Nel nodo centrale di Milano è stata infatti bloccata una Content Delivery Network per la distribuzione di contenuti multimediali appartenenti a Google. Per queste ragioni si sono verificati numerosi disservizi sulla piattaforma di Google Drive, sulla quale per oltre cinque ore non è stato possibile compiere operazioni di download e upload di contenuti. Il lacunoso funzionamento di Piracy Shield prevede infatti che chiunque lavori per una delle aziende detentrici dei diritti d'autore di un particolare contenuto come la Serie A di calcio, ad esempio, possa segnalare sulla piattaforma un indirizzo IP che ritiene responsabile della distribuzione di contenuti legali, il quale poi verrà bloccato automaticamente da Piracy Shield nel giro di trenta minuti. Non è ancora chiaro come sia stato commesso l'errore, ma è probabile che qualcuno abbia individuato un indirizzo illegale condiviso su Drive e che abbia effettuato una segnalazione includendo il sottodominio google.com. #### Telecamere e IA per la somministrazione dei farmaci > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:05 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Medicina - Tipologia: Notizia **Davide**: Ogni anno a circa 1,2 milioni di persone vengono somministrati erroneamente dei farmaci, spesso causando loro danni anche irreparabili. Nonostante le continue misure di sicurezza e prevenzione che vengono installate negli ospedali, infatti, può capitare che medici, anestesisti o infermieri, a causa dello stress o della pressione, scambino fiale o utilizzino delle siringhe sbagliate, errori che però potrebbero essere evitati grazie a un sistema di intelligenza artificiale sviluppato dall'Università di Washington. Il modello di rete neurale, in particolare, è stato addestrato su un set di dati raccolti da 55 giorni di registrazione video, di 13 operatori di anestesiologia e 17 sale operatorie, e nei test effettuati è riuscito a rilevare correttamente il 99,6% degli errori di somministrazione. L'idea, dunque, è relativamente semplice. Innanzitutto, bisognerebbe dotare i medici di action cam o body cam, tema di cui abbiamo parlato con Axon, che eseguono le IA di riconoscimento o eventualmente connesse a un server nelle vicinanze per sfruttare una maggiore potenza di calcolo. Dopodiché, l'IA, analizzando in tempo reale la visuale del medico, può emettere un segnale in caso di errore, avvisando in tempo il medico o l'infermiere. L'intelligenza artificiale permette di modificare le foto in modo facile, rapido e realistico, sollevando dubbi sulla veridicità delle immagini che vediamo online. #### Più trasparenza sulle foto modificate con l’IA > Fonte: TheVerge.com - Timestamp: 03:22 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Applicazioni, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: Questo fenomeno mina la nostra fiducia, rendendo difficile distinguere tra immagini autentiche e quelle artificialmente alterate. Google, consapevole di questi rischi, ha annunciato un nuovo passo verso la trasparenza. A partire dalla prossima settimana, Google Photo, infatti, indicherà chiaramente quando un'immagine è stata modificata con strumenti di IA, come Magic Editor e Magic Eraser. Ogni foto ritoccata tramite l'IA, includerà un'etichetta visibile nella sezione delle informazioni dettagliate, sia nell'app che sul web. Non solo, Google segnalerà anche quando una foto è composta da più immagini, come avviene con le funzioni Pixel Best Take e Add Me, le nuovissime funzionalità in esclusiva per i Pixel di Google. E anche se queste etichette non garantiscono protezione totale dalla manipolazione, rappresentano un tentativo concreto di aumentare la consapevolezza negli utenti. #### La tecnologia non sostituirà i giochi da tavolo > - Timestamp: 04:39 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Divertimento - Tipologia: Topic **Davide**: Chi di noi non si è trovato almeno una volta nella propria vita a passare una serata in compagnia dei propri amici o familiari, a giocare a uno o più giochi da tavolo? Da semplici giochi di carte con poche regole da ricordare, a vere e proprie storie complesse e intriganti che ci tengono impegnati per ore e ore. Quello dei giochi da tavolo è infatti un mercato vastissimo destinato a crescere sempre di più nel corso degli anni. In un mondo in cui i social network hanno reso la comunicazione e le interazioni sempre più vicine e veloci da un certo punto di vista, ma dall'altro quasi completamente virtuali, molte persone e soprattutto molti giovani trovano nei giochi da tavolo e nei giochi di ruolo un'espediente per recuperare quel contatto fisico che per mille motivi è sempre più difficile da trovare, e non solo a causa della tecnologia. Alcuni di questi giochi sono negli anni diventati iconici come Monopoly, RisiKo o il più moderno Dungeons & Dragons, solo per citarne un paio. Ma tutto intorno a questo mondo è popolato da migliaia e migliaia di giochi, inediti o varianti di altri giochi, ognuno con le sue regole, le sue particolarità e la sua community di appassionati. Ma cosa c'entrano i giochi da tavolo con un podcast che parla di tecnologia? Come abbiamo detto poco fa, al centro delle serate passate con i propri amici c'è un contatto più fisico, in cui la sfera digitale viene quasi dimenticata, in favore di carte, pedini o statuette in plastica o altri materiali, tessere in cartone o legno e quant'altro. Tutti elementi che, e di fatti è così, sono molto distanti da quel mondo tecnologico che solitamente affrontiamo nelle nostre puntate. Tuttavia, proprio in questa puntata vogliamo approfondire un altro aspetto dei giochi da tavolo o dei giochi di ruolo che negli anni ha preso sempre più piede, ed è quello dell'unione di questo mondo prettamente fisico con il mondo digitale, che come più volte abbiamo ribadito sta ormai toccando ogni aspetto della vita quotidiana. Ed ecco quindi che grazie a nuove tecnologie anche il modo di giocare attorno a un tavolo si sta velocemente trasformando, e tra virgolette "aggiornando". Andremo quindi a vedere alcuni esempi di queste nuove tecnologie e modi di giocare, elencandone i punti di forza ma anche le criticità e i punti deboli. Partiamo sicuramente parlando di quei giochi che, mantenendo completamente la loro componente fisica, inseriscono nella scatola degli elementi più che digitali elettronici. Pensiamo ad esempio ad alcune versioni di Monopoly, dove al posto delle classiche banconote si utilizzano delle finte carte di credito per potersi scambiare denaro grazie ad una banca elettronica che si occupa di guidare il gioco. O per portare ad un altro esempio il gioco degli scacchi, di cui vengono vendute versioni più avanzate con scacchiere che si illuminano per guidare le mosse dei giocatori, soprattutto i principianti, o addirittura per permettere di allenarsi in solitaria. Questo è sicuramente tra i metodi meno invasivi per realizzare dei giochi più contemporanei, mantenendo tuttavia le classiche interazioni fisiche tra i giocatori ed evitando l'utilizzo di smartphone o PC che potrebbero rovinare l'esperienza. D'altro canto, però, queste componenti, per mantenere più accessibile il prezzo del gioco, vengono realizzate usando materiali e processi produttivi molto economici. Per questo motivo è più facile che questi sistemi possano rompersi o smettere di funzionare per qualsiasi motivo, rendendo di fatto il gioco inutilizzabile. Ben diverse sono invece le cosiddette applicazioni di accompagnamento o companion app, installabili solitamente sugli smartphone dei giocatori. In molti casi queste applicazioni, come dice il nome, sono facoltative e servono per migliorare ulteriormente l'esperienza di gioco, senza però sostituirla. Alcuni esempi possono essere app molto semplici, come quella del gioco Tainted Grail, che riproducono musiche ambientali come sottofondo, a sistemi leggermente più complessi, come l'app di Plague Inc, che forniscono informazioni sul gioco, sulle pedine, sulle regole e così via. In altri casi, invece, le app di accompagnamento non solo non sono facoltative, ma sono uno strumento obbligatorio e quindi indispensabile. Un esempio è Chronicles of Crime, un gioco investigativo che sfrutta proprio l'applicazione per fornire ai giocatori indizi, informazioni, contenuti per far progredire la storia e risolvere il mistero. Insomma, per giochi come questi, lo smartphone diventa parte integrante dell'esperienza, supportando e amplificando la componente fisica, che rimane comunque fondamentale. Anche in questo caso, tuttavia, possono emergere dei dubbi. Questi giochi dove l'app è obbligatoria, infatti, funzionano solo se questa applicazione viene costantemente mantenuta aggiornata e i contenuti proposti rimangono sempre accessibili online. E se per aziende più affermate può essere più facile investire in questo lavoro di manutenzione, molti utenti faticano a, tra virgolette, "fidarsi" di giochi indipendenti, magari molto interessanti, con il rischio però che, dopo poco tempo, a causa dei mancati aggiornamenti o dell'abbandono del progetto, non si possano più utilizzare. Per quanto riguarda soprattutto i giochi di ruolo, dove spesso creare l'atmosfera giusta diventa fondamentale per godersi a pieno l'esperienza, invece non è raro imbattersi in tavoli da gioco interattivi. Anche in questo caso, in commercio ce ne sono di diversi tipi, dei più semplici e più sofisticati. Tra i più appassionati poi c'è chi se li realizza in casa, per avere la massima personalizzazione possibile. Ma di cosa si tratta? Nella maggior parte dei casi, questi tavoli da gioco sono, appunto, dei tavoli con integrato un display, che mostra ai giocatori la mappa, le informazioni sui personaggi o lo stato del gioco. Questa opzione è chiaramente la più basilare, e si può ottenere un risultato simile utilizzando una TV connessa ad un PC o allo smartphone. Ciò che ne deriva è un'interazione molto più dinamica e personalizzabile, utile soprattutto nei giochi dove le mappe vengono disegnate proprio dai giocatori. Sfruttando questo lato digitale, infatti, si hanno a disposizione anche animazioni, effetti speciali, cambi di ambientazione o di tema e molto altro, che rendono l'esperienza ancora più interattiva e coinvolgente. Tra le versioni più sofisticate, invece, troviamo sistemi operativi integrati, che permettono di dimenticare il telefono o il PC, schermi touch per abilitare l'interazione diretta dei giocatori e, tra i più avanzati dei sistemi che sfruttano la tecnologia NFC. La Near Field Communication, infatti, spesso l'associamo a badge o carte di credito, ma è una tecnologia estremamente versatile che può essere sfruttata in diverse situazioni. E quella di giochi da tavolo è una di queste. Dotando le miniature dei personaggi, le pedine o le carte fisiche di tag NFC, il tavolo ne può riconoscere la posizione, le caratteristiche e aggiornare il gioco di conseguenza. In questo modo si coniuga in maniera perfetta l'esperienza fisica con quella digitale. Se da una parte, quindi, potenzialmente questi tavoli eliminano un grosso problema dei giochi da tavolo, ossia il loro ingombro, soprattutto quando diventano tanti, dall'altro lato si tratta di tecnologie estremamente costose, anche nell'ordine dei migliaia di euro, e quindi molto poco accessibili, se non a pochissimi appassionati. Se vogliamo fare un paragone, questa tecnologia può rappresentare quello che l'ebook è stato per i libri cartacei. Sfruttando la componente digitale, infatti, i tavoli interattivi diventano un portale per una libreria potenzialmente infinita di giochi da tavolo, ma ad un costo ovviamente maggiore. Finora abbiamo parlato di componenti elettronici, di app di accompagnamento e di tavoli interattivi, spostando l'ago della bilancia sempre più verso il mondo digitale. A questo punto, quindi, diventa inevitabile parlare della situazione completamente opposta, dove la parte fisica viene eliminata completamente. Alcuni esempi sono piattaforme come Board Game Arena o Foundry Virtual Tabletop. Il primo offre accesso a migliaia di giochi da tavolo o di carte, digitalizzati, offrendo la possibilità di accedere online e giocare in diretta con altri utenti. Il secondo, invece, come dice il nome, fornisce un tavolo da gioco completamente virtuale, sempre online e multiplayer, destinato però ai giochi di ruolo. Anche in questo caso la componente digitale offre interazioni più ricche di animazioni e ambientazioni, oltre a dare la possibilità, come per i tavoli da gioco interattivi, di accedere a un vastissimo catalogo di giochi online, ma a costi decisamente accessibili rispetto alla controparte fisica. Tuttavia, qui va fatto un ragionamento importante, chiedendosi perché giochiamo ai giochi da tavolo? Riprendendo il discorso affrontato all'inizio di questa puntata, ciò che più conta in un gioco da tavolo o in un gioco di ruolo molto spesso non è il gioco in sé, che diventa invece un mezzo per raggiungere il vero obiettivo, ossia quello di trascorrere delle serate in compagnia dei propri amici o familiari, interagendo tra di noi e condividendo delle esperienze tangibili. Ecco quindi che le piattaforme di gioco completamente digitali hanno certamente degli enormi benefici, e sono state preziosissime durante il periodo del Covid, ma dimenticano completamente o quasi la vera essenza del gioco da tavolo. Ecco