L'intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro, dall'automazione dei processi alla gestione delle risorse umane. Ma come può l'IA rendere più semplice e intuitivo l'ingresso di un nuovo dipendente in azienda, semplificando la ricerca di informazioni e migliorando l'esperienza dei lavoratori fin dal primo giorno? In questa puntata esploriamo il concetto di AI-boarding, un approccio innovativo all'onboarding aziendale che sfrutta assistenti virtuali intelligenti per guidare i nuovi assunti attraverso i primi passi in azienda. Per scoprire come queste soluzioni vengono sviluppate e implementate, abbiamo invitato Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT, specializzata nello sviluppo di soluzioni avanzate basate su intelligenza artificiale.
Nella sezione delle notizie parliamo di Project Genie 3, il nuovo modello di Google DeepMind in grado di creare mondi virtuali tridimensionali a partire da un semplice prompt e della normativa cinese che vieterà l'apertura solo elettronica delle automobili per motivi di sicurezza.



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Tutto quel processo, quella fase che passa anche dalla formazione, da tante domande e insicurezze, è un processo che può essere time-consuming per tante figure aziendali e che oggi attraverso l'intelligenza artificiale può essere meglio gestito e
può essere sicuramente una tecnologia che costantemente può affiancare il nostro nuovo dipendente.
Degli agenti che semplificano il lavoro, lo rendono più snello e riducono chiaramente i tempi nelle cose ripetitive e poco utili per tutta l'organizzazione.
Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli.
Oggi parleremo con QuestIT di come l'intelligenza artificiale sta rivoluzionando l'onboarding dei nuovi dipendenti, rendendo l'ingresso in azienda più fluido e intuitivo attraverso assistenti virtuali intelligenti che guidano i neo-assunti nella scoperta di informazioni, documenti e processi aziendali.
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Dopo l'annuncio di agosto da parte di Google DeepMind, il dipartimento di Google che si occupa di sviluppo e ricerca sull'IA ha reso pubblicamente accessibile Project Genie 3.
Questo modello è in grado di creare, partendo da un prompt o un'immagine, un intero mondo virtuale tridimensionale, liberamente navigabile tramite input da tastiera, seguendo la medesima logica dei giochi in prima o terza persona.
Il funzionamento è semplice: il modello di generazione immagini in Nano Banana, guidato dal prompt dell'utente, genera il personaggio e l'ambientazione, da questo verrà creata una bozza modificabile che, dopo l'ultima conferma, avvierà l'esplorazione del mondo appena creato.
Ci sono chiaramente dei limiti per contenere i costi computazionali.
La qualità video si ferma infatti a 720p e 24fps.
La durata massima di ogni generazione è di 60 secondi e al momento possono accedere a questa tecnologia solo i cittadini statunitensi maggiorenni che hanno acquistato il piano Google AI Ultra.
Non si tratta infine di un vero e proprio motore grafico o di gioco come possono essere Unity o Unreal Engine, ma le potenzialità future sono enormi in settori, sia come appunto il gaming, ma anche il cinema e l'intrattenimento in generale.
La Cina ha introdotto una nuova normativa sulla sicurezza automobilistica che impone il divieto della commercializzazione di automobili dotate di apertura elettronica.
Dal 1 gennaio 2027, infatti, tutti i nuovi modelli destinati al mercato cinese, sia elettrici che ibridi, dovranno dotarsi di sistemi di apertura meccanici sia dall'esterno che dall'interno, senza dipendere dall'alimentazione elettrica.
Lo scopo della normativa mira garantire un accesso più agevole ai veicoli durante emergenze come incidenti, incendi o blackout derivanti da sinistri stradali.
La normativa richiede inoltre che il dispositivo di sblocco interno sia facilmente identificabile anche in condizioni di scarsa visibilità.
Per i modelli già omologati o in fase avanzata di sviluppo, il termine di adeguamento è prorogato al 1 gennaio 2029, il che consentirà ai costruttori di rivedere i progetti senza interrompere i cicli produttivi in corso.
