Viviamo in un'epoca in cui l'ingegneria civile e l'architettura hanno raggiunto vette di complessità inimmaginabili solo pochi decenni fa. Le città di oggi sono definite da strutture verticali ad alta densità e da luoghi di intrattenimento sofisticati, progettati per ospitare migliaia di persone contemporaneamente. Eppure, nonostante questi progressi tecnologici, anche l'edificio apparentemente più sicuro potrebbe celare delle insidie per la nostra incolumità. Tragici eventi come l'incendio di Crans-Montana e gli incendi di Hong Kong hanno esposto vulnerabilità critiche nei nostri sistemi di protezione. Ma quali sono le cause di questi fallimenti? E soprattutto, quali sono le nuove tecnologie e approcci che stanno trasformando la sicurezza degli edifici moderni?
Nella sezione delle notizie parliamo di Amazon che chiude i negozi senza casse Go e Fresh, dell'aeroporto Heathrow che completa la modernizzazione con gli scanner CT e infine di Google che integra l'IA in Chrome con la Auto Browse.




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Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli.
Oggi parleremo di quanto sono sicuri gli edifici in cui viviamo e lavoriamo, analizzando i principali rischi a cui ci esponiamo stando al loro interno e scoprendo come le nuove tecnologie, dall'intelligenza artificiale ai sistemi di rilevamento
avanzato, stanno trasformando la sicurezza delle nostre strutture in un ecosistema resiliente e intelligente.
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Sembra esserci un drastico cambio di rotta nella strategia fisica di Amazon, che ha annunciato la chiusura di circa 70 punti vendita negli Stati Uniti, tra Amazon Fresh e Amazon Go, per concentrare le forze quasi esclusivamente su Whole Foods, la
rinomata catena di supermercati specializzate in prodotti biologici e naturali che il colosso di Jeff Bezos aveva acquistato nel 2017.
Amazon ha ammesso che i format sperimentali non sono riusciti a garantire un modello economico sostenibile, complice anche la fredda accoglienza riservata alla tecnologia "Just Walk Out", quel sistema futuristico di telecamere che permetteva di fare
la spesa e uscire senza mai passare dalle casse, considerato però dai consumatori un'innovazione non indispensabile rispetto alla concorrenza.
Molti di questi spazi verranno quindi riconvertiti proprio sotto l'insegna Whole Foods e nel nuovo formato ridotto Daily Shop, un segno che Amazon non ha intenzione di abbandonare il settore alimentare, che vale oltre 150 miliardi di dollari, ma
preferisce affidarsi ad un brand già forte e riconoscibile per la qualità dei prodotti piuttosto che insistere su esperimenti puramente tecnologici, che a quanto pare, faticano a trovare una vera giustificazione agli occhi di chi va a fare la spesa tutti i giorni.
L'aeroporto di Heathrow ha completato un'imponente modernizzazione da un miliardo di sterline, diventando il primo a grande scala mondiale a dotare tutti terminal di scanner CT di ultima generazione.
Grazie infatti alla tomografia computerizzata, che genera immagini 3D ad alta risoluzione, i passeggeri non devono più estrarre liquidi e dispositivi elettronici né usare sacchetti trasparenti, garantendo procedure più snelle e un risparmio di 16 milioni di buste annue.
Se da una parte Londra progredisce su questo fronte, il contesto europeo si è invece trovato in una fase di stallo fino all'anno scorso.
La Commissione europea, nel 2024, dopo aver rimosso i limiti dei liquidi, lo aveva reintrodotto in via precauzionale per effettuare ulteriori verifiche sull'affidabilità di alcuni software nella gestione di contenitori di grandi dimensioni, per poi rimuovere nuovamente il tetto a luglio 2025.
E nonostante questo rallentamento normativo, l'Italia si è distinta sin da subito come apripista.
Scali come Linate e Fiumicino sono stati i primi a investire massicciamente nei sistemi EDS-CB standard C3, che stanno permettendo ai viaggiatori di sperimentare la rimozione dei vincoli sui liquidi ben prima di molti altri aeroporti europei.
Dopo Perplexity con Comet e Anthropic con l'estensione di Claude, anche Google sta iniziando a integrare pesantemente l'IA nel suo browser Chrome per fornire agli utenti modi d'uso sempre più avanzati.
La funzionalità si chiama "Auto Browse" e permette a Gemini 3 di compiere autonomamente azioni sulle pagine web, ma anche navigare tra le tab e i siti.
L'obiettivo è quello di poter far fare all'IA compiti sempre più complessi, come pianificare viaggi consultando e confrontando voli e hotel, acquistare prodotti, gestire appuntamenti o scrivere documenti.
