Gli smartphone hanno trasformato radicalmente il modo in cui lavoriamo e comunichiamo, portando con sé fotocamere sempre più sofisticate e capaci. Ma questo sviluppo tecnologico mette in discussione il futuro di un accessorio fino a pochi anni fa considerato indispensabile: la webcam per PC. Servizi come Apple Continuity Camera, Google Meet e applicazioni come Camo permettono infatti di utilizzare le fotocamere degli smartphone come webcam, garantendo una qualità fotografica nettamente superiore alle tradizionali periferiche. Ha ancora senso, quindi, acquistare webcam esterne? Per scoprire la risposta abbiamo provato in anteprima la nuova webcam motorizzata Link 2 Pro di Insta360.
Nella sezione delle notizie parliamo della disputa tra AGCOM e Cloudflare su Piracy Shield e infine della Spagna che sostituisce il tradizionale triangolo di emergenza stradale con il V16, un segnalatore luminoso dotato di geolocalizzazione.




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• Puntata realizzata in collaborazione con Insta360
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Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli.
Oggi cercheremo di capire perché, anche se molti smartphone possono essere utilizzati come webcam, questo mercato non è scomparso, ma al contrario si è evoluto.
E per portare un esempio concreto, proveremo la nuova Insta360 Link 2 Pro, una webcam motorizzata pensata non solo per semplici videoconferenze, ma anche per l'insegnamento e la creazione di contenuti.
Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito.
In questi giorni è finita al centro della discussione una disputa, ancora irrisolta, tra AGCOM e Cloudflare, che potrebbe avere ripercussioni sulla sicurezza informatica del nostro paese.
Il motivo è legato a Piracy Shield, la piattaforma messa a punto da AGCOM per contrastare la diffusione di contenuti pirata.
E per non aver rispettato le direttive non bloccando i contenuti segnalati sulla piattaforma, Cloudflare ha ricevuto la scorsa settimana una multa di ben 14 milioni di euro.
La risposta del provider americano non è tardata, difendendo la scelta aziendale e dichiarando Piracy Shield uno schema per censurare internet e aggiungendo minacce di ritirare i suoi servizi in Italia, ormai fondamentali per la sicurezza dei siti
web di moltissime aziende, rimuovere i server sul suolo italiano e bloccare tutti i piani di investimento nel nostro paese.
I limiti e le problematiche di Piracy Shield li abbiamo affrontati diverse volte e sono stati sottolineati anche dall'Unione Europea.
Ne sono una dimostrazione i numerosi casi di disservizi causati a siti legittimi, proprio per colpa della mancata verifica delle richieste di censura.
Dall'altro lato, però, anche la lotta alla pirateria è sempre legittima.
La prospettiva, dunque, è che AGCOM e Cloudflare, trovi in un accordo o un punto d'incontro e difficilmente le minacce dell'azienda di lasciare il nostro paese diventeranno realtà.
La speranza è che queste pressioni permettano di ripensare Piracy Shield per renderlo uno strumento veramente utile al contrasto della pirateria, superando gli attuali limiti e preoccupazioni.
Con l'obiettivo di aumentare la sicurezza stradale, la Spagna ha abolito il tradizionale triangolo di emergenza a partire dal primo gennaio scorso, sostituendolo obbligatoriamente con il "V16", ovvero un lampeggiante, un sensore luminoso arancione, dotato di sistema di geolocalizzazione dal costo di 50 euro.
L'obiettivo di tale provvedimento nasce dall'esigenza di mitigare il rischio intrinseco legato alle attuali procedure di emergenza.
Percorrere la carreggiata per posizionare il triangolo si è rivelata infatti una frequente causa d'incidente, talvolta con esiti fatali.
Il nuovo sistema V16 offrirà invece una doppia protezione: da un lato garantirà una sicurezza fisica immediata, poiché il dispositivo magnetico si applica sul tetto senza abbandonare l'abitacolo, garantendo una visibilità fino a 1000 metri;
dall'altro, grazie alla connettività GPS, il lampeggiante potrà comunicare ogni 100 secondi la posizione del veicolo in panne al cloud della Direzione Generale del Traffico.
Tali dati verranno automaticamente inviati ai navigatori satellitari degli altri utenti e ai tabelloni segnaletici, anticipando in questo modo la segnalazione dell'incidente verso i veicoli ancora distanti.
Quello delle webcam per PC è un settore che negli ultimi anni sta vedendo una profonda trasformazione, dovuta principalmente a un mercato in forte mutamento, con necessità completamente nuove rispetto al passato e l'emergere di nuovi lavori o modalità di lavoro come il remote working.
