Negli ultimi anni, anche nei controlli di sicurezza più comuni, come quelli in aeroporto, stanno entrando tecnologie nuove che cambiano non solo ciò che succede dietro le quinte, ma anche l'esperienza di chi viaggia. In alcuni casi, ad esempio, non è più necessario tirare fuori liquidi o dispositivi elettronici dal bagaglio, rendendo i controlli più rapidi e fluidi. Al centro di questa evoluzione c'è una tecnologia di cui si sente parlare sempre più spesso: la tomografia computerizzata (CT). Un termine forse poco familiare, ma che rappresenta un passo avanti importante rispetto ai sistemi tradizionali, perché permette un'analisi molto più approfondita degli oggetti. Per capire come funziona e quali saranno i prossimi passi per il futuro di questo settore abbiamo invitato Giovanni Coccia, Key Account Manager Aviation di Smiths Detection.
Nella sezione delle notizie parliamo del ritorno di Chat Control in Parlamento europeo, una norma che continua a rappresentare un rischio per la privacy dei cittadini e infine dei nuovi ADAS obbligatori in Italia.



Brani
• Ecstasy by Rabbit Theft
• Ride or Die by Andromedik & Pirapus (ft. Indy Skies)
Dovunque ci sia necessità di controllare persone e oggetti, senza fermare i flussi, la tecnologia di screening gioca un ruolo chiave e l'obiettivo è quello di individuare in maniera il più efficace possibile le minacce, impattando il meno possibile su chi lavora e chi si muove in questi contesti, che siano merci o che siano persone.
Grazie alla tecnologia tomografica, all'interno di una stessa famiglia, di una famiglia simile di materiali organici, è possibile andare a discriminare tra un oggetto pericoloso e un oggetto innocuo come un alimento, e quindi questo è il grande vantaggio che la tecnologia tomografica introduce.
Salve a tutti, siete all'ascolto di INSiDER - Dentro la Tecnologia, un podcast di Digital People e io sono il vostro host, Davide Fasoli.
Oggi parleremo con Smiths Detection di come la tomografia computerizzata stia rivoluzionando i controlli di sicurezza negli aeroporti e nelle infrastrutture critiche, rendendo le procedure più veloci e affidabili, ed il ruolo dell'intelligenza artificiale nel riconoscimento delle minacce.
Prima di passare alle notizie che più ci hanno colpito questa settimana, vi ricordo che potete seguirci su Instagram a @dentrolatecnologia, iscrivervi alla newsletter e ascoltare un nuovo episodio ogni sabato mattina, su Spotify, Apple Podcast, YouTube Music oppure direttamente sul nostro sito.
Quello di Chat Control è un tema che, purtroppo, torna periodicamente ad essere discusso in Parlamento europeo.
Già ad aprile, infatti, avevamo riportato la notizia della deroga bocciata e quindi lasciata scadere.
Quella deroga, lo ricordiamo, permette alle grandi aziende del web di scansionare volontariamente i messaggi alla ricerca di materiale pedopornografico, e non va confusa con il regolamento permanente, ancora in discussione, che vorrebbe invece
rendere questa scansione obbligatoria, di fatto violando la crittografia end-to-end e la privacy dei cittadini europei.
Tuttavia, questa settimana la stessa deroga, la cosiddetta Chat Control 1.0, è tornata alle votazioni.
Per respingerla sarebbero stati necessari 361 voti, ossia la maggioranza assoluta, un risultato molto difficile da raggiungere e, infatti, la votazione si è fermata a 314 voti favorevoli e 276 contrari.
La buona notizia è che la deroga che è stata votata, e che sarà in vigore fino al 3 aprile 2028, è stata modificata per escludere esplicitamente dal campo di applicazione le comunicazioni cifrate end-to-end.
Questo significa che per le comunicazioni non cifrate, come i servizi Gmail, Messenger o iCloud, le aziende potranno continuare a scansionare tramite l'algoritmo di hash-matching, di cui avevamo parlato nella puntata "Contrastare contenuti illegali online?
Non è così semplice".
