Dal passaggio dalla pellicola al digitale fino agli effetti visivi più avanzati, siamo abituati ad associare l’innovazione cinematografica a ciò che accade sul set. Eppure un’altra rivoluzione riguarda chi il cinema lo guarda: tra decenni di storia del cinema e centinaia di nuove uscite, sempre più frammentate tra sala e streaming, la vera sfida per lo spettatore non è più trovare un film, ma riuscire a orientarsi nell’eccesso di offerta, spesso affidandosi agli algoritmi di raccomandazione. Per capire come sono cambiate le abitudini del pubblico negli ultimi 25 anni e come la tecnologia può semplificare la scelta di cosa guardare, abbiamo invitato Gianluca Guzzo, co-founder e CEO di MYmovies, che ci ha raccontato anche di MYA, il nuovo format che porta la critica cinematografica verso nuovi linguaggi.
Nella sezione delle notizie parliamo di Roadster, la prima macchina “volante” di Tesla e delle ultime intelligenze artificiali open-weight sviluppate da Europa e Stati Uniti, tra cui Emma 6, Mistral Large 4 e Muse Spark.



Brani
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Quello che abbiamo voluto fare con MYA è che è una narratrice che ti racconta la recensione scritta dal nostro critico, aggiungendo degli elementi che magari nella recensione non ci sono scritti.
L'altra storia è quella di ridare vita alla storia del cinema.
Una delle nostre video recensioni più belle è "L'angelo azzurro", un film del 1930 scritta da Pino Farinotti almeno 40 anni fa, in un formato però, in un linguaggio totalmente nuovo, in un formato verticale e fruibile dai maggiori social network.
Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli.
Oggi parleremo con MYmovies di come la tecnologia sta trasformando il modo in cui il pubblico cerca, sceglie e consuma film e serie tv, analizzando come sono evolute le preferenze degli spettatori nell'era dello streaming e quale ruolo l'intelligenza artificiale può giocare nel semplificare la navigazione di un catalogo sempre più sterminato.
Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito.
Giovedì notte Tesla ha presentato la versione definitiva della nuova Roadster, a nove anni dal prototipo del 2017, con un risultato che si discosta sensibilmente dal progetto originale.
Il design infatti adotta delle linee in pieno stile Cybertruck e Cybercab, con angoli smussati e carrozzeria in color acciaio.
La nuova Roadster si divide questa volta in tre versioni.
La Performance, la più convenzionale e destinata alla strada, garantisce un'accelerazione da 0 a 100 km/h inferiore a 1,6 secondi ed è in grado di sfruttare le ventole di areazione per creare una depressione sotto la vettura e aumentarne l'aderenza.
La Thrust invece, aggiunge dei propulsori posteriori a gas freddo, derivati proprio dalla tecnologia SpaceX e scende persino sotto i 0,9 secondi per quanto riguarda l'accelerazione.
La Rocket, infine, è una monoposto non omologata per la circolazione stradale e disponibile solo su invito, che distribuisce i propulsori lungo gli angoli della vettura, permettendo all'auto di saltare e compiere movimenti in aria.
Al momento nessun prezzo e data di uscita è stato ancora comunicato salvo un generico 2028 per la commercializzazione.
In questi giorni Europa e Stati Uniti hanno presentato tre nuovi modelli open-weight.
Emma 6, presentata il 12 ottobre, ha 1,55 miliardi di parametri ed è addestrata solo su testi italiani.
Come il modello precedente, anche questa versione sta facendo discutere per le sue risposte surreali, rendendola, di fatto, un "meme".
La francese Mistral, invece, ha invece presentato Mistral Large 4, circa mille miliardi di parametri e addestrato nei propri data center europei.
Secondo l'azienda questo modello riesce a superare gli attuali modelli americani e cinesi.
Infine Meta ha reso disponibile il suo Muse Spark, 816 miliardi di parametri.
Come avevamo visto nella puntata "Abbiamo bisogno di un'IA Made in Italy?", la direzione che stiamo vedendo non è forse la migliore.
Tanti piccoli modelli nazionali, come Emma disperdono le risorse, dove sarebbe invece opportuno concentrare gli sforzi su un unico progetto per avvicinarsi a giganti come Claude o GPT.
Un'alternativa più economica, invece, sarebbe adattare con il "fine tuning" modelli americani o cinesi, ed è in parte la strada indicata da OpenEuroLLM, ma lascia ad altri il controllo su dati, valori e licenze.
Forse la soluzione migliore rimane quindi un unico grande modello europeo aperto, su cui ogni Paese possa costruire versioni specializzate per la propria lingua e i propri servizi.
Dal passaggio dalla pellicola al digitale, fino all'uso degli effetti visivi più avanzati, siamo abituati ad associare l'innovazione cinematografica a ciò che accade sul set.
Eppure un'altra rivoluzione riguarda chi fruisce del cinema, il modo in cui il pubblico cerca, sceglie e consuma le storie.
Con un archivio sterminato che mescola decenni di storia del cinema a centinaia di nuove uscite tra sala e streaming, la vera sfida per chi guarda non è più trovare un film, ma riuscire a mettere ordine nell'eccesso di offerta.
E per capire come sono cambiate le preferenze degli spettatori e come la tecnologia può e potrà semplificare la scelta della giusta opera audiovisiva da guardare è con noi Gianluca Guzzo, co-founder e CEO di MYmovies.
Benvenuto Gianluca.
Grazie, ciao Davide.
