Ci sono problemi che, semplicemente, non possono essere affrontati con strumenti tradizionali e che richiedono una capacità di calcolo fuori scala. Da decenni, per rispondere a queste esigenze, esistono infrastrutture progettate proprio per affrontare problemi di grande complessità. Tra queste c'è Leonardo, finanziato dal Ministero dell'Università e Ricerca (MUR) e dall’Impresa Comune EuroHPC, ospitato e gestito da CINECA. Leonardo è uno dei computer più potenti al mondo, nato per dare risposte concrete dove altrimenti avremmo solo ipotesi o tempi di attesa incompatibili con le necessità della ricerca e dell'industria. Per capire quale ruolo gioca oggi nel panorama scientifico e industriale, abbiamo invitato Gianluca Carlini, High Performance Computing AI Specialist di CINECA.
Nella sezione delle notizie parliamo dell'integrazione di Gemini in Google Maps e di come l'eredità di Pokémon Go stia trasformandosi in un sistema di posizionamento visivo per la navigazione dei robot autonomi.



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La differenza principale, diciamo, tra un computer "classico" e un supercomputer come Leonardo è che Leonardo è un sistema... potremmo immaginarlo come un sistema di tanti computer distribuiti e collegati tra loro da delle infrastrutture, nel caso di Leonardo si chiama "InfiniBand".
Si potrebbe pensare a InfiniBand come una specie di connessione Ethernet estremamente efficiente, estremamente veloce, quindi è come se questi computer fossero tutti all'interno della stessa stanza e collegati tra loro da una connessione, come fosse
Internet, ma molto molto più efficiente, così che questi nodi possano comunicare tra di loro e condividere le loro risorse di calcolo.
Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli.
Oggi parleremo con CINECA di Leonardo, uno dei supercomputer più potenti al mondo e cercheremo di capire come infrastrutture di calcolo di questa portata siano fondamentali per affrontare sfide scientifiche complesse, sviluppare nuove tecnologie e garantire l'indipendenza tecnologica dell'Europa.
Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito.
Google ha annunciato quello che ha definito l'aggiornamento più significativo di Google Maps dell'ultimo decennio, grazie all'integrazione dell'intelligenza artificiale di Google, Gemini.
Le novità principali sono due, "Ask Maps" e "Immersive Navigation" e promettono di semplificare l'uso delle mappe e della funzionalità di navigazione.
Attraverso Ask Maps è infatti possibile effettuare ricerche di luoghi utilizzando il linguaggio naturale e la capacità di Gemini di elaborare e analizzare in autonomia i milioni di luoghi e recensioni presenti sulla piattaforma.
Le proposte inoltre saranno personalizzate in base alle preferenze e allo storico dell'utente.
Per quanto riguarda Immersive Navigation, invece, questa funzionalità migliora l'esperienza di guida con indicazioni più tra virgolette "naturali", zoom intelligenti ed elementi tridimensionali come strade, ponti o case che permettono di seguire al meglio la strada da percorrere.
Infine, con Final Stretch, Maps indicherà all'utente la posizione precisa dell'ingresso dell'edificio o del parcheggio più vicino.
Come per ogni nuova funzionalità di Google, il rilascio sarà graduale, partendo da Stati Uniti e India ed espandendosi agli altri mercati nei prossimi mesi.
Niantic Spatial, la società di intelligenza artificiale dello sviluppatore di Pokémon GO, sta trasformando i dati raccolti grazie all'attività dei milioni di player in un vero sistema di posizionamento visivo.
Pokémon GO, che è stata lanciata dieci anni fa, ha generato nel tempo 30 miliardi di immagini georeferenziate di ambienti urbani, raccolte attraverso i telefoni di centinaia di milioni di utenti.
Su questa base, Niantic Spatial ha sviluppato un modello in grado di determinare la posizione esatta di un robot, analizzando le immagini catturate dalle sue telecamere e confrontandole con l'archivio visivo raccolto, anche in contesti dove il
segnale GPS risulta inaffidabile come i canyon urbani, dove i segnali radio rimbalzano tra gli edifici.
La prima applicazione concreta di questa tecnologia è la partecipazione con Coco Robotics, startup che opera circa mille robot per consegne dell'ultimo miglio in diverse città statunitensi e europee.
