Le strade fanno parte della nostra quotidianità in modo quasi automatico, le percorriamo per andare al lavoro, a scuola, in viaggio. Ma basta una buca, un tratto rovinato o un intervento fatto in ritardo per creare disagi, rallentamenti e, in alcuni casi, situazioni pericolose. Il punto è che, ancora oggi, la manutenzione delle infrastrutture stradali avviene spesso a posteriori: si interviene quando il problema è già visibile, o peggio quando ha già causato conseguenze. Per capire come la tecnologia può rivoluzionare la gestione proattiva delle nostre strade, abbiamo invitato Alessandro Guerrera, founder di Easyvia, una soluzione innovativa che trasforma il monitoraggio stradale da reattivo a predittivo per anticipare i problemi prima che diventino pericoli.
Nella sezione delle notizie celebriamo i 60 anni di Zamperla, una delle realtà più importanti al mondo dell'ingegneria applicata ai parchi a tema e infine parliamo del caso di Revolut e di come un'attacco di impersonificazione abbia compromesso i dati di 680 clienti.



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Oggi le strade sono l'infrastruttura più utilizzata al mondo, ma al tempo stesso una delle meno monitorate e questo approccio oggi non è più sostenibile, le strade sono sempre più trafficate, i costi di intervento aumentano e la tolleranza al rischio, proprio in termini di sicurezza, è, ed è giusto che sia, ormai praticamente zero.
Easyvia nasce proprio da questi problemi qui, quello che facciamo è trasformare, in sostanza, quelli che sono dei veicoli tradizionali, veicoli che percorrono quindi le strade quotidianamente in dei veri e propri sensori mobili e farlo in maniera continuativa, automatica e oggettiva.
Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli.
Oggi parleremo di come la tecnologia può trasformare la gestione delle nostre strade, passando da un approccio reattivo a uno preventivo, scoprendo come l'intelligenza artificiale e il monitoraggio costante del manto stradale possano garantire infrastrutture più sicure, riducendo significativamente i costi di manutenzione.
Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito.
Sabato scorso, 12 settembre, abbiamo partecipato all'evento per i 60 anni di Zamperla, una delle realtà più importanti al mondo nell'intrattenimento e nell'ingegneria applicata ai parchi a tema.
Di Zamperla e della tecnologia dietro alle loro attrazioni avevamo già parlato qualche anno fa nella puntata: "Zamperla: l'arte di costruire giostre, tra tecnologia e artigianato".
Ma con l'occasione abbiamo rincontrato Antonio Zamperla, presidente e CEO, che innanzitutto ci ha raccontato quella che è la loro visione aziendale.
Le persone sono sempre al centro delle giostre e questa è la cosa più importante da dire.
Quelle non sono cambiate, quindi la tecnologia è tutto quanto attorno per continuare a creare sorrisi e creare memorie.
Ma la cosa che è cambiata principalmente è grazie all'avvento, grazie alla quotidianità dei sistemi di comunicazione, telefonini, quindi schermi in cui siamo abituati ad interagire, beh ecco dove stiamo spingendo a creare le nostre giostre, a
maggiore interazione e maggiore interattività con gli utenti, ma non tramite schermi, ma tramite elementi magari meccanici, per cui grazie appunto a determinati movimenti possono gestire o decidere la loro "rider experience".
Negli ultimi anni il livello ingegneristico richiesto per queste attrazioni è salito a livelli paragonabili a quelli del motorsport o dell'aerospazio.
Un esempio chiaro di questa complessità è il recente progetto realizzato per il parco Cedar Point in Ohio.
Abbiamo avuto, c'è stata lanciata una sfida di re-immaginare, re-ingegnerizzare una giostra iconica di Cedar Point che viene considerata Roller Coaster Capital of the World, quindi proprio la capitale delle montagne russe di tutto quanto il mondo in
quanto hanno numerose montagne russe e in questo caso quello che ci hanno chiesto era appunto di re-ingegnerizzare completamente una montagna russa esistente che era un'icona del parco.
Quello che abbiamo fatto è stato mettere tre lanci LSM, quindi con lanci magnetici, uno spike da 125 metri e alla fine lanciamo le persone a 197 km all'ora.