Data la rilevanza della Cina come mercato delle auto, la normativa potrebbe influenzare gli standard progettuali internazionali, spingendo i costruttori a riconsiderare il connubio tra innovazione estetica e sicurezza.
L'intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro.
Dall'automazione dei processi alla gestione delle risorse umane, le aziende stanno adottando nuove tecnologie per migliorare efficienza e produttività.
Ma come può l'IA rendere più semplice e intuitivo l'ingresso di un nuovo dipendente in azienda, semplificando la ricerca di informazioni e migliorando l'esperienza dei lavoratori fin dal primo giorno?
Per rispondere a questa domanda è con noi Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT, realtà specializzata nello sviluppo di soluzioni basate sull'intelligenza artificiale.
Benvenuto, Ernesto.
Grazie Davide.
Prima di entrare nel tema di oggi, quindi come l'IA può aiutare nell'onboarding aziendale, raccontaci in generale di che cosa vi occupate in QuestIT.
In QuestIT ci occupiamo di automazione dei processi attraverso intelligenza artificiale, agenti conversazionali, ormai è una parola che sta entrando nelle vite quotidiane, quella degli agenti AI, che si occupano in qualche modo di automatizzare
qualsiasi processo aziendale in maniera molto efficace, sfruttando tutto il potenziale dei large language model e dell'intelligenza artificiale in generale.
E infatti è solo uno dei tanti processi che in azienda possiamo pensare di automatizzare tramite gli agenti, è quello dell'onboarding, che è subito successivo a quello della ricerca e selezione, anch'esso un processo che ormai è molto legato al
mondo dell'intelligenza artificiale, sempre di più, sempre a supporto di persone che chiaramente hanno questo impegno in azienda nel fare ricerca e selezione, qualificazione e così via, ma ormai oggi l'AI gioca un ruolo molto molto rilevante
perché semplifica, ottimizza e migliora il processo sia di selezione che successivamente poi di onboarding.
Ok e quando parli di un agente conversazionale che cos'è?
Cioè come posso interagire io come persona con questo agente?
È un'interazione audio video posso parlarci posso vederlo?
Assolutamente, ormai siamo arrivati al punto in cui sono entità, noi le chiamiamo "digital humans", sono delle entità, degli avatar sempre più realistici, sempre più difficili a volte distinguerli da persone reali che possiamo vedere in una conference call come questa che stiamo avendo in questo momento noi oggi.
Questi digital humans sono quindi degli avatar che hanno questa capacità di gestire la conoscenza e il processo, identificare in maniera dinamica quali sono i tools che possono utilizzare per agire e quindi automatizzare il processo rispetto a una conversazione che stanno sostenendo con un utente.
È esattamente come avere una chiacchierata con il tuo responsabile HR o con il responsabile dell'onboarding, il quale ti può aiutare dandoti informazioni che vengono prese dai contenuti, dai documenti aziendali che sono ufficiali e sono patrimonio
dell'azienda, ma non solo ti può dare informazioni come ormai siamo abituati a fare quotidianamente, usando tecnologie come ChatGPT e così via, ma possono anche proprio automatizzare alcuni processi e fare per te delle cose in azienda, chiedere un
permesso oppure fare la rendicontazione delle tue attività durante il giorno, insomma seguono il dipendente passo passo e diciamo semplificano tutta una serie di operazioni ripetitive e noiose che invece possono... e che ci fanno perdere del tempo
in azienda e che invece possono essere fatte in maniera molto comoda e snella da questi assistenti... agenti AI.
E soprattutto la cosa carina è che sono anche multicanale, quindi immaginiamo di esserci dimenticati in qualche modo di fare la famosa rendicontazione di cui parlavamo prima, questi agenti possono essere anche invocati tramite una telefonata oppure
tramite un whatsapp come veramente si potrebbe fare con una persona reale, sono anche eventualmente proattivi e quindi qualora ci fosse stata questa dimenticanza possono essere loro a contattarci per raccogliere le informazioni necessarie e
eventualmente quindi poi operare sui sistemi informativi aziendali e armonizzare tutto quello che devono fare.