Per decenni, infatti, le webcam sono state considerate un accessorio quasi secondario, da utilizzare in quei pochi e sporadici eventi in cui era necessario, principalmente videochiamate o foto scattate dal PC.
Di conseguenza anche la loro evoluzione tecnologica è rimasta pressoché ferma, con sensori mediocri, prezzi estremamente competitivi e nessuna funzionalità aggiuntiva.
Tutto questo si riversa chiaramente anche nel mercato dei PC portatili, dove, anche in questo caso, vengono spesso utilizzati dispositivi che garantiscono un buon rapporto tra dimensioni sempre più piccole e una qualità sufficientemente decente, ma senza investire in particolari tecnologie innovative.
Tuttavia, come detto poco fa, la rapida e per molti versi improvvisa transizione verso modelli di lavoro o istruzione "ibridi" o totalmente online, unita a quella che viene chiamata "Creator Economy", formata da influencer, creatori di contenuti e
streamer, ha generato una forte richiesta di innovazione ed evoluzione di questi prodotti tecnologici.
Ed è proprio in questo contesto che si inserisce un dispositivo comodo, portatile, sempre con noi e dalle enormi potenzialità.
Stiamo chiaramente parlando dello smartphone, che ormai non è più solo un semplice dispositivo per le comunicazioni, ma è diventato ormai uno strumento dalle mille funzionalità in grado di rimpiazzare completamente o quasi la maggior parte degli strumenti ed accessori che utilizziamo quotidianamente.
E la webcam può essere uno di questi.
Servizi come Apple Continuity Camera, Google Meet o applicazioni come Camo, permettono infatti di utilizzare la fotocamera dello smartphone come webcam per PC, in modo completamente trasparente, creando un dispositivo virtuale che può essere
tranquillamente utilizzato sia nelle principali app di videochiamate come Teams o Zoom, sul web come Google Meet, nell'app fotocamera o in app ad uso professionale come la suite Adobe o OBS Studio.
Tutto questo garantisce in aggiunta una qualità fotografica nettamente superiore alle tradizionali webcam, forti dei numerosi investimenti nella ricerca e sviluppo per ottenere il miglior scatto in ogni condizione.
La domanda a questo punto sorge spontanea: ha ancora senso produrre e acquistare webcam esterne?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo innanzitutto capire le differenze tra una webcam tradizionale e uno smartphone, valutandone pro e contro.
Dal punto di vista qualitativo, la differenza tra i due dispositivi è abissale.
Questo perché la maggior parte delle webcam che troviamo sul mercato possiedono sensori minuscoli da 1/4 di pollice, contrariamente agli smartphone che possiedono più sensori dalle dimensioni decisamente più grandi.
Contrariamente a quanto in molti pensano, infatti, non sono tanto i megapixel quanto più la dimensione del sensore a fare spesso la differenza nella qualità di un'immagine.
Un sensore più grande si traduce infatti in una miglior capacità di assorbire la luce e di conseguenza in segnali molto meno rumorosi e fotografie più dettagliate, anche in condizioni di scarsa luminosità o controluce, dove le webcam tradizionali spesso diventano quasi inutilizzabili.
Parallelamente al sensore vero e proprio, una grandissima differenza che permette agli smartphone di garantire una qualità nettamente migliore riguarda l'ISP, ossia il chip che si occupa di processare i segnali provenienti dal sensore, ad esempio
rimuovendo il rumore o applicando filtri e chiaramente dalle enorme lavoro di ottimizzazione software, grazie anche all'utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale, su cui aziende come Apple, Samsung, Google e Huawei lavorano costantemente.
Analizzando invece il tema della connessione PC-smartphone, anche qui gli smartphone offrono ormai una comodità paragonabile a quella di una webcam esterna tradizionale, che nella maggior parte dei casi necessita solamente di una connessione USB.
Lato Android, l'applicazione più famosa è Camo, che richiede l'installazione dell'app sia sullo smartphone che sul PC, mentre Apple propone una soluzione integrata chiamata Apple Continuity Camera.
In entrambi i casi viene sfruttata una connessione USB o wireless tramite Wi-Fi Direct, molto più efficiente di quella Bluetooth e che trasferisce il segnale video in alta qualità e a bassa latenza.
Dopodiché, il sistema operativo o l'app su PC possono creare una webcam virtuale con il segnale acquisito.