Per ora quindi per gli utenti cambierà poco ma, a settembre, riprenderanno i negoziati sul regolamento permanente Chat Control 2.0 che rappresenta veramente un rischio per la privacy dei cittadini europei.
In virtù dell'applicazione del regolamento UE 2019/2144, il 7 luglio sono entrati in vigore nuovi obblighi per tutti i veicoli immatricolati in Italia, inclusi i modelli già omologati in precedenza.
Si tratta di norme già introdotte nel 2024, finora limitate ai veicoli di nuova omologazione e di cui abbiamo parlato nella puntata "I progressi e le sfide per un futuro a guida autonoma".
Tra le principali novità rientrano l'obbligo di sistemi di frenata di emergenza in grado di rilevare pedoni, ciclisti e veicoli in movimento.
Diventa inoltre obbligatorio, per tutte le categorie di veicoli a motore, un sistema di monitoraggio della distrazione del conducente, in grado di emettere un avviso acustico.
Per i mezzi dotati di sterzo idraulico servoassistito è richiesto inoltre un sistema di mantenimento della corsia con correzione automatica del volante.
Oltre agli ADAS, il regolamento impone anche nuove caratteristiche costruttive per la protezione di pedoni e ciclisti, tra cui l'ampliamento della zona di assorbimento degli urti sulla parte anteriore dei veicoli, oltre che requisiti più severi sulla visibilità della parte anteriore dei veicoli commerciali leggeri.
Naturalmente le nuove regole riguardano esclusivamente le auto immatricolate per la prima volta, infatti per chi possiede già un veicolo, o acquista un usato già targato, non verrà imposto alcun obbligo di adeguamento.
Negli ultimi anni anche nei controlli di sicurezza più comuni, come quelli in aeroporto, stanno entrando tecnologie nuove che cambiano non solo ciò che succede dietro le quinte, ma anche l'esperienza di chi viaggia.
In alcuni casi, ad esempio, non è più necessario tirare fuori i liquidi o dispositivi elettronici dal bagaglio, rendendo i controlli più fluidi e rapidi.
Al centro di questa evoluzione c'è una tecnologia di cui si sente sempre più spesso parlare, la CT, la Tomografia Computerizzata, un termine forse poco familiare, ma che rappresenta un passo avanti importante rispetto ai sistemi tradizionali, perché permette un'analisi molto più approfondita degli oggetti.
Di queste e di altre tematiche parliamo con Giovanni Coccia, Key Account Manager Aviation di Smiths Detection.
Benvenuto Giovanni.
Grazie, buongiorno.
Chi è Smiths Detection e qual è il vostro ruolo nel panorama globale della sicurezza, quindi anche al di là del mondo dell'aviazione?
Sì, allora, Smiths Detection è un leader globale nelle tecnologie per il rilevamento delle minacce e per lo screening di sicurezza.
La nostra missione è piuttosto semplice, ma alquanto ambiziosa, cioè contribuire a rendere il mondo un posto più sicuro.
Le nostre soluzioni sono utilizzate in contesti molto diversi tra loro, come hai citato prima, l'aeroporto è un po' l'ambiente principe, ma siamo presenti con le nostre soluzioni nei porti, nei confini terrestri e in infrastrutture critiche che
comprende tante cose, come palazzi governativi, terminal crociere, o grandi eventi dove c'è un afflusso molto elevato di persone.
In ambito aeroportuale, ad esempio, forniamo tutti i sistemi che permettono di controllare i passeggeri, i bagagli e le merci, con l'obiettivo, come detto prima, di impedire che oggetti proibiti o potenzialmente pericolosi entrino nelle aree sterili degli aeroporti e che quindi possano in qualche modo entrare sugli aeromobili stessi.
Il nostro lavoro si basa su tre pilastri principali: innovazione tecnologica, affidabilità dei sistemi e collaborazione molto stretta con le autorità e con tutti gli operatori che lavorano in questo ambito.