Ok fra l'altro per avere anche un'idea più chiara, esemplificativa di che cosa sono sul vostro sito secondo me molto bello e pratico ci sono diverse demo ecco di questi agenti conversazionali quindi penso sia utile visitarlo anche per vederli all'opera ecco.
E visto che appunto però il focus di oggi è quello dell'onboarding innanzitutto partiamo da che cos'è l'onboarding in un'azienda, cioè raccontaci, spiegaci brevemente che cos'è e quali sono diciamo le problematiche che vanno risolte di questa fase.
Allora, l'onboarding è quel processo aziendale che inizia con la firma del contratto tra l'azienda e il nuovo dipendente, quindi è un momento importante, quindi anche un momento dove c'è bisogno di fare un'accoglienza del dipendente, dargli tutte
le informazioni necessarie e fino al momento in cui questo nuovo dipendente è completamente operativo e perfettamente integrato all'interno del nostro organico aziendale, insomma, quindi tutto quel processo, quella fase che passa anche dalla
formazione, da tante domande e insicurezze, ecco, è un processo che può essere time consuming per tante figure aziendali e che oggi attraverso l'intelligenza artificiale può essere meglio gestito e può essere sicuramente una tecnologia che costantemente può affiancare il nostro nuovo dipendente.
Chiaramente uno degli elementi chiave più importanti di tutto questo processo di onboarding è sicuramente la formazione, dove chiaramente lì c'è una necessità non solo di rendere operativo l'utente, il dipendente, ma anche renderlo, diciamo,
efficiente, efficace rispetto alle esigenze aziendali, quindi riuscire a spiegare quale sono le best practice, riuscire a guidarlo all'interno di tutta la documentazione aziendale, le tecnologie aziendali, i processi aziendali sono fasi fondamentali affinché il nostro dipendente poi sia efficiente all'interno della nostra organizzazione.
Ovviamente questo non esclude l'umano, a me piace sempre dire che queste sono tecnologie che aiutano, ma non sostituiscono, o almeno questo vorremmo che... è la nostra filosofia, cioè degli agenti che semplificano il lavoro, lo rendono più snello,
ci permettono di concentrarsi sulle cose a valore aggiunto e riducono chiaramente i tempi nelle cose ripetitive e poco utili per tutta l'organizzazione.
Con questo non voglio dire che l'onboarding non sia un processo utile, anzi è un processo fondamentale, sottolineo, affinché poi il nostro dipendente sia efficiente all'interno dell'azienda, ma chiaramente potendo delegare in parte la formazione,
le domande, le curiosità, anche qualcosa legato al clima aziendale, i valori aziendali, poterle delegare a una macchina che ha tutte queste informazioni e che ci permette di abbassare un po' la guardia ma fare comunque un onboarding di valore e di qualità diventa fondamentale.
E quindi questo è solo uno dei tanti processi e l'onboarding che può essere automatizzato dall'intelligenza artificiale può creare valore nelle nostre aziende.
Sì è interessante quello che dici perché sicuramente non sostituisce l'uomo come hai detto perché se penso magari a una società un'azienda che non utilizza un sistema di questo tipo magari ha delle figure che si occupano di fare onboarding ma magari si assumono tanti dipendenti queste figure deve dividersi per tutti i nuovi dipendenti.
In questo modo invece posso dare a ogni singolo nuovo dipendente un proprio assistente personalizzato e poi per ulteriori domande c'è sempre questa figura umana che li supporta nella loro attività.
E' esattamente questo, questi agenti, l'intelligenza artificiale è sempre presente, 24/7, anche quando l'HR manager semmai dorme o è a riposo o è impegnato su altre attività con altre persone, ecco avere comunque una copertura, un supporto
efficiente, efficace anche in quei momenti è fondamentale, l'azienda si dimostra essere vicino al dipendente in qualsiasi momento, ma il rapporto umano non finisce, non viene sostituito perché l'HR manager, il responsabile dell'onboarding è
sempre presente, è sempre disponibile, ma ovviamente deve essere disponibile per tutti e non solo per una sola persona, insomma, di solito è così.