Partiamo da un'introduzione, quindi chi è MYmovies, di che cosa vi occupate e poi se ci racconti un po' quello che è il vostro ruolo nel mondo della critica cinematografica e nell'archiviazione di informazioni, dati che riguardano film e serie tv.
Sì, beh MYmovies nasce 26 anni fa, nasce nel 2000 e proprio con l'idea di creare un database di tutte le recensioni dei film dal 1895 a oggi.
Nasce con questa idea partendo proprio da come si sceglie un film fondamentalmente, quindi siamo partiti proprio dal grande dizionario dei film di Farinotti che si trovava in questi luoghi che si chiamavano "blockbuster", penso non ce ne siano più,
direi che non ce ne sono più, dove si passavano anche ore a cercare un film fondamentalmente, perché arrivavi in questi grandi negozi con tantissimi prodotti, sterminati... videocassette, poi DVD a cui potevi accedere però non sapevi esattamente cosa scegliere e lì c'era questo librone...
Ed era un'esperienza fisica.
Esperienza assolutamente fisica, decisamente fisica, ma anche la parte di consultazione, prendevi il dizionario, lo sfogliavi, che lì era la portata di tutti, guardavi le stelle, dopodiché dici sì ma sì dai vediamo questo film e allora lo andavi
a cercare nello scaffale oppure facevi il contrario, ti facevi attrarre dalla locandina e poi lo andavi a cercare sul dizionario per capire se effettivamente potesse essere di tuo gradimento, o comunque avesse sufficientemente stelle o il giudizio fosse sufficientemente interessante per poterlo poi andare a vedere.
Ma qual era in tutto questo il punto?
Sì, appunto la fisicità, chiaramente c'era il tema di fisicità ma anche il tema di aggiornamento.
Una cosa che noi oggi non siamo più abituati, se ci pensi, perché il dizionario veniva aggiornato nella migliore dell'ipotesi una volta all'anno, nella peggiore anche due volte all'anno.
Alcune edizioni di alcuni dizionari venivano aggiornati ogni due anni.
Questo significa che per due anni avevi un buco o per un anno comunque avevi un buco di informazioni.
L'arrivo di internet chiaramente copre questo buco nella misura del dizionario dei film e quindi la nostra idea di allora era: "vabbè, prendiamo il dizionario, lo portiamo online e aggiorniamo ogni tre mesi", cioè che era già - come dire - una cosa, un passo molto in avanti rispetto all'anno.
Oggi sappiamo che tre mesi è un'eternità.
Se non sei fuori dopo due minuti che il film ha fatto la prima pubblica, chiaramente sei già in ritardo con la pubblicazione.
Quindi chiaramente i tempi fondamentalmente con cui si accedeva all'informazione è enormemente cresciuta, però, in realtà non sto raccontando una storia legata al cinema, ma sto raccontando poi in qualche modo anche una storia legata a internet e ai suoi contenuti.
E dall'altra parte anche l'opera cinematografica, il singolo film, aveva una durata, una vita, più lunga forse.
Oggi siamo abituati veramente a una frenesia, a contenuti sempre nuovi e ci aspettiamo che sia così.
Sì, c'erano le famose finestre, ma ci sono ancora, devo dire, quindi le finestre di sfruttamento.
Si partiva con la sala cinematografica, ma se vogliamo già con una prima proiezione a un festival e poi l'uscita cinematografica, quindi l'uscita classica nelle sale cinematografiche.
Da lì, dopo 105 giorni, ma è una prassi che nella maggior parte dei casi si continua a mantenere, cioè solo dopo 105 giorni dalla prima uscita pubblica, è possibile poi accedere all'home video che abbiamo visto dal VHS passare al DVD per poi arrivare alla versione digitale.
Una volta fatto il noleggio e l'acquisto, quindi la possibilità di poter acquistare o noleggiare il film, arrivava finalmente alla televisione.
Prima che nascessero le Pay TV era la televisione free pubblica, poi invece si è creata un'altra finestra, cioè la finestra della Pay TV e poi finalmente la finestra della televisione free, della televisione pubblica, diciamo, o comunque gratuita.
Ti parlo di pubblico perché comunque ci riferiamo ad un periodo di anni fa, quanti canali televisivi erano pochi e si contavano su due palmi di una mano, ma soprattutto le finestre riguardavano anche le seconde uscite, cioè una cosa che si vede meno, no?
Cioè anche la sala cinematografica aveva la prima e seconda finestra di uscita, quindi usciva... nei grandi centri, uscivano subito i film, nei centri più piccoli c'erano le seconde visioni, quindi dei film che uscivano poi successivamente.
Quindi è chiaro che tutto questo modello di prima visione, seconda visione, poi noleggio, poi Pay TV e Free TV chiaramente è cambiato.
Siamo abituati, come dicevi, ad una frenesia di informazioni e soprattutto ad una rapidità di accesso ai film che è senza precedenti.
Sì, e questo aspetto è stato diciamo anche il bello del web, la possibilità di avere sempre più informazioni e contenuti a disposizione.
Voi siete nati appunto 26 anni fa, nel 2000, e l'idea forse nasce un po' da anche un'esigenza personale, cioè poter aggiornare e consultare voi stessi queste informazioni e offrire alle persone un servizio per accedere a informazioni sempre più aggiornate sui film.
Però c'è anche un altro elemento, perché hai citato appunto i dizionari, questi grandi volumi fisici, proprio grandi come dimensione, il digitale invece consente di archiviare le informazioni in modo appunto "smaterializzato", ma soprattutto in
modo strutturato, quindi in database, in tabelle e questo permette a sua volta di creare correlazioni.