Quando l'abbiamo aperta era la montagna russa più alta e più veloce del mondo con un triplo lancio.
Quindi ci siamo spostati su tecnologie di cui avevamo bisogno da provare, alluminio di grado strutturale per tutta la parte degli chassis, fibra di carbonio strutturale che è al pari di quella delle Formula 1 o delle America's Cup, quindi con gli stessi fornitori.
Capisci che da giostraio vedere il nostro musetto della montagna russa vicino a quella di una macchina da Formula 1... l'orgoglio è tantissimo ma questo dà anche l'indice della tecnologia che applichiamo alle nostre giostre.
La giornata è stata anche l'occasione per salire in anteprima a bordo di Hypnosiz, la più recente attrazione dell'azienda.
Una struttura imponente, con bracci meccanici alti oltre 11 metri, e un movimento rotatorio e sincronizzato, progettato per generare una continua illusione di scontro ravvicinato.
Spero che in verità la proviate e riusciate a fare un piccolo video della giostra, perché da raccontarla è molto complicato.
La giostra si chiama Hypnosiz, ed effettivamente è una giostra ipnotica.
Il movimento è un movimento che dà una near-miss experience, quindi quasi questa sensazione in cui le navicelle si scontrano, ma non si scontreranno mai ovviamente per la sicurezza che c'è dietro.
E ulteriormente dà una sensazione di vuoto allo stomaco, ma tornando a quello che mi domandavi all'inizio, della parte interattività, ecco che le persone che si guardano una verso l'altra, e grazie a questo vuoto allo stomaco e al fatto di
continuare ad avere queste navicelle che si incrociano, danno reazioni totalmente diverse ad ogni singola persona, ma coinvolgono le persone anche se non si conoscono.
Quindi una persona che incomincia a ridere, l'altra che incomincia a ridere della persona che ride, e quindi l'emozione è un'emozione che viene duplicata dalle stesse persone.
Spesso si dice che nel mondo informatico l'anello più debole non è il software, ma le persone, e il caso di Revolut è emblematico.
Il 12 settembre la società ha confermato di essere stata vittima di una sofisticata truffa di impersonificazione.
Qualcuno ha chiesto i dati dei clienti presentandosi come un'autorità pubblica dalla casella di posta ufficiale di un'amministrazione e il personale ha risposto come a un normale adempimento di legge.
Secondo la polizia postale sarebbe una PEC della prefettura di Reggio Calabria compromessa e usata per mesi.
I clienti coinvolti sarebbero circa 680 scelti fra i patrimoni più alti e i dati rubati comprendono documenti d'identità, selfie di verifica, IBAN ed estratti conto.
Era strano, però, che queste richieste non arrivassero dalla polizia postale e che fossero prive del decreto dell'autorità giudiziaria.
Anomalie a cui Revolut avrebbe dovuto badare da subito.
Resta poi il problema di fondo: se l'identità digitale di un'autorità viene rubata per attivare una procedura legittima, nessuna antifrode può fare molto.
E in Italia, dove la PEC è il canale delle comunicazioni ufficiali, proteggerle diventa un problema di sicurezza nazionale.
Le strade fanno parte della nostra quotidianità in modo quasi automatico.
Le percorriamo per andare al lavoro, a scuola, in viaggio.
Finché tutto funziona, non ci pensiamo troppo.
Ma basta una buca, un tratto rovinato o un intervento fatto in ritardo per creare disagi, rallentamenti e, in alcuni casi, anche situazioni pericolose.
Il punto è che, ancora oggi, la manutenzione delle infrastrutture stradali avviene spesso a posteriori.
Si interviene quando il problema è già visibile o, peggio, quando ha già causato conseguenze.
Questo approccio, oltre a essere costoso, rende difficile garantire continuità e sicurezza su larga scala.
E per capire come la tecnologia può cambiare la gestione delle nostre strade, è con noi Alessandro Guerrera, founder di Easyvia.
Benvenuto Alessandro.
Grazie mille Davide.