Pensiamo anche alla formazione all'interno dell'azienda che può essere molto rilevante e critica, perché se la formazione non viene fatta bene sull'azienda, sui sistemi informativi aziendali, sui processi aziendali, su tutti quelli che sono
contenuti all'azienda, quindi non parlo di formazione generalista, ad esempio... faccio un esempio su come si programma in un certo linguaggio di programmazione o come funziona una certa metodologia di project management, ma come funziona la nostra
metodologia di lavoro nella nostra azienda, quindi nell'azienda specifica, come funziona il nostro processo di sviluppo, per esempio in ambito software, all'interno della nostra azienda.
Questo richiede che la formazione sia fatta partendo da documentazione aziendale, quindi non generalista, ma da documentazione aziendale, che l'intelligenza artificiale può leggere, strutturare in corsi, in micro-corsi di formazione, quindi
specifici sui contenuti della nostra azienda e poi farli fluire attraverso questi "digital human", quindi come se fosse un vero e proprio coach, teacher virtuale, dove l'utente può eventualmente, al di là di vedere la lezione, può anche fare
delle domande che non ha compreso correttamente e in più la macchina può anche provare a valutare con dei test automatizzati la capacità, la comprensione da parte del dipendente del contenuto che è stato appena fruito e quindi comprendere la validità, la qualità dell'onboarding che stiamo facendo sul dipendente.
Questo diventa anche uno strumento per poter dare degli alert al responsabile dell'onboarding per dire attenzione che su questa persona siamo sotto una certa soglia, bisogna fare delle attività più puntuali e precise su quella persona, aiutarlo a
compensare alcuni elementi che non sono chiari, quindi aiutare anche chi fa il processo di onboarding ad avere diciamo un'attenzione superiore ai bisogni specifici di ogni persona, poi siamo tutti differenti, quindi ecco l'essere diversi è qualcosa
che la macchina tutto sommato riesce meglio a gestire rispetto all'essere umano, perché un responsabile dell'onboarding per una questione proprio di tempo e anche di gestione... la possibilità di gestione di tutti i singoli casi particolari,
semmai non riesce ad avere quella specificità sulla singola persona, mentre la macchina può compensare questo bisogno che deriva dal basso e che viene percepito dal basso.
Ok e quindi questa diciamo è la parte più verticale anche sullo specifico lavoro che poi andrà a fare il lavoratore all'interno dell'azienda, però dicevi anche che in senso più generale... quindi oltre ai processi aziendali potenzialmente io
posso chiedere alla gente anche cose un po' più pratiche basta che ci sia la documentazione, sia stata inserita la documentazione posso chiedere anche come funziona per i buoni pasto, qualsiasi cosa all'interno...
Certo, tutte quelle che sono la cultura aziendale, che ovviamente deve essere documentata.
Vedi Davide... il lavoro nostro, delle persone, sarà sempre di più quella di scaricare le nostre informazioni in queste macchine, che diventano amplificatori della nostra conoscenza, mi piace pensarli così, degli amplificatori.
La stessa cosa la possiamo dire mille volte, non sempre basta a volte fare una o due riunioni per riuscire a far arrivare a tutte le persone, a tutti i nostri dipendenti, le informazioni necessarie, pensiamo a grandi organizzazioni, diventa quasi improponibile.
Le macchine possono diventare amplificatori di questa conoscenza e supporto quotidiano per il dipendente, sia nella fase informativa, ma anche nella fase dispositiva.
Ripeto, nota spese, dobbiamo fare la nota spese, invece di chiedere come devo fare, la facciamo proprio con un agente, cioè gli carichiamo gli scontrini, la macchina si legge tutto quello che c'è nello scontrino, nella fattura e così via, estrae
le informazioni, ce le fa vedere con un click, tutti i dati arrivano sui gestionali aziendali senza la necessità, come si faceva un tempo, di fare data entry e tante altre cose del genere, la rendicontazione aziendale, diventano tutti strumenti che
accompagnano il lavoratore, sia nella fase di onboarding, ma poi anche successivamente nell'attività quotidiana per efficientarne la capacità.
Saremo sempre di più circondati da macchine che ci semplificano il lavoro e lasciano a noi la parte a maggior valore aggiunto.