Immagino ad esempio che, se penso a una delle informazioni più cercate su internet di un film è ad esempio il cast, con questo sistema è possibile creare delle correlazioni tra film che hanno gli stessi attori, film realizzati dagli stessi registi
e quindi si crea una sorta di "link" tra un'opera e l'altra che dà al digitale una potenzialità molto più alta di un testo scritto.
Beh sì, questa è stata la prima rivoluzione: l'ipertesto, quello che in qualche modo abbiamo scoperto, abbiamo vissuto, abbiamo amato con l'arrivo di internet, un contenuto non era più freddo direi, quindi lo leggevi e finiva lì, ma era
"linkato", concatenato a tutta una serie di altre informazioni che arricchiva fondamentalmente il contenuto stesso, quindi la possibilità di poter entrare su un film, cliccare sull'attore, sul regista, sull'attrice o sull'autrice di quel film e
scoprire tutti gli altri film che aveva fatto, chiaramente arricchiva in qualche modo questa ricerca e anche la curiosità.
Voglio citarti questo aneddoto, lo cito sempre perché è una delle cose che mi ha fatto più piacere nel percorso professionale con MYmovies, è un regista, oggi anche piuttosto affermato, che mi disse: "guarda Gianluca, io probabilmente... cioè io
mi sono formato su MYmovies, perché continuavo a cliccare ovunque, continuavo a cercare, a informarmi da quelle informazioni e probabilmente non avrei fatto il regista se non ci fosse stato MYmovies".
Insomma, questo è una grande, come dire, l'accolgo con grande orgoglio e con grande anche simpatia, perché poi ci sono anche altri siti che fanno la stessa cosa, però devo dire che questo primo passaggio è stato un cambio di linguaggio importante.
E questo avete iniziato a farlo sin da subito, giusto?
Cioè già dalla prima versione del sito?
Assolutamente sì.
Cioè questa attività di non inserire il testo all'interno di una pagina web, quindi un unico contenitore separato da tutto il resto, ma creare questo appunto database, questa tabella che contiene le varie informazioni che possono essere poi interconnesse tra loro.
Assolutamente, questo è stato il primo passaggio, cioè il database relazionale, quindi la possibilità di poter cliccare... quindi creare tutte le tabelle con i registi, con attori, attrici, con i film, con i Paesi di produzione ed è tutto in
qualche modo relazionale, quindi abbiamo tutte le tabelle ed è tutto messo chiaramente in un database.
Un progetto che... capisco dove... cosa vuoi dire, perché per noi era abbastanza naturale, perché nasceva proprio così l'idea, cioè database è tutto tabelle, ma ci siamo resi conto che poi più avanti tanti gruppi editoriali in realtà non
avevano fatto questo, ma inserivano news, articoli, "spaginate" di articoli senza alcun riferimento, come dire... appunto di relazione tra un'informazione e l'altra.
Poi sono nate delle tecnologie che hanno cercato di aggiustare questa cosa qui, ma sempre come interpretazione, mai che ci fosse un "ID film", "ID", per scendere nel tecnico, "ID film", "ID autore" che in qualche modo li legava per sempre nella loro filmografia.
Sì, questo è un aspetto interessante che ci tenevo ad affrontare perché appunto oggi lo diamo per scontato, ecco, che ci sia questa interconnessione tra le cose, però in realtà non lo è e come dici tu c'è stata comunque una lungimiranza
all'inizio, nel 2000 a fare una cosa di questo tipo che poi vi ha portato benefici nel corso del tempo.
E poi mi domandavo, sempre legato a questo aspetto, senza arrivare poi oggi... abusiamo del termine intelligenza artificiale e pensiamo che tutte queste correlazioni vengano fatte dall'IA, che poi in realtà non è così, e quindi mi chiedevo, ci
sono stati anche degli step intermedi, cioè queste correlazioni tra le varie informazioni vi hanno portato poi dopo il 2000 a fare delle integrazioni ulteriori, a creare delle nuove funzionalità sulla base di queste interconnessioni?
Beh sì, una delle prime cose... la cosa importante che abbiamo fatto subito dopo il database di tutti i film, le recensioni dei film del 1895 a oggi, è stata quella della programmazione nelle sale, che è un altro dei nostri servizi più importanti.
Perché a un certo punto in Italia non c'era un istituto, un ente, un'azienda che in qualche modo fornisse tutta la programmazione nelle sale.
Lo sappiamo, in quei tempi si compravano i quotidiani, alcuni si compravano i quotidiani solo per andare nell'ultima pagina, nelle ultime pagine perché erano anche diverse, non era una sola pagina del quotidiano, per andare a vedere la programmazione dei film in sala cinematografica.
Ecco, quella cosa lì è stata una probabilmente delle intuizioni più interessanti del nostro percorso perché avevamo, insomma, con tanto sforzo avevamo indicizzato tutte le sale cinematografiche e avevamo, e abbiamo, tutt'oggi, gli orari dei cinema di tutte le sale cinematografiche italiane.
Questo è stato uno step veramente importante e in questo step la correlazione, ancora una volta, con "ID film", "ID sala", in qualche modo ci dava la possibilità di poter dire - per ogni sala cinematografica - che film avessero e che erario avessero.
Ecco, questa è stata una delle cose più interessanti.
Nello stesso modello poi siamo andati avanti, abbiamo fatto la programmazione tv, stessa cosa, abbiamo la recensione della televisione e abbiamo lo stesso modello e poi nel momento in cui sono arrivate le piattaforme streaming, anche abbiamo mappato
tutte le piattaforme streaming per avere fondamentalmente la mappatura di ciascun film dove lo fanno su una piattaforma.