quindi che la sfida non diventa più solo digitalizzare questo mondo vastissimo, e spesso sottovalutato, ma creare delle tecnologie, preferibilmente accessibili ad un pubblico quanto più ampio possibile, che riescano a sfruttare le potenzialità offerte da entrambi i mondi, quello fisico e quello digitale. La tecnologia quindi non deve essere un sostituto delle interazioni fisiche, delle miniature o delle carte da gioco, ma deve integrarsi per arricchire queste esperienze senza però sostituirle. In questo i tavoli da gioco interattivi forse sono quelli che più si avvicinano a questo obiettivo, ma il loro costo è ancora troppo elevato. In futuro, e sul mercato ci sono già dei tentativi verso questo senso, si riusciranno sicuramente a sfruttare i visori per la realtà aumentata o virtuale, o tecnologie come i display e-ink. Ciò che più importa, in fondo, è preservare ciò che rende i giochi da tavolo veramente speciali, ossia la capacità, come abbiamo ripetuto più volte, di esprimere appieno la propria creatività e godere al meglio il piacere di stare in compagnia. #### Conclusione - Timestamp: 14:23 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e44 ## ASML: la litografia per chip ai confini della fisica > Ci siamo ormai abituati ad una tecnologia che [continua a progredire](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e36?t=286) senza sosta, ridefinendo costantemente i limiti di ciò che possiamo ottenere in campi come l'elettronica, l'intelligenza artificiale e le telecomunicazioni. Al cuore di questa trasformazione ci sono i [chip](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e40?t=235), componenti essenziali per ogni dispositivo elettronico moderno. Continuiamo a parlare di chip con [ASML](https://www.dentrolatecnologia.it/asml.html), una società che realizza i macchinari che permettono di incidere con la luce i circuiti su [wafer di silicio](https://it.wikipedia.org/wiki/Wafer_(elettronica)) con precisioni infinitesimali. Per approfondire questo tema abbiamo invitato [Alberto Pirati](https://www.dentrolatecnologia.it/alberto.pirati.html), Product Manager and Marketing di ASML. Nella sezione delle notizie parliamo di un grave caso di vendita di dati riservati su personaggi politici e altre figure rilevanti del nostro Paese, raccolti anche grazie ad un [virus](https://it.wikipedia.org/wiki/Virus_(informatica)), e infine di Internet veloce e gratuito a bordo di [Qatar Airways](https://www.qatarairways.com/en-us/homepage.html) grazie a [Starlink](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e10?t=243). - Stagione: 6 - Episodio: 44 - Data di pubblicazione: 2024-11-02 06:45:00 - Durata: 29:09 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e44](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e44) - Episodi correlati: s4e24, s6e40 - Tag: asml,microchip,tecnologia fotolitografica,wafer di silicio,produzione chip,legge di moore,ricerca e sviluppo,tecnologia quantistica,microchip,alberto pirati,hacker,dossier,dossieraggio,politica,beyond,privacy,sicurezza nazionale,internet in volo,qatar airways,starlink,connessione gratuita,viaggi connessi,500mbps ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Alberto**: Non è facile per persone non familiari con l'industria dei conduttori capire le scale di innovazione che sono in gioco. Noi investiamo in ricerca e sviluppo circa 4 miliardi all'anno. Se guardiamo i nostri clienti più grandi come Samsung Electronics o Intel, parliamo di 3-4 volte tanto e questi sono alcuni dei budget di ricerca e sviluppo più alti di tutto il mondo, quindi un sacco di innovazione. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi faremo con ASML un approfondimento sulla fase più delicata e avanzata della produzione dei microchip, ovvero quella della stampa con la luce dei circuiti sui waffer di silicio con una precisione infinitesimale. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. In questi giorni è emersa la notizia di un giro d'affari che potremmo definire uno dei più pericolosi di sempre per la sicurezza nazionale. #### Venduti i dati riservati di figure pubbliche > Fonte: Geopop.it - Timestamp: 01:23 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Al centro della vicenda infatti, una società, Equalize, che vendeva ai propri clienti informazioni sensibili e riservate su personaggi politici e altre figure rilevanti per il nostro paese. Equalize era infatti riuscita ad avere accesso anche tramite un virus trojan a server come quello del sistema di indagine interforze e del Ministero dell'interno, e a diversi database, dalla camera di commercio all'Agenzia delle entrate. La piattaforma Beyond, poi, che serviva a vendere le informazioni, si occupava di aggregare i dati raccolti dalle diverse fonti per avere delle schede informative complete sui personaggi di rilevo ricercati, dai semplici dati anagrafici agli aspetti finanziari, dal casellario giudiziale ai rapporti con la criminalità organizzata. Secondo i primi risultati delle indagini che stanno proseguendo, sono circa 800 mila le vittime di questo giro d'affari, comprese figure politiche di rilevo come il presidente del Senato la Russa, Matteo Renzi, e persino il presidente della Repubblica Mattarella. Il tutto grazie ad un virus che nel corso degli anni ha agito senza mai attivare nessun tipo di allarme o sistema di sicurezza nei server degli enti coinvolti. Qatar Airways è diventata la prima compagnia aerea ad offrire un servizio di connettività ad alta velocità attraverso la costellazione satellitare Starlink di SpaceX. #### Internet veloce con Starlink su Qatar Airways > Fonte: DDay.it - Timestamp: 02:42 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Servizi, Trasporti - Tipologia: Notizia **Davide**: Martedì 22 ottobre è infatti decollato per la prima volta un Boeing 777 che percorrerà la tratta Londra Doha, dotato di antenna satellitare in grado di connettersi ai satelliti di Starlink. Il servizio è stato pensato per essere gratuito su tutte le classi, dunque dalla first class fino all'economy, ed è in grado di fornire una velocità di 500 megabit al secondo, anche se i primi clienti ad aver testato la nuova connettività hanno segnalato un picco massimo di 150 megabit per secondo. In ogni caso, una volta risolto questo problema, il servizio sarà esteso a altri 12 777 entro la fine del 2024. Il tema della connettività a bordo degli aerei è da sempre oggetto di dibattiti e discussioni, ma con l'arrivo della versione di Starlink pensata per i mezzi di trasporto, i viaggi in aereo potrebbero cambiare definitivamente, garantendo una qualità dei servizi paragonabili a quelli forniti all'interno delle città. #### ASML: la litografia per chip ai confini della fisica > - Timestamp: 04:02 - Autori: ASML, Alberto Pirati, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione - Tipologia: Intervista **Davide**: Ci siamo ormai abituati ad una tecnologia che continua a progredire senza sosta, ridefinendo costantemente i limiti di ciò che possiamo ottenere in campi come l'elettronica, l'intelligenza artificiale e le telecomunicazioni. Al cuore di questa trasformazione ci sono i chip, componenti essenziali per ogni dispositivo elettronico moderno. E continuiamo a parlare di questo tema con ASML, una società che si occupa di realizzare i macchinari che permettono di incidere con la luce i circuiti sui waffer di silicio con precisioni infinitesimali con l'obiettivo di produrre microchip. In particolare è con noi Alberto Pirati, Product Manager and Marketing di ASML. Benvenuto Alberto. **Alberto**: Grazie Davide, buongiorno. **Davide**: Al fine di capire meglio di che cosa si occupa ASML e di cosa vi occupate, ci racconti quali sono le fasi che portano alla realizzazione di un chip, dalla sua progettazione fino poi alla produzione finale? **Alberto**: Certamente. Allora le fasi di produzione di un chip si dividono grosso modo in tre blocchi. Uno la creazione delle fette di silicio sui quali i chip vengono prodotti, la lavorazione di queste fette di silicio e poi una volta che questa fase della lavorazione è compiuta, la separazione dei dispositivi singoli e la fine del processo e il test. Sono tutti processi molto complicati, cominciando dalla realizzazione del silicio che in sé per sé è una parte interessante nel senso che praticamente il silicio viene fuso in grossi blocchi e poi un piccolo cristallo viene rotato e tirato verso l'alto così da formare un ingotto, si chiama, di silicio purissimo che arriva a pesare un centinaio di chili e del quale vengono tagliate fette tutte di una certa spessore tipicamente 775 micron. **Davide**: E queste fette sarebbero i waffer giusto di silicio? **Alberto**: Queste fette sarebbero i waffer, dove waffer viene proprio dai biscotti perché poi effettivamente quello che succede in seguito a queste fette di silicio è un processo che assomiglia molto a questi waffer. Queste sono tutte fasi che vengono realizzate in appositi stabilimenti, sono 4-5 produttori di queste wafer in giro per il mondo e le wafer hanno varie dimensioni e infatti uno degli aspetti importanti dell'evoluzione delle industrie dei semiconduttori è la realizzazione di costi sempre migliori, la riduzione dei costi per unità di dispositivo, non dispositivo in quanto tale ma per transistor o per cella di memoria, e parte di questa riduzione di costi nel corso della nostra storia è stata realizzata tramite la transizione a fette di silicio di dimensioni sempre più grandi. Attualmente la maggior parte delle lavorazioni avanzate vengono utilizzando wafer di 300 mm di diametro e generalmente anche di quelle cui ci occupiamo principalmente, non la sola cosa ma è il nostro motivo principale. Una volta che la wafer è realizzata, entra le cosiddette "wafer fab" che sono probabilmente tra le più avanzate fabbriche che esistono, sono tipicamente ambienti molto grandi a molti livelli dove questi livelli servono per creare durante le fasi di lavorazione un ambiente molto controllato sia dal punto di vista di temperatura e pressione, sia dal punto di vista di purezza, non ci devono essere particelle, qualsiasi particella che finisca sulla wafer ti rovina i dispositivi e sia dal punto di vista di controllo delle vibrazioni. I processi che avvengono dentro questa wafer fab sono, ci tantissimi step di processo, ci sono tantissime fasi di processo, più di 1000 per un dispositivo avanzato, però praticamente la parte essenziale consiste nella ripetizione di alcune fasi, l'aspetto di fotolitografia che consiste praticamente nel stampare la circuiteria e questo processo di stampare la circuiteria viene ripetuto molte volte durante l'elaborazione del chip, però nel momento che un'immagine è stata stampata su una wafer e questa wafer deve avere un film fotosensibile per poter realizzare questa stampa passa a un altro processo che si chiama di etching o di incisione dove nelle parti selezionate appunto tramite quel processo fotolitografico vengono scavate, incise dei solchi o dei piccoli buchi ovviamente con un controllo a livello atomico delle dimensioni e successivamente si passa a depositare o impiantare dei materiali conduttori o isolanti in modo da formare le circuiterie elettriche. Questo è il ciclo essenziale nella produzione dei circuiti che viene ripetuto molte volte. Ad esempio un dispositivo avanzato usa le fasi di litografia tra le 80 e le 100 volte e ogni volta si ripetono tutti questi step. Poi ci sono altri processi di supporto come misurazioni fisiche per capire se tutto quanto sta funzionando bene oppure processi di pulitura eccetera. **Davide**: Quindi questi passaggi vengono ripetuti più volte, vengono stampati più livelli sul wafer, sui waffer? **Alberto**: Sì, perché la cosa importante è, prima di tutto, prendiamo per esempio un microprocessore come quelli che vengono usati nei computer o nei nostri telefoni portatili. La prima fase consiste nel creare il transistor, che effettivamente è un interruttore, quindi quello che serve è stampare diverse immagini per creare la giusta disposizione di materiali conduttori o isolanti a seconda di quello che si vuole ottenere. Una volta che la struttura attorno a questo transistor è stata completata e viene realizzata, ci sono miliardi di transistor su una wafer, una volta che questa è stata realizzata devi cominciare a connettere tutti questi interruttori nel modo che vuoi, quindi i livelli successivi sono quelli che si chiamano di interconnessione, dove ci sono appunto fili metallici, tipicamente di rame interposti a materiali isolanti per creare le connessioni che si vogliono realizzare e che poi verranno portate verso l'esterno durante l'ultima fase di lavorazione. **Davide**: Ok, quindi l'obiettivo finale poi è realizzare questo stampare il microchip che poi verrà utilizzato superando moltissime altre fasi nei nostri smartphone, nei nostri dispositivi che ormai ci circondano totalmente, ma quindi qual è il vostro ruolo in queste prime fasi? **Alberto**: Beh, noi facciamo principalmente le macchine che fanno la fotolitografia, quindi diciamo che la dimensione dei circuiti, così come anche la forma fisica del circuito da un punto di vista di due dimensioni è realizzata tramite la fotolitografia e la macchina fotolitografica per semplificarla molto è un po come se avessi un proiettore, è una sorgente di luce che