Ok quindi diciamo che oggi la sicurezza... hai citato il concetto, il termine di "aree sterili" che sono quelle appunto ad esempio quando entriamo in un aeroporto e superiamo i controlli di sicurezza, ma l'utilizzo di tecnologie come le vostre oggi viene utilizzato in molti più ambiti rispetto al passato forse?
Beh, sì, esatto.
L'esempio più chiaro e lampante a tutti per l'esperienza che facciamo quando prendiamo un aereo è appunto l'aeroporto con la divisione tra "area sterile" e, non mi viene il termine italiano, comunque si utilizza "Land Side" per identificare tutta quella parte invece accessibile liberamente anche a chi non deve partire.
Però le nostre tecnologie vengono utilizzate in moltissimi altri ambiti, come abbiamo detto prima nei porti, penso a tutti i terminal crociere - e non solo - che utilizzano dispositivi molto simili ai controlli di sicurezza di un aeroporto per
controllare il personale e i passeggeri crocieristi e tutte le merci che entrano e partono per le crociere, penso ai centri di smistamento dei pacchi, alle infrastrutture critiche come centrali energetiche, centrali nucleari, edifici governativi, se
vai in Parlamento devi fare dei controlli ed entri, per assistere alla sessione parlamentare, devi fare quasi lo stesso controllo che viene fatto in aeroporto.
O in un tribunale anche, realtà più vicino magari anche al territorio.
Esatto, tribunali o - spero non ci sia necessità - prigioni, si viene controllati esattamente come in aeroporto.
O penso a contesti con un'elevata affluenza dove c'è la necessità di garantire un livello di sicurezza elevato perché il rischio connesso al fatto che entrino determinate minacce, oggetti pericolosi è potenzialmente molto elevato.
Un concerto, un grande evento sportivo, abbiamo avuto le Olimpiadi, chi è andato a questi eventi ha trovato sicuramente dei dispositivi di sicurezza più o meno blandi, poi dopo ogni situazione richiede anche un trade-off tra il livello di sicurezza
e di controlli e la necessità di garantire comunque un afflusso in determinati tempi delle persone.
Ok e poi quindi anche in ambito portuale, se penso anche a grandi container anche quel genere di merce che passa viene controllata?
Quindi non solo il piccolo bagaglio del passeggero ma anche cose molto grandi.
Assolutamente sì, è tutto un ambito di soluzioni che utilizzano una tecnologia simile agli scanner per i bagagli, con capacità molto maggiori, dovendo penetrare densità di materiali e dimensioni, le dimensioni di un container o di un camion, per andare a individuare merce illegale, traffici illegali.
Può essere stupefacenti, sigarette, armi o anche solo merce dichiarata in un modo che non corrisponde alla categoria merceologica e questo è tipico delle truffe per quanto riguarda le tasse doganali.
Anche in questo caso chiaramente c'è un tema di flussi da garantire, migliaia di movimentazioni di container in poche ore per permettere alle navi di partire, quindi è impossibile ad oggi controllare il 100% e si va a controllare una percentuale
limitata di container andando a fare un'analisi del rischio e quindi concentrandosi magari su determinate destinazioni, determinate triangolazioni che sono frequenti o più a rischio per questo tipo di traffici.
Quindi ovunque ci sia la necessità di controllare persone e oggetti, senza fermare i flussi, la tecnologia di screening gioca un ruolo chiave.
E l'obiettivo è quello di individuare in maniera il più efficace possibile le minacce impattando il meno possibile su chi lavora e chi si muove in questi contesti, che siano merci o persone.
Ok quindi hai citato di questo trade-off e sappiamo che in un contesto aeroportuale la sicurezza è al massimo livello perché non è ammesso errore e anche la sicurezza in generale dell'aviazione dipende da questo.
Però dall'altra parte c'è il problema che ovviamente il passeggero che magari deve prendere il suo volo non pensa a questo aspetto, cioè lo dà per scontato e quindi vorrebbe dei tempi più rapidi nei controlli, reputa i controlli come un fastidio nel raggiungere il suo volo.
E in aiuto a questo... quindi una tecnologia che permette da una parte di rendere più efficienti i controlli e dall'altra di renderli ancora più sicuri è quella della tomografia computerizzata che citavo nell'introduzione.