Partiamo dall'inizio, che cos'è il sistema di monitoraggio di Easyvia e quali sono, anche per entrare appunto nel vivo della puntata, se ci fai un quadro generale di quelle che sono le criticità che caratterizzano le nostre strade e che alcune magari le conosciamo, altre meno.
Sì, Easyvia nasce in realtà da un problema piuttosto semplice che in realtà tutti noi viviamo quotidianamente, ossia le strade vengono riparate quando il danno è purtroppo già visibile, già evidente o peggio, quando qualcuno si è anche fatto male.
Il problema è che il modello tradizionale di manutenzione stradale è ancora in gran parte reattivo e non sto parlando solo dell'Italia, parlo anche in realtà di aree geografiche dove c'è una sensibilità e budget maggiori in termini di digitalizzazione e di monitoraggio delle infrastrutture.
E il problema è che quindi si interviene su segnalazione o dopo controlli, ma che sono controlli sporadici, senza quindi una visione continua e oggettiva dello stato reale delle infrastrutture.
Io invito sempre a fare una riflessione che ritengo fondamentale, oggi le strade sono l'infrastruttura più utilizzata al mondo, ma al tempo stesso una delle meno monitorate e questo approccio oggi non è più sostenibile.
Le strade sono sempre più trafficate, i costi di intervento aumentano e la tolleranza al rischio, proprio in termini di sicurezza, è, ed è giusto che sia ormai praticamente zero.
Il risultato quindi è un sistema che spreca tante risorse, fatica a fare una pianificazione e spesso interviene quindi troppo tardi.
Easyvia nasce proprio da questi problemi qui e proprio per ribaltare questa sorta di paradigma.
Quello che facciamo è trasformare in sostanza quelli che sono dei veicoli tradizionali, veicoli che percorrono quindi le strade quotidianamente, in dei veri e propri sensori mobili in grado di monitorare lo stato delle strade, identificare quindi anomalie come buche o avvallamenti e farlo in maniera continuativa, automatica e oggettiva.
In questo modo quindi passiamo da una gestione "a vista" a una gestione invece basata su dati, dati oggettivi, dove ogni decisione è supportata da informazioni aggiornate, misurabili e soprattutto verificabili.
Questo approccio oggi sta portando risultati concreti molto importanti, a partire dalle inefficienze operative che andiamo a ridurre alla riduzione quindi dei costi di manutenzione, ma ancora più importante alla riduzione degli incidenti stradali.
Quindi, se vogliamo, la vera innovazione sta proprio qui, nel non aspettare come dire che il problema emerga, venga fuori, ma cercare di anticiparlo il più possibile.
Ok, quindi questo è reso possibile dalla tecnologia, la rete stradale è vastissima ed è impensabile avere persone dedicate a controllarla tutta continuamente, cioè se pensiamo alle autostrade c'è più monitoraggio ma le strade secondarie
rischiano di restare scoperte a lungo con tutti i pericoli del caso, pensiamo per esempio a chi viaggia in scooter per cui una buca è molto più rischiosa che per un automobile.
E quindi tecnicamente come funziona la rilevazione "smart" delle anomalie dell'asfalto?
Sì, la parte più interessante di quello che hai raccontato è che il tutto avviene in maniera completamente automatica, senza cambiare né le abitudini delle persone, né impattare profondamente su quelli che sono i veicoli, che come dicevo sono
dei veicoli già in circolazione come mezzi della raccolta rifiuti o flotte di veicoli aziendali, mezzi operativi, sui quali in sostanza andiamo ad installare con dei nostri operatori specializzati una sensoristica proprietaria che in tempo reale
raccoglie dati mentre l'operatore continua a fare il proprio mestiere e questi sensori rilevano quindi automaticamente le deformità del manto stradale, come buche, avvallamenti e per ognuna vanno a fare una sorta di "ricostruzione digitale
tridimensionale" in maniera molto precisa, con dimensioni, posizioni, in sostanza una serie di informazioni a corredo che vengono inviate a una nostra piattaforma applicativa nel giro di pochi millisecondi, quindi in tempo reale.