nel nostro caso è quasi sempre un laser, a larghezza d'onda molto ben controllata, questa luce deve essere processata, diciamo omogenizzata, questi sono termini tecnici per, deve avere certe proprietà, quindi passa attraverso un illuminatore, lo chiamiamo noi, dove viene preparata per l'utilizzo successivo che consiste nell'illuminare una, si chiamano "mask", maschere, sono dei rettangoli di quarzo dove la circuiteria o il pezzo di circuiteria che si vuole stampare è riprodotta. Successivamente l'immagine che viene o trasmessa o riflessa da queste maschere, dipende a seconda della tecnologia che si usa, passa attraverso una lente il cui scopo è di ridurre le dimensioni, quindi c'è un fattore diversamente del proiettore dove il proiettore ingrandisce l'immagine, le nostre lenti la riducono e poi finisce sulla superficie della wafer che deve essere ricoperta di un materiale sensibile alla luce così che in una fase successiva si può eliminare la parte del materiale o che è stata esposta alla luce o che non è stata esposta alla luce dipende ci sono due diverse combinazioni che si possono usare per questi film che vengono applicati alla superficie della wafer e nel momento che questo materiale è rimosso selettivamente si può procedere ad altre fasi di processo perché puoi decidere dove incidere, dove depositare ioni positivi, negativi o materiali isolanti o conducenti. **Davide**: Ok, e perché si utilizza la luce per fare questa attività di incisione? **Alberto**: Ottima domanda, perché le dimensioni di cui ci occupiamo sono estremamente piccole. Un circuito avanzato, al giorno d'oggi, alle dimensioni più piccole che vengono stampate con le nostre macchine, ci aggiriamo attorno ai 20 nanometri. E quello che è anche importante è il fatto che tutti queste vare fasi, tutti questi vari step di cui abbiamo parlato prima, è un po come costruire un edificio, tanti piani e tutti questi piani devono essere perfettamente allineati. Quindi parliamo di un allineamento dell'ordine del nanometro, uno o due nanometri, quindi al livello atomico. Quindi l'accuratezza con cui le varie fasi di processo si sovrappongono non potrebbe mai essere raggiunta con mezzi diversi dalla luce. Soprattutto le dimensioni di cui stiamo parlando non potrebbero mai essere realizzate se non con una luce di una lunghezza d'onda molto particolare. Deve essere una lunghezza d'onda ben definita, per quello usiamo laser per quasi tutto quello che facciamo. **Davide**: Ok e poi immagino voi realizzate vari macchinari per la stampa che riescono a incidere il wafer con una risoluzione superiore o inferiore in modo tale da rispondere a ciascuna esigenza dei vostri clienti. **Alberto**: Esattamente, fa anche parte dell'evoluzione storica dell'industria dei semiconduttori. Noi in questo momento produciamo macchinari, se non mi sbaglio, con cinque diverse lunghezze d'onda che vanno dalla meno critica e anche di più lunga data, nel senso che sono in servizio ormai da una quarantina di anni. Quella cosiddetta "i-line" dove usiamo lunghezze d'onda 365 nanometri e poi attraverso diverse evoluzioni, arriviamo alle tecnologie più avanzate che chiamiamo "EUV" o ultravioletto estremo dove la lunghezza d'onda sono 13 nanometri e mezzo. E questa evoluzione serve la cosiddetta legge di Moore, che è un po la legge empirica che ha governato la nostra industria. È una legge economica che è stata formulata in vari modi nel corso degli anni, ma praticamente dice che il costo per unità di un circuito integrato decresce in maniera esponenziale con il tempo, che ha fatto sì che appunto ha reso l'utilizzo dei semiconduttori così diffuso e continuamente in crescita, perché i costi si abbassano continuamente. E andare da una lunghezza d'onda a quella successiva aiuta a ridurre queste dimensioni, così come crescere l'apertura numerica della lente aiuta a ridurre queste dimensioni. L'altro fattore economico importante è il passaggio a wafer di dimensioni sempre crescenti di cui abbiamo parlato prima. **Davide**: E in merito alla qualità della stampa, come fate a garantire che poi il chip che verrà inserito all'interno di un dispositivo come ad esempio uno smartphone, fra i tanti, sia di qualità? Soprattutto considerando le piccole dimensioni che hanno, oltre alla complessità dell'incisione, immagino sia altrettanto difficile verificarne la qualità. **Alberto**: Sì, credo che ci siano due aspetti da considerare. Il ruolo che possiamo giocare noi come ASML, come produttore delle macchine, è quello che giocano i clienti. Il cliente può controllare la qualità dal punto di vista elettrico, perché alla fine soltanto verificando le proprietà elettriche del dispositivo, può essere sicuro del suo funzionamento. Il cliente lo può controllare solo alla fine del processo di lavorazione. Prima no, si, nel momento che la wafer è fabbricata, può fare un test superficiale, però il vero controllo avviene soltanto dopo che i dispositivi individuali sono stati impacchettati, se si può usare questa parola inaccurata e vanno a fare un test molto complesso. Però quello che è possibile fare durante tutte le fasi del processo è misurare certe proprietà fisiche, ad esempio le dimensioni critiche di cui abbiamo parlato prima, quello che noi chiamiamo l'overlay, quindi l'accuratezza con cui i vari step di processo si sovrappongono. Noi produciamo anche macchine di ispezione appunto per verificare la qualità del nostro processo. Poi quello che facciamo noi, anche, diciamo c'è tanta diagnostica che è continuamente in funzione dentro una macchina di litografia, la grande quantità di calibrazione automatica che avvengono in continuazione, perché altrimenti questa accuratezza con cui noi processiamo, una delle nostre macchine in processo dipende dalla lunghezza d'onda dalle 200 alle 300 wafers per ora e questo succede 95-98% del tempo la macchina funziona, quindi sono quasi sempre funzionanti, 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno. Per mantenere questa performance costantemente devi avere tutta questa diagnostica e autocalibrazione continuamente in modo. **Davide**: Certo, quindi è importante per la risoluzione. Sentivo tempo fa che c'era stato ad esempio a Taiwan un terremoto e in quel caso i vostri macchinari dovevano essere ricalibrati perché la precisione è così sottile, così microscopica che anche un evento di quel tipo può sfasare il funzionamento di un macchinario. **Alberto**: Sì, senza altri terremoti sono stati sempre un punto di attenzione, anche perché l'industria dei semiconduttori è nata a Silicon Valley su una zona di terremoti, si è sviluppata in Giappone, altra zona di terremoti, adesso Taiwan. Quindi per qualche strano motivo questa industria dove tutto deve essere controllato è stabile, sembra predilire le zone sismiche. **Davide**: Ok, poi un aspetto a cui tengo, ci tengo a sottolinearlo, è proprio il ruolo che ha a ASML a livello globale. Cioè siete una società molto innovativa, che ha investito moltissimo e che ad oggi non ha praticamente concorrenza nella realizzazione delle macchine più complesse per la stampa. E questo fa sì che le principali società al mondo che producono chip utilizzino i vostri macchinari. Come avete fatto a raggiungere questo livello di sviluppo e quindi guadagnare una posizione chiave nella filiera di produzione dei chip? **Alberto**: Come abbiamo fatto a raggiungere questi risultati? Prima di tutto l'attenzione o la focalizzazione sulla performance da un punto di vista tecnologico. Noi siamo, diciamo che abbiamo superato la nostra concorrenza e ce la siamo lasciata alle spalle grazie a un'innovazione tecnologica molto più rapida e molto più efficiente. E come abbiamo realizzato questo? E beh, sono stati guardandosi indietro non è sempre facile andare a spiegare esattamente come succedono queste cose, però credo che alcuni aspetti siano importanti da questo punto di vista. Prima di tutto la natura di ASML, che storicamente è un assemblatore e integratore, un architetto. Solo recentemente ci siamo mosso verso una integrazione verticale di qualche tipo, proprio per necessità, perché c'erano certe tecnologie che ci servivano e che non potevamo trovare da fornitori, dovevamo crescere questi fornitori con i nostri finanziamenti. Però in generale ci siamo affidati a un ecosistema molto largo, di cui l'ingrediente principale sono i nostri clienti, ma l'altro ingrediente importantissimo sono stati i nostri fornitori. E poi ovviamente abbiamo tante collaborazioni con istituti di ricerca e università, ma questi due poli dei clienti e dei fornitori sono stati essenziali. Non è facile per persone non familiare con l'industria dei conduttori capire le scale di innovazione che sono in gioco. Noi stiamo in ricerca e sviluppo circa 4 miliardi all'anno, se guardiamo i nostri clienti più grandi come Samsung Electronics o Intel, parliamo di 3-4 volte tanto e questi sono alcuni dei budget di ricerca e sviluppo più alti di tutto il mondo. I nostri clienti sono anche i principali creatori di brevetti, di I.P., quindi un sacco di innovazione e lavorare con loro ci ha dato tanto. L'altro aspetto sono i fornitori che sono su scale diverse da quelle dei clienti, ma estremamente avanzati nelle loro tecnologie, generalmente sono molto più focalizzati come competenze, però sono normalmente il meglio che ci sia. L'esempio più importante è quello di Carl Zeiss che è il nostro fornitore di ottica, che è l'ottica più avanzata in questo settore che si possa trovare. Queste sono le cose semplici da spiegare, alla tua domanda cosa ci ha portato qui bisogna anche capire un attimino le dinamiche nei semiconduttori che sono legate a un'innovazione al servizio dell'economia, quindi la necessità dei clienti di muoversi continuamente verso un nuovo processo tecnologico con una frequenza più o meno di due anni per soddisfare le esigenze della legge di Moore e essere non solo competitivi tra loro, ma creare mercati sempre più grandi è stato un fattore importante per noi, perché noi siamo riusciti a mantenere questo ritmo, anzi l'abbiamo facilitato, senza litografia non si sarebbe potuto seguire questo ritmo. Queste sono le risposte che ti posso dare nella maniera più semplice possibile. **Davide**: Sì, si molto interessante. Poi esatto, entra in gioco la collaborazione da un lato con università e istituti di ricerca e dall'altra con i vostri stessi clienti che hanno tutto l'interesse che voi sviluppiate dei macchinari sempre più sofisticati. E tornando al discorso che facevi prima sulla legge di Moore, cosa vi spinge a innovare in questo settore? Quale è l'obiettivo che si vuole raggiungere? I microchip di oggi non sono già sufficientemente piccoli, quale dovrebbe essere il vantaggio di ridurre sempre di più le dimensioni? **Alberto**: La dimensione non è un fine, è mezzo verso un fine, che è quello di ridurre i costi per dispositivo. Oggigiorno si parla probabilmente più di costi per funzionalità, che vengono realizzati in vari modi diversi, uno dei quali è di ridurre le dimensioni del dispositivo, ma un altro di combinare in maniera innovativa diversi dispositivi. Questo aspetto di riduzione dei costi per funzione, ha funzionato in maniera incredibilmente efficace nel ingrandire il mercato dei semiconduttori. È completamente diverso da molti altri settori a cui siamo abituati. Infatti tanti colleghi che vengono da un settore diverso si stupiscono per la determinazione che mettiamo nel ridurre i costi dei nostri clienti. Ma in realtà noi siamo tra i primi beneficiari, perché più efficace è questa riduzione dei costi a livello del dispositivo, più grande è il mercato dei semiconduttori. **Davide**: Si, quindi in questo senso banalmente immagino anche che su un wafer di silicio, se riduco le dimensioni del chip, ce ne staranno di più? Ecco. **Alberto**: Ce ne stanno di più, oppure sono dispositivi più sofisticati che possono fare più cose, come abbiamo visto ad esempio l'evoluzione dell'iPhone che è stata resa possibile tramite questi dispositivi, adesso vedi Nvidia e tutti i dispositivi per la intelligenza artificiale che anche loro sono quelli più all'avanguardia, quelli che fanno uso delle tecnologie più avanzate. **Davide**: Ok, hai citato l'intelligenza artificiale che è sicuramente un argomento che sentiamo molto attuale, ma che viene eseguita comunque su CPU e GPU per così dire tradizionali. Però una rivoluzione potenzialmente interessante di cui abbiamo avuto modo di parlare negli scorsi anni potrebbe essere quella dei computer quantistici, che hanno un'architettura che è completamente diversa, che ruolo potrebbe avere quindi ASML nella realizzazione dei chip quantistici? **Alberto**: Sì, i computer quantistici, come spiegavo prima noi abbiamo un budget di ricerca e sviluppo abbastanza grande, quindi che ci consente anche di avere un gruppo di persone che si occupano esclusivamente di ricerca, esclusivamente di guardare le tecnologie del futuro lontano incluse quello che potrebbe succedere presso i nostri clienti, quindi sono già diversi anni che monitoriamo con attenzione la situazione a livello di Quantum Computing. Credo che sia molto diverso da quello che stiamo vedendo adesso, sperimentando adesso, dal punto di vista dell'intelligenza artificiale per vari motivi, il Quantum Computing offre interessanti prospettive per certe applicazioni particolari