Integrandosi con il gestore password di Google, poi, Gemini potrà accedere anche ai siti web di cui abbiamo salvato il login.
Attualmente la funzionalità è in test solo per il mercato USA e agli abbonati ai piani Pro e Ultra.
Chiaramente le preoccupazioni non sono da ignorare.
Google ha, infatti, introdotto dei blocchi per attendere la conferma dell'utente in caso di operazione di acquisto, prenotazione o altre attività tra virgolette "rischiose" ma, come abbiamo diverse volte ribadito, quando si parla di modelli
generativi bisogna sempre fare i conti con allucinazioni o tecniche come il prompt injection che possono controllare il comportamento dell'IA.
Sarà interessante quindi vedere in futuro quali tecniche Google utilizzerà per far fronte a questi pericoli.
Viviamo in un'epoca in cui l'ingegneria civile e l'architettura hanno raggiunto vette di complessità inimmaginabili solo pochi decenni fa.
Le città di oggi sono definite da strutture verticali ad alta densità e da luoghi d'intrattenimento sempre più sofisticati, progettati per ospitare migliaia di persone contemporaneamente.
Eppure, in questo inizio di 2026, ci troviamo a dover fare i conti con una realtà scomoda: anche l'edificio apparentemente più sicuro potrebbe celare delle insidie per la nostra incolumità.
Per comprendere la gravità della situazione, non serve guardare troppo lontano nel tempo.
Il 1° gennaio 2026, il settore dell'intrattenimento è stato scosso da un evento che rimarrà impresso nella memoria collettiva: l'incendio catastrofico presso il locale Le Constellation, a Crans-Montana.
In quello che doveva essere un momento di festa, la combinazione letale tra pratiche rischiose e materiali inadeguati ha causato 40 vittime e oltre 100 feriti.
L'analisi forense ha rivelato che l'innesco è stato causato da semplici candele pirotecniche attaccate alle bottiglie di champagne, una prassi comune nella vita notturna, ma che in quel contesto si è rivelata fatale.
Il vero colpevole, tuttavia, non è stato il fuoco in sé, ma la velocità di propagazione garantita dal rivestimento del soffitto, pannelli di spugna fonoassorbente in poliuretano espanso.
Questo materiale, scelto per l'insonorizzazione, possiede un'elevata infiammabilità superficiale.
Quando le scintille lo hanno raggiunto, l'incendio è passato da un'ignizione locale al cosiddetto "flashover" in pochi secondi, replicando le dinamiche di disastri passati come quello dello Station Nightclub.
A peggiorare uno scenario già drammatico, si sono aggiunte deficienze operative imperdonabili, un locale semi-interrato con vie di fuga compromesse, dove un'uscita di sicurezza risultava bloccata da arredi, violando i codici fondamentali di sicurezza come la norma NFPA 101.
Inoltre, l'assenza di controlli di sicurezza dal 2019 ha evidenziato una grave lacuna nel monitoraggio della conformità.
Se Crans-Montana ci ha mostrato i rischi dei luoghi di intrattenimento, gli eventi di Hong Kong hanno esposto le vulnerabilità delle infrastrutture verticali.
Pur senza addentrarci nei dettagli delle vittime, è fondamentale citare come l'incendio alla New Lucky House, e successivamente quello al complesso Wang Fuk Court, abbiano messo in luce i pericoli insiti negli edifici compositi e nelle ristrutturazioni.
In questi contesti, il rivestimento degli edifici, spesso avvolti da impalcature e reti di nylon durante i lavori, hanno agito come uno "stoppino verticale", permettendo al fuoco di aggirare le compartimentazioni interne in cemento.
Questi casi studio dalle Alpi ai canyon urbani asiatici condividono un filo conduttore, il fallimento di quello che definiremmo l'ecosistema della sicurezza.
Molti edifici operano ancora su infrastrutture di allarme antincendio analogiche, ovvero sistemi che mancano totalmente delle moderne innovazioni per la gestione delle emergenze.
I vecchi impianti a zone possono segnalare la presenza di un incendio in una vasta area, come un intero piano terra, ma non riescono a individuare il rilevatore specifico.
Immaginiamo il caos dell'evacuazione di un ambiente affollato o buio.
Questo scenario costringe le squadre di emergenza a cercare fisicamente la fonte del problema, ritardando drasticamente i tempi di risposta.