Quindi oggi noi siamo in grado di poterti dire di un film in quale sala cinematografica è, in quale canale televisivo è, "pay" or "free" e addirittura in quale piattaforma streaming viene presentato.
Ecco, tutto questo nel corso chiaramente di 26 anni è di cambi di tecnologia e di tendenze.
Sì, oggi cercare... è tipico ormai cercare anche su Google dove un film è presente, ecco, dove si trova e magari appunto tra i primi risultati viene fuori quello di MYmovies che mostra appunto dove è disponibile.
E tutte queste informazioni presenti sul vostro sito le avete create voi oppure le avete raccolte?
Ad esempio, banalmente, hai citato tutti questi orari di programmazione, cioè questi vengono caricati in modo automatico dai proprietari dei cinema, dei canali televisivi, come funziona questo meccanismo?
Beh, siamo partiti dai fax, Davide, quindi arrivavano questi metri di fax che noi raccoglievamo e in qualche modo poi manualmente inserivamo all'interno dei nostri database.
Oggi i fax per fortuna non arrivano più, arriva ancora qualche mail e poi ci sono dei sistemi anche di inserimento automatico che ci permettono di avere una precisione sul film e dell'orario del film che spesso, non spessissimo per fortuna, ma può
cambiare anche durante la giornata e quindi avere la flessibilità per avere un dato sempre aggiornato.
Però il processo è stato molto lungo perché in 26 anni le tecnologie sono cambiate molto e appunto siamo partiti proprio dal fax, da questi fax che arrivavano dalle sale cinematografiche che ci fornivano la loro programmazione.
C'erano poi delle regioni invece organizzate dove potevamo acquisire il dato.
In quel caso però erano singole regioni, perché poi ogni regione ha la sua - come dire - fa a capo la programmazione propria e alcune regioni riuscivamo invece ad acquisire il dato direttamente da loro e quindi in un formato anche digitale se vuoi contemporaneo, moderno.
Ok, quindi oggi si può dire che gran parte di queste attività di aggiornamento sono fatte in modo automatico, invece una volta era il contrario e quindi c'erano anche meno funzionalità perché servivano più persone che le aggiornassero in tempo reale o quasi.
Sì esatto e poi anche le percentuali di errore chiaramente erano più alte e anche lì ho aneddoti simpaticissimi di qualche persona che ogni tanto si arrabbiava perché l'orario non era corretto e mi ricordo di una mail: "ero uscito con la donna
più bella del mondo, mi avete fatto fare una brutta figura", mi ricordo benissimo questa mail di questo ragazzo che evidentemente era andato era andato a portare la neo fidanzata a vedere un film probabilmente sbagliato, però erano errori che ai
tempi si facevano proprio perché i mezzi con cui venivano fatti gli aggiornamenti erano molto automatici e a volte anche analogici, quindi era più frequente.
Oggi diciamo che le percentuali di errore si sono molto ridotte, può capitare però insomma in percentuali decisamente più bassa.
Ok, passiamo all'altro lato.
Abbiamo parlato dei film e delle informazioni che li riguardano, le trame ma anche le recensioni, sia dei critici cinematografici sia delle persone... degli spettatori, ora però veniamo agli utenti del vostro sito che sono poi le persone comuni ma
spesso anche appassionate di cinema e quindi secondo noi era interessante capire anche qual è la vostra percezione, la vostra esperienza in questi 26 anni proprio rispetto a come sono cambiate le persone che fruiscono del cinema, come sono cambiati i gusti delle persone e come viene utilizzato MYmovies oggi rispetto al passato.
Quindi se ci racconti questi aspetti.
Sì, beh, noi ci siamo trovati subito di fronte ad una decisione da prendere, che era il momento in cui avanzava il web 2.0, ovvero i contenuti inseriti da parte degli utenti, dovevamo capire se abbracciare questa nuova tendenza oppure no.
Erano i tempi di Wikipedia, no?
E questo quando è avvenuto?
Quindi l'apporto diretto dell'utente?
Ma subito dopo... perché noi la partenza l'abbiamo fatta col dizionario Farinotti, quindi noi abbiamo acquisito i diritti del dizionario Farinotti, quindi il 30 agosto del 2000 siamo andati online con solo le recensioni del dizionario Farinotti, quindi con la critica fondamentalmente.
A un certo punto la tendenza portava verso invece il web 2.0, quindi gli utenti che scrivevano tutto, quindi si spostava il centro, per cui un'espressione di democraticità fondamentalmente.
Il web ci dà la possibilità di esprimerci e quindi tutti potevano esprimere la propria su un film piuttosto che su un articolo, piuttosto che sulla cronaca.
Quindi anche qui diciamo che c'è stato un grande cambiamento perché prima la critica cinematografica o comunque un'opinione su un film era limitata solo appunto ai professionisti del settore, quindi uno spettatore o un possibile spettatore che
magari era indeciso se andare al cinema o meno, per vedere quel film lì, doveva per forza di cose basarsi sull'opinione di un critico, ecco, un esperto.
Sì, era proprio così.
E poi soprattutto c'erano quei 4 -5 critici che facevano il bello e il cattivo tempo di un film.
E in qualche modo noi volevamo uscire da questo modello e cercare di mettere insieme più voci.