In sostanza quindi invece di mandare qualcuno a cercare le buche facciamo in modo che le strade stesse possano segnalare dove intervenire ed è qui il vero cambio di paradigma come anticipavo, cioè non è più l'uomo che osserva la strada, ma è la strada che parla attraverso i dati e attraverso quindi la tecnologia che accennavo.
Ok, quindi è possibile capire anticipatamente le problematiche di un tratto stradale e questo da che cosa parte, nel senso quali sono i sensori che vengono utilizzati per valutare la qualità dell'asfalto in quel punto preciso?
In sostanza i nostri sensori vanno a capire quando non c'è una sorta di linearità nel profilo stradale e quindi vanno a capire quando ci sono queste anomalie, queste anomalie come sono fatte e tutti questi dati che vengono raccolti ogni
millisecondo vengono poi inviati a questa piattaforma cloud, questa piattaforma applicativa, che in tempo reale fa un lavoro molto importante, quello di trasformare delle informazioni grezze, dei dati grezzi in delle informazioni invece utili a
quelli che sono poi i nostri clienti e qui entrano in gioco degli algoritmi di intelligenza artificiale che abbiamo sviluppato internamente che vanno non solo a validare le informazioni che arrivano dai veicoli, ma li vanno a potenziare, li vanno a
migliorare qualitativamente, ma anche ad arricchire con informazioni di contesto, in modo tale da poter dire non solo com'è fatta una buca, un'anomalia stradale, ma anche che gravità ha, che priorità di intervento necessita, quindi in sostanza il
risultato finale non è solo una mappa, si potrebbe pensare a una sorta di processo di censimento delle buche, in realtà no, questo è solo il primo passo, quello che noi offriamo è un vero e proprio sistema decisionale, quindi a partire da una
mappa, una mappa interattiva il nostro utente può andare a fare una serie di attività come simulare i costi di riparazione, quindi capire quale materiale utilizzare e quanto materiale utilizzare, poter pianificare quelli che sono gli interventi di
manutenzione prioritizzandoli e inoltre è possibile tracciare l'intero ciclo di vita delle attività di manutenzione stradale, in questo modo quindi non solo abbiamo una serie di dati e di informazioni che possono essere utilizzate, ma non solo
monitorano l'andamento della manutenzione stradale, ma permettono anche di tracciare, rendere misurabile e documentabile il processo e questo è un aspetto che tendo a sottolineare perché consideriamo dall'altra parte pubbliche amministrazioni o aziende di manutenzione l'impatto che possono avere da questo tipo di funzionalità.
Quindi in sostanza il punto è che non offriamo solo dati, quello che cerchiamo di offrire sono anche strumenti che trasformano poi le attività di manutenzione da costo inevitabile a vera e propria leva strategica.
Ok, un piccolo focus molto interessante sulla parte hardware, dicevi che questi sensori vengono montati su veicoli pubblici di servizio, ad esempio per la raccolta dei rifiuti o la polizia locale, e che sono veicoli che già coprono il territorio e possono svolgere questo compito ulteriore in contemporanea.
Ma come si garantisce la copertura di tutte le strade di un comune?
C'è anche la possibilità di inviare ad esempio un veicolo dedicato, e specificatamente, e dove i dati mancano perché magari questi mezzi comunali non passano da molto tempo?
Non solo Davide, abbiamo anche creato degli algoritmi in grado di analizzare proprio il movimento dei veicoli e capire quali zone, quali aree della città non vengono monitorate adeguatamente, quindi con una frequenza adeguata.
Quindi abbiamo creato una sorta di KPI che cerchiamo... secondo le quali poi andiamo quindi a dare dei suggerimenti, quindi suggeriamo…
Quindi una strada, potenzialmente, che viene percorsa da tante macchine, richiede un passaggio più frequente, ecco, per avere dei dati più aggiornati, perché cambia più spesso.
Non solo, anche zone dove c'è una minor frequenza di passaggio, comunque meno mezzi dotati dei nostri sensori che passano, vengono selezionati in modo tale che gli operatori, chi poi deve fare il monitoraggio, sa che ha un certo obiettivo, un certo task, ossia andare a monitorare un po' meglio quelle zone.