soprattutto di sicurezza, di protezione da cyberattacchi, etc. E al tempo stesso non è immediatamente ovvio pensare a una situazione dove tutti i dispositivi che vengono usati oggi, dai quali dipende la vita delle persone, per esempio un aeroplano, dentro la nostra macchina, un pacemaker, possono essere rimpiazzati con un dispositivo di tipo quantistico. L'espressione quasi barzelletta è: metteresti i tuoi soldi in una banca quantistica, un giorno sei milionario, l'altro giorno non lo sai. Quindi questa non è una cosa precisa però sicuramente ci saranno tante precauzioni da prendere da un punto di vista di gestione del rischio prima di trasferire tutte queste tecnologie verso le tecnologie quantistiche, cosa che potrebbe non succedere mai. Credo che potrebbe essere stimolare la creazione di nuovi mercati in settori molto specifici e che offrono opportunità per noi. In questo è molto diverso dall'intelligenza artificiale, perché l'intelligenza artificiale si è basata su tecnologie esistenti, erano praticamente i processori grafici per i giochi, per PlayStation, etc. Quindi molto compatibili con il modo di lavorare, con il paradigma precedente, è l'applicazione che è stata diversa. Mentre nel caso del quantum computing si tratta proprio di cambiare il paradigma del dispositivo, della fisica che sta alla base del dispositivo, penso che ci siano diverse barriere da superare. **Davide**: Era proprio questo che volevo chiederti, cioè proprio se l'approccio anche di stampa banalmente sarebbe totalmente diverso, immagino di sì, da quello che hai detto. **Alberto**: Non tantissimo, dipende un attimino da come questi "Qubit" verranno realizzati, però noi pensiamo che in realtà per noi ci sia più un'opportunità che un rischio da quel punto di vista lì. Come dico, a medio termine, almeno nel futuro possiamo prevedere adesso, non credo che sarà un cambiamento grosso, ma se dovesse avvenire è più un'opportunità che altro, per come la vediamo ora. **Davide**: Va bene, allora grazie Alberto per averci raccontato di che cosa si occupa ASML e qual è il ruolo delle vostre macchine nella filiera di produzione di un microchip. Alla prossima. **Alberto**: Grazie mille Davide, a presto. #### Conclusione - Timestamp: 28:17 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e45 ## Next gen, il futuro delle console non è qui > Quasi esattamente 4 anni fa, per la precisione il [10 novembre 2020](https://www.theverge.com/21534306/ps5-xbox-series-x-next-gen-guide-games-review) uscivano nei negozi quelle che oggi definiremmo le console della nona generazione o più comunemente della next gen, ovvero [PlayStation 5](https://www.playstation.com/it-it/ps5/), [Xbox Serie X e Serie S](https://www.xbox.com/it-IT/consoles/compare). Per l’occasione in questa puntata andiamo ad analizzare i risultati e i fallimenti di quella che è stata la generazione forse più controversa tra quelle mai uscite finora, complici anche diversi fattori straordinari che hanno contribuito a delineare un percorso ambizioso e travagliato, fatto soprattutto di aspettative mal ripagate. Nella sezione delle notizie parliamo dell’intensificarsi degli [attacchi informatici](https://www.dentrolatecnologia.it/s3e30?t=219), dell'interfono di [Midland](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e38?t=237) e [LS2](https://ls2helmets.com/it/) che sfrutta tecnologie avanzate per favorire una maggiore intelligibilità nelle comunicazioni tra motociclisti e infine di [Matter](https://csa-iot.org/all-solutions/matter/) che supporterà i dispositivi per la [gestione energetica](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e14?t=230). - Stagione: 6 - Episodio: 45 - Data di pubblicazione: 2024-11-09 06:45:00 - Durata: 18:01 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e45](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e45) - Episodi correlati: s3e19, s6e40 - Tag: ps5,xbox,sony,microsoft,console,videogiochi,cyberpunk2077,astrobot,gta6,dualsense,eicma,interfono,ls2 spectrum,motociclisti,ia,cancellazione rumore,domotica,smart home,matter,thread,google home,apple home,alexa,casa smart,casa domotica,attacchiinformatici,cybersecurity,sanità,manifatturiero,infrastrutture,geopolitica ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Cinque anni fa come oggi veniva pubblicata la prima puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia. Cinque anni in cui ogni sabato mattina pubblichiamo una nuova puntata parlando di tecnologia a 360 gradi e quindi pensavamo che fosse importante e necessario ricordare questo traguardo di un periodo molto lungo. Sono in totale 260 puntate. Questa la 261esima, 261esima puntata in cui parliamo delle console Next-Gen, in particolare di PlayStation 5 e Xbox Serie X e S, e del perché non abbiano rappresentato un vero salto generazionale rispetto alle precedenti. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram, a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### L’intensificarsi degli attacchi informatici > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:29 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Sicurezza - Tipologia: Notizia **Davide**: Secondo il nuovo report dell'Associazione italiana per la sicurezza informatica, negli ultimi 5 anni gli attacchi informatici a livello globale sono aumentati del 110%, di cui il 13% del totale sono avvenuti solo nel primo semestre del 2024. Il settore più coinvolto da questi assalti è quello della sanità, dove a livello globale quasi un attacco su cinque è diretto verso questo settore. In Italia, invece, nonostante una leggera riduzione dei cyberattacchi rispetto al 2023, i bersagli preferiti corrispondono al settore manifatturiero e, ovviamente, alla sanità, ormai diventata un obiettivo primario sia per il valore dei dati da poter acquisire, sia per la fragilità in cui versano le infrastrutture italiane. Il rapporto dell'Associazione per la sicurezza informatica conclude infine ponendo l'attenzione sui conflitti geopolitici in corso, poiché devono essere ritenuti una tra le cause principali dell'intensificazione degli attacchi e del relativo coinvolgimento di gruppi di cybercriminali da parte delle agenzie governative per ottenere informazioni strategiche sui propri avversari. #### L’interfono di Midland per una maggiore intelligibilità > Fonte: Midland - Timestamp: 02:33 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Intelligenza Artificiale - Tipologia: Notizia **Davide**: A EICMA, il Motorcycle Show che si sta tenendo questa settimana a Milano, Midland, con cui abbiamo realizzato una puntata lo scorso anno e LS2, presentano il nuovo interfono LS2 Spectrum, progettato per adattarsi a tutti i caschi LS2, e si tratta di un dispositivo innovativo pensato per migliorare la comunicazione all'interno di un gruppo di motociclisti durante le loro uscite. Questo sistema permette di connettere fino a quattro utenti contemporaneamente, con una portata di mille metri, e utilizza una tecnologia avanzata di cancellazione del rumore, tramite intelligenza artificiale, al fine di eliminare i suoni di fondo come il vento e il rumore del motore, garantendo conversazioni chiare. Inoltre, grazie ad auricolari ad alta definizione e a una batteria con oltre 20 ore di autonomia, l'interfono offre un'esperienza acustica che favorisce l'intelligibilità. LS2 Spectrum sarà disponibile nella primavera del 2025 al prezzo di 159 euro. #### Matter supporta sempre più dispositivi > Fonte: DDay.it - Timestamp: 03:32 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Domotica - Tipologia: Notizia **Davide**: Una delle novità più importanti nel settore della domotica è sicuramente l'introduzione dello standard Matter, che da quando è stato rilasciato nel 2022 è supportato da sempre più dispositivi domotici che troviamo in commercio. L'obiettivo di questo standard, infatti, è quello di poter utilizzare qualsiasi applicazione, come Google Home, Apple Home o Amazon Alex, per installare e gestire tutti i dispositivi domotici acquistati, senza dover passare per le app proprietarie. Due giorni fa la Connectivity Standards Alliance ha rilasciato la versione 1.4 di Matter, introducendo diverse novità e un supporto a più dispositivi. Innanzitutto, è ora più semplice aggiungere lo stesso dispositivo a più piattaforme contemporaneamente, grazie a nuove API dedicate. Inoltre, con la nuova versione, sono ora finalmente supportati dispositivi legati alla gestione energetica, come pannelli fotovoltaici, inverter, sistemi di accumulo, pompe di calore e bollitori per l'acqua calda sanitaria. Infine, utilizzando un dispositivo dedicato, la nuova Device Energy Management Mode permetterà di gestire in modo più completo questi dispositivi, ad esempio programmandone l'accensione e gli spegnimenti in funzione del costo dell'energia. Funzionalità che attualmente sono disponibili solo per determinati ecosistemi, ma che grazie a Matter potranno comprendere dispositivi di qualsiasi produttore supportato. #### Next gen, il futuro delle console non è qui > - Timestamp: 05:11 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Gaming - Tipologia: Topic **Davide**: Esattamente quattro anni fa, per la precisione il 10 novembre 2020, uscivano nei negozi quelle che oggi definiremmo le console della nona generazione o più comunemente della next-gen, ovvero PlayStation 5, Xbox Serie X e Serie S. Per l'occasione andremo ad analizzare in questa puntata i risultati e i fallimenti di quella che è stata la generazione forse più controversa tra quelle mai uscite finora, complici anche diversi fattori straordinari che hanno contribuito a delinare un percorso ambizioso e travagliato fatto soprattutto di aspettative mal ripagate. Ma andiamo con ordine. Oltre al lancio delle due console appartenenti ai segmenti di PlayStation e Xbox, il 2020 verrà ricordato come l'anno in cui il Covid è entrato a far parte della nostra vita quotidiana, con tutte le relative conseguenze, legate prima di tutto alla salute fino ad arrivare all'enorme crisi economica globale generata dalle chiusure forzate delle aziende e dei luoghi di lavoro in generale. Tra le sfide più complesse che l'industria tech abbia mai dovuto affrontare, emerge in primis la crisi dei semiconduttori, di cui il Covid è stata la causa principale attraverso la chiusura degli impianti di produzione ed il relativo esaurimento delle scorte. Le ragioni di questo sono dovute essenzialmente ad un errore di calcolo delle aziende produttrici di semiconduttori, che di fatto durante la pandemia hanno tagliato drasticamente le previsioni di vendita, nonché i processi di produzione. Il problema è emerso quando la necessità di dover lavorare da casa e di mantenere il contatto con le persone si è manifestata attraverso un repentino aumento della domanda di dispositivi elettronici quali computer, tablet, smartphone e naturalmente console come PS5 e Xbox, che guarda caso sono state lanciate proprio nel bel mezzo di questa crisi senza precedenti. Questo precoce al resto delle vendite delle console di Sony e Microsoft, purtroppo non è stata l'unica complicazione che ha coinvolto il settore, perché nonostante la ripresa della catena di approvvigionamento dei semiconduttori, avvenuta comunque dopo più di un anno dal lancio iniziale, una volta stabilizzata la produzione delle console, l'attenzione si è spostata non tanto sulla qualità e sulle capacità computazionali di PS5 e la gamma Series di Xbox, quanto più sull'effettiva qualità dei titoli di punta che avrebbero dovuto dare finalmente avvio a questa travagliata next-gen. Specifichiamo però un presupposto che fino ad ora non è ancora stato chiarito. Che cos'è la next-gen, o la generazione successiva di una console? Questo epiteto un po ambiguo sta a indicare non la prossima, bensì l'ultima generazione di console uscite sul mercato, in grado di riprodurre titoli che le versioni precedenti non dovrebbero essere in grado di fare. D'altro canto si presume che la nuova versione di una console sia dotata di qualità e caratteristiche tecniche mai viste in precedenza, tali da permettere un concreto salto di qualità rispetto al passato. Per queste ragioni il concetto di next-gen non si è attribuito unicamente alla nona generazione di console, ma si è accostato anche a quelle precedenti uscite nel corso del tempo. PlayStation 1, ad esempio, che il prossimo 3 dicembre compirà 30 anni, è stata rivoluzionaria per alcuni aspetti che oggi diamo per scontati come il lettore CD-ROM, la grafica 3D e l'ergonomia del joypad. PS2, invece, che contribuì a consolidare ulteriormente il ruolo di Sony nel mercato videoludico, fu rivoluzionaria per aspetti come la retrocompatibilità totale con i giochi per PS1, l'introduzione di nuove periferiche hardware come il lettore DVD e i servizi online. Passando infine tra i successivi modelli di PlayStation e Xbox, siamo arrivati all'ultima generazione di console, le quali stanno puntando tutto sulla velocità e sull'eliminazione dei tanto fastidiosi caricamenti. Le due macchine possiedono entrambe un hardware di tutto rispetto e attualmente vengono prodotte in due versioni, una con un lettore Blu-ray e un'altra senza, in grado di riprodurre titoli solamente acquistati digitalmente. Tra le altre migliorie che sono state introdotte in questa generazione ci sono i 120 fps, il supporto alla