E quindi vorrei fare un focus su questo, ci racconti quindi cosa cambia in questo approccio ai controlli rispetto ai raggi X che siamo più soliti conoscere e quindi perché questo permette di essere più veloci e più accurati?
Sì, allora, ormai da diversi anni questa nuova... nuova, non è una nuova tecnologia, ma l'applicazione di questa tecnologia in ambito aeroportuale ha preso sempre più piede.
Prima nei controlli dei bagagli da stiva, quelli che imbarchiamo al check-in, e negli ultimi anni nei controlli dei bagagli a mano, quello che portiamo con noi in cabina.
La differenza principale è che la tomografia computerizzata non fornisce solo un'immagine in due dimensioni, ma una vera e propria visualizzazione tridimensionale del bagaglio.
Per gli operatori questo significa avere immagini chiare con più dettagli manipolabili appunto in 3D, dove un oggetto anche un singolo oggetto all'interno del bagaglio può essere ruotato, zoomato e analizzato da diversi angoli.
Questa è una grande differenza rispetto alla visualizzazione in due dimensioni che è chiaramente una proiezione dell'oggetto su un piano in cui a seconda di come io catturo fotografo quell'oggetto può essere più o meno semplice interpretare di che cosa si tratti, perché sempre l'interpretazione appunto si parla.
L'operatore deve interpretare un'immagine per capire cosa è contenuto nel bagaglio appunto che quell'immagine rappresenta.
Allo stesso tempo la tecnologia tomografica permette di acquisire un numero molto maggiore di informazioni dell'oggetto che sto scansionando e questo consente di aumentare di molto l'accuratezza dell'analisi ed in particolare della discriminazione tra un materiale e un altro materiale.
I raggi X tradizionali già contengono le informazioni relative ai materiali organici, inorganici e metallici e che vengono rappresentati all'operatore con colori diversi.
Grazie alla tecnologia tomografica, all'interno di una stessa famiglia, di una famiglia simile di materiali organici, è possibile andare a discriminare tra un oggetto pericoloso e un oggetto innocuo come un alimento, e quindi questo è il grande vantaggio che la tecnologia tomografica introduce.
Sì, assolutamente.
E parlando per esperienza personale, anche per descrivere un po' come avviene il tutto, il funzionamento di questi macchinari, quindi quello che succede è: noi mettiamo nella vaschetta il nostro bagaglio, questo passa all'interno del macchinario
appunto come succede normalmente con un qualsiasi macchinario a raggi X che già conosciamo, però se viene rilevato qualcosa di sospetto, quello che succede è che il bagaglio viene spostato in una sezione separata del rullo, inaccessibile al
passeggero, dove un operatore prende la vaschetta e uno schermo gli indica il punto esatto del bagaglio da attenzionare.
Mi succede sempre quando viaggio con un microfono che ha una forma particolare che il macchinario non riconosce spesso e che quindi viene segnalato come sospetto, quindi lo zaino, il bagaglio viene aperto e l'operatore sa già cosa sta cercando a livello di posizione e di forma e quindi ispeziona l'oggetto sospetto.
E questo è facilitato dal fatto che il bagaglio è rappresentato in 3D, quindi l'operatore può muovere sullo schermo l'intero bagaglio senza toccarlo direttamente per capire quella che è stata la segnalazione.
Esatto, è proprio così... è difficile da spiegare in un podcast, è molto più semplice poterlo visualizzare perché è estremamente intuitivo, tramite mouse o touchscreen direttamente sullo schermo, fare proprio la rotazione dell'oggetto e capire in maniera molto precisa e, ripeto, intuitiva di che cosa si tratti.
La tomografia computerizzata applicata appunto al mondo dei controlli è quella che ha permesso, negli ultimi anni abbiamo visto, la possibilità di tenere all'interno dei nostri bagagli computer, liquidi?