Quindi qui c'è la possibilità, sia come dicevi tu, di mandare un veicolo ad hoc per fare quella copertura, sia magari cambiare le abitudini di un veicolo che gira più o meno in quell'area.
Ok e poi altro tema interessante di cui parlavi è questa classificazione, cioè non tutte le buche sono uguali, sia per le loro caratteristiche sia per dove si trovano rispetto alla normale percorrenza degli automobilisti e quindi chi è che prende questa decisione, come vengono classificate queste buche?
Queste decisioni hanno il supporto di modelli di intelligenza artificiale che grazie all'analisi in tempo reale di una grande quantità di dati, non solo dati che generiamo noi, ma anche dati che prendiamo dal contesto, sono in grado di poter dare
delle indicazioni molto precise e accurate sul come classificare un'anomalia stradale, la quale quindi non viene classificata solo per come è fatta da un punto di vista dimensionale, ma anche e soprattutto in base a quelli che sono gli impatti che hanno e possono avere su cose o persone.
E questi algoritmi quindi vanno a rappresentare un po' il cuore del sistema in modo da trasformare un'enorme quantità di dati in valore reale e la cosa interessante è che questi algoritmi vengono quindi addestrati proprio su casi reali, quindi
buche, avvallamenti che analizziamo quotidianamente, ma poi continuano ad imparare nel tempo, quindi ogni nuova rilevazione stradale non fa altro che migliorare la capacità di questi algoritmi di interpretare le situazioni, di classificare in
maniera sempre più accurata queste buche, queste malformazioni e questo permette ad esempio anche di distinguere tra una piccola imperfezione e una buca pericolosa per l'essere umano, come dicevamo, no?
Quindi anche di capire come una buca può danneggiare delle persone ma anche prevedere l'evoluzione di quella stessa buca nel tempo, in modo da consigliare il miglior modo per intervenire, ma come intervenire anche in maniera predittiva.
Oggi Easyvia considerate che monitora migliaia e migliaia di chilometri di strade tutti i giorni e questo è un aspetto fondamentale, proprio in virtù di quello che dicevo.
L'intelligenza artificiale quindi non diventa affidabile in laboratorio, ma solo quando è esposta a questo tipo di variabilità, a questa quantità di dati riesce realmente ad essere solida, quindi considerate pavimentazioni diverse, materiali che
vengono utilizzati in maniera diversa, condizioni climatiche o condizioni del traffico che cambiano, tutto questo permette quindi ai nostri algoritmi di fare una sorta di salto di qualità, che non ci limita quindi a fotografare il presente, ma ci
permette anche di prevedere il futuro, prevedere l'evoluzione delle infrastrutture stradali e questo capite bene significa poter intervenire prima, spendere quindi meno e aumentare la sicurezza delle persone che percorrono le strade tutti i giorni.
Si, perché ci sono delle situazioni urgenti che vanno riparate subito e altre in cui avere il quadro chiaro permette di pianificare i fondi per intervenire dove i dati mostrano una reale priorità.
A questo proposito, come dicevo prima, il valore aggiunto sta nei dati reali, la vostra è una realtà già operativa sul campo, quindi non stiamo parlando di qualcosa che è solo teorico o mai testato.
Ed è proprio questo che rende la soluzione efficace, quindi poter contare su dei dati corretti.
Non solo è importante Davide, ma in realtà fa una differenza enorme, perché è proprio lì che si capisce se una tecnologia funziona davvero oppure no.
Le strade reali sono un ambiente non controllato, cambiano continuamente, anticipavamo modifiche nei materiali, nei processi produttivi o nelle condizioni stradali.
È un sistema che funziona solo in laboratorio, un pilot come si suol dire, una sperimentazione non è assolutamente sufficiente per gestire infrastrutture così critiche per l'essere umano.
Invece Easyvia no, Easyvia vive le strade quotidianamente, prima anticipavo qualche numero, facciamo diverse migliaia di chilometri tutti i giorni e questo viene fatto in contesti molto diversi tra di loro, noi monitoriamo strade locali, ma anche
interurbane, strade provinciali, regionali e questo non fa altro che arricchire il dato, proprio perché lo rende variabile e questo arricchire il dato significa al tempo stesso rendere più solido e affidabile il nostro sistema.