Questo penso che sia un modo equilibrato di utilizzare l'intelligenza artificiale che non va a sostituire, ma potenzia il lavoratore, quindi un lavoratore chiamiamolo "5.0", potenziato dalle AI.
Questa è un po' la nostra visione.
Ok e quali sono le tecnologie di IA che utilizzate voi per sviluppare questi agenti?
Allora sicuramente i large language model come GPT o Claude o Lama per quanto riguarda il mondo dell'open source, siamo abbastanza agnostici dal large language model, però è fondamentale usare quel tipo di tecnologia per costruire questi agenti,
poi chiaramente al di là di questa parte qua c'è tutta una parte legata al mondo del classico di "intent recognition", "information extraction", tutta una serie di tecnologie che potenziano la capacità dello strumento di operare insieme
all'utente, pensiamo solo anche alla parte diciamo visiva, prima abbiamo detto che è possibile avere degli avatar un po' come in questa conversazione come delle persone con un proprio volto, espressioni facciali e così via, bene, quello invece va
con tecnologie legate al mondo del gaming, tutto il mondo del video rendering e così via, più tutta una parte di emotional AI, la parte di attenzione che avviene attraverso per esempio la webcam, cioè si riesce a riconoscere durante la
conversazione se l'utente è attento, se l'utente ha delle emozioni specifiche, ad esempio è annoiato, è triste, è eccitato e così via, questo può permettere di migliorare anche l'interazione perché riconoscendo questi tratti all'interno
dell'interazione possiamo in qualche modo andare a dare dei messaggi personalizzati, a dire "Mi stai seguendo?", "Hai bisogno di maggiore informazioni?", cercare di cogliere nuovamente l'attenzione per cercare di portare in fondo la formazione ad
esempio nel miglior modo possibile, quindi ci sono tante tecnologie all'interno di un sistema del genere che vanno dalla computer vision ai large language model, ai sistemi di speech to text per la parte della voce, tutta la parte di emotional AI e così via, quindi veramente tante tecnologie insieme.
Sì anche questo aspetto è molto interessante perché effettivamente se dovessi pensare a una cosa che normalmente a una gente manca appunto l'aspetto emozionale però se è in grado di riconoscere le mie emozioni e viceversa riesce a cambiare
l'approccio... sono perplesso mi sta spiegando qualcosa e non riesco a capire, come dicevi riesce a sopperire a quella mancanza che magari un'interazione umana c'è.
Come avviene tra persone.
Noi siamo abituati anche a uno scambio non verbale nella comunicazione.
Ora noi ci stiamo anche osservando, i nostri, i tuoi interlocutori probabilmente non ci vedranno, però due persone nel parlarsi, nel comunicare tra di loro non solo analizzano gli aspetti verbali della comunicazione, quindi le parole che
utilizziamo, ma anche tutti gli aspetti non verbali, come ad esempio le espressioni facciali del viso, il tono della voce che ha un potere anche esso molto importante, se io voglio sottolineare alcuni elementi uso la voce proprio per fare questo tipo di cosa.
Le macchine che entrano nelle aziende e automatizzano processi interagendo con gli uomini dovranno sempre di più imparare a essere empatici, perché l'empatia è un tratto umano che non può non essere presa in considerazione nell'interazione con
delle persone, quindi credo molto che nel prossimo futuro, sia molto legato al mondo dell'emotion AI e della capacità delle macchine di percepire gli aspetti emotivi dell'essere umano in tanti contesti, pensiamo ora... usciamo dall'onboarding,
passiamo al customer care, passiamo al marketing e alla vendita, tutti i processi aziendali alla fine essendo diciamo al centro l'essere umano o come dipendente o come cliente e così via, possono essere arricchiti attraverso non solo l'uso della
parola che da qualche anno è diventata sdoganata grazie alle tecnologie come i large language model e penso a ChatGPT e company, ma anche rispetto agli aspetti non verbali della comunicazione che comunque rappresentano un buon 70-80% della nostra comunicazione.
La gestualità altro aspetto
fondamentale.