Dalla stessa app, spesso, si possono inoltre monitorare funzioni come lo zoom, il tipo di camera, lo sfondo, la luminosità e altro.
Esiste poi il protocollo NDI, acronimo di "Network Device Interface", che in contesti di produzione video professionale, permette allo smartphone di trasmettere segnali 4K a 60 fps, con latenze inferiori ai 100 ms su reti Wi-Fi 6, trasformando il dispositivo in una telecamera integrabile in software come OBS Studio.
La scelta tra una soluzione e l'altra dipende quindi dal bilanciamento tra stabilità e flessibilità, ma è innegabile che lo smartphone offra una versatilità e una qualità che la classica webcam cablata fatica a pareggiare.
Nonostante almeno sulla carta lo smartphone sia quindi un dispositivo che potrebbe potenzialmente mettere fine al mercato delle webcam esterne, questo non sembra affatto defunto, ma al contrario aziende come Insta360 investono nella produzione di webcam sempre più innovative e ricche di funzionalità.
La motivazione, come abbiamo anticipato qualche minuto fa, sta principalmente nel target a cui si rivolgono queste webcam, fatto di professionisti come content creator, insegnanti o contesti aziendali, dove si è quindi disposti a investire in un prodotto in grado di rispondere a specifiche esigenze o risolvere determinati problemi.
La domanda, però, rimane: perché un professionista dovrebbe acquistare un prodotto dedicato di questo tipo, quando può già avere una webcam della qualità professionale nella propria tasca?
Dopo aver analizzato le potenzialità degli smartphone in questo settore, è doveroso, per rispondere a questa domanda, evidenziarne le criticità.
Una delle principali è legata sicuramente alla gestione termica e alla salvaguardia della batteria.
L'acquisizione di un flusso video in alta qualità, unita alla trasmissione dei dati via wireless e al processamento dell'immagine, è uno dei compiti più intensi per il processore di uno smartphone, tant'è che spesso, ricordiamo come su telefoni
più datati, l'utilizzo costante della fotocamera porta a surriscaldamenti e cali immprovvisi della batteria.
Durante una videoconferenza o una diretta di più ore, un telefono può quindi raggiungere temperature elevate, accelerando la degradazione della batteria e rischiando il cosiddetto "thermal throttling", ossia la riduzione delle prestazioni per evitare surriscaldamenti che si traduce in cali di frame rate o blocchi improvvisi.
Le webcam dedicate, al contrario, essendo prive di display, funzionalità in background, chip cellulari o sensori, sono progettate per dissipare il calore in modo continuo, garantendo ora di trasmissione ininterrotta senza rischi.
C'è poi un altro fattore fondamentale per cui lo smartphone in certi contesti può non essere la soluzione ideale, ed è l'interferenza con il flusso di lavoro personale.
Utilizzare lo smartphone come webcam introduce infatti problemi logistici non trascurabili.
Durante una riunione importante, il dispositivo diventa inutilizzabile per le altre funzionalità essenziali, come ricevere chiamate, consultare un messaggio o, ancora di più, autorizzare un accesso tramite autenticazione a due fattori.
Una webcam stand-alone, da questo punto di vista, è una periferica sempre pronta all'uso, non richiede di essere montata e posizionata ogni volta che si inizia una chiamata e non sottrae il telefono alla disponibilità dell'utente.
Oltre alle criticità hardware e logistiche, esistono ulteriori elementi di distinzione che risiedono nelle funzionalità avanzate basate sull'intelligenza artificiale, dove le webcam di fascia alta stanno tracciando un solco netto.
Facendo un esempio pratico, dispositivi moderni come la nuova Insta360 Link 2 Pro, che abbiamo avuto modo di provare in anteprima, integrano infatti algoritmi specifici per la produttività che vanno ben oltre il semplice miglioramento dell'immagine.
Si pensi al tracciamento automatico del volto per tenere il viso sempre al centro dell'inquadratura o alla modalità "whiteboard", capace di individuare, raddrizzare e ottimizzare automaticamente una lavagna fisica o un foglio sul tavolo durante una
lezione, o al supporto alle "gesture" che permette all'utente di avviare lo zoom o attivare il tracciamento semplicemente sollevando una mano.
Sebbene lo smartphone possegga una potenza di calcolo superiore, la sua applicazione come webcam spesso si limita ad un adattamento del segnale video, mentre una periferica dedicata è progettata per interagire nativamente con l'ambiente di lavoro.
Anche il tracciamento del volto, ad esempio, viene gestito in modo differente.