Costruire una tecnologia operativa significa assumersi una responsabilità concreta, i dati che offriamo, le funzionalità che mettiamo a disposizione dei nostri clienti vanno ad influenzare decisioni reali, investimenti e impattano sulla sicurezza
delle persone, per questo ci tengo a non parlare di sperimentazioni o di prototipi, ma di un sistema che viene utilizzato per pianificare gli interventi reali, con conseguenze misurabili.
E se vogliamo questo è anche quello che ha attirato l'interesse di Business Angel e investitori dall'altra parte dell'oceano, su una tecnologia e su un team, che ci tengo a chiarirlo, è completamente "Made in Italy", quindi non è solo l'intuizione
dell'idea o il fatto che possa piacere il team, ma la cosa molto importante è che Easyvia è oggi un'infrastruttura digitale funzionante, capace di operare su larga scala in un mondo reale e anche di generare business e valore in altri contesti,
pensiamo ad esempio ad aziende, a compagnie assicurative, pensiamo al mondo della mobilità intelligente o delle città intelligenti di cui oggi si parla tanto, questi dati, queste informazioni sono una risorsa preziosissima quindi anche per creare nuovi business.
Quindi in sostanza non stiamo immaginando come potrebbero essere le strade del futuro, noi stiamo già concretamente migliorando quelle che percorriamo quotidianamente.
Ok e quindi l'utente di questi servizi abbiamo, detto almeno, quello che poi installa questi sensori è un ente pubblico tendenzialmente, un comune e poi i dati possono essere anche utilizzati in altri ambiti citato quello assicurativo che
sicuramente beneficerebbe di queste informazioni, però possono essere utilizzati... cioè ve lo immaginate utilizzabile anche in un contesto privato cioè si possono utilizzare anche per coprire degli spazi privati?
Questa è una curiosità.
In realtà già oggi copriamo tantissimi chilometri di strada con aziende private, sono aziende in questo momento principalmente di manutenzione stradale, quindi adottano la nostra soluzione per migliorare i loro processi di manutenzione, quindi è
una sorta di attore che si mette tra noi che offriamo una tecnologia e la pubblica amministrazione che poi ne deve fare uso.
Quindi offrono un servizio più efficiente a loro volta?
Ed è un fattore differenziante per loro, una tecnologia altamente sofisticata alla portata di tutti, anche delle aziende di manutenzione che casomai gestiscono piccoli tratti stradali, non serve essere responsabili su larga scala di una rete importante.
Ok e poi mi chiedevo come interagisce chi visualizza questi dati, queste informazioni con la vostra piattaforma, c'è un'interfaccia nella quale è possibile - è semplicistico parlare di mappa abbiamo detto - però comunque una visualizzazione 3D, 2D del territorio nel quale appunto posso capire le zone critiche magari anche visivamente?
Sì, questa è una domanda tra l'altro interessante perché ci fa capire anche poi direttamente quali sono gli effetti concreti di tutto quello che abbiamo raccontato.
La nostra piattaforma è fruibile, utilizzabile poi a degli operatori che possono essere sia pubbliche amministrazioni o aziende di manutenzione stradale tramite un'interfaccia web, quindi una comune applicazione, una classica applicazione con
un'interfaccia grafica dalla quale poter accedere alle varie sezioni, quindi come anticipavo, vedere dove ci sono le criticità ma al contrario anche essere, venire notificati di alcune criticità particolari che hanno bisogno di interventi ad
altissima priorità ed è proprio questo il punto cruciale, il fatto di poter erogare un servizio di per sé molto complesso ma attraverso degli strumenti classici alla portata di tutti.
Poi tornando al tema della concretezza, quali sono i risultati che già oggi misuriamo?
Noi analizzando i dati dei clienti dove già operiamo abbiamo notato addirittura fino a un 25% in meno di costi di manutenzione, addirittura in alcuni casi fino al 50% in meno sulle richieste di risarcimento danno che arrivano quotidianamente da
mezzi che poi sostanzialmente vanno in queste anomalie nelle buche e questo succede perché ovviamente si interviene prima, ma si interviene anche in maniera mirata, si evitano quindi in sostanza le emergenze e poi c'è anche tutto un tema
operativo, quindi meno tempo per il coordinamento, pensate a quanti attori entrano in gioco in un processo di manutenzione stradale e meno inefficienze significa poi al tempo stesso risparmio, ma dall'altra parte anche maggior trasparenza tra enti, aziende e cittadini.