E quindi quando poi il web 2.0 e l'apertura verso il pubblico è diventata sempre più importante, noi abbiamo abbracciato questa ipotesi e abbiamo anche immaginato... cioè qualcuno di noi ha detto: "allora cosa facciamo solo utenti e non facciamo
più i critici?", ecco, questo è un punto importante perché la tendenza era chiara, la tendenza era tutto si sposta sul pubblico, è il pubblico che fa la critica.
E i professionisti non la fanno più.
Ecco, noi in quello abbiamo tenuto duro, abbiamo deciso di abbracciare la parte degli utenti ma mantenere quella della critica, che per noi rimaneva fondamentale e importante.
Quindi il nostro modello era unire, far unire i due linguaggi, far unire le due forze per offrire al pubblico una visione più ampia.
E quindi il MYmonetro, che è quindi questo giudizio che è la media tra critica, pubblico e dizionari, si fonda proprio su questo, cioè sul fatto che critica e pubblico finalmente insieme esprimevano il loro giudizio.
Allora, se un'opinione critica che è fatta generalmente da una persona sola... non è giusto perché poi è sempre molto soggettivo, quindi non è possibile dire: "c'entra l'obiettivo" o "non c'entra l'obiettivo", però ha una sua propria visione,
nel momento in cui arriva la critica da parte del pubblico cambia quel giudizio e magari un due stelle diventa tre stelle e mezzo o un quattro stelle diventa tre stelle o due perché il giudizio del pubblico fa cambiare, rende vivo poi il MYmonetro, rende vivo questo giudizio di MYmovies.
Ed è stato poi fondamentale per MYmovies questo giudizio che in qualche modo si mutava grazie all'intervento del pubblico.
Per noi è stato fondamentale, è stato importante.
Ed è spesso differente, in senso assoluto, il voto della critica rispetto a quello del pubblico?
Non è sempre differente.
Allora, qualche volta è diverso, non sempre.
Poi noi "il cinema dalla parte del pubblico" ce l'abbiamo nel claim, che l'avevamo ereditato proprio dal dizionario Farinotti.
E in qualche modo abbiamo sempre cercato di mediare un po', di non essere troppo netti, perché proprio come diceva Pino Farinotti: "un buon film non è in una sala troppo vuota o troppo piena".
Troppo piena, perché magari è un super Blockbuster e troppo vuota perché è un super film di nicchia.
Quindi noi abbiamo sempre un po' cercato di essere nel mezzo e quindi di essere piuttosto vicini ai nostri lettori.
Però ci sono dei casi dove siamo assolutamente agli opposti.
Bohemian Rhapsody, ad esempio, insomma, mi ricordo che è stata una recensione molto dibattuta, perché noi siamo stati un po' duri sul film, ma il pubblico ha molto amato il titolo, per cui ci siamo trovati ad essere un po' lontani.
E un altro grande titolo - per raccontarti un po' di storia della critica di MYmovies - è "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino, dove anche lì abbiamo avuto una recensione un po' fredda, che invece è stata amata e premiata poi, non solo dal pubblico italiano, ma dal pubblico internazionale.
Questo per farti capire che poi il giudizio è molto soggettivo, abbraccia anche dei momenti storici particolari.
Quindi ecco, una recensione fatta vent 'anni fa, fatta trent'anni fa, magari ha oggi un sapore diverso rispetto al passato.
Sì, sì, è molto interessante.
Poi non è detto che una sia giusta e l'altra meno, è una questione anche di creare un confronto e quindi questo sicuramente è bello, è anche una delle cose più belle del mondo cinematografico.
E poi, quindi, quali sono oggi le funzionalità più utilizzate dagli utenti su MYmovies?
Un utente apre MYmovies per fare che cosa?
Beh, ancora la programmazione nelle sale, devo dire che è una delle nostre aree più interessanti per il nostro pubblico e chiaramente le recensioni dei film, che nonostante le cose siano molto cambiate, perché oggi abbiamo la possibilità di accedere a questa informazione da più fonti e probabilmente anche più rapide, se vogliamo.
Insomma, mi riferisco ai chatbot che ti forniscono qualunque informazione, ecco, noi riusciamo ad avere ancora tanto traffico e tanti utenti che decidono invece di leggere le nostre recensioni e di affidarsi ai nostri ratings e questo è molto bello.
E poi la programmazione nelle sale, che chiaramente per sapere dove è un film e a che ora ancora il nostro pubblico si affida ai nostri strumenti, anche perché quello è appunto un tema ancora abbastanza legato al mondo dei database, no?
E meno al mondo dell'interpretazione.
Cioè, mentre oggi se vuoi una recensione, la interpreti, come dire, una macchina può interpretare una recensione e dirti più o meno com'è il film, non può sicuramente interpretare qual è l'orario di un film al cinema Adriano di Roma, insomma.
Ecco, perché quella o ce l'hai l'informazione o non ce l'hai.
Ecco, quindi su questo devo dire che ancora abbiamo grande interesse da parte del pubblico.
È cambiato, è cambiata, se vuoi - e mi riferisco a fare la domanda di prima - il modo con cui si accede a queste informazioni.
Perché mentre anni fa si andava al cinema e poi si scopriva quali fossero i film a quel cinema e poi si diceva quali film andare a vedere, oggi si va... si arriva con l'idea abbastanza chiare.
Cioè: "voglio vedere quel film, mi cerco la sala più vicina dove fanno quel film".
Mentre in passato la ricerca... questo modello di ricerca c'era sempre, però la ricerca: "andiamo al cinema, a prescindere, mi scelgo la sala e poi all'interno della sala vediamo che film c'è", era una prassi molto più consueta.