tecnologia Ray Tracing, ovvero una tecnica di rendering che garantisce una gestione della luce più realistica e accurata, e infine la compatibilità con la risoluzione a 8K. Quest'ultimo punto è stato in realtà oggetto di dibatti sin dal primo giorno del lancio delle due console. Inizialmente Sony aveva infatti incluso l'etichetta a 8K sulla scatola di PS5, promettendo una futura compatibilità tramite aggiornamento del firmware. Tuttavia questa dicitura è stata successivamente rimossa dalla scatola, poiché è stato dimostrato che la console di Sony non è in grado di gestire adeguatamente l'8K a 60 fps senza compromessi a causa della sua capacità HDMI insufficiente. Per supportare correttamente questa risoluzione sarebbe infatti necessario un HDR a 10 bit, che solo Xbox Serie X possiede. Quanto ai titoli in grado di supportarlo resta solo The Tourist, che si è rivelato una cociente delusione a causa del suo stile visivo simile a quello di Minecraft e che faceva dell'8K il suo unico punto di forza. Per il resto le soluzioni di Sony e Microsoft non hanno dimostrato grandi lacune a livello hardware. Il vero problema, invece si è concentrato sulla disponibilità dei titoli tripla A, pubblicizzati come next-gen, ma che invece si sono rivelati dei banali cross-gen, e dunque rilasciati anche per le generazioni di console precedenti. Per fare un paragone è come se all'epoca di PlayStation 2, nonostante i 4,7 GB di spazio disponibile dei DVD, i giochi dovessero essere sviluppati per occupare meno di 700 MB, per poter stare su un CD-ROM, essere supportati anche sulla old-gen. Questo fattore chiaramente determina delle forti limitazioni a livello di sviluppo, perché, per garantire il porting sulle precedenti generazioni, devono essere fatti degli evidenti sacrifici anche per le next-gen. Un caso esemplare di questo tipo è stato Cyberpunk 2077, un titolo atteso per almeno 8 anni dalla fanbase, ma che al momento del lancio si è rivelato uno dei più sorprendenti flop a livello grafico e di giocabilità per un titolo "etichettato" come next-gen. Benché abbia riscosso un evidente successo a livello di copie vendute, Cyberpunk 2077 si è rivelato un vero disastro soprattutto per le versioni console che includevano sia quelle di nona generazione, sia quelle precedenti come PS4 e Xbox One. La critica su questo titolo è risultata molto divisiva, perché se da una parte gli utenti PC elogiavano la qualità e la fluidità delle animazioni, chi possedeva una console ha lamentato numerose problematiche a livello di bug e qualità di prestazioni, soprattutto per la versione old-gen che in certi frangenti risultava quasi ingiocabile. Questa situazione ha portato persino a rimuovere temporaneamente dal catalogo del PS Store Cyberpunk, sia per PS4 che per PS5. Dall'altra parte anche Microsoft non sembra sia riuscita ad avviare la next-gen nel migliore dei modi, e questo per via di flop clamorosi come quello di Redfall, oppure il lancio di titoli attesi come Starfield, ma che hanno soddisfatto solamente in parte il pubblico, che attendeva da anni il rilascio. Nonostante la lenta partenza e i numerosi insuccessi registrati da questa nuova generazione, troviamo anche dei casi isolati che sono riusciti a centrare le richieste e le aspettative dei fan, come Marvel's Spider-Man 2 e soprattutto Astro Bot, forse il primo titolo che merita di essere accostato alla next-gen per via del suo gameplay e delle interazioni tramite il DualSense di PS5. Una delle numerose critiche che sono state fatte ai titoli per PS5 riguardano infatti il ridotto sfruttamento delle potenzialità interattive fornite dal controller, come il feedback aptico e i grilletti adattivi, capaci di variare la resistenza alla pressione in base alla situazione all'interno del gameplay. Anche perché ad oggi la maggior parte delle esperienze videoludiche sono generalmente tradizionali, ovvero gameplay che non introducono particolari novità, se non nuove meccaniche di gioco apprezzabili solamente a schermo. L'unico titolo invece che ha evoluto il gameplay ad uno step successivo è stato proprio Astro Bot, grazie al quale è stata persino rilasciata una versione del DualSense, dalle texture ispirate alle caratteristiche del robot protagonista. Stiamo parlando però di un titolo uscito non al lancio di PS5, bensì un paio di mesi fa, dopo quattro anni dal lancio delle nuove console. È evidente dunque che il ritardo e la ridotta disponibilità di titoli tripla A degni di nota siano dirette conseguenze delle restrizioni legate alla pandemia di qualche anno fa che hanno di fatto rallentato in primis la produzione di console e successivamente anche i piani delle case di sviluppo, che sottoposte a costi sempre più elevati, si sono viste costrette a ridurre il personale e a chiudere gli studi, come ha fatto da poco Microsoft. A complicare ulteriormente la situazione è tornata a Sony, che giusto qualche settimana fa ha reso disponibile per l'acquisto la versione Pro di PS5, il cui annuncio, avvenuto due mesi fa, ha provocato una pioggia di critiche e commenti negativi legati al prezzo della nuova console, che attualmente è disponibile al prezzo di 799 euro per la versione digital, ai quali si dovranno aggiungere altri 150 euro per l'acquisto del lettore ottico. C'è chi pensa che la scheda video più potente, che migliora il rendering del 45% rispetto alla versione base, più altre caratteristiche, saranno funzionali per i titoli maggiormente esigenti a livello di prestazioni, come GTA 6, la cui uscita è prevista per l'autunno 2025. Anche su questo fronte, però, alcuni esperti hanno dei seri dubbi che PS5 Pro riuscirà a garantire le massime prestazioni a 60 fps. Il problema in questo senso potrebbe risiedere non tanto nella GPU migliorata, quanto nel processore che rimane il medesimo tra le due versioni. Per queste ragioni gli esperti della testata tecnologica Digital Foundry affermano che, esattamente come i precedenti titoli della saga, anche GTA 6 potrebbe non supportare i 60 fps su PS5 Pro, poiché per la versione PS5 sembra che verrà limitato a 30 fps. Lo stesso discorso non si può invece fare per la grafica, che per forza di cose sarà necessariamente migliore su PS5 Pro. Tuttavia, anche quest'ultima analisi si base essenzialmente su opinioni dedotte da informazioni attuali, anche perché, conoscendo l'andamento attuale del settore videoludico e la portata mediatica del titolo, non abbiamo nemmeno la certezza che GTA 6 uscirà effettivamente l'anno prossimo. È chiaro, dunque, che la situazione attuale del mercato videoludico console, presentano numerose sfaccettature che meritano un'analisi ancora più approfondita. Ma quello che sappiamo è che l'attuale generazione di console ha attraversato una fase iniziale caratterizzata da notevoli difficoltà. Le problematiche riscontrate finora, infatti, non sono state di scarsa rilevanza. La carenza di semiconduttori ha significativamente limitato la disponibilità delle piattaforme sul mercato, mentre la transizione generazionale si è rivelata più graduale rispetto al passato, con numerosi titoli cross-gen che non hanno pienamente sfruttato le potenzialità dell'hardware di nuova generazione. Tuttavia, sarebbe riduttivo considerare questa fase come definitiva, anche perché l'industria videoludica sta attraversando una profonda trasformazione e diversi fattori potrebbero ridefinire il successo di questa generazione nel prossimo futuro. Ad esempio, il panorama dei servizi in abbonamento, con PlayStation Plus e Xbox Game Pass, che stanno ridefinendo le modalità di fruizione dei contenuti e questa evoluzione potrebbe portare a nuovi modelli di business e di distribuzione, influenzando significativamente il mercato. Per concludere, lecito pensare che il biennio 2025-2026 si preannuncerà determinante per questa generazione di console, dove la pubblicazione di titoli tecnicamente più ambiziosi, unita all'evoluzione dei servizi e all'innovazione tecnologica, potrebbe segnare un punto di svolta significativo, ridefinendo il percorso travagliato di questa generazione. #### Conclusione - Timestamp: 17:09 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e46 ## AWARE: come l’IA può rendere più efficiente il sistema fiscale > Nel panorama odierno, l'[intelligenza artificiale](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e36?t=286) sta cambiando il volto di numerosi settori, inclusa l'amministrazione fiscale. In Italia, l'integrazione dell'IA nel sistema fiscale rappresenterebbe una [grande opportunità](https://www.dentrolatecnologia.it/s5e26?t=234) per migliorare l'efficacia e la precisione delle operazioni fiscali, riducendo al contempo i margini di errore e potenziando la capacità di individuare frodi ed evasioni. Tuttavia, questa trasformazione comporta anche delle sfide che devono essere affrontate per garantire un'implementazione efficiente e sicura. Per esplorare a fondo queste tematiche abbiamo invitato [Martina Lasco](https://www.dentrolatecnologia.it/martina.lasco.html), Public Affairs Specialist di [AWARE](https://www.dentrolatecnologia.it/aware.html). Nella sezione delle notizie parliamo di un progetto della Cina per realizzare una [navetta spaziale](http://en.people.cn/n3/2024/1112/c90000-20240042.html) cargo riutilizzabile e infine della volontà del Governo italiano di investire 1 miliardo di euro nelle [startup](https://it.wikipedia.org/wiki/Startup). - Stagione: 6 - Episodio: 46 - Data di pubblicazione: 2024-11-16 06:45:00 - Durata: 36:04 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e46](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e46) - Episodi correlati: s5e26, s6e36 - Tag: intelligenza artificiale,fisco,evasione,automazione fiscale,digitalizzazione,analisi dati fiscali,verifica dati fiscali,tributi,ia,sistema tributario,automazione audit,comunicazione,contribuente,ia,startup,fond pubblici,butti,sviluppo tecnologico,ue,investimenti,cina,navetta,tiangong,artemis,luna,martina lasco,aware ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Martina**: Un regolamento dell'Unione Europea sulla protezione dati, il famoso GDPR, iniziava ad ipotizzare l'utilizzo della digitalizzazione, di sistemi di digitalizzazione anche per il sistema fiscale. Invece all'interno dell'AI Act, che disciplina praticamente tutti gli aspetti della vita dei cittadini europei, non viene mai fatta menzione al sistema fiscale. Quindi stiamo parlando di un settore estremamente resistente al cambiamento, il che è un gran peccato perché come vedremo oggi in realtà ci sono grandi possibilità di utilizzo. **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo dell'impatto che potrebbe avere l'intelligenza artificiale nel sistema fiscale italiano, al fine di migliorare l'efficacia e la precisione delle operazioni fiscali, riducendo al contempo i margini di errore, le frodi e le evasioni. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Il progetto della navetta cargo cinese > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:32 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Spazio - Tipologia: Notizia **Davide**: Recentemente la Cina ha presentato il design di una navicella spaziale per il trasporto di carichi verso la stazione spaziale Tiangong, che potrà essere riutilizzata più volte nel corso della sua vita operativa. La navicella è lunga 10 metri e larga 8 e secondo quanto dichiarato dal capo progettista è stata pensata per combinare le caratteristiche di un veicolo spaziale ed un aereo, dunque esattamente come lo Space Shuttle americano sarà in grado di decollare tramite un razzo e rientrare poi su una pista di un aeroporto come un normale aeroplano. Essendo però ancora in fase di verifica ingegneristica è probabile che la costruzione inizierà a partire dal prossimo decennio, tuttavia una volta ultimata andrà a sostituire l'attuale capsula che invece non può essere recuperata dopo una missione. L'ideazione della nuova capsula si inserisce nel programma spaziale cinese per la realizzazione di una stazione di ricerca lunare, che attualmente si pone in diretta competizione con la missione Artemis della NASA, con l'obiettivo di riportare gli umani sulla luna e utilizzare il satellite come avamposto per il lancio di future missioni verso Marte. #### Il Governo vuole investire un miliardo nelle startup > Fonte: IlSole24Ore.com - Timestamp: 02:38 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Intelligenza Artificiale, Pubblica Amministrazione - Tipologia: Notizia **Davide**: Il 13 e 14 novembre si è tenuto a Milano l'evento AI Transition 2024 organizzato dal Sole 24 Ore, dove diverse aziende hanno portato la loro testimonianza nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale ed è stata un'occasione per il governo per parlare di regolamentazione e di investimenti per questo settore. Nel corso dell'evento, infatti, il sottosegretario all'innovazione tecnologica, Alessio Butti, ha elogiato il lavoro fatto dall'Unione Europea con l'AI Act, affermando che la regolamentazione è fondamentale nel momento in cui, come nel caso dell'AI, non si conosce ancora totalmente il futuro della tecnologia e non se ne comprendono ancora completamente i rischi ad essi legati. Tuttavia, dall'altra parte, è necessaria una spinta da parte delle istituzioni e dei privati per agevolare ed investire in startup e progetti tecnologici, rendendo