Mentre lo smartphone deve ricorrere a un ritaglio digitale dell'immagine, riducendo la risoluzione effettiva per mantenere il soggetto al centro dell'inquadratura, webcam professionali come la Link 2 Pro utilizzano gimbal meccanici che le permettono
di muoversi, nati esclusivamente per quello scopo, garantendo una fluidità e una nitidezza costanti.
Restando in tema di intelligenza artificiale, poi, un fattore importante lo gioca anche l'ecosistema: restando sull'esempio di Insta360, oltre all'hardware e al software, le funzionalità in cloud come InSight, che permette di generare
automaticamente trascrizioni e ordinare le idee raccolte durante una riunione, possono essere un'ulteriore distinzione tra un prodotto come lo smartphone, che fornisce solo un flusso video in alta qualità e uno invece pensato anche per la produttività a 360°.
Vi è poi il profilo della fedeltà visiva e cromatica, in cui emerge un paradosso interessante: gli smartphone per loro natura applicano un processamento estremamente aggressivo dell'immagine per renderla immediatamente piacevole all'occhio, bilanciando costantemente esposizione e saturazione.
Se questo è un vantaggio per un contenuto social, in contesti professionali può diventare un limite, poiché il continuo mutamento dei parametri software può causare sbalzi cromatici poco naturali durante una lunga sessione.
Le webcam stand-alone offrono invece una maggior coerenza e, soprattutto, una perfetta integrazione nei rispettivi software, permettendo di bloccare manualmente ogni singolo parametro dalla temperatura a colore all'otturatore, opzioni non sempre accessibili in modo intuitivo quando si utilizza un telefono come dispositivo virtuale.
Non si può poi ignorare il delicato tema della sicurezza e della privacy.
L'utilizzo di applicazioni di terze parti per trasformare lo smartphone in una webcam introduce un ulteriore strato software che deve acquisire e trasmettere dati sensibili.
Esiste inoltre un fattore psicologico e pratico non trascurabile.
La presenza di un copriobiettivo fisico, o nel caso di webcam motorizzate il posizionamento automatico dell'obiettivo verso il basso, offre una certezza di privacy immediata e visibile che uno smartphone, con le sue fotocamere sempre esposte e numerosi processi in background, non può garantire con la stessa semplicità.
In conclusione, dopo quest'analisi, torniamo alla domanda iniziale: ha ancora senso produrre e acquistare webcam esterne?
La risposta è sì, ma con una consapevolezza diversa rispetto al passato.
Se per l'utente occasionale o lo studente lo smartphone rappresenta oggi la soluzione più intelligente e qualitativamente superiore per abbattere i costi senza rinunciare alla qualità, per professionisti e settori come la creazione di contenuti o
la didattica distanza, la webcam dedicata rimane uno strumento insostituibile per ottenere ottimi risultati senza sforzo.
La stabilità operativa, l'ergonomia d'uso, la gestione termica e funzionalità aggiuntive specifiche, come l'IA o l'integrazione in ecosistemi più ampi, rendono la webcam una periferica specializzata che non potrà mai essere sostituita dal dispositivo che ogni giorno portiamo in tasca.
Il mercato non sta quindi morendo ma si sta stratificando.
Lo smartphone ha eliminato la necessità delle webcam economiche di bassa qualità, costringendo i produttori a evolversi verso dispositivi professionali che offrano un valore aggiunto concreto e non replicabile da un semplice software di emulazione.
Dopo aver analizzato e cercato di capire se ha ancora senso utilizzare webcam professionali, come anticipato abbiamo avuto l'opportunità di provare in anteprima una nuova webcam uscita questa settimana, la Insta360 Link 2 Pro.
E per parlare della nostra esperienza siamo di nuovo in compagnia di Luca Martinelli, autore del podcast.
Bentornato Luca.
Grazie Davide e ciao a tutti gli ascoltatori.
Prima di addentrarci un po' su ciò che è stata la nostra esperienza con questa webcam... però forse webcam in questo caso è un po' riduttivo come termine, partiamo, per chi ci sta solo ascoltando nel descriverla, cioè com'è fatta?
Sì, allora la webcam è sicuramente molto comoda perché ha delle dimensioni relativamente ridotte, quindi è comoda da poter essere messa su un pc o comunque su un monitor o su accessori esterni, però di fatto è una webcam con sulla parte sinistra il sensore...
L'obiettivo.
L'obiettivo, esatto e poi ha anche tutta una serie di LED o comunque degli indicatori che permettono di sapere ad esempio lo stato della videocamera.