Inoltre, questi pannelli di controllo soffrono di punti ciechi nell'integrazione, spesso non dialogano con i moderni Building Management Systems o BMS, il che significa che non sono in grado di spegnere automaticamente i sistemi di ventilazione per
fermare il fumo o tagliare l'audio della musica per rendere udibili gli allarmi, affidandosi pericolosamente all'intervento manuale umano.
Un'altra criticità tecnica di enorme rilievo è il paradosso tra effetti scenici e rilevamento.
Nei teatri o nelle discoteche, gli strumenti usati per creare atmosfera, come le macchine del fumo o gli hazer, sono i nemici naturali dei rilevatori ottici tradizionali.
I sensori fotoelettrici standard faticano a distinguere tra le particelle di glicole della nebbia artificiale e quelle di carbonio del fumo reale, poiché la densità ottica appare spesso indistinguibile.
Questo porta a una pratica estremamente pericolosa: per prevenire falsi allarmi che interromperebbero lo spettacolo, i tecnici spesso disabilitano intere zone di rilevamento.
L'alternativa, ovvero l'uso di rilevatori di calore, non è migliore, in quanto questi soffrono di un significativo "ritardo termico" e si attivano solo quando l'incendio è già ben sviluppato, sacrificando il tempo prezioso di pre-allarme.
A tutto ciò si somma la "persistenza dei fallimenti", per così dire, nelle scienze dei materiali.
Nonostante l'esistenza di alternative, si continua a riscontrare l'uso di polimeri infiammabili nelle finiture interne.
La schiuma di poliuretano, ad esempio, è chimicamente simile alla benzina solida.
Una volta accesa, fonde e gocciola, diffondendo il fuoco verso il basso e rilasciando fumo tossico.
Anche le ristrutturazioni presentano rischi occulti.
Materiali temporanei o rivestimenti interni combustibili possono bypassare le difese interne dell'edificio, rendendo obsoleto il design di sicurezza passiva.
Infine, non possiamo ignorare il fattore umano.
La "fatica da allarme", causata da frequenti falsi positivi, porta ospiti e personale a ignorare i segnali di pericolo, mentre la mancanza di informazioni chiare durante un'emergenza spinge le folle verso comportamenti irrazionali, come l'uso esclusivo dell'ingresso principale, creando colli di bottiglia letali.
Fortunatamente, l'industria della sicurezza non è rimasta inerte.
La risposta a queste vulnerabilità si sta concentrando su una nuova generazione di tecnologie che si dividono in protezione attiva, ovvero i sistemi che intervengono, e passiva, gli elementi che contengono, supportate entrambe da una gestione digitale avanzata.
Il passo avanti più significativo nel rilevamento è rappresentato dai sistemi ASD, acronimo di Aspirating Smoke Detection, come la serie VESDA.
A differenza dei sensori passivi, che aspettano che il fumo li raggiunga, questi sistemi prelevano attivamente campioni d'aria attraverso una rete di tubazioni, e li analizzano con camere a diffusione laser.
La loro sensibilità è fino a mille volte superiore ai rilevatori standard, ma la vera rivoluzione sta nella loro capacità di discriminazione.
Grazie all'analisi della granulometria, possono distinguere le particelle di nebbia teatrale, notoriamente più grandi, da quelle del fumo di combustione molto più piccole, risolvendo il problema dei falsi allarmi nei locali di intrattenimento.
Sul fronte della soppressione degli incendi, stiamo assistendo al tramonto degli sprinkler tradizionali in favore del Water Mist ad Alta Pressione.
Questi sistemi operano a pressioni superiori ai 100 bar, nebulizzando l'acqua in micro goccioline inferiori a 100 micron.
L'efficienza termodinamica è straordinaria, la rapida evaporazione infatti espande il volume dell'acqua di circa 1700 volte, spostando l'ossigeno alla base della fiamma e soffocando il fuoco.
Oltre a utilizzare fino al 90% di acqua in meno, riducendo i danni alle apparecchiature elettroniche, il Water Mist ha un vantaggio cruciale per la sicurezza umana, in quanto lava le particelle di fumo dall'aria, migliorando visibilità e respirabilità durante l'evacuazione.
Infine, la gestione dell'allarme è passata dalle semplici sirene ai sistemi PAVA o Public Address and Voice Alarm.
Questi sistemi integrati non solo tagliano automaticamente l'alimentazione alle console dei DJ, ma forniscono istruzioni vocali dirette, alle quali le persone rispondono molto più razionalmente rispetto ai toni astratti.
Anche le barriere fisiche si sono evolute, le tende tagliafuoco attive offrono una compartimentazione dinamica per gli open space.