Se pensiamo adesso anche a tutti al film di Nolan, Odissea, in IMAX, quindi in quel caso dovevo andare specificatamente in quelle sale cinematografiche dove avevano la sala predisposta a proiettarlo, ecco, quindi è vero che è cambiato questo
aspetto e poi le recensioni, dal vostro punto di vista, secondo voi vengono lette prima o dopo la visione del film?
Perché io, ad esempio, personalmente tendo a guardarle dopo per evitare di farmi influenzare sul film, o potenzialmente gli spoiler, come si fanno a evitare nelle recensioni sul vostro sito gli spoiler?
Beh, insomma, sullo spoiler stiamo molto molto attenti cercando di raccontare una parte di trama e poi sviluppare la recensione stando attenti a non raccontare troppo.
Sicuramente la recensione aiuta un'interpretazione, soprattutto per quei film che non sai se hai capito bene, non sai come è andata a finire, allora vuoi sapere qualche informazione in più, ecco, quel tipo di servizio lo facciamo, ma anche quando
ti è piaciuto un film così tanto che vuoi accrescere o non vuoi lasciare il film e allora continua ad aggiornarti, continuate ad informarti perché vuoi far rinascere quel momento che hai vissuto davanti allo schermo in una sala cinematografica.
Ecco, abbiamo questo tipo di utenti e gli utenti che vanno prima nelle sale cinematografiche più che altro si stabiliscono sul giudizio, quindi fanno una rapida visione sulle stelle, "sì", "no", "nì", "assolutamente sì", "assolutamente no" e decidono di andare a vedere il film oppure no.
Ecco, questo c'è, mentre poi tornano, una volta che hanno visto il film, per confrontarsi e magari anche scrivere due cose.
A guardare tutte le pagine, il cast, tutte le varie finestre della pagina, ecco.
Passiamo adesso appunto alla tecnologia un po' più di frontiera, anche se appunto l'intelligenza artificiale immagino che la utilizziate da qualche anno e quindi prima di passare alle cose più nuove, ecco, che avete anche presentato da poco, che ci
permetteranno di fare anche uno step successivo su come appunto questi testi possono raggiungere un livello di profondità in più rispetto... tornando al libro, al dizionario iniziale, però prima volevo chiederti appunto la utilizzate nel sito in qualche modo per fare qualche tipo di... di attivare qualche tipo di funzionalità?
La stiamo utilizzando sulla parte di MYmovies ONE, quindi sulla parte di raccomandazione sui film da vedere.
Quindi noi abbiamo MYmovies ONE che è la parte di streaming e la parte di streaming ha circa 1000 titoli di grandi film indipendenti che arrivano soprattutto da grandi festival e serie tv che offriamo ai nostri ai nostri lettori, ai nostri utenti.
Ecco, lì su ciascuna persona, a seconda della scelta che ha fatto precedentemente, cerchiamo di suggerire dei film.
Questo tipo di suggerimento non si basa però, attenzione, sull'utilizzo dei titoli.
Cioè l'algoritmo storicamente di raccomandazione si basa sull'utilizzo di altri cluster di utenti, ovvero: c'è un "cluster" di utenti, 100 utenti che si comportano allo stesso modo, guardano il film A, poi il B, poi il C, se tu guardi A, B ti
consigliano C, perché c'è stata tutta una serie di... ci sono stati degli utenti che hanno fatto quel tipo di percorso.
Ecco, noi non utilizziamo questo tipo di modello qui, ma utilizziamo un modello per cui: "hai visto dei film di quel direttore artistico di quel festival di cinema?
Allora ti mostriamo gli stessi film selezionati dallo stesso direttore artistico", oppure dai programmer che sono in un determinato festival.
Hai visto un film legato a un premio del cinema, ti facciamo vedere lo stesso premio.
Hai visto un film di un distributore e allora ti facciamo vedere un film dello stesso distributore, perché poi i distributori in genere hanno tutti più o meno una stessa linea editoriale, quindi non è che... è difficile che un distributore cinematografico, soprattutto di film indipendente, compri due cose completamente diverse.
In genere segue una stessa linea.
Ecco, un mix di queste informazioni poi fondamentalmente definisce la nostra raccomandazione, che è una raccomandazione quindi non che si basa sui comportamenti, che sappiamo rischia poi di farti entrare in una bolla da cui non riesci più a uscire,
ma che si basa sulle scelte di altre persone, di direttrici e direttori di festival che hanno scelto un film nella loro selezione della loro manifestazione.
Sì, quindi una parte di correlazione, intelligenza artificiale però che di fatto poi porta, ritorna a una scelta umana, ecco.
E quindi ti chiedo anche, visto che hai citato questo tema, non c'è il rischio forse che proprio questi algoritmi di cui accennavi, magari piattaforme di streaming più generaliste, che portino a un appiattimento... o che hanno già portato in
passato, o che stanno portando a un appiattimento generale dei prodotti audiovisivi, quindi ad abbassare complessivamente la loro qualità, ecco, perché schiavi degli algoritmi e schiavi di quello che gli utenti hanno già visto e che vogliono rivedere con la stessa struttura, ma in, diciamo così, storie leggermente diverse?
Beh sì, è un problema che ormai abbiamo da diversi anni, un problema che esiste, che c'è.
Ho sempre pensato che cresciamo quando vediamo o facciamo le cose che non ci piacciono, no?
E anche a scuola probabilmente erano così, cioè le cose che ci piacevano meno poi di fatto ci facevano crescere di più.