Esattamente, hai colto il punto, la tecnologia tomografica ha proprio permesso l'introduzione di questi nuovi regolamenti tali per cui è possibile lasciare all'interno del bagaglio i "Large Electronics", cioè computer e tablet, e liquidi, attualmente fino a due litri.
Non tutti i costruttori hanno già raggiunto questo tipo di certificazione, però la raggiungeranno nei prossimi anni ed è proprio grazie alla tecnologia tomografica che acquisendo un numero molto maggiore di informazioni, permette in maniera
automatica una discriminazione tra gli oggetti organici e inorganici, ma soprattutto all'interno della famiglia degli organici tra organici innocui e organici pericolosi molto maggiore, e ad esempio la capacità di discriminare tra un liquido
pericoloso e un liquido innocuo, una bottiglietta d'acqua da una bottiglietta contenente un liquido infiammabile, ad esempio.
Quindi questa capacità molto maggiore della tecnologia tomografica ha permesso di cambiare anche la modalità con cui il passeggero alla fine vive il momento dei controlli senza più la necessità di dover rimuovere, quindi in qualche modo di dover
semplificare l'immagine all'operatore perché la macchina ha una capacità maggiore, quindi si può mantenere tutto dentro e ha una capacità anche di discriminazione, appunto, dei liquidi e quindi non c'è più bisogno di buttare via un liquido perché la macchina è in grado di capire se è pericoloso o non è pericoloso.
E questo al lato pratico di fatto permette di controllare di più perché è un elemento che rallenta molti controlli è proprio questa attività, in primis di buttare i liquidi, poi di aprire lo zaino, tirare fuori le cose poi magari una cosa rimane
all'interno perché la si è dimenticata e quindi di fatto permette di controllare migliaia di bagagli all'ora.
Esatto, e quindi questa è stata un'evoluzione tecnologica che ha permesso sia da un lato di migliorare la sicurezza dei controlli e allo stesso tempo di migliorare l'esperienza per i passeggeri, aumentando la velocità, il comfort, per il fatto di
non dover appunto svuotare il proprio bagaglio, il proprio zaino di laptop e liquidi, quindi insomma un'innovazione tecnologica che è andata esattamente nella direzione che è l'obiettivo poi della sicurezza, soprattutto quando si ha a che fare con volumi importanti, flussi importanti di persone.
Ok, e a proposito di evoluzione tecnologica, quindi c'è la vostra, ma anche dall'altra parte quella della criminalità che per ovviare a questi nuovi macchinari si muove altrettanto tecnologicamente.
Sentiamo oggi spesso parlare di droghe sintetiche o HME, quindi gli "Homemade Explosives", quindi gli esplosivi fatti in casa che hanno una densità che è molto simile a quella di sostanze organiche, pensiamo ad esempio a zucchero o farina, che potrebbero ingannare i raggi X classici.
E con quale tecnologia si riesce a identificare una composizione chimica di un oggetto rispetto ad un'altra all'interno di un bagaglio?
Ma allora, quando parliamo di tomografia parliamo comunque di un'approssimazione, una approssimazione che però è sempre più accurata e precisa.
L'analisi chimica o molecolare di una sostanza necessita l'utilizzo anche di ulteriori tecnologie su cui comunque il settore sta andando, stiamo parlando ad esempio della tecnologia raggi X a diffrazione, che appunto permette con un'analisi
sicuramente un po' più lenta, non ad alto flusso come nei checkpoint attuali, di andare a fare "l'impronta digitale" proprio di una sostanza, individuando e rilevando il profilo molecolare della sostanza stessa.
In questo caso la discriminazione è praticamente perfetta, l'individuazione della sostanza è certa.
Nel caso della tomografia comunque l'approssimazione è sempre più precisa e appunto - non voglio ripetermi - ma il "match" tra il peso atomico e le informazioni che derivano dall'analisi volumetrica e quindi dalla densità, permettono una
individuazione sempre più precisa delle sostanze e quindi anche di discriminare una polvere o un oggetto prodotto per assomigliare, essere mimetizzato, sembrare un'altra cosa, sembrare un oggetto innocuo, invece da un foglio, ad esempio, prodotto
con sostanze esplosive che potenzialmente può essere utilizzato proprio per assemblare, dopo i controlli, un dispositivo esplosivo, i famosi Homemade Explosives, che sono l'oggetto principale della ricerca e dello sviluppo dei sistemi di questi anni.