L'obiettivo a lungo termine di Niantic Spatial, tuttavia, mira a costruire una mappa vivente del mondo reale sempre aggiornata, per fare in modo che le macchine la possano usare non solo come strumento di orientamento, ma come una vera e propria guida per l'ambiente circostante.
Ci sono problemi che, semplicemente, non possono essere affrontati con strumenti tradizionali e che richiedono una capacità di calcolo fuori scala.
Da decenni, per rispondere a queste esigenze, esistono infrastrutture progettate per affrontare problemi di grande complessità.
E tra queste c'è Leonardo, finanziato dal Ministero dell'Università e Ricerca e dall'Impresa Comune EuroHPC e ospitato e gestito da CINECA.
Leonardo è uno dei computer più potenti al mondo, nato per dare risposte concrete dove altrimenti avremmo solo ipotesi o tempi di attesa incompatibili con le necessità della ricerca e dell'industria.
Per capire quali problemi può affrontare concretamente un'infrastruttura come Leonardo e quale ruolo gioca oggi nel panorama scientifico e industriale, è con noi Gianluca Carlini, High Performance Computing AI Specialist di CINECA.
Benvenuto Gianluca.
Ciao, è un piacere.
Per iniziare quindi ci racconti chi è CINECA, di cosa vi occupate e poi più nel dettaglio che cos'è Leonardo?
Allora, CINECA è un consorzio interuniversitario che si occupa di supercalcolo e di supporto principalmente alla ricerca, quindi di istituti di ricerca quali università ma anche ospedali di ricerca tipo gli IRCCS e ultimamente anche nel contesto
del Progetto Italia, supporto per lo sviluppo di soluzioni che impiegano il supercalcolo anche per startup e piccole e medie imprese.
Leonardo è un supercomputer finanziato per metà da fondi europei, quindi nel contesto di EuroHPC, e per metà da fondi del Ministero dell'Università e della Ricerca.
È un supercomputer cosiddetto "pre-exascale", questo vuol dire che Leonardo ha una potenza di calcolo che non raggiunge l'exaflop, appunto Leonardo raggiunge i 250 petaflop di potenza computazionale, mettiamola così, che sono circa 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo.
Un exaflop è un numero veramente spropositato di operazioni perché sono 10 alla 18 - quindi 10 con 18 zeri successivi - operazioni al secondo.
Leonardo è un computer pre-exascale e sono attualmente in costruzione computer exascale che possono quindi arrivare a questa potenza di calcolo, quindi superare i petaflop di Leonardo e arrivare a quelli che sono gli exaflop.
Attualmente è al decimo posto tra i supercomputer appunto di quelli di cui abbiamo i benchmark.
È un supercomputer, un sistema abbastanza grande da immaginare, perché sono 3500 nodi, come potremmo immaginare un nodo come un singolo computer a sé stante, con 4 GPU per nodo, per quanto riguarda la parte di computazione con GPU, e poi Leonardo ha anche un'altra parte più generalista con 1500 nodi invece che hanno soltanto la CPU.
Ok, due cose, la prima se ci spieghi che cosa differenzia quindi un supercomputer da un computer tradizionale e poi è interessante il fatto che hai detto che Leonardo adesso si posiziona decimo in classifica, di quelli che conosciamo perché magari
poi esistono supercomputer anche in ambito militare che sono secretati, ecco, di cui non sono pubblicate le performance e quindi di quelli non possiamo saperlo, e poi in realtà questa classifica a livello globale è una classifica che evolve in
modo estremamente veloce, ecco, fino a pochissimo tempo fa Leonardo era nei primissimi però pian piano appunto c'è una competizione enorme nel creare questi supercomputer.
Certo, come dicevamo Leonardo oggi è decimo e parlavo di quelli di cui conosciamo i benchmark perché ovviamente fare un benchmark è facoltativo, quindi ci sono anche dei supercomputer privati per cui non disponiamo di benchmark perché
essenzialmente il proprietario di quel supercomputer non è interessato a partecipare a questi benchmark pubblici.