Sì, ti dà dei feedback anche visivi su alcune funzionalità che la caratterizzano.
Ad esempio se attivo il tracciamento AI del volto, se attiva la videocamera, infatti nel momento in cui non è utilizzata questa si posiziona verso il basso in modo da anche far capire all'utente che non sta in nessun modo registrando.
Sì, quindi una funzionalità di privacy.
Sì che, come abbiamo spiegato anche nella puntata, è più un fattore psicologico verso l'utente che di privacy vera e propria e poi ha anche un microfono interno che permette appunto di registrare non solo il video ma anche l'audio.
Sì, quindi di fatto oltre a essere una webcam è a tutti gli effetti... si occupa di entrambi gli aspetti di una videochiamata sia il video appunto e la parte audio.
E' nera poi, come colorazione.
E un'altra particolarità che ha questa webcam è il fatto di avere un gimbal, questo permette appunto di stabilizzare la videocamera ma anche di muoversi in modo autonomo su entrambi gli assi, quindi sia a destra e a sinistra che in alto e in basso.
Che questa è la funzionalità, diciamo così, che la caratterizza maggiormente perché a quel punto tutti i limiti di cui abbiamo parlato prima nel discorso che facevamo in generale ad esempio legati agli smartphone e a utilizzare lo smartphone come
una webcam vengono meno perché a quel punto io ho la qualità massima che mi riesce a dare il sensore in qualsiasi punto mi posiziono davanti allo schermo.
Esatto perché come abbiamo anche detto appunto in puntata uno smartphone che ha la modalità di tracciamento del volto semplicemente prende la fotocamera grandangolare e ritaglia la porzione di immagine dove era il nostro viso.
In questo caso la webcam riesce a riconoscere il volto tramite modelli di intelligenza artificiale e a muoversi su appunto entrambe le direzioni per puntare fisicamente l'obiettivo in modo da avere la nostra faccia sempre al centro dell'immagine.
E devo dire che l'abbiamo testata entrambi e funziona veramente bene, nel senso che è stato veramente difficile, a meno che appunto uno non si mette a correre davanti al computer... perdere il tracciamento.
Quindi da quel punto di vista funziona veramente bene e quindi ti permette appunto, se stai facendo una chiamata dinamica, non solo chiamate, appunto pensiamo anche a realizzare contenuti, ad esempio a noi piacerebbe molto utilizzarla per realizzare
la parte video di alcune chiacchierate che facciamo con tanti ospiti e quindi ti permette di non avere quel problema lì, nel nostro caso ad esempio, perché non devi più preoccuparti di stare al centro dell'inquadratura o essere centrato rispetto all'inquadratura, perché tanto è la telecamera che ti segue.
Esattamente.
Inoltre a ciò ci sono anche altre funzionalità di intelligenza artificiale come la possibilità di inquadrare una lavagna o di inquadrare il tavolo nel caso appunto di - come hai citato - creazione di contenuti o magari anche di attività di
insegnamento didattico online da remoto, permette di abilitare queste funzioni che inquadrano e ritagliano l'immagine esattamente dove la lavagna o dove il tavolo.
Fra l'altro hai citato l'esempio degli insegnanti che non è il nostro caso, quindi non abbiamo avuto modo di testarlo direttamente, però anche a quel punto ci sono tutta una serie di "gesture" che puoi utilizzare, che riconosce la telecamera e
queste gesture ti permettono di attivare delle funzionalità, come ad esempio bloccare il tracciamento del volto oppure altre altre funzionalità.
Sì, pensiamo ad esempio nel caso in cui io sono distante dalla videocamera perché voglio banalmente un'inquadratura più ampia o un'inquadratura completa del mio corpo, in quel caso doversi muovere costantemente per cambiare le impostazioni che tra
l'altro può essere comunque controllata anche tramite smartphone, però c'è l'opzione - tramite le gesture che vengono riconosciute dalla webcam - di attivare ad esempio come citavo prima la funzionalità di ritaglio di una lavagna, attivare o
disattivare l'inquadratura automatica del volto, regolare lo zoom anche e comunque altre funzionalità.
E poi c'è, proprio per quello che dicevo prima, cioè si tratta di un prodotto che non è una semplice webcam, ha anche un'app dedicata, nella quale è possibile registrare nativamente in 4K a 30 frame al secondo, quindi questo lo rende un
dispositivo capace anche di realizzare contenuti di intrattenimento ecco, che poi puoi fruire tramite social network, appunto come vorremmo utilizzarla noi, tramite YouTube e così via.