E le sostanze stupefacenti?
Cioè anche quello è un problema, immagino, forse anche più diffuso come numero di passaggi, ecco.
Sì, allora è chiaramente un altro tema della sicurezza, ha a che fare in qualche modo con la sicurezza, più come salute e come individuazione, comunque di questi traffici illeciti.
C'è un grande sviluppo anche su questo, ci viene incontro l'intelligenza artificiale combinata alla capacità di discriminare i materiali, in quanto l'intelligenza artificiale permette di individuare forme ricorrenti con cui questi materiali vengono
fabbricati e si cerca di nasconderli, mimetizzarli sotto forma di altri oggetti all'interno dei bagagli, come anche dei pallet o dei container.
E' una sfida sicuramente molto impegnativa, su cui però le nuove tecnologie aggiungono sempre più capacità di rilevazione.
Speriamo che l'evoluzione tecnologica sia sempre un pochino più veloce della capacità di chi vuole fare questo tipo di traffico, sia più veloce della loro capacità di trovare nuove forme, nuovi sistemi per nascondere queste sostanze.
Sì quindi anche da parte vostra è una corsa continua - in generale - nel cercare per forza di cose di innovare ecco perché sennò si rimane indietro contro chi invece vuole cercare di aggirare questi controlli di sicurezza.
Hai parlato di intelligenza artificiale e come sempre ovviamente ormai la sentiamo ricompresa in ogni settore.
Voi come la utilizzate nei vostri macchinari e se lo fate - ma penso proprio di sì - come può essere utilizzata?
Cioè qual è anche il bilanciamento tra il lavoro, l'attività dell'essere umano di verifica delle immagini e quello del supporto dell'intelligenza artificiale, perché poi il controllo - da quello che mi dicevi in realtà - rimane sempre umano ecco, l'uomo è al centro.
Però appunto mi interessava capire come può essere utilizzata l'IA come proprio supporto cioè per rendere il lavoro dell'operatore più efficiente e anche meno stancante perché un operatore più riposato fa meglio il suo lavoro.
Ma allora, l'intelligenza artificiale chiaramente ha già un ruolo molto importante e lo avrà sempre di più nel futuro come strumento di supporto a chi deve interpretare e analizzare le immagini.
Gli algoritmi possono aiutare a evidenziare in maniera automatica le potenziali minacce e quindi in qualche modo comunque ridurre il carico cognitivo degli addetti, migliorando al contempo l'efficacia dei controlli.
Si pensi appunto a un addetto che deve visualizzare una sequenza di decine, se non di centinaia di immagini per la maggior parte senza alcuna minaccia.
Il rischio di essere stanco o distratto quando invece una minaccia, insomma c'è la probabilità che una minaccia ci sia, è molto alto.
Quindi l'intelligenza artificiale è una grande opportunità di migliorare anche il lavoro dell'operatore, perché permette di concentrare il lavoro dell'addetto su un numero magari ridotto di immagini da visualizzare e da visualizzare con più attenzione, spendendo anche un pochino più di tempo.
Quindi le grande opportunità che sono offerte anche dalla normativa che è stata introdotta in aeroporto e che nei prossimi anni, grazie allo sviluppo di questi algoritmi, vedremo, è quella che l'intelligenza artificiale valuterà un grande numero
di immagini, discriminando quelle che devono essere attenzionate dall'operatore da quelle che non c'è la necessità che un operatore le veda.
Quindi va da sé che questa è una grande opportunità per elevare la qualità del lavoro degli screener, permettendo appunto di concentrare l'attenzione, le capacità, l'esperienza su quelle immagini che hanno una probabilità di contenere minacce più elevata.