La differenza principale diciamo tra un computer classico e un supercomputer come Leonardo, è che Leonardo è un sistema, potremmo immaginarlo come un sistema di tanti computer distribuiti e collegati tra loro da delle infrastrutture, nel caso di
Leonardo si chiama InfiniBand, si potrebbe pensare a InfiniBand come una specie di connessione Ethernet estremamente efficiente, estremamente veloce, quindi è come se questi computer fossero tutti all'interno della stessa stanza e collegati tra
loro da una connessione, come fosse Internet, ma molto, molto più efficiente così che questi nodi possano comunicare tra di loro e condividere le loro risorse di calcolo.
In questo modo noi andiamo a costruire essenzialmente una singola entità, fatta però di tante parti più piccole, ognuna di queste parti estremamente potente in realtà perché ogni nodo di Leonardo ha 4 GPU Nvidia, in realtà custom, queste GPU
non sono GPU normali che si possono acquistare, sono GPU che sono state fatte appositamente per Leonardo, quindi un nodo stesso di Leonardo è già molto più potente di quello che potrebbe essere un normale anche desktop workstation per un lavoro
tecnico, se consideriamo che di questi nodi Leonardo ne ha a disposizione circa 3500, soltanto per la parte di "high performance computing" arriviamo a capire quanto sia più grande la scala di un sistema di supercalcolo come Leonardo rispetto a quello che possiamo avere con un computer tradizionale.
Ok e perché è importante avere in Italia un supercomputer, come appunto è il caso di Leonardo e che cosa permette di abilitare, ecco?
Perché non si possono usare ad esempio tanti computer separati oppure computer meno potenti... cioè a che cosa serve Leonardo?
Allora, Leonardo, diciamo avere un'infrastruttura del genere è importante per diversi casi di studio perché ci sono molti ambiti della ricerca in cui è importante avere delle performance estremamente elevate per quanto riguarda la computazione,
quello a cui pensiamo probabilmente più frequentemente adesso è quello dell'intelligenza artificiale, però non è limitato a quello, ci sono per esempio i modelli climatici, oppure anche viene utilizzato moltissimo nei modelli astrofisici o anche chimici per fare design di molecole o comunque di microstrutture.
In questi casi abbiamo bisogno di una potenza computazionale estrema che un computer normale non ci può fornire o che comunque avrebbe tempi di realizzazione che sono infinitamente superiori a quelli che si hanno con Leonardo.
Ovviamente non è possibile costruirsi un sistema del genere per un laboratorio di ricerca, diciamo, non ha le capacità per costruire un sistema che possa anche solo minimamente avvicinarsi a quella che è la potenza di Leonardo, quindi quello che
è possibile fare è affidarsi alla nostra infrastruttura per richiedere spazio e potenza computazionale nel contesto di un progetto che poi viene iniziato su Leonardo e portato a compimento.
Quindi questo è molto importante a proprio livello europeo per avere un'infrastruttura, un framework, che permetta a un po' gli scienziati, ma anche come vi dicevo ultimamente anche le startup innovative e le piccole e medie imprese di potersi
appoggiare ad un sistema e anche alle nostre conoscenze, perché ovviamente possono richiedere anche il nostro aiuto nel far funzionare, nell'implementare questi codici così che funzionino in modo ottimale su Leonardo per portare a compimento i loro progetti che altrimenti sarebbero in molti casi anche infattibili, diciamo.
Una cosa che mi ha sempre incuriosito è, diciamo... questi progetti di cui hai parlato girano contemporaneamente su Leonardo oppure ci sono dei progetti che richiedono l'intero supercomputer per quel progetto lì?