quindi l'Italia e l'UE competitive a livello internazionale. Per questo motivo, il sottosegretario ha annunciato che il governo sta elaborando un disegno di legge per investire un miliardo di euro per lo sviluppo e l'assistenza alle startup e per trovare uno strumento che coinvolga la partecipazione di investitori privati, così da trattenere e sviluppare in Italia i numerosi talenti e le aziende che fanno ricerca nel settore tecnologico. #### AWARE: come l’IA può rendere più efficiente il sistema fiscale > - Timestamp: 04:03 - Autori: AWARE, Martina Lasco, Davide Fasoli, Luca Martinelli - Argomenti: Diritto, Finanza, Intelligenza Artificiale - Tipologia: Intervista **Davide**: Nel panorama odierno l'intelligenza artificiale sta cambiando il volto di numerosi settori, inclusa l'amministrazione fiscale. In Italia l'integrazione dell'IA nel sistema fiscale rappresenterebbe una grande opportunità per migliorare l'efficacia e la precisione delle operazioni fiscali, riducendo al contempo i margini di errore e potenziando la capacità di individuare frodi ed evasioni. Tuttavia questa trasformazione comporta anche delle sfide che devono essere affrontate per garantire un'implementazione efficiente e sicura. E per esplorare a fondo queste tematiche parliamo con Martina Lasco, Public Affairs Specialist di AWARE. Benvenuta Martina. **Martina**: Ciao Davide. **Davide**: Prima di entrare nel vivo di questa puntata, raccontaci brevemente chi è AWARE, dato che non vi occupate solamente di intelligenza artificiale e fisco. **Martina**: Bene, AWARE è un think tank di ragazzi, di giovani ragazzi che si occupano in realtà di vari settori. Io appunto per esempio mi occupo di public affairs, quindi di politiche pubbliche, lobbying, eccetera, che sono però fortemente interessati alla digitalizzazione, al processo di digitalizzazione e alla sostenibilità. Questi sono i nostri due macro temi e cerchiamo di dare il nostro contributo, come possiamo, alla politica e alla conoscenza in questi settori. **Davide**: Ok, parlando invece di rapporto tra intelligenza artificiale e controllo fiscale, quali sono appunto le opportunità e le sfide legate all'integrazione dell'IA nel sistema fiscale italiano? **Martina**: Allora sicuramente se vogliamo parlare di opportunità e partire da questi per una nota positiva per iniziare, sono sicuramente tantissime. A partire dalla cosa più ovvia che ci viene in mente che è la gestione di una grande mole di dati, e quindi anche delle dichiarazioni fiscali nel minor tempo possibile, una capacità di verifica e controllo maggiore, più immediata ma anche più efficiente, e sicuramente anche una maggiore attenzione per tutto ciò che riguarda la compliance e l'adempimento fiscale da parte dei contribuenti. Quindi sia una conoscenza migliore del contribuente di qual è il suo ruolo all'interno del sistema, ma dall'altra parte anche una maggiore conoscenza del sistema del contribuente stesso. Chiaramente le sfide sono intrinseche all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, ma direi in senso più ampio alla digitalizzazione. Riguardano prima di tutto per esempio la sicurezza dei dati e la privacy. Quindi i due macro temi quando si parla di digitalizzazione, privacy e protezione dati dei cittadini, e dall'altra parte la sicurezza informatica con la cyber sicurezza. Chiaramente trattandosi di un dato fiscale, parliamo di un dato estremamente sensibile, quindi questi due temi diventano veramente, direi, il punto focale, diciamo quasi di detrazione rispetto a quello che può essere un approccio felice e facile dell'intelligenza artificiale all'interno del sistema. Sicuramente, vista la delicatezza del dato, grande importanza riveste anche la qualità del dato, che deve essere ottimale proprio per evitare di incorrere in errori e in tutto ciò che poi può essere problematico per il contribuente e per il fisco. A questo punto, però, menzionerei un'ultima sfida, che anche questa è di carattere più generale per quanto riguarda lo stato italiano, che riguarda la formazione. Questo è un grande tema in Italia quando si parla di digitalizzazione. Basta vedere sul PNRR, tantissimi investimenti, tantissime spese sono dedicate alla formazione del personale pubblico, perché appunto in Italia c'è un grosso ritardo per quanto riguarda la formazione rispetto agli strumenti digitali del personale. Chiaramente implementare sistemi di IA all'interno del sistema fiscale vuol dire prima di tutto avere un fisco allineato, un fisco pronto e in grado di utilizzare gli strumenti. Questo è la protezione dati, direi che sono i due macro problemi quando parliamo dell'implementazione dell'IA nel sistema fiscale italiano. **Davide**: Ok, quindi mi pare di capire che stiamo parlando di un futuro, un possibile futuro, uno sviluppo futuro del controllo fiscale. L'intelligenza artificiale, nel nostro ordinamento oggi non è utilizzato, giusto? **Martina**: Esatto, in realtà abbiamo una prima traccia, diciamo chiara, del possibile utilizzo dell'intelligenza artificiale all'interno del sistema fiscale con una legge di delega al governo per la riforma del sistema fiscale che è stata approvata ad agosto dell'anno scorso. Quindi stiamo parlando comunque di un annetto, questa normativa è fuori da un annetto e essendo una legge di delega si tratta solo di un indirizzo, cioè viene solo detto per riformare il sistema fiscale il governo italiano dovrà avvalersi di sistemi di intelligenza artificiale per fare questo questo e questo. Chiaramente però qualsiasi cosa va declinata in un regolamento, in una legge più chiara, più approfondita che consenta poi di mettere veramente in piedi l'utilizzo dell'IA. È giusto quello che dici, non c'è ancora un utilizzo chiaro, un utilizzo reale e questo si rifà molto a quello che dicevamo prima sulla resistenza al cambiamento per quanto riguarda un dato talmente sensibile. Mi permetto di dire due parole su questo. Basta pensare, basti pensare che l'Unione Europea stessa, baluardo di innovazione, primo regolamento sull'intelligenza artificiale complessivo, ha fatto in realtà un passo indietro sul sistema fiscale, nel senso che un regolamento dell'Unione Europea sulla protezione data, il famoso GDPR, iniziava ad ipotizzare l'utilizzo della digitalizzazione, di sistemi di digitalizzazione anche per il sistema fiscale. Invece, all'interno dell'AI Act, che disciplina praticamente tutti gli aspetti della vita dei cittadini europei, non viene mai fatta menzione al sistema fiscale. Quindi stiamo parlando di un settore estremamente resistente al cambiamento, il che è un gran peccato perché, come vedremo oggi, in realtà ci sono grandi possibilità di utilizzo. **Davide**: Ma questo perché per le sfide che hai citato poco fa, e quindi anche il rapporto con i dati personali potenziali dei cittadini, anche perché penso che già oggi l'intelligenza artificiale, come dicevamo, non si utilizza. Però ci sono dei casi in cui sono stati utilizzati, è stato utilizzato il cosiddetto data scraping per recuperare anche online pubblicamente, nel web emerso, dei contenuti, anche dai social network, per combinare ciò con le dichiarazioni dei redditi. **Martina**: Assolutamente sì. Quello che menzionavi è sicuramente l'utilizzo delle tecniche di text mining, che è uno degli utilizzi più interessanti dell'intelligenza artificiale, perché si tratta appunto di analizzare il linguaggio naturale, sia dei documenti fiscali, ma anche di e-mail, comunicazioni, e come giustamente menzionavi tu anche attività sui social network, quindi una vera e propria analisi semantica del comportamento del cittadino e del contribuente. L'altra faccia della medaglia però la menzionavi prima ed è questa forte resistenza rispetto alla privacy del contribuente, alla tutela del contribuente, per cui anche questi utilizzi non sono prima di tutto mai fatti a norma di legge, nel senso che la legge va più lenta di quello che poi è il cambiamento concreto, e l'evoluzione concreta del settore, ma questo quando si parla di digitale purtroppo è un classicone, quindi ce lo prendiamo per quello che è. Dall'altra parte perché la resistenza non proviene solamente da chi fa le leggi ma anche da chi le rispetta, quindi il cittadino è la prima persona estremamente interessato alla tutela della sua privacy quando si tratta di fisco, evidentemente. Quindi queste due cose entrano in forte contrasto. È perfetto l'esempio del text mining che facevi perché è un utilizzo dell'IA estremamente interessante e che ormai è anche quello pervasivo in tutti i settori. Ecco. **Davide**: Ok, e quindi in che modo l'intelligenza artificiale può migliorare la raccolta e l'analisi dei dati per individuare attività sospette o appunto potenziali evasioni? **Martina**: Allora sicuramente dal punto di vista di analisi e raccolta dati è a mio parere, a mio modesto parere, l'uso migliore che si potrebbe fare dell'IA, cioè la fase del processo di interazione tra il fisco e il contribuente nel quale l'IA potrebbe trovare la sua massima espressione. Prima di tutto per quello che dicevamo prima, grosse quantità di dati da analizzare e quindi perfetto per gli algoritmi di IA, miliardi di dati per addestrarli e miliardi di dati per creare anche dei meccanismi predittivi che possano poi facilitare le operazioni successive. A questo aggiungerei un altro fattore molto importante che è secondo me uno dei problemi che il sistema fiscale italiano, come tanti altri però mi sento di dire, ha in questo momento l'IA potrebbe essere la risposta. Ancora non ci siamo arrivati del tutto e si tratta dell'integrazione tra dati di diverso tipo. Con questo che cosa intendo dire? Che ad oggi il contribuente in quanto persona a sé stante è collegato sia a una dichiarazione dei redditi ma anche ad altri documenti fiscali che però non sono sempre in grado di comunicare tra loro nel migliore dei modi. Questo banalmente mi viene in mente il 730. Lo vediamo quando si compila il 730, un documento estremamente facile in cui però troviamo spesso tantissimi errori che vengono fatti dal sistema e vengono fatti dal sistema proprio perché non è così ovvia l'integrazione dei dati. In questo senso l'IA potrebbe essere un grandissimo aiuto perché vi sono algoritmi e strumenti di IA che sono specializzati in questo, sono specializzati in una lettura multipla di dati di diverso tipo ma anche nel trovare chiavi di lettura che possano renderli in un certo senso uniformi e più facili da decifrare. Quindi questo secondo me è veramente il settore in cui potremmo beneficiare tantissimo dell'utilizzo dell'IA. Mi viene da dire sì, che è assolutamente il migliore e come dicevamo prima ultimo modo in cui può entrare l'IA nella raccolta dati e nell'analisi dati mediante meccanismi predittivi, quindi anche una sorta di previsione di quello che poi sarà il gettito fiscale, chiaramente tramite uno storico di addestramenti importanti per i sistemi di intelligenza artificiale che secondo me potrebbe avere un impatto, qui stiamo ragionando, non più solo nell'immediato ma anche nel medio e lungo periodo e questo secondo me è estremamente interessante. **Davide**: Ok, invece per la verifica e controllo dei dati fiscali da parte dell'Agenzia delle entrate, come può supportare l'individuazione appunto di schemi di frode? **Martina**: Allora questo è un aspetto anche interessante perché è uno dei tre diciamo settori che la legge che menzionavamo prima, la legge di delega, immaginava per l'intelligenza artificiale. La famosa legge per cui non ci sono regolamenti attuativi né decreti legislativi diceva l'intelligenza artificiale deve essere utilizzata soprattutto per combattere le frodi fiscali e identificare evasori. Appunto, non abbiamo ancora applicazioni concrete, ma sicuramente l'esempio che facevi prima del text mining e dell'analisi semantica dei contenuti dei contribuenti è uno degli indicatori più interessanti. Proprio la possibilità dell'intelligenza artificiale di integrare fonti di dati diversi potrebbe aiutarci a costruire sia un modello predittivo funzionale nel tempo, ma anche a identificare in modo più chiaro quelli che sono i casi da attenzionare. Con questo che cosa intendo dire? Che mediante una network analysis, quindi un'analisi che riguardi dati di individui, aziende e grandi attori economici, si potrebbe arrivare ad identificare quelle che sono transazioni sospette e anche eventuali reti sospette. A seguito della network analysis, ovviamente è necessario che entrino in gioco algoritmi di clustering e che vadano a classificare effettivamente i contribuenti e a raggrupparli in sottogruppi in relazione a dei comportamenti che possiamo considerare simili tra loro. In questo modo si potrebbe identificare un gruppo di contribuenti in particolare. Chiamiamoli, diamogli il colore rosso, va? Ecco verde, giallo e rosso. Rosso sono quelli che vogliamo andare ad attenzionare. E questo secondo me è un vantaggio notevole per il fisco, è un meccanismo di semplificazione, ma anche di velocizzazione dei processi notevoli, perché al momento tutto questo viene effettuato mediante un controllo sia aiutato da strumenti digitali e da prime tecniche di IA, ma soprattutto manuale degli operatori. Ecco. **Davide**: Ok, quindi si tratterebbe di concentrare le forze dove effettivamente possono avere un impatto maggiore, perché ovviamente poi le