Chiaramente poi la responsabilità finale è sempre di una persona, quindi l'AI non sostituirà mai uno screener certificato, formato, con esperienza, l'AI non prende decisioni autonome, fornisce delle indicazioni e delle indicazioni molto precise,
perché un algoritmo allenato a riconoscere determinate categorie di oggetti, già lo vediamo nei test che stiamo facendo, è molto più efficace, non si stanca, non fa pause e quindi, diciamo, rispetto all'analisi di grandi volumi di immagini, è sicuramente migliore di un uomo.
La sfida è chiaramente trovare il giusto equilibrio tra l'automazione di questi algoritmi e il controllo umano, garantendo trasparenza per i passeggeri e l'affidabilità dell'intero sistema, dell'intero processo.
Sì, e in questo senso l'intelligenza artificiale, come dici può essere un grande supporto perché anche l'operatore più esperto, con più esperienza, non è detto che abbia la possibilità di riconoscere una minaccia.
Quando invece potrebbe avere di supporto un'intelligenza artificiale che è stata addestrata probabilmente su milioni di esempi che magari avete anche voi raccolto in tanti anni che fate questo lavoro e quindi ha uno spettro di conoscenza molto più
ampio, però come dici giustamente poi l'elemento umano deve rimanere perché l'intelligenza artificiale è molto brava a riconoscere ciò su cui è stata addestrata, i dati, le immagini che le sono state fornite, ma non è altrettanto capace di
riconoscere qualcosa di nuovo, non ha l'intuito umano, e quindi da questo punto di vista può essere sicuramente di supporto.
Fra l'altro l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, al di là dell'ambito aeroportuale, ma può essere utilizzato anche in altri contesti dove magari il controllo non è persona per persona, bagaglio per bagaglio, pacco per pacco, container per
container, per quindi controllare di più di quello che si fa oggi, penso ad esempio in ambito portuale con i container?
Effettivamente l'intelligenza artificiale nel mondo del cargo è anche precedente come sviluppo.
Noi da anni utilizziamo algoritmi di intelligenza artificiale per l'individuazione all'interno dei container di sigarette, l'individuazione di armi nascoste, l'individuazione di aree con densità differenti dal resto del materiale contenuto in un
container che dovrebbe invece contenere un unico carico, non so... un carico di grano, se ho una zona con una densità diversa si riesce a farlo in maniera automatica e molto rapida, andando a discriminare un container che va aperto da uno che
invece non va aperto e l'apertura di un container è molto dispendiosa dal punto di vista di tempo e quindi bisogna essere molto precisi nell'individuare quale.
Ok e guardando al futuro di questo settore che abbiamo detto si è evoluto tanto, ecco, è avanzato molto tecnologicamente, ma guardando al prossimo decennio, ecco, dal vostro punto di vista privilegiato quali sono diciamo anche i trend tecnologici
che magari oggi non vediamo applicati ma che state testando, sperimentando, hai citato l'intelligenza artificiale applicata in modo più diffuso e dall'altra parte ci sono dei punti critici, ecco?
Un po li accennavi prima cioè degli aspetti che possono essere migliorati per rendere i controlli di sicurezza ancora più sicuri, più precisi.
Ma allora il futuro della sicurezza sarà caratterizzato da sistemi sempre più intelligenti e integrati e orientati a valutare in maniera sempre più accurata il rischio.
Faccio due esempi.
L'Open Architecture è un trend di cui si parla da anni e sempre più i sistemi all'interno di un ecosistema come quello dell'aeroporto dovranno essere in grado di parlare ed interfacciarsi con altri sistemi di sicurezza sempre in ambito scansione
immagini e bagagli o comunque tutti i sistemi come telecamere, sensori di rilevazione di fumi, di gas, di intrusione.
Che sono realizzati da aziende diverse e che quindi ad esempio penso in un aeroporto magari non per forza tutte le macchine tomografiche sono vostre e quindi c'è necessità di mettere in comunicazione marchi diversi, brand diversi, il software di
questi macchinari, che normalmente non comunicherebbero perché sono scritti da realtà diverse, quindi questo permetterebbe di creare un ecosistema unico dove è possibile scambiarsi informazioni e quindi migliorare a 360 gradi la sicurezza, la comunicazione.