L'intero supercomputer la vedo molto difficile, credo siano stati fatti, se non vado errato, alcuni tentativi, alcuni appunto progetti in cui effettivamente venivano usati tutti insieme i nodi di Leonardo, nella pratica comune non è così, diciamo,
perché è molto difficile avere bisogno di così tanta potenza e poi ovviamente Leonardo è dedicato a tantissimi progetti che stanno venendo sviluppati in parallelo su questa infrastruttura, quindi solitamente quello che si fa a livello di
richiesta di risorse è di definire un monte ore di calcolo di cui si ha bisogno e un monte, diciamo, storage, quindi quanti terabyte hai bisogno su Leonardo, di quanti terabyte hai bisogno e dopodiché per quando vuoi, diciamo, lanciare i tuoi
codici c'è una coda che ti mette appunto in coda, in fila per poter lanciare il tuo calcolo su Leonardo in base a quali sono i nodi liberi al momento, quindi se tutti i nodi sono occupati dagli altri progetti magari aspetti che qualche nodo finisca
così che il tuo codice possa essere lanciato su quel nodo, altrimenti... ma solitamente è un'attesa, poi dipende dai momenti, dai periodi dell'anno, ci sono quelli un po' più intasati di progetti, quelli meno, però solitamente è un'attesa che
si attesta su al massimo qualche ora per far partire i propri calcoli, perciò non c'è un progetto che tutto insieme si prende, diciamo, la totalità dei nodi di Leonardo, ma questi sono dedicati ai progetti vari che ne hanno bisogno in quello specifico istante temporale.
Ok poi magari immagino ci siano dei progetti come hai citato quelli modelli climatici... immagino siano le previsioni del tempo potenzialmente?
Ti direi di sì che sono comunque modelli climatici, atmosferici - non ne so molto perché non è il mio ambito di ricerca - so che c'è tutto un centro di ricerca che si occupa di quello su Leonardo praticamente, quindi appunto penso che facciano
modelli anche di cambiamenti climatici, modelli atmosferici, modelli di evoluzione del clima, comunque anche sì, modelli previsionali, come dicevi tu.
Sì, però era per dire che sono comunque dei progetti che richiedono un funzionamento periodico, ecco, non è un progetto che inizia e finisce un paio d'ore e poi non si ripete più, ma deve essere fatto periodicamente.
Sì, sì, diciamo che è possibile comunque.
Cioè diciamo che Leonardo non prevede come per esempio magari chi è più tecnico e abituato con sistemi tipo AWS, quindi il cloud di Amazon, ad avere sistemi on-premise dove tu praticamente puoi in ogni momento avere la tua macchina dedicata e lanciare quello che vuoi.
Leonardo funziona più a time slot appunto.
Quindi il tuo progetto deve durare sei mesi, tu hai quella finestra di sei mesi dedicata su Leonardo e abbiamo altri sistemi in CINECA che sono più simili diciamo a quello che considereremmo come un cloud.
L'ultimo che è arrivato appunto al Tecnopolo è GAIA, che è un sistema essenzialmente di tipo cloud come quelli che descrivevo prima, perciò come Azure o come AWS, dove effettivamente un utente può usarlo per un tempo indefinito per dei servizi che vuole effettivamente fornire.
Spesso si parla di sovranità, anche dal punto di vista tecnologico, ne sentiamo spesso parlare e quindi quanto è importante avere Leonardo, o comunque un supercomputer come Leonardo, in Italia?
Secondo me è molto importante perché attualmente diciamo che la maggior parte dei servizi a cui noi ci affidiamo provengono essenzialmente dagli Stati Uniti d'America, quindi quando abbiamo bisogno sia di storage che di potenza di calcolo che di cloud computing andiamo da Google, da Microsoft, da Amazon e dai vari player del mercato.
Questo vuol dire che non abbiamo realmente il controllo di quelle infrastrutture lì, mentre Leonardo essendo un'infrastruttura europea ci permette di avere il totale controllo su come lo utilizziamo, essere sicuri che qualsiasi cosa venga sviluppata
in accordo con ad esempio le normative sulla privacy dell'Unione Europea e soprattutto ci permette di essere indipendenti a livello proprio di Unione Europea, di avere una ricerca indipendente da altre nazioni che non ne fanno parte.
Quindi per quanto mi riguarda è molto importante avere questo tipo di infrastrutture perché soprattutto nell'ultimo periodo con l'avvento di questi large language model, quindi dell'AI, abbiamo sempre più bisogno di queste risorse computazionali,
perciò è secondo me di fondamentale importanza che ci sia un network europeo di supercomputer abili che ci possano effettivamente permettere di fare questo, perché Leonardo non è l'unico supercomputer europeo, ce ne sono altri che sono in un network, ma Leonardo è uno dei più potenti.
