In questa seconda puntata estiva Luca Martinelli, autore del podcast, parlerà dei furti col POS, meglio conosciuti come borseggio 2.0, analizzando il fenomeno e spiegando perché il problema è in realtà molto meno grave di quanto si pensi.
La programmazione regolare riprenderà a Settembre.
Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli.
Nella seconda puntata dell'edizione estiva, Luca Martinelli, autore del podcast, ci parlerà dei furti col POS, meglio conosciuti come "borseggio 2.0", analizzando il fenomeno e spiegando perché il problema è in realtà molto meno grave di quanto si pensi.
Quando pensiamo all'estate, oltre al caldo e alle vacanze, ci vengono in mente numerosi momenti di svago e di aggregazione.
Le città popolate da turisti, i concerti all'aperto o le sagre sono solo alcuni di questi.
Ed è proprio in questi contesti che si sta facendo strada, purtroppo, una nuova truffa, che potremmo definire un borseggio di nuova generazione o "pickpocket 2.0".
Con la rapida diffusione dei pagamenti digitali, infatti, sempre più persone si sentono al sicuro non avendo con sé banconote o portafogli a portata di mano.
Ma tutto ciò non ha fermato i malintenzionati che, al contrario, si sono perfettamente adattati al cambiamento, sfruttando proprio i pagamenti contactless per sottrarre denaro alle persone.
Ma iniziamo dalle basi.
Il contactless, come sappiamo, si basa sull'NFC, che è la stessa tecnologia che usiamo per far comunicare due dispositivi a pochi centimetri di distanza.
E ormai abbiamo anche imparato che, avvicinando la carta o lo smartphone a un POS abilitato, per importi sotto i 50 euro il pagamento va a buon fine senza bisogno di digitare il PIN.
Comodo, velocissimo, e fino a poco tempo fa considerato tra i sistemi di pagamento più sicuri in assoluto.
Ed è proprio qui che nasce il problema.
La stessa comodità che rende il contactless così pratico per noi, infatti, può essere sfruttata anche da chi ha intenzioni meno oneste.
Ed è proprio qui che entra in scena quello che i giornali hanno ribattezzato "borseggio 2.0".
Un malintenzionato si procura un POS portatile e lo avvicina di nascosto a tasche o borse in mezzo alla folla.
Digita un importo basso, il lettore aggancia la carta, e in pochi secondi la transazione è conclusa.
La vittima si accorge di tutto solo più tardi, quando magari arriva la notifica della banca per un pagamento che, teoricamente, non ha mai autorizzato.
Negli ultimi mesi i casi segnalati sono in aumento e arrivano da diverse città, alcuni esempi in Italia sono Napoli, Roma, Bergamo o Milano, e riguardano soprattutto mercati, mezzi pubblici o comunque luoghi affollati dove il contatto ravvicinato passa inosservato.
Situazioni che, proprio nella stagione estiva, diventano la normalità.
A questo punto, però, va fatta un po' di chiarezza.
Mettere a segno un furto del genere non è affatto semplice, per diversi motivi.
Il primo è la distanza.
Il POS deve infatti arrivare a pochissimi centimetri dalla carta, una distanza difficile da ottenere senza che la vittima se ne accorga.
Un altro motivo sono poi i disturbi.
Con più carte nel portafoglio o nella borsa, come badge, abbonamenti o altri dispositivi NFC, infatti, il lettore difficilmente riesce a completare la transazione, in quanto non riesce a leggere correttamente la carta interessata.
C'è poi il tema della tracciabilità.
Ogni pagamento contactless viene infatti registrato e associato al terminale specifico utilizzato.
E chi utilizza il servizio POS come esercente deve fornire dati identificativi e, spesso, un riconoscimento biometrico alla propria banca, quindi il rischio di essere scoperti non è trascurabile.
A quanto pare, però, tutti questi limiti non hanno fermato alcuni malintenzionati dal rubare denaro ai passanti, tuttavia, il caso è in realtà molto più ristretto di quanto i media facciano credere.
Questo non significa, però, che siamo completamente al sicuro ed è quindi sempre bene tenere a mente alcune prassi per visitare le città, trascorrere una vacanza, o semplicemente attraversare zone affollate in totale sicurezza.
La prima cosa da fare, come abbiamo visto, è tenere più carte vicine tra loro nel portafoglio.
Molti portafogli, tra l'altro, sono anche dotati di custodie apposite che bloccano il segnale e impediscono qualsiasi comunicazione con lettori esterni.
Ancora meglio sarebbe, poi, tenere il portafoglio in un luogo sicuro, inaccessibile, e utilizzare al posto delle carte gli smartphone con sistemi di pagamento come Apple Wallet o Google Wallet.
Queste app infatti non solo richiedono che il dispositivo venga sbloccato per autorizzare anche la minima transazione, ma utilizzano anche altri sistemi di sicurezza per prevenire la clonazione delle carte, come il mascheramento dei dati della carta in favore di dati temporanei generati dall'app per finalizzare la transazione.
Alcune banche, poi, permettono di avere notifiche in tempo reale per ogni transazione.
C'è da dire che, se siamo in un luogo affollato, difficilmente sentiremmo la notifica, ma può comunque essere una forma di sicurezza in più.
Altre banche permettono addirittura di impostare un PIN per tutte le transazioni, anche quelle minime e al di sotto della soglia di 50 euro.
Infine va ricordato che la normativa prevede che per le operazioni non autorizzate abbiamo fino a tredici mesi di tempo per contestare l'addebito con la banca, e se la risposta non fosse soddisfacente possiamo rivolgerci all'Arbitro Bancario Finanziario.
Per concludere, insomma, il rischio sicuramente esiste, ma i casi sono veramente rari.
Le difficoltà e rischi per mettere in atto questi borseggi 2.0 sono troppo elevati e, come abbiamo visto, bastano veramente pochissimi accorgimenti per renderlo trascurabile.
La tecnologia che portiamo in tasca ogni giorno resta uno strumento straordinario, e conoscerne i limiti, anche quelli sfruttabili da chi ha cattive intenzioni, è probabilmente il modo migliore per continuare a usarla con serenità, anche in mezzo alla folla di una sagra estiva.
E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio.
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Noi ci sentiamo la settimana prossima.