risorse umane non sono illimitate, quindi è meglio concentrarsi su le evasioni più importanti. **Martina**: Esatto, e infatti questo si collega anche all'utilizzo che in realtà viene già fatto in America dell'intelligenza artificiale. L'intelligenza artificiale entra in gioco nel sistema americano dal 2022. Nel 2022 in America si è avuta questa rivoluzione, per così dire, del sistema fiscale. L'amministrazione americana è tuttora impegnata in un processo di revisione, nel sistema fiscale. E tra le altre cose si è iniziato ad utilizzare l'intelligenza artificiale proprio con questo scopo qui. Andiamo ad identificare immediatamente i grandi evasori, andiamo a recuperare soldi per il fisco e come giustamente dicevi tu, a concentrare le risorse dove sono più necessarie. Questo però, chiaramente, rimane un controllo preventivo. Questo va sottolineato e chiaramente facendo riferimento a tutte le questioni sulla privacy che menzionavamo all'inizio, in Italia idealmente dovrebbe essere uguale. Cioè l'intelligenza artificiale fa un primo screening, il controllo finale, la definizione di quelli che sono gli attori veramente problematici è comunque nelle mani di un operatore, giustamente, come è giusto che sia così. Ecco, gli Stati Uniti stanno facendo esattamente questo, quindi è un ottimo esempio. **Davide**: Ok, e invece nel momento in cui il contribuente fa la dichiarazione dei redditi e ci dovesse essere un contrasto con quello che può essere il calcolo fatto da l'Agenzia delle entrate, come può l'intelligenza artificiale quindi contribuire, quale può essere l'apporto dell'IA, nella fase appunto di audit fiscale per facilitare la comunicazione tra le parti? **Martina**: Allora, se io dovessi immaginare il processo di integrazione dell'intelligenza artificiale all'interno del sistema fiscale italiano, io partirei da questo. Nel senso che questa è una parte veramente facile, perché si tratterebbe di andare a snellire il processo di interazione tra il contribuente e il sistema fiscale, mediante, non so, magari chatbot, assistenti virtuali. Qualcosa che in realtà in minima parte viene già fatto. Mi vengono in mente i call center automatici. Ecco, quello in realtà è basato su tecniche di intelligenza artificiale. Quindi è qualcosa su cui ci siamo già avviati, ma chiaramente è una fase in cui l'intelligenza artificiale potrebbe avere un grosso ruolo anche qui, perché andrebbe a snellire le procedure partendo da un'automatizzazione dei documenti complessiva. Quindi non solo carichiamo il documento online, ma anche da una generazione vera e propria automatica di documenti. Quindi un'automatizzazione delle lettere, delle notifiche, delle richieste di informazione. Qui stiamo parlando di tutti i documenti che sono in realtà prodotti dal contribuente o dal fisco. Sono documenti standard nei quali l'intelligenza artificiale, mediante anche il riconoscimento ottico dei caratteri, potrebbe assolutamente essere in grado di riprodurre e potrebbe essere di grande aiuto. Potrebbe essere di grande aiuto anche nell'ottica di semplificare l'interazione tra fisco e contribuente, ma anche di andare a carpire quelle che sono le sfumature più sottili del tema. L'intelligenza artificiale ha evidentemente una capacità di analisi anche di dati, appunto qui siamo nella sfera quantitativa, quindi dobbiamo poterci affidare a questi sistemi sulla sfera quantitativa, per cui sarebbe di grosso aiuto e mi verrebbe da dire anche estremamente facile, perché ci sono già portali online automatizzati, sistemi di call center. Si tratterebbe veramente solo di affidarsi all'intelligenza artificiale per tutto ciò che riguarda la reportistica più dettagliata, in modo da snellire le procedure, risparmiare tempo, risparmiare risorse. Questa è una cosa che letteralmente, se non ci fosse tanta resistenza al cambiamento, si potrebbe fare dopo domani, mi viene da dire. **Davide**: Ok, quindi in questo caso si tratterebbe ovviamente al netto di quello che è specifico per il controllo fiscale, o comunque tutto ciò che riguarda appunto il fisco, in realtà sarebbe un utilizzo in questo caso dell'intelligenza artificiale generativa, come hai citato ad esempio i chatbot, che in realtà potrebbe essere applicata in ogni aspetto della pubblica amministrazione. Ecco. **Martina**: Assolutamente sì, assolutamente sì. E sarebbe, ecco secondo me, quello è il vero primo passo per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale in Italia. Nel senso che si tratterebbe di abituare anche il cittadino ad avere fiducia in questo tipo di sistemi, a vedere questi sistemi come aiuti e non sempre come nemici condannabili, cattivi da cui rifuggire. Quindi secondo me sì, assolutamente sì, si potrebbe partire da lì, come giustamente dicevi tu, anche nell'ambito di uno spettro più ampio di utilizzo dell'intelligenza artificiale all'interno dell'amministrazione. **Davide**: Ok, e quindi invece una fase anche questa un po più specifica su quello di cui stiamo parlando è invece la determinazione dell'imposta dovuta. Quindi l'intelligenza artificiale, come in parte dicevi anche prima, può aiutare a mitigare quelli che potrebbero essere degli errori, anche mettendo in relazioni i dati tra loro. Quindi in questo senso come può essere utilizzata l'intelligenza artificiale per ridurre l'errore umano e quindi fare una determinazione più precisa. **Martina**: Allora mi vengono in mente subito due utilizzi facili proprio. Il primo è quello che menzionavi tu velocemente, che riguarda i controlli incrociati. Quindi la possibilità di comparare più documenti fiscali, comparare fonti di dati differenti, con una capacità di leggere più linguaggi contemporaneamente e di gestire le differenze. Dall'altra parte, mediante un'analisi di text mining e quindi di analisi semantica, questa un po più difficile per le questioni di privacy che menzionavamo prima, ma che come dicevi tu giustamente all'inizio in parte avviene già in realtà, la costruzione di una vera e propria profilazione del contribuente nel modo più completo e complesso possibile e questo evidentemente avrebbe un impatto anche sulla riduzione degli errori di calcolo dell'imposta perché ci darebbe una fotografia il più sicura possibile del contribuente. Dall'altra parte mi viene in mente un utilizzo che io trovo molto interessante ma che purtroppo vediamo ancora poco, di cui si è parlato un po in America ma in realtà non viene attuato ancora neanche lì, che riguarda l'analisi degli scenari What-If. Questa è una cosa secondo me super interessante perché l'analisi di scenari What-If mediante sistemi d'IA può aiutare a valutare l'impatto di varie decisioni finanziarie sull'imposta dovuta, fornendo poi in realtà anche un'indicazione per la pianificazione fiscale. Quindi sia per il contribuente ma anche per il fisco in realtà dare un'indicazione di quelli che sono scenari potenziali. Questo ovviamente, siamo ben lontani da questo, ma sicuramente la possibilità di controlli incrociati e riconoscimento immediato delle incongruenze, come dicevamo già prima, è la cosa più ovvia e immediata in cui l'intelligenza artificiale può aiutarci. La riduzione dell'errore umano, dell'errore manuale, è la chiave in questo settore qui. E questo passa anche per una maggiore fiducia da parte del cittadino dell'intelligenza artificiale. Certo, se l'intelligenza artificiale viene a tuo vantaggio, diventa uno strumento sicuro su cui puoi riporre giusti presupposti. Un esempio pratico può essere per esempio il calcolo delle detrazioni. L'IA può essere utile per determinare automaticamente le detrazioni applicabili e quindi velocizzare anche un po il tutto. Oppure per i contribuenti con più fonti di reddito quello che dicevamo prima, quindi l'IA può andare a consolidare dati e garantire che tutti gli aspetti siano considerati nel calcolo finale. È l'esempio che facevamo prima del 730. Di quando apri il 730 e ti viene fuori una seconda casa che tu non hai e non hai mai visto. In questo modo qui con la famosa analisi e raccolta dati a monte di cui parlavamo prima, l'IA è già immersa nella possibilità di venire incontro ai contribuenti per il giusto calcolo dell'imposta. **Davide**: Ok, mi è fatto venire in mente una cosa quando hai parlato degli scenari What-If. L'intelligenza artificiale quindi può essere utilizzata anche a livello macroscopico per ad esempio per quanto riguarda la legge di bilancio e prevedere quale sarà l'imposta futura, predisporre delle imposte in modo tale da avere una visione di insieme e quindi determinare le imposte corrette. **Martina**: Assolutamente sì e infatti hai completamente colto nel segno, nel senso che occupandomi di public affairs la legge di bilancio per noi è il momento in cui si tirano le somme anche per i nostri eventuali clienti. Ecco, per chi non lo sapesse, public affairs mi occupo di lobbying e appunto lavoro in una società di lobbying aiuto i miei clienti, che sono delle aziende, ad entrare in contatto con il mondo della politica nel miglior modo possibile. La legge di bilancio è chiaramente il momento in cui si tirano le somme, in cui si definisce a quale settore della vita pubblica va cosa, quanto, e quindi è estremamente importante questo aspetto. Cioè, utilizziamo l'intelligenza artificiale anche per andare a capire, in senso macroscopico, l'economia italiana dove sta andando, come possiamo allocare le risorse nel miglior modo possibile. Ovviamente siamo ben lontani da quell'utilizzo, ma quando prima dicevo: questo è un aspetto che mi piace molto, mi riferivo proprio a questo. Sarebbe ottimale avere una previsione di quello che avremo in tasca nell'ottica di dividere nel modo migliore possibile tra i vari settori della vita pubblica. **Davide**: E secondo te l'utilizzo dell'intelligenza artificiale può avere un impatto maggiore in quest'ultimo caso, quindi a livello macroscopico, oppure per contrastare l'evasione fiscale? **Martina**: Allora io credo che, se devo ragionare in un'ottica di breve periodo, siamo sicuramente più vicino al secondo utilizzo, nonostante sia bello problematico, ecco dal punto di vista di raccolta dati per la privacy dei cittadini, mi sembra che siamo più vicino a quell'utilizzo lì, nel senso che, a livello macroscopico, il bilancio dello Stato è probabilmente la cosa di per sé ritenuta più sensibile dalla politica italiana, quindi temo che per un bel po di anni non ci si metterà mano. La speranza è che ci si metta a mano, e che ci si metta a mano seguendo un po in realtà la linea che noi abbiamo tracciato per l'utilizzo all'interno del sistema fiscale, quindi con una prima fase di accompagnamento dell'umano, e quindi della mano umana, con strumenti di intelligenza artificiale, e pian piano sempre una maggiore integrazione. Sarebbe veramente molto bello immaginare uno scenario in cui succede questo, perché sarebbe uno scenario anche più trasparente per i cittadini, ovviamente. **Davide**: Ok, visto che abbiamo affrontato tutte le fasi del rapporto tra contribuente e fisco, qual è invece l'utilizzo che può avere l'intelligenza artificiale, il ruolo anzi, nella fase di riscossione dei tributi? **Martina**: Nella fase di riscossione dei tributi siamo anche qui in un settore un po complesso, dal mio punto di vista, nel senso che al momento non siamo probabilmente né dotati delle infrastrutture giuste per fare una roba del genere, né di una propensione. **Davide**: Innanzitutto, che cosa intendiamo in questa fase, cioè ce la spieghi un attimo. **Martina**: Allora, prima abbiamo fatto l'esempio del calcolo dell'imposta. Ok, il cittadino riceve la proposta quantitativa, che poi non è la proposta, diciamo, riceve la quantità che deve allo Stato. La fase di riscossione è il momento in cui lo Stato ottiene dal cittadino quello che il cittadino deve. Quindi siamo in un momento in realtà di forte interazione tra lo Stato, cioè tra il fisco e il contribuente. Quando dico che non siamo dotati delle infrastrutture giuste, intendo dire che al momento la riscossione dei tributi in Italia al di là dell'intelligenza artificiale non ha neanche subito un processo di digitalizzazione adeguato. Quindi siamo proprio indietro qui, ok? Dall'altra parte la resistenza al cambiamento che riguarda questo settore non ha solo a che fare con le alte considerazioni in materia di privacy, ma come abbiamo cercato di dire prima un po "toccandola piano" direi così, anche con l'aspetto più quantitativo ed economico dell'interazione tra contribuente e fisco e quindi anche da questo punto di vista forse la fase in cui proprio i contribuenti possono essere più resistenti al cambiamento di fare entrare l'intelligenza artificiale. Comunque, volendo immaginare un ruolo per l'intelligenza artificiale all'interno anche di questa fase sicuramente si potrebbe immaginare un ruolo di facilitatore delle comunicazioni e quindi ecco anche lì automatizzazione dei processi, automatizzazione delle comunicazioni, automatizzazione non solo dal punto di vista di calcoli fiscali, ma proprio un po anche quello che dicevamo prima, creazione automatica dei documenti. Quindi ecco una sorta di intermediario tra il contribuente e il fisco. A mio parere proprio perché è una fase veramente sensibile, una fase in cui il cittadino si vede esposto forse e in modo più visibile e sensibile rispetto al fisco è una fase, la fase in cui