Ok, e quali sono le principali difficoltà di gestione di un'infrastruttura come Leonardo?
Penso ad esempio a temi ingranditi, ingigantiti dalla dimensione che ha rispetto a un computer tradizionale quindi il consumo di energia, il rischio di surriscaldamenti, penso anche un malfunzionamento possa essere difficile da individuare e gestire e quindi come gestite anche la manutenzione ordinaria e straordinaria?
Sì, diciamo che essendo un'infrastruttura così complessa effettivamente si porta dietro tutta una serie di problemi e di considerazioni anche a livello energetico e di come si fa a farlo funzionare.
Allora, se non sbaglio il consumo elettrico di Leonardo è circa 6 MW, quindi vi do l'informazione che è la bolletta più alta dell'Emilia Romagna, ce l'abbiamo noi con Leonardo, 6 MW se andiamo a fare un calcolo sono più o meno 2000 abitazioni, quindi è un piccolo comune praticamente.
Perciò Leonardo consuma molto, consuma molto ma la totalità di energia consumata da Leonardo viene da fonti rinnovabili.
Leonardo è diciamo sottoposto a un costante monitoraggio e manutenzione, cioè ci sono dei tecnici specializzati che effettivamente proprio sono presenti sulla sala macchina di Leonardo per sostituire pezzi, per aggiustare cose, sia a livello
hardware che a livello software, perché se pensiamo che in tutto abbiamo 3.500 nodi da una parte e più 1.500 nodi generalisti, abbiamo veramente tanti tanti computer che possono avere tanti pezzi che si rompono e che comunque hanno bisogno di manutenzione.
Sì, statisticamente è tutto moltiplicato.
Esatto, quindi c'è bisogno di una manutenzione costante di tecnici altamente specializzati che essenzialmente a livello giornaliero fanno quello, si occupano di fare manutenzione a Leonardo.
Per quanto riguarda...
Leonardo ha un sistema di raffreddamento diciamo abbastanza innovativo perché Leonardo è raffreddato al liquido.
È raffreddato dal liquido anche in una modalità che non richiede aria condizionata praticamente, quindi è molto più efficiente dal punto di vista energetico, perché il liquido che entra in Leonardo, cioè l'acqua che entra in Leonardo che poi va
a raffreddare le singole schede grafiche all'interno di ogni nodo, quindi immaginate questi tubini che entrano in ogni nodo e raffreddano singolarmente ogni scheda grafica e come dicevo l'acqua entra ad una temperatura intorno ai 36° ed esce ad una
temperatura di 42°, quindi non c'è bisogno in realtà di un particolare raffreddamento perché essenzialmente l'acqua viene mantenuta ad una temperatura che è praticamente quasi la temperatura ambiente.
E in più l'acqua calda che viene fuori da Leonardo, se non sbaglio, dovrebbe essere utilizzata per riscaldare alcune parti dell'edificio del Tecnopolo.
Ok, interessante e poi, non te l'ho chiesto prima, ma da un punto di vista proprio pratico, che cos'è?
È una stanza, è simile a una sala server, ecco, forse più come concetto?
Sì, è esattamente così.
Cioè è una stanza, una grande stanza con tanti computer... è una sala server con essenzialmente molti di questi nodi all'interno, di questi computer all'interno, perciò Leonardo è effettivamente tutto localizzato nella stessa stanza con tutti i
componenti appunto al suo interno, come vi dicevo separati di fatto fisicamente, perché ogni nodo è a sè, ma collegati tramite queste connessioni che possiamo immaginare come connessioni Ethernet, come se fosse... un tempo si diceva essere connessi in LAN praticamente, quindi tutti nella stessa stanza tramite un cavo Ethernet.
Nel caso di Leonardo è un po' più complesso perché ha bisogno di queste connessioni a estrema velocità, però il concetto è un po' quello.
Ok e poi ci fai qualche altro esempio di applicazioni pratiche di Leonardo che in qualche modo, anche per rendere il tutto più concreto e vicino agli utenti e alle persone, che quindi hanno un impatto diretto sulla nostra vita quotidiana?
Nel mio caso riesco a portarvi esempi più vicini a quello che faccio io, che è l'intelligenza artificiale.