Noi poi siamo italiani, rispetto ad altri paesi la gestualità, il nostro modo di gesticolare è famoso in tutto il mondo per quanto lo usiamo e quanto siamo anche un po' teatrali nel nostro modo di comunicare anche usando tutto il corpo.
Infatti ne approfitto qualche altro minuto per parlarti proprio di questo ulteriore elemento, la parte di elaborazione non-verbale per noi è diventata talmente importante per cui negli ultimi anni abbiamo iniziato a sviluppare tecnologie legate alla lingua dei segni.
Utilissimo perché anche in grandi organizzazioni comincia a essere molto probabile poi - soprattutto se sono grandi organizzazioni - la possibilità di trovare persone sorde e che quindi necessitano o possono essere agevolate dall'utilizzo di
tecnologie che diciamo - lasciami passare il termine - sicuramente che rendono più inclusive il l'onboarding, ma non solo il l'onboarding, anche la selezione del personale, anche il customer che qualunque processo aziendale.
Questi digital human capaci di comprendere e anche riprodurre lingua dei segni diventano diciamo uno strumento di accessibilità fondamentale alla conoscenza e alla cultura aziendale anche per persone sorde che potrebbero essere diciamo agevolate dall'utilizzo di questi sistemi che rendono sicuramente più inclusive le nostre aziende.
Sì sono molto d'accordo su quello che hai detto l'aspetto emotivo è veramente tanto importante e bisogna puntare molto su quello.
Avete degli esempi concreti di tutto quello che ci hai raccontato finora cioè delle applicazioni pratiche di questi agenti conversazionali nel mondo dell'onboarding e quelli che sono i risultati che sono stati ottenuti?
Sì, diciamo abbiamo vari risultati, soprattutto in ambito bancario ma anche nell'ambito delle telecomunicazioni.
Parlo di un caso, quello di Axera in ambito telecomunicazioni, perché quello bancario purtroppo non ho l'autorizzazione a divulgare, dove per l'appunto con Axera abbiamo messo su tutto un sistema proprio per il supporto all'onboarding del nuovo
personale, normative interne, come gestire anche diciamo situazioni con i clienti e tutto un processo anche formativo basato su questionari, quiz e così via.
Questo ha portato certamente l'organizzazione dell'azienda a essere molto più veloce ed efficace nell'onboarding del nuovo personale e ridurre il tempo necessario di affiancamento da parte di persone più senior rispetto alle nuove persone che entravano in azienda.
Abbiamo anche altri casi dove per esempio abbiamo agganciato i "wiki" aziendali.
In grandi organizzazioni spesso ci sono comunque dei sistemi documentali come dei wiki che danno tutta una serie di informazioni su come gestire delle cose in azienda, addirittura come gestire anche il rapporto con la clientela finale e così via e
questo tipo di strumento permette di dare informazioni in maniera molto rapida e raccontare le best practice dell'azienda in maniera semplice.
Altri esempi di onboarding basati su questi agenti è per esempio quello che abbiamo fatto con la Costa Azzurra, dove degli studenti di medicina hanno utilizzato l'assistente virtuale, l'avatar, l'agente che rappresentava un paziente con determinati
tipi di patologie che non sapevano a priori e dovevano in qualche modo interagire con questo agente e capire la patologia specifica, quindi fare una diagnosi vera e propria e quindi dovevano fare tutta una serie di domande per riuscire a raggiungere l'obiettivo, cioè capire la reale diagnosi.
L'agente alla fine della conversazione, se lo studente non era riuscito a identificare correttamente la diagnosi, spiegava cosa aveva sbagliato, quali erano le domande che doveva fare e che non ha fatto, ma non solo questo, stiamo andando anche oltre
perché stiamo cercando anche di capire come si è posto lo studente, quindi il medico, nei confronti del paziente anche dal punto di vista empatico, cerchiamo di capire se ha avuto un approccio professionale empatico o è stato un po' anche freddo
e poco interessato al paziente, perché anche le soft skills riguardano in qualche modo la sfera della formazione e non vanno assolutamente trascurate.