forse ci sarà più resistenza questo cambiamento, sì. **Davide**: Ok, e per chiudere un ultimissima cosa, una domanda che si fa sempre quando si parla di intelligenza artificiale, cioè quella delle allucinazioni. Non c'è rischio che utilizzare in modo così pervasivo l'intelligenza artificiale nel sistema fiscale possa in qualche modo essere controproducente perché appunto potrebbero esserci delle allucinazioni dell'intelligenza artificiale oppure magari ammettendo sempre l'uomo alla fine di questo processo il problema non si pone? **Martina**: Allora, sicuramente è un cambiamento graduale, è un cambiamento graduale sia per preparare noi, per essere preparati ad accogliere questo cambiamento, ma anche in realtà per seguire quelle che sono proprio le evoluzioni delle tecnologie. Quindi è anche giusto che venga dato il tempo, ma proprio il tempo materiale di arrivare a un livello di performance adeguato, quindi assolutamente sì. Da questo punto di vista quello che dicevi è molto giusto, cioè siamo in un settore molto delicato, al di là, ecco, di considerazioni generali. Parlando proprio di questo settore, uno degli elementi che potrebbe spingere questo cambiamento è proprio la compartecipazione dell'essere umano di cui parlavi tu prima. Mi viene in mente allo stesso modo anche il settore della giustizia. Da quando si sta parlando di integrazione dell'intelligenza artificiale in tutti i settori della vita, si parla chiaramente anche di giustizia e si parla spessissimo di giustizia predittiva. Nel senso c'è un mega dibattito. Utilizziamo l'intelligenza artificiale per aiutare i giudici a emettere un verdetto. Questo è un po lo stesso. **Davide**: Però anche in questo caso l'AI Act non lo ha reso possibile. **Martina**: Esatto. **Davide**: Permette l'utilizzo dell'intelligenza artificiale solo in una fase ad esempio di ricerca di normativa, giurisprudenza. **Martina**: Di sburocratizzazione pura e facilitatore di ricerca. Quindi anche lì il vero dibattito è questo qui. Ci affidiamo completamente all'intelligenza artificiale? Con una prima risposta dell'AI Act, ma che ti dirò, in realtà viene ripresa molto spesso anche in Parlamento italiano. In Parlamento c'è stata un'indagine conoscitiva sull'implementazione dell'intelligenza artificiale nel settore della giustizia e tutti: giudici, procuratori, professori hanno sottolineato questa cosa che dicevi tu prima. Cioè, partiamo, ma partiamo tenendo centrale il ruolo dell'uomo, affidandoci al controllo finale dell'essere umano. Mi viene da dire che anche per il settore del fisco l'indirizzo sia assolutamente lo stesso. Riconosciamone la delicatezza. Procediamo con cautela, però procediamo. Perché l'altro rischio che si corre, se da una parte abbiamo le allucinazioni, abbiamo l'errore fatale che può comunque commettere un sistema dell'intelligenza artificiale, dall'altra parte abbiamo una lentezza sistemica che ci trasciniamo indietro da anni. Quindi, comunque, qualcosa bisogna iniziare a fare, ecco. **Davide**: Sì, sì. Va bene, allora grazie Martina per averci spiegato veramente nel dettaglio quale può essere l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel settore appunto del fisco e averci fatto capire appunto qual è il suo grande potenziale. Alla prossima. **Martina**: Davvero grazie a voi, a presto. #### Conclusione - Timestamp: 35:12 - Tipologia: Conclusione **Davide**: E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio. Per qualsiasi tipo di domanda o suggerimento scriveteci a redazione@dentrolatecnologia.it, seguiteci su Instagram a @dentrolatecnologia dove durante la settimana pubblichiamo notizie e approfondimenti. In qualsiasi caso nella descrizione della puntata troverete tutti i nostri social. Se trovate interessante il podcast condividetelo che per noi è un ottimo modo per crescere e non dimenticate di farci pubblicità. Noi ci sentiamo la settimana prossima. --- # s6e47 ## Quando la tecnologia si intreccia con il tessuto > Abbiamo già trattato in altre puntate di come la [miniaturizzazione dei chip](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e40?t=235) abbia in breve tempo portato sul mercato tutta una serie di [accessori tecnologici indossabili](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e20?t=248) a prezzi accessibili e con funzionalità sempre più complete, ma oggi vogliamo approfondire un altro tipo di tecnologia indossabile emergente che, al momento, è ancora in una fase preliminare di ricerca ma che in futuro, potrebbe essere di fondamentale importanza, soprattutto in quattro settori. La tecnologia in questione è quella dei tessuti intelligenti, o [e-textiles](https://en.wikipedia.org/wiki/E-textiles) e, più in generale, dell'abbigliamento smart. Presto, grazie a queste tecnologie, si potranno integrare sensori e display anche in pantaloni, maglie o camicie. E a beneficiarne non è solamente l'estetica o il comfort. Nella sezione delle notizie parliamo delle caratteristiche del nuovo simulatore di volo [Microsoft Flight Simulator 2024](https://www.flightsimulator.com/microsoft-flight-simulator-2024/), del nuovo [supercomputer](https://it.wikipedia.org/wiki/Supercomputer) più potente in Europa di [Eni](https://www.eni.com/it-IT/azioni/tecnologie-transizione-energetica/supercalcolo-intelligenza-artificiale/supercomputer.html) e infine della realizzazione di un [gemello digitale](https://www.dentrolatecnologia.it/s4e43?t=286) della [Basilica di San Pietro](https://virtual.basilicasanpietro.va/it). - Stagione: 6 - Episodio: 47 - Data di pubblicazione: 2024-11-23 06:45:00 - Durata: 16:13 - URL: [https://www.dentrolatecnologia.it/s6e47](https://www.dentrolatecnologia.it/s6e47) - Episodi correlati: s4e13, s6e20, s6e40 - Tag: e-textiles,tessile,tessuti,tecnologia indossabile,indumenti intelligenti,abiti intelligenti,project primrose,lg,abiti smart,sicurezza,salute,sport,moda,fashion,basilica di san pietro,ia,digital twin,microsoft,gemello digitale,supercomputer,eni,europa,calcolo,decarbonizzazione,microsoft flight simulator 2024,simulazione di volo,realismo,xbox,game pass,carriera,gaming ### Indice #### Introduzione - Timestamp: 00:00 - Tipologia: Introduzione **Davide**: Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli. Oggi parleremo di tessuti intelligenti, o più in generale di abbigliamento smart, ovvero tutti quei vestiti che integrano nella struttura del tessuto componenti elettronici capaci di percepire l'ambiente circostante e in certi casi agire di conseguenza. Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito. #### Il realismo di volo di Flight Simulator 2024 > Fonte: HDBlog.it - Timestamp: 01:01 - Autori: Davide Fasoli - Argomenti: Gaming - Tipologia: Notizia **Davide**: Dal 19 novembre è ufficialmente disponibile Microsoft Flight Simulator 2024 per Xbox serie X ed S, Windows e in cloud gaming con Xbox Game Pass. Flight Simulator è un simulatore di volo che offre un'esperienza realistica e immersiva e nel quale è possibile pilotare una vasta gamma di velivoli, tra cui aerei ed elicotteri. Il nuovo titolo introduce una simulazione di volo completamente rinnovata, sfruttando tecnologie avanzate come il machine learning, il cloud computing e una grafica di ultima generazione. Tra le principali novità spiccano: un livello di dettaglio grafico senza precedenti, la rappresentazione realistica della terra in scala 1:1 con i relativi edifici, quindi una sorta di gemello digitale e l'aggiunta di una modalità carriera lavorativa. Quest'ultima offre ai giocatori la possibilità di intraprendere diverse professioni aeronautiche con percorsi di formazione, certificazioni e missioni calibrate per ogni livello di esperienza. #### Il supercomputer più potente in Europa di Eni > Fonte: Eni.com - Timestamp: 02:03 - Autori: Matteo Gallo - Argomenti: Computer - Tipologia: Notizia **Davide**: Recentemente Eni ha annunciato l'attivazione di HPC6, un supercomputer ad alte prestazioni, con una potenza di calcolo che permette di raggiungere un picco di 600 milioni di miliardi di operazioni al secondo, rendendolo di conseguenza il quinto sistema di calcolo più potente al mondo e il primo in Europa. HPC6 si basa su un'architettura di 3472 nodi di calcolo e quasi 14.000 GPU, così da massimizzare le prestazioni computazionali e l'efficienza energetica. Uno degli obiettivi fondamentali di Eni è infatti il raggiungimento della decarbonizzazione e della riduzione delle emissioni inquinanti in generale. Allo stesso tempo Eni punta ad ottimizzare anche l'operatività degli impianti industriali, sviluppare batterie più performanti, ottimizzare la filiera dei biocarburanti e infine sviluppare materiali innovativi per applicazioni nei settori della biochimica. HPC6, che è stato installato nel Green Data Center di ENI, andrà a potenziare ulteriormente la ricerca in questi settori, rafforzando ulteriormente il livello di competitività dell'azienda nel campo del calcolo ad alte prestazioni in ambito industriale. #### Un gemello digitale per la Basilica di San Pietro > Fonte: Microsoft.com - Timestamp: 03:16 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Arte & Cultura - Tipologia: Notizia **Davide**: Più di una volta abbiamo affrontato il tema dei "digital twin" e di come questa tecnologia possa essere utile non solo nei processi industriali, ma anche per la conservazione di opere d'arte, edifici o altri beni culturali. Un ulteriore esempio viene da Microsoft, che in occasione del Giubileo 2025 ha presentato uno dei lavori più avanzati e sofisticati in questo settore. In collaborazione con l'ente Fabbrica di San Pietro, l'azienda statunitense ha infatti realizzato una copia 3D digitale dell'intera Basilica di San Pietro, che è possibile navigare gratuitamente al sito "virtual.basilicasanpietro.va". Dietro questo progetto c'è stata una lunga fase di raccolta di dati da parte della società francese Iconem, attraverso la scansione 3D dei luoghi utilizzando droni e fotografie ad alta risoluzione. I 22 petabyte di dati raccolti sono quindi stati rielaborati dall'intelligenza artificiale di Microsoft per migliorare i dati e colmare le eventuali lacune. Il modello 3D inoltre permette non solo di rendere la basilica visibile, seppur virtualmente da chiunque nel mondo, ma anche di addentrarsi nelle zone che solitamente sono inaccessibili per motivi di sicurezza. Questo progetto dunque è sicuramente uno dei più rilevanti negli ultimi anni per quanto riguarda la conservazione dei beni culturali. E proprio parlando di conservazione, il livello di dettaglio ottenuto è così elevato che dai dati elaborati sono emersi danni strutturali, crepe, tessere di mosaico mancanti o altri piccoli problemi di cui verranno programmate le riparazioni e le manutenzioni. #### Quando la tecnologia si intreccia con il tessuto > - Timestamp: 05:02 - Autori: Luca Martinelli - Argomenti: Innovazione, Materiali - Tipologia: Topic **Davide**: Ormai è risaputo che, negli ultimi anni, il settore degli smartphone è diventato sempre più stagnante, con le principali aziende che, tranne qualche prototipo, non presentano più grandi elementi innovativi, ma si limitano a migliorare le linee di prodotti esistenti e mantenere il supporto software. Dall'altro lato, però, c'è un altro settore, per molti versi complementare a quello degli smartphone, che proprio nell'ultimo periodo sta vivendo un momento particolarmente florido, con diverse novità e aziende pronte a investire nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie innovative. Stiamo parlando del settore dei dispositivi indossabili. La miniaturizzazione dei semiconduttori e di conseguenza dei chip ha in breve tempo portato sul mercato smartwatch così avanzati da essere quasi sostitutivi dello smartphone, smartband ha prezzi accessibili e dalle funzionalità sempre più complete, ma anche scarpe o collane in grado di monitorare i nostri spostamenti e alcuni parametri vitali. Fino ad arrivare agli ultimi anni, dove hanno iniziato a popolare il mercato i primi anelli smart, come Oura Ring, Samsung Galaxy Ring, Circular Slim e altri ancora. Per non parlare ovviamente degli occhiali intelligenti, come i Ray-Ban Stories di Meta, che potrebbero in futuro essere un accessorio veramente indossato da chiunque e che potrebbero persino cambiare il modo di interagire con il mondo quando verrà integrata anche la realtà aumentata. Questi temi, però, li abbiamo già trattati in altre puntate, e oggi vogliamo approfondire un altro tipo di tecnologia indossabile emergente che, al momento, è ancora in una fase preliminare di ricerca, ma che in futuro potrebbe essere di fondamentale importanza, soprattutto in certi settori. La tecnologia in questione è quella dei tessuti intelligenti, o e-textiles, e più in generale dell'abbigliamento smart. Abbiamo già citato le scarpe, ma presto, grazie a queste tecnologie, si potranno integrare sensori e display anche in pantaloni, magliette o camice. E a beneficiarne non è solo l'estetica o il comfort, ma vediamo meglio di cosa si tratta. Gli e-textiles, o tessuti elettronici, li possiamo definire tranquillamente come la nuova frontiera dei tessuti, che integrano direttamente nella struttura del tessuto componenti elettronici come sensori, LED o chip. In questo modo l'abito riesce a percepire l'ambiente circostante e, in certi casi, agire di conseguenza. Pensiamo ad indumen