Nel nostro caso noi sviluppiamo modelli... ultimamente principalmente modelli di linguaggio, perché sono quelli che vanno per la maggiore e quindi abbiamo anche tante richieste di aziende o di istituti di ricerca che vogliono magari implementare
qualche modello per fare l'analisi automatica delle loro basi documentali o anche banalmente in un ospedale si potrebbero fare analisi automatiche di cartelle cliniche cosicché si possano fare degli screening molto più efficienti, molto più
veloci e si possano andare a classificare dei pazienti che hanno più o meno bisogno di avere accesso ad una terapia, e questo possiamo farlo in prima battuta con l'intelligenza artificiale perché ci permette di avere una velocità di elaborazione di questi documenti che sarebbe impossibile per un essere umano.
Quindi a livello di intelligenza artificiale abbiamo davvero tutta una serie di progetti attivi, sia, ecco come dicevo, principalmente nell'ambito del large language model, ma anche in altri ambiti come possano essere quelli della computer vision,
per esempio, quindi la segmentazione banalmente di immagini satellitari o modelli di previsione di serie temporali, anche in quel caso per esempio modelli climatici possono beneficiare di modelli che fanno predizione di serie temporali.
Facciamo anche tutta una parte, in realtà, secondo me molto importante di insegnamento e quindi di come si utilizzano queste infrastrutture, come possiamo usarle per implementare dei modelli che possono servire per il nostro use case e lo facciamo
sia principalmente per istituti di ricerca e per università, ma anche per enti pubblici e privati, che è una delle parti di cui mi occupo principalmente io, perciò la divulgazione e anche il training, l'insegnamento riguardo queste tecniche di
intelligenza artificiale su computer come Leonardo, per poter aprire questo mondo un po' più tecnologico ad aziende che invece altrimenti magari non potrebbero... aziende o comunque gruppi di ricerca che non potrebbero perché non hanno le risorse, sia magari di calcolo, sia di expertise per poterle portare avanti.
Perché poi di fatto chiunque può, pagando, utilizzare la potenza di calcolo di Leonardo?
Diciamo che non c'è bisogno... cioè la maggior parte dei progetti sono finanziati essenzialmente dall'Unione Europea e nel caso del macro-progetto Italia anche dallo Stato italiano, quindi sia gli istituti di ricerca che le startup possono accedere a Leonardo essenzialmente in modo gratuito.
Ci sono delle modalità particolari con cui possono chiedere delle ore di calcolo e dei mesi di lavoro su Leonardo senza dover pagare nulla, quindi a mio avviso questo è molto importante soprattutto per gli istituti di ricerca e per le università
perché in questo modo possono sfruttare quello che è un network europeo di supercomputing e anche tutta una serie di persone che possono aiutarli a sviluppare i loro progetti senza aver bisogno di ricorrere a chissà quali finanziamenti.
Ok, hai citato spesso il network europeo, ed è legato... cioè posso combinare insieme più supercomputer oppure è una questione più anche di know-how, di conoscenza, di diciamo così anche di persone ecco che cooperano tra loro?
Attualmente è più la seconda, cioè è essenzialmente un consorzio in cui ci sono diversi supercomputer attivi nell'Unione Europea, quindi per esempio ce n'è uno a Barcellona, abbiamo altri supercomputer in Svezia, in diversi altri appunto
sparpagliati in altri paesi dell'Unione Europea e quando si va... quando un utente vuole sottoporre un progetto di quelli di cui parlavamo poco fa, può decidere se affidarsi a Leonardo o a uno di questi altri supercomputer, sempre passando dalla
stessa modalità, essenzialmente decide su quale sistema far girare il proprio progetto o comunque farsi allocare queste risorse di calcolo, che io sappia non è che siano collegati tra loro, perciò che tu puoi fare calcoli mandando in parallelo la
stessa cosa su diversi computer di questo network, ma è più una questione di avere effettivamente una rete di esperti e di macchine di potenza computazionale distribuita sull'Unione Europea che sia un po' indipendente dal paese in cui ti trovi,
cioè a noi arrivano, su Leonardo, arrivano richieste di progetti da tutta l'Unione Europea essenzialmente, quindi chiunque a livello di stati membri EU può chiedere la potenza computazionale di Leonardo.