E chiaramente però questo richiede uno sforzo, richiede lo sforzo di dire sto guardando una cosa che non mi piace, ma la devo vedere perché ha vinto un festival, oppure è stato premiato, oppure MYmovies ha dato 5 stelle.
Dopodiché lo guardi e rimani del tuo stesso parere, cioè non mi è piaciuto, però magari cerchi di capire perché MYmovies ha dato 5 stelle e noi cerchiamo di spiegarti la ragione per cui questo film ha fatto 5 stelle, poi, chiaramente, di nuovo,
siamo aperti al dibattito, però sicuramente hai visto qualcosa di diverso, qualcosa che probabilmente non avresti visto se fossi rimasto in quella bolla.
Questo rischio c'è, è forte, penso, spero che in qualche modo, siccome è così noto, che in qualche modo le tecnologie riescano a uscirne fuori, anche se devo dire che purtroppo alcune programmazioni di film, alcune produzioni di film sono
effettivamente sempre la stessa storia, in qualche modo cambia poco, però è quella storia che in qualche modo incolla poi le persone davanti ad uno schermo.
Sì, anche perché poi la questione è sì appunto di tecnologia, ma immagino che algoritmi più sofisticati di questi esistano.
Il punto è che se poi dall'altra parte chi produce, distribuisce il film, vede che gli utenti sono interessati e quindi ha un ritorno economico, sul breve termine ha interesse a fare così.
Sì, dovremmo, come dire, fare lo sforzo di uscire dalla bolla, quindi abituare il pubblico a fare uno sforzo in più che quello che in qualche modo noi cerchiamo di fare tutti i giorni.
Però in questo devo dire che alcune tecnologie, quelle più nuove appunto, quelle che stanno investendo un po' tutti, forse possono portare a uscire da questo modello, perché a volte lo facciamo un po' per pigrizia e a volte anche perché non c'è
altro e quindi in qualche modo ci lasciamo - come dire - coccolare da questa cosa qui che ci arriva, non riusciamo a trovare altro, allora va bene così.
Sono tante le persone che dicono: "vabbè, passo il tempo più a fare zapping, a cercare un film, piuttosto che vedere il film, poi la serata è finita e non ho visto niente".
Ecco, c'è questo tema, no?
Mentre piattaforme indipendenti come MYmovies, ma tante altre, insomma, tante piattaforme europee che fanno benissimo questo lavoro di selezione, di altissima selezione dove tu... parte un film, deve avere un po', come dire, la forza di andare avanti, di non fermarti dopo i primi dieci minuti e poi comunque ti rimane qualcosa.
Sì, sì, la chiave secondo me è quella della consapevolezza, sapere che c'è questo meccanismo anche psicologico e che quindi bisogna fare questo sforzo che dici.
Parlando invece di un esempio positivo, comunque più interessante, ecco, di come si può utilizzare l'intelligenza artificiale, parliamo appunto di MYA, che avete presentato da poco, scritto proprio come M-Y-A e che di fatto è un po' il riassunto
di quello che ci hai raccontato, quindi prendere la parte "umana" di scrittura, di recensioni e poi aggiungere un elemento di intelligenza artificiale, e non solo, per distribuirla, per dare più accesso alle persone anche dei contenuti e quindi
dare maggior valore a quello che è il vostro sito, i contenuti che ci sono all'interno, questo archivio e quindi dargli un'ulteriore possibilità di essere distribuito e conosciuto.
Sì, per noi la parte di tecnologia è puramente legata alla parte di strumento, cioè il fatto di poter accedere ad una strumentazione che prima non era immaginabile, no?
E quindi in realtà MYA rappresenta il nostro progetto editoriale dove poniamo le nostre recensioni, la nostra visione, la nostra linea editoriale in un formato più fruibile, no?
O comunque in un formato più naturale.
Questo è il progetto, diciamo, completo, più complesso, che insomma prima o poi arriverà anche su chatbot dove però le domande che fai a tutto il sapere, ecco... le domande che fai al sapere di MYmovies con tutte le recensioni dei film dal 1895
ad oggi, le biografie di attori, attrici, registi, registe, tutte le informazioni che si hanno, ecco, vengono in qualche modo raccolte tutte insieme e rappresentano poi quel sapere lì, per cui facevamo prima l'esempio di un film che ci piaceva
meno, è chiaro che nel momento in cui chiedi l'informazione su quel titolo specifico hai quel tipo di risposta, quindi non hai una risposta che... di un aggregatore di contenuti che ti prende più risposte e ti fa in qualche modo il riassunto di più punti di vista, no, ti dà il punto di vista di MYmovies che è quello e quello è.
Dei nostri critici che sono stati nella sala cinematografica hanno visto un film, l'hanno interpretato, l'hanno scritto e l'hanno firmato.
Ecco, questo è il progetto editoriale importante di MYA.
Nel frattempo che cosa abbiamo fatto?
Per arrivare a un pubblico che invece passa il suo tempo non...
Non più sul web, cioè nel senso sul browser web, ma su piattaforme, social.
Social network, esatto.
Abbiamo creato questo tipo di contenuto in formato verticale da 90 secondi, che in 90 secondi ti racconta esattamente com'è in qualche modo il film.
Se ti - come dire - cattura, allora magari vai sul sito ad approfondire, perché l'approfondimento della recensione ci sarà sempre.
Ecco, quindi quello che abbiamo voluto fare con MYA è che è una narratrice fondamentalmente che ti racconta la recensione scritta dal nostro critico, aggiungendo degli elementi che magari nella recensione non ci sono scritti.