Posizionate nel controsoffitto, queste barriere in fibra di vetro scendono per gravità in caso di allarme, garantendo una resistenza al fuoco fino a 1000°C per 180 minuti anche in assenza di corrente elettrica.
Parallelamente, la scienza dei materiali ha introdotto anche i rivestimenti intumescenti, che proteggono l'acciaio strutturale espandendosi col calore per formare una strata isolante, e nuovi materiali acustici di Classe A, come la schiuma di melammina, che offre un assorbimento sonoro senza diventare combustibile.
Per guidare l'esodo nel buio o nel fumo, l'affidabilità analogica dei sistemi fotoluminescenti rimane imbattibile.
Essi sono posizionati a livello del pavimento, dove l'aria è più pulita, e riescono ad assorbire la luce ambientale ed emettere un bagliore intenso, senza rischio di fallimenti meccanici o elettrici.
Se le tecnologie attuali rappresentano un enorme passo avanti, il futuro della sicurezza degli edifici risiede nella transizione da sistemi reattivi a sistemi predittivi e cognitivi, guidati dall'intelligenza artificiale e dall'Internet of Things.
Una delle frontiere più promettenti, ad esempio, è il rilevamento visivo di incendi guidato dall'IA.
Invece di attendere il contatto fisico con il fumo, telecamere equipaggiate con reti neurali convoluzionali analizzano le firme visive e comportamentali.
Questi algoritmi sono addestrati per distinguere il movimento caotico del fumo di un incendio dai patter uniformi della nebbia scenica, permettendo un rilevamento alla fonte in pochi secondi e risolvendo definitivamente il problema della disabilitazione dei sensori durante gli spettacoli.
L'edificio del futuro avrà potenzialmente anche un suo Digital Twin, un tema di cui abbiamo spesso parlato in questo podcast.
In questo caso si tratta di una replica virtuale dell'edificio che, in caso di emergenza, riceve dati in tempo reale dai sensori IoT per simulare la propagazione del fuoco e del fumo nei minuti successivi.
I vigili del fuoco potranno dunque consultare questo modello digitale mentre sono in viaggio, visualizzando la posizione delle fiamme e degli occupanti intrappolati, abbandonando le tattiche d'ingresso alla cieca in favore di strategie guidate dai dati.
Anche la segnaletica diventerà intelligente, infatti i sistemi di segnaletica di evacuazione adattiva supereranno il limite dei cartelli statici che potrebbero indirizzare verso il fuoco.
Se un'uscita è compromessa, i segnali mostreranno una croce rossa dissuasiva, che faranno pulsare frecce verdi verso percorsi alternativi sicuri, riducendo drasticamente il tempo decisionale durante il panico.
La prevenzione, invece, si estenderà alla gestione della folla con sistemi di AI Crowd Monitoring, capaci di prevedere condizioni di schiacciamento, analizzando la densità in tempo reale e permettendo allo staff di intervenire in anticipo.
Sul lato degli effetti speciali, la tecnologia "cold spark" sta sostituendo la polvere nera con leghe di titanio e zirconio che emettono scintille a bassa temperatura, eliminando il calore intenso che ha innescato tragedie come quella di Crans-Montana.
Infine, la burocrazia cartacea lascerà il posto ai registri antincendio digitali.
In questo caso, l'uso di tag NFC e codici QR renderà le ispezioni tracciabili e immutabili, impedendo la falsificazione dei controlli e garantendo una trasparenza totale sullo stato di conformità.
Per concludere, la transizione da scenari tragici come quello di Crans-Montana e Hong Kong, verso un futuro più sicuro, non dipenderà da una singola tecnologia risolutiva, ma dalla costruzione di un ecosistema di sicurezza resiliente e ben strutturato.
L'edificio moderno non deve essere un guscio passivo, ma un'entità dinamica, capace di vedere il fuoco con l'intelligenza artificiale, ragionare attraverso simulazioni digitali, comunicare agli occupanti con allarmi vocali e guidarli infine verso l'esterno.
Tuttavia, è fondamentale ricordare che la tecnologia rimane uno strumento, non una cura miracolosa.
L'efficacia di questi sistemi avanzati si reggerà sempre su basi fondamentali come una manutenzione rigorosa, ora facilitata dal digitale, un'applicazione normativa severa e anche l'eliminazione definitiva di materiali pericolosi dalle nostre architetture.
Mentre ci avviciniamo al 2030, il nuovo standard di sicurezza sarà definito dalla fusione tra la gestione attiva, la resilienza passiva e l'intelligenza dei dati, affinché lo spettacolo possa continuare, ma questa volta in totale sicurezza.
E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio.
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