Ok e visto che appunto ti occupi nello specifico di intelligenza artificiale appunto negli ultimi anni abbiamo visto l'esplosione di IA generativa, la nascita appunto di tanti large language models e quindi volevo capire se Leonardo si evolve anche
davanti allo sviluppo tecnologico oppure in base appunto a quelle che sono le esigenze del momento, ecco.
Quindi Leonardo è cambiato negli ultimi anni, si è evoluto?
Allora, sì, diciamo che Leonardo non è un sistema che rimane statico, cioè magari rimane statico di per sé il Leonardo originale, ma ultimamente, per esempio adesso è molto molto recente, un suo upgrade che si chiama LISA, che è come se fosse
una nuova parte di Leonardo, essenzialmente specifica per l'intelligenza artificiale, quindi che ha delle GPU nuove, più potenti di quelle di Leonardo, ne ha meno, cioè LISA è molto più piccola, ha 166 nodi, se non sbaglio, in ogni nodo ci sono
però 8 GPU e quelle GPU sono più potenti soprattutto per quanto riguarda i calcoli che si fanno nel contesto dell'intelligenza artificiale, in questo modo riusciamo comunque mantenere Leonardo aggiornato e al passo con i tempi, perché comunque la
corsa all'intelligenza artificiale e a questi sistemi di supercalcolo è molto veloce, quindi c'è bisogno di aggiornare molto spesso queste infrastrutture, perché rischiano di diventare vecchie in davvero poco tempo, altrimenti.
Però c'è una parte "core" principale che nel momento in cui viene costruito un supercomputer e non può aumentare in seguito, cioè ad esempio appunto facendo l'esempio che adesso Leonardo è il decimo e un supercomputer non può diventare e tornare ad essere primo in questa classifica.
Allora essenzialmente ci sarebbe bisogno di installare un... perché LISA di per sé è appunto un upgrade di Leonardo, ci sarebbe bisogno per farlo arrivare di nuovo a livelli così alti di installare essenzialmente un "nuovo" Leonardo fondamentalmente.
Che comunque c'è tutto un piano al Tecnopolo per installare quella che poi sarà l'AI Factory e uno dei sistemi di supercalcolo più potenti dell'Unione Europea in cui sono previsti diversi upgrade dell'infrastruttura che c'è attualmente e poi
diciamo che quei benchmark di cui ti parlavo prima dipendono molto dallo use case, perché per esempio uno studio che uno può fare per un modello astrofisico potrebbe aver bisogno di calcoli diversi rispetto a quelli che si fanno per l'intelligenza
artificiale, quindi le schede grafiche, le GPU che troviamo oggi su LISA, per esempio, sono ottimizzate per un tipo di calcolo che è specifico dell'intelligenza artificiale e su quel tipo di calcolo LISA è estremamente più potente di Leonardo, ma
in un benchmark più generale, come quelli di cui vi parlavo prima, Leonardo mantiene in realtà la sua superiorità rispetto all'upgrade che è stato fatto, rispetto a LISA.
Quindi è un po' anche una questione di qual è la necessità di avere questo sistema qui e quali componenti abbiamo bisogno.
Se quindi potenzialmente a proposito di questo network europeo e questa cooperazione potrebbe essere che Leonardo per uno specifico progetto non sia il supercomputer più adatto e quindi lo vado a cercare magari appunto dicevi in Spagna o altrove.
Certo, certo, esatto.
Magari a Leonardo potrebbe essere ottimo per un tipo di use case, ma c'è un supercomputer in realtà, exascale, mettiamo in Germania che è molto più specifico per il nostro per il progetto che vogliamo portare avanti, possiamo tranquillamente
decidere di chiedere quelle risorse di calcolo al computer localizzato in Germania, al supercomputer localizzato in Germania.
Va bene, allora grazie Gianluca per averci raccontato così nel dettaglio che cos'è un supercomputer, in particolare Leonardo, e appunto per cosa può essere utilizzato, alla prossima.
Grazie a voi, alla prossima.
E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio.
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Noi ci sentiamo la settimana prossima.