Esatto ed è questa già un po' una realtà, la definizione di protocolli comuni, di formati ad esempio delle immagini comuni che possono essere analizzati da più algoritmi, da algoritmi dei singoli produttori come anche da algoritmi per la
valutazione e interpretazione delle immagini di altri sviluppatori, terzi, rispetto ai produttori di macchine a raggi X.
Questa è chiaramente una richiesta del settore che noi abbracciamo con entusiasmo nell'ottica di fornire soluzioni sempre più all'avanguardia dal punto di vista della sicurezza, capaci di individuare in maniera più efficace le minacce, che poi è la nostra mission.
Un altro aspetto che sarà sempre più importante nei controlli di sicurezza sarà il cosiddetto "Risk Based Screening", cioè il controllo di sicurezza basato sul livello di rischio del passeggero, quindi nel momento in cui un passeggero si
approccia ai controlli di sicurezza tramite la lettura della boarding pass, vengono rilevate le generalità, la destinazione e i dati relativi al viaggio, e questo in base a un link, a un collegamento con i sistemi aeroportuali, con i sistemi delle
polizie di frontiera, permetterà di individuare un livello di rischio che è generalmente basso e quindi si potrà adottare un livello di sicurezza standard, non voglio dire basso ma standard.
Elevato come quello di oggi.
Esatto.
Mentre invece per soggetti che costituiscono, rappresentano un livello di rischio maggiore, implementare, mettere in funzione invece un controllo magari più approfondito.
Questo è sicuramente una realtà a livello di sviluppo oggi che prenderà sempre più piede nei prossimi anni.
Altri sviluppi, come abbiamo detto prima, insieme al continuo sviluppo delle tecnologie ai raggi X, sicuramente ci saranno altri sistemi come la diffrazione per una discriminazione sempre più precisa delle sostanze, dei materiali e sempre una
maggiore attenzione all'efficienza dei processi e all'esperienza del passeggero che poi ci deve essere sempre un bilanciamento tra il livello di sicurezza e l'esperienza che il passeggero fa quando parte, quando prende un aereo o quando va a fare una crociera, ecco.
Sì però diciamo che a proposito di esperienza comunque oggi abbiamo raggiunto un livello che è quasi quello finale dal punto di vista di come il passeggero si approccia ai controlli, cioè non penso esisterà mai - anche perché vengono utilizzate
tecnologie diverse - la possibilità, almeno nel prossimo futuro, di far passare il passeggero con il proprio bagaglio a piedi da un punto di controllo e controllare sia la persona che il bagaglio.
Potrebbe sembrare fantascienza, ma in realtà esistono degli studi, ancora a livello molto embrionale, per spingersi addirittura in quella direzione, dove quasi io non vedo dov'è il dispositivo di sicurezza, dove sto attraversando il punto di controllo.
Chiaro, parliamo di un mondo un po' lontano, se la domanda era nei prossimi dieci anni, no, sicuramente.
Però ci si sta pensando, allora.
Esatto, pensare 20 anni fa, come sono i controlli oggi, evidentemente i passi fatti sono tanti, quindi chissà nei prossimi 20 anni dove saremo.
Va bene allora grazie Giovanni, è stata sicuramente un'ottima occasione per tornare a parlare di aeroporti, ecco, e della sicurezza in generale in questi luoghi anche per capire appunto un po' il dietro le quinte di una cosa che pensiamo non sia
cambiata poi così tanto, invece ci hai detto che le tecnologie sono tante e che c'è molto studio dietro e anche quindi per il prossimo futuro potremmo vedere altre implementazioni per rendere i nostri viaggi ancora più sicuri.
Quindi grazie e alla prossima.
Grazie a te, arrivederci.
E così si conclude questa puntata di INSiDER - Dentro la Tecnologia, io ringrazio come sempre la redazione e in special modo Matteo Gallo e Luca Martinelli che ogni sabato mattina ci permettono di pubblicare un nuovo episodio.
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Noi ci sentiamo la settimana prossima.