Vedi, ad esempio, non so, in una recensione vedi un palazzo tipicamente californiano piuttosto che new yorkese e capisci che magari quella scena si svolge in California e non a New York.
E questa è una storia.
L'altra storia è quella proprio di ridare vita alla storia del cinema.
Quindi una delle nostre video recensioni più belle è "L'angelo azzurro", un film del 1930 scritta da Pino Farinotti almeno 40 anni fa.
Quindi una recensione di 40 anni fa di un film di 100 anni fa, di quasi 100 anni fa.
In un formato però in un linguaggio totalmente nuovo.
Fruibile in 90 secondi, in un formato verticale e fruibile dai maggiori social network.
Aggiungendo quindi l'elemento visivo e sonoro, quindi non solo la voce della narratrice, ma anche tutta la parte musicale e di conseguenza emotiva.
Non un testo freddo, ma qualcosa che riesce a convincermi di più ad andare a vedere, ad andare a leggere la vostra recensione e in battuta finale a guardare il film.
E questo è un bel elemento che riprende un po' quello che avevate fatto all'inizio, quindi portare qualcosa di fisico come il dizionario su un mezzo nuovo, oggi si ripropone la stessa cosa in un periodo in cui i contenuti verticali sono molto diffusi, ma che comunque hanno dei limiti come appunto quello della brevità.
E quindi il sito rimane il centro di tutto, l'elemento centrale, da cui poi partono tutti questi contenuti secondari che hanno poi l'obiettivo di far conoscere alle persone in poco tempo una pellicola per poi appunto andare ad approfondirla.
E poi dall'altra parte ovviamente anche è interessante l'elemento dei chatbot che dici, perché a volte i chatbot generalisti ci conoscono anche un po' troppo e questo molto spesso può anche alterare quella che è la risposta a una domanda che gli
facciamo e quindi non abbiamo la certezza che quella risposta su appunto una recensione di un film sia identica a quella che dà un'altra persona, invece avere come fonte MYmovies e quindi avere quello come riferimento fa sì che anche la qualità e
l'oggettività del testo, almeno in riferimento appunto a quello che sono i vostri contenuti, sia molto più elevata.
Quindi in questo senso è sicuramente un grande valore aggiunto.
Esatto, è proprio questo poi il progetto editoriale completo che vogliamo in qualche modo raccontare e che vogliamo fare.
È ancora una nuova sfida, come tutte le sfide che abbiamo incontrate in questi 26 anni, devo dire che questa è particolarmente complessa, però sono esperimenti che ci piace in qualche modo affrontare, ci piace fare, ma soprattutto che dobbiamo
fare, perché altrimenti rischiamo chiaramente di non essere poi al passo coi tempi, perché noi siamo comunque un'azienda di critici, insomma fatta da giornalisti, fatta da critici e una piccolissima percentuale di parte tecnologica, però questa
parte tecnologica deve - come dire - evolversi, deve stare attenta alle tendenze per non rischiare di rimanere fuori, perché poi il rischio di appiattimento, che era quello che in qualche modo citavi tu prima sulla produzione dei film, chiaramente ci può essere anche sul contenuto.
Io parlo di recensioni, di critica cinematografica, però non solo, ecco, quindi dobbiamo, noi editori dobbiamo cercare di fare di tutto per non lasciare poi le informazioni ad una mera aggregazione di contenuto, mentre dobbiamo rafforzare il brand e la firma.
Il rischio è che queste informazioni vengano prese da intelligenze artificiali generaliste e che... quindi è importante innovarsi per un sito e per dare delle funzionalità in più... un sito, una piattaforma, per dare funzionalità in più agli
utenti che facciano sì che appunto preferiscano sempre andare direttamente loro sul sito che chiedere appunto all'IA com'è quel film.
Sì, sì, poi, come dire, semplifica la vita di tante domande, di tante situazioni, ma un po' l'abbiamo visto come l'abbiamo visto nel web, no?
Chiaramente il web che ha vissuto la propria vita prima del web e dopo il web, prima di internet e dopo internet, vede chiaramente il valore di tutto questo, però è anche vero che nei processi che abbiamo visto la parte della creatività umana, la
porte poi più profonda e di opinione fondamentalmente rimane quella fatta da libri di storia, della storia che ci siamo tramandati da anno in anno.
Io mi immagino e spero che questa cosa comunque rimarrà e che continuerà ad alimentare poi, perché fondamentalmente alimenta la tecnologia stessa e impara da questo, però al momento in cui voglio sapere di un'opinione, che sia un film o anche
altro e lo voglio sapere da quella persona lì perché conosco quella storia, ecco, noi dobbiamo cercare di presidiare anche questa parte di conoscenza.
Sì, sì, sono pienamente d'accordo e penso e spero che proprio in un ambito come quello del cinema, della critica cinematografica, rientri perfettamente in questo racconto appunto che ci hai fatto.
Va bene, allora, grazie mille Gianluca perché è stata veramente un'occasione interessante per approfondire un mondo, anche non per forza appunto di frontiera, come dicevamo, ma che ci fa capire appunto che cosa c'è dietro a un sito, una
piattaforma che mette a disposizione delle informazioni che appunto sembrano lì parcheggiate in quella pagina, ma in realtà abbiamo capito che non è assolutamente così e che c'è un grandissimo lavoro dietro nel cercare di rendere il tutto
sempre aggiornato e appunto è al passo con i tempi e a favore appunto di tutti quelli che sono gli appassionati del cinema.
Quindi grazie e alla prossima.
Alla prossima Davide, grazie.
E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio.
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Noi ci sentiamo la settimana prossima.