Sì, non è solo una webcam, ma è anche a tutti gli effetti una videocamera che può essere utilizzata per registrare e creare contenuti veri e propri.
Sì poi funziona tramite... a proposito di connettività, si può connettere in due modi diciamo così al computer da una parte con un banale e normalissimo cavo USB-C e ho provato anche con... funziona tranquillamente anche su su tablet ecco, alla
fine il funzionamento lo stesso, quindi potenzialmente si può avere anche una webcam su un'iPad e l'altra modalità è connettendola a un prodotto di cui abbiamo parlato qualche mese fa, Insta360 Wave che è appunto un microfono, un prodotto per
audioconferenze e si stacca la parte superiore e con dei pin la Insta360 Link 2 Pro si connette a questo microfono e diventa una "torretta" per videoconferenze nella quale io posso metterla al centro della stanza e tutti gli speaker vengono riconosciuti e inquadrati.
Esatto, avevamo, come hai giustamente detto, parlato già della Insta360 Wave e anche dei suoi casi d'uso, uno di questi è proprio la possibilità di effettuare videoconferenze, magari con 3-4 persone in presenza e altre persone da remoto.
Aggiungendo la videocamera e qui si introduce anche l'aspetto di un ecosistema con prodotti che sono tra loro compatibili, integrabili e modulari, questo permette di avere alla fine un prodotto completo dedicato alle videoconferenze, appunto.
Con la Insta360 Wave, che riesce ad esempio a capire da chi proviene la voce, da quale direzione e la videocamera, la Link 2 Pro, che tramite il gimbal riesce appunto a girarsi per inquadrare la persona che sta parlando in quel momento.
Quindi nel caso di una videoconferenza in cui ci sono 4 persone attorno a un tavolo, vengono di volta in volta inquadrate automaticamente quelle persone o quella persona che sta parlando in quel momento, senza doverla muovere manualmente.
Ecco e anche questo aspetto... tornando nell'ambito appunto dell'utilizzo normale stand-alone su un pc, ad esempio, in sostituzione a una webcam tradizionale, la cosa bella e non scontata è che è possibile utilizzarla anche con più persone perché
il tracciamento del volto potrebbe diventare un limite quando appunto a una videoconferenza magari partecipano più persone e invece, ovviamente nel limite del possibile, perché se due persone sono molto distanti è impossibile, ma riesce comunque a cercare di tenere entrambe all'interno dell'inquadratura anche se non sono per forza attaccate.
Quindi anche questa fa capire appunto che è un prodotto pensato per tutti i contesti.
Sì e in particolare i contesti di cui anche abbiamo parlato in puntata, ossia quello lavorativo, videoconferenze come abbiamo citato, insegnamento e didattica online e creazione dei contenuti.
Questi sono probabilmente i 3 settori che beneficiano maggiormente e possono beneficiare maggiormente delle funzionalità di questa webcam.
E se dovessi dire, visto che abbiamo citato tante funzionalità in contesti diversi, qual è la tua preferita tra tutte?
Probabilmente la funzionalità o comunque l'aspetto che più mi è piaciuto di questa Insta360 Link 2 Pro è il fatto della modularità e dell'integrazione con la Wave.
Questo perché anche io appunto venendo da un ambito di remote working in cui faccio anche delle chiamate in ufficio è effettivamente bello e interessante vedere come aziende come appunto Insta360 pensino al prodotto non solo come un dispositivo a
se stante ma anche come un qualcosa che possa integrarsi con altri prodotti della stessa linea per aggiungere funzionalità e creare di fatto un prodotto più completo destinato ad un uso specifico come è il caso del lavoro remoto.
Sì sì sono d'accordo e trovo sempre affascinante quando dei prodotti tecnologici sono fatti appunto l'uno per l'altro e appunto possono essere integrati.
Questa torretta per le videoconferenze è un prodotto che si vede appunto che è pensato per un utilizzo molto pratico e che toglie quella frizione che normalmente ci sarebbe in una videoconferenza.
Va bene allora, testeremo nei prossimi mesi anche noi più nel dettaglio questo prodotto, con l'obiettivo anche di integrare la parte video all'interno di alcune nostre puntate e per il resto grazie ancora Luca per esserti prestato a sperimentare e a provare questo nuovo prodotto.
A presto.
Grazie a tutti, anche a te Davide e a presto.
E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio.
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Noi ci sentiamo la settimana prossima.