Abbiamo applicato anche una cosa del tutto simile di role playing in ambito della ristorazione, dove l'avatar rappresentava un cliente o tipologie di clienti di un certo tipo e in qualche modo il dipendente doveva porsi nei confronti di questi
clienti tipo nel miglior modo possibile e anche lì l'agente provava un po' a sfidare in qualche modo sia la pazienza che anche le competenze dal punto di vista della conoscenza rispetto ai prodotti presenti all'interno di questi ristoranti e alla
fine ci dava un punteggio sulla base della conoscenza ma anche dei soft skills rispetto a come si era posizionato, come aveva interagito qualitativamente col cliente.
Dal tuo punto di vista quegli agenti conversazionali sono più efficaci in un ambiente grande come una grande azienda o anche in realtà più piccole perché se penso a questo aspetto comunque la base di tutto è la documentazione per addestrare... dare informazioni all'agente mi serve una documentazione.
Allora, in verità siamo "ready to use" su grandi aziende, medio-grandi aziende, perché la documentazione, come giustamente dici, già è disponibile, può essere quindi più veloce il processo di adozione di queste tecnologie in questi tipi di
aziende, ma vediamolo anche al contrario, sebbene siano più pronti per le media-grandi imprese, probabilmente questi diventano strumenti invece fondamentali per le piccole imprese anche, affinché questa documentazione si produca.
Perché sennò il rischio è che si rimanga sempre con il passaparola, non si stabiliscano mai dei processi all'interno delle aziende e quello che succede è che l'azienda va avanti sulla base di, appunto ho sentito dire, senza una chiarezza di
visione e di volontà precisa da parte del management dell'azienda, quindi secondo me dovrebbe andare a coprire tutto lo spettro, diventano degli strumenti anche per aiutarti in questo processo di digitalizzazione della tua conoscenza che semmai oggi non è ancora ben definita e descritta dal punto di vista documentale.
E per chiudere quindi come vedi l'evoluzione di questi agenti specialmente nell'ambito dell'onboarding nei prossimi anni in Italia ecco?
Allora, ora arriva una cosa, spero forte, che faccia discutere, però prendiamola anche un po' in maniera provocatoria: io credo che tra qualche anno dovremmo lavorare poche ore al giorno.
Che quelle poche ore al giorno che faremo noi esseri umani siano pagate molto, perché una persona che offre il suo tempo a un'azienda sta offrendo una cosa, diciamo, fondamentale, no?
Il tempo che non torna indietro.
La più preziosa che ha.
È la cosa più preziosa che ha.
E sempre di più, le macchine invece faranno le attività routinarie che derivano da queste decisioni prese dalle persone.
Con questo non significa avremo meno responsabilità.
Probabilmente ne avremo molto di più, perché le macchine impareranno da noi, le macchine faranno ciò che noi gli abbiamo dato come indicazione.
È proprio per questa responsabilità che noi ci prenderemo, il valore del lavoro umano dovrà essere sempre di più incrementato.
Quindi credo un po' nella visione di OpenAI, di Altman, che fondamentalmente vede nel prossimo futuro aziende unicorni con un'unica persona.
Ci sta, è possibile.
Ma credo anche che queste intelligenze artificiali che andranno ad inserirsi in tutti i processi aziendali dovranno essere guidate da persone che dovranno avere una competenza sempre maggiore per poter guidare al meglio questi strumenti.
Quindi dovranno mettere ancora più valore aggiunto.
Ci leveremo da dosso il lavoro inutile, il lavoro a poco valore, ma saremo sempre noi più al centro di decisioni sempre più complesse, che in qualche modo dovremo prendere, sfruttando al massimo le nostre competenze, conoscenze e anche umanità.
E quindi ci saranno tantissimi agenti conversazionali e in generale una pervasività dell'intelligenza artificiale in ogni aspetto.
Va bene, allora grazie Ernesto per averci raccontato anche questo aspetto, abbiamo approfondito con te un altro aspetto legato al mondo del lavoro e come sta cambiando anche grazie a strumenti di questo tipo.
Alla prossima.
Grazie, alla prossima.
E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio.
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Noi ci sentiamo la settimana prossima.