Ovviamente parliamo di risultati medi osservati sui nostri clienti come anticipavo, però mettono in luce una cosa molto importante, l'adozione di una soluzione come la nostra contribuisce poi in maniera fondamentale, concreta nell'avere meno buche, meno anomalie e quindi meno rischi e un'esperienza migliore per chi poi guida tutti i giorni.
Sì sì assolutamente tra l'altro mi è tornato in mente quando abbiamo parlato l'anno scorso a Smart Land Now avevo conosciuto la vostra realtà proprio là e mi aveva colpito proprio questo aspetto.
Oltre a essere una soluzione smart rende la comunicazione molto più fluida tra i vari enti coinvolti.
Il problema o la buca viene segnalato e si interviene subito senza passaggi lenti o telefonate perché il sistema mette tutto in rete.
E per chiudere, essendo comunque la vostra una realtà giovane, cosa si può integrare in futuro?
Cioè c'è qualcosa che vorreste aggiungere al sistema ma che per limiti tecnologici o di sviluppo non avete ancora integrato?
Noi come azienda abbiamo un modello interno, come è strutturata l'azienda, molto moderno che segue il modello, se vogliamo, californiano della startup, questo ci permette quindi di rilasciare tutti i giorni un grande numero di funzionalità, ma più
che aggiungere poi singole funzionalità, il nostro reale obiettivo in realtà è costruire un vero e proprio punto di riferimento tecnologico per la gestione delle strade, una gestione a 360°, quindi il nostro obiettivo è quello di rendere
Easyvia uno strumento semplice, utilizzabile anche da persone che non hanno un background specifico, ma al tempo stesso molto potente, accessibile quindi ad aziende e pubbliche amministrazioni di qualsiasi dimensione, quindi non solo grandi realtà
strutturate con team e budget importanti, ma soprattutto per quei piccoli comuni o per quelle piccole realtà che oggi non hanno strumenti adeguati.
Quindi in sostanza, ritornando alla tua domanda Davide, la direzione è quella di rendere la soluzione sempre più integrata e integrabile con altri sistemi digitali, in modo tale da contribuire a una gestione molto più olistica, molto più
intelligente e sostenibile se vogliamo delle infrastrutture e delle città intelligenti, ma soprattutto voglio concludere dicendo che abbiamo una "purpose" che sentiamo molto forte, quello che guida in realtà la nostra evoluzione come azienda e
come sviluppo, oggi le strade sono ancora una delle principali cause purtroppo di incidenti evitabili e quindi il nostro obiettivo è quello di contribuire in maniera concreta con quello che sappiamo fare meglio, quindi la tecnologia a migliorare la
qualità e la sicurezza delle reti stradali, rendendole quindi più sicure per tutti e mi piace sempre sottolineare che noi si lavoriamo sui dati, sui bit, ma oltre, dietro ogni dato bisogna sempre ricordare che c'è una persona che quella strada la percorre tutti i giorni, quindi è anche un dovere che abbiamo nei confronti dei cittadini.
Sì assolutamente sono d'accordo ed è anche questo secondo me il motivo per cui vi ho chiesto di partecipare, perché benché siete evidentemente una realtà B2B, quindi non pensata al singolo utente, secondo me rende bene l'idea di come la
tecnologia può essere utilizzata per avere dei benefici diretti perché questo è evidente sulla vita di chiunque, qualsiasi cittadino può trarre un beneficio diretto e magari non conosce il perché la situazione nel suo comune, nella sua provincia è migliorata e quindi questa potrebbe essere una delle motivazioni.
Quindi grazie Alessandro perché ci hai raccontato bene nel dettaglio questo mondo e alla prossima.
Grazie a te Davide, ciao.
E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio.
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Noi ci sentiamo la settimana prossima.

